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U NIVERSITINFORMA www.universitinforma.it Mensile di informazione universitaria - maggio 2011

ateneo

con il patrocinio di

E.R.S.U. Catania

IL CASO / Farmacia, chiesto il rinvio a giudizio per 13 indagati

time out CRISTINA DONÀ/ «Prendetevi il vostro tempo»

città FIUMARA D’ARTE/ Le bandiere della Costituzione

ELISA «IN UNA SOCIETÀ DI VALORI INQUINATI È DIFFICILE RESTARE INTEGRI» ALL’INTERNO / Lingue contro l’Ateneo, deciderà il Tar / Sport, Elisa Landi: «Vivo in simbiosi con il mio cavallo / Città, Luca Prete e le sue installazioni-denuncia / Stabile, trasferta al Festival di Spoleto / Il corso “Il teatro migliora la vita” di Claudio Mazzenga


sommario

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U NIVERSIT

in questo numero... ateneo ASSOCIAZIONI / Le studentesse di Trinacria donne

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IL CASO / Lingue contro l’Ateneo, deciderà il Tar

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FARMACIA / Chiesto rinvio a giudizio per 13 indagati

pag 7

SIAMO IN...TESI / Integrazione, omologazione e pregiudizio pag 8 QUANTO NE SAI DI? /Costituzione, una sconosciuta

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diritto allo studio ERSU / Servizi e attività al servizio degli studenti

Gerenza

pag 10-11

lavorare MASTER / A Genova, esperti in turismo internazionale

pag 12

“UNIVERSITINFORMA” Mensile di informazione universitaria www.universitinforma.it

BORSE / 65 posti a Bankitalia

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Registrazione Tribunale di Catania n. 21/2005 - del 23/05/2005

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Anno VII - N. 5 - maggio 2011

sport EQUITAZIONE / Si crea una simbiosi con il proprio cavallo

15 pag 14

città FIUMARA D’ARTE / 500 bandiere per la Costituzione

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INSTALLAZIONI / Luca Prete: «Sono un libero pensatore

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INIZIATIVE / La speranza di Libera Terra

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time out-time in STABILE / Due produzioni alla conquista dei Due Mondi

EDITORE: Katamedia S.r.l. viale Alcide De Gasperi, 54 Catania DIRETTORE RESPONSABILE Patrizia Mazzamuto DIRETTORE EDITORIALE Gianluca Reale REALIZZAZIONE EDITORIALE E REDAZIONE Blu Media V.le Andrea Doria, 69 - Catania tel. 095 447250 - 095 432304 redazione@blumedia.info REDAZIONE CENTRALE viale Alcide De Gasperi, 54 Catania info@universitinforma.it STAMPA: Grafiche Cosentino - Caltagirone info@universitinforma.it TIRATURA: 15.000 copie

pag 18-19

TEATRO / Claudio Mazzenga: «Ecco gli strumenti degli attori» pag 20 L’ARTISTA / Antonio Santacroce: libertà e disciplina

pag 21

INTERVISTA / Elisa: «Oggi è difficile rimanere integri»

pag 24-25

CONCERTI / Cristina Donà: «Prendetevi il vostro tempo»

pag 26-27

MUSICA / Marco Selvaggio e l’hang drum

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DISCHI / La “Chiave di volta” di Agata Lo Certo

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LIBRI / Antonio Ingroia e la lotta alla mafia

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TIME IN / Libri, videogame, web e dischi

pag 36-38

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Hanno collaborato a questo numero: Maria Enza Giannetto, Rita La Rocca, Paola Pasetti, Tiziana Lo Porto, Riccardo Marra, Vanessa Ferrara, Salvo Mica, Lavinia D’Agostino, Marco Pitrella, Emanuele Brunetto, Giorgio Pennisi, Giusy Cuccia, Oriana Mazzola, Luca Di Leonforte, Danila Giaquinta, Paola Santoro, Venera Coco CONCESSIONARIA PUBBLICITÀ Katamedia Srl v.le Alcide De Gasperi, 54 -Ct Responsabile commerciale Daniele Consoli info@universitinforma.it tel. 340 6943805 “Universitinforma” Copyright Katamedia Srl Tutti i diritti riservati

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Con il patrocinio di: Ersu, Ente Regionale Diritto allo Studio di Catania


U NIVERSITINFORMA www.universitinforma.it

M e n s i l e

d i

i n f o r m a z i o n e

u n i v e r s i t a r i a

presentano

Il Teatro che migliora la vita L’associazione culturale la Fabbrica Cineteatrale e Universitinforma dedicano un’iniziativa di formazione a tutti coloro che desiderano acquisire attraverso gli strumenti teatrali consapevolezza e competenza nella comunicazione e nella relazione con gli altri

direzione artistica e didattica

CLAUDIO MAZZENGA LEZIONI DI PROVA GRATUITA CON PRENOTAZIONE MERCOLEDÌ 18 MAGGIO PALAZZO BENEVENTANO VIA S. GAETANO ALLE GROTTE, 14 ORE 20.30 VENERDÌ A

20 MAGGIO 2011

CATANIA, SPAZIO REBA VIA A. DI SANGIULIANO, 138 ORE 20

Info e contatti: 338.1313823 email: c.mazzenga@libero.it - info@universitinforma.it POSSIBILITÀ DI SCONTI PER CHI PRESENTA IL GIORNALE


unimix

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U NIVERSIT

CONCORSO / Una foto per “Il valore dell’ambiente”

PREMIO / “Giancarlo Siani” per la libertà d’espressione

TEATRO / Omaggio a “donna Felicia”

“Il valore dell’ambiente” è il tema del concorso fotografico a premi organizzato - nell’ambito delle manifestazioni previste per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2011 (www.unep.org/wed) - dal CdL in Pianificazione, progettazione e gestione del territorio e dell’ambiente della Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, in collaborazione con il Centro Studi di Economia applicata all’Ingegneria e il Cof d’Ateneo. Possono partecipare al concorso gli studenti di scuola secondaria e quelli regolarmente iscritti all’Università degli Studi di Catania. Per partecipare al concorso, ciascun iscritto dovrà presentare una fotografia dedicata al tema della tutela e della salvaguardia ambientale in Sicilia. Ogni partecipante può inviare una sola proposta. Info e iscrizioni entro il 15 maggio su: www.ilvaloredellambiente.it. La premiazione dei vincitori si terrà il 1° giugno 2011 per celebrare la Giornata Mondiale dell’Ambiente, nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria.

La libertà d’espressione al centro del “Premio Giancarlo Siani” dedicato al giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985 e promosso dall’Ordine dei giornalisti della Campania, con l’Università Suor Orsola Benincasa, associazione “Giancarlo Siani” e quotidiano “Il Mattino”. Tre le sezioni previste: la prima è riservata agli autori di un’opera edita sui temi della libertà d’espressione; la seconda è dedicata alle tesi di laurea sulla figura di Siani o sul giornalismo d’inchiesta; la terza sezione è dedicata invece al fumetto. I candidati devono presentare alla segreteria organizzativa del premio (sig. Donatela Pappalardo, tel. 081.7642577 081.7642577) presso l’associazione napoletana della stampa, tre copie del lavoro, più tre abstract, come da modello allegato che si può scaricare dai siti: www.assostampanapoli.it, www.premiosiani.it, www.giancarlosiani.it; www.odg.campania.it, www.liberacampania.it. Tutto il materiale deve essere inviato via e-mail all’indirizzo info@assostampanapoli.it entro le ore 12 del 20 giugno.

Torna per il secondo anno il premio teatrale “Felicia Impastato” promosso dall’associazione culturale “Mandara Ke – Scuola di recitazione Lucia Sardo”, dedicato alla madre di Peppino Impastato, il giornalista “suicidato” dalla mafia nel 1963 a Cinisi, in provincia di Palermo. Un delitto su cui si è fatta luce dopo decenni grazie proprio al coraggio e alla tenacia di donna Felicia. Il premio è rivolto a compagnie che potranno presentare studi e messinscene di testi senza distinzione di genere e di tematica. La domanda d’iscrizione, il curriculum della compagnia e un estratto video (max 10 min.) dello spettacolo proposto dovrà essere inoltrato entro il 10 giugno all’indirizzo di posta elettronica premiofelicia@libero.it o per posta all’ndirizzo: via Di Bella 10/a, 95121, Catania. Per ulteriori informazioni: tel. 333.4947292 o www.luciasardo.it.

SIENA / Bandi per borse di studio Scadono il 18 maggio i bandi per l’assegnazione di varie borse di studio di varie facoltà e dipartimenti dell’Università di Siena. Tutti bandi sono disponibili on line sul sito dell'Ateneo www.unisi.it, nella sezione “Borse e premi di studio. Per informazioni: Ufficio Borse e premi di studio, via Sallustio Bandini 25; tel. 0577 232421-2365-2369; email: borse.premi@unisi.it.

AGRARIA / Dal 4 al 10 settembre la seconda edizione della Belpasso International Summer School su clima e disastri naturali. Info: http://www.feem-project.net

AMT / Una bici... per chi va in bus

MIUR / Alloggi studenteschi, in futuro saranno più spaziosi ed ecosostenibili

Il Momact e l’Amt - Azienda Municipale Trasporti di Catania organizzano il concorso a premi “Assaggia l’autobus”, per promuovere la mobilità sostenibile tra personale e studenti dell’università, premiando chi è disposto ad utilizzare tutti i giorni il bus urbano al posto dell'autovettura privata. Si possono acquistare gli speciali carnet di biglietti dell’autobus urbano (20 biglietti 12,50 euro) e usarli fino al 30 giugno. In palio una bicicletta elettrica a pedalata assistita, un I-phone, un paio di scarpe ergonomiche Mbt. Info presso i punti vendita Amt di piazza Stesicoro, Stazione Centrale, Piazza Verga, via S. Euplio 168 (ufficio abbinamenti).

Addio a stanze anguste, senza finestra e non sempre a norma di legge. Il Miur ha varato recentemente un decreto (è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 28 aprile scorso) sui criteri minimi per gli alloggi studenteschi: almeno 11 metri quadrati per una camera singola, 16 per una doppia e bagno condivisibile fino a un massimo di tre posti alloggi. Requisiti che devono essere rispettati per i nuovi edifici o per la manutenzione straordinaria, il recupero o la ristrutturazione di edifici esistenti. Il provvedimento, che dispone pure le tipologie di cucine, mense, sale studio, spazi internet e lavanderie-stirerie, indica poi quali criteri devono essere rispettati negli interventi di edilizia residenziale. I nuovi edifici devono tener conto dei principi di salvaguardia ambientale “anche in assenza di indicazioni negli strumenti urbanistici e nei regolamenti edilizi”. Devono essere adottate quindi soluzioni per limitare i consumi di energia, ricorrendo quando possibile a fonti energetiche rinnovabili. La dislocazione delle residenze per studenti, inoltre – stabilisce il decreto – deve tener conto della facile raggiungibilità delle sedi universitarie e dei servizi che possono maggiormente interessare gli studenti. A questo fine devono essere considerate le distanze percorribili a piedi o in bicicletta e la vicinanza alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico cittadino.

ALMALAUREA / Indagine sul profilo dei laureati Saranno presentati il 27 maggio ad Alghero i risultati della XIII Indagine Almalaurea sul profilo dei laureati. L’indagine riguarda oltre 190.000 laureati nel 2010, usciti da 57 università partecipanti al Consorzio AlmaLaurea (6 in più rispetto all’indagine dell’anno precedente). Il 93% di essi ha concluso uno dei corsi di laurea avviati dal 2001 - con la riforma universitaria. Fra questi laureati circa 110.000 hanno concluso un corso di primo livello e quasi 70.000 hanno ultimato un corso di secondo livello. Tra questi ultimi, 15.000 hanno conseguito una laurea magistrale a ciclo unico. L’edizione 2011 del Rapporto mantiene le articolazioni utilizzate negli anni precedenti: ateneo, gruppo disciplinare, facoltà, corso/classe di laurea, genere e tipo di laureato.


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INFORMA

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INIZIATIVE / Un gruppo di studentesse catanesi fonda Trinacria Donne per affrontare le tematiche legate al gentil sesso nella società moderna. «Non siamo femministe - dicono - i nostri interessi non prescindono dal ruolo maschile, anzi serve collaborazione»

Una nuova associazione per donne da condividere con gli uomini di Michele Spalletta al mondo del lavoro alle mode, dai modelli culturali ai rischi di Internet. Un percorso “in rosa” iniziato un anno fa da un gruppo di giovani studentesse universitarie catanesi e che quest’anno ha ufficialmente preso vita nell’associazione culturale Trinacria Donne. Nata dall’associazione universitaria Trinacria, il gruppo tutto al femminile punta a creare momenti di riflessione, con studenti universitari e delle scuole, su tematiche sensibili che investono il mondo delle donne nella società odierna, grazie a convegni, incontri e conferenze su “Essere donne nella società odierna”. «Oggi all’interno dell’università non è facile organizzare eventi culturali, far passare dei messaggi o coinvolgere tanti studenti – ci spiegano le due responsabili dell’associazione Charlene Gioia e Loredana Giacolla -. Per questo abbiamo dato vita a questa associazione culturale, per parlare di donne, del loro ruolo nella società e di tutte le problematiche che investono il gentil sesso, attraverso un ciclo di conferenze. Ma non è un’associazione femminista – sottolineano le coordinatrici -. Le tematiche che affrontiamo nel corso degli incontri organizzati non prescindono dal ruolo maschile e, anzi, richiedono una stretta sinergia con i nostri colleghi». Il ciclo di conferenze promosso da Trinacria Donne è stato inaugurato lo scorso 15 aprile, nella facoltà di Giurisprudenza, con un primo incontro intitolato ”Lavoro al femminile: tra determinazione e professionalità” e proseguirà con altri tre ap-

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AEGEE/ A Catania il Network Meeting “Occasion for Future Cohesion”

Quest’anno Aegee Catania è stata scelta per ospitare il Network Meeting “Occasion for Future Cohesion”. Ma cos’è un Network Meeting? Un Network Meeting (Nwm) è un evento organizzato dai membri della Network Commission di Aegee Europa in collaborazione con una delle antenne locali. Nwm Catania “Occasion for Future Cohesion” sarà un meeting dove tutti i partecipanti saranno coinvolti attivamente in workshops, tavoli di discussione e ricerca di idee innovative per promuovere ciascuna antenna. Durerà tre giorni nei quali verranno discussi i tre punti fondamentali di ogni Nwm: raccolta di informazioni, training participants e soluzione di problemi comuni. L’obiettivo è quello di preparare i partecipanti ad affronatre tutti gli eventuali problemi che possono presentarsi nella gestione della propria antenna, e per migliorare le stesse. Il programma comprende: Workshops: - Conoscenza di Aegee - Pr - Mentoring & Twin Antenna Project - Summer University (miglioramento in termini di qualità) Tavole di discussione: - Aegee-Café (introduzione di ogni antenna e soluzione di problemi comuni) - Pr Discussioni: - National Youth Forums. - Ifiso Aegee-Catania prevede inoltre un programma per i partecipanti volto a far conoscere e a far vivere l’esperienza di una vibrante vita notturna catanese.

puntamenti fino a metà giugno. Appuntamenti che non coinvolgeranno soltanto gli universitari ma anche i giovani studenti delle scuole. Così com’è stato martedì 10 maggio, per la seconda conferenza in occasione della quale i protagonisti sono stati proprio gli studenti, quelli dell’istituto paritario San Giuseppe, dove si è affrontato un tema di grande attualità e di forte impatto sulle giovanissime generazioni: i modelli femminili. All’appuntamento, dal titolo “Obiettivo diva: le adolescenti allo specchio”, hanno preso parte anche il comico Gino Astorina e la stilista Marella Ferrera, intervenuta sui modelli culturali. È stato trattato anche lo spinoso tema dell’anoressia e dell’oggettivazione del corpo femminile, con lo psicologo Maurizio Consoli, e dei rischi che comporta l’uso incondizionato dei social network, ormai divenuti la vera piazza di socializzazione, con il vice Questore aggiunto della Polizia Postale di Catania, Marcello La Bella. «È un appuntamento che rientra nel progetto Pianeta Scuola – ci spiegano le responsabili del coordinamento Donne dell’associazione Trinacria - e che abbiamo voluto proprio per affrontare tematiche che riguardano in maniera specifica e significativa il mondo adolescenziale che oggi è particolarmente vulnerabile». Un impegno, quello assunto da Trinacria Donne, che proseguirà il 19 maggio, con l’appuntamento al Cortile Platamone su “Strumentalizzazione del corpo femminile e dignità della donna” e il 13 giugno, quando verrà affrontato il tema delle “Donne, tra integrazione e integralismo”. U i


ateneo

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U NIVERSIT

IL CASO / La facoltà catanese ha presentato un ricorso contro alcune direttive del Rettore, considerate illeggittime, relative all’organizzazione della didattica e all’elezione dei rappresentanti studenteschi e del preside della sede ragusana

Lingue contro l’Ateneo A decidere sarà il Tar di Perla Maria Gubernale a facoltà di Lingue e Letterature straniere di Catania ha presentato nei giorni scorsi un ricorso al Tar in cui chiede la sospensione immediata, e il successivo annullamento, di alcuni atti e circolari inviati dal Rettore, relativi all’istituzione e all’organizzazione della didattica della nuova facoltà di Lingue a Ragusa, alle recenti elezioni dei rappresentanti studenteschi nei Consigli delle nuove facoltà di Lettere a Catania e di Lingue a Ragusa, e all’avvio della procedura per l’elezione del preside della sede iblea. Secondo i ricorrenti, i documenti “non potevano essere emessi” perché violerebbero una serie di regole e principi di legittimità, primo tra tutti la stessa legge Gelmini, oltre ad arrecare un danno grave perché inciderebbero “in maniera negativa e rilevante sulla programmazione della didattica e sul buon funzionamento della facoltà”. Il ricorso è stato autorizzato dal preside Nunzio Famoso, nel corso del consiglio di facoltà di Lingue dello scorso 12 aprile. La Facoltà è difesa dall’avvocato Andrea Scuderi. In totale sono sei gli atti presi in esame nel ricorso presentato al Tar dalla Facoltà. Particolarmente rilevante la contestazione riguardo alle elezioni per il rinnovo degli organi accademici, indette in contrasto con la legge 240. Il nono comma dell’articolo 2 della legge “Gelmini” (entrata in vigore il 29 gennaio scorso) congela fino ad approvazione del nuovo statuto di Ateneo il rinnovo di tutti gli organi collegiali, che “decadono al momento della

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costituzione di quelli previsti dal nuovo statuto”. Gli organi il cui mandato scade entro il termine di cui al comma 1 (l’entrata in vigore della legge, ndr) restano in carica fino alla costituzione degli stessi ai sensi del nuovo statuto». Ad essere contestati sono i decreti rettorili 1171 e 1172 dell’1 marzo 2011, con cui sono state indette le elezioni per la designazione delle rappresentanze studentesche in seno ai consigli delle nuove facoltà di Lettere e Filosofia di Catania e Lingue e Letterature straniere di Ragusa, per il biennio accademico 2011/2013, ma anche la circolare emanata dalla segreteria del Rettorato l’11 aprile 2011 (num. di prot. 22489/1/13) sull’elezione del Rettore per il quadriennio 2011/2015 inviata al prof. Nunzio Zago in qualità di Decano della facoltà di Lingue. Nel decreto si annuncia anche la decadenza della carica dell’attuale preside della sede catanese della facoltà di Lingue (Nunzio Famoso) prevista per il 31 ottobre 2011 e si invita quindi il Decano ad “attuare le procedure per l’elezione del preside della suddetta costituenda facoltà con sede a Ra-

gusa, che dovrà avvenire tra il 15 giugno e il 15 luglio 2011, come stabilito dall’art. 4, comma 2, del vigente Regolamento Generale d’Ateneo”. In entrambi i casi, il ricorso sottolinea la contraddittorietà di questi atti non solo con la legge Gelmini ma anche con un documento rettorile precedente. Si tratta della famosa nota del 27 gennaio scorso con cui Recca invitava i presidi e i direttori di dipartimento a «non avviare procedure di rinnovo degli organi in scadenza e a sospendere quelle eventualmente già avviate e non ultimate entro il 29 gennaio 2011». Il ricorso contesta inoltre “ogni altro atto, provvedimento o nota, antecedente o successiva, comunque connessa correlata e consequenziale” a quelle sopra indicate, compresa la nota rettorile numero 18329/VI/2 del 23 marzo 2011. Si tratta di una lettera di riscontro al documento presentato dalla facoltà di Lingue il 15 marzo scorso, contenente una richiesta di chiarimento da parte del Magnifico sulle procedure prese successivamente in analisi dal seguente

ricorso e la nota rettorile del 7 marzo 2011, numero di protocollo 14705/VI/2, indirizzata ai rappresentanti degli studenti in Consiglio delle due facoltà, insieme ai presidi. In quella nota si annunciava l’attuazione della procedura di rinnovo degli organi accademici a seguito dell’accorpamento della sede catanese di Lingue alla facoltà di Lettere e la nascita della nuova facoltà di Lingue iblea, e si dava avviso che per questa ragione, in data 31 ottobre 2011, i rappresentanti sarebbero decaduti. C’è, infine, un altro atto contestato: è la nota rettorile del 15 febbraio 2011, protocollo numero 10084, sulla programmazione didattica della sede di Ragusa per l’anno accademico 2011/2012. Con questa nota “tenendo conto della fase di transizione” per il passaggio della facoltà con sede esclusiva a Ragusa, si stabilisce che “la programmazione dell’attività didattica, del fabbisogno del personale docente e ricercatore e degli insegnanti […] sarà curata interamente dal Senato accademico”. Secondo la facoltà di Lingue, il suddetto documento comporterebbe una “violazione” delle regole di competenza degli organi dell’amministrazione universitaria perché la programmazione della didattica e la sua esecuzione sarebbero “prerogative essenziali delle facoltà”, anche in relazione al principio costituzionale della libertà di insegnamento (art. 33 della Costituzione). Alla nostra richiesta di una replica sulla questione, il Rettorato fa sapere che, essendo il processo già in corso, l’Ateneo non intende commentare. Almeno fino alla decisione del Tar...». U i Si ringrazia www.step1.it


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INFORMA

COM’È ANDATA A FINIRE / Dopo oltre due anni di indagini, la Procura di Catania ha depositato la richiesta per 13 indagati, tra cui l’ex rettore Latteri e l’ex direttore amministrativo Domina. Reati contestati disastro ambientale e discarica abusiva

opo circa due anni e mezzo dal clamoroso sequestro che mise i sigilli alla facoltà di Farmacia all’interno della Cittadella (era l’8 novembre 2008), la Procura di Catania ha chiesto formalmente il rinvio a giudizio per 13 indagati dell’inchiesta sui “veleni” che avrebbero inquinato i laboratori della facoltà e su cui pesa l’ombra di una serie di morti sospette, fra chi frequentava quegli ambienti per motivi di studio o di lavoro. La Procura ha infatti depositato la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati (a vario titolo) per i reati di disastro ambientale, discarica abusiva, omissione di atti d’uffio, falso e turbativa d’asta, e sarà adesso il giudice per l’u-

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Farmacia, per 13 indagati chiesto il rinvio a giudizio U NIVERSIT

