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N. 65 - MAGGIO 2009

Anno VII

la Scena di Roma Sud

Inchiesta Ipab San Michele: nuovi interrogativi interessano l’istituto

Viabilità Ardeatina: oltre le rotatorie previsti interventi su illuminazione e marciapiedi

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Ex Fiera di Roma: in attesa delle risposte del Comune il Municipio XI fa le sue mosse

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Parco Appia Antica: a Colle della Strega previste nuove cubature. I CdQ si mobilitano

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te. Abbiamo fatto questo per cercare di unire la tradizione del mezzo di comu­ nicazione cartaceo alla velocità d’intui­ zione e di fruizione del web, tutto que­ sto per continuare a fornirvi un prodot­ to moderno, completo e indipendente. Proprio per questo, visto che a giorni saremo chiamati a scegliere i rappre­ sentanti del Parlamento Europeo dei

SAN CAMILLO – FORLANINI: UN FUTURO INCERTO Tagli al personale, riorganizzazione dei servizi e riposizionamento degli spazi provocano tanti disagi e perplessità ai cittadini

editoriale

L’EUROPA CAMBIA, E ANCHE NOI di Marco Caria Mentre il caldo comincia a farsi sentire e le piogge invernali a farsi dimenticare, arriva il nuovo Urlo. Nuovo perché è cambiato graficamen­


STORIE E MISTERI

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LA METAMORFOSI DI PALAZZO ANGUILLARA DA FORTEZZA MEDIEVALE A “CASA DI DANTE” All’angolo tra Viale Trastevere e Piazza Sonnino spicca una bella costruzione di fattura medievale. L’edificio è quanto resta di un castello appartenuto alla famiglia Anguillara dove si narra che Dante abbia pernottato. Inoltre il conte Orso, senatore del ducato di Roma, tra il dicembre 1336 ed il gennaio 1337 ospita nel suo castello di Capranica Francesco Petrarca, il quale verrà dal conte stesso incoronato “sommo poeta” nella Pasqua del 1341 in Campidoglio, durante una solenne e fastosa cerimonia. Il primo nucleo del castello, fatto costruire da Petrasso o Pietraccio degli Anguillara nel

XIII secolo, era composto dalla parte del fabbricato sul lato verso il Tevere e dalla torre adiacente; la fortificazione era costituita da un recinto merlato e racchiudeva abitazioni e stalle. Oggi è ancora riconoscibile il portico ad archi ribassati che poggiano su colonne con capitelli a forma di foglie. La torre in muratura laterizia, in origine molto più alta come si nota osservando i mattoni della parte superiore, venne restaurata negli anni 1898-1902 da Augusto Fallani che l’ha dotata di una merlatura “in stile” un po’ artefatta. Sarà il conte Everso II a ricostruire dalle fondamenta il palazzo di famiglia

MISTERI di Roma a cura di Massimiliano Liverotti CURIOSITÀ SUI GLADIATORI Lo spettacolo dei gladiatori era molto apprezzato nell’antica Roma. Sembra tuttavia che ancora non sia del tutto chiaro come siano nato. Secondo antiche fonti il primo scontro tra gladiatori a Roma si fece nel 204 a.C. in occasione del funerale di un importante uomo aristocratico, molto tempo prima che fossero introdotti nelle arene, e si pensa che inizialmente lo scopo di questi combattimenti fosse il sacrificio umano agli spiriti dei defunti. In passato le donne subirono il fascino di quei combattenti, come confermano alcuni graffiti a Pompei che parlano di un gladiatore soprannominato “ il tormento delle fanciulle “. Giovenale racconta di Eppia, moglie di un senatore, fuggita con un famoso gladiatore chiamato Sergiolus nonostante costui non fosse proprio un bell’uomo. Infatti aveva cicatrici in tutto il corpo, gli occhi pesti, il naso deformato dall’elmo e un bozzo sul mento. Tutti coloro che sono diventati gladiatori lo

hanno fatto per i più disparati motivi: potevano essere schiavi che, per punizione, venivano venduti dai loro padroni alla scuola di gladiatura, oppure prigionieri di guerra condannati a morte. Potevano essere anche uomini liberi, ex legionari o semplici amanti dell’avventura. Vi furono anche delle gladiatrici ma il combattimento tra donne fu vietato dall’imperatore Adriano. A proposito di gladiatori vi è poi un falso storico, talvolta viene da citare la famosa frase “ Ave Caesare, morituri te salutant” (coloro che stanno per morire ti salutano) pensando sia stata pronunciata più volte nell’arena ma non è così. È accaduto infatti una sola volta, nel 52 d.C. nel corso di una naumachia dai condannati a morte che avrebbero dovuto interpretare la battaglia navale. Claudio rispose “Forse”. Tutti lo interpretarono come un ordine che dava loro la libertà di non combattere e Claudio dovette ricorrere ai soldati armati per convincerli ad iniziare il combattimento.

STAMPA: S.E.A. S.r.l. DIRETTORE RESPONSABILE Luca Migliorati DIRETTORE EDITORIALE Marco Caria VICE DIRETTORE Marco Manieri CAPOREDATTORE Serena Savelli GRAFICA Skypok Design srl FOTOGRAFIE Luca Frontoni REDAZIONE Arianna Adamo, Claudio Alberti, Marco Casciani, Alessia Casciardi, Simona D’Auria, Andrea Falaschi, Stefano Lippera, Carlamaria Liso, Emanuela Maisto, Damiano Oliva, Vittoria Pomponio, Isabella Soria via E. Spalla, 400 00142 Roma redazione@urloweb.com HANNO COLLABORATO Massimiliano Liverotti, Damiano D’Ercole

Il materiale inviato alla redazione non sarà restituito. Registrazione al Tribunale di Roma n° 258/2002 del 23/5/2002 EDITORE Publigiovane Soc.Coop.arl via E. Spalla 400 00142 Roma

di Marco Caria e Luca Migliorati info@urloweb.com fax 06 233299595 P.IVA 06517231004 Il numero è stato chiuso il giorno 15/05/2009 ora 23,40

intorno al 1455, trasformando la primitiva fortificazione in un palazzetto rinascimentale e creando la parte di fabbrica su via della Lungaretta. Studi recenti hanno rivelato l’esistenza di una seconda torre, oggi inglobata dall’edificio e nascosta dall’intonaco. Il conte si preoccupò inoltre di imprimere ovunque il tradizionale emblema araldico di famiglia con le due anguille incrociate, oltre a porre sul palazzo un’ulteriore versione dello stemma con l’aggiunta di un mezzo cinghiale uscente da un cimiero e con in bocca un’anguilla che gli si avvolge intorno al collo. Alcune fonti riferiscono la presenza dell’anguilla sull’insegna della famiglia alle probabili origini del casato nell’omonima località sul lago di Bracciano. Secondo altri, invece, l’anguilla alluderebbe alla leggenda del drago di Malagrotta (poi iconizzato come serpente) ucciso dal conte Ramone, capostipite della famiglia; il papa, per riconoscenza, gli avrebbe donato tutta la terra che poteva percorrere a cavallo in un giorno. Nel XV secolo vennero aperte nell’edificio finestre crociate, si costruì un portico chiuso e sopraelevato e si restaurò la torre, tanto che lo stabile poté gareggiare

con i palazzi Venezia e Capranica. Alla morte di Everso i figli, che si erano rifiutati di restituire alla Chiesa delle terre prese dal padre, furono scomunicati e il palazzo fu donato ad altro ramo della famiglia, finché nel 1533 Lucrezia Orsini, vedova di Giovan Battista Anguillara, lo vendette. Gravemente danneggiato da un terremoto nel 1542, l’edificio entrò in declino e divenne nel tempo granaio, stalla, macello e cantina, tanto che i trasteverini gli diedero il nomignolo di “Palazzaccio” o “Carbognana”. Lo ottenne Camillo Forti nel 1827, e il figlio vi allestì una fabbrica di smalti e di pittura su vetro, oltre ad allestire sulla torre un caratteristico presepio con statuine di vetro dipinto; ma 60 anni dopo il Comune di Roma espropriò il complesso. Sono di questo periodo gli straordinari acquerelli di Ettore Roesler Franz che raffigurano come allora appariva l’edificio. Dopo che, nel 1913, le sale del palazzo furono usate per conferenze su Dante e per la biblioteca dantesca, nacque l’istituzione culturale “Casa di Dante”, promotrice di studi sul poeta. Alessia Casciardi

al VIA la storia VICOLO DEL GELSOMINO Nel quartiere Aurelio, tra via Gregorio VII e via Aurelia Antica, si trova vicolo del Gelsomino. Come in molti casi nella toponomastica romana, il vicolo prenderebbe il nome dall’insegna di un’osteria del Seicento raffigurante questo fiore, da poco tempo introdotto in Italia. Il gelsomino infatti, originario delle Indie Orientali, fu importato in Europa dai navigatori spagnoli alla metà del Cinquecento. In Italia pare che il primo ad avere degli esemplari di questa pianta fosse il Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici: costui si invaghì tanto del piccolo e profumato fiore da proibire severamente ai suoi servitori di regalarne anche un solo esemplare o di riprodurlo, volendo restarne il solo possessore. Ma un giovane giardiniere, incurante dell’ordine del Granduca, ne regalò un ramoscello alla propria fidanzata nel giorno del suo onomastico. La ragazza gradì moltissimo il dono e, dolente che un fiore così bello e raro dovesse avvizzire in fretta, lo mise in terra per conservarlo più a lungo. Il risultato fu oltre le sue aspettative: il gelsomino restò verde per tutto l’anno e la primavera seguente diede nuovi germogli e nuovi frut-

ti, divenendo il padre di quei gelsomini che ancora oggi, in primavera, profumano le nostre città. La giovane vendette a caro prezzo le preziose piantine, e poté così farsi una dote: i poveri amanti divennero presto sposi doviziosi e fuggirono. In memoria di questo fatto le giovinette di alcuni paesi toscani usano portare un mazzetto di gelsomini nel giorno delle nozze, e ancora oggi si dice che “ragazza degna di portare quel mazzolino è ricca abbastanza per fare la fortuna del marito”. Nei pressi di vicolo del Gelsomino, all’inizio di via Gregorio VII, è ubicata la Parrocchia di San Gregorio VII Papa al Gelsomino; all’interno della chiesa, a destra dell’altare della cappellina laterale, si trova il quadro della “Madonna del Gelsomino Madre della Chiesa”: al centro in basso della tela, sullo sfondo della Basilica di San Pietro e della Chiesa di San Gregorio VII, al cospetto dai Santi Francesco e Gregorio, una giovinetta porge alla Vergine e al bambino un semplice vasetto contenente una florida pianta del candido fiore da cui il dipinto prende il nome. Alessia Casciardi


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MUNICIPIO XI

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Forlanini: incertezze sulle sorti della struttura Il Vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino: “Gli spazi del Forlanini verranno destinati principalmente ad attività di carattere sanitario” GIANICOLENSE - Il trasferimento doveva concludersi entro lo scorso dicembre. Oggi al Forlanini restano ancora in funzione 6 reparti con circa 250 posti letto e un poliambulatorio con servizi dalla Cardiologia alla Fisiopatologia respiratoria. I reparti ancora aperti sono Pneumologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Terapia Intensiva, il servizio di Dialisi e Chirurgia toracica diretta dal Professor Martelli, fiore all’occhiello dell’ospedale. “Man mano che i padiglioni del San Camillo saranno pronti, i reparti verranno trasferiti. I cittadini infatti potranno disporre degli stessi servizi negli spazi appena ristrutturati dell’adiacente San Camillo - spiega Esterino Montino, Vicepresidente della Regione Lazio - Entro l’estate anche il reparto di Martelli si trasferirà negli spazi ora adibiti al Centro Trapianti, il quale a sua volta verrà spostato allo Spallanzani. Trasferiti tutti i servizi sanitari, si proseguirà con il Cup ed infine con l’amministrazione. Si procederà poi con la riassegnazione degli spazi, per evitare un totale

abbandono della struttura e schivare l’eventuale rischio occupazione”. L’operazione che permetterà di risparmiare diversi milioni di euro l’anno, è risultata necessaria per risanare i bilanci della sanità laziale perennemente in rosso. Ma quando i conti sembravano fatti, ecco spuntare l’ipotesi del referendum per decidere la futura destinazione del Forlanini, come proposto dal segretario regionale del PD Morassut: “Èuna proposta di un referendum politico rivolto innanzitutto agli iscritti e agli elettori del PD. Lo statuto del PD consente infatti, su temi di particolare rilievo, di consultare iscritti ed elettori attraverso gli strumenti più ampi e partecipati, compreso il referendum”. Aspra la replica del PdL: “Con notevole ritardo, ancora una volta, prima Morassut e poi il Presidente della Regione Piero Marrazzo, si accorgono che il Forlanini non può essere chiuso indiscriminatamente”. Lo dichiarano in una nota Domenico Gramazio, Vicepresidente della Commissione Sanità del Senato della Repubblica e Tom-

