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La Scena di Roma Sud

N. 64 - APRILE 2009

TV: i Il Coordinamento “STOP I-60” continua la battaglia contro l’edificazione dell’area

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Anno VII

s er v iz i v ideo s u u r l o w eb.c o m

Ex Fiera di Roma: ancora si attendono notizie dal Comune sul futuro dell’area.

Approvato il Bilancio comunale 2009: il commento dei presidenti dei nostri Municipi

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VELODROMO : DOPO L’ABBATTIMENTO SOLO POLEMICHE Il TAR delLazio annulla la Gara per la riconversione dell’area, mentre ancora mancano i risultati definitivi sulla presenza di amianto

Laurentina e Ardeatina: lavori in corso e progetti per le due arterie di Roma sud

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editoriale

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No N Av r ei v o l u To PAr l Ar Ne di marco c aria Non avrei voluto parlarne. Veramente. Ma la cronaca non mi lascia tranquillo e allora sono tenuto a dire un paio di cose. Subito


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STORIE E MISTERI

IL CASTELLO DELLA MAGLIANA CACCIA E HOTIUM ALLA CORTE DEI PAPI il castello con un muro di cinta merlato. Fu lui il primo a destinare la tenuta a zona di caccia, attività in voga alla corte pontificia. Nel 1490 papa Innocenzo VIII fece abbattere parte dei fabbricati esistenti e affidò all'architetto Graziadeo Prada da Brescia la costruzione di un edificio a due piani, conosciuto come il “palazzetto di Innocenzo VIII”, che presenta al piano terra un piccolo portico a tre archi, dalla caratteristica volta a crociera, ornato dallo stemma del papa. In seguito Giulio II fece ampliare la costruzione di un edificio a squadra con un porticato, sormontato da grandi finestre semicrociate, all’interno del quale vi è una scala che conduce al piano superiore; qui si trova una loggia belvedere da cui si può

MAGLIANA - Il quartiere della Magliana prende il suo nome dalla Gens Manlia, proprietaria di un fundus manlianus posto sull’antica Via Campana. Il toponimo avrebbe anche il significato di approdo: la zona infatti, in epoca imperiale, costituiva il primo scalo per coloro che giungevano a Roma. Quest’area era in passato caratterizzata da una campagna ricca di selvaggina, di rara e intatta bellezza. È in questo contesto che va collocata la realizzazione del castello papale, all’interno di una vasta tenuta, residenza estiva dei pontefici, luogo di hotium e di caccia. Nel 1471 il cardinale Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV della Rovere, modificò, abbellendo, alcuni edifici medievali preesistenti, circondando

Mis t er i

di

r OMA

a cura di Massimiliano Liverotti

NATALE DI ROMA. CURIOSITÀ E LEGGENDE

Il 21 aprile di ogni anno ricorre il Natale di Roma che viene festeggiato ancora oggi con rappresentazioni in costume, come il bellissimo corteo che in tale occasione attraversa via dei Fori Imperiali, ed altre manifestazioni culturali come quelle curate dal Gruppo Storico Romano. Secondo la leggenda narrata da Varrone, infatti, Romolo avrebbe fondato Roma il 21 aprile del 753 a.C. Ad aver fissato questa data sarebbe stato un amico di Varrone, Lucio Taruzio con i suoi calcoli astrologici con i quali studiò anche l’oroscopo di Romolo, un’impresa che fu ritenuta comica dal contemporaneo Cicerone. L’astrologo stabilì che il fondatore di Roma doveva essere nato il 23 settembre dell’anno successivo alla seconda olimpiade, nel 771 a.C. in coincidenza con un’eclissi di sole. Dal 21 aprile 753 a.C. derivava la cronologia romana definita con la locuzione latina Ab Urbe Condita, ossia dalla fondazione della città. Sembra che Bonifacio IV, vissuto intorno al 600, fosse il primo a riconoscere un collegamento tra questo tipo di datazione e l’Anno Domini cioè AD 1 = AUC 754.

DIRETTORE RESPONSABILE Luca Migliorati DIRETTORE EDITORIALE Marco Caria VICE DIRETTORE Marco Manieri CAPOREDATTORE Serena Savelli GRAFICA Skypok Design srl FOTOGRAFIE Luca Frontoni REDAZIONE Arianna Adamo, Claudio Alberti, Marco Casciani, Alessia Casciardi, Simona D’Auria, Andrea Falaschi, Marzia Lazzerini, Simone Lettieri, Stefano Lippera, Carlamaria Liso, Emanuela Maisto, Vittoria Pomponio, Serena Savelli, Isabella Soria via G. Armellini, 37 - 00143 Roma redazione@urloweb.com HANNO COLLABORATO Massimiliano Liverotti, Damiano D’Ercole

La correttezza del calcolo di Lucio Taruzio tuttavia non è mai stata provata in modo scientifico. Esistono anche altre leggende riguardanti la fondazione di Roma come per esempio quella secondo cui la città sarebbe stata

godere il panorama della campagna circostante. Venne anche ristrutturata la vecchia cappella, già esistente in epoca medievale, dedicata a S. Giovanni Battista, da cui il nome odierno del vicino ospedale dei Cavalieri di Malta. Originariamente ricca di decorazioni pittoriche, presentava nell'abside un affresco che, attualmente al Museo del Louvre a Parigi, fu realizzato dagli allievi di Raffaello, su disegni del maestro. L'epoca di maggiore splendore fu durante il pontificato di Leone X de’ Medici (da cui prende il nome il vicino Parco de’ Medici) il quale, intriso di cultura neoplatonica, amante dell'arte e della caccia, si circondò di artisti e letterati. Il pontefice volle la costruzione di una fontana al centro del cortile interno e fece allestire la splendida “sala delle Muse”, decorata di affreschi rappresentanti le nove divinità femminili patrone delle arti e il dio Apollo, opera di carattere peruginesco di Gerino Gerini da Pistoia (attualmente presso il Museo di Roma di Palazzo Braschi). Il

papa, che con questa commissione testimoniava il suo interesse per le arti liberali e le humaniores litterae, utilizzò la sala come salotto letterario e lo adibì a concerti e spettacoli teatrali. Con la fine del Rinascimento, anche il castello perse la sua importanza. Caduto in rovina nell’Ottocento fu dato in beneficio alle monache di Santa Cecilia, che lo affittarono a privati. Dal 1957 è di proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta, che ne ha curato il restauro. Attualmente ospita gli uffici e la direzione dell'attiguo ospedale San Giovanni Battista. Alessia Casciardi

VIA DI DONNA OLIMPIA

fondata da una ragazza che aveva viaggiato per mare diversi anni, al seguito di Enea. La ragazza e le sue amiche volevano fermarsi il prima possibile in modo da avere al più presto una casa. Una volta che le navi furono ormeggiate le fanciulle vi appiccarono un incendio demolendole e i pellegrini furono costretti a costruire una città nel luogo in cui si trovavano, presso un fiume. La città si sarebbe chiamata Roma come la donna che l’ebbe tanto desiderata. STAMPA: S.E.A. S.r.l. Via di Tor Cervara 280 00155 - Roma Il materiale inviato alla redazione non sarà restituito. Registrazione al Tribunale di Roma n° 258/2002 del 23/5/2002 EDITORE Publigiovane Soc.Coop.arl via E. Spalla 400 00142 Roma

Marco Caria 329 1129215 Luca Migliorati 329 6139092-392 0262881 info@urloweb.com fax 06 233299595 P.IVA 06517231004 Il numero è stato chiuso il giorno 10/04/2009 ora 23,40

Nel quartiere di Monteverde, accanto a Villa Pamphili, si trova Via di Donna Olimpia, il cui nome è legato ad uno dei protagonisti più accattivanti della Roma del Seicento: Olimpia Maidalchini. Nata a Viterbo nel 1592 da una famiglia di nobili, era destinata come le sue due sorelle alla vita conventuale; riuscì però a sottrarsi al suo destino accusando il suo confessore di tentata seduzione e molestia. Sposato un ricco e facoltoso (nonché vecchio) personaggio locale, cominciò la sua ascesa sociale. Il marito infatti morì dopo soli tre anni. A vent'anni Olimpia è una ricca ereditiera e la famiglia Pamphili, in difficoltà economiche, le offrì l'occasione di trasferirsi a Roma e di entrare nel circuito della nobiltà romana: si risposò con Pamphilio Pamphili, di trent’anni più anziano di lei, il quale pochi anni dopo la lasciò nuovamente vedova. A consolarla è il fratello del defunto marito, il cardinale Giovan Battista Pamphili, papa nel 1644 con il nome di Innocenzo X (sembra che fu lei l’artefice dell’elezione, indirizzando con i suoi intrighi il conclave!). Olimpia entrò nelle grazie del cognato, e presto fu l’unica persona di cui egli si fidasse. A Roma chiunque volesse udienza o favori dal Papa prima doveva passare da Donna Olimpia, che così acquisì un potere illimitato, tanto da essere chiamata “la Papessa”. Persino il Bernini, sostituito dal Borromini e dall’Algardi nelle grazie di papa Pamphili, ottenne la commissione per la fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona per intercessione della nobildonna, alla quale fece omaggio di un modello

in argento alto un metro e mezzo del lavoro che voleva eseguire. La Papessa non piaceva al popolo romano per la sua sfrenata ambizione e per l’avidità di denaro e potere che le valse l’ulteriore appellativo di “Pimpaccia di Piazza Navona” (da una pasquinata che recitava «Olim pia, nunc impia», “una volta religiosa, adesso empia”); animò con le sue poco edificanti gesta, le cronache scandalistiche romane del Seicento, e si vociferava persino che fosse l’amante del pontefice. Su di lei spesso apparivano versi satirici sulla statua di Pasquino, situata proprio alle spalle di palazzo Pamphili. Nel 1655 Innocenzo X morì e con lui anche la gloria di Donna Olimpia. La nobildonna asportò dalla stanza del pontefice tutto ciò che trovò (si parlava di due casse piene d’oro) e nulla volle dare per la sepoltura, affermando “Che cosa può fare una povera vedova?”. La Papessa aveva accumulato terre e ricchezze; si ritirò nelle sue tenute a San Martino al Cimino, dove quattro anni dopo la peste la uccise. I romani che non l’avevano mai amata la trasposero nella leggenda e si dice che il giorno dell’anniversario della morte di Innocenzo X Donna Olimpia esca da Villa Pamphili con tutto l'oro trafugato su una carrozza trainata da neri destrieri lasciando una scia di fuoco, e dopo aver attraversato Ponte Sisto scompaia nel Tevere dove i diavoli vengono a prenderla per portarla all’inferno; quel tratto di strada, presso Via Aurelia Antica, fu per questo soprannominata fino al 1914 Via Tiradiavoli. Alessia Casciardi


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ROMA

Il COnSIglIO COMunAlE AppROvA Il BIl AnCIO 2009 La Giunta finanzierà anche il Ponte dei Congressi e le complanari della Colombo

ROMA - La manovra ammonta a 5.715.000 euro in totale , di cui 3.515.000 per la spesa corrente e 2.200.000 euro destinati agli investimenti. Tra le misure approvate si segnalano i 789 milioni, contro i 602 del 2008, destinati alla viabilità e ai trasporti. In particolare verrà finanziata integralmente la costruzione di tutte le metropolitane già progettate/programmate in era Veltroni: metro B1 (tratta Conca D’Ora – Jonio), metro B2 (tratta Rebibbia – Casal Monastero) e metro C. Il documento di Bilancio, approvato all’alba del 27 marzo dal Consiglio Comunale, ha accolto alcune fondamentali richieste formulate dall’opposizione. Ad esempio per la metro B1 andranno 220 milioni di euro, contro i 35 previsti all’inizio, mentre un fondo rotativo di 120 milioni finanzierà una serie di opere in via di realizzazione, come il Ponte dei Congressi e le complanari della Colombo. Aumentati infine di circa 10 milioni di euro i fondi destinati ai Municipi che raggiungono i 231 milioni complessivi. Grande soddisfazione viene espressa dal Vice Presidente del Municipio XII, Maurizio Cuoci, per gli interventi sulla mobilità previsti nel quadrante dell’Eur, esclusi dalla prima bozza del Bilancio, oggi definitivamente reintegrati, dichiarando: “Ci riteniamo soddisfatti perché opere strategiche per il nostro territorio saranno finanziate. Oltre al Ponte dei Congressi (che collegherà la Magliana

all’Eur), segnaliamo lo svincolo degli Oceani, la realizzazione delle tre rotatorie sull’Ardeatina prima del GRA (incroci: via Vigna Murata, via Cecchignola/Millevoi, via tor Pagnotta/Torricola) ed il completamento di via del Risaro. Verrà inoltre stanziato un fondo per le fognature di Trigoria, località che ha sofferto particolarmente per l’alluvione di questo inverno”. Per quanto riguarda, infine, le complanari della Colombo, il Vice Presidente ha affermato: “Sono interventi che riguarderanno principalmente il Municipio XIII, ma con delle ricadute positive, in termini di traffico e viabilità, anche sul nostro territorio. L’attuale Bilancio prevede per le complanari il finanziamento dello studio di fattibilità e l’eventuale progettazione”. Sebbene le risorse per i Municipi siano aumentate rispetto alla prima previsione di Bilancio, forte è la delusione espressa dal Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci , che spiega: ”Più che da un punto di vista quantitativo,comunque carente, è un bilancio negativo sotto l’aspetto qualitativo”. Si dubita, infine, sull’equa distribuzione dei fondi tra i 19 Municipi della città. “Nei Municipi guidati dal PdL - aggiunge Catarci - gli aumenti previsti per il 2009 sono enormemente superiori rispetto alle risorse destinate ai Municipi guidati dalle Giunte di Centro-Sinistra, sempre a condizione che le cifre diffuse dall’Amministrazione Comunale trovino conferma nel

momento in cui i bilanci verranno trasmessi ufficialmente ai Municipi”. “Se questo dato politico dovesse essere confermato - aggiunge Il Presidente del Municipio XVI, Fabio Bellini chiederemo con urgenza la convocazione di una Consulta dei Presidenti da parte del Sindaco Alemanno” . Il Presidente del XVI sottolinea, infine, l’effetto sorpresa che ha contraddistinto l’approvazione di Bilancio della Giunta Alemanno: “Formalmente ancora non abbiamo ricevuto l’esito ed i dati definitivi relativi al nostro Municipio – spiega il Presidente - L’Amministrazione Comunale dovrebbe comunque aver tenuto conto delle rimodulazioni presentate. Ci teniamo però a segnalare un elemento che testimonia un alto grado di improvvisazione nelle scelte comunali: a Bilancio approvato per il nostro Municipio sono spuntati 500 mila euro da aggiungere ai fondi già assegnati”. Nonostante le discrepanze rilevate, il Presidente Paris del XV spiega che nell’assegnazione delle risorse il Municipio XV qualcosa ha guadagnato rispetto alla prima bozza del documento della Giun-

ta Capitolina, affermando: “Nel documento finale approvato in aula Giulio Cesare sono stati evitati i tagli che erano inizialmente previsti per il XV Municipio”. Il Presidente Paris continua a chiarire la sua posizione affermando: “Per fortuna, il no del Municipio e un lavoro certosino di recupero dei fondi disponibili hanno evitato il rischio di investimenti zero per un territorio vasto quanto una media provincia italiana. La protesta e la voce dei territori si è fatta sentire fino in Campidoglio ed ha evitato il peggio, recuperando il mancato coinvolgimento dei Municipi nella redazione del Piano. Per la prima volta, infatti, i Municipi non erano stati interpellati per un parere preventivo sulla manovra di bilancio. Ora aspettiamo i numeri esatti per capire su quante risorse potremo contare”. Simona D’Auria

AREA EX FIERA DI ROMA: CHE COSA È CAMBIATO?

