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VILLAFRANCA TIRRENA Lunedì, 30 settembre 2013


Lunedì, 30 settembre 2013

Prime Pagine Giornale di Sicilia (ed. Messina) Prima Pagina del 30/09/2013

Gazzetta del Sud Prima Pagina del 30/09/2013

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Comuni Tirrenici Volontari in azione per ripulire il paese Da Gazzetta del Sud del 2013-09-30T07:30:00

Quasi 4,5 milioni per riqualificare il complesso monastico dei Basiliani Da Gazzetta del Sud del 2013-09-30T07:30:00

A tutte le società garantito l' utilizzo degli impianti sportivi Da Gazzetta del Sud del 2013-09-30T07:30:00

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Politica Regionale Progetti di riqualificazione urbana, fondi ai Comuni Da Gazzetta del Sud del 2013-09-30T07:30:00

Crocetta: «Pd irresponsabile in Sicilia è come... Da La Sicilia del 2013-09-30T05:42:00

Lupo replica: «Smetta di fare il cabarettista e di dare prebende ai... Da La Sicilia del 2013-09-30T05:42:00

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Pubblica Amministrazione Pagamenti, prime le Regioni Da Il Sole 24 Ore del 2013-09-30T07:00:00

Incentivi e fisco, i piani delle Regioni per trattenere le Pmi Da Il Sole 24 Ore del 2013-09-30T07:00:00

Enti in pre-dissesto, piani di riequilibrio nel caos contabile Da Il Sole 24 Ore del 2013-09-30T07:00:00

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Sport Pistunina, primo brindisi col modesto Villafranca Da Gazzetta del Sud ­ Lunedì 30 Settembre 2013 del 2013-09-30T09:50:00

Calcio promozione. Il Pistunina supera l’Atletico Villafranca, pari tra... Da Giornale di Sicilia (ed. Messina) del 2013-09-30T04:08:00

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Giornale di Sicilia (ed. Messina) Prima Pagina

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MONFORTE.

Volontari in azione per ripulire il paese Numerosi volontari di Monforte San Giorgio hanno risposto all' appello di Legambiente aderendo all' iniziativa "Puliamo il Mondo" per il verde pubblico, meglio conosciuta come l' edizione italiana di "Clean up the World", il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. L' iniziativa, come ci ha confermato Pippo Ruggeri, responsabile di Legambiente del Tirreno, ha fatto da apripista a tutta una serie di iniziative analoghe che interesseranno nei prossimi giorni San PierNiceto, Condrò, Gualtieri Sicaminò e Milazzo con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, dei cittadini e dei volontari. Si è trattato di una grande iniziativa condivisa anche dall' amministrazione che l' ha ribattezzata "Puliamo Monforte".4.

Santo Coiro

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BARCELLONA È l' intervento più costoso fra i 56 finanziati dal programma regionale.

Quasi 4,5 milioni per riqualificare il complesso monastico dei Basiliani Fu l' ex sindaco Nania a inserirlo nel Piano integrato di sviluppo. Verrà finanziato a breve il progetto di riqualificazione del complesso monastico dei Basiliani di Barcellona. Si evince dallo "sblocco" della graduatoria dei progetti regionali di "riqualificazione urbana delle città", congelata da due anni. L' iniziativa è dell' assessore regionale alle infrastrutture, mobilità e trasporti, Nino Bartolotta, che ha deliberato lo scorrimento delle graduatorie, a valere dall' asse 6; verranno finanziati 56 nuovi interventi per un importo complessivo di 94 milioni di euro. La riqualificazione del complesso monastico dei Basiliani di Barcellona, per l' importo di 4.380.000 euro ­ il più corposo di tutti i progetti in graduatoria - si deve all' ex sindaco, Candeloro Nania, che la inserì nel "pist", il piano integrato di sviluppo territoriale e dispose una gara per la progettazione pubblica. Qui nascerà un centro di produzione di cultura, punto di riferimento per tutto l' hinterland. L' amministrazione Nania, tramite l' ufficio staff, poi, presentò altri 2 progetti nell' area del complesso monastico: il parcheggio di via Immacolata e la riqualificazione di tutti i marciapiedi. Altri progetti, in provincia di Messina, nell' area tirrenica, sono: i lavori di ristrutturazione dell' ex mercato coperto per realizzare un centro servizi a supporto delle attività turistiche di rango sovra comunale a Milazzo per 997 mila euro, la realizzazione del centro servizi ambiente e monitoraggio nell' edificio "Tenente Speciale" a San Filippo del Mela per 700 mila euro, il completamento del centro servizi per anziani, nell' ambito della rete comprensoriale Ganime a Gualtieri Sicaminò per 500 mila euro, la manutenzione straordinaria della scuola dell' infanzia di Pace centro per l' insediamento del centro di aggregazione distrettuale per assistenza e accompagnamento di servizi territoriali informativi e aggregativi a Pace del Mela per 656 mila euro, i lavori di recupero e ristrutturazione ex edificio scolastico comunale nella frazione Lingua da destinare a centro per la formazione lavorativa e culturale a Santa Maria Salina per 811.741,82 euro e infine il restauro e riqualificazione funzionale e cambio di destinazione d' uso della "Struttura residenziale del Palazzo Baronale "Ignazio Foti" a Basicò per 2.450.000,00 euro. Poi, nell' area dei Nebrodi, il centro della scuola enogastronomica dei Nebrodi a Naso ed il lotto di completamento per 1.499.500 euro, poi i lavori di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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ristrutturazione ed adeguamento di un edificio comunale in via Umberto I da adibire a cineforum e laboratorio teatrale e musicale a Reitano per 587.275,81 euro e infine il completamento dei lavori di ristrutturazione e restauro dei locali ex Cine Teatro Odeon, funzionale alla riqualificazione urbana a Mistretta per un milione di euro.4.

