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ITIS ALBERT EINSTEIN PICERNO (Pz)

unitisperilfuturo@live.com - www.unitis.altervista.org

N°1 APRILE 2011

Un nuovo volto per l' I.T.I.S. PICERNO - Da una quindicina di giorni è cominciato nella nostra scuola il :''work in progress'' destinato a ristrutturare l'istituto. Si, lavorare per migliorare l'ambiente in cui studiamo, che, sinceramente, da certi punti di vista, sino ad ora era un disastro. Il primo passo che abbiamo fatto è stato quello di spostare la biblioteca della scuola, da un piccolo spazio ricavato nei locali dell'accettazione, ad un'ampia aula ad essa destinata appositamente.

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SOMMARIO:

Intervista al Prof. Mario Salvia

Pagina 2: Un nuovo volto per l‟I.T.I.S.; Intervista al Prof. Mario Salvia

In questo numero abbiamo proposto ai lettori un'intervista ad un ex insegnante del nostro istituto:il professore ing. Mario Salvia. Questi, già sindaco di Picerno, fino al 2009, nella nostra scuola insegnava le discipline tipiche dell'indirizzo (sistemi elettrici, T.D.P., elettronica). Dallo scorso anno scolastico non è più dei nostri, dopo esserci rimasto per circa venti anni. Per questo motivo e per la sua particolare personalità lo abbiamo contattato perché il suo ricordo è vivo nei ragazzi che pensano a lui come ad “un’istituzione” della nostra scuola.

Pagina 3: Gonzalo Consiglia… Pagina 4: A bordo di una penna Pagina 6: Parlare d‟Amore Pagina 8: Un‟estate da Miss Pagina 10 e 11: Notizie Flash dal Mondo Pagina 14: Dipendenze Pagina 16: Il film del mese; Conda zia scenna

Continua a pag 2 di Tiziano Lettieri IV A


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Un nuovo volto per l' I.T.I.S. Continua da pagina 1

Ogni libro è stato numerato e registrato, perché in passato la nostra scuola ha subito dei furti. La biblioteca è stata munita di un computer e di teche destinate all'archivio della redazione del nostro giornalino. Al professor Cosimo Zaccagnino, poi, è venuta la brillante idea di far ritinteggiare le aule, e provate a indovinare in chi sono stati individuati i ''pittori''? In veri esperti nel campo, poiché tutte le aule sono state tinteggiate dai propri alunni, mentre le alunne si sono dedicate con passione alla pulizia delle stesse. Questa esperienza, dal mio punto di vista, ci ha reso tutti più rispettosi di ciò che ci circonda, anche se qualcuno era un po' contrario ''a sporcarsi le mani''! In particolare, nella classe IIIA finalmente è stato sostituito il vetro della finestra, che tanto preoccupava i nostri genitori, e

riparati anche un neon, la porta, e i pannelli della contro soffittatura. Si è poi passati a sistemare i corridoi, che da un po' di tempo erano malconci, e finalmente, sono stati ristrutturati anche i nostri preziosi laboratori, che oggi si presentano in una nuova, insolita veste policroma, sul modello delle aule. Tutti colori nuovi, brillanti, di tendenza, che rendono gli spazi piacevoli ed accoglienti! Dall'arancio all'azzurro al violetto, sino ad arrivare al nostro ''fiore all'occhiello'':''l'aula a rampe'', destinata alle video-proiezioni, che si presenta più elegante nel suo gioco di colori che alterna il rosso ed il nero. Negli spazi destinati all'accoglienza, al piano terra, non mancano mai, da alcuni mesi a questa parte, fiori freschi con cui le nostre professoresse si preoccupano di rendere ancora più gra-

devole il soggiorno nella nostra scuola. Per premiare il lavoro di tutti, dunque, si intende organizzare, per il prossimo 20 Aprile, una giornata particolare dedicata alla cura del parco della scuola. Il programma giornaliero sarà questo, previa autorizzazione del Preside: -Celebrazione Santa Messa per precetto pasquale; -Incontro sulla legalità con l’Arma dei Carabinieri; -Inizio della giornata con torneo di calcetto a cinque (Alunni contro Professori); -Pausa pranzo; -Puliamo il parco con Legambiente; -Musica dal vivo. Bellomo Tommaso IIIA Sarubbo Nicola IIIA

Intervista al Prof. Mario Salvia In che scuola state insegnando adesso? -Quest'anno sto insegnando all'I.P.S.I.A (Istituto Professionale Statale per l' Industria e l'Artigianato) a Potenza.

ho nostalgia di tutta la struttura. Vi piacerebbe ritornare? -Certamente.

Sull'accorpamento con Muro Lucano all'inizio ero completamente contrario per vari motivi, ma adesso lo vedo come un fatto positivo sopratutto dopo la nascita del giornalino e delle iscrizioni alla classe prima che non si era formata l' anno precedente, ma sopratutto nell'ottica di una maggiore indipendenza e una maggiore autonomia.

Se non doveste ritornare quali consigli ci date per migliorare? Che ambiente avete trovato? -I consigli per i professori sono -Ho trovato un ambiente familia- superflui perché sono sicuro che re. Dei bravi alunni, professori non ne abbiano bisogno, per gli molto collaborativi e una segrete- alunni l'unico consiglio che posria che funziona. so dare è di saper custodire con rispetto questa struttura unica nel Vi diciamo arrivederci perché Quali discipline insegnate? suo genere. speriamo di rivedervi presto. -Diverse discipline, ma tutte -Ricambio gli arrivederci e spero nell'ambito dell'elettronica. E infine che idea vi siete fatto sul di ritornare presto. nuovo indirizzo dato alla nostra Giuseppe Marzilio II A Che cosa vi manca della nostra scuola e sull'accorpamento con Giovanni Cerbasi II A scuola?E chi(alunno o collega)? Muro Lucano? -Mi mancano sopratutto i ragazzi -Positivo sopratutto il nuovo inperché credo che si era instaurato dirizzo perché l' informatica e le un bel rapporto. Ma in generale telecomunicazioni sono il futuro.


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A proposito di viaggi... Gonzalo consiglia...