La situazione sembra in una condizione di stallo. Municipio XI e cittadini vogliono sapere come si comporterà Alemanno il quale, però, non si esprime

Un padiglione dell’ex Fiera di Roma

TOR MARANCIA - Ecco come eravamo rimasti tempo fa, quando sindaco del Comune di Roma era ancora Walter Veltroni: il Comune voleva affidare a una cordata di costruttori la realizzazione di 288.000 metri cubi di cemento, su un'area che ne conteneva 120.000. Nel Bando di gara si parlava di costruzioni per uffici, negozi e 1.000 appartamenti, trasformando di fatto metri cubi ad uso fieristico in altrettanti ad uso residenziale. L'Ente Fiera inoltre, che metteva

insieme il Comune di Roma e la Regione Lazio, voleva vendere l'area ai costruttori. Tutto questo poteva aver luogo grazie ad un Accordo di programma, uno strumento che permette di trovare un accordo tra diversi enti, nella realizzazione di un progetto aggirando alcune leggi urbanistiche vigenti. In questo preciso caso le leggi non permetterebbero la costruzione delle cubature previste, soprattutto se si considera l'asse Cristoforo Colombo già saturo e gravato da progetti in corso come quello di Piazza dei Navigatori. L’accordo di programma aveva un nome: “Città dei Piccoli”, perché prevedeva un asilo nido e un parco giochi per bambini, ma di fatto, come ci spiegano dal Comitato di Quartiere “Roma

FIERAmente”, “è la copertura per una enorme speculazione edilizia”. Oggi, quindi, con l’entrata a Roma della giunta Alemanno, è cambiato qualcosa? Sempre dal Comitato “Roma FIERAmente” veniamo a conoscenza del fatto che non si sa ancora nulla: “Con la nuova giunta comunale la situazione non sembra cambiata, abbiamo l'intenzione di chiedere un incontro all'Assessore comunale all'Urbanistica Corsini e ad oggi è in corso un tavolo tecnico con il Municipio XI per proporre una soluzione ragionevole per l'area dell'ex Fiera di Roma”. Andrea Catarci, presidente del Municipio XI, ci spiega che “non sapendo ancora come ha intenzione di comportarsi la nuova giunta, abbiamo deciso di parlare con l’Assessore Corsini attraverso l’iniziativa da noi proposta all’Urban Center il 13 marzo scorso, alla quale erano presenti noti Urbanisti e Comitati di Quartiere. Purtroppo quel giorno l’Assessore non si è presentato, per cui abbiamo voluto fare una provocazione, cioè abbiamo elaborato noi un

progetto, per discuterne insieme, nel quale si approfondiscono sia l’aspetto dimensionale sia l’aspetto funzionale, ovvero quante cubature dovranno essere costruite e quali funzioni si inseriranno nel progetto?” Sempre all’interno del Municipio XI abbiamo chiesto il parere di Simone Foglio, consigliere capogruppo PdL: “La questione se non fosse tragica sarebbe comica. Il Presidente quando c’era la vecchia giunta del suo stesso colore non faceva niente, ora invece cerca di ergersi a paladino della giustizia. L’Assessore all’Urbanistica si sta adoperando per capire fino a dove si possono ascoltare le varie richieste e quindi contenere lo sviluppo urbanistico e ridurre le cubature, ma questi signori che ieri hanno approvato in silenzio, oggi al contrario urlano a gran voce”. Abbiamo interpellato sull’argomento proprio l’Assessore Marco Corsini, ponendogli alcune domande, ma ancora oggi non abbiamo ricevuto la minima risposta. Marco Casciani


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MUNICIPIO XII

AMIAnTO E RICORSI: Il vElODROMO nOn HA pACE

L’area dell’ormai ex Velodromo dell’Eur al centro di controversie giuridiche e sanitarie EUR - Il 24 luglio del 2008 il Velodromo di Roma è stato demolito e da allora svariate polemiche e problemi lo hanno accompagnato. Ultimo in ordine di tempo è l’annullamento da parte del Tar del Lazio della gara per l’appalto della “Città dell’acqua e del benessere” che dovrà sorgere sull’area. Il 26 febbraio scorso il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Leonardo Srl, esclusa dal concorso per la seconda volta per l’incompatibilità di un componente della commissione. L’architetto Federica Galloni, infatti, in qualità di Sovrintendente per i beni culturali di Roma non poteva far parte della commissione giudicatrice. “I commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”, comma 4 art 84 del D. Lgs. n. 163/2006. Per la Tech. Ing. Srl, l’ingegnere Sergio Talia ha dichiarato che “in seguito alla sentenza del TAR Lazio, che giudico fondata su motivazioni per lo meno labili, preciso che, forte del contratto stipulato con Eur S.p.A., il team da me rappresentato proseguirà nelle attività di progettazione, per dare alla cittadinanza una nuova centralità

urbana, con una struttura moderna, vivibile, ecologicamente sostenibile e che coniughi la fruibilità pubblica con una rivitalizzazione economica del quartiere. Stiamo infine valutando con i nostri legali le modalità con cui ricorrere al Consiglio di Stato per tutelare la bontà della nostra idea progettuale rispetto alle proposte presentate dagli altri concorrenti. Queste ultime infatti, non sono state considerate realizzabili dalla Commissione giudicante in quanto non rispettavano, per l’area interessata, l’accordo di programma vigente Eur spa – Comune di Roma”. La Leonardo SrL per voce dell’architetto Salvatore Re ribatte che “le motivazioni dell’esclusione sono pretestuose, riguardando le linee guida che non sarebbero state rispettate, mentre sono proprio quelle a cui abbiamo fatto riferimento, specie per la salvaguardia del verde, fondamentale per quel posto come

la pista storica, per il quartiere e i suoi Cittadini. Dopo aver presentato ricorso siamo stati esclusi una seconda volta con la falsa motivazione che alcuni dei miei collaboratori avessero avuto rapporti con Eur S.p.A. Spero che il lavoro di un anno e mezzo e 167 tavole realizzate da un gruppo internazionale e con architetti importanti non venga ridotto a spazzatura”. L’architetto Federica Galloni difende la sua posizione dichiarando che “era stata fatta una regolare richiesta che venne accettata. D’altra parte nella mia posizione potevo essere vista anche come garante”. Ancora aperta è poi la questione relativa all’amianto. Il 18 marzo 2009, durante la riunione congiunta tra le Commissioni comunali Ambiente e Politiche Sanitarie, il Prof. d’Orsi, direttore della SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) della ASL RMC, seppur in

attesa dei risultati definitivi, aveva dichiarato che non c’erano validi motivi di preoccupazione. De Priamo e Aiuti, presidenti delle due commissioni, ritenevano le conclusioni incoraggianti anche se parziali e riaggiornavano la riunione a dopo Pasqua. Maria Cristina Lattanzi, del Comitato Salute e Ambiente Eur, presente alla riunione, ritiene che sia inaccettabile per i cittadini che a distanza di otto mesi non ci siano certezze e che la Asl sia intervenuta solo in seguito ad un loro esposto e, quindi, dopo l’implosione. Matilde Spadaro (Sinistra Arcobaleno), consigliera Municipio XII, sostiene che “qualcuno doveva chiaramente dire che non c’era amianto al momento dell’implosione e questa risposta invece non è mai stata data. I documenti riguardanti il Velodromo ci sono e sono molti, è compito della Asl reperirli. È un problema di certezze, il rischio potrà essere valutato solo dopo. Tutto ciò doveva essere fatto prima dell’implosione”. D’altra parte il Vicepresidente del XII Municipio Maurizio Cuoci ci assicura che secondo la Asl durante le operazioni non c’era amianto e che “consideriamo tutto tranquillo, non possiamo non fidarci dei controlli della Asl”. Andrea Falaschi

CASTEllO DEll A CECCHIgnOl A: CHI pAgHERà? A maggio l'esito del contenzioso relativo all'esproprio dei terreni

CECCHIGNOLA SUD - Il 28 marzo circa cento cittadini hanno partecipato alla riunione pubblica in Piazza Castello della Cecchignola, promossa dal Comitato di quartiere per fare il punto sulle questioni urbanistiche dell’area. Il Piano di Zona del 1985 prevedeva la realizzazione di cinque scuole, un centro commerciale, un centro civico (con l'acquisizione del Castello), banche, Poste ed un parco attrezzato, progetti mai realizzati. I cittadini sono ormai abituati a convivere con un quartiere desolato dove è necessario spostarsi altrove, per raggiungere i servizi fondamentali. “Il Sindaco non ha ancora risposto all'interrogazione che abbiamo fatto il 6 marzo 2009

su come l'amministrazione intende sanare l'assenza di servizi nel quartiere” ha affermato il presidente del CdQ, Daniele Ricciardi. Inoltre la Corte d’Appello di Roma ha condannato il Comune a risarcire 13 mln di euro per il contenzioso relativo all'esproprio dei terreni della famiglia Torlonia. Ma il Comune, nel corso della riunione del 27 marzo 2009 in Commissione Urbanistica, ha negato l’acquisizione dei terreni nel patrimonio comunale. Chi sarà a pagare? I cittadini? “L'esproprio dei terreni è un problema che coinvolgerà tutta Roma” sostiene Matilde Spadaro, ex Assessore all'Ambiente del Municipio XII ed oggi consigliera PD, “credo sia neces-

sario chiedere un fondo governativo per questo problema: non si può lasciare tutto in mano al Comune o ai cittadini. È assurdo che siano gli attuali residenti del quartiere a pagare”. Ma non sono solo i cittadini del quartiere Castello della Cecchignola a doversi preoccupare, perché anche a Fonte Meravigliosa c’è una situazione simile. “Per questi terreni il Comune ha promosso un ricorso verso una sentenza del 2007 del Consiglio di Stato che aveva riconosciuto l'illegittimità del loro esproprio dal Piano di zona, condannando il Comune stesso alla loro acquisizione e a pagare un risarcimento di 195 mln di euro”. Questa cifra, in realtà, non è defini-

tiva, ma solamente una previsione di stima dei danni. A maggio si svolgerà l'udienza per quantificarla definitivamente. “Ricordiamo che l'Ufficio Espropri nel 2008 ha rimandato all'esito dell'udienza le eventuali conseguenze patrimoniali per i proprietari degli appartamenti” precisa Ricciardi. Se saranno gli attuali residenti a pagare, quindi, lo sapremo presto. “I cittadini non sanno di avere un forte potere – conclude la Spadaro - c'è ancora poca partecipazione. Ognuno di noi dovrebbe dedicare una parte del proprio tempo alla politica, per la sicurezza e il benessere dei nostri stessi quartieri”. Arianna Adamo


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MUNICIPIO XI

SEMpRE pIù InCAl zAnTE l A CAMpAgnA DI pROTESTA DEl COORDInAMEnTO “STOp I-60”

Il 24 marzo è iniziata la prima campagna di protesta sui mezzi di comuånicazione. Fax, lettere ed e-mail hanno sommerso politici, giornali e televisioni GROTTA PERFETTA - L’obiettivo della vita dei cittadini; la realizzazione delle campagna è stato quello di diffondere le infrastrutture per la mobilità su ferro richieste del Coordinamento e fronteggiare (Metro D, prolungamento Metro B, ecc.) la realizzazione dell’imponente insedia- prima di avviare qualsiasi intervento edifimento urbanistico previsto dal progetto I- catorio; la tutela e il ripristino del Fosso 60 (30 edifici in 22 ettari, nell’area verde delle Tre Fontane, uno degli ultimi tra via Berto e il Forte Ardeatino) che vede ambienti umidi cittadini con presenza di nella viabilità solo il primo di una lunga specie animali e vegetali importanti per l’ecosistema cittadino. serie di problemi. Le richieste del Il Coordinamento I cittadini chiedono Coordinamento, già spera di riconsegnare certezze su realizzazione presentate e discuspresto l’area alla cittadelle infrastrutture e dinanza e sogna, in se con i cittadini il valutazione di impatto alternativa al progetto 13 marzo in assemambientale, anche se edificatorio I-60, la blea pubblica presso creazione di: un parco la scuola media sognano un parco archeologico, orti di Spizzichino, riguararcheologico quartiere curati dai dano: la moratoria immediata sul progetto e su tutte le edifica- cittadini, percorsi per esercizi sportivi all’azioni che rischiano di paralizzare il traffico ria aperta e così via. Per far conoscere nel quadrante; l’apertura di un tavolo di meglio l’area in questione, il Coordinamenconfronto con i cittadini; la realizzazione to ha anche organizzato delle passeggiate della Valutazione di Impatto Ambientale che si sono tenute il 29 marzo e il 5 aprile, (VIA) e della Valutazione Ambientale Stra- con pranzo nei prati del Forte Ardeatino. tegica (VAS) sugli effetti dello sviluppo “La passeggiata è stata proficua – ha afferurbanistico della città sulla qualità della mato Giuseppina Granito del Coordina-

mento STOP I-60 - sono emerse infatti delle novità, sono affiorati interessanti reperti archeologici di epoca romana: tombe, mura e persino un arco a tutto sesto che potrebbe far intendere l’esistenza di una villa. La Sovrintendenza ha parlato di un discorso collaborativo con la proprietà, assicurando una rimodulazione del progetto in base alle preesistenze archeologiche, ma noi ribadiamo ancora una volta l’effetto nefasto del piano sul traffico, sull’inquinamento e sulla qualità della vita delle persone che vivono nelle aree limitrofe”. Pertanto il Coordinamento annuncia vita difficile al Progetto dichiarando “stiamo raccogliendo firme da consegnare al Sindaco Alemanno affinché si facciano le necessarie valutazioni di impatto ambientale nell’area in questione”. Le ferme considerazioni sul progetto e le conseguenti iniziative di protesta del Coordinamento sono arrivate anche in Municipio. Alberto Attanasio (Assessore a Urbanistica, Lavori Pubblici e Mobilità del Municipio XI) ribadisce l’esigenza di un Tavolo di confronto: “Nei prossimi giorni insieme al Presidente convocheremo il Tavolo sul progetto edificatorio I-60 al quale saranno invitati a partecipare i Comitati di Quartiere, il soggetto realizzatore del Progetto e l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini. Quest’ultimo, già precedentemente interpellato dal Municipio per stabilire insieme le modalità organizzative del Tavolo, non ha mai dato risposta. Riteniamo che questo silenzio sia preoccupante e poco rispettoso a fronte di una legittima richiesta”. Ha infine aggiunto Attanasio: “Sperando che tutti gli attori coinvolti nella questione siano presenti all’incontro, l’obiettivo del Tavolo sarà comunque quello di stimolare un miglioramento dell’intervento da parte del-

