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dplife italia

Un invito a conoscerci la Redazione

Cos’è una vita nel Principio Divino? di Giuseppe Calì

Semi di pace

dplife italia | Marzo 2014 | Numero 1

Youth Sunday Service

Vittoria e sconfitta nel tempo presente

Il punto sulla famiglia

Esperienza di crescita interiore


Benvenuto | Cosa è una vita nel Principio Divino?

T

utti noi, oggi più che mai, siamo costretti ad essere “spettatori”. L’enorme sviluppo dei mezzi di comunicazione ha portato oramai il mondo intero dentro casa nostra. Non è un male in sé, perché credo nella necessità di conoscere, per sostenere cause giuste, per aiutare chi soffre, per partecipare alla vita sociale, in una parola per amare concretamente e formare una grande famiglia umana. Capisco, inoltre, che la stragrande maggioranza delle notizie sia angosciante, ma accetto anche questo perché è un’immagine della situazione del mondo. Non possiamo fare più finta di non sapere. Perché allora qualcosa dentro di me mi dice che questa massa di informazioni costituisce comunque un problema, una specie di sanguisuga che mi toglie il respiro, la vitalità e la speranza? Il problema è che questa invasione sistematica, massiva, violenta del nostro spazio vitale è propinata senza che sia dato un senso a tutto ciò. È la mancanza di una visione di base che possa aiutarci ad interpretare i fenomeni che ci circondano che ci lascia inebetiti e fasi che, per difesa, le coscienze siano costrette ad addormentarsi, i sentimenti a non esprimersi, le parole a farsi dure come il nostro cuore. n vita nel “Principio” è una vita che ha un senso preciso e che quindi parte da una visione divina della cose e si dirige verso la realizzazione di tale visione. È una vita che ci porta a comprenomento storico. Capire questo è l’unica difesa che abbiamo ed anzi l’unica vera forza che ci può rendere liberi e quindi capaci di amare e costruire un mondo nuovo, che segua logiche più alte. Ciò che noi di “dplife” ti proponiamo è di entrare a fare parte di questa schiera di persone che non si rassegnano a subire passivamente la dittatura culturale e spirituale che oggi ci toglie la capacità di sperare e gioire della vita stessa, e neppure a reagire con rabbia, risentimento e perdita dell’umanità che ci porta ad essere gli uni contro gli altri in una battaglia senza esclusione di colpi e senza soluzione. Noi ti chiamiamo a costruire con noi una forza serena e consapevole che vuole portare un cambiamento profondo nella società a partire dal cuore e dall’animo umano. Noi crediamo nelle infinite possibilità dell’amore vero, noi crediamo nella forza della fratellanza, noi crediamo che sia possibile attingere all’infinito potere della Luce del Creatore che è stata messa da Lui a nostra disposizione fin dall’inizio dei tempi, ma che purtroppo non abbiamo quasi mai saputo riconoscere, né ricevere adeguatamente. Crediamo infine che sia arrivato il tempo del cambiamento fondamentale e della fine del grande conflitto che ha dominato la storia e che l’umanità sia pronta a fare il salto di qualità che tutto l’universo attende sia dalla creazione.

Giuseppe Calì Direttore dplife italia

Un invito a conoscere il Principi Divino Clicca qui nel video oppure collegati a questo link: on.fb.me/OqeffN

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dplife

| MARZO 2014

italia

Sommario Benvenuto Cosa è una vita nel Principio Divino? di Giuseppe Cali

1

Parole di Vita Vittoria e Sconfitta al tempo presente la Redazione

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Semi di Pace Essere Eroi di Elena Chirulli A spasso con Dio di Gukson Capone

3

Il punto sulla famiglia la Redazione

Fatichiamo oggi, sorriadiamo domani di Nicholas Toccacieli Esperienze di crescita interiore di Lucia Migliore Libera la Leggenda di Andrea Valgoi

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7 L’opinione Il punto sulla famiglia la Redazione

8 Foundation day Un matrimonio senza confini la Redazione

9 Appuntamenti Scambio culturale in Albania la Redazione

La posta dei lettori 10 Lettere al direttore Pensieri, domande e novità a cura della Redazione

Pubblicazioni 11 Le nostre pubblicazioni Novità su articoli & libri. a cura della Redazione

Informazioni Editoriale Direttore Editoriale: Giuseppe Calì Direttore Responsabile: Giuseppe Calì Redazione: Elena Chirulli, Massimiliano Mascoli

Publisher Realizzazione grafica: Massimiliano Mascoli Impaginazione: Massimiliano Mascoli Social media: Massimiliano Mascoli

