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Proposta di legge regionale Disciplina dell’esercizio in forma associata delle funzioni e dei servizi comunali


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Des racines de l’autonomie à la compétence primaire de la Région en matière de collectivités locales

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e 26 février 1948, le président provisoire de la République italienne promulgua la loi constitutionnelle qui fit de la Vallée d’Aoste une Région à Statut spécial. En 1993, après un débat parlementaire qui dura une dizaine d’années, la loi constitutionnelle n°2 attribuait à la Région autonome Vallée d’Aoste le pouvoir législatif en matière d’organisation des collectivités locales. La Région, depuis, a voulu compléter le système des autonomies, en utilisant sa compétence législative pour redéfinir l’organisation des pouvoirs locaux en Vallée d’Aoste suivant les principes du fédéralisme et en attribuant aux Communes et aux Communautés de montagne les pouvoirs et les ressources proportionnées aux fonctions qu’elles étaient appelées à exercer. Dans ce contexte juridique, la Région gardait une fonction d’orientation, de programmation et de coordination. Le législateur relevait ainsi un grand défi: celui de construire un système juridique des collectivités locales en mesure de valoriser l’autonomie des petites communautés et favorisant, en même temps, une organisation des services locaux apte à dépasser les limites qui dérivaient de la petite dimension des Communes. Un défi qui a été largement gagné par le biais d’un corpus législatif global en matière de collectivités locales, qui a fortement caractérisé l’organisation des collectivités locales en Vallée d’Aoste, à la différence de ce qui s’est passé, par exemple, dans d’autres réalités autonomes. Un processus qui s’est achevé par l’approbation de la loi régionale n° 54 du 7 décembre 1998 portant système des autonomies en Vallée d’Aoste. Cette loi a défini deux niveaux de gouvernement, la Commune et la Région, et un niveau de gestion des services, la Communauté de montagne. Une loi innovante et clairvoyante. Aujourd’hui, à 20 ans de la loi constitutionnelle n° 2/2003, une révision législative tenant compte des exigences économiques et sociales actuelles s’impose. L’intervention législative proposée par le groupe de l’Union Valdôtaine Progressiste se fonde sur les principes de base de la loi régionale n° 54/1998 : la définition de la Commune comme niveau fondamental de gouvernement, titulaire des principales fonctions administratives et de gestion concernant son propre territoire. A la Région revient par contre un rôle, tout aussi fondamental, d’orientation et de coordination, s’exerçant par le biais du pouvoir législatif et de programmation. Cette perspective répond exactement au principe de subsidiarité et présuppose l’existence d’un élément politique fondamental: la volonté de valoriser l’autonomie communale. Notre proposition de loi part de ce fondement: la centralité de la Commune et le rôle programmatoire de la Région.


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Le spinte all’associazionismo dei Comuni

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a diversi anni il legislatore nazionale sta spingendo gli enti locali nella direzione della gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali. L’obiettivo principale è quello di razionalizzare e, allo stesso tempo, di ripensare il modo di gestire la spesa pubblica, incentivando gli enti di piccola dimensione alla realizzazione di risparmi ed economie di scala, all’interno di una cornice ottimale di produzione ed erogazione dei servizi a costi sostenibili. In questo senso, la legge salva Italia (legge 214/2011) e la spending review (legge 135/2012) hanno reso obbligatorio l’esercizio associato per gli enti locali. Facendo propri i principi generali del legislatore nazionale e utilizzando la facoltà legislativa primaria in materia di ordinamento degli enti locali, anche il legislatore regionale è intervenuto nella materia (art. 10 della L.R. 40/2010, art. 11 della L.R. 30/2011 e DGR 3190/2011), andando a fornire alcune indicazioni ai Comuni su come dovesse essere attuato l’esercizio associato nella regione Valle d’Aosta.

