Page 1

VILLAFRANCA TIRRENA Domenica, 06 ottobre 2013


Domenica, 06 ottobre 2013

Prime Pagine La Repubblica (ed. Palermo) Prima Pagina del 06/10/2013

La Sicilia (ed. Messina) Prima Pagina del 06/10/2013

Giornale di Sicilia (ed. Messina) Prima Pagina del 06/10/2013

Gazzetta del Sud Prima Pagina del 06/10/2013

1 2 3 4

Villafranca Tirrena Fondi a 53 Comuni per pagare le imprese Sarà saldata la seconda... Da Giornale di Sicilia (ed. Messina) del 2013-10-06T04:11:00

Lilia Leonardi reggente dell' Istituto comprensivo Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:31:00

5 7

Comuni Tirrenici Veleni e mancate bonifiche così ci si ammala nelle città dei... Da La Repubblica (ed. Palermo) del 2013-10-06T04:12:00

Milazzo ostaggio delle esalazioni Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:31:00

Sicurezza e mobilitazione delle coscienze Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:31:00

Raccolta rifiuti, fine di un incubo Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:31:00

Alluvione 2011 e possibili responsabilità Il pm chiede l'... Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:31:00

8 12 14 16 18

Provincia Regionale Buco di 6 milioni nel Previsionale Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:30:00

20

Politica Regionale Il Partito democratico in "crisi esistenziale" Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:30:00

L' Udc verso il patto con le colombe forziste grandi manovre all' Ars per... Da La Repubblica (ed. Palermo) del 2013-10-06T04:12:00

«I prestiti di opere d' arte eredità di precedenti... Da La Sicilia del 2013-10-06T05:31:00

22 24 26

Sport Colpo della Ciappazzi Villafranca, ora è... Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:30:00

La situazione Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:30:00

Il romettese Barbera al Vero Volley Monza Da Gazzetta del Sud del 2013-10-06T07:30:00

27 28 29


6 ottobre 2013

La Repubblica (ed. Palermo) Prima Pagina

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

1


6 ottobre 2013

La Sicilia (ed. Messina) Prima Pagina

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

2


6 ottobre 2013

Giornale di Sicilia (ed. Messina) Prima Pagina

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

3


6 ottobre 2013

Gazzetta del Sud Prima Pagina

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

4


6 ottobre 2013 Pagina 22

Giornale di Sicilia (ed. Messina) Villafranca Tirrena

CONTI PUBBLICI. Registrato dalla Corte dei conti il decreto del ministero dell' Economia che dispone l' erogazione dei soldi.

Fondi a 53 Comuni per pagare le imprese Sarà saldata la seconda rata dei debiti I beneficiari nel Messinese. I sindaci hanno tempo entro giovedì per chiedere che l' anticipazione alla Cassa depositi e prestiti, ecco l' elenco dei beneficiari nel Messinese ...Entro la fine dell' anno i comuni siciliani potranno pagare la seconda tranche dei debiti arretrati nei confronti delle imprese. È stato infatti registrato dalla Corte dei conti il decreto emanato dal ministero dell' economia e delle finanze che dispone l' erogazione agli enti locali già autorizzati, di circa 3,5 miliardi di euro a livello nazionale, 1,8 miliardi in più rispetto a quanto previsto per il 2013. In Sicilia giungerà un tesoretto di 200 milioni di euro. I Comuni hanno però tempo entro il prossimo 10 Ottobre per richiedere che l' anticipazione concessa dalla Cassa depositi e prestiti venga erogata a saldo entro la fine dell' anno. Gli enti locali siciliani "autorizzati" sono 179 su un totale di 390. Messina è la provincia più attiva per numero di istruttorie positive, 53, per un totale di trasferimenti pari a 46 milione 381 mila euro, mentre Ragusa è quella che collezione i maggiori importi, con un totale di oltre 90 milioni. Nel messinese, la parte del leone la fanno i comuni di Capo d' Orlando e Brolo, con un accredito rispettivamente di 6 milioni e 634 mila euro il primo, 3 milioni 264 mila il secondo. Trasferimenti superiori al milione, anche per Milazzo, con 2 milioni e mezzo di euro, Barcellona Pozzo di Gotto, 2 milioni 324 mila euro, Gioiosa Marea, 2 mln 387 mila euro, Patti, 1 milione 950 mila, Torrenova,1 milione 300 mila euro, Terme Vigliatore e Villafranca, 1 milione 200 mila e Capri Leone, poco sopra il milione. I Comuni, senza oneri aggiuntivi, devono per tempo avanzare le richieste alla Cassa depositi e prestiti, entro la scadenza del 10 Ottobre prossimo, quindi i fondi verranno accreditati entro la fine del 2013. La restituzione delle quote accreditate per il saldo dei debiti riconosciuti, secondo piani già predisposti ed approvati, sarà a carico di ciascun comune attraverso l' accensione di mutui trentennali a tasso agevolato. Si tratta di far respirare imprese e famiglie - commenta il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante -. Immettere in circolazione queste somme significa dare una spinta all' economia in un momento importante quale può essere il periodo natalizio. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

5


6 ottobre 2013 Pagina 22 <­­ Segue

Giornale di Sicilia (ed. Messina) Villafranca Tirrena

Per raggiungere questo obiettivoi Comuni, senza oneri aggiuntivi, devono per tempo avanzare le richieste alla Cassa depositi e prestiti. Un' occasione chele singole amministrazioni non possono lasciarsi sfuggire". Ecco in dettaglio, le cifre complessive accordate per singolo comune (già erogata una prima tranche): Provincia di Messina 776.705,48, Acquedolci 653.889,96; Barcellona Pozzo di Gotto 2.324.942; Brolo 3.264.203,26; Capizzi 71.251,12; Capo d' Orlando 6.634.845,32; Capri Leone 1.038.261,22; Casalvecchio 313.753,66; Castelmola 696.366,96; Castroreale 218.753,42; Falcone 450.187,50; Fiumedinisi 504.951,50; Francavilla 2.422.001,84; Frazzanò 85.810,10; Furnari 424.096,80; Galati Mamertino 207.532,72; Giardini 618.216,70, Giuoiosa Marea 2.387.287,24, Graniti 414.190,86, Gualtieri 207.203,88, Itala 671.360,50, Librizzi 237.503,72, Limina 115.657,40; Merì 451.223,30, Milazzo 2.500.039,12, Militello Rosmarino 515.633,06, Mirto 29.623,44, Mongiuffi Melia 315.196,00, Montagnareale 65.001,02, Montalbano Elicona 744.694,28, Naso 437.506,84, Nizza di Sicilia 1.201.544,84, Novara di Sicilia 218.753,42, Oliveri 620.254,14, Patti 1.950.350,18, Piraino 937.514,66, Roccalumera 427.894,50, Roccella Valdemone 150.531,04, Rodì Milici 218.753,42, San Marco d' Alunzio 209.085,44, Sant' Agata di Militello 561.048,50, Santa Domenica Vittoria 187.502,94,Santa Lucia del Mela 367.436,40, Scaletta Zanclea 1.318.863,72, Sinagra 70.537, Spadafora 986.890,44, Taormina 1.554.399,32, Terme Vigliatore 1.275.644,96, Torrenova 1.312.678,64, Tortorici 629.124,42, Tripi 431.117,96, Venetico 750.011,74, Villafranca Tirrena 1.203.768,84. (*sEgR*)

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

6


6 ottobre 2013 Pagina 33

Gazzetta del Sud Villafranca Tirrena

VILLAFRANCA.