Advertising Federazione delle Famiglie ffupm.italia@gmail.com


Parole di vita | Vittoria o sconfitta nel tempo presente

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i sono molte persone tristi intorno a noi e ce ne sono molte che non lo sono. Le nostre famiglie, città e nazioni, sono di tristi oppure no. Alcune si stanno sviluppando ed altre no, alcune sorridono ed altre piangono. Ognuno è diverso, ma tutti comunque proviamo tristezza e solitudine e cerchiamo l’insieme. Ognuno cerca la gioia, la gloria e la felicità e per questo perseveriamo nelle difficoltà. Se c’è un essere che controlla l’insieme, sicuramente è come gli esseri umani. L’amore non avrebbe dovuto essere dato in un luogo solitario, sofferente, ma in un luogo libero e glorioso. Il Cuore di Dio è tale per cui Egli vuole dare il Suo amore in un ambiente ricettivo … non solo ad un individuo, ma piuttosto a famiglie ed all’intero mondo. Questa è l’essenza dell’amore. La meta ultima dell’amore è la cosa più grande. Se pensate che soltanto voi dovete ricevere amore e non il mondo, questo modo di pensare sarà distruttivo per voi. Il desiderio di Dio non è confinato ad un certo individuo. Il Cielo cerca l’insieme e qui sta la differenza tra vita pubblica e vita privata. La vita pubblica è per lo scopo dell’insieme. La gioia solo per voi stessi non esiste. I saggi vivono per il futuro, non solo per il presente. Ecco perché è necessaria la fede. Quando avete fede, la speranza può esistere. La vittoria non può essere confinata al livello individuale; deve essere per l’insieme. Non va bene che tu pensi che “tu sei tu” ed “io sono io”. La verità è che tu sei me ed io sono te. Dobbiamo raggiungere questo livello di consapevolezza … quando la vittoria individuale è dedicata all’insieme, può appartenere ad esso e così il sacrificio individuale può portare alla vittoria pubblica. Più grande è l’estensione del sacrificio, più grande è il suo valore. Seguendo questo principio il mondo può prosperare. Il sacrificio per gli altri accompagna sempre il percorso dell’amore. Siate una persona pubblica. Come individui dovremmo simboleggiare il mondo, vivendo per lo scopo pubblico. In questo modo l’amore di Dio si espande all’infinito. Non dovremmo vivere soltanto per la Chiesa di Unificazione, ma per la nazione e per il mondo. Dobbiamo capire questo chiaramente. Fino a che non vedremo l’intera nazione vittoriosa, dobbiamo perseverare in questo ambiente miserabile e lottare. Persino se potrà esser un percorso di morte, dobbiamo andare avanti. Con questa convinzione, potremo vivere. Ad un primo sguardo la Chiesa di Unificazione sembra camminare su un percorso di morte, ma ciò è perché vive per lo scopo della nazione. Non possiamo abbandonarla, altrimenti perirebbe, ma diventare il centro delle sue attività. Ora siamo al punto cruciale che determina se saremo vittoriosi o perdenti. A meno che non riusciate a superare il momento

presente, non potrete essere vittoriosi. Coloro che non riusciranno a conquistare il presente, non potranno portare vittoria nel futuro. Dobbiamo superare le difficoltà presenti per liberare Dio. È ora che dobbiamo essere vittoriosi. Dobbiamo chiaramente comprendere che il destino di Dio dipende da noi. Questo tipo di vittoria per l’umanità, non può essere ottenuta in una stanza comoda. Tutti cerchiamo il Regno dei Cieli. Non dobbiamo lottare con le altre Chiese stabilite, ma fare del nostro meglio per costruire il Regno dei Cieli che anche loro stanno cercando. Il nostro scopo è stabilire il Regno. Non dobbiamo fermarci o essere frustrati … ma andare avanti. Dobbiamo camminare insieme alla storia e partecipare alla costruzione della nuova storia. Per lo scopo del Cielo, la sua tristezza e la Sua dignità, dobbiamo essere attivi. Scopriremo che non siamo soli in questa battaglia, ma che lottiamo verticalmente insieme ai santi del mondo spirituale. Il centro della Provvidenza di Dio, che solo Dio conosce, non è altri che il signore del secondo avvento. Per questo, tutti sono destinati ad unirsi con questa persona e la sua famiglia e vivere insieme a loro. Con al centro questa persona, tutti riconosceranno il bene ed il male. Se desiderate stabilire il Regno di Dio e vivere per lo scopo di Dio, non dovete pensare di stare con Satana, ma dovete assolutamente superare il male. Noi non dobbiamo morire, ma essere forti come Giacobbe, che ha lottato con l’angelo a rischio della sua vita. Chi ha costruito la Chiesa di Unificazione, la sua fortuna ed il suo destino? Voi? La storia lo ha fatto. Dobbiamo capire chiaramente che possiamo lavorare soltanto grazie alla fondazione posta dai grandi santi del passato che hanno sacrificato se stessi, versando sangue per migliaia di anni. Dobbiamo prendere responsabilità per questa storia. Questa è la strada della Chiesa di Unificazione. Dobbiamo diventare il soggetto della storia, i suoi simboli (rappresentanti). Cosa ha cercato la storia fino ad ora? Ha cercato di incontrare i Veri Genitori. Tutte le religioni hanno cercato i Veri Genitori. Che tipo di atteggiamento devono avere i Veri Genitori nei confronti dei figli? Devono incontrarli con l’infinito amore di Dio. C’è anche un atteggiamento fondamentale che i figli devono avere verso i Veri Genitori con cui vivono. Dovete diventare i campioni della pietà filiale. la Redazione dplife italia


Semi di pace | Essere eroi

di Elena Chirulli giornalista

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a nostra bella città di Padova, anche questo mese, ha ospitato il servizio domenicale organizzato dai giovani. Lo Youth Sunday Service, inteso come un’occasione per ciascun ragazzo per crescere e offrire il proprio contributo alla società, è un appuntamento aperto a tutti, agli amici, ai parenti e alle persone che sono desiderose di conoscerci. Per iniziare positivamente il 2014 abbiamo scelto un argomento che potesse essere d’ispirazione per l’intera comunità. Dopo una serie di canti coinvolgenti ed alcune preghiere siamo entrati nel momento “clou” del servizio domenicale. Cosa significa “Essere Eroi”? Con questa domanda Davide Chirulli ha iniziato il sermone: l’eroe è colui che “sa lottare con eccezionale coraggio e generosità, fino al cosciente sacrificio di sé, per una ragione o un ideale ritenuto giusto”. Ognuno di noi ha un potenziale ed è proprio per questo che, quando quotidianamente la vita ci spinge ad affrontare continue sfide, possiamo decidere che tipo di attitudine avere. Sin dal mattino, abbiamo la possibilità di scegliere come valorizzare la nostra vita, come renderla davvero esemplare, arricchendola di pensieri positivi ed altruisti. Ciò può avvenire a scuola, al lavoro, dappertutto. Sbarazziamoci delle influenze negative che ammalano l’animo umano e sintonizziamoci su una nuova “frequenza” quella dell’eroe. Così, con questo spirito possiamo iniziare la giornata dicendo a noi stessi e a Dio: “oggi avrò vittorie, vivrò con saggezza arricchirò la mia vita di una nuova esperienza e la restituirò”. Ogni giorno è un’avventura e, proprio per questo, il vero eroe è capace di condividere il suo viaggio con chi lo circonda. Davide ha poi proseguito il suo discorso collegandosi al corso Harp a cui ha partecipato anche quest’anno. L’attività che si è tenuta a fine dicembre a Carpegna, è stata vissuta come un’esperienza significativa ed arricchente

