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Immagine di copertina: opera di Chiara Corio-Mybesthalf, foto K. Guldbrandsen

Dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, in tutto il mondo e in SDUWLFRODUHLQ2FFLGHQWHVLD̆HUPDXQPRYLPHQWRFRQWURODVHFRODUH esclusione delle donne dalla sfera politica, riconfermata dalle rivoluzioni liberali e democratiche del Settecento e dell’Ottocento. Un’esclusione basata sull’idea che la rigida distinzione dei campi di pertinenza dei due sessi sia conforme alla natura e garanzia imprescindibile di una società ordinata: alle donne la maternità, la famiglia, O¶DPELWRGRPHVWLFRDJOLXRPLQLOHSURIHVVLRQLJOLD̆DULODSROLWLFD Attraverso i documenti dell’archivio storico dell’Unione femminile QD]LRQDOHHGHOOD)RQGD]LRQH$QQD.XOLVFLR̆ODPRVWUDUDFFRQWDLO movimento per la conquista del voto alle donne dall’Unità d’Italia al 1946, in collegamento con il contesto internazionale. F O N D A Z I O N E

Anna Kuliscioff

6X̆UDJHWWHLWDOLDQHYHUVRODFLWWDGLQDQ]D  0RVWUDVWRULFD a cura di Concetta Brigadeci, Marina Cattaneo, Eleonora Cirant, Giuliana Franchini. I documenti provengono dagli Archivi dell’Unione femminile QD]LRQDOH 8)1 HGHOOD)RQGD]LRQH$QQD.XOLVFLR̆ )$.  6LULQJUD]LDQRLQROWUH$UFKLYLR,QVPOL$UFKLYLRSULYDWR5D̆DHOOD Podreider. /D)RQGD]LRQH$QQD.XOLVFLR̆HO¶8QLRQHIHPPLQLOHQD]LRQDOH si dichiarano disponibili a regolare eventuali spettanze derivanti dall’utilizzo di immagini per le quali non è stato possibile reperire la fonte. CC Fondazione Anna Kulisciof, CC Unione femminile nazionale, 2017. Rilasciato con licenza Creative Commons 3.0 CC-BY-NC-SA, disponibile anche su ZZZIRQGD]LRQHDQQDNXOLVFLR̆LWHZZZXQLRQHIHPPLQLOHLW

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,OPRYLPHQWRLQWHUQD]LRQDOH Stati Uniti d’America Negli Usa la presenza politica delle donne ha le radici tra il 1830-40, sia nella massiccia partecipazione ai movimenti evangelici nel New England e nell’ovest, sia nella campagna antischiavista lanciata a Boston. Nel 1837, infatti, nasce la 1DWLRQDO)HPDOH$QWL6ODYHU\ 6RFLHW\ e sono le sorelle *ULPNp a predicare a grandi folle contro la schiavitÚ. Nel 1848, a 6HQHFD)DOOV nello stato di New York, per iniziativa di (OL]DEHWK &DG\ 6WDQWRQ si riunisce la prima convenzione sui diritti delle donne (19-20 luglio 1848), che chiede il diritto di voto con la 'HFODUDWLRQRI6HQWLPHQWVDQG5HVROXWLRQV. Elizabeth Cady Stanton e 6XVDQ$QWRQ\, che hanno partecipato nel Kansas nel 1867 alla campagna referendaria per il voto alle donne e ai neri, si oppongono al partito repubblicano perchÊ dà priorità al voto ai neri e rinvia quello alle donne. Nel 1869 fondano la 1DWLRQDO :RPDQœV6X̆UDJH$VVRFLDWLRQ 1:6$ . /HVX̆UDJLVWHDEROL]LRQLVWHFKHDFFHWWDQRODSULRULWjGHOYRWRDLQHUL fondano la $PHULFDQ:RPDQœV6X̆UDJH$VVRFLDWLRQ. Le due DVVRFLD]LRQLVLULXQL¿FKHUDQQRQHOQHOOD1DWLRQDO$PHULFDQ :RPDQ 6X̆UDJH $VVRFLDWLRQ 1$:6$ di cui è presidente Stanton. Negli anni successivi in alcuni stati vince il referendum sul voto alle donne, lanciato dalla $PHULFDQ :RPDQœV 6X̆UDJH $VVRFLD WLRQ. Negli Usa 26 milioni di donne americane ottengono il voto il 26 agosto del .

The women’s social and political union, invito alla manifestazione di Londra del 17 giugno 1911, 11 maggio 1911, lettera, UFN

Florence Hope Luscomb (1887–1985), attivista †‡ŽÂ?‘˜‹Â?‡Â?–‘•—ƥ”ƒ‰‹•–ƒ‹Â?ÂƒÂ•Â•ÂƒÂ…ÂŠÂ—Â•Â‡Â–Â–Â•ÇĄ ͙͙͚ͥǥÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

“PDJJLR &DUD &RPHSUREDELOPHQWHVDLVWLDPRRUJDQL]]DQGRGLQXRYRXQD JUDQGHPDQLIHVWD]LRQHGLGRQQHSHULOJLXJQR 'RYUHEEHURGLQXRYRHVVHUFLJUXSSLLQWHUQD]LRQDOLHGHVRU WLDPRYRLHOHYRVWUHDPLFKHDGXQLUYLDQRLPRVWUDQGRFRVu TXDQWRDPSLDPHQWHTXHVWRJUDQGHPRYLPHQWRDEELDRWWHQXWR OÂśDSSRJJLRGLWXWWHOHGRQQH,QXPHULSRUWDQRLPSRUWDQ]D HFRQYLQ]LRQHRJQXQDGLQRLqLPSRUWDQWH/DQRVWUDFDXVD GHYHWULRQIDUHHFLDVFXQDGLQRLSXzDLXWDUHDVXSHUDUHLQQX PHURHVSHWWDFRODULWjWXWWHOHSUHFHGHQWLPDQLIHVWD]LRQL ĂŠLQWHVRFKHFLDVFXQ3DHVHVLDUDSSUHVHQWDWRGDTXDOFXQDFKH LQGRVVLXQFRVWXPHQD]LRQDOHRFKHQHLQGLFKLODSURYHQLHQ]D &KLHGLDOOHWXHDPLFKHGLFRPXQLFDUHFRQPHSHUDYHUHWXWWLL GHWWDJOL

Ž‹•ƒ„‡–Šƒ†›–ƒÂ?–‘Â?Č‹Í™Í Í™Í?Č‚Í™ÍĄÍ˜ÍšČŒÇĄ•—ƥÂ”ÂƒÂ‰Â‹ÇŚ Â•Â–ÂƒÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄČ?Í™ÍĄÍ˜Ç¤ÇŤČ?ÇĄ  —•ƒÂ?ǤÂ?–‘Â?›Č‹Í™Í ÍšÍ˜ÇŚÍ™ÍĄÍ˜ÍžČŒÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ Č?Í™ÍĄÍ˜Ç¤ÇŤČ?ÇĄ  ƒ–‹‘Â?ƒŽÂ?‡”‹…ƒÂ?‘Â?‡Â?ǯ•—ƥ”ƒ‰‡Â•Â•Â‘Â…Â‹ÂƒÇŚ tion, volantino, 1890, UFN Executive committee of the international council of women, Cassinbury Park, USA, Í?Ž—‰Ž‹‘͙ͥͥ͠ǥÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

&RUGLDOPHQWH (OLVDEHWK)UHHPDQ 2QVHJUHWDULDSHUODVH]LRQHVWUDQLHUH

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,OPRYLPHQWRLQWHUQD]LRQDOH Gran Bretagna In Gran Bretagna le donne ottengono il voto amministrativo nel 1888 e successivamente lottano per quello politico. Nel  nasce la 1D WLRQDO8QLRQRI:RPHQÂśV6X̆UDJH6RFLHWLHV 18:66 , con la presidenza di 0LOOLFHQW*DUUHWW)DZFHWW, che conduce la battaglia cercando l’appoggio trasversale dei deputati in Parlamento. In disaccordo con questo metodo, nel , a Manchester, (PPH OLQH3DQNKXUVW fonda la :RPHQÂśV6RFLDODQG3ROLWLFDO8QLRQ :638 , per portare avanti la lotta ÂŤnon con gli esauriti metodi missionari, ma con l’azione politicaÂť. Nel &KULVWDEHO3DQNKXUVWH$QQLH.HQQH\ interrompono un comizio con la richiesta del voto alle donne e si fanno arrestare. /DVWDPSDFKLDPHUjÂłVX̆UDJHWWHV´LQVHQVRVSUHJLDWLYRRÂłPLOLWDQ WV´OHGRQQHGHO:638ÂłFRQVWLWXWLRQDOV´TXHOOHGHOOD18:667XWWH OHVX̆UDJHWWHDUUHVWDWHSUDWLFDQRORVFLRSHURGHOODIDPHHVXELVFRQR l’alimentazione forzata. Il 12 febbraio del , (PLO\3DQNKXUVWHOHGRQQHGHOOD:638 PDUFLDQRVXOSDUODPHQWRLQJOHVHSHULOVX̆UDJLRIHPPLQLOH1HO PLOLWDQWLGHO:638VRQRLQDUUHVWRSHUFKpURPSRQROHYHWULQHD Londra. Nel  la :RPHQÂśV3HDFH&UXVDGH (leader +HOHQ&UDZIXUG, H[VX̆UDJLVWD VLEDWWHFRQWURODJXHUUD

‘Â?‡Â?ǯ••—ƥ”ƒ‰‡’‹Ž‰”‹Â?ÂƒÂ‰Â‡ÇĄ‰”‡ƒ–†‡Â?‘Â?•–”ƒ–‹‘Â?‹Â? ›†‡ƒ”Â?ÇĄ‘Â?Â†Â”ÂƒÇĄŽ—‰Ž‹‘͚͞nj͚Í&#x;Í™ÍĄÍ˜Í ÇĄÂ?ƒÂ?Â‹ÂˆÂ‡ÇŚ sto, UFN

Nel  viene dato il voto alle donne oltre i 30 anni e nel  a tutte.

