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VENERDÌ 15 MARZO 2019 CORRIERE DELLE ALPI

REGIONE

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I nodi della politica annullate le due audizioni in commissione bicamerale

Autonomia, binario morto Forfait di Tria sui conti A Matera il leader grillino tira il freno: noi siamo garanti dell’unità nazionale Il ministro Stefani: il nodo è politico, la richiesta del Veneto nasce dal referendum

Albino Salmaso L’autonomia delle Regioni? E’ ferma nei cassetti di Palazzo Chigi, con l’eterno duello M5S-Lega che scandisce lo “stop and go” mentre il governatore della Campania, De Luca, se la prende “con un esponente del governo che va in giro vestito con le pelli di capra e vuole dividere in due l'Italia». Chi sarà mai? I bookmakers puntano su Salvini, ma la polemica infuria e in soccorso di Zaia scende in campo il sindaco di Venezia Brugnaro che in un forum all’Ansa la mette così: «Sulle risorse alla Città metropolitana, meglio trattare con Zaia piuttosto che con i ministeri romani». E se in Basilicata, Di Maio rassicura il Sud perché «so-

lo noi siamo garanti dell’unità nazionale» a Vicenza Erika Stefani ribatte: «Stiamo dicendo la stessa cosa, la garanzia dell'unità nazionale è in Costituzione e l' autonomia differenziata non la scardina perché si parla di competenze che rientrano nel sistema nazionale». In realtà i tre dossier di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna consegnati dal ministro Stefani al premier Conte e ai due vice Di Maio e Salvini, non hanno fatto un passo in avanti perché il governo sta litigando su tutto, dal memorandum con la Cina al meeting della famiglia a Verona. Se le dichiarazioni del premier Conte sono in sintonia con la sfida del federalismo, i fatti concreti dicono l’esatto contrario. A tirare il freno è il ministro dell’Economia Giovan-

dard, già previsti dal 2009 con la legge 42 di Calderoli. Il forfait è stato giustificato con “improvvisi impegni istituzionali” e l’audizione aggiornata alla prossima settimana, ma Roger De Menech, deputato Pd bellunese, è molto scettico: «Le divisioni della maggioranza stanno paralizzando l’autonomia e le due convocazioni di Tria e Biliardo, cancellate all’ultimo minuto, dimostrano che manca l’accordo sul cuore della riforma: la possibilità per le Regioni di trattenere parte del

Roger De Menech (Pd) «Zaia fa marketing e vende accordi che non esistono»

Il ministro Erika Stefani e il premier Giuseppe Conte

ni Tria, che ha cancellato la sua audizione in commissione bicamerale per il federalismo fiscale guidata da Cristian Invernizzi, un lùmbard di Salvini che ricorda i protagonisti di Braveheart. Il professor Tria ha messo

il veto anche all’audizione di Salvatore Biliardo, top manager della Ragioniera dello Stato, convocato per spiegare non solo la norma finanziaria dell’autonomia, ma anche i criteri con i quali calcolare i fabbisogni stan-

gettito fiscale. Bisogna smetterla con le bugie, Zaia è stato protagonista di una grande campagna di markenting elettorale e ha venduto un’autonomia che non ci sarà mai. Si metta d’accordo con Salvini o finisce come nel 2008 quando Galan voleva l’autonomia del Veneto e Zaia, suo vice poi ministro dell’Agricoltura con Berlusconi, gliel’ha negata. Oggi la storia si ripete e Salvini chiude la porta in faccia a Zaia», dice De Menech. Perplesso anche il senatore Antonio De Poli. « Il vice-

presidente Di Maio, impegnato nel tour elettorale in Basilicata, continua a sparare balle. Ma è solo propaganda: dopo la Sardegna, anche la Basilicata volterà le spalle al M5S. L’iter per l’autonomia, secondo quanto detto dal presidente Conte al question time in Senato, doveva procedere speditamente. Un mese dopo l'intesa in Cdm: è tutto fermo. Quali sono i tempi? I retroscena parlano di dubbi del Mef. Di cosa stiamo parlando? Chiediamo al ministro Tria di chiarire» . La risposta vera ai dubbi di De Poli arriva dal ministro Stefani, ieri al congresso della Legacoop a Vicenza. «La questione da risolvere è solo politica. Ci sono delle competenze sulle quali si è trovato un accordo con alcuni ministeri, mentre su altre occorre sciogliere un nodo politico. In questo momento, fondamentale è il ruolo del Parlamento e io sto attendendo che mi dicano come devo essere esattamente coinvolta. Siamo in una fase nuovissima, mai esistita prima, ma sul buon esito dell’autonomia sono assolutamente ottimista perché dietro c’è la forza del referendum in Veneto e Lombardia: si tratta quindi di una richiesta legittima del territorio, entrata nel contratto di governo sottoscritto anche dal M5S». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

VERONA. Matteo Salvini ci sa-

rà al meeting della famiglia che sta spaccando il governo, per la sua svolta a destra. Tra i relatori il russo Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità, con il compito di influenzare il parlamento, la Duma, per sviluppare politiche in linea tra la chiesa ortodossa e Vladimir Putin. Con lui anche la vice presidente della Duma russa Olga Yepifanova. Dall’Ungheria arriva la ministra per la famiglia Katalin Novak e dalla Moldavia il presidente Igor Dodon, noto per le posizioni omofobe. Ma ancor più omofobi del presidente moldavo, ci saranno Theresa Okafor,

Palazzo Chigi apre una verifica sulle modalità di patrocinio al meeting un’attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso. Salvini tira dritto e non poteva essere diversamente per il rapporto di fiducia personale che lo unisce a Lorenzo Fontana, lo stratega della svolta sovranista che ha fatto balzare dal 4 al 17 e forse al 32% la Lega. Il punto è solo uno: se Fontana è ministro della famiglia, la convention di Verona coinvolge direttamente il governo, oppure no? Qui le opinioni si dividono. Se Salvini appoggia Fontana con la sua svolta a sostegno delle posizioni più conservatrici in materia di diritti civili, Di Maio fa l’esatto contrario e butta

fine non lucrativo della manifestazione. «In ogni caso, è scattata una procedura autonoma dagli uffici di Fontana», ribatte lo staff di Conte. Messo sotto accusa, il ministro, che gioca in casa, prova a smontare la polemica: «Andrò al XIII congresso mondiale perché abbiamo verificato se effettivamente certe dichiarazioni erano state fatte da alcuni dei relatori invitati: non ci risulta. Le intenzioni sono quelle di rilanciare il ruolo della natalità, la polemica è surreale e ci sono questioni più importanti su cui discutere nel governo». E le donne? L’ associazione “Dire contro la violenza”, che

il meeting della famiglia in programma a fine marzo

In senso orario: il ministro Fontana e il sottosegretario Buffagni. Il corteo del Family day a Roma, Annamaria Zanetti e Susanna Camusso

