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TUTTO BIANCOAZZURRO ••• NUMERO 4 ••• Periodico sportivo a cura dell’Ufficio Stampa USD AKRAGAS. Distribuzione gratuita esclusivamente all’interno dello stadio “Esseneto” di Agrigento •••

Siamo l’antagonista della corazzata Savoia Quattro vittorie consecutive permettono all’Akragas di dimezzare lo svantaggio sulla capolista

Stadio “Esseneto” domenica 3 novembre ore 14:30 Akragas vs Licata

time quattro partite, con altrettante vittorie, per recuperare posizioni in classifica e soprattutto portarsi e meno tre dal Savoia. Non è un differenziale incolmabile e fa bene Rigoli a non illudere. Il cammino è ancora lungo e basta poco per portare la squadra in alto o viceversa. Di sicuro vi sono dei dati oggettivi che parlano chiaro: sette vittorie su nove partite, la terza migliore difesa del campionato con appena otto reti subite e quindici reti segnate da ben sette giocatori. È il segno che chiunque può andare in gol e ne sa qualcosa il centrale Agatino Chiavaro che con i suoi due gol ha permesso di far incamerare alla squadra ben sei punti. Certo, il popolo biancoazzurro ha un sogno: vincere il campionato ed andare in Lega Pro. Sarebbe il massimo centrare il doppio salto di categoria ma, ripetiamo, è un sogno e chissà che non si avveri! Ufficio Stampa USD Akragas

In ricordo di Giovanni Alessi Due settimane addietro, in un tragico incidente, è venuto a mancare Giovanni Alessi. Dirigente biancoazzurro, sportivo, fratello del Presidente Silvio Alessi. Ci manca il suo sorriso, il suo attaccamento alla “sua” Akragas. Giovanni era un uomo di sport. Amava il basket. Era stato un valido giocatore di questo sport, ma soprattutto dopo la nomina di suo fratello Silvio alla carica di presidente del sodalizio akragantino, si era innamorato della squadra di calcio, dei colori biancoazzurri. Seguiva l’Akragas dalla tribuna, si appassionava. Lo abbiamo visto tante volte in trasferta per incitare i giocatori e stare accanto alla squadra. Sicuramente guarderà la “sua” Akragas da una prospettiva diversa e non mancherà il suo incitamento verso i colori biancoazzurri. Ciao Giovanni

ph. Maurizio Guarneri

ph.: Giuseppe Zuppardo

Manteniamo il secondo posto in classifica alle spalle del Savoia non più imbattibile. Un piazzamento esaltante che ci inorgoglisce; dopo avere vinto contro l’Hinterreggio, ed approfittando della inopinata sconfitta della capolista in quel di Noto, si è dimezzato il differenziale tra la prima e chi insegue: tre punti appena. È lecito sognare o mantenere i piedi ben saldi per terra? Di certo questo gruppo affiatato ai proclami sta facendo seguire i fatti. Il tecnico Pino Rigoli, saggiamente, spegne i facili entusiasmi affermando in più di un’occasione che l’obiettivo non è sicuramente il primato perché altre squadre, Savoia in primis e poi Agropoli e Battipagliese, con altri budget, sono candidate a ruoli di primo piano. È chiaro, aggiungiamo noi, che arrivare in testa alla classifica fa piacere a tutti e qualora l’Akragas manterrà l’attuale posizione, la dirigenza guidata dal presidente Silvio Alessi, proverà con tutti i mezzi a disposizione ad ottenere il primato. Alla squadra biancoazzurra sono bastate le ul-


Il punto sul campionato dopo la nona giornata Savoia ancora capolista, l’Akragas rimane dietro a soli 3 punti