Massimo Natoli

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MILAZZO Confronto con l' assessore Midili.

A tutte le società garantito l' utilizzo degli impianti sportivi MILAZZO. Nuovo incontro tra l' assessore allo Sport, Pippo Midili e i rappresentanti delle società sportive per quanto riguarda la gestione degli impianti cittadini. Un appuntamento già programmato lo scorso luglio nell' ottica di un ritrovato rapporto di collaborazione che l' Amministrazione ha inteso portare avanti con tutti coloro che sono impegnati a praticare l' attività sportiva. A riunirsi attorno ad un tavolo in questa prima fase tutti i rappresentanti delle società di calcio che nei mesi scorsi avevano presentato le istanze al Comune per l' utilizzo degli impianti sportivi. A conclusione di un intenso dibattito è stata approvata una pianificazione che ha garantito a tutti l' utilizzo delle strutture disponibili. In base alle indicazioni fornite dall' assessore Midili, il campo "Grotta Polifemo" sarà deputato esclusivamente alla disputa delle partite di campionato delle due squadre "città di Milazzo" e "Folgore" che hanno raccolto l' eredità del Milazzo, mentre gli altri terreni di gioco (Ciantro, San Pietro e Santa Marina) saranno utilizzati e per i match e per gli allenamenti delle altre formazioni mamertine, giovanili e non. «Quest' anno abbiamo risolto con la soddisfa zione di tutti gli interessati la questione dell' assegnazione dei campi - spiega l' assessore Midili - evitando il problema delle sovrapposizioni delle fasce orarie per quanto concerne le squadre impegnate nella medesima struttura. L' assessorato ha valutato le varie richieste e grazie al dialogo e al senso di responsabilità dei vari soggetti interessati siamo riusciti a giungere ad un accordo. Anche per quel che concerne le tariffe, contrariamente a quanto sosteneva qualcuno siamo andati incontro alle società, facendo pagare a coloro che svolgono attività senza fine di lucro una quota simbolica. Le società che utilizzeranno l' impianto sportivo provvederanno alla manutenzione e alle spese di pulizia, acqua, luce e gas. Inoltre al fine di garantire la massima trasparenza abbiamo chiesto a coloro che svolgono attività di scuola calcio di affiggere le tabelle con i prezzi in tutte le strutture per evitare l' insorgere di equivoci, mentre ciascun sodalizio, e non mi riferisco solo al calcio, dovrà assicurare lo svolgimento dell' attività gratuita, fornendo anche il materiale necessario, a cinque ragazzi o bambini indigenti della nostra città».4(re.me. )

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INFRASTRUTTURE Sbloccati dalla giunta 56 interventi, su proposta dell' assessore Nino Bartolotta.

Progetti di riqualificazione urbana, fondi ai Comuni Dopo anni di stasi, sbloccate le risorse per i Comuni che avevano presentato le istanze per la riqualificazione urbana. Accogliendo la proposta dell' assessore regionale alle Infrastrutture, mobilita' e trasporti Nino Bartolotta la Giunta Crocetta ha deliberato il Piano per lo scorrimento delle graduatorie a valere sull' asse 6"Riqualificazione urbana delle città" relativo al finanziamento di nuovi 56 interventi per un importo complessivo pari a 94 milioni. Gli interventi riguardano progetti nel settore della riqualificazione degli immobili di proprietà comunale, dell' arredo e della viabilità dei centri urbani, per importi che variano da 500.000 a 4 milioni. Il lavoro di ricognizione e riattivazione della procedura consentirà all' assessorato di giungere in tempi brevi all' emissione dei relativi decreti di finanziamento. L' approvazione del piano - ha dichiarato Bartolotta - rappresenta un piccolo passo in avanti nell' azione di rilancio della spesa nel settore dell' edilizia e dei lavori pubblici. Le risorse consentiranno ai Comuni di riqualificare il proprio patrimonio immobiliare». Ecco il quadro dei finanziamenti per ciascun Comune della provincia di Messina: Messina (parcheggio a raso "Torre faro" - . 3.600.000,00); Barcellona Pozzo di Gotto (riqualificazione del complesso monastico dei Basiliani 4.380.000); Milazzo (lavori di ristrutturazione ex mercato coperto per la realizzazione di un centro servizi a supporto delle attività turistiche di rango sovra comunale ­ 997.000)); San Filippo del Mela (centro servizi ambiente e monitoraggio da insediare nell' edificio "Tenente Speciale" 700.000); Gualtieri Sicaminò (completamento Centro servizi per anziani, nell' ambito della rete comprensoriale Ganime500.000); Taormina (adegua mento normativo funzionale della ex Chiesa San Giuseppe della frazione Mazzeo e aree annesse, mediante recupero funzionale e strutturale 850.000); Santa Teresa di Riva (progetto per il ripristino funzionale dell' edificio ex scuola elementare sito nella frazione Misserio per fini socio -aggregativi 600.000); Fiumedinisi (riqualificazione urbana con realizzazione di un centro socio -culturale 800.000); Naso (centro scuola enogastronomica dei Nebrodi 999.500); Reitano (lavori di ristrutturazione ed adeguamento di edificio comunale sito in via Umberto I da adibire a cineforum e laboratorio teatrale e musicale 587.275); Mistretta (completamento lavori di ristrutturazione e restauro ex cine teatro Odeon, funzionale alla riqualificazione urbana del Comune di Mistretta 1.000.000); Pace del Mela (manutenzione straordinaria adeguamento scuola dell' infanzia di Pace centro per l' insediamento Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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del centro di aggregazione distrettuale per assistenza e accompagnamento di servizi territoriali informativi e aggregativi 656.000); Taormina (recupero funzionale strutturale dei locali ex Pretura "Circolo Forestieri" 650.000); Santa Teresa di Riva (riqualificazione funzionale del Parco "Villa Ragno" 516.319); Naso (centro - scuola enogastronomica dei Nebrodi - lotto di completamento 500.000); Santa Marina Salina (ristrutturazione ex edificio scolastico comunale nella frazione Lingua da destinarea centro perla formazione lavorativa e culturale 811.741); Basicò (restauro e cambio di destinazione d' uso della "Struttura residenziale del Palazzo Baronale "Ignazio Foti" 2.450.000) .4.

