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17-APR-2019

da pag. 8 Quotidiano Torino

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17-APR-2019

da pag. 16 Quotidiano nazionale

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17-APR-2019

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17-APR-2019 Estratto da pag. 1 3043

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EDIZIONE DELLA MATTINA

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XVI

Monselice

L’EMERGENZA Le analisi Arpav hanno individuato un nuovo composto nelle acque del Po E il bollettino sanitario spinge gli ambientalisti a chiedere tutele

Este

Mercoledì 17 Aprile 2019 www.gazzettino.it

padova@gazzettino.it

«Date acqua in bottiglia ai nostri bambini»

Più sicurezza con le sentinelle di quartiere `Arriva il progetto

Controllo di vicinato Presto i Comitati SOLESINO

Appello delle mamme no Pfas al ministro perchè ora si intervenga nelle mense `

LA RICHIESTA

MONTAGNANA Tornano ad accendersi i riflettori sull’emergenza Pfas. Anzitutto la Regione Veneto è venuta a conoscenza, grazie a nuove analisi Arpav, della presenza di un nuovo composto, chiamato C6O4 e definibile “Pfas di nuova generazione”, nelle acque del Po. Arpav ha informato la Regione che, data l’ubicazione dei punti di campionamento, è pressoché impossibile che la sostanza derivi dal sito inquinato nell’area dell’azienda Miteni. È più probabile che il composto derivi dalle regioni del bacino padano a monte idraulico delle prese in cui è stata ritrovata la sostanza, con una concentrazione di circa 80 nanogrammi/litro. «Ricordiamo, infatti, - ha scritto tempestivamente l’Arpav alla Regione che la stazione è ubicata in prossimità di Castelmassa, al confine con Lombardia ed Emilia». Il Presidente della Regione Luca Zaia ha commentato: «Questa è la conferma che la questione Pfas è un tema che interessa tutto il Paese, ed è una primaria questione ambientale nazionale. Per questo motivo è necessario che il Governo, come ha già fatto il Veneto da tempo, intervenga fermamente, ponendo limiti zero. Invitiamo, quindi, il Ministero dell’Ambiente a muoversi sulla linea già tracciata dalla nostra Regione, agendo il più rapidamente possibile. Ciò a tutela della popolazione non solo delle aree interessate da questo tipo di inquinamento in Veneto, ma di tutti i cittadini del nostro Paese».

Intanto le Mamme No Pfas del Veneto hanno deciso di contattare a loro volta un ministro, quello della Sanità, l’onorevole Giulia Grillo. «Il 16 aprile scorso la Regione Veneto ha emesso il nuovo bollettino aggiornato del Piano di Sorveglianza Sanitaria con i primi dati rilevati nei bambini: si conferma quanto previsto e cioè che anche loro sono stati contaminati ed iniziano a mostrare i segni di interferenza con le funzioni metaboliche che già sono state riscontrate nella popolazione adulta. – scrivono le mamme - Al momento non esiste cura farmacologica o trattamento sanitario per eliminare queste sostanze dal nostro corpo e da quello, ancora più delicato, dei nostri bambini. Per tanti anni noi non abbiamo potuto salvaguardare i nostri figli perché nemmeno eravamo a conoscenza di questo immane disastro ma adesso pretendiamo che siano poste in essere tutte le misure preventive volte ad evitare ogni possibile ulteriore esposizione dei nostri figli a queste sostanze». Ma quali sono le richieste delle Mamme No Pfas? Rivolgendosi all’onorevole Grillo chiedono «di attivarsi affinché in tutti i comuni veneti colpiti da questo disastro le mense delle scuole di ogni ordine e grado forniscano obbligatoriamente acqua in bottiglia sia per bere che per cucinare. Per lo stesso motivo chiediamo che il cibo preparato nelle mense sia certificato come completamente privo di Pfas». E concludono: «Onorevole Giulia Grillo, i nostri bambini non sono stati tutelati in passato: ci aiuti a tutelare il loro futuro». Camilla Bovo

AMBIENTE Le mamme no Pfas chiedono al ministro Grillo che si dia acqua minerale nelle mense

In salvo sei anatroccoli MONSELICE È stato un salvataggio in piena regola quello compiuto ieri mattina dall’Ispettore Ambientale del Comune, Giuseppe Rangon. Mentre era impegnato a pattugliare il territorio, il dipendente di Palazzo Tortorini si è accorto di un’insolita presenza vicino al cosiddetto “Ponte di Ferro”, all’imbocco di via Trento e Trieste. Sei anatroccoli, nati solo pochi giorni fa, si erano infatti allontanati dalla loro mamma e, dopo aver attraversato pericolosamente la strada, avevano trovato rifugio dietro alle mura della scuola Guinizelli. Giuseppe Rangon si è subito reso conto che lasciare lì quei pulcini avrebbe significato lasciarli esposti al rischio troppo alto di finire

San Cosma, il gioco del silenzio MONSELICE La città di Monselice, e la frazione di San Cosma in particolare, vivranno un 25 aprile speciale quest’anno. In occasione della festa della Liberazione, infatti, sarà presentato il cortometraggio “San Cosma – Il gioco del silenzio”, dei registi Alessandra Gonnella e Diego Loreggian. La storia raccontata è quella di alcuni ragazzi della frazione che trovarono la morte sul finire della Seconda Guerra Mondiale, giocando con le munizioni abbandonate all’interno della scuola elementare. Il dramma si ripeté ben due volte. La prima, il 5 maggio 1945, quando, a mezzogiorno, si udì un forte boato provenire da dietro la scuola. Lo scoppio improvviso di alcune munizioni provocò la

morte di Sergio Sturaro e Franco Greggio, entrambi di 10 anni. Altri due bambini rimasero feriti: Beppino Sturaro e Idelmino Biondi. La seconda, il 7 ottobre dello stesso anno, al termine della messa del Fanciullo. L’esplosione di un proiettile spense Mario Girotto, 12 anni, e Silvio Carturan, 17. Anche in questo caso ci furono due feriti: Lucia e Luciano Tresoldi. I due episodi, come è comprensibile, scossero profondamente la comunità “stortolana”, e continuano a farlo ancora oggi. Tanto che, un anno fa circa, con oltre duecento firme raccolte, è stata chiesta un’iniziativa per ricordare le quattro giovanissime vite spezzate dagli strascichi del conflitto. Da quella richiesta ha avuto origine il cortometraggio. Il programma prevede il ritrovo alle 10 in piazzale Vittoria per l’al-

zabandiera e la deposizione delle corone d’alloro al monumento dei caduti. Alle 10.30, nel cortile della scuola primaria “Daniele Manin”, si terrà la benedizione della lapide dedicata alle “Giovani Vittime Innocenti della II Guerra Mondiale”. Ca.B.

FILM San Cosma, il gioco del silenzio

SALVATI I sei anatroccoli messi nello scatolone e poi liberati

investiti. Si è avvicinato fino a riuscire a metterli al sicuro in uno scatolone. Affacciatosi poi sul Bisatto, l’Ispettore ha visto mamma anatra che attendeva i suoi piccoli e ha liberato gli anatroccoli Ca.B.

A Solesino è sbarcato il progetto “Controllo di Vicinato”. Se ne è parlato lo scorso lunedì sera al Centro Anziani “al Parco”, dove il sindaco Elvy Bentani, l’assessore Orfeo Dargenio, il referente Giorgio Tripoli e il Comandante della Polizia Locale Cesare Basso hanno illustrato le potenzialità del progetto, peraltro già avviato in oltre mille Comuni italiani, tra cui Albignasego e Montegrotto. L’idea alla base è quella di costituire uno strumento di prevenzione della criminalità, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata via o quartiere e la loro collaborazione con le Forze dell’Ordine. A tutti gli abitanti dell’area interessata è unicamente richiesto di alzare il livello di attenzione, segnalando tempestivamente su apposite chat Whatsapp episodi anomali, personaggi insoliti o situazioni a rischio. Non si parla dunque di ronde o simili, ma soltanto di vigilare su quanto accade. Toccherà poi a un referente filtrare le varie segnalazioni e inoltrarle alle Forze dell’Ordine. «I Comuni che aderiscono a questo progetto siglano una convenzione con la Prefettura e sono chiamati a seguire delle linee guida. – spiega l’assessore Orfeo Dargenio – I cittadini che sposano a loro volta il Controllo di Vicinato vengono formati nella prima fase del progetto, in modo da sapere quali situazioni è necessario segnalare nelle chat. A spese dell’amministrazione comunale sarà eventualmente la cartellonistica per individuare aree e quartieri». Gli fa eco il sindaco Elvy Bentani: «Questo progetto può trovare slancio e impulso grazie anche a Comitati di quartiere, che introdurremo come ammini-

strazione comunale per favorire la partecipazione diretta e attiva. La collaborazione tra cittadini è fondamentale affinché si instauri un clima di sicurezza che sarà percepito da tutti i residenti, rafforzando i legami e il dialogo tra i cittadini della nostra comunità, la Polizia Locale e i Carabinieri». Il Controllo di Vicinato potrebbe essere particolarmente efficiente per i cosiddetti reati minori, quelli che i cittadini temono maggiormente perché sono una minaccia alla vita quotidiana, alla casa e all’incolumità personale. Il sindaco anticipa poi la volontà dell’amministrazione di installare, entro la fine del proprio mandato, un sistema di videosorveglianza dotato di 10 o 12 varchi a posizionare all’ingresso del paese, per controllare tutti i veicoli che entrano ed escono da Solesino, con telecamere ad altissima tecnologia in diverse zone nevralgiche del territorio comunale. «Nella società moderna la sicurezza non è solo ordine pubblico ma quartieri più illuminati, riduzione del disagio sociale, riduzione degli spazi degradati, risposta alle segnalazioni dei cittadini e rispetto delle regole. – afferma – La sicurezza urbana non si pone in termini alternativi rispetto alla sicurezza pubblica, ma ne costituisce un elemento di base. Il nostro obiettivo è quello di non lasciare i cittadini soli davanti alle difficoltà perché questo li rende vulnerabili e più esposti alla delinquenza». Ca.B.

SINDACO Elvy Bentani. Arriva il controllo di vicinato

Gestione verde pubblico, gara sospesa MONSELICE Non s’ha da fare, direbbe qualcuno, la gara per l’appalto del servizio di gestione del verde pubblico a Monselice. Già nell’ottobre scorso una sentenza del Tar aveva annullato la gara appena indetta da Palazzo Tortorini, poiché il Comune non aveva comunicato adeguatamente ai partecipanti i cambiamenti effettuati in corsa ai criteri per la partecipazione. A distanza di sei mesi, era stato predisposto un nuovo bando. Nella giornata di domani, in particolare, si sarebbe dovuta chiudere la presentazione delle domande, molte delle quali sono già state protocollate nei giorni scorsi a Palazzo Tortorini. Eppure il Comune di Mon-

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selice, con un avviso a firma del responsabile del procedimento di gara, l’architetto Giuseppe Basso, ha annunciato a sorpresa la sospensione della procedura di gara. «Sono pervenute varie richieste di chiarimenti da parte di operatori economici interessati alla procedura», spiega Basso. Richieste che, a detta dello stesso architetto, sarebbero state girate il 27 marzo scorso al Dirigente

«SONO PERVENUTE VARIE RICHIESTE DI CHIARIMENTI DA PARTE DI OPERATORI ECONOMICI INTERESSATI ALLA PROCEDURA»

del Servizio Ambiente per la formulazione delle risposte, che avrebbero dovuto pervenire, da regolamento, entro l’11 aprile scorso. Le risposte sarebbero però arrivate solo quattro giorni dopo, comportando per di più la modifica del Disciplinare di gara, in particolare relativamente alla modifica della formula per la valutazione delle offerte economiche e a una nuova pesatura dei punteggi delle offerte tecniche, e persino la rivalutazione del progetto di manutenzione e gestione del verde pubblico. Alla luce di tutto questo, alla Centrale di Committenza non è rimasto altro da fare che sospendere la procedura, rinviando la chiusura della gara a data da destinarsi. Ca.B.


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Mercoledì 17 Aprile 2019 Corriere del Veneto

TV

Belluno

NUMERI UTILI ComuneBelluno sportellodelcittadino VigiliUrbani

belluno@corriereveneto.it

0437913222 0437913520

Municipio 0437913111 0437216111 OspedaleBelluno 0437645111 OspedaleAgordo OspedaleP.diCadore 04353411

Il Parco senza il presidente «Adesso andiamo a Roma» Mandato al presidente della Provincia d’incontrare il ministro A Lentiai

Ufficio postale con murale di «street art»

LENTIAI Ufficio più colorato

alle Poste di Lentiai. Il murale dipinto sulle pareti esterne dell’edificio è stato inaugurato ieri mattina davanti al commissario prefettizio Carlo De Rogatis per il Comune e il responsabile Nordest di «mercato privati» Pietro La Bruna per Poste italiane. L’opera, realizzata dallo street artist «Etnik», s’intitola «Connectivity» e fa parte del progetto «Paint-Poste e artisti insieme nel territorio» che ha lo scopo di promuovere l’arte giovanile e rendere gli uffici postali più accoglienti e vicini alla comunità. «L’iniziativa — spiegano le Poste — coinvolgerà 20 uffici in altrettanti piccoli Comuni, valorizzando il radicamento di Poste Italiane nel tessuto sociale e offrendo un nuovo tratto estetico ai piccoli borghi». (D.P.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Chiederò d’incontrare il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Questo stallo deve avere una soluzione rapida». Roberto Padrin, presidente della Provincia, è diretto, al termine della riunione della Comunità del Parco (sindaci e Unioni montane facenti parte del territorio del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi) che gli ha conferito il mandato ufficiale d’interpellare direttamente il ministro per cercare di porre fine all’impasse che sta strangolando l’ente con sede a Villa Binotto a Feltre. «Da quasi 4 anni il Parco delle Dolomiti bellunesi non ha un presidente — ricorda Padrin — Dal 4 marzo non ha più il direttore e da quasi un mese non ha più un consiglio direttivo, dopo le dimissioni in massa dei componenti. Una situazione intollerabile, che rasenta l’assurdo e che blocca l’operatività dell’ente». All’orizzonte, per ora, nulla al di là delle parole di circoFELTRE

Stallo Il Parco non ha neanche il direttore: 44 candidati

stanza dei deputati bellunesi di maggioranza e della Regione. Nessuna novità e nessuna comunicazione ai sindaci della Comunità del Parco, interpellati lo scorso ottobre per individuare una rosa di possibili candidati alla presidenza del Parco, vacante da luglio 2015, quando terminò il mandato quinquennale di Benedetto Fiori. «Eravamo soddisfatti di questo dialogo — commenta

Verso Roma Il n. 1 della Provincia Padrin

OspedaleCortina EnelBelluno Acqued.(BIM) Gas(BIM)

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Acqued.Feltre Alcolistianonimi Emergenzainfanzia

amaramente Padrin — perché finalmente il territorio veniva interpellato in una scelta decisiva». Invece, tanti saluti: i tre nomi dei papabili presidenti (Fabio «Rufus» Bristot, Ennio Vigne e Franco Zaetta) sono sul tavolo ministeriale da metà novembre. Cinque mesi nei quali a fare rumore è stato il silenzio di ministero dell’Ambiente e Regione, i due enti che dovranno scegliere il massimo dirigente del Parco. Così l’ente si avvia a grandi passi verso il commissariamento. «Una soluzione che, come sindaci, avversiamo con tutte le nostre forze — spiega il presidente della Provincia — perché significherebbe ritardare ulteriormente il rilancio del Parco». Un ente alle prese con sfide importanti, come la gestione delle strutture sul suo territorio. Alcune, come il sito di Valle Imperina e l’area-ristoro di Candaten, fortemente danneggiate dalla tempesta «Vaia». Servirebbe almeno un direttore: al bando per la successione ad Antonio Andrich hanno risposto 54 candidati. Ma è tutto fermo, in attesa che il Parco possa avere, finalmente, anche un presidente. Moreno Gioli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il sindaci del capoluogo e Feltre: ospedali da non penalizzare sindaci di Agordino e Cadore — spiega Massaro — per il ripristino di un’attività chirurgica a Pieve ed Agordo, anche ricorrendo alla reperibilità e la necessità di avere l’ambulanza medicalizzata». Per l’ospedale «Santa Maria del Prato» a Feltre, chiesto che i 30 posti-letto riservati agli utenti del Primiero non tolgano spazio ai feltrini e che le attività di Senologia e Chirurgia vascolare, oggi attive solo a Belluno, possano esser-

Richieste Al «Santa Maria del Prato» Senologia Al «San Martino» torni Anatomia patologica

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Il bilancio 2018

Sanità, delegazione sbarca a Venezia BELLUNO Poche richieste, chiare e puntuali. Ieri Jacopo Massaro e Paolo Perenzin, presidente e vice della Conferenza dei sindaci dell’Usl 1 «Dolomiti», hanno portato alla Quinta commissione consiliare in Regione le istanze del Bellunese sulle schede sanitarieospedaliere. Ora la palla al Consiglio, dove le schede, approvate dalla giunta lo scorso 13 marzo, sono in discussione. «Abbiamo riportato le richieste dei

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ci anche a Feltre. E per Belluno? «Abbiamo chiesto il ripristino delle attività per renderlo riferimento provinciale — spiega Massaro — in particolare che la Breast unit (Centro di Senologia, Ndr) sia resa Unità dipartimentale e non semplice, che venga ripristinata l’apicalità di Anatomia patologica e che a Ortopedia e Traumatologia sia aggiunta l’interventistica radiologica». (M.G.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Dolomitibus», utile oltre il milione Premio di 1.100 euro ai 235 dipendenti BELLUNO Fatturato e utile in crescita, il 5% dei passeggeri in più e molti progetti per il futuro. I tempi bui per «Dolomitibus», la società del trasporto pubblico locale sui gomma simbolo del Bellunese, sembrano alle spalle. Lo certifica il bilancio consuntivo 2018, approvato ieri dall’assemblea dei soci. Se nel 2014, ultimo anno di totale partecipazione pubblica, la società era sull’orlo del tracollo, con quasi 730 mila euro di perdite, dal 2015, con l’ingresso del socio privato «Autoguidovie Spa» (proprietario ora del 40% delle azioni, il restante 60% resta alla Provinca di Belluno) i conti sono tornati a posto. Nel 2018 «Dolomitibus» ha sfondato la barriera del milione di euro di utili: per la precisione 1 milione e 42 mila euro, contro i 969 mila euro del 2017. Segno più anche per i passeggeri trasportati: l’anno scorso sono stati 11 milioni 211 mila (quasi 900 mila in più del 2017). «Risultati — dichiarano il A27 neopresidente Andrea Biasot- Il «Tavolo to e l’amministratore delegato Natalia Ranza — frutto delle delle scelte strategiche fatte, come infrastrutl’investimento di 10 milioni di ture» alla euro per rinnovare gli autobus Regione: che oggi sono belli, comodi e sbocco rispettosi dell’ambiente. Ottimi risultati anche sul fronte a nord del trasporto degli studenti. Grazie al bonus “Investiscuola”, finanziato da Provincia, Fondi di confine e consorzio Bim Piave e che permette a tutti gli studenti delle Superiori di pagare la tariffa minima, nel 2018 sono stati 9.395 gli abbonamenti annuali. Una crescita imponente dai 5.993 di due anni fa, pur senza un parallelo aumento degli studenti. «Questo progetto piace, funziona — spiega Ranza — e sta cambiando le abitudini dei bellunesi». L’approvazione del bilancio porta con sé anche buone notizie per i 235 dipendenti di «Dolomitibus» che troveranno in busta-paga un premio di risultato di 1.100 euro. Intanto associazioni di categoria e sindacati chiedono alla Regione di proseguire con il prolungamento dell’A27. La necessità di uno sbocco a nord per il Bellunese è stata ribadita nel «Tavolo delle Infrastrutture» della Provincia e messa nero su bianco in una lettera che il presidente di Confindustria «Belluno Dolomiti», Lorraine Berton, ha consegnato lunedì sera al governatore del Veneto Luca Zaia. M. G. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dimesso, morì d’infarto quella sera In manette un operaio-spacciatore Assoluzione per le due dottoresse A casa teneva cocaina e hashish Il decesso di Paolo Da Rold: il Pm aveva chiesto le condanne BELLUNO Assolte perché «il fat-

to non sussiste». È terminato con un’assoluzione piena, nonostante il Pm avesse chiesto otto mesi di reclusione, il procedimento a carico dei medici dell’ospedale del capoluogo Alessia Casanova e Maria Laura Bisogno imputati di omicidio colposo. Per la Procura erano responsabili della morte del 44enne Paolo Da Rold, trovato senza vita nella casa di Bolzano Bellunese il 26 agosto 2016. Il giorno prima si era presentato al Pronto soccorso del «San Martino» per un dolore alla bocca dello stomaco. Il medico effettuò un’ecografia addominale e, non riscontrando niente di grave, lo lasciò tornare a casa. Da Rold morì verso le 22 di quella sera stroncato da un infarto. Casanova e Bisogno (avvocati Sandro De Vecchi e Jenny Fioraso), sono le due dottoresse

che lo visitarono al Pronto Soccorso. Insieme ai loro legali hanno scelto il rito abbreviato e ieri il giudice le ha assolte, con formula piena, non riscontrando nesso causale tra l’operato dei medici e la morte dell’uomo. Le motivazioni della sentenza tra 90 giorni. Ha patteggiato invece due anni e otto mesi di reclusione il 28enne marocchino F.K. che, il 17 novembre 2018, aggredì e rapinò un’anziana a Limana. La donna conosceva il giovane da quasi un anno perché girava per le vie del paese come venditore ambulante.

L’altro processo Aveva rapinato un’anziana a Limana: patteggia due anni e 8 mesi di reclusione

Alla sua richiesta di denaro tirò fuori dal portafoglio cinque euro e glieli consegnò. Il marocchino però aveva anche sete. Così l’anziana entrò in casa per prendere una Coca Cola e lui la seguì chiudendo a chiave la porta d’ingresso. Le strappò la collana che aveva al collo, la chiuse in una stanza e scappò. L’anziana strappò le zanzariere di una delle finestre e uscì all’aperto. Infine condannata a due mesi di reclusione, 200 euro di multa e 2.500 euro di risarcimento la 56enne croata Katica Grgic. Nel 2014 prese in affitto l’Hotel «Bosco verde» a Zoldo Alto. Alla riconsegna delle chiavi i proprietari si accorsero che mancavano all’appello diversi oggetti tra cui cucchiai, sdraio, accappatoi, estintori e computer per un valore di circa 3.000 euro. Davide Piol © RIPRODUZIONE RISERVATA

Feltre: il 54enne, arrestato dai carabinieri, tace davanti al giudice FELTRE Incastrato dai suoi concittadini e arrestato. Il pusher F.U., operaio feltrino di 54 anni, non ha avuto scampo. I carabinieri di Feltre, coordinati dal comandante Stefano Vagnozzi, hanno perquisito la sua abitazione sabato scorso trovando 50 grammi di cocaina, 100 grammi di hashish e tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi di sostanze stupefacenti. A portare sulle sue tracce le frequenti voci cittadine che indicavano in lui un importante fornitore di droga con diversi clienti feltrini di ogni età. L’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e portato in carcere a Baldenich. Nell’udienza di convalida di ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il Gip ha disposto gli arresti domiciliari. Venerdì notte, invece, la Polstrada ha fermato lungo la

Il sequestro La droga e l’altro materiale trovato nell’abitazione a Feltre

strada statale «50 bis» a Fonzaso un camion di nazionalità slovena carico di rame diretto in Inghilterra. Dalla lettura delle stampe e dall’analisi dei dati scaricati, la pattuglia ha accertato che, nonostante il conducente fosse alla guida, per il tachigrafo il mezzo risultava fermo e l’autista di nazionalità serba in riposo da più di

cinque ore consecutive. L’uomo si è preso una multa da 3.000 euro per 17 violazioni del Codice della Strada e patente di guida sospesa. Il veicolo è stato sottoposto a fermo cautelare e l’impresa slovena sanzionata per circa 1.000 euro. D. P. © RIPRODUZIONE RISERVATA


Belluno Mercoledì 17, Aprile 2019

OLIMPIADI D’ITALIANO: FEDERICA TANCON DEL LICEO TIZIANO SI PIAZZA AL 6. POSTO

SS. Elia, Paolo e Isidoro A Cordoba, ricordo dei Santissimi martiri Elia, Paolo e Isidoro che, durante la persecuzione dei Mori, furono uccisi per aver testimoniato la loro fede

6°C 17°C Il Sole Sorge 6.18 Tramonta 20.04 La Luna Sorge 17.32 Cala 6.15

Belluno

Corsa Dolomiti Trail: è tutto pronto per la gara di Pedavena

La glottologa bellunese

Parco nazionale Dolomiti Padrin a Roma dal ministro No al commissariamento del Parco nazionale Dolomiti bellunesi, per chiedere la nomina del presidente, Padrin andrà dal ministro

Bertolio a pagina XVI

A pagina XVIII

A pagina II

«Grandi opere, noi siamo pronti» Fronte delle categorie economiche compatto, la presidente `Prolungamento della A27, il governatore: «Iter per i fondi Ue di Confindustria Berton da Zaia: «Decisi a fare la nostra parte» complesso, meglio andare avanti con le varianti della Alemagna» `

Le associazioni di categoria fanno squadra e, cavalcando la rinata speranza di poter ottenere uno sbocco viario a nord, grazie ai fondi messi a disposizione dell’Europa per le progettazioni, si rivolgono al governatore del Veneto Luca Zaia per chiedere un «colpo di reni». Lo fanno con una lettera consegnata a mano dalla presidente dei Confindustria, Lorraine Berton, con la quale ribadiscono la cronica carenza infrastrutturale della provincia, sollecitando la Regione a non perdere questa occasione. C’è poi l’altro grande caso: ovvero il collegamento sciistico Comelico-Pusteria bocciato dalla Sovrintendenza.

