UMBRIA NOISE N.23

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Heavy wood / Mydirtyface / Firbholg / Young jazz festival / PAGINE LETTERARIE


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DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi, Riccardo Ruspi, Matteo Schifanoia redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

ANDREA LANZILOTTO, MICHELE BELLUCCI, ANGIE BACKTOMONO, AMEDEO FERRANTE, GIACOMO CALDARELLI, FRANCESCO FIORONI, GIULIA COLETTI, LUCIA MARIANI, GIOVANNI DOZZINI, Andrea Mincigrucci, marco rufini, marco agabitini, uliana piro

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Arti Grafiche Paciotti Strada delle Fratte 2/A - Perugia

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Umbria Noise di Riccardo Corradini Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbria Noise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

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Yashwant Bajaj. Fino a qualche settimana fa era solo uno di quei nomi impronunciabili che si sentono per caso in giro per il mondo o che mettono a dura prova speaker e giornalisti televisivi. Ma a Massa Martana di sicuro hanno imparato bene a pronunciarlo. Questo ricco inglese di origine indiana, dopo aver preso casa in questa zona dell’Umbria per passare le vacanze lontano dalla “stressante” alta finanza, ha deciso di organizzare proprio nella ridente cittadina umbra un festival da capogiro: Paul Weller, Kaiser Chiefs, Charlatans, Basement Jaxx, Cribs, James e il vecchio Peter Hook coi suoi the Light, alcuni degli ospiti di “Umbria Rock” (1-3 agosto). Avremo tempo e modo di approfondire questo evento che per l’Umbria ha dell’incredibile, con un investimento, si parla, di oltre un milione di euro. Mentre si inizia quindi a parlare e in alcuni casi a sparlare di “Umbria Rock”, noi intanto continuiamo a discutere del rock in Umbria e non solo. Proprio a proposito di festival anche in questo numero della fanzine, come al solito, diamo qualche anticipazione di alcuni eventi della primavera-estate che hanno annunciato i loro ospiti: Young Jazz Festival a Foligno, Antifestival a Cannaiola di Trevi e Rock For Life a Ponticelli di Città della Pieve. Inoltre tutti, ma proprio tutti, i concerti dei locali (ancora per poco si spera si resterà al chiuso!), e poi la solita sequenza di gruppi emergenti incontrati nel nostro percorso all’interno della scena umbra (MyDirtyFace, Firbholg, The Daggers, Heavy Wood). In attesa di intervistarli per il prossimo numero di giugno, a ridosso quindi della loro performance all’Arezzo Wave Festival prevista a luglio, trovate anche scritto come i “granitici” Volvedo sono riusciti ad aggiudicarsi la sezione umbra del prestigioso concorso per band emergenti. Anche nella rubrica di Angie Backtomono c’è spazio per un gruppo locale a noi “caro” o meglio “Karashow”, con un report della loro performance al Supersonic di Foligno. Tutte da leggere pure le preziosissime recensioni di Andrea Lanzilotto, la chiacchierata di Michele Bellucci con unòrsominòre (lo ha incontrato per noi durante il live presso La Caciara di Costacciaro) e le “cinevisioni” di Lazlo Kovacs (feat Andrea Mincigrucci). Immancabili, infine, le “pagine letterarie” (anche se dall’America il nostro buon Schifanoia non ha fatto mancare il suo contributo alla rivista!). Il bellissimo racconto del mese è di Giulia Coletti, che per noi anche stavolta ha curato la rubrica degli appuntamenti letterari. La copertina è di Davide Minciaroni, uno dei Sad. Lo spunto è quel “caprone alieno” protagonista della prossima iniziativa del collettivo perugino: si tratta di “Boomblastah ff” evento che nasce con l'obiettivo di valorizzare e promuovere la fertilissima scena Rap perugina e umbra. Frankje Dj, con le sue sempre suggestive storie “VagaMente Vintage” ripescate ogni volta nei cassetti della memoria, si è preso una piccola pausa. Lo aspettiamo quindi presto in grande forma perché non si può fare davvero a meno del suo straordinario e contagioso entusiasmo per ogni sorta di pensiero e di suono.

support your local noise

Heavy wood............................#4 Mydirtyface............................#6 Firbholg...................................#8 The Daggers..........................#10 unorsominore.......................#12 Agenda..................................#18 Young Jazz...........................#20

I'm with the band.................... #14 ShortNoise................................#22 Photo.........................................#26 Cortina di ferro........................#30 Cinevisioni................................ #31 Pagine letterarie......................#32

L'illustrazione in copertina è di Davide Minciaroni

UMBRIA NOISE Direttore responsabile

EDITORIALE DI DANILO NARDONI


DI DANILO NARDONI

Heavy Wood il virus del “dirty folk” continua a diffondersi

Un americano, un pugliese e un perugino ci svelano come nasce la loro musica incalzante e coinvolgente

All’inizio erano Nate & The Dagos, poi solo The Dagos, ma ora è il momento degli Heavy Wood. Nati tra Perugia e Seattle inizialmente come Nate & The Dagos (con Nate Kantner) e poi solo The Dagos (con Antonio Lembo al basso), ora si fanno chiamare così. Roberto Cavallo (voce e chitarra), Franco Pellicani (batteria) e Nate Kantner (voce, chitarra e armonica), combinano elementi provenienti dalla musica tradizionale americana, rock e folk, miscelandoli in quello che potrebbe essere descritto come “dirty folk”. Una musica incalzante la loro, che quindi profuma di rock, folk ma non solo. Un americano, un pugliese e un perugino quindi. Per la precisione un “pontefelciniano”. Un mix apparentemente non perfetto, viste le diverse origini dei tre, ma che quando ha a che fare con strumenti e note diventa meravigliosamente perfetto. Nate, il vocalist fuggito dalla città del grunge, così spiega l'incontro con Roberto e Franco: “Heavy Wood è nato da uno sviluppo continuo e spontaneo. Sono cresciuto nel Montana, e vissuto a Seattle, ma non ho mai trovato musicisti così malati per suonare come questi due”.

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Con il loro “dirty folk” gli Heavy Wood si stanno guadagnando la reputazione di essere uno dei gruppi più coinvolgenti d'Italia. Un termine usato “solo per dare delle indicazioni e non per definire un genere musicale” dice Roberto, che aggiunge: “Immaginatevi Ennio Morricone che si ubriaca con gli AC/DC, e Eugene dei Gogol Bordello dirige l’orchestra”. Una suggestiva “immagine” per descrivere quello che fanno e come lo fanno. Usano infatti strumenti musicali prettamente acustici. Al cuore del loro sound c'è la Drawk Guitar, nata da un'idea del chitarrista Roberto. A differenza delle diffuse chitarre a sette corde, la Drawk possiede quasi l'estensione di un pianoforte, dando la possibilità al chitarrista di suonare basso e chitarra contemporaneamente. Nate spiega come è nato tutto: “Alcuni mesi fa avevamo un concerto a Perugia, in Corso Cavour, e non avevamo più un bassista. Roberto aveva il prototipo del Drawk, e ha provato in qualche maniera a suonare parti di basso e chitarra contemporaneamente. Andò alla grande. Poi, come si dice, squadra che vince non si cambia”. “Tutto quello che esisteva prima di Heavy


apertura nel divulgare l'arte tra la gente attorno a loro”. Per gli Heavy Wood suonare in piazza, nei piccoli club o nei grandi palchi sembra non far nessuna differenza, perché come dicono “ci piace suonare ogni volta come fosse l'ultimo live della nostra vita”. “La nostra preoccupazione principale è suonare – dice ancora Franco – è così naturale che ci infiltriamo dove possiamo, come l'acqua che ha il bisogno irrefrenabile di scorrere. Tra l'altro per ottenere il nostro sound non abbiamo bisogno di tantissime attrezzature e in questo senso siamo una band anticrisi, per qualsiasi piattaforma!”. Attualmente stanno registrando tutti insieme senza sovraincisioni, perché “se tanto serve per suonare nei locali e vendere copie ai fan, che giustamente vorrebbero sentire gli stessi brani e il sound del gruppo quando vogliono, non è necessario chiamarlo ‘Album’ – spiega Franco – e al posto di questo, invaderemo il web e le strade di canzoni e di super-demo, fino al momento in cui avrà veramente senso fare un lavoro circoscritto con un titolo sopra”. “Vogliamo spargere il virus Heavy Wood lungo tutto lo stivale e oltre – conclude Roberto – ed è un virus che abbiamo visto agire rapidamente fra la gente nella strada, nei club, sui palchi... la buona notizia è che non ammazza. Continuare a diffonderlo dappertutto senza sosta è l'unico futuro che vediamo”.