Ciao sono Gonzalo della II-A. Vivo a Picerno da 4 anni ma sono nato a Montevideo, Uruguay. Qui di seguito vi illustro i motivi per i quali dovreste visitare la mia città natale. Le zone più interessanti per i potenziali visitatori sono la Ciudad Vieja (Citta Vecchia) e il centro che racchiude le maggiori attrazioni cittadine quali monumenti e musei ma anche alberghi, teatri e negozi. La Ciudad Vieja sarebbe il centro storico della città, costituita da molti monumenti e musei. Il centro, invece è caratterizzato per le sue lunghe strade colme di negozi, tra i quali molti centri commerciali. Montevideo offre un'ampia gamma di alberghi tra i quali risalta lo Sheraton, il più lussuoso della città. Un posto molto visitato è anche il teatro Solis, che dall'anno della sua inaugurazione, nel 1856, costituisce la maggior istituzione cittadina nell'ambito degli spettacoli. Dal centro della città bastano una ventina di minuti in macchina per arriva-

re ad uno dei posti più esotici, la playas (spiaggia), una tra le più note è la playa Carrasco costituita da un lungo mare bello ed elegante specialmente di notte. La chiesa o cattedrale più importante si trova nella Ciudad Vieja e ha più di 200 anni. Divenne cattedrale della città circa 100 anni fa. E' dedicata all'Im-

macolata Concezione e agli Apostoli: Filippo e Giacomo. Uno tra i musei più importanti è quello delle "Belle Arti" di Juan Manuel Blanes. Un'attività molto particolare praticata dai montevideani è quella di assistere agli spettacoli dei "Murguistas" che, oltre a cantare, fanno delle rappresentazioni basate sull'ironia e la satira. Si può degustare in molti posti quello che sarebbe il piatto tipico, ovvero l'arrosto, da non dimenticare però le numerose pizzerie che vi farebbero sentire a casa. Vi troverete a contatto con persone umili, solari, disponibili che, accogliendovi nel migliore dei modi, vi faranno amare questo paese. Buon viaggio! Gonzalo Souza II A


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A bordo di una penna

Il viaggio: esperienza dell‟altro, formazione interiore, divertimento e divagazione, in una parola, metafora della vita. In ogni istante, in ogni piccolo attimo della vita, anche nei momenti più impensabili può avere inizio un viaggio, ogni volta diverso, ogni volta unico, che può liberare dai brutti pensieri, dalle angosce, dalle preoccupazioni. Basta un viaggio. Un viaggio per dimenticarsi di tutto e tutti. Ma non un viaggio normale, che ha per meta l‟ennesima città artistica da visitare, o la tanto attesa gita scolastica in cui si rivela tutto monotono, controllato, vincolato: sveglia presto, colazione, centro storico, seguire la guida turistica che parla dei monumenti più significativi della città. Poi pranzo, magari a sacco, stare un po‟ con gli amici, i soliti, gli stessi, farsi un giro tra le strade che poco prima sembravano interminabili dietro quella guida che non stava un attimo ferma. Alla fine della giornata tornare in albergo e pensare al giorno dopo, che sarà uguale a quello appena terminato. Davvero angosciante. Infatti non parlo di questo tipo di viaggio,

parlo di un viaggio diverso, immateriale, in cui in un‟ora posso visitare tutto il mondo. Un viaggio in cui portare con me le persone a cui tengo di più, una, due, tante, tutte! Senza dover pensare al mezzo di trasporto, alle prenotazioni, agli spostamenti programmati dalle agenzie, al vincolo di stare sempre nello stesso posto, che magari, se mi piace, ci torno anche l‟estate prossima, così da visitare sempre gli stessi posti e vivere gli stessi momenti di stress ogni anno. Così non sarebbe più un viaggio, ma un contratto, uno schema da seguire, un gioco, ma con regole severe! Il viaggio ideale per me è quello in cui non c‟è il senso del tempo, delle distanze, delle misure. Un viaggio letteralmente fuori dagli schemi. Partenza prevista per il 31 dicembre, per soggiornare ovunque per una settimana e tornare esausto il primo gennaio. E già dà l‟idea di magicamente libero: viaggiare per una settimana che collega la fine con l‟inizio e che per il resto del mondo è in realtà solo un minuto. Wow! Cominciare con la meta di Parigi e navigare nei cieli, salutare gli uccelli e, guardando in alto vedere la vita di città che scorre monotona e non il resto del cielo, così da sdraiarmi a facci a i n gi ù e vedere l‟immensità del mare. A Parigi.

Tuffarmi in quel mare insolito e trovarmi su petali di tulipani rossi. In Olanda, all‟interno dei miliardi di fiori, una città per ognuno, e visitarle tutte. Che ore sono? Che giorno è? Chi lo sa! In uno di quei fiori tornare per un attimo a casa a salutare gli amici e invitarli a viaggiare con noi. Prossima meta la luna e il sole, per guardare dall‟alto come ci invidia il mondo e per raccogliere dei raggi di sole da portare a chi vede solo buio. E tutti i nostri amici con me, ridiamo, scherziamo e non pensiamo ad altro. Poi tutti se ne vanno e resto di nuovo solo. Ultima meta del viaggio: Venezia. Sogno di andarci da molto tempo, troppo. E finalmente ci andrò, in questo viaggio che non ha tempo, solo con le persone che voglio. E infine tornare tutti a casa a festeggiare il capodanno in famiglia. Questo è il tipo di viaggio che faccio ogni volta che mi faccio di cocaina? No. Semplicemente ogni volta che ho voglia di “cambiare aria”, di allontanarmi dalla vita schematica di tutti i giorni, e abbandonarmi a un mondo solo mio, in cui fare solo ciò che mi fa stare bene. In fondo è sempre meglio che cercare di scegliere mete sempre più difficili da raggiungere materialmente per qualsiasi tipo di restrizione o vincolo, e progettare il viaggio perfetto non accorgendosi che l‟estate sta per finire. Buona fortuna per le prossime vacanze. Raffaele Scelzo IV A


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Le Doleances Vorremmo porre alla vostra attenzione una problematica di tipo socio-relazionale, poiché sempre più spesso sentiamo parlare di violenza psicologica nelle scuole, esercitata non solo dai ragazzi nei confronti di altri compagni (bullismo) ma anche dai professori nei confronti degli alunni. I docenti esercitano violenze psicologiche abusando del "potere" che hanno su di loro; i genitori molto spesso prendono sottogamba questo problema poiché, come crediamo che spesso accada, nelle nostre famiglie essi danno sempre ragione agli educatori, ma siamo tan-

to sicuri che sia sempre colpa dei giovani? Non crediamo proprio! E' anche vero che noi portiamo all'esaurimento i nostri prof ma questi ultimi come si comportano con noi? Alcuni non si comportano di certo bene. Sempre più insegnati approfittano del ruolo che ricoprono per prendersi rivincite personali sui discenti; ma sanno cosa potrebbe accadere se un alunno decidesse di andare da uno specialista per accertare di aver subito violenza psicologica?

vrana nelle scuole su questo argomento, sarebbero informati dei rischi penali a cui andrebbero incontro. Per esempio chi prova rancore per qualcosa o per qualcuno, fa continui riferimenti, anche e soprattutto durante le ore di lezione, mettendo talvolta in evidente difficoltà gli alunni. Ebbene sì, questa è proprio violenza psicologica. Non sempre i prof se ne rendono conto ma pensano di intimorire gli alunni e così metterli a tacere.

