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Fassa News inverno winter 2016/17 N. 41 - anno/year 20

dolomites

Un inverno in volata A winter on the “volata”

Il nuovo relax termale New thermal wellness

Una valle in rosa per il Giro The “Giro” turns the valley in pink colour


Get on board!

Salite a bordo!

Con lo stesso slancio che caratterizza quest’inverno - all’insegna della velocità che fa prendere il volo - è nato questo numero, che vi conduce come a bordo di una slitta tra panorami d’incanto, da dicembre fino a primavera. Notizie, storie e immagini che sono un viaggio nel viaggio (perché in vacanza ci siete già!) per farvi scoprire (e sperimentare) molto della Val di Fassa, sia che siate alla prima visita, sia che siate ospiti affezionati della terra ladina. Sfogliando le pagine, vi accorgerete subito che la valle non smette mai di sorprendere il popolo degli sciatori che, quest’inverno, possono provare tutti i brividi dell’ultima nera nata in valle, “La Volata” del San Pellegrino, ma

anche cabinovie nuove - o rinnovate - piste rivisitate in larghezza e in lunghezza - e snowpark ancor più mirabolanti. Vi divertirete a scegliere lo skitour migliore di giornata e la località ideale per vivere l’emozione di un’alba d’alta quota, con o senza sci. Vi stupiranno poi, le nuove QC Terme Dolomiti di Pozza di Fassa, dove sono sbarcati i leader italiani del wellness con un centro all’avanguardia pronto a riempirvi di coccole tra cascate d’acqua termale, bagni di vapore e massaggi. Vi affascinerà il racconto dei primi impianti di risalita realizzati in valle e vi conquisterà la tenacia dei dieci atleti testimonial della Val di Fassa impegnati nelle competizioni internazionali, raccontati con tenerezza da

mamme e papà. E vi faranno venire l’acquolina in bocca i piatti gourmet preparati nei rifugi della zona. Ma troverete molto altro in questo magazine, ancora in odor di festeggiamenti per i vent’anni dalla prima stampa (celebrata nel numero dell’estate scorsa anche con un restyling grafico), che soddisfa anche chi è a caccia di anticipazioni sugli eventi più importanti dei prossimi mesi, come l’appuntamento di maggio con il Giro d’Italia che sarà in valle per due giorni. Che ne dite, allora, salite a bordo con noi? Buona lettura e buone vacanze!

This number is born with the same passion characterizing the coming winter, dedicated to full speed, and leads you on a sleigh among fairy landscapes from December to spring. News, stories and pictures are a journey in a journey (because you are already on holidays) to let you discover Val di Fassa, whether if you are here for the first time or if you are a loyal guest of the Ladin valley. While browsing the magazine you will realize that the valley does not desist in surprising skiers, who not only can try during the winter the new black slope named “La Volata” in San Pellegrino, but also new or renewed lifts, renewed slopes and incredible snow parks. You will have fun in choosing daily the most suitable ski tour for you and the ideal locations to watch the sun rising with or without your skis. The new thermal bath centre QC Dolomiti in Pozza will surprise you: thermal waterfalls, steam baths and massages. The story of the very first lifts of the valley will fascinate you, as well as the determinacy of the 10 athletes that are testimonial of Val di Fassa, depicted by mum and dad’s words. The delicacies of the local refuges will captivate you as well. You will also find other information in this magazine, which satisfies all readers, included the curious one: for example the date in May with Giro d’Italia, hosted by the valley for two days. So, do you want to get on board? Enjoy the reading and have a nice holydays in Val di Fassa!

Elisa Salvi

FassaNews

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Piccoli, grandi campioni Baby champions grow

n. 41 anno/Year 20 Inverno/Winter 2016/17

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Direttrice responsabile: Elisa Salvi Registrazione: Tribunale di Trento n. 915/R.S. del 3-7-1996 Copie distribuite: 22.000 Editrice: Azienda per il Turismo della Val di Fassa - Strèda Roma 36 - 38032 Canazei (Tn) Stampa: Rotolito Lombarda, Cernusco S. N. (Mi) Redazione: Azienda per il Turismo della Val di Fassa - 38032 Canazei (TN) Tel. 0462.609600 • Fax 0462.602502 E-mail: info@fassa.com Hanno collaborato al magazine: Andrea Selva, Enrico Maria Corno, Valentina Redolfi, Stefania Povolo, Claudia Chiocchetti, Francesco Mazzel, Giusy Vian; traduzioni: Arianna Giulia Garbin, Alice Tivelli.

QC Terme Dolomiti al debutto The inauguration of QC Terme Dolomiti

Progetto grafico: Area Grafica - Cavalese (Tn) www.areagrafica.tn.it Foto di copertina: Doriano Brunel Contributi fotografici: N. Angeli, R. Bernard, R. Brunel, A. Costa, F. Modica, M. Montibeller, A. Mosler - Archivio fotografico Apt Val di Fassa; Archivio Marmolèda Full Gas - Archivio fotografico Strada dei Formaggi delle Dolomiti; Archvio fotografico skiarea S. Pellegrino - Alpe Lusia; D. Montigiani - Archivio fotografico Trentino Marketing; Archivio fotografico QC Terme; S. Coluccelli - Archivio fotografico Brums; Archivio fotografico Falconeri; Archivio fotografico Dolomites Skyrace; Archivio Elisoccorso Trentino; Archivio fotografico “La Gran Vera”; Archvio fotografico Sella Ronda Bike Day; D. Brunel, C. Carpano, C. Costazza, C. Deville, M. Felicetti, C. Ganz, S. Gross, M. Iori, F. Liberatore, U. Martini, M. Mattia, S. Pellegrin, F. Perathoner, V. Redolfi, A. Selva, E. Salvi, E. Zulian, G. Zulian. È vietata la riproduzione di tutte le immagini, dei testi e delle pubblicità del Fassa News. Questo numero è stato chiuso in redazione il giorno 9 dicembre 2016

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Pronti a partire con gli sci? Ready to ski?

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Novità in pista News on slopes


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La valle rosa che aspetta il Giro The valley waits for the “Giro”

6 Dolomiti nell’era

52 Pattini d’argento

The Dolomites in the age of multichannel communication

della “multicanalità”

8 L’agenda degli

eventi dell’inverno

The schedule of events in winter

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Vizi d’alta quota Bliss at high altitude

10 Tracciati e

snowpark per… volare

Routes and snow park to take off

del canto

Ladin talent singers

60 Il ristoro che piace è gourmet

The gourmet meal

64 Il conflitto esposto

The exhibition of the Great War

con gli sci

66 L’estate è già

Winter tour on your skis

A window on the coming summer

The story of the lifts

22 Sci all’alba,

quante emozioni

Emotions of skiing at sunrise

27 I nostri campioni dello sci

Our ski champions

36 Qc Terme Dolomiti al via

The opening of Qc Terme Dolomiti

41 Fassa, set di moda

Fassa, a fashion set

46 Se l’elisoccorso diventa fiction

The heli-alpine rescue turns into a fiction

50 Una valle già in

festa per il Giro d’Italia

The old chairlift

56 Talenti ladini

Quella vecchia seggiovia

Silver ice skates for butterflies

14 I tour si fanno 18 Impianti, che storia

18

per le farfalle

The valley celebrates the Giro d´Italia

in vetrina

68 C’è sempre

una prima neve!

There is always the first snow!


Montagna d’inverno: la sfida oltre la neve Il ruolo del turismo dolomitico, tra competizione e innovazione, secondo Umberto Martini, ordinario di economia e gestione delle imprese all’Università di Trento di Elisa Salvi

Si definisce un montanaro, innamorato della Val di Fassa, che conosce così bene da citare i punti d’osservazione migliori delle sue cime preferite come Punta Grohmann, Cinque Dita e il resto dell’impareggiabile infilata del Sassolungo o i Denti di Terrarossa splendido orizzonte della Val Duron. Il trentino Umberto Martini non è solo un appassionato di Dolomiti, sci e trekking, ma anche professore (dall’eloquente curriculum) di economia e gestione delle imprese dell’Università di Trento e soprattutto tra i principali esperti di economia e turismo di montagna. Un fenomeno - il turismo - che in Val di Fassa, come in altre località delle Dolomiti, rappresenta l’asse portante dell’economia da oltre cinquant’anni. Un lungo periodo caratterizzato da punti di forza di cui va valutata l’efficacia nei prossimi anni, alla luce sia delle nuove tendenze nel modo di viaggiare e fare vacanza, sia dei cambiamenti climatici. Professor Martini, se le recenti statistiche indicano l’assottigliarsi

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del popolo degli sciatori, la neve resta un elemento imprescindibile nella scelta della vacanza invernale sui monti? Nell’immaginario collettivo il bianco è il colore della montagna d’inverno. E gli appassionati di sci senza neve non si divertono. Se però, per ragioni climatiche, le precipitazioni nevose tendono a essere meno e a più alta quota, bisogna diventare resilienti, ovvero capaci di adattarsi alle condizioni non modificabili. L’innevamento programmato è la soluzione? Per certi versi sì e pare che si produrrà neve a 15° sopra zero. Ma, tenendo conto che l’acqua è una risorsa preziosa, probabilmente bisogna promuovere altri usi della montagna secondo un’innovazione di sistema, magari prendendo esempio dalla Romagna, dove una buona parte dei turisti non va più al mare, ma solo in spiaggia o nelle piscine, fa fitness, partecipa a tour culturali, ciclistici o enogastronomici nei borghi dell’entroterra.

Ma la montagna è una meta turistica competitiva nel panorama delle varie offerte? Analisi e numeri dicono che le località in grado di mantenersi allineate alle tendenze di mercato conservano una propria forza d’attrazione, grazie a elementi rassicuranti per il visitatore: qualità ambientale, fascino estetico e paesaggistico, risposta alle esigenze odierne di attività fisica, salute e benessere, nonché ricchezza di cultura e tradizioni, Fassa in tal senso è un ottimo esempio. Il nostro sistema ricettivo basato su strutture di piccole dimensioni è un vantaggio in termini di competizione o un limite rispetto a luoghi dove grandi gruppi intercettano altrettanti grandi flussi? A partire dagli anni Novanta il sistema turistico è stato attraversato da cambiamenti rilevanti, si pensi agli ospiti - un tempo sulle Dolomiti giungevano in auto per lo più da regioni limitrofe, oggi invece spesso arrivano in aereo, dall’altra parte del mondo - o al sistema di prenotazione


Umberto Martini sulla cima del Colac

che da personale o cartaceo è diventato online. Il tessuto ricettivo di piccola dimensione, presente peraltro in tutto l’arco alpino ad eccezione di alcune zone della Svizzera, è sicuramente un punto di forza perché garantisce contatto col cliente e personalizzazione dei servizi, ma può diventare un limite quando non riesce, con la propria organizzazione di sistema, a essere competitivo con le altre (e più svariate) proposte. Facendo un paragone con l’industria, quella che esporta di più ed è più internazionalizzata soffre meno la crisi. La sfida è analoga per hotel e residence: trovare soluzioni di gestione, comunicazione e marketing di rete che intercettino i flussi di domanda estera. Il tutto senza dimenticare l’ospite fidelizzato, italiano o tedesco che sia, che garantisce occupazione delle strutture e introiti al territorio. Ci sono nuovi mercati potenzialmente interessati alle Dolomiti? Dai piani d’azione curati da Trentino Marketing, sappiamo che nuovi bacini, alcuni più vicini del Nord e dell’Est

Europa e altri extra-continentali di Paesi dall’economia in crescita, potrebbero essere attratti dalle Dolomiti, il che implica un’importante organizzazione commerciale, promozionale e del viaggio. Rispetto a questi mercati, l’assenza di un aeroporto regionale è ritenuto un limite per Fassa. Gli aeroporti di Verona e Venezia sono vicini. Uno scalo di dimensioni concorrenziali, che produca utili e attiri le principali compagnie, in Trentino Alto Adige (senza considerare le questioni ambientali) non è economicamente sostenibile. Per i turisti che si spostano in aereo l’ultimo tratto di collegamento in pullman può rappresentare una visitazione di luoghi, che fa parte del viaggio. Non scordiamo, poi, che tragitto e alloggio sono momenti essenziali, ma strumentali. In vacanza si cercano esperienze. Quello che si deve fare - e in Fassa si è bravi - è offrire un prodotto turistico coerente con le aspettative contemporanee. Il riconoscimento Unesco alle Dolomiti ha margini di potenziamento per attrarre visitatori? È provato che i riconoscimenti Unesco trascinano domanda turistica. Le Dolomiti, però, sono un bene seriale, con tanti siti distribuiti in cinque province caratterizzate da ambiti a bassa ed elevata densità turistica. Quindi per le zone meno conosciute l’Unesco è una risorsa per attrarre ospiti, mentre per località come Fassa la questione è sovrapporre al proprio marchio, e a quello di Dolomiti Superski, quello Unesco, rendendoli coerenti tra loro. Serve un lavoro di coesione tra enti turistici, territoriali e Fondazione Unesco per far emergere un marchio sovraregionale, soprattutto per rivolgersi a flussi internazionali. La comunicazione del marchio Unesco così come di una destinazione turistica passa solo attraverso web e social? Oggi si opera nella “multicanalità”. Certo non si può mancare su web e social media che sono le nuove forme del passaparola, sempre misurando i risultati della comunicazione, che è fondamentale ma non va vista come risolutrice. L’importante è creare un buon prodotto turistico e proporlo ai diretti interessati: obbiettivo più complesso, ma vera sfida dell’innovazione.

Mountain in winter: the challenge beyond the snow He defines himself as a mountaineer, he is in love with Val di Fassa and he knows this valley very well: he can mention the best point of view of his favorite peaks, such as Sassolungo and the Denti di Terrarossa. Umberto Martini is not only enthusiast of the Dolomites, ski and trekking, but also professor of economy and management at the University of Trento and above all, he is one of the main experts in economy and mountain’s tourism. Tourism represents for Val di Fassa the most important economic entry for over 50 years. This is a long period characterized by highlights, which are going to be valued in the next years, considering new trends of travelling as well, without underestimating the climate change. Professor Martini, if the recent statistics point out that the number of skiers is decreasing, is snow an essential element that plays a crucial role in the choice of winter holidays in the mountain? Many people associate the white color with the mountain in winter. Skiers cannot have fun without snow. However, if snowfalls are less and at a more high altitude, we certainly have to accustom ourselves to these conditions, which are irreversible. Is the programmed system of snowmaking the solution? It can be, and in the future, it is likely to produce snow at a temperature of 15° above zero. However, as water is a precious resource, it is necessary to promote other approaches to mountain according to a system’s innovation. Is mountain a competitive tourist destination among holiday’s offers? Analysis and numbers claim that if resorts are able to follow market trends, they can as well keep a high level of charm, even because there are encouraging elements for visitors: environmental quality, fascinating landscape, opportunity to combine sports with health and wellness, prosperity in culture and traditions. Val di Fassa is a very good model. Could the subscription of the Dolomites to the Unesco World Heritage help to attract more visitors? It is proved that the Unesco’s mentions attract the tourist demand. The Dolomites are resource with lots of sites in five Provinces with areas of low and high tourist density. Locations as Val di Fassa could combine their own logos with those of Dolomiti Superski and Unesco. What a resort needs is a profound connection among tourist and local institutions and the Unesco Foundation, in order to reach international travelers. FassaNews

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Winter Events I principali appuntamenti dell’inverno

Campionato nazionale di hockey su ghiaccio

Alps hockey league settembre 2016 - marzo 2017 Palaghiaccio di Alba

Velocità, tecnica e agonismo entrano sulla piastra del “G. Scola” di Alba di Canazei, assieme alle squadre che partecipano al massimo campionato di hockey su ghiaccio e sfidano i padroni di casa “Fassa Falcons”. Per tutto l’inverno si susseguono match che sono uno spettacolo di sport e combattività. fassafalcons.com

Buon Natale ladino

Open air exhibition of Nativity Cribs, Christmas market and exhibition of Twelfth Night Epiphany 5 dicembre - 8 gennaio - Val di Fassa Vivete il periodo più affascinante dell’anno in Val di Fassa. Dal 5 dicembre, quando San Nicolò con angeli e krampus (diavoli) visita le case dei bimbi fassani, fino all’Epifania, è un susseguirsi di esposizioni di presepi, mercatini, concerti, feste in piazza e antiche tradizioni. Ecco cosa non perdere: 5-6 dicembre arriva S. Nicolò a Pozza e in altri paesi della valle; 9 dicembre la “Sfilata dei krampus” in centro a Pozza; 1 dicembre - 8 gennaio “Prejepies sui Festii”, esposizione di presepi sulle fontane del paese e delle frazioni di Vigo; 20 dicembre - 10 gennaio “Presepi in Turchia”, allestimento di presepi nel caratteristico rione di Moena; 18 dicembre - 8 gennaio “La strada dei presepi” natività esposte tra le vie di Canazei, Alba e Penia; 3 dicembre - 10 gennaio “Il villaggio di Babbo Natale” per vivere un sogno, ai giardini del lungo Avisio e Piaz de Ramon a Moena; 8-11, 17-18 dicembre e 26 dicembre - 7 gennaio “Picol, bon e bel”, idee regalo e oggetti tipici a Vigo; 8-11, 17-18 dicembre e 24 dicembre - 8 gennaio “Mercatino di Natale” di Campitello; 31 dicembre “Capodanno in

