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Bulletin d’information du Groupe de l’Union Valdôtaine Progressiste au Conseil de la Vallée • Supplément au numéro 1 · 2014 de Le Progressiste

Bilancio di previsione 2014-2016 di Nello Fabbri La politica della verità ci sta rivelando una realtà cruda e difficile. - Dobbiamo capire la situazione e pensare alla ripartenza. - L’UVP pronta e preparata ad affrontare il futuro. Spiace dover tornare sul tema, apparentemente poco allettante ma in realtà decisivo, del bilancio di previsione 2014-2016. Anche se, nella situazione attuale, il termine previsione sembra davvero un eufemismo fuori luogo. Va ricordato che, con una delibera dell’ultimo giorno del 2013, la Giunta Rollandin ha invitato gli assessorati a non impegnare circa il 20% di quanto era stato stabilito nella manovra finanziaria varata qualche giorno prima in consiglio. Si tratta dei famosi 188 milioni - cifra cospicua! - da accantonare prudenzialmente per ottemperare ai dettami del patto di stabilità 2013, il cui termine perentorio di scadenza era fissato per il 31 gennaio. In verità, però, al momento in cui scriviamo, nulla si sa ancora. È certamente un cappio ingiusto e iniquo che limiterà ancora più la capacità di spesa della Regione e conseguentemente di tutta l’economia valdostana. Questo dimostra la goffaggine e l’insipienza del governo regionale e dei nostri parlamentari nel gestire questa partita delicatissima con Roma. Senza contare che conseguenza di questa ignavia sarà l’estrema difficoltà nel programmare e gestire questo nuovo bilancio decurtato. Il paradosso è di avere somme che non saranno spendibili contro ogni logica di buon senso. Evidentemente questa situazione di continua a pagina IV

Svoltare per Costruire 2014, l’anno che verrà a cura del Gruppo UVP al Consiglio Valle Enti locali, problemi del lavoro, sistema dei trasporti, mantenimento dei servizi socio-assistenziali, rapporto turismo-cultura: quanti i nodi da sciogliere per far ripartire il volano dell’economia regionale. L’attività del nostro gruppo in Consiglio Valle nei primi mesi, e quindi per tutto il 2013, si è fondata su due direzioni principali. Da un lato ci siamo dedicati alle procedure ispettive e di controllo, congiuntamente agli altri gruppi di opposizione. Questo lavoro ha permesso di portare in luce quanto evidenziato durante le campagne elettorali primaverili e, sebbene siamo stati denigrati dai potenti di turno e nelle sedi ufficiali, la nostra cosiddetta “operazione verità” ha inequivocabilmente confermato le previsioni fatte. Dall’altro lato abbiamo dedicato parecchio del nostro tempo allo studio di possibili misure per uscire dalla situazione attuale. Riteniamo, infatti, che non serva a nulla ripetere ad ogni passo che siamo in crisi e che sono finite le risorse. Le risorse sono terminate e la responsabilità è chiara, ma il futuro attende la nostra Comunità e va

costruito. Ed ecco, dunque, la pa- smo-cultura. E dinanzi a questo Continueremo anche nel contatrola “chiave”: costruire. lavoro riformatore misureremo il to quotidiano con i Valdostani, ciò Già al momento dell’approvazio- tasso di condivisione in Consiglio avverrà per il tramite dell’apertura ne dell’esercizio finanziario siamo Valle. Sarà così chiaro a tutti per di sedi periferiche sul territorio. arrivati in aula con delle proposte chi le larghe intese sono solo uno Dopo la visita alla casa da gioco concrete miranti allo sviluppo so- spot elettorale per evitare di con- che tanto clamore ha suscitato, cio-economico della Valle. Con tarsi, e chi vuole veramente ope- procederemo visitando altre reil 2014 intendiamo svoltare e an- rare per il futuro di ognuno di noi.  altà che riteniamo sensibili e imcora una volta ciò avverrà con il Evidentemente le resistenze portanti per il rilancio della Valle. lavoro congiunto dei gruppi di del sistema non mancano e Il clamore non era il nostro obietopposizione. Svoltare per costru- continueranno. Il nostro grup- tivo, si trattava di accertarsi defiire: i temi sono stati individuati e po è proiettato in quest’opera nitivamente del declino del gioco analizzati, i Valdostani hanno ca- riformatrice insieme agli altri d’azzardo in Saint-Vincent e di pito perché e cosa ci ha condotto gruppi di opposizioni e, per dar portare la discussione sul da farnel guado, ora si tratta da parte finalmente corpo a questo cam- si, sulle soluzioni concrete e non nostra di dar luce alle proposte biamento, ci impegneremo ulte- sulla propaganda. Inizieremo a che abbiamo già cominciato a riormente anche su fronti finora incontrare le categorie produttive elaborare in questi mesi. Anche non molto battuti. Sicuramente e i sindacati e udiremo tutti quelli la Valle d’Aosta va riformata e que- non cesseremo di vigilare sul la- che lo richiederanno. Il 2014 è l’ansto percorso avviene attraverso la voro dell’uomo solo al comando. no della svolta: cambiare attegdiscussione di testi di giamento verso i temi e legge in Aula sulle matecostruire il nostro futuro CIP CIP  rie che, unanimemente, con proposte concrete, sono fondamentali per il scelte difficili e consarilancio. nei tempi che si P r o g e t t o o s p d e a l e = pevoli, La prima proposta di renderanno necessari. 1 5 0 m i l d i € ; P u ò l a Vd A Non possiamo far crelegge presentata è quella sugli enti locali, il cuore alle generazioni fuo g g i e i n f u t u r o r e g g e r e dere del nostro modo di esseture che finiti i soldi e le t a l e i n d e b i t a m e n t o ? P e r raccomandazioni e ogni re Valdostani, vengono poi i problemi del lavoro, altro comportamento noi no: va rivisto. del sistema dei trasporti, immorale sia finita l’Au#ConsVda del mantenimento dei tonomia. Non possiamo servizi socio-assistencrederlo e arrenderci neziali e del rapporto turianche noi.  

