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top hat sisters - sandro paradisi - fask- guano padano - Quasar


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DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi, Riccardo Ruspi, Matteo Schifanoia, MICHELE BELLUCCI redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

benedetta balloni, ANDREA LANZILOTTO, ANGIE BACKTOMONO, GIULIA COLETTI, LUCIA MARIANI, GIOVANNI DOZZINI, Paolo ZardI, Ilaria Rossini

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Umbria Noise di Riccardo Corradini Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbria Noise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

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Moriremo di centri commerciali. L’unica “morte” però che come Umbria Noise vogliamo in un certo senso evocare veramente è quella dei Dead Kennedys. Il gruppo più irriverente di sempre del punk americano, insieme ad altri grandi come Ramones, David Byrne, Weather Report, Bad Manners, Uriah Heep, ha infatti calcato il palco del mitico Quasar di Ellera di Corciano, a due passi da Perugia. Band ed artisti che lo hanno “incendiato” con i loro live a cavallo tra il 1980 e il 1992. Tutto accadeva quindi secoli fa, in un luogo che ora è diventato un “non luogo”. Un altro maledettissimo centro commerciale. Chi meglio del mitico Fofo e della sua memoria storica poteva allora aiutarci in una sorta di viaggio nel tempo alla ricerca dei grandi concerti che qui, per molti anni discoteca più grande d’Italia, furono organizzati. Ma l’Umbria del rock non vive oggi solo di ricordi. La nostra è una terra ormai in grado non solo di ospitare importanti realtà di livello nazionale, ma anche di sfornarle. Ne sono un esempio i The Rust And The Fury, usciti con un album che lascerà il segno, e poi Olden (nome d’arte del perugino Davide Sellari) finalista al Premio Tenco, e band come Petramante, Majakovich e Progetto Panico che si stanno mettendo in evidenza all’interno della scena italiana. Senza parlare dei Fast Animals And Slow Kids. Era difficile replicare il successo di “Hybris”, anche se non avevamo dubbi, ma a quanto pare, dopo averlo ascoltato in anteprima e poi ancora meglio una volta uscito, sembra proprio che i quattro grifoncelli ci siano riusciti. La strada ora sembra essere tutta in discesa, a giudicare dai primi straordinari risultati con apprezzamenti di un pubblico sempre più vasto e di una critica sempre più conquistata. In questo nuovo numero della fanzine intanto parliamo del disco e del loro video dedicato a Perugia. In attesa di pubblicare l’intervista. La scena umbra quindi sembra attraversare un momento di alta qualità mai raggiunto prima, quasi che gli sforzi delle generazioni passate passino ad incassare ora, sia come riconoscimento anche per chi non ce l’ha fatta ed ha mollato sia come incoraggiamento per chi invece vuole ancora provarci. Ci provano e molto bene band come Top Hat Sisters, Simple Stranger e Kleptocracy, con il veterano di questo nuovo gruppetto di interviste che invece risponde al nome di Sandro Paradisi. Esperienza e passione da vendere, la sua. Angie stavolta non è con una band ma è tra le band dell’Umbria Noise on the lake. Quindi è toccato a lei il compito di dirci come è andata la nostra tre giorni alla Darsena. Un report arricchito da gallery fotografica. Non potevamo poi non parlare della neonata Fondazione dedicata a Sergio Piazzoli, visto che a tenerla a battesimo sono stati gli amici Vinicio Capossela e Robert Wyatt. L’intervista ai Guano Padano e un pezzo di Fabio Calzolari, che quindi con nostro sommo piacere fa il suo esordio su queste pagine, in cui dj Fab. parla di musica, naturalmente, e di remix, arricchiscono il tutto. Le Pagine Letterarie hanno infine una novità, con la striscia “Satirnoise”. Perché il nostro “maestrissimo” curatore della rubrica deve essere sempre sul pezzo. Chiudiamo dall’inizio, ovvero dalla copertina che questa volta è uscita fuori grazie a Valentina Bolognini.

support your local noise Top Hat Sisters .....................#4 Sandro Paradisi.....................#6 Simple Strangers...................#8 Kleptocracy..........................#10 Fondazione Piazzoli............#12 FASK......................................#14 Guano Padano........................#16

Agenda...................................... #18 Quasar.......................................#20 Short Noise...............................#22 I'm with the band....................#24 Photo.........................................#28 Cortina di ferro........................#30 Pagine letterarie......................#32

L'illustrazione in copertina è di Valentina Bolognini

UMBRIA NOISE Direttore responsabile

EDITORIALE DI DANILO NARDONI


DI RICCARDO CORRADINI

Difficile resistere alle Top Hat Sisters Tra blues, swing e country il duo fa fischiettare e battere il piede a tempo di washboard e ukulele

Il 20 settembre scorso hanno stregato il pubblico della Darsena, in occasione di “Umbria Noise on the lake”, con il loro concerto in riva lago. Già dalle prime note si poteva intuire che la serata sarebbe stata perfetta. Il tramonto come cornice, il secondo palco del locale di Castiglione del Lago, quello ad un metro dalle acque del Trasimeno e le loro melodie, memori di una tradizione musicale che va da Sister Rosetta Tharpe al Quartetto Cetra, a sedurre tutti i presenti. Formate nel 2013 a Perugia, il gruppo nasce grazie ad una profonda e lunga amicizia, alle passioni comuni e all’impulso infantile di sperimentare strumenti "diversi". "Questa non è la nostra prima esperienza insieme - ci dice Francesca abbiamo iniziato dieci anni fa questo percorso con le Overkant (originariamente

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formato da me, Annalisa e Ilaria)". Precedentemente, Annalisa è stata la voce dei Quartiere Kantiere e i Grafico Newstone mentre Francesca porta tutt’ora avanti il progetto Francine and the Boomers, prestandosi anche ad altre collaborazioni. "Il punto di forza del gruppo – prosegue

Foto di Riccardo Ruspi


Ci parlate del 7 pollici uscito lo scorso anno per la Black Vagina Records in collaborazione con Blue Dean Carcione?

"Con l’aiuto tecnico di Alberto Travetti e Jacopo Gigliotti abbiamo registrato il

pezzo di Carcione "Lose control" e il nostro "Il cilindro e la valigia". Di quest’ultimo potete trovare anche un simpaticissimo video realizzato da Lupus Yonderboy. Per promuovere il disco abbiamo preparato un live a tre. Le prove con Carcione sono più simili a una serata tra amici, finisce sempre in caciara. Con questo spirito abbiamo deciso di portare avanti anche questo progetto parallelo". Ed il pubblico della regione come accoglie il vostro originale progetto?

"Il pubblico umbro è sempre stato carino con noi, la gente resta sempre un po’ stupita e divertita per quello che proponiamo. Ai nostri concerti è difficile trovare gente che balla ma sicuramente c’è chi fischietta e batte il piede a tempo di washboard!". Per il futuro cosa avete in mente?

"Abbiamo suonato molto ultimamente e nello spirito del progetto abbiamo bisogno di rinnovare il repertorio. Quindi ora ci dedichiamo alla sala prove e alle serate di burraco. Scherzi a parte, ci stiamo preparando per registrare in studio parte del repertorio già proposto in questi ultimi mesi e pezzi che vorremmo portare dal vivo al più presto".

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TheTopHatSisters

– è sicuramente la semplicità con cui proponiamo i nostri "concertini", l’atmosfera spensierata e leggera che si crea quando due amiche si divertono un sacco a fare quello che fanno. Questo è quello che cerchiamo di passare alla gente e fino ad ora il pubblico ha recepito e apprezzato. Il nostro repertorio oscilla tra gli anni 30 e 40. Ci mettiamo un po’ di blues, un po’ di swing e qualcosina di country. Di pezzi nostri per ora ce ne sono solo due, ci piace dare voce ad artisti del passato più o meno conosciuti. Nei nostri brani non tentiamo di ricreare quelle "atmosfere tipiche", sarebbe un lavoro troppo difficile e forse poco personale".


DI DANILO NARDONI

Sandro Paradisi e la sua fisarmonica un amore inseparabile

L’artista svizzero-umbro, oltre ai tanti progetti musicali di cui ha fatto e fa parte, ci svela il suo mondo pieno di note e non solo

Musicista, insegnante, direttore artistico, consulente, organizzatore: sono tante le anime di Sandro Paradisi, nato a Basilea in Svizzera ma residente a Orvieto, ed è lecito domandarsi come fa a portarle avanti tutte insieme. Ecco allora che è proprio lui a spiegarci come e soprattutto chi è e cosa fa Paradisi. “L’amore per la musica, per il teatro, per l’arte in generale, tutto questo è il motore della mia vita, di conseguenza anche tutto ciò che ruota intorno al mondo dello spettacolo mi incuriosisce e mi stimola per sperimentare sempre nuove avventure, sia dal punto di vista organizzativo, progettuale che formativo. Proprio per questo il mio lavoro è una miscela di situazioni professionali che possono a volte sembrare distanti, come quello del consulente legale per lo spettacolo e quello del fisarmonicista, ma l’importante e fare tutto con grande passione e dedizione senza tralasciare nessun particolare ed essere sempre pronto ad affrontare ogni tipo di avventura,

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specialmente in questo momento storico così difficile per il settore culturale”. Il piano è arrivato dopo (“quasi per caso, quando ho iniziato a suonarlo negli anni ottanta nei gruppi rock e pop con gli amici musicisti delle scuole superiori”), quindi il suo primo amore è “assolutamente la fisarmonica, che ho studiato al conservatorio, e che rimane lo strumento che mi da più soddisfazione, diciamo che rappresenta un elemento fondamentale della mia vita, un amore inseparabile”. Ha poi collaborato con artisti come Francesco Di Giacomo, Peppe Servillo e Fausto Mesolella, con Hevia e Ambrogio Sparagna, “artisti che mi hanno insegnato moltissimo, artisti di una grande professionalità ed umiltà”. L’esperienza musicale che Paradisi ricorda come “più bella” è quella del capodanno 1999-2000, in piazza IV Novembre a Perugia, di fronte a 20.000 persone con gli Altrocanto. Partiamo proprio dagli Altrocanto che sono stati il tuo primo e più importante gruppo. Dopo diciassette anni perché si è conclusa


“L’esperienza degli Altrocanto che, ricordiamo, ha rappresentato una parte di storia della musica folk-rock umbra degli anni novanta e duemila, è stata la mia scuola di vita musicale, la gavetta che tutti i giovani musicisti dovrebbero fare, un’avventura straordinaria che mi ha portato a condividere, con i colleghi musicisti, palchi importanti e tournèe estenuanti ma meravigliose, imprese folli e concerti di ogni genere, dalle carceri alle Piazze gremite di decine di migliaia di persone. Purtroppo tutto si è concluso, per problemi personali e professionali di alcuni componenti del gruppo che non potevano più sostenere i ritmi frenetici delle tournèe. Gli Altrocanto però si riuniscono ogni anno per la Festa di S.Perduta ad Orvieto”.

care di migliorare ogni anno, d’inventare e di sperimentare cose nuove, anche andando contro le critiche degli altri, di convincere gli sponsor ad investire e di offrire al pubblico un grande spettacolo, ogni anno diverso. Lo splendido staff e l’ottimo team organizzativo del festival completano l’opera”. L’Orchestra popolare giovanile italiana, diretta da Ambrogio Sparagna, è nata dentro questo festival e tu l’hai coordinata fin dall’inizio. Ci puoi raccontare genesi e sviluppi del progetto?