Millicent Garrett Fawcett (1847-1920), presidente del National Union of Women’s —ƥ”ƒ‰‡‘…‹‡–‹‡•Č‹ČŒÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

Emmeline Goulden Pankhurst (1858-1928), fondatrice della Women’s Social and Political Â?‹‘Â?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ͙͙ͥ͛ǥ™‹Â?‹’‡†‹ƒ

Panko or Votes for Women, carte da gioco, ‘Â?Â†Â”ÂƒÇĄČ?Í™ÍĄÍ˜Í&#x;Č?ÇĄ 

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,OPRYLPHQWRLQWHUQD]LRQDOH Gran Bretagna

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‡Ž‹‡‡–Š‹…Ǧƒ™”‡…‡ȋ͙͟͠͞Ȃ͙͜͡͝Ȍǡ•—ơ”ƒ‰‡––ƒ‹‰Ž‡•‡ǡˆ‡•–‡‰‰‹ƒ–ƒƒŽŽǯ—•…‹–ƒ†ƒŽ…ƒ”…‡”‡‹Ž͟ƒ’”‹Ǧ Ž‡͙͘͡͡ǡˆ‘–‘‰”ƒƤƒǡ  ””‡•–‘†‹—ƒ•—ơ”ƒ‰‡––ƒ‹‰Ž‡•‡ǡ͙͘͡͠ǡˆ‘–‘‰”ƒƤƒǡ 

—ơ”ƒ‰‡––ƒ˜‡•–‹–ƒ†ƒ ‹‘˜ƒƒǯƒ”…‘ƒ’”‡‹Ž corteo di festeggiamenti per l’uscita dal carcere di Emmeline Pethick-Lawrence, 7 aprile 1909, ˆ‘–‘‰”ƒƤƒǡ 

Propaganda del giornale «Votes for women», organo della Women’s Social and political Union, ‘†”ƒǡ͙͘͟͡ǡˆ‘–‘‰”ƒƤƒǡ 

«La Domenica del Corriere», 10-17 ottobre 1909, periodico, UFN

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,OPRYLPHQWRLQWHUQD]LRQDOH Germania 8QPRYLPHQWRRUJDQL]]DWRSHULOVX̆UDJLRIHPPLQLOHQDVFHLQ*HUPDQLDVROWDQWRQHO. Dal 12 al 18 giugno  si svolge a Berlino un importante congresso internazionale a cui partecipano donne da tutto il mondo e che fonda la ,QWHUQDWLRQDO :RPDQ6X̆UDJH$OOLDQFH, FRQOœRELHWWLYRVSHFL¿FRGHOYRWRIHPPLQLOH7UDOHLWDOLDQHSDUWHFLSDQRDQRPHGHOOœ8QLRQHIHPPLQLOH(OLVD%RVFKHWWLH%LFH&DPPHR, la quale scrive una cronaca dettagliata sul periodico Unione Femminile; $UJHQWLQD$OWREHOOL, rappresentante di Federterra; %HUWKD7XULQ per l’associazione Amiche della giovinetta e la presidente del Consiglio nazionale delle donne italiane, *DEULHOOD6SDOOHWWL5DVSRQL. Da queVWRPRPHQWRODEDWWDJOLDSHULOVX̆UDJLRGLYHQWHUjFHQWUDOHLQWXWWHOHQD]LRQL Le donne tedesche otterranno il diritto di voto nel  FRQ OD &RVWLWX]LRQH GHOOD 5HSXEEOLFD GL :HLPDU GHVWLQDWD VXFFHVVLYDPHQWH D soccombere al nazismo.

Commemorazione del Congresso di Berlino del 1904 in: ÂŤNeue Desutsche FrauenzeitschriftÂť, n. 12, 1929, UFN

Elisa Boschetti e Bice Cammeo a Ersilia Majno sul Congresso di Berlino, 17 giugno 1904, lettera, UFN

ÂŤGuarda che se non fai subito il bravo, viene a pren†‡”–‹Žƒ•—ƥÂ”ÂƒÂ‰Â‡Â–Â–ÂƒÇ¨Ç˝ÇĄ˜‹‰Â?‡––ƒÂ•ÂƒÂ–Â‹Â”Â‹Â…ÂƒÇĄ•Ǥ†Ǥǥ 

Commemorazione del Congresso di Berlino del 1904 in: ÂŤNeue Deutsche FrauenzeitschriftÂť, n. 12, 1929, periodico, UFN Le nazioni rappresentate al Congresso di Berlino del 1904 sono Inghilterra, Scozia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Olanda, Francia, Svizzera, Italia, Austria, Ungheria, Stati Uniti, Canada, Australia, Turchia.

Bice Cammeo da Berlino, 15 giugno 1904, lettera, UFN

Alcuni ritratti delle congressiste pubblicati nell’opuscolo Bilder vom Internationalen Frauen-Kongress 1904 (Ritratti dal Congresso internazionale delle donne 1904), UFN

‹Â?ÇŁÇźƒŽ‹„‡”–Â?ǽǥÍ›Ž—‰Ž‹‘Í™ÍĄÍ˜ÍœÇĄ quotidiano, UFN

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/HRULJLQL Pioniere Dal 1861, con l’unità d’Italia, la condizione giuridica femminile SHJJLRUD ,QIDWWL ¿QR DO QXRYR &RGLFH FLYLOH GHO , le donne lombarde, toscane e venete nei rispettivi Stati preunitari godevano di un limitato diritto di voto amministrativo. Le leggi del 5HJQRG¶,WDOLD negano a tutte le donne il diritto di voto e le sottopongono, se sposate, all’obbligo dell’autorizzazione maritale per ogni atto economico o giuridico. Ma proprio nei decenni successivi all’Unità si fanno sentire le prime voci che si battono per l’emancipazione delle donne e rivendicano la cittadinanza politica, inserendosi nella grande corrente già in atto in molti Paesi europei e negli Stati Uniti.

“6H'LRKDSRVWRQHOO¶XRPRXQ¶LUUHVLVWLELOHWHQGHQ]DDOODOLEHU WjSHUFKpQHOO¶XVRGHOODOLEHUWjGLYHQWLPLJOLRUHVH'LREHQH GLFHDJOLVIRU]LFKHOD1D]LRQH,WDOLDQDIDSHUUHQGHUVLOLEHUD IRQGDPHQWRSULQFLSDOLVVLPRGLTXHVWRSURJUHVVLYRPLJOLRUD PHQWRGHY¶HVVHUHO¶D̆HUPD]LRQHODSLODUJDSRVVLELOHGHOO¶H PDQFLSD]LRQHGHOODGRQQD,SULPLRWWRDQQLGHOO¶HGXFD]LRQH GHOO¶XRPRDSSDUWHQJRQRTXDVLHVFOXVLYDPHQWHDOODPDGUH &RQVLGHUDQGRFKHVXLGLYHUVL&RGLFLGHOOHSURYLQFLH,WDOLDQHVL VWDHODERUDQGRXQ&RGLFHXQLFRSHUWXWWRLO5HJQRG¶,WDOLD &RQVLGHUDQGRFKHQHOOHSURYLQFLH/RPEDUGHGRYHqYLJHQWH WXWWRUDLO&RGLFHDXVWULDFRODGRQQDqSDUL¿FDWDDOO¶XRPRQHO ODIDFROWjGLGLVSRUUHGHOOHSURSULHVRVWDQ]HLQRJQLFRQWUDWWD ]LRQHDQFKHVHQ]DODWXWHODPDULWDOH &RQVLGHUDQGRFKHLO&RGLFH$OEHUWLQRVRWWRSRQHQHOOHDQWLFKH SURYLQFLHODGRQQDDOODWXWHODPDULWDOHQHOO¶HVHUFL]LRGHLGLULW WLGLSURSULHWj /HVRWWRVFULWWH&LWWDGLQH,WDOLDQHIDQQRDO3DUODPHQWRULVSHW WRVDLVWDQ]DḊ QFKpQHOODFRPSLOD]LRQHGHOQXRYR&RGLFHFL YLOHLWDOLDQRDOOHGRQQHGLWXWWHOHSURYLQFLHYHQJDQRHVWHVLL GLULWWLULFRQRVFLXWL¿QRDGRJJLQHOOHGRQQH/RPEDUGH´ 0LODQR Petizione alla Camera de’ deputati, 1861

“6LJQRUL6HQDWRUL6LJQRUL'HSXWDWL Anna Maria Mozzoni, Lettera all’onorevole Zanardelli relatore del progetto di riforma della legge elettorale, 1881, puscolo, FAK

/D¿JXUDSLUDSSUHVHQWDWLYDGHOSHULRGRq$QQD0DULD0R]]RQL (1837-1920), di formazione democratico-mazziniana, con radici nell’illuminismo lombardo, in contatto con le punte più avanzate del pensiero sociale europeo, dai saint-simoniani ai fourieristi, a John Stuart Mills. Fin dagli esordi, nel 1864, pone come questione FHQWUDOHGHOODGHPRFUD]LDO¶D̆HUPD]LRQHGHLGLULWWLGHOOHGRQQHHVRU tate a impegnarsi in prima persona per la loro «redenzione». Saggista, giornalista, organizzatrice politica, Mozzoni è autrice nel  della prima petizione al Parlamento per il voto politico alle donne e fondatrice con 3DROLQD 6FKL̆ della /HJD SURPRWULFH GHJOL LQWHUHVVLIHPPLQLOL.