Una proposta di legge che si fonda sulle linee guida formulate dal Consiglio permanente degli enti locali

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Assemblea del Consiglio permanente degli enti locali, nell’ambito della sua funzione propositiva, prevista dalla legge regionale 54/1998, in data 16 luglio 2013 ha approvato il documento recante “Linee guida per una possibile riforma degli enti locali della Valle d’Aosta”. Tale proposta si colloca perfettamente nell’ottica di salvaguardare l’esistenza e l’autonomia dei 74 Comuni valdostani, rafforzandone i livelli di collaborazione e introducendo altresì nuove condizioni per generare economie di scala. Nello specifico, la proposta prevede 3 diversi strumenti per l’esercizio delle funzioni e dei servizi comunali: 1. un ambito territoriale unico regionale, nel cui contesto i Comuni valdostani dovranno svolgere obbligatoriamente, in forma associata, diversi servizi, attraverso specifiche convenzioni fra i Comuni medesimi e i soggetti individuati per l’esercizio di tali servizi; 2. l’istituzione delle “Unités des communes valdôtaines”, quali enti locali intermedi per l’esercizio di servizi comunali, in luogo delle attuali Comunità montane; 3. l’obbligo, per i Comuni con popolazione inferiore a tremila abitanti, di eseguire in forma associata determinate funzioni comunali attraverso l’istituto della convenzione. Tale documento ha costituito il contributo degli enti locali al ridisegno del Sistema delle autonomie locali ed è stato il punto di partenza per costruire la nostra proposta di legge nella convinzione che una riforma che riguarda il Sistema degli enti locali non può che avviarsi a partire dagli enti locali stessi.


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La struttura e i contenuti della proposta di legge recante “Disciplina dell’esercizio in forma associata delle funzioni e dei servizi comunali”

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a proposta di legge vuole rappresentare un intervento complessivo in materia di esercizio associato. Tale intervento legislativo risulta oggi necessario sia per fornire una risposta adeguata e innovativa alla nostra capacità di autogoverno sia per far fronte alle difficoltà finanziarie della Regione e della finanza locale. A questo proposito basti pensare che nel periodo che va dal 2010 al 2013 i trasferimenti senza vincolo settoriale di destinazione degli enti locali, ovvero i soldi che arrivano dalla Regione per il finanziamento dell’attività ordinaria degli enti, sono diminuiti di circa il 21%. Questo ha comportato delle notevoli difficoltà da parte degli enti nel garantire lo stesso livello quantitativo e qualitativo dei servizi. La proposta di legge si compone di 53 articoli suddivisi in 5 titoli: TITOLO I: Finalità, principi e criteri per il riordino territoriale delle forme associative La proposta vuole rafforzare e valorizzare il Sistema delle autonomie locali utilizzando pienamente la competenza legislativa primaria della Regione in materia di ordinamento degli enti locali. La proposta valorizza il Comune quale ente titolare delle principali funzioni amministrative e gestionali inerenti il proprio territorio; mantiene e rafforza il livello intermedio per l’esercizio delle funzioni comunali, rappresentato dalle Communautés des Communes; introduce un ambito regionale ottimale per l’esercizio di determinate funzioni. La proposta di legge vuole garantire la gestione ottimale delle funzioni e dei servizi comunali, attraverso l’introduzione di nuove modalità organizzative e attraverso l’obbligatorietà dell’esercizio delle stesse funzioni. TITOLO II: individuazione degli ambiti territoriali ottimali e disposizioni sull’esercizio associato delle funzioni e dei servizi comunali La proposta individua nello specifico tre ambiti territoriali ottimali per l’esercizio delle funzioni e dei servizi comunali in forma associata. In particolare:  il capo II elenca le funzioni e i servizi comunali da svolgere obbligatoriamente nell’ambito territoriale unico regionale al fine di garantire elevati livelli di efficacia ed efficienza.  In questo senso è previsto che diverse funzioni siano gestite direttamente dal CPEL o dal Comune di Aosta e dall’Amministrazione regionale a seguito di apposite convenzioni da stipulare tra questi e i Comuni;  il capo III elenca le funzioni e i servizi comunali da svolgere obbligatoriamente in un ambito territoriale sovra comunale, mediante le Communautés des Communes.  Le Communautés des Communes sono enti locali dotati di personalità giuridica di diritto pubblico e nascono in sostituzione delle attuali Comunità montane.  Alle nuove Communautés des Communes sono affidati i seguenti servizi: sportello unico degli enti locali, servizi alla persona, servizi connessi al ciclo dell’acqua, servizi connessi al ciclo dei rifiuti, servizio di riscossione ordinaria delle entrate tributarie, servizi ICT,


