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RECENSIONI

MATTEO CINCOPAN “Passati futuri”

GENERE: Prog-avant-cantautorato ETICHETTA: VOTO: 83/100 RECENSORE: DroB

Veloce verso il futuro con un occhio attento al retrovisore. Questo trasmette l’album del cantautore Matteo Cincopan, col suo buon gusto compositivo, il suo variegato approccio alla musica ed alle parole. Un progressive che non è progressive, finalmente fuori dall’emulazione pedissequa dei grandi nomi - e suoni - del settore: asservire le soluzioni strumentali, i cambi di tempo e di registro alla funzionalità di brani che hanno le potenzialità di grandi canzoni, come in passato si scrivevano. Ma non è del passatismo che si sta trattando in questa sede. Si tratta di pensare, concepire un album ed un progetto che rimanga scolpito nella memoria con ritornelli corali importanti come quelli di Rino Gaetano (Il cratere del tempo), con attitudine alla Subsonica (Macchie di colore) ed orchestrazioni alla PFM (Agosto). Solo per fare dei riferimenti, dare delle coordinate per portare l’ascoltatore nella dimensione cosmica di questo autore che potrebbe fungere da stele di rosetta per far si che la musica colta sia tale anche oggi che ne sentiamo il bisogno. Per riportare Morgan da pagliaccio del varietà a musicista. Grandi riff e controcanti di chitarra, organi, piani elettrici avvolgenti e percussioni senza tempo il tutto condito e legato dai testi mai scontati, cantati egregiamente anche nei momenti - rari - in cui la voce è calante o più fragile (Domani è ieri). Neoclassicismi in chiave sintetica, episodi strumentali che non tradiscono una cultura composta di Cream (Correre) o Pink Floyd (Spazio liquido) -sempre solo per fornire coordinate- dove si fatica a non tornare indietro per riascoltare un suono o accordo forse sfuggito. Finalmente, dal futuro passato, un Homo Novus a ricordarci che la musica ha ancora tanto da dare.

UNDERGROUNDZINE

UndergroundZine febbraio 2014  
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