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Anno 1 Numero 5

Marzo 2014

usantupatri.giovani@libero.it

All’interno troverete : La Redazione / La Parola ai frati Minimi

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Minimi in Luce / Papa Francesco NEWS

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Gruppo Giovani “U Santu Patri”

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Angolo del Vangelo

pag. 6-7

La Quaresima

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Il Parrocchiano / Quaresima 2014

Pag. 9-10

“Se qualcuno fa qualcosa: e tu?”

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Appuntamenti in Parrocchia

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Carissimi Lettori, Siamo giunti al quinto numero del nostro giornalino, un numero intenso e particolare perché nasce tra i preparativi delle tante iniziative che ci impegneranno in questo Tempo Forte di Quaresima, primo tra tutti, il transito della Reliquia del Beato Giuseppe Puglisi nella nostra parrocchia. Questo evento, che si terrà nei giorni 14/16 Marzo, ci vedrà protagonisti nel testimoniare l’amore a Cristo e alla sua Croce. In molteplici modi manifesteremo la nostra fede di battezzati durante questi intensi giorni, tra gli appuntamenti, in particolare vogliamo sottolineare la Veglia di Preghiera che si terrà giorno 15 Marzo 2014 alle ore 21.00 in parrocchia, nella quale i giovani ci aiuteranno a pregare ed a fare esperienza della figura di P. Pino Puglisi. Ma non solo questo è in programma... Ci stiamo preparando anche al grande evento della “Via Crucis Vivente” che vedrà noi giovani impegnati nella rappresentazione “vivente” del Vangelo della Passione… molto presto sarà pubblicato il programma. Oggi, con il sorriso e la gioia che abbiamo nel cuore dopo la festa di carnevale, una festa impegnativa che ci ha visti completamente trasformati esteticamente, vi chiediamo di pregare per noi... il gruppo giovani della nostra parrocchia... affinché tutti i desideri, le iniziative ed i buoni propositi che affollano il nostro cuore, siano illuminati dalla Luce di Cristo e sorretti dal bastone di Francesco di Paola. Buona Lettura !

fede e per chi deve ritornare alla

di casa, nell’elevare suppliche

l’impegno intenso e accurato per intavolare cammini credibili di conversione per tutti i credenti. Fare penitenza non è altro che rinnovare l'esistenza in risposta all’appello di Cristo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,15). Tutto ciò si traduce in un’opera accurata che ha per soggetto la Chiesa (e in essa ciascun battezzato) per ricondurre i peccatori all’incontro con Dio: azioni di riscatto concrete fatte di ascolto della Parola e di preghiera, di dialogo interpersonale e di tappe comunitarie, di spazi di silenzio e di momenti di verifica. Questo è l’agire di una Chiesa che fa penitenza, tutta coinvolta nello sforzo di prendere per mano il fratello che è rimasto indietro a causa di tante povertà materiali e spirituali, nell’indicargli la strada

Ci sia da guida il nostro Santo Padre e Fondatore Francesco di Paola che visse per tutta la sua vita nello stile quaresimale, facendo della “vita quadragesimalis” la forma di sequela evangelica che lo Spirito Santo gli aveva ispirato per se e i suoi compagni. A tutti voi, un fruttuoso cammino di conversione, ricco di tanta preghiera e di profumate opere di carità.

È iniziata la Quaresima: bellezza della grazia battesimale. fiduciose al Solo che può guarire, A questo recupero conduce nel tracciare piste convincenti e fratelli e sorelle… l’esperienza penitenziale, fattibili di vera conversione. si cambia!!!! Amati parrocchiani, amici e benefattori, il Signore ci concede anche quest’anno di vivere una nuova Quaresima, il cammino di quaranta giorni che sfocia nella Settimana Santa e poi nel Tempo di Pasqua. Ci inoltriamo con fede in questa nuova avventura in cui tutto può accadere, come avviene quando la nostra vita incrocia quella di Gesù. Già la Sacrosantum Concilium al n. 109 si premura di ricordare il duplice carattere della Quaresima: tempo di immediata preparazione al battesimo per coloro che lo celebreranno nella Veglia Pasquale e tempo di riscoperta o di recupero della propria identità cristiana smarrita o deturpata dal peccato per i già battezzati. Tempo iniziatico per eccellenza, per chi deve nascere alla Pagina 2