Palazzo della Regione, Padova

a cui ha potuto partecipare insieme ai suoi amici. Tra questi Nicolò Vaianella che, partecipando al servizio domenicale, ha offerto una breve testimonianza sul workshop presentando la seconda parte del sermone. Nonostante la sua giovane età, Nicolò ha dimostrato chiarezza espositiva e buona attenzione ai contenuti riallacciandosi al concetto di eroe dei nostri tempi e collegandosi alle parole del nostro fondatore, il rev. Sun Myung Moon. “L’eroe non si fa mai schiacciare dalle difficoltà, si rialza sempre - ha proseguito Nicolò - è una persona che supera le proprie paure e va avanti”. Certo, tutti abbiamo delle debolezze, sarebbe sciocco non ammetterlo. Siamo abituati a pensare agli eroi in calzamaglia, a quelli con i superpoteri che si vedono in televisione, a quelli cioè ben diversi da noi. “Si tratta invece di persone “comuni” – ha sottolineato Davide – che in un’era di plastica, chip e silicone e “dei” monetari restano umani e non hanno paura a dirlo. Sono coloro che nel momento del bisogno si accorgono di che piega stia prendendo la situazione, si tirano su le maniche e cercano di liberare il gomitolo dai nodi, si siedono a terra e si impegnano sciogliere l’enorme matassa”. Non si tratta perciò di fare cose straordinarie, ma di farle con l’intenzione

di contribuire ad un mondo migliore, in cui parole come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà e il rispetto non sono vuote, ma ricche di tutti i valori che portano con sé. Questa giornata è stata anche un’occasione per poter ascoltare la testimonianza di Amos Galasso, venuto a trovarci da Rimini, che ha contribuito all’incontro con alcune brevi riflessioni. Collegandosi alle parole dei suoi due amici, Amos ha raccontato la sua esperienza di vita, l’importanza dell’unità con il team e di essere un buon esempio per chi ci circonda. Durante il sermone dei ragazzi sono stati scelti alcuni video significativi preparati dai giovani stessi che, con immagini e musica, hanno reso questo momento davvero speciale. Ha poi preso parola Angelo Chirulli con un pensiero dedicato al “Giorno della Memoria” che l’indomani sarebbe stato celebrato a livello nazionale e ricordando Giorgio Perlasca, eroe padovano che ha salvato tantissimi ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo i canti si è concluso il servizio domenicale con un piacevole incontro conviviale a cui hanno partecipato tutti i presenti. Vi aspettiamo al prossimo Youth Sunday Service!


Semi di pace | A spasso con Dio

di Gukson Capone Fisioterapista

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resentato da Manuel Banchini si è svolto a Napoli il servizio domenicale organizzato dai giovani. Il relatore Gukson Capone ha scelto come titolo “A spasso con Dio” commentando un brano riguardante l’esperienza spirituale di una ragazza di prima generazione che si è trovata a dover superare un momento di difficoltà. Tante volte sentiamo parlare della CIG, ma come dobbiamo comportarci quotidianamente? Per comprendere questo è stata presentata la storia di una ragazza che, in una situazione problematica, è riuscita ad avere un dialogo profondo con Dio in uno spazio/luogo che il relatore ha definito Cheon Il Guk. “La Cheon Il Guk è uno spazio vuoto che noi abbiamo il compito di arredare e riempire. Durante il “Foundation Day” i Veri Genitori ci hanno dato il passaporto per entrarci, ma purtroppo nessuno lo ha ancora utilizzato. Molte persone si aspettano chissà quale cambiamento con l’avvento del Foundation Day, in realtà il cambiamento siamo noi e se non facciamo nulla, nulla cambierà. Il regno dei Cieli è un posto che Dio ha creato per noi e sarà il luogo dove vivremo per l’eternità. Dio aveva bisogno di creare anche uno spazio esterno (la Terra) affinché il Regno dei Cieli non venisse contaminato. La CIG può essere riempita solo con “bellezze di cuore” che si conquistano nel mondo esterno e si portano dentro. Cosa sono le “bellezze di cuore”? Sono tutte quelle virtù di cuore che noi sviluppiamo amando gli altri come: prenderci cura del prossimo, amare, servire, aiutare, curare, rispettare, regalare, consolare, perdonare, essere generosi e vivere per il bene negli altri, più si semina e si moltiplica il bene, più le bellezze di cuore crescono nella nostra anima e in quella degli altri. “Quale è la virtù più importante? La più radiosa è quella del perdono, perché alleggerisce il tuo cuore dal passato e lo rende capiente per il futuro. Devi allenarti in tutte le tue virtù, ma il perdono stabilisce la base essenziale per cominciare la tua vita nella CIG nel futuro ideale. Nel mondo ideale non ci sarà più il bisogno di perdonare. Allenati in tutte le virtù del cuore.” Il desiderio originale di Dio era quello di creare un mondo in cui il male non esiste e dove ognuno dopo la perfezione può crearsi uno spazio pieno di bellezze di cuore. Quando c’è una connessione empatica, una connessione di cuore allora le mura del nostro

