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Bernardette e giunio due vite, una santità

Le reliquie di Santa Bernadette Soubirous a Terni dal 16 al 20 gennaio 2013

Siamo ancora pieni di forti emozioni e riconoscenti per

la presenza a Terni dell’Urna con i resti di San Gabriele dell’Addolorata, giunta qui dal Santuario di Isola del Gran Sasso (Teramo), dal 20 al 22 gennaio 2012. Quei giorni hanno coinvolto in modo particolare le parrocchie di Santa Maria della Misericordia, di San Gabriele dell’Addolorata e della Cattedrale della nostra città che ha così ricordato il Venenerabile Giunio Tinarelli nel giorno del suo passaggio dalla terra al cielo. Un gran numero di persone ha onorato il Santo dei giovani le cui radici sono ternane. Quell’avvenimento ha portato grandi frutti spirituali dando sicuramente una “scossa” che dai fedeli si è trasmessa a tutta la diocesi, e speriamo anche alla città intera. Si è sentita tanto forte quella presenza che poi si è restituita la visita a San Gabriele presso il suo Santuario con un grande pellegrinaggio di qualche centinaio di persone. È così che si fa con gli amici. Ed i santi sono i nostri migliori amici! Ora è previsto un evento simile infatti, dal 16 al 20 gennaio 2013, accoglieremo l’ostensorio con le reliquie di Santa Bernadette Soubirous. Dall’11 febbraio 1858 al 16 luglio dello stesso anno è a lei che per 18 volte è apparsa “Aquerò”, la Bianca Signora, nella grotta di Massabielle, a Lourdes. È nota a tutti, credenti o non credenti, la vicenda che coinvolse in quella terra sconosciuta (al tempo), l’ancor

più sconosciuta Bernadette Soubirous. Una ragazza piccola nell’ età (14 anni), piccola pure nella statura (1m e 40 cm), assolutamente analfabeta ma che, sotto la guida della Santa Vergine, è riuscita a diventare un esempio grandioso di fede ed umiltà. Una testimonianza in particolare per gli infermi, ma sostanzialmente per tutti, dato che se c’è un tratto comune che caratterizza gli uomini, è quello della sofferenza. Bernadette a cui la sofferenza, come vedremo poi, si è abbondantemente offerta, ha saputo accoglierla e in seguito trasformarla in offerta gratuita e disinteressata per la conversione dei peccatori, cioè anche per la nostra, e per la salute morale e fisica di tanti corpi malati. Guarigioni spirituali e materiali: anche straordinarie! Le parrocchie particolarmente coinvolte in questa occasione saranno: Santa Maria Regina, Nostra Signora di Fatima (Gabelletta), Cuore Immacolato di Maria (Campomicciolo), Immacolata Concezione (Polymer), Cattedrale di Terni. Tali parrocchie hanno in comune la loro dedicazione alla Madonna la quale è un riferimento speciale per la vita ed il cammino del nostro territorio, ed oltre. Una figura, anzi una Persona, che di tanto in tanto viene visivamente a mostrarsi per portarci tutti al suo Gesù. E di questo dobbiamo ringraziare anche la “piccola” Santa Bernadette! Francesco Zen


bERNADEttE

“uNA VItA OFFERtA”

I genitori di Bernadette si sposano per amore nel 1843.

All’epoca non è frequente. Francesco Soubirous, un mugnaio di 35 anni, sposa Luisa Casterot, 18 anni, il cui padre è appena morto in un incidente. Un anno più tardi, il 9 gennaio 1844, anniversario del matrimonio, fanno battezzare la loro prima figlia nata da due giorni, BernardeMarie, soprannominata “Bernadette”. Per le scarse risorse la bambina viene data a balia a Bartrès, sulle alture di Lourdes, per circa un anno e mezzo. I primi dieci anni della sua vita sono felici, poi una “cascata” di disgrazie… Suo padre si ferisce ad un occhio sostituendo una macina. Il colera si abbatte sulla città facendo decine di morti. Bernadetta è colpita dall’epidemia e ne conserva per tutta la vita i postumi che le provocano un’asma dolorosa. Non va a scuola, ed ancor meno al catechismo, occupandosi dei suoi fratelli e sorelle, Toinette, Jean-Marie e Justin, mentre sua madre fa la domestica nelle case. La crisi dei raccolti e la generosità dei genitori per il prossimo ancora più povero, portano al fallimento del mulino Soubirous... Il padre presta allora la sua opera come bracciante. Ingiustamente accusato di aver rubato un sacco di farina, viene messo in prigione per alcuni giorni. Il panettiere confessa in seguito di averlo accusato a causa del suo “stato di miseria”. Abbandonato il mulino di Boly, nel 1857 la famiglia va ad abitare il vecchio “cachot”, messo a disposizione da un cugino. Una stanza unica, putrida e malsana, che le aggrava l’asma ed i sintomi della tubercolosi ossea. Dopo essere stata per un certo tempo cameriera nell’osteria del paese, la primogenita torna a Bartrès per custodire i maiali e le pecore a casa della sua nutrice. Il 20 gennaio

