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TURKEY

Gennaio 2010 ANNO 2 N° 1

Editoriale

2010: l’anno dell’Italia in Turchia La visita in Turchia del Ministro degli Esteri italiano Frattini in occasione del VI Foro di Dialogo tra i due paesi ha rappresentato l’occasione per il lancio ufficiale del logo dell’iniziativa “2010 Anno dell’Italia in Turchia”. Si tratta di una rassegna che mira a promuovere, sotto un unico ‘logo’, l’eccellenza del sistema Italia con iniziative in campo economico e culturale. Un’occasione unica, dunque, per rafforzare le già solide relazioni bilaterali italo-turche in due cruciali ambiti di scambio e collaborazione. Un’occasione unica, ancora, per dare sostanza ad una “partnership strategica” che nel 2009 ha visto l’approfondimento delle politiche comuni sul fronte diplomatico, della sicurezza, economico ed energetico. Il 16 gennaio ha segnato l’apertura ufficiale dell’anno che vedrà Istanbul Capitale Europea della Cultura. Un segnale importante dato ad una città – e, per esteso, ad un Paese – che all’Europa ha tradizionalmente guardato come interlocutore e modello sociale, economico e politico. Mostre, festival e spettacoli si alterneranno per tutto il 2010 in un calendario denso di eventi che avrà come sfondo il suggestivo scenario di una città tra le più cosmopolite d’Europa. Carlo Frappi

Inserto del periodico

SOMMARIO

POLITICA

POLITICA

Il governo Erdogan messo alla prova dalla chiusura del Partito

• La visita in Turchia del Ministro degli Esteri tedesco

A dieci anni esatti dalla sospensione della pena di morte per il leader del Pkk Abdullah Ocalan, la Turchia si ritrova a dover fare i conti con il riacutizzarsi della questione curda, all’indomani della sentenza con la quale la Corte Suprema ha decretato lo scioglimento del Partito per la Società Democratica (Dtp), oltre al bando quinquennale dalla politica per 35 dei suoi membri, per essere diventato “il punto di riferimento di attività contro l’indivisibile unità dello stato, del paese e della nazione”. > PAG.2

ECONOMIA

CULTURA

Le icone di Istanbul:il Faro

> pag. 2

• Turchia tra i “big” della politica > pag. 3

ECONOMIA • Crescita del settore automobilistico > pag. 5

• Nuove importazioni di gas dal Turkmenistan > pag. 5

CULTURA • In Italia l’ultimo film di Fatih Akin > pag. 7

APPUNTAMENTI • la mostra della fotografa Figen Çiftçi > pag. 8

Un 2009“a tutto gas” per la Turchia

UPSIDETOWN PER RICHIESTE O SEGNALAZIONI: Via Vigevano, 39 20144 Milano - Italy icts@equilibri.net Tel: +39 028360642 Fax: +39 0258109661

Istanbul, sin dalle origini, spartisce la sua vita con l’acqua. Non stupisce dunque che sia sul mar di Marmara che sorge uno dei più antichi e suggestivi monumenti della città: il Faro. > PAG.6

Quello appena concluso è stato un anno estremamente intenso per la politica energetica turca, in cui il governo di Ankara è riuscito a firmare numerosi contratti e memorandum of understanding con numerosi partner energetici. La serie di accordi ha messo in luce la spregiudicata strategia del governo turco in materia di gas naturale. > PAG.4

POLITICA

APPUNTAMENTI

Washington ed Ankara,un’alleanza sempre più difficile

Istanbul Capitale Europea della Cultura

ECONOMIA

Razionalizzazione del mix energetico L’interesse da parte della Turchia a bilanciare il proprio mix energetico attraverso l’investimento in fonti rinnovabili risulta evidente dalla legislazione in tema di energia e dagli incentivi statali rivolti alle aziende operanti nel settore. > PAG.5

CULTURA

Dopo l’incontro avvenuto a Washington tra il presidente Obama e il premier turco Erdoğan sono in molti a chiedersi quale sarà, nel prossimo futuro, il senso della partecipazione nell’Alleanza Atlantica di una Turchia che sembra essere sempre più rivolta verso oriente, così come l’evoluzione della relazione bilaterale turco-statunitense nei delicati scenari regionali dove essa si proietta. > PAG.3

Si è ufficilamente aperto il 16 gennaio l’anno che vedrà Istanbul Capitale Europea della Cultura, con un calendario fitto d’eventi in uno scenario tra i più suggestivi del continente. > PAG.8

“La bastarda di Istanbul” Istanbul, col suo passato ricco di storia ed il suo presente pieno di vicende di genti diverse, fa da sfondo al romanzo che ha lanciato la Shafak. > PAG.7


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Mehmet Ali Agca torna in libertà

POLITICA

Dopo 29 di prigionia scontati tra Italia e Turchia, è tornato in libertà Ali Ağca, autore nel maggio 1981 del fallito attentato a Giovanni Paolo II e macchiatosi, nel 1979, dell’assassinio del giornalista turco Abdi Ipekçi.

