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ANNO XI - N.1 | FEBBRAIO - MARZO 2021 TESTATA ISCRITTA AL REGISTRO DELLA STAMPA PERIODICA N.21/2011 - 885/011 R - C/O TRIBUNALE DI SALERNO

UniPoste & UniFintech

La sinergia tra imprese all’insegna dell’innovazione LE BANCHE ITALIANE STANNO FINALMENTE EVOLVENDO GRAZIE AL CORONAVIRUS

IL FUTURO DELLA MOBILITA’

LA GIUSTIZIA, DA PROBLEMA A RISORSA PER IL PAESE

ASSOPAM: LA RIFORMA DEL CREDITO APPRODA IN SENATO UN CCNL PER IL MERCATO POSTALE E DELLA LOGISTICA LEGGE DI BILANCIO 2021: CREDITI D’IMPOSTA PER LE IMPRESE


MR. MAGAZINE | febbraiO - marzo 2021

Editoriale

I

l XI secolo si conclude con una delle crisi più profonde della storia mondiale dell’economia e più in generale dell’umanità. La pandemia, nonostante abbia inginocchiato i nostri corpi, non ha spento le nostre menti: ha portato la Dirigenza del gruppo UniPoste a riflettere su “quando” e “in che modo” realizzare un progetto di potenziamento evolutivo, progettando un nuovo “modello” che sconvolge “il modo più comune di fare e di essere impresa”, ma consente di confrontarci e di adeguarci costantemente alla realtà. Il filosofo Thomas Kunt afferma che le rivoluzioni scientifiche avvengono in seguito al cambiamento del “paradigma” (modello), non come confutazione di teorie; più semplicemente, è questione di trasformazione culturale, che coinvolge tutte le risorse umane e in particolare colui o coloro che ricoprono il ruolo di top manager (o titolare) nell’impresa. Un ruolo importante per il raggiungimento di questo obiettivo lo svolge la “sinergia tra le imprese”. Ogni impresa può sviluppare in modo adeguato le proprie conoscenze, i propri prodotti e/o servizi solo con il contributo delle conoscenze e dei prodotti di altre imprese. Ecco da quale convinzione nasce la sinergia UniPoste/UniFintech, dalla consapevolezza che, come sosteneva Goethe: “È necessario unirsi, non per stare uniti, ma per fare qualcosa insieme.” Lo shock economico dell’ultimo anno ci ha permesso di raccogliere dati che determinano uno stato di fatto del mercato. Su tale scorta abbiamo concertato una serie di processi aziendali atti a soddisfare la domanda, uno studio profondo e minuzioso che ha portato alla nascita di UniFintech S.r.l., iscritta nella sezione speciale delle Start-up innovative del Registro delle Imprese: un nuovo mondo di possibilità e business, di ricerca e sviluppo che apporterà innovazione e un’importante apertura all’intero gruppo su scala nazionale e mondiale.

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Poiché le sinergie permettono di alzare la soglia degli investimenti realizzabili, che vengono condivisi, si è più appetibili nella creazione di nuovi canali di vendita; si abbattono i costi sostenuti dai singoli partecipanti; si è più rapidi e più precisi nell’azione, in quanto si condivide un patrimonio di informazioni ed esperienze comuni maggiori. Sono convinto insieme a tutta la Governance che il miglioramento continuo consente di mantenere e sviluppare le posizioni acquisite dall’azienda sul mercato. Un paradigma non funziona grazie alla sua qualità intrinseca, ma quando le persone vi attribuiscono un significato, una motivazione, una funzione. È indubbio che il futuro apparterrà ai prodotti, ai servizi e alle aziende che sapranno costruirsi una identità e un marchio forte, che saranno in grado di definire gli obiettivi strategici, dimostrare di “essere se stesse”, forti della propria storia e dei valori morali in cui hanno sempre creduto e continueranno a credere, dovranno essere disponibili al cambiamento, al miglioramento continuo, e a “combattere” per conquistare e mantenere nel settore d’appartenenza la posizione conquistata. Sulla base di queste riflessioni, mi piace far riferimento alla preghiera di un saggio Sioux: “Signore, dammi il coraggio di cambiare le cose che si possono cambiare, la serenità per accettare le cose che non si possono cambiare, la saggezza di saper distinguere le prime dalle seconde...”.

“I tempi difficili creano uomini forti, gli uomini forti creano tempi facili. I tempi facili creano uomini deboli, gli uomini deboli creano tempi difficili. Molti non capiranno, ma bisogna crescere guerrieri, non parassiti.”

ANNO XI - n.1 | Feb-Mar 2021 Editore Paduano Editore Società concessionaria della pubblicità UniFintech S.r.l. Direttore Editoriale Francesco Paduano Direttore Responsabile Gianni Petrizzo Iscr. Ordine Nazionale dei Giornalisti n.133760 Relazioni & Sviluppo Annalisa Botti Redazione Annalisa Botti Ciro Bello Elisa Brangi Antonella Capo Federica Paduano Roberto Siani Web & Grafica Vincenzo Bottone Giovanni Carbone Raffaella Ruocco Stampa Arti Grafiche Boccia S.p.A. Testata Mr. Magazine Futuro&Territorio Iscritta al registro della stampa periodica n.21/2011 - 885/011 R c/o Tribunale di Salerno www.mistermagazine.it redazione@mistermagazine.it

DOTT. FRANCESCO PADUANO Direttore Editoriale


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MR. MAGAZINE | febbraiO - marzO 2021

SOMMARIO

03 EDITORIALE

La rottura come fonte di coraggio per un nuovo inizio: la sinergia UniPoste/UniFintech | 3

06 ECONOMIA E FINANZA

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Le Banche Italiane stanno finalmente evolvendo grazie al Coronavirus | 06 Il Futuro della Mobilità | 08

Assopam: la Riforma del Credito approda in Senato | 10 Economia e Pandemia | 12 Legge di Bilancio 2021 | 16 Crediti d’imposta per le imprese

Un CCNL per il mercato postale e della logistica | 20

Perché investire in UniFintech? | 24

Superbonus 110% | 26

Uno sguardo al Decreto Rilancio

30 ATTUALITÀ

MR. MAGAZINE | febbrAIO - marzO 2021

La parola all’affiliato | 44

UniPoste S.p.A. sbarca in Puglia! Sede di Racale(LE)

Cooperative Finanziarie costituite da dipendenti pubblici | 46

L’importanza dei Social Network | 48

Digitale: Cambiare per Crescere | 50

Ecco perchè le aziende dovrebbero iniziare a investire seriamente

Investire nella Digitalizzazione per affrontare le nuove sfide

UniPoste scende in campo! | 52

56 COSTUME E SOCIETÀ

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58 FUTURO E TERRITORIO

Mozzarella di bufala DOP con latte surgelato | 58

In questi mesi si può. Poi si dica “no” a chi vuole uccidere l’eccellenza campana

ZES e distretti industriali | 62

Una strada per lo sviluppo della Campania

Un punto di vista sull’attuale “crisi politica” italiana | 30

Contributo per le spese legali all’imputato assolto in via definitiva | 32

66 CULTURA E BENESSERE

Assopam scrive all’Oam | 36

La Giustizia, da problema a risorsa per il Paese | 38

Crisi economica, lavoro e servizi | 40 Nel nuovo progetto Franchising di UniPoste dell’Associazione C.I.LP. ITALIA

Covid-19 e la nuova concezione del vivere smart | 56

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Formidabile successo per l’Agropoli Film Festival | 64

Il nostro sistema immunitario | 66 Una difesa dai microrganismi

Film del mese | 68

Libro del mese | 69

The Darjeeling Limited

Veronika decide di morire

56 È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti. Questo periodico è aperto a quanti desiderano collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti, articoli e note sono subordinate all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione commerciale/professionale con la testata e, quindi, deve intendersi prestata a titolo esclusivamente gratuito. Ai sensi della legge 196/2003 e successive modifiche l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico e/o di comunicazioni promozionali anche via web. Ai sensi degli artt. 7 e 10 della sopracitata norma, ai suddetti destinatari è data facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati, mediante comunicazione all’Editore all’indirizzo e-mail: info@mistermagazine.it. Per eventuali rapporti di collaborazione convenuti si conviene il foro competente esclusivo è quello di Vallo della Lucania (SA) e del regolamento UE n° 679/16 (GDPR) - Responsabile del trattamento dati Gianni Petrizzo.


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economia e finanza | febbraio - marzo 2021

economia e finanza | febbraio - marzO 2021 Invece la crisi pandemica ha cambiato drasticamente la situazione. I clienti, privati ed aziende, hanno continuato ad aver bisogno di utilizzare le banche. I bancomat dovevano essere ricaricati, i finanziamenti dovevano essere erogati e via dicendo. Questa situazione si è pesantemente riverberata sull’organizzazione degli istituti di credito: il personale presente in filiale è stato suddiviso in turni, affinché se in un gruppo vi fosse stato un positivo al coronavirus, l’altro gruppo avrebbe potuto continuare a servire i clienti. Ovviamente i dipendenti non in presenza continuavano a lavorare in smart working.

LE BANCHE ITALIANE STANNO FINALMENTE EVOLVENDO GRAZIE AL CORONAVIRUS

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a oltre 30 anni si sente parlare di rivoluzione internet nel settore bancario. Ogni anno avrebbe dovuto essere l’anno nel quale la rete e le tecnologie collegate avrebbero cambiato in maniera significativa il modo di essere e di operare delle banche.

“Ho avuto una conversazione con il Dott. Domenico De Angelis, Condirettore Generale del BancoBPM, e con il Dott. Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato del Mediocredito Centrale.”

Tuttavia, il sistema bancario è un monolite difficile da modificare. Basti pensare che tutti i prodotti che si sono succeduti nel tempo non hanno eliminato quelli preesistenti, ma si sono aggiunti ad essi: in banca, ad esempio, ci sono ancora i “vecchi” libretti di deposito, mai sostituiti dai conti correnti. Certo, le società di consulenza hanno proposto cambiamenti, a loro dire, rivoluzionari, ovviamente facendoseli pagare fior fiore di euro (o di lire precedentemente). Adesso è cambiato il modello distributivo: ci sono le filiali Hub e le filiali Spoke. Ma si tratta sempre delle

DI PIERGIORGIO GIULIANI vecchie Capogruppo e agenzie come si chiamavano 50 anni fa. Un cambiamento che in sostanza ha portato unicamente ad una traduzione dall’italiano all’inglese della terminologia, però abilmente presentato e profumatamente pagato. Continuando, abbiamo adesso i gestori imprese, quelli pmi e quelli dei privati, a loro volta segmentati in retail, affluent e private. Come se 50 anni fa queste figure non fossero esistite, solo che venivano identificate in italiano. Anche queste “straordinarie” conquiste del sistema bancario sono state pagate a caro prezzo. In sintesi: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” citando le parole di Tancredi ne “il Gattopardo”, pubblicato nel 1958. Se non fosse successo qualcosa di imprevedibile e fuori dall’ordinario come la pandemia da Coronavirus, il sistema bancario avrebbe continuato ad evolversi con pachidermica lentezza.

I centri di elaborazione dati hanno dovuto essere potenziati per supportare l’aumento della polverizzazione delle posizioni di lavoro. Le stesse filiali hanno rivisto il loro layout con l’introduzione di schermi protettivi, sanificatori e quant’altro fosse necessario. Ho avuto una conversazione sia col Dott. Domenico De

Angelis, Condirettore Generale del BancoBPM, che col Dott. Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato del Mediocredito Centrale che mi illustravano questi cambiamenti e sul loro viso trasparivano veramente la fatica e le difficoltà che hanno dovuto affrontare e risolvere in un lasso di tempo veramente limitato. Anche gli stessi clienti hanno dovuto adeguarsi ad un rapporto diverso con la banca, più mediato da mezzi tecnologici. Infatti, la necessità di limitare gli assembramenti ha portato alla riduzione degli orari di apertura degli sportelli e all’obbligo di accedere per appuntamento. In alternativa per operare con la propria filiale bancaria vi erano i mezzi telefonici e l’attività via home banking da PC o da smartphone con app dedicate. E alla fine i clienti hanno scoperto che questo modo di operare è valido, veloce, efficiente. Analisi di mercato hanno evidenziato che una consistente parte di clienti continuerà ad operare in via telemati-

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“Il sistema bancario è un monolite difficile da modificare.” ca anche dopo l’emergenza sanitaria. Questo porterà al vero cambiamento tecnologico nel mondo bancario, favorendo chi si è meglio attrezzato e, soprattutto le nuove realtà emergenti, ad esempio le Fintech e i mediatori creditizi. Per loro è una vera, grande opportunità che devono, e sottolineo devono, prendere al volo. Prof. Piergiorgio Giuliani Dipartimento di Economia Università Europea di Roma piergiorgio.giuliani@unier.it


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economia e finanza | febbraio - marzo 2021

economia e finanza | febbraio - marzO 2021

IL FUTURO DELLA MOBILITÀ

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ggi è di attualità parlare di Sharing Economy, Smart Economy, mobilità sostenibile, Ecosostenibilità, Intelligenza Artificiale, Service Economy, cambiamento climatico.

“Esiste un forte interesse verso le auto elettriche spinto da motivazioni legate al risparmio economico nella gestione della vettura e dalla salvaguardia dell’ambiente.”

In questo contesto, non solo la crisi pandemica ma anche le nuove direttrici di sviluppo ci portano a cambiare mentalità, anche in fatto di mobilità: stiamo assistendo ad una centralità del ruolo dell’auto per gli spostamenti ed una comprensibile maggior diffidenza verso i mezzi pubblici di trasporto. Esiste un forte interesse verso le auto elettriche spinto da motivazioni legate al risparmio economico nella gestione della vettura e dalla salvaguardia dell’ambiente. Se guardiamo al 2020, scopriamo che sono state immatricolate in Italia quasi 34 mila auto elettriche, grazie anche alla spinta arrivata dall’eco bonus, rinnovato peraltro nel 2021. Il fenomeno del car sharing coinvolge oltre 1 milione di iscritti e sono 12 le città dove è attivo un servizio di car sharing elettrico.

DI GIANLUCA DE CANDIA Tutto ciò si inserisce in un contesto di passaggio progressivo dell’auto da bene iconico a ‘commodity’. Il pay-peruse prende il posto del pay-per-own in molti settori, e il mondo dell’auto cavalca questo fenomeno per rinnovare il proprio business model con offerte dinamiche ed innovative. Vi sono operatori, che stanno sposando un approccio alla mobilità sostenibile basata sulla riduzione delle emissioni, su introduzione di soluzioni alternative alla mobilità classica e, soprattutto, investendo su progetti di sostenibilità. Tra questi anche Banca IFIS che nel 2019 ha lanciato l’iniziativa IFIS Leasing Green ed oggi è indiscussa top leader nel leasing su veicoli elettrici con un market share del 34%. Molto interessante è anche la soluzione del Corporate car sharing in cui le aziende mettono a disposizione di tutti i collaboratori, anche di quelli che non hanno diritto all’auto aziendale, una o più auto in condivisione (acquisite in leasing o noleggio), dando la possibilità di utilizzarle per spostamenti lavorativi o privati.

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Il futuro della mobilità è legato alla capacità di aziende come società di leasing e di renting di sensibilizzare l’opinione pubblica e di fornire una informazione completa ed esaustiva al cliente finale. Una recente indagine di Aretè evidenzia che l’interesse verso l’auto elettrica non è accompagnato da una conoscenza effettiva del mezzo; c’è ancora confusione sulle tecnologie elettriche ed ibride, sulle loro differenze e sul funzionamento; inoltre 1 italiano su 2 è indeciso o possiede informazioni non adeguate riguardo a modalità di ricarica, emissioni e autonomia dei mezzi.

amministrazioni locali. Oggi si ricorre al trasporto green per i vantaggi e le facilitazioni di cui possono usufruire: ad esempio la possibilità di accedere liberamente al centro città o in zone a traffico limitato, il diritto a parcheggi gratuiti, l’esenzione del pagamento del bollo ed i sistemi di incentivi per l’acquisto. L’utente privato rappresenta invece il target più in difficoltà in questo momento. Il privato pretende certezza dei costi (canone) e qualità dei punti di contatto (app, call center, venditori, ecc.) nonché un’informazione adeguata a chiarire o sfatare gli attuali tabù legati all’elettricità.

