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senza più dover far ricorso ai mutui. Altri 3 milioni saranno utilizzati per la manutenzione stradale. Gli ultimi 5 milioni, infine, compreso il primo milione, quello del 2011, sosterranno l’ATP, azienda di trasporto pubblico locale) ma soldi quasi “rapinati” alle assicurazioni, agli automobilisti e ai motociclisti. L’esempio di Genova insomma spiega meglio di mille discorsi come si possa poi arrivare a trasformare il settore dell’automotive in un vero e proprio “bancomat dell’erario”. Uno studio dell’ANFIA – associazione costruttori nazionali – rileva infatti che il prelievo fiscale sulla filiera automobilistica nel 2010 si è attestato a oltre 67,8 miliardi di euro. A fronte di una contrazione del totale delle entrate tributarie nazionali dell’uno per cento dal 2009 al 2010, il gettito proveniente dal settore è cresciuto del 1,2 per cento, raggiungendo una quota sul gettito complessivo calcolato secondo il criterio di cassa pari al 16,6 per cento contro il 16,2 per cento di un anno fa. «La pressione fiscale sul settore auto continua a lievitare – ha spiegato infatti Eugenio Razelli, presidente di ANFIA – e in termini di incidenza sul PIL si mantiene al livello più alto tra i principali paesi europei: 4,4 per cento contro una media del 3,8 per cento. Inoltre, nonostante il momento di evidente difficoltà, i numerosi provvedimenti introdotti e annunciati durante l’anno in corso gettano le basi per un ulteriore rincaro della fiscalità». Il riferimento a casi simili a quello di Genova è evidente, ma è solo uno dei tanti modi in cui le Pubbliche Amministrazioni possono mettere le mani nelle tasche degli automobilisti visto che poi oltre alle polizze assicurative sono anche i rincari dei carburanti, della tassa sulla trascrizione dei veicoli e il rincaro del superbollo sulle vetture di potenza superiore a 225 kW introdotta con la manovra finanziaria 2011. «Di fronte a tutto questo – ha concluso Razelli – affermiamo la necessità di riportare la mobilità, elemento chiave per lo sviluppo economico del Paese nei confronti della quale, tuttavia, da oltre 20 100

Il libro nero della Rc Auto  

di Vincenzo Borogomeo

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