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RAPPORTO SULL’INTERVENTO UMANITARIO DELL’UNICEF 2008 – SINTESI

UNITI PER I BAMBINI


Per informazioni sull’intervento umanitario dell’UNICEF: Kari Egge

Gary Stahl

Pierrette Vu Thi

Ufficio Programmi di Emergenza New York

Ufficio Finanziamento dei Programmi New York

Ufficio Finanziamento dei Programmi Ginevra

Tel.: +1 212 326 7150 Fax: +1 212 326 7037 E-mail: kegge@unicef.org

Tel.: +1 212 326 7009 Fax: +1 212 326 7165 E-mail: gstahl@unicef.org

Tel.: +41 22 909 5601 Fax: +41 22 909 5602 E-mail: pvuthi@unicef.org

Per il rapporto completo visitare il sito: www.unicef.it/har08 Foto di copertina: UNICEF/HQ07-0159/Giacomo Pirozzi (Ciad) © Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), 2008 Le denominazioni utilizzate e le informazioni riportate all’interno di questa pubblicazione non riflettono la posizione ufficiale dell’UNICEF sullo status giuridico di un paese o territorio, sulle sue autorità o sulla delimitazione dei suoi confini.


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INDICE

PREMESSA – ANN M. VENEMAN ................................. 5

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA ............................ 40 GIBUTI ...................................................................................... 41 GIORDANIA ............................................................................... 42 IRAQ .........................................................................................43 LIBANO .....................................................................................44 SIRIA, REPUBBLICA ARABA ........................................................45 SUDAN ..................................................................................... 46 TERRITORIO PALESTINESE OCCUPATO ....................................... 48

TERREMOTO NELL’OCEANO INDIANO E TSUNAMI DEL 2004: LEZIONI APPRESE .................. 6 I FONDI RACCOLTI PER LE EMERGENZE NEL 2007 ............................................................................ 12 RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE PER L’INTERVENTO UMANITARIO DELL’UNICEF NEL 2008 ................................................14

AMERICHE E CARAIBI ................................................. 49 COLOMBIA ............................................................................... 50 HAITI ........................................................................................ 51

APPELLI PER L’INTERVENTO UMANITARIO .........15 ASIA E PACIFICO .............................................................16 AFGHANISTAN ...........................................................................17 COREA, REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE ........................18 NEPAL ...................................................................................... 19 PAKISTAN ................................................................................. 20 SRI LANKA ................................................................................21 TIMOR-LESTE ........................................................................... 22

AFRICA OCCIDENTALE E CENTRALE ..................... 52 CIAD ........................................................................................ 54 CONGO ..........................................................................,,,,,,,,.. 56 CONGO, REPUBBLICA DEMOCRATICA ........................................ 57 COSTA D’AVORIO ...................................................................... 59 GUINEA .....................................................................................60 GUINEA-BISSAU ........................................................................ 61 LIBERIA .................................................................................... 62 MAURITANIA ............................................................................. 63 NIGER .......................................................................................64 REPUBBLICA CENTRAFRICANA .................................................. 65

EUROPA CENTRALE E ORIENTALE E COMUNITÀ DI STATI INDIPENDENTI .................... 23 AFRICA ORIENTALE E MERIDIONALE ..................... 24 ANGOLA ................................................................................... 25 BURUNDI .................................................................................. 26 ERITREA ................................................................................... 27 ETIOPIA .................................................................................... 28 KENYA ...................................................................................... 30 LESOTHO ..................................................................................31 MADAGASCAR .......................................................................... 32 MALAWI ................................................................................... 33 MOZAMBICO ............................................................................ 34 SOMALIA .................................................................................. 35 SWAZILAND ..............................................................................36 UGANDA ...................................................................................37 ZAMBIA .................................................................................... 38 ZIMBABWE ............................................................................... 39

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PREMESSA

Nel 2007, i disastri naturali e quelli provocati dall'uomo hanno continuato a mietere molte vittime. Inondazioni, cicloni, frane e tempeste tropicali hanno provocato morte e perdita di mezzi di sussistenza in ogni continente. E in molte parti del mondo, dalla Somalia e dalla Repubblica Democratica del Congo all'Iraq, allo Zimbabwe e al Sudan, bambini e donne continuano a subire l'impatto dei conflitti, degli sfollamenti e del peggioramento delle condizioni di vita. Un'importante lezione appresa dalle principali emergenze è che la raccolta di fondi tempestiva e flessibile permette alle organizzazioni umanitarie di rispondere rapidamente e nel modo più efficace alle priorità stabilite con le controparti nazionali. Per garantire la tempestiva disponibilità di fondi, l'UNICEF ha aumentato il suo Fondo per i programmi d'emergenza (EPF) a 75 milioni di dollari per biennio. Per tutto l'anno, l'UNICEF e i suoi partner hanno lavorato per far fronte ai bisogni e ai diritti dei bambini e delle donne colpiti dalle emergenze. Le partnership sono fondamentali per determinare dei cambiamenti duraturi a beneficio di questi soggetti vulnerabili, e l'UNICEF si è concentrato sull'ulteriore allargamento delle sue partnership con le comunità, i governi, le ONG, le agenzie delle Nazioni Unite e il settore privato. L'esperienza ci ha insegnato che i bambini e le comunità devono essere dotati della conoscenza e delle capacità di cui hanno bisogno per meglio prepararsi ai disastri e poterli affrontare. Il coordinamento è essenziale per fornire aiuti umanitari in maniera efficace. Essendo sostenitore della riforma dell'azione umanitaria, l'UNICEF continua a lavorare con i suoi partner per migliorare il coordinamento di tali interventi in tutti i settori. L'UNICEF è responsabile di settore a livello globale per la nutrizione, l'acqua e i servizi igienici, nonché per i servizi relativi ai dati comuni. Guida inoltre, insieme a Save The Children Alliance, il settore dell'istruzione. L'efficace risposta alle alluvioni in Mozambico è un buon esempio di come un migliore coordinamento possa consentire alle organizzazioni umanitarie di rispondere meglio alle necessità delle popolazioni colpite. L'UNICEF continua a rafforzare il suo sistema di allerta tempestiva e la capacità degli uffici sul campo di rispondere ai disastri. Si stanno prendendo misure importanti per migliorare ulteriormente la preparazione e le capacità di risposta alle emergenze dell'UNICEF e dei suoi partner. Il Rapporto 2008 sull'intervento umanitario descrive l'appello dell'UNICEF per 39 emergenze in tutto il mondo. Contiamo sul sostegno continuo e sulla generosità dei nostri donatori per contribuire a garantire la sopravvivenza, la protezione e il benessere delle donne e dei bambini coinvolti in queste situazioni d'emergenza.

Ann M. Veneman Direttore generale

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TERREMOTO NELL’OCEANO INDIANO E TSUNAMI DEL 2004: LEZIONI APPRESE Nel 2004, il terremoto nell'Oceano indiano e lo tsunami hanno lanciato all'assistenza umanitaria una sfida senza precedenti. Dopo tre anni trascorsi a realizzare programmi in otto paesi1, l'UNICEF ha raggiunto dei risultati importanti per più di 6 milioni di bambini e di donne nelle zone colpite dallo tsunami. Circa 1,2 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo e più di 3 milioni hanno ricevuto un'integrazione di vitamina A e farmaci essenziali, oltre a beneficiare di interventi d'emergenza nel settore idrico e in quello igienico-sanitario, nel tentativo di contribuire a prevenire lo scoppio di epidemie conseguenti ai disastri. Da allora, l'UNICEF e i suoi partner (compresi i governi, le agenzie delle Nazioni Unite, le ONG e i gruppi della società civile) hanno contribuito a creare delle capacità che prima non esistevano e hanno contribuito a ricostruire e a migliorare quello che lo tsunami aveva distrutto. Hanno combinato, inoltre, la formazione di più di 56.000 operatori sanitari con la fornitura di scorte e attrezzature fondamentali a più di 7.000 strutture sanitarie e a 2 milioni di studenti delle elementari, nonché con lo sviluppo di politiche per la protezione dell'infanzia e per la costruzione o il ripristino, finora, di 107 scuole, 59 strutture sanitarie, 28 centri per l'infanzia e servizi idrici al servizio di circa 700.000 persone. Così facendo, si sono maturate esperienze importanti per gli interventi umanitari futuri. La valutazione della risposta iniziale dell'UNICEF allo tsunami ha evidenziato alcune pratiche efficaci che condurranno a miglioramenti duraturi. Inoltre, le partnership sono state ampliate, soprattutto quelle con le agenzie delle Nazioni Unite, col settore privato e con i militari2. I finanziamenti sono stati tempestivi e abbondanti e, dato che il 53% dei fondi raccolti è stato tematico, tali fondi erano anche non vincolati e a lungo termine. Ciò ha permesso di utilizzarli in maniera flessibile, secondo le priorità stabilite con le controparti nazionali. È stato attivato un meccanismo di risposta organizzativa a livello globale, dando alle emergenze la piena priorità riguardo le scorte, la raccolta dei fondi e l'utilizzo del personale per i primi 90 giorni. Gli strumenti di controllo finanziari a livello globale sono stati modificati in modo da consentire ogni mese il monitoraggio e la rendicontazione all'Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari. I rapporti semestrali degli Uffici sul campo sui risultati raggiunti dai programmi per lo tsunami hanno permesso di istituire un programma rigoroso di verifiche e valutazioni. Le informazioni sono state ampiamente diffuse attraverso i rapporti ai donatori, i rapporti pubblici dell'UNICEF e la pubblicazione di valutazioni e informazioni sul sito web dell'UNICEF. Le valutazioni hanno anche individuato diverse imperfezioni, che mettono in luce sei lezioni essenziali per i futuri interventi umanitari. Mentre alcune di queste lezioni sono già state messe in pratica, i provvedimenti di follow-up affronteranno le rimanenti lacune. Molte delle lezioni apprese sono simili alle esperienze ricavate da altre emergenze, come quelle nel Darfur, in Iraq, in Liberia, in Mozambico e in Pakistan. Fanno parte di un programma più ampio di riforma degli interventi umanitari, rispondendo al numero e alla complessità crescenti delle emergenze, nonché al bisogno, negli interventi umanitari, di una prevedibilità, una responsabilità e una leadership maggiori. Ciò comprende la spinta a una maggiore coerenza tra le varie agenzie delle Nazioni Unite e all'impegno, da parte dell'UNICEF, di aumentare la propria efficacia, la propria efficienza e la propria capacità di concentrare gli sforzi, in linea con gli impegni fondamentali assunti nei confronti dei bambini nelle situazioni d'emergenza.

1. COORDINAMENTO, PARTNERSHIP E GESTIONE EFFICACI SONO NECCESSARI PER RAGGIUNGERE TUTTI I BAMBINI COLPITI DA UN'EMERGENZA Problema: Il numero, le dimensioni e la complessità delle emergenze va oltre le capacità di qualunque singola agenzia. Solo attraverso la collaborazione e il coordinamento con i suoi partner l'UNICEF riuscirà a svolgere la sua missione a beneficio dell'infanzia. La valutazione dei bisogni condotta dalla Tsunami Evaluation Coalition ha dimostrato che la natura volontaria del sistema umanitario internazionale provoca un coordinamento discontinuo, mancanza di leadership e di sistemi di rendicontazione affidabili, oltre a lacune di vecchia data nelle risposte alle crisi. Azioni completate: Come stabiliscono le linee guida dell'Inter-Agency Standing Committee, la comunità umanitaria internazionale sta affrontando questo problema attraverso il cluster approach, che assegna ruoli di leadership e di sostegno per la risposta alle emergenze a diverse agenzie all'interno di un gruppo di organizzazioni di settore. Questo tipo di approccio sta fornendo sempre più la struttura necessaria per la partnership e il coordinamento negli interventi umanitari. Su scala globale, l'UNICEF è responsabile di settore per l'acqua e i servizi igienici, la nutrizione e l'istruzione (con Save the Children). L'UNICEF sostiene anche l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati alla guida del settore della protezione, fornisce servizi per la raccolta delle informazioni comuni nel settore delle telecomunicazioni nelle situazioni d'emergenza, guidato dall'OCHA, e svolge un ruolo importante nei settori dedicati alla salute, la logistica, il primo intervento e i ripari d'emergenza. A livello globale, i gruppi consultivi che compongono le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative internazionali e i partner donatori stanno sviluppando piani di lavoro per ogni settore. Sempre su scala globale, sono stati nominati e formati dei coordinatori locali. Sul campo, il cluster approach risulta operativo, finora, in 14 emergenze, compresi il terremoto in Pakistan, la guerra in Libano, il ciclone in Mozambico e le emergenze croniche, come quelle nel Ciad, in Etiopia e in Liberia. Le auto-valutazioni iniziali hanno rilevato un miglioramento del fattore prevedibilità e della capacità di risposta, una leadership più decisa in aree precedentemente carenti e una migliore cooperazione tra organizzazioni ONU e non ONU. I risultati di una valutazione più approfondita, volta a stimare gli effetti sulla qualità e sull'efficacia della risposta umanitaria, sono state rese note alla fine del 2007.

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Gli otto paesi con programmi UNICEF di risposta allo tsunami del 2004 sono: India, Indonesia, Malesia, Maldive, Myanmar, Somalia, Sri Lanka e Thailandia. Le partnership militari vengono effettuate in linea con le norme dell’Inter-Agency Standing Committee (IASC).

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I piani di emergenza inter-agenzie stanno diventando piuttosto comuni e, quando vengono combinati con simulazioni e attività formative, sono riusciti a fare la differenza nella risposta efficace alle emergenze, per esempio in paesi che non hanno ancora adottato il cluster approach come Bangladesh, Gibuti, Haiti, Repubblica Araba di Siria e Zimbabwe. Il cluster approach deve entrare a far parte di tutta la pianificazione multisettoriale per le nuove grandi emergenze3. Attraverso il suo mandato per la protezione dei bambini nelle emergenze, l'UNICEF ha contribuito alla creazione di nuovi standard inter-agenzie aggiornati, di nuove politiche e di nuove linee guida, tra cui gli standard minimi di qualità, responsabilità e coordinamento dell'Inter-Agency Network for Education in Emergencies nel settore dell'istruzione. Ha pubblicato, inoltre, dichiarazioni congiunte sull'uso dei vaccini, sull'alimentazione dei neonati e dei bambini piccoli, sui micronutrienti e sulla gestione basata sulla comunità della malnutrizione grave e acuta. Con il sostegno dei donatori, l'UNICEF ha migliorato la sua capacità di guidare e garantire la protezione dell'infanzia nelle emergenze. In collaborazione con i suoi partner, ha messo a punto i cosiddetti Principi di Parigi sui bambini arruolati illegalmente negli eserciti o in gruppi armati, le Linee guida per gli interventi contro la violenza di genere in contesti umanitari dello IASC, i manuali e gli strumenti di database relativi ai bambini separati dalle famiglie o rimasti soli, nonché i pacchetti di formazione riguardanti la protezione dell'infanzia nelle emergenze. Azioni in corso: L'UNICEF continua a promuovere l'adozione del cluster approach. Rispetto alla fase iniziale, le liste di settore si stanno espandendo in modo da includere competenze più ampie. Sono in corso attività formative specifiche per settore per i coordinatori (per la gestione delle informazioni), al fine di rafforzare le capacità tecniche dei vari settori. Si sta offrendo sostegno, inoltre, ai diversi paesi in cui è stato sperimentato il cluster approach, mentre un coordinamento e una guida sono necessari in paesi cronicamente affetti da emergenze che non hanno ancora adottato ufficialmente il cluster approach. Le attività per sviluppare capacità a livello nazionale per la preparazione e la risposta alle emergenze, nonché per la riduzione del rischio di disastri, rientrano nei Programmi Paese dell'UNICEF e sono rivolte sia agli organismi nazionali di gestione dei disastri naturali sia ai diversi ministeri. Potenziata dal recente finanziamento per l'istruzione in condizioni d'emergenza, l'istruzione è emersa come punto iniziale dell'intervento umanitario; in questo senso, Guyana, Repubblica Islamica dell'Iran, Malesia, Mozambico e Sri Lanka costituiscono esempi di paesi in cui, nel settore dell'istruzione, sono stati sviluppati piani nazionali per la preparazione e la risposta alle emergenze. Azioni future: L'adozione del cluster approach verrà adattata in base alle indicazioni ricavate dalla valutazione. Viene unanimemente riconosciuto il fatto che il potenziamento delle capacità di affrontare le emergenze a livello nazionale debba essere accelerato e istituzionalizzato per ridurre, a lungo termine, il bisogno di ricevere assistenza dall'esterno quando si verificano le emergenze. Un obiettivo importante per il complesso delle Nazioni Unite è rappresentato dallo sviluppo di partnership più ampie con le ONG. Come è stato stabilito dalla riorganizzazione recentemente ultimata, l'UNICEF avrà bisogno di assicurarsi finanziamenti adeguati per i suoi interventi di aiuto allo sviluppo.

2. AI BAMBINI E ALLE COMUNITÀ DOVREBBERO ESSERE FORNITE LA CONOSCENZA E LE CAPACITÀ NECESSARIE PER IDENTIFICARE I SEGNALI DI ALLARME E PREPARARSI AI DISASTRI PER AFFRONTARLI MEGLIO Problema: Recenti disastri naturali di portata catastrofica, tra cui lo tsunami del 2004, hanno aumentato la consapevolezza del fatto che i governi devono mettere in atto efficaci sistemi per fronteggiare le emergenze e adottare una visione più ampia e sistematica della gestione del rischio. Pur avendo sostenuto, sin dagli anni Novanta, i progetti per la riduzione del rischio di disastro (Disaster Risk Reduction o DRR), l'UNICEF deve allargare ulteriormente il suo sostegno alle iniziative per la riduzione dei disastri e sviluppare una più coerente strategia per la riduzione del rischio, in linea con il "Programma d'azione di Hyogo", approvato in occasione della Conferenza di Kobe del 2005. Azioni completate: Da quando, più di 15 anni fa, è stato lanciato il “Decennio internazionale per la riduzione dei disastri naturali”, l'UNICEF ha collaborato agli sforzi per aumentare le capacità dei governi e della società civile di prepararsi a rispondere alle emergenze, rendere consapevole l’opinione pubblica del rischio di disastri e inserire l’educazione contro il rischio di disastri nelle scuole. Come esempio di questo, l'UNICEF e la Strategia internazionale per la riduzione dei disastri (International Strategy for Disaster Reduction o ISDR) dell'ONU hanno ideato insieme, per rendere i bambini più consapevoli del rischio di disastri naturali, il gioco Riskland, che ora è stato tradotto in più di 15 lingue. Nel corso degli anni, l'UNICEF ha sostenuto varie iniziative a livello nazionale di formazione alle emergenze e vari programmi di pianificazione per la preparazione delle comunità alle emergenze, fornendo la necessaria competenza tecnica. Nel giugno del 2007, l'UNICEF si è ufficialmente impegnato a sostenere la realizzazione del Programma d'azione di Hyogo, aderendo ufficialmente all'ISDR. Nel luglio del 2007, l'UNICEF ha tenuto una riunione a livello globale per sviluppare una propria strategia di riduzione del rischio di disastro, nonché un piano d'azione specifico per il settore dell'istruzione. Azioni in corso: Si sta affrontando la riduzione del rischio di disastro sia attraverso la programmazione per lo sviluppo sia attraverso la risposta alle emergenze, in un approccio completo comprendente la prevenzione, il contenimento dei rischi, la preparazione, l'al-

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Vedi Inter-Agency Standing Committee (IASC), Guidance note on using the cluster approach to strengthen humanitarian response, 24 novembre 2006.

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larme tempestivo, la risposta e il recupero. L'UNICEF si è impegnato a introdurre la DDR come parte delle sue nuove responsabilità di settore nei campi dell'approvvigionamento idrico, dell’educazione all’igiene e dei servizi igienici, dell'alimentazione, della protezione e dell'istruzione, in stretto coordinamento coi partner. Un centro d'interesse strategico dell'UNICEF è rappresentato dall'istruzione formale e non formale, comprendente i curricula scolastici, la sicurezza a scuola e la consapevolezza pubblica. Per esempio, nelle Filippine, l'UNICEF cerca di rendere più sicuri gli edifici scolastici e di integrare nei curricula scolastici il contenimento del rischio di disastri. La strategia DDR proposta dall'UNICEF accentua lo sviluppo di capacità a livello nazionale, oltre che le iniziative basate sulle comunità, dal momento che le prime a rispondere ai disastri sono molto spesso le popolazioni locali, soprattutto in zone remote soggette a calamità. Azioni future: Visto il rinnovato concentrarsi dell'attenzione sul contenimento dei rischi nell'ambito della risposta alle emergenze e della normale programmazione, i reparti tecnici dell'UNICEF nei campi della sanità, delle risorse idriche e dell'istruzione stanno valutando nuovamente dei modi per integrare e accelerare gli sforzi volti proprio al contenimento del rischio. Con la creazione di un nuovo reparto nel gennaio del 2008, l'UNICEF darà il suo appoggio agli sforzi di contenimento del rischio a livello globale e rafforzerà le capacità del suo personale di accentuare ulteriormente il contenimento dei rischi nel campo dell'istruzione. In linea con lo sviluppo di una strategia globale di contenimento del rischio, l'UNICEF continuerà a creare partnership a livello nazionale e regionale, lavorando a stretto contatto con l'ISDR e le autorità nazionali.

3. UN’EFFICACE RISPOSTA ALLE EMERGENZE RICHIEDE LA PERSONA GIUSTA AL POSTO GIUSTO E AL MOMENTO GIUSTO Problema: Pur riconoscendo i successi ottenuti dal personale impiegato nella risposta allo tsunami, la valutazione della risposta allo tsunami compiuta dall'UNICEF ha evidenziato la necessità di migliorare la capacità di intervento nelle emergenze, aumentando sia l'efficacia del personale sia la preparazione complessiva. Azioni completate: Lo tsunami ha messo alla prova ogni possibile aspetto della capacità di risposta alle emergenze dell'UNICEF. Ha messo in luce, inoltre, un certo numero di ambiti che necessitavano miglioramenti. Uno di questi era la capacità di risposta a livello di risorse umane dell'UNICEF, che non era sviluppata a sufficienza e richiedeva sistemi e strumenti più efficaci per rispondere alle emergenze su vasta scala e gestirle in modo coordinato e prevedibile. Molte lezioni apprese e le migliori pratiche applicate sono andate a formare un sistema che ha condotto allo sviluppo del triplice approccio dell'UNICEF alla capacità di risposta a livello di risorse umane: • Reimpiego interno – Il personale dell'UNICEF viene identificato e impiegato a seconda dello status della missione. • Reclutamento esterno – I candidati vengono identificati e impiegati come consulenti o come collaboratori temporanei. • Accordi con partner per il personale di riserva – L'Ufficio per le operazioni di emergenza (EMOPS) di Ginevra coordina l'impiego di candidati attraverso i partner dell'UNICEF che mettono a disposizione personale di riserva. Sono stati potenziati dei sistemi per monitorare e coordinare l'impiego del personale d'emergenza. Ciò ha reso possibile l'adempimento degli impegni fondamentali dell'UNICEF nei confronti dei bambini nelle situazioni d'emergenza per tutti gli impieghi di personale in risposta alla siccità del 2006 nel Corno d'Africa e allo tsunami nel Pacifico meridionale del 2007. Dalla fine del 2006, grazie a questi sistemi e strumenti potenziati, più della metà di tutti gli impieghi di personale d'emergenza soddisfano gli impegni fondamentali dell'UNICEF nei confronti dei bambini nelle situazioni d'emergenza, rispetto a circa un terzo in occasione dello tsunami del 2004 nell'Asia sudorientale. Inoltre, tre regioni pilota stanno istituendo dei meccanismi regionali di intervento immediato, mentre due Uffici Regionali hanno reclutato un focal point regionale per l'emergenza dedicato alle risorse umane. Gli effetti di questi provvedimenti, insieme ai miglioramenti dei sistemi e degli strumenti utilizzati, hanno aiutato molto l'UNICEF a conformarsi ai suoi impegni fondamentali nei confronti dei bambini nelle situazioni d'emergenza. L'UNICEF ha stabilito degli accordi per il personale di riserva con un numero crescente di partner, intensificando i vantaggi comparativi, aumentando la capacità di risposta nei settori chiave e riducendo i tempi di impiego del personale. Congiuntamente con il Programma alimentare mondiale (World Food Programme o WFP) e l'UNHCR, l'UNICEF organizza corsi di formazione semestrali per i partner che forniscono personale di riserva negli ambiti logistici più importanti. Il sostegno dei donatori per il potenziamento della capacità del personale di rispondere alle emergenze ha determinato nuove politiche e nuove linee guida per il personale stesso, compresi un esauriente Emergency Field Handbook, dei Minimum Operating Security Standards (MOSS) e un corso obbligatorio sulla sicurezza. In tutto il mondo, circa 500 dipendenti hanno portato a termine un corso automatizzato di preparazione alle emergenze. Più di 1.000, invece, si sono sottoposti a una formazione per la preparazione e la risposta alle emergenze (Emergency Preparedness and Response Training o EPRT) e, negli ultimi tre anni, il personale per gli aiuti d'emergenza a livello regionale è stato ampliato da sei a venti elementi. Azioni in corso: Sono in corso varie iniziative formative, tra cui l'EPRT, le simulazioni di emergenze attraverso l'impiego dell'analisi SWOT (punti di forza, punti deboli, opportunità e minacce) e la preparazione alle emergenze specifica per settore. Si sta metten-

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do a punto, inoltre, un pacchetto aggiornato di preparazione alle emergenze, comprendente le responsabilità di settore e un maggiore radicamento nelle leggi, nei principi e nelle linee guida di carattere umanitario. Viene tenuto anche un elenco di coordinatori di settore di cui l'UNICEF risulta responsabile, come parte del ben più ampio elenco globale sul web (Global Web Roster). Azioni future: Sulla base di questi esperimenti compiuti con successo nelle regioni dell'Africa subsahariana, dell'America latina e dei Caraibi, il concetto di focal point per le emergenze dovrebbe espandersi a livello globale. Inoltre, la Divisione per le Risorse Umane, l'EMOPS e l'Ufficio Esecutivo esamineranno i passi successivi da compiere per consolidare tutti gli sforzi e le iniziative, al fine di creare una struttura sostenibile per un meccanismo di risposta rapida a livello globale. Verranno anche ampliati degli accordi con partner che forniscono personale di riserva come parte integrante delle responsabilità di settore, espandendo le partnership del settore privato. L'elenco globale sul web (Global Web Roster) di candidati esterni verrà ulteriormente sviluppato per facilitare l'identificazione di talenti pre-selezionati disponibili in caso di emergenze.

4. FORNENDO LE SCORTE GIUSTE NEL POSTO GIUSTO E AL MOMENTO GIUSTO SI PUÒ FAR MOLTO PER AFFRONTARE LE EMERGENZE Problema: Le emergenze su vasta scala mettono a dura prova la capacità dell'UNICEF di fornire le scorte più adeguate dove e quando ce n'è bisogno. La valutazione della risposta allo tsunami ha evidenziato il bisogno di un miglioramento nella fornitura di scorte d'emergenza. Azioni completate: L'UNICEF ha condotto un'esauriente revisione delle scorte d'emergenza per: • istituire migliori liste settoriali delle scorte, basate su scenari d'emergenza e su tempi di fornitura comuni per ogni tipo di scorta; • determinare la migliore combinazione di forniture centralizzate, locali, a cura del fornitore e provenienti da partner ONU; • determinare il posto migliore per lo stoccaggio delle scorte, istituendo anche nuovi accordi di riserva con i governi e il settore privato. Per ridurre ulteriormente i ritardi e migliorare la localizzazione delle scorte all'interno del paese, finora i programmi per lo tsunami hanno sostenuto la realizzazione del sistema UniTrack di localizzazione delle scorte e dei servizi logistici in 20 Uffici sul campo, compresi quelli in Afghanistan, Etiopia, Indonesia, Libano, Pakistan, Somalia, Sri Lanka e Sudan. Il personale di zona che fa uso dell'UniTrack è in grado di controllare tutte le scorte dalla fornitura iniziale all'immagazzinamento temporaneo presso i centri di transito, oltre che il trasporto all'interno del paese e la consegna ai partner. Il personale e i donatori del programma possono seguire più facilmente gli utenti finali e valutare se le scorte soddisfino i bisogni dei beneficiari in termini di tempestività, di qualità e di costo, mentre i gestori delle scorte a livello locale e globale possono compiere scelte migliori a partire dalle opzioni disponibili. La maggior parte degli Uffici sul campo ha aggiornato i propri piani di preparazione e di risposta alle emergenze, individuando sia le necessità sia le fonti delle scorte. Azioni in corso: Una versione migliorata del sistema UniTrack, capace di gestire più siti per ogni paese, verrà integrata nei sistemi di informazione finanziaria dell'UNICEF. Verrà adottata in un massimo di 60 uffici. Le scorte imballate (ad esempio i kit di farmaci essenziali, i kit ricreativi e quelli per la "scuola in scatola"), ideate per soddisfare alcuni dei bisogni più comuni nelle emergenze, possono essere consegnate rapidamente. L'UNICEF sta sperimentando dei modi per personalizzare i componenti dei kit, così da minimizzare i ritardi, ma anche dei nuovi kit per la ricerca delle famiglie dei bambini rimasti soli, per i centri provvisori e per lo sviluppo della prima infanzia. Per garantire l'uso appropriato di tali kit, l'UNICEF sta sviluppando una nuova guida, sia per gli utenti finali sia per i funzionari dei programmi incaricati di gestire e monitorare l'utilizzo di tali kit. Azioni future: Nei paesi colpiti da emergenze croniche, l'UNICEF sosterrà l'uso di strumenti per la valutazione dei prodotti, allo scopo di analizzare la catena di fornitura, dalla produzione all'utilizzo, con un occhio al rafforzamento delle capacità nazionali a tutti i livelli, compresa la produzione degli articoli necessari. Come componente chiave delle strategie globali di stoccaggio delle scorte, gli Uffici sul campo acquisteranno sempre di più e predisporranno loro stessi le scorte per le emergenze; finora, però, hanno dovuto fare i conti con limitazioni dovute alla mancanza di fondi.

