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Questa pubblicazione è stata realizzata nell’ambito dei progetti delle Edizioni Usiogope, le quali contribuiscono alla ricerca e alla diffusione di antiche e nuove scintille di conoscenza, attingendo al prezioso patrimonio della spiritualità umana nel sacro cammino verso l’Assoluto.


INTRODUZIONE

C’è un’ora del giorno che ora non è. È un grappolo di minuti senza tempo stretto tra due mondi. Mondi distanti e inavvicinabili, che mai in eterno potranno mescolarsi e confondersi. Luce e tenebre, tenebre e luce. Ognuno di questi mondi ha un tempo, un recinto, uno spazio, dei servitori, un regno, una vitalità, una moneta, un signore, un esercito, dei nemici. Ma c’è un istante del giorno in cui un regno si spegne nell’ultimo guizzo, e un altro deve ancora aprire la porta. Quest’istante è la terra di mezzo. La tenebra è andata, e tra le onde della sua eco la luce si apre la via. Il sole sorge. I figli delle civiltà antiche non perdevano mai la visione di questo istante del giorno. Perché solo nella terra di mezzo, prima che luce e tenebra ti immergano completamente, puoi percepire veramente cos’è l’una, cos’è l’altra. Ma di alba in alba, di notte in notte, il regno delle tenebre conquistava giorni e popoli, e la luce si spegneva in cielo e nei cuori. E i popoli hanno imparato a vivere nella tenebra anche di giorno, “seduti” nell’ombra della morte, in uno stato di inerzia e di totale inconsapevolezza del pericolo di chi si è talmente abituato al male e alla morte da non avere più il desiderio e la forza di scappare. Per tutti coloro che abitavano la terra della tenebra e della morte, servi e schiavi del regno della notte, non bastava certo un’alba per cambiare il giorno.


Ma un giorno nell’ora che ora non è, nella terra di mezzo è sorto un Sole come Luce che sorge dall’alto. La sua luce ha oscurato il sole e le stelle, e il bagliore del suo lampo ha adombrato le galassie. Nella terra di mezzo, nell’ora che ora non è, non da orizzonti di terra e di mare, ma dall’alto, come Luce che sorge, Lui, il Sole senza tramonto, è sorto.

Come Luce che Sorge è il terzo volume di una raccolta di riflessioni sul Vangelo, progetto editoriale delle Edizioni Usiogope, che comprende Non Abbiate Paura e Tutti Ti Cercano. L’autore di queste riflessioni è un prete di una parrocchia, un pellegrino come tutti, e come tutti in viaggio verso la Luce che sorge dall’alto. Più che riflessioni vere e proprie, sono appunti, appunti per il viaggio, per il viaggio verso Casa.


Come Luce che Sorge

Maria Santissima, Madre di Dio 1 gennaio

Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21

Giunsero in fretta a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che dormiva nella mangiatoia. Dopo averlo visto, dissero in giro ciò che avevano sentito di questo bambino. Tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono delle cose che essi raccontavano. Maria, da parte sua, custodiva gelosamente il ricordo di tutti questi fatti e li meditava dentro di sé. I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per quel che avevano sentito e visto, perché tutto era avvenuto come l’angelo aveva loro detto. Passati otto giorni, venne il tempo di compiere il rito della circoncisione del bambino. Gli fu messo nome Gesù, come aveva detto l’angelo ancor prima che fosse concepito nel grembo di sua madre. Il Nido di Dio Il seme di grano ha bisogno di un buchetto nella terra per crescere. Gli uccelli del cielo nascono e poi si proteggono in un nido. Il fiume scorre in un letto scavato tra sabbia, pietre e terra. Gli occhi vedono, girano e brillano dentro una cavità orbitale. Il cervello organizza, pensa e vive in una cavità. Ci si alimenta attraverso una cavità. Ci si lava le mani e i vestiti in una cavità che raccoglie l’acqua. Ci si saluta di cuore in una cavità di braccia.

