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UniVers

PARALLELO

L’altro sguardo sull’Università Copia omaggio

N. 13 - ANNO III

L’ EDITORIALE Su 100 immatricolati calabresi, poco più di 60 si iscrivono negli atenei della regione mentre gli altri decidono di iscriversi altrove; all'opposto, solo 4 immatricolati su 100 negli atenei calabresi arrivano da altre regioni. E’ questa la "fotografia" delle scelte universitarie dei diplomati calabresi realizzata attraverso lo studio “La migrazione universitaria dei diplomati della nostra regione: ruolo e responsabilita' degli atenei calabresi” commissionato alla Fondazione Agnelli da parte della Regione Calabria. Secondo la "mappatura" messa a disposizione dal Ministero per l'Università, la Calabria soffre di una perdita netta di studenti piuttosto cospicua: le principali destinazioni degli studenti calabresi sono, dopo Messina che raccoglie il 31% dei diplomati "emigranti", gli atenei romani (insieme raccolgono quasi il 20% degli studenti calabresi emigranti), Bologna (7%), Pisa, Perugia e Firenze, con quote comprese fra il 4% e il 5%. Le percentuali maggiori di studenti emigranti si rilevano nell'ambito medico (80%) e in quello delle professioni sanitarie (50%). I fattori che attraggono gli studenti calabresi sono, in particolare, il costo della migrazione, la qualità degli atenei di destinazione, la disponibilità di posti letto ed una buona offerta culturale e di intrattenimento. Il rapporto individua, dunque, cinque possibili soluzioni per invertire il trend e trattenere gli studenti calabresi: accrescere il prestigio dell'offerta universitaria; caratterizzare gli atenei calabresi sotto il profilo scientifico; sfruttare il fattore campus per differenziare l'offerta universitaria calabrese da quella degli altri territori; soddisfare le legittime e positive aspirazioni di mobilità degli studenti calabresi; sfruttare l'effetto gruppo tra i compagni di scuola per accrescere il numero di iscritti negli atenei locali. «Solo uno scatto evidente dal punto di vista economico – si legge nel report - del territorio regionale ridurrebbe fortemente l'emigrazione universitaria, allineandola a quella delle regioni settentrionali». Ma questo non attiene, se non in minima parte, alle competenze delle istituzioni universitarie calabresi. Domenico Iozzo

GENNAIO 2012

L’Accademia di Belle Arti “trasloca” all’Istituto Einaudi Riprese le lezioni nei locali di Gagliano grazie all’intervento della Provincia • Per l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro è iniziata una nuova vita nei locali dell’Istituto Einaudi a Gagliano. Ad offrire un sostegno decisivo al significativo “trasloco” è stata la Provincia di Catanzaro, nella persona di Wanda Ferro, che è voluta intervenire direttamente nella vicenda, seppur in un settore non di propria competenza, con l’auspicio di mettere a disposizione di docenti e studenti una struttura adeguata. «L’Accademia rappresenta un punto di riferimento culturale per il territorio – ha detto la Ferro – e su questa direzione siamo chiamati a spendere tutte le nostre forze per garantire uno sbocco al futuro ai diplomandi del liceo artistico». Il presidente delle Belle Arti, Maurizio Rubino, ha voluto sottolineare il ruolo della Provincia negli investimenti in cultura, confermato dalla volontà di istituire due borse di studio per gli studenti più meritevoli che potranno vivere occasioni di alta formazione a contatto con i maggiori artisti internazionali: «Il presidente ha dato risposte concrete in tempi brevi. Dopo l’ordinanza di sgombero della scuola Mazzini, abbiamo trovato uno spazio di 2.500 metri quadrati idoneo e subito utilizzabile che ci consente di guardare al futuro con

maggiore serenità. Dovremo subito attrezzarci per individuare una soluzione definitiva e, alla luce delle difficoltà economiche del Comune, la vicinanza della Provincia è quanto mai necessaria. L’Accademia ha le potenzialità

definitiva sede dell’Accademia. A tal proposito il presidente Ferro ha espresso il suo auspicio affinché la situazione burocratica legata alla concessione al patrimonio comunale dell’ex Ospedale militare possa al più presto trovare una

Maurizio Rubino, Marialuisa Corapi e Wanda Ferro

per moltiplicare il proprio numero di iscritti, attualmente attestabile sulle 250 persone, attivando un processo virtuoso per tutta la città». Il direttore pro tempore dell’Accademia, Maria Luisa Corapi, ha così commentato: «In trentotto anni di esperienza – ha detto – non avevo mai visto un’istituzione così vicina alle nostre sorti. Per noi è il giorno della risalita, abbiamo trovato un’allocazione dignitosa e sicura dove poter finalmente dare continuità alle attività e alla nostra voglia di crescere». Trovata una soluzione tampone, l’ultimo pensiero è per la futura e, si spera,

definizione per poter pensare ai lavori di adeguamento funzionale della struttura che ammonterebbero a circa cinque milioni di euro. Quella dell’Einaudi rappresenta, infatti, una location temporanea – anche se la decisione di restare più a lungo spetterà solo ai beneficiari – perché l’Accademia ha bisogno del centro storico ed il centro storico dell’Accademia: «Rappresentiamo un investimento sicuro non solo per chi ama l’arte – ha detto a nome degli studenti Antonella Rotundo – ed è per questo che abbiamo bisogno del sostegno di tutte le forze politiche del territorio».

SOMMARIO Formazione e attività sportiva pag. 2

A tu per tu con i professori: Fotino e Reina pag. 4

Bilancio dell’economia calabrese pag. 5


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La formazione negli sport di opposizione individuale UniVerso PARALLELO • Con la collaborazione della ASD Pugilistica Eagles Catanzaro, la Federazione Pugilistica Italiana e l’Università “Magna Græcia” di Catanzaro si è tenuto il 13 gennaio scorso, presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro, un convegno dal titolo: “Quale formazione dei giovani attraverso la pratica degli sport

il dibattito

di opposizione individuale?”. Ha moderato l’evento il giornalista Antonio Argentieri Piuma affiancato dal prof. Antonio Ammendolia, in qualità di discussore. Hanno partecipato, inoltre, la prof.ssa Cristina Segura Garcia, docente di Psichiatria presso l’ateneo catanzarese, il dott. Carlo Caruso, giudice presso il Tribunale dei minori di Catanzaro, l’avv. Antonio Sgromo, presidente del CONI provinciale di