maso Luzzi, Consigliere Regionale e componente della Commissione Sanità della Regione Lazio. Gramazio e Luzzi aggiungono che comunque “i cittadini hanno già deciso raccogliendo decine di migliaia di firme contro la chiusura del Forlanini. Se questa iniziativa non dovesse andare in porto ricordino gli esponenti della Allagamento nellʼarea antistante gli ex Mercati Generali Regione che le firme raccolte dal prof. Martelli sono state conse- per la conservazione della vocazione sanitagnate alla Regione e al Comune di Roma e ria della struttura e non ci sono soltanto le che sono firme bipartisan di tutti coloro firme. Il 4 ottobre scorso una imponente che hanno detto no alla chiusura del Forla- manifestazione ha bloccato Monteverde e nini”. Portuense invocando la salvaguardia di tale Dal Comitato Salviamo il Forlanini si patrimonio storico, ambientale e di eccelapprezza la volontà di coinvolgere la citta- lenza sanitaria”. dinanza, ma si ritiene un’iniziativa super- Riguardo alle sorti della struttura Esterino flua in quanto “più di 45.000 cittadini si Montino rassicura che “gli spazi del Forlasono espressi sottoscrivendo una petizione nini verranno destinati principalmente ad attività di carattere sanitario legate ai quartieri limitrofi, sarà possibile ospitare la sede del 118, posti letto per le post acuzie collegate al Pronto Soccorso, ma la struttura è grande ed al suo interno sarà possibile ospitare anche la caserma dei Carabinieri di ed eventualmente attività Contratto non rinnovato per 42 dipendenti della Coop. Soc. Capodarco Monteverde socio culturali dei Municipi XV e XVI. GIANICOLENSE - E’ scaduto il 31 La gestione del servizio Cup dal 1 aprile è il Consorzio Sociale COIN, onde evitare i Vorremmo quindi aprire un confronto con marzo, dopo 11 anni di attività, il contrat- passata agli operatori interni dell’Azienda gravi disagi economici che una decisione le Giunte dei Municipi coinvolti e con to di lavoro tra l’Azienda San Camillo San Camillo, recuperati tra i circa 400 esu- simile avrebbe portato ai lavoratori con il l’Amministrazione Comunale per decidere Forlanini e la Cooperativa Sociale beri del proprio personale precedentemen- loro licenziamento, ha disposto l'assorbi- insieme quali attività inserire”. Capodarco per la gestione del servizio Cup te adibito a funzioni sanitarie e ora non mento di questi in qualità di operatori del Aperto al confronto è il Presidente del (Centro Unico di Prenotazione). La più idoneo. “Per il San Camillo riteniamo centro unico prenotazioni regionale Municipio XVI, Fabio Bellini: “Aspetto Capodarco è un'impresa sociale per l'inse- non si tratti però di un buon affare - affer- Re.Cup.”. Chi chiama il Re.Cup una convocazione della Regione. Riteniarimento lavorativo delle persone disabili. La mano dalla Capodarco – COIN - all’80.33.33 può infatti prenotare la presta- mo importante aprire un tavolo rispetto al Cooperativa è socio fondatore e fa parte del Rinunciare alle capacità ed alle professio- zione richiesta grazie ad un call center tema del luogo. Realtà territoriali, istituzioCOIN ONLUS, un organismo che associa nalità accumulate dal gruppo di tecnici dotato di 600 linee telefoniche dedicate e nali ed amministrazione regionale potran50 cooperative sociali specializzate in diver- Capodarco - COIN, in tanti anni di lavo- 200 postazioni che gestiscono circa 25.000 no così decidere insieme sulla riorganizzasi settori nella produzione di beni e servizi, ro nei servizi di prenotazione, potrà causa- chiamate giornaliere. zione degli spazi del Forlanini e stabilire le con più di 1700 addetti (di cui oltre la metà re disservizi agli utenti ed all'ospedale con Il problema è che anche gli attuali dipen- sue funzioni. Il Municipio potrà così proin condizioni di svantaggio). Attraverso il riflessi importanti anche sul reddito del- denti del Re.Cup si trovano in una situazio- porre, per gli eventuali spazi assegnati, delle COIN essa sviluppa la sua azione commer- l'attività ambulatoriale dell'azienda”. ne critica. La sua intera attività è frutto del funzioni compatibili e coerenti con il resto ciale verso enti pubblici e amministrazioni Dopo numerose segnalazioni il lavoro della stessa Cooperativa Capodarco, delle attività. Il quartiere di Monteverde – locali, e nel settore servizi in outsourcing Vicepresidente della Commissione vincitrice della gara europea indetta nel conclude il Presidente - è sprovvisto di una per le aziende sanitarie è l'impresa incarica- Regionale alla Sanità Esterino Montino, ha 1999, che oggi rischia di dover mandare a Biblioteca. Potrebbe essere questa una prota dal COIN dell'esecuzione di diversi ritenuto opportuno verificare direttamente casa i suoi soci lavoratori, secondo quanto posta concreta da avanzare all’amministraappalti e convenzioni. la situazione operativa del centro di preno- previsto dal decreto n. 11 del 2 febbraio zione regionale per la riassegnazione delle tazione al San Camillo e concordare delle scorso, firmato dal Presidente della Regione funzioni della struttura”. Più indirizzato al soluzioni correttive con la direzione dell’o- Lazio e Commissario ad acta per la sanità, mantenimento della vocazione socio - sanispedale. “Sto tenendo personalmente sotto Piero Marrazzo: il servizio dovrebbe essere taria il Consigliere del XVI Marco Giudici controllo la situazione del centro prenota- internalizzato entro il 1° giugno, sostituen- (PdL): “Premesso che il PdL si è sempre zioni del San Camillo - ha affermato E. do il personale della Cooperativa con ope- schierato contro la chiusura del Forlanini, Montino - E’ stato necessario riorganizzare ratori pubblici regionali. fatto il danno, noi ci auspichiamo una il servizio, ad oggi i tempi di attesa si sono Contro il decreto insorgono lavoratori e destinazione idonea rispetto alle esigenze accorciati sensibilmente”. Ecco le soluzioni dirigenti della Capodarco, contro il della cittadinanza. Il nostro territorio è stabilite con la direzione: riapertura di tutti quale la Cooperativa ha lanciato una fortemente carente di servizi sociali, anche gli sportelli disponibili e l’aumento degli petizione già sottoscritta da oltre 75.000 a causa di scelte discutibili che il centro operatori impegnati nel servizio, che passe- aderenti per difendere il posto in perico- sinistra ha fatto. Per questo riteniamo ranno da 28 a 45 (contro i 42 precedente- lo di circa 2000 lavoratori, di cui 500 opportuno inserire principalmente attività mente impiegati dalla Cooperativa). diversamente abili. di carattere sociale indirizzate ad anziani, Inoltre il Consorzio e la Cooperativa Simona D’Auria bambini e persone diversamente abili”. dichiarano che “la Capodarco, d'intesa con Simona D’Auria

Ospedale San Camillo: un “calvario” per prenotare una visita medica


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MUNICIPIO XI

Giustiniano Imperatore: pezzi di riqualificazione Il Piano di intervento è quasi ultimato, ma alcuni cittadini ancora si lamentano tivo. La pavimentazione è scivolosa e già due persone sono finite all’ospedale. Non c’è separazione tra il marciapiede e la strada. I commercianti sono penalizzati per la mancanza di parcheggi”. E Flavio Zennaro, ex Presidente dello stesso comitato, incalza sulla scarsa partecipazione delle istituzioni, che non ha lasciato spazio all’interazione con i cittadini interessati al piano. “Un esempio palese è l’InfoLʼarea pedonalizzata di via Villa di Lucina box, su cui sono stati spesi moltissimi soldi e SAN PAOLO - Tutti ricorderanno che è rimasto inutilizzato. A suo tempo i “palazzi storti”, divenuti famosi a Roma abbiamo fatto riunioni e incontri – racconper la loro particolare pendenza. Edificati ta Zennaro - ma poi, scemando l’urgenza negli anni ’50, avevano la particolarità di della questione, non è stato più dato spazio esser sorti su un terreno inadatto, perché agli abitanti. Per non parlare di tutta quella friabile, visto che nel sottosuolo scorre serie di problemi che ha comportato il ancor’oggi un fiume. Negli anni essi Piano. Il rifacimento di Via Villa di Lucina aumentarono la loro pendenza, fino a quan- è un esempio, ma possiamo citare anche la do, nel 2001 (in Via Alessandro Severo “buca di Via Galba”, usata come discarica. 105) e nel 2004 (in Via Villa di Lucina 26) Inoltre – continua Zennaro – pensiamo vennero sgomberati e demoliti. Le famiglie, anche all’enorme cubatura dei palazzi in un centinaio, vennero costruzione, che vende le divise tra residence, e sue volumetrie in eccesso Alcuni cittadini Santa Palomba, per a peso d’oro. Infine lascia si lamentano, diversi anni. Oggi si sta dubbi la sicurezza degli ma le istituzioni edificando una nuova edifici di zona, rafforassicurano struttura abitativa, tra zati da una relazione delche verranno Via Villa di Lucina, Via l’Università Roma Tre a rivisti i lavori Giustiniano Imperatore e seguito del terremoto”. effettuati Via Costantino, che verrà Andrea Catarci, Presidenultimata alla fine di quest’anno e i cui te del Municipio XI, risponde: “il Piano è appartamenti potranno essere acquistati un progetto di abbattimento e ricostruziodagli ex residenti ad un prezzo di favore. ne, per ora limitato a quei due palazzi, ma Da qui però sono partite polemiche sull’in- che era stato pensato per otto edifici della tero progetto di riqualificazione dell’area, zona, considerati a rischio. Gli inquilini, che tra le altre cose, prevedeva anche il rifa- all’epoca, non vollero muoversi dai suddetcimento di Via Villa di Lucina. Ad oggi, ti (il Piano infatti prevede la ricostruzione come ci racconta un membro dell’ex CdQ anche di altri palazzi, ma l’attivazione dello Giustiniano Imperatore, “i lavori sono stati stesso richiede il consenso dei cittadini resiultimati senza il consenso degli abitanti e denti, ndr). Dopo il terremoto ci sono arrisono stati anche fatti in modo approssima- vate delle sollecitazioni dai cittadini e abbia-

mo convocato il Commissario Straordinario, i dipartimenti comunali dei lavori pubblici e l’Ufficio Stabili Pericolanti. Il Commissario ci ha detto che era responsabile solo dei due palazzi demoliti e i dipartimenti che, essendo proprietà privata, non potevano intervenire senza essere chiamati in causa. Noi abbiamo comunque verbalizzato la riunione, scrivendo al Sindaco e all’Assessore competente e chiedendo che, qualora i cittadini interpretassero il vecchio Piano come una possibilità per far fronte a questa minaccia, ci si prepari a riattivarlo nelle sue dimensioni originarie. Per quanto riguarda i lavori effettuati in Via della Villa di Lucina – continua Catarci - c’è ancora da mettere qualcosa a punto. La pedonalizzazione dell’area è stata fatta in quel modo perché il progetto inizialmente doveva ospitare delle attività come un bar, un chiosco di giornali, uno spazio d’affitto delle biciclette, visto che ci sarebbe stata anche la continuazione della pista ciclabile. Tutto questo non è stato realizzato per l’opposizione dei residenti, e allora ci sembra inutile ricreare un lavoro del genere anche nella parte mancante, visto che in questo modo non ha senso”. “La Giunta Alemanno sta cercando di venire incontro ai cittadini su una situazione già determinata a Villa di Lucina, compromessa da alcune cose che non vanno bene – afferma Simone Foglio, consigliere municipale (PDL) – La proposta di risoluzione che abbiamo fatto è stata accolta anche dalla maggioranza ed è stata votata all’unanimità”. E incalza Alberto Attanasio, Assessore all’Urbanistica del Municipio XI dicendo che “tale proposta richiede di verificare e migliorare ciò che è stato fatto. Abbiamo rimesso in discussione tutte le tematiche, dalla sicurezza dei pedoni, quindi la scivolosità dei marciapiedi, alla delimitazione quasi inesistente tra carreggiata e marciapiede, dalla mancanza di posti auto, alla revisione della zona pavimentata destinata ad area di incontro tra i cittadini,

dalla bonifica dell’area verde di Via Galba, alla mancanza di controllo della rete fognaria per l’eliminazione delle acque piovane”. Le abitazioni in vendita per le famiglie sgomberate manterranno il prezzo calmierato di 950 euro + iva al mq, e le cubature in eccesso diventano un “compromesso” con il costruttore, che in questo modo può guadagnare dalla vendita di ulteriori appartamenti. Ricordiamo che gli edifici demoliti erano privati, e che quindi l’amministrazione comunale ha dovuto avviare un progetto “straordinario” di ricostruzione, anche se l’operazione non era di sua competenza. Il Presidente del Municipio XI ci parla anche della buca di Via Galba con orgoglio, raccontandoci che “è stato presentato e vinto un progetto in Regione sulla sicurezza urbana, ma invece di acquistare delle telecamere, come hanno fatto gli altri Municipi, abbiamo preferito riqualificare una zona degradata progettando degli “orti urbani” da dare in gestione alla scuola Severo”. E sulla poca interazione, tanto condannata dagli abitanti? “L’info-box è aperto, ed ha

un’attività effervescente al suo interno. Gli spazi sono sempre stati a disposizione, solo che le richieste sono venute meno quando il comitato si è sciolto” conclude Catarci. Serena Savelli


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MUNICIPIO XI e XII

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Ardeatina: arrivano gli espropri delle aree per la costruzione delle tre rotatorie entro il GRA Assessore Ghera “L’importo finanziato è di 7.700.000 Euro, sono previsti anche interventi su marciapiedi, illuminazione e fognature” ARDEATINA - Lo scopo è decongestionare il traffico e riqualificare l’area in questione. Il progetto prevede infatti l’adeguamento di alcuni tratti e la creazione di tre rotatorie in tre punti critici della via Ardeatina entro il GRA. “Sono in fase di pubblicazione gli espropri delle aree”, così si esprime Fabrizio Ghera, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma, riguardo allo stato di avanzamento lavori delle tre rotatorie progettate sulla via e di competenza dell’Amministrazione Comunale. Il Dipartimento IX, Politiche di Attuazione degli Strumenti Urbanistici U.O.4 Ufficio Unico Per le Espropriazioni, ha infatti pubblicato il giorno 11 aprile l'Avviso di Esproprio per pubblica utilità finalizzato alla "realizzazione di rotatorie in via Ardeatina in corrispondenza di via Grottaperfetta, via di Vigna Murata, via di Tor Pagnotta, via di Torricola e delle relative varianti di p.r.g. [c2.1-03 ]". L'avviso è stato contestualmente pubblicato sul sito internet della Regione Lazio. La fase di esproprio in termini di tempi-

stica non può essere definita a priori, “è una fase variabile – ha specificato l’Assessore all’Urbanistica del Municipio XI Alberto Attanasio – ma se c’è una volontà politica è possibile applicare delle procedure per velocizzare gli interventi”. Maurizio Cuoci, Vicepresidente del Municipio XII, rassicura sulla tempistica “L’esproprio per pubblica utilità prevede tempi rapidi. I proprietari erano già a conoscenza del progetto e si sono dichiarati tutti favorevoli”. “Terminata la fase relativa agli espropri si procederà ad espletare la gara, con tempi previsti di circa 5 mesi” aggiunge Ghera che specifica: “L’importo finanziato è di 7.700.000,00 euro” e le rotatorie non sono gli unici interventi previsti per rimodernare la via “sono previsti anche interventi su marciapiedi, illuminazione e fognature”. Per l’inizio dei lavori bisognerà però aspettare il 2010, è quello che afferma il Vicepresidente del XII “dopo gli espropri e la realizzazione della gara, seguiranno l’assegnazione degli appalti e la cantierizzazione delle aree, prevista per l’inizio del prossimo

I futuri interventi su via Ardeatina

anno. I lavori per le rotatorie non procederanno tutti contemporaneamente, partiranno a salire dal raccordo verso il centro, proprio per evitare ingorghi sulla via e dureranno 12-18 mesi”. In tono polemico aggiunge poi l’Assessore Attanasio dell’XI: “Proprio riguardo le rotatorie il giorno 5 Maggio l’Assessore Ghera ha organizzato un’assemblea di partito con il presidente del Municipio XII Calzetta, quando il problema è nato da una sollecitazione dell’XI Municipio. Organizzare un’assemblea di partito benché pubblica vuol dire volersi acquisire un merito per delle opere comunque progettate dalle precedenti Giunte Comunali. Consideriamo una caduta di stile dell’Assessore aver organizzato un’assemblea di questo tipo invece di promuovere l’incontro bipartisan attraverso un’assemblea istituzionale per delle opere pubbliche di importanza strategica per la città”. Roberto Benedetti del CdQ Millevoi ha sollevato, infine, un altro aspetto del problema che riguarda in modo particolare la rotatoria tra via Ardeatina e via della Cec-