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LA CRISI alla Regione.

Crocetta: «Pd irresponsabile in Sicilia è come Berlusconi» «Gli assessori restano, non sono camerieri di correnti e di potentati» GIARDINI NAXOS. Come una ruspa"asfalta" Giuseppe Lupo e i «quattro ­cinque capibastone» del Pd: «Sono come Berlusconi, hanno la stessa arroganza e la stessa irresponsabilità istituzionale: per motivi personali e correntizi tagliano le gambe a un' esperienza straordinaria di governo». E blinda gli assessori: «Stanno lavorando bene, non sono camerieri delle correnti del Pd». Rosario Crocetta irrompe al congresso di Articolo 4, a Giardini Naxos, per rinsaldare «lealtà e amicizia» con il movimento di Lino Leanza. Ma di fatto firma la rottura definitiva con il Pd. «È pura follia. La Sicilia è terra di Pirandello, ognuno può dire tutto quello che vuole, ma così la verità non esiste più. Dobbiamo fare il bilancio e accelerare la spesa europea e loro mi chiedono di togliere Bianchi: geniale! Una proposta di statisti all' altezza di Cavour. Dovrei togliere Nelli (l' assessore Scilabra, ndr), per dire ai potentati della formazione che abbandoniamo la nostra battaglia di legalità? Perché dovrei cambiare la Lo Bello? Perché non risponde più a un certo gruppo di potere del Pd e non gli fa più i surbizza? Non ci sono assessori -camerieri che fanno i servizi ai partiti. Un tempo c' era il capocorrente che sfiduciava un assessore. Lo chiamavano e gli dicevano: dimettiti. E lui lo faceva, adducendo le ragioni più disparate: sono stanco, motivi di famiglia, 'a zita mi pistau 'u peri, oppure sciddicai de' scali». «Funziona che Crisafulli, Papania, Cocilovo, Cracolici e Lupo si riuniscono a casa di non so chi e decidono di mettere questo e togliere quest' altro. E provano a delegittimare il presidente della Regione, buttandogli fango addosso. Qualche dirigente del mio partito, anziché fare 15 comunicati al giorno con un linguaggio talvolta non istituzionalmente sostenibile, se lo vuole porre il problema che sta esagerando? Non pensino che con gli aut aut e i ricatti si riapra il dialogo». «Il dialogo non si riapre dalle macerie. Io ho affrontato con serenità la questione dell' assetto del governo. Facciamo un bilancio, vediamo se ci sono delle criticità ed eventualmente valutiamo l' esigenza di un governo plurale che tenga conto di tutti gli alleati». «Lupo e Cracolici dicono che non vogliono più entrare in giunta? E allora che problema c' è? Niente rimpasto. Andiamo avanti con le riforme. E invece no: ora tirano fuori il problema del Megafono». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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Politica Regionale

