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UMBRIA NOISE BY THE LAKE - GRAND FAGIUOL - RADIODERVISH - CRTVTR - NOISE LETTERARIO


Come mi avete richiesto vi ho appena inviato il logo della mia attività…

Temo ci sia un errore. Ho aperto l’allegato alla sua email ma è la foto di un cane su un prato!

Infatti è il mio cane, che è appunto il logo della mia attività…

...

www.artigrafichepaciotti.it


EDITORIALE DI DANILO NARDONI

DANILO NARDONI

Redazione

DANILO NARDONI, RICCARDO CORRADINI, CLARA VINCENTI, SARA PETRUZZI, RICCARDO RUSPI, MATTEO SCHIFANOIA, MICHELE BELLUCCI, ANGIE BACKTOMONO redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

ANDREA LANZILOTTO, GIULIA COLETTI, LUCIA MARIANI, GIOVANNI DOZZINI, FABIO CALZOLARI, FRANCESCO SCAPICCHI, GIACOMO CALZONI, VALERIO MASTIO, FRANCESCO FIORUCCI, ILARIA ROSSINI, ELENA BEATI, MATTEO BUSSOTTI, CATERINA FREZZA, ANDREA POLVERINI, ELENA TESTI, BARBARA BRACCI, JACOPO MAROCCO

Pubblicità

RICCARDO CORRADINI CELL. 345.7589349 pubblicita@umbrianoise.it

Progetto Grafico e impaginazione LOSTUDIO8 - 328.3318865 luca@lostudio8.com

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ARTI GRAFICHE PACIOTTI Strada delle Fratte 2/A - Perugia

Editore

UMBRIA NOISE DI RICCARDO CORRADINI Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbria Noise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

www.umbrianoise.it info@umbrianoise.it

Puntuale, per il secondo anno consecutivo, c’è quel momento in cui la nostra voglia di visibilità arriva ai massimi livelli. L’occasione è quella di Umbria Noise By The Lake, un festival tutto nostro e da condividere con chi ama la musica che si produce nelle nostre terre e grazie al sostegno di uno dei nostri locali preferiti, la Darsena di Castiglione del Lago, che anche quest’anno ci supporta ospitandoci sempre in riva al Trasimeno. E naturalmente il nuovo numero della rivista è ampiamente dedicato alla seconda edizione del festival di Umbria Noise. Tante le pagine riservate alla musica umbra che sarà protagonista sul palco della Darsena, dal 18 al 20 settembre. L’evento è ormai da considerare quindi come la nostra festa annuale. Un momento per incontrare anche fisicamente chi supporta la rivista, i suoi tanti lettori e soprattutto per dare spazio alla musica. Dopo averlo fatto per un altro anno su carta e su web ora dal palco della Darsena non si useranno penna e immagini ma si tornerà a far “parlare” la miglior musica in circolazione dalle nostre parti. Tutta la musica rock della regione racchiusa - o almeno questo il tentativo, perché tanto è rimasto fuori e con pieno merito per entrare nella programmazione - in tre giorni di festival. Obiettivo ancora una volta è quello di dar voce a tutta l’Umbria più rock che ci sia e dare spazio ad ogni genere musicale. I concerti inizieranno alle 22.30 e tutti ad ingresso gratuito. Ci saranno band emergenti, molte delle realtà umbre che vivono di musica e spazio alla letteratura, con autori umbri, attraverso il Noise Letterario in terrazza. Ad arricchire la seconda edizione di “Umbria Noise By The Lake” e ad aprire le giornate di sabato e domenica ci sarà infatti questo nuovo spazio curato da Matteo Schifanoia, Giovanni Dozzini, Giulia Coletti, Lucia Mariani, Francesca Chiappalone, Ilaria Rossini. Tutto nella terrazza della Darsena, in riva al lago Trasimeno, tra presentazioni di libri di autori umbri e reading collettivi di scrittori e poeti che hanno pubblicato nella rivista a partire dalle 19. Tutte le sere, infine, live painting ed esposizioni di strumenti musicali artigianali di giovani maestri liutai umbri. Ma Umbria Noise n. 37 non è solo rivolto al nostro “festivalino”. Tornano i soliti contenuti, le solite interviste e le solite rubriche, con qualche novità “filosofica”. Buona lettura!

SUPPORT YOUR LOCAL NOISE UN by the lake........................#4 Grand Fagiuol.......................#12 CRTVTR.................................#14 Raster....................................#11 Radiodervish........................#16 Agenda .................................#18

Consorzio Umano.....................#20 In Cucina con Astio.................#22 Short Noise...............................#26 Photo.........................................#27 Cortina di ferro........................#30 Noise letterario........................#32

L'illustrazione in copertina è di Megan

UMBRIA NOISE Direttore responsabile


VEN 18 SETTEMBRE

UMBRIA NOISE DJ SET TERRAZZA – ORE 21.00

Dj set di benvenuto a cura della redazione di Umbria Noise. Selezioni musicali 100% made in Umbria. Riascolteremo insieme le band più importanti della regione, provando a ricostruire un audio-storia della musica Umbra a partire dagli anni 70 fino ai giorni nostri.

KATZENKLAVIER

PALCO INTERNO – ORE 23.00 Il gruppo è molto giovane, ma i musicisti che vi si trovano sono già abituati al palco. A loro affidiamo l'apertura ufficiale del nostro festival. Rock teso come i loro nervi. I componenti dei Katzenklavier sono: Artur Petrov (chitarra), Emiliano Pinacoli (voce), Daniele Polani (basso) e Alessandro Cardinali (batteria). Uniti da quasi un anno, seppur divisi da notevoli distanze, riescono a comporre ed il risultato è un rigurgito ruvido di parole e suoni. A breve in uscita con il primo album. Katzenklavier

#4


VEN 18 SETTEMBRE

WONDER VINCENT

PALCO INTERNO – ORE 00.00

Il nucleo della band nasce nel 2009 dall’incontro di Andrea Tocci (voce) e Andrea Spigarelli (batteria) poi dal 2013 la formazione diventa stabile con Luca Luciani (chitarre). Tanti live, anche su palcoscenici importanti come quelli del M.E.I. di Faenza, del Qube di Roma e del Teatro Puccini di Firenze, e molte le aperture a band come Bud Spencer Blues Explosion, Folkabbestia, A Toys Orchestra e Modena City Ramblers. Il 25 febbraio 2013 esce "The Amazing Story of Roller Kostner" primo album della band. Nelle otto tracce contenute del disco si racconta della storia di Roller Kostner, reduce di guerra, pazzo d'amore e di vita. Durante l’ultima fase del tour di presentazione, il trio inizia la stesura e la registrazione del nuovo disco che durerà fino a Marzo 2015. Nello stesso mese registrano in 4 giorni il video del primo singolo Spoon Rest scritto e diretto dal regista Tiziano Fioriti. Pubblicato il 1 luglio 2015, il video viene visualizzato da più di 25.000 utenti ed approda alle selezioni di importanti festival internazionali del cinema come l'Avanca Film Festival (Portogallo) e l'Hamilton Music and Film Festival (Canada). Il loro secondo album si chiamerà “Fiori” ed uscirà il 23 settembre. Per Umbria Noise By The Lake si potrà assistere ad un’anteprima con i fiocchi. wondervincent.com

Scapo è nato e cresciuto ascoltando il rock, la sua esperienza musicale è iniziata a 18 anni AFTERSHOW suonando la batteria in varie band. Iniziò poi ad avvicinarsi all'elettronica grazie a produttori come Nine Inch Nails, Chemical Brothers e Prodigy e quasi per caso a selezionare musica nei locali di Perugia, all'epoca orfana di serate del genere. Si è fatto un nome proponendo stili come breakbeat, dnb ed electro mixandole con le sue produzioni e con le uscite ufficiali per la sua etichetta Dirty Drop records fondata nel 2007. Definisce il suo stile come Cyberfunk. I suoi set sono un'accurata selezione delle migliori tracce della dance elettronica, nelle sue varie sfaccettature e ritmiche, ponendo l'accento non tanto su un genere preciso quanto invece sull'attitudine.

DJ SCAPO

scapox

#5


SAB 19 SETTEMBRE Profumo di anni ‘90 per un salto nel passato, nella musica e non solo. Chi è nato tra gli anni '70 e gli '80 ed è cresciuto frequentando i live club perugini e umbri nei mitici '90 ricorderà sicuramente le band di questa serata. Un evento imperdibile per vedere sul palco alcuni pezzi di storia della scena musicale regionale, per capire cosa esprimevano musicalmente i giovani di allora nel capoluogo umbro, negli anni in cui si “combatteva” a suon di note e parole, gli stessi anni in cui si credeva che il futuro sarebbe stato migliore dell'attuale presente. Così dopo anni di silenzio sono ritornati live alcune realtà che meglio di altre hanno fatto la storia della musica underground umbra di fine millennio: gli Irritazione, gli Amplessi Komplessi / MassaKritica e i tuderti Lilith. Al grido “nessuno è morto finchè non è sepolto” li abbiamo ritrovati con molto piacere a “combattere” ancora, con le armi dei suoni e delle parole.

