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I.P.

I.P.

CONCESSIONARI | RICAMBISTI | OFFICINE | AGRICOLTURA | GIARDINAGGIO Dal 1997 al fianco dei commercianti di macchine agricole

Aprile-Maggio

2019

www.unacma.it

AGRICOLTURA:

SE IL CLIMA PRENDE IL SOPRAVVENTO

REVISIONE: si comincerà a parlarne nel 2021 ▸ Furti in agricoltura: i dati del 2018

▸ Unacma ROC: prosegue l'attività di certificazione

▸ Climmar: lo Spring Meeting di Napoli

▸ Road Show, Fiere, Corsi Inail: 2019 ricco di eventi


UNACMA EDITORIALE

CLIMA, UNA CORSA CONTRO IL TEMPO Sentiamo tutti parlare di riscaldamento globale, desertificazione, incendi dei boschi o alluvioni in aree che non erano soggette a questi eventi. Cominciamo quindi a vivere eventi inimmaginabili fino a qualche tempo fa nei nostri territori (solo due esempi possono essere il Veneto e la Liguria qualche mese fa). C’è chi resta in silenzio e chi è fortemente preoccupato delle dichiarazioni di capi di Stato che «non vogliono vedere il problema» e se ne infischiano dell’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Poi scoppia la bomba dalle dichiarazioni di una ragazzina svedese, Greta Thunberg, che con un gesto semplice, manifestando da mesi davanti al Parlamento del suo Stato tutti i venerdì, grazie ai social coinvolge milioni di persone in una delle più grandi manifestazioni mondiali, in contemporanea, a favore della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. In questo numero, sull’onda degli eventi e per quanto questo argomento ci tocca come persone, abitanti della terra, e per la nostra attività imprenditoriale, saltiamo quindi il tradizionale editoriale e lasciamo la parola a Quintino Protopapa, giornalista e autore di diversi libri, con 40 anni di esperienza in questioni ambientali ed energetiche, per fare un quadro più generale della situazione. L’argomento è complesso ma abbiamo chiesto una estrema sintesi per cominciare a capire. Poi affronteremo anche i risvolti che i cambiamenti climatici potranno portare all’agricoltura e al comparto della meccanizzazione agricola. Il Pianeta è malato e la sua febbre continua a salire. L’opinione pubblica mondiale, però, ne ha preso piena consapevolezza da poco tempo e solo a seguito dei disastri e dei disagi causati da quei fenomeni atmosferici estremi che sono ormai la più chiara dimostrazione dei cambiamenti climatici in atto. Con un ritardo, dunque, fortemente colpevole, imputabile alla sottovalutazione generale a livello politico e decisionale di fenomeni che erano invece chiaramente leggibili e le cui conseguenze erano state altrettanto chiaramente previste e annunciate. L’allarme sui cambiamenti climatici ha infatti una lunga storia alle spalle. Le prime anomalie sull’evoluzione dei fenomeni climatici furono già riscontrate a metà degli anni Settanta e il dibattito scientifico che ne seguì culminò nel 1988 con la decisione presa in seno alle Nazioni Unite e all’Organizzazione meteorologica mondiale di istituire

Greta Thunberg

un Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), vale a dire un organismo tecnico-scientifico indipendente incaricato di studiare lo stato delle conoscenze in materia, le ripercussioni dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sulla società e di formulare possibili strategie di risposta.

APPELLI INASCOLTATI Già dal primo rapporto di questo organismo, pubblicato nel 1990, veniva chiaramente individuato nel modello energetico perseguito a livello

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mondiale il pesante concorso delle attività umane nell’accumulo in atmosfera di quei gas serra che, contribuendo ad innalzare la temperatura terrestre globale, stavano apportando significative variazioni al sistema climatico. Da allora, ad intervalli regolari, l’IPCC ha fornito altri rapporti di valutazione (l’ultimo è dello scorso ottobre) insieme a una ricchissima serie di relazioni su aspetti specifici di questo fenomeno. In ciascuno gli scienziati hanno indicato i possibili rimedi e hanno rinnovato l’appello ad adottare senza esitazioni quelle correzioni di rotta utili per evitare almeno le ripercussioni più negative del Global Warming. Appelli però che, alla luce dei miseri risultati ottenuti dalle decisioni internazionali che sono state assunte negli ultimi anni, sono rimasti di fatto inascoltati. Il problema di fondo è rimasto infatti invariato e si può sintetizzare in questi termini: se entro il 2040 non si riuscirà a contenere l’aumento della temperatura terrestre globale nel limite di 1,5 °C, le conseguenze più catastrofiche del riscaldamento globale avranno libero corso e il processo di deterioramento delle condizioni climatiche potrebbe rivelarsi irreversibile. La domanda che ne segue è inevitabile: esistono oggi le condizioni che possano portare a quelle modifiche radicali nelle attività produttive e, soprattutto, nel modo di produrre e consumare energia, tali da scongiurare questi scenari catastrofici? Le analisi degli scienziati ci avvertono che, per quanto esili, i margini per poter intervenire e per salvare il Pianeta dal disastro climatico sono ancora esistenti e che sta a noi saperli individuare e metterli a frutto. Ma è inutile nascondersi che ogni ottimismo è fuori luogo. Tant’è che già dal


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mondo della scienza, accanto alle indicazioni fornite su come cercare di contenere l’accumulo di gas serra nell’atmosfera terrestre, si formulano anche ipotesi e proposte su come adattarsi ai futuri cambiamenti climatici e su come prevenirne le conseguenze più critiche.

LO SCENARIO ENERGETICO In effetti, l’evoluzione dello scenario energetico mondiale non lascia molte speranze. Nonostante il formidabile sviluppo che stanno conoscendo le fonti rinnovabili, il predominio attuale dei combustibili fossili resta ben solido e un loro deciso declino non sembra ipotizzabile nel breve-medio periodo. Gli ultimi dati raccolti in proposito (BP Statistical Review of World Energy ) ci dicono che l’insieme delle fonti rinnovabili, pur avendo coperto nel 2017 circa la metà del valore dell’incremento che ha fatto registrare la produzione di energia a livello globale e pur avendo superato largamente in valori assoluti il contributo offerto dal petrolio al fabbisogno energetico planetario, rappresenta soltanto il 27% della produzione mondiale, mentre il complesso dei combustibili fossili (gas, petrolio e carbone) copre oltre i 2/3 di questa produzione. Progressi più rapidi del contributo che possono offrire le fonti rinnovabili sono certamente attesi nel comparto elettrico (in Italia, ad esempio, già oggi circa un terzo dell’elettricità prodotta proviene da queste fonti), ma nel

bilancio energetico globale il divario con i combustibili fossili si rivela incolmabile anche perché alcuni settori (quello dei trasporti in primo luogo) presentano ancora oggi una dipendenza pressoché assoluta dai prodotti petroliferi e dal metano. Vero è che non spetta soltanto al concorso delle fonti rinnovabili il compito di contrastare i cambiamenti climatici. L’altro fronte decisivo per contenere le emissioni climalteranti è quello della riduzione dei consumi sfruttando appieno tutto il potenziale offerto dal settore dell’efficienza energetica. Il miglioramento dei rendimenti energetici in tutti i settori produttivi e in quello civile realizzato attraverso innovazioni tecnologiche rappresenta, in effetti, un immenso bacino di intervento. E anche qui molti passi in avanti sono stati compiuti negli ultimi anni e grandi progressi sono attesi per quelli a venire.

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Resta il fatto, però, che la diffusione delle nuove tecnologie che permettono di contenere i consumi e limitare gli sprechi procede rapidamente solo nell’area più industrializzata del Pianeta e i suoi effetti benefici sono ampiamente contrastati e vanificati dall’aumento impetuoso della domanda energetica mondiale alimentata da un incremento demografico globale che si rivela inarrestabile. Anche su questo fronte, dunque, non è lecito nutrire molte speranze e l’interrogativo di fondo resta perciò inalterato: riuscirà l’umanità, nel poco tempo che ha oramai a disposizione, a riconvertire, secondo i criteri improntati all’imperativo della sostenibilità ambientale, il proprio apparato produttivo e i suoi modelli di consumo?

