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Nordest

SICUREZZA NELLE SCUOLE, STANZIATI 1,4 MILIONI Contributi dalla Regione Veneto per 1,4 milioni per la messa a norma e la sicurezza delle scuole. Erano arrivate domande per oltre 11 milioni

Venerdì 11 Ottobre 2019 www.gazzettino.it

«Mose, ecco perché Orsoni non va assolto» La Corte d’appello: credibili le dichiarazioni di Mazzacurati `La Commissione tributaria ha invece capovolto il verdetto: Confermata la prescrizione anche per l’ex presidente Piva l’evasione fiscale per i contributi in “nero” non è provata `

Violenza sui minori Veneto al quinto posto

LE MOTIVAZIONI VENEZIA Le dichiarazioni di Giovanni Mazzacurati sono state acquisite in maniera corretta; sono utilizzabili e credibili, anche se non determinanti, in quanto contribuiscono soprattutto «all’inquadramento generale dei meccanismi corruttivi interessanti il Consorzio Venezia Nuova, poiché nel dettaglio gli elementi probatori vengono da altre fonti», come l’ex presidente della Mantovani costruzioni, Piergiorgio Baita, o Claudia Minutillo, l’ex segretaria dell’allora governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che hanno fornito elementi riscontrati. Lo scrive la Corte d’appello di Venezia nelle motivazioni, depositate ieri, della sentenza sullo “scandalo Mose” con cui è stata confermata la decisione di primo grado, in particolare la prescrizione dei reati per l’ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni (finanziamento illecito) e l’ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva (corruzione) nonché la condanna a 4 anni di reclusione, con la confisca di 9 milioni di euro, all’imprenditore romano, Erasmo Cinque, responsabile di corruzione per i lavori milionari di disinquinamento di Porto Marghera, affidati senza gara d’appalto alla sua azienda, la Socostramo. In oltre cento pagine la Corte, presieduta da Carlo Citterio (giudice estensore Cristina Cavaggion) smonta uno ad uno i motivi di ricorso presentati dalle difese.

I DATI

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NEL 2011 Giorgio Orsoni, allora sindaco di Venezia, con l’ingegner Giovanni Mazzacurati in sopralluogo ai cantieri del Mose

L’EX SINDACO Sulla posizione di Orsoni, i giudici si limitano ad analizzare l’unico oggetto di contestazione, ovvero che la norma sul finanziamento pubblico non indica specificamente la figura dei sindaci: motivo per cui la difesa chiedeva l’assoluzione perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Secondo la Corte, invece, il candidato sindaco entra nella competizione elettorale co-

Tornando alla sentenza penale d’appello, per quanto riguarda la posizione della Piva, la Corte scrive che, non avendo rinunciato alla prescrizione, il processo potrebbe pronunciare sentenza di assoluzione unicamente se vi fossero elementi assolutamente non contestabili della sua innocenza. Ma contro di lei la Procura ha raccolto plurimi elementi di prova. Infine l’imprenditore Cinque: per i giudici non vi è alcun dubbio che sia responsabile di corruzione in una vicenda nella quale il guadagno per Socostramo è stato enorme. Assieme a lui era stato condannato in primo grado anche l’ex ministro Altero Matteoli, il quale però nel frattempo è morto e, dunque, nei suoi confronti non si può più procedere, neppure con le confische milionarie. Gianluca Amadori

VENEZIA Il Veneto si trova al quinto posto, dopo Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Lazio, nella classifica dei reati contro i minori registrati nel 2018. In Veneto il maggior numero di vittime di reati sui minori è rappresentato dalle ragazze. Nel 2017, tra le 413 vittime il 55% era rappresentato dalle minori di 18 anni, nel 2018 è salito sia il numero che la percentuale (58%) nel sesso femminile. Nel 2018 le violazioni degli obblighi di assistenza familiare subite dai minori sono state 58 (-43%) di cui il 45% nei confronti delle giovani. Sono stati 22 i casi di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina (-21%) con il coinvolgimento del 41% delle minori. 126 sono stati gli episodi (+10%) di maltrattamenti in famiglia (il 51% vittime donne), 31 le sottrazioni (+29%) di persone incapaci (42% donne), 4 i casi (+33%) di prostituzione minorile (50%), 5 gli episodi (-17%) di detenzione di materiale pornografico (80%), 18 i fatti (+125%) di pornografia minorile (94%); 46 le indagini (+18%) su violenza sessuale (94% contro le minori), 23 gli accertamenti (-4%) su atti sessuali con minorenni (di cui 78% su donne), 10 i casi (+67%) di corruzione di minorenne (70%) e 25 (+32%) le violenze sessuali aggravate (88% vittime le ragazze). Il record dei reati contro i minori lo detiene la Lombardia con 1.090 vittime. L’incremento più significativo è stato registrato nel Lazio (+25%), che è passato da 440 vittime nel 2017 a 551 vittime nel 2018.

EX PRESIDENTE M. Giovanna Piva

250MILA EURO PER LE ELEZIONI DEL 2010: MA I VERSAMENTI SONO TROPPO DATATI PER ESSERE PUNITI

me consigliere comunale (figura espressamente citata dalla legge) e dunque il finanziamento illecito commesso da un candidato sindaco è perseguibile, anche perché la norma si propone di garantire trasparenza nelle competizioni elettorali e sarebbe illogico che avesse voluto escluderlo da tale obbligo. L’avvocato Orsoni è accusato di aver ricevuto, nel 2010, un contributo elettorale in nero di 250 mila euro da Mazzacurati e Baita, circostanza ritenuta provata dalla sentenza di primo grado, anche grazie alle confessioni di Federico Sutto, uomo di fiducia dell’ex presidente del Cvn. I versamenti, però, sono troppo datati per poter essere puniti.

IL GIUDICE TRIBUTARIO Ben diversa la decisione sul fronte fiscale, dove invece Orsoni è stato assolto: la Commissione tributaria regionale, con sen-

tenza depositata due giorni fa (a distanza di quasi 11 mesi dalla decisione) ha capovolto la decisione di primo grado ritenendo che gli elementi raccolti in sede penale, e utilizzati tal quali in quella fiscale, non sono adeguati a fornire la prova dell’evasione fiscale contestata ad Orsoni per non aver dichiarato i contributi elettorali in nero. Insomma, ciò che è provato per la giustizia penale non lo è per quella tributaria. Il provvedimento è firmato dal presidente Aldo Celentano, procuratore a Rovereto: del collegio giudicante ha fatto parte anche Cesare Rindone, il giudice tributario veronese che fu arrestato nel 2017 nell’ambito dello scandalo dell’Agenzia delle entrate di Venezia, condotta dal pm Stefano Ancilotto (lo stesso del caso Mose) e poi, a fine settembre 2018, ha patteggiato 11 mesi e 10 giorni per traffico di influenze illecite.

GLI ALTRI IMPUTATI

7 a edizione

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VENERDÌ 11 OTTOBRE 2019 LA NUOVA

MOGLIANO - QUARTO - MIRANESE

quarto d’altino

«Museo volano per il turismo pubblico e privato collaborino» Marianna Bressan rilancia l’appello del governatore sul grande sito archeologico La direttrice: «Serve da subito una vera sinergia per avviare nuovi progetti»

Marta Artico QUARTO D’ALTINO. «Il Museo e

l’Area archeologica di Altino come volano per il turismo sostenibile delle Laguna nord». Il direttore del Museo nazionale e dell’Area archeologica di Altino, Marianna Bressan, accoglie e rilancia l’appello del presidente della Regione, Luca Zaia, che qualche giorno a margine della Borsa del turismo di Mestre, ha detto chiaro e tondo che il Museo deve essere valorizzato. «Ci auguriamo vivamente che sia davvero raccolto il richiamo del presidente Zaia agli operatori turistici per una maggiore attenzione al Museo archeologico nazionale di Altino» chiarisce la direttrice, che lancia un forte appello a tutti gli interessati. «La creazione di nuove direttrici turistico-culturali nella laguna veneta è infatti una priorità per le pubbliche amministrazioni. Occorre lavo-

Marianna Bressan e l’esterno del Museo archeologico di Altino

rare in condivisione tra pubblico e privato per orientare i visitatori, italiani e stranieri, verso proposte culturali permanenti e percorsi di conoscenza e godimento dei tanti aspetti che l’ambito lagunare offre». Non solo: «È necessa-

rio far riscoprire una dimensione di fruizione lenta, che avvicini con interesse e piacere a quel museo diffuso’di cui l’Italia è ricca e di cui la Laguna è uno degli esempi più alti e significativi. Costruire itinerari che invoglino il pubblico

fondata da livio montin di noale

A Mirano apre la prima agenzia che aiuta le aziende sul web MIRANO. Lui è di Noale, lei di

Padova. Lui si chiama Livio Montin, ha 57 anni, lei Camilla Polati ne ha 25 e insieme hanno deciso di aprire la prima agenzia italiana che punta a inserire in internet le aziende di abbigliamento e accessori, oltre alla pelletteria e al calzaturiero. La realtà si chiama Silos Box, proprio all’interno di un silos industriale, e la sede è Mirano, città scelta perché meglio raggiungibile dall’autostrada e vicino anche al distretto della Riviera del Bren-

Livio Montin

Camilla Polati

ta. Ora le piazze digitali, le cosiddette marketplace B2B, dove le ditte presentano al

mondo i loro prodotti e servizi, possono essere strategici anche per rilanciare il Made in Italy.

a individuare punti di partenza diversi, ad allungare i tempi di permanenza secondo modalità che potrebbero contribuire a decongestionare Venezia, consentendo di conoscere quest’ultima in maniera più profonda proprio

Tra questi c’è la moda, uno dei settori italiani più conosciuti e Alibaba e Global Source sono due dei colossi del marketplace con più alto potenziale per B2B, ossia il business to business, il commercio interaziendale con transazioni elettroniche tra imprese. Questo sistema è uno strumento di vendita in rapida evoluzione, che ha cambiato la gerarchia degli affari internazionali in questo decennio. Un mercato la cui stima è di circa 7 mila miliardi di dollari da qui al 2020, solo in Italia può valere 20 miliardi di euro. Insomma, ci sono enormi potenzialità davanti. «È uno spazio immenso», spiega Livio Montin, «ma per entrarci bisogna superare diffidenze e timori. Molti imprenditori italiani sono stati scottati da esperienze negative della

perché messa in relazione con l’ambiente naturale e storico da cui originò». Turismo archeologico, turismo lento e green tutto in una volta sola. Bressan snocciola quanto fatto: «È stato stipulato un protocollo d’intesa tra il Museo e aziende del territorio. È in applicazione una convenzione con un operatore privato di trasporti su acqua che offre al pubblico un suggestivo e molto apprezzato percorso attraverso la Laguna nord, partendo dal Museo, con tappe a Torcello e Burano». Un percorso che coniuga archeologia, bellezze naturali ed enogastronomia locale. La direttrice elenca le nuove attività, le mostre, i laboratori, nonché la messa a disposizione di biglietti integrati per la visita dei musei archeologici nazionali di Altino, Portogruaro-Concordia Sagittaria e Caorle. «Altre reti sono allo studio, prima tra tutte con il Museo di Torcello, che dipende dalla Città metropolitana di Venezia». Chiarisce: «In una fase che vede le risorse umane disponibili piuttosto esigue, la collaborazione tra i vari soggetti, pubblici e privati, è d’obbligo. Occorre un concorso di forze per sostenere i progetti educativi e le iniziative culturali che il Museo ha l’onore e il dovere di immaginare e realizzare». Da qui l’appello: «Uniamo la nostra voce a quella del governatore Zaia perché si risvegli l’interesse del mondo turistico verso il nostro sito». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

vendita dei nostri prodotti on-line, magari dopo aver investito anche importanti risorse. Abbiamo una proposta diversa: vogliamo diventare un nastro trasportatore per le aziende che producono abbigliamento e accessori, aiutandoli, con bassi investimenti, ad allinearsi con le nuove strategie di business. Il nostro lavoro è presidiare i marketplace per offrire a chi scommette su di noi una visibilità elevata e constante su internet». La loro attività, tra le prime esperienze in Italia, è già finita nel mirino dei manager italiani del colosso cinese Alibaba, considerato oggi il marketplace B2B più grande del mondo, dove gli acquirenti sono i web buyer, soprattutto i responsabili acquisti delle aziende. — Alessandro Ragazzo

mogliano

Tenta suicidio in stazione Salvato dai carabinieri MOGLIANO. Voleva farla fi-

nita. Buttarsi sotto un treno perché non voleva più vivere. Lanciarsi dal sovrappasso di via Gioberti nella sottostante linea ferroviaria mentre transitava un treno proveniente dalla stazione di Mestre. Ma, fortunatamente, una pattuglia dei carabinieri della stazione di Mogliano, avvertita da un testimone, è intervenuta prima che l’uomo, un 37enne, mettesse in atto il suo proposito. I soccorritori di un’ambulanza del 118, poi, hanno preso in consegna il paziente e l’hanno trasportato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Ripercussioni per almeno un’ora sul traffico ferroviario della tratta Venezia-Udine. Il fatto è avvenuto poco prima delle 9.30 di ieri. È verso quell’ora che ai carabinieri di Mogliano arriva la segnalazione che un aspirante suicida minaccia di buttarsi sulla linea ferroviaria dal sovrappasso di via Gioberti, qualche centinaio di metri più a sud rispetto alla stazione ferroviaria del paese. Immediatamente sul posto si porta una pattuglia dell’Arma. I carabinieri riescono a fatica a bloccarlo e a metterlo in salvo. Si tratta di un 37enne, evidentemente con problemi di depressione. È ferito leggermente ad una mano. Una ferita riportata nel tragico tentativo di mettere in atto il suo proposito. L’uomo viene poi trasportato all’ospedale di Treviso. Il fatto ha avuto ripercussioni, fortunatamente non gravi, sul traffico ferroviario. Per un’ora circa i treni in transito della linea Venezia - Udine hanno viaggiato nella tratta tra Mestre e Mogliano a passo d’uomo. L’allarme è rientrato poco dopo le 10.15. Del fatto è stata anche interessata, seppur marginalmente, la polizia ferroviaria. — Marco Filippi


VENERDÌ 11 OTTOBRE 2019 CORRIERE DELLE ALPI

REGIONE

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conferenza stato-regioni

il Braccio di ferro tra stato e regioni

Alla sanità 6 miliardi tra edilizia, assistenza e payback dei farmaci Il ministro Francesco Boccia e il governatore Luca Zaia con la delegazione che tratta l’autonomia

«Pd-M5S, solo rinvii sull’autonomia» Fontana critica il ministro Boccia: «Troppi due anni per i Lep» Zaia: «Non siamo periferia dell’impero, scenderemo in piazza»

Albino Salmaso PADOVA. Vento in poppa nei

rapporti tra governo e conferenza delle regioni: se non fosse per la spina nel fianco dell’autonomia che continua a sanguinare, verrebbe da dire che il feeling tra il ministro Boccia e il presidente Bonaccini è totale. Invece la ferita brucia. Perché il governatore Pd dell’Emilia sente il vento delle elezioni alle porte e ha fatto la voce grossa contro il governo, unendosi al coro di lamento di Attilio Fontana e Luca Zaia. Il motivo? È sempre lo stesso: la riforma dell’autonomia rischia di finire alle calende greche, quando invece Veneto, Lombardia ed Emilia volevano partire con la gestione delle materie concorrenziali previste dagli arti-

coli 116 e 117 della Costituzione. Il ministro Boccia ha tirato il freno: per uscire dalle “sabbie mobili” in cui s’era cacciata Erika Stefani (Lega) ha cambiato percorso. La road map prevede questi passaggi: entro dicembre 2019 il Mef dirà in quali tempi si possono definire i Lep, i livelli dei servizi sociali. Poi il governo approverà una legge “quadro” incardinata alla Finanziaria in cui si indicano le risorse con cui far decollare i Lep e ridurre il divario tra Nord e Sud all’insegna dell’equità. Il ddl verrà poi trasferito alla commissione Affari Costituzionali di Camera e Senato che lo potrà emendare, in attesa del voto definitivo in Parlamento a maggioranza assoluta. Concluso questo percorso, si passerà alla firma delle intese tra i

governatori di Veneto, Lombardia ed Emilia e il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Basterà un anno? Si accettano scommesse. Il governo, dopo aver portato a 600 il numero dei parlamentari e concesso al M5S una storica vittoria anticasta, non intende inserire l’autonomia differenziata tra le priorità dell’agenda, impegnato com’è a congelare l’Iva e a trovare i fondi per i bonus del Green new deal. Poi va rifatta la legge elettorale. Ci vuole pazienza. E i governatori fremono. L’insofferenza di Luca Zaia si è materializzata in un’intervista in cui ha ribadito che è pronto a scendere in piazza contro Boccia e Conte perché il Veneto non accetta di essere trattato come una colonia della periferia dell’impero. Da Mi-

lano Attilio Fontana ha rincarato la dose: «Coi tempi del Parlamento, per fare una legge cornice sull’autonomia ci vorranno almeno due anni. Perciò chiamiamo le cose col loro nome: questo accordo Pd-M5S è fatto solo per perdere tempo, alla faccia dei lombardi, dei veneti e degli altri italiani che chiedono la riforma dell’Autonomia», scrive su Facebook il governatore della Lombardia. E il ministro Boccia? Parla di clima “molto positivo” con i presidenti delle Regioni e per ricostruire il dialogo con Zaia, vero leader dell’autonomismo, ricorda di avergli spedito tutto il dossier elaborato dall’ex ministro Stefani e dall’ex sottosegretario Bressa, per nulla convinto dell’urgenza della “legge quadro sui Lep”. La prossima settimana riprenderanno gli incontri a Roma tra le delegazioni, nel frattempo il Mef ha aperto il dossier sui Lep. La linea del ministro non cambia: «Il tentativo della Lega sulle autonomie è fallito ancor prima che arrivassi io. L’autonomia differenziata ha senso su alcune competenze, ma ha senso se lo Stato garantisce gli interventi anche alle aree più arretrate a livello sviluppo», ha ribadito Boccia. Come se ne esce? La strada c’è. Prima del voto dell’Emilia a fine gennaio arriverà il colpo a sorpresa? —

L’imprenditore tessile vicentino ha scelto Padova per testare l’appeal del brand marchigiano Dondup di cui ha acquisito una quota

Matteo Marzotto “ci mette la faccia” nella nuova boutique Video Look L’INIZIATIVA

n business al passo con i tempi, che vuole incrementare il rapporto con i partner storici ma puntando a un futuro di welfare e sostenibilità. È l’idea che sostiene la creazione della nuova collezione

U

moda di Dondup, fortemente voluta dal presidente Matteo Marzotto che dal 2016 ha acquisito una quota del brand marchigiano. Collezione che rappresenta il cuore della nuovissima boutique Video Look, che ha aperto i battenti sabato scorso nella prestigiosa cornice di piazza dei Frutti a Padova. Il negozio affacciato sul pa-

lazzo della Ragione è interamente dedicato all’uomo, si affianca allo store donna a pochi metri di distanza e ieri ha visto Marzotto protagonista di una speciale visita. «Padova è una città da sempre importante per il marchio, dove abbiamo solidi clienti di lunga data. Se, come ci aspettiamo, questa novità avrà riscontri positivi sarà

Matto Marzotto a Padova

ROMA. Nove accordi firmati tra il ministro Boccia e i governatori delle regioni e un assegno già firmato da 1,6 miliardi di euro per il payback farmaceutico 2013-17. Al Veneto arrivano 70 milioni, mentre in Emilia sono 140, 190 in Puglia e 170 in Campania. Ciò significa che il sistema sanitario veneto è decisamente più efficiente rispetto alla media: la norma sul pay back è stata introdotta dal governo Monti nel 2012 e prevede l’obbligo per le aziende di farmaci di ripianare al 50% il surplus di spesa delle medicine negli ospedaliera quando si supera il tetto stabilito per legge. Tutti soddisfatti alla conclusione di due ore di dibattito. La conferenza Stato-Regioni, presieduta da Sefano Bonaccini, non riserva colpi di scena e il ministro Francesco Boccia si congeda con una nota in cui sottolinea «il clima di collaborazione che ha portato a un lavoro straordinario: la firma di 9 accordi di collaborazione». Senza citarli tutti, vale la pena di sottolineare quello relativo al Tpl, trasporto pubblico locale, alla spesa sanitaria 2020 e al fondo per l’edilizia ospedaliera che aumenta di 2 miliardi. C’è poi anche la firma dell’intesa con il ministero dell’Agricoltura per concedere aiuti alle imprese agricole colpite da calamità naturali. Burocrazia a parte, il giudizio che arriva da Bonaccini è

il trampolino di lancio per nuove iniziative e partnership in Veneto, come il progetto pilota già attivo a Cortina» ha spiegato il presidente. Focus resta il denim, punta di diamante di Dondup che oggi strizza l’occhio all’ambiente con l’iniziativa D/Zero, un nuovo tessuto jeans sostenibile, certificato e che mantiene il costo delle linee classiche. Il colosso di Fossombrone, fondato nel 1999 dai coniugi Massimo Berloni e Manuela Mariotti, vanta un centinaio di dipendenti e punta all’e-commerce e ai mercati internazionali, quelli asiatici in primis. Degni di nota anche i nuovi investimenti pubblicitari, con l’eterea campagna “Do? Don’t Do?” a cura del fotografo Giampaolo Sugra. Serena De Salvador

ovviamente positivo nei confronti del governo giallo-rosso. «Siamo di fronte a una giornata molto importante per la sanità italiana perché le misure contenute nell’accordo, assieme a quelle decise sempre in Conferenza Stato- Regioni sul payback farmaceutico, assicurano una quantità di risorse come da tempo non accadeva. Fondi che» conclude Bonaccini, «saranno a disposizione per investimenti e servizi ai cittadini». Tirate le somme si tratta di 4 miliardi: 2 per l’edilizia e 2 per il Patto della Salute, con il ministro Roberto Speranza ha confermato le scelte di Giulia Grillo (M5S). L’accordo riguarda pure l’anticipo al 2020 dello sblocco degli avanzi di amministrazione per le regioni ordinarie e la conferma delle risorse per il welfare e il trasporto pubblico locale che il Veneto non integra. «È la dimostrazione» ha osservato il viceministro Antonio Misiani «che con spirito costruttivo e leale di collaborazione si possono ottenere risultati importanti per il bene dell’Italia». Dal confronto è uscito anche una prima intesa sulla legge di bilancio 2020, in vista del via libera decisivo: si tratta di capire se il Fondo Sanità verrà davvero aumentato di 2 miliardi di euro, come non accadeva dal 2014. — Albino Salmaso BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

editoria

Positivo il primo incontro fra Ordine dei giornalisti e sottosegretario Martella “Molto positivo” questa la valutazione del presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, al termine dell’incontro avuto ieri, insieme al tesoriere del Cnog Nicola Marini, con il sottosegretario all’editoria Andrea Martella. «Mi è stata subito chiara la già piena percezione delle questioni cruciali per il giornalismo italiano» ha commentato Verna «l’attenzione posta alla questione del finanziamento pubblico dell’editoria, del rilancio dell’Inpgi e della riforma non differibile dell’Ordine dei Giornalisti lasciano molto ben sperare».


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Treviso

Venerdì 11 Ottobre 2019 www.gazzettino.it

Veneto Banca, passivo per 3 miliardi Il consulente della Corte d’Appello snocciola i numeri dell’insolvenza: «C’era un buco di almeno 900 milioni» `

L’INDAGINE TREVISO Nella migliore delle ipo-

tesi il “buco” ammontava a 900 milioni di euro, nella peggiore superava i tre miliardi. In ogni caso, comunque, Veneto Banca era insolvente al momento della messa in liquidazione coatta amministrativa, decretata dal governo il 25 giugno 2017, insieme a Popolare di Vicenza. In altre parole a quella data, l’istituto montebellunese non sarebbe stato in grado di saldare i creditori, neppure dando fondo al suo intero patrimonio.