Catanzaro, il dott. Francesco De Nardo, presidente provinciale CSEN Catanzaro, il prof. Alfredo Raininger, dirigente FPI nonché campione europeo prof. superpiuma 1983-84, e il prof. Massimo Scioti, consigliere federale e coordinatore tecnici FPI. L’evento, frutto di una convenzione triennale tra FPI ed Uni-

versità “Magna Graecia”, ha voluto essere un momento di riflessione sulle tematiche relative alla formazione giovanile, con particolare riguardo ad alcuni fenomeni di devianza sempre più diffusi, come quello del bullismo. Come ha sottolineato a questo proposito la prof.ssa Segura Garcìa, le storie di bullismo sono spesso caratterizzate da una profonda solitudine che circonda sia

il cosiddetto “bullo” che la sua vittima. Il primo, da una parte, è generalmente un ragazzo ansioso e insicuro, che ha rapporti problematici sia con i genitori che con gli insegnanti, e che assume un atteggiamento violento e prevaricatore per rafforzare il proprio ego, manifestando un disagio che, se non affrontato, può degenerare in un vero e proprio disturbo di personalità antisociale. La vittima, dall’altra parte, è spesso tale perché portatrice di una qualsiasi forma di diversità (sia essa fisica, intellettuale, sociale, culturale, religiosa…) e si trova ad affrontare per lo più in silenzio gli attacchi del suo aggressore, circondata da spettatori indifferenti o comunque incapaci di intervenire in sua difesa. Dal dibattito è emersa, dunque, l’importanza del coinvolgimento degli adulti, genitori ed educatori, nel compito di sostegno e formazione dei più giovani, attraverso la famiglia, la scuola, ma anche l’attività sportiva, con particolare attenzione agli aspetti educativi del pugilato e, in genere, degli sport di opposizione individuale. Questi, infatti, possono rappresentare una vera e propria scuola di vita, attraverso la quale imparare il rispetto delle regole e dell’avversario, scoprire i valori della fatica e della perseveranza e, come ha sottolineato il dott. Caruso, sviluppare la concentrazione, l’attenzione e la co-

L’altro sguardo sull’Università Registrazione del Tribunale di Catanzaro n. 5 del 21 - 02 - 2011 Anno III - numero 13 amministrazione@universoparallelo.net Tel. 0961.752601 Fax: 0961.752237

DIRETTORE EDITORIALE

Gianluca Lucia DIRETTORE RESPONSABILE

Domenico Iozzo RESPONSABILE SERVIZI

Mariapaola Carmeli REDAZIONE

Eliana Grande FOTO

Federico Losito HANNO COLLABORATO Fabrizio Ambrosio, Francesco Caroleo, Francesco Cutruzzulà, Eliana Grande, Emmanuel Raffaele, Marta Scandorza, Walter Vesperi.

Se vuoi collaborare con noi scrivi a: redazione@universoparallelo.net EDITO DA: la rondine EDIZIONI STAMPA: graficheLucia - Catanzaro Viale degli Angioini 143/b

scienza, veicolando in maniera sana la propria energia, che non è né buona né cattiva: tutto dipende da come viene indirizzata. Eliana Grande

Corsi di pugilato presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro • Tra le materie di studio offerte agli studenti del corso di laurea di Scienze motorie, per la prima volta, nel 2010 è stato inserito il pugilato. Il corso si è concluso nel giugno 2011 ed ha riscosso ampi consensi da parte degli studenti, dall’ambiente universitario e dalla Federazione Pugilistica Italiana. La positiva esperienza verrà riproposta anche nell’anno accademico corrente, con un corso che inizierà presumibilmente a febbraio/marzo 2012. Molti sono gli aspetti importanti che il corso ha introdotto; innanzitutto la novità del pugilato, uno sport sino a pochissimi anni addietro relegato ad un ruolo da “cenerentola” e che invece nel corso del 2009-2010 è stato quello con una crescita nazionale vertiginosa del 40%, secondo dati ufficiali elaborati dal CONI.

Altro aspetto rilevante è l’ingresso di uno sport della tradizione e della cultura italiana – ma soprattutto magnogreca – nell’istituzione universitaria catanzarese che rappresenta un fiore all’occhiello per il Sud Italia e non solo; proprio il corso di laurea in Scienze motorie dell’ateneo è quello più caratterizzante per gli sport da combattimento con un’offerta formativa unica nel panorama nazionale, ma forse anche europeo. Tra gli sport da combattimento, gli studenti di Scienze motorie, hanno la possibilità di accedere al “mondo” del taekwondo, dello judo, del pugilato, così come altri sport che se non strettamente da combattimento contribuiscono ad arricchire il bagaglio tecnico-motorio degli studenti. La formula messa a punto dai re-

sponsabili dell’ateneo è semplice quanto funzionale: le convenzioni con le varie Federazioni Sportive Nazionali – CONI consentono agli studenti di accedere attraverso un canale apposito alla formazione “in vivo”; alcuni studenti partecipano a gare nazionali con il CUS o con associazioni operanti sul territorio, e molti di questi studenti acquisiscono brevetti Federali/CONI, che sono titoli spendibili sia a livello universitario (Crediti) ma soprattutto in ambito lavorativo; questo è un aspetto non trascurabile se si considera la fortissima congiuntura economica e i tassi altissimi di disoccupazione. Se il tutto viene visto alla luce della crescente richiesta di attività fisica, ci si rende conto di quanto una formazione universitaria di livello possa costituire un

valido prerequisito per l’acceso al mondo del lavoro e contemporaneamente consentire alla società di raggiungere quegli obiettivi che altri ambiti e/o istituzioni perseguono con spese megagalattiche. Ci riferiamo agli obiettivi del benessere, del sano impiego del tempo libero, dell’incremento della popolazione impegnata in attività motorie per diminuire il tasso di numerose malattie (diabete, osteoporosi, malattie cardiocircolatorie, obesità, ecc…). Osservata con occhio attento e lungimirante, l’attività dei laureati in Scienze motorie, assume una rilevanza che va ben oltre lo sport, ma inferisce in ambiti come quello della salute, con quel processo tanto acclamato quanto lontano: la prevenzione. Francesco Cutruzzulà