Il capitano e il naufragio di Laurent Viérin In questo inizio anno sono diversi i temi caldi che animano la politica valdostana: dalla grave situazione finanziaria della nostra regione, dove qualcuno ci ha condotti, alla profonda crisi del lavoro e di tutti i settori cruciali della nostra Regione. Un inizio anno di drastici tagli culturali e scolastici, di smantellamento dei servizi sanitari sul territorio e alla persona, di morte dei comuni e di crollo dell’indotto locale, dimenticato e abbandonato. Una situazione difficile che preoccupa per una Valle d’Aosta che pare isolata a livello nazionale, ma anche nei confronti delle altre regioni

a Statuto Speciale del nord, che non si trovano ridotte male come noi. E segnali di ripresa che fuori iniziano a farsi sentire, seppur lievemente, ma che da noi rimangono purtroppo ancora lontani e improbabili. La diagnosi è quella di una Valle in ginocchio che non da l’idea di sapersi risollevare e che forse non ha gli strumenti per guardare ad un futuro di ripresa, a causa soprattutto delle scelte che gli amministratori che ci rappresentano continuano ad operare. Al di là, infatti, del momento di crisi che spesso diventa un alibi per mascherare le scelte sbagliate, che hanno portato alla situazione attuale, sono i paradossi che fan-

no specie e che continuano a contraddistinguere l’azione di chi gestisce il potere in Valle. Da un lato da mesi si sapeva della crisi e della riduzione delle risorse ma si è continuato nella gestione scellerata delle grandi opere. Dall’altro ancora oggi i paradossi continuano: il Casinò è in crisi e tratta licenziamenti e riduzione di stipendi e contestualmente si vocifera di promozioni e assunzioni in questi giorni. I vertici delle partecipate continuano a vedere emolumenti sproporzionati mentre i dipendenti dovranno affrontare sacrifici e tagli. Il sistema continua come se nulla fosse a cercare di “piazzare” i fedeli rimasti mentre il

lavoro è una chimera che in troppi inseguono. E, infine, gli investimenti milionari continuano, tra l’altro con un forte indebitamento per la Valle per i prossimi 20 anni, mentre non si hanno i fondi per le fotocopie delle scuole, per le borse di studio o per i trasporti scolastici. L’idea è quella di una nave ormai alla deriva, senza motori e senza direzione, con un capitano sempre più solo, a cui non rimane che sperare nel vento e nella marea per rimanere a galla. Un capitano, probabilmente consapevole del disastro dove ha condotto il vascello, senza però poterlo o volerlo ammettere, e che cerca di piazzare gli ultimi colpi

di manovra prima del naufragio che, inesorabile, arriverà. Ma che lo fa a discapito della comunità, incurante di tutto e di tutti. E un equipaggio, silente in apparenza, ma che cova malumore crescente e subisce con difficoltà queste ultime manovre, consapevole del destino che lo aspetta. E conscio della complicità che ricadrà anche su chi, a bordo, pur avendo responsabilità, non tenta di fare virare direzione. Anzi, magari spera, in silenzio, nell’azione di altri e nella fine del capitano senza muovere dito. Ma soprattuto senza pensare che il naufragio che si rischia è un naufragio collettivo. Dell’intera comunità.


