Issuu on Google+

Viale Europa (c/o Stazione Esso) Loc. Germaneto (Cz) (nei pressi del Campus Universitario) Tel. 0961.61660 - Cell. 347 3484382 e-mail: anastasim@libero.it

UniVers

PARALLELO

L’altro sguardo sull’Università Copia omaggio

N. 11/12 - ANNO II

L’ EDITORIALE I traguardi raggiunti dai ricercatori dell’Università “Magna Graecia” hanno ricevuto grande apprezzamento in America dove gli importanti risultati ottenuti dalla Cardiologia dall’ateneo catanzarese nel trattamento delle aritmie cardiache sono stati presentati, il 14 novembre scorso, durante il congresso mondiale dell’American Heart Association tenutosi ad Orlando, in Florida. Antonio Curcio, ricercatore della Cardiologia Universitaria di Catanzaro, diretta dal professor Ciro Indolfi, ha, infatti, illustrato un innovativo studio sul ruolo dei microRNA nelle tachicardie ventricolari, in una sessione speciale del congresso dedicata ai meccanismi elettrofisiologici delle tachicardie ventricolari. Il lavoro del dottore Curcio, unico italiano del panel, è stato selezionato come prima comunicazione in una sessione dal titolo “Experimental Pharmacology of Arrhythmias” in cui sono stati presentati i contributi scientifici provenienti dai più importanti centri di studio delle aritmie nel mondo tra cui Giappone, Stati Uniti, Cina, Thailandia e Germania. Moderatori della sessione sono stati i dottori Dan Roden, autore di numerosi lavori in ambito farmacologico, e Peter Kowey, autore delle più recenti linee guida sulla fibrillazione atriale e di numerosi studi in ambito farmacologico antiaritmico. Tale importante risultato attesta ancora una volta la “mission” della Cardiologia Universitaria in seno al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche diretto dal professor Ciro Indolfi: offrire un’eccellente e competitiva formazione a studenti e medici attraverso la ricerca, in ambito clinico e sperimentale, di nuove terapie tese a migliorare lo stato di salute dei pazienti affetti da malattie cardiache. Un risultato importante che testimonia la qualità della ricerca portata avanti negli ultimi anni dalla “piccola” Università “Magna Graecia” capace di conquistarsi un posto tra i migliori atenei di tutta Italia per numero di “Top Italian Scientists”. Domenico Iozzo

NOVEMBRE-DICEMBRE 2011

L’Umg in prima linea contro il cancro Il contributo dell’ateneo catanzarese per promuovere gli studi oncologici • L’Università “Magna Graecia” in prima linea nella ricerca contro il cancro. Il contributo offerto dall’ateneo catanzarese nel portare avanti gli studi in laboratorio e valutarne l’impatto sulla diagnosi e la cura della malattia è salito alla ribalta della cronaca nazionale con un articolo pubblicato dal Corriere della Sera in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro promossa dall’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) che ha avuto come tema di quest’anno “Dal genoma alla cura. La ricerca corre”. Pierfrancesco Tassone, docente di oncologia medica dell’ateneo catanzarese, è il titolare di uno dei progetti inseriti nel programma di oncologia clinica molecolare dell’Airc ed è da tempo impegnato ad analizzare il sequenziamento del genoma umano per indirizzare gli studi scientifici verso una sempre maggiore efficienza. «Oggi il cancro è una malattia che conosciamo molto meglio – racconta Tassone – e i passi avanti compiuti negli ultimi dieci anni sono rilevanti. Ora sappiamo, grazie alle molte scoperte sul Dna nell’ultimo decennio, che non esiste una sola forma di cancro, per esempio al seno o al polmone, ma che dobbiamo lavorare su tante malattie diverse, con differenti caratteristiche genetiche. Dobbiamo trovare il tallone d’Achille delle cellule tumorali e colpirlo con farmaci creati appositamente che siano più efficaci e meno tossici per l’organismo». Le “firme molecolari” individuate per molti tu-

mori aprono la strada anche a nuovi metodi per la diagnosi precoce ed appare sempre più evidente come lo sviluppo di un tumore dipenda anche dalle condizioni ambientali, dalle caratteristiche metaboliche del paziente

linfociti citotossici presenti nel sistema immunitario riescano a conoscere e a neutralizzare le cellule del melanoma che raggiungono i linfonodi e, dall’altra parte, l’efficacia di un nuovo farmaco composto da una piccola

e dall’efficienza del suo sistema immunitario. Per questo motivo la ricerca di base è fondamentale: si sta, infatti, lavorando sulle cellule staminali del cancro per neutralizzarle e sulle nanotecnologie utili a trasportare i farmaci all’interno delle cellule tumorali, minimizzandone l’effetto sui tessuti sani. Anche l’equipe di Ennio Carbone, ordinario di Patologia generale, ha portato avanti due progetti pilota che dimostrano, da una parte, come i

molecola (Rita) che blocca la proliferazione delle cellule staminali e allerta i linfociti natural killer. «Si potrebbe così bloccare nelle fasi iniziali la progressione della malattia – commenta Carbone – e, con un doppio attacco, annientare le cellule malate prima sfuggite al controllo del sistema immunitario». I progetti si sono potuti realizzare grazie ai quasi 90 milioni di euro raccolti dall’Airc tra soci, volontari, contribuenti e sostenitori.

SOMMARIO Seminario formativo sul mobbing pag. 2

A tu per tu con il capo di dipartimento Ciro Indolfi

pag. 4

Dalla Regione un bando per il reinserimento lavorativo pag. 5


2

Seminario formativo sul mobbing a Giurisprudenza UniVerso PARALLELO • “Mobbing come discriminazione di genere e stalking sul lavoro”. È stato questo l’argomento al centro del seminario formativo promosso dal Comitato Pari Opportunità dell’ordine distrettuale degli avvocati di Catanzaro unitamente alla Scuola di specializzazione delle Professioni Legali dell’Università “Magna Graecia”. L’iniziativa, che si è svolta nell’edificio giuridico del Campus “Salvatore Venuta”, rappresenta l’ultimo incontro in programma

il dibattito

del ciclo di attività formative rivolte ai giovani avvocati e ha avuto come finalità quella di fornire ai professionisti gli strumenti per riconoscere il mobbing e, dunque, portare in tribunale giuste cause. Oggi, infatti, si parla molto di questo tipo di reato, ma molto spesso si cade in errore. Il compito dell’avvocato deve essere principalmente quello di chiarire al proprio assistito la sua reale posizione, aiutandolo a distinguere tra mobbing e molestia e tra mobbing e conflittualità sul posto di lavoro. Ad introdurre i lavori è stata il Presidente del Comitato organizzativo Rosalba Viscomi che ha evidenziato come la trat-

