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Anno 1 Numero 1

usantupatri.giovani@libero.it

Ottobre 2013

Sulla destra una parte del gruppo con don Angelo e alcuni ragazzi di Lercara Friddi alla Giornata Regionale dei Giovani tenutasi a Siracusa. In basso il Logo del Gruppo Giovani “U’ Santu Patri”

All’interno troverete : La Parola al Parroco / Pronti... Partenza... Evviva !!!

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L’Anno della Fede volge al termine / Minimi in Luce

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Stupore Eucaristico / Papa Francesco news

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Il Gruppo Giovani “U’ Santu Patri” / “Se Credi… Puoi!!!”

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Halloween: opposizione o continuità?

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Avvisi

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Carissimi Lettori, vi presentiamo oggi un’iniziativa del Gruppo Giovani Parrocchiale, ovvero il giornalino “U’ Santu Patri”. In queste poche pagine vi vogliamo raccontare passo passo la nostra Parrocchia, le attività, le emozioni vissute e quelle che speriamo di potervi offrire durante quest’anno pastorale. Il titolo non è stato scelto a casaccio, infatti “U’ Santu Patri” è anche il nome del nostro Gruppo Giovani. Vogliamo dunque che queste pagine siano veramente il modo con cui i giovani della nostra parrocchia possano comunicare con voi tutti. Ma non solo i giovani, tutti posso fare la loro parte! Ecco perché vi invitiamo a collaborare inviando articoli di attualità o a tema religioso oppure materiale vario (poesie, immagini, ricette, ecc…) per la realizzazione delle prossime uscite. Ci scusiamo già da ora per gli errori, i ritardi e le papere che commetteremo in questa avventura, ma siamo sicuri che ci perdonerete e ci darete la vostra collaborazione. Vi ricordiamo anche che il giornalino sarà disponibile sul sito internet della parrocchia, www.sanfrancescodipaola-palermo.it Vi auguriamo una buona lettura. Il Responsabile del Gruppo Giovani

Carissimi parrocchiani, domenica 29 settembre con una messa solenne alla presenza dei gruppi presenti in Parrocchia abbiamo dato il via ufficiale al nuovo anno pastorale 2013/14. È trascorso un triennio dall’inizio del mio servizio pastorale in questa parrocchia di San Francesco di Paola in Palermo, di cui vado orgoglioso non solo per l’accoglienza ma soprattutto per la risposta sempre pronta e generosa alla mia richiesta di collaborazione

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e condivisione di tante problematiche che si sono presentate soprattutto nel campo della carità e della missione in terra d’Africa. Da circa un anno sono iniziati i lavori di restauro conservativo della nostra chiesa, che torna a risplendere per i cinque secoli di storia dell’arte che conserva. Molti hanno collaborato economicamente per il restauro delle antiche ninfe e per il nuovo impianto di illuminazione, di cui già in parte godiamo nelle celebrazioni festive. Grazie nuovamente a tutti. Questo nuovo anno vede la nascita di un Gruppo Giovani “U’ Santu Patri”, a cui affidiamo l’animazione della nostra comunità di “sempre giovani”, anche se un po’ datati, e soprattutto l’animazione dei fanciulli della scuola catechistica perché, come loro si innamorino di Cristo. Il catechismo in preparazione alla Prima Comunione ha mosso i primi passi con l’inserimento di nuovi Catechisti. A loro il mio grazie con

le parole di Papa Francesco “Grazie di questo servizio alla Chiesa e nella Chiesa. Anche se a volte può sembrare difficile, si lavora tanto, ci si impegna ma non si vedono i risultati voluti, educare nella fede è bello! Se usciamo a portare il Vangelo con amore Gesù cammina con noi, ci precede”. Ho affidato la redazione di questo giornale ai nostri giovani con l’augurio che possano portarlo avanti con cadenza mensile per un raccordo tra i componenti, i gruppi della nostra Parrocchia e tutta la comunità parrocchiale. Tutti possono collaborare con qualche articolo ed in particolar modo i gruppi per farsi conoscere e proporre alla comunità le loro attività. Insieme a P. Giorgio e fra Antonio vada il mio saluto e l’augurio di un fecondo anno pastorale. P. Saverio M. Cento o.m.

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Nel prossimo numero vorremmo dedicare uno spazio a VOI!! Ecco perché vi chiediamo di scriverci, di inviarci materiale, insomma di farvi sentire! Ci trovate all’indirizzo E-mail usantupatri.giovani@libero.it Oppure presso l’archivio parrocchiale… CI CONTIAMO !!!