Su Verona M5S all’attacco di Salvini «Donne, è un ritorno al Medioevo» benzina nel fuoco della polemica. «A Verona è una destra degli sfigati. Quella visione della donna sostanzialmente mero angelo del focolare non rappresenta niente della cultura del M5S. Chi vuole tornare indietro ne risponderà alla storia, neanche agli elettori». E ieri a Matera ha rincarato la dose: «Ognuno va agli eventi che vuole. Quella del vicepremier Matteo Salvini è una decisione sua, ma chi si permette di dire che le donne

devono stare in casa, come se fossero degli esseri inferiori, non appartiene assolutamente alla mia cerchia di amicizie e di frequentazioni. Molte associazioni, cattoliche e non impegnate in questo settore, mi stanno scrivendo per dirmi che quell’evento non rappresenta il nostro ideale di famiglia», ha concluso Di Maio. In serata arriva il commento del sottosegretario Buffagni: «La nostra idea di famiglia è diversa da quella che an-

drà in scena a Verona che piace a una certa Destra. Loro vogliono donne dimesse, chiuse in casa a fare le madri, donne che non lavorano. Questo io lo chiamo Medioevo».Resta un solo interrogativo: perché la presidenza del consiglio ha dato il patrocinio alla manifestazione di Verona, che si concluderà con una marcia in Piazza Bra? Mistero della politica. L’interrogativo viene sollevato da Giuditta Pini, deputata Pd: «La pre-

sidenza del Consiglio dei ministri non ha ritirato alcun patrocinio al congresso mondiale. Il patrocinio con tanto di logo è ancora in bella vista sul sito, con buona pace delle bugie del sottosegretario Vincenzo Spadafora». In serata, Palazzo Chigi cerca di correggere la rotta e annuncia un supplemento di verifica al dipartimento dell'Editoria e per la Famiglia sulla concessione del patrocinio: si tratta di capire se persiste il

Cgil e Uil organizzano un contro-corteo ma la questura nega l’autorizzazione riunisce 80 organizzazioni che gestiscono 116 centri e 96 case rifugio per donne vittime di violenza in 18 regioni, ha invitato Luca Zaia a ritirare il patrocinio del Veneto mentre Susanna Camusso, ex leader Cgil, annuncia che il 30 marzo sarà a Verona per una contro-manifestazione cui ha dato l’adesione anche la Uil. Annamaria Zanetti fa però sapere che non sarà facile organizzare il flash mob in Piazza Bra perché la questura di Verona ieri ha negato il permesso ai Radicali Italiani, +Europa, Centro Motore e Area Liberal: si temono incidenti . Ma si tratta ancora. — Albino Salmaso BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


Regione 9

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 15 Marzo 2019

VERONA.Vigneinareaprotetta:sequestro

Sequestropreventivodi2areeagricole,aRoaradiTregnago,peroltre3000 metriquadri:iCarabinieriforestalihannobloccatomovimentazioneterrain zonaavincolopaesaggisticoeidrogeologicoperl’impiantodiunvigneto.

PADOVA.Monossido:unmortoe2intossicati

Un’interafamigliadi3personeèrimastaintossicatadamonossidodicarbonio uscitodaunacaldaiamalfunzionanteaPiacenzad’Adige:ilcapofamigliaè deceduto,moglieefigliosonostatiportatiinelisoccorsoindiversiospedali.

TREVISO.Tubercolosianchetramaestre

Dopoicasiditubercolosidiunbimboeunamaestrainunascuolatrevigiana, itestdiincorsohannoevidenziatouna“debolepositività”perunaseconda maestracheinsegnanellastessaclasse.Loharesonotol’Ulss2dellaMarca.

ILPERCORSO CHEANCORAMANCA. Rafficadidomande ieriaVicenza peril ministroStefani

Autonomia, tutto è fermo sultavoloSalvini-DiMaio Primopasso:ilGovernodevedecideresedire“sì”allerichiestevenete sutreni,Via,altro,ecreareuno“schema”sucuidiscuteràilParlamento Piero Erle

L’autonomia del Veneto e delle altre Regioni, Lombardia ed Emilia in testa? Certo, la deve discutere in via preliminare il Parlamento con le sue commissioni (che invece hanno appena rinviato alcune audizioni). Certo, poi la devono firmare Conte e Zaia. Certo, poi dovrà essere votata dalla maggioranza assoluta delle Camere. Ma la verità è che in questo momento l’autonomia è ferma lì, su quel tavolo attorno a cui si siedono Matteo Salvini e Luigi Di Maio magari con Giuseppe Conte e Giancarlo Giorgetti, a com-

«Hodatouninput preciso:nullanel testodiaccordo devecreare svantaggioperle altreRegioni»

pletare il summit di Governo - ogni volta che ci sono argomenti caldi su cui dev’essere ritrovata un’intesa. Come la Tav. Come l’accordo con la Cina, probabilmente, viste le cronache di ieri. Finché non c’è un accordo tra loro, non si potranno muovere tutti gli altri passi che questa riforma storica dello Stato deve fare. «Il nodo è politico», ha detto ieri, rispondendo ai giornalisti, il ministro degli Affari regionali Erika Stefani poco dopo il suo applaudito intervento all’affollato congresso regionale della Legacoop a Vicenza. E, oltre alla mole di lavoro che fa per costruire un percorso che l'Italia non ha mai vissuto, le va riconosciuto che parla chiaro.

ca. «Il primo passaggio - è vedere se le competenze richieste si possono trasferire o no: ci sono materie su cui ci sono interpretazioni diverse anche da parte della Corte costituzionale. Il percorso è articolato». Quindi ora «siamo in pieno punto politico: ci sono delle competenze su cui c’è stato accordo coi Ministeri, e altre su cui vanno sciolti i nodi». Ad esempio, «alcune Regioni hanno chiesto la compartecipazione al Fus, il fondo unico per lo spettacolo, e poi la competenza su alcune parti di procedura Via-valutazione impatto ambientale. E ci sono tematiche su ferrovie, porti, aeroporti, su cui occorre assolutamente discutere».