1858 torna a Lourdes con l’intenzione di fare la prima comunione. Vuole imparare a leggere e le suore l’accolgono nella classe gratuita, quella dei poveri, con i piccoli di sette-otto anni… La mattina dell’11 febbraio, mentre Bernadette raccoglie legna nel bosco con la sorella Toinette e l’amica Jeanne, le appare una Signora nella grotta di Massabielle, in riva al Gave. Durante la 16° delle 18 apparizioni finalmente la “Bianca Signora” le rivela il suo nome: “Que soy era Immaculada Councepciou”, “Io sono l’Immacolata Concezione”, che la giovinetta riporta immediatamente allo stupefatto abbé Peyramale. La Santa Vergine le affida un messaggio evangelico di conversione attraverso la preghiera e la penitenza. Il 3 giugno, finalmente, fa la prima comunione, proprio prima dell’ultima apparizione del 16 luglio 1858. A causa delle apparizioni Bernadette subisce vari interrogatori, sia di ordine civile che ecclesiastico, ma nel 1862 il Vescovo di Tarbes, colpito dalla testimonianza della pastorella, riconosce ufficialmente le apparizioni. Il 4 luglio 1866 Bernadette prende per la prima volta il treno e va a nascondersi nel convento di Saint-Gildard, a Nevers, presso le suore della “carità” le quali dirigono l’ospedale municipale. Entra quindi nell’ordine per diventare suora e “curare i malati”. Il 29 luglio 1866 veste l’abito religioso. Per una dozzina d’anni Suor Maria Bernarda Soubirous vive il Vangelo con le altre religiose, assumendo l’incarico prima di “aiuto infermiera”, poi di “infermiera”, infine quello di “malata” o di “buona a nulla”, secondo le parole di una consorella. Unita al Cristo, muore il 16 aprile 1879, a 35 anni. Il suo funerale, il 19 aprile, rievoca le nozze mistiche, è una festa gioiosa che manifesta lo splendore della sua anima. Il papa beatifica Bernadette nel 1925. Viene canonizzata l’8 dicembre 1933, durante l’anno della redenzione. François Vayne


bERNADEttE INCONtRA MARIA...

A tERNI

Non poteva che essere “mariano” il percorso della vi-

sita di Bernadette a Terni. Come mai tante chiese mariane a Terni? Ci risponde e ci aiuta a scoprire le storie di Santa Maria Regina, di Nostra Signora di Fatima, del Cuore Immacolato di Maria e dell’Immacolata Concezione, don Sandro Sciaboletta, parroco di Santa Maria Regina. “Don Sandro, ci racconti come sono nate queste parrocchie?” “Giovane prete, in servizio in Cattedrale, conoscevo i progetti e le intenzioni dell’allora vescovo Giovanni Battista Dal Pra’. Siamo a metà degli anni ’50 e il vescovo, devotissimo a Maria, pensava di dotare anche i quartieri periferici della città, di chiese e strutture parrocchiali annesse. Oltre a ciò, risalgono a questo stesso periodo sia il centenario dell’istituzione del dogma dell’Immacolata Concezione, sia la celebrazione della nuova festa di Santa Maria Regina. Ecco spiegata la costruzione della chiesa dell’Immacolata Concezione nei pressi della fabbrica Montedison; ed ecco anche il perché della nascita di Santa Maria Regina, che sorge in una zona, ora centrale, ma all’epoca talmente periferica da ospitare la stalla dell’allora Società Terni. La posa della prima pietra di Santa Maria Regina risale al 1954 e la dedicazione al 1958. La parrocchia Nostra Signora di Fatima venne costruita, invece, per favorire la vita ecclesiale degli abitanti di Gabelletta, poco inclini a frequentare la “lontana” chiesa di Cesi, scomoda da raggiungere. Una storia ancora diversa ha la chiesa di Campomicciolo. Questa zona fino all’anno 1947-48 non ne aveva una. L’unica chiesina era quella situata nella zona di Santa Maria Maddalena che veniva aperta soltanto nelle festività più importanti dell’anno. Alcuni laici di buona volontà, (“capitanati” dal signor Angelo Sampaolesi), cominciarono a raccogliere delle piccolissime cifre, in parte durante le messe, in parte effettuando vere e proprie questue, e con queste fu possibile iniziare la costruzione della chiesa. La loro esigenza di avere una parrocchia nel proprio territorio, incontrò i progetti di Dal Prà, che presero concretezza nella persona di don Gaetano Zandonà. Veneto e appartenente alla Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, don Gaetano (già presente nella parrocchia di Papigno), diventò, pertanto, anche il primo parroco di Campomicciolo. “Grazie don Sandro per il tuo prezioso contributo “storico”. Il percorso ternano di Bernadette terminerà in centro con la solenne concelebrazione in Santa Maria Assunta, cattedrale di Terni, culmine e coronamento del nostro evento. Donatella Mostarda