Non cambia nulla al vertice della classifica dopo la nona giornata: continua a comandare il Savoia ma attenzione è l’Akragas l’antagonista dei campani. I biancoazzurri, vincendo per la quarta volta consecutiva, hanno consolidato il secondo posto portandosi ad appena tre lunghezze dalla vetta. Quella che si è giocata è stata la domenica delle sorprese perché nessuno avrebbe puntato un euro sulla sconfitta a Noto, dopo otto vittorie di fila, della corazzata Savoia. È fragoroso il tonfo dei bianchi di Feola. A fine gara non sono mancate le polemiche e qualche scoria ha pure sfiorato lo spogliatoio; perdere l’imbattibilità ha mandato su tutte le furie il presidente Luce. Un incidente di percorso o qualcosa inizia a scricchiolare? Al terzo posto si conferma il Montalto che ha battuto, nel derby calabro il Rende. Ottimo il lavoro del tecnico Petrucci che ha saputo costruire una squadra molto ordinata dal punto di vista tattico che saprà recitare un ruolo importante in questa stagione; tra i risultati della nona da segnalare la vittoria della Cavese sul campo di una Vibonese ancora molto lontana dalle posizioni accreditate alla vigilia. I campani stazionano dietro le battistrada insieme ad un gruppetto che comprende anche il Torrecuso. Nonostante il pari interno la Gioiese resta in zona spareggi mentre rallentano Battipagliese e Agropoli ancora in posizioni anonime. Il dato aritmetico della nona giornata attribuisce alla Sicilia il maggior numero di punti centrati: undici mentre sono sette quelli centrati dalle formazioni campane e appena quattro per le squadre calabre.

COSÌ DOMENICA SCORSA ••• Il tabellino di Licata - Città di Messina •••

LICATA-CITTA’ DI MESSINA 1-1 MARCATORI: 44’ pt Vella (CdM), 40’ st Perricone (L) su rigore LICATA: Taranto, Di Giovanni, Perricone, Trofo, Cassaro, Procida, Dalì, Vicari, Nassi, Avola, Lauria (25’ st Calise). In panchina: Bonvissuto, Montefusco, Faraci, Pensabene, Di Leo, Falletta. All.: Pietro Ruisi. CITTA’ DI MESSINA: Mannino, Cappello (1’ st D’Angelo), Trovato, Costa, Munafò, Nastasi, Bruno, Seck, Manfrè (17’ st Pino), Camarda, Vella (24’ st Cucè). In panchina: Fazzino, Cammaroto, Brancato, Fragapane, Buscema, Portovenero. All.: Gaetano Di Maria ARBITRO: Nicoletti di Catanzaro.

COSÌ DOMENICA SCORSA ••• Il tabellino di Hinterreggio - Akragas •••

HINTERREGGIO-AKRAGAS 0-1 MARCATORE: 15’ Chiavaro HINTERREGGIO: Parisi G., Filidoro, Scoppetta, Ginobili, Paviglianiti; Benincasa (82’ Forgione), Gioia (57’ Febbraio), Aliperta; Trentinella (50’ Puntoriere), Cortese, Gigliotti. A disp.: De Luca, Crispino, Forgione, Borghetto, Cucinotti, Oliveri, Vazzana. All.: Francesco Ferraro. AKRAGAS: Valenti, De Rossi, Vindigni, Chiavaro, Paladino; Pellegrino (67’ Assenzio), Giuffrida, Arena  (80’ Savanarola); Bonaffini, Saraniti (90’ Costa), Parisi T.. A disp.: Zelletta, Fontana, Aprile, Leanza, Costa, Lo Monaco, La Malfa. All.: Giuseppe Rigoli. ARBITRO: Del Roffo di Molfetta.

I numeri biancoazzurri SQUALIFICATI: Astarita MARCATORI: 5 reti: 3 reti: 2 rete: 1 rete:

Arena Saraniti, Chiavaro, Pellegrino Bonaffini, Costa, De Rossi.

