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#CIAOSERGIO / MCNILL / TITO ESPOSITO / ALTROVE / LO STATO SOCIALE / SOCIETà del SUONO /PAGINE LETTERARIE


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DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi, Riccardo Ruspi, Matteo Schifanoia, MICHELE BELLUCCI redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

ANDREA LANZILOTTO, ANGIE BACKTOMONO, AMEDEO FERRANTE, GIACOMO CALDARELLI, GIULIA COLETTI, LUCIA MARIANI, GIOVANNI DOZZINI, valeria pierini, elena testi, gabriella mecucci, raffaele marciano

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Riccardo Corradini cell. 345.7589349 pubblicita@umbrianoise.it

Progetto Grafico e impaginazione LOSTUDIO8 - 328.3318865 luca@lostudio8.com

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Arti Grafiche Paciotti Strada delle Fratte 2/A - Perugia

Editore

Umbria Noise di Riccardo Corradini Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbria Noise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

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QUESTA VITA è COME UN ROCK

Quando si fanno i conti con i vuoti, con quello che fino ad un attimo prima c’è e poi all’improvviso svanisce, si pensa subito dopo a come si può riuscire a colmarli. Stavolta però non c’è nessuna facile via d’uscita. Difficile fare, parlare e sognare di musica quando chi era “la musica” in Umbria non c’è più. Chi magari è abituato a scrivere dovrebbe trovare subito le parole giuste, soprattutto perché il suo mestiere è quello di raccontare, ma in certi casi queste parole da dire non vengono proprio. Si fermano nel privato, non vogliono diventare pubbliche. Poi il tempo fa riflettere, riesce almeno a consentirti di prendere carta e penna e tutto poi diventa più facile, ma non per questo meno doloroso. La scomparsa di Sergio Piazzoli in una brutta, davvero bruttissima, giornata del giugno scorso, a pochi giorni dal suo 59esimo compleanno, oltre al dolore per la perdita di una persona cara fa pensare inevitabilmente al futuro della musica in Umbria. Sergio, infatti, lascia una eredità di alto livello culturale nel campo musicale. Sarà difficile, difficilissimo continuare la sua opera. Un vuoto arrivato di colpo anche a pochi giorni dall’inizio della sua ultima straordinaria creatura, quel Music For Sunset all’Isola Maggiore che in un certo senso può essere considerato come la sintesi delle sue grandi passioni, una di lunga data, la musica, e una più recente, il lago Trasimeno. Destino fatale e crudele, insomma. Sergino, così lo chiamavano tutti, era uno dei promoter più famosi d’Italia, tra i fondatori di Assomusica, e la notizia della sua scomparsa ha attraversato subito il mondo della musica, in Italia e non solo, perché era soprattutto un personaggio amato e rispettato. Uomo d’affari certo, ma appassionato prima di tutto. Ed in un mondo sempre più fatto di business ha insegnato comunque a far precedere prima sempre la passione e l’amore per la musica. Diventava amico dei musicisti, instaurando rapporti oltre la sfera lavorativa.

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support your local noise #CIAOSERGIO........................#4 McNill......................................#8 Tito Esposito........................#10 Altrove..................................#12 Lo Stato Sociale...................#16 Agenda..................................#18 ShortNoise.............................#20

Società del Suono....................#29 I'm with the band....................#26 Cortina di ferro........................#27 Photo.........................................#28 South Session...........................#30 Pagine letterarie......................#32

L'illustrazione in copertina è di Massimo Boccardini

UMBRIA NOISE Direttore responsabile

EDITORIALE DI DANILO NARDONI


#ciao

sergio

QUESTA VITA è COME UN ROCK Tanti affettuosi ricordi sono arrivati dai più grandi della musica, dai rappresentati delle istituzioni, dal suo immenso pubblico, quello che ha fatto sognare per tre decadi grazie ai suoi concerti, e perfino dai frati francescani, perché “persona umile, gentile, fraterna e francescana nell'animo”, i quali ricordano anche quando Sergio accompagnò ad Assisi Bruce Springsteen e Patti Smith per una visita alla Basilica di San Francesco, nel corso della quale, le due rockstar americane, si raccolsero in preghiera davanti alla tomba del Santo. Senza dimenticare però, sempre ad Assisi, una delle sue ultime più belle iniziative, quando la sua genialità nel creare eventi fuori dal comune lo spinse a far suonare sulla piazza inferiore della Basilica il suo grandissimo amico Vinicio Capossela con un concerto unico e irripetibile dedicato alla città e alla figura di San Francesco. Riuscì insomma a far cantare le “Cantiche” a quel “diavolo” di Capossela. Altro miracolo organizzativo. Solo Sergio infatti era in grado di fare miracoli quando si parlava di musica. Riusciva con il suo modo unico di operare a portare in Umbria

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DI DANILO NARDONI

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il meglio della musica mondiale, magari togliendola ad altre piazze più importanti. A volte anche con modi davvero particolari. Come quando organizzò il concerto dei Rem nel 1989, allora una bomba per una piccola città di provincia, al palasport di Perugia, arrivando direttamente a contattare la band saltando il tour manager, e quindi abbassando i costi, grazie ad una casuale conoscenza fatta a Cortona con un allievo del regista dei loro video. Promoter d’altri tempi, insomma, che aveva comunque anche qualche rimpianto. Uno dei più grandi è quello di avere avuto Paul Weller e i suoi Style Council in albergo pronti ad imbracciare gli strumenti e di non essere riuscito a farli suonare perché il palco “non aveva le caratteristiche richieste”, come sentenziò il padre-manager di Weller. Il destino, a volte meno fatale e a volte meno crudele, ha fatto in modo che proprio questa estate Paul Weller finalmente suoni in Umbria, anche se per un altro festival, quell’Umbria Rock organizzato da un uomo di affari inglese con casa a Massa Martana, tal “Yash”, il quale proprio con Sergio aveva naturalmente parlato


#ciao sergio

per iniziare possibili collaborazioni. In quasi trentacinque anni di eventi e concerti memorabili organizzati da Sergio ne abbiamo viste davvero tante. Moltissime star nazionali e internazionali del rock e della musica popolare leggera sono infatti passate in Umbria grazie a lui. Che la sua vita sarebbe stata sempre legata alla musica, lui lo ha sempre saputo. Una “febbre” ereditata da suo fratello Evandro, prematuramente scomparso, la persona che in fin dei conti, possiamo dire, ha sempre ispirato la sua vita professionale fatta di musica e concerti. Sono tantissimi i live condivisi con gli amici fin dalla fine degli anni ’70. Ma una data che fa partire tutto c’è. Sergio non aveva dubbi: era il 30 gennaio 1980 “quando un po’ per caso, un po’ per incoscienza – diceva durante i suoi racconti – mi ritrovai ad organizzare il primo concerto al Cva di Ponte San Giovanni con il quintetto di Elton Dean, che per un ragazzo cresciuto con la musica dei Soft Machine poteva solo essere un sogno”. Ingresso al concerto 2.500 lire. Piazzoli e i suoi compagni di allora furono così incoscienti da dimenticarsi perfino di fare l’allaccio per l’energia elettrica. Il risultato fu che ad un certo punto tutto saltò e oltre mille persone rimasero al buio. Ma la band continuò comunque a suonare dando vita ad un’esibizione acustica. Fu quindi da quell’esperienza con Elton Dean che prese il via una piccola rassegna, che suc-

cessivamente sarebbe diventata la Stagione della Canzone d’Autore. La successiva importante tappa è poi quella del 1990 con la nascita della Musical Box Eventi, la grande esperienza di vita professionale del promoter perugino. Per passare al 1984 con la prima edizione di Rockin’Umbria, un progetto culturale vero che in quegli anni è stato precursore di tante altre manifestazioni musicali giovanili in quanto rappresentò senza dubbio una cosa assolutamente nuova in Italia. Tutti momenti che coincidono con quanto di meglio è stato fatto come attività concertistica nella nostra regione. Molti dei più grandi musicisti, italiani e stranieri, sono passati in Umbria grazie a Sergio. Impossibile ricordarli tutti, ma fra gli altri, oltre ai già citati Rem, Bruce Springsteen, Patty Smith, anche Robert Wyatt, Ben Harper, Elvis Costello, Jon Hassell, Bob Dylan, Vasco Rossi, Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Ivano Fossati. L’avventura musicale in realtà, per Sergio, è cominciata prima del 1980, con la storica ‘Radio Perugia Uno’. Era, infatti, il periodo delle radio libere e delle fanzine autogestite. Con un gruppo di ragazzi affiatato e con tante idee. Pertanto, sarebbe riduttivo considerare Sergio un semplice promoter. Un personaggio che è cresciuto invece con l’onda lunga di esperienze a partire dagli anni ’80 e che ne conservava tracce ben visibili e che le ha messe a disposizione dei tanti appassionati di musica, fin che ha potuto. Come sintesi di oltre trent’anni di concerti, dalla sua anima più underground ecco che Sergio metteva sempre l’attenzione su un luogo, una data e un concerto. Umbertide, 5 luglio 1986, terza edizione di Rockin’Umbria. È l’evento tra i tanti organizzati che gli stava più a cuore, oltre naturalmente a quello con Bob Dylan, artista che ha voluto fortemente portare a Perugia in omaggio a suo fratello, grande fan del menestrello della canzone d’autore. Quella del 1986 fu una serata memorabile che permise a Rockin’Umbria di esplodere. In tutti i sensi. Tra i vari artisti ospiti per questo primo concerto antiapartheid organizzato in Italia c’erano, oltre al grande Robert Wyatt, i Redskins, in quel momento tra i più importanti esponenti del punk “militante” britannico. Il piazzale della Rocca di Umbertide venne invaso da tremila

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#ciao

sergio

ragazzi, tra cui tantissimi skinheads di sinistra ma anche di destra. Quindi, oltre ad una serata di grande musica, quella viene ricordata negli annali come una serata di scazzottate e cariche della polizia. Umbertide era in stato d’assedio e a fine serata c’era l’inferno. “Sembrava di essere a Londra”, affermò con orgoglio dopo il concerto qualcuno dello staff dei Redskins, come mi disse una volta Sergio ricordando quella notte. Ad aprire quella serata che, in un certo senso, avvicinò l’Umbria all’Europa fu Enzo Avitabile. Ad Avitabile, infatti, toccò il compito assai ingrato di fronteggiare il pubblico di skinheads, sempre più provocatori e violenti. Il musicista partenopeo fece un gesto clamoroso, inaspettato, e cominciò a suonare il sassofono scendendo in mezzo alla gente, andando a “sfidare” i ragazzi che lo contestavano. “Da quella volta – ha ricordato Avitabile ospite della serata-omaggio organizzata quattro anni fa per i 30 anni di concerti di Sergio – durante i miei concerti scendo sempre in mezzo alla gente. In quell’occasione ho capito che andare verso la gente è un gesto importante”. Oggi, a distanza di qualche giorno dalla scomparsa, si parla anche della possibilità di intitolare l’Arena Santa Giuliana a Sergio Piazzoli. Il minimo che si possa fare - anche Umbria Noise appoggia l’idea visto che fu proprio lui ad individuare per primo questo spazio come luogo per concerti portandoci Dylan, a dare il nome Arena ed aprendo poi così la strada anche ai concerti di Umbria Jazz. Festival che ora, grazie alle parole di Carlo Pagnotta, ha annunciato che il prossimo anno dedicherà a lui la giornata di apertura, portando a suonare un grande artista che proprio Sergio per primo ha fatto venire a Perugia. Ancora non c’è il nome, ma si può pensare a Pat Metheny (rispetto a quanto si pensi fu infatti Sergio a portarlo a Perugia ancora prima di Umbria Jazz), altri invece già parlano di Paolo Conte. Magari, invece, si può pensare a Bruce