I vostri frati minimi

Anno 1

Numero 5


Beato Nicola Saggio da Longobardi Rubrica a cura di S. Alessandro Cusimano Sarà il primo religioso del Primo Ordine dei Minimi a essere proclamato santo dopo la canonizzazione del fondatore, Francesco di Paola. La commissione dei teologi ha dato il via libera al riconoscimento del miracolo attribuito al beato Nicola Saggio da Longobardi. Si sblocca così l'iter di canonizzazione e nel corso della prossima seduta ordinaria della Congregazione per le cause dei Santi, i cardinali e i vescovi potranno prendere atto del parere e aggiungere il loro nulla osta al dossier da presentare al Papa il quale potrà firmare il decreto per poi stabilire la data della cerimonia solenne che sarà comunicata nel corso di un prossimo concistoro. Il Beato Nicola nacque a Longobardi il 6 gennaio 1650 da Fulvio Saggio e Aurelia Pizzini, appartenenti ad un'antichissima famiglia. Fu il primo di tre figli. Si racconta che, nel momento stesso in cui nacque, una fiamma misteriosa fu vista risplendere sul tetto della sua casa, quasi a voler simboleggiare la sua vita piena di luce. Nel giorno del battesimo gli fu imposto il nome di Giovanbattista. Pur avendo una grande inclinazione per lo studio non fu mandato a scuola, non avendo i suoi genitori la possibilità economica di mantenervelo. Aiutò, dunque, il padre nel lavoro dei campi. Già da giovanissimo digiunava diverse volte alla settimana e non mancava mai di ascoltare la messa. Una volta, avendogli il padre impedito di lasciare in sospeso il lavoro per andare in chiesa, finse di non sentirsi bene e andò al paese ad -:- U Santu Patri -:-

ascoltare la messa. Tornato, riuscì a mietere il grano con abbondanza e con una velocità prodigiosa. Frequentava spesso la Chiesa dei Religiosi Minimi di Longobardi e vi passava intere giornate in preghiera. A venti anni, Nicola decise di entrare in monastero. I suoi genitori però lo ostacolavano con fermezza. Di fronte alla furia della madre per la scelta, ormai definitiva del figlio, Nicola divenne cieco e riacquistò la vista solo quando i genitori si pentirono e lo lasciarono libero di seguire la propria vocazione. Chiese l'abito di S. Francesco e fu assegnato al Convento di Paola. Terminato l'anno di noviziato, passò a Longobardi e poi, ancora, a S. Marco Argentano, a Montalto, Cosenza, Spezzano e Paterno. La fama delle sue virtù, ben presto arrivò fino a Roma. Mancando proprio a Roma, nel Collegio di S. Francesco di Paola ai Monti, un religioso, fu chiamato presso la parrocchia del Collegio. In questo periodo si recò al Santuario di Loreto. Tornò talmente arricchito da far dire ai suoi confratelli: "Fra Nicola è andato buono a Loreto ed è ritornato a Roma santo". Divenuto una figura troppo popolare, fu fatto tornare in Calabria dai suoi superiori. Era l'anno 1693, in quel periodo la Calabria era in allarme a causa delle continue scosse di terremoto. I marchesi della Valle lo invitarono nel loro feudo di Fiumefreddo, da allora le scosse cessarono. Nel 1696 fu trasferito a Longobardi. Divenne modello di perfezione, e negli uffici di cuoco, porti-

naio, sacrestano e questuante, rifulse oltre che la sua semplicità, anche una grande pietà, per cui il Signore lo investì dei sui carismi e spesse volte fu rapito in estasi. Ebbe il dono dei miracoli, delle profezie e della scrutazione dei cuori, ricevendo profonde rivelazioni sul mistero della SS.ma Trinità. Negli ultimi anni della sua vita, fu richiamato a Roma. Qui altri eventi eccezionali dimostrarono che aveva il dono dell'ubiquità. Predisse la data della sua morte che arrivò alla mezzanotte del 3 febbraio 1709 nel Convento di S.Francesco di Paola ai Monti, in Roma. Le sue ultime parole furono: Paradiso, Paradiso! Pio VI lo dichiarò Beato il 17 Settembre 1786.

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Sulle tracce di Papa Francesco !!!