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centrale unica di committenza per le acquisizioni di forniture, servizi e lavori. Tale capo, inoltre, disciplina gli organi della Communauté des Communes, prevedendo fra le altre cose che per la partecipazione agli organi di governo non è prevista alcuna indennità;  il capo IV elenca le funzioni e i servizi comunali da svolgere obbligatoriamente in un ambito territoriale sovra comunale di piccole dimensioni, attraverso la stipula di una convenzione tra Comuni.  Tali convenzioni devono garantire il raggiungimento di un ambito demografico pari ad almeno 3.000 abitanti, o devono essere costituite da almeno tre Comuni.  Ai Comuni convenzionati sono affidati le seguenti funzioni: ufficio ragioneria e contabilità, ufficio tributi, ufficio tecnico, ufficio di polizia locale, il segretario comunale e la biblioteca. All’interno di tale convenzione, i Comuni potranno decidere se mantenere gli uffici esistenti in ciascun ente, oppure creare degli uffici associati, centralizzando le attività di back office e mantenendo a livello comunale degli sportelli di front office per i cittadini. TITOLO III: Disposizioni di coordinamento finalizzate all’attuazione e al sostegno dell’esercizio associato delle funzioni e dei servizi comunali La proposta, oltre a definire nello specifico le funzioni e i servizi comunali da gestire in forma associata e quali sono le modalità previste per ciascuna di queste, prevede anche una serie di disposizioni finalizzate all’effettivo conseguimento della gestione associata. In particolare:  il capo I prevede le modalità di superamento delle attuali Comunità montane per la realizzazione delle Communautés des Communes;  il capo II prevede le modalità di trasformazione dei sottoambiti territoriali omogenei (SubATO);  il capo III introduce alcune novità in materia di finanza locale, in maniera da garantire il finanziamento delle nuove Communautés des Communes. Inoltre, vengono disciplinati le modalità e i tempi per introdurre il principio dei costi standard quale metodo di finanziamento degli enti locali;  il capo IV prevede alcuni interventi in materia di personale. In particolare, si stabilisce che l’attuazione delle disposizioni contenute nella proposta debbano avvenire nella complessiva invarianza di personale impegnato negli enti locali e nelle loro forme associative. Si pone inoltre attenzione alla necessità di agevolare la mobilità e di investire nella specializzazione e nella riqualificazione del personale. TITOLO IV: Disposizioni in materia di fusioni di Comuni È stata meglio disciplinata, così come già prevista dall’attuale normativa regionale, la possibilità da parte dei Comuni di fondersi, ma soltanto a seguito della consultazione referendaria delle popolazioni interessate. Pertanto non potranno verificarsi fusioni di Comuni senza l’assenso della popolazione. TITOLO V: Disposizioni transitorie e finali È stato previsto un accompagnamento formativo e tecnico-organizzativo per accompagnare gli enti locali nella fase di attuazione delle gestioni associate.


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Le début de la phase de consultation et de confrontation

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our le groupe Union Valdôtaine Progressiste, cette proposition de loi naît de la synthèse d’une phase de confrontation au sein des organes de notre mouvement. Elle représente donc l’idée de l’UVP en matière de réforme des collectivités locales. En présentant ce texte, l’Union Valdôtaine Progressiste est prête à ouvrir une confrontation avec les autres forces politiques. Parallèlement, elle souhaite dégager une phase de consultation sur le territoire, par l’écoute des propositions et des exigences des Administrateurs, des dirigeants et de tout le personnel des collectivités locales, mais aussi des organisations syndicales et du tissu socio-économique et culturel de notre région. En cohérence avec les décisions du Conseil de la Vallée, l’Union Valdôtaine Progressiste remettra à la première Commission du Conseil “Institutions et autonomie” cette proposition de loi. Elle est disposée à accueillir toute proposition d’amélioration mais confirme la nécessité d’arriver au plus tôt à une proposition partagée qui se concrétise par une mesure législative.

Proposta di Legge Regionale · Presentazione  

Disciplina dell’esercizio in forma associata delle funzioni e dei servizi comunali Gruppo Consiliare UVP · 2014

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