«Entrambe le cose. Il Megafono è un associazione culturale fondata da un dirigente del Pd, molto più legittimato democraticamente di chi gli chiede di scioglierlo. Mi chiedono di chiudere i gruppi consiliari del nostro movimento, mentre nessuno lo fa con quelli di Bianco a Catania, di Garozzo a Siracusa o di Calabrò a Messina. E poi c' è un altro fatto gravissimo. Hanno colpito Caudo (Giuseppe, coordinatore etneo del Megafono, ndr), licenziando sua sorella dalla Cgil per rappresaglia politica e personale, per vendetta trasversale. È pura barbarie». «Magari perché temono che con il mio carisma personale potrei cambiare il risultato del congresso nazionale del Pd. Il Megafono è uno spazio di democrazia. E fa anche delle liste, che ci sono state chieste dai sindaci, dalle coalizioni. E anche dal partito: da Bersani e dallo stesso Lupo, che oggi ipocritamente dimentica di averlo fatto. E magari se c' è il voto an ticipato alle Politiche ricominceranno tutti a corteggiarci». «Sono convinto che non si voterà prima del 2014, se non addirittura nel 2015. Se persino Cicchitto ha definito irragionevole e autoritaria la scelta di Berlusconi, allora c' è speranza che ancora ci sia qualcuno che ragiona con la propria testa... La scelta di Berlusconi è irresponsabile, sembra un po' quella che fanno alcuni notabili siciliani del mio partito: quando fai qualcosa di buono c' è sempre qualcuno che ti vuole segare le gambe». «Loro sono leninisti ­marxisti, io non lo sono mai stato. Sono stato un cattolico iscritto al Partito comunista, anche perché non c' era di meglio all' epoca. Io rivendico di essere comunista come lo può essere Papa Francesco. Loro vogliono espellere quelli del Megafono, vogliono buttare fuori dal partito pure il presidente della Regione? Che facciano pure, nessuno di noi si metterà a piangere... A proposito: pronti al voto anticipato? Sia più esplicito... Facciano un pellegrinaggio alla tomba di Stalin, speriamo che il miracolo della ragione glielo faccia il Baffone. Siamo di fronte a uno stalinismo bieco». «Io parlo con tutti sin dall' inizio, dal Pdl ai grillini, ma non faccio inciuci con nessuno. E nemmeno ribaltoni. Questa cosa è stata strumentalizzata da alcuni del Pd, proprio gli stessi che hanno governato con Raffaele Lombardo fino all' ultimo minuto e gli hanno tenuto il respiratore artificiale in mano. Quelli che a Roma hanno deciso, legittimamente, di governare con Berlusconi ora accusano me, che ho una coalizione coerente e dialogante, di fare inciuci? Questi signori mi accusano di tradimento, ma sono loro i traditori. Della Sicilia e dei siciliani. Una scelta di ignominia antidemocratica, una gestione tirannica del potere, nel senso greco, di chi fa un golpe per usurparlo». Ma i numeri all' Ars potrebbero farla cadere. A meno che, come dicono, non sia pronto ad aprire al Pdl. Comunque, la rivoluzione crocettiana è sempre più in salita... Non è che le è apparso anche Lupo in quel frangente? «Io non so se sarò il presidente che avrà fatto la rivoluzione, ma non ho la pretesa di farla da solo. Io ho la consapevolezza che sono nella storia, non aspetto il futuro. L' altro giorno stavo per morire in un incidente terribile, io preferisco pensare che sia solo un incidente perché ciò mi dà conforto, e in quegli attimi terribili mi è passata tutta la vita davanti. Io, pur drammaticamente colpito per le sorti dei feriti, ero sereno. E proprio quando ho visto la morte con gli occhi mi sono detto: non muoio disperato, ma sereno». «Ma no, non scherziamo con le cose serie! Ho pensato a come sono cresciuto in questi anni, a come sono arrivato ad accettare l' idea della morte, che non è facile. Ed è su questo che vorrei far riflettere i miei oppositori e i miei avversari: una persona che ha questo rapporto con la morte e che da sempre è disponibile a rischiare la vita per il bene pubblico può sottostare ai ricatti e alle spartizioni? Sono matti, se continuano a pensarlo». «Non è una novità, con la solitudine ci convivo da quando ero bambino. Qualcuno mi ha definito "Saro il marziano" ed è vero se questo significa disertare una riunione del Pd per stare accanto ai miei uomini in Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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fin di vita. Ecco, quello fra me e il Pd alla fine è soprattutto un problema di linguaggio: non riusciamo a capirci. Loro sono come quelle statue dei damerini del Settecento con le parrucche, io sono ancora come un ragazzo di vent' anni, sognatore e insorto anche da dentro il Palazzo, dove entro con scarpe da tennis e zainetto, nauseato dalla puzza di muffa che c' è lì dentro. Penso di passare un bel pennello di calce, con un colore bianco candido o magari con una bella tonalità pastello. Sa qual è il punto? ». «Che io parlo il linguaggio della gente, loro, certuni del Pd, quello del potere». Ma oggi non si sente un po' più solo? Qual è?

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MENTRE S' INFITTISCONO LE VOCI SECONDO CUI UNA PARTE DELL' OPPOSIZIONE SAREBBE PRONTA A SOSTENERE IL GOVERNATORE.

Lupo replica: «Smetta di fare il cabarettista e di dare prebende ai suoi amici» PALERMO. Chissà se, prima o poi, il presidente della Regione, Crocetta, e il segretario regionale del Pd, Lupo, fumeranno il calumet della pace. E' auspicabile, ma i segnali arrivati anche ieri non sono affatto incoraggianti. Metafore, magari pronunciate nella foga oratoria, come quella fatta da Crocetta («Lupo è come Berlusconi»), hanno indotto il segretario siciliano del Pd a replicare duramente: «Crocetta continua a fare il cabarettista con battute offensive per il Pd e i suoi militanti. Lui, piuttosto, si comporta come Berlusconi: ovvero, come un uomo solo al comando che tenta di rovesciare la frittata, usando il suo Megafono, per fare una politica di annunci senza fatti». E ha aggiunto: «Chiediamo a Crocetta e alla sua Giunta di aprire gli occhi e rispondere ai mille problemi della Sicilia. La smetta di occuparsi di assegnare poltrone ai suoi amici e pensi ai lavoratori che rischiano di restare disoccupati, com' è già accaduto a quelli della Fiat di Termini Imerese. Ascolti anche i sindaci dei Comuni sull' orlo del fallimento e si scordi di aumentare le tasse ai siciliani». Anche se nel Pd siciliano sono parecchie le voci che si levano in difesa di Crocetta, si sta ben attenti a creare ulteriori lacerazioni all' interno del partito, in vista dell' imminente stagione congressuale e di possibili elezioni politiche anticipate. L' ex ministro della Coesione territoriale, Barca, ieri a Palermo, dopo aver detto a Catania che ritiene un errore dei dirigenti del Pd polemizzare con Crocetta, non ha voluto tornare sull' argomento. Ma Cracolici ha giudicato «un poco sbrigativo il giudizio di Barca sulle vicende siciliane. Dice che si è formata questa opinione dopo avere incontrato alcuni esponenti del Pd: vuol dire che ha incontrato le persone sbagliate. Qui le ombre sono più delle luci. Invece di affrontare le questioni, Crocetta tenta di trasfromarle in rissa per evitare di entrare nel merito». Il presidente della Regione ha sempre sostenuto di essere contrario a «ribaltoni» o «ribaltini», puntanto l' indice nei confronti di quella parte del Pd che decise di sostenere il governo Lombardo: «Noi, da sinistra, abbiamo sfasciato la destra; Crocetta, di sinistra, ha sfasciato la sinistra. Nel governo Lombardo - ha ricordato Cracolici - proprio per marcare la distanza, non c' erano politici, ma solo tecnici. Oggi il governo è frutto di un' alleanza politica, ma Crocetta procede senza tenerne conto. Per esempio, abbiamo scoperto dai giornali che con il disegno di legge sulle Città metropolitane, invece di sciogliere le Province si sciolgono i Comuni. Voleva aumentare l' Irpef per pagare le imprese private, Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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Politica Regionale