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chignola “L’attuale progetto della rotatoria in via Ardeatina all’altezza di via Millevoi ha affermato Benedetti - è tale che se non si interviene con dei correttivi il traffico sarà indirizzato in via Millevoi, trasformandola da via residenziale in via di attraversamento veloce. La velocità ed il traffico pesante che confluirebbe dall’Ardeatina renderebbe la strada pericolosa, anche per l’adiacenza di una scuola. Abbiamo quindi indetto un referendum di quartiere che si è espresso chiaramente: il 95% dei residenti ritiene indispensabile apportare delle modifiche al progetto originale. La nostra proposta è stata presentata in Municipio XII e prevede sostanzialmente la chiusura dell’uscita dalla rotatoria verso il raccordo in via Millevoi”. Maurizio Cuoci, in risposta alle problematiche avanzate dal Comitato, ha affermato “I dubbi legittimi avanzati dal Comitato Millevoi potranno essere discussi e risolti solo in fase di attuazione con l’ordinanza di disciplina del traffico che regolerà la circolazione stradale della rotatoria”. Simona D’Auria


MUNICIPIO XI, XII e XVI

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Incubo lottizzazione sul futuro del parco Appia Antica L’Immobilismo della Giunta Marrazzo minaccia anche Colle delle Strega APPIA ANTICA - Non è detta ancora l’ultima parola, ma ad essere scettici sulla realizzazione del progetto di ampliamento del Parco dell’Appia Antica sono in molti. L’ipotesi che un piano edificatorio ricada sulle aree incluse nel Piano di Gestione del Parco possa uscire fuori in qualunque momento, seppure non ci siano ad ora notizie di un accordo in tal senso fra costruttori e Comune, ha messo sul piede di guerra molte delle associazioni di cittadini a difesa degli interessi del territorio (da Italia Nostra, WWF all’Associazione Ottavo Colle e Colle della Strega). La Regione Lazio, l’ente che avrà comunque l’ultima parola sulla questione, ha recepito la proposta di ampliamento del Parco nel 2005 e ha trasmesso agli uffici competenti in materia il Piano di Gestione del Parco già nel 2003. Ma da allora le cose si sono fermate tanto che il Consiglio Regionale non ha ancora deliberato nulla in materia. Ossia quanto c’era di positivo in quel progetto di ampliamento, che dovrebbe riguardare 1500 ettari (zone di Porta San Sebastiano - Centro Storico, Campo Barbarico -Tor Fiscale - Acquedotti, Capannelle -

Barbuta, Cornacchiole - Fiorano e infine Cecchignola - Colle della Strega e l’area del Divino Amore), potrebbe essere solo parzialmente realizzato pregiudicando i valori ambientali, naturalistici e storico-sociali delle zone interessate. Massimiliano di Gioia, Presidente dell’Associazione Colle della Strega, ricorda che “si tratta dell’ultima manovra ambientale possibile su Roma a tutela di aree come quella del Parco dell’Appia Antica che hanno un interesse addirittura internazionale data la rilevanza storica della Regina Viarum e dei valori naturalistici e idrogeologici che tutto il parco contiene”. Sin tanto che la proposta di legge accolta nel 2005 non verrà approvata dal Consiglio Regionale il capitolo non potrà considerarsi chiuso e in tanti hanno capito che il tempo, come si suol dire, gioca a favore di chi ha forti interessi (pur sempre leciti) a costruire nella zona. All’immobilismo della Giunta Marrazzo sul punto, fanno da riscontro le parole dell’Assessore Regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti che si dice “pronto a discutere il provvedimento di ampliamento del Parco anche domani mat-

L’AMA a Forte Bravetta? Diverse voci si rincorrono sul futuro del Forte BRAVETTA - Il 29 aprile Forte Bravetta è diventato di proprietà del Comune di Roma e da allora 2 volanti della Polizia Municipale presidiano l’area. Pochi giorni prima, in occasione della Festa della Liberazione, il Sindaco Alemanno, presente alla commemorazione dei caduti con il Presidente del Municipio XVI Bellini, aveva rassicurato tutti sulla riapertura del Forte stesso ai cittadini. Negli ultimi giorni, però, stando alle voci che circolano, sembrerebbe che il Forte sia stato lasciato dalle volanti e dato in uso all’AMA, la quale garantirebbe un servizio di sorveglianza in cambio degli spazi per i propri furgoni. Numerosi comunicati stampa in questo senso arrivano da parte del Comitato Forte Bravetta che, attraverso il Coordinatore Massimiliano Ronco, afferma che “si sta mettendo dentro un monumento della Resistenza romana, un deposito dell’AMA e un’isola ecologica. Non lo accettiamo neanche provvisoriamente. Forte Bravetta deve essere destinato a scopi sociali e culturali per i cittadini, come il Sindaco ci aveva promesso il 25 aprile. L’assegnazione ad AMA per evitare occupazioni abusive è assurda

visto anche la proposta dei Vigili della Municipale di accettare il controllo di vigilanza del Forte”. Dal Campidoglio ci fanno sapere che essendo il Forte un bene del Comune, in quanto tale viene preservato e non ci sarà un deposito dell’AMA, ma in questi giorni essendo previsti dei sopralluoghi per valutare la situazione dell’area, l’AMA è presente per ripulire. In questo senso anche le dichiarazioni di Marisa Barbieri (PdL), Vicepresidente della commissione ambiente e territorio del XVI Municipio: “in quell’area non ci verrà nessuna isola ecologica. Verrà, invece, messo un presidio a tutela da eventuali occupazioni. Presidio che, però, deve ancora essere definito”. Il consigliere del Municipio XVI Luigi Munini (PD) ci spiega: “conosco bene il Forte e conosco bene la sua storia, sono state uccise oltre 100 persone in quel luogo. Èun posto dove si possono fare diverse cose per la cittadinanza, così come promesso il 25 aprile al Comitato Forte Bravetta, e invece non considerando le istituzioni locali, si vuole dare questo spazio all’AMA”. Nel chiudere un discorso che risulta essere ancora molto nebuloso riportiamo una dichiarazione del Presidente Bellini: “se tutto ciò risultasse essere vero, cosa da verificare poiché ancora non abbiamo note ufficiali, sarebbe incredibile; come incredibile sarebbe proporre cose di dubbio gusto per un’area come quella del Forte che merita sicuramente rispetto”. Andrea Falaschi

Uno scorcio del Forte Bravetta

tina per tutelare zone di grande interesse naturalistico come il Fosso della Cecchignola, Colle della Strega e la zona di Mugilla a Marino”. A dirsi favorevole è anche il Presidente della Commissione Ambiente Claudio Bucci che ha espresso pieno favore sull’approvazione del Piano. L’importanza di un corridoio ecologico come quello del Fosso della Cecchignola e di Colle della Strega - torna a ribadire Di Gioia - sta nel fatto che verrebbero messe in comunicazione tre aree importantissime per la tutela dei valori paesaggistici e ambientali della città, ossia il Parco dell’Appia Antica e quello dell’Acqua Acetosa - Laurentino, collegato a sua volta al parco di Decima Malafede, tutti di interesse regionale, residenti all’interno del raccordo anulare di Roma”. A Colle della Strega sono state previste 72 mila metri cubi di cubature che se realizzate vanificherebbero tutto il progetto. L’associazione Colle della Strega, per salvaguardare il perimetro del Parco, è entrata in contatto con il Ministero della Difesa ottenendo l’assenso alla proposta per l’apertura

della Cecchignola al traffico civile. Il 16 aprile scorso il Consiglio Comunale ha votato a favore di questa soluzione che allontanerebbe ulteriormente la possibilità di realizzare una strada di collegamento fra via Kobler e via Luca Gaurico che isolerebbe un’intera area naturalistica dal resto del Parco. Le associazioni dei cittadini e tutte

quelle che si sono impegnate finora per la tutela di questo importante ecosistema presenteranno un manifesto per sensibilizzare tutte le parti del mondo civile e politico per indurre la Giunta a rispettare gli impegni presi nel 2005 facendo approvare al Consiglio la proposta di legge senza stralci, coscienti che a vincere la partita alla fine sarà uno solo. Stefano Lippera

TUTTO SULL’AGRICOLTURA

Lazio, ritorno alla campagna Più giovani e donne nell’agricoltura del futuro Nell´Italia della crisi 100 mila giovani con meno di 35 anni hanno scelto la terra. Imprenditori agricoli coraggiosi tornati alle radici di una tradizione familiare o audaci sperimentatori del nuovo dal sapore antico. Nell’anno appena trascorso, sono quasi 20 mila le aziende agricole nate in Italia, più di quelle industriali. Di queste, 1.246 nel Lazio che, per una volta, batte la Toscana. Un segnale che incarna tutto il bisogno di futuro che c´è : per una nuova economia e un nuovo stile di vita. A guardare dentro questa cifra, spuntano i giovani (il 70%) e le donne, il 50% del totale. La chiave è la multifunzionalità: offrire non solo prodotti, ma anche servizi, molte aziende agricole si sono trasformate in agriturismo, oggi 1.500, il triplo di quattro anni fa e nella maggior parte dei casi gestiti da donne. Poi ci sono le 5 mila aziende di vendita diretta che crescono del 10% l´anno, la filiera corta dei gruppi di acquisto familiari e le 500 fattorie didattiche aperte ai bambini. Ed è proprio su giovani e donne che il nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Regione Lazio ha investito 200 milioni di euro in totale, dei quali 74 milioni di euro in favore dell’insediamen-

to di nuovi agricoltori (il 12% dell’intero Programma, la quota più alta a livello europeo) e 140 milioni di euro per imprese giovanili e femminili. Le domande pervenute e ritenute ammis-

Amelia Feragnoli

sibili, sull’intero territorio laziale, per quanto riguarda il pacchetto giovani sono 534, con un costo dell’intervento di circa 116 milioni di Euro ed un contributo richiesto di Euro 68 milioni, il 40% delle quali provenienti da giovani donne. Questo nuovo PSR è stato una vera e propria scommessa, il credere nelle donne e nei giovani è stato ed è , invece, un nodo focale di nuova visione politica e strategica in grado di cambiare in meglio la qualità della vita delle persone e aiutare a ritrovare la voglia di un futuro migliore. Laura de Felice


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LA VOCE DELL’INDIPENDENZA

Dove parte l’informazione

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21 o i r a n Bi

A Marsala si è svolto il primo Festival del giornalismo d’inchiesta. Un momento di grande dibattito e riflessione sulla libertà d’informazione, nel presente e nel passato ‹‹Purtroppo le persone hanno maturato la convinzione che per fare giornalismo d’inchiesta bisogna essere degli eroi. Per fortuna i casi di Lirio Abbate e Roberto Saviano rappresentano delle vere e proprie eccezioni. Non si rischia la vita cercando di verificare le notizie, al massimo non si riesce a far carrie-

ra: ma questo lo abbiamo già capito››. Ha un senso particolare partire da questa affermazione di Marco Travaglio, poiché rappresenta perfettamente lo spirito del 1° Festival del giornalismo d’inchiesta, svoltosi a Marsala dall’8 al 10 maggio. Tante volte si è assistito a manifestazioni imposte, “calate” sul territorio. Per tale motivo è giusto sottolineare come questa sia nata dall’idea di giovani marsalesi doc appena trentenni, Vincenzo Figlioli e Renato Polizzi, cui si è aggiunto il sostegno del sindaco Lorenzo Carini (sostegno coraggioso dato che appartenendo al PdL gli è costato anche qualche critica) e il consenso di Lorenzo Fazio, editore della casa editrice Chiarelettere: ‹‹Abbiamo scelto Marsala – afferma Fazio – perché terra ricca di energia, ma anche di speranza. Non dimentichiamo che proprio nel trapanese si troverebbe il super latitante Matteo Messina Denaro. Vorrei che questo festival, oltre che informare, riuscisse a far aumentare la partecipazione dei giovani alla vita politica, fondamento stesso della democrazia››. Oltre cinquanta ospiti fra le firme più importanti del giornalismo d’inchiesta, hanno dato vita ad una tre giorni intensa e ricca di dibattiti con grande successo di pubblico: si è parlato di doppio stato ne “La notte della democrazia. BR e Servizi molto segreti” e della possibile quarta riapertura del caso Pasolini grazie al libro inchiesta di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza (“Profondo Nero”). Sono stati trattati temi provocatori come la morte degli intellettuali liberi evidenziata da Oliviero Beha ne “I nuovi mostri” o la necessità di ricordare le vittime della mafia emersa nel dibattito “Le mafie e noi” che ha sfatato il luogo comune del binomio mafia-

sud: ‹‹La Direzione Nazionale Antimafia – afferma Antonella Mascali autrice de “Lotta Civile -” ha evidenziato che le capitali nazionali della ‘ndrangheta sono due, Reggio Calabria e Milano eppure la commissione antimafia è stata praticamente affossata dalla Moratti. E’ evidente che mentre si avvicina il munifico Expo non si vuol sentir parlare di certe cose››. Spazio anche alla deriva del mondo universitario nel dibattito “Un paese in cerca di identità” in cui Antonio Castaldo (autore con Davide Carlucci de “Il paese dei baroni”) ha evidenziato: ‹‹L’università italiana non è un totale fallimento, al contrario esistono realtà meritorie. Ma se consideriamo gli atenei come la sede di formazione delle nuove leve del potere politico, non possiamo non denunciarne la corruzione e il sistema clientelare che domina in essi. L’autonomia concessa ai rettori è stata una vera e propria licenza ad uccidere››. La giornata finale ha avuto il suo clou in una maratona di quattro ore al Cine Impero di Marsala, stracolmo, dove successivamente alla presentazione del libro di Travaglio, Vauro e della Borromeo, “Italia AnnoZero”, si è trattato il tema della legge sulle intercettazioni, ovvero la “legge bavaglio”. ‹‹Oggi – ha affermato l’ex pm Bruno Tinti – fra prescrizioni, trasferimenti dei pm e il lodo Alfano, i potenti non temono più la galera. Tuttavia grazie alla pubblicazione sui giornali delle intercettazioni, il cittadino può scoprire le malefatte del politico o come la sua vita privata possa cozzare clamorosamente con i valori predicati con tanta veemenza nella vita pubblica. Per alcuni reati le intercettazioni non servono ma, al contrario, sono indispensabili per scoprire le malefatte della classe dirigente come l’insider trading, giustamente definito da Travaglio un reato “da ricchi”››. Il giornalista Luca Telese rincara la dose affermando che ‹‹c’è in atto una strategia atta a sterilizzare le attività giudiziarie. La triste verità è che molte persone questo bavaglio lo vorrebbero davvero magari perché timorose di essere ricattabili››. La conclusione cui giunge il procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, Roberto Scarpinato, è ancor più amara: ‹‹Temo che questo bavaglio sarà solo il primo passo. In Italia gli intellettuali o

sono stati asserviti al potere oppure sono stati uccisi o esiliati. Da Giordano Bruno a Pasolini, chi si è schierato dalla parte della verità alla fine c’ha rimesso la vita››. E’ toccato al giornalista Peter Gomez portare alla luce un’altra verità: ‹‹Non è un caso che tutto questo avvenga in Italia dove vige un’opposizione politica solo di facciata. Toccherebbe proprio all’opposizione controllare l’operato della maggioranza ma se questo controllo salta, la magistratura risulta più esposta alle critiche delle oligarchie dominanti e la stampa, ormai schiava degli inserzionisti, finisce per perdere la propria capacità di graffiare, di informare liberamente››. Accanto ai tanti dibattiti e alle numerose importante riflessioni emerse, grazie alla collaborazione con Marco Miana e la società Mismaonda, c’è stato spazio anche

per momenti di grande intrattenimento con gli spettacoli di Ascanio Celestini e Neri Marcorè , il reading di David Riondino e il concerto jazz del duo Bosso – De Paola: un modo per regalare anche un sorriso nonostante un pericoloso clima di censura. Ma proprio Beatrice Borromeo, ultima vittima della censura del direttore di RaiDue Antonio Marano, afferma: ‹‹Questa tre giorni di dibattiti mi ha dato tanta speranza, non dobbiamo più pensare a Berlusconi come ad una macchietta, lui è davvero spietato. E’ indispensabile continuare a tenere la schiena dritta, la nostra è una vera e propria resistenza civile. E’ ovvio che le divisioni ci saranno sempre perché insite nella democrazia, ma questo non è un buon motivo per lasciar perdere, per deporre le armi››. Francesco Musolino