Oggi tutto questo passa attraverso progetti legati all’elettrico, che è fondamentale per le grandi città per poter abbattere gli elementi inquinanti come polveri sottili e CO2. La mobilità elettrica non può essere sicuramente l’unica soluzione, ci sono anche ibridi di nuova generazione, diesel ibridi, una serie di veicoli più sostenibili, che sono il futuro. L’insieme di tali mezzi, modulati fra i diversi utilizzatori per i diversi scopi di utilizzo, genereranno sicuramente una nuova mobilità sostenibile in tutto il Paese.

La strada del green è ancora lunga, ma i segnali sono incoraggianti: affinché anche in Italia si realizzi una pianificazione oculata (come già avvenuto, ad esempio, in Norvegia) sono necessari non solo incentivi economici, ma anche una corretta informazione sull’adeguamento delle infrastrutture a supporto.

Chi guida veicoli con tecnologia di propulsione elettrica o ibrida, lo fa soprattutto spinto da incentivi e agevolazioni spesso messe in atto dalle

Dott. Gianluca De Candia Commercialista e Revisore Contabile Responsabile Gestione Commerciale Leasing Banca Ifis S.p.A. gianluca.decandia@bancaifis.it


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ASSOPAM: LA RIFORMA DEL CREDITO APPRODA IN SENATO

I “In questi giorni è stata presentata al Senato della Repubblica la raccolta firme lanciata e promossa da Assopam, per la necessaria riforma del credito.”

n questi giorni è stata presentata al Senato della Repubblica la raccolta firme lanciata e promossa da Assopam, per la necessaria riforma del credito. La petizione popolare va a rafforzare tutte le precedenti azioni messe in campo da Assopam tra cui le proteste in piazza del Popolo a Roma, le alleanze con numerose Associazioni e Sindacati che ne hanno supportato la causa e non per ultimo la presentazione della proposta legge in Parlamento a firma dell’Onorevole Raphael Raduzzi. ”La riforma del credito – ci spiega il Presidente Raffaele Tafuro – è necessaria sia per scongiurare la morte lenta e certa di un’intera categoria (agenti in attività finanziaria) già a pezzi prima della pandemia, sia per risollevare rapidamente l’economia reale dell’intera nazione. Piccoli correttivi di facile attuazione che por-

DI RAFFAELE TAFURO teranno prosperità, equità e giustizia sociale”. Ecco alcuni temi trattati: – La regolamentazione di oltre 50 mila abusivi nel settore del credito (che oggi lavorano in nero); – La possibilità di mandare in galera sia i dirigenti che gli impiegati bancari corrotti e spregiudicati (oggi protetti da una subdola legge tutta Italiana, Banca popolare Bari ne è l’ultima prova); – L’aumento delle erogazioni di prestiti a PMI e famiglie per iniettare liquidità nell’economia reale (necessari per ridurre il Gap dei 300 miliardi erogati in meno negli ultimi anni); – La regolarizzazione degli oltre 6 milioni di Italiani vittime del sistema che dipinge impropriamente i coinvolti come CATTIVI PAGATORI e che non possono acce-

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dere a nessuna forma di prestito; – L’entrata annuale certificata di 2 miliardi di euro nelle casse dello stato grazie all’abolizione del mono mandato e la possibilità di collaborazione tra agenti in attività finanziaria; – La difesa e la tutela di imprese e consumatori dai taglieggiatori seriali... ...e tanto altro ancora... “Siamo giunti ad un punto di non ritorno! Noi rappresentanti Assopam abbiamo il dovere morale di perseguire costantemente la causa, sollecitare le Istituzioni, metterci a disposizione degli addetti ai lavori e iniziare un percorso obbligato per una improcrastinabile Riforma del Credito necessario per rilanciare consumi e alimentare l’economia REALE” – Conclude il Presidente Raffaele Tafuro.

Sede del Senato: Palazzo Madama, Roma

Socia Assopam Raffaele Tafuro Presidente Assopam presidente@assopam.it

La petizione n. 744 è stata presentata da Raffaele Tafuro, Presidente dell’Associazione Nazionale Agenti e Mediatori Creditizi ASSOPAM, il 26 gennaio 2021; annunciato nella seduta n. 295 del 26 gennaio 2021. É possibile consultare la petizione sul sito change.org.


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economia e finanza | febbraio - marzo 2021

economia e finanza | febbraio - marzO 2021 per cogliere tutte le opportunità che il mercato può generare focalizzando l’attenzione su prodotti innovativi, competitivi e di facile utilizzo. Offrire, quindi, servizi di alto livello che presentano vantaggi tangibili, trasparenza e velocità, permette ad un’azienda di fare la differenza ed imporsi sul mercato. UniPoste Agenzia Finanziaria S.r.l. ha individuato per il settore finanziario i prodotti che più di tutti garantiscono questi standard di qualità e sono il prestito personale e la cessione del quinto. Con il primo prodotto la società UniPoste Agenzia Finanziaria S.r.l. riesce a rispondere alle esigenze del cliente in tempi rapidissimi, addirittura in molti casi entro 24 ore dalla presentazione della richiesta; con il secondo prodotto concede la possibilità di erogare liquidità fino ad importi elevati con la sola garanzia della busta paga o della pensione.

ECONOMIA E PANDEMIA

L “La pandemia dovuta al virus Covid-19 ha provocato effetti diretti e indiretti sulla vita quotidiana di ognuno di noi.”

’intero pianeta oggi è colpito dalla pandemia dovuta al virus Covid-19 che ha generato effetti diretti e indiretti sulla vita quotidiana di ognuno di noi. Gli effetti sono stati i più disparati e non hanno risparmiato nessuno, alcuni hanno subito il dolore più grande ovvero la perdita dei propri cari mentre altri hanno visto le loro certezze sgretolarsi a causa del crollo economico. Un anno è già trascorso dall’inizio della pandemia e con l’inserimento sul mercato del vaccino si cerca di tornare alla normalità che resta un traguardo ancora difficile da raggiungere dovendo fare i conti con gli ultimi dodici mesi di immobilità economica. È necessario provare a ripartire dalle piccole realtà, dando nuova

DI ROBERTO SIANI linfa alle aziende del territorio per consolidare posizioni lavorative che permettano al popolo di rialzarsi e tornare a vivere, ad abbracciarsi, a scendere in strada per godere di un caffè o di una pizza in compagnia. La società UniPoste Agenzia Finanziaria S.r.l. ha deciso di restare vicino ai propri clienti offrendo la qualità di sempre con un’attenzione sempre maggiore per le necessità quotidiane. L’economia può ripartire se viene immessa sul mercato nuova liquidità disponibile per tutti, ed in questo senso UniPoste Agenzia Finanziaria S.r.l., con il proprio partner bancario, contribuisce offrendo soluzioni finanziarie vantaggiose rendendo

appetibile la possibilità di rinnovare finanziamenti in corso per disporre di nuova forza economica. Un esempio pratico può chiarire meglio tale possibilità, nello specifico di seguito un preventivo elaborato con il prodotto cessione del quinto per un dipendente statale (età anagrafica inferiore ai 35 anni alla decorrenza) che prevede il rinnovo di un piano finanziario in essere: • • • •

Le Agenzie UniPoste dislocate sul territorio, tramite i propri operatori professionisti del settore, offrono una consulenza gratuita per studiare la migliore soluzione da proporre ai propri clienti i quali possono così verificare l’offerta completa di tutti i prodotti con relativa dettagliata descrizione per scoprirne tutti i vantaggi. Dr. Roberto Siani Sales Manager UniPoste Finance r.siani@uniposte.it

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“Uniposte Agenzia Finanziaria S.r.l. ha individuato per il settore finanziario i prodotti che più di tutti garantiscono questi standard di qualità e sono il prestito personale e la cessione del quinto.”

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UniPoste Agenzia Finanziaria S.r.l. ha studiato soluzioni finanziare ad hoc per tutte le tipologie di clienti, si segnala inoltre, che per le condizioni contrattuali e per quanto non espressamente indicato è necessario far riferimento al modulo denominato “Informazioni Europee sul Credito ai Consumatori” disponibile presso le filiali o visualizzabile sul sito internet. In questo momento storico, ancor di più, è importante farsi trovare pronti

L’offerta completa dei prodotti con relativa dettagliata descrizione può essere visualizzata sul sito www.uniposte.it. È possibile, inoltre, fare richiesta per avere una consulenza gratuita e personalizzata con esperti del settore tramite il canale info@uniposte.it e il numero verde 800242616.


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LEGGE DI BILANCIO 2021 CREDITI D’IMPOSTA PER LE IMPRESE

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’anno 2020, con gli eventi del COVID-19, è stato un anno decisamente anomalo per la stragrande maggioranza delle imprese e degli operatori economici. Interi settori dell’economia, come il Turismo, la Ristorazione, l’Arte e Cultura, lo Sport, hanno sofferto ingenti perdite e moltissime imprese hanno chiuso i battenti per sempre.

“L’anno 2020, con gli eventi del COVID-19, è stato un anno decisamente anomalo per la stragrande maggioranza delle imprese e degli operatori economici.”

Pochi hanno visto fiorire nuove opportunità, legate, malgrado tutto, proprio all’emergenza sanitaria mondiale. Orbene, proprio queste imprese in pieno boom, insieme a quelle che attendono la ripresa delle normali attività commerciali, hanno potuto beneficiare nel corso del 2020, oltre che dei vantaggiosi “mutui COVID” concessi ai sensi dell’art. 13 del Decreto Liquidità nelle varie declinazioni ed entità, anche delle opportunità che ritroviamo in tre importantissime forme di credito d’imposta: 1. Nuovi investimenti (ex Legge di Bilancio 2016);

DI CIRO BELLO 2. Ricerca e Sviluppo (ex DL 145 del 23.12.2013); 3. Formazione 4.0 (ex Legge di Bilancio 2018). Nell’ambito della politica economica che ha preso piede nel nostro Paese negli ultimi anni, il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 si pone i due fondamentali obiettivi di: — stimolare gli investimenti privati; — dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023. È sicuramente opportuno effettuare una panoramica delle tre misure di agevolazione, al fine di offrire degli spunti di riflessione ad imprenditori e consulenti.

NUOVI INVESTIMENTI Con la legge 28 dicembre 2015 n. 208, fu introdotta un’agevolazione finanziaria sotto forma di credito d’imposta per quelle imprese che acquistavano beni strumentali nuovi. Tuttora alle aziende che effettuano

investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A), il credito è riconosciuto nella misura del: — 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; — 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro. Gli investimenti in beni strumentali immateriali (allegato B) beneficiano, invece, di un credito d’imposta nella misura del: — 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000. Per investimenti in altri beni strumentali materiali (ex Super Ammortamento), diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, è riconosciuto invece un credito d’imposta nella misura del: — 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro. Il credito d’imposta del 6% per gli investimenti in altri beni strumentali materiali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni. La normativa prevede l’utilizzo esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali, a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione per i beni di cui agli allegati A e B della legge, ovvero di entrata in funzione per gli altri beni. Non è ammessa la cessione del credito, come può invece avvenire per l’IVA, ad esempio. L’agevolazione è cumulabile con altre che abbiano ad oggetto i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto. Il credito d’imposta è sfruttabile dopo aver ricevuto (almeno 5 giorni) il formale nulla osta dall’Agenzia delle Entrate, quale esito della richiesta di credito d’imposta inoltrata con una pratica telematica a mezzo dei servizi Entratel dell’Agenzia delle Entrate.

BONUS INVESTIMENTI SUD La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto il Bonus Investimenti Sud, uno speciale Credito d’Imposta per beni strumentali nuovi destinato alle Imprese del Mezzogiorno: Campania,

Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia. La specialità di questo intervento, che integra il portato della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è rinvenibile nell’entità delle agevolazioni ottenibili, decisamente più appetibili: — 45% fino a 3 milioni di euro per le piccole imprese; — 35% fino a 10 milioni di euro per le medie imprese; — 25% fino a 15 milioni di euro per le grandi imprese. Con il Bonus Investimenti Sud sono agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature varie atti a favorire la realizzazione di un nuovo stabilimento, l’incremento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente ovvero una radicale trasformazione del processo produttivo esistente. Non sono ammessi al bonus gli investimenti che prevedono una mera sostituzione di beni. I beni immateriali sono invece ammissibili alle agevolazioni nei limiti del principio contabile OIC 24 in tema di Immobilizzazioni Immateriali. Sono certamente ammesse, invece, le spese per hardware e software, anche basati su piattaforme cloud computing, aventi uno specifico carattere di innovatività. Devono cioè consentire il raggiungimento degli obiettivi di innovazione richiesti alle aziende con il Piano Nazionale Industria 4.0 e segnatamente: — organizzazione ed elaborazione di ingenti quantità di dati; — gestione di interfacce anche multimediali; — utilizzazione di sensoristica avanzata per elaborare informazioni com-

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“Pochi hanno visto fiorire nuove opportunità, legate, malgrado tutto, proprio all’emergenza sanitaria mondiale.” plesse; — ottimizzazione delle elaborazioni dal punto di vista energetico e della privacy. A norma del comma 102 art.1 L. 208/2015, il credito d’imposta per beni strumentali nuovi è cumulabile con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che il cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline di riferimento. La fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla regolarità contributiva (DURC regolare).

CREDITO D’IMPOSTA: RICERCA, SVILUPPO, INNOVAZIONE E DESIGN Col DL 145 del 23.12.2013 arrivò un’importantissima agevolazione finanziaria, anch’essa sotto forma di credito d’imposta, tesa ad incentivare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica al fine di so-


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stenere la competitività delle imprese e per favorire i processi di transizione digitale, lo sviluppo dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. La normativa individua tre aree d’intervento: 1. Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico; 2. Attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati; 3. Attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri individuati con successivo decreto ministeriale. Nel primo caso, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 12% delle spese agevolabili nel limite massimo di 3 milioni di euro. Nel secondo, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro, ovvero in misura pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0. Infine, per le attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri individuati con successivo decreto ministeriale, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili. Sono agevolabili le seguenti voci di costo: a) spese per il personale;

b) quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo; c) spese per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività ammissibili al credito d’imposta, con una maggiorazione dell’agevolazione nel caso di contratti di R&S extra muros stipulati con università e istituti di ricerca aventi sede nel territorio dello Stato o, in virtù del Decreto Rilancio, con start up innovative; d) (solo per attività di R&S) quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di R&S ammissibili; e) spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti; f) spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi. Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione rientrano tra quelle agevolabili. Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione devono quindi effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico. Si segnala, tra le varie cause ostative alla maturazione e fruizione del beneficio, la sussistenza di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, avente ad oggetto la responsabilità penale delle società e “promotrice” dei “modelli organizzativi”. La fruizione del beneficio spettante è infine subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi

economia e finanza | febbraio - marzO 2021 di lavoro e alla regolarità contributiva (DURC regolare).

CREDITO D’IMPOSTA R&S NEL DECRETO RILANCIO L’art.244 del Decreto Rilancio (decreto legge 19 maggio 2020, n. 34) ha notevolmente incrementato i benefici fruibili per le imprese attive nella R&S nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nonché nelle regioni Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017. Le nuove percentuali sono: • • •

25% per le grandi imprese; 35% per le medie imprese; 45% per le piccole imprese.

Appare in tutta la sua evidenza il forte intento agevolativo al fine di favorire il rafforzamento competitivo e le operazioni di spin off.