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facebook.com/HeavyWood

Wood – spiega Roberto – era un’altra band. Vogliamo cambiare l’Italia della cultura musicale. E non siamo soli. Ci sono tante altre band con noi che evitano il continuo copia e incolla da artisti stranieri. Detto ciò, il nostro equilibrio è fondamentale per scombussolare l’intero paese. Il made in italy è tornato ad essere un trend, perchè non rendere la musica fatta in Italia parte di questo trend?”. Rispetto a prima c’è stato un cambio non solo nel nome, ma artistico e musicale. “Quando vai alla ricerca dell’autenticità – afferma Nate – i cambiamenti possono essere multipli e violenti. Soprattutto nei primi 2 anni di una band. Non ci siamo mai seduti a tavolino per decidere di mettere al mondo una band di “Extreme Acoustic Rock“ contaminata da chissacheccosa. Non l’abbiamo fatto apposta, ma probabilmente ora il nome Heavy Wood stesso rappresenta un sound nuovo e, a quanto pare, non solo per noi”. Per la nascita della band Perugia ha svolto un importante ruolo: “L'unione è stata molto casuale – sostiene Franco – ed avrebbe potuto essere accaduto in un'altra città, ma Perugia ha sviluppato tanto potenziale. La provincia di Perugia è piena zeppa di ottimi musicisti, davvero ottimi. Non so se è un incantesimo o una maledizione, ma in questa città un sacco di persone interessanti ci inciampano e poi non riescono più a lasciarla. Ci piacerebbe però vedere meno rivalità fra i locali che ospitano la musica dal vivo e più


MyDirtyFace

DI RICCARDO CORRADINI Foto di Attilio Brancaccio

5 “facce sporche” di talento ed esperienza Tra Portishead, colonne sonore alla 007, Wes Anderson, Goia, Walt Disney, qualche suonino da videogames e rotella Haribo nasce il loro modo di essere originali

"MyDirtyFace nascono dall’incontro perfetto, nell’istante perfetto, di due esseri totalmente imperfetti". È con queste parole che Sara Belia, cantante della band, inizia la nostra chiacchierata. Li abbiamo conosciuti di persona alla finale di Arezzo Wave qualche settimana fa anche se conoscevamo già molto bene alcuni componenti. "Io e Marco Benedetti ci siamo conosciuti in un momento delle nostre vite dove entrambi avevamo un vuoto da colmare… quel vuoto lo abbiamo riempito di musica". La band si forma nel 2012 ed in pochissimo tempo i musicisti creano ed arrangiano i primi brani originali, plasmando fin da subito le linee caratteristiche del loro sound. "Dopo 11 mesi dal nostro primo incontro avevamo tra le mani 11 canzoni. Siamo entrati al Wildflower Studio di Assisi per riacquisire le voci e registrare le chitarre. Dopo altri 11 mesi avevamo reinciso anche basso e batterie, missato tutte le tracce, fatto il mastering e stampato l’album. Intanto al gruppo si erano aggiunte altre tre facce

sporche piene di talento e con molti anni di gavetta alle spalle: Lorenzo Sementilli (chitarra), Carlo Bianconi (basso), Alessandro Massinelli (batteria). Come sono nati i vostri brani?

"In modo molto istintivo, senza una metodologia vera e propria, nella più totale libertà espressiva. Io e Marco non ci conoscevamo, abbiamo imparato a conoscerci facendo musica insieme. A volte siamo partiti da un suono, da una base ritmica, altre da una memo vocale appuntata al volo sul cellulare o da una frase scritta alle 2 di notte sulla piazzola di un’autostrada". Quali sono gli artisti a cui vi ispirate?

"Mi verrebbe da dire che qualsiasi cosa vista, assaggiata, ascoltata, sfiorata, letta, o anche solo immaginata, nel corso delle nostre vite credo ci abbia influenzati. Ascoltando l’album arriverà forte e chiaro il rimando alla scena musicale triphop della Bristol anni ’90, ma in MyDirtyFace c’è molto altro… un pizzico di Portishead e Massive Attack, un po’ di Thom Yorke e di colonne sonore alla 007, Pink Floyd e Battiato, Tim Burton e Wes Anderson, Agota Kristof e Dylan Dog, Goia e Walt Disney, qualche suonino da videogames, qualche rotella Haribo, diversi litri di birra… sta qui, in mezzo a questo miscuglio, il nostro modo di essere originali". Parlateci del vostro album di debutto.

"Never Quite So Real (in italiano “mai abbastanza reale”) è

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Come venite accolti dal pubblico umbro?

"La risposta sembra essere molto positiva, ma è davvero presto per dirlo, siamo appena usciti e abbiamo all’attivo ancora solo 2 concerti. L’album sta piacendo molto, anche a livello locale, il che ci fa piacere e ci stupisce allo stesso tempo. Forse non eravamo gli unici ad aver bisogno di sentire qualcosa di nuovo e diverso". Dove vi sentiremo suonare questo periodo?

"Per il momento abbiamo una data alla Darsena di Castiglione per i primi di agosto e stiamo definendo una data in un locale di Pesaro. Si stanno muovendo molte cose tutte insieme e noi abbiamo una gran voglia di suonare… (AUTOPROMOZIONE ALERT: se tu che stai leggendo hai un locale o organizzi festival musicali quest’estate… chiaaaamaaacii!!!)". Progetti per il futuro?

"La conquista dell’Universo ovviamente!... ahahah… sto scherzando. Suonare live più possibile, magari trovare un’etichetta che ci supporti e far conoscere la nostra musica, tamite iTunes, Soundcloud, Spotify, Youtube e qualsiasi altro mezzo a disposizione. Abbiamo in cantiere la realizzazione di un videoclip e, per mantenere i neuroni attivi, stiamo già lavorando al secondo album". La cover di Never quite so real

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soundcloud.com/mydirtyface

una frase presa da Ashes, nella canzone è rivolta a Dio, ma il rapporto realtà/irrealtà, vita/morte, verità/illusione, è un concetto che permea l’intero album. Per Marco è stata l’occasione di sperimentare a livello compositivo, prevedendo l’uso di una voce che gli permettesse nuove soluzioni espressive, per me la via per superare un momento molto doloroso della mia esistenza (la morte di mio padre), in modo costruttivo e non autolesionista. Never Quite So Real è stato prima un anestetico, poi la cura. Undici tracce dove abbiamo messo tutto ciò che avevamo… siamo stati esigentissimi in tutti i passaggi della produzione e siamo orgogliosi di presentarvelo così com’è, un album denso e notturno, deforme e bellissimo".


Firbholg

DI RICCARDO CORRADINI

marching on!... in maniera epica Hard rock, black, metal, musica medievale, folk, classica: ecco il ricco universo sonoro della band umbra