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MUNICIPIO XI

Ipab San Michele, continuano i problemi? Altri interrogativi e situazioni da chiarire sullo storico Istituto Romano TORMARANCIA - Continua la nostra inchiesta sull’Ipab San Michele. Dopo aver affrontato, sullo scorso numero di Urlo, il discorso relativo alle occupazioni abusive e al malcontento dei cittadini di Tormarancia per la situazione in cui versa parte della proprietà dell’Istituto, sono state portate alla nostra attenzione due problematiche

che sembrano non trovare risoluzione. La prima, risalente al 26 settembre 2008, è un’interrogazione a firma del consigliere Donato Robilotta con la quale si chiedeva al Presidente della Regione Lazio e all’Assessore agli Affari Istituzionali, Enti Locali e Sicurezza come fosse composto il patrimonio immobiliare dell’Ipab e come

sarebbero stati utilizzati i proventi della vendita dell’immobile dell’Istituto che ospita l’Hotel Colonna. La seconda, invece, concerne la posizione del medico responsabile della Residenza Sanitaria Assistenziale. È del 20 ottobre 2008, infatti, una comunicazione da parte del Dipartimento Sociale della Regione Lazio in cui si fa presente che “il regolamento regionale n 1/94 – Personale – art 10 punto a) contempla che le RSA devono essere in possesso del seguente personale: medico specialista […] ”geriatra, psichiatra, fisiatra o altra specializzazione”[...] A tale proposito, mentre si rileva che la specializzazione in Audiologia non risulta affine o equipollente con le specializzazioni richieste nell’ambito della struttura socio – sanitaria di che trattasi, si rammenta che il R.R. n 1/94 – art 17 – Obblighi del titolare dell’autorizzazione – dispone che eventuali variazioni della titolarità dell’RSA, […] degli operatori

responsabili devono essere comunicate alla Regione Lazio – Assessorato Sanità – e all’organo di gestione competente e successivamente autorizzate. Alla luce di quanto supposto, la Scrivente Direzione non può ritenere accettabili i requisiti posseduti dal Dott. Vincenzo Grotti in quanto non attinenti alla normativa regionale che disciplina la dotazione organica del personale operante nelle RSA”. Tale comunicazione era firmata dalla Dott.ssa Agnese D’Alessio. Avremmo voluto conoscere la situazione attuale delle cose direttamente dalla Regione Lazio ma non siamo riusciti a parlare né con il consigliere Robilotta né con chi ci è stato indicato come sostituto

della Dott.ssa D’Alessio. Chiudiamo, quindi, con una dichiarazione del Dott. Cesqui, della Segreteria Generale dell’Ipab. “L’Hotel Colonna è stato venduto per risistemare l’RSA e la casa di riposo, che rientrano nel progetto Cittadella del Benessere del nostro Presidente Gianfranco Imperatori. I vantaggi che ne sono conseguiti sono moltissimi, comunque è un discorso risolto. Per quel che riguarda il Medico Responsabile, la questione veniva sollevata sulla base di una vecchia legge, lo abbiamo comunicato alla Regione e siamo in attesa di una risposta”. Andrea Falaschi

Area ex Fiera di Roma: il Municipio XI proporrà un nuovo progetto Il Comune ancora non si esprime sulla questione e il Municipio XI si mobilita TORMARANCIA – Come utilizzare gli spazi della Ex Fiera di Roma? È questa la domanda che ora si stanno ponendo i cittadini ed il Municipio XI dopo che la vecchia giunta del sindaco Veltroni ha cercato di far approvare una delibera per affidare 288 mila metri cubi a costruttori per la realizzazione di appartamenti e uffici. Ad oggi il Comune di Roma ancora non si è espresso in vie ufficiali sulla questione. Quindi ancora non si sa quale sia la posizione dell’attuale sindaco Alemanno. Lo scorso 13 marzo il Municipio XI ha organizzato un incontro all’Urban Center per discutere sulla questione, invitando a partecipare l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Marco Corsini, il quale però non si è presentato. La situazione sembra essere quindi in stallo, come avevamo già sottolineato lo scorso numero, se non per un’iniziativa presa dal municipio XI in collaborazione con i comitati di quartiere. Ce ne parla l’Assessore all’Urbanistica del Municipio XI Alberto Attanasio: “Abbiamo fatto una proposta, invece di aspettare l’Amministrazione Comunale. Abbiamo deciso di aprire noi un tavolo sulla riqualificazione della Fiera assieme al Comitato Roma Fieramente. Siamo orientati su un taglio netto delle cubature: da 288.000 a 131.000 metri cubi, un taglio del 50%. Per quanto riguarda le destinazioni urbanistiche, abbiamo pensato di destinare l’area alla Regione Lazio, perché si sta progressivamente spostando verso la sua sede sulla Cristoforo Colombo. L’intervento prevede il 55% di metri cubi destinati alla Regione più altri servizi e il 45% destinato alle residenze perché rimanga comunque la base residenziale. L’idea inoltre è quella di mantenere il fondamento della proposta della

“Città Dei Piccoli”, nel senso però di creare progetti pensati per essere vissuti anche dai bambini. Il nostro obiettivo è che per il 30 Maggio si faccia la proposta e poi una conferenza stampa. La presenteremo e aspetteremo le risposte dell’Amministrazione Comunale”. Andrea Baccarelli, consigliere municipale del PDL, si è espresso sulla questione affermando che “oggi il Consiglio accusa il Comune quando in passato, con la giunta Veltroni, non ha fatto niente. In questo momento il Comune sta tentando di operare una sintesi tra il volere dei cittadini e ciò che prevedeva la vecchia delibera. Quello che è certo è che le cubature non potranno essere le stesse. Nell’immediato posso dire che il PDL sta lavorando affinché i disagi causati da progetti come quello dell’emergenza freddo non si ripetano più. Quest’iniziativa prevedeva l’utilizzazione di spazi della Fiera per combattere questo problema. Èpartita con la Giunta di centrosinistra ed è stata portata avanti inizialmente dal centrodestra, ma ha creato da subito problemi di sicurezza e di disagio tra i cittadini.” Paolo Cagnoli del Comitato Roma Fieramente conclude dicendo: “Il nostro comitato sta partecipando al tavolo tecnico predisposto dal Municipio XI, proponendo un ridimensionamento delle cubature previste, che non sono in linea con gli standard richiesti dalle leggi urbanistiche vigenti. Speriamo che anche il Municipio sostenga questa posizione, in modo da fornire una indicazione chiara al Comune su un progetto che riguarda non solo i cittadini del quartiere “ Non resta che aspettare allora il mese prossimo e vedere come sarà e che risultati potrà dare il progetto di riqualificazione. Marco Casciani


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a cura della

PROVINCIA DI ROMA

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Tre serate organizzate dalla Giunta Zingaretti per promuovere i prodotti tipici

Tutti invitati nella Provincia delle meraviglie Fino al 2 giugno, alla scoperta dei tesori nascosti della Provincia di Roma tra arte, cultura ed eno-gastronomia Chiese, abbazie, cattedrali, santuari e conventi. Ma anche piccoli paesi, spesso dimenticati, che conservano le loro antiche tradizioni. Opere d' arte custodite in 78 istituzioni museali sparse sull' intero territorio provinciali. Sono tante le bellezze della provincia di Roma, tesori nascosti e ignorati, che potranno essere riscoperti a Roma fino al 2 giugno grazie alla manifestazione '' La Provincia delle Meraviglie. Alla scoperta dei tesori nascosti''. Il progetto nasce con l' obiettivo di far conoscere, promuovere e valorizzare, i ' numeri che il territorio provinciale

ti spiccano varie mostre ed appuntamenti diversi. Fino al 2 giugno, nei locali espositivi di Palazzo Incontro, sarà di scena il tema del gioco, con protagonista il Museo Demoantropologico del Giocattolo di Zagarolo. Fino al 2 giugno, inoltre, Palazzo Valentini offrirà un viaggio nella musica: si tratta di una piccola esposizione che propone un breve excursus sulla tradizione musicale della provincia di Roma attraverso una panoramica di strumenti musicali. Il 29 aprile, poi, nel Salone Centrale del Complesso Monumentale del Vittoria-

vanta tra musei, opere d' arte, chiese, palazzi storici e reperti archeologici attraverso la presentazione di diverse iniziative-testimonial. Il complesso del Vittoriano, Palazzo Valentini, Palazzo Incontro, come anche la Galleria Alberto Sordi e la Stazione Termini diventeranno per tutto il mese di maggio, '' vetrine espositive'' che permetteranno ai turisti che affollano la Citta' Eterna durante i mesi primaverili, di familiarizzare con le ricchezze dei 121 comuni della provincia. Verranno suggeriti percorsi alternativi ed itinerari desueti invitando i visitatori a conoscere luoghi diversi esclusi dai grandi circuiti turistici. Oltre alle opere d' arte e ai luoghi di particolare richiamo artistico-religioso, come monasteri, ville e dimore storiche, siti archeologici e catacombe, verranno proposti itinerari naturali, segnati dalla grande varietà dell' ambiente con le relative specificita' di flora e fauna. Tra i diversi appuntamenti programma-

no, è stata inaugurata la mostra '' Capolavori d' Arte Contemporanea. Il '900 nella provincia di Roma'', a cura di Maria Teresa Benedetti e aperta fino al 24 maggio. Sempre nel Complesso del Vittoriano, ha avuto luogo l' apertura di due mostre dedicate rispettivamente all' agricoltura e all' artigianato, '' La tradizione contadina. Alla scoperta delle eccellenze della Provincia'' e '' Tesori artigiani della Provincia. L' arte del fare tra passato e futuro''. E la terrazza panoramica del Vittoriano, complesso storico da cui è possibile scorgere scorci affascinanti di Roma, è stata la suggestiva location della manifestazione “Sapori e Suggestioni”, realizzata dall'Amministrazione Zingaretti per promuovere e far conoscere i prodotti tipici della provincia di Roma. “Sapori e Suggestioni”, iniziativa voluta dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessore alle Politiche dell’Agricoltura, Caccia e Pesca, Aurelio Lo Fazio, è stata pensata proprio per permettere un

incontro tra produttori e titolari di qualità Igt e Doc, questi ultimi hanno affermate enoteche, ristoratori, rinoma- una produzione annua di 630mila ettoti chef della Capitale. Tre le serate in litri circa di vino l’anno. Le Doc (Denoprogramma: due si minazione Origine Il Presidente sono già tenute l’11 Controllata) riconoZingaretti: e il 14 maggio scorsciute in provincia di “Abbiamo promosso so, la terza ci sarà Roma sono 14: queste tre serate giovedì 28 magCapena, Cerveteper far riscoprire gio. La manifestari, Cesanese di Olee valorizzare la zione vede il coinvano Romano, Cesatipicità del nostro volgimento delle nese di Affile, Colli territorio” Strade dei vini dei Albani, Colli LanuCastelli Romani, del vino Terra del vini, Frascati, Marino, Montecompatri, Cesanese di Olevano Romano, dei vini Velletri, Zagarolo, Genazzano, Castelli Terre Etrusco Romane e della Strada Romani e Nettuno). I prodotti a Denodell’Olio della Sabina. minazione di Origine Protetta (Dop), è “Abbiamo promosso que- necessario attenersi alle rigide regole ste tre serate – spiega il produttive stabilite dal disciplinare di presidente Zingaretti – produzione, sono 5: olio extravergine per far riscoprire e valo- Sabina, Soratte, pecorino romano, mozrizzare la tipicità del zarella di bufala e ricotta romana. Cinnostro territorio. Per que sono anche i prodotti ad Indicazioquanto ci riguarda, inten- ne Geografica Protetta (Igp), il cui diamo da un lato favorire rispetto è garantito dall’organismo di una costante crescita della controllo sono pane di Genoano, carcultura della qualità tra le ciofo romanesco, kiwi Lazio, abbacchio imprese del settore e dal- romano e porchetta di Ariccia. l’altro fornire al consuma- “La Giunta Zingaretti – commenta l’astore gli strumenti per far- sessore Aurelio Lo Fazio - oltre a queste gli riconoscere la genui- serate, per incentivare il consumo dei nità dei prodotti e il loro nostri vini e dell’olio dei ristoranti rispetto delle tradizioni romani, in collaborazione con le assodel territorio”. ciazioni di categoria sostiene il progetto “E’ necessario – continua dei consumi a ‘chilometro zero’”. il presidente Zingaretti - “Stiamo lavorando anche ad altri obietriconquistare il mercato tivi – conclude Lo Fazio - estendere il di Roma, far riscoprire i progetto della tracciabilità in tempo nostri vini e il nostro olio reale del Frascati Doc anche alle altre a tutti i romani e in que- Doc della provincia di Roma, continuasta strategia giocano un re nell’impegno per l’iscrizione nella ruolo chiave proprio le Strade dei vini e banca dati conservata presso l’Istituto dell’olio, un valido strumento per far Sperimentale per la Viticoltura di Conecrescere tutto il comparto, non in gliano all’antico vitigno dei Castelli maniera isolata ma Romani ‘Alba L’assessore parallela alla Rosa’, che l’esame Aurelio Lo Fazio: ricettività, alla del suo dna unico “La Giunta Zingaretti, ristorazione e ha rivelato la scoin collaborazione con le all’insieme dei perta di una associazioni di categoria, servizi volti ad nuova varietà di sostiene il progetto una corretta e vitigno italiano, dei consumi a globale fruizione l’apertura a giu‘chilometro zero’” del territorio”. gno dell’Enoteca “Il territorio provinprovinciale nello ciale – prosegue Nicola Zingaretti - for- splendido scenario di fronte alla Colonnisce al consumatore un vastissimo na Traianea, revisione dei disciplinari patrimonio agro-alimentare costituito per permettere proprio al Frascati Doc da prodotti tipici, biologici e a denomi- di ottenere la prima Docg del Lazio”. nazione, una ricchezza da mantenere e tramandare alle future generazioni”. Il settore vitivinicolo è da sempre un comparto di grande interesse nella provincia di Roma, sono circa 21 mila le aziende che vi operano con una superfiPROVINCIA cie viticola complessiva di ben 18mila DI ROMA ettari. Le aziende producono vini di alta