spazio di sciolgono ed entriamo in contatto con la CIG degli altri. I confini sono solotemporanei, più si abbellisce il posto con le bellezze di cuore, più il livello di energia positiva aumenta.La CIG non ha limiti e confini, Dio lo ha creato cosi per essere il nostro Regno Eterno. Non esiste il nessuna parola negativa poiché siamo nel regno della perfezione e nel Diretto Dominio di Dio. Questo brano ci fa capire chiaramente lo scopo dei due mondi: il mondo fisico e il mondo spirituale. Qui sulla terra dobbiamo sperimentare e provare tutte le virtù, come amare il prossimo, servirlo, ci deve essere una connessione di cuore. Se non facciamo ciò, se non facciamo le giuste azioni non possiamo essere felici e il nostro spazio sarà vuoto! Dio ha già preparato un posto per noi, adesso tocca a noi arredarlo con tanta gioia e colori, ed ecco perché la nostra vita sulla terra serve come preparazione.Testimonianze sul corso invernale Harp: Vittorio Nobuo Della Corte: i primi corsi dell’Harp non erano molto organizzati e c’erano ritardi, questo è stato veramente diverso. Sono state molto importanti le lezioni, quella di Ye-sam sul rapporto genitore-figli che è una tematica utile specialmente per gli adolescenti, poiché molte volte vivono una condizione di conflitto; le lezioni di Giuseppe Calì sono sempre molto ispiranti. La mia esperienza migliore è avvenuta grazie

alla lezione di Stefano Bianchini, che ci ha illustrato l’”importanza della gratitudine” per la famiglia, anche per le piccole cose. Durante la lezione ci ha fatto scrivere una lettera come se fosse l’ultimo giorno di vita: una per i genitori, una per Dio e na per noi stessi. Scrivendo queste lettere ho cominciato a piangere a dirotto, era più che altro uno sfogo. Al mattino ci svegliavano alle 6,45 , facevamo un po’ di sport per riscaldarci visto che faceva freddo, a cui poi seguiva il “morning service” dato da uno dei team leader. Sono state anche belle le condivisioni che abbiamo avuto tra noi, perché si posso condividere diverse problematiche comuni. Unica pecca è stata quella di non aver potuto fare il falò poiché si mise a piovere ma comunque al corso si respirava una bellissima atmosfera. Ye-sam Rossi: Dopo una decina d’anni da partecipante nell’Harp sono diventata insegnante ed è stato bello rivedersi. Volevo fare delle lezioni più pratiche perché è quello che i ragazzi hanno bisogno, ho preso un po’ dai “Principi Divini”, un po’ dall’ “Educazione del Carattere” e dall’esperienza personale. Una seconda generazione è sempre abituata ad essere aperta e costruire rapporti di fratello e sorella, questo è molto bello da vedere. Abbiamo fatto una cosa molto carina, di solito sono sempre i team a preparare tavola e lavare i piatti, questa volta era lo stesso staff


di Lucia Migliore Studente

Semi di pace | Esperienza di crescita interiore

che serviva i partecipanti. I challenge sono molto utili, perché ci si può mettere in gioco, c’è il lavoro di squadra, ogni persona può dare il meglio di sé anche se si è stanchi. Sono cose che bisogna viverle e provarle e servono per crescere. È vero che molti ragazzi vengono per divertirsi, però alla fine comunque imparano qualcosa, vista la bella atmosfera di fratellanza e unità che si crea. Abbiamo organizzato un momento di “sharing” dando la possibilità ad ogni giovane di inserire la propria domanda in una scatola. Tutto ciò ha creato una buona atmosfera, ricca di spunti e momenti di condivisione. Come ha detto Nando Chianura al sermone di Milano, dietro alla seconda generazione c’è Dio. Non tutti i giovani magari se ne accorgono, ma anche io lo posso vedere e sono felice perché Dio lavora attraverso questi ragazzi. Il nostro ospite ha aggiunto poi cosa ha imparato il giorno prima in un nostro seminario, ossia come mai Dio non poteva accettare l’offerta di Caino mentre quella di Abele sì. Qui entra in gioco la collaborazione di Abele e l’umiltà di Caino che si doveva far aiutare dal fratello nel completare l’offerta. Il sermone dei giovani si conclude qui, ci rivediamo alla prossima!

La città di Bergamo ha ospitato anche questa volta lo Youth Sunday Service organizzato dai giovani. Dopo aver dato a tutti un caloroso benvenuto e invitato il coro ad aprire il servizio domenicale con delle ispiranti canzoni, Sonjin D’Adda ha dato una breve spiegazione sull’origine e sul significato della parola H.A.R.P. (High school Association Research of Principle). Si tratta di un progetto rivolto ai ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18. L’iniziativa si cura principalmente dell’approfondimento del Principi Divini attraverso attività teoriche (es. lezioni) e pratiche (discussioni in team, sport ecc…). Durante il corso H.A.R.P. natalizio 2013-2014 le lezioni sono state date da Giuseppe Calì, Ye Sam Rossi e Stefano Bianchini. Dopo questa piccola introduzione, Sonjin, ha invitato Martina Valgoi a dare la prima testimonianza. Martina ha parlato della sua esperienza di partecipante, partendo delle sue aspettative, per poi concludere condividendo gli attimi più preziosi trascorsi con il suo team. Proprio in questi momenti, ha saputo comprendere il significato profondo della parola ‘gratitudine’ ed sperimentare durante episodi an che un po’ comici, che è importante vedere