CREDITO D’IMPOSTA FORMAZIONE 4.0 Introdotto con l’art. 1, commi 46-56, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, il credito d’imposta per la formazione ha visto crescere la portata delle agevolazioni concedibili con la Legge di Bilancio 2021. Il credito di imposta sulle spese sostenute dalle aziende per la formazione in ottica industria 4.0 può infatti adesso arrivare fino al 60%. La misura nasce per stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Il beneficio, è quindi riconosciuto in misura del: — 50% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di €300.000 per le piccole imprese; — 40% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di €250.000 per le medie imprese; — 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di €250.000 per le grandi imprese.

La misura del credito d’imposta è aumentata per tutte le imprese, fermo restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari della formazione ammissibile rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017. Le spese ammissibili al credito di imposta formazione 4.0 sono: a) le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione; b) i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione; c) i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione; d) le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione. L’agevolazione spetta quando vengono attivati programmi formativi aventi ad oggetto le tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0 quali: • • • • •

big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cyber security; sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida;

• • • • • •

sistemi di visualizzazione e realtà aumentata; robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo macchina; manifattura additiva; internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali.

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tante è infine subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla regolarità contributiva (DURC regolare); — Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili.

Le attività formative dovranno riguardare i seguenti ambiti: • • •

vendita e marketing; informatica e tecniche; tecnologie di produzione.

Alcune disposizioni sono comuni alle altre agevolazioni: — L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti e, per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le relative spese rientrano tra quelle agevolabili; — Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione devono quindi effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico; — L’impresa non deve essere stata destinataria di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231; — La fruizione del beneficio spet-

Sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze: Palazzo delle Finanze, Roma

Dott. Ciro Bello Dottore Commercialista - Revisore Legale - Cultore della materia di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Salerno cirobello.21@gmail.com


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economia e finanza | febbraio - marzO 2021 operatori postali tradizionali quanto gli operatori impegnati nell’attività urbana di consegna a domicilio di beni di consumo e di generi alimentari, servizio oltremodo richiesto come anche la consegna a casa dei pacchi. L’attuale mancanza di una chiara regolamentazione in materia di delivery, più volte sollecitata da Assopostale nelle sedi opportune, ha dunque rinviato alla necessità di regolamentare un mercato emergente con un nuovo CCNL di categoria, in grado di assorbire e gestire il cambiamento per il quale Assopostale – nella figura del Presidente Valterio Castelli, di Alessandro Del Frate e del Segretario Generale Emanuel Bonanni, ed il Sindacato CIU (Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali) – ha già siglato l’intesa sulle relazioni industriali.

UN CCNL PER IL MERCATO POSTALE E DELLA LOGISTICA

D “La logistica è tornata al centro del dibattito pubblico, ma il settore stava già affrontando una grande trasformazione.”

urante l’emergenza sanitaria, nel momento in cui tutti hanno compreso l’importanza del poter ricevere spedizioni all’indirizzo richiesto, nel minor tempo possibile, la logistica è tornata al centro del dibattito pubblico con l’appellativo di spina dorsale dell’Italia, ma in realtà la globalizzazione da un lato ed i servizi di prossimità al cittadino dall’altro, da anni stavano già trasformando il modus di fare logistica. Questi fattori, coadiuvati con gli innesti della tecnologia più avanzata, hanno così generato nuove figure di operatori postali, tutti altamente specializzati in specifici servizi rientranti nella filiera del mercato postale e della logistica: sono i food delivery

DI EMANUEL BONANNI o i corrieri urbani di spesa al dettaglio che hanno originato l’ormai celebre figura del rider. Si tratta di un’evoluzione importante per tutto il settore che origina nuova imprenditoria e nuova occupazione, dal quale passa un restyling in ottica green e sostenibile non solo della figura del corriere, ma anche delle città che diventano sempre più smart cities. Assopostale è l’associazione di categoria di riferimento degli operatori privati che offrono i propri servizi su scala nazionale nel mercato postale e della logistica; fondata nel 2017 l’Associazione ha contribuito attivamente ai processi di regolamentazione del mercato di riferimento a livello nazionale ed europeo. Aderiscono all’associazione tanto gli

La tecnologia certificata blockchain potrebbe giocare un ruolo determinante per proiettare anche il mercato del lavoro in una nuova dimensione. Un mercato imprenditoriale che dipende essenzialmente dal volume di merce movimentato quotidianamente può offrire benefici a datori e dipendenti se nei contratti di categoria si introduce innanzitutto il concetto di “flessibilità”, meglio ancora se garantito dalla certificazione delle ore lavorate. È di recente attualità infatti la notizia di un altro CCNL di categoria che introduce l’anomala figura del “dipendente-autonomo” per la quale è prevista una retribuzione lorda per ogni ora di lavoro effettivo, ma senza spiegare come si intende stimare il tempo necessario per effettuare una consegna. Per Assopostale non è più il tempo dei trucchetti utili a mantenere in vita servizi di consegna venduti sottocosto ed è per questo motivo che si propone di redigere il testo di un CCNL in grado di reggersi sulla flessibilità del monte orario di lavoro per ciascun dipendente, con possibilità di certificare le ore effettivamente lavorate, magari attraverso l’utilizzo di tecnologia blockchain. Potrebbe essere questo un passaggio significativo per tutto il settore postale, della logistica e delle consegne: innanzitutto l’introduzione di un costo ora-

rio adeguato alla qualità del servizio, poi la possibilità per le aziende di assumere personale non a tempo ma con un monte ore da suddividere nel tempo, magari rispolverando il concetto della “banca delle ore” con incluse indennità, tredicesima, quattordicesima, ferie e malattia, infine, la possibilità per i dipendenti di certificare le ore lavorate in azienda, entro i limiti consentiti ed in modalità flessibile, sulla base dei volumi di merce da gestire, con la possibilità per gli stessi di accumulare più contratti a monte ore con diverse aziende. Quelle illustrate sono idee attualmente in fase di studio, con le quali Assopostale e la CIU intendono accompagnare il cambiamento di un mercato che annualmente esprime ancora un fatturato stimato superiore ai 180 miliardi di euro, e la tecnologia blockchain potrebbe certificare un accesso al mercato del lavoro in grado di valorizzare l’impegno delle parti e di massimizzare la libertà dei lavoratori, che potrebbero decidere come impegnare le ore di lavoro.

Dott. Emanuel Bonanni Segretario Generale Assopostale segretariogenerale@assopostale.it

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“L’attuale mancanza di una chiara documentazione in materia di delivery ha rinviato alla necessità di regolamentare un mercato emergente con un nuovo CCNL di categoria, in grado di assorbire e gestire il cambiamento.”

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La blockchain (letteralmente “catena di blocchi”) è una struttura dati condivisa e “immutabile”. È definita come un registro digitale le cui voci sono raggruppate in “blocchi”, concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia.


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niFintech S.r.l. (come definita dall’art. 25 del DL 179/2012) è una start-up iscritta negli elenchi speciali delle società innovative, come tale rispetta tutti i requisiti previsti dalla normativa in materia, come l’alta quota di risorse economiche impegnate nella ricerca e nello sviluppo, l’impiego di personale altamente qualificato, l’identificazione della direttiva madre in attività di produzione dedicate all’innovazione e alla tecnologia. Che tu sia una persona semplicemente appassionata al progetto UniFintech, o in grado di fornire, oltre all’investimento, la tua esperienza nel settore specifico, UniFintech è un’ottima occasione per investire in un progetto vincente. Investire in UniFintech S.r.l. vuol dire avere un orizzonte di investimento di medio-lungo termine, gli investitori

in start-up innovative oltre ad attuare una scelta finanziaria personale, contribuiscono allo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione del nostro Paese e per questo motivo sono state studiate apposite agevolazioni fiscali. Investire in una start-up innovativa come UniFintech significa digitalizzare e innovare il tessuto imprenditoriale del nostro Paese, ridando vita e vigore a un comparto che ha costituito nei decenni passati il fulcro delle ricchezze economiche italiane. Oltretutto non si parla di un semplice investimento in una impresa, ma di contribuire allo sviluppo di un intero ecosistema dell’innovazione, fatto di incubatori e acceleratori, università e centri di ricerca, consulenti e fondi di investimento dedicati. Rafforzare questo ecosistema significa rafforzare il tessuto economico italiano e abbassare il rischio degli investimenti, il che a sua volta favorisce investitori e start-up. Quello che si crea di fatto è un circolo virtuoso a vantaggio dell’intero sistema Paese.

LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER CHI INVESTE* La Legge di Bilancio 2019 prevedeva agevolazioni fiscali per gli investimenti in start-up innovative pari al 30%, su importi fino a EUR 1M per le persone fisiche e EUR 1,8M per le persone giuridiche. Il Decreto Rilancio di maggio 2020 ha aumentato la detrazione per le persone fisiche portandola al 50%, in relazione a investimenti diretti nel capitale sociale di una o più start-up innovative, oppure di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative. L’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 100.000 e deve essere mantenuto per almeno tre anni. Resta invece fissata al 30% su investimenti oltre EUR 100.000 ma comunque inferiori al milione, e per le persone giuridiche.

Un ulteriore passo, su cui da tempo vengono avanzate proposte al momento non accolte a livello governativo, è la detassazione dell’exit, per stimolare la circolazione dei capitali. Ecco, quindi, cinque buoni motivi per cui investire: • • • • •

ottimo modo per diversificare i propri investimenti; contribuire in prima persona a valorizzare una nuova cultura imprenditoriale; contribuire in prima persona all’innovazione; garanzia di investire in un mercato regolamentato; vantaggi fiscali particolarmente interessanti.

*i dati fiscali fanno riferimento alle disposizioni normative aggiornate al 25/12/2020

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“Il Superbonus 110% è un incentivo previsto dal Decreto Rilancio 2020 sulle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica e antisismica degli edifici residenziali, effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.” Uniposte Assicurazioni si posiziona su questo nuovo mercato, attraverso un modello commerciale fortemente centrato sul rapporto di fidelizzazione dei propri Clienti, puntando ad essere un punto di riferimento non solo per gli stessi Clienti, ma anche per le imprese attive nel settore delle ristrutturazioni immobiliari.

SUPERBONUS 110% UNO SGUARDO AL DECRETO RILANCIO

P

er il rilancio dell’economia, affossata dall’emergenza Covid-19, e allo stesso tempo per migliorare l’efficienza energetica degli appartamenti, lo Stato italiano ha introdotto negli scorsi mesi di un Superbonus 110% valido fino al 31 dicembre 2021. In seguito, è arrivata una proroga breve al 30 giugno 2022, ma con una finestra fino al termine dell’anno per completare i lavori già avviati nel primo semestre e che siano stati effettuati per almeno il 60 per cento. Attenzione però: il credito d’imposta in questo caso si potrà utilizzare in quattro anni e non in cinque come prevede il Decreto Rilancio. Si fa un po’ di confusione

DI ANTONELLA CAPO tra Ecobonus 110% e Superbonus. Il primo, infatti, prevede l’estensione al 110% di lavori un tempo in percentuali differenti di detrazione; il Superbonus invece comprende anche una serie di interventi di miglioramento sismico degli edifici. In realtà, i significati nell’uso oramai quotidiano si sono sovrapposti e si parla di Superbonus 110% alla stregua di Ecobonus 110%. Il Superbonus 110% è infatti un incentivo previsto dal Decreto Rilancio 2020 sulle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica e antisismica degli edifici residenziali, effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Prevede, quindi, una detrazione

fiscale del 110% per le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 consentendo ai cittadini di ripartire la detrazione in 5 rate annuali di pari importo per gli interventi effettuati nei seguenti ambiti: • • •

efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico; installazione di impianti fotovoltaici; installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

È stata inoltre estesa l’opportunità di cessione del credito per i Clienti finali, che potranno scegliere di ottenere uno sconto in fattura dall’impresa, oppure di cedere tale credito ad altri soggetti, incluse le Compagnie Assicurative. In tale meccanismo rientrano anche i crediti fiscali già in vigore prima del Decreto, come ad esempio la ristrutturazione, i bonus di riqualificazione energetica, e il bonus facciate. I destinatari della nuova detrazione al 110% introdotta dal Decreto Rilancio sono:

• •

• •

condomìni; persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento; istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”; cooperative di abitazione a proprietà indivisa, Onlus e associazioni di volontariato; associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

L’obiettivo dell’iniziativa è creare una nuova occasione di contatto con i propri Clienti, nell’ambito di un progetto di ristrutturazione, per discutere i bisogni di protezione. La nostra Offerta Assicurativa, infatti, oltre ai tutti i bisogni di protezione riguarda in particolare: — le polizze a copertura di eventi calamitosi stipulate contestualmente alla cessione del credito derivante da interventi antisismici è stata aumentata la detraibilità per il Cliente del premio versato dal 19% al 90% (oltre al già previsto esonero dall’imposta premi; — le polizze professionali per i professionisti di area tecnica che siano abilitati a rilasciare attestazioni e asseverazioni collegate agli inter-

L’offerta completa dei prodotti con relativa dettagliata descrizione può essere visualizzata sul sito www.uniposte.it. È possibile, inoltre, fare richiesta per avere una consulenza gratuita e personalizzata con esperti del settore tramite il canale info@uniposte.it e il numero verde 800242616.


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venti in perimetro. È fatto obbligo di “stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a € 500.000, al fine di garantire ai propri Clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata” installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici; — le polizze professionali per i professionisti di area commerciale chiamati ad apporre il visto di conformità, necessario alla fruizione del Superbonus mediante sconto in fattura o cessione del credito, è fatto obbligo di stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile secondo i requisiti prescritti dall’art. 22 del D.lgs. 164/1999. Inoltre, tra i soggetti abilitati al ruolo di cessionaria dei crediti fiscali derivanti dagli interventi in perimetro, rientrano anche le Compagnie assi-

curative, per cui abbiamo personalizzato la nostra proposta di Acquisto Credito su due modelli di offerta: 1. modello di acquisto di un credito durante/ a fine lavori per imprese edìli e privati/ condomini; 2. modello di proposizione “chiavi in mano” rivolto a privati/ condomini, in partnership con imprese edìli per la realizzazione completa dell’intervento di riqualificazione. L’offerta è dedicata a coloro che intendano cedere i propri crediti di imposta, proponendosi al mercato sia per l’acquisto dei crediti relativi al Superbonus 110% sia per l’acquisto di crediti relativi ad ulteriori agevolazioni fiscali in essere (bonus facciate 90%, bonus ristrutturazione 50%, Ecobonus 50%65%-75%, Sisma bonus ordinario 50%). Sintetizzando, le modalità per utilizzare il Superbonus sono le seguenti: Sconto in fattura – la ditta che effettuerà i lavori di riqualificazione energetica anticiperà la cifra che poi andrà a recuperare sotto forma di credito d’imposta, in quote

annuali di pari importo. Questa soluzione risulta utile quando si ha un reddito così basso da non poter beneficiare di tutta la detrazione. Cessione del credito – che permetterà di ottenere subito la liquidità rientrando nella spesa sostenuta per i lavori. Detrazione fiscale – una possibilità sarà quella di poter utilizzare i soldi garantiti dall’incentivo come detrazione fiscale quindi, come asserito dall’Agenzia delle Entrate, recuperando i soldi in 5 rate dell’importo dovuto, ogni anno.