ma non glielo abbiamo consentito. Tutte le volte che i partiti hanno reagito, ha fatto marcia indietro. Qualcuno ha sentito parlare di come si intende impostare la programmazione dei fondi europei del 2014­2020? ». In giornata, il segretario Lupo dovrebbe chiedere alla commissione regionale di garanzia di dare attuazione al deliberato di quella nazionale. Commissione regionale che non è più presieduta da GIUSEPPE LUPO Cocilovo, più volte entrato nel mirino di Crocetta, ma dal catanese Torrisi. Intanto, si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui settori dell' opposizione sarebbero disposti ad appoggiare Crocetta e un programma riformista. Ma per il segretario regionale del Centrodemocratico, Gianni, sarebbe «illusorio pensare di potere fare a meno del Pd». Assolutamente contrario a ogni accordo con Crocetta, il capogruppo del Pdl, D' Asero: «Siamo opposizione e tale rimarremo. Sulle emergenze siamo disposti a dare il nostro contributo. Non ci interessa rendere pan per focaccia al Pd: il ribaltone ordito con Lombardo non ha portato bene né alla Sicilia né alla politica. Con quel ribaltone il Pd si è preso una serie di responsabilità, non fiatando di fronte a opinabili scelte di Lombardo, come l' allontanamento della Palocci». Il M5S, sabato prossimo, chiederà all' assemblea regionale del movimento di pronunciarsi sulla mozione di sfiducia a Crocetta. Se otterrà la maggioranza dei voti, la mozione sarà depositata all' Ars.

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Pubblica amministrazione I DEBITI ARRETRATI.

Pagamenti, prime le Regioni I governatori hanno già evaso tutta la quota di fatture extra sanità. Valeria Uva Le Regioni e le Province procedono a passo spedito con i pagamenti dei debiti arretrati. I Comuni seguono, distaccati. Un po' più in affanno i ministeri, con l' eccezione dell' Economia, della Salute e dell' Istruzione. I dati di dettaglio sull' andamento dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione, forniti dal ministero dell' Economia la scorsa settimana, danno anche l' idea delle diverse velocità con cui si stanno muovendo le amministrazioni a livello locale e centrale. Secondo l' ultimo aggiornamento datato 24 settembre le Regioni contendono alle Province il primato degli enti pagatori: le prime raggiungono il 100% degli importi assegnati dal decreto legge 35/2013 per i debiti non sanitari (1,44 miliardi pagati da luglio a oggi), mentre le Province vantano un 88% di saldo arretrati su un totale di 1,2 miliardi assegnati (si veda anche la tabella a fianco). La percentuale si abbassa al 43% per i Comuni, e al 17% per i ministeri. In tutto sono stati versati ai fornitori 11,3 miliardi sui 17 a disposizione delle Pa. Le amministrazioni centrali I ministeri hanno 3,1 miliardi in tutto: 2,5 sotto forma di incremento rimborsi fiscali (già interamente disponibili per i creditori) e 680 milioni per i pagamenti dei ministeri. Di questi ultimi finora ne sono stati saldati solo 113 milioni. Le percentuali più basse si registrano per la Giustizia (pagato solo l' 1,4% dei 135 milioni) e per gli Esteri (2,2). Ma anche il Viminale non se la passa meglio: un debito record di quasi 300 milioni e solo 29 già saldati. Per i ministeri le informazioni sono ferme al 6 agosto. Su chi è più indietro l' Economia ha già avviato verifiche. Regioni e Province Per i debiti extra sanità nove Regioni hanno richiesto 2,2 miliardi. Ne hanno ottenuti 1,4, interamente pagati al 19 settembre ai creditori. Sul fronte sanitario 14 sono le Regioni destinarie di fondi extra per un totale di 4,2 miliardi arrivati e 3,9 pagati alle imprese. Anche in questo caso però le difficoltà in cui si dibatte il Sud offuscano i risultati importanti. All' appello, per la sanità, mancano big come Campania (588 milioni) e Calabria (101 milioni). Per gli altri settori si attendono ancora i piani di copertura di Sardegna e Sicilia. Secondo il monitoraggio Upi 29 province sulle 107 che hanno richiesto risorse hanno già pagato tutto. Qui brilla anche il Sud: 100% di pagamenti per i dieci milioni di Sassari, e per gli 8,5 di Messina. I Comuni Il dato che inchioda al 43% lo smaltimento dei Comuni va interpretato. Mentre il monitoraggio su chi non avendo liquidità ha scelto le anticipazioni della Cassa depositi e prestiti è dettagliato e Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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segnala risorse quasi esaurite (pagati da questi enti 1,5 miliardi su 1,4), le informazioni su chi ha chiesto l' allentamento del Patto di stabilità sono su un campione pari al 50% e registrano un avanzamento dei pagamenti pari all' 80 per cento. Procedure complesse Questa difficoltà è solo una delle tante che si affrontano per seguire fino all' ultimo miglio il flusso dei 17 miliardi disponibili. Pesano anche le procedure complesse, compresa la certificazione dei debiti non ancora pagati: anche dopo la scadenza del 15 settembre per immettere lo stock residuo nella piattaforma, come ammette il ministro Fabrizio Saccomanni nel Def, «non possono essere fornite quantificazioni». Non sempre poi quello che risulta «pagato» è stato materialmente accreditato all' ultimo fornitore. I motivi sono tanti: a volte il doppio livello Regione-ente locale-impresa moltiplica i tempi, altre volte sono le verifiche richieste sui creditori a rallentare. Basta un documento mancante per far inceppare tutto l' ingranaggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA I NUMERI 3,9 miliardi Debiti della sanità pagati Undici regioni su 14 richiedenti hanno già pagato la prima tranche di arretrati delle Asl. Primo il Lazio con 832 milioni 57% Fatture pagate in totale All' ultimo aggiornamento del Mef del 24 settembre risultavano versati alle imprese 11,3 miliardi su un totale di 17,9 materialmente disponibili 7,2 miliardi Incremento del plafond Il decreto legge 102/2013 ha aumentato di altri sette miliardi le risorse disponibili per pagare i debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni portando il totale a 47 miliardi.