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piazza” a Canazei, Campitello, Pozza, Vigo e Moena; 2-6 gennaio “I Tre Re” con pastori e angeli che eseguono il canto del Settecento “Noi siamo li tre Re” per case e alberghi di Moena, Soraga e Canazei. www.fassa.com

I campioni dello sci scendono in pista

Ski & Snowboard Races 15 dicembre - 29 marzo - Val di Fassa I tracciati di Fassa accolgono importanti gare internazionali. Ecco dove tifare i campioni dello sci: 15 dicembre, slalom parallelo diurno, maschile e femminile, valido per la Snowboard Fis Worl Cup sulla pista Prà di Tori al Passo Carezza; 15 dicembre, slalom speciale maschile, in notturna, di Coppa Europa allo Skistadium Aloch di Pozza; 30 dicembre, Campionati italiani assoluti di sci alpino, prova di slalom in notturna allo Skistadium Aloch di Pozza con fuochi d’artificio finali; 2529 marzo, Campionati italiani assoluti di sci alpino, di diverse discipline, sulle piste della skiarea S. Pellegrino-Alpe Lusia. www.fassa.com

Spettacoli in fiocchi

Snow Show 29 dicembre - 27 marzo - Val di Fassa Su palcoscenici imbiancati, al calar della notte, si esibiscono i maestri di sci, accompagnati a volte dagli atleti della Nazionale di sci alpino, in coreografie suggestive tra musica, luci e scoppiettanti finali. Da non perdere: 25 e 29 dicembre, 6 gennaio e tutti i venerdì dell’inverno “Freestyle Show e fiaccolata” con maestri di sci e allievi al Prà di Sorte di Moena; 28 dicembre fiaccolata dei maestri di sci sulla pista Ciampac di Alba; 29 dicembre e 5 gennaio - e dal 9 gennaio tutti i lunedì dell’inverno - la “Fiaccolata” dei maestri della scuola di sci allo Skistadium Aloch di Pozza; 3 gennaio, 1 e 28 febbraio e 15 marzo “Freestyle Show” a pochi passi dal centro di Vigo; 20 febbraio “La Fiaccolata dei campioni”, evento speciale con i maestri di sci delle varie scuole di Fassa assieme ai big della Nazionale di sci alpino allo Skistadium Aloch di Pozza. www.fassa.com

#trentinoskisunrise

Snow and breakfast at first light 11 gennaio - 8 marzo - Val di Fassa Apertura anticipata degli impianti, il sole che illumina le Dolomiti, una sciata esclusiva su un tracciato appositamente tirato a lucido con i maestri di sci a fare da apripista. E, per finire, un’abbondante colazione a base di prodotti genuini in un accogliente rifugio. Tutto questo è #trentinoskisunrise, lo sci all’alba


che quest’inverno in Val di Fassa si fa in sette: 11 gennaio Col Rodella di Campitello, 28 gennaio Ciampedie di Vigo, 8 febbraio Belvedere di Canazei, 14 febbraio Buffaure di Pozza, 23 febbraio Alpe Lusia di Moena, 4 marzo San Pellegrino di Moena e 8 marzo Ciampac di Alba. www.fassa.com

rappresentazioni in lingua ladina. Da non perdere gli appuntamenti con il carnevale di Penia, Canazei e Campitello, dove la tradizione è arcaica, e le feste di martedì grasso di Vigo, Pozza, Soraga e Moena. www.fassa.com

44ª Marcialonga di Fiemme e Fassa

44th Fiemme and Fassa Marcialonga 29 gennaio - Val di Fassa

Le grandi sfide dello scialpinismo

Ski-mountaineering Races 13 gennaio - 16 aprile - Val di Fassa Gare di rango internazionale punteggiano l’inverno fassano. A prendervi parte non solo i fuoriclasse della disciplina, ma anche tanti appassionati dello sci con le pelli di foca. I prestigiosi appuntamenti in programma sono: 12-15 gennaio “La Sportiva Epic Ski Tour”, la nuova importante kermesse si configura come un’imperdibile tre giorni sugli sci e precisamente il 13 gennaio all’Alpe Cermis in Fiemme, il 14 al San Pellegrino e il 15 al Pordoi; 24 marzo “22ª Sellaronda Skimarathon”, non teme rivali la gara su pista più nota al mondo che si svolge, in notturna, lungo i 42 km attorno al massiccio del Sella, con passaggio per Canazei; 1 aprile “6ª Marmolèda Full Gas Race”, si consuma l’appassionante sfida sugli scoscesi pendii della Regina delle Dolomiti; 9 aprile “41ª Pizolada delle Dolomiti”, irrinunciabile per il popolo delle pelli di foca la partecipazione a questo storico appuntamento sulle nevi del San Pellegrino. www.fassa.com

Tanti campioni e moltissimi bisonti, così si chiamano simpaticamente gli appassionati, partecipano alla più celebre granfondo d’Italia che giunge alla 44ª edizione. Sempre in grande spolvero questa competizione che parte, l’ultima domenica di gennaio, da Moena e arriva a Cavalese lungo un tracciato di 70 km. Ma c’è anche l’itinerario light da 45 km. www.marcialonga.it

Trentodoc sulle Dolomiti

Sparkling wine long week end 2 - 5 febbraio - Ciampac di Alba

Numerosi bar, pizzerie e ristoranti della valle propongono aperitivi e menù, abbinati alle famose bollicine di montagna. www.fassa.com

RDS Tour

Ski & music week end 18 - 19 febbraio - Ciampac di Alba Fine settimana a ritmo di musica con la nota radio nazionale che si trasferisce sulle nevi di Fassa. Possibilità di incontrare i conduttori radiofonici, partecipare a giochi, animazione e divertirsi con “après ski” e dj-set. www.fassa.com

“Scufoneda”

Telemark and freeride week end 8 - 12 marzo - Val Fassa Un’allegria contagiosa pervade da sempre questa manifestazione dedicata a telemark e freeride. Il passare del tempo rinvigorisce il long week end a base di sciate in gruppo, escursioni freeride, tutorial di sicurezza in montagna con istruttori e guide alpine, après ski e cene gustose. Il tutto sotto la regia degli “Scufons del Cogo”. www.scufons.com

A tavola con la Fata delle Dolomiti

Ladin gastronomy week 26 - 31 marzo - Moena

Tra le settimane più amate dell’inverno fassano c’è quella caratterizzata dalle proposte gastronomiche dei ristoranti Malga Panna, Foresta, Fuciade e Tyrol, riuniti nell’associazione Ristora Moena. Gli chef, di comprovato talento, offrono menù raffinati, ispirati alla tradizione. www.fassa.com

Panorama Music festival

Music Festival 22 marzo - 1 aprile - Val di Fassa

Dopo il successo della prima edizione torna la rassegna musicale organizzata dalle società impianti a fune della valle. Alcuni dei rifugi più panoramici, sulle piste da sci, ospitano concerti, di vari generi musicali. www.fassa.com

Destroy The Winter

Snow Party 2 aprile - Ciampac di Alba

Carnevale fassano

Ladin carnival 17 gennaio - 28 febbraio - Val di Fassa Antico, spassoso e irriverente, al punto giusto, è il “carnascer fascian” (carnevale ladino) che imperversa per oltre un mese in valle. Anima dei riti che rallegrano l’inverno sono le maschere, con le tradizionali “faceres” (maschere lignee), protagoniste di sfilate e “mascherèdes”, divertenti

skiarea fassane aperitivi gourmet. Tra uno slalom e l’altro degustazioni di formaggi locali e vini trentini, accompagnati da musica live: 22 febbraio “Happy Cheese al tramonto” nella straordinaria cornice del Sass Pordoi; 3 marzo a Baita Paradiso del San Pellegrino; 9 marzo a Baita Checco del Ciampedie. www.fassa.com

Happy Cheese on the Snow

Gastronomy appointments 22 febbraio - 3 e 9 marzo - Val di Fassa

I buongustai apprezzeranno senz’altro l’opportunità di assaggiare su alcune delle terrazze più belle delle

Un tuffo in piscina è quello che ci vuole per chiudere l’inverno in bellezza. Non è uno scherzo, ma esattamente quello che si rinnova, da qualche anno, con questa festa dove sono protagonisti i salti con gli sci o con ogni altro mezzo in una vasca tra le nevi della skiarea. www.fassa.com

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Quest’inverno parte in “Volata” Una nuova pista nera al San Pellegrino, cabinovie rinnovate, snowpark potenziati e tutto quello che attende gli appassionati di sci in Val di Fassa di Enrico Maria Corno

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Da cosa dipende il successo di un’area sciistica? Dalla suggestione dei panorami alpini che attraversa, ovviamente. Dalla pendenza e dalla qualità delle piste e dall’efficienza degli impianti. Dall’innevamento garantito e dalla lunghezza dei chilometri da poter coprire “sci ai piedi”, che spesso fa rima con i collegamenti tra un comprensorio e l’altro. Gli sciatori appassionati apprezzano anche le novità e non passa inverno che la Val di Fassa non regali qualcosa di nuovo dimostrando, anno dopo anno, di essere sempre in linea con i tempi. Nelle scorse stagioni, abbiamo visto l’apertura dei percorsi “certificati” da freeride al Belvedere e al Col Margherita, tracciati messi a punto nella skiarea Catinaccio, l’apertura della pista nera Vulcano al Buffaure e l’anno scorso l’inaugurazione della funifor “Alba- Col dei Rossi” che collega Alba di Canazei alle piste in quota del Belvedere, allacciando il centro della valle direttamente al Sellaronda. L’inverno 2016-2017 sarà ricordato invece per tre ragioni: l’apertura di un’altra pista nera - la nuova “La Volata” - al Passo San Pellegrino, la sostituzione di due seggiovie con

altrettante telecabine più moderne all’interno della skiarea dell’Alpe Lusia e il rinnovamento di impianti, piste e snowpark nella skiarea Belvedere - Col Rodella. Andiamo con ordine. “La Volata” al Passo San Pellegrino promette di pareggiare la fama della sorella “Col Margherita” e i brividi che la medesima produce sulla schiena degli sciatori. Entrambe. infatti, iniziano dalla cima del Col Margherita a 2510 metri, all’arrivo della funivia che parte dal passo e vanno giù fino ai 1780: “La Volata” scende sulla destra rispetto all’altra nera, correndo parallela alla pista che porta al Lago Cavia verso Falcade prima di piegare su se stessa puntando verso il passo e ricollegandosi alla pista originale. Poco prima del cambio di direzione, s’innesta il tratto inedito che presenta pendenze massime che sfiorano il 57% (e medie di circa il 30%) e che sarà il più impegnativo per le gambe degli sciatori. 2350 metri di pista e 631 metri di dislivello per una discesa divertente, impegnativa e velocissima, con un tracciato pieno di muri e curvoni e soprattutto panoramico, con grandi viste su tutte le Dolomiti. E se nella skiarea del Lusia le due

vecchie seggiovie che portavano in quota sono state sostituite dalla nuova cabinovia Castelir-Fassane-Morea (con stazione intermedia), sopra Canazei sono cambiate alcune cose: «Tra queste - dice Christian Rabensteiner di Sitc, la società che gestisce gli impianti del Belvedere - Col Rodella - la più visibile è la sostituzione delle settantanove cabine dell’impianto Pradel-Rodella che da Pian de Frataces - Lupo Bianco sale fin sopra il Passo Sella, il che comporta un miglioramento del servizio e un aumento della portata fino a 2135 persone all’ora. È un impianto fondamentale per completare il tour del Sellaronda. Va, poi, aggiunto il potenziamento del sistema di innevamento e l’ampliamento della pista “Diego”, con partenza dal Col dei Rossi, allungata di quasi 400 metri aggiungendo un tratto con il 56% di pendenza. E pure il Dolomiti Snowpark ha cambiato collocazione». E per gli appassionati di evoluzioni sugli sci il consiglio è quello di fare “quattro salti” anche tra le nuove strutture del Buffaure Snowpark che ha decisamente esteso i suoi confini e le possibilità di divertimento, tra “easy line”, “medium line” e anche la “Family fun line” davvero per tutti.

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The coming winter boasts the “Volata” slope

“La Volata” al Passo San Pellegrino promette di pareggiare la fama della sorella “Col Margherita” e i brividi che la medesima produce sulla schiena degli sciatori.

The success of a ski resort depends not only on captivation alpine landscapes it can offer, but also on steepness and quality of ski slopes and the efficiency of lifts and of the programmed system of snowmaking. The length of paths is important as well, as often they connect ski resorts. Skiers appreciate also new creations. Val di Fassa produces every winter something new and shows always its update. Winter 2016/17 will be remembered for three reasons: the black slope in the ski resort San Pellegrino, two new cable cars in the ski area Alpe Lusia, and the modernization of slopes and Snow Park in the ski area Belvedere – Col Rodella. The black slope “Volata” will certainly tie the celebrity of her sisters “Col Margherita”. The both start at an altitude of 2510 m, direct at the top of the cable car starting from the pass, where the slopes arrive, at an altidude of 1780m. The itinerary of “Volata” is on the right of the other black slope and runs parallel to the slope leading to Cavia Lake, turning then towards San Pellegrino Pass. In the middle of its length, there is wall that reaches, among an average gradient of 30%, a maximum gradient of 57%: this will be certainly demanding for skiers. Overall, a funny, demanding and quick slope associates walls and turns with a beautiful view of the Dolomites. In the ski area Alpe Lusia there is the new cable car Castelir-Fassane-Mora with a mid-station), substituting two old chairlifts. Furthermore, there is news also for Canazei: «The old 79 cabins of the lift Pradel-Rodella (starting from Pian de Frataces, arriving over Passo Sella) were substituted by new ones. The service has been improved as well and the actual load is 2135 person/hour. It is an essential lift to serve the Sellaronda Tour. Moreover, we improved the programmed system of snowmaking and enlarged the slope “Diego”, starting at Col de Rossi and extended for 400 meters, with a wall of 56% of gradient. The Dolomiti Snowpark has finally changed location», said Christian Rabensteiner of the Sitc Society. For freestyle lovers we suggest to try the new structures of the Buffaure Snow Park.

La pista “La Volata” e le nuove cabine dell’Alpe Lusia e del Belvedere-Col Rodella FassaNews

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Skitour: in viaggio sugli sci Il pieno di panorami (e di chilometri) con l’auto ferma nel parcheggio, per tornare a casa rilassati dopo una vacanza “green”​ di Andrea Selva

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Negli anni Cinquanta e Sessanta la vera sfida sugli sci era... arrivare in cima e, poi, in fondo alla pista. Negli anni Settanta e Ottanta, quelli della Valanga Azzurra e poi di Alberto Tomba, l’obiettivo era la velocità. Poi è arrivata l’era dello snowboard e delle nuove tecnologie. E ora - la vera scommessa - è quella di muoversi con gli sci dimenticandosi dell’auto. Potete andare a spasso per centinaia di chilometri attraverso le Dolomiti, utilizzando solo gli impianti a fune e i mezzi pubblici: un’esperienza che sta diventando una tendenza. Ma ogni sciatore può scegliere un traguardo alla sua portata, che si tratti di andare a cercare i brividi di una pista nera, il menu tipico di un rifugio o una terrazza panoramica. Per questo può esservi utile sapere che lungo le skiarea della Val di Fassa ci sono 210 chilometri di piste. Accendete il gps (quello del telefonino va benissimo), infilate in tasca una cartina (se non vi trovate a vostro agio con la mappa dello smarthpone) e a fine giornata non riuscirete a credere a quanta

strada avrete fatto. E se qualcuno vi dirà che - invece della benzina avrete consumato l’energia elettrica che alimenta le funivie, rispondete che si tratta di energia che proviene dagli impianti idroelettrici, cioè completamente rinnovabile. La stessa energia che serve per produrre la neve artificiale. Dopo una giornata sugli sci (con l’auto ferma nel parcheggio) avrete quindi il diritto di sentirvi “green”. Con la soddisfazione che le calorie che servono per la discesa le avrete fornite voi. Da Pozza a Canazei, lungo la strada delle Dolomiti, ci sono una decina di chilometri. Con gli sci ai piedi ce ne vogliono circa il doppio (molti di più se vi concederete più discese sulla stessa pista) ma volete mettere la differenza? Salirete sul Buffaure, quindi in Val Jumela e nella conca del Ciampac e vi ritroverete ad Alba dopo la vertiginosa pista Ciampac, pronti per risalire con la nuova funifor che vi porterà al Col dei Rossi nell’area Belvedere. Vi sentite in forma? Prima di tornare a casa fatevi un giro al passo Pordoi (e prendete in considerazione

di salire sulla terrazza delle Dolomiti) oppure spingetevi fino al Col Rodella dove - osservando il panorama come una mappa a cielo aperto comprenderete meglio come è fatta la Val di Fassa, che è una delle principali porte d’accesso ai grandi tour sciistici come il Sella Ronda. Ovviamente il giro vale anche al contrario. Siete sciatori ambiziosi? Partite da Vigo di Fassa (tenendo conto che da Pera a Pozza vi servirà lo skibus) e a fine giornata avrete aumentato il vostro bottino di chilometri, avrete scoperto la pista Thöni (che qui allenava Tomba, a cui è pure dedicata una pista) e soprattutto quant’è bello il Catinaccio visto dal Ciampedie. Infine se amate lo “slowski” - e quindi alla velocità preferite il panorama - non potete perdervi la “Pista degli innamorati” che dalla vetta del Col Margherita, nella ski area San Pellegrino-Alpe Lusia, vi porterà a Falcade dopo 11 chilometri di discesa e 1.400 metri di dislivello: esattamente quello che ci vuole per vincere - alla fine della vacanza - la sfida contro l’auto.