Il governatore Luca Zaia, accoglie la presidente, ascolta, condivide le esigenze del Bellunese, ma invita a concentrarsi sulle quattro varianti dell’Alemagna, già finanziate nell’ambito dei Mondiali di sci 2021 di Cortina. Zaia, da sempre acceso sostenitore del prolungamento della A27, entra in frenata nelle richieste degli imprenditori. «Abbiamo il veto della Cipra e la contrarietà degli austriaci» spiega il governatore ricordando come «il grande treno della Venezia-Monaco sia stato perso molti anni fa». Una gelata per le speranze bellunesi di sfondare a nord. Fiducioso, invece, sull’impianto sciistico Comelico-Pusteria. Marsiglia e Tormen pagina III

Laboratorio in casa preso lo spacciatore

Belluno

Piandelmonte: strada comunale tagliata in due Tante belle parole per niente. Gli abitanti di Ronce, Tassei e Piandelmonte chiedono di “essere al mondo” ormai da tempo. Ieri però senza nessun preavviso la strada che porta alle frazioni è stata sbarrata da un cantiere del Bim Gsp. AUTOSTRADA A27 Gli imprenditori chiedono il prolungamento a nord

A pagina VII

Sanità Schede ospedaliere contestate dai sindaci

Nell’abitazione di un operaio feltrino trovati panetti di hashish e dosi di coca Feltre

Camionista commette ben 17 infrazioni Camionista serbo al volante di un mezzo pesante sloveno commette tutte insieme 17 infrazioni. Un triste “record” quello incassato venerdì notte da un camion carico di rame, fermato dalla stradale: 3600 euro di multe. A pagina X

Volo notturno “bocciato” in Regione L’AUDIZIONE Ieri mattina dei sindaci bellunesi in V commissione regionale

Dolomitibus: bilancio sano e investimenti in vista Più viaggiatori, più bus, più soldi. Dolomitibus chiude il bilancio 2018 con un utile di poco più di un milione e un’impennata verso l’alto degli utenti: numeri e dati che proiettano la società di trasporto pubblico locale del Bellunese tra le eccellenze in Veneto e in Italia. I tempi bui del segno negativo sono lontani, oggi l’azienda pensa in grande e progetta di sconfinare fuori provincia. Era il 2014 quando l’esercizio era stato chiuso con un buco di 728.424 euro, da quell’anno ne è passata parecchia di acqua sotto i ponti. Ricavi, investimenti, utenti, utilizzo della app, crescita e assunzioni: i dati hanno tutti il segno positivo. A pagina II

Cortina

Nei progetti per il Codivilla Putti specialità chirurgiche e riabilitative La nuova gestione dell’ospedale Codivilla di Cortina che è stata affidata al gruppo Gvm Care & Research non si avvierà prima della fine del prossimo mese di giugno. Rimane invariato il progetto di gestione. I lavori richiederanno 3 anni, nel frattempo il Putti ospiterà il punto d’urgenza. PULLMAN Dolomitibus in piazza dei Martiri per la presentazione

La Regola di “Valfreda” ora rinasce Al Comune di Falcade è arrivata la richiesta per l’istituzione di una nuova Regola. Si chiamerà: “Regola della Compagnia della Montagna di Valfreda”. Un primo passo formale che in valle del Biois è stato fatto per ripristinare gli antichi ordinamenti. Fontanive a pagina XIII

Belluno

I piani di Poste più bancomat sul territorio

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Ufficialmente fa l’operaio, ma tutti lo conoscevano come il pusher del centro di Feltre. E così, sabato, U.F., 54enne feltrino, sabato è finito in cella a Baldenich con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri della stazione di Feltre hanno trovato nella sua abitazione 100 grammi di hashish e 50 di cocaina, oltre a tutto il necessario per il confezionamento delle dosi. Ieri il giudice ha concesso al 54enne i domiciliari. È il terzo arresto in meno di una settimana, dopo le manette scattate martedì scorso per altri due. Bonetti a pagina IX

Falcade

Dibona a pagina XIV

L’OSPEDALE Codivilla Putti

Redazione Belluno: 32100 - Belluno, via Segato 5 - Tel. 0437.940260 - fax 041.665177 belluno@gazzettino.it

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Trentin a pagina II

Rafforzare la presenza sul territorio: Poste Italiane lavora da una parte per attivare alcuni Atm (sportelli automatici Bancomat) nei comuni montani che ne hanno fatto richiesta e, dall’altra, intervenire in quelle strutture che hanno necessità di essere messe a norma abbattendo le barriere architettoniche. Terzo punto, l’abbellimento, ove possibile, degli edifici trasformandoli in piccole galleria d’arte del territorio. Ed è proprio in quest’ultimo aspetto che rientra l’inaugurazione di ieri mattina. Sulle pareti esterne dell’ufficio postale di Lentiai è stato realizzato un murale nell’ambito del progetto “Paint”. Scarton a pagina VIII


MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 IL MATTINO

PADOVA

capitali all’estero: l’inchiesta

«I soldi del conto croato sono nelle mani della giustizia italiana» Lettera di Paolo Venuti con la sua verità sul tesoretto di Galan «Somme reimpatriate dal 2009». Ma la Procura smentisce dissequestrate dalle autorità croate che, dopo due anni di indagini, non avevano rinvenuto alcun motivo per prorogare il sequestro».

Carlo Mion Il tesoretto di Galan? È già stato sequestrato dalla giustizia italiana. O meglio lo ha consegnato spontaneamente Alessandra Farina, la moglie di Paolo Venuti il commercialista dell’ex presidente della Regione, e intestataria del conto corrente che ospitava il denaro alla Veneto Banka di Zagabria. A dirlo, o meglio a metterlo nero su bianco in un comunicato è lo stesso commercialista che racconta la sua versione sul giro che hanno fatto i soldi che secondo la Procura di Venezia sono quelli delle mazzette che Giancarlo Galan ha intascato per il Mose. Una ricostruzione che non convince il Procuratore aggiunto Stefano Ancilotto che la pista di quei soldi la batte da anni. Scrive Venuti a proposito

NESSUN SEQUESTRO

Paolo Venuti

di quel milione e mezzo attribuito a Galan, lui che è beneficiario effettivo del conto: «Quelle somme sono state reimpatriate giuridicamente in Italia sin dal 2009, con intestazione ad un intermediario autorizzato, e poi fisicamente trasferite in Italia, presso la BIM - Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni - il 17 aprile 2017, cioè non appena

Dai documenti che la Procura deposita durante il processo conclusosi con il patteggiamento di Galan e poi di Venuti, quest’ultimo per riciclaggio, emerge che nel 2016 la Croazia risponde alle autorità italiane dicendo che nel famigerato conto non ci sono praticamente più soldi. C’erano, rispondono i croati, 2.000 euro. L’altra cosa che la Procura veneziana sottolinea è quella di non aver mai chiesto il sequestro di nulla. Per cui la Croazia non aveva motivo di bloccare quel conto. L’unica possibilità è che il sequestro riguardasse un’altra indagine. Continua Venuti: «Mia moglie, con una scelta di comple-

ta trasparenza e correttezza, ha all’epoca deciso di revocare il mandato alla fiduciaria e di trasferire le somme presso una banca italiana, pur essendo formalmente al corrente dell’esistenza, sin dal 2013, di indagini a proprio carico per l’ipotesi di reato di riciclaggio. Tali somme sono state integralmente acquisite al Fondo Unico di Giustizia il 9 aprile 2019 per ordine del Procuratore aggiunto della Repubblica, Stefano Ancilotto. Quindi il conto croato è stato effettivamente “svuotato” da mia moglie, che lo ha consegnato deliberatamente alla giustizia italiana. Della sorte delle somme sequestrate deciderà il Tribunale competente». PATTEGGIAMENTO

Il procuratore Ancilotto sottolinea che da lui non si è mai presentato nessuno a consegnare deliberatamente soldi o beni. Ribadisce che lo stesso Paolo Venuti quando patteggia la pena per riciclaggio sa benissimo che quei soldi a cui si riferisce la Procura, cioè il milione e mezzo nel conto croato, sono quelli che gli inquirenti fanno risalire a Galan e alle mazzette prese per i lavori del Mose. «Queste informazioni erano facilmente acquisibili, senza necessità di rivolgersi alle autorità croate, in quanto si tratta di movimenti tutti bancariamente tracciati in Italia, e quindi disponibili nell’anagrafe dei conti. Oppure, bastava richiederle all’interessata», conclude Venuti. —

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razionalizzazione delle risorse

Fondazione Università un nuvo soggetto per contenere i costi Nasce la Fondazione Università di Padova, che riunirà sotto un unico cappello la Fondazione Casa dello studente, la Fondazione Casa dell’assistente e Unismart Padova enterprise. Della Casa dello studente, l’ateneo è socio fondatore insieme al Comune: scopo dell’ente è quello di offrire vitto e alloggio, a prezzi molto vantaggiosi, agli studenti fuori sede che ne hanno bisogno. La Casa dell’assistente, invece, nasce grazie all’eredità del professor Virgilio Ducceschi, che aveva disposto fosse investita in questo modo. Quando ad Unismart, è la società interamente controllata dall’Università di Padova che si occupa di brevetti e trasferimento tecnologico. Già con la Legge di stabilità 2015, era stato imposto alle università l’obbligo di ridurre le partecipazioni, anche attraverso la fusione di enti che svolgono attività simili tra loro. Di qui l’idea di costituire una sola Fondazione, nell’ottica di una razionalizzazione delle risorse e del contenimento della spesa pubblica. Nella definizione di un soggetto giuridico unitario,

la scelta è ricaduta sulla Fondazione per molti motivi, soprattutto di carattere pratico. La Fondazione è per sua natura versatile, perché permette ad esempio di acquisire bene e servizi alle migliori condizioni di mercato, sostenere finanziariamente attività didattiche e di ricerca, ed anche di supportare la realizzazione e gestione di strutture di edilizia universitaria e di altre strutture di servizio strumentali e di supporto all’attività istituzionale. La Fondazione potrà anche promuovere raccolte fondi, stipulare contratti e convenzioni, partecipare a consorzi. L’università sarà socia fondatrice con funzioni di indirizzo e poteri di controllo: al termine di ogni biennio, poi, è prevista una verifica sull’operato della Fondazione, per appurare che stia lavorando in modo conforme agli obiettivi prefissati. La proposta è stata presentata ieri durante una riunione del Consiglio di amministrazione, ed è già in corso di elaborazione lo Statuto, di cui per ora è stata stesa la prima bozza. — Silvia Quaranta


REGIONE

MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 CORRIERE DELLE ALPI

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La sfida delle elezioni europee

Di Maio lancia la capolista Pignedoli La giornalista antimafia guiderà la lista del M5S a Nordest e supera con 2000 voti il test delle primarie on line Albino Salmaso PADOVA. Luigi Di Maio ha scel-

to le donne a guidare il M5S nelle 5 circoscrizioni del Parlamento europeo e l’ala movimentista di Fico ha disertato il voto on line: il terzo round ha visto 20 mila adesioni alla piattaforma Rousseau, contro i 37 mila del primo turno. I contrari alla linea del vicepremier sono 7.600, oltre il 30%. L’apertura alle “eccellenze della società civile” ha finito per oscurare attivisti storici come Dibattista, che ha ripreso a girare il mondo con la sua motocicletta. A guidare la lista a Nord-Est è stata scelta Sabrina Pignedoli, una giornalista del Resto del Carlino di Reggio Emilia che si è occupata di ‘ndrangheta negli ultimi 10 anni: grazie alle sue inchieste sono nate delle indagini giudiziarie. Sul Blog delle stelle, si legge che la Pignedoli ha analizzato «l’infiltrazione della ‘ndrangheta in Emilia Romagna, in Lombardia, in Veneto e ha studiato il fenomeno mafioso anche in altri stati come la Germania. Lei sarà preziosissima per il lavoro di contrasto alle mafie a livello internazionale: la normativa antimafia dell’Italia va estesa a tutti i Paesi Ue». IL VOTO ON LINE

Sabrina Pignedoli è stata “promossa” dalle primarie con 2.063 consensi e 759 contrari ma il Nordest è la circoscrizione che segna il punto più debole di contatti sulla piattaforma Rousseau: qui è la Lega a dettare legge anche tra le fasce giovanili. Il record negativo spetta però ad Alessandra Todde, 49 anni, amministratore delegato di Olidata, che con un “saldo positivo” di appena 388 voti si è guadagnata la pole position in Sardegna e Sicilia con la garanzia del seggio a Strasburgo. Le liste grilline saranno completate in queste ore, appena finirà la maratona on line. Di Maio è in missione ad Abu Dhabi e ha ribadito che il regolamento del M5S gli

consente di scegliere i 5 capilista, mentre per gli altri 14 candidati la battaglia è ancora aperta. Il Veneto ha dovuto fare i conti con l’Emilia Romagna e la più votata al secondo turno con 909 consensi è Viviana Dal Cin, che vive a Trieste, manager del settore assicurativo. Alle sue spalle Alessandra Guatteri, dell’Emilia Romagna e poi Marco Zullo, eurodeputato in carica che in materia

Pizzarotti in campo con + Europa Silvia Prodi e Luisa Calimani con la Sinistra di Pfas proprio ieri ha inviato con 14 colleghi una lettera al vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans invitandolo ad adottare una direttiva unica nell’Ue. GLI ALTRI PARTITI

Depositate anche le cinque liste di “+Europa” con Emma Bonino e Benedetto Della Vedova ottimisti: «Noi guardiamo la soglia del 4% dall’alto in basso», hanno detto presentando le candidature della formazione che non ha voluto stringere patti con il Pd e Calenda. A Nordest capolista è Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, messo alla porta dal M5S come eretico. «Ho deciso di mettermi al servizio di questo progetto e ogni voto in più per noi sarà un voto tolto a Orban e Salvini, e all’Europa che non ci appartiene. Noi vogliamo un’Europa forte» ha aggiunto Pizzarotti «senza burocrazia e con organi decisionali efficienti». Gianluca Schiavon, segretario di Rifondazione, ha depositato a Venezia la lista “Sinistra” che sarà guidata da Silvia Prodi, nipote di Romano, leader dell’Ulivo. Poi c’è Adelmo Cervi, figlio di uno dei 7 fratelli fucilati dai fascisti a Reggio Emilia. In corsa anche la padovana Luisa Calimani, architetto, ex deputata dell’Ulivo. —

camera dei deputati

partito democratico

I pentastellati cacciano Cunial

Calenda e 4 veneti

«Questa sera (ieri per chi legge, ndr) abbiamo avviato ufficialmente la procedura di espulsione della deputata Sara Cunial dal gruppo parlamentare della Camera del M5S». Lo hanno comunicato ieri sera i membri del direttivo del M5S a Montecitorio. Sara Cunial, deputata eletta in area bassanese, è più volte entrata in rotta di collisione con la linea politica dei pentastellati. In particolare è stato il tema dei vaccini a creare tensione fra la parlamentare e la leadership del Movimento 5 Stelle. L’ultimo episodio in questo senso è avvenuto a fine gennaio scorso, quando Sara Cunial aveva prenotato la sala stampa della Camera dei Deputati per una conferenza del Corvelva, associazione contraria alle vaccinazioni.

Depositata la lista del Pd. A guidarla è Carlo Calenda, ex ministro di Industria 4.0 che guida il movimento “Siamo Europei”. Alle sue spalle Elisabetta Gualmini, vicepresidente dell’Emilia. Poi Paolo De Castro, ex ministro dell’Agricoltura che lunedì era all’ortofrutticolo di Padova nelle stesse ore in cui Zingaretti ha presentato Achille Variati, che occupa il quarto posto. La “nomination solitaria” ha lasciato perplessi molti segretari che si aspettavano il debutto in grande stile con il vero capolista Carlo Calenda e tutta la squadra veneta, nel rispetto della par condicio. Nell’ordine gli altri candidati: Isabella De Monte, Roberto Battiston, Cécile Kyenge, Antonio Calò, Cecilia Guerra, Furio Honsell, Alessandra Moretti, Massimiliano Santini, Roberta Mori, Francesca Puglisi e Laura Puppato.

Elisabetta Gardini

Alessandra Moretti (Pd)

Gardini: «FI troppo a sinistra e Tajani mi voleva cacciare» Dialogo con Bitonci in Rai «Porta pazienza tre anni e ti candidiamo a sindaco di Padova», dice il leghista Il no all’accordo con la Svp PADOVA. Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia-Ppe a Strasburgo, a “Un giorno da pecora” ha spiegato perché ha lasciato Berlusconi: «Tajani mi voleva buttare fuori dalla finestra, ho preferito andarmene da sola per le scale». Metafora che ha fatto ridere anche Massimo Bitonci, sottosegretario all’Economia, che ha rilanciato.

«Il Po inquinato dai veleni Pfas ora il governo deve intervenire» tare con una legge che fissi il limite zero per le emissioni», dice il presidente del Veneto. L’analisi scientifica porta la firma di Dell’Acqua: «I c6o4, Pfas di nuova generazione, sono stati trovati nel Po, quindi qualcuno sta scaricando o ha scaricati a monte questa sostanza rispetto a dove l'abbiamo trovata. Si tratta di una

Laura Puppato (Pd)

l’eurodeputata pronta al passaggio con fdi della meloni

Il commissario Dell’Acqua lancia l’allarme, Zaia chiede aiuto al ministro L’emergenza riguarda pure Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna

VENEZIA. L’incubo dei Pfas si allarga, dalla Miteni di Trissino coinvolge il Po e ciò dimostra che le fonti dell’inquinamento sono molteplici. A lanciare l’allarme è Nicola Dell’Acqua, commissario straordinario e direttore dell’Arpav, mentre Luca Zaia perla di «emergenza nazionale che il governo deve affron-

Sabrina Pignedoli (M5S)

concentrazione poco inferiore a 100 nanogrammi per litro, cioè una quantità notevole, di un nuovo tipo di sostanza perfluoroalchilica». Nessuno al mondo prima del Veneto aveva mai effettuato un controllo di questo tipo. «I campionamenti sono partiti a marzo e il controllo dei risultati risale alla prima settima-

«Cara Elisabetta, mi sembri la candidata perfetta per la poltrona di sindaco a Padova: porta pazienza tre anni e poi ce la faremo». Lei ha ringraziato tra risate e amarcord ma non ha sciolto l’enigma e solo oggi sapremo se ha accettato la candidatura in FdI con la Meloni e Sergio Berlato, che a Strasburgo è di casa con le sue tre legislature in Forza Italia. La campagna acquisti della Meloni, per un nuovo partito di centrodestra in sintonia con il governatore ligure Toti, prosegue senza esclusione di colpi: l’obiettivo è fare squadra con la Lega di Sal-

na di aprile». Nel frattempo è proseguito lo screening sulla popolazione per riscontrare la presenza di Pfas: nelle ultime analisi, ricorda Dell'Acqua, il 65% dei cittadini controllati (16.400 su 25.288) ha mostrato valori del sangue alterati nei livelli di colesterolo, albumina, creatinina, alterazione della pressione arteriosa o degli esami biotumorali. A tutti è stato suggerito e offerto gratuitamente un percorso di approfondimento di secondo livello. Il problema dei c6o4 non riguarda solo il Veneto ma anche Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna. «Per arrivare nelle acque venete del Po - aggiunge Dell'Acqua, che in passato si è occupato dell'emergenza rifiuti in Campania - vuol dire

vini in un centrodestra orfano di Berlusconi. «Me ne vado da Forza Italia perché si è spostata troppo al centro. Anzi a sinistra e fa le stesse battaglie del Pd. Persino sulla famiglia condivide le tesi delle femministe» ha detto la Gardini che due settimane fa ha partecipato come relatrice alla convention di Verona con il ministro Fontana: lì è nato il patto con la Meloni, che oggi verrà ufficializzato. «Tajani ha svenduto il seggio alla Svp, che rappresenta la minoranza etnica tedesca a Bolzano: loro sono austriaci, non italiani», ha concluso la Gardi-

NICOLA DELL’ACQUA, DIRETTORE ARPAV E COMMISSARIO STRAORDINARIO DEI PFAS

Il direttore Arpav «Bisogna fissare dei limiti zero nelle emissioni, altrimenti non possiamo punire chi rovina la salute»

ni per nulla in vena di gag. Nelle stesse ore, Tajani e Ghedini hanno ultimato le liste delle europee che segnano il ritorno in campo di Berlusconi, dopo la decadenza da senatore per gli effetti della legge Severino. In Europa Forza Italia è da sempre alleata della grande famiglia dei popolari cui fa riferimento anche la Merkel e il fossato con la destra sovranista è netto: Salvini e Tajani, che guida il Parlamento Ue, parlano due lingue opposte. Quanto ai nomi, alle spalle del Cavaliere ci sarà la deputata Sandra Savino, coordinatrice regionale del Friuli Venezia Giulia. Il resto da decidere, ma si pesca tra Teso, consigliere comunale a Verona; Valerio Zoggia, ex sindaco a Jesolo; Matto Tosetto, vicesindaco Vicenza e Roberta Toffanin, senatrice di Padova. — Albino Salmaso BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

che in qualche altra area d'Italia vi sono in questo momento concentrazioni ben superiori di Pfas di nuova generazione». Da qui la richiesta al governo di porre dei “paletti” più stringenti a livello nazionale. «Il governatore Zaia ha introdotto in Veneto il limite zero per gli scarichi sanitari delle acque potabili, proprio per combattere la presenza di queste sostanze, ma il governo non lo ha mai fissato a livello italiano. Ci manca lo strumento per poter agire, non solo in termini ambientali ma per far pagare chi inquina. I Pfas provocano importanti malattie, stiamo parlando di una sostanza artificiale che nel sangue non ci deve essere», conclude Dell’Acqua. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


III

Primo Piano

Mercoledì 17 Aprile 2019 www.gazzettino.it

Contro l’incubo furti le donne di San Bortolo fanno le ronde “social” L’ex assessore Di Meo e tre amiche presentano il progetto di gruppi Whatsapp per avvisare i vicini su presenze sospette `

CONTROLLI DI VICINATO ROVIGO I ladri prendono di mira alcuni anziani e loro – tre donne residenti nel quartiere di San Bortolo – reagiscono dando vita a un gruppo di controllo del vicinato. L’obiettivo dichiarato di Beatrice Di Meo, Cristina Facco e Patrizia Rava è evitare che altri cittadini cadano vittime di spiacevoli episodi.

INCONTRO PUBBLICO

FRENATA SULLE ARMI Sopra, il commissario straordinario Nicola Izzo. Nella pagina a fianco, il comandante della Polizia Locale Giovanni Tesoro e il sindaco Bergamin, che hanno sostenuto la proposta di dotare i vigili di armi semiautomatiche per una maggiore sicurezza

amministrativa rodigina. L’esempio portato avanti da Bergamin e dal comandante Tesoro è che in altri Comuni, anche con meno abitanti rispetto a Rovigo, gli operatori del comando di Polizia Locale sono dotati armi o comunque di un equipaggiamento di sicurezza per le situazioni di emergenza.

PEPERONCINO-SPRAY Al momento nel capoluogo polesano solo due agenti utilizzano le nuove pistole “al peperoncino”, che stordiscono il malintenzionato e quindi già consentono una prima basilare difesa da eventuali aggressioni. Alberto Lucchin

LE ARMI SONO STATE ACQUISTATE PER LA POLIZIA LOCALE NEI MESI SCORSI DALL’EX SINDACO BERGAMIN

Utile la nomina di un coordinatore ROVIGO I cittadini possono organizzarsi con chat di quartiere, con le quali “controllare” i dintorni delle proprie case in un gruppo di conversazione digitale. «È uno strumento previsto da un decreto del Ministero dell’Interno che dà la possibilità a persone che si mettono insieme, ma che non hanno nulla a che vedere con la ronde, visto che si tratta di una vigilanza sociale. È come quando una volta le signore si sedevano fuori casa, a chiacchierare tra di loro all’aperto, guardando chi passava. Ora gli sono evoluti gli strumenti», ha spiegato il commissario straordinario Nicola Izzo.

Qualche esempio? Entrare e uscire di casa, stendere il bucato, portare a spasso il cane, gettare la spazzatura, ritirare la posta drizzando le antenne su

L’INIZIATIVA È STATA PRESENTATA AL REGGENTE STRAORDINARIO DEL COMUNE E AI CARABINIERI

AUTORITÀ COINVOLTE Le tre organizzatrici hanno messo al corrente dell’iniziativa la Prefettura e la stazione locale dei carabinieri, oltre ad aver incontrato il commissario prefettizio Nicola Izzo, a cui hanno chiesto indicazioni per completare l’iter in modo adeguato. Contro la microcriminalità, insomma, il quartiere di San Bortolo ha deciso di giocare la carta della solidarietà tra residenti. Maria Elena Pattaro

GRUPPI ORGANIZZATI

Chat di quartiere

LE PROCEDURE

I dettagli dell’iniziativa, di cui hanno già messo al corrente le autorità, saranno illustrati ai residenti di San Bortolo lunedì 6 maggio alle 18.45 durante un incontro informativo che si svolgerà nel teatro messo a disposizione della parrocchia. L’aspetto che però le organizzatrici ci tengono a sottolineare fin da subito è la totale estraneità dell’iniziativa rispetto a logiche di strumentalizzazione politica ed elettorale, visto l’imminente appuntamento alle urne per leggere il nuovo sindaco del capoluogo del Polesine.

eventuali presenze o fatti insoliti nel quartiere. Sui cancelli e lungo le strade verranno affissi appositi cartelli con funzione deterrente per i malintenzionati. La segnaletica indica infatti che i cittadini della via sono in contatto telefonico tra loro. Il gruppo di controllo del vicinato funziona usando l’applicazione di messaggistica Whatsapp gestita dai residenti, dove ciascuno può scrivere eventuali segnalazioni, poi raccolte da un coordinatore, che farà da tramite con le forze dell’ordine. Per gli anziani sprovvisti di supporti digitali saranno pensate soluzioni alternative.

COORDINATORE «Viene nominato un coordinatore di questo servizio, il quale ha la possibilità di avere un rapporto diretto con le autorità di polizia, per segnalare fatti che possono essere avvistati da coloro che partecipano alla chat. Solitamente questi quartieri vengono anche segnalati con un cartello stradale appositamente previsto. Il progetto è stato presentato in Prefettura, dove gli interessati sono stati allertati sull’argomento per fare i debiti passaggi burocratici, come il riconoscimento dell’associazione o comitato. Se sono favorevole? È una cosa “non proibita”, ragion per cui non ci vedo nulla di male». A.Luc.

I gruppi di controllo del vicinato, nati in America negli anni Sessanta e approdati poi anche in Europa, sono presenti in Italia da alcuni anni, soprattutto in Lombardia e in Emilia Romagna, ma non mancano esempi anche in Veneto, nelle province di Padova e Treviso. I gruppi sono strumenti di prevenzione che presuppongono la partecipazione attiva dei residenti in stretta collaborazione con le forze dell’ordine. «Si tratta di creare una rete di solidarietà tra i cittadini residenti di una stessa via, allo scopo di costruire uno spirito di condivisione e responsabilità senza per questo cambiare le proprie abitudini o alimentare un clima di diffidenza e sospetto – spiegano le organizzatrici dell’iniziativa – Occorre solo alzare il livello di attenzione attraverso pochi e semplici passaggi che riguardano le azioni quotidiane».