L’orchestra è nata nel 2012 da un progetto finanziato dal Ministero della Gioventù denominato ”Alla ricerca delle tradizioni popolari” in cui era inserita anche l’idea di costituire un’orchestra giovanile di musica popolare composta da ragazzi al di sotto dei 35 anni. Sono state fatte delle audizioni che hanno coinvolto molti giovani provePer quanto riguarda gli eventi, Umbria Folk nienti da ogni parte di Italia e, con l’aiuto invece, di cui sei consulente artistico e uno degli organizzatori, lo hai visto nascere e del maestro Ambrogio Sparagna, sono stati crescere visto che nel giro di pochi anni selezionati venti ragazzi che hanno parteè diventato molto importante. Qual è il cipato per un anno ai laboratori del teatro segreto del suo successo? “Il segreto del successo è quello di crederci Mancinelli di Orvieto sulla musica e i canti fino in fondo, di non buttarsi mai giù d’a- popolari tradizionali umbri e del centro Itanimo quando le cose vanno male e di cer- lia. Attualmente la formazione è composta da venticinque musicisti e cantanti che si esibiscono ogni anno all’Umbria Folk Festival nel concerto del sabato dedicato alla “Festa della Terra” a cui partecipano artisti di fama nazionale ed internazionale”. Quali sono invece i tuoi personali progetti che stai portando avanti oggi come musicista?

“Oltre al progetto dell’Orchestra popolare giovanile dell’Umbria folk festival, ho in piedi un progetto con il gruppo di musiche tradizionali del Sud Italia “Mamma li Turchi” ed un progetto, ancora nel cassetto, di un disco di musica fusion in cui è protagonista la mia fisarmonica. Inoltre sto lavorando con molti gruppi locali di musica d’autore e con un progetto teatrale su Shakespeare e su Antonio Gramsci con cui girerò in vari teatri italiani tra cui il Teatro Parioli di Roma ed il Teatro Carcano di Milano”.

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sandro.paradisi

quell’esperienza?


DI RICCARDO CORRADINI

Da semplici sconosciuti a Simple Strangers

La band di Città di Castello, attiva dal 2005, debutta ora con il primo Ep dal titolo “Mondo di Maschere” Il progetto Simple Strangers (“semplici sconosciuti”) nasce nell’estate del 2005 a Città di Castello. Dopo vari cambi di formazione il gruppo trova un equilibrio con Riccardo Biagioni alla voce, Michele Celestini alla chitarra, Tommaso Maria Guerri al basso, Federico Luppi alle tastiere e Marco Signorelli alla batteria. Alcuni dei membri hanno suonato anche in altri gruppi: Federico con la tribute band di Fabrizio de André (Anime Salve), Riccardo con i Mirror (rock coverband tifernate) e Tommaso con gli Hellraiser (heavy metal band) e gli Overshade (ex gruppo progressive metal). Secondo voi, qual è il punto di forza del gruppo?

"Beh, difficile da dire... di certo una cosa che ci caratterizza è la cura minuziosa dei suoni e lo studio “maniacale” dei cori. Forse è questo il nostro punto di forza: il giusto equilibrio tra tutti gli strumenti, voci comprese! Siamo, per certi aspetti, un gruppo “anomalo”, in quanto tutti e cinque cantiamo e di certo questa è una cosa che rimane impressa nel pubblico che ci ascolta per la prima volta. Alle volte questo “eccessivo studio”, può sembrare una sorta di perdita di tempo, ma noi Simples non smetteremo mai di curare i minimi particolari per la nostra musica!". Come nasce un vostro brano?

"Di solito i brani targati Simple Strangers sono frutto delle idee di Tommaso (il bassista) che

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vengono poi approfondite e sviluppate in sala prove da tutta la band. Al momento di creare un pezzo, noi cinque ci ritroviamo in sala e ascoltiamo le idee che abbiamo. Che siano semplici riff o brani strutturati nei minimi particolari (in questo la moderna tecnologia aiuta molto!), ogni membro dei Simples aggiunge quel suo tocco personale che poi diventerà parte integrante del pezzo. Proprio come uno scultore che modella la pietra per dare forma alla sua creazione, noi analizziamo il pezzo, togliamo e aggiungiamo, spostiamo e modifichiamo tutto quello che ancora non “ci quadra”, finchè non otteniamo quello che stavamo cercando! A costo di impiegarci dei mesi".

Chi sono gli artisti a cui vi ispirate e come definireste il vostro genere?

"Come ogni musicista che si rispetti, anche noi nel corso della nostra “carriera musicale” abbiamo ascoltato, suonato e ri-arrangiato brani di grandi artisti. Di certo quello che lega noi cinque è un indiscusso amore per gruppi “epici” del rock, Queen e Pink Floyd in primis, ma siamo anche aperti alle varie “contaminazioni” che provengono ascoltando altri generi musicali. Quanto appena detto di certo si rispecchia nei nostri brani, poichè non abbiamo un vero e proprio genere di riferimento, ma siamo aperti a varie sperimentazioni e vorremmo evitare di percorrere strade già battute; non vogliamo diventare la “brutta-copia” di nessuno! Se si ascolta il nostro


re fretta di proporre. La fretta, a nostro avviso, è il peggior nemico del musicista! In sintesi, siamo soddisfatti del nostro lavoro, ma questo non ci farà adagiare sugli allori, stiamo già lavorando per proporre il nostro primo Lp!".

"Abbiamo notato nel tempo che sempre più gente si “interessa” a noi e ci segue dal vivo. Per noi Simple Strangers l’esibizione dal vivo è fondamentale; non può esistere musica (rock soprattutto) che non venga riproposta in versione live! Forse è proprio per questa nostra linea di pensiero, la cura minuziosa dei Live-show, che la gente si è appassionata a noi! Crediamo che primo Ep “Mondo di Maschere” (Redland Prod. vedere sopra il palco una band unita, coesa che Mus. – 2014) si può ascoltare tutto questo: dal si diverte sia appagante per chi ascolta!". brano glam orecchiabile al brano rock duro e Progetti per il futuro. aggressivo, dal pezzo profondo e “potente” alla "Nell’immediato futuro (ottobre) c’è la realizzaballata orchestrale". zione del nostro primo videoclip! Una cosa del Parlateci allora di questo vostro debutto… tutto nuova per noi… Abbiamo già definito tutti "Il nostro primo Ep è una sorta di “sunto” sia i particolari, che possiamo svelare ai lettori: per dei nostri gusti che delle nostre capacità. Il cd la regia ci siamo affidati al talentuoso Lorenzo è il risultato di anni e anni di esperienza (è la Lombardi (tra i film che ha scritto e diretto “In nostra prima produzione dopo quasi dieci anni the Market” 2009) e avremo anche una protagodi “vita” della band) e ne parliamo come se fosse nista femminile di prestigio, ovvero, la bellissima una vera e propria “creatura”. La critica, esper- Lucrezia Lucchetti vincitrice del concorso “Miss ta e non, ha accolto in maniera positiva questo Umbria 2014”. Appena fatto il video ci rimettelavoro, giudicandolo “dinamico” e fuori dagli remo al lavoro per la realizzazione del primo Lp schemi. Noi Simples, in accordo con la nostra (ci terrà di sicuro impegnati tutto l'inverno). Rietichetta, volevamo proporre un Ep vario, che cordiamo comunque che, in attesa di sentirci dal racchiudesse al suo interno brani diversi tra di vivo, il nostro primo lavoro è presente in tutti i loro; così è stato! Abbiamo ricevuto molti com- negozi di dischi della valtiberina (e presto anche menti positivi e abbiamo capito che per poter del perugino), in tutti gli stores digitali (Amazon, proporre qualcosa di “appetibile” bisogna (pri- iTunes, Googleplay, Windows store, ecc…) ed è ma di tutto) crederci, perderci tempo e non ave- possibile seguirci in tutti i principali social network (facebook, twitter, ecc…) dove sono presenti numerosi video di concerti live". I Simple Strangers salutano infine i lettori di Umbria Noise, ricordando che “la musica è un linguaggio universale, che accumuna e avvicina le genti di tutto il mondo, e va sostenuta, in ogni sua forma… senza musica il mondo sarebbe un posto peggiore! E come diciamo sempre noi Simple Strangers, ‘Let’s Rock!’. A presto”

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simplestrangers.it

Come venite accolti dal pubblico umbro?


DI RICCARDO CORRADINI

Il granitico “metalrap” dei Kleptocracy Arriva da Perugia questa nuova formazione ispirata dalla letteratura e dal cinema

Per il consueto appuntamento con la scena metal umbra, conosciamo in questo nuovo numero di Umbria Noise i Kleptocracy da Perugia. Il gruppo nasce nel dicembre del 2012, quando il rapper Luca, alias "Jordan Block" (senza la più pallida idea di cosa fosse il metal), e il chitarrista Kristian (con un vaga conoscenza del rap), si incontrano e decidono di suonare insieme. Ancora senza nome, la band nel tempo si evolve cambiando alcuni musicisti e sperimentando vari generi, fino alla svolta. Nell’aprile del 2013 si unisce infatti al gruppo il bassista Lorenzo, e il batterista Tommaso (ex sezione ritmica degli Abide - grindcore). La formazione così prende il nome Kleptocracy ed acquisisce uno stile più pesante. Nei due brani che si trovano online (soundcloud.com/kleptocracy_rap_music) sembra chiara la strada che hanno imboccato. Riff granitici e testi in italiano, il tutto contornato da quella sana vio-

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lenza tipica in certi generi.

Secondo voi, quale è il punto di forza del gruppo? E i “difetti”?

"Il nostro più grande punto di forza è probabilmente il nostro mal-di-vivere di cui le canzoni sono intrise. I nostri difetti sono forse l’afasia sensoriale del chitarrista, l'analfabetismo del batterista, le attitudini dittatoriali del cantante e i complessi di inferiorità del bassista". Chi sono gli artisti a cui vi ispirate e come definireste il vostro genere?

"Il nostro genere si può definire in vari modi. Viene fuori dalla sintesi del rap più marcio e horrorcore, sulla scia di Necro, dei Dope DOD e i Gravediggaz, e delle avanguardie death e nu metal, come i Meshuggah, i Gojira e i Korn. Il tutto con influenze groove, per esempio i Pantera". Come nasce un vostro brano?