Gennaio 2010

Il governo Erdogan messo alla prova dalla chiusura del Partito per la Società Democratica

Foto tratta da Frlikr.com

A dieci anni esatti dalla sospensione della pena di morte per il leader del Pkk Abdullah Ocalan, la Turchia si ritrova a dover fare i conti con il riacutizzarsi della questione curda, all’indomani della sentenza con la quale la Corte Suprema ha decretato lo scioglimento del Partito per la Società Democratica (Dtp), oltre al bando quinquennale dalla politica per 35 dei suoi membri, per essere diven-

tato “il punto di riferimento di attività contro l’indivisibile unità dello stato, del paese e della nazione”. La chiusura del Dtp l’11 dicembre scorso ha determinato una frattura all’interno della società civile turca, ma analizzandone le dirette conseguenze tutto ciò potrebbe fare gioco al governo Erdoğan. La marginalizzazione di alcuni esponenti curdi dalla vita politica ha provocato un riavvicina-

mento con alcune frange dei movimenti nazionalisti che chiedevano al Governo un congelamento delle relazioni con l’ex partito curdo, espostosi in modo provocatorio durante le ultime manifestazioni, infiammando il dibattito politico interno, con dichiarazioni a favore di un coinvolgimento di Ocalan nel processo democratico. La messa al bando del Dtp perciò non ha creato il tanto temuto

La visita in Turchia del Ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, Ministro degli Esteri tedesco, ha effettuato una visita ad Ankara il 6 e 7 gennaio. Nel corso della visita, ha avuto modo di incontrare il proprio omologo turco Davutoğlu al quale ha ribadito con forza che la Germania non si sottrarrà agli impegni assunti con la Turchia rispetto all’accesso nell’Unione. Ha inoltre significativamente sostenuto che la questione cipriota non dovrebbe costituire un ostacolo pregiudizievole nel percorso turco di avvicinamento all’Ue. 2

vuoto politico in Parlamento, bensì ha ridefinito una nuova rappresentanza politica; allo stesso tempo però, si ha l’impressione che il vero scopo della sentenza, per il periodo e le modalità con cui è stata emessa, sia stato quello di epurare dallo scenario politico quegli elementi più intransigenti appartenenti al Dtp che, durante l’ultimo periodo, avevano messo in seria difficoltà lo stesso Governo sulle tematiche riguardanti la minoranza in Turchia. Risulta evidente come questa decisione, nella prospettiva del Governo, possa dare una maggiore capacità e garanzia di autonomia nelle scelte riguardanti il processo di riforme, impedendo che la coalizione rimanga ostaggio di poche formazioni politiche. Il nuovo gruppo parlamentare curdo intanto, denominato Partito della Pace e della Democrazia (Bdp), creato nel 2008 come movimento di sostegno per le iniziative civili curde, ha già partecipato al suo primo incontro in Parlamento ed è costituito nella quasi totalità da ex deputati del Dtp, il che dimostra come alla base ci sia

la chiara volontà del governo di Ankara di mantenere il dialogo politico con una rappresentanza curda. Nella storia politica turca ci sono molti esempi che indicano la difficoltà del paese nell’affrontare la questione curda: durante la fine degli anni ’80 Turgut Özal tentò di iniziare un processo di riforme teso a decentrare i poteri amministrativi a favore delle amministrazioni locali, in modo tale da rendere più autonome le provincie curde dell’est turco e instaurare un clima di collaborazione per colmare il deficit democratico del paese. La sua politica incontrò non poche difficoltà ma delineò una chiara strategia che, a distanza di venti anni, risulta essere quella più indicata per affrontare in maniera pragmatica la questione curda. In ultima analisi, il pacchetto di riforme dovrà estendere il proprio effetto su tutta la società turca, non limitandosi a stereotiparlo come una “rivoluzione curda” calata dall’alto, ma enfatizzandone la portata e il carattere “nazionale”. Luca Bellusci

Ad Erdogan il premio per il “Servizio all’Islam” Il Premio Internazionale per il “Serivizio all’Islam” conferito dalla Fondazione saudita “Re Faisal” è andato, per il 2010, al Premier turco Recep Tayyip Erdoğan, “i cui successi – si legge nelle motivazioni del premio – in campo amministrativo e politico hanno offerto un esempio di leadership giudiziosa nel mondo islamico”. “Erdoğan – proseguono le motivazioni – ha guidato una fondamentale campagna di riforma economica, sociale e culturale senza scendere a compromessi con i propri ideali di democrazia e giustizia”. Sul piano della politica internazionale, inoltre, è stato “uno dei maggiori promotori musulmani dell’invito alla comprensione tra civiltà e un fermo sostenitore del dialogo, della coesistenza pacifica e cooperazione internazionale tra culture differenti”. G.D.B. UPSIDETOWN


Accordo di cooperazione strategica tra Turchia e Brasile I ministri delgli esteri turco e brasiliano hanno annunciato il raggiungimento di un accordo di cooperazione strategica tra i due paesi che coprirà la cooperazione economica ed il dialogo politico.