I NUMERI Si sapeva che nella sua relazione, depositata lo scorso luglio, Lorenzo Caprio, il consulente incaricato dalla Corte d’appello di Venezia di accertare questa eventualità, aveva già confermato una sostanziale situazione di “fallimento”, ora emergono anche i numeri in base ai quali l’esperto è giunto alle sue conclusioni. In buona sostanza, il Tribunale ha chiesto al perito, da un lato, di determinare, al momento della liquidazione, le passività dell’ex popolare e, dall’altro, di stimare «il più verosimile valore di realizzo dei cespiti della medesima entro un orizzonte temporale tale da consentire la massimizzazione dei ricavi da destinare all’integrale soddisfacimento dei creditori».

LA RELAZIONE Le 254 pagine dell’analisi presentata da Caprio, può essere sintetizzata in una tabella in cui il tecnico, professore di Finanza aziendale all’università Cattolica di Milano (nonché presidente di Fiera Milano e già componente dei collegi sindacali di importanti aziende), delinea quattro possibili scenari. Ne risulta che, a seconda del valore attribuito alle due diverse voci oggetto d’esame sulla base dei documenti forniti dalle parti o ricavati da altri enti e database, Veneto Banca non avrebbe comunque avuto risorse bastanti: si va da un divario negativo per 920 milioni di euro

PER IL PERITO L’ISTITUTO BANCARIO IN NESSUN CASO AVREBBE AVUTO LE RISORSE NECESSARIE PER COLMARE IL BUCO

Le conclusioni rinsaldano l’ipotesi della bancarotta In Procura le inchieste per truffa aperte nelle altre città `

nell’ipotesi più favorevole (con passività per 5,969 miliardi e “beni” per 5,049) ai 2 miliardi e 285 milioni nello scenario peggiore (passività per 7,096 miliardi a fronte di disponibilità per 4,811). Nelle altre due previsioni mediane, invece, il differenziale oscilla tra un miliardo 313 milioni e un miliardo 761 milioni.

CONDIZIONE Non si tratta di una questione meramente formale: lo stato di insolvenza, infatti, rappresenta la premessa chiave per contestare la bancarotta fraudolenta. Non a caso, la difesa di Vincenzo Consoli, ex direttore generale e amministratore delegato del gruppo trevigiano, si è sempre fermamente opposta a questa tesi, sostenendo che la banca era in grado di far fronte ai propri obblighi. Se su questo fronte viene respinta, la linea difensiva dell’ex manager segna tuttavia un punto a proprio favore riguardo alle accuse di truffa nella vendita delle azioni. La Cassazione, infatti, ha sentenziato che la Procura deputata ad indagare su questa ipotesi di reato è quella di Treviso, accogliendo il ricorso per incompetenza territoriale presentato dall’avvocato di Consoli, Ermenegildo Costabile. La pronuncia blocca così l’inchiesta di Potenza, dove sono stati appena rinviati a giudizio l’ex amministratore e altre 42 persone, per l’acquisto di titoli di Veneto Banca, poco dopo azzerati, da parte di 103 clienti di Banca Apulia, controllata del gruppo trevigiano. E stessa sorte toccherà anche all’analogo procedimento avviato a Verbania, per la Popolare di Intra. Tutti gli atti dovranno ora essere trasferiti a Treviso, come già successo per l’inchiesta madre da Roma. Il timore è che ciò provochi un ulteriore allungamento dei tempi. Il pm Massimo De Bortoli, titolare del filone trevigiano, però, non si sorprende troppo della decisione della Suprema Corte e si dice fiducioso: «Ci aspettavamo che prima o poi le inchieste sarebbero arrivate qui. Valuteremo gli atti. Quelli di Potenza in parte li ho già visti perché li avevo acquisiti. Vedremo anche quelli di Verbania e apriremo un nuovo filone», sottolinea il magistrato, prevedendo che entro fine novembre dovrebbe essere inviato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per l’inchiesta principale. R.T.

ATTESA Gli azionisti di Veneto Banca attendono le conclusioni dei procedimenti; nel tondo il pubblico ministero Massimo De Bortoli

Accordo tra Comuni e sindacati

Digitalizzare le pratiche per i cittadini per tagliare spese e tempo Digitalizzare i Comuni per velocizzare le pratiche dei cittadini, fino ad arrivare a creare sportelli digitali online capaci di erogare più servizi a distanza. E’ il fulcro dell’accordo sottoscritto ieri dall’associazione dei Comuni della Marca trevigiana con il consorzio Bim Piave e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. «L’obiettivo è velocizzare le pratiche della pubblica amministrazione – spiega Mariarosa Barazza,

presidente dell’associazione dei Comuni – dando risposte ai cittadini in tempi molto più rapidi, senza che debbano accedere agli uffici. Vogliamo comprendere altri ambiti, come quello del sociale». Lo sviluppo delle procedure digitali passerà per l’area Bim digital Pa del consorzio Bim Piave. «Stiamo mettendo assieme servizi che già ci sono ma che non dialogano tra loro – fa il punto Luciano Fregonese, presidente del

consorzio – si va dalle banche dati condivise alla certezza della conservazione dei dati. Questo consentirà di avere un unico interlocutore». I sindacati sono più che mai soddisfatti dell’accordo raggiunto. «Si apre un processo di informatizzazione fatto di autostrade che fanno viaggiare le pratiche e che lasciano le persone a casa loro, senza creare intasamenti e ulteriore inquinamento – specifica Paolino Barbiero,

segretario dello Spi-Cgil – il possibile beneficio è evidente». La prima verifica del lavoro avviato sulla base del protocollo firmato ieri è prevista tra un paio di mesi. «Si tratta di un investimento da parte di tutti i Comuni per facilitare le cose rispetto alle pratiche da disbrigare – tira le fila Cinzia Bonan della Cisl – si permetterà alla cittadinanza di risparmiare molti soldi e molte risorse per gli spostamenti e tempo».

Scuola, 143 addetti alle pulizie a rischio licenziamento IL NODO TREVISO Sono 143 gli addetti alle

pulizie delle scuole trevigiane che adesso rischiano di ritrovarsi improvvisamente senza lavoro. Martedì faranno scattare lo sciopero per provare a scongiurare un destino che sembra segnato. La legge di bilancio dell’anno scorso ha imposto l’internalizzazione del personale che ripulisce le aule, i laboratori, gli uffici e i corridoi dei vari istituti. E così le cooperative che gestiscono il servizio di pulizia hanno avviato i licenziamenti. Mentre queste persone sono a un passo dal rimanere a casa, però, ad oggi non ci sono ancora le nuove norme che dovrebbero definire le modalità per le as-

sunzioni direttamente all’interno delle scuole. Sta prendendo forma un limbo che si traduce in una sola parola: licenziamento. Altro che stabilizzazione. Un gran pasticcio, insomma. «Alla luce della procedura di licenziamento collettivo – denunciano dalla Filcams-Cgil – in questi giorni sono partite le prime lettere indirizzate a 143 lavoratori in provincia di Treviso». Ormai sembra essere solo una questione di giorni. Ma gli addetti alle pulizie non ci stanno. Non hanno alcuna intenzione di essere le uniche vittime di un cortocircuito burocratico. Ora sono sul piede di guerra. Martedì incroceranno le braccia in tutta Italia. E se sarà necessario poi porteranno avanti la protesta in tutti i modi

possibili. Dopo l’ultimo incontro al ministero dell’Istruzione, le sigle di categoria hanno sollecitato a più riprese l’attivazione dell’internalizzazione dei servizi di pulizia e dei servizi ausiliari nelle scuole. All’inizio di agosto i sindacati avevano ricevuto la bozza del decreto necessario per dare attuazione alla norma sulla stabilizzazione. A seguito di quell’incontro, le organizzazioni avevano presentato una serie di valutazioni, osservazioni e proposte nel merito. «Ma il decreto non è stato ancora emanato – fanno sapere sempre dalla Cgil – e i tempi del passaggio, che dovrebbe avvenire, a norma di legge, a decorrere dal primo gennaio del 2020, si vanno stringendo senza che siano state ancora poste delle premesse chia-

L’ALLARME Martedì gli addetti alle pulizie faranno sciopero: arrivate le prime lettere di licenziamento

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re circa la gestione complessiva di tutta la platea di lavoratori oggi occupata, di cui vanno salvaguardati reddito e occupazione». Per il momento non sono arrivate risposte. Da qui la decisione di scioperare. «I sindacati che hanno proclamato per il 15 ottobre una giornata di sciopero nazionale degli addetti ex Lsu (lavoratori socialmente utili, ndr) e Appalti Storici – concludono dalla Filcams-Cgil di Treviso – chiedono il rispetto dei tempi previsti dalla legge di bilancio sulla stabilizzazione del servizio e sulla continuità occupazionale per tutti i lavoratori dalle imprese del settore affidatarie ed esecutrici degli appalti nell’ambito della convenzione Consip Scuole». Mauro Favaro


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Venerdì 11 ....Ottobre 2019

La Voce

ROVIGO

Redazione: piazza Garibaldi, 17 - Rovigo Tel. 0425.200.282 Fax 0425.422584 e-mail: cronaca.ro@lavoce-nuova.it

POLITICA Fabio Benetti, tra i promotori di “Rete 22 ottobre”, interviene a due anni dal referendum

“Autonomia? Alla Lega non importa” “Zaia ha creato un paradosso: dare la colpa del mancato ok a un governo per metà del Carroccio” Luca Crepaldi

ROVIGO - “Alla Lega dell’autonomia non importa niente, Zaia ha creato un paradosso: dare la colpa del mancato ok a un governo per metà composto da esponenti del Carroccio. Un’incoerenza inaudita”. Se qualcuno avesse qualche dubbio sulle posizioni di Fabio Benetti, l’ex consigliere comunale della Lega utilizza parole chiare per fugarli. E’ lui uno dei promotori nel Veneto e in Polesine del comitato “Rete 22 ottobre”, nato a seguito del referendum sull’autonomia di due anni fa in Lombardia, e sviluppatosi anche qui in queste ultime settimane. La presentazione ufficiale si terrà al Teatro Geox di Padova il 19 ottobre prossimo. “Il comitato è nato per portare a casa l’autonomia - spiega - attraverso il recupero di una parte consistente del residuo fiscale per poter spesare le competenze richieste. Non nuovi trasferimenti dallo Stato, quindi, ma lasciare le tasse in Regione, attraverso i costi standard. Come avevano sottoscritto i governatori del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna davanti all’allora premier Gentiloni. Ci proponiamo insieme a Veneto e Lombardia come interlocutori per l’autonomia”. Un’autonomia che il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, del Partito democrati-

co, sta valutando con calma. Molta calma. “Non guardiamo chi ci potrà garantire l’autonomia - riflette Benetti - che sia di destra o di sinistra. Anche perché è stato proprio durante il governo del centrosinistra che è stata approvata la riforma per il referendum, che il presidente del consiglio ha firmato l’accordo coi governatori e, soprattutto, si è svolto il referendum stesso. Una coincidenza, per carità. Ma visto che Salvini, dopo non aver mosso un dito durante la campagna per il referendum, aveva promesso l’autonomia in 15 minuti appena fosse andato al governo, non guardiamo in faccia nessuno: se troveremo l’accordo con il Pd per l’autonomia, ben venga”. “L’unico partito totalmente contrario all’autonomia è sempre stato il Movimento 5 stelle - riprende Benetti - ma il Pd, anche in Veneto con eccezione del consigliere regionale Azzalin, aveva sostenuto l’autonomia. Qualsiasi tipo di proposta che vada a favore delle istanze del territorio, come Rete 22 ottobre ci proponiamo di aiutarla”. Tra le iniziative che perorano la causa dell’autonomia, quelle del Partito dei Veneti. “E’ un partito che sta nascendo mettendo insieme tutte le sigle dei movimenti indipendentisti regionali spiega Benetti - che si presenterà unito alle elezioni regionali del 2020 e, numeri alla mano, do-

Comitato “Rete 22 ottobre” Qui sopra Fabio Benetti con Emanuela Munerato, entrambi promotori del comitato per l’autonomia vrebbe stare tra il 6 e l’8%. Come comitato, se farà proposte per l’autonomia, noi ci saremo”. Benetti ritorna su Zaia. “Ha sbagliato tutto sin dall’inizio, non vuole ammettere che a Salvini dell’autonomia non interessa niente - attacca Benetti - sulla scorta di quanto il politologo Feltrin disse in tempi non sospetti, ovvero che l’ok della Lega all’autonomia sarebbe costato a Salvini milioni di voti persi al Sud,

Zaia dopo averci messo la faccia non ha avuto il coraggio di dare l’aut aut a Salvini: o l’autonomia o ti saluto”. “Che poi lo capisco Salvini, ha deciso per il partito nazionale e si muove di conseguenza - aggiunge Benetti - rimango più deluso dal comportamento di Zaia che, tra otto mesi quando andrà a chiedere il voto ai veneti, non avrà centrato uno degli obiettivi più importanti, la promessa più

grande fatta ai suoi elettori. E lamentarsi adesso, è solo una presa in giro”. “Ma il vero errore della Lega è stato avvallare l’accordo di governo col Movimento 5 stelle, cercando di far coesistere autonomia e reddito di cittadinanza, flat tax e quota 100 - conclude Benetti neanche il più grande economo mondiale avrebbe potuto trovare le risorse”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI SCONTRI Il governatore veneto contro Boccia e Provenzano

“Pronti a scendere in piazza” Sull’autonomia un duro botta e risposta anche nella giornata di ieri tra il governatore del Veneto, Luca Zaia, il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia e il suo collega Giuseppe Provenzano, ministro del Sud. “Il vecchio tentativo sulle autonomie è fallito perché erano stati detti dei no non solo all’interno della vecchia maggioranza, ma anche all’interno della stessa Lega” l’affondo di Boccia. “Il progetto sulla scuola del presidente Fontana l’ho trovato smontato dall’ex ministro dell’istruzione, sempre della Lega - ha aggiunto - una cosa sono le parole, la propaganda, la narrazione, altra cosa sono i contenuti. Ho detto sin dal primo giorno: vorrei ripartire, non per azzerare il lavoro fatto, ma il contesto generale di autonomia differenziata proposto in precedenza era già fallito prima che arrivassimo noi. Io sono partito dal fatto che ci sono grandi diseguaglianze nel nostro Paese, non solo tra nord e sud ma anche tra nord e nord e sud e sud. Tutto questo deve rientrare in una legge quadro come quella che io ho proposto, che deve garantire a tutto il Paese lo sviluppo”. “I livelli essenziali delle prestazioni non possono essere fissati dopo che l’autonomia è partita - ha sot-

Qui a sinistra Francesco Boccia e Luca Zaia, accanto il ministro Giuseppe Provenzano

tolineato - l’autonomia differenziata ha senso su alcune competenze, ma ha senso se lo Stato garantisce gli interventi anche alle aree più arretrate a livello sviluppo. Vorrei costruire questo meccanismo condiviso con il ministro del sud Provenzano, ma le intese devono passare dal Parlamento”. Zaia dal canto suo ha contrattaccato: “Non ci faremo trattare da colonia: i signori che sono al governo se lo mettano in testa. Non siamo la periferia dell’impero!”. “Qui in Veneto, ma anche in Lombardia, abbiamo fatto un referen-

dum, la gente l’ha votata - ha proseguito Zaia riguardo all’autonomia - da noi le persone pensano a lavorare, ma prima o poi la pentola a pressione soffia”. “Sono sempre stato corretto e non ho mai strumentalizzato la questione - ha concluso - potevo portare la gente in strada durante il Conte-uno e posso farlo a maggior ragione oggi col Conte-due. Ripeto: gli concediamo un piccolo riscaldamento, ma non accetteremo ulteriori prese in giro”. “I 5 Stelle hanno predicato bene e razzolato male - chiosa il governatore - in Veneto hanno

sostenuto il referendum, a Roma hanno fatto di tutto per non farci fare nulla. Se non l’ab b i a m o spuntata è stata solo colpa loro. Sono disposto a dirlo in faccia a chiunque”. Infine Provenzano, che a una domanda su “Piazzapulita”, programma di La7, sulle richieste di Lombardia e Veneto dell’autonomia, ha risposto secco: “Non ho nessuna intenzione di bidonare il Nord”. “Questo govrno farà una autonomia giusta che garantisca i principi della Costituzione - ha aggiunto - affinché non ci siano cit-

tadini di serie A e serie B come oggi accade, ma che ci mettiamo nelle condizioni di costruire una cittadinanza unita in tutto il territorio nazionale”. “Mi sono ripromesso di non polemizzare con Zaia nonostante le sue attenzioni quotidiane nei mie confronti - ha concluso Provenzano - la politica del Mezzogiorno deve far recuperare la fiducia in quello che si fa, non è vero che il Sud non risponde agli investimenti, anzi reagisce meglio di molti altri territori”. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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PRIMO PIANO

Venerdì 11 Ottobre 2019 Corriere del Veneto

Le riforme La spinta federalista

Autonomia,giuristidivisisulnuovoiter «Necessarioeutile».«Allungaitempi» Onida: «Prima linee guida finanziarie, poi le intese». Bertolissi e De Nardi: «Dialogo, ma veloce» Il punto ● La notizia di una «legge quadro» o «legge cornice» voluta dal ministro Boccia come condizione per procedere sull’autonomia ha suscitato più di qualche polemica ● Dopo l’intervista di ieri del ministro al Corriere del Veneto, ad infiammare il dibattito sono

soprattutto i riferimenti ad eventuali interventi costituzionali ● Nella legge quadro sarà data priorità ai Lep e alla destinazione dei fondi pluriennali di investimento alle aree meno sviluppate del Paese

VENEZIA L’autonomia immaginata da Francesco Boccia divide i costituzionalisti. A far discutere è la «legge quadro» che per il ministro dem agli Affari regionali è conditio sine qua non per le intese con Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Una legge che, ha spiegato Boccia al Corriere del Veneto, serve a tenere insieme Nord e Sud, senza scordare le aree in ritardo di sviluppo anche del Nord. Come? Fissando il principio che i Lep (livelli essenziali di prestazione ndr) siano prerequisito per ragionare della parte finanziaria. E, in più, destinando automaticamente i fondi pluriennali di investimento alle aree meno sviluppate. Un annuncio che il governatore Luca Zaia non ha accolto con il sorriso. Solo ieri tuonava: «Non siamo una colonia, chi è a l g o ve r n o deve tenerlo a mente». Boccia rivendica una riorganizzazione virtuosa del rapporto Stato-Regioni «anche mettendo mano alla Costituzione». E il tema della Costituzione è centrale sotto molti punti di vista perché la legge quadro si presenta come declinazione parlamentare dell’articolo 116, terzo comma, che disciplina le richieste di autonomia delle Regioni. Gioco forza, la parola definitiva passa ai massimi esperti della Carta. Valerio Onida, ad esempio, approva la via tracciata da Boccia definendo la legge quadro «necessaria». «Una legge quadro prodromica alle intese sulle autonomie mi sembra un’idea giusta - spiega il presidente emerito della Corte Costituzionale - l’autonomia differenziata prevista dal 2001, non è mai stata attuata. Il quadro in cui devono iscriversi le

Gli esperti

Onida L’autonomia è ferma da vent’anni, era tempo di delineare il quadro generale

Bertolissi Bizzarro che il principio costituzionale parli di intese sartoriali e ora ci sia la legge quadro

De Nardi Se sarà legge ordinaria non potrà vincolare l’attuazione del terzo comma dell’articolo 116

nuove funzioni da trasferire è sempre rimasto oscuro e incerto. In questi vent’anni il regionalismo non solo non ha fatto alcun passo avanti ma è, di fatto, regredito. Soprattutto non si è realizzato quel “federalismo fiscale” che avrebbe dovuto definire sul piano finanziario, secondo l’articolo 119 della Costituzione, i contorni dell’autonomia. Quindi, partire con due, tre Regioni, addirittura su tutte le 23 materie senza aver discusso il quadro complessivo e definito sul piano finanziario un meccanismo che assicuri anche la necessaria solidarietà interterritoriale, non sarebbe fattibile. È giusto che una legge delinei il quadro preciso o queste intese rischiano di essere elementi di rottura, di disordine». Una posizione, quella di Onida, quanto mai netta: «Il comma terzo è molto generico, serve una linea politica e finanziaria precisa. Anche se, è vero, non si deve arrivare alle calende greche». Diversa la valutazione da parte di altri due costituzionalisti, in questo caso veneti, Mario Bertolissi, alla guida della delegazione trattante del Veneto e Sandro De Nardi docente di Giustizia costituzionale e già consulente del governo Gentiloni per l’autonomia. Il filo che unisce i tre giuristi è la legittimità della legge quadro. Politicamente, però, secondo i due docenti veneti, il rischio che i tempi si allunghino è molto alto. «Bizzarro. La Costituzione disegna un percorso netto per l’autonomia differenziata. E lo disegna come un abito tailor made, ognuno sceglie ad esempio il numero di materie. Ora, il nuovo esecutivo punta a definire una taglia unica? Difficile dovendo vestire un fante alto 1.60 ma anche un corazziere di 1.90...Facciamo così - sorride sornione Bertolissi - diciamo che la legge quadro individua per tutti il colore del vestito. Nella costituzione c’è l’iter da seguire.