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Springsteen o Bob Dylan e perché no, anche a Robert Wyatt, anche se i suoi problemi di salute non credo possano consentirlo. Quest’ultimo è infatti un artista che Sergio tanto ha amato, così tanto che le ultime note durante il suo funerale per l’ultimo saluto della città sono state proprio quelle di “O caroline”, canzone perla dei Matching Mole di Wyatt. Tutte cose che non basteranno certo a colmare un vuoto, ma a renderlo meno amaro magari sì. Quel vuoto che è e sarà ancora enorme, anche con il passare del tempo. Per usare le parole di Capossela, “è come d'improvviso aver perso il pallone per giocare, come perdere la stagione dell'innocenza, la stagione dell'amicizia”. A me e a Sergio quello che ci ha fatto incontrare è stata inevitabilmente la musica. Quel “ah… tu sei Danilo?” di tantissimi anni fa lo ricordo ancora come se fossi oggi: “Ti leggo sempre, grazie per quello che scrivi, nel tuo caso sono parole che mi fanno emozionare proprio come la musica”. E allora ciao e grazie di tutto caro vecchio amico Sergino. Anche come Umbria Noise, facendo tesoro dei tanti consigli e suggerimenti che ci davi, cercheremo nel nostro piccolo di onorare e di portare avanti nel migliore dei modi quello in cui hai sempre creduto. Certo, Perugia e l’Umbria non saranno più le stesse senza di te. Noi, non saremo più gli stessi. Ci auguriamo però che tutti quelli che hanno a cuore le sorti musicali della regione sappiano almeno non disperdere quello che ci hai lasciato. Cerchiamo quindi tutti insieme di far spazio ancora di più a note, insegnamenti e ricordi. Ognuno, del resto, si porta dietro i propri in questi tanti anni di concerti in Umbria. In effetti l’avventura di Sergio coincide con quella delle tantissime persone che ogni anno entravano a far parte della grande “famiglia” della musica d’autore, di Rockin’Umbria e di Music for Sunset, magari solo per un concerto. Potere della musica di qualità che si spera, in memoria di Sergio e per la sopravvivenza della nostra cara “regione musicale”, possa durare almeno altri trent’anni.


#ciao sergio Tra i vari ricordi per ricordare Sergio Piazzoli, arrivati da molti artisti e da più parti, abbiamo voluto riportare due che ci sono sembrati tra i più toccanti. Uno naturalmente è quello di Vinicio Capossela, forse il musicista con cui Sergio era riuscito ad instaurare un rapporto che andava oltre la semplice amicizia, quasi di fratellanza. L’altro è quello di Vincenzo Costantino (Cinaski per gli amici), una poesia scritta di getto il giorno della sua scomparsa.

C'è qualcosa, e in certe persone in particolare, che conserva vivo il ragazzino che è in noi. Quel gusto per l'avventura, l'attrazione e la paura delle batoste, l'infiammazione dell'entusiasmo, l'abbattimento repentino, il rialzarsi dopo essere caduti dalla bicicletta, l'immaginazione che si accende intorno alle figurine. Qualcosa in noi che mantiene in vita il ragazzino. Forse è per questo che gli adulti parlano così tanto di calcio o lasciano tutto per seguire i mondiali, perchè danno libero spazio al ragazzino che hanno dentro. Che fantastica intorno a nomi e finte e gesta, a spasso tra la storia e la geografia. Così alcuni vivono anche la musica, che in molte lingue infatti usa lo stesso verbo "play", giocare, per descrivere l'azione. In Sergio Piazzoli ho sempre vista questa luce negli occhi, nel parlare di musica. La luce del "to play". E' la luce che ci sottrae alla dittatura dell'Utile e dell'Attualità. La luce che si impara a leggere negli occhi quando si inizia ad andare a provare col gruppo in cantina, o da soli con uno strumento in mano, e poi si va a giocare a pallone, o a ragazze. Conservare quella luce in età adulta , in un mondo in cui "si sbaglia da professionisti", è un dono raro. Soprattutto se non si fa il musicista ma il promoter musicale. Quella figura cioè che mette in relazione musica e mercato. Una figura spesso appannaggio di mercanti, ma molto importante per arricchire o impoverire il mondo. Un buon promoter può investire su uno spettacolo oppure su un altro, spesso scommette di proprio per proporre artisti in cui crede, e rischia. Un promoter può aggiungere un po’ di grazia al mondo oppure un po’ di abbrutimento. Deve avere il fiuto per scovare gli artisti quando ancora non sono importanti e hanno cachet accessibili, e portare, per esempio, un giovane Ben Harper al Teatro Morlacchi. Deve conoscere e amare la musica per farla conoscere ed amare al pubblico. Un buon promoter completa il lavoro di un artista. E' un lavoro oscuro che non raccoglie la gloria dell'applauso, ma il pubblico deve molto al promoter quando assiste a un buon spettacolo, e spesso non lo sa. Sergio Piazzoli ha regalato in più di trent'anni molte perle al pubblico della sua regione. Ha mantenuto viva una scena musicale, ha permesso a molti di incontrarsi, di conoscere. Ha soprattutto donato e contagiato quella luce del gioco, dell'entusiasmo, ed ora siamo in molti a sentire un angoscia pro-

fonda, un grande vuoto, un dolore cupo. È come d'improvviso avere perso il pallone per giocare, come perdere la stagione dell'innocenza, la stagione dell'amicizia. Quando le cose si scambiano per il piacere di arricchire gli altri. Sergio Piazzoli è stato molto generoso con noi tutti, così generoso da non riuscire ad esserlo anche con se stesso. E questo aumenta il dolore e la ribellione a questa sua scomparsa così ingiusta, la ribellione allo scandalo della morte. Scrivo queste righe non per ricordarlo, ma per presentare un amico fraterno a chi ancora lo conoscesse poco e per parlare del lavoro che così tanto ha amato. Vinicio Capossela. 11 giugno 2014 Brutta giornata. Ciao Capitano C’è un microfono. Un pianoforte a coda sul lago. Facciamo un omaggio ai crepuscolari, al tramonto. Sì mi piace. Palazzeschi vicino al busto di San Francesco. La sera ti ricordi di quando ero Shane McGowan E mi addormentavo sulla collina di Montefalco e il microfono era un albero da aggrapparcisi. Ma lei è innamorata? Chiediglielo. A me hanno fatto sempre orrore le donne innamorate. Sono come le sciarpe. D’inverno è bello. D’estate ti soffocano. E ridiamo, sognando cigni olandesi sul lago brindando agli amici. Forse era presto, sicuramente era presto. Ma non sarà mai troppo tardi abbracciarsi nei ricordi.

Vincenzo Costantino (Cinaski per gli amici) 11 giugno 2014

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Mc Nill la “guerriera” umbra del rap

DI RICCARDO CORRADINI

Giulia Galli, sempre più in evidenza nella scena nazionale, vive il palco come il luogo "sacro" dove celebrare il rapporto tra cultura hip-hop e pubblico

condividere le sue idee e lanciare messaggi da ogni palco d'Italia. Insomma, un metro e 67 di grinta, pronta a dare sempre il meglio. Nella musica mostra una grande sensibilità per i temi sociali e per la lotta contro ogni forma di discriminazione. Una “guerriera” che dà sempre una grande importanza al significato di "knowledge", vivendo il palco come il luogo "sacro" dove celebrare il rapporto, fatto di dare e ricevere, con la cultura hip-hop ed il suo pubblico.

Come ti sei avvicinata al genere e più in particolare quando hai iniziato a cantare?

Giulia Galli, in arte Mc Nill, si avvicina al rap giovanissima. La passione e il talento portano questa rapper umbra, che si sta facendo strada su scala nazionale, a realizzare alcuni progetti musicali insieme a Marti Stone e a entrare a far parte del collettivo LoveDie Family. Leggiamo nella sua pagina facebook che ha una spiccata attitudine nelle sue improvvisazioni, a far divertire il pubblico e utilizza le sue rime come un mezzo importante per

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"All'età di 9 anni mi ritrovai casualmente tra le mani una cassetina dei Cypress Hill, naturalmente non sapevo niente sull'Hip Hop, non capivo (e data l'età neanche mi interessava capirlo) il genere di cui si trattava. Sapevo solo che mi pigliava bene ad ascoltarli. Poi crescendo e conoscendo i primi bboys, mc's etc. ho iniziato ad avvicinarmi alla Cultura Hip Hop, fino ad innamorarmene". Ci sono differenze tra ragazzi e ragazze nel giro hip hop italiano? Le hai percepite?

"C'è chi le fa, c'è chi non le fa. Come in tutti


esperienze positive, dai live condivisi con artisti che stimo molto, ai contest in giro per l'Italia, fino a Mtv Spit e alla Finale Nazionale del Tecniche Perfette. Da ogni esperienza traggo il meglio, per crescere ed evolvere". Dove suonerai in questo periodo?

"Sto portando avanti una bella serie di live, sono molto felice. L'11 luglio presenterò la serata con Lord Madness e Dj Gruff ai Giardini del Frontone di Perugia. Il 18 luglio sarò a Lugano. Poi sto seguendo il progetto Indie Pride (Indipendenti Contro l'Omofobia) con il quale visiterò molte città italiane. Per tutte le news sui live invito a visitare la pagina Facebook".

gli ambienti esistono le persone che usano la testa e altre che non lo fanno. Ho visto spesso props a mc donne solo perchè "bone", insulti a mc donne brave solo perchè non rispettano un determinato stereotipo di "Donna Hip Hop". Ma c'è anche chi non si comporta in questo modo, per fortuna. Io sinceramente sono contenta di vedere che tra gli mc's validi in questo periodo vi sono anche delle donne, anche se (a dirla tutta) non faccio poi questa ‘divisione per genere’: se spacchi, uomo o donna, vestito alla moda o meno, bello o brutto (che poi è soggettivo), SPACCHI. Punto. Il resto è fuffa". Spiegaci come funziona una battle e cosa è il freestyle…

"Le battle non sono altro che sfide tra mc's attraverso il freestyle, ossia l'improvvisazione di rime. Ci sono varie modalità in cui si può svolgere una battle, potrei scrivere un papiro, diciamo che fondamentalmente sono sfide. Su Youtube oramai è pieno di video a cui fare riferimento per farsi un'idea della cosa".

"Presibbene Ep è un prodotto molto diretto. È stato registrato in Trumen Records a Torino, nell'estate scorsa ed è uscito per B.M. Records. Sono pezzi scritti di getto, che non potevano stare nel disco ma che non volevo neanche lasciare nel cassetto. Avevo bisogno di chiudere un capitolo, penso che questo Ep sia stato il modo giusto per farlo, della serie ‘prima di andare avanti vi chiarisco qualche punto, così poi non lo faccio più e posso dedicarmi ad altro’. Sta andando benissimo, i live vanno bene, ho già fatto uscire due video (‘Intro’ e ‘State Zitti’) e presto usciranno altri estratti dall'Ep. Le produzioni sono affidate ad Apoc, The Essence, XXX-Fila e Jason Rader. Sono state scelte d'impatto, i beats mi hanno preso subito, ho scritto e mi sono detta ‘ok, questo sarà un Ep’. Che dire, sono molto felice di questo lavoro e vedere che molti stanno capendo il senso di ‘Presibbene Ep’, il mood con il quale è stato creato, mi fa davvero piacere". Progetti per il futuro?

"Il disco solista, sicuramente. Non dico altro su questo progetto per scaramanzia. Inoltre sono tra i cofondatori di Thug Pug Prod., una casa di produzione video, dove mi occupo della produzione e della comunicazione, affiancando le riprese, il montaggio e la post produzione di ogni video. Insomma, mi tengo impegnata e ho la fortuna di lavorare con le mie passioni".

Quali sono le esperienze che hai fatto che ricordi con più piacere?