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Piano delle future edificazioni dell’I-60

l’Amministrazione competente”. Della stessa opinione è l’opposizione. Andrea Baccarelli (Consigliere PdL Municipio XI) ha affermato: “Il Tavolo di confronto è assolutamente favorito, tra l’altro nasce da una richiesta di un documento presentato proprio dal PdL. L’incontro tra la Cittadinanza, l’Amministrazione e i Costruttori ci sembra il minimo per tentare di avviare una politica di riduzione del danno, ad oggi l’unica possibile. Ricordiamo infatti che i Costruttori hanno in mano delle autorizzazioni, frutto delle vecchie Amministrazioni Comunali di centro-sinistra: Rutelli e Veltroni”. Per ridurre al minimo i danni di un’eventuale edificazione, Andrea Baccarelli ha poi specificato: “Attraverso l’ufficio di staff del sindaco Alemanno stiamo organizzando degli incontri con gli assessorati competenti del Comune di Roma: l’Assessore alla Mobilità (S. Marchi) già è stato contattato, presto verrà coinvolto anche l’Assessore all’Urbanistica (M. Corsini). Inoltre vigileremo affinché le preesistenze archeologiche vengano salvaguardate e nel caso in cui dovessero emergere dai sondaggi archeologici degli importanti ritrovamenti, solo la Sovrintendenza potrà scongiurare l’edificazione”. Simona D’Auria


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MUNICIPIO XI e XII

vIA pInCHERl E: l A RESISTEnzA FunzIOnA!

Dopo le svariate proteste degli inquilini, forse ora qualche speranza di risoluzione VALCO SAN PAOLO - Sono mesi che i cipio XI, nella persona del Presidente cittadini di via Pincherle vanno avanti in Andrea Catarci, siamo riusciti a far slituna resistenza dura e ferma, occupando tare il giorno utile per la proposta. Il progli stabili da cui la proprietà vuole sfrat- blema è nato dopo, quando Generali ha tarli, facendo scioperi della fame e venduto tutto l’invenduto ad una società manifestazioni, costituendo comitati, di Genova, Area Mestre, controllata del interagendo con le gruppo Giacomazzi. istituzioni. Ed è proArea Mestre, avendo prio questa resistenappoggi su Roma, ha Catarci: “Si è aperta za che ha portato a chiesto aiuto alla una vera trattativa, dei risultati. “Tutto è Hamptons Internae con essa la nato a metà luglio tional con a capo il speranza” 2008, con l’arrivo Dott. Greco e da delle lettere di venquel momento in poi dita degli immobili da parte di Fata ci sono state vendite a terzi all’insaputa Assicurazioni, facente parte del Gruppo degli inquilini, e varie riunioni e inconGenerali, per gli inquilini con contratto tri tra le istituzioni. Grazie all’aiuto con uno sconto sulla cifra dell’8% - ci anche dell’AS.I.A. rdb (Associazione racconta Daniele Holl, membro del Inquilini e Assegnatari) si sono avuti dei direttivo del comitato inquilini di via risvolti anche con azioni di forza e, con Pincherle 153-169 – Il problema è che l’intervento dell’Avv. Vincenzo Perticaentro il 15 settembre gli inquilini inte- ro che ci sta seguendo passo passo, ressati all’acquisto avrebbero dovuto siamo arrivati all’incontro tra Comune e versare la somma di 5.000 euro per il Regione del 4 aprile, dove la proposta di diritto di prelazione. Nel giro di due Giacomazzi è stata accettata ma con mesi era impossibile tutto ciò, conside- richiesta di delucidazioni. Dovremo rando anche che i residenti sono per la attendere – conclude Holl – le parole del maggior parte over 65. Nel pieno dell’e- venditore in merito. La data di fine state nessuna banca avrebbe concesso accordi è prevista per il 15 maggio”. un mutuo. Con la nascita del Comitato – Dopo la riunione in Prefettura, al quale continua Holl - e con l’aiuto del Muni- hanno partecipato un rappresentante

dell’Assessorato regionale alla Casa, stesso Giacomazzi in persona, ha aperto l’Assessore alla Casa del Comune uno spiraglio di speranza per gli inquiliAlfredo Antoniozzi, il delegato del Sin- ni di via Pincherle. Sembra che ci si stia daco per l’Emergenza Abitativa Marco avviando ad una risoluzione. La proposta Visconti, il Direttore dell’Ufficio Casa di Giacomazzi deve essere analizzata, è del Comune Raffaele Marra ed il pro- un po’ alta ma negoziabile e visto che ora prietario dei 116 si può parlare di una appartamenti di via vera e propria trattaPincherle, Mario tiva (anche grazie Si sta arrivando ad Giacomazzi, proprio alla serietà di interun accordo: quest’ultimo ha rifevento mostrata dapGiacomazzi fa la rito la volontà di troprima dalla Regione sua proposta e ora anche dal vare una soluzione Comune) credo che per le famiglie, rimettendo in discussione anche i con- questa sia un’ottima base di partenza per tratti di compravendita già conclusi e evitare il massacro sociale”. Ed infatti l’impegno del Comune ci viene conferbloccando le vendite a terzi. “Siamo soddisfatti per questo primo mato anche da Andrea De Priamo, Presirisultato ottenuto grazie alla testarda dente Commissione Ambiente del resistenza degli inquilini di via Pincherle Comune, che annuncia una “mozione - commenta Angelo Fascetti dell’AS.I.A votata per la tutela degli inquilini e per RdB - e chiediamo al Comune e alla avere un’offerta più vantaggiosa in modo Regione di svolgere fino in fondo il da riuscire ad arrivare ad un accordo”. ruolo di tutela del diritto all’abitare, Pare quindi che finalmente il dialogo sia impedendo al contempo nuovi tentativi stato aperto e che tutti facciano sentire la di speculazione messi in moto dai pro- loro voce. Forse per gli inquilini di via cessi di dismissione”. Soddisfatto anche Pincherle sta per finire questa lunga Catarci, in prima linea da mesi sulla odissea. Forse è arrivato il momento che vicenda: “La ripresa delle trattative, con abbiano finalmente il diritto ad un tetto il coinvolgimento di tutti gli attori, dal sulla testa. Il loro, del resto. Municipio, alla Regione, al Comune allo Serena Savelli

vIA DEI RADIOTEl EgRAFISTI: l ’OCCupAzIOnE COnTInuA In stallo l’occupazione dell’ex edificio Cotral. E i cittadini si lamentano

GIULIANO DALMATA - Sono più di tre mesi che l’edificio Cotral di via dei Radiotelegrafisti è stato occupato da 120 famiglie, circa 350 persone, dopo lo sgombero dello stabile di via Rivoltella, in zona Monteverde. Purtroppo però

Uno scorcio dell’edificio occupato

nessuna risoluzione per gli occupanti e nessun accenno di essi a volersene andare. I cittadini hanno così iniziato a lamentare una situazione di pericolosità, di poca sicurezza e soprattutto di incertezza. E inoltre tante domande irrisolte

come quella, fondamentale, del perché la Regione non faccia nulla, visto che Cotral (di sua proprietà) aveva intenzione di vendere lo stabile. “Dopo l’occupazione dello stabile, a dicembre, abbiamo fatto una riunione con i cittadini, Calzetta e Cuoci (Presidente e Vicepresidente Municipio XII), mentre la Regione è stata silente. – racconta Giorgio Marsan, Presidente dell’Associazione Gentes - L’Assessore alla Mobilità della Regione Lazio, Franco Dalia, si era invece preoccupato di incontrare gli occupanti, visto che la Regione Lazio è la maggiore azionista di Cotral S.p.A. Il Municipio XII ci risponde che non può intervenire in quanto la situazione non è di sua competenza. I cittadini però qui lamentano una mancata identificazione delle 150 famiglie all’interno dello stabile: è vero che finora non vi sono stati né problemi di ordine pubblico, né sociali di alcun genere, ma gli abitanti del quartiere hanno il diritto di sapere chi e quanti sono i nostri “nuovi vicini”. In caso di locazione di un appartamento o di una parte di esso ogni cittadino è tenuto a comunicare entro 48 ore alla questura le generalità dell’affittuario. Non è forse lecito far sapere alle autorità competenti chi effettivamente occupa l’edificio? Inoltre – continua Marsan – la palazzina

è un edificio adibito ad uffici, per cui può assolutamente continuare in questo non particolarmente attrezzato ad ospi- modo. Ho chiesto al Sindaco Alemanno tare famiglie residenti. Il numero indica- di attivarsi perché ricordiamo che quello tivo degli occupanti è di almeno 4 o 5 è uno stabile della Regione”. Per il volte superiore alla massima capienza momento solo proposte di risoluzione, possibile per l’edificio stesso in base a ma la strada dello sgombero sembra tutte le normative ancora non troppo sulla sicurezza. Si vicina, soprattutto a presume che gli causa del fatto che è Tutti si chiedono occupanti utilizzino proprio la diretta perché la Regione bombole a gas per interessata, la non faccia nulla per scaldarsi e cucinare, Regione, per l’aprivendicare il suo creando rischi per le punto, a non interfeimmobile palazzine circostanrire più di tanto. ti. E altrettanto grave Strano, perché la è la questione igiene. “perdita” dell’immobile dovrebbe recare comunque un Infine – conclude Marsan – la Regione danno economico a Cotral, vista anche Lazio ha recentemente dichiarato di non l’intenzione di vendita dello stesso. “È poter procedere alla realizzazione della anche per questo che stiamo cercando Residenza Sanitaria per Anziani presso una via per la risoluzione – afferma la Ex Casa della Bambina in via Laurentina, pur in presenza di finanzia- Augusto Culasso, consigliere del menti e di progetti decennali, perché Muncipio XII (PD) - La mia parte poliquell’edificio deve collocare gli uffici tica ha fatto in modo che si aprisse un della stessa Regione (con enormi spese tavolo istituzionale tra Regione e occudi ristrutturazione). Perché non utilizza- panti. Non condivido la logica delle re il palazzo Cotral che già nasce per occupazioni, visto che è un metodo illegale, ma il diritto alla casa è comunque ospitare uffici?” Dà ragione al comitato Andrea De un problema attuale, che andrebbe risolPriamo (PdL), Presidente della to con politiche più attente all’incremenCommissione Ambiente del Comune di to dell’housing sociale e salvaguardanti Roma, quando afferma che “le occupa- le fasce deboli”. zioni sono qualcosa di illegale e non si Serena Savelli


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MUNICIPIO XII

ARDEATInA E l AuREnTInA: l ’ASSESSORE pROvInCIAl E vInCEnzI pRESEnTA I pROgETTI

Dopo le svariate proteste degli inquilini, forse ora qualche speranza di risoluzione ROMA - Si è conclusa la gara d'appalto per l'ammodernamento infrastrutturale dell'Ardeatina, un intervento atteso che insieme alla messa in sicurezza della strada prevede la realizzazione di nuove rotatorie (tratto extra GRA) per eliminare 4 pericolosi incroci. Inoltre sono in corso i lavori per la realizzazione del raddoppio della via Laurentina dal GRA fino al cimitero di Trigoria. Intervistiamo Marco Vincenzi, assessore provinciale a Mobilità e Lavori Pubblici per conoscere i dettagli tecnici dei lavori, i costi e i tempi di realizzazione. Assessore Vincenzi, è stato già assegnato l'appalto per la sistemazione dell'Ardeatina? La procedura per l’appalto è iniziata con la pubblicazione del bando, lo scorso 2 febbraio e dal 6 aprile sono iniziate le pratiche per l’affidamento dei lavori. Si tratta di un intervento complesso dal punto di vista tecnico e strutturale e di notevole importo finanziario, e per questo sottoposto a rigide norme nazionali ed europee. Questo comporta un’inevitabile dilatazione dei tempi di inizio lavori anche se come assessorato metteremo il massimo impegno per aprire al più presto il cantiere. Mi auguro entro la fine dell'estate. Quali sono gli interventi previsti? La manutenzione stradale, l'illuminazione, i marciapiedi? Il progetto di ammodernamento realizzato dalla Provincia di Roma trasformerà l'Ardeatina in una strada moderna e sicura in grado di assorbire il traffico pesante oggi presente sulla Nettunense che tra l'altro attraversa i centri abitati di Pavona e Cecchina. Gli interventi di messa in sicu-

rezza prevedono l'allargamento della sede stradale dagli attuali 7,5 metri a 10,5 metri, la realizzazione di una rete di tombini per le acque piovane e nuove rotatorie. L'opera è stata divisa in 4 lotti funzionali e la gara che si è appena conclusa riguarda i lotti II e III con la messa in sicurezza dal Km 20 al Km 23,5 e la realizzazione di 4 rotatorie. La prima è prevista in prossimità dell'incrocio con la provinciale Divino Amore al Km 14,3, la seconda è al Km 15 all’incrocio con la strada Porta Medaglia, la terza rotatoria è al Km 18 in corrispondenza della strada Santa Fumia, mentre l’ultima è situata al Km 20 in prossimità della strada Albano-Torvajanica. Il primo lotto è già stato realizzato dall'Amministrazione Gasbarra con i lavori di ampliamento e sistemazione della strada fino al Km 20 e la realizzazione di una rotatoria al Km 23. Mentre il lotto IV riguarda la messa in sicurezza dal Km 23,5 al Km 27 in corrispondenza dell'innesto con la provinciale Antica Corriera. Quanti soldi sono stati stanziati? Complessivamente il piano per tutti e quattro i lotti prevede un investimento di circa 17 milioni di euro. I lotti II e III, cioè quelli dell'appalto appena concluso, avevano una base d’asta di 5,8 milioni di euro. Per quanto riguarda invece la realizzazione del raddoppio della via Laurentina dal GRA al cimitero di Trigoria, vorremmo sapere se verrà rispettato il termine dei lavori previsto per giugno 2009? No, i lavori termineranno per la fine del mese di ottobre 2009, con un ritardo di circa quattro mesi. Il ritardo da cosa dipende?