tazione di un tema attuale e spinoso come il mobbing rientri nella finalità di diffondere la cultura delle pari opportunità che diventa un mezzo per eliminare gli atti discriminatori in tutti gli ambiti della società, compreso quello lavorativo. «Si deve puntare – ha esordito Rosalba Viscomi – alla tutela preventiva attraverso l’opera di organismi interni alle aziende capaci di creare le condizioni ottimali per il lavoratore. Evitare dunque di

arrivare alla situazione in cui si verifica la violazione della dignità della persona, e di conseguenza si agisce in giudizio. Anche perché – ha aggiunto – è molto difficile provare che il mobbing sia avvenuto in quanto spesso consiste in atteggiamenti persecutori e manovre subdole che non possono essere considerati come atti discriminatori». A relazionare è stato poi l’ordinario di diritto del lavoro Antonio Viscomi con un intervento dal titolo Profili giuslavoristici del mobbing. Ha inizialmente posto l’attenzione sulla definizione di mobbing e sui presupposti che devono sussistere per intentare una causa. Secondo la giurisprudenza il mobbing

consiste in un complesso di atteggiamenti posti in essere sul posto di lavoro nei confronti di un dipendente che si risolvono in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di violenza morale o persecuzione psicologica, da cui può conseguire isolamento ed emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio psichico e del complesso della sua personalità. «Non ogni conflitto può rappresentare mobbing – ha spiegato Viscomi – infatti secondo gli orientamenti più diffusi questa forma di violenza è caratterizzata dalla volontà specifica da parte del datore di lavoro di allontanare “la vittima” dal luogo di lavoro, bensì non esistono degli elementi per individuarlo. La valutazione va fatta caso per caso. Non bisogna scambiare la normale tensione che si verifica sul posto di lavoro tra superiore e dipendente, o tra dipendenti stessi, per mobbing». E ancora proseguendo ha spiegato: «Il posto di lavoro è per sua natura un ambiente conflittuale, in cui si può vivere una condizione di stress, ma ciò non presuppone necessariamente il verificarsi di un reato. Per questo motivo è opportuno configurare una specifica fattispecie per il mobbing». Se da una parte non è semplice per la vittima e per l’avvocato dimostrare e provare la sussistenza del reato, dal momento che bisogna provare il carattere persecutorio,

L’altro sguardo sull’Università Registrazione del Tribunale di Catanzaro n. 5 del 21 - 02 - 2011 Anno II - numero 11-12 amministrazione@universoparallelo.net Tel. 0961.752601 Fax: 0961.752237

DIRETTORE EDITORIALE

Gianluca Lucia DIRETTORE RESPONSABILE

Domenico Iozzo RESPONSABILE SERVIZI

Mariapaola Carmeli REDAZIONE

Eliana Grande FOTO

Federico Losito HANNO COLLABORATO Gianluigi Accattato, Fabrizio Ambrosio, Francesco Caroleo, Carlo Griseri, Rosita Mercatante, Andrea Silenzi, Walter Vesperi.

Se vuoi collaborare con noi scrivi a: redazione@universoparallelo.net EDITO DA: EDIZIONI la rondine STAMPA: graficheLucia - Catanzaro Viale degli Angioini 143/b

sistematico e prolungato nel tempo degli atteggiamenti illeciti, dall’altra, come ha sottolineato il docente, non si può neppure tollerare un sistema in cui tutto è mobbing. «Molti dicono di essere mobbizzati perché aspirano ad un risarcimento cioè spinti da un interesse venale. Si corre così il rischio che la vera vittima finisca per non essere tutelata». Rosita Mercatante

La riflessione di Morosini sul messaggio di Benedetto XVI in Calabria •Ad aprire gli incontri promossi dalla Cappellania Universitaria dell’Ateneo “Magna Graecia” è stato il vescovo di Locri monsignor Giuseppe Fiorini Morosini con una rilettura dei discorsi che il papa Benedetto XVI ha pronunciato nella sua recente visita in Calabria. «La presenza cristiana nel mondo accademico – ha affermato il cappellano dell’università don Domenico Concolino – ha l’intento di indurre gli studenti ad intraprendere un cammino che segue il connubio della sapienza e della speranza».

Soffermandosi, poi, sul termine “sapienza” il cappellano ha spiegato che «il desiderio di sapere è amore ed innalza a Dio. L’università nasce da questo bisogno di conoscenza. La sapienza – ha proseguito – non è scienza. Quest’ultima è solo il modo concreto di attuazione della sapienza. Il cristiano deve essere capace di creare un dialogo tra la scienza e la sapienza». Le parole del papa proferite a Lamezia durante l’omelia e a Serra San Bruno dopo la visita alla Certosa sono state oggetto di un’attenta analisi da parte del

vescovo Morosini, padre dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola. «Lo stile di questi discorsi, che hanno tradito le attese di quanti si aspettavano frasi ad effetto – ha commentato – è molto semplice. Le problematiche e i temi in essi contenuti sono accennati ma non sono sviluppati come in una lezione cattedratica». I messaggi brevi che Benedetto XVI ha dedicato alla nostra terra secondo padre Morosini possono essere rivisti attraverso due chiavi di lettura: una teologica e una sociale. Il riferimento

principale è stato alla fede, definita come una chiamata da parte di Dio a cui bisogna rispondere. «Oggi la nostra fede è di tradizione in quanto trasmessa per cultura. L’invito è a riscoprire la domanda di fede come ricerca». E per la terra “sismica” anche in ambito sociale l’avvertenza è di non cadere nel pessimismo ma ad avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità per partecipare al processo di risoluzione delle nostre problematiche. R. M.


• Quel bel mondo del precariato. Così presente e radicato, ormai, nella nostra terra, che se non ci fosse, qualcuno lo andrebbe a cercare. Forse solo per scambiarci qualche parola, come se fosse un amico invisibile con cui parlare. Arrabbiarsi. Ammattirsi. Sfiduciarsi. Quel bel mondo del precariato che si insinua nei sogni dei ragazzi che vivono ancora di speranza, quando ormai la speranza è solo un insieme di lettere senza storia. E senza senso. Quel bel mondo del precariato che percorre le anime vuote in cerca della bella busta paga. Quella che il 27 di ogni mese è ormai solo un sogno. Quella che

ormai non basta aver buttato l’anima sui libri, se a guidarti, o meglio a “spingerti”, non c’è la mano del politico di turno. E non basta credere ancora di potercela fare, se dietro non hai le spalle le coperte. E non basta affidarsi alle capacità di un mondo libero, quello che hai costruito, sì, tu lettore che mi stai leggendo, seduto a schiena dritta, cercando un perché della tua vita. E sì, ti rimane solo questo. Ti rimane piegare la testa e credere. Credere in una cosa che non esiste, credere che qualcosa possa cambiare, credere che la tua testa sia più forte di qualsiasi altra cosa. Credere che tu valga qualcosa.