Non crediamo affatto!! Perché, se l'ignoranza non regnasse so-

Lo sapevi che…? La disoccupazione rende giovani. Mai così male dal 2004. Il 29 per cento dei ragazzi tra i quindici e ventiquattro anni è senza lavoro. Ogni mese i dati ISTAT registrano con un nuovo record di disoccupazione tra i giovani, segno che la situazione peggiora, anche se di poco, costantemente. Sono

trecentomila oggi i ragazzi che non riescono a trovare un posto di lavoro, anche perché la crisi ha bruciato oltre q u a t t r o c e nt om i l a impieghi.

Contro la violenza sulle donne. Ampliamento della z i o n i : rete nazionale anti- www.antiviolenzado violenza e un nume- nna.it. ro telefonico gratuito, il 1522, a sostegno delle donne vittime di violenze intra ed extra familiare e di stalking. Queste le buone notizie che arrivano dal ministero Pari opportunità per il 2011. Per maggiori informa-


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Parlare d’Amore “Nell'ebrezza disperata/dell'amore di tutto il tuo corpo/e della tua anima perduta/vorrei sconvolgere e bruciarmi l'anima/sperdere quest'orrore/che mi strappa gli urli/ e me li soffoca in gola/bruciarlo annichilirlo in un attimo/e stringermi stringermi a te/senza ritegno più/ciecamente, febbrile, schiantandoti, d'amore./Poi morire, morire, con te.”1927 Molte donne nascondono un quaderno. Forse, però, a ben pensarci, tante persone nascondono un quaderno. E qualcuno, poi, su questo quaderno scrive, e la scrittura riesce a trasformare l'esistenza in parole. E poi, talvolta, accade una cosa strana, sostanzialmente inspiegabile: quelle parole riescono a diventare sintesi d'una intuizione per chi le scrive, occasione di crescita per chi le legge, sì che davvero alla fine non è fondamentale sapere chi ne sia l'autore. In ogni tempo e in ogni dove, uomini e donne hanno fatto della scrittura e, talvolta della poesia, il mezzo di comunicazione con il mondo; hanno cercato con cura estrema la parola, l'immagine, la metafora giusta e capace di comunicare l'incomunicabile. La felicità, ma anche il dolore, possono ispirare quelle parole. E poi c'è l'amore. Si l'amore: delizia e croce. Lo sappiamo, parlare d'amore è anche un modo per parlare di quello che siamo e di quello che vorremmo essere. Amore è attesa, desiderio, segreti. “Lasciami il tempo della vita/e il vino/che la promessa tua/e la mia/è un posto caldo d'aprile/dove contar le stelle.”1988 (Salvatore Pagliuca, Muro Lucano 1957) Amore è passione, felicità assoluta, complicità, sensualità.

(Cesare Pavese, 1927, prima di “Lavorare stanca”) Amore è complicità, sensualità. “Sete di te m'incalza nelle notti affamate./Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita./Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa./Sete di metallo ardente, sete di radici avide./Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano/ in viaggio verso i miei occhi, attend e n d o t i a l l o r a . Sei piena di tutte le ombre che mi spiano./Mi segui come gli astri seguono la notte./Mia madre mi partorì pieno di domande sottili./Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci./ Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo./Solco per il torbido seme del mio nome./Esista una terra mia che non copra la tua orma./Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove. Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla./Come poter non amarti se per questo devo amarti./Se questo è il legame come poterlo tagliare, come./Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa./Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce./Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane./Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi./La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci./L'anima è accesa di queste braccia che ti ama-

no./Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo./Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete./E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco. (Pablo Neruda 1904-1973) Ma l'amore è anche inquietudine, paura, solitudine, tormento, dolore. Gelosia. “Simile a un Dio mi sembra quell'uomo/che siede davanti a te, e da vicino/ti ascolta mentre tu parli/con dolcezza/e con incanto sorridi. E questo/fa sobbalzare il mio cuore nel petto./Se appena ti vedo, sùbito non posso/più parlare:/la lingua si spezza: un fuoco/ leggero sotto la pelle mi corre:/ nulla vedo con gli occhi e le orecchie/mi rombano:/un sudore freddo mi pervade: un tremore/ tutta mi scuote: sono più verde/ dell'erba; e poco lontana mi sento/ dall'essere morta.” (Il poeta che così intensamente parla d'amore è in realtà una donna, che qui si dichiara innamorata di un'altra donna, è Saffo, vissuta nell'isola greca di Lesbo tra il VI e VII secolo a.C.). Da alcuni, poi, l'amore è visto come del tutto slegato dal possesso, come un'incessante ricerca esistenziale, uno stato di grazia dello spirito e dei sensi che trova in se stesso il proprio appagamento e che finisce con l'abbracciare il mondo intero. << Felice è chi sa amare>> afferma Hermann Hesse (18771962). Comunque << Che l'amore sia la sola cosa è la sola cosa che sappiamo dell'amore: tanto basta il carico dev'essere proporzionato al solco>> (Emily Dichinson 18301886) Annalisa Caivano


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Sondaggio Hai scelto questo tipo di scuola:

c) poco esigenti permissivi Tu pensi di studiare:

a) su consiglio dei genitori

a) molto

b) influenzato dalla scelta degli amici

b) sufficientemente

c)su consiglio dei professori delle medie

c) poco

Per te è piÚ importante:

Tu pensi che i tuoi professori ti valutino: a) piĂš di quello che vali

a) avere una buona media a scuola

b) per quello che vali

b) avere il telefonino di ultima genera zione

c) meno di quello che vali

c) divertirsi con gli amici Secondo te la scuola ti insegna: a) molto b) sufficientemente c) poco Pensi che i tuoi professori siano: a) molto preparati b) sufficientemente preparati c) poco preparati Pensi che i tuoi professori siano: a) esigenti e severi b) esigenti ma comprensivi

Per te quale dovrebbe essere il compito della scuola: a) preparare alla professione b) educare e formare culturalmente c) dare un titolo di studio Se un giorno potessi essere famoso, preferiresti essere: a) uno scienziato o letterato b) un imprenditore alla guida di una grande industria c) un divo dello spettacolo o dello sport Filomena Caivano

140 120 100 80 60

a b c altro

40 20 0

I commenti al sondaggio nel prossimo numero.


3D senza occhiali?

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Da oggi si può con il nuovo Nintendo 3DS... classico di cui per gustarlo bisogna indossare gli appositi occhiali, ma la tridimensionalità vista ad occhio nudo, senza occhiali.