Carissimi lettori, rieccoci qui, come di consueto, con la nostra rubrica "Papa Francesco News". Nell'articolo del precedente numero abbiamo inserito, all’interno della stessa rubrica, "Sulle tracce di Papa Francesco" ripercorrendo i momenti più significativi della vita di Jorge Mario Bergoglio, prima che diventasse Pontefice.

che sta succedendo qualcosa di forte. Il nuovo papa si mostra al mondo, il pastore si mostra al suo gregge. Tutti rimangono congelati dallo sguardo di quell'uomo visibilmente commosso. Poi il ghiaccio si scioglie quando il papa con quel dolce "Buonasera" entra automaticamente nel cuore di tutti. Abbiamo chiesto a diverse persone di ogni età, giovani, bambini e adulti, cosa pensano di Papa Francesco e quali sono le prospettive del suo pontificato.

Papa Francesco nel cuore dei...Giovani. Cosa ne pensi di Papa Francesco? Quali prospettive si In questo numero dovevamo annunciano per la Chiesa? inserire la continuazione Ecco cosa ci hanno risposto: dell’articolo precedente, ma dovete sapere cari parrocchiani, che il 13 Papa Francesco è un uomo straormarzo Papa Francesco fa un anno dinario! Riesce a farsi capire da esatto dalla sua elezione a Sommo tutti. È molto umile e soprattutto Pontefice. Un anno intenso, pieno quello che dice lo fa. Penso che adesso per la Chiesa stia per arridi parole, gesti e misericordia. vare una nuova era, un ritorno alle Così abbiamo deciso di dedi- origini, ai valori cristiani dettati da care a lui questo articolo, intitolan- Gesù e dimenticati dall'uomo. dolo "Papa Francesco nel cuore Questo Papa mi piace, personaldi tutti" si, nel cuore di tutti. Per- mente non sono cristiano, ché è così! eppure quando parla lo Questo uomo sin da subito è ascolto molto volentieri. riuscito a conquistare il cuore di Spero che con lui gli scanmilioni di fedeli, e non solo. Ricor- dali della Chiesa vengano diamo tutti quel giorno… Era il 13 cancellati definitivamente. Papa Francesco nel Marzo 2013, un mercoledì. Eravamo tutti dinanzi al televisore, piaz- cuore degli Adulti: E' un za san Pietro era invasa di fedeli santo! Un uomo di Dio. provenienti da ogni parte del mon- Ho 75 anni e di tutti i suoi do. Il colonnato della piazza sem- predecessori lui è diverso. brava che abbracciasse il popolo di Niente da togliere agli altri Dio. Alla quinta votazione final- per carità, ma lui è divermente arriva la fumata bianca, suo- so, sembra che sia guidato nano le campane, tutti avvertiamo dallo Spirito Santo, io Pagina 4

quando lo vedo piango sempre. Prego sempre per lui. Nel mio cuore ho Papa Francesco e Padre Pio. Penso che questo Papa cambierà la Chiesa, non sono credente ma grazie a lui sto rivalutando la mia fede. Il Signore ci ha mandato un uomo che guiderà il suo gregge. Questo papa ha il compito di riaccendere la fede ormai persa dall'uomo. Papa Francesco nel cuore dei...Bambini: Papa Francesco è buono, per me è come un nonnino buono. A Papa Francesco io voglio tanto bene. Papa Francesco è bravo, a me piace tanto perché sorride sempre con noi bambini. Grazie papa Francesco per quello che sei e per quello che fai per noi e auguri per questo tuo primo anniversario!!! Francesco Neri

Anno 1

Numero 5


Carnevale Anche quest'anno è Carnevale! "Come ogni anno", penserete voi… e invece per noi ragazzi del Gruppo Giovani "U Santu Patri" è stato un po' più speciale degli altri anni, perché lo abbiamo festeggiato insieme, aggiungendo anche questo piccolo tassello ai momenti più belli e divertenti passati nella gioia della comunione. Non so se lo sapete ma il termine "Carnevale" deriva probabilmente dal latino medievale "carne levare", cioè "togliere la carne" dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto della religione cattolica di mangiare la carne durante i quaranta giorni di Quaresima. Infatti è tradizionalmente il periodo che La precede e si conclude il giorno di martedì grasso, che appunto precede il Mercoledì delle Ceneri primo giorno di Quaresima. Detto questo, sabato 1 marzo alle ore 21.00, presso il salone San Francesco della nostra parrocchia, si è svolta una piccola festicciola organizzata da noi ragazzi. Diciamo che la vera "party planner" é stata Roberta Patricola, membro del gruppo, che si è occupata dai più piccoli dettagli, che ora vi dirò, a "procacciare" il cibo per noi tutti. Tra indiani, clown, principesse e costumi di ogni sorta, ci siamo divertiti parecchio, facendo intanto del "buon e sano" chiasso. Prima di iniziare a mangiare, ballare, giocare e quant'altro Rosario Cirrincione e Fabrizio Formisano (che in quelle vesti sembrava meno formale del solito, dato il suo aspetto da clown) ci hanno in-:- U Santu Patri -:-