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Competitività. Le strategie per evitare la fuga all' estero.

Incentivi e fisco, i piani delle Regioni per trattenere le Pmi Dai tagli all' Irap alle zone a burocrazia zero: nuovi aiuti per le start-up che sbarcano al Nord. Francesca Barbieri C' è chi azzera l' Irap per i primi anni, chi offre finanziamenti a tassi agevolati o intensifica gli sforzi per tagliare i costi della burocrazia e favorire l' accesso al credito. Mentre il Governo punta ad attrarre capitale estero con il pacchetto "Destinazione Italia", le Regioni del Nord scendono in campo per contrastare la fuga oltreconfine delle imprese di casa nostra. Stanchi dei tanti ritardi accumulati sul terreno della competitività ­ l' ultima pagella della Ue ci posiziona alle spalle anche della Spagna sono molti gli imprenditori tentati dal chiudere bottega per espatriare. E le sirene non mancano: al road show del Canton Ticino della settimana scorsa per attrarre nuove aziende hanno partecipato 250 imprenditori, in prevalenza lombardi, facendo registrare il tutto esaurito. Il leitmotiv tra gli aspiranti "expats" è sempre lo stesso: «Fisco e burocrazia opprimenti, l' Italia non va» (si veda Il Sole 24 Ore del 27 settembre). E non c' è solo la Svizzera, ma anche la Provenza, la Carinzia, il Tirolo, e poi Germania, Svezia e Ungheria. Trend negativo L' Italia, del resto, è un terreno sempre meno fertile, anche al Settentrione: basta guardare i saldi tra iscrizioni e cessazioni registrati da Infocamere per accorgersi che il Veneto ha perso quasi 6mila imprese tra agosto 2012 e luglio 2013 e un migliaio ne sono state cancellate in Friuli-Venezia Giulia. E se la Lombardia si difende appena (+5mila, poco più di un terzo rispetto alle +14mila del 2011), il Piemonte invece raddoppia il saldo negativo (-1.500 nel 2012, -3mila nel 2013). Come invertire il trend? In Lombardia è attesa in Giunta entro il mese di ottobre una proposta di legge «per dare avvio a concreti progetti di semplificazione ­ spiega Mario Melazzini, assessore alle attività produttive ­ per chi vorrà aprire un' impresa sul territorio e sostenere quelle iniziative innovative che avranno la possibilità di resistere e competere nel mercato globale». Tre le direttrici: sperimentare zone a burocrazia zero, ridurre il carico fiscale per le nuove imprese e facilitare l' accesso al credito. Se per i primi due capitoli l' iter per l' attuazione è ancora in corso, sul terzo è stata appena approvata, «e sarà operativa entro fine anno» assicura Melazzini, una modifica a "Credito adesso", la misura varata nel 2012 per favorire l' accesso al credito delle Pmi (270 milioni ancora disponibili), allargando il target dei Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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beneficiari, semplificando l' iter e aumentando l' incidenza del finanziamento. Un intervento accolto con favore dal mondo produttivo. «Pratiche più elastiche e snelle ­ sottolinea Ambra Redaelli, presidente della Piccola industria di Confindustria Lombardia - agevolano l' accesso al credito delle Pmi. Ora aspettiamo il riordino dei confidi». Contratti di insediamento In Piemonte, invece, il piano competitività risale al 2010: il jolly è il contratto di insediamento, che punta ad attrarre capitali esteri e a favorire il rientro di imprese che hanno delocalizzato. A oggi sono stati finanziati 9 interventi e concessi contributi per 15 milioni, che ne hanno attivati oltre 100 di investimenti con la creazione di circa 900 posti di lavoro. La misura, tuttora disponibile, è affiancata anche dal contratto di insediamento per attrarre piccole aziende da altre regioni, con un budget di 2,5 milioni e, attraverso i fondi Bei, sono previsti finanziamenti a tassi agevolati. Le province di Trento e Bolzano, invece, giocano la carta degli sconti fiscali, azzerando l' Irap alle startup nei primi 5 anni di attività. In Trentino, inoltre, è abbattuto della metà il costo di avviamento, mentre in Alto Adige c' è un pacchetto di contributi biennali sulla locazione degli immobili. Avvio più facile Infine, non mancano gli sforzi per semplificare l' avvio d' impresa: in Veneto si sperimentano le zone a burocrazia zero ed è stata siglata una convezione, il 10 giugno scorso, con la Confindustria regionale per testare percorsi telematici e buone prassi in materia di edilizia produttiva, ambiente e rifiuti. «Ormai ­ spiegano dalla Regione ­ 507 Comuni su 581 utilizzano la stessa modulistica dei vari procedimenti in materia di attività produttive. Si sta realizzando così un percorso che potrà rappresentare la vera svolta sul fronte della semplificazione, della certezza dei tempi di conclusione dei procedimenti, della trasparenza e della riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese». Percorso previsto dalla Riforma dello sportello unico per le attività produttive (Suap) e che vede impegnate anche altre Regioni: il Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, ha creato un portale per lo informatizzare le procedure relative a insediamento, avvio e svolgimento di produzione e servizi. Ma non tutti i territori sono allineati e come ha evidenziato una recente rilevazione del ministero dello Sviluppo economico (si veda Il Sole 24 Ore del 26 agosto) se in tutta Italia il 95% dei Comuni ha avviato l' informatizzazione, mancano ancora a adempimenti e modulistiche standard e risulta insufficiente l' utilizzo delle pratiche telematiche pure. La strada da percorrere è ancora lunga: l' ultimo rapporto Doing business ci piazza al 73° posto su 185 paesi per la facilità di fare impresa, alle spalle di molte economie della Ue, che nell' insieme hanno una posizione media pari a 40. © RIPRODUZIONE RISERVATA I NUMERI ­20% Indice di produzione in calo È il calo dell' indice di produzione industriale in Italia dal 2007 a oggi, secondo il report presentato dall' Unione europea la scorsa settimana 9mila Imprese con attività all' estero Sono le aziende italiane che hanno all' estero attività produttive, commerciali o di servizio secondo la banca dati Reprint del Politecnico di Milano.