Principalmente da due cause. La prima, a piccoli imprevisti incontrati nei lavori come modifiche del tracciato richieste dal Comune di Roma, difficoltà di demolizione di manufatti abusivi, spostamento inatteso di alcune cabine Enel e idriche, il ritrovamento di discariche abusive, lo spostamento di gazebo dei fiorai nell’area limitrofa al cimitero. La seconda causa è

anno si occupa di Viabilità nella Giunta Zingaretti, cosa è stato fatto in questo tempo dalla Provincia per la sicurezza stradale? In un anno abbiamo promosso e stiamo già realizzando interventi di messa in sicurezza sulla rete viaria provinciale per 45 mln di euro. Un risultato che ci riempie di orgoglio, sia per l'entità delle risorse economi-

Panoramica sui lavori in corso per la via Laurentina

dovuta alle particolari ed eccezionali ondate di maltempo che hanno caratterizzato il periodo invernale. A lavori ultimati quali saranno i vantaggi per i cittadini e per il traffico pesante? Completati i lavori, il tratto di Laurentina dal Raccordo Anulare al km 14 sarà ampliato a quattro corsie con uno spartitraffico centrale ed il secondo, dal Km 14 al km 28, con due corsie larghe 10,5 metri. Inoltre, con la realizzazione di una serie di rotatorie si completerà la messa in sicurezza dell’intero tratto, particolarmente utilizzato dal traffico pendolare e, nel periodo estivo, dai turisti del litorale romano. Assessore, un'ultima domanda. Da un

che impegnate, sia per la capacità dei nostri uffici di portare a termine in breve tempo un complesso lavoro progettuale. Numerosi cantieri sono già stati aperti e altre decine seguiranno nei prossimi giorni per ripavimentare centinaia di km di strade, sostituire i guard rail, costruire rotatorie e rifare la segnaletica orizzontale e verticale. Senza dimenticare le ricadute positive per il nostro sistema produttivo, visto che abbiamo diviso gli appalti per lotti da 500mila euro ai quali hanno potuto partecipare piccole e medie imprese che si sono assicurate lavori e commesse in un momento di grave difficoltà congiunturale. Simona D’Auria

Il Comune di Marsala in collaborazione con Sosia&Pistoia, Mismaonda, Communico presentano:

IL PRIMO FESTIVAL DI GIORNALISMO D’INCHIESTA “A Chiare Lettere” Tre giorni di incontri a Marsala con giornalisti, autori, attori, reporter 8, 9, 10 maggio 2009

Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, Oliviero Beha (in uscita il libro I nuovi mostri), Salvatore Cusimano, direttore Rai Sicilia, Salvatore Mugno, Andrea Purgatori, Paolo Cucchiarelli (Ansa), Claudio Sabelli Fioretti, Franz Di Cioccio e la sua band SLOW FEET, Giorgio Fornoni, giornalista free lance, autore per “Report” di coraggiose inchieste sulle zone di guerra nel mondo, il contributo di Ascanio Celestini, Raffaele Oriani, inviato di “Io Donna” e Riccardo Staglianò (Repubblica) David Lane (The Economist) Andrea Cairola, funzionario dell’Unesco per la libertà di stampa nel mondo, Marco Travaglio e Vauro, con Beatrice Borromeo, per Italia Annozero. Per concludere dedicato alla “SOLUZIONE FINALE ovvero il bavaglio all’informazione”, Marco Travaglio, Roberto Scarpinato,Saverio Lodato, Peter Gomez, Luigi De Magistris, Bruno Tinti, Luca Telese, Pino Corrias


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a cura della

PROVINCIA DI ROMA

Viaggio nella Shoah promosso da Palazzo Valentini per 240 ragazzi di Roma e provincia

zIngARETTI COn gl I STuDEnTI AD AuSCHWITz La Provincia promuove una Banca della Memoria per non dimenticare

Momento di raccoglimento e di riflessione a Birkenau

Partire dalle storie personali per arrivare spiegato Zingaretti - che raccolga queste a una memoria condivisa da tutti, soprat- testimonianze''. tutto dalle nuove generazioni che a loro "I ragazzi hanno dato una risposta molto volta dovranno essere i nuovi testimoni positiva - ha aggiunto l'assessore provinper quelle future. Questo il senso del ciale alla Scuola, Paola Rita Stella - si viaggio della memoria organizzato dalla sono interessati molto ai racconti dei Provincia di Roma nei luoghi dove si sopravvissuti, e molti di loro contano di consumò la tragedia della Shoah. Dome- fare lavori e progetti sulla memoria non nica 29, lunedì 30 e appena rientreranmartedì 31 marzo, no a scuola". "La 240 studenti delle risposta, l'attenzioLa Banca della scuole superiori di ne e la serietà dei Memoria raccoglierà ragazzi – gli ha Roma e provincia storie, testimonianze fatto eco il presiaccompagnati dal e documenti affinché dente del Consiglio presidente Zingala memoria della Shoah provinciale, Pina retti, hanno visitato non venga dispersa, Maturani la cosa Cracovia ed il ma diventi storia che meglio di tutte campo di sterminio condivisa. restituisce l'impornazista di C’è da costruire una tanza di questo Auschwitz. Tre rete degli amici della viaggio. L'impegiorni in Polonia storia e della memoria gno delle istituzionel ricordo di che leghi tutti quelli che ni deve consistere Primo Levi, cui è hanno partecipato al non stata dedicata l'inisolo nel previaggio nei campi di ziativa. servare la memoconcentramento ''E' un momento ria, ma anche nelemozionante. Per l'insegnare alle me è il ritorno ai racconti della mia infan- giovani generazioni che queste atrocità zia: la mia bisnonna materna fu deporta- purtroppo si possono ripetere e che per ta nel campo di concentramento ad questo è importante non dimenticare". Auschwitz ma non vi arrivò mai, morì La prima tappa è stata una visita nel durante il viaggio'', ha ricordato il presi- cuore del ghetto ebraico di Cracovia dove 70 mila ebrei furono costretti a dente Zingaretti. Il nonno di Zingaretti sfuggì ai nazisti a vivere isolati dal resto della città in Roma perché si rifugiò in un convento seguito all'occupazione nazista della mentre la figlia, che allora era una bam- Polonia. Gli studenti, di venti scuole di bina, si salvò nascondendosi in un Roma e 40 della provincia, accompagnaappartamento di fronte. "Il racconto che ti tra gli altri dal delegato alla Memoria, conservo è parte di una storia che appar- Umberto Gentiloni, hanno visitato il tiene a tutti - ha proseguito Zingaretti - quartiere ebraico, delimitato da mura E proprio questo il compito della memo- costruite sul modello medievale con fatria: trasformare storie personali in storia tezze che ricordano le lapidi degli ebrei trucidati nei campi di sterminio. Il ghetto condivisa". è separato dal resto della città dal fiume Proprio i ricordi sono stati il leit motiv Vistola, da una collina che cade a stradel viaggio, con i ragazzi che hanno piombo e vicino alla ferrovia. Una zona ascoltato le testimonianze degli ex deportati sopravvissuti ai campi di ster- scelta ad hoc per favorire l' isolamento minio perché: ''ci vuole qualcuno - ha degli ebrei.

Dalla ''piazza delle sedie" - in memoria dei bimbi che dal quartiere ebraico portarono con sé le seggiole delle loro classi verso la nuova scuola nel ghetto - gli studenti, guidati da Marcello Pezzetti, direttore designato del Museo della Shoah di Roma, hanno percorso le strade e la memoria del ghetto. Sotto una pioggia leggera e incessante, si sono fermati davanti ai resti delle mura che i nazisti hanno voluto ricordassero le tombe ebraiche. Hanno ascoltato la storia dell' ultimo giorno di scuola e di vita dei bambini del ghetto. Visitato il quartiere ebraico divenuto set per Schindler's List di Spielberg. E nella sinagoga hanno incontrato i deportati del ghetto romano: Shlomo Venezia, Sami Modiano, PieroTerracina, sopravvissuti agli orrori di Auschwitz, Vera Salomon, vicepresidente dell' Aned, Leone Paserman, presidente della Fondazione Museo della Shoah. Sono stati loro, gli ex deportati, ad accompagnare il giorno successivo gli studenti nei campi di Auschwitz, dove Levi era il numero "174517" e poi a Birkenau. In silenzio gli studenti hanno visitato i due campi. Dai sopravvissuti hanno ascoltato il racconto dell' orrore vissuto in prima persona. A loro hanno fatto domande, chiesto spiegazioni, facendo capannello anche dopo i momenti del racconto collettivo. Con Sami Modiano alcuni hanno fatto un pezzo di strada tra i viali di Birkenau, ascoltandolo ripetere che "è importante che si conoscano le sofferenze vissute in questo campo. Per questo torno qui a raccontarle". Erano scossi quando, con la voce rotta dall'emozione, Piero Terracina, ha ricordato dell' ultimo abbraccio con la mamma a Birkenau, subito dopo la selezione che decideva delle persone arrivate a bordo del treno della morte, dividendo quelli mandati subito morire, da quelli destinati al lavoro. Erano attoniti mentre Shlomo Venezia raccontava del suo lavoro nel campo: diceva a tutti di fare il barbiere, ma in realtà rimuoveva i cadavere delle persone mandate a morire nelle camere a gas. "Sono profondamente turbato - ha raccontato Aldo, 16 anni, studente del liceo "Cattaneo" di Testaccio. La mia è una famiglia ebrea ed è capitato di parlare di queste cose in casa, ma non avrei mai immaginato tutto questo - ha continuato parlando davanti alla Kinderblok, la casa dei bambini - la mia vita ora cambierà: non riuscirò a pensare solo a divertirmi sapendo che miei coetanei hanno dovuto patire tutto questo". Secondo Giorgia e Noemi, dell'istituto d'arte di Tivoli, sarebbe meglio coinvolgere nel viaggio anche ragazzi più piccoli: "Bisogna colpirli prima per scongiurare il rischio di comportamenti razzisti e l' uso di espressioni offensive nei confron-

ti di persone di confessioni differenti". "Nonostante abbiamo studiato a lungo la Shoah, camminare in questi luoghi dà un'emozione particolare perché i libri non raccontano mai veramente la vita e la storia come ci possono essere raccontate dai testimoni - ha detto Roberta dell'Innocenzo III di Anzio - Io sono stata fortunata a esser scelta per prender parte a questa esperienza. Il mio impegno ora sarà diventare a mia volta testimone e raccontare quello che ho visto e sentito ai compagni di scuola che non sono stati altrettanto fortunati". Gli studenti hanno anche visitato la sinagoga di Cracovia che, quando arrivarono i nazisti, fu trasformata in una stalla. E proprio dalla sinagoga il presidente della Fondazione museo della Shoah, Leone Paserman, ha rivolto un invito ai ragazzi: ''Andate a cercare nelle vostre soffitte dove potreste trovare documenti importanti che sono testimonianza di quel periodo. Poche settimane fa ho trovato una cartolina postale del marzo 1940, che da Varsavia mio zio inviò a mia madre''. La Provincia di Roma intende portare avanti il percorso della memoria attra-

Zingaretti: "Mentre questi ragazzi sono venuti qui ad ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti, il campo di Auschwitz rischia di chiudere" verso una banca della memoria che raccolga storie, testimonianze e documenti affinché la memoria della Shoah non venga dispersa, ma diventi storia condivisa. Poi la costruzione di una rete degli amici della storia e della memoria che leghi tutti quelli che hanno partecipato al viaggio nei campi di concentramento - alunni e docenti – perché questa esperienza non si concluda con il ritorno alla realtà quotidiana. "Mentre questi ragazzi sono venuti qui ad ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti, il campo di Auschwitz rischia di chiudere – ha ricordato Zingaretti - Servono circa 12O milioni di euro per non lasciare che venga disperso un luogo della memoria come questo. E anche i governi europei, come il nostro, dovrebbero dare un segnale per evitare che la memoria diventi retorica".

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l unEuR: MA nOn DOvEvA RIApRIRE?

Il noto lunapark romano ancora in stato d’abbandono. A quando una soluzione? EUR - Ne parliamo dal lontano febbraio 2007 e ad oggi, tra le svariate peripezie dovute affrontare da ex giostrai, dipendenti e anche visitatori abituali, dell’unico storico parco di divertimenti della Capitale ancora non si hanno notizie certe. Lo abbiamo detto più volte: Cinecittà, vincitrice del bando di gara per l’acquisizione dell’area ormai da circa un anno, non dà segni di voler iniziare dei lavori di ristrutturazione, né tantomeno di aprirsi ad un dialogo con gli operatori rimasti da tempo disoccu-

pati. Anche i tavoli istituzionali del Comune non sembrano servire a granché, visto che nell’ultimo la Luneur Park (la società creata ad hoc per la gestione del Luneur) ha mandato un semplice “ascoltatore” in rappresentanza. Strano, perché a quanto pare quest’ultima è ancora l’unica che non ha proferito parola. “Abbiamo avuto un incontro con l’Assessore alle Attività Produttive e Commercio del Comune di Roma Davide Bordoni, dove erano presenti tutti, anche Eur S.p.A. e Cinecittà, che però ha inviato un “uditore” che ascoltava ma non interagiva – ci racconta Remigio Cona, Vicepresidente ANESV (Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante) L’incontro, per quanto utile per mettere insieme le parti, non ha portato a nulla ed è morto sul nascere, avendo l’attore più importante, ovvero Cinecittà, solo in qualità di ascoltatore. Dal canto nostro noi abbiamo avanzato una proposta, ovvero quella di vederci garantiti dei posti di lavoro, o di permetterci di riqualificare gli stand e le attrazioni in modo da aumentare la

qualità delle nostre attività, oppure, per chi volesse andare in pensione, una buona uscita di 5000 euro per metro lineare. L’Assessore Bordoni si è mostrato disponibile a risolvere la situazione – continua Cona – mettendo tutti attorno ad un tavolo. Per quanto riguarda i lavori non è ancora partito niente, e sì che si diceva che il Parco avrebbe riaperto prima dell’estate”. Quindi nessuna novità, nemmeno sul fronte dei lavori, nonostante i sei milioni di euro stanziati di cui 800.000 dovevano essere utilizzati in lavori di primo intervento. Il cantiere visibile attualmente fa parte di un’area adiacente, ma non compresa all’interno del lunapark. Inoltre ci siamo informati su com’è andata a finire la faccenda delle lettere di sfratto, visto che le giostre sono ancora tutte lì a prendere pioggia e polvere. “La Luneur Park aveva minacciato gli esercenti di sgombero forzato, che poi non è avvenuto. La cosa strana è che gli stessi, che hanno le attività di loro proprietà all’in-

terno del Parco, non possono accedervi per effettuarne la manutenzione necessaria. – continua Cona – L’unico modo è firmare una dichiarazione per cui si accede all’area solo per rimuovere le attrazioni. Ciò non solo è inammissibile, ma provoca anche una situazione di pericolo”. Appunto, è legittimo chiedersi che cosa succederebbe se, mettiamo il caso più estremo, crollasse la ruota panoramica in mezzo a via delle Tre Fontane a causa di una manutenzione non effettuata. Di chi sarebbe la responsabilità? Ricordiamoci che la maggior parte delle attrazioni, che sono strutture anche grandi, sono a ridosso del perimetro del Parco, quindi sulla strada. È legale tutto questo? È ammissibile mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, o poniamo il caso, di eventuali operai che inizieranno i lavori di bonifica? Abbiamo provato a chiederlo a Bordoni, che non ci ha fornito risposte, ma Antonio Gazzellone, consigliere comunale PdL, ci dice che “lo stesso Assessore Bordoni ha inviato una richiesta all’avvocatura del XV dipartimento per poter visionare la documentazione di Eur S.p.A. per verificare che sia tutto regolare. Tale lettera è partita da qualche settimana e presto dovremmo avere un riscontro”. Dal Comune rimane comunque l’impegno sia di maggioranza che dell’opposizione, che

all’unisono sono preoccupati e attivi nella causa degli ex operatori. “Abbiamo una mozione in consiglio comunale che impegnava il Sindaco Alemanno, Eur S.p.A. e Cinecittà ad aprire un tavolo di discussione con gli operatori. – dichiara Antonio Stampete, consigliere comunale del PD Con molta difficoltà sono stati fatti degli