Dott.ssa Antonella Capo Responsabile UniPoste Assicurazioni S.r.l. a.capo@uniposte.it


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ATTUALITà | febbraio - MARZo 2021

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UN PUNTO DI VISTA SULL’ATTUALE “CRISI POLITICA” ITALIANA DATA DI RICEZIONE: 25.01.2021 DI MAURIZIO GASPARRI

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“La fase che stiamo vivendo è certamente una delle più delicate degli ultimi decenni.”

a fase che stiamo vivendo è certamente una delle più delicate degli ultimi decenni. Purtroppo, alla crisi sanitaria dovuta alla pandemia che dalla Cina, non dimentichiamolo, ha invaso tutto il pianeta, si è sommata la crisi economica che sta mettendo in ginocchio milioni di cittadini. In Italia tutto questo è ulteriormente aggravato dal fatto che viviamo in un momento storico-politico particolarmente sfortunato che vede nel momento più difficile, le peggiori persone alla guida del Paese. Un governo guidato da uno sconosciuto avvocato che grazie alle sue frequentazioni grilline si è trovato a capo di un esecutivo formato da veri e propri analfabeti della apolitica. Una situazione già complicata alla

quale, in questi giorni, si è aggiunta la crisi scatenata da Renzi, uno che, è bene ricordarlo, è passato dal 40% al 3% in pochi anni e che non si sa che cosa voglia se non il suo protagonismo personale. Ora si ipotizza un suo rientro in maggioranza, anche alla luce del fatto che non ha più il controllo dei parlamentari dei suoi gruppi. I quali non vogliono assolutamente andare ad uno scontro rischiando elezioni anticipate e la perdita del seggio, visto che fanno parte di un partito privo di consensi. È chiaro, ma la situazione è in evoluzione proprio in queste ore, che comunque questo governo è arrivato al capolinea. E sta diventando quasi divertente leggere le idiozie che pronunciano numerosi esponenti della

sinistra, che travolti dal fallimento del PD, dei grillini e della loro intesa continuano a rinnovare gli appelli a Forza Italia, che si illudono si possa staccare dal centrodestra per poter formare una truppa di complemento che consenta agli eterni perdenti di rimanere al governo nonostante non abbiano nessuna legittimazione democratica. Sono sempre convinto che il centrodestra unito sia l’unica certezza di questa difficile fase politica italiana. Forza Italia è certamente un partito diverso dai partiti con cui è alleato. Ma Salvini e Meloni non mangiano i bambini. Quello era un epiteto che veniva attribuito ai ‘genitori politici’ di Bettini in una polemica di tempi andati. Con Salvini e con la Meloni Forza Italia governa da molto tempo Regioni e città ed ha governato a livello nazionale. Certamente Forza Italia nel centrodestra è la garanzia di una cultura del fare e di una cultura di governo che sono essenziali per l’Italia. Siamo

portatori di un sistema di relazioni interne e internazionali decisivo. Abbiamo un valore aggiunto rappresentato dal Presidente Berlusconi, che più di ogni altro italiano ha guidato governi e summit internazionali. Ciò premesso il centrodestra non si dividerà come si augurano i Bettini, i Boccia e i falliti della sinistra e del grillismo. Possono raccattare qualche traditore, praticare il ‘tabaccismo’, formare governi “Di Maie” così come lo ho ironicamente battezzato dopo il soccorso del gruppo Maie in Senato, ma questo non li porterà lontani. Chiunque ha cercato di galleggiare con questi espedienti parlamentari poi ha subito cocenti sconfitte. Cerchino pure qualche traditore prezzolato, ne hanno già trovato qualcuno, e si confermeranno dei nemici della democrazia destinati al fallimento. Forza Italia è faro e locomotiva del centrodestra, che Berlusconi ha voluto e fondato. Mentre Conte, grillini e Zingaretti, non riescono a garantire la somministrazione dei vaccini e si dedicano, perfino nelle

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stanze di Palazzo Chigi, a un mercato delle vacche indecente ed il Quirinale dovrebbe prendere atto della situazione, evitare di tenere in vita artificialmente un esecutivo finito ed ha il compito di vigilare e garantire all’Italia una navigazione sicura, per quanto si possa, in questa fase difficile. In questo scenario L’unità del centrodestra è un baluardo per la nazione intera ed è una realtà che nessuno potrà mai scalfire.

On. Maurizio Gasparri Senatore di Forza Italia maurizio@gasparri.it


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ATTUALITà | FEBBRAIO - MARZo 2021

CONTRIBUTO PER LE SPESE LEGALI ALL’IMPUTATO ASSOLTO IN VIA DEFINITIVA

U “L’art. 177-bis C.P., prevede un contributo alle spese legali per gli imputati assolti con sentenza penale divenuta irrevocabile.”

n nuovo articolo del codice penale, n. 177-bis, prevede un contributo alle spese legali per gli imputati assolti con sentenza penale divenuta irrevocabile. Nel processo penale, all’imputato assolto con sentenza divenuta irrevocabile, perché il fatto non sussiste, non ha commesso il fatto, il fatto non costituisce reato, non è previsto dalla legge come reato, è riconosciuto un ristoro, un parziale rimborso delle spese legali da parte dello Stato, nel limite massimo pari a 10.500 euro. La proposta è stata del deputato Enrico Costa e il Governo, con il Guardasigilli Alfonso Bonafede, l’ha fatta propria con qualche lieve modifica all’emendamento originario; alla fine, è stata ampiamente condivisa in maniera bipartisan. La ratio

DI PIETRO CUSATI della norma risiede e trova fondamento negli artt. 2, 24, 27 e 111 della Costituzione. Con l’approvazione della legge di bilancio, è stato introdotto il nuovo articolo 177-bis del codice penale, che prevede un contributo dello Stato alle spese legali in favore dei cittadini già imputati in un procedimento penale ed assolti con formula piena in via definitiva. L’articolo 177-bis del codice penale – rubricato “Rimborso spese legali per gli imputati con sentenza penale divenuta irrevocabile” – elenca anche i casi in cui non sarà riconosciuta alcuna forma di rimborso, qualora l’imputato sia stato assolto “da uno o più capi di imputazione” ma sia stato “condannato per altri”, qualora l’assoluzione sia avvenuta per “estinzione del reato per avvenuta amnistia o

prescrizione” e se sia sopravvenuta “la depenalizzazione”. Il rimborso avverrà “in tre quote annuali di pari importo”, a partire dall’anno successivo “a quello in cui la sentenza è divenuta irrevocabile”, e non rientrerà nel computo del reddito. L’ex imputato ora assolto dovrà presentare la fattura del difensore, “con espressa indicazione della causale e dell’avvenuto pagamento”, nonché un parere di congruità del Consiglio dell’ordine degli avvocati e l’attestazione della cancelleria dell’irrevocabilità della sentenza di assoluzione. Il processo penale, subito ingiustamente, è un patimento sotto il profilo morale, sociale, con gravi conseguenze economiche. Il processo penale è esso stesso la pena. È un primo passo di coerenza con i principi costituzionali che tutelano il diritto di difesa e il giusto processo, poco più che simbolica. Quindi è necessario rafforzare le norme che prevedono il ristoro patrimoniale del cittadino innocente dalle conseguenze ingiuste derivate dal processo penale. La nuova norma ristabilisce un equilibrio e inserisce nel processo penale “il principio della soccombenza” già riconosciuto nei riti civile e amministrativo. Se il cittadino è riuscito a dimostrare la propria

assoluta estraneità al reato o l’insussistenza di qualunque fatto di rilevanza penale ha diritto di avere riconosciuto il rimborso. La stessa regola vale se lo Stato ha esercitato erroneamente la propria pretesa punitiva, sottoponendo senza ragione la persona al lungo, defatigante e spesso umiliante e mortificante calvario delle indagini e del processo. Sebbene il fondo ammonti a pochi milioni di euro annui, per l’On. Costa, già sottosegretario alla giustizia, la norma ristabilisce un equilibrio tra cittadino e Stato e inserisce finalmente anche nel processo penale “il principio della soccombenza”. “È giusto, secondo un principio di responsabilità, che chi è risultato essere nel torto si faccia carico, di norma, anche delle spese di lite, delle quali invece debba essere ristorata la parte vittoriosa” e “il costo del processo deve essere supportato da chi ha reso necessaria l’attività del giudice e ha occasionato le spese del suo svolgimento”. Avv. Pietro Cusati Direttore Amministrativo del Tribunale di Sala Consilina e Giudice Tributario presso la Commissione Tributaria Provinciale di Salerno pietrocusati@tiscali.it

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ATTUALITà | febbraio - MARZo 2021

ATTUALITà | FEBBRAIO - MARZo 2021

ASSOPAM SCRIVE ALL’OAM È NECESSARIO RIDURRE DEL 50% LA QUOTA DI ISCRIZIONE

U “Una riduzione del 50 per cento della quota di iscrizione all’Organismo Agenti e Mediatori per il 2021”

na riduzione del 50 per cento della quota di iscrizione all’Organismo Agenti e Mediatori per il 2021, oltre alla possibilità di posticipare la prossima scadenza per chi è in difficoltà. La chiede Assopam, associazione rappresentativa di agenti e mediatori creditizi che fa parte del nuovo progetto di governance in Fondazione Enasarco, che proprio a Oam – e per conoscenza alla Banca d’Italia – ha scritto una lettera attraverso il suo presidente, Raffaele Tafuro. Viste le numerose richieste di aiuto che quotidianamente giungono” all’Assopam (Associazione Italiana per Agenti e Mediatori), che rappresenta un migliaio di imprese creditizie e oltre 2 milioni di consumatori, “rite-

DI RAFFAELE TAFURO niamo sia assurda, ingiusta e ingiustificabile la mancata incisiva azione dei vertici dell’Organismo agenti e mediatori nel sostenere le esigenze della nostra categoria”, si legge nella lettera, datata 1° dicembre. Organismo ad oggi ancora lontano dai bisogni e dalle necessità degli iscritti in difficoltà che viceversa dovrebbe sostenere, soprattutto in questo periodo di profonda crisi economica”, prosegue la missiva, “Organismo che, durante la pandemia, nonostante le nostre puntuali sollecitazioni, non ha mai provveduto a nessun atto di umanità, neppure a inviare una e-mail di incoraggiamento o di conforto ai propri iscritti”. Considerata l’assoluta solidità economica e finanziaria dell’organismo,

titolare di fondi milionari giacenti e disponibili tali da non pregiudicare il funzionamento amministrativo”, sottolinea Tafuro, “riteniamo sia opportuno e doveroso che i vertici dell’Organismo diano un segnale di innovazione rispetto al recente passato e invitiamo gli stessi a togliere inutili corazze e guardare avanti con necessari occhi caritatevoli volti a scongiurare nei prossimi mesi possibili cancellazioni di massa da parte degli iscritti in difficoltà economica. Alla luce di quanto fin qui espresso, confidando nel Vostro buon senso, chiediamo una riduzione di almeno il 50 per cento dell’importo per il contributo d’iscrizione per l’anno 2021, nonché di consentire ai colleghi in difficoltà economiche la possibilità di poter posticipare la prossima scadenza, senza dare corso ad inutili preoccupazioni quale tra tutte quella di essere cancellati dall’albo”. Raffaele Tafuro Presidente Assopam presidente@assopam.it

“Viste le numerose richieste di aiuto che quotidianamente giungono” all’Assopam, che rappresenta un migliaio di imprese creditizie e oltre 2 milioni di consumatori, ‘riteniamo sia assurda, ingiusta e ingiustificabile la mancata incisiva azione dei vertici dell’Organismo Agenti e Mediatori nel sostenere le esigenze della nostra categoria’.”

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ATTUALITà | FEBBRAIO - MARZo 2021 tra le grandi opere infrastrutturali da realizzare (riformare) necessarie alla ripartenza anche dal punto di vista economico. Un sistema impantanato, appesantito, privato di risorse ed incapace quindi di offrire a cittadini ed aziende un servizio efficiente mette l’Italia fuori dalla competizione per gli investimenti internazionali, senza i quali la crescita economica non può ripartire, con gravi ricadute sul reddito dei cittadini e sui posti di lavoro.

LA GIUSTIZIA, DA PROBLEMA A RISORSA PER IL PAESE

S

iamo in una fase delicata del Paese dove il riequilibrio dei poteri potrebbe portare a forti cambiamenti sociali e se lo Stato non saprà trovare nel diritto, e nella tutela dei cittadini, un riferimento condiviso allora si aprirà una stagione di grandi conflitti tra i corpi intermedi in cui ognuno cercherà di tutelare i propri interessi a discapito degli altri, abbandonando la visione unitaria della Società così come tracciata nella nostra Costituzione.

“I cittadini devono tornare a credere nella Giustizia e nel sistema giudiziario italiano.”

I cittadini devono tornare a credere nella Giustizia e nel sistema giudiziario del nostro Paese. Sicurezza e certezza della pena devono convivere con i principi di tutela dei diritti; chi pensa di aver subito un processo ingiusto non accetterà mai il fine rieducativo della pena, così come la vittima del reato sarà sempre più scoraggiata nel chiedere tutela e

DI MAURO MAZZONI garanzia allo Stato. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura non sono in discussione, ma occorre una nuova visione della giurisdizione diretta all’attuazione della norma giuridica in una società moderna e complessa come la nostra. Oggi l’emergenza epidemiologica da COVID 19, oltre a mettere a repentaglio vite umane, mette in serio pericolo anche il sistema giustizia, il quale, già fiaccato da problemi atavici e mai risolti, rischia di collassare defintivamente. Infatti la “macchina” della giustizia - appesantita da un carico di arretrato che non è mai riuscita a smaltire (o, quantomeno, a ridurre) e che nessuna delle riforme susseguitesi nel tempo è valsa neppure minimamente a trasformare in un meccanismo agile, efficiente e rapido - è tra le principali priorità del Paese e dovrebbe essere inserita

In attesa della auspicata svolta, tuttavia, alcune semplici soluzioni andrebbero adottate sin d’ora. Nel settore civile, al di là del rito, occorrerebbe una semplice norma di tipo perentorio, che prevedesse il divieto di rinvio delle udienze – ivi comprese quelle di precisazione delle conclusioni – non superiore a novanta giorni. Ogni anno si svolgerebbero almeno quattro udienze, che normalmente possono essere sufficienti per un intero giudizio, che nei casi più complessi arrivano mediamente a sei. Così facendo in un anno, o al massimo un anno e mezzo, il processo si concluderebbe. Non sono più accettabili rinvii di sei o sette mesi per una udienza ordinaria o di due anni per l’udienza di precisazione delle conclusioni. Quanto al processo penale, tutti sono d’accordo nel ritenere che la fase delle indagini preliminari sia il momento

di maggior stasi del procedimento. Anche qui norme con termini perentori per l’avvio della fase dibattimentale determinerebbero una forte accelerazione del procedimento, anche relativamente alle impugnazioni, eliminando la paventata ipotesi di “processo infinito”, che verrebbe a crearsi con il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. L’inappellabilità delle sentenze di assoluzione in primo grado, oltre ad una notevole riduzione dei processi nelle Corti d’Appello e in Cassazione, darebbe maggiore credibilità all’ intero sistema rafforzando l’idea di uno Stato che crede nei propri Giudici accettandone fino in fondo le decisioni e lasciando invece ai cittadini l’inalienabile diritto di contestare una sentenza di condanna finché la stessa non diventi definitiva. Ricordiamo, del resto, che la riforma della Giustizia costituisce una delle condizioni poste all’Italia dall’Unione europea per autorizzare l’erogazione dei finanziamenti di cui ormai da molti mesi si parla dimostrando ciò che le inefficienze – tanto dell’apparato amministrativo che di quello giudicante e inquirente – non solo sono ben chiaramente percepite anche al di fuori dai confini nazionali ma sono anche, altrettanto chiaramente, percepite come una

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delle principali cause che zavorrano il Paese e che continuano a rendere vani i tentativi di rilancio economico. Posto che l’efficientamento del comparto giustizia è ormai necessità pacifica e, come detto, da tutti riconosciuta, si auspica che sia attuata con il pieno coinvolgimento della classe forense, non per tutelare interessi di categoria ma perché gli avvocati rappresentano quella imprescindibile ed essenziale cerniera tra il “mondo” della giustizia e la società civile, composta da imprese - piccole, medie e grandi - ma anche da una massa di privati cittadini delle cui istanze, numerose e variegate, oltre che portatrici di interessi diversissimi e talvolta contrastanti tra loro. Ci si augura, in buona sostanza, che, finalmente, gli avvocati non vengano più percepiti e tantomeno tacciati di essere parte del problema (la mala-giustizia) bensì preziosa risorsa per la sua soluzione, con l’avvertenza che una Giustizia inefficiente non è una Giustizia “giusta” e uno Stato che non è in grado di assicurare una Giustizia “giusta” non può dirsi veramente democratico. Avv. Mauro Mazzoni Vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma info@mauromazzoni.it


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ATTUALITà | febbraio - MARZo 2021

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CRISI ECONOMICA, LAVORO E SERVIZI FINANZIARI, ASSICURATIVI, POSTALI & SPEDIZIONI, UTILITY, VIAGGI & VACANZE E TANTO ALTRO...