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Il nome Firbholg, ha radici irlandesi ed identifica un popolo mitologico di borseggiatori dalle origini preceltiche. Il gruppo nasce alla fine del 1999 quando Tuolvok (Andrea Ronchetti - Lead Guitar) dei Flåyel Svart si è unito ad alcuni dei membri degli allora sciolti Mormorukeya entrambe band attive nella scena death e black folignate. Oggi la band è formata inoltre da Riccardo "Wolmos" Cortellessa (Bass Guitar), Emanuele "Molelf" Cruciani (Rhythm guitar), Gian Marco "Sir Woluk" Cruciani (Vocals) Fabio "Zerok" Bonazzi Bonaca (Drums). "Nel 2000, dopo aver completato i primi otto pezzi – raccontano – abbiamo deciso di rivolgerci ad uno dei guru, nonché fondatore storico di una tra le più famose band (Death SS) della scena underground italiana, Paul Chain. A seguito dell’ascolto di un demo con registrazione artigianale, Paul Chain ci ha accolto nei suoi studi di registrazione ed ha prodotto il primo cd della band, uscito al termine del 2000 con il nome di Holy Quest”. Questa in breve la prima esperienza in studio della formazione, che ovviamente non si è fermata. "Siamo stati impegnati per lungo tempo con il mixaggio e la masterizzazione delle canzoni, e ci siamo avvalsi della collaborazione di Stefano De Santi e dei suoi Monster Studios. La successiva pubblicazione del cd ha avuto luogo grazie alla casa discografica New LM Records che ha ereditato tale nome dalla ventennale attività del discografico Luigi Mazzesi. Dopo l’uscita di questo primo lavoro, la band si è fatta conoscere con l’attività live ed ha promosso il cd tramite la propria etichetta, ottenendo buoni riscontri. Dopo lungo tempo, nel 2008 è uscito il nostro secondo lavoro intitolato ‘Ashes of War’, un lavoro interlocutorio

registrato in autonomia e frutto di un periodo difficile della band, dovuto ad alcune defezioni e a scelte non propriamente giuste dal punto di vista delle registrazioni e della stampa. Solo ad un buon lavoro in fase di mixaggio abbiamo potuto risollevare le sorti di questo full length. Il materiale viene comunque riproposto dal vivo e ad oggi ha raccolto buoni consensi tra il pubblico". Le influenze che si riconoscono nel loro sound sono moltissime: dalla scena black europea, NWOBHM, all’hard rock anni 70, dalla musica medioevale e musica folk, alla musica classica ed ovviamente le mille sfumature della musica metal in generale. "Volendo a tutti i costi inserire la band in un genere si può dire che essa appartiene al genere black epico medievale. Ci sono alcune band di riferimento che ci hanno dato ispirazione: Bathory, Summoning, Ulver, Satyricon, Dissection, Amon Amarth, Burzum e una lunga lista di artisti che provengono dai generi più disparati". Da dove nasce la passione per un genere come il black metal?

"La scelta di un genere di nicchia come il no-


Come nasce un vostro brano?

"Ognuno di noi porta riff, strutture, idee, disegni, ritmi. La fase compositiva dei Firbholg è un cantiere aperto che ci porta ad arrangiare e mettere sotto forma di canzone le varie sezioni proposte dalla band. Con il tempo suonando i pezzi se ne riesce a definire meglio lo scheletro e le varie sezioni relative ad ogni strumento. La fase creativa è come sempre il momento più eccitante per noi, siamo come bambini in attesa di aprire un regalo, si aspetta sempre qualcuno di noi che proponga qualcosa di nuovo". Parlateci del vostro ultimo lavoro e dei progetti per il futuro…

"Il nostro ultimo lavoro è in fase di ultimazione, stiamo aspettando di assemblare la parte grafica a quella musicale per poter proporre qualco-

sa di concreto alle varie label, nel tentativo di poter distribuire il materiale in modo efficace. Sarà una ricerca difficile, ma siamo pazienti, dato che il terzo e conclusivo capitolo del concept relativo alla saga di Mishall, è un lavoro veramente valido. Abbiamo impiegato poco tempo per assemblarlo, registrarlo, mixarlo e farne un master. Siamo pronti per l’avventura e siamo fiduciosi dei risultati che potremo ottenere. I pezzi che abbiamo composto sono la testimonianza che musicalmente siamo maturati ed abbiamo raggiunto un livello di grande confidenza con i nostri mezzi. Se volete ascoltarci dal vivo suoniamo il 10 maggio al RockEggiando Fest 2014 con gli Hatetyler, i Memories of lost soul, i Bloodtruth, i Bloody Imbolc e i Jackstraw (evento organizzato in collaborazione con il Ministero del Metallo). Come venite accolti dal pubblico umbro?

"Di solito abbiamo un buon seguito che ci ha sempre supportato e spronato a fare di meglio. Sin dagli inizi i nostri concerti sono stati piuttosto affollati. Stiamo cercando di accattivarci pubblico anche fuori dalla regione con apparizioni che, nel Lazio ed in Toscana, ci hanno dato e daranno soddisfazione. Vi aspettiamo ai nostri concerti, sapremo come sorprendervi!".

IN COLLABORAZIONE CON:

Ministero del Metallo

facebook.com/ministerodelmetallo

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facebook.com/Firbholg

stro nasce da una passione viscerale per l’estremo. I tre membri fondatori sono tutti cultori di alcune sonorità che poi si riflettono nel nostro modo di interpretare la musica. Abbiamo qualche anno sulle spalle e la ricerca musicale è una costante nelle nostre vite, ognuno di noi ha un bagaglio di ascolti e di preferenze che sono del tutto personali, ma che non ci impediscono di amalgamarci in una band. Questo magazzino di memorie musicali affiora ogni volta che ci troviamo insieme per provare o per comporre nuovi pezzi. Il black metal non è solo musica è anche una visione particolare della vita che tiene conto di alcune tematiche filosofiche, sociali, letterarie inerenti la misantropia, il nichilismo, il tema della morte, le saghe nordiche, l’approccio alla natura, ecc…".


DI RICCARDO CORRADINI

facebook.com/thedaggerspage

The Daggers UK minitour vol.2

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Due anni fa li avevamo incontrati proprio alla partenza del loro primo mini tour in Inghilterra. Le cose lassù dovrebbero essergli andate bene dato che quest'anno i The Daggers hanno fatto il bis. La formazione nasce nel 2009, nel 2010 il loro primo demo "Like a Naive!" e nel 2011, dopo qualche cambio di formazione il primo cd "I would but I can't". Il loro sound elettro-indierock (sulla loro pagina fb tra le influenze musicali hanno gruppi come Franz Ferdinand, The Killers, Foo Fighters, Beatles) e il loro aspetto da bravi ragazzi gli ha permesso di calcare più di 300 palchi in 5 anni arrivando a tagliare traguardi sempre più ambiziosi. "L'esperienza londinese è stata come sempre fantastica - ci dice Francesco Federici, il batterista della band - è la seconda volta che andiamo e rispetto alla precedente (nel 2012) sapevamo più o meno cosa ci aspettava. La realtà poi ha

superato di gran lunga le nostre aspettative". Due live, uno dietro l' altro senza tirare il fiato: il venerdì al ARCH 635 (Clapham zona sud di Londra) e il sabato al New Cross Inn (West London). "Appena scesi dal aereo - continua Francesco - ci siamo fiondati al locale. Il viaggio, la stanchezza, i pensieri, tutto sparito, ed è stato veramente un grande concerto. La gente è rimasta soddisfatta della nostra performance ed i nostri pezzi sono stati molto apprezzati. Il sabato poi abbiamo bissato con altrettanto delirio dei nostri ascoltatori. Come due anni fa siamo stati colpiti infatti dall'apertura mentale del pubblico londinese, sempre curioso nell'ascoltare gli inediti delle band. Un pubblico che ascolta e si diverte, che tratta le band emergenti e i loro originali come se fossero pezzi famosi del proprio panorama musicale. Abbiamo condiviso questa esperienza insieme ai nostri amici (anzi fratelli) The Deets, band londinese attiva da anni e che ci ha dato una grossa mano anche in termini logistici". La vita on the road sembra piacere a questo gruppo perugino, che senza svelare troppo, ci lascia intendere la voglia di andare sempre più lontano. Intanto in cantiere nuovi pezzi e nuove registrazioni, che speriamo vadano a completare un altro album della band. Qui di seguito alcune date qua in Umbria, per chi fosse interessato a vederli dal vivo: 14 maggio - Festa San Valentino; 10 giugno - Festa San Mariano; 15 giugno - Festa Balanzano; 19 giugno - Hand Made Cafè; 22 giugno - Festa Casenuove; 30 giugno - Festa Pila.



ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci "Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce", recita il detto. Un'immagine che si sposa appieno con la musica e la visione di un artista davvero interessante, che ha scelto di chiamarsi unòrsominòre. (sì, si scrive con la minuscola, gli accenti e il punto alla fine) e dal quale ci faremo accompagnare nel viaggio temporale di questo mese. L'abbiamo incontrato a La Caciara di Costacciaro, dopo un live coraggioso e spigoloso, un po' come i testi che scrive e canta.

Voi siete pazzi, ve le bevete tutte!