>@$TXHVWDSDULWjGLWUDWWDPHQWRFRQLFLWWDGLQLGHOO¶DOWUR VHVVRQRQFRQRVFHQGRQRLDOWURRVWDFRORFKHODWXWHODGHOOD GRQQDPDULWDWDGRPDQGLDPRFKHVLDWROWDFRPHQRQG¶DOWUR RULJLQDWDFKHGDOODOHJDOHSUHVXQ]LRQHGHOODQRVWUDLQFDSD FLWjIDFHQGRQRLFRQVLGHUDUHDJOLRQRUHYROLOHJLVODWRULFKH DYHQGRLO*RYHUQRLWDOLDQRSURPRVVRFRQRJQLFXUDO¶LVWUX]LR QHIHPPLQLOHHWURYDQGRFLQRLSHUFLzDOJLRUQRG¶RJJL DOODHJXDOHSRUWDWDLQWHOOHWWXDOHGLXQDTXDQWLWjGLHOHWWRUL FKHLOOHJLVODWRUHGLFKLDUDFDSDFLVWLPLDPRFKHQXOODFRVWL DFFKpYHQJDDQRLSXUHDFFRUGDWRLOYRWRSROLWLFRVHQ]DGHO TXDOHLQRVWULLQWHUHVVLQRQVRQRWXWHODWLHGLQRVWULELVRJQL ULPDQJRQRLJQRWL )LGXFLRVHQHOODVDYLH]]DHJLXVWL]LDGHLOHJLVODWRULOHVRWWR VFULWWHLQVLVWRQRSHUFKpVLDIDWWDUDJLRQHDOODORURGRPDQGD Petizione per il voto politico alle donne, Anna Maria Mozzoni, 1877

Anna Maria Mozzoni, L’organizzazione dei lavoratori. Conferenza tenuta il 3 maggio 1891 in Cremona, 1891, opuscolo, UFN

Anna Maria Mozzoni, Lettera alle fanciulle, 1891, opuscolo, FAK Anna Maria Mozzoni, I socialisti e l’emancipazione della donna, 1892, opuscolo, FAK

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/HRULJLQL Pionieri Nel  il ministro dell’Interno 8EDOGLQR 3HUX]]L propone una riforma elettorale amministrativa che prevede il voto ad alcune categorie di donne attraverso una scheda segreta da inviare in un involucro, cosĂŹ da salvaguardare ÂŤil riserboÂť delle donne. Questa ed altre proposte non saranno mai accolte dal Parlamento. 6DOYDWRUH0RUHOOL, giornalista e giurista deputato pubblica nel 1861 /D GRQQD H OD VFLHQ]D FRPH VROL PH]]L DWWL D ULVROYHUH L SUREOHPL GHOOÂśDYYHQLUH, anticipando i temi dell’emancipazione femminile, ben otto anni prima del libro di -RKQ6WXDUW 0LOO, /DVHUYLWGHOOHGRQQH. Una volta eletto deputato, nel 1867, Morelli presenta, primo in Europa, un progetto di legge dal titolo $EROL]LRQH GHOOD VFKLDYLW GRPHVWLFDFRQODUHLQWHJUD]LRQHJLXULGLFDGHOODGRQQD, per accorGDUH L GLULWWL FLYLOL H SROLWLFL SDUL D TXHOOL GHOOÂśXRPR 7UD LO  H il 1875 presenta e illustra sette proposte di legge per la riforma del diritto di famiglia, cento anni in anticipo rispetto alla riforma del 1975.

Salvatore Morelli (1824-1880), Wikipedia Çź…‘Â?•‘Žƒ”Â?‹ÂƒĆĄÂ”Â‡Â–Â–ÂƒÂ–Â‹ÇĄÂ?‘Â?‡Â?–‘†‡•‹ƒ–‘ÇŚ Emancipate e libere - Io vi proclamerò. Vignetta satirica, in: Ginevra Conti Odorisio, cit.

Il Parlamento italiano nel 1867, Le Lieure Pho–‘‰”ƒ’Š‹‡‡†‹–‡—”ǥČ?Í™Í ÍžÍ&#x;Č?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

Nessuna di queste leggi sarà presa in considerazione. Morelli viene considerato dai piÚ un eccentrico, un esaltato, troppo moderno per il suo tempo. E però il Parlamento italiano approva un suo progetto di legge con la n. 4176 del 9 dicembre 1877, che riconosce alle donne il diritto di essere testimoni negli atti normati dal Codice civile, un passo importante per i suoi risvolti economici e verso OœD̆HUPD]LRQH GHO SULQFLSLR GL capacità giuridica delle donne.

ÂŤMorelli nelle scienze la donna vuol perita - CosĂŹ nel far le calze non passerĂ la vita - E l’uomo lo vedremo presto col pupo in braccio - Mentre la donna in cattedra di scienza darĂ  spaccioÂť. Vignetta satirica, in: Ginevra Conti Odorisio (a cura di), Salvatore Morelli (1824-1880). Emancipazionismo e democrazia nell’Ottocento europeoÇĄ†‹œ‹‘Â?‹•…‹‡Â?–‹Ƥ…Š‡‹–ƒŽ‹ƒÂ?‡ǥƒ’‘Ž‹ 1992

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/HRULJLQL Operaie ed emancipazioniste 7UD2WWRFHQWRH1RYHFHQWR0LODQR è al centro di un intenso VYLOXSSRLQGXVWULDOH e in parte terziario, che provoca un incremento dell’LP PLJUD]LRQH e dell’RFFXSD]LRQH femminile. /¶HVSDQVLRQHGHOO¶DSSDUDWRSURGXWWLYRLOIRUPDUVLGLXQDQXRYDERUJKHVLDODGL̆XVLRQHGLVSLQWHHPDQFLSDWRULHQHOOHFODVVLRSHUDLHVRQRDO WUHWWDQWLHOHPHQWLFKHIDYRULVFRQRODQDVFLWDGLXQQXRYRWLSRGLGRQQDLPSHJQDWDVXOSLDQRVRFLDOHLQVR̆HUHQWHDOOHFRVWUL]LRQLGHOWHPSR 7XWWRTXHVWRFRQWULEXLVFHDOODQDVFLWDGLLPSRUWDQWLPRYLPHQWLIHPPLQLOL sindacali ed emancipazionisti.

«La Domenica del Corriere», 10-17 maggio 1908, periodico, UFN

Tessera della Società fra le sarte da donna, s.d., UFN «La Domenica del Corriere», ͚͟‘––‘„”‡Ȃ͛‘˜‡„”‡͙͘͟͡ǡ’‡”‹‘†‹…‘ǡ 

ƒ˜‘”ƒ–”‹…‹†‡Ž–ƒ„ƒ……‘‹‘•…ƒƒǡȏ͙͘͡ǤǫȐǡˆ‘–‘‰”ƒƤƒǡ 

‘‹œ‹‘ǡȏ͙͘͡ǤǫȐǡˆ‘–‘‰”ƒƤƒǡ 

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/HRULJLQL Leghe femminili La nascita di un vero e proprio movimento politico delle donne avviene nella prima domenica di dicembre del , quando $QQD 0DULD0R]]RQLe3DROLQD6FKL̆ danno vita a Milano alla /HJD SURPRWULFH GHJOL LQWHUHVVL IHPPLQLOL. Inizia cosĂŹ il cammino del movimento emancipazionista, che comincia a dotarsi di strutture nazionali e locali, e di organi di stampa propri. Saranno in molte a mobilitarsi per un femminismo sociale ÂŤpraticoÂť. Ăˆ il caso della /HJD SHU OD WXWHOD GHJOL LQWHUHVVL IHPPLQLOL, nata sempre a Milano nel 1893 per iniziativa di maestre come /LQGD0DOQDWLe&DUORWWD&OHULFL, e di operaie e impiegate vicine al Partito socialista appena costituito. Nel programma di massima ci sono il diritto di voto alle donne e l’abolizione dell’autorizzazione maritale, ma nel concreto la Lega opera per realizzare diritti VRFLDOL &DVVD GL PDWHUQLWj LVWUX]LRQH SURIHVVLRQDOH SHU OH ÂżJOLH delle operaie, miglioramento delle condizioni di maestre d’asilo, WHOHJUDÂżVWHWHOHIRQLVWHHFF 

Programma della Lega per la tutela degli interessi femminili, 1896, volantino pieghevole, UFN

Bazar di bambole, SocietĂ nazionale di patronato e mutuo soccorso per le giovani operaie, 1905, cartolina, UFN

Emilia Mariani (1854-1917), insegnante, femminista e socialista. Protagonista di numerose esperienze giornalistiche, direttrice dell’organo della Lega per la tutela degli interessi femminili, Vita femminile, e fondatrice di L’Italia femminile.

”•‹Ž‹ƒ”‘Â?œ‹Â?‹ƒŒÂ?‘Č‹Í™Í Í?ÍĄÇŚÍ™ÍĄÍ›Í›ČŒÇĄˆ‡Â?Â?‹Â?‹•–ƒ†‹ orientamento socialista, pensatrice politica, fondatrice e animatrice dell’Unione femminile nazionale e dell’Asilo Mariuccia di Milano, giornalista e direttrice del periodico ÂŤUnione femminileÂť.