LE QUESTIONI IRRISOLTE. Ri-

Parlamento ha tutto il potere per dire la sua: il ministro Stefani lo ribadisce di continuo. Ma le cose vanno fatte con buon senso: «Ritengo che la logica del percorso sia che al Parlamento vada avanzata una proposta che nasce dal

mettendo quindi ordine all’ingarbugliata matassa di polemiche nazionali - «che a volte si articolano su pregiudizi, se non strumentalizzazioni», rimarca - il ministro delinea il percorso che man-

«COSTRUIRE UNO SCHEMA». Il

NUOVOCASOPOLITICO SUVERONA. Si terràil 29-31marzo: èbagarre

Ilministro Lezzi «NOISIAMO PRONTI» Nonc’è rischiochel’iter dell’autonomia,chiestada Lombardia,Venetoed EmiliaR.siimpantani, secondoil ministroperil Sud,BarbaraLezzi.«Non è quellala nostraintenzione -ha dettoa margine diuna visitaalla fieraMadeExpo -Per quantoci riguarda è necessariorispondere alle esigenzeche vengonoda unterritorio eche siè espressoanchecondei referendum.Quindiper noiètutto a posto. È chiarocheanche i proponentidebbano scioglieredei nodicol Ministerodelle Finanzee chiarirealcuniaspetti. Ripetonoi siamopronti, chiaro,con l’intenzionedi salvaguardarel’unità nazionale,lealtreRegioni, ei soggetti piùfragili».

Alsegretario Cei

Vescovi critici Lareplica diFontana Ilministro Erika Stefaniierial congressovenetoLegacoop aVicenza

Governo: presentare solo le pure richieste delle Regioni è come mandare nel nulla tutta la trattativa fatta». E quindi prima Salvini e Di Maio a nome di Lega e 5Stelle (il nodo è proprio nelle risposte che daranno i grillini) devono dire sì o no a quelle competenze che ad esempio il Veneto chiede (autostrade, Via, ecc.) ma sono ancora in forse. «L’idea più adatta - è perfettamente chiara Erika Stefani è a mio avviso proporre da parte del Governo uno “schema di intesa”. Su questo le Camere e le commissioni esprimono le loro considerazioni nella forma che sarà scelta dal Parlamento, perché non è certo il Governo a stabilirla, e sulla scorta di quello che indicherà il Parlamento al premier, che non potrà che recepirlo, si arriverà a strutturare l’intesa e alla firma Governo-Regione. Poi si tornerà in Parlamento per il voto di ratifica su quel testo». «NESSUNOSVANTAGGIOALLE

ALTRE REGIONI». Il ministro

Stefani ribadisce anche un altro punto fisso: «Io ho dato un input deciso: dall’autonomia differenziata non deve mai arrivare svantaggio per altre Regioni. Dev’essere costruito un meccanismo che possa essere applicato a tutti, se chiesto, e quindi che sia “appetibile” da ogni Regione. Non dev’esserci una dialettica sbagliata: Nord e Sud sono l’Italia». Di Maio dice che è garante della coesione nazionale? «Diciamo la stessa cosa: la garanzia dell’unità nazionale non è sua o mia, è la Costituzione. E va ricordato che moltissime delle competenze chieste dalle Regioni sono già oggi “concorrenti”, cioè condivise tra Regioni e Stato che non perde certo le sue prerogative. E che se si passerà dalla “spesa storica” ai “fabbisogni standard per garantire i servizi” non sarà a vantaggio di una Regione, ma della maggiore efficienza dell’intero Stato italiano». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Ec’èancheil frontecon i vescovi.L’autonomiadelle Regionali«non puòrisolversi, senon aprezzo dierodere la radicedellanazione, nel festivaldeiparticolarismi, nel frazionamentoo nel separatismo,hadettoil segretariodella Cei-Conferenzadeivescovi italiani,mons. Stefano Russo: «ComeChiesa siamosì a favoredell’autonomia, mainun quadrodi condizioniche impediscanodi trasformarlain ungrimaldellocon cui scardinarela casacomune». «Credocheil vescovo non abbialettolanostra riforma, la conoscameno diquantoio conoscail Vangelo.Eio riconoscodinon conoscerlo», replicail governatorelombardoAttilioFontana. Cheattacca: «Un’affermazionediquesto generedenotaunagenericitàe unqualunquismo eunanon conoscenzadelcontenuto che lasciaesterrefatti»perchéla riformadelleautonomie regionali«parte dalla Costituzione».Fontanarigetta l’ideache«siamo dellepersone chevoglionononil bene di questoPaese:invece pensiamo chepossaguardare avantie modernizzarsi».

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Congresso mondiale famiglie AltrafratturaLega-5Stelle Comfort class Illeader leghistaè conil ministro Fontana: «Ci sarò» Quellogrillinocoi suoi: «No achi“rinchiude” ledonne» VERONA

Lui ci sarà. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha annunciato che sarà a Verona per il 23° Congresso mondiale delle famiglie, in Gran Guardia da venerdì 29 a domenica 31 marzo. E si scalda ulteriormente quello che - segnala “L’Arena” di Verona, è già comunque un «caso» politico. «Ognuno partecipa agli eventi che vuole ma io a questo non vado», conferma infatti l’altro vicepremier, e leader dei 5Stelle, Luigi Di Maio: il sì di Salvini «è una decisione sua: io dico solo che chi si permette di affermare che le donne devano stare in casa, come fossero esseri inferiori, non appartiene assolutamente alla mia cerchia di amicizie e di frequentazioni, non rappresenta il

Polemicaanche sulruolodella Regione:mozione asostegnodauna parte,dall’altra «noalpatrocinio»

mio ideale politico e non è degno di nota. Figuriamoci poi se è una persona che può rappresentare la mia idea di Paese». E il M5s è compatto sul “no”: «Non parteciperò. Non c’è stato il patrocinio della presidenza del Consiglio: mi sembra una cosa ideologicamente caratterizzata e non mi piacciono le ghettizzazioni», dice il ministro della Salute, Giulia Grillo. C’è chi, infine, distingue, come il presidente della Regione, Luca Zaia: «Se sarà “un simposio dell’omofobia“ avrà la mia totale condanna. Al momento non abbiamo carte che vadano in tale direzione». Una mozione «a sostegno» è stata depositata ieri in Consiglio regionale da Silvia Rizzotto, capogruppo della lista «Zaia Presidente» e dall’assessore Elena Donazzan (ex Forza Italia, passata a «Più Italia! Amo il Veneto»). E le prese di posizione si moltiplicano. AFAVORE. Il Wcf-World con-

gress of families è un’organizzazione di matrice cristiana e impronta conservatrice fondata nel 1997 negli Usa da Allan C. Carlson, storico ed ex funzionario dell’amministrazione Reagan. Le ultime due edizioni si sono svolte a Budapest in Ungheria (2017), con la partecipazione del premier Viktor Urban, e nella Moldavia (2018) del presidente Igor Dodon. «Andrò al