POLITICA Gennaio 2010

Washington ed Ankara, un’alleanza sempre più difficile

Foto tratta da Frlikr.com

Dopo l’incontro avvenuto a Washington tra il presidente Obama e il premier turco Erdoğan sono in molti a chiedersi quale sarà, nel prossimo futuro, il senso della partecipazione nell’Alleanza Atlantica di una Turchia che sembra essere sempre più rivolta verso oriente. Nei colloqui avvenuti lo scorso dicembre, Barack Obama ha

chiesto al presidente turco Erdoğan di intensificare gli interventi delle unità impegnate in Enduring Freedom rivedendo al contempo le regole d’ingaggio, che sembrano aver limitato finora le attività di contrasto e prevenzione degli attentati nell’area. Il Presidente statunitense ha inoltre auspicato l’appoggio di Ankara ai prossi-

mi interventi sulla questione del nucleare iraniano, invitando formalmente la Turchia ad unirsi ai paesi che vogliono evitare che l’Iran possa dotarsi di armi atomiche. A questo proposito Erdoğan è apparso però piuttosto riluttante, sottolineando che la questione è stata interpretata da molti come un processo sommario, caratterizzato

da una certa fretta e senza una fase consultiva. Il leader turco ha comunque confermato che l’esecutivo di Ankara potrebbe impegnarsi nel ruolo di mediatore tra le parti, senza però fornire alcuna garanzia a proposito e lasciando la questione avvolta da un’incertezza che potrebbe portare ad una sostanziale immobilità sul fronte diplomatico. Discutendo di Iraq e della questione curda, i due leader hanno sottolineato che l’essere alleati nella NATO rappresenta un vincolo per entrambi i paesi. La Turchia potrebbe svolgere, secondo la Casa Bianca, un ruolo fondamentale nella normalizzazione della zona di Kirkuk e più in generale nei rapporti con il Governo regionale del Kurdistan, mantenendo al contempo un atteggiamento conciliante con le comunità curde all’interno del territorio statale. Barack Obama ha però precisato che gli Stati Uniti considerano il Partito dei Lavoratori Kurdi (PKK) un’organizzazione terroristica, schierandosi quindi al fianco del governo di Ankara e lanciando un segnale chiaro alle leadership curde della regione. Il Presidente statunitense ha già dato prova della volontà di superare problemi formali concentrandosi su quelli che sono gli interessi reali dei differenti attori. Restano tuttavia da verificare le reali intenzioni turche per il prossimo futuro rispetto a questioni fondamentali come l’impegno nella lotta al terrorismo in Afghanistan e le delicate relazioni diplomatiche con gli alleati europei e della zona mediorientale. Le posizioni di alcuni paesi dell’Unione europea, che non sembrano disposti ad accettare la Turchia tra gli stati membri, ed eventuali nuove tensioni con Israele, dopo quelle che hanno seguito le esercitazioni militari congiunte con la Siria, non sembrano infatti favorire le relazioni tra Washington ed Ankara. La presunta volontà del governo turco di proporsi come primo interlocutore per le questioni riguardanti la regione del Medio Oriente allargato potrebbe costituire l’ostacolo più grande per le relazioni tra i due paesi. Il pragmatismo di Barack Obama potrebbe servire per creare una situazione di equilibrio ed essere un elemento fluidificante nei momenti in cui crescerà il rischio di attriti tra i due attori, ma difficilmente la Casa Bianca accetterà un ruolo di secondo piano in situazioni delicate o che potrebbero ledere gli interessi statunitensi nella regione. Simone Comi

Davutoglu: la Turchia presto tra i 10 “big” della politica internazionale La Turchia guarda con ottimismo all’ormai prossimo centesimo anniversario della fondazione della Repubblica che cadrà nel 2023. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate dal Ministro degli Esteri Ahmet Davutoğlu a circa 200 esponenti del servizio diplomatico nazionale riunitisi, lo scorso 5 di gennaio, ad Ankara. “Per il 2023 – ha dichiaraUPSIDETOWN

to Davutoğlu – mi aspetto una Turchia membro a pieno titolo dell’Ue […], in piena armonia con i propri vicini, integrata con le aree più prossime in termini economici e grazie ad una condivisa visione della sicurezza, un attore efficace nel propugnare la stabilità delle regioni dove risiede il nostro interesse nazionale, attivo in tutte le problematiche internazionali e tra le

10 economie più sviluppate al mondo”. La peculiare collocazione geografica del paese, impone d’altro canto alla Turchia di essere attenta ed attiva in tutti i numerosi scenari regionali nei quali il proprio interesse nazionale è chiamato in causa. Una visione ed una proiezione multi-regionale testimoniata dalla apertura, nel 2009, di 7 nuove ambasciate, cui

seguiranno, secondo le dichiarazioni del Ministro degli Esteri, altre 26 nel corso del 2010 – in particolare nel continente africano. C.F.