Â?Â?ƒ—Ž‹•…‹‘ƥČ‹Í™Í Í?Í?nj͙͚ͥÍ?ČŒÇĄ”‹˜‘Ž—œ‹‘Â?ƒ”‹ƒ di origine russa, tra i principali esponenti del Partito socialista italiano, medica, pensatrice politica, giornalista. Il monopolio dell’uomo, 1894, opuscolo, FAK

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/HRULJLQL Il primo femminismo Nel , sotto i cannoni di %DYD%HFFDULV a Milano durante i moti per il pane, non cadono solo i manifestanti. Insieme al Partito socialista vengono sciolte le Leghe operaie, compresa la Lega per la tutela degli interessi femminili. A raccogliere l’eredità della Lega e le forze disperse del movimento delle donne, è L’8QLRQH IHPPLQLOH nata a Milano nel  con lo scopo di elevare e istruire la donna, difendere la maternità e l’inIDQ]LDR̆ULUHRVSLWDOLWjDOOHDVVRFLD]LRQLHLVWLWX]LRQLIHPPLQLOLSUH VHQWL LQ FLWWj 7UD OH SURPRWULFL GL HVWUD]LRQH ERUJKHVH PD GLYHUVH per formazione, vi sono (UVLOLD %URQ]LQL 0DMQR 1LQD 6XOODP 5LJQDQR -ROH %HOOLQL %HUVHOOLQL 5HEHFFD &DOGHULQL $QWR QLHWWD 5L]]L 3LVD /œ8QLRQH VL GL̆RQGH UDSLGDPHQWH LQ DOWUH FLWWj e nel 1905, fondandosi in cooperativa, assume la denominazione di Unione femminile nazionale. Fin dal suo esordio l’Unione si batte per la tutela delle lavoratrici, OœD̆HUPD]LRQHGHOYDORUHGHOODPDWHUQLWjOœLVWUX]LRQHHODIRUPD]LRQH professionale delle donne. Oltre ad anticipare criteri e metodi di intervento del moderno welfare state, l’Unione ha un ruolo di primaULDLPSRUWDQ]DQHOFRPSRVLWRSDQRUDPDGHOVX̆UDJLVPRLWDOLDQRGL età liberale, sostenendo un’idea di cittadinanza politica fondata su principi rigorosamente universalistici, ma capace anche di rappreVHQWDUHODVSHFL¿FLWjIHPPLQLOH

1899, manifesto, UFN

†ƒ‡‰”‹ǥ”•‹Ž‹ƒƒŒÂ?‘ǥ ‘Ž‡‡”•‡ŽŽ‹Â?‹ǥČ?Í™ÍĄÍ˜Ç¤ÇŤČ?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

••‘…‹ƒœ‹‘Â?‡’‡”Žƒ†‘Â?Â?ÂƒÇĄ‘”‰ƒÂ?‹œœƒœ‹‘Â?‡ˆ‘Â?†ƒ–ƒƒ‘Â?ƒÂ?‡ŽÍ™Í ÍĄÍ&#x;‡†‹ƥ—•ƒ’‘‹‹Â?˜ƒ”‹‡…‹––Â?Â‹Â–ÂƒÇŚ liane. Vi aderirono, tra le altre, Annamaria Mozzoni, Maria Montessori, Giacinta Martini Marescotti Í™ÍĄÍ˜Í›ÇĄ˜‘ŽƒÂ?–‹Â?‘Â’Â‹Â‡Â‰ÂŠÂ‡Â˜Â‘ÂŽÂ‡ÇĄ 

ÂŤCordeliaÂť, n.6, 1897, frontespizio e sommario, periodico (1881-1942), UFN

Ersilia Majno, Nuove vie, conferenza tenuta per il terzo anniversario dell’Unione femminile, 1902, manoscritto, UFN

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/DVWDJLRQHGHOVX̆UDJLVPR L’inchiesta dell’Unione femminile Attraverso il PHQVLOHŠ8QLRQHIHPPLQLOHÂŞ, pubblicato dal 1901 DOOÂś8QLRQHVRVWLHQHLPSRUWDQWLFDPSDJQHDIDYRUHGHOVX̆UD gio, a proposito del quale ospita diversi articoli. Ăˆ (OLVD%RVFKHWWL, nel 1901, a rilanciare la questione: ÂŤNoi, soltanto noi dobbiamo essere le fautrici della nostra libertĂ . [‌] la donna si convinca che lei sola deve lottare per raggiungere la propria emancipazione. E il mezzo fondamentale è il diritto al voto amministrativo e politicoÂť. Nel luglio del 1903 (UVLOLD0DMQR invia una lettera a 500 personalitĂ , tra uomini e donne, ritenute sensibili ai ÂŤproblemi dell’epocaÂť, allegando un questionario con quattro semplici domande che danno il via all’inchiesta sul voto. Il periodico riceve solo 140 risposte. Solo 48 donne e 33 uomini esprimono parere favorevole al voto amministrativo e politico alla donna sia in linea generale sia ÂŤattualmente in ItaliaÂť. /ÂśLQFKLHVWD, pubblicata sul periodico ÂŤUnione femminileÂť, fornisce XQTXDGURVLJQLÂżFDWLYRGHOGLEDWWLWRWUDIDYRUHYROLHFRQWUDULDOYRWR all’interno dell’area socialista, democratica e liberale.

‡ŽŽ‡‰”‹Â?ƒ‹”ƒÂ?‹ǥ”•‹Ž‹ƒƒŒÂ?‘”‘Â?œ‹Â?‹ǥŽ‹•ƒ‘•…Š‡––‹ǥÂ?Â?ƒ‡ŽŽ‹ǥČ?Í™ÍĄÍ˜Í?Č?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

ÇźÂ?‹‘Â?‡ˆ‡Â?Â?‹Â?‹Ž‡ǽǥÂ?ǤÍ ÇŚÍĄÇĄÍ™ÍĄÍ˜Í›ÇĄ’‡”‹‘†‹…‘ǥ UFN

”•‹Ž‹ƒƒŒÂ?‘ǥÍ™ÍĄÍ˜Í›ÇĄŽ‡––‡”ƒ‹Â?˜‹–‘’‡”‹Â?…Š‹‡nj sta sul voto, UFN

Il voto alla donna? Inchiesta e notizie, 1905, opuscolo, UFN

Risposte all’inchiesta sul voto della UF: Rina Faccio (Sibilla Aleramo), 1905, manoscritto, UFN Ivanoe Bonomi, 1905, manoscritto, UFN Neera (Anna Zuccari Radius), 1905, manoscritto, UFN Linda Malnati, 1905, manoscritto, UFN

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/DVWDJLRQHGHOVX̆UDJLVPR I comitati pro voto Nel , in occasione della presentazione del GLVHJQR GL OHJJH 0LUDEHOOLSHULOVX̆UDJLRXQLYHUVDOHPDVFKLOHHIHPPLQLOHVLIRUPD no a Milano e a Roma i &RPLWDWLSURVX̆UDJLRLQFXLFRQÀXLVFRQR associazioni laiche, cattoliche e socialiste. Nel giro di poco tempo si moltiplicano in tutta Italia e danno vita al &RPLWDWRQD]LRQDOHSUR VX̆UDJLR in collegamento con l’,QWHUQDWLRQDO:RPDQ6X̆UDJH $OOLDQFH (Berlino 1904). Il 26 febbraio del  0DULD0RQWHVVRUL sul giornale La vita scrive un proclama a nome dell’associazione 3HQVLHURH$]LRQH, in FXLULEDGLVFHOœLQYLWRDGDUHLOYRWRDOOHGRQQHVSHFL¿FDQGRFKHODOHJ ge non pone alcun esplicito divieto. Š'RQQHWXWWHVRUJHWH,OYR VWURSULPRGRYHUHLQTXHVWRPRPHQWRVRFLDOHqGLFKLHGHUH LOYRWRSROLWLFRª - è la sua esortazione. E nella notte del 3 marzo in WXWWD5RPDVLSRWHYDOHJJHUHLOSURFODPDḊ VVRFODQGHVWLQDPHQWHGD un gruppo di studentesse.

Ritratto di Maria Montessori (1870-1952), emancipazionista, pedagogista di fama internazionale

Ritratto di Margherita Ancona (1881-1966), insegnante, emancipazionista, promotrice del ‘Â?‹–ƒ–‘Â?‹ŽƒÂ?‡•‡’”‘•—ƥ”ƒ‰‹‘‡†‡ŽŽƒÂ•Â‡ÂœÂ‹Â‘ÇŚ ne locale della Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori (FILDIS) ‹Â?ÇŁÇź ÂŽ ‹‘”Â?ƒŽ‡†‡ŽŽƒ‘Â?Â?ÂƒÇ˝ÇĄÍ™Í?Â?ƒ‰‰‹‘͙͚ͥ͛ǥ giornale, UFN

ÂŤL’AlleanzaÂť, n. 0, 1906, settimanale (1906-1911) fondato e diretto da Carmela Baricelli, UFN Č?Í™ÍĄÍ˜ÍĄÇŤČ?ÇĄ„‹‰Ž‹‡––‘†‹‹Â?Â˜Â‹Â–Â‘ÇĄ 

L’Alleanza, n. 0, 1906, settimanale (1906-1911) fondato e diretto da Carmela Baricelli, UFN

Č?Í™ÍĄÍ˜ÍĄÇŤČ?ÇĄ„‹‰Ž‹‡––‘†‹‹Â?Â˜Â‹Â–Â‘ÇĄ 

Ritratto di Regina Terruzzi (1862-1951), insegnante e scrittrice emanicipazionista ‹Â?ÇŁÇź ÂŽ ‹‘”Â?ƒŽ‡†‡ŽŽƒ‘Â?Â?ÂƒÇ˝ȋ͙͙ͥͥnj͙ͥ͛Í?ČŒÇĄ Í™Í?Â?ƒ‰‰‹‘͙͚ͥ͛ǥ’‡”‹‘†‹…‘ǥ 

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/DVWDJLRQHGHOVX̆UDJLVPR Le maestre marchigiane ,FRPLWDWLSURVX̆UDJLRLQYLWDQROHGRQQHDLVFULYHUVLDOOHOLVWHSHULOYRWRSROLWLFRFKHQRQqHVSUHV samente negato dalla legge elettorale politica. Moltissime chiedono di iscriversi ma sarà solo il giudice /RGRYLFR0RUWDUD ad accettare la richiesta di PDHVWUHPDUFKLJLDQH. La sua senWHQ]DVLEDVDSURSULRVXTXDQWRqD̆HUPDWRQHOOœDUWGHOOR6WDWXWR$OEHUWLQRRYYHURFKHWXWWLL regnicoli hanno gli stessi diritti e quindi, poichÊ non è indicata in modo esplicito l’esclusione delle donne, la loro iscrizione alle liste elettorali è da considerarsi legittima. L’esito della vicenda non è IDYRUHYROHSHUOHGRQQH$OOD¿QHGHO, infatti, la &DVVD]LRQHGL5RPD si esprimerà in modo negativo dichiarando che è cosÏ ovvio che le donne siano escluse dal diritto di voto, che non si è sentito il bisogno di dichiarare tale concetto nella formulazione dello Statuto Albertino.

