Page 1

16-GEN-2020 Estratto da pag. 28 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 13 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 12 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 12 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 20 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 22 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 22 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 20 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 20 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 12 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 28 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 13 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 13 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 15 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 15 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 7 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 7 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 11 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 11 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 3 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 27 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 10 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 12 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 12 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 26 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 8 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 8 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 8 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 3 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 22 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 22 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 22 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 1 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 19 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 19 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 10 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 10 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 7 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 18 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 4 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 4 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 26 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 6 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 11 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 11 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 10 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 5 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 6 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 6 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 13 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 13 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 10 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 9 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 9 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 2 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 4 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 4 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 4 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 12 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 26 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 32 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 30 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 4 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 4 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 11 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 11 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 21 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 18 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


16-GEN-2020 Estratto da pag. 14 3043

a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione


2

GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2020 CORRIERE DELLE ALPI

PRIMO PIANO

L’intesa Roma-Venezia

«Strade, c’è la svolta L’Anas in Veneto investe 245 milioni»

LA SCHEDA REGIONE VENETO - STRADE DA RICLASSIFICARE Statale Denominazione n. 10 Padana Inferiore

34,060

VENEZIA. Misteri della politi-

ca e della burocrazia romana: il premier Conte ha firmato il 21 novembre 2019 il decreto che trasferisce 27 statali da Veneto Strade all’Anas ma il dossier è uscito il 7 gennaio da Palazzo Chigi per finire sul tavolo del ministro De Micheli che l’ha trasmesso alla giunta Zaia. Una firma che vale 245 milioni di euro su 8-9 progetti già esecutivi da realizzare entro il 2021, con un occhio di riguardo al Bellunese, alla Bassa padovana e al Veronese. Il Pd, con Fracasso e il sottosegretario Martella, sottolineano l’importanza del dialogo tra governo e regione, non cercano medaglie ma sottolineano il «dietrofront di Zaia che a Roma chiede il federalismo di strade, ferrovie e porti e poi riconsegna all’Anas ben 27 statali del Veneto per non doverle più asfaltare». Una critica che manda su tutte le furie l’assessore Elisa De Berti, che ribatte: « Non polemizzo con chi salta sul carro del vincitore all’ultima curva. La firma del premier Conte è un segnale di giusta attenzione del governo su una trattativa avviata nel 2018. Purtroppo con il ministro Toninelli si è solo perso tempo prezioso e non riesco a capire se il M5s abbia finamente cambiato rotta perché si è sempre opposto a tutte le infrastrutture, grandi o piccole che fossero. Mi auguro che il dialogo possa continuare anche sul progetto di trasformare Cav nel polo delle autostrade a Nordest, il Veneto chiede di essere trattato alla

L’assessore Elisa De Berti

pari del Friuli che può gestire in house le concessioni di Autovie», spiega Elisa De Berti. L’intesa con Anas cambia la struttura sociale di Veneto Strade con la vendita delle quote delle Province ma la manutenzione della rete di 725 chilometri resta sempre in capo alla struttura di Me-

Ma il Pd con Fracasso insiste: decisivo il ruolo della De Micheli basta con gli attacchi stre. E allora quali sono i vantaggi dell’operazione? «Anas è pronta a investire 245 milioni nell’arco di 2-3 anni. Sulla scrivania ci sono 8 progetti da appaltare, con assoluta priorità: l’elenco è stato spedito il 7 febbraio 2019 al manager Massimo Simonini. Con l’accordo firmato da Conte, sono convinta che Anas possa partire subito

con l’appalto integrato, si va in gara perché c’è il via libera del Cipe fin dal 24 luglio scorso. Ho consumato le scale del ministero delle Infrastrutture e la scrivania dell’ingegner Scaccia per venire a capo dell’operazione. Il contratto di programma scritto con Delrio e Armani nel 2018 va rispettato alla lettera». Da dove partire? Due le priorità: il Bellunese con la galleria “Pala Rossa” a Lamon, un appalto da 8 milioni e altri 3,5 se ne andranno per il cantiere ad Auronzo di Cadore. La fetta più grossa di risorse finirà però a Villafranca, nel Veronese, per completare la circonvallazione e salvare la cittadina dall’invasione dei camion: ai 30 milioni già spesi se ne aggiungo altri 24 e il Pd, con la consigliera regionale Anna Maria Bigon, canta vittoria visto che le elezioni sono alle porte, ma l’assessore De Berti non ci sta. «Siamo al ridicolo, Grezzanela di Villafranca sarà salvata dal caos dei camion perché noi ci siamo fatti carico dell’emergenza. Sempre a Verona è in programma un maxi investimento da 145 milioni per la variante a Buttapietra tra la tangenziale sud e la statale 12 dell’Abetone». L’ultima grana si chiama Bassa padovana, con la Padana inferiore, su cui il senatore Toni De Poli ha ingaggiato una battaglia con il governo. I soldi finalmente ci sono: l’Anas ha previsto 50 milioni, assicura Elisa De Berti, ma si partirà nel 2021 per rispettare i tempi tecnici del progetto esecutivo dell’intera tratta da Legnago a Monselice. Basta per essere tranquilli? — © RIPRODUZIONE RISERVATA

2,350 2,500 48,437 37,633 26,580 19,100 3,900

10 var 11

Variante di Legnago Padana Superiore

11 var

Variante Peschiera Castelnuovo

11 dir 14 bis

Di Peschiera Della Venezia Giulia

48

Delle Dolomiti

83,820

48 bis

Delle Dolomiti

7,730

50

Del Grappa e del Passo Rolle

9,285 5,095

50 var 53

Variante di Moline Postumia

0,620 8,020 33,380 12,437 15,947

62

Della Cisa

20,068

62 var 203

Variante Grezzanella Agordina

5,800 60,949

203 var 203 dir 251

Variante di Agordo Agordina Della Val di Zoldo e Val Cellina

2,750 7,260 49,850

346

Del Passo di S. Pellegrino

15,869

347

Del Passo Cereda e del Passo Duran 61,880

348

Feltrina

348 var S.P. 1

Variante di Anzù Della Sinistra Piave

SP 1 var

Variante Lentiai-Bardes

L’assessore De Berti: «Bene la firma del premier Conte Il governo ora collabori su Cav holding delle autostrade»

Albino Salmaso

Estesa tot Capisaldi di inizio e fine (km) 30,382 * Confine con la Regione Lombardia (Nogara)

SP 1 var/a Variante Col Cavalier SP 15 Cadore-Mare SR 89 Treviso-Mare SP 3

2,900 5,553

34,831 15.269 0,900 6,601 16,332 2,352

2,773 2,355 21,000 2,300

Mediana

6,410

TOTALE

725,278

- Innesto con la S.S. n. 10 Var presso Legnago * Innesto con la S.S. 10 Var presso Legnago - Innesto con S.S. n. 16 a Monselice * Innesti con la S.S. n. 10 presso Legnago * Innesto con la S.S. n. 11 Dir presso Peschiera del Garda - Innesto con la S.S. n. 11 Var presso Peschiera * Innesto con la 11 Var presso Peschiera - Innesto con la S.S. n. 309 a Malcontenta * Rotatoria con la S.S: n. 11 presso Peschiera del Garda - rotatoria con la S.S. n. 11 presso Castelnuovo del Garda * Innesto con la S.S. 11 - Peschiera * Innesto con la S.S. n. 14 a S. Giuliano - Innesto con la S.S. n. 13 in località Nuova Favorita * Confine con la Regione Trentino Alto Adige - Innesto con la S.S. n. 52 Galleria Comelico * Innesto con la S.S. n. 48 presso il lago di Misurina - Innesto con la S.S. 51 confine regionale * Innesto con la S.S. 50 Bis/Var presso Arten - Innesto con la S.S. n. 50 Var presso Moline * Innesto con la S.S. n. 50 Var presso Moline - Confine con la regione Trentino Alto Adige * Innesti con la S.S. n. 50 presso Moline * Innesto con la S.S. n. 47 presso Cittadella - Innesto con la S.P. n. 89 per Svincolo autostradale A27 "Treviso Sud" * Rotatoria con la S.P. n. 15 ad Oderzo - Innesto con la S.S. n. 14 a Portograuaro * Innesto con la S.P. n. 3 "Mediana" Innesto con la S.S. n. 11 a Ca Di Capri * Innesti con la S.S. n. 62 presso Grezzanella * Innesto con la S.S. n. 50 a Sedico - Innesto con la S.S. n. 48 a Cernadoi * Innesti con la S.S: n. 203 presso Agordo * Innesto con la S.S. n. 203 a Vignole - Belluno * Innesto con la S.S. n. 51 - Innesto con la S.S: n. 203 presso Rucavà * Confine con la regione Trentino Alto Adige - Innesto con la S.S. n. 203 a Cencenighe * Confine con la regione Trentino Alto Adige - Innesto con la S.S. n. 51 presso Venas * Innesto con la S.S. n. 53 a Treviso - Innesto con la S.S. n. 50 a Feltre * Innesti con la S.S. n. 348 presso Anzu * Innesto con la S.S. n. 51 a Ponte nelle Alpi - Innesto con la S.P. n. 1 Var/a "Variante Col Cavalier" * Innesto con la S.P. n. 1 Var/a "Variante Col Cavalier" Innesto con la S.P. n. 1 Var "Variante Lentiai - Bardes" * Innesto con la S.P. n. 1 Var "Variante Lentiai - Bordes" - Innesto con la S.S. n. 50 a Busche * Innesti con la S.P. n. 1 presso la località Lentiai a Bardes * Innesti con la S.P. n. 1 presso Col Cavalier * Conegliano - Ratoria con la S.S. n. 53 a Oderzo * Innesto con la S.S. n. 53 - Svincolo Autostrada A27 "Treviso Sud" * Innesto con la S.S. n. 62 - Rotatoria di San Leonardo


12

Nordest

Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

Bandiere e dittatori, le proposte del Ferro Fini

La scheda

Socio unico “Giochi Olimpici 2026 Spa” ha un unico socio: il ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’iter La società sarà istituita con la legge olimpica presentata ieri dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e che dovrà essere approvata dal Governo e poi dalle Camere entro marzo.

LE PROPOSTE

VENEZIA Un progetto di legge regionale per estendere la metodologia dell’estrazione a sorte, già prevista per i revisori dei conti della giunta e del consiglio regionale del Veneto, anche alle nomine effettuate dagli enti strumentali della Regione del Veneto. L’ha presentato ieri in commissione Affari istituzionali Piero Ruzzante (LeU): «La proposta è che ci sia il sorteggio dall’elenco regionale dei revisori. In questo modo sarà maggiormente garantita l’indipendenza dei revisori nell’esercizio delle proprie funzioni».

natore del Veneto, Luca Zaia: «Le Olimpiadi sono il successo di una squadra, e la squadra sta marciando compatta. L’interlocuzione con il ministro Spadafora è in una fase positiva. Se la legge olimpica vedrà la luce così come è stata impostata, anche in virtù del fatto che è l’esito di un lavoro preparatorio di mesi, significa che le Olimpiadi 2026 sono definitivamente varate e si comincia il cammino organizzativo sul terreno. La legge olimpica è una pietra miliare. Farla bene e in modo condiviso ci qualifica ancora di più di fronte al Cio e alla comunità internazionale». A chiedere di accelerare è il deputato Marco Marin (FI): «Non c’è tempo da perdere. Ora mi aspetto che anche il governo faccia la sua parte mettendo risorse economiche per questa grande sfida italiana». Alda Vanzan

VENEZIA Palazzo Ferro Fini continua a sfornare proposte di legge statali di iniziativa regionale, provvedimenti che una volta votati in aula a Venezia vengono spediti a Roma e lì finiscono per giacere in un cassetto. Ieri la Prima commissione del consiglio regionale, presieduta da Alessandro Montagnoli, ha visto l’illustrazione di due nuovi proposte di legge statali. Una l’ha presentata il capogruppo della Lega, Nicola Finco, con cui chiede di modificare l’articolo 292 del Codice penale. Si tratta della norma che disciplina l’istituto del vilipendio o danneggiamento alla bandiera o altro emblema dello Stato e che prevede fino a due anni di galera. Secondo Finco e tutti i leghisti che hanno firmato il testo, l’articolo 292 deve contemplare anche le bandiere regionali: “Come tutti i simboli, anche la bandiera è uno degli elementi identificativi della personalità identitaria di un popolo e costituisce uno dei fattori dell’integrazione sociale che contribuisce ad alimentare quel legame dei cittadini con il territorio. La bandiera, dunque, tiene insieme i valori e la storia di un popolo e per tali motivi con la modifica dell’articolo 292 del Codice penale, si vuole tutelare il valore simbolico anche di tutte le bandiere delle regioni italiane con riguardo alle manifestazioni di denigrazione o di disprezzo dei simboli che rappresentano». Il Pd, con il capogruppo Stefano Fracasso, ha posto un quesito: «Le bandiere regionali hanno un valore fondante come il tricolore tale da essere tutelato dal codice penale?». L’altra proposta di legge statale di iniziativa regionale è quella di Alberto Villanova (Zaia Presidente) per vietare la dedicazione di strade e di revocare onorificenze di Stato a coloro che la storia abbia riconosciuto responsabili di azioni efferate, crimini di guerra e contro l’umanità come il dittatore jugoslavo Josip Broz Tito. La settimana prossima il voto in Prima commissione. (al.va.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli obiettivi La “Giochi Olimpici 2026 Spa” dovrà realizzare le opere e gli interventi, ma anche fare le gare, che verranno richiesti dalla Fondazione (cioè il Comitato organizzatore dei Giochi) del Ceo Vincenzo Novari.

L’ORGANIZZAZIONE VENEZIA Dopo la Fondazione, ecco la società. Si chiamerà “Giochi Olimpici 2026” la spa che sarà istituita con legge dello Stato. Sarà una società interamente partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, il che significa che il governo metterà i soldi per le Olimpiadi invernali che si disputeranno tra sei anni in Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige. Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha assicurato che porterà la legge olimpica in Consiglio dei ministri entro il mese, probabilmente già giovedì prossimo. Un decreto che poi dovrà essere convertito dalle Camere entro 60 giorni e l’auspicio di Spadafora è che ciò avvenga prima del 10 marzo, quando si terrà la sessione del Cio.

LA RIUNIONE Della legge olimpica si è parlato ieri pomeriggio a Roma nel corso di una riunione presieduta dal ministro Spadafora e alla quale hanno preso parte i componenti del comitato di indirizzo di Milano Cortina 2026: il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il vicesindaco di Cortina Luigi Alverà, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il dirigente della Regione Veneto Maurizio Gasparin, il presidente di Trento Maurizio Fugatti, il presidente di Bolzano Arno Kompatscher. È stato Spadafo-

Milano-Cortina, c’è la spa Il Governo mette i soldi `Spadafora presenta la legge olimpica La società “Giochi Olimpici 2026” partecipata dal ministero delle Finanze Zaia: «Va fatta bene, è una pietra miliare» `

ra a illustrare una prima versione della “legge olimpica”, i cui contenuti - recita una nota diffusa dal dicastero dello Sport - sono stati condivisi con i partecipanti alla riunione. Il testo non è ancora pronto perché ci sono due o tre temi che devono essere ancora “limati”. Quindi da una parte ci sarà il comitato organizzatore dei Giochi, cioè la Fondazione, ente di diritto privato, con 20 componenti, di cui 10 del Cio e gli altri in rappresentanza degli enti territoriali (per il Veneto il professor Andrea Giovanardi e l’avvocato Antonella Lillo), il cui Ceo è Vincenzo Novari (che tra l’altro entro febbraio dovrà convocare la prima riunione). Dall’altra parte ci sarà la spa del Mef che dovrà, su richiesta della Fondazione, realizzare le opere. Il controllo sulla “Giochi Olimpici 2026 Spa” lo eserciteranno il ministero delle Infrastruttu-

re e dei Trasporti, Lombardia, Veneto, Trento e Bolzano.