Lilia Leonardi reggente dell' Istituto comprensivo tuale dirigente dell' Istituto tecnico commerciale "Merendino" di Capo d' Orlando, prof. Lilia Leonardi, è stata nominata dall' Ufficio scolastico provinciale come reggente dell' Istituto comprensivo "Leonardo Da Vinci" d i Villafranca, che racchiude tutte le scuole (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) presenti sul territorio comunale, dopo aver accorpato lo scorso anno la Direzione didattica. La sua nomina si è resa necessaria dopo l' improvvisa scomparsa della preside, dott. Maria Concetta Giunta, deceduta nelle ultime settimane. La prof. Lilia Leonardi, di Villafranca, ha già insegnato come docente di Lettere presso il "Leonardo Da Vinci" agli inizi degli anni 2000, precisamente nella sezione "D" (indirizzo bilinguismo), prima di sbarcare alle superiori nell' anno scolastico 2003/2004 e di essere, dunque, nominata nel 2007, previo superamento di concorso, dirigente dell' Istituto comprensivo "D' Arrigo" di Venetico, dov' è rimasta in carica per sei anni. i(a.s. )

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

7


6 ottobre 2013 Pagina 6

La Repubblica (ed. Palermo) Comuni Tirrenici

Inchiesta in Sicilia.

Veleni e mancate bonifiche così ci si ammala nelle città dei petrolchimici Il rapporto dell' Oms sulle Ilva del' Isola. CHERNOBYL, provincia di Caltanissetta». La frase, oramai illeggibile, sbiadita dalla pioggia, cancellata dal tempo, campeggia da anni su un vecchio guardrail della statale 115, alle porte di Gela. Sullo sfondo, i fumi delle ciminiere, neri come il petrolio, si allungano come tentacoli sulla città e se la prendono. Gela, provincia di Caltanissetta. Benvenuti nel paese dove si muore prima ancora di nascere. Si muore di tumore, di leucemia; si muore schiacciati dalle esalazioni, a volte dalle macchine. Si muore all’interno dei reparti e muore anche chi sta fuori, nelle abitazioni non distanti, nelle città. Sono le Ilva di Sicilia: Gela, ma anche Milazzo, Priolo, Melilli e Augusta. Questa volta l’allarme arriva dal più autorevole dei pulpiti: l’Organizzazione mondiale della Sanità, che in uno studio di oltre 1200 pagine presentato a inizio mese, passa al setaccio, centimetro dopo centimetro, la vita e l’ambiente dei siciliani nelle aree a rischio dell’Isola. I risultati sono inquietanti: falde imbottite di mercurio a Gela, cloro nel latte materno ad Augusta, polveri di amianto nell’aria di Priolo e acque all’arsenico nel mare di Milazzo. Sessantamila le tonnellate di sostanze tossiche rilasciate ogni anno dalle multinazionali del carburante nei cieli della regione. Una montagna di veleni che ogni anno uccide più di 300 persone. I decessi per tumore sono maggiori del 12 per cento rispetto alla media europea. Il rischio di ammalarsene sfiora l’ottanta per cento delle possibilità. LA MAGGIOR parte delle vittime ha lavorato negli stabilimenti. L' Oms le ha contate nella piccola San Filippo del Mela, a pochi chilometri da Milazzo. Lì aveva sede la ex Sacelit, fabbrica con 220 dipendenti. Più della metà, ben 115 operai, sono morti sotto la scure dei mesoteliomi causati dall' esposizione all' amianto. Le polveri poi non risparmiano i più piccoli: sono preoccupanti i dati sulle malformazioni genetiche che raccontano di come i rischi nelle città dei poli industriali sono addirittura sei volte superiori alla media. NASCERE MALATI Bimbi con sei dita alle mani o ai piedi. Alcuni nati senza un orecchio, altri senza il palato. Idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi. Sulla vicenda indaga la Procura di Gela che lo scorso anno ha aperto un' inchiesta per far luce sulle responsabilità. Sugli oltre 30 casi di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

8


6 ottobre 2013 Pagina 6 <­­ Segue

La Repubblica (ed. Palermo) Comuni Tirrenici

bambini affetti da gravi patologie genetiche. Filippo Astuti, 33 anni e senza lavoro, è il padre di una delle vittime. Nel 2006 sua figlia è nata con una grave palatoschisi, una malformazione del palato che comporta il pieno contatto fra la zona del naso e della bocca con seri problemi all'alimentazione, allo sviluppo del linguaggio e un alto rischio di infezioni broncopolmonari. Otto mesi di ricovero e due interventi molto delicati il lungo calvario di una bambina di appena 6 anni. Due anni più tardi, sua moglie è costretta a interrompere un' altra gravidanza. Il feto di 5 mesi che porta in grembo soffre di un irreversibile difetto natale. «Siamo stanchi ­ dice Astuti ­ stanchi di stare a guardare. Abbiamo visto centinaia di me-dici. Girato decine di ospedali. Ci hanno detto che la causa è l' inquinamento. Ora però vogliamo giustizia. Vogliamo la verità sull'aria che stiamo respirando». La verità in realtà era stata già scritta dieci anni prima dal geologo Giuseppe Risotti e dal chimico Luigi Turrito in un lungo dossier inserito nel rapporto dell' Oms. Incaricati nel 2002 dal sostituto procuratore Serafina Cannata, i due ricercatori consegnarono una relazione secondo cui nella falda sottostante lo stabilimento di Gela giacevano 44 mila tonnellate di gasolio proveniente dalle perdite dei serbatoi. In quello stesso anno, sempre a Gela, uno studio realizzato dal genetista Sebastiano Bianca, uno dei massimi esperti nel campo, e dall'epidemiologo del Cnr Fabrizio Bianchi, riscontrò in città un' incidenza del 4 per cento di malformazioni sui neonati e più di 520 bambini affetti da patologie genetiche. Si chiamano endocrine disruptors, distruttori endocrini. Sostanze artificiali prodotte da inquinanti come quelli emessi dalle raffinerie, in grado di intaccare i recettori ormonali, causando tumori, difetti alla nascita e disturbi dello sviluppo. Una di queste è il policloro bifenolo, la cui tossicità in alcuni casi è paragonata a quella della diossina. Secondo i dati forniti dall'Oms, il latte delle donne della provincia di Siracusa ne contiene il 30 per cento in più rispetto alla media regionale. E forse non è un caso che proprio nel polo di Augusta nel 2000 il 5 per cento dei bambini è nato con malformazioni. Sei anni più tardi la Syndial, società del gruppo Eni, sborsò circa 11 milioni di euro per i cento casi di bambini malformati. Una sorta di risarcimento preventivo prima di arrivare ad una sentenza che avrebbe pregiudicato il nome dell' azienda. La Syndial pagò, le famiglie incassarono e la vicenda, ancora una volta, cadde nel silenzio. BONIFICHE FANTASMA Nelle città dei veleni non è solo l'aria ad uccidere. Anche la terra nasconde la sua peste. Le falde dei poli industriali sono imbottite di sostanze tossiche, a Gela, per esempio, lo studio dell' Oms ne riscontra una presenza migliaia di volte superiore alla media. Sono sostanze che per legge le aziendea vrebbero dovuto rimuovere. Cosa che non sempre è accaduta. «Bonificare fa bene all' economia ­ dice Enzo Parisi, responsabile del dipartimento regionale di Legambiente per il settore industria, rifiuti ed energia ­ ma fa più bene alla salute a all' mbiente. Immaginate le vite che si potrebbero salvare ogni anno attuandole o il verde che si potrebbe far rinascere. E invece più del 75 per cento della vegetazione entro il raggio di un chilometro dalle fabbriche è andato distrutto». La Regione negli ultimi vent'anni ha erogato circa 40 milioni di euro per la bonifica delle aree industriali a rischio, da quella di Augusta- Priolo-Melilli a quella di Gela e,per ultimo, al comprensorio di MilazzoSan Filippo del Mela. Tutto è stato fatto tranne quello che doveva essere fatto: almeno un terzo dei fondi se ne sono andati per il mantenimento delle strutture commissariali, per pagare gli straordinari del personale, i compensi dei tanti esperti scomodati, gli studi commissionati, i progetti, persino la pubblicazione di bandi di gara poi mai espletati. Così, dal 1990 le falde siciliane rimangono ancora infestate dai veleni. Vent anni dopo, le dichiarazioni di aree a rischio a Siracusa e Gela, reiterate per 15 anni, il massimo previsto dalla legge, sono decadute. Nessuno sa come sono stati spesi quei soldi e dove sono finiti e soprattutto in nessuna dei territori a forte rischio ambientale è stata realizzata una rete di monitoraggio che permetta ai cittadini di sapere se e quanto veleno respirano ogni giorno. MALATTIE SENZA LAVORO Una volta c' era l' Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