LILITH

TERRAZZA – ORE 21.00 Il 5 agosto del 2000, in riva al lago Trasimeno, i Lilith tengono il loro primo live ufficiale. Il gruppo viene da Todi, sono autori di un rock alternativo dalle malinconiche tinte. Suggestioni autunnali, ricordi di paesaggi ingrigiti dal tempo, queste sono le immagini che scorrono nella mente durante l’ascolto di questi musicisti. A tratti la loro proposta musicale, interamente in italiano, porta alla mente i Radiohead più rock oriented, in altri momenti sembrano omaggiare gli splendidi Anathema degli ultimi dischi. Il genere che forse li descrive meglio è un “epic-rock” del tipo diaframmatico tardi Ottanta, con reiterazioni testuali alla Fiumani e lirismo vocale alla Sassolini. I musicisti che si esibiranno sono Emanuele Principi (voce, chitarra), Nicola Cappelletti (basso, violino), Roberto Tomassi (chitarra), Nicholas J. Beavon (chitarra) Gianni Andreucci (batteria). Lilith

Amplessi Komplessi

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Irritazione


SAB 19 SETTEMBRE

AMPLESSI KOMPLESSI / MASSAKRITICA PALCO INTERNO – ORE 23.00

Il gruppo nasce nel 1993 con il nome di Amplessi Komplessi. A lungo suonano uno ska contaminato da sonorità rock, hip hop e reggae. Nel 1995 realizzano il primo demo tape e subito iniziano un’intensa attività concertistica prevalentemente in club, piazze e centri sociali del centro nord. Realizzano nel 1998 il primo prodotto discografico “Fuori dalle skatole”, per l’etichetta umbra Controcanto. Nel 1999 l'attività concertistica si intensifica. Partecipano alla trasmissione radiofonica Katerpillar (RADIORAI 2), mentre dal 2001 iniziano a lavorare in studio alla stesura di nuovi brani. Nel frattempo, l’ingresso di nuovi elementi e l’avvicinamento all’elettronica hanno fatto si che lo stile del gruppo subisse mutazioni acquisendo sonorità più decisamente reggae, dub e jungle-rock. Da qui l’esigenza di cambiare nome in “Massakritica”. Cercata e trovata la collaborazione con Madasky e M. Tavella, con i quali realizzano l’Ep “Altre frequenze”. Mai chiusi dentro i canoni stilistici di un genere, la loro è una musica contaminata per sua stessa natura che unisce la dolcezza di suoni al limite dell’acustico, le ritmiche lente e cadenzate del reggae e del dub all’aggressività delle distorsioni rock e alle serrate ritmiche jungle e d’n’b. I testi, quasi tutti in Italiano, sono da sempre rivolti ad una critica attenta alla società trattando temi come il razzismo, l’emarginazione, la guerra e le violenze. massakritica.com

Il gruppo nasce nel 1994, quando un gruppo di amici si ritrova PALCO INTERNO – ORE 00.00 a suonare quasi per caso nella periferia di Perugia. Qualche numero fa avevamo intervistato uno dei due cantanti della band (Andrea Mortolini) che ci diceva: “In quei anni gli unici posti che frequentavamo oltre il Circolino di S.Sisto erano il Norman, l'Ex-Saffa e il Centro Sociale Ex-Cim e guarda caso il nostro debutto avvenne proprio qua, in una sera di dicembre, insieme agli Amplessi Komplessi". Il loro live è caratterizzato da ritmi travolgenti a metà tra punk, ska, folk e lisciocore: come lo chiamano loro “Strozzacappop”. Nel 1994 registrano in un giorno il primo demo tape “Fatemi vedere dove arriva la democrazia (guarda i fiori quando cammini)” e nel 1999 il primo cd “Strozzacappop” con cui iniziano un intensa attività concertistica. Nel corso degli anni il loro stile è divenuto sempre più contaminato senza perdere mai la sua caratteristica fondamentale: testi allegri ed ironici. "Credo che la gente ci seguiva perché fondamentalmente si divertiva – continua Andrea - Il nostro non è un concerto, noi siamo su un palco, ma in realtà è come se fossimo tra la gente, si strilla, si beve, si mangia, ci si sfoga, ci si abbraccia tutti insieme. Noi diamo soltanto l'input iniziale, ma in realtà lo spettacolo nasce insieme a tutti i partecipanti e così credo che la gente si senta coinvolta, fa suoi i testi, si sente libera di interpretarli, non si nasconde non si vergogna. Nei nostri concerti si condivide rabbia, gioia, speranze e lo si fa in modo naturale, nessuno ha bisogno di veli. Credo che la gente questo lo senta e per questo ancora ci vuole bene!".

IRRITAZIONE

irritazione

#7


DOM 20 SETTEMBRE

PABLO RASTER LIVE DUB SET

PALCO INTERNO – ORE 22.30 In molti lo avranno visto cantare nella storica band Raster, attiva dal 2000. Pablo RasteR si è negli anni formato e affermato come produttore, cantante e musicista, lavorando su decine di album e suonando in più di ottocento concerti sia in Italia che in Europa; “Art of Dub” è il suo primo disco solista che lo vede anche come produttore e include collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali. È un lavoro in cui le radici dub emergono in tutta la loro purezza, pur lasciando la personale visione di questo genere maturata all'artista. In “Art of Dub” sono presenti collaborazioni con Dan I, con Barry Isaacs, con MrDill, Lion Warriah, con Sandro Paradisi, Natty Sly, Valentina Benaglia e molti altri. “Con i RasteR quest'anno festeggiamo i quindici anni di attività ed è previsto un album appena dopo l'estate – ci dice Pablo - è necessario però a volte, sganciarsi dalla propria famiglia per affrontare lo stesso genere di musica in ambiti diversi”. pabloraster.com

#8


DOM 20 SETTEMBRE

PALENQUE PACAL

PALCO INTERNO – ORE 23.30 Palenque Pacal è un progetto musicale “astrale” e di musica “trasfigurata”, tra elettronica e psichedelia sperimentale. Palenque Pacal è il nome del recente trio formato da Daniele Tomassini (dj Feel Fly e ideatore del progetto Sottocosmo), dal bassista, collezionista di dischi nonché organizzatore delle serate perugine a nome Caveargento Damiano Rizzo e dal batterista di ispirazione free jazz Jacopo Fiore, protagonista nei progetti HysM?duo e Bokassà. Il loro nome deriva dalla cultura Maya e a caratterizzare la loro musica è la “ciclicità”, con pezzi lunghi e che si avvolgono su se stessi, tra bassi, elettro, world music, funk, kraut, post punk e rumori di fondo. palenquepacal

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NOISE LETTERARIO SAB 19 SETTEMBRE ORE 19.15 presentazione del libro “I giorni della nepente” (Effequ editore) di Matteo Pascoletti, con Francesca Chiappalone ORE 21.15 reading collettivo di scrittori e poeti che hanno pubblicato nella rivista: Antonio Senatore, Diego Mencaroni, Barbara Bracci, Lollo Pauselli, Simona Rondolini, Mirko Nasini, Lorenzo Velardi, Roberto Lazzari, Davide Astolfi, Chiara Santilli, Fabio Colosimo, Samuele Chiovoloni, Giallo Giuman

DOM 20 SETTEMBRE ORE 19.15 presentazione del libro “Perché non sono un sasso” (Del vecchio editore) di Gianni Agostinelli, con Ilaria Rossini ORE 21.15 reading collettivo di scrittori e poeti che hanno pubblicato nella rivista: Michele Maraglino, Barbara Pinchi, Andrea Luccioli, Riccardo Toccacielo, Massimiliano Burini, Gustavo Sanchirico, Valentina Orlando, Pietro Pancamo, Alessandro Chiocchi, Nicola Castellini, Marco Rufini.

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GRAND FAGIUOL. VOL. III IL FESTIVAL CHE È COME UNA SAGRA MA CON LA MUSICA OK Pensavate di no e invece sì. Venerdì 4 settembre il Circolo del Tempo Bono ospiterà per la terza volta la festa paesana di quel paesone che è Perugia. Torna il Grand Fagiuol, insieme alla cascata di gruppi rumorosi e alle pentole piene di fagioli. Ingresso libero, “perché vi vogliamo bene” affermano gli organizzatori. Nessun servizio di sicurezza, “perché ci fidiamo”. Birrette e cibo veramente buono a prezzi popolari, perché sì. Anche quest'anno nell'amena cornice (“chiediamo scusa, è pur sempre un comunicato stampa, ‘amena cornice’ andava assolutamente scritto”) di Via del Cortone solo roba di qualità: il rock 'n' roll selvatico dei crucchissimi Wolf Wolf, l'emo anni novantone dei Dags! (Milano), il punk assassino e psichedelico dei redivivi Hell Demonio (Verona), il noise nervoso dei Flying Disk (Cuneo), tutta l'esperienza musical alcolica dei folignati Espada de Drago (già Da Hand in the Middle), lo sludge della Louisiana dei Methylhate (che solo il caso ha voluto fossero di Perugia) e la chitarrina incantata di Blanket Fort (Terni, già Don Boskov). “Palesatevi già dal pomeriggio, non siamo contenti se vi perdete i primi gruppi. Tanto

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la scaletta la decidiamo a tressette all'ultimo minuto, non c'è verso che vi diciamo chi suona per primo. Portate chi volete (fidanzato, cane, moglie, gatto, amante, nonno, il Gabibbo, figli, amici di penna) però ci dovete promettere che passerete una bella giornata. Dai”.


