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m i Sul web pagine «abusive» con il logo dell'ateneo fiorentino

Anche Unifi sbarca su Facebook Ma il profilo non è quello ufficiale FT,ENZE - Facebook o no Facebook? Per l'Università di Firenze rischia di diventare davvero un problema. Mentre gli organi decisionali discutono sull'opportunità o meno di utilizzare il famoso social network, nella frequentata piazza virtuale l'ateneo fiorentino ha già una presenza radicata con due profili e più di mille amici, fornisce informazioni a studenti laureandi, pubblicizza eventi studenteschi e locali fiorentini. Peccato che le pagine, pur riportando il logo dell'Ateneo, non siano né gestite né tantomeno autorizzate dall'Università di Firenze. Particolare di non poco conto, poiché non segnalato nei due profili attivi ormai da un anno e che

cominciano ad accreditarsi quasi come una nuova fonte di informazione parallela per la comunità studentesca, che rischia di ricevere indicazioni errate su modulistica, corsi ed esami. «Al momento l'Unifi non ha un profilo ufficiale su Facebook - conferma Cristina Mugnai, direttore del Centro servizi informatici dell'Ateneo - a fronte di possibili utilizzi indebiti del no-

La Ì Gli studenti credono sia autentico. La replica: «Utilizzo ingannevole, lo abbiamo già segnalato al social network»

me dell'Ateneo da parte di soggetti privati abbiamo inoltrato al social network una segnalazione di utilizzo ingannevole». Della presenza di questi profili il Centro ne era già da tempo al corrente, dal momento che utilizzava la bacheca «abusiva» di uno di questi per pubblicizzare i corsi di informatica svolti presso le proprie sedi, informando inoltre gli utenti che per il 2011 «il nostro catalogo dei corsi è cambiato così tanto, ma così tanto... che persino la Befana quando l'ha visto è rimasta sbigottita». Messi al corrente, lo stesso stupore lo avranno provato soprattutto in piazza San Marco.

Gaetano Cervone 0 RIPRODUZION E RFEP'ATA


Pisa File audio e video gratuiti delle lezioni scaricabili su computer, cellulari e iPad

Andare all'Università. Su iTunes L'Università di Pisa, prima in Toscana, è sbarcata su iTunes U, la piattaforma Apple di open learning a cui partecipano decine di università da tutto il mondo. Il meccanismo è quello noto dell'iTunes Store da dove si possono scaricare file audio e video su computer o su dispositivi portatili. Ma la differenza in questo caso è che tutti i contenuti sono gratuiti. Musica e danze indiane in biblioteca, ma anche lezioni di doppiaggio cinematografico o di letteratura russa. Obbiettivo: «Fornire agli studenti un ulteriore strumento di apprendimento e raggiungere un pubblico più vasto». A PAGINA 9 Magnani


Pisa Primi in Toscana sulla piattaforma della Apple: dai corsi di letteratura russa a quelli di cinema e musica

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Il prorettore De Francesco: così diamo a tutti la possibilità di apprendere PISA - Musica e danze indiane in biblioteca, ma anche lezioni di doppiaggio cinematografico o di letteratura russa. Da ieri l'università di Pisa, prima in Toscana, è sbarcata su iTunes U, la piattaforma Apple di open learning a cui partecipano decine di università da tutto il mondo, da Yale e Oxford sino a quella di Tokyo. Il meccanismo è quello noto dell'iTunes Store da dove si possono scaricare file audio e video su computer o su dispositivi portatili. Ma la differenza in questo caso è che tutti i contenuti sono gratuiti. «Con questo sistema ha detto il prorettore vicario Nicoletta De Francesco - l'ateneo potrà fornire agli studenti un ulteriore strumento di apprendimento e contemporaneamente raggiungere un pubblico più vasto e vario perché chiunque abbia desiderio di apprendere deve avere la possibilità di migliorare le proprie conoscenze». In Italia, a parte Pisa, sono solo cinque gli atenei che per il momento hanno aderito a iTunes U: la Federico Il di Napoli, la Bocconi di Milano e le università di Modena e Reggio Emilia, Trento e Trieste. «In occasione del lancio, che avviene proprio ad un anno esatto dall'inaugurazione di iTunes U in Italia, - ha detto la professoressa Enrica Salvatori responsabile del progetto - abbiamo popolato il nostro spazio con circa 170 file, provenienti da facoltà scientifiche e umanistiche». «Essere su iTunes U - ha aggiunto Enrica Salvatori - non comporta alcun costo per l'Ateneo, a parte la produzio ne dei contenuti». Quasi tutti i file sono curati dal Laboratorio di cultu-

ra digitale dell'ateneo, ma alcuni casi anche dagli stessi studenti come per i video della serie «Finestre sull'arte», dove sono minuziosamente spiegate le opere di grandi pittori fra cui il Cenacolo di Leonardo da Vinci o la Venere di Sandro Botticelli. Un settore nutrito riguarda poi il patrimonio museale dell'università, dalle mostre del Museo della Grafica alle visite guidate all'orto botanico. Tra i podcast didattici si trovano per ora corsi di storia e di lingue e audio-conferenze a carattere divulgativo su argomenti scientifici. «L'obiettivo iniziale - ha detto ancora Salvatori - è di aggiornare i contenuti mensilmente inserendo ogni volta almeno una decina di nuovi file». L'idea di avviare un sito pisano in ìT nes U è nata circa un anno e mezzo fa dall'esperienza del Centro interdipartimentale di servizi informatici per l'area umanistica (Cisiau). Da tempo infatti il centro offre agli studenti la possibilità di accedere tramite web ai materiali didattici, tra cui alcuni corsi offerti in forma di podcast. E non a caso i primi contatti con Apple Italia sono partiti proprio da qui con l'idea di integrare e allargare le piattaforme e-learning esistenti. «L'Università di Pisa, fondata nel 1343, è una delle più antiche e prestigiose d'Italia, tradizionalmente all'avanguardia nel settore delle nuove tecnologie - ha dichiarato il rettore Massimo Augello - e il progetto iTunes U è un ulteriore esempio di unione tra tradizione e innovazione».