NEL NUOVO PROGETTO FRANCHISING DI UNIPOSTE DELL’ASSOCIAZIONE C.I.LP. ITALIA

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a marzo 2019 è presente in tutta Italia una nuova Associazione di Promozione Sociale, la C.I.LP. ITALIA, con sede principale a Roma e sedi periferiche in tutta Italia.

“Il progetto C.I.LP. ITALIA ha l’obiettivo di creare opportunità di “valore”, tramite un vero e proprio ‘anello sinergico’.”

In qualità di Presidente della C.I.LP. ITALIA posso dire, senza rischio di essere smentito, che in Italia i tre grandi comparti associativi di riferimento (consumatori, imprese e liberi professionisti) rappresentano delle realtà chiuse in sé stesse. Il progetto C.I.LP. ITALIA, unico nel suo genere, ha l’obiettivo di creare opportunità di “valore”, tramite una rete operativa, un vero e proprio “anello sinergico” che renda possibile, al contrario, comunicare e mettere in relazione

DI ANTONIO PULCINI in modalità di “networking” i suddetti comparti tra di loro. Questo perché le utilità che danno e ricevono gli appartenenti ai tre comparti si intrecciano tra loro: i professionisti possono essere fornitori di servizi ai consumatori ed alle imprese, queste ultime possono creare una sorta di “mercato interno” tra le stesse imprese ed un ulteriore “mercato esterno”, consentendo poi alle stesse imprese di offrire beni e servizi ai liberi professionisti ed ai consumatori, i quali, a loro volta, richiedono prestazioni ai professionisti ed usufruiscono della vendita di “beni e servizi” da parte delle imprese, e così via. In Italia purtroppo, troppo spesso, impera la logica del “circolo chiuso”,

e ciascuno pretende di poter rappresentare un unico comparto a sé stante, avulso dagli altri, portatore di propri personali interessi di categoria che, spesso, con la logica errata della difesa del proprio “orticello”, impedisce una vera e leale collaborazione tra categorie. C.I.LP. ITALIA vuole, al contrario, il superamento di tale mancanza di “sinergia”, puntando sulla qualità e sulla professionalità: dunque, niente pressapochismo e tuttologia, ma l’essere professionalmente preparati nell’analizzare e nel risolvere le criticità delle aziende (tributarie, fiscali, commerciali, ecc.) in modo personalizzato e mirato, oltre a fornire assistenza a 360° per la risoluzione delle problematiche quotidiane che si presentano alla gente comune e che necessitano di professionisti preparati in tanti settori del vivere quotidiano (avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, ecc.). La presenza nella Associazione di un Comitato Scientifico (Co.S.Me.Co.G.) di assoluto rilievo, il quale analizza il profilo dei liberi professionisti divisi per competenze e territorio (sia neoprofessionisti da immettere nel mondo del lavoro, sia professionisti già affermati), provvedendo poi al loro successivo inserimento nella sezione “Partners” di C.I.LP. ITALIA, una parieristica di livello, aggiornamenti scientifici e news quotidiane, ci permettono di garantire una “offerta” di altissima qualità e di assoluto rilievo per imprese e consumatori secondo i loro bisogni e le loro richieste. Dopo tanti anni passati e tante esperienze avute nel mondo dell’associazionismo, sia nell’ambito della mia professione legale, sia alla guida delle diverse associazioni che ho

avuto l’onore di presiedere (sempre al servizio del consumatore e dell’imprenditore), ho sempre avvertito forte in me la necessità di creare un sistema associativo che garantisse trasversalmente a tutti un ausilio, una presenza costante ed una assistenza professionale ai diversi comparti rappresentati da consumatori, liberi professionisti ed imprese. Da questo spirito è nata la “Mission” di C.I.LP. ITALIA. C’è la necessità di aiutare lo sviluppo dell’economia e far esprimere al meglio le nostre professionalità italiane per frenare la fuga dei cervelli; il Progetto supportato da C.I.LP. ITALIA nasce proprio dal desiderio di mettere in atto un’attività di altissima qualità e professionalità che sia ad uso e supporto di chi soffre e con un’attenzione particolare per il “sociale”, rivolto a fare del bene ed avere una attenzione anche nei confronti di chi soffre. Siamo contro l’assistenzialismo, vogliamo rimboccarci le maniche e fare nel nostro piccolo lavoro quotidiano qualcosa di concreto, anche nel sociale, dalla donazione del defibrillatore alla realizzazione di un banco alimentare, dallo sviluppo del terzo settore alla promozione della cultura dell’accoglienza. L’Italia, già in fase di recessione, che si è aggravata da circa un anno a questa parte con l’esplosione della

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pandemia da Covid-19 e le sue innumerevoli varianti, è un Paese che va lento, quasi allo sbando e che, soprattutto, non incentiva nessuno ad investire per via di politiche che non guardano al futuro di aziende e imprese. Queste ultime, peraltro, soffrono una fortissima fiscalità ed avrebbero bisogno di aiuto per sgravare i tanti costi sostenuti ma in realtà, non solo non hanno ricevuto aiuti in passato, ma nemmeno vengono aiutate in questa grave fase emergenziale con i vari decreti ristori. Né sono servite, peraltro, le politiche di assistenzialismo legate alle assunzioni di personale non qualificato e, dunque, non adeguato al bisogno di vere professionalità ricercate delle realtà aziendali di oggi. Da un lato, abbiamo un mercato che si muove a velocità elevata (basti pensare al sistema dell’automazione, dell’innovazione digitale, delle criptovalute e blockchain, del 5G, del multicloud, dell’edge computing, della smart home, per arrivare alla c.d. “guida completamente autonoma” dei veicoli, oggi con Tesla a livello 3, con l’obiettivo di arrivare presto a livello 5), mentre, dall’altro, siamo ancora al livello di un Paese che non riesce a ricollocare le risorse. Emerge, quindi il problema della formazione, unito alla mancanza di soluzioni a sostegno del rilancio, dell’energia, del green, dell’economia sostenibile; inoltre, proprio per far fronte

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alla crescente mancanza di liquidità, si dovrebbe pensare anche ad una moneta alternativa che possa dare nuova linfa vitale e, quindi, una nuova liquidità ma in Italia la questione della c.d. “moneta complementare” (pur se spendibile solo nel territorio italiano) non viene oggi ancora perorata sufficientemente. Eppure il nostro debito pubblico è arrivato oggi a circa 2.600 miliardi di euro, con addirittura il 134,8% del PIL e che, purtroppo, appare in continua crescita, non a caso è stato recentemente approvata da entrambi i rami del Parlamento la risoluzione di maggioranza per un ennesimo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro. Occorre, infine, intervenire per un ammodernamento della pubblica amministrazione e per un alleggerimento della fiscalità, con politiche dinamiche che abbiano maggior attenzione nei confronti delle imprese, della professionalità e del lavoro a 360 gradi. La C.I.LP. ITALIA si pone nel panorama nazionale come una nuova realtà associativa, unica nel suo genere, con una banca dati costi-

tuita da oltre 4.000 contatti inseriti in una piattaforma nazionale (www.cilp-italia.com), composta da importanti Player e Partner nazionali, e che vuole rappresentare un punto di riferimento strategico ed operativo per l’erogazione di servizi e di prodotti a Consumatori, Imprese e Liberi Professionisti. Inoltre, in questo contesto è stata veramente “illuminante” la recente scelta di campo che ha fatto la nostra associazione C.I.LP. ITALIA, grazie soprattutto alla disponibilità del Dott. Francesco Paduano, sottoscrivendo due distinti Protocolli di intesa con Uniposte S.p.A. ed Unifintech S.r.l. (società innovativa iscritta nell’elenco speciale del MISE), al fine di “ampliare” la nostra offerta di beni e servizi, e non limitandola soltanto ai “servizi” che vengono normalmente erogati dalle nostre autorevoli “Eccellenze” dei Liberi Professionisti (Ingegneri, Architetti, Commercialisti, Avvocati, ecc.), ma diventando un vero e proprio fornitore ed intermediario in Franchising di UniPoste S.p.A., di ulteriori ed innovativi servizi di “Valore” (finanziari, assicurativi, postali e spedizioni,

noleggi auto e moto, utility, viaggi e vacanze e tanto altro ancora) erogati in tutta Italia. Questo perché abbiamo a cuore il bene degli iscritti di C.I.LP. ITALIA, conosciamo i loro desideri e siamo certi di potergli offrire, a prezzi assolutamente concorrenziali e competitivi, oltre che con particolari scontistiche “dedicate”, tutto ciò di cui necessitano. Appuntamento a Roma, allora, per l’apertura del nostro primo punto vendita in Franchising di UNIPOSTE/ C.I.LP. ITALIA del quale vi terremo aggiornati.

Avv. Antonio Pulcini Presidente C.I.LP. ITALIA antoniopulcini1971@libero.it

Da sinistra: Avv. Antonio Pulcini, Dott. Francesco Paduano, Ing. Lorenza Martellos e l’Imprenditore Sig. Maurizio Cok


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UNIPOSTE SBARCA IN PUGLIA

L’Agenzia di Racale (LE) è una delle agenzie di recente apertura di UniPoste, la quale, nonostante le complicanze del 2020, si è contraddistinta per l’ottimo lavoro del suo Team. Intervistiamo, oggi, il titolare dell’Agenzia salentina, Nicola Placì.

PAROLA ALL’AGENZIA DI RACALE (LE) Ciao Nicola! La Vostra Agenzia è stata inaugurata nel mese di Maggio 2020. Qual è stata la risposta di Racale rispetto ai servizi da Voi offerti? La risposta è stata esattamente in linea con quanto previsto e non possiamo che ritenerci soddisfatti; Racale per noi rappresenta una scelta studiata, cercata e voluta, la sua posizione ci consente di poter lavorare su un bacino potenziale di oltre 50.000 utenti e centinaia di partite IVA. I confini della città racalina si confon-

dono con i paesi limitrofi di Alliste, Felline, Taviano, Melissano, senza tralasciare il comune di Ugento che dista pochissimi km e rappresenta una delle principali mete turistiche nazionali. La politica locale da anni discute del progetto “unione dei comuni”, senza esser ancora giunta a tale realizzazione. UniPoste Racale punta ad essere un punto di riferimento per l’intera area dell’Unione dei Comuni. Quali pensa siano le Business Units di punta della Vostra Agenzia, considerato il mercato locale e perché? Per noi non esistono le Business Units considerate singolarmente, ma un insieme di servizi strettamente collegati tra loro e messi al servizio dei nostri clienti.

nell’affermare che la congiuntura socio-economica è tipica di un’epoca bellica. Probabilmente le nuove guerre si combatteranno con questi strumenti: senza scendere nelle scelte politiche, non possiamo restare indifferenti rispetto a ciò che accade al c.d. ambiente. UniPoste ne fa parte e quindi ne risente, come tutte le aziende. Siamo convinti che questa pandemia segnerà la nascita di una nuova epoca, ci sarà un prima ed un dopo, noi vogliamo esserci. Cerchiamo di cogliere gli aspetti positivi, le nuove opportunità che questa triste situazione ci offre, senza cedere a paure, angoscia e catastrofismi. Papa Francesco, nella sua intervista televisiva del 10/01/2021, ci invita a riflettere, non tanto su “quando” usciremo dalla crisi, ma, piuttosto, sul “come”! Quali sono le sue riflessioni in merito? Non posso che essere d’accordo con il Santo Padre; tutte le fasi storiche hanno un inizio ed una fine, ciò che conta veramente è quello che apprendi durante un periodo. In UniPoste Racale abbiamo una nostra legge etica: “Non far sottoscrivere una polizza assicurativa, che noi non sottoscriveremmo”; non è uno slo-

Agenzia UniPoste di Racale (LE)

gan, ma un modo di fare impresa, un modello orientato sulla protezione dei nostri clienti attuali e futuri. Questa pandemia forse aiuterà l’umanità a riscoprire la bellezza dell’essenzialità, il valore della famiglia, del tempo che abbiamo a disposizione. UniPoste Racale vuole aiutare le famiglie e le imprese, nella propria quotidianità. Abbiamo l’ambizione di scrivere insieme un nuovo mondo. Quali sono i suoi obiettivi e progetti futuri? Il modello di UniPoste è un progetto a lungo termine: richiede perseveranza, costanza, professionalità e crescita continua. Abbiamo la fortuna

Stiamo vivendo questa pandemia come un “rodaggio” per perfezionare le varie area dei servizi offerti; nonostante la crisi globale, UniPoste Racale ha consentito l’accesso al credito a decine di famiglie, ha eliminato i costi fissi dei pagamenti telematici grazie ai nostri POS, ha offerto protezione assicurativa a tante famiglie che si sono svegliate “smarrite ed impaurite”.

Ci sentiamo di promettere ai nostri clienti la massima trasparenza, professionalità e dedizione, perché ciò che si ama lo si protegge e in UniPoste Racale amiamo il nostro lavoro.

A circa nove mesi dall’apertura, purtroppo coincisa con lo scoppio della pandemia da Covid-19, che bilancio si sente di fare?

Da sinistra: Antonietta Piccinni e Nicola Placì

di avere nel nostro team collaboratori di altissimo livello professionale ed umano che all’unisono con la Direzione Generale ci consentono di ottenere ogni giorno risultati importanti, sia in termine di fatturato che di portafoglio clienti.

L’obiettivo è quello di costruire insieme ai nostri clienti il mondo che verrà, abbiamo l’ambizione di rappresentare un alleato affidabile per le famiglie ed imprese che sceglieranno la qualità di UniPoste. In questo periodo abbiamo intensificato le varie campagne pubblicitarie, aumentato i corsi di formazione, convinti che la qualità, la professionalità e l’affidabilità saranno elementi essenziali per poter competere nel mercato presente e futuro.

Ci riesce difficile selezionare un servizio di punta, in quanto la nostra attenzione è rivolta sui bisogni umani e non sui target di mercato da “colpire ed affondare”. Chi non ha un sogno da realizzare? Chi non ha un “qualcosa” da proteggere? Chi non vorrebbe aver più tempo per la propria famiglia? Noi cerchiamo di rispondere a queste domande e tante altre, considerando ogni nostra Business Unit un servizio per migliorare la qualità di vita delle persone.

Siamo in guerra. Se analizziamo le dinamiche sociologiche del periodo attuale, non temiamo smentite

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Ufficio Stampa UniPoste S.p.A. www.uniposte.it Antonietta Piccinni dell’Agenzia UniPoste di Racale (LE)


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ATTUALITà | febbraio - MARZo 2021

ATTUALITà | FEBBRAIO - MARZo 2021 soci nei limiti posti dalla normativa vigente, di dare credito a persone che nonostante anni ed anni di sacrifici si ritrovano a disporre di mezzi insufficienti a realizzare i propri progetti, o ad affrontare sopraggiunti imprevisti ed improcrastinabili bisogni. Persone che improvvisamente scoprono che il sistema “creditizio” non è disposto a “credere” nelle loro potenzialità, né nelle potenzialità delle loro famiglie. Nel corso del 2010, partecipando singolarmente ad eventi organizzati dalle associazioni di categoria per seguire ed informare le società finanziarie circa l’evoluzione dell’iter legislativo che ha portato al Decreto Legislativo 141/2010, i dirigenti di alcune di queste Casse hanno avuto la fortuna di incontrarsi, conoscersi, verificare la comune appartenenza all’ambito delle cooperative costituite tra dipendenti di enti o aziende che svolgono servizi pubblici, confrontarsi sulle problematiche sopraggiunte in seguito alla “riforma del titolo V”, ed hanno deciso di unirsi per sensibilizzare il legislatore delle comuni esigenze.