9


6 ottobre 2013 Pagina 6 <­­ Segue

La Repubblica (ed. Palermo) Comuni Tirrenici

occupazione a tenere cucite le bocche. Nella Sicilia del dopoguerra, migliaia di posti di lavoro piombati sul deserto di città come Priolo e Melilli, rappresentarono una vera e propria manna dal cielo. Quando arrivarono le malattie, in molti chiusero un occhio. In fondo, dicevano, anche i soldati muoiono in guerra. Oggi il colpo di grazia alle aziende del petrolchimico arriva proprio dalla crisi. Da quei posti di lavoro che non ci sono più. L' Oms dedica un intero capitolo al la situazione socioeconomica dei poli siciliani. L' occupazione dagli inizi degli anni Ottanta è scesa da undicimila e cento unità lavorative ad appena settemila. «Dal dopoguerra ad oggi il greggio in Sicilia ha bruciato più del 50 per cento dei posti di lavori creati», scrivono i ricercatori nel rapporto. Li chiamano «svecchiamenti », esuberi senza rimpiazzamenti. Tra gli operai mandati a casa, molti sono malati di tumore. L' offerta dell' azienda è una maxi­liquidazione in cambio del loro silenzio. Una formula che non serve solo a sfoltire l' organico ma soprattutto a mettere una pietra sulle pericolose richieste di risarcimento dei lavoratori. È meglio mandarli in pensione gli operai malati di tumore. E una montagna di quattrini è un' offerta più che ragionevole. A patto che non parlino. Perché una volta fuori, e incassati i soldi, non potranno mai più fare causa all' azienda. Come il caso dell' operaio denunciato da Repubblica lo scorso 12 settembre. Giuseppe (il nome è di fantasia ndr),ha lavorato per più di 30 annialla Esso. Da sette anni è affetto da una grave patologia tumorale all' esofago. L' azienda lo ha mandato a casa con un «premio» consistente (oltre 100 mila euro). A una condizione: al punto 6 in una copia del contratto arrivata alla redazione di «Repubblica» Palermo, l' o­peraio «dichiara di rinunciare, in via sostanziale e definitiva, a qualsiasi risarcimento danni nei confronti dell' azienda, a qualunque titolo, anche biologico». E mentre i sindacati parlano di «condizioni inammissibili davanti a qualsiasi giudice», in una lettera inviata alla nostra redazione, la Esso si difende dalle accuse: « La nostra azienda non ha infranto alcuna regola. Quei con tratti sono stati accettati su base volontaria». Continuano invece a Gela le indagini della Procura su altri sospetti d' insabbiamento. Sotto esame l' operato dell' Eni e delle società ad esso correlate (Anic, Enichem e Praoil). Diciassette gli indagati per omicidio colposo. Tra le accuse più gravi rivolte all' azienda, quella di aver nascosto per decenni gli esami clinici dei dipendenti con livelli preoccupanti di mercurio nel sangue. Il reparto in questione è il Clorosoda: cinquantadue celle imbottite di amianto e mercurio. I l avoratori lo raccoglievano con secchi e mestoli. Pochi giorni dopo la morte di suo padre, che al Clorosoda aveva lavorato per più di vent' anni, Massimo Grasso ricevette una busta senza mittente contenente alcuni documenti relativi alle attività svolte dai lavoratori del reparto. Tra le carte allegate al plico, gli esami delle urine a cui venivano periodicamente sottoposti gli operai. «Analizzando i documenti ­ racconta ­ riscontrammo subito alcune gravi anomalie». I valori mercuriali fuori dai parametri legali (quelli dell' operaio Grasso erano 4 volte superiori alla media) non erano stati registrati nel libretto sanitario personale dei lavoratori che rimanevano all' oscuro di tutto. Accanto all' asterisco, i medici scrivevano: «Far ripetere (gli esami, ndr) al più presto e far ruotare di posizione». I lavoratori a quel punto venivano trasferiti in altri settori dell' impianto meno rischiosi. Quando però i valori tornavano nei limiti di tollerabilità, gli operai venivano ritrasferiti nei reparti d' origine. «Insomma ­ continua Massimo ­ l' azienda sapeva che il mercurio s' infiltrava lentamente nel sangue dei suoi dipendenti. E l' unico provvedimento era quello di nascondere gli esami clinici agli operai stessi e trasferirli in altri settori in attesa che il mercurio tornasse ai livelli normali». Il processo continua. Ma molti degli operai non sara nno presenti il giorno che arriverà la sentenza. Oggi, solo la metà di loro partecipa alle udienze contro i vertici della raffineria che li aveva costretti a lavorare in quelle condizioni. Il resto si è ammalato di tumore: 12 sono già morti. Gli altri (cir ca 105 lavoratori) lottano per rimanere in vita. Per guardare in faccia i responsabili. Per non morire senza giustizia.© RIPRODUZIONE RISERVATA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

10


6 ottobre 2013 Pagina 6 <­­ Segue

La Repubblica (ed. Palermo) Comuni Tirrenici

LORENZO TONDO

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

11


6 ottobre 2013 Pagina 34

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

Non solo San Giovanni e Ciantro, ma anche via Valverde, Acqueviole, il centro, la Marina, Corriolo e Olivarella.

Milazzo ostaggio delle esalazioni Indagini Arpa. Martedì un corteo. La Ram: verifiche e collaborazione. Non solo San Giovanni e Ciantro, ma anche via Valverde, Acqueviole, il centro cittadino, la Marina Garibaldi e persino Corriolo e Olivarella. L' emergenza odori molesti ieri ha interessato non solo Milazzo ma anche il suo hinterland, provocando reazioni vibranti da parte dei cittadini stanchi di dover subire questa situazione. Nel mirino la Raffineria ed in particolare i pontili dove avviene l' attività di carico e scarico. Nella stessa serata, su richiesta dell' assessore all' Ambiente, Salvatore Gitto, è intervenuta l' Arpa di Messina che ha avviato con le attrezzature a disposizione i primi rilevamenti sulla qualità dell' aria ammorbata dalla puzza di gas. «Si è operato sino quasi a mezzanotte ­ ha detto Gitto - ed i tecnici, era presente anche il direttore Marchese, hanno effettuato pure un sopralluogo alla Raffineria. Vedremo nei prossimi giorni l' esito di questi controlli. Nella stessa serata ho chiamato anche i dirigenti dell' azienda petrolifera i quali mi hanno assicurato d' aver avviato una indagine interna per avere chiarezza su quanto accaduto. Effettivamente la puzza di gas di venerdi sera è stata intensa e fastidiosa». Ed in effetti, come abbiamo riportato anche ieri, dalle 20, anche a causa del forte vento di scirocco, Milazzo è stata invasa da un acre odore di gas che ha costretto le famiglie a rimanere in casa con le imposte chiuse. Numerose le telefonate al centralino dei vigili del fuoco e della Ram per avere chiarimenti e all' Amministrazione. L' assessore Gitto ha chiamato l' Arpa ma si ritiene che difficilmente le analisi daranno risultati significativi. I tecnici de vono infatti arrivare da Messina e quindi, quando arrivano a Milazzo il fenomeno si è attenuato. Questi sono infatti fenomeni impattanti ma brevi. Occorre una centralina fissa che faccia rilievi in tempo reale. Mobilitati gli ambientalisti. Legambiente ha chiesto che «una volta per tutte si faccia chiarezza su un inconveniente che crea forti disagi, accentuati dal fatto che non si riesce ad individuare la fonte. E ciò è assurdo visto chela puzza di gassi registra ormai da anni». Più critica l' Adasc. «Siamo costretti a respirare agenti inqui nanti e stanchi del silenzio di alcune istituzioni­dichiara il presidente Peppe Maimone ­. La salute è prioritaria! Non è più accettabile che i cittadini si debbano rinchiudere all' interno delle proprie abitazioni. La popolazione è spaventata, stufa Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