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Moody’s eleva il grado di affidabilità della Turchia

ECONOMIA

Gennaio 2010

Moody’s ha elevato il rating della Turchia da BA3 a BA2, incrementando il profilo del paese da “stabile” a “positivo”, riflettendo così la fiducia nella capacità dell’esecutivo di assorbire gli effetti della crisi.

Un 2009 “a tutto gas” per la Turchia Quello appena concluso è stato un anno estremamente intenso per la politica energetica turca, in cui il governo di Ankara è riuscito a firmare numerosi contratti e memorandum of understanding con numerosi partner energetici. La serie di accordi ha messo a nudo la spregiudicata strategia del governo turco in materia di gas naturale. Ankara sembra infatti determinata a ricevere la maggior quantità di gas possibile, indipendentemente dal paese di provenienza. Questa “corsa al gas” è certamente giustificabile da bisogni domestici. Tuttavia, è altrettanto chiaro che il governo di Erdoğan coltivi l’ambizione di divenire presto un ‘hub del gas’, sfruttando la posizione geografica del paese con un’accorta politica di rafforzamento dei rapporti bilaterali con i vicini paesi produttori di idrocarburi. Gli accordi più discussi dalla stampa internazionale sono ovviamente quelli sui gasdotti Nabucco e South Stream. Il primo, nonostante il rafforzamento di Russia e Cina nei paesi fornitori dell’Asia centrale, ha registrato notevoli progressi nel

2009. Il consorzio promotore è riuscito ad incassare, in un vertice ad Ankara il 13 luglio, un accordo tra i cinque governi interessati. Il governo di Erdoğan ha

il vertice Putin-Berlusconi del 22 ottobre. La partecipazione sia a Nabucco che a South Stream è già un grande successo diplomatico, soprattutto alla luce del-

2011 collegare la Turchia con i giacimenti off-shore egiziani) e di nuovi progetti per il trasporto del gas del Golfo. D’altra parte, il governo Erdoğan non chiude

poi dato l’assenso il 6 agosto al passaggio nelle acque territoriali turche del Mar Nero di South Stream, una joint venture tra Gazprom ed Eni sostenuta dai rispettivi governi. L’interesse di Ankara per il progetto è poi stato confermato dal collegamento in videoconferenza di Erdoğan durante

la forte animosità tra i due consorzi. La Turchia non sembra però volersi fermare. In estate sono stati infatti ricevuti ad Ankara il Ministro del Petrolio siriano Al-Alaw e l’Emiro del Qatar Hamad al-Thani, con cui si è discusso della Arab Gas Pipeline (che dovrebbe dal

nemmeno la porta all’Iran. Assumendo talvolta posizioni diplomaticamente rischiose, la Turchia è riuscita a guadagnarsi un rapporto privilegiato per lo sfruttamento degli enormi giacimenti della Repubblica Islamica e un accordo intergovernativo firmato il 30 ottobre ha concesso a

società turche i diritti per le future attività dei pozzi di South Pars. Ankara sta poi intelligentemente utilizzando il trasporto di gas naturale verso l’Europa come strumento della sua politica di “azzeramento dei problemi con i vicini”. Ciò si evince soprattutto nel caso del Kurdistan iracheno, ma anche sulla questione della riappacificazione con l’Armenia, che implica un riassetto dei rapporti con l’Azerbaigian, alleato turco ricco di idrocarburi e in stato di conflittualità con l’Armenia dal 1988 per la questione del NagornoKarabakh. Unadiplomaziaenergetica così complessa e multidirezionale sta creando non pochi grattacapi agli analisti occidentali. In particolare, è ormai chiaro che la Turchia si stia muovendo indipendentemente sullo scacchiere della politica dei gasdotti e non punti più soltanto al sostegno dei disegni regionali occidentali. Se il 2009 è stato ricco di successi, il 2010 sarà dunque l’anno in cui la Ankara dovrà tranquillizzare i propri interlocutori euro-atlantici circa le sue reali intenzioni.