Per il voto alle donne, 1909, libro, FAK

‘†‘˜‹…‘‘”–ƒ”ƒČ‹Í™Í Í?Í?nj͙ͥ͛Í&#x;ČŒÇĄÂƒÂ˜Â˜Â‘Â…ÂƒÂ–Â‘ÇĄ’‘Ž‹nj tico e docente universitario di Diritto Costituzionale italiano, ministro della giustizia con il primo governo Nitti, wikipedia.

”‡Â?‡‡‘Â?‹•‡‘„‹Ž‹Č‹Í™Í ÍžÍĄÇŚÇŤČŒÇĄ‡Â?ƒÂ?Â…Â‹Â’ÂƒÇŚ zionista, attiva sui temi dell’emigrazione femÂ?‹Â?‹Ž‡–”ƒÂ?•‘…‡ƒÂ?‹…ƒǤÍ™ÍĄÍ˜ÍĄÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

ƒ”‰ƒ…‘Â?Â?‡Â?‘”ƒ–‹˜ƒÂƒĆĽ ••ƒÂƒÂŽÂŽÇŻÂ‡Â•Â–‡”Â?‘ del palazzo municipale di Senigallia il 2 giugno 2006 Foto di Elena Palestrini e Umberto Pierpaoli (http://www.senzarossetto.net/portfolio/ le-maestre-di-senigallia/)

Çź ‹‘”Â?ƒŽ‡†‹Â—Â‰ÂŽÂ‹ÂƒÇ˝ÇĄ͚͛†‹…‡Â?„”‡ǥÍ™ÍĄÍ˜ÍžÇĄ‰‹‘”Â?ÂƒÂŽÂ‡ÇĄ 

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/DVWDJLRQHGHOVX̆UDJLVPR Le petizioni Nel , mentre il dibattito sulla sentenza Mortara non si è ancora spento, l’8QLRQHIHPPLQLOHQD]LRQDOHGL̆RQGHD0LODQRXQDSH WL]LRQHSHULOYRWRDOOHGRQQHFKHUDFFRJOLHFLUFDWUHPLODÂżUPH4XH sta petizione non sarĂ presentata in Parlamento perchĂŠ in contemporanea viene discussa quella di $QQDPDULD0R]]RQL, elaborata QHOOÂśDPELWRGHOPRYLPHQWRVX̆UDJLVWDURPDQR/ÂśHVLWRGHOODVHVVLRQH parlamentare, considerato inizialmente un successo dal movimento, si rivela invece la premessa di un’ennesima delusione. Il governo nomina una Commissione incaricata di studiare il problema dell’estenVLRQHDOOHGRQQHGHOVX̆UDJLRDPPLQLVWUDWLYRFKHGRSRDQQLGLOD vori trascinati piuttosto stancamente, si pronuncia per il no.

‘Â?‡Ž‹ƒ”‘‹•‡Č‹ÇŤČŒÇĄÂ–Â‡ÂŽÂ‡Â‰Â”ÂƒĆ¤Â•Â–ÂƒÇĄ†‹”‹‰‡Â?–‡•‹Â?ÇŚ dacale, emancipazionista, fa parte del diretti˜‘†‡Ž‘Â?‹–ƒ–‘Â?ƒœ‹‘Â?ƒŽ‡’”‘•—ƥ”ƒ‰‹‘‹Â?ÇŁ Dz ÂŽ ‹‘”Â?ƒŽ‡†‡ŽŽƒ‘Â?Â?ÂƒÇłÇĄÍ™Í?Â?ƒ‰‰‹‘͙͚ͥ͛ǥ periodico, UFN

Ada Sacchi (1890-1989), bibliotecaria, presidente di diverse associazioni: Associazione Nazionale dei Funzionari delle Biblioteche e dei Musei comunali e provinciali, Associazione Per la donna Sezione di Mantova, Federazione

–ƒŽ‹ƒÂ?ƒ’‡”‹Ž—ƥ”ƒ‰‹‘‡‹‹”‹––‹…‹˜‹Ž‹‡’‘Ž‹–‹…‹ delle Donne, Lega per la SocietĂ delle Nazioni, Sezione di Mantova in: “Il Giornale della Donnaâ€?, Í™Í?Â?ƒ‰‰‹‘͙͚ͥ͛ǥ’‡”‹‘†‹…‘ǥ 

Lidia PoĂŤt (1855-1949), avvocata e pubblicista, emancipazionista, tra le prime donne a laurearsi in Giurisprudenza (1881), ottiene l’iscrizione all’albo degli avvocati solo con l’approvazione della legge 1176 del 1919 che permette ƒŽŽ‡†‘Â?Â?‡†‹ƒ……‡†‡”‡ĠƒŽ…—Â?‹’—„„Ž‹…‹—Ƽ …‹ ‹Â?ÇŁDz ÂŽ ‹‘”Â?ƒŽ‡†‡ŽŽƒ‘Â?Â?ÂƒÇłÇĄÍ™Í?Â?ƒ‰‰‹‘͙͚ͥ͛ǥ periodico, UFN

Teresa Labriola (1874-1941), avvocata, emancipazionista, pensatrice politica, pubblicista, fa parte del direttivo del Comitato Â?ƒœ‹‘Â?ƒŽ‡’”‘•—ƥ”ƒ‰‹‘‡†‡ŽŽƒ••‘…‹ƒœ‹‘Â?‡ per la donna di Roma, fondatrice della Lega ’ƒ–”‹‘––‹…ƒˆ‡Â?Â?‹Â?‹Ž‡ǥÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ƒ‹Â?ÇŁČ?ÇŤČ?ÇĄ 

‹…‡ƒÂ?Â?‡‘ǥ”•‹Ž‹ƒ”‘Â?œ‹Â?‹ƒŒÂ?‘ǥÂ?–‘Â?‹‡––ƒ‹•ƒÂ‹ÂœÂœÂ‹ÇĄČ?Í™ÍĄÍ˜Ç¤ÇŤČ?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

1906, foglio, UFN

Il futuro Parlamento illustrato, vignetta satirica •—‡”‡•ƒÂƒÂ„Â”Â‹Â‘ÂŽÂƒÇĄ‹Â?ÇŁČ?ÇŤČ?ÇĄČ?͙͙ͥͥČ?ÇĄ 

Anna Maria Mozzoni, 1906, opuscolo, UFN

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/DVWDJLRQHGHOVX̆UDJLVPR I due Congressi nazionali del 1908 Nel , a Roma, diverse associazioni femminili di orientamento moderato si uniscono nel &RQVL JOLR QD]LRQDOH GHOOH GRQQH LWDOLDQH Ḋ OLDWR DOOœInternational Council of Women, fondato a :DVKLQJWRQQHO,O&1',LQGLFHLOPrimo Congresso nazionale delle donne italiane, che si svolge Roma dal 23 al 30 aprile del  con l’obiettivo di coinvolgere donne di tutte le classi sociali per discutere ed elaborare proposte di legge tese a migliorare la condizione giuridica ed economica femminile. Il &RPLWDWR1D]LRQDOH3UR6X̆UDJLR chiede ed ottiene una seduta speciale, gestita dalle VX̆UDJLVWHLQFXLGLVFXWHUHODTXHVWLRQHGHOYRWR,QTXHVWDVHGHYLHQHDSSURYDWDODULFKLHVWDGLULFRQR scere alla donna il diritto elettorale alle stesse condizioni dell’uomo, e il piÚ in fretta possibile. Ma le polemiche e le divisioni non mancano sia sulla questione del voto che su quella dell’insegnamento della religione cattolica a scuola.

ÂŤLa donnaÂť, 5 maggio 1908, periodico, UFN

Il banchetto di chiusura del I Congresso nazionale delle donne italiane, in: ÂŤLa donnaÂť, 5 maggio 1908, periodico, UFN

Invito a partecipare al I Congresso nazionale †‡ŽŽ‡†‘Â?Â?‡‹–ƒŽ‹ƒÂ?‡†ƒŽ͚͛ƒŽ͛͘ƒ’”‹Ž‡Í™ÍĄÍ˜Í ÇĄ lettera circolare, UFN

1908, foglio pieghevole, UFN

/DQHFHVVLWjGLUDJJLXQJHUHLOGLULWWRDOVX̆UDJLRYLHQHLQYHFHULED dita unitariamente da cattoliche, laiche e socialiste nel corso del Primo Congresso di attività pratica femminile organizzato dall’8QLRQHIHPPLQLOHQD]LRQDOH a Milano tra il 23 e il 28 maggio .

ƒ„”‹‡ŽŽƒ’ƒŽŽ‡––‹ƒ•’‘Â?‹Č‹Í™Í Í?Í›ÇŚÍ™ÍĄÍ›Í™ČŒÇĄ‡Â?ƒÂ?ÇŚ …‹’ƒœ‹‘Â?‹•–ƒ‡ƤŽƒÂ?Â–Â”Â‘Â’ÂƒÇĄÂƒÂ”Â‹Â•Â–Â‘Â…Â”ÂƒÂ–Â‹Â…ÂƒÇĄ’”‡•‹nj dente del Consiglio nazionale donne italiane ÂŤGuerin meschinoÂť, 25 maggio 1908, periodico, UFN

1908, cartolina, UFN

in: ÂŤLa donnaÂť, 5 maggio 1908, periodico, UFN

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/DVWDJLRQHGHOVX̆UDJLVPR $QQD.XOLVFLR̆VRFLDOLVPRHIHPPLQLVPR La mobilitazione dei comitati continua anche in vista della discussione in ParlamenWRGHOODULIRUPDHOHWWRUDOHSHULOVX̆UDJLRXQLYHUVDOHGHO. $QQD.XOLVFLR̆ entra in campo a favore del voto, ingaggiando un serrato confronto con )LOLSSR7XUDWL, suo compagno di ideali e di vita. La «polemica in famiglia» si sviluppa sulle pagine di «&ULWLFD6RFLDOH», dove la dirigente socialista sostiene una SXEEOLFDGLVFXVVLRQHFRQ7XUDWLFKHVXOO¶©$YDQWL» aveva rappresentato il pensiero PDJJLRULWDULRGHLGHSXWDWLGHO36,D̆HUPDQGRFKH©FRQWDQWHTXHVWLRQLJUDYLHVHULH GDD̆URQWDUHQRQqLOPRPHQWRGLGLVFXWHUHGLVX̆UDJLRIHPPLQLOH«ª Questo dibattito dà i suoi frutti nel maggio , quando i socialisti propongono di inserire il voto alle donne nella OHJJHHOHWWRUDOH in discussione in Parlamento. Ma il YRWR¿QDOHFRQIHUPDFKHODPDJJLRUDQ]DSDUODPHQWDUHqFRQWUDULD/¶HPHQGDPHQWR SUHVHQWDWRGDLVRFLDOLVWLUDFFRJOLHVRORYRWLHYLHQHUHVSLQWR,OVX̆UDJLR³XQLYHUVD OH´ULPDQHSHULOPRPHQWRDQFRUDVRORPDVFKLOH 3HU$QQD.XOLVFLR̆ODGHOXVLRQHqJUDQGHHDPDUDPHQWHFRPPHQWD©2UPDLO¶LWDOLD no, per essere cittadino non ha che una sola precauzione da prendere: nascere maschio». Nel  scrive l’opuscolo Per il VX̆UDJLRIHPPLQLOH'RQQH3UROHWDULH«D YRL ULD̆HUPDQGR FRPH OD EDWWDJOLD GRYHVVH FRQWLQXDUH H UDFFRJOLHUH LO SL DPSLR consenso tra le masse lavoratrici.