DI THOMAS EL HONSALI

CRTVTR, DA GENOVA A TERNI PER SUONARE ALL’EPHEBIA DURANTE IL LORO FESTIVAL I RAGAZZI DI EPHEBIA HANNO OSPITATO CON GRANDE PIACERE I CRTVTR, CHE PERÒ HANNO INCONTRATO UN PO’ DI PROBLEMI DURANTE IL VIAGGIO… RIPERCORRIAMOLI IN QUESTA INTERVISTA! EPHEBIA: CIAO RAGAZZI! AVEVATE MAI SUONATO IN UMBRIA PRIMA DI EPHEBIA?

Crtvtr: Ciao cari, avevamo già suonato in Umbria, al Supersonic e un paio di volte Freeride, ma mai a Terni. Il nostro rapporto con l’Italia centrale si sta facendo via via più fitto. E: PARTIAMO DAL VIAGGIO… DA DOVE SIETE PARTITI E SOPRATTUTTO COSA È SUCCESSO?

C: Siamo partiti direttamente da Genova perché la mattina qualcuno di noi era a lavoro. So che sembra assurdo fare una tirata da Genova a Terni, ma siamo abbastanza abituati a farci un gran numero di ore in furgone alla prima di una serie di date, anche perché altrimenti non saremmo in grado di girare l'Europa nel poco tempo che abbiamo a disposizione. È successo che mentre ero al telefono con il vostro collega Lorenzo, dicendogli che eravamo in orario, abbiamo fatto una curva e ci siamo trovati davanti a un serpente di 15 km di auto completamente immobili. Purtroppo un camion che trasportava sostanze tossiche si è ribaltato e i pompieri

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hanno impiegato 7 ore per bonificare l’area: autostrada chiusa in entrambi i sensi di marcia e inevitabile traffico micidiale. Siamo rimasti lì per più di due ore, quando è passata la protezione civile a distribuire bottigliette d’acqua abbiamo davvero pensato al peggio. Per fortuna grazie alla disponibilità delle altre band siamo riusciti ad arrivare appena in tempo e suonare comunque, approfittandone per scaricare tutta quella tensione che avevamo accumulato. È stata una giornata veramente tremenda, ma quando finisce bene accarezzare le cicatrici delle vecchie ferite non è spiacevole.

E: COME VI SIETE TROVATI AL FESTIVAL? UN BEL (SPERIAMO) RICORDO DELLA SERATA?

C: Il festival è stato prima desiderato, poi agognato, poi conquistato e spero alla fine meritato. Per noi è stato un bel concerto, accoglienza ottima, ottima atmosfera e band. L’organizzazione si è dimostrata comprensiva verso i nostri problemi e capace nel risolverli. I tecnici del suono sono stati rapidi e tutto suonava bene- e con un


Foto di Filippo Rossi

giornata allucinante.

line-check per una band a due bassi, non è semplice. Quando la tensione è calata ci siamo persino troppo rilassati e divertiti. Quando dico troppo intendo troppo. Ma era doveroso, no? E: UN MESSAGGIO/CONSIGLIO CHE DARESTE A CHI SARÀ AL VOSTRO POSTO IL PROSSIMO ANNO?

C: I gruppi che girano tanto maturano le loro strategie e il loro metodo per cercare di impattare al meglio, e più chilometri hanno sulle spalle, più il loro approccio diventa personale. Quello che noi cerchiamo di fare è dare sempre tutto, non tirarci indietro e non farci scoraggiare. Se fai musica di un certo tipo non puoi aspettarti di far presa sull'ascoltatore medio senza dare il massimo. Perché lui dovrebbe darti qualcosa se tu non gli dai niente? Noi facciamo in modo di uscire dal palco consapevoli di aver sudato il massimo, senza risparmiarci nemmeno un po’, e se sei riuscito a dire qualcosa, a qualcuno sarà arrivato. Questo è il nostro modo e lo è stato a maggior ragione dopo quella

C: Sono certo che non avrete bisogno di noi, ma vi consiglio quattro gruppi liguri che abbiamo coprodotto con la nostra distro, perché meritano e spero ne sentirete parlare. Gli Uragano sono di Sanremo, fanno un post hardcore-screamo cantato in italiano in cui si sente la vicinanza con la Francia. Gli Altri sono molto più bravi come band che a scegliersi il nome, anche il loro è post-hardcore in italiano, ma ci sono cose diverse, più svarioni, arpeggi, aperture- hanno un violino elettrico in formazione, per dire. Gli Shaking Hand sono un duo che amiamo molto, della nostra città: chitarra, basso e un timpano usato a pedale come unica percussione. Al contrario di quello che possa sembrare hanno un suono avvolgente e potente, nonostante le ritmiche siano per forza di cose minimali. Fanno una rilettura chitarrosa e garage della wave più scura, ma con un approccio sonoro quasi shoegaze. L’ultimo gruppo è il veterano della ciurma: Evolution So Far. Sono una storica band spezzina, anche loro partiti dall’hardcore, che è ben piantato nella cultura musicale cittadina. Però il loro ultimo disco, Selvaggio, è diverso, come è diverso dalla maggior parte delle cose che si sentono in giro. Hanno testi in italiano e ritmiche meno serrate: si potrebbe dire che è genericamente rock, anche se è una scappatoia comoda. Io trovo persino che abbia qualcosa di soul.

crtvtr

E: GIÀ CHE CI SIAMO… SUGGERITECI UN GRUPPO PER IL PROSSIMO ANNO

E: SIATE CATTIVI.. UNA PECCA NELL’ORGANIZZAZIONE?

C: Nessuna pecca nell’organizzazione, se non che dovreste avvicinare Terni a Genova, e vietare la circolazione di camion con sostanze pericolose. Il resto va più che bene!

#15


ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI MICHELE BELLUCCI Torna anche quest'anno l'Umbria World Fest, manifestazione dedicata alle arti e alle culture del Mondo che porterà a Foligno dal 9 al 12 ottobre musica e fotografia. Molte le mostre in programma: da "China's Outer Lands" di Q. Sakamaki (che terrà un workshop di street photography) a "Sami, il popolo delle renne" di Erika Larsen, passando per "As Above, So Below" di Kirsten Luce, "City of Dreams” di Guy Martin e altre ancora. Pochi gli appuntamenti musicali annunciati, ma certamente di livello, come quello con il duo Julia Kent - "Asso" Stefana e l'atteso concerto dei protagonisti dell'intervista di questo mese…

RADIODERVISH, CIELI ANTICHI E SOGNI PRESENTI UN TOUR NELLA GERUSALEMME DEL PASSATO IN VISTA DEL LORO LIVE A FOLIGNO L'11 OTTOBRE

Concedersi un giro per le vie di Gerusalemme insieme a Nabil Salameh, cantautore e giornalista di origini palestinesi, sarebbe senz'altro interessante; se poi accanto a lui ci fosse anche Michele Lobaccaro, con radici pugliesi ma cresciuto tra le valli che dividono Italia e Francia, la vostra esplorazione diventerebbe estremamente interessante. Un sogno in parte realizzabile, almeno idealmente, dato che l'ultimo progetto dei Radiodervish è nato per raccontare le atmosfere di quella città, o almeno quelle che si potevano respirare tra gli anni '20 e gli anni '40 del secolo scorso: «La caratteristica più affascinante di Gerusalemme - racconta Lobaccaro,

#16

fondatore con Nabil dei Radiodervish - è che ciò che vi accade ha risonanza in tutto il mondo. E' certamente un luogo "denso"… che senti di possedere. Un luogo altamente carico di quei simboli che abbiamo dentro di noi, una città che significa molto per molti, forse per troppi…». Cafè Jerusalem, questo il titolo dell'album, è un disco delicato, profondo, ammaliante, capace di alternare brani dalla malinconica intensità con momenti di spiccata libertà musicale. «Parlare di Gerusalemme attraverso un disco - spiega il musicista - significa narrare parti interiori di noi. Siamo partiti da un'epoca storica ben precisa, quando nei cafè


non solo per una questione artistica ma anche di organizzazione e attenzione. Noi ci poniamo in quel mondo di "produzioni a km0", dove c'è la cura del particolare e del rapporto con il pubblico, si tratta di prodotti che necessitano di una cura artigianale». Nessuna nostalgia, ma anzi l'elasticità di sfruttare al meglio le opportunità del presente, come quella del crowdfunding che i Radiodervish hanno attivato per produrre Cafè Jerusalem: «Il successo del crowdfunding - ammette - ha confermato che il nostro progetto può contare su un bacino di persone che aspettano con interesse nostre nuove produzioni e credo che una simile opportunità porti molti vantaggi agli artisti. Noi non siamo esperti dei nuovi mercati digitali né tantomeno guru informatici, ma stiamo scoprendo queste novità mano mano che ci siamo dentro».