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MUNICIPIO XII

Arte tout court al Palazzo dei Congressi Cinema, arte, teatro e musica: tutto questo al nuovo Auditorium del Palacongressi EUR - Il Palazzo dei Congressi si rinnova a 55 anni dalla sua costruzione, e inaugura l’Auditorium Capitalis Roma, nato dalle ceneri della precedente Aula Magna rimessa a nuovo in un complesso tecnologico e d’avanguardia. Il progetto nasce dalle richieste del mercato televisivo-cinematografico e dello spettacolo che Eur Spa e Eur Congressi hanno deciso di soddisfare dotando nel contempo il quartiere di uno strumento di intrattenimento pregevole, che divenga parte integrante di quel grande disegno congressuale che sta interessando (e interesserà, soprattutto in futuro) l’Eur. L’Auditorium Capitalis sarà un’area adibita, infatti, a manifestazioni ed eventi di carattere culturale, con speciale riguardo alla proiezione di corto, medio e lungometraggi, essendo dotato delle nuove frontiere dell’alta definizione, ovvero della tecnologia Blu Ray della Sony. Tecnicamente la sala è dotata di ben 825 posti ed è stata arricchita di nuovissime attrezzature per soddisfare qualsiasi esigenza sotto il profilo delle luci, del suono e della video riproduzione. Ci sono due schermi, uno avvolgibile e motorizzato (12m x 7m) e l’altro a telaio fisso (14m x 6m), per un uso più cinematografico. L’audio utilizzerà il più alto stan-

dard professionale Dolby Surround e ci saranno cinque cabine per la traduzione simultanea, una sala regia e quattro americane da soffitto motorizzate che permetteranno un uso combinato degli spazi per prime cinematografiche, programmazioni musicali, rappresentazioni teatrali e sfilate di moda, mostre d’arte e performance letterarie, che completeranno l’offerta congressuale che già è insita nella funzionalità stessa dell’intero Palazzo dei Congressi. L’inaugurazione del 23 aprile ha previsto già un’ottima serata di collaudo, in una grande festa che ha visto come ospite d’onore Max Giusti, ma soprattutto ha reso omaggio a Sergio Leone, illustre cittadino dell’Eur, di cui quest’anno ricorre il ventennale della scomparsa. “Sono particolarmente felice ed onorato, dopo aver organizzato ben dieci anni or sono a Palazzo delle Esposizioni la prima retrospettiva in ricordo dello straordinario Sergio Leone, di poter inaugurare l’Auditorium Capitalis Roma con immagini dei suoi film, nella consapevolezza che l’Eur è stato per lui e lo è per i suoi familiari la casa e lo studio di lavoro” ha dichiarato il Prof. Mauro Miccio, Amministratore Delegato di EUR SpA. Serena Savelli


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MUNICIPIO XV

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Il Municipio XV: con il bilancio 2009 un taglio di 105 mila euro sulla spesa Paris e Palma a confronto su strade, marciapiedi e parchi del Municipio XV Le risorse pubbliche del Municipio XV sono scese: il Presidente Gianni Paris ha constatato che a un anno dall'insediamento del sindaco Alemanno il Municipio XV

Piazzale della Radio

ha subito un taglio di 105 mila euro sulla spesa corrente. Un taglio che andrà a colpire i fondi che serviranno a garantire servizi sociali, verde pubblico, manutenzione di strade e marciapiedi. Ma qual è adesso la situazione del Municipio? “Ogni quartiere del Municipio XV presenta un alto degra-

do per quanto riguarda la manutenzione delle strade e dei marciapiedi: la situazione è grave soprattutto nella zona Marconi dove ci sono un numero elevato di strade private aperte al pubblico transito senza manutenzione e controlli da parte del Comune di Roma ha affermato Marco Palma, capogruppo Pdl del Municipio XV”. Senza dubbio il blocco del bilancio comunale che vi è stato lo scorso anno, protrattosi per alcuni mesi dopo l’insediamento del Sindaco Alemanno, ha comportato gravi problemi alla città con ripercussioni negative non solo riguardo ai servizi ma anche nel settore delle opere pubbliche sostiene Gianni Paris, Presidente del Municipio XV - Sono stati aperti cantieri a via Pian Due Torri, dove completati i lavori dei marciapiedi e quelli dell’Italgas per le nuove tubazioni sotterranee, si passerà al

rifacimento della strada, con la posa del nuovo asfalto e il livellamento dei tombini. Lavori analoghi sono stati effettuati anche a viale Ventimiglia, via Monte delle Capre al Trullo, a via degli Irlandesi nel quartiere Portuense”. In Via Giannetto Valli alcuni cittadini residenti continuano costantemente a depositare le buste dei propri rifiuti ai piedi di un albero, creando un cumulo considerevole. “Tutto questo - denuncia Palma - accade ormai da molti mesi e mi domando, considerando la costanza dei cittadini, se l'amministrazione e l'Ama non ritengano opportuno metterci un cassonetto”. D'accordo anche il Presidente Paris che ha affermato: “La segnalazione deve essere fatta dai cittadini direttamente all'AMA. Comunque anche come Municipio chiederemo un intervento”. Se la situazione delle strade è tale cosa dobbiamo aspettarci per gli spazi verdi? “Riguardo l'ambiente del Municipio XV abbiamo pesantissime lacune - ha aggiunto Palma - Gli unici spazi verdi del quartiere Marconi risultano essere quelli dell'argine del fiume attualmente gestito dall'Ardis; inoltre non credo possano essere

considerati dei parchi gli spazi verdi di Piazza Righi o Piazza della Radio”. “ Anche in questo caso la città sta soffrendo della situazione che si venuta a creare dopo il blocco del Bilancio Capitolino dello scorso anno, a cui si aggiungono le nuove scelte adottate dall’attuale Giunta Comunale - ha aggiunto Paris - Per i parchi, la cui gestione è del Servizio Giardini controllato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune, la situazione può essere definita per certi versi drammatica. Questo vale non solo per il territorio del Municipio XV, ma per la intera città. La differenza rispetto alla passata gestione si vede. La manutenzione del verde non funziona, si è bloccato qualcosa nel meccanismo di decoro e pulizia della città”. “Il parco di Villa Bonelli ha una situazione ferma da anni: si attende che dopo la creazione del parco Tevere sud vengano create le condizioni per la fruibilità da parte dei cittadini. Per quanto riguarda la Valle dei Casali, vorrei precisare che il NOE sta effettuando indagini volte a smascherare tristissime irregolarità visti i continui abusi” ha concluso Palma. Arianna Adamo

Antirumore al Portuense: a chi pochi, a chi troppi I cittadini di Portuense rischiano di rimanere “ingabbiati” nelle loro case PORTUENSE - Anni 90. I cittadini del quartiere Portuense fecero una richiesta al Ministero dell'Ambiente per l'installazione di alcuni pannelli fonoassorbenti in modo da ridurre l'inquinamento acustico causato dalle arterie a scorrimento veloce di Via Portuense e di Via Isaac Newton. Quest’anno finalmente partono i lavori, e con loro le prime polemiche. I cittadini del quartiere Parrocchietta si riuniscono in un comitato per chiedere che i pannelli antirumore non vengano installati davanti alle loro case, precisamente dal civico 661 al 669 di Via Portuense. Perché? Le risposte ce le fornisce Ennio Rosati portavoce del comitato:" davanti alle nostre case vogliono costruire delle barriere alte 4 metri su un marciapiede di 80 cm, praticamente ci rinchiudono dentro le nostre abitazioni. Inoltre nel far questo - continua Rosati - creano un grosso problema di sicurezza perché creano una rientranza su Via Portuense per portarci ai nostri garage. Ma come facciamo ad uscire su una strada a scorrimento veloce, praticamente dal nulla? Per ora - prosegue - siamo riusciti a far sospendere i lavori grazie ad una manifestazione”. Al fianco del comitato si sono schierati Augusto Santori, consigliere del Municipio XV, e Marco Giudici, consigliere del Municipio XVI. Proprio Santori ha accompagnato una piccola delegazione del comitato al Dipartimento XII del

Comune di Roma. "Queste persone hanno già visto trasformare, per il beneficio comune, il loro ridente quartiere in uno attraversato da strade, un paio delle quali a scorrimento veloce. Addirittura ora vengono circondati da queste barriere, gli viene quasi impedita l'uscita dalle loro abitazioni. Inoltre ci sono dei danni indiretti con la creazione di questo vicolo cieco come il possibile aumento della criminalità, con la conseguente paura delle donne e degli anziani a scendere da soli per prendere la loro macchina. Non è poi da escludere - conclude Santori - la possibilità di nuovi malesseri causati dalle barriere, come sindromi claustrofobiche e danni psicologici". Di parere simile il Presidente del XV municipio Giovanni Paris: “pochi giorni fa abbiamo tenuto un Consiglio in cui si approvava all'unanimità una mozione che teneva conto della petizione dei cittadini. Il Consiglio ha chiesto un impegno del Sindaco Alemanno a garantire la salute pubblica, ma anche a mettere in atto azioni finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale e dell'impatto visivo. Detto questo vanno anche tenute in considerazione le sollecitazioni di altri cittadini che sono molto preoccupati per il fermo momentaneo dei lavori e che non gradiscono affatto lo stralcio di alcune tratte operate dal Comune di Roma, come quella del European Hospital. L'opera

infatti è andata in gara d'appalto, producendo delle economie da ribasso per 832.000 euro, ma nel frattempo una variazione normativa ha imposto una revisione del progetto che poteva essere tranquillamente finanziata proprio dai ribassi d'asta, se non fosse che c'è stata un'operazione di cassa fatta dalla nuova amministrazione comunale che ha spostato le risorse economiche residue e successivamente rifinanziato parzialmente l'opera, escludendo delle tratte che erano state previste. Certamente non dovrebbe essere possibile amministrare Roma considerando qualsiasi cosa solo un'operazione di cassa, ma bisognerebbe tener maggior conto dei cittadini e dei loro bisogni”. Alla particolare situazione del Municipio XV vanno aggiunti i problemi nel municipio XVI, in cui, come afferma Marco Giudici, la situazione è leggermente differente: "si stanno installando delle barriere nell'area di Via Palmieri, parallela Via

Newton, su di un cavalcavia. Al posto di queste in precedenza c'erano degli oleandri ed i cittadini reclamano per la fine di questi alberi. Fortunatamente - prosegue

Giudici - la situazione sembra essere risolta. Con l'Assessore ai lavori pubblici Ghera ho concordato un'opera di mitigazione. Dietro alla barriera faremo una lingua di terra su cui verrà piantato un filare di oleandri. È per il decoro architettonico conclude Giudici – oltre che è inutile l'installazione delle barriere sul cavalcavia”. Una vicenda complicata e piuttosto variegata che speriamo venga risolta al più presto. Damiano Oliva


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ROMA

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Andrea De Priamo: ripristinare il decoro urbano Il Presidente della Commissione Ambiente: raccolta differenziata, bioedilizia, intensificazione del servizio di pulizia, questi i punti chiave del progetto Abbiamo intervistato Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, per sapere qual è la situazione ambientale della nostra città. Abbiamo ricevuto vari comunicati sul miglioramento della raccolta differenziata.

