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ALL’INTERNO Intervista Tesi, p. 4 Studenti in redazione, p. 5 Intervento Giachi,p. 7 La realtà di Rondine, p. 10

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Giugno/Luglio 2010

ACCORCIAMO LE DISTANZE


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IL RAPPORTO TRA ATENEO E CITTÀ Ad un anno dall’elezione a Rettore di Alberto Tesi e a quella di Sindaco di Matteo Renzi, un’analisi sull’attuale rapporto tra l’Università ed il Comune di Firenze

Comune ed Università : L’esigenza di una maggiore collaborazione tra l’Ateneo camente un ente destinato alla formazione e alla ricerca, d un anno dalla tornata trascurando così i legami con elettorale che ha visto, il territorio; dall’altro lato, il dopo un decennio, Comune ed Comune si è reso colpevole Università di Firenze cambiare di non prestare attenzione in i propri vertici istituzionali, maniera specifica e concreta un’esigenza comune ha unito a quelle che erano le evoluil Sindaco Renzi al Rettore zioni del tessuto sociale fioTesi, ovvero un deciso camrentino e toscano quale biamento che consentisse – ridiretta conseguenza della spettivamente – un rilancio presenza dell’Ateneo”, amdella città di Firenze, in molti mettendo così il problema di settori della un dialogo che, sua società apnel corso degli Renzi e Tesi hanno ereditato una coparsa come anni, è mancato una “bella ad- mune carenza dalle precedenti ammini- tra Palazzo Vecdormentata”, e strazioni, disattente nei riguardi di un chio e piazza della sua UniSan Marco, dorapporto strutturato tra Città e Ateneo versità, in vuto a diversi preda ad una l’Università, la grande asfattori, come rileva la Preside grave crisi finanziaria che ne sente tra i programmi elettoAlacevich: “Firenze anticaaveva spesso leso anche l’imrali dei candidati alle mente ha visto concentrarsi magine ed il prestigio di Ateprimarie del Partito Demonel suo territorio le funzioni neo d’eccellenza, che da cratico, sollecitati – pertanto finanziarie e commerciali, sempre la contraddistingue. – dal sito universitario mentre a Pisa nasceva l’UniSindaco e Rettore, la cui età www.unistudi.eu a rivelare il versità, ed il retaggio di que(35 anni Renzi, 53 Tesi) ha proprio piano politico volto a sta “specializzazione senza dubbio consentito la rinsaldare un legame tra la refunzionale” è duro a morire; maggiore personificazione altà cittadina e quella accadeanche quella certa diffidenza dell’auspicato cambiamento, mica. “In questi anni si è – che, è bene ricordare, è a hanno ereditato una comune e assistito ad un colpevole e redue direzioni – affonda nelle grave carenza dalle precedenti ciproco atteggiamento di inconsuetudini che orientano la amministrazioni, disattente nei differenza da parte cultura locale”. riguardi di un rapporto struttudell’Università e del Comune Ad incidere sul rapporto tra rato tra Ateneo e Comune e di Firenze” sottolinea il prof. Comune ed Ateneo subentra colpevoli di non aver neppure Gian Franco Cartei, docente così il giudizio che la città provato a rimediare al diffuso di Diritto Amministrativo nutre nei confronti dell’Unimalcontento che ne derivava: presso l’Ateneo fiorentino, versità, la percezione che i nel luglio del 2007 la Preside poiché “l’Università ha fiorentini ne hanno e l’impordella Facoltà di Scienze Polispesso pensato di essere unitanza che ad essa assegnano, tiche “Cesare Alfieri”, prof.ssa e che purtroppo al momento rappresentano un grave falla GIANLUCA TENTI Per il direttore per la costituzione di un rapde “Il Giornale porto strutturato, tant’è che si dell’ Università quale della Toscana” parla “grande sconosciuta” – come Firenze deve rileva Gianluca Tenti, direttore de Il Giornale della Tointerrogarsi secondo il quale “la seriamente sul scana, città deve interrogarsi seriaruolo dell’Uni- mente sul ruolo dell’Università, ovvero se una realtà che versità e da complessivamente rappreparte del senta circa 1/10 di tutti i resiComune denti dell’hinterland diventi una risorsa per la città o che occorrono le scivoli addosso come fatiniziative più tore secondario ”, contempoconcrete che raneamente ad un’Università che, rileva invece il direttore possano Corriere Fiorentino Paolo coinvolgere gli del Ermini, seppur “giovane e studenti in dunque con un minor radicamento nella consapevolezza tutti quei procollettiva della città rispetto, cessi di scelta ad esempio, a Bologna”, deve e valutazione comunque “fare uno sforzo in GAETANO CERVONE

A

Franca Maria Alacevich, in un’intervista a “l’UniversitArea” definiva “difficile” il rapporto tra Comune ed Ateneo, accusando inoltre Palazzo Vecchio di aver sempre “sottovalutato” l’Università; l’allora Prorettore alla Didattica, il prof. Sandro Rogari, sulle colonne de “La Nazione” nel luglio 2008 lamentava, invece, l’assenza di “proposte elettorali” riguardo

Foto Il Giornale della Toscana

FRANCA MARIA ALACEVICH

Secondo la Preside della “Cesare Alfieri” bisogna impegnarsi per dimostrare quanto l’Università sia un valore aggiunto per Firenze e superare la paura di ‘piegare la cultura alle esigenze territoriali’ che ancora circola nelle stanze dell’Ateneo più per essere recepita non più come una semplice presenza, ma come un patrimonio comune a cui chiedere e – allo stesso tempo – dare”. Una sfida che l’Ateneo fiorentino sembra voler raccogliere: “L’Ateneo intende aprirsi alla città, impegnare le sue competenze per contribuire alla crescita del territorio: per questo la

collaborazione è destinata ad essere sempre più forte. Lavoreremo per il comune interesse a valorizzare i luoghi dello studio e della ricerca, per rilanciare Firenze in una dimensione internazionale” dichiarava il 30 marzo scorso il Rettore Tesi, introducendo una particolare lezione di Diritto Amministrativo che vedeva infatti salire in cattedra

GIAN FRANCO CARTEI “In questi anni si è assistito ad un colpevole e reciproco atteggiamento di indifferenza da parte dell’Università e del Comune di Firenze; la nomina dell’assessore Cristina Giachi è un segnale importante, ma non può mettere in secondo piano il dato oggettivo della perdita della centralità urbanistica da parte dell’Ateneo, e questo è poco propizio ad un rapporto privilegiato tra il Comune e l’Università”: il parere del prof. Gian Franco Cartei, docente di Diritto Amministrativo presso l’Ateneo fiorentino.


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LA COLLABORAZIONE IN PASSATO Sindaco e Rettore sono apparsi subito consapevoli dell’esigenza di un cambiamento di rotta

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GLI OSSERVATORI Docenti e giornalisti concordano sull’importanza di una collaborazione meglio strutturata

un dialogo (im)possibile? ed il tessuto fiorentino secondo docenti e giornalisti locali

Foto Corriere Fiorentino

PAOLO ERMINI

Per il direttore del “Corriere Fiorentino”, l’Università deve fare uno sforzo ulteriore per essere recepita non come una semplice presenza, ma come un patrimonio comune; per i bilanci è presto, seppur le condizioni per fare passi sul fronte di un dialogo ci siano il Sindaco Renzi per la presentazione del piano strutturale. Dichiarazioni importanti che rispecchiano un comune sentire nel mondo accademico fiorentino, Preside Alacevich compresa, che infatti auspica “uno sforzo per dimostrare quanto l’Università sia un valore aggiunto per la Città e far conoscere meglio – al nostro interno – cosa può offrire il rapporto con la Città, in modo da superare certa sufficienza, o paura di ‘piegare la cultura alle esigenze territoriali’ che ancora circola nelle nostre stanze ”; pareri positivi su questa volontà di dialogo si riscontrano anche oltre le mura accademiche, poiché – secondo Laura Montanari, de “La Re-

pubblica-Firenze”, appare “indubbio che il nuovo Rettore abbia dato in questa prima fase del suo mandato un segnale preciso: il dialogo tra Città ed Ateneo è centrale nella politica di Tesi”, mentre è fortemente significativo sul piano della responsabilità da parte dei vertici di Piazza San Marco, come rileva il direttore Ermini, l’essersi “ decurtati parte delle indennità, mostrando consapevolezza dei propri problemi finanziari e volontà di rimboccarsi per primi le maniche, anche con importanti gesti simbolici, senza aspettare aiuti esterni, ma predisponendosi al meglio per avviare una collaborazione più concreta”, una sinergia che permetta di rea-

lizzare, secondo il direttore munale (o addirittura di un dedicato all’Università, riTenti, “qualcosa di integrato altro comune). E questo non leva però come “la volontà al che consenta all’Università di dialogo ci sia stata anche in solo appare poco propizio ad comunicare costantemente, passato, il problema è che un rapporto privilegiato tra il seriamente ed in maniera conon si è mai tradotta in risulComune e l’Università, ma, struttiva quello che avviene al tati: nel rapporto tra ricerca in un’epoca storica in cui i suo interno, affinché non si accademica ed industria negli Comuni hanno bisogno della presenti autoreferenziale e ultimi anni, in Toscana, si è centralità delle università, alichiusa in una sfera di criassistito a decine di iniziative menta il sospetto che la polistallo”. Università chiama, che promettevano innovatica urbanistica comunale Comune risponde? La prima zione e ricadute della ricerca abbia affrontato soltanto dinomina di Rosa Maria De sul territorio per le piccole e strattamente il tema dell’ubiGiorgi quale assessore alcazione e delle implicazioni le medie imprese, ma i motori l’Istruzione, e sociali dell’Atesuccessiva- Laura Montanari, “La Repubblicaneo fiorentino”. mente di CriSulla bontà o Firenze”: la volontà al dialogo c’è stata stina Giachi meno delle all’ ”Univer- anche in passato, il problema è che azioni proposte sità e Ri- non si è mai tradotta in risultati sia da Palazzo cerca”, sono Vecchio che da stati recepiti come segnali Piazza San Marco, ma soper il decollo non sono animportanti su questo verprattutto sulla loro fattibilità, cora accesi ”. Il direttore sante, così come il progetto i pareri espressi – come s’è Tenti, invece, teme che le po“Universicittà” e tutte le inivisto – perdono la compatlitiche delle ‘buone intenziative ad essa correlate, l’intezza di giudizio manifestazioni’ “nell’immediato futuro contro in Palazzo Vecchio difficilmente possano realiztasi, invece, sull’esigenza di con gli studenti Erasmus, la una rapida e decisa inverzarsi: occorrono iniziative più partecipazione dell’Universione di tendenza rispetto a concrete che possano coinsità – anche quanto fatto (o con i proprio non fatto) in spazi – alla Come azioni concrete il Comune ha passato: discor“ N o t t e lanciato “Universicittà”, mentre l’Ate- danti o meno tra bianca” e alla neo ha partecipato alla “Notte bianca” di loro, favore“Notte blu”, voli o contrarie fino ad una ed aperto alcuni suoi spazi alla Città alle azioni poste delle ultime in essere da Ateiniziative “l’Università in neo e Comune, anche per una volgere i giovani universitari Città”: “Qualcosa d’imporquestione di ‘appartenenza’ in tutti quei processi di scelta tante è avvenuto, c’è la cone valutazione, permettendo (istituzionale o politica che sapevolezza che bisogna loro di vivere un rapporto disia), ciò che è importante è cambiare marcia e c’è una verso con Firenze, e magari che queste voci, su queste temaggiore apertura rispetto al restarci”, mentre secondo il matiche, si propongano e si passato: per fare bilanci è prof. Cartei la nomina delconfrontino costantemente, presto, ma le condizioni per l’assessore Giachi, pur costinon solo in presenza di scafare passi importanti sul tuendo un “segnale denze elettorali, con l’intento fronte di un dialogo proficuo importante”, non può mettere di tenere alta l’attenzione su ci sono” ammette Ermini, e in secondo piano “il dato oguna questione importante che se anche la Preside Alacevich gettivo della perdita della riguarda tutti i settori della si confessa “ottimista”, Laura centralità urbanistica da parte Città di Firenze. Montanari, premettendo il dell’Università, smembrata “segnale importante” della com’è in parti distinte e poco presenza di un assessorato accessibili del territorio co-