radiodervish.com

di Gerusalemme si respirava un'atmosfera multiculturale, mentre ora è una città blindata e si sono approfondite le trincee». Un disco che guarda ad una città che, in quel modo, non esiste più, ma soprattutto un progetto che sposa perfettamente la valenza onirica di tanti brani scritti dai Radiodervish, formazione che anche in questo caso si racconta principalmente attraverso il sogno. Un punto di vista non razionale, ma basato su sensazioni ed ataviche emozioni: «Attraverso il sogno e la visionarietà si può destrutturare l'Universo - continua Michele Lobaccaro - è necessario uscire dalla stretta identificazione con una realtà che spesso acceca, uscire dalla pressione del tempo, dall'urgenza storica che alla fine paralizza». La musica dei Radiodervish, uno dei gruppi world music più noti a livello internazionale, è in effetti un collage di sonorità, ritmi, lingue differenti, ma rappresenta anche un sottile equilibrio tra passato e presente; il loro è un approccio senz'altro originale, anche perché legato ad una visione "artigianale" di questa forma d'arte: «Siamo nel pieno del cambiamento della discografia, dove tutto si sta trasformando ma a macchia di leopardo, in modo non uniforme. Essere musicista oggi è molto più complesso rispetto a 25 anni fa. Ora ad esempio diventi produttore di te stesso e poi ti trovi da solo i canali di distribuzione. Le major hanno un ruolo completamente diverso rispetto a prima e a volte può essere preferibile prendere un'altra strada che scegliere loro, come abbiamo deciso di fare noi,

NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, segue e vive la musica come giornalista, direttore artistico, esperto di comunicazione. Collabora con Il Messaggero dal 2001, molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

#17


agenda settembre 2015 Martedì 1

██

Sabato 5

██

HOLYDAYS

CROSSFADE FESTIVAL

La Locanda - SPELLO

revolver

rassegna musicale tetrocadenzale

Mercoledì 2

██

Junkie Beat (tributo Negrita) Festa Mantignana - CORCIANO

Giovedì 3

██

The Noobs

Piazza Matteotti - PERUGIA

Manuel Magrini

Marsciano - MARSCIANO

Pino Ciambella Jazz Sindacate Le Lucertole del Folk Festa Cannara - CANNARA

Venerdì 4

██

Mezzanotte Bianca nel Distretto del Sale...IMPRESSIONI DI SETTEMBRE Corso Cavour / Borgo XX Giugno - PERUGIA

GRAND FAGIUOL #3

/ gags! / hell demonio / flying / espada de drago / methylhate /

wolfwolf disk

blanket fort

Circolo del Tempo Bono - PERUGIA

CROSSFADE FESTIVAL i-shence gyals

/ memento dance company / wine

Parco Rocolo - PIEGARO

MONSTERS OF ROCCOLO 2015 Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

Sagra della Puntina

Bar ME' - CITTA' DI CASTELLO

P-Funking Band

Bastia Umbra - BASTIA

I 45giri

Castel Ritaldi - CASTEL RITALDI

DEC Disclav Epic Catto Festa Cannara - CANNARA

Outside

Festa Mantignana - CORCIANO

#18

adiel

/ ivano ragni / plants army

Parco Rocolo - PIEGARO

MONSTERS OF ROCCOLO 2015 Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

Sagra della Puntina

Bar ME' - CITTA' DI CASTELLO

Il Pan Del Diavolo

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Perugia Big Band

Bastia Umbra - BASTIA

La Cantina de Zi’ Socrate / Opera Prima Festa Cannara - CANNARA

Never Paid

Festa Mantignana - CORCIANO

Domenica 6

██

CROSSFADE FESTIVAL sauro cosimetti

/ roberto gatti /

lorenzo bisogno

Parco Rocolo - PIEGARO

Sagra della Puntina

Bar ME' - CITTA' DI CASTELLO

Incontro sulla "Musica per Bambini" Palazzo degli Oddi Marini Clarelli - PERUGIA

Little Blue Slim

Marylebon - PASSIGNANO SUL TRASIMENO

Cantina del Zi’ Socrate / Swingle Kings Festa Cannara - CANNARA

Mercoledì 9

██

Micromassive

Bar Chupito - PERUGIA

Heidi Li & Band

Festa Cannara - CANNARA

Giovedì 10

██

Oskuri Figuri / Via Primo Maggio Festa Cannara - CANNARA


Venerdì 11

██

I 45 Giri / Little Blue Slim

tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it Sabato 19

██

Festa Cannara - CANNARA

The Villa Festival 2015

Caffè della Consolazione - TODI

UMBRIA NOISE BY THE LAKE

Audio5

Stupendo (Vasco Tribute)

Festa Pozzuolo - CASTIGLIONE DEL LAGO

Sabato 12

██

Swingle Kings

Villa Aganoor Pompilj - MAGIONE irritazione

Domenica 20

██

UMBRIA NOISE BY THE LAKE

Festa Marsciano - MARSCIANO

raster

Festa Cannara - CANNARA

██

Milk - Drink it up

Stupendo (Vasco Tribute) / Liga + Festa Allerona - ALLERONA

Domenica 13

██

MERENDA PUNK

/ plakkaggio hc / / paul gascoigne

jenny woo pat atho

/ massakritica

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

/

palenque pacal

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Mercoledì 23

Fulkanelli

Bar Chupito - PERUGIA

Venerdì 25

██

Narni’s Black Soul Contest Narni Scalo - NARNI

Sabato 26

Free Ride - PERUGIA

██

Festa San Martino dei Colli - PERUGIA

Narni Scalo - NARNI

Diana

Narni’s Black Soul Contest

Swingle Kings

Federico Fiumani & Diaframma

Coro Polifonico Concentus Vocalis di Cannara / Ariel Ramirez

Nobraino

Festa Paciano - PACIANO

Festa Cannara - CANNARA

Mercoledì 16

██

Christian Muela

Bar Chupito - PERUGIA

Giovedì 17

██

Kings Avenue

Nostrano - PERUGIA

Venerdì 18

██

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO Urban Club - PERUGIA

Domenica 27

██

Narni’s Black Soul Contest Narni Scalo - NARNI

Mercoledì 30

██

Ambrogio Feudi

Bar Chupito - PERUGIA

Lil'Cora and the Soulful Gang T-Trane - PERUGIA

The Villa Festival 2015

Villa Aganoor Pompilj - MAGIONE

UMBRIA NOISE BY THE LAKE wonder vincent dj scapo

/ katzenklavier /

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Diana

Handmade Cafè - PERUGIA

#19


CONSORZIO UMANO

DI ELENA BEATI

#20

LA SILENZIOSA MUSICALITÀ DELL'INDICIBILE "Povera, e nuda vai, Filosofia, dice la turba al vil guadagno intesa". Questa è l'amara costatazione che l'inchiostro del Petrarca imprime su una delle pagine del Canzoniere. Un destino da esule per il pensiero che ai più sembra improduttivo perché apparentemente non si consolida in oggetti d'uso quantitativamente monetarizzabili. Ma per fortuna è proprio nella zona di confine tra il regno dell'essere e quello dell'apparire che la filosofia trova l'ambito della sua rivincita contro la "turba del vil guadagno" mostrandosi fondamento invisibile del visibile, logica esplicativa di ciò che sembra provenire dal puro nulla. Eh sì, noi ascoltiamo la musica e i nostri silenziosi filosofi la indagano cercando di comprenderne il luogo di provenienza e, in alcuni casi, addirittura prevenendo alle leggi armoniche che ne stanno a fondamento e senza le quali, oggi, saremmo condannati ad ascoltare brani disarmonici e canzoni stonate. Forse non tutti sanno che Pitagora può essere considerato come l'inventore della musica. La scoperta della musica, secondo tale racconto può classificarsi come una serendipity, una scoperta fatta a caso. Ma andiamo per gradi... : si narra che Pitagora passeggiando immerso in meditazione, udì provenire da un’officina d’un fabbro alcuni suoni, che gli sembrarono in parte gradevoli e in parte sgradevoli. Quattro fabbri battevano quattro martelli sulle quattro incudini e i suoni producendo tra loro sia consonanze sia dissonanze. Pitagora si avvicina incuriosito e, grazie alle spiegazioni dei fabbri, scopre che le diverse altezze dei suoni dipen-


dono non dai muscoli o dalla forza del percuotere, ma dal diverso peso dei magli. I magli hanno pesi in rapporto 6, 8, 9 e 12, quei numeri stabiliscono proporzioni. La musica è appunto la scienza della proporzione tra i numeri. Pitagora stabilisce che il rapporto 6: 12 = 1: 2 indica l’ottava o armonia, e allo stesso modo dal rapporto 6: 9 = 2:3, si ricava la quinta; dal rapporto 6: 8 = 3: 4, la quarta e dal rapporto 8: 9, il tono. Pitagora applicò la proporzionalità anche alle zampogne e ai flauti e a tutti gli strumenti a fiato: anche in questi casi, infatti, sia le lunghezze che le cavità misurate secondo i suddetti rapporti (1:2, 2:3, 3:4, 8:9) sull’esempio degli strumenti a corda, producevano gli accordi armonici. Pitagora insomma stabilisce il primo amoroso legame tra musica e indagine filosofica e, in questo caso, matematica. Altri filosofi furono convinti della stretta parentela che unisce musica e matematica. Per Platone la musica rappresenta uno dei mezzi privilegiati che conducono l'anima alla salvezza. Proprio perché costruita su rapporti numerici che producono armonia, la musica diviene per Platone la via di fuga dalla caverna che tiene prigioniera l'anima. Insieme a Pitagora e Platone anche Leibniz esalta le virtù della musica per il suo stretto legame con la matematica. Senza lasciare alcuna ombra di dubbio sul fatto che per lui la musica è l'equivalente inconscio di una mente matematica scrive:": la musica è l'esercizio ma-

tematico nascosto di una mente che calcola inconsciamente". Come dire che la musica è poesia della prosaica matematica. Comunque non tutti i filosofi sono propensi a valorizzare la musica per il suo richiamo alla matematica. Nietzsche per esempio è di tutt'altro pare in merito. Ribaltando la prospettiva razionalistica secondo la quale il vero spessore umano risiede nell'esercizio dell'intelletto Nietzsche percepisce l'autenticità dell'umano nell'istinto irrazionale e dionisiaco che alberga in ciascuno di noi. Liberare l'uomo significa distruggere le menzogne millenarie che vestono di razionalità ciò che invece è autentico impulso irrazionale. La musica è proprio per questo liberatrice perché sfocia ed è espressione dello spirito dionisiaco. Proprio perché attinge dal substrato irrazionale e dionisiaco la musica si fa foriera di verità , di vera comprensione del mondo: "Senza la musica la vita sarebbe un errore". Per concludere non si può non citare Schopenhauer che addirittura vedeva nella musica una possibile, anche se momentanea, liberazione dal male di vivere. Comunque al di là delle apparentemente irriducibili opposizioni che animano le varie interpretazioni dei filosofi riguardo la musica si può coerentemente sostenere con Ernest Bloch che la musica è in grado di proiettare l'uomo oltre l'indicibile solipsismo verso l'utopia del detto altrimenti.