A tu per tu con unòrsominòre. e le sue poeticamente ruvide canzoni

"Lavoro da papà e non pago l'affitto perché è sua la casa anche se c'è il mio nome; anche la macchina l'ha presa lui, l'orologio invece sono soldi miei" recita il testo della sua "Pezzali". Un brano che ha portato il progetto di Emiliano Merlin, alias unòrsominòre., all'attenzione di quanti avevano sottovalutato "La vita agra", album con il quale lanciò un sasso tra le timide increspature del panorama cantautorale italiano, turbando per un po' quella superficie fluida che sembra andare sempre più incontro a logiche commerciali rispetto che alla vera arte di far canzoni.

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«Nelle cose che scrivo - spiega l'artista veronese - c'è molto lavoro di lima, per far risultare le canzoni un pugno in faccia. Amo usare parole molto dure e non fare sconti, parlare fuori dai denti richiedendo a chi ho di fronte una forte attenzione. Del resto un conto è considerare la musica una forma di espressione artistica e un altro è considerarla esclusivamente una forma di divertimento». Non ingannatevi: per chi non disdegna la vera musica d'autore, quella che in Italia ha probabilmente toccato il suo apice con Claudio Lolli, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber e tutta la schiera di artisti che negli anni '70 hanno saputo trasformare idee e messaggi profondi in brani ancora oggi popolari, la musica di unòrsominòre. potrebbe risultare molto piacevole, quasi un esempio moderno di quella stessa concezione artistica. «In tutta sincerità - confida non mi sono mai ispirato direttamente alla musica d'autore degli anni '70, ma mi piace molto che da quel che ho scritto e suonato possa sembrare il contrario. Io vengo da un diverso background culturale, musicalmente per me sono stati più importanti gli anni '90 e il sound di Seattle. I cantautori italiani li ho in parte scoperti perché la mia mamma ascoltava De Andrè, altre cose le ho scovate successivamente, tipo il Battiato dei primi '80». In effetti, soprattutto dal vivo, unòr-


unorsominore.it

sominòre. sembra più figlio di Kurt Cobain, Eddie Vedder e Layne Staley ma il legame con l'impegno, non politicamente inteso quanto piuttosto come missione culturale, lo fa apparire in linea con una concezione della musica ben più italica: «I miei punti di riferimento sono De Andrè, il Gaber tra '77 e '81, Dalla di "Come è profondo il mare". Un giornalista tempo fa mi ha detto che le mie canzoni possono somigliare a quelle di Lolli, ma lui per esempio l'ho scoperto da pochissimo. Poi c'è Ivano Fossati, il più importante per me. Anche se il mio percorso è diverso, evidentemente ho un pensare comune con quegli autori e questo mi lusinga molto». Ma per concludere questa intervista indietro nel tempo inquadrando perfettamente Emiliano Merlin e le sue canzoni, va spiegato che si trova agli antipodi rispetto ad altri cantautori emergenti che sono nati come "alternativi" per poi scendere a compromessi con il mercato e i desideri del pubblico. Lui non ammicca, ma anzi affonda la lama nelle ferite con il sorriso sornione di chi preferisce esser considerato bastian contrario anziché arrendersi a certe ruffianerie: «Non mi piace il radical chic, odio la massificazione dei gusti, ma punto il dito anche verso chi critica ottusamente queste cose perché a sua volta rischia di finire in un'altra massificazione. Da parte mia c'è voglia di dire le cose senza

un filtro. Mi commuovo ascoltando Gaber, che al suo pubblico cantava senza peli sulla lingua, perché questo mi prende non solo la testa ma anche il cuore. Amo quel tipo di approccio che ti porta a non cercare l'applauso, se non realmente sentito». C'è spazio per un ultimo affondo, prima di andarsi a cercare "unòrsominòre." su Google e ascoltare qualche sua canzone: «L'idea della musica dal vivo è scaduta sostiene - se sul palco non c'è un nome conosciuto non c'è interesse. Nella musica, come nel giornalismo, la differenza è tra chi sa fare quel lavoro e chi invece ruba soltanto spazio agli altri. Per scrivere recensioni di album o di opere d'arte servirebbe una preparazione molto profonda e vasta, mentre spesso vengono fatte dal primo ragazzino di turno che ha 20 dischi e qualche giga di mp3». Quindi non fidatevi senza prima aver ascoltato, perché "non c'è niente di normale, è tutto artificiale".

NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, segue e vive la musica come giornalista, direttore artistico, esperto di comunicazione. Collabora con Il Messaggero dal 2001, molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

#13


I'M WITH THE BAND

I don’t wanna grow up

#14

di ANGIE BACKTOMONO

Nicola Piro irruppe nella mia vita intorno al 1976, ma solo due anni dopo deflagrò definitivamente. Io non avevo ancora scoperto la mia condanna carismatica alla scrittura rock’n’roll, mentre lui già guidava i suoi Karashow verso la rovina programmata, con i capelli arruffati e le sguardo penetrante e allucinato di un furetto inafferrabile eppure disperatamente bisognoso di affetto; nati dalla noia e alimentati dal disprezzo, perseguivano l’animalità pura nella loro musica ignorante e primitiva, brutale e sgradevole. Nicola urlava bestemmie in serie fino al punto in cui strappava al pubblico la percezione della volgarità, quasi assuefacendolo all’infantile irriverenza, mentre la chitarra feroce di Luca, bravo ragazzo con la faccia da borseggiatore della porta accanto, divorava lo spazio e il tempo. Non ebbero vita facile contro le logiche dei gestori di club notturni o dei promoter, le pretese dei presenti che rivendicavano intrattenimento convenzionale tra balere, oratori e locali per famiglie e “quella volta al cinema Eden c’erano dieci persone e non cantava nessuno, nemmeno il cantante”. Uccidevano la poesia codificata con sangue in dosi massicce, e giustiziavano a colpi di satanismo artificiale l’autocompiacimento che affliggeva gran parte della cosiddetta “scena” locale, pionieri di quell’attitudine dissacrante che di lì a poco avrebbe trovato i suoi paladini nei Germs e nei Butthole Surfers. Le ore erano interminabili e velocissime quando Nicola e io seduti sul pavimento della mia stanza ascoltavamo l’ultimo disco degli X nutrendoci di meringhe, o ci ipnotizzavamo guardando horror agghiaccianti in cui conigli giganti invadevano spietati il pianeta disseminando il terrore. Ma quell’immaginario lui lo viveva e incarnava sera dopo sera nello sfrontato rigetto dei suoi Karashow; brandendo una gamba posticcia in cui conficcava il microfono o leccando lo scopino del cesso, sovrastando con voce strozzata le sfuriate della batteria di Ali, si impegnava nella personificazione della perfidia, eppure sapevi che non avrebbe fatto del male a una mosca. Oscenità e terrore. Ma con il candore naif di un cucciolo di ratto.



Arezzo Wave Band Umbria

facebook.com/pages/Volvedo

i Volvedo si aggiudicano l’edizione 2014

#16

Una serata di grande musica è stata quella che ha visto i Volvedo, provenienti dalla Valnerina, aggiudicarsi per l’Umbria l’accesso al festival Arezzo Wave. Durante la finale di Arezzo Wave Band Umbria, che si è svolta presso l’Afterlife di Perugia, hanno avuto la meglio sulle altre, tutte altrettanto brave, formazioni finaliste (Gattuzan, La Madonna di Mezzastrada, My Dirty Face, Quiver With Joy). Quello della giuria è stato pertanto un compito molto difficile. Ma il gruppo vincitore l’ha spuntata grazie ad un rock granitico, aspro e crudo proprio come le montagne da cui provengono i suoi componenti (Marco Polito, chitarra e voce, Igor Montani, batteria, Ivan Gentili, basso, Angelo Aloisi, chitarra). La rabbia, la felicità, l’inquietudine si condensano con i Volvedo in suoni e parole attraverso uno studio attento di nuovi e originali linguaggi armonici e ritmici che prendono spunto dai generi rock, alternative, indie, stoner, noise. Un sound denso e centrifugato è il loro, che fa da sfondo a testi popolati da demoni pungenti, forse impopolari, ma sempre attuali. Nel maggio 2013 esce il loro primo album in studio, l’omonimo "Volvedo", che trae origine “dalla noia dei monti, dalla neve, dai chilometri, dai silenzi assordanti, dall'ovattata confusione, dai pieni di se, a chi c'è e da chi non c'è più, dalle vittime, dalle donne, dagli uomini, dalle famiglie e dagli amici, dalle comete e dalle pietre fredde, dalle migliori menti della generazione”: un condensato di amore puro a decibel spaventosi. Dunque questi “granitici” Volvedo rappresenteranno l’Umbria durante la 28esima edizione della celebre kermesse musicale che si terrà ad Arezzo dal 17 al 20 luglio prossimi. Una finale regionale davvero suggestiva è stata quella dell’Afterlife, con band di altissimo livello che si sarebbero meritate tutte di vincere, a coronamento di un contest che anche quest’anno