congresso perché abbiamo chiesto e verificato se effettivamente certe dichiarazioni fossero state fatte da parte di alcune persone. E non ne risultano di quel tipo, è evidente che ci sono state un po’ di fake news», dice il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana: «Le intenzioni sono di rilanciare il ruolo della famiglia e della natalità. Mi sembra una tempesta creata e mi auguro che a livello governativo ci siano preoccupazioni più importanti che non un patrocinio, gratuito per giunta». «Una vergognosa discriminazione a parti invertite», tuona il consigliere regionale Stefano Valdegamberi. CONTRARI. «La nostra idea di

famiglia è diversa da quella che andrà in scena a Verona e che sembra piacere a una certa destra. Io questo lo chiamo medioevo. Per il Movimento 5 Stelle le donne devono essere emancipate, felici, indipendenti. Guardiamo avanti, non indietro», scrive il sottosegretario grillino Stefano Buffagni. E Dire-Donne in rete contro la violenza (80 organizzazioni che gestiscono 116 centri antiviolenza e 96 case rifugio per donne vittime di violenza) e Iris-coordinamento veneto dei centri antiviolenza hanno intanto chiesto alla Regione di ritirare il patrocinio al Congresso mondiale delle famiglie. •

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INNOVAZIONE, ECCO LA SFIDA A Padova la tappa del tour di Stampa a Gedi: qui la nuova energia

GENERALI, UTILI DA RECORD SUPER ASSEGNO AI SOCI VENETI

MALFITANO, SANDRE E PITTARELLO / PAGINE 2, 3, 4 E 5

FIUMANÒ / A PAG. 17

l’incHiesta

Mafia, ditte a rischio interdittiva Pronta la commissione interforze in Prefettura sotto la lente le aziende e gli appalti pubblici Appello dei sindacati a Zaia per i posti di lavoro

Dopo le inchieste ora l’interditiva antimafia per le imprese che lavorano con appalti pubblici e finite nella galassia dei clan di camorra e ’ndrangheta smantellati dalle tre inchieste

della Dda. Sono almeno una decina quelle che sono state individuate dagli investigatori e che hanno sede nelle province toccate dalle inchieste. Ora spetta alle singole prefetture va-

lutare le posizioni di ognuna. Nel frattempo i sindacati hanno chiesto un incontro a Zaia per fare il punto sulla situazione. BON, MION, BARBIERI E CAGNASSI / ALLE PAGINE 22, 23 E 25

annone veneto

Donna morta di parto gli ispettori in ospedale La Procura di Treviso è pronta ad aprire un fascicolo e a disporre l’autopsia sul corpo di Francesca Schirinzi, la giovane mamma di 34 anni, residente ad Annone Veneto, morta dopo il parto all’ospedale di Oder-

zo. Intanto, ieri pomeriggio, la Regione ha inviato gli ispettori per visionare la cartella clinica della paziente e ascoltare le testimonianze di medici, ostetriche e infermieri. CALZAVARA E STEFANI / A PAG. 36

sciopero del clima

brugnaro-day a roma «governo blocca tutto» slitta la tassa di sbarco VITUCCI / A PAG. 19

mestre

Palazzo Querini Dubois diventerà albergo di lusso Via libera alla possibile trasformazione in albergo di lusso con affaccio sul Canal Grande di Palazzo Querini Dubois, il palazzo di proprietà delle Poste Italiane a Campo San Polo, inutilizzato ormai da sei anni e affidato a Europa Gestioni Immobiliari spa, la società di Poste Italiane che si occupa della valorizzazione degli immobili di proprietà. Comune e Poste hanno raggiunto di recente un accordo sul cambio di destinazione d’uso dell’edificio. TANTUCCI / A PAG. 18

l’iniziativa

Moto-ambulanze il progetto Cuamm per salvare le vite oto-ambulanze per salvare vite umane in Sierra Leone e in Sud Sudan. È questo il progetto, denominato “Mettiamoci in moto” che il Cuamm sta realizzando in collaborazione con il nostro giornale, iniziativa benefica a cui tutti possono partecipare e che nasce da bisogni concreti. CHIARIN / A PAG. 27

M

Ragazzi in piazza in tutto il mondo «Più rispetto per l’ambiente» Il mondo si mobilita oggi per il clima e per chiedere ai potenti di tutto il globo di “non rubare il futuro ai giovani”. / PAGINE 6, 7 E 9

IL COMMENTO

Nuova stazione #&55*/ / A PAG. 7 Ok al progetto L’ONDA GIOVANE saranno ripensati CHE VUOLE gli spazi esterni ALTRI STILI DI VITA Più spazi pubblici all’aperto e più concertazione. Il Consiglio comunale ha dato l’ok al progetto della nuova stazione.ARTICO / A PAG. 21

erde come la vita, come la linfa che la muove e anima, verde come la giovinezza e naturalmente come la speranza.

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Conegliano Valdobbiadene Farra

Venerdì 15 Marzo 2019 www.gazzettino.it

Prosecco e Brexit appello dei Consorzi

Bon Bozzolla il presidente si candida sindaco

VALDOBBIADENE

FARRA DI SOLIGO Dopo Pieve di Soligo, anche a Farra di Soligo Lega e Forza Italia correranno insieme. Giuseppe Bubola è il candidato sindaco per il centro-destra unito. Classe 1959, geometra e alpino, Bubola attualmente ricopre l’incarico di presidente dell’Ipab Bon Bozzolla. In passato, precisamente dal 2009 al 2014 durante il primo mandato del sindaco uscente Giuseppe Nardi, Bubola, leghista, era stato capogruppo di maggioranza. Nelle ore scorse, i due partiti hanno trovato l’intensa sul nome di Bubola che verrà presentato ufficialmente martedì sera. Bubola è il primo nome di candidato sindaco ad uscire allo scoperto a Farra di Soligo. L’amministrazione comunale che sarà eletta si troverà sul tavolo una questione molto spinosa da affrontare fin dal primo giorno: gli indennizzi che sfiorano i 10 milioni di euro e che spettano agli espropriati dei Pip di Soligo e Col San Martino. (c.b.)