AMMONIZIONI: 3 Assenzio, 2 Saraniti, Valenti, Bonaffini, Arena, 1 Pellegrino, Parisi DURATA IMBATTIBILITÀ: Valenti 198 minuti (90° Pomigliano + 90° Ragusa + 18° Savoia)

AKRAGAS STORE OFFICIAL MERCHANDISING via

Callicratide, 124/126 Agrigento • by Tipografia Maira


I nostri avversari: Licata

Fondata nel 1931 come Licata Associazione Calcio, nel 1967 è diventata Polisportiva Licata, denominazione mantenuta fino al 1994, per poi ritornare alla denominazione originale risalente all’anno di fondazione fino al 2006 quando assunse denominazione di Licata Calcio 1931. Visse il suo momento di massima popolarità alla fine degli anni ottanta, quando riuscì a disputare due campionati in Serie B. Il Licata nacque per iniziativa di alcuni studenti che avevano conosciuto il gioco del calcio grazie a marinai svedesi che imbarcavano lo zolfo estratto dalle miniere dell’agrigentino: a loro fu dedicata la scelta dei colori sociali, il giallo e il blu caratteristici della bandiera della Svezia. Dal 1946 (anno dell’esordio in un campionato ufficiale) i gialloblu parteciparono al campionato di Promozione Interregionale e successivamente furono diversi i campionati disputati, dove i licatesi sfiorarono la promozione in IV Serie. Dopo i campionati tra gli anni ‘50 e ‘60, vissuti nel massimo campionato regionale, il Licata tra gli anni sessanta e ‘70 si mosse tra le categorie minori della Regione, raggiungendo la Serie D nel 1981 ove a partire da quell’anno iniziò per i siciliani un’inarrestabile ascesa che li portò prima a vincere dopo appena un anno il campionato di Serie D e nel 1985, a vincere anche la Serie C2, con in panchina un esordiente Zdeněk Zeman e con una squadra composta per intero da elementi del vivaio, proprio negli anni in cui il commercio di calciatori stranieri in Italia era decisamente aumentato. Nel 1988 con Aldo Cerantola come allenatore, bissando il campionato di Serie C1, il Licata approdò per la prima volta in Serie B, attirando su di sé l’attenzione dei media. Durante la prima metà del campionato con Giuseppe Papadopulo come allenatore, la squadra navigò nei bassi fondi della classifica (pur con un discreto inizio che la portò addirittura al secondo posto dopo 10 giornate, vincendo, tra l’altro, a Parma per ben 3-0). Poi, dopo l’esonero di Papadopulo, con il nuovo allenatore Francesco Scorsa condusse un ottimo campionato di Serie B, arrivando al nono posto ed ottenendo nel girone di ritorno gli stessi punti conquistati dal Genoa di Scoglio, vincitore assoluto del campionato. Nello stesso anno affrontò anche una trasferta sul campo neutro del Mario Rigamonti di Brescia per la Coppa Italia contro il Milan campione d’Italia. Oltre al Milan i gialloblu giocarono anche