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ANtA bERNADEttE E GIuNIO tINARELLI

C

’è un filo conduttore che unisce Bernadette e il nostro Giunio, infatti la Madonna ha avuto un ruolo privilegiato nella spiritualità di Giunio, il quale trovava il suo paradiso nell’andare pellegrino nei santuari mariani, specie in quelli di Lourdes e Loreto. È a Lourdes che si è incontrato con Mons. Luigi Novarese che divenne suo padre spirituale, indirizzandolo prima verso i Volontari della Sofferenza, poi fra i “ Silenziosi Operai della Croce”. È a Lourdes che si è innamorato dell’Immacolata e della piccola Bernadette. Nel prossimo gennaio sarà Santa Bernadette a visitare il Ven. Giunio Tinarelli, quasi uno scambio di cortesia, ma soprattutto per significare il ruolo della Santa Vergine nella santificazione dell’uno e dell’altra. Riflettendoci bene, ci sono tante analogie tra Giunio e Bernadette: ad ambedue l’Immacolata non ha promesso di renderli felici in questo mondo, ma nell’altro. Così è stato! Venendo a Terni, Santa Bernadette farà visita a tre parrocchie cittadine intitolate alla Madonna, per poi concludere la sua visita in Cattedrale, presso la tomba del nostro Giunio Tinarelli. Sarà un incontro tra “vecchi” amici e per tutti un ritorno alla grotta delle apparizioni e alla sorgente miracolosa lì scaturita che da oltre 150 anni continua a dissetare milioni di pellegrini, sani e malati, ai quali l’Immacolata ripete l’invito: “va e bevi e lavati alla sorgente”. È invito a conversione e a vita nuova. Don Carlo Romani Assistente Regionale U.N.I.T.A.L.S.I. Umbria

Chi ottenesse grazie o miracoli per intercessione del Venerabile Giunio Tinarelli, o ne venisse a conoscenza, informi la Curia vescovile di Terni, Piazza Duomo 11- 05100 Terni, tel. 0744-546528/35.


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“ ACCONtO AutOGRAFO DI SANtA bERNADEttE DELLA PRIMA APPARIzIONE”

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“ ndai in riva al Gave per raccogliere legna insieme a due compagne. Attraversando un piccolo corso d’acqua, si misero a piangere. Chiesi loro perché piangessero? Mi risposero che l’acqua era fredda. Le pregai di aiutarmi a gettare delle pietre nell’acqua per passare senza scalzarmi, mi risposero che dovevo fare come loro. Allora, mi allontanai un po’ per vedere se potevo passare senza scalzarmi. Non potei. Allora tornai davanti alla grotta per scalzarmi. Stavo per farlo quando sentii una voce. Mi girai verso la prateria, vidi gli alberi che non si muovevano affatto. Continuai a scalzarmi, sentii la stessa voce. Sollevai la testa guardando la grotta. Vidi una Signora vestita di bianco: aveva un abito bianco con una cintura azzurra ed una rosa gialla su ogni piede, del medesimo colore della catena del suo rosario. Quando ebbi visto ciò, mi strofinai gli occhi, credetti di essermi ingannata. Misi la mano in tasca, trovai il mio rosario. Volevo fare il segno della croce ma non riuscii a portare la mano alla fronte: mi cadde. La visione fece il segno della croce. Allora, la mia mano tremava, provai a farlo e ci riuscii. Stringevo il mio rosario, la visione faceva scorrere i grani del suo, ma non muoveva le labbra. Quando ebbe finito il rosario, la visione sparì all’improvviso. Chiesi alle mie piccole amiche se avessero visto anche loro, ma mi risposero di no. Mi chiesero di cosa si trattasse, che dovevo dirlo. Allora, dissi che avevo visto una Signora vestita di bianco, che non sapevo chi fosse, ma che non dovevo dirlo. Poi mi dissero che non dovevo più ritornare e dissi loro di no.” 28 maggio 1861 Bernadette Soubirous