IL PROGETTO Universicittà si configura come intervento a rete sul territorio, realizzato attraverso relazioni tra Università, governo della città, realtà sociali e culturali ed economie locali. Grazie a “Universicittà” - si legge dal sito del Comune - si è potuto delineare con maggiore precisione il profilo dei bisogni e delle esigenze della popolazione universitaria dell’ateneo fiorentino rispetto alle principali dimensioni di vita e sperimentare alcune azioni strategiche in termini di modelli operativi e di buone prassi.

www.universicitta.firenze.it


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LA PAROLA AL RETTORE Eletto nel Giugno 2009, in carica da Novembre, Alberto Tesi commenta il rapporto tra Ateneo e Comune di Firenze, che lo vede impegnato in prima persona

ACCORCIAMO LE DISTANZE

“Siamo una risorsa per la città” A

d un anno dall’ elezione a Rettore dell’Università di Firenze, il prof. Alberto Tesi – in una delle rare interviste concesse alla stampa – esprime un giudizio in merito al rapporto tra l’Ateneo ed la città di Firenze, sottolineando in questo senso l’impegno del mondo accademico che ha tra le sue missioni anche quella di “promuovere il trasferimento e l’innovazione, in stretta collaborazione con le altre realtà del territorio”, elencando – inoltre – le azioni già concretizzate. Nell’intenzione di instaurare un dialogo proficuo tra le due istituzioni, Tesi rileva come “anche il Comune di Firenze si stia dimostrando sensibile alle esigenze degli studenti

versitario, la struttura che offrirà spazi e servizi necessari allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali che nascono da idee di ricerca. L’incubatore – che ha sede nel polo scientifico di Sesto Fiorentino - collabora con gli Incubatori del Comune e della Provincia di Firenze. Recentemente, abbiamo varato un accordo con Confindustria Firenze per individuare e sostenere, all’interno dell’Incubatore, idee nate da giovani laureati del nostro Ateneo che potranno diventare nei prossimi mesi progetti d’impresa nella provincia di Firenze. Un’altra importante risorsa che l’Ateneo mette a disposizione della città è il Museo di Storia

“A Firenze più di un evento al giorno è realizzato direttamente dall’Università o con la sua collaborazione; docenti e ricercatori sono molto presenti nella società”

Foto Università di Firenze

fiorentini” ricordando, allo stesso tempo, la partecipazione attiva dell’Ateneo alla realtà fiorentina ed auspicando “spazi di dibattito e di riflessione sui temi che riguardano l’Università, aprendoci al confronto con tutte le componenti interne e con la società”. Di seguito l’intervista integrale al Rettore, che è stato

Naturale, uno dei maggiori musei naturalistici a livello internazionale, che progetta costantemente percorsi nuovi e alternativi di visite e esperienze didattiche, premiate da una crescita di visitatori sempre più significativa. Stiamo realizzando un collegamento in rete di questa realtà espositiva con gli altri

EX PRESIDE DI INGEGNERIA Alberto Tesi è stato eletto Rettore dell’Università di Firenze l’11 Giugno del 2009, entrando ufficialmente in carica il 1 novembre dell’anno scorso. Nato a Lamporecchio (PT) il 5 maggio 1957, Tesi si è laureato in Ingegneria elettronica presso l’Ateneo fiorentino nel febbraio del 1984 ed è stato Preside della Facoltà d’Ingegneria dal 1 novembre 2006.

raggiunto via mail. Rettore Tesi, ci parli del rapporto tra l’Università e la Città di Firenze “Oltre alla didattica e alla ricerca, l’Università di Firenze ha una terza missione, quella di promuovere il trasferimento e l'innovazione, in stretta collaborazione con le altre realtà del territorio. A questo scopo a dicembre è stato costituito il Centro di Servizi di Ateneo per la Valorizzazione della Ricerca e la gestione dell'Incubatore uni

musei cittadini per facilitarne la fruizione. Nella stessa direzione va la volontà di aprire i corsi dell’Università dell’Età libera – organizzati assieme al Comune di Firenze - a tutti i cittadini, al di là di una determinata fascia di età. In questi mesi, poi, abbiamo riaperto le sedi universitarie al sabato mattina e messo a disposizione degli studenti, per la prima volta, tre sale per lo studio serale nel complesso di Santa Verdiana e nell’edificio D/14 del polo delle Scienze sociali, una sperimentazione che

Foto Università di Firenze

L’intervento del prof. Tesi, Rettore dell’Università di Firenze

“Far capire ai cittadini quello che l’Università di Firenze esprime in termini di ricerca, didattica e servizi” spero darà risultati positivi. eventi culturali e formativi aperti z’altro disponibili a collaborare Anche il Comune di Firenze – al pubblico e la gestione di strutcon le amministrazioni dei Coche per la prima volta ha un asture di fruizione culturale come muni in cui abbiamo sedi didatsessore all’Università – si sta dimusei e biblioteche. Un patrimotiche e di ricerca per migliorare i mostrando sensibile alle nio scientifico e culturale a diservizi a disposizione degli stuesigenze degli studenti fiorentini sposizione del territorio che denti ed affrontare i problemi e fuorisede e lo dimostrano i forse dobbiamo far conoscere che coinvolgono anche l’Uninuovi servizi messi a loro dispomeglio, anche usando il linguagversità. sizione. gio della divulgazione. Secondo lei perché la città di Crede che queste azioni posD’altro canto, dobbiamo creare Firenze, in tutti i suoi amsano anche servire a smussare spazi di dibattito e di riflessione bienti, non riesce a recepire la spigolosa autoreferenzialità sui temi che riguardano l’Unicome risorsa la presenza di che ancora si riscontra in certi versità, mettendoci in discusuno degli atenei più imporambienti unitanti d’Italia? versitari? Docenti e ricercaE’ necessario fare “Dobbiamo creare spazi di dibattito e di tori sono molto capire ai cittadini riflessione sui temi che riguardano l’Uni- presenti nella vita quello che l’Uni- versità, mettendoci in discussione ed della nostra soversità di Firenze cietà, forse non è esprime in ter- aprendoci al confronto con la società” così forte la conmini di ricerca, di sapevolezza della didattica e di servizi. In questi sione e aprendoci al confronto loro appartenenza a una istituFoto Università di Firenze mesi abbiamo partecipato alla con tutte le componenti interne zione complessa com’è il nostro Notte bianca del Comune di Fie con la società. Ateneo. renze e alla Notte blu della riCrede che l’amministrazione Futuri confronti “depoliticizcerca. A metà maggio abbiamo comunale di Firenze, in linea zati” e concentrati sulle azioni organizzato la manifestazione con quanto registrato nei coconcrete crede che possano L’Università in città, una “due muni limitrofi, debba aumenservire per stimolare ulteriorgiorni” di visite guidate e divultare la collaborazione con mente il dialogo tra Università gazione scientifica per far conol’Ateneo? In quale ambito, see Città? scere il mondo della ricerca e condo lei, il Comune nelle sue L’Università è un luogo di diadell’alta formazione. azioni non può prescindere dal logo e di apertura. Il confronto A Firenze, peraltro, più di un sostegno delle “competenze” con tutte le componenti della soevento culturale ogni giorno è dell’Università? cietà è essenziale per stimolare realizzato direttamente dall’UniLe amministrazioni locali hanno nuove proposte e per raggiunversità o con la sua collaboranell’Università di Firenze un regere quello che deve essere un zione qualificata. L’Università ferente qualificato per tutto ciò obiettivo comune, il bene pubproduce cultura non solo con le che riguarda la ricerca, la formablico. attività istituzionali, ma anche atzione, la cultura, il trasferimento (gae.cer.) traverso la realizzazione di dell’innovazione. Siamo sen(lor.mor.)


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FAVORIRE IL DIALOGO TRA LE PARTI Le campagne di UniCittà puntano a sensibilizzare Ateneo e Città sulle possibilità di collaborazione

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STUDENTI IN REDAZIONE La prima iniziativa ha visto l’ingresso in redazione di alcuni studenti, riscontrando un ottimo successo

“Accorciamo le distanze” Al via le iniziative del progetto UniCittà

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on “Accorciamo le distanze” sono partite le campagne del progetto UniCittà, iniziative volte a stimolare un rapporto maggiormente strutturato tra l’Università ed la città di Firenze: dieci studenti fiorentini di “Media e Giornalismo” hanno infatti partecipato alle visite presso la redazione del “Corriere Fiorentino” e di “La Repubblica-Firenze”, dove per un’intera giornata hanno assistito in presa diretta ai momenti nevralgici legati alla nascita di un giornale. L’iniziativa – che verrà riproposta anche presso la sede de “Il Giornale della Toscana” – ha dunque rappresentato un importante segnale di integrazione e dialogo possibile tra l’Ateneo ed il tessuto cittadino, in questo specifico caso legato alla discrepanza tra la “teoria” delle aule universitaria e la firenze

U ni C ittà

Periodico d’informazione freepress

Direttore editoriale Gaetano Cervone Vice-direttore Marcello Accanto Giulia Borsi Art Director Maria Consiglia Grieco Redazione Andrea Angeloni, Annalisa Ausilio, Virginia Martini, Lorenzo Mori, Luca Pierattini, Antonio Sorvillo, Giuseppe Tempestini

“pratica” del mondo dell’editoria, molto avvertita (si vedano gli articoli alle pagine successive, ndr) nei corsi di “Media e Giornalismo”. L’iniziativa ha riscontrato l’interesse degli studenti e la grande disponibilità delle redazioni fiorentine coinvolte, ed i momenti salienti delle giornate sono stati montati in un video che sarà presto disponibile sul sito internet del progetto UniCittà. L’obiettivo è che questa iniziativa simbolica possa agli effetti sensibilizzare il mondo accademico affinché non solo faccia uno sforzo maggiore per integrare le conoscenze degli studi proposti con azioni concrete sul “campo”, ma che solleciti quella sinergia di forze tra Ateneo e Città di cui Firenze ha urgente bisogno.