• Si è svolto presso la Camera di Commercio di Catanzaro un incontro istituzionale fra il Presidente dell’Ente Camerale, Paolo Abramo, ed il Magnifico Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Prof. Aldo Quattrone. All’incontro erano presenti anche Maurizio Ferrara, Segretario Generale della Camera di Commercio di Catanzaro; il Prof. Arturo Pujia, nella sua qualità di Presidente della Fondazione Magna Graecia; Dario Lamanna, nella duplice veste di Direttore di Confidustria Catanzaro e componente della Giunta Camerale. Nell’ambito dell’incontro è stato discusso il progetto che prevede l’ipotesi di entrata della Camera di Commercio di Catanzaro nella Fondazione Magna Graecia. L’ipotesi, per la quale il Presidente Abramo ha espresso grande interesse, sarà nelle prossime settimane al vaglio dei vertici dell’Ente Camerale e della sua Giunta. «La partecipazione partenariale nella Fondazione – ha

affermato, infatti, lo stesso Presidente – è legata ad una serie di fattori di carattere normativo, legale e statutario che necessi-

mitando e, spesso, penalizzando non poco, l’operatività delle Camere di Commercio». La partecipazione della Camera di

tano di attenta valutazione giuridica da parte di questo ente. Bisogna, altresì, tenere conto delle norme contenute nella recentissima Manovra Finanziaria, come pure in quelle degli ultimi anni, che si sono susseguite li-

Commercio del Capoluogo di Regione alla Fondazione Magna Graecia, ente strumentale dell’università, potrebbe nel medio e lungo periodo portare risultati positivi e utili per il sistema delle imprese del territorio pro-

vinciale, contribuendo ad accorciare la distanza fra il contesto socio-economico ed il mondo accademico, e favorendo la crescita e l’innovazione nel mondo dell’impresa. «Uno sviluppo vero – ha affermato il Magnifico Rettore nel corso dell’incontro – non può progettarsi senza cervelli. Se i nostri giovani continuano ad andare fuori a studiare e lavorare sarà sempre più difficile pensare ad una ripartenza del Sud. Per questo dobbiamo attivarci al meglio. Gli investimenti in innovazione e ricerca – ha spiegato ancora – da parte delle nostre aziende, per quanto ancora limitati, anche per via della crisi economica che imperversa, sono importantissimi per lo sviluppo del tessuto economico territoriale e, quindi, per favorire la permanenza nella nostra terra delle nostre intelligenze. La Fondazione opera in questa direzione e l’ingresso della Camera di Commercio catanzarese al suo interno sarebbe un fatto di indubbio valore aggiunto per l’intero sistema».

Assegnato Premio Giovane Ricercatore 2011 della Società Italiana di Cardiologia • La dottoressa Jolanda Sabatino, giovane laureata in Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, ha vinto il Premio Giovane Ricercatore 2011, istituito dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC) e assegnato nel corso dell’ultimo congresso annuale che si è tenuto a Roma dal 10 al 12 dicembre scorso. La giovane ricercatrice dell’ateneo catanzarese ha svolto la sua attività di studio presso il laboratorio di Cardiologia Molecolare e Cellulare dell’Università “Magna Graecia”, diretto dal professor Ciro Indolfi. Dopo una prima valutazione di venti lavori, per l’edizione 2011 del premio, la commissione giudicatrice ha selezionato lo studio sperimentale effettuato da Jolanda Sabatino. Tale studio ha illustrato

il ruolo dei microRNA-1 sulle aritmie in cuori ipertrofici. I microRNA sono una delle più importanti scoperte della ricerca scientifica nel campo delle malattie cardiovascolari. La possibilità di modulare alcune funzioni del cuore e dei vasi rappresenta una delle più importanti potenzialità dei microRNA. Tale importante risultato conferma ancora una volta la missione della Cardiologia dell’Università “Magna Graecia” in seno al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, diretto dal professor Ciro Indolfi, e cioè offrire un’eccellente e competitiva formazione a studenti e medici attraverso la ricerca, in ambito clinico e sperimentale, di nuove ed innovative terapie tese a migliorare lo stato di salute dei pazienti affetti da malattie cardiache.

Convenzione per gli studenti del “Magna Graecia” per un pasto al self service del Campus Caffè con uno sconto del

25%.

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studenti

La Camera di Commercio valuta l’ingresso nella Fondazione Magna Graecia


bella insegnata nella sua facoltà? E la più brutta? La più bella è la mia. Dal punto di vista degli studenti la più brutta, perché complicata, potrebbe essere Diritto penale.

è solo un fatto economico ma la cronaca annunciata di una maniera perversa di vedere i rapporti sociali.

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Il sito che visita più spesso? Linkedin lo guardo spesso per lavoro e per i contatti. Ultimamente visito i siti di Project Management 2.0 e tutto quello che è collaborazione in rete. Prof. M. Fotino - Progettazione Sociale

Un aggettivo per definirsi? Tenace.

Quali consigli dà a chi vuole intraprendere la sua stessa strada? Consigli no, ma gli auguro di fare un’esperienza bella come la mia, con studenti in gamba come tanti che ho e ho avuto.

l’intervista doppia

Qual è la domanda che terrorizza gli studenti? Di solito quelli che bluffano crollano su questa: «Mi disegni un esempio di Wbs (Work Breakdown Structure)». Quando e perché decide di promuovere l’esaminando? Non vorrei sembrare troppo “British”, ma quando finisce l’esame e il candidato è apparso preparato potrebbe essere una soluzione, no? Quale mezzo di comunicazione preferisce? Internet e Skype hanno cambiato molto il mio lavoro. La vecchia radio è tra i mass media tradizionali quella che preferisco, anche se, come giornalista professionista, il mio primo amore è il quotidiano. L’ultimo libro letto? Gianfranco Pasquino, Finanzcapitalismo. Utile per capire che la crisi non

Cosa manca al nostro ateneo per essere ritenuto una scommessa vinta? Una facoltà dove si studi per capire la Calabria e il Mezzogiorno nell’ambito della grande Regione del Mediterraneo, ma presto ci si arriverà. C’è gente in gamba all’Unicz che ci lavora su. Quale politica vorrebbe promuovere per una reale integrazione tra università e territorio? Buona volontà, senso della comunità e amore per la collettività credo basterebbero. Potendo tornare indietro farebbe la stessa scelta di vita? Potendo tornare indietro farei sicuramente il medico. Qual è la sua paura più nascosta? Forse quella di non sognare più. Un sassolino che vorrebbe togliersi? Quelli che avevo li ho già tolti, ma non mi illudo, ce ne saranno di nuovi. Rifatemi la domanda tra qualche tempo. Una citazione? Mi piace molto il proverbio siciliano “Cu nesci arrinesci”.