Evidentemente ora procediamo come se in Costituzione ci fosse scritto d’altro. Quest’alzata di genio sembra fatta per bloccare tutto». Il battagliero prof, cui lo stesso Boccia ha tributato un genuino apprezzamento, ribadisce che non ha affatto intenzione di darsi per vinto, neppure davanti a uno scenario repentinamente mutato. «Il ministro ha spedito al governatore il testo con lo stato dell’arte sull’intesa. È un primo passo. Resto pragmatico. Ricordo, però, tre punti: il voto referendario non può essere ignorato, la Corte Costituzionale scrive: ”qualsiasi consultazione referendaria ha incorporato in sé un atto costituente”. Secondo: il tempo stringe. Non attendiamo dal 2017 ma dal 1970 quando la finanziaria azzerò ogni pretesa di fiscalità autonoma. E poi c’è il macigno di un debito pubblico che cresce e l’autonomia alle regioni trainanti è cruciale. Prima di dividere il malloppo, lo si deve creare». La linea, però, è quella del dialogo a oltranza. «Parliamone ancora - conclude Bertolissi - a patto ci sia buona fede da entrambi i lati del tavolo». La Carta si impone, prepotentemente. Da interpretare? Boccia dice che ci si dovrebbe rimettere le mani perché la cinghia di trasmissione fra Roma e le Regioni si inceppa troppo spesso. De Nardi ricorda che «una soluzione all’eccesso di contenzioso con lo Stato è già nella Costituzione, in quell’articolo 11 del titolo V che prevede la “bicameralina” con rappresentanti degli enti territoriali mai attuta». E sulla legge quadro, De Nardi conclude: «Sembra il ministro parli di una legge ordinaria. Io invece credo sia sì opportuna una legge quadro che fissi l’intelaiatura generale con l’accordo di tutte le Regioni ma che debba seguire l’iter già previsto dall’articolo 116, terzo comma». Martina Zambon

La nomina

Fondi di confine De Menech presidente VENEZIA Un mese fa lo davano come sottosegretario. Non è andata così. Per passione e vocazione, però, la scelta del ministro agli Affari regionali Francesco Boccia di nominarlo delegato del ministero nel Comitato Paritetico per la gestione dell’intesa per il fondo comuni confinanti, potrebbe essere azzeccata. Il deputato bellunese del Pd Roger De Menech, da sempre attento alle sue montagne a cui è visceralmente legato, sarà l’uomo del ministero, con la carica di presidente, al tavolo con le province autonome di Trento e Bolzano e le Regioni Lombardia e Veneto. Da organizzare e gestire ci sono i preziosi fondi di confine, più noti come «Fondo Brancher» (da Aldo, nato a Trichiana). Un ruolo chiave per il Bellunese in attesa, pure lui, della sua autonomia ma anche dei comuni dell’Altopiano di Asiago che molto hanno investito grazie a quei fondi. «Riprendo così un percorso ricco di impegni e responsabilità commenta De Menech con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo delle zone della montagna veneta e lombarda. Grazie al Ministro e al Governo per la fiducia che mi hanno dato». (m.za.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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● L’editoriale

Dal genio ai paradossi il pasticcio dell’uomo vitruviano

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SEGUE DALLA PRIMA

osì per proteggerlo è finito in cantina. Esce ogni cinque anni, per tre mesi, viene illuminato con una luce bassa e poi se ne torna al buio. L’ultima libera uscita l’ha avuta proprio quest’anno. Gli italiani non hanno proprio fatto festa e non si sono messi in coda religiosamente. Buoni incassi certo, ma nessun parapiglia davanti all’Accademia per andare a vederlo. Comunque qui sta già la prima cialtronata italiana di questa storia. Se il poveretto può uscire solo ogni cinque anni, e già c’è in ballo il prestito al Louvre, perché mai fare quella mostra se dopo pochi mesi ce ne è un’altra? Viceversa, perché prestarlo al Louvre se è già stato esposto all’Accademia? Poi che facciamo quando torna, lo

teniamo dieci anni al buio? O non è vero che si cancella con la luce o siamo matti. La seconda cialtronata è che i protagonisti possano serenamente dire cose opposte. Chi sostiene che il disegno

non può andare a Parigi dice che i pareri tecnici sono negativi. Chi ritiene che possa afferma invece che sono positivi. Lecito domandarsi come sia possibile. In Italia lo è. Ci sono pareri negativi e pareri flebilmente positivi. Ma in un Paese normale non si dovrebbe andare in giro a chiedere pareri finché non si trova quello che ci piace, quelli titolati a darli dovrebbero bastare.

La vicenda giudiziaria

La mostra al Louvre su Leonardo Il 24 ottobre aprirà al Louvre di Parigi una mostra su Leonardo e il museo aveva chiesto alle Galleria dell’Accademia l’«uomo vitruviano». L’opera è stata concessa dal ministro Franceschini il 24 settembre scorso

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Il ricorso al Tar di Italia Nostra Italia Nostra ha fatto ricorso al Tar contro il Memorandum tra Italia e Francia, temendo danni al delicato disegno, ma la prima udienza sarebbe stata proprio il 24 ottobre: così ha chiesto un decreto urgente al Tar

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Lo stop e l’udienza del 16 ottobre Il Tar, concordando sul rischio di una decisione a trasferimento avvenuto, ha sospeso per ora l’atto del ministero e ha anticipato l’udienza al 16 ottobre: solo quel giorno si entrerà nel merito della questione

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La terza cialtronata è che il poveruomo di Leonardo è usato per rimettere insieme i cocci dei rapporti fra Italia e Francia, compromessi dalla gita a Parigi di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista per incontrare i gilet gialli nel bel mezzo della rivolta dello scorso febbraio. Una missione diplomatica più che culturale. Ed è vero che l’arte è stata spesso usata dalla politica, non ci sarebbe nulla di male. Ma qui è una «Mission Impossible» se il disegno rischia di svanire. Sarebbe meglio avere un Tom Cruise, e anche in forma. La quarta cialtronata è il gioco del celomanca. Noi diamo Leonardo al Louvre e i francesi l’anno prossimo ci danno Raffaello. Uno scambio di figurine normale nel mondo dell’arte. A parte il fatto che Leonardo da noi sta chiuso in cantina, e fino a questa storia ci dicevamo che era un malato terminale. La quinta cialtronata è che ormai i giudici sono chiamati non solo a fare le leggi che il Parlamento non è in grado di approvare. Ma anche a decidere dell’uomo di Leonardo e di una mostra al Louvre. Eugenio Tassini © RIPRODUZIONE RISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 11 Ottobre 2019

VENETO

VENEZIA. Aveva 31 mila pasticche di metanfetamina: arrestato

Unarresto,5indagatieilsequestrodi31milapasticchedimetanfetaminanotacome«Yaba»o«drogadella pazzia»:èilbilanciodiun’operazionedeicarabinierivenezianicompiutatraMestreeRoma.IlNucleoinvestigativo deiCchaeseguitoundecretodiperquisizionedellaprocuraesonoscattatiisequestriacaricodiseibengalesi.

Telefono 0444.396.311 | E-mail: veneto@ilgiornaledivicenza.it

L’INCHIESTA. DavantialgupRoberto Venditticisaranno dieci imputati.Laprocura contestaa tuttiil reato diavvelenamento delleacque

Caso Pfas, la prima udienza slitta: 11 novembre Lapreliminare erastata fissatalunedìprossimo maè stato proclamato losciopero dei penalisti Matteo Bernardini

La prima udienza preliminare in cui il giudice Roberto Venditti verrà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla procura nei confronti di dieci persone accusate di

disastro innominato e avvelenamento delle acque in relazione al caso dei Pfas slitterà a lunedì 11 novembre. Inizialmente il gup aveva fissato la preliminare lunedì 21 ottobre, ma proprio quel giorno inizia l’astensione (che durerà sino a venerdì 25) degli avvocati penalisti. Da qui la necessità di spostare il procedimento di tre settimane. I pubblici ministeri Barbara De Munari e Hans Roderich Blattner hanno chiesto il processo per il manager giap-

ponese Maki Hosoda, 53 anni, residente a Milano e difeso dagli avvocati Giovanni Lageard e Francesco Puntillo. Con lui anche i tedesco-lussemburghesi di Icig Patrick Hendrik Schnitzer, 61, Achim Georg Hannes Riemann, 65, difesi dall’avvocato Gianpietro Gastaldello; Alexander Nicolaas Smit, 75, assistito dall’avvocato Salvatore Scuto; l’irlandese Brian Anthony Mc Glynn, 62, di Milano, con i manager Luigi Guarracino, 62 anni, di Ales-

sandria, Mario Fabris, 56, di Fontaniva, Davide Drusian, 44, di Marano, Mauro Cognolato, 46, di Stra, e Mario Mistrorigo, 67, di Arzignano, tutti difesi dall’avvocato Novelio Furin. Dopo quello relativo al crac della Banca popolare di Vicenza; il processo Pfas è destinato a far registrare altri numeri “monstre” specie per le parti civili. Tra le costituzioni, in vista di chiedere un eventuale risarcimento danni, anche la Provincia di Vi-

cenza. Nei giorni scorsi, infatti, il presidente Rucco aveva dato disposizione all’Ufficio legale dell’ente di Palazzo Nievo di preparare l’istanza di costituzione di parte civile nel processo che si aprirà con la prima udienza preliminare. Se il gup opterà per il rinvio a giudizio, il dibattimento si svolgerà davanti alla Corte di Assise che finora a Vicenza è stata convocata esclusivamente per fatti di sangue. I due sostituti procuratori De Munari e Blattner ai dieci im-

Ilgiudice Roberto Venditti

putati hanno infatti contestato non solo il reato di disastro ambientale ma anche l’articolo 439 del codice penale, ovvero il reato di avvelenamento di acque o di sostanze alimentari. Che recita: «Chiunque avvelena acque o sostanze destinate alla alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni». Un delitto di competenza della Corte di Assise proprio per l’eccezionale gravità delle pene previste. Un reato tra l’altro raramente contestato dopo l’entrata del codice penale del 1930. • © RIPRODUZIONERISERVATA

IL FESTIVAL DELL’ACQUA A VENEZIA. Presentate soluzioni operative: cali dall’80 al 90% di Pfas

«Giàprontepiùtecniche perridurlinelletubazioni» Depuracque: «Abbiamo già ottenuto risultati buoni combinando più soluzioni che si possono installare anchenelle industrieeforseinsingole abitazioni» Piero Erle

«I percolati delle discariche contengono 30, 50 mila nanogrammi per metro cubo. Ecco perché ci stiamo indirizzando lì», aveva spiegato un mese fa Nicola Dell’Acqua, direttore generale “Territorio” della Regione Veneto. E ieri una prima risposta tecnica è arrivata dal “Festival dell’acqua” organizzato da Utilitalia e Veritas, grazie a quanto realizzato dall’azienda veneziana “Depuracque” che adesso fa parte dello stesso gruppo Veritas (controllato da 51 Comuni). Come aveva preannunciato il nostro giornale Depuracque, spiega in una nota la stessa Veritas, «ha illustrato al Festival dell’acqua alcune tecniche utilizzate per la rimozione di questi inquinanti. Ad esempio, l’evaporazione sottovuoto a effetto multiplo, una pratica che sfrutta l’energia del biogas e di altre fonti insieme a tecniche diverse e al momento rappresenta la migliore tecnologia per il trattamento del percolato di discarica. Le sinergie operative tra le aziende del Gruppo Veritas hanno consentito di mappare un’ampia gamma di rifiuti industriali e di mettere a punto metodi operativi basati su tecniche a scala industriale, già sperimentate e in fase di sperimentazione, con rese variabili tra l’80% e il 90%, con adeguata selettività nei confronti dei composti pur in presenza di carico organico rilevante. Gli impianti industriali del Gruppo Veritas, autorizzati dalla Regione del Veneto, sono dotati di sezioni per la rimozione dei Pfas». PIÙ TECNOLOGIE. «Nei prossi-

mi mesi Regione e Arpav - sottolinea sempre Veritas - acquisiranno i dati di efficienza ed efficacia degli impianti e i nuovi progetti in fase di sviluppo, che prevedono appunto l’installazione di queste tecnologie, compresa l’evaporazione sottovuoto». Perché De-

NicolaLevorato

Lorende noto il deputato Pellicani(Pd)

Fanghi,vicinolosblocco pergliscaviaMarghera VENEZIA

IlGoverno, rendenoto il deputatovenezianoNicola Pellicani,siimpegna a definire entrol’annolo sbloccodel cosiddetto“protocollo fanghi”, passaggiofondamentale per poterprocederecon lo scavo deicanali(come il Vittorio Emanuele)necessario acreare laviaalternativa alpassaggio dellegrandi navinelbacino di SanMarco,a Venezia.Pellicani

Unoscorciodi Marghera rendenotala risposta fornitagli ieridal Ministerodell’ambiente duranteil questiontime in

commissione.Secondo Pellicaniil Governostadimostrando«un interesseconcreto per ildossier Venezia.Il Ministerohagià messo incantiereunaserie diincontri tecniciper accelerare l’approvazionedelProtocollo, che consentiràdiaggiornarela normativasullosmaltimento dei sedimentiedi procederecon gli interventidimanutenzione ordinariadellalaguna neisuoi aspettimorfologici».«Ciò significa-afferma -riprendere finalmentel’escavodei riicittadini eloscavo deicanali portualiper riportarliinquota. Oggi inalcune partidellacittà sifatica ad arrivareelungo ilCanale dei Petrolile navi cargosono costrettea procedereinalcuni trattia zigzag. Èdipochigiorni fa l’allarmelanciatodal Presidente dell’Autoritàportuale».

INFORMAZIONE A PAGAMENTO

Record Vicentino. Effettuata con successo la prima consegna tramite drone

Prove tecniche di delivery dal cielo Unmomento delFestivaldell’acquaorganizzato ieriaVenezia

puracque, come precisa il direttore generale Nicola Levorato, ha messo a punto più tecniche di intervento che si stanno rivelando efficaci: «Noi abbiamo installato diverse piattaforme di trattamento, ad esempio del percolato delle discariche, combinando sia il trattamento con evaporazione sottovuoto sia altre tecniche come l’osmosi o lo strippaggio. Abbiamo visto in tutti i nostri impianti che queste tecniche sono molto efficaci anche nel trattamento dei Pfas. E a Salzano, dove trattiamo una trentina di tipologie diverse di rifiuti industriali, come gli inchiostri o le acque di verniciatura, abbiamo approfondito 5-6 tipi di trattamento che abbiamo nella piattaforma. Sono metodi che possono essere replicati facilmente per le industrie, e a mio avviso nel giro di alcuni mesi si può pensare anche qualche applicazione “smart” per le abitazioni. Per l’acqua potabile c’è il gestore, ma se uno ha un pozzo privato per irrigazione o altro può ricorrere a questa soluzione». «RISULTATI DA ACQUA POTABILE». I limiti imposti dalla Re-

gione ad aziende come Depuracque (come noto Dell’Acqua ha firmato sette decreti) impongono limiti di Pfas da “scarico”, non da “rubinetto”, ma Levorato sottolinea: «Ab-

biamo comunque visto che arriviamo abbastanza bene agli stessi limiti da acqua potabile. In Regione abbiamo presentato per Salzano un progetto per installare tre tecnologie rispetto a quelle già usate. Una di queste, separazione liquido-liquido, per cui un liquido “estrae” Pfas da quello da trattare è nuova e darà risultati tra circa 3 mesi pensiamo di poter raggiungere ottimi risultati», ben più dei limiti da “scarico”. I costi? Levorato assicura che per queste tecnologie i costi non sono altissimi, semmai i costi alti sono quelli per mandare poi a termodistruzione i Pfas (anche se il risultato è che così vengono concentrati molto di più). «Per contenere i costi però l’idea è di concentrare il trattamento, ad esempio dei percolati di discarica, in un unico impianto che garantisca efficacia di risultato e sia magari sotto il controllo della Regione, mettendo insieme uno o due tecniche. I costi sarebbero ridotti. Non parliamo di prove di laboratorio, ma di tecnologie già in esercizio e sempre più efficaci». Veritas con Depuracque ha studiato anche l’utilizzo di carboni attivi: «La tecnica può essere perfezionata, sia nella scelta del carbone più adatto sia nella ingegnerizzazione del ciclo di lavorazione». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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n piccolo grande passo verso il sistema di delivery del futuro si è compiuto proprio a Vicenza. All'inizio dell'estate, precisamente l'11 giugno , un drone cargo della Compagnia ADIFLY ha trasportato una confezione di TONER 505X-RL dal nuovo punto vendita dell'azienda TONERITALIA a CYBEX Italia, azienda leader nella produzione e distribuzione di prodotti sicuri, design e fashion per bambini. Un evento unico per l'intero Paese, si è trattato infatti della prima consegna via drone cargo in Italia, una pillola di quello che un domani,neanche troppo lontano, accadrà "normalmente" sui cieli. Una tratta relativamente breve, in v.le della Scienza, in uno spazio idoneo e sicuro, dove è stato possibile testare con successo l'efficacia di una consegna a mezzo drone cargo. <Quest'ultimo - ci spiega Enrico Michelotto, di TonerItalia - è attualmente l'unico metodo consentito per il trasporto, il drone cargo appunto, cui è consentito questo tipo di attività. Dall'evento di giugno, portatoa termine con successo e comprensibile soddisfazione, si apre la strada per il futuro. una strada caratterizzata da enormi vantaggi, in termini di tempistica e rispetto ambientale. Certo le condizioni economiche e logistiche sono ancora in una fase non ottimale tuttavia l'esperienza, che ha dato effetti estremamente positivi, ci porta a

pensare di essere davvero sulla strada giusta>. In particolare, l'esperienza con la compagnia ADIFLYil drone utilizzato è riconosciuto ENAC e assicurato; è stato svolto un volo in scenario critico standard di tipo S3. L'agenzia è dotata di piloti e istruttori abilitati ad operare in questo tipo di scenario. La consegna a mezzo drone cargo ha dimostrato in primis la lungimiranza e la duttilità di una realtà giovane e dinamica come TonerItalia nell’ambito dell’innovazione nella logistica di oggi e soprattutto di un vicino domani, Fortemente proiettata in quello che sarà il commercio del futuro, l’azienda nata nel 2002 e guidata dai due soci Francesco Lo Greco ed Enrico Michelotto, porta in alto i valori dell’innovazione consapevole fatta di obiettivi legati all’efficienza a largo raggio, quell’efficienza che include velocità nei tempi di realizzo della consegna ma anche rispetto dell’etica ambientale, della salute dei lavoratori e la ricerca di una reale riduzione degli agenti inquinanti. Punti chiave questi di una mission più complessa e globale, portata avanti dai due soci e dal team di collaboratori giovani, sensibili verso quanto di meglio può riservare il domani, convinti che solo una logica di avanguardia sostenibili può rendere migliore la nostra società. Nelle foto Enrico Michelotto (a sinistra), CEO TonerItalia Group Srl e Francesco Lo Greco (co-fondatore dell’azienda vicentina).


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Venezia Estuario

Venerdì 11 Ottobre 2019 www.gazzettino.it

Depuracque per abbattere la presenza dei Pfas

I trasporti sociali saranno potenziati fin da gennaio `Gratuiti per anziani

e disabili anche verso S. Donà e Portogruaro CAVALLINO TREPORTI

La società acquisita da Veritas può essere la risposta all’inquinamento `

IL FESTIVAL VENEZIA Sarà una tecnologia ve-

neta a sconfiggere i Pfas. La risposta al problema che ha creato una psicosi negli ultimi anni arriva da Veritas, che nel 2018 ha acquisito il 100% dell’azienda Depuracque, la quale potrebbe avere la chiave di volta. A spiegare il funzionamento è stato ieri Nicola Levorato, nel corso del Festival dell’acqua (alla quinta edizione, per la prima volta a Venezia) che si è tenuto alla Fondazione Querini Stampalia: «Abbiamo una piattaforma a Salzano con cui trattiamo 200mila tonnellate di rifiuti con caratteristiche e Pfas diversi - ha raccontato il direttore di Depuracque -, oltre ad una ventina di impianti in tutta Italia. Per ora c’è un’importante attività di monitoraggio basata sull’utilizzo di quattro differenti tecnologie, anche brevettate, dalle quali sono emerse percentuali di efficacia del 98% sul trattamento dei percolati».

TECNOLOGIA Le tecnologie, che sono perfettibili, come ammette Levorato, sembrano però avere un ottimo risultato anche per quello che riguarda i Pfas: «Abbiamo utilizzato il carbone attivo, l’impianto partito da un mese ha prodotto risultati attorno all’80% verso gli pfas: sono composti subdoli, difficili da distruggere perché si trasformano, quindi vanno presi in punti diversi». La lotta non è conclusa, al momento sono al vaglio le soluzioni migliori: «Stiamo perfezionandoci, l’impianto è partito da un mese, ma dobbiamo sfruttare sinergie e risultati economici di sostenibili-

tà ambientale per non sprecare risorse, è inutile andare a caccia di uccellini con un cannone», precisa Levorato. Sul tema Pfas è poi intervenuto Andrea Razzini, direttore generale di Veritas: «Continuiamo a controllare, sono materiali che si trovano nei percolati di discarica, rifiuti liquidi». Quindi Razzini ha tranquillizzato sul territorio di competenza dell’azienda: «Non c’è traccia sull’acqua da bere, da valutare in futuro semmai è quello che è presente nei fanghi, è probabile che lì ci siano e sarebbe una buona notizia. Vorrebbe dire che non se ne andrebbero nell’ambiente. I Pfas sono ubiquitari, dovessimo trovarli poi o li argineremo nelle loro aree o li termovalorizzeremo, perché, talvolta, nel fuoco c’è la purezza».

RECORD Razzini ha quindi offerto alcune considerazioni su Venezia: «Dal piano di disinquinamento del 2000 siamo arrivati all’85% della sua realizzazione, un record non da poco in Italia». Quindi un passaggio sul problema dei gabbiani: «Abbiamo ridotto la presenza del 35% attraverso azioni di riduzione della nidificazione e limitazione del cibo». E da ultimo, un passaggio sul referendum, dopo che l’assessore al bilancio Michele Zuin aveva dichiarato nei giorni scorsi che in caso di separazione i costi sarebbero insostenibili per Venezia: «Non abbiamo fatto proiezioni, il mio costo è però uguale, che si spalmi su 51 o 52 soci, la distribuzione la decide il sindaco, ma il metodo non è di competenza di Veritas». Tomaso Borzomì © RIPRODUZIONE RISERVATA

FALDE INQUINATE Condotte Pfas dell’acqua

Il convegno

Appello per rispettare l’acqua VENEZIA (T.B) Educazione al conferimento consapevole dei rifiuti e rispetto per l’acqua. Ma anche una borraccia anti plastica e l’invito a bere “l’acqua del sindaco”. Sono questi i punti cardine della programmazione che Veritas ha effettuato per i ragazzi degli istituti scolastici dei 27 Comuni in cui è presente l’azienda. A spiegarne i dettagli è stata Samuela Zennaro, consigliera del Gruppo Veritas: «Con l’inizio dell’anno scolastico abbiamo cominciato alcuni progetti, quest’anno abbiamo fatto scegliere tra due possibilità, i rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) e il riciclo dell’acqua. Con il primo si è voluto dare spazio ad un approfondimento sul corretto conferimento dei rifiuti elettronici, invece l’altro prevede di analizzare il tema della depurazione». Ai giovani del territorio sono stati consegnati due quadernoni da sedici pagine: “A scuola con

Poesie e giornali, la passione di nonna Dionisia a 103 anni `Quasi

autosufficiente cammina ancora da sola e legge molto LIDO (L.M) Una guerriera. Ha compiuto 103 anni, Dionisia Benetti, la nonna più anziana del Lido. Un’età portata con disinvoltura e il sorriso. Basti pensare che riesce ancora a camminare da sola, pur con l’aiuto di un deambulatore. E così a piedi è arrivata fino al suo ristorante preferito, dove ha festeggiato il suo compleanno. Da circa un anno l’anziana risiede alla casa di riposo “Campostrini”, poco distante dalla casa dove ha trascorso tutta la vita, in via Duodo. Dionisia è ancora abbastanza autosufficiente, e non rinuncia alle sue abitudini, come la parrucchiera e la lettura dei giornali. Nata il 3 ottobre del 1916, non ha avuto una vita facile: si è sempre dedicata alla famiglia e alla

cura della casa. Sposatasi con Egidio Scarpa è rimasta vedova, ancora poco più che quarantenne, e da sola ha cresciuto la loro unica figlia Elsa, oggi arzilla ottantenne che quasi ogni giorno la va a trovare in casa di riposo. Dopo la morte del marito si è rimboccata le maniche lavorando duramente e si è risposata con Sergio, impiegato in uno studio notarile veneziano. Un carattere deciso, tanto che da centenaria non ha trovato la sintonia con ben cinque badanti

Acqua” e “A scuola con Raeecyclon - il super robot venuto da Raee”. All’interno si possono trovare indovinelli e giochi in stile “settimana enigmistica” studiati per far avvicinare i più piccoli alla sostenibilità ambientale. Mentre ai più grandi è stata consegnata una borraccia in metallo da 400ml con un hashtag che parla da sé: #bevilacquadelsindaco. Inoltre è previsto un concorso con in palio una giornata in Valbrenta e discesa in gommone lungo il Brenta. Zennaro ha poi offerto i numeri dei partecipanti alla formazione nell’anno 2018-19: «Si tratta di 11.700 studenti circa da tutti i Comuni serviti dal gruppo e solo nel Comune di Venezia sono stati 2800. Il progetto ha però visto la sua conclusione con, oltre alla formazione in classe, anche con una visita agli impianti dell’azienda, per vedere dal vivo quello che hanno imparato».