I COMMENTI «Sono contento del clima di collaborazione e condivisione dimostrato da tutti. L’obiettivo - ha detto Spadafora - è sottoporla al Consiglio dei ministri al più presto, in modo da sviluppare i seguiti necessari in armonia con i prossimi appuntamenti del Cio previsti a marzo. Nel frattempo anche la Fondazione entrerà nella piena operatività». Soddisfatto il gover-

IL CONTROLLO SARÀ ESERCITATO DA MIT, REGIONI VENETO E LOMBARDIA, PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Ruzzante (LeU) «I revisori dei conti siano estratti a sorte»

Comunità montane, ultimatum regionale alle due superstiti CAVILLI Agno-Chiampo LITILeE delibere regionali sulla mae Lessinia non si sono teria sono un interminabile rac- Anniversario I 50 anni delle Regioni conto delle liti fra i municipi vitrasformate in Unioni centini e veronesi associati e dei `Solo

LA LEGGE VENEZIA Qualche giorno fa il quotidiano La Verità le ha ribattezzate ironicamente “Eternità montane”: Comunità immaginate quasi mezzo secolo fa per valorizzare le zone di montagna e teoricamente destinate da un decennio a tramutarsi nelle meno onerose Unioni, ma in realtà sopravvissute a leggi e sentenze in diverse parti d’Italia. Pure in Veneto, seppure in misura sensibilmente inferiori ad altre zone: qui ne sono ancora in vita due, benché commissariate, quelle di Agno-Chiampo e della Lessinia. Ma dopo anni di inutili proroghe, ora la Regione ha perso la pazienza, tanto che martedì l’aula di Palazzo Ferro Fini ha approvato una norma che fissa un perentorio ultimatum: se entro tre mesi non si trasformeranno come devono, i due enti verranno definitivamente cancellati.

cavilli sfruttati per sottrarsi alle prescrizioni della legge regionale 40 del 2012, che sull’onda della normativa statale del 2010 aveva stabilito che le Comunità diventassero Unioni. Un cambio molto più che lessicale, ruvidamente spiegato all’epoca come un passaggio da veri e propri “carrozzoni” al concetto di gestione condivisa delle funzioni amministrative, almeno sei nel caso dei Comuni che contano meno di tremila abitanti e che sono comunque obbligati ad associarsi. Una svolta all’insegna del risparmio, come dimostrano i numeri veneti: le 19 Comunità montane nel 2006 ricevevano 3 milioni di euro, mentre le Unioni montane che vi hanno fatto seguito nel 2019 ne hanno ottenuti 1,2. In questa somma sono ricompresi i 75.000 e i 100.000 euro destinati rispettivamente alle “riottose” di Agno-Chiampo e della Lessinia.

I COMMISSARIAMENTI Lunghe e vane le gestioni

Autonomia, si aspetta il testo «Il nostro Paese è uno straordinario mosaico, composto da realtà diverse, con specificità diverse; ripartiamo dal primato dei territori». Così il ministro Francesco Boccia intervenendo alla prima Conferenza Stato-Regioni del 2020 che segna i 50 anni delle Regioni. Il premier Giuseppe Conte ha detto che entro il mese ci sarà il confronto in maggioranza sull’autonomia. «Li attendiamo ai fatti», ha commentato il vicepresidente del Veneto, Gianluca Forcolin.

d6c1e049-671f-4e0f-865b-551d2a362d33

straordinarie a cui sono stati sottoposti i due enti. A quanto pare i Comuni non ne vogliono sapere di adeguarsi alle disposizioni normative, per quanto parecchio datate: basti pensare che i primi provvedimenti di nomina dei commissari furono proposti dall’allora assessore Marino Finozzi, che ha fatto in tempo perfino a dimettersi da consigliere regionale senza ancora vedere conclusi, per ciascuna delle due, gli auspicati «adempimenti conseguenti all’estinzione della Comunità montana». Nel caso di Agno-Chiampo, dal 2013 in poi gli atti hanno narrato dimissioni a raffica, «atteggiamento attendista da parte delle amministrazioni comunali», recesso da parte di diversi municipi: una sfilza di giustificazioni

NORMA APPROVATA ALL’UNANIMITÀ: SE ENTRO TRE MESI NON SI ADEGUERANNO ALLE DISPOSIZIONI SARANNO SCIOLTE

che hanno determinato ripetute proroghe di 180 giorni, al punto che dal 2016 è stato costretto a rimanere in carica come commissario straordinario Stefano Angelini. Lo stesso dirigente regionale, che per inciso non riceve alcun compenso per questo ulteriore incarico al di là del rimborso spese, deve gestire pure il commissariamento della Lessinia, dove dal 2014 le carte hanno documentato «un quadro in cui apparivano convivere, in maniera apparentemente contraddittoria, sia tendenze alla frammentazione e alla destrutturazione del precedente ambito, sia fattori di coesione». Insomma, una confusione tale da portare il Consiglio regionale ad approvare l’altro ieri all’unanimità questa norma: «Le Comunità montane Agno-Chiampo e della Lessinia che, entro tre mesi dalla data dell’entrata in vigore della presente legge, non provvedano a costituirsi in unioni montane, secondo le direttive specifiche adottate dalla Giunta regionale, sono dichiarate sciolte con decreto del Presidente della Giunta regionale». Sarà la volta buona? A.Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VII

Treviso Economia

Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

Canova, la Lega chiama Zaia: «L’aeroporto deve crescere» ` Mozione di Barbisan

In Regione: «Gravissimo fermare il progetto» LA PROPOSTA TREVISO «La Giunta regionale in-

tervenga presso il Governo per non bloccare lo sviluppo sostenibile dell’area». Il caso dell’aeroporto Canova arriva anche in consiglio regionale. Riccardo Barbisan, consigliere del Carroccio a palazzo Ferro Fini oltre che capogruppo in consiglio comunale, ha portato a Venezia una

mozione per chiedere al governatore Luca Zaia di schierarsi a difesa dello sviluppo dello scalo. A Palazzo dei Trecento, una mozione analoga è già stata approvata dal consiglio comunale con il voto contrario dell’opposizione. Adesso il livello si alza: la Lega vuole aumentare la pressione sul governo e sul ministro all’Ambiente Sergio Costa. Barbisan fa la sua mossa proprio mentre a Treviso il dibattito impazza: da un lato i sindacati che temono per i posti di lavoro e invitano Save a non rinunciare agli investimenti annunciati e il governo a sbloccare il Masterplan ancorato alla commissione Via; dall’al-

tro c’è invece chi frena, come il Pd provinciale che invita a una maggiore riflessione. Barbisan quindi, affonda il colpo: «Il comportamento del ministro dell’Ambiente che, senza apparente motivo se non l’obbedienza alle sollecitazioni dei comitati e dei colleghi di partito, ha bloccato il masterplan per l’aeroporto di Treviso, rinviandolo a un nuovo esame della commissione nazionale VIA, è davvero sconcertante. Il masterplan vuole implementare i sistemi di sicurezza e ridurre l’impatto ambientale, abbattendo i rumori e l’inquinamento. Eppure il ministro Costa ha pensato bene di sconfessare i

pareri di tecnici ben più addentro di lui alla materia, mettendo il suo veto al piano. Una censura davvero inappropriata».

to 5 Stelle. Poco importa se, così facendo, danneggia gravemente l’intero bacino socio-economico collegato all’aeroporto. Nei giorni scorsi i sindacati hanno presentato ai sindaci di Treviso e Quinto di Treviso 550 firme di lavoratori preoccupati per lo sviluppo dell’area. Sono stati gli stessi sindacati a sottolineare come il masterplan non vuole aumentare il traffico aereo, ma piuttosto rendere l’infrastruttura più sostenibile per l’ambiente e la salute dei cittadini. La Giunta regionale si schieri al fianco dei lavoratori e dei cittadini». P. Cal.

I DUBBI Il consigliere regionale dubita che alla base della scelte del ministro ci siano solo motivazioni tecniche, intravede invece un disegno politico: «Non si capisce su che base possa aver ritenuto inadeguato un piano, indispensabile allo sviluppo di un’infrastruttura essenziale quale l’aeroporto di Treviso, che fa della sostenibilità e della tutela ambientale le sue linee guida, le stesse tanto sbandierate dal Movimen-

DECISO Riccardo Barbisan

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pensioni tagliate: «Errore di calcolo» Tra dicembre e gennaio molti pensionati si sono ritrovati `L’anomalia riguarda soltanto i destinatari del “bonus Poletti” con l’assegno decurtato, centinaia di segnalazioni alla Cgil l’Inps assicura: «A febbraio e marzo salderemo gli arretrati» `

INglass ufficializza la vendita della Inevo

IL DISGUIDO TREVISO Quegli ultimi versa-

menti hanno rischiato di rovinare la fine dell’anno scorso e l’inizio del nuovo a numerosi pensionati trevigiani. Anche nella Marca, infatti, sono parecchi gli ex lavoratori che a dicembre e gennaio hanno ricevuto un assegno della pensione inferiore al solito: una “decurtazione” che in media va da una decina a una sessantina di euro al mese, a seconda dell’entità complessiva. Tranquillizziamo subito tutti: nessun taglio, come sottolinea anche il sindacato di categoria Spi Cgil. Si tratta di un’anomalia nel calcolo e l’Inps ha garantito che, forse già dal prossimo accredito, sanerà l’inghippo. Comprensibilmente, però, nel frattempo si è diffuso l’allarme tra i pensionati nostrani: sono oltre un centinaio le telefonate preoccupate effettuate in questi giorni ai centralini della Cgil di Treviso per segnalare le difformità e chiedere spiegazioni.

L’OPERAZIONE SAN POLO Il Gruppo INglass si fo-

don -. E’ senza dubbio una delle figure più importanti dell’intero scenario dell’economia, digitale e non, italiana. Ha fatto parte del nucleo fondante di Yoox contribuendo a portarla a essere una delle storie in assoluto di più grande successo a livello mondiale”. Il fondatore della piattaforma trevigiana si dice certo che il contributo apportato dal nuovo componente del cda “sarà determinante per far decollare definitivamente il nostro progetto e affermare H-Farm quale polo dell’innovazione di riferimento a livello europeo”. Maurizio Rossi, spiega un comunicato della stessa H-Farm, esce dal board per concentrarsi maggiormente sullo sviluppo internazionale della società e assumere il ruolo di presidente della Fondazione H For Human, “per dare il suo supporto alla crescita dell’organizzazione dedicata a favorire la conoscenza della trasformazione in atto e lo sviluppo e la diffusione di una cultura digitale”. M.Zan.

calizza sul core business dei canali caldi con la divisione HRSflow. L’azienda di San Polo di Piave ha annunciato la vendita al 100% della neocostituita Inevo srl alla cordata formata dall’imprenditore Luigi Cover e da Roberto Fagarazzi, già direttore commerciale della divisione stampi INglass dal 2015. Inevo Srl è la società del gruppo INglass all’interno della quale opera la divisione stampi fondata nel 1987 come Incos, specializzata nella realizzazione di stampi a iniezione per il mercato della fanaleria auto e nella tecnologia Glazing, il processo di iniettocompressione per ampie superfici in policarbonato. «Questa scelta consentirà a INglass di concentrarsi sulla divisione per i canali caldi HRSflow – ha commentato Maurizio Bazzo, presidente e fondatore del gruppo – si tratta di un settore che richiede una continua innovazione per rispondere alle richieste dello stampaggio a iniezione». Il nuovo amministratore unico dell’azienda, Luigi Cover, nonché titolare della CST Stampi srl, ha spiegato i motivi dell’acquisizione: «Siamo orgogliosi di questa scelta, Inevo ha una profonda esperienza nel settore degli stampi lighting e un’elevata capacità d’innovazione nella produzione di nuovi componenti, come richiesto dalla smart mobility. La sinergia con CST Stampi a livello tecnico/produttivo e nello stampaggio di materiali plastici estetici ci consentirà poi di essere un partner completo in tutti i settori che richiedono un alto contenuto tecnologico». Con il trasferimento appena siglato si conclude un processo di totale separazione tra il business dei canali caldi HRSflow e quello degli stampi per illuminazione. Un percorso partito negli anni Ottanta nell’ambito degli stampi rotativi multicolore e multicomponente per l’illuminazione dell’auto. Con oltre 1.000 dipendenti, INglass è presente ovunque a livello mondiale con stabilimenti produttivi diretti in Italia, Cina (Zhejiang) e Stati Uniti (Michigan). Giulio Mondin

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VITTIME A essere stati colpiti, in particolare, sono i titolari delle pensioni interessate dal cosiddetto “bonus Poletti” (dal nome dell’allora ministro del Lavoro e delle politiche sociali del governo Renzi, che varò il decreto): si tratta, in estrema sintesi, di una riforma dell’indicizzazione degli assegni previdenziali, riferiti all’anno 2011, tra i 1.400 e i 3mila euro lordi. In provincia di Treviso sono circa 67mila i trattamenti soggetti alla normativa. E che dunque potrebbero aver subito dei ritocchi all’importo. Cos’è successo? L’Inps ha riscontrato degli errori durante le operazioni di ricalcolo di alcune pensioni, ovvero quelle appunto interessate dal bonus Poletti. In particolare, per il 2019 la quota di pensione relativa all’incremento all’assegno pensionistico non è stata ricompresa nell’importo lordo totale della pensione, che è così stata pagata meno nei mesi di dicembre 2019 e gennaio 2020.