Gazzellone (PdL): Bordoni ha inviato una richiesta all’avvocatura per accertare la regolarità degli atti incontri, ma la società vincitrice della gara stenta a parlare del futuro dell’area. Si deve assolutamente trovare una soluzione, è un peccato vedere Roma privata del suo parco di divertimenti storico”. L’unica cosa da fare è ancora attendere di vedere qualcosa, ma la situazione è ancora in stallo. È molto triste, oggi, passare davanti al vecchio lunapark e non sentire più le urla dei ragazzi dagli ottovolanti o i bambini con lo zucchero filato tra le mani. Torneremo, prima o poi, a rivivere ciò che tanto ci appassionava da bambini? Serena Savelli


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MunICIpIO XII: Il COMunE RISTRuTTuRA unA SCuOl A Su 45 A rischio la sicurezza dei bambini soprattutto nella scuola a Via Luca Gaurico

urgenti, tra le 45 scuole COLLE DI MEZZO - Il dell’infanzia presenti 22 gennaio 2008 il ConLa scuola nel nostro municipio siglio del Municipio XII in Via ha affermato Federico ha approvato all'unaniLuca Gaurico Siracusa, Consigliere mità la Risoluzione n. 8 non è sicura PD del Municipio XIIche prevede il suo impee nessuno Abbiamo richiesto che gno ad attivarsi con il interviene soprattutto su questa Comune di Roma per scuola nel bilancio finanziare la messa in comunale si investissesicurezza della scuola d’infanzia statale in Via Luca Gaurico ro 300.000 euro, tra l’altro per la seconche appartiene alla “Tosi”. Tra gli inter- da volta, visto che la prima richiesta venti urgenti c’è la messa in sicurezza venne fatta nel 2008. Ma per quest’andella scuola mediante la realizzazione no almeno non è stato annoverato alcun di un’adeguata recinzione esterna, che finanziamento. Per i prossimi il Comugarantisca l’incolumità dei bambini. ne dovrà riparlarne. Inoltre – continua Inoltre moltissime le cose da riparare, Siracusa – anche altre scuole hanno come le serrande, gli infissi, l’impianto bisogno di ristrutturazioni urgenti, e tra tutte queste solo quattro antifurto oltre che da verranno prese in consieffettuare la manutenderazione dal Piano di zione del soffitto e del Siracusa: Investimenti. Considepavimento. Per non parDi 45 scuole rato che le scuole dellare della pulizia esterna dell’infanzia l’infanzia comunali del dell’edificio e la rimosolamente per Municipio XII sono zione necessaria degli una sono stati ventisette mentre le staarredi in disuso accataapprovati tali sono diciotto, per un stati proprio all’ingresi finanziamenti totale di 45 scuole delso. Infine, oltre alla dal Comune l’infanzia, procedendo riparazione di un gioco di questo passo ci vorpresente nel giardino, ranno almeno quarantaormai divenuto pericoloso, sarebbe indispensabile anche rea- cinque anni per completare la ristruttulizzare una copertura alla serra presente razione straordinaria di tutte le scuole all’esterno per poterla finalmente utiliz- dell’infanzia del Municipio”. Gli interventi di manutenzione straordinaria prezare nella didattica. “La scuola di Via Luca Gaurico è quel- visti nel Municipio XII riguarderanno, la che ha bisogno degli interventi più nello specifico, una sola scuola dell’in-

L’ingresso della stazione

fanzia comunale, in Viale Tommaso Sillani, al Laurentino, una sola scuola primaria, la “Matteo Ricci” di Via Cina, al Torrino e due sole medie, la “Purificato” di Fonte Meravigliosa e la “Battisti” di Via della Divisione Torino, nel quartiere Giuliano Dalmata. “Stiamo già operando per risanare la situazione della scuola di via Gaurico riguardo la manutenzione del soffitto e della pavimentazione” sostiene Gemma Gesualdi, Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del Municipio XII. “Inoltre ho già effettuato una richiesta per eliminare i murales, davvero vergognosi, presenti sulle pareti esterne.

Alcune ristrutturazioni non spettano a noi ma a dipartimenti specializzati che ho già provveduto a sollecitare; per la questione della recinzione – conclude la Gesualdi - abbiamo realizzato un intervento veloce che ha permesso di coprire le sbarre di ferro arrugginite che fuoriuscivano dal muretto della stessa” ha concluso l'Assessore Gesualdi. Alla luce di tutto questo ci chiediamo: la sicurezza nelle scuole, soprattutto di quelle dell’infanzia, ogni giorno frequentate da centinaia di bambini, non dovrebbe forse essere una priorità per la Giunta comunale? Arianna Adamo

101 mo d i pe r e s s e r e s a n i, b e l l i e c o n u n c o r po mo z z a f ia t o Sei sempre a dieta eppure non riesci a dimagrire? Inizi le diete e non le finisci. Dopo ogni dieta riacquisti velocemente i chili perduti? Per dimagrire senza soffrire o per risolvere situazioni particolari quali adiposità localizzate, celluliti, stasi linfatiche, atonie muscolari, rilassamenti cutanei, lo Studio della Dott. ssa Carmela Pisano si avvale di nuove tecnologie. I sistemi più all'avanguardia della medicina estetica possono risolvere infatti ogni inestetismo specifico. n e w s : l a c a v it a z io n e e l a c a r b o s s it e r a pia c o s a e ' l a c a v it a z io n e ? Una tecnica innovativa per la riduzione non chirurgica delle adiposità localizzate, che utilizza Ultrasuoni a bassa frequenza (da 30 a 50 Khz) con sistema di scansione multifrequenza. E' una metodica efficace e sicura, non invasiva, indolore e senza effetti collaterali,

che consente di sciogliere ambulatorialmente il grasso in sicurezza, senza anestesia e tempi di convalescenza. Tramite il passaggio di una sonda sull'area da trattare, gli Ultrasuoni producono la cavitazione focalizzata bersagliando il tessuto adiposo e determinando la rottura meccanica delle strutture cellulari adipocitarie. La cavitazione è altamente selettiva verso il tessuto adiposo e nessun altro organo o tessuto risulta alterato. I risultati sono sempre estremamente gratificanti ed immediati (6 sedute circa). Quelli migliori si ottengono a breve distanza quando il grasso sciolto verrà smaltito totalmente. La dott.ssa Pisano ci ha illustrato le modalità di esecuzione del trattamento e spiegato che le sessioni devono essere effettuate con cadenza settimanale e della durata di 40 min circa.

E’ fondamentale consigliare alla paziente di bere almeno 2 l d’acqua al giorno a partire dalla settimana prima della sessione, effettuare un trattamento linfodrenante subito dopo la prima sessione di cavitazione ed uno a distanza di 3-4 giorni. Inoltre dove ci fosse la necessità di un trattamento più incisivo, e’ possibile fare infiltrazioni anche di semplice fisiologica che rende il distretto da trattare più idratato, consentendo un maggiore sviluppo del fenomeno della cavitazione.

consigliata con cicli di 10-20 sedute. La risposta è sempre notevole ed immediata, levigazione della buccia di arancia, diminuizione volumetrica delle adiposità localizzate, effetto lifting sui tessuti con risultati visibili e gratificanti in breve tempo. Il costo è di circa 150,00 per la cavitazione e di100,00 euro per la carbossiterapia.

c o s a e ' l a c a r b o s s it e r a pia ? La carbossiterapia consiste nell'introduzione a livello sottocutaneo di CO2. Tale metodica non ha effetti collaterali e non esiste nessuna tossicità perchè la CO2 è un normale metabolita cellulare definita come farmaco naturale. La frequenza bisettimanale è quella

Dimagrire è affrontare un viaggio senza una meta, breve o lunga che sia, ogni viaggio può essere un pellegrinaggio fallimentare o una vacanza di successo. Lo Studio medico estetico Pisano ti aiuterà a raggiungere la tua meta.

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c a r b o c a v it a z io n e In sinergia l'utilizzo alternato di carbossiterapia e cavitazione potenzia il rusultato finale consentendo un poderoso effetto lifting sui tessuti ed una rapida riduzione delle masse adipose.

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Denti perfetti senza dolore

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deNTi biANc h i iN 45 miNu Ti In 1 solo seduta i denti si possono sbiancare anche di 45 tonalità. Il trattamento, che dura meno di un’ora, è assolutamente indolore e sicuro: non compromette lo smalto dei denti. L’effetto luminoso dello sbiancamento è immediato ed ha durata di 2 anni.

bio s Timo l Az io Ne g eNg ivAl e Attraverso l’impiego di macchinari laser è possibile rivitalizzare il tessuto gengivale grazie all’aumento e alla Biostimolazione dei fibroblasti che “ringiovaniscono” i tessuti. L’effetto finale è quello di una mucosa sana e rigenerata.

FAc c eTTe iN Po r c el l ANA Sono ideali per correggere gli inestetismi come la discromia dei denti, le macchie permanenti, gli spazi interdentali, i denti spezzati o malformati. Senza l’utilizzo di trapano o anestesia, l’applicazione delle faccette si effettua in 1 unica seduta ed è completamente indolore.

iNTAr s i iN c er Amic A Sostituiscono le vecchie otturazioni d’oro e d’amalgama. Proprio perché privi di metallo, gli intarsi in ceramica lasciano passare la luce e donano naturalezza alla dentatura. Ottima la biocompatibilità

APPAr ec c h io iNv isibil e Per Al l iNeAr e i deNTi Mascherine trasparenti per una dentatura perfetta. Si tratta di allineatori invisibili e rimuovibili che vengono sostituiti ogni due settimane. Le mucose della bocca non subiscono nessuna alterazione in quanto l’apparecchio è privo di attacchi e fili metallici. Il risultato si ottiene nell’arco di 6 mesi/1 anno

c er ec In una sola seduta questo rivoluzionario macchinario è in grado di ricostruire un dente con un procedimento altamente tecnologico. Una particolare telecamera rileva le impronte ottiche della bocca e le invia ad un robot che (seduta stante) scolpisce un piccolo blocco di ceramica e costruisce in pochi minuti la corona o l’intarsio che possono essere immediatamente provati e cementati. Il sistema è ideale anche per risolvere problemi estetici sui denti anteriori che richiedono la correzione di imperfezioni di forma e di colore.

Fl u o r iz z Az io Ne del l o s mAl To L’applicazione del fluoro, eseguita con un apparecchio per ionoforesi, rinforza lo smalto dei denti e rende il sorriso più luminoso e brillante.