In alto le testate che hanno consentito la visita per un’intera giornata degli studenti dell’Ateneo fiorentino. In basso due momenti della giornata a “La Repubblica-Firenze” e al “Corriere Fiorentino”

ALL’INTERNO

UniCittà è un’iniziativa inserita nell’ambito di “Buone Idee Giovani” ed è realizzata grazie al contributo di

Intervista Tesi, p. 4 Studenti in redazione, p. 5 Intervento Giachi,p. 7 La realtà di Rondine, p. 10

Per proporsi come collaboratore di UniCittà inviare una mail a

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progetto.unicitta@gmail.com

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Stampa NUOVA GRAFICA FIORENTINA Via A. Traversari, 76 - 50120 - Firenze progetto.unicitta@gmail.com Con autorizzazione al Tribunale richiesta

Notizie e appuntamenti delle associazioni sul blog di Filigrane


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IL RAPPORTO COMUNE E ATENEO NELLE ALTRE CITTÀ Raccontata dai direttori delle riviste universitarie ‘Step1’, ‘Inchiostro’ ed ‘Ateneo Sapienza’, la situazione nelle altre sedi sembra non differire da quella fiorentina

Oltre Firenze la situazione non cambia Il rapporto Ateneo-Città secondo le redazioni universitarie di Catania, Pavia e Roma GIULIA BORSI

LA REDAZIONE AL COMPLETO DI STEP 1

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al confronto con realtà circostanti spesso si riesce meglio a comprendere problematiche ben più circoscritte: ecco perché la valutazione del tipo di rapporto esistente a Firenze, tra Università ed amministrazione comunale, richiede uno sguardo alla situazione delle altre città universitarie, come Roma, Pavia e Catania, equiparabili – visto il numero di studenti – alla situazione fiorentina, e casi indicativi – data la rispettiva posizione geografica – del rapporto tra Atenei ed amministrazioni locali presente sul tutto il territorio italiano. Le risposte giunte dalle diverse redazioni di quotidiani universitari evidenziano un quadro quasi del tutto analogo a quello riscontrato a Firenze, il che induce a pensare che – altrove – non se la passino meglio. Ciò, tuttavia, deve far riflettere anche sulla difficoltà nel trovare soluzioni comuni e condivise che, inoltre, tengano conto delle relative peculiarità di ogni contesto. A Catania si viaggia in retromarcia Vi sono casi, come quello dell’ateneo catanese, nei quali la situazione appare alquanto problematica. La direttrice di Step1, Roberta Marilli, registra una condizione di stallo nel dialogo tra le due parti, commentando: “ Non vi è una reale e proficua collaborazione tra Ateneo e Comune. Sfortunatamente non sembra esserci un dialogo costante, una progettazione, una visione comune alla realtà locale”; ma la redazione di Step1, in questi anni, non è rimasta con le mani in

mano, ed ha infatti lanciato l’iniziativa Catania 2.0, “un quaderno di idee per la città, scritto da under 35”, idee e suggerimenti per cambiare in meglio il volto della città siciliana. Diverse le inchieste di

zione tra l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (ERSU) ed il comune di Catania, ai fini di una reale progettualità e pianificazione condivisa. Da Pavia proposte concrete per

siano mancate alcune iniziative importanti, come ad esempio l’avvio dei lavori di costruzione di un campus dotato di diversi comfort ed adiacente alla Facoltà di Ingegneria. Un’iniziativa che di

Per favorire un dialogo tra Ateneo e Comune Step1 ha lanciato Catania 2.0, un quaderno di idee per la città scritto da under 35

Per “Inchiostro”a Pavia non sono mancate iniziative importanti: “C’è la volonta di fare bene, ma all’atto pratico siamo ancora in ritardo”

Segnali positivi da Roma, dove secondo il direttore di ‘Ateneo Sapienza’ le Università sono referenti importanti per le politiche giovanili

denuncia sulla condizione degli studenti portate avanti da Step1, con specifico riferimento alla questione alloggi e alle mense universitarie, veri tasti dolenti dell’Ateneo catanese, dai quali emerge la necessità di collabora-

l’occupazione Mauro del Corno, direttore della rivista “Inchiostro”, segnala un dialogo tra Università di Pavia ed Amministrazione comunale, seppur in misura non ancora sufficiente: “Sarebbe efficace che l’Università e l’Amministrazione comunale si confrontassero per adottare politiche che incentivino le industrie a costruire sul territorio pavese. In questo modo, nei dintorni di Pavia, si potranno offrire opportunità lavorative ai neolaureati, oltre a creare un contatto diretto con il mondo del lavoro ed il mondo dell’Università e della ricerca scientifica”. La recente vittoria della giunta di centro - destra nel comune lombardo non ha di fatto intaccato lo scenario esistente, caratterizzato da scarsa attenzione nei confronti dell’Ateneo; allo stesso tempo, però, l’Università non si è sufficientemente attivata nel far valere le proprie esigenze. In sostanza manca un dialogo costruttivo, nonostante negli ultimi anni non

certo non costituisce un definitivo deterrente contro la pratica degli affitti in nero, ma che comunque ha rappresentato un segnale positivo in tale direzione. Roma offre prospettive allargate

NESPOLA, “ATENEO SAPIENZA”

Segnali positivi, che invitano a riflettere, sono giunti da Roma: Massimiliano Nespola – direttore del mensile “Ateneo Sapienza” - ha sottolineato come “le Università, non solo “La Sapienza”, a Roma rappresentano un referente di primo piano rispetto alle politiche giovanili”, un aspetto che pertanto autorizza a parlare di dialogo costante e duraturo nel tempo. Com’è logico attendersi, tuttavia, il desiderio di miglioramento è forte e si sviluppa a partire da un concetto ben preciso, ovvero un’Università che rivesta un ruolo primario, dal momento che è tramite di essa che si formano le menti che guideranno il Paese, un concetto che al momento non trova il giusto riscontro, come rileva lo stesso Nespola: “Una carenza individuabile consiste proprio nella scarsa percezione dell’Università come pilastro del sistema istituzionale e politico, sociale e civile”. E che manca di supporto anche a livelli più ampi. Il direttore di “Ateneo Sapienza”, infine, individua anche la necessità di un maggior supporto da parte delle istituzioni a livello nazionale, ricordandoci come “ i tagli alla ricerca costituiscono un problema che intacca il modo stesso di percepire l’importanza del sapere come elemento imprescindibile dell’agire”. Una visione allargata, ma che non manca di individuare problematiche più ampie capaci di destabilizzare lo scenario e rendere ancora più difficile il dialogo tra Università ed Amministrazioni comunali.

LA REDAZIONE DI “INCHIOSTRO”


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L’ASSESSORATO ALL’UNIVERSITÀ Un incarico così LE specifico è stato recepito come ACCORCIAMO un avvio incoraggiante da parte del Comune DISTANZE

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L’ESPERIENZA DELLA REGIONE Il sistema Filigrane conferma l’importanza di un costante rapporto con le associazioni giovanili

L’Assessore della svolta: ora il dialogo

Voglio creare un legame vero tra il Comune ed il mondo associativo universitario: sono aperta al dialogo e disposta ad incontrare le associazioni

renze, esprime senza indugio la sua disponibilità ad un confronto con l’articolato mondo associativo dell’Ateneo fiorentino, attraverso il quale poter magari rafforzare anche il dialogo tra il Comune e l’Università di Firenze, negli ultimi anni apparso fin troppo flebile, per ammissione dell’assessore stesso: “Non vi era una collaborazione organica tra Comune e il mondo accademico fiorentino: Matteo Renzi ha invece voluto fortemente un asdedicato L’assessore Cristina Giachi sessorato all’Università, proprio per inANTONIO SORVILLO centivare il dialogo tra le parti”. Obiettivi più che chiari oglio creare un legame per il neo-assessore, a Palazzo vero tra il Comune ed il Vecchio dal 25 gennaio scorso: mondo associativo universitario: "In città abbiamo dei centri sono aperta al dialogo e disposta dell'eccellenza praticamente ad incontrare le associazioni": sconusciuti ai fiorentini, e dunCristina Giachi – assessore all’ que il nostro scopo deve essere “Università, ricerca e politiche quello di pubblicizzare quanto giovanili” del Comune di Fipiù possibile queste sedi, che renze, nonché ricercatrice di diventino un vanto, e valoriz“Diritto romano” presso il Dizare ulteriormente la figura dei partimento di Teoria e Storia del ricercatori". Situazione partiDiritto dell’Università di Fi-

“V

UN SISTEMA CHE FUNZIONA

colare quella di Cristina Giachi, che da assessore all’Università dovrà interagire con una realtà dalla quale proviene e che ben conosce, provando a stabilire una nuova serie di le-

d’arrivo gli accordi per un servizio di bike – sharing gratuito per gli studenti universitari". Sulle ragioni per cui Firenze, culla del Rinascimento e capitale della cultura mondiale,

“Non vi era una collaborazione organica: Matteo Renzi ha voluto fortemente un assessorato dedicato all’Università per incentivare il dialogo” gami che sostituiscano la disorganicità dei rapporti passati tra Comune ed Ateneo: “ Sono costantemente in contatto con il prof. Papa, Prorettore vicario, con il prof. Bellandi, delegato allo Sviluppo Economico, e con il prof. Sorrentino, delegato alla Comunicazione" – sottolinea l’assessore, soddisfatta anche dei primi risultati raggiunti che, agli effetti, riguardano i giovani nell’accezione più ampia – “Nei quartieri uno, due e quattro abbiamo creato spazi per i giovani, e sono in dirittura

sembra assegnare un ruolo di

secondo piano all’Università, l’assessore ha aggiunto: “La presenza degli studenti e la cifra di Firenze quale Polo universitario, passano a torto in secondo piano rispetto all’importanza della città come meta turistica e culturale di rilevanza mondiale: bisogna contrastare l'aspetto della “città bomboniera”, poiché vogliamo una Firenze di chi lavora e di chi studia, cittadini che si riapproprino di Firenze e che ne facciano realmente parte".