Ǽ˜ƒ–‹Ǩǽǡ͙͛ƒ‰‰‹‘͙͙͚͡ǡ‰‹‘”ƒŽ‡ǡ 

ƒ—Ž‹•…‹‘ơȋ͙͠͝͝Ǧ͙͚͡͝Ȍǡ”‹˜‘Ž—œ‹‘ƒ”‹ƒ†‹‘”‹‰‹‡”—••ƒǡ–”ƒ‹’”‹…‹’ƒŽ‹‡•’‘‡–‹†‡Žƒ”–‹–‘•‘…‹ƒŽ‹•–ƒ‹–ƒŽ‹ƒ‘ǡ‡†‹…ƒǡ pensatrice politica, giornalista. ‹Ž‹’’‘—”ƒ–‹ȋ͙͟͠͝Ǧ͙͚͛͡Ȍǡ’‘Ž‹–‹…‘ǡ–”ƒ‹ˆ‘†ƒ–‘”‹†‡Žƒ”–‹–‘•‘…‹ƒŽ‹•–ƒ‹–ƒŽ‹ƒ‘‡•—‘•‡‰”‡–ƒ”‹‘ǡ’ƒ”Žƒ‡–ƒ”‡ ͙͘͟͡ǡˆ‘–‘‰”ƒƤƒǡ 

ƒ—Ž‹•…‹‘ơǡ͙͙͘͡ǡ‘’—•…‘Ž‘ǡ 

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ƒ—Ž‹•…‹‘ơǡ͙͙͛͡ǡ‘’—•…‘Ž‘ǡ 

Ǽƒ‹ˆ‡•ƒ†‡ŽŽ‡ƒ˜‘”ƒ–”‹…‹ǽǤ—‹†‹…‹ƒŽ‡ȋ͙͙͚͡Ǧ͙͚͛͡Ȍˆ‘†ƒ–‘†ƒƒ—Ž‹•…‹‘ơ 7 aprile 1912, FAK

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/DVWDJLRQHGHOVX̆UDJLVPR Satira anti-femminista

Çź‹’”‡‰‘ǥÂ‹Â–Â–Â‘Â”Â‹ÂƒÇĄˆ‡”Â?ƒ–‹Ǩˆƒ”ƒ‹–ƒ”†‹’‡”Žƒ”‹—Â?‹‘Â?‡†‡ŽŽ‡†‘Â?Â?‡ oppresseÂť in: ÂŤL’assiette au BeurreÂť, rivista francese di satira politica e sociale della Belle Époque (1901-1912), 1908, UFN

Çź—˜˜‹ƒǨƒ•…Š‹‘‘ˆ‡Â?Â?‹Â?ÂƒÇĄ—Â?‡Ž‡––‘°…‘Â?—Â?“—‡—Â?‹Â?’‘•–‘”‡ǽ in: ÂŤL’assiette au BeurreÂť, rivista francese di satira politica e sociale della Belle Époque (1901-1912), 1908, UFN

Ž‡––ƒÂ˜ÂƒÇŚ ƒ…„‘•–‡Â?–ƒ†ƒÂ?‘nj‘”–…‘Â?ŽƒÂ?‡Žƒ†‡Ž•—ƥ”ƒ‰‹‘ˆ‡Â?ÇŚ minile in: ÂŤDe nieuwe AmsterdammerÂť, 6 novembre 1915, periodico, UFN Aletta HenriĂŤtte Jacobs (1854-1929), femminista olandese, prima donna a laurearsi in medicina nel suo paese, pioniera nel campo †‡ŽŽƒ’‹ƒÂ?‹Ƥ…ƒœ‹‘Â?‡ˆƒÂ?‹Ž‹ƒ”‡ȋ‹Â?–”‘†—…‡‹Ž†‹ƒˆ”ƒÂ?Â?ÂƒČŒÇĄˆ‘Â?†ƒ–”‹…‡‡ presidente della Vereniging voor Vrouwenkiesrecht (Associazione ’‡”‹Ž•—ƥ”ƒ‰‹‘ˆ‡Â?Â?‹Â?Â‹ÂŽÂ‡ČŒÇĄ’”‘Â?‘–”‹…‡†‡ŽŽƒ…‘Â?ˆ‡”‡Â?œƒ†‹’ƒ…‡ delle donne a L’Aia nel 1915.

ÇŚƒ‘Â?†ƒ†‡ŽŽƒÂ?‘––‡•—ƥÂ”ÂƒÂ‰Â‹Â•Â–ÂƒÇŁŽƒ…ƒ’‹–ƒÂ?ƒŽ‡––ƒ ƒ…‘„•…‹”…‘Â?†ƒ–ƒ†ƒ‹•—‘‹Ž—‘‰‘–‡Â?‡Â?–‹‡†ƒ‹•—‘‹•‘Ž†ƒ–‹Č?Ž‡ƒ‰‰—‡””‹–‡†‹”‹‰‡Â?–‹‡Ž‡ Â?‹Ž‹–ƒÂ?–‹†‡ŽÂ?‘˜‹Â?‡Â?–‘Č? ‹Â?ÇŁÇź‡Â?‹‡—™‡Â?•–‡”†ƒÂ?Â?‡”ǽǥ͛͘•‡––‡Â?„”‡͙͙ͥ͞ǥ’‡”‹‘†‹…‘ǥ  Il ministro Cort tiene fuori le donne dagli articoli della Costituzione sulla cittadinanza: sono un club riservato agli uomini in: ÂŤDe nieuwe AmsterdammerÂť, 9 settembre 1916, periodico, UFN

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3DFL¿VWHHLQWHUYHQWLVWH La guerra di Libia /DEDWWDJOLDSHULOVX̆UDJLRFRQWLQXDQRQRVWDQWHLFRPLWDWLSURVXI fragio siano divisi. Un motivo di divisione riguarda la politica coloniale del governo, in guerra per la conquista della Libia (). La frattura si consuma anche tra le socialiste, alcune delle quali favorevoli alla guerra, e si ULSURGXUUjQHOODGLYLVLRQHWUDLQWHUYHQWLVWHHSDFL¿VWHDOODYLJLOLDGHO FRQÀLWWRPRQGLDOH La consultazione elettorale del  LQ FXL VL YRWD D VX̆UDJLR XQL versale maschile, ha visto molte femministe schierate a favore dei GHSXWDWLVRVWHQLWRULGHOVX̆UDJLRIHPPLQLOH0DLOIURQWHVX̆UDJLVWDq VSDFFDWRFLUFDLPRGLLQFXLJHVWLUHODEDWWDJOLDSHULOYRWRLQÀXHQ]DUH dall’interno i partiti oppure mantenersi rigorosamente apartitiche? Dal 16 al 23 maggio  il &RQVLJOLR QD]LRQDOH GHOOH GRQQH LWDOLDQH organizza il secondo Congresso internazionale delle donne, FKHQHO¿WWRSURJUDPPDQRQFRQWHPSODODTXHVWLRQHGHOYRWR$ODWHUH ma in un luogo diverso, si svolge anche la riunione della ,QWHUQD WLRQDOVX̆UDJHDOOLDQFH.

‹—•‡’’‡…ƒŽƒ”‹Â?‹Č‹Í™Í Í&#x;Í›ÇŚÍ™ÍĄÍœÍ ČŒÇĄ•‘…‹ƒŽ‹•–ƒ‡ antimilitarista, caricaturista e disegnatore, tra i primi creatori italiani della vignetta satirica politica, fonda i giornali ÂŤMerlin CocaiÂť e ÇźƒÂ‡Â”Â”ÂƒÇ˝ÇĄ…‘ŽŽƒ„‘”ƒ…‘Â?ǟŽǯ˜ƒÂ?–‹Ǩǽǥ“—‘–‹nj diano del Partito socialista italiano, e con ÂŤLa difesa delle lavoratriciÂť, periodico del Gruppo socialista femminile in: ÂŤLa difesa delle lavoratriciÂť, 27 aprile 1912, FAK

Çź ÂŽ‡…‘Ž‘ǽǥ͚͜‰‹—‰Â?‘͙͙ͥ͛ǥ‰‹‘”Â?ÂƒÂŽÂ‡ÇĄ 

Adela Constantia Pankhurst Walsh (1885-1961) ˆ‡Â?Â?‹Â?‹•–ƒ‡•—ƥ”ƒ‰‹•–ƒ„”‹–ƒÂ?Â?Â‹Â…ÂƒÇĄ–”ƒ‹ˆ‘Â?Â†ÂƒÇŚ tori del Partito Comunista d’Australia