Quel bel mondo del precariato che vive negli occhi dei tanti Luca, Marco, Francesco, Silvia, Domenica e di chissà chi ha ancora il coraggio di guardare avanti. Quel bel mondo del precariato che scorre sempre più veloce di te e che non si ferma mai, come le lancette di un orologio che “corrono, corrono, corrono”. Parli con i ragazzi che hanno appena svolto un concorso e leggi negli occhi la sfiducia. Ti raccontano anche di aver risposto bene a tutte le domande, ma si sa già come andrà a finire. Manca la voglia di ribellarsi in questa nostra Calabria, pur sempre amata. Manca la voglia di ri-

bellarsi forse perché non abbiamo nemmeno le armi per combattere. Chiedersi dove siano le scuole, la forza della politica, quella vera, chiedersi se le istituzioni svolgano al meglio le proprie responsabilità è solo fiato sperso che conosce come unica strada quel vento che cancella tutto. Resta solo lui, quel bel mondo del precariato capace di regalarti un’illusione, capace di sfinirti, capace di farsi amare quasi, solo perché resta solo lui. Resta solo quel bel mondo del precariato. Speriamo di non incontrarti più. Gianluigi Accattato

Cerimonia dei dottorati all’Università “Tor Vergata” di Roma • Lo scorso 11 novembre, a Monte Porzio Catone, si è svolta la cerimonia di consegna dei diplomi ai nuovi dottori di ricerca dell’Università “Tor Vergata” di Roma. Il magnifico rettore prof. Renato Lauro, ha introdotto la manifestazione, ricordando il

ruolo di centralità svolto dall’università nel panorama formativo e culturale del nostro paese e sottolineando l’importanza e il significato stesso che il titolo di dottore di ricerca rappresenta. Un titolo che costituisce una sfida per il riconoscimento della

qualità di professionisti che sono così in grado di offrire la loro preparazione all’intero capitale sociale. La consegna delle pergamene ha coinvolto, tra gli altri, il dottor Ludovico Abenavoli, docente di gastroenterologia presso l’Università “Magna Grae-

cia” di Catanzaro, secondo il quale «la cerimonia di oggi costituisce un momento di riflessione sulle sfide future che attendono la ricerca e l’università in Italia, per uno sviluppo armonico in un contesto storico purtroppo difficile».

Nuovo sistema di consultazione elettronico per gli studenti di Medicina • Un nuovo servizio è disponibile a tutti gli studenti dell’Area delle Bioscienze del Campus dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro: da alcuni giorni, infatti, è stato attivato il sistema di consultazione elettronico delle aule all’interno del Corpo H del Campus. Il servizio di informazioni dinamiche, ancora in via sperimentale, consente a tutti gli studenti dell’area medica di

consultare in qualunque momento le informazioni relative alle aule nelle quali si svolgeranno le lezioni dei vari corsi didattici attivati. Il sistema, realizzato dall’Area Sistemi Informativi di Ateneo, totalmente con risorse interne, si compone in una fase iniziale di n.3 totem e di un sistema informatico per la gestione della programmazione delle aule didattiche. Importante passo in avanti nell’ottica di riduzione del rischio di accavallamento nella procedura di assegnazione dell’aula. A breve il servizio sarà reso disponibile anche attraverso il portale di ateneo www.unicz.it. Un plauso è stato espresso dal rappresentante degli studenti in Cda Giuseppe Mazza e in Senato

Eugenio Garofalo. «L’iniziativa – spiega Mazza – è un ulteriore tassello nella vasta gamma di servizi tecnologici offerti dall’ateneo catanzarese, senza dubbio un punto di partenza fondamentale per garantire una sempre crescente qualità e accessibilità alle informazioni, che denota una particolare attenzione del magnifico rettore verso l’innovazione tecnologica». «Non trascurabile – continua Garofalo – è il notevole risparmio in termini economici. Difatti, il sistema, oltre a migliorare la qualità del lavoro degli operatori del

Convenzione per gli studenti del “Magna Graecia” per un pasto al self service del Campus Caffè con uno sconto del

25%.

management didattico, riduce notevolmente l’adozione di elenchi cartacei, sicuramente un punto di partenza verso un’amministrazione paper-free». Sicuramente soddisfatti, concludono Mazza e Garofalo, per la celerità di risposte dell’amministrazione sempre attenta ad accogliere i suggerimenti per migliorare i servizi agli studenti..

3

studenti

Quel bel mondo del precariato e la voglia di ribellarsi


4

A tu per tu con il direttore di dipartimento Ciro Indolfi Un aggettivo per definirsi? Tenace. Quando e perché ha scelto di fare il professore? Quando ero un giovane medico ho conosciuto un famoso professore, mi sono presentato a lui e ho cominciato a frequentare il suo dipartimento. Poi sono andato a completare la mia formazione negli Stati Uniti e al ritorno iniziò la mia carriera. Quali consigli dà a chi vuole intraprendere la sua stessa strada? È necessario avere chiaro l’obiettivo fin da subito, sapendo che questo tipo di vita esclude attività parallele, soprattutto inizialmente. E poi bisogna spostarsi, affrontando anche percorsi all’estero, per conoscere nuovi orizzonti.

l’intervista doppia

Qual è la domanda che terrorizza gli studenti? Non credo che ci sia. Io faccio un corso in cui spiego attentamente ciò che poi chiederò agli esami, per cui se uno studente ha ben seguito i miei corsi non avrà problemi a dare l’esame. Se uno studente si spaventa di una domanda è colpa del professore che non ha spiegato in modo chiaro un concetto. Quando e perché decide di promuovere l’esaminando? L’esame oggi rappresenta una piccola parte del percorso che si fa con gli studenti. Gli studenti frequentano le nostre corsie, i corsi addizionali, si collegano alle lezioni via web, quindi li conosciamo. L’esame è solo l’evento finale di tutto un processo for-

mativo. Quale mezzo di comunicazione preferisce? Il web. Negli anni passati gli studenti delle grandi università americane avevano a disposizione continuamente enormi biblioteche. La rivoluzione è avvenuta quando internet è divenuto un importante strumento di formazione medica. Oggi con internet possiamo avere lo stesso accesso alla letteratura scientifica, evitando la marginalizzazione, e

di informatica perché sono un appassionato. La materia più bella che viene insegnata a Medicina? Non c’è una materia più bella. Può esserci una materia che uno studente può apprezzare di più. E la più brutta? Le posso dire qual è la più impegnativa: Anatomia. Non per la difficoltà ma per la quantità di informazioni che lo studente deve memorizzare.