IL SEGRETARIO PAOLINO BARBIERO: «CONTROLLARE GLI IMPORTI, A VOLTE MANCANO I COSIDDETTI DIRITTI INESPRESSI»

LE PROTESTE Allo Spi Cgil sono pervenute negli ultimi giorni centinaia di telefonate di pensionati che chiedevano spiegazioni

IL SINDACATO Dall’organizzazione sindacale dei pensionati Cgil, però, rassicurano: la direzione nazionale dell’istituto previdenziale sta provvedendo a riesaminare le pensioni per ripristinare il pagamento di quanto dovuto e dell’arretrato. Come confermato da alcune recentissime comunicazioni diffuse dall’ente, la ricostruzione delle cifre corrette e la restituzione avverranno probabilmente già con i pagamenti di febbraio e marzo. La faccenda, dunque, dovrebbe risolversi in tempi tutto sommato rapidi. «Lo Spi Cgil, in contatto con la struttura provinciale dell’Inps, resta comunque a disposizione dei pensionati trevigiani per informazioni e per verificare altre incongruenze» afferma Paolino Barbiero, segretario provinciale del sindacato. E, anche al di là di questo disguido, invita comunque tutti a prestare attenzione ai versamenti: «È sempre bene controllare la correttezza della propria pensione: il sindacato a volte riscontra situazioni particolari, i cosiddetti diritti inespressi, che portano a migliorare l’assegno pensionistico». Mattia Zanardo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Grignolo nel cda di H-Farm il manager al posto di Maurizio Rossi IL PERSONAGGIO RONCADE Un supermanager del

commercio elettronico italiano per H-Farm. Alberto Grignolo entra nel consiglio di amministrazione del gruppo di Ca’ Tron. Prende il posto nel cda di Maurizio Rossi, ex vicepresidente e cofondatore del colosso del digitale insieme a Riccardo Donandon, destinato a rimanere in società dedicandosi però ad altri aspetti. Grignolo, 46 anni, laureato in Economia all’università Bocconi di Milano, proviene da Yoox, una delle maggiori e più note realtà italiane di vendita online nel settore della moda, del lusso e del design. Un’avventura imprenditoriale a cui il neo consigliere del “Trattore rosso” partecipato fin dagli esordi, nei primi anni Duemila: dalla startup, Grignolo ha seguito tutto il percorso che ha portato l’azienda milanese a essere oggi un gruppo a dimensione internazionale, quotato in Borsa, con un fatturato di due miliardi e mezzo di dollari e quattromila

dipendenti. All’interno ha ricoperto ruoli chiave, rivestendo per un quasi un decennio la responsabilità dello sviluppo commerciale, per poi ampliare il proprio operato a general manager e diventare, infine, nel 2016 il direttore generale operativo. “Sono entusiasta che Alberto abbia accettato di entrare a far parte di H-Farm – commenta il presidente e amministratore delegato di H-Farm Riccardo Dona-

IL MANAGER Alberto Grignolo

78113e4d-639c-4188-96c0-e48dc95d9e39


19

GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2020 LA NUOVA

VENEZIA

E mail cronaca.ve@nuovavenezia.it Venezia Castello, 5653 Centralino 041/24.03.111 Fax 041/52.11.07 Abbonamenti 800.420.330 Pubblicità 041/396.981

il Vertice a roma con i tecnici di infrastrutture, beni culturali e ambiente

Grandi navi, tre soluzioni sul tavolo Non c’è più il canale Vittorio Emanuele L’incontro voluto da Franceschini prevede di approfondire entro aprile le ipotesi Duferco, Marghera e San Nicolò Enrico Tantucci Tre soluzioni definitive possibili per il nuovo tracciato delle grandi navi e tra queste non c’è lo scavo del canale Vittorio Emanuele, caldeggiato dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dal presidente della Regione, Luca Zaia. È quando ha stabilto il vertice interministeriale - Beni Culturali, Infrastrutture e Ambiente - che si è tenuto ieri nella sede del ministero dei Beni Culturali, guidato da Dario Franceschini. Le schede esaminate dai Ministeri - elaborate dall’Autorità portuale di Venezia su loro richiesta - riguardano il terminal galleggiante in bocca di Lido, proposto dalla società dell’ex vicesindaco Cesare De Piccoli e dalla Duferco; il nuovo terminal anche per le navi di grandi dimensioni ipotizzato a Marghera; il terminal alla diga sud del Lido che era già stato ipotizzato dal precedente ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. L’unico progetto al momento esistente, sia pure in fase di progettazione preliminare ma che ha già superato il parere della commissione di Valutazione ambientale del ministero dell’Ambiente ed è ora al Consiglio superiore dei lavori pubblici è appunto quello del terminal galleggiante Duferco-De Piccoli. Il fatto che non sia stato preso in considerazione lo scavo del canale Vittorio Emanuele è legato evidentemente anche alle perplessità sull’intervento. Sul tavolo dei tre ministeri, ieri, anche tre schede che riguardano le soluzioni provvisorie, quelle per iniziare intanto a spostare almeno

una parte delle navi da crociera dal Bacino di San Marco. Riguardano l’area del terminal traghetti di Fusina, quella Tiv di Marghera e quello del canale industriale Nord, dove però non esiste un terminal e bisognerebbe iniziare a scavare. I tre Ministeri si sono aggiornati per valutare le proposte con l’obiettivo di arrivare però rapidamente, prima del prossimo Comitatone - che slitterà a febbraio - a una decisione. Nelle ultime settimane, tramite il ministero delle Infrastrutture, anche l’Autorità portuale di Venezia ha fornito ai Beni culturali dati, informazioni e relazioni sulle varie soluzioni progettuali di cui si sta discutendo. Già, di fatto, scartato invece uno dei progetti possibili caldeggiato dal Movimento Cinque Stelle, quello dello scalo crocieristico a Chioggia, per il suo impatto e le difficoltà di realizzazione. Non sembra però al momento allo studio un nuovo decreto sulle grandi navi che superi il Clini-Passera, di fatto inattuato, anche perché non c’è ancora la soluzione alternativa definitiva che esso prevede anche per attuare misure provvisorie. Quello su cui Franceschini si sta concentrando in questi incontri con i suoi colleghi è la scelta di una soluzione finale sul tracciato delle grandi navi, senza passare attraverso altre soluzioni-tampone che rinviino la questione a data da destinarsi. È un problema anche di credibilità politica per lo stesso ministro, e anche per il ministro De Micheli, che hanno parlato in più occasioni di aprile come del mese della svolta. —

l’incontro

Tre ministri per trovare una proposta condivisa Sopra, il passaggio di una grande nave in bacino di San Marco. A sinistra, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, a destra, la collega delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

su proposta di pellicani (pd)

Sulla nuova Legge speciale la Camera dà il via all’iter Se ne parla da anni, ma ora ha mosso un primo concreto passo avanti: la Commissione Ambiente della Camera ha, infatti, deliberato all’unanimità il via a un’indagine conoscitiva per portare alla modifica della Legge speciale per Venezia. Lo ha fatto approvando una proposta del deputato pd veneziano Nicola Pellicani, nell’ambito dell’esame della proposta di legge 1428 sulla “Sal-

vaguardia di Venezia”, della quale è relatore. «Tre mesi di tempo a partire da oggi per svolgere una serie di audizioni con tutti i soggetti pubblici e privati a vario titolo interessati al Dossier Venezia», spiega il parlamentare, «la Conferenza dei Capigruppo della Camera ha deciso di inserire la Pdl nel calendario delle priorità dei lavori delle prossime settimane. Ovvero, riservan-

dole una corsia preferenziale. Un segnale di grande attenzione per il problemi della città e - per quanto mi riguarda - un riconoscimento al lavoro svolto nel corso della legislatura». Saranno, dunque, settimane di audizioni con rappresentanti dei ministeri e degli enti locali, delle categorie, istituti di ricerca, comitati impegnati per la salvaguardia della città e della laguna.

Nella proposta di legge c’è la necessità di riprendere a realizzare gli interventi di manutenzione diffusa per la salvaguardia fisica della città interrotti da troppo tempo; affrontare il tema dello sviluppo del Porto e della zona industriale di Marghera; agire sulla gestione dei flussi turistici; far fronte alla questione delle Grandi Navi e del moto ondoso; rispondere ai problemi della residenza e del ripopolamento della città storica. La proposta di legge riconosce la specialità di Venezia introducendo elementi di federalismo fiscale e assegnando un’effettiva autonomia d’azione ai vari enti e soggetti pubblici della città. L’iter è avviato. —


III

Primo Piano SALVAGUARDIA MESTRE Duecento milioni l’anno per difendere Venezia, la sua storia, il suo ambiente, la sua economia. È la proposta, che verrà discussa nei prossimi mesi, di finanziamento della nuova Legge Speciale. Intanto per arrivare ad avere la nuova normativa da oggi scattano tre mesi che verranno impiegati per sentire l’universo mondo. Lo ha deciso ieri l’ottava Commissione della Camera, Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, su proposta dell’onorevole veneziano del Pd Nicola Pellicani. Sempre ieri la Commissione ha deciso che, a questo lavoro di analisi, si affiancheranno i lavori sulla proposta di legge 1428 con la quale Pellicani intende apportare “Modifiche e integrazioni alla legislazione speciale per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna”. Inoltre per questa proposta di legge si è aperta la corsia preferenziale dato che la Conferenza dei capigruppo della Camera l’ha inserita tra quelle da discutere prioritariamente.

Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

Legge speciale, piano da 200 milioni l’anno La commissione Ambiente della Camera ` Consultazioni con istituzioni ed esperti ha votato una proposta di Pellicani (Pd) per definire le priorità da finanziare `

I PUNTI CARDINE

LA GENESI «Il giorno dopo la devastante acqua alta del 12 novembre, quando la marea in mezz’ora raggiunse il metro e 87, proposi in Aula questa indagine conoscitiva per capire lo stato dei lavori per Venezia e che cosa realmente si stia facendo per difendere la città e la laguna» racconta Pellicani: «Sull’onda emozionale provocata da quel disastro il Governo ha rifinanziato la Legge Speciale con 60 milioni di euro e ha incardinato la proposta di aggiorna-

«UNA INDAGINE CONOSCITIVA PER CAPIRE LO STATO DEI LAVORI PER DIFENDERE VENEZIA»

dro completo di qual è la situazione e di cosa bisogna aggiungere nella nuova Legge Speciale aggiunge Pellicani -. Alcune cose le abbiamo già fatte, come l’Art bonus esteso ai beni ecclesiastici, e quindi chi vorrà sponsorizzare interventi di restauro delle chiese di Venezia e in particolare della Basilica di San Marco avrà vantaggi fiscali; poi nelle scorse settimane questo Governo ha approvato la Zls potenziata per le aree produttive inutilizzate di Venezia e Rovigo, e ha istituito a Venezia il Centro per i cambiamenti climatici. Sono tutti tasselli che entreranno nel corpo della nuova Legge Speciale, assieme ad altri che intendiamo ottenere».

INDAGINE Tre mesi di consultazioni per valutare come e dove intervenire con la nuova Legge speciale. Nel tondo Nicola Pellicani

mento della stessa legge per adeguarla ai tempi e alle mutate necessità di una città così fragile». Ora, con la decisione dell’ottava Commissione, l’indagine conoscitiva diventa realtà: in primo

luogo verranno sentiti i soggetti istituzionali, i ministri competenti, il governatore del Veneto Luca Zaia, il sindaco Luigi Brugnaro, i sindaci dei comuni della gronda lagunare, il presidente del Porto

Pino Musolino, il super commissario del Consorzio Venezia Nuova Elisabetta Spitz, il provveditore in pectore alle Opere pubbliche Cinzia Zincone e via di seguito; dopodiché toccherà ad un pa-

a98e6eee-1064-4c5b-b2f2-04ecce267a7b

nel ampio di esperti, docenti universitari, istituti di ricerca, il mondo ambientalista, i rappresentanti delle categorie economiche veneziane. «In tal modo avremo un qua-

Quali sono gli altri che, nelle intenzioni del Pd, si andranno ad aggiungere nella nuova normativa? Innanzitutto il ripristino del Magistrato alle acque, abolito dal Governo dopo che nel 2014 scoppiò lo scandalo Mose, ed oggi ci si accorge che fu come gettare il bambino assieme all’acqua sporca. Lo stesso sindaco di Venezia Luigi Brugnaro chiede da tempo di ottenere competenze su Venezia che attualmente sono invece divise tra Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e altri enti governativi. In secondo luogo l’Agenzia per Venezia proposta poche settimane fa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Andrea Martella alla quale, tra l’altro, spetteranno le decisioni, sia nelle emergenze sia nella normale gestione del Mose; poi bisogna inserire la questione bonifiche di Porto Marghera. E, più importante di tutti, la questione finanziamento della Legge Speciale: «Quando ero all’opposizione sparai 2 miliardi di euro ma è chiaro che è un obiettivo velleitario conclude Pellicani -. Penso che 200 milioni di euro l’anno, sul modello di Roma Capitale, siano la cifra adeguata per ricominciare a sostenere Venezia». E.T. © RIPRODUZIONE RISERVATA


XIII

PievedelGrappa Possagno Riese

Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

Pedemontana Emergenza, avanti tutta Nel vertice in Regione garantito il proseguimento dell’attività ` Il sollievo dei sindaci: «Avevamo sperato in questa soluzione «Ha fatto un grande lavoro, cercheremo di potenziare i servizi» per il nostro territorio la sua presenza è un valore aggiunto» `

PIEVE DEL GRAPPA Il servizio delle ambulanze tra Montebelluna, Castelfranco e la zona del Grappa non verrà tagliato. Anzi, l’associazione Pedemontana Emergenza si prepara a crescere integrandosi in modo definitivo con il settore dell’emergenza dell’Usl della Marca. Non ci saranno più singoli contributi, ma un sistema di rimborsi in base alle attività svolte, a fronte di un nuovo accordo che dovrebbe valere per 5 anni. Ora si attende il via libera della Crite, la commissione regionale per gli investimenti. Ma in vista della scadenza della convenzione attuale, alla fine di febbraio, la rassicurazione più importante è già arrivata proprio dalla Regione.

FUTURO BLINDATO «Pedemontana Emergenza proseguirà la propria attività -annuncia Manuela Lanzarin, assessore regionale alla Sanitàanche con un possibile potenziamento dei servizi offerti». Parole che blindano il futuro dell’associazione che gestisce due basi ambulanze a Crespano

e Valdobbiadene. L’assessore regionale le ha pronunciate nel corso del vertice andato in scena ieri in Regione con Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl trevigiana; Paolo Rosi, responsabile dell’emergenza-urgenza regionale; Annalisa Rampin, sindaco di Pieve del Grappa, dove si trova la sede dell’associazione, oltre che presidente del comitato dei sindaci del distretto di Asolo dell’Usl; Marco Turato, primo cittadino di Pederobba; Paolo Mares, presidente dell’Ipa asolana; Silvia Rizzotto, consigliere regionale ed ex sindaco di Altivole. Negli ultimi tempi si erano allungati dei dubbi sulla conferma del servizio a causa delle nuove norme sul terzo settore che riducono drasticamente i margini di manovra delle aziende sanitarie per quanto riguarda l’erogazione di contributi. Per Pedemontana Emergenza, in particolare, il rubinetto era già stato stretto in nome della riduzione dei costi. Il finanziamento era sceso da 100mila a circa 50mila euro. Ora, invece, sono stati spazzati via tutti i dubbi. Benazzi ha già aperto le porte a un aumento. «Vogliamo mantenere la colla-

borazione perché è stato fatto un grande lavoro -ha spiegato il direttore generale- se servirà aumentare il contributo, siamo disposti a procedere». Attraverso la CrIte si potrebbe fare anche di più. Lo stesso discorso vale per la Imet, l’organizzazione no profit composta da medici e infermieri in prima linea sul fronte dell’emergenza territoriale. «Il mantenimento dell’attività svolta da Pedemontana Emergenza e Imet è considerato strategico -scandisce Lanzarin- perché serve un’area complessa, che richiede conoscenze e competenze che possono essere garantite solo da chi ha esperienza specifica sul territorio». Dalla Regione evidenziano anche il buon lavoro svolto fino ad ora: «In molti anni di esperienza sono state risolte con tempestività situa-

IL NUOVO ACCORDO: NON PIU’ SINGOLI CONTRIBUTI MA UN SISTEMA DI RIMBORSI IN BASE ALLE ATTIVITA’ SVOLTE

Caerano Domenica benedizione degli animali in piazza Domenica prima benedizione degli animali a Caerano, manifestazione collegata alla festività di domani di Sant’Antonio Abate, santo protettore. Piazza della Repubblica accoglierà a mezzogiorno i proprietari di stalle e, in generale, di animali domestici che riceveranno la benedizione dal parroco don Paolo Zago. L’evento è patrocinato dal Comune di Caerano e organizzato con la collaborazione di varie realtà locali quali la parrocchia, le associazioni Natura a Cavallo e Noi e Fondazione Villa Benzi Zecchini. Il programma prevede, dopo la messa in chiesa alle 10.30, la sfilata di una trentina di cavalli che partiranno alle 11.30 dagli impianti sportivi per poi raggiungerepiazza della Repubblica dove alle 12 avrà inizio il rito della benedizione. (ff)

zioni molto complesse».