ha confermato la vivacità e la qualità della scena musicale rock della regione, che da sempre riesce ad indicare band che poi si confermano di grande presa anche su un palco di livello nazionale come quello di Arezzo Wave Love Festival. Per la sezione Umbria, che ha dunque scelto la sua band per il 2014, si può quindi tracciare un bilancio di questa edizione del concorso per band emergenti, il più grande contest italiano che individua ogni anno le migliori promesse musicali del Paese: sono state in totale 47 le band umbre iscritte al bando, 12 quelle semifinaliste, che si sono sfidate, prima della finale a cinque all’Afterlife, durante tre selezioni live in altrettanti palchi e locali della regione (Chupito Bar e Loop Cafè a Perugia e Supersonic a Foligno); numeroso infine è stato il pubblico (più di mille le persone che hanno assistito ai concerti) sempre molto partecipe ed attento.

FOTO di AMEDEO FERRANTE


SVBURBIA NIGHT per una notte si è ricordato quel sogno londinese nella provincia umbra Per una notte "Quelli del Svbvrbia" e i tipi di Fabbrica Birra Perugia hanno fatto rivivere una “Suburbia night”, per raccontare una storia musicale di trent’anni fa. Nella prima metà degli anni '80, infatti, si concretizzò la storia di una amicizia e di un sogno londinese nella provincia umbra: il luogo, anzi il "non luogo", era la Ponte San Giovanni di allora, nella sede di un cinema in disuso, il Fiammetta. Per circa sei anni (dal 1980 al 1986) musica e idee provenienti da quel vecchio contenitore culturale hanno svezzato, accompagnato, corroborato una intera generazione di perugini e non solo, che hanno potuto vivere in "full immersion" una epopea fatta di nuovi suoni (con concerti di gruppi italiani, europei, anche americani), nuovi media (con le prime sperimentazioni legate al video musicale ed all'arte del Veejaying), nuovi

linguaggi culturali e nuove forme di socialità e di aggregazione. Qualche anno fa un libro, "Quelli del Svbvrbia", ha rinsaldato l'amicizia e riacceso quel sogno, tanto che "Quelli del Svbvrbia" è anche il nome di una nascente associazione "no-profit" con tutti i ragazzi di allora e la inalterata voglia di promuovere cultura. Oggi, a riaccendere ulteriormente quel mito, una birra di altissima qualità, prodotta con orgoglio dalla Fabbrica Birra Perugia insieme al Birrificio Toccalmatto di Parma, porta in tutto il mondo il nome di quella felice utopia ed un marchio che ha segnato indelebilmente la città e la regione. Il luogo per festeggiare non poteva essere "fisicamente" lo stesso (il Svbvrbia fu tristemente demolito alla fine dgli anni '80), ma è lì a due passi, in quel CVA che anche grazie alla vicinanza ed alla disponibilità della locale Circoscrizione ospitò concerti ed eventi di assoluta avanguardia per quegli anni (Swell Maps, Charge, Gruppo Sportivo, Skiantos, ecc…). A mettere la musica c’erano i Deejays di allora Fofo, Pierpaolo e Viceversa, e poi non è mancato quel calore, quelle immagini e quei ricordi e soprattutto quella informalità che ha sempre contraddistinto il Club di Ponte San Giovanni.

#17


agenda maggio 2014 Mercoledì 7

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GERMINALE 2014

Le avventure di Tom Sawyer

Palazzo della Penna - PERUGIA

RockEGGIando 2014

"in limine" di rossano emili

Teatro Bertolt Brecht - PERUGIA

Hotel Brufani Palace - PERUGIA

jackstraw / bloodyimbolc / bloodtruth / poem / memories of lost soul / firbholg / hatetyler

Bar Chupito - PERUGIA

Emociones Argentinas / Otra Vez

Fabrizio Bosso New Quartet Barry Says Hi

Cream & Chocolate Bad King - PERUGIA

Giovedì 8

██

Right Profit Guitar Festival 2014 Città della Pieve

Alice & Sons

Bartender - PERUGIA

Volvedo / Julian Mente / Aenima (Tool Tribute) Supersonic Music Club - FOLIGNO

Liga +

Festa San Valentino della Collina - MARSCIANO

Monkey Business

Pellicano Pub - CASTIGLIONE DEL LAGO

Venerdì 9

██

Right Profit Guitar Festival 2014

Eggi di Spoleto - SPOLETO

Ridotto del Teatro Mancinelli - ORVIETO

Right Profit Guitar Festival 2014 Città della Pieve

Nicolò Carnesi

Supersonic Music Club - FOLIGNO

Soviet Soviet

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

FreakTech

Rework - PERUGIA

Immanuel Casto / Le Idi di Maggio Afterlife Club - PERUGIA

Athanasius Duo

Sala dei Notari - PERUGIA

H24 (Lillo+Stef)

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Mary L'Immenso

La Piattaforma - UMBERTIDE

Città della Pieve

Peppe Marazzita

CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

██

Gum / Jail Underdog / Horst Fantazzini ROCK IN COLLE

Circolo Arci Collestrada - PERUGIA

Furtherset / Rainbow Island Circolo Island - PERUGIA

Trasimeno Big Band

Teatro dell' Accademia - TUORO SUL TRASIMENO

ProjectTango

Caffè degli Artisti - CITTA' DELLA PIEVE

Alphaville Café - PERUGIA

Domenica 11

Right Profit Guitar Festival 2014 Città della Pieve

Perugia Big Band

Auditorium San Domenico - FOLIGNO

Ninfa

Bad King - PERUGIA

Mercoledì 14

██

Michele Maraglino / Matteo Schifanoia

Scarda

Distilleria a Vapore

Mary Flowers And Sons

Magazzino delle Idee - ORVIETO Bad King - PERUGIA

Bar Chupito - PERUGIA Bad King - PERUGIA

Giovedì 15

Bluesindrome / Psycho Beat

██

Athanasius Duo

GERMINALE 2014

Siesta del Alcalde - CORCIANO

In Bocca al Luppolo - CITTA' DI CASTELLO

Reddan & Brex

FEBO - Officina del Gusto - ORVIETO

#18

Sabato 10

██

sonorizzazione di the lodger

Cinema Zenith - PERUGIA


Venerdì 16

██

tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 Foligno - FOLIGNO

Venerdì 23

RFT / Lyon Estates / La Horde

██

Brigitte Bordeaux

Foligno

Circolo Island - PERUGIA

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Alice & Sons

Notorius Pub - PERUGIA

Sabato 17

██

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 Foligno - FOLIGNO

Jam Session

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Maria Antonietta

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Creuza de Ma (Tributo De André)

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 Recital Lirico

Basilica di San Pietro - PERUGIA

Sabato 24

██

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 Foligno

Giuradei

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Maurino e la sua Band / Manovalanza Urban Club - PERUGIA

Domenica 25

██

Teatro della Filarmonica Corciano

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14

Urban Club - PERUGIA

iCorona

Seconda Mano (Rolling Stones Tribute)