il lato positivo, e valorizzare ogni giorno come fosse “il giorno”. Il secondo a dare la sua testimonianza è stato Cristian Termine che durante l’H.A.R.P. natalizio ha svolto per la prima volta il ruolo di coordinatore (MC). La figura di MC richiede puntualità, poiché deve assicurarsi che tutti le persone presenti rispettino il programma. Cristian, ha raccontato di quanto abbia apprezzato i consigli dati dai ragazzi, che lo hanno arricchito, permettendogli di intraprendere l’incarico con più motivazione. Ha inoltre accennato di quanto l’H.A.R.P. nel corso degli anni abbia fatto notevoli progressi. Il terzo a dare sua testimonianza è stato Godwin Chionna, direttore/guida interiore del corso. Godwin, ha parlato di come nei corsi H.A.R.P., così come durante l’ STF, si viva in uno spirito altruista, in cui tutti si spendono per il prossimo. Il quarto è stato il cuoco, Ugo Fiori, che per tutta la durata dell’evento si è preoccupato di dare “amore sostanzioso” a tutti i partecipanti. Ha inoltre colto l’occasione per esprimere quanto ringiovanito si fosse sentito durante il corso HARP. Per concludere, è stato proiettato un divertente video girato durante il corso.

Centro storico, Bergamo


Semi di pace | Fatichiamo oggi, sorridiamo domani

di Nicholas Toccacieli Studente

S

voltosi a Roma l’incontro è stato preparato da Josè Preciutti e Nicholas Toccacieli. Dopo le preghiere, alcuni canti e l’ispirante testimonianza di Claudio Preciutti si è passati al profondo contenuto del sermone. Le tre canzoni che i giovani hanno scelto sono state “Light of Grace”, “Salmo 127” e “Go tell it on the mountain”, cantate tutte su basi registrate dal grande Robin Chionna (a testimonianza della gran collaborazione che possiamo instaurare tra noi ragazzi). I due discorsi (dei relatori Josè e Nicholas) sono stati presi dalla Cheon Seong Gyeong, per poi essere ampiamente spiegati e commentati. Josè ci ha parlato di come ognuno di noi abbia abitudini influenzate da questo mondo satanico, abitudini che dovrebbero essere sostituite con delle altre incentrate su Dio, sottolineando quanto sia importante il non arrendersi mai, il non dar peso alle opposizioni, centrando tutto sul Vero Amore, anche se non siamo riusciti a raggiungere il nostro traguardo nella nostra vita terrena. Ha poi enfatizzato che, sebbene in realtà la nostra vita sulla terra sia breve in confronto a quella nel Mondo Spirituale, il valore che ha è infinito: difatti come dice il Rev. Moon in un discorso, quando andremo nel Mondo Spirituale, i nostri antenati potranno accusarci dicendo << Perché non hai fatto meglio? Che cos’è questo? >>. Ha concluso puntualizzando quanto sia importante realizzare le cose sulla terra modellandosi sul Cuore di Dio e sul Suo carattere divino.

Ed è proprio da qui che è partito Nicholas: quello che bisogna portare nel Mondo Spirituale, il nostro unico patrimonio sono i nostri risultati. Che tipo di risultati? Quante persone siamo riusciti a salvare, a riportare a Dio. Ha poi proseguito sostenendo che se una persona vivesse settant’anni, ma durante la sua vita lavorasse tre volte più duramente per Dio delle persone normali, quei 70 anni varrebbero come 210 e se lavorasse 20 volte più duramente quegli stessi anni ne varrebbero 1400. Subito dopo ha continuato sottolineando il valore della testimonianza, una tradizione dataci in eredità come compito fondamentale direttamente dai Veri Genitori, che è in grado di salvare chi la riceve e chi la dona, facendo crescere la propria capacità di Amare veramente le persone, capacità che risulterà essenziale per vivere meglio nel Mondo Spirituale. Difatti non testimoniando possiamo anche considerarci membri del movimento, ma in ogni caso davanti a Dio non compiamo la cosa che Gli sta più a cuore … riportare i Suoi figli a Lui. Ha poi concluso leggendo una poesia del Vero Padre su quanto dobbiamo impegnarci dando il massimo. La preghiera di Benedizione è stata offerta da Giuseppe ed Elisabetta Calì. Alla fine del sermone una sorella brasiliana di nome Giselle (nonché nuovo membro a tutti gli effetti dopo aver ricevuto la Benedizione domenica 16 Febbraio), era rimasta talmente ispirata da non poter trattenersi dal prendere la parola per sottolineare l’importanza di ciò che era stato detto poco prima. Dopo lo Youth Sunday Service i giovani della comunità hanno partecipato a un mini-corso di preparazione alla propaganda offerto gentilmente da Monica Inferrera.

Sonjin D’Adda: partecipante - E’ stato un workshop divertente e ben organizzato. Mi sono piaciute molto le lezioni dei nostri due insegnanti Stefano Bianchini e Yesam Rossi. Ho avuto la sensazione che loro capissero come ci sentiamo e cosa viviamo alla nostra età. In particolare mi ha colpito la lezione sulla gratitudine di Stefano. Infatti nella vita quotidiana la gratitudine dovrebbe sempre essere presente. Ho capito che, anche se sembra un concetto semplice, in realtà serve consapevolezza per coltivarla all’interno dei nostri cuori. In fondo è davvero sufficiente un sorriso o un grazie per fare una grande differenza.