COOPERATIVE FINANZIARIE COSTITUITE DA DIPENDENTI PUBBLICI

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ggi più di ieri bisogna partire dalle nostre radici per capire dove si può e si deve arrivare. Per questo ringrazio il nostro editore per la nuova rubrica sulla finanza mutualistica e solidale.

Enti e Cooperative Finanziarie costituite tra dipendenti pubblici rappresentano uno storico e ben collaudato modello di mutuo soccorso, riconosciuto dai Decreti emanati nel 1995 dal Ministero del Tesoro. Con la direttiva 48 del 2008 l’Unione Europea ha consentito che gli Stati Membri possano tutelare l’organizzazione che risponda ai seguenti requisiti:

c) persegue una finalità sociale in virtù della legislazione nazionale; d) riceve e gestisce i risparmi dei suoi soli membri e fornisce loro fonti di credito; e) fornisce credito sulla base di un tasso annuo effettivo globale inferiore a quello prevalente sul mercato o soggetto ad un limite massimo fissato dalla legislazione nazionale; ed alla quale possono aderire in qualità di membri soltanto le persone che risiedono o che lavorano come dipendenti in una zona determinata o i dipendenti, in attività o in pensione, di un determinato datore di lavoro, o le persone che soddisfano altri criteri fissati dalla legislazione nazionale quale condizione per l’esistenza di un vincolo comune fra i membri.

a) è istituita per il reciproco vantaggio dei suoi membri; b) non realizza profitti per persone che non siano i suoi membri;

Enti e Cooperative Finanziarie costituite da dipendenti pubblici hanno lo scopo, utilizzando risorse economiche reperite esclusivamente tra i

Vi parleremo di Asso.Coop.Fin.

“Enti e Cooperative Finanziarie costituite tra dipendenti pubblici rappresentano uno storico e ben collaudato modello di mutuo soccorso.”

DI CARMELO SCIACCA

Insieme abbiamo sottoposto alle associazioni di categoria, alle istituzioni ed agli organi di vigilanza, ansie e preoccupazioni, a partire dalla scomparsa della forma giuridica cooperativa tra quelle ammesse all’iscrizione nel nuovo

albo unico delle società finanziarie. Il 21 febbraio 2011 l’Istituto di Previdenza, Sovvenzione e Mutuo Soccorso tra i dipendenti dell’acquedotto di Napoli Società Cooperativa; la Cassa Maurizio Capuano Società Cooperativa avente sede in Napoli; la Cassa Coop Dipendenti Servizi Pubblici Mobilità Integrata Emilia Romagna Società Cooperativa e la Cassa Depositi e Prestiti Società Cooperativa fra il Personale A.M.T. di Genova si sono associate ed hanno fondato la ASSO.COOP.FIN. per chiedere regole certe e rigorose che consentano alle Cooperative Finanziarie costituite tra dipendenti pubblici di continuare ad operare nelle forme storiche e nei modi sino ad oggi consentiti dai Decreti Ministeriali del 1995 e dalle interpretazioni fornite negli anni dalle autorità di vigilanza. Le novità introdotte nel T.U.B. dal Decreto Legislativo 19 settembre 2012, n. 169 rendono necessario rafforzare l’Associazione affinché possa continuare a tutelare gli aderenti nella prossima delicatissima fase di revisione dell’elenco dei soggetti che continuano a svolgere la propria attività ai sensi dell’articolo 112, comma 7 Dott. Carmelo Sciacca Presidente Asso.Coop.Fin carmelosciacca@ymail.com

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“Insieme abbiamo sottoposto alle associazioni di categoria, alle istituzioni ed agli organi di vigilanza, ansie e preoccupazioni, a partire dalla scomparsa della forma giuridica cooperativa tra quelle ammesse all’iscrizione nel nuovo albo unico delle società finanziarie.”

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ATTUALITà | febbraio - MARZo 2021

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“Per fare ciò, nel migliore dei modi, c’è bisogno di affiancare un team che sia capace di creare una social media strategy e quindi pianificare contenuti, con frequenza di pubblicazione, sulla base degli obiettivi: curare la propria immagine, farsi conoscere, vendere prodotti o servizi ecc.”

L’IMPORTANZA DEI SOCIAL NETWORK: ECCO PERCHÉ LE AZIENDE DOVREBBERO INIZIARE A INVESTIRE SERIAMENTE

C “Come ci confermano ormai le tantissime analisi, passiamo circa sei ore al giorno su internet, di cui due sui social networks.”

i troviamo in un’era in cui, la maggior parte di noi possiede uno smartphone, ha un’offerta per navigare su internet ed è iscritta ad un social network. Non è finita. Come ci confermano ormai le tantissime analisi, passiamo circa sei ore al giorno su internet, di cui due sui social networks. E’ innegabile, quindi, dire che su queste piattaforme troviamo quel pubblico, un tempo silenzioso e passivo, oggi attento e informato: i consumatori mondiali. Attraverso i social networks si condividono le proprie passioni, i propri interessi, il proprio lavoro, i propri desideri ed è in questo mondo che nascono quei processi mentali che portano le persone alle decisioni di acquisto. C’è poco da dire, i social networks sono uno strumen-

DI ALDO OLIVIERI to che crea engagement (coinvolgimento) e instaurano un rapporto di fiducia con l’utente. Ecco il primo dei tanti motivi per cui un’azienda deve, assolutamente, investire sulla comunicazione dei social networks, per creare relazione e fiducia con la community. I post che troviamo scorrere sul feed o sulla home possono sembrarci superficiali, “innocui”, ma realmente riescono a condizionare, inconsapevolmente, le decisioni e le abitudini degli utenti finali. Per fare una metafora potremmo dire che i social network sono un palcoscenico dove si mettono in scena spettacoli che hanno un grande pubblico di spettatori che vengono influenzati. Se fino a poco tempo fa, per arrivare al cliente, bisognava spende-

re fior di quattrini in tv o in qualche rivista nazionale, adesso tutti abbiamo la possibilità di poter lavorare sulla brand reputation attraverso piattaforme alla portata di tutti. Ovviamente, per fare ciò, nel migliore dei modi, c’è bisogno di affiancare un team che sia capace di creare una social media strategy e quindi pianificare contenuti, con frequenza di pubblicazione, sulla base degli obiettivi: curare la propria immagine, farsi conoscere, vendere prodotti o servizi ecc. Devo ammettere, però, che, soprattutto nell’ultimo periodo, molte aziende stanno iniziando a comprendere l’importanza dei social networks e del loro ruolo nella società di oggi. Questo accade, perchè sono tanti i risultati che si possono ottenere con una buona comunicazione sui social. L’obiettivo è quello di creare una community spontanea e utile per studiare le interazioni e permettere di cogliere spunti e eventuali critiche. Quindi la fase iniziale è quella di creare un rapporto con la community, parlare con loro, offrire delle agevolazioni, spiegare e raccon-

tare la storia aziendale, raccogliere recensioni, tutto il necessario per far sentire l’azienda il più vicino possibile alle persone e alla community. Ovviamente con un lavoro costante, una pianificazione valida, un tono comunicativo giusto, gli utenti possono essere convertiti in clienti e quindi aumentare i ricavi, questo perchè i social rappresentano una porta di ingresso importante per funnel di marketing (ovvero sistemi, strategie, percorsi) mirati alla vendita di prodotti e servizi. Sicuramente il lavoro è lungo e il percorso è difficile, proprio per questo si necessita di un investimento importante per un team professionale, ma posso garantire che, chi è rimasto colpito sui social network, si

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ricorderà dell’azienda nel momento in cui deciderà di fare un acquisto di prodotti o servizi, chiaramente, attinente all’impresa. Questa è solo una premessa, perchè ci sarebbe davvero tanto da discutere e approfondire. In ogni caso, voglio sintetizzare con alcuni concetti chiave, per far comprendere, in maniera diretta, il perchè un’azienda dovrebbe essere presente sui social network: Maggiore visibilità e conoscenza, influenza decisione d’acquisto, creazione di community, creazione relazioni, miglioramento nel traffico del sito web, miglioramento brand reputation, definizione del target. In conclusione, ancora oggi, ci sono delle aziende che si chiedono se è importante essere presenti sui social networks, io rispondo dicendo che non è più il momento di pensare, è il momento di agire! Aldo Olivieri Social Media Manager info@aldoolivieri.it

I dati sul Digitale in Italia di We Are Social rilevano un incremento di 4 milioni di utenti sulle piattaforme social nel 2020 con un totale di 35 milioni di utenti attivi sui social su un totale di circa 50 milioni di utenti internet.


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ATTUALITà | febbraio - MARZo 2021

ATTUALITà | FEBBRAIO - MARZo 2021 servizi sempre più personalizzati in base alle proprie specifiche esigenze.

DIGITALE: CAMBIARE PER CRESCERE INVESTIRE NELLA DIGITALIZZAZIONE PER AFFRONTARE LE NUOVE SFIDE

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l 2020 è stato un anno di grandi cambiamenti, relazionali, sociali oltre che lavorativi. La pandemia ha causato grandi perdite, da un punto di vista sanitario, ma anche in termini economici, e tante aziende hanno subito forti contraccolpi.

“Solo le imprese che hanno già intrapreso il cammino verso la digitalizzazione hanno retto l’urto e in alcuni casi conquistato importanti fette di mercato.”

Questo scossone globale si è innestato su un cambiamento già in atto, la transizione dalle aziende tradizionali alle aziende digitalizzate. Tutti gli studi hanno confermato che solo le imprese, piccole e grandi, che avevano già intrapreso il cammino verso una digitalizzazione integrata dei propri servizi e delle proprie funzioni organizzative sono riuscite a reggere l’urto e in alcuni casi a conquistare importanti fette di mercato. Basti pensare a tutti coloro che erano già atterrati su piattaforme di e-commerce per il commercio elettronico o a coloro che tramite i social media sono

DI GIOVANNI CARBONE riusciti meglio di altri a mantenere vivo il rapporto con la propria clientela. Dopo questi mesi di forte difficoltà sono rimasti davvero in pochi a credere che questa transizione sia prorogabile o non necessaria. In questo contesto globalizzato e fortemente interconnesso, privarsi delle potenzialità del digitale significa rinunciare a tutti gli effetti a reali possibilità di sviluppo. Naturalmente il percorso che porta a diventare “impresa digitale” è un percorso che parte da un cambio di mentalità prima che da un cambio di infrastrutture e processi. Il digitale ha mutato totalmente il modo di fare impresa ed è necessario acquisire una nuova modalità di interazione con le altre imprese, ma soprattutto con gli utenti. Essi infatti, essendo abituati a processi comunicativi immediati e a poter ottenere sul web risposta ad ogni loro necessità, richiedono

Con tutti i cambiamenti in atto, sviluppare strategie digitali prima dei propri competitor è la chiave per creare un vantaggio competitivo durevole. Il primo vantaggio riscontrabile è interno all’azienda. Si ha oggi l’opportunità di automatizzare molti processi aziendali e di ridurre il margine d’errore, risparmiando risorse sia in termini di tempo che in termini economici, ad esempio tramite l’utilizzo di software dedicati. Inoltre, le attività digitali sono più facilmente monitorabili, e ciò facilita le analisi sul business, migliorando la capacità decisionale dei manager. Tutto ciò, naturalmente, passa attraverso la formazione del management aziendale e la razionalizzazione dei processi. Il secondo vantaggio, forse ancora più evidente, è quello di un potenziale abbattimento delle distanze fisiche e comunicative tra i diversi stakeholders, aprendo la possibilità anche ad aziende piccole e medie di entrare in nuovi mercati e di intraprendere rapporti continuativi e profittevoli in diverse parti del mondo o raggiungendo nuovi pubblici nel mercato di riferimento, sviluppando una comunicazione multi-cana-

le con utenti che hanno esigenze sempre più differenziate e peculiari. In questo intervengono le strategie di web marketing che hanno il preciso compito di intervenire nel flusso di ricerca dell’utente per proporre contenuti e proposte adatte alla specifica fase di ricerca. Questo implica un cambio di paradigma, da una comunicazione incentrata sull’azienda a un modello customer oriented, che metta al centro le necessità del cliente. Il digitale ha permesso di sviluppare azioni di marketing sempre più targettizzate (sia per caratteristiche socio-demografiche, che in base alle fasi del processo di acquisto), misurabili e quindi ottimizzabili. Il processo di digitalizzazione è in atto, l’auspicio è che sempre più aziende comprendano a pieno le sue potenzialità e decidano di investire nel digitale, abbracciando il cambiamento e, perché no, provando a guidarlo.

Dott. Giovanni Carbone Marketing Manager UniPoste S.p.A. marketing@uniposte.it

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“Naturalmente il percorso che porta a diventare “impresa digitale” è un percorso che parte da un cambio di mentalità prima che da un cambio di infrastrutture e processi. Il digitale ha mutato totalmente il modo di fare impresa ed è necessario acquisire una nuova modalità di interazione con le altre imprese, ma soprattutto con gli utenti.”


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ATTUALITà | febbraio - MARZo 2021

ATTUALITà | FEBBRAIO - MARZo 2021

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Lazio-Sassuolo, Stadio Olimpico di Roma

UNIPOSTE SCENDE IN CAMPO!

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agli inizi del 2020 il gruppo UniPoste ha deciso di supportare lo sport e in particolare il calcio, scendendo in campo assieme a tre squadre di serie A: Napoli, Atalanta e Lazio. Queste compagini calcistiche si sono caratterizzate negli ultimi anni per un gioco appassionante e per l’ottenimento di notevoli traguardi. Lo scorso anno l’Atalanta ha raggiunto la storica qualificazione ai quarti di Champions League, sfiorando le semifinali, il Napoli ha ottenuto la vittoria in Coppa Italia. La Lazio si è contraddistinta nel 2019 per essere stata l’unica ad aggiungere in bacheca due trofei: Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Tre squadre vincenti e dalla forte identità, in ascesa nel panorama del calcio italiano ed internazionale. Esse rappresentano, inoltre, tre differenti aree geografiche, tre città che vivono lo sport in modo appassionato, che hanno accompagnato le proprie squadre con una nutri-

ta presenza allo stadio negli scorsi anni e che quest’anno, a causa delle restrizioni, hanno supportato i propri pupilli seguendo da casa le vicende sportive delle proprie squadre. UniPoste è presente in serie A, ma è al fianco di queste tre importanti realtà calcistiche anche in Champions League ed Europa League. Ciò ha dato al gruppo una grande visibilità, consolidando la brand reputation a livello nazionale, in continuità con gli investimenti e il lavoro fatto per fare di UniPoste un’azienda radicata e consolidata sul territorio italiano. Ufficio Stampa UniPoste S.p.A. www.uniposte.it

Bordo campo, Stadio Olimpico di Roma

Bordo campo, Stadio Olimpico di Roma


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costume e società | FEBBRaio - MARZo 2021

costume e società | FEBBRAIo - MARZo 2021 affettati e affetti. Cresce anche il desiderio di avere più tempo da dedicare a hobby, lettura e film. Un italiano su tre afferma che, alle fine dell’epidemia, continuerà a comprare più spesso online. Uno su quattro userà videochiamate, farà esercizi e lavorerà in casa più di frequente. Gli utenti promettono anche di non abbandonare videoconferenze e servizi di consegna di cibo a domicilio. Il 13% degli uomini (ma solo il 7% delle donne) afferma che userà più spesso i pagamenti mobili.

COVID-19 E LA NUOVA CONCEZIONE DEL VIVERE SMART

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l 2020 ha portato tanti cambiamenti nelle nostre vite, cambi di prospettiva su diversi aspetti come il valore della salute, l’equilibrio tra vita privata e lavoro e un modo nuovo di considerare la casa.

“La maggior parte di noi era abituata a considerare la casa come un nido privato, un luogo in cui vivere la quotidianità lontano dagli spazi lavorativi.”