II·

· FÉvrier 2014 · Bulletin d’information du Groupe de l’Union Valdôtaine Progressiste au Conseil de la Vallée

l’act i v i t é

de

nos

élus

Tecdis, una storia che preoccupa Andrea Rosset Siamo preoccupati per l’attuale svolta nella vicenda Tecdis, la fabbrica di Châtillon ormai da anni chiusa e in rovina, segno chiaro dell’incapacità di re-industrializzare della Giunta Rollandin. Sappiamo bene, del resto, quanto ce ne sarebbe bisogno di questa fabbrica in questo tempo di crisi e di disoccupazione. Purtroppo abbiamo visto solo propaganda elettorale per promettere posti di lavoro. Certo è anche un caso da manuale la totale incapacità gestionale di ‘Vallée d’Aoste Structure’, che andrebbe meglio – pensando anche al deficit accumulato e alla proliferazione dei posti di lavoro – se messa in mano ad un amministratore di condominio. Finaosta, dal canto suo per il ruolo che gioca, ha dimostrato da molto tempo di essere sempre e solo “la voce del padrone”. Il caso Tecdis, che UVP sollevò con dovizia di particolari già nella scorsa Legislatura, è una vicenda indubbiamente inquietante. Malgrado quella che definimmo la scarsa affidabilità della società proponente e dei suoi soci, l’operazione è andata avanti e lo stesso Assessore Pierluigi Marquis – che avremmo pensato più cauto – ha

Pour le verde agricolo nouvelle programmation 2014-2020 Vincent Grosjean Dans ce dernier mois de janvier, sont finalement parues les premières informations, pour le futur, sur les modes de soutien à l’agriculture prévus par la Communauté Européenne soit dit PSR ou mieux connu comme verde agricolo. À partir des années 1980, la Communauté Européenne a cru bon soutenir le monde rural pour toute une série de raisons pas seulement liées à la production agricole mais aussi pour le maintien du territoire et surtout à l’activité quotidienne des agriculteurs. Et bien par la programmation agricole par rapport à l’Europe, cette mesure de soutien est devenue la plus importante pour le développement et le maintien du secteur agricole. La méthode d’application prévoit des périodes assez  longues, généralement s’étendant sur 7 ans et c’est à ce moment que les fonctionnaires de l’assessorat à l’agriculture sont en train d’envisager le programma 2014/2020. Une communication était nécessaire, voilà pourquoi nous avons

demandé au président de la commission agriculture de convoquer l’assesseur compétent  pour qu’il nous mette au courant de la nouvelle programmation. La  réunion a eu lieu le 23 Janvier et à cette occasion l’assesseur a bien essayé de nous présenter un compte rendu de la situation du PSR 2007/2013. Nous avons appris que momentanément, même si l’on est à la fin de la période déjà programmée, seulement le 70% du budget a été  utilisé. Il parait qu’on est en train d’étudier la possibilité de remplacer les importantes sommes d’argent, qui devaient etre destinées à des activités jamais réalisées mais substituées pour répondre à des manques de solvabilité dans certains secteurs. Malheureusement nous avions déjà découvert cette démarche et ensuite nous l’avions dénoncée lors de la commission agriculture du 30 octobre 2013. Également les demandes de soutien présentées par les agriculteurs dans les différents domaines agricoles restent sans réponse et pourtant quelques possibilités pourraient être envisagées mais malheureusement le manque de communication avec les agriculteurs persévère.

sposato la causa. Per questo dopo questa scelta, che, tra l’altro, nell’apposita delibera contiene elementi piuttosto ridicoli, come il revamping di camere bianche ormai inesistenti per l’incuria e il tempo trascorso dalla chiusura, siamo tornati sul tema. Non si capisce, in periodo di economia in picchiata e di casse vuote per la Regione, quale miracolo ci si aspetti e stupisce la porta in faccia chiusa ai tanti e seri artigiani della zona che chiedevano spazi. Si è scelto un filone che riporta a fatti legati alla triste fine di una storia analoga, quella di Tecnogranda di Dronero, su cui politici e funzionari valdostani sono stati ampiamente informati, ma si è scelto di fare finta di niente e di andare avanti. Aggiungo su questo un elemento: uno dei motori dell’operazione Tecdis è l’Ing. Alessandro Mario Ferrario. Si sappia che questa persona nella precedente vicenda Tecnogranda, ha presentato all’assemblea della società del cuneese una proposta transattiva, peraltro accolta, per chiudere, in modo tombale, fatti e avvenimenti legati al suo ruolo di amministratore di quella società. Non ci pare un grande auspicio per l’operazione valdostana.