SERVIZI POTENZIATI Musica per le orecchie della Rampin e degli altri amministratori. «Il proseguimento dell’attività è stato sancito davanti a tutti. Come sindaco e presidente del comitato dell’Usl ho sempre sperato che si potesse arrivare a una soluzione del genere -dice il primo cittadino di Pieve del Grappa- la doppia base delle ambulanze gestita da Pedemontana Emergenza rappresenta un valore aggiunto per questo territorio. Non si tratta solamente di un’integrazione, ma di una parte fondamentale del servizio generale di emergenza». Adesso si sta valutando la possibilità di ampliare i servizi erogati dall’associazione. Oggi Pedemontana Emergenza si occupa di soccorso, protezione civile in caso di calamità e di grandi eventi, gestione dei trasporti che ricadono nell’ambito dei cosiddetti taxi-sanitari e organizzazione di corsi di sensibilizzazione ed educazione dei cittadini alla salute e al primo soccorso. Tutti settori che ora potrebbero essere ulteriormente sviluppati. Mauro Favaro

Fondazione Canova: «Direttore entro febbraio» POSSAGNO «Martedì sera si è insediato il comitato scientifico. Sono davvero soddisfatto dello spirito di iniziativa e di servizio dimostrato. Ci prepariamo al 2022 nel migliore dei modi». Rompe il silenzio dopo le ultime scoppiettanti settimane il sindaco Valerio Favero. Il tempo e l’assicurazione che tutto avverrà per unico impulso della presidenza hanno rasserenato Vittorio Sgarbi. Insomma si riparte. «Ma io non sono mai stato preoccupato» risponde Favero. «Il presidente si comporta secondo la sua indole. Oggi mi trovo a ribadire le decisioni prese ieri». Nel dettaglio: un protocollo d’intesa tra Possagno e Bassano, atto ufficiale perchè una Fondazione privata e un Museo civico possano esprimere lo stesso direttore. «Come avete potuto sentire dalle sue stesse parole, Vittorio Sgarbi ha tutte le intenzioni di rispettare le volontà di Giovan Battista Sartori, fratellastro di Canova, e trovare un unico direttore per i due musei. Trovando una soluzione operativa però».

IL TOTO DIRETTORE

SERVIZIO DI EMERGENZA Il personale operativo della Pedemontana interviene in diversi ambiti: dal soccorso a persona, alle calamità naturali

Il paese piange Grazia, pioniera della politica RIESE PIO X Una donna dal cuore grande; una delle prime impegnate direttamente in politica come assessore nella storia del Comune di Riese; allieva del “maestro” Primo Visentin medaglia d’oro ed eroe della resistenza: Graziosa Favaro, vedova Ceriello, da tutti conosciuta come Grazia, è morta all’età di 96 anni. Negli ultimi tempi era ospite della casa di riposo di Vedelago dove è venuta a mancare. Tanta gente ieri al funerale, presente anche il gonfalone del Comune di Riese. «Grazia era una donna molto conosciuta -è il ricordo del sindaco Matteo Guidolin-o ltre ad essere stata una delle prime riesine impegnate in politica co-

me assessore, e in quegli anni per una donna non era così scontato, ha proseguito diventando un punto di riferimento per gli anziani del centro diurno fino a che ha potuto. Ci lascia una grande eredità umana».

VITA E OPERE Originaria di Vallà, ha avuto quale maestro elementare il Primo Visentin poi capo partigiano, martire e medaglia d’oro al valor civile. Una cosa di cui andava molto fiera. Poi in seconde nozze ha sposato il dottor Ceriello, papà di Donato, per tanti anni medico a Riese. Iscritta nelle liste della Dc, nelle elezioni del 1970 venne eletta consigliera e poi entrò in giunta come assessore col sindaco Carlo Pellizzari. Vi rimase per 6 anni,

terminando di fatto la sua esperienza amministrativa nel 1976. Se Laura Gaetan è stata la prima donna di Riese a entrare in consiglio comunale nel 1956 e Romilda Bordin la prima donna assessore nel 1960, Graziosa Favaro invece è stata la seconda donna nella storia del Comune di Riese ad essere nominata assessore con la Dc nel 1970. Per avere un’altra donna assessore

MORTA A 96 ANNI LA VEDOVA CERIELLO FU UNA DELLE PRIME DONNE AD ASSUMERE RUOLI AMMINISTRATIVI NEL COMUNE

IL LUTTO Grazia Favaro Ceriello è stata ricordata con affetto

5ede4d6d-2f76-486f-a770-1c0a4551f508

a Riese, si è dovuto attendere il 1990 con Maria Filena Berno eletta nelle file del Psi. Graziosa Favaro, comunque, lasciata la politica si è poi impegnata nel volontariato creando nel 1995 il centro diurno per anziani di cui è diventata un punto di riferimento. Anche i consiglieri di minoranza di “Prima il tuo Comune” con un post ricordano la figura di Graziosa Favaro: «Una donna che si è sempre impegnata nel comune di Riese. Prima come assessore, poi come presidente del centro diurno per anziani, sostenendo con forza il ruolo delle donne nella vita sociale e politica del Comune. Ciao signora dal maggiolone verde, signora dallo sguardo di ghiaccio ma dal cuore grande». Gabriele Zanchin

La rosa dei candidati è stata espressa: si tratta di Stefano Grandesso, Francesco Leone, Elena Catra e Chiara Casarin. «Da questa rosa sceglieremo il futuro direttore -aveva annunciato Sgarbi ieri- Casarin è in gioco, ovviamente. Temibile Leone che sta curando la monografia dello scultore». Quindi non è per nulla escluso che alla fine ad insediarsi sia proprio la storica dell’arte trevigiana, 44 anni, già direttrice e oggi consulente esterna dei musei di Bassano, che nelle scorse settimane aveva annunciato la nuova carica in avvicendamento con Mario Guderzo, ex direttore della Fondazione andato in pensione con il 1. gennaio 2020. «É tutto da decidere, penso avremo tempi non lunghissimi -assicura il sindaco- il Comitato si ritroverà a metà febbraio a Possagno. Entro quella data dovremo avere il nome». Favero conferma anche i primi passi a livello espositivo. «Il presidente sta gestendo tutto in prima persona. Ieri ha spiegato di aver trovato la quadra con il Cda per importanti progetti tra cui le Terrecotte di Canova alla National Gallery di Washington, al Paul Getty di Los Angeles e all’Art Institute of Chicago per il 2021, la mostra “Canova e il Contemporaneo” al Mart di Rovereto e, in collaborazione con FerraraArte, la mostra Antonio Canova e Leopoldo Cicognara». Sul possibile prestito delle Tre Grazie alla Fondazione Dolce e Gabbana non si sbilancia troppo però. «Ripeto, sono cose che sta gestendo Sgarbi in prima persona. Non sarebbe certo la prima volta che avviene un prestito importante. Le Tre Grazie? La scelta definitiva non è ancora stata fatta. Potrebbe essere. E a seconda dell’opera prestata avremo un finanziamento adeguato». Elena Filini


XIII

Monselice

LA DONNA ORA È AI DOMICILIARI: DOVRÀ PRESENTARSI ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA TRE VOLTE ALLA SETTIMANA

Este

Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

padova@gazzettino.it

Eroina nel reggiseno, arrestata `In auto con lei anche un 27enne che nascondeva negli La pusher 34enne è stata fermata durante un normale controllo sulle strade ed è stata sottoposta a perquisizione slip una modica quantità: segnalato come assuntore `

la posizione della 34enne atestina. Dopo il rinvenimento di un quantitativo così significativo di eroina, i militari hanno deciso di sequestrarle anche il telefono cellulare, forse per cercare elementi utili a ricostruire la rete degli acquirenti.

MONTAGNANA Nascondeva oltre cinquanta grammi di eroina nel reggiseno: è stata arrestata per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Lisa Furlan, 34enne domiciliata a Este, con precedenti per droga e anche per reati contro il patrimonio, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi si trovava a bordo di una Fiat Cinquecento, guidata da un’amica 24enne di Borgo Veneto. Con loro c’erano anche due ragazzi, uno dei quali tossicodipendente. L’auto stava viaggiando sulle strade della città murata, quando è stata fermata dai carabinieri di Montagnana e del Norm di Este in via Luppia Alberi, nell’ambito di un servizio di pattugliamento.

ARRESTO CONVALIDATO Pare infatti che la donna avesse un giro piuttosto nutrito di clienti che sceglievano di rifornirsi da lei. Continueranno quindi le indagini dei militari per debellare l’ampia e consolidata rete di acquirenti, presumibilmente della Bassa Padovana, che la donna avrebbe rifornito di droga. Nel frattempo la 34enne, una volta espletate le formalità di rito, è stata riportata a casa propria, a Este, in regime di arresti domiciliari, in attesa del processo per direttissima, svoltosi ieri pomeriggio al tribunale di Rovigo. Il giudice ha deciso di convalidare l’arresto, stabilendo come misura cautelare l’obbligo di presentazione davanti alla polizia giudiziaria per tre volte alla settimana. Camilla Bovo

PERQUISIZIONI PERSONALI La donna è stata fermata e condotta alla sede del punto di primo soccorso dell’Ulss 6, dove è stata sottoposta ad una perquisizione personale. Addosso, ben nascosti in un involucro posto all’interno del reggiseno, le sono stati trovati 54,4 grammi di eroina. Anche gli altri tre occupanti della Fiat sono stati perquisiti. Uno di loro, il 27enne di Borgo Veneto C. M., già noto per la sua tossicodipendenza, è stato trovato in possesso di un flacone di metadone e di un involucro di carta stagnola con 0,55 grammi di eroina, accuratamente nascosto all’interno degli slip. Una quantità minima, tale da lasciar presupporre la detenzione per uso personale. È comunque stata disposta la perquisizione nelle abitazioni di entrambi e in quella del 27enne è stato trovato un bilancino di precisione. Il giovane è comunque stato segnalato solamente come assuntore di sostanze stupefacenti, mentre la droga e il bilancino sono stati ovviamente sottoposti a sequestro. Ben più grave

UNA DROGA “RITORNATA” Le dosi di eroina sequestrate durante il controllo dei carabinieri di Este

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Monselice

Concorso di Natale, negozianti soddisfatti e la Panda va alla giovane Emma Il concorso “Vinci un’auto sotto l’albero”, voluto e promosso da oltre un centinaio di commercianti di Monselice, ha il suo vincitore. Anzi, la sua vincitrice. Ad aggiudicarsi la Fiat Panda in palio è infatti stata una ragazza residente in città, Emma Favaro: «Ringrazio tutti i commercianti per il premio - ha detto -. Quando ho ricevuto la telefonata da cui ho appreso che era stato estratto il mio biglietto, quasi non ci credevo. Ma sono felicissima! Sarà un 2020 da favola!». Il concorso è riuscito, non a caso, a stimolare l’economia locale, pur in un ricco contenitore di

eventi. Lo dimostrano i dati elaborati dagli organizzatori. Alla sua prima esperienza, infatti, il concorso, iniziato il 13 dicembre e terminato alle 24 del 6 gennaio scorso, ha generato un volume d’affari di oltre 200 mila euro e ha visto protagoniste 129 attività commerciali di Monselice. Vi hanno partecipato ben 5 mila utenti, con una media di 3,2 codici inseriti per persona, per un totale di 16 mila codici inseriti in appena 25 giorni. Del resto, il premio in palio, una Fiat Panda serie 3, 1.2, 69 cv, ha fatto gola a molti, che hanno partecipato solo facendo

HA VINTO LA PANDA Emma Favaro

shopping nei negozi monselicensi. A fronte di una spesa minima di 10 euro negli esercizi alimentari e di 20 in quelli non alimentari, i clienti hanno ricevuto una cartolina con un codice alfanumerico. Inserendo questo codice all’interno della pagina web creata nel sito monselice.org, i partecipanti hanno avuto la possibilità di tentare la fortuna, inserendo fino ad un massimo di 10 codici per utente. La dea bendata ha sorriso alla giovane Emma: il suo codice è stato estratto alla presenza di un funzionario camerale. Ca.B.

Alcol e coca, provoca un incidente: denunciata CASALE DI SCODOSIA Lo scorso 1 ottobre si era resa protagonista di un pauroso incidente stradale a Megliadino San Vitale. Ora, a distanza di alcuni mesi, è stata denunciata dai carabinieri di Casale per il reato di guida sotto l’influenza dell’alcool e in stato di alterazione psicofisica, per uso di sostanze stupefacenti. Protagonista della vicenda è una 38enne residente proprio a Casale di Scodosia, M.S.. La donna non aveva esitato a mettersi alla guida della propria auto dopo aver bevuto e aver assunto una dose di cocaina. Completamente strafatta, aveva però finito con il perdere il controllo della propria vettura, causando un incidente stradale. Subito erano scattati gli approfondimenti del caso, con esami tossicologici eseguiti all’ospedale monselicense Madre Teresa di Calcutta su richiesta degli inquirenti. Gli esiti analitici ematologici pervenuti alla stazione dei carabinieri di Casale parlano chiaro: la donna è risultata positiva all’alcool con un tasso di 2,79 g/l, addirittura oltre cinque volte il limite di soglia, ma anche alla cocaina, con un tasso di 1,5 ng/ml. Valori decisamente elevati che hanno stupito persino gli inquirenti. Oltre alla patente ritirata, subito dopo l’incidente, ora è così scattata la denuncia per guida sotto l’influenza dell’alcool e di sostanze stupefacenti. Ca.B.

Pfas, nuovi studi stranieri: «Dannosi anche sulla pelle» MONTAGNANA Basta una doccia per essere contaminati dai Pfas? È la conclusione a cui sono giunti alcuni studi scientifici americani e danesi, sulla base dei quali lancia l’allarme la consigliera regionale Cristina Guarda. «Studi scientifici di primario livello evidenziano come i Pfas penetrino nel sangue umano anche solo con il contatto attraverso l’epidermide – evidenzia la consigliera -. Quindi non è sufficiente sconsigliare l’uso alimentare dell’acqua non filtrata nelle zone contaminate: occorre fare molto ma molto di più». La giovane esponente del Gruppo Civico aggiunge: «La Regione rischia di perseverare nel-

le sottovalutazioni se non informa i cittadini con pozzi privati in tutte le “zone arancio” escluse dal filtraggio. Queste persone potrebbero essere abbandonate ad una contaminazione certa anche se non bevono l’acqua. E Luca Zaia e la sua Giunta farebbero bene a correre ai ripari invece di continuare a quietare e sopire, anche con le minacce di querele, quanti evidenziano questa bomba ad orologeria che avvelena il sangue dei veneti».