IN CAMPO Giuseppe Bubola

FELICI Emilio Pra Monego e Rina Corazzari. Si erano sposati nel 1948 e hanno vissuto sempre insieme

Emilio e Rina, morti insieme dopo 71 anni di matrimonio Noti gelatai, se ne sono andati a pochi giorni di distanza Il funerale di entrambi è oggi, data del loro anniversario `

CONEGLIANO A pochi giorni dalla morte del marito Emilio Pra Monego, dopo una lunga e intensa vita trascorsa insieme, si è spenta anche Rina Corazzari. Il funerale sarà celebrato nella chiesa della Madonna delle Grazie oggi alle 15, giorno in cui sarebbe caduto il loro anniversario di nozze. I famigliari lo hanno ricordato nell’epigrafe della donna: “lo ha raggiunto per festeggiare oggi il loro 71. anniversario di matrimonio nel giardino

della casa del Signore”. Rina è mancata a 95 anni, Emilio a 97. Originari della Val Zoldana, erano stati pionieri nell’apertura di gelatiere italiane all’estero. Allo scoppio della seconda Guerra Mondiale. Emilio si è arruolato negli Alpini della Julia. Con la prima licenza, si è recato nella valle natale, dove ha conosciuto Rina, di ritorno dal suo lavoro stagionale come cameriera in una piccola gelateria a Fiume. È stato un colpo di fulmine. Si sono innamorati e nel 1948 si sono sposati in Val di Zoldo.

Sono partiti per Vienna, dove i genitori di lui avevano una gelateria, dopo qualche tempo si sono trasferiti in Germania, mentre i genitori di lui sono tornati in Italia e hanno costruito una casa nella zona di Monticella. Dopo tanti anni di lavoro all’estero Emilio e Rina sono tornati in Italia e si sono stabiliti a Conegliano. Erano una coppia affiatata. Dal 1948 sono stati sempre insieme e, per destino o combinazione, se ne sono andati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra. Giampiero Maset

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Cresce il clima d’incertezza sulla Brexit e aumentano le preoccupazioni per l’export viticolo. In particolare per il Prosecco, vino sempre più popolare e diffuso Oltremanica. I segnali di allarme si moltiplicano, e i Consorzi chiedono l’intervento governativo. «Siamo preoccupati. Per questo chiediamo che il nostro governo si attivi eventualmente a capire se ci sono delle condizioni per stipulare degli accordi bilaterali direttamente con la Gran Bretagna proprio perché non ci si penalizzi nelle esportazioni poiché la posta in gioco alta». Così Innocente Nardi, presidente del consorzio Docg, ieri a Roma per la presentazione della Primavera del Prosecco, ha commentato la situazione di fluttuazione sui rapporti economici con la Gran Bretagna alla luce del tortuoso percorso per l’applicazione della Brexit. «L’esportazione verso il Regno Unito di Prosecco ammonta a circa 700 milioni di euro di fatturato, un valore significativo che deve essere tenuto in considerazione». Il trend è in crescita e la posta in gioco è alta, come è stato ricordato a Palazzo dei Gruppi, a margine della presentazione della 24. edizione della Primavera del Prosecco Superiore. A dare il benvenuto Angela Colmellere, deputato e sindaco di Miane, che ha sottolineato l’azione, anche a livello nazionale per «valorizzare un territorio meraviglioso, che racchiude fatica, forza lavoro, cultura e bellezza. Un territorio il cui simbolo è il Prosecco

Superiore Valdobbiadene Docg, un prodotto che ci rende orgogliosi agli occhi del mondo». Nell’anniversario dei 50 anni della denominazione e in attesa del responso sulla Candidatura Unesco il prosecco è il simbolo di un unicum paesaggistico. «Un luogo - ribadisce Nardi - dove il nostro agire tra i filari si è affinato nei decenni grazie alle conoscenze e all’esperienza, ed oggi è apprezzato in Italia e in tutto il mondo, generando un benessere diffuso». Sull’equivoco con relativa polemica relativa al toponimo incappa però la rivista ufficiale di Trenitalia con un articolo, firmato dal geologo Mario Tozzi, che associa il Prosecco al Carso con un’idilliaca comparazione tra carsismo e prosecchismo. «La culla del Prosecco è il Veneto - ribadiva ieri a Roma l’assessore al turismo regionale Federico Caner - infatti si conferma uno dei territori turistici emergenti più grintosi del Veneto, già prima regione turistica d’Italia. Nel 2018 le colline del Prosecco hanno infatti ospitato oltre 437 mila presenze turistiche, registrando un incremento del +4.3% degli arrivi e un +5.2% di presenze rispetto l’anno precedente» Elena Filini © RIPRODUZIONE RISERVATA

PREOCCUPAZIONE PER LE CONSEGUENZE INTANTO TRENITALIA NELLA SUA RIVISTA ASSOCIA IL VINO AL CARSO


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Primo Piano

Venerdì 15 Marzo 2019 www.gazzettino.it

Il caso giustizia

Lo sconto sui femminicidi «Sono sentenze normali»

LO SCONTRO MILANO Javier Napoleon Pareja Gamboa è stato «provocato» e «istigato» dalla moglie a colpirla: «Non hai il coraggio, non sei un uomo», gli ha detto. Perciò l’operaio ecuadoreno di 52 anni che ha accoltellato Angela Reyes «non ha agito sotto la spinta della gelosia, ma come reazione al comportamentodi lei, che l’ha illuso e disilluso», scrive il gip nelle motivazioni della condanna a sedici anni per omicidio (contro i trenta chiesti dal pm) che ha scatenato una bufera sulla proporzionalità della pena. «Nessuna reazione emotiva, nessun sentimento, pur intenso, può giustificare o attenuare la gravità di un femminicidio», è il post del premier Giuseppe Conte. Che lega con un filo rosso la condanna di Genova a quella di Bologna, due casi di femminicidio in cui le attenuanti generiche hanno dimezzatogliannidicarcere.

DELITTO D’ONORE

Bufera dopo le decisioni dei giudici `Il premier: «Nulla può giustificare sui benefici di legge per gli assassini i delitti». La difesa di pm e avvocati `

Icasinelmirino

«MAGISTRATO EQUILIBRATO» «Si è tirata in ballo una presunta reazione “emotiva” e la relativa intensità, ai fini di un’attenuazionedellapena.Sièfattoriferimento a una “tempesta emotiva”, a un sentimento “molto intenso, non pretestuoso, né umanamente del tutto incomprensibile”», scrive il premier. Al di là delle valutazioni tecniche, rimarca, «vi è un aspetto di più ampia portata culturale, che riguarda il dibattito pubblico, e su cui la politica può e anzi deve legittimamente intervenire. Dobbiamo chiarire, con forza, che nessuna reazione emotivapuò giustificare la gravità di un femminicidio». La gup Silvia Carpanini, che ha emesso la sentenza al termine del processo con rito abbreviato (che garantisce lo sconto di un terzo della pena), taglia corto: «Si tratta del libero convincimento di un giudice, non c’è niente di cui discutere e men che meno c’è da polemizzare». Dalla sua parte si schiera il capo della procura di Genova, Francesco Cozzi, che la descrive come «persona e magistrato di grande equilibrio e professionalità, una donna di grandissima capacità». Il problema semmai è un altro, riflette. «Bisognerebbe cambiareil meccanismo per cui, con il riconoscimento delle attenuanti generiche, si può passare da una pena alta a una pena base: è un effetto automatico». Per evitare conseguenze perniciose sulla sentenza, «il giudice non può non riconosce le attenuanti se ritiene che invece ci sia-

TEMPESTA EMOTIVA Verdetto dimezzato dalla Corte di Appello di Bologna per Michele Castaldo (nella foto), killer di Olga Matei. L’uomo ha ottenuto le attenuanti sulla base dello stato psicologico.