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INFORMA

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ate dipartimento di Scienze farmadienza preliminare C ceutiche e presidente della coma dover decidere se missione permanente per la siaccogliere la richiecurezza), Giuseppe Virzì (presista dalla Procura o dente della commissione per prosciogliere gli inFarmacia, memoriale choc olosa» l’aggiudicazione dei lavori di dagati. Tra questi «Struttura non idonea e peric rifacimento degli impianti di anche l’attuale scarico dell’edificio 12), parlamentare del ateneo Lidia Alfieri e Valeria Mpa Ferdinando ateneo Graffeo (componenti delLatteri, negli anni Il racconto di studenti e laure ati Com la commissione), Domedei fatti incriminati ’è oggi e com’era negli anni ’90 C I nico Di Franca, (delegato rettore dell’Ateneo. alla redazione del verbaCon lui l’allora diretle). tore amministrativo AnIn questi anni si sono tonino Domina, Marcello Edificio 2, nuove perizie susseguite diverse perizie Bellia (medico competene le ombre del passato sullo stato dei locali “inte), Giuseppe Ronsisvalcriminati” di Farmacia, e le, Francesco Paolo Boil 15 maggio 2009 l’edifinina e Giovanni Puglisi, cio era stato in gran parte (componenti della comdissequestrato, eccetto i missione permanente Sopra, le pagine dell’ampio servizio laboratori, su decisione del per la sicurezza), Fulvio che Universitinforma dedicò all’inchiesta gip Antonino Fallone. L’univerLa Pergola (responsabile del e al sequestro dell’edificio di Farmacia, sità di Catania si è costituita servizio protezione e prevenziocon alcuni passaggi del memoriale del come parte lesa nel procedine dai rischi), Lucio Mannino giovane ricercatore Emanuele Patané mento avviato dalla Procura. (dirigente dell’ufficio tecnico), scomparso nel 2003 Secondo le accuse, il sottosuolo Franco Vittorio (direttore del L’edificio sequestrato Sede del Dipartimento di Farmacologia e parte di quello di Biochimica

on la presente descrie vo un caso dannoso ignobile di smaltimennocivi in to di rifiuti tossici e a tale un edificio non idoneo minimi scopo e sprovvisto dei Cominrequisiti di sicurezza». scritto da cia così il memoriale riEmanuele Patanè, 29enne morto cercatore di Farmacia alla polmoni ai per un tumore pagine fine del 2003. Cinque scritti al di appunti-denuncia di computer un mese prima appunti morire. Adesso quegli sono dilucidi e drammatici nelventati un nuovo macigno l’inchiesta che l’8 novembre sequestro scorso ha portato al dell’edificio 2 della Cittadella, Farmacia. sede della facoltà di alle Oltre al fascicolo relativo in ipotesi di reato formulate a una prima fase dell’inchiesta

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gestiocarico di nove indagati, e ne di rifiuti non autorizzata la adesso disastro ambientale, nuovo faProcura ha aperto un lesioni e sciolo con l’ipotesi di momento omicidio colposo. Al per però non ci sono indagati ci non questi reati. «Allo stato di sono collegamenti ufficiali di morti le tra causa ed effetto persone che hanno lavoratola e nella facoltà di Farmacia inquipresenza di materiale dei laboranante negli scarichi Che tori», fa sapere la Procura. seppure i invita alla prudenza, uno magistrati abbiano avviato di salute screening sullo stato lavoradelle persone che hanno to in quegli ambienti. deA presentare la clamorosa di nuncia è stata la famiglia dopo Emanuele Patanè, che ha deciuna lunga meditazione all’avvoso di affidare l’incarico Quel tercato Santi Terranova. via ribile male che s’è portato pieno Emanuele, «un giovane Alfredi vita», ricorda il padre dalle do, sarebbe stato causato nei esalazioni mortali respirate famaceutilaboratori di Scienze

che setoluene e altro ancora del diparal memoche altre tre persone gnala in liste allegate di ritimento di Scienze farmaceutiriale. Il giovane dottore di tumole moche si sono ammalate cerca descriveva anche il diretre: una professoressa, con cui venivano effetun collabo- dalità banconi, tore della biblioteca, tuate le reazioni, sui della faratore amministrativo fuori dalle cappe di aspiraziofiltro, pochi accorcoltà di Farmacia. 2° piano Ema- ne: nessun Una casistica che secondo ecco perché c’era semSede del Dipartimento quanto gimenti, nocivo e nuele poteva fare capire di Biochimica di pre «odore sgradevole, un poco accorto smaltimento nauseante in laboratorio». e di soprovette di rifiuti tossici, l’utilizzo senza E poi il lavaggio 1° piano stenze e reagenti chimici, sco- altri contenitori di vetro con a tale successiuna struttura idonea Sede del Dipartimento l’acetone, che veniva ai giocon un di Fisiologia po, «possa avere nociuto vamente recuperato dottoevapovani laureandi, laureati, macchinario che faceva e di rirandi, ricercatori e professori piano terra rare le sostanze tossiche nuocere Anquanto ancora possa fiuto miscelate all’acetone. e seminterrato provvedie potense non vengono presi cora odori sgradevoli di Qui hanno sede i laboratori menti». zialmente tossici. il Diparin sgradeChimica farmaceutica e Emanuele si era laureato Erano gli stessi odori del 1999. respitimento di Scienze farmaceutiFarmacia il 19 luglio e nauseabondi che si e stanze Poi il corso voli dipartiche. Ma vi sono aulette Centodieci con lode. ravano nei corridoi del dipartimenaltri ad Scienin appartenenti di armadi dottorato di ricerca intermento, nelle vicinanze da ti. Il piano terra e il piano venivano ze farmaceutiche, triennale, di arrugginiti in cui 2002, rato sono i luoghi “incriminati”, novembre 1999 a ottobre i contenitori con i conservati quelli in cui si verificherebbero svolto proprio nel dipartimento Negli ultidi rifiuto. Lo stesso le esalazioni tossiche. dall’aprile reagenti averne dei lavori “maledetto” a partire Emanuele ricorda di mi anni sono stati fatti al giorno, dei loalcuni in altre stan2000. Otto, nove ore per migliorare la salubrità in quei trasportati di escluso il sabato, chiuso ze anche fuori dal dipartimencali, come le nuove cappe quedopo, luin laboratori. Due anni aspirazione che si vedono esto, senza nessuna precauzione non lavoro che glio 2002, gli diagnosticarono sta foto. Ma potrebbero per la sicurezza. Un destro. a ricercatoun tumore al polmone sere stati interventi sufficienti - secondo il giovane metri persoQuel laboratorio di 120 “bonificare” il sito re - avrebbe dovuto fare - secondo lui stesso quadrati non aveva nale specializzato. E di aspiconstaEmanuele - un sistema aprendo quegli armadi due L’indagine contenitori razione idoneo. C’erano tava che in parecchi chimica del di aspirazione «antiquafine sostanza alla cappe più nasce c’era non L’indagine non Doricete», a suo giudizio, che in quanto tutta evaporata. 2007, in seguito a un esposto adeguadipartifunzionavano in modo ve? Negli ambienti del vuto dalla Procura sotto le cappe era «Dopo «Lavorare to. presumibilmente. mento la fuori». Nei primi mesi del 2008 giornata lo stesso che lavorare aver trascorso l’intera una ditta sostituita EmaProcura fa realizzare da Una di queste venne potrebin laboratorio - scriveva di Torino una perizia e funzionante le perizie medico legali mal di specializzata nuova spesso una con a chi Si dinuele - avvertivo della bero anche dare ragione stranel sottosuolo dell’edificio. subito dopo la diagnosi testa, astenia e un sapore anni seha sporto denuncia. mette il direttore del Dipartimento intossua malattia (e negli Franco d’altronde, no nel palato quasi fossi laLo stesso Emanuele di Scienze farmaceutiche, ad avere guenti furono fatti ulteriori «Oltre sicato». Non è il solo di Vittorio nel suo scritto annotava: vori, ndr). si sono raccontato queste sensazioni modo in al mio caso di tumore, Ma la descrizione del La perizia accerta la presenza malattia malessere. sostenze sule verificati altri casi di la valori in cui si conservavano di gradi sostanze inquinanti Poi concludeva raccontando Socasi di dovuti a una situazione concorso utilizzate è agghiacciante. del periori di decine e in alcuni sua partecipazione al e solfissati ve e dannoso inquinamento per prestenze chimiche, reattivi centinaia di volte ai limiti (scadenza dei termini mensole e Dipartimento e sicuramente 12 magventi conservate su per i siti industriali a fatale sentare la domanda, non sono da imputare di stue gesui banconi, in un armadio nomi e gio 2003) per una borsa Per disastro ambientale di aspiracoincidenza». Poi faceva atto di nel sprovvisto di sistema dio post dottorato. Un di stione dei rifiuti non autorizzata cognomi: una ricercatrice, frigoriferi l’ex i “baroni” della zione e dentro due nello e vi- accusa contro sono indagate nove persone: di2002, mentre si trovava si prel’ex uso domestico, arrugginiti facoltà. A quel concorso rettore Ferdinando Latteri, un studio è entrata improvvisaAntonino cino ai quali «si avverte qualche solo lui, quindi avrebbe sentò rettore amministrativo mente in coma e dopo il dipartiricerodore sgradevole e nauseante vinto sicuramente. Era Domina; l'ex direttore del inoltre giorno è morta; un altro Ma (...) In un frigo vi erano di Chimi2003, e lui era già malato. che mento di Scienze farmaceutichedelcatore del laboratorio sostanze altamente radioattive tumore al due prof gli comunicarono Franco Vittorio e i componenti la ca si è ammalato di ispettori, per di Chiidentificate da alcuni il coordinatore del dottorato la commissione permanente polmone; uno studente e isolate asse(dirigenche sono state rimosse sicurezza, Lucio Mannino di ricerca non intendeva mica e tecnologia farmaceutica la diadecaMarcello ammalain camera calda dopo te dell’ufficio tecnico), gnare la borsa, facendola otdue anni prima si era (atdel 27 e fu gnosi del mio tumore». Bellia, Giuseppe Ronsisvalle dere. Il memoriale è to di tumore al polmone le soFrangiorno di Poi Emanuele indicava tuale preside di Farmacia), Putobre 2003. Fino a quel operato; poi una dottoranda le operaancora ridi tumostanze utilizzate per cesco Paolo Bonina, Giovanni Emanuele non aveva ricerca si è ammalata operaricercazioni chimiche e le varie glisi e Fulvio La Pergola. cevuto nessuna comunicazione re all’encefalo, un’altra acetato d’edalnel suo zioni di laboratorio: per le sull’esito di quel concorso trice che lavorarava L’8 novembre il giudice acetonirtile, Un bamil studio. cloroformio, di perse Faltile, borse Antonino l’ufficio stesso laboratorio indagini preliminari, se n’è gravidandiclorometano, trietil-ammina, l’edfimese dopo, all’incirca, bino al sesto mese di lone, pone sotto sequestro metanolo, sede cloroetil-isocianato, andato. U i za per mancata ossigenazione. cio 2 (ex 12) della Cittadella, benzene, cicloesano, n-esano, Inoltre, scriveva Emanuele, della facoltà di Farmacia «sono venuto a conoscenza»

3° piano

di Gianluca Reale

di Emanuele Patanè ai polmoni Farmacia morto di tumore il giovane ricercatore di di scritte al computer nell’ottobre nel 2003. Cinque pagine colposo a si allarga al reato di omicidio quell’anno. L’inchiest raggiunto solo

IL DOCUMENTO / Ecco la denuncia

che, al piano terra dell’edificio Il me2 oggi sotto sequestro. così è finimoriale di Emanuele proto nelle stanze dei sostituti e Lucuratori Carla Santocono dal Procucio Setola, coordinati Che ratore Vincenzo D’Agata. dalla stanno facendo verificare in cui il polizia postale la data memoriale è stato scritto. del «Considero il memoriale un dottor Emanuele Patanè l’indagipunto di partenza per Repubne che la Procura della blica di Catania ha tempestivadella mente avviato a seguito l’avnostra denuncia - afferma di vocato Terranova, esperto -. Confidiaquesto tipo di cause mo nell’operato dei magistrati luce sulle affinché venga fatta patolocause delle gravissime

L’INDAGINE

gie che hanno che ed esclusivamente soggetti per rahanno avuto a che fare, profesgioni della loro attività di sionale, con il laboratorio di CaFarmacia dell’Università si tratta di tania». E infatti non Terun caso singolo. L’avvocato ranova ha ricevuto mandato sarebper altri 9 casi. In totale una bero 12 (ma c’è chi ipotizza o amventina) le persone morte permamalatesi a causa della In nenza in quegli ambienti. “casi” questi giorni molti altri ma sono venuti allo scoperto, procesprovare facile non sarà le morti sualmente il nesso tra Quee le condizioni ambientali. avvocati gli sto lo sanno anche tesi. Ma che sostengono questa omertà e s’è rotto un muro di

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U NIVERSIT

/ Nell’edificio quantità di mercurio altamente tossiche. Ma le conseguenze di anni si pagano di smaltimento poco accorto, sin da quando la struttura venne inaugurata, nel 1967 . Da appurare se chi sapeva ha agito correttamente

del meDue delle cinque pagine Pamoriale scritto da Emanuele vertané: un grave atto d’accusa è daso la facoltà. Il memoriale tato 27 ottobre 2003

hissà per quanto tempo resterà affisso al nastro rosso e bianco con la scritta “carabinieri” quel foglio di carta che dice “Immobile sottoposto a sequestro preventivo”. L’edificio 2 (ex 12) della Cittadella, sede della facoltà di Farmacia e di quattro dipartimenti, probabilmente

resterà chiuso per mesi. O forse per sempre. Dipenderà dal risultato delle nuove perizie che saranno oggetto dell’incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari Antonino Fallone. Il 19 dicembre è fissata l’udienza in cui si procederà a nominare i consulenti. Le nuove perizie (del gip, e della parti, accusa e difesa) dovranno stabilire se il plesso è davvero contaminato, così come risulta dalla perizia disposta

dalla Procura della Repubblica ed eseguita nei primi mesi del 2008, che ha portato al sequestro dello stabile l’8 novembre. Quell’indagine ha rilevato senza di sostanze tossiche pree/o cancerogene in concentrazioni anche cento volte superiori a quelle previste per i siti industriali. Antimonio, arsenico, cadmio, cromo totale, mercurio, piombo, rame, stagno, zinco, cromo (VI) e nichel sarebbero presenti nel sottosuolo dell’edificio. In particolare, cromo, zinco e mercurio in quantità industriali. Il mercurio, poi, evaporando provoca esalazioni altamente tossiche. Si dovranno attendere i risultati

Quotidiano di Sicilia rivela che nel 2000 Fulvio La Pergola - responsabile del servizio Prevenzione e protezione rischi dell’Università di Catania (Sppr) in un telefax indirizzato agli organi amministrativi, scriveva: «Sono venuto a conoscenza della presenza di “odori”, probabilmente tossici?, nocivi?, certamente pericolosi, all’interno di alcuni locali del Dipartimento… il giorno 18.10.2000 i responsabili dei laboratori di ricerca 1A e 1B, siti nel piano superiore del Dipartimento segnalavano, a sistema di aspirazione acceso, la presenza di vapori maleodoranti dovuti a prodotti chimici, non ben individuabili, non utilizzati all’interno degli stessi laboratori, bensì provenienti dai tombini di scarico dei lavandini». Nel 2005 - rivela ancora il Qds - la ItGroup, azienda di analisi ambientali, venne incaricata di effettuare rilevamenti nel sottosuolo dell’edificio. Il responso evidenziò “il deterioramento delle condotte fognarie probabilmente causato dallo sversamento di liquidi tossici” delle nuove perizie per trarre za l’ambiente di lavoro e la possibilie conclusioni e poter decidere le e didattisalita dei vapori. Vennero rise co? confermare le ipotesi di reato di decisi alcuni interventi: allora In realtà dal 2002 al “disastro ambietale” rifaci2005 e “gestione mento di alcune condutture, no stati degli interventi, ci sodei rifiuti non autorizzata” sono nuove cappe di aspirazione. a castate installate nuove rico dei nove indagati Poi cappe di (vedi panuovi rilevamenti. aspirazione. «Adesso gina precedente). va molto Ma potrebbe meglio di una volta non essere bastato I sostituti procuratori dice un Lucio Sea sanare una situazione tecnico di laboratorio tola e Carla Santocono, che si è del diparcoordiincancrenita negli anni. timento “incriminato” nati dal procuratore Infatti, di ScienVincenzo è opinione diffusa che ze farmaceutiche -. Io se negli D’Agata, ritengono infatti sono uno anni recenti la legislazione di quelli che ha sempre l’Ateneo fosse a conoscenzache è segnala- stata molto delto le cose che non andavano, più stringente, in l’inquinamento di quegli passato non era così. amsempre cercato di risolvere ho Dal setbienti e indaga sui comportai tembre 1967, quando problemi in modo costruttivo, venne menti e le azioni intraprese inaugurato l’edificio, dalall’interno dell’università. fino la Commissione per la a mesicurezza tà degli anni Novanta dipartimento di Scienze Ma il la normatra il 2004 e il 2007. farmaSta lì il tiva sullo smaltimento ceutiche non può essere era molcuore della faccenda: il capro to più blanda. la commis- espiatorio E anche qui, codi tutto». sione ha fatto tutto quanto me un po’ in tutta Italia, neChe nell’edificio 2 qualcosa cessario per mettere si non in sicurezrebbero scaricati solventi, saandasse lo sapevano tutti. Il genti, composti chimici, reametalli

INFORMA

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di Maria Enza Giannetto

n principio è un vociferare. Giovedì 6 novembre, dalla confusione fuori dagli edifici, gli studenti della facoltà di cono che qualcosa di grave Farmacia dedustava succedendo. Nel pomeriggio, sul forum degli (www.chemicalsalvo.forumup.it),studenti cominciano ad apparire i primi post riguardanti l’avviso affisso all’ingresso dell’Edificio 2 della Città universitaria. I ragazzi, tra l’ironico pato lanciano le varie ipotesi: e il preoccusoffitti in ethernit, esalazioni tossiche, denunce, ne straordinaria. Ma l’umorismo manutenziolascia, pian piano, il posto all’ansia e le voci di corridoio cominciano ad alzarsi di tono. All'improvviso, le tante “leggende universitarie” di cui tutti sapevano, ma nessuno era certo, trovano il coraggio di “manifestarsi”. Gli studenti cominciano a parlare di quel cattivo odore da sempre scambiato «per puzza quei casi sospetti di morti, di fogna», di malattie, intossicazioni e allergie tra studenti, senza di norme di sicurezza ricercatori, tecnici e della assoluta asnei laboratori didattici. Si preferisce, però, restare nell'anonimato perché come no: «L’ambiente farmaceutico dice è piuttosto piccolo e l’Ordine qualcumente legato alla facoltà. è strettaPossono metterci i bastoni ogni momento». tra le ruote in «Frequento la facoltà da quattro anni e non ho mai pensato che i cattivi odori fossero esalazioni anno di Farmacia -. A dire nocive - racconta M. studentessa al IV il trattasse della scarsa igiene vero, tutti noi abbiamo pensato che si dei bagni. Per quanto riguarda tori, non ho mai notato i laboranulla di strano: si accede solo indossando camice, occhiali e guanti, i tecnici ci spiegano come comportarci e ci sono state fornite delle dispense Ma si presta la stessa attenzione sulla norme di sicurezza». anche per lo smaltimento utilizzati? dei liquidi «Credo di sì. Noi versavamo tutto in contenitori appositi ni “incriminati” sciacquavamo e nei lavandiche goccia di solvente abbia solo le provette. Non credo che qualpotuto provocare il grande inquinamento

pesanti nei lavandini e nelle Secondo alcune fonti condutture. Il terreno interne alargilloso la facoltà, inoltre, a testimoniare sui cui è costruito l’edificio la conoscenza del problema avrebbe fatto il resto, ci accumusarebbero anche alcuni lando per anni sino alla verbali saturadel Consiglio di dipartimento zione e poi rilasciando in esalaziocui venne sollevata la ni tossiche pericolosissime. questione a partire dalla metà degli Qualcuno racconta anche anni che Novanta. In più, le lettere composti di rifiuto e inviasostanze di te ai vertici dell’amministrazi varia natura venissero one conseruniversitaria dall’allora vate senza troppe precauzioni.. direttore del dipartimento di In realtà, per controllare Scienze se lo farmaceutiche, tra il smaltimento dei rifiuti 2002 tossici 2003. D’altronde, in molti e il sia stato fatto correttamente già ci segnalavano fastidi e sarebbero i registri di malanni, carico e dopo la permanenza scarico delle sostanze in quei lautilizzate. boratori: bruciore agli Tutti sequestrati dalla occhi, magistra- nausea, fastidi alle prime vie tura, dicono dalla segreteria redel spiratorie, mal di testa, dipartimento di Scienze allergie. farmaE c’erano già casi di ceutiche. malattie e morti “sospette”, anche se la

di cui si parla. Forse, però, le cose sono cambiate in questi ultimi anni». Parliamo, allora con laureati più “anziani”, per capire se negli anni qualcosa è davvero cambiata. Laureata nel 2002, E. ha frequentato i laboratori didattici intorno al 1998. «Sono convinta che il problema dell’inquinamento sia legato ai laboratori didattici. non c’era alcuna attenzione Dieci anni fa per lo smaltimento dei liquami. Noi svuotavamo i contenitori e sciacquavamo le provette nei lavandini, perché così ci veniva detto. Forse negli ultimi anni, c’è stata un po’ più di attenzione a causa di alcuni casi sospetti di malattie». «Non c’è mai stata alcuna attenzione per lo smaltimento dei liquidi - dice , che ha seguito i laboratori A, laureato Ctf didattici nel 1993 -. Io ho cominciato a rendermi conto della negligenza quando, frequentando un altro dipartimento per la mia tesi, me si rispettassero le regole. ho visto codidattici mancavano gli Nei laboratori aspiratori, ce n’erano solo 4 sui banchi utilizzati per gli esperimenti “sotto cappa”, mentre noi eravamo almeno 18. È ovvio che dopo tutti questi anni il sottosuolo sia così inquinato. A proposito, ho notato che nell'ultimo anno ci sono quegli edifici, mi piacerebbe stati lavori sapere se qualcuno ha avvertito vicino rai dei rischi che corrono gli opestando a contatto con quel minato e soprattutto che materiale contafine fa questo materiale». «Concetti come norme di sicurezza in laboratorio e smaltimento dei liquidi non esistevano affatto 20 anni fa - racconta M., frequentò i laboratori nel farmacista che 1987 circa - . Ci veniva detto solo di comprare il camice antiacido, ma non si indossavano né guanti né occhiali. Per quanto riguarda i liquidi, sciacquavamo le provette nei lavandini, anche perché visto che le compravamo noi, le utilizzavamo fino a quando era possibile. E gli aeratori erano pochi e malfunzionanti, si creava una nube tossica assolutamente irritante. Non posso sia connessione tra l'assenza di norme di comportamento dire se ci malattie, per esempio, e casi di io sono diventato allergico a 24 anni, ma come si fa a imputarlo alle esalazioni irritanti in laboratorio?». Ui

stessa Procura ammonisce tra l’inchiesta sulle morti che e quella sull’inquinamento non si può ipotizzare «alcun collegamento ufficiale», anche perché «ancora non è stato nominato alcun to e si stanno raccogliendo peridati statistici, che fanno emergere un quadro quantomeno singolare di coincidenze che è al centro dell’inchiesta». «Posso dire che siamo impegnati al massimo per fare luce sulla vicenda - si limita a dire il preside di Farmacia, Giuseppe Ronsisvalle, anch’egli componente della commissione dagata -. Stiamo lavorando infare svolgere correttamenteper la didattica, sul sito della facoltà

gli studenti potranno trovare tutte le indicazioni». Le attività didattiche hanno trovato casa nel dipartimento di Matematica, ma le attività di ricerca dei dipartimenti dell’edificio 2 rimangono al palo.