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VARIE

t utto sull’agricoltura

Al vInITAlY pREMIATA l A QuAl ITà DEI vInI DEl l AzIO Successo di critica e di pubblico per il vino del Lazio. Il padiglione della Regione e il ristorante dell'enoteca Palatium sono stati tra i più visitati alla Fiera internazionale Vinitaly che si è svolta a Verona dal 2 al 6 aprile. E ancora: 29 Gran Menzioni, 5 in più rispetto allo scorso anno, rappresenta il bottino ottenuto dai vini laziali al Concorso Internazionale che si è svolto nell’ambito della Fiera. I vini premiati, in tutto 14 DOC e 15 IGT, sono 7 della provincia di Roma, 4 del viterbese, 5 del frusinate e 13 della provincia pontina. Quattro Gran Menzioni sono andate alla DOC Cesanese del Piglio, divenuta DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) lo scorso anno. E per la prima volta il riconoscimento è andato anche ad un Rosato (Albiola 2008 dell’azienda Casale del Giglio. “Dalle DOC alle IGT, dai bianchi ai rossi e rosati fino allo spumante, la nostra regione è stata premiata in quasi tutte le categorie previste dal Concorso internazionale – ha

commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Valentini – un grande risultato che ci rende orgogliosi e conferma la nostra politica a sostegno della crescita della qualità dei vini. Un lavoro che sta dando davvero ottimi frutti.” Sempre alla Fiera di Verona, al Salone internazionale Sol, è stata presentata 'Uliveti del Lazio' l’associazione nata per promuovere e valorizzare l'olio extra vergine di alta qualità e le olive da mensa delle aziende dei territori laziali. L'idea è quella di aprire un dialogo con i consumatori, trovando come compagni di viaggio i ristoratori, veri ambasciatori del gusto della cucina tipica regionale. A guidare la neonata realtà associativa è una donna: Loriana Abbruzzetti che ha detto come Uliveti nel Lazio: “nasce per esprimere le tipicità del prodotto, l'italianità, la qualità e la diversità dei nostri sapori''. Il Lazio dell'olio, con 250mila quintali, rappresenta il 5% della produzione nazionale. Alessandra De Luca

SORRISO NEWS a cura del Dott. Cirillo Francesco

e s t e t ic a in pr imo pia n o : l e f a c c e t t e in c e r a mic a VALIDA ALTERNATIVA AL TRATTAMENTO ORTODONTICO

Il risultato estetico è diventato oggi di primaria importanza nel trattamento di riabilitazione protesica. Sono sempre di più i pazienti che vengono alla nostra osservazione con l’intento di ottenere un sorriso vicino alla perfezione, sia dal punto di vista cromatico che della forma…un sorriso di quelli che si vedono solo alla TV. Per avvicinarsi alle esigenze del paziente le faccette in ceramica costituiscono la migliore alternativa possibile a trattamenti altrimenti indaginosi e dal risultato estetico incerto. La tecnica consiste nel sacrificare un sottile strato di smalto superficiale del dente e nell’applicazione di una “conchiglia” di materiale ceramico sulla parte esterna del dente. Questo tipo di applicazione non comporta alcun danno al dente trattato e dà la sicurezza della durata nel tempo praticamente illimitata. Le faccette ceramiche hanno rivoluzionato il mondo dell’odontoiatria estetica, soprattutto nella riabilitazione

dei settori anteriori: sia per la rapidità di intervento sia per la semplicità di applicazione. Le indicazioni all’intervento sono molteplici: dalla presenza di incisivi discromici, alla presenza di difetti della mineralizzazione dello smalto, fino alla alternativa che offrono ad alcuni casi di ortodonzia; sono molti i pazienti che si presentano alla nostra osservazione con il classico spazio tra i denti anteriori (diastema) o con un leggero affollamento anteriore, in assenza di una malocclusione di tipo funzionale. In questi soggetti proponiamo accanto al trattamento ortodontico,più lungo e disagevole per il paziente, una riabilitazione del settore anteriore c on faccette in ceramica, che ci danno la possibilità di risolvere il caso in poche settimane. s t u d io d e n t is t ic o f o nt e sa l ut e via t ommaso a rcidiacono 127 t el. 06 51962163 338 7964157


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CULTURA

MUSICA

a cura di Marco Casciani

MASOKO “Masokismo” Snowdonia/Audioglobe - 2009

I Masoko sono un gruppo fresco e innovativo all’interno della scena rock italiana per due motivi. Il primo è prettamente musicale e riguarda il loro sound, nuovo e veramente coinvolgente, che unisce l’indie rock con il pop e la disco, ma con la giusta dose di “strimpellato ed elettrico” come sempre dovrebbe essere. Il secondo motivo riguarda il loro approccio col pubblico: questi ragazzi hanno un’ironia e un’autoironia che potrebbe essere la loro arma in più. Si presentano sul palco vestiti in abito scuro, un po’ come i Blues Brothers, ma con occhiali e pettinature vintage, scatenandosi quasi in modo “epilettico” e urlando i loro testi apparentemente demenziali ma che nascondono tanti luoghi comuni sul tipico giovane d’oggi annoiato e ossessionato dall’esteriorità dell’aspetto e dello stile di vita. Questo loro ultimo lavoro è prodotto ancora una volta da Snowdonia/Audioglobe, ma stavolta si sono avvalsi della produzione artistica di Giorgio Canali (C.C.C.P., C.S.I., P.G.R), importante produttore artistico della scena musicale alternativa (Verdena, Timoria, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bugo…). Un po’ di titoli: “Fitness”, “Savoir Faire” (del quale hanno girato anche un video da poco), “Maiale” (la loro accusa al pubblico con tanto di dito puntato: “sei un maiale!”), “Duedita” (la canzone recita: “dammi due dita per favore, che devo vomitare”), e poi anche “Non devi aver paura” e “Musica” solo per citare quelle più interessanti di questo album che contiene ben 11 tracce, una più divertente dell’altra. Assolutamente da non perderedal vivo, e non è difficile considerando il fatto che sono di Roma e girano spesso locali quali il “Circolo degli Artisti” o il “Mads” di S. Lorenzo. Con quell’aria un po’ snob, un po’ nerd, un po’ nervosa, un po’ punk, hanno finalmente sfornato il loro secondo album dopo “Bubù7ete” e, se vogliamo definirli tirando fuori ancora il testo di uno dei loro pezzi migliori, allora non resta altro da dire che “sono sempre più cool!”

AA.VV. “Il Paese È Reale” - 2009

Abbiamo sentito per la prima volta questo titolo a Sanremo (almeno per chi lo ha seguito). Era quello del brano proposto dagli Afterhours del quale si ricorda ormai la pessima esecuzione, la quale, a quanto pare, è costata alla band di Manuel Agnelli l’eliminazione dal “torneo”. Non che gliene importasse, si spera, perché ha suscitato non poco stupore l’interessamento della band milanese a questa manifestazione non di certo alternativa, bensì colma di gossip e tappeti rossi. Ma subito dopo hanno iniziato a girare voci su di un probabile uso della visibilità di Sanremo per pubblicizzare questo disco, contenente brani di 19 gruppi rock-alternative italiani. I nomi presenti nella compilation sono molti, e significativi. Oltre agli After ci sono: Roberto Angelini, Beatrice Antolini, A Toys Orchestra, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Calibro 35, Dente, Disco Drive, Marco Iacampo, Mariposa, Marta sui Tubi, Marco Parente, Reverendo, Settlefish, Teatro degli Orrori, Amerigo Verardi e Marco Ancona, Zen Circus, Zu. Un bel panorama quindi. Per promuovere il disco in questi mesi gli artisti coinvolti nel progetto hanno organizzato una serie di eventi in giro per le città italiane e, recentemente, all’interno delle Fnac di Roma e di Milano. Canzoni belle, italiane, rock, qualche volta cantautoriali, ma comunque di grande impatto musicale e testuale. Gli artisti hanno tutti alle spalle una bella gavetta, e non sono le solite proposte scontate, sono quei nomi che vivono al margine, che ci credono ancora in quello che fanno. Se quindi da una parte ci sembra strana come “mossa” quella di partecipare al festival ligure, dall’altra ci piace molto l’idea di averlo sfruttato per provare a dare notorietà a queste novità musicali. Lo stesso Manuel ce lo dice descrivendo l’album ”non una compilation, ma un’affascinante rassegna di proposte musicali di varia ispirazione, stimolante, ricca di spunti che speriamo venga trainata dalla nostra presenza al festival, che nel nostro piccolo vuole contribuire ad infrangere quella cortina d’indifferenza che penalizza la nuova musica”.

Cinema

a cura di Isabella Soria

Multisala Madison THE WRESTLER REGIA: DARREN ARONOFSKY SCENEGGIATURA: ROBERT D. SIEGEL MONTAGGIO:ANDREW WEISBLUM INTERPRETI: EVAN RACHEL WOOD, JUDAH FRIEDLANDER, MARISA TOMEI, MICKEY ROURKE USA 2008

L’ONDA REGIA: DENNIS GANSEL SCENEGGIATURA: DENNIS GANSEL, PETER THORWARTH MONTAGGIO: UELI CHRISTEN INTERPRETI: FREDERICK LAU, JENNIFER ULRICH, JÜRGEN VOGEL, MAX RIEMELT GERMANIA 2008

Alla fine degli anni Ottanta Randy Robinson detto 'l'Ariete' era un lottatore professionista di grido. Ora, a vent'anni di distanza, sbarca il lunario esibendosi per pochi fan irriducibili del wrestling nelle palestre delle scuole superiori e nei centri ricreativi sociali del New Jersey. La scelta dell'attore poteva essere un azzardo, ma a questo punto nulla ci frena dal dire che un Mickey Rourke a questi livelli era un po' che non lo si incontrava, e in quello che molti descrivono come il tramonto dell'eroe il personaggio di Randy l'Ariete entra a ottimo diritto nell'Olimpo al fianco di Motorcycle Boy. Forse è proprio qui il segreto di un film così sporco e candido insieme, capace di colpire con la storia di un fallimento, di un bilancio disastroso e di un declino esistenziale reso perfettamente sullo schermo da un'osmosi visiva e interpretativa, ma insieme di entrare nel cuore, con l'umanità e la debolezza di cui solo chi ha esperienza dei margini poteva rendere una immagine così densa. Marisa Tomei e Evan Rachel Wood sono ottime coprotagoniste, ma è difficile scindere il Colosso Rourke. Onore a lui e ad Aronofsky, capace stavolta di azzeccare tutte le mosse, anche quelle musicali, e regalarci un gran bel film.

Rainer Wenger, insegnante in un liceo, tiene un corso intensivo sull'autocrazia. Per contrastare lo scetticismo degli studenti che non credono possibile il ritorno di una dittatura in Germania, li porta a sperimentare direttamente in classe le forme del totalitarismo. In poco tempo quello che era nato come un innocua lezione di disciplina si trasforma in un vero e proprio movimento, denominato L'Onda. Un film di Dennis Gansel, regista tedesco che si è ispirato al famoso esperimento del 1967 di Ron Jones, insegnante di storia in California. Gansel ambienta la storia nel 2007 in un liceo di una cittadina tedesca. Il film è inquietante, gli attori, a partire dall'idolo, in patria, Jurgen Vogel, fino ai ragazzi, quasi tutti esordienti, sono ben immedesimati nella parte e rendono credibili i loro personaggi. Si privilegiano le riprese 'dal basso': la telecamera si muove tra i banchi, in piscina, tra gli spalti, come fosse parte integrante della classe e, le inquadrature 'sporcate' da elementi interni alla scena. La musica poi, un mix di rock ed elettronica, è la colonna sonora ideale per cogliere l'escalation prima euforica poi degenerativa dell'onda.

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CULTURA

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DEIMIEIDÈI SFOGANO LA RABBIA “DeiMieiDèi è potenza mentale, è rabbia interna, è quella sensazione di malessere che si prova quando interiormente qualcosa non quadra ed allo stesso tempo si ha la voglia di sfogare le proprie frustrazioni. Sono i risultati dello scontro con la società e con quello che ci circonda tutti i giorni”. Così ci rispondono questi ragazzi romani quando gli chiediamo cosa significa il nome del gruppo. E per un attimo ci sembra quasi di sentir parlare artisti che hanno segnato la storia della musica negli anni ’80 e ‘90. Pensiamo al post-punk malinconico degli anni ’80, ma ancora di più al grunge che ha ispirato tanti gruppi rock italiani dell’ultima generazione. E allora pensiamo a un gruppo come gli Alice In Chains e al loro compianto leader Layne Staley (scomparso il 5 Aprile del 2002) o ai Nirvana e a quei gruppi che nei testi e nella musica facevano con-

fluire tutta la rabbia e la frustrazione che la società gli procurava, spesso portandoli inesorabilmente all’autodistruzione. Ne scaturivano messaggi significativi e musiche potenti, rabbiose e malinconiche nello stesso tempo, uniche per la loro triste bellezza. Si spera quindi che questa band romana possa portare avanti il suo progetto, perché lo spirito e le idee sono quelle giuste. Sono nati da poco, sono quattro, hanno all’attivo una demo di 4 pezzi intitolata “Spazio Intorno” che, come loro stessi ci spiegano, hanno registrato velocemente per via dei molti live che li hanno impegnati per lungo tempo. Ma subito dopo aggiungono che stanno lavorando incessantemente per poter fare uscire il loro primo album. Pur essendo molto chiara la loro intenzione di creare un sound innovativo e ben distinguibile, si posso-

RUMORI DI FONDO  no accostare, ad un primo ascolto, a gruppi italiani come Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz. RockAlternative quindi, in tutta la sua bellezza. Facendo un giro sul loro myspace (www.myspace.com/deimieidei), si possono ascoltare tre dei brani che hanno registrato. Sono pezzi che accostano la potenza distorta delle chitarre a giri di basso incredibilmente coinvolgenti. In particolare è da segnalare il brano “Strano L’Odore”, vero e proprio pezzo “da live”. Loro stessi poi ci fanno notare come in questo momento il batterista li stia accompagnando per i vari concerti provvisoriamente, ma “dietro ai tamburi è ancora tutto da vedere”. Per capire poi cosa ne pensano della scena italiana di cui fanno

parte e quindi dei gruppi che, al contrario delle band più affermate, stanno facendo la “gavetta” sudando tra un locale e l’altro, abbiamo chiesto come reputano questo underground italiano, se c’è effettivamente un fermento, se si trovano novità stimolanti, e loro ci hanno assicurato che “aver condiviso tante serate con tanti gruppi ha messo in mostra un scena che, anche se non molto pubblicizzata dai canali tradizionali, c'è ed è assolutamente viva e genuina”. Bene! Allora se vogliamo vederli in azione, tra le date segnalate sul sito, c’è quella del 14 maggio al 360° di San Lorenzo. Marco Casciani

Per esprimere un commento o segnalare una band o un artista, invia un'e-mail a marco.casciani@urloweb.com

Maschere

a cura di

Vittoria Pomponio TEATRO INTEGRATO INTERNAZIONALE® DI ROMA: QUANDO IL TEATRO È UNA SCUOLA DI VITA

PRESSO L’ABARICO TEATRO A SAN LORENZO UNA SCUOLA TEATRALE PER IL RECUPERO SOCIALE

Il Teatro Integrato Internazionale® di Roma è qualcosa di più di una scuola di teatro. È un luogo dove le arti espressive divengono strumento di crescita, recupero, integrazione ed esplorazione dell’io. L’Associazione Culturale Teatro Integrato Internazionale® è stata fondata nel 1973 a Milano da Mariagiovanna Rosati Hansen, che ne è anche la direttrice, e dal 1989 ha sede a Roma, presso l’Abarico Teatro - Lo spazio oltre la scena nel quartiere San Lorenzo. Dall’esperienza di regista, attrice e soprattutto di Art Theatre Counselor (letteralmente “arte teatro terapeuta”) della Hansen è nata la prima struttura di recupero sociale di giovani e non, tramite laboratori teatrali, seminari e produzioni artistiche. La formazione si rivolge quindi in particolar modo a situazioni di disagio sociale e psichico, con un approccio che applica all’arte teatrale tecniche psicologiche. Ente riconosciuto dalla Regione Lazio e accreditato dal Ministero della Pubblica Istruzione, questa scuola teatrale è inoltre rinomata a livello internazionale non solo per la produzione artistica, ma anche per il metodo utilizzato. Si avvale infatti del Metodo Hansen®, che coniuga l’aspetto creativo e più sperimentale delle arti espressive con la competenza psicologica a sostegno di differenti situazioni di disagio personale. L’attività teatrale sprigiona tutto il suo potere terapeutico, facilitando dinamiche come la libera espressione di sé, l’accettazione, lo sviluppo del senso di identità e la crescita dell’autostima. Presso l’Abarico Teatro si svolgono quindi i corsi professionali di formazione di attori dell’Accademia Internazionale dell’Attore®, sede italiana dell’European Theatre Institute, il corso professionale in arti terapie espressive ed è inoltre di casa la compagnia stabile ACT Company, diretta da Mariagiovanna Rosati Hansen. Formata da ex attori dell’Accademia, la ACT persegue l’intento di allestire rappresentazioni artistiche in cui il linguaggio sia di facile apprendimento in modo da renderle fruibili anche ad un pubblico più giovane. I prossimi appuntamenti in cartellone sono: dal 7 al 19 aprile “Soap” divertente incontro tra due donne ed il loro idolo delle tv fiction, e dal 9 al 14 giugno con lo spettacolo “Elettre”. Per maggiori informazioni sulle attività del Teatro Integrato Internazionale®: www.teatrointegrato.it - Via dei Sabelli 116, tel. e fax 06.44340560 e-mail info@teatrointegrato.it