Domenica 18

██

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14

Foligno

DàDàndo - PERUGIA

Mercoledì 28

██

Foligno - FOLIGNO

Gli AranciOtti

Festa San Valentino della Collina - MARSCIANO

Ron

Urban Club - PERUGIA

██

Electric Devils

RALF presenta BELLACIAO

Lunedì 19

██

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 Foligno

Martedì 20

██

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 Foligno

Mercoledì 21

██

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14

Bar Chupito - PERUGIA Teatro Mancinelli - ORVIETO

Venerdì 30

Dancity Festival 2014 flying lotus

/ captain murphy & thundercat

piazza del Duomo - SPOLETO

Sabato 31

██

The Zen Circus

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

In Tenebra

Snake Bar - TERNI

Foligno

Camelias Garden

Bar Chupito - PERUGIA

Giovedì 22

██

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 Foligno

#19


youngjazz.it

YOUNG JAZZ FESTIVAL 14 X edizione – Foligno (17 - 25 maggio 2014) Dieci giorni di grande musica per festeggiare dieci anni di vita e di concerti. Lo Young Jazz Festival di Foligno presenta così la sua decima edizione, in programma dal 17 al 25 maggio, con in più un’anteprima esclusiva, “GiroJazz”, in programma venerdì 16 maggio con il concerto di Manuel Magrini Trio a Palazzo Trinci (l’evento è un omaggio di Young Jazz al Giro d’Italia che in quel giorno fa tappa a Foligno). Sono attesi artisti di punta come l’Enrico Rava New Quartet (alla guida di un quartetto formato da giovanissimi talenti), il duo Giovanni Guidi / Gianluca Petrella con il progetto “SoupStar” (i due direttori artistici che si sono susseguiti in 10 anni di festival), Bobo Rondelli e L’Orchestrino (nuovo progetto del geniale cantautore livornese tra blues, swing, jazz, ritmi afro-cubani e canzone popolare italiana). Spazio inoltre, tra gli altri, anche a Carla Bozulich, Sao Paolo Underground di Rob Ma-

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zurek, Jakob Bro Trio, Eivind Opsvik, Hobby Horse, Dinamitri Jazz Folkrore, Cristiano Arcelli, Tetraktis feat Michele Rabbia, Ugoless Duo, dj Khalab feat Kenny Wollesen e a una produzione originale targata Young Jazz e Musicalbox-Radio2 (Two Thousand+1), per un festival sempre nel segno della musica delle “nuove generazioni” e di “nuova generazione” e che animerà ancora i luoghi più suggestivi della città umbra. Young Jazz consolida poi il suo stretto rapporto con Umbria Jazz, che per il sesto anno consecutivo conferma il prestigioso patrocinio all’evento musicale folignate.


Per festeggiare i dieci anni, inoltre, Young Jazz omaggerà il suo pubblico con la rete WiFi libera presso l’area del festival e con la nuovissima APP del festival che potrà essere scaricata gratuitamente: attraverso questa verrà così anche comunicato un ‘secret concert’ qualche ora prima dell’evento, previsto per l’ultimo sabato della kermesse. Completano il programma aperitivi in jazz, presentazioni di libri, dj set e jam session di giovani artisti che andranno avanti fino a tarda notte, insieme alle sezioni “Jazz Zone”, Jazz Community” e “Jazz in Cantina”, al workshop di scrittura e critica musicale jazz e al punto ristoro “Young Food”. Young Jazz, infine, ha lanciato pure una sua campagna di crowdfunding, per contribuire alla realizzazione di un evento ormai di rilevanza internazionale. C’è tempo fino al 22 maggio per aderire alla campagna online sulla piattaforma “fundedbyme”. Per info e prevendite: www.youngjazz.it www.ticketitalia.com Per crowdfunding: www.fundedbyme.com

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SHORT NOISE

Antifestival 2014: dal 19 al 29 giugno

L’Antifestival di Cannaiola di Trevi giunge alla sua settima edizione (19-29 giugno) con un taglio artistico decisamente rinnovato: la musica inedita diventa forte protagonista con un unico inserto “cover” per omaggiare Francesco di Giacomo e il Prog italiano. I generi si avvicendano e si inseguono, dal reggae all’elettronica, dal folk rock alla world music passando per l’indie e per le tante sfaccettature delle band locali verso le quali la manifestazione esprime sempre la sensibilità di riservare il maggiore spazio possibile: è infatti questo lo spirito del contest “Umbrarock” in cui le band iscritte, sono state selezionate sia per la serata d’apertura, sia per le opening in altre serate in via di definizione. Grande novità della settima edizione è l’aperitivo al tramonto, con proposte artistiche tutte le sere che spaziano l’arte a tutto tondo. Giovedì 19: UMBRAROCK NIGHT (Simple Strangers, Lotus Syndrome, Quiver with Joy, Band vincitrice Contest Facebook) Venerdì 20: CALIBRO 35 / Schizoid men Sabato 21: SOVIET SOVIET / AUCAN DJ SET Domenica 22: NIDI D’ARAC Lunedì 23: THE GENERATION Martedì 24: LOCAL ROCK Mercoledì 25: GAZEBO PENGUINS / PROGETTO PANICO Giovedì 26: LE IDI DI MAGGIO Venerdì 27: MELLOW MOOD / KG MAN Sabato 28*: Reggae Surprise! Domenica 29*: TARANTARABA *Proiezione di eventuale partita dell’Italia al mondiale

Si chiama "Ponte in corso" la manifestazione in programma per tutta la giornata di lunedì 2 giugno presso i giardini pubblici di Ponte San Giovanni. Un evento che coinvolgerà tutte le associazioni e i gruppi attivi del quartiere, per una grande festa totalmente gratuita. Queste le attività che partiranno la mattina (dalle 9 alle 13): giochi per bambini, piedibus (ovvero una sorta di "trenino" per far arrivare i bambini a piedi dalle loro abitazioni), un laboratorio di riciclo creativo, un torneo di basket. Questo invece l'elenco delle attività pomeridiane (dalle 15 alle 20): dj-set più live di band emergenti, flash mob, laboratori artigianali. A partire dalle 21 inizieranno invece i concerti serali con note band del circondario perugino, che si protrarranno fino a mezzanotte circa. Dalla mattina fino al tardo pomeriggio ci sarà un mercatino dell'artigianato e dei prodotti tipici. Ecco alcune delle associazioni che prenderanno parte all'evento: Fuori dalle scatole, YOW, CSG, Informagiovani, Terra Fuori Mercato, Riciclamiche, Ponte Solidale, Comitato artigiani Deruta, PET, Perugiassisi 2019, Apri La Porta, Basket Academy.

“Ponte in corso”, anche dj set e live tra le iniziative della manifestazione

Sabato 10 maggio all’Afterlife di Perugia le Idi Di Maggio presenteranno il loro debut album anticipato il 15 marzo scorso dall’uscita di “Pane e Coniglio”, il primo singolo di questo debutto discografico della band eugubina dal titolo “Mokajena”. Il progetto nasce tra i banchi di scuola del liceo nel 2005, in tutt’altra forma dato che la band si chiamava Skaouts ed eseguivano cover ska e R&B. Poi, con il passare degli anni e dei concerti hanno iniziato a sviluppare una loro idea di musica e quindi a comporre canzoni. Così anche il nome ha seguito il cambiamento della band. Tra le influenze più significative della band c’è la musica black, lo swing e tutta la scena musicale giamaicana.

Idi Di Maggio presentano all’Afterlife il loro album di debutto

The Rust And The Fury, ristampa del primo disco in edizione speciale per il Record Store Day

È uscita il 19 aprile scorso, giorno del Record Store Day 2014, la ristampa del primo disco dei The Rust And The Fury in edizione speciale, “May The Sun Hit Your Eyes SPECIAL EDITION” (2CD al prezzo di uno). In un unico cofanetto (grafica by Luca Farinella) oltre al primo disco, “May The Sun Hit Your Eyes” uscito il 14 settembre 2012, ci sarà anche “KeEPon”, l'ep acustico uscito il 27 dicembre 2013 in free-download sul noto portale Rockit. Il disco sarà disponibile ai concerti della band (la presentazione ufficiale si è svolta proprio il 19 aprile al negozio di dischi Musica Musica di Perugia) e nello store online dell'etichetta La Fame Dischi. Sul sito della label è possibile prenotare il cofanetto a un prezzo ancora più speciale: www.lafamedischi.tk. I The Rust And The Fury dopo l'estate pubblicheranno il loro secondo album prodotto insieme a WoodWorm Label.