Crescita del settore automobilistico nel 2009 Il settore automobilistico ha chiuso il 2009 con una crescita del del 20,8% rispetto all’anno precedente, secondo I dati rilasciati dalla principale associazione turca di categoria. L’incremento nelle vendite si è registrato in tutti i settori automobilistici ad eccezione di quello relativo ai veicoli di lusso. La crescita è tanto più significativa in relazione al calo del settore fatto registrare, nello stesso arco temporale, in Europa. Inoltre, le importanti performance fatte segnare nel solo mese di dicembre nella vendita di utilitarie e veicoli leggeri per il commercio sta, più in generale, a segnalare la ripresa dei consumi e del sistema produttivo nazionale. Anadolu Ajansı 4

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3 milioni di dollari in prestito dalla Banca Mondiale Secondo le dichiarazioni del Sottosegretariato turco al tesoro, i prestiti previsti dalla Banca Mondiale per la Turchia per il 2010 dovrebbero raggiungere i 3 milioni di dollari, nel quadro del più ampio country partnership strategy per il periodo 2008-2011.

La razionalizzazione del mix energetico in Turchia E’ indubbio l’interesse da parte della Turchia ad aumentare la propria autonomia energetica attraverso l’investimento in fonti rinnovabili. La legislazione corrente da questo punto di vista parla chiaro, attraverso gli incentivi dello Stato per stabilizzare il paese dal punto di vista energetico nel più breve tempo possibile. EMRA, ovvero la Autorità per la Regolamentazione del Mercato dell’Energia, la quale assegna statuto legale agli enti che producono energia, ha stabilito che quest’ultimi rimarranno esenti dal pagamento della tassa di acquisizione per le licenze per un periodo di 8 anni dopo il completamento degli impianti e strutture. Tra i maggiori attori europei in gioco si registra la società francese “Akuo Energy” la quale ha annunciato che porterà avanti un progetto che prevede la costruzione di un impianto eolico nella

zona centrale dell’Anatolia, mettendo a disposizione una somma di 2 milioni di dollari. Un’altra società europea, la tedesca EPURON, vorrebbe investire nella costruzione di 10 impianti eolici sul territorio. Non appena ricevuto il permesso da parte dell’autorità regolatrice del mercato elettrico, inizieranno a costruire a Izmir, Balikesir e Bursa; tutte zone dove la costante presenza di vento crea interessanti possibilità per questo tipo di investimenti. Legislazione e gli incentivi che essa prevede sono un chiaro tentativo da parte della Turchia di allinearsi con le norme europee. L’utilizzo di fonti rinnovabili rientra così negli obiettivi del programma nazionale che il governo ha sottoposto all’approvazione dell’Ue come ulteriore passo in avanti verso l’allineamento delle politiche energetiche a quelle europee. Luca Battiato

ECONOMIA

Gennaio 2010

La Turchia in cerca di nuove importazioni di gas dal Turkmenistan Il Ministro per l’Energia e delle Risorse Naturali della Turchia Taner Yildiz ha partecipato, lo scorso 6 gennaio, alla cerimonia di inaugurazione del nuovo gasdotto“Dovletabad-Sarakhs-Khangiran”, che collega il Turkmenistan all’Iran, insieme ai due Presidenti, rispettivamente Gurbanguli Berdymukhamedov e Mahmoud Ahmadi-Nejad. L’opera ha una capacità attuale di 6 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno, ma le stime prevedono una portata massima di 12 miliardi di metri cubi l’anno. Con l’inaugurazione del gasdotto, fortemente voluto dall’Iran la scorsa estate, le esportazioni di gas naturale dal Turkmenistan verso Teheran arriveranno a circa 20 miliardi di metri cubi l’anno. Uno dei risvolti più interessanti a livello politico e geo-strategico, è stato rappresentato proprio dalla presenza del Ministro turco alla cerimonia. Il fatto che Ankara abbia deciso di partecipare ufficialmente all’occasione, potrebbe significare un reale interesse della Turchia ad importare il gas turkmeno via Iran, diretto confinante di Ankara. Il Turkmenistan ha ingenti risorse di gas naturale -circa 2,7 mila miliardi di metri

cubi- e tale ricchezza potrebbe essere teoricamente sfruttata per l’esportazione verso i mercati occidentali, tramite vari progetti. Tra questi, si ricorda il cosiddetto Trans-Caspian, appoggiato dall’Azerbaigian e dagli Stati Uniti, proprio per aggirare il territorio iraniano. L’interessamento diretto della Turchia a questa nuova direttrice attraverso l’Iran, rientra in una più ampia politica estera volta ad assicurare i propri interessi (Ankara, qualora il gas turkmeno arrivasse nel

proprio territorio tramite l’Iran, vedrebbe accrescere la quota di gas naturale da esportare verso l’Europa), al di là delle critiche di Paesi terzi. Allo stesso tempo, la stessa costruzione del gasdotto Turkmenistan-Iran e l’interessamento turco, costituiscono motivi di preoccupazione per gli Stati Uniti, continuando a tenere l’Iran ancorato ad un sistema di alleanze regionali che ne eviterebbe un isolamento completo. Stefano Torelli