Nous avons très peu d’informations sur le programme PSR 2013/2020. Il semble que toutes les mesures de soutien seront  remodulées avec des paramètres nouveaux. Bonne nouvelle: la Communauté Européenne a maintenu et même augmenté la disponibilité financière pour l’Italie en genre et le gouvernement national, lors de la répartition pour les différentes régions italiennes, a reconnu une augmentation de 14 millions d’euros. Cette information avait paru dans

la presse locale mais on n’avait pas expliqué que ce chiffre aurait été échelonné sur les 7 prochaines années à venir. Mais ne jouissons pas car il y a une vérité qui a été cachée: c’est la somme à la charge de la région. Il faut savoir que cette mesure doit etre cofinancée soit par l’État italien que par la Vallée d’Aoste. On chante victoire pour l’argent qui vient de la Communauté Européenne mais on ne dit pas que la somme d’argent prévue par l’administration régionale de la Vallée d’Aoste est nettement infé-

rieure par rapport au dernier PSR d’environ 36 millions d’euros. En conclusion les agriculteurs Valdotains auront un budget d’environ 20 millions en moins. Nous avons aussi demandé à l’assesseur de pouvoir jouir d’une programmation du point de vue pratique et burocratique qui tienne compte de notre réalité et qui, en ce moment difficile, met en difficulté une grande partie d’exploitations, parfois liées par des contrats de location pénibles, à se gérer à cause  du morcellement de nos terreins agricoles.

Premi al volontariato

getto: “Card Sport lo sport come aggregazione sociale” e infine all’Associazione Genitori Adottivi per l’iniziativa: “Bambini adolescenti con disagio affettivo nella scuola di tutti”. L’occasione di questa premiazione consente ancora una volta di ricordare quanto sia viva, vitale e produttiva l’azione del volontariato che senza clamore è sempre presente dove è necessaria. È bello, confortante e fonte di grande speranza per il futuro, sapere come dalla società scaturisca ancora forza vitale. È oltremodo positivo che le Istituzioni riconoscano e premino queste Associazioni meritevoli, senza dimenticare mai che in assenza dell’aiuto del volon-

tariato e della cooperazione ci troveremmo in grandi difficoltà nel gestire molte criticità sociali. Sono, infatti, proprio queste organizzazioni che riescono a intercettare tempestivamente e in modo esaustivo i bisogni cronici ed emergenti dei più deboli. Di questo l’UVP è ben consapevole e dall’opposizione, o dal governo quando sarà, saprà tenere sempre bene a mente nella sua azione politica questo settore per sostenerlo comunque, nonostante qualsiasi ristrettezza. Un ringraziamento va dunque a tutti quelli che con dedizione, entusiasmo e amore trasmettono la certezza che, nonostante tutte le difficoltà, si può sperare nel futuro.

Nello Fabbri Giovedì 19 Dicembre nella sede della Fondazione Ollignan, nel comune di Quart, si è tenuta la consegna della quarta edizione dei premi regionali per il Volontariato. Si tratta di due premi in denaro di 5000 e 4000 euro e di una mozione di merito, con cui il Consiglio Regionale della Valle premia le Associazioni di volontariato che si sono particolarmente distinte nella loro azione nel corso dell’anno. Quest’anno i premi e la mozione sono andati all’”Associazione Valdostana autismo” per il progetto: “Camminando insieme in Valle d’Aosta”, al Centro Sportivo Educativo Nazionale per il pro-


Bulletin d’information du Groupe de l’Union Valdôtaine Progressiste au Conseil de la Vallée ·FÉvrier 2014 ·

Supporto utile o danni irrevocabili? Alessandro Nogara Cosa non funziona nella gestione delle Società Partecipate? Come lavorano, con quali criteri assumono, come gestiscono gli appalti? Aiutano o danneggiano gli utenti che dovrebbero tutelare? Vi raccontiamo una storia vera. Questo soggetto ha sviluppato accese discussioni nei Consigli Regionali dall’inizio di questa nuova legislatura: le Società Partecipate, il loro funzionamento, i loro costi, i premi previsti per i loro manager. Insomma delle Società che nascono con l’intento di essere un supporto per i valdostani e l’economia che li circonda ma che, in realtà, rischiano di creare danni e nascondono al loro interno, angoli alquanto bui. Vi raccontiamo una storia che

può rendere l’idea di quello che andiamo dicendo. Protagonista una Società partecipata: Vallée d’Aoste Structure, che gestisce i fabbricati di proprietà dell’Amministrazione Regionale. Immaginate ora una piccola ma efficace azienda valdostana, così valida da essere leader nel proprio settore, nata da un artigiano, ampliata grazie all’inserimento dei suoi figli, prosperata per gli ottimi prodotti creati, cresciuta tanto da risolvere di spostarsi in un ambiente più grande e più consono alla sua mole di produzione. La società prende quindi in affitto una porzione di fabbricato proprietà dell’Amministrazione Regionale e, per insediarvisi, deve far fronte a una notevole ristrutturazione del locale suddiviso su due piani. La ditta presenta tanto di progetto e business-plan, l’Amministrazione Regionale paga la ristrutturazione scalandola dall’affitto dovuto.