Mogrant Bofenda: staff - Noi, come staff, abbiamo cercato di alzare il livello nella preparazione dei dettagli dell’incontro. Credo che più ci si impegni e più si vedano i risultati. Con l’impegno possiamo arrivare dove nessuno è mai arrivato. Lo sto sperimentando. E’ soddisfacente vedere i risultati adesso. La gente è felice, connessa e ispirata. E’stato tutto molto intenso ma ne è valsa la pena. Già penso a che fare per il prossimo corso.


di Andrea Valgoi Business accounting

Semi di pace | Libera la Leggenda

I

l servizio dei giovani è iniziato con un messaggio di benvenuto di Andrea Valgoi alla comunità milanese. Il coro ha poi riscaldato l’atmosfera con alcune canzoni accompagnate da Robin Chionna e Stefano Bianchini alla chitarra e da Daniela Andreozzi e Ingrid Cordelino alla voce. In sala c’erano molte persone, tra cui molti ragazzi della comunità di Bergamo. Andrea Vallone ha poi letto alcune frasi tratte dalla Bibbia Celeste riguardo i temi dell’unità e dell’amicizia, temi essenziali e speciali per la giornata dedicata alle testimonianze dei partecipanti dello scorso corso Harp, svoltosi a Carpegna a Natale. Il motto di questo corso è stato L*L*L “Libera la Leggenda”, in realtà preso dal motto degli scorsi corsi europei, L*L* L : Love, Life, Lineage = Amore, Vita e Lignaggio. Per far sì che venisse trasmessa un’idea completa sul corso, che comprendesse tutte le diverse angolazioni, sono stati scelti ad intervenire un membro dello staff, un insegnante, due partecipanti, un team leader e uno degli organizzatori. Ecco degli estratti dai loro interventi: Antonio Vallone: Il membro dello staff - “Mi piace sempre cercare di trovare una parola, una parola sola, che riesca a riassumere l’esperienza. Ecco, per me, questa parola è “leggendario”. Il corso e le persone che vi hanno partecipato lo sono state. Da dietro le quinte, in quanto membro dello staff, ho visto quanto veramente si lavori e si offra per un corso del genere. Ho cercato di dare il mio meglio e credo che grazie alla collaborazione di tutti questo sia stato il corso migliore di tutti, almeno fino al prossimo! Non finisco mai di stupirmi di come si possa legare così facilmente a livello orizzontale.”

Christophe Kouame: partecipante - “Io vengo da Brescia, vivo da dieci anni in Italia e la mia famiglia viene dalla Costa d’Avorio. Per me i corsi sono una grande opportunità per incontrare e conoscere altri fratelli e sorelle di seconda generazione. Non mi aspettavo che il corso sarebbe stato così bello; si è davvero rivelato stupendo. Tutti lo hanno reso speciale. Ho vissuto l’esperienza davvero bene, è stato come essere in famiglia. Siamo stati in grado di condividere i nostri problemi e i nostri dubbi. Ci siamo aiutati moltissimo. Ho incontrato tantissime persone per la prima volta e sono davvero stupito di come si possa legare così tanto. Come ogni “dopo – corso” sono un po’ triste, sono più pensieroso e non so come fare a scuola. Penso che loro non mi capiscano e io aspetto con entusiasmo il prossimo incontro. So però che abbiamo uno scopo. Dobbiamo diventare grandi, forti e capaci di ricoprire un ruolo in questa società. Noi siamo la salvezza per il mondo. Non ho paura di essere giudicato dagli altri. Al corso insomma si è sostanzialmente parlato di come affrontare la vita. Ho imparato a riflettere sulla gratitudine nella mia vita. C’è stata una lezione molto bella a riguardo. Troppe volte ci dimentichiamo queste cose così semplici. Non vedo l’ora del prossimo corso!”

Valerio Vespa: team leader - “E’ stato molto significativo e diverso ricoprire questo ruolo. E’ stata una sfida che ho voluto accettare. In quanto team leader mi era stato chiesto di preparare un messaggio d’ispirazione per l’inizio di una giornata del corso. Durante il workshop si è creata un’atmosfera bellissima e le discussione erano aperte e profonde. Le lezioni di Giuseppe Calì sono state molto ispiranti e mi hanno arricchito. Importante per me sono state le diverse esperienze che abbiamo potuto condividere insieme durante: sport, gruppi creativi e discussioni. Particolarmente significativa è stata la preghiera di 21 minuti che abbiamo potuto vivere tutti insieme come team, ed è stato un grande momento di unità. L’Harp è pieno di belle e profonde esperienze: mandate i vostri figli all’harp! Essere team leader per me ha fatto la differenza.

Stefano Bianchini: insegnante - Si è trattato di un workshop di 1 settimana per ragazzi di seconda generazione. I partecipanti erano 41. Si tratta sempre di un momento speciale in cui si fanno molte esperienze: durante le lezioni, con il team, con i challenge (sfide), riflettendo sul “Principio” e sul come vivere i sentimenti. Personalmente è stato un onore insegnare e motivare i ragazzi. Mi sento inoltre di aver ricevuto tanto da loro. Una lezione in particolare è stata dedicata ai genitori e a come poter migliorare la relazione con loro. Ho voluto mettere enfasi su come sia importante permettersi di sbocciare. Bisogna prendere i dubbi che si hanno per le corna e decidersi. Al corso ci sono moltissime occasioni per farlo. Di ritorno dal corso, in aereo, ho avuto l’occasione di condividere con una persona vicino a me i valori della famiglia e della benedizione. Il corso mi ha dato la forza e forse il coraggio di provarci.

Fabio Chionna: genitore - Wow, che occasione poter partecipare! E’ stato il mio primo corso Harp. Ho rivestito il ruolo di genitore per tutti i ragazzi. Ho aiutato come autista e andavo sempre a fare la spesa. Tutti e tre i miei figli erano al corso con me. Il posto non era dei più accoglienti, ma l’ambiente era così caldo che si superava tutto insieme. Difficile da descrivere a parole. Ho potuto vedere la gioia, l’armonia e l’unità che i nostri ragazzi hanno tra di loro. Speriamo mi chiamino ancora il prossimo anno”.