Un nuovo anno pastorale è appena iniziato per la nostra bella comunità parrocchiale di san Francesco di Paola. Appena quattro brevi lettere che comprendono 12 mesi, diviso in 52 settimane, che tradotto in giorni sono 365, e in ore 8.760, pensando in minuti 525.600, e cronometrando i secondi 31.536.000… Basta calcoli matematici solari e legali molto approssimativi... Il tempo di noi umani diventa tempo di grazia e benedetto da Dio se proviamo a viverlo in ascolto della sua Parola e tradurlo in testimonianza di vita, gioiosa, concreta, libera e liberante. Sì, perché quando il Signore della vita prende dimora nel nostro cuore, niente è uguale come prima, e anche il tempo che sembra sfuggirci per le tante occupazioni che ci sommergono e le tante cose che diciamo di dover fare, assume la veste di eterno. Perché Dio è presente nel nostro tempo che scorre, ma sorride della nostra ansiosa mania di guardare sempre l’orologio… Lui che conosce solo il tempo che non ha tempo e lo -:- U’ Santu Patri -:-

riempie del suo amore! A noi pecorelle del gregge di Dio, tocca la famosa “prova del nove” della nostra fede. Se nella quotidianità siamo riusciti a sentire i battiti del cuore di Dio e quei battiti ci hanno spinto a costruire nuovi sentieri di pace, solidarietà, giustizia, attenzione al fratello in difficoltà…, se abbiamo seminato speranza sebbene molti ci hanno scoraggiato a farlo, se abbiamo aperto le mani per accogliere Dio rivestito di povertà e miseria, e donatogli del nostro prezioso tempo, se abbiamo smesso di pensare “prima IO, ancora IO e sempre IO, e ci siamo aperti al NOI, per sostenere progetti di vita…, se abbiamo avuto tempo per ascoltare Dio e vivere attimi di intimità con Lui…, allora possiamo dirci che stiamo per imboccare la strada giusta. Quella che porta alla convivialità tra le culture, al dialogo con Dio e con l’uomo, all’armonia e al rispetto delle differenze, alla tutela del creato, dono di Dio per ciascuno di noi. Affidiamo a Dio il nostro tempo, perché possa rendercelo purificato da tutto ciò che ci fa sprecare

tempo, e insieme con Lui possiamo essere costruttori ed edificatori nella comunità parrocchiale. Guardati attorno, e ti renderai conto di quante opportunità la nostra parrocchia ti offre per poter essere strumento nelle mani di Dio (la caritas parrocchiale, il centro di ascolto, il banco alimentare, il laboratorio solidale, l’ambulatorio medico, lo sportello didattico, l’impegno missionario…). Non ci resta che augurarci

BUON CAMMINO, gli uni accanto agli altri e per gli altri. Sempre! Fra Antonio M. Porretta o.m.

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Siamo ormai agli sgoccioli di questo anno particolare di grazia che Papa Benedetto XVI ha offerto alla Chiesa, quasi alla fine del suo pontificato, perché la fede sia ripensata e vissuta con sempre maggior convinzione, coraggio ed entusiasmo ed offerta a quanti incontriamo come parola di speranza e sguardo di amore. La fede è un dono del tutto speciale che Dio dona a ciascuno di noi al momento del Battesimo spalancandoci la porta della vita di piena comunione con Lui, Creatore e Padre, in attesa del passaggio finale alla vita eterna. Questo dono inestimabile di comunione con Dio Trinità purtroppo si scontra spesso con il nostro desiderio di farci come Dio. Come Adamo ed Eva crediamo in Dio, che ci ha creati a sua immagine e somiglianza, ma anche noi ci lasciamo lusingare da chi, come il serpente ad Eva, insinua il sospetto di un Dio che non vuole entrare in comunione piena con l’uomo, quasi geloso del suo essere Dio (Gn 3,5). L’anno della fede è un invito ad una autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo. Una conversione che coinvolge i pensieri, gli affetti e la mentalità di ciascuno di noi perché ci abbandoniamo in un crescendo continuo nelle mani di un amore Pagina 4