Fin qui tutto sembra andare per il verso giusto. Ecco, però, che nasce Vallée d’Aoste Structure società che prende possesso di tutti i fabbricati proprietà dell’Amministrazione Regionale e li gestisce. La nostra piccola azienda, intanto, termina i lavori al piano terreno e continuando la sua produzione presenta richiesta di proseguire i lavori di ristrutturazione al piano superiore. Brutta sorpresa, però … Il comune (dove è situato il fabbricato) non autorizza i lavori a causa di “problemi tecnici”. Cercando di capire qual è l’ostacolo e come risolverlo la nostra ditta, scrive, tramite Lettera Raccomandata, a Vallée d’Aoste Structure senza, tuttavia, ottenere alcuna risposta. Intanto Vallée d’Aoste Structure vende porzioni dello stesso capannone ad altri affittuari, proponendo l’acquisto alla nostra piccola azienda … ma, altra triste sorpresa, il prezzo al metro quadrato richiesto è notevolmente

più alto degli altri. In attesa di sapere perché non le autorizzano i lavori di ristrutturazione e perché il prezzo richiesto ha differenze così evidenti, la nostra ditta interrompe il pagamento dell’affitto ottenendo, non una risposta alle sue lecite domande, ma un ordine di sfratto! La nostra azienda, dopo lunghe peripezie, riesce, infine, a verificare la documentazione che la riguarda e scopre - altra ennesima brutta sorpresa! - che in essa è attestata l’abusività del piano superiore. Nei vari documenti ritrova diverse perizie riguardanti il suo piccolo pezzo di fabbricato, quattro per l’esattezza, tutte per ordine di Vallée d’Aoste Structure e tutte con un valore diverso e (… continua). Non è una storia ipotizzata, non è una favola o una leggenda pensata per farvi capire cosa non funziona nella gestione delle Società Partecipate. Purtroppo

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questa è realtà che sta accadendo: la piccola azienda esiste davvero, ha dovuto licenziare alcuni operai che lavoravano per lei da sempre, e sta ancora lottando per poter continuare a esistere. Questa storia noi l’abbiamo portata in Consiglio Regionale, ponendo delle domande, chiedendo delucidazioni e spiegazioni. Non abbiamo avuto risposte chiare, ma continuiamo, per il bene non solo della piccola azienda, ma di tutte quelle come lei. Come lavorano, con quali criteri assumono, come gestiscono gli appalti, con quale sistema decidono di aiutare o danneggiare gli utenti che dovrebbero tutelare? Stiamo lavorando per capirne di più e per dare delle risposte a queste domande, solo allora alla storia che vi abbiamo raccontato, si potrà mettere la parola fine.

La Proposition de loi sur les colletcivités locales Des racines de l’autonomie à la compétence primaire de la Région en matière de collectivités locales

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e 26 février 1948, le président provisoire de la République italienne promulgua la loi constitutionnelle qui fit de la Vallée d’Aoste une Région à Statut spécial. En 1993, après un débat parlementaire qui dura une dizaine d’années, la loi constitutionnelle n°2 attribuait à la Région autonome Vallée d’Aoste le pouvoir législatif en matière d’organisation des collectivités locales. La Région, depuis, a voulu compléter le système des autonomies, en utilisant sa compétence législative pour redéfinir l’organisation des pouvoirs locaux en Vallée d’Aoste suivant les principes du fédéralisme et en attribuant aux Communes et aux Communautés de montagne les pouvoirs et les ressources proportionnées aux fonctions qu’elles étaient appelées à exercer. Dans ce contexte juridique, la Région gardait une fonction d’orientation, de programmation et de coordination. Le législateur relevait ainsi un grand défi: celui de construire un système juridique des collectivités locales en mesure de valoriser l’autonomie des petites communautés et favorisant, en même temps, une organisation des services locaux apte à dépasser les limites qui dérivaient de la petite dimension des Communes. Un défi qui a été largement gagné par le biais d’un corpus législatif global en matière de collectivités locales, qui a fortement caractérisé l’organisation des collectivités locales en Vallée d’Aoste, à la différence de ce qui s’est passé, par exemple, dans d’autres réalités autonomes. Un processus qui s’est achevé par l’approbation de la loi régionale n° 54 du 7 décembre 1998 portant système des autonomies en Vallée d’Aoste. Cette loi a défini deux niveaux de gouvernement, la Commune et la Région, et un niveau de gestion des services, la Communauté de montagne. Une loi innovante et clairvoyante. Aujourd’hui, à 20 ans de la loi constitutionnelle n° 2/2003, une révision législative tenant compte des exigences économiques et sociales actuelles s’impose. L’intervention législative proposée par le groupe de l’Union Valdôtaine Progressiste se fonde sur les principes de base de la loi régionale n° 54/1998 : la définition de la Commune comme niveau fondamental de gouvernement, titulaire des principales fonctions administratives et de gestion concernant son propre territoire. A la Région revient par contre un rôle, tout aussi fondamental, d’orientation et de coordination, s’exerçant par le biais du pouvoir législatif et de programmation. Cette perspective répond exactement au principe de subsidiarité et présuppose l’existence d’un élément politique fondamental: la volonté de valoriser l’autonomie communale. Notre proposition de loi part de ce fondement: la centralité de la Commune et le rôle programmatoire de la Région.

