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R E P O R T

C A R D

I N N O C E N T I

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Figura 1.3b Percentuale di quindicenni che riferiscono

di soddisfare esigenze di base come un’adeguata alimentazione, l’abbigliamento, e l’alloggio. Anche in questo caso, i singoli governi possono avere degli indicatori che registrano questo tipo di privazioni a livello nazionale, ma in assenza di definizioni e dati validi per piÚ paesi, sono stati scelti tre indicatori che, considerati insieme, possono offrire ragionevoli indicazioni (figure 1.3a, 1.3b, e 1.3c).

di possedere meno di sei strumenti d’istruzione 1BFTJ0$4& /PSWFHJB "VTUSBMJB "VTUSJB (FSNBOJB 4WF[JB 1BFTJ#BTTJ 3FHOP6OJUP 'JOMBOEJB #FMHJP $BOBEB /VPWB;FMBOEB 4WJ[[FSB 4UBUJ6OJUJ 4QBHOB 'SBODJB *UBMJB %BOJNBSDB 3FQVCCMJDBDFDB *SMBOEB 1PSUPHBMMP 1PMPOJB 6OHIFSJB (JBQQPOF (SFDJB 1BFTJOPO0$4& *TSBFMF -FUUPOJB 'FEFSB[JPOFSVTTB 











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Tra i paesi piÚ ricchi del mondo, è in Italia che la modifica della base di comparazione produce i risultati piÚ drammatici. Nel 2000, la soglia di povertà , su base nazionale, rivelava un tasso di povertà infantile quattro volte superiore nel Sud rispetto a quello della Lombardia, mentre le soglie di povertà su base regionale non mostravano quasi differenze tra le due parti del paese. In altre parole, era possibile per una famiglia che viveva in Sicilia oppure in Calabria trovarsi sotto alla soglia nazionale di povertà pur non essendo in peggiori condizioni economiche della maggioranza degli altri siciliani o calabresi (il tasso di povertà infantile relativa per la Sicilia e la Calabria si riduceva di oltre la metà, dal 45 al 19 per cento se si utilizzava la mediana regionale invece di quella nazionale). Considerare il contesto di comparazione del bambino stesso è necessario, e sarebbe utile avere maggiori dati sulle differenze nel benessere dei bambini all’interno dei paesi oltre che tra di essi. Tuttavia, le politiche si fanno a livello nazionale e, per la maggior parte, in pratica ha un senso stabilire la soglia di

D i m ens i one 1

Benes s ere m ateriale







La figura 1.3a si fonda sulla Scala della ricchezza delle famiglie, utilizzata nel contesto dell’indagine dell’OMS sul Comportamento salutare dei bambini in età scolare (vedi il riquadro a pagina 17). L’indagine interpellava campioni rappresentativi di bambini di età 11, 13 e 15 anni in 35 paesi sulle seguenti quattro domande: ᔢ La tua famiglia possiede un’automobile, un furgone o un camion? ᔢ Hai una camera da letto tutta per te? ᔢ Negli ultimi dodici mesi, quante volte sei andato in vacanza con la tua famiglia?

povertĂ in relazione alla mediana nazionale. Come concludeva la Report Card n. 1, “In un mondo nel quale i mezzi di comunicazione di massa nazionali ed internazionali estendono i confini della societĂ  alla quale la gente sente di appartenere, unificando le aspettative ed uniformando il concetto di ‘livello minimo accettabile di vita’, è probabile che il livello nazionale rimanga la base di comparazione piĂš utilizzata. I bambini dell’Arkansas, della Sicilia o dell’Estremadura guardano gli stessi programmi televisivi dei loro coetanei del New Hampshire, dell’Emilia Romagna o di Madrid. Questo ci porta alla scomoda riflessione che oggi gli stessi programmi e le stesse pubblicitĂ  sono viste anche dai bambini di Lagos e di CittĂ  del Messicoâ€?. In teoria, gli argomenti in favore di un’estensione della base di comparazione sono altrettanto convincenti di quelli in favore di un suo restringimento.

Report card n. 7 Un quadro comparativo del benessere dei bambini nei paesi ricchi  

Un'approfondita valutazione sulla condizione e sul benessere dei bambini e degli adolescenti nei paesi economicamente avanzati

Report card n. 7 Un quadro comparativo del benessere dei bambini nei paesi ricchi  

Un'approfondita valutazione sulla condizione e sul benessere dei bambini e degli adolescenti nei paesi economicamente avanzati

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