5. LE INFORMAZIONI AFFIDABILI SONO ESSENZIALI PER AIUTARE GLI INDIVIDUI PIÙ VULNERABILI E PER PIANIFICARE, MONITORARE, COORDINARE E RENDERE CONTO AI SOGGETTI INTERESSATI Problema: La Tsunami Evaluation Coalition (TEC) ha bisogno di accertamenti, e la valutazione della risposta dell'UNICEF allo tsunami sottolinea che, in generale, né le decisioni né i rapporti programmatici sono sufficientemente basati su delle prove scaturite da accertamenti obiettivi, da un monitoraggio regolare e da informazioni relative alle valutazioni.

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Azioni completate: Nell'ambito del cluster approach, è stato sviluppato, revisionato e testato in sei paesi colpiti da emergenze uno strumento di rapida valutazione iniziale (Initial Rapid Assessment Tool o IRA) riguardante le risorse idriche, l'igiene e i servizi igienici, la nutrizione e la salute. Fatto per essere usato entro le prime 72 ore, fornisce una base comune, obiettiva per le decisioni riguardanti la risposta alle emergenze all'interno dei settori citati. L'esperienza maturata nel monitoraggio dei risultati del programma durante l'emergenza dello tsunami ha facilitato lo sviluppo di strumenti atti a monitorare i progressi dell'UNICEF relativi ai suoi impegni fondamentali nei confronti dei bambini nelle situazioni d'emergenza, tra cui EmergencyInfo, una versione personalizzata del software DevInfo dell'ONU usata in diversi paesi come Afghanistan, Maldive, Nepal, Thailandia e Timor-Leste. Altri paesi, come Indonesia, Myanmar, Isole Solomone, Sri Lanka e Vietnam, stanno usando i computer palmari per la raccolta di dati. Per analizzare cosa funzioni e cosa no nella risposta alle emergenze, l'UNICEF si sta servendo sempre di maggiori metodologie di valutazione in tempo reale (Real Time Evaluation o RTE) per ottenere un feedback durante le prime fasi dell'attuazione dei programmi d'emergenza, come è successo in Niger. L'UNICEF ha attuato anche valutazioni in tempo reale, in collaborazione con altri partner dello IASC, in occasione della siccità nel Corno d'Africa, del terremoto in Pakistan e delle alluvioni in Mozambico e in Pakistan. Un sistema di Allerta Tempestiva/Azione Immediata basato sul web è stato istituito con la partecipazione di più di 130 Uffici sul campo, allo scopo di monitorare la preparazione alle emergenze a livello globale. Il sistema avverte la rete dell'UNICEF di potenziali minacce e guida gli Uffici sul campo nelle azioni essenziali per affrontare le emergenze. Azioni in corso: Attraverso il cluster approach, si sta ulteriormente mettendo a punto lo strumento di rapida valutazione iniziale. Sono in fase di preparazione anche degli strumenti di valutazione settoriale, per una valutazione di follow-up più approfondita durante le prime 3-6 settimane. Il monitoraggio del rendimento relativo agli impegni fondamentali dell'UNICEF nei confronti dei bambini nelle situazioni d'emergenza e l'EmergencyInfo verranno testati in altri paesi e ulteriormente messi a punto. Per contribuire a garantire i necessari dati basilari pre-emergenze, si prevede che l'UNICEF intensifichi il suo appoggio alle indagini a domicilio. L'UNICEF contribuirà, inoltre, al programma di gestione delle informazioni condotto dall'OCHA, comprendente sistemi in grado di dimostrare, nell'ambito delle risposte alle emergenze, chi stia facendo cosa e dove. Azioni future: L'UNICEF contribuirà a sviluppare strumenti per i diversi settori, al fine di individuare e monitorare eventuali lacune nelle risposte alle emergenze. Valutazioni programmate accerteranno gli esiti e gli effetti dei programmi per lo tsunami.

6. PER UNA RISPOSTA RAPIDA ALLE EMERGENZE IMPROVVISE SONO NECESSARI FINANZIAMENTI ADEGUATI E PROCEDIMENTI FINANZIARI E AMMINISTRATIVI FLESSIBILI Problema: La valutazione della risposta dell'UNICEF allo tsunami ha sottolineato come le emergenze siano momenti in cui è necessario investire rapidamente grandi quantità di denaro, il che comporta rischi significativi per l'UNICEF. La necessità di evitare tali rischi, enfatizzando il processo rispetto ai risultati, ha ritardato l'attuazione, scoraggiato le partnership e impegnato personale, evidenziando la necessità di un accesso migliorato a informazioni sui procedimenti finanziari e amministrativi nelle emergenze. A differenza di quanto è accaduto per lo tsunami, la risposta umanitaria è solitamente sotto-finanziata. Spesso i fondi differiti o vincolati, oppure validi per un periodo troppo breve, limitano la risposta umanitaria e il recupero. Azioni completate: Nel 2007, l'UNICEF ha ultimato e lanciato un sito web che funge da archivio di politiche e procedure d'emergenza semplici e accessibili, e ha recentemente realizzato anche una semplice guida per chi gestisce i programmi d'emergenza. Benché tutti i programmi vengano sottoposti a verifiche, linee guida speciali per la revisione, sviluppate per la prima volta in occasione dello tsunami, sono state applicate anche al terremoto in Pakistan. Tali linee guida comprendono la gestione della valutazione dei bisogni e il passaggio dai piani di soccorso a quelli di ricostruzione. Lo tsunami ha segnato una svolta nella raccolta di fondi a lungo termine, non vincolati e tematici. Grazie agli incoraggiamenti ricevuti, la raccolta di fondi umanitari tematici è aumentata da 4 milioni di dollari nel 2003 a un totale complessivo, al 31 ottobre 2007, di 752 milioni di dollari. Per istituzionalizzare la disponibilità tempestiva di fondi, l'UNICEF ha aumentato il suo Fondo per i programmi d'emergenza (Emergency Programme Fund o EPF) a 75 milioni di dollari l'anno. L'Assemblea Generale dell’ONU ha introdotto un aumento del Fondo Centrale per la Risposta alle Emergenze (Central Emergency Response Fund o CERF), che ora comprende anche delle sovvenzioni. Nel 2006, i fondi del CERF rappresentavano la seconda fonte principale dei fondi di emergenza dell'UNICEF. In base alle lezioni apprese dalla gestione finanziaria dello tsunami, sono state emesse nuove linee guida, specificando in che modo i futuri fondi tematici andrebbero allocati e come gli Uffici sul campo dovrebbero codificare i progetti nei sistemi di informazione finanziaria, in modo da facilitare, nelle emergenze future, il monitoraggio e il reporting finanziari a livello globale e multi-agenzia.

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Azioni in corso: La guida relativa alla politica e alle opzioni procedurali nelle emergenze viene attualmente promossa sul campo attraverso tre livelli di formazione. Tutti gli Uffici sul campo e il personale addetto al programma e alle operazioni beneficeranno di un maggior accesso a una guida semplificata sulle politiche da adottare e di una maggiore comprensione di essa, e cominceranno a mettere in pratica queste opzioni. Oltre alle regolari verifiche dei programmi di emergenza, una verifica iniziale del livello di preparazione alle emergenze ha preso come campioni nove Uffici sul campo in tutto il mondo. In futuro, la preparazione degli Uffici sul campo continuerà ad essere sottoposta a verifiche. La verifica di follow-up dei programmi per lo tsunami continua. Il processo di reclutamento di personale per le emergenze è attualmente in corso di ottimizzazione, allo scopo di minimizzare i ritardi. Azioni future: Le lezioni apprese dal monitoraggio finanziario dello tsunami verranno usate per migliorare i sistemi di tracking finanziario dell'UNICEF in generale. L'UNICEF sosterrà il miglioramento dei sistemi finanziari multi-agenzia e fornirà dati sulle donazioni e sulle spese rispetto agli appelli. L'UNICEF lavorerà, inoltre, con i mass media e con i donatori per promuovere una distribuzione più equa, basata sui bisogni, dei fondi di emergenza, in accordo con i principi della Good Humanitarian Donorship Initiative.

CONCLUSIONE Grazie al generoso aiuto ricevuto, i programmi per lo tsunami dell'UNICEF hanno ottenuto e continuano a ottenere risultati sempre migliori per i bambini e per le donne. Al tempo stesso, però, c'è la consapevolezza che i programmi avrebbero potuto avere ancora più successo. Ovviamente l'applicazione delle esperienze maturate in base ai successi e alle imperfezioni dei programmi relativi allo tsunami non potrà avvenire da un giorno all'altro, ma il processo è sicuramente in corso e ha dato già risultati incoraggianti in occasione delle recenti emergenze. E soprattutto, l'UNICEF rimane aperto ad eventuali modifiche del suo modo di lavorare e pronto a migliorarsi continuamente.

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I FONDI RACCOLTI PER LE EMERGENZE NEL 2007

Al 31 ottobre 2007, i finanziamenti dei donatori ai programmi umanitari dell’UNICEF hanno raggiunto 431 milioni di dollari, riflettendo una diminuzione del 14% rispetto ai 513 milioni di dollari ottenuti nel 2006. In confronto al 2006, la quantità di fondi necessari per affrontare i disastri improvvisi è diminuita (da 275 milioni di dollari nel 2006 a 61 milioni nel 2007), incidendo sul livello complessivo di fondi umanitari ricevuti dall’UNICEF, dato che gli appelli straordinari tendono a ottenere buoni finanziamenti. La raccolta di fondi per le emergenze per il 2007 potrebbe raggiungere livelli più elevati entro la fine di dicembre 2007, poiché vi sono indicazioni positive tali da fare ritenere che i donatori continueranno a offrire il loro sostegno per soddisfare i bisogni umanitari dei bambini e delle donne a livello globale. Tendenza della raccolta fondi per le emergenze*

1200

1,129

(A +B) Tutti i fondi di emergenza 1000

(A ) Fondi tematici (non vincolati) ( B) Fondi non tematici (vincolati)

800 601

600 443

200

431

391

400 197

199

1999

2000

235

240

2001

2002

116

0 1998

2003

2004

2005

2006

2007*

* Al 31 ottobre 2007

La risposta alle emergenze dell’UNICEF nel 2007 si è articolata in 17 appelli congiunti (Consolidated Appeal Processes o CAP), 14 appelli straordinari e 29 altre crisi che hanno richiesto degli aiuti umanitari. Nel complesso, l’UNICEF ha avuto bisogno nel 2007, per i suoi interventi umanitari volti a garantire la protezione dei bambini e delle donne vulnerabili, di un totale di 874 milioni di dollari (al 31 ottobre 2007). 80%

% finanziata % non finanziata

70% 60%

56%

Destinazione finanziamento per tipo di appello*

74%

55%

53%

50%

44%

47%

45%

40% 26%

30% 20% 10% 0% CAP

Appelli straordinari

Crisi dimenticate

Tutti gli appelli

* Al 31 ottobre 2007

A differenza degli anni precedenti, i CAP sono stati relativamente ben finanziati, con il 56% dei fondi raccolti rispetto al 53% degli appelli straordinari. Le altre crisi, però, hanno attratto di meno l’attenzione dei donatori, e solo il 26% dei bisogni finanziari è stato soddisfatto. A parte i tradizionali canali di raccolta dei fondi, nel 2007 l’UNICEF ha ricevuto donazioni sostanziose per le emergenze attraverso nuove modalità di raccolta di fondi, come il finanziamento con meccanismi di raccolta di finanziamenti combinati provenienti da donatori multipli, tra cui il Central Emergency Response Fund dell’OCHA. Nel 2007, i finanziamenti del CERF hanno costituito la fonte principale di fondi d’emergenza per l’UNICEF. Altri finanziamenti combinati provenienti da donatori multipli per Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Etiopia e Somalia, tra gli altri, hanno rappresentato la seconda fonte principale di raccolta di fondi per le emergenze. I donatori che hanno contribuito ai meccanismi di raccolta di finanziamenti combinati stanno fornendo anche fondi di emergenza direttamente all’UNICEF. Come indicato nella tabella di pagina 13, al 31 ottobre 2007 le principali dieci fonti per la raccolta di finanziamenti per le emergenze sono le seguenti: CERF, finanziamenti combinati (escluso il CERF), Stati Uniti d’America, Svezia, Ufficio per gli Aiuti umanitari dell’Unione Europea, Regno Unito, Paesi Bassi, Giappone, Canada e Comitato nazionale per l’UNICEF Germania.

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70

80

90

2007 I primi dieci donatori – Tutti i fondi d'emergenza* 0

10

20

30

40

50

60

CERF

87

Fondi combinati

55

USA

55

Svezia

24

2 26

ECHO

26

Regno Unito

26

Non tematici (vincolati)

Paesi Bassi

22

Giappone

15

Canada Comitato Nazionale UNICEF Germania

Tematici (non vincolati)

3

12

13 9

3 12

* Al 31 ottobre 2007

2007 I primi dieci donatori – Fondi per aree tematiche (non vincolati)* 0

5

10

Svezia

15

20

Milioni di dollari 25

30

24

Comitato Nazionale UNICEF Germania

9

Comitato Nazionale UNICEF USA

7

Norvegia

6

Finlandia

4

Comitato Nazionale UNICEF Italia

3

Comitato Nazionale UNICEF Regno Unito

2

Comitato Nazionale UNICEF Paesi Bassi

2

Comitato Nazionale UNICEF Giappone

2

Comitato Nazionale UNICEF Spagna

2

* Al 31 ottobre 2007

Per quanto riguarda i fondi umanitari tematici (non vincolati), nel 2007 il donatore principale è stato la Svezia, con un totale di 24 milioni di dollari. La tabella qui sopra mostra i primi dieci donatori che hanno generosamente contribuito con fondi umanitari tematici e flessibili. Da quando sono comparsi per la prima volta, nel 2003, i fondi umanitari tematici sono aumentati esponenzialmente, al 31 ottobre 2007, da soltanto 4 milioni di dollari circa nel 2003 a un totale complessivo di 752 milioni di dollari. L’UNICEF continua a considerare con favore la raccolta di fondi da destinare a grandi settori d’intervento tematici, perché permette di programmare gli interventi con maggiore reattività e prontezza, sulla base delle priorità a livello nazionale e globale. Tuttavia, rispetto alla raccolta totale di fondi tematici che, nel 2006, ha fruttato 144 milioni di dollari, il livello di raccolta di fondi tematici nel 2007 è sceso a 65 milioni di dollari. Dal totale delle donazioni per le emergenze di 431 milioni di dollari ricevuti nel 2007, 65 milioni (pari al 15%) sono stati donati per le aree d’intervento tematiche. Si tratta di una percentuale più bassa rispetto al 2006, anno in cui i fondi per i grandi settori d’intervento tematici sono stati pari al 24% dei fondi ricevuti in totale. Il calo dei fondi per i settori d’intervento tematici, soprattutto da parte dei Comitati Nazionali, è legato alla diminuzione della quantità di fondi richiesti per i disastri improvvisi, che i Comitati Nazionali finanziano fornendo, di solito, allocazioni tematiche. Siamo grati ai donatori, soprattutto a quelli che donano fondi non vincolati, per il loro sostegno, e raccomandiamo loro di continuare a donare fondi non vincolati a sostegno dei nostri interventi umanitari. Per il 2008, l’UNICEF spera in una favorevole risposta dei donatori agli appelli umanitari contenuti in questo rapporto, per poter far fronte ai bisogni e ai diritti dei bambini e delle donne più vulnerabili nel mondo. Speriamo inoltre che i donatori, ove possibile, continueranno a prendere in considerazione la riduzione dei contributi vincolati a interventi specifici, o inizieranno a pensare alle donazioni come fondi per interventi umanitari tematici (non vincolati), in grado di aumentare l’adattabilità e la flessibilità dell’azione umanitaria dell’UNICEF.

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Cook Islands

KIRIBATI

Northern Line Islands

Southern Line Islands

French Polynesia

Pitcairn Islands

HAITI

RU

UNITED NATIONS

PE

PA R

Fre

nch

AG UA Y

a ian Gu

Falkland Islands (Malvinas)

URUGUAY

BRAZIL

ARGENTINA

BOLIVIA

VENEZUELA

COLOMBIA

SAINT KITTS AND NEVIS DOMINICA BARBADOS SAINT LUCIA SAINT VINCENT AND THE GRENADINES Aruba GRENADA TRINIDAD AND TOBAGO

ANTIGUA AND BARBUDA

South Georgia

Western Sahara

BURKINA FASO

MALI

ALGERIA

SPAIN

NIGERIA

NIGER

Gough

Tristan da Cunha

St. Helena

SAO TOME AND PRINCIPE

LIBYAN

GREECE MALTA

SWAZILAND

BOTSWANA

KENYA

CROATIA YUGOSLAVIA SLOVENIA THE FORMER YUGOSLAV REPUBLIC OF MACEDONIA

1 BOSNIA AND HERZEGOVINA 2 3 4 5

BAHRAIN QATAR EMIRATES

DJIBOUTI

COMOROS

Pemba Zanzibar

ETHIOPIA

TANZANIA

RK

ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN

TU

SAUDI ARABIA UNITED ARAB

ERITREA

UNITED REPUB. OF

BURUNDI

ZIMBABWE

ZAMBIA

RWANDA

CONGO

SOUTH LESOTHO AFRICA

NAMIBIA

ANGOLA

SUDAN

EGYPT

SYRIAN

ARMENIA AZERBAIJAN TURKEY

GEORGIA

CYPRUS ARAB LEBANON REP. IRAQ O.P.T ISRAEL JORDAN KUWAIT

DEMOCRATIC REPUBLIC OF THE

CENTRAL AFRICAN REP.

CHAD

ARAB JAMAHIRIYA

GABON Cabinda

EQUATORIAL GUINEA

CÔTE D'IVOIRE

Ascencion

LIBERIA

SIERRA LEONE

South Sandwich Islands

Gibraltar

GUINEA

SENEGAL GAMBIA

Canary Is.

Madeira Is.

GUINEA-BISSAU

CAPE VERDE

Azores

ESTONIA LATVIA LITHUANIA

BELARUS NETHERLANDS POLAND BELGIUM GERMANY CZECH REP. UKRAINE LUXEMBOURG SLOVAKIA REPUBLIC OF AUSTRIA MOLDOVA SWITZERLAND IN 4 HUNGARY E FRANCE ROMANIA ST N 2 EN A O 1 3 MONACO H T S A R IN C M BULGARIA L IE ANDORRA ITALY 5

UNITED KINGDOM

M

Reunion

TA N

ST AN

TAJIKISTAN

Laccadive Islands

Kerguélen Islands

BH

MALDIVES

AN M

Nicobar Islands

YA N M

CHINA

Andaman Islands

UT

AR TH

MONGOLIA

Hainan

VIET NAM

Borneo

Cocos (Keeling) Islands

Java

INDONESIA

SINGAPORE

MALAYSIA

BRUNEI DARUSSALAM

CAMBODIA

Su m atr a

ND

O

LA

LA AI

Ryukyu Islands

Sulawesi

AUSTRALIA

PAPUA NEW GUINEA

VANUATU FIJI

SAMOA

TONGA

American Samoa

Tokelau

TUVALU

KIRIBATI

Wallis and Futune Islands

NAURU

MARSHALL ISLANDS

SOLOMON ISLANDS

Kosrae

NEW ZEALAND

New Caledonia

Truk Is.

FEDERATED STATES OF MICRONESIA

Guam

Northern Mariana Islands

Aleutian Isands (U.S.)

2 0 0 8 –

Department of Public Information Cartographic Section

The designations employed and the presentation of material on this map do not imply the expression of any opinion whatsoever on the part of the Secretariat of the United Nations concerning the legal status of any country, territory, city or ar ea or of its authorities, or concerning the delimitation of its frontiers or boundaries.

Tasmania

PALAU

TIMOR LESTE

Mindanao

Yap Is.

Kuril Islands

PHILIPPINES

Luzon

Taiwan

REPUBLIC OF KOREA

DEM. PEOPLE'S REP. OF KOREA

Sakhalin

* Dotted line represents approximately the Line of Control in Jammu and Kashmir agreed upon by India and Pakistan. The final status of Jammu and Kashmir has not yet been agreed upon by the parties.

SRI LANKA

BANGLADESH

PA L

INDIA

NE

Jammu and Kashmir (*)

KYRGYZSTAN

Rodrigues MAURITIUS

Socotra

IS

KI

KAZAKHSTAN

BE

EN

UZ

RUSSIAN FEDERATION

d e l l ’ U N I C E F

Map No. 3933 Rev. 2 August 1999

Easter Island

ECUADOR

PANAMA

COSTA RICA

Galapagos Islands

CUBA

.)

ds lan ds DOMINICAN o (U.S gin Is Islan REPUBLIC o Ric sh Vir irgin ert riti . V B Pu U.S

Turks and Caicos Islands

BAHAMAS

HONDURAS JAMAICA

BELIZE

GUATEMALA EL SALVADOR NICARAGUA

MEXICO

Bermuda

PORTUGAL

M

CO OC OR M

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UNITED STATES OF AMERICA

G U YA NA SU RIN AM E

IRELAND

TOGO BENIN

ICELAND

GHANA

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TUNISIA

CANADA

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Novaya Zemlya

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Svalbard

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Greenland

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Hawaiian Islands (U.S.)

Alaska

CHILE

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s u l l ’ I n t e r v e n t o

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RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE PER L’INTERVENTO UMANITARIO DELL’UNICEF NEL 2008


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APPELLI PER L’INTERVENTO UMANITARIO

Regione / Paese ASIA E PACIFICO Afghanistan Corea, Repubblica Democratica Popolare Nepal Pakistan Sri Lanka Timor-Leste ECO/CSI AFRICA ORIENTALE E MERIDIONALE Angola Burundi Eritrea Etiopia Kenya Lesotho Madagascar Malawi Mozambico Somalia Swaziland Uganda Zambia Zimbabwe MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA Gibuti Giordania Iraq Libano Siria, Repubblica Araba Sudan Territorio Palestinese Occupato AMERICHE E CARAIBI Colombia Haiti AFRICA CENTRALE E OCCIDENTALE Ciad Congo Congo, Repubblica Democratica Costa d’Avorio Guinea Guinea-Bissau Liberia Mauritania Niger Repubblica Centrafricana TOTALE CAP TOTALE NON CAP TOTALE

Necessità finanziarie (dollari USA) 1.190.000 12.925.764 15.000.000 6.070.000 74.253.000 9.300.000 3.406.800 600.000 2.514.500 5.123.585 4.500.000 12.975.000 26.540.000 5.795.000 2.349.000 5.110.000 4.200.000 5.650.000 46.959.000 3.137.500 58.051.994 7.710.000 15.786.310 500.000 2.000.000 16.032.000 43.282.860 5.950.000 35.400.000 150.374.035 20.578.980 1.100.000 5.250.000 6.850.000 17.050.953 44.641.470 3.500.000 106.200.000 13.336.798 3.857.028 870.000 18.170.000 2.850.000 7.524.000 15.562.069 471.490.656 378.536.990 850.027.646

Appello che rientra nel quadro del CAP Appello al di fuori del quadro del CAP

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ASIA E PACIFICO

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Nel 2007, le regioni Asia orientale/Pacifico e Asia meridionale hanno dovuto affrontare, rispetto agli anni precedenti, un maggior numero di disastri naturali, di epidemie di malattie infettive e di nuovi scoppi di violenza e di conflitti. L’influenza aviaria ha continuato a circolare per tutta l’Asia Orientale/Pacifico ed è diventata un pericolo ancora maggiore in Asia meridionale, minacciando i mezzi di sussistenza delle famiglie e la salute dei bambini in alcune delle comunità più vulnerabili di entrambe le regioni.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 In questo capitolo, l’intervento umanitario previsto copre due regioni UNICEF: l’Asia meridionale e l’Asia orientale/Pacifico. Le attività principali comprenderanno: • Continuare a sostenere le attività per la preparazione alle emergenze e per lo sviluppo della capacità di rispondere alle emergenze, soprattutto per accelerare i primi interventi a livello locale, garantendo livelli minimi di preparazione. • Migliorare l’efficacia della risposta umanitaria aumentando capacità di previsione, gestione adeguata e alleanze. Rafforzare ulteriormente, attraverso iniziative formative e strumenti condivisi, la diffusione del cluster approach nei campi delle risorse idriche e dei servizi igienici e sanitari (WASH), dell’istruzione, dell’alimentazione e della protezione, per i quali all’UNICEF è stata affidata la responsabilità a livello globale. Continuare a promuovere e sostenere l’organizzazione da parte degli Uffici sul campo di iniziative inter-agenzie per la pianificazione della preparazione e della risposta alle emergenze. Le necessità finanziarie degli Uffici Regionali di Asia e Pacifico per il 2008 Settore Dollari USA Sostegno generale e in base alle competenze agli Uffici regionali per la preparazione alle emergenze e la pianificazione degli interventi 750.000 Rafforzamento della risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze improvvise 220.000 Sostegno contro l’influenza aviaria e umana e per rendere operativa la risposta 220.000 Totale* 1.190.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

• Garantire l’erogazione di forme di assistenza diretta agli Uffici sul campo colpiti da nuove crisi emergenti, comprendenti il coordinamento tra le varie agenzie, la raccolta di fondi, la funzione di collegamento tra il Quartier generale e gli Uffici sul campo e la messa in opera, quando necessario, di ulteriori esperti. • Formare del personale qualificato, in grado di intervenire subito, per rafforzare ulteriormente la capacità di offrire una risposta rapida su vasta scala nel caso di nuove crisi umanitarie. • Rafforzare la componente di gestione delle informazioni all’interno di tutte le attività di emergenza e di risposta, attraverso una maggiore collaborazione continuata, a livello regionale, con colleghi che partecipano alle attività di monitoraggio e di valutazione. • Continuare a lavorare sui sistemi di comunicazione dei rischi e delle emergenze per aumentare la capacità di recupero della comunità, affinché sia in grado di rispondere a una serie di minacce, tra cui una pandemia di influenza umana. Collaborare con i partner dell’ONU alle iniziative per la preparazione alla pandemia, in modo da aumentare la capacità locale di prepararsi e di rispondere a una pandemia. Integrare il lavoro per combattere l’influenza aviaria e umana all’interno di sistemi più ampi di preparazione e di risposta.

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AFGHANISTAN

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI L’Afghanistan sta affrontando vari disastri, sia naturali sia provocati dall’uomo, in tutto il paese. Conflitti armati, incendi di scuole, attacchi suicidi e rapimenti e uccisioni di operatori umanitari limitano l’accesso alla popolazione civile e ostacolano l’erogazione di assistenza umanitaria. I fenomeni principali sono rappresentati dall’affluenza di deportati e profughi rientrati dalla Repubblica Islamica dell’Iran e dal Pakistan, dagli spostamenti di popolazione in genere e dai disastri naturali. L’Afghanistan ha uno dei tassi di mortalità materna più elevati del mondo, pari a 1.600 decessi per 100.000 nati vivi; il tasso di mortalità infantile è di 165 per 1.000 nati vivi, e un bambino su quattro non arriva a compiere cinque anni; 2 milioni di bambini in età di scuola primaria (60%) non vanno a scuola e, secondo le stime, 1,3 milioni di loro sono bambine. Secondo le statistiche del Ministero dell’Istruzione, 3.929 scuole non sono dotate di un edificio proprio (2006); soltanto il 23% dell’intera popolazione ha accesso ad acqua potabile sicura e appena il 12% può usufruire di latrine. Secondo le statistiche dell’UNHCR, nel 2007 sono tornati in Afghanistan 347.563 persone dal Pakistan e 5.763 dall’Iraq, aggiungendosi a 260.342 deportati. I conflitti nelle regioni meridionale, sudorientale e orientale stanno aumentando, provocando vittime tra i civili e spostamenti di popolazione. Fino a giugno del 2007, nelle operazioni militari e negli attacchi suicidi sono stati uccisi da parte sia di forze governative/della coalizione sia di Elementi Anti-Governativi (EAG), 600 civili e più di 2.000 famiglie sono sfollate, principalmente nel sud.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: Si stima che 600.000 bambini vulnerabili che vivino nelle comunità di accoglienza per sfollati e per rientrati o nelle comunità più povere beneficeranno delle seguenti attività: distribuzione di farmaci e di attrezzature essenziali d’emergenza; fornitura di scorte alimentari ai centri per l’alimentazione terapeuLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 tica; somministrazione di vari micronutrienti e di vitamina A alle Settore Dollari USA donne in gravidanza o in allattamento; integrazione di vitamina A Sanità e nutrizione 2.210.835 per i bambini sfollati in altre parti del paese o colpiti dalla siccità; vaccinazione contro il morbillo; risposta rapida agli attacchi di Acqua e servizi igienici 2.434.298 malattie diarroiche e respiratorie acute per i bambini situati nelle Istruzione 5.064.541 zone ad alto rischio. Protezione dell’infanzia 674.314 Acqua e servizi igienici: L’UNICEF fornirà pasticche per purifiRisposta umanitaria e coordinamento 2.541.776 care l’acqua a 10.000 famiglie e assicurerà l’approvvigionamenTotale* 12.925.764 to di acqua potabile attraverso la distribuzione con autocisterne a somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva 150.000 persone; provvederà alla clorazione di 10.000 pozzi nelle * Laquota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006. zone ad alto rischio; costruirà 1.000 latrine familiari per gli sfollati e i rientrati; costruirà cinque sistemi di raccolta dell’acqua piovana per cinque scuole in zone colpite dalla siccità; riparerà 2.000 punti di approvvigionamento idrico sempre in zone colpite dalla siccità, e principalmente nelle scuole; promuoverà l’educazione all’igiene; costruirà e riparerà 35 sistemi di condutture idriche in zone colpite dalla siccità e dalle alluvioni; e infine, fornirà 60.000 taniche pieghevoli per gli sfollati e le famiglie colpite dalle emergenze. Si stima che beneficeranno di queste forme di assistenza 1 milione di bambini e di donne. Istruzione: Più di 500.000 bambini, soprattutto nelle zone occupate dagli sfollati/rientrati e in quelle interessate dai conflitti, beneficeranno della costruzione di 305 classi a costi vantaggiosi, della fornitura di materiali per l’insegnamento/apprendimento, del sostegno agli insegnanti, di spazi temporanei per l’apprendimento, dell’assistenza psicosociale ai bambini traumatizzati e colpiti dalla guerra e dell’istruzione per le adolescenti tra gli sfollati/deportati. Protezione dell’infanzia: L’UNICEF creerà delle aree di gioco “amiche dell’infanzia” per i bambini nelle zone di concentrazione degli sfollati/deportati e per i bambini colpiti dai conflitti armati e dai disastri naturali; rafforzerà il monitoraggio delle violazioni dei diritti dell’infanzia e degli abusi attraverso le Reti per la Protezione dell’Infanzia esistenti; sosterrà gli spazi psicosociali/amici dell’infanzia basati sulle comunità nelle zone di concentrazione degli sfollati/deportati; metterà in atto dei programmi per educare alla consapevolezza dei pericoli delle mine; in caso di emergenze, infine, individuerà e riunirà i bambini rimasti soli. Interventi umanitari e coordinamento: L’UNICEF, in coordinamento con le agenzie del governo locale o dell’ONU, predisporrà delle scorte di materiale presso le sue sedi distaccate e in altre località strategiche, per far fronte ai bisogni di 30.000 famiglie con un pacchetto standard composto da kit per le famiglie, teloni, taniche, coperte e indumenti pesanti per donne e bambini. L’UNICEF, in collaborazione con la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UN Assistance Mission for Afghanistano o UNAMA), sosterrà la formazione per la riduzione dei rischi di disastro a livello di comunità.