Jèsus, je ne sens plua ma croix quand je songe à la votre. Gesù, non sento più la mia croce quando penso alla vostra.

O Marie, ma tendre mère. O Maria, mia tenera Madre.

L’OCChIO DELLA FEDE F

in dalla sua entrata nel convento di Nevers Santa Bernadette ha tenuto una continua corrispondenza con varie persone, tra cui alcuni familiari. Riportiamo qui una sua lettera del 26 agosto 1876 alla sorella Maria, molto significativa. La sorella e suo marito Joseph, si ritrovano soli dopo aver perso, uno dopo l’altro, tutti e quattro i figli. Mia cara sorella, Adoriamo sempre e benediciamo la mano onnipotente di Nostro Signore, il quale non ci colpisce che per guarirci e farci vedere il niente delle cose di questa miserabile terra, dove siamo soltanto di passaggio. Capisco che, per il cuore di una madre, è veramente triste, direi persino crudele, perdere il suo quarto figlio; è vero che la prova è tanto dura; ma quando guardo le cose con l’occhio della fede, non posso impedirmi di esclamare: felice la madre che manda degli angeli in cielo che pregheranno per te e per tutta la famiglia; essi saranno i nostri protettori presso Nostro Signore e la Santissima Vergine. Mi piace raffigurami, in cielo, questo piccolo caro gruppo, pregare per noi, poveri esiliati su questa miserabile terra; coraggio, la nostra famiglia è più numerosa in cielo che in terra. Preghiamo, lavoriamo e soffriamo finché piacerà al Signore; tra poco forse condivideremo la loro felicità. Mia buona e cara Maria, ti raccomando di essere giudiziosa, così Joseph; non lasciatevi prendere dal dispiacere. Sarò contenta di ricevere vostre notizie, che attendo con impazienza. La nostra venerata Madre generale vuole che vi comunichi la sua grande afflizione, insieme a tutte le care Sorelle della comunità, che pregano per voi. La mia salute non è più cattiva. Sembra che girino voci sulla mia morte… (Ti prego di non credere a quello che si dice, senza che prima tu non riceva una lettera da Nevers.) Addio, cara Maria. Tua sorella che ti abbraccia di cuore. Da una lettera di Bernadette. Libera traduzione di Francesco Zen


TESTamENTo SPIrITUaLE gESÙ E marIa: graZIE

A 35 anni Suor Marie Bernarde, nel convento di Nevers,

era morente. La gamba le stava andando in putrefazione. Rivedendo il suo passato, scrisse il suo testamento spirituale: Per l’indigenza di mamma e papà, per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose: grazie, mio Dio! Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite: grazie! Grazie o mio Dio, per il procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Don Peyramale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso. Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata GRAZIE MADONNA! Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella! Per la mia mamma morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre, invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette, mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata “buona a nulla”,

GRAZIE! Per i sarcasmi della Madre Maestra, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, e per il pane dell’umiliazione, grazie! Grazie per essere stata quella a cui la Madre Teresa poteva dire: “Non ne combina mai abbastanza”. Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri di cui le sorelle dicevano: “Che fortuna non essere Bernadette”! Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi aveva vista, Vergine Santa! Guardata dalla gente come bestia rara; quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: “Non è che questa?!” Per questo corpo miserabile che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE, MIO DIO! Per quest’anima che mi avete data, per il deserto dell’aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e per i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! grazie, o Gesù! Su questo straordinario “grazie” di Bernadette echeggiano le parole della Santa Vergine durante l’apparizione di vent’anni prima: “Non ti prometto di farti felice in questa vita, ma nell’altra!” Fonte “Testamento spirituale di Bernadette – 1844-1879” La redazione


L’ALFAbEtO... DI uNA SANtA Luigina, guarigione inspiegabile:

ad oggi sono 68 i miracoli riconosciuti

AMORE: “Avrò sempre abbastanza salute, ma mai

abbastanza amore per Nostro Signore”. “Non vivrò nessun istante se non amando. Colui che ama, fa tutto senza sacrificio, o meglio, il suo sacrificio, lo ama.”