L’Università dal canto suo sta collaborando attivamente con la Procura. Ma intanto la Cgil chiede che venga verificata la sicurezza anche nei laboratori del vicino dipartimento di Chimica e che venga reso pubblico, «come richiesto dalla legge, il documento di valutazione del schio e che le Ausl procedano ria un piano immediato di ispezioni nell’Università». (gia. re.) U i

dell’edificio 12 alla Cittadella universitaria, quello che ospita i laboratori della facoltà di Farmacia, era contaminato a causa dello sversamento nelle tubature dei reflui nocivi dell’attività di laboratorio. Un luogo in cui per anni hanno continuato a lavorare docenti, ricercatori, studenti e personale universitario. Se questo “contatto” con i veleni sia stato, più o meno, causa di una serie di decessi avvenuti tra i frequentatori assidui dell’edificio 12 lo dovrà stabilire l’inchiesta parallela che conduce la Procura, in cui l’ipotesi di reato è strage colposa. Un’inchiesta che vede parti lese i familiari delle persone che sono decedute o si sono ammalate tra il 2004 e il 2007. L’avvocato Santi Terranova, uno dei legali che si occupa di diversi casi di morti sospette, presenterà nei prossimi giorni al gip una richiesta di incidente probatorio per accertare l’eventuale nesso di causalità tra l’inquinamento ambientale e i decessi. La connessione delle due inchieste è confermata dal fatto che il gip Antonino Fallone ha già ammesso parenti delle vittime del laboratorio del veleni come “parti offese” nel procedimento per disastro ambientale. (red. un.) U i


ateneo

Siamo in..TESI?

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U NIVERSIT La tesi? Letteratura o scienza, comunque il frutto di un lavoro di ricerca. Noi gli diamo spazio. Segnalateci le vostre a info@universitinforma.it

di Vanessa Ferrara

«Integrazione e interculturalità tra omologazione e pregiudizio» ntegrazione e pregiudizio. Le due facce di una stessa medaglia, quella della immigrazione. Una realtà sociologica rispetto alla quale Sergio Muratore, neo laureato in Scienze Pedagogiche, ha voluto argomentare la propria tesi, soffermando il proprio studio sugli aspetti psicologici legati al fenomeno dell’integrazione e su come sia possibile ridimensionare quei preconcetti che, troppe volte, inducono ad “etichettare” negativamente gli altri, sulla base di una estraneità al proprio gruppo sociale. Quando ti sei laureato? «Lo scorso 23 marzo». Votazione? «110 e lode». Perché hai scelto proprio questo argomento? «Il tema dell’integrazione è di grande attualità e, in un mondo sempre più globalizzato, ritengo sia opportuno quantomeno interrogarsi sul fenomeno e su tutto ciò che esso comporta. Se prendiamo in considerazione, ad esempio, i molteplici fattori che determinano gli spostamenti che oggi compiono migliaia di persone in tutto il mondo, così come i meccanismi di integrazione e di configurazione delle identità che questi spostamenti portano con sé, appare necessario concentrarsi sul lungo processo di “adattamento”, inteso come processo di immissione in un nuovo mondo. L’adattamento della persona alla nuova realtà e alle nuove regole implica delle significative trasformazioni che possono porsi all’origine di conflitti sia interni alla persona, sia tra il soggetto stesso ed altri appartenenti alla società ospitante. Il percorso è molto lungo, attraversa intere generazioni, ed essendo un processo dinamico, risulta sensibile a molte variabili appartenenti non solo al soggetto che migra, ma anche alla comunità ospitante, alle condizioni in cui si compie il viaggio migratorio e ad altri

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fattori, come, ad esempio, il genere o lo status economico». In che modo ti sei aiutato nella ricerca del materiale? «Ho utilizzato internet, ho comprato libri e, quasi quotidianamente, mi sono recato presso la biblioteca della mia facoltà. Ma un significativo sostegno l’ho ottenuto soprattutto dal mio relatore, il Prof. Santo Di Nuovo, docente di storia e metodi della psicologia». Come spiegheresti il concetto di integrazione? «In ambito psicosociale, potremmo definire l’integrazione come la disponibilità degli individui a coordinare i propri comportamenti in modo da ridurre al minimo la conflittualità, considerata il primo elemento di disintegrazione. Tuttavia, attraverso uno studio condotto dai professori Santo Di Nuovo e Orazio Licciardello, è anche emerso che, per integrazione, molti intendono “richiesta di omologazione” alla cultura dominante annullando di fatto l’identità originaria dell’individuo migrante. Purtroppo, fino a quando si continuerà a credere che chi appartiene a un gruppo diver-

so dal nostro può integrarsi solo se si rende simile a noi, difficilmente potrà parlarsi di vera integrazione». Hai analizzato un aspetto molto importante, quello relativo al pregiudizio nei confronti degli immigrati. Come si pone l’atteggiamento rispetto al fenomeno sociale? «Con il termine “pregiudizio” ci si riferisce all’esito di un processo che porta a giudicare un individuo in modo negativo semplicemente sulla base della sua appartenenza ad un gruppo sociale. Gordon Allport, noto psicologo statunitense, sosteneva che il pregiudizio venisse alimentato dalla mancata conoscenza dell’altro. Pertanto, è possibile che la diretta conoscenza delle persone e l’applicazione di alcune condizioni necessarie affinché avvenga l’interazione (come il sostegno delle istituzioni preposte e la ricerca di scopi comuni) permettano di ridurre il pregiudizio derivante dal fatto di percepire gli altri come minacciosi e diversi dal proprio sé». Com’è possibile educare la gente alla tolleranza? «Bisognerebbe favorire l’educazione interculturale, intesa co-

me educazione alla diversità, muovendosi su due dimensioni: la prima, mirata ad ampliare il campo cognitivo e a fornire informazioni che mostrino i vari punti di vista. La seconda, invece, volta allo sviluppo relazionale, attraverso il contatto, la condivisione di esperienze, il lavoro per scopi comuni, la cooperazione. È per questo che emerge la necessità di un ausilio che provenga innanzitutto da parte della scuola, vista come “laboratorio primario” per la costruzione di una società pacifica e multiculturale, e dei centri culturali,intesi come luoghi istituzionali che fanno dell’intercultura un progetto condiviso e un programma di lavoro. Il tutto, coadiuvato anche dal lavoro sinergico tra le istituzioni e le numerose realtà del no profit». Cosa ti ha più colpito di questa esperienza? «Il lavoro di ricerca mi ha imposto di uscire dal “guscio”, di oltrepassare la solita sfera di amici e potermi confrontare con altri ragazzi di altre culture; è stato particolarmente formativo, un’esperienza bellissima». U i


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INFORMA

Quanto ne sai di?

ateneo Cosa sanno gli studenti di personaggi e fatti che hanno segnato la storia recente? Proviamo a chiederlo, per scoprire che...

di Luca Di Leonforte

Costituzione, una sconosciuta a Costituzione italiana e quello che rappresenta è sempre un tema all’ordine del giorno. Ogni volta che viene discussa una legge in Parlamento, ogni volta che un giornale o un tg vengono attaccati dal politico di turno, viene sempre chiamata in causa la Costituzione e vengono ripetuti, più o meno correttamente, gli articoli che avvallano questa o quella tesi. In passato la trasmissione Le Iene ha posto delle domande a senatori e deputati per testare la loro preparazione sull’argomento e l’esito è stato tutt’altro che positivo. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Ponendo lo stesso genere di domande agli studenti si arriva pressoché alla stessa conclusione. Per la stragrande maggioranza di loro la Costituzione è l’insieme di tutte le leggi dello Stato italiano e in molti ignorano completamente l’esistenza e

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La Costituzione italiana firmata da De Nicola, De Gasperi, Terracini e Grassi

il ruolo dell’Assemblea costituente. Qualcuno in realtà risponde correttamente, ma ad alzare decisamente la media degli intervistati è Francesco, 20 anni: «La Costituzione è un contratto a carattere fondamentale che sancisce la struttura, le regole fondamentali e la forma di un’organizzazione» e poi continua citando a memo-

ria alcuni dei più importanti articoli. Ci saremmo stupiti del contrario, perchè Francesco frequenta la facoltà di Giurisprudenza. Fra coloro che studiano altro, in molti sanno recitare il primo articolo, ma non manca qualche strafalcione. Per qualcuno “l’Italia è una Repubblica Costituzionale” altri sanno solo

che “l’Italia è fondata sul lavoro”. Non parliamo poi di citare altri articoli: nessuno, o quasi, ricorda qualche altro passo della Costituzione. E se tutti sono d’accordo sulla datazione, anche se in realtà si fa abbastanza confusione tra il 1947 e il ’48, in pochissimi indovinano il numero esatto di articoli che la compongono. Quando poi alla fine dell’intervista si chiede di esprimere la propria opinione sull’importanza della Costituzione, ecco che vengono fuori una marea di frasi ad effetto, perfette per una eventuale versione sociopolitica dei Baci Perugina. Fra le tante, degna di nota è la risposta di una ragazza ventunenne che, dopo qualche secondo di riflessione, forse per mancanza di argomentazioni o forse perché ne avrebbe avute anche troppe, si è limitata a dire: «Dico solo che dovrebbe essere rispettata». U i


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U NIVERSIT

Servizi e attività a sostegno del diritto allo studio ’Ersu di Catania, subentrato, a seguito della legge regionale n.20 del 2002 all’Opera Universitaria, si occupa di predisporre ed erogare servizi ed interventi diretti ad agevolare l’attuazione del diritto allo studio universitario in Sicilia. In particolare, l’ente si occupa

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domanda direttamente negli uffici di via Etnea n. 570 (Catania) o presso le sedi convenzionate decentrate - e presto anche direttamente on line, visto che l’ente sta provvedendo all’informatizzazione di tutte le istanze - rispondendo ai bandi che vengono pubblicati nei vari periodi dell’anno.

SERVIZI / Borse di studio, residenze, sussidi, cultura. L’ente regionale agevola l’attuazione del diritto alla formazione universitaria in Sicilia di: Borse di studio; residenze; ristorazione; borse per la mobilità nazionale e internazionale; corsi di lingua all’estero; corsi d’informatica; contributi per tesi di laurea e di ricerca contributi per spese di trasporto; contributi per viaggi d’istruzione; sussidi straordinari a studenti particolarmente bisognosi; servizio fotocopie; attività culturali e ricreative; laboratori teatrali e musicali; spettacoli ed eventi. Tutte le informazioni e i regolamenti sono disponibili sul sito www.ersu.unict.it. Per accedere agli interventi e alle iniziative dell’Ersu, gli studenti dovranno presentare

LE BORSE DI STUDIO

L’Ersu concede borse di studio in denaro di importo variabile in funzione della condizione economica del nucleo familiare dello studente e della sua residenza. I servizi abitativi assegnati prevedono l’alloggio gratuito nelle residenze universitarie o in alternativa un rimborso delle spese di locazione. I beneficiari e gli idonei di borsa di studio hanno diritto all’esonero delle tasse universitarie e ai pasti gratuiti.

Questo, in linea di massima, il calendario della pubblicazione dei bandi: borse di studio e rimborso alloggio (agosto); servizi abitativi gratuiti e a pagamento (agosto); contributo spese trasporto (novembre); contributo viaggi d’istruzione (giugno/gennaio); abbonamenti teatrali (settembre/ottobre); corsi di lingua all’estero; (consultare il sito); corsi d’informatica (consultare il sito); laboratori teatrali (consultare il sito), laboratori musicali (consultare il sito), coro (marzo/novembre). I moduli si ritirano negli uffici di Catania (ore 9 - 13) e il mercoledì (16 -18) e nelle sedi decentrate.

Servizi di ristorazione

Per accedere alle mense gli studenti devono munirsi di tesserino, che viene rilasciato dal servizio ristorazione.

Pane Frutta Bevanda In alternativa pizza con patatine

Mense a Catania

Prezzi

La Cittadella

Le tariffe per ogni pasto sono determinate in base al valore dell’Iseeu dello studente rispetto al valore limite di € 17.891,03 stabilito per le borse di studio e sono cosi fissate nell'importo: Prima fascia (Iseeu da 0 a 6.000,00): 1 euro Seconda fascia (ISEEU da 6.001,00 a 11.500,00): 1,50 euro Terza fascia (ISEEU da 11.501,00 a 17.891,03): 2 euro. Quarta fascia (tutti gli altri studenti e studenti universitari altre sedi italiane): 3,50 euro Ospiti e docenti universitari: 6,50 euro

viale A. Doria, tel 095 330911

Centro Via Oberdan, 174 tel 095 445265

Menu Un primo a scelta tra quattro Un secondo a scelta tra quattro Contorno a scelta


Sussidi straordinari

L’Ersu concede, nei limiti delle risorse finanziare e dei posti letto disponibili, interventi a favore di studenti che vengono trovarsi in uno stato di bisogno particolare in conseguenza del verificarsi di eventi gravi personali o riguardanti il proprio nucleo familiare.

Mobilità internazionale

L’Ersu concede contributi integrativi per la partecipazione a programma di mobilità internazionale, sia nell’ambito di programmi dell’Unione Europea che di programmi anche non comunitari, a favore di quegli studenti, beneficiari della borsa di mobilità.

Facilitazioni nei trasporti

L’Ersu concede un contributo per i trasporti extraurbani che è volto all’abbattimento dei costi sostenuti per l’acquisto di abbonamenti a mezzi di trasporto pubblico, necessari allo studente per raggiungere la sede degli studi dal luogo di residenza.

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INFORMA

Le residenze universitarie

Promozione culturale

Residenza Cittadella di via Passo Gravina n.183 Residenza Centro di via G.Oberdan n. 174 Residenza Caracciolo di via A. Caracciolo n. 108 Residenza San Marzano di via G. S.Marzano n. 29 Residenza Casa Morano di via Caronda n. 224 Residenza Umberto di via Umberto n. 314 Residenza Viale M.Rapisardi, 27 Residenza Dante via dei Gesuiti, 5/A

Uffici, funzionari e contatti

Per le informazioni riguardanti le iniziative e i servizi dell’Ersu gli studenti potranno contattare il personale degli uffici di via Etnea, 570 - Catania. Orari di ricevimento: ore 9 - 13. Mercoledì dalle 16 alle 18 Centralino

095-7517910 095-7517910

Alberti Felice Alberti Luigi Alberti Maria F. Anfuso Giuseppe Barbagallo Carmelo Battello Arianna Castorina Antonino Catalano Alfio Gatto Angela Marrone Rinaldo Panvini Gianpiero Pignataro Giuseppe Sciuto Francesco

095-7517944 095-7517913 095-7517947 095-7517954 095-7517924 095-7517927 095-7517953 095-7517952 095-7517916 095-7517914 095-7517963 095-7517918 095-7517915

095-7517944 Ufficio di segreteria 095-7517913 Borse di studio Suss. Straord.Trasporti extraurbani 095-7517954 Ufficio tecnico 095-7517924 Ufficio ragioneria 095-7517927 Attività culturali 095-7517953 Ufficio tecnico 095-7517952 Ufficio residenze 095-7517916 Ufficio gare e contratti 095-7517914 Ufficio borse di studio 095-7517963 Ufficio stampa 095-7517918 Residenze e ristorazione 095-7517915 Resp.le ufficio tecnico

Sportello 095-7517932 095-7517932 Informazioni borse di studio Sportello 095-7517933 095-7517933 Informazioni borse di studio

Oltre ai benefici e ai sussidi per il diritto allo studio, l’Ersu di Catania durante il corso dell’anno accademico avvia importanti iniziative per aiutare i giovani a coltivare interessi extra accademici. Tra questi: corsi di informatica di base, corsi di lingua (sia all’estero sia in sede), rassegne musicali (incontri musicali e concerti al museion, rassegna organaria), campagna di abbonamenti per le stagioni teatrali, musicali e cinematografiche della città, tornei sportivi, laboratori teatrale, musicali e cinematografici, corsi di strumenti musicali. Fiore all’occhiello delle sezione culturale dell’ente sono il coro e l’orchestra che ogni anno sono protagonisti di vari concerti a Catania e in altre città siciliane. Le formazioni sono state spesso anche ospiti di rassegne nazionali. Per informazioni sulle attività culturali e ricreative telefonare allo 0957517927 o visitare il sito www.ersu.unict.it.

Comunicazione multimediale, i servizi on-line per gli studenti www.ersuct.it/parlaconersu: il servizio raccoglie le segnalazioni, le proposte e i reclami degli Studenti relative ad eventuali disservizi. L'obiettivo è garantire al meglio la trasparenza, l'efficacia e la qualità delle prestazioni erogate, oltre che tutelare lo Studente da ogni comportamento lesivo dei suoi diritti. www.ersu.unict.it: sito per le comunicazioni istituzionali dell’ente. Nelle pagine del sito si trovano tutti i servizi, i benefici e le notizie utili agli studenti universitari. Sono presenti informazioni costantemente aggiornate sulle diverse forme di

interventi, manifestazioni ed eventi, convegni e partecipazione ai saloni dello studente nazionali ed europei. www.ersuctalloggi.it: il sito si propone come punto di incontro tra domanda e offerta di posti alloggio per gli studenti. Il portale offre a tutti gli studenti dell’ateneo la possibilità di inserire gratuitamente i propri annunci di “cerco alloggio” e di consultare tutte le offerte dei locatari, dettagliate con prezzi, zone geografiche e molto altro ancora. E da quest’anno anche assistenza legale per gli studenti. wap.ersuct.it: l’Ersu di Catania è dis-

ponibile anche sul cellulare. Grazie a questo servizio l’ente offre un altro canale di comunicazione con lo studente accessibile in qualsiasi momento e in ogni luogo. Tutte le notizie, gli avvisi, le manifestazioni organizzate dall’ente a portata di telefonino. Sms & mms list: iscriviti al servizio sms e mms dell’Ersu di Catania. E’ un servizio gratuito che permette di ricevere in tempo reale le novità che riguardano l’ente, gli eventi e le iniziative, oltre che ottenere informazioni di prima mano su borse di studio, scadenze e altro ancora.


master

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U NIVERSIT

UDINE / Iscrizioni entro il 7 luglio per il master di I livello in Composizione di musica per film rivolto a laureati in Dams e ai diplomati al Conservatorio. Per informazioni: www.uniud.it

BOLZANO / Per case sempre più verdi Da giugno al 1° agosto ci soi potrà iscrivere al master di II livello dal titolo “CasaClima” organizzato dall’Università di Bolzano. Il master è rivolto a laureati provenienti dalle facoltà di Architettura e Ingegneria e professionisti del settore, e ha l’obiettivo di formare figure esperte nei vari aspetti della progettazione a basso consumo energetico, sia a scala urbana sia a scala edilizia, con particolare attenzione al recupero energetico di edifici esistenti e alla progettazione di edifici a struttura di legno. Venti i posti disponibili; il corso si svolgerà da ottobre 2011 a giugno 2013 per un monte complessivo di 1500 ore di lezione. la frequenza è obbligatoria. Il costo è di circa 7000 euro, ma sono previste borse di studio. Info: www.unibz.it.

GENOVA / Esperti in turismo internazionale

Sono aperte le iscrizioni al master “Turismo e sviluppo internazionale” organizzato dalla Facoltà di Economia dell’Università di Genova in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico. Obiettivo del corso di primo livello, del valore 60 Cfu, è quello di realizzare un processo di apprendimento interdisciplinare di contenuto linguistico, giuridico ed economico direttamente orientato a fornire elementi di conoscenza del sistema turistico italiano. I posti disponibili sono 25; il corso avrà inizio a settembre per 1500 ore, di cui 400 di stage. A copertura dei costi del corso (circa 2703,62 euro) sono previste 20 borse di studio. La domanda per partecipare al master va presentata entro il 27 maggio. Possono partecipare al master i laureati di primo livello in vari settori. Per ulteriori info, bando su www.perform.unige.it.

ALTRAN / Stagista per l’Ufficio stampa romano Il Gruppo multinazionale Altran, presente in oltre 20 Paesi, ricerca per la sede di Roma uno stagista che supporti le attività dell’Ufficio stampa, in seno alla Direzione Marketing e Comunicazione. Il candidato ideale è laureato in Scienze della Comunicazione, Lettere o Scienze Politiche (laurea specialistica), ha una buona conoscenza della lingua inglese e ha già maturato almeno un’esperienza nell’ambito di uffici stampa di aziende private o istituzioni pubbliche. Requisito fondamentale la buona conoscenza della lingua inglese e del pacchetto Office. Per candidarsi: www.altran.com/italy/jobs.

ESAF / Corso base gratuito per operatori di Protezione Civile

Al via da martedì 17 maggio il Corso base gratuito per operatori di Protezione Civile organizzato dall’Esaf, Ente salvaguardia ambiente e foreste. I candidati al corso verranno formati ed addestrati al fine di ottenere una completa conoscenza teorica e pratica di tutte le metodiche di protezione civile, seguendo i protocolli nazionali impartiti dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. La prima lezione avrà inizio alle ore 20, presso la sede operativa Esaf in via del Bosco 45, Sant’Agata Li Battiati. Per informazioni o iscrizioni: www.assoesaf.com, iscrizioni@assoesaf.com, tel. 328/3293332 349/6769251 - 095/416281.

WORKSHOP / Allo Ied Moda Lab di Milano una giornata nel segno della creatività Per chi ama il mondo della moda e vuole scoprire le proprie potenzialità, lo Ied, Istituto europeo di design dà la possibilità di partecipare ai propri workshop. Il prossimo è fissato per il 19 maggio a Milano. dalle 10 del mattino si potrà prendere parte a un corso completamente gratuito proposto da Ied Moda Lab, la scuola che organizza i Corsi di Fashion Design, Urbanwear Design, Shoes and Accessories Design, Design del Gioiello, Fashion Marketing, Fashion Communication e Fashion Stylist. Una giornata “a porte aperte” per scoprire come funziona il mondo della moda e tutte le figure professionali che vi ruotano attorno. Il metodo Ied associa la formazione accademica classica a spazi molto importanti dedicati alla “messa in pratica” delle nozioni acquisite in aula. Durante il workshop verranno individuati due o più temi di progetto per i quali verranno formati gruppi di lavoro. Verranno definiti icone di riferimento, moodboard e guidelines e verrà realizzato un oggetto: un abito o un accessorio. Chi vuole partecipare, può farlo prenotando al numero telefonico 02.583361 e chiedendo del Servizio Informazioni e Orientamento, oppure scrivendo all’indirizzo di posta elettronica info.modalab@milano.ied.it, specificando nell’oggetto “Workshop” ed indicando il numero di telefono, o inviando l’apposito modulo (scaricabile all’indirizzo: www.ied.it) a: Istituto Europeo di Design Servizio Informazioni e Orientamento – via Pompeo Leoni, 3 - 20141, Milano.


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INFORMA

lavorare BORSE DI STUDIO / 65 posti in Bankitalia

le opportunità del mese dove

cosa

requisiti

info

MISSIONE FOOD MACHINES Cpl& Taylor® By Synergos Srl seleziona per multinazionale del settore Food technology un ingegnere meccanico junior da inserire come capo cantiere montaggio food machines.

Sono richiesti laurea in Ingegneria meccanica, conoscenza della lettura del disegno meccanico e disponibilità a viaggiare. Il candidato deve inoltre possedere una ottima conoscenza delle lingue inglese e francese.

Si offre stage di 4 mesi con rimborso spese di € 1.200 lordi al mese; successivamente contratto a tempo determinato. Luogo di lavoro: Parma. Curriculum a: info@cpltaylor.it (Rif. MA-1488F).

UN GIURISTA PER PIRELLI Pirelli cerca un neolaureato in Giurisprudenza da inserire nella funzione Affari legali e societari e Group Compliance.

Requisiti fondamentali: laurea specialistica in giurisprudenza, conoscenza dell’inglese (preferibilmente certificata), dimestichezza nell’utilizzo dei normali applicativi Office (word, power point).