ACCORGIMENTI UTILI

AVVISI PUBBLICI I cartelli segnaleranno la presenza dei controlli

«Il tanko dei Serenissimi aveva sparato colpi di prova» `I testi dell’accusa

al processo contro i 15 indipendentisti PROCESSO AI SERENISSIMI ROVIGO Il “tanko”, la ruspa blindata sequestrata in un capannone di Casale di Scodosia nell’aprile del 2014, aveva già sparato dei colpi di prova. A dirlo sono stati ieri, nel corso della nuova udienza del processo ai 15 “indipendentisti” chiamati a rispondere dell’ipotesi di reato di fabbricazione e detenzione di arma da guerra, i due testimoni dell’accusa, il tenente colonnello Matteo Longhi, esperto balistico del Ris di Parma, e un mare-

sciallo del Ros di Brescia, che ha competenza investigativa sull’eversione oltre che sulla criminalità organizzata. Il primo si è soffermato sulle caratteristiche dei reperti sequestrati, definito un sistema d’arma a canna corta, saldato e montato su una piastra d’acciaio, completo tranne che per la mancanza di tre viti ordinarie, e un’ulteriore canna liscia di 98 centimetri, «per realizzare la quale servono competenze elevate».

RESIDUI SULLA CANNA E, nella canna corta, ha detto di aver trovato residui di piombo e antimonio compatibili con l’esplosione di capsule d’innesco. E’ stato il maresciallo dei Ros, che ha riferito su tutte le indagini condotte inizialmente dalla Procura di Brescia, a confermare come sulla base

delle intercettazioni ambientali e telefoniche fosse emerso che, il 4 gennaio 2014 era stata eseguita una prova di sparo all’interno del capannone di Casale di Scodosia, con Marco Ferro, 52 anni, di Arquà Polesine, “responsabile delle operazioni sperimentali di armamento”, e Luigi Massimo Faccia, 64enne di Conselve, che secondo la ricostruzione del maresciallo sarebbe risultato uno dei più attivi nella gestione della costruzione del tanko e che in più di un’occasione avrebbe manifestato entusiasmo per la buona riuscita della prova. Le indagini del Ros di Brescia, ha spiegato il maresciallo, hanno preso le mosse nel novembre del 2011 quando viene riferito che un soggetto bresciano si era attivato insieme a soggetti veneti che avevano partecipato al blitz del maggio del 1997,

RUSPA BLINDATA Il tanko è stato trovato a Casale di Scodosia

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con l’occupazione di piazza San Marco, «per costruire uno o più mezzi blindati per compiere azioni eclatanti in Veneto o in Lombardia». Dagli approfondimenti, ha spiegato, è emerso un finanziamento arrivato dalla Sardegna e la presenza di una sorta di organizzazione a vari livelli. Nel febbraio 2012 viene circoscritta l’area dove poteva essere il capannone con un mezzo in corso di blindatura, nella zona di residenza di un soggetto storico del secessionismo, Flavio Contin, residente proprio a Casale. Il capannone, definito “arsenale”, viene scoperto, con la ruspa ancora senza blindature, l’8 settembre 2012, in via Veneto, e viene riempito di telecamere e cimici. Nel frattempo, ha spiegato ancora il maresciallo del Ros, il gruppo si attiva «per il reperimento di armi corte e

lunghe oltre che per dotare il manufatto di un cannoncino».

PERSONALE ESPERTO Viene così contattato Michele Cattaneo, 39enne bresciano, tornitore di professione, che produce armi per le rievocazioni storiche, nonché un 37enne ingegnere, di origini moldave ma residente a Cremona, Alexandru Budu, che avrebbe predisposto i disegni tecnici. Dalla mole di intercettazioni, una cui estrema sintesi di 287 pagine è entrata ieri negli atti del processo, emergerebbero i contatti e i rispettivi ruoli dei 15 imputati. Ed emergerebbero anche frasi, indirettamente riferite dal maresciallo del Ros, come «c’è la possibilità di ricorrere alla violenza, con spargimento di sangue». Francesco Campi


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Nordest

Mercoledì 17 Aprile 2019 www.gazzettino.it

I Pfas arrivano nel Po Zaia: «Caso nazionale» Ma è scontro politico Arpav: tracce di un nuovo composto al confine con Emilia e Lombardia Il governatore: «Lo Stato ponga limiti zero». Il Pd: «Intanto si muova lui» `

HANNO DETTO

L’ALLARME VENEZIA Ormai i Pfas sono arrivati fino al Po. A lanciare l’allarme è Arpav, in una comunicazione al commissario delegato all’emergenza Nicola Dell’Acqua, a proposito delle verifiche effettuate in tre punti del fiume: secondo quanto riferisce lo stesso dirigente regionale, nelle acque superficiali è stata trovata «una concentrazione poco inferiore a 100 nanogrammi per litro, cioè una quantità notevole, di un nuovo tipo di sostanza perfluoroalchilica». Si tratta del composto di nuova generazione C604, trovato per la prima volta ben al di là dell’area contaminata attorno all’azienda Miteni, motivo per cui il governatore Luca Zaia ribadi-

LA SOSTANZA C604 È STATA TROVATA PER LA PRIMA VOLTA BEN AL DI LÀ DELL’AREA ATTIGUA ALLA DITTA MITENI

sce «la questione nazionale», riaccendendo così lo scontro con l’opposizione.

LE ANALISI

«Concentrazione di poco inferiore a 100 nanogrammi per litro di acqua» NICOLA DELL’ACQUA

«Si intervenga in Veneto dove c’è la più grande contaminazione» CRISTINA GUARDA

Si legge nella nota diffusa dalla Regione: «A marzo è stata riscontrata una positività presso la stazione di acque superficiali sul fiume Po in località Corbola con la determinazione di un quantitativo di alcune decine di nanogrammi litro. Il campionamento è stato ripetuto il 2 aprile scorso, confermando il ritrovamento sia nella stazione già campionata che a monte e a valle della stessa». Per i tecnici di Arpav è «pressoché impossibile» che queste tracce siano arrivate da Trissino fino al confine con Emilia e Lombardia: «Una sostanza così poco utilizzata e di nuova generazione per essere riscontrata in queste quantità nel fiume più grande d’Italia fa supporre che si possano trovare a monte fonti di inquinamento importanti». Per questo Palazzo Balbi ne farà segnalazione alle amministrazioni regionali di Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, mentre il gestore della rete Acque Venete ha ordinato nuove batterie di filtri, «non essendovi

PROTESTA Una manifestazione delle Mamme No Pfas a Bruxelles sostenuta dall’eurodeputato veronese Marco Zullo (M5s)

limiti europei e nazionali».

LA POLEMICA Ripete al riguardo Zaia: «È necessario che il Governo, come ha già fatto il Veneto da tempo, intervenga fermamente, ponendo limiti zero». Scoppia così la polemica politica. «Finalmente anche il governatore del Veneto si accorge che l’inquinamento da Pfas è una questione nazionale», ironizza la deputata dem Alessia Rotta, a cui l’assessore regionale zaiano Gianpaolo Bottacin consiglia di «studiarsi le carte prima di parlare»,

ghi di Pd, Leu e Iic.

LE MAMME Intanto le Mamme No Pfas hanno scritto al ministro Giulia Grillo, affinché le mense scolastiche usino «obbligatoriamente acqua in bottiglia sia per bere che per cucinare». Una protesta rilanciata a Bruxelles dall’europarlamentare pentastellato Marco Zullo: «L’Europa ha il dovere di garantire la salute e la sicurezza dei suoi cittadini». A.Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TRIBUNALE DI TREVISO

TRIBUNALE DI TREVISO FALLIMENTO N. 5/2018 ESTRATTO AVVISO D’ASTA AZIENDA ALBERGHIERA

FALLIMENTO N. 59/2017 R.F. G.D.: dr. Alessandro Bagnoli Curatore: dr.ssa Serena Da Re AVVISO D’ASTA

L’ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE

OGGETTO: LOTTO UNICO - AZIENDA ALBERGHIERA in Camino di Oderzo TV) composta da: r re aree di pertinenza; r re aree di pertinenza; ree scoperte site presso r impianti, arredi, attrezzature, rgone, e contratti, con assunzione n. 4 rdinati. In caso di assenza di offerte per il LOTTO UNICO, si procederà alla cessione separata del citato compendio così suddiviso: LOTTO PRIMO – RAMO AZIENDA ALBERGHIERA, composto da: r re aree di pertinenza; ree scoperte site presso r impianti, arredi, attrezzature, rgone, e contratti, con assunzione n. 4 rdinati. LOTTO SECONDO, composto da piano primo adiacente, noto come r re aree di pertinenza. Per dei posti in a corpo e non a misura, stato di e con tutti i diritti, azioni, ragioni, e esistenti, si di diritto in cui si tr Perizia di Stima redatta dott. in data 15 gennaio 2019, sui siti internet w r w w.spazioaste.it www DATA DELL’ASTA: 22 maggio 2019, ad ore 15,00, presso attrezzata in (TV), resso Istituto Vendite Giudiziarie di Tr Via Inter PREZZO BASE D’ASTA: LOTTO UNICO Euro 1.360.000,00 (unmilionetrecentosessantamila/00), re imposte e oneri di in caso di di o si medesima ad una gara con prezzo pari re o e sessione ro 20.000,00. re imposte e oneri di LOTTO PRIMO Euro 730.000,00 (settecentotrentamila/00), pari LOTTO SECONDO Euro 580.000,00 (cinquecentottantamila/00), re pari in caso di di o per imposte e oneri di i si medesima sessione ad una gara con prezzo pari re o ro 10.000,00 si mediante procedura MODALITA’ DELLA VENDITA: di una gara “sincrona (ex art. 2, g), D.M. n. 32/2015), pertanto consentendo partecipazione gara mediante o cartacea in chiusa ro, r mediante o Portale https://www.spazioaste.it re entro e non MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE ALL’ASTA: le offerte cartacee re ore 12.00 20 maggio 2019 presso studio dott. Andrea Cester sito in San Vendemiano (TV), Via Venezia, n. 59; offerte telematiche essere presentate entro e non re le ore 16.00 del 16 maggio 2019. CAUZIONE E PAGAMENTO DEL PREZZO: presuppone di una cauzione pari 10% prezzo o re entro e non re 30 giorni Sono a carico imposte e tutte spese comprese imposte, re e trascrizioni r conseguenti di dirette ed indirette, spese spese per energetico e C.D.U., spese per rnamento nonché spese per pr r r re. La partecipazione riconoscimento di preso Perizia di Stima, Condizioni di Vendita e A qui sinteticamente richiamato. Copia A r Condizioni di Vendita, e Perizia di Stima sono presso Curatore, nonché sui siti internet sopra richiamati. Curatore dr. Andrea Cester con Studio in San Per maggiori sezione dedicata suindicata Procedura Vendemiano (TV), Via Venezia n. 59 V rnet www.spazioaste.it. Il Curatore Fallimentare Dott. Andrea Cester

in quanto «per la Regione Veneto i Pfas sono una questione nazionale dal 2014, basta leggere la lettera inviata dal nostro direttore regionale del dipartimento Ambiente a luglio 2014 al ministero dell’ambiente dell’allora governo Renzi per capirlo». Ma il centrosinistra torna all’attacco contro Zaia: «Limiti zero? Anzitutto li realizzi qua in Veneto dove abbiamo la contaminazione più grande al mondo con 350mila residenti e 50 Comuni coinvolti», tuona la consigliera regionale Cristina Guarda (Amp), insieme ai colle-

comunica che il giorno 14 GIUGNO 2019, alle ORE 09.30, presso la propria sede in Silea (TV), Via Internati 1943-‘45, n. 30, si procederà, tramite procedura competitiva sempliicata autorizzata ai sensi dell’art. 107, co. 1, L.F., all’esperimento d’asta inalizzato alla vendita delle unità immobiliari a seguire: LOTTO N. 01 UNITÀ IMMOBILIARE AD USO DEPOSITO sita in Comune di Conegliano (TV) – località Ogliano, in Via Mangesa n. 62. Trattasi di ANNESSO RUSTICO, su di un terreno di circa mq. 1.967 ricadente in “Ambito Agricolo”, composto da due corpi di fabbrica entrambi su due livelli per una supericie totale di circa mq. 165. Si segnalano difformità edilizie e catastali nonché la presenza, nel manto di copertura, di lastre di cemento-amianto: a cura ed onere dell’aggiudicatario/acquirente ogni attività volta alla relativa regolarizzazione/boniica. Vendita, per la piena proprietà dell’annesso rustico e del terreno di pertinenza e per la quota di 1/8 della strada di accesso promiscua, al prezzo base d’asta di Euro 60.800,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. LOTTO N. 02 FABBRICATO TRIFAMILIARE allo stato GREZZO sito in San Pietro di Feletto (TV), loc. Rua, in Via Veneto n. 20. Su un lotto di terreno di circa mq. 1.236, si compone di n. 3 abitazioni ciascuna disposta su tre livelli, di cui uno interrato, per una supericie commerciale complessiva di circa mq. 691; area scoperta di circa mq. 911. Libero. Vendita, per la piena proprietà al prezzo base d’asta di Euro 497.600,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. LOTTO N. 03 APPEZZAMENTO DI TERRENO EDIFICABILE sito nel Comune di San Pietro di Feletto (TV), loc. Borgo Anese. Supericie pari circa mq. 3.881; ricadente in parte (circa mq. 1.236) in zona urbanistica «residenziale» e in parte (circa mq. 2.645) in zona destinata a «verde privato»; capacità ediicatoria residua per circa mc. 2.391. Libero. Vendita, per la quota di ½ della piena proprietà indivisa, al prezzo base d’asta di Euro 105.600,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. LOTTO N. 04 DUE APPEZZAMENTI DI TERRENO EDIFICABILE ubicati nel Comune di San Pietro di Feletto (TV), loc. Rua, di supericie complessiva rispettivamente di mq. 2.242 e mq. 3.075 per un totale di mq. 5.317. Capacità ediicatoria complessiva, soggetta ad approvazione di un Piano Urbanistico Attuativo, per mc. 5.199 circa a destinazione residenziale. Liberi. Vendita, per la piena proprietà al prezzo base d’asta di Euro 422.400,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. LOTTO N. 05 POSTO AUTO SCOPERTO sito nel Comune di San Pietro di Feletto (TV), lungo Via Bruno Giusti. Ubicato di fronte al “Residence Belvedere”, si estende per circa mq. 13. Libero. Vendita per la piena proprietà al prezzo base d’asta di Euro 2.000,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. LOTTO N. 06 POSTO AUTO SCOPERTO sito nel Comune di San Pietro di Feletto (TV), lungo Via Bruno Giusti. Ubicato di fronte al “Residence Belvedere”, si estende per circa mq. 14. Libero. Vendita per la piena proprietà al prezzo base d’asta di Euro 2.000,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. LOTTO N. 07 UNITÀ IMMOBILIARE a destinazione COMMERCIALE sita nel Comune di Mareno di Piave (TV), in Via Conti Agosti n. 71. Piano terra fronte strada; supericie circa mq. 57; gode di posto auto scoperto in area recintata. Priva del certiicato di agibilità. Occupata in forza di contratto di locazione con prossima scadenza al 04/05/2021. Vendita per la piena proprietà al prezzo base d’asta di Euro 63.200,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. LOTTO N. 8 UNITÀ IMMOBILIARE a destinazione COMMERCIALE sita nel Comune di Mareno di Piave (TV), in Via Conti Agosti n. 71. Al piano terra di un più ampio fabbricato fronte strada, il negozio si estende per circa mq. 57 e gode di un posto auto scoperto in area recintata. Priva del certiicato di agibilità. Libera. Vendita per la piena proprietà al prezzo base d’asta di Euro 63.200,00 oltre ad Iva, imposte e oneri di trasferimento. Si rinvia al bando d’asta nella versione integrale ed alla Perizia di stima del 31/07/2018 consultabili sul Portale delle Vendite Pubbliche ed anche sul sito www.ivgtreviso.it. Per MAGGIORI INFORMAZIONI rivolgersi all’ISTITUTO VENDITE GIUDIZIARIE (tel. 0422-435022/435030; asteimmobiliari@ivgtreviso.it).

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Primo Piano

Mercoledì 17 Aprile 2019 www.gazzettino.it

Lo sbocco a Nord

Autostrada: le imprese la vogliono Lettera delle categorie produttive al governatore del Veneto: `Nel documento richiamata anche la necessità di portare «La provincia continua a soffrire di un divario infrastrutturale» avanti subito il collegamento sciistico Comelico-Pusteria `

L’APPELLO BELLUNO Imperativo categorico:

infrastrutture il Bellunese. Parola degli imprenditori dolomitici. Con il prolungamento autostradale in primo piano. Lo sbocco a Nord è da sempre uno dei sogni per portare la provincia montana del Veneto fuori dall’isolamento e proiettarla verso la mittel Europa. Un sogno che adesso sembra realizzabile, grazie ai finanziamenti messi dall’Europa per la progettazione di grandi opere viarie di collegamento, ma sul quale arriva una frenata del governatore Luca Zaia.

LA MISSIVA La presidente di Confindustria Belluno Dolomiti ha consegnato al governatore Zaia un dossier dettagliato della situazione bellunese, accompagnato da una lettera, frutto dell’ultima riunione del Tavolo delle Infrastrutture. E ha rilanciato la proposta, con tanto di parola magica: sbocco a Nord. «Il tema delle infrastrutture è strategico per il nostro territorio, oggi più che mai - dice Berton -. Con la lettera consegnata a Luca Zaia abbiamo dimostrato che il fronte è compatto e che le categorie economiche e sociali sono pronte a fare la loro parte per far ripartire questo territorio, risollevarsi dal dopo-Vaia e cogliere tutte le opportunità derivanti dai grandi eventi, a partire da Cortina 2021, senza dimenticare l’altra grande scommessa: il collegamento sciistico tra Comelico e

LORRAINE BERTON: «IL PRESIDENTE HA COMPRESO LE NOSTRE ISTANZE E LO RINGRAZIO DELLA DISPONIBILITÀ»

Pusteria. Adesso non ci sono più alibi: è il momento dell’operatività senza se e senza ma. Zaia ha compreso la nostra istanza e lo ringrazio per la disponibilità. L’ho invitato a Belluno, terminato il periodo di campagna elettorale, per un confronto allargato».

AUTOSTRADA La lista delle infrastrutture necessarie potrebbe essere lunga. Berton non ha dimenticato di citare i collegamenti sciistici e le opere necessarie a Cortina 2021. È ovvio però che la chiave di volta del sistema infrastrutturale sarebbe proprio «una strada a scorrimento veloce verso Nord, accompagnata dalla realizzazione di opere di miglioramento sul fronte della viabilità interna, e dalla banda larga» continua la presidente degli industriali bellunesi. «La provincia di Belluno continua a soffrire un divario infrastrutturale cronico, cui si sommano un andamento demografico drammatico e una logistica sempre più difficile per le imprese: intervenire ora e non domani è un imperativo categorico per continuare a vivere e lavorare in queste terre. Al governatore Zaia ho detto che siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità e portare avanti tutte quelle iniziative che possono essere utili al territorio: lo stesso sbocco a Nord è un progetto da perseguire alla luce di quello che sta accadendo sul Brennero e della necessità di mettere in contatto il territorio veneto, in particolare l’asse del Piave, con l’Europa centrale».

L’ALLEANZA

MONDO PRODUTTIVO Le categorie chiedono infrastrutture per poter continuare a lavorare in questa provincia. Sotto Lorraine Berton

Vivaio Dolomiti

«Il vento nuovo portato dalla Berton e la “chiusura” degli ambientalisti»

«INTERVENIRE ORA E NON DOMANI È UN IMPERATIVO CATEGORICO PER TENERE VIVA LA PROVINCIA»

«Siamo contenti, perché si stanno muovendo a tutte le categorie. La presidente Lorraine Berton, ha portato un vento nuovo in Confindustria e ringraziamo tutte le altre categorie che hanno firmato il documento, dimostrando lungimiranza». A parlare è Gianni Pastella, di Vivaio Dolomiti, l’associazione che nei giorni scorsi ha chiesto alla politica di fare in fretta per non perdere i finanziamenti messi a disposizione dall’Europa per progettare opere di collegamento che completino la rete dei grandi corridoi. Il bando scade il 24 aprile. Il dibattito ha però sollevato l’ondata contraria degli

ambientalisti. Pastella salva solo Italia Nostra, unica associazione ad essersi mobilitata assieme a Vivaio Dolomiti per portare Terna a progettare un elettrodotto migliore, rispettoso dell’ambiente e degli abitati. «Nessuna di queste associazioni che oggi si dicono contrarie all’autostrada prosegue Patella - ha mai preso posizione contro un elettrodotto che andava a distruggere il paesaggio. Si mobilitano ora, contro infrastrutture che porteranno beneficio ai territori, compreso il collegamento sciistico Comelico-Sappada. Ma soprattutto lo fanno di pancia, senza alcun dato scientifico».

Qualche settimana fa era stato l’europarlamentare uscente Remo Sernagiotto a sollevare la questione dei finanziamenti Ue per le progettazioni, ricordando l’imminente scadenza del bando. E dall’assessore regionale alle infrastrutture, Elisa De Berti, era arrivato un messaggio preciso: «Stiamo lavorando per portare a casa il bando europeo relativo alle progettualità dello sbocco a Nord». Il bando scade il 24 aprile: non resta che attendere le risposte concrete.

FERROVIA E BANDA LARGA Nel dossier consegnato a Zaia ci sono anche altre richieste del mondo economico e del Tavolo delle Infrastrutture coordinato da Domenico Limana e al quale siedono Confindustria, Appia CNA, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Cgil, Cisl e Uil. Si va dalla messa in sicurezza del territorio ai collegamenti ferroviari passando per la banda larga. Damiano Tormen

Zaia realista: «Un iter complesso meglio le varianti dell’Alemagna» LA REGIONE VENETO BELLUNO È un Zaia in frenata quello chiamato ad esprimersi sulla possibilità di realizzare uno sbocco autostradale a nord per la provincia di Belluno. Chiama in causa la Convenzione delle Alpi, le Dolomiti patrimonio Unesco, le rimostranze della Carinzia e non da ultimo le difficoltà economiche.

OCCASIONI SPRECATE Aggiunge anche che «i treni importanti sono ormai passati», ricordando la famosa Venezia-Monaco di una quarantina d’anni, quando l’agognato collegamento a nord sembrava a portata di mano, ma sul quale non si investì adeguatamente in termini di impegno politico per realizzarlo. Lascia però un pertugio alla speranza: «Ma è pur vero - aggiunge - che con questo collegamento la provincia di Belluno avrebbe una boccata d’ossigeno. Ovviamente parlo di

un collegamento ambientalmente sostenibile».

GRANDE CAUTELA Il governatore del Veneto, Luca Zaia, si pronuncia con grande cautela sulla richiesta avanzata per l’ennesima volta dalle categorie economiche della pro-

LA CAUTELA DEL GOVERNATORE SUL PROLUNGAMENTO DELL’AUTOSTRADA: «GIA’ PERSI TRENI TRENI IMPORTANTI» «RESTO CONVINTO CHE SI DEBBA LAVORARE SULLE CIRCONVALLAZIONI A PARTIRE DA LONGARONE»

vincia di Belluno, pressate dall’esigenza di avere uno sbocco a nord che le metta in collegamento con le grandi traiettorie europee, abbattendo i costi di trasporto che pesano sul manifatturiero bellunese e aprendo nel contempo nuove vie commerciali.

SBOCCO FONDAMENTALE «La presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton - aggiunge Zaia -, è venuta a trovarmi con un documento condiviso da tutte le categorie economiche con il quale si chiede il prolungamento della A27, idea che sposa in pieno la posizione che la mia amministrazione tiene viva da sempre, perché si tratta di un collegamento fondamentale per dare ossigeno alla provincia di Belluno».

TROPPI OSTACOLI Ma la strada non è così semplice: «Ci troviamo di fronte il veto della Convenzione delle Alpi, agli austriaci che non la vedo-

no di buon grado e alle Dolomiti patrimonio Unesco». Insomma, lo sbocco a nord sarebbe ormai una sorta di miraggio, nonostante nell’agenda europea Eusalp, che si prefigge il riequilibrio dei territori della macroregione alpina, lo metta tra le priorità per il Veneto, con tanto di presunto entusiasmo dell’Ostirol. «Resto convinto - aggiunge il governatore - che si debba andare avanti con le varianti della Alemagna, a cominciare da quella di Longarone».

COMELICO-PUSTERIA La missiva delle categorie chiama in causa Zaia anche sul collegamento sciistico Comelico-Pusteria, bocciato dalla Soprintendenza. «Ci stiamo lavorando - conclude il governatore -. Ci sono alcuni intoppi che vanno superati. Si tratta di un collegamento prioritario, non solo per la comunità comeliana, ma anche per noi». Lauredana Marsiglia

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GOVERNATORE Luca Zaia frena sulla possibilità di allungare la A27


IX

Paese Ponzano Villorba

Mercoledì 17 Aprile 2019 www.gazzettino.it

«Gls non paga»: deposito bloccato, arrivano i carabinieri ` Sciopero di 6 ore

del sindacato Cobas: «Autisti sostituiti» PONZANO I lavoratori hanno bloccato per oltre sei ore il deposito della Gls Enterprise, società di trasporto e consegna merci, per protestare contro i mancati pagamenti e contro una condotta a loro dire antisindacale. La serrata è scattata ieri mattina, dalle 4.30 alle 11. Autisti e magazzinieri, sostenuti dal sinda-

cato Adl Cobas, si sono schierati davanti ai cancelli del deposito sbarrando la strada ai camion in transito. Il direttore della filiale ha chiamato le forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i carabinieri. Hanno fatto un sopralluogo controllando la situazione. Non sono emersi problemi particolari.

ACQUE AGITATE Fatto sta che le acque restano più che mai agitate all’interno dello stabilimento nella zona industriale di Ponzano che solamente un paio di mesi fa aveva visto i lavoratori incrociare le braccia perché un re-

sponsabile aveva insultato uno di loro, chiamandolo “Negro di m….”. Stavolta autisti e magazzinieri, che sono in tutto un centinaio, divisi tra vari turni e facenti capo a diverse cooperative e società, tra le quali la New Mastercourier, hanno scioperato, denunciando la mancata applicazione del contratto nazionale e il mancato rispetto degli accordi aziendali firmati. «Quello che è successo con i drivers di Mediagroup è gravissimo – scandisce Sergio Zulian, riferimento di Adl Cobas Treviso – prima hanno ricattato gli autisti per farli rinunciare agli arre-

trati. E poi hanno fatto loro firmare addirittura la disponibilità a lavorare in magazzino, per sostituire i magazzinieri quando scioperano. Ma è chiaro che questa è una pratica totalmente illegale: non si possono sostituire gli operai in sciopero con lavoratori di un’altra società».