Foundation day | Un matrimonio senza confini

L

a Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo e l’Unificazionismo ha celebrato nel mese di febbraio 2014 il 1 ° anniversario del Giorno di Fondazione e la “Cerimonia di Benedizione” evento multiculturale che ha coinvolto migliaia di giovani coppie di sposi di diverse nazionalità. L’anno scorso, il 13 gennaio, secondo il calendario lunare, la Federazione delle Famiglie fondata dal Rev. Sun Myung Moon e dalla dott.ssa Hak Ja Han ha proclamato la “Giornata della Fondazione “, momento fondante di un impegno tangibile per la costruzione di un mondo in cui vinca la logica della fratellanza, del bene comune, del vero amore sacrificale: l’era della famiglia sotto un “Unico Cielo” in cui Dio possa essere presente. In questo primo anniversario ha preso vita la suggestiva Benedizione internazionale che ha visto circa 20.000 coppie di sposi unirsi in matrimonio pronunciando il loro “si” basato sulla fedeltà, il rispetto e l’impegno. Una cerimonia senza confini, seguita simultaneamente in tutto il mondo, in diretta con 194 nazioni. Nuovi semi di pace, per far crescere vere famiglie capaci di vivere la nuova sfida del millennio . Neo coppie che credono in valori veri, come la buona relazione tra genitori e figli, la fedeltà reciproca e l’amore tra marito e moglie, ma anche la fiducia e il sostegno reciproco tra fratelli. Una nuova importante visione capace di superare i conflitti di razza, religione e nazionalità. All’evento molti ospiti di rilievo tra i numerosissimi invitati. La seconda settimana di febbraio è stata quindi densa di appuntamenti per la (FFWPU, controllare se si scrive così)*** e tra questi segnaliamo i seminari sull’Ed-

ucazione del Carattere e sul Pure Love, vari incontri accademici e religiosi, festival dedicati alla pace, alla preghiera e alle famiglie multiculturali. Di notevole rilievo anche la Conferenza Internazionale rivolta alla Leadership (ILC - Toward a New Paradigm for Peace and Human Development) con una sezione di approfondimento sul tema della pace nel Nordest asiatico e il meeting sulla leadership femminile. Altre date hanno ospitato “convention” sulla “ri-unificazione” della Corea e due concorsi: il “Cheon Seong Gyeong Hoon Dok Reading Contest” e l’ “International Divine Principle Lecture Contest”.

Nei giorni successivi non sono mancati altri appuntamenti come l’ Inauguration Ceremony of the Promotion Committee for True Parents Life Museum, due assemblee internazionali, una dedicata al “World Carp” e l’altra alla FFWPU World National Leaders Assembly. Infine, non meno importante, il Foundation Day Music Festival del 16 febbraio, che ha colorato la giornata con coinvolgente intrattenimento musicale. La Fondazi-

one WonmoPyeongae nata nel 2013 con l’obiettivo di coltivare talenti e promuovere la pace ha presentato le nominations dell’anno e ha sottolineato il valore del proprio impegno presentando il goal raggiunto di 1.213 candidati (439 in Corea e 774 all’estero ), con 10 miliardi di won (9,2 milioni di dollari) in borse di studio. La Federazione Universale per la Pace (UPF) insieme agli Ambasciatori di Pace invece ha organizzato il “Multicultural Families Festival: Sharing Peace with Migrant Philippine Women”, un momento di sensibilizzazione per ringraziare, dopo l’uragano dello scorso anno, i volontari coreani che hanno dedicato per il loro aiuto nelle Filippine. Così con un “ Ti amo , Filippine! Grazie, Corea “ è seguita la consegna di un migliaio di copie un libro tradotto in lingua Tagalog. Un programma denso di eventi dunque all’insegna di una pacifica convivenza e di una proficua collaborazione tra i popoli.

la Redazione dplife italia


L’opinione | Il punto sulla famiglia

S

compare la famiglia italiana tradizionale, quella composta da padre, madre e figli. Il nucleo familiare si restringe sempre di più. Secondo l’ultima indagine ISTAT le famiglie sono più multietniche, ma si riduce il numero dei membri che ne fanno parte. L’Italia, un tempo famosa per la sua prolificità, oggi è ai livelli minimi mondiali per ciò che riguarda le nascite. Le famiglie formato “single” sono ormai il 31,2% contro un misero 5,7% di nuclei numerosi. Quelle formate da una sola persona sono infatti quasi una su tre; risultano in notevole aumento rispetto al censimento 2001, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e dei mutamenti demografici e sociali. Un dato di per sé preoccupante che ci indica quanto deleteria sia la cultura del consumismo e dell’edonismo che ci ha proiettati fino a qui. Fortunatamente resiste ancora quell’abitudine ad accogliere i familiari in casa o a fare loro visita, solo lo 0,5% della popolazione infatti vive in strutture come istituti assistenziali, case di riposo e ospizi. Di pari passo, è quasi raddoppiato, in dieci anni, il numero di persone separate legalmente e divorziate. Aumentano troppi interrogativi in questo periodo, che partono da eventi allarmanti, in cui gli stessi giovani si vedono protagonisti. Storie di vita che si scoprono consumate dalla depressione, dalla droga, ed oggi più che mai, dall’alienamento della personalità di chi, lontano dalla società, si rifugia spesso in un mondo immaginario, in quello di internet e dei social network. Confidandosi in rete, la vita di molti ragazzi in cerca di accettazione e sostegno, rischia di essere alimentata da consigli di sconosciuti che, invece di sostenerli, li invitano a ridurre la sofferenza con slanci estremi, sfociando talvolta nel suicidio. Fortunatamente non tutti siamo così, ma questi dati di per certo non possono lasciarci tranquilli. Molti dei mali sociali si originano nella famiglia, così come le sofferenze più grandi. E’ dal nucleo familiare che parte la trasmissione dei valori e quindi la formazione della morale. Il dialogo nella coppia, tra genitori e figli, tra nonni e nipoti è fondamentale, anzi quasi la pietra miliare per superare la crisi che avvalla i nostri tempi. Il nuovo concetto di famiglia è totalmente cambiato e risulta pressoché necessario invertire la rotta. La famiglia non è solo una realtà sociale fatta di disgregazione o di “pseudo coppie”, ma è qualcosa di più. Se proviamo a chiedere ai fidanzati di oggi per quale motivo non desiderino avere figli, la risposta sfocia, nella maggioranza dei casi, nei problemi economici, oppure nell’insicurezza, o nell’incapacità di riconoscersi nel ruolo di genitore, che richiede investimento, rinunce e sacrificio. Questa