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COREA, REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La devastazione provocata dalle inondazioni del 2007 ha aumentato ulteriormente la vulnerabilità dei bambini, nonostante i progressi compiuti nell’ultimo decennio in ambiti come la riduzione della grave malnutrizione che colpisce l’infanzia. Le ultime cifre relative alla mortalità infantile (55 per 1.000 nati viti), alla malnutrizione cronica dei bambini sotto i cinque anni (37%) e alla malnutrizione delle donne incinte (32%) rimangono elevate, e sono conseguenza della povertà prolungata, di sistemi sanitari carenti di risorse, di sistemi idrici e igienici degradati, di pratiche di assistenza dei bambini piccoli e delle donne incinte inadeguate e di una fragile sicurezza alimentare. Benché l’accesso all’istruzione sia quasi universale, la qualità di tale istruzione e l’ambiente scolastico, con centinaia di classi danneggiate o distrutte dalle inondazioni, rimangono scadenti, a causa della mancanza di risorse e dell’esposizione agli agenti atmosferici. Nonostante dei miglioramenti nel contesto politico, la disponibilità e la qualità di servizi sociali di base per salute, alimentazione, approvvigionamento idrico e istruzione per le donne e per i bambini, soprattutto per più di due milioni di bambini sotto i cinque anni e 300.000 donne incinte, continuerà a dipendere pesantemente, negli anni a venire, dal sostegno della comunità internazionale.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF presiede i gruppi tematici inter-agenzie per la salute, l’alimentazione, l’acqua e i servizi igienici. È anche l’unica agenzia con una presenza permanente coinvolta nel sostegno all’istruzione nella Repubblica Democratica di Corea. Si prevede che i programmi sostenuti dall’UNICEF raggiungano, nel 2008, più di due milioni di bambini sotto i cinque anni, più di 250.000 scolari e 400.000 donne incinte. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Sanità e nutrizione Acqua e servizi igienici Istruzione Totale*

Dollari USA 8.000.000 6.000.000 1.000.000 15.000.000

* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Sanità e nutrizione: L’UNICEF fornirà vaccini su scala nazionale, nonché farmaci essenziali agli ospedali e ai centri sanitari in 102 contee, coprendo una popolazione di più di 8 milioni di persone; somministrerà integrazioni di multi-micronutrienti e di vitamina A a 300.000 donne incinte, sosterrà l’alimentazione terapeutica per il trattamento dei bambini gravemente malnutriti in 102 contee; e formerà dei medici di famiglia in almeno dieci contee.

Acqua e servizi igienici: L’UNICEF fornirà parti di ricambio e cloro per riparare le pompe e trattare l’acqua per più di 10 milioni di persone che vivono nelle città di provincia e in 89 contee colpite dalle inondazioni; costruirà nuovi sistemi per il rifornimento idrico in otto capoluoghi fornendo, secondo le stime, acqua sicura a 160.000 persone; riabiliterà i servizi idrici e igienici e sosterrà la promozione delle pratiche igieniche in almeno 20 istituti per l’assistenza all’infanzia per 10.000 bambini; rafforzerà la capacità dei tecnici di sei province di monitorare la qualità dell’acqua e di prepararsi alle emergenze. Istruzione: Per migliorare la qualità dell’istruzione, l’UNICEF fornirà assistenza tecnica in ambiti come la revisione dei programmi di matematica, l’istituzione di standard per la preparazione scolastica e l’elaborazione e la stampa di nuovi materiali per l’insegnamento di nozioni pratiche, utili nella vita quotidiana; riabiliterà delle scuole in alcune province selezionate, a beneficio di oltre 16.000 bambini; formerà circa 10.000 insegnanti e presidi sulle metodologie a misura di bambino; distribuirà nuovi materiali per l’insegnamento di nozioni pratiche a 8.000 classi; e sosterrà il Ministero dell’Istruzione e le autorità locali per migliorare la preparazione alle emergenze nell’ambito dell’istruzione.

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NEPAL

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La decennale insurrezione maoista in Nepal ha pesato sulla vita di milioni di donne e di bambini in distretti remoti e dotati di risorse insufficienti, soprattutto nelle famiglie già a rischio. In molte parti del paese gli effetti del conflitto sono stati aggravati dai disastri naturali, in particolare dalle inondazioni. Si stima che oltre 3 milioni di persone verranno assistite, in queste zone, con i fondi raccolti grazie al Rapporto sull’Intervento Umanitario dell’UNICEF.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: L’UNICEF introdurrà interventi per la salute neonatale nelle attività sanitarie basate sulle comunità; promuoverà l’allattamento al seno e le pratiche alimentari complementari, mapperà le zone difficili da raggiungere e sosterrà l’istituzione di altri centri di vaccinazione necessari; sosterrà l’ampliamento dell’assistenza terapeutica su base comunitaria dei bambini che soffrono di grave malnutrizione acuta; procurerà del cibo terapeutico pronto all’uso per la riabilitazione dei bambini gravemente malnutriti; introdurrà forme di sorveglianza alimentare d’emergenza per tenere sotto controllo i maggiori rischi di malnutrizione durante le emergenze; provvederà a fornire a donne e bambine dei kit per la profilassi dopo l’esposizione al virus, al fine di ridurre il rischio di trasmissione dell’HIV, e fornirà farmaci antiretrovirali pediatrici per garantirne l’approvvigionamento continuo durante le emergenze. Acqua e servizi igienici: L’UNICEF formerà delle volontarie sanitarie di comunità, dei volontari della Croce Rossa del Nepal e degli operatori sanitari per promuovere il lavaggio delle mani col sapone e per dimostrare varie opzioni per il trattamento domestico dell’acqua potabile; distribuirà dei campioni di sapone e di soluzione di ipoclorito di sodio (per la disinfezione); promuoverà una campagna proprio sul trattamento domestico dell’acqua potabile e sul lavaggio delle mani con sapone; ripristinerà i sistemi di approvvigionamento idrico danneggiati dalle alluvioni e dalle frane; prediLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 sporrà, infine, i generi di soccorso necessari per i ripari d’emerSettore Dollari USA genza, servizi igienici e depurazione dell’acqua potabile. Sanità e nutrizione 1.620.000 Istruzione: L’UNICEF attuerà il programma relativo alle scuole Acqua e servizi igienici 450.000 come “zone di pace” in sette distretti in cui si verificano ancora Istruzione 400.000 dei disordini; svilupperà, testerà e stamperà dei moduli per l’eduProtezione dell’infanzia 3.500.000 cazione alla pace, tra cui anche dei moduli per la formazione psicosociale; predisporrà, sempre per le emergenze, delle riserve di Educazione al rischio di mine 100.000 materiali educativi di base per 6.000 bambini; rafforzerà la Totale* 6.070.000 responsabilità di settore dell’UNICEF per l’istruzione in condizioni * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva d’emergenza. quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006..

Protezione dell’infanzia: L’UNICEF aumenterà la capacità della Nepal Task Force on the Monitoring and Reporting Mechanism riguardante i bambini colpiti dai conflitti armati per riferire le violazioni gravi, come specificato nella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1612, e identificherà altre violazioni gravi dei diritti dell’infanzia che possono essere tenute sotto controllo; attuerà, all’interno di un sistema nazionale di protezione dell’infanzia, la strategia nazionale per la reintegrazione dei bambini associati con le forze armate e con gruppi armati e di altri bambini colpiti dai conflitti armati; potenzierà la capacità delle organizzazioni basate sulle comunità, compresi i comitati paralegali, per sostenere la reintegrazione nelle comunità stesse dei bambini colpiti dai conflitti armati, CAAFAG compresi. Educazione al rischio di mine: L’UNICEF sosterrà la National Mine Action Authority nella progettazione di una strategia a livello nazionale, e fornirà un efficace coordinamento delle attività in collaborazione con la Missione ONU in Nepal dell’UN Country Team; svilupperà nuovi approcci comunicativi, nonché nuovi metodi di formazione e nuovi strumenti per l’educazione al rischio, insieme al comitato tecnico nazionale e con il gruppo di lavoro congiunto; assisterà la NMAA, le agenzie delle Nazioni Unite e le varie ONG nello sviluppo e nel consolidamento di sistemi nazionali per valutare i rischi e i bisogni relativi ai congegni esplosivi; promuoverà l’attuazione degli strumenti legali sulla protezione dei civili dai congegni esplosivi con effetti indiscriminati; sosterrà lo sviluppo e l’attuazione di una strategia nazionale per l’assistenza alle vittime; aumenterà la capacità del governo, delle agenzie delle Nazioni Unite, delle ONG e della Croce Rossa per la riduzione del rischio di emergenze in modo appropriato, efficace e tempestivo.

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PAKISTAN

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Il terremoto che ha colpito il Pakistan l’8 ottobre del 2005 ha provocato enormi danni sia alle persone sia alle infrastrutture. Sono passati due anni, e ora l’accento è sulla ricostruzione nelle zone colpite, che mira a rendere il terremoto anche un’occasione di rinnovamento e di miglioramento, e non soltanto un terribile disastro. Ancora adesso nel 2008, però, la grande maggioranza dei bambini nelle zone colpite non è servita da strutture sanitarie permanenti, e circa il 90% di tutte le scuole sono ospitate in tende o in rifugi temporanei. I sistemi idrici sono stati riparati o ricostruiti solo in parte, e l’accesso limitato all’acqua carica di un ulteriore peso il lavoro già gravoso delle donne. Non sono ancora stati istituiti dei sistemi e delle reti di protezione al servizio dei bambini particolarmente vulnerabili.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF rimane impegnato nella partecipazione allo sforzo di ricostruzione post-sismico. L’UNICEF e le autorità pakistane hanno concordato su una strategia congiunta che consente all’UNICEF di sostenere il recupero e la riabilitazione di servizi sociali di base per le popolazioni colpite dal terremoto, e questo programma verrà applicato nel corso del 2008 a sostegno di una vasta gamma di interventi: Salute e nutrizione: L’UNICEF costruirà ed equipaggerà 55 centri sanitari e, al tempo stesso, garantirà la continuazione dei programmi di vaccinazione. L’UNICEF individuerà, formerà e impiegherà 4.000 operatrici sanitarie, al fine di condurre un programma di assistenza sanitaria di base per le donne e i bambini nelle zone colpite. Il governo subentrerà successivamente in questo sforzo e lo inserirà nel suo programma nazionale di erogazione di servizi sanitari. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 34.571.000 Acqua e servizi igienici 8.203.000 Istruzione 26.202.000 Protezione dell’infanzia 5.277.000 Totale* 74.253.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Acqua e servizi igienici: L’UNICEF, in stretta collaborazione con le agenzie partner e le comunità, fornirà sistemi idrici a circa 500 comunità con più di mezzo milione di persone. L’UNICEF fornirà anche condutture idriche a più di 1.000 scuole, situate sia in edifici veri e propri sia sotto delle tende, e dirigerà degli ampi programmi di formazione su questioni relative all’igiene. Istruzione: L’UNICEF ricostruirà 500 scuole elementari e le rifornirà delle attrezzature e dei mobili necessari. L’UNICEF fornirà anche delle classi temporanee, sia sotto tende sia prefabbricate, alle comunità le cui scuole non sono state ancora ricostruite. Inoltre, l’UNICEF continuerà a sostenere iniziative di formazione per un’ampia gamma di gruppi coinvolti nella comunità educativa allargata.

Protezione dell’infanzia: L’UNICEF istituirà un ambiente protettivo completo e integrato per 42.000 bambini che hanno perduto uno o entrambi i genitori e per 23.000 bambini che sono rimasti menomati durante il terremoto. Le iniziative comprenderanno delle attività a stretto contatto sia con i genitori sia con chi si prende direttamente cura dei bambini e con le agenzie e i funzionari governativi, al fine di rafforzare i sistemi legali e giudiziari in vigore per sostenere i bambini a rischio.

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SRI LANKA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La ripresa del conflitto in Sri Lanka dall’aprile del 2006 ha avuto gravi conseguenze sul benessere e sui mezzi di sussistenza dei bambini e delle donne, soprattutto nelle parti settentrionale e orientale del paese. Al settembre del 2007, circa 190.000 persone rimangono sfollate a causa del conflitto (senza contare altri 200.000 sfollati a causa dello tsunami), mentre circa 100.000 sono state reinsediate. In varie parti dei distretti di Batticaloa e Jaffna colpiti dalla guerra, la malnutrizione grave e acuta tra i bambini sotto i cinque anni risulta pari rispettivamente al 6% e al 6,7% (2007), mentre la diffusione complessiva di questo problema nel paese è pari al 2,5% (Indagini demografiche e sanitarie, 2000). L’accesso all’acqua potabile e a servizi igienici sicuri è pari rispettivamente al 79% e al 76% per l’intera popolazione. Tuttavia, in alcuni distretti interessati dal conflitto, la copertura dei servizi igienici equivale appena al 30% (2007). I bambini in età scolare parzialmente e/o completamente al di fuori del sistema educativo, poi, sono più di 250.000. La ripresa dei combattimenti ha fatto aumentare il rischio di reclutamenti di minori da parte dei gruppi armati e di altre violazioni dei diritti dell’infanzia collegate al conflitto. L’esodo delle popolazioni e la violenza diffusa e indiscriminata, compresi gli attacchi con granate a frammentazione, mine e ordigni inesplosi e i bombardamenti aerei hanno provocato un clima di paura e una significativa disparità nelle zone a rischio.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Si prevede che gli interventi umanitari assistiti dall’UNICEF raggiungano 500.000 individui tra gli sfollati (IDP) colpiti dal conflitto, le popolazioni reinsediate e le comunità di accoglienza nelle parti settentrionale e orientale dello Sri Lanka. Salute e nutrizione: L’UNICEF procurerà e distribuirà farmaci e attrezzature essenziali d’emergenza a 90 centri sanitari; agevolerà i servizi clinici mobili; fornirà 387.000 zanzariere trattate con insetticida ad altrettante famiglie; sosterrà 96 centri di alimentazione terapeutica; e formerà 380 operatori sanitari per il trattaLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 mento della malnutrizione grave. Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 2.500.000 Acqua e servizi igienici: l’UNICEF costruirà/ripristinerà infrastrutture nuove e preesistenti per fornire acqua e servizi igienici Acqua e servizi igienici 2.000.000 sicuri a 150.000 tra sfollati e reinsediati; formerà delle squadre Istruzione 2.800.000 comunitarie per la gestione delle risorse idriche e dei servizi igieProtezione dell’infanzia 2.000.000 nici alle valutazioni tecniche delle risorse idriche e delle strutture Totale* 9.300.000 igieniche; e promuoverà dei programmi di sensibilizzazione all’igiene nelle zone occupate dalle popolazioni reinsediate e nei * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF campi di sfollati. 2006/7 datata 9 giugno 2006. Istruzione: Un totale di 200.000 bambini sfollati e colpiti dalla guerra e 2.500 insegnanti beneficerà di materiali scolastici di base e di kit ricreativi. L’UNICEF formerà degli insegnanti di scuola primaria, ripristinerà delle scuole e costruirà 50 spazi didattici temporanei, forniti di acqua e di strutture igieniche, per offrire a 7.500 bambini un accesso continuo a un ambiente didattico sicuro. Protezione dell’infanzia: L’UNICEF offrirà il suo sostegno, con varie forme di assistenza e attività reintegrative, a 1.500 bambini congedati da gruppi armati; lavorerà insieme ai suoi partner per aiutare le comunità a mettere a punto delle risposte locali a livello di protezione dell’infanzia, tra cui la registrazione dei bambini rimasti soli e la riunificazione di questi bambini con le loro famiglie; potenzierà la risposta alle violazioni gravi dei diritti dell’infanzia, anche attraverso un meccanismo di controllo migliorato, in linea con la risoluzione 1612 del Consiglio di sicurezza dell’ONU; fornirà dei programmi di educazione psicosociale e di sensibilizzazione al rischio di mine a circa 250.000 bambini colpiti direttamente dal conflitto e alle loro famiglie.

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TIMOR-LESTE

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI I bambini di Timor-Leste stanno ancora patendo le conseguenze della violenza scaturita dalle agitazioni politiche e civili del 2006. Una grande maggioranza della popolazione sfollata in quel periodo vive attualmente in campi profughi, principalmente nella capitale Dili, e un numero significativo di sfollati rimane con le famiglie d’accoglienza nei distretti. Per molti, il ritorno a casa non è ancora un’opzione praticabile. Le condizioni alimentari dei bambini e delle madri in allattamento continuano a peggiorare. Circa il 49% dei bambini sotto i cinque anni è cronicamente malnutrito, mentre il 46% risulta sottopeso. Gli effetti combinati delle frequenti e gravi malattie infettive, della malnutrizione costante e dei parassiti hanno determinato un tasso di mortalità sotto i cinque anni pari a 130 morti per mille nati vivi. I bambini risultano particolarmente vulnerabili, soprattutto nei campi dove si trovano a dover affrontare rischi di violenza fisica e di genere, nonché di traffico di minori. La situazione rimane instabile; in alcuni distretti, la violenza è divampata in seguito all’annuncio del nuovo governo e ha provocato ulteriori spostamenti di popolazioni. Le scuole sono state incendiate e devastate, e i bambini continuano a subire violenze.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è attivamente coinvolto in molti dei gruppi di lavoro settoriali, formatisi in seguito alla crisi per coordinare la risposta d’emergenza, fornendo in particolare una leadership congiunta con il governo nei settori della protezione dell’infanzia, dell’istruzione e dell’acqua e degli impianti igienici. Salute e nutrizione: L’UNICEF garantirà che il personale del Ministero della Sanità venga equipaggiato in modo da poter fornire in tutto il paese un’alimentazione terapeutica con ricovero e su base comunitaria, oltre a forme di assistenza preventiva e curativa contro la malaria e altre malattie trasmesse da vettori o dall’acqua. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 700.000 Acqua e servizi igienici 1.500.000 Istruzione 200.000 Protezione dell’infanzia 256.800 Adolescenti/giovani e HIV/AIDS 300.000 Advocacy e comunicazione 200.000 Coordinamento, monitoraggio e valutazione delle emergenze 250.000 Totale* 3.406.800

Acqua e servizi igienici: L’UNICEF fornirà dei sistemi di approvvigionamento idrico sicuri, puliti e affidabili e sosterrà la promozione dei servizi igienici e dell’igiene in almeno 50 scuole/comunità in sei distretti; amplierà e manterrà una riserva minima d’emergenza di serbatoi per l’immagazzinamento dell’acqua, di compresse per la purificazione dell’acqua, di kit per l’acqua e per l’igiene e di altre scorte d’emergenza per 10.000 sfollati. Istruzione: L’UNICEF contribuirà allo sviluppo di kit scolastici d’emergenza basati su risorse localmente disponibili o facilmente accessibili a livello regionale. I kit comprenderanno dei materiali per l’insegnamento e per l’apprendimento, oltre a manuali che aiutino gli insegnanti a far fronte a bisogni specifici in tempi d’emergenza, come la gestione dello stress e la risoluzione dei conflitti.

* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Protezione dell’infanzia: In totale, 30.000 bambini colpiti dalla crisi e le loro famiglie beneficeranno di interventi basati sulle comunità e riceveranno assistenza psicosociale attraverso il gioco e la ricreazione. Inoltre, l’UNICEF fornirà al Governo, e soprattutto al Ministero della Solidarietà Sociale e al Ministero della Giustizia, assistenza tecnica e risorse umane per attuare nuove politiche e procedure collegate alla protezione dell’infanzia nelle emergenze (per esempio, linee guida sui bambini separati dalle loro famiglie e rimasti soli).

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EUROPA CENTRALE E ORIENTALE E COMUNITÀ DI STATI INDIPENDENTI LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La regione UNICEF dell’Europa Centrale e Orientale e delle Comunità di Stati Indipendenti copre 22 paesi nelle sub-regioni dell’Asia Centrale, del Caucaso, dell’Europa Sudorientale, della Turchia, dell’Ucraina, della Bielorussia e della Federazione Russa. Con una popolazione di circa 400 milioni di individui, comprende una vasta regione di grande diversità culturale, sociale e ambientale. Le sfide chiave al benessere dell’infanzia si trovano nel variegato portafoglio di potenziali rischi di disastri naturali, economici, tecnologici o provocati dall’uomo, che l’UNICEF e i suoi partner nazionali e ONU stanno tenendo sotto controllo e che, in caso di necessità, dovrebbero essere pronti ad affrontare.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Potenziare la risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze improvvise (tra cui la pianificazione per le emergenze e la capacità regionale di risposta): L’Ufficio Regionale continuerà a monitorare le emergenze esistenti e potenziali nella regione, nonché a offrire consulenza agli Uffici sul campo sulle adeguate misure di preparazione; manterrà i contatti con le altre agenzie ONU a livello regionale per la condivisione delle informazioni, la pianificazione congiunta per la preparazione alle emergenze e le azioni di risposta coordinate; fornirà assistenza tecnica diretta agli Uffici sul campo coinvolti nella pianificazione alle emergenze e nella risposta umanitaria; sosterrà gli Uffici sul campo nella conduzione di rapide valutazioni delle necessità, nel coordinamento con i governi, l’ONU e altri partner per gli aiuti umanitari, nel mantenimento dei collegamenti con le Direzioni della sede centrale, nella mobilitazione delle risorse (finanziarie, a livello di personale e di scorte) e nel miglioramento degli interventi; farà di tutto, infine, per mobilitare i fondi necessari a sostenere le necessità immediate dei paesi in condizioni di emergenza. Sviluppo della capacità di intervento umanitario: L’Ufficio Regionale continuerà a fornire indicazioni tecniche agli Uffici sul campo e ad altri partner per gli aiuti umanitari (team nazionali di coordinamento dell’ONU, altri Comitati Permanenti inter-agenzie e governi) sui diritti dell’infanzia, sugli impegni fondamentali dell’UNICEF nei confronti dell’infanzia nelle situazioni d’emergenza e sulle varie modalità del cluster approach, nonché a organizzare una serie di incontri formativi specifici e di esercitazioni per vari Uffici sul campo. Gli eventi si concentreranno sulle responsabilità fondamentali dell’UNICEF nei settori dell’acqua e degli impianti igienici, della nutrizione, delle tecnologie informatiche, dell’istruzione e della protezione dell’infanzia, oltre che della formazione sui diritti umani e sui principi dell’intervento umanitario, che costituiscono il fondamento del lavoro dell’UNICEF nelle situazioni d’emergenza. Queste attività verranno realizzate nell’ambito del sistema inter-agenzie di sviluppo delle capacità di risposta alle emergenze. Inoltre, l’Ufficio Regionale appoggerà le iniziative di sviluppo della conoscenza ai livelli nazionale e regionale, organizzando delle sedute informative, tenendo delle riunioni tra i vari paesi o le varie agenzie e commissionando e diffondendo studi rilevanti su questioni di carattere umanitario e regionale. Riduzione del rischio di disastro: L’Ufficio Regionale lavorerà a fianco dei partner inter-agenzie, soprattutto l’UN/ISDR (Strategia internazionale per la riduzione dei disastri dell’ONU) per mobilitare il governo, la società civile e altre agenzie pertinenti verso la realizzazione, nella regione, di interventi per la riduzione dei disastri; sosterrà le iniziative in corso a livello nazionale e sub regionale per incrementare i tassi di riduzione delle disparità; aiuterà gli Uffici sul campo a individuare, sviluppare e attuare le necessarie strategie per la riduzione del rischio di disastro, soprattutto attraverso i programmi esistenti di educazione e di sviluppo della prima infanzia; fornirà, infine, agli Uffici sul campo una guida politica e un sostegno adeguati per l’istituzione di collegamenti con le varie organizzazioni umanitarie e per la mobilitazione dei fondi.

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Le necessità finanziarie dell’Ufficio Regionale ECO/CSI per il 2008 Settore Dollari USA Potenziamento della risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze improvvise 200.000 Sviluppo della capacità d’intervento 200.000 umanitario: Assistenza agli Uffici sul campo e ai partner inter-agenzie per il potenziamento delle capacità di preparazione e di risposta alle emergenze. Interventi di formazione ai principi umanitari, agli impegni fondamentali dell’UNICEF nei confronti dell’infanzia nelle situazioni d’emergenza e al cluster approach Attività per la riduzione del rischio: 200.000 Assistenza agli Uffici sul campo per lo sviluppo e la realizzazione di attività finalizzate alla riduzione del rischio di disastri, principalmente attraverso i programmi di educazione e di sviluppo della prima infanzia Totale* 600.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.


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AFRICA ORIENTALE E MERIDIONALE

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La regione dell’Africa orientale e meridionale continua a dover far fronte a delle crisi umanitarie che hanno gravemente peggiorato le condizioni di vita e i mezzi di sussistenza dei bambini e delle donne. I violenti attacchi e gli scontri etnici in Somalia e in Kenya hanno lasciato senza tetto 500.000 persone. Le siccità prolungate hanno provocato una crisi imponente che ha colpito, nella regione, più di 11 milioni di persone. Più di 400.000 persone, poi, sono state gravemente colpite dalle inondazioni verificatesi nella parte settentrionale e orientale dell’Uganda nel settembre del 2007, proprio come le popolazioni di Etiopia, Kenya, Madagascar, Mozambico e Ruanda nei primi mesi dello stesso anno. Inoltre, nella regione, sono stati riportati più di 130.000 casi di diarrea acquosa/colera. L’urgenza scaturisce dall’aumentata possibilità di conflitti nelle sub-regioni del Corno d’Africa e dei Grandi Laghi e dall’inizio dell’instabilità nello Zimbabwe, oltre che dal peggioramento delle condizioni di insicurezza alimentare e delle calamità naturali stagionali nell’Africa Meridionale.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Rafforzare la risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze improvvise (comprese la pianificazione d’emergenza e la capacità di risposta a livello regionale): L’Ufficio Regionale dell’UNICEF per l’Africa Sudorientale (ESARO) attuerà simulazioni, analisi di vulnerabilità e piani per la preparazione alle emergenze; sosterrà le valutazioni in tempo reale e gli interventi di formazione a livello nazionale/regionale; potenzierà i team di risposta rapida; formerà del personale qualificato in grado di intervenire subito, rafforzando il meccanismo regionale di risposta alle emergenze, in modo da consentire l’impiego rapido di personale esperto. Formazione di partnership e coordinamento: L’ESARO continuerà i suoi sforzi di coordinamento a livello regionale, lavorando a stretto contatto con tutti i partner, soprattutto il Regional Humanitarian Partnership Team di Nairobi e l’Ufficio Regionale OCHA per il Sudafrica a Johannesburg, Le necessità finanziarie dell’Ufficio Regionale dell’Africa orientale e meridionale per il 2008 Settore Dollari USA Potenziamento della risposta d’emergenza 600.000 ai disastri naturali e ad altre emergenze improvvise Formazione di partnership e coordinamento 50.000 Nutrizione 750.000 Acqua e servizi igienici 250.000 Protezione dell’infanzia 200.000 Comore 500.000 Totale* 2.514.500

Nutrizione: L’ESARO sosterrà le informazioni di carattere alimentare nelle emergenze e nei settori e nei programmi collegati alla prevenzione della trasmissione da madre a figlio dell’HIV e alla programmazione per l’AIDS pediatrico. Acqua e servizi igienici: L’ESARO darà il proprio sostegno agli Uffici sul campo per l’aggiornamento e lo sviluppo dei piani di preparazione e di risposta alle emergenze nel settore delle risorse idriche e dei servizi igienici e sanitari (WASH), e fornirà direttamente assistenza tecnica e corsi di formazione relativi ai meccanismi di pianificazione, di coordinamento e di revisione del lavoro per settori.

Protezione dell’infanzia: L’ESARO sosterrà lo sviluppo di capacità per la protezione dell’infanzia nelle emergenze; fornirà assi* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva stenza tecnica per la documentazione delle esperienze maturate, quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF oltre che per le iniziative volte a promuovere la partecipazione degli 2006/7 datata 9 giugno 2006. adolescenti alle emergenze e al processo di transizione post-conflitto; favorirà, inoltre, lo sviluppo delle capacità dell’UNICEF e delle locali ONG partner nel campo dell’assistenza e terapia psicosociale e fornirà assistenza tecnica agli Uffici sul campo in occasione di emergenze legate all’HIV/AIDS. Comore: In caso di eruzione vulcanica o di scoppio di colera, l’Ufficio locale dell’UNICEF nelle Comore fornirà a 10.000 sfollati acqua e strutture igieniche sicure, procurerà e distribuirà farmaci essenziali e attrezzature d’emergenza, fornirà spazi di apprendimento provvisori, ecc.