Quale politica vorrebbe promuovere per una reale integrazione fra università e territorio? Diciamo che l’università è il territorio perché i miei studenti sono del territorio. Sicuramente l’università deve vivere il cuore della città come avviene a Pisa, Pavia, Perugia. Dobbiamo però dire che il settore medico ha bisogno di spazi e la città non permette questo. Si sta facendo lo sforzo di delocalizzare alcune strutture al centro della città, ma quest’ultima, da parte sua, deve fare lo sforzo di accogliere i nostri studenti creando infrastrutture adatte. Potendo tornare indietro farebbe la stessa scelta di vita? Esattamente uguale. Qual è la sua paura più nascosta? Le malattie. Per le malattie gravi non c’è rimedio, per tutto il resto sì.

Direttore di dipartimento della Facoltà di Medicina Ciro Indolfi

avere anche un aggiornamento continuo dei convegni che è possibile seguire da casa senza affrontare grandi viaggi come in passato. L’ultimo libro letto? Una biografia non autorizzata di Steve Jobs. Il sito che visita più spesso? Seguo una serie di siti, alcuni medici specifici della cardiologia, alcuni di informazione generale (Corriere della Sera, la Repubblica). E poi siti specifici

Cosa manca al nostro ateneo per essere ritenuto una scommessa vinta? Quello che manca secondo me non è una cosa che possiamo acquistare. È una cultura, un amore per l’università, che manca soprattutto nel Sud. Non si riconosce l’importanza dell’università, di quello che l’università può fare per questa regione (pensiamo al riscatto che questo campus potrebbe promuovere nel campo della sanità, per esempio).

Un sassolino che vorrebbe togliersi? Io ho sviluppato una mia teoria: anche le esperienze negative sono una buona esperienza. Ognuno di noi ha avuto delle scortesie ma bisogna andare avanti e, piuttosto che parlare male di un’altra persona, cercare di essere sempre a posto con la propria coscienza perché nonostante tutto ci sarà sempre qualcuno che non sarà d’accordo con te. Una citazione? Una frase di Aristotele: quando gli fu chiesto «Chi invecchia prima?» rispose «La riconoscenza».

Se vuoi fare la tua pubblicità su Uni Verso Parallelo contatta il seguente numero:0961/752601 oppure invia un’e-mail all’indirizzo: amministrazione@universoparallelo.net


Dalla Regione un bando per il reinserimento lavorativo e per i giovani molto svantaggiati sono raggruppati coloro i quali sono senza lavoro da almeno 24 mesi. L’avviso prevede due linee di intervento: 1) la linea A, per la concessione di incentivi ai datori di lavoro per l’incremento occupazionale e la concessione di una dote formativa come contributo

svantaggiati, molto svantaggiati e/o disabili. In particolare, questa linea prevede: bonus assunzionali (volti a coprire il costo del 50% del costo del lavoro per una durata massima di 12 mesi) per assunzione a tempo indeterminato; concessione di voucher informativi. 2) la linea B, per la conces-

all’adattamento delle competenze. Comprende interventi volti ad incrementare l’occupabilità e a garantire le giuste opportunità di inserimento di soggetti in cassa integrazione, lavoratori

sione di sostegni al reddito ed incentivi all’autoimpiego di lavoratori autonomi che abbiano perso il lavoro a causa della crisi economica mondiale inseriti nell’azione di sistema di welfare to

work per le politiche attive di reimpiego competenze. Racchiude interventi di sostegno al reddito ed incentivi per lavoratori autonomi che abbiano perso il lavoro a causa della crisi economica attuale e un bonus per l’avvio di nuove attività di lavoro autonomo. Le azioni di questa linea sono: contributo di sostegno al reddito pari a 500,00 Euro per max 6 mensilità; bonus a fondo perduto di 15.000,00 Euro per chi intende inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro avviando la propria attività in modo autonomo o in forma societaria. Proprio in quest’ultimo caso, l’agevolazione può essere combinata con il microcredito. È sempre stato messo in evidenza come la crisi economica mondiale abbia fatto uscire dal mercato del lavoro diverse figure e persone. Oltre al dramma sociale, che colpisce soprattutto i ceti più deboli e le famiglie, il licenziamento rappresenta per le imprese una perdita di risorse. Il know-how che ogni individuo porta con sé può essere la chiave per uscire dalla crisi. Per questo motivo, il reinserimento di lavoratori in cassa integrazione nel mondo del lavoro può essere visto come una fonte di vantaggio competitivo per le imprese e non solo come un aumento dei costi aziendali. Walter Vesperi

Tirocini formativi solo per neolaureati e per un periodo massimo di sei mesi • Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è recentemente intervenuto con una circolare al fine di dare i primi chiarimenti in merito ai tirocini formativi per come modificati dalla Legge 138/2011 e più precisamente dall’articolo 11. I mass media negli ultimi tempi hanno portato all’attenzione di tutti come lo strumento stage sia stato erroneamente utilizzato dalle aziende; ciò ha portato alla creazione di una generazione di giovani, generalmente con livelli di cultura elevati, che non riesce a trovare altro accesso al mondo del lavoro se non con contratti di stage in media con rimborsi spese irrisori e con una mole di lavoro che supera la normale tollerabilità. Ma cosa s’intende per stage? Il principale riferimento normativo dovrebbe essere rappresentato delle varie legislazioni regionali ma la disciplina attuale è prettamente desumibile dalla Legge