"I nostri pezzi non nascono mai nello stesso modo, possono partire da un riff di chitarra, da qualche rima appuntata su un foglio, da una linea di basso o da chissà


dei due generi da cui proveniamo, inserendo un cantato rap su una strumentale suonata con strumenti veri e con un approccio diverso dai moderni beatmaker".

cos’altro. Ad ispirarci può essere la letteratura, come Lovecraft, Dick o McCarthy, o il cinema come Brooker o Carpenter. Quando abbiamo in mente cosa fare iniziamo a trasformare l’embrione in una vera canzone. Passiamo pomeriggi in studio, di fronte ad un monitor con un tracker aperto, registrando riff, creando pattern di batteria, provando flow e appuntando versi. Talvolta è divertente, altre volte estenuante, ma i risultati generalmente ci rendono soddisfatti".

"Per ora possiamo solamente rimanere sul vago, abbiamo in mente di suonare il più possibile a Perugia, ma anche di esportare la nostra musica nelle regioni limitrofe, per esplorare altre scene e altre realtà musicali. A breve uscirà la nostra demo ‘Cavia01’, in cui troverete sei pezzi nostri. Compariremo anche nel disco ‘Humus’, insieme a gruppi come i Metylhate e i Nio (ne approfittiamo per ringraziare la scuola di musica Doremilla per l’opportunità). Oltre a questo continueremo a registrare e a suonare, fino all’esaurimento nervoso".

Da dove nasce la passione per un genere come il vostro?

"Scaturisce probabilmente da un obiettivo comune, creare una miscela omogenea

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KleptocracyBand

Quali sono i vostri progetti per il futuro?


Capossela e Wyatt per Sergio Piazzoli

I due grandi artisti e amici di ‘Sergino’ hanno tenuto a battesimo la nascente Fondazione di partecipazione dedicata al promoter perugino scomparso prematuramente

“Vi saluto cercando di evocare quel senso di grazia provato tante volte con Sergio nell’ascoltare la musica che abbiamo amato”: queste le parole con le quali il cantautore Vinicio Capossela ha chiuso la serata del 29 settembre scorso al teatro Turreno di Perugia per la presentazione della nascente Fondazione di partecipazione intitolata a Sergio Piazzoli, noto ed amato promoter perugino scomparso prematuramente il giugno scorso. Anche Capossela, infatti, da sempre amico di ‘Sergino’ e che lo ha voluto quindi omaggiare attraverso propri ricordi personali (“ci siamo conosciuti nel ’91 e subito abbiamo condiviso l’amore per la musica con una amicizia diventata fraterna”) dedicandogli pure due canzoni, è intervenuto durante l’iniziativa di presentazione alla città del progetto lanciato da Virgilio Ambroglini e da molti altri amici di Piazzoli per “realizzare – è stato detto – uno strumento efficace per prolungare idealmente il messaggio culturale che il lavoro di Sergio ha lasciato”. Ambroglini ha ripercorso l'iter della nascita della Fondazione e ha ribadito la volontà di andare avanti “insieme all'erede morale di Sergio”, la compagna da 30 anni Patrizia Marcagnani. “Sono stato 14 anni in silenzio, ma la morte di Sergio mi ha devastato e ho sentito la necessità di fare qualcosa perché la sua eredità culturale è di tutta la comunità”, ha detto un commosso Ambroglini, il quale ha poi aggiunto: “Per quanto mi riguarda devo solo essere autorizzato dalla mia coscienza”. Il riferimento è alle questioni che nei giorni scorsi hanno animato il dibattito con le eredi di Piazzoli. Ed il saluto finale di Capossela, con il suo brano “Non c’è disaccordo nel cielo”, è arrivato quasi ad augurare una ricomposizione dei rapporti. Molte altre sono state le sorprese della serata, dal titolo ‘Wish You Were Here - Vorremmo che tu fossi qui’, alla presenza di circa 400 persone, dai semplici cittadini ad alcune personalità della società civile, del mondo culturale ed

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istituzionale. Ma la notizia più importante è quella arrivata dopo la lettura (da parte dell’attore Mauro F. Cardinali, altro amico di Sergio) di una lettera inviata per l’incontro del Turreno direttamente da Robert Wyatt, quando è stato quindi annunciato che il grande musicista inglese, altra grande amicizia e vera e propria passione di Piazzoli, ha accettato di fare il presidente della Fondazione, grazie all’intervento di Patrizia. In un passo significativo dello scritto Wyatt afferma che “Sergio ha trovato dei modi per aiutare le persone a liberare il proprio potenziale creativo”. E quindi per l’artista “va celebrata la vita di Sergio mantenendo viva questa idea”. “Siate tristi per aver perso un amico – scrive Wyatt –, ma siate felici di farvene altri dando contributi e ispirazioni di cui ancora non sapete. Questa Fondazione potrebbe rappresentare un accogliente luogo d'incontro perché le persone trovino la propria voce e si ascoltino a vicenda. E forse fare in modo che succedano grandi cose.


Come ha fatto Sergio”. Sono state poi lette anche altre testimonianze di altri artisti come Vittorio Nocenzi e Cristina Donà. Per la serata è stato scelto un luogo simbolico come il Turreno, chiuso da anni e riaperto eccezionalmente per l’occasione, proprio perché, ha affermato Ambroglini, “il Turreno rimane il luogo che sintetizza i valori che hanno motivato il lavoro di Sergio visto che qui ha organizzato concerti rimasti nella storia”. E come primo atto la Fondazione contribuirà, è stato inoltre annunciato, a fare del Turreno la ‘Casa della Musica’, per realizzare un centro musicale europeo anche per produzioni. “Vogliamo ripartire dalla ‘casa di Sergio’ e la Fondazione si adopererà per questo perché pensiamo al Turreno come ad un bene culturale da salvaguardare”, ha spiegato ancora Ambroglini. Un’operazione da 8-9 milioni di euro, è stato detto, con “il sogno” di poter aprire fra 4 anni il teatro con Tom Waits ospite eccezionale del concerto d’inaugurazione. Capossela sul palco pieno di polvere del Turreno almeno per una sera ha fatto ricordare quello che è stato questo luogo e ha contribuito a far immaginare quello che può essere ancora

e di più. Appena entrato al Turreno Capossela, guardatosi attorno e vedendo il palco dismesso, aveva sentenziato scherzando alla sua maniera, ma dimostrando ancora una volta il grande affetto che lo legava al promoter umbro: "Si vede che manca l'organizzatore". Dal palco Vinicio ricorda simpaticamente l'amicizia con Sergio e con Patrizia. Quando lui lo andava a prendere con la compagna perché gli si fermava l'auto. "Ho imparato cosi avere fiducia in lui, più dell'Aci", ha detto con una battuta. Oppure del loro viaggio a Londra per andare a sentire Jeff Buckley, “una delle esperienze più alte vissute nella mia vita musicalmente parlando”, dopo aver dormito nello stesso letto “con lui che mi tirava le coperte”. “Porto con i miei ricordi la bellissima gioia di vivere di Sergio”, ha concluso il cantautore, il quale è stato poi invitato da Ambroglini anche a riprendere per il 2015 il progetto che stavano pensando con Sergio, poche settimane prima della sua scomparsa, e che volevano realizzare durante Music for Sunset di quest’anno all’Isola Maggiore. Ambroglini ha anche sottolineato che uno degli obiettivi della Fondazione sarà pure quello di realizzare “produzioni uniche e irripetibili nelle location più suggestive dell’Umbria”, di aprire collaborazioni con tutti i soggetti che producono eventi (Umbria Jazz, Umbria Rock, Festival del Giornalismo), di riportare in luce Rockin’Umbria, di fare formazione per i giovani e che la Fondazione potrebbe anche acquistare la casa di Piazzoli all'Isola Maggiore con il teatro naturale annesso, “come sede della fondazione e archivio storico”. Per la questione risorse le strade da percorrere, è stato infine spiegato, sono quelle dell’appoggio delle istituzioni, dei fondi europei, di grandi sponsor nazionali e internazionali e di raccolta fondi attraverso il crowdfounding. L’incontro è stato concluso con le parole finali di “Sea Song” di Wyatt: “Tu sei la mia follia, noi siamo la tua follia, ora non siamo soli”. Un sentito saluto all’amico di tutti e che per tutti e per la musica ha fatto tanto.

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Dalla grande “Alaska” non si dimenticano della piccola Perugia

fastanimalsandslowkids

I Fast Animals And Slow Kids sono tornati con un nuovo album e il primo singolo accompagnato da un video dedicato alla loro città

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È passato un anno e mezzo dall'uscita di “Hybrìs” l'album che ha consacrato la band di Perugia come una delle più amate dell'intero panorama italiano. Del resto i numeri e i riconoscimenti tributati ai Fask parlano da soli: 105 date per “Hybris Tour” 2013-2014, trofeo Rockit Come Miglior Canzone Italiana 2014 Con “A Cosa Ci Serve”, premio KeepOn Rivelazione Live 2013, album Italiano 2013 per I lettori di XL. Ma a stupire sono state soprattutto le presenze ai concerti, non quantificabili ma davvero imponenti. Oggi è la volta di “Alaska” (Woodworm Label/Audioglobe/The Orchard), il nuovo disco dei Fast Animals And Slow Kids. Teatro delle registrazioni è stato, come per il disco precedente, Il Macchione (la casa vacanze della famiglia Romizi) la produzione è stata affidata ad Andrea Marmorini e Jacopo Gigliotti (Anubi Produzioni), il mixaggio è stato curato da Andrea Rovacchi e il mastering da Andrea Suriani. “Alaska” ripropone una band più matura e consapevole dei propri mezzi e, allo stesso tempo, maggiormente votata all'introspezione. Ecco come Aimone, frontman della band, parla della sua “Alaska”: “L’Alaska che abbiamo cercato di descrivere non è quella reale, possiede una morfologia del tutto personale, ha la forma di un ricordo più che di una nazione vera e propria. L’Alaska dei FASK è solo una lettura passiva di uno dei diari di un archeologo ossessionato da una civiltà antica, criptica e apparentemente irraggiungibile. Una civiltà così ardua da comprendere che proprio per questo diventa anche l’unico argomento di cui si vorrebbe capire tutto, di cui si vorreb-

be aver piena conoscenza e piena padronanza. L’Alaska è un luogo molto distante. L’Alaska è uno spazio enorme senza punti di riferimento. Come quando spegni la luce di una stanza in cui non sei mai stato. Alaska è l’ultimo ed esaustivo passo armonico prima di buttare via tutto e reiniziare dalle basi, ripartire con qualche anno in più ed una certezza che ora come ora non c’è”. "Come Reagire Al Presente" è invece il titolo del primo singolo estratto da “Alaska”. Per l'uscita la band perugina ha realizzato un video nostalgico che si sviluppa attraverso i luoghi della loro quotidianità e di quelli che non esistono più. Così, ancora Aimone, racconta il video: "Come reagire davvero al presente? Non abbiamo risposta a questa domanda. La sola cosa che sappiamo per certo è che da qui a trent'anni vorremo ancora ricordarci delle sensazioni che abbiamo provato negli anni più belli e importanti della nostra vita, gli anni in cui suonavamo tanto e credevamo che sarebbe potuto durare per sempre. Così, come nel più classico dei romanzi di formazione, in questo video abbiamo vagabondato senza meta per tutti quei posti che da sempre caratterizzano o hanno caratterizzato la nostra esistenza, non senza una leggera malinconia di fondo, data dalla consapevolezza che tutto quello che abbiamo provato o stiamo provando, difficilmente riemergerà se non se non in forma di vago ricordo. Molto semplicemente: questo è il video che vorremo riscoprire e riguardare a sessant'anni, come quegli album di famiglia chiusi in un cassettone del mobile della sala”.


ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci Quando hanno debuttato con l'omonimo album, era il 2009, il nome dei Guano Padano ha iniziato a circolare con insistenza tra quanti attendono quotidianamente che il panorama musicale sforni qualcosa di originale. Nel progetto di Alessandro “Asso” Stefana, Zeno Rossi e Danilo Gallo l'originalità viene soprattutto da un mondo sonoro per certi versi tramontato, ma che grazie a questo formidabile trio riprende vita e torna moderno. Gli ingredienti per un nuovo viaggio indietro nel tempo ci sono tutti...

Punta verso l'orizzonte la strada dei

Guano Padano

Il trio torna in Umbria per regalare al pubblico alcune anteprime (18 ottobre all'Urban di Perugia)

Il prossimo 4 novembre uscirà "Americana", terzo lavoro in studio dei Guano Padano e certamente disco molto atteso. Basta poco per capire che siamo già virtualmente volati nella prima metà del secolo scorso: «La copertina è una foto di Dorothea Lange degli anni '30 – spiega Zeno, batterista della band, commentando la cover del nuovo album - che fa parte dell'archivio di documentazione dell'America post depressione del Ministero dell'Agricoltura americano. È uno spaccato del Nuovo Mondo contemporaneo, un omaggio a quegli scrittori dai quali abbiamo tratto ispirazione per costruire il percorso musicale di "Americana"». Già, perché sebbene le loro sonorità siano inevitabilmente associate al mondo del cinema, prestando attenzione si trova molto altro ancora: «Ogni brano è la colonna sonora di un testo, una rilettura musicale di personaggi e paesaggi come quelli di John Steinbeck, Sherwood Anderson, John Fante

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ed altri ancora, selezionati a partire dalla fascinazione americana subita dagli italiani, come Pavese e Vittorini, che nel primo quarantennio del '900 ne tradussero gli scritti sprovincializzando l'Italia di allora, preda del fascismo». Il loro immaginario, sempre denso di sfumature, parte dai film western e dalle atmosfere morriconiane per attraversare un deserto in cui si mescolano blues, rock, country, jazz, fino a sonorità tipicamente surf. «La nostra è in qualche modo musica di frontiera – conferma “Asso”, chitarrista di raro talento - e per il momento ci atteniamo al termine, stiamo sulla linea». Allora proviamo a capire in quale epoca del passato i tre sono vissuti prima di rinascere, sempre musicisti ovviamente, incarnandosi nei Guano Padano: «Sceglierei di rinascere a New York nel 1930 – afferma con sicurezza Zeno - per godermi gran parte dell’epopea del jazz e dell’espressionismo


perda quel fascino retrò: «Bisognerebbe fermarsi un attimo e dare importanza al rituale dell'ascolto. Gli strumenti utilizzati oggi, tipo i cellulari, prevaricano e tolgono l'anima, l'essenza, il romanticismo del rituale dell'ascolto. La musica non dovrebbe mai essere un sottofondo, anche quella peggiore, non è fatta per accompagnare i nostri percorsi noiosi in autobus, è fatta per essere vissuta e come tutte le cose da vivere, dovrebbe essere vissuta al meglio. Altrimenti muore, come muore puntualmente nei nostri lettori mp3, smartphone, computer». Giunti ormai al terzo disco, i Guano Padano si preparano a conquistare un pubblico sempre più ampio, mentre grandi artisti come Marc Ribot, Chris Speed, Mike Patton hanno già impreziosito il progetto con sfiziose collaborazioni. Ultima domanda ai tre: chi è l'ospite che riesumereste dalla tomba (in senso stretto) per inserirlo in uno dei vostri dischi? «Hank Williams», dice Zeno, «Roscoe Holcomb», assicura “Asso”, mentre Danilo... «non riesumerei nessuno, li lascerei in pace dove sono, quando toccherà a me di andare in quel mondo proverò a cercarli». NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, segue e vive la musica come giornalista, direttore artistico, esperto di comunicazione. Collabora con Il Messaggero dal 2001, molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

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guano-padano

astratto, fino ad arrivare a vedere le prime apparizioni di Bob Dylan o Jimi Hendrix nei piccoli club del Village. Come Guano Padano probabilmente saremmo vissuti sei mesi all’anno sul sedile posteriore della macchina di Alan Lomax a raccogliere materiale sonoro tra le Americhe e l’Europa e gli altri sei mesi in tour con Johnny Cash». Non c'è dubbio: far partire un brano dei Guano Padano è come liberare l'ancora di un'imbarcazione a vela, sicuri che il vento soffierà e saprà perfettamente dove portarci. Impossibile “fermare” quegli intrecci di note solitarie, prevedere gli improvvisi scarti del basso o resistere a ritmici richiami quasi psichedelici. Una ricerca, senz'altro, ma guidata e ispirata da ascolti passati: «La musica cui sono più legato è comparsa qualche decennio prima degli anni '80 – ammette Alessandro Stefana, classe 1981 - e il mio più grande rammarico è quello di non essere stato presente. Oggi con la musica che compongo cerco in qualche modo di rivivere quel periodo e allo stesso tempo renderlo attuale. È innegabile la fascinazione per quell’epoca d’oro, per il suo suono, per il fatto che quelli erano gli anni in cui si facevano scoperte nella musica e ci si divertiva nel farlo. Allora se volevi sentire un disco, magari “di nicchia”, ti dovevi dare da fare per trovarlo e quando lo trovavi lo consumavi, quindi ti faceva “crescere”. Sicuramente si dava un valore diverso alle cose». Chiediamo a Danilo Gallo, batterista, una sua “ricetta” per evitare che la musica


agenda ottobre 2014 Sabato 4

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COWBOYS FROM HELLERA METAL FEST secret order

/ steel crow / helleraiser

Siesta del Alcalde - CORCIANO

The Not Amused / Shock Wave Bar Chupito - PERUGIA

Bud Spencer Blues Explosion / Bang Blues Trio

Miles Griffith & Tony Pancella Trio Ricomincio da Tre - CORCIANO

Dario Rossi

Kandinsky Pub - PERUGIA

Rock'n'Roll Rumble Urban Club - PERUGIA

Loud Zeppelin (Led Zeppelin Tribute Band) Tabard Inn - NARNI

Supersonic Music Club - FOLIGNO

NAM Trio

La Locanda - SPELLO

██

Radiolari

Emy Steri - Massimo Pucciarini Duo Punto Più Perugia - PERUGIA

Muddy Shuffle Town

FEBO - Officina del Gusto - ORVIETO

Nate Kantner

Bar La Vittoria - PERUGIA

Craving 4 Caffeine / Sake Bomb / La Crisi di Milva Rock in Colle - Collestrada - PERUGIA

Reverse

Tabard Inn - NARNI

Red Cocks Trio

Bad King - PERUGIA

Sabato 11

Umbria World Fest 2014 Foligno - FOLIGNO

ROCKABILLY THERAPY antonio sorgentone

Rework - PERUGIA

Boxerin Club

Urban Club - PERUGIA

Scatramundus

Sound BBQ - FOLIGNO

The Canter

Over Plus Club - PANICALE

Domenica 12

Sound BBQ - FOLIGNO

██

Over Plus Club - PANICALE

Palaevangelisti - PERUGIA

The Moodies

Dear Jack

Lil'Cora and the Soulful Gang

Umbria World Fest 2014

Majakovich / The Balefullies

Pescolla

Outside

Martin's Gumbo Blues Band

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO Urban Club - PERUGIA

Afterlife Club - PERUGIA

Domenica 5

██

Foligno - FOLIGNO

La Meglio Gioventù - MAGIONE Bad King - PERUGIA

Mercoledì 15

██

Ironic (Alanis Morissette tribute)

Luca Pirozzi & Musica da Ripostiglio

Demon Deceiver / Rocket Monkeys

██

Bad King - PERUGIA

Rock in Colle - PERUGIA

Mercoledì 8

██

Folco Orselli

Bad King - PERUGIA

Giovedì 9

██

Little Blue Slim

Il Vicolo - PERUGIA

Venerdì 10

██

Umbria World Fest 2014 Foligno - FOLIGNO

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Bad King - PERUGIA

Giovedì 16

Fleshgod Apocalypse / Bloodtruth Urban Club - PERUGIA

Raios De Sol

Il Vicolo - PERUGIA

Venerdì 17

██

Giardini di Mirò ZUT! - FOLIGNO

Palmer Generator / Grunter / Meatball Explosion / Methyl(h)ate CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

Sula Ventrebianco

Kandinsky Pub - PERUGIA


Plastic Made Sofa

Urban Club - PERUGIA

Le Idi di Maggio

Porcelli Tavern - AMELIA

Raster

tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it Elisa Tonelli Trio

Bad King - PERUGIA

Sabato 25

██

Sound BBQ - FOLIGNO

Sick Tamburo

Bad King - PERUGIA

Regina (Queen Tribute Band)

4 Clones

Sabato 18

██

The Gang / Gatonegro / Le Lucertole del Folk / I Briganti Puc 2 (ex tabacchificio) - UMBERTIDE

Afterlife Club - PERUGIA Urban Club - PERUGIA

Alice & Sons

Sound BBQ - FOLIGNO

Domenica 26

██

Christian Meyer

Eugenio Dubla

Gazebo Penguins

The Daggers

Free Revolution - CITTA' DI CASTELLO Afterlife Club - PERUGIA

Guano Padano

Urban Club - PERUGIA

La Meglio Gioventù - MAGIONE Bad King - PERUGIA

Martedì 28

██

Samberminio

Javier Girotto & Aries Tango

BlueBrain Trio

██

Teatro dell' Accademia - TUORO SUL TRASIMENO Sound BBQ - FOLIGNO

Fernando Saunders

Teatro Concordia - MONTE CASTELLO DI VIBIO (PG)

Domenica 19

██

Arborea

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Mercoledì 29

Tangerine

Bad King - PERUGIA

Giovedì 30

██

Gerardo Attanasio

Kandinsky Pub - PERUGIA

Officina 34 - FOLIGNO

"Zona Franca"

Bad King - PERUGIA

KPanic

Four Sexy Magik Peppers

Mercoledì 22

██

Mike 3rd

Il Vicolo - PERUGIA ISupersonic Music Club - FOLIGNO

Venerdì 31

██

Bad King - PERUGIA

Sherman Irby & "MMT" Quartet

██

Ruggero de i Timidi

Giovedì 23

Philippe Petrucciani Quartet

Ricomincio da Tre - CORCIANO Afterlife Club - PERUGIA

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Modern Age Party

Il Vicolo - PERUGIA

La Crisi di Milva

Les Triplettes

Venerdì 24

██

New South Connection

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Casa del Mirto

Urban Club - PERUGIA

Urban Club - PERUGIA Sound BBQ - FOLIGNO

Coimbra

Bad King - PERUGIA

Psychocandy

Kandinsky Pub - PERUGIA

Pelo Blues

Sound BBQ - FOLIGNO

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di Fabrizio “Fofo” Croce

Il Quasar riapre i battenti… ma non è più il Quasar di una volta!