sempre più grande perché ha origi- gloria di questo mondo e fallaci ne in Dio. L’anno della fede è an- sono le ricchezze”. Mentre sono cora un rinnovato impegno a cono- senza dubbio felici coloro che scere e riscoprire i contenuti fon- pensano piuttosto ad una vita virdamentali della fede, che coinvol- tuosa che a una lunga, e più a una go la nostra vita a cominciare dalla coscienza pura che a un forziere celebrazione dei Sacramenti, spes- pieno. La coerenza di vita del sinso vissuti come appuntamenti “una golo battezzato si traduce in testitantum”, di passaggio, come atto monianza autentica della volontà dovuto, che non incidono sulla di Dio, comunicando a tutti che il quotidianità del nostro agire. Papa cristianesimo non è un fatto soFrancesco il 4 ottobre ad Assisi, ciale ma l’incontro con Gesù che nell’incontro con gli assistiti della attraverso l’azione di ciascun batCaritas, prendendo lo spunto dalla tezzato raggiunge gli altri. Allora spogliazione di S. Francesco affer- a che punto siamo? Questo anno ma che tutta la Chiesa, tutti i bat- di grazia ci ha permesso di fare tezzati devono spogliarsi dallo spi- anche un piccolo, timido passo rito mondano definito come verso l’abbandono incondizionato “cancro della società, cancro della in Dio? Coraggio, preghiamo Rivelazione”. E aggiunge che non perché questo avvenga. Non una si può servire a due padroni: a Dio preghiera fatta di tante parole, ma e contemporaneamente al denaro, una preghiera fatta con il cuore, alla vanità, all’orgoglio. “Il Vange- guardando il Signore, ascoltandolo è il Vangelo… Dio è unico! La lo, aprendogli la porta perché ci mondanità spirituale uccide! Ucci- dia una mano a fare quello che da de l’anima! Uccide la persona! Uc- soli non sappiamo realizzare. cide la Chiesa”. San Francesco di Franco Romeo Paola nel IV capitolo della Regola, destinata ai fedeli di entrambi i sessi dell’Ordine dei Minimi (i cosiddetti Terziari), li “L’Anno della Fede è un invito esorta ad accogliere il pread un’autentica e rinnovata cetto di non onorare il monconversione al Signore, do, né ciò che è nel mondo, perché chi vuole essere amiunico Salvatore del Mondo” co di questo mondo si farà Benedetto XVI nemico di Dio. E conclude ricordando che è “fallace la Anno 1

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zi e bestemmie, in segno di disprezzo, ordinando loro di mettersi in fila avanzando come per andarsi a prenLa Famiglia religiosa dell’Ordine dei Minimi dere l’ostia consacrata facendole cresce in santità scendere per strada. Lì infatti stava Rubrica a cura di S. Alessandro Cusimano pronto un camion appostato con altri miliziani ove le riversarono Il 20 dicembre 2012, Papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione stero di “Gesù e Maria” di San Fran- senza riguardo. Le trasportarono al per le Cause dei Santi a promulgare il cesco di Paola a Barcellona, le mona- luogo del massacro iniziando dalla Decreto riguardante il martirio delle che minime furono avvertite da una superiora e la sorella, facendo Serve di Dio Maria di Montserrat (al loro benefattrice dell’imminente peri- scempio di quei corpi con i pugnali secolo Giuseppa Pilar García y Sola- colo che stavano per incorrere. Dopo e finendole crivellate da colpi di nas) e 8 Compagne, Monache professe la Santa Messa del mattino, delle mo- arma da fuoco. Alla più giovane, dell'Ordine dei Minimi di San France- nache, in abiti civili, si rifugiarono in Suor Maria di Gesù, cercarono ansco di Paola, nonché Lucrezia García alcune famiglie. Ne rimanevano altre che di violare la sua verginità ma la y Solanas, laica, vedova. La Beatifi- dieci più una laica, sorella della supe- difese, lottando con tutte le forze, cazione è avvenuta il 13 ottobre 2013 riora, alle quali non si era trovata ospi- così che i carnefici si arresero e la a Terragona in Spagna nella cornice talità, che furono accolte da Davide uccisero con un colpo di fucile. Fu dell’Anno della Fede voluto dallo Furnè Miro e la moglie e nascoste in anche questa la testimonianza che le stesso Papa Benedetto XVI. La Chiesa una grotta dove tenevano gli attrezzi monache subirono il martirio in ocosì innalza agli onori degli altari que- da lavoro. Lì trascorsero quei giorni dio alla fede, accogliendolo per aste figlie del Santo di Paola, martiriz- col timore di essere sorprese dai mili- more a Cristo e alla sua Chiesa, afzate nel luglio del 1936. L’amore per ziani rossi che credevano di reperire fermandolo nella più assoluta fedelCristo e per la Legge Evangelica è con loro le provvigioni economiche. tà, fino al totale spargimento del stato il movente principale della vo- Nel pomeriggio del 23 luglio, mentre loro sangue con autentico eroismo, lontaria decisione di accogliere il mar- recitavano il Rosario, verso le ore così da meritarsi, da parte degli tirio e di opporsi alle altre motivazioni 18.00, all’improvviso un gruppo di stessi uccisori, il riconoscimento di antievangeliche e antireligiose che giovanissimi miliziani, armati di pi- essere delle donne e monache cofurono la causa della travolgente per- stole, di pugnali e altre armi da taglio raggiose. secuzione religiosa con la quale co- lunghe, entrarono intimando un con- È per questo che i loro nomi, Madre minciò la guerra civile nella Spagna trollo. Chiesero quindi chi fosse la Maria di Montserrat, Madre Mardegli anni 1936/1939. Era domenica superiora. Si fece avanti la Madre Ma- gherita Alacoque di San Raimondo, 19 luglio del 1936 quando, nel Mona- ria Montesserrat Garcìa Solanas e dis- Madre Maria dell’Assunzione, Suor se: “La Superiora sono io! Che cosa Maria della Mercede, Suor Maria di vogliono?”. Risposero: “Vogliamo la Gesù, Suor Giuseppa del Purissimo superiora perché ci dia il capitale del Cuore di Maria, Suor Maria di Monastero”. Ed ella rispose: “Si io Sant’Enrico, Suor Trinità, Suor Fisono la superiora ma non ho alcun lomena di San Francesco di Paola, capitale”. Poi indicando le altre mo- Lucrezia García Solanas, sono inache disse: “Queste le lascino in pa- scritti nel libro dei Beati, arricchence, perché esse poverette, non hanno do così la schiera di uomini e donne niente a che vedere. Se devono farci che hanno vissuto il Vangelo ad del male lo facciano a me, ma esse imitazione del loro fondatore San sono innocenti”. Francesco di Paola. I miliziani non l’ascoltarono e, tra laz-:- U’ Santu Patri -:-