196/1997 che detta «le norme in materia di promozione dell’occupazione». Nell’articolo 18 vengono disciplinati i tirocini formativi e di orientamento cioè quella tipologia di tirocini che dovrebbe porre in essere momenti di alternanza tra studio e lavoro agevolando, conseguentemente, le scelte professionali dei giovani mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro. La disciplina introdotta dalla Legge 138/2011 vuole elevare i livelli di tutela dei tirocini formativi e di orientamento cioè proprio quelli disciplinati dall’art. 18 Legge 196/1997. Non rientrano, dunque, nell’ambito di applicazione della norma i tirocini di reinserimento/inserimento, i tirocini per soggetti svantaggiati e quelli curriculari cioè quelli inclusi nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici ove ricorrano determinate condizioni e i periodi di praticantato

richiesti e disciplinati dai differenti ordini professionali (dottori commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro). La promozione di stage formativi e di orientamento deve essere riservata, secondo la circolare ministeriale n°24, esclusivamente a quei soggetti aventi i requisiti fissati dalle normative regionali e in assenza di queste permane l’adozione dei criteri selettivi determinati dall’art. 18 della Legge 24 giugno 1997 n. 196 e dal corrispondente regolamento attuativo. Gli stage oggetto della nuova disciplina non possono più avere una durata superiore a sei mesi (comprese le proroghe) e potranno avere come destinatari solamente i neodiplomati o i neolaureati; vengono considerati tali coloro i quali hanno conseguito il titolo di studio da un periodo non superiore a 12 mesi. I tirocini formativi e di orientamento non sono, però, preclusi

agli studenti, ai laureandi, ai masterizzandi e ai dottorandi se promossi da scuole o università, svolti durante la frequenza del corso di formazione e non funzionali al conseguimento di crediti formativi. Per i tirocini avviati prima del 13 agosto la normativa di riferimento fino alla scadenza del programma formativo è la precedente disciplina, mentre per eventuali proroghe bisogna avvalersi delle novità introdotte dalla Legge 138/2011. Ultimo aspetto che la circolare ministeriale intende chiarire è quello dei controlli ispettivi volti a verificare la corrispondenza tra forma giuridica e sostanza del tirocinio. Vi è la possibilità, infatti, per il personale ispettivo di procedere a riqualificare il rapporto di lavoro come di natura subordinata qualora ci fosse un utilizzo distorto ed illegittimo del tirocinio di formazione e orientamento. Fabrizio Ambrosio

5

economia e lavoro

• È stata pubblicata dall’assessorato della Regione Calabria del lavoro, formazione e politiche sociali un’interessante misura al fine di contrastare la crisi occupazionale che affligge la nostra terra. L’avviso pubblico in questione, previsto dal Piano regionale per l’occupazione e il lavoro, rientra nel progetto Welfare to work, e si prefigge come obiettivo primario il rafforzamento e l’inserimento o reinserimento lavorativo di soggetti con maggiori difficoltà. Le risorse complessive stanziate sono di 6.000.000,00 Euro. Possono beneficiare delle agevolazioni le persone fisiche in cassa integrazione guadagni straordinaria e mobilità, lavoratori svantaggiati, lavoratori molto svantaggiati o lavoratori disabili. Per lavoratori svantaggiati si intendono coloro i quali possiedono una o più delle seguenti caratteristiche: non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale, essere lavoratori con più di 50 anni, adulti che vivono soli con una o più persone a carico, membri di una minoranza nazionale in Italia, lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità nel rapporto uomo/donna superiore al 25%. Nella categoria dei lavoratori


6

L’Agorà

UniVerso...

a cura di Francesco Caroleo

... da ascoltare

Ultimi riti

l’angolo culturale

Tra una fase di indignazione e l’altra, agitate a corrente alterna e sovente in maniera dissonante, ci si avvia con patetica amorevolezza verso le celebrazioni degli ultimi riti dell’anno. Ci si appresta a gozzovigliare sulla fame degli altri: quella gran parte della popolazione mondiale che non vede alberi di natale, non vede i luccichii tipici delle feste, ma vede e vive quella condizione di indigenza che ha la forma di una pancia gonfia dalla fame. Come se nulla fosse, anzi come se il nulla fosse l’unica cosa verso cui tendere, si continua a far girare ad oltranza il tritacarne della festa, con la stessa consapevolezza che il benessere di pochi è funzionale al malessere di molti. Tra il ricordo dei vecchi e ormai fuori moda amici/nemici islamici delle mille e una notte, ed i nuovi nemici lessicali: spread, crisi, crescita, sviluppo e addirittura equità, parola quest’ultima abusata perlopiù, ma mai pronunciata con concretezza e nonostante tutto, nell’opulento occidente si assisterà come di consueto ai funambolici esercizi degli “acquististi”, che saranno impegnati ad acquistare cose, la cui utilità è pari a zero. Oggetti non giustificati dal consumo in senso stretto. L’acquisto di un bene si profila spesso come fine a se stesso o nella migliore delle ipotesi è una esecrabile ostentazione di un benessere fittizio, o peggio la proiezione di una solitudine sempre più imperante tra le moltitudini. Avanti tutta dice il sentir comune! Bisogna procedere a passi spediti verso la celebrazione delle liturgie di fine anno, senza chiedersi se queste sono virtù o danno. Culti positivi e quindi di festa caratterizzano questo periodo del calendario gregoriano, il quale si concretizza anche da una serrata mobilitazione sociale: le famiglie si riuniscono, gli emigrati tornano nei loro luoghi d’origine, definizione quest’ultima molto in voga, e il senso di appartenenza o di coinvolgimento familiare appare come qualcosa di trascendentale, salvo poi spararsi con il proprio simile il giorno seguente la festa per un parcheggio o molto meno. A questo punto manca solo la benevolenza cristiana, che ha rimosso i ricordi dei primi tre secoli del cristianesimo stesso, quando la norma era ignorare la data della nascita: il venticinque dicembre. Nel frattempo abbiamo distribuito Dio all’ingrosso ed al dettaglio, cristianizzando tutto ciò che era a portata di mano… per cui anche presso culture e società diverse dalle nostre come gli Amerindi è presente «Un cristo indianizzato, o “inuitizzato”» (J. Malaurie). Per contro possiamo affermare senza troppe ecclesiastiche paure che il lungo ed “estenuante” rito natalizio non è effettivamente una celebrazione a carattere strettamente religioso, ma «è fortemente impregnato dal pensiero pagano» (J. Malaurie). Per un attimo voglio soffermarmi sul Babbo Natale giustiziato di Claude Lévi-Strauss: «Babbo Natale è vestito di scarlatto: è un re... Ma in quale categoria bisogna collocarlo dal punto di vista della tipologia religiosa? Non è un essere mitico, poiché non c’è mito che renda conto della sua origine e delle sue funzioni; e non è nemmeno un personaggio di leggenda, poiché non è collegato a nessun racconto semistorico. Appartiene piuttosto alla famiglia delle divinità. È la divinità di una sola fascia di età della nostra società e la sola differenza tra Babbo Natale e una vera divinità è che gli adulti non credono in lui, benché incoraggino i propri figli a crederci. Babbo Natale è dunque, anzitutto, l’espressione di un codice differenziale che distingue i bambini dagli adolescenti e dagli adulti». Un’opera di grande sensibilità culturale e grande attualità, redatta da Claude Lévi-Strauss, il quale mediante la comparazione tra culture e società radicalmente differenti nei loro aspetti strutturali e non, analizza dettagliatamente i sentimenti vestiti con gli abiti dell’odio che la Chiesa ha nutrito nei confronti di Babbo Natale, figura alquanto ambigua per le illuminate menti ecclesiastiche. Lo studioso in questione pone un quesito molto interessante rispetto ai sentimenti intrisi di disprezzo che la Chiesa nutre nei confronti di Babbo Natale e cerca di comprendere e collegare tale sentimento con l’origine pagana di una delle più importanti feste della religione cristiana, fattore che evidentemente non è gradito in direzione Vaticano e dintorni. Nel lavoro di Strauss sono menzionate le tradizioni degli indiani Pluebo e le relative pratiche del dono, che caratterizzano anche le nostre culture. Da queste comparazioni tra culture completamente differenti tra loro emergono quelle analogie nelle pratiche rituali, che oltre ad esprimere una distinzione tra il mondo degli adulti ed il mondo dei bambini e tra il mondo dei vivi e quello dei morti, sottolineano l’unicità e l’essenza dell’essere umano a qualsiasi latitudine e longitudine esso si trovi. Senza quelle capziose classificazioni tipiche del livore razzista, il quale nonostante la gioiosità del natale è sempre pronto a riemergere con forme e contenuti banali e scontati. Per queste feste proponiamoci un Babbo Natale senza colore, senza fame e senza violenza per tutti i bambini.