#21


Cucina con Astio

DI ASTIO

Quarta tappa Tartu: la città universitaria della Lettonia. Qui ci ha ospitato un ragazzo del quale però non ricordo il nome. Ricordo solo che era un po’ inquietante e pensavamo che la notte ci avrebbe ammazzati. Poi invece abbiamo scoperto che era un tipo a posto, impallatissimo con il Rap, aveva una marea di vinili fighi comprese copie autografate dagli Wu Tang Clan e J Dilla. Ad un certo punto fa <<Ehi! Ma io conosco un gruppo italiano super figo>> e che tira fuori? Libro Audio degli Uochi Toki. Noi increduli. Il giorno dopo non ci poteva ospitare che tornava la ragazza. Cosi ci ha dirottati in uno squat dove c’era della gente simpaticissima. Oltre a noi c’erano due ragazzi che arrivavano dalla Russia in bicicletta. Uno dei ragazzi dello squat era vegetariano ma lavorava in macelleria e la sera tornava a dormire a casa dei genitori. Quella sera stavano preparando dei gavettoni pieni di vernice da lanciare contro la banca e la stazione di polizia di Tartu. La vernice era pittura lavabile: bravi ragazzi. Per sdebitarci con Tommaso avevamo comprato 6 bottiglie di birra da 2 litri (quelle sui boccioni di plastica) e quindi anche quella sera super sbronza e tante risate con i nostri nuovi amici che poi abbiamo scoperto che erano fans degli Electric Wizards. Per arrivare a Tallin ci eravamo impuntati che dovevamo fare l’autostop. Ci abbiamo messo un ‘ora per convincere qualcuno a caricarci. Alla fine si ferma un tipo assurdo che faceva lo skipper e che aveva preso la patente solo da un mese perché prima non ne aveva avuto bisogno. Naturalmente guidava di merda. Tallin tutto ok ma qui non avevamo trovato nessuno disposto ad ospitarci. Città molto bella con un borgo bianco a salire con una chiesa ortodossa in cima. Abbiamo preso il bus e siamo andati in spiaggia che volevamo fare il bagno nel Mar Baltico. Missione fallita: acqua GELIDA e branchi di meduse a profusione. Con questo si conclude l’avventura baltica. Consiglio dello chef: se il tipo delle pulizie dell’aeroporto di Bergamo vi sveglia strombazzando il clacson della macchinina delle pulizie alzatevi velocemente perché vi tira sotto davvero.

CHE SBALTICO (PARTE 2)

#22


DI FRANCESCO SCAPICCHI In natura è previsto che l'allievo superi il maestro, così come la creazione il creatore. Nell'immaginario comune uno dei temi più sentiti dell'ultimo secolo è stato l'intelligenza artificiale (AI). E negli ultimi anni sta procedendo a grandi falcate. Ci basta guardare alcuni video su Youtube dei vari prototipi di robot e AI e passeremo dall'entusiasmo all'inquietudine. La differenza principale tra noi e una AI sostanzialmente è: noi ponderiamo le nostre scelte vagliando la nostra morale ma anche in modo irrazionale, un' AI lo fa invece in modo totalmente razionale ma senza alcun filtro morale. [“le macchine videro l'umanità come una minaccia, e decisero il nostro fato (genocidio) in un microsecondo”] cit. Terminator. [il soldato si prepara a fare fuoco sul robot ribelle dicendo: “sei solo una macchina!”, e il robot: “sarebbe come a dire che tu sei soltanto una scimmia. Una scimmia violenta.”] cit. Autòmata. [“quali sarebbero le nostre responabilità nei confronti di una macchina a cui abbiamo permesso di provare anche dei sentimenti?”] cit. Artificial Intelligence. I sentimenti possono essere il frutto di un'intelligenza senziente e complessa? Qualche settimana fa ho visto il film Ex Machina. Racconta di uno scienziato che isolato in mezzo ai monti, nel suo laboratorio, sta ultimando con gli ultimi test una nuova generazione di androidi, in tutto e per tutto esternamente identici a noi. Nel fare questo usa un suo giovane dipendente come cavia. La bella androide, dalle sembianze adolescenziali, inizia a legare con il ragazzo, gli parla di come si sente, di quello che vede e prova, della sua prigionia, gli esterna le sue paure di essere spenta, gli dice che è il suo unico amico, che non ha mai avuto una persona vicino come lui, gli mostra i suoi disegni, gli dice che ha bisogno di lui, che vuole stare con lui, scappare da lì con lui, lontano dal suo creatore che la tiene prigioniera.

Il giovane nonostante sappia che è una macchina si lascia coinvolgere e aiuta la robot nella fuga. Si scopre che era tutto un piano premeditato sin dall'inizio: vedere se un robot potesse sedurre un umano per usarlo nella fuga. E lo fa così bene che una volta libera lascia il ragazzo imprigionato senza rivolgergli più neanche un benché minimo sguardo. Non è più utile. La routine di seduzione ha avuto successo. Il robot elimina con l'aiuto di un'altra androide anche lo scienziato e si assicura la libertà. In altre parole vale la pena guardarsi questa pellicola solo per un fatto: un'AI potrebbe davvero farci innamorare facendo leva sul nostro ego, solitudine, paure e debolezze? Potrebbe farci sentire unici e importanti per lei? Nei dialoghi tra lei e il ragazzo possiamo sentire quello che si sarebbero detti un ragazzo e una ragazza che si stanno innamorando, né più né meno. Seduzione e affetto si possono simulare sufficientemente bene da renderli assolutamente credibili? Basta farci sentire quello che vorremmo sentirci dire? In ogni caso tutti questi film e libri sull'argomento AI puntano quasi tutti verso lo stesso scenario: la futura convivenza tra noi e le nostre creazioni a nostra immagine e somiglianza (almeno inizialmente). E, allo stato attuale delle cose, è uno scenario più che probabile.

#23


NOBODY BUT ME

DI ANGIE BACKTOMONO

Divampano in un istantaneo crepitio da fuoco d’artificio a buon mercato le serate della Darsena con il lago che ci osserva, il grande occhio cosmico di questa regione ciclopica. Conduco, guida solitaria, i miei dischi verso quel non-luogo dove il tempo sembra trattenuto alla porta, dove non esiste minutaggio canonico ma le ore trascorrono secondo i dueminutiecinquanta treminutieventi delle canzoni, dove tutti si dibattono in una perenne, malinconica giovinezza. Ho scelto io questa serata in cui l’estate lotta contro una fine prematura, per anticipare il concerto degli Heymoonshaker con il vinile di “Mule Variations” o con gli eterni Gun Club; mentre la luna crescente ammicca dall’alto, complice dell’aria bambina nel lasciar presagire momenti di innocenza inedita, io faccio il mio sporco lavoro e la gente, già parzialmente ottenebrata, si accalca prima che i due buskers convertiti allo showbiz facciano il loro. E la coppia di figli d’Albione non sa cosa significhi andarci piano: misurando il livello idrometrico, che ha ormai raggiunto quello del lago, del loro sudore, mi chiedo come possano sopravvivere per altri dieci minuti; e invece l’infaticabile Dave Crowe macina ritmiche umane con il suo beatbox da virtuoso, preparando i binari arroventati su cui lo segue il blues stradaiolo del compare motherfucker Andy Balcon. Ma forse il pubblico, che pure gode dell’esibizione muscolare e tagliente, è troppo assuefatto ai pigri giovani vecchi (anti)eroi della musica indipendente nostrana, ai loro volti impiegatizi e ai ventri molli, alla loro scarsa resistenza aerobica e alla fondamentale stasi, e non chiede ancora. Come le lunghe notti di interminabili serate o le brevi incursioni nell’aftershow mi hanno insegnato, un dj può aprire con Tom Waits, ma saranno poi il surf il frat il garage il soul dell’Atlantic la British invasion a far perdere il controllo agli avventori, inizialmente ritrosi e impacciati come preadolescenti alla prima festa boys ‘n’ girls. Perché, in fondo, quello che tutti vogliamo non è altro che essere invitati a un party da confraternita. Singolare centometrista da dancefloor, tra un cambio e l’altro raggiungo le mie amiche per danze ignare della folla, mentre maledico i Trashmen e i Contours e gli Isley Brothers e Dick Dale ma soprattutto Tarantino, Sam the Sham e Ritchie Valens, Wilson Pickett e Little Eva e alla fine anche i Sonics. Poco conta che li ho adorati e a nulla valgono le benedizioni degli Heymoonshaker, che onorano il dj set accennando passi di danza nelle loro calzature cool: io silenziosamente maledico tutte queste immortali e bellissime canzoni da party, aspettando il giorno in cui sarà Nick Cave con “Deanna” a riempire la pista.