Çź ÂŽ‡…‘Ž‘ǽǥ͚͜‰‹—‰Â?‘͙͙ͥ͛ǥ‰‹‘”Â?ÂƒÂŽÂ‡ÇĄ 

‘Â?‹–ƒ–‘Ž‘Â?„ƒ”†‘’”‘•—ƥ”ƒ‰‹‘ˆ‡Â?Â?‹Â?‹Ž‡ǥ ͙͙ͥ͛ǥ˜‘ŽƒÂ?–‹Â?‘ǥ 

“Corriere della Sera�, 17 maggio 1914, giornale, UFN

ÂŽÂ?ƒ‘Ž‡Â?•Č‹‡”‡•‹–ƒƒ•‹Â?‹†‡‹‘Â?ÂˆÂƒÂ–Â–Â‹ÇĄÍ™Í ÍžÍĄÇŚÍ™ÍĄÍœÍ ČŒÇĄˆ‡Â?Â?‹Â?Â‹Â•Â–ÂƒÇĄÂ•Â‘Â…Â‹ÂƒÂŽÂ‹Â•Â–ÂƒÇĄÂ’ÂƒÂ…Â‹Ć¤Â•Â–ÂƒÇĄ’—„„Ž‹…‹•–ƒǤ‡Ž ͙͙ͥ͛•‹Â?‘„‹Ž‹–ƒÂ?‡ŽŽƒ…ƒÂ?’ƒ‰Â?ƒ‡Ž‡––‘”ƒŽ‡ƒ•‘•–‡‰Â?‘†‡‹†‡’—–ƒ–‹ˆƒ˜‘”‡˜‘Ž‹ƒŽ•—ƥ”ƒ‰‹‘ˆ‡Â?Â?‹Â?‹Ž‡Ǥ ‘Â?‹–ƒ–‘Ž‘Â?„ƒ”†‘’”‘•—ƥ”ƒ‰‹‘ˆ‡Â?Â?‹Â?‹Ž‡ǥ͙͙ͥ͛ǥ‘’—•…‘Ž‘ǥ 

A Milano l’Unione femminile organizza una conferenza di Adela Pankhurst (1885-1961) sul Â?‘˜‹Â?‡Â?–‘•—ƥ”ƒ‰‹•–ƒ‹Â?‰Ž‡•‡Ǥ

‡•—ƥ”ƒ‰‹•–‡ƒÂ?‡”‹…ƒÂ?‡‹Â?†‘••ƒÂ?‘Žƒsalopette Çź‘””‹‡”‡†‡ŽŽƒÂ‡Â”ÂƒÇ˝ÇĄÍ›‰‡Â?Â?ƒ‹‘͙͙ͥ͛ǥ‰‹‘”Â?ÂƒÂŽÂ‡ÇĄ 

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3DFLÂżVWHHLQWHUYHQWLVWH La Grande Guerra /D*UDQGH*XHUUD (1915-1918) spezza l’internazionalismo delle donne europee. Nella quasi totalitĂ le organizzazioni emancipazioniste si schierano a sostegno del proprio Paese in guerra. Solo una minoranza rimane fedele all’imperativo della pace e dĂ  vita al &RQJUHVVRLQWHUQD]LRQDOHGHOOHGRQQHGHOOÂś$MD (28 aprile - 10 maggio 1915), a cui partecipa, unica delegata per l’Italia, 5RVD*HQRQL. Dal Congresso, che vede la presenza di oltre duemila delegate dai paesi in guerra, nasce la :RPHQÂśV,QWHUQDWLRQDO /HDJXHIRU3HDFHDQG)UHHGRP :LOSI . Anche in Italia le organizzazioni femministe convertono le loro attivitĂ  in opere di assistenza ai soldati, ai profughi, alle famiglie piĂš colpite e in azioni di propaganda per la tenuta del ‘fronte interno’. La rivendicazione dei diritti femminili va in secondo piano e desta scandalo la convocazione a Roma di un convegno nazionale (ottobre ) da parte GHOOÂś$VVRFLD]LRQH3HUOD'RQQD che intende fare il punto VXOVX̆UDJLR

Alle donne d’Italia, opuscolo di propaganda per raccolta fondi da destinare alle spese militari, 1918, UFN

Teresa Labriola, 1918, opuscolo, UFN

Rosa Genoni (1867-1954), pioniera della moda ‹–ƒŽ‹ƒÂ?ÂƒÇĄÂ’ÂƒÂ…Â‹Ć¤Â•Â–ÂƒÇĄÂ’Â—Â„Â„ÂŽÂ‹Â…Â‹Â•Â–ÂƒÇĄ•‘…‹ƒŽ‹•–ƒǤ Ǥ†ǤǥÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄƒ”…Š‹˜‹‘’”‹˜ƒ–‘ÂƒĆĄƒ‡ŽŽƒ Podreider

Č?͙͙ͥÍ?ÇŚÍ™ÍĄÍ™Í Č?ÇĄ˜‘ŽƒÂ?–‹Â?‘ǥ 

‹—•‡’’‡…ƒŽƒ”‹Â?‹ǥ˜‹‰Â?Â‡Â–Â–ÂƒÇĄ‹Â?ǣǟǯ˜ƒÂ?–‹Ǩǽǥ 5 agosto 1914, FAK

L’Unione femminile nazionale attiva laboratori di biancheria, di maglieria, per la produzione di maschere ƒÂ?Â–Â‹Â‰ÂƒÂ•ÇĄ†‹ƒÂ?Â–Â‹Â’ÂƒÂ”ÂƒÂ•Â•Â‹Â–ÂƒÂ”Â‹ÇĄ†‹‰ƒÂ?Â„ÂƒÂŽÂ‹ÇĄ†‹Â•Â…ÂƒÂŽÂ†ÂƒÇŚÂ”ÂƒÂ?…‹‘†‡•–‹Â?ƒ–‹ƒ‹…‘Â?„ƒ––‡Â?–‹Ǥ͙͙ͥÍ?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

‘Â?Â?‡ƒŽŽƒ˜‘”‘‹Â?—Â?—Ƽ …‹‘’‘•–ƒŽ‡‹Â?‘Â?Â„ÂƒÂ”Â†Â‹ÂƒÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄŠ––’•ǣȀȀ‹–Ǥ™‹Â?Â‹Â’Â‡Â†Â‹ÂƒÇ¤Â‘Â”Â‰Č€Â™Â‹Â?‹ȀÂ–Â‘Â”Â‹ÂƒĚ¸Â’Â‘Â•Â–ÂƒÂŽÂ‡

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3ULPRGRSRJXHUUD Abolita l’autorizzazione maritale 1HOFRQYXOVRSDQRUDPDGHOGRSRJXHUUDVHPEUDULPDQHUHSRFRVSD]LRSHUODULSUHVDGLXQPRYLPHQWRXQLWDULRGLGRQQHFHQWUDWRVXOVX̆UDJLR Ma, nel frattempo, milioni di donne hanno gestito la famiglia, il podere contadino, la bottega, hanno lavorato nelle industrie belliche e curato feriti. Paradossalmente si apre, per la prima volta, uno spazio reale per il riconoscimento del diritto di voto tra le forze politiche istituzionali: un YRWRÂłGRYXWR´SHUOÂśHQRUPHPRELOLWD]LRQHGLWXWWHDVRVWHJQRGHOORVIRU]REHOOLFROHJLWWLPDWRGDOOÂśHVHPSLRGLDOWUL6WDWLXVFLWLGDOODJXHUUD (Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania). Un voto voluto dai due partiti di massa, perchĂŠ interessati ad aumentare ciascuno il proprio bacino elettorale. Ăˆ cosĂŹ che nel  la Camera approva una riforma che soddisfa una delle piĂš antiche richieste delle emancipazioniste: la /HJJH6DFFKL (L. 17 luglio 1919 n. 1176 1RUPHFLUFDODFDSDFLWjJLXULGLFDGHOODGRQQD DEROLVFHOÂśDXWRUL]]D]LRQHPDULWDOHSRQHQGRÂżQHDOODPLQRULWjJLXULGLFD delle donne sposate, ed autorizza inoltre le donne all’esercizio delle professioni, come l’avvocatura, e al pubblico impiego (escludendole comunque da ruoli che implichino poteri pubblici giurisdizionali). Inoltre la Camera approva il 30 luglio dello stesso anno il SURJHWWRGLOHJJH per l’estensione alle donne del voto politico e amministrativo. Organizzazioni come l’Unione femminile invitano ad iscriversi alle liste elettorali e progettano corsi di preparazione al voto. La legislatura, però, cade prima che la legge passi al Senato.

ÂŤVoce nuova. Giornale delle donne italianeÂť, Milano, 1919 26 luglio 1919, periodico, UFN

Telegramma approvazione legge Sacchi, Č?͙͙ͥͥČ?ÇĄ 

1919, volantino, UFN

1919, volantino, UFN

La Domenica del Corriere, 25 maggio – 1 giugno 1919, periodico, UFN

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3ULPRGRSRJXHUUD Il congresso del 1923 La IX edizione GHOO¶,QWHUQDWLRQDO6X̆UDJH$OOLDQFH, che si tiene periodicamente in una città diversa, si svolge al Palazzo dell’Esposizione di Roma dal 12 al 23 maggio 1923. Vi partecipano più di duemila donne delegate da Oriente a Occidente. Sono rappresentate 40 nazioni, DOFXQHGHOOHTXDOLKDQQRJLjDSSURYDWRLOVX̆UDJLRIHPPLQLOH Documentazione proveniente da UFN

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3ULPRGRSRJXHUUD 8QDOHJJHWUX̆D Il Congresso di Roma dell’,QWHUQDWLRQDO6X̆UDJH$OOLDQFH del  è presieduto da %HQLWR0XVVROLQL, che SURPHWWH il voto amministrativo alle donne, come già previsto nel programma dei Fasci di combattimento (San Sepolcro, 1919). La OHJJH presentata alla Camera nel giugno del , però, contiene limitazioni di età (almeno 25 anni), di istruzione, di censo e categoria (ammesse le madri dei caduti in guerra), SURIRQGDPHQWHGLVFULPLQDWRULHSHUOHGRQQHQHLFRQIURQWLGHJOLXRPLQLFKHJRGRQRGHOVX̆UDJLRXQLYHUVDOH4XHVWDOHJJHWXWWDYLDQRQVDUj mai applicata perché nel  la ULIRUPDSRGHVWDULOH elimina l’eleggibilità di sindaci e i consigli comunali.