vitato a tenerci tutti per mano così da formare un grosso cerchio, e stretti bene l'un l'altro, a nome di tutti, abbiamo ringraziato Gesù e San Francesco che ci stanno permettendo di vivere questa meravigliosa esperienza, di crescere nella fede, di conoscersi ma soprattutto di poter confidare in questo gruppo, che ormai é diventato a pieno parte della nostra vita. A pancia piena, dopo aver scattato innumerevoli foto, sotto invito di Fra Antonio, siamo saliti nel salone delle Favole dove stavano festeggiando le famiglie, e uniti a loro abbiamo ballato per un bel po' di tempo, tanto da trovarci sudati e "stranamente" di nuovo affamati. Ecco che a metà serata, infatti, in una stanza accanto ci si presenta un tavolo imbandito e straripante di dolcezze, tra cui anche i nostri chilometrici pan brioches con la Nutella. Riempite per bene le nostre insaziabili pance, abbiamo ripreso le danze e, dopo le chicchere, gli

scherzi e i balli, ci siamo recati di nuovo nel salone e ricordatoci che pur essendo tardi, l'indomani dovevamo svegliarci ben più presto delle altre settimane (ricordo ancora che la messa di Domenica dalle 10.30 è stata spostata alle 10.00), abbiamo contribuito un po' tutti a ripulire il salone, ma prima degli ultimi saluti abbiamo fatto lo "spoglio" della votazione segreta circa la migliore maschera maschile e femminile della serata, i vincitori, del tutto meritato, sono stati Fabrizio e Federica Neri. Brevemente questo é quello che abbiamo vissuto sabato, ma sicuramente questo articolo non può esprimere appieno l'immensa gioia e le risate insieme; chiuderei così con le parole di Martin Luther King: "dobbiamo imparare a vivere insieme da fratelli o periremo insieme come stolti". Venere Rigano

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In ascolto del Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini, In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. Abbiamo iniziato col Mercoledì delle Ceneri il tempo di Quaresima e il vangelo delle Ceneri ci ha proposto un cammino fatto di opere buone, elemosina, preghiera, digiuno. Pare difficile cogliere la possibilità della gioia in tutto ciò e ci sembrano prospettive opposte alla pienezza di vita a cui aneliamo. Dunque tre temi: l’elemosina (6,1-4), la preghiera (6,5-6) e il digiuno (6,16-18). Sono tre opere di pietà che in questo tempo forte di Quaresima siamo tutti chiamati a intensificare, come impegno serio, maturo e responsabile in preparazione alla Pasqua. Ritorniamo al testo del vangelo e iniziamo ad ascoltarlo col cuore. Matteo 6,1: Non praticare il bene per essere visto dagli altri. Gesù critica coloro che fanno le buone opere per essere visti dagli uomini. Gesù chiede di costruire la sicurezza interiore non in ciò che noi facciamo per Dio, ma in ciò che Dio fa per noi. Dai consigli che Lui dà emerge un nuovo tipo di rapporto con Dio: “Tuo Padre, che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Mt 6,4). "Vostro Padre sa di cosa avete bisogno, prima che voi glielo chiediate” (Mt 6,8). "Se perdonate agli uomini le loro colpe, anche il Padre vostro vi perdonerà" (Mt 6,14). E’ un cammino nuovo che si apre ora per accedere al cuore di Dio Padre. Gesù non permette che la pratica della giustizia e della pietà sia usata quale mezzo di autopromozione dinanzi a Dio e dinanzi alla comunità. Come praticare l’elemosina. Dare l’elemosina è un modo di condividere, assai raccomandato dai primi cristiani. Troviamo una forte testimonianza nel Libro degli Atti (2,44-45; 4,32-35). La persona che pratica l’elemosina e la condivisione per promuovere se stessa dinanzi agli altri merita di essere esclusa dalla comunità, come avvenne con Anania e Safira (At 5,1-11). Oggi, sia nella società come pure nella Chiesa, ci sono persone che fanno una grande pubblicità del bene che fanno agli altri. Gesù chiede il contrario: fare il bene in modo tale che la mano sinistra non sappia ciò che fa la destra. E’ il distacco totale e il dono totale nella gratuità dell’amore che crede in Dio Padre e imita tutto ciò che fa. Pagina 6