TROPPO MASCOLINA «Stupro non credibile, ragazza mascolina»: queste ad Ancona le motivazioni (in foto la protesta alla Corte d’Appello) con cui sono stati assolti 2 giovani condannati in primo grado.

DELUSO E ILLUSO Dal giudice di Genova l’ultimo verdetto che dimezza la pena a Javier Napoleon Gamboa, assassino di Jenny (nella foto). La motivazione: «Illuso e disperato per i tradimenti».

ROMA «Rilievi tecnici». Messi nero su bianco dal segretariato generale di Palazzo Chigi e inviati ai dipartimenti Famiglia ed Editoria. Nell’istruttoria aperta ieri si mette in discussione la concessione del patrocinio all’evento World Congress of Families di Verona in programma fine mese. Un caso, l’ennesimo, sui cui la maggioranza gialloverde sta andando in frantumi: i grillini da una parte sono contro e la Lega dall’altra, spinge, a favore dell’iniziativa. In particolare gli stessi uffici diretti da Roberto Chieppa han-

TENSIONE TRA ALLEATI IL “BOLLINO” CONCESSO DAL MINISTERO DEL LEGHISTA FONTANA IL NODO: L’EVENTO DI VERONA NON È GRATIS

no chiesto di verificare se persiste il fine «non lucrativo della manifestazione», tra le condizioni per la concessione del patrocinio di Palazzo Chigi, circostanza che da giorni tiene banco anche nell’esecutivo. Tra smentite e prese di distanza. Il patrocinio della discordia è stato concesso autonomamente dagli uffici del ministro Lorenzo Fontana. L’istruttoria riguarda però anche il dipartimento all’Editoria affidato a Vito Crimi (M5S) in quanto è la struttura chiamata materialmente a concedere il logo, ma il vero “obiettivo” è l’esponente della Lega, grande sponsor dell’iniziativa.

I FRONTI Tutto ruota intorno ai requisiti che servono per la concessione del “bollino”: non devono essere eventi a fine di lucro. Fattispecie che per la due giorni di Verona sembra non esserci, visto che si paga un ticket di 15 euro d’ingresso e sempre sul sito della manifestazione sono acquistabili pacchetti turistici con

Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione delle camere penali, esorta a misurare le parole: «Il delitto d’onore non c’entra nulla. Ci troviamo di fronte alle normali dinamiche di un giudizio penale. Non tutti gli omicidi sono uguali e non tutte le condotte dolose hanno la stessa intensità». Anche un parallelo tra le due sentenze è sbagliato, rileva Cozzi, in quella di Bologna «si faceva riferimento a una cultura dominante di un sesso sull’altro, qui si tratta di una situazione coniugale lacerata». E attenzione infine a «non estrapolare scandalisticamente frasi a caso» dalle motivazioni, avverte il segretario dell’Anm Alcide Maritati, poiché «questo scatena undibattitononconsapevole». Claudia Guasco © RIPRODUZIONE RISERVATA

GENOVA Javier Gamboa e sua moglie Angela Reyes, uccisa a coltellate nel 2018

Quelle magistrate che giudicano gli uomini «Si tratta di verdetti tecnicamente corretti» LE REAZIONI ROMA La delusione come attenuante di un femminicidio, l’illusione e l’emozione, condizioni psicologiche per ottenere una pena più bassa. Una deriva della giustizia, o un’interpretazione troppo personalizzata? «Premetto: il fatto che verdetti di questo tipo siano stati emessi da donneè irrilevante», spiegaFabio Roia, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano. Il giudice riceve mail e richieste di consigli da centinaia di vittime di violenza sessuale, di stalking, di maltrattamenti, e le tutela da anni come un padre, un amico. La sua idea, ampiamente espressa quando era consigliere del Csm, è che «ci può essere un problema di

competenza e di specializzazione e può riguardare tutta la magistratura,prescindendodalgenere».«Non è un problema di sensibilità - sottolinea-InItaliaigiudicispecializzati nel trattarei casi di violenza digenere sono solo il 13 per cento, quindi queste sentenze, leggendole bene, non sono sbagliate da un punto di vista tecnico, ma hanno un problema di continenza, di capacità nell’usare parole appropriate quando si scrivono le motivazioni. E le parole sbagliate facilitano le strumentalizzazioni».

I RISCHI Strumentalizzazioni o meno, restano i 16 anni di pena emessi per un omicidio. «Ritengo che sia un modo di ragionare dei giudici che, anche se non va oltre la legge - chiari-

sce l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace - la utilizza in modo moltopersonalizzato. E se a emettere sentenze di questo tipo sono state delle donne, diciamo che lo sforzodiimparzialitàchehannofatto,è uno sforzo forse troppo grande. Le sentenze vengono emesse in nome delpopoloitaliano». Dello stesso avviso il giudice Melita Cavallo. «Come si fa a dire che

IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE MISURE DI PREVENZIONE, ROIA: «ATTENZIONE ALLE PAROLE: POSSONO ESSERE STRUMENTALIZZATE»

Il “giallo” del patrocinio alle Famiglie Ora Palazzo Chigi avvia un’indagine IL CASO

no - spiega Cozzi - se fosse così per ogni delitto daremmo condanne fotocopia». I verdetti di Genova e Bologna hanno dunque due piani di lettura, a seconda che l’approccio sia politico o giuridico. «In entrambi i casi, pene dimezzate. Che schifo. Ma la vita vale così poco?», è il tweet arrabbiato di Mariastella Gelmini,presidentedeideputatidi ForzaItalia.

tanto di pernottamento negli hotel della città scaligera. Data la portata mondiale dell’assise, sembra che il prezzo dei biglietti -non più disponibili sul sito della manifestazione- sia lievitato, aprendo la strada a dei canali paralleli di vendita. Quanto ba-

sta per fare in modo che Palazzo Chigi chieda la revoca del patrocinio. La manifestazione continua ad agitare il governo. Da giorni il M5S attacca la kermesse («Lì andrà in scena il Medioevo», sottolinea Stefano Buffagni) men-

Rizzotto e Donazzan: «Iniziativa giusta» del nostro essere italiani. Le polemiche sono pretestuose e fuori luogo. Chi intende utilizzare questo caposaldo nel vile tentativo di avere una ribalta mediatica altrimenti impossibile, dimostra di essere completamente al di fuori del patrimonio storico, sociale e culturale del Paese». Intanto la Uil ha annunciato che parteciperà al “Flash mob per la libertà” che si terrà proprio a Verona il 30 marzo: «Sui diritti e sulla libertà non si può tornare indietro».