Questo periodo molto particolare legato alla pandemia da Covid-19 ci ha spinto a vivere i nostri spazi e le nostre dimensioni in modo diverso rispetto alla nostra amata “consuetudine”. Basti pensare come, durante il lockdown, siamo stati costretti ad un’esperienza per molti di noi del tutto nuova: vivere la casa intensamente, 24 ore su 24. Prima di quest’anno, la maggior parte di noi era abituata a considerare la casa come un nido privato, un luogo in cui vivere la quotidianità lontano dagli spazi lavorativi. Per alcuni le abitazioni erano esclusivamente un luogo di appog-

DI ANNALISA BOTTI gio per dormire e mangiare, un riparo visto di sfuggita, pensato e gestito esclusivamente in modo funzionale per questo scopo. Cos’è cambiato con l’arrivo della pandemia? Che le abitudini siano cambiate è chiaro, ma sembra che alcune siano qui per rimanere: più tempo passato in cucina, maggiore disponibilità a lavorare da casa, ad acquistare e ordinare online. Durante la “clausura”, il 60% degli italiani ha guardato più telegiornali del solito. Uno su due ha incrementato l’uso di app di messaggistica, il tempo passato a cucinare e quello trascorso guardando streaming e tv. A quanto pare, mettere le mani in pasta e spadellare sta piacendo parecchio: un italiano su quattro vuole continuare a dedicarsi ai fornelli più di quanto facesse nella sua vita pre-Covid. Solo il proposito di “dedicarsi di più ai familiari” è così forte. Insomma:

Il problema del futuro non sarà solo quando e come ripartire, si dovrà riconquistare la voglia di andare al ristorante o al cinema. “Nonostante la riduzione delle restrizioni da parte dei governi, gli utenti su tutti e 17 i mercati esaminati – affermano TheFool e GlobalWebIndex - convergono nella prospettiva di non riprendere completamente le attività di svago outdoor e due su tre dichiarano espressamente di ridurne la frequenza”. Non solo: circa un utente italiano su dieci dice che cancellerà l’abbonamento in palestra. Quindi non ci tornerà, neppure dopo la riapertura. Circa il 40% degli utenti avverte che si siederà a un tavolo meno spesso. Uno su due dichiara che non tornerà nei negozi “per qualche tempo” o “per un lungo periodo”. Una quota di diffidenti che sale al 60% per l’accesso a grandi eventi all’aperto e al 65% per cinema

e concerti al coperto. Un comportamento dettato soprattutto dalla prudenza, cui si affianca probabilmente una maggiore parsimonia economica. È interessante già pensare come molti di noi, prima di questo grande cambiamento, avessero ben in mente la propria casa ideale con una posizione precisa, di una determinata grandezza e con specifiche caratteristiche. Se da un lato la nostra prospettiva si è spostata da fuori a dentro, dall’altro si è ampliata fino ad uscire ed allontanarsi dalle grandi metropoli. Con l’introduzione dello smart working abbiamo visto infatti una forte decentralizzazione del lavoro, il quale si è spostato dagli uffici alle nostre abitazioni. Persino l’attività fisica si è spostata dentro casa ed ecco di nuovo la necessità di aria buona, apertura e libertà di movimento. Molto frequentemente i cambiamenti esistenziali come quello che abbiamo vissuto, il quale ha in parte modificato la nostra identità, sono legati anche a profonde trasformazioni dell’ambiente in cui viviamo e della nostra percezione dello stesso. È nata la necessità di gestire i nostri spazi in modo da avere la giusta divisione tra vita privata e professionale, il cui equilibrio ci permette di preservare la salute fisica e mentale. La rinnovata attenzione agli ambienti

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intorno a noi ed il “salto” tecnologico e digitale verso cui ci ha spinto il covid-19 hanno evidenziato il valore aggiunto che una vita smart può avere nella nostra quotidianità. Un’abitazione intelligente, ad esempio, è infatti in grado di “prendersi cura di noi”, monitorando ed ottimizzando elementi come l’illuminazione, il clima e la sicurezza. Velocità, produttività e leggerezza, una liberazione da tutte quelle mansioni che ci rubano tempo e concentrazione. Ci siamo resi conto dell’importanza di ottimizzare i consumi: anche in questo percorso ci affiancano i sistemi domotici e smart, che strizzano l’occhio alla sostenibilità. Nonostante le difficoltà, questo periodo così particolare sta portando maggiore attenzione a salute, benessere e qualità di vita. In questo percorso la tecnologia e l’innovazione stanno avendo un ruolo fondamentale definendosi come strumenti in grado di offrire opportunità e possibilità di migliorare la nostra vita…adesso sta a noi decidere come utilizzarli! Dott.ssa Annalisa Botti Operation Manager UniPoste S.p.A. a.botti@uniposte.it


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Futuro e territorio | FEBBRAIO - MARZo 2021

Futuro e territorio | FEBBRAIO - MARZo 2021 2021 l’autorizzazione, concessa con un decreto del 18 marzo 2020, ad utilizzare latte congelato per realizzare mozzarella di bufala campana DOP: un provvedimento che rientra nell’ambito dell’emergenza Covid. In seguito a ciò, il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia, ha depositato un’interpellanza parlamentare al Ministro dell’Agricoltura per scongiurare la possibilità che questa eccezione non preluda a una modifica definitiva del disciplinare DOP sul punto qualificante del divieto di utilizzare latte congelato, ma solo latte a non più di 60 ore dalla mungitura. Inoltre, Paolo Russo chiede che in etichetta, in questo periodo in cui è consentito l’uso del latte congelato per emergenza pandemica, sia chiaramente indicato che la Mozzarella di Bufala Campana DOP sia prodotta con latte congelato.

MOZZARELLA DOP CON LATTE SURGELATO IN QUESTI MESI SI PUÒ. POI SI DICA “NO” A CHI VUOLE UCCIDERE L’ECCELLENZA CAMPANA

N “La fortuna di questi ultimi due decenni del settore caseario sul territorio campano è dovuta al legame tra il prodotto e la sua collocazione areale.”

ei giorni scorsi si è parlato del caso “mozzarella congelata”, o meglio dell’utilizzo di latte congelato per la produzione di mozzarella. Badate bene, si può fare, ma non sotto l’egida del marchio DOP, a meno che vi sia una deroga del Ministero, come in questi mesi, a causa dell’emergenza pandemica. Ciò, però, non diventi una regola, portando al cambio definitivo del disciplinare sulla produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP. Quando parliamo di mozzarella non possiamo non avere le antenne dritte sulla Campania e il suo comparto caseario. La fortuna di questi ultimi due decenni e la crescita esponenziale del settore sul territorio sono dovute principalmente ad un fattore: il legame che si è creato tra il pro-

DI CARMINE CARAMANTE dotto e la sua collocazione areale. In molti contesti territoriali (Paestum e la Piana del Sele in particolare), i caseifici non sono di grandi dimensioni, buona parte con marchio DOP e la totalità opera con latte fresco (a non più di 60 ore dalla mungitura). Ora, capirete bene che, se questo prodotto si dovesse in futuro trasformare in un congelato a forma di “galbanino” e destinare all’esportazione massiva (come potrebbe far comodo alle grandi industrie casearie), il rischio è che realtà di nicchia – come la produzione casearia di Capaccio Paestum – si possano trovare a perdere la loro connotazione e a concorrere con un prodotto industriale riconosciuto in egual modo con il valore di DOP. Vediamo i fatti. Il MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) ha prorogato al 30 giugno

“C’è un fil rouge – si domanda il famoso giornalista enogastronomico Luciano Pignataro – tra la proroga concessa al Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala per usare latte congelato sino al 30 giugno con la scusa del Covid e il desiderio di alcuni grandi produttori di creare proprio una DOP per il prodotto congelato a forma di “galbanino” o candelotto di dinamite da esportare in tutto il Mondo? E cosa resta della tradizione della mozzarella di bufala? Può una DOP tutelare un prodotto industriale?”. L’On. Paolo Russo dichiara: “La mozzarella di bufala campana DOP non si tocca. È per questo che ho presentato un’interpellanza al Ministro dell’Agricoltura. Non vorrei – spiega Russo – che la deroga al disciplinare più che costituire un fatto straordinario spianasse la strada a modifiche sostanziali. È per questo motivo che ho chiesto al Ministro di consentire l’utilizzo delle eccedenze congelate soltanto fino a giugno 2021 e comunque solo a condizione che sia evidenziato in etichetta che il prodotto finale è realizzato, in via eccezionale, con latte congelato e non con latte fresco. Nessun Consorzio di tutela di formaggi DOP – aggiunge Russo – né del Parmigiano Reggiano, né del Grana Padano e nemmeno del Gorgonzola, dell’Asia-

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Di seguito, il testo integrale dell’interrogazione parlamentare dell’On. Paolo Russo all’allora Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova: [...] premesso che:

go o del Pecorino ha chiesto, nonostante la crisi determinata dal Covid, deroghe al disciplinare di produzione che ne minassero il valore evocativo dell’areale di produzione. Tutti, ragionevolmente, hanno semmai richiesto sostegni al mercato. L’oro bianco della Campania non può essere trasformato in un “cubotto” che nulla ha a che vedere con quelle perle di sapore che fino ad oggi il mondo intero ha gustato. Questo determinerebbe il totale snaturamento della mozzarella di bufala campana DOP e per giunta la esporrebbe ulteriormente ai tentativi di contraffazione e di plagio.”

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— la filiera della Mozzarella di bufala campana (MBC) DOP è unanimemente riconosciuta come un comparto produttivo strategico per l’alta qualità delle produzioni, sia del latte che della mozzarella; — dai dati 2018 del Consorzio MBC DOP, emerge che il settore impegna circa 20.000 addetti, 1.850 allevamenti, circa 130 caseifici e ha un valore di fatturato alla produzione di 450 milioni di euro, che arrivano a 1,2 miliardi ove si consideri il ricarico dell’intera filiera della commercializzazione. La MBC è al terzo posto tra le produzioni DOP nazionali di formaggi, preceduta solo dal Grana Padano e dal Parmigiano Reggiano; — da fronte di un costante trend crescente dal 1993 al 2019, mediamente dell’1,44% annuo, con picchi che hanno rasentato le due cifre negli ultimissimi anni, la pandemia evidenziatasi dal febbraio 2020 ha comportato una brusca battuta di arresto per il settore. Il blocco del canale Ho.Re. Ca. e delle esportazioni ha determinato significative riduzioni del latte trasformato (sino al 65% in meno a marzo 2020), riduzioni dei ritiri anche oltre il 25% del latte prodotto presso gli allevatori, nonché frequenti casi di mancato ritiro e di speculazioni sul prezzo. Il latte di bufala non è una derrata alimentare assimilabile al latte vaccino e non può considerarsi una soluzione il ritiro di latte per farne UHT da destinare agli indigenti; — a più riprese i presentatori di questo atto hanno richiesto, con emendamenti puntuali ai vari provvedimenti per l’emergenza Covid-19, soluzioni che sostenessero la parte allevatoriale (naturalmente la più fragile e la più indifesa) per garantire il prezzo ed il ritiro del latte prodotto per destinarlo a lavorazione di prodotti non freschi o alla filiera alimentare animale; — il 18 marzo 2020, con decreto MIPAAF è stata consentita al Consorzio MBC la possibilità di utilizzare latte congelato per realizzare mozzarella di bufala tutelata, in deroga disciplinare che stabilisce l’utilizzo di solo


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latte fresco entro 60 ore dalla mungitura. La deroga era previsto terminasse il 31 dicembre 2020 e, oltre tale data, il latte congelato non utilizzato non si sarebbe più potuto impiegare per l’ottenimento della MBC DOP. Con successivo provvedimento del MIPAAF del 4 dicembre 2020 si è consentito di utilizzare il latte già congelato sino al 30 giugno 2021; — nessun Consorzio di formaggi DOP, né Parmigiano Reggiano, né Grana Padano e nemmeno il Gorgonzola, l’Asiago o il Pecorino ha chiesto deroghe al disciplinare di produzione che ne minassero il valore evocativo dell’areale di produzione, semmai ha richiesto sostegni al mercato; — la deroga dà corso ad una delle richieste di modifica del disciplinare che in modo carsico da diversi anni il Consorzio MDC DOP sta avanzando per favorire la commercializzazione e la destagionalizzazione del prodotto. Tra le altre modifiche proposte, oltre la possibilità di utilizzare il latte congelato, si segnalano quelle che consentirebbero di congelare il prodotto stesso, di commercializzarlo senza l’acqua di governo, di utilizzarlo come ingrediente per ulteriori prodotti nel canale Ho.Re.Ca, di poter utilizzare anche il vapore nella lavorazione e non solo l’acqua calda, di su-

perare il peso e i formati tradizionali; — proprio in una trasmissione televisiva gastronomica registrata presso un ristorante stellato e trasmessa nel periodo di deroga, un pizzaiolo sul podio dell’autorevole guida on line 50TopPizza ha utilizzato un parallelepipedo di prodotto caseario peraltro congelato, denominandolo MBC DOP, per la realizzazione di pizze; — nella risoluzione 6-00246 approvata il 22 giugno 2016 sono stati approvati i risultati della Relazione sulla contraffazione nel settore della mozzarella di bufala campana (Doc. XXII-bis, n. 5), elaborata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione, nella quale sono emerse preoccupanti criticità nel rispetto del disciplinare della MBC DOP tra le quali il massiccio impiego di cagliate congelate provenienti dall’estero e a basso costo, oltre a ripetute violazioni delle norme sulla corretta etichettatura; — è di tutta evidenza che le citate proposte di modifica al disciplinare di produzione a partire dall’utilizzo a regime del latte congelato, a prescindere dalla deroga temporanea, determinerebbero il totale snaturamento della MBC DOP oltre a renderla assai più permeabile alle contraffazioni; — sembra palese il rischio che tale

trasformazione industriale del prodotto gioverebbe solo ad aumentare esponenzialmente i volumi, prescindendo dalla tutela artigianale del prodotto e dalla qualità dello stesso; — viceversa il difficile periodo necessita semmai di un sostegno alla valorizzazione del prodotto artigianale, fortemente radicato in una ben definita area geografica. Per sapere se il Ministro interrogato non ritenga opportuno adottare provvedimenti per: • • •

tutelare il disciplinare di produzione della MBC-DOP da derive di industrializzazione spinte; sostenere il settore a fronte della crisi di mercato in atto; consentire ai trasformatori di utilizzare le eccedenze congelate, ancora sino a giugno 2021 e comunque solo a condizione che sia evidenziato in etichetta che il prodotto finale è realizzato, in via eccezionale, a partire da latte congelato.

Dott. Carmine Caramante ccaramante@libero.it

DA SOSTITUIRE


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Futuro e territorio | FEBBRAIO - MARZo 2021

Futuro e territorio | FEBBRAIO - MARZo 2021 la loro istituzione, anche e provincia. Tra l’altro, regione è stata la prima vare il Piano di Sviluppo della Zona Economica

a Salerno la nostra ad approStrategico Speciale.

I distretti industriali, invece, sono concentrazioni di piccole e medie imprese specializzate nella produzione di uno stesso bene, o di parti di uno stesso bene, in un territorio la cui popolazione è caratterizzata da tratti socio-culturali comuni. Le imprese che vi appartengono risultano spesso specializzate in una fase del processo produttivo e fortemente integrate. La rete che lega queste imprese, però, non è soltanto economica, ma anche culturale e valoriale. Quest’ultima dimensione dei distretti industriali è stata uno dei suoi maggiori punti di forza, permettendo di dare vita a rapporti di collaborazione basati sulla conoscenza e sulla fiducia che si sono spesso rivelati duraturi.

ZES E DISTRETTI INDUSTRIALI UNA STRADA PER LO SVILUPPO DELLA CAMPANIA

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lla fine della pandemia, l’economia della Campania si troverà ad affrontare uno dei momenti di crisi più forti dal secondo dopoguerra ad oggi. Serviranno tutti gli strumenti tecnici e finanziari per uscire da questa impasse.

“Le ZES e i Distretti Industriali possono giocare un ruolo importante in uno sviluppo sistemico e aggregativo dei territori.”