Per candidarsi basta registrarsi sul sito all’indirizzo http://pirelli.hrweb.it e scegliere il profilo “Affari legali e societari”.

15 GRAFICI NELLE PMI Logopro.it, portale di riferimento nel campo del branding per le piccole e medie imprese, ricerca 15 grafici.

Il candidato ideale ha esperienza in studio e creazione logo, impaginazione immagine, creazione cataloghi, creazione di strumenti di comunicazione online.

Inviare candidatura e portfolio via e-mail a: info@logopro.it, scrivendo nell’oggetto “Invio curriculum”, e indicando quali sono i lavori di grafica che si preferisce realizzare.

STAGE AL CIOCCOLATO Ferrero offre la possibilità di uno stage nell'ambito dell'area risorse umane dello stabilimento di Alba (Cuneo). Si svolgeranno mansioni di assistenza all’HR Specialist nella selezione, gestione e formazione del personale.

Sono richieste: laurea in giurisprudenza/economia (ottenuta da non più di 18 mesi), ottima conoscenza della lingua inglese, capacità di lavorare in team.

Inviare il cv a: personale.alba@ferrero.com indicando come oggetto: Stage HR (Codice annuncio : 1295).

UN POSTO... NEL PETROLIO L’agenzia per il lavoro Gi Group ricerca per un’azienda che opera nel settore petrolifero un neolaureato in Ingegneria chimica.

Si richiede laurea specialistica in Ingegneria Chimica con voto superiore a 105/110 e disponibilità al trasferimento della durata di 4 anni nella zona di Milazzo (Messina) con rientro successivo a Roma Eur.

Si offre contratto con apprendistato e successivo contratto a tempo indeterminato. Curriculum a: roma.ostiense@gigroup.it (citare rif. ING_CMC).

La Banca d’Italia apre le porte a 65 aspiranti alla carriera nell’organismo centrale di vigilanza. C’è tempo fino al 30 maggio per provare ad ottenere una delle borse di studio destinate a finanziare un corso sulle funzioni, attività e organizzazione della Banca centrale, la cui frequenza è obbligatoria e che deve essere superato con profitto. Due i bandi: uno per 60 coadiutori (pubblicato il 21/4) e uno per 5 “Coadiutori per le attività di procurement” (pubbl. il 18/4). Ogni borsa dà diritto a 900 euro a settimana per i non residenti e 350 euro per i residenti nelle province interessate. La maggior parte dei posti sono a Roma nella sede di Palazzo Koch, ma ce ne sono anche nelle varie filiali presenti sul territorio. I requisiti per partecipare sono la laurea specialistica o magistrale con un punteggio di almeno 105/110 in Economia, Statistica, Matematica, Fisica, Giurisprudenza, Scienze Politiche. Il limite d’età è di 40 anni. È previsto un test preselettivo scritto; la prova orale aggiunge alle discipline della prova scritta anche Strategia e organizzazione aziendale, Diritto commerciale e legislazione bancaria. I bandi all’indirizzo www.bancaditalia.it.

Dal Perù all’Australia cinque proposte di stage all’estero cco le proposte di stage segnalate questo mese dall’Aiesec, la piattaforma internaEzionale per gli studenti che vogliono scoprire e sviluppare il loro potenziale. GERMANIA. Stage in Marketing e vendite di almeno 3 mesi. Lo stagista dovrà avere un’ottima padronanza della lingua inglese e capacità di gestire ricerche di mercato per l’azienda. La retribuzione mensile è di 650 dollari. PERÙ. Disponibile un Educational Traineeship della durata di 24 settimane: lo stagista dovrà organizzare e realizzare delle lezioni

di Inglese per studenti di una scuola media. La retribuzione è di 724 dollari mensili. È richiesto il certificato Toefl7.

der dell’impresa e curare la creazione di materiale pubblicitario. Retribuzione: 400 dollari al mese. Durata: 30 settimane.

TAIWAN. Opportunità di volontariato presso una scuola media. Lo stagista dovrà organizzare con l’insegnante d’inglese delle attività in lingua inglese e dei club di attività extrascolastiche. Vitto e alloggio forniti dal comitato ospitante. Durata: 7-8 mesi.

AUSTRALIA. Società australiana di formazione manageriale cerca stagista da affiancare al responsabile delle Risorse umane per revisionare le politiche dell’azienda e stabilirne delle nuove. Il salario è di 2000 euro al mese. Durata: 14 settimane. Ore settimanali: 35.

NIGERIA. Opportunità di stage in marketing e promozione. Lo stagista dovrà realizzare una pianificazione di una strategia di lungo termine; curare le relazioni con gli stakehol-

Per questi stage e per tutte le altre opportunità: catania@aiesec.it.


sport

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U NIVERSIT

EQUITAZIONE / Passione e costanza sono alla base dello sport di Elisa Landi, studentessa di Giurisprudenza che racconta i successi raggiunti con il suo cavallo: «Per fare bene sia nello studio sia nel salto a ostacoli ci vogliono determinazione e forza di volontà»

«Vivo in simbiosi con Quality, insieme siamo una squadra» ✎

di Marco Pitrella ssistere alle gare di equitazione evoca immediatamente immagini d’altri tempi. In un primo momento è tutto un gioco estetico, nel “salto ad ostacoli”, per esempio, sembra che il cavaliere, nell’eleganza della divisa stivali, giacca ed elmetto - voglia quasi competere con la naturale regalità del cavallo. Iniziata la gara, la bellezza del binomio cavallo-cavaliere cede il passo alla sorprendente esplosione di sinergia tra uomo e animale, che stupisce ed è sempre più evidente ad ogni galoppo e dopo ogni ostacolo saltato. «È proprio per il mio amore per gli animali che ho iniziato a quattordici anni a prendere lezioni d’equitazione, ed ho capito subito che uno degli aspetti più belli di questo sport è il poter entrare, giorno dopo giorno, in simbiosi con il cavallo sottolinea Elisa Landi, ventitre anni, studentessa della facoltà di Giurisprudenza -. Nelle prime lezioni impari a stare in sella: busto eretto e tallone in basso. Poi, una volta acquisita tecnica e sicurezza, ci si allena nelle varie andature: passo, trotto e galoppo. I comandi si danno con le gambe, infatti ci alleniamo molto a trottare senza staffe per il potenziamento muscolare». E per essere pronti a gareggiare, per giocarsela al meglio, è fondamentale la costanza nell’allenamento. «Il percorso ad ostacoli - raccoconta Elisa - è solo la fase conclusiva dell’allenamento, prima bisogna cavalcare in piano per scaldare bene il cavallo con diversi esercizi che tecnicamente chiamiamo cavalletti e cessione alle gambe, solo per citarne alcuni». E la costanza è solo la prima delle tante regole di questo sport. Le discipline sono molte e di requisiti per poter

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L’Etna si fa rosa

Partito lo scorso 7 maggio dal capoluogo piemontese, il Giro d’Italia arriverà in Sicilia il 15 maggio per la nona tappa, quella che festeggerà l’Unità d’Italia con la Messina – Etna lunga 159 Km. L’unica tappa siciliana passerà in rassegna alcune delle più belle località dell’Isola, unendo la costa jonica all’Etna. L’arrivo della scalata è fissato in località Etna Sud-Nicolosi Nord, a un’altitudine di 1.910 metri sul livello del mare. È la terza volta che il Giro d’Italia affronta le strade dell’Etna, l’ultima nel 1989 quando il portoghese Acacio Da Silva arrivò per primo a Piano Bottara. partecipare alle gare ne servono molti, uno su tutti la patente. Ve ne sono di tre tipi: il brevetto e poi le altre due patenti di primo e di secondo grado, ed ogni patente da la possibilità di poter competere in gare diverse. E gara nell’equitazione spesso vuol dire superare ostacoli, ed ostacoli Elisa ne ha superati tanti. Il primo è stato sicuramente impegnarsi a poter conciliare sport ed università, «Due sono le parole d’ordine ci confida - per riuscire a far bene entrambe le cose: determinazione e forza di volontà», poi la partecipazione ai Campionati italiani di Cervia nel 2003 e di Arezzo nel 2005, e infine la conquista della medaglia d’oro al Campionato regionale del 2009. «Vincere quel campionato è stata una grande soddisfazione, frutto dei nostri allenamenti in maneggio, allenamenti miei e

di Quality, il mio cavallo». Dentro i maneggi, dove i cavalieri trascorrono gran parte della loro giornata, mentre si ha cura del proprio cavallo a stretto contatto con la natura, si condivide il tempo con persone che hanno in comune le stesse passioni, prima ancora che per lo sport, quella per gli animali. Aspetti questi che aleggiando silenziosi e leggeri rendono ancor più affascinante il mondo dell’equitazione. «Basti pensare ai sociali - aggiunge ancora Elisa - ciòè delle gare organizzate all’interno dello stesso maneggio durante le quali la voglia di divertirsi prevale sull’aspetto agonistico». Oltre agli allenamenti e alle gare resta l’eredità più grande: quella sinergia che, salto dopo salto, diventa armonia, un legame indissolubile tra cavaliere e cavallo. U i

L’Unità d’Italia in barca a vela

Passione, dinamismo e sport si abbinano alla storia d’Italia. L’unità d’Italia si festeggia anche per mare grazie all’iniziativa “150 Vele d’Italia” che collegherà Genova a Marsala in 15 tappe. All’iniziativa possono partecipare tutti quei velisti che desiderano partecipare alla regata che ripercorre lo storico percorso garibaldino. La partenza è fissata da Genova il 21 maggio mentre l’arrivo sarà a Marsala il 4 giugno. Informazioni su www.federnautica.it.


INFORMA

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città

LIBRINO / Disegnate dagli studenti di 50 scuole e ispirate alla nostra Carta fondamentale, sventolano sull’asse dei servizi. Un’iniziativa di Antonio Presti e della sua “Fiumara d’Arte”: «Dalla bellezza - dice - un messaggio di legalità»

500 bandiere per non dimenticare la Costituzione italiana di Danila Giaquinta osì, su due piedi, è difficile immaginare come arte e Costituzione possano andare a braccetto. Da una parte la “magna carta”, la legge suprema, il documento d’identità di un Paese e dei suoi cittadini. Dall’altra la creatività, la fantasia, la libertà espressiva. Da un lato l’insieme dei diritti e doveri, e delle garanzie a tutela della nostra democrazia, e dall’altro la pittura con tanto di tele, tavolozze e mani imbrattate di colore. Eppure il punto foto di Luca Guarneri d’incontro c’è e sta nella Bellezza. A dircelo non è un giurista ma Antonio Presti, instancabile presidente della Fondazione “Fiumara d’Arte” e anima del progetto didattico che ha coinvolto 50 scuole catanesi e che si è concluso lo scorso 5 maggio con l’instalLa manifestazione di chiusura lazione sull’asse dei servizi del progetto sulla Costituzione delle 500 bandiere realizzate ideato da Antonio Presti (qui sopra), dagli studenti e ispirate alla foto di Luca Guarneri fondatore di “Fiumara d’Arte” Costituzione. E tra tentativi e tentazioni di cambiare qua e studenti di ogni età, docenti za di identità e cittadinanza. E là la nostra Carta fondamentaed esperti – costituzionalisti, oltre alle 500, altre 50 sono le c’è ancora chi crede fermamagistrati e avvocati – che state create e donate lo scorso mente nella sua modernità. con entusiasmo hanno raccolmese al Policlinico “Gaspare «Il momento che attraversiato la sfida e portato il diritto Rodolico” dove rimarranno in mo è difficile – commenta Precostituzionale tra i banchi di mostra permanente. sti –. I giovani sembrano presi scuola. Ed è così che migliaia «Non si tratta di una scelta cada altro. Solo conoscendolo si di ragazzi, cresciuti alla velosuale – spiega Presti –. L’ospepuò apprezzare un testo scritcità di sms ed emoticon, si sodale è un luogo di sofferenza. to oltre cinquant’anni fa e no impegnati prima a studiaAbbiamo voluto affermare la condividerne la bellezza, la bellezza del dono, il valore delcompletezza, la sua capacità di re, a riflettere e dibattere sui 139 articoli della nostra Carta la solidarietà. Cosa c’è di più regolare ogni settore della vie poi a raccontarne la consabello di un’opera d’arte per reta dei cittadini. La Costituziopevolezza maturata attraverso galare un sorriso e un mone italiana è bella e ci apparla scrittura e l’espressione armento di conforto?». tiene. È nostra, l’hanno fatta i tistica. Attraverso ricerche ed In poche parole un’esperienza nostri padri e noi la dobbiamo elaborati, alcuni dei quali sadi gioco condiviso, un modo proteggere e ammirare come ranno pubblicati e donati al divertente ed emozionante di merita». diventare cittadini liberi perE non a caso l’idea prende vita Presidente della Repubblica, ché consapevoli, e di imparare Giorgio Napolitano. E attramentre il Paese festeggia i 150 anni di Unità. Un percorl’importanza delle regole e il verso la realizzazione delle so lungo un anno. Una rete di bandiere, simbolo per eccellen- senso di responsabilità.

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«Attraverso l’arte – continua Presti – si propaga un messaggio di legalità. Il linguaggio pittorico diventa strumento sociale, conduttore di idee e di messaggi positivi che sono già belli di per sé e che ancor di più vengono impreziositi dalla fantasia di migliaia di giovani studenti». Non il sole e il mare, dunque, ma la Costituzione come musa ispiratrice. Non più un polveroso e astruso codice pieno di numeri, ma strumento prezioso di diritti e libertà. Da maggio a ottobre a dare il benvenuto a turisti e viaggiatori saranno i giovani catanesi con il loro messaggio civico e artistico. Non ci sarà visitatore che potrà sottrarsi allo spettacolo delle 500 bandiere che sventoleranno lungo la tangenziale che apre le porte della città. E la storia non finisce qui. La Costituzione andrà ancora una volta in scena grazie alla fotografia e sarà di nuovo Librino il cuore dell’iniziativa. «Lavoro lì da anni e presto inaugureremo proprio davanti alla Porta della Bellezza “Il museo Internazionale dell’immagine” – conclude Antonio Presti –. Librino è destinato a diventare un quartiere che accoglie arte e bellezza». E che presto darà luce agli scatti realizzati dai ragazzi e alle 30.000 persone da loro fotografate. U i


città

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U NIVERSIT

ARTE / Non vanta diplomi o titoli d’accademia eppure nel suo campo Luca Prete, artista eclettico e poliedrico, è riuscito a farsi notare soprattutto per quelle buffe installazioni-denuncia che hanno fatto “parlare” la città

«Più che un artista mi sento un libero pensatore» di Lavinia D’Agostino e sue creazioni le abbiamo viste spesso per strada, ci hanno strappato un sorriso e forse ci siamo chiesti chi si celasse dietro quelle buffe palme agghindate, o dietro a una pietra miliare trasformata in “Bacio”. Lui è Luca Prete, catanese di 32 anni, che non vanta diplomi artistici o master al fianco di imponenti mostri sacri dell’arte contemporanea, ma ha un diploma di ragioniere e un passato da «writer scarso e pittore scarso» definendosi semplicemente sciar perdere bom«un libero pensatobolette e pennelli e re». E bisogna parutilizzare le mie matire dal pensiero ni da artigiano. No per comprendere so a cosa mi ispiro, la parte più artistitutto per me è input, ca di Luca, non solo forse il mio è un modo per installazioni cittadine ma anemulare ciò che ci circonda. Le che opere di computer grafica, installazioni cittadine fanno sculture e composizioni realizparte di Invisymbol, una serie zate con i più diversi materiali, molte delle quali esposte fino al di opere che mettono in evidenza la mutabilità delle cose. Cer14 maggio al Reba project spaco di dare un senso ad ogce. Impiegato negli uffici amgetti insignificanti. È il caministrativi di un’impresa so dei Totem catanesi – di costruzioni, Luca le palme morte a crea e agisce di causa del puntenotte, da solo, ruolo rosso - o del con una veloCioccolatino Bacco, cità d’aziopensato per una ne che ha ragazza ma che è diimparato ventato un messaggio quando faper chi si vuole bene ceva il writers veramente, senza «ma poi ho lasmancerie. Penso che sciato perdere – riqueste installazioni de - perché non mi possano stimolare la potevo portare a cacriticità delle persone: sa i muri…». cerco di dare nuova viCon le tue instalta alle cose brutte. lazioni contribuiTrovo che bisognerebsci all’arredo citbe tornare a ragionatadino, a cosa ti re un po’ di più sulle ispiri? cose. Oggi si preferi«Ho cominciato a disce indossare delle cuffie segnare da piccolo e non pensare. Le tecnoma senza una poetilogie, ad esempio, sono ca di fondo, oggi somolto utili, ma non bisono un concettuale. “Totem catanese”, gna farsi soggiogare. SeNegli anni ho cacondo me non dobbiamo pito che dovevo la- serie Invisymbol

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concetti assimilabili». In alcuni lavori, Luca usa anche gocce di cera, non solo per creare un effetto tridimensionale ma per celare, molto spesso, un altro lavoro. È il caso, ad esempio, del piccolo Guggenheim Bilbao, realizzato in ferro e ricoperto di cera. Sta al proprietario scegliere se conservare la creazione che ha daOpera realizzata vanti – e non vedere mai ciò in computer grafica che nasconde – oppure infor“l etna e l elefante” narla per scoprire cosa si cela della serie Vulcaniani; sotto. Ma non è tutto. Luca a sinistra Luca Prete Prete crea anche in computer grafica, ed è qui che si sbizzarrisce dedicando opere e opere (una serie di oltre 50 pezzi dal titolo Vulcaniani) alla sua entrare troppo città, che lui vede in dentro le cose, maniera intima e dovremmo sem“Cioccolatino personale. In tutte le pre mantenere una Bacco” sue creazioni la città è certa distanza». sempre rappresentata Oltre alle installazioda un elefante sovrastato dalni cittadine, crei l’Etna, vista come una mamma, delle comche Luca interpreta come un posizioni meraviglioso seno di donna. in cui ri«L’elefante, come alcuni sostenprendi il gono, appare nella mappa della concetto città, quindi forse si può ipotizdi città… zare che sia il padre di Catania, «È il caso di città che nasce dall’incontro CerebroCittà “CerebroCittà tra l’elefante e l’Etna». (circuito schiuso) che (circuito schiuso)” Adesso a cosa stai lavorando? «Sto preparando altri intervenmette in reti che arricchiranno la serie Inlazione il cervello alla città, li visymbol e poi sto lavorando a lega concettualmente facendoMano-missione, dedicato a tutti ne emergere le affinità. Mi sono sempre sentito attratto dalle quelli che fanno finta di lavocittà, dalla loro forma apparen- rare… non posso dire altro.» Luca, hai mai vinto dei premi? temente regolare. Così ho co«No, premi non ne vinco perminciato a realizzarle con le ché a me “i’ cummacchi” non punte delle cucitrici ed ho potuto osservare che le città nella mi piacciono!». U i loro composizione somigliano al cervello degli ominidi. In particolare i centri storici hanno una pianta simile a quella del cervello. Con il tempo entrambi si sono sviluppati. Limitrofe al centro storico sono nate grandi strade di collegamento, e anche il cervello ha avuto lo stesso sviluppo. La sua rete comunicativa e creativa è au“Che panca! sopra che panca mentata, ha creato dei collegail contro corrente campa!” menti. Ecco che ho trovato due


INFORMA

città

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INIZIATIVE / Restituire alla produttività i beni confiscati alla mafia, permettendo a tanti giovani siciliani di lavorare nella legalità. L’iniziativa di Gianluca Faraone è talmente ardita da entrare a far parte del progetto Mad in Italy a storia di Gianluca Faraone, presidente della cooperativa “Placido Rizzotto” e del Consorzio Libera Terra Mediterraneo, fa parte del progetto Mad in Italy, che intende valorizzare e promuovere le idee imprenditoriali di successo realizzate in Italia, dando spazio a tutti coloro che hanno una storia “mad” da raccontare, perchè per fare impresa in Italia servono genialità, coraggio, lungimiranza e, soprattutto, un pizzico di “lucida follia”. L’iniziativa di Gianluca Faraone è una di quelle che fanno grande l’Italia grazie alla forza delle idee. Il giovane siciliano ha infatti costruito una rete di cooperative per gestire le terre e i beni confiscati alle mafie, portando avanti, attraverso l’istituzione di un sistema economico alternativo, un’azione di contrasto alla criminalità organizzata, favorendo anche l’inserimento lavorativo di giovani diversamente abili. Questo ardito progetto d’impresa ha l’obiettivo di liberare il mercato del lavoro e della produzione agricola dal sistema mafioso. Dopo anni di pressioni e intimidazioni, oggi le cooperative Libera Terra danno lavoro a più di 100 persone e nel 2010 hanno raggiunto un fatturato di circa 4 milioni di euro. Una speranza “folle” quella di Gianluca Faraone e degli altri membri di Libera Terra che, nel nome della legalità, si sta allargando a macchia d’olio anche ad altre regioni italiane, tra cui Calabria, Puglia e Campania dove si stanno costituendo nuove cooperative. Qual è stata l’idea “mad” da cui è nato il progetto Libera Terra Mediterraneo? «L’associazione Libera, a cui aderisce Libera Terra Mediterrameo, è nata nel 1995 da un’idea di Don Luigi Ciotti. È stato lui il primo a parlare di ricostruzione, in un momento difficile come quello immediatamente successivo alle stragi mafiose di Capaci e Via D’Amelio. Fondare un’associazione come Libera sembrava davvero folle, soprattutto in territori in cui, storicamente, la presenza istituzionale era stata inesistente o, addirittura, connivente con il potere mafioso». Quali sono le difficoltà che hai riscontrato nel fare impresa in Italia? «Le difficoltà riguardano inevitabilmente gli aspetti legati alla si-

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«Nel 2001, quando è nata la cooperativa “Placido Rizzotto”, erano presenti tantissimi beni confiscati alla mafia che giacevano in uno stato di totale abbandono. Grazie a Libera e grazie a tutti coloro che si sono impegnati nel progetto, è stato possibile restituire alla produttività tanti terreni e tante strutture». Qual è la maggiore soddisfazione dell’imprenditore, se così ti definisci, Gianluca Faraone? «Mi considero cooperatore oltre che imprenditore. La soddisfazione più grande che condivido con i soci della mia cooperativa e delle cooperative che aderiscono al consorzio è quella di non sentirsi parte del problema, ma uno strumento che contribuisce alla sua risoluzione. Siamo contenti di essere in qualche modo utili, non soltanto nel contrastare la criminalità organizzata, ma soprattutto nel garantire prospettive di lavoro a tante persone in territori profondamente svantaggiati». Qual è la strada per far capire ai giovani che lavorare in un’azienda agricola può essere più

La speranza “folle” di Libera Terra curezza, alla presenza della criminalità organizzata. Le aziende di proprietà dei mafiosi, che servono semplicemente al riciclaggio del denaro sporco, non devono sottostare ai principi dell’economia aziendale a cui sono sottoposte le normali imprese e possono quindi permettersi di non avere problemi di bilancio, possono immettere prodotti sul mercato a prezzi nettamente più bassi o crearsi coercitivamente delle clientele sul territorio». Qual è il senso di lanciarsi in un’avventura che sfida apertamente il sistema di criminalità organizzata ormai cristallizzato nel nostro Paese? «La chiave di tutto è la modernità. Se vogliamo vivere in un paese libero, democratico e con una

prospettiva di sviluppo sostenibile, dobbiamo liberarci delle mafie». Perché, nonostante le difficoltà, hai deciso comunque di rimanere in Italia? «Perché la lotta per garantire una prospettiva al nostro Paese parte proprio dai nostri territori, dall’impegno civile che ciascuno di noi può mettere nei contesti più difficili, più penalizzati. Noi siamo profondamente legati alla nostra Regione e al nostro Paese e vogliamo, in qualche modo, contribuire a dargli una prospettiva; anche noi, attraverso il nostro umile impegno quotidiano, vogliamo fare la nostra parte». Quali sono i risultati che avete ottenuto con le cooperative di Libera Terra?