UN CONTO SALATO Quel che è certo è che il prezzo che si sta pagando per l’inerzia e i ritardi che si sono accumulati in questa battaglia decisiva per il futuro dell’umanità è già oggi straordinariamente elevato. L’intensificarsi di eventi meteorologici estremi e la loro diffusione a latitudini che ne erano un tempo a riparo stanno già oggi causando disastri immani e impoverendo intere popolazioni. L’innalzamento delle acque marine con conseguente arretramento delle linee costiere, causato dal progressivo scioglimento delle calotte polari, e l’avanzata delle zone aride in vaste aree tropicali, determinata da lunghi periodi di siccità, sono le testi-

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monianze più immediate e visibili dei cambiamenti climatici in atto. Soprattutto questo secondo fenomeno, indicato genericamente con il termine di «desertificazione», sta provocando nel continente africano l’esodo di massa di milioni di individui, i quali davvero non possono fare altro che cercare di sopravvivere altrove, perché quel suolo dal quale hanno tratto finora le proprie risorse ha perduto progressivamente le sue proprietà chimico-fisiche fino al punto di non riuscire a sostenere l’insediamento di comunità animali e vegetali. Ed è esattamente in questo contesto che si parla oggi di quel fenomeno crescente di migrazioni forzate che va sotto il nome di «profughi ambientali». Ma tutto ciò, che va per ora a colpire soprattutto le aree più povere e vulnerabili del Pianeta, ci riguarda in realtà da vicino perché, sia pure con effetti molto più attenuati, questi stessi fenomeni sono già presenti nell’intero bacino del Mediterraneo che, secondo un recente studio condotto in collaborazione da diverse istituzioni europee e pubblicato sulla rivista «Nature Climate Change», si starebbe riscaldando ad un ritmo superiore rispetto a quan-

to osservato in altre aree del Pianeta. In particolare, per quanto riguarda l’Italia, lo testimoniano sia l’allarme lanciato tempo fa dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.), che ha individuato ben sette nuove aree a rischio per quanto riguarda il fenomeno dell’arretramento della linea costiera, sia i monitoraggi condotti sul territorio dall’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) per quanto riguarda l’insorgere di fenomeni di desertificazione che stanno interessando varie zone dell’Italia meridionale e insulare, sia infine tutte quelle

rilevazioni e statistiche condotte da vari organismi che evidenziano come nel nostro Paese si stiano ripetendo ed estendendo, anno dopo anno, i periodi di siccità e si stia riducendo significativamente l’apporto delle risorse idriche. Tutti fenomeni che il settore produttivo più vulnerabile agli effetti indotti dai cambiamenti climatici, quello dell’agricoltura, ha imparato per primo a conoscere e a pagare per essi il prezzo più elevato. • Quintino Protopapa Giornalista e autore di libri sui temi dell’ambiente e dell’energia

C A M B I A M E N T I C L I M AT I C I

IL RUOLO DEI CONCESSIONARI DI MACCHINE AGRICOLE Il 1° aprile 2019, alla Camera dei deputati sono state presentate due mozioni dai banchi di partiti con diverso orientamento politico, dall’onorevole Alessandro Colucci del Gruppo misto e dall’onorevole Ilaria Fontana del M5S, di cui riportiamo brevi passi. «Il modello di sviluppo che si è affermato in particolare negli ultimi decenni ha comportato lo sfruttamento intensivo e indiscriminato delle risorse naturali del pianeta... ». «L’utilizzo esponenzialmente sempre più diffuso di combustibili fossili

ha causato emissioni in atmosfera di CO2, innescando un meccanismo di surriscaldamento che, in una serie di reazioni a catena, sta provocando fenomeni climatici sempre più estremi e imprevedibili». «Oltre 9 milioni di persone, ogni anno, muoiono per l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei terreni destinati all’agricoltura». «Si prevede che da qui al 2050 saranno almeno 200-250 milioni le persone costrette a migrare per ragioni legate a catastrofi ambientali». «Il cambiamento climatico perdu-

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ra e continuerà ad esserci a causa dell’attività posta in essere dall’uomo, in grado di provocare effetti drammatici su vasta scala, quali l’aumento della temperatura, la variazione repentina delle precipitazioni, l’innalzamento del livello del mare, l’acidificazione degli oceani e l’aggravamento delle condizioni di dissesto idrogeologico del territorio; a tale proposito, il rapporto Ispra 2018 riferisce cifre allarmanti: il 91% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico (88% nel 2015), più di 3 milioni di nuclei familiari risiedono


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in queste aree ad alta vulnerabilità (+2,9% rispetto al 2015); il 16,6 % del territorio nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni (50.000 km2); il 4% degli edifici italiani (oltre 550.000) si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata; più del 9% (oltre 1 milione) degli edifici italiani si trova in zone alluvionabili nello scenario medio; il 21,1% dei beni culturali (oltre 42.000) si trova in un territorio a rischio idrogeologico; il 14,1% delle industrie e servizi (più di 650.000 imprese) si trova in una zona a rischio idrogeologico». Con queste premesse ci siamo chiesti come un concessionario di macchine agricole possa contribuire alla riduzione di CO2 nell’atmosfera, ad un uso più sostenibile delle acque irrigue, al salvataggio del paesaggio, al minore inquinamento dei terreni, ecc. L’utilizzo di macchine a basso impatto ambientale (consumi inferiori e minori emissioni) è il primo impegno che il concessionario, pensando al suo futuro, a quello dei suoi figli e di tutta l’umanità, con «una piccola goccia nel mare» dovrebbe «vendere» ai suoi clienti. Trattori di nuova generazione ci aiutano in questo ma anche per chi ne ha le possibilità la sostituzione di vecchi trattori rumorosi, fumosi e che consumano molto (oltre ad essere spesso poco sicuri), non è semplice. Per chi non ne ha le

possibilità, invece, c’è solo la rottamazione di questi mezzi, ci auguriamo con un sostegno pubblico per le sostituzioni, come è stato per tanto tempo nel mondo delle auto, e che stiamo insistentemente chiedendo ai ministeri interessati. In molti casi, queste macchine sono impiegate per pochi giorni all’anno e quindi si potrebbe utilizzare il noleggio di mezzi nuovi per le poche lavorazioni che si devono compiere. In alternativa ci sono sempre i contoterzisti che hanno generalmente macchine di ultima generazione e che offrono all’agricoltore un costo certo. L’irrigazione moderna offre molte possibilità per ridurre le quantità di acqua utilizzata. Sensori, temporizzatori, irrigazione a goccia non sono i soli sistemi per ridurre le quantità di acqua in agricoltura. Oggi i droni, i satelliti e svariate apparecchiature ci danno la possibilità di «conoscere» la composizione del nostro terreno (più secco in un’area, più umido in un’altra) consentendoci di «bagnare» lì dove serve e solo quanto e quando serve. Ma queste rilevazioni ci permettono di conoscere anche quali, quanti e dove i componenti chimici sono più o meno presenti nei nostri terreni consentendoci di risparmiare sulle concimazioni e calibrarle con raccolti migliori e più abbondanti, evitando gli sprechi. La pratica della distruzione di boschi per impiantare nuove colture che