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ANGOLA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI L’Angola sta vivendo un periodo transitorio in cui la programmazione si concentra sempre di più sulla transizione e sullo sviluppo, nonostante la fine relativamente recente del conflitto nel 2002. La guerra ha avuto un profondo impatto su tutti gli aspetti della vita sociale ed economica in Angola, con la distruzione dell’infrastruttura di base e lo sconvolgimento del sistema educativo, che hanno determinato il persistere di un’erogazione scadente dei servizi. La migrazione in corso dalle aree rurali a quelle urbane ha prodotto la formazione di grandi quartieri poveri nei centri urbani e intorno a essi, esercitando una considerevole pressione sugli alloggi e sull’accesso ai servizi di base. A livello nazionale, solo il 53% della popolazione si serve di fonti migliorate di acqua potabile, mentre solo il 31% usufruisce di strutture igieniche adeguate. Con 260 morti per 1.000 nati vivi, l’Angola ha uno dei tassi più elevati di mortalità infantile sotto i cinque anni. Per evitare ulteriori emergenze, il paese deve concentrarsi sul miglioramento dell’approvvigionamento idrico, delle condizioni alimentari e dei servizi sanitari (soprattutto per il colera). Se non si farà fronte alle necessità, è probabile che le malattie aumenteranno, soprattutto il colera, la malaria e la diarrea, così come aumenteranno anche i tassi di mortalità.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF assiste il governo, le agenzie ONU e altre organizzazioni nella lotta al colera e nella risposta alle emergenze a livello nazionale. Ci si aspetta che i programmi sostenuti dall’UNICEF raggiungano, nel 2008, almeno 1,5 milioni di bambini e 3 milioni di donne. Salute e nutrizione: L’UNICEF procurerà e distribuirà farmaci e attrezzature essenziali d’emergenza per un numero di malati di colera che, secondo le stime, ammonta a 33.650; distribuirà 15.000 zanzariere trattate con insetticida a lunga durata alle famiglie colpite dall’alluvione e fornirà scorte sanitarie e materiali bio-protettivi per i 600.000 utenti di servizi sanitari nelle zone colpite dalla febbre emorragica. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Acqua e servizi igienici: L’UNICEF produrrà dei materiali mediaSanità e nutrizione 2.041.982 tici per raggiungere 7,4 milioni di persone con messaggi sull’importanza della prevenzione e del trattamento precoce del colera Acqua e servizi igienici 2.723.262 e/o della febbre emorragica. Fornirà, inoltre, dei kit per il trattaIstruzione 57.617 mento, l’immagazzinamento e l’igiene dell’acqua a livello domestiProtezione dell’infanzia 300.724 co alle 464.000 famiglie più a rischio; fornirà taniche pieghevoli a 10.000 persone nelle comunità; e fornirà acqua e servizi igienici Totale* 5.123.585 sicuri a 20.000 persone, migliorando i sistemi idrici e igienici dei * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF centri sanitari locali. 2006/7 datata 9 giugno 2006. Istruzione: Un totale di 3.000 bambini sfollati e 80 insegnanti beneficerà di materiali scolastici di base e di kit ricreativi, nonché della costruzione di 20 strutture scolastiche provvisorie a misura di bambino. Protezione dell’infanzia: In caso di inondazioni, l’UNICEF riunirà alle loro famiglie 5.000 bambini che ne erano stati separati; garantirà la registrazione anagrafica di 10.000 bambini privi di documenti; procurerà articoli non alimentari essenziali, come vestiario e biberon, per 4.000 bambini piccoli maggiormente a rischio. Nel caso di un’epidemia di febbre emorragica, poi, l’UNICEF offrirà articoli non alimentari a 2.000 bambini, materiali per il ritorno a scuola a 1.500 bambini e assistenza psicosociale a 1.000 bambini.

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BURUNDI

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Una combinazione di insicurezza ricorrente, tensioni politiche e disastri naturali sta ostacolando il passaggio del Burundi dalla guerra a una democrazia stabile, rendendo così più difficile la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini di questo paese. La malnutrizione cronica colpisce il 53% dei bambini sotto i cinque anni. Il deficit alimentare del Burundi è stimato intorno al 32%, e solo il 32% dei cittadini usufruisce di strutture igieniche adeguate. Il Burundi ospita 836.000 orfani e ad altri bambini a rischio, che costituiscono quasi l’11% della sua popolazione.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è responsabile di settore per l’istruzione e per l’acqua e gli impianti sanitari, e co-presiede gruppi consultivi sulla nutrizione. Ci si aspetta che i programmi sostenuti dall’UNICEF raggiungano, nel 2008, almeno 3 milioni di bambini e 1,8 milioni di donne. Salute e nutrizione: L’UNICEF introdurrà l’assistenza terapeutica a livello di comunità in cinque nuove province, in modo da poter trattare una media mensile di 1.200 bambini gravemente malnutriti; formerà 25 medici e 630 operatori sanitari per migliorare l’efficacia del programma esteso di vaccinazione ai livelli provinciali e distrettuali. Acqua e servizi igienici: Per fornire a 50.000 sfollati acqua e strutture igieniche sicure, l’UNICEF costruirà/ripristinerà sistemi idrici gravitazionali e servizi igienico-sanitari; formerà dieci team locali responsabili della gestione delle risorse idriche per renderli in grado di compiere delle valutazioni delle risorse idriche e delle strutture igienichea livello di contea e di città; e promuoverà dei programmi di educazione e di sensibilizzazione all’igiene in 100 scuole e in 5 comunità locali. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 500.000 Acqua e servizi igienici 600.000 Istruzione 2.000.000 Protezione dell’infanzia 500.000 Preparazione e risposta alle emergenze 900.000 Totale* 4.500.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Istruzione: L’UNICEF fornirà a un totale di 533.600 bambini sfollati e colpiti dalla guerra, oltre che a 10.675 insegnanti, materiali di base per l’insegnamento e l’apprendimento; formerà 275 insegnanti di scuola elementare, ripristinerà 72 classi e costruirà 200 strutture scolastiche temporanee per accogliere almeno 13.600 bambini di scuola elementare. Protezione dell’infanzia: L’UNICEF darà assistenza a circa 300 bambini rimasti soli in seguito all’espulsione dei loro genitori dalla Repubblica Unita della Tanzania; contribuirà, inoltre, a identificarli, registrarli e rintracciare le loro famiglie per il ricongiungimento. Sosterrà inoltre le organizzazioni partner per dare assistenza e ricongiungere 2.000 fra bambini orfani o a rischio e fornirà assistenza medica, psicosociale e legale a 600 sopravvissuti alla violenza sessuale e di genere.

Preparazione e risposta alle emergenze: Per prevenire le epidemie, l’UNICEF distribuirà generi non alimentari di prima necessità, materiali per la costruzione di ripari d’emergenza e kit igienici a 6.000 bambini e a 10.000 individui colpiti da disastri naturali.

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ERITREA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI A causa dei cambiamenti climatici e dei cicli di siccità che sono all’origine della penuria di acqua potabile, molti bambini in Eritrea continuano a essere a rischio di malattie diarroiche, di infezioni respiratorie acute e di malnutrizione. Solo il 60% della popolazione rurale ha accesso ad acqua potabile e solo un villaggio rurale su 10 dispone di latrine di qualche tipo. Nel 2005/2006 i tassi globali di malnutrizione tra i bambini sotto i cinque anni sono saliti dall’11% al 21%. Il governo, col sostegno delle agenzie ONU, continua a reinsediare gli sfollati, cosa che però, nei villaggi di ritorno, sta gravando ulteriormente su servizi sociali già oberati. Più di 40.000 sfollati sono stati reinsediati, mentre 13.000 vivono ancora nei campi.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Come responsabile – nell’ambito dell’emergenza – per la nutrizione e per l’acqua e gli impianti igienici, l’UNICEF lavora per far fronte alle conseguenze di precedenti siccità, fornendo trattamento e assistenza a 45.000 bambini, tra cui 10.000 malnutriti, e acqua e servizi igienici a 60.000 persone colpite dalla siccità. L’UNICEF mantiene la capacità di pronto intervento per rispondere alle necessità di un numero stimato intorno a 20.000 di persone, in caso di eventuali cambiamenti climatici-ambientali, che sono sempre causa potenziale di scoppi di malattie, oltre che dei 13.000 sfollati rimasti. Salute e nutrizione: Gli interventi in questo settore avranno come obiettivo circa 13.000 sfollati (tra cui 2.000 bambini sotto i cinque anni) nelle regioni di Gash Barka e Debub, 45.000 bambini sotto i cinque anni (tra cui 10.700 bambini gravemente e moderatamente malnutriti) e le donne in gravidanza. L’UNICEF procurerà/distribuirà farmaci e attrezzature essenziali d’emergenza, sosterrà 53 centri di alimentazione terapeutica e 39 centri per l’alimentazione terapeutica a base comunitaria; garantirà la copertura a livello nazionale dell’alimentazione integrativa ai bambini moderaLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 tamente malnutriti; assicurerà il controllo della malaria e distribuiSettore Dollari USA rà 10.000 zanzariere trattate con insetticida; sosterrà la formazioSanità e nutrizione 4.000.000 ne del personale sanitario e migliorerà le operazioni di coordinamento e di raccolta dati. Acqua e servizi igienici 5.000.000 Istruzione 1.300.000 Acqua e servizi igienici: Circa 60.000 persone beneficeranno di Protezione dell’infanzia 1.500.000 interventi per aumentare la disponibilità di acqua potabile e servizi igienici sicuri. L’UNICEF darà il suo appoggio alla costruzione di Intervento contro le mine 375.000 10 sistemi di approvvigionamento idrico, ripristinerà 30 pozzi e/o Forniture non alimentari e ripari 800.000 provvederà alla trivellazione di 20 pozzi e quindi all’installazione di Totale* 12.975.000 pompe a trazione manuale; provvederà al trasporto dell’acqua; * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva promuoverà villaggi “senza deiezioni all’aperto”; formerà 50 tecniquota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF ci di villaggio e fornirà acqua potabile e servizi igienici sicuri ai 2006/7 datata 9 giugno 2006. bambini di 10 scuole elementari. Istruzione: Un totale di 6.450 bambini e 540 insegnanti beneficerà di materiali scolastici di base e di kit ricreativi, della formazione di insegnanti e della costruzione di 35 strutture scolastiche temporanee. Protezione dell’infanzia: L’UNICEF svilupperà 20 spazi a misura di bambino; formerà operatori sociali e comunitari sulla risposta contro violenze e abusi; sosterrà la prevenzione, l’assistenza e terapia psicosociale e la riunificazione familiare; offrirà kit ricreativi e creerà attività redditizie alternative per la rapida ripresa di 4.000 famiglie a rischio. Intervento contro le mine: L’UNICEF darà il suo appoggio a 14 team per l’educazione sul rischio delle mine e a 1.000 volontari comunitari per la sensibilizzazione di 50.000 persone, tra cui 15.000 bambini; sosterrà, inoltre, l’assistenza e la terapia psicosociale per i bambini feriti. Generi alimentari di prima necessità e ripari di emergenza: Circa 33.000 persone a rischio, sfollati compresi, saranno destinatari degli interventi umanitari, dando priorità ai nuclei familiari in cui il capofamiglia è un bambino o una donna.

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ETIOPIA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La situazione umanitaria in cui versavano i bambini dell’Etiopia nel 2007 continua ad essere aggravata dall’epidemia di colera scoppiata su scala nazionale nel 2006, dalle alluvioni in diverse regioni del paese, dai conflitti armati nella regione di Somali, con conseguenze gravi per la protezione e l’assistenza dei civili, dal contrasto irrisolto riguardante il confine tra l’Etiopia e l’Eritrea e dagli indicatori di sopravvivenza materna ed infantile tra i peggiori del mondo. I livelli di malnutrizione globale acuta hanno raggiunto un tasso del 20,8 per cento e quelli di malnutrizione acuta grave del 3,2 per cento: entrambi considerati critici. Secondo le stime, in Etiopia, oltre 280.000 bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta grave (Indagini Demografiche e Sanitarie del 2005) e dal 30 al 50 per cento moriranno se non saranno curati. Nel frattempo, una grave e complessa crisi umanitaria si è verificata nella Somali region dell’Etiopia, dove le Forze della Difesa sono impegnate in un conflitto ad alta intensità contro l’Ogaden National Liberation Front e altri gruppi armati più piccoli che attraversano il confine dalla vicina Somalia. Si teme che la situazione possa deteriorarsi ulteriormente e l’UNICEF si preoccupa soprattutto della protezione dei bambini e delle donne.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: L’UNICEF sta pianificando le seguenti attività: fornitura di integratori di vitamina A, farmaci contro i parassiti intestinali, vaccinazione contro il morbillo e monitoraggio nutrizionale per 7 milioni di bambini; acquisto di prodotti terapeutici per 160.000 bambini affetti da malnutrizione grave; distribuzione di 400 kit di farmaci di emergenza a oltre 1 milione di persone; sostegno a 15 team sanitari mobili in grado di raggiungere 400.000 pazienti nelle zone remote della regione di Somali; preparazione alle emergenze in caso di nuove epidemie di diarrea acuta o di malaria; fornitura di vaccini per la meningite e siringhe per una popolazione a rischio di 2,3 milioni di persone; Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 fornitura di vaccini contro il morbillo e risposta alle emergenze Settore Dollari USA sanitarie tra la popolazione pastorale, a beneficio di circa Sanità e nutrizione 16.300.000 800.000 persone. Acqua e servizi igienici 5.000.000 Acqua e servizi igienici: l’UNICEF ha pianificato le seguenti Istruzione 1.150.000 attività principali: approvvigionamento di acqua potabile attraProtezione dell’infanzia 3.240.000 verso la distribuzione di serbatoi d’acqua a 30.000 persone; fornitura di impianti idrici ed igienico-sanitari a 30 strutture HIV/AIDS 850.000 sanitarie di zone in emergenza, di cui 10 nella regione di Somali Totale* 26.540.000 colpita dalla guerra; formazione sulla cura della diarrea acuta e * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva colera di 500 funzionari pubblici addetti alla sanità; fornitura di quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006. sostanze chimiche per la depurazione dell’acqua, di serbatoi d’acqua e di sapone a 150.000 persone colpite dalle alluvioni e da epidemie di diarrea acuta o colera; fornitura di 15 kit di emergenza per l’approvvigionamento idrico a 50.000 sfollati; promozione di programmi di educazione all’igiene per circa 100.000 persone; fornitura di kit per l’acqua e l’igiene a 50 centri di cura nelle zone colpite da epidemie di diarrea acuta e colera; fornitura di assistenza tecnica per il monitoraggio, la valutazione ed il coordinamento degli interventi di emergenza pianificati per l’acqua e gli impianti igienici. Istruzione: un numero stimato di 540.000 bambini beneficeranno dei seguenti interventi: preparativi per il ritorno a scuola del 100 per cento dei bambini sfollati; attività di advocacy, formazione e sensibilizzazione sociale per far conoscere l’importanza dell’istruzione di base anche durante le emergenze; sostegno alla creazione di centri alternativi per l’istruzione di base o centri didattici semipermanenti e formazione di facilitatori; fornitura di materiale didattico di base; iniziative di advocacy per evitare l’occupazione delle scuole da parte di militari o di gruppi armati nelle regioni di Somali e Gambella; assistenza tecnica, monitoraggio e valutazione della performance degli interventi di emergenza pianificati nel settore dell’istruzione e formazione di un gruppo umanitario per l’istruzione. Protezione dell’infanzia: i bambini beneficeranno dei seguenti interventi: l’UNICEF darà seguito alle raccomandazioni del Comitato sui diritti dell’infanzia per migliorare la protezione giuridica e sociale dei bambini in situazioni di emergenza in Etiopia; creazione di “zone di pace” in altre cinque regioni per proteggere i bambini nelle scuole; attuazione di 50 iniziative formative rivolte alle forze armate militari nelle zone di frontiera; erogazione di servizi sociali di base per 2000 vittime di abusi, sfruttamento o traffico di esseri umani; smobilitazione e reintegrazione di bambini soldato nella regione di Somali; potenziamento delle capacità di unità di polizia incaricate della protezione dei bambini nelle situazioni di emergenza; sviluppo di un servizio di controllo efficace che comprenda la raccolta di dati per le attività di educazione sui pericoli delle mine terrestri, sulle vittime degli ordigni inesplosi, sulle zone che si sospetta siano state minate e sui profili dei villaggi nella regione di Somali. HIV/AIDS: circa 1,2 milioni di bambini/giovani e donne in situazioni di emergenza e persone sieropositive beneficeranno delle seguenti attività: sviluppo di materiale didattico per facilitatori durante le emergenze; sviluppo delle competenze della Commissione Federale per la Prevenzione e la Preparazione ai Disastri sull’HIV/AIDS; garantire che gli Uffici federali e regionali per la prevenzione ed il controllo dell’HIV/AIDS siano dotati di scorte sufficienti di profilattici, di kit per la profilassi dopo

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l’esposizione al virus, di farmaci per le infezioni trasmesse per via sessuale e di kit per il test rapido sull’HIV/AIDS; istituzione di comitati giovanili/team regionali, di zona e di woreda in grado di assistere le Commissioni Regionali sull’AIDS a intervenire rapidamente ed efficacemente durante le crisi; sviluppo di strumenti di mappatura e monitoraggio per individuare i gruppi vulnerabili, le aree a rischio ed i comportamenti più a rischio tra le popolazioni colpite dalle emergenze umanitarie.

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KENYA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Le siccità, le alluvioni e lo sfollamento della popolazione a causa dei conflitti continuano a minare il benessere ed i mezzi di sussistenza dei bambini e delle donne in tutto il paese. La malnutrizione rimane una delle cause principali di oltre il 55 per cento di tutti i decessi infantili. Circa un terzo dei bambini sotto i cinque anni del Kenya soffre di malnutrizione cronica. Le indagini sanitarie e demografiche del 2003 hanno indicato che, in media, in Kenya ogni cinque minuti, moriva un bambino sotto i cinque anni. Circa un terzo dei quasi 300 bambini che morivano ogni giorno non raggiungevano il primo mese di vita. Le altre cause principali di mortalità infantile sono la malaria, la diarrea, le infezioni respiratorie, che sono in gran parte prevenibili e facilmente curabili. L’HIV/AIDS continua a rappresentare un grave problema in Kenya. Meno della metà della popolazione ha accesso all’acqua potabile.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF fa parte del Kenya Food Security Meeting (KFSM), guidato dall’Ufficio del Presidente. Il KFSM è un forum per la preparazione alle emergenze ed il coordinamento degli interventi gestito dal governo. L’UNICEF è co-presidente dei gruppi di lavoro sulla salute e la nutrizione, l’acqua e l’igiene e l’istruzione assieme ai rispettivi ministri. Questi gruppi di lavoro di settore sono dei sotto comitati del KFSM. L’UNICEF è inoltre un membro attivo del UN Disaster Management Theme Group che si occupa del coordinamento ed allineamento degli interventi dell’ONU a sostegno del governo. Sanità: l’UNICEF procurerà e distribuirà farmaci di emergenza ed attrezzature a 200 strutture sanitarie; formerà 100 operatori sanitari e 250 operatori al livello dei villaggi nei servizi di vaccinazione e della catena del freddo; fornirà scorte di farmaci di base a 683.768 persone in 10 distretti; formerà 250 operatori sanitari delle comunità affinché promuovano l’uso delle zanzariere trattate con insetticida; distribuirà 70.000 zanzariere trattate con insetticida a 9.000 famiglie. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità 1.500.000 Nutrizione 1.000.000 Acqua e servizi igienici 1.000.000 Istruzione 795.000 Protezione dell’infanzia 750.000 Ricoveri e coordinamento delle emergenze 750.000 Totale* 5.795.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Nutrizione: L’UNICEF fornirà e distribuirà generi alimentari di emergenza e attrezzature a circa 400 centri sanitari nei distretti più colpiti; formerà circa 1.200 operatori sanitari nelle pratiche di alimentazione dei bambini e dei giovani e nella gestione della malnutrizione. Acqua e servizi igienici: circa 100.000 sfollati usufruiranno delle seguenti attività: costruzione/riabilitazione di pozzi e di servizi igienici in 50 scuole; costruzione/riabilitazione di 100 pozzi ed installazione di pompe a trazione manuale per fornire acqua potabile a circa 25.000 persone; formazione di 200 team locali addetti alla gestione dell’acqua e 12 team centrali nella valutazione delle risorse idriche e dell’igiene; potenzierà le competenze di attuazione e di monitoraggio, di preparazione e di intervento durante i disastri, di strategia, pianificazione delle riparazioni ed analisi della qualità dell’acqua.

Istruzione: l’UNICEF fornirà a 50.000 scolari 1000 kit didattici e socioricreativi che li aiuteranno a proseguire gli studi; fornirà 10 tende per creare un ambiente di apprendimento sicuro in grado di ospitare 400 bambini; potenzierà le capacità del Ministero dell’Istruzione di preparazione e di risposta alle emergenze. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF potenzierà i servizi giovanili concentrandosi sugli sport e sulla formazione di facilitatori; si occuperà della formazione di assistenti legali delle comunità e di altri servizi di advocacy per i bambini durante le udienze mensili del tribunale mobile; formerà ed inserirà insegnanti nella rete di assistenza psicosociale. Ricoveri e coordinamento delle emergenze: l’UNICEF potenzierà le proprie capacità di preparazione e di intervento plurisettoriale per la fornitura immediata di kit per le famiglie per soddisfare le esigenze di 100.000 persone sfollate (a causa dei conflitti, le alluvioni o la siccità). In tal modo, tramite l’approccio congiunto del Country Team delle Nazioni Unite, compirà anche ogni sforzo per potenziare le capacità del governo del Kenya di occuparsi della gestione dei disastri (dalla preparazione alla risposta immediata ed efficace e alla ripresa).

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LESOTHO

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La crisi umanitaria del Lesotho deriva da un insieme di fattori economici, politici e sociali che sono alla base dell’attuale situazione di emergenza che riguarda la sicurezza alimentare, l’HIV/AIDS e la povertà. La grave siccità dell’Africa meridionale ha colpito il Lesotho nel decennio scorso e la situazione non è cambiata nel 2007, quando il governo ha dichiarato lo stato di emergenza. L’attuale situazione umanitaria nel paese sta mettendo in grave pericolo il benessere generale delle donne e dei bambini e si prevede che nel 2008 aggravi ulteriormente le già precarie condizioni del Lesotho.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: l’UNICEF procurerà e distribuirà scorte e attrezzature di emergenza a tutti gli ospedali ed i centri sanitari; fornirà assistenza a 60 centri di alimentazione terapeutica e formerà gli operatori sanitari nella gestione della malnutrizione grave. L’UNICEF continuerà anche a potenziare il sistema di controllo nutrizionale e di vaccinazione di routine, oltre ai servizi sanitari e nutrizionali e alla fornitura di integratori di vitamina A. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF fornirà acqua potabile e servizi igienici alle persone colpite attraverso la costruzione/riabilitazione di pozzi e di impianti igienici, la formazione di comitati per l’acqua, l’effettuazione di valutazioni dell’acqua e dell’igiene e la promozione dell’igiene e di programmi per l’educazione all’igiene nelle scuole, nelle comunità e nei centri sanitari. Istruzione: l’UNICEF sosterrà il monitoraggio della frequenza degli studenti e della presenza degli insegnanti, fornirà materiale scolastico di base e kit ricreativi per bambini che frequentano e che non frequentano la scuola. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF formerà operatori delle ONG, insegnanti e personale sanitario sulla prevenzione e la risposta alla violenza, gli abusi e fornirà assistenza psicosociale e formazione.

Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 634.000 Acqua e servizi igienici 990.000 Istruzione 150.000 Protezione dell’infanzia 575.000 Totale* 2.349.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

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MADAGASCAR

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Il Madagascar è un paese soggetto a disastri naturali, come la siccità endemica, le alluvioni ed i cicloni ricorrenti che provocano regolarmente danni alle comunità locali, ostacolano la crescita economica e rendono alcune parti del paese particolarmente vulnerabili all’insicurezza alimentare. Lo stato nutrizionale di bambini sotto i cinque anni è precario anche in condizioni normali. Secondo le ultime Indagini Demografiche e Sanitarie, il 13 per cento dei bambini soffre di malnutrizione acuta e di questi, il 3 per cento è affetto da malnutrizione grave. Nel 2005, il 69 per cento della popolazione viveva in condizioni di povertà ed il 27 per cento versava in uno stato di povertà assoluta. La portata e la frequenza delle situazioni di emergenza continuano ad essere problematiche. Gravi problemi strutturali, come l’inaccessibilità di alcuni paesi e villaggi (che rendono difficoltoso raggiungere le vittime dei disastri) e la povertà (vulnerabilità nelle situazioni impreviste a causa dell’impossibilità di accumulare risorse), ostacolano la capacità di ripresa delle popolazioni quanto quella di intervenire tempestivamente nelle emergenze.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia guida del gruppo nei settori dell’acqua e dell’igiene ed è co-presidente dei gruppi che si occupano di istruzione, sanità e nutrizione. Nel 2008, i programmi sostenuti dall’UNICEF prevedono di raggiungere almeno 6 milioni di bambini e 4 milioni di donne. Sanità: L’UNICEF proteggerà 150.000 bambini colpiti dai disastri naturali per mezzo delle seguenti attività: distribuzione di zanzariere trattate con insetticida /terapia combinata basata su artemisinina, Sali per la reidratazione orale e kit sanitari di emergenza; riabilitazione dei centri sanitari di base; servizi sul territorio per i programmi estesi di vaccinazione; potenziamento dei servizi ospedalieri mediante la fornitura di attrezzature, farmaci specifici e aliLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 menti terapeutici; ripristino della catena del freddo. Settore Dollari USA Nutrizione: L’UNICEF sottoporrà a monitoraggio per la malnutriSanità 1.700.000 zione 150.000 bambini colpiti dalle emergenze e predisporrà serNutrizione 1.300.000 vizi per la nutrizione. Acqua e servizi igienici 550.000 Acqua e servizi igienici: l’UNICEF proteggerà dalle malattie conIstruzione 1.200.000 tagiose fino a 60.000 persone sfollate mediante le seguenti attiviProtezione dell’infanzia 60.000 tà: distribuzione di generi non alimentari inerenti all’acqua e all’iRicoveri e generi non alimentari 300.000 giene; disinfezione/riabilitazione di pozzi delle comunità/famiglie e Totale* 5.110.000 dotazione di pompe idrauliche a trazione manuale; costruzione/riabilitazione di latrine di emergenza; svolgerà attività * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF di educazione all’igiene; formerà e sensibilizzerà sulle questioni 2006/7 datata 9 giugno 2006. relative all’acqua e igiene i sindaci, i direttori delle scuole ed i direttori dei centri sanitari ed i capi di Fokontany (capi dei villaggi). Istruzione: 75.000 scolari beneficeranno della campagna “Ritorno a scuola” e riceveranno tende, kit “scuola in scatola”, kit ricreativi e materiale scolastico aggiuntivo. L’UNICEF costruirà strutture per scuole/aule provvisorie; ripristinerà le scuole e costruirà latrine nelle zone colpite; formerà funzionari addetti all’istruzione nella preparazione/risposta alle emergenze; formerà insegnanti di scuola elementare, ponendo l’enfasi sull’HIV/AIDS e sull’educazione alla pace. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF migliorerà la capacità locale di garantire la protezione dei diritti dell’infanzia e fornirà assistenza psicosociale creando “Spazi a misura di bambino” e fornirà sostegno alle attività ricreative adatte a ridurre lo stress ed i traumi nei bambini. Ricoveri e generi non alimentari: l’UNICEF fornirà ricoveri di emergenza e altri articoli domestici di base (tende, teli impermeabili, utensili da cucina, ecc.) a 60.000 persone; consegnerà rifornimenti nei comuni più isolati per mezzo di un ponte aereo (usando elicotteri).

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MALAWI

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Nel Malawi sono stati identificati otto distretti vulnerabili a causa delle alluvioni, delle forti precipitazioni e dei lunghi periodi di scarsissima piovosità dove, se le condizioni economiche si aggravano, 519.200 persone rischiano l’insicurezza alimentare. Nel paese, oltre 4 milioni di bambini vivono in povertà. La povertà associata al numero crescente di contagi da HIV, aumenta la vulnerabilità dei poveri ai rischi e alle calamità. Di conseguenza, le donne ed i bambini sotto i cinque anni sono maggiormente esposti alle conseguenze dei disastri naturali, alla malnutrizione ed alle infezioni, nonché agli abusi ed allo sfruttamento.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: l’UNICEF predisporrà scorte mediche e farmaci di emergenza, compresi i sali per la reidratazione orale e sostanze a base di cloro, per 15 distretti esposti al colera, allo scopo di garantire il trattamento di 5.000 casi di colera; procurerà/distribuirà 15.000 zanzariere trattate con insetticida e farmaci per bambini sotto i cinque anni e donne in gravidanza che saranno ricoverati presso i reparti di riabilitazione della nutrizione, e potenzierà la regolare distribuzione delle zanzariere in tutte le zone colpite dalla malaria; fornirà assistenza per la cura di 3.500 bambini sotto i cinque anni al mese affetti da malnutrizione grave presso 95 reparti di riabilitazione della nutrizione e 201 centri di terapia a base comunitaria, su scala nazionale. In collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale, l’UNICEF sosterrà la cura di 40.000 bambini sotto i cinque anni affetti da malnutrizione moderata e 18.500 donne in gravidanza/in allattamento al mese per mezzo di attività di alimentazione integrativa; continuerà a sostenere il sistema di monitoraggio istituito per i centri di alimentazione terapeutica e di supporto nutrizionale; avvierà programmi di prevenzione, cura e assistenza nel campo dell’HIV e dell’AIDS; assisterà il Ministero della Salute nella conduzione di campagne nazionali per la somministrazione di vitamina A e di farmaci contro i parassiti intestinali rivolte a 956.000 bambini sotto i cinque anni. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Acqua e servizi igienici: l’UNICEF sosterrà il National Cholera Sanità e nutrizione 2.000.000 Task Force nella conduzione di campagne nazionali di sensibilizzazione sulla prevenzione del colera in tutte le comunità; riabiliterà i Acqua e servizi igienici 1.000.000 pozzi e adeguerà gli impianti igienico-saniari in 150 comunità; Istruzione 600.000 condurrà indagini sanitarie sulle fonti idriche ed effettuerà l’analisi Protezione dell’infanzia 600.000 delle fonti idriche domestiche con strisce reattive H2S per verificaTotale* 4.200.000 re la presenza di contaminazione con E. coli in 15 distretti esposti al colera; attuerà soluzioni a livello locale per migliorare le fonti * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF idriche, oltre alla clorazione; fornirà educazione all’igiene e assi2006/7 datata 9 giugno 2006. stenza per la gestione delle fonti idriche a 15 funzionari distrettuali addetti alla sanità e a 150 operatori, oltre a 1200 comunità e 2000 operatori presso 500 centri di assistenza all’infanzia delle comunità, 95 reparti di riabilitazione della nutrizione e 200 centri di alimentazione scolastica; fornirà taniche con rubinetti, secchi e tazze smaltate con manuale d’istruzioni e messaggi sul corretto utilizzo e conservazione dell’acqua, sullo smaltimento degli escrementi e dei rifiuti solidi; fornirà sapone e detergenti e diffonderà messaggi sull’igiene per la prevenzione del colera e di altre malattie; fornirà assistenza per la convocazione di riunioni dopo la stagione 2007/2008 del colera per la preparazione alla stagione successiva. Istruzione: l’UNICEF continuerà a concentrare gli sforzi sulla prevenzione della mancata frequenza scolastica, soprattutto gli orfani e gli altri bambini vulnerabili, nelle zone considerate a rischio elevato di insicurezza alimentare e di alluvioni; fornirà materiale scolastico di base a 32.000 scolari; distribuirà kit ricreativi a 30 scuole e a 30 centri giovanili; formerà 30 dipendenti del Ministero dell’Istruzione e di altre parti interessate sulla gestione dell’istruzione nelle emergenze; formerà 240 insegnanti elementari, ponendo l’enfasi sull’HIV e sull’assistenza psicosociale; riparerà/costruirà edifici scolastici e impianti igienico-sanitari, comprese latrine, orinatoi e lavandini in 15 scuole; sosterrà la costruzione di 15 strutture per scuole/aule provvisorie per ospitare 12.000 scolari. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF produrrà materiale sulla protezione dell’infanzia per prevenire lo sfruttamento dei bambini, in linea con la campagna “Stop child abuse” su scala nazionale; produrrà programmi radio, compresa la versione per la radio di “A Trolley Full of Rights”, per sensibilizzare sull’abuso di minori; sosterrà le ONG ad organizzare opere teatrali sul problema dell’abuso di minori in ciascun settore di autorità tradizionale; sosterrà l’istituzione di Unità di Polizia per il sostegno delle vittime a livello comunitario; formerà gli agenti di polizia di queste unità sull’approccio incentrato sul beneficiario della ludoterapia; formerà 400 operatori addetti alla protezione dell’infanzia sulla lotta all’abuso di minori.

