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Art Director/Capo redazione J.M. Bishops Graphic Design John Fitticarlo Restyling Amy Tohner Consultant Web


Sommario: ParkouRoma Le origini Corner’s Tracer Marco Bellia

Skateboarding SpecialitĂ  Writing Fonti/Sources Quotidiano Metro Google ParkouRoma Marco Bisciaio Marco Bellia Silvia Gambirasi For Active People Festival del Fitness 2010 Wikipedia Single player co-op Glob Art Mag Graphic Design Blog


È nata nel 2007 ma in pochi anni si è subito dimostrata protagonista sul panorama, non solo capitolino, ma italiano. PKRoma ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del fenomeno in Italia grazie ai moltissimi lavori che è stata chiamata a fare ma anche alle sue iniziative, quest’anno sarà il trezo hanno di seguito che parteciperà al Festival del Fitness dove ogni anno passano dalle 200.000 alle 400.000 persone, potete quindi immaginare come possa arrivare ad una fetta di pubblico talmente numeroso, che neanche Ad esempio, proprio in questi giorni ParkouRoma e Momu (un'altra crew romana), hanno deciso di realizzare un allenamento in comune per scambiarsi idee, motivarsi a vicenda e far crescere così i propri ragazzi, è normale che nessuno pagherà per questo ma se una ditta mi chiama per pubblicizzare un prodotto, crediamo che sia più che giusto farsi pagare, oltre tutto, quello che ParkouRoma guadagna lo reinveste nell’attività stessa, e quindi gli permette di crescere , migliorare e continuare a promuovere il fenomeno, che oltre ad essere sport è anche arte, arte dello spostamento e del movimento corporeo soprattutto.

Inoltre, qui la vera promozione sarà farlo conoscere ai neofili della disciplina per creare nuovi appassionati. Tutto è nato in modo naturale e nello spirito sportivo che aggrega tutti gli appassionati dello sport, si discute molto sul fatto che sia più o meno giusto guadagnare nel fare tutto questo, noi crediamo che la passione è la cosa fondamentale ma in alcune occasioni sia giusto ricevere un compenso a titolo di rimborso spese per tutta l’allenamento fatto in tanti anni e per il tempo che ci si dedica a realizzare un progetto.


che oltre ad essere sport è anche arte, arte dello spostamento e del movimento corporeo soprattutto. Marco Bisciaio, fondatore di ParkouRoma (PKRoma), è stato criticato all’inizio, per questo suo modo di vedere le cose e soprattutto perché ha deciso che fosse giusto fare dei corsi anche in palestra, adesso le stesse persone che lo hanno criticato fanno tutto questo, essere i primi è sempre una grande responsabilità ma è anche una grossa soddisfazione.

A parte questa prefazione diciamo che PKRoma realizza corsi in palestra per preparare tecnicamente e atleticamente chiunque intenda fare Parkour per strada, dando gli strumenti adatti per poterlo fare nel migliore dei modi e soprattutto in sicurezza, a questo si aggiunge tutto il lavoro che esegue con il suo Team, EVENTI, WORKSHOP, PUBBLICITA’, VIDEO CLIP MUSICALI, STUNT, ecc… Ha un sito in continuo evoluzione dove potete andare per essere aggiornati sulle ultime novità, video, tecniche, chiedere consigli e scambiare idee, con la possibilità di lasciare commenti o incontrarvi nel Forum, PKRoma sta allargando i propri orizzonti, dedicandosi a tutto il movimento Street ed è quindi orgogliosa di essere stata la prima crew contatta per la nuova rivista digitale: URBAN Life. www.parkouroma.it info@parkouroma.it parkouroma@gmail.com