non proteggono il terreno e favoriscono frane è da evitare, così come la devastazione del paesaggio e l’utilizzazione di terreni agricoli per trasformarli in campi di capannoni o case. I campi servono per continuare a produrre prodotti alimentari per una popolazione mondiale che è fortemente in aumento, il cemento nuovo, invece, lascia spazi vuoti nei paesi e nelle città che finiscono per essere centri di degrado urbano e civile. C’è poi tutto il mondo dei trattamenti fitosanitari, antiparassitari e di diserbo. Indipendentemente dalle scelte auspicate di «coltivare con il metodo biologico», lì dove i trattamenti sono indispensabili, occorre proporre ai propri clienti distribuzioni mirate, con recupero del prodotto che si sprecherebbe e finirebbe per inquinare i terreni. Proporre anche l’utilizzo, dove possibile, di macchine con grandi capacità (per evitare costosi ritorni a ricaricare le cisterne con consumi di gasolio e di tempo) o che utilizzano micro-gocce e riduzione delle quantità di prodotti per ettaro dovrebbe essere il primo obiettivo di chi, vendendo, vuole contribuire anche alla salvaguardia del Pianeta. Sono solo pochi ma piccoli esempi di come la tecnologia, le nuove macchine (in verità alcune esistono da oltre vent’anni ma stentano a entrare nella mentalità del rivenditore e dell’agricoltore) e, da poco, i concetti dell’Agricoltura 4.0 possono aiutare l’ambiente, garantendo produzioni elevate, costi di produzione ridotti e anche margini per il concessionario più interessanti (grazie alla competenza e professionalità del commerciante/consulente). Il rivenditore quindi può essere il tramite per la conoscenza, per la crescita culturale degli agricoltori (che in verità oggi sanno autonomamente come informarsi, spesso sapendone più di noi!) e quindi un protagonista della lotta al cambiamento climatico. • Gianni Di Nardo Segretario Unacma

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E M E R G E N Z E M A LT E M P O

E QUESTO È CAPITATO A UNO DI NOI! Riportiamo la testimonianza di una nostra associata di Segusino, in provincia di Treviso, che ha vissuto la drammatica esperienza dell’esondazione del fiume Piave. La nostra associata storica Cimolato snc di Cimolato Michela e C. di Segusino (TV) ci racconta: «Il 29 ottobre 2018 dopo giorni di allerta meteo, il maltempo è arrivato con una violenza “forse inaspettata”, sicuramente sottovalutata, ma certamente inaudita. Nel Cadore e nell’Agordino, i fiumi hanno aumentato la loro portata, triplicando così quella del Piave, che è esondato anche a Segusino davanti alla nostra azienda. Il Piave, che scorre in un letto sempre meno profondo, sempre più ricco di isolotti e vegetazione incolta, che resta pur sempre un territorio intoccabile nel rispetto della fauna, ma che dovrebbe essere oggetto di interventi di salvaguardia auspicati da tempo. La Strada Provinciale 28, designata come 2° argine maestro, avrebbe dovuto di fatto arginare l’esondazione ma, in realtà, ha un “foro”, che funge da sottopasso alla zona golenale. Da questo “foro” è passata una quantità d’acqua tale da allagare la zona industriale, tutta la nostra proprietà e il depuratore comunale raggiungendo il livello di un metro e sessanta. Le nostre richieste al sindaco di chiusura del sottopasso erano state rifiutate poiché un responsabile del Genio civile sosteneva che il sottopasso poteva essere uno sfogo del fiume! (in zona industriale?). Nella notte, con un metro e mezzo di acqua, ancora lottavamo per mettere in salvo il salvabile senza nessun aiuto da parte della Protezione Civile o altre figure. Solo i Vigili del Fuoco sono intervenuti per recuperare le persone isolate all’interno dello stabile prima che il livello dell’acqua arrivasse a due metri. Dalle prime ore del giorno, senza essere chiamati, amici, clienti e colleghi sono arrivati in aiuto e nel si-

lenzio, con la massima operatività, ci hanno permesso di riaprire l’attività in soli 7 giorni. I colleghi hanno portato le macchine presso le loro aziende, le hanno lavate e ce le hanno riportate. Abbiamo trascorso un inverno senza riscaldamento, senza autocarro, senza tanta attrezzatura, con precari impianti d’emergenza e un mare di spese... Come credere nelle istituzioni del nostro Paese? Come credere che certi italiani amino l’Italia? Come credere che certi italiani abbiano il coraggio di pensare e la determinazione di agire? Noi vogliamo credere nel nostro Paese e augurarci che, senza particolari riflessioni, ognuno di noi possa impegnarsi per contribuire a ciò che non è impossibile: sostenere chi ha il coraggio di lavorare con determinazione e concretezza senza ma e se. Ringraziamo ancora una volta tutti coloro che ci hanno dato, con totale spirito di abnegazione, il loro aiuto».

• Michela Cimolato

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UNACMA UNACMA INFORMA

CALANO I FURTI DI MACCHINE AGRICOLE E OPERATRICI Secondo i dati forniti dal Ministero degli interni, nel 2018 in Italia sono stati commessi 7.888 furti di macchine agricole (-13% rispetto al 2017). Puglia, Sicilia e Campania sono le regioni più colpite Da tempo Unacma è impegnata per favorire la conoscenza e l’analisi dei dati elaborati dal Ministero degli interni al fine di comprendere al meglio il fenomeno dei furti di macchine agricole ed, eventualmente, fornire alle Forze dell’ordine elementi più significativi per la ricerca degli esecutori di tali reati. Alla fine dello scorso anno abbiamo incontrato anche il sottosegretario del Ministero degli interni, l’onorevole Carlo Sibilia, che si è intrattenuto con noi in un cordiale colloquio di novanta minuti.

TRATTORI E ATTREZZATURE Come abbiamo scritto in altre occasioni, in precedenti articoli riferiti ai furti, i dati che illustreremo si riferiscono a tutti i mezzi e alle attrezzature che vengono rubate in agricoltura: trattori senz’altro, ma potrebbero esserci motoseghe, motozappe, serre e quant’altro, quindi va ricordato che gli stessi dati sono indicativi di un fenomeno generale. Abbiamo chiesto all’onorevole Sibilia di poter avere dei dati disaggregati per categorie di macchine (trattori, monoassi, macchine boschive, da

giardinaggio, attrezzature, ecc.) per capire esattamente le dimensioni del fenomeno. Contiamo quindi, quanto prima, che il Ministero degli interni riesca a realizzare la disaggregazione dei dati, almeno per il futuro, così da potervi dare informazioni più precise.

2,87% anche se le regioni più colpite risultano Lombardia (516), Emilia-Romagna (299) e Lazio (222). Sul nostro sito www.unacma.it sono inoltre disponibili anche i numeri dei furti suddivisi per provincia. Ci piace sottolineare che sulla nostra pagina Facebook il fenomeno dei furti ha riscosso il massimo dell’interesse, in particolare per il post del 13 dicembre 2018 che ha raggiunto oltre 114.000 utenti, circa 18.000 lo hanno letto e 2.200 hanno messo reazioni, commenti e condivisioni. Per la nostra realtà «poco social», un grande successo, ma soprattutto sintomo di una preoccupazione generalizzata che colpisce non solo le concessionarie ma anche contoterzisti e aziende agricole. G.P.

LE REGIONI PIÙ COLPITE Secondo i dati pubblicati dal Ministero degli interni, nell’ultimo triennio il fenomeno dei furti di macchine agricole e da cantiere è calato. Comunque, da un’analisi più approfondita dei dati riferiti al 2018 (vedi tabella a pag. 8) si evince che in Italia il fenomeno risulta in calo di circa il 13% rispetto al 2017 e che le regioni più colpite dalla piaga dei furti di macchine agricole rimangono nell’ordine Puglia (1.324), Sicilia (1.011) e Campania (764). Nel comparto delle macchine da cantiere il fenomeno rimane sostanzialmente stabile con una leggera flessione del

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UNACMA NUMERO DI FURTI DI MACCHINE AGRICOLE E OPERATRICI COMMESSI IN ITALIA (DATI DISAGGREGATI PER REGIONE) (DATI DI FONTE SDI/SSD, OPERATIVI PER IL 2018) Macchine agricole Regione