LosinGate LosinGate è un VJ/DJ set itinerante che vuole ripercorrere la storia del Rock dalla sua nascita fino alle contaminazioni elettroniche che hanno impregnato negli ultimi anni una parte di esso. Vengono trattati gli avvenimenti più importanti che hanno definito, nei vari decenni, la vita di tutti noi, modificandola e cadenzando nei ritmi. Viene raccontato l’underground newyorkese, e di come la guerra del Vietnam fece nascere negli anni ’60 un intero filone musicale, si sente il rock del sud degli States e si rivive la magica atmosfera di Woodstock. Vengono illustrate le cause che negli anni ’70 fecero nascere il Punk, vero punto di rottura tra il vecchio ed il nuovo RnR e di come la New Wave dettò i nuovi tempi degli anni ’80 e ’90.

Nicola Sergio Nicola Sergio inizia a studiare pianoforte con il M° Massimo Distilo, grazie alla cui guida ottiene sin dai “primi passi” vari attestati di merito in numerosi concorsi e rassegne di musica classica per giovani pianisti. Dopo la maturità scientifica si trasferisce a Perugia dove nel 2003 si laurea in Economia e, nello stesso anno, ottiene col massimo dei voti il diploma di Pianoforte sotto la guida del M° M.M. Espinosa Euribe al conservatorio “Morlacchi”, consegue con votazione massima il diploma di Jazz col M° Paolo Di Sabatino e, successivamente, il diploma di Didattica della musica. Dal 2004 al 2007 suona in varie formazioni in ambito jazzistico. Inoltre si annoverano esperienze in progetti al confine tra Jazz, musica da camera, musica per film/teatro.

... da leggere Le luci nelle case degli altri di Chiara Gamberale Un anonimo condominio della periferia romana si trasforma nello scenario imprevisto di eventi ordinari e straordinari che si intrecciano nelle vite degli inquilini che lo abitano, accomunati da un segreto che li riguarda tutti e ha il volto di Mandorla, una bambina dal nome insolito, come il suo destino. È l’ultimo romanzo di Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri (Mondadori, pp. 392, ⇔ 20,00).

Murat. Morte di un Re di Angelo Di Lieto L’evocativo scenario del Castello di Pizzo fa da sfondo alla serie di vicende, intrighi, tradimenti, ambizioni e giochi di potere che condussero alla cattura e alla condanna a morte di Gioacchino Murat. Sulla base di fonti storiche e ipotesi suggestive, e attraverso la descrizione accurata di fatti e personaggi, Murat. Morte di un Re (Edizioni La rondine, pp. 200, ⇔ 18,00) si propone di far luce su questi misteri

A cura di Minerva Pictures Group s.r.l.

... da vedere

Chi lavora è perduto Nuova uscita per il catalogo di RaroVideo, uscita prestigiosa che celebra la carriera di Tinto Brass con la “prima volta” in dvd del suo film d’esordio, Chi lavora è perduto. Un film suggestivo e da vero “maestro” del montaggio, insolito e ancora oggi affascinante e “raro”: una vera scoperta, ai tempi ignorato dalla critica e censurato soprattutto per le sue tematiche forti (aborto, anarchia, ...). Il punto di partenza ideale per iniziare la giusta rivalutazione di Brass che, dopo aver iniziato la sua carriera al fianco di nomi importanti del cinema come Rossellini e Cavalcanti, è stato relegato dalla critica (anche per sue colpe, vedi i film degli ultimi 20-25 anni...) a semplice realizzatore di film erotici di serie B. Carlo Griseri

Sbatti il mostro in prima pagina L’Italia delle trame e dei dossier, del fascismo strisciante delle “puttane di regime” della carta stampata, colta nella sua fase primordiale da un Bellocchio impietoso. Un attivista di sinistra incastrato da un caporedattore in un omicidio a sfondo sessuale, per gettare discredito sulla sinistra sotto elezioni: l’altra faccia della repressione dei 70 che Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Petri mostrava parlando delle forze dell’ordine. Con un’intervista inedita a Bellocchio negli extra. Andrea Silenzi


Bacheca annunci - Affittasi stanza singola in Catanzaro Lido a studente, vicino Piazzetta Centrale. Info Antonio 389/8309752; Ugo 340/4053694 (studenti di Medicina) - Affittasi stanza singola con balconcino, a studente, in appartamento formato da una stanza doppia (già occupata), una singola, corridoio, cucina, e bagno; arredato e climatizzato; situato in Catanzaro Lido, via C. Colombo, dietro la piazzetta A. Garibaldi e a nemmeno 50 mt dal Lungomare, collegatissimo e vicinissimo alle fermate della stazione centrale, bus, autobus, e trenino/metro. Prezzo Euro 170, 00. Info Antonio 389/8309752; Ugo 340/4053694 (Studenti di Medicina).