Tra le righe a cura di

Carlamaria Liso IL DESTINO SI CHIAMA CLOTILDE

POESIE D’AMORE E DI AZOTO LIQUIDO

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LETTIERI SIMONE ALETTI EDITORE - 2009 12,00 EURO

L’astuzia femminile è tale da modificare perfino il destino se lo scopo per il quale viene azionata è l’amore. Clotilde Troll, protagonista di questo divertentissimo romanzo, ne è una prova. Innamorata di Filimario Dublè, riuscirà con audaci tranelli a sconfiggere la testardaggine del suo uomo e permettere che la loro storia si concluda con un lieto fine. Tale romanzo “d’amore e d’avventura”, come specificato nel lunghissimo sottotitolo, presenta un intricatissimo intreccio con rimandi e accavallamenti delle situazioni che amplificano l’effetto comico. Una digressione in terra argentina permette all’autore di trattare il tema dell’emigrazione come spunto di nuove favole, come per esempio quella della vacca sul campanile, che a detta della critica, costituiscono la parte migliore del romanzo. Una cosa è certa: appena si finisce di leggere un libro di Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi (perfino il nome è bizzarro!) si ha subito voglia di cominciarne un altro e questo romanzo di certo non interrompe la catena del piacere. Tutto sembra essere un gioco: i nomi, le parole, gli scenari sui quali si muovono gli strampalati personaggi. Si riflette tanto ma si ride di più. L’inventore di Don Camillo con la penna sa fare vere acrobazie: stupisce, diverte, inventa in ogni pagina. Consigliato sempre ma ancor di più se non si è di buon umore: con leggerezza e ironia riporta il sorriso e fa dimenticare i crucci della vita.

Amore e riflessione si alternano in una raccolta dalle atmosfere fresche, che avvolgono il lettore ad un primo approccio col testo. Con il romano l’autore si destreggia sapientemente nella materia linguistica arrivando a descrivere evocative atmosfere spagnole. Un romano incontra una ballerina di Siviglia in un intreccio passionale e ironico. Con lo spagnolo denuncia e con l’inglese descrive una donna. Il “trasteverino” ritorna come espressione più vivace di un auto-ironia tutta romana (come in “Dieta malvagia”). Il dialetto diventa lingua quando i concetti si fanno più seri. Un melange di sentimenti di un autore che mette in atto il suo amore per la difficile scrittura poetica, incisiva persino quando si “denuncia” ubriaco (“Mistress emo”). Elementi comuni si possono individuare nelle diverse composizioni: le stelle, il corpo della donna, il mare, che talvolta diventa pianto. Pennellate di colore illuminano parole sorridenti che celano spesso uno strato nostalgico (“È successo un guaio” o “Stanchezza giovanile” ). Accuse e indignazione, temi passati, come la guerra in Vietnam , o più attuali come in “Casta di cartapesta”. Viaggi e ricordi sprigionano la soggettività dell’immagine. Un giovane esordiente che spegne l'invadente rumorosità della tv per impugnare la penna e la melodia della parola.


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CULTURA

SCOpRIAMO DARWIn: vIAggIATORE, SCIEnzIATO, uOMO In mostra al Palazzo delle Esposizioni, per il suo duecentesimo compleanno

ROMA - Il Palazzo delle Esposizioni ospita, dal 12 Febbraio al 3 Maggio 2009, la mostra di Darwin. Tutto il mondo sta celebrando l’anno darwiniano: nel 2009 ricorre sia il duecentesimo compleanno di Charles Robert Darwin, nato nel 1809, che i centocinquant’anni dalla pubblicazione della “Origine della specie”, il libro che ha cambiato per sempre il modo di osservare la natura e il posto occupato dall’uomo. La mostra su Darwin è stata inaugurata nel 2005 presso l’American Museum of Natural History di New York, in collaborazione con Natural History Museum di Londra. L’esposizione continua a viaggiare per il mondo, aggiornata e integrata da nuove sezioni. La versione italiana è fra le più interessanti perché contiene un’ampia documentazione fossile scoperta nel nostro paese. Inoltre, molti sono i collegamenti tra le riflessioni sull’evoluzione di Darwin e le teorie del geologo italiano Giambattista Brocchi. Nella mostra si può apprezzare la figura eccezionale non solo di uno scienziato, ma anche di un viaggiatore avventuroso all’inseguimento di una intuizione rivoluzionaria. L’esposizione è stata pensata attorno a due perni centrali: prima l’avventura intellettuale ed umana della scoperta scientifica nel viaggio che Darwin fece

nel 1831 intorno al mondo (Capo Verde, Brasile, Cile, Perù, Galàpagos). Il visitatore è così accompagnato tappa per tappa lungo tutta la circumnavigazione del globo fra scenari geologici, arcipelaghi lontani, animali vivi (iguana verde e armadillo, grazie alla collaborazione del Bioparco di Roma) o fedelmente ricostruiti nelle loro ambientazioni naturali, oltre ai tanti documenti e alle raffigurazioni d’epoca. Il suo viaggio intorno al mondo diventa poi “mentale” quando Darwin torna a Londra. Il rientro in patria non è meno appassionante perché è in quel periodo che l’idea prende forma. Questa prima parte storica si conclude poi con la sezione dedicata ai quarant’anni trascorsi nella splendida Down House, nelle campagne londinesi con la moglie ed i suoi dieci figli, dove continua le sue minuziose osservazioni e le sue ricerche condotte nella serra e nel sue celebre studio (in mostra riprodotto a grandezza reale). La seconda parte è più scientifica, dedicata alle conoscenze sull’evoluzione contemporanea ed alle nuove prove sperimentali. Essa ci fa capire perché ancora oggi Darwin è importante: comprese che le specie si trasformano nel corso del tempo e che siamo tutti legati da una parentela genealogica. Un secolo e mezzo fa Darwin offrì al

mondo una spiegazione sulla diversità della vita grazie alla teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Intere generazioni di studiosi hanno scoperto i cromosomi, i geni ed il DNA basandosi sulle sue ricerche, grazie anche alle nuove tecnologie. Quest’ultima sezione proietta il visitatore dal 1882, anno della morte di Darwin, direttamente al 2009. La teoria dell’evoluzione costituisce quindi il fondamento di tutta la biologia moderna: ci permette di decifrare i nostri geni, di combattere i virus e di comprendere le diversità sulla Terra. Questa esposizione sulla vita ed opera di Charles Darwin è dedicata a quelli che sono mossi dalla curiosità di sapere e dalla voglia di sperimentare, animati da dubbi, aperti all’ascolto ed al confronto. Attraverso questa mostra si può scoprire qualcosa di se stessi, perché può rispondere a quel bisogno innato dell’uomo di sapere chi siamo e da dove veniamo, come dice lui stesso alla fine del suo libro sull’“Origine della specie” del 1859: “l’evoluzione

dovrebbe fare luce sull’origine dell’uomo e sulla sua storia”. Questa mostra può essere importante ed educativa anche pei i più piccoli. Per questo, nel fine settimana, il Palazzo delle Esposizioni agevola le famiglie con “mimetizziamoci!”, con attività ricreative per i bambini dai 3 ai 6 anni, e “mi fa specie!” per i bambini dai 7 agli 11 anni, che sono guidati nelle coloratissime sale. Emanuela Maisto

IL MIO NEGOZIO, IL MIO FUTURO

Il piccolo imprenditore alle prese con il passaggio generazionale e un adeguato reddito pensionistico: due facce della stessa medaglia. Emanuele è un imprenditore che si e agli sforzi che decide di mettere in costruisce il proprio reddito mettendo atto per la sua attività. Cioè l’imprenin piedi un’attività complessa. L’atti- ditore è in grado di influenzare i provità indipendente infatti da un lato pri guadagni. Ma quella stessa capacomprende tutta una serie di costi e cità non è assicurata nel futuro. O dall’altro la possimeglio non è bilità di avere detto che potrà delle entrate fare la stessa cosa Nel nostro quartiere importanti, ma in del suo futuro. stiamo creando una condizioni di P o t r e m m o associazione che vuole estrema incertezdomandarci: ma essere un punto di za. Questa caratl’attuale sistema riferimento teristica lo pone pensionistico persull’argomento per tutti in netta antitesi mette all’imprenditore di determirispetto a un lavonare il proprio ratore dipendente che non ha la possibilità di influenza- livello di reddito nel momento in cui si re in modo rilevante il suo guadagno. smette di fare l’imprenditore? Cioè le Emanuele ha un Bar. A fronte di costi condizioni attuali permetteranno di di materie prime e di personale ci assicurare un livello di reddito adesaranno periodi in cui venderà di più, guato, cioè commisurato agli sforzi, in cui e periodi in cui avrà maggiori all’ingegno e al rischio sopportato per costi e periodi di investimento. Spesso tutta una vita? Secondo l’attuale sisteperò la capacità di un imprenditore di ma purtroppo NO. O meglio sicurainfluenzare il proprio reddito attuale è mente non in maniera adeguata rispetcommisurata all’impegno, all’ingegno to a quelle che sono le caratteristiche

dell’imprenditore. Cosa ripaga infatti lo sforzo di sostenere per una intera vita un sistema fatto di incertezza di mercato, di incertezze dovuta alla competitività, alle innovazioni di prodotto, alla lotta con i grandi marchi?? ..in altre parole sorge una forte domanda per un progetto di pensione a misura di imprenditore. La richiesta di capire come costruire una giusta rendita per un uomo che deve smettere la propria attività oppure semplicemente passare il timone del comando. Le risposte che vogliamo dare a questa tematica sono risposte concrete. Nel nostro quartiere stiamo creando una community che vuole essere un punto di riferimento sull’argomento per tutti. Stiamo già portando il nostro credo nelle associazioni, nei comuni, nelle aziende, nelle case.

Stiamo per promuovere campagne informative e iniziative sociali e culturali che verranno pubblicate sul sito di URLO e che ci permetteranno di essere sempre più vicini ai cittadini e alle

piccole imprese. Oggi ci siamo posti una domanda.. l’argomento verrà sviscerato nel prossimo numero ma chiunque può contattarci per avere delle risposte concrete e tutti gli aggiornamenti relativi alla nostra attività.

Segui i nostri appuntamenti settimanali su urloweb.com

Andrea Burnelli – andreaburnelli@hotmail.com Cell. 3470486920


Urlo 23x31

8-07-2008

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www.regione.lazio.it

“Ci vediamo ai Mondiali di Nuoto del 2009”

Citius, altius, fortius, più veloce, più alto, più forte. Con questo spirito celebriamo i giochi olimpici dal 776 a.C. e da allora pensiamo che il confronto sportivo sia un potente esercizio di libertà, di crescita e convivenza democratica. Certo, ci piace vincere, ma siamo fatti così: per noi l’importante è partecipare.

La competizione va affrontata con stile. Libero.

futuro

lo sguardo al futuro

sguardo

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ROMA

CHE FInE HAnnO FATTO l E “nuOvE MEnSE SOCIAl I”?

Il progetto, presentato dal Comune, non è ancora partito. Municipi disorientati ROMA - In un comunicato stampa del 30 Marzo 2009 l’Assessorato Capitolino alle Politiche sociali ha avviato due progetti per il servizio di mense sociali in sei municipi romani (XVI, VIII, IV, XII, VII e XV) che hanno preso il via il 1 aprile e che costeranno all’amministrazione ben 247.740 euro. L’obiettivo è quello di fornire un supporto alle persone con gravi disagi economici. Il primo progetto vede coinvolti l’VIII e il XVI municipio e prevede l’apertura di due mense sociali durante i giorni festivi. Ogni struttura dovrà garantire pasti per 240 persone dal 1 aprile 2009 al 31 dicembre 2009. Questa iniziativa si affianca alle convenzioni già stipulate dall’Amministrazione Capitolina con altre associazioni (il Consorzio Roma Solidarietà, la comunità di S. Egidio, l’Esercito della Salvezza e il centro Astalli) per aiutare le persone più svantaggiate con pasti nelle mense

attrezzate già attive dal lunedì al venerdì. Il secondo progetto, vuole invece agire soprattutto su anziani e malati che si trovano privi di risorse per far fronte alle esigenze primarie. Questo servizio prevede pasti a domicilio contattando il numero verde della Sala Operativa Sociale Comunale 80044022. I quattro municipi interessati sono il IV, il VII, il XII e il XV. Le strutture saranno aperte nei giorni feriali e dovranno coprire la fornitura a domicilio di 30 pasti al giorno dal 1 aprile al 31 dicembre 2009. Il presidente del Municipio XVI Fabio Bellini, coinvolto nella prima iniziativa, sostiene che “si tratta di un progetto teorico, ancora non applicato sul territorio e che in realtà ha coinvolto poco i municipi. Mentre è già attiva da tempo una struttura nei pressi di via Bravetta (“Residence Bravetta” in via dei Carraresi) gestita da suore oblate, supervisio-

gARBATEl l A: nuOvI pOSTI AuTO In ARRIvO Ma i proprietari dei cani protestano. Ex Mercati Generali: ripartono i lavori?