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SHORT NOISE

Il 7 maggio alle 17 presso Palazzo della Penna a Perugia partirà il corso gratuito "Guida all’ascolto dei generi musicali: analisi comparata con il Jazz". Il progetto di educazione all’ascolto della musica Jazz si chiama N.O.T.E. JAZZ – New Opportunities of Trainig for Experiencing Jazz ed è finanziato dalla Regione Umbria. I corsi sono realizzati dall’Associazione FORMA.Azione srl in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz. Con questo progetto Umbria Jazz e FORMA. Azione intendono contribuire a una migliore conoscenza e comprensione di un ambito artistico – il jazz e le musiche che gli sono affini – tra tutti i cittadini adulti che, pur essendo appassionati di musica, non hanno però una “cultura del Jazz” né gli strumenti di conoscenza per apprezzarne appieno i linguaggi e le espressioni. L’obiettivo che il progetto si pone è in coerenza con quanto sta accadendo anche a livello nazionale con la petizione lanciata all’inizio del 2013 dal critico Filippo Bianchi con il sostegno della Associazione L-Jazz, cui hanno aderito Enrico Rava, Paolo Fresu e Stefano Bollani, protagonisti, fra l’altro, dell’edizione 2014 di Umbria Jazz. La petizione, fra i cui firmatari c’è anche Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz, chiede di fatto alle istituzioni che vengano adottati provvedimenti in grado di favorire una migliore conoscenza della musica jazz. In particolare i firmatari richiedono un costante lavoro sulla formazione per la ricerca di nuovo pubblico. Chi è interessato può ancora iscriversi ai corsi di "Guida all’ascolto dei generi musicali: analisi comparata con il Jazz" e di “Storia dal jazz attraverso gli eventi e gli artisti di Umbria Jazz”. Per iscriversi occorre scaricare il modulo dal sito www.azione.com e inviarlo o via mail a discepoli@azione.com o via fax allo 075/599.60.85; oppure presentarsi mercoledì 7 maggio alle 17 a Palazzo della Penna. Per ulteriori informazioni contattare Associazione FORMA.Azione al numero 335/10.20.424.

Al via il progetto “Note Jazz”

“Prati di Artemide”, il singolo che anticipa l'album d'esordio di Tito Esposito

È prevista per settembre l'uscita del disco d'esordio del cantautore campano, trapiantato a Perugia, Tito Esposito. Pur essendo molto giovane (classe 1983) il cantautore folk blues dall'ispirazione reggae con testi in italiano (una sorta di mix ben riuscito che ci restituisce un autore da seguire all’interno della nuova scena cantautorale italiana) ha raggiunto già traguardi importanti. Tra tutti c’è la partecipazione all'importante festival che si tiene ogni anno ad Atlanta in memoria di Frank Edwards (festival che prende il titolo di una sua canzone: “CHICKEN RAID”) organizzato dal famoso bluesman MUDCAT. Al festival sono invitati tutti i maggiori esponenti del piedmont blues tra cui a sorpresa quest'anno anche l'italiano Tito Esposito. “Prati di Artemide” è un brano che fa parte del disco d'esordio e che è già possibile ascoltare su: https://soundcloud.com/lafamedischi/tito-prati-di-artemide

A l via le iscrizioni per partecipare alla seconda edizione di Give Your Voice, il contest musicale organizzato dal Gruppo I Giovani di Telethon Umbria con il patrocinio di Comune e Provincia di Perugia, che si terrà al Frontone il prossimo 7 giugno. La deadline è per il 15 maggio: entro quella data gli artisti che intendono partecipare con cover o brani inediti dovranno compilare e consegnare presso il negozio Mipatrini di Via Trasimeno Ovest, 11 (di fronte all’Ostello della Gioventù) l’apposito modulo e la quota di iscrizione, inviandone quindi ricevuta all’indirizzo giveyourvoice@gmail.com. I brani ammessi al concorso saranno, quindi, eseguiti rigorosamente dal vivo durante la serata del 7 giugno al Frontone, di fronte ad una giuria di esperti, formata da musicisti, giornalisti e docenti. Ai vincitori l’opportunità di incidere il proprio brano, di esibirsi live in serate successive al concorso e l’opportunità di poter accedere gratuitamente alla sala di incisione e a corsi di approfondimento musicale. Ogni altra informazione, il regolamento del concorso e i moduli di iscrizione si trovano scaricabili su Facebook alla pagina-evento Give Your Voice 2014. L’intero ricavato di Give Your Voice sarà devoluto alla ricerca di cure per le malattie genetiche rare da parte di Telethon che, in Umbria, è attiva da anni nella raccolta di fondi da destinare allo scopo. “Il nostro obiettivo –precisa Laura Fortuna, coordinatrice del Gruppo Giovani di Telethon Umbria - è si la raccolta fondi, ma soprattutto la sensibilizzazione dei ragazzi come noi verso le problematiche delle malattie genetiche e la conoscenza di casi concreti più vicini a noi di quanto si pensi. La prima edizione di Give your voice, l’estate scorsa, ha avuto un’affermazione al di là delle nostre aspettative e il contest è stato portato come esempio di evento di successo da Telethon in diverse occasioni ufficiali. Il che, oltre a riempirci di orgoglio, ci ha motivato ancora di più a continuare su questa strada con sempre maggiore consapevolezza. Tutti i ragazzi che vogliono mettersi in gioco, fare un’esperienza di solidarietà concreta, impegnarsi nel volontariato sono i benvenuti nel gruppo I Giovani di Telethon Umbria, non solo in occasione di Give Your Voice ma tutto l’anno”. Ad aggiudicarsi la prima edizione di Give Your Voice sono stati i D.E.C., gruppo marscianese nato nel 1995, seguiti da The Shooters, band alternative-rock e dai Pro e Contro, gruppo dalla musicalità folk, formato da numerosi elementi. Premio della radio ai Karrandash, band dallo stile tra i più ricercati della competizione.

“Give your voice”, seconda edizione del concorso musicale indetto dal gruppo giovani Telethon Umbria

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BOOMBLASTAH FF by SAD La scena rap umbra e la cultura street trovano nuova linfa con un progetto artistico tutto da seguire e grazie ad un “caprone alieno” Il progetto BOOMBLASTAH FF nasce in seno al collettivo SAD (Sempre Allegri Dentro) con l'obiettivo di valorizzare e promuovere la fertilissima scena Rap perugina e umbra. SAD entra in contatto con la scena Rap grazie ad EnDoom (La Rek Crew), uno dei primi militanti del collettivo di artisti. Proprio con lui Richi Spennato, una delle menti del collettivo perugino, ha iniziato a progettare ed immaginare un grande evento che raccogliesse il maggior numero di rapper locali. Per raggiungere l'obiettivo è nata una squadra (BOOMBLASTAH FF) composta da Sara J-Jay, Emme PoLight, Mr SpLiff (SpLiff REC), Davie Minciaroni. I sei così hanno invocato lo spirito guida dell'imperatore assoluto e supremo del Rap: Mr BlastahMan, un caprone alieno venuto sulla terra appositamente per organizzare l’evento e per fare da testimonial. Il sommo BlastaMan ha indirizzato la squadra a non creare un evento che riguardasse solo il rap ma che toccasse tutti gli aspetti della cultura street umbra e perugina dalla danza alla street art fino ad arrivare dalla composizione musicale. Il progetto ha vinto (primo classificato) il bando "Forme Creative 2013-14” promosso dal Comune di Perugia e dall’assessorato alle politiche giovanili, con l’Informagiovani e il Centro Servizi Giovani che stanno dando un grande contributo organizzativo. evento principale L’evento principale dal titolo “BLASTAH BOMB” si svolgerà a Perugia, in una location ancora da definire in pieno centro storico, il giorno di chiusura delle scuole (7 giugno). L’inizio è previsto alle ore 16 per proseguire poi fino tarda notte e sarà così strutturato: il pomeriggio con djset di apertura e live di rapper perugini (si esibiranno ben 5 CREW e vari rapper solisti per un totale di 14 rapper sul palco); la sera sarà la volta dei beatmacker locali che si esibiranno in live set in cui faranno suonare le loro basi; la notte infine ci sarà il culmine dell’evento ovvero la battaglia free-