Il Comune potenzia il servizio di trasporto sociale. Per questo da gennaio sarà garantita la possibilità gratuita alle persone con difficoltà di spostamento, come anziani, disabili e persone sole, di essere accompagnati oltre che all’Ospedale di Jesolo, anche nelle sedi ospedaliere di San Donà e Portogruaro e negli altri servizi e strutture socio-sanitarie. Per questo dalla prossima settimana il Comune aprirà il bando di gara finalizzato ad affidare il servizio di trasporto e accompagnamento sociale. Un progetto che l’Amministrazione Nesto ha iniziato ad avviare da due anni per dare soluzione ad una necessità sempre più sentita dalla popolazione. «Stiamo potenziando un servizio già esistente – spiegano il sindaco Roberta Nesto e l’assessore ai Servizi sociali, Giorgia Tagliapietra - per i nostri residenti che permette l’accessibilità ai servizi e alle strutture socio-sanitarie nel nostro territorio e nel Comune di Jesolo. Da gennaio ci sarà la possibilità di raggiungere anche le sedi più lontane come quelle di San Donà e Portogruaro. Rispondiamo così alla nostra comunità, soprattutto alla fascia più debole, che oggi ha più difficoltà a raggiungere in modo diretto questi presidi ospedalieri e gli altri servizi e strutture socio sanitarie dell’Ulss4. Abbiamo trovato le risorse e da gennaio il servizio sarà attivo». Per consentire il servizio, il Comune ha messo a disposizione 100 mila euro, rispondendo alle istanze della popolazione che chiedeva un supporto per raggiungere le sedi di Portogruaro e San Donà. «Abbiamo destinato risorse annuali per quasi 100 mila eu-

ro – aggiungono sindaco e assessore - e continueremo a sostenere le varie iniziative che vanno a supporto delle famiglie del territorio, i cittadini che sono più in difficoltà, che non hanno rete familiare e le persone più svantaggiate. È un servizio che si aggiunge al contributo per il trasporto sociale che il Comune ha concesso già all’Associazione Uildm che da sola non riesce a rispondere a tutte le richieste». Come detto il servizio che verrà avviato dal Comune permetterà di raggiungere in modo diretto le varie sedi ospedaliere. «Questo servizio sarà un beneficio – concludono Roberta Nesto e Giorgia Tagliapietra - perché consentirà di raggiungere direttamente la sede interessata, ottimizzando i tempi e soprattutto senza dover usare i mezzi di trasporto pubblici. Continuiamo a mantenere alta l’attenzione sul tema della salute e stiamo avviando progetti comunali per tutelare i nostri cittadini e potenziare i servizi rispetto al passato». Giuseppe Babbo © RIPRODUZIONE RISERVATA

PER RAGGIUNGERE LE SEDI PIU’ LONTANE DELLE STRUTTURE SANITARIE STANZIATI 100 MILA EURO DAL COMUNE

TRASPORTO Stanziati dal Comune 100 mila euro

Sicurezza idraulica, partiti i lavori per la nuova rete di deflusso

che si sono avvicendate, fino alla scelta di entrare in casa di riposo proprio perchè non riusciva più a stare sola a casa. È diventata anche bisnonna, perchè la nipote, Silvia Novello, che vive a Riva del Garda, le ha regalato due pronipoti Mattia e Arianna. «Una nonna grintosa e generosa - la descrive la nipote Silvia - che ha sempre cercato di aiutarcie. Il suo pezzo forte è anche la recita di poesie che conosce e recita ancora oggi a memoria». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LIDO DI VENEZIA Nonna Dionisa insieme alla figlia, nipoti e pronipoti

`Due nuove idrovore

a Treporti, potenziata la rete di alcuni canali CAVALLINO-TREPORTI Sicurezza idraulica, partiti i lavori a Cavallino. «Questi sono i primi due interventi di un progetto più ampio, che interessa tutta Cavallino-Treporti, legato al risanamento delle acque territoriali e alla creazione di una nuova rete al fine di garantire un miglior defluire delle acque e una miglior salubrità delle stesse – dice l’assessore Nicolò D’Este - Queste opere potenziano e mettono in sicurezza il sistema idraulico anche in funzione delle bombe d’acqua che in questi anni stanno colpendo l’intera penisola». Lo scorso venerdì la ditta incaricata dal Consorzio di Bonifica ha avviato i cantieri

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per iniziare i lavori di sicurezza e riassetto idraulico a Cavallino-Treporti. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro in municipio tra l’amministrazione e l’ingegner Giulio Pianon che ha illustrato i lavori che interessano due frazioni e dureranno fino alla primavera 2020. Entrando nel dettaglio, nella zona di Treporti saranno installate due nuove idrovore ed estesa la rete delle acque piovane, per Punta Sabbioni, lavori che inizieranno entro la fine del mese di ottobre, sarà potenziata la rete idraulica del canale consortile Zambon e di via Montello. «Questa progettualità è stata finanziata dalla Regione e tenuta ferma per decenni. È stata questa amministrazione che ha più volte sollecitato affinché venissero avviati i lavori per dare soluzioni concrete alle problematiche del nostro territorio» conclude la sindaco Roberta Nesto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sant’Erasmo Grande partecipazione alla 43. regata mista Riuscitissima la 43 edizione della regata mista uomo-donna, nei giorni scorsi in occasione della festa del Mosto a Sant’Erasmo. La coppia composta da Magda Tagliapietra e Maurizio Rossi “Sustin” ha sbaragliato gli altri concorrenti, guadagnando la bandiera rossa. Al secondo posto Camilla Conte e Gaetano Bregantin, bandiera verde per Giulia Tagliapietra e Damiano Allegretto, azzurra per Giuseppina Busetto e Pietro Meneghini. A seguire Silvia Bon e Stefano Tagliapietra, Romina Ardit e Giovanni Vianello, Elena Almansi e Mauro Ceciliati, Nausicaa Cimarosto e Vito Redolfi Tezzat, Romina Catanzaro e Marino Almansi. In riserva c’erano Claudia Nazzari e Luca Rigo.


VENERDÌ 11 OTTOBRE 2019 IL MATTINO

REGIONE

i problemi della scuola veneta

Destinati a cambiare il prossimo anno almeno 2 docenti su 5 Quasi ventimila precari hanno firmato un contratto annuale Tremila insegnanti da trovare fra i “Mad”. Disastro nel sostegno

Laura Berlinghieri VENEZIA. La scuola nel Veneto è la danza dei supplenti. 48.514 docenti per 586.938 studenti. Con numeri destinati a modificarsi anno dopo anno. Ma a variare sono soprattutto i volti: carte sempre da mischiare. Del totale dei quasi 50 mila docenti che que-

st’anno siedono dietro le cattedre, circa 20 mila sono precari: la maggior parte ha firmato un contratto annuale, pronta a fare le valigie con l’inizio del prossimo anno scolastico. Una situazione esemplificata dalla provincia di Venezia, con il 40 per cento delle 8. 203 cattedre assegnate “a tempo”. Stessa percentuale nel Trevigiano, su 9. 040 posti. Gode di

una posizione migliore Padova, dove i precari sono il 30 per cento: poco più di mille docenti comuni e poco meno di mille di sostegno, su 8.771 cattedre. I BUCHI A INIZIO ANNO

Il primo giorno di scuola, le scuole del Veneto hanno aperto con 7.821 “buchi” su 38.845 posti comuni e 2.284

su 9.669 del sostegno: un insegnante in meno su 5. La provincia più in sofferenza era Venezia, con 1.500 cattedre scoperte: 1.155 comuni e 440 di sostegno. Ma grave era la situazione anche nel resto della Regione: nel Trevigiano, i numeri parlavano di 1.012 cattedre comuni e 282 di sostegno vacanti, per il Padovano la situazione era rispettivamente di 879 e 247 e per il Bellunese di 317 e 126. LA FOTOGRAFIA DI OGGI

A un mese dal suono della prima campanella, questo è stato assorbito solo in parte. Esaurite le graduatorie, il Ministero ha “restituito” alle scuole 3 mila posti, la responsabilità della cui copertura era tutta delle segreterie degli istituti. Ma, con concorsi bloccati e graduatorie prosciugate, anche la “supplentite” diventa patologia di serie B di fronte a una ben più grave: l’assenza cronica di docenti. Quindi via alle chiamate dalla “Mad” (messa a disposizione), dalle cui fila possono uscire anche neolaureati o lau-

reandi. A versare nelle condizioni peggiori è la provincia di Treviso, che conta ancora un buco di 300 docenti. Nel Veneziano, le cattedre scoperte sono circa 200. Una cifra leggermente inferiore quella del Padovano: qui i problemi sono soprattutto alla secondaria di primo grado, con i professori di Lettere e Matematica. LA VORAGINE SOSTEGNO

Ma la condizione peggiore è quella vissuta dai 9.669 insegnanti di sostegno per 17.594 studenti. Sono circa 5 mila i professori precari, quindi senza specializzazione. Ha il titolo solo chi si è specializzato nelle università di Padova e Verona, ma le facoltà sono a numero chiuso: 500 per la prima e 350 per la seconda. Così, in provincia di Venezia, delle 1.659 cattedre di sostegno, 1.097 sono (o saranno) assegnate a docenti privi del titolo: tutti precari. Qui le scuole hanno aperto con un “buco” di 500 professori. La situazione è altrettanto grave a Padova, dove i precari nel sostegno sono quasi un migliaio, di cui

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498 solo alla scuola primaria. Emblematico il caso dell’Iis Netwon Pertini di Camposampiero, che per il sostegno ha ancora bisogno di 12 docenti: li cerca tra terza fascia e mad. VERTICI AMMINISTRATIVI

Altro nodo fondamentale riguarda l’assenza di dirigenti amministrativi (Dsga): sono loro a tenere le redini finanziare degli istituti, oltre a dirigere il personale tecnico – ammi-

Scarseggiano persino i dirigenti chiamati a pagare supplenti e acquisti nistrativo. Ne mancano 46 su 570 in tutto il Veneto. Infelice capofila è ancora Venezia, con 14 posti da coprire. Segue Treviso (7), Padova (6) e Belluno (4). Scuole in cui non potranno essere compiute le più banali operazioni di acquisto, neanche della carta igienica. E in cui non possono essere pagati i supplenti. —

nuova associazione

Editori Veneti per promuovere le piccole aziende che creano cultura

VENDITE EX-ACTA ABITAZIONI ED ACCESSORI RGE 573/2015 Giudice Dott.ssa Alessandra Burra; Delegato Avv. Marzia Callegaro PONZANO VENETO (TV) – Via Barrucchella – Lotto unico, piena proprietà per l’intero di appartamento al p. terra composto da ingresso, cucina, bagno, disimpegno, camera, ripostiglio e corridoio; scoperto pertinenziale. L’immobile non è dotato di autorimessa o posto auto. L’abitazione è attualmente abitata da esecutato e famiglia. Prezzo base Euro 37.000,00. Offerta minima per la partecipazione all’asta Euro 27.750,00. Rilancio minimo Euro 1.000,00. Vendita senza incanto il giorno 26/11/2019 alle ore 16:25 presso il Tribunale di Treviso, Primo Piano, Aula C, Viale G. Verdi n. 18. Offerte entro le ore 13:00 del giorno precedente la data della vendita presso lo Studio del Professionista Delegato Avv. Marzia Callegaro in Treviso, Via Pier Maria Pennacchi 5. Per informazioni ed appuntamenti: Custode giudiziario Aste.Com I.V.G. Treviso-Silea via Internati 1943-45 n. 30 Tel. 0422435022/030 fax 0422/298830, e-mail asteimmobiliari@ivgtreviso.it, sito internet www.ivgtreviso.it

VENDITE TRE.DEL. ABITAZIONI ED ACCESSORI

Piccoli editori in Regione per presentare la nuova associazione VENEZIA. Qual è il giro di affari della piccola e media editoria in Veneto? E quante sono le realtà editoriali che operano sul nostro territorio? Diversamente da quanto si pensa, il Veneto è una regione in cui si legge, e parecchio. Nell’arco di un anno il fatturato di questo settore che conta su un centinaio di aziende editoriali di piccola e media dimensione, si aggira sui 100 milioni di euro: un dato importante, tenendo conto che il comparto dà lavoro a circa 150 collaboratori su tutto il territorio regionale. Sono piccoli imprenditori indipendenti che contano soprattutto sulle loro forze per affacciarsi sul mercato del libro. Per poter contare di più e per avviare progetti condivisi che consentano di realizzare su larga scala quello che il singolo non è abbastanza strutturato per poter fare, una quarantina di aziende editoriali venete si è riunita in associazione sotto l’egida della Regione del Veneto e ha costituito gli “Editori Veneti”, che ieri mattina a Palazzo Balbi si è presentata alla stampa alla presenza dell’assessore regionale alla Cultu-

ra Cristiano Corazzari, del presidente della neonata associazione Carlo Mazzanti (Mazzanti editore) e della vice presidente Chiara Finesso (Il Poligrafo). Altissima qualità dei prodotti e diffusione della cultura veneta sono tra i principali obiettivi che gli “Editori Veneti” si sono dati. Il primo progetto che la neonata associazione metterà in campo, sarà un convegno tra febbraio e marzo del 2020 per fare il punto della situazione sull’editoria locale, nazionale e internazionale. Divisi in gruppi di lavoro a seconda del proprio settore di specializzazione, gli “Editori Veneti” si occuperanno di dare servizi per la distribuzione, la promozione, la comunicazione, opereranno per organizzare fiere e presentazioni di libri in circuito; istituiranno un fondo per le traduzioni dei libri pubblicati e si adopereranno per promuovere una continua innovazione tecnologica nel settore, oltre a proporsi come punto di riferimento per coordinare le iniziative editoriali regionali e i rapporti col mondo della scuola e col Miur. Silva Menetto

ESECUZIONE IMMOBILIARE N. 309/2016 G.E. Dott.ssa Alessandra Burra; Delegato alla vendita Avv. Sandro Moretti TREVISO (TV) – Via Nazario Sauro n. 17/B int. 3, a 400 mt dal centro storico – Lotto unico, piena proprietà di unità immobiliare abitativa al p. quarto con la proporzionale quota di comproprietà sugli enti e spazi comuni ai sensi dell’art. 1117 c.c., tra i quali un magazzino al p. settimo del medesimo immobile. Libero. Prezzo base Euro 160.000,00. Offerta minima per la partecipazione all’asta Euro 120.000,00. Vendita senza incanto con modalità sincrona mista in data 04/12/2019 alle ore 17:00 presso la Sala d’Aste Telematiche del Gestore Edicom Finance Srl c/o Aste 33 Srl in Treviso, Via Strada Vecchia di San Pelajo n. 20. Offerte entro le ore 13:00 del giorno precedente la data della vendita: analogiche in busta chiusa presso la sede di Tre.Del Associazione Professionale, sita in Treviso, Viale dei Mille n. 1/D, tel. 0422.424260, e-mail info@tredel.it, pec info@pec.tredel.it, telematiche tramite il modulo Offerta Telematica scaricabile dal sito del ministero e da inviare alla PEC offertapvp.dgsia@giustiziacert.it. Custode giudiziario I.V.G. Treviso-Silea via Internati 1943-45 n. 30 Tel. 0422435022/030 fax 0422/298830, e-mail asteimmobiliari@ivgtreviso.it, sito internet www.ivgtreviso.it

mite procedura competitiva di beni immobili, suddivisi per lotti, come di seguito meglio specificato. LOTTO N. 1 – Diritto venduto: PIENA PROPRIETA’ - Posto auto, situato al piano interrato di un condomino sito in Piombino Dese (PD), Via Pietro Damini, n. 3, consistenza 15 mq, superficie catastale totale 18 mq. Prezzo base d’asta: Euro 1.575,00.(millecinquecentosettantacinque/00). Rilanci minimi in aumento: Euro 200,00. (duecento/00). LOTTO N. 2 – Diritto venduto: PIENA PROPRIETA’ - Posto auto, situato al piano interrato di un condomino sito in Piombino Dese (PD), Via Pietro Damini, n. 3, consistenza 16 mq, superficie catastale totale 23 mq. Prezzo base d’asta: Euro 1.680,00. (milleseicentoottanta/00). Rilanci minimi in aumento: Euro 200,00. (duecento/00). LOTTO N. 3 – Diritto venduto: PIENA PROPRIETA’ - Posto auto, situato al piano interrato di un condomino sito in Piombino Dese (PD), Via Pietro Damini, n. 3, consistenza 17 mq, superficie catastale totale 22 mq. Prezzo base d’asta: Euro 1.785,00. (millesettecentoottantacinque/00). Rilanci minimi in aumento: Euro 200,00.=(duecento/00). LOTTO N. 4 – Diritto venduto: PIENA PROPRIETA’ - Garage, situato al piano interrato di un condomino sito in Piombino Dese (PD), Via Pietro Damini, n. 3, consistenza 43 mq, superficie catastale totale 48mq. Prezzo base d’asta: Euro 3.255,00. (tremiladuecentocinquantacinque/00). Rilanci minimi in aumento: Euro 300,00. (trecento/00). LOTTO N. 5 – Diritto venduto: PIENA PROPRIETA’ - Terreno edificabile, di 1.330 mq catastali, sito in Piombino Dese (PD), Via Pietro Damini. Il fondo è inserito nell’ambito di una lottizzazione, dove sono già state completate le opere di urbanizzazione. La potenzialità edificatoria è di 2.556 mc. Prezzo base d’asta: Euro 53.550,00. (cinquantatremilacinquecentocinquanta/00). Rilanci minimi in aumento: Euro 3.000,00. (tremila/00). LOTTO N. 6 – Diritto venduto: PIENA PROPRIETA’ - Terreno edificabile, di 1.465 mq catastali, sito in Piombino Dese (PD), Via Pietro Damini. Il fondo è inserito nell’ambito di una lottizzazione, dove sono già state completate le opere di urbanizzazione. La potenzialità edificatoria è di 2.776 mc. Prezzo base d’asta: Euro 58.275,00. (cinquantottomiladuecentosettantacinque/00). Rilanci minimi in aumento: Euro 3.000,00. (tremila/00). LOTTO N. 7 – Diritto venduto: PIENA PROPRIETA’ Terreno edificabile, di 2.112 mq catastali, sito in Piombino Dese (PD), Via Giovanni Pascoli. Il fondo è inserito nell’ambito di una lottizzazione, dove sono già state completate le opere di urbanizzazione. La potenzialità edificatoria è di 4.002 mc. Prezzo base d’asta: Euro 115.500,00. (centoquindicimilacinquecento/00). Rilanci minimi in aumento: Euro 5.000,00. (cinquemila/00). L’avviso di vendita in formato integrale, le modalità di partecipazione e la perizia di stima del compendio immobiliare sono disponibili sul sito internet www.fallimentitreviso.com, oppure presso lo studio del Curatore Fallimentare. Gli interessati dovranno presentare apposita offerta irrevocabile, in busta chiusa, entro le ore 12.00 del giorno antecedente la data fissata per la gara, indicando l’importo offerto e allegando un assegno circolare -non trasferibile- intestato a “Fallimento n. 61/2018 - Tribunale di Treviso”, pari al 10% del prezzo offerto, a titolo di cauzione. In caso di pluralità di offerte si procederà alla gara competitiva fra gli offerenti secondo le modalità specificate nell’avviso di vendita in formato integrale. Maggiori informazioni potranno essere assunte presso il Curatore Fallimentare dott. Giovanni Orso, con studio in Castelfranco Veneto (TV), Via degli Olivi n. 6/a tel. 0423/721982, fax 0423/496919, email info@contecervi.it.

BENI COMMERCIALI

VENDITE FALLIMENTARI ABITAZIONI ED ACCESSORI FALL. 162/2013 MARCON (VE) – Via S. Giuseppe n. 39 – Lotto 1: appartamento 2 camere 2 bagni con autorimessa. Prezzo base Euro 157.000 Lotto 2: appartamento 1 camera 1 bagno con autorimessa. Prezzo base 116.000 Lotto 3: Appartamento 2 camere 1 bagno con autorimessa. Prezzo base 147.000 Lotto 4: appartamento 2 camere 2 bagni con autorimessa 146.000 Lotto 5: appartamento 2 camere 2 bagni con autorimessa. Prezzo base 142.000. Tutti gli immobili sono occupati in forza di contratto di locazione opponibile alla curatela. Canone mensile a partire da Euro 500,00. Per maggiori informazioni e dettagli si invita a consultare il regolamento di vendita e/o a prendere contatti con il curatore. Vendita tramite procedura competitiva il giorno 29/10/2019 alle ore 16:00 presso lo Studio del Notaio Nicoletta Mammuccari in Mogliano Veneto (TV), Viale IV Novembre n. 6. Offerte entro le ore 18:00 del 28/10/2019 (a mani presso lo Studio del Not. Nicoletta Mammuccari (tel. 0415903138), ovvero presso lo Studio del Curatore Avv. Donatella Berto in Treviso, Via T. Salsa n. 82 (tel. 0422421530), in entrambi i casi previo appuntamento telefonico; in alternativa a mezzo raccomandata a.r., a mezzo PEC all’indirizzo f162.2013treviso@pecfallimenti.it o a mezzo telefax al n. 0422421090). Maggiori informazioni presso il Curatore Avv. D. Berto, e-mail segreteria@bertoeassociati.it FALL 168/2016 CASTELFRANCO VENETO (TV) - Borgo Treviso n. 12, Condominio Al Ponte delle Guglie - immobile uso civile abitazione con magazzino e due posti auto coperti di pertinenza. Libero. Prezzo base Euro 513.750,00. Rilanci minimi in aumento Euro 5.000,00. Vendita tramite procedura competitiva 26/11/2019 ore 12.00 avanti il Notaio Dott. Paolo Talice in Treviso, Via S. Pellico n. 1. Con la partecipazione all’asta gli eventuali offerenti esonerano il fallimento da ogni responsabilità connessa con lo stato del bene oggetto della vendita. Offerte presso il medesimo Studio entro le ore 12:00 del giorno antecedente la data della vendita. GD Dott. A. Fabbro. Curatore Dott. Emilio Abrami, tel. 0423/602822, e-mail studioabracom@studio-abrami.it N. REG.FALL. 61/2018 Giudice Delegato: Dott.ssa Clarice Di Tullio; Curatore: Dott. Giovanni Orso Avviso di vendita di immobili mediante procedura competitiva Si rende noto che il giorno 4 dicembre 2019 alle ore 15.00 presso lo Studio del Curatore, in Castelfranco Veneto (TV), Via Degli Olivi n. 6/A si procederà alla cessione tra-

N. REG.FALL. 142/2018 - Avviso di vendita di immobili mediante procedura competitiva Giudice Delegato: Dott.ssa Petra Uliana; Curatore: Dott. Mario Conte Si rende noto che il giorno 26 novembre 2019 alle ore 12.00 presso lo studio dei Notai Matteo Contento e Giuseppe Scioli in Montebelluna (TV), via Dino Buzzati n. 3, si procederà alla cessione, tramite procedura competitiva, di beni immobili, suddivisi per lotti, come di seguito meglio specificato. LOTTO N. 1 - Edificio a uso produttivo con uffici, sito in Follina (TV), Via Prà Lovai n. 9. Trattasi di un fabbricato produttivo con uffici, che si sviluppa sul piano terra e piano primo, composto da due porzioni principali, una più datata e una più recente, con una superficie commerciale di circa 16.000 mq. Il fabbricato presenta un’area esterna di pertinenza, condivisa con altro fabbricato produttivo (lotto 2, lett. a). Prezzo base d’asta Euro 1.199.400. (unmilionecentonovantanovequattrocento). Rilanci minimi Euro 30.000. (trentamila). LOTTO N. 2 - a) Edificio a uso produttivo con uffici, sito in Follina (TV), Via Fossa n. 18. Trattasi di un fabbricato produttivo con uffici, che si sviluppa sul piano terra e piano primo, con una superficie commerciale di circa 10.000 mq. Il fabbricato presenta un’area esterna di pertinenza, condivisa con altro fabbricato produttivo (lotto 1). b) Abitazione unifamiliare, sita in Follina (TV), Via Prà Lovai n. 13. Trattasi di un’abitazione unifamiliare, che si sviluppa sul piano terra e interrato, con ampia area verde, con una superficie commerciale di circa 200 mq, realizzata con funzione di abitazione del custode per i fabbricati di cui ai lotti 1 e 2, lett. a. Prezzo base d’asta Euro 1.133.700. (unmilionecentotrentatresettecento). Rilanci minimi Euro 30.000. (trentamila). LOTTO N. 3 - Porzione di edificio a uso magazzino, sito in Follina (TV), Via Fossa n. 3. Trattasi di una porzione di edificio a uso magazzino, che si sviluppa sul piano terra, con una superficie commerciale di circa 1.500 mq. Prezzo base d’asta Euro 119.000. (centodiciannovemila). Rilanci minimi Euro 3.000. (tremila). LOTTO N. 4 Area edificabile, sita in Follina (TV), Via Fossa e laterale di Via Cavalli, in parte in piena proprietà (100%) e in parte in piena proprietà nella quota del 50%. Trattasi di un’area edificabile con destinazione produttiva di completamento, pianeggiante e a verde, con una superficie catastale di circa 10.300 mq. Prezzo base d’asta Euro 291.900. (duecentonovantumilanovecento). Rilanci minimi Euro 7.000. (settemila). L’avviso di vendita in formato integrale, le modalità di partecipazione, la perizia di stima del compendio immobiliare e la documentazione relativa sono disponibili sul sito internet www.fallimentitreviso.com, oppure presso lo studio del Curatore Fallimentare. Gli interessati dovranno presentare apposita offerta irrevocabile, in busta chiusa, indicando l’importo offerto e allegando un assegno circolare – non trasferibile - intestato a “Fallimento n. 142/2018 - Tribunale di Treviso”, pari al 10% del prezzo offerto a titolo di cauzione. In caso di pluralità di offerte si procederà alla gara competitiva fra gli offerenti secondo le modalità specificate nell’avviso di vendita in formato integrale. Maggiori informazioni potranno essere assunte presso il Curatore Fallimentare dott. Mario Conte, con studio in Castelfranco Veneto (TV), Via degli Olivi n. 6/a tel. 0423/721982, fax 0423/496919, mail info@contecervi.it.