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Per una mistagogia della Celebrazione Eucaristica Rubrica a cura di P. Giorgio Terrasi o.m.

Carissimi amici, con questo primo articolo voglio meditare con voi circa la bellezza e la solennità della Celebrazione Eucaristica. Preciso subito che tale tema non verrà esposto tutto in questo numero del giornalino parrocchiale, ma sarà trattato “in pillole” anche negli altri numeri. Partiamo con una introduzione nella quale cercherò di evidenziare i concetti più significativi che stanno alla base della Santa Messa. I primi cristiani erano riconosciuti nello spezzare assieme il pane e nella preghiera comune, come ordinò loro Gesù nell’ultima Cena:“fate questo in memoria di me”; allo stesso modo, noi cristiani, oggi, a duemila anni di distanza, ci ritroviamo la domenica per partecipare alla Santa Messa. L’Assemblea dei cristiani, infatti, non è un gruppo qualunque ma è il popolo dei convocati, è il popolo santo. Ma noi, uomini del 2000, siamo ancora in grado di comprendere tutti i gesti, i segni, i significati che assieme alle parole rendono vivo il nostro fare memoria? I silenzi sono tali, oppure assumono il significato di una impaziente attesa? Un discepolo di Cristo non deve pensare di fare la ginnastica quando in chiesa si mette seduto o in piedi o in ginocchio, non deve reputare inutile lo scambio della pace o la partecipazione attiva al canto; tutto ha un suo preciso significato nel dialogo con Dio. Nella liturgia, infatti, nulla è lasciato al caso o all'improvvisazione, e tutto assume il tono di una stupenda sinfonia nella quale presidente, diacono, accoliti, lettori, ministri straordinari, coro e popolo, secondo i rispettivi compiti e ministeri, collaborano al suo completo e perfetto svolgimento. Un testo della Chiesa antica afferma: “Quando tu, Vescovo, insegni, ammonisci il popolo e persuadilo ad essere fedele al raduno in assemblea; non vi manchi, sia fedele alla riunione, affinché nessuno diminuisca la Chiesa non partecipandovi e non si smembri il Corpo di Cristo…! Poiché siete le membra di Cristo non perdetevi fuori dalla Chiesa assentandovi. Come Capo avete, infatti, Cristo, il quale, secondo la sua promessa, è presente in comunione con voi… Non private il Salvatore nostro delle sue membra. Non lacerate e non disperdete il Corpo suo”. Le pagine iniziali del Messale, il grosso libro rosso sul quale il celebrante legge i riti e le preghiere della Messa, riportano le “Norme” per un corretto svolgimento della liturgia. Questo testo, nella sua ultima edizione, è chiamato “Ordinamento Generale del Messale Romano” (OGMR). In esso leggiamo che la Messa è “memoriale”, cioè “fare memoria” dell'ultima Cena, ricordando quanto avvenuto, per dire oggi "io credo, io accetto" e partecipare con fede a questo rivivere odierno dello 'spezzare il pane', così come allora. Non è quindi solamente un segno, non è un rifare quel gesto come fosse solo un ricordo, ma è partecipazione attiva, presenza viva del Figlio di Dio, lì in quel momento assieme a noi, in quel Pane e in quel Vino. I primi cristiani si riunivano per celebrare il giorno del Signore, la domenica appunto, il “primo giorno della settimana”, il primo dopo il sabato, giorno nel quale Cristo Risorto è apparso ai suoi discepoli, venendo in mezzo a loro a porte chiuse: “La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: ‘Pace a voi!’” (Gv 20,19). È “l’ottavo giorno”, il giorno nuovo nel quale il nuovo Adamo ci ha rinnovati con la sua Risurrezione e ci ha resi degni di chiamare Dio Padre. Infatti, come dice S. Paolo:“per uno solo siamo morti nel peccato, per uno solo siamo salvati” (Rm 5,12-21). Non ci sono domeniche più importanti di altre, perché in tutte celebriamo il memoriale della Morte e Risurrezione di Cristo, Figlio Unigenito di Dio, morto una sola volta ma per sempre vittorioso su di essa. Possiamo affermare, invece, che alcune liturgie hanno un tono più solenne di altre perché celebrano un Mistero particolare della vita di Gesù. Pagina 6