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Numero 5


Come praticare la preghiera. La preghiera pone la persona in rapporto diretto con Dio. Alcuni farisei trasformavano la preghiera in un’occasione per mostrarsi ed esibirsi dinanzi agli altri. In quel tempo, quando suonava la trombetta nei tre momenti di preghiera, mattina, mezzogiorno e sera, loro dovevano fermarsi nel luogo dove stavano per pregare. C’era gente che cercava di stare negli angoli in luoghi pubblici, in modo che tutti vedessero che stava pregando. Orbene, un atteggiamento di questo tipo perverte il nostro rapporto con Dio. E’ falso e non ha senso. Per questo, Gesù dice che è meglio chiudersi nella stanza e pregare in segreto, mantenendo l’autenticità del rapporto. Dio ti vede anche nel segreto, e Lui ti ascolta sempre. Si tratta di una preghiera personale, non di una preghiera comunitaria. Come praticare il digiuno. In quel tempo la pratica del digiuno era accompagnata da alcuni gesti esterni ben visibili: non lavare il volto, non allisciarsi i capelli, usare vestiti sobri. Erano segnali visibili del digiuno. Gesù critica questa forma di digiuno e ordina di fare il contrario, così gli altri non possono rendersi conto che sta digiunando: fatti il bagno, usa il profumo, arricciati bene i capelli. Così, solo il Padre che vede nel segreto sa che tu stai digiunando e lui saprà ricompensarti. Colpisce una parola in questo brano: segreto. Sembra quasi che il Vangelo ci voglia invitare a vivere una fede mascherata, fatta di gesti che però nessuno, se non il padre, può vedere! In realtà Gesù ci chiede di essere testimoni autentici, veri, senza secondi fini; senza la preoccupazione di essere giudicati. Il digiuno e la preghiera, anche se a volte difficili da vivere e poco comprensibili, assumono un carattere di essenzialità: nella vita presa da mille pensieri e impegni ci aiutano a riconoscere ciò che è davvero importante. Digiuno, preghiera e carità attestano che il nostro corpo, orante o intento a compiere o ricevere gesti di carità o ancora occupato a prendere cibo o ad astenersi dal mangiare, è la pagina sulla quale possono essere impresse le tracce del nostro fallimento, ma anche della nostra vittoria con Cristo. Dalla cenere di ciò che si è alla luce di ciò che si può essere sulle orme di Cristo, uomo nuovo. Buona lectio e Santa Quaresima a ciascuno di voi. Fra Antonio Porretta o.m.