Il 25 Marzo in Italia è uscita la nuova console portatile di Nintendo che sostituirà le precedenti versioni DS, DSi e DSi XL. La nuova console si chiamerà 3DS, e già dal nome si intuisce che avrà a che fare con il 3D. Aldilà dei dettagli, ci soffermiamo sulla caratteristica principale e innovativa che presenta questo dispositivo, cioè l'effetto 3D, ma non quello

profondità. Nintendo, però, pensando che questo effetto potrebbe causare fastidi o mal di testa, ha messo a disposizione uno switch che ci permette di disattivare il 3D.

Altre carattertstiche che contraddiE' proprio così, il nuovo stinguono il 3DS dal DS sono: la 3DS, oltre ad avere il clas- doppia fotocamera esterna per scatsico display touchscreen tare fono e visualizzarle in 3D; l'acinferiore, presenta un nuo- celerometro per giocare muovendo vo display principale 3D: il dispositivo; stick analogico a per i questo è un display da 3,5 giochi più complessi e la connessiopollici con una risoluzione da ne Wi-Fi per giocare online. 800×240 avente un sistema chiama- Il 3DS è uscito sul mercato italiano to parallax barrier (filtro di paral- con il prezzo ufficiale di 249 euro, lasse), cioè un sistema che consiste abbastanza ragionevole per offrire in uno strato di materiale contenente ai gamer una nuova esperienza di una serie di sottilissime fessure che gioco. consentono a ciascun occhio di veValentino Mancinelli IV A dere un differente insieme di pixel.. Salvatore Marcantonio IV A Quindi una volta che si riusciranno a trasmettere contemporaneamente due immagini diverse , il nostro cervello le assemblerà e ne genererà la

Un’estate da Miss Quando un sogno si trasforma in un fruttuoso percorso di crescita personale

Era un caldo giorno d'estate, il 27 agosto 2010... Dopo una lunga settimana di prove, era finalmente arrivato il fatidico giorno, quello del verdetto finale!!! Ero felice, sì, molto felice perché

per me essere arrivata a SalsoMaggiore nelle prefinali di Miss Italia era un SOGNO! Ventuno ragazze erano già state scelte, di posti rimasti ce n'erano 39, ma di ragazze ne eravamo 300!! Essere tra quelle 39 era per me qualcosa di impossibile... Finalmente, arrivò la sere, era arrivato il momento. Eravamo tutte e 300 schierate sul palco della piazza di SalsoMaggiore, ero molto agitata, ma, nello stesso tempo tranquilla, perché comunque sarebbe andata ero felice di essere arrivata fin lì. Cominciarono a nominare le ragazze scelte, sui loro volti si leggeva un'effettiva euforia. Arrivò il turno della Basilicata, di ragazze ne eravamo 10, e non avevamo la minima idea di chi potesse passare. Il conduttore della serata pronunciò queste parole : “ A PASSARE IL TURNO E'... LA NUMERO 199, LAURA LABELLA”. Non ci credevo, la mia gioia si trasformò in una valle di lacrime. Ero

una delle 60 finaliste del concorso più importante e bello d'Italia... Il mio sogno.... Ero a Miss Italia... Si avverò un sogno per me incredibile e IRRIPETIBILE. E' stata una delle esperienze che non dimenticherò mai e che porterò per sempre nel bagaglio della mia vita. E' stato per me un grande orgoglio; ma come tutte le cose belle, anche questa è finita, forse, troppo in fretta. Dover dire addio a quel mondo non è stato facile, il ritorno alla mia vita quotidiana è stato piuttosto straziante. I primi giorni sono stati quelli più brutti... D'altro canto, per me è stata un'esperienza di crescita non solo personale, ma anche interiore. Mi ha resa più fiera di me stessa; ma sopratutto ha lasciato in me un MERAVIGLIOSO RICORDO INDELEBILE. Laura Labella VA


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In palestra col perizoma?

Cari lettori, l‟estate è ormai alle porte. Ci si inizia a preparare per la fatidica prova costume… andando ovviamente in palestra! Ed è proprio quello il luogo dove si assiste a qualcosa di orribile e pacchiano, non sto parlando di moda, bensì di abbigliamento! Ragazze, non è carino presentarsi in palestra con pantaloni dai quali spuntano i cosiddetti fili interdentali (indumenti rudimentali utilizzati dagli indigeni) conosciuti come perizomi! E poi mi chiedo perché la maggior parte delle donne alla domanda “Perché utilizzi il perizoma?” risponde “Perché lo trovo comodo”. Comodo??? Una striscia fastidiosissima tra le natiche tu la trovi comoda? Ho i miei dubbi. Soprattutto per la palestra poi. Quello è un luogo dove bisogna andare vestiti prima di tutto comodi, poi per evitare funghi e batteri vari, l‟intimo è molto impor-

tante! Non credo sia molto igienico e preventivo indossare roba del genere in palestra, per non parlare poi delle macchie di sudore che si formano sul lato B! E un‟altra cosa: ragazze, non vi truccate esageratamente per andare in palestra! Finireste per sembrare imbarazzanti tra mascara e matite scese e fondotinta a chiazze sgocciolanti! Tutto ciò non fa bene nemmeno alla vostra pelle! Per quanto riguarda i ragazzi,sappiate che vorrei sfatare il „mito‟ di questi sudati e puzzolenti, perché mi è capitato più volte di ritrovarmi invece vicino a donne che puzzavano tantissimo! E non solo di sudore! Ma mi rivolgo ad entrambi. L‟igiene intima è importantissima, non va trascurata assolutamente! Per evitare i cattivi odori in palestra, perché sappiamo bene che è impossibile non sudare, basta portarsi dietro due asciugamani, una personale da utilizzare per asciugare il proprio sudore, l‟altra da poggiare su attrezzi e tappetini. Se non volete farlo per voi stessi fatelo al-

meno per educazione e rispetto nei confronti di chi vi sta vicino! Infine volevo indicarvi l‟abbigliamento ideale per la palestra : 1 Maglietta intima (da evitare i capi in microfibra) 2Maglietta a maniche corte 3Pantaloni non troppo aderenti,per non bloccare la circolazione 4Scarpe assolutamente alte,almeno 3-5 cm per evitare crampi e mal di schiena! E per le ragazze 5 Reggiseno in cotone o Brasserie 6 Mutandine comode ed in cotone. Marche consigliate per essere alla moda e cmq comodi: Nike, Adidas, Dhea, A-style, Dimensione Danza, Freddy. Sefora Marcantonio III A