CROCE: “La croce è il patrimonio degli amici che il

Signore ama di più; quaggiù la sofferenza, in cielo la vera felicità. La Santa Vergine non mi ha ingannata. Mi ha detto che non sarei stata felice in questo mondo, ma nell’altro. La prima parte l’ho già avuta.”

DEbOLEzzA: “Io sono molto debole; ho gran bisogno dell’aiuto delle preghiere di anime buone, per non abusare del favore che ho ricevuto dal Cielo, malgrado ne fossi indegna.” DELIzIA: “Quando Nostro Signore sarà nel vostro

cuore, abbandonatevi a Lui e gustate in pace le delizie della sua presenza. Amate, adorate, ascoltate, lodate e direi anche gustate… Soltanto l’eternità ci riserva gioie più grandi…”

LOURDES – Ufficialmente riconosciuto il sessantotte-

simo miracolo di Lourdes. Secondo un comunicato del Santuario, si tratta della guarigione della suora italiana Luigina Traverso, guarita nel 1965. “Abbiamo la grande gioia di annunciarvi il riconoscimento del 68° miracolo attribuito all’intercessione di Nostra Signora di Lourdes”, si legge nel documento con riferimento alla guarigione improvvisa della religiosa salesiana della diocesi di Casale Monferrato. Questo miracolo ha come protagonista suor Luigina Traverso, nata a Novi Ligure (Alessandria) il 22 agosto 1934. Nel luglio 1965 la sorella partecipò al Pellegrinaggio Oftal (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) della Diocesi di Tortona (Alessandria). All’epoca era gravemente malata di lombatosciatica paralizzante in meningocele, una patologia fortemente invalidante che le aveva causato la paralisi della gamba e del piede sinistro.

DIFEttI: “Io vorrei che si raccontassero anche i di-

fetti dei santi e quanto hanno fatto per correggersi. Questo sarebbe molto più utile dei loro miracoli e delle loro estasi.”

GROttA: “È stato il mio cielo, non la rivedrò più. Vorrei tornare una volta sola alla mia grotta, quando nessuno mi vede, perché io sono attaccata a quella roccia con tutta me stessa!” LACRIME: “Soffro: e verso di Voi elevo i miei gemiti, o mio Consolatore. Riverso le mie lacrime sul vostro Cuore adorabile. A Lui confido i miei sospiri, le mie angosce, le mie pene. Che aumenti il mio amore, che renda meno pesante il mio dolore.”

PANE: “Preghiera a Gesù di una povera mendicante: O Gesù, dammi, ti prego, il pane dell’umiltà, il pane dell’obbedienza, il pane della carità, il pane della forza per spezzare la mia volontà, per unirla alla Tua, il pane della mortificazione interiore, il pane del distacco da ogni cosa e creatura, il pane della pazienza per sopportare le pene che il mio cuore soffre. O Gesù, Voi mi volete crocifissa: “ Fiat”. Il pane della forza per ben soffrire, il pane di vedere sempre solo Voi e null’altro.”

PAuRA: “Mia cara sorella, ho paura…Ho ricevuto tante grazie e ne ho fatto tanto poco profitto!” Sì: “Sì, mio Dio, sì. In tutto e per tutto, sì.” uMILtà: “Il Rosario è la mia preghiera prediletta:

d’altronde sono troppo ignorante per poterne comporre una.”

VERItà: “A forza di voler infiorare le cose, si finisce per snaturarle.”