Le spinte all’associazionismo dei Comuni

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a diversi anni il legislatore nazionale sta spingendo gli enti locali nella direzione della gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali. L’obiettivo principale è quello di razionalizzare e, allo stesso tempo, di ripensare il modo di gestire la spesa pubblica, incentivando gli enti di piccola dimensione alla realizzazione di risparmi ed economie di scala, all’interno di una cornice ottimale di produzione ed erogazione dei servizi a costi sostenibili. In questo senso, la legge salva Italia (legge 214/2011) e la spending review (legge 135/2012) hanno reso obbligatorio l’esercizio associato per gli enti locali. Facendo propri i principi generali del legislatore nazionale e utilizzando la facoltà legislativa primaria in materia di ordinamento degli enti locali, anche il legislatore regionale è intervenuto nella materia (art. 10 della L.R. 40/2010, art. 11 della L.R. 30/2011 e DGR 3190/2011), andando a fornire alcune indicazioni ai Comuni su come dovesse essere attuato l’esercizio associato nella regione Valle d’Aosta.

Una proposta di legge che si fonda sulle linee guida formulate dal Consiglio permanente degli enti locali

L’

Assemblea del Consiglio permanente degli enti locali, nell’ambito della sua funzione propositiva, prevista dalla legge regionale 54/1998, in data 16 luglio 2013 ha approvato il documento recante “Linee guida per una possibile riforma degli enti locali della Valle d’Aosta”. Tale proposta si colloca perfettamente nell’ottica di salvaguardare l’esistenza e l’autonomia dei 74 Comuni valdostani, rafforzandone i livelli di collaborazione e introducendo altresì nuove condizioni per generare economie di scala. Nello specifico, la proposta prevede 3 diversi strumenti per l’esercizio delle funzioni e dei servizi comunali: 1. un ambito territoriale unico regionale, nel cui contesto i Comuni valdostani dovranno svolgere obbligatoriamente, in forma associata, diversi servizi, attraverso specifiche convenzioni fra i Comuni medesimi e i soggetti

individuati per l’esercizio di tali servizi; 2. l’istituzione delle “Unités des communes valdôtaines”, quali enti locali intermedi per l’esercizio di servizi comunali, in luogo delle attuali Comunità montane; 3. l’obbligo, per i Comuni con popolazione inferiore a tremila abitanti, di eseguire in forma associata determinate funzioni comunali attraverso l’istituto della convenzione. Tale documento ha costituito il contributo degli enti locali al ridisegno del Sistema delle autonomie locali ed è stato il punto di partenza per costruire la nostra proposta di legge nella convinzione che una riforma che riguarda il Sistema degli enti locali non può che avviarsi a partire dagli enti locali stessi.

Le début de la phase de consultation et de confrontation

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our le groupe Union Valdôtaine Progressiste, cette proposition de loi naît de la synthèse d’une phase de confrontation au sein des organes de notre mouvement. Elle représente donc l’idée de l’UVP en matière de réforme des collectivités locales. En présentant ce texte, l’Union Valdôtaine Progressiste est prête à ouvrir une confrontation avec les autres forces politiques. Parallèlement, elle souhaite dégager une phase de consultation sur le territoire, par l’écoute des propositions et des exigences des Administrateurs, des dirigeants et de tout le personnel des collectivités locales, mais aussi des organisations syndicales et du tissu socio-économique et culturel de notre région. En cohérence avec les décisions du Conseil de la Vallée, l’Union Valdôtaine Progressiste remettra à la première Commission du Conseil “Institutions et autonomie” cette proposition de loi. Elle est disposée à accueillir toute proposition d’amélioration mais confirme la nécessité d’arriver au plus tôt à une proposition partagée qui se concrétise par une mesure législative. Pour consulter le texte intégral de la loi: unionvaldotaineprogressiste.org/ consiglio/proposta-di-legge-regionale/


IV·

· FÉvrier 2014 · Bulletin d’information du Groupe de l’Union Valdôtaine Progressiste au Conseil de la Vallée

Riforma degli enti locali Presentato a Valsavarenche il progetto UVP Sconfiggere il disegno del centralismo regionale e fare del municipio il primo organismo di aggregazione sociale. Discutere sulla riorganizzazione del sistema senza smantellarlo, mantenendo il valore delle piccole comunità. La sfida è di abbandonare la retorica e applicare i principi e gli insegnamenti del passato in chiave moderna. Giovedì 23 gennaio alle ore 15 il gruppo consiliare ha presentato presso il municipio di Valsavarenche il disegno di legge depositato in prima Commissione avente oggetto la riforma degli enti locali in Valle d’Aosta.   Dopo l’introduzione del padrone di casa, il Sindaco Giuseppe Dupont, che ha ricordato il ruolo dei comuni nella peculiarità e nella storia del territorio valdostano, è intervenuto Laurent Viérin che ha esordito evidenziando l’alta simbologia nella scelta di Valsavarenche, paese natale di Émile Chanoux e al tempo stesso piccolo comune di alta montagna, come luogo di presentazione del progetto UVP.