affascinante che lasciarsi coinvolgere dalle dinamiche malavitose? «Purtroppo i contesti in cui si svolge la lotta alla mafia sono sempre stati caratterizzati da troppe parole e pochi fatti concreti, per cui i giovani sono stanchi e delusi. Ci vogliono i fatti per convincere le nuove generazioni che esiste un’alternativa alla criminalità». Hai mai avuto paura? «Penso che sia normale avere paura. Ci sono stati momenti di preoccupazione e di difficoltà, ma non mi sono mai sentito solo. La forza di questi progetti sta proprio nel fatto che nessuno viene lasciato solo, ma è sempre sostenuto dalla cooperativa e dai corpi istituzionali». U i


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Da sopra l’attrice Michela Cescon, il regista Roberto Andò e l’autore Sergio Claudio Perroni

televisioni: anche oggi sarebbe il più bravo. Arriva con mille uomini, trova alleati un po’ di contadini, di cui giustamente non si fida, armati soltanto di bastoni chiodati, e batte un esercito di 100 mila uomini con 130 navi, facendo una sola battaglia vera, a Calatafimi. Così nasce la fama dell’eroe invincibile e il popolino non lo chiamerà più Canebardo così come Bixio non sarà più Biscio». Durante questa 54a edizione del Festival spoletino, lo storico teatro etneo metterà in scena pure un secondo spettacolo, novità assoluta firmata da Roberto Andò, dal titolo “Il tredicesimo punto” di Sergio Claudio Perroni con Michela Cescon. Dramma di carattere politico, incarnato da Nilde Iotti, dove da un lato c’è l’intreccio tra sanguigna vicenda personale e cruenta ambizione di mondo, così fitto da offuscarne spesso i contorni di pertinenza e verità. Dall’altro

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19 c’è la politica d’oggi, la sua coazione alla cronaca, la virulenza esangue con cui contamina ogni nuova linfa ancor prima che cominci a scorrere. «Raramente - evidenzia il regista - figurano personaggi politici nella drammaturgia teatrale italiana. Sergio Claudio Perroni ha invece scelto la politica e le sue voci come tema della propria creazione, componendo due atti unici che hanno come filo comune la figura di Nilde Iotti. Operazione singolare e per certi versi audace. Se c’è infatti oggi un ambito che appare usurato, addirittura inascoltabile, è proprio quello della politica e delle sue vociferazioni. E questo avviene perché, al pari dei suoi protagonisti, il piano d’ascolto della politica in Italia è sempre lo stesso». Nei due testi si fronteggiano dunque l’aureo periodo della politica come lotta per l’affermazione della democrazia italiana, il ruolo delle donne e le conquiste civili per loro perseguite dalla Iotti, e dall’altra la vociferazione inconcludente e velleitaria, la paralisi impotente, la vacuità e lo stallo del politichese attuale. Ma ci sono altri sfondi importanti che il testo di Perroni riesce a smuovere, da quello dello scarto tra una iperbolica razionalità (un eccesso di controllo) e il desiderio (non detto) di riconoscere anche nello spazio politico cittadinanza all’imprevedibile, cioè alla deriva sentimentale, affidato alla voce solenne della Iotti che rievoca la propria vita, a quello, ineffabile, del rito di rigenerazione della politica odierna e della sua illusione di comprarsi un’anima indossando nuove maschere. Durante la conferenza stampa di presentazione del festival dei Due Mondi il presidentedirettore artistico Giorgio Ferrara ha voluto elogiare l’appuntamento umbro: «Mi piace pensare a questo festival come ad un festival della memoria, del ricordo, della valorizzazione di personaggi e vicende che hanno segnato storia e cultura di questo Paese e in parte di Spoleto». Grazie all’esaltazione di un patrimonio drammaturgico e letterario e all’apertura agli autori contemporanei e, con la forza del radicamento nel territorio la tessitura di rapporti con altre, differenti realtà teatrali, il Teatro Stabile di Catania riuscirà di sicuro a incantare Spoleto e ammaliare la sua platea fedele e appassionata. Ui

Filminscena, al Teatro Musco incontri con i grandi registi

Filminscena è il nuovo ciclo di incontri che il Teatro Stabile di Catania dedica alla settima arte. Conversazioni “private” con grandi autori del cinema italiano. I registi Pupi Avati, Carlo Mazzacurati, Roberta Torre e il compositore di colonne sonore Paolo Buonvino sono i protagonisti dei quattro appuntamenti che si protrarranno con cadenza settimanale per tutto il mese di maggio. «L’iniziativa – sottolinea il direttore Giuseppe Dipasquale – s’inserisce nel progetto di amplissima apertura che lo Stabile etneo, senza rinnegare anzi riaffermando la propria vocazione teatrale, intende sviluppare per qualificarsi tout court come ente promotore di cultura». Portare il Cinema in Teatro permette di fare dialogare due mondi che, nella loro diversa evoluzione e realizzazione finale, hanno all’origine una stessa matrice: la rappresentazione della realtà mediante l’allestimento di una finzione. La rassegna è ideata e curata da Ornella Sgroi, giornalista e critico cinematografico. «Portare il Cinema in Teatro - spiega - permette di fare dialogare due mondi che, nella loro diversa evoluzione e realizzazione finale, hanno all’origine una stessa matrice: la rappresentazione della realtà mediante l’allestimento di una finzione.» La rassegna vuole essere un’occasione di incontro tra il pubblico catanese e i grandi autori della cinematografia italiana, nella forma intimistica della “conversazione quasi privata” tra il regista e un giornalista/critico esperto di cinema o un attore nell’atmosfera raccolta, suggestiva e accogliente del teatro. Un teatro che si trasforma in “casa dell’arte”, per accogliere un pubblico curioso, attento e desideroso di conoscere, oltre il dato oggettivo, l’opera di un autore. Dopo il primo appuntamento con Carlo Mazzacurati, si continua mercoledì 18 maggio con “Paolo Buonvino. Il cinema si fa musica”. La musica come strumento di sublimazione dell’anima di un film. E poi ancora, il 23 maggio con “Roberta Torre. Il cinema che fa miracoli” e lunedì 30 maggio con “Pupi Avati. Tutti i colori del cinema”. Gli incontri si svolgeranno al Teatro Musco e avranno inizio alle ore 20. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

INDA SIRACUSA/ Con “Andromaca” e “Filottete”, in scena i drammi della crisi

Due drammi della crisi - perchè composti nel periodo difficile della guerra peloponnesiaca - che portano in scena figure di grande dignità e nello stesso tempo relegate ai margini. Ostaggi di una umanità meschina, di un destino che appare senza via di uscita, intrappolati da regole anguste di convivenza sociale o dalla loro stessa inflessibilità. Il XLVII Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Antico di Siracusa, presenta “Filottete” di Sofocle, nella traduzione di Giovanni Cerri, per la regia di Gianpiero Borgia; e “Andromaca” di Euripide, nella traduzione di Davide Susanetti, per la regia di Luca De Fusco. Le scene e i costumi, in entrambi, sono di Maurizio Balò. Gli spettacoli andranno in scena a giorni alterni fino al 19 giugno. A seguire, “Le nuvole” di Aristofane, dal 24 al 26 giugno, per la regia di Alessandro Maggi. Per il terzo anno consecutivo la Fondazione Inda compone in un dittico i drammi di Sofocle ed Euripide. Con “Andromaca” torna in scena una tragedia del dopoguerra: si assiste a ciò che accadde “dopo” la deportazione in Grecia di una principessa schiava, alla contraddittoria integrazione nella nuova casa di una concubina malvoluta dalla moglie legittima. In scena Laura Marinoni (nel ruolo del titolo), Mariano Rigillo, Gaia Aprea. Il conflitto tra individuo e società, ma soprattutto la natura dell’eroe tragico portatore di un destino misterioso e dato dagli dei, è al centro del “Filottete”. Protagonita della tragedia l’attore Sebastiano Lo Monaco. Storia di cattivi amici e cattivi insegnamenti che possono portare distruzione nel terzo titolo in cartellone “Le Nuvole” di Aristofane. In scena, attraverso il vecchio Strepsiade, il figlio Fidippide e un Socrate rivisitato, la crisi di valori in cui versa Atene travolta dall’uso corrotto della conoscenza, dall’abuso della parola per sovvertire il diritto a proprio vantaggio, dai veleni seminati dal “Discorso Ingiusto”. Ma le “volpi” finiranno vittime di se stesse, in un riso liberatorio che è denuncia e antidoto insieme per esorcizzare i mali, di un tempo che è anche nostro.


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FESTIVAL / Il 24 giugno il Teatro Stabile approda a Spoleto con due prime assolute: Cannibardo e la Sicilia di Andrea Camilleri, per la regia di Giuseppe Dipasquale e Tredicesimo punto di Sergio Claudio Perroni, diretto da Roberto Andò

Stabile, con due produzioni alla conquista dei Due mondi di Venera Coco gni epoca ha lasciato nella città segni teatrali diversi e variegati. Il festival dei Due Mondi è stato ed è, uno degli eventi teatrali che ha più influenzato, nei vari periodi storici, la città di Spoleto nello specifico, e l’Italia in generale. Dopo un periodo difficile, il Festival umbro è tornato ad essere un polo di attrazione e terreno d’incontro fra culture diverse e grandi esperienze artistiche provenienti da tutto il mondo. Il cartellone 2011 accoglierà per la prima volta anche il Teatro Stabile di Catania. I 17 giorni di spettacolo, dal 24 giugno al 10 luglio, vedranno protagonista il Teatro Stabile con “Cannibardo e la Sicilia” e “Il tredicesimo punto”. “Cannibardo e la Sicilia”, testo inedito di Andrea Camilleri, per la regia di Giuseppe Dipasquale vedrà in scena un interprete d’eccezione Massimo Ghini affiancato da Mimmo Mignemi e Vincenzo Crivello. Lo spettacolo ripercorre la storia di Garibaldi e la Sicilia post-unitaria attraverso alcuni brani tratti dai cinque romanzi storici di Camilleri (“La bolla di componenda”, “Il filo di fumo”, “Il Birraio di Preston”, “La concessione del telefono”, “Il Re di Girgenti”). L’autore siciliano traccia la breve parabola di

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Sopra lo scrittore Andrea Camilleri; a sinistra da sopra, il regista Giuseppe Di Pasquale, l’attore Vincenzo Crivello, sotto gli attori Massimo Ghini e Mimmo Mignemi

un sogno, raccontando le speranze suscitate dallo sbarco di Garibaldi in Sicilia, l’entusiasmo con cui il popolo andò alle urne nell'ottobre del 1860 tributò una “maggioranza bulgara” all’annessione dell’isola al regno d’Italia, e le delusioni che invece suscitò la politica post-unitaria. In questo andirivieni di narrazioni, bisogna tenere conto dell’importanza che il contributo catanese ha aggiunto alla nota kermesse di Spoleto, donando con il testo di Camilleri, un messaggio significativo in occasione delle celebrazioni dell’Unità Nazionale. Non a caso il regista nonché direttore artistico del teatro catanese, Giuseppe Dipasquale ha dichiarato «Siamo lieti che questo contributo venga dato dalla Sicilia, molto sensibile all’argomento nei suoi diversi risvolti e più che mai in occasio-

ne di questa circostanza siamo molto convinti della riuscita dei due lavori che dopo Spoleto saranno rappresentati a Catania e, quindi portati in tournée». Volutamente Andrea Camilleri ha messo a fuoco i sogni e i rapporti difficili con l’Unità e con Garibaldi. E infatti, lo scrittore racconta: «Nei miei libri faccio spesso accenni critici a vicende politiche e popolari della mia isola, e su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi avevo già estrapolato alcuni passi relativi a vicende più o meno di 150 anni fa». Ed ancora «La storia ha detto che Garibaldi ha fatto la cosa giusta ma al momento chi lo poteva sapere? Mettiamoci nei panni del regio impiegato postale, uno dei tanti piccoli borghesi di fronte a queste schiere rosse che danno la terra ai contadini, aprono le carceri liberando i “politici” ma anche i tagliagole, che infatti ritornano subito a essere tali, rivoltano insomma il mondo. Il generale diffida chiunque dal chiamarlo voscenza, è libertario ma semina diffidenza e all’inizio non riesce a scalfire la saggia prudenza siciliana. C’è un nostro bellissimo detto che dice Munno (mondo) è, munno sarà. Come a dire: che c’è poi da cambiare? Tanto cambierà pochissimo. Sto Garibbaldo che vorrà?». Instancabile ricercatore di vecchi documenti da cui prende spunto per storie straordinarie come “La concessione del telefono”, Camilleri ha sempre dimostrato anche un grande interesse per i risvolti e le motivazioni psicologiche che stanno dietro le scelte dei suoi personaggi. Garibaldi è carismatico, affascinante, furbo, ha un clamoroso senso della comunicazione e della propaganda, senza avere


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CENTRO ZO / La scoperta del potere dei giocattoli nello spazio “di mezzo”. Giovedì 19 maggio, in scena, tra teatro e improvvisazione, lo spettacolo della compagnia GestiColando, narrato da Riccardo Raimondo

Il gioco del teatropoesia no spettacolo di teatropoesia, di scoperta del potere dei giocattoli in quello spazio di mezzo fra mondo e giocattolo. Giovedì 19 maggio al Centro Culture Contemporanee ZO, alle ore 21 andrà in scena uno spettacolo sui generis con versi e narrazione di Riccardo Raimondo, mise en espace, regia e voci narranti a cura di Compagnia GestiColando, marionette e sculture animate di Elena Cantarella (Laboratorio Cartura), immaginari sonori e chitarra di Ludovico Pipitò, ispirazioni metafisiche e theremin di Marina La Placa. E poi ancora fotografia di scena a cura di Rosaria Coco, interventi critici di Cettina Rizzo e Simona Scattina, artist management a cura di PULP. Apre la serata il live di Costanza Paternò. Il Potere dei giocattoli è uno spettacolo al limite con la performance estemporanea, che coinvolge artisti di tradizioni diversissime. La recitazione dei versi è accompagnata dalla chitarra solista di Ludovico Pipitò e dal theremin di Marina La Placa. Il movimento mi-

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nimalista della scena è potenziato dalla magia evocativa della video arte e delle marionette – costruite e guidate da Elena Cantarella (del Laboratorio Cartura). Così, nelle note di regia, i ragazzi della Compagnia GestiColando descrivono il meccanismo scenico: «La scommessa è prima di tutto quella di avvicinarsi alla poesia, alla parola poetica, allusiva e rare-

fatta: provarla e stremarla nella recitazione. […] L'intento è stato quello di trovare una drammaturgia inerente alla scrittura poetica, e plasmarla, permettendo così alle poesie di diventare canovaccio per l'attore e nello stesso tempo conservare l'astrattezza del discorso poetico. Una drammaturgia, quindi, che non fosse invadente, che non togliesse nulla al discorso poeti-

✎ Arti performative / I Baccalà clow al Centro Zo Da giovedì 12 a domenica 15 maggio, in scena al Centro Zo di Catania, “Pss, Pss” è l’esilarante spettacolo, per tutti, dai 6 anni in su, del duo internazionale “I baccalà clown”. I Baccalà clown nascono dall’incontro di Simone Fassari e Camilla Pessi. Dopo aver frequentato la Scuola Teatro Dimitri in svizzera ed aver fatto diverse esperienze in vari circhi internazionali creano nel 2004 il duo clownesco Baccalà. Insieme perfezionano le caratteristiche e le tecniche dei loro personaggi fino a creare i loro 4 numeri. Da quel momento si susseguono spettacoli in diversi circhi, va-

rietè e festival di tutto il mondo. Dal Brasile all’Africa, Turchia, Russia, Germania, Francia, Belgio, Cina, Guadalupe, Egitto… la conferma della qualità e della genuinità del loro lavoro arriva nel 2008 con il premio di bronzo al Festival di circo di Mosca e nel 2009 con il premio del Cirque du Soleil al Festival Du Cirque de Demain a Parigi e, sempre nel 2009, con il premio di Bron-

zo al Festival di Wuqiau in Cina. Il 2010 è l’anno in cui approfondiscono il lavoro teatrale approdando così a "PSS PSS” con la regia di Louis Spagna, fresco spettacolo clownesco e ingenuamente esilarante, dove l'incontro tra la poesia ed una tecnica di microacrobazia, mette in evidenza i personaggi rendendoli capaci di tutto e di niente.

co stravolgendolo in discorso narrativo». Una drammaturgia che segue un filo narrativo, ma che non riesce a essere sempre perfettamente uguale a sé stessa. Il verso libero infatti impone un margine di divagazione, e non permette una costruzione scenica e musicale esatta e logica. Piuttosto la poesia trova la sua dimensione ideale in un fisiologico canovaccio, in un' “improvvisazione premeditata”, in un allenatissimo “istinto educato” – un istinto che è anche il luogo d'incontro delle diversissime ispirazioni artistiche, ma non più indirizzate alla visione di un’arte totale, bensì riscoperte e rigenerate al di qua del processo creativo. Il “Potere dei giocattoli” quindi non si può propriamente chiamare “spettacolo teatrale”, ma non è neanche una vera improvvisazione, eppure è tutte e due le cose insieme: l’arte della memoria attoriale si fonde con la capacità di creare immaginari estemporanei, in una continua ricerca d’un giusto equilibrio fra geometria e passione. U i

Mondem flow ✎ chiude Modem Venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 maggio da Scenario Pubblico a Catania, va in scena modem flow. Si tratta della performance che chiude il progetto modem studio atelier, corso di perfezionamento della compagnia zappalà danza rivolto a giovani danzatori provenienti da tutta Italia e dal resto d’Europa. I danzatori hanno l’opportunità di lavorare con diversi coreografi di livello internazionale, approfondendo le tecniche e i linguaggi contemporanei collettivo del corso di perfezionamento della Compagnia Zappalà danza.


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CORSI / “Gli strumenti degli attori” è il metodo ideato da Claudio Mazzenga per aiutare chiunque a vivere meglio. «Con la mia tecnica - spiega - insegno a superare le proprie paure ed acquisire sicurezza di sé».

«Per essere più vincenti indossiamo una maschera» di Maria Enza Giannetto l metodo è rodato. E funziona davvero. Lo dicono gli psicologi e lo dicono gli ex corsisti che, con i laboratori “Il teatro per tutti” basati sul metodo “strumenti degli attori” ideato dall’attore Claudio Mazzenga, hanno davvero migliorato la loro vita. Ora questo metodo, arriva anche a Catania: nuovi corsi dal titolo “Il teatro migliora la vita” partiranno nelle prossime settimane a Palazzo Beneventano e al Cortile Platamone, prodotti dal nostro magazine. Ma in cosa consiste davvero il metodo Mazzenga e come riesce ad apportare miglioramenti? Ne discutiamo con l’insegnante. «Il teatro - dice Mazzenga - può davvero migliorare la vita delle persone, perché queste tecniche riescono a curare alcuni aspetti tipici, ad esempio, della malattia del secolo, ovvero la depressione. Pensiamo, ad esempio all’insicurezza, all’implosione, alla chiusura in se stessi. Invece, molti studi hanno dimostrato come, attraverso le maschere, si possano aiutare le persone a tirar fuori le loro emozioni, paure e difficoltà». Vuoi dire che una maschera in realtà rende più veri? «Voglio dire che attraverso la maschera del teatro le persone “agiscono” le proprie paure, ovvero le interpretano, le mettono in mostra e le superano. Ci parli meglio di questo metodo? «Il metodo “gli strumenti degli attori” che ho messo a punto e sviluppato insieme allo psicologo Marco Berardi, permette alle persone di scoprire la propria essenza, altrimenti nascosta dalle varie timidezze, da quei blocchi che provengono dal timore del rapporto con gli altri». Puoi raccontarci qualche esperienza? «Ho notato nei laboratori che organizzato in tutta Italia quanto le persone migliorino davvero la loro vita, la comuni-

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La mia vita per la scena

Claudio Mazzenga debutta come protagonista al Teatro Eliseo di Roma vincendo il premio teenager come migliore attore dell’anno 1980, inizio di una lunga carriera come attore di teatro, cinema, radio e televisione che lo ha portato a collaborare con artisti tra i quali Federico Fellini, Pupi Avati, Dario Argento, Alida Valli, Paola Borboni, Vittorio Gassman e molti altri. Ha diretto e interpretato testi di Shakespeare, Pirandello, Cecov, Yourcenair, Pasolini. Dall’anno 2000 cominciano svariate collaborazioni come docente di recitazione con l’Accademia Teatrale di Roma. Nel 2007 fonda l’Accademia di recitazione “La Fabbrica Cineteatrale” a Catania di cui è direttore artistico e didattico.

cazione, l’approccio con gli altri. Per esempio, con i corsi di dizione si lavora sulla vocalità, che diventa più impostata, più sostenuta e trasmette maggiore sicurezza a chi ci circonda. Insomma, anche un timido, così, riesce a presentarsi con maggiore consapevolezza. E se siamo più sicuri, siamo più belli, positivi, accattivanti. Insomma, la nostra vita migliora». Durante questi laboratori hai scoperto qualche “artista”? «In realtà ho scoperto il lato creativo e artistico di ogni individuo. Credo ci sia un talento in ognuno di noi, anche in coloro che a prima vista sembrano più freddi e distaccati. Però ci tengo a precisare che non è un corso per attori, è un corso

per tutti». Un corso rivolto quindi a chi vuole scoprire un lato di sé? «Il laboratorio è dedicato a tutti quelli che vedono nell’arte scenica una possibilità in più per esternare la propria personalità». Come mai un attore che ha lavorato con i più grandi registi si dedica ora all’insegnamento? «Ho trovato la mia strada aiutando gli altri. Davvero. Mi mi sento meglio in questa veste di attore-medico, mi senti utile». Come si sviluppa il corso? Il corso che sarà prodotto dal vostro giornale e con la collaborazione del comune di Catania di si articolerà partendo dallo studio della dizione, dell'uso della voce e del corpo come armi di seduzione e convincimento, coniugando tecnica ed improvvisazione nei vari passaggi del “metodo Mazzenga”. Imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi, sentirsi come un attore, avere un pubblico vero di fronte, perseguire l'autostima e la sicurezza partendo dallo studio e dalla conoscenza di se stessi attraverso il teatro». U i


time out di Giusy Cuccia ntonio Santacroce è un creatore instancabile, un pittore sognante, come lo definì Vincenzo Consolo. Nato nel 1945, ha prodotto tantissimo e si è cimentato in tutti i generi artistici creando opere pervase dal ricordo della classicità antica. Quanto è stato importante il suo apprendistato giovanile presso artigiani del mosaico e delle vetrate? «Frequentavo la scuola di artigianato la sera e l’Istituto d’arte la mattina. È stata un’esperienza molto importante, soprattutto per il disegno. Mi ricordo di un libro di Leonardo da Vinci che si trovava lì, nella scuola, che io leggevo invece di fare teoria. Ne ero molto affascinato, tanto che i miei compagni mi soprannominarono Leonardo». Lungo tutta la sua carriera ha sperimentato generi diversi e diverse fasi. Le piacerebbe ripercorrerle brevemente? «Roma prima e la Svizzera tedesca poi sono stati luoghi molto importanti. Lì ho fatto tanta esperienza, ho visitato i musei e ho insegnato per molti anni a Zurigo. Considero questi due luoghi fondamentali per la mia carriera di artista. I diversi generi artistici sono sempre presenti nella mia produzione, ma la pittura è un punto fermo tanto che la insegno ancora in Accademia. Dal 1992 mi cimento anche con la scultura. Fui costretto a crearne una per poter partecipare ad una mostra sugli scultori italiani del ‘900 e da allora continuo ad occuparmene». Da giovane si interessò al teatro, in particolare alla pittura di scena. «Lo facevo da dilettante, avevo 18 anni. Fu Leo Gullotta, che come me frequentava l’Istituto d’arte, a spingermi a lavorare in teatro. La prima cosa che realizzai fu un disegno a china per la compagnia teatrale “Il Poliedro”. Nel 1965 mi iscrissi alla scuola del Teatro Stabile ma l’anno dopo la lasciai per andare a Roma». Vincenzo Consolo l’ha definita un pittore sognante, rabdomante ispirato. Quando ha intrapreso questo percorso artistico? «Sono sempre stato sognante. Vincenzo Consolo, però, si riferisce in particolare ad una foto in cui avevo sei anni ed ero insieme a mio padre e ad altri contadini. Quel giorno trovai dei reperti di Noto antica e li nascosi su un albero, ma quando ritor-