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Notizie flash


h dal Mondo

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Rivoluzioni in Nord Africa Dopo Ben Alì e Hosni Mubarak anche Gheddafi? Il 17 dicembre 2010 è una data molto importante per il Nord Africa. Questo giorno segna l‟inizio delle “rivolte contro i Regimi”. Siamo a Sidi Bouzid (Tunisia), una giornata come le altre ma non per Mohamed Bouzizi. Lui, venditore ambulante di frutta, si è stancato della povertà, delle condizioni in cui il regime di Ben Alì costringe i Tunisini a vivere, e si da fuoco in segno di protesta. Questa vicenda scatena in tutto il Nord Africa un effetto “domino”, ovvero, giorno dopo giorno si ripetono gli stessi gesti in Algeria, in Marocco, in Mauritania e in Egitto. In segno di protesta si scatenano molte rivolte, ma l‟ultima, la più sanguinosa, è ancora in corso ed è quella in Libia. Ma andiamo in ordine, ritorniamo indietro in Tunisia, dove gli effetti di questi gesti sono stati molto influenti sul futuro del Paese. Infatti, dopo le rivolte e i tentati suicidi di persone oppresse dal peso del regime, il dittatore Ben Alì è costretto a fuggire il 14 gennaio 2011. Gli stessi effetti si sono poi visti anche in Egitto, dove l‟11 febbraio 2011 il dittatore Hosni Mubarak dopo tan-

i ettier L o n zia di Ti A IV

ti anni di dittatura si è dimesso. Il suo era definito il regime più solido eppure è caduto. Ma ora analizziamo la faccenda della Libia, che pur essendo simile a queste due è più complessa. 15 febbraio 2011, la Libia si accoda alla scia delle rivolte di Egitto e Tunisia. Questa data segna l‟inizio degli scontri tra forze dell‟ordine e manifestanti, le quali hanno già portato ad un bilancio di 8000 vittime. Tutto ciò è partito da una protesta, in cui i manifestanti chiedevano la liberazione di un avvocato. Da una piccola rivolta interna si è trasformata in un caso che abbraccia ormai tutto l‟Occidente. Il caso infatti, è stato preso in considerazione dall‟ONU dopo che Gheddafi aveva iniziato a bombardare alcune città tra le quali Tripoli. Infatti, a questo punto le Nazioni Unite vedendo precipitare la situazione hanno deciso di intervenire impostando una “No flyzone” ovvero, il divieto di volo di aerei libici su un determinato territorio. Se questo non sarà rispettato gli aerei della Coalizione saranno costretti ad abbattere gli aerei del regime. Ma nonostante tutto, il

Rais si sente al sicuro e in alcune apparizioni in TV minaccia l‟Occidente: “Attaccherò obiettivi civili e militari nel Mediterraneo”. A questo punto, dopo aver spiegato la vicenda, sorge una domanda, la più importante: “Il regime Gheddafi cadrà come quelli di Ben Alì e Hosni Mubarak?” Forse si, non possiamo dirlo con certezza. Tutto sarà deciso nelle prossime settimane o mesi, non possiamo definire una scadenza precisa, ma certamente possiamo dire che un ruolo fondamentale è quello della popolazione libica e che la caduta del Rais dipenderà sicuramente da essa. Salvatore Cerullo IV A


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Ad un passo dalla libertà L'inferno o per i più fortunati il purgatorio, ma di certo non il paradiso, ciò che si sta vivendo in questi giorni sulle coste di Lampedusa. Sono 25mila gli immigrati, fuggiti dalle località nord africane oppresse da regimi totalitaristi, che da inizio anno sono sbarcati e accolti sull‟isola. Giorni e giorni di viaggio sfidando il mare, le intemperie, il gelo e il rischio di malattie a causa delle pessime condizioni igieniche dei barconi nei quali sono costretti a viaggiare. Ma tutto questo per cosa? Non di certo per essere ammassati su un‟isola o in qualche città, nei così detti campi profughi, con pochissime risorse a causa degli scarsi, anzi inesistenti, finanziamenti dell‟UE. Migliaia di emigranti scappano da casa con la speranza di migliorare la propria vita, anche facendo i lavori più umili che nessun italiano è disposto più a fare. Vengono con l‟intenzione di ripartire da zero dimenticando il passato, le guerre e le ingiustizie nelle quali erano costretti a vivere. E noi italiani cosa siamo disposti a offrirgli? Degli striscioni razzisti con su scritto “No agli immigrati”, “Pericolo di invasione” e, ancora peggio, una bomba incendiaria nell‟istituto Casaregis (edificio adibito ad ospitare i profughi)! Non sono baggianate, tutto questo è successo a Genova pochi giorni fa! Allora ci viene da farvi una domanda: Ci siamo dimenticati che il popolo italiano nel „900 emigrava in America con le stesse intenzioni? Si certo non c'è da meravigliarsi di fronte a comportamenti di diffidenza nei confronti dello straniero, però ricordiamoci che anche i

nostri connazionali agli inizi del lontano 1900 sono emigrati verso un futuro migliore, o meglio verso la speranza di un futuro migliore, cercando di integrarsi tra gli statunitensi riuscendo perfino ad emulare spaccati di Italia in quei quartieri meglio noti come "Little Italy". Ma torniamo a noi, nei campi profughi, dove di certo l'accoglienza e la solidarietà non vengono meno, si fanno sentire tensione e paura tra la gente più comune. Più che comprensibili di fronte a situazioni del genere, ma tutto ciò non deve essere una giustificazione agli episodi di razzismo e violenza di Genova. Inoltre c‟è una differenza molto importante nell'ambito degli immigrati: è quella tra clandestini e profughi. I primi sono coloro che entrano in un paese senza il permesso di soggiorno, oppure perché entrati con mezzi non registrati quindi illeciti. Gli altri invece sono coloro che scappano per motivi come la guerra, disastri naturali, ecc… ma che entrano regolarmente nel nuovo Paese, nel quale hanno diritto di asilo.

Semplicemente perché sognare non è solo un diritto, ma un bene di prima necessità, irrinunciabile, forse necessario come l'acqua e il pane. In questo spazio d'Italia, anche se vige, attualmente, un clima di tensione, non possiamo negare loro di avere dei sogni, ciò che con molta certezza, nei loro Paesi, gli era negato. Dalle grandi liste dei diritti umani, proclamate dalle Nazioni Unite, sappiamo bene che la stragrande maggioranza dell'umanità non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Occorrerebbe proclamare, se non tutti gli altri, almeno il mai proclamato diritto di sognare. Ora proviamo ad immaginare, anzi, il termine adatto è sognare, proviamo a sognare, un mondo che non è più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, un mondo in cui non ci sarà più speculazione su beni come cibo e comunicazione. Sono solo pochi sogni che accomunano moltissime persone, ma sappiamo bene che l'unico modo per realizzare un sogno è svegliarci. Tiziano Lettieri IV A

A questo punto vi invitiamo ad immaginare per un istante un immigrato, clandestino o profugo che esso sia, che arrivando sulla spiaggia di Lampedusa, lontano dalla sua terra “malata”, dove dei ricchi dittatori presuntuosi giocano a fare la guerra trascurando con arroganza il fatto che non saranno loro a morire per un governo caduto ma migliaia di persone a causa dei loro capricci, alza gli occhi al cielo e sorridendo pensa ad una sola parola: “Libertà!”. Più che pensare “sogna” perché non gli si può togliere la libertà di sognare.