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“Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2 Cor 5,20-21;6,1-2). Questo splendido testo ci viene proposto ogni anno all’inizio della Quaresima come il più adatto ad introdurci nei contenuti del cammino quaresimale: La Quaresima è infatti “un tempo favorevole per riscoprire la fede in Dio come criterio-base della nostra vita e della vita della Chiesa. Ciò comporta sempre una lotta, un combattimento spirituale, perché lo spirito del male naturalmente si oppone alla nostra santificazione e cerca di farci deviare dalla via di Dio”. I testi liturgici ce ne parlano come di un cammino spirituale verso la pasqua di Cristo, sotto la mozione dello Spirito che ha guidato Gesù nel deserto e lo ha reso forte e invincibile nella tentazione per conquistarne i suoi frutti: amore, gioia, bontà, fedeltà, mitezza. È un cammino di rinnovamento e di conversione vera per raddrizzare le nostre vie, per riorientare la nostra vita a Dio, rinnovando la scelta battesimale. Cammino di ritorno a Dio che ci attende con pazienza, come il Padre. Cammino verso una migliore, più profonda e vitale conoscenza di Cristo testimoniata nella nostra vita. Cammino verso la libertà, prefigurata da quello del popolo dell’antica alleanza nel deserto. Cammino di riconciliazione con se, con gli altri e soprattutto con Dio. Non soltanto cammino, ma anche combattimento, lotta contro lo spirito del male, il male in tutte le sue forme, il male fin nelle sue radici. Contro i vizi, contro il peccato, contro le seduzioni del maligno, le cose che il maligno ci fa vedere belle e appetibili come ai progenitori nell’Eden, come a Cristo nel deserto, e che tali non sono, le seduzioni a cui abbiamo rinunziato nel battesimo. Contro la pretesa di realizzare la propria vita per vie che non sono quelle della fede (la ricerca del potere, del successo senza la croce, senza la pazienza, l’umiltà, il servizio, l’amore, l’impegno). Contro il nostro egoismo, che non ci fa vedere gli altri, ci fa pensare solo ai nostri problemi, sofferenze, bisogni, comodità. La Quaresima è anche terapia, cura spirituale, per rinnovarsi spiritualmente. Così infatti preghiamo nell’orazione dopo la comunione del Mercoledì delle ceneri: “Questo sacramento... ci sostenga nel cammino quaresimale, santifichi il nostro digiuno e lo renda efficace per la guarigione del nostro spirito”. Dunque cammino, combattimento, terapia che dura quaranta giorni, quanti ne trascorse Noè nell’arca prima di vedere la terra purificata e rinnovata, quanti furono gli anni che il popolo della prima alleanza dovette peregrinare nel deserto prima di giungere alla terra della libertà, quanti furono i giorni trascorsi da Mosè sul monte per purificarsi prima di poter contemplare il volto di Dio e sentire la sua voce, quanti ne occorsero ad Elia peregrinando nel deserto prima di giungere all’esperienza soave e rinfrancante di Dio sull’Oreb, quanti furono i giorni del digiuno di Gesù prima della vittoria sul principe di questo mondo, simbolo della vittoria pasquale. Cammino, combattimento, terapia devono essere fatti insieme, comunitariamente, da tutto il popolo di Dio, aiutandosi l’un l’altro con l’esempio, l’incoraggiamento e la preghiera. Il popolo di Dio, dice S. Leone Magno, diventa invincibile quando tutto insieme si mobilita nella penitenza e nella preghiera. Il viatico di questo cammino, le armi di questo combattimento, le medicine di questa terapia, dicono i testi liturgici, sono il digiuno (Mercoledì delle Ceneri, colletta e dopo comunione, prefazio IV), le opere di carità e di penitenza (Mercoledì delle Ceneri, sopra le offerte) la Parola di Dio (I domenica A, colletta), la preghiera e la carità operosa (prefazio I), le opere della penitenza quaresimale (prefazio III). In pratica sono quelli indicati dalla lettura evangelica del mercoledì delle ceneri, quelli impiegati da Gesù stesso durante la permanenza nel deserto e quelli suggeriti dalla tradizione ecclesiale attraverso i secoli. Il Vangelo della Trasfigurazione che ogni anno leggiamo nella seconda domenica di Quaresima corona quanto detto: Gesù è in cammino verso Gerusalemme e ha annunziato la sua passione. Mentre egli prega sul monte il suo volto diventa luminoso, le sue vesti candide, compaiono accanto a lui Mosè ed Elia, la nube dello Spirito li avvolge e la voce del Padre proclama, “Questi è il Figlio mio prediletto, ascoltatelo”. Per chi lo sa ascoltare, per chi lo segue nella preghiera, nel digiuno, nella carità che si fa dono della vita per i fratelli, la pasqua sarà riconciliazione, vittoria, liberazione, guarigione, trasfigurazione. Non si tratta nell’anno liturgico di vivere la spiritualità cristiana secondo degli schemi fissi: Avvento, Natale, Quaresima, Tempo Pasquale, Tempo Ordinario... Ma di vivere intensamente e comunitariamente le varie dimensioni del mistero di Cristo, senza dimenticarne nessuna, al fine di interiorizzarle e assimilarle e crescere di anno in anno verso la maturità del corpo di Cristo. Pagina 8