"Nell'ultimo anno in realtà ho vissuto molte

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facebook.com/mcnillofficial

Parlaci del tuo ultimo lavoro in studio…


Tito Esposito

cantautore folk-blues che guarda all’America

DI RICCARDO CORRADINI

Il campano, ma trapiantato a Perugia, prima di tornare oltre oceano per finire il disco americano ha fatto uscire il suo album d’esordio in italiano

Doveva uscire dopo l'estate l'album d'esordio di Tito Esposito. Invece, è datato 18 giugno perché l'America ha bussato ancora. Il cantautore campano trapiantato a Perugia infatti, classe 1983, canta un cantautorato folk blues dall'ispirazione reggae con testi in italiano (una sorta di mix ben riuscito che ci restituisce un autore importante) che gli ha fatto raggiungere già traguardi importanti. Primo fra tutti la partecipazione all'importante festival che si tiene ogni anno ad Atlanta in memoria di Frank Edwards (festival che prende il titolo di una sua canzone: “Chicken Raid”) organizzato dal famoso bluesman Mudcat. Al festival sono invitati tutti i maggiori esponenti del piedmont blues tra cui a sorpresa quest'anno anche Tito Esposito che si è distinto a tal punto da registrare un disco là in America (di prossima pubblicazione) durante i giorni della sua permanenza per il festival. Motivo per cui tornerà nel nuovo continente ad ottobre e per cui è stata anticipata il mese scorso l'uscita del suo disco in italiano che era previsto invece per settembre. L’album dal titolo “Estro ci vorrà” è in free-

download (i link sono nella sua pagina facebook) ed è stato registrato a Perugia fra il 2012 e il 2013 da Marco Evangelista presso il suo studio domestico. Masterizzato e missato poi al “Big Tune” di Perugia da Francesco Palazzetti tra maggio e giugno di quest’anno. "Ho iniziato a cantare a 16 anni - ci dice Tito - successivamente con la chitarra acustica. Agli inizi avevo un progetto con Francesco Garaffa, un chitarrista elettrico della mia stessa generazione, e facevamo soul/folk acustico e proprio in quel frangente ho scritto le mie prime canzoni. All'epoca avevo 21 anni. Dopo più o meno due anni ho iniziato ad esibirmi da solo, chitarra e voce, trasferendomi a Firenze per frequentare L'accademia Musicale. Tra il 2009 e il 2011 ho fatto più o meno 250 serate in acustico nel Salento, mi trasferii a Lecce dopo aver conosciuto un impresario della zona e successivamente ho cominciato a lavorare sul disco". Quali sono gli artisti a cui ti ispiri e se esiste qual è il tuo genere di riferimento?

"Gli artisti a cui mi ispiro sono più o meno tutti gli afroamericani che usano un liguaggio Blues. Agli inizi ero un fan di Ben Harper, avendo lui un timbro che riuscivo a riprendere molto bene.. poi Ray Charles, Sam Cooke, Otis Redding, Muddy Waters, Bob Marley, Peter Tosh e Tracy Chapman, e credo molti altri che adesso non ricordo". Secondo te quali sono le differenze più grandi nel suonare in Italia o in America?

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"Sono tantissime. Negli States la musica live è un motore che crea business nei locali, c'è un rispetto stupefacente per i musicisti, siamo una vera categoria "speciale". E' più facile suonare negli States, c'è più spazio e i musicisti più grandi ed esperti ti aiutano, ti insegnano il loro sapere, te lo trasmettono. La ‘scena musicale’ è molto aperta, non esiste snobbismo e tutti sono concentrati su un


unico obbiettivo: tirare fuori roba autentica, ascoltare te e ti ascolta con attenzione, ne ha anche perché se non è autentica il pubblico bisogno, questo lo si percepisce in maniera se ne accorge. Il pubblico viene nel locale per molto forte". Parlaci del tuo album di debutto e dove ti sentiremo suonare in questo periodo…

"Ci ho messo molto tempo a finirlo, all'inizio non riuscivo a trovare un arrangiatore che avesse la mia visione o una visione simile, poi ho trovato il "Magista", Marco Evangelista, e con lui mi sono trovato molto bene, abbiamo fatto questo lavoro insieme e siamo diventati molto amici. Ora sto cercando di organizzare un tour di presentazione dell'album, ho una band, siamo in 5 (Tito & The Chicken Raiders) e vorrei andare in lungo e in largo per la penisola. Siamo pronti!". "Ripartire per gli States. Stavolta vorrei documentare tutto in alta qualità, far vedere a più persone possibile che aria tira, che atmosfera si respira e quanta energia c'è, forse mi metterò delle Go-pro addosso. Ho un secondo disco registrato in Georgia che aspetta di essere ripreso e terminato, non ce l'ho fatta a finirlo perchè sono stato solo un mese".

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facebook.com/pages/Tito-Esposito

Altri progetti per il futuro?


Un Altrove dal futuro radioso

DI DANILO NARDONI

Vincitori del concorso “Give Your Voice” questi quattro giovani musicisti perugini si stanno sempre più mettendo in evidenza all’interno della scena musicale regionale

Sul palco del “Give Your Voice” ai Giardini del Frontone di Perugia, il concorso musicale organizzato dal gruppo giovani di Telethon Umbria per dare voce ai malati di malattie genetiche rare, hanno sbaragliato l’agguerrita concorrenza di validissime band. Qui li abbiamo conosciuti come The Shooters, ma ora li ritroviamo a distanza di un mese con il nome di Altrove. Cambiamenti in atto quindi per la giovanissima band perugina che sa cosa lascia alle spalle e sa bene però dove vuole arrivare: “La musica è per noi l'unico modo per evadere dalla realtà ma non escludiamo che possa diventare anche una scelta di vita nel futuro”. Il progetto nasce nel 2011 a Perugia da un'idea di tre amici d'infanzia: Giovanni

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Artegiani (batteria), Francesco Millucci (tastiere) e Francesco Branda (basso/voce). Successivamente si aggiunge il chitarrista Lorenzo Fiorese, compagno di scuola, e si formano così i The Shooters. Adesso però il nuovo nome Altrove deriva dalla volontà di dare un nuovo corso alla band, “cresciuta musicalmente e giunta ad un punto di svolta” e così il nome “è la volontà di liberarsi dalle definizioni e per questo ci piace”. I quattro musicisti non hanno un preciso genere di riferimento, il loro è un alternative rock curato ed aperto ad influenze che provengono da altri ambiti musicali. Questo sound già in parte molto maturo gli ha permesso di avere in questi primissimi anni di vita una buona confidenza con i concorsi musicali. Prima di vincerlo quest’anno, lo


scorso anno già si erano classificati secondi alla prima edizione di “Give Your Voice” ed in seguito hanno vinto il contest musicale “Urto Music Contest” aggiudicandosi un contratto discografico con la casa discografica DA-Records. “Ormai abbiamo partecipato ad un gran numero di contest – affermano – ma questa vittoria al concorso musicale di Telethon è giunta decisamente inaspettata dato il livello degli altri partecipanti. Dopo il secondo posto raggiunto all'edizione precedente fa sicuramente piacere vedere i propri sforzi riconosciuti da una giuria qualificata”. A detta di loro stessi hanno quindi dei punti di forza, “sicuramente la passione e la ricerca sonora derivante da una formazione in ambiti musicali diversi dei membri”, ma anche difetti come “la qualità degli strumenti a disposizione”. Attraverso la loro musica e i loro testi cercano “di trasportare l'ascoltatore in una dimensione lontana dal quotidiano, sempre mettendo al primo posto l'emozione come veicolo”. “Le nostre influenze – sottolinea-

no – provengono da molti stimoli, esperienze e gusto personale, come viaggi, letture e discussioni più o meno serie. L'ascolto di altri artisti è una parte fondamentale del nostro processo creativo e una delle principali ispirazioni sono per esempio i primi Coldplay e i Tears For Fears”. Al momento sono impegnati con le registrazioni del loro primo EP che promuoveranno con una serie di date a luglio e agosto. “Di certo l'opportunità di un disco più completo non ci dispiacerebbe, ma per parlare di album forse è ancora presto”, spiegano ancora gli Altrove. Tra le esperienze fatte finora nel corso della loro breve carriera che ricordano con più piacere mettono la partecipazione al Mekamuta Music Fest a Ponte Felcino, perché è stata “la prima esperienza importante”, ma il palco “più bello” è stato quello dello Strozza Music Fest “per l'accoglienza del pubblico e dell'ambiente”. E alla fine buttano la anche qualche desiderio: “Ci piacerebbe moltissimo suonare all'Arezzo Wave, uno degli eventi più prestigiosi del centro Italia”.

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Secret Örder tanto potenti e molto cattivi

Insieme da poco tempo i cinque propongono un suono che si rifà a gruppi come Slayer, Faceless, White Chapel e Megadeth

facebook.com/secret.order.ita

(intesa come virtuosismo) e quanto incide nelle vostre composizioni?

#14

I ragazzi del Ministero del Metallo questa volta hanno intervistato per noi i Secret Örder, gruppo nato tra Perugia e Città di Castello. Tutto inizia a gennaio di questo anno, quando Angelo Pedana (chitarra), Gian Marco Vergari (batteria) e Andrea Franchi (basso), provenienti da una duratura esperienza con i Legacy, decidono di riprendere in mano gli strumenti con una nuova line-up. Si uniscono Andrea Reali alla voce (bassista dei Desource) e Michele Brozzi alla chitarra che purtroppo è costretto ad abbandonare quasi subito il gruppo a causa dei suoi impegni come chitarra degli Hellraiser (proprio ora stanno completando il loro lavoro in studio "Revenge Of The Phoenix"). In sua sostituzione, viene reclutato il validissimo Dowz Borg. Ogni componente proviene da generi diversi che vanno dal Thrash al Progressive Metal, dal Blues al Deathcore. Gli artisti che più influenzano il loro sound sono gruppi come Death, Slayer, Ouroboros, Annihilator, Faceless, The Human Abstact, White Chapel e Megadeth. Quanto considerate importante la tecnica

"La tecnica, specialmente nel nostro genere, è molto importante e ci stiamo mettendo sotto per migliorarla... anche se consideriamo prioritaria la scelta dei suoni e la qualità sonora generale. Il nostro vuole essere un suono potente e cattivo! Per quanto riguarda i nostri primi brani originali di solito per trovare le idee giuste registriamo delle improvvisazioni in sala prove. In seguito procediamo con la selezione delle parti che più ci piacciono ed ecco che abbiamo una base. Gli abbellimenti e le parti di batteria più complesse di solito vengono fuori per ultimo, a furia di suonarle ripetutamente. Suoniamo insieme da poco tempo ma abbiamo già parecchi pezzi su cui stiamo lavorando. Per ora abbiamo fatto uscire un piccolo promo: "The Death Affairs"; lo trovate sulla nostra pagina FB (Secret Örder) o su soundcloud.com". Dove vi sentiremo suonare in questo periodo e quali progetti per il futuro avete?

"Dovevamo suonare al Camp Hell, organizzato dal Ministero del Metallo, ma abbiamo dovuto rinunciare a causa di un piccolo infortunio del nostro chitarrista. Parecchie cose stanno bollendo in pentola e appena avremo qualcosa di sicuro lo pubblicheremo sulla nostra pagina Facebook. Per il futuro speriamo di continuare a comporre e suonare in giro per farci conoscere e portare il nostro sound in più posti possibile”.

IN COLLABORAZIONE CON:

Ministero del Metallo facebook.com/ministerodelmetallo


DI RICCARDO CORRADINI

Filippo Radicchi una batteria per ogni stagione Classe 1986, Filippo Radicchi inizia lo studio del pianoforte all'età di 6 anni, passando alla batteria a 10 anni. Frequenta il conservatorio "F. Morlacchi" di Perugia studiando percussioni con il maestro Domenico Fontana. Studia poi batteria jazz, funk e latin con John Arnold, Antonio Sanchez, Ron Savage, Massimo Manzi, Ramberto Ciammarughi, Dominique di Piazza, Richi Malichi, Krzysztof Przybylowicz. Dal 2011 è iscritto al triennio jazz del Conservatorio "G. Frescobaldi" di Ferrara, studiando batteria jazz con Ellade Bandini e Claudio Mastracci. Dal 2008 al 2012 si è esibito in numerosi festival tra cui il Barga Jazz Festival (LU), Hessentag (Wetzlar, Germania), Trasimeno Blues Festival, Narni Black Festival, Villa Celimontana Jazz Festival (Roma) e molti altri. Quanto è importante per un batterista capire di armonia e composizione?