ISPETTORATO DEL LAVORO A riguardo il sindacato ha inviato anche una segnalazione all’Ispettorato del lavoro. «Inoltre gli autisti che legittimamente non hanno voluto rinunciare agli arretrati – aggiunge il sindacalista – sono stati esclusi, sempre illegal-

LA MANIFESTAZIONE davanti alla Gls

mente, dal cambio di appalto fittizio, fatto solo per licenziare i lavoratori scomodi». Ad oggi, denuncia la sigla sindacale, sono già state lasciate a casa tre persone. Adesso Adl Cobas chiede un intervento diretto da parte del committente. Cioè della multinazionale Gls Enterprise. «Tutto ciò si inserisce nel contesto di una vertenza nazionale – conclude Zulian – ma alla fine sono i lavoratori a pagare il conto. Il committente deve intervenire immediatamente per far cessare queste inutili e assurde provocazioni». M. Fav.

Bambina muta: guerra in tribunale La piccola di 10 anni è tornata a non avere l’insegnante ` Il rappresentante dell’associazione sordi: «Le abbiamo che conosce la lingua dei segni: parte l’esposto in Procura provate tutte, non ci resta altro che la strada legale» `

Da Ca’ Foscari la tecnologia per risolvere il problema

PAESE «Le abbiamo provate tutte. Adesso basta. Non avremmo voluto, ma a questo punto non ci resta che procedere in modo pesante presentando un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica». L’associazione sordi del Veneto scende in campo a difesa dell’alunna muta di Paese annunciando battaglia legale. Il circolo si sta confrontando con i propri avvocati per definire i dettagli. Poi si apriranno le porte del tribunale. La bambina di dieci anni è stata più volte abbandonata al proprio destino in classe, sostanzialmente chiusa in una prigione di incomunicabilità, a causa dell’assenza di un mediatore in grado di comunicare con lei attraverso la lingua dei segni. La famiglia è iscritta all’associazione sordi anche se la piccola ci vede e ci sente. Ha la disprassia: un disturbo della coordinazione motoria che causa il blocco dei muscoli facciali. La sua bocca non riesce ad articolare i suoni. Non può parlare. E a livello scolastico le sue necessità sono in tutto e per tutto uguali a quelle delle persone sorde, che possono contare sulla presenza per 20 ore a settimana di un addetto all’assistenza specializzato nella Lis.

GLI SFORZI Nell’ultimo anno la madre si è spesa senza riserve per fare in modo che la figlia non venisse più lasciata “parcheggiata” su un banco di scuola. Ha chiesto aiuto a mezzo mondo, a partire dall’Usl della Marca e dalla Regione, e ha fatto intervenire anche “Striscia la notizia”. Per un po’ le cose sono migliorate. Ma ora si è punto e a capo. Lo scorso novembre l’azienda sanitaria aveva assicurato che sarebbe stata seguita a scuola per venti ore a settimana da un addetto all’assistenza che conosce la lingua dei segni, proprio come previsto per le persone sorde. Non è bastato: il mediatore non è sempre garantito. «Così mia figlia non può assolvere l’obbligo scolastico – scandisce la madre – perché è questo ciò di cui stiamo parlando». Nei giorni scorsi è tornata a scrivere al governatore Luca Zaia, ai vertici dell’azien-

UN APPELLO ANCHE ALLA REGIONE LA MADRE: «COSÌ MIA FIGLIA NON PUÒ ASSOLVERE L’OBBLIGO SCOLASTICO»

PAESE

IL DRAMMA di una bambina muta alla scuola elementare Pravato di Paese. Ora scatta l’esposto alla Procura della Repubblica

da sanitaria provinciale e agli assessori regionali alla Sanità e all’Istruzione, Manuela Lanzarin ed Elena Donazzan, oltre che all’ufficio scolastico del Veneto.

IL RAMMARICO «Non volevamo ricorrere alle vie legali. Però in tutto questo tempo chi di dovere ha fatto orecchie da mercante. È mancata la volontà di risolvere il problema – mette in chiaro Gianfranco Destro, referente dell’associazione sordi del Veneto, guidata dal presidente Claudio Bottaro – e se manca la volontà, non resta che la strada legale. Nelle prossime ore incontreremo la famiglia. Poi procederemo in tempi brevissimi. È arrivato il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità davanti a una vicenda del genere». L’associazione sordi del Veneto è una onlus con sede a Padova che conta complessivamente oltre 200 iscritti a livello regionale. Si batte per le persone che non sentono. Ma anche per quelle che a causa di altri tipi di problemi non possono che comunicare attraverso la Lingua dei segni. Tra queste c’è appunto anche la bambina di Paese che frequenta la scuola elementare. «Alcuni forse si sono dimenticati dei diritti di queste persone – conclude Destro – noi no». Mauro Favaro

Furto in casa mentre guarda la tivù anziana presa a schiaffi dalla ladra CARBONERA Stava riposando in salotto e aveva lasciato le chiavi attaccate sulla porta quando una ladra è entrata in casa mettendosi a frugare fra i cassetti in cerca di ori e contanti. La donna, una pensionata di 86 anni, ha subito avvertito dei rumori sospetti e si è alzata dal divano per capire cosa stesse succedendo. È a quel punto che si è trovata davanti alla giovane malvivente. Quest’ultima, per guadagnare la fuga, ha aggredito la proprietaria di casa, assestandole uno schiaffone e tirandole i capelli prima di raggiungere la porta e darsi alla fuga con un complice. L’episodio, sul quale i carabinieri hanno già avviato le prime indagini, è avvenuto ieri pomeriggio a Pezzan di Carbonera. La pensionata non ha riportato fortunatamente gravi conseguenze e, dopo una prima richiesta d’intervento al 118, non ha avuto bisogno di cure da parte del pronto soccorso. Si è inve-

ce recata in caserma, dove ha subito denunciato l’accaduto e ha fornito un parziale identikit della giovane ladra. Quando la ragazza è entrata in casa la pensionata stava guardando la televisione. La malvivente sperava che ogni rumore venisse coperto dal volume della tivù, ma la proprietaria si è subito resa conto che qualcuno si era introdotto nel suo appar-

tamento, affrontando così la ragazza faccia a faccia. Per fortuna, nonostante lo schiaffo a la tirata di capelli, l’86enne non ha subito gravi conseguenze e, anzi, ha di fatto sventato il furto. E dopo l’intervento dei carabinieri, ha pure rifiutato di farsi refertare e accompagnare in ospedale A.Belt © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA DENUNCIA La vittima ha subito chiesto aiuto ai carabinieri

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Lo sviluppo della tecnologia può essere fondamentale per aiutare le persone a comunicare attraverso la lingua dei segni. Anche senza la presenza fisica di un mediatore specializzato. È questo l’ambito su cui sta lavorando Veasyt, spin off dell’università Ca’ Foscari di Venezia incentrato sui servizi digitali per l’abbattimento delle barriere della comunicazione. Nello specifico, il progetto Live!, sviluppato tra gli altri da Enrico Capiozzo e Lisa Danese, rispettivamente ingegnere aerospaziale e linguista esperta in Lis, apre le porte a un servizio di video-interpretariato professionale e distanza, fruibile attraverso internet e quindi tramite computer, tablet e smartphone. Sia nelle lingue verbali che nella lingua dei segni. «Chiunque può avere a disposizione in videoconferenza un interprete professionista in qualsiasi lingua e in qualunque luogo per ambiti “di trattativa” – si legge nella presentazione del progetto – il servizio nasce per permettere alle pubbliche istituzioni di poter comunicare in modo professionale con cittadini sordi che usano la lingua dei segni o cittadini di lingua straniera». Inoltre è possibile passare da testi scritti alla lingua dei segni praticamente in tempo reale. Una novità assoluta. L’associazione sordi del Veneto sta seguendo il progetto da vicino. «Abbiamo avuto un incontro anche venti giorni fa – rivela Gianfranco Destro, referente dell’associazione regionale – la tecnologia sta aprendo scenari fino a questo momento impensabili». Da qui potrebbe arrivare una soluzione anche per il caso della bambina di Paese. «Ci potrebbe essere una convenzione tra la scuola e l’Università Ca’ Foscari – sottolinea la mamma dell’alunna di dieci anni che non riesce a parlare – nel febbraio del 2018 è stata fatta una legge importante a riguardo. È tempo che chi ne ha bisogno possa davvero contare su un servizio universale nella lingua dei segni». M. Fav.


PRIMO PIANO

MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 LA TRIBUNA

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Vino e ambiente quotazioni

E il crollo del Pinot Grigio allarma anche le bollicine La beffa per chi ha diversificato, valori più che dimezzati. Piazza: ora riequilibrio Si teme il surplus per l’effetto Glera. Nel mirino gli ettari complementari

Le colline della Docg Conegliano-Valdobbiadene e, sotto, un momento della vendemmia 2017 (foto Arcangelo Piai). Da agosto non sarà possibile iscrivere nuovi vigneti alla denominazione

TREVISO. «Avevo deciso di piantare Pinot grigio anche ascoltando i consigli di tutti, mi ricordo bene che lo andava dicendo anche il governatore Zaia: “Diversificate perché se no rischiamo la bolla”. E sa com’è finita? Quest’anno abbiamo triplicato il raccolto, e ci ritroviamo con pochi soldi in più delle scorso anno... una miseria, il prezzo sarà crollato del 60-65%». Lo sfogo, amarissimo, è di un produttore della Sinistra Piave, che aveva imboccato con entusiasmo la strada delle alternative al Prosecco. E invece. Da Giorgio Piazza, ex presidente regionale di Coldiretti, ora presidente del Consorzio Pinot Grigio delle Venezie e Vin Venezia, arriva una conferma: «L’eccesso di produzione del 2018 ha creato i presupposti per il calo del prezzo, il mercato non perdona quando c’è più offerta che domanda, ma contiamo che in futuro si vada a un riequilibrio e a una dinamica più equilibrata», spiega, «non dimentichiamo che ha pesato anche l’eredità del 2017, il cui arretrato di produzione era stato reimmesso sul mercato, innescando inevitabilmente un fenomeno di surplus e restringendo gli spazi alle nuova produzione». Ma quanto sta avvenendo per le nuove Doc agita a distanza di filari e tralci anche il mondo del Prosecco. Anzi, il fattore surplus non fa dormire sonni tranquilli dalla pianura alla collina. Un anno fa il Prosecco Docg era quotato 3,10-3,20 euro, adesso siamo fra l’ 1,40 -1,70, ma sino a pochi mesi fa si era a 1,90. C’è chi punta il dito sugli ettari complementari di Glera: erano 300 nel 2013, adesso siamo a oltre 1300. Coneglia-

I presidenti dei consorzi del Prosecco: da sinistra Innocente Nardi, Stefano Zanette, Armando Serena

nese, Vittoriese, i dintorni di Vidor, il Glera starebbe cannibalizzando sia la Docg che la Doc. E altri 200 ettari incombono solo a Valdobbiadene... Quel Glera che nel 2017 era quotato fra 0,60 e 1 euro, e

Si torna a covare l’idea di riunificare i consorzi, con marchi assai differenziati che adesso è sceso a 0,30. E c’è chi fa rilevare come siano state quasi tutte speculazioni di imprenditori non agricoli, di vip, di industriali famosi in altri settori. E il mondo della Docg, gli storici marchi, le

l’interrogazione del consigliere pd

Zanoni attacca Zaia «Fermare subito le colture intensive» TREVISO. Non solo i vigneti di Prosecco Docg. Per Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd, la Regione dovrebbe fermare «l’espansione di tutti i vigneti sul territorio, siano essi chimici o biologici». Zanoni ha presentato un’interrogazione in Regione portando anche l’appello del Forum Stop Pesticidi, che raccoglie 39 gruppi e associazio-

ni ambientaliste. «La superficie vitata in Veneto è ormai di 94.400 ettari, di cui 40.230 nella Marca trevigiana, con tutto ciò che ne consegue, considerando che si tratta di colture impattanti con abbondante uso di pesticidi. È indispensabile proteggere paesaggio, ambiente, biodiversità e salute dei cittadini, rendendo la viticoltura

grandi dinasty, non hanno mai digerito il fatto che la pianura, meccanizzata e meccanizzabile, offra da almeno due anni più ricavato rispetto ai colleghi delle colline. E chi, invece, fra i grandi marchi, punta il dito sugli agricoltori, che non facevano certo resistenza quando le quotazioni schizzavano, e la Plv – produzione lorda vendibile – una sorta di indice di redditività dei filari, arrivava a 31 euro per ettaro (Docg), o un produttore di pianura guadagnava nel 2017 più del suo collega di collina potendo metter sulla bilancia 216 quintali per ettaro, arrivando a quasi 29 mila euro. E così, tornano a covare vecchie idee. Chi rilancia l’unifi-

cazione dei tre consorzi (il Conegliano Valdobbiadene; l’Asolo-Montello Doc e il Prosecco Doc), e ricorda come ci fossero anche mecenati e big pronti a sponsorizzare la riunificazione delle bollicine. E chi però insiste sulla necessità di creare tre fasce molto ben distinte di prezzo (Cartizze, Docg e Doc) per rispettare storia, valori, e fatica. Hai voglia, sinora non se n’è fatto nulla. Difficile che si blocchino le cose adesso, in un’annata di altissima tensione tra filari e cantine. Chi non ha problemi sono i produttori di Cartizze, schizzato a oltre 6 euro al litro. Ma ce n’è pochissimo, non fa certo “massa”. — Andrea Passerini

più sostenibile. Ormai i vigneti sono dappertutto, anche a ridosso di scuole, ambizioni e impianti sportivi». Le decisioni dei due Consorzi di Tutela delle Docg trevigiane, che hanno chiesto alla Regione di non autorizzare nuovi vigneti, non sono ancora abbastanza. «La Regione - insiste Zanoni - prenda in considerazione le richieste di tutte le associazioni del Forum per uno stop immediato alla espansione dei vigneti in tutto il territorio, siano essi chimici o biologici. Finora Zaia ha giocato su due tavoli: da un lato ha autorizzato e finanziato nuovi impianti dappertutto, anche nei pressi di scuole e ospedali,

dall’altro si rivolge ai produttori inviandoli ad autolimitarsi. Su un tema del genere, però, la giunta non può limitarsi ai consigli, deve dare regole certe. Perché la tutela della salute e dell’ambiente vanno messe al primo posto», conclude Zanoni, che stasera parteciperà all’incontro “E-viti-amo - Per una viticoltura che rispetti la vita” promosso dal comitato genitori di San Giacomo in programma alle 20.30 al Nuovo Palafenderl di Vittorio Veneto, in via San Gottardo 91. Da agosto - sommando le due Docg - saranno intanto 33 i Comuni trevigiani nei quali non sarà possibile rivendicare a Docg i nuovi impianti. —


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Nordest

«FAVORITE LE AGROMAFIE», IL M5S ESPELLE CUNIAL La vicentina Sara Cunial espulsa dal M5s alla Camera. Il capogruppo D’Uva: «Contraria al provvedimento sull’agricoltura ha detto che favoriamo le agromafie. Inaccettabile». Mercoledì 17 Aprile 2019 www.gazzettino.it

Europee, partita la carica dei candidati Lega, Salvini esclude i big regionali soltanto in Veneto. Ora si apre `L’ex leghista Irene Pivetti in lista con Berlusconi da indipendente la fase del commissariamento. I leghisti friulani puntano all’en plein Lo storico Philippe Daverio e l’ex M5s David Borrelli con +Europa `

LE ELEZIONI VENEZIA Elezioni europee, è iniziata ieri in Corte d’Appello a Venezia la presentazione delle liste per il voto del 26 maggio. Un passaggio tecnico che si concluderà stasera e che per alcuni partiti, come il Pd, ha confermato gli annunci dei giorni scorsi (Calenda capolista, il vicentino Variati quarto ma primo dei veneti). E che per altri, come la Lega, ha sancito invece l’esclusione dei big regionali per far posto ad amministratori locali. C’è chi, come l’ex presidente leghista della Camera Irene Pivetti, ha anticipato la presentazione formale della lista di Forza Italia annunciando di essere candidata indipendente. Lo storico dell’arte e saggista Philippe Daverio è nella lista +Europa con il sindaco di Parma Pizzarotti e un altro ex M5s, il trevigiano Davide Borrelli. La padovana Luisa De Biasio Calimani corre invece con La Sinistra assieme al trevigiano Fausto Pozzobon. E oggi si saprà se la padovana Elisabetta Gardini, che ha lasciato Forza Italia, correrà con i Fratelli di Giorgia Meloni, magari in quota Fitto. Complessivamente ieri sono state presentate 9 liste: Popolo della famiglia, Svp, Pd, Lega, Ppe, Partito Comunista, Gilet Arancioni, Partito Animalista, +Europa.

Sardone Nardone e Alessandra Cappellari. Dunque, non è vero che l’esclusione dei regionali veneti era conseguente a quella dei lombardi: Salvini, con somma gioia soprattutto dell’uscente Bizzotto che forse stavolta riuscirà a tornare a Bruxelles senza subentrare a qualche dimissionario (Bossi nel 2009, Salvini nel 2014), ha lasciato fuori solo i veneti, sal-

vo aumentare i candidati “local” da 4 a 6. Tant’è, in Lega si mugugna, ma silenziosamente: «No digo gnente» è l’unica dichiarazione concessa ufficialmente ai cronisti. A porte chiuse, invece, volano stracci: a Treviso sono inferociti per essere stati chiamati a indicare proposte di candidature trovandosi poi in lista l’unico di cui non era stato fatto il nome,

cioè il segretario Da Re, trevigiano. In un simile contesto, rischia di fare “cappotto” la Lega friulana che corre con Marco Dreosto e Elena Lizzi: se il Veneto disperderà i voti (anche se Salvini avrebbe dato il via libera ai “santini” senza il suo nome), un Friuli compatto potrebbe ambire all’en plein. Tant’è, la prossima partita che si giocherà in Veneto sarà sul

commissariamento del partito, non potendolo più lasciare in mano a Da Re che è candidato: fino a poco tempo fa il papabile era il capogruppo in Regione Nicola Finco, ora si parla del sindaco di Treviso Mario Conte se non addirittura di un “foresto”, probabilmente un friulano. Per gli assertori dell’autonomia, sarebbe un gran bella sberla.

La corsa al voto

Nessuna sorpresa in casa Pd: Carlo Calenda è capolista, lo seguono gli emiliani Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro, il vicentino Achille Variati, l’udinese Isabella De Monte. Ci sono il trevigiano Antonio Silvio Calò ormai noto in tutta Italia come “quello che ospita in casa i profughi”, la consigliera regionale Alessandra Moretti, l’ex senatrice Laura Puppato. Era stato annunciato l’imprenditore franco-olandese Eric Veron, al suo posto c’è l’emiliano Massimiliano Santini.

FORZA ITALIA

LEGA Mara Bizzotto vicentina

FORZA ITALIA Irene Pivetti indipendente

LEGA Gianantonio “Toni” Da Re, trevigiano

+EUROPA Philippe Daverio

PD Achille Variati vicentino

+EUROPA Davide Borrelli, trevigiano

LEGA Per quanto riguarda la Lega, confermate le anticipazioni pubblicate dal Gazzettino: i candidati veneti sono saliti da 4 a 6, piazzando accanto all’uscente vicentina Mara Bizzotto, al segretario veneto Toni Da Re, alla padovana Paola Ghidoni e al veronese trapiantato a Bruxelles Paolo Borchia anche la veneziana Rosanna Conte e la presidente dell’Ater di Belluno Ilenia Rento. «Tutta gente clamorosamente normale», ha detto Salvini, capolista in tutte le cinque circoscrizioni italiane, commentando le liste. Ma in Veneto si continua a mugugnare, anche perché l’esclusione dei regionali - Ciambetti, Caner, Sandonà, Barbisan - è valsa solo qui. A Nordovest la Lega ha candidato infatti la consigliera regionale piemontese Gianna Gancia, moglie di Calderoli, e le consigliere regionali della Lombardia Silvia

PD

PD Laura Puppato trevigiana

ELISABETTA GARDINI ACCOLTA NEL GRUPPO “CONSERVATORI” A BRUXELLES E OGGI SVELERÀ LA CORSA CON FDI

Sono 38 (sui 47 che erano stati presentati) i simboli ammessi al voto dal Viminale. Ieri e oggi il deposito delle liste

LA SINISTRA SCHIERA LA PADOVANA LUISA CALIMANI E IL TREVIGIANO FAUSTO POZZOBON

FRATELLI D’ITALIA Sergio Berlato, vicentino

La lista di Forza Italia sarà depositata oggi. Capolista Silvio Berlusconi. In lizza come indipendente Irene Pivetti, che peraltro sta portando avanti un nuovo partito chiamato Italia Madre. In corsa anche il vicesindaco di Vicenza Matteo Tosetto, il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia, la segretaria di FI del Friuli Sandra Savino, la senatrice padovana Roberta Toffanin. Ma se Forza Italia farà un solo eletto, il seggio andrà a Herbert Dorfmann della Svp in virtù di un accordo tra i due partiti. È il motivo per cui la parlamentare uscente Elisabetta Gardini ha lasciato gli azzurri.

FRATELLI D’ITALIA Ma la Gardini sarà o no in lista con i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni? Anche se la lista sarà presentata oggi, tutto lascia intendere di sì: ieri, infatti, il gruppo Ecr (Conservatori e riformisti europei) ha accolto, su proposta del vicepresidente Raffaele Fitto, l’ingresso di Gardini. Il passaggio successivo sarebbe la candidatura con FdI in quota Fitto (cioè Direzione Italia che con la Meloni ha fatto un patto federativo), accanto a Remo Sernagiotto. Se ciò avverrà, la padovana Gardini si troverà nelle stesse situazioni del conterraneo Massimiliano Barison quando lasciò FI per FdI e lei lo apostrofò così: «Incredibile, deve tutto a Forza Italia!». In lista con Meloni, al secondo posto, il capogruppo in Regione Sergio Berlato che, da statuto, si è sospeso da coordinatore del partito; il commissario reggente ora è il deputato bellunese Luca De Carlo. Alda Vanzan © RIPRODUZIONE RISERVATA

Insulti nella lite “innescata” dalla convertita all’Islam: assolto IL CASO VENEZIA Non ci fu diffamazione aggravata dalla discriminazione per motivi religiosi. Il Tribunale di Venezia ha assolto, perché il fatto non sussiste, Andrea Bonaventura, operaio cinquantenne di Borgoricco (Padova), finito sotto accusa per alcune frasi, un po’ colorite, pubblicate su Facebook e riferite a Silvia Layla Olivetti, la donna di Marghera (Venezia) convertitasi all’Islam più di una dozzina di anni fa, fondatrice del Movimento per i diritti dei mu-

sulmani in Italia. La sentenza è stata letta nella tarda mattinata di ieri, alla Cittadella della giustizia di piazzale Roma, a Venezia: nella precedente udienza, svoltasi all’inizio di

PER IL TRIBUNALE NELL’ACCESA DISCUSSIONE SU FACEBOOK NON CI FU DIFFAMAZIONE

aprile, lo stesso pubblico ministero, Fabrizio Celenza, si era battuto per l’assoluzione dell’imputato, sostenendo che le parole da lui scritte erano il risultato di un’accesa discussione svoltasi sul social network, in qualche modo “istigata” dalla stessa vittima, la quale è risultata aver partecipato alla discussione sotto falso nome alimentando lo scontro verbale. Inoltre, secondo il rappresentante della pubblica accusa, in quelle espressioni non si ravvisavano offese e neppure vere e proprie minacce.

LE FRASI INCRIMINATE A Bonaventura erano state contestate alcune frasi di questo tenore: «Se la incrocio per strada le sputo in faccia... vediamo se e chi si deve c... addosso... ho i due migliori avvocati che i soldi possono comperare e anche delle armi in caso...». Il difensore del cinquantenne padovano, l’avvocato Carlo Costantini, si è battuto per dimostrare che il suo assistito non ha commesso alcun reato, e il Tribunale gli ha dato ragione, pronunciando assoluzione con formula piena.