- Affittasi app. località Fortuna cz lido a ragazze universitarie. L’alloggio è composto da cucina, 2 camere da letto, bagno e ampio soggiorno. Arredato. Sito in via latina n° 10. Info 334 1652044 - Affittasi appartamento arredato a studenti e specializzandi, max 3 posti a Catanzaro Lido, via Marco Polo. Info 3387585932 o 3392139033 - Affittasi a una o due studentesse universitarie una stanza in alloggio ammobiliato e in ottime condizioni. Disponibile da settembre a luglio. Info mpel.priv@gmail.com - Affittasi stanza singola con bagno personale, in appartamento da condividere, nuovo, ben arredato, termoautonomo. Posto auto in cortile. Euro 350 compreso di ogni spesa. Info rossana.domanico@gmail.com - Affittasi stanza singola o doppia a stu-

dentesse in appartamento termoautonomo. Zona stadio. Info 333244 7441 - Affittasi a Catanzaro lido a pochi passi dalla stazione ferroviaria stanze singole in appartamento di nuova costruzione completamente arredato composto da 3 stanze singole, cucina abitabile, bagno, posto auto in cortile condominiale. Info 3385875134 - Affittasi appartamento 4 stanze per solo studenti/esse vicino ospedale pugliese bus per campus – termoautonomo. Info iacolagianni@gmail.com - Affittasi n.2 stanze in appart. di nuova costruzione, 2 bagni, lavanderia, lavastoviglie, completamente arredato vicino a Benny Hotel, Catanzaro. Info 347.5749033

- Affittasi in via B. Telesio vicino Motel Agip CZ una stanza singola ed una doppia in appartamento di nuova costruzione, arredato, 2 bagni, lavanderia, giardino. Max serietà solo donne. Info angelacartolaro@libero.it - Affittasi via b. da seminara - fitto bilocale arredato, ottime condizioni, piano rialzato - Euro 400,00 trattabili. Info boccaciliegia50@virgilio.it - Affittasi stanze ed appartamenti a Catanzaro sala. Zona molto servita e collegata direttamente con l’università. Info 3294304871 Cerca lavoro studentessa come baby-sitter, pulizie a Catanzaro e provincia part-time mattina, seria ed affidabile, con esperienza lavorativa. Info francescamazza86@gmail.com

Appuntamenti in città Teatro Masciari 15 dicembre 2011, ore 21:00, Commedia dialettale in tre atti ’A Natala ccu mammà dedicata alle festività del Natale, scritta e diretta da Massimiliano Riccio, messa in scena a cura dell’Ass. Culturale Ottantotto100 sensi artistici di Catanzaro. Casa del Cinema 16 dicembre 2011, ore 20:30, Proiezione del film Marpiccolo, per la regia di Alessandro di Robilant, nell’ambito della rassegna promossa dal circolo CinemaZaro.

Enjoy Pub

Taiuti. Regia di Armando Pugliese.

tions together. 16 dicembre 2011, ore 22:00, Sabatum Quartet in concerto.

Marca Museo delle Arti 17 dicembre 2011, ore 18:30, Inaugurazione della mostra di Enzo Cucchi che resterà aperta fino al primo aprile 2012. Teatro Incanto 18 dicembre 2011, ore 18:30, Spettacolo teatrale Basta: abbasta e suverchja di Nino Gemelli. Teatro Politeama 20 dicembre 2011, The Harlem Gospel Choir - Bringing people & na-

22 dicembre 2011, Recital di Micaela Carosi Le Grandi Romanze. Una produzione esclusiva della Fondazione Politeama.

Casa della Memoria

Dal 5 al 9 gennaio 2012, I promessi sposi. Opera moderna, per la regia di Michele Guardì, con Giò Di Tonno, Graziano Galatone e Noemi Smorra.

Dal 17 dicembre 2011 al 25 febbraio 2012, mostra di Alex Pinna, Ti guardo, mi guardo. Una piccola antologica del lavoro degli ultimi cinque anni che presenta circa venti sculture e opere su carta dell’artista; quattro sculture sono state collocate in spazi pubblici cittadini. Verduci Arte

13 gennaio 2012, Raphael Gualazzi in concerto. 18 gennaio 2012, Sal Da Vinci, Napoli chi resta e chi parte, con la partecipazione di Gigio Morra con: Gaetano Amato, Mario Aterrano, Ciro Capano, Lalla Esposito, Patrizia Spinosi, Lello Radice, Giuseppe Mastrocinque e Tonino

Dal 15 dicembre 2011 al 15 gennaio 2012, Setteotto & novecento. Sessanta opere tra dipinti, disegni e sculture di privati per la rassegna curata da Salvatore Falbo. Si segnala l’omaggio ai maestri calabresi, in primis gli artisti del gruppo della scuola di Polistena.

Come raggiungere l’ateneo Linea 46

Linea 47

DESTINAZIONE CAMPUS UNIVERSITARIO SALVATORE VENUTA FERMATE a intervalli di circa 30 minuti

DESTINAZIONE CAMPUS UNIVERSITARIO SALVATORE VENUTA FERMATE a intervalli di circa 30 minuti

dalle 7.00 alle 19.30 Funicolare Valle Rione Sala S. Maria Centro Viale Isonzo Viale Magna Graecia (Rione Fortuna) FF.SS. Lido

dalle 7.35 alle 20.05 Campus Universitario F.S. Staz. Catanzaro Viale Europa Bivio Cimitero Lido FF.SS. Lido Viale Magna Graecia (Rione Fortuna) Viale Isonzo S. Maria Centro Rione Sala Funicolare Valle

Bivio Cimitero Lido Viale Europa Campus Universitario

dalle 6.10 alle 21.45 Bambinello Gesù Piazza Stadio Piazza Montegrappa Via Piave Via Indipendenza Viadotto Bisantis Rione De Filippis Tunnel Sansinato Bivio Caraffa Viale Europa F.S. Staz. Catanzaro Campus Universitario

dalle 6.45 alle 22.25 Bambinello Gesù Piazza Stadio Via Daniele Piazza Osservanza Viadotto Bisantis Rione De Filippis Tunnel Sansinato Bivio Caraffa Viale Europa F.S. Staz. Catanzaro Campus Universitario

Linea 35

Linea 48

DESTINAZIONE FACOLTÀ DI FARMACIA FERMATE a intervalli di circa 60 minuti

DESTINAZIONE CAMPUS UNIVERSITARIO SALVATORE VENUTA FERMATE a intervalli di circa 30 minuti

dalle 8.05 alle 18.05 Casciolino Porto - V. Crotone Viadotto Nalini Via Togliatti Via Amendola Località Susanna Via Scylletion SS. 106 per Crotone Via M.A. Cassiodoro Facoltà di Farmacia

dalle 7.20 alle 18.30 Facoltà di Farmacia SS. 106 - Viadotto Nalini Via Crotone - Porto Casciolino

dalle 7.00 alle 19.05

dalle 7.30 alle 19.30 Gagliano Mater Domini S. Antonio Rione De Filippis Tunnel Sansinato Bivio Caraffa Viale Europa F.S. Staz. Catanzaro Campus Universitario