"Moltissimo. Il batterista, specialmente nel jazz, ha il dovere morale di espandere la sua preparazione al di là del proprio strumento, andando a studiare l’armonia che sta dietro i brani che suona. Nel momento in cui si accompagna un brano del quale si conosce bene la sequenza di accordi, tutto appare chiaro, limpido, e non si suona più, per cosi dire, alla cieca. E gli altri musicisti se ne accorgono. Se poi l’intenzione è quella di scrivere musica, la questione diventa quanto mai concreta. Non si possono buttare giù brani semplicemente perché le armonie o le melodie ‘suonano bene’, ma è indispensabile pensare come uno strumento melodico o armonico, scrivendo cose che non siano ‘insuonabili’, rispettando certe regole. Che spesso possono essere infrante, ovviamente, ma con la consapevolezza data da un’adeguata preparazione". Parlaci del tuo progetto della big band, come nasce e chi sono i musicisti…

"Negli ultimi anni ho maturato una crescente passione per l’arrangiamento, di pari passo con quella per la composizione. Ho avuto

spesso occasioni di suonare i miei brani in piccoli combo, dal trio al quintetto, ma mai in grandi formazioni. L’idea di un’orchestra si è finalmente concretizzata nel momento in cui ho incontrato musicisti disposti a condividere il progetto con passione. I membri della big band provengono da tutta Italia (Ferrara, Roma, Cesena, Gubbio, Trapani, Catania): i primi ad aver mostrato entusiasmo per l’idea sono stati i membri della sezione ritmica, Valerio Rizzo (pianoforte) e Matteo Balcone (basso), due ottimi musicisti con i quali condivido anche un progetto in trio".

Quali sono gli aspetti più difficili che possono presentarsi con una big band?

"Nella scrittura per big band l’arrangiamento è chiaramente una parte complessa, ma le difficoltà non stanno tanto nello scrivere un’armonizzazione per quarte o a cluster, ma piuttosto nel creare diversi momenti, colori e dinamiche all’interno dei brani, in modo da catturare l’attenzione dell’ascoltatore in ogni istante dell’esecuzione. Dal punto di vista del batterista, inoltre, il modo di suonare cambia radicalmente. La responsabilità aumenta proporzionalmente al numero dei musicisti, e occorre essere sempre molto chiari e precisi in quello che si suona, in modo da far suonare gli altri membri della big band al meglio. È incredibile quanti danni possa fare un batterista in una big band, specie in assenza di un direttore!".

facebook.com/johnny.stecchino

Il musicista perugino ci parla dei suoi progetti e della nuova big band che lo vede protagonista

#15


ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci "I Ramones dissero: «Dovete soltanto suonare, ragazzi. Uscite dai vostri scantinati e mettetevi a suonare (…) Non aspettate di essere diventati più bravi di adesso, come farete a capire quando è il momento? Andate fuori e suonate». Partiamo da una frase tratta da "Please Kill Me" libro dedicato alla storia del punk, per scoprire Lo Stato Sociale. Una band certo-non-punk-in-senso-classico ma che sembra amare quello stile, il fare musica fregandosene di tutto.

Lo Stato Sociale

5 "furbacchioni" da applausi La band bolognese sarà in concerto a Rock For Life (Ponticelli) il 19 luglio «Dal mio punto di vista ognuno è libero di scegliere il proprio destino - spiega Alberto "Bebo" Guidetti, voce e drum machine della band - quindi se ad esempio un artista decide di fare il giudice a The Voice, evidentemente la propria intelligenza gli dice di andare verso quella direzione. Certo, vedere lì Piero Pelù conciato come la strega cattiva di Biancaneve, accanto a una tizia uscita da un altro talent che non so nemmeno chi sia, fa un po' impressione! L'unica azzeccata lì è la Carrà, coerente con ciò che è sempre stata». Non le mandano a dire quelli de Lo Stato Sociale. Non perché la provocazione sia per loro una bandiera, né tantomeno perché essere "fuori dagli schemi" rientra in una logica commerciale (e qui decine di critici musicali chiusi nel loro "non c'è nulla di buono sotto il sole" saranno felici di dissentire, ndr). Per averne la prova basta ascoltare con attenzione i loro brani, dove lo stile spesso è la-mancanza-di-uno-stile e lo stupore nasce da un senso di spontaneità che oggi è sempre più raro tra le nuove proposte musicali. Viene voglia di scavare sotto la superficie e vedere dunque cosa c'è lì sotto, riportando indietro le lancette del tempo: «Ho letto un

interessante libro sulla storia del punk, intitolato "Please kill me". Mi ha colpito molto, anche perché musicalmente parlando la mia passione musicale nasce proprio intorno a quel genere. Quarant'anni fa c'erano i Ramones che salivano sul palco e facevano letteralmente quel che gli passava per la testa, compreso litigare decidendo il pezzo successivo in scaletta. Poi c'erano i New York Dolls e Iggy Pop, che si tagliava le sopracciglia durante i live o si buttava sui vetri. Cose che non s'erano mai viste e la gente impazziva per quella roba. Ora - continua "Bebo" - il rock secondo me è una cosa tra le più reazionarie della nostra attualità! Io sono appassionato di punk, hard-core, elettronica… di un tipo di musica insomma più incattivita rispetto al rock di oggi». Quindi è scritto nel DNA delle rockstar di dover cedere il passo prima o poi? «Diciamo che fare le rockstar tutta la vita non è facile! Dopo un po' finisci la benzina e se non hai più idee è molto meglio fermarsi. Va detto che ci sono artisti che si sono staccati bene dal passato, tipo Edoardo Bennato che ha avuto un viaggio molto personale. Il fatto è che ora essere distaccati è ben difficile, siamo immersi in una realtà fatta di contatFoto di Luca Reggiani

#16


to, una realtà "Social". E' inevitabile che ci siano delle influenze, però credo che ci siano vari modi di reagire a questo». Così anche ascoltando il loro secondo album, uscito il mese scorso, uno dei piaceri maggiori è rendersi conto che non è musica rivolta ai teenager, non è musica d'autore, non è "indie" (termine che hanno preso di mira in un brano del disco d'esordio, ndr); forse è bello pensare che si possa far musica impegnata senza "impegnarsi" per farlo, che si può divertire il pubblico lanciando invettive che è possibile prendere sul serio o semplicemente considerare un simpatico gioco. Sì, c'è una sorta di confusione nello Stato Sociale, un caos che li rende indubbiamente uno dei progetti più interessanti del panorama emergente: «Secondo me la cosa più affascinante del fare musica nel 2014 - ammette Alberto Guidetti - è la completa assenza di confini, sia di genere che di comunicatività. Noi non abbiamo certo doti tecniche eccellenti, siamo cinque teste che la pensano diversamente e facciamo quello che ci pare, con la voglia di evadere dai cliché. Penso che un buon modo di stare al mondo e capirlo è renderlo discreto. Nel no-

stro caso alla band non interessa offrire cose discrete ma creare un caos. Questo approccio non è standard, tipo che band come gli amici Zen Circus, giusto per fare un esempio, si sa che fanno quella roba lì. Noi magari pubblichiamo un pezzo reggae che alle orecchie di chi ascolta il genere è una schifezza. Ma non c'importa. Il nostro primo disco è davvero raffazzonato, il secondo più vario, il terzo magari sarò un disco di silenzio, impossibile saperlo!». Questo mese non siamo riusciti a viaggiare davvero indietro nel tempo, un po' per la giovane età della band, un po' per la voglia di entrare nel loro mood e uscire dai soliti schemi. Il consiglio è quindi quello di andarli ad ascoltare dal vivo, perché anche "a chi parla bene per moda e pensa male per moda" (cit.) potrebbe piacere parecchio l'approccio scanzonato di questa band.

facebook.com/statosociale

Foto di Luca Reggiani

NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, segue e vive la musica come giornalista, direttore artistico, esperto di comunicazione. Collabora con Il Messaggero dal 2001, molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

#17


agenda luglio//agosto 2014

Luglio ██Venerdì 18 PERUGIA

StarRock 2014

/ i sei ottavi / & dj gianni space

dj reborn

Monte Alago - NOCERA UMBRA

Rock for Life 2014 carlo barlozzo

/ brunori sas

Ponticelli - CITTA' DELLA PIEVE

Everlime (Pink Floyd Tribute) Parco "Alexander Langer" (Ansa del Tevere) CITTA' DI CASTELLO

Folkacciaro Fest alexalba i picari

/ daniele ghiandoni /

COSTACCIARO

Reggae Ragga Roots Band / Aspra Posse Sound Festa Montecampano - AMELIA

Sabato 19

Umbria Jazz 2014

Trasimeno Blues 2014

Rock for Life 2014 B(r)and New for Life

band

Picture of Troy J / Bermuda Acoustic Trio / Boss & Friends

Parco "Alexander Langer" (Ansa del Tevere) CITTA' DI CASTELLO

Meganoidi

Vincenzo Costantino (Cinaski)

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Giovedì 24

██

& the gamblers

San Feliciano - CASTIGLIONE DEL LAGO

Venerdì 25

██

angelo “leadbelly” rossi duo

Sabato 26

Trasimeno Blues 2014

vox and trouble

bafoulabe the band

/ distilleria a vapore /

Monte Alago - NOCERA UMBRA

Rock for Life 2014

/

the rust and the fury the mighties

/

Ponticelli - CITTA' DELLA PIEVE

Nobraino / GTO

opez

marco pandolfi trio

PACIANO

Clementino "Mea Culpa tour 2014"

Giovedì 31

██

Trasimeno Blues 2014 PASSIGNANO SUL TRASIMENO

/

/ th soul sailor

StarRock 2014

Mercoledì 30

██

big daddy wilson

██

Perugia - PERUGIA

Festa Strozzacapponi - PERUGIA

Festa Strozzacapponi - PERUGIA

Trasimeno Blues 2014

Trasimeno Blues 2014

Bandabardo "L'improbabile Tour 2014"

Trasimeno Blues 2014

Festa Montecampano - AMELIA

guitar ray

/ the blues queen / tamikrest/

lago Trasimeno - CASTIGLIONE DEL LAGO

Management del Dolore Post Operatorio / Orchestra Sinfonica Honolulu Tavernelle - PANICALE