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Potete andare a spasso per centinaia di chilometri attraverso le Dolomiti, utilizzando solo gli impianti a fune e i mezzi pubblici.

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Skitour: travelling on skis In the fifties and sixties, the challenge was to reach the summit and then to descend to the valley. In the seventies and in the eighties people were in search of speed. Then came snowboard as the new trend and other new technologies. Now the challenge is to ski forgetting to use cars. You can hike for hundreds of kilometers throughout the Dolomites using only lifts and public transport: this experience is becoming a new trend. Every skier can choose his suitable goal. It might be useful to know that Val di Fassa counts on 210 km of slopes. Turn on the GPS of your mobile phone, study a map and check at the end of the day how many kilometers you covered. From Pozza to Canazei, along the street of the Dolomites, there are almost ten kilometers by car. If you ski, the itinerary doubles, but it is worthy. Get at the top of Buffaure, then head to the wide valley of Ciampac and finally to Alba, though the steep descent of the slope Ciampac. Take at that point the new Funivor getting to Col dei Rossi

in the Ski Area Belvedere. Are you still fit? From here, you can proceed to Col Rodella, where, if you observe the landscape, you can inspect the morphology of Val di Fassa, which is one of the entrances to the Ski Tour Sellaronda. The same itinerary is also available backwards. If you are ambitious skiers you can start from Vigo (the route Pera-Pozza is connected with a ski shuttle service) and through many kilometers you will experience the “Thöni” slope (who once trained here the alpine ski champion A. Tomba, to whom another slope is dedicated) and discover the beauty of Catinaccio, seen from Ciampedie. Finally, if you love the “slow-ski”, you cannot miss the “Pista“degli innamorati” (Lovers’ slope) starting from Col Margherita in the Ski Area San Pellegrino- Alpe Luisa and heading to Falcade: 11 kilometers in 1400 meters of difference in height. This is what allows you to win the challenge against car.

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C’era una volta... la prima seggiovia di Canazei Attraverso i ricordi e le immagini di Fiorenzo Perathoner, ecco una storia, di sogni, sci e conquiste, che inizia nel 1948 col primo impianto del paese fassano di Valentina Redolfi

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La prima seggiovia di Canazei, turisti sulle nevi di Pecol e Fiorenzo Perathoner

«Sono nato nel 1936 e, quando costruirono la prima seggiovia che da Canazei arrivava a Pecol, avevo dodici anni. Di quello storico intervento, rammento solo una fila di uomini che da tutto il paese portavano a mano la fune dell’impianto fino a monte». Sono questi i ricordi del primo impianto di Canazei di Fiorenzo Perathoner, maestro di sci e già presidente della Sitc (Società incremento turistico Canazei che il 5 marzo compie settant’anni) nonché del Dolomiti Superski. Fiorenzo è nipote di Maria Piaz, (sorella del celebre scalatore Tita Piaz) pioniera del turismo di Passo

Perarthoner: «Faceva così freddo che sulle assi di legno delle sedie la mattina c’era sempre brina o neve. L’unico comfort per i passeggeri era la coperta che veniva data loro per avvolgere le gambe».

Pordoi, ed è un grande appassionato di video, tanto che fin da ragazzino ha saggiamente ripreso i momenti più importanti della vita di Canazei. Oggi possiede un vero e proprio tesoro d’immagini che testimonia anche i primi anni del turismo valligiano. «Nel 1948 il primo impianto era una seggiovia monoposto e la tecnologia era quasi primitiva - spiega Perathoner - era il dopoguerra ed erano stati utilizzati perfino riduttori dei carri armati americani. E, poi, faceva così freddo che sulle assi di legno delle sedie la mattina c’era sempre brina o neve. L’unico comfort per i passeggeri

era la coperta che veniva data loro per avvolgere le gambe». L’impianto aveva una velocità di un metro e mezzo al secondo e per capire la differenza con i nostri giorni basti pensare che la nuova funifor “Alba-Col dei Rossi” viaggia a otto-nove metri al secondo e addirittura la nuova funivia che sale al Sass Pordoi ne compie dodici». Quel primo impianto portava solo fino a Pecol, per arrivare al Belvedere di Canazei non si poteva che proseguire con sci e pelli di foca. «C’è da dire che fu una rivoluzione perché prima della seconda guerra mondiale non c’erano impianti a fune nei paesi di fondovalle. FassaNews

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The first chairlift of Canazei Nella foto del 1958: Franco Dezulian, Giacinto Valentini, Elio Bonello, Carlo Artoni, Armin Detone, Iris e Marika Detone

Si sciava salendo in quota con le pelli di foca e solo sui passi Sella, Pordoi, Campolongo, Gardena, Fedaia. Mia nonna, che gestiva l’albergo Maria al Pordoi, portava su gli ospiti con la slitta con i cavalli e ricordo mio padre raccontare che nel 1935 per fare il giro del Sellaronda con i clienti ci impiegava due giorni». Ma un impianto così, nonostante significasse un notevole progresso, serviva poco. I fondatori della Sitc sebbene faticassero a chiudere i bilanci in positivo, decisero comunque di continuare a investire. Nel 1951 venne realizzato il secondo impianto: da Pecol al Col dei Rossi. «Al Belvedere c’era una sola pista e veniva interamente battuta da un gruppo di collaboratori “battipista”, che si recavano nella zona e “battevano” la neve con gli sci ai piedi. Il primo gatto delle nevi fu acquistato solamente nei primi anni Settanta». Nel frattempo, oltre ad alcune sciovie private in paese e in quota, venne realizzata anche una pista di rientro in paese, sulla quale gareggiò anche Zeno Colò, e ancora un’altra seggiovia da Pecol al Col de Cuch (la punta più alta del Belvedere).

Ma la vera svolta avvenne nel 1973: la seggiovia da Canazei a Pecol, con una portata di 300 persone all’ora, non era più sufficiente e si cominciò a parlare di costruzione di una funivia. All’interno del consiglio della Sitc c’era chi azzardava la realizzazione di una linea unica diretta fino al Col dei Rossi, ma Perathoner, che allora era maestro di sci, conosceva bene la morfologia della montagna e trovò l’idea impraticabile, ma fece fatica a far valere l’idea di una funivia CanazeiPecol, tanto che minacciò di lasciare la società. Alla fine però gli diedero ragione e non senza poche difficoltà finanziarie, la Sitc riuscì a inaugurare la funivia con partenza in paese, dov’è oggi c’è la stazione a valle della cabinovia, e arrivo a Pecol. In seguito, si riuscì poi a costruire anche il tronco di funivia da Pecol al Belvedere. «Questi anni furono davvero significativi - dice Perathoner - perché segnarono il vero inizio dello sviluppo turistico dei paese. La Sitc cambiò poi anche gli altri impianti e ne costruì di nuovi arrivando ad una espansione che ha permesso la pratica dello sci nell’intera valle».

«I was born in 1936 and when they built the first chairlift from Canazei to Pecol, I was 12. I only can remember a long line made of men from all the village carrying by hands the rope of the lift to the top». These are the memories of Fiorenzo Perathoner about the first lift of Canazei. Fiorenzo is a ski teacher and former president of the lift company of Canazei SITC (Società Incremento Turistico Canazei) and of the Dolomiti Superski. He is the grandson of Maria Piaz a pioneer of tourism at the Pordoi Pass. Fiorenzo is also an enthusiast video-maker indeed, since when he was a child, he wisely shoot the highlights of the village’s life, this video-storage is now a real treasure of memories of the beginning of tourism in Canazei. «I have to say that it was a real revolution because before the WWII there were no lifts in the villages, to go skiing people used to reach the passes Sella, Pordoi, Campolongo, Gardena, Fedaia by ski touring. My grandmother, who run the Hotel Maria at the Pordoi Pass, used to carry the guests by horse sledge and I remember my father telling that it took two days to do the Sellaronda with the guests. However, such a lift, no matter how modern, was pretty worthless. Nevertheless, despite the economic difficulties, the founders of Sitc continued to invest and in 1951 another lift between Pecol and Col dei Rossi was built. «The Belvedere only had one piste which was groomed by a group of workers that literally hit the snow with their skis. The first snow cat was purchased in the early seventies». Meanwhile, beyond a couple of private draglifts built in the village and at altitude it was realized also a piste, running till to the village where also Zeno Colò competed. Others lifts were built over the years; the chairlift from Pecol to Col de Cuch (the highest peak of Belvedere). However, the real turning point was the construction, in 1973, of the chairlift from Canazei to Pecol with a capacity of 300 people per hour. With the passing of time, the old chair lift became inadequate and was replaced by a cable car and the same happened for the lift connecting Pecol with Belvedere. FassaNews

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Sette giorni all’alba Dall’11 gennaio all’8 marzo, con #trentinoskisunrise in Val di Fassa, tante occasioni per goderSi il sorgere del sole da punti panoramici inediti e iniziare un giorno speciale di Elisa Salvi

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La magia di una notte fredda. Il cielo fitto di stelle. La natura che attende in assoluto silenzio. È a questo punto che le porte degli impianti si aprono solo per voi, per un arrivo in quota mai vissuto prima. Poi, i raggi del sole s’impongono sulla scena assieme alle vette dolomitiche, nell’affascinante spettacolo dell’”enrosadira” (come i ladini chiamano il fenomeno del sole che

tinge di sfumature intense le montagne all’alba e al tramonto). E, dopo aver lasciato la scia sulla neve tirata a lucido, ad attendervi c’è il tepore di una baita che rinfranca con i profumi e i sapori più genuini. #trentinoskisunrise, lo sci all’alba, è tutto questo e molto di più: un’esperienza indimenticabile per gli appassionati di sci ma anche per gli amanti di natura e montagna.

Un’avventura di buon mattino così bella che, quest’inverno, la Val di Fassa permette di viverla in sette occasioni (partenza tra le 6 e le 7 del mattino, a seconda del levare del sole), tra cui quattro in punti panoramici inediti (per la manifestazione). E s’inaugura l’edizione 2017 proprio con “una destinazione e un’alba tutte nuove” l’11 gennaio al Col Rodella di Campitello:

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Un’avventura di buon mattino così bella che, quest’inverno, la Val di Fassa permette di viverla in sette occasioni.

salita con la funivia dal paese, vista del giorno che nasce, discesa con i maestri della Scuola di sci di Campitello lungo la pista rossa 3-tre fino a Pian de Frataces, risalita con un paio d’impianti, e, all’arrivo, colazione saporita al Rifugio Des Alpes. Il 28 gennaio l’alba, invece, si ammira al Ciampedie di Vigo: salita sulla funivia Catinaccio, attesa dell’alba, prima sciata sulla pista rossa Thöni con la preziosa assistenza dei maestri della Scuola di sci di Vigo e golosa colazione alla Baita Checco. Al termine, possibilità per i non sciatori di avventurarsi con le ciaspole lungo affascinanti sentieri, in compagnia di esperti. L’8 febbraio lo skisunrise è in un’altra località inconsueta: il Col dei Rossi nella skiarea Belvedere di Canazei. Alla salita, da Alba a bordo della funifor Alba-Col dei Rossi, si assiste alla magia delle prime luci, ci si rifocilla a dovere al Rifugio Belvedere, quindi si scende, con i maestri della Scuola di sci di Canazei, lungo le piste rosse Kristiania e Gherdecia fino a Pecol e si risale con la funivia Pecol-Col dei Rossi (per i non sciatori rientro ad Alba con funifor).

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È dedicato agli innamorati (ma non solo) lo “skisunrise in love” del 14 febbraio, sulle nevi del Buffaure di Pozza. E, anche in questo caso, si tratta di una prima volta: la salita è dal paese con la cabinovia e poi con la seggiovia Buffaure-Col de Valvacin fino al Rifugio Al Zedron per ammirare l’alba, quindi discesa sulla pista rossa Valvacin con i maestri della Scuola di sci Vajolet e rientro al rifugio per un ristoro da leccarsi i baffi. Il 23 febbraio le prime luci si osservano sull’Alpe Lusia di Moena (in collaborazione con Apt di Fiemme): ascesa con la cabinovia Ronchi-Le Cune, attesa del nuovo giorno e discesa sulla pista rossa Le Cune in compagnia dei maestri della scuola di sci di Moena fino allo Chalet Valbona, che imbandisce un banchetto speciale per i primi sciatori di giornata. È, invece, al San Pellegrino l’appuntamento del 4 marzo: dal valico dolomitico si sale con la seggiovia Costabella e si arriva con gli sci o a piedi alla Baita Paradiso. Sulla terrazza del presidio alpino si assiste all’entrata in scena dei primi raggi, poi si assapora la ricca colazione della Baita e, infine,

si scende al passo sulla pista azzurra Paradiso con i consigli dei mastri della Scuola di sci di Moena. Infine, si tinge di rosa, come l’aurora, lo sci all’alba dell’8 marzo al Ciampac, altra località che per la prima volta offre l’opportunità della visione dell’alba da Sella Brunech, dove si arriva in seggiovia, dopo essere saliti al Ciampac da Alba di Canazei in funivia. Si fa, quindi, slalom sulla rossa Sella Brunech con i maestri della scuola di sci Marmolada fino al Rifugio Crepa Neigra, che attende gli ospiti con un lauto spuntino, dedicato in particolare alle donne. Un’irresistibile scorpacciata, quindi, di mattini speciali, panorami incantati, sci esclusivo e ottimo cibo, preludio di giornate memorabili sulla neve, a cui tutti possono partecipare, con o senza sci (costo: 32 euro adulti, 22 euro bambini 6-12 anni, gratis under 6, comprensivi di salita da fondovalle, utilizzo di più impianti aperti per l’evento, supporto dei maestri di sci su piste appena battute e ghiotta colazione in rifugio. Info e iscrizioni: infobooking@fassa.com - tel. 0462 609666.


At sunrise for 7 days #trentinoskisunrise is back: it is an incredible experience not only for ski lovers, also because ski instructors of the ski areas are always there for you, but also for nature and mountain lovers. Val di Fassa allows you to experience this wonderful event seven times (always starting at around 6 and 7 am), four of which take place in original panoramic viewpoints. The 2017 edition will start with a brand new destination to watch the sun rising: on the 11th of January, at the

top of Col Rodella reachable by cable car, you can enjoy the sight of the dawn. Than ski along the red slope 3-Tre to Pian Frataces, ascend with a couple of lift and finally have a flavourful breakfast in the mountain hut Des Alpes. On the 28th of January, admire the beauty of the daybreak from Ciampedie: get into the Catinaccio cable car, wait for the sunrise, enjoy the descent on the red slope Thöni and taste a good breakfast in the Baita Checco. On the 28th of January, the ski sunrise takes place in an unusual location: Col dei Rossi, in the Ski Area Belvedere, Canazei. Once you get to the top by cable car Funivor Alba-Col dei Rossi, after having observed the very first lights of the day, you can have a tasty breakfast in the Rifugio Belvedere. Then enjoy the descent along the red slopes Kristiania and Gherdecia to Pecol, where you can ascend again by cable car PecolCol dei Rossi. The “ski sunrise in love” takes place on the 14th of February for the first time on the Buffaure, Pozza di Fassa. You can reach the panoramic belvedere by cable ca and then by chairlift Buffaure-Col de Valvacin, heading to the Rifugio Al Zedron to appreciate the sunrise. Then ski down on the red slope Valvacin and head again to the refuge for the breakfast. Another date is in the Ski Area Alpe Lusia,

Moena, on the 23rd of February: ascend by cable car Ronci-Le Cune, wait for the new day to come and descend on the slope Le Cune to the Chalet Valbona, where you will find a special breakfast for the very first skiers of the day. San Pellegrino hosts the event on the 4th of March: from the pass take the chairlift Costabella and ski until the Refuge Baita Paradiso. On the terrace, you can admire the first rays coming out, then taste the rich meal in the refuge and finally head to the pass along the blu slope Paradiso. Lastly, the ski sun rise on the 8th of March at Ciampac, other location hosting for the first time the event. Get the chairlift to Sella Brunech, after having reached the Ciampac from Alba di Canazei by cable car. Few turns to the Refuge Crepa Neigra that waits for you with a tasteful meal, dedicated principally to women. Price: 32 euro for adults, 22 euro for children (6-12 years old), free for children under 6 years old. Included is the ascent from the valley, lifts heading to the panoramic viewpoint, support from ski instructors on the slopes and rich breakfast in the refuges supporting this event. Info and booking at infobooking@fassa.com - phone 0462 609666.