Viaggio nel tempo alla ricerca dei grandi concerti che qui, discoteca per molti anni la più grande d’Italia, furono organizzati: dai Dead Kennedys ai Ramones, dai Weather Report ai Bad Manners, fino a David Byrne Incrocio una locandina che annuncia “Il Quasar riapre i battenti” e subito nella mia mente si mette in moto la macchina del tempo… Ottobre 1981 Per la prima volta in Italia i Dead Kennedys, due sole date, Udine e Perugia: città invasa da centinaia di “figuri in chiodo” ornati di creste, spilloni e tutto l’armamentario che ha reso leggenda il Punk. Io nel backstage dò una mano a Sergio (Piazzoli) che dà una mano ad una agenzia di Roma organizzatrice dell’evento. Jello Biafra cerca un gruppo spalla: “eccomi” rispondo io! Armato di gettoni telefonici rintraccio gli altri Lo Noize (di lì a poco saremmo diventati Militia): niente! L’ansia da prestazione si traduce in un secco “ma sei matto ?”. Poche ore dopo è il delirio: dopo 25 minuti il concerto è finito, c’è più gente sul palco che in platea, non c’è servizio d’ordine. Strati di carne, ossa, pelle sudata e pelle lavorata, si mischiano e si affollano a celebrare l’iniziazione ed anche la fine di un rito: breve, ma intenso. A posteriori non rimpiango quel no: se fossimo saliti sul palco in quell’atmosfera ci avrebbero letteralmente “tritati”! Maggio 1989 Oooh i Ramones a Perugia! Tosti e trascinanti come tradizione: ma eravamo non più di 150 per-

Il Quasar

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sone. Tutti quelli che nel tempo si sono proclamati Punk, Post-Punk, Trans-Punk dove cazzo erano quella sera? Giugno 1992 Come tradizione Rockin’ Umbria porta pioggia. David Byrne, grazie ai buoni uffici dei nostri amici romani, Luca De Gennaro in testa, ha scelto Perugia per aprire il tour di “Uh! Oh!”. Da Roma arriverà un pullman speciale con tutti i più importanti giornalisti musicali italiani. Si va al Quasar, per amore o per forza. Lui in camicia da boscaiolo, disinibito e spiazzante, girerà in mezzo al pubblico fino a mezz’ora prima del live, e che live! Luglio 1984 Anche Umbria Jazz ogni tanto becca la pioggia e così i Weather Report si spostano nel tempio di Ellera. Il problema è che siamo in piena appiccicosa estate e la gente è tanta: ricordo un concentrato di calca, di sudore, di fumo così e fumo cosà... che nei locali era ancora possibile… come non mai e metteteci le note di “Mysterious traveller” a fare da contorno. Settembre 1981 Lo Ska spopola anche fuori dai contesti più underground e così l’arrivo di uno dei gruppi minori del genere a PG diventa un evento. Davanti a Fatty (credo che la Michelin si sia ispirata a lui per ideare il leggendario “omino”) ed ai suoi Bad Manners è una marea umana pronta a pogare e sudare sotto il palco: senonchè i fratelli Biallo, rari esemplari da “romanzo criminale perugino”, vogliono godersi il concerto in prima fila e seduti. I loro scagnozzi fendono la folla e piazzano sotto palco tre comodi divanetti: si alzano mugugni, parole, poi imprecazioni, spinte e finisce a “saloon”: a Fatty non pare il vero, dopo qualche canzone di riscaldamento è pronto per lo show… quello


vero. Via il microfono e giù nella mischia a menare manate. Che botte, ragazzi! Maggio 1980 La stagione del grande Rock anni ’70 è deflagrata sulla spinta iconoclasta del Punk e lo slancio di “nuove onde sonore”, ma un gruppo come Uriah Heep, non proprio “Champions” di quell’epopea, ma gente da “metà classifica”, non si può snobbare: una generazione che non ha potuto godersi in prima persona Who, Led Zeppelin, Deep purple è presente numerosa e compatta e loro da bravi manovali, capelluti il giusto, zampe d’elefante d’ordinanza e tutto il resto, fanno una gran scena. Anni dopo il loro storico Road Manager, conosciuto a UJ, Ramones mi confesserà che nel loro contratto standard ve, di una vecchia chiesa. figurava anche questa clausola “after the gig one Questo imponente casermone conobbe la stagiobitch for each member of the band”: mi vergogno ne della Disco e quella del liscio, quella della Afro per loro a scriverlo in italiano! (quella sballata il giusto del geniale ma inaffidabile dj Mozart) e quella del nazional-popolare (gli Potrei andare avanti all’infinito, tante e tali le anni della gestione Asso, la società di Adriano storie che girano attorno a quel locale. Per poche Celentano). Ospitò grandi cantautori (anche un decine di metri fu il Comune di Corciano a dare i giovane Vasco Rossi ed il De Andrè delle prime natali a quella che per molti anni fu la discoteca contaminazioni Rock) e grandi artisti internapiù grande d’Italia: “la febbre del sabato sera a zionali (Fela Kuti, Manu Dibango, i Devo, ecc...). Ellera di Corciano”, quando aprì la cosa fece cla- Poi si ricollocò come Club negli anni della “rave more eccome. culture” e poi della Italo-House, cambiando spesSe fosse accaduto qualche metro più in là, forse so nome e sembianze (Deja Vu, Hollywood, Pioggi sarebbe ancora in vita e potrebbe essere l’a- nocchio). Fu diviso, riassemblato, smembrato e gognato Auditorium / Centro multi-funzionale di anche incendiato. una città che non ha mai messo a fuoco nelle reali Rimane il fatto che oggi non c’è più, sepolto tra dimensioni il problema, tanto che ancora pensa di le memorie di una generazione che ha compiuto risolverlo tra le mura polverose, sia pur suggesti- gli “anta” da un pezzo, ricoperto dalle fondamenta di un altro luogo destinato alla massa (o “non luogo” se preferite). E come il locale non è più il suo fondatore, tragicamente scomparso anni fa in un incidente, portandosi con sé la risposta ad uno dei quesiti meglio coltivati e consolidati dalla leggenda popolare (nel senso che “si dice”, io personalmente ho visto una foto sul cellulare di un amico, ma non ce ne è mai stata la certezza, né una conferma ufficiale): vabbè i fossili che hanno trovato mentre preparavano l’area per le fondamenta del nuovo centro commerciale, ci sta… ma quella Ferrari testa rossa piena di soldi (fuori corso oramai) che era nascosta da un muro del locale ed è stata scoperta dalle ruspe in azione??? Jello Biafra

#21


SHORT NOISE

Saunders, bassista storico di Lou Reed, in concerto a Monte Castello di Vibio

Fernando Saunders è stato lo storico bassista e polistrumentista di Lou Reed dal 1982 al 2006. Al Teatro della Concordia di Montecastello di Vibio, il 18 ottobre prossimo alle 21 (25 euro), unica data in Umbria, nel prestigioso teatro più piccolo del mondo, presenterà, oltre ai suoi pezzi (estratti dall'ultimo lavoro "Happiness"), anche alcuni brani che omaggeranno Lou - sicuramente una delle figure più influenti della musica e del costume contemporanei, dapprima coi Velvet Underground poi come solista - il cui primo anniversario della scomparsa ricorre proprio in questo periodo. Il grande poeta e cantante se ne andava proprio un anno fa, il 27 ottobre. Non c’è fan di Lou Reed che non conosca Fernando, che qui in Umbria per l’ultima volta abbiamo visto al teatro Turreno alcuni anni fa al fianco di Lou Reed durante uno storico concerto a Perugia. Saunders è stato tra i musicisti che meglio hanno conosciuto il genio del grande Reed e che meglio possono testimoniarlo. Bassista, cantante, compositore e produttore, Fernando si fece conoscere al grande pubblico suonando nell'ensemble The Jeff Beck/Jan Hammer Group. La sua lunga collaborazione con Lou Reed inizia nei primi anni '80 non limitandosi al ruolo di bassista ma anche come co-autore e produttore. Nello stesso periodo lavora con Marianne Faithfull. Molti, oltre a Reed, gli artisti di fama mondiale a cui Saunders ha dato il proprio suono. Solo per citarne alcuni: Steve Winwood, Eric Clapton, Jimmy Page, Joan Baez. Info e prenotazioni: www.teatropiccolo.it Lo scorso 23 settembre a Roma, negli spazi del Planet Live Club, è stata presentata la 22esima edizione del “Progressivamente Free Festival”, storico festival di rock progressivo e – contestualmente – la presentazione del doppio CD "Progressivamente Story 1970 -2014", prodotto da Sony Music Italia con brani rari, inediti, live di Area, Banco del Mutuo Soccorso, Carnascialia, Balletto di Bronzo, Metamorfosi, Saint Just, Murple, Sinfonia, Italia 70, Venegoni & Co, Hexperos, ed altri artisti come UmbriaEnsemble. Una data da incorniciare per la formazione che per la prima volta apre la porta ad artisti umbri nell’olimpo della discografia internazionale. Un altro importantissimo riconoscimento alla ricerca linguistica che UmbriaEnsemble persegue fin dalla sua fondazione, con l’obiettivo di offrire al proprio pubblico progetti di Musica e Cultura originali e di grande spessore artistico.

UmbriaEnsemble per “Progressivamente Story 1970-2014” della Sony

I KPANIC hanno finalmente concluso il loro nuovo lavoro in studio. Esce infatti ad ottobre “PANIC STATION”, un ep di 5 inediti che conferma la loro svolta di stile rispetto al precedente album, grazie anche alla collaudata nuova line up che ha visto l'ingresso nella band del nuovo cantante Simone Pannacci. Stessa energia, stesso carattere rock, ma nuovi ritmi e melodie dalla spinta "dance-metal". Difficile restare fermi! Per i cori la band ha ingaggiato anche qualche "ospite d'eccezione". A supportare il gruppo per questo secondo disco, la neonata etichetta indipendente BBHELLS Records.