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Da come state notando, nel giornalino è presente un’intera pagina dedicata al nostro Papa Francesco. D'altronde, ovunque ci si trovi, in qualche modo si parla sempre del nostro amato Papa che “strabiliantemente” sta mostrando la Chiesa priva delle sue ricchezze, dimostrando che Questa vive attraverso il Vangelo. Sono trascorsi sei mesi dalla sua elezione al Soglio Pontificio, mesi in cui abbiamo visto regalare parole, gesti e abbracci che il Papa ha rivolto al suo gregge affidatogli dal Signore. Papa Francesco in questi sei mesi ha compiuto dei veri gesti rivoluzionari che rompono spesso il cosiddetto protocollo, tanto rispettato dai precedenti Papi. Scende tra il popolo e abbraccia la gente, telefona ai fedeli, sta vicino ai più deboli, i poveri e i malati che ama definire "carne di Cristo". Durante il corso della storia della Chiesa, Dio ci ha regalato tanti “Francesco”: Francesco di Paola, Francesco d’Assisi, Francesco di Sales, Francesco Saverio e ora Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco. Stiamo vivendo un'epoca straordinaria come l'hanno vissuta i nostri nonni ai tempi di Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta e di Giovanni Paolo II. Non vorrei essere idolatro verso il -:- U’ Santu Patri -:-

Papa ma penso proprio che Papa Francesco sia uno dei santi dei nostri giorni. Dio ha dato un compito ben delineato al nostro Papa, far riscoprire la vera fede che l'uomo sta perdendo, cercando di ritornare all'essenzialità della vita, vivendo a fondo il vangelo. Vediamo adesso di ripercorrere i gesti più straordinari compiuti da Papa Francesco dalla sera della sua elezione dopo le dimissioni l’11 Febbraio 2013 di Papa Benedetto XVI. Il 13 Marzo 2013, dopo il conclave, alla quinta votazione, alle ore 20:13 viene eletto Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires. Si presenta al suo popolo vestito solo di bianco, salutando i fedeli con un semplice “buonasera”. La stessa sera, prima della benedizione, decide di chinarsi davanti ai fedeli chiedendo loro di pregare perché scenda anche su di Lui la benedizione di Dio. Da quel giorno Papa Francesco comincia a compiere gesti rivoluzionari. Dopo la messa presieduta da lui aspetta fuori la chiesa di S. Anna, in Vaticano, tutti i fedeli presenti per salutarli uno ad uno, mandando in tilt la sicurezza. Il Giovedì Santo volle celebrarlo in un carcere minorile compiendo il rito della lavanda dei piedi ai minori. Come

non dimenticare poi la GMG in Brasile con la presenza di oltre tre milioni di ragazzi, il viaggio a Lampedusa tra i profughi Africani, la veglia di Pace per la Siria e il suo storico grido "Scoppi la Pace, mai più la guerra", la visita pastorale a Cagliari e il commovente incontro con i numerosi disoccupati, ed infine la visita alla città di Assisi, la città del santo da cui ha preso il nome per essere esempio di una “Chiesa povera e per i poveri”. Insomma Papa Francesco sta dando i primi segni di quello che sarà il suo grande pontificato, vivendo accanto ai giovani, i poveri, i malati e soprattutto accanto al suo amato caro popolo. Francesco Neri