Macchine operatrici

218

2017/ 2018 (%) 0,03

87

2017/ 2018 (%) –0,09

0,04

128

–0,37

27

25

–0,64

534

0,10

122

119

–0,02

24

–0,01

–0,03

136

–0,29

764

–2,08

248

0,17

260

0,12

190

–0,70

556

–1,15

434

–1,22

263

240

–0,23

299

0,59

166

132

–0,34

130

–0,02

598

547

–0,51

499

–0,48

53

52

–0,01

37

–0,15

270

263

–0,07

222

LIGURIA

153

107

–0,46

111

0,04

–0,41

98

85

–0,13

67

–0,18

LOMBARDIA

779

634

–1,45

510

MARCHE

180

179

–0,01

183

–1,24

620

471

–1,49

516

0,45

0,04

68

54

–0,14

73

MOLISE

124

106

–0,18

0,19

84

–0,22

14

13

–0,01

16

PIEMONTE

577

443

0,03

–1,34

333

–1,10

213

188

–0,25

149

–0,39

1.697 442

1.610

–0,87

1.324

–2,86

186

209

0,23

203

–0,06

445

0,03

378

–0,67

95

100

0,05

80

–0,20

1.422

1.119

–3,03

1.011

–1,08

258

252

–0,06

201

–0,51

TOSCANA

731

637

–0,94

524

–1,13

196

234

0,38

214

–0,20

TRENTINO-ALTO ADIGE

137

88

–0,49

66

–0,22

84

57

–0,27

56

–0,01

UMBRIA

176

137

–0,39

117

–0,20

51

42

–0,09

39

–0,03 –0,02

2016

2017

ABRUZZO

258

215

BASILICATA

161

165

CALABRIA

588

524

1.001

972

EMILIA-ROMAGNA

671

FRIULI VENEZIA GIULIA LAZIO

CAMPANIA

PUGLIA SARDEGNA SICILIA

VALLE D'AOSTA VENETO ITALIA

2016/ 2017 (%) 0,43

2018

2016

2017

114

96

2016/ 2017 (%) –0,18

2018

13

12

–0,01

15

0,03

14

11

–0,03

9

677

557

–1,20

525

–0,32

232

168

–0,64

215

0,47

10.551

9.185

–13,66

7.888

–12,97

3.226

2.939

–2,87

2.833

–1,06

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UNACMA UNACMA EVENTI

NEL 2019 RIPARTONO I ROAD SHOW DI UNACMA L’aggiornamento continuo e la diffusione di informazioni utili alla categoria resta uno degli obiettivi principali della nostra associazione. Le recenti esperienze in Sicilia e Puglia

Uno scorcio della platea del Road show di Enna che si è svolto nella sede di Confcommercio lo scorso 22 febbraio

ROAD SHOW DI ENNA I Road show, come previsto dalle decisioni del Consiglio direttivo, tornano ad essere una delle attività principali di Unacma per diffondere tra concessionari, rivenditori, riparatori di macchine agricole e giardinaggio, informazioni importanti per la propria categoria. Il 2019 è iniziato con il Road show di Enna, presso la sede locale di Confcommercio, reso possibile anche grazie all’impegno e alla volontà del consigliere delegato per il territorio siciliano, Michele Provenzano. Con i partecipanti, tra cui molti giovani, si è parlato di Psr in Sicilia e di bandi

Isi-Inail con la presentazione a cura di Pamela Comazzetto di EsseCi. Molto interesse ha destato anche la relazione su «Il magazzino gestito con armadi mobili» di Loris Gasparini di Incaricotech. Il presidente Unacma Roberto Rinaldin e il segretario generale Gianni Di Nardo hanno spiegato la possibilità di svolgere corsi Inail-Unacma nel territorio siciliano, con un numero minimo di iscritti, e affrontato il tema delle affiliazioni al network Unacma ROC-Rete Officine Certificate. L’obiettivo comune degli associati sarà quello di ricostruire l’Acma

Un momento del Road show di Bari svoltosi lo scorso 19 marzo nella sede di Confcommercio

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territoriale e coinvolgere altri colleghi, vista l’importanza della Sicilia in termini di immatricolato.

ROAD SHOW DI BARI Il Road show pugliese aveva un obiettivo principale ed è stato centrato. I partecipanti, infatti, hanno intrattenuto un lungo dibattito sul Psr con l’assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia. La richiesta pressante di Unacma è stata quella di eliminare «i tre preventivi» e adottare un possibile listino di riferimento che garantisca trasparenza e semplicità nella presentazione e controllo delle domande. Anche a Bari siamo stati ospiti della sede di Confcommercio e gli argomenti trattati, oltre il Psr, sono stati i corsi Inail, Unacma ROC e il consolidamento dell’associazione locale in considerazione che la Puglia è la seconda regione italiana per iscritti alla nostra associazione. Ringraziamo Fausto Faretra, vicepresidente Unacma dell’area Sud, per il suo impegno e la sua proattività nell’organizzazione del Road show. • Ginevra Piacentini Segreteria organizzativa

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UNACMA UNACMA SICUREZZA

UNACMA ROC: OBIETTIVO 200 OFFICINE IN ITALIA Decolla la rete delle Officine certificate. Siglati tre protocolli d’intesa a garanzia dell’utenza con Cai, Uncai e FederUnacoma Il network Unacma ROC (Rete Officine Certificate) è stato una delle grandi novità del 2018-2019 nel mondo della meccanizzazione agricola. Un gruppo di concessionari e officine che, sotto un’unica immagine, si presentano al mercato di agricoltori, hobbysti e contoterzisti, come l’eccellenza delle officine presenti in Italia. Un’utenza ultra garantita da conoscenza, competenza e capacità acquisita dalle officine attraverso specifici corsi tenuti da docenti Inail e Asl, con officine certificate dal punto di vista etico e strutturale da Cepas-Bureau Veritas, garantite da polizze assicurative Unipol Sai e certificate da Unacma per avere compiuto con successo l’intero per-

Il presidente Unacma, Roberto Rinaldin, con il presidente dal Cai, Gianni Dalla Bernardina

Il vicepresidente, Carlo Zamponi, con il presidente dell’Uncai, Aproniano Tassinari

corso. Da quando il network è stato presentato alla stampa e alle istituzioni sono già tre i protocolli d’intesa sottoscritti con le associazioni di contoterzisti Cai (Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani) e Uncai (Unione nazionale contoterzisti agromeccanici e industriali) e con l’associazione dei costruttori FederUnacoma. Contiamo a breve di sottoscrivere altri protocolli d’intesa con le associazioni di agricoltori. •

Il presidente Unacma, Roberto Rinaldin, con il presidente FederUnacoma, Alessandro Malavolti

Sono iniziate le attività di audit della società di certificazione Cepas del gruppo Bureau Veritas di cui testimoniamo il lavoro

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UNACMA UNACMA INFORMA

CORRE IL MERCATO DELL’AGRICOLTURA 4.0 Il segmento dell’agricoltura digitale in Italia cresce rapidamente. Ora serve lo sviluppo di uno standard unico tra le piattaforme per agevolare il lavoro degli agricoltori

Il mercato globale dell’Agricoltura 4.0 nel 2018 vale 7 miliardi di dollari (il doppio rispetto all’anno precedente), di cui il 30% generato in Europa. La crescita è ancora più rapida in Italia, dove il mercato ha un valore compreso tra i 370 e i 430 milioni di euro (+270%), che per circa l’80% è generato da offerte innovative di big players e per il 20% da startup, che propongono sistemi digitali innovativi e servizi di consulenza tecnologica. Lo dimostrano i dati emersi dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood, alla quale Image Line, azienda hi-tech italiana specializzata nei servizi informatici per le aziende agricole, ha partecipato in qualità di partner. Sempre secondo i dati rilevati dalla ricerca, il 55% delle aziende intervistate impiega una o più soluzioni digitali, tra le 300 attualmente disponibili sul mercato. Tra queste soluzioni anche il QdC - Quaderno di Campagna, un software sviluppato da Image Line che racconta la storia di tutto quello che è succes-

so nell’azienda agricola, dalla semina alla raccolta e che, se ben gestito, rappresenta uno strumento molto utile per la tracciabilità delle produzioni e per garantire la trasparenza del processo produttivo, in linea con quanto richiesto oggi dal mercato. Il sondaggio, infatti, ha permesso di evidenziare l’importanza cruciale dell’utilizzo delle nuove tecnologie per la riduzione dei costi nelle procedure di tracciabilità alimentare (confermato dal 27% delle aziende agricole intervistate), la riduzione degli errori di inserimento dei dati e del rischio di manomissione (30%) e un risparmio di tempo per la rac-