Fonte “Pensieri spirituali tratti dal Diario intimo e dalle Lettere di Santa Bernadette” a cura di Mirella Mostarda

La religiosa era in barella – racconta l’Oftal della Diocesi di Tortona – non camminava da tempo ed aveva subito moltissime operazioni senza esito positivo. Poco prima della partenza per Lourdes era stata sottoposta ad un controllo medico conclusosi con un referto che non dava adito a molte speranze. “Paziente in condizioni generali sofferenti, pallida, ipotesa” si leggeva. Suor Luigina aderì all’iniziativa del pellegrinaggio e con fede si immerse nelle piscine di Lourdes fino a quando il 23 luglio, durante la solenne Processione Eucaristica, la religiosa riferì di aver sentito al passaggio del celebrante un forte calore penetrare nel suo corpo e la voglia di “mettersi in piedi”. La suora notò l’improvvisa ripresa della mobilità del piede e la scomparsa del dolore. Riportata nella propria camera – racconta sempre l’Oftal – si mise seduta sul letto e chiese di poter ricevere la benedizione da parte di Monsignor Ferrarazzo, che replicò: “Suor Luigina, se vuol ricevere la benedizione, si alzi e venga a mettersi in ginocchio a pregare”. Suor Luigina prontamente obbedì, scese dal letto e si inginocchiò. Al ritorno del pellegrinaggio i medici riconobbero la completa guarigione. Fonte “Blitz via e mail a cura di Rino Ronconi


uNO SGuARDO 1972/ 2012 Su LOuRDES

buON COMPLEANNO, SALuS !

Il Santuario di Lourdes è sorto in seguito alle appa-

rizioni della Vergine Immacolata, avvenute tra l’11 febbraio e il 16 luglio del 1858. Il luogo si trova nella Francia meridionale, la grotta è naturale, posta su uno sperone di roccia nella zona di Massabielle, sulla riva sinistra del fiume Gave de Pau. Nella tredicesima apparizione la Madonna dice a Bernadette: "direte ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e che ci si venga in processione". Nella nona: "andate alla fonte, bevete e lavatevi". E interrogata dalla gente su che cosa le avesse detto la Signora, Bernadette risponde: “Penitenza, penitenza, penitenza. Pregate per i peccatori”. Le richieste della Madonna a Bernadette hanno messo in moto un esercito di persone. Il pellegrinaggio, un tempo finalizzato prevalentemente alla richiesta di guarigioni, oggi, con l’UNITALSI è un tempo di condivisione del dolore altrui e di preghiera per ottenere il miracolo del cambiamento del cuore. Nel Santuario, aperto tutto l’anno, tutti i giorni dalle 5 am, fino a mezzanotte, la liturgia è svolta in più lingue. Dalla festa di Tutti i Santi, fino a Pasqua, non c’è variazione nel calendario dei servizi, né delle attività devozionali, ma le processioni sono sospese. Le attività devozionali comunitarie che rendono il Santuario un “luogo speciale” sono: la salita alla collina per la Via Crucis, la processione aux flambeaux, che si svolge all’aperto, di sera, sull’enorme spazio dell’Esplanade, le preghiere del Rosario e dell’Angelus, davanti alla Grotta, riprese e trasmesse dalla TV ed inoltre, la possibilità di immergersi in un bagno di purificazione, nelle piscine del Santuario. Intorno alla grotta oltre all’enorme basilica ci sono ampi spazi per il raccoglimento e la preghiera. Alfonso Fabiani

Il Salus. La nostra casa di “villeggiatura” a Lourdes. Chi

lo definisce “ospedale”, probabilmente ne ha sentito parlare, ma non c’è mai stato. Nessuna definizione può essere più impropria di questa. Il Salus Infirmorum è la casa degli unitalsiani, anzi degli italiani a Lourdes, i quali, sia che tornino regolarmente ogni anno, sia che soggiornino per poche ore, trovano in esso “l’italianità” di spazi, angoli, arredi , terrazzi panoramici, ritmi di vita, primi piatti, ricordi, che solo un italiano riesce a sognare, inventare, custodire, migliorare e offrire alla moltitudine di ospiti che frequenta Lourdes. Quello che avvenne quarant’anni fa ha dell’assurdo e del prodigioso. Quando, nell’ottobre del 1971, il Santuario di Lourdes comunicò improvvisamente a tutte le associazioni di pellegrinaggi, che dall’anno successivo i posti per ospitare i malati nelle apposite strutture sarebbero stati dimezzati, l’Unitalsi decise di acquistare l’hotel Béthanie, per trasformarlo in luogo di accoglienza per i malati. Fu un’ intuizione senza precedenti, capace di orientare il concetto stesso di ospitalità in una direzione che si è rivelata vincente, trasformandolo in una modalità che a Lourdes ha fatto scuola. Dal 1993, anno di posa della prima pietra, il tempo è volato e nel 1995 il Salus ha aperto le sue porte, accogliendo il primo pellegrinaggio e mettendo a disposizione degli ospiti 344 camere di diversa tipologia, bagni attrezzati, bar, self service, sale da pranzo, cappella e… tanto spazio per vivere, lavorando e riposando come a casa propria, i momenti più belli di ogni permanenza a Lourdes. Oggi il Salus festeggia 40 anni di vita e la sua facciata grigio topo, rilucente al sole o alla pioggia, ben visibile da ogni crocicchio della città, racconta di un avventura che nasce ben 110 anni fa, nel 1903, anno di nascita dell’Unitalsi. Ma questa è un’altra storia. Mirella Mostarda