Quando sei nato? 06 /07/1983 Quando hai iniziato a fare parkour? nel 2003 ho saltato per la prima volta la macchina con un volteggio.... ad allenarmi con cognizione di causa dal 2005.. Com’è cambiato il parkour da quando hai iniziato ad oggi? Non è cambiato il Parkour, ma il modo di vederlo: io, il modo di vederlo da parte di alcuni atleti che hanno cominciato come me "tempo fa' ", il modo di vederlo di molte persone che ci sono ora intorno a noi... anche grazie alle pubblicità che ha scatenato la "ricerca di cosa è il parkour", ma sempre troppo superficialmente... visto che la nostra è la società dell'apparenza, era la fluidità l'eleganza del movimento la pericolosità ad attirare, e non il "perchè o il come" ad interessare. C’è differenza fra parkour e freerunning? Tecnicamente, a parole, sottolinerei che in uno conta la semplicità, la ricerca del metodo migliore per sorpassare quell'ostacolo o compiere quel percorso, nell'altro conta principalmente "l'effetto che quel movimento trasmette", la spettacolarità... in entrambi ci vuole molta preparazione, .. È giusto fare i soldi col parkour? Dipende in che modo.. è come chiedere se è giusto fare soldi con lo sport, con una disciplina?? Se partecipo ad una pubblicità, vengo pagato per la mia capacità di fare una determinata cosa "a comando"... cosa non proprio semplice da fare... Se partecipo ad un Workshop metto a disposizione la mia conoscenza ed esperienza, che come in tutti i campi arriva col Tempo e la Dedizione.... se coordino corsi dove alleno persone a conoscere le basi dei movimenti, le tecniche e i differenti tipi di training: offro la possibilità di migliorare attraverso quello che conosco e ho "dimostrato", visto che mi "vedi muovere in un determinato modo", aiutando le persone a "trovare un metodo per affrontare un mondo così grande come il parkour". Quanti giorni ti alleni a settimana? Mi alleno 4-5 gg... Non sempre con la stessa intensità di carico e con questo voglio dire che gli allenamenti hanno uno schema similare, ma sta nelle ripetute, nei tempi di recupero, nella durata della seduta e nei giorni di scarico la possibilità di avere un miglioramento, oltre che in base al tipo di training.


Ti alleni anche in palestra? Per i primi 5 anni non mi ero mai allenato in palestra... ora ho cominciato fondamentalmente perchè le prime lezioni dei corsi d'avvicinamento al PK sono in palestra. E' un modo per "ammorbidire" la partenza e testare senza troppi rischi tante persone diverse che cominciano "insieme".... ma nel singolo.. sarebbe sempre meglio cominciare dall'esterno.. direttamente.. in caso per perfezionare poi potrà "rientrare in palestra per pulire o esasperare" alcuni movimenti.. bisogna essere consapevoli che il "burro" che c'è al chiuso non ha confronto con l'asfalto che c'è fuori, e ci si abitua facilemnte al morbido.. ;-) Che consigli daresti a chi sta iniziando adesso? Consigli... mmmmm... Trovare attraverso i vari siti italiani il gruppo più vicino a lui.. e provare a fare degli allenamenti con loro... cercare se vi sono raduni o workshop nelle vicinanze e "partecipare"... partecipare è la chiave per imparare.. partecipare a più incontri possibili, anche di diversi gruppi, così da avere più punti di vista della disciplina... poichè poi ognuno la abbraccia a suo modo... L’allenamento mentale è importante? Fondamentale... difficile spiegare a parole quali sono "gli scatti", come si sente un blocco mentale, come si sorpassa.. sono certo che chiunque prova a saltare troverà questi "ostacoli dentro di se"... e imparerà a sorpassarli... Che consigli daresti per un giusto allenamento mentale? Equilibrio su tubi ... bassi medi alti . piccoli grossi in legno in ferro , in ogni caso sarà diverso... per me è stato fondamentale... un altro bell'allenamento mentale è quello di fare esercizi difficili con basso rischio, prefissandosi un numero e cercando di "non sbagliare mai"... se si sbaglia si ricomincia... in questo modo si impara ad avere più sicurezza dei proprio movimenti… perchè non dovrei essere pagato??