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colta dei dati (21%). Secondo Ivano Valmori, fondatore di Image Line, gli strumenti innovativi presenti sul mercato sono destinati ad aumentare. Grazie ai Big Data e all’intelligenza artificiale, infatti, servizi sempre più all’avanguardia sono destinati a fare il loro ingresso nel settore agricolo e questo rende necessario lo sviluppo di uno standard unico tra le piattaforme, che consenta all’agricoltore di inserire e raccogliere i dati una sola volta. Ma non solo. Oggi si sente sempre più la necessità anche di un linguaggio tecnico universale che accomuni gli operatori del settore. Per questo Image Line ha collaborato allo sviluppo del «Glossario dell’Agricoltura 4.0» dell’Osservatorio Smart AgriFood che, come rimarca Cristiano Spadoni, responsabile marketing di Image Line, servirà a delineare non solo il significato dei vocaboli ma anche i trend più interessanti, offrendo tanti spunti di riflessione su tecnologie nuove e consolidate dell’agricoltura digitale.  •


SICUREZZA IN AGRICOLTURA. AMORE PER LA VITA.

UOMINI E MACCHINE, OBIETTIVO SICUREZZA

Trattrici, macchine e attrezzature agricole sono strumenti che gli agricoltori, i contoterzisti e i manutentori del verde e del territorio utilizzano ogni giorno, per ogni tipo di lavorazione. Debbono quindi essere sicure, e usate con prudenza e competenza.

MACCHINE VECCHIE, IL PERICOLO “IN CASA”

Nelle aziende agricole italiane si utilizzano trattrici e macchinari che spesso hanno 30 o 40 anni d’età e questo comporta minore produttività, consumi elevati, inquinamento ambientale e soprattutto rischi per l’incolumità degli operatori. Secondo i dati ufficiali il comparto agro-forestale registra ogni anno circa 200 incidenti mortali.

MEZZI AGRICOLI FUORI CONTROLLO

Senza una revisione periodica presso officine specializzate, che verifichi anche l’efficienza delle parti meccaniche, il rischio di incidenti aumenta notevolmente. Molti infortuni, peraltro, possono essere causati dall’impiego di macchine prodotte in Paesi esteri, prive dei requisiti di sicurezza previsti dalle leggi europee.

MACCHINE NUOVE, UNA SCELTA POSSIBILE

L’acquisto di mezzi meccanici di nuova generazione costituisce la soluzione migliore per ottenere efficienza e sicurezza nelle operazioni. Per facilitarne l’acquisto, l’Unione Europea, il Governo e le Regioni hanno elaborato forme di incentivazione, dai PSR ai contributi INAIL fino alla Legge Sabatini e alle disposizioni delle singole amministrazioni locali.

FEDERUNACOMA, UNO SPORTELLO DEDICATO

Rivolgendosi alla Federazione italiana dei costruttori di macchine agricole, ogni operatore può avere informazioni e dettagli in merito alla revisione delle macchine vecchie, alle agevolazioni per l’acquisto di macchine nuove, alla sorveglianza sui mezzi meccanici illegali e al conseguimento del patentino obbligatorio che abilita gli operatori agricoli all’uso dei mezzi meccanici.

PER INFORMAZIONI

www.federunacoma.it/progettosicurezza


UNACMA UNACMA FORMAZIONE

ARRIVANO I SUPERTECNICI DELL’AGROMECCANICA Meccatronici cercasi? Ecco una risposta concreta dall’ITS di Portogruaro, scuola all’avanguardia per la meccatronica agricola È attiva dal 2015 una scuola speciale di tecnologia finalizzata all’inserimento di figure specializzate nel settore dell’agromeccatronica, Si tratta dell’ITS di Portogruaro (Venezia) (canale formativo parallelo ai percorsi universitari, 5° livello EQF), che forma tecnici superiori nelle aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo economico e la competitività delle imprese nel settore della meccanizzazione agraria. La scuola è giunta al terzo ciclo, quindi un percorso collaudato, e i primi diplomati hanno avuto un buon inserimento nel mondo del lavoro, grazie alle competenze acquisite. L’ITS di Portogruaro è l’unico nel Triveneto a formare tecnici superiori per l’industria agromeccatronica. Nonostante, secondo l’Istat, la disoccupazione giovanile raggiunga oltre il 30%, vi sono difficoltà nel settore agromeccatronico; in particolare i concessionari di macchine agricole che avrebbero bisogno di personale specializzato (manutenzione, riparazione, vendita e assistenza di alto livello) non lo trovano perché mancano le figure professionali necessarie.

tenze non siano più solo quelle classiche, ma comprendano a pieno titolo l’informatica e l’elettronica. Stime elaborate da Unacma indicano che nell’arco dei prossimi due-tre anni ci sarà un numero di circa 3.000 giovani da inserire nel mercato italiano del mondo delle macchine agricole. In Italia non esistevano fino ad ora scuole con piani di studio che potessero formare professionisti per questo settore. Il supertecnico, oltre alla meccatronica, deve conoscere il contesto operativo delle macchine agricole: agraria e meccanizzazione agricola. L’ITS di Portogruaro, scuola post-diploma, biennale, risponde ai fabbisogni di professionalità tecnica specializzata e si inserisce nei settori strategici del sistema economico produttivo portando nelle imprese competenze specialistiche e capacità d’innovazione. Il diplomato ITS interviene nei processi di progettazione, industrializzazione, programmazione, produzione, manutenzione, automazione, qualità e sicurezza commerciale e servizi post-vendita.

NUOVE COMPETENZE

STRUTTURA DEL CORSO

L’ingresso dell’elettronica nel settore della meccanica agraria e lo sviluppo dell’agricoltura di precisione – GPS, telerilevamento con droni, mappe di produzione e attuatori sito-specifici e quindi lo sviluppo delle nuove tecnologie – fanno sì che le nuove compe-

Il corso prevede 2.000 ore di attività didattica esperienziale complessiva nei due anni (1.000+1.000), di cui almeno il 30% di attività di tirocinio e project work realizzati in stretto accordo con le aziende partner in Italia e all’estero (programma Erasmus). È

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prevista alternanza tra lezioni frontali organizzate in sessioni formative modulari in aula/laboratorio (circa 1.300 ore) e lezioni pratiche con esercitazioni e stage presso aziende partner (circa 700 ore). Gli stage possono essere svolti anche presso aziende del territorio di provenienza degli studenti. Per accedere i candidati devono essere in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado o di laurea, sono previsti una prova scritta e un colloquio orale. All’inizio del primo anno viene svolta un’equalizzazione delle competenze tecniche richieste in disegno tecnico e tecnologia meccanica, meccanica applicata e proprietà dei materiali, elettrotecnica ed elettronica, agraria e meccanizzazione agricola. L’orario giornaliero è di 6-8 ore, con frequenza obbligatoria non inferiore all’80%. La classe è a numero chiuso, con massimo 25 e minimo 20 partecipanti. Al termine del percorso sarà rilasciato il titolo di tecnico superiore o supertecnico, con possibilità di chiedere il riconoscimento e la certificazione dei crediti universitari conseguiti con il corso ITS. Unacma è partner di questo progetto, realizzato anche con la collaborazione di concessionari e costruttori locali, con finanziamenti europei e il coinvolgimento delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. • La Redazione


UNACMA U N A C M A E N U O V E O P P O R T U N I TÀ

SE PABLO NERUDA PARLASSE AI CONCESSIONARI Proponiamo alcune riflessioni di Rodolfo Catarzi sul senso della partecipazione associativa Cosa direbbe Pablo Neruda ai concessionari e riparatori di macchine agricole? Non so quanti ricorderanno un precedente articolo che cominciava così: Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce [...] Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati [...] Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli

Rodolfo Catarzi, responsabile Progetto sicurezza Unacma

argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosca. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice respirare [...] Da «Ode alla vita», di Pablo Neruda Probabilmente molti dei lettori troveranno strano questo accostamento con il grande poeta, sicuramente inusuale, probabilmente inopportuno, forse eccessivo e pretestuoso. Per quanto ci riguarda, viceversa, lo troviamo consono e rispondente alla necessità di esprimere con semplicità, sintesi ed efficacia il senso di una vita personale, oppure professionale, come pure quella di una azienda e, perché no, di una associazione. Non trovate realistico e assimilabile alla realtà affermare che Unacma può decidere di continuare a «respirare» come pure decidere di «cambiare la marcia» e iniziare a «parlare a chi non cono-

sce», come io credo e spero stia tentando di fare? Il termine «non conosce» non è riferito solo ed esclusivamente a chi non partecipa alla vita associativa, ma il riferimento fondamentale ed essenziale è a quanto cerchiamo di fare nei confronti delle istituzioni, della politica, di tutti coloro che con le loro decisioni coinvolgono anche la vita e il lavoro dei rivenditori e dei riparatori di macchine agricole e giardinaggio. Ma per ottenere «udienza» e far conoscere le nostre esigenze, le nostre proposte, le nostre aspettative, serve «uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice respirare» sia a livello personale sia associativo, che a sua volta richiede un minimo di impegno e partecipazione profuso da ciascuno seppure nelle modalità e nelle forme personalmente e aziendalmente possibili, ma sempre con l’entusiasmo di chi «insegue un sogno» e lo vuole realizzare. Partecipazione attiva, sostegno economico, tempo dedicato al proselitismo e alla rappresentanza sono alcune delle forme di «sforzo» che ciascuno può esprimere per non esse-

Pablo Neruda (19041973), poeta cileno

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UNACMA UNO SGUARDO OLTRECONFINE

Incontro con i rivenditori di macchine agricole a Pordenone

re fra coloro che «abbandonano un progetto prima di iniziarlo» ma, comunque, pronti ad avvalersi dei risultati ottenuti dagli altri, anche se insufficienti e spesso minimizzati. Tutto questo per sottolineare come, mentre si discute di assetto organizzativo, attività promozionali, sito Internet e sponsor, altrove si prendono decisioni politiche e operative che riguardano e coinvolgono anche la nostra categoria.

abbiamo formato. Ci sono anche le attività di presidenti, vicepresidenti e consiglieri che, lo ribadiamo sempre, senza alcun compenso o rimborso spese, si adoperano per far crescere l’associazione o per testimoniare la nostra presenza in convegni, incontri e dibattiti. Ci sono poi i rapporti decisamente più costruttivi che si sono instaurati con i nostri fornitori attraverso la loro associazione di rappresentanza, FederUnacoma (Federazione nazionale costruttori macchine agricole per l’agricoltura), che stanno sfociando in diverse iniziative condivise e cogestite quali la partecipazione alle maggiori fiere di settore. C’è un lento, ma costante, interscambio con le associazioni di rappresentanza dell’utenza di macchine agricole per addivenire alla condivisione del progetto Unacma ROC (Rete organizzata di officine certificate coordinate da Unacma), già ampiamente riconosciuto a livello istituzionale, ma che necessita di una più puntuale precisazione dei vantaggi e delle opportunità vicendevolmente offerte dal network, a tutti i soggetti che compongono la filiera della meccanizzazione agricole, per la manutenzione del verde, la silvicoltura e l’allevamento.

UNA PREZIOSA RETE DI RELAZIONI Vorrei tuttavia ricordare ai più distratti e anche a quelli meno «inclini» all’associazionismo che, nonostante le aspettative siano di gran lunga superiori ai risultati ad oggi ottenuti da Unacma, che comunque riteniamo considerevoli, dovrebbero prendere atto che oggi Unacma è conosciuta e presa in considerazione dai Ministeri più coinvolti con la nostra attività, senza che sia per forza necessario nominarli. Ma ci sono anche i rapporti con altre associazioni che, seppure operanti in altri settori di mercato, hanno comunque le nostre stesse problematiche e con le quali già da tempo collaboriamo in seno al gruppo interassociativo che

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C’è il lavoro, quasi sotterraneo che si sta impostando nelle istituzioni europee attraverso la costante partecipazione alle attività del Climmar, l’organizzazione europea che raggruppa le associazioni di concessionari di macchine agricole degli Stati membri. Facciamo parte a pieno titolo di Confcommercio imprese per l’Italia e Confcommercio mobilità, potendo non solo usufruire dei servizi, ma anche promuovendo, al suo interno, una realtà come la nostra che fino a poco fa era sconosciuta. Stiamo, molto farticosamente, portando avanti il nostro progetto di cooperazione per l’Africa «Unacma for life», anche se molti lo hanno accolto con estrema «sufficienza» e addirittura indifferenza chiedendosi cosa mai Unacma possa trarre da una simile iniziativa. Eppure l’AICS (Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo facente parte del Ministero degli esteri) ci ha ascoltato e si è pure complimentata con noi. Addirittura la Fao ci ha invitato a presentare il nostro progetto in occasione del 2° Convegno mondiale sull’agricoltura sostenibile che si è tenuto nell’ottobre del 2016. Ma potremmo entrare in un settore troppo affollato, competitivo e anche «protetto», per cui da questa istituzione internazionale ci aspettiamo poco. Quindi ricordate: «… lentamente muore chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati…». E noi continuiamo imperterriti nel nostro cammino anche se sono ancora tanti coloro che «non conoscono» la realtà di Unacma. C’è dunque correlazione fra le parole di Neruda e quanto, a tutti, sarebbe richiesto di fare. In fondo tutti, compreso Unacma, possono scegliere fra «vivere o accontentarsi di respirare». • Rodolfo Catarzi Responsabile Progetto sicurezza Unacma


UNACMA UNACMA EVENTI

SIMA 2019, UNA POSITIVA ESPERIENZA DI GRUPPO Una nutrita delegazione del nostro direttivo ha partecipato al Sima-Simagena, appuntamento di spicco nel mondo della meccanica agraria che si è svolto a Parigi dal 24 al 28 febbraio INCONTRI E TENDENZE Arrivare con una folta rappresentanza del Consiglio direttivo di Unacma al Sima di Parigi è stata veramente una bella esperienza. Il gruppo di Unacma è stato accolto dallo staff direttivo della fiera parigina, e poi accompagnato in un rapido tour dell’esposizione. In un secondo momento ogni partecipante ha proseguito la visita singolarmente andando alla ricerca delle sue conoscenze e di prodotti nuovi, per scoprire le ultime novità dei costruttori di trattori. Tante sono le macchine e le attrezzature adatte ai soli mercati del Nord Europa che sicuramente non trovano posto nelle fiere italiane, ma sicuramente il panorama è,

SIMA 2020, COSA C’È DIETRO A QUESTA SCELTA?

se pur interessante, meno ricco di quanto si riesce a vedere nelle due più importanti fiere europee del settore: Hannover ed Eima. Parigi però ha il suo fascino. La sera precedente all’inaugurazione della fiera, una lunga passeggiata notturna fatta con i colleghi del Consiglio direttivo ci ha fatto respirare quell’aria particolare della capitale francese. Come è tradizione il gruppo si è poi intrattenuto in una piacevole trattoria dal puro stile francese dove finalmente ci si è potuti rilassare dopo una giornata di viaggio.