Quali sono i provvedimenti che avete adottato? Stiamo svolgendo un lavoro intenso e costante per cambiare radicalmente la situazione. Al nostro arrivo solamente il 16% dei cittadini praticava la raccolta differenziata. La situazione ereditata era negativa e Roma era una città sporca. Non c'era un progetto articolato né per la pulizia delle strade, né tantomeno per la gestione dei rifiuti. La precedente amministrazione aveva avviato la raccolta porta a porta in via

sperimentale, senza dare il via ad un vero e proprio progetto. Noi abbiamo richiesto maggiori risorse alla Regione per affrontare una tematica così importante per la nostra città. Il nostro scopo è far praticare la raccolta differenziata a 600 mila abitanti nel 2013. E' un obiettivo difficile da raggiungere ma non impossibile. Basti pensare che nel nord d’Italia si pratica quasi al 100%. Questo è un servizio in cui crediamo molto, perché consente una raccolta di qualità, una differenziazione valida, ed incrementa il trattamento della parte umida dei rifiuti con cui si produce il compost, fertilizzante utile per l'agricoltura e per i campi. Vogliamo migliorare anche la raccolta di vetro e plastica. L'iniziativa è già partita a Trastevere ed è in fase di realizzazione al Torrino, dove c'era un problema legato all'accesso dei condomini, ed in altri quartieri come San Saba ed Aventino. Qual è la risposta dei cittadini a questo nuovo servizio? Sicuramente positiva. Il decoro urbano sta a cuore a molti di loro. Basta solo che assimilino questo cambiamento di abitudini. Ad esempio non ci saranno più cassonetti nelle strade. Naturalmente ci sono degli orari per la consegna dei rifiuti. Inizialmente questo orario fissato non andava bene, ora con la mediazione della Commissione Ambiente

siamo riusciti a cambiarlo. La risposta dei trasteverini è positiva, si è passato da un 20% di cittadini abituati a praticarla ad un 70% attuale. Naturalmente vi è sempre una piccola percentuale di cittadini a cui non interessa la raccolta differenziata. Il nostro compito è quello di sensibilizzare tutti su questo tema. Al centro di Maccarese è possibile far vedere ai bambini il riciclo dei materiali ed osservare la riammissione delle materie prime in circolo. L'Ama ha già un servizio riguardo gli inerti e ci sono già alcune isole ecologiche di cui vogliamo aumentare il numero. Molti materiali sono riciclabili e tra di essi vi è anche il legno, quindi i vecchi mobili possono essere utili, ad esempio. Quella del riciclo è una cultura che dobbiamo portare nella nostra città. Per quanto riguarda il decoro delle strade? Come si può risolvere questo problema? Anche qui abbiamo trovato una situazione insostenibile. Per ora abbiamo buttato solamente le basi. La situazione è delicata, abbiamo investito sul nuovo contratto di servizio dell'Ama che verrà approvato entro l'estate dalla Giunta comunale. L'azienda va ricapitalizzata. Bisogna effettuare dei cambiamenti radicali. Bisogna intensificare il servizio ed usare nuovi mezzi, come le spazzolatrici meccaniche che garantiscono

una pulizia più efficace. I municipi XVII e XVIII stanno facendo da tester e visto l'andamento positivo della situazione è nostra intenzione portare questo tipo di servizio in tutti i municipi. Un altro problema di decoro urbano è quello delle scritte sui muri. Prima vi era una società di controllo che ora è fallita. Dobbiamo risolvere anche questa situazione. Nella rete si parla di una soluzione alternativa per le polveri sottili, cioè lavare le strade: che ne pensa? Può essere vero ma va verificato. Da parte nostra c'è la massima attenzione alle nuove tecniche. Un esempio positivo è quello dei lavori sul fungo dell'Eur, dove verranno usate vernici anti - inquinamento. Questi sistemi potrebbero essere utilizzati anche per la pulizia delle strade. Vogliamo investire sulla bioedilizia e sul risparmio energetico. Abbiamo anche pensato al progetto “Roma Solare”. Per concludere, come immagina Roma alla fine del vostro mandato? Immagino una Roma ripartita, una città che si è rimessa in moto, una città più sicura, più decorosa e più vivibile. In un anno l'abbiamo fatta uscire dall'emergenza, ora abbiamo tre anni per soddisfare i bisogni dei cittadini. Damiano Oliva


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Denti perfetti senza dolore

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MUNICIPIO XI

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Città Futura: un nuovo centro di aggregazione I progetti della Polisportiva in attesa della fine dei lavori MONTAGNOLA - Nel parlare di una società come il Città Futura sarebbe più facile raccontare dei risultati ottenuti in ambito sportivo, ma in Via dell’Arcadia 108, sede storica della polisportiva, c’è un gran cantiere che spaventa i cittadini del quartiere. E come sempre accade quando i lavori di un cantiere si allungano, le voci e le polemiche che lo investono sono molteplici. Abbiamo quindi incontrato il Presi-

dente Fabio Cantoni che ci ha tracciato brevemente la storia e i progetti della polisportiva per chiarire così quegli aspetti che più preoccupano. L’attuale gestione ha inizio nel 1994, nel 2006 si ottiene l’approvazione per una ristrutturazione del centro sportivo. Successivamente, nel 2008, viene approvato un secondo progetto per l’ampliamento della struttura che ora prevede anche una

CHI BEN COMINCIA... ATTIVA IL TFM

Come proteggersi quando finisce un’attività

La vita, che, come affermato da Woody Allen “è una grave malattia mortale che si trasmette per via sessuale”, riserva spesso delle certezze. Un’attività iniziata, anche molto bene, avrà prima o poi una fine. Chi ben comincia è spesso colui che pensa per tempo, anche a quando la cosa iniziata finirà. Il dipendente pubblico o privato sa, anche se non ci pensa spesso, che un giorno andrà in pensione. Si preoccupa così solo di lavorare per il numero di anni che, in base alle normative vigenti, sono quelli necessari per ottenere la pensione (oggi si preoccupa anche di attivare anche una pensione integrativa privata perché quella “pubblica” si annuncia non molto consistente). Chi invece inizia un’attività imprenditoriale e diventa Amministratore di Società (o Procuratore, o Consigliere o Collaboratore a Progetto) è di solito talmente impegnato a fare tutte le cose che servono per far funzionare al meglio la Società in cui opera che, spesso, non ha il tempo di occuparsi concretamente di quando la carica assunta cesserà. Fortunatamente c’è chi ha pensato a garantire a questi soggetti, il così detto TFM (Trattamento di Fine Mandato). In parole povere è una protezione (simile ad una previdenza integrativa privata) che può essere attivata molto semplicemente e che interviene alla cessazione delle carica sociale. Nell’articolo “IL MIO NEGOZIO, IL MIO FUTURO” comparso nel precedente numero di aprile, abbiamo annunciato che nel nostro quartiere stiamo creando una community che vuole essere punto di riferimento anche per chi vuole capire come proteggersi con il TFM. L’attivazione di questo strumento di protezione conviene alle Aziende (l’art. 105 del D.P.R. 917/86 stabilisce la

deducibilità piena delle somme annualmente accantonate per il TFM) e conviene all’Amministratore/Collaboratore in quanto l’art. 17, comma 1, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) prevede l’applicazione del favorevole regime della tassazione separata all’indennità percepita all’atto della cessazione della carica (appunto il TFM). Questo strumento può essere applicato anche alle Associazioni Professionali in cui i soci possono ricoprire anche incarichi amministrativi in seno all’Associazione per i quali viene previsto il riconoscimento di un compenso. In tali casi è ipotizzabile il riconoscimento di un TFM a tali soggetti. La sottoscrizione di una copertura assicurativa rappresenta una delle forme migliori (probabilmente la più efficiente) di impiego del danaro accantonato dalla società a fronte dell’obbligo contrattuale assunto per due ordini di motivi: • L’affidamento a un soggetto con connotati di sicurezza finanziaria delle somme accantonate, rende certa la garanzia per l’Amministratore (o il Collaboratore) di ricevere effettivamente la somma pattuita al momento della cessazione della collaborazione; • L’impignorabilità e l’insequestrabilità dei capitali, garantita dalle disposizioni legislative che regolano le assicurazioni vita in Italia, va ad aggiungersi alla natura ”privilegiata” dell’indennità di cessazione carica. Il maggior vantaggio si ottiene poi quando li contratto prevede: • La rivalutazione minima garantita dei premi versati; • La copertura del rischio morte inclusa nel TFM.

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Andrea Burnelli - andreaburnelli@hotmail.com Cell. 3470486920

piscina che sarà pronta per i Mondiali di nuoto. I fondi necessari per sostenere tali lavori derivano dall’apertura di un mutuo presso il credito sportivo e non da finanziamenti pubblici. Il progetto, oltre alla palestra polivalente già presente, prevede, quindi, una piscina (sulla quale già è stato stretto un accordo con Lazio Nuoto) e la costruzione di una seconda palestra, sempre polivalente. L’intenzione però è quella di creare un impianto comunale che sia quel centro di aggregazione che troppo spesso viene a mancare nei nostri quartieri. In questo senso è stata prevista un’area relax fornita di bar, zona multimediale, connessione internet, baby parking e sale per il burraco; con l’intenzione di rendere il Città Futura un punto di incontro non solo per chi pratica lo sport. È proprio tutto questo che rende la polisportiva diversa dalle altre, inoltre l’impianto si propone di essere aperto a tutti anche per quel che riguarda l’aspetto economico, si vuole infatti dare l’opportunità a chiunque, e soprattutto ai bambini, di potersi avvicinare a quegli sport che hanno meno

SORRISO NEWS

spazio. Aldilà dei progetti futuri, che sono naturalmente legati alla fine dei lavori, Cantoni con i suoi collaboratori porta avanti un discorso sul territorio per l’incentivazione dello sport. Si vorrebbe fare, infatti, un accordo con le scuole del Municipio per permettere ai bambini di provare una volta al mese quelle attività che nelle scuole sono di difficile attuazione. Tale iniziativa è stata provata già con i bambini delle quinte elementari e ora si vorrebbe ampliarla. L’ultimo progetto della polisportiva da sempre molto legata al mondo del basket, è quello di diventare la casa della Lottomatica Elecom Roma, squadra di basket in carrozzina della città. Cosa possibile perché il progetto di ristrutturazione ha tenuto conto delle eventuali necessità dei giocatori. Infine saranno montati un impianto fotovoltaico sul parcheggio e dei pannelli solari sulla struttura che garantiranno una produzione di energia pulita ben oltre le necessità dell’impianto stesso. Andrea Falaschi

a cura del Dott. Cirillo Francesco

Disturbi temporo-mandibolari Quando è utile il bite? Il disturbo temporo­mandibolare (DTM) è una patologia che colpisce un largo strato della popolazione. Stile di vita frenetici e abitudini sba­ gliate possono concorrere all’instau­ rarsi del DTM che si configura sempre come una malattia dall’origine multifattoriale. Tra tutti i segni e i sintomi che caratterizzano il DTM il più importante è senza dubbio il dolore. E’ fondamentale per il clinico diagnosticare la patolo­ gia cercando di individuare intensità e localizzazione del dolore. Spesso arrivano al nostro studio pazienti scoraggiati, con un’ampia gamma di segni e sintomi, vedendo nell’odontoiatra l’ultima spiaggia di un iter diagnostico assai periglioso. In genere i sintomi vanno da ronzii all’o­ recchio, dolore alla testa, difficoltà alla masticazione, senso di nausea e spossatezza; per quanto riguarda i segni i più frequenti sono ridotta aper­ tura della bocca, contrazione musco­ lare e rumori di schiocco nella regione auricolare. Il paziente in genere riferisce dolore prevalentemente mattutino e durante la masticazione; c’è da rilevare come in genere il paziente affetto da DTM sia spesso scoraggiato e senza troppe speranze, situazione che non depone affatto a favore di una terapia odon­ toiatrica. Tra le varie terapie che si possono effettuare su un paziente con questi

disturbi quella che riveste maggiore importanza è senza dubbio la terapia con bite. Il bite è un dispositivo che applicato durante tutta la giornata, almeno nelle prime fasi della terapia, porta ad una quasi completa remissione dei sintomi. Alla base dei disturbi temporo­ mandibolari sono due le com­ ponenti scatenanti fondamen­ tali: malocclusione e parafun­ zioni; tra le parafunzioni di maggiore rilevanza vi è senza dubbio il bruxismo notturno, che sovraccarica oltremodo l’articola­ zione temporomandibolare. Il bite ha proprio la funzione di decon­ dizionare il sistema e riportare l’occlu­ sione ad una condizione di asintoma­ tologia; è una terapia ben tollerata dal paziente e che nel giro di 6 mesi riesce ad ottenere i risultati sperati. Nella nostra pratica clinica ci siamo resi conto dell’efficacia dell’interven­ to con il bite ma anche dell’importan­ za nella selezione dei casi; per noi deve ricorrere a questo tipo di terapia solo il paziente che avverte dolore nella regione dell’articolazione tale da precludere una vita soddisfacente; il restante corredo di segni e sintomi non portano a fare diagnosi di DTM. STUDIO DENTISTICO FONTE SALUTE Via Tommaso Arcidiacono 127 Tel. 06 51962163 338 7964157


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CULTURA

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MUSICA

a cura di Marco Casciani

BASTARDS SONS OF DIONISO “L’Amor Carnale” · RCA Italiana · 2009 I Bastards Sons Of Dioniso ci sono stati simpatici da subito. Tre ragazzi dell’alta Valsugana che hanno partecipato al talent show X-Factor sfiorando la vittoria. Rockettari, un po’ pazzerelli ma sempre ragazzi qualunque, hanno sfornato il loro primo Ep ufficiale “L’Amor Carnale” che contiene l’omonimo singolo, oltre che al secondo inedito “Wednesdey Mas” e ben quattro cover riarrangiate in studio in stile punk pop: “Contessa” dei Decibel (nel quale cantava colui che è stato punk da prima di noi, ovvero Enrico Ruggeri), “Ragazzo di Strada” dei Corvi, “Just Can’t Get Enough” dei Depeche Mode e “Che colpa abbiamo noi” dei Rokes. Un bel disco. Loro, invece, una interessante rivelazione. Pur rimanendo in ambito pop infatti, già dalle cover presenti nell’Ep si capisce qual è il tipo di musica a cui tendono questi ragazzi . In più hanno praticamente unito a questa musicalità aggressiva il canto melodico a cappella creando di fatto (finalmente) uno stile nuovo, molto personale, che non ha niente da invidiare alla nuova generazione di artisti pop italiani che si sono da poco affacciati sulle scene. Ad X-Factor li abbiamo visti solamente cantare, ma loro sono una vera e propria punk band che già iniziava a farsi conoscere nel nord Italia partecipando a vari festival e concerti più o meno importanti. Ora, si sono conquistati la simpatia di molti italiani, e in alta Valsugana sono diventati dei miti da venerare, grazie alla loro schiettezza, freschezza e semplicità. In più sommate il fatto che sanno cantare, suonare e hanno inventato questo nuovo modo di fare canzoni: capirete perché questi “figli bastardi di Dioniso” hanno fatto successo.

DEPECHE MODE “Sounds Of The Universe” · Capitol/Mute/Virgin · 2009 È uscito il 17 Aprile scorso il nuovo atteso album dei Depeche Mode: “Sounds of the Universe”. E subito qualcuno ha fatto un’intelligente osservazione: in un periodo come questo, nel quale ci sembra che il revival della musica degli anni ’80 sia la formula segreta per tante band, anche indie-rock (vedi l’ultimo dei “The Killers”), per sfornare nuovi album dal suono “originale”, chi meglio dei Depeche Mode potevano incarnare questo spirito 80’s e permettersi di uscire con un album nuovo semplicemente facendo ciò che hanno sempre fatto, senza cambiare una virgola? Ecco quindi la loro ultima fatica, che già sta riscuotendo molto successo. È un album che si può ascoltare dall’inizio alla fine senza interruzioni. Fanno il loro lavoro impeccabilmente come sempre e noi possiamo tranquillamente affermare che l’album in questione è uno dei migliori usciti da gennaio di quest’anno. In attesa della loro data allo Stadio Olimpico di Roma, si possono gustare queste tredici tracce d’atmosfera e (solo in alcuni casi) di ritmo. Non ci sono i classici singoli da “lanciare” uno dopo l’altro, anzi, forse l’unico singolo che può essere inteso come tale è proprio “Wrong” (che ha anticipato l’uscita del disco), pezzo più corposo ed energico, come lo sono stati quelli degli ultimi anni, ma le altre canzoni sembrano quasi voler ricercare di più la particolarità musicale che conquistare il pubblico per la loro melodia commerciale. Ascoltandolo con attenzione si scoprono sonorità veramente interessanti: l’uso di sintetizzatori e di moog per quasi tutte le canzoni è la cosa che risalta di più alle orecchie. Tracce blues, minimaliste, d’atmosfera, quasi dark, acid rock: questa è la musica che emana l’album di un gruppo che ha fatto la storia. La voce di Dave Gahan poi, inutile dirlo, è tra le più belle che si siano mai sentite. Per chi ama questo genere e questa band, non rimarrà assolutamente deluso.