RICERCATRICE DI DIRITTO ROMANO PRESSO LA FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA Cristina Giachi è ricercatrice di Diritto Romano presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, dove nel 1994 si è laureata sostenendo una tesi sulla Storia del Pensiero giuridico antico con il prof. Schiavone. Nominata assessore nella giunta Renzi il 25 gennaio 2010, dopo le dimissioni dell’assessore allo sport Barbara Cavandoli

La Regione Toscana ha un rapporto costante con le associazioni

Ispirarsi a Filigrane ascoltando i giovani ANDREA ANGELONI

sità, che può contare su una grande quantità di giovani, rie politiche giovanili della sorsa indispensabile per la Regione Toscana e gli città. Inoltre si propone di inobiettivi del progetto Unicittà. formare all’interno e verso Confronto con Carlo Andorl’esterno dando voce a soglini, coordinatore di Filigetti che, pur rientrando grane-Sistema delle politiche nei target delle politigiovanili della Regione Toche giovanili, rischiescana rebbero di rimanere esclusi poiché fuori P a r dai contesti t i a m o Carlo Andorlini: “Bisogna interrogarsi tradizionali. d a l l a sui reali fruitori delle politiche Città e Unimateria versità, un prima, giovanili per evitare di escludere chi è s u g g e r i chi sono fuori dai contesti tradizionali” mento ai due questi soggetti che giovani? promuovere il vantaggio del stiamo tentando metUn elemento sul quale ci vivere attivamente nella protere in contatto. siamo interrogati negli ultimi pria comunità, vantaggio che Ateneo e amminianni è proprio quello di defipuò essere di tutti i cittadini se strazione conire quali sono i reali fruitori resi consapevoli. delle politiche giovanili. Ci Unicittà si ispira a Filigrane, interroghiamo su questo per cosa c’è di positivo nel noevitare di escludere a priori stro progetto? coloro che non fanno parte di Il vostro progetto è apprezzaassociazioni o enti che tradibile perché aperto all’UniverCarlo Andorlini

L

zionalmente convogliano la maggior parte delle risorse. A quali esigenze si propongono di rispondere le politiche giovanili? Le politiche giovanili si propongono di dare una risposta alle esigenze di un periodo della vita, per Filigrane “i giovani non sono il futuro, ma il presente” perciò vorremmo

munale dovrebbero avere un coordinamento comune fondato sul concetto di “spazio giovane”.

Le due istituzioni dovrebbero sviluppare ognuna le proprie peculiarità, per quanto riguarda il ruolo dello spazio pubblico e della cultura nella realtà fiorentina. Unicittà deve proporsi come riferimento del sistema Filigrane all’interno dell’ateneo e nella comunità, portando alla luce i bisogni degli studenti e delle associazioni e portandoli all’attenzione dell’amministrazione.

CARLO ANDORLINI È COORDINATORE DI FILIGRANESISTEMA DELLE POLITICHE GIOVANILI DELLA REGIONE TOSCANA


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ACCORCIAMO LE DISTANZE

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LO SCENARIO DELLA PARTECIPAZIONE UNIVERSITARIA Va rivista l’idea che nel contesto universitario le uniche forme di associazionismo siano esclusivamente legate all’impegno politico o alla rappresentanza

Le associazioni universitarie: tra Cultura, informazione, laboratori integrativi, ma anche integrazione IL CORAGGIO DELLE ASSOCIAZIONI E L’IMPEGNO DI UNICITTÀ GAETANO CERVONE Un nuovo giornale, per giunta di stampo universitario. Molti obietteranno che non se ne sentiva l’esigenza, d’altro canto gli universitari sono una delle categorie che – paradossalmente – legge sempre meno. Ed invece più che di esigenza è giusto parlare di urgenza, poiché la rappresentazione del mondo universitario rischia di essere sempre più deformata, piegata agli interessi che ne possono derivare dal parlarne bene (o male), soffocata assieme alla straordinaria capacità critica di saperi che per rafforzarsi tendono ad unirsi e che per indebolire, di converso, si tenta di dividere. L’associazionismo legato al mondo dell’Università di Firenze, inteso come luogo che ne ha permesso la formazione, la crescita e la visibilità è in conti-

Per farlo bisogna – prima di tutto – riconoscere di essere parte di un’unica comunità. Le associazioni hanno una grande opportunità, quella di promuovere attivamente quanto nell’ultimo anno (da una parte e dall’altra) è stato ripetuto, forse anche con eccessivi proclami, ovvero un’interazione più forte tra l’Ateneo e la città di Firenze, in tutti i settori. Una spinta verso questa direzione può essere forte e concreta se coinvolge i protagonisti principali di queste realtà: i giovani. I singoli, capaci di esprimere esigenze e bisogni attraverso le associazioni. Le associazioni, capaci di presentare le istanze della realtà su cui insistono. Le realtà (Comune ed Ateneo) che si confrontano, che si conoscono e che si

La rappresentazione del mondo universitario rischia di essere deformata e piegata ad interessi esterni

Le associazioni hanno l’opportunità di promuovere con azioni concrete l’auspicato dialogo tra Ateneo e Città

nuo evolversi, seppur fortemente frammentato: ad oggi si contano ben dieci associazioni che non si legano alla “rappresentanza studentesca”, la quale a sua volta - di associazioni ne conta sette. Diciassette entità distinte, rappresentative di altrettante diverse realtà con propri obiettivi, istanze ed esigenze, una raffigurazione articolata dello “spazio giovane” che però spesso resta costretto tra le mura accademiche, seppur – nella maggior parte dei casi – proprio di Università non si occupa. E così questo serbatoio di risorse, nonché fotografia sempre più aggiornata delle richieste provenienti dai non tradizionali canali di monitoraggio del mondo giovanile (compresi gli evanescenti gruppi politici under 27), resta però imballato nella propria rassicurante realtà, finendo per rinchiudersi nel proprio “particulare”, svilendo la straordinaria competenza di tanti giovani facenti parte di queste associazioni e l’utilità che potrebbe derivare dal solo concreto utilizzo di queste capacità.

migliorano grazie a quell’interazione che le associazioni hanno favorito. Nell’idea di una Città internazionale le associazioni degli studenti stranieri possono dire tanto, così come nel processo di “risveglio” di una Firenze seduta sulla sua essenza rinascimentale tanto possono proporre le associazioni che fanno dell’aspetto culturale il motore delle proprie attività, contemporaneamente a quelle che, invece, prediligono l’aspetto sociale e che – a maggior ragione – devono sollecitare gli assessori di competenza ad ascoltare chi questi temi li conosce, li studia ed ha la competenza per consigliare. Basta avere un po’ di coraggio, la volontà di stupire e la maturità di fare rete con tutte le altre associazioni, impegnandosi in prima persona, mostrandosi alle istituzioni pronti ad un confronto costruttivo ed attenti affinché quanto da molti dichiarato, anche su queste pagine, possa manifestarsi con azioni concrete. Di tutto questo UniCittà sarà attento osservatore, oltre a proporsi come spinta e sostegno.

Immaginae ha tra i suoi obiettivi l’ampliamento della conoscenza nell’ambito scientifico, musicale, letterario ed artistico, anche attraverso il proprio sito internet che – evidenziando ed approfondendo i diversi aspetti della cultura e dell’arte italiana e straniera – si pone come luogo di dibattito e aggregazione per assolvere alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile. Interesse e passione per l’arte e la cultura gli elementi che accomunano i membri dell’associazione. immaginae@hotmail.it

www.immaginae.com

AUCS punta a sensibilizzare studenti e cittadini sulle tematiche della cooperazione allo sviluppo, sostenibilità, cittadinanza attiva e tutela dell'ambiente, anche attraverso l’organizzazione di seminari di formazione su tematiche legate al’attualità. L’associazione, fondata nel 2004, svolge le proprie attività principalmente presso il Polo delle Scienze Sociali di Novoli: tra gli eventi organizzati negli ultimi anni si registrano la conferenza con Serge Latouche, la cena di raccolta fondi per l’orfanotrofio boliviano “Familia Feliz”, la proiezione dei video “The Malta experience” sui centri d’accoglienza e “Come un uomo sulla terra” sull’immigrazione dall’Africa. associazione_aucs@yahoogroups.com

Albanian Students of the University of Florence è un’associazione nata nel 2005 che si propone di agevolare l’inserimento degli studenti albanesi nel percorso universitario fiorentino. Impegnata nell’organizzazione di serate culturali con mostre fotografiche, sfilate di vestiti, degustazione di piatti tradizionali ed esibizioni musicali nazionali, ASUF permette a molti di avvicinarsi ad una cultura lontana e agli studenti albanesi di tenere vive le proprie tradizioni: ogni anno, il 29 Novembre, ASUF organizza la festa d’indipendenza albanese. info.asuf@gmail.com www.asuf.eu

COSI’ E’ SE CI PARE Autoformazione e organizzazione di eventi tesi a fornire ad un largo pubblico strumenti utili per una più approfondita comprensione del presente: questi gli obiettivi che dal 2008 “Così è se ci pare” si propone di perseguire attraverso cicli di conferenze con appuntamenti distribuiti per tutto l’anno e che – grazie all’aiuto di esperti nella veste di relatori – mirano ad offrire un’interpretazione di tematiche di stringente attualità con diverse prospettive e con occhio critico. Negli ultimi due anni le conferenze hanno avuto come argomento le “Cause ed effetti dell’attuale crisi economica” ed il “Ripensare l’Africa oggi”. cosiesecipare@gmail.com


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LE DIVERSE REALTÀ Sono numerose leLE associazioni degli studenti ACCORCIAMO DISTANZE stranieri (e non solo) che promuovono l’integrazione

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LA RETE UNIVERSITARIA FIORENTINA Un costante e proficuo scambio di idee e competenze può migliorare l’azione di ciascuna associazione

rappresentanza ed impegno sociale e temi d’attualità: l’altra faccia dell’associazionismo universitario Dal 2005 l’ “Associazione degli Studenti Iraniani di Firenze” ha tra i suoi obiettivi la promozione di iniziative per l'informazione e la divulgazione della realtà culturale, artistica e sociale iraniana tramite l’organizzazione di convegni, mostre, concerti, rassegne cinematografiche, seminari, etc. Si propone, inoltre, di fornire assistenza agli studenti iraniani residenti in Iran che intendono venire in Italia e a quelli iraniani già residenti nel nostro Paese, favorendone l’inserimento e l’integrazione. ASIF promuove il valore della pace e della convivenza civile tramite l’incontro e lo scambio di idee fra iraniani, italiani e popoli di altri paesi a favore dell’interazione tra le diverse culture. asi_firenze@yahoo.it

www.asifirenze.org

“Florence Green Wave”(Onda Verde di Firenze) dal 2009 organizza convegni, dibattiti, manifestazioni, mostre ed eventi culturali per promuovere la libertà d’informazione ed il rispetto dei diritti umani in Iran. florencegreenwave.blogspot.com

IL PROGETTO IN TRE PUNTI

UniCittà e la Rete Universitaria Fiorentina

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Favorire la reciproca conoscenza delle associazioni che agiscono sul panorama universitario, pubblicizzandone iniziative ed incontri, fornendo sostegno in termini di visibilità a mezzo stampa ed internet.

Contribuire alla nascita di una Rete associativa, permettendo così alle distinte realtà un costante e proficuo scambio di idee e competenze volto a rafforzare una sinergia di forze che sia utile a perseguire gli obiettivi di ciascuna.

Stimolare la nascita di gruppi distudio che possano riunire le associazioni operanti nel medesimo campo, affinchè emergano proposte concrete da sottoporre agli organi decisionali che agiscono in questi specifici ambiti.

