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potendole esaudire, è stato costretto a dargli, come garanzia, la fede nuziale. Alla fine, l’anziano si è rivolto ai carabinieri di Poggibonsi, che hanno arrestato il ventitreenne con l’accusa di estorsione. Secondo quanto ricostruito dai militari, qualche giorno prima, l’anziano a bordo di una vecchia Panda si è scontrato con una Ford, a Colle val d’Elsa (Siena). Dopo aver deciso di tener fuori le assicurazioni, il vecchietto ha iniziato a ricevere continue telefonate e richieste di denaro: alla fine, la pretesa dell’altro automobilista è stata di un migliaio di euro. Ma all’anziano è stata chiesta anche la fede nuziale come pegno: gli sarebbe stata restituita a saldo avvenuto. Come minaccia, l’altro automobilista ha anche ventilato la possibilità di far intervenire un fratello carabiniere, in realtà inesistente. Alla consegna della fede, però, c’erano pure i carabinieri – quelli veri – che hanno arrestato il ventitreenne.

Il tentativo di truffa più goffo del mondo Sono le 2,30 di un mattino di agosto in via delle Acacie, al Prenestino, quartiere popolare di Roma, quando un ragazzo di 24 anni, viene svegliato dall’antifurto della sua auto parcheggiata in strada: si affaccia dalla finestra e nota la sua Golf priva delle ruote posteriori, con un uomo chinato intento a smontarne una terza. Sceso in strada, il ragazzo si mette all’inseguimento del ladro, nel frattempo fuggito, riuscendo a raggiungerlo e bloccarlo. Dopo aver recuperato le ruote e lasciato andare via l’autore del furto, un giovane straniero, al ragazzo però viene in mente di truffare la sua compagnia di assicurazione. Chiama infatti il 113 riferendo di aver subito un furto sulla sua auto e di attendere una pattuglia in strada per la constatazione. Erroneamente però, dopo aver attaccato, dal suo cellulare parte inavvertitamente un’altra chiamata al 113, ascoltata dall’operatore 72

Il libro nero della Rc Auto  

di Vincenzo Borogomeo

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