Un aggettivo per definirsi? Curioso.

A TU PER TU CON I PROFESSORI

Quando e perché ha scelto di fare il professore? Quando me l’hanno offerto, visto che sono professore a contratto.

Prof. R. Reina - Organiz. Aziendale

Qual è la materia più bella insegnata nella sua facoltà? E la più brutta? Metodologia della ricerca sociale è la più affascinante. La più brutta... mi sa che l’hanno tolta tanto tempo fa.

Quando e perché ha scelto di fare il professore? Quando ho incontrato il professor Cavulli, il mio primo e unico maestro di ricerca. Quali consigli dà a chi vuole intraprendere la sua stessa strada? Sono importanti l’educazione familiare, la capacità di resistere ai problemi, e la passione. Qual è la domanda che terrorizza gli studenti? La domanda aperta. Quando e perché decide di promuovere l’esaminando? La valutazione agli esami è sempre complicata. L’unica cosa che mi crea fastidio è l’atteggiamento di menefreghismo. Quale mezzo di comunicazione preferisce? La radio. L’ultimo libro letto? Quello di Elliot su Steve Jobs: fa capire quanto l’utopia, la fantasia, la prospettiva siano molto più reali di quanto pensiamo. Il sito che visita più spesso? Quello dell’Unicz e quello del Miur. Qual è la materia più

Cosa manca al nostro ateneo per essere ritenuto una scommessa vinta? La scommessa può essere ritenuta vinta solo se riusciamo a creare professionalità che trovano una risposta nel mercato del lavoro. Questo non dipende solo da noi ma anche dal territorio. Quale politica vorrebbe promuovere per una reale integrazione tra università e territorio? È necessario che l’università veda riconosciuta la sua presenza rispetto al territorio e viceversa. Potendo tornare indietro farebbe la stessa scelta di vita? Penso di sì. Qual è la sua paura più nascosta? Di essere incoerente: credo che tutto quello che ho fatto è stato possibile perché ci credevo, e perché ho mantenuto sempre una coerenza di fondo. Un sassolino che vorrebbe togliersi? Mi piacerebbe che quelli che credono sia possibile programmare tutto capissero che non è così. Una citazione? Consiglierei un libro di Nassim Nicholas Taleb: Giocati dal caso. Il messaggio potrebbe essere questo: attenzione a stare troppo dietro alle cose che possono essere schematizzate perché spesso le tante interconnessioni che non vedo possono farmi conoscere nuovi mondi.


L’ECONOMIA CALABRESE NEL NUOVO SCENARIO GOVERNATIVO incoraggianti sulla situazione registrata nei primi sei mesi del 2011. Tanto per cominciare, la disoccupazione è risalita. Nei primi sei mesi era al 12,9%. Nel primo trimestre era addirittura al 13,8%. Mentre nel 2009 eravamo all’11,3%. Il tasso di attività e quello di occupazione sono ai livelli minimi dal 2004 (47,3% e 41,2%). Sono cresciute, al contrario di quanto avvenuto a livello nazionale, le ore di cassa integrazione e ciò a causa dei necessari interventi straordinari. In crisi quasi tutti i settori e qualche speranza (queste sì probabilmente congiunturali) da esportazioni e turisti stranieri. La

situazione insomma non è delle più semplici. Basti pensare che, secondo l’ultimo censimento dell’agricoltura, le aziende agricole calabresi, terze per numero in Italia, sono passate dalle 174.693 unità del 2000 alle 137.699 del 2010. Quasi 3 7 . 0 0 0 aziende perse in dieci anni, senza che, come altrove, vi sia stata in compenso un’espansione dimensionale di quelle esistenti. Anzi, sia la Superfice Agricola Totale (SAT) che la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) risultano diminuite. Se prima le aziende agricole erano l’8,4% di quelle italiane, ora sono il 7,26%. Non è dunque solo una questione di settore generalmente

in crisi. Se si guarda al più fruttuoso settore zootecnico, infatti, solo il 7,2% delle aziende agricole calabresi lo pratica, al contrario di quelle lombarde, dove la percentuale è al 39,7%. Altro che questione settoriale, del tutto fuori tempo con la crisi finanziaria in corso. Lo stesso settore industriale, d’altronde, esprime una situazione sconfortante. Dando uno sguardo al rapporto sull’economia italiana redatto dalla Banca d’Italia nel novembre 2011, infatti, si scopre che la Calabria non è dotata neanche di un distretto industriale classificabile come tale. Al contrario della Puglia, ad esempio, che ne ha 8, della Sicilia, che ne conta 2, della Campania, che ne conta addirittura 6 e persino della Basilicata (1). In gioco, dunque, non ci sono solo dati di breve periodo. E come sempre i toni trionfalistici lasciano il tempo che trovano. Emmanuel Raffaele

UMG e Fondazione Field insieme per i futuri giovani imprenditori

Ha avuto luogo lo scorso 21 dicembre 2011 il seminario “L’Impresa Possibile. Attività di sensibilizzazione per la promozione della cultura di impresa e la diffusione del lavoro autonomo”, che ha visto coinvolte l’Università “Magna Graecia” e la Fondazione FIELD. Per quest’ultima erano presenti: il presidente della fondazione dott. Domenico Barile, la dott.ssa Caterina Nano, responsabile Area Animazione, Informazione Sensibilizzazione e la dott.ssa Barbara Battelli, responsabile Progetto Nuovi Giovani Imprenditori (NGI). A fare gli onori di casa il prof. Arturo Pujia, presidente della fondazione UMG, la prof.ssa Annarita Trotta, docente di Economia degli Intermediari Finanziari, il prof. Alcaro, docente di Chimica Farmaceutica e il prof. Rocco Reina, docente di Organizzazione Aziendale. Il prof. Pujia ha sottolineato come, al fine di arricchire il bagaglio di