Voodoo Sound Club

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Domenica 27

Agosto ██Venerdì 1

UmbriaRock 2014 apache darling

& the light / elephant 12 peter hook

Massa Martana - MASSA MARTANA

Trasimeno Blues 2014 ian siegal

Lago Trasimeno - PASSIGNANO SUL TRASIMENO

Trasimeno Blues 2014

██

stefano stecca

/ little blue slim/ 432 hz / johnny dal basso /

the playing for change band

re-tros

gattuzan

██

Costacciaro - COSTACCIARO

Taxi 12 / Dada Circus

Festa Montecampano - AMELIA

#18

/ little blue slim /

Lago Trasimeno - CASTIGLIONE DEL LAGO

Lunedì 28

Trasimeno Blues 2014 johnny mars band

Lido La Merangola - CASTIGLIONE DEL LAGO

& mike sponza band /

parlor snakes

██

post kitsch

/ be forest /

basement jaxx/ filippo graziani

Parco "Alexander Langer" (Ansa del Tevere) CITTA' DI CASTELLO

Folkacciaro Fest

& capiozzo & mecco

Parco il Sodo - TUORO SUL TRASIMENO

Lago Trasimeno - CASTIGLIONE DEL LAGO

Umbria Jazz 2014

lo stato sociale

luca sapio

Ponticelli - CITTA' DELLA PIEVE

luke winslow king

██

no dimora

██

Perugia - PERUGIA

Umbria Jazz 2014 castaway

Martedì 29

Domenica 20

██

Sabato 2

UmbriaRock 2014

/ the charlatans / / paul weller

courteeners

MASSA MARTANA

Trasimeno Blues 2014 rico blues combo emmanuel

/

monaci del surf

/ leroy

PASSIGNANO SUL TRASIMENO

/


tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it Domenica 3

██

UmbriaRock 2014 elara caluna kaiser chiefs bmx bandits

/ the cribs / james/ / jason riddell /

MASSA MARTANA

Trasimeno Blues 2014 p-funking band

/ bombino

CITTA' DELLA PIEVE

Domenica 10

██

Italian Party 2014 gazebo penguins valerian swing

/ civil civic /

/ chambers

Lido Tevere - UMBERTIDE

Lunedì 11

██

La Caciara Festival

/ filarmonica municipale la crisi / il nido / le idi di maggio / dabadub / hola la poyana / wonder vincent / julian mente kutso

Sabato 23

██

Umbria Folk Festival 2014 hevia

/ ambrogio sparagna

Piazza del Popolo - ORVIETO

Johnny Red Has Four Fingers Festa Brufa - TORGIANO

Domenica 24

██

Lover Soul

Festa Brufa - TORGIANO

Mercoledì 27

██

Non solo Tango

Festa Brufa - TORGIANO

Giovedì 28

██

Riverock Festival 2014 omosumo

/ sin-cos

Castelnuovo d'Assisi - ASSISI

Venerdì 29

██

Riverock Festival 2014

COSTACCIARO

majakovich

██

J.A.L.

Martedì 19

Hobocombo "Moondog's Mask" Parco Sant'Angelo - PERUGIA

Mercoledì 20

██

Umbria Folk Festival 2014 caparezza

Piazza del Popolo - ORVIETO

Giovedì 21

██

Umbria Folk Festival 2014 asaf avidan bombino

/ raffaello simeoni /

Piazza del Popolo - ORVIETO

Monsignori

Festa Brufa - TORGIANO

Venerdì 22

██

/ the zen circus

Castelnuovo d'Assisi - ASSISI Festa Brufa - TORGIANO

Sabato 30

██

Riverock Festival 2014

/ julie's / wu ming contingent

paolo benvegnù haircut

/ progetto panico

Castelnuovo d'Assisi - ASSISI

Boxerin Club

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

EmySteri 4 in Jazz

Festa Brufa - TORGIANO

Domenica 31

██

Free Minds

Festa Brufa - TORGIANO

Fabrizio Moro

Festival Fabro Scalo - FABRO

Umbria Folk Festival 2014 mamma roma addio luca barbarossa

/

Piazza del Popolo - ORVIETO

SaMaMAH Jazz Trio

Festa Brufa - TORGIANO (PG)

#19


SHORT NOISE

Umbria Jazz

La formula è quella consueta, consolidata nel corso di più di 40 anni di vita della manifestazione: 10 giorni di musica con oltre 200 concerti e circa 500 musicisti che accompagneranno chiunque si riverserà nelle strade della città dalla mattina sino a notte fonda. A confermare questa attitudine sono i nomi in cartellone per l’edizione che si svolgerà a Perugia: due leggende della scena jazz come Herbie Hancock e Wayne Shorter, del funk come Dr. John, le grandi voci di Al Jarreau, Mario Biondi, Natalie Cole, Fiorella Mannoia, grandi pianisti come Michel Camilo e Hiromi e il grande jazz italiano con Stefano Bollani, Paolo Fresu, Danilo Rea, e molti altri ancora. Edizione di quest’anno con alcuni progetti particolari e inediti per UJ: un vero e proprio Festival nel Festival con la serata, meglio dire nottata, dal titolo Techno-logical dance music Festival, con il meglio della musica dance, il concerto in esclusiva italiana dei Roots, gruppo icona della musica rap e hip hop e la serata inaugurale dell’11 luglio con i migliori musicisti della Daptone Records, storica etichetta della musica soul. Giornata conclusiva dedicata al jazz italiano con il convegno che analizzerà la situazione del jazz nazionale e che precederà lo speciale tributo ad un musicista indimenticabile come Armando Trovajoli, ad un anno dalla sua scomparsa. Nell'occasione l'orchestra di Dino e Franco Piana sarà protagonista insieme ad alcuni specialissimi ospiti come Enrico Rava, Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi e Danilo Rea per un'ideale festa del Jazz italiano. Il Teatro Morlacchi e la Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, che torna dopo alcuni anni a essere prestigiosa location del Festival, saranno i luoghi di riferimento per il jazz più classico e d’autore italiano e internazionale, tra i quali i Doctor 3, John Scofield, Ambrose Akinmusire, Christian McBride, Cecile McLorin Salvant, Franco D’Andrea, Francesco Cafiso, Roy Hargrove e gli Snarky Puppy, recenti vincitori del Grammy. Dopo il successo della scorsa edizione tornano i concerti dedicati alla sperimentazione e alla ricerca a Palazzo della Penna, in collaborazione con Young Jazz.

Umbria Rock Festival

Gli ingredienti per un festival musicale che lascerà il segno ci sono tutti. Musicisti di alto livello ed un palco inserito in una location da sogno tra la natura incontaminata, con l’Umbria che si conferma così terra di musica e di grandi eventi. La prima edizione di Umbria Rock Festival si preannuncia come un’esperienza musicale unica: tre giorni (1, 2 e 3 agosto) in cui il rock più storico, l’indie più moderno e la migliore musica elettronica saranno uniti per una full immersion nel cuore d’Italia e dell’Umbria, con l’intento di portare qui le atmosfere tipiche dei grandi festival internazionali e di coniugare la festival-culture britannica con la rinomata bellezza dei paesaggi umbri. Umbria Rock Festival promette infatti di essere un evento memorabile anche grazie all’unicità dell’area del festival che sorge a pochi chilometri dal centro storico di Massa Martana, location resa ancor più suggestiva dalla presenza della chiesa di “Santa Maria in Pantano” edificata tra il VII ed il VIII secolo d.C. a far da cornice ad una delle line-up più straordinarie del panorama musicale europeo. Un festival nato dalla profonda passione per la musica del businessman inglese Yashwant Bajaj il quale, con una lunga esperienza in tema di festival internazionali, ha ideato e organizzato l’evento con il patrocinio di istituzioni locali come Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Massa Martana, Fondazione Perugiassisi 2019 e del British Council. Il Festival è prodotto da Asha Music, una compagnia multinazionale con sede a Singapore impegnata nell’organizzazione e promozione di eventi musicali e festival internazionali, diretta appunto dal padre di Umbria Rock. Legato all’Umbria dal 1988, dopo oltre venticinque anni passati a contatto con la regione, “Yash” Bajaj ha manifestato il desiderio di restituire al territorio (da otto anni Massa Martana è ormai la sua seconda casa) valore e visibilità internazionale grazie alla musica. Il palco di Umbria Rock ospiterà così alcuni degli artisti più importanti del panorama internazionale. Headliner del venerdì di apertura saranno i Basement Jaxx, il duo inglese che porterà sullo stage del festival anche le sonorità dance e l’elettronica, allineando ancor di più l’evento ai grandi festival internazionali di questi anni. Ed inoltre, i Kaiser Chiefs freschi di pubblicazione del nuovo album sulle vette delle classifiche inglesi, Paul Weller “the modfather” il padre del mod britannico che di certo non ha bisogno di presentazioni, Peter Hook and the light un gradito ritorno in Italia per il fondatore di Joy Division e New Order, e poi The Charlatans, James, The Cribs, The Courteneers, Jason Ridell, BMX Bandits oltre ad Apache Darling, Be Forest, Filippo Graziani, Re-TROS ed Elara Caluna.

#20


SHORT NOISE

Torna l’attesissimo appuntamento con UMBRIA FOLK FESTIVAL, manifestazione di musica, cultura e enogastronomia che si svolgerà ad Orvieto, in Piazza del Popolo, dal 19 al 23 agosto. La straordinaria kermesse è divenuta uno degli appuntamenti più importanti dell’estate musicale su territorio umbro e nazionale, legando musica, enogastronomia, tradizioni popolari e culture diverse in una formula ormai collaudata e vincente. Umbria Folk Festival, giunta alla sua ottava edizione, punta ancora più in alto e arricchisce il proprio calendario con appuntamenti musicali ed eventi culturali di grande livello che hanno come scenario il magnifico centro storico di Orvieto. Si parte il 19 agosto alle ore 19 con il FOLKTREKKING a cura di Ambrogio Sparagna, ovvero una passeggiata (abbinata ad un aperitivo campestre) attorno alla rupe di Orvieto con musica itinerante dell’Orchestra Giovanile di Musica Popolare diretta da Sparagna e soste animate in alcuni siti archeologici. Sul second stage di Piazza del Popolo, la musica popolare salentina e campana del gruppo Mamma li Turchi e l’esibizione della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia animano la serata d’apertura (ingresso libero). Umbria Folk Festival entra nel vivo mercoledì 20 agosto con un graditissimo ritorno. Dopo l’enorme successo riscosso nell’edizione 2011, CAPAREZZA sceglie di nuovo Umbria Folk Festival come tappa del suo MUSEICA TOUR appena iniziato e già di grande successo, preannunciando un concerto energico, uno spettacolo allo stato puro come solo lui sa proporre. Protagonista del palco il 21 agosto è invece ASAF AVIDAN. Artista israeliano dalla voce magica ed androgina. Sempre nella serata del 21 agosto, ad Umbria Folk Festival fa tappa anche Nomad, il tour di BOMBINO. Compositore e chitarrista desert-rock, Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni 60-70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg. I concerti di Asaf Avidan e di Bombino sono anticipati dalla performance di RAFFAELLO SIMEONI. Cantante e polistrumentista tra i più brillanti del folk revival italiano, propone un suggestivo viaggio sonoro nel grande patrimonio della musica popolare. Il 22 agosto, in programma MAMMA ROMA ADDIO. Uno spettacolo fatto dalle tre band considerate al momento dal pubblico e dalla stampa la cosiddetta nuova musica popolare romana (Il Muro del Canto, Ardecore, BandaJorona). A completare la serata c’è come ospite d’eccezione LUCA BARBAROSSA, che arricchisce con le sue canzoni questo evento. In occasione della FESTA DELLA TERRA, il 23 agosto, serata dedicata al 20° ANNIVERSARIO DI EMERGENCY, a salire sul palco è HEVIA. Suonatore di cornamusa originario della regione spagnola delle Asturie, è tra i musicisti spagnoli nell’ultimo decennio maggiormente insigniti di premi di valore. A seguire, il concerto dell’ ORCHESTRA GIOVANILE DI MUSICA POPOLARE diretta da AMBROGIO SPARAGNA con la partecipazione del Quintetto Vocale Popolare di Orvieto, Hevia ed altri ospiti.