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Valentina C., condivide con noi la sua gioia nell’aver riscoperto, grazie alla frequenza del corso di cresima per adulti, la bellezza della fede, luce e guida nel cammino quotidiano. “Quali sono le ragioni che vi hanno spinto ad iscrivervi a questo corso? ….Per quale motivo siete qui questa sera?” Con queste domande rivolteci da Frate Antonio, lo scorso ottobre, ha preso avvio il percorso che ci ha condotti fino al giorno in cui abbiamo ricevuto il sacramento della Confermazione. Superati i primi momenti di silenzio dovuto all’imbarazzo di essere chiamati ad esprimersi davanti ad un nutrito gruppo di persone fino a quel momento sconosciute, sono cominciate a venir fuori, timidamente, le prime risposte. Il risultato del sondaggio svolto appare oggi – col senno del poi – alquanto sconfortante; ad eccezione di pochi, la maggior parte di noi, infatti, spiegò la sua presenza non facendo riferimento a motivazioni di carattere spirituale ma adducendo ragioni di tipo prettamente burocratico-utilitaristico: era necessario iscriversi al corso di cresima per ottenere un certificato - o forse sarebbe il caso di dire un “lasciapassare”- che ci avrebbe consentito di presenziare senza problemi come madrina o padrino ad un battesimo oppure come testimone ad un matrimonio! Nonostante la risposta ricevuta, il fiducioso Frate Antonio non perse il sorriso ed astenendosi -:- U Santu Patri -:-

dal formulare qualunque tipo di giudizio, ci accolse facendoci sentire i BENVENUTI. Seguirono così una serie di incontri in cui di volta in volta, in maniera semplice e diretta, ci veniva offerta una lettura approfondita del Vangelo domenicale e tanti spunti su cui meditare. A poco a poco, lentamente, i frutti di questi incontri presero a maturare: i nostri orizzonti cominciarono ad allargarsi e dalle riflessioni svolte sono scaturite nuove chiavi di lettura di quanto accade dentro e fuori di noi e nuove modalità di essere protagonisti del vissuto quotidiano; abbiamo riscoperto quella luce interiore, quella scintilla di Dio, che è ed è sempre stata in ognuno di noi ma della quale avevamo smarrito la consapevolezza e che per diverso tempo abbiamo trascurato di alimentare a dovere. Abbiamo riallacciato quel rapporto con Dio Padre che in passato per le più svariate ragioni avevamo interrotto tornando ad adottare ora “abitudini” perdute come la partecipazione alla messa domenicale, la lettura della Bibbia o la pratica della confessione SACRAMENTALE. Ecco, allora, che alla luce del cammino percorso gli interrogativi che ci ha posto Frate Antonio all’avvio del corso acquistano oggi una diversa valenza e diversa oggi è la risposta ad essi. Oggi si scopre, infatti, che quelle domande non sono state formulate casualmente o per soddisfare una banale cu-

riosità ma che esse costituivano un ennesimo spunto di riflessione; esse erano finalizzate a farci acquistare coscienza del fatto che, in verità, la nostra presenza al corso domenica dopo domenica, è stata dettata, al di là delle futili ragioni da noi stessi superficialmente proclamate, da una profonda ed intima esigenza di riscoprire il rapporto con Dio, della bellezza di questo rapporto e dell’importanza che esso ricopre nella nostra vita. Con questa acquisita consapevolezza abbiamo confermato la nostra fede e non ci resta quindi che ringraziare di vero cuore Padre Saverio, Padre Giorgio, Frate Antonio e tutta la parrocchia di San Francesco di Paola per il prezioso dono che abbiamo ricevuto. 25.01.2014 Valentina Costanza

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Si ringrazia: I Supermercati DI LIBERTO che in occasione del 80° anno di presenza sul territorio, hanno festeggiato tale evento con un gesto di solidarietà verso chi oggi ha più bisogno di aiuto "80 buoni spesa x 80 famiglie". L’Azienda AVICOLA CHICCOVO (Altofonte-Palermo) di Palazzolo Giuseppe per aver donato alla Caritas parrocchiale 420 confezioni di uova (2520 uova). L’Associazione di Volontariato TRINACRIA di Palermo per aver aver aiutato la charitas parrocchiale. Pagina 10

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Orari Sante Messe Feriale: 8.00 - 10.00 - 18.30 Festivo: 8.30 - 10.00 - 11.30 18.30 - 20.00

Segreteria Ufficio Parrocchiale Lunedì 9.00 - 11.00 Martedì e Giovedì ore 17.00 - 19.00

Gruppo Giovani Riunione tutti i Venerdì alle ore 21.00 Animazione della Messa ogni Domenica alle ore 10.00

SE HAI SUGGERIMENTI O VUOI INVIARE MATERIALE (ARTICOLI, IMMAGINI, ecc.) PUOI CONTATTARCI A Pagina 12

usantupatri.giovani@libero.it

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