conoscenze degli studenti, l’ateneo catanzarese ha voluto presentare un progetto di finanza agevolata innovativo, e il dott. Barile ha evidenziato come la fondazione che presiede, insieme alla Regione Calabria, abbiano voluto avviare un percorso quanto più possibile legato alle idee degli aspiranti imprenditori. Spesso infatti la difficoltà ad accedere al credito è determinata dalle garanzie che vengono richieste dalle banche; per tale ragione assume ancor più peso un progetto con dotazione iniziale di 20 milioni di euro che guarda a questi aspetti in maniera residuale ma che punta a segnare uno spartiacque con la vecchia finanza agevolata, che molte distorsioni ha generato negli anni, e a ridurre la mortalità d’impresa, affiancando i nuovi giovani imprenditori prima, durante e dopo l’avvio dell’iniziativa imprenditoriale. La prof.ssa Trotta ha voluto mettere in evidenza l’importanza dell’imprenditorialità nel suo aspetto multidimensionale, fatto cioè di variabili individuali e di variabili interpersonali. Il concetto dell’imprenditorialità è fortemente connesso a quello di cultura d’impresa. Testimonianza di ciò è riscontrabile dal fatto che all’aumentare della cultura d’impresa aumenta il numero delle imprese e si riduce la disoccupazione portando sviluppo al territorio.

È intervenuto, poi, il prof. Alcaro che ha partecipato ad ITALIACAMP “la tua idea per il paese” con il suo progetto denominato DATATIPICA, che è riuscito ad arrivare fra le 40 idee finaliste su 700 e ha ottenuto un importante riconoscimento arrivando ad essere inserito come obiettivo del progetto PON di potenziamento finanziato dal Miur. Il prof. Reina ha ripreso il tema della cultura d’impresa, sottolineando come in questa espressione vi siano due aspetti delicati: la cultura è un qualcosa di molto impalpabile mentre l’impresa è un qualcosa di dinamico difficilmente standardizzabile. Entrambi gli aspetti sono fortemente condizionati da fattori sociali e per tale ragione richiedono tempi appropriati per essere assimilati. A conclusione degli interventi la dott.ssa Battelli ha illustrato il progetto nella sue varie fasi e la dott.ssa Nano ha dato alcune delucidazioni sui suoi destinatari, dando anche delle prime indicazioni sull’Avviso Pubblico a sostegno dell’imprenditoria giovanile di competenza della Regione Calabria dipartimento attività produttive.

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Walter Vesperi

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economia e lavoro

• I toni inopportunamente trionfalistici non mancano mai. Il nuovo governo Monti si è insediato ed ha subito sfatato due luoghi comuni: Berlusconi ha provocato la crisi, il governo tecnico è la soluzione. Per il 2012 l’Ocse prevede la recessione, mentre anche Francia e Germania traballano. È in questo contesto che Benedetto Di Iacovo, presidente della Commissione per l’emersione del lavoro non regolare in Calabria, ha affermato: «l’andamento dell’economia calabrese nel 2011 fa ben sperare anche per il 2012». Per carità, i dati sul lavoro nero sono rassicuranti (circa 7.000 unità emerse nel 2010), ma da qui a dire che la Calabria va in controtendenza ce ne vuole. E precisamente nel mezzo passano i dati che lo scorso 18 novembre sfortunatamente per lui, qualche giorno prima delle parole di Di Iacovo - sono stati presentati presso la filiale catanzarese della Banca d’Italia. Dati tutt’altro che


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L’Agorà

UniVerso...

a cura di Francesco Caroleo

Il nemico

... da ascoltare Nimby

l’angolo culturale

Siamo di fronte ad una biforcazione epocale, un cambio di rotta di cui facciamo finta di non sapere nulla, come se gli eventi storici non ci appartenessero o fossero estranei alla nostra persona, ci stiamo depersonalizzando rispetto alla realtà. Stiamo fermi sulla sponda del fiume ad aspettare che sia la storia a dare il suo verdetto e a dirci cosa è accaduto, mentre e paradossalmente noi stessi ne facciamo parte e dovremmo essere gli attori protagonisti. Continuiamo in maniera imperterrita ad assecondare la necessità morbosa tipica della nostra cultura: la costruzione sociale dei nemici. Fino a poco tempo fa il nostro nemico da combattere era l’Islam, invero è bene ricordare che esistono più Islam, oggi come d’incanto l’informazione di massa ha smesso di parlarne e quando in passato ne ha parlato, lo ha fatto in maniera omertosa. È grazie a loro che conosciamo la trigonometria, la contabilità, la medicina attraverso Il Canone della Medicina di Avicenna, che può essere considerato l’antesignano della moderna scienza medica. Ma anche le università stesse sono arrivate in Europa attraverso quella cultura, in tal senso la storia dell’Università di Còrdoba dovrebbe essere illuminante. Oggi però abbiamo avvertito come impellente la necessità di fabbricare un altro nemico: la crisi. E lo abbiamo fatto con i mostri nostrani: derivati, spese cicliche, spese anticicliche, monetaristi, keynesiani, ecc. assecondando teorie economiche prive di resilienza, cioè la capacità di una struttura economico/sociale di sopravvivere a se stessa. Forse il vero nemico siamo noi o lo stiamo diventando attraverso la persistenza che abbiamo sviluppato nei confronti di un sistema economico/sociale completamente fallito. Il capitalismo selvaggio è alla frutta e ha prodotto solo miserie e disuguaglianze, inoltre sta producendo altre “vittime” come le nuove generazioni, mandate al macero a “viso scoperto”. La nostra forma mentis si è fossilizzata sull’idea che una élite prepotente e non eletta da nessuno possa in qualche modo essere come gli esquimesi di Stanisław Jerzy Lec: «ci saranno sempre degli esquimesi pronti a dettare le norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura». Ci siamo rassegnati al concetto che lo stato di diritto è qualcos’altro rispetto a noi stessi e che i diritti sociali possano essere considerati alla stessa stregua di un mercato, dove tutto è negoziabile e tutto può essere venduto al miglior offerente. Abbiamo interiorizzato una sorta di assuefazione al controllo sociale, agito mediante «le agenzie di ricerca ed i mass media» (R. E. Park). Stiamo per cedere e credere che il nostro vivere reale possa essere trasposto e trasfigurato dalla possibilità di vivere in maniera “protesizzata” e impersonale, attraverso l’utilizzo massiccio di social network e simili. Siamo ancora convinti di aver bisogno di produrre a tutti i costi, ma allo stesso tempo non capiamo cosa produrre e per quale plausibile motivo farlo, possediamo tutto e finanche troppo. Il concetto di bisogno artefatto dei nostri tempi non è più riconducibile a ciò che è necessario per condurre una vita adeguata in relazione alla propria società e cultura di appartenenza, ma a ciò che è superfluo o che addirittura nella nostra esistenza non utilizzeremo mai. È necessario avere il coraggio e compiere lo sforzo interiore di capire che qualcuno, travestito da “padrone dei burattini”, non vuole dire ciò che si dovrebbe dire, ciò che non è socialmente desiderabile e gradevole da dire. Il moltiplicarsi delle proteste in Sicilia e in altre parti d’Italia è il segno tangibile di un malessere diffuso e crescente, è l’evidenza che le persone prendono coscienza dei loro problemi e dell’insostenibilità sistemica attuale, di conseguenza si muovono. Il mutamento sociale è ora e adesso, pertanto non è necessario aspettare i libri di storia per avere la visione di un cambiamento sociale già in atto. Ovviamente ci sono stati, ci sono e ci saranno vari tentativi di “etichettamento sociale”; a tal proposito la “rivolta dei forconi” è un esempio lampante, si sente parlare di “infiltrazioni mafiose”, casualmente e neanche tanto esternate dal potere economico, le quali potrebbero anche essere presenti, ma non bisogna proporre la trasposizione di una per il tutto. Mi sorge un dubbio al riguardo: se la “rivolta” avesse un altro nome e magari un altro luogo, per esempio la Lombardia, ci sarebbe stato qualcuno disposto a etichettarla o il tutto sarebbe finito sotto il nome di “quote latte”? La libertà di stampa gioca anch’essa un ruolo importante in tutto ciò e quando si parla di libertà di stampa è bene ricordare che «questa consiste nel dire alla gente, ciò che la gente non vuole sentirsi dire» (G. Orwell). Rispetto a chi non accetta la crisi creata da pochi e pagata da molti, appare scandaloso, capzioso ed ingannevole non dare notizia di quello che accade in Sicilia e in altre realtà; siamo arrivati ad un momento storico in cui è necessario parlare delle cose il più possibile, perché la posta in gioco si chiama futuro. Liberalizzare il “dio dell’informazione” sarebbe un atto dovuto…