Nuovo lavoro in studio per i Kpanic

Come ogni buona festa che si rispetti, anche Altrocioccolato, kermesse internazionale dedicata alla filiera del cacao equosolidale, ha la sua colonna sonora, per un vero e proprio festival nel festival. Tanti i nomi che, per questa XIV edizione, animeranno le strade di Città di Catello, dal 10 al 12 ottobre. Circa 50 i musicisti che si alterneranno su tre palchi, per un totale di 10 concerti al giorno. Tra questi spiccano sicuramente Maurizio Geri, artista tra i più importanti in Italia, e non solo, del genere manouche, che si esibirà con il suo quintetto swing, e Selma Hernandes, cantante italo-brasiliana, famosa per il tormentone estivo “Remedios”, cover di una delle più belle canzoni di Gabriella Ferri. A completare il programma: Màpàmà, D.E.C., Jacopo Martini, Tutto alla brasiliana, Zingarò. Infine, per “Altrochemusica Night”, nella particolare location de “Il torrione”, i live dei The Ikarock e dei Deeradio, oltre al dj set by Ricc Frost.

“Altrochemusica” per la 14/ma edizione di Altrocioccolato

La Fame Dischi proroga al 31 ottobre la scadenza del concorso per band emergenti Date le tante richieste viene prorogato il termine ultimo per iscriversi al concorso per band emergenti indetto dall’etichetta indipendente La Fame Dischi. Sarà possibile iscriversi infatti entro il 31 ottobre. Restano invariate le date in cui verranno pubblicati i risultati. Per regolamento, premi ed iscrizioni: www.lafamedischi.com/concorso

Artisti umbri alla Biennale MArteLive A settembre lo spazio de La Pelanda-Factory di Roma ha ospitato le finali nazionali del contest MArteLive. Dal cuore verde dell'Italia, l'Umbria, rappresentante per la sezione letteratura è stato Nicola Falomi; per la pittura invece Emanuele Copernico e Lorenzo Fasi. Per la sezione videoclip i finalisti umbri sono stati infine Andrea Spigarelli e Uliana Piro, entrambi autori di “Venus in Darfur – Wonder Vincent”.

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Formato Ridotto Live, il format di eventi tutto umbro in un servizio di Rai 1

SHORT NOISE

Più che una semplice “moda”, Formato Ridotto Live è diventato un caso. Il format ideato da 5 giovani di Foligno operanti nel campo dell’organizzazione di eventi, che riporta il salotto di casa al centro della vita sociale, del confronto, del dibattito culturale. Poche persone che trascorrono una serata insieme nel salotto di estranei, per il gusto di conoscersi, di godersi uno spettacolo live e di fare quattro chiacchiere con gli artisti e gli altri ospiti. Il tutto, condito da una generosa dose di mistero: l’indirizzo del salotto ospitante, che cambia ogni volta, resta segreto fino all’ultimo; non si sa chi parteciperà all’evento; non si conosce nemmeno la proposta artistica della serata. Formato Ridotto Live dopo aver guadagnato visibilità nelle pagine culturali del quotidiano La Repubblica in agosto, è stato di recente anche al centro di un servizio della trasmissione televisiva TV7 su RAI 1.

Torna il Maligno Festival Chi ha paura dell’uomo nero? Sicuramente non i ragazzi di Black Sheep, associazione folignate che si impegna non solo nell’organizzazione di concerti, ma anche nella produzione annuale del festival IL MALIGNO. La manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, è dedicata al cinema horror e all’immaginario a esso collegato: l’evento si svolge nel weekend tra la vigilia di Ognissanti e la ricorrenza dei Morti. Le serate del terrore saranno inaugurate il 31 ottobre con l’apertura di postazioni make up nel centro di Foligno e con la classica ma sempre terrificante Halloween Parade per le vie cittadine; a seguire, nella location di una taverna i mostruosi avventori saranno messi alla prova dal party, in cui si succederanno i live di tributo ai Cramps e di BellyHoleFreak, guarniti dal dj set di Otello (Spaf Combo) e Angie BacktoMono fino a notte inoltrata. Sabato primo novembre avranno inizio le proiezioni, dal tramonto con i cortometraggi selezionati per il concorso fino all’alba con la maratona cinematografica, naturalmente a tema horror. La serata conclusiva di domenica 2 novembre sarà dedicata alla visione del corto prodotto durante il workshop. Per info: www.ablacksheep.it

“Scacco Matto a Piazza Ansidei” che così torna a vivere La splendida Piazza Ansidei di Perugia è pronta a mostrare di nuovo, almeno per un giorno, tutto il suo fascino: il 4 ottobre dalle 16 fino a mezzanotte, l'area diventerà location di innumerevoli iniziative tutte completamente gratuite. “Scacco Matto a Piazza Ansidei”, questo il nome dell'iniziativa, è un evento a cielo aperto per vivere e godersi la piazza e i dintorni come i cittadini non li vedono da anni: il traffico e le macchine saranno sostituite da concerti, momenti ludico-ricreativi, proiezioni, mostre ed altre iniziative, pensate per un pubblico di tutte le età. Ormai da anni, infatti, una delle aree del centro di Perugia più antiche ed affascinanti è sacrificata e certamente svalutata. Nascosta nel cuore dell'acropoli, Piazza Ansidei (già Piazza San Donato), è abitualmente utilizzata come parcheggio e dei lunghi lavori di ristrutturazione di uno dei principali palazzi che vi si affacciano ne ha certamente nascosto la bellezza. Con Scacco Matto a Piazza Ansidei si celebra lo spirito d'iniziativa di commercianti e cittadini che vogliono rispondere con azioni concrete e spirito di collaborazione a tale situazione di abbandono. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.perugia4ottobre.webnode.it

Aperte le iscrizioni per Rock Targato Italia Proseguono le iscrizioni per partecipare alla ventisettesima edizione del concorso Rock targato Italia promosso ed organizzato da Divinazione Milano, l’Etichetta Terzo Millennio. I criteri di selezione sono la qualità, la ricerca, l'innovazione e lo stile. Ai vincitori importanti premi e riconoscimenti, tra i quali: una campagna promozionale del valore di euro 10.000, la compilation di Rock Targato Italia, strumenti musicali, serate promozionali nei migliori locali live nazionali. Rock Targato Italia è una vera e propria manifestazione talentscout. Oltre ad offrire l'opportunità ad artisti sconosciuti di mettersi in mostra e di farsi conoscere, li segue nella comunicazione e promozione della loro attività, promozione discografica. Ventisette anni di grande musica sono passati sotto i ponti di Rock Targato Italia, il più importante rock contest nazionale, che ha contribuito a far nascere una scena musicale prestigiosa. Tanti i musicisti che direttamente o indirettamente sono legati alla storia della rassegna: TIMORIA, MARLENE KUNTZ, LE VIBRAZIONI, SUBSONICA (Hizons Street band), NEGRAMARO (Helvetia), LITFIBA, LIGABUE, ZIBBA, GIULIO CASALE (Estra), le nuove tendenze hip hop ITALIANFARMER (in dialetto bresciano), sono solo alcuni dei nomi che hanno calpestato il palco di questa manifestazione. Per info: www.rocktargatoitalia.net

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I'M WITH THE BAND

di ANGIE BACKTOMONO

UMBRIA NOISE ON THE LAKE

A maggio credevo che Riccardino scherzasse, a giugno che fossimo in procinto di avviare i lavori e a luglio ero quasi rassegnata a relegare la proposta tra i sogni primaverili. Ma quando le date sono state oculatamente individuate nel terzo weekend di settembre, ho capito che la mia fanzine del cuore avrebbe davvero partorito un festival; perché la musica umbra non deve essere messa in mostra solo nei memorabilia raccolti con perizia criminale dal mio amico-capo, ma soprattutto sul palco e quale migliore ribalta delle assi della Darsena, l’eterno rifugio di questa estate che tarda a morire. E proprio Ric insieme all’infaticabile Sicci suda fra gli eserciti di zanzare per pulire allestire montare, mentre io arrivo al soundcheck, perché sono sempre con la band, e l’altra testa della bicefala Umbria Noise, Danilo Nardoni, scenderà con le tenebre. L’onesto garage ‘n’ roll dei Mighties sarà solo l’inizio, mentre la poderosa ferocia dei Volvedo potrebbe essere la fine: ai Progetto Panico resta l’ingrato compito di chiudere una serata in cui l’energia sembra essere già esaurita in un’escalation di vigore e convinzione; nemmeno Lust for Life, tra le ultime risorse di ogni dj che annaspa, salva il mio set da una pista ormai spopolata. Il fine settimana è un’unica lunga notte che dall’alba di venerdì si distende sul lungolago fino a domenica: i Rust and the Fury sono i talentuosi pupilli della scena perugina ma purtroppo, sebbene sfoderino un suono insieme tornito e policromo o forse proprio per questo, non si sono mai guadagnati la mia esaltazione. La premura e l’affetto che spingono a raccattare un animale randagio, portandoselo a casa, mi attirano nell’ultima serata al live dei GattuZan: la fiducia è ripagata e l’esibizione sempre bizzarra e sconquassata trova degno epilogo nell’orgia maschile collettiva mimata sul palco. Riccardino scuote la testa e giura che non si metterà di nuovo alla prova; io lo comprendo ma so che, in fondo, collezionare dischi non gli basta: anche lui vuole mettere in fila un live dopo l’altro, anche se sotto il dominio necessario dell’imponderabile. Gente varia - Foto di R. Ruspi

The Mighties - Foto di B Ballone

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Gattuzan


Progetto Panico - Foto di B. Balloni

Il Sicci - Foto di R. Ruspi

Le Idi di Maggio

I Picari

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Nate Kantner - Foto di R. Ruspi

The Rust and the fury - Foto di R. Ruspi

Volvedo The Rust and the fury - Foto di R. Ruspi


di Riccardo Corradini

FOTO DI VINICIO DRAPPO

durante Umbria Jazz, grazie a Fabio Giacchetta del “Ricomincio da Tre” A PERUGIA le storiche jam session rivivono i fasti di un tempo Ho dovuto chiamare Fabio almeno un paio di volte per ritrovare il locale. Nonostante sia in pieno centro è un po’ nascosto in uno dei suoi vicoli. La sala era gremita, e quello che stava suonando era proprio Roy Hargrove con il suo quartetto. Fin da subito ho capito che quelle "storiche" jam session, piene di aneddoti e di musicisti leggendari che animavano l'Umbria Jazz non ufficiale delle prime edizioni erano tornate a farsi sentire. Metti Fabio Giacchetta (proprietario del Ricomincio da Tre di San Mariano), la sua passione per la musica, la lista di amici musicisti che sono passati nel suo locale e uno spazio a disposizione in pieno centro durante Umbria Jazz e il gioco è fatto. Se non avete ancora capito la portata di quello che è successo in quei giorni ecco alcuni nomi dei musicisti che hanno suonato: Fabrizio Bosso, Francesco Cafiso, Pippo Matino, David Boato, Roy Hargrove, Greta Panettieri, Mauro Grossi, Daniele Mencarelli, Cristiano Arcelli, Claudio Filippini, Lorenzo Tucci, Alessandro Paternesi, Daniele Scannapieco, Giuseppe Bassi, Dario Cecchini e praticamente tutti i Funk Off.