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Ecco i dieci sciatori, che portano i colori della Val di Fassa sui tracciati del mondo, raccontati da chi li conosce meglio: i loro genitori

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Cocchi di mamma e papà? Nient’affatto. Ragazzi con una marcia in più nello sport e ben provvisti di tenacia. Questo è il ritratto, familiare e affettuoso, che emerge dalle interviste ai genitori degli atleti, di casa nostra, che sono pure testimonial della Val di Fassa nelle competizioni internazionali. Ecco quindi presentati, anche nelle immagini più tenere di bambini, i ragazzi che tifiamo nel

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corso della stagione invernale e che ci rendono molto orgogliosi. Si tratta degli slalomisti Stefano Gross, Chiara Costazza, Cristian Deville e Federico Liberatore, degli snowboarder Mirko Felicetti e Caterina Carpano, dei fondisti Caterina Ganz e Sebastiano Pellegrin e degli slopestyler Emil Zulian (snowboard) e Giovanni Battista Zulian (sci). Alcuni di loro dimostrano da anni, in

Coppa del Mondo di specialità, tutto il loro valore, altri sono all’inizio della carriera ma sono più che delle promesse. E se per ogni mamma e papà ogni figlio è un campione, conosciamo i nostri azzurri attraverso le parole di chi un fuoriclasse degli sport invernali in casa ce l’ha per davvero… e, come affermano tutti, quand’è nato non se lo sarebbe mai immaginato. FassaNews

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stefano gross Place and date of Birth: Bolzano, 04.09.1986 Residence: Pozza di Fassa Ski club: G.S. Fiamme Gialle Discipline: slalom National Team member since: 2005 Best result: WC - 1° SL Adelboden (Sui) 11.01.2015 stefanogross.com FB - Instagram Parla di lui mamma Monica. Professione: casalinga. Suo figlio somiglia più a mamma o a papà? Ha il mio stesso carattere deciso, fisicamente invece assomiglia anche al papà. Tre aggettivi per descrivere Stefano da piccolo: vivace, furbo, discolo. Il gioco preferito: all’aria aperta con gli amici, combinava di tutto. Materia scolastica congeniale: matematica

e disegno. Piatto amato da bambino: pasta e pizza. Piatto preferito da grande: a pasta e pizza si sono aggiunte delle belle bistecche. Il lavoro che diceva di voler fare da grande: ha sempre avuto le idee chiare, voleva sciare e un giorno essere anche come gli atleti che, all’epoca, vedeva gareggiare in tivù. La professione che gli augura di svolgere, una volta conclusa la carriera sportiva: quello che desidera, ma credo continuerà nell’ambiente dello sci, forse come allenatore. Sin da bambino si è distinto nello sport, lo stesso che pratica ora? Ha sciato fin da subito con grande facilità, ma era bravo anche a hockey e ci metteva tanta passione. Immaginava che suo figlio sarebbe diventato un

campione? Da bambino sciare, per lui, era solo un divertimento ed era difficile immaginare che sarebbe arrivato alla Coppa del Mondo. Da bimbo ascoltava i consigli dei genitori? E ora? È sempre stato determinato, però si lascia consigliare. Il difetto di Stefano: è ostinato. Il pregio: è molto attaccato alla famiglia. Segue le gare di suo

figlio o preferisce non guardare per l’emozione? Se mio marito vede le gare a casa da solo, io invece da qualche tempo vado a tifare col fans club al pub Ta Mongo. Cosa la rende orgoglioso di Stefano? È un bravo ragazzo e ci tiene a mamma, papà, sua sorella e nipoti. Anche se è in giro per il mondo per allenamenti e gare ci è sempre vicino.

chiara costazza Place and date of Birth: Cavalese, 06.05.1984 Residence: Pozza di Fassa Ski club: G.S. Fiamme Oro Discipline: slalom National Team member since: 2002 Best result: WC -1° SL Lienz (Aut) 29.12.2007 www.chiaracostazza.it - FB Instagram Parla di lei mamma Maria Grazia. Professione: nonna a tempo pieno. Sua figlia somiglia più a mamma o a papà? Al papà. Tre aggettivi per descrivere Chiara da piccola: determinata, simpatica, positiva. Gioco preferito: fare ruote nel prato e il gioco dell’elastico. Materia scolastica congeniale: geografia. Piatto amato da bambina: 28 FassaNews

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pizza. Piatto preferito da grande: strangolapreti fatti in casa. Il lavoro che diceva di voler fare da grande: la parrucchiera e la sciatrice. La professione che le

augura di svolgere, una volta conclusa la carriera sportiva: il lavoro che più le dia soddisfazione. Sin da bambina si è distinta nello sport, lo stesso che pratica

ora? Sì. Immaginava che sua figlia sarebbe diventata una campionessa? No, ma lo speravo. Da bimba ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Sì anche se l’abbiamo lasciata sempre libera di scegliere e ora va per la sua strada sapendo che noi ci siamo sempre se ha bisogno. Il difetto di Chiara: a volte è introversa e cocciuta. Il pregio: determinata, coraggiosa, decisa a non mollare mai, solare e altruista. Segue le gare di sua figlia o preferisce non guardare per l’emozione? La seguo con un occhio aperto e uno chiuso. Cosa la rende più orgogliosa di Chiara? La sua voglia di voler fare sempre meglio e di non mollare mai.


cristian deville Place and date of Birth: Cavalese, 03.01.1981 Residence: Moena Ski club: G.S. Fiamme Gialle Discipline: slalom National Team member since: 1999 Best result: WC - 1° SL Kizbühel (Aut) 22.01.2012 www.cristiandeville.t - FB @cristiandeville - Instagram

Piatto preferito da grande: la pasta, ma fa attenzione a bilanciare carboidrati e proteine. Il lavoro che diceva di voler fare da grande: nessuno in particolare, ma l’ambiente sportivo lo ha sempre affascinato. La professione che gli augura di svolgere, una volta conclusa

la carriera sportiva: quello che desidera, forse continuerà nel mondo dello sci. Sin da bambino si è distinto nello sport, lo stesso che pratica ora? È sempre stato predisposto per l’attività fisica e riusciva in tutto, sci compreso. Immaginava che suo figlio

Parla di lui papà Roberto. Professione: maestro di sci in pensione. Suo figlio somiglia più a mamma o a papà? Fisicamente a me, nel modo di pensare alla mamma. Tre aggettivi per descrivere Cristian da piccolo: simpatico, vivace, affabile. Gioco preferito: tutti gli sport. Materia scolastica congeniale: matematica. Piatto amato da bambino: cotoletta.

sarebbe diventato un campione? Che avrebbe vinto gare importanti no, ma a dieci anni era molto bravo sia nel calcio, sia nello sci con cui ha proseguito. Da bimbo ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Sì, era in confidenza con la mamma e di me aveva un po’ più timore, ma era ubbidiente. Anche oggi accetta di buon grado quello che gli dico. Il difetto di Cristian: è impulsivo. Il pregio: si fa ben volere da tutti. Segue le gare di suo figlio o preferisce non guardare per l’emozione? Lo seguo sempre e se posso vado anche a vederlo direttamente in pista. Cosa la rende orgoglioso di Cristian? Il fatto che, anche grazie alla sua simpatia, sa farsi apprezzare, in ogni situazione.

federico liberatore Place and date of Birth: Cavalese, 28.08.1995 Residence: Mazzin Ski club: G.S. Fiamme Oro Discipline: slalom, giant slalom National Team member since: 2010 Best result: National Jiunior Race 1° SL Pampeago - 5.02.2016 FB - Instagram Parla di lui papà Sergio. Professione: grafico, con un passato nell’hockey. Suo figlio somiglia più a mamma o a papà? Alla mamma Anna. Tre aggettivi per descrivere Federico da piccolo: timido, furbo, intraprendente. Gioco preferito: giocava a tutto. Materia scolastica congeniale: storia. Piatto amato da bambino: i canederli di nonno

Mario. Piatto preferito da grande: tagliatelle al salmone. Il lavoro che diceva di voler fare da grande? Non aveva le idee chiare. La professione che gli augura di svolgere, una volta conclusa

la carriera sportiva: un mestiere che lo appassioni e lo soddisfi. Immaginava che suo figlio sarebbe diventato un campione? No, l’importante era che praticasse tanti sport per divertirsi. Sin da

bambino si è distinto nello sport, lo stesso che pratica ora? Fino a 16 anni sciava e giocava a hockey su ghiaccio entrambi con buoni risultati, poi ha scelto di continuare con lo sci che gli piaceva di più. Da bimbo ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Certo e anche ora ascolta la sua famiglia. Il difetto di Federico: è testardo. Il pregio: rispettoso e caparbio. Segue le gare di suo figlio preferisce non guardare per l’emozione? Quand’è possibile lo seguo con la famiglia e c’è sempre tanta emozione. Cosa la rende più orgoglioso di Federico? Credo che ogni genitore sia orgoglioso del proprio figlio, indipendentemente dalla strada che ha scelto di percorrere nella vita.

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mirko felicetti Place and date of Birth: Cavalese, 15.07.1992 Residence: Moena Ski club: U.S. Monti Pallidi Discipline: snowboard parallel slalom, parallel GS National Team member since: 2010 Best result: WC 2° PSL Rogla (Slo) 31.01.2015 FB - Instagram

luganeghe. Il lavoro che diceva di voler fare da grande: il meccanico. La professione che gli augura di svolgere, una volta conclusa la carriera sportiva: quello che fa sempre tra un allenamento e l’altro

e tra una competizione e l’altra, è un falegname eccelso. Sin da bambino si è distinto nello sport, lo stesso che pratica ora? Sì, prima dello snowboard però ci sono stati sci alpino e calcio. Immaginava che

Parla di lui papà Claudio. Professione: operaio. Suo figlio somiglia più a mamma o a papà? A me. Tre aggettivi per descrivere Mirko da piccolo: esuberante, iperattivo, simpatico. Gioco preferito: trattori, camion e macchinine. Materia scolastica congeniale: matematica. Piatto amato da bambino: polenta e luganeghe. Piatto preferito da grande: ancora polenta e

suo figlio sarebbe diventato un campione? No, al massimo un bravo allenatore. Da bimbo ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Sì, era obbediente, ora invece fa di testa sua. Il difetto di Mirko: è piuttosto cocciuto. Il pregio: è umile e onesto. Segue le gare di suo figlio o preferisce non guardare per l’emozione? Quando sono vicine alla valle ci vado di persona, altrimenti le vedo in tivù, sperando che le trasmettano, cosa che non capita spesso. Cosa la rende più orgoglioso di Mirko? È un bravo ragazzo, lo ammiro perché con la sua tenacia porta avanti lavoro e sport con molta passione. È un vero combattente.

caterina carpano Place and date of Birth: Cavalese, 19.3.1998 Residence: Pozza Ski club: Ski Team Fassa Discipline: snowboardcross, parallel slalom, parallel GS National Team member since: 2013 Best result: YOG Olimpiadi Giovanili 3° Snowboardcross, Lillehammer (Nor) 15.02.2016 - FB Parla di lei papà Amedeo. Professione: Macellaio e cacciatore a tempo perso. Suo figlia somiglia più a mamma o a papà? A entrambi, ma nel suo gironzolare è uguale al papà. Tre aggettivi per descrivere Caterina da piccola: brillante, intelligente, mammona. Gioco preferito: la bicicletta, passione che coltiva ancora. Materia scolastica

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congeniale: disegno artistico. Piatto amato da bambina: toast con prosciutto formaggio e ananas. Piatto preferito da grande: pasta al pomodoro. Il lavoro che diceva di voler fare da grande: il presidente della Repubblica, per cambiare ciò che non andava in Italia e nel mondo. La professione che le augura di svolgere, una volta

conclusa la carriera sportiva: macellaio. Sin da bambina si è distinta nello sport, lo stesso che pratica ora? Sì, più o meno in tutti gli sport, in particolare nel nuoto e nello sci di fondo. Immaginava che sua figlia sarebbe diventata una campionessa? No, all’inizio lo sport era puro divertimento, perciò non immaginavo potesse eccellere nello

snowboard, sport che non praticavo e non mi appassionava. Da bimba ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Sì, anche se spesso se la cavava anche senza. Ora ha le sue esperienze e la sua personalità, quindi valuta se applicare i consigli o meno. Il difetto di Caterina: nei miei figli non ne vedo. Il pregio: mi vuole tanto bene. Ed è questo che mi sta a cuore. Segue le gare di sua figlia o preferisce non guardare per l’emozione? Sì se è possibile, l’emozione c’è sempre mentre gareggia e se va bene raddoppia. Cosa la rende più orgoglioso di Caterina? è una brava ragazza. Studia e fa sport con passione. Sono orgoglioso di lei anche se non dovesse ottenere grandi risultati.


caterina ganz Place and date of Birth: Cavalese, 13.11.1995 Residence: Moena Ski club: G.S. Fiamme Gialle Discipline: cross country skiing National Team member since: 2012 Best result: Alpen Cup S. - 2° 10 km TL Planica (Slo) 10.01.2016 FB - Instagram

da grande: polenta, salsicce e formaggio fuso. Il lavoro che diceva di voler fare da grande: la

commessa o la hostess. La professione che le augura di svolgere, una volta conclusa la

Parla di lei papà Carlo. Professione: architetto. Sua figlia somiglia più a mamma o a papà? Soprattutto a me. Tre aggettivi per descrivere Caterina da piccola: dolce, tenace e chiacchierona. Gioco preferito: giocare alla maestra e pure severa. Materia scolastica congeniale: disegno. Piatto amato da bambina: torta al cioccolato. Piatto preferito

carriera sportiva: la mamma. Sin da bambina si è distinta nello sport, lo stesso che pratica ora? Quand’era piccola era molto brava nella corsa. Immaginava che sua figlia sarebbe diventata una campionessa? No. Da bimba ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Sì, è sempre stata abbastanza obbediente. Il difetto di Caterina: la sua testardaggine, il suo segno zodiacale è lo scorpione. Il pregio: il suo buon cuore e la sua generosità. Segue le gare di suo figlia o preferisce non guardare per l’emozione? Sì le seguo, con apprensione. Cosa la rende più orgoglioso di Caterina?  I traguardi raggiunti fino ad ora nello sport se li è guadagnati da sola, con il suo impegno.

sebastiano pellegrin Place and date of Birth: Cavalese, 04.02.1994 Residence: Moena Ski club: GS Fiamme Oro Discipline: cross country skiing National Team member since: 2012 Best result: WC U23 - 4° 15 km F - Rasnov (Rou) 25.02.2016 FB Parla di lui mamma Riccarda. Professione: casalinga. Suo figlio somiglia più a mamma o a papà? Al papà. Tre aggettivi per descrivere Sebastiano da piccolo: simpatico, ribelle e mammone. Gioco preferito: pupazzetti dei dinosauri. Materia scolastica congeniale: geografia. Piatto amato da bambino: ravioli in brodo. Piatto preferito da grande: salsiccia alla piastra.

Il lavoro che diceva di voler fare da grande: il calciatore. La professione che gli augura di svolgere, una volta conclusa la carriera sportiva: spero che riesca fare carriera nella Polizia. Sin da bambino si è distinto nello sport, lo stesso che pratica ora? Sì, ma da piccolo gli piaceva soprattutto il calcio, a cui gioca anche adesso occasionalmente. Immaginava che suo figlio sarebbe diventato un campione? Non potevo immaginarlo, aveva tante idee per la testa e praticava diversi sport. Da bimbo ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Da bambino abbastanza, ma non credo che sempre li mettesse in pratica. Adesso, invece, sembra considerarli di più. Il difetto di Sebastiano:

è permaloso. Il pregio: ha buon cuore. Segue le gare di suo figlio o preferisce non guardare per l’emozione? Non sempre, mi

emoziono troppo. Cosa la rende più orgogliosa di Sebastiano? Il fatto che accetta di buon grado quanto gli diciamo noi genitori.

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emil zulian Place and date of Birth: Cavalese, 22.08.1997 Residence: Pozza di Fassa Ski club: Ski Team Fassa Discipline: snowboard slopestyle National Team member since: 2012 Best result: EC - 1° snowboard Big Air Rogla (Slo) - 20.03.2015 FB - Instagram Parla di lui mamma Lucia. Professione: infermiera. Suo figlio somiglia più a mamma o a papà? Naturalmente a me. Tre aggettivi per descrivere Emil da piccolo: vivace e spericolato, allergico a regole e imposizioni, di poche parole. Gioco preferito: con le costruzioni e soprattutto all’aperto, come realizzare la “base” nel bosco. Materia congeniale: materie letterarie. Piatto amato

da bambino: ha sempre gradito tutto. Piatto preferito da grande: passatelli in brodo e tutti i dolci, in particolare il cioccolato. Il lavoro che diceva di voler fare da grande: sicuramente lo snowboarder. La professione che gli augura di svolgere, una volta conclusa la carriera sportiva: quella che lo rende felice. Sin da bambino si è distinto

nello sport, lo stesso che pratica ora? È molto portato per lo sport, eccetto il nuoto. Si è distinto nel calcio e nello snowboard che ha amato da subito. Il primo giorno che ha messo gli sci a quattro anni e mezzo ha sciato da solo per tutta la pista di rientro del Buffaure. Immaginava che suo figlio sarebbe diventato un campione? No. Da bimbo

ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Da piccolo abbastanza. Ora ci pensa su. È piuttosto riflessivo. Il difetto di Emil: non sopporta le imposizioni. Il pregio: é molto indipendente. Sa ritornare sui suoi passi se lo ritiene opportuno. Non tollera le ingiustizie. Segue le gare di suo figlio o preferisce non guardare per l’emozione? Un po’ mi ci sono abituata. Non sempre riusciamo a essere presenti specie se sono all’estero. Cosa la rende più orgogliosa di Emil? Ha un buon carattere e impara tutto con facilità. Nonostante abbia già raggiunto ottimi risultati non si monta la testa. Ama viaggiare, scoprire luoghi e mondi diversi. È riuscito ad affrontare le difficoltà senza abbattersi.

giovanni battista zulian Place and date of Birth: Cavalese, 04.10.1997 Residence: Soraga Ski club: Ski Team Fassa Discipline: freestyle slopestyle National Team member since: 2015 Best result: E.C. 5° slopestyle Vogel (Slo) - 13.03.2016 FB - Instagram Parla di lui mamma Sandra. Professione: architetto. Suo figlio somiglia più a mamma o a papà? Al papà. Tre aggettivi per descrivere Giovanni Battista da piccolo: vivace, simpatico e furbo. Gioco preferito: le costruzioni. Materia scolastica congeniale: educazione fisica e laboratori. Piatto amato da bambino: pizza! Piatto preferito da grande: pizza! 32 FassaNews

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Il lavoro che diceva di voler fare da grande: architetto, come i genitori.