50° anniversario dei voli di Turkish Airlines in Italia Il mese scorso la compagni di bandiera turca – quarta tra le “Top Performing Companies” secondo la rivista Aviation Week – ha festeggiato il cinquantennale dei collegamenti con l’Italia, sullo sfondo di un progressivo ampliamento dell’offerta di voli tra i due paesi in cantiere per il 2010. UPSIDETOWN

“Il 50° anniversario dei collegamenti tra Italia e Turchia è un evento che testimonia lo stretto legame esistente tra i nostri due Paesi – ha dichiarato Ali Doruk, Direttore Generale della compagnia in Italia – Nel corso degli ultimi tre anni le frequenze da noi operate tra Italia e Turchia sono triplicate

e la nostra strategia di sviluppo ci permetterà di consolidare ulteriormente la nostra presenza in Italia, contribuendo così ad aumentare gli scambi culturali, commerciali e di turismo”. La flotta di Turkish Airlines conta oltre 130 aerei che collegano più di 150 destinazioni in tutto il mondo. 5


La “letteratura in viaggio”

CULTURA

Il Goethe Institute di Istanbul organizza un viaggio letterario che porterà 48 autori in 24 città turche fino al giugno 2010. Da inizio primavera un progetto complementare porterà diversi autori turchi in giro per l’Europa, ivi compresa Venezia.

Gennaio 2010

Le icone di Istanbul: il Faro Divisa tra Asia ed Europa, stretta tra due mari, in equilibrio tra oriente ed occidente, Istanbul, sin dalle origini, spartisce la sua vita con l’acqua. Come se la materia si fosse fatta liquida, il mare rappresenta la naturale continuazione della città di mattoni, legno e cemento. È infatti sull’acqua che si specchiano i suoi edifici, è sull’acqua che per secoli navi provenienti da tutto il mondo si sono incrociate, è l’acqua che i mercanti hanno sfidato per intraprendere i loro affari commerciali. Non stupisce infine che sia sul mar di Marmara che sorge uno dei più antichi e suggestivi monumenti di Istanbul: il Faro. La sua antica costruzione risale al generale ateniese Alcibiade nel 408 A.C. allo scopo di controllare i movimenti delle navi persiane tra la città di Crisopoli e l’allora Bisanzio. Successivamente fu l’Imperatore bizantino Alessio I Comneno ad ordinare, nel 1110, la trasformazione dell’antico edificio in una torre-fortezza. Durante il periodo ot-

tomano, l’edificio, che si erge su un isolotto tra la sponda orientale di Uskudar e quella europea, fu adibito alla riscossione dei tributi dovuti dalle imbarcazioni in transito e svolgeva anche una forte funzione difensiva. Se Istanbul ha infatti spartito la sua grandezza storica con l’acqua, con il mare ha condiviso anche i pericoli: dal mare giungevano infatti i suoi nemici. Per questo motivo una lunga catena

veniva tesa tra la Torre del Faro e la Punta del Serraglio, il primo dei sette colli dove è nata Istanbul e dove sorge il palazzo sultanale di Topkapi, in modo da chiudere il passaggio del Bosforo alle navi. Attorno al Faro di Istanbul, che rappresenta oggi uno dei simboli più riconoscibili della città, sono sorte nel tempo numerose leggende. Uno dei nomi del Faro, kiz kulesi, ossia la Torre della Fanciulla, deriva

da una leggenda molto antica. Questa narra di un sultano che aveva una figlia molto amata a cui un oracolo aveva profetizzato la morte il giorno del diciottesimo compleanno a causa del morso di un serpente. Nel tentativo di salvare la giovane principessa dalla precoce morte, il sultano rinchiuse la ragazza nella torre del Faro, lontano dalla terra ferma e al riparo dalla presenza di serpenti velenosi. Il giorno del

compleanno il sultano portò però a sua figlia, in regalo, un cesto di frutta esotica. Da esso uscì un serpente che morse la principessa, che morì tra le braccia di suo padre come l’oracolo aveva predetto. Un altro nome del faro, ossia Torre di Leandro, richiama invece il mito greco che narra dell’amore tra Leandro ed Ero, una delle sacerdotesse di Afrodite. Il giovane, innamoratosi della fanciulla che viveva nel faro, era solito raggiungerla a nuoto attraversando l’Ellesponto, guidato dalla luce della lampada che Ero teneva accesa in cima alla torre per il suo amato. In una notte d’inverno in cui imperversava una tempesta, durante la traversata, il giovane Leandro annegò in mare. Ero, disperata per la perdita dell’amato, si suicidò buttandosi dall’alta torre. Il Faro di Istanbul, simbolo di un antico passato e avvolto di tragiche leggende, è oggi adibito a lussuoso ristorante. Giulia Di Bernardini

“Istanbul: aria, acqua, terra e fuoco” Il noto pittore di origine turco-balacanica, Naci İslimyeli, festeggia il quarantesimo anno di attività nel mondo artistico con una mostra dal titolo “Istanbul: aria, acqua, terra e fuoco”. Il pittore rivela un legame malinconico con la città di Istanbul che associa ai quattro elementi originari – motivo portante, peraltro, dell’anno di Istanbul come capitale europea della cultura. Come questi anche Istanbul ha il potere di creare ed annientare ogni cosa. Nei suoi quadri emergono infatti i segni di una profonda riflessione sulle debolezze ed i sentimenti della società istanbuliota. G.D.B. 6

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MaNga all’Eurofestival La rock band MaNga, già vincitrice del premio “Best European Act” degli MTV Europe Music Awards 2009, rappresenterà la Turchia alla 55° edizione dell’Eurofestival in programma ad Oslo il 29 marzo 2010.