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Camposampiero San Giorgio delle Pertiche

Venerdì 11 Ottobre 2019 www.gazzettino.it

Finta pubblicità l’assessora investigatrice sventa la truffa

Lo investe e fugge: associazione vuole essere parte civile `Sono gli “Amici

della polizia stradale”, rinviata l’udienza

Spacciandosi per lei malvivente vendeva inserzioni fasulle sul libretto della fiera `

SAN GIORGIO D. PERTICHE Ha sparato nel mucchio spedendo chissà quante mail agli imprenditori del Camposampierese. Non poteva pensare che tra le tante una coinvolgesse un collega e amico del presidente della fiera di Arsego. Nei guai rischia di finire un truffatore che, grazie all’evento fieristico in partenza la prossima settimana, contava di portarsi a casa migliaia di euro promettendo spazi pubblicitari che poi sarebbero risultati inesistenti. La truffa delle sponsorizzazioni è fallita grazie al fiuto investigativo dell’assessore del comune di San Giorgio delle Pertiche, e presidente della fiera di Arsego, Stefania Pierazzo. E’ caccia aperta per rintracciare l’uomo che, spacciandosi proprio per l’assessora Pierazzo, ha contattato il direttore di un’azienda di Campodarsego per proporgli l’acquisto di uno spazio pubblicitario nel libretto dedicato alla Fiera. «Se la truffa non è andata a buon fine - ha sottolineato ieri Pierazzo - è solo per caso. L’altro giorno mi sono incrociata con un collega assessore che lavora in un comune del Camposampierese che mi ha riferito compiaciuto di essere in procinto di sottoscrivere un accordo pubblicitario con noi per partecipare attivamente alla fiera di Arsego».

IL SOSPETTO A quel punto a Pierazzo si è accesa la classica lampadina: «Ho detto al mio collega che è da circa una settimana che la campagna di marketing per apparire nel libretto della Fiera è chiusa. Mi sono subito insospettita. Il collega che ha rischiato di finire nella trappola della truffa mi ha mostrato la

STEFANIA PIERAZZO HA CAPITO SUBITO L’INGHIPPO QUANDO UN AMICO IMPRENDITORE LE HA DETTO DI AVER RICEVUTO LA SUA EMAIL

email che aveva ricevuto con tanto di numero telefonico. Ebbene, non era la mia anche se veniva utilizzato il mio nome. Il numero di telefono è risultato disattivato». A questo punto la presidente della fiera di Arsego si è recata dai carabinieri di Camposampiero del maresciallo Claudio Girolimetto, ai quali ha raccontato la vicenda formalizzando regolare denuncia a carico di ignoti. Il sospettato, non appena verrà identificato, rischia una denuncia per sostituzione di persona e truffa. Della vicenda è al corrente anche il sindaco di San Giorgio delle Pertiche Daniele Canella che ieri ha riferito: «Lancio un appello a tutti coloro che sono stati contattati da questo sedicente venditore di pubblicità a recarsi il prima possibile in caserma e denunciare il tutto. Ribadisco che i titoli per raccogliere la pubblicità per la Fiera sono solo in capo al Comune, saldando attraverso regolare bonifico bancario. Tutto il resto è truffa».

«METODI VIGLIACCHI» L’assessora Pierazzo ha concluso: «Questo sgradevole epi-

PIOMBINO DESE

MIGLIAIA DI VISITATORI La fiera di Arsego è pronta a partire A fianco Stefania Pierazzo presidente dell’evento

sodio non va a macchiare un evento che raduna ad Arsego migliaia di visitatori. La nostra fiera è storica ed è considerata tra le più apprezzate su scala provinciale. Dispiace sapere che c’è qualcuno senza scrupoli che usando metodi vigliacchi tenta di guadagnare soldi alle spalle di aziende che desiderano solo essere parti attive di questo importante evento».

L’evento fieristico partirà giovedì e si protrarrà fino al 22 ottobre. Molteplici le attrazioni che animeranno la festa che da anni è in grado di raccogliere un ventaglio di partecipanti di tutte le età. Tra le presenze è prevista quella del governatore Luca Zaia, ma anche di politici della Regione e amministratori di tutta la provincia. Cesare Arcolini

Ai giardini fermati i pusher ragazzini BORGORICCO Continua l’attività anti spaccio dei carabinieri della stazione di Campodarsego. L’altro giorno in un servizio di perlustrazione a Borgoricco i militari dell’Arma del maresciallo Francesco Adelio Rosato si sono portati in un’area verde in pieno centro, tristemente nota per accogliere assuntori e spacciatori. Ai giardini gli investigatori si sono imbattuti in tre giovani, che alla vista del personale in divisa, hanno tentato di defilarsi in tutta fretta. Non hanno fatto in tempo a scappare e sono stati tutti bloccati. Tra loro si registrano un maggiorenne di 18 anni e due ragazzini di 16. Dopo la perquisizione, sono stati trovati in

possesso di 5 grammi di marijuana e due bilancini di precisione. Segnale questo che la droga non serviva per uno spinello in compagnia, ma doveva essere preparata per essere venduta a terzi. Sono stati accompagnati in caserma e sono stati denunciati in concorso per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Le indagini dei carabinieri della stazione di Campodarsego sono in pieno svolgimento. Gli inquirenti desiderano capire quanti assuntori ruotavano attorno a questi baby pusher. In caserma sono arrivate anche le famiglie dei minorenni e inevitabile è stata la rabbia quando hanno appreso dell’illecita attività portata avanti dai loro figli. Tutti ragazzi del Camposampierese che frequentano

regolarmente gli istituti scolastici locali, e a scuola sono considerati anche studenti modello, ma che stanno rischiando di prendere una brutta piega sul fronte della legalità e della giustizia. Quello emerso l’altro giorno è l’ennesimo caso di situazione di spaccio venuta a galla nell’Alta Padovana. Un fenomeno preoccupante sul quale le forze dell’ordine stanno lavorando in maniera risoluta al fine di debellare ogni rischio per la sicurezza e la salute dei giovani. Si cercherà di scoprire dove il terzetto avesse acquistato la marijuana. Il timore è che il mercato possa annoverare decine di ragazzini che magari si avvicinano presto allo spinello e poi non riescono più a farne a meno. C. Arc.

L’associazione “Amici della polizia stradale”, ieri davanti al Gup Domenica Gambardella, ha chiesto di volersi costituire parte civile nel caso di omicidio stradale dove è morto un giovane studente egiziano. Il giudice ha così rinviato l’udienza preliminare al prossimo 25 ottobre. In quella precedente l’investitrice, la studentessa Elena Marazzato 20 anni di Trebaseleghe, ha chiesto di poter patteggiare la sua pena a due anni e sei mesi. Il 19enne egiziano Ihab Abou El Seoud, la sera del 31 marzo dell’anno scorso, in sella alla sua bicicletta è stato sbalzato nel fossato perchè tamponato dalla Mercedes Benz condotta da Elena Marazzato. La giovane, difesa dagli avvocato Fabio Pinelli e Alberto Berardi, non si è fermata per soccorrerlo e il ragazzo è morto soffocato per avere aspirato con il naso e la bocca acqua e fango. La studentessa ha già risarcito i genitori di Ihab con 350 mila euro. Il tragico incidente è accaduto in via Gattoeo a Piombino Dese: il giovane, studente dell’Enaip di Noale in provincia di Venezia e pr della discoteca “Baita al Lago” di Castelfranco Veneto in provincia di Treviso, era in bicicletta in una strada buia. Stava tornando a casa dopo una normale serata di lavoro al ristorante “La Baracca”. L’unica sua colpa, pedalare senza illuminazione e senza giubbino catarifrangente. La ragazza è stata indagata per omicidio stra-

dale e per omesso soccorso, perché dopo l’impatto non si è fermata. Ha proseguito la corsa con il cuore in gola, senza guardarsi indietro per il terrore. Solamente al mattino seguente, incalzata dalla madre che aveva appena sentito la notizia di un investimento mortale, si è presentata in lacrime dai carabinieri per costituirsi. Il ragazzo è stato trovato senza vita tre ore dopo dal padre, che lo cercava disperato non vedendolo più tornare a casa. Il professore Guido Viel durante l’autopsia aveva trovato un mix di acqua e fango nei polmoni dello studente-lavoratore, segno inequivocabile di come il giovane fosse ancora vivo una volta scaraventato nel fossato a bordo strada. E di come si sarebbe potuto salvare, se i soccorsi fossero stati chiamati subito. Invece Ihab Abou El Seoud aveva respirato acqua e fango per cinque minuti – si legge nelle conclusioni della consulenza – e lo aveva fatto senza rendersene conto “in quanto a seguito dell’urto e della proiezione – scrive il pubblico ministero Luisa Rossi – subiva un disturbo transitorio delle funzioni neurologiche centrali, a causa del quale non riusciva ad evitare l’ostruzione delle vie respiratorie e l’inalazione di acqua nelle vie aeree”. Insomma, il giovane egiziano è morto annegato Marco Aldighieri

LA NEOPATENTATA AVEVA INVESTITO UN GIOVANE EGIZIANO E POI ERA SCAPPATA TORNANDO A CASA

LA VITTIMA Lo studente lavoratore egiziano Ihab Abou El Seoud morto a soli 20 anni in pizzeria insieme al suo papà

Pediatria, il nuovo primario Vecchiato promette il rilancio del reparto CAMPOSAMPIERO «Mi sono accorto subito, appena arrivato, che c’era una grande attesa al mio arrivo in reparto. Io farò il possibile per soddisfare al meglio le aspettative e i bisogni dei pazienti. Ci vuole un po’ di tempo per assestare la situazione. Il mio ingresso prevede lo sviluppo e l’implementazione dei servizi. Tra qualche settimana riusciremo ad offrire un servizio più completo di quello che riusciamo ad erogare oggi». Il nuovo primario di Pediatria dell’ospedale di Camposampiero Luca Vecchiato, in servizio dallo scorso primo ottobre, è stato salutato con grande entusiasmo e ottimismo dalle mamme che usufruiscono

della di terapia intensiva, dagli amministratori locali e da tanti cittadini che hanno riversato sui social le speranze di un rilancio immediato del reparto del “Pietro Cosma” dopo le oggettive difficoltà degli ultimi mesi estivi del servizio, che ha rischiato di chiudere i battenti. Lo stesso direttore generale dell’Ulss 6 Euganea si è personalmente congratulato con il neo primario augurandogli

«IL REPARTO PUÒ TORNARE ATTIVO H 24 IN NOVEMBRE, A PARTE TERAPIA INTENSIVA PER ORA LAVOREREMO IN SINERGIA CON MEDICI DI PADOVA, VICENZA, VERONA»

RISCHI SUPERATI Da sinistra Vecchiato con il dg Scibetta: superata la crisi del reparto che ha rischiato di chiudere i battenti

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buon lavoro. Le prime parole del medico sono pragmatiche e ottimistiche: «Il nostro reparto di pediatria potrebbe ritornare a pieno regime operativo 24 ore su 24 nei primi giorni di novembre, ad eccezione di terapia intensiva in cui saranno inizialmente gestite solo complicanze di livello medio - afferma Vecchiato -. Una cosa però mi sento fin da subito di garantire a tutti: la nascita di un bambino qui da noi avviene nella massima sicurezza. Attualmente noi questa tranquillità per i neonati e i loro genitori la garantiamo in collaborazione con colleghi che lavorano negli ospedali di Verona, Vicenza e Padova, con operatori medici e anestesisti altamente qualificati». Vecchiato non è “nuovo” a Camposampiero. Laureato in

medicina e chirurgia all’università di Padova nel 1993, specializzatosi poi in pediatria nell’ateneo di Ferrara nel 1998 e successivo con un master in terapia intensiva neonatale e pediatrica conseguito a Bruxelles, il dottor Vecchiato dal novembre 2014 ad oggi è stato direttore della Uoc pediatrica del distretto di Dolo e Mirano dell’Ulss 3 Serenissima. Nella sua lunga carriera ha lavorato a Rovigo, a Vicenza e, appunto, a Camposampiero con incarico funzionale di ecografia neonatale e pediatrica. «Con questa nomina – è stato il commento della direzione generale dell’Ulss - abbiamo raggiunto per la Pediatria di Camposampiero una soluzione definitiva, stabile e di valore». Luca Marin


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LEO BURKE FA PARTE DELL’ALA PIU’ TRADIZIONALISTA DELLA CHIESA. HA PARLATO IN ITALIANO CON INSEGNANTI E RAGAZZI

San Donà di Piave

Venerdì 11 Ottobre 2019 www.gazzettino.it

mestrecronaca@gazzettino.it

In trecento al Volterra per il cardinale “contestato”

Azioni Asco Piave, il Comune punta a 1 milione e mezzo `Decisa la vendita dei

titoli azionari. Primo obiettivo: il nuovo ponte MEOLO

Folla nell’aula magna dell’istituto. Una decina di docenti si era opposta alla visita `

SAN DONÀ Circa trecento tra studenti e insegnanti del Volterra hanno voluto ascoltare ieri mattina le parole del cardinale Leo Burke. Per la grande affluenza l’alto prelato è stato ricevuto nell’aula magna della scuola, per un incontro a cui hanno aderito in modo volontario studenti e docenti. Il tema trattato dal porporato per una quarantina di minuti è stato “solidarietà e tolleranza nel mondo globale”. All’incontro erano presenti la vicesindaca di San Donà Silvia Lasfanti e il vicesindaco della Città metropolitana Massimo Sensini, e durante l’incontro sono stati letti i saluti del presidente della Regione Luca Zaia e del vice Gianluca Forcolin.

I CRITICI La presenza del cardinale nei giorni scorsi aveva provocato la reazione di una decina di insegnanti che si erano opposti all’incontro. L’americano Raymond Leo Burke non è un prelato qualsiasi. Si tratta di uno degli esponenti più conservatori e tradizionalisti della Chiesa. Per questo alcuni insegnanti si erano dichiarati contrari alla sua presenza, in quanto ritenuta in contrasto «con i valori della scuola pubblica garantiti dalla costituzione come il dialogo, la condivisione, l’uguaglianza, l’importanza di non discriminare o giudicare, tutti principi che una scuola della Repubblica cerca di trasmettere con mille difficoltà, già interessata da problemi di composizione sociale ed etnica. Ci chiediamo se la presenza di questo prelato ci aiuti o meno in questo

compito educativo. Siamo convinti che anche una parte del mondo cattolico condivida un atteggiamento critico nei suoi confronti. Beninteso non mettiamo in discussione la libertà di parola del cardinale, già appoggiato peraltro da molte forze, ma ci è sembrata un’iniziativa “pericolosa” per lo stesso Volterra».

NUMERO CHIUSO L’incontro, sebbene sia stato organizzato nel giro di pochi giorni, ha suscitato interesse nel mondo della scuola. Tanto che alcuni insegnanti del Padovano, venuti a conoscenza della presenza di Burke, avevano contattato il Volterra, intenzionati a partecipare all’evento, ma non sono stati autorizzati dalla dirigente Erminia Bosnia, «poiché – precisa - si è trattato di un semplice saluto». La dirigente scolastica spiega che «tutto si è svolto con grande serenità. Il cardinale ha parlato con i ragazzi in italiano. La presenza del cardinale a scuola è una novità assoluta e può essere l’incentivo per creare una serie di interventi relativi ai diversi modi di pensare esistenti nel mondo, anche non legati alla Chiesa cattolica, ad esempio in futuro potrebbe esserci un incontro con il rappresentante in Italia del buddismo tibetano. Una scuola, proprio perché laica, dev’essere aperta al contraddittorio. Si possono avere delle idee diverse, ad esempio, da quelle del presidente americano Donald Trump ma se venisse al Volterra si tratterebbe di un evento. Inoltre parlare con persone che vivono la storia è sempre diverso da quello che offrono i social network». Davide De Bortoli

L’INCONTRO In alto, un momento della visita; qui sopra, il Volterra

Rifiuti, prime condanne FOSSALTA DI PIAVE Sono stati condannati a pene fino a 4 anni e 8 mesi di carcere i quattro imputati che avevano scelto il rito abbreviato nel processo con al centro il traffico illecito di rifiuti, stoccati e poi bruciati lo scorso 14 ottobre, nel deposito di via Chiasserini a Milano. Lo ha deciso il gup di Milano Teresa De Pascale. In particolare, il procacciatore di clienti in Veneto Diego Giro, 47 anni, di Caorle, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi, il legale rappresentante della Ipb Italia Mauro Zonca a 3 anni e 4 mesi, Joskwa Colombo, amministratore di fatto di una società intermediaria di rifiuti a 3 anni e 8 mesi, e un altro imputato mino-

re a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa). Il gup De Pascale ha poi accolto quattro patteggiamenti fino a 2 anni di carcere. Secondo gli accertamenti della procura milanese e della Squadra Mobile del capoluogo lombardo, era stato architettato un meccanismo che avrebbe permesso di incassare soldi con il ritiro di numerose quantità di rifiuti da smaltire. Rifiuti che sarebbero stati stoccati illegalmente in siti sparsi per il nord Italia, per poi essere bruciati. Tra questi anche un capannone a Fossalta di Piave. Sito che l’organizzazione avrebbe gestito assieme ad alcuni altri capannoni a Milano, a Verona e in provincia di Lodi, per stoccare in totale circa 37mila metri cubi di rifiuti.

Il Comune ha in cassa un “tesoretto”: un considerevole pacchetto di azioni di Asco Piave spa, che al valore attuale equivale a oltre un milione e mezzo di euro. La precedente giunta Aliprandi aveva deciso la vendita dei titoli azionari per realizzare il progetto di riqualificazione del centro storico di Meolo, atteso da anni. Anche l’attuale sindaco Daniele Pavan ha confermato l’intenzione di alienare le azioni, ma ha anche annunciato che ci sono impellenti necessità di altri lavori pubblici, prima tra tutte la costruzione del nuovo ponte della Fossetta. Un’erosione del capitale che ha sollevato le preoccupazioni degli ex amministratori, ora in minoranza in consiglio comunale. In un dettagliato intervento, nell’ultima seduta consiliare il sindaco Pavan ha precisato come intende procedere nella vendita delle oltre 503mila azioni di Asco Piave, che il Comune ha in banca. «La situazione è a rischio patrimoniale, perché il titolo è oggetto di oscillazioni in Borsa - ha sottolineato Pavan - Rispetto al valore iniziale, il titolo è salito, ma è opportuno adottare una strategia di alienazione per portare a casa il valore che hanno queste azioni». Per evitare di far crollare il titolo, immettendo sul mercato in una sola volta l’intero pacchetto azionario, il sindaco ha suggerito di frazionarne e dilazionarne la vendita, dando mandato alla Giunta di decidere il momento opportuno per farlo. La proposta avanzata da Pavan al consiglio comunale è stata di fissare il valore minimo di vendita a 3,70 euro ad azione, al di sotto del quale la Giunta non è autorizzata a vendere, e di stabilire

il termine per l’alienazione dell’intero pacchetto azionario al 31 dicembre 2020. «Possiamo alienare una prima tranche, pari a 200mila azioni, ricavando circa 700mila euro, ottenendo quindi anche una parte dei dividenti distribuiti a maggio, che possono essere utilizzati per la spesa corrente», ha sostenuto Pavan. Nessuna obiezione sull’operazione, ma gli ex amministratori hanno focalizzato l’attenzione sulla destinazione di quel tesoretto: «Il processo di recesso, concluso dalla Giunta Aliprandi, era finalizzato a finanziare la riqualificazione del centro storico - ha ribadito l’ex assessore Giampiero Piovesan - Si tratta di risorse strategiche per quell’intervento e non vanno sprecate in altre opere pubbliche minoritarie. Il centro storico è un’assoluta priorità. Pretendo che quelle risorse non vadano sperperate». E’ fondamentale intervenire nel centro storico, ha replicato Pavan «ma la prima necessità è la sistemazione del ponte della Fossetta e, non avendo risorse disponibili, quella è prioritaria. Poi ci sarà il resto». E il centro storico? «Faremo incontri con i proprietari e gli urbanisti, dopo di che valuteremo», ha concluso Pavan. E.Fur. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SINDACO Daniele Pavan, primo cittadino di Meolo

La fiera del fumetto compie dieci anni, in via Pralungo la festa dei cosplay SAN DONÀ La fiera del fumetto di San Donà compie dieci anni. Ed è tutto pronto per la nuova edizione che avrà luogo sabato 12 e domenica 13 dalle 10 alle 19, ad ingresso gratuito che chiama a raccolta tutti gli appassionati di fantasy, fantascienza e cosplay, la moda che consiste nell’interpretare un personaggio dei fumetti, cartoni animati, manga o film. La fantasia, infatti, è il motore dell’evento. La manifestazione si svolge nei padiglioni fieristici di via Pralungo, organizzata dall’associazione Tanagura in collaborazione con Confcommercio e il Comune. L’area di 13mila metri quadrati ospita una mostra-mer-

cato di fumetti, convegni e incontri con più di ottanta artisti tra affermati, emergenti e autoproduzioni, ma ancora nel ricco programma è previsto una spazio ludico con giochi e sfilate dedicate ai vari personaggi e stand di associazioni culturali che presentano le loro attività. «In questa edizione la mostra-mercato si amplia con oltre 250 tra hobbisti e collezionisti – spiega Francesca Tuzzato, presidente di Tanagura – In calendario eventi legati ad anniversari che celebrano i quindici anni di World of Warcraft e i quaranta del mitico robot Gundam, accompagnati da mostre a tema e domenica l’immancabile gara cosplay». Mostre e laboratori, infatti, sono dedicati ad importanti

eventi come quello dell’associazione “Gunpla builders Veneto”, comprendendo anche opere originali dedicata allo sbarco sulla Luna, un tributo allo studio di animazione Kyoto Animation, quest’anno colpito da un incendio doloso, oltre alla mostra “Robot e cartoni degli anni ‘80 e 90” realizzata da Luciano Brazzale con i mattoncini Lego e infine una vasta mostra personale del no-

COSPLAY La sfilata nell’edizione di tre anni fa

SABATO E DOMENICA L’EVENTO A INGRESSO GRATUITO CHE RICHIAMA OGNI ANNO MIGLIAIA DI APPASSIONATI. DUE PALCHI PER LE SFILATE

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to disegnatore Leonardo Albiero, tra gli ospiti. L’area giochi prevede oltre cento postazioni dove saranno organizzati tornei di carte come Yu-gi-oh, Keyforge e Magic, videogiochi Pokemon, gioco da tavolo con importanti anteprime nazionali, e postazioni con Playstation.