La professione che gli augura di svolgere, una volta conclusa la carriera sportiva: manager

di un marchio sportivo. Sin da bambino si è distinto nello sport, lo stesso che pratica ora? Sì, è sempre stato bravo nello sport ma praticava lo snowboard. Immaginava che suo figlio sarebbe diventato un campione? No. Da bimbo ascoltava i consigli dei genitori? E ora? Da piccolo faceva di testa sua, ora ci ascolta un po’ di più. Il difetto principale di Giovanni Battista: è sempre di corsa ed è poco riflessivo. Il pregio: la tenacia e la disponibilità. Segue le gare di suo figlio o preferisce non guardare per l’emozione? Di solito, non assisto. Cosa la rende più orgogliosa di Giovanni Battista? Il suo carattere: è generoso e disponibile.


Val di Fassa: casa degli Azzurri col brand Fisi Sancito, il 30 ottobre 2016, l’accordo tra Fisi e Trentino, o meglio la Val di Fassa per lo sci alpino e la Val di Fiemme per lo sci nordico. La collaborazione, in essere da molti anni nella valle ladina grazie al progetto “Piste Azzurre”, è stata rinnovata fino al 2020 e fortificata con un’importante novità: Fassa e Fiemme potranno fregiarsi del brand “Centro Federale Fisi”. La terra ladina si conferma così la casa degli Azzurri che praticano slalom

speciale e gigante, superG e discesa libera, ma anche per altri club e nazionali che scelgano gli otto tracciati messi a disposizione dalle società d’impianti valligiane in collaborazione con Dolomiti Superski, gruppi sportivi, Apt di Fassa e sponsor locali. Si tratta di una collaborazione fondamentale per la preparazioni degli atleti, uomini e donne, impegnati nelle competizioni internazionali più importanti del circo bianco.

Champions for mum and dad Mum´s or dad´s honey? Not at all. They are young people talented in sport and above all in perseverance. This is the tender portrait revealed by the interviews to the parents of the athletes, who are testimonial of Val di Fassa in international competitions. Here they are our champions, even in sweet pictures portraying them at young age. We support them during the winter race season and, obviously, we are very proud of them. The slalom racers Stefano Gross, Chiara Costazza, Cristian Deville and Federico Liberatore, the snowboarders Mirko Felicetti and Caterina Carpano, the cross-country skiers Caterina Ganz and Sebastiano Pellegrin and the slopestylers Emil Zulian (snowboard) and Giovanni Battista Zulian (ski). Some of them have been showing since several years their skills in the World Cup races while other are at the beginning of their career but are demonstrating their good qualities. Children are always champions for mums and dads; however, we would like to identify them better through to the words of their parents that confirm they had never imagined that their children would have become the athletes they are now.

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contiamo e che ci auguriamo anche di alimentare con la nostra proposta». Se i centri QC Terme sono caratterizzati da un’impostazione comune nell’offerta benessere, ciascuno esalta le peculiarità della località. A Pozza, tra il resto, hanno avuto particolare attenzione l’inserimento ambientale armonioso e la sostenibilità, per cui è stata pure avviata la certificazione internazionale Lead (Leadership in energy and enviromental design). «In questi anni - sottolinea Quadrio Curzio - abbiamo lavorato tanto per consumare sempre meno acqua ed energia, usando tutte le cautele e l’avanguardia costruttiva e

impiantistica possibili. Il centro termale di Pozza è senz’altro il più evoluto da questo punto di vista». Sovrana delle nuove QC Terme Dolomiti, frutto del sodalizio con la proprietaria dei terreni Fassa Terme srl, è naturalmente l’acqua della sorgente di Aloch (l’unica solforosa di tutto il Trentino), nota per le sue proprietà da secoli, e già utilizzata dalle Terme Dolomia, che propongono trattamenti convenzionati con il servizio sanitario nazionale. I due centri insieme presentano così un’offerta completa che trasforma Pozza in un polo internazionale del termalismo, capace di attirare molti utenti, non solo

per l’azione curativa, ma pure per la proposta del miglior wellness. Il centro QC aperto tutti i giorni della settimana (ai maggiori di 14 anni) offre ingressi (a partire da 34 euro; comprensivi di percorso termale e fornitura di un accappatoio, un telo spugna e un paio di ciabatte) in differenti fasce orarie (tra le 9 e le 23), anche in pausa pranzo e nel tardo pomeriggio durante le “Aperiterme” con gustose degustazioni di prodotti locali o la sera per il “Relax sotto le stelle”, nonché “DaySpa” (singoli o in coppia), eventi beauty, massaggi, musica e tanto relax (info, prezzi e prenotazioni: www.qctermedolomiti.it). FassaNews

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QC Terme Dolomiti, il benessere si fa liquido L’acqua della sorgente Aloch di Pozza è la sovrana della balneoterapia proposta dal centro termale all’avanguardia sulle Dolomiti, e non solo, che da dicembre arricchisce la vacanza in Val di Fassa di Elisa Salvi

«A Pozza sono stato il primo a fare il bagno. È una tradizione: testo sempre le acque di un nuovo centro termale con il mio capo-manutenzione. E pare che porti bene», un rito a cui Saverio Quadrio Curzio, non ha rinunciato per inaugurare, in forma privata, le QC Terme Dolomiti di Pozza. La struttura, aperta a fine dicembre 2016, è l’ultimo fiore all’occhiello (il nono per la precisione) dei fratelli Andrea e Saverio Quadrio Curzio, leader del settore in Italia, che in Val di Fassa hanno messo a punto un centro che si sviluppa in oltre 4 mila metri quadri disposti su tre livelli. Un’oasi del benessere nel cuore

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delle Dolomiti, con piscine, vasche idromassaggio, percorsi kneipp, cascate d’acqua, bagno giapponese, bagni a vapore, saune e biosaune, stanze del sale, aree massaggi e riposo con chiari richiami al “forest bathing”, nuova tendenza che giunge dall’Oriente (pilastro della medicina preventiva che si rifà alla relazione elettromagnetica per risonanza tra biosfera locale, uomo e piante in grado di influire in maniera positiva sull’organismo). I fratelli Quadrio Curzio, conoscitori delle Alpi e non solo (i loro centri sono dislocati tra Bormio, Prè Saint Didier, Torino, Milano, San Pellegrino e Roma e presto pure

a Chamonix e nella Governor Island di New York), sono rimasti affascinati dal contesto dolomitico. «Abbiamo un legame familiare con Bormio - spiega Saverio Quadrio Curzio - dove abbiamo dato il via a questa nostra attività, le altre località sono state scelte per ragioni professionali. Il caso di Pozza è, però, particolare perché abbiamo potuto collaborare alla progettazione, ex novo, e avviarne quindi la gestione. Inoltre ci ha conquistato fin da subito l’idea di vasche termali con vista su Catinaccio e le altre Dolomiti di Fassa, che sono una meta molto amata e frequentata. Un luogo con un importante bacino turistico su cui


Oltre 4000 metri quadri di benessere: piscine, vasche idromassaggio, percorsi kneipp, cascate d’acqua, bagno giapponese, bagni a vapore, saune e biosaune, stanze del sale, aree massaggi e riposo.

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QC Dolomites Thermal Bath, liquid wellness

QC Terme Dolomiti e Terme Dolomia presentano un’offerta completa che trasforma Pozza in un polo internazionale del termalismo.

“Dolaondes”: divertimento tra le onde Protagonista del divertimento in Val di Fassa è l’acqua, specie al “Dòlaondes” di Canazei (aperto nel giugno 2012). Il centro acquatico di 2400 metri quadri è composto da diverse vasche, tra cui: semiolimpionica, ludica con idromassaggi, cascate, docce nucali e un vortice tutto da nuotare controcorrente, salina (all’esterno con ingresso interno), baby con fontanella a riccio, scivolo su misura e area gioco, uno scivolo parabolico di 111 metri, area benessere “Eghes”, nonché bar e zona fitness. Si tratta di uno spazio accogliente e curato, ideale per lo sport, il relax e lo spasso di tutta la famiglia dopo una giornata sulla neve (info, orari e prezzi: www.dolaondes.it).

“Dolaondes”: fun among the waves Water is one of the main attractions in Val di Fassa, above all at the aquatic centre “Dòlaondes” in Canazei. The structure spans 2400 square meters and has several swimming pools, among which: semi-Olympic, whirlpool, waterfalls, neck showers, water vortex, salt room (in the external area accessible from the internal one), baby pool with bubbler, slide and playground, parabolic slide 111 m long, wellness area “Eghes” and finally bar and fitness area. It is certainly a smart structure, where the whole family can have fun and enjoy the relaxation (info and booking: www.dolaondes.it).

«I was the first to bathe in Pozza. It is a tradition: I test always the facilities in a new thermal centre with my building supervisor. It seems it to bring luck». It is a ritual of Saverio Quadrio Curzio to inaugurate privately the QC thermal bath in Pozza di Fassa. The structure, opened in December 2016, is a pride of the two brothers Andrea and Saverio Qaudrio Curzio, sector’s leaders in Italy, who planned for Val di Fassa a centre who spans more than four thousand square metres on three floors. The wellness oasis is in the hearth of the Dolomites and flaunts swimming pools, Jacuzzi, Kneipp facilities, indoor waterfalls, Japanese baths, steam baths, saunas and bio saunas, salt rooms, relaxation and massage areas remembering the “forest bathing”, a new trend who comes from the Orient. Brothers Quadrio Curzio know well the Alps (other centres built by them are in Bormio, Prè Saint Didier, Torino, Milano, San Pellegrino, Roma and soon Chamonix and New York) but are especially fascinated by the landscape of the Dolomites. Saverio Quadrio tells us: «We know Bormio: there we began our activity. The other locations were chosen for professional reasons. In Pozza, however, we had the chance to plan and consequently to start the management. Moreover, the idea of thermal baths in front of the Catinaccio and the other Dolomites captured us, as the Dolomites are a fashionable location». Particular features in the wellness offer characterize every centre and at the same time, every centre highlights the peculiarity of the hosting location. A harmonious integration and environmental sustainability characterize the centre in Pozza. The real queen of the QC Terme Dolomiti - born with the partnership with the area’s owner Fassa Terme srl - is the water coming from the source Aloch, already used in the Terme Dolomia Centre, that offer curative therapies in agreement with the Italian health care system. Now the thermal offer is complete and turns Pozza in an international prestigious Centre for thermal baths. The Centre opens every day (for over 14 years old) and the tickets (from 34 euro, thermal facilities, bathrobe, towel and slipper included in the price) in different time bands (from 9 am to 23 pm), also at lunch and afternoon for the special “Aperiterme - taste”, where you can try local delicacies. The “relax under the stars” takes place at night while other daily services are “DaySpa”, beauty events, massages, music and relax (info and booking: www.qctermedolomiti.it).

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La Val di Fassa è di moda Case prestigiose come Brums e Falconeri hanno scelto le nostre montagne per presentare le loro collezioni autunno-inverno 2016-2017 di Elisa Salvi Un binomio di glamour e bellezza. Fashion e Val di Fassa son ottime alleate, come dimostra la scelta di due importanti case italiane di moda, come Brums, che veste bambini e ragazzi da zero a sedici anni, e Falconeri,

che propone capi di cachemire e filati naturali per uomo e donna: entrambi, per le campagne delle collezioni autunno-inverno 2016-2017 hanno abbinato le cime fassane alla qualità dei loro abiti, immortalando il sodalizio

nelle loro campagne. Era accaduto anche con l’olandese Nickelson che, qualche anno fa, aveva dedicato un’intera collezione di piumini alla valle con tanto di shooting. Ma veniamo alle due nuove storie di moda e montagna.

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Una passerella tra i pupazzi di neve

Rossella Prevosti: «A Fuciade è avvenuto il mio scatto preferito che ritrae uno dei nostri bimbi in compagnia del cucciolo di cane di Michele Defrancesco, il proprietario della slitta: un mix di dolcezza e tenerezza». Cercavano luoghi di fiaba, per aggiungere un pizzico di magia ai vestiti per i loro giovanissimi clienti, e li hanno trovati in Val di Fassa. Così, gli esperti di Brums dopo una selezione (ai primi di febbraio 2016), in collaborazione con Trentino Marketing, di alcune location nella nostra provincia, tra cui Trento e Campiglio dove sono stati effettuati alcuni scatti, hanno individuato in Val di Fassa il luogo ideale per l’immagine principe dell’intera campagna: gli spettacolari panorami del Ciampedìe, con ben in vista le Torri del Vajolet e il Larsech, sono stati lo sfondo ai giovani

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modelli per un giorno (selezionati con un casting a Trento) con addosso coloratissimi abiti invernali. Non solo, a metà marzo Rossella Prevosti, visual marketing e communication manager dell’azienda di famiglia, con la fotografa Silvia Coluccelli (autrice degli scatti pubblicati) e uno staff, composto tra gli altri da stilista, acconciatore e video maker, hanno realizzato fotografie nella conca di Fuciade, con l’omonimo rifugio che ha fatto da “campo base”, al Ciampedìe dove invece Baita Checco si è trasformata in parte in un atelier di moda e, infine, alla Majon da Mont a Vallonga, dove sono stati

realizzate le immagini con i modelli più piccoli. Nei mesi estivi è uscito il catalogo, stampato in oltre 300 mila copie distribuite in tutta la catena di negozi Brums, monomarca e multibrand in Italia e all’estero. «Il catalogo è venuto anche meglio del previsto dice Rosella Prevosti - e questo è, fortunatamente, anche l’opinione dei nostri clienti finali. Questo riscontro è stato evidenziato ancor di più dal concorso “Vinci il Trentino con Brums” in vigore da agosto a fine novembre con cui siamo riusciti a dare ulteriore visibilità alle diverse realtà trentine coinvolte, tra cui Fassa che ospiterà per


A gangway among snowmen They looked for fairy locations to add some magic to the clothes for their baby customers: they founded that in Val di Fassa. The expert of Brums chose the valley as the perfect place for the main picture of the whole campaign, after a selection of some locations in our Province, among which Trento and Campiglio, in the early February 2016 in collaboration with Trentino Marketing.  The wonderful landscapes of Ciampedie, with the Vajolet Towers and Cigolade in plain sight, were the background for a day for young models wearing coloured winter clothes. Moreover, in mid-March Rossella Prevosti - visual marketing and communication manager of the family’s company - and her staff shot pictures in the Fuciade hollow and in the mountain hut with the same name, used as base camp. In Ciampedie, Baita Chicco turned instead into a fashion atelier, while the Majon da Mont in Vallonga was the set of the pictures for baby models. In the summer, the new catalogue was published: it was printed in 300 thousand examples distributed in the Brums’s shops, in Italy and abroad. «The catalogue came out better than we expected - says Rossella Prevosti- and this is also the opinion of our final customers. This acknowledgment was highlighted also thanks to the contest “Win a holiday in Trentino with Brums”, that gave further visibility for the locations involved, among which Fassa, the valley hosting for a weekend the winning family. We are satisfied for the experience in Val di Fassa also because the collaboration with the Tourist Board was positive and fruitful in every aspect». Finally, the favourite shot of Rossella was realized here in this valley: «I was astonished about the beauty of the refuge Fuciade and its fairy hollow. Here my favourite image was shot, depicting one of our babies playing with the puppy of Michele Defrancesco, the owner of the snowmobile. It represents a mix between sweetness and tenderness». un week end una famiglia vincitrice. Ad oggi sono oltre 9 mila gli iscritti al contest e la partecipazione alle varie iniziative è davvero alta. Nel complesso non possiamo che essere soddisfatti dell’esperienza in Val di Fassa dove la collaborazione con la locale Apt è stata alquanto positiva e proficua sotto tutti i punti di vista». Non solo, in questa valle è stato realizzato anche lo scatto preferito di Rossella: «Sono rimasta affascinata dal Rifugio Fuciade, un posto da favola, immerso in una vallata coperta di neve e raggiungibile con gatto delle nevi, motoslitta o slitta trainata da cavalli. Guardare il gruppo di baite

in legno d’altri tempi interrompere il bianco panorama trasmetteva un senso di pace e tranquillità. Proprio qui è avvenuto il mio scatto preferito che ritrae uno dei nostri bimbi in compagnia del cucciolo di cane di Michele Defrancesco, il proprietario della slitta: un mix di dolcezza e tenerezza». Entusiasta del Trentino, Rossella l’ha voluto visitare anche d’estate e ha partecipato, lo scorso luglio al Col Margherita, al concerto dell’Alba de “I Suoni delle Dolomiti” che ha definito un’esperienza da ripetere. Se quindi Rossella tornerà ancora in valle, per rivedere invece tutto il simpatico staff

di Brums, con i suoi adorabili modelli, bisognerà attendere un po’ di più. «Nel 2014 abbiamo lanciato il progetto “Brums gira l’Italia” con cui desideriamo visitare e mostrare con il nostro catalogo tutte le regioni del Paese. Brums è un marchio italiano con una storia alle spalle di oltre sessant’anni e una distribuzione capillare in tutto il territorio. Abbiamo così pensato di unire la bellezza dei nostri capi e la dolcezza dei bambini all’incanto e al fascino di luoghi unici che tutto il mondo ci invidia. Dedichiamo infatti una stagione ad ogni regione. Ad oggi siamo a circa un terzo del nostro tour». FassaNews