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ritratto d’artista ANTONIO SANTACROCE / Una sensualità classica pervade le opere del “pittore sognante”, come lo definì Vincenzo Consolo, che divide la sua carriera tra Catania e Zurigo

Hauf Foto di Jessica

Dalla libertà alla disciplina e ritorno nai in quel luogo non li trovai più. Da questo senso di mancanza nacque il desiderio di fare l’archeologo. In seguito, a 17 anni, feci un sogno: Picasso veniva invitato da Pino della Selva, un pittore catanese, a Catania e sullo sfondo apparivano quadri, colonne, vasi e sculture. Era un sogno archeologico, di ciò che stavo per fare. Mi sento un archeologo sognato». Alessandro Masi l’ha definita un “intellettuale sincero”. Perché secondo lei? «Perché probabilmente, vedendo tanta mistificazione in giro, capì chi ero io, uno vero». Quanto è stato influenzato dalla pittura del Nord Europa e da artisti come Klee? «Sia Paul Klee sia Kandinsky

sono stati importanti. Mi hanno fatto capire che c’erano nuove strade convincenti, opere con una vera profondità. Ne fui influenzato soprattutto negli Anni Settanta». Nelle sue opere ricorre spesso il simbolo fallico. Perché? «Ha a che fare con la sensualità del mito, con la vitalità classica. È un aspetto insito del mio essere mediterraneo». Quali sono i suoi progetti imminenti? «Realizzerò nuove opere a Vizzini. Mi occuperò di una scultura che rappresenta “Jeli il pastore”, protagonista di una novella di Verga, che sarà collocata in un quartiere degradato del paese. Inoltre sto lavorando ad un libro in cui sono riunite le opere di

cui era composto il calendario che ho realizzato con Lapis nel 2000. Organizzeremo delle mostre per pubblicizzare il volume, anche in Accademia. Il libro verrà pubblicato dalla casa editrice Kalòs e sarà curato, tra gli altri, da Piero Guccione, Laura Petralia, docente presso l’Accademia, e Bernhard von Waldkirch, il promotore dell’idea. Mi piacerebbe anche poter realizzare degli spettacoli di pittura, come ho già fatto con i miei allievi di Zurigo». Come riesce a conciliare l’insegnamento con la sua attività artistica? «L’accademia Nike di Catania in cui lavoro mi dà la possibilità di insegnare una settimana al mese da novembre a giugno, per otto ore al giorno. Per il resto posso occuparmi di altre cose. L’insegnamento mi piace molto, anche perché ho avuto buoni maestri: Pippo Giuffrida e Francesco Ranno». Cosa le piacerebbe che restasse ai suoi studenti del suo insegnamento? «Per forza di cose mi ricorderanno per una sorta di “Bibbia” che i miei allievi devono tenere sempre a mente, almeno quando dipinge. Un viaggio di andata e ritorno dalla libertà alla disciplina». Cosa ha significato per lei tornare in Sicilia? «Il ritorno è stato traumatico. Mi piace stare qui, ma per poter lavorare devo tornare in Svizzera. Quasi tutte le opere raffigurate nel calendario Lapis, per esempio, sono state comprate in Svizzera. Ogni volta che cerco di aprirmi alla città di Catania è come se mi sporcassi. Qualche anno fa, insieme alla Società Dante Alighieri di Zurigo avevo organizzato una mostra che doveva chiudersi al Castello Ursino e che invece è stata annullata. Penso comunque che sia giusto che io resti qui. Col tempo si conoscono persone propositive e magari si riesce a creare qualcosa insieme. Certo, l’insegnamento è un fattore importante che mi spinge a restare qui». U i


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EVENTI / Un appuntamento che coniuga arte, cultura ed enogastronomia. Dal 20 maggio al 20 giugno al V Bonà, nelle sale nobiliari della dimora Villaroel-Bonaccorsi, in mostra i quadri di Elisa Anfuso

Un evento per tutti i Sensi n evento esclusivo che coniuga arte, cultura ed enogastronomia. Dal 20 maggio al 20 giugno V Bonà club presenta Sensi - Paintings di Elisa Anfuso “La stanza dei giochi di Penelope” (Artesia Galleria d‘Arte). PAINTINGS. In mostra le opere dell’artista siciliana Elisa Anfuso. Laureata con il massimo dei voti presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, ha recentemente conseguito la specializzazione e l’abilitazione all’insegnamento delle Discipline pittoriche. Viene selezionata e partecipa ad importanti mostre e fiere d'arte contemporanea. Nel 2005 ha vinto il primo premio al concorso “Fate questo in memoria di me”, a cura del Museo Diocesano di Catania. Nel 2008 si è classificata seconda al premio internazionale La Pergola Arte a cura dell'omonima galleria fiorentina e nello stesso anno ha inaugurato la prima mostra personale “Del corpo... dell’anima” presso Artesia Galleria d’Arte di Catania. Nel 2010 è tra i vincitori del prestigioso premio internazionale Arte Laguna, finalista al Premio Combat, è tra i segnalati del Premio Celeste e vincitrice del concorso Subway edizioni. Espone a Vienna, Praga e Fukuoka. Inaugura nello stesso anno due mostre personali, rispettivamente a Catania (SOgNO) e San Gimignano (La mia ombra è lieve). Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private. Per maggiori informazioni sull’artisa visitare il suo sito www.elisaanfuso.com

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Sopra uno dei quadri della pittrice catanese Elisa Anfuso A destra una sala del V Bonà

Opening hours Pranzo: lun- ven, ore 12/15 Aperitivo e cena: merc- dom, ore 19.30 Free extra buffet promozione studenti attiva Possibilità di prenotazione tavoli e privè Inaugurazione SENSI 20 maggio: Ingresso omaggio esclusivamente in lista. Inviare mail con nomitativi a info@vbonaclub.com o telefonare al 329 8355229 entro il 18 maggio.

LOCATION. Il contesto è incantevole, la location altrettanto. Le sale nobiliari e la calorosa accoglienza della ottocentesca dimora Villaroel-Bonaccorsi rendono ogni serata ed ogni evento indimenticabile grazie al design ricercato degli arredi, alla spaziosa terrazza esterna, ai sapori dei piatti e dei buffet, ai gustosi e colorati aperitivi e all’immancabile selezione musicale. V Bonà non lascia nulla al caso, professionalità e cura per i dettagli sono gli ingredienti perfetti per rendere unica una serata in buona compagnia e vivere l’evento all’insegna del buon gusto. Info su www.vbonaclub.com. FOOD & WINE. Il tema enogastronomico, vedrà un percorso culinario preparato e curato con grande maestria e gusto dagli chef del V Bonà club. La cucina d‘autore si relazionerà con una selezione di vini, forniti, presentati e serviti dall’azienda vinicola Cantine Nicosia. Arte e Gusto dialogheranno creando analogie emozionali. INAUGURAZIONE 20 MAGGIO: Ingresso omaggio esclusivamente in lista. Inviare mail con nomitativi a info@vbonaclub.com o telefonare al 329 8355229 entro il 18 maggio. U i


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INTERVISTA / La cantante di Monfalcone, in tour con il suo doppio concerto Ivy, parla del suo rapporto con la natura come unica grande fonte di ispirazione. «Sono riuscita a condividere la mia musica e le mie emozioni ma sono rimasta fedele a me stessa» Foto artwork IVY (2010) Ph. Fabio Lovino - © Sugar Music Group.

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«In questa società inquinata è difficile rimanere integri» di Maria Enza Giannetto al metallo e i petali del primo album, “Pipes and Flowers” la svolta tutta “naturale” di Elisa è ormai totale. Con Ivy (edera) la cantante di Monfalcone ha rivelato, senza alcun dubbio, quale sia la maggiore fonte di ispirazione della sua musica. «In generale - dice la cantautrice, che raggiungiamo telefonicamente mentre si trova a Livorno in attesa di salire sul palco per la seconda data del suo doppio concerto - ho un ot-

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timo rapporto con la natura, è una fonte di ispirazione continua, per me è l’armonia perfetta c’è solo da imparare guardando alberi, fiori e animali». E infatti tutto il concept album Ivy - cui segue l’Ivy Tour (tappe siciliane il 12 e 13 maggio al Metropolitan di Catania) - si basa proprio sui suoni, i colori, le sensazioni e le emozioni ritrovate nel con-

tatto con la natura e sono quelle che le sono rimaste dentro, attecchendo come quell’edera che dà il nome all’intero progetto. «È un album organico - dice - , che racconta la magia delle cose semplici e quotidiane. L’ho chiamato “Ivy” proprio per questo. L’edera è ben radicata a terra, ma al tempo stesso si spinge verso l’alto e abbraccia tutto ciò che tocca. Queste canzoni racconta-

no frammenti di vita reale, ricordi che vivono nella memoria ma la rileggono anche con nuova maturità e prospettiva. Sono semplici, hanno dentro la stessa armonia che trovo nella natura». Da cosa nasce l’idea di proporre due concerti diversi per ogni tappa? «Innanzitutto dalla lunghezza del tour: avevamo pensato a due scalette perché dopo un po’ ti stanchi di fare gli stessi brani. Poi abbiamo deciso di cambiare anche le luci, i video e il resto. Insomma, è venuto fuori


INFORMA un secondo concerto, totalmente diverso. Ma il tour mi sta dando grandi soddisfazioni. All’inizio è stato difficile trovare il giusto balance tra le due serate, io volevo accontentare il pubblico facendo le loro canzoni preferite e pur non essendo in grado di conoscere i gusti di ognuno, volevo comunque mettere le hit riuscendo, però, a creare spettacoli diversi l’uno dall’altro. Insomma, abbiamo aggiunto e cambiato in corsa». Ma non è stressante fare due live diversi? «Io lo trovo stimolante per noi e credo anche per chi ci vede. Ci sono video diversi, ci vestiamo e anche il coro di voci bianche che mi accompagna per 6 canzoni è diverso. Sono cori che vengono da tutte le parti d’Italia (a Catania è il Coro di voci bianche Lentini diretto dal maestro Ezio Spinoccia), selezionati da un mio carissimo amico Denis Monte, direttore del Piccolo Coro Artemia di Torviscosa che mi accompagna nell’album. Sono state selezioni molto toste, perché sono tutti ragazzi minorenni che hanno i loro impegni con la scuola e con la musica, quindi incastrare i concerti e i loro impegni è stato davvero difficile. Ma quello che ne viene fuori, a ogni concerto, è davvero meraviglioso. Io conosco i ragazzi, che provano per conto loro, direttamente la sera del concerto. Ma l’atmosfera è magica». Acqua e fuoco, se dovessi scegliere tu quale dei due live vedere? «Sul sito www.elisatoffoli.it ci si può fare un’idea di quello che avviene, ma io non saprei dire, sono le mie due anime. Ivy è un album nato intorno al concetto del candore, della neve, le voci bianche, oltre a un discorso legato all’acqua, come elemento che porta la vita. Il disco precedente, Lotus, era un progetto più tribale, legato alla terra e al fuoco. Le scalette seguono questa divisione da una parte cose più tribali e dall’altra cose più nordiche, celtiche. Non saprei scegliere». E queste due anime si sono incontrate nel Parco Artesella in Valsugana in Trentino dove è stato girato il docu-film che completa il progetto. «È il luogo pazzesco, dove artisti provenienti da tutto il mondo hanno realizzato opere a cielo aperto utilizzando materiali organici. Nel docu-film diretto dal regista islandese Danni Karlsson, parlo della musi-

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ca, delle canzoni, dell’album, delle emozioni che hanno caratterizzato il mio percorso artistico, in un viaggio che ripercorre le tappe di Ivy. Non potevo immaginare uno scenario diverso. D’altra parte quando mi riavvicino alla musica acustica, senza cavi, microfoni, impugnare una chitarra di legno, o suonando un pianoforte, vivo le stesse sensazioni che mi regala la natuta. Per “Lotus” e per “Ivy” non ho potuto immaginare scenari diversi da quelli naturali. “Lotus”, “Sound Track 19962006”, “Ivy”, sono anche raccolte in cui torni, riarrangiandoli, sui tuoi pezzi. È mania di perfezionismo? «In realtà “Sound track” era la raccolta di 10 anni di musica, con Lotus nel 2003 e Ivy 2010, ho riarrangiato in chiave acustica i miei pezzi perchè si tratta di due progetti entrambi legati al live. Si tratta di due dischi che hanno senso perchè seguiti dal tour teatrale e sono convinta che chi viene a vedere un concerto debba vedere cose diverse da quelle che trova in un cd». Proprio dieci anni fa, in un intervista Gino Paoli salvava te tra i giovani schiavi dei discografici e diceva: Crede in quello che fa, è una testarda come

noi cantautori che ci siamo fatti amare negli Anni ’60. «L’ho trovato un grande complimento. Riguardo alla testardagine, a parte confermare, anche perché sono un sagitario ascendente ariete, una palla di fuoco all’apparenza molto tranquilla, devo dire che sono molto determinata. Se voglio far qualcosa lotto tantissimo, ma devo dire che il mondo cui si riferisce Paoli era molto diverso e loro erano davvero eccezionali. Oggi è difficile avere quella stessa integrità nella musica è come se il mondo fosse più inquinato nei valori. Però in fondo penso di essere rimasta fedele a me stessa». In “Qualcosa che non c’è” dici: “Ho scritto su un quaderno, io farò sognare il mondo con la musica”, pensi di esserci riuscita? «Confermo di averlo scritto davvero quando avevo 11 anni, d’altra parte se avessi aspettato appena un anno, non sarebbe più bastato “un salto per raggiungere la felicità”.... Comunque se intendiamo il mondo, non sono un’artista di livello internazionale, però ho portato fuori da quella cameretta in cui quel giorno ho scritto quella frase, la mia musica, ho condivise le mie canzoni e le mie emozioni». U i

Cesare Basile: «In Sicilia si può fare musica»

Pubblicato nel mese di marzo per l’etichetta Urtovox, “Sette pietre per tenere il Diavolo a bada” è il settimo album in studio di Cesare Basile, un lavoro «di terra e sangue» che vede per la prima volta il songwriter nelle vesti di produttore di se stesso. Per presentarlo al suo pubblico, Basile ha intrapreso a metà aprile “Ovunque in Sicilia”, un tour interamente siciliano in cui le esibizioni sono state organizzate in locali, bar, associazioni e persino case private, perché «ovunque in Sicilia è possibile fare musica, organizzare un concerto, vedersi, raccontare». Una scelta chiara e precisa quella di concentrarsi sull’Isola, voluta fortemente da Basile secondo il quale «è giunto il momento di dare dignità alle produzioni siciliane in campo culturale senza elemosinare più niente. Abbiamo professionalità, esperienza, idee, ora dobbiamo prenderci gli spazi e fare della cultura uno strumento di cambiamento». Un intenso girovagare per la nostra regione che lo stesso cantautore catanese definisce «un modo per riappropriarmi di ogni angolo di questa terra, soprattutto di quelli che scopro con meraviglia ad ogni stazione», in un momento in cui la situazione culturale dell’intero Paese, e della Sicilia nel caso specifico, sembra in una preoccupante fase di stallo. Messa (momentaneamente?) da parte la folta band che lo aveva accompagnato in passato, quando s’era trattato di presentare i vecchi lavori, Basile si accompagna per questo tour agli amici e colleghi Marcello Caudullo e Massimo Ferrarotto. I tre si alternano a diversi strumenti «spingendo un po’ di più rispetto al suono del disco», non perdendo però un solo grammo dell’intensità lirica di ciascun brano. Il tour, ovviamente, farà tappa anche a Catania, in una delle sue serate conclusive, esattamente il 27 maggio alla Sala Lomax. (E.M.)


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INTERVISTA / La cantante milanese arriva ai Mercati generali di Catania il 19 maggio con un disco nuovo, colorato e zeppo di canzoni preoccupate ma anche speranzose, frutto della maternità e della volontà di recuperare l’aspetto più naturalistico della vita di Riccardo Marra

quel brano faccio fatica a suonarlo dal vivo, infatti l’ho trasformato nella mia dedica accorata al Giappone. Che poi in realtà era un gioco, riferirsi ai giapponesi era una scusa per parlare dell’uomo in generale e del suo essere schiavo dei ritmi forsennati. Io amo il Giappone, dal sushi alle sue antichissime tradizioni. Mi incuriosisce questa loro immensa dignità nell’affrontare le cose, quello strano controllo delle emozioni di fronte al dolore». Questo però è un disco pieno di colori, quasi da dimensione favolistica… «Sono sempre abbastanza istintiva quando si tratta di pensare a un disco. I suoi colori quindi sono

a maternità ha cambiato molto Cristina Donà e non poteva essere altrimenti. Oggi la musicista milanese guarda al mondo che dovrà ospitare suo figlio con un po’ di apprensione raccontandolo con occhi nuovi. Il suo nuovo disco Torno a casa a piedi è un quaderno zeppo di canzoni preoccupate, ma speranzose, con una forte fiducia nei piccoli grandi miracoli d’ogni giorno. E i colori del disco ne sono conseguenza: accesi, accesissimi con lo zampino di Saverio Lanza che ha tinteggiato i brani fino a farli approdare in terreno pop, mescolando melodia e temi

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CRISTINA DONÀ «Prendetevi il vostro tempo io torno a casa a piedi»

forti, realtà e onirismo. A due anni dalla precedente esibizione in acustico, Cristina Donà torna a Catania il 19 maggio ai Mercati Generali. Cristina, la tua ultima volta su Universitinforma è stata 4 anni fa. Chi è Cristina Donà oggi? «A saperlo! Sicuramente sono una donna che cerca di conciliare la sua attività artistica con quella di mamma e moglie, e in Italia non è semplice per nessuno. Sono anche una persona un po’ preoccupata per come stanno andando le cose in questo Paese e che però cerca di cogliere gli spunti positivi da chi cerca di fare le cose per bene. C’è una corrente sotterranea che si dà da fare… quei “miracoli” di tutti i giorni di cui parlo in questo

disco. Piccole grandi imprese quotidiane che la politica fa di tutto per oscurare. Perché? Perché è più comodo governare con la paura, è un’arma di controllo molto efficace». In periodo di rischio nucleare il titolo del disco “Torno a casa a piedi” è una risposta ecologica? «Certamente, tra l’altro il governo ha detto di voler fare retromarcia sul nucleare, l’ennesimo spot? Sono perplessa. Rispetto a quello che mi chiedi tu, io vivo dal ‘93 in montagna, una scelta inizialmente per amore, poi anche per recu-

perare la dimensione più naturalistica della vita. Mettere sempre l’uomo al centro di tutto è un errore, “Torno a casa a piedi” quindi è un invito a riprendersi i propri tempi strozzati dalla fretta e dal vortice della quotidianità, riprendersi il proprio corpo, il proprio movimento. È un invito a respirare, anche se ora come ora l’aria non è delle migliori». Rimanendo in tema, nel brano Giapponese (L’arte di arrivare a fine mese) prendi un po’ in giro l’automatismo di quel popolo. Cosa hai provato però di fronte al disastro dello tsunami? «Non me ne parlare. Adesso

anch’essi frutto di spontaneità, anzi il perfetto specchio del momento che sto passando. Questo è un disco in cui volevo mettere in chiaro la mia idea su certi temi importanti. Avevo dei messaggi da inviare, ma volevo veicolarli con una solarità che spero possa averli accompagnati al meglio. Credo sia importante comunicare la speranza, la musica ha l’obbligo di farlo. L’ha capito benissimo Saverio Lanza che ha curato alla perfezione sfumature armoniche e certe complessità che credo siano state apprezzate». Nei tuoi testi c’è sempre un riferimento al cielo… «In effetti sì. Sono stata per anni affascinata dall’astronomia, non so da cosa dipenda, forse per quel mio vivere sem-


INFORMA pre con la testa tra le nuvole. Mi piace l’idea della fascinazione dell’universo, il fatto di poter guardare le cose dall’alto, mi piace che non tutto possa essere spiegato». A “Finalmente a casa” programma in onda su Radio Zammù, Cesare Basile e Manuel Agnelli hanno ipotizzato un ritorno del Tora Tora festival… «Mi manca il fermento degli Anni 90, quell’urgenza di trovarsi assieme, quel modo di sperare in nuovi orizzonti musicali, le piccole etichette, la Mescal e i suoi miracoli. Mi manca il fatto che ci sia quella possibilità di lavorare in libertà. Mi piacerebbe partecipare a un Tora Tora, se non ricordo male ho aperto la prima edizione a Padova nel 2001 e poi ne ho fatte diverse altre. Era un momento speciale per la musica italiana, il pubblico era rispettoso di tutti quelli che salivano sul palco, non importa se facevano rock, reggae, folk, pop. E poi tra noi non c’era nessuna rivalità. Bello, speriamo che si possa concretizzare, Manuel poco tempo fa mi aveva anche detto che gli sponsor

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27 ci sarebbero». È in uscita Parlami dell’universo. Storia di un viaggio in musica, la tua biografia curata da Michele Monina per Galaad Edizioni. Ce la presenti? «È una biografia un po’ atipica. Per mia volontà non volevo un elenco di fatti e basta. E così ho affidato il lavoro a Michele Monina, che ha un modo di raccontare le cose in maniera particolare, un metodo narrativo spiazzante, non è facile da domare Michele! Per me poi è stata l’occasione di riappropriarmi di alcuni ricordi seppelliti: tanti personaggi, eventi, la consapevolezza di essere cresciuta in un periodo musicale fatto di campioni, da Agnelli ai La Crus al Consorzio Suonatori Indipendenti». Appuntamento a Catania allora… «Non vedo l’ora di venire lì, è una città diversa dalle altre, con un’accoglienza speciale. E poi mio marito di cognome fa Sapienza, chiaramente di origine catanese…». U i

MERCATI GENERALI / Dj set internazionali e lo showcase del rapper Frankie hi-nrg mc

Primavera all’insegna dei dj set internazionali quello proposto dai Mercati Generali di Catania. Il 13 in consolle ci sarà colui che è considerate il “Garibaldi” della scena elettronica, Gigi Barocco, Miss Kittin insieme a Luigi Barone Aka Break the Box. Il 14, direttamente da Berlino, arriva Eva Be, la “first lady” dell’electrodub berlinese, che dal 2009 si è concentrata sulla produzione di musica house. I suoi dj set sono un mix dinamico ed ecclettico di house, dub-electronica ed electro funk. Dopo il live di Cristina Donà (vedi articolo a fianco), l’1 giugno è tempo di Philippe Solal e il suo dj set from Gota Project. Assunto alla Virgin, è diEva Be ventato uno dei più importanti supervisori musicali della sua generazione poi, insieme al musicista elettronico svizzero Cristoph H. Muller, ha messo insieme a metà Anni 90 la casa discografia Ya Basta. I suoi dj set sono una fusione e combinazione di tango elettronico, nueva cumbia, remixes, brani non pubblicati deu Gotan, musica elettronica e sonorità latine. Il 4 giugno arriva a Catania Frankie HI-NRG, eclettico rapper italiano che ha dimostrato il proprio talento in numerosi campi dell’espressione: non solo la musica ma anche l’editoria, il cinema e la tv. Ha all’attivo 5 album e vanta numerose collaborazioni con grandi artisti e cantanti del panorama nazionale. Dal 2006 con il dj set “L’Alto Parlante Gira Dischi” anima le serate e i festival con una selezione di musica hip-hop ed elettronica dal alto contenuto energetico. A Catania Frankie si esibirà in una performance nella quale, accompagnato da un dj, riproporrà in forma di showcase, i suoi grandi successi. Il 10 giugno, infine, la consolle dei Mercati Generali ospita Miss Kittin, una delle artiste e voci più originali e carismatiche della scena eletFrankie hi-nrg mc tronica mondiale. I suoi dj set includono molteplici ispirazioni musicali, mantenendosi frizzanti e tecnicamente ineccepibili anche quando improvvisa al microfono. Miss Kittin è la più rispettata ed acclamata artista di musica dance contemporanea.