12


6 ottobre 2013 Pagina 34 <­­ Segue

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

di subire questi continui attentanti alla salute pubblica». L' associazione ha comunicato di aver "tempestivamente informato tutte le autorità nazionali, regionali, provinciali e locali e che «presenterà un esposto denuncia all' autorità giudiziaria. Informeremo anche la Commissione Europea ­ aggiun ge Maimone ­ poiché a Milazzo e nella Valle del Mela è quasi inesistente un sistema di monitoraggio efficiente». E in tale ottica le associazioni invieranno nelle prossime ore una nota al presidente della Regione Crocetta e all' assessore all' Ambiente Lo Bello per chiedere di potenziare il monitoraggio della qualità dell' aria con l' istallazione di centraline, l' emanazione di un apposito decreto in merito agli odori molesti e di creare un centro operativo dell' Arpa Sicilia a Milazzo. «Lo stesso problema che atta naglia Milazzo è presente nelle altre aree a rischio di crisi ambientale siciliane - conclude Maimone - . Le associazioni di Milazzo, Priolo e Gela stanno lavorando per intraprendere azioni congiunte. Se il problema dovesse persistere si annunciano manifestazioni eclatanti con la collaborazione della società civile per dire basta a questo dannoso problema». E intanto martedì 8 alle 18.30 manifestazione di protesta contro i continui cattivi odori in via Medici. Tutti sfileranno muniti di mascherine anti­smog. Nella serata di ieri è arrivata anche una nota della Raffineria. «Ricevuta la segnalazione ­ si legge ­ tutto il personale interno si è mobilitato e, nonostante i valori delle centraline di rilevazione poste intorno al perimetro della fabbrica fossero ampiamente entro i limiti previsti dalla vigente regolamentazione e non si percepisse alcuna odorosità all' interno della fabbrica, è stato attivato, in via precauzionale, il piano di contenimento delle possibili cause, con interruzione di tutti i movimenti interni e delle attività di caricamento e scaricamento delle 2 navi ormeggiate in quel momento ai pontili. Tutti gli impianti della Raffineria erano in funzione regolarmente e non sono stati registrati interventi del sistema di sicurezza e del sistema torcia. Sono altresì intervenuti in azienda per una ispezione i tecnici dell' Arpa ai quali sono stati forniti il dettaglio delle operazioni, le azioni effettuate ed i dati registrati. L' Arpa tornerà in Raffineria nei prossimi giorni per ulteriori approfondimenti. La Ram collaborerà attivamente con l' Arpa per capire, nell' interesse di tutti, le cause di tale fenomeno odorigeno ed informerà la cittadinanza tramite il proprio sito web».

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

13


6 ottobre 2013 Pagina 33

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

SANTA LUCIA DEL MELA Il consiglio comunale straordinario dopo i tre attentati nella notte tra mercoledì e giovedì: le istanze di un territorio ferito.

Sicurezza e mobilitazione delle coscienze Campo: «Accanto agli imprenditori onesti». Impalà: «Chi sa parli». Le associazioni antiracket in campo. Un segnale da non sottovalutare, in nome della lotta per la legalità, la sicurezza, i diritti. È questo il messaggio che il consiglio comunale, riunito ieri in seduta straordinaria dopo gli atti incendiari di mercoledì notte, lancia con forza alla società civile. La catena di roghi che, lo ricordiamo, hanno distrutto l' automobile di un ex tecnico comunale, un deposito di videogiochi, un bar del centro storico, costituisce, infatti, un episodio inquietante per una comunità abituata a riconoscersi nel lavoro quotidiano di commercianti e piccoli imprenditori, importante per l' economia locale, e nei valori positivi esibiti dall' ampio settore della cittadinanza attiva e dell' associazionismo. Massimo sdegno quello espresso, ancora una volta, dal sindaco Nino Campo, che ha ribadito la necessità di diffondere una cultura fondata sui valori della convivenza civile e l' invito alla denuncia: «Siamo a fianco dei cittadini e degli imprenditori onesti», ha detto Campo auspicando la collaborazione tra le forze istituzionali, le forze dell' ordine e le forze sociali. «Chiediamo al prefetto più controllo sul territorio», afferma ancora il sindaco, «ma occorre l' impegno di tutti». «Questo consiglio comunale rappresenta una risposta istituzionale», ha esordito il presidente, Emanuele Impalà, «ma anche un appello ai luciesi: chi sa, parli». Un' atmosfera triste, quella che ha inaugurato la seduta, e non solo per il dramma vissuto dai cittadini luciesi. I lavori consiliari sono stati preceduti, infatti, da un minuto di silenzio in onore delle vittime di Lampedusa, come richiesto da Impalà, il quale havoluto così ricordare il lutto nazionale per l' ultima, immane, tragedia italiana. Sulla contraddizione tra il fermento di un tessuto sociale sano ed operoso e il contorno oscuro di vicende come quelle di mercoledì, si è soffermato, oltre al presidente, il consigliere di minoranza Pietro Cannuni, che ha sottolineato l' importanza di un impegno condiviso da tutti perché il paese venga riconosciuto per quello che è, «un paese libero». Cannuni ha inoltre ribadito la necessità di un sistema di videosorveglianza, argomento prioritario da trattare. Tra i cinque della minoranza, è intervenuta anche Donatella Manna, che ha evocato l' insegnamento di Falcone e invitato a sradicare e combattere Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

14


6 ottobre 2013 Pagina 33 <­­ Segue

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

con ogni mezzo le logiche violente che impediscono di vivere in sicurezza. La minoranza si è poi adeguata alla proposta di rinunciare al gettone di presenza per la seduta del giorno, espressa dal gruppo maggioritario "Liberi e Protagonisti" e presentata da Carmelina Genovese. La consigliera ha rilevato l' importanza di dare un segnale forte alla comunità luciese, colpita dai fatti di mercoledì, e, anche da parte di quest' ultima, è arrivata la richiesta di intensificare il servizio di sorveglianza sul territorio. Nonostante gli appelli dei giorni scorsi, tuttavia, la seduta consiliare non ha fatto registrare il numero di partecipanti atteso, né tra i rappresentanti di gruppi e associazioni, né tra i semplici cittadini, né tra gli operatori economici. Proprio a questi ultimi sono state rivolte le parole di Salvatore Barresi, presidente dell' associazione antiracket "Fonte di Libertà" di Terme Vigliatore, l' unica presente insieme a "Liberi Tutti" di Barcellona, rappresentata da Domenico Pino. Il ruolo dell' associazionismo antiracket come deterrente sul territorio è stato messo in luce da Barresi, il quale ha sottolineato quanto, oltre alla presenza attiva delle forze dell' ordine, sia fondamentale il senso civico di tutti coloro che sono pronti alla collaborazione e alla denun cia. «Le associazioni antiracket sono una sentinella sul territorio, speculare alla repressione che deve essere attuate dagli organi preposti», ha detto Barresi testimoniando la propria esperienza. Quello che occorre, in definitiva, sembra essere proprio un cambiamento culturale, che sollecita, ancora una volta, ad insistere sull' importanza di educare le giovani generazioni ai valori della legalità e della solidarietà. In questa direzione, oltre alle famiglie, in prima linea deve esserci la scuola. Come ci ha anticipato l' assessore alla Pubblica istruzione, Elisabetta Lombardo, l' esperienza positiva della "Settimana della legalità" organizzata lo scorso anno verrà replicata. E, per far vivere ai ragazzi la pratica diretta della partecipazione attiva, torneranno ad esserci il baby consiglio e il baby sindaco.