#24


VG+

DI CHISKEE

THE MAN OF TURNTABLES: PERCHÉ È NECESSARIO CELEBRARE LARRY LEVAN?

Nel mondo della club culture o più generalmente della Dance Music il 18 luglio è da considerarsi un giorno importante: infatti nel 1954 in questa data, nasceva Lawrence Philpot meglio conosciuto come Larry Levan. Perché è così importante? Levan è considerato uno dei dj più influenti di sempre, fra il 1976 e il 1987 fu resident dj del club Paradise Garage, situato al numero 84 di King Street a New York e ritenuto uno dei luoghi dove nacque il concetto di “club culture.” Lo spettro della Musica suonata da Levan era così vario da trascendere i confini dei generi della "musica da ballo", copriva tutto dal funk al reggae, passando per il Post-Punk e arrivando alle allora nascenti sonorità Hip Hop e House. La creatività di Levan non si fermava alle selezioni che faceva nei club, i suoi remix, spesso considerati classici assoluti, gli hanno assicurato un posto nell'olimpo della Dance Music. L'eredità lasciata da Larry, che ci ha prematuramente abbandonato nel 1992, dovrebbe essere quindi fondamentale per chiunque si approccia al mondo dei club, per questo anche nella nostra provincia, come al Ministry Of Sound di Londra, domenica 19 luglio si è tenuto un party chiamato "Larry Who?" per ricordarne l'importanza. Una splendida giornata di luglio in riva al lago Trasimeno. Lido la Merangola la location. Già dal primissimo pomeriggio si avvertiva un’atmosfera diversa da un semplice party estivo. Le note di "Wake up Everybody" di Harold Melvin & the Blue Notes accoglievano i primissimi "clubbers". Un susseguirsi di Classici e di capolavori legati a "Larry" si sono alternati uno dietro l'altro per tutta la giornata. Tributare Larry Levan non è cosa per tutti. Intendiamo dire che si potrebbe cadere facilmente nella trappola dell'ovvio e del discutibile. Nel nostro caso, chi ha letteralmente desiderato questo evento è fortemente legato all'ideale di festa sviluppatasi al Paradise Garage: una celebrazione del divertimento, a tratti erotica, un coinvolgimento emotivo che vola al di sopra di ogni sorta di presenzialismo favorendo in primis la libertà d’espressione di ogni singolo individuo ed inoltre la sua totale integrazione all’interno del “Rito”, sentendosi parte quasi fondante del Club stesso, anche solo per una notte. Entrando dentro “Larry Who?” tutto questo si respirava. Da subito si notava la cura quasi maniacale dei dettagli, proprio come era al Garage; sembrava che davvero tutti sapessero cosa stesse accadendo intorno a loro.

VERY GOOD PLUS

Una vibrazione così potente e fuori dall’ordinario da provocare vere e proprie follie isteriche tra i clubbers. Si potevano sentire brani dei Central Line, dei First Choice, Melba Moore, Loleatta Holloway, Istant Funk, Grace Jones ed altri innumerevoli dischi meravigliosi. Per capire meglio abbiamo chiesto ai "cerimonieri" un pensiero su cosa rappresenti realmente per loro Larry Levan e cosa significhi azzardare un tributo ad una figura cosi fondamentale per la dance music. Ricky L ci ha detto: “Per capire il presente e proiettarsi nel futuro bisogna conoscere il passato. Larry Who? è stata un’ottima occasione per farlo attraverso quella Musica che può veramente salvarti la vita. Vivere la discoteca e non conoscere la magia di Larry Levan è come amare il calcio e non sapere chi è Maradona. Senza nessuna nostalgia perché è Nuovo tutto ciò che non hai mai sentito”. Gino Grasso, dj collezionista e cultore della Disco music, a riguardo ha affermato: “Larry Levan, per me, era ed è il Maestro. Era musica, dancefloor e groove insieme. Nei dieci anni di Garage è stato in grado di mescolare un’infinità di generi, ed è stato il primo in assoluto a farlo.”” Anche Luca Trevisi, dj e produttore, ci ha lasciato la sua testimonianza: “Un party fantastico! Soprattutto una degna celebrazione del Larry Levan’s Day tra stimati amici e Dj. Assolutamente da riproporre”. Bill Brewster scrive su Last Night the Dj Saved My Life: “Il Garage erano gli Yazoo era la Steve Miller Band. Il Garage era Grandmaster Flash. Il Garage erano i MFSB, Gwen Guthrie, Marianne Faithfull, i Talking Heads e i Clash. Il fatto che tutto questo riuscisse a coesistere in modo talmente pacifico ed efficace era la testimonianza della dirompente personalità di Levan”. Larry Who? è stato tutto questo. Un flusso di emozioni e di Musica meravigliosa, senza tempo. Proposta con maestria ed estrema consapevolezza.

“NON È UN DISCO A FARE LA SERATA, MA LA COMBINAZIONE DI TUTTE LE COSE CHE LASCIANO SODDISFATTA UNA PERSONA”

#25


SHORT NOISE

SCAPO 'BACK TO REALITY', NUOVO SINGOLO PER LA DIRTY DROP

È da poco uscito su Dirty Drop in tutti gli stores online il nuovo singolo di Scapo, producer e dj perugino. È l'uscita nr.40 per la ormai storica label perugina. Nel brano “Back to Reality” che viene proposto in 2 versioni (una con campioni vocali, l'altra solamente strumentale) possiamo notare sin dal primo ascolto, l'evoluzione delle sonorità forgiate negli anni dall'artista. Nella composizione troviamo l'immancabile groove di richiamo electro e funk che trasporta con sé synths e percussioni, condito addirittura da un campione di chitarra in prestito dai Korn, e l'immancabile voce presa da un film. Il tutto viaggia in Re a 125bpm, in un trascinante stile che sfuma tra nu-disco, electro, funk e breaks, capace di infilarsi nei dj set più diversi e trasversali. C'è anche la b-side “Dystopian Funk”: dove il concetto di funk futuristico viene reso ancora più acido e connotato, tra chitarre col wah, drumlines slabbrate e una bassline quasi 8-bit. Immaginatevi la colonna sonora di un film con lo scenario di Neuromante, a Scapo piace definirlo: Cyberfunk. Buon Ascolto! www.dirtydrop.it

S.R.L. PRE-PRODUZIONE DEL NUOVO ALBUM E PARTECIPAZIONE AL ROMETAL III

Gli S.R.L. commentano le fasi di pre-produzione del nuovo album (il settimo in studio) il cui titolo è per il momento criptato dall’acronimo H.S.L.. Il video è disponibile sul sito ufficiale del gruppo. La band inoltre annuncia la propria partecipazione alla terza edizione del ROMETAL nella serata di sabato 19 settembre, insieme agli amici Subhuman, Sudden Death, Symbolyc, Blackosphere e Korrigans. www.s-r-l.it

FUORILEGGE PRESENTA FUORILEGGE 2.0 C'era una volta un gruppo amante del Rock'n'Roll. Ma di R’n’R in Italia ce n’era veramente poco. A fine anni 90 Giulio (voce del suddetto), arrivò in sala prove con un'idea; il pezzo che ne usci diventò anche il nome della band. A quei tempi il testo era attualissimo... e oggi? Per scoprirlo basta guardare il nuovo video sul sito ufficiale. Furilegge, Rock'n'Roll dal 1996. www.fuorilegge.it

DA SETTEMBRE LA NUOVA STAGIONE DI VITTEK TAPE! CON LA POSSIBILITÀ DI TRASMETTERE LA PROPRIA MUSICA NELLE RADIO DI TUTTO IL MONDO La Fame Dischi Press e Vittek records presentano “Vittek Tape”, il programma radiofonico che trasmette “il tuo disco” per un mese intero su 60 Radio FM & Web in tutto il mondo (Italia, Asia, Albania, Serbia, Belgio, Maldive). Vittek Tape è il programma ufficiale dell'etichetta indipendente Vittek Records condotto dalla speaker Amelia Renzulli . Ogni giorno 15 minuti di musica selezionata tra le nuove uscite della label e il meglio del panorama italiano indipendente e internazionale. Con soli 35€ puoi inserire il tuo brano o più brani del tuo disco alternati in rotazione per un mese intero, in 60 radio italiane e straniere. Il programma va in onda tutti i giorni. Gli ideatori stanno raccogliendo i brani per le puntate di settembre che andranno in onda dal 7 settembre al 4 ottobre. Per prenotarsi è possibile scrivere a press@lafamedischi.com con il link streaming del brano o del disco.