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INTERVISTA / Il polistrumenstista e avvocato etneo è forse l’unico in Italia a proporre un “percussion set” completo sulle note di uno strumento “creato” per la meditazione «Non mi aspetto - dice - di riuscire a vivere di musica, sono un romantico con i piedi per terra»

«Ho rivoluzionato l’hang drum» di Irene Alì on smette di provare nuove melodie neanche mentre lavora, il suo amore per la musica è talmente forte e genuino che prova a farti ascoltare le sue composizioni anche mentre parla al telefono, il suo entusiasmo è talmente grande che ti contagia. Marco Selvaggio, catanese non ancora ventottenne, con una laurea in giurisprudenza che non ha affatto lasciato nel cassetto, suona sin da bambino e la sua passione sono le percussioni: djembè, krin, tamburi bassi, bongos e l’hang drum, uno strumento di origine svizzera di cui esistono poco più di 5 mila esemplari al mondo. «Me ne sono innamorato due anni fa, lo suonava un vagabondo a Roma. Poi ho scoperto che viene prodotto a Berna da due artigiani (Felix Rohner e Sabina Schärer) che non è possibile contattare né per email né per telefono. Allora mi sono armato di carta e penna (che adoro, non compongo mai al computer), ma sono ancora in attesa di risposta. Così ho dovuto comprarlo di seconda mano». Ma perché è così difficile acquistarlo nonostante il costo (fino a 5 mila euro)? «Perché non lo vendono ai musicisti: non è un vero e proprio strumento musicale, è stato ideato una decina d’anni fa per accompagnare la meditazione, però il suo suono mi ha stregato al punto che ho deciso di rivoluzionarlo». Ed è davvero una rivoluzione quella a cui Marco ha sottopo-

MARCO SELVAGGIO

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sto l’hang drum: «Pensate alla musica house, caratterizzata com’è da una metrica in 4/4 con cassa in battere su ogni quarto; questa sezione ritmica fa da base per la parte melodica dove inserisco l’hang, rielaborando il concetto di musica house (e anche elettronica) sotto una chiave diversa». In pratica, Marco crea dal vivo melodie che trasformano il

L’hang drum è composto da due parti convesse di metallo unite l’una all’altra: lato “ding” e lato “gu”; il lato ding è composto da otto zone tonali poste nella parte più esterna del corpo. Al centro c’è una sorta di cupola (da cui deriva il suono di ding) che percossa produce un suono simile a un gong. Il lato gu invece è prevalentemente studiato come cassa risonante. Ha un foro al centro che serve anche per modulare il suono prodotto dal lato ding.

brano passato dal dj in una nuova composizione musicale. Ma non è tutto, ad oggi Marco Selvaggio è forse l’unico in Italia a proporre un “percussion set” completo: «La serata – assicura - diventa un vero show, con i krin (una triade di tronchi di legno cavi all’interno) che danno la carica violenta ad un dj set house pressoché costruito da una cassa molto forte, il djembè (il tradizionale tamburo a calice africano), che lo colora di ritmi che fanno letteralmente saltare in aria la sala, e il bongo che accompagna l’afro e il brasilian beat più trasgressivo». Nell’ottobre dello scorso anno Marco ha inciso il suo primo album (autoprodotto e interamente composto da lui), “Into the Ocean”, a cui hanno collaborato diversi artisti, tra cui il chitarrista Edoardo Piazza, la violinista Giulia Milioto e le cantanti Greta Fiorito e Valentina Cesario. Numerose sono inoltre le sue collaborazioni in ambito teatrale, fashion, in concerti live in Italia e all’estero («adoro viaggiare, ho vissuto per brevi pe-

riodi a Parigi, a Tokyo e a Sidney dove ho imparato a suonare il didjeridoo»). Se la curiosità vi stimola potete sentirlo dal vivo a Catania in diversi locali “in”, a Siracusa, a Taormina e a Panarea, dove lo aspettano per la festa di San Pietro, oppure cercarlo su facebook.com/pages/Marco-Selvaggio. Tra un allenamento con la squadra di calcio dell’Ordine degli avvocati (è già convocato per l’europeo a Valencia) e un libro del suo autore preferito (Milan Kundera), Marco è già al lavoro sulla sua seconda raccolta di brani scritti perlopiù in inglese. «Non mi illudo però, finora posso dire che di musica non si campa, le serate mi servono solo per pagarmi gli strumenti. Sogno sempre di farcela, ma sono un romantico coi piedi per terra. L’importante per me è suonare, e farlo col sorriso. Sono stato già apprezzato, ma dalla realtà catanese non mi aspetto molto – ammette con un pizzico di amarezza -, almeno a giudicare dalle promesse non ancora mantenute». U i


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LA BAND / La formazione siracusana dopo due anni di “blackout” ritorna con un nuovo batterista e un nuovo disco prodotto dall’etichetta di casa Wild Love. Per il tour bisognerà attendere l’estate

«Eccoci, siamo tornati rigenerati» di Riccardo Marra e ultime notizie dei Mashrooms risalivano al 2008, quando la band siracusana pubblicò The Ginko, il loro modo di intendere il post-rock, o meglio, il rock del nuovo millennio. Poi un blackout, un cambio di batterista e il ritorno solo quest’anno targato Wild Love, l’etichetta di casa. Il nuovo album non poteva che chiamarsi proprio Mashrooms (o s/t che dir si voglia), «quasi come fosse l’inizio di un nuovo percorso identitario», come racconta Danilo Garro, il chitarrista. Danilo, che fine avevano fatto i Mashrooms? «C’è stato un cambio di batterista veloce e indolore. In realtà il gruppo non si è mai sciolto, anzi, ci siamo chiusi in sala prove cercando di ristabilire velocemente un equilibrio o di crearne uno nuovo. Non avrebbe avuto senso andare in giro, non avevamo nulla da dire. Adesso tutto è cambiato, c’è un nuovo disco, un approccio diverso e tanta voglia di comunicare qualcosa con la musica». Mashrooms è un disco che vive di grandi aperture, c’è dell’epi-

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MASHROOMS cità nei violini di Uragano e nell’incedere di Tiranno… «Ci sentiamo rigenerati e nel comporre le 9 tracce non abbiamo pensato come e cosa suonare, il sound sembra la proiezione delle nostre esperienze quotidiane, che fuse possono dare vita ad epicità». Voci, monologhi, risate s’insinuano nel corpo dei pezzi… «Durante le nostre giornate quanti suoni e voci ascoltiamo? Centinaia, se non di più: una radio, una televisione, una chiacchierata tra amici o un

discorso tra te e te... che solo tu puoi ascoltare. Poco e niente di concettuale, a parte Martin Luther King in “Black Widow”». E la copertina? Perché ne avete scelto una così “desertica”? «La copertina del disco rappresenta quel capolavoro della natura che è Pantalica. Maria Vittoria Trovato ha fatto un gran bel lavoro nel saper cogliere la bellezza di questo luogo. Volevamo associare un paesaggio alla nostra musica e far interagire le due cose. Pantalica è statica e desertica, la nostra

musica invece piena di suoni e voci. Il contrasto aiuta l’ascoltatore a rendere tutto dinamico e colmo di sensazioni, è quasi un gioco per chi riceve questi input audiovisivi». Esiste ancora il post-rock? E vi ci sentite a vostro agio dentro? «Tutte le etichette che hanno perso il loro valore originale. Pensa che gruppi come i Franz Ferdinand, vengono definiti indie, quando in realtà non hanno nulla di indipendente. Preferisco dire che facciamo musica, e ci sentiamo veramente a nostro agio dentro…». Sicilia e musica. Un bilancio? «Ci sono ottime band, ma la mentalità è ferma. Spero si possa cambiare nel corso degli anni con l’Arsenale, noi ci proviamo. Per il resto, la Sicilia è una delle più belle terre in Italia e non solo, c’è un evidente problema di svalutazione. I siciliani cercano di emigrare, sopravvalutando città come Milano, Roma… bisognerebbe creare da noi quello che andiamo a cercare altrove». Parlaci del tour. «In estate gireremo in Sicilia e poi all’estero, tutte le date sono su ww.mashrooms.net». U i


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INTERVISTA / La cantautrice etnea Agata Lo Certo torna alla ribalta con il nuovo disco Chiave di Volta che racchiude molti elementi autobiografici tra cui una nuova e rinnovata consapevolezza: «La musica è la mia pietra miliare»

«Sono come una Libellula su Marte» di Emanuele Brunetto a catanese Agata Lo Certo ha la musica nel sangue, tanto da farne elemento imprescindibile della propria vita personale prima che artistica. Dopo i tanti successi col suo album d’esordio Mutevoli sensazioni e con le date dei tour a supporto di artisti del calibro di Carmen Consoli, Max Gazzè, Noa e Cristina Branco. Agata torna adesso negli scaffali dei negozi col secondo capitolo della sua discografia. Chiave di volta - questo il titolo del lavoro che l’artista ha realizzato con la produzione di Pompeo Benincasa per Camconcerti in collaborazione con Catania Jazz e che uscirà col marchio Trp Music e distribuzione Egea - presenta un’artista eclettica tanto musicalmente quanto sotto l’aspetto testuale, e si candida a diventare un tassello fondamentale della carriera della Lo Certo. Agata, che evoluzione c’è stata nel tuo approccio alla musica rispetto al precedente “Mutevoli sensazioni”? «Diciamo che la tematica del primo album era, per l’appunto, la paura del cambiamento e la capacità di adattarvisi. In questo disco invece ho fatto un lavoro diverso, ho guardato un po’ indietro a tutto quello che mi è successo, di bello e di brutto, e sono arrivata alla conclusione che l’unico elemento indissolubile della mia vita, la pietra focale su cui avevo costruito tutto, è stato – a parte la mia famiglia – la musica. Quindi la scrittura, il canto e tutto quello che riguarda la mia arte, il mio lavoro. “Chiave di volta” è una metafora che rappresenta la musica, fondamentalmente». Perché proprio questo titolo? In ingegneria e architettura è un elemento fondamentale. Nella tua carriera? «Non so come andrà avanti la mia vita lavorativa e personale, però so di certo che continuerò a scrivere, a cantare, a suonare. Magari cambieranno le modalità, a seconda delle possibilità che ci saranno, ma la chiave di

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volta su cui costruirò sempre tutto resterà la musica. Quindi per me il perno indiscusso non è solo quest’album, ma in generale la mia scrittura, quello che ho fatto, quello che farò dal punto di vista artistico». Possiamo definirlo un concept con un percorso ben identificato nella tracklist? «In realtà l’unico concept che mi sono permessa di proporre è quello della chiave di volta. Ogni brano si collega sì agli altri, perché comunque è un percorso, però ha una sua identità. Ognuno mi descrive in un certo senso in maniera diversa, le varie sfaccettature del mio modo di essere musicista e persona. Alcuni brani si soffermano più sulla mia personalità, come “Libellula su Marte”, altri invece sugli individui in generale. I testi dei nuovi brani possono essere considerati parecchio “universali”». Quanto c’è di autobiografico in queste tracce? «Sicuramente c’è molto di mio, ma anche molto del vissuto di chi mi sta intorno, di quello

che sento, di quello che vedo. C’è ad esempio un brano come “Il colore dell’innocenza”, che si sofferma sull’analisi dell’ambiente in cui crescono i bambini, che secondo me influisce molto sulla loro crescita e su quello che possono diventare a prescindere dal Dna che si portano dietro. Tematiche come questa mi colpiscono molto anche se non mi riguardano personalmente, perché non ho bambini. Diciamo che c’è un po’ il voler capire cosa succede al di fuori del mio piccolo microcosmo». Quanto ci sei stata a comporre i nuovi brani? «Il primo album è uscito nel 2006, quindi un po’ di tempo è passato. Tutti conosciamo, le problematiche legate alla produzione di un disco, quindi questioni oggettive oltre che artistiche. Però c’è stata anche una voglia importante di recuperare me stessa, di scrivere molto, di avere tanto materiale. Ne avevamo davvero parecchio da vagliare prima di scegliere

questi dieci brani finiti sul disco. Ci sono sia brani scritti recentemente ma anche altri, come “Maschera”, scritti quindici anni fa, è un assembramento di vari pezzi di me. Il mio “problema” – che poi forse è anche una virtù – è stata sempre la mia versatilità, il non essere etichettata nei generi. La musica mi piace tutta, quindi abbiamo cercato di incastrare tutti i tasselli della mia personalità artistica in questo disco. Non so se ci siamo riusciti, ma ci abbiamo provato». Nel tuo passato c’è soul, R’n’B, bossa nova, jazz e tanto altro. Musicalmente, da cosa sei ispirata? «Posso dire che oggi sono in una nuova fase. Ma, per quella che ho attraversato nel momento in cui ho scritto i brani e mi sono dedicata a questo disco, sicuramente mi sono ispirata a Joni Mitchell, che mi ha dato quel guizzo in più: quando la sento mi viene l’ispirazione, sento di dover scrivere. Mi piace l’impatto di questa donna forte che suona, canta, mi piace come compone, quindi è stata la mia artista di riferimento. Adesso sto cercando di guardarmi intorno, di ascoltare tanto altro, perché dopo questo disco comincerà di sicuro una nuova fase». Hai avuto tanti collaboratori, alcuni provenienti da generi molto diversi, come Davide Oliveri degli Uzeda. Come nascono queste sinergie? «L’assetto di band è incredibile, come dicevi tu un assembramento di vari generi musicali che si incontrano, e sono onorata di suonare con tutti loro. Proprio Davide, ad esempio, mi ha detto che a suo modo di vedere il disco ha un respiro internazionale, e se lo dice lui finirò per crederci (ride, ndr). Insomma, è stato un grande onore e un piacere, anche perché tutti hanno dimostrato molto interesse al progetto, quindi è stato un ottimo lavoro. Oltretutto questi artisti, in base alle varie disponibilità, mi accompagneranno anche in tour». U i


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INTERVISTA / Ha deciso di lasciarsi alle spalle un’esistenza ordinaria in nome della musica e oggi è un bassista di fama internazionale. Tra collaborazioni di prestigio e masterclass, l’artista catanese confessa di avere la sensazione di vivere in un sogno di Oriana Mazzola obbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. Così insegnava Gandhi, anche se nella realtà è molto difficile cambiare vita. Ciononostante c’è chi trova il coraggio e la voglia di farlo, come l’artista che abbiamo intervistato per Universitinforma: Dino Fiorenza. La sua vita procedeva come quella di chiunque altro, ma un giorno ha deciso di mollare tutto, compresi il lavoro e le poche materie che mancavano alla laurea, e far uscire fuori l’artista che aveva celato dentro sè. Oggi è un bassista soddisfatto e un musicista rinomato. Pur avendo suonato con artisti di fama internazionale, pubblicato un album e girato il mondo, Dino mantiene un forte legame con la Sicilia, la terra in cui vive e che gli ha regalato una grande qualità: l’umiltà. Dino, chi eri e chi sei oggi? «Credo di essere sempre la stessa persona, un uomo che vede solo il lato positivo di qualsiasi evento o circostanza, innamorato della vita, della musica e del suo strumento, grazie al quale oggi sono un basista professionista». Un giorno hai deciso di cambiare vita. Dove hai trovato il coraggio? «Il coraggio l’ho trovato guardandomi allo specchio e vedendo una persona spenta. Avevo una bella vita prima, o almeno credevo. Avevo un ottimo lavoro, ben retribuito, e una splendida ragazza accanto, insomma non mi mancava nulla, ma la mia vita era spenta, per cui la mia è stata una scelta di sopravvivenza più che un atto di coraggio». Per te chi è l’artista? E tu ti definiresti tale? «L’artista è colui che pensa solo al benessere che la sua arte gli procura, e non al lato più materialista e cinico di essa. Ovviamente il music business ti porta inevitabilmente ad essere anche un imprenditore, ma si può riuscire a conciliare entrambe le cose, basta saper accettare dei lavori che servono per sopravvivere e altri che servono per “vivere”».

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DINO FIORENZA

«Ho cambiato vita per sopravvivere» Oggi sei un musicista affermato. Cosa provi quando ti guardi allo specchio? «All’inizio pensavo di vivere in un meraviglioso sogno. Ho sempre creduto che certe cose capitassero solo ad alcuni eletti, ma mi ci sono ritrovato, semplicemente lottando e sacrificandomi. Adesso penso ancora che sia un sogno, ma ho la consapevolezza di viverlo fino in fondo, ed è proprio questo che mi fa sentire vivo». Cosa ti ha spinto a scrivere un trattato sul basso e a tradurlo in tutte le lingue?

«Mi occupo da anni di didattica, mi piace insegnare e trasmettere agli altri la mia conoscenza. Non ha prezzo vedere la soddisfazione e il sorriso stampato sul viso dei miei ragazzi quando imparano a creare musica con le proprie mani, o vederli suonare dal vivo e sentire la loro energia. Da anni tengo seminari e masterclass in tutto il mondo. In passato ho realizzato un dvd didattico in Giappone, così quando la Carish, azienda italiana per la produzione e distribuzione di libri e materiale didattico, mi ha proposto la realizza-

CENTRO ZO/ Debutto catanese per il folk intriso di nostalgia di Ben Chasny

Domenica 22 maggio, il Centro Zo ospita Ben Chasny, nuovo maestro di cerimonie del folk americano, alla sua prima apparizione sulla scena catanese. Con i suoi Six Organs Of Admittance, Ben Chasny è in cammino sulle tracce della leggenda del “grande vecchio” John Fahey, dei tedeschi Popol Vuh e dei raga indiani. Al Centro Zo, il cantante americano presenterà il suo ultimo lavoro, appena pubblicato, “Asleep on the Floodplain”, un disco quasi tutto acustico, intriso di nostalgia cristallina, una tenera dichiarazione d’amore verso la semplicità.

zione di tre libri didattici e un dvd, è stato naturale pensare di destinare questo materiale a un mercato internazionale. I libri sono stati tradotti in nove lingue. Finora è uscito solo il primo, i prossimi due usciranno entro il 2012». Qualcuno critica il tuo modo sperimentale e alternativo di suonare, cosa rispondi a queste persone? «Che ognuno ha il proprio pensiero e le proprie idee che vanno rispettate». Il tuo album “It’s important” ha il basso come unico protagonista. Che riscontro hai ottenuto? «Più di quanto mi aspettassi: distribuzioni esclusive per ogni parte del globo, top album in Serbia, più di 1000 copie vendute. Sul sito www.dinofiorenza.com si trovano tutte le recensioni e le interviste inerenti il disco che si può acquistare anche sul sito e sui vari portali di distribuzione musicale». Cambieresti la tua terra per qualsiasi altro posto nel mondo in nome della musica? «Giro il mondo, è vero, ma a Catania ci vivo». U i


INFORMA

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INTERVISTA / A cinque anni dall’ultima produzione, il nuovo album del gruppo catanese è un mix di umorismo macabro, suoni latineggianti e un omaggio alla Sicilia che, anche se ormai lontana, ispira ancora note e ritmi

«Barabolero, funebre e ironico» di Riccardo Marra alla tarantella al bolero, i Diane and the Shell proprio non ce la fanno a non giocare con lo storpiamento dei ritmi. Dopo cinque anni di assenza i catanesi tornano con un nuovo disco dal titolo tragicomico Barabolero: un delirio fluorescente tra ironia macabra, velocità elettrica e suoni latineggianti. Mixato a Chicago da John McEntire (batterista dei Tortoise), il math rock dei Diane and the Shell è anche questa volta irriducibile: strati di chitarre, stop and go e musiche di videogiochi. Peppe Schillaci (bassista della band) ci racconta il ritorno dei Diana. Peppe, cinque anni da 30.000 Feet Tarantella. Cos’è successo in questo lustro per i Diane and the Shell? «Tante, troppe cose, impossibili da condensare in poche righe. Quello di cui andiamo fieri è di aver fatto centinaia di live tra Italia, Stati Uniti e Irlanda. Abbiamo stretto nuove amicizie al di là delle Alpi e dell’oceano, abbiamo vissuto esperienze diverse e le abbiamo raccontate in un altro album. Umanamente ne abbiamo viste di tutti i colori come chiunque in un lustro. Fare musica ci ha permesso di raccontare a modo nostro le nostre vite». Il nuovo disco è Barabolero, perché questo titolo? «È un gioco di parole che rappresenta cose diverse... è nato in sala tra una session e l’altra. Ci piaceva l’idea di accostare qualcosa di funebre con qualcosa di solenne ma che non fosse per forza un requiem. Ricordo solo Ale (Alessandro Munzone, batterista del gruppo, ndr) che diceva “Barabolero! Barabolero!” e noi che dicevamo “è il titolo giusto!”». È una grande festa esotica? «Quella ricerca dell’ironia in musica che avevamo già intrapreso con 30.000 Feet Tarantella, l’abbiamo approfondita in Barabolero con maggiore musicalità. È un mood che pervade il disco che fa capire la nostra posizione nei confronti del suonare: divertirsi. Io personalmente sono contrario alla lotta all’en-

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DIANE AND THE SHELL

tusiasmo che portano avanti certi musicisti. Non devo per forza essere “finto-triste” o “finto-disadattato” per fare musica o, perlomeno, non devo per forza esplicitarlo in musica. Certi passaggi possono sembrare anche gravi e solenni ma c’è sempre una risata amara dietro l’angolo, non so... è un album strumentale che dice chiaramente cosa vuol dire, tramite le note. E credo suoni parecchio personale rispetto a stilemi tipici del math che strizza l’occhio al prog».

