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Sesto

L'UniversitĂ  diventa n*npresa SESTO - Prosegue l'attivitĂ  di trasferimento tecnologico dall'Incubatore d'imprese dell'UniversitĂ  di Firenze al Polo scientifico di Sesto. Nella struttura sono stati presentati g nuovi progetti che nascono dalla ricerca accademica e aspirano a diventare imprese. Per esempio nell'ambito delle applicazioni biomediche, il gruppo del professor Masotti ha creato uno strumento portatile per la diagnosi precoce di patologie respiratorie . (A.P.)


Dal polo scientifico le nanotecnologie per diagnosticare tumori NOVE progetti di ricerca che aspirano a diventare imprese. Ieri mattina, all'incubatore dell'Università di Firenze al polo scientifico di Sesto, sono stati presentati, nove progetti nati dalla ricerca accademica. Svariati i campi in cui spaziano: dai servizi multi-media e multi-canale ai sistemi informatici e matematici per il supporto delle imprese nell'ottimizzazione delle risorse, dalle tecnologie per la marcatura e la protezione intellettuale di immagini 3D all'uso dell'informatica su base statistica per la valutazione di risultati nella didattica e nella ricerca. Fra le idee-impresa anche l'uso delle nanotecnologie per prodotti farmaceutici di diagnostica e terapia di tumori e altre patologie. L'incontro è stato introdotto dal prorettore al trasferimento tecnologico Marco Bellandi.


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n',"I c _ resentati all'Incu atore dí via Madonna del Piano

Nove progetti diventeranno impresa SESTO - Nove progetti pronti per diventare nuove imprese sono stati presentati ieri all'Incubatore delle imprese del Polo scientifico. L'incontro è stato introdotto dal prorettore al trasferimento tecnologico Marco Bellandi, che è anche presidente del centro che gestisce le attività dell'Incubatore e la valorizzazione della ricerca (CsaVRI). I progetti interessano campi diversi e tutti aspirano a diventare veri e propri spin-off, società di capitali che sviluppano in ambito aziendale ricerche tecnologiche di carattere universitario: dai servizi multi-

media e multi-canale ai sistemi matematici e informatici per il supporto alle imprese nell'ottimizzazione dell'uso delle risorse, dalle tecnologie per la marcatura e la protezione della proprietà intellettuale di immagini 3D all'uso dell'informatica su base statistica per la valutazione di risultati nella didattica e nella ricerca di strutture universitarie e non. I nove progetti presentati ieri si aggiungono agli altri ri presentati nel novembre scorso."In tutto sono circa venti team imprenditoriali a base accademica - ha detto Bellandi -

che lavorano per la possibile costituzione e sviluppo di nuove imprese di innovazione, fortemente collegate alla ricerca dell'Università di Firenze. L'Incubatore Universitario Fiorentino (IUF) ha cominciato già un programma di attività di formazione e consulenza, che entra nel vivo dalla prossima settimana, mirato ad aiutare i progetti nello sviluppo del piano di impresa, fino all'eventuale decisione di costituire l'impresa, su basi solide anche dal punto di vista tecnologico-industriale e amministrativocommerciale".

L'Ic to La struttura si trova all'interno del polo scientifico universitario della Piana


In facoltà torna di moda il vecchio Carlo Marx MARIA CRISTINA CARRATU' NO spettro si aggira per l'Italia, anzi per il mondo: Kar( U Marx. Il filosofo di Treviri dalla folta barba diventato, agii occhi dei ventenni post ideologici, una«icona pop», al pari del Che e Marilyn.

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Dai corsi universitari alle ristampe dei suoi testi: così la crisi ha "resuscitato" l'attualità del filosofo

Uno spettro si aggira in facoltà . ,y

iìvecchio mar/x e MARI4 CRISTI CAR T IN re altà è un fiume carsico . S-A Sparito, dopo la sbornia del XX secolo e il crollo del comunismo, dalla scena della cultura politica, dimenticato dai corsi universitari, dalla saggisti-

Franco Cardini ca, dalla storiografia dove ancora spadroneggiava alla fine degli anni '70, eccolo riernergere in questi tempi di incertezze e crisi economiche, occhieggiare qua e làfra unrésumé nostalgico e una battuta del teatrino politico (il ministro Tremonti che cita Marx per criticare i mercati finanziari, la sinistra che glielo rinfaccia), per riconquistare il rango di deposito di idee quantorneno suggestive. Tanto più ora, a90 anni (il 21 gennaio) dalla nascita a Livorno del Pci e con una sinistra in piena convulsione.Fraivariindicatori (ma potrebbe bastare la battuta del finanziere Soros: «Sì, quest'uomo ha qualcosa di serio