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Mentre stiamo andando in stampa arriva la notizia bomba di cui tanto si vociferava in fiera, ma che poi era stata smentita proprio nei comunicati stampa di chiusura. La prossima edizione di Sima si terrà nel 2020, a novembre, con due giorni coincidenti con l’Eima di Bologna. Ogni commento in questa fase ci pare inutile. Perché se la decisione è stata presa (visto che sono arrivati i comunicati stampa) e si manterrà, si dovrà capire per quale motivo questa scelta è stata fatta. Se si cambierà idea un’altra volta allora si dimostrerà una debolezza alla quale sarà difficile mettere rimedio. Sembra di vivere la situazione Brexit delle ultime settimane di marzo. Il tutto a meno che non si scopra un mega accordo internazionale «che a noi umani non è dato sapere». Certo che realizzare Fieragricola a Verona, Fima a Saragozza, Sima a Parigi ed Eima a Bologna nello stesso anno porterà i costruttori, non solo italiani (che a Parigi erano circa 150), a fare serie considerazioni su come utilizzare il loro budget. •

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UNACMA UNACMA EVENTI

CLIMMAR SI INCONTRA NEL CUORE DI NAPOLI PER LO SPRING MEETING Lo scorso marzo l’associazione dei concessionari europei si è confrontata sull’andamento delle reti distributive, Mother Regulation e formazione

Come tutti gli anni, il Climmar (Centre de liaison international des marchands de machines agricoles et des réparateurs), l’associazione europea dei commercianti di macchine agricole, si riunisce a marzo per l’annuale Spring Meeting. L’Italia è stata la sede scelta per il 2019 e Unacma è stata incaricata di organizzare l’incontro a Napoli, una delle città più belle del Belpaese e del mondo, che ha lasciato a bocca aperta anche coloro che di Napoli conoscevano solo

Spring Meeting 2019, Napoli - Gita a Pompei

gli aspetti meno positivi. Lo Spring Meeting si è svolto dal 21 al 23 marzo, tra riunioni nella monumentale Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, sala della Giunta, a cui è seguito un tour gastronomico e culturale nel centro storico di Napoli e una visita nella vicina Pompei.

Tavolo dei lavori dello Spring Meeting 2019 che ha visto la partecipazione di 19 delegati provenienti da 11 Paesi europei

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UN PROFICUO CONFRONTO Il presidente del Climmar, Erik Hogervorst, ha aperto il Congresso presentando l’andamento delle varie attività dell’associazione europea, dopo aver sottolineato l’importanza di rendere il Climmar sempre più presente nelle discussioni e nel-

Il dottor Davide Gallarate di FedeUnacoma porta un saluto da parte dell’associazione dei costruttori e presenta Agrilevante 2019


UNACMA

le politiche europee. In particolare, Klaus Nissen, presidente dell’associazione nazionale dei rivenditori della Danimarca, ha esposto le ultime notizie in merito alla RMI (Repair and maintenance information (da noi conosciuta come Mother Regulation), che dall’Unione europea è stata demandata all’ISO, organizzazione non governativa per la standardizzazione, con sede a Ginevra, in Svizzera. All’interno del gruppo di lavoro per la definizione di un concetto universale per la terminologia che sarà usata nella RMI ritroviamo varie case produttrici di grande importanza, oltre alla partecipazione indiretta del Climmar. Al momento, si prevede una chiusura dei lavori per il 2020. La Francia con Anne Fradier, segretaria generale del Sedima, ha spiegato che il DSI (Dealer satisfaction index) è un sondaggio rivolto a tutti i concessionari d’Europa per conoscere il livello di soddisfazione nei confronti delle case costruttrici. Anche quest’anno, i risultati nazionali saranno disponibili dal mese di settembre e i dati europei saranno presentati in una conferenza stampa che si terrà alla Fiera Agritechnica di Hannover (10-16 novembre).

ri europei che, a seguito delle linee guida sulla formazione presentate al Climmar Congress 2018, è necessario poter presentare una relazione in breve tempo. Si è costituito, durante la riunione, un gruppo di lavoro sulla formazione che sarà diretto dal segretario generale dell’associazione nazionale dei rivenditori della Gran Bretagna, Keith Christian, e che includerà Francia, Germania, Ungheria e anche l’Italia. Questo perché i nostri vicepresidenti Alberto Tonello e Carlo Zamponi, dopo aver presentato ai colleghi europei il network Unac-

ma ROC, hanno anche mostrato alcune slide sulle attività del Mech@ griJOBS, riscuotendo un forte interessamento. I lavori si sono conclusi con la presentazione di Agrilevante a cura di Davide Gallarate di FederUnacoma. I partecipanti allo Spring Meeting hanno proseguito con una visita guidata, in inglese, del centro storico di Napoli e del Museo Sansevero, supportata dagli aneddoti del segretario generale Gianni Di Nardo. La giornata si è conclusa con una cena a suon di mandolino e canzoni napoletane. Per il giorno successivo sono stati scelti gli scavi di Pompei con una lunga e completa visita del parco archeologico. Il nostro obiettivo, come organizzatori, era sottolineare non solo l’ospitalità del popolo napoletano e italiano, ma anche la bellezza e la ricchezza culturale e filosofica di una terra che fino a prima dell’Unità d’Italia era il fulcro del potere economico europeo e all’avanguardia nel mondo della cultura e dell’arte. • Ginevra Piacentini Segreteria organizzativa

FOCUS SULLA FORMAZIONE Durante la seconda giornata del Congresso, l’assemblea ha ricordato ai vari presidenti e segreta-

Atrio della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Napoli

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LE ULTIME NOVITÀ SULLA REVISIONE È stato finalmente pubblicato, il 28 marzo 2019, il decreto interministeriale n. 80 del 28 febbraio 2019 nel quale si è provveduto a modificare i vari step della revisione delle macchine agricole, e relativi termini di scadenza, diversamente da come inizialmente previsto nel precedente decreto del 20 maggio 2015. Il decreto si è reso indispensabile principalmente per evitare che un grande numero di trattori, ovvero tutti quelli immatricolati entro il 31 dicembre 1990, si trovassero a rischio ritiro della carta di circolazione, in quanto non revisionati nei termini imposti dalla norma stessa, ma anche per consentire la stesura del decreto attuativo rimasto lettera morta fino ad adesso. Il ministro Gian Marco Centinaio, come promessoci all’Eima di Bologna, ha provveduto a dare l’assenso del Mipaaft, firmando l’attuale decreto, e sbloccando, di fatto, l’iter per l’attuazione della revisione delle macchine agricole e operatrici fermo dal 2015 e mai condiviso dal suo predecessore. Nel frattempo, però, molte sono state le modificazioni intervenute all’interno del Ministero dei trasporti, non ultima la sostituzione, per intervenuto pensionamento, di molti dei precedenti funzionari in-

caricati allo scopo, e conseguentemente molto del lavoro già predisposto dovrà essere rivisto. Da qui l’allungamento dei tempi di definitiva attuazione entro il 2021. Ora si tratta di agire, come Unacma, per riottenere il livello di interlocuzione che ci eravamo conquistati con i precedenti funzionari sulla base non solo della nostra conoscenza ed esperienza della realtà del parco macchine circolanti e delle relative problematiche connesse all’attuazione della revisione, ma anche in qualità di rappresentanza dei soggetti maggiormente coinvolti dalla revisione in termini economici.