La band incomincia a prendere forma nell’estate del 2008. I componenti provengono da esperienze musicali diverse: Tommy e Hald hanno suonato insieme negli Arhena Tip. Il primo battersta con cui è iniziato il cammino dei Nimby è Massimiliano Piterà, ex batterista dei primi Meat For Dogs(Punk Rock Band storica catanzarese). Per il 2012 il gruppo sta lavorando alla programmazione di una nuova stagione compositiva e concertistica, grazie anche all’ingresso di Raffaele De Carlo, flautista traverso, compositore di musica polifonica contemporanea, e del nuovo batterista Gianluca Fulciniti, dai trascorsi nei Sense di Catanzaro.

Nera Luce La storia nasce come quasi tutte le band: cinque ragazzi, un amore comune e viscerale per il rock e diverse esperienze musicali alle spalle. A dare vita corpo e anima ai Nera Luce ci sono: Rodolfo Maduri(batteria) che lascerà la band per motivi personali sostituito dal 2006 da Giuseppe Galati, Giuseppe Bisurgi(basso), Danilo Spanò(chitarra), Danilo ferragina (chitarra), Luigi Persampieri (voce). Maturano esperienza nei club, volutamente progettata per affiatare e affinare l'intesa e il sound della line-up . Da qui l'esigenza di "creare" facendo carico del grande insegnamento musicale elargito dagli anni settanta e cercando quell'approccio "progressivo", scevro degli ordinari clichè, capace di conferire libero sfogo al flusso emozionale e facoltà di giungere in maniera diretta all'ascoltatore.

... da leggere Il quaderno di Maya di Isabelle Allende Quella di Maya Vidal, giovane donna alle prese con una serie di situazioni difficili dalle quali riesce ad uscire grazie alla riscoperta di valori che sembravano perduti, è l’ultima intensa figura femminile tracciata dalla penna della scrittrice cilena nel suo nuovo romanzo, Il quaderno di Maya (Feltrinelli, pp. 398, € 20,00).

La mia vita è un romanzo di Eugenio Masciari Promosso dall’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Catanzaro e dalla Casa Circondariale di Siano, e arricchito dalla Presentazione di Luigi Manconi, La mia vita è un romanzo (La rondine, pp. 240, € 10,00) raccoglie una serie di affascinanti riflessioni sulla libertà nate fra le mura di un carcere.

A cura di Minerva Pictures Group s.r.l.

... da vedere

Il Conformista Disponibile nella collana RaroVideo, sia in dvd che in bluray, una delle pietre miliari della cinematografia italiana di tutti i tempi, Il conformista di Bernardo Bertolucci (1970). Il restauro in hd da pellicola originale in 35 mm, che la casa di distribuzione romana ha approntato in collaborazione con la Cineteca di Bologna, e sotto la supervisione del direttore alla fotografia Vincenzo Storaro e di Bertolucci stesso, ci restituisce quell’immagine nitida e quella scelta cromatica che già a suo tempo distinsero la pellicola del cineasta, valendogli la candidatura agli Oscar. Marta Scandorza

Il loro Natale di Gaetano Di Vaio È uscito il 22 dicembre, distribuito dalla Minerva Pictures, lo splendido documentario Il loro Natale, realizzato da Gaetano Di Vaio (produzioni Figli del Bronx), e presentato nella sezione controcampo italiano alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009. Di Vaio stesso, che ha avuto un passato di tossicodipendenza e ha trascorso un periodo nell’inferno di Poggioreale, dichiara: «Questo film nasce anche dal senso di colpa verso mia madre e la mia ex moglie che per anni hanno vissuto per me lo stesso calvario». La sua telecamera, infatti, non oltrepassa le mura della casa penitenziaria napoletana, ma segue i familiari dei detenuti nella vertigine della precarietà quotidiana, resta ancorata all’angoscia dell’attesa interminabile fuori dai cancelli, e dà voce al loro bisogno di comprensione. M. S.