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La posizione dell’operaio di Borgoricco faceva parte di un fascicolo inizialmente aperto anche a carico di Luca Ferrari, tassista milanese di 49 anni e amministratore di alcuni gruppi Facebook dal titolo esplicito come “Bruciamo il Corano”, “Movimento per la tutela degli Italiani 2”, “Movimento per la tutela degli italiani e delle italiane” e “Khalid? Ma anche no”, il quale è stato condannato lo scorso anno, in primo grado, a 7 mesi di reclusione (pena sospesa) in relazione ad alcuni post ritenuti offensivi. La vittima, Silvia Layla Olivet-

ti, acquisì notorietà nel 2004 dopo la scelta di convertirsi all’Islam e di indossare il velo: fu invitata ad alcuni talk show televisivi, tra cui “Le invasioni barbariche”, condotto da Daria Bignardi su La 7. La donna di Marghera è anche autrice di “Diversamente italiani”, un libro inchiesta che raccoglie al suo interno 24 storie di donne e uomini italiani cristiani che si sono convertiti all’islamismo; libro e che l’ha trasformata in una figura di riferimento per le donne musulmane. Gianluca Amadori © RIPRODUZIONE RISERVATA


REGIONE

MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 CORRIERE DELLE ALPI

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La sfida delle elezioni europee

Di Maio lancia la capolista Pignedoli La giornalista antimafia guiderà la lista del M5S a Nordest e supera con 2000 voti il test delle primarie on line Albino Salmaso PADOVA. Luigi Di Maio ha scel-

to le donne a guidare il M5S nelle 5 circoscrizioni del Parlamento europeo e l’ala movimentista di Fico ha disertato il voto on line: il terzo round ha visto 20 mila adesioni alla piattaforma Rousseau, contro i 37 mila del primo turno. I contrari alla linea del vicepremier sono 7.600, oltre il 30%. L’apertura alle “eccellenze della società civile” ha finito per oscurare attivisti storici come Dibattista, che ha ripreso a girare il mondo con la sua motocicletta. A guidare la lista a Nord-Est è stata scelta Sabrina Pignedoli, una giornalista del Resto del Carlino di Reggio Emilia che si è occupata di ‘ndrangheta negli ultimi 10 anni: grazie alle sue inchieste sono nate delle indagini giudiziarie. Sul Blog delle stelle, si legge che la Pignedoli ha analizzato «l’infiltrazione della ‘ndrangheta in Emilia Romagna, in Lombardia, in Veneto e ha studiato il fenomeno mafioso anche in altri stati come la Germania. Lei sarà preziosissima per il lavoro di contrasto alle mafie a livello internazionale: la normativa antimafia dell’Italia va estesa a tutti i Paesi Ue». IL VOTO ON LINE

Sabrina Pignedoli è stata “promossa” dalle primarie con 2.063 consensi e 759 contrari ma il Nordest è la circoscrizione che segna il punto più debole di contatti sulla piattaforma Rousseau: qui è la Lega a dettare legge anche tra le fasce giovanili. Il record negativo spetta però ad Alessandra Todde, 49 anni, amministratore delegato di Olidata, che con un “saldo positivo” di appena 388 voti si è guadagnata la pole position in Sardegna e Sicilia con la garanzia del seggio a Strasburgo. Le liste grilline saranno completate in queste ore, appena finirà la maratona on line. Di Maio è in missione ad Abu Dhabi e ha ribadito che il regolamento del M5S gli

consente di scegliere i 5 capilista, mentre per gli altri 14 candidati la battaglia è ancora aperta. Il Veneto ha dovuto fare i conti con l’Emilia Romagna e la più votata al secondo turno con 909 consensi è Viviana Dal Cin, che vive a Trieste, manager del settore assicurativo. Alle sue spalle Alessandra Guatteri, dell’Emilia Romagna e poi Marco Zullo, eurodeputato in carica che in materia

Pizzarotti in campo con + Europa Silvia Prodi e Luisa Calimani con la Sinistra di Pfas proprio ieri ha inviato con 14 colleghi una lettera al vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans invitandolo ad adottare una direttiva unica nell’Ue. GLI ALTRI PARTITI

Depositate anche le cinque liste di “+Europa” con Emma Bonino e Benedetto Della Vedova ottimisti: «Noi guardiamo la soglia del 4% dall’alto in basso», hanno detto presentando le candidature della formazione che non ha voluto stringere patti con il Pd e Calenda. A Nordest capolista è Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, messo alla porta dal M5S come eretico. «Ho deciso di mettermi al servizio di questo progetto e ogni voto in più per noi sarà un voto tolto a Orban e Salvini, e all’Europa che non ci appartiene. Noi vogliamo un’Europa forte» ha aggiunto Pizzarotti «senza burocrazia e con organi decisionali efficienti». Gianluca Schiavon, segretario di Rifondazione, ha depositato a Venezia la lista “Sinistra” che sarà guidata da Silvia Prodi, nipote di Romano, leader dell’Ulivo. Poi c’è Adelmo Cervi, figlio di uno dei 7 fratelli fucilati dai fascisti a Reggio Emilia. In corsa anche la padovana Luisa Calimani, architetto, ex deputata dell’Ulivo. —

camera dei deputati

partito democratico

I pentastellati cacciano Cunial

Calenda e 4 veneti

«Questa sera (ieri per chi legge, ndr) abbiamo avviato ufficialmente la procedura di espulsione della deputata Sara Cunial dal gruppo parlamentare della Camera del M5S». Lo hanno comunicato ieri sera i membri del direttivo del M5S a Montecitorio. Sara Cunial, deputata eletta in area bassanese, è più volte entrata in rotta di collisione con la linea politica dei pentastellati. In particolare è stato il tema dei vaccini a creare tensione fra la parlamentare e la leadership del Movimento 5 Stelle. L’ultimo episodio in questo senso è avvenuto a fine gennaio scorso, quando Sara Cunial aveva prenotato la sala stampa della Camera dei Deputati per una conferenza del Corvelva, associazione contraria alle vaccinazioni.

Depositata la lista del Pd. A guidarla è Carlo Calenda, ex ministro di Industria 4.0 che guida il movimento “Siamo Europei”. Alle sue spalle Elisabetta Gualmini, vicepresidente dell’Emilia. Poi Paolo De Castro, ex ministro dell’Agricoltura che lunedì era all’ortofrutticolo di Padova nelle stesse ore in cui Zingaretti ha presentato Achille Variati, che occupa il quarto posto. La “nomination solitaria” ha lasciato perplessi molti segretari che si aspettavano il debutto in grande stile con il vero capolista Carlo Calenda e tutta la squadra veneta, nel rispetto della par condicio. Nell’ordine gli altri candidati: Isabella De Monte, Roberto Battiston, Cécile Kyenge, Antonio Calò, Cecilia Guerra, Furio Honsell, Alessandra Moretti, Massimiliano Santini, Roberta Mori, Francesca Puglisi e Laura Puppato.

Elisabetta Gardini

Alessandra Moretti (Pd)

Gardini: «FI troppo a sinistra e Tajani mi voleva cacciare» Dialogo con Bitonci in Rai «Porta pazienza tre anni e ti candidiamo a sindaco di Padova», dice il leghista Il no all’accordo con la Svp PADOVA. Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia-Ppe a Strasburgo, a “Un giorno da pecora” ha spiegato perché ha lasciato Berlusconi: «Tajani mi voleva buttare fuori dalla finestra, ho preferito andarmene da sola per le scale». Metafora che ha fatto ridere anche Massimo Bitonci, sottosegretario all’Economia, che ha rilanciato.

«Il Po inquinato dai veleni Pfas ora il governo deve intervenire» tare con una legge che fissi il limite zero per le emissioni», dice il presidente del Veneto. L’analisi scientifica porta la firma di Dell’Acqua: «I c6o4, Pfas di nuova generazione, sono stati trovati nel Po, quindi qualcuno sta scaricando o ha scaricati a monte questa sostanza rispetto a dove l'abbiamo trovata. Si tratta di una

Laura Puppato (Pd)

l’eurodeputata pronta al passaggio con fdi della meloni

Il commissario Dell’Acqua lancia l’allarme, Zaia chiede aiuto al ministro L’emergenza riguarda pure Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna

VENEZIA. L’incubo dei Pfas si allarga, dalla Miteni di Trissino coinvolge il Po e ciò dimostra che le fonti dell’inquinamento sono molteplici. A lanciare l’allarme è Nicola Dell’Acqua, commissario straordinario e direttore dell’Arpav, mentre Luca Zaia perla di «emergenza nazionale che il governo deve affron-

Sabrina Pignedoli (M5S)

concentrazione poco inferiore a 100 nanogrammi per litro, cioè una quantità notevole, di un nuovo tipo di sostanza perfluoroalchilica». Nessuno al mondo prima del Veneto aveva mai effettuato un controllo di questo tipo. «I campionamenti sono partiti a marzo e il controllo dei risultati risale alla prima settima-

«Cara Elisabetta, mi sembri la candidata perfetta per la poltrona di sindaco a Padova: porta pazienza tre anni e poi ce la faremo». Lei ha ringraziato tra risate e amarcord ma non ha sciolto l’enigma e solo oggi sapremo se ha accettato la candidatura in FdI con la Meloni e Sergio Berlato, che a Strasburgo è di casa con le sue tre legislature in Forza Italia. La campagna acquisti della Meloni, per un nuovo partito di centrodestra in sintonia con il governatore ligure Toti, prosegue senza esclusione di colpi: l’obiettivo è fare squadra con la Lega di Sal-

na di aprile». Nel frattempo è proseguito lo screening sulla popolazione per riscontrare la presenza di Pfas: nelle ultime analisi, ricorda Dell'Acqua, il 65% dei cittadini controllati (16.400 su 25.288) ha mostrato valori del sangue alterati nei livelli di colesterolo, albumina, creatinina, alterazione della pressione arteriosa o degli esami biotumorali. A tutti è stato suggerito e offerto gratuitamente un percorso di approfondimento di secondo livello. Il problema dei c6o4 non riguarda solo il Veneto ma anche Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna. «Per arrivare nelle acque venete del Po - aggiunge Dell'Acqua, che in passato si è occupato dell'emergenza rifiuti in Campania - vuol dire

vini in un centrodestra orfano di Berlusconi. «Me ne vado da Forza Italia perché si è spostata troppo al centro. Anzi a sinistra e fa le stesse battaglie del Pd. Persino sulla famiglia condivide le tesi delle femministe» ha detto la Gardini che due settimane fa ha partecipato come relatrice alla convention di Verona con il ministro Fontana: lì è nato il patto con la Meloni, che oggi verrà ufficializzato. «Tajani ha svenduto il seggio alla Svp, che rappresenta la minoranza etnica tedesca a Bolzano: loro sono austriaci, non italiani», ha concluso la Gardi-

NICOLA DELL’ACQUA, DIRETTORE ARPAV E COMMISSARIO STRAORDINARIO DEI PFAS

Il direttore Arpav «Bisogna fissare dei limiti zero nelle emissioni, altrimenti non possiamo punire chi rovina la salute»

ni per nulla in vena di gag. Nelle stesse ore, Tajani e Ghedini hanno ultimato le liste delle europee che segnano il ritorno in campo di Berlusconi, dopo la decadenza da senatore per gli effetti della legge Severino. In Europa Forza Italia è da sempre alleata della grande famiglia dei popolari cui fa riferimento anche la Merkel e il fossato con la destra sovranista è netto: Salvini e Tajani, che guida il Parlamento Ue, parlano due lingue opposte. Quanto ai nomi, alle spalle del Cavaliere ci sarà la deputata Sandra Savino, coordinatrice regionale del Friuli Venezia Giulia. Il resto da decidere, ma si pesca tra Teso, consigliere comunale a Verona; Valerio Zoggia, ex sindaco a Jesolo; Matto Tosetto, vicesindaco Vicenza e Roberta Toffanin, senatrice di Padova. — Albino Salmaso BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

che in qualche altra area d'Italia vi sono in questo momento concentrazioni ben superiori di Pfas di nuova generazione». Da qui la richiesta al governo di porre dei “paletti” più stringenti a livello nazionale. «Il governatore Zaia ha introdotto in Veneto il limite zero per gli scarichi sanitari delle acque potabili, proprio per combattere la presenza di queste sostanze, ma il governo non lo ha mai fissato a livello italiano. Ci manca lo strumento per poter agire, non solo in termini ambientali ma per far pagare chi inquina. I Pfas provocano importanti malattie, stiamo parlando di una sostanza artificiale che nel sangue non ci deve essere», conclude Dell’Acqua. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


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VENETO ECONOMIA

MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 IL MATTINO

l’odissea dei risarcimenti

Popolari, il governo agli ex soci «Tra pochi giorni il decreto» Nuovo annuncio: Palazzo Chigi chiama i risparmiatori di Bpvi e Veneto Banca Miatello: «Se è così ce lo vengano a dire durante il nostro sit in a Montecitorio»

Assemblea e rinnovo degli amministratori Ripianata la perdita d’esercizio di 6,9 milioni

Il gruppo Geox regala 5 milioni in azioni ai propri dipendenti IL PROGETTO

Una recente manifestazione delle associazioni a Roma nella Piazza di Montecitorio

Roberta Paolini

l’assemblea dei soci

il bollettino statistico

PADOVA. «Tra pochi giorni». La presidenza del Consiglio ha iniziato a chiamare le associazioni, chiedendo se il voto espresso l’8 aprile sulla soluzione Conte-Tria era confermato e aggiungendo che la norma è in dirittura d’arrivo. Quando, di grazia? Questione di giorni, per l’appunto. Tanto che le associazioni dei risparmiatori, in tutto le 16 favorevoli al doppio binario proposto dal Mef e presentato dal premier, più altre cinque che non erano presenti all’incontro ma comunque favorevoli, hanno risposto all’unisono: «Ok, allora venite a darci la buona notizia davanti a Montecitorio». Il 18 di aprile, infatti, i risparmiatori saranno di nuovo in assetto da dimostrazione. Chiedono di mettere la parola “fine” sulla questione del fondo e

Carel, ok ai conti del 2018 prevista cedola a 0,1 euro

Il 2018 è l’anno dei record Veneto corre più degli altri

PADOVA. Ricavi in crescita nel 2018 per Carel, l'azienda padovana del settore condizionamento dell'aria e refrigerazione, che ha realizzato un risultato netto di 23,9 milioni di euro. L'assemblea dei soci ha deciso di distribuire un dividendo di 0,1 euro per azione (stacco cedola dal 24 giugno). I risultati di gruppo hanno visto invece ricavi consolidati a 280,22 milioni, in crescita del 9,7% rispetto al 2017, un Ebitda di 46,99 milioni (-6,7% sull'anno precedente), e un utile netto consolidato di 30,75 milioni (-1,3%); il risultato netto adjusted consolidato è pari a 37,52 milioni (+18,9% rispetto al 2017). Il gruppo ha una posizione finanziaria netta consolidata negativa per 59,13 milioni. —

VENEZIA. Il Veneto marcia più spedito del resto del Paese quanto ad occupazione, export, vitalità di impresa e consumi di energia. L'ultimo numero del bollettino socio-economico della Regione, in rete da domani, fotografa i segni della ripresa che, in particolare per lavoro e occupazione, raggiungono e superano i livelli pre-crisi. Il Pil veneto nel 2018 è cresciuto dell'1,1%, due decimali in più rispetto a quello nazionale; in crescita anche i consumi delle famiglie (+0,8, a fronte di un +0,7 nazionale), e gli investimenti fissi (+4,3%, Italia +3,4). Nonostante il rallentamento del commercio mondiale: nel 2018 il Veneto ha esportato per 63,3 miliardi di euro, il 2,8% in più rispetto al 2017, toccando il massimo storico. —

quella “inizio” sui rimborsi. «Abbiamo invitato i ministri, i sottosegretari al Mef, i vicepremier e il premier al sit-in delle associazioni dei risparmiatori che hanno dato il loro sì al fondo con doppio binario a Conte confermando la volontà della salvezza e alla tutela del risparmio tradito. I risparmiatori veri non hanno paura di essere controllati, non temono nessun arbitrato. La norma così come ci è stata presentata va benissimo» dice Patrizio Miatello di Ezzelino III da Onara. Tra i contattati dalla presidenza del Consiglio anche Luigi Ugone di Noi che credevamo nella Bpvi che, tuttavia, non è ancora sceso dall’Aventino. «I contatti con Palazzo Chigi sono stati solo per sondare la disponibilità…a interloquire basta tutto qui». Ma sull’eventualità a rivedere la propria posizione Ugone è secco: «Noi siamo disponibili al dialogo se capiamo i confini della norma leggendo almeno la bozza altrimenti è un po’ fatica esprimersi». L’associazione la settimana prossima sarà a Bruxelles da Vestager, la commissaria alla Concorrenza, forse nella speranza di ottenere qualcosa in più. Anche se la sicurezza che questo avvenga pare sia un po’ scemata. «La commissaria Vestager vedremo se è quanto influirà» chiude Ugone. Il sit in di giovedì ha già arruolato partecipanti nelle file dell’opposizione. A far sentire la propria vicinanza ci saranno i forzisti Pierantonio Zanettin e Renato Brunetta. E pure il Pd. «La maggioranza pentaleghista si fa dettare la linea da due associazioni che evidentemente sono vicine a Di Maio e Salvini ignorando tutte le altre» è l’accusa del senatore Pd Andrea Ferrazzi. Si vedrà, l’augurio è che la notte porti consiglio e con esso pure la legge. Sarebbe una sorpresa per i riuniti in Piazza Montecitorio, sotto l’ombra dell'Obelisco. —

eox lancia un piano triennale di stock grant: l’assemblea degli azionisti, ieri, ha deliberato l’assegnazione a titolo gratuito, fino a un massimo di cinque milioni di euro, di azioni ordinarie a favore delle “risorse chiave” dell’azienda. Cioè amministratore delegato, direttore generale e altri dirigenti, per il momento, in futuro anche altre “prime linee” societarie in base ai risultati ottenuti. Nella stessa assemblea di ieri è stato rinnovato il cda (confermato Mario Moretti Polegato presidente) e il collegio sindacale.

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IL BILANCIO

Ieri Geox ha approvato il bilancio 2018: il gruppo ha conseguito ricavi per 827,2 milioni di euro (in calo rispetto agli 884,5 milioni del 2017), per quanto riguarda la capogruppo i ricavi si sono fermati a 582,7 milioni contro i

Lo stock grant - azioni assegnate a titolo gratuito a differenza delle precedenti esperienze di stock option in Geox - hanno come obiettivo «coinvolgere e incentivare i beneficiari, favorirne la fidelizzazione», spiega l’azienda, ma soprattutto «attrarre nuove figure professionali altamente qualificate». Il piano durerà fino al 2021. L’assemblea, infine, ha autorizzato un nuovo piano di acquisto e disposizione di azioni proprie con l’obiettivo di «contenere movimenti anomali delle quotazioni», dopo gli ultimi mesi assai altalenanti in Borsa. — A.D.P.

Confartigianato: un flop il regime forfettario VENEZIA. Solo un artigiano ve-

neto su dieci opta per il regime fiscale forfettario. «La novità fiscale ha avuto l'effetto di un colpo di cannone caricato a salve», è il commento di Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, sulla misura introdotta dal governo che porta a 65mila euro la soglia per beneficiare di una tassazione del 15%. Lo dice uno studio di Confartigianato Imprese Veneto, con l’ausilio dell’ufficio Studi Cgia Mestre, su un campione di 8.680 imprese individuali venete in contabi-

lità semplificata nel 2018. Ben il 51% di queste avrebbero potuto beneficiare del forfait. Quelle che hanno avuto effettiva convenienza a passare al regime agevolato sono state appena 908. A tutte le altre, applicare il forfait sarebbe costato molto di più che applicare le consuete aliquote Irpef a scaglioni. «È un insuccesso – prosegue Bonomo -. Il tentativo di alleggerire la pressione fiscale sulle micro imprese alla prova dei fatti dimostra di non aver sortito gli effetti desiderati». Nicola Brillo

GIANCARLO CORÒ

L’Italia del “buono e ben fatto” deve aprirsi al mondo

D

L’INCENTIVO

lo studio

IL COMMENTO

opo esserci rassegnati a una recessione che tutti i centri studi davano per certa, ecco che dall’industria italiana arriva una clamorosa smentita. Secondo l’Istat a febbraio la produzione sarebbe in realtà cresciuta di quasi l’1% rispetto lo stesso mese dello scorso anno, con risultati addirittura sorprendenti se si guarda ai tipici settori del Made in Italy. Aspetto ancora più incredibile è che la crescita della produzione industria-

627 del 2017.In particolare, l’assemblea degli azionisti ha approvato di ripianare la perdita dell’esercizio (6,95 milioni) con la riserva straordinaria (6,8 milioni) e il versamento dei soci in conto capitale (149.858 euro). Confermato il dividendo lordo di 0,025 euro per azione.

le in Italia è in controtendenza rispetto all’area Euro, dove secondo Eurostat la produzione a febbraio è calata dello 0,3% su base annua, addirittura del 2% in Germania. Certo, c’è chi sostiene che dal 2017 l’Italia sarebbe scivolata al terzo posto in Europa per valore della produzione manifatturiera, superati dalla Francia. Ma questo risultato è in realtà distorto dall’impiego del fatturato come misura di riferimento. Diversamente da occupazione e valore aggiunto, dove

invece rimaniamo saldamente secondi dopo la Germania, il fatturato somma anche le produzioni realizzate nelle reti di fornitura all’estero, meno indicative della effettiva capacità manifatturiera del paese. L’impressione che l’industria italiana sia tutt’altro che al capolinea è rafforzata anche dagli straordinari successi di Vinitaly a Verona e del Salone del Mobile a Milano, dove si è consacrata la nostra leadership globale nell’industria del “buono e ben fatto”. Una

conferma della vivacità del tessuto imprenditoriale italiano arriva anche dal Rapporto PMI Centro Nord di Confindustria e Cerved, che fornisce interessanti elementi sulla capacità di risposta alla crisi nelle regioni più dinamiche del Paese. Il numero di imprese di capitale comprese fra 10 e 250 addetti è oramai ritornato ai livelli precedenti la crisi del 2008, ma soprattutto sono migliorate redditività e salute finanziaria. La crisi bancaria ha costretto molte imprese a rica-

pitalizzarsi, rendendole oggi più resilienti alle turbolenze finanziarie e meglio attrezzate ad investire in innovazione e sviluppo dei prodotti. Ci sono tuttavia alcune nubi all’orizzonte che non dobbiamo sottovalutare. Oltre ai pericoli del protezionismo, che possono diventare letali per l’industria italiana, ci sono due fattori critici da considerare. Il primo riguarda il Mezzogiorno, i cui divari economici con il Centro Nord stanno creando una frattura politica che può

diventare esplosiva. Il secondo riguarda la chiusura di molte imprese familiari a una governance più inclusiva e trasparente, che riconosca la centralità del capitale umano di fronte alle sfide tecnologiche e di mercato. Entrambi i problemi potrebbero essere superati se l’economia italiana si aprisse di più agli investimenti internazionali: nonostante il grande sparlare di invasione di capitali stranieri, siamo in realtà all’ultimo posto in Europa assieme a Cipro. Credere all’Italia significa aprirsi al mondo. Chiudersi è disconoscere il suo valore e, alla fine, rinunciare a crescere. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


REGIONE ATTUALITÀ

Corriere del Veneto Mercoledì 17 Aprile 2019

7 VE

Il Po contaminato dai «nuovi Pfas»

L’Arpavscopreneltrattopolesanodelfiumeil«C604»,compostoimpiegatoperlepentoleantiaderenti Zaia:«Problemanazionale».IlricercatoredelCnr:«Nellabozzadelministero,limitizeroperilVeneto» VENEZIA Che il Po fosse contaminato dalle sostanze perfluoroalchiliche, il Cnr l’aveva già denunciato nel 2008. Ora l’Arpav ha scoperto che nel più grande fiume italiano si trovano concentrazioni rilevanti (circa 90 nanogrammi per litro) anche di «C6O4» un composto che costituisce i Pfas di nuova generazione. Si tratta di un prodotto chimico che in tempi recenti ha rimpiazzato l’acido perfluoro-ottanoico (Pfoa) impiegato nella realizzazione di diversi materiali, a cominciare dal teflon di molte pentole antiaderenti. La notizia è preoccupante, soprattutto perché degli effetti di questo C604 si sa poco, visto che non esistono ancora degli studi. Una cosa però è certa: l’acqua del Po finisce per essere assimilata dalla popolazione, anche attraverso i prodotti ittici e agricoli, visto che viene utilizzata per l’irrigazione dei campi. Su questo fronte, Acque Venete - il gestore della rete idropotabile ha già ordinato nuove batterie di filtri, mentre il presidente di Coldiretti Rovigo, Carlo Salvan, assicura che «l’attenzione è alta. Gli studi sembrano rassicurare circa l’assenza di Pfas nei prodotti agricoli, mentre al bestiame viene data acqua con parametri di controllo analoghi a quelli previsti per gli esseri umani». Rassicurazioni che non bastano alle Mamme No Pfas, che hanno scritto una lettera

Il concorso

Operatori socio-sanitari, 11.947 domande per 312 posti VENEZIA Il 14 aprile è scaduto il termine per la presentazione delle domande al concorso per Operatori Socio Sanitari indetto da Azienda Zero. L’adesione è stata massiccia: 11.947 domande per 312 posti messi a bando dalle Usl del Veneto. Un trend decisamente diverso da quello registrato ai concorsi per i medici, dove a fronte di 246 posti messi a concorso da ottobre, i candidati in graduatoria sono risultati soltanto 118 (nel corso di questa settimana sarà però espletato il concorso per Chirurgia Generale per il quale sono pervenute 120 domande di partecipazione rispetto ai 15 posti richiesti dalle Aziende. Poi toccherà a neurologia, psichiatria e dermatologia). Per quanto riguarda gli Oss, la procedura si concluderà con la formulazione di graduatorie distinte per singole Aziende con la possibilità di utilizzarle per tre anni. E visto il consistente numero di partecipanti, il Veneto metterà a disposizione le proprie graduatorie anche alle altre Regioni. Seguirà presto un concorso per infermieri e tecnici di laboratorio e di radiologia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La vicenda ● Il Cnr già nel 2008 aveva rilevato le Pfas tra le sostanze inquinanti del fiume Po. Oral’Arpav ha scoperto che nel più grande fiume italiano si trovano concentrazioni rilevanti (circa 90 nanogrammi per litro) anche di «C6O4» un composto chimico che costituisce le Pfas di nuova generazione

al ministro della Salute, Giulia Grillo, chiedendole «di attivarsi affinché in tutti i comuni veneti colpiti da questo disastro, le mense delle scuole di ogni ordine e grado forniscano obbligatoriamente acqua in bottiglia sia per bere che per cucinare, e che il cibo preparato nelle mense sia certificato come completamente privo di Pfas». Non è chiaro neppure quale sia la fonte inquinante del Po. Il C604 era stato rilevato per la prima volta negli scarichi della Miteni, l’azienda di Trissino sotto accusa per aver scaricato Pfas nella falda che rifornisce d’acqua potabile la zona. Ma è improbabile che abbia responsabilità anche nella contaminazione del fiume. Per questo la Regione ha allertato Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, affinché si attivino per risalire alle aziende che scaricano (legalmente, vi-

Il grande fiume

L’Arpav ha scoperto che anche il Po è contaminato da Pfas di nuova generazione: le C604

sto che non esistono limiti di legge) questo nuovo composto. «Per arrivare nella tratta veneta del Po - osserva Nicola dell’Acqua, commissario per l’emergenza - vuol dire che in qualche altra area d’Italia vi sono in questo momento concentrazioni ben superiori di Pfas di nuova generazione». Per il governatore Luca Zaia «è la conferma che la questione Pfas è un tema che interessa tutto il Paese, ed è una primaria questione ambientale nazionale. Per questo motivo è necessario che il governo, come ha già fatto il Veneto da tempo, intervenga fermamente, ponendo limiti zero». Stefano Polesello, il ricercatore del Cnr che per primo studiò l’inquinamento da Pfas nel grande fiume, non è stupito: «All’epoca individuammo un’azienda piemontese come principale responsabile della contaminazione. I suoi

scarichi finivano nel Bormida, un sub-affluente del Po. È possibile che la ditta abbia sostituito i Pfoa con il C604 all’interno del proprio ciclo produttivo». Sui rischi per la salute, il ricercatore è cauto: «È una composto troppo recente e non esistono studi. Si può solo ipotizzare che si comporti in modo simile ai Pfoa. Se fosse così, c’è una scarsa assimilazione da parte dei pesci, mentre la verdura viene contaminata soprattutto a livello della radice». Polesello è anche il referente del Cnr che ha collaborato con il ministero della Salute alla stesura della bozza che conterrà le linee guida del futuro: «L’ipotesi sul tavolo è di fissare limiti vicini allo zero per le regioni inquinate, Veneto compreso». Intanto sulla questione si è subito innescata una polemica politica, con la parlamenta-

Salvan (Coldiretti) Attenzione alta: diamo al bestiame, acqua con le stesse caratteristiche di quella per gli umani re Pd Alessia Rotta che stuzzica Zaia: ««Finalmente anche il governatore si accorge che l’inquinamento da Pfas è una questione nazionale. Attendiamo ancora che dal ministero della Salute si attivino per mettere in campo ricerche e risorse affinché sia garantito il diritto alla salute per oltre 500 mila veneti coinvolti dall’inquinamento». Le fa eco l’esponente del Pd Laura Puppato: sulla «tragedia» dei Pfas - dice - «pesano ritardi e inadempienze. Il governatore Luca Zaia non cerchi alibi e risolva il problema». La replica dell’assessore regionale all’Ambiente, Giampaolo Bottacin: «Basta leggere le conclusioni alle quali è giunta la Commissione Ecoreati, nelle quali si afferma che i limiti relativamente alla presenza di Pfas nelle acque li deve porre il ministero, per capire che è stata proprio la Regione Veneto a sollevare il problema, ponendolo all’attenzione nazionale». Andrea Priante © RIPRODUZIONE RISERVATA

● La parola C604

Il «C604» è un Pfas di nuova generazione, che ha progressivamente sostituito i composti di acido perfluoro-ottanoico (Pfoa), impiegato per la realizzazione del teflon. Dal punto di vista chimico, se le Pfoa sono costituiti da otto atomi di carbonio il C604 ne ha soltanto sei. Il composto è stato trovato anche negli scarichi della Miteni, azienda di Trissino la cui produzione è stata bloccata. Ancora non esistono studi scientifici sulle conseguenze per l’uomo derivanti da una contaminazione da C604


CASTELFRANCO

MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 LA TRIBUNA

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Sanità e qualità della vita

In piazza il 5 maggio a difesa dell’ospedale Il comitato attacca Regione e sindaco. Marcon: «Chirurgia va salvata, San Giacomo e San Valentino più forti insieme» Davide Nordio CASTELFRANCO.