INTERROGAZIONE La consigliera intende preparare un’interrogazione da presentare in consiglio per chiedere al presidente Zaia cosa intenda fare in proposito. Una delle domande da porre all’attenzione del consiglio è come può essere

NON SOLO INGESTIONE Lo studio riterrebbe pericoloso pure il contatto

81ef7bfa-6481-4da2-ada1-b2d167945a45

riorganizzata la quotidianità di chi vive in zone a rischio per quel che riguarda l’igiene quotidiana. «È un problema reale - conclude la consigliera - un problema che avevo posto solo qualche mese fa, accanto al tema dell’acqua “ad uso alimentare”, sperando entrasse nei cuori dei colleghi come priorità e sentendomi invece travolgere da urla e insulti. Chiedevo una exit strategy per queste famiglie, così come per quelle che vivono in zone avvelenate, ma non definite “zona rossa” ed una serie di aiuti per l’acquisto di acqua in bottiglia, per il collegamento all’acquedotto, così come soluzioni alternative di filtraggio in loco». Ora si attende la risposta della giunta regionale, e dei suoi esperti, all’interrogazione della

Guarda, per capire come considerano i risultati dello studio americano. Anche le Mamme No Pfas intanto condividono la preoccupazione e hanno pubblicato il link allo studio sulla loro pagina facebook. «Questo nuovo studio sarà a breve pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology – commentano -. Ricordiamo che purtroppo i Pfas sono anche utilizzati in moltissimi cosmetici (shampoo, creme, ecc) e che ad oggi solo lo Stato della California ne ha vietato l’utilizzo a tale scopo. Eppure ci sono tanti brand famosi che si farebbero un’ottima pubblicità scegliendo di non utilizzarli più. Evidentemente il signor profitto continua a far prevalere le sue ragioni». Ca.B.


9

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 16 Gennaio 2020

VENETO

TREVISO.Bruciavanoautoperripicca,neiguai

Futilidiscussioni,antipatie,guaieconomici.Unsolorimedio:incendiarel’autodel responsabile.Dopo5vetturebruciatea VittorioVeneto, icarabinieri hannotrovatoi responsabili:tregiovanitrai22e25annicheorasonostatidenunciati.

Telefono 0444.396.311 | E-mail: veneto@ilgiornaledivicenza.it

REGIONE E URBANISTICA. L’ultimo strumento di coordinamento territoriale (Ptrc) è datato 1992

Piano regolatore veneto Ècorsacontroiltempo InzonaCesarinisi vuole approvarelostrumento ilcui iterera partito nellascorsalegislatura. Mamanca il Pianopaesaggisticosui vincoli Cristina Giacomuzzo

È stato, insieme al Piano faunistico venatorio, tra le grandi incompiute della scorsa legislatura, cioè il mandato numero due del governatore, Luca Zaia. Adesso che sta per finire anche questo, il Ptrc, sigla ai più incomprensibile e che vuol dire Piano territoriale regionale di coordinamento, è alle battute finali. Manca, insomma, l’ultimo miglio per lo strumento quadro, una sorta di piano regolatore dell’urbanistica veneta. È in discussione in commissione del Consiglio regionale. «L’intenzione è di licenziarlo per arrivare in aula a febbraio», annuncia il presidente, Francesco Calzavara. In questo modo, una volta approvato in seduta consiliare, il Veneto tornerà ad avere uno strumento aggiornato. L’ultimo è di 28 anni fa. Dell’altro perno dell’urbanistica regionale, cioè il Piano paesaggistico, non c’è traccia.

IL PUNTO. «Abbiamo ripreso

il percorso da dove era stato interrotto e ora, con enorme ritardo, siamo alle battute finali», commenta l’assessore al territorio, Cristiano Corazzari. Un percorso iniziato da lontano. Le tappe in estrema sintesi sono queste. L’ultimo Ptrc è dell’era Galan, 1992. Dieci anni dopo, nel 2003, parte lo studio per il nuovo. Nel 2009 il recepimento delle osservazione e nel 2013 l’adozione della variante. Erano pervenute in Regione oltre 9.500 osservazioni, sulle quali la Giunta si era espressa. Ma la fine della Legislatura aveva interrotto. All’epoca alla guida dell’assessorato c’era Marino Zorzato. Con la nuova legislatura, nel 2016, confermando il disegno generale del Ptrc, si è dato avvio ad una fase di perfezionamento con un ulteriore aggiornamento, per arrivare ad uno strumento in grado di dare certezze all’attività dei Comuni e dei veneti. In quella occasione, in pratica, il Consi-

L’auladelConsiglioregionale apalazzoFerroFinia Venezia

glio ha affidato alla giunta il compito di “rileggere” il documento e le successive controdeduzioni alla luce dell’atualità. Il risultato è approdato in autunno in commissione e ora si sta per concludere la fase propedeutica al voto del Consiglio regionale. I CAMBIAMENTI. «Il Veneto in

questi ultimi vent’anni è for-

temente cambiato, come sono cambiate le esigenze – sottolinea Calzavara -. Lo strumento adottato permette di costruire le strategie di visione del territorio secondo i nuovi criteri che sono, primo tra tutti, la norma regionale sul consumo del suolo». Assieme all’adeguamento normativo, il piano va calibrato anche sull’espansione demo-

NUOVOSTUDIO. Èstatofatto negli StatiUniti grafica e sull’economia. Le tavole affrontano numerosi aspetti: dalla biodiversità, all’energia e l’ambiente fino allo sviluppo produttivo e del turismo. «Il sistema generale - si legge nel documento conclusivo - è quello di una pianificazione flessibile dove si inseriscono i piani comunali e provinciali dell’assetto del territorio e che contempera esigenze e visioni diverse, consentendo anche di sostenere le scelte adottate». Commenta l’ex assessore Zorzato, oggi consigliere regionale di FI: «Si tratta di completare quanto avevo iniziato per avere una fotografia aggiornata del Veneto. Del resto, alternative non ce ne erano. O meglio, sì, c’era. Vale a dire iniziare tutto l’iter di nuovo, buttando via anni di lavoro». Uno dei più importanti strumenti operativi, però, manca ancora, e cioè il Piano paesaggistico. «Non siamo stati fermi in questi anni, anzi - conclude Corazzari -. Abbiamo lavorato per riuscire ad armonizzare e semplificare. Una sfida non da poco considerando che il Veneto è la regione che presenta il maggior numero di vincoli paesaggistici in Italia e in Europa. Comunque anche questo è quasi pronto per iniziare l’iter della discussione a palazzo Ferro Fini. Ma il problema è che il tempo che non c’è». Le elezioni sono a primavera. Il lavoro fatto quindi è destinato a diventare l’eredità del futuro assessore. • © RIPRODUZIONERISERVATA

LA DELIBERA. Un team di sette dirigenti è il tavolo di giudizio per le Ulss IERIALLACAMERA. Larisposta a“Italia Viva”

Guarda:«Per iPfas emergeil rischio delcontatto apelle» La consigliera regionale cita unlavorochehaverificato guaisucaviesottoposte a“pressione”diPfosePfoa VENEZIA

«Il Presidente Zaia legga lo studio Usa, e si attivi per aiutare le persone maggiormente esposte alle contaminazioni da Pfas, specialmente quelle senza acqua filtrata». La consigliera regionale Cristina Guarda (Civica per il Veneto/Veneto 2020) rilancia in una nota «pessime notizie che arrivano da Danimarca e Stati Uniti: studi scientifici di primario livello evidenziano come i Pfas penetrino nel sangue umano anche solo con il contatto attraverso l’epidermide. Quindi, non è sufficiente sconsigliare l'uso alimentare dell’acqua non filtrata nelle zone del Vicentino, del Veronese, del Padovano e del Rodigino che sono state contaminate, ma occorre fare molto di più». In particolare cita le notizie di uno studio su cavie animali del Niosh di Whashington, istituto nazionale per salute e sicurezza nel lavoro. Lo studio ha sottopo-

CristinaGuarda

sto per quattro giorni la pelle di alcuni roditori al Pfos e ha scoperto che nella milza i livelli di anticorpi risultavano fortemente ridotti. Problemi pure di Pfoa assorbito dalla pelle. Insomma, non si tratterebbe solo di acqua bevuta ma pure di contatto coi Pfas. «La Regione - attacca Guarda - rischia di continuare a sottovalutare il problema». E sottolinea che la catena distributiva «Coop Danimarca lo scorso anno ha vietato la vendita di cosmetici contaminati anche in piccola parte da Pfas». Guarda preanuncia un’interrogazione, ricordando di aver posto da tempo il problema dell’utilizzo di acqua per l’igiene quotidiana anche in zona non rossa. •

REGIONE. Okdal Consiglioall’ideadi Lanzarin

CommissioneCrite: ilvero Loscavodeifondali Lefattoriesociali “Cdatecnico” dellasanità slitta,Margheraresta entranonel sistema senza container cinesi dell’assistenza

Decidese vannobeneono investimenti,acquisti, budget ai privati, piani delle assunzioni.E deficitIpab Piero Erle

La sua storia risale a 12 anni fa, in “era Galan”: fu costituita per valutare i grandi acquisti di attrezzature per gli ospedali. Ma via via i compiti della commissione regionale Crite sono cresciuti, uno dopo l’altro, al punto che la Regione con l’assessore Manuela Lanzarin ha deciso di “ricondurre a un atto unitario” la disciplina, composizione, attribuzioni e funzionamento della Crite. E basta leggere la delibera di giunta per capire che nei fatti si è creata una sorta di “consiglio di amministrazione tecnico” della sanità veneta e delle Ulss. In affiancamento ovviamente alla politica, cioè alla Giunta. La svolta decisiva è stata segnata 2 anni fa col nuovo Piano sociosanitario nonostante, dissero le cronache, fosse osteggiata dall’allora assessore Luca Coletto (ora assessore in Umbria). Ora è nei fatti. IPOTERI. Per capire cosa signi-

fica “Crite” oggi basta leggere l’elenco dei suoi poteri. La commissione decide infatti se sono sostenibili dal punto di vista economico-finanzia-

PresidenteZaia, direttore Mantoan eassessore Lanzarin

ri e “conformi” sugli aspetti tecnico-sanitari ben 14 tipi di atti. Il piano degli investimenti triennale e «qualsiasi intervento edilizio socio-sanitario indipendentemente dall’importo» (che poi vanno in Giunta). Ma poi ci sono anche le varianti e le acquisizioni di servizi e forniture da 200 mila euro in su (e anche i rinnovi, di qualsiasi valore), le convenzioni e i loro rinnovi, e gli atti di alienazione. Ancora, è la Crite a valutare «accreditamenti in ambito sanitario e socio-sanitario, conferme e modifiche», assegnazioni di budget e extra-budget ai privati convenzionati (su tutti questi poi decide la Giunta). E deve decidere se vanno bene le donazioni di attrezzature da associazioni, le concessioni in comodato gratuito di attrezzature sanitarie, le programmazioni biennali di

acquisti di beni e servizi per Azienda Zero. E infine i piani trimestrali di assunzione del personale nelle Ulss, la sostenibilità economica dei Pdta (percorsi diagnostico-terapeutici) e perfino i piani di rientro delle Ipab. CHI C’È. La commissione Cri-

te è guidata dal direttore generale della sanità e vi siedono altri 7 dirigenti: risorse strumentali sanitarie, lea, edilizia ospedaliera, farmaceutica e dispositivi, servizi sociali, bilancio e Azienda Zero (non c’è compenso). Nessun altro è autorizzato, se non per specifico invito del presidente. Le Ulss devono fare la loro richiesta, in 30 giorni va fatta l’istruttoria e in 60 giorni va espresso il parere: va garantita la segretezza, ma ogni parere dev’essere motivato. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Ilministro Costaannuncia cheil “protocollo fanghi”è quasiprontoma l’iter non finiràlì: i tempisono lunghi

Coldiretti: «Riconoscimento positivoperleimprese che fannoinserimentilavorativi dellepersonein difficoltà»

Sull’adozione del «Protocollo fanghi» per permettere la necessaria sistemazione con escavo dei fondali della laguna senza creare guai all’ambiente e alla salvaguardia di Venezia «ci siamo». Ma i tempi per arrivare a dare il via davvero ai lavori sono ancora lunghissimi. È la chiara conclusione cui si arriva con la risposta data dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ieri alla Camera ha risposto alle deputate di “Italia Viva” Raffaella Paita e Sara Moretto che hanno proposto un tema urgente: le grandi compagnie hanno tolto Venezia dagli attracchi delle navi con container che arrivano dalla Cina. I fondali attuali infatti ufficializzati dalla Capitaneria di porto - non sono più sufficienti. E Venezia ci perde un giro d’affari di 50 milioni l’anno. Bisogna poter scavare i fondali e riportarli ai -12 metri che sono il livello ormai fissato dal sistema del Mose. Ma serve un nuovo “protocollo fanghi inquinati” (quello attuale è del ’93) che stabilisca come smaltirli una volta che vengono portati in superficie dai fondali. Il ministro

Le fattorie sociali entrano nel sistema sociosanitario del Veneto. Questo è quanto è stato approvato martedì dal Consiglio regionale su proposta dell’assessore al sociale, Manuela Lanzarin. «Il Veneto nel 2013 è stata la prima regione a riconoscere formalmente la valenza sociale delle imprese agricole che aprono le proprie porte e le proprie attività per inserimenti lavorativi di persone in difficoltà, percorsi educativi e riabilitativi per bambini, anziani, disabili, detenuti ed ex detenuti. Adesso si fa ulteriore passo avanti. Si inseriscono le fattorie sociali autorizzate e accreditate nella rete dei propri servizi sociali, allargando e innovando la gamma delle risposte che il sistema di welfare pubblico-privato è in grado di offrire nelle situazioni di bisogno». Ad oggi sono 26 le aziende agricole in Veneto iscritte al registro regionale delle fattorie sociali (1 a Belluno, 2 a Venezia, 5 a Vicenza, 7 a Verona, 2 a Rovigo, 5 a Treviso e 4 a Padova). Ma le imprese agricole che hanno avviato l’istruttoria per essere riconosciute sono quasi altret-

Unoscorciodi portoMarghera

Costa ha comunicato che dal punto di vista tecnico il documento è pronto, anche se manca l’esame eco-tossicologico dell’Iss-Istituto superiore di sanità: «Entro fine gennaio dovremmo esserci». Il protocollo sarebbe ufficializzato da un decreto interministeriale dei dicasteri di Ambiente e Trasporti. Ma non è finita lì. Subito dopo, ha avvertito Costa, occorre poi passare a elaborare il “Piano morfologico”, che non può che seguire il via libera al protocollo, il quale a sua volta deve seguire un iter preciso che è la Vas-Valutazione ambientale strategica. Soltanto a quel punto si potrà passare ai fatti, e cioè tirare su i fanghi e inviarli al sito che sarà indicato dai piani. È evidente, quindi, che i tempi sono tutt’altro che brevi. • P.E. © RIPRODUZIONERISERVATA

Unesempiodifattoria sociale

tante. Il passaggio piace anche a Coldiretti: «È una buona notizia per quelle aziende che hanno sperimentato una nuova frontiera dell’agricoltura multifunzionale come accoglienza, inclusione, inserimento di persone in difficoltà. Il provvedimento odierno colma un vuoto sulla legalità di alcuni servizi rivolti in particolare a soggetti deboli, svantaggiati, carcerati e diversamente abili». Per l’operatività ufficiale occorre attendere l’istituzione di un tavolo tecnico al fine di discutere le modalità e i criteri atti ad evidenziare le caratteristiche uniche del settore primario. Bene, inoltre per Coldiretti, il coinvolgimento dell’Anci in rappresentanza dei Comuni che per prime intercettano le esigenze delle famiglie e dei cittadini. • © RIPRODUZIONERISERVATA


XIV

Riviera

STEFANO MOLENA «Il problema si risolverebbe con l’apertura del tunnel, “congelato” perchè vicino a una discarica, e della circonvallazione»

del Brenta

Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

mestrecronaca@gazzettino.it

«Inceneritore e rifiuti, attenzione costante» `Il sindaco Marco Dori

e l’assessore Barberini replicano alla Vivian MIRA

BOJON TAGLIATA IN DUE Le code all’incrocio tra le vie Villa, XXV Aprile, Lova e IV Novembre. In alto il consigliere Pd Stefano Molena.