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Sette Torri per Falconeri

Un’immagine sofisticata è quella restituita da Falconeri, che fonda tutta la sua ultima campagna su foto di meravigliosi paesaggi di montagna abbinati ai suoi capi d’alta qualità e dallo stile impeccabile. Le vette, altissime e superbe, si mostrano nell’aspetto severo e affascinante del tardo autunno. È questo il caso anche delle Torri del Vajolet, tra le cime più celebri e amate della Val di Fassa, selezionate per accompagnare la foto di una splendida modella che indossa un avvolgente capo in cashmere. La possenza scultorea delle

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cime e il calore del tessuto trasmettono insieme, con charme e carisma, un senso di sicurezza e tepore. «Nell’inverno 2016/2017 Falconeri prosegue il suo legame con la natura - dichiarano dall’azienda scegliendo come palcoscenico della nuova campagna gli scenari potenti e incontaminati delle Dolomiti. Protagonisti invece rimangono loro: i filati naturali. Un abbraccio caldo, sensuale e avvolgente, dove la forza e la bellezza della montagna italiana diventano espressione di una collezione

ricca di carattere e personalità». Le cime esaltano quindi le creazioni manifatturiere, pubblicizzate in questi mesi nei più importanti fashion magazine. «Capi dalle forme morbide, texture materiche, in una palette di colori che spazia dal bianco al grigio in tutte le sue declinazioni, fino ad arrivare ai toni sabbia e bordeaux: una collezione che si fonde con i riflessi della neve, ad un passo dal cielo. I paesaggi incontaminati si confermano ancora una volta passerella ideale per Falconeri. Da sempre il brand lega la propria


La possenza scultorea delle cime e il calore del tessuto trasmettono insieme, con charme e carisma, un senso di sicurezza e tepore.

Seven towers for Falconeri

strategia di comunicazione alla natura, con viaggi che hanno attraversato l’Italia fino a raggiungere le sconfinate terre d’Islanda. Con questa collezione, la natura non è più rappresentata solamente come concetto di evasione e libertà, ma come bellezza sensuale, coinvolgente, elegante e rassicurante al tempo stesso». Non solo montagna da ammirare, ma anche da vivere appieno con lo sport, tanto che Falconeri (dopo Intimissimi, entrambi marchi del gruppo Calzedonia) è sponsor Fisi,

quindi anche degli atleti della nazionale di sci alpino, compresi gli slalomisti fassani Chiara Costazza, Stefano Gross, Cristian Deville e Federico Liberatore nonché il brand-ambassador Christof Innerhofer, che quest’anno scendono in pista portandone la griffe sulle tute da gara. Accanto quindi, alle proposte dallo stile elegante, con il sostegno alla Fisi la casa di moda italiana ricorda la sua attenzione all’uso di filati naturali e alla libertà di movimento, specie in contesti unici come le Dolomiti Patrimonio Unesco.

A sophisticated dash, this is what Falconeri conveys through the new campaign located in Val di Fassa. The fascination of the majestic peaks of the valley in their autumn version, such as the Vajolet Towers, perfectly matches with the elegance of Falconeri clothing. The model is cuddled by a soft cashmere dress, the sculptural shapes of the Dolomites and the warmth of the charming cloth ensure a sense of coziness. «In winter 2016/2017 Falconeri carries on its link with nature – explains the brand – by choosing the unique stage of the Dolomites and their magnificent untouched landscapes to promote the new collection that remains the real star of the campaign. A soft warm hug, where the strength and beauty of the Italian mountains become expression of elegance and softness ». The dazzling peaks, indeed, underline the manufacturing creations promoted during these months on the main fashion magazines. However, mountains are not just something to contemplate and admire but rather something to experience through sport. For this reason, Falconeri (like Intimissimi, both brand of the Calzedonia group) is the main sponsor of FISI the Italian federation of winter sports and of the local skiers Chiara Costazza Stefano Gross, Cristian Deville and Federico Liberatore. Christof Innerhofer is testimonial and brand ambassador he will wear the brand on his race suit during the world Cup competitions. FassaNews

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Quando la realtà supera la fiction: l’elisoccorso trentino Mountain Heroes, il programma televisivo che racconta gli interventi - anche in Val di Fassa - in scena 24 ore su 24, ma che pochi conoscono di Andrea Selva Dopo un volo di dieci metri (che è l’altezza di un palazzo di tre piani) ti ritrovi appeso a una corda, un punto disperso in un’immensa parete di roccia verticale, a 2.600 metri di quota, con una caviglia spezzata che non ti fa male solo perché hai altro a cui pensare. Scendere è impossibile, figuriamoci salire. Ma quando le forze stanno per abbandonarti e vorresti solo chiudere gli occhi, almeno per un attimo, dal cielo scende una persona (chi ha detto che gli angeli non esistono?) che taglia la tua corda e ti porta via con lei, appeso al verricello

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di un grosso elicottero giallo. Potrebbe sembrare la scena di un film, invece è realtà: cronaca di un soccorso portato a termine nell’agosto del 2015 in Val di Fassa, lungo la via Plank della Roda di Vael. Una missione come tante altre, ma che è stata vista da milioni di persone, in televisione, in una puntata del programma Mountain Heroes, dedicato - come dice il titolo - agli eroi della montagna, in onda lo scorso autunno sul canale Dmax. A loro il termine eroe non piace. E a dire il vero non amano nemmeno

essere chiamati angeli. Viaggiano in cinque a bordo di un elicottero Agusta Westland 139, cioè un bestione da 24 milioni di euro della Provincia Autonoma di Trento che può volare a 300 chilometri all’ora e che - anche con uno solo dei due motori - può atterrare in vetta alla Marmolada. L’equipaggio è composto dal pilota, dal tecnico che manovra il verricello, da un uomo del soccorso alpino pronto a calarsi in caso di necessità, da un infermiere e da un medico rianimatore. Da quando arriva la chiamata al momento della partenza


Mountain Heroes è un programma televisivo andato in onda su Dmax. La seconda serie è stata realizzata con il sostegno della Trentino Film Commission e con la collaborazione dell’elisoccorso del Trentino. I filmati sono stati girati durante operazioni di soccorso reali, con l’utilizzo di action cam.

passano (al massimo) 180 secondi: il tempo di avviare le pale dell’elicottero. Quindi, volando a quasi 300 chilometri all’ora, in quindici minuti la squadra dell’elisoccorso arriva da Trento a Canazei. Un tempo si pensava che la cosa migliore fosse portare il paziente all’ospedale nel più breve tempo possibile. Ora l’approccio è diverso: c’è un piccolo ospedale che ti viene incontro in caso di emergenza. Se a questo punto vi fosse venuta la curiosità di vedere come funziona tutto questo (e vi siete persi le trasmissioni

su Dmax) potete scaricare le puntate di Mountain Heroes dal sito Dplay. Vedrete l’elicottero volare in Val di Fassa per un biker caduto su un sentiero, oppure per cercare un appassionato di parapendio disperso, per recuperare un cercatore di funghi precipitato in un burrone ma anche per portare in quota i tronchi che servono a tre arzilli “vecchietti” fassani (che essendo in grande forma non hanno paura di farsi chiamare così in televisione) impegnati a ripristinare il sentiero Friedrich August ai piedi del Sassolungo. Perché l’elicottero non si

alza in volo solo per questioni sanitarie. Scoprirete quant’è difficile (e pericoloso) sorvolare in elicottero il Col Rodella in una di quelle giornate limpide in cui il cielo si riempie di parapendio. Scoprirete quant’è complicato calare un soccorritore tra gli abeti - dritti e fitti dei boschi della Val di Fassa. Scoprirete, per dirla come l’autore di questa trasmissione, lo scrittore altoatesino Luca D’Andrea (quello del best seller “La sostanza del male”) una realtà che “va in scena” tutti i giorni, 24 ore su 24, ma che pochi conoscono davvero. FassaNews

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When reality goes beyond fiction: the alpine rescue of Trentino After 10 meters fall, you realize you are hanging on your climbing rope and you are in the middle of a giant vertical wall at 2600 meters of altitude, your broken ankle does not hurt you just because you have other thoughts. The descent is impossible, the ascent too. However, when your energy is about to leave you and you just want to close your eyes, suddenly comes from the sky somebody (who said that angels do not exist?) who cuts your rope and saves you, getting on a yellow helicopter by a winch. It might seem a film scene but actually, it is reality: this is what really happened in august 2015 in Val di Fassa, along the climbing route Plank on the wall Roda di Vael. It is a normal routine for alpine rescue, but this time it has been seen from millions of people on television, in one of the episodes of the program Mountain Heroes broadcasted on Dmax last autumn, which is dedicated to the mountain rescuers. However, they do not like this nickname and they even do not like if someone calls them “angels”. Five people build the crew of the helicopter Augusta Westland 139 (the creature’s values of the Province of Trento that reaches the speed of 300 km/h is 24 million of euro), which can land – even with just one of the two engines, on the top of Marmolada. The crew counts a pilot, a winch operator, a member of the alpine rescue who at any time could descend from the aircraft if necessary, a nurse and a doctor specialized in reanimation. When their phone rings, everything is ready in maximum 180 seconds, which is the time to get into the helicopter. From Trento to Canazei they need 15 minutes. Once it was usual to get the patient to the hospital as soon as possible but now, the approach is different: the members of the crew are de facto a small hospital helping you if necessary. Are you curious? Download the episodes of the program Mountain Heroes from the website Dplay.

Elicottero: Agusta Aw 139 Velocità massima: 306 chilometri orari Tempo di volo da Trento a Canazei: 15 minuti Tempo dalla chiamata al decollo: 180 secondi Equipaggio: 5 persone Pazienti trasportabili in barella: 2 Operatività: 24 ore su 24 Numero interventi: oltre 2 mila all’anno

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Il Giro d’Italia n. 100 tra le montagne dell’enrosadira Arrivo a Canazei il 24 maggio e il 25 partenza da Moena: è grande festa del ciclismo con il doppio passaggio della corsa nazionale in Val di Fassa, che si tinge di rosa (non solo all’alba e al tramonto) sin da quest’inverno di Andrea Selva

Nel maggio del 1978 vinse Gibi Baronchelli, trionfatore di una tappa epica, con le Dolomiti ancora innevate. Nove anni dopo - era il giugno del 1987 - fu l’olandese Johan Van der Velde a tagliare per primo il traguardo scendendo in picchiata dal passo Fedaia. Chissà chi si aggiudicherà quello che nella storia del Giro d’Italia è il terzo arrivo di tappa a Canazei, il prossimo 24 maggio. Un traguardo che per la Val di Fassa sarà doppiamente prestigioso: perché nel 2017 ci sarà l’edizione numero 100 della corsa rosa e perché il giorno dopo, il 25 maggio, si riparte da Moena con una tappa interamente dolomitica che (passando ancora una

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volta da Canazei!) scalerà i 27 tornanti trentini del Pordoi e - dopo altri quattro gran premi della montagna - arriverà a Ortisei. Facile prevedere che ci sarà battaglia, visto che il Giro del centenario sarà giunto ormai alle battute finali. Facile prevedere che il popolo del ciclismo vorrà essere presente per una due giorni di puro spettacolo sportivo. Ecco perché la valle, sin da quest’inverno, non si tingerà di rosa solo con l’”enrosadira” (quando il sole così colora le Dolomiti all’alba e al tramonto) ma, in attesa del Giro, questa sarà la nuance, in onore della corsa, anche di alcune telecabine e funivie, con le principali rotatorie poi a ricordare a tutti

gli ospiti l’appuntamento di maggio. Alcune istruzioni. Il primo giorno (mercoledì 24) potrete aspettare il passaggio della corsa in leggerissima salita lungo la valle (proprio come l’anno in cui trionfò Baronchelli) oppure (meglio) attendere i ciclisti sul traguardo in Strèda de Pareda: sarà un arrivo veloce, ma chi di ciclismo se ne intende prevede la possibilità di lunghe fughe e quindi si annuncia una “volata ristretta”. Il “villaggio” del Giro pianterà le tende nel piazzale del centro acquatico Dolaondes. Il secondo giorno invece (giovedì 25) chi ama la mondanità e il clima di festa del Giro saluterà i ciclisti in partenza dal centro di Moena (il


Gardeccia, 22 maggio 2011: ultimo arrivo di tappa in Val di Fassa

Rosa, in onore della corsa, quest’inverno è anche il colore di alcune telecabine e funivie della valle.

“Village” sarà al Navalge), mentre chi preferisce pedalare li anticiperà per fare il tifo sui tornanti del Pordoi o - più avanti - lungo un percorso “breve” (137 chilometri) ma che presenta ben 4 mila metri di dislivello. Sarà una grande festa del ciclismo, a voi la scelta su come viverla con la promessa, del presidente del comitato locale di tappa Filippo Debertol e degli amministratori fassani coinvolti, che la valle saprà accogliere il popolo del ciclismo come si deve: non solo alberghi ed esercizi pubblici aperti, ma anche una serie di eventi dedicati agli appassionati della bici. «La storia del ciclismo ancora una volta passa in val di Fassa e questo

The 100th Giro d’Italia in Val di Fassa

ci riempie di orgoglio», dice il sindaco di Canazei, Silvano Parmesani, anche lui amante del pedale. E aggiunge: «Siamo già al lavoro per organizzare al meglio questo doppio evento nel centesimo compleanno del Giro». Da Moena il sindaco Edoardo Felicetti la vede così: «Per noi questo doppio passaggio è un grande onore, anche perché si tratta di due tappe importanti e la corsa sarà in un momento fondamentale». Infine - come ricorda Renzo Minella, responsabile marketing del comitato organizzatore - alcuni ciclisti sentiranno l’aria di casa in Valle di Fassa visto che il Passo San Pellegrino ospita da anni il ritiro in quota di alcune squadre.