crisi d’identità reale, parte soprattutto dalla difficoltà di amare veramente. E’ di cruciale importanza trasmettere l’ideale della vera famiglia ai giovani, perché i figli di oggi sono i genitori di domani. La nostra società presenta ormai una disgregazione di quei valori fondamentali che danno senso alla vita di tutti, la colorano e soprattutto l’alimentano. “L’amore dovrebbe essere essenzialmente un atto di volontà, la decisione di affidare completamente la mia vita ad un’altra persona. Amare qualcuno, non consiste solo nel provare forti emozioni, ma in una decisione, una promessa” (Erich Fromm). L’amore perciò parte dalla coppia, ma non finisce lì. L’estrema continua ricerca di partner si focalizza sull’altro senza prendere in considerazione l’importanza di cambiare prima se stessi, fattore invece essenziale per la crescita della coppia. Questa visione è importante soprattutto per i giovani che dovrebbero divenire attori responsabili sia nella sfera delle relazioni che in quella sociale. La famiglia è “scuola d’amore”. Un matrimonio sano, in cui tre generazioni vivono in armonia e nel rispetto reciproco, è la vera base per la società. Purtroppo alcuni programmi televisivi non aiutano, così come l’ideologia comune che sfocia nei falsi miti della libertà sessuale, del sesso visto cioè come puro divertimento e come valvola di sfogo. Sembra che la logica comune sia “più faccio l’amore con partner differenti e meglio lo so fare”. Ma non è così, perché più una persona ha avuto partner sessuali differenti, più il suo cuore ne è limato, gravato dai ricordi e dalle esperienze precedenti che impediscono di investire totalmente in una relazione d’amore vera ed esclusiva. Il sesso che corona il matrimonio invece è un luogo segreto, meraviglioso e incontaminato che fortifica l’intimità della coppia. La società moderna, però, ha drasticamente trasformato anche il matrimonio che, in realtà, andrebbe vissuto con responsabilità e consapevolezza. La coppia “scoppia” e chi ci va di mezzo sono i figli, uno su tre allevati da un solo genitore. Un costo sociale davvero elevato, che necessita di una ri-valutazione dell’importanza della famiglia e del matrimonio ai tempi d’oggi. Raggiungere la maturità, vuol dire anche amare in modo responsabile. Unirsi in matrimonio non vuol dire trovare la persona giusta per me, bensì capire se io posso davvero essere l’uomo o la donna giusta per il mio partner. L’egocentrismo dovrebbe essere accantonato, per dare spazio a coppie che si uniscono per completarsi vicendevolmente, uniti dall’amore. Il matrimonio, in definitiva, è un assaggio della nostra connessione con Dio, che ci ha progettati per la Redazione dplife italia

Pubblicazioni | novità La storia del Vero Dio - racconta e spiega con un linguaggio adeguato il contenuto del testo Il Principio Divino ai bambini di età 8-14 anni. Trattandosi di un libro ricco di immagini che i bambini posso colorare, il testo aiuta la comprensione dei racconti biblici e degli insegnamenti del Rev. Sun Myung Moon.

Prenotazioni: antonella.zoffili@gmail.com


Appuntamenti | Scambio culturale in Albania

Partecipa al progetto “Beauty in Variety” in Albania dalla WFWP dal 12 al 21 Aprile 2014, rivolto a tutti i giovani che sono interessati ad approfondire scambi culturali. I Paesi coinvolti nel progetto sono: Italia, Inghilterra, Macedonia, Albania, Kosovo. L’evento ha lo scopo di promuovere la conoscenza delle diverse culture e tradizioni. Tra i requisiti che potrete trovare nella scheda da compilare è richiesta ovviamente la lingua inglese. Le spese del soggiorno in Albania sono totalmente coperte, mentre il viaggio sarà rimborsato per il 70%. Non perdere questa bellissima occasione! La scadenza è il 16 Marzo. Per qualsiasi informazione non esitate a contattare Paulo Hi-Seung D’Alberti, e - mail: phdalberti@gmail.com . Affrettatevi … i posti sono limitati!

la posta dei lettori

Caro

direttore,

Da più mesi mi sono accorto di avere blocco, o forse “rifiuto”, nel pregare. Ho provato più volte, anche impegnandomi, ma non sento nulla. Non ricevo le risposte e, soprattutto, ho perso la motivazione e forse anche la speranza che qualcuno mi risponda. E’ così impegnato Dio da non volermi rispondere? Eppure partecipo alle funzioni religiose, ma quando sono solo una preghiera spontanea proprio non viene … Ha qualche suggerimento? Tommaso P. Risposta:

Mi sono sempre chiesta il mondo spirituale esiste veramente? Come possiamo pensare che non sia soltanto frutto della nostra immaginazione? Anna L. Risposta:


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