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VERONESE Il ministro leghista per la Famiglia Lorenzo Fontana

Consiglio regionale del Veneto

VENEZIA Mentre infuriano le polemiche a livello nazionale, in Veneto il centrodestra del Consiglio regionale si schiera apertamente a favore dell’iniziativa di Verona. Ieri la capogruppo Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) e l’assessore Elena Donazzan (Amo il Veneto) hanno depositato una risoluzione a sostegno dell’iniziativa. «Il centro della nostra società – hanno affermato – è la famiglia: un punto di equilibrio sociale nel sangue della nostra storia e

un uomo abbia ucciso per via della tempestaemotivaoperildisagio?– commenta - A parte i killer di professione, c’è qualcuno che riesca a uccidere con serenità? Non credo sia possibile non provare almeno un minimo di emozione. Quello che penso sia necessario è che chi ha da valutare dei processi di questo tipo debba distaccarsi dalle esperienze che possano toccare l’emotività personale e non subire possibili condizionamenti che arrivino da questioni culturali e personali. La società si deve riconoscere nella sentenza emessa, deve poterla condividere. E in questi casi la polemica che si è scatenata, fa capire che questa condivisione non c’è stata». C. Man.

tre Salvini ha già assicurato la sua presenza. Al contrario dell’altro vicepremier, Luigi Di Maio che è tornato a battere contro il congresso: «Ognuno va agli eventi che vuole, ma io a quegli eventi non ci vado». Per il leader M5S «chi si permette di dire che le donne devono stare in casa, come se fossero degli esseri inferiori, non appartiene assolutamente alla mia cerchia di amicizie e di frequentazioni». Da qui la conclusione Di Maio: «Molte associazioni, cattoliche e non che si occupano di fami-

glia, mi stanno scrivendo per dirmi che quell’evento non rappresenta il nostro ideale di famiglia». Anche il ministro della Salute, Giulia Grillo converge su questa linea: «Non parteciperò al congresso mondiale delle famiglie - dice - mi sembra una cosa piuttosto ideologicamente caratterizzata e non mi piacciono le ghettizzazioni: sono totalmente distante e mi sembra una manifestazione fortemente ideologizzata». Dopo la notizia dell’istruttoria avviata da Palazzo Chigi, la Lega tace. Ma interviene Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: « A considerare inferiori le donne e a guardare indietro non siamo noi ma chi pensa che i figli siano un lusso per pochi, chi va a braccetto con Nazioni nelle quali le donne non hanno alcuna libertà né diritto, chi difende pratiche barbare come l’utero in affitto». Ma la vicenda del patrocinio, assicurano dal Governo, non è ancora conclusa. S. Can. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vittorio

IL SINDACO «Parliamo di un sito altamente sensibile visto che confina con una scuola materna frequentata per dieci mesi all’anno da una settantina di bambini»

Veneto

Venerdì 15 Marzo 2019 www.gazzettino.it

treviso@gazzettino.it

Vigneto vicino all’asilo: «Solo bio» Ordinanza del Comune nei confronti della Tenuta San Martino ` Trattamenti sostenibili solo quando la materna è chiusa proprietaria del terreno: viene recepita l’indicazione dell’Usl 2 «Bisogna tutelare il prevalente interesse della salute pubblica» `

Provinciale in sicurezza petizione a Longhere

VITTORIO VENETO Tutto il vigneto impiantato in via San Fermo, a lato dell’asilo di San Giacomo, dovrà essere coltivato con metodi biologici e i trattamenti, con sistemi a recupero, dovranno essere eseguiti ad asilo chiuso. Lo ha ordinato il sindaco Roberto Tonon alla Tenuta San Martino, titolare dei 2 ettari di terreno in cui sono state messe a dimora, lo scorso 27 febbraio, le barbatelle contestate dai residenti e dai genitori dei bimbi che frequentano l’asilo. L’ordinanza è stata firmata da Tonon mercoledì e segue una nota dell’Usl 2 pervenuta in municipio il 4 marzo, in cui si invitava il sindaco ad adottare un provvedimento con obblighi a carico del titolare del vigneto “in vista – ha scritto l’Usl – di un’auspicata modifica del regolamento di polizia rurale”.

VITTORIO VENETO

IL PROVVEDIMENTO «L’ordinanza firmata dal sindaco recepisce le indicazioni del tavolo tecnico con Regione Veneto e Usl 2 e, a differenza della nostra ordinanza che vietava l’impianto del vigneto nella sola zona F, questa ha valore su tutti i due ettari di terreno» spiega Marco Dus, capogruppo Pd. L’atto oggi sarà anche al centro del confronto dei 15 sindaci del territorio della Docg che si riuniscono a Vidor, per proseguire nel percorso di revisione del regolamento intercomunale di polizia rurale avviato la scorsa settimana a Vittorio Veneto. «Questo vigneto – ricorda il sindaco – insiste in un sito altamente sensibile e confina con una scuola materna frequentata, dieci mesi all’anno, da una settantina di bambini».