In May 1978 Gibi Baroncelli triumphed in an epic stage with the Dolomites still covered by snow. After 9 years, in June 1978, the Dutch Johan Van der Velde was the first one on the finish line after the descent from Fedaia Pass. Who will win the stage ending in Canazei, hosting the finish line for the third time in the history of Giro d’Italia, on the 24th may 2017? The event is doubly important: the edition of 2017 is the 100th of the race and the day after, on the 25th of May, the route will start in Moena and will develop itself around the Dolomites, passing again through Canazei, climbing the 27 hairpin turns to Pordoi Pass and after four mountain’s grand prix will end in Ortisei. Competitiveness is foreseen as these stages are almost at the end of the whole tour. Cycling fans will certainly participate to this event in the valley for two days of pure sport show. The usual pink colour of the “Enrosadira”, overwhelming the atmosphere of the Valley at sunrise and at sunset, will be also the colour of some cable cars, lifts and roundabouts along the valley to remember the main colour of the race and therefore the program of May. Some useful tips. On Wednesday the 24th, you can watch the race in the prepared areas along the valley or just wait for the athletes at the finish line in Strèda de Pareda, in Canazei: the stage ends with a sprint, but the cycling experts foresee efficient breaks for the last acceleration. The “village” of Giro D’Italia will be in the area in front of the aquatic centre Dolaondes. On the following day (Thursday the 25th), fans can support and say goodbye to cyclists starting in Moena. Nonprofessional cyclists can wait for the athletes in the street heading to Pordoi Pass or along the short route (137 km) which boasts four thousand metres of height difference. FassaNews

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Ali di cristallo per le “farfalle d’argento” Diverse le atlete, formate nel “Val di Fassa Artistico Ghiaccio - Pavei d’Arjent”, impegnate attualmente nelle gare internazionali oppure diventate insegnanti e pattinatrici professioniste di Valentina Redolfi

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A giudicare dalle atlete giovanissime che lo rappresentano non sembrerebbe, ma il “Val di Fassa Artistico Ghiaccio Pavei d’Arjent” ha una storia lunga più di vent’anni. La società, che insegna a compiere piroette, salti ed eleganti coreografie sul filo di lama, è nata nel 1994 (anche negli anni precedenti si praticava il pattinaggio artistico ma la costituzione del gruppo c’è stata solo allora), per volontà delle fondatrici Zita Soraperra e Ivana Tomasino. L’attuale presidentessa è Christine Detomas Planchensteiner che, come chi l’ha preceduta in questo ruolo, è volontaria. E nonostante il cuore della società siano soprattutto impegno e amore per questo sport, la compagine è solida e protagonista nel panorama artistico nazionale e internazionale, tanto da aver portato alcune atlete al professionismo. Tra queste ci sono Martina Bernard di Pozza che da anni si esibisce, con compagnie specializzate, in spettacoli di pattinaggio artistico in giro per il mondo (anche sulle navi da crociera) e anche Caterina Nemela, Monica Bernard e Adele Battisti, che ora sono insegnanti della società fassana. «Le nostre ragazze del settore agonistico - spiega la presidentessa Christine - si allenano dieci mesi l’anno, sei giorni su sette e, da settembre ad aprile, sono impegnate con le gare. Partecipiamo ai circuiti della “Federazione Italiana Sport Ghiaccio”, con il ballo di gruppo, alle gare dell’”Unione Italiana Sport per tutti” e pure all’”Europa Criterium”, per cui siamo state a Celje (Slovenia), Innsbruck e Bellinzona. Cerchiamo di uscire spesso dai confini nazionali per stimolare le ragazze. Nei contesti europei si misurano con pattinatrici della loro stessa età, ma appartenenti ad ambienti sportivi differenti. In questo modo crescono, migliorano e si appassionano alla disciplina. Da dieci anni, poi, organizziamo anche la Coppa Europa di pattinaggio di figura, una gara internazionale (circuito Europa Criterium) con atleti provenienti da tanti Paesi: dalla Francia alla Russia». Il confronto con il panorama internazionale è più interessante se si riesce a esprimere, oltre al talento, anche la propria identità. Così, il locale Artistico Ghiaccio, da qualche tempo, ha intrapreso un percorso di valorizzazione all’appartenenza al territorio e alla minoranza linguistica ladina. Già il nome “Pavei d’Arjent” (dal ladino Farfalle d’Argento) è esplicativo. «Più FassaNews

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di dieci anni fa - racconta Christineabbiamo portato in scena il “Bal del Moliné” con i vestiti ladini adattati al ballo sul ghiaccio. È una coreografia che ci rende uniche e cerchiamo di metterla in scena ad ogni manifestazione a cui partecipiamo. L’ultima è stata l’estate scorsa all’apertura dello spettacolo

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“Dream on Ice” con la partecipazione straordinaria di Carolina Kostner. Alcuni anni fa abbiamo realizzato anche una coreografia ispirata al carnevale ladino». Dal 2015 inoltre i “Pavei d’Arjent” collaborano con il Comun general de Fascia, ente sovracomunale della valle, con il progetto di politica

linguistica “Ladin tel Sport” per favorire l’uso del ladino nella pratica sportiva della valle: durante gli allenamenti si parla in ladino e per diffondere i termini tecnici in ladino, le ragazze hanno anche realizzato dei video (trasmessi nella trasmissione “Feres Feruscoi” della locale tivù ladina).


Christine Detomas: «Da anni portiamo in scena il “Bal del Moliné”. L’ultima volta è stata l’estate scorsa all’apertura di “Dream on Ice” con Carolina Kostner». “Val di Fassa Artistico Ghiaccio” è inoltre un punto di riferimento anche per i corsi di avviamento al pattinaggio pure per gli adulti, a dimostrazione di quanto, dopo tanti anni di attività la società sia attiva, abbia voglia di crescere ed entusiasmare le giovani generazioni.

Crystal wings for the “Silver Butterflies” Despite its young athletes, the “Val di Fassa figure-skating club – Pavei d’Arjent” boasts more the twenty years of history. The club was founded in 1994 and suddenly became renowned on the national and international figure-skating panorama. The club produced numerous talented skaters such as Martina Bernard from Pozza that from many years performs in numerous ice

skating shows all around the world. Moreover, others brilliant athletes that grew up in the club such as, Caterina Nemela, Monica Bernard and Adele Battisti, are now teachers of the Silver Butterflies. «Girls competing in races - explains the president Christine Detomas Planchensteiner - work out ten months a year, six day a week and from September to April, they take part in the international competitions. Since 10 years, we organize and host the European Cup of figure skating, an international competition (circuit Europa Criterium) with athletes from all the world». The international competition is more intriguing if, more than the pure talent, traditions are involved. For this reason, the club developed the project “Ladin te l sport” in order to enrich their performances with the peculiarity of Ladin traditions. For this reason, the club was given the name “Pavei d’Arjent” (silver butterflies in Ladin). «More than ten years ago, - explains Christine - we put on stage the ball “Bal del Moliné” a figure ice skating group performance with traditional Ladin dresses specifically tailored for the competition on the ice rink. This special ball was the opening exhibition of the last year show “Dream on Ice” with the special guest Carolina Kostner».

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Martina e Marco: “in canto ladinoâ€? I due giovani cantautori fassani hanno da poco pubblicato i loro primi cd, che contengono brani dalle sonoritĂ interessanti e dai testi nella loro lingua madre di minoranza di Stefania Povolo

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Marco: «Il confronto con le lingue è sempre una bella sorpresa, si scoprono sonorità nuove e, se accostate a ritmi non banali, si aprono mondi interi di possibilità».

Chi l’ha detto che con la musica e delle lingue minoritarie non si campa? Lo smentiscono Martina Iori e Marco Mattia, due “artisc” (artisti in ladino) che hanno fatto della musica e della sonorità particolare della lingua ladina, uno dei loro strumenti importanti, tra ukulele, pianoforte, chitarra, ma anche il mixer, la voce e i social media. Certo, il lavoro del musicista e del cantante non è un percorso scontato e abitudinario. Se poi lo si affronta nel contesto di una valle dolomitica, sono necessarie grande creatività ed energia fuori dall’ordinario. Martina, ventun’anni di Alba di Canazei, e Marco, ventitré di Vigo di Fassa, hanno partecipato, a fine novembre a Moena, a “Suns Ladinia 2016”: la kermesse più famosa e interessante per tutti quei musicisti che compongono brani in lingue minoritarie. Un momento importante per entrambi quello del Suns, ma che

i due musicisti hanno vissuto in modo differente. Abbiamo chiesto loro com’è andata. Martina: «“Suns” è un palco importantissimo dove due anni fa ho iniziato la mia carriera e che mi ha fatto prendere il “Via co mia musega” (che è poi il nome della canzone che le ha fatto vincere il festival nel 2014). Quest’anno mi è stato proposto d’esserne la presentatrice e quindi, stando dall’altra parte della barricata, ho vissuto emozioni diverse». Marco: «Ho portato la mia canzone “Maraveous” in compagnia di sette artisti che sono saliti sul palco con me. Persone che fanno parte della mia vita e della mia musica. Ho condiviso con loro tante belle sensazioni. E non è stata la prima volta su quel palco: ho partecipato assieme al gruppo dei “Cajones” all’edizione 2015, ed è sempre bellissimo incontrare e farsi contaminare da stili, sonorità e

frequenze nuove». Le lingue minoritarie nella musica vengono viste un po’ come tradizionali, forse poco moderne, specie rispetto all’inglese. È così? Martina: «Per me il ladino è vivo e moderno, anzi è un mezzo ancora tutto da scoprire. Viene dalla tradizione e dal nostro territorio, certo, ma come tutte le cose, tutto dipende da come vengono utilizzate». Marco: «Il confronto con il ladino, ma anche con tutte le altre lingue quando non sono conosciute, è sempre una bella sorpresa. Si scoprono sonorità nuove e anche un po’ esotiche, e se poi vengono accostate a ritmi non banali, lì si possono aprire mondi interi di possibilità». Quali sono i temi da trattare in lingua minoritaria? Ci sono concetti che passano meglio rispetto ad altri? Martina: «Tutto dipende dal grado di vitalità della lingua stessa. Se è viva e

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Martina and Marco: the Ladin chant Martina: «Per me il ladino è vivo e moderno ed è bello sperimentarlo oltre al classico uso folcloristico».

forte, può andare a trattare qualunque tema, ed è bello sperimentare oltre al classico uso folkloristico». Marco: «Più che di temi credo che sia interessante il lavoro di sonorità e di generi che spesso non consideriamo. Troppo abituati a sentire le nostre canzoni tradizionali, non ci accorgiamo della dolcezza o della sequenza curiosa di suoni che una frase ha nell’orecchio di uno che non l’ha mai sentita. Più si riesce a creare percorsi originali, più questi suoni e forse i concetti, passano». E di singolarità sonore, nei due album di Martina e di Marco, entrambi appena usciti e disponibili sui maggiori distributori online (itunes, spotify, amazon mp3) o contattando direttamente gli artisti, ve ne sono molte: dal viaggio inaspettato e colorato nel jazz di Martina nel suo cd “Amore e Buscofen”, si passa all’acustico, al reggae e agli immaginifici panorami musicali di “Maraveous”, brano che dà anche il titolo al primo cd inciso da Marco (scelto tra il resto, l’estate scorsa, dall’Apt di Fassa come colonna sonora del video “La Val di Fassa cucina col

cuore”). Un lavoro fatto di ricerca continua, curiosità, “preparazione esagerata”, professionalità nello sperimentare, farsi contaminare da suoni nuovi e coraggio nel giocare con termini e parole della tradizione, è quello che distingue il lavoro di questi due cantautori, che hanno iniziato a “fare sul serio” da qualche anno: Martina, che sta per laurearsi in violino al conservatorio Monteverdi di Bolzano, come musicista, cantante, cantautrice e giramondo, tiene concerti e serate in tutta Europa dopo aver vinto il “Liet International 2014”. Marco, diplomato in pianoforte, musica moderna e jazz al Cdm di Rovereto, lavora anche come supporto ad altri musicisti e creativi, assistendo e producendo melodie e colonne sonore per girati e prodotti multimediali. Per scoprirne di più e ascoltare un po’ di buona musica, cantata anche in ladino, è possibile visitare le pagine social di Martina Iori Music e Marco Mattia Music, dove richiedere e acquistare i loro cd e conoscere le date dei loro concerti.

Who said that one could not live on music and on minority languages? Martina Iori and Marco Mattia are two young artists that chose the peculiar sounds of the Ladin language as their main instrument among many others, such as the ukulele, piano, guitar, a mixer, their voices and the social media. Martina, 21 years old from Alba di Canazei, and Marco, 23 years old from Vigo di Fassa, have recently published their first albums rich in interesting melodies, which are available online (iTunes, Spotify, Amazon mp3 or directly contacting the artists). From Martina’s journey in her colorful jazz in the CD called “Amore e Buscofen”, to the acoustic world shaped with reggae and fairy sounds in the song “Maraveous”, the first single recorded by Marco. Their passion combines the continue exploration with curiosity, their perfect performing, professionalism, influence of new sounds and courage to play with words and expressions of the Ladin world: this enhances the work of the two singer-song writers who since a couple of years have started being serious. In fact, Martina, who is graduating in violin at the conservatory school Monteverdi in Bolzano, performs in concerts all around Europe after her triumph in “Liet International 2014”. Marco, graduated in piano, modern music and jazz at the conservatory school of Rovereto, supports other musicians and artists as well, recording melodies and soundtracks for videos and multimedia. To discover their world and listen to good music, even in Ladin language, visit the social networks of Martina Iori Music and Marco Mattia Music, where you can buy their CDs and know their concerts’ schedules. FassaNews

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Su, trattiamoci bene! Le baite e i rifugi gourmet dove le pause a tavola hanno sempre un perchĂŠ

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Assaporare piatti gustosi, di fronte a cime innevate, ha il potere di metterci completamente di buon umore.

Il piacere di mangiare di fronte a cime innevate che luccicano al sole - oppure che si stagliano in un profondo blu alla luce della luna - ha il potere di metterci completamente di buon umore. Chi ama sci e montagna d’inverno lo sa: dopo il divertimento di tanti slalom in pista o di una ciaspolata tra i silenzi delle montagne ammantate di bianco, conditi con quell’aria frizzantina che accentua lo sforzo fisico e fa bruciare più in fretta le calorie, una ricarica buona e nutriente è d’obbligo. E le tendenze degli ultimi anni vengono decisamente incontro al nostro appetito: in quota, in Val di Fassa, non è salita solo l’avanguardia dell’ingegneria impiantistica, ma pure l’eccellenza gastronomica. Così, sono diversi i rifugi capaci di servire ai loro ospiti piatti gourmet che riempiono di sapore la vacanza. Senza appesantirci troppo, specie se nel pomeriggio abbiamo intenzione di fare attività fisica, abbiamo l’opportunità

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di scegliere piatti squisiti, in molti rifugi aperti nei mesi invernali, che possono rappresentare pure la meta di skitour dal taglio gastronomico, per i più golosi, magari abbinati anche a un safari fotografico tra panorami da raggiungere, in molti casi a piedi, con gli impianti di risalita e brevi itinerari. E per far crescere subito l’acquolina in bocca ecco qualche spunto - tra tanto altro - di quello che si può gustare tra una skiarea e l’altra. Se, affamatissimi, ci trovassimo sulle nevi del Ciampac di Alba di Canazei, ad esempio, potremmo gioire di fronte a un piatto di fumanti “Fettucine di segala al salmì di capriolo”, preparate al Tobià del Giagher. Se, invece, sentiamo il bisogno di una ricarica proteica, e siamo tipi incapaci di resistere al profumo della carne grigliata, ci potrebbe prendere per la gola il Rifugio Fredarola al Belvedere di Canazei, dove servono di fronte alla Marmolada ottime grigliate di carne e verdure, da concludere con

una grappa (se piace), rigorosamente trentina, da bere su sedili di ghiaccio dell’annesso bar-igloo. Sempre nella stessa skiarea, scendendo verso Pecol, il Rifugio Ciampolin, che in fatto di grigliate è un asso, ci propone una gustosa flank steak con contorni di stagione. Mentre sulle vicine piste del Col Rodella potremmo fare pausa al Rifugio Salei con un secondo che riscalda il corpo e rinfranca lo spirito: il guanciale di manzo cotto a bassa temperatura (12 ore a 80°) con contorno di verdure polenta e di Storo. Se siamo sensibili agli ambenti un po’ più esclusivi, basta recarsi cento metri più in su ai tavoli del Fienile Monte e provare, ad esempio, una prelibatezza come il formaggio di malga fritto con marmellata di mirtillo (rigorosamente fatta in casa) su letto d´insalatina. Siamo sulle piste della skiarea Buffaure di Pozza e ci coglie un languorino: assaggiamo alla Baita Cuz un piatto della tradizione fassana come i


Let yourself be spoilt…

“Ciajoncie da fighes” o i “Ciajoncie da vert” (ravioli con gli spinaci o con i fichi), che un tempo i ladini mangiavano la domenica e nelle occasioni di festa. Se decidiamo invece di sciare ai piedi del Catinaccio, mettiamoci comodi ai tavoli di Baita Checco al Ciampedìe e prepariamoci ad assaporare, un boccone dopo l’altro, un signor secondo quale il capocollo di suino cotto a bassa temperatura, fondente di patate affumicate e salsa alla mela Granny Smith. Stiamo sciando nella skiarea San Pellegrino-Alpe Lusia e, dopo tante piste, o una bella passeggiata in quota siamo vittime di una fame improvvisa? Una sosta alla Baita Paradiso ci nutrirà anche con gli aromi di montagna, sprigionati dal filetto di manzo cucinato in una cocotte di legno di cirmolo (che cede il profumo alla carne) servito su una fetta di pane alla senape con contorno di verdure di stagione. Avvicinandoci

con gli sci al passo, se avessimo bisogno di rifocillarci potremmo optare per le irresistibili pappardelle fresche all’uovo con ragù di coniglio, cavolo nero e crema di Puzzone di Moena dello Chalet Cima Uomo. Se, invece optassimo per l’Alpe Lusia e raggiungessimo con gli impianti lo Chalet Valbona potremmo fare onore alla millefoglie di cervo con polenta mantecata alla crema di sedano rapa, julienne di peperoni e riduzione al vino rosso, servita nell’accogliente stube del locale. Ma se alle piste preferiamo lo sci alpinismo o gli itinerari a piedi o con le ciaspole, dal San Pellegrino potremmo raggiungere la conca di Fuciade, dove nell’omonimo rifugio, tra panorami spettacolari e delizie, possiamo riconciliarci con il meglio della vita, grazie ad esempio, al tortino tiepido di grano saraceno con sifonata al Cher de Fascia e pere al Teroldego, vaniglia e cannella. Perché, il dolce è sempre perfetto per concludere in bellezza!