GLI AUTORI Tra gli autori Francesco Nepitello, famoso per aver firmato “Lex arcana”, il gioco di ruolo italiano di maggior successo di tutti i tempi. Sul fronte sport e arti marziali si potrà assistere alle dimostrazioni di Aikido, spettacoli di danza e tornei di spada. A grande richiesta torna la caccia al tesoro, un evento molto amato che per il deci-

mo anniversario offre la possibilità di conquistare cartoline da collezione a tiratura limitata. Due i palchi a disposizione per sfilate e workshop che quest’anno ospita Giovanni Labate, miglior cosplayer al mondo di “One piece”, durante la finale che si è svolta lo scorso agosto a Nagoya in Giappone che si esibirà fuori concorso. Tra i gruppi che parteciperanno alla manifestazione: gli Star Wars di Treviso, i blasonati Prizmatec dal Friuli, specializzati in costumi con armature giganti e il gruppo che segue il filone Steampunker. Gran finale nel pomeriggio di domenica con la gara cosplay con oltre cento partecipanti. D.Deb. © RIPRODUZIONE RISERVATA


REGIONE ATTUALITÀ

Corriere del Veneto Venerdì 11 Ottobre 2019

9 VE

Incinta a tredici anni, c’è un indagato

Cittadella, ragazzina accolta da una struttura protetta dopo l’ultima visita all’ospedale. Un trentenne sinti la rivendica: «Stiamo insieme, per noi è normale». É sotto inchiesta per atti sessuali con minore Il punto ● La vicenda è emersa con la segnalazione dei servizi sociali di Cittadella, Padova: denuncia del caso ai carabinieri dopo la nota dei medici dell’ospedale, che avevano appena completato una visita di routine: la partoriente che chiedeva un controllo aveva appena 13 anni ● La ragazzina è stata tolta alla famiglia, nomadi che gravitano prevalentemen te nel Vicentino, ed affidata a una struttura protetta ● C’è, però, un uomo di 32 anni di origini sinti che rivendica la tredicenne, dice di essere il suo compagno da un anno e mezzo e di avere il consenso di lei e della famiglia ● È indagato per atti sessuali con minore

CITTADELLA A portare a galla la vicenda sono stati i servizi sociali di Cittadella, avvisati dai medici dell’ospedale, che hanno chiamato i carabinieri. Una bambina di soli tredici anni entro un mese diventerà mamma. Il padre, un trentaduenne di origini sinti, è stato denunciato già due mesi fa; la procura di Padova ha aperto un’inchiesta ed è stato informato il tribunale dei minori di Venezia. Per il futuro papà potrebbero spalancarsi le porte del carcere, nonostante sia stato lui stesso a rendere pubblica la vicenda, che rischia di trascinarsi a lungo nelle aule dei tribunali. La ragazzina, dopo una visita di routine all’ospedale di Cittadella, da una settimana è stata portata in una struttura protetta, lontano dai genitori, dai fratelli e dal compagno. «L’ho accompagnata in ospedale per un controllo alla mattina - racconta l’interessato - c’erano anche i suoi genitori. É consenziente, stiamo insieme da un anno e mezzo e questo figlio è stato voluto da entrambi. Al pomeriggio i carabinieri mi hanno informato che la mia compagna non era più in reparto, dicendo che non sanno dove si trovi in questo momento. Voglio sapere che fine ha fatto e sono pronto a denunciare tutti per sequestro di persona. Ci siamo affidati a un avvocato (il trevigiano Andrea Zambon, ndr). Lui mi ha detto di stare tranquillo e che la cosa si risolverà». L’uomo non sente ragioni quando gli si ricorda come la legge italiana punisca severamente gli atti sessuali nei confronti dei minori di 14 anni. «Per questa faccenda sono già stato denunciato e il reato che mi è stato contestato è proprio quello di atti sessuali con i minori - spiega - ma è una cosa profondamente ingiusta e che non comprendo. Io vado d’accordo con lei e coi suoi. Siamo

Il padre del bambino/1 Stiamo insieme da un anno e mezzo e questo figlio è voluto da entrambi. Voglio sapere dov’è la mia compagna e sono pronto a denunciare Il padre del bambino/2 So che sono indagato per atti sessuali con minori ma è ingiusto. Siamo nomadi, la legge italiana non può non considerare le nostre tradizioni

nomadi, la legge italiana non può non considerare le nostre tradizioni. Lei è consapevole di diventare madre ed è stata una scelta voluta. Stanno rovinando una famiglia: siamo disperati. I miei fratelli e quelli della mia compagna non si danno pace, io non mangio da otto giorni. È stata portata via dai genitori senza il consenso. Non l’abbiamo mai abbandonata, ero io che la portavo a fare le visite, che parlavo con i dottori e la seguivo ovunque. Non capisco perché le autorità, pur essendo tutte a conoscenza di questa situazione da mesi, l’abbiano trasferita nella struttura protetta solo ora. Siamo stati a fare una visita a inizio settembre e lei è scappata dall’ospedale proprio per paura di non rivederci. È assurdo e inconcepibile. Anche i medici

● Il codice penale

ARTICOLO 609 QUATER Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609 bis chiunque al momento del fatto: 1) Non ha compiuto gli anni quattordici 2) Non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una vera relazione di convivenza 3) La pena è aumentata se il compimento degli atti sessuali con il minore che non abbia compiuto gli anni quattordici avviene in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promesso.

Juno e oltre In foto l’attrice Ellen Page in Juno, film del 2007 che racconta la gravidanza di una sedicenne. Fu miglior film al festival di Roma

Soldi in nero per il partito, i giudici tributari «assolvono» Orsoni: prove insufficienti

L’ex sindaco non pagherà le tasse. La Corte d’appello: tangenti per Matteoli e Piva VENEZIA Il tribunale penale ha creduto al suo grande accusatore, l’ex segretario di Giovanni Mazzacurati al Consorzio Venezia Nuova: Federico Sutto in aula il 16 giugno 2016, guardando in faccia l’ex sindaco Giorgio Orsoni, riferì di avergli consegnato in studio 250 mila euro in nero in tre tranche nel 2010, come finanziamento della campagna elettorale. Orsoni è stato «salvato» dalla prescrizione per quell’accusa, ma ora una sentenza della commissione tributaria regionale rimette tutto in discussione, se non dal punto di vista giudiziario, quanto meno storico. I giudici hanno infatti accolto il ricorso di Orsoni e dei suoi avvocati Francesco e Stefania Moschetti contro l’Agenzia delle Entrate, che voleva fargli pagare le tasse su quei soldi, ritenendoli un reddito illecito, sebbene non tangenti, ma solo finanziamenti elettorali. I giudici tributari d’appello, ribaltando la sentenza di primo grado di un

Ex sindaco Per l’avvocato Giorgio Orsoni, l’accusa di aver preso soldi in nero per il partito è stata prescritta ma ora dà battaglia per l’assoluzione morale

paio d’anni fa, hanno detto no. Secondo il collegio presieduto dal pm Aldo Celentano – e di cui faceva parte Cesare Rindone, arrestato nell’inchiesta sulle mazzette all’Agenzia delle Entrate (ha patteggiato) del pm Stefano Ancilotto, lo stesso del Mose – quelle accuse sono vaghe. «L’avviso di accertamento non è assistito da piattaforma probatoria adeguata», hanno

scritto i giudici, che hanno anche sottolineato che per valutare l’idoneità delle dichiarazioni bisogna anche verificare la veste di chi le stava rilasciava. E anche su questo hanno puntato gli avvocati di Orsoni, mentre lui preferisce non commentare. «Sutto è inattendibile, ha cambiato versione per poter patteggiare - spiegano - Il processo è stato un tritacarne, è

stata giustizia sommaria». Il caso ha voluto che proprio ieri siano state depositate anche le motivazioni del processo d’appello sulle tangenti del Mose. Orsoni aveva fatto ricorso non sul fatto storico (passato in giudicato), ma dicendo che «il fatto non è previsto come reato», in quando il sindaco non è tra le figure indicate dalla legge sul finanziamento illecito dei partiti: ma secondo la Corte d’appello escluderlo sarebbe «gravemente irrazionale», visto che si tratta della figura più importante delle elezioni amministrative. La Corte ha condannato solo due dei sei imputati arrivati in appello, in primis l’imprenditore Erasmo Cinque, che ha preso 5 anni per corruzione in concorso con l’ex ministro Altero Matteoli (deceduto e dunque prosciolto): l’accusa era che la sua Socostramo avesse ricevuto dal Consorzio Venezia Nuova milioni di euro di lavori per il marginamento di Porto

mi avevano assicurato che non l’avrebbero allontanata. Non le facevo mancare nulla». In realtà sul conto dell’uomo le indagini continuano e non è escluso che, nato il bambino, ci sia il test del dna per appurarne le responsabilità. «C’è stato un provvedimento urgente dell’Usl, ma attendiamo di vedere cosa deciderà il tribunale dei minori di Venezia», si limita a spiegare l’avvocato. Si indaga anche sul contesto in cui è cresciuta la ragazzina, che risulta residente a Malo, nel Vicentino (dove sono accampate altre famiglie sinti)fino a maggio 2012; poi è stata cancellata dagli uffici comunali, diventando irreperibile; figlia di una quarantenne già nonna e con altri undici eredi, avrebbe vissuto negli ultimi tempi tra il Bassanese, dove da trent’anni si accampa la sua famiglia, e il Bresciano, provincia di riferimento del compagno. La famiglia della tredicenne, fino a quest’estate sistemava camper e roulotte vicino al Brenta, a Pozzoleone. Luca Pierobon, sindaco leghista di Cittadella, attacca: «È una vicenda gravissima e tragica e mi auguro che l’uomo finisca in galera. L’ultimo domicilio conosciuto della ragazza è in provincia di Vicenza. Non è possibile che i servizi sociali di Cittadella si prendano in carico tutti i senza fissa dimora che arrivano nel nostro ospedale. Non conosco la famiglia in questione ma per normativa chi deve occuparsi di questa situazione è il Comune dove la ragazzina è domiciliata». L’assessore regionale alla Formazione, Elena Donazzan, via social chiede una pena esemplare: «La risposta alle forze dell’ordine è stata “Tra noi sinti si fa così”. Dovrebbe esserci una legge che tolga i minori a questa gente». Andrea Pistore Bendetta Centin © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marghera in cambio di favori. «La Socostramo entra nei lavori per imposizione politica - dice la sentenza - Il guadagno nella vicenda corruttiva è enorme (...) milioni di euro a fronte di una controprestazione sostanzialmente inesistente». A fare i favori è proprio Matteoli, che affida i lavori di bonifica al Consorzio, poi nomina un Magistrato alle Acque gradito a Mazzacurati (Patrizio Cuccioletta nel 2008), infine interviene per «addolcire» la Corte dei Conti. Minore la posizione dell’ex presidente di Adria Infrastrutture Corrado Crialese (un anno e otto mesi per millantato credito), prescritto l’imprenditore Nicola Falconi, la sentenza conferma la prescrizione anche per l’ex presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva, che però secondo i giudici ha preso tangenti dal Cvn. «La responsabilità dell’imputata risulta confermata», scrive il collegio presieduto dal giudice Carlo Citterio, ma è passato troppo tempo. Quanto a Mazzacurati, la Corte ha ritenuto acquisibili le sue dichiarazioni, ma ha anche sottolineato che sono «quelle meno dettagliate, rispetto in particolare ad altri coimputati come Piergiorgio Baita e Claudia Minutillo». Ovvero gli altri due grandi accusatori. Alberto Zorzi © RIPRODUZIONE RISERVATA

La vicenda ● Il 4 giugno 2014 la Finanza ha arrestato politici, pubblici funzionari e imprenditori per l’inchiesta su tangenti e finanziamenti illeciti legati al Mose e al Consorzio Venezia Nuova ● Molti di loro hanno patteggiato quasi subito, mentre 8 sono andati a processo in aula. Con la sentenza dello scorso luglio sono stati condannati solo Erasmo Cinque e Corrado Crialese: tra gli altri Altero Matteoli è morto, Giorgio Orsoni e Maria Giovanna Piva prescritti


III

Primo Piano

Venerdì 11 Ottobre 2019 www.gazzettino.it

Montaruli conferma «Strumento utile, ma serve addestramento» Il Ministero sta valutando di promuovere della questura in fascia “B”: nei prossimi mesi potrebbero arrivare 30 uomini `

L’INTERVISTA TREVISO La voce circola ormai da settimane. Non c’è nulla di deciso, ma entro fine anno il Ministero, nell’ambito del “piano di riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione di pubblica sicurezza” potrebbe promuovere la questura di Treviso dalla fascia “C” alla fascia “B”. L’upgrade, stando alle previsioni, potrebbe portare a un aumento significativo della pianta organica. Le prime stime parlano di circa una trentina di unità. Sarebbe di certo una boccata d’ossigeno. «C’è un provvedimento normativo di carattere generale, allo stato in preparazione, che prevede diverse fasce - conferma cautamente il questore di Treviso Vito Montaruli -, e al momento Treviso è tra quelle che potrebbero passare di livello, almeno secondo il fattore legato alla densità demografica. Ma ce ne sono anche altri, come l’indice di criminalità e l’aggregazione del personale. La partita, insomma, non è ancora chiusa».

IL DIRIGENTE Vito Montaruli, da pochi mesi a capo della questura di Treviso, che potrebbe a breve essere promossa dalla fascia C alla fascia B grazie al piano di riorganizzazione del Ministero

Dottor Montaruli, il caso di Trieste ha scosso tutta Italia e ha aperto un dibattito sulle condizioni in cui operano i nostri agenti ...

L’aggressione nel bagno dell’ospedale e l’arma puntata contro la finanziera IL CASO TREVISO Era lo scorso 30 aprile. Una 31enne nigeriana, fermata all’aeroporto di Treviso con 74 ovuli di cocaina nello stomaco, era stata portata in ospedale a Treviso per evacuare la sostanza. Ed è proprio in bagno, come accaduto nella questura di Trieste, che la donna aveva aggredito la finanziera che la stava piantonando e le aveva strappato dalla fondina la pistola, puntandogliela addosso e cercando più volte di aprire il fuoco. Il colpo fortunatamente non era in canna, e la 31enne, Blessin Rauruchoukwu Okafor, venne bloccata grazie all’intervento del collega della finanziera e di due agenti delle volanti della polizia di Stato. L’episodio fece subito scattare anche l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Piena solidarietà alle Forze dell’Ordine, tolleranza zero per i delinquenti che portano droga nelle nostre strade e aggrediscono chi si occupa della nostra sicurezza» aveva tuonato unendosi alle parole di condanna espresse dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Nonostante la gravità dell’episodio la pena nei confronti della 31enne fu piuttosto mite. La donna, infatti, ha patteggiato davanti al gup di Treviso una pena di due anni di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, per lesioni e violenza a pubblico ufficiale. La donna era stata bloccata il 30 aprile scorso all’aeroporto Canova di Treviso. Al suo arrivo allo scale trevigiano durante i controlli era stata trovata con

oltre 70 ovuli con dentro cocaina nascosti nello stomaco. Una volta portata al Ca’ Foncello erano state avviate le procedure per l’espulsione degli involucri contenenti la polvere bianca trasportata dal corriere della droga. A quel punto la Okofor, che era stata presa in consegna e tenuto sotto controllo da alcuni Finanzieri, aveva chiesto di poter andare in bagno, dove entra accompagnata da una mili-

L’EPISODIO AD APRILE: UNA 31ENNE NIGERIANA STRAPPO’ LA BERETTA DI MANO ALLA MILITARE E TENTO’ DI APRIRE IL FUOCO IN REPARTO

tare delle Fiamme Gialle. È lì che scatta l’agguato: la 31enne avrebbe attirato l’attenzione del controllore e poi avrebbe chiuso la porta della toilette, scagliandosi contro l’altra donna. Nella colluttazione il corriere della droga è poi riuscita a strappare la pistola alla militare. Fortunatamente l’arma aveva la sicura innestata: la nigeriana infatti ha provato ripetutamente a sparare per colpire i finanzieri accorsi per bloccarla. Sono stati attimi di terrore prima dell’arrivo di due agenti delle volanti che sono intervenuti in aiuto dei finanzieri. Alla fine ci sono volute quattro persone per immobilizzare su un lettino la nigeriana, che ha ripetutamente tentato di divincolarsi e sparare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’INTERVENTO In soccorso della finanziera arrivarono gli agenti della squadra volanti c he arrestarono la 31enne nigeriana

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«È giusto che sia così. Ma l’analisi per verificare se ci sono dei problemi la facciamo già ogni giorno. Seguiamo direttive precise relative all’autotutela del personale, perchè svolga in sicurezza il proprio lavoro». Nelle ultime settimane ci sono stati due episodi allarmanti: l’agente picchiata dal rapinatore di Conegliano e i due poliziotti speronati durante l’inseguimento di viale Luzzatti ... «Purtroppo ci sono eventi che hanno dell’imponderabile. Gli agenti sanno che ci sono dei rischi. E quello che possiamo fare e addestrarli ad essere pronti ad ogni evenienza, seguendo programmi specifici che vanno dalla tecniche di tiro all’autodifesa». I sindacati chiedono che gli agenti siano dotati delle pistole taser. Cosa ne pensa?

«LAVORIAMO PER ORGANIZZARE AL MEGLIO L’ATTIVITA’ E PER RIDURRE AL MINIMO I RISCHI PER GLI OPERATORI»

«La polizia lo sta già sperimentando e i risultati riscontrati finora sono positivi. Non bisogna però dimenticare che anche per l’utilizzo di questi strumenti servono regole e procedure, e soprattutto che non è che con una dotazione in più l’operatore è più sicuro» Altro punto nodale è quello del personale, drasticamente diminuito nel corso degli anni. «È innegabile che ci sia stata una diminuzione, a livello generale, a cui si è posto rimedio con le aggregazioni. A Treviso però sono arrivati altri uomini. Bisogna fare delle scelte, questo è vero, e il nostro lavoro è quello di organizzare al meglio il lavoro dei diversi reparti e ridurre al minimo i rischi per gli operatori, che mostrano ogni giorno grande spirito di sacrificio e competenza. A confermarlo, ci sono anche i risultati che stiamo ottenendo». Quanto alle fondine e alla sede della questura? «Sulle fondine posso dire che tutti gli agenti che si occupano del controllo del territorio hanno dotazioni adeguate. Quanto alla questura, dico che tutto è migliorabile, ma ritengo sia sicura, moderna e funzionale». Alberto Beltrame © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENEZIA E MESTRE

Corriere del Veneto Venerdì 11 Ottobre 2019

Ticket,Pdelitoraleall’attacco Appellodelsindacoaituristi «StateaVeneziapiùgiorni» Dodi: non si farà mai. Jesolo: Brugnaro pensi a tutti i comuni

Partito democratico e Municipalità di Venezia sferrano l’attacco alla giunta all’insegna del «Non lo farete mai», gli albergatori dell’Ava chiedono una massiccia campagna di informazione, quelli del litorale criticano il sindaco Luigi Brugnaro «che è anche sindaco metropolitano non solo del capoluogo». Il nuovo rinvio del contributo di accesso (al luglio 2020) ha riacceso la discussione tra proteste, polemiche (tante) e qualche dubbio. Molto dipenderà dal lavoro che l’amministrazione riuscirà a fare nei prossimi mesi per realizzare un sistema che possa far fronte alle difficoltà di far pagare il ticket e di controllare i turistipendolari in arrivo. Perché ad oggi gli unici sicuri a pagare sono i crocieristi che con il biglietto della nave pagheranno anche il contributo, tutti gli altri dovranno — o sul web o fisicamente — acquistare il ticket di accesso. «Il Comune dovrà investire parecchi milioni in comunicazione — dice il direttore dell’Associazione veneziana albergatori Claudio Scarpa — non sarà come le altre campagne d’informazione, VENEZIA

Pendolari Il contributo di accesso è rivolto ai turisti che visitano Venezia in giornata

tipo Enjoy respect Venezia, occorre una regia, ma il contributo sarà positivo per Venezia». Chi la pensa all’opposto sono invece gli albergatori, e i sindaci, del litorale, che non vogliono veder sanzionati i loro ospiti per la visita a Venezia. «Siamo preoccupati — dice il sindaco di Cavallino Roberta Nesto — l’inserimento di que-

sto balzello creerà delle difficoltà applicative. Io e il sindaco di Jesolo avevamo dato disponibilità a dialogare con l’amministrazione veneziana e auspichiamo in un secondo incontro il prima possibile”. Per chi soggiorna nei comuni del litorale ci sarà uno sconto, ma dovrà esserci la convenzione con gli hotel per un’educa-

● La giunta mercoledì ha dato il via libera alla modifica del regolamento sul contributo di accesso fissando nell’1 luglio 2020 l’entrata in vigore del ticket ● Per il primo anno la tariffa ordinaria sarà di 3 euro per tutti, anche per gli ospiti degli hotel (fuori Comune) che non sono convenzionati. Nei giorni di bollino rosso sarà di sei euro, in quelli neri di otto

TecnologieinnovativecontroiPfas «Manellenostreacquenoncisono» Campagna Veritas nelle scuole sui rifiuti: basta bottigliette VENEZIA La lotta contro i Pfas nei percolati e nelle acque di rifiuto si può vincere. Già oggi la tecnologia esistente consente di abbatterli dell’80 per cento. E la stessa tecnologia, invece, sul percolato, il liquido di discarica, è prossima a un efficacia pari al 98. Sono 4 le tecnologie diverse – tra cui l’evaporazione sottovuoto applicata a Porto Marghera o l’innovativa estrazione liquido-liquido- che Derpuracque (controllata al 100 per cento di Veritas) sta studiando e applicando in via sperimentale da qualche mese in tutti gli impianti gestiti dalla multiutility