CULTURA Gennaio 2010

“La bastarda di Istanbul” di Elif Shafak Una città caotica, capricciosa e mutevole che pulsa della vita di persone provenienti dalle più diverse culture ed etnie. Istanbul, col suo passato ricco di storia e con il suo presente pieno di vicende di genti diverse rappresenta la cornice in cui è disegnato un variegato intreccio di storie individuali e collettive. In questo quadro si dipana la trama de “la bastarda di Istanbul”: al tempo stesso racconto individuale, saga familiare e storia di due popoli e della loro difficile convivenza. Protagoniste del romanzo sono Armanoush Tchakhmakhchian, una giovane americana in cerca delle proprie origini armene in Turchia, ed Asya, la bastarda che dà il titolo al libro, una ragazza turca di diciannove anni che ama Johnny Cash e gli esistenzialisti francesi. Il romanzo procede con il racconto della vita della famiglia di Armanoush a San Francisco e della vita della famiglia di Asya ad Istanbul con un’alternanza che svela come la condivisione di tradizioni e di ricette culinarie riveli il passato comune dei due popoli. Quando Armanoush decide di partire di nascosto per Istanbul per ritrovare le proprie origini armene si incontra con Asya e tra loro nasce un’intensa amicizia. Questo rapporto porterà le due ragazze ad esplorare il segreto che lega il passato delle loro famiglie e la storia comune che lega i popoli turco ed armeno. Caratteristico del romanzo è il ruolo fondamentale che assumono le donne in entrambe le famiglie. Il romanzo è infatti una storia di donne, caratterizzate ognuna dai propri modi bizzarri, dalle proprie debolezze, e dalle proprie sofferenze passate. Emergono dal pittoresco quadro del romanzo i coloriti tratti delle sorelle della famiglia Kazanci: Zehila , donna piena di entusiasmo e coraggio che gestisce un negozio di tatuaggi e che custodisce un pericoloso segreto sul suo passato, Banu, che si è scoperta chiaroveggente ed è in grado di parlare con i jinn, gli spiriti, Cevriye, un’insegnante di scuola superiore rimasta vedova e Feride, un’ipocondriaca cronica che convive perennemente con l’ossessione dell’imminente arrivo di una catastrofe. I sapori e i profumi della cucina turca, le piccole manie ed i grandi atti di coraggio dei personaggi, un alone di magia e superstizione permeano ogni passo dell’intrecciarsi della storia ed accompagnano le protagoniste alla scoperta del segreto che si cela all’interno della loro famiglia. Giulia Di Bernardini UPSIDETOWN

Elif Shafak e i mille volti della Turchia

Autrice de “la bastarda di Istanbul”, Elif Shafak è una dei più rappresentativi autori della letteratura turca contemporanea. I romanzi della Shafak vivono delle grandi e piccole storie della variegata umanità che si intreccia nella Turchia odierna,

dalle stravaganti esistenze degli abitanti di un piccolo condominio di Istanbul fino alla filosofia dell’amore mistico dei dervisci danzanti. Il controverso romanzo “la bastarda di Istanbul”, uscito in lingua inglese nel 2006, è costato alla scrittrice l’accusa di offesa all’identità turca in base all’articolo 301 del codice penale turco che sancisce il carcere per tale tipo di reato. Nel libro, uno dei personaggi si riferisce infatti al massacro degli Armeni del 1915 definendolo “genocidio armeno”. Nello stesso anno dell’uscita del libro, le accuse rivolte alla Shafak sono cadute e l’inchiesta è stata archiviata. G.D.B.