LE RAPPRESENTANZE STUDENTESCHE SI PRESENTANO Studenti Democritici dal 2007 vuol contribuire ad innovare la rappresentanza universitaria, per offrirne un’alternativa valida ed un punto di riferimento a tutti quegli studenti che non si sentono tutelati. È una libera associazione, indipendente ed aperta a tutti gli studenti che si riconoscano nei principî di legalità, onestà, tolleranza, rispetto, dialogo e nel libero pensiero, senza imposizioni ideologiche o partitiche. infodemocritiche@gmail.com

Dal 2007 “Università degli Studenti” attraverso il proprio periodico “l’UniversitArea” persegue l’obiettivo di proporre al corpo studentesco universitario un’informazione libera. Dopo l’esperienza del sito d’informazione quotidiana www.unistudi.eu, da un paio di mesi è stato lanciato il blog UAfirenze.wordpress.com. universitadeglistudentifirenze@gmail.com

UAfirenze.wordpress.com

AUSF FIRENZE Dal 2010 l’ “Associazione Universitaria Studenti Forestali Firenze” punta ad essere un luogo d'incontro, socializzazione e dialogo tra gli studenti forestali e di favorire il contatto tra gli studenti di Scienze Forestali ed Ambientali dell’Università di Firenze e delle altre Università italiane ed estere. Con occasioni di educazione, informazione e confronto, quali escursioni, corsi, seminari, laboratori, AUSF Firenze nasce dal desiderio degli studenti di non “subire” lo studio, ma di “viverlo attivamente” cercando una collaborazione con il mondo del lavoro, visto come realtà troppo distante da quella accademica. ausf_firenze@libero.it

ausffirenze.altervista.org

www.studentidemocritici.com

Dal 1996 “Azione Universitaria-Centrodestra per l’Università” si propone di ascoltare lo studente nel proprio percorso accademico, unendo al “sindacalismo studentesco”momenti aggregativi, puntando a rappresentare un’alternativa credibile a quello che è il panorama attuale delle rappresentanze studentesche. AU vuole mettere lo studente al centro della dimensione universitaria, denunciandone malcostumi, sprechi ed inefficienze. au.centrodestra@gmail.com

www.azione-universitaria.it

Sinistra Universitaria – UDU Firenze è un’associazione politica e sindacale di studenti che frequentano l’università di Firenze. Sinistra Universitaria si impegna, ormai dal 2001, a difendere e ampliare i diritti degli studenti e a promuovere la cultura e la socialità all’interno dell’ateneo fiorentino, partecipando agli organi di ateneo e promuovendo iniziative ludiche e culturali. Le riunioni dell’associazione sono aperte a tutti gli studenti . posta@sinistrauniversitaria.org

www.udufirenze.it

LE ALTRE ASSOCIAZIONI Oltre alle associazioni presentate in queste due pagine ci sono anche altre realtà che agiscono nel tessuto universitario: nell’ambito della rappresentanza studentesca vanno segnalate “Studenti per le Libertà”, “Studenti di Sinistra”e “Lista Aperta”, senza dimenticare i Collettivi presenti nelle varie Facoltà dell’Ateneo fiorentino che (con l’eccezione del Collettivo di Scienze Politiche ) in occasioni delle elezioni studentesche per gli organi centrali (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione) appoggiano la lista “Studenti di Sinistra”. Nell’ambito associativo non legato alla rappresentanza ci sono anche l’associazione degli Studenti Africani e la “Cesare Alfieri Organizzazione Studentesca” (CAOS). Tutte le associazioni citate sopra, diversamente da quelle presenti in queste due pagine, non hanno inviato logo e scheda di presentazione.


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LO STUDENTATO INTERNAZIONALE Ogni anno venti studenti provenienti dalle regioni di Caucaso, Balcani, Medio Oriente ed Africa sono ospitati presso lo studentato internazionale di Rondine

Benvenuti a Rondine, cittadella della pace Studenti di zone in conflitto mostrano come convivenza e dialogo siano possibili VIRGINIA MARTINI

“S

ulla lapide alle porte di Rondine sono scritti i nomi dei giovani del luogo che partirono per combattere durante la Prima Guerra Mondiale. Con l’omonima associazione si vuole rovesciare la storia: qui i ragazzi arrivano da zone di conflitto, si formano alla pace e con questo fine tornano nei loro paesi”. Sono le parole di Luca Pighini - responsabile di VentiDiPaceSuCaucaso, uno dei progetti dell’associazione ‘Rondine’ ad introdurre il principio fondante su cui si regge l’identità della “cittadella della pace”: un piccolo borgo medievale immerso nei colli aretini, ma che rispetto ai comuni limitrofi non si caratterizza soltanto per le sue vie strette, le mura antiche ed un panorama senz’altro suggestivo. È ciò che racchiude in sé a renderlo veramente unico e importante: uno studentato internazionale abitato da ragazzi universitari provenienti da zone di guerra che, oltre ad avere l’opportunità di proseguire i loro studi, si formano al dialogo e alla pacifica convivenza, affrontando il conflitto in ogni sua forma: “Il conflitto interpersonale e intra-personale è doloroso, ma fa crescere, ed è così che va vissuto, soprattutto in un contesto come quello di Rondine” ammette Tanja, studentessa nata in Macedonia. All’interno di questo microcosmo i ragazzi sono ‘costretti’ a

convivere e condividere tutto: da progetti e iniziative all’organizzazione dei turni in cucina, dall’uso delle macchine agli spazi dedicati al tempo libero. Arrivano a Rondine senza conoscere l’italiano, ognuno con il proprio bagaglio culturale ed emotivo, ed iniziano ad affrontare insieme ogni sfida, cercando di conoscersi e di comprendersi l’uno con l’altro, nel rispetto reciproco. In questo contesto nascono inevitabilmente forti legami interpersonali, come l’amicizia che unisce un ragazzo libanese a due israeliani, Guy ed Elad. Ai nostri occhi questo rapporto può apparire insolito e persino paradossale, se si pensa che Elad è stato comandante nell’esercito israeliano. Ma la convivenza a Rondine ha reso possibile tale rapporto, poiché – come sostiene Guy – “nella quotidianità si guarda alla persona, superando gli stereotipi. Siamo tutti uguali: si ride e si piange nella stessa lingua; ogni individuo quando si offende si chiude e quando si sente rispettato si apre e si dà all’altro”, mentre Elad rileva come un israeliano ed un libanese: “in fondo siano molto più simili per cultura, lingua e tradizioni, rispetto ad un russo o un ceceno, con i quali abbiamo meno in comune. Ins i e m e cerchiamo di capire il modo in cui l’altro vede il conflitto e, anche se le nostre idee non cambiano, ne parliamo pacificamente, senza utilizzare la violenza”.

Questa è soltanto una testimonianza di come le differenze e le distanze vengano superate all’interno del piccolo e incantato borgo aretino, da dove gli studenti entrano in contatto

rappresenta soltanto una metafora della condizione umana: come noi studenti siamo costretti a stare qua e a condividere tutto, anche le popolazioni, con tutte le loro

Luca Pighini, VentiDiPaceSuCaucaso: “Qui i ragazzi arrivano da zone di conflitto, si formano alla pace e con questo fine tornano nei loro paesi” con il mondo per promuovere il dialogo e la cultura della pace. Attraverso l’impegno e il costante entusiasmo cercano di costruire dei ponti per far sì che i diversi popoli riescano a comunicare tra loro e a superare le difficoltà. Come sostiene Guy “Rondine

differenze, devono vivere all’interno di questo piccolo pianeta che è il mondo”; e se ciò è vero, non possiamo che aver fiducia nei riguardi di un cammino di cui Rondine rappresenta i primi importanti passi.

Qui nascono forti legami interpersonali, come l’amicizia che unisce un ragazzo libanese a due israeliani: “Si guarda alla persona, superando gli stereotipi” LA STORIA

GLI STUDENTI GUY FRISHMAN è nato a Gerusalemme il 23/05/1985: è di nazionalità israeliana

TANJA ASKAPOVA è nata in Macedonia il 7/12/1983

ELAD MORAD è nato nel 1982: è stato comandante dei corpi speciali dell’esercito israeliano

La crescita di Rondine nel corso degli anni

Tutto nacque con un viaggio in Urss 1977: l'allora Vescovo di Arezzo, Mons. Telesforo Cioli, affida a delle giovani famiglie l'uso della chiesa e di alcune strutture ad essa adiacenti del paese di Rondine, ormai da alcuni anni in stato di abbandono. Nasce la Comunità di Rondine che si impegna ad iniziare la ricostruzione del piccolo borgo. 1986: a Rondine si realizza il primo esperimento cittadino di comunità di obiettori di coscienza. La Caritas italiana vi realizzerà poco dopo il primo esperimento nazionale di comunità di ragazze che scelgono il servizio civile femminile volontario. 1988: la Comunità del Sacro Cuore, sulle tracce dell’ispirazione di Giorgio La Pira, realizza un viaggio in Unione Sovietica, coinvolgendo le altre due Comunità di Rondine e di Saione, portando per mezzo di un musical sulla vita

di Francesco d’Assisi un messaggio di dialogo e di pace. 1990: nasce l’Associazione Rondine. Negli anni successivi continuano a svilupparsi solidi rapporti con la neonata Federazione Russa e l’Associazione si prodiga in attività di solidarietà e di scambio culturale. 1995: scoppia la prima guerra in Cecenia. Gli amici russi sollecitano l’Associazione ad adoperarsi per una prima tregua. Si svolgono febbrili trattative segrete che porteranno a una prima tregua di 72 ore, non conclusa. L’Associazione è accreditata come “amica” del popolo russo e del popolo ceceno 1997: l’Associazione decide di accogliere cinque studenti provenienti dalla Cecenia e dalla Russia dando vita allo Studentato Internazionale di Rondine. L’Associazione trasforma il nome in “Rondine

Cittadella della Pace”. Il borgo, ancora non adatto a un’accoglienza permanente, comincia ad essere ristrutturato 1998: primo viaggio dell’Associazione in Georgia. A seguito di questa esperienza l’orizzonte internazionale si amplia a nuovi Paesi teatro di conflitti, da cui giungeranno altri studenti:Abkhazia, Inguscezia, Bosnia – Erzegovina, Serbia, Romania, Israele, Palestina, Ossezia, Sierra Leone, Macedonia, Libano. 2003: nella Sala del Consiglio Comunale di Arezzo vengono conferite le prime due Rondine d’Oro a un giovane russo e un giovane ceceno, l’attestato di avvenuto completamento del ciclo di studi presso lo Studentato Internazionale di Rondine. Informazioni tratte www.rondine.org

da


POLITICHE GIOVANILI

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IL DIALOGO COMUNE E ASSOCIAZIONI L’amministrazione ACCORCIAMO LE pratese ha favorito la collaboDISTANZE razione tra le varie associazioni del territorio

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LA CRESCITA DEL PROGETTO Alle diverse realtà è stato offerto sostegno economico ed una sede, la “casa delle associazioni”