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Salva­Comuni. Fondo rotativo «inceppato»

Enti in pre-dissesto, piani di riequilibrio nel caos contabile COLPI AI PROGRAMMI Il rinvio dei preventivi fa slittare il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e l' operazione-Imu cambia i dati tributari. Ettore Jorio Sul «predissesto» degli enti locali sono stati in tanti ad esprimere entusiasmi e qualcuno a nutrire dubbi sin dal suo esordio legislativo (Dl 174/2012); questi ultimi ritenevano che fosse stato per lo più istituito per graziare gli amministratori incapaci dalle maglie sanzionatorie del Dlgs 149/2011, in primis il fallimento politico dei sindaci. Gli incidenti di percorso hanno fatto il resto. Primo fra tutti, una giurisprudenza formatasi contraddittoriamente. Con la conseguenza che quanto deciso in materia di dissesto guidato dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti venisse congelato dai giudici amministrativi. Il Dl 35/2013, che nel concedere l' assunzione di mutui trentennali destinati ai pagamenti delle forniture arretrate, ha mutato i presupposti della programmazione originaria del rientro con l' attribuzione delle nuove risorse. Stesso problema è venuto fuori dal riparto del fondo di rotazione: una quota per residente, prevista con un massimo di 300 euro, scesa a 280 per il 2012 e precipitata a 114 per quelli resisi istanti nel primo semestre 2013 (si veda Il Sole 24 Ore del 5 settembre). Incongruenze che hanno messo in rilievo la debolezza dell' istituto e della sua procedura, in cui l' attribuzione delle risorse avveniva in fasi molto successive all' elaborazione del ripianamento finanziario. Il forte rinvio dei termini per l' approvazione del preventivo 2013 - prima al 30 settembre e poi al 30 novembre 2013 - ha fatto il resto, considerato il naturale obbligo delle amministrazioni locali di rappresentare nel progetto di risanamento anche il preventivo riferito al 2013. Lo stesso che è stato poi prorogato a fine novembre, con la probabile conseguenza di produrre due previsioni diverse per lo stesso periodo e contraddittorie a tal punto da rendere non credibile il piano di rientro. Una scelta, quella del rinvio, che rimanda, tra l' altro, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio (Il Sole 24 Ore, 9 settembre 2013), fondamentali nella determinazione delle risorse necessarie. L' operazione Imu ha assetato un altro colpo. Con l' abolizione della prima rata, anche se accompagnata dalla compensazione sulla base del gettito 2012, ha disorientato ogni programmazione del riequilibrio, vanificando ogni previsione dei presupposti economico-finanziari sulle entrate fiscali e impedendo ogni verosimile calcolo sulle componenti positive tributarie sulle quali fondare un credibile percorso di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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Il Sole 24 Ore

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risanamento. Una serie di difficoltà operative e di contraddizioni che renderanno davvero difficile il compito della Commissione ministeriale e del magistrato contabile di pervenire, rispettivamente, a pareri e giudizi favorevoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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30 settembre 2013