Declassamento del San Giacomo, il comitato Difendiamo il nostro ospedale tornerà a protestare in piazza per il taglio dei posti letto e dei reparti. L’appuntamento è fra tre settimane, nel pomeriggio di domenica 5 maggio, ma già si è messa in moto la macchina organizzativa. «Tutti in piazza», è l’invito del comitato, «perché il governatore Zaia dice no alla salvaguardia dei reparti e offre un contentino di 15 posti letto solo provvisori per la Chirurgia. Tutti in piazza perché il sindaco Marcon, con un clamoroso ritardo di tre anni e dopo aver difeso pubblicamente il folle piano della Regione, adesso ammette i danni del San Giacomo, prova in extremis a chiedere 50 posti letto per la Chirurgia, ma poi cede di nuovo: vanno bene anche solo 15 posti letto, da destinare in modo imprecisato alle chirurgie! Ma quali chirurgie? E il Pronto soccorso con 40 mila accessi annui come fa? E Anestesia e Rianimazione, Terapia intensiva, Gastroenterologia, Urologia, Ortopedia, Traumatologia? E i 131 posti letto soppressi? E la miriade di servizi non oncologici che non possono più essere garantiti? E la confusione che regna sovrana sulle competenze di Ulss e Iov? » . Il comitato ritiene che siano state completamente ignorate le 20mila firme raccolte che chiedevano di salvaguardare la parte generalista dell’ospedale di Castelfranco con l’arrivo dell’Istituto Oncologico Veneto: da qui la decisione di riproporre un momento pubblico che nell’aprile 2017 aveva portato cinquecento persone in piazza. Per il futuro assetto dell’ospedale sono ore cruciali: domani mattina il sindaco Stefano Marcon, assieme al collega di Montebelluna Marzio Favero, parteciperà all’audizione della V commissione re-

gionale Sanità della Conferenza dei sindaci della Usl 2, dove porterà la mozione approvata in consiglio comunale da maggioranza, Pd e Lista Fiscon, dove proprio in vista dell’approvazione definitiva delle schede ospedaliere si chiedono 25 posti letto di chirurgia generale, 10 di chirurgia vascolare e 15 di Ortopedia, oltre che mantenere Radiologia nell’alveo della Usl,

Domani il primo cittadino a Palazzo Balbi: «Le mie richieste saranno accolte» mentre ora è destinata a passare al Iov. L’argomento ha scaldato lunedì sera anche l’incontro tra l’amministrazione e i residenti del quartiere Verdi la cui principale preoccupazione è proprio l’ospedale: «Ci sono tre cose inderogabili per la nostra città», ha detto Marcon, «la prima è che Castelfranco diventi ospedale spoke (ovvero il secondo livello, dopo l’ospedale hub che uno per provincia deve garantire tutti i servizi, ndr) come e insieme a quello di Montebelluna, visto che oggi viene classificato (al gradino inferiore, ndr)come unità di rete: ci sono in regione altri ospedali su due gambe, ad esempio Dolo-Mirano, classificati entrambi come spoke. Secondo, si deve fugare ogni dubbio su una provvisorietà della permanenza dello Iov a Castelfranco, come pare di capire dalla delibera regionale su questo tema. Terzo l’attivazione dei servizi di chirurgia generale in modo permanente. Se questo non verrà dato, saremo anche pronti a scendere in piazza, ma sono sicuro che non sarà necessario, avendo già avuto garanzie su quello che chiediamo», ha concluso il sindaco Marcon. — Davide Nordio BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

l’incontro

Le assemblee con i residenti Proseguono gli incontri nei quartieri del sindaco Stefano Marcon e della giunta comunale (nelle foto). Lunedì al quartiere Verdi si è parlato soprattutto di sanità e ospedale, con molte domande dai cittadini. Ma anche di traffico ed edilizia.

QUArtiErE VErDi

«Senso unico, un boomerang e con i bus sarà anche peggio» I residenti chiedono una diversa viabilità e uno stop al cemento col Piano casa. La giunta promette interventi CASTELFRANCO. Traffico e sensi unici che rischiano di trasformare il quartiere in un ghetto, la sicurezza del parco continuamente preso di mira da vandali e graffitari e il Piano Casa. Sono queste, oltre al futuro dell’ospedale, le preoccupazioni dei residenti del quartiere Verdi che numerosi hanno partecipato lunedì all’incontro con l’amministra-

il ProGEtto

Una nuova vasca di 25 metri per la piscina di via Redipuglia Il Comune ha allo studio la riorganizzazione del polo sportivo con otto corsie utili anche per l’uso agonistico correggendo i difetti attuali CASTELFRANCO. Piscina co-

munale, è fondamentale mettere mano a un progetto definitivo che guardi da qui ai prossimi trent’anni. Il tema è stato al centro giovedì sera della commissione lavori

pubblici, dopo l’annuncio che l’orientamento dell’amministrazione è creare una nuova vasca lunga venticinque metri e con otto corsie: una struttura diversa dall’attuale, ma che permetterebbe anche un uso agonistico, “correggendo” il progetto preliminare che riguardava la riorganizzazione di tutto il polo sportivo di via Redipuglia. «Abbiamo perso un anno», dichiara il consigliere

M5S Andrea Bambace, «perché già in quella fase si doveva pensare a questa ipotesi che permetterebbe alla piscina di essere maggiormente attrattiva rispetto ad ora». Ma per gli assessori Roberto Filippetto e Gianluca Didoné quel progetto dava una visione di insieme, non scendeva nei dettagli: «Per questo oggi ci ritroviamo a discutere su quale sia la migliore soluzione per l’impianto natato-

zione. Il sistema di sensi unici infatti costringe chi per necessità deve usare l’auto a percorsi che triplicano se non quadruplicano i chilometri per arrivare in centro. E si teme che la situazione possa peggiorare quando saranno operativi il deposito bus presso gli impianti sportivi di via Forche e il terminal vicino alla stazione: «Vorrà dire che tutti gli autobus passeranno da qui, aggravando ulteriormente il traffico già esistente», lamentano i cittadini, «per cui vogliamo sapere che soluzioni saranno prese». L’assessore ai Lavori pubblici Roberto Filip-

rio cittadino». E occorre pensare anche alle modalità di finanziamento: il Comune esclude il project financing «in quanto», spiega Filippetto, «esperienze simili si sono dimostrate fallimentari circa una piscina, a parte in un paio di casi». A dare l’orientamento ci penserà Cps, la municipalizzata a cui era stata data la gestione della piscina anche in vista di una nuova struttura che si era pensato realizzare nella zona dei centri commerciali: ma poi il Comune ha ritenuto opportuno mantenerla nella sede attuale. «Non vi è uno standard unico per un impianto dedicato al nuoto», ha spiegato il direttore Massimo Melato, «per cui attendiamo le indicazioni dell’amministrazione:

petto ha replicato che attualmente è sospesa l’applicazione del piano traffico nella zona in attesa proprio delle due infrastrutture per i bus. «Quella che doveva essere una soluzione per la sicurezza, ovvero il senso unico in via Verdi, si è rivelato un boomerang», replicano i residenti, «chi si muove in auto deve fare più strada, con costi maggiori e generando inquinamento. Inoltre l’utenza debole deve fare i conti con i comportamenti scorretti dei mezzi e degli studenti che si recano nelle scuole». Sia per questo che per mettere fine ai van-

quello che deve essere imprescindibile è la sostenibilità. Un investimento di tre milioni di euro deve sostenersi con entrate che vanno dai 700mila agli 800mila euro all’anno: ovviamente per i lavori vi sono varie forme di finanziamento, soprattutto quella riservata agli impianti

Su punta a investire tre milioni con entrate di 800 mila euro all’anno sportivi». Si tratta quindi di tenere in considerazione molteplici fattori. Per quanto riguarda l’agonismo, che potrebbe rendere la piscina at-

dalismi che si verificano nel parco, i cittadini chiedono una maggior presenza della polizia locale. Altro problema, il fatto che anche qui, come già accaduto nel quartiere Avenale, grazie al Piano Casa le villette si trasformino in condomini: «In questo modo», ha osservato l’ex sindaco Maria Gomierato, «aumenterà la popolazione ma senza che vengano adeguati i servizi attuali. Il Comune deve prevedere dei vincoli perché i quartieri non vengano stravolti». Una rassicurazione è arrivata dall’assessore all’Urbanistica Petronilla Olivato: il nuovo Piano Casa che dà più discrezionalità ai comuni rispetto a prima, ma anche gli accordi tra costruttori e amministrazione che prevedono migliorie in parcheggi e piste ciclabili quando si procede a nuove costruzioni. — D.N. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

trattiva anche ben al di là dell’area della Castellana, il suggerimento del consigliere Gianni Fiscon (tra l’altro consulente in ambito sportivo nella sua professione di architetto) è di tenere in considerazione non solo le indicazioni del Coni ma anche quella della Federazione nuoto: «Spesso vi sono impianti costosissimi che poi non sono omologabili per le gare, in quanto le prescrizioni sono diverse tra i due enti». Dal capogruppo Pd Sebastiano Sartoretto la proposta di confrontarsi su una bozza di progetto: «Le indicazioni arrivate sono state molteplici: è opportuno capire in che modo possano concretizzarsi» . — D.N. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


12 ATTUALITÀ

Mercoledì 17 aprile 2019

AMBIENTE

Incubo Pfas, ora sono nel Po «Coinvolte quattro regioni»

L’allarme arriva dalle centraline piazzate in Lombardia ed Emilia Romagna: nell’acqua ci sono tracce evidenti di perfluori e in una formula nuova rispetto a quella che ha avvelenato il Veneto

LUCA BORTOLI Vicenza

I

veleni hanno raggiunto il grande fiume e l’incubo Pfas si spande ora su tutto il Nord Italia. In ogni litro di acqua del Po, si trovano ottanta nanogrammi di quegli acidi perfluoroalchilici protagonisti della più grande contaminazione della storia del Veneto. A rilevarli sono state le centraline piazzate lungo il corso del maggior fiume italiano all’altezza del comune rodigino di Castelmassa, a confine con la Lombardia, e poi in località Corbola, una sessantina di chilometri verso l’Adriatico, a confine con l’Emilia Romagna. La notizia è rimbalzata ieri dai palazzi della Regione Veneto. Sulla scrivania del commissario all’emergenza Nicola Dell’Acqua sono giunti i dati delle rilevazioni eseguite a marzo e ripetute il 2 aprile dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpav). A rendere ancora più preoccupante la situazione è il fatto che non si tratta dei “vecchi” Pfas a catena lunga (con otto atomi di carbonio) o corta (quattro atomi), al centro anche delle contaminazioni dell’Ohio nel 2002 e negli anni successivi in Germania e in Australia. Le sostanze ritrovate nel bacino del Po sono le famigerate C6O4, perfluori emergenti per i quali non sono disponibili standard analitici commerciali e le analisi a oggi sono esclusivamente sperimentali.

Da sapere Un rischio per la salute Per Pfas si intende una famiglia di composti chimici (gli acidi perfluoroalchilici) utilizzati ormai comunemente nella realizzazione di tessuti impermeabili, pentole antiaderenti, schiume antincendio. Gli studi scientificiassocia no a queste sostanze tumori (al rene e al testicolo), colesterolo fuori norma, incidenza di disturbi cardiovascolari e tiroidei, aumento di aterosclerosi negli adolescenti.

Non solo Vicenza Tutti i numeri del male invisibile

«Una sostanza così poco utilizzata e di nuova generazione – scrive Arpav al commissario Dell’Acqua – per essere riscontrata in queste quantità nel fiume più grande d’Italia fa supporre che si possano trovare a monte fonti di inquinamento importanti». Tradotto: questi Pfas, molto probabilmente, provengono dalle regioni attraversate prima che il Po entri in territorio Veneto. «Per questo motivo – commenta Palazzo Balbi, sede della Giunta Zaia – la Regione del Veneto sta predisponendo una segnalazione alle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte riguardo a questo ritrovamento». Non è la prima volta che questo nuovo inquinante compare dal 2013, anno in cui l’emergenza Pfas è balzata

sulle prime pagine dei giornali. Nell’agosto 2018 il C6O4 era stato ritrovato anche nelle stazioni di rilevamento poste nel perimetro di Miteni spa, l’azienda vicentina di Trissino, fondata dalla famiglia Marzotto, presunta responsabile fin dagli anni Sessanta della contaminazione veneta che coinvolge tuttora almeno 350mila cittadini. Arpav tuttavia sostiene che «data l’ubicazione dei punti di campionamento, risulti pressoché impossibile che derivi dal sito inquinato nell’area dell’azienda Miteni. Il composto quasi sicuramente deriva dalle regioni del bacino padano a monte idraulico». Si tratterebbe di una conferma di quanto segnalato dal Cnr nella primavera 2013 nella relazione con cui ha denunciato la gra-

vità dell’inquinamento. In Piemonte Legambiente da settimane è attiva e chiede alle autorità l’accesso ai dati ambientali relativi alla presenza di Pfas in provincia di Alessandria: l’osservato speciale qui è lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo. Pochi giorni fa, intanto, la Regione Veneto ha reso noti i dati del settimo rapporto sull’emergenza da quando ha dato il via al piano di sorveglianza della popolazione maggiormente esposta. A oggi dei 47mila cittadini invitati a partecipare al piano ha aderito il 60 per cento. Su 25mila veneti esaminati ben 16.400 presentano una malattia correlata con la presenza di Pfas nell’organismo, interferenti endocrini che secondo studi internazionali sono causa di ipertensione, aumento del colesterolo, ipotiroidismo, ma anche di tumori al rene e al testicolo. Numeri che per la prima volta comprendono anche i bambini di nove e dieci anni, che in alcuni casi hanno riportato concentrazioni nel sangue pari a quelle degli adulti. Proprio questi dati hanno spinto le Mamme no Pfas, genitori da anni in lotta per la salute dei propri figli, a scrivere al ministro Giulia Grillo. Di fronte a una contaminazione che appare ormai fuori controllo, le mamme chiedono che in tutte le mense scolastiche dei comuni veneti venga utilizzata acqua in bottiglia per cucinare e per bere e che il cibo servito sia certificato "no Pfas". © RIPRODUZIONE RISERVATA

80 nanogrammi

La quantità di Pfas per litro d’acqua del Po trovata nelle rilevazioni eseguite a marzo e ripetute ad aprile

350mila

I cittadini contaminati da Pfas in Veneto a causa degli sversamenti dell’azienda vicentina Miteni

16.400

I cittadini veneti che presentano una malattia correlata con la presenza di Pfas nell’organismo

L’urlo di Greta all’Ue: «La nostra casa crolla» L’attivista svedese oggi a Roma da papa Francesco. Ieri a Bruxelles il monito ai politici: fate in fretta

«I

l clima non va in vacanza, neanche noi». Sarà con questo slogan che venerdì prossimo, scenderanno in piazza i giovani "green". I ragazzi e le ragazze del movimento Fridays for future che manifestaranno per l’occasione e come ogni venerdì, questa volta però con una madrina di eccezione: la loro eroina, la svedese Greta Thunberg. La sedicenne sarà infatti da oggi a Roma. In piazza San Pietro, per l’udienza generale col Papa. Poi giovedì parteciperà a un convegno al Senato. Intanto ieri ha alzato il suo grido per la lotta al riscaldamento globale davanti ai politici del parlamento europeo. «La cattedrale di Notre-Dame la ricostruiranno» ma intanto è tutto il nostro pianeta che va in fiamme, «la nostra casa crolla e i nostri leader devono iniziare ad agire perché per ora

non lo stanno facendo» ha detto la giovane attivista. È arrivata in treno dalla Svezia, come sempre nei suoi spostamenti, per produrre meno CO2. E sul treno è risalita ieri pomeriggio per scendere a Roma, dove vedrà il Papa, parlerà al Senato giovedì, ospite della presidente Maria Elisabetta Casellati, e sarà venerdì alla grande manifestazione dei giovani per il clima a Piazza del Popolo. Riuniti per l’ultima plenaria prima del voto di maggio, gli eurodeputati la ascoltano, applaudono. Anche se in fondo non tutti sono convinti appieno né dell’importanza della sua battaglia, né della fondatezza delle teorie che attribuiscono all’azione dell’uomo il riscaldamento climatico. Greta ne è consapevole: «Non tutti i partiti mi volevano qui a parlare del crollo del clima», denuncia davanti a una sala gremita. Proprio nel giorno

Arrivata in treno dalla Svezia, venerdì sarà in piazza con i ragazzi italiani dei Fridays for future. Gli organizzatori parlano di «almeno 15mila giovani» attesi da nord a sud. della sua visita, gli esperti del Climate Action Network Europe hanno diffuso una classifica dei partiti basata sui loro voti a Strasburgo nei temi ambientali. La giovane attivista invita dunque tutti a votare alle imminenti elezioni, perché «anche se le politiche di cui avremmo necessità oggi non esistono» e gli uomini politici «mi dicono di non poter fare nulla di drastico perché sarebbe impopolare», ci sono tra le forze in campo «alcune alternative me-

glio di altre». Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che l’ha incontrata prima del suo intervento davanti ai deputati, la incoraggia: «Ha smosso milioni di persone con la sua azione – dice – deve essere aiutata a combattere la sua battaglia». Come davanti ai finanzieri di Davos, come nelle sue manifestazioni solitarie davanti al Parlamento svedese e nelle marce dei giovani, Greta ripete instancabile le sue profezie, ricalcando l’ultimo rapporto dell’Onu secondo cui i prossimi 12 anni saranno cruciali per evitare il disastro. «Voglio che voi siate presi dal panico», insiste. Intanto fuori dal parlamento qualche centinaio di giovani sfila per la città, fino al Palazzo dove Greta sta parlando. Gridano slogan, srotolano striscioni, fanno un minuto di silenzio «per le vittime del riscaldamento globale». Venerdì a Roma gli organizza-

IL CASO

Causarono rogo: multa milionaria Como

O

ltre 27 milioni di euro: è questo il conto che due ragazzi comaschi si sono visti recapitare per un incendio che sono accusati di aver causato lo scorso 30 dicembre nella zona dell’Alto Lago di Como. Le fiamme partite da un barbecue hanno distrutto oltre mille ettari di bosco. La maxi-sanzione è prevista da una legge regionale che punisce chi «distrugge a mezzo fuoco la rinnovazione forestale» calcolata sull’area devastata. Fatti i dovuti conti, la sanzione è risultata così di 13,5 milioni per ciascuno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DallʼItalia CASO CUCCHI

Ilaria e il carabiniere La stretta di mano

Una stretta di mano tra Ilaria Cucchi e il teste chiave, imputato al processo sulla morte di Stefano. A dieci anni dalla scomparsa del giovane romano, in aula arriva la riconciliazione tanto attesa tra Francesco Tedesco e la famiglia della vittima. Il vice brigadiere, alla sbarra per omicidio preterintenzionale, è stato il primo a parlare di pestaggio accusando gli altri due militari imputati con lui. Ieri, dopo l’interrogatorio, si è diretto verso la sorella di Stefano e le ha detto: «Mi dispiace», porgendole la mano. Un gesto che Ilaria ha accettato «emozionata».

TRAGEDIA A ROMA

Bimbo di 8 anni cade dal quinto piano Un volo dal quinto piano di una palazzina. Il dramma è avvenuto ieri pomeriggio alla Giustiniana di Roma. Un bambino di 8 anni è precipitato nel vuoto schiantandosi al suolo. È stato soccorso in gravissime condizioni e trasportato con l’elisoccorso al policlinico Gemelli. Nella caduta ha riportato fratture scomposte a gambe e braccia. Quando è stato soccorso dal personale del 118 il bimbo non era cosciente. Sulla vicenda sono in corso indagini della polizia.

FEMMINICIDIO

I GIOVANI IN PIAZZA PER IL CLIMA

DANIELA FASSINI

tori dei Fridays for future sperano di portare in piazza molte più persone, almeno 15 mila ragazze e ragazzi. Partenza la mattina, ad alimentare il palco sarà il pubblico stesso, pedalando in bicicletta. Ci saranno musiche, arti, interventi di scienziati e ragazzi. Il clou il discorso di Greta. «Penso che allo sciopero di venerdì a Roma ci saranno tante persone perchè in Italia la partecipazione sta crescendo in maniera pazzesca. I manifestanti italiani sono molto bravi con l’organizzazione, sanno bene cosa fanno» ha detto la giovane attivista svedese. «Prima di iniziare a protestare – ha continuato Greta – non riponevo troppe speranze nei miei coetanei, li credevo pigri ed egoisti, ma poi mi sono dovuta ricredere perchè in realtà sono numerosissimi i giovani appassionati di queste tematiche, giovani che vogliono cambiare le cose». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Appelli di gusto

Quante città sotto la bolla del cibo. E se esplodesse? PAOLO MASSOBRIO

S

ilenzio. È la parola, anzi l’esigenza di queste giornate, che hanno negli occhi l’immagine di Notre Dame avvolta dal fuoco. Il risveglio al mattino ci ha dato le immagini del fuoco domato e in sottofondo le preghiere di chi era accorso davanti a un simbolo dell’Europa. Sarà un caso che tutto sia capitato all’inizio della Settimana Santa, mentre al centro del dibattito politico c’è l’Europa, ma davanti a Notre Dame ci siamo sentiti un po’ tutti come di fronte a qualcosa che ci appartiene. E la distruzione porta a pensare subito alla rinascita, quasi un invito a stare in silenzio davanti al percorso della risurrezione. Parigi è Notre Dame, Milano è il Duomo, Barcellona è la Sagrada, mentre la rincorsa mediatica sembra a voler parlare sempre d’altro, quando si cita una città e il suo genius loci. C’è per esempio una bulimia di luoghi dove il cibo è al centro, in maniera

forse esagerata. Ventimila persone hanno fatto la fila per andare al Mercato centrale di Torino, dicono le cronache, mentre Nomisma avverte il pericolo "bolla" per i troppi ristoranti che stanno stravolgendo i volti delle città. Sembra una torre di Babele dalla crescita incontrollata: chiudono i negozi al dettaglio (meno 11% in dieci anni) ma crescono bar, take away e posti dove il cibo viene somministrato a tutte le ore. E il silenzio viene sommerso dal ticchettio delle forchette, magari anche in questa settimana dove ci si dovrebbe fermare almeno un giorno. Sembrano un monito quelle immagini di Parigi che ci hanno inchiodati inerti, ovunque fossimo. Senza misura non ci potrà mai essere gusto, senza silenzio non si arriva alla riflessione. Dove stanno andando le nostre città, che hanno nuove skyline quasi a voler imporre l’immagine che il lavoro è la sola alchimia che permette il

progresso? Ma se le agenzie del lavoro interinale ci dicono che per l’estate i posti di lavoro richiesti sono nel campo del turismo, della ristorazione e dei negozi, significa che la bolla ancora non è scoppiata e tutto asseconda una vocazione del nostro Paese, interconnesso fra turismo ed enogastronomia. Tuttavia il problema è che questa evidenza, anziché diventare oggetto di un’analisi e di un progetto, serve spesso ai politici per dire che "siamo i primi del mondo" e tanti bla bla. Chi analizza invece la bolla? E chi la incanala verso una direzione che non sia di consumo schizofrenico, quanto piuttosto di racconto? Perché bisogna pur dire e scoprire perché Milano è il Duomo, pur accanto al risotto giallo; Barcellona è la Sagrada, pur con la paella e Parigi è Notre Dame, comunque e per sempre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Uccide la moglie e si costituisce Era incinta Romina Iannicelli, 44 anni, uccisa nella sua casa di Cassano all’Jonio, nel Cosentino. A colpirla con un corpo contundente il marito. Ieri pomeriggio il 48enne, pregiudicato, Giovanni De Cicco, s’è costituito. L’uomo è stato interrogato. Dovrà chiarire il movente che ha armato la sua mano contro la moglie. La donna era la prozia di Cocò Campolongo, il bimbo di 3 anni nel 2014 ucciso come un boss e poi carbonizzato col nonno e la compagna di quest’ultimo. L’omicidio fu citato durante l’Angelus dal Papa che poi, a Cassano, incontrò i genitori del bambino. (D. Mar.)