A Prato la rete associativa funziona Dal 2004 il Pentolone fa da tramite tra i giovani e le istituzioni LUCA PIERATTINI Presidente Fantauzzi, ci spieghi come è nata l’idea de “Il Pentolone”? “Il Pentolone” nasce alla fine degli anni novanta grazie alla collaborazione tra il comune di Prato ed il Punto Giovani Europa, impegnati nell’organizzazione di incontri tesi ad approfondire bisogni ed esigenze delle varie associazioni giovanili che agivano sul territorio. La prima fase fu dunque conoscitiva e portò ad un’aggregazione informale chiamata “Il Pentolone”, proprio perché tutti potevano esprimere la loro opinione per formare un vero e proprio pentolone di idee. Dopo diversi workshop, visti poi i ri-

forti, visto che molte associazioni non potevano permettersi u n a propria s e d e per mancanza di

fondi. Inoltre l’appoggio delle istituzioni è stato fondamentale perché ha incoraggiato le asso-

Il Pentolone punta a creare una rete tra associazioni e soggetti – sia pubblici, sia privati – che operano nell’ambito giovanile sultati positivi che ne conseguirono, si pensò di formalizzare e consolidare giuridicamente questo gruppo, arrivando nel 2004 alla fondazione dell’associazione “Il Pentolone”. L’ago della bilan-

ciazioni a partecipare, mentre – nel caso fosse venuto meno questo sostegno – le associazioni, composte per la maggior parte da volontari, si sarebbero demoralizzate ed avrebbero

Quarantaquattro le associazioni che hanno aderito al progetto. Francesco Fantauzzi è stato eletto Presidente da circa un anno cia è stato l’interesse del comune a sostenere un soggetto che potesse finalmente mettere in comunicazione il mondo dei giovani con l’istituzione stessa. L’amministrazione comunale dunque ha avuto un ruolo centrale per l’attività dell’associazione? E’ stata il motore portante della costruzione dell’associazione: se il Comune non si fosse mosso a formalizzare il tutto, oggi probabilmente non esisteremmo. A testimonianza di questo va aggiunto che, oltre ai contributi annuali e al fondo di garanzia versato per la fondazione giuridica dell’associazione, l’amministrazione ha messo a disposizione anche una sede, la cosiddetta “casa delle associazioni”, una risposta concreta a bisogni

abbandonato il progetto.

Quali progetti sta portando avanti in questo momento? Innanzitutto stiamo portando avanti la gestione di una web radio: “radio off” che ha cominciato a trasmettere proprio in questi giorni e in più ci stiamo occupando dell’aggiornamento dei Portali Giovani online di tutta la provincia, tutti progetti che vengono portati avanti dalla singole associazioni con il patrocinio de “Il Pentolone”, capace di garantire maggiore solidità in sede istituzionale. Secondo lei, l’idea di creare una rete può migliorare le attività delle associazioni? Sicuramente sì, poiché ti permette di essere trasversale: realtà differenti tra loro vengono a contatto e possono essere discusse e confrontate. Inoltre una rete così organizzata permette anche un

maggiore supporto operativo, la partecipazione ai bandi (che molte associazioni, senzapersonalità giuridica, non potrebbero fare ), la possibilità di fare riferimento a persone che, competenti in diversi settori, possono servire da ausilio ai vari progetti, magari solo per la stesura di un budget. Quali obiettivi, invece, si sente di stilare per il futuro? Ad un anno dal mio incarico ho fissato due obiettivi: quello primario è l’allargamento della rete al territorio provinciale, formando dunque un unico ente che fornisca strumenti operativi a tutta la provincia. Un altro

obiettivo è quello di proporsi anche come soggetto che può gestire uno spazio per i giovani più grande, come può essere “Officina Giovani”.

La sede del Pentolone

Immagini di alcuni eventi organizzati dal Pentolone

L’IMPEGNO DELLE ISTITUZIONI A FAVORE DELLE POLITICHE GIOVANILI

Creare connessioni e relazioni tra i giovani: come la Regione ha vinto la sua scommessa con Filigrane

F

iligrane è il sistema che gestisce le politiche giovanili in Toscana, attivo dal 2008 è un contenitore per tutte le proposte progettuali che raccolgono i finanziamenti stanziati dalla Regione in sostegno allo sforzo che il terzo settore e gli enti locali fanno per promuovere atti-

vità di politica giovanile. Cittadinanza e cultura sono le basi del sistema Filigrane, l’obiettivo primario è quello di costruire un “filo rosso” in grado di portare un significato in tutta la regione indipendentemente dalle attività promosse. Per semplificare la struttura e renderla più flessibile sul territorio l’assessorato regionale alle

Politiche sociali ha deciso di affidarsi al Centro Nazionale per il Volontariato di Lucca, che costituisce organo di garanzia e di mediazione fra le istituzioni e il mondo dei giovani, creando anche un sistema condiviso in grado di unire il volere tecnico a quello politico. Filigrane, oltre che in rete, è diffuso sul territorio grazie ad antenne territoriali gestite dai giovani i cui progetti sono stati finanziati dal sistema,

sono oltre 150 in Toscana e costituiscono tanti punti di ascolto per entrare in contatto con l’organizzazione. I progetti per essere finanziati devono essere inseriti nelle linee guida della Regione Toscana che vengono presentati ogni anno a novembre. Da quest’anno anche i singoli, oltre ad enti locali e associazioni, potranno presentare i loro progetti e richiedere dei finanziamenti attraverso il sistema Filigrane. (and.ang.)


ISTRUZIONE E FORMAZIONE

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IL DISTACCO TRA UNIVERSITÀ E LAVORO Cresce la preoccupazione tra gli studenti di “Media e Giornalismo” e “Comunicazione strategica”che non reputano la propria formazione adeguata

Futuri giornalisti? Il 91% non ci crede Un sondaggio mostra l’insoddisfazione degli studenti fiorentini per i corsi di “comunicazione” VIRGINIA MARTINI LUCA PIERATTINI

I

l concetto è chiaro: “Abbiamo un problema!”. Questa è la sintesi delle risposte emerse da un sondaggio somministrato agli studenti dei Corsi di Laurea (Cdl) di “Media e Giornalismo” (dall’a.a. 2008/09 divenuto uno dei curricula del Cdl Scienze Politiche) e “Comunicazione strategica” dell’Ateneo fiorentino; ma era

diffidenti, c’è altro: il 98% degli intervistati, infatti, modificherebbe la struttura del corso che, così com’è, sembra proprio non funzionare. “Meno sociologia e più materie giornalistiche!”: questo è l’appello lanciato dalla maggioranza degli studenti, stanchi del gran numero di insegnamenti di stampo sociologico – simili per contenuti, ma differenti nel nome – da sostituire con attività

LA SODDISFAZIONE DEGLI STUDENTI PER IL PROPRIO CDL

PERCEZIONE POSSIBILITÀ D’INSERIMENTO NELL’EDITORIA

Tra le carenze denunciate una delle più gravi è l’assenza di materie legate all’utilizzo di new media e lo scarso confronto con esperti del mestiere

sufficiente ascoltare le voci di corridoio e le chiacchiere da bar per accorgersi dell’esistenza di un’insoddisfazione di fondo presente già da tempo. Volendo approfondire le ragioni di questo malcontento, ed ascoltando dunque il parere dei diretti interessati, emerge che ben il 63% degli studenti intervistati (un totale di 130) si ritiene poco o per niente soddisfatto del proprio Corso di Laurea. Un dato piuttosto evidente, ma se non bastasse a convincere i più

pratiche svolte da esperti del mestiere, poiché secondo gli studenti “non è concepibile che queste siano presenti nei piani di studio solo come opzionali! Si tratta di un corso in ‘Media e Giornalismo’, non in ‘Media e Sociologia’!”. Se si pensa, poi, che il 52% degli intervistati aspira ad un futuro da giornalista (e soltanto il 2% a quello di sociologo), diventa ancora più forte la necessità di un contatto diretto tra Università e mondo

IL CONSIGLIO AGLI STUDENTI

del giornalismo. Da qui nasce la sfiducia che i giovani nutrono verso il proprio futuro lavorativo, con il 91% di questi che crede che il corso offra poche o nulle opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Ma se vogliamo dirla tutta, anche la presenza dei “Media” nel nome del corso non convince del tutto: una delle carenze più gravi emerse dall’indagine, infatti, è la quasi totale assenza

di materie improntate all’utilizzo delle nuove tecnologie e dei nuovi media, sempre più richiesti per lo svolgimento della professione. Chi ha avuto esperienze Erasmus sottolinea in maniera netta questo “ritardo” italiano: “Nelle università spagnole ti mettono in mano una Reflex e una telecamera dicendoti ‘impara!’ e ci sono studi televisivi dentro il Polo: cose, per noi, dell’altro mondo. Bene la teoria, ma il pratico vince sem-

I NUMERI 85% la percentuale degli studenti che ha scelto i Cdl “Media e Giornalismo” e “Comunicazione strategica” poiché ritenuti inerenti con le proprie ambizioni lavorative. 91% la quota di chi crede il proprio percorso formativo poco o per nulla utile ai fini dell’inserimento nell’ambito del giornalismo 76% la cifra di chi si dichiara poco o per niente soddisfatto del proprio Cdl 47% gli studenti che ritengono il corpo docente del proprio cdl “abbastanza” competente 47% gli iscritti che valutano il proprio cdl troppo teorico e poco pratico. 130 gli studenti che hanno partecipato al sondaggio pre.” Tra le tante accuse rivolte a questo indirizzo, che oscillano tra “un calendario delle lezioni assolutamente senza senso” e “il baronato dei professori”, a vincere il primo premio come il principale difetto è proprio l’eccesso di “teoria” rispetto alla quasi totale assenza di “pratica”, una carenza rilevata dal 46% degli studenti. Una consolazione? Edifici ed aule nuove e confortevoli, che poche facoltà hanno il privilegio di vantare.

Importante la scelta degli studi da intraprendere ed il ruolo degli stage

Scegliere con attenzione il proprio percorso di studi S e solo fino a qualche anno fa la sola certificazione possono conoscere quelle del momento, mentre la di laurea garantiva un’occupazione rapida ed in pianificazione dei corsi di studio “sforna” studenti larga parte coerente con i propri studi, nell’attuale e preparati almeno cinque o sei anni dopo”, suggedelicato momento storico si nota un indebolimento rendo però agli studenti “di scegliere con attenzione del valore (del solo) “pezzo di carta”. Un’inchiesta il percorso di studi, perché ci sono curricula scelti da del settimanale L’Espresso (pubblicata sul n°20 in pochi, ma che offrono data 20/05/2010) ha superiori possibilità sottolineato come i “Ci sono curricula scelti da poco, ma nel mondo del lavoro, laureati trovino la- che offrono superiori possibilità nel rispetto ad altri pervoro e guadagnino corsi più gettonati”. mondo del lavoro, rispetto ad altri di più rispetto ai La ricetta per ogni uniloro coetanei in percorsi più gettonati” versitario lungimirante possesso di un titolo si compone prevalendi studio inferiore, ma “a patto di sapere aspettare e temente di esperienze, le quali possono derivare continuare a formarsi”. anche da un tirocinio (“scegliendolo bene e facenLa prof.ssa Alacevich, Preside della Facoltà di dolo bene”), la cui utilità non deve semplicemente Scienze Politiche “Cesare Alfieri” e docente di Socioessere quella di “acquisire CFU”: insomma – conlogia del lavoro, in merito alla discrepanza percepita clude la prof.ssa Alacevich – gli studenti “devono tra la formazione universitaria e le richieste, le attese fare la loro parte. Nessuno,nemmeno la migliore e la realtà del mondo del lavoro, rileva che “conoscere delle università, potrà mai sostituirsi all’imprenditole richieste del mercato non è cosa facile, poiché si rialità individuale”.