Al 21° Festival ParkouRoma è stata sostenuta da Dahlia TV che grazie all’organizzazione del Festival hanno permesso di presentare un lavoro senza precedenti. Anche quest’anno, visto che la location è la migliore che si potrebbe avere a Roma, il tempio dello sport in Italia, il Foro Italico, si spera di raggiungere un accordo, incrociamo li dita, dice Marco Bisciaio, responsabile di ParkouRoma e orgoglioso che sul quotidiano Metro è stato pubblicato un articolo inerente al Parkour, intervistando proprio marco.

Parkour: Città senza ostacoli

By Silvia Gambirasi per Metro

Fenomeno di strada amato dai giovani. Arriva in Italia dopo il boom in Francia Immaginate di trovarvi in una di quelle aree svendute dal Comune. Una periferia qualunque. Lì, sulla terrazza di un fatiscente edificio c'è un gruppetto di ragazzi che inizia a correre, saltando da un tetto all'altro, arrampicandosi sui muri, sfidano la forza di gravità. Non sono ladri in fuga o protagonisti di un action movie, ma traceur, ovvero praticanti del parkour, l'ultima frontiera degli sport estremi in chiave metropolitana. Nato verso la fine degli anni '80 nelle banlieue parigine per iniziativa dell'ex atleta David Belle, il parkour consiste nell'arte di spostarsi da un punto a un altro nella maniera più diretta possibile, affrontando gli ostacoli invece di aggirarli. Già, perché i traceur quando si trovano di fronte muri, cancelli, tetti o altro, li calpestano, li superano, ci saltano sopra come un branco di gatti randagi da un cassonetto all'altro. Per il gusto di muoversi in libertà o per l'orgoglio di riappropriarsi di spazi abbandonati al degrado, mai per competizione. «L'unica gara - spiega Marco Bisciaio, ex ginnasta e allenatore di parkour in alcune palestre di Roma - è quella con noi stessi per raggiungere la padronanza del corpo e della mente». Sbarcato in Italia circa cinque anni fa, il parkour viaggia attraverso il tam tam in rete e conta alcune migliaia di adepti, sparsi fra Prato, Milano, Napoli, Torino e Roma. A chi piace? Soprattutto ai giovanissimi (ma tra gli appassionati si contano anche quarantenni e cinquantenni) che lo praticano in gruppi (crew), magari ispirandosi ai tanti spot, film e videoclip che del parkour hanno celebrato gli aspetti più acrobatici. «Tanti si improvvisano traceur azzardando mosse spericolate - precisa Bisciaio - mentre è fondamentale allenarsi per eseguire i movimenti in maniera corretta e non farsi male». Non solo sport, ma moderna filosofia di vita, il parkour spinge a non arrendersi davanti a un problema, ma a sfruttarlo a proprio vantaggio. Per la riconquista del territorio e del proprio corpo o per ritrovare, con quei salti e quelle capriole, l'antico retaggio che ha fatto dell'uomo la macchina più perfetta.


By Wikipedia

Lo skateboarding, o semplicemente skateboard o skate, è uno sport di istituzione relativamente recente. In un certo senso lo skateboarding è stato inventato per permettere ai surfisti di praticare il proprio sport anche in assenza di mare mosso. Lo si pratica con uno speciale attrezzo, lo skateboard, che è costituito da una tavola in legno, un sandwich di acero canadese (famoso per la sua resistenza) munito di ruote montate su cuscinetti di precisione e di attacchi snodati (trucks) che permettono di sterzare e che sono regolabili in base alla specialità ed al