Nelle sale italiane l’ultimo film di Fatih Akin Nella cornice di un quartiere periferico di Amburgo, Zinos, un giovane cuoco di origine greca, gestisce un piccolo ristorante dal nome “Soul Kitchen”. L’ambiziosa pretesa di un’alta cucina che alimenti l’anima dei clienti si scontra amaramente con gli avventori abituali del ristorante, interessati solamente al rozzo cibo precotto e surgelato. Una narrazione corale di vite difficili e bizzarre prende vita attorno al Soul Kitchen. Intorno al ristorante ruota infatti la vita sfortunata dei suoi personaggi: il proprietario, lasciato dalla fidanzata Nadine, ed in perenne conflitto con l’irresponsabile fratello Illias, la cameriera che aspira ad una carriera artistica ma che vive in un appartamento occupato abusivamente e Neumann, un vecchio compagno di studi, disposto a tutto pur di rilevare il terreno del locale. Solo dopo svariate peripezie e l’arrivo di un cuoco specializzato, il ristorante diverrà un luogo rinomato in grado di offrire buon cibo a ritmo di musica soul. G.D.B. 7


APPUNTA MENTI

La Stagione della Letteratura di Istanbul Dal 7 al 13 dicembre, Istanbul ospiterà la prima edizione della “Stagione della Letteratura”, nei locali della Kızlarağası Madrasah. In calendario narrativa, poesia, teatro, cinema e dibattiti.

Gennaio 2010

Istanbul Capitale Europea della Cultura 2010

È il pomeriggio di sabato 16 gennaio quando, in sette diversi quartieri della città, musica, danza

e fuochi d’artificio segnano l’avvio ufficiale dell’anno 2010 di Istanbul Capitale Europea della Cultura. Alla presenza del Presidente della Repubblica Abdüllah Gül e del Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan, oltre che di numerosi politici di alto livello sia turchi che internazionali e di varie personalità del mondo artistico e culturale, un cocktail di apertura tenutosi

nel Palazzo dei congressi di Haliç ha dato l’inizio dei festeggiamenti dell’evento. Festeggiamenti che hanno percorso tutte le strade di Istanbul ed hanno raggiunto tutti gli abitanti radunatisi in sette diversi centri della città: dal quartiere europeo Taksim allo storico Sultanahmet all’asiatico Pendik. Tra fuochi d’artificio e musica, gli Istanbulioti hanno salutato così l’avvio dell’anno di Istanbul Capitale della Cultura. Tema centrale dell’evento, come rivelato già in precedenza dal Presidente del comitato Istanbul 2010 durante una conferenza stampa, è il pensiero fi-

losofico dei Quattro Elementi che costituiscono il mondo: terra, aria, fuoco e acqua. La teoria dei quattro elementi ha origini antiche, origini che affondano le proprie radici nella filosofia orientale sviluppatasi in Anatolia orientale. Nella città di Mileto infatti, già nel VII e VI secolo, filosofi come Talete e Anassimandro consideravano questi elementi come i principi dell’universo. Secoli dopo, Aristotele riteneva che la terra fosse formata dai quattro elementi, le cui varie composizioni costituivano tutto ciò che si trova nel mondo. La filosofia orientale di Mileto

e la teoria di Aristotele, filosofo che maggiormente ha influenzato il successivo pensiero occidentale, si trovano dunque fusi nell’idea dei quattro elementi costitutivi del mondo intero. Istanbul sembra essa stessa incarnare l’idea di una fusione dei quattro elementi: l’acqua su cui è sorta la città, la terra da cui l’Impero Ottomano ha governato vastissime terre, il fuoco sotto cui i caratteristici edifici di legno del Bosforo sono sovente crollati, i venti di Asia ed Europa che sopra la Capitale Europea si intrecciano e si incontrano. G.D.B.

Bezestan/Gran Bazar: la mostra della fotografa Figen Çiftçi In un viaggio iniziato nel Gran Bazar di Istanbul e che la condurrà a New York, Vienna e Berlino, è stata inaugurata il 12 gennaio, alle ore 17.30, presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma, la mostra della fotografa turca Figen Çiftçi. L’artista, attraverso le sue fotografie, ha raccontato la vita quotidiana del Bazar mostrando il patrimonio antico e prezioso custodito in questo luogo. Il titolo della mostra è infatti Bezestan/Gran Bazar, nomi di origini diverse che indicano entrambi il mercato turco. Immortalati dai suoi scatti fotografici e sullo sfondo del dedalo di misteriose viuzze che compongono il Bazar di Istanbul, prendono infatti vita l’amore per un 8

lavoro artigianale i cui segreti si tramandano di padre in figlio, le tradizioni centenarie, il fascino di un mestiere ricco di storia. La mostra rimarrà aperta fino al 22 gennaio 2010 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00. G.D.B.

L’Italian Center for Turkish Studies è centro di ricerca esplicitamente rivolto all’approfondimento della realtà della Turchia contemporanea. Finalizzato a sostenere la ricerca e la cooperazione scientifica italo-turca, l’ICTS può fare affidamento su un’estesa rete di studiosi, analisti e diplomatici con una comprovata esperienza di attività riguardanti la Turchia. Le attività dell’ICTS sono indirizzate ad accademici, giornalisti, imprenditori e decisori che vogliano capire i complessi aspetti sociali, politici ed economici del paese.

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UpsideTown Turchia Anno 2 N°1 Gennaio 2010  

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