GARBATELLA - Il cantiere di via Gia- nuova area cani all’interno del Parco cinto Pullino, nell’area della fermata Caduti del Mare, i proprietari si sono della metropolitana Garbatella, chiu- riuniti in un “Comitato di Difesa”. derà a settembre 2009, circa 9 mesi Sotto accusa sono le dimensioni della dopo la sua apertura. Al termine, saran- nuova area, molto inferiori rispetto a no ripristinati i posti auto di superficie quella precedente, gli orari di apertura precedenti all’intervento, con l’aggiun- troppo restrittivi e la divisione in due ta di due piani di box auto sotterranei, diverse mini-aree, di cui una per cani di destinati ad ospitare soprattutto le auto piccole dimensioni. Per riavere la “vecdei residenti nelle vie limitrofe, e la cui chia” area, si dicono pronti a presentavendita è già iniziata. Il cantiere del parcheggio interrato adiacente Se dovesse essere con- alla stazione metro Garbatella fermata questa tempistica, si tratterebbe di un lavoro fatto quasi a tempo di record, visto che la durata media di interventi di questo tipo si aggira sui 3 anni: la velocità risponde alle richieste dell’XI Municipio, che, vista l’attuale carenza di parcheggi nella zona, ha sol- re un esposto alla Procura della Republecitato da subito la ditta responsabile blica. In tema di lavori pubblici, mentre in questo senso. Poco dietro via Pulli- va in stampa questo numero di Urlo, no, a via David Salinieri, è previsto l’assessore all’Urbanistica del Comune l’arrivo di ulteriori nuovi 70 box, dove di Roma, Corsini, ha annunciato che, precedentemente era un’area cani. La dopo Pasqua, presenterà la delibera per società proprietaria del terreno, oltre ai la ripresa dei lavori per la Città dei box, realizzerà sull’area in superficie Giovani, nell’area degli ex Mercati un nuovo “Bau Park” completamente Generali: la ripresa dovrebbe avvenire attrezzato, con fine lavori prevista nel entro l’estate, e la fine dei lavori è pre2010. Ma proprio la chiusura attuale vista entro il 2011. Nei prossimi numedell’area, per l’arrivo del cantiere, fa ri sapremo dare ai lettori di Urlo tutti infuriare i proprietari di cani della gli altri approfondimenti. zona: nonostante l’apertura di una Claudio Alberti

nata da Suor Giulia, che fornisce assistenza a senza tetto e alle famiglie disagiate, distribuendo nel fine settimana 250 colazioni e 500 pranzi, oltre alla distribuzione di vestiario e la possibilità di usufruire di numerose docce e servizi igienici”. La struttura, grazie ai molti volontari e grazie ad alcuni accordi con il Comune, è in continuo ampliamento (ultimamente è stata costruita una nuova cucina adiacente alla zona mensa). Inoltre c’è la presenza, nello stesso sito, di una scuola elementare, dove non si deve pagare alcuna retta, per aiutare i bambini disagiati, che hanno bisogno almeno di una istruzione di base. Come il Presidente Bellini, anche i Presidenti dei Municipi XII, Calzetta, e XV,

Paris, coinvolti nella seconda iniziativa, affermano che di questo progetto da loro appoggiato e sostenuto, non hanno notizie concrete. Infatti dopo aver fornito i nominativi di quelle persone che all’interno del loro territorio avrebbero bisogno di assistenza domiciliare, non sono stati più informati. In realtà l’iniziativa è ancora ferma perché sembra che il Comune di Roma stia analizzando i nominativi forniti dai municipi e “studiando” menù adatti alle esigenze dei singoli richiedenti. Soprattutto in questo periodo di crisi sarebbe ideale riuscire ad aiutare quelle persone che si trovano davvero in gravi difficoltà. Emanuela Maisto

l O SpRECO DEl l ’IpAB SAn MICHEl E

A Tor Marancia, nell’XI Municipio, da anni si protrae la situazione di degrado dell’Istituto TOR MARANCIA - Nel 1890 nascono le Ipab, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, enti no – profit destinate a regolare giuridicamente i tanti istituti pubblici gestiti da privati. Questi enti svolgono attività di assistenza alle categorie deboli come anziani, portatori di handicap e minori attraverso la gestione di ospedali, brefotrofi, ospizi, ricoveri, collegi e asili. Provvedono alla formazione e all’educazione, all'avviamento a qualche professione, arte o mestiere o, in qualsiasi altro modo, al miglioramento morale ed economico (art.1, L.17 luglio 1890 n. 6972). In via Casal de Merode, a Tor Marancia, l’Ipab San Michele è uno dei luoghi più visibili degli sprechi economici di questa città, definita nel marzo del 2005 dal Presidente della Regione Marrazzo una vera e propria "cattedrale dello spreco". D’altra parte sul sito dello stesso istituto si può leggere: “Oggi il comprensorio istituzionale si estende su un’area di circa 120.000 mq ed è costituito da 12 palazzine multipiano inserite in un ampio giardino”. Proprio da tutto questo nasce il controsenso: in un quartiere che necessita di infrastrutture e aggreganti c’è una area con enormi potenzialità che non solo resta in buona parte inutilizzata, ma è nel più completo degrado. Simone Foglio, capogruppo del PdL nel Municipio XI, ci spiega, “questa è una vera emergenza sociale. Convivono all’interno un centro anziani e strutture riabilitative con situazioni più o

meno legittime nella parte abbandonata. Ci sarebbe bisogno di una seria riqualificazione che cancelli l’attuale stato di abbandono. Essendo, però, la struttura un Ipab fa riferimento alla Regione Lazio e fino ad oggi, aldilà di un discorso destra – sinistra, le amministrazioni non sono riuscite ad affrontare adeguatamente la questione. Si crea, così, una problematica forte, che potrebbe causare tensioni fra cittadini e realtà occupanti. La situazione è ai limiti del sopportabile”. Gli abitanti della zona, infatti, pur rendendosi conto dell’emergenza casa di chi ha occupato, vorrebbero avere rassicurazioni sull’esistenza di un progetto che porti ad uno sviluppo ed a un miglioramento di vita per tutto il quartiere, comprese le stesse realtà occupanti. Il Presidente Andrea Catarci sottolinea come il Municipio sia grato per quanto di positivo viene fatto all’interno del San Michele, come per esempio il centro anziani comunale. “Ma ci sono ben altre potenzialità. Credo che potrebbe essere un centro di sviluppo per il quartiere. Io spingo in questo senso, affinché tutti possano beneficiare di quelle strutture che per ora mancano nell’XI Municipio, come campi da gioco e teatri. C’è anche un progetto di collaborazione tra Comune e San Michele che prevede un centro di assistenza per l’alzheimer. Per noi è un’area importante di cui non ci scordiamo”. Andrea Falaschi


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MUNICIPIO XI e XVI

RETI DI pACE: l ABORATORIO MOnTEvERDE “Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa”

MONTEVERDE - Reti di Pace non è un’associazione ma un laboratorio, un gruppo di persone con uno stesso obiettivo: la pace. Tutti coloro che partecipano vengono da realtà diverse e si sono ritrovati nel 2003 uniti dagli stessi principi. Operano principalmente

“L'informazione permette di uscire dall'indifferenza per prendere coscienza della personale responsabilità” nel quartiere di Monteverde, nel XVI Municipio. Manuela Baliva ci spiega che: “la pace è minata dal sistema economico internazionale che noi avvaloriamo con il nostro stile di vita, è quindi cambiando quest’ultimo che si può contribuire fattivamente ai processi di pace. D’altra parte questo porta ad un miglioramento della qualità stessa della nostra vita anche perché ne diventiamo autori”. L’idea portante è un’economia basata su una equa redistribuzione del potere economico. Aldilà dei progetti operativi per portare a termine questo tipo di discorso, è importante il lavoro di

informazione - formazione svolto attraverso le “piazze per la sostenibilità e la pace”. Questi incontri fondano su alcuni obiettivi principali, tra cui: sostenibilità, altra economia, non violenza e cittadinanza attiva. Quando si parla di sostenibilità si intende la possibilità di soddisfare i bisogni del presente senza per questo distruggere le possibilità delle generazioni future. Un netto cambiamento, anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni, è quindi necessario per rendere il sistema ecologicamente sostenibile. Cittadinanza attiva significa proprio una partecipazione diretta ed in prima persona dei singoli cittadini. “Quando conosci non puoi più nasconderti. È l'informazione che permette di uscire dall'indifferenza per prendere coscienza della personale responsabilità”. L'altra economia fa suo l'insieme di iniziative aperte al "commercio equo e solidale, finanza etica, agricoltura biologica, consumo critico, turismo responsabile, pratiche di riuso o riciclo di materiali, energie rinnovabili, sistemi di scambio non monetario" e tutto quello che costruisce dal basso un'economia diversa, capace di valorizzare le relazioni umane, di contribuire a una giusta ripartizione delle risorse fra tutti, di garantire il rispetto dell'ambiente e dei diritti di tutti i cittadini.

In pratica, nei suoi risvolti sociali, si tratta di fare in modo che si attivino forme concrete di solidarietà e giustizia che, in alternativa ad una esasperata competizione, possano aiutare ad esprimere e valorizzare le capacità di tutti. Ciò prevede una deviazione graduale dall'attuale sistema economico e la sperimentazione di nuovi stili di vita personale e sociale volti ad una efficiente produzione, a una distribuzione e un utilizzo di beni e risorse non dannosi per l'uomo e l'ambiente. Con il patrocinio di Regione Lazio, Provincia di Roma e Municipio Roma XVI; sono previsti, per tutto il 2009, 4 seminari. Due già svolti, il 17 marzo

Attraverso le piazze per la sostenibilità e la pace si cerca di condurre un discorso di informazione formazione dedicato a “Economia e sostenibilità” e il 16 aprile a “Energia”; i due rimanenti sono: il 3 ottobre dedicato ai “Rifiuti” e il 16 ottobre alla “Decrescita”. Andrea Falaschi

ROMATRE E AvIS ROMA: SpORT E SOlIDARIETà In occasione delle finali dei Tornei universitari ci sarà una giornata dedicata alla donazione del sangue

ROMA TRE - Il 29 aprile 2009, presso il Centro Sportivo “Le Torri”, si svolgeranno le finali dei Tornei di calcio a 5 dell’Università Roma Tre. La giornata sarà caratterizzata, oltre che dallo sport, anche da una tematica sociale importante. Infatti, in collaborazione con l’Avis Roma che patrocina l’evento, sarà dedicata alla donazione del sangue. Abbiamo rivolto qualche domanda a Raniero Ranieri, Presidente dell’Avis Roma. Quanto è importante veicolare il messaggio attraverso realtà quali l’università o lo sport? Noi cerchiamo di rivolgerci a 360 gradi, nessuno escluso. Sport e Università sono realtà sane e multiculturali, per questo importanti. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare principalmente i giovani. Si può donare dai 18 ai 65 anni. La donazione è una cosa importante da fare ed è una cosa che ti arricchisce. Come è stato il rapporto con UniRoma Tre? Abbiamo avuto con l’Università, con l’Ufficio Attività Sportive, un ottimo rapporto. L’attenzione e la sensibilità

mostrate da parte di tutti hanno portato alcun rischio. Esistono precise disposiad un riscontro immediatamente visibi- zioni che regolano la raccolta del sanle, anche al di sopra delle nostre attese. gue. I controlli e le visite periodiche Ci piacerebbe, infatti, avviare altri effettuate da ciascun donatore prima di discorsi come incontri mirati con i ogni donazione sono uno strumento di nostri dirigenti e i nostri medici per medicina preventiva, a tutela dello illustrare progetti e dirimere eventuali stato di salute generale del donatore. La dubbi. maggiore preoccupazione che dobbiaChe risposta si è avuta da questa col- mo combattere è la paura delle infeziolaborazione? ni, ma i nostri mateQuando si inizia un riali sono sterili e progetto ci si pone un quindi non c’è alcun La donazione obiettivo minimo e rischio. del sangue non questo è stato immeQual è la situazione comporta alcun diatamente raggiunsangue? rischio to. Oggi come oggi Di sangue, come già noi contiamo molto detto, ce n’è sempre sul passa parola per più bisogno. Il riuscire a portare sempre più gente. nostro obiettivo è quello di superare Perché è importante donare il sangue? l’emergenza e poi di instaurare nei citTeniamo presente che la necessità di tadini alcuni concetti come la donazioreperire il sangue è diventata oggi ne periodica e la cultura alla donazione. ancora più struggente. La medicina Per esempio non tutti sanno che è posmoderna si sta sempre più perfezionan- sibile donare un solo emoderivato e, do e ha sempre più bisogno di sangue e inoltre, se non si è in condizione di di conseguenza c’è sempre meno farlo è possibile aiutare anche in altro disponibilità. modo. Ci sono problemi per chi dona? Andrea Falaschi La donazione del sangue non comporta

L’editoriale segue dalla prima

dopo l’evento catastrofico abbiamo tutti sostenuto e allo stesso tempo chiesto che non ci fossero polemiche politiche, che non ci fossero attacchi strumentali a maggioranza e opposizione. Ma non posso farne a meno e quindi polemizzo. Polemizzo contro il premier Silvio. La battuta sul campeggio, più che dare tranquillità ai poveri terremotati ha solo fatto incazzare chi già lo era per cause di forza maggiore. Più che altro, notizia arrivata da fonti certe, delle mille tende promesse ne erano arrivate poche centinaia. Silvio, hai fatto bene a dire di stare tranquilli e di godersi i giorni di camping, ma il campeggio si fa in tenda e se le tende non ci sono, questi poveri cristi che possono fare? I terremotati? Polemizzo contro mamma Rai che più che una mamma è sembrata una iena, durante il Tg delle 20.00 di martedì 7 aprile, la giornalista ( che più che giornalista in quel momento sembrava una di quelle ragazze che legge il meteo) Susanna Petroni ha letto, crogialandosi e sorridendo, il fantastico share avuto dal telegiornale (di pubblico dominio) di Rai 1 nella giornata del terremoto. Proprio il momento opportuno per farcelo sapere. Polemizzo contro gli sciacalli. Siete dei grandi, riuscite a farci vergognare di essere italiani anche quando stiamo provando ad essere orgogliosi dell’imponenza degli aiuti messi a disposizione dalla gente comune sin dai primi minuti dopo l’evento. Ma noi siamo un po’ anche questo, gente che si ciba della stessa gente. Polemizzo contro Rai International che ha iniziato a dare la notizia del terremoto, ai cittadini italiani nel mondo circa 6 ore dopo l’accaduto con una prontezza e una velocità paragonabile all’era non digitale. Polemizzo contro la bella classe dei costruttori, non di quelli del 1254 (hanno di fondazione della città) che hanno tirato su il centro storico de L’aquila, ma quelli moderni, quelli che hanno guadagnato sull’Ospedale e sulla Casa dello Studente. E sarà pure crollato il Centro storico ma almeno si può dire che stava lì da 500 anni. Finisco. L’ultima cosa. Nel 1935 Charles Richter scriveva: terremoto 55,9 gradi, tutti lo avvertono scioccante; possibili fessurazioni sulle mura; i mobili si spostano; alcuni feriti. Non 300 morti e 10.000 feriti, pensiamoci bene, pensateci un attimo.


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Urlo 64 Aprile 2009