Salvatore Cerullo IV A


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Dipendenze Lo Stato che ci uccide lotta alla droga, afferma che il dan-

lute dei fumatori attivi e passivi.

no complessivo prodotto dagli al-

Al tempo stesso esso percepisce,

colici batte quello di crack ed eroi-

attraverso il monopolio, soldi sul

na, ma questa non è l'unica ricerca

commercio di prodotti a base di

effettuata. L'Organizzazione Mon-

tabacco e alcool. Con questo dop-

diale della Sanità (Oms) afferma

pio gioco si evidenziano da un lato

che i rischi legati all'alcool causa-

i pericoli e i danni riscontrabili,

no 2,5

dall'altro, invece, si “fa cassa” sul-

milioni di morti all'anno per malattie cardiache o epatiche, incidenti stradali, suicidi e cancro, pari al 4 % di tutte le morti. Questo ovviaQuesta nuova rubrica non vuole

mente non significa che le altre

essere un'ordinaria “ramanzina”

droghe non abbiano effetti deleteri

riguardante le dipendenze, voglia-

sull'organismo umano. L'abuso di

mo solamente mettervi al corrente

alcool non è certamente un proble-

dell'incoerenza dello Stato nei con-

ma da sottovalutare, in quanto è

fronti delle droghe in Italia e di

molto vicino a tutti noi per la sua

come esso lucri molto su sostanze

facile reperibilità e per l‟elevato

legali più dannose di quelle illega-

rischio di dipendenza. L'incoeren-

li. E' possibile che lo Stato legaliz-

za della legislazione vigente in ma-

zi droghe ancora più pericolose di

teria di sostanze stupefacenti si

quelle che proibisce? Pensando

manifesta anche nelle campagne

erroneamente che non facciano

annuali antifumo (con i soldi di

male alla salute, se ne parla poco o

chi, secondo voi?), con l'intento di

quasi per niente. Una ricerca con-

ridurre il numero dei fumatori.

dotta da David Nutt, ex consigliere

Quindi lo Stato Italiano ci dice che

del governo laburista inglese per la

il fumo nuoce gravemente alla sa-

le debolezze psichiche e fisiche dei fumatori e degli alcolisti. C‟è da chiedersi se lo Stato non tragga profitto da tutto ciò, permettendo il commercio di tabacco e alcool.

Il piacere della trasgressione ci spinge a cercare sempre nuovi “sballi”, oggi alla portata di tutti. In pochi, però, si rendono pienamente conto di quanto sia estremamente facile e pericoloso entrare nell’oscuro tunnel delle varie forme di dipendenza. Di questo e di altre problematiche ci occuperemo nel prossimo numero. Giacomo Piciulo V A Davide Marchetti V A


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Il ritorno del “Blasco”: Vivere o niente

Vasco Rossi, il rocker italiano più amato da grandi e piccini. Il motivo? Alcuni lo considerano la leggenda moderna perché è in grado di trovare nelle sue canzoni un pezzo della propria storia, ad altri piace il modo in cui scrive, ma il problema dei suoi testi è la difficile resa dall'italiano ad altre lingue straniere poiché per-

derebbero di significato; a ciò può essere attribuita la scarsa popolarità all'estero. “Vivere o niente” è il titolo del nuovo album del rocker di “Zocca”, contiene dodici brani inediti mai ascoltati fino ad ora, molto diversi dal suo rock travolgente. In questo nuovo lavoro ci sono tutte le più belle sfaccettature del rock, da quello melodico ai ritmi del punk, con sfumature country ma anche con tante chitarre sferzanti come in “Prendi la strada“. C‟è persino spazio per un‟eccezione elettronica in “Dici che“, dove si sente nella melodia l‟ispirazione al migliore pop internazionale. “Vivere o niente” è un album ricchissimo con una tracklist che è già quella di un concerto: quando arrivi al pezzo che ti deconcentra di più (o forse ti an-

noia un po‟) spunta il capolavoro. E questo capolavoro si chiama “Eh…già“, apripista del disco per un susseguirsi di brani che trasmettono fascino ed entusiasmo. Ma questo nuovo capolavoro è molto diverso dal genere travolgente e impetuoso che Vasco solitamente propone, bensì vi sono dei brani molto “tranquilli”. Non sappiamo se il “Blasco” abbia deciso di prendere una strada diversa e di lasciarsi alle spalle il suo Rock che lo ha reso famoso. Gabriele Buono IV A Valerio Marchetto IV A Gerardo Criscio IV A

IL PIACERE DI LEGGERE - il libro del mese Com'era bella Pompei Mentre l'area archeologica sprofondava tra fango e incuria e il ministro Bondi restava galla per una manciata di voti “pretoriani”, l'antica Pompei riviveva come per miracolo in un libro a fumetti realizzato dalla Vision Kids, editrice in Roma: Pompei fra passato e presente (96 pagine a fumetti, 13 euro), idea e testi di Federico Schneider e Dominga Ponzo; soggetto, sceneggiatura e disegni di Maurilio Taormina; colori di Giulia Bracesco, consulenti storici fra i più validi archeologi, studiosi, tecnici, antichisti; una bibliografia da paura per chi voglia saperne di

più. E' una guida originale dedicata a ragazzi, insegnanti, a chiunque voglia conoscere questa colonia romana distrutta e sepolta da un'eruzione del Vesuvio duemila anni fa. Procede come un film d'animazione raccontando gli ultimi giorni di Pompei con divertenti personaggi che fanno da ciceroni: un mastino napoletano, il maestro Sema, il pittore Lucio, il fornaio Popido, lo scienziato Plinio, il duo comico Azio e Paride, la matrona Livia, l'ostessa Asellina, gladiatori, funzionari e tanti altri. A ogni passo sono spiegati quartieri, edifici, mestieri divertenti, studi,

commerci di una Pompei attivissima fino alla catastrofe finale. Diverse pagine si avvolgono della tecnica che ha reso la Vision famosa in tutto il mondo: un sistema esclusivo di sovrapposizioni trasparenti che permette di “prendere visione” di antichi complessi, fori, terme, teatri, templi, strade, negozi, fabbricati come erano all'origine e come si presentano ora, o meglio, nel caso di Pompei, come si presentano fino all'epoca Berlusconi. Gioele Curiale IV A Carmine Cappa IV A