CINEMA

GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA DI PUPI AVATI (ITALIA 2009) SCENEGGIATURA: PUPI AVATI · GENERE: COMMEDIA · INTERPRETI: CLAUDIO BOTOSSO, DIEGO ABATANTUONO, FABIO DE LUIGI, GIANNI CAVINA,

Multisala Madison

LEZIONI D’AMORE

a cura di Isabella Soria

GIANNI IPPOLITI, KATIA RICCIARELLI, LAURA CHIATTI, LUIGI LO CASCIO, LUISA RANIERI, NERI MARCORÈ, PIERPAOLO ZIZZI Raccontare storie di ieri per capire meglio l'oggi. Questo il senso profondo dell'ultima commedia di Pupi Avati che con “Gli amici del Bar Margherita” torna nella sua Bologna degli anni '50, tra rumori ed umori, diversi eppure familiari. Altri tempi, altre facce eppure il tocco di Avati ancora una volta rende familiari luoghi e situazioni anche a chi non le ha vissute, a chi non era nato, a chi non ha sentito nemmeno i racconti del dopoguerra un po' spaesato di cui si narra al Bar. Due elementi che uniti possono esser letali, scadere nello sterile amarcord, che se non è firmato da uno di nome Fellini, rischia di diventare un discorso per pochi e una noia per molti. Questa alchimia riesce ad Avati, custode istituzionale dei segreti del Maestro di Rimini (è uno dei probi viri della fondazione Fellini), che con questa commedia dolce amara ci riporta a certe atmosfere da vitelloni.

ANGELI E DEMONI

ISABEL COIXET (USA 2009)

DI RON HOWARD

(USA 2009)

SCENEGGIATURA: NICHOLAS MEYER · GENERE: DRAMMATICO INTERPRETI: BEN KINGSLEY, DEBORAH HARRY, DENNIS HOPPER,

SCENEGGIATURA: AKIVA GOLDSMAN, DAVID KOEPP GENERE: AZIONE/THRILLER INTERPRETI: AYELET ZURER, EWAN MCGREGOR,

PATRICIA CLARKSON, PENELOPE CRUZ, PETER SARSGAARD

PIERFRANCESCO FAVINO, STELLAN SKARSGÅRD, TOM HANKS

Quando una regista di sentimenti come Isabel Coixet approfitta dell'ispirazione di uno scrittore come Philip Roth, evidentemente sensibile agli uomini di mezza età messi in crisi da ragazze giovani, non può che venirne fuori un “bestseller” per i tanti fan del sentimentale venato di dramma. Ben Kingsley e Penelope Cruz sono gli interpreti principali di una storia che vede nella parte “anziana” il vero nerbo, ma che dipende dalla giovane trentaquattrenne spagnola per la svolta tragica che non vi riveliamo. Il tempo è argomento principe, ma anche l'autostima, le illusioni e le bugie, i complessi atavici, le paure delle relazioni e di accettarsi in confronto al cambiamento, l'egoismo di chi scappa, da sé e dall'altro. Tutti giochi noti, soprattutto parlando di cinquantenni sullo schermo. Il fatto è che, per quanto più di una battuta riesca ad alleggerire il tono e a strappare più che un sorriso, non è la regia “patinata” a far sì che ci si accorga di non avere a che fare con il buon vecchio Woody. Interessante quanto stereotipato spunto di riflessione.

Deciso passo avanti rispetto a "Il Codice Da Vinci" del quale questo film, oltre a condividere l'ispirazione letteraria di Dan Brown, recupera anche tutta la squadra tecnica e il protagonista Tom Hanks. Resta da capire il perché, cinematograficamente, i due capitoli siano stati invertiti, almeno a livello di realizzazione. Del film di tre anni ritroviamo anche la struttura narrativa, ricca di colpi di scena e di suspense; i temi cospiratori fatti di improbabili segreti clericali tenuti nascosti per secoli e una buona dose di ironia, per la verità sempre composta, seppure tagliente, indirizzata ai vertici della nostra Istituzione religiosa. Tanto che il Vaticano non ha dato alcun permesso di accesso alle proprie strutture che, soprattutto negli sfarzosi interni, sono state magistralmente riprodotte in studio. E così come il primo, gelido approccio di Langdon, più caldo e appassionante appare questo capitolo filmico delle sue ricerche. Una nota di merito immancabile va al nostro Pierfrancesco Favino, straordinario talento oramai internazionale.

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a cura di Marco Casciani

COOKED COTTI E MAGNATI Se questa rubrica ha lo scopo di segnalare band emergenti della scena underground romana e non, uno dei gruppi che merita una particolare attenzione sono i Cooked. Band romana fresca fresca i cui componenti hanno già avuto il loro bel rodaggio in una cover band rock/blues. A marzo scorso, quindi, dopo il consueto assestamento di formazione hanno iniziato a farsi conoscere con questo nome cominciando a proporre pezzi originali. Ma arriviamo alla musica: loro suonano un genere aperto a tante ramificazioni del rock, ma la base è decisamente lo stoner: riff di chitarra hard rock psichedelici e potenti, batteria possente ma non

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“lanciata”, basse frequenze e voce rauca e melodica. Abbiamo parlato con Giancarlo (anzi Cangiarlo), voce e chitarra del gruppo che ci ha spiegato qualcosa sul loro suono, sulle loro influenze musicali e ciò che vorrebbero creare: ”Ognuno di noi ha le proprie influenze e cerchiamo sempre di farle convogliare al meglio nei nostri pezzi, il punto d'incontro rimane sempre Hendrix, infatti abbiamo tutti strumenti, ampli ed effetti risalenti a quell'epoca, per poi arrivare fino ai Kyuss, Queens of the Stone Age. Ci definiamo Stoner – (ma poi aggiunge alla parola il suffisso “ino”) - comunque peschiamo dal grunge, dal blues, dal funky e da un po' tutti i nostri ascolti. Al momento sto ascoltando gli “Usa is a Monster” e temo che mi influenzeranno notevolmente nella stesura dei prossimi pezzi”.

RUMORI DI FONDO

La band è infatti in fase di registrazione, pronti a sfornare il loro primo album che conterrà 10 brani più una ghost track e che uscirà a settembre. Seguendo la bellissima filosofia del “do it yourself” fanno tutto da soli nel loro studio di registrazione, ma tengono importanti contatti con case di distribuzione europee e si appoggiano per il mastering a Carl Staff a Chicago. Precedentemente avevano già registrato un Ep a dicembre con quattro pezzi, ma in un solo anno sono riusciti a sfornare ben 10 tracce. E qui arriviamo al significato del nome della band. Cangiarlo spiega: “All'inizio era "Cooked and Eaten" "cotto e magnato" per intenderci, ed è un po' la filosofia alla base del gruppo se pensi che in un anno abbiamo tirato giù 10 pezzi, poi si è tramutato semplicemente in Cooked per far prima”. Quindi, se è fondamentale per una band che fa sul serio creare bella musica, fare le mosse giuste, coltivare i giusti contatti, specialmente se in ambito internazionale, e crescere bene attraverso i propri mezzi, allora sembra proprio

che i Cooked abbiano queste carte da potersi giocare rispetto ad altre band del sottosuolo romano. Considerare un gruppo anche dagli obiettivi che si pone ci fa rendere conto con chi si ha a che fare quando si ascolta un loro disco, o si va a vedere un live. Loro in questo momento vogliono registrare quest’album per settembre e creare nuovi pezzi, vogliono fare un tour in Europa e magari trovare un’etichetta che li supporti. Sembrano obiettivi seri. Ce la possono fare.

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a cura di Vittoria Pomponio

a cura di Carla Maria Liso

MASCHERE PICCOLO TEATRO CAMPO D’ARTE

TRA LE RIGHE L’UOMO CHE RIDE

LE PARTICELLE ELEMENTARI

VICTOR HUGO MONDADORI · 2004 9,80 EURO

HOUELLEBECQ MICHEL BOMPIANI · 2000 10,00 EURO

L’uomo che ride è il protagonista di uno dei più onirici e visionari capoloavori di Hugo. Incontriamo Gwynplaine quando è ancora bambino in compagnia della sorella, entrambi orfani ed con due difetti fisici che segneranno la loro esistenza. La bambina è cieca mentre lui ha un taglio sulla bocca che deforma l’espressione del suo volto, procurandogli un sorriso perenne. Una maschera altamente simbolica che nasconde la sofferenza e l’angoscia umana dietro un’apparente felicità. Victor Hugo si rivela un maestro nelle descrizioni dell’Inghilterra del tempo alternando a scenografie notturne, atmosferee plumbee, grottesche e malinconiche. Dopo una tempesta “non solo emotiva”, i due ragazzi vengono raccolti dalla bontà di un vagabondo di nome Ursus e viaggiano per le strade con un circo da stada che si sposta sotto il grigiore del cielo d’Inghilterra. Quando si scopre la nobile identità del giovane sembrerebbe che gli avvenimenti possano volgere al meglio. Alla ricchezza ipocrita dell’aristocrazia il ragazzo preferirà la povertà ricca dei suoi primi amici. Ma un tragico finale è scritto nelle ultime righe di questo capolavoro. Per finire una curiosità: il ritratto che Conrad Veidt aveva dato di Gwynplaine ispirò il sorriso grottesco nella creazione della fisicità del Joker di Batman.

Michel Houellebecq è senza dubbio uno dei più controversi scrittori francesi contemporarenei. L’esclusione dalla rivista letteraria francese “Perpendiculaire” dopo la pubblicazione de “Le particelle elementari” è stata la sua carta vincente. Incuriositi dalla vicenda che ebbe eco su “Le monde”, migliaia di francesi acquistarono il libro e cominciarono a sfogliare i pensieri di un cinico e spietato scrittore alle prese con quel magma umano che bolle dietro una pirandelliana maschera di gente per bene. Attraverso le vite di due fratellastri nati da genitori inconsistenti, Houellebecq sbatte sulla pagina l’istinto umano represso, con un linguaggio scientifico che aiuta a raffreddare l’ardente scabrosità della sua scrittura. Non manca l’umorismo nelle pagine più profonde così come la dolcezza in quelle più violente e inaspettate. Bernard-Henri Lévy, riconosciuto filosofo contemporaneo, ne apprezza la sua coerenza non soltanto all'interno di ogni opera, ma nella sua produzione in divenire. L’universo fatto di accuse e interrogativi che costruisce con le sue riflessioni, è popolato da milioni di persone che ritrovano nella sua diversità di pensiero un appiglio alla loro condizione di uomini pensanti. Il film ispirato al libro non è piaciuto a nessuno: smontato tanto dalla critica quanto dallo scrittore.

UN PICCOLO TEATRO NEL CUORE DI ROMA Se vi trovate a Campo de’ Fiori, ad esempio in una di queste affollate serate primaverili, e avete voglia di scoprire un angolo insolito e suggestivo come solo la nostra città ci sa regalare, il consiglio è questo: prendete Via dei Cappellari, per intenderci quella viuzza che parte alla sinistra di uno dei più celebri forni capitolini, e dopo averla percorsa all’incirca per 300 metri vi troverete in un piccolo slargo e avrete di fronte, al civico 93, una porticina illuminata. È il Piccolo Teatro Campo d’Arte, un vera e propria perla incastonata nei vicoli di Roma. Una volta entrati sembra di essere trasportati indietro nel tempo; questo piccolo teatro ha un indiscutibile fascino decadente e un po’ bohemién, con le sue candele consumate ed una sala in cui regna l’intimità e l’atmosfera di un boudoir. È infatti questo uno dei suoi punti di forza, non troverete file di poltrone, ma solo posti in prima fila. Gli spettatori come in un salotto si accomodano intorno allo spazio in cui avrà luogo la rappresentazione. Il Piccolo Teatro Campo d’Arte è una realtà piuttosto recente nella scena artistica romana, ma non manca certo di personalità. È nato nel 2007 come associazione culturale, grazie ad un gruppo di attori e registi formatisi principalmente secondo le tecniche di Lee Strasberg e Constantin Stanislavskij, e con il fondamentale intento di creare un luogo interamente dedicato alla realizzazione di spettacoli, training e sperimentazione basati sul lavoro di “Metodo”. Lo spirito da cui è animata la compagnia del Campo d’Arte è riassunto nelle emblematiche parole di Madre Teresa “Non possiamo fare grandi cose per questo mondo ma piccole cose con grande amore”. Per quanto riguarda la programmazione, dal 30 aprile al 3 maggio è stato di scena “Ora Era l’Ira”, scritto ed interpretato da Mariaelena Masetti Zannini, un visionario e delirante spettacolo incentrato sul mito di Capri vissuto negli ultimi frammenti di vita del Barone Jacques Fersen. Nel mese di maggio sono in cartellone: dal 7 al 10 “Medea Voci” di Christa Wolf, dal 14 al 17 “Terracotta” diretto da Stefano Lucarelli, dal 20 al 23 “Le mie mani sono blu” di Italo Zeus e dal 28 al 31 “La Principiante” di Ilaria Iovine. Inoltre il Piccolo Teatro Campo d’Arte è sede di corsi di corsi di recitazione ed è aperto ad ospitare produzioni esterne anche non teatrali come performances musicali, proiezioni filmiche, esposizioni, set e location fotografiche, audizioni e provini. I prezzi per ogni rappresentazione in cartellone sono: 10 euro intero, ridotto 8 euro, più tessera associativa (2 euro). Per maggiori informazioni: Piccolo Teatro Campo d’Arte- via dei Cappellari 93 066874579 – 3337206842 www.campodarte.com - www.myspace.com/campodarte info@campodarte.com - campodarte@hotmail.it