da dirci»), la ricomparsa di corsi su Marx negli atenei e soprattutto di testi rimastip er annineirnagazzini delle librerie, o andati esauriti, e ora dinuovo sugli scaffali: dal Capitale (riedito daUtete Newton Compton), al Manifesto del Partito comunista, a raccolte ditestimarxiani come «Antologia del capitalismo, istruzioni per l'uso» (Feltrinelli), a saggi come «Leggere Marx oggi» di Costantino e Zanca (XL), mentre Isbn mette Marx e Engels in catalogo perlaprimavolta. Solo moda? Non sembra. Molti elementi fanno pensare che si tratti diqualcosadipiù, eanchedi qualcosa di meno di un puro ripescaggio ideologico: «La crisi ha reso di nuovo attuale chi ha parlato per primo del volto rapace del capitalismo» dice Marco Tarchi, docente di scienza politica alla facoltà Cesare Alfieri. Smentitele analisi acquietanti delpensiero liberale e liberista degli ultimi 30 anni, la battuta d'arresto globale «ha riaccreditato la radice teorica con cui interpretare una possibile catastrofe economico finanziaria». E se è vero che negli atenei si torna a parlare di Marx, a differenza dell'era dell'indigestione marxista si tratta «di analisi vere, di ricerche sul Marx sociologo ed economista, interprete, ancora oggiinteressante, della sua epoca, e rivelatore di tendenze collettive, piuttosto che sull'ispiratore diunalinea ideologica». Il Marx, insomma, «che ci aiuta a interpretare la nostra crisi, gli effetti perversi della separazione di prezzo e valore, il concetto di classe, tutt'altro che morto se secondo Warren Buffet la lotta di classe l'havinta lui, cioè il capitale» nota Sergio Caruso, ordinario di Filosofia politica a Sociologia. Chene èconvinto anche lui: «Dopo almeno vent'anni di oblio, Marx toni a ad interessare». «Del vecchio Kart si parla e si scrive di nuovo come se potesse offrire indicazioni a un inondo che non si capisce più» conferma

Giovanni Mari, docente di storia della filosofia a Scienze della formazione: «L'esigenza di libertà dell'individuo, di una razionalità in economia, del superamento delle diseguaglianze, non sono forse temi dei nostri tempi?». E se è vero che, da buon hegeliano, Marxhatrascurato il ruolo del ceto medio, è anche vero, osserva Giovanni Gozzini, storico all'U- MarcoTarchî niversità di Siena, che «ci aiuta a rivalutare la funzione della produzione contro l'economia volatile e speculativa di oggi». E che cosavuoldire perunoperaio della Fiat riappropriarsi dell'organizzazione del lavoro, «se non tornare aMarx?Superando, però, una logica solo rivendicativa, diventando soggetti attivi di una trasformazione `alta' del modo di lavorare in fabbrica». I sindacati, insomma, è bene che tornino anche loro a Treviri. Come non bastasse, a K.M. siamo debitori anche dell'idea di globalità delle dinamiche economiche e politiche, ricorda Franco Cardini, me-

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l dievista molto attento all'oggi, «sia pure nel rovesciamento della profezia: invece dei proletari di tutto ilmondo, infatti, aunirsisono stati icapitalisti». Unabattuta, mamolto seria: «Ilmarxismo» dice Cardini «ha avuto il torto di sparire quando si cominciava a sentirne il bisogno». Cioè oggi, «in questo mondo così ingiusto, dominato da forze materiali ecomitati d'affari e da un'economia priva di ogni dissensione etica e sociale». Proprio quella cheMarx aveva tentato, «forse troppo presto per essere capito, di mettere inprisno piano». E sefosse arrivato il suo momento?


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medico del Caval iere contesta il test d'ingresso Il

MILANO - «Trovo che le modalità che regolano l'accesso alla facoltà di Medicina siano deludenti e inique»: parole pesanti quelle usate dell'anestesista dell'ospedale San Raffaele di Milano e medico del premier Silvio Berlusconi, Alberto Zangrillo, il cui primogenito tre anni fa non era riuscito a superare la prova d'ingresso. L'intervista Alberto Zangrillo è stata pubblicata sul mensile Ok Salute. «Più o meno Zoo domande in ioo minuti - ricorda Zangrillo -: un quiz che comprende quesiti di diverse discipline, dai classici all'attualità, ai quali bisogna rispondere in condizioni di grande stress. E pensare che mio figlio voleva seguire le mie orme». Una passione, quella del figlio, nata sui banchi della scuola superiore. «Negli ultimi tre anni di liceo - racconta Zangrillo - era nata in lui una passione fortissima per la professione medica. Chiedeva spesso del mio lavoro, mi tampinava con continue domande. Dopo la maturità, ha passato l'estate sui libri. Eppure non è bastato. La frustrazione di non passare quelle prove è stata grande per mio figlio». D'accordo con il medico sull'inadeguatezza del test anche il Codacons: «Condivido quanto ha denunciato Zangrillo - dice il presidente Marco Maria Donzelli - e ci appelliamo al presidente Napolitano perché sia eliminato il numero chiuso all'università». tJ RIPRODUZIONE RISERVATA



12/1/2011 - Rassegna Stampa