Affinità e divergenze rispetto al disco del 2006? «Sicuramente un po’ più di mestiere. E poi in Barabolero siamo riusciti ad amalgamare meglio “l’estetica dei cambi repentini” con cui ci è sempre piaciuto giocare». Com’è nata la collaborazione con John McEntire dei Tortoise? «Sin da quando Barabolero era solo un insieme di brani suonati dal vivo volevamo sperimentare qualcosa di diverso. Questa volta abbiamo pensato di registrare in analogico e poi mixare in digitale “per vedere l’effetto che fa”. Ho scritto una mail a John chiedendo se fosse interessato a

✎ Adif, aperitivi nel segno dell’intercultura Uno, non solo un numero ma la cifra dello stare insieme, per un aperitivo, una chiaccherata, in compagnia di amici, musica, suoni e colori. Due domeniche al mese, l’Adif apre le sue porte, per qualche ore insieme. Le serate, organizzate da Francesca e Jalì proporranno live, djset, mostre e proiezioni. Ogni sera diversi e ogni sera ispirati lalle culture dal mondo. Primo appuntamento domenica 15 maggio, ore 19.30. A seguire, il 29 maggio e il 12 giugno.

lavorare con noi. Dopo un ascolto del materiale e uno scambio “elettroepistolare”, siamo riusciti a trovare un buco nella sua agenda e affidargli il lavoro». Nei titoli citate parecchio la Sicilia. Com’è fare musica oggi in Trinacria? «Non lo so più, noi non abitiamo e lavoriamo più in Sicilia perché non siamo “né figli, né amici, né parenti di”. A volte penso che mi piacerebbe organizzare live come facevo un tempo a Catania, ma non riesco a vederne il senso. I nostri ultimi concerti in Sicilia risalgono al 2009 quando siamo riusciti nell’impresa di organizzare un mini tour coi nostri amici irlandesi Jezery. La Sicilia con i suoi connotati assurdi e paradossali ci ha dato la voglia e l’ispirazione per suonare, per questo i titoli di alcune canzoni scavano in un immaginario folk-western siculo». Dove si può comprare il disco? «Esce per Doremillaro Recs, etichetta distribuita da Hongly Distribuzione, che stampa cd in tiratura limitata e che ha un suo bandcamp dove poter acquistare in formato digitale su www.doremillaro.bandcamp.com». U i


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INCONTRI/ La libreria Tertulia di Catania ha ospitato la presentazione del libro del magistrato Antonio Ingroia in cui, accanto a un commosso ricordo dei giudici Falcone e Borsellino, viene tracciata un’attenta analisi della criminalità organizzata di Paola Santoro icende umane e giudiziarie, fra tragedia e speranza. Raccontate da chi le ha vissute in prima persona. In un clima accogliente e familiare, la Libreria Tertulia di Catania ha ospitato lo scorso 27 aprile una delle voci più autorevoli della magistratura italiana: il siciliano Antonio Ingroia, dal 1992 sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Palermo e dal 2009 procuratore aggiunto. L’incontro, moderato e condotto da Pinella Di Gregorio, docente di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche di Catania, e da Carmen Greco, giornalista del quotidiano “La Sicilia”, è stato l’occasione per presentare l’ultimo libro di Ingroia, Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e antimafia (Il saggiatore, 2010). Un dialogo a più voci per una riflessione sull’Italia, la politica, la lotta alla mafia. Sguardo semplice e attento, le prime parole vanno immancabilmente al ricordo di chi lo ha “iniziato” nel difficile cammino della lotta alla mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Con il primo ha avuto il privilegio di intraprendere il suo tirocinio in magistratura, con il secondo è stato pubblico ministero a Marsala. Come li ricorda? «Con loro ho mosso i primi passi, affiancandoli negli interrogatori, osservandoli e studiandoli. Fino alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Ho potuto godere degli insegnamenti di questi grandi uomini e sono stato coinvolto nel periodo che li ha visti protagonisti. Dapprima indirettamente, attraverso i racconti e le testimonianze di Falcone, grande affabulatore e narratore, poi con il privilegio, che è diventato una

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«La lotta alla mafia parte dal labirinto» condanna, di vivere la stagione delle stragi del ’92/’93, quindi la successiva fase dell’indignazione collettiva, del riscatto, degli arresti dei latitanti. Mi sono ritrovato dentro questa grande storia dall’andamento ciclico, provando la sgradevole sensazione di déjà vu, di rivivere situazioni già vissute, in prima per-

sona o da altri». Nel suo libro racconta l’esperienza con i testimoni di giustizia. Come definire la controversa vicenda dei Ciancimino, padre e figlio? «Vito e Massimo hanno due personalità diverse, ho interrogato entrambi. Il padre incarna il classico cliché del mafioso omertoso e irriducibile. Il figlio è, all’opposto, uomo della parola, espressione del mondo mediatico in cui siamo immersi, caratterizzato da eccessi e presenzialismo».

Cosa pensa quindi dell’informazione oggi e del suo effetto sulla gente? «Credo che, purtroppo, buona parte dell’opinione pubblica sia disorientata perché disinformata. La cattiva comunicazione manipola le scelte della gente e questa situazione determina la reazione di chi si ribella al sistema. Io, in quanto testimone di storie vissute, voglio dare un contributo di verità; il mio libro è anche e soprattutto questo. Vorrei sollecitare i miei lettori ad aprire


INFORMA gli occhi, ad esercitare lo spirito critico, a non procedere per categorie precostituite. Credo che un buon modo per agire in tale direzione sia rifarsi a dei modelli sani e alti». Sempre più frequenti sono gli attacchi alla magistratura. Cosa pensa dello stato di salute della giustizia? «Quando si dà sostegno alle istituzioni, non aggredendole, i risultati arrivano. Mi spiego meglio. Negli anni Ottanta e Novanta, Falcone e Borsellino venivano sostenuti. Nel momento in cui però le indagini li hanno condotti ad indagare su uomini potenti, sui vertici politici, fatalmente il clima è cambiato. Quando si arriva a questo punto, i magistrati rappresentano una minaccia e vengono accusati di strumentalizzare l’azione politica. È successo con Giovanni e Paolo, e accade ancora oggi». Recentemente è stato criticato per aver partecipato in prima linea al C-Day, giorno della Costituzione a Roma. Un magistrato non può essere prima di tutto un cittadino ed esprimere pubblicamente le proprie idee? «Lo chiederei agli italiani. Le numerose critiche ricevute esprimono la patologia oggi più diffusa, che riguarda la libertà di espressione. Io credo che un magistrato abbia il diritto e anche il dovere di far sapere al Parlamento e ai cittadini il suo punto di vista, a maggior ragione se argomento della discussione è la riforma della Costituzione. Purtroppo oggi nel nostro Paese c’è un’intolleranza crescente verso il dissenso, si stanno sempre più restringendo gli spazi per le opinioni contrarie». Come analizza l’evoluzione del fenomeno mafioso in Italia, a partire dalle stragi di sangue degli anni Novanta fino alle recenti denunce di infiltrazioni mafiose nel Nord della pe-

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A cena con la Gazzola

Proseguono gli incontri della rassegna L’autore per cena, organizzata dello Sheraton Catania Hotel e dall’associazione culturale Interminati Spazi. Venerdì 20 maggio la cena realizzata dallo chef Saverio Piazza presso “Il Timo Gourmet” sarà l’occasione per incontrare Alessia Gazzola, giovane dottoressa siciliana autrice del libro L’Allieva (Longanesi). Tra parole scritte e lette, recitate e ascoltate, cucinate e assaporate, la serata comincerà con un aperitivo di “riscaldamento” per proseguire con la chiacchierata con Alessia Gazzola. L’Allieva è il primo medical thriller italiano al femminile. Come l’autrice, anche la protagonista del romanzo, Alice, è una specializzanda al corso di medicina legale. Mentre è alle prese con il maschilismo imperante all’istituto di medicina, Alice si trova a indagare su un omicidio nell’alta società romana.

nisola? «Rifacendomi al concetto di “società liquida” del sociologo Zygmunt Bauman usato per definire la ‘postmodernità’, credo che la mafia oggi stia diventando sempre più astratta e meno tangibile. Fermo restando il legame imprescindibile col territorio, oggi ne perde la connotazione viscerale. Con Provenzano si chiude la stagione dei Corleonesi, per dare spazio alla politica delle alleanze. È il tempo della mafia finanziaria, che reinveste in partecipazioni societarie, in attività di riciclaggio, nella costruzione di mega centri commerciali. Negli ultimi decenni il mafioso è sempre più spesso un professionista, appartenente a quella borghesia che prima svolgeva una funzione collaterale e che adesso assume invece un ruolo dirigenziale». Per contro, come vede l’antimafia oggi? «Su questo fronte sono stati fatti grandi passi in avanti. L’antimpafia sociale è linfa e

✎ nutrimento per la lotta alla criminalità nel suo complesso. Le associazioni di volontari che operano in tal senso dimostrano che è possibile lottare per la legalità, senza doverla affidare esclusivamente agli addetti ai lavori. Emblematica è l’esperienza di Addiopizzo, frutto di un movimento sociale capace di creare un circolo virtuoso, arrivando a contagiare anche Confindustria. I ragazzi del gruppo hanno deciso di impegnarsi in prima persona. A questo atteggiamento allude il titolo del mio libro. Credo che sia necessario opporsi al vizio tutto italiano di rimanere al di fuori delle situazioni; occorre che tutti entrino nel labirinto degli dèi tiranni, metafora della criminalità, per contrastare il sistema. Perché, come ci insegna la fisica, si arriverà alla saturazione di tutti gli spazi e, alla fine, ci sarà chi uscirà e con le catene si porterà dietro gli altri». Ui

Va in scena Savatteri

Per la rassegna “Doppia Scena” del Teatro Stabile di Catania, giovedì 19 maggio alle 17,30, alla libreria La Feltrinelli di via Etnea 283, Gaetano Savatteri racconta come il suo libro I ragazzi di Regalpetra (Rizzoli) sia divenuto testo teatrale. Prodotto dal Teatro Stabile di Catania e con la regia di Vincenzo Pirrotta, lo spettacolo sarà in scena dal 16 al 26 giugno. Ambientato nella Regalpetra di Leonardo Sciascia, il romanzo è un potente racconto corale da cui emerge una Sicilia che nelle strade e piazze vede convivere bene e male, civiltà e prepotenza, luce e lutto. All’incontro interverrà il giornalista Francesco La Licata.


libri

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GLOCAL

Relitti e delitti nel mare delle Eolie isola di Salina, con le sue spiagge assolate e il mare limpido fa da scenografia a un avvincente giallo tessuto con il filo della storia, nato dalla penna di Barbara Bellomo. “Il quinto relitto” (Eunoedizioni) è l’esordio letterario della professoressa catanese che ha saputo condensare nelle pagine di questo libro il suo amore per le Isole Eolie, dove trascorre le vacanze, e la passione per la storia antica. Una passione che è sfociata in un dottorato di ricerca in Storia antica e in anni di insegnamento di Storia

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romana all’Università di Catania, durante i quali ha anche pubblicato recensioni, articoli e una monografia. Sarà proprio il Coro di Notte

CALENDARIO venerdì 13/5 DAGLI APPENNINI ALLE ANDE, Libreria La Feltrinelli, via Etnea 283 (Ct), h 18 Luciano Vasapollo presenta “Dagli Appennini alle Ande” (Jaca Book) saggio sulla fine delle organizzazioni sociali basate sulla coesistenza natura-uomo, determinata dalla loro incompatibilità con la concentrazione dei beni basata su leggi di mercato atte a sopprimere la cultura del mondo contadino. Intervengono Salvatore Di Stefano e Massimiliano Piccolo.

sabato 14/5 L’ESTATE DI CATANIA Libreria Mondadori, corso Sicilia 23 (Ct), h 18 Il giornalista catanese Giovanni Iozzia presenta il suo libro “L’estate di Catania” - Cronaca semiseria (e incompleta) di otto anni di sindacatura di Umberto Scapagnini” (Inkwell). All’incontro, moderato da Melania Tanteri, interverranno Nello Musumeci, Orazio Licandro, e Nunzia Scalzo.

lunedì 16/5 HACKER- IL RICHIAMO DELLA LIBERTÀ, Libreria La Feltrinelli, via Etnea 283 (Ct), h 18 Il libro “Hacker”, presentato dall’autore

Giovanni Ziccardi e da Marcello La Bella, descrive il mondo dei dissidenti digitali che sviluppano codici informatici con lo scopo di opporsi a politiche votate al controllo dei cittadini.

venerdì 27/5 FUORI CON LA MUSICA Libreria La Feltrinelli, via Etnea 283 (Ct), h 18 Portare la musica fuori dai teatri. Lo suggerisce Mario Brunello, geniale violoncellista, che presenta “Fuori con la musica - Passeggiate alla scoperta dei grandi compositori” (Rizzoli). IL TOMESCHINO E REGALBUTO AL TEMPO DI CARMELO Palazzo Platamone, via Landolina (Ct), h 17 Umberto di Dio presenta il suo libro. Intervengono Monsignore Antonio Fallico e Fiorenzo Napoli. Modera Giovanna Zucconi.

martedì 31/5 LEZIONI DI TENEBRA Libreria La Feltrinelli, via Etnea 283 (Ct), h 18 Enrico Pandiani presenta “Lezioni di tenebra” (Instar Libri) un intrigante thriller che ha per protagonista un’assassina che firma i delitti con corde dello shibari, legatura erotica giapponese. Interviene Daniela Privitera.

dell’ex Monastero dei Benedettini, venerdì 17 giugno alle 18, a ospitare la presentazione dell’esordio letterario di Barbara Bellomo, a cui prenderanno parte Enzo Bianco, Cettina Molè e Lorenzo Zichichi (editore del libro). Ai partecipanti sarà offerto un “assaggio” dell’intrigante vicenda raccontata ne “Il quinto relitto”. Il romanzo ha per protagonista Isabella De Clio, vicedirettrice di un museo siciliano, che decide di indagare sull’assurda storia di Gneo Cornelio Scipione Asina,

il console romano a cui, nonostante il mal di mare di cui soffriva (da cui il soprannome Asina), venne affidato, nel 260 a.C., il comando della prima vera flotta navale romana che subì una disfatta nella battaglia delle Isole Lipari. Quella che apparentemente sembrava una ricerca da condurre a tavolino porta la donna a vivere un’avventura densa di colpi di scena e pericoli. Le Eolie conservano più di un segreto e Isabella si recherà sui luoghi per scoprire ciò che della storia antica è ancora presente nelle isole e quale mistero si cela nel più recente passato. U i


libri&...

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INFORMA VIDEOGAME

di Salvo Mica

BIT&CALAMAIO

Age of Games lancia il Big One dei prodotti flash er quanto ci sia piaciuto il primo leggendario “Pirati dei Caraibi” e ci abbiano annoiato i due sequel, non potevamo non parlare della nuova uscita dell’universo Lego che a maggio lancerà “Lego Pirates of the Caribbean“ per Pc, Xbox 360, Ps3, Wii, Psp e Ds. Il titolo è sviluppato da Disney e Traveller’s Tales e spazia, attraverso 20 livelli, tra i film della trilogia dando la possibilità di interpretare 70 personaggi diversi, in singolo o multiplayer cooperativo. Di “Lost in Traslation” si può parlare per quanto riguarda Steel Diver, videogioco Nintendo presente nella lineup di uscita della nuova 3Ds negli Stati Uniti, che oggi approda nel Vecchio Continente. Il videogame vuole simulare un sottomarino alle prese con i pericoli del mare. Il gameplay si divide in tre ambiti: 1. Sopravvivenza in mare: scorrimento orizzontale. 2. Giroscopio: visuale in prima

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persona per scandagliare la superficie del mare; bisogna girare su se stessi per potersi guardare intorno – simulativo ma un tantino scomodo. 3. Battaglia navale: basato su un tabellone a griglia, È d’obbligo citare il mitico “Senti chi parla” per commentare il lancio da parte di Age of Games, portale italiano di giochi flash specializzato nei titoli strategici ed Rpg, di “Eukarion Tales-Marcus & Eladen” che promette di essere, tra i prodotti flash, il Big One che l’industria del game dev italiano aspettava. I developer lo presentano così: “Eukarion Tales - Marcus & Eladen” è un gioco che fa parte di una serie di progetti di Age of Games ambientati nell’avventuroso

continente di Eukarion ispirato all’Europa medievale e alla tradizione fantasy. Con questa pubblicazione Age of Games dà vita ad un mondo di avventure in cui giudizi e opinioni dei giocatori saranno l’elemento centrale di molteplici sviluppi futuri”. Il gameplay è vasto e variegato e il gioco è gratuito. Imperdibile. Ed infine, ricordate “Brave New Game”, il primo premio italiano per gli indie game? Ecco i tre giochi vincitori. Superhero (Best Game): “Chewy”, sviluppato da studenti della Academy for Digital Entertainment di Breda Olanda. Daring Hero (Innovation Award): “Fotonica”, degli italianissimi “Santa Ragione”; Clockwork Hero (Eccellenza Tecnica): “Monster Trouble” dei bolognesi Magic Dream Games.

CAVALLOTTO/ I misteri di Seminerio

Ricco e interessante il programma di eventi di maggio alla Libreria Cavallotto di corso Sicilia 91 a Catania. L’ospite d’onore sarà Domenico Seminerio che giovedì 19 presenterà insieme a Sissi Sardo il suo nuovo libro Il volo di Fifina (Flaccovio). Martedì 17, Salvatore Trovato presenta Il tempo dei duelli di Carmelo La Carruba e Vittoria Timmonieri; interverranno Salvatore Aleo e Sandro Attanasio. Mercoledì 25, Gabriella Alfieri, Giovanna Alfonzetti e Salvatore Claudio Sgroi dibatteranno sul tema “Servono ancora le regole di grammatica?”. Giovedì 26, sarà la volta di Antonio Roccuzzo che presenterà Mentre l’orchestrina suonava Gelosia insieme a Luciano Granozzi e Agata Pasqualino di Step1. All’incontro parteciperà Elena Fava. Domenica 29, a sostegno di “Stop femminicidio 2011” dell’Udi di Catania, verrà presentato Elegia delle donne morte di Beatrice Monroy.

READING di Tiziana Lo Porto ✎

La guerra si fa romanzo

Zazie a fumetti

Una ragazza in bianco e nero

È la guerra uno dei temi dominanti dell’appassionante e lirico romanzo biografico di Emir Kusturica Dove sono in questa storia. Il libro racconta la vita del regista bosniaco. La storia prende il via nel 1961, quando Jurij Gagarin volò nello spazio, ed Emir Kusturica andò a scuola. Da lì procede come un affresco che include infanzia, primi amori, cinema. Nella parte centrale trova ampio spazio la guerra di Bosnia, raccontata con coraggio, onestà e rispetto, schierandosi sempre, laddove è necessario farlo, dalla parte dei civili e restituendo alla storia altre verità che altrimenti sarebbero andate perdute.

La storia della Zazie di Raymond Queneau a molti è nota: poco più che bambina, sbarca dalla campagna a Parigi per andare a stare da uno zio. La cosa che desidera di più al mondo è vedere la metropolitana, ma c’è lo sciopero. Delusa ma non arresa, Zazie scappa di casa e si avventura a piedi per la città, imbattendosi in personaggi buffi e surreali che trasformano la sua promenade in una sorta di sogno allucinato. Zazie nel metrò è in questi giorni in libreria in una versione a fumetti, adattata e disegnata da Clément Oubrerie. Bella la traduzione di Viola Cagninelli che osa e reinventa il linguaggio strampalato (all’epoca sperimentale) di Zazie rendendo bene il suo l’approccio nei confronti del mondo degli adulti.

Emily la Stramba è una ragazzina goth di tredici anni. Capelli lunghi neri e viso pallido incorniciato da una folta frangetta. Veste sempre di nero, a eccezione delle scarpe, rigorosamente bianche, va sempre in giro con una fionda ed è ossessionata dal numero tredici. Ideata nel 1991 dallo skater californiano Rob Reger per la sua azienda di abbigliamento (la Cosmic Debris Etc. Inc.), Emily la Stramba è diventata nel giro dell’ultimo ventennio una piccola celebrità tra le adolescenti di tutto il mondo che la emulano, ne collezionano lo sterminato merchandising e ne leggono i fumetti e i libri illustrati. Pubblicati in Italia da Magazzini Salani, questi ultimi sono Giorni perduti, e Stramba e più stramba, scritto entrambi scritti in forma di diario.

Emir Kusturica Dove sono in questa storia Feltrinelli, pp. 341, 19,50 euro

Raymond Queneau Zazie nel metrò Rizzoli, pp. 128, 16 euro

Rob Reger Stramba e più stramba Magazzini Salani, pp. 276, 14,90 euro


time in WEBBING

Il social network dei pensieri musicali www.thounds.com Nato dall’unione dei due termini inglesi “thoughts” (pensieri) e “sounds” (suoni), Thounds è un nuovo social network tutto italiano che si prefigge l’obiettivo di “catturare” le creazioni musicali estemporanee dei propri utenti. Ogni iscritto alla piattaforma registra sul suo pc una porzione di melodia, la carica sul portale e la mette in condivisione con altri utenti, ciascuno dei quali potrà poi intervenire aggiungendo le proprie intuizioni e completando il brano. L’ispirazione musicale, oggi, passa anche da internet.

Su Reportage Italia il Paese invisibile www.reportageitalia.it Presentato anche nel corso dell’edizione 2011 del Festival Inter-

di Emanuele Brunetto

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U NIVERSIT di Riccardo Marra

nazionale del Giornalismo di Perugia, Reportage Italia raccoglie le storie e le testimonianze fotografiche di alcuni giornalisti e fotoreporter che hanno scelto di raccontare quella parte d’Italia che spesso non fa notizia sui media tradizionali, pur rappresentandone un importante scorcio. Autogestito ed autosostenuto, per poterne visionare i contenuti è necessario sottoscrivere un abbonamento (5 euro per due mesi, 10 euro per sei mesi).

BILL CALLAHAN / Apocalypse

Tweetdeck, per essere sempre connessi

THIS WILL DESTROY YOU / Tunnel Blanket

www.tweetdeck.com Sono parecchie le possibilità forniteci dal mondo dei software per rimanere connessi contemporaneamente su tutti i nostri social network. Il top, però, è rappresentato sicuramente da TweetDeck: un’applicazione per IPhone, IPad e Android, ma anche in versione desktop da installare sul proprio pc, grazie alla quale è possibile monitorare ed aggiornare Twitter, Facebook, MySpace, LinkedIn, Foursquare e Google Buzz. La garanzia di qualità? Il fatto che i proprietari di Twitter stiano facendo il possibile per acquisirne la proprietà.

Una stanza d’hotel, una lampada, una tv senz’audio e una penna con cui scrivere. L’apocalisse di Bill Callahan non ha bisogno di visioni sconvolgenti, catastrofi e una drammatica pioggia di anime. Ha bisogno solo dei sentimenti, di cavalcarli, fino in fondo, facendosi investire da questi come da un’onda. Apocalypse è un disco zeppo di umori. Dal fischiettio allegro e jazz di Free’s, al blues pianistico di One Fine Morning, dalla bossanova caustica di America! alle chitarre spagnoleggianti di Drover, fino al capolavoro Riding for the Feeling. Callahan affronta la materia con il suo tocco morbido, le sue intuizioni sulla vita e sulla musica. Questo disco popola il mondo dell’ascoltatore in maniera trasversale. Bill taglia il tempo in due, penetrandolo come l’inchiostro di un tatuaggio. E così, nero e indelebile, il disegno di Apocalypse si staglia sulla pelle per sempre. Oggi, ma anche domani.

Che strano quando non si riesce ad entrare dentro un disco. Può capitare per via di una materia scorbutica, di suoni impermeabili, di lontananza di gusto, ma può succedere anche quando è l’umanità a latitare. A quel punto si fatica, si prova con l’ascolto attento, si devia con quello di pancia, si tenta in extremis con quello immaginifico. Tunnel Blanket dei texani This Will Destroy You è un disco senza umanità, senza sangue. Fa evaporare goccioline di universo, è vero, ma è solo umidità e poco altro. Il tentativo di aggiornare il post-rock svanisce in una tracklist che è un’unica traccia vaporosa, più vicina all’ambient che al rock, gelida come i fumi di un banco frigo, sterilizzata come un esperimento in laboratorio. Avete una galleria d’arte contemporanea? Ospitate una video-opera di Bill Viola? Siete alla ricerca del tappeto sonoro per un documentario sugli uragani? Allora questo disco farà al caso vostro. Per tutti gli altri il consiglio è di affidare le proprie emozioni a qualcos’altro.

Frago Comics da oggi è disponibile in Android Market di Google con una applicazione per telefonini ricca di contenuti: vignette umoristiche, strisce di Raptus e vignette di satira. Accedi tramite il barcode scanner o www.turtlemob.com/fragocomics/index.html


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