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Testo Jean Marc Mangiameli

20/ Spazi Urbani 76

Budapest > Ruin Bar proprie istituzioni permanenti, per lo sviluppo soste- come lo Szimpla Kert. Ubicato nibile A Budapest spuntano al 14 di Kazinczy Utca, offre un come funghi. Parliamo dei run bar, ricavati dalle macerie dei palazzi caduti in rovina, locali concepiti come un mix tra centro sociale, pub, sala da concerti e galleria d’arte. Alcuni sono aperti solo d’estate, per via della natura sventrata delle mura che li ospitano, altri sono diventati delle vere e

BERLINO Evoluzione del bookcrossing Passeggiare per strada e portarsi a casa un bel libro gratis. Succede per le strade di Prenzlauer Berg, il quartiere gentrificato di Berlino, dove da qualche tempo sorge la singolare Book Forest. Ideata dall’associazione BauFachFrau, è una libreria pubblica diffusa, sempre accessibile, ubicata nei tronchi di alberi morti. Sì, avete letto bene: ciascun tronco può ospitare fino a 100 volumi, ordinati in teche protette, scavate all’interno della corteccia. L’unica condizione? Praticare il bookcrossing! • LONDRA Nuova sede del WWF è interamente ecosostenibile il nuovo quartier generale del WWF, noto come il Living Planet Centre, un centro di ricerca, congressi e didattica per l’ambiente situato a Woking, appena fuori Londra. L’energia è garantita da pannelli solari e il sistema idrico prevede raccolta e riciclo dell’acqua piovana. I materiali di realizzazione sono riciclati e il legno proviene da foreste certificate; inoltre, gli oltre 300 dipendenti sono invitati a raggiungere il posto di lavoro coi mezzi pubblici o pedalando! •

New York > arrivano le torri di funghi e mais Oltreoceano la bioedilizia fa passi da gigante. Incentivata dalla tendenze sempre più “green”, merito anche delle politiche di Obama, è spesso al centro di idee lungimiranti. Uno dei progetti più chiacchierati di recente è Hy-Fi, a cura dello studio The Living di New York, vincitore, tra l’altro, del premio YAP (Young Architects Program, indetto dal MoMA PS1). Il piano di lavoro prevede la costruzione di due torri che fungeranno da oasi di sosta, a ridosso del cortile del museo d’arte contemporanea; le strutture saranno interamente realizzate in mattoni riciclabili di cui una parte (quelli posti alla base) sarà costituita da composti di mais e miceti. A collaborare con The Living l’azienda Ecovative, che produrrà i mattoni riflettenti che completeranno la parte superiore della struttura, in modo da ottimizzare al massimo la luce naturale. La ventilazione delle due torri, invece, sarà garantita dalla naturale porosità dei materiali. Hy-Fi si candida così a diventare la prima architettura su larga scala a non emettere Co2, nonché ad essere 100% compostabile.

LOS ANGELES Urban air

Trasformare un billboard pubblicitario in un giardino sospeso? A Los Angeles si può. È un’idea dell’artista Stephen Glassman che ha raccolto oltre 100,000 dollari grazie a una campagna di raccolta fondi su Kickstarter. Ora toccherà a lui e al suo team realizzare questa mini oasi di bambù sospesa per aria. Il messaggio è chiaro: sensibilizzare sui temi del cambiamento climatico per un futuro più sostenibile, con aria pulita e più verde per tutti. Bella sfida in una delle città più trafficate e inquinante del mondo •

BARI Spuntano giardini sui tetti A Bari si è deciso di sperimentare un nuovo modo per migliorare il microclima dei quartieri. Come? Attraverso il recupero delle corti e la realizzazione di giardini pensili urbani. Il verde in questione, finanziato dal Comune, servirà per migliorare l’assorbimento delle acque meteoriche, il filtraggio delle polveri, diminuire i costi della regolazione termica degli edifici e, non ultimo, per stimolare l’interazione sociale tra gli inquilini. Già 2000 metri quadri sono stati “prenotati” per la realizzazione dei “tetti verdi” •

© Benfo/Flickr (1);

Vienna > sempre più ecosostenibile Da un po’ di anni la capitale austriaca vanta il titolo di città con la più alta qualità di vita d’Europa. I parametri che l’hanno portata a guadagnarsi il primato? La percentuale di verde urbano, l’utilizzo crescente delle rinnovabili e l’incentivazione alla mobilità sostenibile. La tendenza ha anche contagiato i privati come il titolare del Stadthalle Boutiquehotel: un albergo che non consuma energie fossili, completamente a impatto zero, dove tutto il fabbisogno energetico è fornito dai pannelli solari che rivestono l’edificio e da tre turbine eoliche poste sul tetto. L’acqua potabile è mineralizzata tramite pietre naturali, mentre quella piovana ottimizzata per i sanitari e per innaffiare i rigogliosi giardini. Tutte le stanze sono dotate di lampade Led a basso spreco ed è anche possibile ricaricare autovetture elettriche grazie ai due alimentatori forniti dalla struttura. Lo Stadthalle Boutiquehotel è situato nel 15° distretto della città, al 20 di Hackengasse, una via silenziosa, a due passi dalle principali attrazioni del centro storico.

ampio cortile coperto e due piani di arredamento eccentrico, comprensivo di opere d’arte, tutto rigorosamente riciclato. Lo Szimpla offre un ricco programma culturale di performance live, letture di poesie, proiezioni, ma anche numerosi corner bar dove potrete gustare la vostra Palinka (liquore tradizionale ungherese) seduti a tavoli ricavati dalla carrozzeria d’auto d’epoca. Una volta al mese ha luogo il mercato delle bici e ogni domenica troverete stand che vendono prodotti bio a km zero. Un hot spot versatile, che strizza l’occhio allo sviluppo sociale e urbano, in un’atmosfera degna del “Nirvana” di Salvatores.

Urban 120  

Il colore protagonista assoluto di una pulizia stilistica che ne amplifica la forza. Un estetismo puro che dà il via ad un nuovo inizio. + s...

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