Katia Trifirò

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

15


6 ottobre 2013 Pagina 35

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

Smaltimento a pieno regime dopo il cortocircuito, che ha causato due giorni di stop, tra Comune e Tirrenoambiente.

Raccolta rifiuti, fine di un incubo Scongiurata l' emergenza ambientale, a Mazzarrà si potrà scaricare per 3 mesi. La città di Barcellona potrà scaricare i rifiuti alla discarica di Mazzarrà Sant' Andrea fino al 31 dicembre 2013, però ha rischiato, nei primi giorni di questo mese, l' emergenza igienico sanitaria per la chiusura dell' impianto di contrada Zuppà. «Colpa" di unautorizzazione regionale richiesta da Tirrenoambiente - la società che gestisce l' impianto ­ che non era agli atti della città del Longano, ma che, alla fine, non doveva essere presentata». Tutto ha inizio il 27 settembre scorso con la pubblicazione dell' ordinanza straordinaria del governatore Crocetta, che ha indicato il termine di proroga per gli Ato in liquidazione al 15 gennaio 2014; lo stesso per tutti gli altri adempimenti dei Comuni, con la proroga per scaricare a Mazzarrà Sant' Andrea fino al 31 ottobre 2013. Il 30 settembre successivo, in ossequio all' ordinanza di Crocetta, Tirrenoambiente ha inviato una nota a tutti i Comuni, evidenziando la proroga del 31 ottobre prossimo e chiedendo loro, tra l' altro, di accollarsi, in quota parte, il credito che la società ha con l' Ato 2 relativo al periodo maggio 2006/31 marzo 2012, per 28.492.685,82 euro. Lasciando da parte la questione del maxicredito, per il quale già si sono registrate alcune posizioni, come quelle del sindaco di Furnari Mario Foti, è stato evidenziato, invece, l' aspetto dell' essere "produttore di rifiuti". In primis, produttore era l' Ato 2; venendo meno l' Ambito, potevano esserlo solo i Comuni. I mezzi di Barcellona, nel frattempo, hanno scaricato senza problemi l' 1 ed il 2 ottobre, ma il 3 hanno trovato i cancelli chiusi e sono rimasti incolonnati davanti all' ingresso del sito. In questo frangente, con i camion pieni zeppi, in città sono rimasti stracolmi i cassonetti, perché i rifiuti non sono stati raccolti. In quella giornata Tirrenoambiente ha inviato una nuova nota al Comune, dichiarandosi disponibile ad accoglierei rifiuti fino al 15 ottobre, a patto che il Comune avesse presentato un' autorizzazione al conferimento rilasciata dall' assessorato regionale dell' Energia, la "caratterizzazione" di base dei rifiuti e la sottoscrizione del contratto di conferimento. La Regione, però, avrebbe potu to rilasciare l' autorizzazione solo se il Comune di Barcellona avesse emesso, come tutti gli altri Comuni, l' ordinanza ex art. 191. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

16


6 ottobre 2013 Pagina 35 <­­ Segue

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

La città del Longano, dal canto suo, aveva fatto di più. È stato l' unico comune dell' Ato 2 a mantenere invita il contratto stipulato dalla Dusty con la società d' ambito e poi a subentrare nel marzo 2012, confermandolo nel giugno scorso, quando la Dusty ha risolto tutti i contratti. Nel caso avesse dovuto emettere l' ordinanza ex art. 191, così come indicato in origine dalla Regione, il Comune avrebbe formalizzato un "doppione", con grave rischio del ricalcolo di ulteriori costi, richiesti di recente dalla Dusty. Intanto la discarica è rimasta chiusa anche il 4 ottobre e sono state avviate frenetiche consultazioni tra il sindaco Collica, che si trovava a Roma per impegni istituzionali, l' assessorato regionale all' Energia, i commissario nominati da Crocetta, l' arch. Domenico Grillo ed il dott. Ettore Ragusa, il vicesindaco Saja e l' assessore all' Ambiente, Iraci. Gli ultimi due, avvalendosi del parere dell' assessore agli Affari legali, Bongiovanni, hanno ribadito che non ci sarebbe stato bisogno di emettere l' ordinanza ex art. 191, in quanto c' era già quella del 27 settembre 2013 del presidente Crocetta, che ha riconosciuto i comuni come produttori di rifiuti e li ha autorizzati a conferire. Il caso si è chiuso venerdì scorso, quando la Regione ha confermato la correttezza delle argomentazioni proposte dall' esecutivo Collica. A quel punto è stato emesso un provvedimento regionale ad hoc per la città del Longano, autorizzandola a scaricare fino al 31 dicembre 2013, ben oltre i termini indicati nell' ordinanza di Crocetta. In conseguenza di ciò, dalla giornata di ieri, è ricominciatala raccolta dei rifiuti in città ed è ripartito il conferimento in discarica.4.

Massimo Natoli

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

17


6 ottobre 2013 Pagina 35

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

Gli effetti degli eventi frutto di «fattori eccezionali», impossibile risalire a colpe individuali.

Alluvione 2011 e possibili responsabilità Il pm chiede l' archiviazione dell'inchiesta BARCELLONA. Gli eventi alluvionali del 22 novembre 2011 che colpirono Milazzo, Barcellona e i paesi di un vasto comprensorio sono dipesi da fattori eccezionali; per questo sarebbe impossibile individuare responsabilità individuali. A queste conclusioni è giunto il sostituto procuratore della Repubblica, Giorgio Nicola, che ha richiesto al gip l' emissione di un decreto di archiviazione. L' inchiesta era scaturita da una serie di esposti, fra gli altri, quello del comitato, costituitosi peri danni avvenuti a causa dello straripamento del torrente Mela, corso d' acqua localizzato tra la città del Longano­zona di Calderà e quella del Capo. Il presidente del comitato, Stefano Maio, insieme ad alcuni residenti di contrada Bastione di Milazzo, denunciarono l' esondazione del torrente e gli allagamenti in abitazioni, esercizi commerciali e fondi agricoli. Da qui sono partite le indagini e l' esecuzione di alcuni sopralluoghi e perizie, sia sul torrente Longano, come anche, in un secondo momento, nei torrenti Mela, Corriolo, nel territorio di San Filippo del Mela, e Mendoliere, nel territorio di San Pier Niceto. Da questi accertamenti è emerso che i maggiori quantitativi di pioggia sono "partiti" da Castroreale. Da lì sono scaturite le frane nei settori collinari e montani dei comuni a monte della piana di Milazzo e cioè Santa Lucia del Mela, San Filippo del Mela e anche verso Barcellona e poi esondazioni del torrente Mela e dei torrenti limi trofi. Riguardo alla piana di Milazzo, l' evento alluvionale è risultato connesso con una carente rete di scolo delle acque artificiali, che si è alterata negli ultimi decenni. Il torrente Mela, che è stato deviato dal suo corso originario, non ha una rete di scolo delle acque piovane. Risulta de ficitario anche il sistema fognario di raccolta delle acque. Per fronteggiare le varie esondazioni, furono costruiti i "Bastioni" che, nel corso del tempo, hanno subito "movimenti". Tutti questi mutamenti, causati dall' alterazione dei luoghi, hanno provocato modifiche nei percorsi di smaltimento delle acque; lo stesso hanno fatto il rilevati ferroviario ed autostradale. Per questi ed altri motivi, consapevoli del fatto che l' alluvione del 22 novembre 2011 è stato un evento eccezionale, sarebbe risultato impossibile determinare singole e specifiche responsabilità individuali sulle svariate criticità, poiché sono risultati concomitanti molteplici fattori che hanno concorso a Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