Lo sport è composto da molte specialità, tra le quali le più importanti sono lo streetskating, il verticalskating, le specialità di "velocità" (tra cui lo slalom skateboarding, lo slalom boardercross, il downhill, lo streetluge), il longjump e il freestyle. La forma e la dimensione della tavola, e il tipo di accessori, differiscono in base alla specialità praticata. Sono tutte concave per permettere di avere più stabilità e manovrabilità. Grazie alle tecnologie odierne, è possibile costruire tavole in fibra di carbonio. Queste ultime, data la loro rigidezza sia flessionale che torsionale, permettono all'atleta delle discipline di velocità, attraverso la tecnica di "slalompumping", di trasferire direttamente sulla tavola una grossa percentuale della spinta di gambe ottendendo una conduzione di curva in accelerazione (senza dispersioni legate a torsioni e flessioni che limiterebbero la forza applicata e la precisione di inserimento in curva). La conduzione di curva, in questo caso basata è su attrito volvente anziché radente (essendo lo skateboard su ruote), ed è analoga alla conduzione di curva dello snowboard e dello sci alpino dove, tuttavia, il ruolo di protagonista viene esercitato dall'attrito radente (essendo lo snow o gli sci dotati di lamine). Nel VertSkateboarding tale spinta si ottiene invece attraverso una tecnica chiamata "transition punping" che si applica nelle transizioni di pendenza (concavità e convessità delle bowl o concavità del pipe-half pipe) che può , essere abbinata a quella di "slalompumping" qualora esistano tratti piani.


Sean Cliver, famoso artista creatore di aereografie per skateboard, stavolta in collaborazione con il brand americano Supreme, ha creato una speciale linea in abbinamento alla vendita di due tshirts rilasciate proprio dalla Supreme. Sean Cliver cominciò la sua carriera dalla famosa Powell Peralta, ed ha lavorato per aziende rinomate come World Industries, 101, Birdhouse, e Hook-ups, oltre pubblicare decine di books contenenti centinaia delle sue aereografie da skateboard. Stavolta le grafiche ideate dal famoso artista sono particolarmente audaci e fantasiose, create con accostamenti di colori accesi e con la commistione, specialmente nella prima aereografia di sacro e profano, di bene e male.


By: single player co-op

Chiunque abbia mai praticato attivamente lo skateboard (che, è bene ricordarlo, è con differenza lo “sport” più bello del mondo) sa bene quanto sia semplice rompere una tavola: un atterraggio un pò sghembo dopo un gap, una macchina che passa proprio quando non deve oppure, più semplicemente, il risultato dell’usura dopo giorni e giorni di muretti e corrimano. Quando si sente il distintivo “crack” sotto ai propri piedi, si prova una sensazione difficile da descrivere. Ora, nonostante ogni skater elabori il lutto in modo diverso, quello che appare subito ovvio a chiunque è che non è solo legno quello che si è appena spezzato. È da questa consapevolezza morbosa che deriva l’abitudine, molto diffusa, di conservare le proprie tavole spezzate e con esse i rispettivi ricordi. Dello stesso a vviso de v’ e sse re l’artista, skater ed evidentemente n e r d a z zo giapponese


By: glob art mag Il celebre artista Olafur Eliasson che nel 2007 ha collaborato alla creazione del Serpentine Pavillion darà ancora una volta prova delle sue abilità di architetto. Ritt Bjerregaard il sindaco di Copenhagen ha chiesto infatti all’artista nordico di disegnare un ponte per la capitale danese, l’importante progetto sarà realizzato nel cuore della città sopra il Christianshavn Kanal.

Il ponte permetterà di mettere in contatto un quartiere commerciale disegnato da Henning Larsen con l’industria Danisco. Descrivendo il suo progetto Eliasson ha dichiarato che il suo intento sarà quello di far avvicinare i pedoni il più possibile all’acqua durante l’attraversamento del fiume. L’artista in passato ha lavorato a diversi progetti tesi ad unire l’arte e l’architettura come ad esempio la facciata della concert hall di Reykjavik (attualmente in costruzione) e l’installazione per il foyer della casa dell’opera di Oslo. Il ponte di Copenhagen costerà approssimativamente 25 milioni di marchi danesi e parte dei fondi saranno donati dalla banca Privatbanken che aveva già devoluto i soldi alla città nel 1967 ma gli stessi non erano mai stati usati. Ad oggi non è ancora stata resa nota la data dell’inizio dei lavori per la realizzazione del ponte. Intanto Olafur Eliasson non è rimasto con le mani in mano ed ha disegnato niente meno che uno skateboard. La tavola che prende il nome di Your Mercury Ocean è frutto della collaborazione tra l’artista e Mekanism. Lo skateboard sarà più spesso del normale ed avrà una finitura a specchio. Dal 1995 Olafur Eliasson ha istituito un laboratorio di design a Berlino. L’artista ha rappresentato la Danimarca alla 50esima Biennale di Venezia nel 2003 e lo stesso anno ha creato l’installazione The Weather Project nella Turbine Hall del Tate Modern di Londra. L’installazione comprendeva l’uso di umidificatori usati per creare una densa nebbia grazie ad una mistura di acqua e zucchero mentre una serie di lampade montate su un disco semi circolare irradiavano l’ambiente con luce gialla. Il soffitto della hall era coperto da un gigante specchio in cui i visitatori potevano vedersi come piccole ombre nere contro una massa di luce gialla. L’opera attrasse milioni di visitatori.