Umbria Folk Festival

Rock for Life

Dal 17 al 20 luglio andrà in scena la dodicesima edizione di Rock for Life, uno dei festival musicali umbri più conosciuti del centro Italia. A Ponticelli (Città della Pieve) arriveranno tre delle formazioni "indie" più amate del 2014, per altrettanti concerti ad ingresso gratuito. Si partirà giovedì 17 con il power-duo dei Bud Spencer Blues Explosion, che hanno appena pubblicato “BSB3”, album che rappresenta un vero e proprio "nuovo inizio" per Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio. Un disco di una sincerità disarmante, radicale e senza fronzoli, che sarà possibile ascoltare per la prima volta live in Umbria proprio a Rock for Life. La serata di venerdì 18 si preannuncia altrettanto frizzante, con Brunori Sas: il cantautore calabrese, che presenterà i brani del terzo album "Vol.3 – Il cammino di Santiago in taxi", è stato recentemente scelto da Luciano Ligabue per aprire i suoi live durante il tour negli stadi di questa estate. Infine sabato arriverà la scatenata compagine bolognese de Lo Stato Sociale, che ha debuttato all'undicesimo posto nella classifica Fimi con il recente lavoro "L'Italia peggiore" e in prima posizione su iTunes. In apertura delle tre serate artisti locali altrettanto interessanti, ovvero Le chiavi del faro, Malandragem, Carlo Barlozzo, The Mighties e The Rust and The Fury. Tutte le serate si chiuderanno con un djset a cura di Zed. Rock for Life conferma inoltre l'interesse per gli artisti emergenti, con il contest B(r)and New For Life dedicato ai gruppi che propongono musica originale provenienti dall’Umbria e dalla provincia di Siena. I gruppi finalisti che si esibiranno il 20 luglio a partire dal pomeriggio, davanti ad una giuria tecnica, sono: Amnèsia (Montepulciano), Essenza (Sarteano), Fuoriskema (Perugia), Julian Mente (Foligno), Toscana Sud (Chianciano), TheGeneration (Gubbio) e Triplavvù (Magione).

#21


SHORT NOISE

Ancora vento d’Africa al Trasimeno. Per l’edizione 2014, dal 24 luglio al 3 agosto, sulla scia del grande successo riscontrato lo scorso anno, Trasimeno Blues consolida all’interno del cartellone artistico un focus dedicato al Desert Blues, il Blues che i nomadi Touareg suonano tra le dune del Sahara. E, in occasione della speciale Anteprima di Trasimeno Blues, proprio dal cuore dell’Africa, dal Mali, approderà il 15 luglio nella suggestiva cornice dell’Arena della Rocca Medievale di Castiglione del Lago, lo straordinario collettivo Touareg dei Tinariwen (dal Tamashek "deserti" o “spazi vuoti”). I Tinariwen irrompono sulla scena internazionale grazie ad una innovativa commistione di Blues, Rock, Psichedelia, World e musica tradizionale Touareg. Nel corso del festival arriveranno altre eccellenti sorprese emerse recentemente dalla vibrante scena musicale del Sahara. Sabato 26 luglio l’affascinante Rocca Medioevale di Castiglione del Lago sarà ancora teatro delle suggestive atmosfere Desert Blues, ospitando i maliani Tamikrest (dal Tamashek “incrocio” o “alleanza”) che, ispirati dai connazionali Tinariwen, fondono la tradizione musicale Touareg con Blues, Rock, Psychedelia, Dub e Funk. Le sorprese non finiscono qui. E’ confermato un altro straordinario evento: dall’esotismo leggendario del Delta del Niger approderà al Trasimeno, domenica 3 agosto a Città della Pieve, un altro indiscusso rappresentante del Desert Rock Blues: il virtuoso chitarrista Touareg Bombino che chiuderà in grande stile la rassegna con il suo ritmo incalzante dal sapore tribale che si fonde con il Blues d’oltreoceano. Il suo album “Nomad”, prodotto da Dan Auerabch (The Black Keys) e inserito tra i 50 più belli del 2013 da NPR Music, è un'ulteriore conferma dell’ormai leggendario “Jimi Hendrix del deserto” che ha scalato le classifiche internazionali per farci riscoprire le diverse sfumature e gli intensi profumi della musica del mondo.

Trasimeno Blues

Ephebia

Coerente alla linea di pensiero sostenuta dall'organizzazione da sempre, la prima novità evidente per la diciassettesima edizione dell'Ephebia in programma l’11 e il 12 luglio, festival fortemente desiderato e realizzato dall'associazione Ephebia in quel di Terni, è il cambio di location. Spostandosi dal centro della città, oggi e domani per due giorni l'evento troverà la propria sede naturale nel Bosco di Collerolletta, con l'intento di valorizzare il territorio nella sua totalità. Come di consuetudine, la prima giornata si aprirà con la Battle of the bands dedicata a gruppi emergenti umbri. Apriranno in senso letterale le danze dei live gli Eugenio in via di gioia, vincitori del Premio della Critica nella scorsa edizione del Premio Buscaglione, irriverente cantautorato folk. A seguire, due formazioni splendidamente accolte dal pubblico, sia in Italia che all'estero: gli umbri Tiger! Shit! Tiger! Tiger! e i pesaresi Be Forest. A seguire, il dj set a cura di Music Evolution. Le iniziative previste per il 12 luglio invece nascono dalla collaborazione con il progetto This is not a love song (New Monkey/To Lose La Track). A caratterizzare la serata sarà l'audace immediatezza delle band che si esibiranno: Hilo, Rigolò e Bungalow62, passando per il post-core genuino, rude e dalle liriche curatissime dei Chambers la cui energia devastante trasformerà il live in un evento imperdibile. E ancora calcheranno il palco gli Scimmiasaki, vincitori dell'Ephebia Battle of the bands 2013, le ossessioni glitch e i loop ipnotici dei Youarehere. A conclusione, gli ospiti stranieri della serata, i 65daysofstatic.

Assisi Suono Sacro La seconda edizione di Assisi Suono Sacro, il Festival ideato, fondato e diretto dal flautista Andrea Ceccomori e dedicato ad indagare i rapporti fra le arti, in particolare il rapporto fra musica e spiritualità, è in programma dal 14 al 26 luglio. Titolo emblematico di questa edizione “Contemplum” perché tutto ciò che è nuovo, ieri come oggi, nasce da una pausa di riflessione che il Festival vuole offrire. In programma concerti, masterclass, convegni, mostre ed incontri. Fra gli appuntamenti più significativi ricordiamo: il concerto inaugurale del 14 luglio presso la cattedrale di San Rufino che vedrà protagonista Frate Alessandro e l’Ensemble Assisi Suono Sacro, nato appunto all’interno del Festival da un’idea del flautista Andrea Ceccomori, e i ragazzi dell’Accademia Scena Muta di Ivan Raganato, solisti, oltre allo stesso Ceccomori e a Frate Alessandro, i soprano Felicia Bongiovanni e Lu Ye.

#22


Italian Party

SHORT NOISE

La 14esima edizione dell'Italian Party, il festival di To Lose La Track, quest’anno torna a giocare in casa, ad Umbertide. Il 10 agosto, presso il Lido Tevere, a partire dalle ore 16 e come al solito ad ingresso gratuito. Le band che si esibiranno sono: Civil Civic (from Australia), gazebo penguins, VALERIAN SWING, TIGER! SHIT! TIGER! TIGER!, Majakovich, DAGS!, C H A M B E R S, June and the Well (con membri di EVERSOR e SPRINZI), Caso, Johnny Mox, Turbopeluches. Due saranno i palchi. Durante la giornata ci sarà anche la presentazione del libro “Non ti divertire troppo”.

Vasto Siren Festival

Non è in Umbria, ma è molto vicino a noi e facile da raggiungere. E poi la nostra regione sarà rappresentata dai folignati TIGER! SHIT! TIGER! TIGER!, usciti da qualche mese con il nuovo album "Forever Young" (To Lose La Track), che si esibiranno nella giornata del 26 luglio (sabato). Una cornice unica, una città storica affacciata sul mare. Sarà infatti Vasto (in provincia di Chieti) con le sue spiagge, i caratteristici vicoli del centro e le piazze che si affacciano come terrazze sul mare ad ospitare, dal 24 al 27 luglio, la prima edizione del Siren Festival. Non una serie di concerti, ma un vero festival: 3 giorni di divertimento e relax, 3 palchi, dj set, proiezioni di film, concerti e ottimo cibo. Sul sito del festival (www.sirenfest.com) sono disponibili varie tipologie di pacchetti comprensivi di alloggio e abbonamento al festival. La line up dei 4 giorni di festival è questa: Giardini di Mirò, The National, Dry the River, The Soft Moon, The Drones, Anna Von Hausswolff, Adriano Viterbini, Boxerin Club, Jennifer Gentle, Movie Star Junkies, Ninos du Brasil, Monaci del Surf, Giorgio Gigli (djset), Jolly Mare (djset), Mogwai, John Grant, Fuck Buttons, Tycho, Alexis Taylor, Camilla Sparksss, Thony, Bradipos IV, Joycut, Might at Night, I Missili, JD Samson (djset), Tiger Shit Tiger Tiger, Umberto Palazzo (djset), Pink Puffers (marching band) Lady Maru (djset).

Riverock Festival La quinta edizione del Riverock Festival sarà all’insegna della musica italiana e si svolgerà a Castelnuovo D’Assisi dal 29 al 31 Agosto 2014. Si partirà da una novità assoluta per l’Umbria con gli Omusumo, il lato elettronico di Waines e Dimartino prodotti da Mario J Mcnulty. Con loro sul palco Sin/Cos, Zero Call e My Dirty Face.Nella seconda serata, a scaldare il pubblico per gli Zen Circus saranno gli umbri Majakivich e gli Heavy Wood mentre il sabato sarà organizzato in collaborazione con l’etichetta aretina Woodwoorm. Sul palco gli artisti principali del loro rooster, a partire dai perugini Progetto Panico e The Rust and The Fury, a Johnny Mox e Wu Ming Contingent, per chiudere con i Julie’s Haircut ed in anteprima nazionale, con la presentazione del nuovo album di Paolo Benvegnù. Oltre alla musica ci sarà spazio, nella tre giorni, per mostre, perfomance artistiche estemporanee, dibattiti sulla cultura.

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DI DANILO NARDONI

Una SOCIETÀ DEL SUONO

per suoni “alieni” d'avanguardia

Questo nuovo collettivo ha realizzato a Perugia il primo microfestival di musica contemporanea “L'invasione degli ultrasuoni” Se siete amanti degli eventi musicali del “terzo tipo” sicuramente siete anche pronti allo “sbarco” di sonorità provenienti da mondi lontani. La neonata associazione “Società del Suono” fa allora al caso vostro, visto anche che come evento di avvio ha organizzato a Perugia dal 29 maggio al 2 giugno scorsi “L’Invasione degli Ultrasuoni”, un microfestival di musica contemporanea in cui diversi luoghi della città sono diventati palcoscenico per insoliti concerti e forum. Perugia e l’Umbria, già note a livello transnazionale come capitali della musica jazz, della musica rock, della musica elettronica e della canzone d'autore, in generale quindi della musica dal vivo, si arricchiscono così di un ulteriore evento capace di esplorare e divertire oltre il mainstream commerciale. “L’Invasione degli Ultrasuoni” ha portato così suoni provenienti da galassie lontane, per proporre nuove sonorità in un contesto informale, divertente, facilmente fruibile dove è stato possibile conoscere

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direttamente gli autori. Ogni evento ha visto la partecipazione di giovani musicisti provenienti da tutta Europa e il pubblico è stato invitato a partecipare in modi originali e imprevedibili. “Società del Suono”, come ci spiega uno degli ideatori Massimo Cervini (musicista di lunga esperienza e fondatore tra l’altro degli ormai sciolti This Harmony), è un gruppo di musicisti amanti della musica contemporanea che vuole condividere il proprio amore ed entusiasmo per la nuova musica con più persone possibile. “Siamo strumentisti e compositori del Conservatorio di Musica di Perugia, e presentiamo un'iniziativa che esplora modi innovativi per coinvolgere all'ascolto della musica nuova, con mezzi originali e divertenti”, afferma Massimo. Dal loro “manifesto di intenti” è subito chiaro l’orizzonte a cui tendono: “Fin troppe le sale da concerto soffocanti, con esecutori lontani vestiti come per andare a un funerale! La musica è un’attività sociale, e ciò vale per quella nuova