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Appuntamenti in città Marca Museo delle Arti Dal 17 dicembre 2011 all’1 aprile 2012, mostra di Enzo Cucchi, a cura di Achille Bonito Oliva e Alberto Fiz. L’artista, tra le personalità più note in ambito internazionale, ha realizzato per il museo di Catanzaro un progetto del tutto inedito con oltre cinquanta opere fra dipinti, sculture e ceramiche degli ultimi tre anni. Palazzo della Provincia Dall’1 agosto 2011 al 31 gennaio 2012, Zone Scoperte III. Da una collaborazione tra la Provincia di Catanzaro e l’Accademia di Belle Arti, la terza edizione, dedicata al 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, presenta una selezione di circa sessanta opere realizzate dagli allievi. Complesso Monumentale del San Giovanni Dal 10 settembre 2011 al 15 gennaio 2012, Divinità e Miti. La mostra si articola in due parti, una dedicata

alle opere del pittore neoclassico Michelangelo Lorenzetti, e una dedicata ad un’unica opera, la grande Piccola Maestà di un grande artista del Trecento, Ambrogio Lorenzetti. Hemingway Club, Catanzaro Lido 11 gennaio 2012, ore 22:00, Music for eleven instruments. Casa del Cinema (CZ) 13 gennaio 2012, North face (2008), di Philipp Stölzl, con Benno Fuermann, Florian Lukas e Johann Wokalek. 20 gennaio 2012, Vento di primavera (2010), di Roselyne Bosh, con Jean Reno e Mélanie Laurent. 27 gennaio 2012, Il falsario (2007), di Stefan Ruzowitzky, con Karl Markovics e August Diehl. Cinema Teatro Comunale 17 gennaio 2012, ore 20:00, Tosca di

Giacomo Puccini, libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dalla Royal Opera House di Londra. Auditorium Casalinuovo 20 gennaio, ore 21:00, ’U Cortila d’a pacia, Compagnia teatrale ’A Trambìa. Regia di Aldo Conforto. Adattamento in dialetto catanzarese di Silvestro Bressi. Teatro Incanto (CZ) 22 gennaio 2012, ore 18:30, Alleluja, brava gente di Garinei e Giovannini, Compagnia Teatrale Il Sorriso. Parco della Biodiversità 28 gennaio 2012, ore 21:30, Concerto dei Cube Trio nell’ambito del Catanzaro Jazz Fest. Lamezia Terme (CZ) Teatro Grandinetti 21 gennaio 2012, ore 18:00, Incontro con Mario Tozzi, inagurazione del Sabato del Villaggio.

Auditorium del Parco della Centralità Urbana 22 gennaio 2012, Concerto del duo pianistico Roberto Metro – Elvira Foti, dedicato al grande compositore Franz Liszt, nel bicentenario della nascita. Prima del concerto sarà inaugurata la mostra 1938 – 1945 La persecuzione degli ebrei in Italia, realizzata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, che resterà aperta fino al 22 febbraio prossimo. Sala conferenze Unioncamere 27 gennaio 2012, ore 10:30, Road Show informativo della Regione sul mercato brasiliano in previsione della visita in programma a maggio in sud America. Soverato (CZ) Itc Calabretta 26 gennaio 2012, ore 10:30, Convegno su Lotta alle associazioni criminali e stampa libera e indipendente promosso dall’osservatorio Falcone-BorsellinoScopelliti.

Come raggiungere l’ateneo Linea 46

Linea 47

DESTINAZIONE CAMPUS UNIVERSITARIO SALVATORE VENUTA FERMATE a intervalli di circa 30 minuti

DESTINAZIONE CAMPUS UNIVERSITARIO SALVATORE VENUTA FERMATE a intervalli di circa 30 minuti

dalle 7.00 alle 19.30 Funicolare Valle Rione Sala S. Maria Centro Viale Isonzo Viale Magna Graecia (Rione Fortuna) FF.SS. Lido

dalle 7.35 alle 20.05 Campus Universitario F.S. Staz. Catanzaro Viale Europa Bivio Cimitero Lido FF.SS. Lido Viale Magna Graecia (Rione Fortuna) Viale Isonzo S. Maria Centro Rione Sala Funicolare Valle

Bivio Cimitero Lido Viale Europa Campus Universitario

dalle 6.10 alle 21.45 Bambinello Gesù Piazza Stadio Piazza Montegrappa Via Piave Via Indipendenza Viadotto Bisantis Rione De Filippis Tunnel Sansinato Bivio Caraffa Viale Europa F.S. Staz. Catanzaro Campus Universitario

dalle 6.45 alle 22.25 Bambinello Gesù Piazza Stadio Via Daniele Piazza Osservanza Viadotto Bisantis Rione De Filippis Tunnel Sansinato Bivio Caraffa Viale Europa F.S. Staz. Catanzaro Campus Universitario

Linea 35

Linea 48

DESTINAZIONE FACOLTÀ DI FARMACIA FERMATE a intervalli di circa 60 minuti

DESTINAZIONE CAMPUS UNIVERSITARIO SALVATORE VENUTA FERMATE a intervalli di circa 30 minuti

dalle 8.05 alle 18.05 Casciolino Porto - V. Crotone Viadotto Nalini Via Togliatti Via Amendola Località Susanna Via Scylletion SS. 106 per Crotone Via M.A. Cassiodoro Facoltà di Farmacia

dalle 7.20 alle 18.30 Facoltà di Farmacia SS. 106 - Viadotto Nalini Via Crotone - Porto Casciolino

dalle 7.00 alle 19.05

dalle 7.30 alle 19.30 Gagliano Mater Domini S. Antonio Rione De Filippis Tunnel Sansinato Bivio Caraffa Viale Europa F.S. Staz. Catanzaro Campus Universitario

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l’agenda

Affittasi

per le tue segnalazioni scrivi a: annunci@universoparallelo.net


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Giornata di studio su Lorenzo Calogero presso L’Unical

il convegno

• La giornata di studio su Lorenzo Calogero. L’archivio e la ricerca. Bilancio e prospettive, presso l’Unical (14 dicembre Sala University Club), conclude un biennio di studi, convegni, mostre, ricerche, pubblicazioni, portati avanti dal personale docente e non docente del Dipartimento di Filologia sul grande poeta Lorenzo Calogero (a cento anni dalla sua nascita, Melicuccà 1910, e a cinquanta dalla sua scomparsa nel 1961). Un bilancio, fuori di retorica, davvero esaltante se si pensa che in pochi mesi sono stati resi fruibili su supporto informatico quei quaderni e taccuini (ben 804) che ancora nel 2009 erano inaccessibili e a rischio di deterioramento (dopo quasi 25 anni di inadempienze e di silenzi anche istituzionali). In questa occasione, oltre a un bilancio sul progetto Calogero e sul “poeta ritrovato” verranno presentati gli Atti del Convegno Internazionale Lorenzo