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Domenica 29 Settembre durante la messa solenne delle ore 12.00 il Parroco, Padre Saverio, ha presentato alla comunità di S. Francesco di Paola il nuovo gruppo giovani, invitandolo calorosamente all’altare e riponendo in esso sogni e buone speranze. Questa bellissima esperienza è iniziata ben prima di quel giorno, grazie ai fatidici volantini realizzati dal responsabile del gruppo, nei quali si davano informazioni riguardo all’intenzione di formare un gruppo giovani in parrocchia. Uno di questi volantini è riuscito, potremmo dire grazie alla Provvidenza, a catturare l’attenzione di Francesco, la futura “mascot” del gruppo. Egli, interessato alla cosa, ha parlato di ciò a diversi suoi amici e successivamente ha contattato Fabrizio e così, dopo una svariata serie di e-mail e messaggi, si è riusciti ad organizzare la prima riunione per venerdì 13 settembre. Nonostante la “data avversa”, tutto quanto è Pagina 8

andato bene, ci siamo presentati e ciascuno ha liberamente proposto delle attività da svolgere lungo il percorso: volontariato, partite di calcetto, momenti di preghiera e formazione, e tante altre cose. Questo incontro, però, non poteva definirsi ufficiale, mancava la nostra guida spirituale, ovvero fra Antonio. Egli non ha tardato ad arrivare e, già al secondo incontro, si è mostrato con tutta la sua solarità e simpatia, sfoggiando un sorriso a trentadue denti. Quella sera abbiamo ribadito per i nuovi arrivati le cose dette precedentemente e poi fra Antonio ci ha proposto una prima attività collettiva: l’incontro regionale dei giovani a Siracusa. Nell’entusiasmo comune, senza indugiare, abbiamo accettato organizzandoci subito per il 12 e 13 Ottobre 2013. Nel frattempo i membri del gruppo aumentavano sempre di più, quasi come vi fosse la mano del “Santu Patri”, S.Francesco di Paola, a guidare i ragazzi. Ed è proprio “U’ Santu Patri” il nome che abbiamo deciso di dare al gruppo, nome con cui la Sicilia chiama questo grande Santo. Inoltre ogni venerdì era reso più dolce grazie alle merende preparate con cura ed amore da tutti noi, certamente difficili da rifiutare, che divoravamo alla fine della serata. L’ultimo incontro, prima della presentazione in chiesa, è stato venerdì 27. Anche questa volta il numero dei partecipanti era cresciuto, e fu proprio in quella occasione che fra Antonio ci chiese di aiutarlo a pre-

parare insieme i 260 sacchi della spesa da consegnare alle famiglie più povere della zona. Immediatamente abbiamo detto di si, senza pensare troppo al numero dei sacchi e, in poche ore, attraverso una “catena di montaggio quasi impeccabile”, tra la confusione generale, il sudore e le zanzare, siamo riusciti a portare a termine il lavoro. Proprio quella volta, prima di iniziare l’incontro, fra Antonio ci aveva letto un passo toccante del vangelo di Matteo, spiegandoci che per aiutare Gesù a fare del bene, non bisogna pensare solamente a grandi cose, ma bastano piccole azioni come aiutare i più deboli e i più bisognosi, proprio come avrebbe fatto Cristo, senza aspettarci nulla in cambio, cosa che avremmo fatto di lì a poco. Luca Pipitò

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La Fede sfida il futuro - il futuro sfida la Fede Questo è il titolo della Giornata Regionale dei Giovani (GRG) di Sicilia, tenutasi lo scorso 12-13 Ottobre a Siracusa. Il gruppo “U’ Santu Patri” era lì! purtroppo non al completo, ma era lì! a sfidare il futuro, a sfidare se stesso in questa prima avventura di gruppo... La nostra Fede ci ha ripagati realizzando qualcosa di indescrivibile e facendoci crescere in amicizia e gioia. Solo chi ha partecipato ad una di queste esperienze può capire realmente cosa vuol dire vivere la vera aggregazione, che non si ferma davanti a nulla. La GRG è durata solo due giorni, anzi meglio dire uno e mezzo, ma questo tempo si è meravigliosamente prolungato… 36 ore di amore continuo verso nostro Signore e verso la sua tenerissima Madre. Facendo un po’ la cronaca di questa giornata… è giusto raccontarvi che: Anzitutto abbiamo iniziato facendo una veglia di preghiera, in parrocchia, per prepararci a questo importante evento, un momento di preghiera a cui