Quando si abbassano le sbarre Bojon si blocca, ora è protesta `“Insieme” solidale con gli utenti: «Da anni Il traffico va in tilt quando si chiude il passaggio a livello della Mestre-Adria c’è un sottopasso che non viene utilizzato» `

CAMPOLONGO MAGGIORE «Una situazione diventata insostenibile per i cittadini di Bojon». Lo afferma il consigliere di minoranza di “Campolongo Insieme” Stefano Molena, in riferimento alla situazione di intasamento che da mesi viene a crearsi a ridosso del passaggio a livello della linea Mestre-Adria, gestita da Sistemi Territoriali, che passa proprio per la frazione. «Non si contano più ormai i disagi e i problemi che creano le code delle automobili quando si chiudono le sbarre per il passaggio dei treni – spiega Molena - si blocca tutto l’incrocio. Dilaga il malcontento in paese e molti cittadini si sono uniti alle proteste dei pendolari della linea ferroviaria che, oltre al danno subito per l’efficienza del servizio, dal 1.

gennaio hanno avuto la beffa dell’aumento delle tariffe e degli abbonamenti». Situazione che, dopo un tam tam sui social network, è balzata anche alle cronache perché sfociata in una capillare protesta con l’in-

vio di e-mail a tutti gli uffici regionali competenti, al governatore Luca Zaia, all’assessore ai Trasporti, Elisa De Berti, ai sindaci dei Comuni di residenza e alla direzione di Sistemi Territoriali.

Dolo

Spiraglio per la rotatoria di via Pasteur Prende consistenza la possibilità che venga costruita l’attesa rotatoria di via Pasteur. Ieri l’assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti ha annunciato che la Regione stanzierà un milione di euro nel bilancio 2021, finalizzato allo sviluppo della rete stradale. Fra le opere che saranno oggetto di

finanziamento, pure la rotonda dolese, che in passato è stata anche causa di contestazione quando si ipotizzò che favorisse la nascita di un centro commerciale. Peraltro, con la costruzione della struttura, diventerebbe più fattibile anche l’ipotesi della pedonalizzazione di piazza del Grano. (L.Per.)

SOTTOPASSO INUTILIZZATO «Siamo solidali con i cittadini esasperati da questa situazione – insiste Molena - e torniamo a segnalare che a Bojon, all’incrocio tra via Villa, via XXV aprile, via Lova e via IV Novembre, con la chiusura dei passaggi al livello tutta l’area va in tilt. Il problema potrebbe essere risolto, almeno parzialmente, dall’apertura del sottopasso ferroviario, finito, ma bloccato da almeno da almeno dieci anni per colpa di una discarica ritrovata a tre chilometri di distanza. Ad dare un aiuto, in generale – spiega ancora Molena - potrebbe essere l’apertura dell’infrastruttura denominata “circonvallazione di Bojon” per la quale però Sistemi Territoriali e la Città Metropolitana negano al momento l’agibilità». Gaia Bortolussi © RIPRODUZIONE RISERVATA

Consiglio comunale straordinario sull’inceneritore a Fusina: il sindaco Marco Dori e l’assessore all’Ecologia Maurizio Barberini rispondono: «Non accettiamo strumentalizzazioni sui temi della salute e delle tutele ambientali». Sindaco e assessore non intervengono in merito alla richiesta presentata trasversalmente al presidente del Consiglio Giorgio Zapparoli da parte di consiglieri di opposizione, ma anche di esponenti dalla maggioranza (Pd e Art.1). I due replicano invece alle dichiarazioni della capogruppo di Mira in Comune, Lavinia Vivian, prima firmataria della richiesta, che ha annunciato: «Non accetteremo tattiche dilatorie da parte della maggioranza, come per la riunione sulle Grandi Navi: c’è urgenza di discuterne quanto prima». «Respingiamo al mittente le dichiarazioni della Vivian – affermano Dori e Barberini - Come ricorderà sicuramente la consigliera, già il 15 luglio 2019 abbiamo convo-

cato in terza Commissione il direttore di Veritas Andrea Razzini per illustrare a tutti i commissari il piano industriale, con gli approfondimenti del caso. Inutile quindi sostenere che il tema è stato ignorato o non è stato portato all’attenzione dei consiglieri; anzi, quell’incontro era stato voluto proprio per informare e dare visibilità di quanto era in itinere». «Ad ogni modo – continuano il sindaco e l’assessore all’Ecologia - l’amministrazione si è sempre dimostrata attenta e vigile sui temi che riguardano la salute e l’ambiente, a partire proprio dal tema della gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata».

GRANDI NAVI Respinta al mittente anche l’accusa di “tattiche dilatorie”. «Sul tema Grandi Navi – osserva Dori – i passaggi sono stati concordati coinvolgendo tutte le forze politiche, favorito il dialogo e gli approfondimenti richiesti». Sull’inceneritore l’assessore Barberini puntualizza - come componente nel Comitato di Bacino Venezia Ambiente - che “stiamo seguendo passo passo tutti passaggi, chiedendo tutti gli approfondimenti che servono, sul progetto industriale che fa capo a Veritas». Luisa Giantin

Kallistè, concessa la Cigs per ventiquattro lavoratori FOSSO’ Il Ministero del Lavoro ha detto di sì alla cassa integrazione straordinaria, di un anno, per 24 dipendenti del calzaturificio Be71 (ex Kallistè) di Fossò, rimasti a casa da fine ottobre per l’improvvisa chiusura della storica fabbrica. Al momento dello stop la ditta contava 40 operai, ma alcuni si erano licenziati poco prima della “serrata” e una decina di loro ha subito trovato un posto presso altre aziende della Riviera del Brenta. Altri hanno trovato lavoro in queste settimaneo. Per quanto riguarda le mensilità arretrate, si dovrà attendere

l’esito del fallimento: i libri contabili sono stati depositati in Tribunale. All’incontro di ieri, a Roma, hanno partecipato il titolare, Cleto Sagripanti (con delega del Tribunale fallimentare), due lavoratrici e i sindacalisti Cristina Gregolin (Cisl) e Davide Stoppa (Cgil). «Siamo complessivamente soddisfatti - hanno commentato i due rappresentanti sindacali - la nostra richiesta di Cigs per un anno è stata accolta dal Ministero; toccherà ora alla Regione ricollocare i 24 dipendenti mediante riassorbimento in altre imprese, tenendo conto del possesso di professionalità, non spendibili in altri settori». (V.Com.)

Polizia locale, scambio di comandanti Topi a scuola, disinfestazione eseguita: MIRA/STRA Scambio al vertice delle Polizie municipali di Mira e Stra, i due comandanti, Mauro Rizzi e Flavio Milani, si avvicenderanno, a partire da oggi, giovedì, per almeno 9 mesi, alla guida dei due corpi. Ne danno comunicazione congiunta i sindaci di Mira, Marco Dori, di Stra, Caterina Cacciavillani. A Mira il cambio al vertice della Polizia locale era atteso da tempo, soprattutto dopo il clima di tensione creatosi a seguito delle le vicende legate a presunti abusi da parte di alcuni vigili. Ora il comandante Rizzi andrà a guidare per i prossimi nove mesi l’unità di Stra mentre Milani passerà a Mira. «Questa operazione – ha spiegato il sindaco Dori - s’inserisce

COMANDANTE Mauro Rizzi

nel processo di riorganizzazione e rinnovamento della nostra Polizia locale. Ai due comandanti, forti dell’esperienza acquisita in anni di servizio e della conoscenza del territorio, va il migliore augurio di buon lavoro». «Il cambio di comando della Polizia

municipale – ha affermato la sindaca Cacciavillani – è un ulteriore passo avanti nel processo di riorganizzazione della struttura amministrativa del nostro Comune, iniziata nella scorsa consiliatura con la soppressione della dirigenza; processo che ha portato alla progressiva sostituzione di tutte le posizioni apicali, ultima quella appunto del comandante dei vigili. Sono certa che entrambi i comandanti, funzionari di lunga esperienza, sapranno essere stimolo di positivo cambiamento per i settori che si accingono a dirigere. A loro i migliori auguri di buon lavoro». Entrambi i comandanti, Rizzi a Stra e Milani a Mira, come detto, prenderanno servizio da oggi. L.Gia.

lezioni regolari all’elementare di Calcroci CAMPONOGARA Situazione tornata alla normalità, ieri mattina, all’elementare “Manzoni” di Calcroci, dopo la chiusura per la presenza di tracce di topi. Ieri dunque studenti in aula e struttura a pieno regime, dopo che per la giornata di martedì le lezioni erano state sospese, con ordinanza urgente del sindaco Fusato a tutela della salute degli alunni, per permettere ad una ditta specializzata di eseguire la sanificazione dei locali. Intervenuti anche agli operatori del Comune per chiudere eventuali via d’accesso ai roditori, individuate all’esterno della struttura di via Volta.

4e6403f3-4d33-42b6-a6f1-dbf242ecd3b2

IL CASO La scuola Manzoni

Lunedì pomeriggio alcune insegnanti avevano segnalato la presenza di escrementi riconducibili ai ratti negli angoli di alcune aule: immediata ordinanza sindacale. A controllare

che tutto fosse a posto dopo l’intervento, lo stesso assessore all’Istruzione Monica De Stefani che, con il dirigente scolastico Luigi Zennaro, ha seguito le fasi della disinfezione. «Stamane (ieri mattina per chi legge, ndr.) – riferisce l’assessore - ho voluto essere alla ‘Manzoni’ prima dell’orario di apertura. Con il personale scolastico ho controllato tutte le aule. Già lunedì pomeriggio avevamo chiuso le possibili via d’accesso esterne usate dai roditori; poi martedì con la scuola chiusa la ditta specializzata ha eseguito la sanificazione e già al pomeriggio avevo verificato l’andamento dell’intervento. In ogni caso terre monitorata la situazione». G.Bort.


11

Nordest

REFERENDUM VENEZIA-MESTRE, PRIMA PRESA D’ATTO La Prima commissione del consiglio regionale ha preso atto che al referendum del 1° dicembre per la separazione di Venezia e Mestre è mancato il quorum. Ora il voto in aula Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

Regione-Anas, ecco la lista della spesa Dopo il ritorno di 700 chilometri di viabilità nell’orbita statale `Stoccata a Pd e M5s: «Ora tutti montano sul carro del vincitore l’assessore De Berti invia le priorità per l’utilizzo dei 100 milioni ma nel 2018 ci accusavano di rinunciare alla nostra autonomia» `

INFRASTRUTTURE VENEZIA Ora che 700 chilometri di strade sono (ri)diventate statali, la Regione presenta la lista della spesa ad Anas. Il giorno dopo la notizia sulla firma del decreto di riclassificazione da parte del premier Giuseppe Conte, l’assessore Elisa De Berti ha inviato a Roma l’elenco delle priorità a cui destinare i 100 milioni in tre anni contenuti nella dotazione finanziaria per la viabilità in rientro: otto interventi in varie province del Veneto, più un’ulteriore richiesta da 145 milioni che invece punta al fondo ordinario per le infrastrutture. Ma con l’occasione l’esponente della Lega ha anche punzecchiato i portacolori di altre forze, come il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, che avevano rivendicato il merito del provvedimento: «Montare sul carro dei vincitori per qualcuno è diventato uno sport».

I SASSOLINI Erano due anni che l’assessore De Berti aspettava di togliersi alcuni sassolini dalle scarpe: dal giorno in cui a Palazzo Balbi il governatore Luca Zaia e l’allora presidente Gianni Vittorio Armani avevano stretto il patto su Veneto Strade, all’epoca bollato

IL PENTASTELLATO BRUSCO: «GOVERNO ATTENTO AL TERRITORIO» LA DEM BIGON: «STOP ALLE FALSE PROMESSE DEL CENTRODESTRA»

come «un’autonomia al contrario» per esempio dal consigliere regionale dem Graziano Azzalin. L’altro giorno invece Stefano Fracasso, capogruppo del Pd, ha definito «una firma importante» il via libera al provvedimento. «Dimentichi di tutte le accuse faziose e dei rilievi pretestuosi con cui si esibirono all’indomani della sottoscrizione del 23 febbraio 2018 – ha dichiarato la titolare delle Infrastrutture – scopriamo che i detrattori di quell’intesa tra Regione del Veneto e Anas, finalizzata allo sviluppo della rete stradale prioritaria regionale, sono i primi a intonare gli osanna per la firma da parte del premier Conte di un decreto che non fa altro che concretizzare quell’accordo da loro tanto bistrattato». La leghista ha rimarcato che quell’operazione significa denari sonanti: 21 milioni di euro annui per la gestione dei 700 chilometri, investimenti di manutenzione programmata per 10 milioni di euro l’anno e uno stanziamento fino al 2022 di ulteriori 100. «Questi ultimi – ha puntualizzato – non vengono oggi magnanimamente dispensati al Veneto grazie a chissà quali intercessioni politiche nei confronti del governo di Roma, come i suddetti “saltatori sul carro” vorrebbero far apparire, ma sono il frutto di una pianificazione attenta e previdente, di una equilibrata ricerca di collaborazione con enti nazionali come l’Anas, attuate dalla giunta Zaia in questi anni».