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Il cibo a tavola si raccoglie e si presenta in cavità e recipienti di ogni tipo e forma, ma sempre cavità. Gli strumenti musicali producono suono attraverso delle cavità, il suono e la parola si producono attraverso una cavità. Si forma la vita in una cavità, il seme umano si unisce all’ovulo in una cavità, si dà alla luce un cucciolo attraverso una cavità, si respira attraverso cavità. Le nostre case erano cavità naturali. Gli oceani e i ghiacciai riempiono cavità sconfinate. Non potendo restare al caldo e protetti in grotta tutto il giorno, ci siamo specializzati a costruirci piccole e sottili grotte portatili, cavità che difendono e scaldano, piccoli nidi che ci circondano e ci danno sicurezza, i vestiti. Tutto ciò che produce nuova vita e deve difenderla e proteggerla, in natura ha la forma della cavità, del ventre, del nido. Anche per proteggerci da uomini pericolosi usiamo cavità, le prigioni. Non potendo andare via per strada dentro delle sbarre per proteggerci, rinchiudiamo il pericolo tra le sbarre. Ventri, fori, caverne, otri, scanalature, fosse, nicchie, grotte, alveoli, pori, insenature, buchi, cavità, pozzi, buche, sono stati scelti dalla vita come le forme più adatte per essere concepita, per nascere, crescere ed essere protetta. La cavità argina il vuoto, delimita lo spazio, circonda la vita. La cavità è accogliente, protegge, custodisce, alimenta, cura. Abbiamo bisogno di nidi per vivere, di cavità e grotte relazionali, amicali, affettive. La famiglia è nata per farci da nido, da vestito, da protezione. Le comunità di ogni tipo e segno nascono per questo, per proteggere, accogliere, nutrire, unire. Ogni relazione o è nido accogliente che protegge, scalda, rasserena, oppure è

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prigionia di solitudine e disperazione. Ma sempre di cavità si tratta. Ma perché il nido, la grotta, la cavità sono diventati così vincenti e potenti come strutture fisiche e psicologiche per tutte le forme di vita? Perché questo incessante bisogno di calore, di grotta accogliente, di nido e protezione? Perché Dio è la nostra cavità, ventre, pozzo, grotta, nido, abbraccio, ma da quando ci siamo allontanati da Lui, ci sentiamo scoperti anche se vestiti, soli anche se in compagnia, indifesi anche se aggressivi. Nella natura il Signore ha voluto splendidamente rappresentare e ricordarci chi è e sarà sempre per noi, la nostra vera difesa, la nostra vera casa, luogo di pace, di vita, tenda accogliente, cavità che difende dal male, letto riposante dove la vita può scorrere serena, abbraccio di perdono dopo la fuga e il tradimento, grotta irraggiungibile dal nemico. Vita eterna e Nido eterno è Dio. E su questa terra quando Dio ha voluto farsi carne, uomo in Gesù, dove poteva nascere se non in una grotta, adagiato in una mangiatoia? E soprattutto, meraviglia delle meraviglie del cosmo, qual è il nido che Dio ha scelto per se stesso? Maria. Maria è il Nido dove Gesù è nato, nelle viscere del suo grembo Gesù Dio si è coccolato, nella cavità del suo ventre ha nuotato, si è beato della vita, si è sentito a casa, difeso, protetto. Scegliendo Maria per Madre e Regina della nostra vita, noi scegliamo la grotta che ci difende, il vestito che ci scalda, le braccia che ci abbracciano, noi scegliamo il Nido di Dio, il Nido che Dio ha creato e

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donato come Madre a tutto il genere umano. Nella cavità del ventre di Maria, immerso nello Spirito Santo, è nato Gesù, da quel ventre rinascerà l’umanità, riprenderà vita la storia umana secondo lo splendore dello Spirito Santo Consolatore. Pensiero della settimana Non rintanarti nella mente, usa il nido della fede.

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Come luce che sorge  

Come Luce Che Sorge - Riflessioni sul Vangelo - è un libro sulla forza sempre vincente del Perdono

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