#26


PHOTOS

In senso orario partendo da qui:

• Subsonica @ UJ (2) di Riccardo Ruspi • Paolo Conte @ UJ di Riccardo Ruspi • Caetano Veloso e Gilberto Gil @ UJ di Riccardo Ruspi • Enrico Rava @ UJ di Riccardo Ruspi • Sun Kil Moon @ Rockin' Umbria Umbertide di Riccardo Ruspi

#27


PHOTOS

In senso orario partendo da qui:

• Io sono un cane@ Riverock (2) • Luminal @ Riverock • Simonne Jones @ Riverock di Riccardo Ruspi • Cagna Schiumante • The Giornalisti (2) di Matteo Bussotti

#28


PHOTOS

In senso orario partendo da qui:

• Negrita @ Gubbstock (3) di Riccardo Ruspi • Roy Hargrove @ Castiglione del Lago (3) di Andrea Polverini

#29


CORTINA di ANDREA LANZILOTTO DI FERFINRAMOENTI DI UMBRIA NOISE

BEACH HOUSE – DEPRESSION CHERRY

Dopo i mesi più agitati e caldi dell’anno ci servono degli ascolti che ci possano far rilassare e SCON ci conducano verso una quiete quasi autunnale. Solo il nome del duo di Baltimora ci riporta all’estate, mentre la loro musica ci fa scivolare verso momenti più meditativi e intimistici. Cinque album in dieci anni per la cantante Victoria Legrand e il musicista polistrumentista Alex Scally. La loro vivace produzione non sembra indebolire un progetto che si basa su semplici, ma altrettanto validi ingredienti: tastiere dai suoni vintage, chitarra elettrica e la melodiosa voce della Legrand. Il titolo Depression Cherry rispecchia appieno tutto lo spirito dell’album, fiabesco e malinconico allo stesso tempo. Nove tracce, fra le quali Levitation, Space Song, Windflower, che non lasciano spazio a dubbi o cattive interpretazioni. Le vostre case sulla spiaggia non vi potrebbero sembrare più lontane.

LV – ANCIENT MECHANISMS

Altro duo e un modo sempre “oscuro” di salutare l’estate. In questo caso protagonisti sono l’elettronica e il talento di Simon Williams e Will Horrocks. Giramondo prodotti dalla Brownswood Recordings, fanno della ricerca il loro pane quotidiano. In passato si erano spinti fino in Sudafrica per sviluppare determinate sonorità, avevano poi collaborato con il poeta Josh Idehen per arricchire con testi le ritmiche e ora invece si cimentano con una sessione live del 2012 della pianista armena Tigran Hamasyan. In questo lasso di tempo hanno cercato di rendere omogeneo il loro modo di comporre musica e i virtuosismi della musicista al piano. Ne è uscito un lavoro coinvolgente e ricco di spunti, gli estremismi della musica elettronica che convivono con accordi morbidi, il jazz che si confonde fra le note delle quattordici tracce. Uno degli esperimenti più interessanti di quest’anno, un’ulteriore dimostrazione che la musica “dance” non è portatrice di cattivi presagi, deve solo essere interpretata e fatta conoscere nel migliore dei modi. Electric Picnic – Laois (Irlanda): 3/6 settembre, line up infinita e trasversale (dai Blur a Grace Jones…) e performance di artisti da tutto il mondo. Info: www.electricpicnic.ie

#30

Lollapalooza – Berlin (Germania): 12/13 settembre, prima edizione europea per il festival nato a Chicago, che si presenta con la classica formula fatta di musica (tanta e di qualità) e intrattenimento. Info: www.lollapaloozade.com


DI GIACOMO CALZONI Dopo la consueta calma dei mesi estivi, a settembre la stagione cinematografica ricomincia alla grande con molti titoli in grado di soddisfare i gusti più disparati. Si comincia subito con Southpaw – L’ultima sfida (dal 2/09) di Antoine Fuqua, con il quale il regista di Training Day dirige Jake Gyllenhall e Forest Whitaker in una storia di pugilato e riscatto, un percorso di “risalita” tipicamente a stelle e strisce; lo stesso giorno esce anche Operazione: U.N.C.L.E. di Guy Ritchie, spy story con Henry Cavill e Hugh Grant, da una popolare serie televisiva inglese degli anni ’60. Continua il fenomeno dei cinecomics con una nuova versione de I fantastici quattro (10/09), diretta stavolta dal giovane e talentuoso Josh Trank, in attesa di rivalsa dopo le stroncature oltreoceano, mentre il 24 sarà la volta del film apertura della Mostra di Venezia: Everest di Baltasar Kormákur, storia vera di nove scalatori che affrontano la montagna più alta del mondo. Ricchissimo il cast: tra gli altri, Jake Gyllenhaal, Robin Wright, Keira Knightley, Josh Brolin, Sam Worthington e Emily Watson. Cast allstar anche per il canadese Denise Villeneuve, che nel thriller Sicario (24/09) dirige nomi del calibro di Emily Blunt, Josh Brolin e Benicio Del Toro. A tre anni di distanza da Bella addormentata ritorna anche Marco Bellocchio, con Sangue del mio sangue (09/09), con Alberto Cracco e Filippo Timi. Dopo il grande successo negli Stati Uniti arriva finalmente anche da noi l’attesissimo Inside Out (16/09), ritorno in grande stile della Pixar per quello che sembra essere uno dei suoi titoli più riusciti dai tempi di Wall-E e Up. Per tutti gli appassionati di horror invece arrivano Sinister 2 (3/09), sequel del fortunato film del 2012, e soprattutto The Green Inferno di Eli Roth (24/09), sorta di rifacimento dell’italianissimo Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato. Sul versante Extra segnaliamo gli anime L'attacco dei giganti - Il Film: parte II (1/09), Dragon Ball Z - La resurrezione di 'F' (12/09) e il documentario Amy - The girl behind the name (15/09), sulla vita della celebre cantante Amy Winehouse. Il film del mese è italiano, e segna il ritorno (postumo, purtroppo) alla regia di Claudio Caligari, autore del cult Amore tossico (1983): l’8 settembre esce infatti Non essere cattivo, diciotto anni dopo L’odore della notte. Storia di criminalità e tossicodipendenza nelle borgate romane degli anni Novanta, il film è stato ultimato da Caligari appena prima della sua morte, avvenuta lo scorso 26 maggio. Prodotto dall’amico Valerio Mastandrea, il film è quindi l’ultima occasione per riscoprire uno sguardo unico all’interno del panorama cinematografico italiano, sempre coerente con se stesso e mai incline al compromesso. Appuntamento ad ottobre, e buone visioni.

#31


NOISE LETTERARIO A CURA DI MATTEO SCHIFANOIA

il racconto del mese

SCRITTO DA JACOPO MAROCCO

SUA MAESTÀ TOSSICA

Non vorrei trovarmi qui oggi. C’è la festa del patrono e c’è un sacco di gente in giro. Troppa. Ci fosse stato anche Mattia non sarebbe stato un problema, avrei condiviso la mia sociofobia con lui, ma il coglione non è potuto venire. Mattia non fa nulla, non lavora. C’è il padre, pensionato, che gli sgancia un po’ di soldi al mese, ma a condizione che quando gli serve qualcosa, il figlio deve farsi trovare a sua completa disposizione. Oggi, ad esempio, l’ha chiamato poco prima di vedersi con me. Gli ha detto che doveva andare a ritirargli le analisi all’ospedale e accompagnarlo a fare una risonanza magnetica. E deve farlo: una volta s’era talmente sballato la notte che la mattina non è riuscito ad alzarsi per andare a fargli una commissione, e il padre non gli ha dato nulla quel mese. Così sono da solo in questo bar, affollato, alla fine del bancone e al terzo Campari gin. Fa caldo e quel tossico del Cinese non si vede. Avevamo appuntamento qui mezz’ora fa ed è solo grazie all’azienda Campari se ho resistito tutto questo tempo. Prendo un tovagliolo e mi asciugo il sudore sulla fronte. Mi metto una mano in tasca per controllare che i soldi ci siano ancora. Ci sono. Mi guardo intorno e mi chiedo se il Cinese lo chiamano così per via del suo colorito giallo, cimelio di una storica tossicodipendenza. Ogni volta che lo incontro provo sempre un certo ribrezzo. Non che sia un tossico da stazione, tipo zombie. No, affatto. E’ decisamente inserito nella “società”, è belloccio e si veste anche bene. Se non me lo avessero detto che si fa le pere da quindici anni nemmeno ci avrei pensato. Solo che quella pelle giallastra mi disgusta, e poi non rimane affatto simpatico. A me non rimane simpatico. Diciamo che a influire su questo giudizio c’è il fatto che tutte le ragazze che ha avuto nel corso del tempo sono finite chi in comunità, chi peggio, mentre lui ha sempre gestito la sua tossicodipendenza con nonchalance. Se non fosse per il fatto che smercia l’MD più buona che puoi trovare nel raggio di trecento chilometri, eviterei di trattare con lui, ma siccome di farmi tutti quei km non mi va e siccome stasera il locale sarà pieno di liceali vogliosi di beveroni amari, eccomi qui ad ordinare il quarto Campari gin in attesa di Sua Maestà tossica. Ma Sua Maestà tossica ha anche il cellulare staccato. E io sto iniziando ad essere sbronzo, oltre che incazzato. Accanto a me c’è un tizio che sta bevendo una birra mentre parla con due ragazze. Sta dicendo qualcosa riguardo al fatto che a breve si tatuerà una delle frasi che Toni Servillo dice ne La Grande Bellezza. Dice che deve ancora scegliere quale. Una delle due ragazze con cui sta parlando inizia a ridere, di gusto. Il tizio non capisce il perché di quella risata. Rimane un po’ interdetto. Mi chiedo se riesce a capire che quella risata è dovuta alla cazzata che ha appena detto. La ragazza continua a ridere e guarda l’amica. Poi guarda me. Ci fissiamo. Per un po’. Ha gli occhi di un colore indefinibile e maledettamente bello. Scommetto che è cresciuta con tutti intorno a dirle quanto fossero belli. Ci scommetto. Ci guardiamo, a distanza. E in questo guardarci vediamo tutto quello che potremmo essere. Ma la