un’amichevole contro l’Inter di Giovanni Trapattoni, la Lazio e la Fiorentina dell’indimenticabile Roberto Baggio, dove allo stadio Dino Liotta siglò uno dei più bei goal della sua carriera, omaggiato dagli oltre 12.000 spettatori paganti. L’anno dopo la bella “favola” del Licata (così era stata definita dai giornali) terminò con la retrocessione in Serie C1 al termine del campionato Serie B 1989-1990 dando il via a un declino che riportò il Licata nelle categorie inferiori prima nel 1992 con la retrocessione a tavolino in Serie C2 per illecito sportivo e nel 1993 ove un secondo illecito sportivo costò 6 punti di penalizzazione alla squadra e la squalifica per 3 anni di un calciatore, poi, nel 1994 i gialloblu piombarono in Eccellenza per la mancata iscrizione nel Campionato Nazionale Dilettanti. Nella stagione 1994/95, con l’allenatore Loreno Cassia coadiuvato dal preparatore Enrico Bona, il Licata arrivò ai play-off, ma venne sconfitto dalla Sancataldese che a sua volta approdò nel Campionato Nazionale Dilettanti. Dopo una retrocessione in Promozione, nella stagione 1997/98 i gialloblu vinsero il campionato e tornò in Eccellenza. Nel 2005 il Licata sfiorò la Serie D, perdendo la doppia sfida nella finalissima contro la supercorazzata del Brindisi, dei vari Vantaggiato e Francioso. Nel 2006 la squadra vinse il campionato di Eccellenza Sicilia 2005-2006, ottenendo il ritorno in Serie D. Tuttavia, nella stagione successiva, il Licata tornò in Eccellenza dopo aver perso i playout contro l’Acicatena presentando inutilmente la domanda per il ripescaggio. Nella stagione in Eccellenza Sicilia 2007-2008 il Licata terminò il campionato al settimo posto perdendo alla fine il diritto di partecipare ai play-off per un solo punto, inoltre, la società cambiò sia presidente con l’arrivo di Giuseppe Deni che l’allenatore che era Capodicasa. Nel campionato di Eccellenza Sicilia 20082009 i gialloblu hanno disputato i play-off per la promozione in Serie D arrivando in finale contro la Rossanese perdendo prima per 2-0 in casa e poi 3-2 dopo i calci di rigore in trasferta. Nella stagione 2009-2010 la società si ritirò dalla competizione ove a fine campionato una cordata di imprenditori licatesi acquistarono il titolo del Campobello di Licata, riportando il calcio nella città. È da ricordare in questa stagione che la squadra quando venne acquistata aveva appena 4 punti alla 1ª giornata di ritorno, concludendo poi il campionato al Dino Liotta con la finalissima dei play-out contro lo Sporting Arenella Palermo, vincendola ai rigori per 5-3. Nel campionato di Eccellenza Sicilia 20102011 il Licata ha conquistato la promozione in Serie D con due giornate di anticipo battendo la Parmonval per 3-0 (reti di Vella, Petrolà e Butticè) davanti a un pubblico di oltre 6.500 persone. L’anno successivo cioè nella stagione Serie D 2011-2012, il Licata ha avuto come miglior cannoniere del girone I, il giovane Filippo Tiscione con 23 reti segnate.

••• Risultati ••• 9a giornata di campionato

••• Classifica •••

••• Le partite della ••• 10a giornata


••• Photogallery •••

Coppa Italia: Superata la Gioiese ci aspetta il Brindisi Coppa Italia sedicesimi di finale AKRAGAS 3 GIOIESE 2 Akragas: Zelletta, Fontana, Paladino (22° s.t. De Rossi), Giuffrida, Astarita, Chiavaro, Lenza (15° s.t. Parisi), Assenzio, Saraniti (34° s.t. Bonaffini), Savanarola, Costa

ph. Maurizio Guarneri

Gioiese: Panuccio, Cosoleto, Cassaro, Condomitti, Sorgiovanni, Barilà (1° s.t. Cirianni), Pirrotta, Lombardo, Pascu, Crucitti (26° Di Bella), Nesci. Arbitro: Ermanno Minafra di Roma Reti: 9° Chiavaro, 15° Nesci, 32° Costa, 89° Chiavaro, 93° Pascu

Approdiamo agli ottavi di Coppa Italia. Siamo tra le sedici migliori formazioni e vogliamo andare avanti. Vincendo contro la Gioiese per tre a due, il prossimo venti novembre, incroceremo il Brindisi dove milita il raffadalese Gambino. Giocata sul neutro di Favara, la gara di Coppa Italia, ha mostrato un Akragas bene organizzata ma anche un po’ sprecona in avanti; i calabri di mister Dal Torrione mettono in campo tanta rabbia e giocano alla pari nonostante le quattro assenze per squalifica. A passare in vantaggio è la formazione di Rigoli con un bel gol di Chiavaro che da pochi passi ribatte in rete una respinta del portiere ospite dopo un colpo di testa di Astarita. Non passa molto e la Gioiese pareggia con una bella giocata di Nesci; il giovane attaccante biancoazzurro Costa riporta avanti l’Akragas alla mezzora. Nella ripresa ancora Chiavaro su calcio di punizione firma la sua personale doppietta e in pieno recupero ci pensa il rimeno Pascu a fissare il risultato definitivo.

ph. Maurizio Guarneri

Note: espulso il portiere Panuccio per fallo da ultimo uomo


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