L’OPERATIVITÀ Ieri Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, ha espresso un auspicio: «Non si perda il modello di gestione di Veneto Strade, che in questi anni

Gli investimenti strada in Veneto Anno 2020 Dati in euro

3

Belluno 2 4

Treviso Vicenza Verona 2

5

opera

località

importo

1 S.R. 62 “della Cisa”

2° stralcio “Grezzanella” (Vr) Variante di Villafranca di Verona

2 S.R. 50 “del Grappa e del Passo Rolle”

Galleria di Lamon “Pala Rossa”

Lamon (Bl)

8.000.000

3 S.R. 48 “delle Dolomiti”

Innesto tra la SR. 48 e la S.P. 532

Auronzo di Cadore (Bl)

3.500.000

4 S.S. 12 “dell’Abetone Variante da Buttapietra Sud e del Brennero” alla Tangenziale di Verona

24.000.000

145.000.000

Sulla questione interviene anche il M5s, con i consiglieri regionali Jacopo Berti, Erika Baldin, Manuel Brusco e Simone Scarabel: «Noi diciamo che va bene una legge che spinge i privati a liberare il territorio da scheletri di cemento e obbrobri abbandonati, ma quale vuole essere il modello da raggiungere?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

dissocio totalmente da quanto il sindaco ha deciso di fare». Come a dire: se ce ne fate un’altra così non sappiamo cosa succederà.

bero dell’ex torrefazione Vescovi che era stato occupato dal Gramigna. Un mese prima era toccato a Casetta Berta nel popolare quartiere dell’Arcella. E prima ancora all’ex mensa universitaria Marzolo nell’aprile dello scorso anno. Ma è in aula che la distinzione fra l’ala movimentista della sinistra e il Pd ha dato il suo meglio con il no all’adozione del daspo urbano mentre non si contano i distinguo della Ruffini sull’urbanistica. Insomma si va avanti divisi alla meta. Mauro Giacon

1

Anno 2021 Rovigo

1 S.R. 10 “Padana Inferiore”

Variante in nuova sede

fra Este (Pd) e Legnago (Vr)

50.000.000

Rotatoria con 2 S.R. 11 “Padana Superiore” Via Cordellina

Altavilla Vicentina (Vi)

955.000

Rotatoria a Tavernelle 3 S.R. 11 “Padana Superiore”

Altavilla Vicentina (Vi)

1.100.000

4 S.P. 15

tra Fontanelle (Tv) e Conegliano (Tv) 10.000.000

“Messa in sicurezza della viabilità”

Rotatoria ospedale 5 S.R. 11 “Padana Superiore” di Dolo

Dolo (Ve)

1.000.000

Fonte: Regione Veneto

Cna Veneto

«Bene i crediti edilizi, ma resta il nodo dei Comuni» VENEZIA Arriva oggi nella commissione regionale Territorio la proposta di regolamento sui crediti edilizi. Lo strumento prevede che, in caso di demolizione degli edifici incongrui e ritorno del suolo alle caratteristiche naturali, le volumetrie possano essere parzialmente recuperate e trasferite altrove. «Una buona notizia per le piccole e medie

imprese artigiane», commenta Alessandro Conte, presidente di Cna Veneto, secondo cui resta però da sciogliere il nodo della gestione dei crediti da parte dei Comuni, chiamati nel giro di un anno ad attrezzarsi per fissarne i valori attraverso un algoritmo. «Così – dice – si mettono in difficoltà i più piccoli, già a corto di personale. Un aiuto potrebbe arrivare dalla fusione».

LE INDICAZIONI Dopo l’acquisto delle quote che saranno cedute dalla Provincia di Padova e l’aumento di capitale che farà entrare Anas con il 51% delle azioni, Veneto Strade andrà inevitabilmente incontro a un cambio di governance, tenuto anche conto del fatto che a fine anno scadrà l’incarico dell’amministratore delegato Silvano Vernizzi. Nell’attesa, in mattinata la Regione ha trasmesso le indicazioni per l’utilizzo dei 100 milioni, anticipando così l’appello del pentastellato Manuel Brusco, che nel pomeriggio ha dichiarato: «Il Governo ancora una volta dimostra attenzione per il nostro territorio e la Regione si è posta su un piano costruttivo di collaborazione. Finanziamenti e accordi rischiano però di cadere nel nulla senza un piano chiaro delle vere necessità». Fra le indicazioni per il 2020, c’è il secondo stralcio della Grezzanella nel Veronese, prioritario anche secondo la dem Anna Maria Bigon: «Anas proceda celermente per terminare un’infrastruttura attesa da 30 anni, mettendo fine alle troppe promesse da marinaio delle Giunte di centrodestra che hanno governato il Veneto». Angela Pederiva

Padova Venezia

1 4

ha sempre garantito puntualità ed efficacia nelle manutenzioni». L’assessore De Berti ha così ribadito che la gestione «continuerà a essere svolta da Veneto Strade anche se quest’ultima sarà partecipata da Anas, con buona pace di quanti a suo tempo si indignarono perché, a loro dire, rinunciavamo alla nostra autonomia operativa».

Padova, il sindaco sgombera senza avvisare il suo vice: bufera politica L’IMBARAZZO

IL CASO PADOVA Non sappia la sinistra quel che si fa in maggioranza. È successo alla giunta di Padova ieri mattina, quando il vicesindaco Arturo Lorenzoni, e le due assessore Chiara Gallani e Marta Nalin di Coalizione civica, movimento di area rossa che sostiene il sindaco, hanno saputo a cose fatte dello sgombero di un edificio che ospitava alcune associazioni, fra cui “Cucina brigante” che si occupa di redistribuire frutta e ortaggi in scadenza ai meno abbienti. È frequentata anche da persone nell’orbita di Coalizione e, si dice, dei centri sociali. La struttura era stata dichiarata inagibile e pericolosa, il sindaco Sergio Giordani ha messo un’ordinanza prima della mezzanotte di ieri e alle sette di mattina la sede è stata murata. Diciamo che le forze dell’ordine hanno preso a prestito i motivi di sicurezza per fare un po’ di “pulizia”.

L’ORDINANZA DI GIORDANI SULL’EDIFICIO CHE OSPITA MOVIMENTI DI SINISTRA: L’IRA DI COALIZIONE CIVICA GRUPPO CHE VORREBBE LORENZONI ALLE REGIONALI

Peccato che nessuno lo sapesse. «Non si fanno crisi di maggioranza per queste cose» ha dichiarato Lorenzoni chiudendo ogni ipotesi di spaccatura. È vero che la questura aveva chiesto massima riservatezza ma può reggere una Giunta dove il sindaco non avvisa il suo vice, i due assessori e l’altra metà della maggioranza che lo sostiene, gettando nell’imbarazzo quei rappresentanti eletti proprio dagli sgomberati? Andreotti penserebbe a una strategia di logoramento in vista della candidatura di Lorenzoni alle regionali. Ma a pensar male si fa peccato. «Bisognerà lavorare in modo più rispettoso. Non ci è piaciuto il metodo, non l’abbiamo scelto, non l’avremmo gestito così» ha aggiunto il vicesindaco. Gallani ammette: «Non si deve più ripetere». E il movimento non fa sconti: «Nessuno dei consiglieri e degli assessori di Coalizione civica era al corrente di questa operazione, violenta, stupida e senza senso, che interrom-

LA PROTESTA “Cucina brigante” ha portato frutta e verdura davanti al Comune e ha incontrato Lorenzoni, a sinistra con Giordani (foto NUOVE TECNICHE)

pe un percorso di dialogo che era complesso, ma attivo. Questo è un passaggio grave nella collegialità della giunta». Il capogruppo Nicola Rampazzo è ancora più duro: «Mi dissocio completamente dalla decisione del Comune di sgomberare le associazioni. Decisione della quale né io né nessun altro componente della giunta e del consiglio di Coalizione civica siamo stati informati. Le soluzioni potevano e dovevano essere altre e condivise con le forze con cui si governa la città». Pure l’influente consigliera Daniela Ruffini, di Rifondazione, attacca: «Mi

67220af1-a069-4362-9530-1b99818e8deb

I PRECEDENTI Giordani non si scompone: «Quel fabbricato ha gravi deficit strutturali e impiantistici, c’era una situazione di pericolo che ricade nella piena responsabilità mia e di chi amministra». Il fatto è che non si tratta di un episodio isolato. Da tempo sono colpiti proprio i gruppi radicali nel serbatoio di Coalizione. È successo nell’ottobre scorso con lo sgom-

© RIPRODUZIONE RISERVATA


XVI

Susegana Revine Valdobbiadene

Giovedì 16 Gennaio 2020 www.gazzettino.it

«Mi ha violentata»: disabile a processo Giovane badante denuncia un 40enne in sedia a rotelle ` Accuse pesantissime: «Mi ha fatto bere per drogarmi «Mi ha fatto andare a casa sua con la scusa di un lavoro» mi sono sentita mancare e non riuscivo a ribellarmi» `

SUSEGANA

CONEGLIANO MANUTENTORI DEL VERDE: AL VIA UN CORSO

«Drogata e violentata». È l’accusa che una 28enne colombiana muove a un 40enne residente a Susegana da 20 anni ed è costretto su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale che gli avrebbe lasciato come strascico una grave disabilità fisica. Per la Procura di Treviso si tratterebbe di un insaziabile predatore sessuale, peraltro recidivo considerato che solo due anni fa sempre il tribunale di Treviso gli inflisse (con lo sconto di pena del rito abbreviato) una condanna a tre anni di reclusione, poi confermata in appello e su cui ora pende un ricorso in Cassazione sempre per lo stesso reato.

IL NUOVO PROCEDIMENTO L’uomo ora è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale dal giudice Angelo Mascolo. Nella sua denuncia la donna ha spiegato di essere stata “sedata” e poi spogliata e palpeggiata. «Ero indifesa - ha affermato - e lui si è approfittato di me». I fatti di cui viene accusato il protagonista di questa vicenda risalgono al 7 gennaio dello scorso anno. Secondo quanto emerso dalle indagini l’uomo avrebbe contattato la badante su un popolare sito di annunci per chi cerca e offre lavoro. Si tratterebbe della stessa tecnica di “abbordaggio” usata anche in passato quando agganciò due ragazze nordafricane, messe sotto contratto per aiutarlo in casa e che invece lui, malgrado le difficoltà fisiche, avrebbe costretto a prestazioni di sesso orale. «Ho bevuto qualche cosa, poi mi sono sentita mancare. Ero cosciente ma non riuscivo a reagire, lui mi ha spogliato e poi ha iniziato a toccarmi il sedere e il seno»: questo il racconto della giovane sudamericana a cui, si legge nelle carte dell’indagine, il 40enne avrebbe somministrato della benzodiazepina, uno psicofarmaco con proprietà sedative, ipnotiche, ansiolitiche, anticonvulsivanti, miorilassanti e anestetiche che viene usato soprattutto

LA DIFESA: «SONO INNOCENTE AVEVO SOLTANTO BISOGNO DI UNA PERSONA CHE MI AIUTASSE»

IN TRIBUNALE A TREVISO Il giudice Angelo Mascolo ha rinviato a giudizio il 40enne disabile per violenza sessuale su una 28enne

nei casi di dipendenza da alcol, convulsioni, ansia, insonnia e agitazione. La benzodiazepina avrebbe intontito la 28enne facendola cadere in un profondo stato di sedazione.

La “Happy family” è in Nicaragua «E ora in bici fino alla California»

INCAPACE DI REAGIRE «Sentivo le sue mani su di me ma non avevo la forza di reagire» ha spiegato lei. Per il difensore del 40enne, l’avvocato Luisa Osellame, proprio la circostanza della bevanda usata per “drogare” la vittima sarebbe però molto dubbia. L’indagato peraltro, oltre a spostarsi anche in casa molto lentamente sulla sedia a rotelle, avrebbe un grado di disabilità talmente grave da impedirgli di muovere con facilità le braccia e le mani e questo contrasterebbe con il racconto fornito dalla colombiana quando è stata sporta la denuncia: «Sono innocente, avevo solo bisogno di una persona che mi aiutasse nelle incombenze quotidiane» è la difesa dell’uomo, che dopo l’incidente stradale di due decenni fa ha divorziato e ha gradatamente ridotto anche i rapporti con i due figli. Ex imprenditore oggi vivrebbe grazie alla pensione sociale di invalidità e al contributo dell’accompagnatoria. Denis Barea © RIPRODUZIONE RISERVATA

REVINE LAGO Hanno già macinato, pedalando, oltre 23mila e 500 chilometri. E ora la “Happy family” è arrivata in Nicaragua, dopo aver attraversato da sud a nord tutta l’America Latina ed aver trascorso gli ultimi cinque mesi in Costa Rica. Prosegue il viaggio di vita della “famiglia felice” di Revine Lago, papà Sebastian Bellet Grava, mamma Alberta e le loro due figlie, Angela e Anna di 12 e 10 anni. Erano partiti in bicicletta, con il progetto BioCyling, da Ushuaia, punta estrema dell’Argentina, il 12 gennaio 2016.

le bambine proseguono i loro studi scolastici supportati dai genitori. Nei primi giorni di gennaio la “Happy family” ha messo piede in Nicaragua, non senza un imprevisto: alla frontiera hanno trattenuto per un po’ i quattro passaporti incuriositi dall’impresa di questa famiglia italiana.

SU FACEBOOK Raccontano dal Nicaragua Sebastian, Alberta, Angela e Anna tramite la loro pagina Facebook “Happy family BioCy-

L’OBIETTIVO Sono dunque in viaggio da oltre quattro anni, unendo a questa impresa sulla due ruote anche la conoscenza delle realtà del commercio equo e solidale presenti in America e vivendo con le comunità locali, apprendendone usi e costumi, mentre

cling”: «Per la prima volta nel nostro viaggio pedaliamo dalla costa Atlantica al Pacifico senza scalare montagne, quando tra Ushuaia e Cartagena abbiamo scavalcato 13 volti la cordigliera delle Ande. Entrare in Nicaragua ci ha fatti sentire bene. I volti sorridenti ed una cultura gioiosa anche nei saluti lungo strada ci hanno ricordato tanto la confusione ed il calore del Sud America. Un altro capitolo di BioCycling America, un altro timbro sui nostri passaporti... dopo oltre 5 mesi di pura vida in Costa Rica, siamo felici di riprendere la strada verso nord». Al momento, la famiglia revinese si trova nell’isola di Ometepe ospiti dell’ostello di due padovani. Da qui, poi riprenderanno il viaggio, in sella alle loro speciali bici. La destinazione finale (inizialmente doveva essere Cartagena, in Colombia) è ora la California, negli Stati Uniti d’America: hanno stimato di raggiungerla nel corso del 2021. (c. bor.)

Unesco, villa dei Cedri apre le porte: «Abbiamo gli spazi adatti» VALDOBBIADENE Villa dei Cedri è pronta ad aprire le proprie porte per ospitare la sede dell’associazione che sarà l’ente di gestione del sito Unesco delle colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. «Tutta la villa è a disposizione – conferma il sindaco Luciano Fregonese - attendiamo comunque il 22 gennaio, il giorno della formale costituzione dell’associazione, per sapere ufficialmente dove sarà la sede. Se Valdobbiadene verrà confermata, allora ci sarà subito un sopralluogo per capire quale sia il posto più idoneo per ospitare l’associazione».