A sostegno dello studente, Comune di Firenze ed Ateneo stanno cercando di implementare la loro cooperazione tramite la creazione di iniziative che si integrino parallelamente con i percorsi di studio. Su questa traiettoria si posiziona il progetto NOVOLAB: un centro in cui formazione e lavoro si incontrano, proprio all’interno del Polo delle Scienze Sociali di Novoli. I buoni propositi fanno ben sperare, speriamo che si trasformino in fatti concreti, sui quali fare affidamento. (lor.mor.)


ISTRUZIONE E FORMAZIONE

UniCittà - Giugno/Luglio 2010

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IL CONFRONTO FUTURE COLLABORAZIONI Mondo della “formazione” e dell’ “informazione” Le redazioni hanno mostrato grande disponibiACCORCIAMO LE messiDISTANZE gli uni di fronte agli altri sul tema giornalismo lità a future forme di collaborazione con l’Ateneo LE REDAZIONI FIORENTINE

CARLO SORRENTINO

“La supremazia della pratica sulla teoria è una stupidaggine” MARCELLO ACCANTO LORENZO MORI

I

l 63% degli studenti è insoddisfatto del corso di laurea in “Media e giornalismo”. E’ un dato allarmante che necessità di alcune riflessioni. In particolare, quello che gli studenti lamentano è la mancanza di un percorso formativo coerente. Secondo il prof. Carlo Sorrentino - attuale delegato del Rettore alla Comunicazione, ma Presidente dell’allora Cdl “Media e Giornalismo”, le cause di questo malcontento generale vanno riscontrate nella istituzione recente del corso di laurea e nella difficoltà di reperire sul mercato le adeguate

anche figure provenienti da altri percorsi”, oltre a non essere in grado di assorbire l’enorme mole di laureati nelle materie di comunicazione. C’è però una nota di merito sulla quale il prof. Sorrentino invita a riflettere : “Il corpo dirigente in comunicazione della realtà toscana proviene dai nostri studi”, ma – a nostro avviso – è una percentuale troppo bassa per essere soddisfatti. Come giustificare la mancanza di una formazione pratica (all’interno del corso di laurea) che favorisca l’inserimento nel mondo del lavoro? Il corso di laurea include in sé il grande mondo delle Scienze Sociali, che per natura privilegiano la riflessione sul-

IL SONDAGGIO

Si guardi di meno al passato e si associ la pratica alla teoria GIULIA BORSI

Il dato che emerge è la richiesta di un contatto diretto tra Università e mondo del giornalismo LE REAZIONI

“Siamo in un mondo dove il domani è diverso dall’oggi:non vanno insegnate tecniche, ma il metodo che permetta di affrontare tecniche sempre diverse”

C

on almeno due generazioni di laureati in “Media e Giornalismo” e “Comunicazione Strategica” “a piede libero” è lecito chiedersi quanto questi due Corsi di Laurea (il primo dal 2008/09 è divenuto un curriculum di Scienze Politiche, ndr) siano realmente spendibili nel mondo del lavoro. Da qui l’idea di consultare tre testate fiorentine scoprendo, così, che un 110 e lode non basta per accedere alle redazioni, colpa della crisi economica. Il boom delle lauree in comunicazione, infatti, è esploso suo malgrado alla vi-

zione. Dagli aspiranti giornalisti i direttori si aspettano una conoscenza approfondita dei mezzi di informazione nel loro concreto, come ci ricorda Gianluca Tenti, direttore de Il Giornale della Toscana: “Non potremo mai avere giornalisti che escono solo dalle università. È necessario anche aver fatto pratica, capire il grado di responsabilità nelle redazioni. Solo così il giovane può valutare se è tagliato o meno per fare questo mestiere”. Pertanto, l’imperativo d’ordine è meno teoria e più pratica, meno storia del giornalismocomunque fondamentale per comprendere l’evoluzione e le

Dalle redazioni dei quotidiani l’imperativo d’ordine è meno teoria e più pratica, insegnamenti rivolti al futuro e non al passato, utilizzo degli stage Carlo Sorrentino

Un dibattito tra giornalisti e docenti sul tema “Media e Università” competenze: “Noi siamo partiti da zero circa 10 anni fa. Neanche io sono soddisfatto appieno della didattica del corso, ma penso che ci voglia del tempo per degli aggiustamenti. (Il corso) Ha bisogno di tante competenze, di convocare sapere specialistici, che è difficile reperire a risorse zero”. L’insoddisfazione nasce nei primi contatti col mondo del lavoro, secondo una duplice motivazione. Da una parte, il corso di laurea non sembra offrire un adeguato bagaglio di conoscenze per intraprendere una carriera professionale; dall’altra, è la stessa realtà lavorativa che spesso si posiziona “lontano dall’università, non riconosce appieno il valore della formazione, sottovalutando il titolo di studio”, come rileva il Prof. Sorrentino, che inoltre sottolinea come il mondo del lavoro “preferisca per gli stessi ruoli

l’esercizio. Questo nasce da considerazioni non obiettabili:“In qualsiasi mestiere vi è una pratica, che deve susseguirsi ad una teoria” – aggiunge il prof. Sorrentino – “Siamo in un mondo in cui il domani è già molto diverso dall’oggi, oggi è già enormemente diverso dallo ieri. Io non devo insegnare tecniche, devo insegnare il metodo che permetta di affrontare tecniche che cambiano giorno dopo giorno. Vogliamo formare le menti in modo che siano flessibili”. Ma questa visione è sottovalutata in gran parte dal giornalismo, dove – per stessa ammissione del prof. Sorrentino – ”lo sguardo antico sulla professione considera solo come percorso formativo la gavetta, basandosi su banalità come il fiuto ed il giornalista artigiano: la supremazia della pratica sulla teoria è sostanzialmente una stupidaggine”.

Carlo Sorrentino: il corso avrebbe bisogno di più tempo e di certe competenze difficili da reperire a risorse zero I GIORNALISTI

Gli addetti ai lavori: la crisi dell’editoria incide sulla domanda di nuove figure, ma i corsi universitari vanno migliorati

Studenti in redazione nell’ambito dell’iniziativa di UniCittà gilia della contrazione economica la quale, si sa, ha reso difficile un po’ per tutti trovare un’occupazione. Ma se per gli altri laureati è semplicemente diminuita la domanda di lavoro, per i primissimi dottori in Media e Giornalismo e Comunicazione Strategica si è creato un paradosso ben illustrato dal direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini: “L’Università ha fatto esplodere l’informazione al suo interno come elemento di interesse e formazione nel momento in cui i giornali hanno cominciato a segnare il passo, e temo che gli attuali insegnamenti siano rivolti di più al passato e non al futuro”. Un problema di non semplice soluzione ed indubbiamente non unica causa di una situazione che prosegue da ben più anni. Ecco quindi entrare in gioco la seconda questione: la forma-

dinamiche del mestiere - e maggiore acquisizione di competenze pratiche. Nel frattempo molti giovani laureati puntano tutto sugli stage, loro croce e delizia; spesso circoli viziosi, altre volte quasi ai margini della legge, i tirocini raramente si trasformano in contratti di collaborazione. Al momento, quindi, l’unica via facilmente percorribile è quella suggerita da Laura Montanari, di “La RepubblicaFirenze”, che non ha mancato di sottolineare come “questi corsi di laurea siano una risorsa interessante per il mondo dell’informazione in Toscana. Penso che potremmo lavorare tutti insieme organizzando iniziative di approfondimento anche sui cambiamenti della nostra professione”. Non resta che augurarci che ciò si concretizzi il prima possibile.


INTEGRAZIONE E COOPERAZIONE

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L’INTERNAZIONALITÀ DI FIRENZE Studenti albanesi, africani ed iraniani hanno dato vita ad associazioni che favoriscono l’inserimento dei propri connazionali nel contesto fiorentino

Studenti stranieri: “Ci siamo anche noi”

Sull’integrazione e la cooperazione Firenze può vantare un potenziale enorme ANNALISA AUSILIO

S

ono molte le associazioni studentesche che promuovono cooperazione e integrazione attraverso iniziative che coinvolgono l’Ateneo fiorentino e il contesto cittadino. Principi di fondo convergenti muovono le diverse realtà ad impegnarsi in modo originale in attività eterogenee. Studenti stranieri hanno dato vita ad associazioni con l’intento di incoraggiare la conoscenza della cultura del loro paese e migliorare la vita universitaria dei propri connazionali. Da queste esigenze nascono nel 2004 l’Unione degli Studenti Africani (USAF) e nel 2005 l’Albania Students of the University of Florence (ASUF), associazioni che si impegnano nell’organizzazione di serate culturali con mostre fotografiche, sfilate di vestiti, degustazione di piatti tradizionali ed esibizioni musicali. Un’occasione che permette a molti di avvicinarsi ad una cultura lontana e agli studenti di tenere vive le proprie tradizioni, ma la lunga trafila burocratica, però, rallenta le iniziative o, nei casi peggiori, ne impedisce la realizzazione: “Ogni volta che bi-

LA QUESTIONE

sogna organizzare un evento inizia il rimbalzo fra gli uffici dell’Ardsu e quelli dell’Università” – spiega Ermenita Zyca, vicepresidente di ASUF – “Le autorizzazioni per l’utilizzo dei locali si

USAF- “Stiamo cercando di ottenere dei locali dove ospitare i nuovi studenti in attesa di assegnazione dell’alloggio”. E’ un progetto complicato dato che l’amministrazione locale non

Le associazioni degli studenti albanesi ed africani vogliono incoraggiare la conoscenza della propria cultura e migliorare l’integrazione dei propri connazionali ottengono con fatica per la mancanza di comunicazione fra gli enti”. La “non-comunicazione” che spesso caratterizza anche il rapporto fra Ateneo e Comune è uno dei motivi del disagio delle matricole che arrivano da paesi stranieri:“Ricevo a settembre

esplica in maniera univoca l’iter che l’associazione deve seguire per la concessione di strutture idonee. USAF propone, pertanto, la realizzazione di una rete informativa fra le due realtà, con scambio di notizie utili fra il sito dell’Ate-