IL NUOVO CALENDARIO DELLE SCADENZE CATEGORIA DI MACCHINE AGRICOLE DI CUI ALL’ART. 1, COMMA 1, LETTERA A

TEMPI

Trattori agricoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983

Revisione entro il 30 giugno 2021

Trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1995

Revisione entro il 30 giugno 2022

Trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2018

Revisione entro il 31 dicembre 2023

Trattori agricoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2019

Revisione al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione

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E per termini economici non intendo il business derivante dall’effettuazione della revisione, per il quale altri soggetti della filiera della meccanizzazione agricola ci hanno indicato quali maggiori fautori della sua introduzione, bensì per il rischio opposto, di trovarsi un nutrito parco macchine usato composto da trattori che potrebbero rivelarsi «sopravvalutati» in funzione degli ulteriori costi da sopportare per renderli revisionabili e quindi rivendibili, se non addirittura non più commerciabili. Fortunatamente il lavoro svolto da Unacma in questi ultimi anni è stato tale da conquistarsi credibilità e riconoscimento anche all’interno delle istituzioni, ma come tutti sappiamo, questi sono «frutti» che devono essere costantemente coltivati, curati e implementati anche se potranno essere «mangiati» da tutti, inclusi coloro che nella coltivazione non hanno posto nessun impegno. • Rodolfo Catarzi Responsabile Progetto sicurezza Unacma


UNACMA UNACMA FORMAZIONE

CORSI INAIL-UNACMA: DA BOLOGNA E ROMA VERSO AVELLINO In quattro anni sono stati organizzati 17 corsi che hanno formato circa 350 persone Il successo dei corsi di formazione Inail-Unacma è costante e dimostra a noi, come organizzatori, a Inail come partner indispensabile, ai docenti e ai partecipanti quanto sia stato importante aver progettato e realizzato questa strada nell’ottica della formazione continua di chi, concessionario o riparatore, opera costantemente in officina. Dopo i corsi di Roma del 12 dicembre 2018 sulla sicurezza nelle officine meccaniche e quelli di Bologna (18 e 19 dicembre 2018) sulla messa a norma, per i riparatori e rivenditori di macchine agricole, si è tenuto, il 10 e 11 aprile, un altro corso

presso l’Inail di Avellino, con la preziosa collaborazione dell’Asl locale e di Erminio Panella, membro del nostro Consiglio direttivo. Riprenderemo quindi l’attività nei mesi autunnali. Per maggiori informazioni consultare il sito www.unacma.it alla sezione Unacma ROC-Corsi Inail-Prossimi corsi.  •

FIERA AGRICOLA DI FOGGIA

GLI ASSOCIATI DELLA PROVINCIA ESPORRANNO SOTTO L’EGIDA DI UNACMA Il giorno 10 aprile si è svolta una breve, interessante e fruttuosa riunione degli associati della provincia di Foggia per definire la partecipazione alla settantesima edizione della storica fiera pugliese sotto l’egida di Unacma, che continuerà a promuovere le tradizionali attività di informazione sulla sicurezza e proporrà il progetto di formazione Mech@griJOBS. Gli spazi degli espositori sono stati definiti a sorteggio. •

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UNACMA UNACMA INFORMA

CONSIGLIO DIRETTIVO 2018-2022, PROGETTI E OBIETTIVI A Firenze, lo scorso gennaio, sono state pianificate le attività del prossimo quadriennio. Si punta all’incremento degli eventi e a un maggior coinvolgimento dei consiglieri di zona Si è riunito, lo scorso 22 gennaio, per la prima volta a Firenze, il nuovo Consiglio direttivo di Unacma. Dalla scelta della località si è intuito subito che il nuovo direttivo si pone come obiettivo una più consistente partecipazione alle riunioni interne agevolando i tempi di trasferta per i membri. Dopo le formalità che hanno portato all’elezione dei probiviri (Francesco Barnaba ed Eros Ravagnolo) e dei revisori dei conti (Michele Racca e Massimo Tonello), il presidente Unacma, Roberto Rinaldin, ha informato il Consiglio direttivo della condivisione dei protocolli d’intesa per il progetto Unacma ROC (Rete Officine certificate) con alcune categorie di contoterzisti, costruttori e agricoltori, che andranno

ultimati in breve tempo. È stato poi affrontato il tema importantissimo e urgente della giusta turnazione dei responsabili per un’associazione sempre più democratica. Questa volontà è dettata anche da un piano lungimirante per assicurare il funzionamento dell’associazione al termine del mandato dell’attuale presidente e delle cariche del segretario generale, Gianni Di Nardo, e del responsabile del Progetto sicurezza, Rodolfo Catarzi. Una progettualità che comprende la ricerca di nuove figure da formare per ricoprire le cariche in questione. Questa visione a lungo termine comporta anche l’impegno, per il Consiglio direttivo, di

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consolidare i rapporti sul territorio e di creare associazioni territoriali (Acma) dove non ne esistono, per far sì che Unacma diventi sempre di più un partner all’interno delle discussioni politiche, sociali ed etiche, anche a livello locale. Il quadriennio 2018-2022 prevede anche un aumento quantitativo e qualitativo di eventi locali e fiere a cui Unacma, secondo il segretario generale Gianni Di Nardo, dovrà continuare a partecipare con un maggior coinvolgimento. La partecipazione va di pari passo con la creazione di nuovi eventi, e così il 2019 sarà l’anno del ritorno di un’attività interrotta in passato: i Road show, peraltro già iniziati. Restano all’ordine del giorno, anche per i prossimi consigli, lo sviluppo del network Unacma ROC e quindi i corsi Inail-Unacma. Tra gli obiettivi prioritari dell’associazione c’è l’affidamento ai vari consiglieri di deleghe per il loro territorio o per argomenti specifici. L’obiettivo principale del 2019 è quello di realizzare una considerevole crescita del numero di associati. Quattro anni di costante attività e creatività attendono il Consiglio direttivo di Unacma per realizzare più progetti, più eventi e avere più G.P. associati in ogni regione.


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COMMISSIONE EUROPEA, INNALZATO IL SOSTEGNO NAZIONALE AGLI AGRICOLTORI La notizia arriva direttamente dalla Commissione europea, che lo scorso 22 febbraio ha rilasciato un comunicato stampa sul notevole aumento del massimale del sostegno che uno Stato membro può fornire ai suoi agricoltori. Gli aiuti «de minimis», ovvero gli aiuti di Stato nel settore agricolo, prevedono adesso un massimale di 20.000 euro (che può arrivare a 25.000 euro) che lo Stato membro e le sue autorità nazionali potranno utilizzare senza doversi sottoporre all’approvazione della Commissione europea e senza falsare il mercato. Secondo il Commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Phil Hogan, questo aumento permette alle autorità nazionali di godere di maggiore flessibilità e di reagire in modo rapido ed efficace di fronte a situazioni di crisi per sostenere e aiutare gli agricoltori più vulnerabili. Le nuove regole sugli aiuti di Stato non vengono a sostituire quelle già esistenti

ma le affiancano. Per l’azienda che si trovasse nel bisogno, il massimale che lo Stato può erogare nell’arco di tre anni passerà quindi da 15.000 a 20.000 euro, ma per evitare eventuali distorsioni della concorrenza, il massimale nazionale sarà fissato all’1,25% della produzione agricola annua del Paese nell’arco di tre anni. Con le norme in vigore prima della decisione di Bruxelles, que-

aprile-maggio 2019

sto massimale nazionale era fissato all’1%, ma dal 14 marzo 2019, data di entrata in vigore del nuovo massimale, esso può essere applicato anche retroattivamente agli aiuti che soddisfano a pieno tutte le condizioni previste dalla legge. Per lo Stato membro che non spende più del 50% del totale della dotazione nazionale destinata agli aiuti in un particolare settore dell’agricoltura, gli aiuti «de minimis» possono aumentare ulteriormente fino a 25.000 euro per azienda agricola mentre il massimale nazionale può arrivare fino all’1,5% della produzione annua. Questo significa un aumento del 66% del massimale per l’agricoltore e del 50% del massimale per lo Stato membro. Questa modificazione permetterà di usufruire più ampiamente dei finanziamenti nazionali come Isi-Inail avendo margini maggiori per non sforare il limite del «de minimis». Per avere la versione integrale del comunicato stampa della Commissione europea, consultare il sito www.unacma.it alla sezione Unacma-Documenti. •

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Esposizione Internazionale delle Macchine, Impianti e Tecnologie per la Filiera Agricola. International Exhibition of Machinery and Technologies for Agriculture.

Bari, 10-13 ottobre/October 2019 by

L'agricoltura mediterranea in un unico evento Mediterranean agriculture in a single event

Organizzata da Federunacoma Surl. Ăˆ un'iniziativa Fiera del Levante /Organized by Federunacoma Surl. A Fiera del Levante Initiative Info: tel (+39) 06 432.981 - fax (+39) 06 4076.370 - agrilevante@federunacoma.it Con il supporto di/Supported by

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