The pleasure to enjoy good food in front of the snow-covered peaks sparkling in the sun can definitely change our mood. Ski and mountain aficionados know it: after the thrills on the white pistes, a walk on the snowshoes in the silent untouched nature, a delicious recharge is a must. The Val di Fassa is the avant-garde not only of the cable cars and ski pistes but especially of the high-altitude gastronomy. Many refuges enrich the holydays of their guests with an authentic gourmet cuisine. So, if while you are skiing in the Ciampac Skiarea your stomach starts to rumble, pop to the Rifugio Tobià del Giagher and try the “Fettuccine di segala al salmì di capriolo”. What if you are skiing around the Belvedere and Col Rodella Ski areas? Then you can enjoy the grilled meat at Rifugio Fredarola or stop for a cheek lard (slowly baked for 12 hours at 80°) with delicious grilled vegetables and polenta di Storo by the Rifugio Salei. Just one-thousand meters further, the Rifugio Fienile Monte is an unmissable occasion to try the yummy dairy fried cheese with blueberries jam and fresh salad. If the hunger hits you on the Buffaure pistes, you can stop to the Rifugio Baita Cuz for a taste of traditional Ladin cuisine with the “Cajoncie da fighes o da vert” (traditional dumplings filled with spinach or figs). At the Rifugio Baita Checco at the Ciapedìe skiarea (Vigo), you can enjoy the pork meat slowly baked at low temperature with smoked potatoes and Granny Smith apples sauce. Are you skiing in the San Pellegrino skiarea? You cannot miss a pit stop at the Rifugio Baita Paradiso where you can taste the delicious beef filet baked inside a cocotte with stone pine wood and served on a bread slice with mustard and grilled vegetables. At the Chalet Cima Uomo you will find irresistible fresh homemade pappardelle with ragù of rabbit, black cabbage and crème of Puzzone di Moena cheese. If you choose the Alpe Lusia skiarea, do not forget to visit the Rifugio Valbona where you can enjoy a yummy millefoglie of deer with polenta creamed with celeriac, peperoni julienne and red wine reduced. However, if you prefer a restoring stroll in the snow, you can reach the Rifugio Fuciade and taste their lukewarm little pie made of buckwheat Cher de Fascia cheese, Teroldego flavored pear, vanilla and cinnamon.

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“La Gran Vera” continua… La mostra, a Moena, dedicata al primo conflitto mondiale presenta, anche nei mesi invernali, una nuova sezione in collaborazione con uno dei più prestigiosi musei storici italiani

Inaugurata nell’estate 2014, e con all’attivo oltre 70 mila visitatori, la mostra “1914-1918 ‘La Gran Vera’ - La Grande Guerra: Galizia, Dolomiti” è aperta anche nei mesi invernali, negli spazi del centro Navalge di Moena. Assieme al crescere del riconoscimento di pubblico e di critica, in questi anni, l’allestimento declinato in quattro sezioni principali, “Galizia 1914”, “La trincea”, “Dolomiti 1915”, “Guerra alla guerra”, si è arricchito di documenti e oggetti che l’hanno reso sempre più interessante. Ed è dell’estate scorsa l’integrazione con la sezione “1916: Gli Italiani all’assalto!” e “Cartoline militari”, una selezione

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di reperti e immagini che arrivano da Milano, precisamente da Civiche Raccolte Storiche - palazzo Meriggia - Museo del Risorgimento, Archivio di Storia Contemporanea - Fondo Arturo Andreoletti. Lo spazio punta l’attenzione sul ricordo del sacrificio dei soldati italiani, quindi alpini e fanti, che vennero letteralmente scagliati contro quell’ostile e sconosciuta muraglia di rocce, rappresentata dalle Dolomiti di Fassa. Il percorso espositivo presenta sia un’analisi storica dei fatti visti da parte italiana nel 1916, sia una collezione di preziosi materiali che fanno emergere la contrapposizione tra i fatti storici e la cruda realtà della

guerra vissuta e combattuta: elmetti straziati dai colpi e resti di uniformi e oggetti, sui quali sono chiaramente visibili i segni del conflitto. A tutto ciò si affianca una panoramica di cartoline illustrate e in franchigia, utilizzate per comunicare in tempo di guerra, proveniente dalla collezione privata del Maresciallo Aiutante Mariano Lollo. La mostra si può visitare dal 23 dicembre all’8 gennaio (ore 10-12.30 e 15-19); dal 9 gennaio al 2 aprile (ore 15-19) lunedì chiuso; dal 14 al 17 aprile, dal 23 al 25 aprile e dal 29 aprile all’1 maggio (ore 15-19). Ingresso: 5 euro intero; 3 euro ridotto (info: Ufficio Perle Alpine 0462 565038).


“The Great War” Lasts…

Assieme al crescere del riconoscimento di pubblico e di critica, in questi anni, l’allestimento si è arricchito di documenti e oggetti che l’hanno reso sempre più interessante.

The exhibition “1914-1918 La Gran Vera - The Great War in Galizia, Dolomites” was inaugurated in the summer 2014 and boasts more than 70 thousand visitors. You can visit it during the winter as well in the Navalge centre in Moena. Visitors and mass media praised during these years the outfitting, which extends itself along four main sectors and which has being enriched by documents and objects making it even more captivating. New material coming from a prestigious historical museum in Milano joined the exhibit in the summer 2016, in order to integrate with finds and images the section”1916: Gli italiani all’asssalto!” (Italian soldier attack) and “Cartoline militari” (military postcards). Visitors are welcomed from the 23rd of December to the 8th of January (from 10am to 12.30 and from 3pm to 7pm). From the 9th of January to the 2nd of April, the exhibit opens from 3pm to 7pm (Monday closed); in April from the 14th to the 17th, from the 23rd to the 25th and from the 29th to the 1st of May (from 3pm to 7pm). Ticket: 5 euro full-price ticket; 3 euro reduced-price ticket (info: Perle Alpine Office 0462 565038).

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InvernoWinter2016/17 65


Preview for summer i principali Appuntamenti dell’estate 2017

100° Giro d’Italia

gli spettacoli più prestigiosi del festival, nonché inaugurazione e chiusura. www.isuonidelledolomiti.it

Cycling Race 24 - 25 maggio - Canazei e Moena La Val di Fassa accoglie il Giro d’Italia del centenario il 24 maggio, con l’arrivo della 17ª tappa a Canazei, e il 25 maggio, con la partenza della 18ª frazione da Moena. Un doppio appuntamento sulle spettacolari Dolomiti di Fassa che gli appassionati della corsa non possono mancare, per tifare i loro beniamini. www.fassa.com

11ª Marcialonga Ciclyng

Ciclyng Race 4 giugno - Moena

Tra le Valli di Fassa e Fiemme, si pedala ripercorrendo in parte il tracciato della sorella maggiore sugli sci stretti. I concorrenti, come sempre, hanno la possibilità di scegliere la mediofondo di 80 km o la granfondo da 135 km. www.marcialonga.it

Sellaronda Hero

Mtb Race 17 giugno - Canazei e passi dolomitici Oltre 4000 concorrenti candidati al titolo di eroe, in quella che è considerata la “marathon più dura al mondo”. La gara si sviluppa tra Val Gardena, Alta Badia, Arabba, Val di Fassa e Alpe di Siusi, affrontando i passi Gardena, Campolongo, Pordoi, Sella e Duron. I tracciati su cui si consuma la sfida sono da 85 o da 60 km. www.sellarondahero.com

Superenduro Mtb

Mtb Race 18 giugno - Canazei

Torna, dopo il successo dell’anno scorso, il circuito nazionale di mountain bike, con un’importante gara che si sviluppa tra i pendii impegnativi del Belvedere e del Col Rodella. E dal 15 al 18 giugno si svolge pure il “2° Wow women on the wheels”. www.superenduromtb.com

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InvernoWinter2016/17

Sella Ronda Bike Day

Ciclyng Day 25 giugno - Passi Sella, Pordoi, Gardena e Campolongo Rispolverate la bici, cari amanti delle due ruote e mettetevi sui pedali. Il nastro d’asfalto che, tra passi e vallate, circonda il massiccio del Sella è tutto per voi: in questa giornata le auto restano ferme per far largo alle bici. Si parte da Canazei o dalle altre valli. www.sellarondabikeday.com

Val di Fassa Running

Running Race 25 - 30 giugno - Val di Fassa

Tanti saliscendi e altrettanti panorami da conquistare nel corso di quest’affermata cinque giorni podistica. A correre le tappe (55 km circa) atleti di fama internazionale ma anche tanti amatori. www.valdifassarunning.it

campionato europeo d’arrampicata

European climbing championship 29 giugno - 1 luglio - Campitello Sulla palestra Adel, in gara i migliori atleti continentali delle spacialità lead e speed. www.fassa.com

I Suoni delle Dolomiti

Arts festival “Sounds of the Dolomites” 30 giugno - 31 agosto - Val di Fassa Eccezionali performance di artisti internazionali hanno decretato la fama della rassegna estiva trentina. Da anni in Val di Fassa, grazie ai suoi meravigliosi palcoscenici, hanno luogo

Fassa Fuori Menù

Gastronomy Festival Luglio- settembre

Show cooking ed esclusivi appuntamenti gourmet con un gruppo di chef fassani che propongono, tra piazze, prati e altri contesti insoliti, l’eccellenza della gastronomia valligiana. www.fassa.com

Panorama Music Festival

Music Festival Luglio - settembre - Val di Fassa

Cresciuta di successo e di pubblico si ripropone la rassegna promossa dalle società d’impianti a fune della valle, che unisce il piacere dell’ascolto di concerti in quota alla magnificenza delle Dolomiti. www.fassa.com

Entorn Vich

All around Vigo 2, 7, 18 luglio - 18 e 22 agosto - 3 settembre - Vigo Sei serate, in centro o nelle frazioni, all’insegna delle degustazioni di piatti tipici ladini e del divertimento, specie nella versione per ragazzi. www.entornvich.it

“Maratona dles Dolomites”

Cycling Race 2 luglio - Canazei e passi dolomitici

Tre itinerari a disposizione per gli amanti delle due ruote, che


si confrontano, in quest’ambito appuntamento, sui passi dolomitici e lungo le strade che hanno fatto la storia del ciclismo. www.maratona.it

si misurano su un tracciato di 2,1 km per 1000 metri di dislivello, valido come prova mondiale della disciplina. www.dolomiteskyrace.com

“Te anter i Tobiè”

20ª Dolomites Skyrace

Folk festival 7 - 9 luglio - Canazei

Skyrunner World Series 22 luglio - Canazei

l’apertura dei fienili e delle case storiche del paese detta l’avvio dell’estate folk della vallata. Tra artigiani e artisti all’opera, specialità gastronomiche e tanta musica si celebrano tradizioni e cultura ladina. www.teanteritobie.it

Edizione particolare, che riserverà qualche sorpresa, quella della gara, valida per le World Series di specialità, che si è conquistata l’alone del mito. L’itinerario, amatissimo dai più bravi esponenti della corsa in montagna, vede la partenza da Canazei (1465 m) quindi la salita tra boschi e sentieri rocciosi fino al Piz Boè (3150 m) e rientro in centro al paese. www.dolomiteskyrace.com

“A spas co la Mùsega”

Music Night 12 e 19 luglio e 10 e 23 agosto - Pozza e Pera Il cuore di questi paesi, chiuso al traffico, si trasforma in un auditorium all’aperto, con bande e gruppi che si esibiscono ad ogni angolo. Inoltre, leccornie per tutti. www.fassa.com

Il Banchetto di Re Laurino

King Laurin’s Banquet 13 luglio e 3 agosto - Vigo

Nella panoramica conca del Ciampedie, si svolgono indimenticabili cene itineranti tra i rifugi della località, per assaporare bontà della cucina ladina. www.entornvich.com

Folk festival 4 - 6 agosto - Pozza

Richiama, ogni anno, oltre diecimila persone questa festa nella splendida Val San Nicolò. In programma: tradizioni, leggende, spettacoli all’aperto, musica, giochi e ottima cucina locale. www.festatamont.it

Al via da Canazei l’impegnativa corsa in montagna che si sviluppa lungo 51 km, e 3460 m di dislivello, su e giù per i quattro passi attorno al Sella. www.sellarondatrailrunning.com

Festa di Turchia

Folk festival 11 - 13 agosto - Moena

Marcialonga Running

Vanno alla conquista della Crepa Neigra i migliori “corridori del cielo” che

Festeggia dieci anni questa amata gara di mountain bike che dal 2016 ha cambiato formula e, in parte, itinerario, diventando ancora più avvincente. www.valdifassabike.it

Sellaronda Trail Running

Il rione moenese, che prende il nome (secondo leggenda) dal suo antenato di origini esotiche, diventa un salone delle feste per usanze ladine e turche, gastronomia golosa e tanta musica. www.gropdeturchia.com

10° Vertical Kilometer

Val di Fassa Bike

Mtb Marathon Race 10 settembre - Moena

Running Race 16 settembre - Canazei e passi dolomitici

La Bira te Fascia

Skyrunner World Series 21 luglio - Alba

Per quattro giorni ci si diverte sulla pista, a ritmo di musica, e a tavola, con i piatti ladini. Il clou della festa è la domenica, quando sfilano bande e gruppi folk di tutta la valle e anche dei territori ladini limitrofi. www.granfesta.com

“Festa Ta Mont”

Beer Festival 14-16 luglio - Campitello I birrifici artigianali di montagna sono protagonisti con degustazioni guidate della bevanda, in abbinamento a cibi fassani di produttori locali, conditi tutte le sere da tanta musica. www.labiratefascia.com

“Gran Festa da d’Istà”

Folk Festival 7 - 10 settembre - Canazei

Running Race 3 settembre - Moena

Circa 25 km di corsa lungo un itinerario che ripercorre, in gran parte, quello della gara di sci di fondo. Gli atleti partono dal centro di Moena e arrivano a Cavalese. www.marcialonga.it

Sapori d’autunno

Autumn flavours 9 - 17 settembre - Moena

Tutta da gustare la celebre rassegna gastronomica curata dagli chef dei ristoranti Malga Panna, Foresta, Fuciade e Tyrol. Sui piatti serviti a tavola, si ritrovano tradizione e innovazione condite insieme. www.fassa.com

Festival del Puzzone di Moena

Puzzone Cheese Festival 15 - 17 settembre - Moena

Da non perdere le appetitose celebrazioni del formaggio Puzzone di Moena DOP: tre giorni all’insegna dei sapori e della cultura dell’alpeggio. www.fassa.com FassaNews

InvernoWinter2016/17 67


La mia prima neve… in Val di Fassa Emozioni in fiocchi con le foto degli amici social di Elisa Salvi e Claudia Chiocchetti

È soffice, quasi impalpabile. Ispira fantasie e sogni candidi. E quando si posa su cime, scolpite da quell’impareggiabile artista che è la natura, ricopre tutto d’incanto. È la neve: un’emozione unica - tanto da volerla vivere in certi casi con i piedi dentro - interpretata dagli amici social a cui, alla fine dello scorso ottobre, abbiamo chiesto di condividere le loro esperienze, inviandoci le immagini che sono l’espressione della loro felicità di fronte al mantello candido,

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InvernoWinter2016/17

naturalmente ammirato e ritratto in Val di Fassa. Le fotografie, come sempre quando ci rivolgiamo agli amici di facebook, twitter e instagram, sono giunte numerose come i fiocchi di una copiosa nevicata: panorami, sci, pupazzi, cristalli, baite e soprattutto tanti sorrisi, che naturalmente ricambiamo proponendo una selezione delle foto che abbiamo ricevuto e dando appuntamento alla prossima iniziativa social e sulla carta stampata. Stay tuned!

It is soft, almost weightless. It inspires imagination and smart dreams. When it lays on the peaks, so beautiful as if an artist carved them, it covers everything with enchantment. It is the snow: a unique experience even for our social friends, who at the end of last October were asked to share their experience sending us their favourite pictures, expression of their happiness in seeing the white layer captured in Val di Fassa. As usual when we ask our friends of Facebook, twitter and Instagram, we received many portraits, as they were real snowflakes. Thanks everybody and …stay tuned!


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InvernoWinter2016/17 69


gli autori delle foto Adriano Ricci, Alberta De Renzo, Alberto Gamba, Alessandra e Armando Boscolo Penzo, Alessandra La Forgia, Alessandra Viaggi, Alessandro Cavalieri, Alessandro Lochis, Alessio Damiani, Alessio Salvadori, Andrea e Laura Bongiorni, Angela Telloli, Annalisa Sola, Arianna Vannucci, Associazione Sportiva Tennis Busto Garolfgo, Aurora Finotto, Carlo Sconciafurno, Catena Daniele, Cecilia Medioli, Chiara Meschiari, Chiara Palazzi, Cinzia Ginesi, Cristina Carrea, Daniele Maggiolini, Elisa Bagatella, Elisa Zanti, Emanuele Serra, Enrica Bara, Eugenia Barbieri, Federica Marasca, Francesco A. P. Saggese, Gianpiero Forlivesi, Giorgio Biasol, Giulia Romito, Katia Perotto, Laura CarrĂ , Laura Sabbadini, Lorella Gragnato, Luca bonazzi, Marco Fiorani, Marco Luti, Marica Greco, Mario Sala, Maria Luisa Colombo, Massimo Bonvini, Nikola Togut, Rado Sustersic, Sara Zagato, Simone Puglisi, Simonetta Breda, Stefano Bossi, Tatiana Fabbri, Valentina Valeri, Vanessa Paris. 70 FassaNews

InvernoWinter2016/17


Fn n 41 2016 17  
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