Richiesto un Consiglio Regionale straordinario Gestione delle società partecipate dalla Regione Martedì 4 febbraio alle ore 11.30 presso la sala gruppi adiacente alla sede del Consiglio Valle si è svolta una conferenza stampa, alla presenza di tutti i diciassette consiglieri regionali di opposizione, per informare i cittadini Valdostani e gli organi d’informazione, di una richiesta rivolta al Presidente del Consiglio Emily Rini di convocazione di un Consiglio Regionale straordinario per analizzare e affrontare le norme di gestione delle società direttamente e indirettamente partecipate dalla Regione. Quali i fatti che hanno determinato tale richiesta?  Intorno al 20 di gennaio il Presidente della seconda Commissione, il consigliere Leonardo La Torre, inviava richiesta scritta, in nome di tutti i membri, all’indirizzo dei vertici di CVA con i seguenti quesiti: • elenco dei premi corrisposti al personale e relativo valore negli anni 2011, 2012, 2013, eventuali benefits e relativi meccanismi decisionali di assegnazione, • elenco degli affidamenti di lavori, servizi e forniture per il medesimo triennio con specifica indicazioni delle ditte invitate e, nel caso di affidamenti sopra i 50.000 euro, le motivazioni della scelta di non effettuare procedura aperta,

• l’atto di acquisto, piano finanziario e business-plan dell’ impianto eolico di Viterbo, • la selezione del personale avviene sulla base di una procedura pubblica? Esiste un’alea di discrezionalità nella scelta? • iter completo delle gare per gli acquisti dei trasformatori di Avise e per le giranti Pelton e Francis, • dati di rendimento delle centrali del gruppo a partire dal 2005, • elenco aggiornato dei fornitori di lavori, beni e servizi per il triennio 2011, 2012 e 2013, • quadro degli investimenti relativi alla manutenzione per il triennio 2014-2016, • quadro degli investimenti sempre per il medesimo triennio. Nei giorni successivi la CVA rispondeva per iscritto e, dopo aver richiamato la collaborazione e la trasparenza che da sempre adopera nei confronti della seconda Commissione, invocava il proprio legittimo diritto di non dar corso alle richieste, visto il nuovo, lungo e vario elenco delle stesse, rilevando che i quesiti formulati riguardavano atti privatistici attuati da una società imprenditoriale operante sul libero mercato. Infine, termi-

nava la missiva evidenziando una situazione di disagio e, in particolare, rimarcando che le informazioni recentemente fornite, tolte dal loro contesto e associate a libere interpretazioni, erano divenute strumento di denigrazione della società. I vertici di CVA, poi, si presentavano in Commissione, e dopo aver ripetuto le ragioni esposte nella lettera di cui sopra, lasciavano intendere di sentirsi ostacolati nel loro lavoro. Cosa vogliamo dire? Questo episodio è la goccia che ha fatto traboccare il vaso per quanto concerne la modalità di gestione delle società partecipate tutte. Si evince quanto mai sia necessario un cambiamento anche nei metodi di gestione delle medesime, se vogliamo costruire il rilancio della Valle d’Aosta, attraverso regole e pari possibilità per tutti. Tant’è che questo episodio si è configurato come un vero e proprio cortocircuito istituzionale, biasimato anche dai consiglieri di maggioranza membri di Commissione. Da qui la richiesta legittima al Presidente del Consiglio Emily Rini di convocare in seduta straordinaria il Consiglio regionale per dibattere la questione. Venti i giorni di tempo da regolamento per ottemperare a tale adempimento.  