Tra questi, possono giocare un ruolo molto importante le ZES e i Distretti Industriali nell’ottica di una visione di sviluppo sistemico e aggregativo dei territori. Cosa sono e quali benefici sono destinati a produrre per la nostra economia? In sostanza, si tratta di aree geografiche nelle quali sono previsti strumenti e agevolazioni agli operatori economici che vi operano. Volendo dare una definizione quasi testuale

DI GIOVANNI MOCCIA di Zone Economiche Speciali (ZES), possiamo dire che si tratta di “aree geografiche nell’ambito delle quali un’Autorità governativa offre incentivi a beneficio delle aziende che vi operano attraverso strumenti e agevolazioni che agiscono in un regime derogatorio rispetto a quelli vigenti per le ordinarie politiche nazionali”. In Italia la normativa ZES è stata recepita con il D.L. 91/2017, il cosiddetto Decreto Sud anche se è solo con il D.P.C.M. 25 gennaio 2018, n. 12 che si arriva a regolarne la vera e propria istituzione. L’istituzione delle zone economiche speciali è attivata a seguito di proposte di istituzioni di ZES presentate dalle regioni meno sviluppate tra cui la Campania, dove sono già in atto protocolli ad hoc per

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San Giuseppe Vesuviano, Grumo Nevano – Aversa – Trentola Ducenta, Nocera Inferiore – Gragnano e Calitri. Indubbiamente come le Zone Economiche Speciali, anche i distretti industriali possono concorrere alla ripresa economica del nostro territorio dopo il Covid-19 anche grazie ad alcune misure finanziarie ad hoc, in primis il Contratto di Sviluppo promosso da Invitalia.

Dott. Giovanni Moccia CEO di Moccia Consulenze-Impresiamoci info@mocciaconsulenze.it

“Le imprese che formano i distretti industriali sono tipicamente piccole e medie. Una delle caratteristiche che ha permesso il successo dei distretti industriali è la spiccata capacità di unire specializzazione e flessibilità.”

Le imprese che formano i distretti industriali sono tipicamente di dimensioni piccole e medie. Una delle caratteristiche che ha permesso il successo dei distretti industriali è la spiccata capacità di unire specializzazione e flessibilità. I maggiori punti di debolezza dei distretti industriali invece sono: l’assenza di strutture dedicate alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti; una scarsa forza commerciale e di marketing; basso potere contrattuale verso clienti e fornitori; scarsi mezzi finanziari. Allo Stato, la legislazione italiana riconosce 200 distretti industriali. Il maggior numero di distretti è localizzato al Nord-est, tradizionalmente l’area territoriale di riferimento del modello distrettuale italiano. I distretti del Made in Italy sono 130, ben il 92,2% dei distretti industriali del Paese; sono maggiormente presenti nei settori della meccanica (il 27,0%), tessile-abbigliamento (22,7%), beni per la casa (17,0%) e pelli, cuoio e calzature (12,1%). Nello specifico in Campania sono presenti 8 distretti industriali. Per l’esattezza, sono presenti a Marcianise, Solofra, Sant’Agata dei Goti – Casapulla, San Marco dei Cavoti,

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Una Zona Economica Speciale (ZES) è un’area geografica con una legislazione economica differente dalla legislazione in atto nella nazione di appartenenza: viene garantita la possibilità di derogare dalle leggi vigenti nell’ambito delle ordinarie politiche nazionali.


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Futuro e territorio | FEBBRAIO - MARZo 2021

Da sinistra: Raffaella Giaccio e Gianni Petrizzo

FORMIDABILE SUCCESSO PER L’AGROPOLI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL

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ono i due film “Used and Borrowed Time”, diretto da Sophia Romma, e “Bottle Monster”, diretto da Marjorie DeHey, che si portano a casa Il delfino d’oro della città di Agropoli in occasione della cerimonia di premiazione dell’AIFF Agropoli International Film Festival, svoltasi on-line il 6 febbraio scorso. Entrambi statunitensi, i lungometraggi hanno ricevuto rispettivamente il titolo di miglior film e miglior regia. Un successo oltre i confini quello dell’AIFF diret-

“Used and Borrowed Time”, diretto da Sophia Romma, e “Bottle Monster”, diretto da Marjorie DeHey, si portano a casa il delfino d’oro della città di Agropoli.”

to dal produttore e regista Gianni Petrizzo supportato dallo straordinario team composto da Raffaella Giaccio, Agnese Mandetta, Andrè Giaccio, Adrià Pinol e Jerry Giaccio. Anche il sindaco di Agropoli Adamo Coppola e il delegato alla cultura Francesco Crispino hanno elogiato l’iniziativa che arricchisce l’offerta turistica e culturale della città. Il sindaco Coppola ha invitato gli artisti internazionali a ritirare il premio ad Agropoli, una volta terminata l’emergenza Covid-19. Invito accolto con entusiasmo e promesse sincere da parte di tutti e 14 i premiati. Per la sezione Shorts Films il premio di testa è stato assegnato al film “La Spada di Gomma” di Luigi Russo mentre la miglior regia è andata all’inglese Mat Braddy con il suo “Deus Otiosus”. Premio prestigioso anche per gli attori Henrik Norman il protagonista del film svedese “Stroke of Midnight” che vince come miglior attore, e la francese Jennifer Wesse, che con “LastCall”, viene incoronata miglior attrice. Orgoglio agropolese per l’attore

Domenico Avenia che nel film “Io Resto a Casa” di Enrico Giuliano, vince come miglior attore italiano. Dall’Islanda invece, il film “Ran” del regista Fjolnir Baldursson si e’ distinto per la miglior fotografia, mentre lo spagnolo Fernando Garcia ha ricevuto il premio come miglior soggetto per il suo “The Road of Success”. Riconoscimento eccellente anche ai documentari statunitensi “Alaska Long Hunters” Diretto da Mark Rose e “Stalking Chernobyl ” Diretto da Iara Lee, mentre nella sezione Videoclip il canadese Michael Stover ha vinto con Ed Roman “Red Omen”, nella sezione trailer, l’italiana Alex Guarino esulta con “Tango X” e lo statunitense compositore Stephen Pope, con “Secrets,Dreams, Faith and Wonder”, stravince nella sezione sperimentali.

Ufficio Stampa AIFF Agropoli Film Festival agropolifilmfestival@gmail.com


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cultura e benessere | febbraio - marzo 2021

cultura e benessere | febbrAIO - marzO 2021

IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO UNA DIFESA DAI MICRORGANISMI

L “Rafforzare le difese immunitarie è una necessità che scatta nel momento in cui qualcosa le indebolisce, rendendo l’organismo più suscettibile alle infezioni e ad altre patologie.”

’essere umano è vecchio milioni di anni, ma microrganismi come batteri abitano l’universo da miliardi di anni: sono onnipresenti, nel nostro corpo e in tutto l’ambiente che ci circonda. Nel nostro corpo troviamo centinaia di trilioni di virus, batteri e altri microrganismi e solo, si fa così per dire, poche decine di trilioni di cellule. Di conseguenza, il nostro sistema immunitario si è evoluto in milioni di anni ed è cresciuto convivendo con virus e batteri. La prima traccia scritta del sistema immunitario risale a circa 2400 anni fa, ma l’effettiva scoperta avverrà oltre 2000 anni dopo. Il sistema immunitario è distribuito in tutto il corpo e rappresenta le nostre difese contro agenti esterni come virus, batteri e altri microrganismi; ci difende anche dalle nostre stesse cellule mutate che sono causa di malattie interne come i tumori. Tra i tessuti e gli organi costituenti il sistema immunitario rientrano la

DI FRANCESCO DI LORENZO cute, la milza, le tonsille, il midollo osseo, il timo e i linfonodi. Le sue armi di punta sono presenti nel sangue e sono i globuli bianchi (linfociti, monociti, neutrofili, basofili, eosinofili). fanno parte del sistema immunitario anche glicoproteine come il muco, i succhi gastrici, la saliva, le lacrime, il sudore, il microbiota ecc. Spesso, i microrganismi sono associati a determinate malattie: in realtà, molti di essi – come quelli del microbiota intestinale – sono particolarmente utili all’uomo. Il microbiota è dato dai miliardi di microrganismi come funghi, virus, protozoi e soprattutto batteri che popolano il nostro intestino. Esso svolge attività metaboliche e nutrizionali, ha funzione protettiva e stimola la risposta immunitaria di fronte all’attacco di agenti patogeni residenti o arrivati dall’esterno. Rafforzare le difese immunitarie è una necessità che scatta nel momento in cui qualcosa le indebolisce, rendendo l’organismo più suscettibile

alle infezioni (malattie scatenate da agenti infettivi quali batteri, virus, funghi e parassiti) e ad altre patologie. Sono diversi i motivi che possono portare a un abbassamento delle difese immunitarie: svariati fattori ambientali (es.: freddo, umidità, cambio di stagione, eccessiva esposizione solare, sbalzi di temperatura ecc.), lo stress, le cattive abitudini alimentari (come l’abuso di alcool, zuccheri e grassi saturi), alcune patologie croniche, determinati farmaci, l’uso eccessivo e/o scorretto degli stessi (come gli antibiotici), l’obesità, la sedentarietà o l’attività fisica eccessiva o sporadica, il consumo di droga, il fumo, inadeguato riposo, l’avanzare dell’età. Una serie di segni e sintomi come herpes labiale, afte, capelli fragili, stanchezza, lingua bianca, infezioni frequenti e sintomi simil-influenzali, possono indicare che il nostro sistema immunitario non sia nel suo pieno funzionamento. Possiamo aiutarlo a mantenersi forte ed efficiente con esercizio fisico costante e ben dosato, gestendo lo stress (magari passeggiando all’aperto e concentrandosi sul qui e ora), dormendo per le giuste ore di sonno e adottando corrette norme igieniche della persona e dell’ambiente; è logico che se siamo esposti ad

una forte carica di patogeni facciamo fatica a reggere il ritmo. Allo stesso tempo, non bisognerebbe eccedere nelle pulizie e usare detergenti aggressivi, poiché uccidono anche la nostra flora microbica che ci difende. È fondamentale adottare una sana alimentazione completa di macronutrienti, micronutrienti e fitonutrienti, limitare al minimo cibi ricchi di zuccheri, grassi saturi e gli alcolici che portano alla produzione eccessiva di radicali liberi. Inoltre, è importante adottare una dieta ricca di vitamine soprattutto (A, C, E, D), assumere il giusto apporto di proteine nobili, quindi di amminoacidi essenziali e non, antiossidanti, iodio, selenio, zinco, fermenti lattici, omega3, ferro, lattoferrina, ecc. Pertanto, si consiglia di favorire l’assunzione di aglio, curcuma, zenzero, agrumi, frutta secca, patate dolci, funghi, verdure di colore verde, zucca, cereali integrali, latte magro e yogurt, pesce azzurro, alghe, ribes

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ecc. È possibile anche avvalersi delle risorse che la natura offre da sempre all’essere umano: il variegato gruppo di piante medicinali ad azione immunostimolante e adattogena, come l’echinacea, l’astragalo, la papaya fermentata, alcuni funghi come i shiitake, maitake e reishi, alcuni tipi di alghe come la spirulina, la nori, la kombu e la wacame, radice di ginseng, propoli, pappa reale. Utili possono essere integratori multivitaminici, multiminerali e antiossidanti, fermenti lattici vivi, probiotici e prebiotici, per riequilibrare la flora intestinale. Naturalmente, il fatto di rinforzare il nostro sistema immunitario non è una garanzia di non avere malattie, ma credo che vada promosso come coadiuvante ai vaccini.

Dott. Francesco Di Lorenzo Coordinatore Sanitario francescodl1979@gmail.com

Il microbiota, comunemente detto “flora intestinale”, è in grado di svolgere una serie di funzioni essenziali di protezione e stimolo verso il sistema immunitario e di eliminazione di agenti tossici. È fondamentale per la salute generale dell’individuo.


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cultura e benessere | febbraio - marzo 2021

cultura e benessere | febbrAIO - marzO 2021

FILM

I

THE DARJEELING LIMITED DEL MESE

l film scelto è il quinto della filmografia di Wes Anderson, uno dei registri che più hanno fatto parlare di sé e della propria personale estetica, negli ultimi anni. Un film divertente, emozionate, che ci tiene in sospeso, ci rivela, ma ci lascia il gusto dell’immaginazione. Un cast eccezionale con Owen Wilson, Adrien Brody, Bill Murray, Jason Schwartzman, una colonna sonora sospesa tra la musica indiana e il rock anni 70 e una fotografia che ci restituisce l’immaginario sognante dell’oriente.

Trama: The Darjeeling Limited è la storia dei tre fratelli Whitman, che a un anno dalla morte del padre, per iniziativa del fratello maggiore, dopo essersi persi di vista del tutto, intraprendono un eccentrico viaggio in India alla ricerca della madre, che li ha abbandonati divenendo suora. Il film è una commedia drammatica itinerante nella quale i personaggi sono alla perenne ricerca di qualcosa che in alcuni casi non è neanche svelata, come per il personaggio misterioso di Bill Murray, che nella prima scena rincorre il treno per il Darjeeling, perdendolo, per poi ricomparire solo brevemente senza entrare mai nel vivo della storia. Wes Anderson come suo solito mette in scena con maestria l’epopea di una famiglia disfunzionale, in cui tutti sono alla ricerca del proprio equilibrio personale e di un legame sempre in bilico, scalfito da un bagaglio di bugie e omissioni. Non a caso i tre protagonisti portano con sé i bagagli del padre, che poi abbandonano alla fine del film, come a liberarsi dei pesi che li hanno divisi in passato. Riusciranno a ritrovarsi, anche se percorrendo strade inusuali, attraverseranno ancora una volta l’abbandono, il lutto, la perdita dell’amore, come a doverli finalmente elaborare, ma questa volta finalmente insieme. Da sottolineare una delle scene conclusive, in cui il regista ci mostra in sequenza attimi di vita di tutti i personaggi, facendoli coabitare idealmente sul treno, rivelandoci un aspetto emotivo sia dei personaggi di cui conosciamo i risvolti, sia di coloro che rimarranno irrisolti.

Perché guardarlo?

Per immergersi nello sguardo di un grande regista e uscirne con più domande che risposte, con più emozione che azione. Per percorrere uno strano viaggio su un treno per il Darjeeling.

LIBRO

DEL MESE Perché leggerlo?

Titolo originale The Darjeeling Limited

L’autore, nel suo stile essenziale, riesce ancora una volta a mostrare al lettore come il miracoloso e inafferrabile dono della serenità possa essere conquistato in qualsiasi luogo, anche in quelli apparentemente più improbabili, perché il dono della serenità è nascosto nel cuore di ciascuno di noi.

Paese ed anno di produzione USA - 2007 Genere Commedia, Drammatico Regia Wes Anderson

VERONIKA DECIDE DI MORIRE Trama: Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l’esistenza. Conosce Mari, Zedka, Eduard, persone che la gente ‘normale’ considera folli, e soprattutto incontra il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’’Amargura’, l’Amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere. Veronika spalanca così le porte di un nuovo mondo, un mondo che, attraversato con la consapevolezza della morte, a spinge, sorprendentemente, alla consapevolezza della vita. Fino alla conquista del dono più prezioso: sapere vivere ogni giorno come un miracolo. In questo straordinario romanzo, nella storia della giovane Veronika, Paulo Coelho riversa la sua personale esperienza, i ricordi di tre anni consecutivi di ricovero in un ospedale psichiatrico, dove lo scrittore venne rinchiuso solo perché considerato “diverso”.

Autore Paulo Coelho Anno 1°Edizione 1998 Genere Contemporaneo, Attualità, Sociale, Psicologico Pagine 186 Vincenzo Bottone Webmaster UniPoste S.p.A. v.bottone@uniposte.it

Dott. Giovanni Carbone Marketing Manager UniPoste S.p.A. marketing@uniposte.it

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Mr.Magazine Febbraio - Marzo 2021  

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