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MOZAMBICO

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Nonostante i grossi passi in avanti nella riduzione dei livelli devastanti di povertà del paese ed i progressi graduali verso i traguardi fissati dal Piano di Azione Nazionale per la Riduzione della Povertà Assoluta e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il Mozambico è ancora una dei paesi meno sviluppati del mondo ed è classificato al 168° posto tra 177 paesi dall’Indice dello Sviluppo Umano del 2006. Ciò deriva soprattutto dallo stato cronico di vulnerabilità del paese e dalla crisi umanitaria dovuta a tre cause principali: l’infrastruttura debole dei servizi di base, che sono stati decimati da oltre un decennio di guerra civile; l’impatto dell’HIV/AIDS sulle capacità e sullo sviluppo nazionali, e la predisposizione del Mozambico ai disastri naturali, come le alluvioni stagionali, i cicloni ed i lunghi periodi di siccità. Questi fenomeni naturali compromettono i mezzi di sussistenza ed i servizi, esauriscono le già limitate capacità ed aggravano le vulnerabilità esistenti, soprattutto delle donne e dei bambini. Per esempio, i risultati preliminari della valutazione condotta dal Comitato di Valutazione della Vulnerabilità a giugno del 2007, indicano che molte famiglie colpite dalle alluvioni del bacino del fiume Zambezi e dal ciclone Favio abbattutosi nella provincia di Inhambane non saranno in grado di riprendersi dal trauma causato da questi disastri naturali e, pertanto, necessiteranno di assistenza umanitaria continua.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione infantile: l’UNICEF collaborerà con le autorità sanitarie locali per mitigare gli effetti del colera e per garantire una risposta adeguata; fornirà sostegno all’assistenza sanitaria preventiva e terapeutica nelle emergenze; sosterrà le iniziative di riabilitazione nutrizionale nelle zone colpite dai disastri; riabiliterà/costruirà punti di approvvigionamento idrico nelle zone colpite dai disastri; sosterrà iniziative per la prevenzione e la preLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008* parazione in caso di influenza aviaria in Mozambico. Settore Dollari USA Acqua e servizi igienici: l’UNICEF continuerà a sostenere l’ente Sanità e nutrizione infantile 2.200.000 preposto alla gestione dell’acqua del Mozambico nella riabilitazioAcqua e servizi igienici 1.500.000 ne/costruzione di punti di approvvigionamento idrico nelle zone Istruzione di base 800.000 colpite dai disastri; costruirà latrine e trasporterà l’acqua potabile Protezione dell’infanzia 400.000 mediante autobotti per le popolazioni colpite. Comunicazione dei programmi 100.000 Istruzione: al fine di garantire la prosecuzione delle attività di Coordinamento e interventi d’emergenza 650.000 apprendimento nel periodo immediatamente seguente a un’emerTotale** 5.650.000 genza, l’UNICEF fornirà assistenza agli enti preposti all’istruzione per l’approvvigionamento di materiale scolastico, come tende, kit *Il coordinamento è parte integrante della preparazione e della risposta alle emergenze, incluso nel calcolo delle priorità di tutti i settori del Rapporto sull’Intervento Umanitario. scolastici, kit di apprendimento e materiale didattico per gli inse** La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. gnanti. L’UNICEF sosterrà inoltre il Ministero dell’Istruzione e della L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006. Cultura nell’attuazione di un piano di preparazione e di risposta alle emergenze per il settore dell’istruzione. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF potenzierà le capacità della società civile a monitorare ed affrontare la violenza, lo sfruttamento e gli abusi; fornirà assistenza psico-sociale nelle emergenze; soddisferà le necessità delle persone più vulnerabili (fornendo kit di emergenza alla famiglie). Comunicazione dei programmi: l’UNICEF sosterrà la mobilitazione sociale delle comunità e le attività sul territorio sviluppando materiali che possano essere utilizzati dalle comunità per la comunicazione attraverso la radio, unità mobili sul territorio e attività teatrali a base comunitaria; fornirà materiale di sensibilizzazione sociale per promuovere le pratiche igieniche sicure e per la prevenzione del colera, della malaria e dell’HIV/AIDS in situazioni di emergenza. Interventi umanitari e coordinamento: l’UNICEF sosterrà l’Istituto Nazionale per la Gestione dei Disastri fornendo assistenza tecnica per la preparazione, il monitoraggio e la valutazione delle iniziative di risposta ai disastri; fornirà assistenza operativa per la valutazione delle emergenze e per il trasporto e la distribuzione di scorte umanitarie durante i disastri naturali, in base alle necessità.

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SOMALIA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Con l’escalation del conflitto, nel 2008 oltre 1,5 milioni di persone in Somalia avranno urgente bisogno di assistenza umanitaria rispetto a 1 milione nelle stesse condizioni all’inizio del 2007. Le donne ed i bambini della parte centrale e meridionale della Somalia sono i più colpiti, con migliaia di famiglie sfollate, prive di mezzi di sussistenza e un numero stimato di 83.000 bambini affetti da malnutrizione grave. In tutto il paese, si stima che appena il 20-25 per cento della popolazione abbia accesso ai servizi sanitari di base e soltanto il 29 per cento utilizzi fonti di acqua potabile. Non c’è da meravigliarsi se le malattie prevenibili e facilmente curabili rimangono le cause principali della morte di donne e bambini somali e se l’insicurezza abbia compromesso i tradizionali meccanismi di difesa indebolendo la protezione dell’infanzia.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia alla guida del gruppo nei settori della nutrizione, dell’acqua, dei servizi igienici e dell’istruzione. La risposta plurisettoriale sostenuta dall’UNICEF si prefigge di raggiungere, nel 2008, oltre 1,2 milioni di persone sfollate e vulnerabili, compresi almeno 350.000 bambini sotto i cinque anni (1,4 milioni con le vaccinazioni), 250.000 donne e 120.000 scolari. Sanità e nutrizione: l’UNICEF procurerà e distribuirà farmaci di emergenza e attrezzature di base alle strutture sanitarie; fornirà un pacchetto di interventi salvavita a 350.000 bambini; vaccinerà contro la polio 1,4 milioni di bambini e 250.000 donne contro il tetano; sosterrà 137 centri di alimentazione selettiva per garantire l’accesso alle terapie a 90.000 bambini malnutriti. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF fornirà a 1,2 milioni di persone sfollate o vulnerabili l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici riparando/costruendo pozzi e impianti igienico-sanitari; formerà 40 comitati locali addetti all’acqua e le autorità locali nella gestione e riparazione degli impianti; promuoverà le buone pratiche igieniche distribuendo sapone e pasticche per purificare l’acqua alle famiglie e realizzando interventi nel settore della sanità, la nutrizione e l’istruzione. Istruzione: l’UNICEF fornirà materiale scolastico di base a un totale di 120.000 bambini sfollati e colpiti dai conflitti e a 2.400 insegnanti; formerà gli insegnanti, ponendo l’enfasi sulla prevenzione dell’HIV, sull’educazione sui rischi delle mine e la terapia e l’assistenza psicosociale; riparerà/costruirà 20 scuole e installerà 400 tende adibite a scuole; garantirà la formazione per le competenze pratiche e utili nella vita quotidiana a 7.000 bambini e giovani vulnerabili.

Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 21.763.100 Acqua e servizi igienici 9.975.000 Istruzione 9.842.000 Protezione dell’infanzia 1.821.400 Ricoveri e generi non alimentari e risposta plurisettoriale 2.452.500 Coordinamento e servizi di sostegno 1.105.000 Totale* 46.959.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Protezione dell’infanzia: l’UNICEF sensibilizzerà le comunità sulla violenza di genere, sulla separazione delle famiglie, sul reclutamento dei bambini, la prevenzione dell’HIV, l’educazione sui rischi delle mine, fornendo a 20.000 bambine e donne informazioni, conoscenze e competenze per prevenire/proteggersi dall’HIV, dalla violenza sessuale e dagli abusi; formerà e metterà in campo operatori psico-sociali per la creazione di “spazi a misura di bambino”; provvederà al monitoraggio, la denuncia e le attività di advocacy relative alle violazioni della protezione. Ricoveri e generi non alimentari/risposta plurisettoriale: l’UNICEF terrà a disposizione scorte di materiali per allestire ricoveri di emergenza e generi non alimentari per oltre 40.000 persone; fornirà le competenze necessarie a 200 comunità e alle autorità di zona ad elaborare piani di preparazione e di risposta alle emergenze incentrati sulla protezione delle donne e dei bambini.

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SWAZILAND

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La prevalenza dell’HIV/AIDS nello Swaziland è la più alta di tutto il mondo. Oltre 200.000 persone, su una popolazione di 1,16 milioni, sono affetti da HIV. Attualmente, nel paese vivono più di 130.000 bambini orfani e vulnerabili, una cifra che si prevede raddoppierà entro il 2010. Il raccolto di mais 2006/07 è stato inferiore del 61 per cento rispetto alla media degli altri anni; 410.000 persone, compresi 180.000 bambini, hanno bisogno di aiuti umanitari in termini di prodotti alimentari e agricoli, interventi per l’Acqua e servizi igienici, assistenza nel settore della sanità e della nutrizione e della protezione dell’infanzia.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia che guida gli interventi nel settore dell’acqua, dei servizi igienici e dell’igiene, della nutrizione e della protezione dell’infanzia. Sanità e nutrizione: l’UNICEF procurerà e distribuirà farmaci e attrezzature di emergenza a 10 centri sanitari; formerà 300 funzionari statali nei servizi di vaccinazione; distribuirà 5.000 zanzariere trattate con insetticida a 2.000 famiglie; sosterrà fino a 1.200 bambini affetti da malnutrizione grave in 20 centri nutrizionali; formerà 300 operatori sanitari nella cura della malnutrizione grave. L’UNICEF effettuerà il monitoraggio dello stato nutrizionale mediante 50 centri di sorveglianza. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF fornirà a 60.000 persone colpite dalla siccità acqua potabile e servizi igienici mediante la riabilitazione/costruzione di pozzi trivellati e la riparazione di micro sistemi di approvvigionamento idrico nelle scuole, nelle comunità e nei punti di assistenza di quartiere (NCP – Neighbourhood Care Points); formerà 115 team locali addetti alla gestione dell’acqua, insieme a 140 promotori della salute, 115 sorveglianti delle pompe a mano, 10 operatori di pompe motorizzate, 50 analizzatori della qualità dell’acqua e 50 addetti alla clorazione dell’acqua. L’UNICEF promuoverà programmi per l’educazione e la sensibilizzazione all’igiene in 80 scuole e 35 comunità locali. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 600.000 Acqua e servizi igienici 1.200.000 Istruzione 737.500 Protezione dell’infanzia 600.000 Totale* 3.137.500

Istruzione: in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, l’UNICEF reintrodurrà la “Sovvenzione per l’istruzione delle comunità” in almeno 100 scuole al fine di garantire l’accesso e migliorare il rendimento e ridurre l’abbandono di 50.000 bambini orfani e vulnerabili. Inoltre, 800 operatori delle comunità saranno formati per rafforzare la collaborazione tra scuole e comunità e garantire la partecipazione delle comunità nei processi decisori. In aggiunta, l’UNICEF effettuerà il monitoraggio delle tendenze di abbandono scolastico in 100 scuole selezionate nelle zone colpite dalla siccità.

* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Protezione dell’infanzia: l’UNICEF mobiliterà le comunità e procurerà scorte per istituire e sostenere 200 nuovi ponti di assistenza di quartieri che forniranno sostegno di emergenza a 10.000 bambini orfani e vulnerabili nelle zone colpite dalla siccità. Nell’ambito di tale sostegno verranno forniti kit di assistenza psicosociale e materiali per lo sviluppo precoce e formazione per gli operatori. Inoltre, l’UNICEF sensibilizzerà i partner sui sei principi fondamentali del Codice di Condotta della Task Force per la Protezione dallo Sfruttamento e dagli Abusi Sessuali del Comitato Permanente Interagenzie.

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UGANDA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Più di due decenni di conflitti armati tra il governo ed i ribelli della Lord’s Resistance Army hanno protratto la complessa situazione umanitaria nell’Uganda settentrionale. Salute, nutrizione, acqua potabile, istruzione e protezione dei bambini e delle donne, che costituiscono l’80 per cento dell’1,5 milioni di sfollati sono diritti in gran parte negati. Gli indicatori umanitari nella subregione nordoccidentale di Karamoja continuano ad essere inferiori alle medie nazionali a causa del conflitto endemico in questa zona che coinvolge la popolazione agropastorale Karamajong.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF in Uganda è l’agenzia leader del gruppo nei settori dell’acqua, dei servizi igienici e dell’igiene, è leader anche del sottogruppo nel settore della protezione dell’infanzia e presiede il Gruppo di Lavoro sull’Istruzione nelle Emergenze. I programmi sostenuti dall’UNICEF prevedono di raggiungere entro il 2008 almeno 3,6 milioni di bambini e 3,6 milioni di donne. Sanità e nutrizione: l’UNICEF sosterrà 1,5 milioni di bambini e 200.000 donne in età fertile, oltre a 50.000 bambini affetti da malnutrizione acuta, fornendo accesso a servizi sanitari e nutrizionali di base di qualità, sia preventivi che curativi, a livello istituzionale e delle comunità. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF sosterrà 1 milione di persone vulnerabili nei campi profughi e nelle comunità dei rientrati, oltre ad altre 300.000 persone colpite dai disastri naturali, fornendo strutture idriche ed igienico-sanitare adeguate e sostenendo l’educazione all’igiene; coordinerà inoltre tutte le attività inerenti all’acqua e all’igiene in qualità di agenzia leader del gruppo del Comitato Permanente Interagenzie. Istruzione: L’UNICEF sosterrà 250.000 bambini in età scolare e 2.000 insegnanti mediante attività volte a creare spazi e condizioni sicure e adatte all’apprendimento in tutte le regioni colpite dai conflitti, oltre a sostenere iniziative quali il Movimento per l’Istruzione delle Bambine e le campagne per il “Ritorno a scuola”. L’UNICEF sosterrà altri 50.000 bambini in età scolare colpiti dai disastri naturali. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF sosterrà attività per 8.000 bambini e donne coinvolti nei gruppi armati, 400.000 donne e bambini a rischio di subire violenza di genere e altri 300.000 bambini di comunità colpite dai conflitti attraverso la creazione e l’estensione di sistemi e servizi “amici dei bambini” a livello distrettuale, istituzionale e delle comunità.

Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 8.191.920 Acqua e servizi igienici 17.619.593 Istruzione 13.717.400 Protezione dell’infanzia 9.784.755 HIV/AIDS 3.439.900 Ricoveri per le famiglie e generi 5.298.426 non alimentari Totale* 58.051.994 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

HIV/AIDS: l’UNICEF sosterrà 1,2 milioni di donne in gravidanza e donne in età fertile, tramite l’ampliamento dei servizi di prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio, aumentando l’accesso ai servizi sanitari e di cura dell’HIV e migliorando la qualità dell’assistenza e della cura delle persone affetta da HIV. L’UNICEF sosterrà inoltre 35.000 persone con infezione da HIV in stadio avanzato. Ricoveri per le famiglie e generi non alimentari: l’UNICEF sosterrà 590.000 persone vulnerabili nelle zone colpite dai conflitti e dai disastri naturali procurando e distribuendo generi non alimentari di base.

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ZAMBIA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Nello Zambia, un bambino su sei non arriva al quinto anno di età e su 100.000 nati vivi, 729 madri muoiono a causa di complicazioni associate alla gravidanza. Le cause della mortalità sotto i cinque anni sono malattie in gran parte prevenibili e curabili, aggravate dalla malnutrizione e dall’HIV/AIDS. La prevalenza dell’HIV è pari al 16 per cento tra la popolazione generale, ma raggiunge il tasso sproporzionatamente alto del 19 per cento tra le donne in gravidanza. Secondo le stime, l’HIV e l’AIDS contribuiscono con il 16 per cento alla mortalità sotto i cinque anni ed influiscono soprattutto sulla povertà e la vulnerabilità dei bambini. Oltre al pesante fardello dell’HIV e dell’AIDS, le famiglie devono fare i conti con redditi ridotti e i bambini devono affrontare i rischi sociali ed economici che comporta la loro condizione di orfani. Nel 2002, il 51,3 per cento della popolazione aveva accesso a fonti idriche migliorate ed il 23 per cento aveva accesso ai servizi igienici. Nel 2004, secondo le stime, in Zambia il 19 per cento (1,1 milioni) dei bambini sotto i 18 anni era orfano. Lo Zambia è anche regolarmente soggetto ad alluvioni e siccità. Nel 2007, i danni alle scuole causati dall’inondazione hanno fatto interrompere gli studi a circa 150.000 bambini.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia leader del gruppo nei settori della nutrizione, dell’acqua, dei servizi igienici e dell’igiene. L’UNICEF partecipa ai gruppi consultivi sulla protezione dell’infanzia, l’istruzione, la sanità e la nutrizione. Nel 2008 i programmi sostenuti dall’UNICEF prevedono di raggiungere almeno 1 milione di bambini e 500.000 donne. Sanità e nutrizione: l’UNICEF procurerà e distribuirà farmaci e attrezzature di base di emergenza a circa 500 centri sanitari per ridurre l’impatto dell’AIDS e della crisi alimentare in atto sulla salute e lo stato nutrizionale dei bambini sotto i cinque anni; nelle zone colpite si assicurerà che le donne in gravidanza siano identificate e siano loro forniti micronutrienti, profilassi contro la malaLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 ria, servizi di prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio e di terapia e cura delle madri, dei bambini e dei familiari. Settore Dollari USA Sanità, nutrizione, HIV e AIDS Acqua e servizi igienici Istruzione Protezione dell’infanzia Totale*

4.000.000 1.410.000 1.550.000 750.000 7.710.000

* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Acqua e servizi igienici: l’UNICEF programmerà e realizzerà interventi di emergenza nei settori dell’acqua, dei servizi igienici e dell’igiene nei distretti colpiti dalle alluvioni e soggetti a siccità attraverso la costruzione/riparazione di fonti di approvvigionamento idrico (circa 100 pozzi trivellati) nelle province meridionali, occidentali e orientali; costruirà/riparerà latrine (separate per maschi e femmine) e lavandini; promuoverà programmi di educazione e sensibilizzazione all’igiene in 200 scuole.

Istruzione: l’UNICEF fornirà sostegno al Ministero dell’Istruzione per la riparazione di 255 scuole danneggiate dalle alluvioni del 2007; fornirà materiale scolastico di base e kit ricreativi a 300 scuole; formerà 1000 insegnanti elementari; fornirà strutture per scuole/aule provvisorie a 300 scuole in caso di emergenza. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF formerà 90 facilitatori delle comunità sulla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne e altri principi umanitari al fine di sensibilizzare i membri delle comunità sui loro ruoli ed i loro obblighi come detentori di doveri e di diritti; formerà 100 comitati di assistenza pubblica delle comunità per monitorare gli abusi e la violenza basata sul genere e fornire assistenza psicosociale alle vittime della violenza; formerà almeno 300 agenti di polizia in base a un modello “amico delle vittime”.

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ZIMBABWE

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La situazione umanitaria nello Zimbabwe continua ad evolversi in concomitanza con una serie di fattori socio-economici complessi, che si sovrappongono e spesso si aggravano, con effetti negativi sulla salute e a livello sociale per le donne ed i bambini. L’inflazione in continuo aumento, il deterioramento delle infrastrutture, l’incapacità del settore pubblico di fornire i servizi sociali di base ed il forte impatto della pandemia dell’HIV/AIDS hanno determinato un peggioramento della salute e del benessere generale della popolazione. Inoltre, desta preoccupazione il rischio di epidemie e dell’aumento dei tassi di malnutrizione. Il clima sempre più imprevedibile, caratterizzato da scarsa piovosità e alluvioni, associato a restrizioni imposte dalle politiche (compresa la riforma fondiaria), stanno rendendo l’attività agricola sempre più difficile ed imprevedibile. A causa di ciò, nel 2008, al culmine della “stagione della fame”, 4,1 milioni di persone delle zone urbane e rurali non avranno la sicurezza alimentare.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: 2 milioni di persone beneficeranno delle seguenti attività dell’UNICEF: sostegno alla vaccinazione; distribuzione di 100.000 zanzariere trattate con insetticida a 17 distretti; sostegno ai servizi di prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio e di assistenza e trattamento dell’HIV/AIDS pediatrico per 5.000 bambini; integrazione dell’assistenza sanitaria neonatale nei servizi di assistenza sanitaria materna e infantile basati sulle comunità; sostegno alla realizzazione della gestione ospedaliera e basata sulle comunità della malnutrizione acuta di cui beneficeranno 5.000 bambini sotto i cinque anni; miglioramento dell’educazione alla nutrizione a livello di comunità associato ai programmi sull’HIV e per i bambini orfani e vulnerabili; potenziamento degli aspetti nutrizionali dei programmi per l’HIV; monitoraggio dello stato di salute e nutrizionale dei bambini; rafforzamento del coordinamento della risposta nel settore della nutrizione allo scopo di raggiungere le popolazioni più vulnerabili del paese. Acqua e servizi igienici: 3 milioni di persone beneficeranno delle seguenti attività dell’UNICEF: rafforzamento del coordinamento della risposta nei settori dell’acqua e dell’igiene e miglioramento della gestione settoriale e dello scambio di informazioni; prevenzione e controllo delle epidemie legate all’acqua e all’igiene e fornitura di scorte di emergenza; promozione delle buone pratiche igieniche e sanitarie; fornitura di sostanze chimiche per il trattamento dell’acqua alle aree urbane e trattamento dell’acqua nelle comunità che non hanno accesso all’acqua potabile; costruzione di 900 latrine; perforazione di 20 nuovi punti di approvvigionamento idrico e riparazione di 600 punti danneggiati nei distretti prioritari; sostegno allo sviluppo delle capacità istituzionali per una risposta efficace alle situazioni di emergenza.

Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 8.021.310 Acqua e servizi igienici 3.000.000 Istruzione 2.615.000 Protezione dell’infanzia 1.250.000 HIV/AIDS 900.000 Totale* 15.786.310 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Istruzione: circa 50.000 bambini beneficeranno delle seguenti attività dell’UNICEF: accesso all’istruzione di qualità per 5.000 bambini orfani e vulnerabili presso scuole satellite nelle comunità agricole; accesso alle scuole per i bambini delle zone soggette ai disastri per ridurre l’impatto potenziale dei disastri nelle zone colpite; sostegno alla stampa e distribuzione di Manuali di emergenza per gli insegnanti in 8.000 scuole e formazione di 16.000 insegnanti sulla preparazione alle emergenze. Protezione dell’infanzia: i seguenti interventi dell’UNICEF sono destinati a circa 600.000 persone: potenziamento delle capacità delle comunità e dei servizi pubblici di rispondere alla violenza sessuale e di genere; iniziative di advocacy con i parlamentari per la protezione contro la violenza sessuale e di genere e l’abuso di minore; mobilitazione e formazione delle persone responsabili sugli effetti della violenza e sul loro ruolo e le loro responsabilità nella prevenzione, il controllo e l’assistenza; mobilitazione dei giovani e dei bambini per partecipare alle attività di prevenzione, controllo e assistenza; identificazione, scambio e riproduzione delle buone pratiche nel campo della prevenzione e del controllo della violenza sessuale e di genere e degli abusi nei confronti dei bambini; potenziamento dell’accesso delle vittime ai servizi legali. HIV/AIDS: circa 90.000 bambini e giovani beneficeranno delle seguenti attività dell’UNICEF: fornitura alle bambine vulnerabili di materiale informativo sull’HIV e di accesso ai servizi di prevenzione dell’HIV; aumento della disponibilità di assistenza domiciliare di qualità basata sulle comunità e di consulenza per le persone affette da HIV/AIDS; distribuzione di 2.000 kit per l’assistenza domiciliare e di materiale per la ricostituzione delle scorte; sostegno ai centri di risorse ed ai gruppi di sostegno per adolescenti affetti da HIV/AIDS.

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MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI L’eterogenea regione del Medio Oriente e Nord Africa che comprende paesi ricchi di petrolio, a medio reddito e meno sviluppati è anche una delle regioni più instabili del mondo dal punto di vista politico. I conflitti in corso e l’insicurezza in Iraq e nel Darfur, l’occupazione dei territori palestinesi, la situazione delle popolazioni rifugiate, soprattutto irachene e palestinesi, il diffuso senso di instabilità nel Libano, nella Repubblica Islamica dell’Iran e nel Maghreb ed i continui disastri naturali hanno effetti devastanti sulle donne ed i bambini della regione.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Preparazione alle emergenze e formazione delle competenze: l’Ufficio Regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente ed il Nord Africa (MENARO) sosterrà i paesi che sono considerati maggiormente instabili/a rischio allo scopo di a) aggiornare gli scenari, b) esprimere in termini operativi e, c) mettere in pratica la pianificazione avanzata della risposta a livello sub-regionale e sub-nazionale, nell’ambito di un sistema interagenzie. Ciò risulterà particolarmente importante nei settori in cui l’UNICEF è l’agenzia guida del gruppo, in quanto ciò comporterà una responsabilità cruciale nei settori della preparazione e della risposta alle emergenze. UNICEF MENARO aiuterà inoltre a valutare le competenze dei partner nazionali e ad istituire/rafforzare le reti di coordinamento dei partner, nonché a migliorare le capacità dei partner attraverso la formazione continua nei settori della preparazione e della risposta alle emergenze. Rafforzamento della risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze (compresi i piani contro gli imprevisti e l’aumento delle capacità di risposta a livello regionale): qualora i fondi siano disponibili, UNICEF MONARO assicurerà ai paesi a rischio le competenze necessarie per dare assistenza immediata ad almeno 50.000 persone colpite all’insorgere di una crisi; predisporrà scorte nei paesi ad alto rischio o, se del Le necessità finanziarie dell’Ufficio Regionale caso, in una ubicazione centrale della regione; rafforzerà il meccaMedio Oriente e Nord Africa per il 2008 nismo di “aumento delle capacità” nella regione MONA, per conSettore Dollari USA sentire lo spiegamento immediato di personale esperto, soprattutPreparazione alle emergenze e 100.000 to nei settori in cui l’UNICEF è l’agenzia guida del gruppo; sosterformazione delle competenze rà il monitoraggio degli interventi e assisterà tutti gli uffici regionali nelle aree di crisi a definire e sviluppare indicatori basati sull’eRafforzamento della risposta d’emergenza 350.000 videnza allo scopo di sviluppare strumenti di advocacy per l’infanai disastri naturali e ad altre emergenze zia. Un funzionario addetto alle emergenze relative all’acqua, l’igieimprovvise ne ed i servizi igienici opererà a stretto contatto con gli uffici sul Collaborazioni e coordinamento 50.000 campo per valutare le capacità di controllo su acqua, igiene e serTotale* 500.000 vizi igienici nei paesi ad alto rischio ed identificare gli altri partner * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva in altri paesi prioritari. quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Coordinamento e collaborazioni: UNICEF MENARO continuerà a coordinare gli sforzi in relazione alle implicazioni sub-regionali delle crisi in Iraq e nel Territorio Palestinesi Occupato, promuovendo il coordinamento tra paesi e lo scambio di buone pratiche, con un’enfasi particolare sulla protezione e l’istruzione dei bambini; stabilirà una collaborazione con gli organismi nazionali e regionali e con i partner per organizzare attività formative sulla risposta alle emergenze per il personale dei rispettivi partner; continuerà a sostenere il coordinamento degli interventi attraverso una rete regionale inter-agenzie per la preparazione e la risposta alle emergenze.