L’ANNO DELLA FEDE

Programma 16_20 gennaio 2013

I Con la lettera apostolica PORTA FIDEI dell’11 ottobre

2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno della Fede. Iniziato l’11 ottobre 2012, terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Lo scopo è quello di aiutarci a comprendere più profondamente il fondamento della fede cristiana che è: “l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. Fondata sull’incontro con Gesù risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua integrità e in tutto il suo splendore. L’inizio dell’ Anno della Fede coincide con il ricordo del 50° anniversario del Concilio Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e del 20° anniversario del Catechismo della Chiesa cattolica, offerto alla Chiesa dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992). Il Concilio, secondo il Papa Giovanni XXIII, ha voluto “trasmettere pura e integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti, impegnandosi affinché “questa dottrina certa e immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che corrisponda alle esigenze del nostro tempo”. Una dottrina applicata in continuità con la Tradizione, sotto la guida del Magistero. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, ponendosi in questa linea, è un “autentico frutto del Concilio Vaticano II” e intende favorirne la ricezione. Il Sinodo Straordinario dei Vescovi del 1985 ha suggerito di preparare questo Catechismo per offrire al popolo di Dio un compendio di tutta la dottrina cattolica e un testo di sicuro riferimento per i catechismi locali. L’Anno della Fede vuol contribuire ad una rinnovata conoscenza dei contenuti della fede e nello stesso tempo, e soprattutto, vuole aiutare una rinnovata adesione di ognuno al Signore Gesù. Oggi,come sempre, è necessario indirizzare lo sguardo dell’uomo su Gesù Cristo, presente in mezzo a noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Egli ci mostra come “l’arte del vivere” si impara “in un intenso rapporto con Lui”. Don Gianni Colasanti

Mercoledì 16 gennaio 2013 Ore 15.30 Arrivo delle Reliquie nella parrocchia di Santa Maria Regina Ore 18.00 Santa Messa Ore 21.00 Veglia di preghiera

Giovedì 17 gennaio 2013 Ore 15.30 Accoglienza delle Reliquie nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima (Gabelletta) Ore 18.00 Santa Messa Ore 21.00 Veglia di preghiera

Venerdì 18 gennaio 2013 Ore 15.30 Accoglienza delle Reliquie nella parrocchia del Cuore Immacolato di Maria (Campomicciolo) Ore 17.00 Santa Messa Ore 21.00 Veglia di preghiera

Sabato 19 gennaio 2013 Ore 15.30 Accoglienza delle Reliquie nella parrocchia della Immacolata Concezione (Quartiere Polymer) Ore 17.30 Santa Messa Ore 21.00 Santo Rosario meditato

Domenica 20 gennaio 2013 Ore 10.15 Accoglienza delle Reliquie in Piazza Duomo Ore 10.45 Santa Messa Ore 11.00 Commemorazione del Venerabile Giunio Tinarelli presso il Salone del Museo diocesano Ore 12.00 Santa Messa Ore 16.00 SOLENNE CONCELEbRAzIONE EuCARIStICA IN CAttEDRALE

Lunedì 21 gennaio 2013 Ore 8.30 Santa Messa Saluto e partenza delle Reliquie per Lourdes

Unitalsi sottosezione di terni e narni Lunedì/Mercoledì/Venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.00

Via aminale n°49 • 05100 terni tel: 0744.433510 • fax: 0744.433510

Bernardette e Giunio: due vite, una santità  

Le reliquie di Santa Bernadette Soubirous a Terni dal 16 al 20 gennaio 2013

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