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L’esperto consiglia Il sergente nella neve Il libro, autobiografico, è stato scritto nel '53 da Mario Rigoni Stern, che ha vissuto sulla propria pelle le battaglie sul fiume Don, in Russia, e la tragica ritirata dei soldati italiani da quelle terre inospitali. Una curiosità è costituita dal fatto che, quando l'attore si è recato dal sergente Rigoni per comunicargli che avrebbe voluto interpretare il suo libro, il militare gli ha consigliato di fare un viaggio in Russia per visitare le tappe della ritirata, viaggio che è stato intrapreso da Paolini prima di piazzare le basi della sua sceneggiatura. Nell'immaginario collettivo di noi In questo numero non parleremo di giovani il teatro è una cosa estremaun film bensì di un monologo teatra- mente noiosa, personalmente le interpretato da Marco Paolini, quest'opera mi ha appassionato molL'attore ha adattato le pagine del li- to, grazie anche alla capacità narratibro, “il sergente nella neve”, al pal- va dell'attore che, usando un linco. guaggio aperto a tutti, dà l'impressio-

ne di guardare le scene della battaglia. Paolini spesso fa battute che rendono molto leggero il racconto, ricco di azione, e lascia increduli gli spettatori di fronte alle eroiche azioni dei mitraglieri del battaglione Vestone. Assicuro che, al termine della narrazione, lo spettatore rimarrà stupito dalle sciagure passate nel '43 dai nostri connazionali e forse sensibilizzato davanti agli orrori della guerra. Consiglio vivamente quest'opera. «ho bussato,ero un disgraziato avevo fame, in quel momento non eravamo nemici...» Serg.Magg. Mario Rigoni, riflessione fatta dopo essere stato accolto dai soldati avversari. Ettore Lapolla IV A

Conda zia scenna L’angolo degli aviglianesi I Soprannom' Zie' Chin'e=Carissimi Ciulariedd'=Vaccaro G'reech=Nolè Tummasedda=Summa Sciurnatedda=Vaccaro Pepp'Rocc=Vaccaro Nes'=Summa Paciedd'=Mecca Paghiosci'a=Grippa Ciaccionì'=Guglielmi Andulin'=Mancusi La Paiorda=Santoro Scepp'=Mollica Amma Rossa=Possidente Sp'n'amara=Summa S'ren=Zaccagnino Lu Sc'paccat=Sileo Sc'pacca R'cotta=Sileo Calusc'=Guglielmi Carcafoglia=Zaccagnino

Strazza Sacc=Bochicchio Wattach'=Bochicchio Fattor=Mancusi 'Arzon=Labella Marasciall'=Santarsiero Pedda r' Ruosp=Gerardi Nascon'=Labella Scazzett=Ferrara Tabbacc'=Ferrara Maccaron=Lorusso La muresa= Sacco Assis‟=Bochicchio L‟uorc= Mecca Giambett‟= Galasso Busciulin‟= Tripaldi Lu tuscuan= Laguardia Cangiedd‟=Gerardi Fab‟l‟=Rosa Inarrosa=Rosa Quecul=Nolè Nanecchi‟e=Filadelfia

Lu Pruerbi'j r lu mes (Il proverbio del mese) April' apr'lon,nun d' lu'ah lu pur'zon. Aprile aprilone non toglierti il cappotto. R' s'ntenzi'j (Le sentenze) Ca t pozz'na vasà fridd'. Che ti possano baciare freddo (Cadavere). R' B'n'r'ziun (Le benedizioni) N' pozza 'hor p' cien'd ann'. Possa goderne per cento anni. Antonello Possidente IV A Francesco Mollica IV A Daniele Vaccaro III A


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Lunario Guardando la volta celeste in direzione Nord, osserviamo la costellazione di Cefeo con sopra la Stella Polare e l'Orsa Minore a metà altezza del cielo. Volgendo verso Zenit (la sommità del cielo per chi guarda) possiamo scrutare la costellazione dell'Orsa Maggiore, la cui parte posteriore somiglia a un carro con sette buoi, i Romani furono i primi a interpretare tale “carro” per questo lo chiamavano “Septem Triones” da cui in seguito e derivata la parola settentrione (Nord). Tra queste due costellazioni s'insinua la costellazione del Drago che arriva fin quasi all'orizzonte dove si scruta la stella VEGA. A Est di quest'ultima è presente la costellazione di ERCOLE e al di sopra quella della Corona Boreale con la sua stella GEMMA. Infine guardando verso ovest vediamo la costellazione del TORO con la stella ALDEBARAN. Sotto si vede VENERE, mentre una piccola falce di Luna crescente è presente sopra la Pleiadi. Proprio

prile”. Il calendario di APRILE

cio, porro, scarola, sedano. Lavori (con Luna calante): controllare i canalini di scolo per togliere eventuali ostacoli al flusso dell'acqua.

Luna nuova Domenica 3 aprile

CURIOSITA'

Luna crescente

Per i cinesi e i giapponesi il glicine rappresenta l'amicizia, tenera e reciproca; si narra, infatti, che gli imperatori giapponesi, durante i lunghi viaggi di rappresentanza, portassero con sé bonsai di glicine; quando giungevano in luoghi stranieri si facevano precedere dagli uomini del seguito, che sostenevano alberelli di glicine fiorito, al fine di rendere note le proprie intenzioni, amichevoli a riguardo, per gli abitanti di quelle terre. Il nome scientifico è wisteria, in onore del grande antropologo Kaspar Wistar. Il glicine cresce sulla costa orientale degli Stati Uniti, da dove fu importato in Europa nel 1700. soltanto un secolo, però, quando dall'Oriente arrivarono le splendide varietà asiatiche, il glicine cominciò a essere veramente apprezzato dagli europei.

Dal 4 al 17 aprile Luna piena Lunedì 18 aprile Luna calante Da martedì 19 aprile Aprile nell'orto Semina(con Luna crescente): A dimora all'aperto: anguria, basilico, bietola da orto, cardo, carota, cetriolo, coriandolo, fagiolo, fagiolino, fava, melone, peperone, pisello, melanzana, pomodoro, prezzemolo, romolaccio, ravanello, rucola, scorzanera, zucca e zucchina.