Marina Magnani C9 RI PRO DJ LION, RISPRVA A


In rete Su Internet c'è chi ci sbarca per offrire servizi agli studenti (come l'Università di Pisa) con l'accordo con Apple, e c'è chi (come Università di Firenze) su internet ci èfinita, suo malgrado, abusivamente, con qualcuno che usa il suo logo per pubblicizzarsi su Facebook


Pisa. L'aggressore lo prende a pugni e fugge

Troppi bocciati all'esame prof picchiato in facoltà PISA. Un professore di francese dell'ateneo, Charles Barone, è stato picchiato sulla soglia del suo ufficio nel dipartimento di filologia romanza. Quando ha sentito bussare alla porta, il docente ha aperto e subito è stato colpito al volto da alcuni pugni. Non si esclude che l'aggressore possa essere il fidanzato o

un amico di una delle numerose ragazze che si sono presentate all'esame e che sono state respinte: 10 su 15. Il professore si è fatto medicare al pronto soccorso di Cisanello. Ha detto di non avere intenzione di piegarsi e che se sarà necessario, continuerà a bocciare. VIRGONE A PAGINA 13


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docente di francese ha aperto la porta

ed è stato preso a pugni: è ferito al volto

Professo-re picchiato da uno sconosciuto dopo le bocciature di Candida Virgone PISA. Aggredito in facoltà, nella sua stanza, probabilmente per una bocciatura. Non si esclude che il "vendicatore" possa essere il fidanzato o un amico di una delle numerose respinte. Un professore di francese dell'ateneo di Pisa, Charles Barone, 55 anni, è stato picchiato ieri pomeriggio al dipartimento di filologia romanza. Preso a pugni in viso, ferito al mento e alla gola, forse perché l'aggressore aveva in mano delle chiavi o un anello con cui gli ha procurato due tagli. «E una metafora»: commenta rassegnato il docente. In che senso professore?, gli chiediamo. «Una metafora del fatto che non contiamo niente, non abbiano alcuna considerazione, dobbiamo solo dare dei diplomi, promuovere, a fronte di un disimpegno palpabile. Ma non ho intenzione di piegarmi a tutto questo». Insomma il prof. Barone, se necessario, continuerà a bocciare. L'aggressione è avvenuta ieri pomeriggio, verso le 17, a palazzo Matteucci, in piazza Dante.11 professore era nel suo uf ficio, nel dipartimento di filologia romanza, comune a due facoltà, quella di Lettere, e quella di Lingue, a cui Barone appartiene come professore di francese. Ieri pomeriggio nel dipartimento c'erano solo una studentessa in biblioteca e il professore nel suo studio. «Ho sentito bussare - racconta Barone - e sono andato ad aprire la porta. Mi sono trovato davanti un uomo con un

cappellino bianco in testa e dei guanti, anche questi chiari, forse in lattice. Ho pensato che fosse un muratore, visto che nel palazzo ci sono i lavori, ma non ho fatto neanche in tempo a realizzare cosa accadesse: sono stato colpito al viso da 3-4 pugni e sono caduto. Mi sono rialzato per vedere chi fosse, ma lo sconosciuto era già scappato in fondo al corridoio. La studentessa che era in biblioteca mi ha detto che si trattava di un ragazzo di circa trent'anni. Fuggito l'aggressore mi sono accorto che gola e mento sanguinavano. Allora ho chiesto alla studentessa che era in biblioteca di chiamare il 118». Che da poco ha il nuovo servizio affidato alle associazioni di volontariato. Sono arrivati i volontari della Misericordia: hanno medicato il professore e lo hanno accompagnato al pronto soccorso di Cisanello, dove la ferita è stata suturata con due punti: prognosi di dieci giorni. Sospetti? In facoltà un'idea ce l'avrebbero. La mattina c'erano stati esami: Barone aveva respinto i due terzi dei candidati. Su 15 allievi, per lo più ragazze visto che facoltà è rosa al 95%, solo 5 avevano superato la prova. Dieci, tutte donne, erano state respinte. Lo sconosciuto aggressore potrebbe essere stato motivato da un'assurda rivalsa per quel risultato. Una vendetta? «Può darsi replica il docente - ma non sa-

prei. Badi bene però che c'era anche gente che veniva per la terza o quarta volta. L'impressione è che si voglia affrontare un esame senza la necessaria preparazione, ma non è possibile. E incredibile...» Sul caso indaga la polizia, che ha raccolto la testimonianza del docente e dell'unica testimone. «Un episodio gravissimo, che richiede soluzioni urgent »: ha commentato il preside di Lettere, Alfonso Maurizio Iacono.

Poche ore prima aveva respinto in un esame due terzi delle candidate La polizia indaga

La sede del dipartimento di filologia romanza a Pisa, scena dell'aggressione

Un esame universitario (foto d'archivio)


14/1/2011 - Rassegna Stampa  

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