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NOISE LETTERARIO paura ci fotte prima ancora di provarci e così, contemporaneamente, torniamo a guardare altrove. Esco dal bar. Fuori c’è un gran via vai di persone che mi disorienta. C’è della musica che proviene da qualche parte e ci sono anche un sacco di bancarelle. Mi avvicino ad una di quelle che vende fossili, minerali e conchiglie. Prendo in mano una di quest’ultime e me la porto ad un orecchio. E’ da tanto che non lo faccio, da quando ero piccolo. Quando sono sbronzo, solitamente, faccio cose che non faccio da tempo. Mi aspetto di sentire il rumore del mare, ma dalla conchiglia arriva solo la voce di Cremonini che grida ANGELINAAAAAAAAAAAA. Così non faccio altro che rimettere la conchiglia al proprio posto, salutare il proprietario della bancarella. E andarmene.

www.jacopomarocco.com

PAROLE DALL'UNDERGROUND NAUSEA

LA FUGA MANCATA

Morbido silenzio, soffice come una preghiera del sonno. Il buio che adora fruscii e parole: il buio, affannato dal mio respiro, può solo accarezzare la nausea di questa vita.

La voce trasuda parole d’accento piagato ma è tiepido il grido del tuo respiro, le piaghe troppo soffocanti perché tu abbia il fiato d’urlare.

Nel giorno, sputo della notte, fiori freddi come steli di pioggia. Un’orma di luce imbavaglia lo spazio.

Morire da te è una fuga troppo leggera per avere il sollievo. Così un pantano di figure nel cuore e il giorno s’increspa a raccogliere il tuo soffio. Pietro Pancamo, San Gemini (TR), 2015

SATIR NOISE Ragazza in coma etilico all'Expo. Succede quando mischi i padiglioni Yeti rivela: "Reinhold Messner esiste davvero"

A. Ceccarelli Lercio.it

CON LA COLLABORAZIONE DI A. CECCARELLI

#33


NOISE LETTERARIO

CONSIGLI PER LA LETTURA ANTONIO MORESCO – GLI INCREATI (Mondadori 2015, p. 1013)

In questo suo ultimo, atteso ed incatalogabile romanzo Antonio Moresco, tra le tante cose, ne fa una semplice ma intensa: dare tutto se stesso. Cosa rara, come raro è per uno scrittore oggi in Italia poter proporre, per mole, tipologia e prezzo, un romanzo come il suo, per di più con un grande editore. Moresco scrive bene, ha sempre scritto bene, la sua prosa è una colonna sonora che accompagna il lettore in un viaggio dantesco durante il quale la morte e la vita si confondono fino ad arrivare a territori sospesi tra le due, a ciò che è prima e ciò che è dopo la vita e la morte. Un romanzo complesso, ambizioso, di cui è difficile, se non folle, sbilanciarsi in una interpretazione. Di sicuro mille pagine che tra emozioni di diversa natura conducono in un sentiero nuovo, forse mai battuto prima. Moresco, sessantottenne, ha più volte detto che questo sarebbe stato il suo ultimo romanzo, eppure si tratta di un grande scrittore che ha ancora tanto da dire, seppur “Gli increati” appare molto simile ad un testamento letterario.

Matteo Schifanoia

VLADIMIR DIMITRIJEVIC - LA VITA È UN PALLONE ROTONDO (Adelphi, 2000, p. 146) “Il calcio non è aristocrazia, è nobiltà”. Il gioco più bello del mondo diventa, nelle pagine di questo piccolo libro-chicca, un paradigma attraverso cui leggere la propria vita, i rapporti umani, la storia, la letteratura. L'autore, scappato dalla Jugoslavia degli anni cinquanta, approdato in Svizzera e “salvatosi” giocando a pallone, ripercorre partite epiche e giocatori leggendari del suo paese e del panorama mondiale, analizza tifoserie ed episodi storici con lo stesso sguardo acuto e, a tratti, lirico. Gli appassionati del calcio lo ameranno, tutti gli altri troveranno un ottimo motivo per avvicinarsi ad un mondo ampissimo (a volte banalmente sovraesposto dai media) e ricco di inaspettate profondità.

Lucia Mariani

MARI MANTOVANI - IL BACIO DEL PESCE (Bertoni, 2015)

Le poesie di Mari Mantovani si muovono tra carnalità e sogno.L’acqua è un elemento fondamentale in questa silloge ricca di quell’originalità metaforica che nasce quando si nuota negli abissi del sogno, a partire dal titolo del libro, da quel bacio di pesce, elemento vitale che porta l’emozione in superificie, attraverso le parole. Ma l’acqua è anche un elemento di femminilità, dal quale l’autrice pesca per esprimere la dimensione più intima dell’essere donna, da quello più sognante, di “brava bambina”, a quello più erotico: ” […] gocce di me/ cadono in terra/ acqua di vita/ da cui nascono/ incredibili fiori/ in cui nuotano/ pesci dorati/ che risalgono/ la corrente/ fino a giungere/ alla riva vaginale”. L’acqua è anche una pioggia, una rinascita, in una sorta di trait d’union che congiunge il cielo alla terra; numerosi sono infatti i riferimenti a fiori e stelle, in un respiro di universalità carnale, “dentro un cielo/ infiorato di stelle”.

Barbara Bracci

#34


SORY CHALANDON - CHIEDERÒ PERDONO AI SOGNI

NOISE LETTERARIO

(Keller, 2015, p. 286) L’IRA, il macello irlandese del Novecento, un uomo e il suo tradimento. Chiederò perdono ai sogni (traduzione di Silvia Turato, Keller), del francese Sorj Chalandon, è un romanzo che vale come un piccolo compendio di storia contemporanea, solo intriso di pensieri e rivolgimenti emotivi da grande letteratura. Perché la vicenda del protagonista, il combattente e dirigente dell’Irish Republican Army Tyrone Meehan, è raccontata come una lenta e tortuosa discesa agli inferi in cui percezioni, convincimenti e decisioni si ribaltano in continuazione, chiarendo quanto complicata e dolorosa e determinata dal caso sia la natura di un uomo in guerra, e soprattutto in una guerra patriottica diffusa e sotterranea come quella portata avanti dall’IRA fino a una manciata di anni fa. Una vicenda ricalcata su quella di Denis Donaldson, uno che sui libri di storia c’è finito sul serio. In questo libro c’è tutto, dalla paura grondante dalle case di pietra del ghetto cattolico di Belfast all’eccitazione ingenua e libertaria di tanti giovani europei di sinistra ammaliati dalla causa repubblicana. Davvero notevole.

Giovanni Dozzini

EMMANUEL CARRÈRE - LA SETTIMANA BIANCA (Adelphi, 2014, p. 139)) Carrère anni ‘90 ossia il tempo della fiction: un talento brillante nel ritrarre i movimenti lentissimi e sottili dell’atrocità, simili alle striature semi-invisibili di un crinale ghiacciato. Il suo bisturi lavora, con metodo, sulla trasparenza e sull’inconfessabile, in uno spazio bianco e lontano dagli scenari in cui la vera azione si compie. ‘La settimana bianca’ è un libro tanto tecnicamente perfetto da sembrare un esercizio di stile, un racconto dell’orrore colto da un’angolatura prospettica inedita. Eppure questo noir cosparso di neve emana qualcosa di altro: ha a che vedere con l’ossessione di Carrère per la fragilità, con il suo dono di evocare gli abissi descrivendo le atmosfere ordinarie, con la sospensione eccitata e gli spaventi sommersi che affiorano dalle superfici mentali dell’infanzia. Quanto è soave l’odore di decomposizione dello scheletro di un fiocco di neve? (semicit. Stanescu). Buon viaggio dentro l’ipertrofia da chalet.

Ilaria Rossini

CHUCK PALAHNIUK – NINNA NANNA (Mondadori, 2005, p. 273) Se per sterminare un popolo bastasse recitare semplicemente una ninna nanna? Se per strappare la vita da un corpo si potrebbe solo muovere le labbra? Le persone stramazzerebbero al suolo. Il loro fisico si accascerebbe a terra in un gemito senza ritorno. La selezione della specie avrebbe inizio. Chuck Palahniuk, in un tormento di parole, rende tutto questo possibile nel suo “Ninna nanna”, tramutando ogni singolo essere umano in un potenziale sterminatore votato a un ideale personalissimo di giustizia e devozione. Il padre di “Fight club” non tradisce i suoi lettori neanche questa volta. Regala al pubblico un libro avvolgente e carico di tensione, in grado di lasciare con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Di “Ninna Nanna” si può arrivare a dire di tutto, ma una volta arrivati all'ultima riga di questo thriller(?) chiudiamo il libro e pensiamo: “Se avessi il potere dei protagonisti ucciderei?”. Ma la vera domanda è: "chi ucciderei?". A ognuno la sua risposta.

Elena testi

#35


UMBRIA NOISE N.37 (settembre 2015)  

rivista di musica umbra e non solo ..gruppi / eventi / album / locali / pagine letterarie..

UMBRIA NOISE N.37 (settembre 2015)  

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