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societadelsuono.com

come per ogni altra. Vogliamo entrare in contatto con le persone che vengono ad ascoltare la nostra musica e accoglierle, perché incoraggiare un dialogo per noi è importante. E poiché il contesto influisce molto sulle aspettative e le impressioni, portiamo la musica nei posti in cui ci si sente a proprio agio, nei bar, caffè e altri luoghi informali”. “Società del Suono” intende così perfezionare le proprie abilità per condividerle, assieme al suo entusiasmo per la musica che fa: “musica nuova per gente nuova in posti nuovi”. “Rispetto ai fondi che riusciremo ad ottenere – aggiunge Massimo – la nostra idea al momento è quella di fare una stagione invernale a cadenza mensile e ad aprile-maggio la seconda edizione de ‘L’invasione degli ultrasuoni”, possibilmente più ampia”. La prima edizione della rassegna si è conclusa il 2 giugno scorso con un seguitissimo evento presso il Palazzo della Penna, dopo le altre due date (una trasmissione radio dall’atrio del Conservatorio di Musica, in diretta su Radiophonica, ed un evento presso il locale Alphaville)

sempre dedicate all’ascolto in ambienti informali e rilassati, “che hanno raccolto una grande adesione di pubblico – sottolinea Massimo – e gettato le fondamenta di un rapporto profondo e duraturo tra Società del Suono e la città di Perugia che ha accolto l’iniziativa con entusiasmo e partecipazione”. Sono stati 28 i giovani musicisti protagonisti, provenienti da 5 paesi diversi (Italia, Serbia, Singapore, Honduras, Regno Unito), e centinaia i visitatori che hanno partecipato attivamente e con grande entusiasmo come “musicisti” in diversi brani (“Drinking and hooting machine” e “Newspaper reading machine” di John White, “Clapping Music” di Steve Reich). “Tutti numeri che permettono di affermare senza ombra di dubbio – osserva ancora Massimo – che L’Invasione degli Ultrasuoni è stata un successo, un’iniziativa totalmente originale che ha messo il pubblico di fronte a un modo nuovo di concepire e ascoltare la musica contemporanea, al di là degli schemi preconcetti dell’ascolto ‘classico’ in sale da concerto buie e silenziose”. Un’esperienza sonora preziosa, un’occasione rara per ascoltare musiche “inaudite”. Sono stati eseguiti ad esempio brani anche di grandi autori come Nyman, Jeffes (Penguin Café Orchestra), Harvey, Berio, Lowman, Fernyhough, Shostakovitch. “Società del Suono” ha inaugurato così una lunga serie di attività musicali dedicate alla musica contemporanea e al suo ascolto, progettando già da ora una nuova “Invasione”. Per citare Spock: “Lunga vita e prosperità!”.


I'M WITH THE BAND

di ANGIE BACKTOMONO

UMBRIA KEEPS ROCKIN’

L’Umbria spaccia da qualche mese sugli schermi televisivi per indignazione collettiva forse o per più plausibili imperativi di sensazionalismi mediatici; anche io mi risveglio dalla mia atarassia al vetriolo più degna di Mark E. Smith che di Zenone e mi indigno di fronte all’oblio che invece condanna l’altra Umbria, quella che spacca invece da più di trent’anni. Perché quando ero bambina e nel mangianastri della Citroen 2CV dei miei genitori non c’era Baglioni ma Tom Waits, a Perugia i dischi si cercavano con perizia da rabdomanti nei pomeriggi di sabato da Musica Musica, mentre il sacrificio delle Ceres di Edoardo scandiva le ore; o si celebravano riunioni di famiglia tra estranei nei concerti di Sergio, a vedere i Killing Joke c’erano più sbirri che pubblico tramandano le leggende, poi si cresce e potresti andare a prendere la cena per Lou? Siamo sempre stati bestie stagionali, da settembre a primavera rintanati al Norman dove le prime albe adolescenziali si salutavano sulle scale appena fuori, dopo aver atteso il passaggio darkwave del Fofo in consolle sfoggiando un’intolleranza feroce verso tutto il resto nutrita di teenage angst. Gli anni insegnano a maneggiare con cura la mancanza e che ci sono morti adeguate alle vite che le hanno precedute; a chi resta rimane la musica, perché il silenzio non basta, è solo un rifugio confortevole che inghiotte a ritroso senza redimere. Sotto il sole che promette l’inizio dell’estate in barba alla pioggia incombente, sul palco che i bimbi sperduti guidati da Aimone dei Fask hanno portato al prato di S. Francesco, l’Umbria si spacca involontariamente: chi lascerà sangue sulle assi o chi tornerà con la pelle segnata dai lividi, chi suda come un ciclista d’altri tempi, chi non teme i kilometri e chi mette a disposizione i propri strumenti il proprio orecchio la propria birra, l’esercito di quelli a cui la musica ha salvato la vita che non potranno suonare brani altrui se non per rari omaggi, che non ostenteranno la convinzione di meritare più degli altri una platea, che non si adegueranno mai alle mode perché hanno stile, ovvero la personificazione dell’originalità più sana contro la malattia della normalità. Poter suonare ‘Oh Caroline’ dei Matching Mole come canzone d’addio è la nostra grande conquista, prima che il mondo intero capitoli definitivamente ai nostri piedi.

Foto di Filippo Nannarone

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di Andrea A N I CORT DI FERROENTI DI UMBRIA NOISE

Lanzilotto

Tempo di spostamenti e di vacanze, ad ognuna di queste abbiamo associato un disco in uscita.

Collina: Phox - Phox Al loro primo album, la band del Wisconsin debutta con un lavoro delicato e fiabesco; al centro della scena la calda voce di Monica Martin. Folk-pop che può essere ascoltato fra verdi colline e agriturismi, in compagnia di amici o in passeggiate solitarie.

SCONFINAM

Mare: Rolê - New Sounds Of Brazil Nell’anno dei mondiali brasiliani non poteva mancare questo mega omaggio alla musica carioca. Reinterpretata in chiave moderna, con richiami hip-hop, rock e indie, ma resta intatta la magia della bossa nova e della samba. Per sentirsi in Sud America anche nella spiaggia più vicina a casa.

Montagna: The Antlers - Familiars

Il trio di Brooklyn sembra regalare l’atmosfera perfetta per le camminate in alta quota, ritmi soffici e riflessivi possono essere la colonna sonora ideale per chi è alla ricerca di pace e natura.

On the Road: Corb Lund - Counterfeit Blues Chi si metterà al volante di qualunque mezzo per compiere lunghi viaggi potrà sentirsi, con queste ballate blues e country, come sulla Route 66 statunitense. La musica di Johnny Cash, interpretata con lo spirito punk di Lund, vi farà da fedele compagna.

Metropoli: OOIOO - Gamel Formazione giapponese guidata dalla batterista Yoshimi, da sempre seguace delle sperimentazioni più estreme. Con alle orecchie gli undici pezzi del nuovo album, potrete visitare qualunque metropoli al mondo e sentirvi già parte di una realtà moderna e tribale allo stesso tempo. Fusione allo stato puro di suoni e ricerca, da non perdere, anche se non vi muoverete di casa.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO Exit Festival – Serbia: 15/17 luglio, info: www.exitfest.org Lovebox Festival – London: 18/19 luglio, info: www.loveboxfestival.com Oya Festival – Oslo: 5/9 agosto, info: www.oyafestivalen.com Sziget Festival – Budapest: 11/18 agosto, info: www.szigetfestival.it Rototom Sunsplash – Benicassim: 16/23 agosto, info: www.rototomsunsplash.com Bestival – Isle of White (UK): 4/7 settembre, info: www.bestival.net

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PHOTOS In senso orario partendo da qui:

• Caribou @ Dancity di Giovanni Galardini • Jessy Lanza @ Dancity di Mauro Sensi • Neneh Cherry @ Dancity di Giovanni Galardini • Ninos du brasil (2) • Alan Wass @ La Caciara di Riccardo Ruspi

#28


In senso orario partendo da qui: • Leo Pari (2) @ La Caciara di Riccardo Ruspi • Picari (2) @ La Caciara di Riccardo Ruspi • Stand Back from the yellow line (3) @ La Caciara di Riccardo Ruspi

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South Session

DI VALERIA PIERINI un continuo richiamo tra la realtà e la possibilità

Ecco qui un articolo riassuntivo di questi mesi di 'South Session'. Da febbraio infatti, come abbiamo già annunciato nel nostro blog, la fotografa Valeria Pierini si sta dedicando a scattare nelle camere e studi privati dei musicisti nella 'South Umbria': Foligno, Spoleto, Terni, per poi risalire ancora nella parte apicale della regione. Intanto ecco un frammento del backstage che tiene nel blog del suo sito.

“…Mi consideri un musicista e si avrà memoria di me come musicista…”. Vedo immagini in bianco e nero, camere e parole stampate su degli improbabili libri celebrativi di ciò che è stato, qui, nella terra verde. Rifletto su quanto sia parte di questa missione il lavorio presunto o certo - non importa - della memoria. Ha davvero così senso continuare a lavorare su di lei - seppure senza pretese di reportage oggettivi? Ha senso anche sfatando questo mito di un attimo puro e veritiero? Penso a tutto questo perché le parole tra virgolette sono di una persona diversa da me - sono la prova che le mie riflessioni, almeno per una volta, sono condivise. Anche partecipate con fervore. Allora forse non sono la sola. La memoria è filtrata dall’immaginazione, niente è oggettivo in quello che vedo perché la visione è personale. Restituisco la presunzione dell’oggettività facendomi regalare dai miei ospiti un loro pensiero fornito dei dati anagrafici. Nulla di più di quello che li rappresenta e che sentono. E’ tutta questa l’oggettività che regalo alla memoria. Un continuo richiamo tra la realtà e la possibilità.

Ricordiamo che questo work in progress è parte della collezione di Umbria Noise e che esiste un catalogo in tiratura limitata del lavoro svolto nel primo anno di vita del progetto. Per averlo basta contattare l'autrice oppure date un occhio ai festival in regione (Ephebia, Italian Party) non sia mai che troviate qualche copia in distribuzione.

#30


Per info o per partecipare al progetto contattare l'autrice: www.valeriapierini.it.

#31


PAGINE LETTERARIE A CURA DI MATTEO SCHIFANOIA

PAROLE DALL'UNDERGROUND Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Incipit del romanzo “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi (Feltrinelli 1994)

Già assalta invade e soffoca. Alle otto di mattina, nonostante le serrande abbassate e le tende serrate; proprio carogna, bollente e ribollito, umido e fosco. Sole fetente, sole fiacca gente. Pare una canzone napoletana. E’ dal mese di aprile che non piove, salvo trenta millimetri il 24 giugno e quattro gocce il 27 di luglio. Ieri a Milano, quarantotto gradi smog. Dice che è l’aria del Sahara, i monsoni spostano a nord l’equatore meteorologico. Secondo il giornale si tratta dell’estate più torrida negli ultimi cinquant’anni. Quando l’afa sale si porta su dal mare tutto l’umidiccio, i reflui degli scarichi, l’olezzo rimescolato di fritto, orina, olio di cocco, le esalazioni del popolo bagnante. Il mare si scalda sempre più, quasi scotta, e i pesci tropicali arrivano a migliaia. Compresi i barracuda, che ci pensino loro… Anche stanotte quattro o cinque ore di sonno. Manco filate, no, sbocconcellate. Risvegli frequenti, mezzi deliri, tosse, sudore. E ogni tanto il pensiero di crepare.

Decisi di non lavarmi più fino al prossimo bacio in modo da tenere il tuo squisito odore addosso. Purtroppo decidesti che non m’avresti più baciato fu così che divenni l’uomo più sporco puzzolente e triste dell’Universo Conosciuto. Guido Catalano, Torino, 2014

#32

all’opera teatrale “Alice Drag-Store” di Massimiliano Burini (Perugia)

Oggi è il mio compleanno, ho voglia di festeggiare! Vestiti. Non so cosa mettere. Mettiti qualcosa di colorato. Mi perdo nei colori, scegli tu! Il giallo. Il giallo non mi piace Il rosso. Il rosso non mi piace. Allora scegli tu. Il nero. Il nero? Sì il nero. Non si festeggia con il nero. Sì invece. E' triste il nero. E' elegante il nero. Sì ma non è un colore. E' nero.