Il consiglio di amministrazione, i revisori dei conti, i collaboratori della Fondazione Opera Aiuto Fraterno si uniscono al dolore del vicepresidente don Tarcisio per la scomparsa della sorella

MARIA GRAZIA

e nella preghiera invocano il Padre perché la accolga nella sua gioia e nella sua pace. MILANO, 17 aprile 2019 La famiglia Galbiati si unisce al dolore di don Marco Bove e dei suoi famigliari per la scomparsa della sorella

MARIA GRAZIA MILANO, 17 aprile 2019

Edoardo Castagna, Massimiliano Castellani, Marco Girardo e Andrea Lavazza, e tutti i colleghi di Avvenire, si uniscono nel dolore e nella preghiera al nostro collaboratore Simone Paliaga e alla sua famiglia per la perdita del papà

LIVIO

MONFALCONE, 17 aprile 2019


MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 MESSAGGERO VENETO

CRONACA DI UDINE

35

Il caso

La Regione taglia i fondi alla Fiera del lavoro L’Alig perde 25 mila euro. Il presidente: «È un servizio per il territorio, mai fatto politica». Premiati i temi legati a Leonardo Giacomina Pellizzari Alig senza fondi, fiera del lavoro a rischio. La Regione non finanzia più la manifestazione annuale organizzata dal 2007, in città, dall’Associazione dei laureati in ingegneria gestionale. Il motivo è presto detto: il tema trattato non ha alcuna connessione con la figura e l’opera

Il debutto nel 2007, da allora garantiti 700 posti di lavoro a tempo indeterminato di Leonardo da Vinci. È stato questo criterio qualitativo a penalizzare il progetto ormai collaudato che, negli anni, ha garantito ai giovani laureati almeno 700 posti di lavoro a tempo indeterminato. Alla luce di questi risultati, è difficile per gli organizzatori accettare il verdetto della Regione. E la domanda non può che essere: «Come si può collegare la fiera del lavoro a Leonardo?». L’Alig ha partecipato al bando “Divulgazione della cultura scientifica” indetto lo scorso autunno dalla Regione. Gli organizzatori sapevano che Leonardo era diventato il tema fondamentale del bando e per questo avevano individuato come tema del talk show “La gestione dell’innovazione da Leonardo ai giorni nostri”, che pensavano di affidare ad Alberto Angela. Non è bastato. L’Alig, con 63 punti, si è posizionata al nono posto. I fondi sono andati alla Confartigianato per Udine 3D, all’Ogs, all’università di Trieste, al centro di volontariato internazionale, a Pavees e al centro di fisica teorica Ictp sempre di Trieste. Stessa sorte dell’Alig è toccata al progetto sull’invecchiamento attivo presentato dall’università di Udine. Resta il fatto che l’Alig si ri-

trova senza fondi e non può programmare la Fiera del lavoro. «Ci hanno tagliato 25 mila euro dei 35 mila previsti, sugli altri 10 mila non si sono ancora espressi», spiega il presidente dell’Alig, Marco Sartor, secondo il quale «è giusto finanziare le iniziative culturali con accezione classica della cultura, ma è anche decisivo sostenere il tema del lavoro e dei giovani». Il presidente ricorda che la fiera ha sempre portato in città una settantina di imprese in cerca di figure professionali di alto livello. Dalle selezioni fatte al teatro nuovo Giovanni da Udine sono emerse diverse opportunità alcune concretizzate anche dopo la chiusura della fiera. Stiamo parlando di Fincantieri, gruppo Danieli, gruppo Pittini, Electrolux, Kpmg, Procter&Gamble e di molte altre. I loro rappresentanti sono venuti più volte a Udine a spiegare ai giovani laureati cosa significa fare impresa. Ma non basta. «Vogliamo dare un servizio al territorio a prescindere dal colore politico della giunta regionale. Noi lavoriamo con i giovani e con tutte le forze politiche», continua il presidente ricordando che sul palco del teatro Giovanni da Udine sono saliti tutti gli assessori regionali al Lavoro che si sono susseguiti negli anni. «I soldi ci sono per le iniziative enogastronomiche e circensi, mentre gli eventi dedicati al lavoro e ai giovani vengono esclusi», insiste Sartor convinto che «il problema non è il risultato dei bandi, bensì i bandi scritti male». In queste ore gli organizzatori dell’Alig stanno cercando una via d’uscita che non trovano. «Il Comune è pronto a non farci pagare 15 mila euro per l’utilizzo del teatro – conclude Sartor –, ci chiede però di contribuire ai costi fissi che si aggirano intorno a cinquemila euro. Una cifra che non abbiamo». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

in Via gemona

CROMASIA

ECCO A CHI SONO ANDATI I CONTRIBUTI

PROGETTO Confartigianato Ogs-Trieste Università di Trieste Centro di volontariato internazionale Pavees soc coop Ictp The abdus salam international centre for theoretical physicas Circolo astronomico Farra d’Isonzo Opificio 330 Alig Università di Udine Ecoistituto Fvg Associazione Kaleidoscienza Icgeb Associazione dei terapisti occupazionali Amec Sissa Associazione sanità militare

RICHIESTO

Udine 3D Forum 2019 Mare e salute Caffè corretto scienza Vitruvius 4.0 Vivi e liberi di volare Natura e ingegneria Festa dell’ingegno: creatività e scienza degli eredi di Leonardo Astronomia e scienza per tutti Scienza e gioco Fiera del lavoro L’invecchiamento attivo Vivere nei luoghi DiverSimili l’eredità di Leonardo Trieste science and the city Powerful practice Meravigliosa complessità Scienza e virgola Premio Pierino Addobbati

elezioni all’uniVerSiTÀ

Fumata nera, Pinton in testa Riem e Zannini sono alla pari Tutto come previsto all’ateneo friulano: la prima votazione per l’elezione del nuovo rettore si è chiusa con una fumata nera. Nessuno dei tre candidati, Antonella Riem, Roberto Pinton e Andrea Zannini, ha ottenuto la maggioranza dei voti esprimibili pari 345 preferenze. In testa è Pinton con 238 voti seguito da un testa a testa tra Riem (160) e Zannini (162). Schede bianche 32. La partita si fa interessante. Il consenso ottenuto dalla professoressa Riem rischia di diventare l’ago del-

la bilancia. Entrambi gli altri candidati vincerebbero con l’appoggio della collega. A meno che, nelle prossime settimane, Pinton non riesca a intercettare i 32 elettori che hanno votato scheda bianca e almeno una parte dei 220 che, ieri, non si sono recati alle urne. Dalla prossima consultazione fissata per il 7 maggio, infatti, è sufficiente il 40 per cento dei voti esprimibili. Ieri ai seggi hanno votato 925 elettori pari all’80,79% degli aventi diritto. Facile immaginare che da oggi inizieranno

nuove consultazioni e trattative. E se Riem deciderà di correre fino in fondo la partita, è abbastanza probabile, che si chiuda al ballottaggio. In questo caso il vincitore sarà proclamato il 23 maggio. Intanto il “Gruppo per l’università e i territori del Friuli” fa sapere di aver incontrato i tre candidati senza ricevere, però, sufficienti rassicurazioni sul futuro dell’ateneo. «Si è colta, in tutti, una certa preoccupazione per le reazioni che potrebbe sollevare una eccessiva attenzione per il Friuli.

domani l’inaugurazione

Nuovo punto vendita La mostra per i 170 anni di formaggi “di Mortean” del settimanale “Il Friuli” Apre, in città, in via Gemona al civico 31 il nuovo punto vendita di formaggi e prodotti della latteria di Mortegliano. Gestita da Renzo Comand, l’attività si propone di offrire alla clientela udinese prodotti tipici friulani. L’intento del titolare è quello di far conoscere ai clienti la genuinità e la semplicità dei prodotti provenienti da alcune piccole aziende agricole autoctone, selezionate

personalmente e con cura. Oltre ai prodotti caseari della città del Campanile Renzo più alto d’ItaComand liae alla linea Blave di Mortean, anche olio, salumi, confetture, caffè, prodotti da forno e una selezione di vini provenienti dalla nostra regione. —

Nell’ambito delle celebrazioni per i 170 anni de Il Friuli è stata allestita una mostra a Udine, in Galleria Modotti, che sarà inaugurata domani alle 18 per poi rimanere visitabile da venerdì a domenica fino al 19 maggio, con apertura straordinaria anche il 25 aprile. Il Friuli uscì regolarmente dal 7 gennaio 1849 con quattro facciate, all’inizio con tre edizioni alla setti-

mana. Fondato da Camillo Giussani, venne poi portato avanti da Pacifico Valussi. Fu un giornale animato da forti idealismi, che immaginavano anche un’Europa diversa rispetto a quella al tempo governata dagli imperi. Nel corso degli anni, a seconda delle necessità dettate dal rapido susseguirsi degli avvenimenti, il giornale adotta cadenze, contenuti e indirizzi differenti.

V.le Palmanova, 290 UDINE legaletrieste@manzoni.it Via Mazzini, 12 TRIESTE legaletrieste@manzoni.it

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I candidati rettore non hanno nascosto, chi più chi meno, il timore che – forse a causa di un malinteso senso dell’universalità” della sua missione –, l’università voluta dal popolo friulano possa generare reazioni contrarie proprio verso la doverosa attenzione nei confronti del suo territorio di riferimento». I rappresentanti del gruppo, Giorgio Santuz, Ferdinando Ceschia, Gianfranco Ellero, Sandro Fabbro, Antonino Morassi, Roberto Muradore, Diego Navarria e Bruno Tellia sollevano una questione che pare ancora sfuggire all’attenzione di molti: «Senza una stabile alleanza strategica e una comune piattaforma di confronto e di iniziativa, l’università e il Friuli avranno un gran futuro davanti?». — G. P. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


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MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 CORRIERE DELLE ALPI

REGIONE

La sfida delle elezioni europee corte d’appello

Già 11 le liste presentate Oggi 5 Stelle e Forza Italia VENEZIA. Parte ufficialmen-

Dall’alto in senso orario i candidati Mara Bizzotto, Paolo Borchia, Rosanna Conte, Gianantonio Da Re, Paola Ghidoni, Ilenia Rento. Sopra, una manifestazione elettorale della Lega

Lega veneta, poker di donne Clima di tensione nel partito Conte e Rento sorprese femminili dell’ultima ora. Il colloquio di Zaia con Salvini Da Re “punge” i consiglieri e Rizzotto ribatte: ci ha eletti il popolo, sia rispettoso Filippo Tosatto VENEZIA. Corretta in corsa, tra fibrillazioni e parole grosse sull’asse Venezia-Milano, la lista europea della Lega include sei esponenti veneti. Ben quattro le donne, a dispetto di una tradizione maschilista discretamente radicata: così, in rampa di lancio per Bruxelles - nell’ordine alfabetico proposto agli elettori della circoscrizione Nord Est- figurano Mara Bizzotto, eurodeputata uscente di Bassano; il veronese Paolo Borchia, funzionario a Bruxelles e coordinatore di Lega nel mondo; Rosanna Conte, avvocato e consigliere a Caorle; Gianantonio Da Re già sindaco di Vittorio Veneto e segretario regionale del partito; la commercialista Paola Ghidoni, dirigente di sezione a Padova; l’ingegnere Ilenia

Rento, presidente dell’Ater di Belluno. In verità l’anagrafe segnalerebbe un’ulteriore runner nostrana: Alessandra Basso, nativa di Treviso e cugina del consigliere regionale Riccardo Barbisan; nella realtà si tratta della tesoriere del partito a Bologna, punta di diamante di una pattuglia emiliana forte di cinque candidati, a -1 appena dai “lighisti” abili a raccogliere i consensi ma incapaci di scalfire l’egemonia “lumbard”. E se la moral suasion su Matteo Salvini esercitata dal governatore Luca Zaia è valsa a scongiurare in extremis una mortificazione nella rappresentanza, il nanismo politico del colosso elettorale resta evidente. PRESSING EMILIA E FRIULI

Nel merito, i sondaggi accreditano al Carroccio percentuali vicine al 35% nelle quattro re-

gioni, che crescono di una decina di punti nella “piccola patria di San Marco”. Ma le cifre assolute non traggano in inganno: scontato il plebiscito al capolista Salvini, la preferenza di genere (che vieta all’elettore binomi dello stesso sesso sulla scheda) favorirà quanti concentrano i voti sull’accoppiata uomo-donna. È il caso del Friuli Venezia Giulia, che farà quadrato su Elena Lizzi e Marco Dreosto; e ancor più dell’Emilia Romagna, con la citata Basso e l’emergente Emiliano Occhi. Né Trentino e Alto Adige lesineranno voti al solitario Matteo Gazzini. Collegi in vorticosa crescita di consensi, che minacciano di erodere il primato veneto. Nel radar ci sono 6, forse 7 seggi parlamentari su un totale di 14: se Bizzotto e Da Re (ma su quest’ultimo torneremo) hanno la vittoria in tasca, la corsa

la mossa del consorzio per evitare il calo dei prezzi

Prosecco, il mercato è saturo Stop ai nuovi vigneti Docg VALDOBBIADENE. Docg Conegliano-Valdobbiadene e Docg Asolo Prosecco Superiore costrette a bloccare le iscrizioni di nuovi vigneti per contenere la produzione e, quindi, mantenere i prezzi della bottiglia e delle uve a prezzi accettabili. Decisione storica, effettiva dal primo agosto di quest’anno, che si accompagna a quella per ora respinta dall’assemblea del Conegliano-Valdobbiadene - di ridurre la resa per

ettaro dagli attuali 135 a 120 quintali: con i prezzi attuali delle uve, avrebbero circa 2300 euro in meno a ettaro. Il mondo dei produttori è diviso. Due provvedimenti sono frutto della “tempesta perfetta” che si è abbattuta sul mondo del Prosecco. Prima la vendemmia 2017, più scarsa a causa del clima sfavorevole, con coda di contratti di fornitura modificati al ribasso. Poi il raccolto 2018 sovrabbondante e i

prezzi dell’uva crollati - anche le indicazioni per il 2019 sono di questo tenore. Infine la frenata dell’export dopo anni di crescita: nel 2018 le esportazioni del Conegliano-Valdobbiadene Docg sono calate del 9,1 per cento a volume (33,1 milioni di bottiglie, calo fisiologico vista la vendemmia scarsa) e, soprattutto, del 7,8 per cento a valore. Le tensioni internazionali (Brexit e dazi di Trump) non garantiscono sta-

un altro fronte si profila ed è intriso di veleni. «UNA BATTUTA INFELICE»

Alla delusione degli esclusi evidente negli sguardi corrucciati di Roberto Ciambetti, Federico Caner, Luciano Sandonà, dello stesso Barbisan - fa eco la nuova stoccata ai consiglieri regionali ad opera di Da Re che, criticato da più parti, ironizza sul malcontento («Non vedo Maradona rimasti in panchina... ») suscitando la replica di Silvia Rizzotto, speaker d’aula che ha spontaneamente rinunciato a candidarsi e, a differenza dei “timidi” colleghi di gruppo, non si cuce la bocca: «La trovo una battuta infelice, non siamo qui per nomina, ci ha eletti il popolo e meritiamo rispetto». NÈ SPORT NÈ SPETTACOLO

La speaker zaiana Silvia Rizzotto

degli altri appare in salita, con il commissario della turbolenta federazione padovana Franco Gidoni lesto a promettere «appoggio entusiasta» alla quasi omonima Paola; con i colonnelli del Veneto Orientale - in testa Fabiano Barbisan, imprenditore zootecnico di fede zaiana - coalizzati a sostegno di Conte. Basterà a fronteggiare il fuoco amico? Ma

bilità. Insomma, bisogna evitare che ci si ritrovi a primavera 2020 con una quantità di uva eccessiva che il mercato, meno “ruggente” di un tempo. Ecco allora la prima decisione: stop ai nuovi impianti di Prosecco Docg Conegliano-Valdobbiadene dal prossimo primo agosto. Identica decisione per il Prosecco Docg Asolo. L’assemblea dei produttori ha già votato il sì ad ampia maggioranza. «Come Consorzio abbiamo per legge l’obbligo di gestire l’offerta di prodotto, in base alle valutazioni su come sta andando la denominazione» spiega Innocente Nardi, presidente del Conegliano-Valdobbiadene, «considerando che esiste il rischio anche di ulteriori problemi relativi a Trump, Brexit o altro, sicu-

È tutto? Quasi. In serata il segretario - che all’indomani del 26 maggio cederà il timone dirama una nota rivendicando alla lista salviniana un’attenzione privilegiata «alle esigenze e alle sensibilità dei territori»; «Numerose le conferme tra gli uscenti ma nessun nome “famoso” proveniente dal mondo dello spettacolo o dello sport, con tutto il rispetto per le categorie», è il suo commento conclusivo. Una questione di rispetto, già. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

ramente qualcosa dovremo fare. Stiamo predisponendo la domanda in Regione, già approvata dall’assemblea all’unanimità, per il blocco delle iscrizioni di nuovi vigneti al Conegliano-Valdobbiadene dal primo agosto 2019. In assemblea è passato, adesso i nostri funzionari, assieme al Cirve, stan-

Valdobbiadene, in ballo c’è anche la riduzione della resa per ettaro I produttori si dividono no predisponendo gli ultimi documenti da inoltrare alla Regione». Armando Serena, presidente dell’Asolo Docg, si spinge oltre: «Vogliamo pre-

te il conto alla rovescia per le elezioni europee. Ieri, nella circoscrizione Nord Est che racchiude Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Trentino Alto-Adige, la Corte d’appello di Venezia ha ricevuto, a partire dalle 8 del mattino, undici liste di candidati. La prima a presentarsi è stata quella del Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare, con il capolista Mirko De Carli. A seguire, il Partito animalista con Cristiano Ceriello; e poi i Gilet arancioni con Antonio Pappalardo; i Popolari per l’Italia con Ivo Tarolli; il Sud Tiroler Volkspartei con Herbert Dorfmann; il Partito Comunista con Marco Rizzo; la Sinistra con Silvia Prodi (nipote di Romano); la Federazione dei Verdi con Silvia Zamboni. Ancora, Dopo aver dichiarato l’apparentamento con Italia in Comune, + Europa ha presentato come capolista Federico Pizzarotti, sindaco di Parma ed ex dissidente grillino. Il Pd, come già annunciato, ha schierato il nome forte di Carlo Calenda per contrastare il predominio leghista. In lista, ottavo tra le preferenze, anche il professore trevigiano Antonio Silvio Calò. La Lega targata Salvini ha presentato lo stesso segretario del Carroccio come capolista, mentre tra le preferenze è stato inserito anche il leader della Liga veneta Antonio “Toni” Da Re. I grandi assenti della prima giornata utile a consegnare le liste per le Europee sono stati Forza Italia e Movimento Cinque Stelle. I partiti avranno tempo per depositare simbolo e candidati fino alle 20 di stasera. Da domani, le candidature saranno sottoposte al vaglio delle commissioni territoriali per il controllo dei requisiti di regolarità. — Eugenio Pendolini

servare non solo gli equilibri di mercato ma anche la biodiversità, nel nostro territorio devono rimanere anche i ciliegi e gli altri frutteti». Docg circolo chiuso, quindi: chi è fuori resta fuori. Anche “chi è dentro”, però, potrebbe essere costretto a rifare i calcoli. Nel Conegliano-Valdobbiadene è stata proposta, infatti, la diminuzione della resa per ettaro. Lo zoccolo duro dei produttori ha fatto sapere di non gradire la proposta. Consorzio cauto anche in questo caso: «Riduzione della resa? Valutiamo, è prematuro parlarne, devono ancora germogliare le piante», risponde Nardi, «potrebbe essere uno strumento da utilizzare. Più che riduzione della resa, sarebbe una messa a stoccaggio». —


Provincia 25

IL GIORNALE DI VICENZA Mercoledì 17 Aprile 2019

VICENZA

THIENE

Galleria Garibaldi, 4 | Telefono 0444.396.340 Fax 0445.380.083 red.thiene@ilgiornaledivicenza.it

L’ESERCITAZIONE. Ieri a Sarcedo la simulazione dell’incidente in previsione dell’inaugurazione del tratto di superstrada

Pedemontana,il testdel fuoco «Ea metàmaggio l’apertura» Il piano coordinato dalla prefettura Coinvoltidiversientiesoccorritori Sireplicheràsututtoilpercorso Ildirettorelavoriprefiguraitempi Silvia Dal Maso

Grave incidente stradale ieri mattina, attorno alle 10, a Sarcedo, ha visto coinvolti tre mezzi, un'autocisterna carica di Gpl e due automobili. È accaduto all’interno della galleria artificiale Ca’ Fusa-Vegra-Madonnetta, sulla carreggiata nord, in direzione Vicenza, del tratto stradale della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta denominato “2A”, che sarà prossimamente aperto al traffico. Grave, ma si è trattato “solo” di un’esercitazione. «Un momento di grande importanza per verificare sul campo la buona collaborazione tra le varie forze di soccorso, ma soprattutto il funzionamento del “Piano di gestione delle emergenze”, elaborato dalla stessa Spv testandone la dotazione impiantistica», ha commentato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di

Vicenza Mauro Luongo. L’EVENTO. La simulazione del

grave incidente stradale, relativa alla gestione di un evento emergenziale, ha previsto una situazione nella quale un mezzo pesante, nello specifico una cisterna carica di Gpl, ha perso il controllo e si è ribaltato a terra occupando l’intera carreggiata. Coinvolte nella simulazione anche due auto con a bordo vari passeggeri, rimasti feriti tanto da richiedere l'intervento del Suem per un codice rosso e un codice giallo. Il tutto è stato reso ancora più realistico da un principio di incendio. Il dispiegamento delle squadre di emergenza ha mostrato come la collaborazione sia fondamentale in situazioni del genere. «L’attività – fa sapere la Prefettura di Vicenza che ha coordinato l’esercitazione – ha consentito di verificare, in relazione alla galleria artificiale di Sarcedo, come

Iprotagonisti dell’esercitazionedi soccorso nella galleriaartificiale CàFusa - Vegrainlocalità Sarcedo

possono interagire in una situazione di grave emergenza i tecnici della società concessionaria, il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Vicenza, le forze dell’ordine, la sezione polizia stradale di Vicenza, la Provincia di Vicenza, settore protezione civile e la centrale operativa provinciale del Suem 118, il tutto con la collaborazione della Regione». La pianificazione rappresenterà il modello per il futuro piano di gestione delle emergenze che riguarderà l’intero percorso della Pedemontana Veneta, non appena saranno ultimati i relativi lavori. «Stiamo lavorando da anni a questo piano di emergenza – ha dichiarato ieri mattina il direttore della commessa, il geometra Giovanni D'Agostino, presente alla simulazione – e la simulazione sarà ripetuta in tutti gli altri tratti in trincea lungo l'autostrada convinti che questo evento di collaborazione tra le squadre di emergenza possa fare scuola». APERTURA. Intanto si rico-

Loscenario ipotizzato all’internodellagalleria. FOTOSERVIZIOCISCATO

L’accessoaltratto coperto

mincia a parlare di una data per l'apertura “ufficiale” del tratto della Pedemontana fino a Breganze, per un percorso di 6 chilometri. Il giorno preciso non è noto, ma D'Agostino ha parlato ieri di metà maggio. Un mese nel quale il sindaco di Breganze Piera Campana si augura non venga solo completato il casello del paese ma soprattutto si pensi alla complanare, necessaria per smaltire il traffico. •

Brevi THIENE CONSIGLIOCOMUNALE L’ORDINEDEL GIORNO Durante la seduta di oggi alle 18.30 i consiglieri discuteranno l'approvazione del rendiconto di gestione 2018 e la mozione per la limitazione pari a zero dei pfas nel depuratore. A.D.I. THIENE AZIENDE MANIFATTURIERE INCONTROSUIDATI Oggi alle 16 in Sala Miriade si terrà un evento dedicato alle aziende manifatturiere del Nord-est per la gestione dei dati organizzato da Google Cloud Italia e Miriade. A.D.I. MARANO ALCAMPANAFILM INLINGUA ORIGINALE Ogni mercoledì il cinema Campana proietta una pellicola in lingua con sottotitoli in italiano: oggi alle 20.30 tocca al macedone “L’ingrediente segreto" di Gjorce Stavreski. A.D.I. ZANÈ SERATADEDICATA ALLAPOESIA Oggi alle 20.30 il centro culturale ospiterà la lettura delle poesie di Silvano Cogo a cura di Stefania Mazzoran di LaAV Breganze e con le musiche del maestro Alessandro Antico. A.D.I.

© RIPRODUZIONERISERVATA

LE LEGGI RAZZIALI IN ITALIA Settembre-novembre 1938: il regime fascista promulga le «leggi razziali» contro la minoranza ebraica. Sottoscritte dalla monarchia, applicate con solerzia dalla pubblica amministrazione, segnano la radicalizzazione del regime e stravolgono la vita di migliaia di italiani, contribuendo al loro sterminio. Un volume potente e obiettivo, con un ricco apparato iconografico e documentario che analizza presupposti, clima e linguaggio del razzismo mussoliniano. Da quelle immagini, da quelle parole - molto, troppo simili a quelle che spesso leggiamo e ascoltiamo ai nostri giorni - occorre ripartire. Per evitare che la storia ripeta il suo tragico ciclo.

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MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 LA TRIBUNA

VITTORIO VENETO

carpesica

Prosecco vicino all’asilo «Ma è un vigneto modello» I genitori si sono subito allarmati della prossimità dei pali all’istituto per l’infanzia «Si tratta di un reimpianto che mantiene la distanza necessaria dall’edificio»

ca. «A suo tempo» racconta l’ex sindaco Scottà «avevo suggerito di portare la scuola nell’ex asilo parrocchiale, vicino alla Chiesa, a mio parere più protetto. Invece si ritenne di ristrutturare la Collodi dov’è e com’è. Ciò detto, i vigneti da queste parti sono sempre esistiti e non possono essere rasi al suolo per le legittime preoccupazioni di qualche genitore. Le misure adottate col il nuovo regolamento comunale, sono sufficienti a rassicurare».