18


6 ottobre 2013 Pagina 35 <­­ Segue

Gazzetta del Sud Comuni Tirrenici

determinare le alluvioni, soprattutto nell' area di Milazzo. Per Barcellona, poi, l' evento è stato determinato in via esclusiva da circostanze eccezionali. Da qui la richiesta dell' emissione del decreto di archiviazione. Speravano in molto di più i componenti del comitato di Bastione, firmatari dell' esposto in Procura. Auspicavano che l' inchiesta, mettendo Comuni, Provincia, Regione, Genio civile e Protezione civile, di fronte al fatto compiuto, facesse scaturire singole responsabilità. Stefano Maio, che si è battuto e continua a battersi per questa vicenda, proseguirà nella sua attività di sensibilizzazione, perchè almeno venga messo in sicurezza il torrente Mela, pulendo il greto e ricostruendo i muri di argine, caduti nel 1972; sarà questo il modo per evitare ulteriori allagamenti. Di recente si è anche rivolto al commissario straordinario dell' Esa, Francesco Calanna; ha chiesto un intervento, visto che gli operai del centro meccanizzato di Barcellona si stanno adoperando in tal senso in molti comuni della provincia di Messina.

(m.n.)

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

19


6 ottobre 2013 Pagina 24

Gazzetta del Sud Provincia Regionale

PALAZZO DEI LEONI Il commissario Filippo Romano ha messola firma sul consuntivo mai conti non tornano.

Buco di 6 milioni nel Previsionale Vicina l' ombra del dissesto. Martedì audizione in Commissione bilancio all' Ars. La firma del commissario Filippo Romano sul bilancio consuntivo 2012 è stata apposta, ma i conti ancora non tornano. La Provincia di Messina, stretta nella morsa di un futuro segnato e di tagli finanziari che ne hanno gravemente minato l' autonomia gestionale, vive una grave situazione di deficit. L' ombra del dissesto si fa sempre più inquietante, lo conferma il buco di circa sei milioni nel Previsionale, chiuso formalmente ma non contabilmente: senza pareggio è profondo rosso. A Palazzo dei leoni non sono bastate le "sforbiciate" su tanti capitoli di spesa, i sacrifici chiesti al personale con quasi due milioni di euro di riduzione delle retribuzioni, la sospensione di alcuni servizi cruciali per la collettività. Basti pensare che solo grazie ad uno sforzo della direzione commissariale e della cooperativa affidataria (Genesi) è stato possibile attivare provvisoriamente il servizio di trasporto e assistenza agli alunni disabili, che resta però ancora a rischio. Romano ha provato a dare una decisa accelerata ma nella consapevolezza che ciò che accadrà nei prossimi mesi resta un' incognita: «Abbiamo tardato un po' per l' approvazione del bilancio, per la situazione di difficoltà in cui ci troviamo ma anche perché i revisori hanno voluto approfondire la condizione contabile di alcune partecipate ­ ha sottolineato ­. Tra le tante problematiche c' è anche questa, ci sono realtà dalle quali si vuole fuoriuscire ma non è facile farlo. Talvolta passano anni per ripianare debiti o chiudere contenziosi». Sull' instabilità economica il commissario è chiaro: «Vi sono entrate per 57 milioni di euro e spese per più di 62. Abbiamo spremuto ogni voce, anche quelle fondamentali come le scuole. Non possiamo fare altro che appellarci alla Regione». In tal senso, è prevista martedì un' audizione all' Ars, in commissione Bilancio, convocata a seguito dell' invio di una lettera scritta dallo stesso Romano e guidata al presidente Giovanni Ardizzone. Il dissesto, dunque, sembra sempre più vicino e le conseguenze sarebbero oltremodo disastrose per un territorio che ha già patito fin troppe drammatiche vertenze. Ecco perché anche i sindacati hanno deciso di attivarsi. Un appello arriva dal Csa, rivolto alla deputazione messinese a Palermo: «Serve un intervento straordinario che possa consentire la stesura del bilancio - scrivono Santino Paladino e Pietro Fotia -. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

20


6 ottobre 2013 Pagina 24 <­­ Segue

Gazzetta del Sud Provincia Regionale

Paradossalmente, la Provincia di Messina è un ente strutturalmente sano ma deve fare i conti con tagli disastrosi dei finanziamenti statali, conseguenza, peraltro, della mancata sottoscrizione dell' accordo Stato ­Regione sulla fiscalità, e regionali». Il Comitato sottolinea anche come la contingenza economica si innesti in un difficile contesto di "ingorgo istituzionale", con la dichiarata, ma non ancora realizzata, soppressione delle Province e i nuovi assetti che stentano ad essere definiti.

Emanuele Rigano

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

21


6 ottobre 2013 Pagina 23

Gazzetta del Sud Politica Regionale

La Direzione provinciale finisce con un nulla di fatto dopo la proposta di Lupo di ridurrei circoli da sessanta a sei. Adesso la palla passa a Palermo.

Il Partito democratico in "crisi esistenziale" E in silenzio si consuma la "vendetta" contro i renziani Quero e Russo: ecco la richiesta di espulsione. "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?". Quando il pittore francese Paul Gauguin tradusse in tela i tre interrogativi era il 1897 e del Partito Democratico non c' era traccia. Oggi, 116 anni dopo, i democrats messinesi (ma il discorso vale anche per quelli italiani più in generale) sono lì ad interrogarsi, invischiati in una crisi esistenziale dalla quale non riescono ad uscire. Il capolavoro il Partito Democratico lo aveva realizzato in campagna elettorale, riuscendo a perdere una partita che era già vinta vista la differenza di peso dei blocchi in campo. Ma evidentemente in casa Pd non sono ancora soddisfatti... E così dopo tre mesi di un silenzioso commissariamento e dei problemi giudiziari legati alla formazione il fuoco arde sempre sotto la cenere. È ap parso evidente ieri mattina durante la Direzione provinciale del partito che avrebbe dovuto eleggere la Commissione provinciale per il congresso che si terrà tra fine ottobre e metà novembre ­ e che invece non ha partorito neanche un topolino. Nell' auditorium Monsignor Fasola le tante anime del Pd c' erano tutte: renziani della prima ora e ultimi arrivati, civatiani, cuperliani e pittelliani e soprattutto tanti democrats ancora confusi che non hanno deciso cosa faranno da grandi (ovvero tra qualche settimana). C' erano i tre deputati regionali Franco Rinaldi, Filippo Panarello e Pippo Laccoto ­ mentre il "lider maximo" Francantonio Genovese è rimasto sull' uscio, senza mai varcare la porta. C' era Felice Calabrò, il candidato sindaco impallinato anche dagli stessi compagni di partito e che in tanti danno in pole position per la segreteria provinciale. E c' era, finalmente, il commissario Giuseppe Lupo che ha provato a indicare la rotta per portare il partito messinese al congresso. E dettare le indicazioni per sciogliere quei nodi che sono sul tavolo da mesi. A cominciare dal numero dei circoli, che in città sono in numero spropositato, e dal tesseramento. «Dobbiamo cogliere l' occasione del congresso per dimostrare il valore del nostro partitoha detto nel corso della relazione - e lo dobbiamo fare in maniera partecipata, democratica e trasparente. La soluzione alla cattiva politica non è l' antipolitica ma la buona politica. E la buona politica è una politica trasparente». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