Al contrario di quella che fu la concezione federalista di Chanoux - ha fatto notare Viérin che in una Valle d’Aosta assai più povera di quella odierna, aveva posto il municipio come primo organismo di aggregazione sociale capace di legare l’uomo all’uomo, oggi si manifesta la nefasta tendenza a smantellare la struttura degli enti locali, spina dorsale della nostra comunità. L’obiettivo è evidente: instaurare il centralismo regionale, riservando ai comuni lo stesso trattamento che lo Stato usa nei confronti della Regione e che, a parole, tanto si critica. L’UVP ha un altro fine: mantenere gli enti locali, in particolare i piccoli comuni, soprattutto nelle valli, discutendo sulla riorganizzazione generale del sistema senza smantellarlo a partire proprio dal testo di riforma depositato dal gruppo in commissione. All’opposto il prospettato referendum “pilatesco” farebbe sì che i grandi centri demografici decidano sui destini dei piccoli e i veri nodi non siano affrontati. Citare Émile Chanoux durante le commemorazioni è divenuto un mero esercizio di stile: la sfida per il futuro è di abbandonare la retorica e applicarne i principi e gli insegnamenti in chiave moderna, ha affermato Elso Gerandin, che ha illustrato ai presenti, giornalisti e amministratori locali, gli aspetti e i principi del testo di legge presentato. Riduzione dei costi di gestione, diminuzione dei costi dei servizi, senza intaccarne la qualità, professionalità dei dipendenti, presidio del territorio per contrastare lo spopolamento e la riduzione dei costi della politica sono le basi che hanno ispirato gli estensori dell’articolato di legge. Gli strumenti individuati sono l’obbligo delle convenzioni tra comuni e la creazione delle Communautés des Communes, solo i sindaci possono farne parte e senza emolumenti aggiuntivi, per governare le questioni sovra comunali. Inoltre, per le materie più elaborate, si demandano maggiori funzioni al CPEL, al comune di Aosta ed anche agli uffici regionali. La fusione tra comuni è contemplata e sottoposta a referendum ma esclusivamente tra le popolazioni coinvolte. Il testo, ha ricordato Gerandin, arriva dopo una mozione approvata all’unanimità in Consiglio Valle che chiedeva alla prima commissione di lavorare in proposito; evidentemente i mesi sono

NOS éLUS Rue Piave 1 11100 Aoste

Tél: 0165 526201

Luigi Bertschy

Nello Fabbri

Elso Gerandin

Vincent Grosjean

Sandro Nogara

Andrea Rosset

Laurent Viérin

Commissione permanente Sviluppo economico

Commissione permanente Servizi sociali

Commissione permanente Istituzioni e autonomia

Commissione permanente Assetto del territorio

Commissione permanente Assetto del territorio

Commissione permanente Affari generali

Commissione permanente Istituzioni e autonomia

Commissione per

il Regolamento

Vicepresidente Ufficio di Presidenza

trascorsi senza produzione alcuna. Per imprimere una nuova accelerazione, il gruppo dell’UVP, nei mesi a venire, lavorerà per testi di legge sulle centrali di committenza locali e sulla riforma del sistema elettorale degli enti locali. Anche per queste materie si cercherà la massima condivisione, partendo dal presupposto che tutte le proposte sono perfettibili col lavoro di tutti. Corrado Jordan, sindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses, ha rilevato come nell’impegno profuso si sia iniziato da una bozza approvata da tutti i Sindaci presso il CELVA, un documento pertanto avvallato da tutte le forze politiche. Il testo di legge UVP è un documento aperto, modificabile, ma che è andato nel dettaglio delle questioni da risolvere; questioni che non potevano più essere dilazionate nel tempo. Nell’intervento finale Luigi Bertschy ha voluto porre l’accento su come al tavolo di presentazione erano seduti i sette consiglieri oltre al Sindaco Jordan, ma che il disegno di legge è il frutto dell’impegno di tante persone che hanno lavorato sodo e per parecchi mesi. La figura del Sindaco e del suo impegno al servizio dei cittadini è il pilastro di questa riforma. Essa, in particolare, non prevede indennizzi per coloro che si fonderanno ma autonomia e libertà per tutti. In questo momento in cui si parla di grandi alleanze e larghe intese, affinché le stesse non siano percepite come dei sotterfugi dai cittadini, è necessario che tutte le forze politiche dimostrino di voler lavorare sulle proposte concrete che arrivano in Consiglio Valle. Il gruppo dell’UVP rimane in attesa di adesioni sui temi proposti e sui principi fondanti della nostra Valle anche al di fuori dei gruppi di opposizione: se ci sono argomenti validi possono essere vagliati e approvati all’unanimità o con maggioranze diverse, apertamente, mettendoci anima e cuore. Oggi poniamo l’accento sulla riforma degli enti locali, e non poteva essere nessun altro il primo passo verso il cambiamento. Rivisitare i principi di Émile Chanoux in chiave moderna, per costruire il futuro della nostra Regione Autonoma è la strada da percorrere.  continua dalla pagina I

congelamento era ben prevedibile e dunque  incolpare altri della propria incapacità è da pusillanimi. La politica della verità ci sta rivelando una realtà cruda e difficile, da cui bisogna ripartire con consapevolezza e determinazione. Sperare nel deus ex machina o nella comparsa di qualche superuomo in possesso della bacchetta magica che risolva tutto, è sempre più illusorio: dobbiamo innanzitutto renderci conto della reale situazione e, insieme, pensare alla ripartenza. Noi UVP, insieme a chi ha il desiderio di affrontare il futuro, siamo pronti.


Le progressiste au conseil 1 · 2014