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PHOTOS In senso orario partendo da qui: • Wuming contingent @ Riverock di Riccardo Ruspi • Progetto Panico @ Riverock di Riccardo Ruspi • Naomi Berrill@Scheggi Acustica (2) di Riccardo Ruspi • Amira@Scheggi Acustica (2) di Riccardo Ruspi

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In senso orario partendo da qui: • Paolo Benvegnù @ Riverock (2) di Riccardo Ruspi • Julie's haircut @ Riverock (2) di Riccardo Ruspi • The Rust and the Fury @ UmbriaNoise on the lake (2) di Riccardo Ruspi

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CORTINA di Andrea Lanzilotto DI FERROMENTI DI UMBRIA NOISE

Leonard Cohen – Popular Problems

Impossibile spendere parole non già utilizzate per descrivere la sua arte e il suo amore per la musica. Ci delizia da decenni con la sua voce e conSCONFINA tinua a farlo con un lavoro che è allo stesso tempo classico e incredibilmente moderno. Il timbro vocale inconfondibile ci parla di politica, amore e della società in cui viviamo e che spesso facciamo fatica a comprendere. Grazie ai suoi testi riusciamo a darci delle risposte, a sentirci in un certo modo rassicurati, ad affrontare i problemi di tutti i giorni. Correte a comprarlo.

Electric Youts – Innerworld

Austin Garrick e Bronwyn Griffin si sono innamorati a scuola e da allora non si sono più lasciati. Hanno inoltre deciso di fare musica e pare lo stiano facendo bene. In effetti di “giovane” c’è poco, a parte la loro età, propongono un suono figlio di quegli anni ’80, che pare non volerci lasciare più. Tanto synth, suoni elettronici vintage che accompagnano la voce soffice e melodiosa della cantante. Nel 2009 la collaborazione con il francese College li portò al successo con il pezzo A Real Hero, da allora hanno portato avanti il loro progetto senza discostarsi dal forte richiamo con quello che fu. Un electro/pop che a quelli un po’ avanti con l’età, fa venire in mente bei ricordi.

Moon Hoock – This Is Cave Music Un trio formato da due sax e una batteria, che come tanti altri ha iniziato alle fermate della metro di New York, ma che è riuscito a dare un senso compiuto al loro lavoro. Musica trascinante, fatta di ritmo e, per questo nuovo lavoro, campionature elettroniche e improvvisazioni vocali. I tre musicisti fanno danzare come il miglior dj, mescolano generi, rendono protagonisti i fiati e le percussioni allo stesso modo. Trasmettono con le loro produzioni il clima vivace e frizzante che la metropoli americana regala ad ogni suo ospite. Sembra di camminare fra i grattacieli, immersi in una miriade di suoni, sapori e colori. Originali e freschi, da ballare e ascoltare.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO (Francia): 30 ottobre/1novembre, tanti live e generi Pitchfork Music Festival Parigi proposti (www.pitchforkmusicfestival.fr) Reykjavik (Islanda): 5/9 novembre, iniziò tutto nel 1999 in un hangar Iceland Airwaves dell’aeroporto, ora è uno dei festival più innovativi d’Europa (www.icelandairwaves.is)

#30


DI Fabio Calzolari (Fab.)

Quanto amore in quei remix spaziali!

È uscita una lista dei 30 migliori di Andrew Weatherall. Eccone un’altra molto personale…

Difficile scrivere qualcosa che non sia una sono stati i live di Scott Fraser e dei Limiñanas semplice agiografia di uno degli artisti più in(gruppo francese devoto al 60’s e a Morricone) fluenti degli ultimi venti anni. Andrew Weatheoltre ai suoi Asphodells e “a love from outer rall, classe 1963, rappresenta quello che signispace”. fica portare la musica ad un livello successivo: E’ uscita in questi giorni una lista dei suoi 30 produttore, remixer e dj di brani memorabili, migliori remix. Ne ho fatta una anch’io, senza esteta, artista. seguire coordinate temporali o di importanza, Dall’amore per il rockabilly tatuato sulle bracseguendo solo il cuore: è una lista parziale vista cia fino ai suoi ultimi progetti: uno dietro la la mole di produzione a cui attingere, la cosa consolle, “a love from outer space”, nato inmigliore da fare è ascoltare tutto. La lista comsieme all’amico Sean Johnston durante un prende un po’ tutto, dal mitico Club mix degli viaggio verso Brighton, un altro dentro il suo Happy Mondays (inno generazionale) fino all’ulstudio , The Asphodells, col giovane genio ex timo remix per She Lies, come se i New Order Battant Tim Fairplay, autori insieme di un difossero tornati a splendere. Dovessi sceglierne sco che fa andare a braccetto il post punk con tre per forza? I Chemical Brothers, gli Happy la techno illuminata: il risultato è un progetto Mondays e il misconosciuto remix per gli Orb, solido quanto scuro, come se l’essere a suo un’autentica gemma che vi proietterà in un bamodo dark dia una luce brillante al loro album. sement londinese nei primi 90’s. Negli ultimi anni Lord Sabre (questo uno dei God bless Lord Sabre. suoi vari nomi di battaglia) sta vivendo una seconda gioHardway Bros Mania Theme (Andrew Weatherall Remix) vinezza, come ai tempi della Daniele Baldelli & DJ Rocca - Complotto Geometrico (Andrew Weatherall Remix) junior boy’s own insieme al My Bloody Valentine - Soon (Andy Weatherall Mix) suo vecchio partner Terry The Emperor Machine - Like a Machine (Andrew Weatherall Remix) Farley, che a differenza sua Madness - Death Of A Rude Boy (Andrew Weatherall Remix) non ha mai abbandonato (e Toddla T - Watch Me Dance (Andrew Weatherall Remix) vista la classe con cui porta The Orb - Perpetual Dawn (Ultrabass 2) [Andrew Weatherall Remix] avanti la sua carriera direi Psychic TV - Re-United (Andrew Weatherall, Remix 4) per fortuna) l’house. No, Andy James - Come Home (Wheatherall Remix) no, per lui il cammino è semThe Future Sound Of London - Papua New Guinea (Andrew Weatherall Mix) pre stato impervio, camaleontico quanto abile a scovare David Holmes - I Heard Wonders (Andy Weatherall vocal mix) sempre nuove e vecchie cose. Doves - Compulsion (Andrew Weatherall Mix) Ho avuto modo di conoscerlo New Order - World in motion (No alla violenza - mixed by Andrew Weatherall) e di condividere la consolle Björk - One Day (Sabres Of Paradise Remix) con lui in occasione del suo One Dove - Transient Truth (Paradise Mix By The Sabres Of Paradise) set all’Urban Club, e posso NewOrder - Regret - Sabres (Slow 'n' Lo mix) affermare che sia stato l’uStereo MC's - Everything (Everything Grooves Part 1) nico a far ballare una pista The Dust Brothers - Song to the Siren full sabre mix senza mettere una cassa per Ricardo Villalobos - Dexter (2 Lone Swordsmen Remix) un’ora. Se non ci credete an4 AM - Kingston (Two Lone Swordsmen Remix) [Glasgow Underground, 1997] date a scovare uno dei suoi She Lies - Needed You (Asphodells Remix) (Astro Lab Recordings / ALR021) set “music not for everyone”, dove sitar e strumenti orienBaris K - 200 (The Asphodells Remix) tali incontrano il reggae made Spiritualized - Come Together (Two Lone Swordsmen Remix) in brixton. Succede poi che le Happy Mondays - Hallelujah [Andrew Weatherall & Paul Oakenfold Remix] varie anime di Weatherall si Primal Scream - Come Together [Andrew Weatherall Remix] incontrino in un festival da Moby And Wayne Coyne - Another Perfect Life (Andrew Weatherall Remix) lui organizzato nel castello Bumble - West In Motion (Andrew Weatherall Mix) di Carcassonne in Francia, Timothy J Fairplay - Sleighride/Blizzard (Andrew Weatherall Remix) appunto l’Andrew Weatherall Flowered Up - Weatherall's Weekender (Audrey Is A Little Bit Partial Mix) weekend, dove oltre ai suoi The Sabres Of Paradise - Smokebelch II (Beatless mix) incredibili set pomeridiani ci


PAGINE LETTERARIE A CURA DI MATTEO SCHIFANOIA

PAROLE DALL'UNDERGROUND

Un altro colpo di remi, ancora un altro. Non so se andare più svelto o rallentare. Se non mi sbrigo incrocio i tedeschi che pattugliano il lago e allora addio... Se vado svelto arrivo prima ma non è sicuro che gli inglesi sappiano del nostro arrivo e, se non ci riconoscono subito, finisce che ci sparano. Sai che fregatura, dopo averla fatta ai tedeschi t'ammazzano gli inglesi. Pensa che figura quando ti tirano fuori dall'acqua e vedono che non sei tedesco. Prima che per le fucilate io crepo per la vergogna. Ai funerali la gente invece di piangere si sbudella dalle risate. Ventisei ebrei da salvare. A Isola non potevamo più nasconderli. Ho paura. L'unica cosa buona della paura è che ti chiude lo stomaco e non senti più la fame. Ma se pensi che una cosa è giusta è inutile aver paura. Perché quella cosa la tua anima già l'ha fatta. La mia anima è già sulla sponda Alleata. E se non sei più con la tua anima non sei più da nessuna parte. Allora stanotte sì: bisogna salvare ste persone, io devo anche andare a riprendermi l'anima. Dallo spettacolo teatrale “l’isola degli uomini”(2014) di Stefano Baffetti (Perugia), produzione Botteg Art Teatro

Gustavo Sanchirico, Perugia, 2014

Come non detto, rincorrevo la carta che svolazzava sopra il mio pantalone grigio verde, alzai il tiro dietro la strada bianca, mentre guardavo il burrone inciso trovai la mia targa, non giacevo in una bottiglia di vino rosso, addormentavo il sogno sopra un detto cielo di carta non era vero, ma sì era proprio certo, e lì mi assalì il dubbio.

#32

Mi chiamano Rep – diminutivo di reptil, cioè rettile – da quando riesco a ricordare. Sono alto un metro e ottantatré e peso ottantuno chili (come i cowboy di Marcial Lafuente Estefanía), ho gli occhi neri e infossati che paiono due canne di fucile pronte a sparare, la bocca sensuale e una verga di 25 centimetri nei giorni più caldi.