22


6 ottobre 2013 Pagina 23 <­­ Segue

Gazzetta del Sud Politica Regionale

Lupo ha avanzato la proposta di chiedere una deroga nazionale visto che «nel 2012 il tesseramento a Messina non si è svolto in ma niera capillare». Ma forse avrebbe dovuto spiegare meglio cosa intendeva con il termine capillare, perché la sensazione è che a Messina sia avvenuto l' esatto contrario. Anzi il tesseramento forse è stato troppo... capillare. Ma è stata la proposta sui circoli ad agitare la sala. Perché nei fatti Lupo ha avanzato l' ipotesi di riduzione dei circoli cittadini dagli attuali 64 ad appena 6, uno per circoscrizione. Una proposta che ha fatto sorridere i "renziani" di primo pelo che a questo miravano, avendolo sostenuto piùvolte. Ma a quel punto gli animi si sono riscaldati. E così tra la proposta alternativa di ridurre sì i circoli (ma non certo a sei) accorpando quelli attuali e le frecciatine incrociate si è arrivati allo stallo, quando il deputato regionale Franco Rinaldi ha deciso di chiedere il numero legale. E a quel punto il banco è saltato. Nulla di fatto. Saltata anche l' elezione degli undici componenti della Commissione provinciale per il Congresso (anche se sul filo di lana la quadra sui nomi s' era trovata), con la conseguenza che adesso sarà la Direzione regionale a decidere su Messina. Domani pomeriggio, infatti, a Palermo verrà nominata la Commissione regionale per il congresso che si dovrà occupare anche dei problemi del Pd nostrano. Con il serio rischio di vedere il Pd peloritano indebolito con piena soddisfazione degli altri democrats siciliani. E allora a Messina cosa sarà? Felice Calabrò, vista la litigiosità delle tante anime del partito, potrebbe fare un passo indietro per quanto riguarda la segreteria. E i rumors danno in grande ascesa i nomi dei due ex assessori comunali Liliana Modica e Luciana Intelisano. Cosa sarà lo vedremo nelle prossime settimane. Tutto qui? Neanche per idea. Altra legna nel fuoco del Pd. Perché mentre la Direzione provinciale sul palco viveva una mattinata di dolore, tra le poltrone dell' auditorium Mons. Fasola si consumava la vendetta di una parte del partito contro i vecchi "renziani", Alessandro Russo e Francesco Quero. Nessun documento è stato presentato ieri alla Direzione provinciale, ma in realtà è già pronto ed è sottoscritto da tutti i consiglieri comunali del Partito democratico e da altri iscritti. Un atto che in settimana verrà inviato al presidente della Commissione di Garanzia provinciale e al segretario Lupo. Nel provvedimento - come si legge - si chiede la cancellazione dal Pd di Quero e Russo ai sensi dell' articolo 2 comma 9 dello Statuto del partito che recita espressamente: «Gli iscritti che, al termine delle procedure per la selezione delle candidature, si sono candidati in liste alternative al Pd, o comunque non autorizzate dal Pd, sono esclusi e non più registrabili, per l' anno in corso e per quello successivo, nell' Anagrafe degli iscritti». Per questo motivo gli scriventi chiedono «di prendere in seria considerazione di porre in essere l' immediata cancellazione dall' elenco Pd della prvincia di Messina i signori Francesco Palano Quero e Alessandro Russo, essendo stati gli stessi promotori e candidati di liste in concorrenza con il Pd, facendo presente che le regole per iscriversi al Pd sono chiare e precise e non lasciano margini interpretativi». E siamo solo all' inizio...

Mauro Cucè

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

23


6 ottobre 2013 Pagina 4

La Repubblica (ed. Palermo) Politica Regionale

L' Udc verso il patto con le colombe forziste grandi manovre all' Ars per il nuovo centro Castiglione: ritroviamoci nel Ppe. D' Alia: Crocetta apra ai moderati. LA SICILIA come banco di prova per la costruzione di un grande movimento moderato che si ispiri al Partito popolare europeo. Sede del laboratorio l' Ars, dove non vi sono seguaci dei falchi berlusconiani ma solo fedelissimi di Alfano e, soprattutto, c' è un governatore, Rosario Crocetta, che con il Pd sul piede di guerra cerca sponde per rintuzzare la maggioranza: non a caso i bookmaker danno per scontato che l' ex sindaco di Gela farà una «grande apertura» a tutte le forze parlamentari giovedì, quando interverrà a Sala d' Ercole sulla crisi di governo aperta dai democratici. Di certo c' è che Palazzo dei Normanni è il luogo ideale per queste grandi manovre, che possono anticipare i percorsi già avviati a Roma tra le colombe del Pdl, l' Udc e gli ex democristiani. I protagonisti di questo dialogo in nuce sono tutti siciliani: Alfano e D' Alia a Roma, mentre nell' Isola i contatti in queste ore sono «intensissimi» tra Francesco Cascio e Giuseppe Castiglione da un lato, e dall' altro Giovanni Pistorio e lo stesso D' Alia. Venerdì scorso, seduti a un tavolino del bar Alba a Palermo, sono stati visti dialogare a lungo Pistorio e Cascio. Il cantiere per il grande centro, per il "partitone" dei moderati, potrebbe aprisi proprio nell' Isola. Il segretario dell' Udc, D' Alia, alla direzione nazionale convocata all' Astoria Palace, ha aperto agli azzurri: «Il dialogo con il Pdl è sempre stato cordiale ­ dice ­ la stagione del bipolarismo è finita, e si apre una fase diversa in cui i moderati che la pensano allo stesso modo devono stare insieme». All' Ars questo «stare insieme» potrebbe concretizzarsi prima che a Roma. Sfruttando anche il bisogno di allargare la maggioranza che ha il governatore Crocetta: «Credo sia giusto che Crocetta discuta con tutti i partiti partendo, però, dalla sua maggioranza ­ dice il ministro dell' Udc ­ ciascuno oggi è chiamato ad assumersi responsabilità precise, considerato che ci sono da prendere provvedimenti di risanamento economico e finanziario per tenere in sicurezza i conti della Regione». Dialogo con tutti, che rafforza le posizione dei moderati del Pdl e non solo. Il capogruppo del Pdl all' Ars, Nino D' Asero, fedelissimo di Castiglione, ha voluto inserire nel nome del gruppo la frase «verso il Partito popolare europeo». Basterebbe togliere la parola «verso», ed ecco che il gruppo sarebbe già pronto. E interessati a questo percorso sono anche deputati al momento né del Pdl né dell' Udc. Come le due Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