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si sono uniti molti parrocchiani che hanno accolto il nostro invito e che hanno commentato con noi dicendo “roba da far accapponare la pelle”. Sabato siamo partiti alle ore 13 da piazzale Giotto alla volta di Siracusa, che ci ha accolto intorno alle ore 16.30. Al nostro arrivo siamo stati indirizzati al Collegio-Convitto di Maria Santissima, una struttura immensa, che insieme al suo stupendo superiore don Angelo ci ha ospitato in modo ineccepibile dandoci la possibilità di poter srotolare i nostri sacchi a pelo. Alle ore 17 abbiamo partecipato all’incontro dei Giovani della Diocesi di Palermo con Sua Eccellenza Mons. Raspanti, Vescovo di Acireale, che durante questo momento di catechesichiaccherata, alla domanda di Francesco: “Eccellenza siamo della parrocchia San Francesco di Paola di Palermo e siamo un gruppo giovani che si è formato da poco, che consigli ci dà all'inizio di questa avventura?”, ha risposto: “Ragazzi capisco bene che per ora

siete pieni di entusiasmo per le cose che fate e che lo stare insieme vi elettrizza... io vi consiglio di godervi questo entusiasmo fino alla fine... fino all'ultima goccia... ma quando questo sarà finito ricordatevi che se siete in gruppo non lo siete per caso ma perchè Gesù vi vuole accanto e vi ha attirati a Sè con gli zuccherini della fraternità e della bellezza dello stare insieme, non dimenticate mai di rivolgervi a Lui... non togliete mai lo sguardo da Lui... siate forti in tutto perchè Lui è accanto a voi. Vi auguro di compiere un bel cammino...". Dopo questo primo momento di formazione è seguita la grande festa in piazza Santa Lucia. Un tripudio continuo di canti, balli, giochi, luci, musiche, preghiera e riflessioni, insomma una festa dai mille colori e dalle mille sfaccettature, che ci ha coinvolti sino alle ore 1.30 del mattino… Ma naturalmente dopo questo momento di festa pura si poteva Pagina 9


andare a dormire??? assolutamente no!!! ecco perché, nonostante la stanchezza siamo rimasti in camerata a scherzare e divertirci...insieme al gelato di don Angelo, ai ragazzi delle altre diocesi e a Fabrizio che ci ripeteva di andare a dormire... Finalmente per lui, alle 3.00 siamo andati a letto, ma non credete che il giorno dopo eravamo stralunati... Noooooo! lo può testimoniare fra Antonio che, venuto a svegliarci alle 7 del mattino, ci ha visti belli pimpanti e già all’opera, facendo confusione e cantando. Pensate addirittura che i Boy Scout che alloggiavano vicino a noi, nel viaggio di rientro, si sono lamentati della nostra troppa attività. Insomma, tutti a lavarsi e spicciarsi e dopo la colazione offerta da don Angelo tutti a messa al Santuario dell

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Madonna delle Lacrime. Raccontarvi questa celebrazione...? Beh, sarebbe troppo lungo, vi diciamo solo che hanno partecipato tutti i vescovi di Sicilia e tutti i ragazzi pervenuti lì per questo evento, circa 2000. Una celebrazione ricca di Gioia, Fede e Amore. Dopo l’affidamento dei Giovani a Maria e il Mandato ai Giovani da parte del Cardinale Romeo, il pranzo consumato in allegria e fraternità, siamo rientrati a casa ringraziando Dio e soprattutto chiedendoci quando potremmo rivivere un momento simile, per sentirci Fratelli, Giovani e Cristiani… Se anche voi siete Giovani e vi state facendo questa domanda... vi rispondiamo noi! il prossimo mese organizzeremo un giorno di comunione fuori

Palermo... contattaci al nostro sito o su facebook e ti terremo in considerazione per divertirti con noi !!! NB. Quasi dimenticavo... volevamo ringraziare di cuore un supermercato della zona che ci ha offerto la cena e la doppia colazione... Grazie!

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La notte di Halloween e la festa cristiana dei santi: opposizione o continuità? Ogni anno, la notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre, si festeggia la notte di Halloween, celebrata principalmente negli Stati Uniti, ma evolutasi ultimamente anche nel nostro Paese, con caratteristiche molto varie e simbologie legate al mondo dell’occulto. Non tutti forse sanno però, che la parola Halloween, dall’inglese All Hallow's, è di origine cristiana; composta da hallow (= santificare) ed eve (abbreviazione di evening = sera), indica semplicemente la “Sera della festa dei Santi”, la “Vigilia della festa dei Santi”. La Chiesa cattolica, l'1 novembre celebra, infatti, la solennità di tutti i Santi e la sera del 31 ottobre è appunto la vigilia della festa. Le origini di Halloween tuttavia risalgono alla festa di Samhain celebrata, secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa, il 31 ottobre come fine dell’estate. Il passaggio da Samahin ad Halloween manifesta un atteggiamento tipico del cristianesimo che non disprezza mai quanto gli preesiste storicamente, ma ne sa cogliere il valore per riproporlo alla luce della pienezza di vita che proviene dal Vangelo. La festa celtica di Samhain era un momento di contemplazione gioiosa, in cui si faceva memoria della propria storia, della propria gente, dei propri cari, in cui si celebrava la speranza di non soccombere alle sventure, alle malattie, alla morte stessa, che non era l'ultima parola, se era vero che i propri cari potevano essere in qualche modo presenti. Nella magica notte di Samhain non erano le oscure forze del caos che riportavano nel mondo i morti, ma il ricordo e l'amore dei vivi che li celebravano gioiosamente. -:- U’ Santu Patri -:-