Calogero. 1910-2010. L’ombra assidua della poesia che si è svolto nel Campus di Arcavacata di Rende dal 4 al 6 febbraio (adesso pubblicato, con un CD allegato e con inediti e disegni del poeta in un elegante e curato volume della Rubbettino) e il primo introvabile libro di Calogero, Parole del tempo, apparso nella prestigiosa collana di poesia Donzelli a cura del Dipartimento e con la collaborazione della Regione Calabria. Il nuovo incontro non si limiterà a fare un bilancio e a ricostruire le fasi dell’organizzazione, dell’informatizzazione, della valorizzazione dell’Archivio Calogero, ma intende indicare nuovi percorsi di ricerca e di studio, grazie alla presenza di storici e famosi studiosi dell’opera calogeriana e alla presenza di giovani, donne e uomini, studiosi che si sono formati nell’Unical e che continuano a lavorare pazientemente su Calogero. Si apre una nuova stagione e una

nuova fase dopo che Calogero, grazie alle iniziative del Dipartimento, è tornato all’attenzione del pubblico e della critica nazionale (si vedano articoli e recensioni apparse su tutti i giornali calabresi, ma anche su “Il Corriere della Sera”, il “Venerdì di Repubblica”, “Tuttolibri”, “Alfabeta”, ecc. con la firma di prestigiosi critici). Archilet, il Centro di Antropologie e Letterature del Mediterraneo, il Dipartimento di Filologia, la Biblioteca di area umanistica, la Facoltà di Lettere e Filosofia ribadiranno che il “caso Calogero” (la sua rimozione e dimenticanza anche per la non fruibilità dei suoi inediti) è chiuso. Il “poeta ritrovato” (nel senso che si sono rimossi gli impedimenti concreti e culturali per una sua reale conoscenza) potrà essere letto e studiato, riconosciuto e valorizzato, grazie a una generosa iniziativa che ha visto partecipi e attivi anche gli eredi del poeta. Sono auspicabili mille altre iniziative di qualità legate al nome di Calogero (centri studi, eventuale Fondazione, che andrà decisa e promossa dagli eredi, parco letterario, ecc.) e il Dipartimento di Filologia sarà ben lieto, se coinvolto, di dare il proprio apporto organizzativo, culturale, scientifico (compatibilmente con le esigue disponibilità e con i tagli che conoscono la cultura, la scuola e l’università), e comunque la poesia di Calogero, che andrà studiata e indagata con pazienza, non sarà più “sepolta”, non sarà più oggetto di dimenticanze e di rimozione. E così non potranno essere più occultate o chiuse nelle scatole le sue carte adesso custodite, con professionalità, amore, competenza, in uno dei centri di ricerca e di documentazione letteraria tra i più prestigiosi a livello nazionale. Certo è un punto di partenza

e non di arrivo. Bisogna continuare con convinzione lungo il percorso tracciato e indicato. Necessitano, a livello istituzionale, di interventi stabili, duraturi, concreti, qualificati, aperti a tutti. Per rendere fruibili e divulgabili i manoscritti e per arrivare a un’edizione critica e “omnia” delle opere, con l’apporto di studiosi nazionali e stranieri. Le fasi successive del progetto prevedono, infatti, nell’auspicio del Dipartimento, che dovrebbe essere sostenuto con convinzione da enti pubblici e privati, la pubblicazione degli editi e degli inediti di Calogero con un editore a diffusione nazionale e con un progetto editoriale organico e scandito negli anni. Per fare questo ci sarà bisogno (specie in un periodo di difficoltà economiche) di un attento, paziente, prolungato lavoro filologico, critico-letterario, archivistico che dovrebbe essere sostenuto (con assegni a giovani studiosi) dalle istituzioni pubbliche e anche da Fondazioni e istituti di ricerca, pubblici e privati. L’Unical fin dall’inizio è stata aperta a collaborazioni portate avanti da enti pubblici e da studiosi, con iniziative di qualità. Si tratta, allora, di procedere in maniera inclusiva, aperta, partecipata, con la consapevolezza che Calogero è una risorsa di tutta la Calabria e di tutta Europa e che i suoi quaderni e le sue carte sono un “bene pubblico”, comune, da rendere sempre più accessibile a giovani, studiosi, artisti, intellettuali che intendono conoscere, studiare, “valorizzare” il grande poeta. La poesia di Calogero rappresenta anche un’occasione per parlare di una Calabria alta, diversa, davvero consapevole e convinta delle sue tradizioni culturali più alte e capaci di segnare la cultura nazionale ed europea.

L’Associazione “Il Campo” presenta il nuovo sito per i giovani • È stato presentato lo scorso 29 dicembre 2011, presso la propria sede, il nuovo sito dell’associazione “Il Campo, Idee per il futuro”. «L’intento che si è voluto portare avanti – spiega Antonio Soriero – e che riteniamo di aver raggiunto è stato quello di dare nuova linfa al sito rendendolo più interattivo». Il sito, è stato sottoposto ad una completa rivoluzione nella forma grafica e dei contenuti al

fine di renderlo più intuitivo e facile nella consultazione. Diverse le novità che il sito presenta, tra le più importati si evidenziano: le notizie saranno aggiornate quotidianamente e saranno seguite da fotogallery, sarà possibile commentare le notizie ed esprimere la propria opinione nello spazio blog, la connessione con i più famosi social network e la possibilità di ricevere sul sito commenti in lingua araba.

Commenta soddisfatto Giuseppe Soriero: «ci siamo posti il problema della lingua araba perché l’associazione con il “Progetto di solidarietà per l’università Nassiriya”, un programma di assistenza tecnico-scientifica in Iraq, ha voluto far riflettere sull’importanza del dialogo tra culture, regioni e popoli dell’area euro-mediterranea». Al fine di garantire di continuare i rapporti creati e dibattito socio-

culturale, l’associazione ha investito sul proprio sito al fine di renderlo «un ponte virtuale» fra diversi popoli fisicamente lontani. Il nuovo sito del campo si candida a diventare uno spazio virtuale in cui tutti i giovani e non, potranno scambiarsi idee e dar vita a un dibattito culturale sia sulle tematiche nazionali sia su quelle cittadine. W. V.


UniVerso Parallelo - gennaio 2012