Sergio Pasquandrea, Perugia, 2014

Incipit del romanzo “c’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” (Feltrinelli, 2010) di Efraim Medina Reyes

Il vuoto Lori in giardino con la bicicletta traccia spirali d'acqua sul selciato: il suo gioco è la scia che subito svanisce è la ripetizione del miracolo. Il mio è in questi segni scesi a macchiare il vuoto a violare il silenzio.


il racconto del mese

PAGINE LETTERARIE scritto da Paolo Zardi

Le macchinose manovre del destino

M

entre le quattro telecamere disposte agli angoli della pizzeria d'asporto trascrivono su un opportuno supporto magnetico la versione in bianco e nero del mondo (che in questo momento comprende tre turiste tedesche con la stessa maglietta, un uomo sulla quarantina con la camicia bianca, i due esercenti che stanno lavorando ai fianchi il loro tronco di kebab la cui rotazione lentissima sfugge alla pessima risoluzione del sistema di sorveglianza, e infine te, seduto su una specie di trespolo con un arancino in mano), nessuno conosce il proprio destino, sebbene un accurato studio della meccanica dell'Universo permetterebbe di smontare una volta per tutte gli opposti concetti di caso e libero arbitrio: nessuno tra le sette persone che riempiono i trentadue metri quadri del locale, sfiorandosi casualmente, sa che morirai entro la prossima ora. Nulla di grave, a ben guardare: questa tragedia che si sta avvicinando, e che ti appare così insopportabile, non è che una minuscola increspatura in un mare del quale è impossibile intravedere le coste: negli otto minuti che ti serviranno per finire la tua ultima cena, nasceranno più di mille nuovi essere umani, tutti simili a te. L'economia della vita è sempre in attivo. Ma nonostante il dramma imminente, non succederà niente di speciale: se non ti avvertono per tempo, gli ultimi momenti non si distinguono da tutti gli altri. Perciò, sotto gli occhi delle quattro telecamere, continuerai a leggere un poster attaccato al vetro nel quale c'è il programma della sagra della porchetta di Fregene, chiedendoti se il nome dell'orchestra di liscio “Pino e i suoi fusti” sia stupido o geniale, e non smetterai di tirare fuori il telefono ogni trenta secondi per vedere se hai un nuovo messaggio su Whatsapp (la ferocia delle statistiche fa supporre che la tua ultima comunicazione con il mondo potrebbe essere quel “Ti ano” che hai mandato per errore a una vecchia amante una decina di minuti fa): la solita routine che ti sei sempre ostinato a chiamare vita. Nel frattempo la vecchia del sesto piano, che solo un miracolo aveva salvato dai bombardamenti alleati dell'agosto del 1943, sta riempiendo l'innaffiatore di ferro verde, l'ultimo regalo del marito prima che se lo portasse via il cancro, nel marzo del 1987. Alla televisione, un concorrente incrocia le dita prima di aprire un pacco e per una cieca obbedienza alle macchinose manovre del destino la vecchia si ferma, attende, lo guarda, aspetta ancora un secondo, riparte sussurrando tra sé e sé ma che fortuna, 'sto froscio. Poi tu che esci, il vaso che cade, il trauma cranico, le sirene, la corsa all'ospedale attraverso una Roma fredda e affannata, e il gusto dell'arancino che ti viene su proprio un attimo prima che il dottore dica, parlando di te e della tua unica vita, mi spiace, non c'è più niente da fare. grafemi.wordpress.com/about/

Padova, settembre 2014

#33


PAGINE LETTERARIE

CONSIGLI PER LA LETTURA

Jón Kalman Stefánsson Il cuore dell’uomo (Iperborea, 2014, pp. 464)

Dovreste leggere i romanzi di Jón Kalman Stefánsson. Scoprireste uno scrittore superlativo. Forse uno dei maggiori talenti letterari emersi negli ultimi anni a livello internazionale. Davvero. Stefánsson è islandese, e da noi i suoi libri li pubblica, prevedibilmente, Iperborea. L’ultimo, in ordine di tempo, si intitola Il cuore dell’uomo, e chiude una trilogia avviata da Paradiso e Inferno e La tristezza degli angeli. Ebbene, qua dentro potrete trovare tutto ciò che si dovrebbe chiedere alla grande narrativa. Amore, morte, ingiustizia, e l’incontenibile slancio della giovinezza, tutto nell’Islanda a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo, una terra governata dalle forze brutali della natura, dal gelo e dal mare e dalla luce abbacinante delle sue brevi estati prorompenti. Una lingua eccentrica, e storie disseminate di tracce e nodi da sciogliere. Ecco Stefánsson. Ecco i suoi romanzi. Leggete la sua trilogia, o anche lo splendido Luce d’estate: ed è subito notte. Poi venite a cercarci, e diteci se avevamo torto o ragione.

Giovanni Dozzini

Jack London - Il richiamo della foresta (Rizzoli BUR, 2007, pp. 145)

Comprai questo libro che fluttuavo ancora dentro “Into the wild”, con in testa la voce di un ispiratissimo Eddie Vedder. Non sapevo ancora a cosa stavo andavo incontro: cani menati, morti sparati, decapitati, lotte intestine per la conquista della prima postazione di traino della slitta, sangue, cicatrici, orecchie mozzate, gole squarciate, cercatori d'oro senza scrupoli su carovane pesantissime tirate da cani denutriti prima di morire tutti insieme allegramente dentro laghi ghiacciati, alci aggrediti per sfinimento e poi sbranati, indiani Yeehat che ammazzano cani, cani che azzannano al collo indiani Yeehat. Epico, crudo e maestoso, una storia “pulp, molto pulp, pure troppo” (cit.); il “Romanzo criminale” canino, (e parlo del film) da far riscoprire ai ragazzi, ai quali non vengono più proposti libri dalla portata emozionale così imponente, come se solo i maghetti fossero in grado di diffondere la magia della lettura. E poi, diciamocelo, un po’ di sangue non ha mai ucciso nessuno. Evviva il romanzo pulp di formazione!

Giulia Coletti

Julian Barnes - Il senso di una fine (Supercoralli Einaudi, 2012, pp. 160)

L'inquietudine sottile di una vita passata sommessamente, in sordina. Una vita mediocre i cui ricordi celano pietosamente i fatti. E' questa la vita di Tony Webster, protagonista di “Il senso di una fine”. Questa esistenza verrà turbata dal passato che riemerge in tutta la sua sconvolgente verità portando a galla tutte le contraddizioni tra la realtà e quello che il protagonista ha voluto seppellire nel corso degli anni dentro di sé. Attraverso la ricostruzione dell' adolescenza, della giovinezza ed il loro confronto con il presente, Tony arriverà ad una riflessione filosofica sulla impossibilità di svincolare il tempo dalla propria memoria e, quindi, dalla propria interiorità. “La nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato”. Una riflessione fortemente novecentesca per un personaggio che, però, contiene in sé anche tutte le contraddizioni della contemporaneità.

Lucia Mariani

Richard Brautigam - L’aborto. una storia romantica (Isbn Edizioni, 2012, pp. 171)

Una ragazza indignata dalla perfezione del suo corpo e un bibliotecario che raccoglie manoscritti falliti e strampalati si innamorano romanticamente. Dopo poche settimane, lei si accorge di aspettare un bambino ma i due non sono pronti ad avere un figlio e partono per il Messico, per l’interruzione della gravidanza. Sarà un viaggio sconclusionato e lieve, in furgone e in taxi, e porterà in dono consapevolezze che non spaventano. L’aborto è un surreale road trip nella periferia americana, evocata con i toni di una dettagliatissima favola pop, intessuta di brevi scariche elettriche azzurre e di poesie composte da vecchiette. La scrittura indugiante e tenera di Brautigam semplifica le riflessioni e porta alla luce le verità che non si possono pronunciare a voce troppo alta. Il romanzo sembra un giocattolo della controcultura californiana e i suoi strambi protagonisti, con il paradosso della levità, vincono la scommessa del dolore. Loro lo sapevano fin dall’inizio: “la bellezza è la cosa più difficile da capire al mondo”. Ilaria Rossini

#34


AGENDA LETTERARIA

PAGINE LETTERARIE

3 ottobre, ore 18.00, Palazzo della Penna, Perugia Per il ciclo “I grandi capitoli della letteratura” del Circolo dei Lettori di Perugia, letture da Anna Karenina di Lev Tolstoj, con Erminia Irace; letture a cura di Alberto Mori 5 Ottobre, ore 10.00-13.00 e ore 15.00-19.00 Ostello "Mario Spagnoli", Pian di Massiano, Perugia Seminario per lettori volontari e per tutti gli interessati, a cura di LaAV Letture ad alta voce Perugia. Info su http://sites.google.com/site/laavperugia/ 28 ottobre, alle ore 21.00, Palazzo della Penna, Perugia Seconda Discussione sul libro del mese della nuova stagione. Tema: la Grande Guerra. Vota il libro su www.perugiacircolodeilettori.it

Festival letterari in Italia 3 – 5 ottobre 3 – 4 ottobre 10 – 11 ottobre 7 – 12 ottobre 10-12 ottobre fino al 12 ottobre

Internazionale a Ferrara internazionale.it/festival Ad alta voce Venezia adaltavoce.it Ad alta voce Bologna adaltavoce.it La Fiera delle Parole lafieradelleparole.it Food&Book leggeretutti.net Festival del libro & della cultura gastronomica – Montecatini Terme OFF-SIDE – mostra della rivista “Off-side”, Milano museowow.it

CONCORSI LETTERARI Pazzi per il fumetto concorso per fumettisti terza edizione 2014 - scadenza 6 ottobre. Per info: torino@scuolacomics.it Concorso Mario Soldati 2014, VIII Edizione - scadenza 15 ottobre 2014. Per info: info@centropannunzio.it Premio C'era L'Acca (Fuori dal disagio), III EDIZIONE 2014 - scadenza 30 ottobre 2014. Per info: premioceralacca@pgcesvol.net Premio Nabokov - scadenza 31 ottobre 2014. Info premionabokov.com

SATIR NOISE

FAO: la fame nel mondo si dimezzerà entro il 2015. Le apericene invece raddoppieranno. Andrea Ceccarelli, Perugia, 2014 Sei ironico e non va bene. Sei serio e non va bene. Sei romantico e non va bene.  Sei stronzo e non va bene. Sette va meglio? Riccardo di Renzo, Perugia, 2014 Voglio fare un film triste e drammatico su quanto è difficile essere Putin al giorno d'oggi, sarà un film strappalacrimea. Vela Lugosi, Perugia, 2014

#35


Strada delle Fratte, 2/a │ 06132 Perugia tel. +39 075.5279902 │ fax +39 075.5289143 www.artigrafichepaciotti.it │ info@artigrafichepaciotti.it

UMBRIA NOISE N.27  

..rivista di musica umbra e non solo..(ottobre 2014)..

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