La vicenda

L’hashtag L’azienda invita i cittadini a bere l’acqua del rubinetto

nell’ambito di un progetto realizzato in accordo con la Regione. Le tecnologie sono state applicate alla piattaforma di Salzano e ai 20 diversi impianti gestiti da Veritas sul territorio nazionale. Le tecnologie sono state spiegate ieri in occasione del Festival dell’Acqua organizzato da Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, che tra ieri e oggi porta in laguna 150 relatori e i rappresentanti delle 500 aziende italiane associate. «Dal 2018 abbiamo avviato un’importante attività di monitoraggio sui flussi in ingres-

so, cosa che ci ha permesso di vedere quali sono i flussi di rifiuti che contengono Pfas e in quali quantità — spiega Nicola Levorato, direttore generale di Depuracque — Abbiamo potuto poi testare le tecnologie per il trattamento del percolato con buoni risultati». I test sono diventati un progetto presentato e approvato dalla Regione e da un paio di mesi è stata avviata la sperimentazione. «Nelle acque del sistema idrico gestito da noi non c’è traccia di Pfas e i monitoraggi sono continui — interviene li dg di Veritas Andrea Razzini — i Pfas sono

● Le tariffe ordinarie entreranno in vigore il primo gennaio 2021: la tariffa ordinaria salirà a sei euro, quella per i giorni da bollino rosso otto, e in quelli neri dieci. Nei periodi di bassa stagione si pagherà tre euro ● Il regolamento prevede tutta una serie di deroghe. La più importante riguarda i veneti, che non pagheranno

zione ai turisti al rispetto di Venezia. Dice Alberto Maschio, presidente dell’associazione Jesolana albergatori: «I turisti di Jesolo già pagano la tassa di soggiorno, non oso immaginare cosa possa diventare la gestione di questo contributo, l’unica cosa certa è la volontà di introitare soldi». La giunta fucsia però ha più volte ribadito che l’obiettivo non è fare cassa ma gestire i flussi e rendere più vivibile la città. Tanto che ieri il sindaco Luigi Brugnaro dal summit del C40 a Copenhagen, ha invitato i turisti a visitare la città con calma, anche per rendersi conto dei cambiamenti climatici che Venezia vive in prima linea a causa dell’innalzamento delle maree. “Per noi i turisti non sono un problema — ha detto Brugnaro — Rispetto è la parola fondamentale per i prossimi anni, in quel rispetto chiediamo ai turisti di veneire qualche giorno a visitare la città, non per poche ore. Così riesce a vivere meglio la città». Sarcastica la reazione del Pd veneziano: «Una vicenda tragicamente comica — dice il segretario metropolitano Giorgio Dodi —. Siamo al terzo rinvio e la misura non sarà operativa prima di luglio 2020, dopo le prossime elezioni comunali. I problemi applicativi sono così tanti che ormai l’impressione è che la tassa di sbarco, così come concepita da questa amministrazione, non si farà mai”. Aggiunge il presidente della Municipalità di Venezia Andrea Martini: «Il rinvio sta diventando uno strumento di governo: dalle promesse elettorali si passa così alle promesse post elettorali». Giorgia Pradolin © RIPRODUZIONE RISERVATA

presenti nei percolati di discarica e in un futuro ci attendiamo di trovarli anche nei fanghi della depurazione civile, ma siamo sereni perché quei fanghi vengono trattati nelle discariche o nei termovalorizzatori quindi non vengono dispersi nell’ambiente». Con il nuovo anno scolastico è iniziata anche l’attività Veritas nelle scuole dei 27 comuni in cui l’azienda è lavora. Sono stati attivati due progetti diversi, uno sulla depurazione dell’acqua, l’altro sul corretto conferimento dei rifiuti Raee. E poi gadget come quadernoni, per i più grandi una borraccia e la campagna dall’hashtag #bevilacquadelsindaco. Lo scorso anno 11.720 studenti hanno partecipato ai progetti scolastici Veritas di cui 2800 nel Comune di Venezia, compresi alcuni gruppi di rifugiati e richiedenti asilo. Elisa Lorenzini © RIPRODUZIONE RISERVATA

IlpianodelConsorzio:ingegnerialpostodeicontabili Esodo volontario per 21. Fiengo: cambiamo pelle. Le Rsu: ma gli incentivi siano appetibili

VENEZIA Esodo volontario per 21 dipendenti, senza licenziamenti di massa. Ieri il commissario del Consorzio Venezia Nuova Giuseppe Fiengo ha chiarito i contorni del turnover di personale in vista del 31 dicembre 2021, deadline per la consegna del Mose. «I licenziamenti non sono sul tavolo - assicura - Ma il Cvn ha bisogno di cambiare pelle: oggi ha bisogno di tecnici per la gestione, meno di gente che controlli la contabilità». Meno amministrativi o geometri di cantiere per assumere ingegneri esperti di im-

piantistica in vista della manutenzione: questo il piano ill u s t r a to i e r i a l l a R s u . I potenziali «esodabili» sono stati individuati in base all’età: da una parte i giovani in grado di ricollocarsi sul mercato del lavoro, dall’altra i dipendenti prossimi alla pensione. «Non è ancora stata vagliata la situazione contributiva di ciascuno, l’operazione può anche essere condivisibile se sarà solo su base volontaria. Ma deve essere appetibile», puntualizza dalla Rsu Piergiorgiorgio Galvani. I dettagli sono stati illustra-

ti a grandi linee, senza specificare quante mensilità saranno corrisposte a chi accetterà; l’orizzonte è quello di una integrazione alla Naspi, l’inden-

nità di disoccupazione; pare sia al vaglio l’ipotesi di un contributo al riscatto della laurea e di altre agevolazioni per eventuali maternità extra-

COMUNE DI VENEZIA

Direzione Servizi Amministrativi e Affari Generali Settore Gare Contratti e Centrale Unica Appalti ed Economato

AVVISO DI AGGIUDICAZIONE DI APPALTI - ESTRATTO

Si rende noto che sul sito internet del Comune di Venezia, alle pagine: www.comune.venezia.it/ node/5555 e www.comune.venezia.it/node/5557, sono pubblicati gli avvisi integrali di aggiudicazione delle seguenti gare espletate per conto della Fondazione Musei Civici di Venezia: Gara n. 18/2017: affidamento in appalto dei servizi museali integrati nelle sedi dei Musei Civici di Venezia (sorveglianza, accoglienza e ricezione del pubblico, biglietteria, biblioteche, vigilanza armata); Gara n. 24/2017: Affidamento in appalto del servizio di pulizia, sanificazione, disinfezione, derattizzazione, disinfestazione e deodorizzazione nelle sedi dei Musei Civici di Venezia. IL DIRIGENTE Dott. Marzio Ceselin

lavorative non coperte da contributi. Il piano sarà illustrato il 15 ottobre all’assemblea dei lavoratori. Se saranno in pochi ad accettare volontariamente di lasciare il Cvn, è stato assicurato che non ci sarà una procedura coercitiva. «Molti di noi sono ingeneri civili e idraulici, non impiantisti – dicono dalla Rsu – Manca la volontà di formazione e riconversione del personale interno in vista della manutenzione, mentre si pesca gente dall’esterno». Mo. Zi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

13 VE

Il protocollo fanghi L’interrogazione

Scavi più facili in laguna «Nuove regole entro l’anno»

C

inque nuove classificazioni per le sabbie di dragaggio porranno fine allo stallo sull’escavo di rii interni e dei canali portuali. È infatti in arrivo l’adozione di un nuovo proto-collo fanghi, lo ha assicurato ieri in commissione Ambiente alla Camera il sottosegretario Roberto Morassut rispondendo all’interrogazione del deputato Pd Nicola Pellicani. «C’è urgenza di ripristinare la manutenzione ordinaria della laguna e riportare in quota rii interni dove anche i mezzi di soccorso fanno fatica e per la navigazione del porto: lungo il canale dei Petroli le navi cargo sono costrette a procedere in alcuni tratti a zig zag. E’ di pochi giorni fa l’allarme del presidente del Porto — ha detto Pellicani — Si stima che siano circa 1,5 i milioni di metri cubi di fanghi da dragare, ma è tutto fermo in attesa che si riveda il vecchio protocollo del 1993». Morassut ha riepilogato l’iter a partire dall gruppo tecnico di lavoro coordinato dall’Au-torità di Bacino delle Alpi Orientali che ha disegnato le nuove linee guida per la classificazione, l’utilizzo e la gestione dei sedimenti della laguna. «È stata messa a punto una nuovo metodolo-gia che integra le tre classifi-cazioni attuali e individua cinque classi che consentono un margine più ampio rispet-to al vecchio protocollo», ha spiegato il sottosegretario. Attualmente sono utilizzabili per realizzare barene solo i fanghi di tipo A, quelli del tutto innocui mentre i fanghi di tipo B, che contengono residui considerati non dannosi dalla normativa Europea, devono essere smaltiti in discariche apposite, come i fanghi contaminati di tipo C. La nuova classificazione intro-duce due classi intermedie che consentono maggiore duttilità. L’iter di adozione non è completo perché c’è da integrare le osservazioni presentate dal ministero dell’Ambiente e dall’Ispra affinché il nuovo protocollo tenga in maggiore considerazione la Direttiva Acque del 2006 e dia maggiori garanzie ambientali, ha spiegato Morassut, specificando che la questione fanghi non può essere disgiunta dal nuovo piano morfologico della laguna. «Il governo ha dimostrato concreto interesse per Venezia — commen-ta Pellicani — L’approvazione della nuova normativa consentirebbe di riutilizzare il 90% dei fanghi scavati per interventi di contrasto al degrado morfologico della laguna e di determinare siti adatti al confinamento di quelli tossici». (mo. zi.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


Basso Veronese 41

L'ARENA

Venerdì 11 Ottobre 2019

INQUINAMENTO. Unadelegazione, in rappresentanza delletre provinceinteressate, saràsentita dallaCommissione d’inchiestasulle ecomafie

Mammeno Pfasconvocate a Roma Traipunti alcentro dell’incontro labonificadell’areacontaminata el’assenzadi limitinazionali sullepercentualinell’acqua Luca Fiorin

Le «Mamme No Pfas» proseguono la loro battaglia per un’acqua incontaminata e la salute dei loro figli. Martedì 15 ottobre andranno infatti a Roma per mettere in luce, in Parlamento, le criticità delle azioni di contrasto all’emergenza ambientale e sanitaria causata dall’inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche. Un problema, quello della contaminazione delle acque, dell’ambiente e delle persone di un’ampia area del Veneto meridionale, che è stato scoperto nel 2013. Per affrontarlo sono stati promossi interventi del valore di decine e decine di milioni di euro ed è stato avviato un piano di controlli sanitari che riguarda 100mila persone: un’iniziativa che non ha precedenti in Italia. Dell’inquinamento da Pfas si sta occupando da qualche settimana, per la terza volta nel giro di pochi anni, la commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie. Nella sua nuova indagine, la commissione ha già effettuato un ciclo di audizioni in Veneto, sentendo amministratori e tecnici, ha chiesto delucidazioni a chi ha condotto sinora

le indagini giudiziarie ed ha anche interrogato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Ora, l’organismo parlamentare, che ha poteri d’indagine simili a quelli della magistratura, ha convocato anche una rappresentanza di uno dei movimenti in prima linea contro la contaminazione: le «Mamme No Pfas». D’altronde, già in passato erano stati sentiti rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste che si occupano di questo argomento, come Legambiente. «Andremo a Roma in tre (una per ogni provincia interessata dalla contaminazione, che sono quelle di Verona, Vicenza e Padova ndr) a parlare a nome delle mamme», annuncia l’attivista legnaghese Michela Zamboni. «Vedremo cosa ci chiederanno, ma sicuramente metteremo in luce la perdurante mancanza di limiti nazionali sulla presenza dei Pfas nell’acqua ed il fatto che non è ancora stata avviata una bonifica dell’area contaminata. Parleremo sia dell’aspetto ambientale che di quello sanitario dell’inquinamento, tenendo in particolare conto i risultati delle indagini sugli alimenti, in merito alle quali continuano ad esserci que-

Zimella.Cerimonia inConsiglio comunale

Diciottennifesteggiati dalcampioneRaimondi

Sit-indelle«MammeNo Pfas» davantial tribunale di Vicenza

Ilcampione Stefano Raimondi durantela cerimonia DIENNEFOTO

stioni da approfondire», aggiunge Zamboni. Tutte le realtà che si battono perché venga finalmente risolta l’emergenza Pfas, assieme ad altre associazioni e gruppi di vari territori, stanno preparando una grande manifestazione che si svolgerà a Venezia domenica 20 ottobre, con partenza alle 10 dalla stazione di Santa Lucia ed arrivo davanti alla sede della Regione. L’iniziativa è stata chiamata «Bonifica per la vita» ed è stata indetta per chiedere che vengano tolti gli inquinanti dal sito in cui era attiva l’industria chimica «Miteni» di Trissino (Vicenza). Questa è la realtà che, secondo l’Arpav, è la principale responsabile della contaminazione. Una società di cui è stato dichiarato il fallimento poco meno di un anno fa. Oltre alla marcia, è prevista an-

Festaperi 18ennidiZimella in compagniadelcampionissimo dinuotoStefano Raimondi.Il sindacoSonia Biasinha invitatonell’ultimoconsiglio comunalei 52 ragazziche hannoraggiunto lamaggiore etànell’anno incorso oppure chediventerannomaggiorenni inquestitremesi.I ragazzi hannoricevuto dal primo cittadinoedagliassessori GionataManega eSimonetta Giustila Costituzioneitalianae loStatuto delComune di Zimella«affinché possiate avvicinarvialle leggiealle istituzioni,con l'auspicioche un giornovoistessientriate afar partedell’amministrazione cittadina»,hadettoBiasin. I maggiorennihanno avuto l’onoredi conoscere personalmenteun loro coetaneocompaesano chesta bruciandorecordmondialie facendoincetta dimedaglienel

SORGÀ. Selezioni alla sagra delconcorsonazionale diMiss mamma

che una curiosa caccia al tesoro per bambini e famiglie lungo calli e campielli: una «caccia alla bonifica». Il giorno successivo, lunedì 21, è previsto l’avvio a Vicenza del processo per avvelenamento delle acque e disastro a carico di 10 fra manager e dirigenti di Miteni. Un procedimento che, se verranno confermati i capi di imputazione previsti dai pm, potrebbe svolgersi in Corte d’Assise, ovvero con una giuria popolare. Possibilità che il consigliere regionale del M5S Manuel Brusco ha definito auspicabile. Nella prima udienza è previsto un notevole numero di richieste di costituzione di parte civile. Richieste che verranno discusse se lo sciopero degli avvocati penalisti indetto per quel giorno, e nei successivi, non faccia slittare l’apertura del processo. •

COLOGNAVENETA

Aprecantiere sulla «Ba-Spe» Riasfaltati 3,8chilometri

Dasinistra, BarbaraSemeraro,Evelin Vurro, Elisabetta Esposito,Cristina Zaninied Angela Mori

Trebellezze delpaese incorsaperlo scettro ProclamatevincitriciSeleni, Zanini eFaccioni La bellezza delle mamme sorgaresi è stata confermata, durante la «Sagra del pessin», al concorso per la selezione delle partecipanti alla finale di Miss mamma italiana 2020. Dopo il successo di Angela Mori, eletta Miss mamma italiana Gold Radiosa 2017 e nello stesso anno anche Miss suocera italiana, è stata la volta di altre tre mamme sorgaresi: Vjolica Seleni, Cristina Zanini e Annamaria Faccioni. Le selezioni sono ripartite in tutta Italia per decretare le vincitrici della 27esima edizione della gara nazionale di bellezza e simpatia curata dalla Te.Ma Spettacoli di Paolo Teti, ideatore e

patron del concorso riservato a tutte le mamme tra i 25 ed i 45 anni, con fascia «Gold» per quelle dai 46 ai 55 anni e fascia «Evergreen» per le mamme di oltre 56 anni. Sotto la tensostruttura allestita dalla Pro loco nel Parco della Saggina sono state decretate le «reginette» che accederanno alle pre finali nazionali. Sono state 16 le mamme partecipanti, che hanno sfilato in passerella con abiti eleganti prima di sostenere una prova di abilità, cimentarsi in esercizi ginnici ed in prove creative ed artistiche. La giuria ha proclamato «Miss Mamma Italiana Eleganza» Vjolica Seleni, mana-

ger di 43 anni di Bonferraro. La fascia di «Miss Mamma Italiana Gold Solare» è andata ad Annamaria Faccioni, parrucchiera 52enne di Sorgà, mentre la fascia di «Miss Mamma Italiana Evergreen» è stata assegnata a Cristina Zanini, 56enne sempredi Sorgà. Vincitrice della selezione, Elisabetta Esposito, 44 anni, libera professionista di Montemerlo di Cervarese Santa Croce (Padova). «Miss Mamma Italiana gold» è Evelin Vurro, 47 anni educatrice di Verona. La serata è stata presentata da Barbara Semeraro e Angela Mori. Chi desidera partecipare può contattare lo 0541. 34.43.00. • LI.FO.

Aprirà nei prossimi giorni l’atteso cantiere per il rifacimento della «Ba-Spe», la strada di collegamento fra le frazioni di Baldaria e Spessa, a Cologna. Lunga 3,8 km, la strada prende il nome di via Crearo a Baldaria e via Spessa nell’omonima frazione ai confini con Lonigo. L’asfalto è disastrato da anni. Chi percorre quotidianamente la «Ba-Spe» perché vi abita è costretto a fare un continuo slalom tra buche, avvallamenti e cedimenti delle banchine laterali. I tecnici dell’impresa che ha vinto la gara d’appalto, la «Castellin» di Padova, hanno effettuato dei test sul fondo stradale per stabilire la modalità di intervento più opportuna. Sono stati effettuati scavi di 60 centimetri per verificare le condizioni del terreno sottostante. Il rischio più grande, in questi casi, è che si intervenga per rifare l’asfalto in superficie, senza tener conto della compattezza del sostrato inferiore, salvo poi ritrovarsi dopo qualche anno con nuovi cedimenti e smottamenti della carreggiata. Per questo la ditta, in accordo con il Comune, ha deciso di rifare anche il fondo. I lavori inizieranno da Baldaria e procederanno a stralci per un mese. L’importo del progetto è di 444mila euro, tutti fondi propri del Comune. • P.B.

nuotoparalimpico, Stefano Raimondi.Il 21ennediBonaldo, infatti,ai mondialidi Londraha conquistatoottomedaglie: treori ecinqueargenti.Raimondi ha ricevutouna targadi riconoscimentodal Comune eha rivelatoquantisacrificici siano dietroquelleottomedaglie. «Mi allenotutti igiorni, almenoquattro ore,perciòa voltesono costretto atrascurare lo studio», ha raccontatol’atleta.«L’anno prossimoparteciperò alle Olimpiadiperciò l’impegnosarà ancoramaggiore.Intanto, però,ho decisodiiscrivermi alla facoltàdi Scienzemotorie per via telematica,cosìpotròsostenere gliesami senza l’obbligodi frequenzaallelezioni». Il Consiglio comunaleèpassato poi ad approvarela «Charta»dei Comuni gemellaticon laCittà della SperanzadiPadova, enteche sostienela curaela ricercadei tumoriin etàinfantile. P.B.

CONCAMARISE. Questaseranell’exchiesa

Incontriconl’autore SiparteconManzella Cinque libri per altrettanti incontri. Ritorna a Concamarise la rassegna «Incontri con l’autore» organizzata dall’associazione La Pianura con l’assessorato alla Cultura. Il primo appuntamento si terrà stasera, alle 21, nell’ex chiesa dei Santi Lorenzo e Stefano. Ad aprire il ciclo sarà Sandra Manzella che presenterà il suo libro «Gerusalemme Viaggio al centro del mondo». «Si tratta», spiega Jerry Brighenti presidente dell’associazione, «di un interessante reportage che pone partico-

lare attenzione sulla complessità storica e sociale della città, oltre che sull'incontro con persone in contesti diversi e contrastanti tra loro». Gli altri quattro incontri si terranno nel 2020: il 13 marzo, Ornella Fiorini con la raccolta di poesie «Forester»; il 17 aprile Claudia Farina con «Sull'onda - Intrecci d'amore di viaggio»; l’8 maggio, Emanuela Chiaravelli e Luigi Pellini con «Il riso pianta degli Dei»; e il 12 giugno, Bruno Rossato con «Mi vegno dalla campagna». • L.M.

CASTAGNARO. Gemellaggio conlaGermania

I ragazzi di Fischbachau accoltidailorocoetanei È stata una visita lampo, ma molto partecipata, quella che 28 allievi della «Mittelschule» di Fischbachau, cittadina della Baviera, hanno fatto a Castagnaro, Comune con il quale sono gemellati da 15 anni. L’incontro è avvenuto nell’ambito di una gita culturale in Italia programmata proprio per ricambiare l’ospitalità che un gruppo di studenti castagnaresi aveva ricevuto in Germania nel maggio 2018. Accompagnati da una docente e dalla direttrice della scuola, i giovani tedeschi sono stati accolti al Centro

servizi dal sindaco Andrea Trivellato, dalla dirigente dell’Ic Ederle Cristina Ferrazza e dagli allievi delle classi terze delle medie Nievo. La visita è proseguita con un approfondimento sulla storia locale e la realizzazione di attività sportive, musicali e artistiche. «È stata», spiega Ginea De Grandis, presidente del comitato per il gemellaggio e docente, «una visita sentita che, con l’appoggio del gruppo alpini e dell’azienda Lipa, «ha permesso ai ragazzi di fare nuove esperienze». • E.P.

Brevi SORGÀ SAGRADEL’ANARAMUTA APONTEPOSSERO CONCUCINAEBALLI Da oggi a domenica 13 ottobre, a Pontepossero, per la festa di Ognissanti, torna la «Sagra de’ l’anara muta che canta in tavola» organizzata dalla Pro loco. Tutte le sere dalle 19.30, e domenica anche a mezzogiorno, fettuccine con l’anatra, risotto col tastasàl e altre specialità locali. Ogni sera, ballo liscio con orchestre. Stasera, alle 20, musica con la partecipazione dei bambini della scuola dell’infanzia. Domenica, alle 13, spettacolo per i bimbi con il clown Pistacchio, seguito alle 14 da giro cicloturistico con risotto gratuito per i partecipanti. Giochi gonfiabili gratuiti per tutto il giorno. LI.FO. BOVOLONE GAREELIMINATORIE ALTORNEODI TENNIS PERAMMINISTRATORI Oggi, nei campi da tennis di via Bellevere, si giocheranno le eliminatorie del primo torneo di tennis con incontri di doppio tra amministratori comunali. Le partite verranno disputate da assessori, consiglieri e sindaci durante il pomeriggio. Le finali si terranno al circolo tennis di Casaleone venerdì 18 ottobre. L’iniziativa mira a rinsaldare legami e collaborazioni tra Comuni vicini. Si tratta di un evento sportivo di solidarietà promosso dai due Comuni su iniziativa di Orfeo Pozzani, assessore allo Sport di Bovolone, e Lara Gobbi di Casaleone. Il ricavato verrà devoluto all’associazione «La Grande Sfida onlus». RO.MA. LEGNAGO «OTTOBREINLIBRI» OSPITALASCRITTRICE VALENTINATOMIROTTI Oggi, alle 17.30, alla libreria Ferrarin, per il festival della letteratura «Ottobre in libri», la scrittrice Valentina Tomirotti presenterà «Un altro (d)anno», edito da Mondadori. E.P. COLOGNAVENETA LEZIONEDI DIRITTO SULLALEGITTIMA DIFESA ALTEATROCOMUNALE Oggi, alle 15.30, al teatro Comunale, l'università popolare propone una lezione con l'avvocato penalista Enrico Quattrin su «La causa di giustificazione della legittima difesa». P.B. ROVEREDODI GUÀ LAURAPETRARCA APREGLI INCONTRI CONGLI AUTORI Oggi, alle 20.30, in sala consiliare, per gli Incontri d'autore, Laura Petrarca, scrittrice di Bastia di Rovolon (Padova) presenterà il suo primo lavoro: «La metafora del diamante». P.B. SALIZZOLE CONFERENZA SULEONARDO INSALACIVICA Questo pomeriggio, alle 15, nella sala civica del castello, per l’Università del tempo libero, si terrà un incontro su «Il genio di Leonardo Da Vinci». Relatore Luigi Manfrin. L.M.