«che a Carpesica come altrove bisognerà tener conto delle severe misure di protezione che abbiamo introdotto». L’amministrazione vigilerà su ogni iniziativa e annuncia severità nella sanzione di chi non osserverà le regole adottate. «D’altra parte, non saremo certo noi a criminalizzare i vignaioli che intendono investire rispettando le norme» conclude Tonon. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

convegno al palafenderl

TRASFERIRE LA COLLODI

Francesco Dal Mas VITTORIO VENETO. È ‘caccia’ al vigneto, in città. Il prosecco che nasce all’ombra delle scuole o di qualche sito pubblico. Prima a San Fermo di San Giacomo, poi lungo la pista ciclabile del Meschio, adesso a Carpesica. «Ma, attenzione a non dare la caccia alle streghe» ammonisce l’assessore Giovanni Napol e con lui l’europarlamentare Giancarlo Scottà, entrambi di Carpesica. COLTIVAZIONE STORICA

In effetti, la coltivazione che sorge alle spalle della scuola per l’infanzia ‘Collodi’ è storica, quindi preesiste a tutte le polemiche degli ultimi tempi. Non solo, il vignaiolo interessato è uno degli esperti che ha dato consigli all’amministrazione a come muoversi in circostanze del genere, comprese talune indicazioni inseri-

Il vigneto a Carpesica con i pali piantati la scuola per l’infanzia Collodi

te dal Consiglio comunale nel nuovo regolamento di polizia rurale. Nella fattispecie, dunque, si tratta di un reimpianto di prosecco, con un leggero ampliamento, che mantiene la distanza necessaria dall’edificio scolastico, segui i metodi della coltivazione biologica e rea-

sarmede

Il sindaco Pizzol «Occhio alla truffa dello specchietto» SARMEDE. Truffa dello spec-

chietto, scende in campo il sindaco Larry Pizzol per mettere in guardia i cittadini. L’appello è arrivato dopo i recenti episodi avvenuti nel vittoriese. «Invito la popolazione», scrive il primo cittadino «a prestare particolare attenzione alla cosiddetta “truffa dello specchietto”, metodo utilizzato per estorcere del denaro agli automobilisti, inducendoli a pagare una somma per provvedere alla riparazione del danno

causato al veicolo del truffatore, anche se in realtà lo stesso non è mai avvenuto». Il meccanismo prevede che si venga inseguiti da un’auto e che le persone a bordo del veicolo del truffatore intimino alla vittima di fermarsi, indicando lo specchietto retrovisore rotto o danneggiato e chiedendo una somma di denaro per risolvere bonariamente la faccenda senza dover ricorrere all’assicurazione. «Pertanto, nel caso il cittadino dovesse trovarsi in

il lutto

Addio a De Bernardo edicolante di Serravalle VITTORIO VENETO. La città piange Elena De Bernardo, storica edicolante di Piazza Foro Boario a Serravalle. Se n’è andata ieri a 83 anni nella casa di riposo Cesana Malanotti. Di origini calabresi giunse in città negli anni sessanta. Per una quarantina d’anni gestì l’edicola in centro storico insieme al figlio Gianni Betto. Grazie alla loro professionalità l’edicola diventò un punto di riferimento

Elena De Bernardo, 83 anni

lizza i trattamenti con il recupero di quanto si volatilizza. Come dire, "un vigneto modello", a sentire gli amministratori locali. Da qualche giorno sono in atto tutti i preparativi per l’installazione dell’impianto. Quando i genitori dei bambini hanno visto quanto accadeva e me-

simili situazioni», continua il sindaco «si suggerisce di porre in atto le opportune accortezze, cercando di non fermarsi e di rimanere all’interno della propria autovettura, e, se in possesso di telefono cellulare, di avvertire prontamente le Forze di Polizia (Comando Stazione Carabinieri di Cordignano – Recapito telefonico 0438/999033 - numeri telefonici 112, 113) - oppure l’Ufficio di Polizia Locale del Comune di Sarmede (Tel. 0438/959315). Qualora il cittadino risulti sprovvisto al momento di telefono mobile, si consiglia di avvertire dal finestrino della macchina passanti non coinvolti nell’episodio, in modo da segnalare senza alcun indugio che si trova in stato di difficoltà». — F.G.

per molti vittoriesi. Tra i loro clienti vi furono anche celebrità del cinema. Quattro anni fa il figlio andò in pensione cedendo l’attività. Elena De Bernardo si distinse per raffinatezza, solarità e disponibilità. Fu impegnata nel sociale, in particolare in ambito sindacale a fianco dei pensionati. I funerali si terranno domani alle ore 14.30 nella chiesa di Santa Giustina. Stasera alle 19 nella medesima chiesa sarà recitato il Rosario. La sua scomparsa lascia nel dolore i figli Gianni, Franco, Milena e i nipoti. Elena De Bernardo riposerà nel cimitero di Forcal. — F.G.

mori della battaglia in corso a San Giacomo, si sono subito preoccupati, anzi allarmati. Informatisi, hanno ricevuto le attese rassicurazioni. Per la verità, hanno ammesso alcuni di loro, il vigneto esistente non ci ha dato particolari problemi; è il più vicino alla sede scolasti-

Trasferire la Collodi nell’asilo parrocchiale dismesso? Ne abbiamo discusso, ma constatando che le coltivazioni, in quel caso, erano più vicine, ricorda il sindaco Roberto Tonon. Ecco, dunque, che i lavori di messa in sicurezza della Collodi, da poco conclusi, certificano che questo plesso rimarrà attivo com’è. E per il prosecco a valle della collina ci sono le garanzie non solo delle distanze, ma anche – afferma Dus – che il trattamento verrà realizzato negli orari in cui bambini ed insegnanti non saranno a scuola. Lo stesso Comitato dei genitori di San Giacomo ha preso contatti con alcune famiglie che portano i bambini a Carpesica, per verificare se c’era la necessità di qualche sostegno, ma la prima risposta è stata negativa, quindi rassicurante. «Certo è» afferma Tonon

A San Giacono fanno parlare un’oncologa “E_VITI_AMO – Per una viticoltura che rispetti la vita”. È questo il titolo scelto dai genitori della Scuola dell’Infanzia di San Giacomo per il convegno che terranno questa sera alle ore 20.30 al Palafenderl. È stata invitata come relatrice Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo. Altro relatore Maurizio Donadi, enologo fondatore dell'azienda vitivinicola biodinamica Casa Belfi e socio produttore di Vinnatur. Porterà la sua testimonianza Sarah Dei Tos, titolare de “La Vigna di Sarah”, azienda vitivinicola biologica di Cozzuolo e presidente del Consorzio #Bio. Interverrà anche Elena Mitzman, avvocato amministrativista che parlerà della normativa europea ed italiana in materia.

in via dalmazia

La ricevitoria della fortuna Tre clienti vincono 11 mila euro Tre successi una dietro l’altro e una beffa della fortuna Un giovane si è aggiudicato un premio da 10 mila euro con un tagliando “Doppia sfida” VITTORIO VENETO. Tre vincite

una dietro l’altra e una beffa della fortuna. È stato un martedì ad alta suspense quello vissuto ieri mattina nella ricevitoria da Miriam di via Dalmazia a Costa. In dieci minuti sono stati vinti oltre 11 mila euro grazie a fortunati biglietti del “Gratta e vinci” Un giovane sui 35 anni del posto si è portato a casa il premio più grosso: 10 mila euro con un tagliando “Doppia sfida”. «È entrato, si è avvicinato al banone», racconta Miriam Scarpis, «e mi ha detto: che sia il giorno fortunato? Sì, gli ho risposto, anche perché pochi minuti prima c’erano state altre vincite». Il giovane ha comprato un tagliando da 5 euro ed è uscito dal negozio. Dopo dieci minuti è rientrato con un sorriso raggiante stampato sul volto. «È proprio la settimana buona», ha detto rivolto alla titolare, «sei stata brava». Aveva vinto 10 mila euro. Pochi minuti prima erano entrate due amiche nella ricevitoria. Una decide di acquistare un biglietto da 5 euro de “Il miliardario“ e vince 50 euro. L’amica, vista la vincita, decide di cambiare tipologia

Miriam Scarpis festeggia un premio nella ricevitoria di via Dalmazia

di tagliando. Una scelta che nasconde una beffa. La signora se ne accorgerà subito dopo quando nella tabaccheria entra un signore, deciso anche lui a sfidare la fortuna. Per un puro caso prende il biglietto scartato dalla donna, gratta la pellicola argentata e sorride. Stampata era la bella cifra di 1000 euro. Una scena che lasciato di stucco la signora, pentita della scelta fatta e rimasta a bocca asciutta. «È la settimana di Pasqua, sono giornate fortunate», continua a ripetere raggiante Miriam Scarpis. La tabaccheria è nota per

essere stata molte volte baciata dalla dea bendata della fortuna. Settimanalmente ci sono vincite con il “Gratta e vinci” da 500, 1000 euro. Nel febbraio scorso una persona con quattro euro era riuscita a guadagnare 10 mila euro al lotto centrando un ambo e un terno sulla ruota di Palermo. Una settimana fa al bar alla Pesa di piazza Meschio con una giocata di due euro una signora ne aveva vinti diecimila con il Gratta e Vinci acquistando un tagliando “Buona fortuna”. — Francesca Gallo BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


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Attualità

Mercoledì 17 Aprile 2019 www.gazzettino.it

I numeri

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L’INCHIESTA VENEZIA Il loro nome non è ancora stato collegato a tesori nascosti all’estero, provento di evasione fiscale, ma evidentemente non stanno dormendo sonni tranquilli e così hanno preferito anticipare i tempi, facendosi vivi prima di essere scoperti ed evitare conseguenze peggiori. Tre noti imprenditori hanno chiesto di essere ricevuti dagli inquirenti che stanno indagando sulla cosiddetta “lista De Boccard”, scoperta in Svizzera dal procuratore aggiunto di Venezia, Stefano Ancilotto, nella prosecuzione dell’inchiesta relativa allo scandalo Mose, che ha consentito di trovare in Croazia tracce di un conto corrente ritenuto riferibile all’allora presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ma anche di individuare numerosi imprenditori che hanno investito decine di milioni di euro di “nero” in paradisi fiscali anche attraverso la presunta complicità di “PVP”, un noto studio di commercialisti di Padova, i cui soci, Guido Penso, Paolo Venuti e Christian Penso, sono ora accusati di riciclaggio.

LA CONVOCAZIONE La convocazione dei tre imprenditori è imminente e gli investigatori sono curiosi di sapere cosa vorranno raccontare. Non è escluso che siano i primi di una serie: i nomi di “investitori” italiani contenuti nella “lista De Boccard” (dal nome del consulente quasi ottantenne, Bruno De Boccard, indagato a Venezia per esercizio abusivo di attività finanziaria) sono infatti un centinaio e, poco alla volta, gli uomini della Guardia di Finanza li stanno identificando. Fino-

LA GUARDIA DI FINANZA STA INCROCIANDO I DATI RINVENUTI NEL TENTATIVO DI INDIVIDUARE ALTRI EVASORI ITALIANI

I milioni esportati da Damiano Pipinato attraverso lo studio Pvp

100 Gli italiani nel mirino per aver portato i soldi all’estero

1000 Nomi (anche stranieri) di investitori inseriti nella “lista De Boccard” COMMERCIALISTA Paolo Venuti, al centro dell’inchiesta assieme ai soci dello studio padovano

Soldi all’estero, altri nomi tre imprenditori dai pm Sono noti industriali veneti. Hanno ` Saranno interrogati dai pm a caccia chiesto di essere sentiti dai magistrati degli investitori della “lista De Boccard” `

ra, tutti quelli già “riconosciuti” hanno ammesso di aver investito all’estero, dietro il paravento di società fiduciarie con sede a Panama, piuttosto che a Dubai o alle Bahamas, ma hanno spiegato di aver aderito allo “scudo fiscale”, regolarizzando le consistenti somme illecitamente sottratte al Fisco dietro il pagamento di imposti modesti (nel 2009 fu stabilita una percentuale del 5 per cento, a titolo di imposte, interessi e sanzioni). Tra loro figura l’imprenditore calzaturiero padovano Damiano Pipinato, il quale avrebbe nascosto all’estero circa 37 milioni di euro solo attraverso

lo studio Pvp); gli immobiliaristi Fabio e Mattia Campagnaro (5 milioni di euro), Sergio Marangon (1,2 milioni), Roberto e Luca Frasson (1,5 milioni); l’imprenditore agricolo Luigi Primo Faccia (250 mila euro); i calzaturieri Renè Fernando Caovil-

la (Caovilla Calzature, 2,2 milioni), Ignazio e Filippo Baldan (250 mila dollari); Giovanni Roncato (“Valigeria Roncato”, 13 milioni), Mauro Mastrella (macchinette per sale giochi, 800 mila euro); l’albergatore veneziano Odino Polo (un milio-

VENEZIA Paolo Venuti rompe il silenzio. Il commercialista di Padova, già prestanome di Giancarlo Galan e ora nuovamente indagato insieme alla moglie Alessandra Farina e ai soci Guido e Christian Penso, espone la sua verità sul famoso deposito bancario della Croazia in cui, secondo la Procura di Venezia, sarebbe stato nascosto il tesoro del Doge. Un racconto dal finale inaspettato, rispetto agli atti dell’inchiesta finora conosciuti, tanto da essere così sintetizzato dagli stessi contitolari del suo studio, rilanciandone la lettera sul web: «I soldi del “conto svuotato” sono in Italia da anni, e già in mano alla giustizia».

IL PROFESSIONISTA Nella sua nota, Venuti premette di parlare nella sua «qualità di beneficiario effettivo, o avente diritto economico, del conto». Il riferimento è all’ultima localizzazione della provvista alimentata fra il 2002 e il 2015, quella alla Veneto Banka di Zagabria, il cui sal-

do secondo il procuratore aggiunto Stefano Ancilotto al 31 dicembre 2014 «ammontava ad euro 1.851.993,48» e al 30 giugno 2015 «a meno di 2.000 euro». Scrive il professionista: «Quelle somme (ma non ne precisa l’importo, ndr.) sono state rimpatriate giuridicamente in Italia sin dal 2009, con intestazione ad un intermediario autorizzato, e poi fisicamente trasferite in Italia, presso la BIM – Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni – in data 17/04/2017, cioè non appena dissequestrate dalle autorità croate che, dopo due anni di indagini, non avevano rinvenuto alcun motivo per prorogare il sequestro». A quel punto, aggiunge il commercialista, è intervenuta la si-

IL MAGISTRATO Stefano Ancilotto

IL COMMERCIALISTA E LA PROVVISTA DI VENETO BANKA SCESA DA 1,8 MILIONI A DUEMILA EURO: «È IN ITALIA DA ANNI»

gnora Farina, formalmente intestataria della riserva: «Mia moglie, con una scelta di completa trasparenza e correttezza, ha all’epoca deciso di revocare il mandato alla fiduciaria e di trasferire le somme presso una banca italiana, pur essendo formalmente al corrente dell’esistenza, sin dal 2013, di indagini a proprio carico per l’ipotesi di reato di riciclaggio. Tali somme sono state integralmente acquisite al FUG (il Fondo Unico Giustizia, ndr.) in data 09/04/2019 per ordine del Procuratore Aggiunto della Repubblica, dott. Stefano Ancilotto». Conclusione di Venuti: «Il conto croato è stato effettivamente “svuotato” da mia moglie, che lo ha consegnato deliberatamente alla giustizia italiana. Della sorte delle somme sequestrate deciderà il Tribunale competente. Queste informazioni erano facilmente acquisibili, senza necessità di rivolgersi alle autorità croate, in quanto si tratta di movimenti tutti bancariamente tracciati in Italia, e quindi disponibili nell’anagrafe dei conti».

IL CONDONO Nessuno di loro è indagato: l’evasione fiscale risale a molti anni fa e quindi è prescritta o è stata “condonata”, attraverso scudo fiscale o con “voluntary disclosure”, la cosiddetta “collaborazione volontaria” con cui il fisco dà la possibilità ai contribuenti che hanno qualche situazione pendente di regolarizzare la propria posizione fiscale. Ma non è escluso che nella lista dei cento vi sia anche il nome di qualcuno che il tesoro all’estero per qualche motivo non lo ha “scudato” e dunque potrebbe essere ancora chiamato a risponderne.

GLI ACCERTAMENTI La “lista De Boccard” contiene un migliaio di nomi, relativi ad investimenti avvenuti tra il 2007 e il 2014: molti i francesi, qualche russo, tedesco e anglosassone. Suddivisa in nove colonne, ogni pagina riporta il nome della società fiduciaria, il gestore, l’amministratore, il nome o la sigla del reale investitore (persona fisica o società) e alcune altre informazioni che le Fiamme Gialle stanno incrociando con dati rinvenuti nelle perquisizioni effettuate durante l’inchiesta nel tentativo di individuare i presunti evasori italiani. Gianluca Amadori © RIPRODUZIONE RISERVATA

NELL’ELENCO DEGLI INTERMEDIARI SVIZZERI SONO INDICATE LE FIDUCIARIE E ACCANTO IL VERO TITOLARE

Conto croato, la versione di Venuti: «Mia moglie l’ha consegnato alla giustizia» IL GIALLO

ne) e gli albergatori di Montegrotto e Padova Mariarosa e Stefano Bernardi (3 milioni) e Giovanni Gottardo (500 mila euro). Altre persone coinvolte, per cui gli inquirenti non sono riusciti a ricostruire gli importi, sono il commercialista Agostino Crisanti, Vittorino Pamio (abbigliamento), Giuseppe Vecchiato, Lino e Luca Barillari.

di finanza, in quanto Venuti non ne avrebbe fatto cenno nell’interrogatorio del 2014 e Farina non sarebbe mai stata sentita. Inoltre, in risposta alla rogatoria avviata dall’autorità giudiziaria lagunare, Veneto Banka si sarebbe limitata a riferire che il conto era pressoché vuoto, senza rivelare chi l’avesse svuotato né dove fossero stati trasferiti i soldi. Quanto alla cifra effettivamente sequestrata la settimana scorsa dalla Procura, si tratterebbe “solo” dei 300.000 euro ritenuti il prezzo dei reati di riciclaggio aggravato del presunto tesoro di 1,5 milioni, secondo l’ipotesi contestata agli indagati Farina e Penso. In ogni caso quei denari sarebbero stati rinvenuti dalle Fiamme Gialle consultando di loro iniziativa l’anagrafe tributaria, non perché fossero stati spontaneamente consegnati loro.

SUI SOCIAL EX GOVERNATORE Giancarlo Galan durante la tempesta del Mose

GLI INQUIRENTI Fin qui la versione del professionista. Rispetto agli accertamenti effettuati dagli inquirenti, risultano però alcuni punti da chiarire. Finora la Procura ha sempre spiegato di essere risalita al conto croato solo attraverso le indagini bancarie della Guardia

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MA I FINANZIERI HANNO TROVATO E SEQUESTRATO SOLO I 300.000 EURO RITENUTI IL PROFITTO DEL RICICLAGGIO

Come detto la missiva di Venuti è stata interamente condivisa dai soci Penso, in particolare da Christian, che in serata ha rilanciato sul proprio profilo Facebook il testo, pubblicato sul sito Internet dello studio alla voce «La rubrica delle fake news». Un messaggio evidentemente diretto agli organi di informazione e accompagnato dall’immagine di un cartello stradale con la scritta “Stop”. Angela Pederiva © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ATTUALITÀ

MERCOLEDÌ 17 APRILE 2019 CORRIERE DELLE ALPI

Straordinaria partecipazione al concorso bandito da Azienda Zero per operatori socio-sanitari da impiegare nelle Ulss della regione

scandalo assunzioni

Umbria, si dimette la governatrice Catiuscia Marini

Veneto, 12 mila alla carica per 312 posti in corsia Poi tocca agli infermieri già 1.200 candidature IL CASO

Elena Livieri er 312 posti da operatore socio-sanitario si presentano in quasi 12 mila. Sono i numeri del concorso bandito dall’Azienda Zero, il cervello amministrativo della sanità veneta, per reclutare operatori per gli ospedali di tutta la regione. I posti messi a bando sono stati calcolati in base alle richieste pervenute da ciascuna azienda sanitaria veneta, ma data la massiccia adesione che il concorso ha registrato, le graduatorie, ovviamente una volta soddisfatte le esigenze “di casa”, saranno messe a disposizione delle altre regioni. Del resto

P

in calabria

quello della carenza di personale in corsia è un problema condiviso in tutto il Paese. I partecipanti al concorso, poi, arrivano come sempre da tutta Italia e una volta assunti potranno chiedere di essere spostati in un altro ospedale più comodo. MAXI CONCORSO

Azienda Zero, dal momento che procede con un unico concorso per tutte le Usl del Veneto, ha prima avviato una raccolta di dati circa il fabbisogno di ciascuna azienda. Mettendo insieme le richieste si è formulata la proposta del concorso per 312 posti di operatore socio-sanitario. Come spiegano dagli uffici di passaggio Gaudenzio a Padova, sede centrale di Azienda Zero, si tratta - almeno per i fabbisogni indica-

ti - di numeri in divenire. Solo a procedura completata, infatti, le Usl potranno indicare il numero preciso di operatori di cui necessitano, tenendo conto dei pensionamenti e delle mobilità nel frattempo intervenuti. Resta il fatto che se a fronte di 312 posti i candidati che si sono presentati sono 11.947, nessun ospedale dovrebbe rimanere sguarnito. Le graduatorie saranno distinte per singole aziende con possibilità di utilizzarle per tre anni. Sarà necessaria ancora qualche settimana di tempo per portare a compimento la procedura. INFERMIERI

Al concorso per operatori socio-sanitari si affianca quello per infermieri che Azienda Zero ha già indetto: in questo

Personale sanitario in una corsia d’ospedale

caso il termine per presentare domanda da parte dei candidati scade il 2 maggio. E dai numeri che si stanno già registrando, pare proprio che si potrà bissare il “successo” del concorso per operatori. I candidati infermieri che ambiscono a entrare in un ospedale veneto sono infatti già oltre 1.200. Ma quello messo in campo da Azienda Zero è un reclutamento a tutto campo: procedure di selezione interesseranno anche altri profili del comparto sani-

tà, quali tecnici sanitari di laboratorio e di radiologia, ma anche personale amministrativo. CAMICI BIANCHI

Il grande vuoto in corsia rimane quello dei camici bianchi, per la carenza di medici specializzati. Per ampliare la partecipazione ai concorsi dopo il clamoroso flop della selezione per ginecologi che ha visto una ventina di partecipanti per 80 posti - Azienda Zero ha esteso la possibilità

la tragedia

Uccisa a bastonate arrestato il marito CASSANO ALLO JONIO. Un'ag-

gressione brutale, anche a colpi di bastone. È così che è stata uccisa Romina Iannicelli, di 44 anni, al secondo mese di gravidanza. Un omicidio portato a termine dal marito, Giovanni De Cicco, di 48 anni, sottoposto a fermo al termine di un interrogatorio nel corso del quale ha confessato. Teatro dell'ennesimo femminicidio la casa della coppia, nel centro storico di Cassano allo Jonio, nel cosentino. Il cadavere della donna è stato trovato ieri mattina da alcuni familiari che hanno avvisato subito i carabinieri. I sospetti si sono concentrati subito sul marito risultato irreperibile. Nel tardo pomeriggio l'uomo, sentendosi ormai braccato, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Cassano. Immediatamente è scattato l'interrogatorio. Ed alla fine, messo alle strette, è arrivata la confessione. Lui ha cercato di alleggerire la sua posizione dicendo di avere assunto una forte dose di droga prima di tornare a casa, ma questa versione non convince gli investigatori. Resta incerto il motivo per cui l'uomo abbia aggredito con tale violenza e ferocia la moglie. Circostanze che gli investigatori stanno cercando di ricostruire.

Pietro Passarella, 19 anni, di Rovereto, studente a Padova

La piscina di via Circonvallazione a Mestre

Mestre, studente di 19 anni annega in piscina durante esercizio di apnea Era con la fidanzata che ha dato l’allarme ma l’intervento del Suem è stato inutile Ricoverato in ospedale è morto Donati gli organi MESTRE. Malore durante l’al-

lenamento alla piscina di via Circonvallazione a Mestre. La vittima è Pietro Passarella, 19 anni (ne avrebbe compiuti 20 il mese prossimo) di Rovereto, in Trentino, stu-

dente di Matematica all’Università di Padova. Viveva a Mestre in un appartamento che divideva con la sua ragazza, Valentina Sartor. La tragedia nel tardo pomeriggio di sabato. Pietro è stato soccorso prima dal personale della piscina e poi dai medici del Suem 118. Portato all’ospedale all Angelo di Mestre in condizioni critiche, è stato dichiarato morto lunedì pomeriggio.

Non prima di aver espiantato gli organi, come deciso dai genitori. Sabato Pietro si stava allenando nella piscina di fronte all’ex ospedale Umberto I, a quell’ora aperta per il nuoto libero. C’erano un paio di persone per ogni corsia e tre assistenti di vasca. Da una prima ricostruzione sembra che Pietro stesse effettuando alcuni esercizi sott’acqua ed è durante uno di quelli che si è

sentito male. Quando gli assistenti si sono accorti che qualcosa non andava nel comportamento del ragazzo, tutti e tre si sono gettati immediatamente in acqua. Lo hanno portato all’asciutto e hanno iniziato il Blf, ossia il Basic Life Support, sostegno di base alle funzioni vitali, una tecnica di primo soccorso che prevede la rianimazione cardiopolmonare. È stato immediatamente preso anche il defibrillatore, di cui la piscina è dotata. Il giovane, che non era più cosciente, è stato rianimato prima dal personale della piscina e subito dopo dagli operatori del Suem sopraggiunti in pochissimi minuti. Il 19enne è stato trasportato all’ospedale di Mestre in condizioni gravissime, intubato e ricoverato in terapia

PERUGIA. Si è dimessa la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini (Pd). L'annuncio è arrivato ieri pomeriggio al termine di una lunga riunione nel palazzo che ospita la sede della Giunta, nel centro di Perugia. Marini è indagata nell'inchiesta della procura di Perugia su alcuni concorsi per assunzioni che sarebbero stati pilotati all'ospedale del capoluogo umbro. «Io sono una persona perbene, per me la politica è sempre stata “fare l'interesse generale”. Così la Marini nella sua lettera pubblica di dimissioni. «Quello che sta accadendo non solo mi addolora, ma mi sconvolge e sono sicura che ne uscirò personalmente a testa alta».

di candidarsi anche agli specializzandi all’ultimo anno di specialità. Una buona notizia per le sale operatorie: il concorso indetto nelle scorse settimane per 15 medici chirurghi richiesti dagli ospedali veneti, vede 120 domande di partecipazione. Entro la prima metà di maggio Azienda Zero completerà le procedure concorsuali anche per reclutare neurologi, psichiatri e dermatologi. Insomma, piano piano, ma qualcosa si muove. —

intensiva. Il suo fisico, però, non ha retto. La famiglia si è recata nella piscina a prendere oggetti e vestiti del ragazzo, mentre le forze dell’ordine hanno registrato le testimonianze di chi l’ha soccorso e verificato le dotazioni. «Al momento dell’incidente il giovane stava facendo degli esercizi di apnea», conferma il direttore del Nuoto Venezia, Alessandro Di Mauro, «A soccorrerlo sono stati in tre. Gli assistenti sono tutti formati, preparati a questo genere di emergenze e brevettati Bls, pertanto gli hanno praticato il massaggio cardiaco e la respirazione, poi hanno anche messo le piastre del defibrillatore che però non è stato utilizzato perché l’apparecchio, che lavora in automatico, non consigliava la scossa». La Federazione Nuoto – fa sapere la direzione – ammette gli esercizi di apnea sotto il controllo di un assistente bagnante e la valutazione della situazione nella vasca. In questo caso c’erano poche persone. La notizia è subito arrivata a Rovereto. La vita di Pietro era fatta di amicizie, viaggi, relazioni solide. Durante il liceo aveva frequentato il quarto anno in una scuola argentina, a Casilde. A luglio dello scorso anno si era diplomato, iniziando poi l’avventura universitaria con la frequenza a Padova. Pietro lascia il padre Massimo, consulente aziendale, la mamma Laura Tonello, i due fratelli più piccoli, la fidanzata e tantissimi amici tra Rovereto, Mestre e Padova. — Marta Artico BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Profile for Valentina Faraone

RASSEGNA STAMPA 17 APRILE 2019  

RASSEGNA STAMPA 17 APRILE 2019  

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