LA TUTELA Con l’atto il sindaco ha inteso «tutelare il prevalente interesse alla salute pubblica rispetto all’interesse economico privato, che comunque non viene compromesso dall’adozione del provvedimento». Tonon ha ordi-

LE REGOLE Il nuovo vigneto realizzato vicino alla scuola materna di San Giacomo dovrà essere coltivato con il metodo biologico

nato ai proprietari di coltivare il vigneto con metodo biologico certificato secondo il disciplinare del Conegliano Valdobbiadene prosecco Docg e che siano adottati sistemi di recupero durante il trattamento delle viti, così da evitare la dispersione nell’aria di prodotti fitosanitari contenenti zolfo. Inoltre la lavorazione del vigneto dovrà essere fatta in orari e giorni in cui l’asilo è chiuso. Il provvedimento, precisa il sindaco, «perderà efficacia quando entrerà in vigore il nuovo regolamento intercomunale di polizia rurale». Soddisfazione per l’atto è stata espressa dai genitori dei bambini: «Il fatto che anche l’Usl, oltre al Comune, si schieri al fianco dei cittadini ci fa piacere e ci auguriamo che ora la proprietà decida di fare un passo indietro e riveda il suo atteggiamento». Claudia Borsoi

Vittorio Veneto

Malore al lavoro: imbianchino si accascia e muore Inutili le manovre di rianimazione cardio-polmonare messe in atto fin dal principio del malore. Un imbianchino di 56 anni, V.G., residente a Tarzo, è morto ieri pomeriggio mentre era al lavoro in un’abitazione di via Istria, nel quartiere di Costa. L’uomo stava eseguendo la pittura di alcuni pareti dell’abitazione. Rientrato dalla pausa pranzo, aveva da poco ripreso il lavoro quando ha iniziato ad avvertire che qualcosa non andava, ma non ci ha dato peso, tanto che ha continuato con il lavoro fino a quando il malore non si è manifestato in

modo grave, tanto da fargli perdere i sensi. L’uomo incapace di reggersi sulle gambe, né di chiedere aiuto, si è accasciato inerme sulla scala su cui era salito. L’accaduto non è passato inosservato alla proprietaria di casa. La donna ha prontamente soccorso l’imbianchino: ha messo in atto le prime manovre salva-vita ed ha allertato il 118. Dal vicino ospedale di Costa è arrivata l’ambulanza del Suem: il personale sanitario ha continuato con la rianimazione cardio-polmonare supportata dall’uso del defibrillatore. Il

massaggio cardiaco è proseguito a lungo, ma dopo quasi un’ora, il medico, nel frattempo giunto sul posto, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del 56enne. A causare l’arresto cardiaco sarebbe stato un infarto, ma solo l’autopsia potrà appurare con la precisione l’origine del decesso. Pare che l’uomo non avesse problemi di salute, né patologie cardiache. Dunque la morte lo ha colto all’improvviso, notizia che ha sconvolto i suoi famigliari che lo attendevano a casa al termine del lavoro. C.B.

Sosta selvaggia a Serravalle, dopo i paracarri arrivano gli alberi VITTORIO VENETO Dopo i paracarri arrivano, a Serravalle, le piante anti sosta selvaggia. Tre arbusti sono stati messi a dimora per delimitare l’area verde che si trova dietro la chiesetta di San Giuseppe, ora sacrario delle bandiere. Dopo i paracarri posizionati la scorsa settimana lungo il tratto di marciapiede che costeggia la chiesetta di piazza Foro Boario, là dove spesso in orario serale venivano posteggiate della auto, ora anche delle piante per impedire alle auto di parcheggiare dentro l’aiuola verde. Proprio qui, anche nei giorni scorsi, si potevano notare delle macchine tranquillamente parcheggiate. Ora le tre piante messe a dimora dal Comune impedisco-

no ai mezzi di accedervi. Si tratta di un altro intervento voluto dall’amministrazione Tonon per riportare il decoro a Serravalle. Basta fare un giro nel fine settimana dopo le 20 per rendersi conto come marciapiedi e piazze, dove la sosta è vietata, vengano invece utilizzati per posteggiare l’auto, mentre il parcheggio sotterraneo di piazza Foro Boario, a pagamento, rimane mezzo vuoto. Sempre in

PIANTE MESSE A DIMORA NELL’AREA VERDE DELLA CHIESETTA DI SAN GIUSEPPE DOVE SPESSO C’ERANO PARCHEGGIATE AUTO

LA TUTELA L’area della chiesa di S. Giuseppe sarà protetta dagli alberi

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un’ottica di valorizzazione del centro storico, la giunta ha dato il via libera alla manutenzione del controviale di via Cavour. I lavori partiranno martedì 19 marzo e fino al termine, stimato per il 30 aprile, sarà vietato dalle 7.30 alle 18 parcheggiare l’auto lungo il lato destro della strada nel tratto e nella direzione piazza Foro Boario-Largo Bortolotto, mentre i pedoni dovranno percorrere il marciapiede sul lato opposto della strada. «Continuano gli interventi di cura e manutenzione della città – afferma il capogruppo Pd Marco Dus -. In via Cavour sarà eseguito un restyling del viale il cui manto, a causa anche delle radici degli alberi, è in cattive condizioni. Al termine verrà riasfaltato». C.B.

Non ha avuto riscontri dalle istituzioni e così, ora, il consiglio di quartiere ha deciso di mobilitarsi con una raccolta firme. Priorità sicurezza lungo la strada provinciale 35 che attraversa l’abitato di Longhere. Dopo gli incidenti mortali che tra metà 2017 ed inizio 2018 hanno coinvolto due pedoni, il quartiere della Val Lapisina presieduto da Silvano De Nardi lunedì scorso, riunendosi in assemblea, ha ribadito anche ai rappresentanti dell’amministrazione comunale presenti la necessità di intervenire. «La provinciale non è sicura: mancano marciapiedi e un’illuminazione consona. Servirebbero passaggi pedonali ad alta visibilità, dissuasori o una rotonda in piazza a Longhere. E poi non è accettabile che ad una nostra lettera inviata il 28 novembre alla Provincia ancora non ci sia stato un riscontro – afferma il presidente De Nardi -. Invieremo ancora una lettera a Treviso e poi partiremo con una raccolta firme». Il vicesindaco Alessandro Turchetto lunedì sera ha ribadito che la competenza sulla strada è della Provincia, ma il Comune è pronto a fare la sua parte, anche se ci vorrà del tempo. Un primo intervento potrebbe essere abbinato alla ciclopedonale che, per via rurale, collegherà Longhere a Revine. L’opera è già finanziata e a breve partirà. Sempre in tema sicurezza stradale, lunedì il quartiere ha evidenziato come in alcune strade montane servirebbero dei guardrail e a Borgo Naronchie una rete para-massi. «Qui, anni fa, un grosso masso piombò sopra un’auto parcheggiata. Sono anni che chiediamo una barriera para-massi: speriamo possa arrivare presto» l’auspicio di De Nardi all’amministrazione Tonon a cui ha anche chiesto marciapiedi in località La Sega, là dove è stata creato l’accesso nord al traforo. C.B.

IL PRESIDENTE del quartiere Silvano De Nardi

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RASSEGNA STAMPA 15 MARZO 2019  

RASSEGNA STAMPA 15 MARZO 2019  

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