By Wikipedia

Il writing, anche detto (secondo alcuni impropriamente) graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano. Correlata ad essa sono gli atti dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno, ricordando la pittura murale (murales - disegni su muro), è da alcuni ad essa accostato, e viene spesso associato ad atti di vandalismo, poiché numerosi adepti utilizzano Generalmente, i wricome supporti espressivi mezzi ter più vicini ad un pubblici o edifici di interesse lavoro di ricerca artistica tendono a esprimersi in campi più protetti, come nelle "hall of fame", spazi a disposizione dei writer in cui dipingere più o meno legalmente (siano questi muri esplicitamente dedicati dalle amministrazioni comunali all'espressione della "spray-can art" - un modo, questo, per cercare di arginare il dilagare del fenomeno nel contesto dei centri storici o di quartieri residenziali - o siano luoghi siti in periferie degradate o di poco interesse o difficilmente raggiungibili in cui, per un tacito accordo con gli organi deputati al controllo dell'ordine pubblico, si lascia ai writer "carta bianca" e una relativa tranquillità per dipingere ). I writer che scelgono di esprimersi per lo più in contesti del genere, attraverso la scelta consapevole e responsabile del supporto per la pittura, si distinguono da quelli che intervengono anche su edifici di interesse storico e artistico.


Ogni writer, qualsiasi sia la sua inclinazione e provenienza, ricerca e studia un'evoluzione personale, per arrivare ad uno stile proprio in modo tale da distinguersi dagli altri ed essere notato maggiormente. Nel corso degli anni molti artisti hanno comunque maturato nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nel graffiti writing, si è riusciti a sconfinare nella tipografia, nel design, nell'abbigliamento, contaminando il tipico stile degli anni '80 con ideali più razionali e vicini alla grafica. Si parla di tendenze artistiche "post-graffiti" in particolare riferendosi alla street art, e di Graffiti Design per le influenze oramai evidenti nelle tecniche pubblicitarie e nella moda. È possibile affermare che molti artisti oramai integrati nel sistema convenzionale del mercato dell'arte, traggono il loro valore da esperienze precedenti spesso formalmente illegali. Non è una novità osservando i risvolti delle avanguardie di primo Novecento, oppure gli happening degli anni Settanta, tuttavia movimenti del genere non avevano mai raggiunto una scala globale. Il confine fra arte e vandalismo e tra fascino e illegalità contiene quindi una vasta gamma di sfumature, e ad illuminare il pubblico, spesso capace di interpretare correttamente gli stilemi ed i concetti proposti, ci hanno pensato artisti e designer ormai di fama internazionale come il tedesco Mirko Daim Reissler, l'inglese Banksy, i francesi 123 Klan, lo spagnolo La Mano, l'olandese Neck, l'italiano Eron, volutamente evitando la scena americana, totalmente diversa da quella europea.[


By Graphic Design Blog

La creatività degli artisti dei graffiti si è ampliata in forme d'arte, ma l'illusione ottica è la parte più interessante. Utilizzando il modulo 3D dell'arte, questi artisti creano uno scherzo della mente con dimensioni, forme e linee.



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