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GIBUTI

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI I risultati delle Indagini Campione a Indicatori Multipli 3 condotte nel 2006 hanno indicato un tasso complessivo di malnutrizione acuta del 20,7 per cento e di malnutrizione grave della popolazione del 7,5 per cento. Si tratta di un livello allarmante secondo qualsiasi criterio che supera ampiamente la soglia critica del 15 per cento stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il deterioramento dello stato nutrizionale è cominciato diversi anni fa, come mostrano le indagini del Pan Arab Project for Family Health del 2002 che riportano un tasso di malnutrizione acuta del 17,9 per cento e di malnutrizione grave del 5,9 per cento. Secondo questi dati, lo stato nutrizionale dei bambini non è migliorato tra il 2002 ed il 2006: una situazione tipica di un’”emergenza dimenticata” che mette a rischio la sopravvivenza infantile. Sebbene il tasso di mortalità nei bambini affetti da malnutrizione acuta sia diminuito dall’11 per cento nel 2006 al 6 per cento alla fine di giugno del 2007, il problema è che meno del 30 per cento dei bambini sotto i cinque anni affetti da malnutrizione acuta sono attualmente curati. Gibuti è un paese semidesertico colpito dalla siccità a causa della cattiva qualità dell’acqua e delle difficoltà di accesso alle risorse che consistono principalmente di acque freatiche (oltre il 95 per cento). Nel paese non esiste neanche un corso d’acqua perenne. Quando cadono le piogge, fin troppo rare, danno vita a fiumi stagionali che riversano enormi quantità di acque nel Mar Rosso. Molti bambini, soprattutto le bambine, abbandonano la scuola perché devono andare a prendere l’acqua. Le popolazioni più indigenti sono costrette a percorrere fino a 30 km (andata e ritorno) al giorno per prendere l’acqua potabile. Nelle aree rurali, il 49,1 per cento delle persone non ha accesso a fonti protette di acqua potabile e di queste, almeno il 30 per cento ricorre a fonti non protette che non soddisfano gli standard sanitari minimi. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO Nutrizione 700.000 PER IL 2008 Acqua e servizi igienici 1.300.000 Totale* 2.000.000 Nutrizione: Nel 2008, l’UNICEF sosterrà il paese a raggiungere * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva almeno il 70 per cento dei bambini gravemente malnutriti per quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006. ridurre il tasso di fatalità a meno del 5 per cento attraverso le seguenti attività: incrementare la gestione dei casi di malnutrizione acuta moderata e grave nei centri sanitari e a livello delle comunità; procurare scorte per la gestione dei casi di malnutrizione; formare operatori sanitari e delle comunità; rafforzare l’educazione alla nutrizione a livello delle comunità; promuovere l’alimentazione infantile e dei bambini piccoli; rafforzare la sorveglianza sulla nutrizione; fornire integratori di vitamina A; potenziare le attività di monitoraggio. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF si concentrerà sulla riabilitazione delle stazioni di pompaggio dell’acqua e promuoverà la diversificazione dei sistemi di estrazione dell’acqua nelle zone rurali; potenzierà le capacità istituzionali e delle comunità e promuoverà l’igiene. Alcuni dei risultati principali previsti sono la riabilitazione di 15 stazioni di pompaggio, la protezione di 90 pozzi tradizionali e l’uso di pompe a mano; la fornitura alle famiglie di 315 kit per il trattamento dell’acqua; la formazione di 315 persone sulla manutenzione delle infrastrutture rurali dell’acqua e la costruzione di 15 latrine pubbliche.

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GIORDANIA IRACHENI SFOLLATI LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Il deterioramento generale della sicurezza all’interno dell’Iraq nel corso degli ultimi anni ha determinato un esodo senza precedenti della popolazione irachena. Nei soli paesi limitrofi hanno trovato rifugio circa 2 milioni di iracheni. La Giordania, che ospita fino a 750.000 iracheni, è uno dei paesi più colpiti da questa situazione. Il governo della Giordania, che non ha sottoscritto la Convenzione del 1951 sullo stato di rifugiato, ha accettato gli iracheni come ospiti.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia guida nel settore dell’istruzione e sta facilitando gran parte delle attività di base nei settori della sanità e della nutrizione. L’UNICEF sta anche assumendo la guida nella protezione degli iracheni sfollati in Giordania. Nel 2008, l’UNICEF prevede di raggiungere almeno 250.000 iracheni sfollati in Giordania. Sanità e nutrizione: l’UNICEF procurerà farmaci/attrezzature di emergenza per donne e bambini da distribuire ai centri sanitari che forniscono assistenza a un gran numero di pazienti esterni iracheni; sosterrà il governo nelle sue attività di vaccinazione fornendo attrezzature per la catena del freddo, vaccini e siringhe; somministrerà micronutrienti adeguati ai bambini vulnerabili e alle madri in gravidanza/in allattamento; formerà operatori sanitari collegati con le scuole in una serie di abilità psico-sociali di base che gli consentiranno di riconoscere, gestire e, ove necessario, di indirizzare a uno specialista i bambini e le persone che li accudiscono che mostrano segni di grave sofferenza. Istruzione: l’UNICEF continuerà ad acquistare scorte di base per gli studenti iracheni tramite il Ministero dell’Istruzione (compresi 40.000 libri di testo gratuiti); formerà almeno altri 1.800 insegnanti mettendoli in grado di identificare i bambini non accompagnati, somministrare le cure di base e indirizzare a uno specialista i bambini iracheni che hanno difficoltà ambientali, sociali ed emotive; continuerà a sostenere le ONG partner nell’identificare ed aiuLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 tare i bambini iracheni e giordani che necessitano di assistenza Settore Dollari USA particolare a tornare a scuola. Infine, nel 2008 l’UNICEF si adopeSanità e nutrizione 3.812.000 rerà per inserire i bambini iracheni nei programmi statali di istruzione informale. Inoltre, ed in ogni caso, l’UNICEF sosterrà le ONG Istruzione 11.770.000 che operano in questo campo per garantire che, ove possibile, i Protezione dell’infanzia 450.000 bambini iracheni siano inseriti nel sistema di pubblica istruzione e, Totale* 16.032.000 dove questo non sia possibile, che ricevano una formazione pro* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva fessionale o, almeno, un pacchetto minimo di abilità per la vita. quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Protezione dell’infanzia: l’UNICEF istituirà dei centri pomeridiani e delle associazioni genitori/insegnanti dove il personale e gli insegnanti ricevono formazione sulle abilità psico-sociali ed i bambini sono coinvolti in attività volte ad agevolarne l’inserimento nelle nuove scuole e a ridurre le difficoltà ambientali, sociali ed emotive. In ciascuno dei cinque settori in cui vi è un’alta concentrazione di bambini iracheni, l’UNICEF istituirà almeno un’organizzazione basata sulla comunità fornendo formazione/assistenza per identificare i problemi di protezione dell’infanzia.

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IRAQ

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Il conflitto in corso in Iraq continua ad avere effetti devastanti sui bambini del paese. Oltre 1 milione di sfollati hanno lasciato le proprie case da febbraio 2006 a oggi: il 70% di questi sono bambini e donne. L’insicurezza ha provocato la chiusura delle scuole, impedito l’accesso all’assistenza sanitaria di qualità e all’acqua potabile, oltre a lasciare molti bambini senza genitori. Allo stesso tempo, le comunità che ospitano le famiglie sfollate sono allo stremo. Nel 2008, l’UNICEF fornirà assistenza umanitaria a 532.650 donne e bambini iracheni vulnerabili.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF Iraq sta potenziando il proprio programma umanitario attraverso un sistema operativo integrato volto a fornire a un numero maggiore di famiglie irachene un pacchetto completo di servizi integrati di assistenza basato sulle loro necessità. Questo meccanismo si collegherà alle strutture esistenti di coordinamento, come il cluster approach, alle quali UNICEF Iraq partecipa attivamente ed ha la leadership nei settori dell’istruzione e cultura, delle infrastrutture e della riabilitazione, mentre in quelli della sanità e della nutrizione svolge funzioni di vice. Gli altri settori di intervento principali ai quali l’UNICEF partecipa attivamente sono quello dell’assistenza agli sfollati, ai rifugiati e per la ricerca di soluzioni durature e quello della governance. Sanità e nutrizione: al fine di garantire l’accesso ai servizi medici di base per 60.000 famiglie colpite, l’UNICEF sosterrà le campagne di vaccinazione, fornirà farmaci ed attrezzature di emergenza, promuoverà i servizi di assistenza sul territorio per le comunità remote, fornirà assistenza ai bambini malnutriti e manterrà la preparazione per la risposta di eventuali epidemie, comprese le malattie diarroiche. Acqua e servizi igienici: allo scopo di fornire acqua potabile ed servizi igienici a 720.000 persone vulnerabili, l’UNICEF fornirà approvvigionamento idrico di emergenza; riparerà le reti di approvvigionamento idrico e fognarie; costruirà latrine; distribuirà alle famiglie materiale di base per l’igiene ed intraprenderà attività di sensibilizzazione sull’igiene e lo smaltimento dei rifiuti. Istruzione: attraverso la fornitura di spazi provvisori di apprendimento o la costruzione/riparazione di strutture scolastiche, fino a 149.000 bambini sfollati e colpiti dalla guerra e 2.300 insegnanti beneficeranno di materiale scolastico di base e kit ricreativi e di formazione per gli insegnanti.

Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 10.519.579 Acqua e servizi igienici 16.295.290 Istruzione 10.964.147 Protezione dell’infanzia (compresi gli 5.503.844 interventi contro le mine) Totale* 43.282.860 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Protezione dell’infanzia e interventi contro le mine: l’UNICEF aumenterà l’assistenza ai bambini separati dalle famiglie o rimasti soli sviluppando e potenziando i meccanismi di protezione basati sulle comunità; incrementerà le iniziative a base comunitaria per la protezione e la risposta alla violenza di genere; sosterrà il rilascio e la reintegrazione dei bambini nei gruppi armati o detenuti. Gli sforzi per reintegrare i bambini che vivono negli orfanotrofi iracheni e altri istituti saranno intensificati. L’UNICEF continuerà a provvedere all’educazione sui rischi delle mine nelle comunità a rischio presso le scuole ed altre strutture delle comunità, elaborando e distribuendo materiale sui rischi delle mine ed agevolando l’apprendimento nelle comunità colpite.

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LIBANO

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La sfida principale per i programmi dell’UNICEF nel 2008 sarà di continuare a rispondere alle conseguenze della guerra di luglio del 2006, aggravate dal peggioramento degli indicatori socio-economici dovuto all’instabilità politica nel periodo successivo al conflitto, che influisce negativamente su zone meno dotate di servizi all’interno del paese. Il programma rafforzerà ed amplierà la portata di interventi programmatici multidisciplinari in sei Governatorati, che saranno incentrati sul miglioramento delle condizioni di almeno 600.000 bambini nei distretti mirati e sul sostegno a una campagna nazionale contro il morbillo che ha l’obiettivo di vaccinare oltre 1 milione di bambini.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 In collaborazione con il governo e con le ONG, l’UNICEF continuerà a rispondere ai bisogni di donne e bambini che subiscono le conseguenze della guerra di luglio del 2006, nei settori prioritari della sanità, l’acqua, l’igiene ed i servizi igienico- sanitari, l’istruzione e la protezione dell’infanzia, compresa l’educazione sui rischi delle mine. Data l’attuale instabilità del paese ed il rischio potenziale di un peggioramento della situazione, l’UNICEF collaborerà con tutte le organizzazioni impegnate nel paese allo scopo di garantire la preparazione e la risposta alle emergenze per mezzo di accordi di pre-allerta e la limitata predisposizione di scorte di aiuti. Sanità e nutrizione: l’UNICEF garantirà la copertura a livello regionale e locale delle attrezzature per la catena del freddo e formerà personale sanitario per 300 centri sanitari. La nuova politica del governo relativa al programma esteso di vaccinazioni (EPI) sarà attuata per garantire una migliore copertura dell’EPI in tutto il paese. In collaborazione con il Ministero della Salute Pubblica, sarà organizzata una massiccia campagna contro il morbillo per vaccinare oltre 1 milione di bambini nel 2008. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF fornirà a circa 600.000 persone l’accesso all’acqua potabile tramite la costruzione/riparazione di serbatoi di acqua/reti di approvvigionamento idrico, migliorando anche le strutture igieniche nelle scuole e nei centri sanitari di cui beneficeranno 100.000 persone. In collaborazione con le ONG, Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 l’UNICEF distribuirà kit per l’igiene e diffonderà messaggi per favoSettore Dollari USA rire il miglioramento delle norme igieniche, ponendo l’enfasi sulle Sanità e nutrizione 2.000.000 scuole pubbliche, a favore di 200.000 persone. Acqua e servizi igienici 2.500.000 Istruzione: l’UNICEF promuoverà l’iniziativa della “scuola amica Istruzione 700.000 dei bambini” e aggiungerà 55 nuove scuole alla rete esistente, a Protezione dell’infanzia 600.000 beneficio di circa 30.000 studenti di scuola elementare e media. In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, l’UNICEF produrrà Interventi contro le mine 150.000 e distribuirà nuovo materiale didattico per i bambini con bisogni Totale* 5.950.000 speciali e svilupperà/attuerà una politica sullo sviluppo della prima * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva infanzia. quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Protezione dell’infanzia: l’UNICEF svilupperà cinque reti regionali di protezione dell’infanzia allo scopo di identificare i bisogni ed affrontare i problemi relativi alla disabilità, l’emarginazione, l’assistenza psicosociale, l’assistenza domiciliare, la giustizia minorile, ecc., di cui beneficeranno circa 250.000 bambini e giovani. L’UNICEF istituirà inoltre una rete nazionale di centri e gruppi giovanili per incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla ripresa delle loro comunità attraverso la mobilitazione sociale, la risoluzione dei conflitti e la promozione della tolleranza. Interventi contro le mine: l’UNICEF elaborerà e distribuirà materiale per l’educazione sui rischi delle mine a 150 villaggi a rischio e collaborerà con il comitato direttivo nazionale per l’introduzione dell’educazione sui rischi delle mine nei programmi di insegnamento; formerà 250 persone sull’educazione sui rischi delle mine; provvederà alla formazione professionale e al miglioramento delle capacità di sussistenza di 100 sopravvissuti alle mine/ordigni inesplosi.

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SIRIA, REPUBBLICA ARABA IRACHENI SFOLLATI LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI L’instabilità e l’aumento della violenza in Iraq hanno determinato un esodo senza precedenti di iracheni dal paese. Circa 2 milioni di iracheni fuggiti dall’Iraq sono stati accolti dai paesi limitrofi. La Siria, che ospita circa 1,5 milioni di iracheni, è il paese maggiormente interessato da questi movimenti di popolazione. Il governo della Siria ha generosamente accolto questi rifugiati come ospiti, consentendo loro un certo grado di accesso alla sua infrastruttura di servizi sociali.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF sostiene attivamente e facilita il coordinamento nei settori dell’istruzione, della sanità e della nutrizione. L’UNICEF è all’avanguardia nella comprensione e nel soddisfacimento dei bisogni di protezione dei bambini iracheni rifugiati in Siria. Nel 2008, l’UNICEF prevede di raggiungere almeno 100.000 bambini nel settore dell’istruzione. I bisogni inerenti alla sanità dell’1,5 milioni di bambini iracheni rifugiati in Siria destano particolare preoccupazione. L’UNICEF intende continuare a collaborare con i partner per raggiungere i gruppi più vulnerabili tra i rifugiati iracheni, soprattutto le donne ed i bambini. Sanità e nutrizione: L’UNICEF condurrà una campagna di sensibilizzazione sociale su larga scale per mobilitare i leader delle comunità di rifugiati iracheni; fornirà formazione basata sulla comunità a donne/famiglie sull’assistenza sanitaria di base e la nutrizione delle madri e dei bambini; migliorerà i comportamenti inerenti alla richiesta di assistenza sanitaria in tutte le comunità irachene. Inoltre, l’UNICEF istituirà una task force di monitoraggio e valutazione allo scopo di valutare i servizi di assistenza sanitaria di base e garantire la qualità e l’effettiva fornitura dei servizi; istituirà un sistema di monitoraggio per garantire che tutte le scorte predisposte siano recenti e nel luogo giusto; istituirà un meccanismo di coordinamento con altre agenzie che forniscono assistenza sanitaria agli iracheni in Siria; svilupperà una strategia di advocacy Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 per garantire l’accesso e la qualità dei servizi di assistenza sanitaSettore Dollari USA ria. Sanità e nutrizione 7.400.000 Istruzione: l’UNICEF avvierà la fase 2 e la fase 3 della sua strateIstruzione 24.000.000 gia di istruzione per garantire che un maggior numero di bambini Protezione dell’infanzia 4.000.000 e adolescenti iracheni riprendano gli studi, e per dare assistenza Totale* 35.400.000 alle scuole siriane per questo afflusso improvviso di studenti. somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva Queste due fasi prevedono: la fornitura continuativa di attrezzatu- * Laquota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF re alle scuole; il miglioramento delle biblioteche scolastiche; la 2006/7 datata 9 giugno 2006. dotazione di materiale didattico per migliorare l’ambiente di apprendimento; riparazioni di piccola entità e manutenzione delle strutture igienico-sanitarie; conduzione di un forum sull’iniziativa “scuola amica dei bambini”; organizzazione di 18 workshop per il personale addetto alla formazione dei direttori e degli ispettori scolastici sulla gestione delle scuole e la protezione dei bambini; conduzione di un seminario sulla valutazione dei progetti scolastici; dotazione di attrezzature parascolastiche, nonché materiale ricreativo e psico-sociale relativo alle attività programmate. Protezione dell’infanzia: L’UNICEF estenderà l’attuale modello di “spazi a misura di bambino” ai centri della comunità Mezzaluna Rossa Siriana/ACNUR ed ai centri culturali delle zone irachene; potenzierà gli attuali “spazi a misura di bambino” nei centri di registrazione Douma aggiungendo una componente per gli adolescenti; creerà “spazi per gli adolescenti” che forniranno formazione sulle competenze pratiche, sulla prevenzione dell’HIV/AIDS e sull’empowerment; formerà dei gruppi “conosci una madre” nei centri delle comunità e culturali delle zone irachene; continuerà a formare i volontari della Mezzaluna Rossa Siriana sugli “spazi a misura di bambino”, gli “spazi per gli adolescenti” ed i gruppi “Conosci una madre”. Inoltre, l’UNICEF creerà un meccanismo per l’identificazione ed il riferimento dei casi più vulnerabili dagli “spazi a misura di bambino” alla consulenza psicologica/psichiatrica. I centri sanitari di base ed i centri psico-sociali forniranno assistenza psico-sociale ai rifugiati di Seyda Zeynab. Si sta progettando un ricovero per le vittime del traffico di esseri umani.

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SUDAN

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI A quasi tre anni dalla firma dell’accordo di pace, in tutto il Sudan la situazione umanitaria resta caratterizzata da gravi difficoltà ed ostacoli. Sebbene in tutto il paese siano in corso interventi di ricostruzione e di sviluppo, in vaste sacche persistono situazioni di emergenza. La crisi umanitaria più evidente è quella in atto in Darfur, dove il numero di sfollati è salito a 2,1 milioni di persone, mentre il conflitto armato minaccia quotidianamente la sicurezza e i mezzi di sussistenza di una larga parte della popolazione civile. In Sud Sudan continuano a persistere condizioni di precarietà, con patologie e mortalità materna e infantile tra le più alte al mondo. Anche l’Est e le cosiddette “Tre aree” presentano sacche con situazioni umanitarie difficili, e i paesi donatori sono stati meno attenti a sostenere queste aree meno visibili, con il risultato di un aggravamento della situazione umanitaria complessiva. L’insorgere di epidemie, la mancanza di servizi di base, disastri naturali e situazioni di conflitto intermittenti continuano a prostrare le comunità locali in ogni parte del paese.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia responsabile per i settori di intervento per acqua, servizi igienici ed educazione sanitaria; sostegno nutrizionale ed istruzione e svolge un fondamentale ruolo di guida e coordinamento nei settori sanità e protezione. I programmi sostenuti dall’UNICEF mirano a raggiungere almeno 10 milioni di bambini, donne e gruppi vulnerabili nel 2008. Sanità e nutrizione: l’UNICEF vaccinerà 1,4 milioni di bambini con meno di 1 anno con il vaccino trivalente per difterite-pertossetetano, contro la polio e il morbillo. Oltre 4,8 milioni di bambini sotto i 5 anni saranno vaccinati contro il morbillo; circa 1 milione di donne in gravidanza e 5,3 milioni in età riproduttiva riceveranno il vaccino contro il tetano neonatale e servizi di salute riproduttiva. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Sanità e nutrizione Acqua e servizi igienici Istruzione Protezione dell’infanzia e intervento contro le mine Generi non alimentari di prima necessità e risposta alle emergenze Assistenza su HIV/AIDS Assistenza al ritorno e reinserimento Totale*

Nord Sudan Area di programma 23.373.800 22.595.000 13.634.329 16.738.000 12.000.000 3.380.000 1.805.680 93.526.809

Sud Sudan Area di programma 13.274.526 16.463.500 10.745.000 7.855.200 5.538.000 2.000.000 971.000 56.847.226

Totale 36.648.326 39.058.500 24.379.329 24.593.200 17.538.000 5.380.300 2.776.680 150.374.035

* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Supplementi di vitamina A saranno somministrati a 6,8 milioni tra partorienti e bambini sotto i 5 anni e l’assistenza sanitaria sarà estesa a 6,7 milioni di bambini sotto i 5 anni e a 5,7 milioni di donne in età riproduttiva, fornendo inoltre zanzariere a durata prolungata contro la malaria per 2 milioni di bambini. Il sostegno dell’UNICEF al Governo e alle organizzazioni partner includerà formazione, coordinamento e assistenza tecnica, nonché scorte di aiuti e attrezzature. Il sostegno nutrizionale dell’UNICEF continuerà a garantire assistenza a 20.000 bambini affetti da malnutrizione grave e 350.000 da malnutrizione moderata, fornendo alimenti terapeutici, attrezzature correlate e assistenza tecnica ai programmi nutrizionali contro la malnutrizione. L’UNICEF continuerà a potenziare i sistemi di informazione sulla nutrizione; contribuirà alla prevenzione, controllo e cura delle malattie dovute a carenze di micronutrienti, attraverso la loro somministrazione, l’arricchimento e la diversificazione degli alimenti di base, migliorerà lo stato nutrizionale materno e infantile attraverso la distribuzione di un pacchetto minimo di servizi integrati contro la malnutrizione. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF e le organizzazioni partner forniranno accesso ad acqua potabile, servizi igienici ed educazione sanitaria a 2,3 milioni di persone; costruirà o riparerà 860 punti di rifornimento idrico; installerà 880 nuove pompe e 20 impianti idrici; garantirà il funzionamento e la manutenzione, in particolare nei campi sfollati, di 850 impianti idrici, inclusa la clorazione dell’acqua, formando all’uopo 2.000 operatori; attrezzerà 170 scuole con servizi idrici e igienici e vi promuoverà l’educazione sanitaria; installerà 11.000 tra gabinetti pubblici e familiari; promuoverà l’igiene domestica e ambientale mediante 1.000 educatori appositamente formati, sensibilizzando 2,3 milioni di persone sui benefici dell’utilizzo di acqua potabile e servizi igienici. Istruzione: l’UNICEF continuerà a svolgere una funzione cruciale per estendere in modo significativo l’accesso ad un’istruzione primaria di qualità in tutto il Sudan. Gli interventi di emergenza e ricostruzione dell’UNICEF saranno indirizzati a riportare a scuola 1,9 milioni di bambini colpiti da emergenze umanitarie o che vivono in aree in cui è in corso la transizione dagli interventi di emergenza a quelli di ricostruzione. L’UNICEF e le organizzazioni partner distribuiranno materiali scolastici a 1,9 milioni di bambini e formerà 10.500 maestri su metodologie incentrate sull’apprendimento del bambino, corsi di lingua inglese e altre materie fondamentali.

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Protezione dell’infanzia e educazione sui rischi delle mine: l’UNICEF continuerà a svolgere un ruolo cruciale per la protezione in tutto il Sudan di bambini, donne e gruppi a rischio di abusi, sfruttamento, violenze e mancanza di assistenza, con particolare attenzione ai bambini arruolati e utilizzati dai gruppi armati. L’UNICEF e le organizzazioni partner compiranno ogni sforzo per smobilitare, ricongiungere alle famiglie e reinserire 2.500 bambini soldato e per fornire assistenza psicosociale a 200.000 bambini traumatizzati dalla guerra; promuoverà la sensibilizzazione di 5 milioni di persone su temi fondamentali per la protezione dell’infanzia, come le mutilazioni genitali e i matrimoni precoci; fornirà informazioni a 400.000 persone a rischio per i percoli di mine e ordigni inesplosi; formerà le controparti e i membri delle comunità locali per ottenere risultati di lunga durata; formerà più di 1.300 operatori sui molteplici temi legati alla protezione dell’infanzia. Generi di prima necessità e risposta alle emergenze: nel Nord Sudan, inclusi i 3 Stati del Darfur, l’UNICEF fornirà generi non alimentari di prima necessità e ripari d’emergenza a 430.000 famiglie. Nel Sud Sudan, circa 20.000 membri di comunità impoverite che ospitano sfollati beneficeranno della fornitura e distribuzione di generi non alimentari di prima necessità. Inoltre, aiuti di base saranno stoccati in località strategiche per una pronta distribuzione in caso di emergenze improvvise. HIV/AIDS: l’UNICEF assisterà 400.000 persone a rischio a causa della condizione di sfollamento, dell’insorgere di epidemie, della guerra e di altri catastrofi. Gli interventi si concentreranno su iniziative di sensibilizzazione, formazione, assistenza psicosociale e assistenza medica di base, in particolare per la prevenzione della trasmissione madre-figlio dell’HIV/AIDS e per l’assistenza alle vittime di stupri. Assistenza al ritorno e reinserimento: l’UNICEF fornirà sostegno agli interventi umanitari in un’area vasta e complessa come il Sudan attraverso attività di comunicazione e informazione. A sostegno degli interventi di ricostruzione del 2008, l’UNICEF fornirà a circa 700.000 sfollati notizie sul processo di ritorno e di reinsediamento e, ad altre 5 milioni di persone, informazioni su come contrastare l’insorgere di epidemie, prevenire l’HIV/AIDS e numerosi altri rischi, sensibilizzando la popolazione su diversi fenomeni, incluso l’arruolamento di bambini soldato, le mutilazioni genitali femminili, gli aspetti legati all’igiene ed altro.

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TERRITORIO PALESTINESE OCCUPATO

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La mancanza di una soluzione politica duratura al più lungo conflitto in corso al mondo, continua a rappresentare il problema più insidioso per il Territorio Palestinese Occupato, con gravi conseguenze umanitarie per i bambini e le donne. Circa un quarto dei bambini non raggiungono il primo anno di età; i livelli di malnutrizione sono elevati ed in costante aumento; i tassi di iscrizione scolastica e di completamento dell’istruzione diminuiscono e gli adolescenti sono sempre più frustrati. Circa due terzi delle case non sono collegate al sistema fognario.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia leader nel settore dell’istruzione, dell’acqua e dei servizi igienici e della protezione dell’infanzia (assistenza psicosociale). Inoltre, sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ambito del programma sanitario. Si prevede che nel 2008, i programmi sostenuti dall’UNICEF porteranno beneficio a 1,8 milioni di bambini (da 0 a 14 anni) e 0,9 milioni di donne (in età riproduttiva). Sanità: l’UNICEF procurerà e distribuirà vaccini, scorte associate alla vaccinazione ed attrezzature per la catena del freddo alle strutture sanitarie di tutto il Territorio Palestinese Occupato; formerà almeno 370 operatori sanitari nel monitoraggio della crescita, la gestione delle carenze da macro e micronutrienti e l’alimentazione infantile nelle emergenze. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF fornirà a 300.000 studenti, 35.000 pazienti e 500.000 persone vulnerabili acqua potabile ed servizi igienici attraverso la costruzione/riparazione di impianti di approvvigionamento idrico ed igienico-sanitari in 42 scuole e 20 strutture di assistenza sanitaria di base. L’UNICEF distribuirà inoltre 1000 serbatoi d’acqua a famiglie selezionate nelle zone con scarso accesso all’acqua potabile. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Istruzione: un totale di 100.000 bambini vulnerabili beneficerà di Sanità 7.508.650 programmi di istruzione integrativa e 4.000 insegnanti di formazione incentrata sui bambini. Inoltre, 500 scuole elementari saranno Acqua e servizi igienici 2.792.800 dotate di materiale didattico per migliorare i processi di apprendiIstruzione 5.160.000 mento ed i risultati. Protezione dell’infanzia/assistenza 2.973.530 psicosociale Protezione dell’infanzia/assistenza psicosociale: tramite 14 Adolescenti 2.144.000 team mobili composti da psicologi professionisti, l’UNICEF fornirà assistenza psicosociale a 100.000 bambini e consentirà alle perTotale* 20.578.980 sone che li accudiscono di proteggere i bambini dalla violenza, * La somma totale include un tasso di copertura massimo del 7%. L’effettivo tasso di copertura sulle continuando a sostenere cinque centri di difesa socio-legale e tre donazioni sarà stimato in accordo con la Decisione del Consiglio esecutivo 2006/7 del 9 giugno 2006. reti di organizzazioni per la protezione dell’infanzia. A 100.000 bambini e 40.000 famiglie sarà fornita l’educazione sui rischi delle mine e delle armi leggere. Adolescenti: l’UNICEF sosterrà 40 “centri per adolescenti” che forniranno istruzione informale e attività ricreative a 96.000 adolescenti. Circa 10.000 adolescenti e genitori riceveranno assistenza psicosociale, mentre 40.000 bambini e adolescenti usufruiranno di attività ricreative e sportive in 40 “spazi sicuri per il gioco”.