Venere, il secondo pianeta del Sistema Solare è l'astro più luminoso nel cielo notturno; assume la sua massima brillantezza poco dopo il In semenzaio all'aperto: basilitramonto in direzione Ovest assuco, pomodoro, melanzana, mendo l'aspetto di una stella lucencetriolo. tissima di colore giallo-biancastro (non a caso è la stella della sera)! Semina(con Luna calante): Poiché Venere è l'astro più luminoA dimora all'aperto: agretto, so è stato osservato fin dall'antichibietola da coste, cipolla cotà ed è stato significativo per molte lorata, lattuga da taglio, spiculture. È descritto dai Babilonesi nacio. che nominarono il pianeta ISHTAR In semenzaio la dea dell'amore e della battaglia. all'aperMolto importante fu anche per i to: cavoMAYA che stabilì un calendario lo capreligioso sui movimenti del pianeta. puccio, invidia riccia, PROVERBIO D'APRILE lattuga, “Aprile piovoso, maggio ventoso bietola anno fruttuoso”. da coste, “Se vuoi cocomeri grossi come un lattuga barile piantali il primo giovedì d'acappuc-

Gianmarco Figliuolo V A Carmine Cappa IV A Gioele Curiale IV A

Foto di Antonio Faraone


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Alleniamo la mente CRUCIVERBA

DEFINIZIONI ORIZZONTALI: 1.Film di Douglas Sirk del 1956 (5 parole). 18. Pianta come il basilico. 19. Lire senza vocali. 20. Pari di sera. 21. Si chiamò Augusta Praetoria. 23. Infiammazioni del naso. 24. Dipinse "L'ortolano". 26. Il nome dello scrittore Fleming. 27. Precede Vegas. 28. Sigla per telecomunicazioni. 30. Dà un succo amarissimo. 31. Un secco rifiuto. 32. Località sul Lago Maggiore. 34. La Yoko di J. Lennon. 35. Trampoliere di palude. 37. Trieste. 39. Costellazione vicina alle Pleiadi. 41. Testa...d'anatra. 42. La voglia di ...Montalbano. 44. Così era definita la Spagna. 46.Il serpente del...dotto. 47. Scrisse "I fratelli Rupe". 48. Sigla per riservatissimo. 49. Articolo per signora. 50. Prefisso iterativo. 51. Monte nel Massiccio del Grappa. 54. Riverberi acustici. 56. Decreto Legge. 57. Sigla terroristica. 60. Pietra per affilare. 61. Lo è un abitante di Isfahan. 62.Comune arbusto delle Apolinacee. 65. Coppia di ferro. 66. Slancio. 67. Irsute, ispide. 69. Il soprannome della Magnani. 70. Mettere al mondo... 72. Sigla dell'Aviazione Civile. 73. Indica eguaglianza. 74. Mezzo pomo... 75. Locale, genuino. 77. L'articolo di certe coppie. 78. Topo marsigliese. 79. Sono depressioni carsiche. 80. Articolo spagnolo. DEFINIZIONI VERTICALI: 1.L'autore di "La vedova Scaltra". 2. Ha scitto "Niente e così sia". 3. Sono venti stagionali. 4. Prefisso per metà. 5. Lo era il tamburo di G. Grass. 6. L'alcool del vino. 7. Inizio della fine. 8. Starnazza nell'aia. 9. C'è anche quello per l'editoria. 10. Fu distrutta dagli Achei. 11. Un poeta come Ungaretti. 12. Storica regione spagnola. 13. Dinastia di reali Francesi. 14. Le ninfe dell'elemento liquido. 15. Torino. 16.Presidette il Concilio di Nicea nel 325d.C.. 17.La capitale del Madagascar. 22.Lago Etiope. 25.L’amò Cesare. 29.Il verso del corvo. 33.Incatramare di nuovo. 36.C’è anche quello prostatico. 38.Massiccio delle Dolomiti. 40.Rinunciare, desistere. 43.Fu il successore di Traiano. 45.Luce che taglia. 48.Un fattore ematico. 52.Una costellazione con la…cintura. 53.Prefisso per intorpidimento. 55.L’OK di…una famosa sfida. 58.L’acido della cita (sigla). 59.Comune del Rodigino. 63.Era un ente assistenziale (sigla). 64.Passo delle Prealpi Carniche. 68.Dieci a Bristol. 70.Più tardi. 71.Congiunzione telegrafica. 74.Polo senza eguali. 76.Sigla di Oristano.


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CRUCIPUZZLE R

E

C

L

A

M

O

I

F

P

L

1.Reclamo

10. Rete

I

N

D

I

R

I

Z

Z

O

S

A

2. Potenza

11. Sonde

F

N

U

N

R

N

F

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T

S

B

3. Registro

12. Neon

R

I

F

D

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R

R

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T

O

4. controllo

13. Led

5. Indirizzo

14. Nodi

A

P

S

O

N

D

E

E

V

A

R

6. Indotto

15. NTC

Z

O

N

T

R

I

C

G

O

T

A

7. Laboratori

16. Lab

I

T

I

T

L

M

L

I

L

I

T

8. Informatica

17. Nick

O

E

C

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I

E

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S

T

S

O

9. Fotovoltaico

18. Statistica

N

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A

INDOVINELLI -Il padre di Renata ha -Chi la usa non la vede, chi la vende non la usa, cinque figlie: chi la compra non la 1.Zazzena vorrebbe usare. Cos'è? 2.Zezzena

-Son legato ma innocente, piaccio molto a tanta gente; dormo appeso ad una trave, e non sono niente male.

3.Zizzina 4.??? 5.Zuzzuna.Qual è il nome della quarta figlia??

SUDOKU 1 7

3 6

9

3

7

5

1

1

3

5 9

INDOVINA CHI È

6 8

1 4

7 2

6

5 7 8

-Un signore bussa alla porta e dice:"buonasera o cento signori” un signore si alza dal tavolo e dice:"buonasera,cento non siamo se fossimo altrettanti più la metà più voi allora si che saremmo cento". Quante sono le persone sedute al tavolo?

5

4

1 3

9

9 2

Rocco Lozzi V A

5

Roberto Ciccarone IV A Flavio Urgesi IV A Valentino Romaniello IV A Le soluzioni dei giochi nel prossimo numero


Foto di Antonio Faraone

Parte della redazione

Redazione: Classe IV A â&#x20AC;&#x153;ITIS Albert Einsteinâ&#x20AC;? Picerno Capo redattore: Raffaele Scelzo Articoli di: Annalisa Caivano, Filomena Caivano, Raffaele Scelzo, Valentino Mancinelli, Salvatore Marcantonio, Salvatore Cerullo, Loredana Carlucci, Feliciana Figliuolo, Tiziano Lettieri, Gioele Curiale, Carmine Cappa, Gabriele Buono, Valerio Marchetto, Gerardo Criscio, Ettore Lapolla, Roberto Ciccarone, Flavio Urgesi, Valentino Romaniello, Tommaso Bellomo, Nicola Sarubbo, Giuseppe Marzilio, Giovanni Gerbasi, Gonzalo Souza, Laura Labella, Sefora Marcantonio, Giacomo Piciulo, Davide Marchetti, Giammarco Figliuolo, Rocco Lozzi, Antonello Possidente, Francesco Mollica, Daniele Vaccaro. Vignettista: Tiziano Lettieri Fotografo e web designer: Antonio Faraone Collaboratori grafici: Carmine Cappa, Gioele Curiale Responsabile progetto e impaginazione: Salvatore Cerullo

Unitis per il futuro1  

giornalino scolastico