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VENERDÌ 11 OTTOBRE 2019 IL MATTINO

PADOVA

PadovaVia N. Tommaseo, 65/b Centralino049/80.83.411 Fax 049/80.70.067 Abbonamenti 800.860.356 Pubblicità 049/82.85.611

il futuro della sanità

in corsia

Sant’Antonio, Giordani rilancia «Ecco le garanzie che chiedo a Zaia»

Sedici progetti per conciliare la vita privata con il lavoro

Il sindaco abbandona il campo delle polemiche e riapre al dialogo: «Certezza dei servizi ai cittadini» Elena Livieri La cessione dell’ospedale Sant’Antonio dall’Usl 6 Euganea all’Azienda ospedaliera Università di Padova rimane al centro del confronto politico che già nei giorni scorsi ha visto più di qualche scintilla, in particolare tra il sindaco di Padova Sergio Giordani e il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Euganea Alessandro Bolis. A dirla tutta, i due primi cittadini se le sono cantate per bene, senza sconti. Giordani ha accusato Bolis per la nota inviata all’Usl in cui sostiene di aver “colto” nella maggioranza dei colleghi il favore alla cessione dell’ospedale anche se, di fatto, la Conferenza sul punto non ha votato. Bolis, da parte sua, ha replicato più che piccato, accusando Giordani di buttarla in politica, pensando già alle prossime scadenze elettorali. Di polemica in polemica, però, non si va da nessuna parte. E oggi è proprio Giordani, ancora a caccia di quelle garanzie che nel Piano di cessione del Sant’Antonio non ha trovato, che prova a rilanciare il dialogo. Sindaco, il clima di questi giorni non è dei più concilianti. Come crede si possa superare l’impasse? «Io devo pensare ai padovani, alla loro salute e nulla più. Non posso perdere tempo ed energie per rispondere alle polemiche di un sindaco para-leghista (Bolis, OES) di un paese dell’alta padovana in cerca di celebrità. Mi interessa che il governatore Luca Zaia non pensi che io possa mollare sul diritto alla salute dei cittadini. Io non ho tessere di partito che mi pos-

sano zittire. Se c’è la volontà di discutere bene, altrimenti farò quanto nelle mie possibilità per difendere la città fino in fondo». Lei ritiene che non vi siano le garanzie per i padovani nel Piano di cessione del Sant’Antonio? «Poche parole, senza un progetto definito. Non basta. Io voglio la sicurezza, che chiedo alla Regione, che le scelte siano fatte mettendo al centro la persona. L’Azienda universitaria lavora a prestazione, l’Usl a percorsi clinici. Sono modalità diverse, serve tempo per confrontarsi e trovare la giusta integrazione. Questo perché pretendo che un cittadino padova-

«Voglio siano garantiti i percorsi clinici dal ricovero all’assistenza a casa» no sia seguito dalla fase acuta della malattia, in ospedale, fino al percorso di recupero, senza essere sballottato tra ospedali di provincia o, peggio, lasciato alla sanità privata. Del direttore generale Luciano Flor mi fido e non ho preclusioni: se c’è la volontà di sciogliere i nodi possiamo fare insieme un buon lavoro e darò sempre atto a tutti di averlo voluto fare. Ma non posso accettare una discussione fra sordi». Cosa intende quando chiede certezza sui percorsi clinici? «Un paziente che fa una gastroscopia che diagnostica un cancro: viene preso in carico dall’ospedale nella fase acuta, viene operato, sottoposto a terapie in ospedale. Ma poi ha

Il sindaco Giordani cerca una nuova intesa con il governatore Zaia

anche l’assistenza necessaria e adeguata a casa, garantita dai servizi domiciliari dell’Usl. Mi chiedo: sarà ancora così quando il Sant’Antonio sarà inglobato in Azienda?». Due ambiti destano particolare preoccupazione, sia fra i cittadini che fra i medici, Psichiatria e Riabilitazione. Quali richieste avanza? «Il punto è sempre lo stesso. Un padovano con una patolo-

sindacati contro l’usl 6 euganea

Caposala e coordinatori azzerati Bando interno per i nuovi incarichi «Sfregio ai diritti dei lavoratori» Rsu e organizzazioni sindacali dell’Usl 6 Euganea non firmano il nuovo regolamento per gli incarichi di funzione: nuova, profonda, rottura con l’Amministrazione dell’azienda sanitaria di via Scrovegni. Il tema è caldo e interessa molti lavoratori. Di fatto vengono azzerati gli incarichi di funzione, ovvero caposala e coordinatori amministrativi, posizioni che vengo-

no messe a bando, all’interno dell’azienda stessa. Significa che tutti quelli che avevano un incarico di funzione dovranno rifare un concorso interno per essere confermati. Chi sarà confermato e i nuovi incaricati, avranno però un riconoscimento economico inferiore anche di 700 euro l’anno rispetto all’attuale, pur svolgendo le medesime funzioni. Chi non sarà confermato perderà an-

che fino a 3000 euro l’anno. Di contro, ci saranno pochissimi “fortunati” che potranno guadagnare fino a 12 mila euro in più. Cgil, Cisl, Uil, Nursing e Nursing Up hanno fatto saltare l’accordo: «L’Amministrazione non ha accettato le più importanti integrazioni e proposte» rilevano i sindacati, «che avrebbero reso il meccanismo di pesatura, mai discusso, più

gia psichiatrica grave viene ricoverato e poi seguito a casa o nelle strutture dedicate, grazie ai servizi territoriali dell’Usl. Sarà ancora così? La Riabilitazione è un altro tema cruciale: oggi sembra scivolare sempre più verso l’ospedale di Piove di Sacco. Ma si tratta di un servizio per lo più necessario agli anziani, non posso accettare che si chieda loro di andare a Piove. Nelle schede ospeda-

leggibile e comprensibile e il regolamento utile e trasparente. Abbiamo creduto nella contrattazione, ma ci troviamo di fronte un muro che non ha eguali in altre aziende. Non è chiaro se le posizioni attuali saranno salvaguardate, molti professionisti che avevano un riconoscimento manterranno le stesse funzioni ma saranno pagati meno. L’Amministrazione dell’Euganea ha deciso di coprire funzioni dirigenziali con i soldi del comparto, già tagliati in favore dell’Azienda Zero. L’ennesimo fallimento di questa Usl» chiudono i sindacati, «che si aggiunge allo stato di grave crisi tra cessione del Sant’Antonio e servizi sociali e territoriali colpiti dalla cronica carenza di personale». — E.L.

liere sono previsti i posti letto di Riabilitazione ma non sappiamo come saranno gestiti, in quali strutture e in quali percorsi clinici». Rileva altri punti critici nelle schede ospedaliere? «In Week Surgery, dove per piccoli interventi si viene ricoverati per un paio di giorni e poi accompagnati a casa, i posti passano da 30 a 6. Eppure è un servizio che funziona a pieno regime. Come si spiega la drastica riduzione? È su questi aspetti concreti che si devono avere garanzie». Le è stato rimproverato di volere entrare nella programmazione e gestione della sanità, prerogative della Regione. «Il Comune è parte attiva in molti percorsi sociosanitari. Penso alla gestione del gravissimo fenomeno della violenza sulle donne. Il Comune fa la sua parte mettendo dei fondi propri per un servizio che interessa tutta la provincia, questa dovrebbe essere l’occasione per discutere un ruolo più diretto dell’Usl in aiuto dei Centri antiviolenza. È solo uno dei temi che insieme possiamo discutere». E sul fronte dei dipendenti, anche loro preoccupati? «Chi lavora in sanità a Padova sconta un gap salariale rispetto a tutti gli altri ospedali veneti. Non è più accettabile e questa è l’occasione per sanare anche questa stortura». È ottimista sull’esito di questa trattativa? «Lo sono nella misura in cui considero Flor e lo stesso Zaia persone serie e ragionevoli. Non ho motivo di credere che non condividano la scelta di un percorso di garanzia». —

Sedici progetti per il benessere dei lavoratori, mirati a coniugare sempre meglio il lavoro e la vita familiare: sono contenuti nel Piano aziendale “Family Audit”, varati dal Comitato unico di garanzia dell’Usl 6 Euganea, presieduto da Lucia Barin, con il Dipartimento Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia dell’Università di Padova e il coordinamento del direttore amministrativo Paola Bardasi. I 16 progetti saranno propedeutici al raggiungimento dello standard “Family Audit”, strumento di certificazione della qualità promosso dalla Provincia autonoma di Trento rivolto alle organizzazioni pubbliche e private che desiderano orientare i processi organizzativi in funzione della conciliazione di vita e lavoro. Come movimentare correttamente il paziente senza incorrere in problemi muscolo-scheletrici? Trecento dipendenti dell’Usl seguiranno un corso di formazione per correggere eventuali posture scorrette. Ma il personale verrà anche sollecitato a stili di vita “verdi” promuovendo il “people moving”, un pulmino aziendale per gli spostamenti tra le diverse sedi Usl. Il Piano prevede la possibilità anche ai medici di donare le proprie ferie ai colleghi che hanno necessità di accudire i figli minori in precarie condizioni di salute, incentivare lo “Smart working” estendendo i benefici del lavoro fuori dalle sedi aziendali, insistere sulla digitalizzazione. Il Piano contempla anche l’incremento della presenza di volontari nell’accoglienza ospedaliera e convenzioni con autobus e parcheggi». —


38 Provincia

L'ARENA

Venerdì 11 Ottobre 2019

GARDA- BALDO MOBILITÀ. Daannise nediscute maladifferenza èche adesso i primicittadini dell’altaGarda hanno incontratoil governatoredel Trentinoesi dicono possibilisti

TunneldelBaldo, isindaci alla finestra Benedetti:«Siamodisponibili avedereprogetti eanalisidicosti Nonabbiamopreclusioni verso nullache migliori icollegamenti» Gerardo Musuraca

«Tunnel del Baldo» alla riscossa e, stavolta, se ne parla congiuntamente col Trentino. L'idea di perforare il monte che sovrasta Malcesine e Brenzone, e separa il territorio veneto da quello del Trentino non è affatto nuova. Da oltre un ventennio se ne discute anche se, finora, l’idea non ha avuto seguito. Le cose però adesso potrebbero cambiare visto che il governatore del Trentino, il presidente Maurizio Fugatti, aveva messo questo collegamento nel programma elettorale con cui aveva vinto le elezioni in Trentino, un anno fa. E, soprattutto, per il fatto che la questione non è stata affatto esclusa, stavolta, dai sindaci dei comuni dell’alto Garda scaligero, a differenza di quanto era accaduto l’ultima volta alcuni anni fa. Fugatti, con l’allora senatore Divina, ripropose il discorso con un'interrogazione all'allora presidente del centrosinistra autonomista Ugo Rossi anni fa. E a fine settembre il numero uno del Trentino ha riunito attorno a un tavolo i sindaci di Avio, Ala, e Brentonico insieme ai colleghi veneti di Dolcè, Ferrara Monte Baldo, Brenzone, Brentino Belluno, Torri del

Benaco e Malcesine per discuterne la realizzabilità. Si è parlato di un tunnel monocanna lungo tra 6 e 10 chilometri ma, per ora, non c’è né un progetto definitivo, né una valutazione preliminare. Che però è proprio quella che i sindaci gardesani ora sarebbero disponibili ad esaminare rispetto al «niet» del passato. Lo scolmatore che da Mori sbuca a Torbole, progettato in epoca fascista anche se terminato successivamente e con cui vengono riversate le acque dell’Adige in piena in caso di pericolo di allagamento, è lungo una decina di chilometri e quindi anche la lunghezza del tunnel, che potrebbe sbucare o nella parte a sud di Malcesine o, più probabilmente nella parte nord di Brenzone vicino ad Assenza, potrebbe essere su un ordine simile di grandezza. Per il Trentino si tratterebbe del tunnel più lungo in assoluto poiché la galleria di Mezzolombardo misura circa 3,9 chilometri e il «tracciato corto» previsto per la Loppio-Busa, un collegamento a nord di Torbole, sarebbe attorno a 3,5 chilometri. «La novità», ha detto il presidente Fugatti, «è che ora i Comuni della sponda veneta si dichiarano pronti a esaminare questa possibilità». «Tutti i sindaci hanno

Malcesine

Brenzone

Lacenafrutta4milaeuro Donati a due associazioni Avio Madonna del Pieve Assenza di Brenzone Porto di Brenzone Mama di sopra Mama di sotto

Il tracciato secondo Asileppi Possibile tracciato alternativo

Ilrendering deltragittodell’ipotetico tunneldelMonte Baldo

espresso l'esigenza di migliorare i collegamenti, avanzando la proposta di sottoporre ai rispettivi consigli comunali le ipotesi di collegamento tra la Valle dell'Adige e la zona del Baldo, con l'impegno di tornare a riunirsi se le valutazioni fossero positive», hanno spiegato da Trento. Il Baldo, insomma, potrebbe essere oggetto di valutazione preliminare per essere «bucato» forse per un tunnel «monocanna a due corsie», com’è stato discusso nella riunione. Possibilisti sia il sindaco di Malcesine, Giuseppe Lombardi, che quello di Brenzone, Davide Benedetti. «Si ragiona per ora solo su ipotesi di fattibilità», ha detto il sindaco lacustre, «ma non siamo chiusi a una possibilità di questo genere a pat-

to che ci siano opere compensatorie adeguate in termini viabilistici, di parcheggi scambiatori e di allargamento delle strade perché, altrimenti, si congestionerebbe la viabilità allo sbocco dell’ipotetico tunnel nell’alto Garda, ovunque si pensasse di farlo. Siamo disponibili a vedere eventuali progetti preliminari e analisi dei costi, e non abbiamo preclusioni verso nulla di fattibile, se migliorasse la circolazione sul territorio», ha concluso. COLLEGAMENTO FUNIVIARIO.

Se per il tunnel del Baldo i costi e i progetti sembrano problematici, più chances potrebbe invece avere un’iniziativa alternativa: un collegamento funiviario tra Avio e Malcesine, che unisca gli im-

pianti già esistenti da Sabbionara d’Avio alla Polsa e poi un ulteriore collegamento per arrivare alla Colma di Malcesine o a Pra’ Alpesina. Certo non avrebbe l’analoga utilità di una galleria automobilistica ma la fattibilità, in termini di costi, parrebbe più abbordabile. «Abbiamo ascoltato la discussione», ha detto il presidente Fugatti, «sulle ipotesi tecniche in campo prescindendo, per ora, dalle questioni finanziarie. Saranno poi i Comuni a promuovere iniziative e a decidere quali siano le eventuali migliori soluzioni. Quanto alla sostenibilità finanziaria si tratta di assumere una decisione con la Regione Veneto, posto che l'opera interessa in buona parte la viabilità di quel territorio». •

«Centocinquantaospiti,dicui 110sedutia cenaeuna quarantinaintervenuti perbere qualcosaeassistere allasfilata dimoda,ci hannoconsentitodi raccogliereedevolvere4mila euro».Adirlo èLorena Pinamonte,l’instancabile presidentedellaProlocodi Brenzone.A titolopersonale, comeormai hafatto peraltre ottovolte,haorganizzato la nonacenadibeneficenza nell'albergodifamiglia, l'hotel Nettunoa Porto diBrenzone. Così,qualche giornofa,tra la musicadeldeejay Monkey di Garda,lasfilata dimoda organizzatadal negozioBest WinddiMalcesineeil concerto deigiovanissimiKarmasutra di SanZeno, «laPina», come confidenzialmentela chiamano nelsecondopaesedell'alto Garda,èriuscitanell'impresadi raccogliereedevolvereuna cifraragguardevolea due associazioniimpegnate nel sociale.«Voglio ringraziare davverotutti»,hadetto la Pinamonte,«perchésono venutiospiti daGardafino a Malcesinepassandoper Torri, Castelletto,Brenzoneealtri comuniancora. Tutti ormai sannodiquestoappuntamento autunnaleevengonofiduciosi perfaredel bene».La Pinamontesi èaccollatatutte lespese dellaserata.Non solo. Comehafatto intutteenove le edizioni,il giorno successivo

Brevi

LAZISE. Esercitazionedella Protezionecivileda domania domenica

Emergenzenellago ma sono tutte simulate

Un’esercitazionedellaProtezionecivile

Centocinquantavolontari impegnati nelrecupero dipersonein difficoltàe diimbarcazioniinavaria Da domani a domenica il territorio comunale di Lazise ospiterà un’importante esercitazione di protezione civile a cui parteciperanno circa 150 volontari impegnati in diversi scenari di emergenza. Niente paura, quindi, se in questi giorni si vedrà un notevole dispiegamento di uomini e mezzi, con esercitazioni che toccheranno anche Peschiera del Garda. Gli scenari saranno simulati, ma lo sforzo sarà reale: prevista l’attivazione delle ricer-

che per un velista disperso, per il recupero in acqua di persone in difficoltà e di imbarcazioni in avaria. Situazioni sempre più frequenti sul lago di Garda, anche a causa dei sempre più violenti fenomeni meteorologici che caratterizzano in particolare le stagioni estive. L’esercitazione è stata promossa dalla Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee) attraverso il Club Subacqueo Scaligero, associazione che a Lazise

svolge attività di protezione civile in convenzione con il Comune. LE ATTIVITÀ INIZIERANNO do-

mani alle 10 con l’attivazione della squadra nazionale di protezione civile Fipsas. Seguirà il montaggio del campo base nella palestra del paese per ospitare i volontari con l’allestimento, poco lontano, di una cucina da campo funzionante per le tre giornate. L’esercitazione è stata riconosciuta dal Dipartimento

nazionale di protezione civile e dall’analoga struttura regionale che ha attivato le associazioni che parteciperanno all’esercitazione. «La polizia locale sarà coinvolta come da piano di protezione civile con il compito di gestire la sicurezza delle attività svolte all’interno del paese», spiega il comandante Massimiliano Gianfriddo. «Nel palazzo municipale saranno attivati il Centro operativo comunale e l’Unità di crisi locale: verranno testate le infrastrutture radio e gli scambi delle comunicazioni con Capitaneria di porto, Prefettura e carabinieri, le modalità di attivazione delle squadre di protezione civile e la capacità dell’Unità di crisi locale di adottare i provvedimenti necessari per la risoluzione dell’emergenza». Anna Rossi, consigliera comunale con delega a polizia locale, demanio e protezione civile si dice molto soddisfatta che sia stata scelta Lazise per questa esercitazione. «Come amministrazione investiremo anche nei prossimi anni in prevenzione e sicurezza del territorio», dice. «A breve», aggiunge, «presenteremo il nuovo piano di protezione civile comunale che sarà testato durante l’esercitazione prima dell’approvazione finale, ma ci faremo promotori di iniziative analoghe anche con la partecipazione della popolazione». • K.F.

Lazise

Vintage,antiquariato eOrientepertregiorni Nascecome unacostola della fieraarilicense,Vivi Vintage, eventodicui rielabora e arricchiscela proposta. «VintageAntiquaria ei tesori d’Oriente»,in programmaa Lazisedadomani a domenica, nellagrandetensostruttura allestitainprossimità delparco pubblicochelo scorso fine settimanaha ospitatola fiera delmiele.La manifestazioneè organizzatadaElko snc,in collaborazionecon ArtAntique EventidiLuciano Forneris,e conil patrocinio delComune di Lazise.Oltre all’importantee variegataareadedicata al vintage,arendere particolare lamostra-mercato lacisiense sarannoesclusivipezzi d’antiquariatoma anche tappetieoggetti provenienti dall’Oriente,dalla Cinaalla Tailandia,dal Tibet alla Mongolia,comprendendo i Paesinordafricani come MaroccoeTunisia.Ad animare laprimaedizione diVintage Antiquariaei tesori d’Oriente diLazise,cisaranno anchei ballerinidellascuola Blue EnergyRock, irievocatori di «Viverela Storia»euna selezionedifoodtruck con il lorostreetfood. L’esposizione,

allacenahafatto duebonifici eha pubblicatolacopia degliestratti contosulla sua paginafacebook. «Tuttipossono vedere che2mila eurosono andati all’associazione Namastèdi SanLazzaro di Bologna»,haspiegato. Associazionecon cui la Pinamonte harapportidaanni dopoaver fattoun viaggioinIndia. La Namastèsegue mille bambini attraversoadozioni a distanza,ma aiutaanche260 anziani, tre villaggiealtri bambiniinseritiin cinqueasili edodicicentri-studi. Glialtri duemilaeuro raccolti, invece,la Pinomonteli hadonati all’associazione«Unsorriso solidale»di Malcesine,guidata da MartinaGasparini.«Metàdi questisoldi»,haprecisato la Gasparini,«verràmessa daparte perl'acquistodiuna nuova ambulanzaper l'ospedale di Malcesine,e l'altrametàandrà invecea Beatrice, labambina che traqualche mese compirà dieci anniechestalottando per diventareautonomanelcammino. Daquasiunanno stiamoaiutando lasua famiglia per consentirledi farele cureall’esterodi cuiha bisognoechele stannodando risultati».Sonointervenuti alla cenaancheil vicesindaco,Ivano Brighentiel'assessore alsociale, MichelaDonatini. «Entrambi», ha conclusoPinamonte,«hanno garantitol'appoggio sia atitolo personalechequello delsindaco, DavideBenedetti,per iniziative voltealsociale eallosport». G.M.

Unmercatino vintage aingresso libero,èapertadomani dalle15(orario dell’inaugurazione) alle20,sabato edomenica dalle 10alle 20,mentrela zona deifood truckchiuderà ogniseraalle 22.30.Sabato dalle14la scuola BlueEnergy Rockproporrà degli workshopper impararei passi di alcuniballi (infoal numero 393.0484575),mentredomenica, dalle15.30alle 16,i ballerini si scatenerannotra le viedel centro delpaeseproponendoun flashmobaccompagnatidalla SwingMarch.Non mancherà il viaggionelpassato, con i revocatoristorici che racconterannociò cheèavvenuto traLazise ePeschieradurante la secondaguerramondiale. K.F.

BRENZONE SERATADEDICATA ALRILASSAMENTO NELBOSCO La «Forest Bathing» sbarca a Brenzone. La nuova tecnica di rilassamento nel bosco sarà oggetto della serata di lunedì alle 20.30 nella biblioteca «Vangelista» a Castello di Brenzone. Relatore Valerio Sartori. Ingresso libero. G.M. PESCHIERA SERATASULLA VIOLENZA DOMESTICA CONMONSIGNOR FASANI Violenza domestica: come sta cambiando il concetto di famiglia. Se ne parlerà domani alle 20.30 nel teatro parrocchiale di San Benedetto di Lugana. Relatore monsignor Bruno Fasani. Ingresso libero. K.F. BRENZONE OPENDAYALL'ISTITUTO SCOLASTICO DICASTELLETTO Sabato alle 16 gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado, del politecnico e del liceo scientifico sportivo presenteranno l’offerta formativa. Alle 16.30 lezioni esemplificative nelle aule e nei laboratori. Ingresso libero. G.M.

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RASSEGNA STAMPA 11 OTTOBRE 2019  

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