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AMERICHE E CARAIBI

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI I disastri naturali nella regione delle Americhe e i Caraibi, il conflitto in Colombia e l’instabilità ad Haiti continuano ad essere cause di morte, perdita di mezzi di sussistenza, aumentando il numero di sfollati, deteriorando infrastrutture di base, e cosa ancora più grave, i bambini, i giovani e le donne continuano ad essere i più vulnerabili e i più colpiti da questa situazione.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sviluppo delle competenze di controparti nazionali, organismi sub-regionali, partner IASC e uffici sul campo dell’UNICEF sugli Impegni fondamentali per i bambini nelle emergenze per risposta per gruppo specifico: l’Ufficio regionale UNICEF per le Americhe e i Caraibi (TACRO) fornirà assistenza tecnica e formazione alle controparti governative, i partner dell’Inter-Agency Standing Committee e lo staff degli uffici sul campo dell’UNICEF riguardo l’approccio da adottare sui diritti e altre specifiche questioni. Inoltre, il livello regionale faciliterà la revisione e l’aggiornamento dell’emergenza dell’ufficio sul campo i processi di pianificazione della preparazione e della risposta. È importante evidenziare che un gruppo di lavoro nell’Ufficio regionale guiderà questo processo. Rafforzare la risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze (inclusa la pianificazione contingente e la capacità regionale di risposta istantanea): l’UNICEF TACRO accrescerà la sua capacità di sostenere gli uffici sul campo con fornitura rapida di rifornimenti essenziali e l’impiego di risorse umane formate, e migliorerà il sistema regionale di allarme tempestivo. Un funzionario regionale per l’emergenza garantirà un sostegno costante. Le necessità finanziarie dell’Ufficio Regionale Americhe e Caraibi per il 2008 Settore Sviluppo delle competenze delle controparti nazionali, gli organismi sub-regionali (Agenzia caraibica per la risposta e l’emergenza ai disastri – CDERA, Centro di coordinamento per la prevenzione dei disastri naturali in America centrale – CEPREDENAC e il Comitato andino per la prevenzione dei disastri e l’assistenza – CAPRADE), i partner IASC e gli uffici sul campo dell’UNICEF riguardo i CCCs per la risposta in base alle competenze Rafforzamento della risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze improvvise Sostegno a iniziative di riduzione del rischio di disastri, con particolare concentrazione al settore dell’istruzione Totale*

Dollari USA 400.000

350.000 350.000 1.100.000

* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.** Da questi totali sono esclusi i progetti nazionali.

Sostegno a iniziative di riduzione del rischio di disastri, con particolare attenzione al settore dell’istruzione: l’UNICEF TACRO aumenterà la sua capacità di mobilitare e organizzare gli attori governativi e la cooperazione internazionale di Ong che lavorano a livello regionale, sub-regionale, nazionale e locale per sostenere attività di riduzione del rischio, principalmente nel settore dell’istruzione.

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COLOMBIA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Come conseguenza di più di quattro decadi di violenza armata, la complessa situazione umanitaria della Colombia ha un impatto devastante sui bambini e le donne. Secondo le cifre ufficiali, 1.976.970 persone sono sfollate negli ultimi dieci anni, di queste il 2% sono indigeni e il 5,5% afro-discendenti (Registro unico della popolazione sfollata, febbraio 2007). La presenza di mine terrestri e ordigni inesplosi rappresenta un problema grave e crescente in Colombia. Le statistiche ufficiali del governo registrano 6.426 vittime tra il 1990 e il 1° ottobre 2007, di cui 635 erano bambini e 199 donne. Le condizioni geografiche e climatiche della Colombia la rendono particolarmente vulnerabile ai disastri naturali. Nei primi otto mesi del 2007, 692.000 persone sono state colpite da inondazioni, frane o tempeste con forti venti.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Assistenza e protezione dei bambini sfollati e per altre emergenze complesse: l’UNICEF sosterrà 25.000 sfollati, principalmente donne e bambini, costretti a sfollare o esiliati in seguito alla violenza generata dai gruppi armati illegali, fornendo sistemi idrici e sanitari di base temporanei, documenti per la registrazione delle nascite, kit scolastico, assistenza psicosociale per bambini e informazione su come rivendicare i propri diritti e avere accesso all’assistenza. Assistenza d’emergenza: in coordinamento con le altre agenzie delle Nazioni Unite in Colombia, l’UNICEF sosterrà 60.000 persone colpite da disastri naturali, principalmente donne e bambini, distribuendo kit scolastici, fornendo assistenza psicosociale e ricostruendo le scuole e i sistemi idrici e sanitari di base. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Assistenza e protezione dei bambini 1.000.000 sfollati e per altre emergenze complesse Assistenza d’emergenza 2.500.000 Azione umanitaria contro le mine 750.000 Prevenzione del reclutamento dei bambini 1.000.000 e protezione dei bambini smobilitati dai gruppi armati Totale* 5.250.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Azione umanitaria contro le mine: l’UNICEF sosterrà 75.000 persone che vivono in aree in cui esiste un alto rischio di incidenti collegati a mine terrestri e ordigni inesplisi; fornirà informazioni a 12.000 famiglie sui pericoli delle mine terrestri e odigni inesplosi e l’adozione di pratiche sicure di comportamento; sosterrà 8 Piani d’azione integrale anti-mine a livello dipartimentale e 30 a livello municipale; fornirà informazioni al 45% di tutte le nuove vittime civili di mine terrestri e ordigni inesplosi su come accedere all’assistenza sanitaria e come rivendicare i propri diritti. Prevenzione del reclutamento dei bambini e protezione dei bambini smobilitati dai gruppi armati: l’UNICEF eseguirà e sosterrà azioni per prevenire il reclutamento in gruppi armati illegali di 70.000 bambini; e fornirà assistenza tecnica a istituzioni nazionali con il fine di aumentare la copertura dei programmi nazionali che hanno come obiettivo la reintegrazione in familiare e comunitaria di adolescenti smobilitati da gruppi armati illegali.

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HAITI

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Haiti è il paese più povero nell’emisfero occidentale, con più del 50% della popolazione che sopravvive con meno di un dollaro al giorno e quasi il 45% che ha un’età inferiore ai 18 anni. Un bambino su dodici muore prima di compiere cinque anni, soprattutto a causa di malattie che si possono prevenire, malattie collegate all’acqua e della malnutrizione. Nel 2007, disastri naturali ricorrenti hanno causato centinaia di decessi e migliaia di sfollati hanno danneggiato agricoltura, case, strutture sanitarie e scuole di tutto il paese.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: l’UNICEF affronterà le necessità sanitarie di base di 20.000 persone attraverso l’invio e la distribuzione di kit di emergenza; fornirà sostegno nutrizionale a 10.000 donne incinte e in allattamento e a 11.500 bambini che soffrono di malnutrizione moderata e grave. Inoltre l’UNICEF distribuirà 50.000 zanzariere trattate con insetticida a persone che vivono in zone colpite da inondazioni frequenti; vaccinerà, se necessario, 50.000 bambini sotto i cinque anni nelle aree colpite. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF supervisionerà la perforazione di 60 nuovi pozzi e ristrutturerà 100 pozzi già esistenti per fornire acqua potabile sicura a circa 100.000 persone; ristrutturerà e costruirà cinque sistemi idrici, costruirà 1.000 latrine domestiche e 10 latrine in istituti pubblici; promuoverà l’educazione all’igiene e ambientale in 200 comunità; formerà 200 comitati locali per l’acqua al fine di garantire il funzionamento adeguato e la manutenzione delle strutture igiencio-sanitarie e idriche. Gli interventi sopra menzionati raggiungeranno 200.000 persone, con particolare attenzione verso donne e bambini. Istruzione: 40.000 bambini vulnerabili della scuola pubblica e 700 insegnanti beneficeranno delle seguenti attività-chiave: fornitura di materiali scolastici di base, tra cui cartelle scolastiche, quaderni e matite a 40.000 bambini della scuola primaria; formazione a 700 insegnanti, con particolare attenzione all’educazione sull’HIV/AIDS e alla pace; ristrutturazione di scuole e costruzione di latrine in tutte le scuole pubbliche delle località selezionate. In caso di emergenze, si installeranno 50 scuole temporanee e si fornirà materiale scolastico a 15.000 studenti.

Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 2.000.000 Acqua e servizi igienici 1.500.000 Istruzione 1.500.000 Protezione dell’infanzia 1.500.000 Preparazione alle emergenze 350.000 Totale* 6.850.000

Protezione dell’infanzia: l’UNICEF promuoverà l’estensione della protezione, l’assistenza e il sostegno ai bambini colpiti dalla somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva violenza che vivono nelle zone delle aree metropolitane che sono * Laquota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006. tornate ad essere accessibili. Inoltre l’UNICEF migliorerà la risposta nazionale e il sostegno a donne e bambini vittime di violenza sessuale, attraverso un progetto attuato in collaborazione con il Fondo delle Nazioni Unite per le donne e il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione. I bambini e le famiglie ritenuti esposti al rischio di disastri naturali avranno la priorità nel beneficiare di attività di protezione, come l’assistenza psicosociale, la creazione di spazi a misura di bambino, attività scolastiche ed extra-scolastiche, il miglioramento delle strutture idriche, igieniche e sanitarie; attività effettuate congiuntamente ad altri programmi dell’UNICEF. L’educazione sulla prevenzione dell’HIV/AIDS continuerà tra i bambini vulnerabili e i giovani, come i bambini di strada e gli orfani. Questi bambini, specialmente quelli affetti o colpiti dall’HIV/AIDS, beneficeranno anche del rafforzamento dei servizi diretti a indirizzarli a strutture sanitarie al fine di garantire il loro accesso all’assistenza medica e psicosociale. Preparazione alle emergenze: le principali aree di intervento per il 2008 riguarderanno la formazione di partner governativi e non governativi nella preparazione e nella risposta all’emergenza, con particolare attenzione alla risposta adeguata alle inondazioni e ai bisogni delle popolazioni sfollate (le emergenze più comuni ad Haiti). L’UNICEF inoltre procurerà e distribuirà forniture di emergenza, tra le quali sono inclusi i magazzini periferici gestiti da nostri partner; formerà i partner nella gestione dei magazzini, la distribuzione, la valutazione e la redazione di rapporti; e accrescerà le capacità del governo.

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AFRICA OCCIDENTALE E CENTRALE

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI I conflitti, i disastri naturali e, cosa più importante, la povertà endemica continuano a creare insicurezza e instabilità nella regione dell’Africa occidentale e centrale. Quasi un milione4 di profughi a causa dei conflitti nella sola Africa occidentale. Come negli anni precedenti, la malnutrizione e la mancanza di sicurezza alimentare continuano ad essere i problemi principali nel Sahel, dove nel 2008 si stima che 1,4 milioni di bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta e oltre 380.000 di malnutrizione acuta grave. Nel 2007, una stagione insolitamente piovosa ha provocato una delle peggiori alluvioni degli ultimi 10 anni in Africa occidentale, che ha colpito oltre 600.000 persone in 14 paesi.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Oltre ad essere l’agenzia guida del gruppo per la nutrizione, l’acqua, i servizi igienici e l’igiene, l’ufficio regionale dell’UNICEF per l’Africa occidentale e centrale (WCARO) ha la co-presidenza dei gruppi consultivi per l’istruzione e la sanità. Si prevede che, nel 2008, i programmi sostenuti dall’UNICEF raggiungano almeno 6 milioni di bambini e 4 milioni di donne. In collaborazione con altre agenzie dell’ONU e ONG, con la componente principale del suo programma umanitario regionale, WCARO continuerà a soddisfare i bisogni delle persone colpite dai conflitti e dai disastri naturali. Rafforzamento della risposta d’emergenza ai disastri naturali e ad altre emergenze (compresi i piani contro gli imprevisti e l’aumento delle capacità di risposta a livello regionale): WCARO continuerà a rafforzare le capacità a livello regionale e nazionale nei settori della preparazione e della risposta alle emergenze in contesti d’emergenza di scala ridotta. Si concentrerà soprattutto sullo sviluppo della capacità dell’Ufficio regionale di preparazione e risposta alle alluvioni e altri disastri naturali improvvisi che possono verificarsi l’anno venturo. Le necessità finanziarie dell’Ufficio Regionale Africa occidentale e centrale per il 2008 Sanità e nutrizione: circa 1,4 milioni di bambini sotto i cinque Settore Dollari USA anni affetti da malnutrizione acuta o grave del Sahel beneficeranRafforzamento della risposta d’emergenza 1.091.400 no di un progetto di nutrizione di emergenza con il sostegno della ai disastri naturali e ad altre emergenze regione. Nel Camerun, circa 100.000 bambini sotto i cinque anni improvvise e 2.000 bambini profughi sotto i cinque anni della Repubblica Centrafricana affetti da malnutrizione acuta e grave beneficeranno Sopravvivenza infantile e nutrizione 7.489.478 delle iniziative di prevenzione e gestione. Per far fronte ai 37.737 Acqua e servizi igienici 4.215.800 casi di meningite accertati tra gennaio e luglio 2007 in 12 paesi Istruzione 1.147.975 WCARO, l’UNICEF rafforzerà la preparazione e la risposta alle epiHIV/AIDS 909.500 demie future mettendo a disposizione vaccini polisaccaridici, farmaci di prima linea e scorte e attrezzature di laboratorio, tra le altre Protezione dell’infanzia 2.196.800 iniziative. Totale* 17.050.953 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva Acqua e servizi igienici: WCARO rafforzerà la propria risposta a quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF livello regionale nei settori dell’acqua, dei servizi igienici e dell’igie2006/7 datata 9 giugno 2006. ne in quattro paesi selezionati soggetti a epidemie ricorrenti di colera, ad alluvioni e siccità. La collaborazione tra i settori dell’acqua, dei servizi igienici, dell’igiene e della nutrizione sarà rivolta alle comunità più vulnerabili allo scopo di favorire i comportamenti sani e migliorare le condizioni dell’acqua e dell’igiene per ridurre l’incidenza della diarrea e la prevalenza dell’elmintiasi connessa all’acqua. I piani di azione per la riduzione dei rischi ambientali e comportamentali hanno l’obiettivo di limitare l’insorgenza e l’incidenza delle epidemie di colera in alcuni punti caldi. Infine, i partner del gruppo del settore dell’acqua, dei servizi igienici e dell’igiene potranno beneficiare dello sviluppo di una rete regionale di gestione online delle conoscenze e delle informazioni del gruppo acqua, servizi igienici e igiene. HIV/AIDS: UNICEF WCARO si concentrerà sugli adolescenti vulnerabili di diversi paesi dell’Africa occidentale con l’obiettivo di prevenire l’HIV/AIDS. Questo sarà realizzato agevolando l’accesso di profughi, rifugiati e comunità ospitanti ad informazioni corrette e servizi ed, in particolare, sviluppando le abilità delle donne giovani e adolescenti. Altre iniziative sono il sostegno ai centri per adolescenti; la produzione di materiale; la formazione degli educatori e la promozione di programmi di sensibilizzazione e di informazione. Protezione dell’infanzia: un totale di 932.000 donne e bambini della Guinea e di rifugiati liberiani e ivoriani beneficeranno delle iniziative volte a ridurre i tassi di morbilità e di mortalità. I bambini colpiti dai conflitti armati nella Repubblica Centrafricana, nel Ciad e nella Costa d’Avorio beneficeranno delle lezioni sul disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione apprese durante i processi di smobilitazione in Liberia e Sierra Leone. La formazione sul ritrovamento e riunificazione delle famiglie migliorerà l’efficacia ed il coor-

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La cifra esatta è 972.390. Fonte: ACNUR, Mappa delle popolazioni sfollate dell’Africa occidentale, compresi rifugiati, profughi e asilanti, disponibile sul sito http.//www./relief-

web,int/rw/fullMaps_Af.nst/luFullMap/AB115ABOC46233DE8;257356004DACFD/$File/ocha:IDP_afr070913.pdf?OpenElement.

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dinamento di queste tecniche in otto paesi WCARO. Le iniziative di reintegrazione basate sulla comunità saranno destinate a 250 madri bambine coinvolte con le forze armate in Liberia e Sierra Leone. Dell’iniziativa frontaliera interagenzie basata sulle esperienze del Mano River Union e della Costa d’Avorio beneficeranno sia i bambini arruolati nelle forze armate, sia le popolazioni che si spostano tra il Camerun, il Ciad, la Repubblica Centrafricana e il Sudan. Una ricerca interagenzie sugli interventi sarà condotta sulla protezione dell’infanzia in situazioni di mobilità nelle zone di frontiera del Gambia, della Guinea, Guinea-Bissau e Senegal. La Costa d’Avorio e la Guinea saranno i primi paesi a far parte di una più ampia iniziativa di formazione sulla preparazione alle emergenze nel campo della protezione dell’infanzia, compresa la formazione psico-sociale degli addetti alla formazione. Infine, una strategia coordinata per sviluppare le competenze degli educatori nelle emergenze ha lo scopo di prevenire i conflitti e costruire la pace in tutti i paesi dell’Africa occidentale. Istruzione: UNICEF WCARO costruirà 58 spazi di apprendimento temporaneo e 36 aule permanenti a sostegno dei bambini della Repubblica Centrafricana rifugiati nel Camerun orientale e settentrionale; formerà 94 insegnanti; procurerà 2.000 banchi scolastici e procurerà e distribuirà kit per lo sviluppo della prima infanzia e kit “scuola in scatola”.

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CIAD

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La situazione della nutrizione nel Ciad rimane estremamente precaria, con livelli di malnutrizione acuta che raggiungono il 20 per cento tra gli sfollati ed il 18 per cento nelle comunità ospitanti, oltre alla crisi nei settori dell’istruzione, dell’approvvigionamento idrico e dell’HIV/AIDS. La già precaria situazione umanitaria nel Ciad orientale si è acuita notevolmente nel 2007. L’aumento degli attacchi dei ribelli e dei Janjawids e dei contrattacchi dell’Esercito del Ciad ha costretto alla fuga un gran numero di persone. L’afflusso di sfollati ha messo sotto pressione i servizi esistenti ed ha acuito le vulnerabilità della popolazione.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Nutrizione: circa 200.000 sfollati, 78.890 rifugiati sudanesi, le popolazioni ospitanti e le donne in gravidanza e in allattamento beneficeranno delle iniziative per la prevenzione e la cura della malnutrizione acuta, tra cui: il sostegno al trattamento erogato a livello comunitario e lo sviluppo di strumenti di monitoraggio; la fornitura di alimenti terapeutici, micronutrienti, farmaci essenziali ed attrezzature antropometriche; la formazione dei partner sulla prevenzione/la cura della malnutrizione acuta; l’attuazione di sistemi di controllo nutrizionale; l’organizzazione di due tornate di somministrazioni di vitamina A e di farmaci contro i parassiti intestinali per i bambini sotto i cinque anni; reidratazione ed integratori di zinco per i bambini affetti da diarrea e la promozione dell’allattamento esclusivo al seno fino a 6 mesi e delle pratiche corrette di alimentazione dei bambini da 6 a 24 mesi di età. Sanità: circa 48.000 bambini da 0 a 11 mesi, 239.000 bambini sotto i cinque anni, 5,4 milioni di adulti, comprese donne in gravidanza e in allattamento, beneficeranno delle seguenti attività: fornitura ai centri sanitari di vaccini, servizi di vaccinazione e attrezzatura della catena del freddo; potenziamento del sistema di gestione integrata delle malattie infantili erogato a livello comunitario e di protezione dalla malaria, le infezioni respiratorie e le malattie traLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 smesse mediante l’acqua; sostegno ai servizi/partner per l’organizSettore Dollari USA zazione delle attività di vaccinazione; monitoraggio della vaccinazioNutrizione 5.787.202 ne e attività di gestione integrata delle malattie infantili; formazione di operatori sanitari nella gestione delle vaccinazioni; sostegno alle Sanità 6.976.400 campagne di mobilitazione sociale per sensibilizzare sui programmi HIV/AIDS 2.311.200 sanitari e sostegno al controllo della malaria. Istruzione 11.062.088 HIV/AIDS: circa 154.000 giovani da 10 a 24 anni e 200.000 Protezione dell’infanzia 7.074.840 donne adulte delle popolazioni sfollate e delle comunità ospitanti, Acqua e servizi igienici 11.290.640 e circa 10.000 rifugiati centrafricani tra 10 e 24 anni, donne in Educazione sui rischi delle mine 139.100 gravidanza e in allattamento e persone affette da HIV/AIDS beneTotale* 44.641.470 ficeranno delle seguenti attività: formazione sulle competenze pratiche attraverso l’educazione sessuale/la prevenzione delle malat* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF tie a trasmissione sessuale e dell’HIV/AIDS negli adolescenti; svi2006/7 datata 9 giugno 2006. luppo di strategie/produzione di materiale didattico per modificare i comportamenti relativi all’HIV/AIDS; formazione di 200 educatori, consulenti psico-sociali nella prescrizione di farmaci antiretrovirali, di personale sanitario nella prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio e dell’AIDS pediatrico ed i membri della comunità nell’assistenza domiciliare; istituzione di centri “amici dei bambini” ad Abéché e Biotine; sostegno alle campagne di mobilitazione sociale di massa; istituzione di prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio in otto ospedali, di centri per il test volontario su HIV/AIDS in otto distretti ed apertura di un centro giovanile a Goz-Beida; istituzione di un sistema per il rinvio a strutture adeguate delle persone affette da HIV. Istruzione: circa 30.000 bambini in età scolare delle comunità sfollate e ospitanti, oltre a circa 76.500 bambini in età scolare e 42.000 bambini sudanesi in età prescolare e 32.000 bambini centrafricani in età scolare beneficeranno delle seguenti attività: sensibilizzazione sull’importanza del sostegno all’istruzione delle bambine e agli insegnanti/scuole primarie tramite le associazioni di genitori; costruzione/riparazione di aule scolastiche (strutture semi-permanenti); approvvigionamento idrico e servizi igienici; ingaggio e sviluppo delle competenze degli insegnanti delle comunità sulle metodologie adeguate di insegnamento; formazione di direttori scolastici/insegnanti sull’HIV/AIDS e sull’uguaglianza di genere; dotazione di libri di testo, materiale didattico e kit ricreativi; formazione sulle abilità per la vita; sviluppo/rafforzamento delle competenze dei partner nel settore dell’istruzione; monitoraggio e valutazione delle attività e degli standard pedagogici. Protezione dell’infanzia: circa 150.000 bambini delle comunità sfollate e ospitanti, circa 165.000 bambini profughi sudanesi, 15.000 bambini centrafricani e 8.000 donne, circa 10.000 bambini coinvolti con i gruppi armati e altri 5.000 bambini vulnerabili beneficeranno delle seguenti attività: prevenzione e fornitura di assistenza per le vittime della violenza sessuale e di genere; monitoraggio e segnalazione del reclutamento di minori da parte di forze o gruppi armati; sostegno al rilascio, l’accoglienza, la documentazione e la reintegrazione dei bambini coinvolti con le forze armate; sostegno alla gestione di spazi “a misura di bambino” nei campi profughi e nelle comunità ospitanti vicine; fornitura ai bambini di kit ricreativi; formazione sui diritti dell’infanzia, prevenzione e risposta agli abusi; formazione sulle abilità per la vita e dotazione di relativo materiale. Acqua e servizi igienici: circa 120.000 bambini sfollati e persone delle comunità ospitanti, e 55.000 bambini rifugiati centrafricani beneficeranno delle seguenti attività: sostegno alla gestione e manutenzione dei sistemi di approvvigionamento idrico; perfo-

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razione di 150 pozzi e 20 pozzi dotati di pompe a trazione manuale; costruzione di latrine, di lavandini e di aree di lavaggio; promozione dell’igiene e formazione sull’uso adeguato e la manutenzione delle latrine e dei punti di approvvigionamento idrico; fornitura di kit per l’acqua, le misure sanitarie e l’igiene a 31.000 famiglie; monitoraggio e controllo della qualità dell’acqua nelle comunità, le case e le scuole; sostegno al monitoraggio e alla prevenzione a livello comunitario delle malattie trasmesse da insetti o veicolate dall’acqua. Educazione sui rischi delle mine: circa 10.000 bambini nel Ciad beneficeranno dello sviluppo di nuovi strumenti per l’educazione sui rischi delle mine nelle scuole, come la guida degli insegnanti ed il libro degli studenti; della produzione di cartelloni per la rete di scuole primarie sostenute dall’UNICEF. Saranno organizzati corsi per la formazione continua degli insegnanti.

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CONGO

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La Repubblica del Congo sta tuttora subendo le conseguenze di 10 anni di conflitti armati (1993-2003) che hanno devastato le infrastrutture del paese, rovinato l’economia e causato enormi sofferenze e spostamenti in massa della popolazione. Rispetto al 1990, alcuni importanti indicatori relativi alla condizione di donne e bambini sono peggiorati. Il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni è pari a 117 morti ogni 1.000 nati vivi ed il tasso di mortalità infantile è di 75 morti ogni 1.000 nati vivi. Il tasso di malnutrizione moderata e grave è del 14 per cento. La copertura delle vaccinazioni è ancora bassa (52,1 per cento). L’accesso all’acqua di qualità accettabile è del 58 per cento. Il tasso netto di iscrizione alla scuola primaria è stimato al 54 per cento. Particolarmente preoccupante è la situazione di insicurezza delle persone che vivono nel dipartimento di Pool e della popolazione indigena (Pigmei) che vive nelle zone selvose del nord-ovest ed è quasi completamente privata di ogni diritto umano e dell’accesso ai servizi sociali di base.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Le attività finanziate dall’UNICEF si concentreranno soprattutto nel dipartimento di Pool colpito dalla guerra. Sanità e nutrizione: circa 40.000 bambini sotto i cinque anni, 8.000 donne in gravidanza e 7.800 puerpere beneficeranno dei seguenti interventi dell’UNICEF: vaccinazione di emergenza nelle zone meno accessibili del dipartimento di Pool in aggiunta alla vaccinazione di routine, e campagne di emergenza per la vaccinazione antipolio nei dipartimenti confinanti con l’Angola e la Repubblica Democratica del Congo; trattamento contro i parassiti intestinali dei bambini e delle donne in gravidanza; integratori di vitamina A per i bambini da 6 a 59 mesi di età e per le puerpere; prevenzione e cura dei casi di malaria; identificazione e cura dei bambini malnutriti. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 1.650.000 Acqua e servizi igienici 1.000.000 Istruzione 350.000 Protezione dell’infanzia 500.000 Totale* 3.500.000

Acqua e servizi igienici: circa 75.000 persone vulnerabili beneficeranno della costruzione o la riparazione di 50 pozzi, 10 serbatoi d’acqua e 50 latrine su fossa ventilata dotate di lavandini; promozione dell’igiene; formazione di 50 tecnici locali in manutenzione delle pompe e clorazione dei pozzi. Istruzione: nei tre distretti di Goma Tsé Tsé, Loumo e Mindouli, l’UNICEF riparerà 10 scuole oltre ai servizi igienici; fornirà materiale scolastico per circa 10.000 bambini; formerà 150 insegnanti.

* La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Protezione dell’infanzia: l’UNICEF fornirà interventi integrati per l’assistenza, la cura ed il reinserimento psico-sociale presso strutture sanitarie selezionate di 500 bambini e donne vittime di violenza sessuale e 50 bambini nati in seguito a uno stupro; formerà 20 operatori sociali/sanitari a fornire assistenza medica e psicosociale adeguata e di qualità alle vittime della violenza sessuale; promuoverà i diritti di 7.000 bambini molto vulnerabili appartenenti a minoranze etniche ai servizi sociali di base di qualità (acqua, igiene, vaccinazioni, servizi sanitari, istruzione primaria e registrazione delle nascite).