Gazzetta del Sud ­ Lunedì 30 Settembre 2013

PROMOZIONE GIRONE B UN GOL PER TEMPO E IL DERBY È SUO

Pistunina, primo brindisi col modesto Villafranca Vanno a segno La Speme e Santino Munafò Pistunina 2 Villafranca 0 Marcatori:3’ pt La Speme, 3’ st Munafò S. Pistunina: Di Pietro s.v., Espinosa 6, Munafò S. 7, Foresta 6,5 (18’ st Angrisani 6,5), Mangano 6,5, De Maria 7 (40’ st Briguglio s.v.), Ghartey 6, Ingemi 6,5, La Speme 6,5, Mi­ nissale 6,5 (27’ st Campo 6), Angerame 6,5. All. Miano. Villafranca: Papale 8, Cardaci 6 (12’ st Amato 6), Amendolia 5,5, Barrilà 5,5 (30’ st Cu­ cinotta s.v.), De Salvo 6, Morabito 6, Mavilia 6, Pagliarisi 5 (7’ st Mici 5,5), Rifici 5, Bertino 5,5, Costanzo 5. All Galletta. Arbitro: Selmi di Acireale 6 (Alizzi e Polimeni). Note: ammoniti Cardaci e De Salvo, angoli 13-1 per il Pistunina; rec.2’­4’. MESSINA.Con un gol per tempo il Pistunina brinda al primo successo stagionale e si aggiudica il derby peloritano contro il Villa- franca. Gara a senso unico con i padroni di casa decisi a rompere il digiuno di vittorie e con un Villafranca che, malgrado la buona volontà e un Papale in forma strepitosa, ha potuto fare ben poco se non limitare i danni. Un continuo tiro a bersaglio soprattutto nella ripresa dei rossoneri di Nello Miano, chiamati a un’autentica battaglia personale contro il portiere biancoverde costretto agli straordinari per evitare il tracollo e un punteggio ben più pesante. Villafranca che deve intervenire al più presto a rinforzare la “rosa” se vuole essere competitivo. Necessitano almeno tre­quattro elementi di provata esperienza affinché l’undici di Giovanni Galletta possa disputare un torneo tranquillo e puntare alla sal- vezza. Il Pistunina dal canto suo pur privo di alcuni uomini importanti come Durante e Danilo Munafò ha subito messo alle corde l’undici tirrenico che rintanato nella propria metà campo non ha potuto far altro che ribattere le incursioni dei padroni di casa. Al primo affondo i padroni di casa passano con il bomber Gianluca La Speme che fa tutto da solo recupera palla sulla tre­ quarti e s’invola sulla fascia incursione in area e destro preciso sul palo lungo. L’attaccante giallorosso apre una sfida tutta per­ sonale con il portiere Papale che gli dirà di no in almeno quattro circostanze. Al 24’ un pallonetto di La Speme finisce di poco a lato, due minuti dopo è De Maria di destro a impegnare Papale, al 43’ è il turno di Ghartey ma è sempre il portiere ospite a dire di no alla conclusione del giovane attaccante, mentre al 45’ ci prova Foresta da fuori, Papale in tuffo manda in angolo. Nella ripresa ancora al 3’ con nel primo tempo, il Pistunina va in gol. De Maria imbecca Santino Munafò smarcato in area che non ha difficoltà a battere per la seconda volta Papale; al 10’ La Speme prova il destro a girare ma il portiere ospite vola per deviare la sfera destinata nel “sette”. Al 13’ ci prova De Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016

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30 settembre 2013

Gazzetta del Sud ­ Lunedì 30 Settembre <­­ Segue 2013 Maria di­ rettamente da calcio d’angolo ancora Papale con l’aiuto del palo respinge, al 17’ è Minissale a tentare il giro sul palo lungo ma anche in questa circostanza l’estremo villafranchese è bravo a sventare la minaccia e il portie re ospite è straordinario al 28’ su un doppio intervento prima su conclusione ravvicinata di Ghartey e successivamente su La Speme. Al 33’ è Fabio Campo, l’ulti­ mo arrivato in ordine di tempo in maglia rossonera, a sfiorare il gol ma il suo destro finisce di poco a lato, e al 38’ l’unica conclusione diretta verso la porta dei padroni di casa nasce da un calcio di punizioni Bertino che serve in area Mici ma il destro di quest’ultimo finisce a lato.

Maria Puglia

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30 settembre 2013 Pagina 19

Giornale di Sicilia (ed. Messina) Sport

Calcio promozione. Il Pistunina supera l’Atletico Villafranca, pari tra Ciappazzi e Sant’Angiolese PISTUNINA. Un gol per tempo e il Pistunina supera unAtletico Villafranca quasi nullo, conquistando il primo successo in stagione. Già al 3', La Speme, in azione solitaria, salta due avversari e depositain rete. Garain discesa, ma i padroni di casa non riescono a chiuderla: ci provano La Speme, pallonetto fuori di poco, e De Maria, con un destro bloccato da Papale. Al 43', tentativo ravvicinato di Ghartey, Cardaci smorza il tiro e Papale salva. Nella ripresa subito (48') il raddoppio: De Maria inventa per Munafò che sorprende il portiere ospite sotto le gambe. C'è solo il Pistunina che sfiora il tris con La Speme, De Maria e Minissale ma un super Papale evita un passivo più pesante. Clamorosa, al 73', la doppia parata su Ghartey e La Speme. (*dav*)

Davide Billa

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Rassegna Stampa 30.09.2013  

Rassegna Stampa Comune Villafranca Tirrena 30.09.2013

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