L’annuncio del Vangelo nel mondo celtico si misurò con questa tradizione che manifestava il desiderio che la morte non fosse l’ultima parola sulla vita umana e testimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime. Il cristianesimo comprese che la propria convinzione della costante presenza ed intercessione della Chiesa celeste, della comunione dei santi che già vivono in Dio, poteva rinnovare dall’interno l’attesa ed il desiderio che la tradizione di Samhain celebrava. La resurrezione di Cristo era l’annuncio che la presenza benedicente dei propri defunti non era pura illusione, ma certezza dal momento che noi, i viventi di questa terra, viviamo accompagnati dal Cristo e da tutti i suoi santi. Così, intorno all’VIII secolo, Samhain si “cristianizzò” in Halloween, sottolineando l'aspetto della santità e della comunione dei santi, legame tra le generazioni di cristiani, dei presenti e di coloro che ci hanno preceduti. Si dovette aspettare però il 1475, col pontificato di Sisto IV, perché la festività di Ognissanti fosse obbligatoria in tutta la Chiesa Universale. Ben presto si decise di legare alla festa dei Santi anche la commemorazione di tutti i Defunti, di coloro che non erano morti in piena santità di vita, perché si pregasse per loro e perché si coltivasse la speranza certa della loro salvezza e della loro intercessione per i loro cari in terra. Era così compiuta la piena valorizzazione dell’antica tradizione celtica nella fede cristiana. È utile a questo punto soffermarsi a cogliere le conseguenze educative di que-

sta ricostruzione storica: il binomio Samhain-Halloween può sempre di nuovo essere raccontato, in primo luogo perché non si abbia paura dei santi e dei morti, ma impariamo a confidare nell’assistenza di coloro che sono già in cielo; in secondo luogo perchè sappiamo che esiste un modo per amare chi non è più su questa terra e che esso consiste nel pregare per loro; in terzo luogo perché si rifletta sui desideri profondi del cuore umano che non si rassegna a vedere scomparire nel nulla i propri cari e sulla bellezza del Vangelo che mostra che questi desideri non restano inappagati, ma vengono realizzati dalla misericordia di Dio; in quarto luogo perchè possiamo comprendere la ricchezza della storia della Chiesa e l’atteggiamento del discernimento che sempre la deve caratterizzare. Non si proponga pertanto una scelta educativa di opposizione alla festa. Essa può essere, invece, occasione per una riscoperta degli antichi motivi che hanno dato origine a questa tradizione, liberandola dalla dimensione puramente consumistica e commerciale e soprattutto estirpando la patina di occultismo cupo dal quale è stata rivestita. Si faccia festa, dunque, una festa a lungo attesa, e si spieghi chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, l'avvicinarsi dell'inverno, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Parrocchie, scuole e famiglie si impegnino in modo positivo e perfino simpatico affinché i bambini vengano educati a considerare la morte come Pagina 11


evento umano, naturale, di cui non si debba aver paura. Tutto ciò, magari anche sotto la forma del gioco, può essere frutto di profonda riflessione e, perché no, di conversione. In fondo, non c’è nessuno che di fronte alla morte non si senta mettere in questione il proprio stile di vita, fosse pure per una volta all’anno…all’inizio di novembre!

bre sse da Novem e M te n a S i r Ora 10.00 - 18.30 riale : 8.00 .00

Fe 0 - 20 - 12.00 - 18.3 0 .3 0 1 0 .3 Festivo 8

Rosario Cirrincione e Fabrizio Formisano

Segreteria Ufficio Parrocchiale

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Scuola Catechistica

Gruppo Giovani e 21.00 or tti i Venerdì alle

Riunione tu sa ogni Domenica es M lla de ne io az Anim alle ore 10.30 le 16.30 alle 18 al d ì, d le co er m Ogni a Maria, , con suor Ann ra ar it ch i d o cors rgica nimazione litu finalizzato all'a

I anno per la Prima Comunione: ogni Martedì ore 16.30/18.00 II anno per la Prima Comunione: ogni Lunedì ore 16.30/18.00 Sono aperte le iscrizioni per il post-comunione, per quanti desiderano continuare l'esperienza del catechismo, (non solo in vista della preparazione al sacramento della Confermazione)

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Numero 1

Giornalino parrocchiale ottobre 2013  

Giornalino del Gruppo Giovani della Parrocchia "San Francesco di Paola" Palermo

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