7

l’agenda

Affittasi

per le tue segnalazioni scrivi a: annunci@universoparallelo.net


8

Simposio internazionale di cardiochirurgia al Campus di Germaneto • Il trattamento delle patologie a carico dell’aorta toracica e toracoaddominale è stato l’argomento del secondo Simposio Internazionale. Ad ospitare gli esperti mondiali di cardiochirurgia è

di Catanzaro, Cristina Basso dell’Università di Padova, Eugenio Meucci e Pietro Volpe responsabili delle Unità Operative di chirurgia vascolare ed endovascolare di Vallo della Lucania e

studi condotti da ricercatori e medici di tutto il mondo, i vantaggi e i rischi derivanti dall’applicazione di particolari tecniche mediche, ma anche la storia dell’evoluzione della scienza me-

stato il Campus “Salvatore Venuta” di Germaneto per una due giorni di approfondimento della complessa patologia trattata. La prima sessione ha visto le magistrali lezioni di prestigiosi docenti e ricercatori tra cui Luigi Chiariello dell’Università “Tor Vergata” di Roma, Tullio Barni dell’Università “Magna Graecia”

Reggio Calabria. Durante gli interventi l’attenzione è stata riposta sugli importanti traguardi che la cardiochirurgia ha raggiunto negli ultimi anni. In particolare al centro delle relazioni dei luminari le più tradizionali tecniche di intervento sul paziente e quelle più innovative e in fase di sperimentazione, gli

dica, la valutazione delle patologie vascolari, diagnosi e trattamento. Alla cerimonia inaugurale che ha dato il via ai lavori hanno preso la parola Pasquale Mastroroberto, docente associato di chirurgia cardiaca presso l’Umg e curatore del programma scientifico del simposio, Francesco Saverio Costanzo ex

rettore dell’ateneo catanzarese, Aldo Quattrone attuale rettore, Giovabattista De Sarro preside della Facoltà di Medicina e Antonio Costanzo direttore generale del Policlinico “Mater Domini”. I ringraziamenti sono andati agli esperti che hanno accolto l’invito rendendo così possibile la realizzazione dell’evento, giunto al suo secondo appuntamento dopo quello del 2009 che si era tenuto sempre presso il Campus di Germaneto e che ha visto la partecipazione di oltre 180 iscritti ed importanti relatori nazionali ed internazionali. «Essere riusciti ad avere una seconda organizzazione del simposio rappresenta un considerevole traguardo – ha affermato Mastroroberto – ora l’auspicio è che diventi un appuntamento biennale». Costanzo ha invece espresso l’augurio che i successi ottenuti fino ad ora dalla Facoltà di Medicina siano soltanto un punto di partenza per raggiungere risultati sempre più prestigiosi spronando l’ateneo a sostenere questo tipo di iniziative affinché venga restituito all’università il suo compito di fare ricerca. R. M.

Il Centro oculistico universitario all’avanguardia nelle tecniche per il trapianto di cornea

il convegno

• Tecniche innovative presso il Centro oculistico dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, diretto dal prof. Giovanni Scorcia, per il trapianto di cornea: si tratta della cheratoplastica endoteliale, l’ultima nata fra le tecniche di chirurgia lamellare. Attraverso questa procedura, infatti, viene sostituito solo l’endotelio, uno degli strati corneali funzionalmente più importanti, che con la sua costante attività mantiene la cornea trasparente, con il risultato che il paziente ottiene un recupero funzionale ottimale nel giro di poche settimane, a differenza dei 12-18 mesi necessari, invece, a seguito di una cheratoplastica perforante convenzionale che prevede la sostituzione totale della cornea. Tra le patologie corneali per le quali sono maggiormente indicate le tecniche di cheratoplastica lamellare anteriore si annovera il cheratocono, malattia che consiste in una deformazione a cono della cornea, con progressivo assottigliamento e perdita di trasparenza; tale pa-

tologia – secondo le ultime statistiche – è molto diffusa in Calabria, rappresentando la principale affezione corneale. La tecnica utilizzata presso il Centro oculistico del Campus universitario di Catanzaro sarà presentata dal prof. Scorcia e dalla sua equipe nel corso di prossimi eventi scientifici internazionali di Oftalmologia a Vienna, Creta, Orlando ed ha già prodotto articoli ed editoriali su prestigiose riviste scientifiche di settore degli studi sperimentali condotti circa la validazione biologica dei trapianti di tasselli di cellule staminali autologhe nella patologia degenerativa della cornea. «La possibilità di poter usufruire di una tecnologia così avanzata ed innovativa – ha spiegato il prof. Giovanni Scorcia – consente un’alta sensibilità diagnostica e la possibilità di effettuare interventi chirurgici di cheratoplastica lamellare di vario genere, a seconda del tipo di patologia corneale riscontrata. Si è riusciti quindi a ridurre sensibilmente la necessità,

per i pazienti calabresi, di richiedere consulenze specialistiche in altre regioni, contribuendo ad aumentare, di fatto, la fiducia per le prestazioni che siamo in grado di offrire, assicurando un’assistenza sanitaria sicuramente più completa rispetto a quanto si potesse fare in precedenza». Negli ultimi anni la necessità di una continua assistenza e monitoraggio dell’evoluzione clinica del cheratocono nei confronti dei numerosi pazienti calabresi affetti da tale patologia ha portato allo sviluppo presso la Clinica Oculistica dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, di un ambulatorio dedicato esclusivamente allo studio, diagnosi e trattamento, sia di tipo medico che chirurgico, di questa e delle altre patologie corneali. Dal 2009 ad oggi presso il Centro di chirurgia corneale dell’Unità operativa di Oculistica sono stati eseguiti con successo, con tecniche di chirurgia lamellare, più di 200 trapianti di cornea: un risultato di rilievo che pone il Centro diretto dal

prof. Scorcia tra i più importanti, per quantità e qualità degli interventi realizzati, in tutto il panorama sanitario nazionale. «L’elevata percentuale di successo – ha concluso il prof. Giovanni Scorcia – ha quindi contribuito, in questo periodo, ad un incremento considerevole dell’attività clinica, con molti pazienti che ormai provengono anche da fuori regione. La disponibilità di tecnologie e apparecchiature strumentali altamente avanzate e di ultimissima generazione, come ad esempio, il microcheratomo, uno strumento ad elevata precisione che attraverso l’uso di una lama ad altissima precisione e definizione consente di ottenere fette di tessuto di vario spessore ed a vari livelli sia dalla cornea ricevente che da quella donatrice, rappresenta una grande rivoluzione per la Calabria, consentendo di affiancare al servizio di diagnostica strumentale, già tra i più moderni ed avanzati in Italia, anche una chirurgia decisamente innovativa».


UniVerso Paralello 11/ 12 2011