IL DIBATTITO La sede dell’ente di gestione del sito Unesco nelle settimane scorse era stata al centro di una

querelle, con posizioni discordanti dei sindaci del territorio patrimonio dell’umanità. Posizioni distanti che poi si sono ridimensionate, convergendo alla fine su Valdobbiadene. E villa dei Cedri, uno dei luoghi simbolo del territorio e su cui negli ultimi anni l’amministrazione Fregonese ha investito molto anche per realizzare qui un museo del paesaggio, che dovrebbe essere allestito, concluso l’intervento di recupero dell’ala ovest dell’ex opificio della villa, nei prossimi mesi, è il sito che si appresta ad ospitare l’associazione per il patrimonio delle colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Nell’edificio gli spazi non mancano: ci sono sale nel corpo centrale della villa, altri spazi proprio nell’ala dell’ex opificio che accoglierà il museo del paesaggio.

LA DECISIONE Villa dei Cedri sede dell’associazione per il sito Unesco

LA SCELTA «Il governatore Zaia in un suo intervento aveva indicato come sufficienti per la sede dell’associazione un paio di stanze: noi abbiamo ad esem-

pio spazi subito utilizzabili al primo piano del corpo centrale. Lascerò comunque all’associazione, fatte le opportune valutazioni, decidere quale spazio riservare al nuovo ente»

83cebee9-0914-4ce5-87e9-da9212f72c48

puntualizza Fregonese. La villa è un cantiere aperto: agli sgoccioli il restauro dell’ala che ospiterà il museo del paesaggio: «Lo spazio è già accessibile, ora stiamo facendo interventi sull’impiantistica per un sistema di deumidificazione tipico di un museo. In attesa di allestire il museo, gli spazi accoglieranno una mostra temporanea, sempre sul tema del territorio e del paesaggio, sarà inaugurata a metà febbraio». A favore del recupero di villa dei Cedri anche l’iniziativa dell’Art bonus, che consente ai privati di fare erogazioni beneficiando di uno sgravio fiscale. «C’è un’altra cantina – annuncia Fregonese – che si è detta interessata a contribuire, e in modo importante, al recupero dell’antica roggia: a giorni contiamo di concretizzare il tutto». Claudia Borsoi

(g.p.m.) Un corso per manutentore del verde di 180 ore (120 di teoria e 60 dedicate all’attività pratica) sarà avviato alla fine di febbraio alla Piccola Comunità di via Molmenti impegnata su vari fronti nel recupero e reinserimento sociale di persone che vivono in emarginazione e disagio. Si tratta di un intervento formativo che si propone di fornire le competenze base di tipo tecnico-professionale per l’accesso alla professione del personale non qualificato nell’agricoltura e nella manutenzione del verde. Con particolare attenzione all’esecuzione di lavori manuali per la cura di piante, fiori e alberi in aree pubbliche e private, vangare o irrigare il terreno, man tenere pulite aiuole, diserbare manualmente o meccanicamente le piante infestanti, utilizzare strumenti e macchinari tipici del giardinaggio. La Piccola Comunità è accreditata dalla regione come ente di formazione per le politiche attive per il lavoro.

PIEVE DI SOLIGO DEDICATA A FURLAN LA SALA RIUNIONI DELL’ISTITUTO TONIOLO Pieve di Soligo rende omaggio sabato alla memoria di Pietro Furlan (1929 -2017) nel giorno del terzo anniversario della morte. Sarà dedicata a lui la sala riunioni dell’istituto Beato Toniolo. L’evento, che comincerà alle 17, è organizzato in collaborazione fra l’istituto diocesano “Beato Toniolo. Le

vie dei Santi”, l’Azione cattolica parrocchiale e il collegio vescovile Balbi Valier. Insegnante elementare per 40 anni, allievo del senatore e ministro Francesco Fabbri, sindaco di Pieve di Soligo dal 1970 al 1980, poi assessore provinciale a Treviso, premio Civilitas 2013, Pietro Furlan rappresenta una personalità che ha segnato la vita pubblica pievigina. Furlan fu tra i promotori del centro studi sociali intitolato al sociologo ed economista Giuseppe Toniolo. I familiari del sindaco scomparso hanno fatto dono di recente all’istituto diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” della scrivania personale di Furlan, ora posta nella sala riunioni della sede al collegio Balbi Valier. Nell’incontro di sabato nell’aula magna del Balbi Valier si alterneranno dalle 17 una serie di interventi commemorativi e a seguire si terrà la dedicazione della sala riunioni dell’istituto. Alle 18.30 la messa di suffragio nel duomo di Pieve di Soligo.


28

GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2020 LA TRIBUNA

CASTELLANA

castelfranco, inchiesta verso l’archiviazione

Morto a scuola: «Nessuno è responsabile» Gli esami hanno stabilito che era impossibile prevedere l’infarto miocardico che ha stroncato Sukhraj, 14 anni, al Barsanti CASTELFRANCO. La morte di

di Sukhraj Rathor, il quattordicenne morto lo scorso ottobre durante la lezione di educazione fisica, è stata una tragedia purtroppo inevitabile. L’ha stabilito l’autopsia eseguita sul corpo del ragazzo che ha fatto emergere come il decesso fosse dovuto ad una improvvisa frattura del cuore. Per cui ora scivola veloce verso l’archiviazione l’inchiesta che era stata aperta dalla Procura. L’ESAME

L’approfondimento era stato condotto dai medici dell’Usl e ha chiarito l’origine della morte del giovane di origine indiana, che solo pochi gior-

ni prima di morire aveva sostenuto e superato le visite mediche per tornare a giocare a calcio a livello agonistico. Il sostituto procuratore Mara De Donà aveva aperto un fascicolo senza indicare ipotesi di reato. La relazione dell’Usl è ora decisiva per stabilire di escludere di indagare su una responsabilità colposa per la morte del ragazzo. IL MALORE

Quel lunedì il ragazzo si era accasciato al suolo mentre stava seguendo, con i compagni di classe, l’ora di educazione fisica. Un malore improvviso e fatale quello che ha colpito lo studente india-

si parte a settembre

no, residente con la famiglia a Riese Pio X. Il dramma si è consumato poco dopo le 12. 20 all’istituto “ITT Barsanti” di Castelfranco in via dei Carpani. L’allarme era stato immediatamente lanciato dagli insegnanti e dal personale della scuola. Sul posto erano intervenute l’ambulanza e l’automedica del Suem 118 ma tutti i tentativi di far ripartire il cuore del ragazzo sono stati inutili. Per il giovane, studente della prima superiore dell’istituto Castellano, non c’è stato nulla da fare. I SOCCORSI

Sul posto intervenute anche le forze dell’ordine. Ma sorriso di Sukhraj si è spento per

sempre. Era un ragazzo amato da tutti per il suo ottimismo e per il suo sorriso; abitava con la sua famiglia a Riese Pio X, aveva compiuto 14 anni solo un mese fa. Aveva scelto con entusiasmo la stessa scuola del fratello Harminder, ora laureato in Ingegneria meccanica e impiegato alla Steelco di Riese. E i primi voti avevano confermato che buon sangue non mente: anche Sukhraj aveva già ottenuto ottimi risultati. Appassionatissimo di calcio, aveva ripreso gli allenamenti con la Union Riese Vallà Spineda e sarebbe sceso in campo nel turno successivo. — Giorgio Barbieri © RIPRODUZIONE RISERVATA

il blitz

Cocaina in casa castellano arrestato dai carabinieri

Sukhraj Rathor

crespano del grappa

Scuola dell’infanzia Vertice con la Regione montessoriana «Pedemontana Emergenza a Caselle d’Altivole proseguirà la sua attività» la prima nella Marca ALTIVOLE. Aprirà nel plesso scolastico parrocchiale Giuseppe Sarto a Caselle la prima scuola dell’infanzia montessoriana della Marca Trevigiana. Il primo percorso educativo di stampo montessoriano dedicato ai bambini dai 3 ai 6 anni in provincia di Treviso prenderà il via a settembre 2020. Il metodo Montessori, inventato dalla scienziata e medico Maria Montessori, si basa sulla libera scelta del bambino, stimolando un percorso di apprendimento che l’alunno sceglie in maniera autonoma e creativa. «La libertà offerta a ciascuno di poter scegliere il materiale e di usarlo per quanto tempo desidera e la possibilità di autocorreggere i propri errori – spiegano le formatrici dell’Opera Nazionale Montessori – mettono il bambino al centro dell’educazione». Infatti, secondo Maria Montessori, il bambino non “impara”, bensì costruisce il suo sapere e la sua personalità attraverso l’esperienza e le relazioni con lo spazio, con gli oggetti, con gli altri. A dare l’impulso all’attivazione dell’innovativo metodo didattico che fa leva sull’esperienza sensoriale è stata l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Chiara Busnardo. «Vogliamo coltivare nel territorio la cultura della pedagogia montessoriana, che acquista valore soprattutto nei primi anni di vita del bambino, prima ancora della scuola elementare, perché è dall’età della scuola dell’infanzia che si struttura il pensiero del bambino e si co-

struiscono i processi mentali dell’apprendimento», spiega il primo cittadino. I genitori hanno approvato con entusiasmo la proposta, mentre l’amministrazione comunale, credendo molto nel metodo «che fa scuola a livello europeo nonostante sia ancora poco diffuso in Italia», si è impegnato a sostenere il progetto attraverso il reperimento dei fondi per l’acquisto dell’arredo. L’open day con la presentazione del metodo Montessori che la scuola di Caselle avvierà nell’anno scolastico 2020-2021 si terrà domenica 19 gennaio alle 11. Interverranno nell’occasione, ol-

La nuova offerta nel plesso “Sarto” è per bambini dai tre ai sei anni

La garanzia di Silvia Rizzotto «Non ci saranno tagli ai fondi e il servizio sarà rafforzato» Il direttore dell’Usl 2 assicura il rinnovo dopo il 28 febbraio CRESPANO. «Nessun dubbio: Pedemontana Emergenza proseguirà la sua attività, magari anche con la possibilità di veder rafforzato il servizio. Una notizia importante per una ampia zona del territorio trevigiano». La capogruppo di “Zaia presidente” in consiglio regionale, Silvia Rizzotto, commenta così l’esito del vertice a cui ha preso parte ieri mattina in Regione, coordinato dall’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, insieme al dg dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, al responsabile dell’urgenza-emergenza regionale Paolo Rosi, al presidente del comitato dei sindaci del distret-

Un intervento delle ambulanze di Pedemontana Emergenza

to di Asolo e sindaco di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin, insieme al vicepresidente dell’esecutivo e sindaco di Pederobba, Marco Turato. L’incontro è stato promosso da Rizzotto su richiesta di alcuni sindaci della Pedemontana, dopo aver recepito l’appello di Pedemontana Emergenza, che aveva lamentato il taglio dei contri-

L’iniziativa del centro culturale “Due Mulini” tre alla coordinatrice delle tre scuole dell’infanzia paritarie di Altivole, Michela Forner, due formatrici dell’Opera Nazionale Montessori: Daniela Valenti, coordinatrice scientifica dei corsi Montessori, e Cinzia Paccagnella, coordinatrice montessoriana della scuola infanzia e scuola primaria Centro Montessori Padova Spes e assistente ai corsi di differenziazione Montessori. Altivole è stato il primo Comune a livello provinciale a sperimentare l’instaurazione di una rete tra le scuole dell’infanzia: «Grazie al raccordo è stato possibile differenziare la proposta formativa». —

Dai dinosauri alla danza il ballo diventa inclusivo con le lezioni di Giovanni L’IDEA

I

n molti hanno pensato ad un caso di omonimia, vedendo il suo nome tra i conduttori di Bala Balando, il corso di ballo che si tiene al Centro Due Mulini: invece quel Giovanni Mazzariol è proprio lui, il ragazzo con la sindrome di Down, protagonista del best seller “Mio fratello rin-

Matteo e Giovanni

buti da 100 mila euro a 49 mila euro in tre anni. «La comunicazione della Regione ci rassicura», dice il presidente di Pedemontana Emergenza Paolo Girardi, che ora attende un incontro «per un confronto sui numeri» o una lettera informativa sulle modalità di prosecuzione del rapporto. «I nostri 115 volontari operano gratuitamente, sen-

corre i dinosauri” scritto dal fratello Giacomo e da cui è stato tratto un fortunato film. Ogni venerdì Giovanni, insieme all’amico Matteo Milani, detta le mosse ad una quarantina di corsisti. «La nostra famiglia e quella di Matteo si conoscono da sempre – spiega Katia Colella, la mamma di Giovanni – di fronte alla volontà di mio figlio di frequentare un corso di ballo, ci è venuta in mente l’idea di crearne uno nuovo, sfruttando le competenze di Matteo in animazione dei gruppi. Così è partita questa iniziativa che ha raccolto grande successo». Un corso che si può definire ad alto tasso di inclusione, ma non per la presenza di Giovanni e un paio di altri ragazzi con problemi, ma perché ha dato

Dieci grammi e mezzo di cocaina e tutto il necessario per confezionare le dosi: il ritrovamento di questo materiale a seguito di perquisizione dell’abitazione e di altri immobili nella sua disponibilità ha portato i carabinieri ad arrestare nei giorni scorsi un 40enne residente a Castelfranco. L’uomo dopo la convalida dell’arresto è stato sottoposto all’obbligo di dimora.

za rimborso spese, ma abbiamo sei ambulanze che coprono il territorio da Semonzo a Valdobbiadene trasportando i pazienti dal Monte Grappa e Cesen fino all’ospedale di Treviso in caso di necessità, i mezzi necessitano sempre più di interventi di manutenzione i cui costi diventano insostenibili. La revisione del contributo è dunque fondamentale per consentirci di andare avanti». La convenzione scade il 28 febbraio, ma Benazzi ha assicurato che il servizio sarà rinnovato per poi essere stabilizzato, valutandone il potenziamento e coprendo comunque «tutte le spese sostenute dall’associazione per garantire il servizio ai cittadini». Rizzotto lo precisa: «Le preoccupazioni che avevo raccolto nel territorio in queste settimane erano legittime, anche se mai nessuno ha pensato di tagliare o ridurre questo servizio, anzi: ora con il nuovo contratto si potranno adeguare e migliorare alcune criticità, tenendo comunque conto delle norme nazionali vigenti. Adesso la palla passa alla parte dirigenziale per la stesura del nuovo bando, ma per ora non possiamo che ritenerci molto soddisfatti». — Maria Chiara Pellizzari © RIPRODUZIONE RISERVATA

la possibilità a tante persone di partecipare a un’attività che magari desideravano, ma sulla quale temevano il confronto con gli altri. «Qui ci si può esprimere liberamente la propria personalità – continua mamma Katia – ma innanzitutto ci si diverte. E si fatica». Giovanni Mazzariol è davvero un docente: è lui a istruire sulle mosse ma anche a correggere chi non le esegue correttamente. E prima di ogni lezione si vede con Matteo per prepararla. «Direi che come esperimento partito in sordina – conclude Katia – questa proposta ha già rivelato le proprie potenzialità come una opportunità per i ragazzi disabili di trovare un ambiente davvero inclusivo». — Davide Nordio

Profile for Valentina Faraone

RASSEGNA STAMPA 16 GENNAIO 2020  

RASSEGNA STAMPA 16 GENNAIO 2020  

Advertisement