Continua ­­>

24


6 ottobre 2013 Pagina 4 <­­ Segue

La Repubblica (ed. Palermo) Politica Regionale

onorevoli di Grande Sud, Luisa Lantieri e Bernadette Grasso che «al momento rimangono salde»dove sono, ma che non nascondo di «guardare con grande attenzione » a quanto sta accadendo. «La verità è che se Alfano alla Camera e al Senato fonda dei gruppi autonomi dai falchi di Forza Italia, immediatamente all' Ars si potrebbe creare il contenitore del Partito popolare europeo, insieme all' Udc e a tutti i moderati», dice un azzurro di lungo corso. Nella direzione di un nuovo partito spinge, senza farne mistero, il sottosegretario Giuseppe Castiglione: «Forza Italia non serve per superare le istanze di cambiamento che ci arrivano dalla gente ­ dice ­ a questo punto, dunque, penso alla nascita di un nuovo soggetto politico, un grande riferimento al Partito popolare europeo». Il progetto insomma c' è, e l' Ars è un tassello fondamentale con Crocetta che potrebbe agevolare questo percorso. Una sua apertura in aula già giovedì alle forze moderate farebbe da catalizzatore per creare subito il nuovo contenitore moderato. Ma molto dipende anche dal ruolo del Pd: «Se i democratici escono dalla maggioranza non possiamo avvicinarci a Crocetta perché l' opinione pubblica parlerebbe di ribaltone, se invece da alleati moderati avviamo un dialogo è cosa ben diversa », dicono i colonnelli azzurri all' Ars. Il Pd chiede un rimpasto che, anche questo non è un caso, non piace agli ex democristiani: «Scordatevelo, ne possiamo riparlare dopo le elezioni europee», dice D' Alia, che per uno scranno a Bruxelles pensa di candidare il marito dell' assessore Ester Bonafede, Carmelo Carrara. «Le dimissioni di Bianchi, poi, sono un punto delicato, visto che si tratta di un tecnico di grande autorevolezza », aggiunge Pistorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

ANTONIO FRASCHILLA

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

25


6 ottobre 2013 Pagina 11

La Sicilia Politica Regionale

LA BEFFA DELL' ANNUNCIAZIONE.

«I prestiti di opere d' arte eredità di precedenti assessori» La polemica. Maria Rita Sgarlata: «Sono contro la macchina dei "mostrifici"» SIRACUSA. «I beni culturali sono una cosa seria, e quando se ne parla occorrerebbe essere seri». Maria Rita Sgarlata, assessore regionale ai Beni culturali, fa la voce grossa e invoca serietà dopo l' imbarazzante retromarcia della Regione, che con un decreto ad hoc firmato dal presidente Crocetta, ha di fatto disatteso il regolamento blindatesori. Sul prestito a Rovereto dell' Annunciazione di Antonello da Messina, Sgarlata precisa e soprattutto rintuzza l' ex assessore ai Beni culturali Granata. «La posizione del presidente Crocetta e mia personale è contro la cosiddetta macchina dei "mostrifici", cioè contro il proliferare di mostre e mostrine per il mondo alimentate più che generosamente - e senza alcun ritorno effettivo e tangibile - dai musei siciliani. Il decreto da me firmato lo scorso aprile lo dice a chiarissime lettere. I prestiti recenti balzati all' onore delle cronache, l' Auriga di Mozia e gli Antonello da Messina, sono il risultato di trattative che il mio assessorato ha ereditato, trattative che ho giudicato assolutamente svantaggiose per la Sicilia e che infatti ho riaperto e riequilibrato (facendomi anche dare della "mafiosa" da certa stampa americana), ottenendo in cambio due mostre di assoluto rilievo per la nostra isola, una su Caravaggio e una su Antonello da Messina. «Capisco bene ­ commenta Sgarlata ­ che Fabio Granata, considerando la sua parabola e gli ultimi risultati elettorali, si veda costretto a resettare la propria visione politica e a tornare in qualche modo alle origini, vagheggiando un mondo chiuso in se stesso, nutrito di autarchia e di protezionismo. Naturalmente non posso fare a meno di rilevare come tutto questo sia in palese contraddizione con le posizioni assunte quando era assessore regionale e si faceva cantore delle trasferte in Giappone del Satiro di Mazara o trasportava entusiasta vasi attici da una sponda all' altra del Mediterraneo».

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

26


6 ottobre 2013 Pagina 15

Gazzetta del Sud Sport

DECIDE IL RIGORE DI CANNUNI.

Colpo della Ciappazzi Villafranca, ora è crisi VILLAFRANCA. Ennesima sconfitta per il Villafranca, stavolta nel derby con la Ciappazzi. La partita, decisa grazie a un penalty nell' ultimo quarto del primo tempo, ha visto le due squadre fronteggiarsi a viso aperto con gli ospiti che hanno capitalizzato al massimo il gol realizzato contenendo gli attacchi dei padroni di casa che mancanodi una punta dipeso in grado di finalizzare la manovra dei centrocampisti. Dopo una prima mezz' ora di gioco vissuta senza molti sussulti i ragazzi di Papale colpiscono un palo con il terzino Spadafora al 31'. Un minuto dopo arriva l' episodio che decide la gara. Cannuni servito in area da Spanò è lesto a girarsi costringendo al fallo il difensore Bonaccorso. Sul dischetto si porta l' esperto Paolo Cannuni che calibra bene la traiettoria e gonfia la rete. Al 45' il Villafranca sfiora la segnatura ad opera di Biondi ma l' intervento di un difensore sulla linea salvai giallorossi. Ripresa più pimpante al 67'. Una incursione di Liuzzo non viene finalizzata a dovere. Al 75' e al 77' due conclusioni di Leone vengono respinte con prontezza da Venuto. All' 80' i biancoverdi di mister Galletta hanno l' occasione di pareggiare: corner di Bertino per la testa di Cucinotta che solissimo manda la palla a lato da pochi metri. 4.

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

27


6 ottobre 2013 Pagina 15

Gazzetta del Sud Sport

La situazione Le gare di domani Santangiolese-Castelbuono Randazzo­Riviera Nord Città di Milazzo­ Mamertina Fiumefreddese-Torregrotta Riposa: Sinagra Classifica Sporting Taormina 13, Mamertina 10, Castelbuonese 9, Santangiolese 8, Fiumefreddese e Pistunina7, Sinagra e Randazzo 6, Ciappazzi 5, Torregrotta e Milazzo 4, Ghibellina 3, Villafranca 2, Riviera e Castelbuono 1.

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

28


6 ottobre 2013 Pagina 17

Gazzetta del Sud Sport

PALLAVOLO DALLA LIB. VILLAFRANCA.

Il romettese Barbera al Vero Volley Monza ROMETTA. Il pallavolista romettese Kevin Barbera, di proprietà della Libertas Villafranca, si trasferisce a Monza per una nuova esperienza alla "corte" del Vero Volley, consorzio di sei società lombarde (con una squadra anche in serie A2) che portano avanti un progetto comune per quanto riguarda il settore giovanile, un po' come è accaduto lo scorso anno a Messina. Proprio di quella Pallavolo Messina che ha centrato la finale regionale Under 19 ha fatto parte lo stesso Barbera, insieme ai migliori prospetti della provincia (in gran parte più grandi di età anche di due anni). In particolare, Kevin giocherà nel campionato provinciale under 17 a Milano, e con lo stesso gruppo dovrebbe disputare anche il torneo di serie C che lo ha visto peraltro già protagonista negli ultimi anni con la maglia della Libertas Villafranca d o p o c h e c o n l a squadra di Prima Divisione aveva conquistato la promozione in serie D. Barbera, classe '97, è un centrale che ha già mostrato eccellenti doti atletiche ed è considerato uno dei migliori talenti siciliani della sua generazione, tanto da essere stato convocato nella rappresentativa dell' Isola all' ultimo Trofeo delle Regioni, che si è svolto nelle Marche e nel quale il giocatore della Libertas Villafranca è regolarmente partito titolare, contribuendo in maniera determinante al 5. posto finale della Sicilia. Il promettente atleta romettese continuerà gli studi frequentando un liceo scientifico di Monza.i.

Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

Ad. Stampa ­ Antonio D. Bonaccorso

29

Rassegna Stampa 06.10.2013  
Rassegna Stampa 06.10.2013  

Rassegna Stampa Comune di Villafranca Tirrena del 06.10.2013

Advertisement