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ROMA

Lazio a tavola: vendita diretta dei prodotti tipici Nasce a Roma una nuova rete di negozi alternativi Ẻ nato a Roma “Lazio a Tavola”, un nuovo punto di vendita diretta dei prodotti tipici e di qualità della Regione Lazio. Inaugurato l’8 aprile in Via Anto-

nio Provolo 34, è il primo di quindici negozi, che saranno aperti nella Regione grazie al Programma di Sviluppo Rurale (PSR), che ha come scopo la diffusione di eccellenze eno-gastronomiche laziali a prezzi contenuti, con l’intenzione di sostenere anche le imprese agricole. Si

prevedono prossime aperture ancora a Roma e nei capoluoghi di provincia. Per Lazio a Tavola è stato infatti presentato un Progetto Integrato di Filiera (PIF) denominato “Naturalmente Biologica Pontina” per il quale è stato richiesto un contributo pubblico di oltre duemilioni e settecento mila euro, che muoverà un investimento di oltre sei milioni e cinquecento mila euro. Il nuovo e originale negozio è rifornito da 29 aziende laziali a cui si aggiungono 6 aziende trasformatrici (di materia prima in prodotto finito). Proprio questo aspetto rende particolare questa rete di negozi: il rapporto diretto tra produttori, trasformatori, commercianti e consumatori, garantendo sempre prodotti freschi e di qualità. Il negozio ha registrato

più di quattromila presenze dall’8 aprile sto periodo sono stati asparagi, fragole, ad oggi, a conferma e indicazione che agretti, mozzarelle e carciofi. Molto questi prodotti, tipici e di qualità, sono richiesti anche i prodotti biologici a cui ben apprezzati dai clienti è dedicato un intero e dai consumatori, reparto. Soddisfatto si La Valentini offrendo prezzi contenudichiara anche l’Assessore afferma: ti alla comunità. GranRegionale all’Agricolcon Lazio de infatti è la gioia e tura Daniela Valentini, a Tavola lo stupore del proprietache ha partecipato all’icresce rio, Giovanni Battista naugurazione del negoil sistema Andriollo, che si dichiara zio. ”Con Lazio a Tavola molto soddisfatto dell’an– dichiara l’Assessore damento della nuova impresa e fiducio- confermiamo la volontà di attuare una so per l’apertura dei prossimi punti ven- politica di sistema capace di avvicinare dita. In 160 mq, vengono esposti pro- produttore e consumatore assicurando la dotti tipici regionali e di stagione in ven- qualità dei prodotti. Lazio a Tavola è il dita diretta, garantendo freprimo di quindici punti venschezza e genuinità a prezzi dita che verranno aperti a Nasce contenuti e abbordabili. Roma per fornire un ottimo a Roma Infatti escludendo tutti servizio ai cittadini che il primo quei passaggi che normalpotranno trovare eccelnegozio mente avvengono dai prolenze gastronomiche tipiche di filiera duttori ai consumatori, i del Lazio a prezzi accessibili, corta prezzi si abbassano vertigicreando nuovi sbocchi di nosamente. mercato alle aziende agricole. Tra i prodotti in vendita si possono tro- Un circuito virtuoso di nuova economia vare: pasta fresca e secca, pane, dolci che eviti così la frammentazione delle tipici provenienti dalla Ciociaria e dai aziende sul territorio ai fini di un rilanmonti Lepini, kiwi di Latina, pesche, cio dell’economia agricola”. albicocche, le migliori carni di Rieti, latticini e formaggi. I più richiesti in queEmanuela Maisto

Il nuovo modo di concepire le mense sociali È partito il progetto presentato dal Comune per sostenere le persone disagiate Si pensava fosse un pesce d’aprile, inve- ore su 24, 365 giorni l’anno e ha sede ce c’è stata una disinformazione tra presso il dipartimento alle Politiche municipi e dipartimenti. Infatti le nuove Sociali del Comune di Roma, in Via mense sociali e l’iniziativa dei pasti a Manzoni 16. Il personale è composto da domicilio hanno preso il via nella capita- 96 persone, metà delle quali sono dipenle da metà aprile di quedenti comunali, mentre st’anno soprattutto l’altra metà appartiene Il lavoro grazie alla collaborazioad organismi in convendella sala ne con la Sala Operatizione con l’amministraoperativa va Sociale. Quest’ulzione comunale sociale a Roma: timo è un servizio (l’Associazione “Un il grande lavoro attivato per affrontare Sorriso”, Caritas - Condi assistenza ai le emergenze di carattesorzio Roma Solidadisagiati re sociale che si verifirietà, Cooperativa cano sul territorio cittadiSociale “Cecilia”, Coopeno e che interviene sia a seguito di rativa Sociale “Il Cigno”, Cooperativa segnalazioni presso il centralino, che si Sociale “Magliana 80”, Cooperativa attiva telefonando al numero verde 800 Sociale “San Saturnino”). 44 00 22, sia attraverso unità mobili Il team è composto da diverse figure che, su mezzi attrezzati, girano per la professionali, che comprendono: assicittà. Esso si occupa di stenti sociali, psicologi ed ogni aspetto dell’emereducatori. I pasti a genza sociale: anziani, La Sala Operativa Sociale domicilio e bambini soli o in diffirappresenta un punto di l’affiancamento coltà, minori non riferimento per tutte le alle mense accompagnati, disabili, emergenze sociali, sopratsociali stranieri senza fissa dimotutto nei mesi estivi con ra. Gli operatori intervengono anche interventi rivolti ad anziani soli. Anche come supporto logistico e come soste- presso la Stazione Termini è aperto uno gno per le emergenze della Protezione sportello della Sala Operativa Sociale per Civile, affiancandosi alle altre strutture l’assistenza e l’orientamento delle persone del comune. in stato di disagio. All’interno di questa La Sala Operativa Sociale è aperta 24 esperienza si collocano i pasti a domicilio

che non rappresentano un fine ma un mezzo. Infatti grazie alla distribuzione giornaliera (dal lunedì al sabato) di pranzi portati direttamente a casa ad anziani e ai diversamente abili, si possono tenere sottocontrollo tutte quelle situazioni di disagio che altrimenti verrebbero trascurate (per esempio un anziano solo che smette di mangiare viene subito segnalato alla Sala Operativa per intervenire). Attraverso il pasto si fa un monitoraggio quotidiano al paziente. Inoltre si tratta di pasti elaborati e succulenti, come pasta con sugo e ricotta, tortellini in salsa rosa, bieta ripassata, polpettone ripieno, fettuccine al ragù, pasta alla boscaiola! Questo servizio sarà garantito fino al trentuno dicembre di quest’anno, poi a seconda del suo andamento e delle disponibilità economiche, verrà ripristinato. L’iniziativa doveva partire il 5 aprile scorso, ma ci sono stati dei rallentamenti burocratici. Infatti quelle persone segnalate dalle circoscrizioni per usufruire del servizio, dovevano presentare un

certificato medico e compilare una scheda. La Sala Operativa, poi, grazie alla collaborazione di un dietologo, avrebbe scelto i menù più adatti alle esigenze dei singoli pazienti.

Per quanto riguarda la parte del progetto relativa al servizio mensa del fine settimana, si tratta di strutture già esistenti sul territorio che sono state potenziate con la partecipazione di più personale e con l’ampliamento di alcune strutture non solo durante la settimana ma anche nei week-end. Maggiore rilevanza, comunque, ce l’hanno i pasti a domicilio, iniziativa nuova e utile, benché sperimentale. Emanuela Maisto


MUNICIPIO XI

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Roma TRE: eletto il nuovo Presidente del Consiglio degli Studenti

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L’editoriale segue dalla prima

Intervistiamo Pietro Salvatori di Lista Aperta Dopo circa due anni e mezzo dall’ultima convocazione il 5 maggio si è di nuovo riunito il Consiglio degli Studenti di Roma Tre. Quest’ultimo è un organo di cui fanno parte tutti i consiglieri di Facoltà e dei collegi didattici o dei corsi di studio, oltre ad alcuni eletti direttamente ed esclusivamente per svolgere questa mansione in tutto l’ateneo. Il presidente dell’organo viene scelto dai componenti del Cds e per essere eletti nel primo turno si ha bisogno della maggioranza assoluta di tutti i componenti. Nel secondo, invece, viene eletto semplicemente chi prende più voti. Al termine di questa fase, con 40 voti, 15 astenuti e 4 nulli è stato eletto Pietro Salvatori. Siamo andati a scoprire meglio chi è il nuovo presidente e quali saranno i suoi primi provvedimenti. Salvatori, di che lista fa parte? Sono il referente ultimo di Lista Aperta, presente a Roma3 da molti anni, e ci tengo a sottolineare che nella nostra lista c’è molta libertà di azione. Sono inoltre un senatore accademico dell’Ateneo. Come mai il Cds non è stato convocato per tutto questo tempo? Le motivazioni sono molteplici, così come le responsabilità. Questo è un organo molto ampio in cui vi è un’abbondante pluralità di soggetti. Il regolamento interno, l’alta partecipazione che porta ad un altrettanto alto numero legale, sono solo alcune delle motivazioni che penalizzano un’attività costante del Cds. A questo va aggiunto che alcune liste hanno fatto mancare il numero legale e che l’amministrazione dell’ateneo non ha mostra-

to un puntualissimo interesse. Quali sono le funzioni del Presidente? Bisogna innanzitutto sottolineare che è il Presidente di tutti gli studenti e non solo di una parte. Svolge una funzione di rappresentanza e di coordinamento delle attività tra gli studenti e gli uffici dell’amministrazione. E può occuparsi dei rapporti esterni che gli studenti di Roma Tre tessono con altre istituzioni. Quali sono le principali modifiche da sostenere? Non sono delle vere e proprie modifiche, piuttosto degli accorgimenti per far si che il Cds possa funzionare. Il senato accademico deve fare una riforma statutaria che preveda delle precise competenze del Consiglio, che siano vincolanti, e perché no, accresciute. Fatto questo va riformato il regolamento interno del Cds, una composizione di 80-100 persone è discutibile, rende farraginose tutte le procedure elettorali. Quali sono le commissioni previste nel Consiglio degli Studenti? Ce ne sono tre permanenti: didattica, regolamenti, spazi e servizi. Dobbiamo valutarne bene la composizione, per questo mandato che si potrebbe definire “straordinario”. L’importante è che le tre commissioni inizino a lavorare

subito in modo efficace ed efficiente, perché il nostro obiettivo è avere un Consiglio utile e funzionale. Oltre a questo dobbiamo far eleggere dei componenti in alcune commissioni riguardanti l’intero Ateneo: uno per il CLA (Centro Linguistico d’Ateneo) e due a testa per SBA ( Servizio Bibliotecario d’Ateneo) e CPO (Comitato Pari Opportunità). Assicuro il mio impegno personale a far sì che tutto questo avvenga nel minor lasso di tempo possibile. Come sono i rapporti con le altre liste? Sono piuttosto fiducioso. L’elezione non è stata forzata, ma c’è stata una bella intesa. È nell’interesse di tutti che ci sia una maggioranza. Alcune liste non si sono presentate poiché sono in conflitto con l’organo, ma piuttosto che fare una polemica infruttuosa hanno saggiamente deciso di non partecipare. Voglio infine ringraziare tutti per la fiducia concessami. Damiano Oliva

L’ANGOLO DELLA PSICHE “Dallo psicologo? Perché no?” Nell’invitarvi a scrivermi per dare sug­ gerimenti sugli argomenti da trattare e per avere informazioni sulle attività da me svolte, vi do appuntamento su Urlo a Settembre. A cura della dott.ssa Cristina Buccheri Psicologa cribuccheri@yahoo.it ­ tel. 333 4392856 “Aiuto, ho bisogno dello psicologo!!!!! Mica sarò matto?”. Questo è ancora il pregiudizio che molte persone si porta­ no dentro su questo operatore d’aiuto che spesso viene confuso con l’assisten­ te sociale, lo psichiatra, il neurologo, il prete etc. Spesso l’imbarazzo, il pregiudizio e la convinzione di dovercela fare da soli, portano la gente a non avvicinarsi più di tanto a questo professionista della salu­ te se non quando il disagio è diventato incontenibile e la paura di esso fa dire “Non sono normale, forse sto impaz­

zendo”. In realtà lo psicologo non necessaria­ mente lavora con pazienti portatori di grossi disturbi psicologici. In un’ottica del benessere e al fine di raggiungere una buona qualità della vita, questo pro­ fessionista può intervenire infatti in alcune fasi – chiave della vita con le quali l’individuo può avere difficoltà a confrontarsi. Le scelte lavorative e quelle sentimenta­ li, la nascita di un figlio o la perdita di una persona cara, sono solo alcuni cambia­ menti più o meno programmati o ina­ spettati che possono mettere la perso­ na a dura prova e di fronte a delle scelte importanti attraverso le quali dare una direzione nuova alla propria esistenza. Nell’aiutare a capire come si relaziona con gli altri, inoltre lo psicologo può aiu­ tare l’individuo a modificare la comuni­ cazione rendendola più efficace, miglio­ rando così la dimensione relazionale di coppia, delle amicizie e quella tra geni­

tori e figli. Accanto a tutto ciò è utile sapere che la figura dello psicologo ha una storia recente, appena 20 anni. E’ regolamen­ tata da una legge la 56 / 1989 che ne indica la formazione e gli ambiti di com­ petenza. Lo psicologo, laureato in Psicologia e regolarmente iscritto all’Albo regionale degli Psicologi può svolgere interventi di prevenzione, di diagnosi, di abilitazione­riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolti alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Nell’interesse di tutelare chi vorrà rivol­ gersi ad uno psicologo per una qualun­ que problematica, è importante sapere che solo chi è iscritto all’Albo degli Psicologi può dirsi psicologo e può quin­ di può svolgere la professione e che tutto ciò può essere sempre verificabile dall’utente entrando nei siti regionali dell’Ordine di categoria.

prossimi anni, vorrei fare un moni­ to: prendiamo sul serio questa carica. La Comunità Europea non è un gioco, anzi. È l'organismo che più di tutti può aiutarci ad uscire dalla crisi e portarci verso nuove frontiere. Ma da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera ultimamente, si evince che anche questo compito è stato preso alla leggera dai nostri Europarlamentari. Da una ricerca (privata) di un assi­ stente parlamentare risulta che gli italiani conquistano il primo posto per assenteismo nel Parlamento europeo, stracciando ogni record. Tra i primi venti in classifica per "onorevoli seghe" dieci sono italia­ ni, e oltretutto tra i primi 100 euro­ deputati più presenti a Strasburgo, dei nostri ce ne sono solo 3. Un plauso va a Sepp Kusstatscher. È sudtirolese, fa parte del gruppo dei Verdi e su 270 sedute plenarie ne ha bucate due. Numeri da record per un Paese che schiera nelle fila parlamentari 78 deputati (come Francia e Gran Bretagna) che corrispondono ad un decimo del totale. E come al solito sale la vergogna. Quindi, futuri eurodeputati: cerca­ te di cambiare questo trend molto italiano almeno nei luoghi europei dove possono farci i conti in tasca, dove i giornali scrivono la verità e le televisioni non basano la programmazione sui culi delle diciottenni o sulle tette delle pre­ sentatrici. Queste cose le facciamo da noi, e ciò basta e avanza! Sniffate cocai­ na, frequentate prostitute, sputa­ te sul tricolore, ma vi prego: fatelo solo nel territorio nazionale!!!


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Urlo 65 Maggio 2009