AUCS è impegnata attivamente in iniziative legate al tema della cooperazione dello sviluppo, ma i rapporti con l’amministrazione comunale sono scarsi dalle ambasciate africane il numero degli studenti che arrivano in Italia, andiamo a prenderli all’aeroporto e cerchiamo di orientarli nei primi passi” - chiarisce Fabrice Mbianda, Presidente di

neo e quello del Comune: sarebbe il primo passo per creare coordinamento e sinergia. ASUF, invece, per rendere meno traumatico il primo impatto delle matricole con l’Università, suggerisce di miglio-

rare l’attività dell’Ufficio per gli Studenti Stranieri che stenta a decollare, dato il suo funzionamento basato esclusivamente sul contributo volontario degli studenti. Incentrata sul tema della cooperazione è un’associazione nata nel 2004 dai Corsi di Laurea in “Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale” ed “Economia dello sviluppo Av a n z a t a ” dell’Ateneo fiorentino: l’ Associazione Universitaria Cooperazione allo Sviluppo (AUCS). Molte sono le attività di questa realtà come l’introduzione all’interno del Polo delle Scienze Sociali di Novoli della raccolta differenziata di carta e plastica e di distributori di prodotti Equo e Solidali, la visione di documentari, conferenze e raccolte fondi. AUCS collabora con molte associazioni esterne al contesto univer-

di giugno per organizzare l’esposizione della bandiera verde da Palazzo Vecchio”), oltre ad aver avuto rapporti con l’ARCI in occasione della un gruppo di giovani studenti I ragazzi, infatti, raccontano di notte bianca Oltrarno del luglio (che chiedono di rimanere anoaver collaborato in diverse oc2009 e con l’ANPI per l’organimi vista la difficile situazione casioni con il Comune di Finizzazione della tappa fiorenpolitica nel proprio paese) che renze (“Siamo stati contattati tina della marcia della pace negli ultimi tenutasi l’11 Nomesi hanno Da quando i diritti civili in Iran non vembre. Allo avuto diversi stesso tempo, il contatti con le sono più oggetto di attualità per il mopresidente amministra- vimento verde fiorentino è sempre più dell’Onda Verde zioni e la realtà difficile ottenere appoggio dalla Città di Firenze, rileva associazionicome da quando stica fiorentina l’emergenza iraniana non è più per vari eventi di sostegno alla direttamente dall’amministra- argomento di cronaca sia dipace in Iran. zione comunale lo scorso mese ventato molto più difficile ottenere risposte ed appoggio da parte delle varie realtà della città. Ad esempio lo scorso dicembre non è stato possibile definire una giornata ufficiale dell’Università fiorentina in sostegno al movimento per la difficoltà nel trovare un interlocutore diretto. Allo stesso modo, escludendo qualche permesso della questura per organizzazioni autonome, avere risposte dall’amministrazione comunale o dalle stesse associazioni con cui hanno collaborato precedentemente è stato sempre

sitario: Anelli Mancanti, Ucodep, Good Samaritan Mission, oltre a partecipare partecipano con workshop ad iniziative importanti per la città di Firenze, come “Terra Futura”. Il loro operato è

sempre stato contraddistinto da un rapporto collaborativo con l’Università e quasi inesistente con l’amministrazione locale. Auspicano, quindi, un dialogo orizzontale fra l’Università e la città che permetta alle associazioni di operare come parte attiva nel contesto cittadino e ai cittadini di comprendere meglio la situazione degli studenti. Come sostiene “Asuf” è fondamentale integrare gli spazi di socializzazione universitari dentro la città e viceversa. Sarebbe il primo passo per rompere il silenzio fra due realtà che convivono uno dentro l’altra ma che non si conoscono.

Iran: anche a Firenze l’Onda verde GIUSEPPE TEMPESTINI

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ra i diversi gruppi di studenti stranieri presenti a Firenze, negli ultimi mesi sono saliti più volte agli onori della cronaca gli studenti provenienti dall’Iran: Florence Green Wave, compagine fiorentina del movimento che promuove la pace e la democrazia in Iran a seguito dei presunti brogli elettorali dello scorso giugno, è sostenuta da

L’esposizione della bandiera verde in Comune

più complesso, anche solo per ottenere uno spazio dedicato per gestire le proprie attività: “Abbiamo ricevuto risposta positiva dal Sindaco Renzi mesi fa, in cui si impegnava a metterci in contatto con un responsabile del comune che poteva fornirci uno spazio di aggregazione, ma ad oggi ancora nulla”. Il movimento si dice quindi felice della costituzione di una rete di contatto tra associazioni dedite all’integrazione culturale: “Un punto di riferimento per poter gestire i contatti con le istituzioni sarebbe utilissimo, renderebbe più semplice organizzare eventi e diffondere la voce a tutti gli interessati”.


CULTURA E CONTEMPORANEITÀ

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IL DIBATTITO CULTURALE Il parere degli studenti sul tema di un città che guarda solo al suo passato: il contributo delle associazioni universitarie Immaginae e Così è se ci pare

Firenze non dorme, è solo in attesa

Il parere di due associazioni universitarie sulla vitalità culturale fiorentina ANDREA ANGELONI MARCELLO ACCANTO

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ul piano culturale, Firenze può considerarsi una città spenta? Esistono fermenti contemporanei in grado di destare la “culla del Rinascimento” dal suo torpore secolare? Città e Università che ruolo giocano in tutto questo? Lo abbiamo chiesto a due giovani associazioni impegnate a valorizzare l’offerta culturale e artistica nel territorio fiorentino. “Così è se ci Pare” (C) nasce nel 2008 con gli obiettivi dell’autoformazione e dell’organizzazione di eventi volti ad approfondire te-

“Immaginae” (I) nasce nel 2010 con lo scopo di diffondere il principio del sapere come strumento di coesione sociale, promuovendo la rivalutazione del patrimonio artistico e culturale e creando luoghi d’incontro e scambio di idee. E’ costituita da giovani professionisti (Sergio Villani, Alessandro Pumpo, Marta Mandolini) che uniscono le proprie forze per raggiungere tali finalità. Partiamo dal nodo principale, come giudicate la realtà culturale fiorentina? I: “Firenze non è una città morta, né una città vecchia; esiste una realtà sopita, in attesa di nuove idee

FIRENZE E LA CULTURA

Per Così è Se Ci Pare vi è una vivacità culturale frammentata a causa dell’assenza di collaborazione tra le varie realtà culturali matiche di rilevanza sociale. Il tutto con lo scopo di fornire ai partecipanti strumenti per comprendere il presente. Gli ideatori (Jacopo Visani, Ariele Niccoli, Daniele Bucciarelli, Fiammetta Lari, Azzurra Simoncini) sono ragazzi animati dall’interesse per la condivisione del sapere.

e nuove proposte per emergere. A Firenze ci sono numerosi luoghi di incontro, di cultura, che spesso non sono conosciuti dal tessuto cittadino. La volontà da parte di molte persone nel ricercare nuove soluzioni esiste; è necessario dare l’input iniziale, lo stimolo culturale affinché tutto questo possa

“Firenze non è una città morta, nè vecchia: esiste una realtà sopita, in attesa di nuove idee e proposte per emergere: è necessario dare l’imput iniziale”

emergere”. C: “Vi è una discreta vivacità culturale che tuttavia, a causa di una eccessiva frammentazione degli intenti, difficilmente raggiunge risultati apprezzabili in termini di qualità e di impatto sulla sensibilità cittadina. A nostro avviso causa della frammentazione è una troppo labile esigenza di conoscenza e collaborazione reciproca tra le varie realtà culturali di Firenze, al fine precipuo di delineare obiettivi condivisi”. “Immaginae” ha recentemente realizzato l’evento Florence Design Week, di che si tratta? “Il FDW si propone di colmare un'esigenza manifestata da molte persone: la necessità di abbracciare la sfera del contemporaneo in una città seduta sulla sua essenza rinascimentale, la volontà di allontanare un vuoto che impedisce agli artisti di esprimersi ed avere visibilità. Si tratta di uno strumento per dare a Firenze una nuova linfa per una nuova tipologia di turismo, in linea con una città giovane, innovativa, all'avanguardia, che non dimentica il suo passato ma che guarda al futuro con interesse”. “Così è se ci Pare” organizza tavole rotonde, come nascono le vostre iniziative? “Il primo passo è l’individuazione di una tematica di stringente attualità e di rilevanza sociale che ci proponiamo di esplorare secondo diverse prospettive (storica, sociale, artistica), attraverso un’attività di studio collettivo. Quindi organizziamo un ciclo di incontri pubblici coinvolgendo esperti e docenti universitari. Le conferenze sono accompagnate da un momento di socializzazione e dialogo rappresentato da un buffet e dalla proiezione di filmati a tema. L’ultimo ciclo era intitolato “Cause ed effetti dell’attuale crisi economica”. Vi siete mai rivolti all’ammini-

strazione comunale? Come pensate possa essere migliorata l’offerta culturale? I: “In realtà non abbiamo avuto risposte, ed è questo che più dispiace. Avremmo preferito ricevere un rifiuto piuttosto che vagare per i corridoi senza avere una certezza. A conclusione di tutto, non siamo riusciti a capire con chi parlare ed alla fine abbiamo mollato la presa. Potrebbe essere migliorata puntando su progetti che mirino alla visibilità di una Firenze contemporanea che esiste ma che non riesce ad emergere”. C: “Non abbiamo al momento

Università e studenti come vedono le vostre iniziative? Avete un consiglio anche per l’Ateneo? I: “Gli studenti universitari sono una risorsa per tutti, sia per la città che per i nostri progetti. Incarnano lo spirito di innovazione che pervade sempre i giovani. Mettere a disposizione gli spazi e le strutture darebbe un gran prestigio all’Ateneo senza la necessità di grandi investimenti, anche perché l’Università è per denominazione il luogo della cultura”. C: “Gli studenti universitari dovrebbero rappresentare la linfa vitale a livello sociale e culturale in

ISTITUZIONI E DIALOGO

Sul rapporto col Comune Immaginae lamenta l’assenza di risposte: “Avremmo preferito un rifiuto, piuttosto che vagare per i corridoi” rapporti con l’amministrazione comunale. Pensiamo che possa migliorare promuovendo l’aggregazione delle realtà culturalmente attive a Firenze. Inoltre curando la scelta dei luoghi e dei linguaggi, con l’obiettivo di intercettare la cittadinanza in modo trasversale e coinvolgente”.

ogni città. Per quanto riguarda le nostre iniziative, sono totalmente organizzate da studenti, il loro contributo è essenziale. Gli atenei potrebbero venirci incontro snellendo le procedure necessarie per ottenere la possibilità di usufruire degli spazi e della strumentazione didattica”.

“L’Ateneo potrebbe venirci incontro snellendo le procedure necessarie per permetterci l’utilizzo di spazi e strumentazione didattica”

Il Florence design week Dal 24 al 29 maggio scorso si è tenuto il “Florence design week”: la sei giorni organizzata da Immaginae ha contato 40 progetti di manifestazioni pubbliche al fianco di 100 eventi di lancio, mostre, vernissage, showcase, etc. L’evento ha registrato il contributo partecipativo di oltre 160 organizzazioni, e la collaborazione internazionale con il “London design festival”.



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