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CONGO, REPUBBLICA DEMOCRATICA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Sebbene l’esito positivo delle elezioni alla fine del 2006 e la resa di molti gruppi ribelli abbiano portato una certa stabilità in alcune aree della Repubblica Democratica del Congo, nel 2007 il conflitto armato è proseguito intensificandosi in alcune zone delle province orientali del Nord Kivu e Sud Kivu. Dall’inizio della crisi nel Nord Kivu, più di 350.000 persone sono rimaste sfollate. Nel 2007, disastri naturali ed epidemie hanno colpito diverse aree del paese, in particolare lungo il fiume Congo e le regioni orientali e meridionali dei laghi. Il decennale conflitto nella Repubblica Democratica del Congo ha prodotto in tutto il paese un deterioramento delle condizioni di vita e di sussistenza di donne e bambini. Oltre la metà dei decessi di bambini sotto i 5 anni sono riconducibili a malnutrizione e carenze da micronutrienti. Il tasso di mortalità materna nella Repubblica Democratica del Congo rimane tra i peggiori in Africa, con 1.300 donne che perdono la vita ogni 100.000 nati vivi. Solo il 22% della popolazione ha accesso all’acqua potabile e appena il 9% a scorte d’acqua sicura e servizi igienici adeguati. Si stima che tra 1.700 e 2.100 bambini siano associati a gruppi e forze armate nel distretto dell’Ituri e nelle province del Nord e Sud Kivu e, in grado minore, nell’Equateur. Più di 5.000 bambini che sono stati rilasciati dai gruppi armati hanno bisogno di sostegno costante per il loro reinserimento sociale. Più di 4,4 milioni di bambini in età di istruzione primaria, tra cui 2,5 milioni di bambine e 400.000 bambini sfollati, non sono iscritti a scuola.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: circa 8 milioni tra sfollati, membri delle comunità locali che danno loro ospitalità e altre persone vulnerabili, con attenzione particolare ai bambini e adolescenti, beneficeranno delle seguenti attività: distribuzione di medicinali di base e attrezzature d’emergenza a circa 300 centri sanitari; sostegno alla vaccinazione contro il morbillo di 2,7 milioni di bambini, di 6,5 milioni contro la polio e di 1 milione per tutti gli altri antigeni; fornitura di Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 medicine e sostegno agli interventi di risposta alle epidemie di Settore Dollari USA colera e meningite; distribuzione di zanzariere trattate con insettiSanità e nutrizione 34.600.000 cidi a circa 1,5 milioni di bambini e donne in gravidanza; sostegno ai centri nutrizionali per l’assistenza a 48.000 bambini malnutriti e Acqua e servizi igienici 10.000.000 alle loro famiglie; estensione dei servizi di monitoraggio nutrizionaIstruzione 8.000.000 le attraverso strategie basate sul coinvolgimento diretto delle Protezione dell’infanzia 9.000.000 comunità locali; assistenza tecnica agli interventi nutrizionali d’eHIV/AIDS 2.000.000 mergenza realizzati dalle organizzazioni partner e alla mappatura delle aree a rischio malnutrizione. Intervento contro le mine 800.000 Attività intersettoriali Acqua, servizi igienici ed educazione sanitaria: circa Meccanismo di risposta rapida 20.000.000 500.000 tra persone sfollate, che hanno fatto ritorno alle proprie alle emergenze comunità, vittime delle epidemie di colera e della guerra beneficeranno di un pacchetto minimo di interventi per la fornitura d’acqua Programma di assistenza al ritorno 20.000.000 potabile, di servizi igienici e di educazione sanitaria. Il pacchetto di degli sfollati interventi prevede: l’accesso a forniture d’acqua potabile tramite il Coordinamento e leadership nei settori 1.800.000 miglioramento e la messa in sicurezza dei punti di rifornimento di intervento idrico; la distribuzione d’acqua potabile mediante autobotti e la Totale* 106.200.000 clorazione delle fonti idriche; la costruzione di latrine e docce nei campi sfollati e la promozione delle condizioni igieniche; la ripara- * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF zione o costruzione di reti di condutture idriche; la diffusione di 2006/7 datata 9 giugno 2006. latrine familiari e di programmi di sensibilizzazione e di educazione sanitaria; la costruzione di latrine con nuovi sistemi di ventilazione e di punti idrici per il mantenimento dell’igiene personale nelle scuole e nei centri sanitari; la clorazione dei bacini idrici di superficie da cui si attinge acqua da bere e informazioni sui rischi del colera; nelle aree urbane e nei grandi insediamenti, la promozione dell’utilizzo domestico di prodotti per il trattamento dell’acqua. Istruzione: un totale di 300.000 bambini sfollati o vittime della guerra e 6.000 maestri beneficeranno delle seguenti attività di istruzione d’emergenza: fornitura di materiali scolastici di base e di materiali socio-ricreativi; formazione di 6.000 maestri di scuola primaria e 500 direttori scolastici sulla prevenzione dell’HIV/AIDS, le tematiche legate all’uguaglianza di genere, la giustizia sociale e l’educazione alla pace; ristrutturazione di 600 aule scolastiche e annessi servizi igienici; campagne di sensibilizzazione e mobilitazione sociale per promuovere l’accesso e la frequenza scolastica. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF affronterà i bisogni di protezione di 200.000 bambini esposti a gravi violazioni nelle aree colpite dalla guerra, dallo sfollamento e da situazioni di insicurezza, mediante i seguenti interventi: potenziamento del Sistema di monitoraggio e segnalazione delle gravi violazioni dei diritti dell’infanzia nei conflitti armati istituito dalla Risoluzione 1612 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU; assistenza per il rilascio di circa 2.000 bambini associati ai gruppi armati e che non hanno beneficiato del programma ufficiale di disarmo, smobilitazione e reinserimento sociale; sostegno costante al reinserimento sociale ed economico di 5.919 bambini smobilitati dai gruppi armati; assistenza per il reinserimento di 15.000 donne e bambini vittime di violenze sessuali; protezione e assistenza psicosociale per circa 184.000 bambini in situazioni di sfollamento, attraverso l’allestimento di Spazi a misura di bambino nei campi sfollati e mediante il sostegno al sistema di identificazione, registrazione e ricongiungimento familiare dei bambini separati; servizi di protezione e reinserimento d’emergenza per circa 10.000 bambini in parti-

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colari situazioni di rischio, come quelli sfruttati in lavori pericolosi o i bambini di strada abbandonati dalle famiglie. HIV/AIDS: circa 500.000 bambini e persone vulnerabili saranno assistite mediante: l’estensione dell’accesso ai servizi di prevenzione della trasmissione madre-figlio dell’HIV/AIDS ad almeno il 10% delle donne sieropositive in gravidanza; la formazione di 300 tra educatori, maestri e operatori comunitari su HIV/AIDS e sulle Life skills (le conoscenze e pratiche utili nella vita quotidiana per proteggersi da situazioni a rischio); il potenziamento e l’estensione delle reti comunitarie e provinciali per la prevenzione dell’HIV/AIDS, in modo che raggiungano le persone più a rischio; la costruzione di 120 inceneritori per aghi e siringhe, formando 480 operatori sanitari sul loro funzionamento e gestione. Intervento contro le mine: Circa 100.000 persone a rischio beneficeranno delle seguenti attività: formazione di 50 istruttori nell’educazione sul rischio legato alle mine (MRE); rafforzamento della capacità del governo e delle ONG partner nazionali e internazionali nell’educazione sul rischio legato alle mine; realizzazione di programmi di MRE rivolti a comunità a rischio. Meccanismo di risposta rapida alle emergenze: l’UNICEF, l’OCHA (l’Ufficio dell’ONU per il coordinamento degli affari umanitari) e le organizzazioni partner assisteranno nel 2008 oltre 130.000 famiglie sfollate (più di 650.000 persone) attraverso il Meccanismo di risposta rapida alle emergenze. Tra gli interventi fondamentali figurano: l’immediata valutazione delle esigenze esistenti nel caso di emergenze umanitarie acute; la risposta, tramite le Ong partner, alle necessità delle popolazioni bisognose di aiuto per la distribuzione di generi non alimentari di prima necessità e di materiali per ripari d’emergenza, di acqua e servizi igienici e di istruzione di emergenza; il monitoraggio dell’utilizzo degli aiuti e dei servizi erogati; la valutazione degli effetti prodotti dagli interventi realizzati e della necessità di interventi complementari in aree non coperte dal meccanismo congiunto di risposta alle emergenze. Programma di assistenza al ritorno degli sfollati: nel 2008, l’UNICEF prevede che – insieme con le 4 principali Ong partner del Programma di assistenza al ritorno degli sfollati – raggiungerà oltre 100.000 famiglie tornate nelle comunità di origine (circa 500.000 persone). Tra gli interventi fondamentali figurano: indagini di valutazione multisettoriali dei bisogni esistenti nelle comunità vulnerabili di recente reinsediamento; l’organizzazione e distribuzione dei risultati delle indagini alle altre organizzazioni impegnate nell’assistenza umanitaria; distribuzione in comunità selezionate di generi non alimentari di prima necessità e materiali per ripari di emergenza; sostegno alla ripresa dell’istruzione primaria attraverso al fornitura di materiali scolastici e la ristrutturazione delle scuole e delle latrine. Coordinamento e leadership nei settori di interventi: l’UNICEF continuerà a potenziare l’efficacia, prontezza e il coordinamento della risposta delle varie agenzie umanitarie alle emergenze, assumendo il ruolo guida in 5 dei 10 programmi di emergenza previsti per la Repubblica Democratica del Congo: 1) ‘Acqua, servizi igienici e ed educazione sanitaria’; 2) ‘Nutrizione’; 3) ‘Istruzione’; 4) ‘Generi non alimentari di prima necessità e materiali per ripari d’emergenza’; 5) ‘Telecomunicazioni di emergenza’ (congiuntamente con il WFP). Ciò sarà realizzato attraverso un migliore e più coordinato processo di pianificazione; l’identificazione di organizzazioni partner strategiche per gli interventi d’assistenza; la definizione di procedure standard; la sensibilizzazione, formazione e potenziamento delle capacità di risposta delle organizzazioni partner.

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COSTA D’AVORIO

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Il conflitto in Costa d’Avorio ha inciso gravemente sul benessere e sui mezzi di sussistenza dei bambini e delle donne, soprattutto nella parte occidentale e nord-occidentale del paese. In queste zone, circa il 10 per cento dei bambini sotto i cinque anni soffre di una forma di malnutrizione acuta e soltanto il 60 per cento della popolazione ha accesso a fonti di acqua potabile migliorati (Indagini Campione a Indicatori Multipli del 2006). Nell’insieme, circa il 70 per cento della popolazione ha accesso ai servizi sanitari di base e le malattie prevenibili o facilmente curabili rimangono la causa principale di morte delle donne e dei bambini ivoriani. Quasi la metà (45 per cento) di tutti i bambini in età scolare non frequenta la scuola.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia leader nel settore acqua, servizi igienici, igiene e istruzione. Le attività di assistenza sostenute dall’UNICEF sono previste nelle zone precedentemente controllate dalle Forces Nouvelles e, più in particolare, nella parte occidentale del paese, la zona più colpita dalla guerra e anche quella in cui fa rientro la maggior parte degli sfollati. Attraverso i suoi programmi umanitari, l’UNICEF prevede di raggiungere almeno 432.000 bambini e donne nel 2008. Sanità e nutrizione: l’UNICEF riabiliterà ed equipaggerà 30 strutture sanitarie di base e un ospedale regionale; fornirà/distribuirà farmaci essenziali, alimenti terapeutici e strumenti antropometrici e per il parto ai centri sanitari; sosterrà i centri per l’alimentazione terapeutica e formerà 7.600 operatori sanitari in diverse discipline. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF fornirà a 200.000 persone acqua potabile e servizi igienici mediante la costruzione/riparazione di pozzi e impianti igienico-sanitari; formerà 200 team per la gestione delle risorse idriche e dei servizi igienici; promuoverà i programmi per l’educazione e la sensibilizzazione all’igiene in 200 Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 comunità locali. Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 4.102.669 Istruzione: l’UNICEF effettuerà i seguenti interventi a favore di un totale di 6.000 bambini colpiti dalla guerra e per i loro insegnanti: Acqua e servizi igienici 703.000 riparazione di 1.020 aule scolastiche e fornitura di arredi scolastiIstruzione 8.013.249 ci; formazione e ingaggio di circa 4.400 insegnanti e di 2.000 Protezione dell’infanzia 517.880 insegnanti volontari qualificati. L’UNICEF garantirà che 5.000 bambini sopra i 9 anni e 100 insegnanti della comunità beneficino di Totale* 13.336.798 materiale scolastico di base e didattico, formazione per gli inse- * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF gnanti e costruzione di 100 strutture per scuole/aule provvisorie 2006/7 datata 9 giugno 2006. per ospitare bambini ed insegnanti. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF contribuirà alla protezione ed il reinserimento di 1.500 bambini colpiti dai conflitti fornendo kit professionali; realizzerà delle campagne di sensibilizzazione e informazione; formerà le ONG locali, i gruppi giovanili/femminili ed i comitati di protezione locali nella prevenzione della violenza basata sul genere e la risposta alle vittime; fornirà assistenza medica, legale e psico-sociale a tutte le vittime di violenza sessuale.

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GUINEA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Con una popolazione di 9,8 milioni, la Repubblica di Guinea occupa il 160° posto dei 177 paesi meno sviluppati nell’Indice dello Sviluppo Umano del 2006. I servizi di base e le infrastrutture, comprese le strade, sono in condizioni deplorevoli nella gran parte del paese, soprattutto nella regione quasi isolata delle Foreste della Guinea, nella zona sud orientale. All’inizio del 2007, le proteste guidate dai sindacati contro il deterioramento delle condizioni di vita ed il conseguente scontro tra le forze di sicurezza ed i manifestanti civili ha messo in evidenza la fragilità della situazione della Guinea. La crisi ha contribuito a peggiorare le già fragili strutture sanitarie, ha colpito la maggior parte dei sistemi idrici e igienico-sanitari, ha paralizzato le scuole ed ha causato diffuse violazioni dei diritti umani, soprattutto delle donne e dei bambini. La Guinea è un paese estremamente fragile a causa delle molte questioni irrisolte dalla politica e dei problemi con l’esercito. La richiesta insistente di cambiamenti e di risultati immediati da parte della popolazione è ancora più preoccupante.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: circa 932.000 persone della regione delle Foreste, oltre a 10.000 bambini di tutto il paese beneficeranno delle seguenti attività: miglioramento della risposta rapida alle epidemie potenziali; fornitura di farmaci essenziali, di kit medici di base e di vaccini alle strutture sanitarie distrettuali; disinfezione e protezione delle risorse idriche; riabilitazione di bambini affetti da malnutrizione grave e sostegno all’attuazione di politiche e linee guida nazionali per la gestione dei sistemi; protezione, promozione e sostegno all’allattamento esclusivo al seno precoce, all’allattamento esclusivo durante i primi sei mesi di vita ed alimentazione complementare dei bambini da 6 a 24 mesi; integratori di vitamina A, trattamento di parassiti intestinali, vaccinazione contro il morbillo e zanzariere trattate con insetticida per tutti i bambini sotto i cinque anni; prevenzione e controllo della diarrea attraverso la promozione del lavaggio delle mani con il sapone e la terapia di reiLe necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 dratazione orale con integratori di zinco; controllo dell’anemia Settore Dollari USA materna. Sanità e nutrizione 2.028.514 Acqua e servizi igienici: si stima che 975.000 persone usufruiAcqua e servizi igienici 1.078.514 ranno delle seguenti attività: costruzione/riparazione di pozzi e di Protezione dell’infanzia 500.000 servizi igieniciadeguati in 50 scuole; costruzione/riparazione di HIV/AIDS 250.000 300 pozzi e pozzi profondi e installazione di pompe a mano per forTotale* 3.857.028 nire acqua potabile; trattamento e disinfezione dell’acqua nelle case; campagne di informazione, educazione e comunicazione per * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF promuovere l’uso di acqua potabile e l’igiene di base. 2006/7 datata 9 giugno 2006. Protezione dell’infanzia: le attività dell’UNICEF saranno destinate a 120 bambini coinvolti con i gruppi armati e a rischio di essere reclutati per prevenire tutte le forme di violenza fisica e psicologica; rafforzerà le iniziative per l’identificazione e l’intervento precoce e fornirà sostegno ai servizi; accelererà i processi di ritrovamento delle famiglie e di soluzioni durature per i bambini separati e soli; l’UNICEF fornirà inoltre servizi legali, assistenza psicosociale e accesso ai servizi di base (ricoveri, alimentazione, istruzione e sanità) alle vittime degli abusi sessuali e dello sfruttamento. HIV/AIDS: circa 10.000 bambini e donne beneficeranno delle seguenti attività: assistenza preventiva per donne in gravidanza HIVpositive e per i loro bambini e per le vittime della violenza sessuale; sostegno alle strutture sanitarie perché possano fornire consulenza e test volontari, servizi di prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio e assistenza alle persone affette da HIV/AIDS e alle vittime della violenza sessuale.

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GUINEA-BISSAU

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La Guinea-Bissau non si è ancora ripresa dal conflitto armato del 1998-1999 che ha causato instabilità politica, insicurezza e stagnazione o rallentamento dell’economia con gravi conseguenze per le già fragili strutture pubbliche ed il settore privato. I settori sociali, soprattutto quello della sanità e dell’istruzione, hanno subito gravi danni e l’instabilità politica e le carenze strutturali non consentono l’accesso a servizi sanitari adeguati e di qualità. I risultati delle più recenti Indagini Campione a Indicatori Multipli (MICS 2006) indicano un aumento dei tassi di mortalità infantile. Anche i tassi di mortalità materna sono elevati, con 1.100 decessi su 100.000 nati vivi. Soltanto il 38 per cento della popolazione ha accesso ad acqua potabile e appena il 30 per cento conosce le pratiche igieniche più elementari. La malaria, le infezioni respiratorie acute, la diarrea e la malnutrizione rimangono le cause principali di morte dei bambini.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: circa 120.000 tra i bambini più vulnerabili sotto i cinque anni e 36.000 donne in gravidanza che vivono nelle aree rurali beneficeranno delle seguenti attività: distribuzione di farmaci essenziali, micronutrienti e di attrezzature per kit sanitari a 60 centri sanitari; formazione di 120 operatori sanitari nella gestione della malaria, della diarrea, delle infezioni respiratorie e della malnutrizione grave; formazione di 480 operatori sanitari della comunità per metterli in grado di fornire servizi sanitari e nutrizionali di base e di promuovere le buone pratiche sanitarie e nutrizionali tra le famiglie; fornitura di zanzariere trattate con insetticida di lunga durata per circa 30.000 neonati e 30.000 donne in gravidanza; sostegno a 14 centri di alimentazione terapeutica esistenti gestiti dalla Caritas a beneficio di 200 bambini gravemente malnutriti; sostegno alla somministrazione di due cicli di integratori di vitamina A e farmaci contro i parassiti intestinali per tutti i 200.000 bambini sotto i cinque anni. Acqua e servizi igienici: circa 120.000 persone, soprattutto bambini e donne, beneficeranno delle seguenti attività: scavo di 50 nuovi pozzi e riparazione di altri 100 pozzi per l’approvvigionamento di acqua potabile; costruzione di 1.000 latrine nei villaggi; formazione di 100 membri del comitato locale di gestione dell’acqua e delle autorità locali nella gestione, funzionamento e manutenzione delle risorse idriche; promozione dell’educazione all’igiene e alla salute e sensibilizzazione all’igiene in 50 scuole e 500 comunità locali; monitoraggio e valutazione del progetto.

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Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 520.000 Acqua e servizi igienici 350.000 Totale* 870.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.


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LIBERIA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Il conflitto durato 15 anni in Liberia ha gravemente deteriorato il benessere ed i mezzi di sussistenza dei bambini e delle donne dell’intero paese. Circa 200.000 bambini soffrono di una forma di malnutrizione acuta. Meno del 15 per cento dei bambini raggiungeranno il primo anno di età e una madre su quattro muore di parto. Meno del 15 per cento della popolazione ha accesso ai servizi sanitari di base e le malattie prevenibili o facilmente curabili continuano ad essere la causa principale di morte dei bambini e delle donne della Liberia. Appena il 32 per cento dell’intera popolazione ha accesso all’acqua potabile.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia leader nel settore acqua, servizi igienici, igiene ed è corresponsabile dei gruppi consultivi sull’istruzione, la sanità e la nutrizione. Si prevede che i programmi sostenuti dall’UNICEF raggiungano almeno 1,2 milioni di bambini e 600.000 donne nel 2008. Sanità e nutrizione: l’UNICEF procurerà e distribuirà farmaci essenziali e attrezzature d’emergenza a 27 centri sanitari; distribuirà 150.000 zanzariere trattate con insetticida a 30.000 famiglie; sosterrà i centri di alimentazione terapeutica e formerà 200 operatori sanitari nella cura della malnutrizione grave. Acqua e servizi igienici: per fornire acqua potabile e servizi igienici a 150.000 sfollati e ad altre persone, l’UNICEF costruirà/riparerà pozzi e impianti igienico-sanitari; formerà 15 team locali addetti alla gestione delle risorse idriche mettendoli in grado di effettuare la valutazione delle risorse idriche e dei servizi igienici nelle contee/città; promuoverà programmi di educazione e sensibilizzazione all’igiene in 200 scuole e comunità. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sopravvivenza infantile (sanità, nutrizione 9.985.000 e Acqua e servizi igienici Istruzione e uguaglianza di genere 4.080.000 Protezione dell’infanzia 4.105.000 Totale* 18.170.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Istruzione e uguaglianza di genere: l’UNICEF fornirà materiale scolastico e kit ricreativi a 450.000 scolari colpiti dalla guerra; formerà 300 insegnanti elementari; riparerà le scuole e costruirà 10 strutture per scuole/aule provvisorie per ospitare 10.000 scolari. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF offrirà opportunità di reinserimento a 10.000 bambini colpiti dalla guerra; formerà 500 insegnanti e operatori sanitari sulla risposta alla violenza/gli abusi; sosterrà la prevenzione, l’identificazione, la documentazione, il ritrovamento, l’assistenza e la riunificazione con le famiglie di un numero stimato di 500 bambini separati.

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MAURITANIA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI Sin dal 1988, la Mauritania è soggetta a periodi ricorrenti e prolungati di siccità e a stagioni poco piovose che hanno danneggiato le colture e ridotto la produzione alimentare. Tra una siccità e l’altra, si sono verificate alluvioni e periodi di freddo intenso. Per peggiorare la situazione, il paese ha subito una grave infestazione delle colture principali nella stagione agricola 2003/2004 e un’invasione senza precedenti di locuste nel 2004. Ciò ha provocato una grave carenza di cereali a livello nazionale che ha avuto come conseguenza un aumento allarmante dei tassi di malnutrizione moderata e grave in tutte le regioni. I tassi di mortalità sono anche elevati nelle regioni colpite dalla siccità.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Sanità e nutrizione: i beneficiari fruiranno di: sostegno continuato a 367 centri di alimentazione terapeutica per 2.871 bambini affetti da malnutrizione grave; migliore pianificazione della gestione dei casi; realizzazione di indagini semestrali per immettere le informazioni in un Sistema di Preallarme focalizzato sui bambini; una Strategia Nazionale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini piccoli; sostegno alle istituzioni nazionali e regionali ed ai gruppi della comunità che operano nei centri di alimentazione delle comunità; sviluppo delle competenze delle istituzioni statali per incrementare le iniziative di pianificazione nazionale per interventi nutrizionali più sostenibili; distribuzione di vitamina A e pasticche per il trattamento dei parassiti intestinali a tutti i bambini in età prescolare; valutazione della gestione di programmi di malnutrizione acuta; promozione delle zanzariere trattate con insetticida e distribuzione di 20.000 zanzariere alle famiglie di 16 distretti sanitari pilota; distribuzione di alimenti terapeutici preconfezionati, di farmaci essenziali e attrezzature d’emergenza a 367 centri sanitari. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Acqua e servizi igienici: circa 40.000 sfollati beneficeranno Settore Dollari USA delle seguenti attività: costruzione/riparazione di pozzi e servizi Sanità e nutrizione 1.500.000 igienici adeguati per 50 scuole; costruzione/riparazione di 50 pozzi e pozzi profondi e installazione di pompe a mano per fornire acqua Acqua e servizi igienici 500.000 potabile a circa 40.000 persone nelle zone di residenza e di rienIstruzione 350.000 tro; costruzione di 1500 latrine per le famiglie; riparazione e Protezione dell’infanzia 250.000 manutenzione di mini sistemi di approvvigionamento idrico; promozione di programmi di educazione e di sensibilizzazione all’igieInterventi contro le mine 250.000 ne in 50 scuole e 50 comunità locali; fornitura di 30 serbatoi d’acTotale* 2.850.000 qua pieghevoli, 20.000 taniche e 200 chili di tavolette di cloro. * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF

2006/7 datata 9 giugno 2006. Istruzione: circa 5.000 bambini sfollati a causa dell’ultima alluvione che ha colpito la città di Tintane e altre zone nella valle del fiume Senegal beneficeranno di: materiale scolastico, libri, matite e gomme, per 50 bambini di scuola primaria; 205 kit “scuola in scatola” per 3.000 studenti e insegnanti di scuola primaria; riparazione di 40 aule provvisorie; installazione di 220 tende da usare come aule provvisorie; costruzione di 50 blocchi di latrine, ciascuno con 4 latrine e da 200 a 500 gabinetti alla turca; costituzione di 50 comitati scolastici e cooperative per la gestione delle emergenze e dell’igiene nelle scuole; 50 kit “sport in scatola” contenenti attrezzature e indumenti sportivi.

Protezione dell’infanzia: l’UNICEF concentrerà le proprie attività per la protezione dell’infanzia sui bambini con disabilità, i bambini che lavorano, i bambini di strada e le bambine che lavorano come domestiche. Interventi contro le mine: l’UNICEF si concentrerà sull’educazione sui rischi delle mine, compresa la sensibilizzazione dei bambini a scuola e delle famiglie nomadi. L’UNICEF fornirà inoltre assistenza alle vittime delle mine terrestri.

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NIGER

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI La prolungata crisi alimentare e nutrizionale, le epidemie di meningite e di colera, le alluvioni e la violenza in aumento nella parte settentrionale del Niger hanno inciso gravemente sul benessere e sui mezzi di sussistenza dei bambini e delle donne in tutto il paese. In alcune zone, il tasso globale di malnutrizione acuta ha raggiunto valori preoccupanti: ne è affetto circa il 20 per cento dei bambini sotto i cinque anni. Nel 2007, il paese è stato nuovamente colpito da epidemie di meningite e di colera ed è stato ulteriormente indebolito dalla fuga di 25.000 persone a causa degli scontri tra i ribelli Tuareg e l’esercito nazionale.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 Nel 2008, l’UNICEF continuerà ad essere l’agenzia guida nel settore della nutrizione e le sue attività saranno destinate a 350.000 bambini affetti da malnutrizione. Negli altri settori umanitari, l’UNICEF si prepara a rispondere alle necessità di 10.000 bambini e donne vulnerabili. Sanità e nutrizione: L’UNICEF sosterrà i centri di alimentazione terapeutica e integrativa per rispondere alle necessità di 350.000 bambini malnutriti e continuerà a rafforzare la sorveglianza sullo stato nutrizionale. Inoltre, il programma del 2008 comprenderà un’operazione per l’alimentazione globale che interesserà circa 370.000. Acqua e servizi igienici: l’UNICEF predisporrà generi non alimentari, scorte mediche, attrezzature per l’approvvigionamento idrico e servizi igienici e kit per le famiglie per soddisfare i bisogni di 10.000 sfollati. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Settore Dollari USA Sanità e nutrizione 6.413.000 Acqua e servizi igienici 791.000 Istruzione 230.000 Protezione dell’infanzia 50.000 Interventi contro le mine 40.000 Totale* 7.524.000 * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF 2006/7 datata 9 giugno 2006.

Istruzione: il programma d’istruzione sarà focalizzato sulla formazione dei responsabili dell’educazione sugli standard minimi nelle situazioni di emergenza e provvederà all’educazione degli insegnanti/genitori sulla pratiche nutrizionali ed igieniche in 50 centri d’istruzione prescolare ed in 100 scuole. In caso di alluvioni, l’UNICEF distribuirà kit e materiali scolastici per istituire spazi di apprendimento temporanei e riparerà le aule per rispondere alle necessità di 100 scuole. Protezione dell’infanzia: l’UNICEF intende rafforzare le organizzazioni di base e le ONG che stanno organizzando attività di generazione di reddito nelle zone caratterizzate dall’insicurezza ed in quelle in cui è probabile che nel 2008 si verifichino disastri naturali. Attualmente, si prevede di fornire assistenza a 1000 famiglie svantaggiate.

Interventi contro le mine: nel 2008, l’UNICEF avvierà l’educazione contro i rischi delle mine nelle scuole e comunità della regione settentrionale di Agadez. Le attività comprenderanno lo sviluppo di strumenti di educazione adeguati alle esigenze locali e la formazione di personale addetto alla formazione sui rischi delle mine.

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REPUBBLICA CENTRAFRICANA

LA DIFFICILE CONDIZIONE DEI BAMBINI All’inizio del 2008, la situazione delle donne e dei bambini nelle prefetture settentrionali della Repubblica Centrafricana è ancora grave. Il conflitto in atto, acuito dall’aumento degli attacchi dei “Coupeurs de route” nella parte nord-occidentale del paese ha determinato continui movimenti di popolazione. Circa 610.000 donne e bambini stanno subendo le conseguenze del conflitto e 212.000 persone sono classificate come sfollati. In molti casi, queste persone vivono nella boscaglia e sono completamente prive dei diritti fondamentali e dei servizi di base, con conseguenze negative sulla sopravvivenza e sullo sviluppo infantile a livello nazionale. Anche se l’anno scorso la situazione è migliorata, un bambino su cinque muore prima di compiere cinque anni ed i tassi di mortalità infantile e materna sono tra i più alti del continente. Un terzo della popolazione non ha accesso all’acqua potabile e solo la metà dei bambini è iscritta alla scuola primaria. I bambini soldato continuano ad essere impiegati dalle fazioni ribelli. Le violazioni dei diritti umani, compreso il rapimento dei bambini, continuano ad essere diffuse, soprattutto nelle prefetture nord-occidentali.

L’INTERVENTO UMANITARIO PREVISTO PER IL 2008 L’UNICEF è l’agenzia leader per l’acqua, i servizi igienici e l’igiene, la nutrizione, i generi non alimentari e l’istruzione. Si prevede che i programmi sostenuti dall’UNICEF raggiungano almeno 1,5 milioni di bambini nel 2008. Sanità e nutrizione: L’UNICEF fornirà un pacchetto sanitario e nutrizionale a forte impatto a 468.479 bambini; vaccinerà questi bambini, oltre a 63.452 donne; rafforzerà l’assistenza ostetrica e neonatale d’emergenza, a beneficio di 812.397 donne; fornirà ad almeno 3.000 vittime della violenza di genere assistenza medica/psicosociale e sostegno basato sulla comunità; attuerà il programma dell’UNICEF di prevenzione dell’HIV/AIDS a favore di 1.035.962 adolescenti. Le necessità finanziarie dell’UNICEF per il 2008 Acqua e servizi igienici: l’UNICEF fornirà assistenza e formazioSettore Dollari USA ne sull’igiene a 14.000 bambini, oltre ai 25.000 sfollati che saranSanità e nutrizione 7.880.940 no dotati di servizi e strutture igieniche migliorate e approvvigionamento idrico. L’UNICEF si prefigge di sviluppare le competenze del Acqua e servizi igienici 2.036.550 governo, di migliorare la sua capacità di gestire il conflitto in corso Istruzione 1.976.529 e l’attuale carenza di strutture idriche e igieniche in tutto il paese. Protezione dell’infanzia 1.877.850 Istruzione: l’UNICEF migliorerà l’accesso all’istruzione di base per Ricoveri/generi non alimentari 1.790.200 113.000 bambini colpiti dal conflitto, attraverso un’estesa campaTotale* 15.562.069 gna di “ritorno a scuola” nelle prefetture occidentali. * La somma totale include una quota di trattenuta per i costi di gestione pari al massimo al 7%. L’effettiva quota di trattenuta sulle donazioni verrà definita in accordo con la Delibera del Board dell’UNICEF

2006/7 datata 9 giugno 2006. Protezione dell’infanzia; l’UNICEF agevolerà la reintegrazione di 1000 bambini soldato nelle famiglie e nelle comunità e attuerà interventi per 40.000 bambini che rafforzeranno i meccanismi di protezione e di sensibilizzazione delle comunità locali. L’UNICEF garantirà inoltre un migliore accesso ai servizi sociali e di protezione per 110.000 orfani e bambini particolarmente vulnerabili.

Ricoveri e generi non alimentari: l’UNICEF fornirà generi non alimentari essenziali per 105.000 sfollati che vivono nelle prefetture occidentali del paese.

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Edizione italiana a cura del Comitato Italiano per l'UNICEF Onlus Via Palestro, 68 00185 Roma tel.: 06 478091 fax: 06 47809270 pubblicazioni@unicef.it www.unicef.it

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Rapporto sull'intervento umanitario 2008 dell'UNICEF