Incipit del romanzo “Afa” di Marco Rufini (Edizioni e/o, 2007)


il racconto del mese

PAGINE LETTERARIE scritto da Giovanni Dozzini

Gli Europei dell’88

I

l bambino seduto sul muretto sotto l’ombrello triste del salice non sta piangendo, ma si trattiene. È grasso, rosso in volto, e potrà avere sì e no dieci anni. Tutti gli altri se ne stanno in piedi qualche metro più in là cercando di non guardarlo, come uno sciame di insetti storditi dal caldo indecisi sul da farsi. Sono istintivamente spietati, come quasi tutti i bambini di quell’età, però la scena a cui hanno appena assistito è stata piuttosto traumatizzante. Il Biondo, fratello maggiore di quello che ha avuto l’idea di organizzare il torneo di pallone al quale parteciperanno tra oggi e domani, s’è avventato come una furia sul ciccione, colpevole di aver indossato una maglia che ricordava in tutto e per tutto quella con cui l’Unione Sovietica due giorni fa ha sconfitto l’Italia nella semifinale degli Europei. Il ciccione ha preso una vecchia t-shirt bianca e ha appiccicato del nastro adesivo rosso sui bordi delle maniche e sul colletto, e poi sul petto, a comporre quell’acronimo su cui molti ironizzano e pochi conoscono la verità: CCCP. Quando il Biondo l’ha visto ha cominciato a insultarlo con la sua voce stridula, e poi s’è messo a strappargli di dosso il nastro adesivo, un’unghiata dietro l’altra. Gli ha fatto anche male, ma non è questo il punto. I bambini sono abituati alla violenza. In quel campetto spelacchiato circondato da case venute su come funghi negli anni Settanta si gioca a pallone e si fa a botte, come è normale che sia. Ma una cosa del genere, uno di vent’anni che si scaglia contro uno di loro, anche se è il ciccione, anche se forse è il meno uguale agli altri di tutti, non l’avrebbero mai messa in conto. Così rimangono con le braccia conserte a parlamentare appena oltre l’ombra del salice, e qualcuno ogni tanto butta uno sguardo verso il compagno aggredito senza più la corazza che pensava lo avrebbe reso un calciatore invincibile a dispetto del grasso e della lentezza e della goffaggine dei suoi movimenti. Il fratello del Biondo sta zitto, tiene il pallone in mano e continua a guardare nella direzione in cui il Biondo, ancora furibondo, è sparito. Il bambino grasso sente bruciare la pelle del petto, laddove le unghie sono arrivate a incidere, di rapina, e sa che saprà trattenere le lacrime più di quanto non possa fare l’albero malinconico che adesso gli dà riparo. Ciò che ancora non può sapere è che in questo preciso momento comincerà a maturare una solida avversione per gli uomini biondi – gli uomini e anche le donne – e per chiunque tifi la Nazionale italiana con troppa enfasi, visto che peraltro qualsiasi persona di buon senso sa che esiste una sola forma di tifo, che sia quella per l’Inter, come nel suo caso, o quella per la Juve o per il Milan. Il ciccione ha solo dieci anni, e dice di essere comunista. Pensa che un’ingiustizia del genere non si può sopportare. Pensa che prima o poi la gente come il Biondo dovrà cominciare a pagare. Perugia, giugno 2014

#33


PAGINE LETTERARIE

CONSIGLI PER LA LETTURA

Marco Rufini – Assisi 2060 (Minerva 2014, 269 pp.)

Nel suo libro più famoso (Quasi Re, Minerva edizioni), Marco Rufini aveva rivolto lo sguardo all'indietro verso il Quattrocento per raccontare la storia di Braccio da Montone. Ne era scaturito un romanzo storico tanto preciso e ricco di riferimenti quanto suggestivo. Oggi con il suo “Assisi 2060”, l'autore anziché “visitare” il passato, si spinge verso il futuro. Ci racconta cioè il mondo della “catastrofe globale”, dove manca l'acqua e l'energia, dove c'è una guerra endemica fra Nord e Sud, dove proliferano i terrorismi di origine islamista. Il luogo dove si svolge il romanzo è Assisi e il Subasio. Il protagonista, l'ormai anziano Franz è animato da uno spirito bucolico e francescano. La guerra, il terrore si mescolano con una storia d'amore fra giovanissimi per dar vita ad un racconto pieno di colpi di scena, ma anche tenero e profondo. Un mix che tiene sulla corda sino in fondo. Una scrittura documentata e colta (straordinaria la descrizione dei luoghi, dei paesaggi, della vegetazione) senza essere accademica per una storia che naviga fra il thrilling e la futurologia.

Gabriella Mecucci

Jonathan Swift - Istruzioni alla servitù ((Adelphi, 2011, 107 pp.)

Et voilà, ecco il regalo per i vostri amici alle dipendenze di direttori megagalattici (o anche stagisti). Parola d’ordine: sabotare il capo. Come? Semplice: prendere spunto da “Istruzioni alla servitù”, preziosissimo tutorial di tecniche e strategie finalizzate alla causa. Scritto nel 1731 da Jonathan Swift “per il pubblico bene” e rivolto alla manodopera di una grande casa signorile inglese, questo mini trattato è valido ancora oggi: basta sostituire alla fantesca la badante, allo stalliere il tirocinante veterinario, al valletto il personal assistant, al guardaportone il buttafuori ed il gioco è fatto. Pagine dense di ironia e genio, definite nell’edizione italiana una “piccola antropologia del risentimento”: “mostrandoci il Servitore che vessa il Padrone e lo sfrutta in ogni modo, [Swift] ha leso l’aureola della Sovranità ben più gravemente che un pamphlet di immediato tema politico”. Insomma, se volete vedere nuova luce nello sguardo spento dei vostri amici oppressi, procurate loro questo libro.

Auður Ava Ólafsdóttir - La donna è un’isola (Einaudi, 2013, 262 pp.)

Giulia Coletti

Mi sembra di ricordare che a Reykjavík si riconoscano emolumenti a una consulente speciale: una strega. Forse è una sciocchezza ereditata dal mio secondo viaggio in Islanda. Se fosse vero, però, non sarebbe poi così male. Ecco, in questo romanzo resiste quella coloritura emotiva ancestrale che sull’isola ha molto a che fare con la magia e con l’idea di dover combattere non per difendere la natura, ma per soggiogarla. La linea di demarcazione al di là della quale, in Islanda, si può dire che niente è più come prima è il mese di ottobre 2008, e la Ólafsdóttir scrive nel 2004: impazza la diga di Karahnjukar e ogni pagina è il distillato di una puntuale consapevolezza – l’Islanda è il “laboratorio sociale” più avanzato d’Europa, anche se non sappiamo se quest’avanzamento è evoluzione o deriva. La crisi ha cambiato molto ma non tutto: questi temi, così presenti nel libro, restano cruciali. A proposito, il libro. Da racconto autodiegetico, dopo una partenza folgorante si trasforma in un diario un po’ noioso. Einaudi cavalca il successo di Rosa candida, ma non è detto che il lettore debba fare altrettanto. C’è tanto da leggere: Garðar Hólm e Bjartur di Sumarhús interpretano storie di un’altra bellezza, invincibile e struggente. Aspettano solo di essere scoperte.

Raffaele Marciano

Aimee Bender - L'inconfondibile tristezza della torta al limone

(Minimum Fax 2011, 263 pp.) Immaginate cosa succederebbe se, assaggiando una pietanza, si potesse percepire, insieme al gusto del cibo, anche lo stato d'animo della persona che l'ha cucinata. E' ciò che accade alla protagonista di questo libro, Rose Edelstein, che inizia così, alla vigilia del suo nono compleanno, la sua particolarissima esplorazione del mondo. Scoprirà, attraverso la degustazione delle emozioni nascoste nel cibo, cosa si cela dietro la facciata di serenità di ciò che la circonda, in primis della sua famiglia. Vivrà questa peculiarità come una condanna, fino a che riuscirà a darle un senso e a far sì che diventi una possibilità di vita. Un libro gentile, che esplora i sentimenti e le loro sfaccettature con garbo e delicatezza mescolando quotidianità e magia. Lucia Mariani

#34


PAGINE LETTERARIE

Rubem Fonseca – E nel mezzo del mondo prostituito, solo amore pel mio sigaro ho tenuto (Urogallo 2012, p. 114)

Non c’è brutalità nelle sue parole, nonostante questo sia il nome della corrente letteraria che lui stesso, lo scrittore Rubem Fonseca, ha fondato. La precarietà della vita si mischia alla leggerezza del linguaggio in uno scenario frammentato di flash che si intrecciano tra loro. Più che un libro “E nel mezzo del mondo prostituito, solo amore pel mio sigaro ho tenuto”, edito da Urogallo, sembra la sceneggiatura di un film neorealista. La trama è un contorno. Il protagonista è come sempre l’immancabile Mandrake, avvocato criminalista carioca, alle prese anche stavolta con uno strano delitto e un particolare personaggio, Gustavo Flàvio. È però con quest’ultimo che Fonseca tesse il suo miracolo con un elogio alla scrittura, o meglio al talento di saper scrivere, che solo una mente raffinata saprebbe fare con così tanta schiettezza. Come ogni film che si rispetti una degna colonna sonora deve essere in grado di scandire il tempo e dettare le scene principali. Ed è così che il sigaro si tramuta in una percussione angosciosa, ma elegante, che segna ogni scena in cui la verità potrebbe forse venire a galla. Non manca quindi niente, dalla passione per le donne e il sesso, fino all’amore per il cibo e il buon vino, tutto strettamente legato con un doppio filo color sangue.

Elena Testi

AGENDA LETTERARIA

Biblioteca San Matteo degli Armeni, Perugia, 18.00, “Pagine di stelle” in occasione del secondo compleanno della Biblioteca San Matteo degli Armeni, letture di Claudio Massimo Paternò. Accompagnamento musicale di Jana Hilderbrandt e Stella D’Armento. 3 luglio Parco della Cuparella, Perugia, 21.30, "Storie di uomini schifosamente normali", reading e musica. Letture di Erika di Silvestre e Michele Volpi, accompagnamento musicale di Fabrizio Volpi. 5 luglio L’isola del libro Isola Maggiore del lago Trasimeno (PG) 14 settembre Info su. www.isoladelibrotrasimeno.it 8 luglio Palazzo della Penna, Perugia, 18.30," Dieci anni di Midgard. Un decennio di cultura a Perugia e in Italia". Interverranno Fabrizio Bandini e Fabio Castellani 21 > 31 agosto Todi Festival, Todi (PG) Info su: www.todifestival.it 2 luglio

EVENTI in Italia 18 > 21 luglio 26 luglio > 2 agosto 1 > 3 agosto 29 > 31 agosto 3 > 7 settembre

Collisioni – Festival di letteratura e musica in collina, Barolo (CN). Info su: www.collisioni.it Cortona Mix Festival, Cortona (AR). Info su: www.mixfestival.it CecinAutori , Cecina (LI). Info su: www.cecinautori.it Festival della mente, Sarzana (SP). Info su: www.festivaldellamente.it Festival della letteratura, Mantova. Info su www.festivaletteratura.it

A CURA DI GIULIA COLETTI

#35


Strada delle Fratte, 2/a │ 06132 Perugia tel. +39 075.5279902 │ fax +39 075.5289143 www.artigrafichepaciotti.it │ info@artigrafichepaciotti.it

UMBRIA NOISE N.25  

..rivista di musica umbra e non solo..

UMBRIA NOISE N.25  

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