«Il Giornale della Donna. Settimanale di edu…ƒœ‹‘‡•‘…‹ƒŽ‡ˆ‡‹‹Ž‡ȏ’‘‹Ȑ Quindicinale di educazione sociale femminiŽ‡ǽǡ‘ƒȋ͙͙͡͡Ǧ͙͛͡͝Ȍ ͙͝ƒ‰‰‹‘͙͚͛͡ǡ 

‘‰”‡••‘†‡ŽŽǯŽŽ‡ƒœƒ –‡”ƒœ‹‘ƒŽ‡”‘—ơ”ƒ‰‹‘ ‡‹‹Ž‡ǡ‘’—•…‘Ž‘ǡ͙͚͛͡ǡ 

‡•–ƒ–ƒȏǫȐǡȏƒ‰‰‹‘͙͚͛͡Ȑǡ‰‹‘”ƒŽ‡ǡ 

IX Congresso dell’Alleanza Internazionale Pro —ơ”ƒ‰‹‘ ‡‹‹Ž‡ǡ‘ƒǡƒ‰‰‹‘͙͚͛͡ǡ ‘’—•…‘Ž‘ǡȏ͙͚͛͡Ȑǡ 

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,OIDVFLVPR La mobilitazione totalitaria Nel ventennio fascista la popolazione femminile di tutte le etĂ viene inquadrata in modo autoritario nelle organizzazioni del regime: 3LFFROHH*LRYDQLLWDOLDQH)DVFLIHPPLQLOL0DVVDLHUXUDOL. Inizialmente le associazioni femministe e femminili non sono sciolte ma scivolano nell’ombra. La minaccia dello scioglimento è sempre incombente per il carattere totalitario del regime che non tollera organizzazioni autonome e colpisce in particolare quelle che si occupano ancora di diritti. Ăˆ il caso della )HGHUD]LRQH LWDOLDQD SHU L GLULWWL GHOOD GRQQD ),6(''  Ḋ OLDWD DOOÂś,QWHUQDWLRQDO $OOLDQFH RI :RPHQ IRU 6X̆UDJHDQGHTXDO&LWL]HQVKLS, presieduta da $GD6DFFKL, che nel  sarĂ  rimossa d’autoritĂ  dalla carica. 7UDLO e il , con la svolta verso la guerra, tutte le organizzazioni emancipazioniste saranno sciolte o costrette a sospendere la propria attivitĂ , comprese le due principali: il &RQVLJOLRQD]LRQDOH GHOOHGRQQHLWDOLDQH, accusato di avere contatti internazionali, e l’8QLRQHIHPPLQLOHQD]LRQDOH, perchĂŠ secondo il regime svolge attivitĂ  assistenziali incompatibili con il sistema corporativo.

Rimozione di Ada Sacchi dalla presidenza centrale della Federazione Italiana per i diritti delŽƒ†‘Â?Â?ƒČ‹ ČŒÇĄ͙ͥ͛Í?ÇĄÂ†ÂƒÂ–Â–Â‹ÂŽÂ‘Â•Â…Â”Â‹Â–Â–Â‘ÇĄ 

in: ÂŤI quaderni delle corporazioniÂť, n. 14, 1928, opuscolo, UFN

Federazione fasci femminili, 1940, tessera, UFN

‘Â?†‹Â?‡‡‰‡”ƒ”…Š‹ÂˆÂƒÂ•Â…‹•–‹ǥČ?͙ͥ͛ǤǍČ?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ UFN

Pagelle scolastiche di periodo fascista, UFN

1928, volantino, UFN

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/D5HVLVWHQ]D Il nuovo protagonismo femminile Un lungo periodo buio, un’altra guerra. Con la liberazione dal QD]LIDVFLVPR le donne, che sono state nella 5HVLVWHQ]D ed hanno combattuto, soccorso, lavorato nelle fabbriche, ora vogliono essere a tutti gli H̆HWWL³FLWWDGLQH´ /DSULPDULFKLHVWDSHULOVX̆UDJLRIHPPLQLOHDUULYDQHO dall’8QLRQHGRQQHLWDOLDQH 8', , nata per iniziativa di donne del movimento antifascista, in particolare dei *UXSSLGLGLIHVDGHOODGRQQD (novembre 1943). La richiesta è sostenuta dai centri femminili dei vari partiti e dal &RPLWDWRQD]LRQDOH SURYRWRQHOTXDOHFRQÀXLVFRQROHSULQFLSDOLRUJDQL]]D]LRQL

Noi Donne 1944-1945. Ristampa, editrice cooperativa libera stampa, Roma, 1978

ÂŤLa Compagna. Giornale delle donne socialiste italianeÂť (1944-1946), 15 settembre 1944, FAK

Donna con fucile aiuta le forze dei patrioti ‹–ƒŽ‹ƒÂ?‹ǥČ?Í™ÍĄÍœÇ¤ÇŤČ?ÇĄ ”…Š‹˜‹‘ÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤…‘ Â?•Â?Ž‹ǥĆĽ …‹ƒŽƒ”ĆĽ …‡

Di ignoto - scan da AA.VV., Storia d’Italia, vol. 8, DeAgostini 1979, Pubblico dominio, https:// ‹–Ǥ™‹Â?Â‹Â’Â‡Â†Â‹ÂƒÇ¤Â‘Â”Â‰Č€Â™Č€Â‹Â?Â†Â‡ÂšÇ¤Â’ÂŠÂ’ÇŤÂ…Â—Â”Â‹Â†ÎłÍ›ÍžÍœÍžÍžÍœÍœ

ÂŤLa nuova realtĂ . Organo del movimento femminile “Giustizia e LibertĂ â€?Âť (1945) 27 febbraio 1945, FAK

Volantini e Manifesti, fasc. gruppi di difesa della donna, Archivio Insmli

Lessona, aprile 1945. Comizio di Anna Marengo (Fiamma), medica, responsabile del servizio sanitario della cinquantesima divisione Garibaldi. Archivio Fotocronisti Baita. Istituto per la storia della Resistenza e della societĂ contemporanea nelle province di Biella e Vercelli Cino Moscatelli

Riunione di donne dei Gruppi di difesa della †‘Â?Â?ÂƒÇĄČ?Í™ÍĄÍœÍ?ÇŤČ?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

Volantini e Manifesti, fasc. gruppi di difesa della donna, Archivio Insmli

Volantini e Manifesti, fasc. gruppi di difesa della donna, Archivio Insmli

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/D5HSXEEOLFD Finalmente si vota! ,OJHQQDLRGHO, con l’Europa ancora in guerra e il nord dell’Italia sotto l’occupazione tedesca, il Consiglio dei ministri presieduto da ,YDQRH%RQRPLGLVFXWHGHOVX̆UDJLRIHPPLQLOHFKHYLHQHDSSUR vato come qualcosa di ovvio o, a quel punto, di inevitabile. Il GHFUHWR è emanato il giorno dopo: possono votare le donne con piĂš di 21 anni ad eccezione delle prostitute che esercitano ÂŤil meretricio fuori dei locali autorizzatiÂť. Nel decreto viene però dimenticato un particolare non da poco: l’eleggibilitĂ delle donne, sancita successivamente nel marzo del . La prima occasione di voto per le donne sono le elezioni amministrative del 1946: rispondono in masVDFRQXQÂśDĚˆ XHQ]DFKHVXSHUDOÂśSHUFHQWR&LUFDPLODFDQGLGDWHVRQRHOHWWHQHLFRQVLJOLFRPXQDOL la maggioranza nelle liste di sinistra. Analoga partecipazione vi fu il  JLXJQR, quando si vota sia per il referendum su monarchia e repubblica, sia per l’elezione dell’$VVHPEOHD &RVWLWXHQWH. Per la prima volta entrano in un’istituzione rappresentativa dello Stato italiano 21 donne di diverse appartenenze politiche: 9 per il Partito comunista, 9 per la Democrazia cristiana, 2 per il Partito socialista, 1 per il raggruppamento dell’Uomo qualunque.

‹ŽƒÂ?‘ǥÍšÍ?ƒ’”‹Ž‡Í™ÍĄÍœÍ?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

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Noi Donne 1944-1945. Ristampa, editrice cooperativa libera stampa, Roma, 1978

‹ŽƒÂ?‘ǥÍ™ÍĄÍœÍ?ÇĄÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ  Donne al seggio elettorale (Francesca De Gasperi e Maria Romana De Gasperi, moglie e Ƥ‰Ž‹ƒ†‹Ž…‹†‡‡ ÂƒÂ•Â’Â‡Â”Â‹ÇĄƒŽŽ‘”‘ƤƒÂ?Â…Â‘ČŒÇĄÍ™ÍĄÍœÍžÇĄ ÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄǤǤ ÂŤNoi donne. Bollettino della U.D.I.Âť Giugno 1945, FAK

••‡Â?„Ž‡ƒ…‘•–‹–—‡Â?–‡ǥ•Ǥ†ǤǥÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÇĄ 

Unione donne italiane, 1946, opuscolo, FAK

Č?Í™ÍĄÍœÍžÇŤČ?ÇĄ˜‘ŽƒÂ?–‹Â?‘ǥ 

Í™ÍĄÍœÍžÇĄ‡”–‹Ƥ…ƒ–‘‡Ž‡––‘”ƒŽ‡’‡”ÂŽÇŻ••‡Â?„Ž‡ƒ costituente, UFN

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Donne e voto. Suffragette italiane verso la cittadinanza (1861-1946)  
Donne e voto. Suffragette italiane verso la cittadinanza (1861-1946)  

Il movimento per il suffragio femminile dal 1861, anno dell’Unità d’Italia, fino al 1946, anno delle prime elezioni a suffragio universale....

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