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style. Si scontreranno a colpi di rime improvvisate i rapper più temerari dell’Umbria. Per l’occasione sarà montata una gabbia che sarà il ring della battle! Durante un girone e l’atro del torneo ci saranno le esibizioni del corpo di ballo hip-hop ufficiale dell’evento “Blastah DANZER” e le esibizioni degli special guest: Syntex (beatboxer) e McNill (una rapper umbra che si sta facendo strada su scala nazionale). Chiuderanno la serata altri beatmacker con altri live set e djset. Ricchi premi sono in palio per i vincitori della battle : ben tre beat inediti per il primo classificato, la registrazione in uno studio professionale. Il secondo classificato riceverà invece 2 beat inediti. I beat i palio sono composti da 5 beatmaker locali: Endoom, Dr. Soul, Charlie Bronson, Musashi, Tezc. Eventi collaterali e anteprime Il grande evento di giugno sarà anticipato da un’anteprima che si terra presso il Centro Servizi Giovani il 24 maggio. L’evento si chiamerà “BLASTAH SELECTA” e sarà una sorta di Selezione / Contest che servirà per scegliere le “BLASTAH GIRL” che aiuteranno lo staff a coordinare l’evento di giugno; e i “BLASTAH DANZER” che formeranno il corpo di ballo ufficiale della serata. Per le BLASTAH GIRL selezionate è stato messo in palio uno shooting con il fotografo Rafael XYpsilon, mentre la crew di danza selezionata vincerà un beat inedito per ballare e un video clip promozionale. Per l’occasione saranno invitate tutte le scuole di danza e crew a partecipare. Per la promozione dell’evento sarà organizzato un mini tour BLASTAH SCHOOL DAY TOUR che toccherà giorno per giorno tutte le scuole di Perugia. Le date e gli orari saranno poi segnalati sulla pagina Facebook Boomblastah FF. Per iscriversi ai contenst (battle freestyle/selezione corpo di ballo/blastah girl) bisogna inviare una mail all’indirizzo boomblastahff@gmail.com oppure chiamare il numero 333 544 1601


n e w

LOSTUDIO8

w e b s i t e

lostudio8.com

o n l i n e


PHOTOS In senso orario partendo da qui:

• Chambers (2) @ Kandinsky di Riccardo Ruspi • The Aristocrats Amedeo Ferrante • Notwist (2) @ serendipity di Riccardo Ruspi • Luciano Ligabue @ Palasport di Marco Agabitini

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In senso orario partendo da qui: • Brunori Sas @ Afterlife di Marco Agabitini • Brunori Sas @ Afterlife di Amedeo Ferrante • John Densmore @ università stranieri di Uliana Piro • Modena City Ramblers @ Afterlife di Amedeo Ferrante • Gattuzan @ Afterlife di Amedeo Ferrante • Dente @ Morlacchi di Marco Agabitini

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GIOCHI

WHAT A DIFFERENCE... Trova LE 10 Differenze

The Rust and The Fury - Record Store Day 2014

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CORTINA di Andrea Lanzilotto DI FERROMENTI DI UMBRIA NOISE

Paolo Nutini – Caustic Love

Nato in Scozia, con evidenti origini italiche, Paolo Nutini si è affacciato al grande pubblico già da qualche anno. SCONFINA Prima con These Streets e soprattutto poi con Sunny Side Up si fa notare per le sue grandi qualità. Coniuga il vecchio con il nuovo, intreccia sonorità e le miscela in un tutt’uno che attira l’ascoltatore. Passato quest’anno anche sul palco di Sanremo, dove ha annunciato l’uscita dell’album e interpretato il singolo “Scream (Funk My Life Up)”. Tredici brani con i quali Nutini conferma ancora una volta le sue doti e il suo talento. Più marcati i tratti black rispetto al passato, sin dall’inizio si respirano le atmosfere funk e r’n’b che continuano, riadattate in chiave moderna, per tutto il lavoro. Si può affermare che Caustic Love segna definitivamente l’abbandono delle sfumature rock-indie, che hanno accompagnato sino a qua il cantante scozzese. Tre date a luglio in Italia per ascoltarselo dal vivo e farlo sentire un po’ a “casa”.

Thievery Corporation – Saudade

Siamo anche qui di fronte ad una conferma, quella dei Thievery Corporation, come una fra le migliori realtà che la musica di oltre oceano sta proponendo da alcuni anni. Il duo, che si conosce e si forma artisticamente a Washington, ha fatto della contaminazione il suo punto di partenza. Elettronica, chill-out, reggae, dub e tanto jazz si incontrano nei loro brani per far nascere qualcosa di unico ed estremamente elegante. Con Saudade tornano un po’ alle origini e compiono un percorso nelle sonorità più delicate e magiche che la bossa nova può regalare. Tanto Brasile quindi, le voci femminili ospiti rendono l’album ancora più raffinato. Forse troppo rispetto ad alcune sonorità alle quali ci avevano abituati, comunque sempre di un prodotto di ottima qualità stiamo parlando. Certi che il loro viaggio musicale continuerà, ci godiamo questo pezzo del racconto e ci immergiamo nelle atmosfere sudamericane.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO (UK): 24 e 25 maggio, in una delle capitali europee della musiLove Saves The Day Bristol ca, due giorni di esibizioni e tanti generi proposti.

Info: www.lovesavestheday.org

Barcellona (Spain): 28/31 maggio, nomi main stream (Arcade Fire, Ca-

Primavera Sound etano Veloso…) e meno (Sun Ra Arkestra, su tutti), vengono proposti

in decine di live. Info: www.primaverasound.es

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MILLE E PIù non replico!!!

DI Lázló Kovács FEAT. Andrea Mincigrucci

Maggio è Cannes e beato chi ci va. Quest’anno, ci siamo anche noi, o almeno illudiamoci di questo, dato che stilando le famigerate liste di fine/inizio anno ci eravamo giocati una wild card sul nuovo film di Alice Rohrwacher. Carta ben giocata, visto che l’autrice, in gara nella selezione ufficiale del festival, concorrerà alla Palma d’Oro con il film Le meraviglie. Non lo abbiamo ancora visto, ma aspettando l’uscita in sala (22/05), scommettiamo volentieri su di lei. Nell’attesa avremo di che godere anche noi poveri squattrinati, costretti al caldo delle nostre sale cittadine e lontani anni luce dai fasti della Croisette di Cannes, perché finalmente maggio è tempo dedito al buon cinema. Troveremo in sala due film sui quali puntiamo molto come Alabama Monroe (8/05) e Solo gli amanti sopravvivono (15/08), ma ci saranno anche Maps to the stars di David Cronenberg (21/05) e grazie alla Cineteca di Bologna la versione restaurata di Chinatown di Roman Polanski (26/05). Buon maggio di cinema!

ALABAMA MONROE

The broken circle breakdown di Felix Van Groeningen. Un bluegrass movie sospeso tra le Fiandre e l'Appalachia, così sul numero di dicembre ci auguravamo l’uscita in sala di questo film. Eccoci accontentati da Alabama Monroe: l’opera che ha conteso e ceduto l’Oscar a La grande bellezza. Un film dalla voce roca e sofferente, come solo i grandi interpreti del country nordamericano sanno intonare. Un’opera che traendo forza dalla danza fumosa, scaturita dalle corde di una blugrass band fiamminga, ci racconta la struggente storia d’amore tra Elise e Didier. Una storia apparentemente come tante ma che, dall’incontro alla passione, attraverso il fascino della discussione domestica, trasforma l’esistenza di due semplici amanti in una lotta per la sopravvivenza animata dallo scontro tra fede e ragione. Rifuggendo ogni intenzione saggistica, nel suo narrare per immagini uno dei temi centrali del nostro tempo, Felix Van Groening ci proietta al cuore della questione con una forza sorprendentemente inattesa. Due attori straordinari per un musical “illuminista” che, alternando melodie struggenti alla follia rocambolesca tipica dei movimenti folk, si trascina nel cerchio ininterrotto dell’esistenza. WILL THE CIRCLE BE UNBROKEN, BYE AND BYE LORD…

SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO

L’ultima opera del cineasta americano Jim Jarmush racchiude in sé il senso dell’attesa, della lunga attesa dei cinefili italiani, un’implicita paziente richiesta, ricompensata con un film di rara bellezza, un film prezioso, nel quale il regista cult d’oltreoceano si esprime a livelli altissimi. La sciogliersi e il progredire della narrazione, o meglio di una non-narrazione, ci spinge tra le pieghe della romantica condizione esistenziale dei vampiri, specchio e metafora della solitudine – anche scelta – che investe coloro che oggi non vogliono allinearsi al Blocco del Capitale, nella decadenza dell‘Occidente degli anni 2000. Tra i quartieri fantasma di Detroit – pagina vergognosa della storia americana più recente – e nel loro buio desertificato dei lunghi viali, arancioni di lampioni, o nella Casbah di Tangeri – la notte araba del Mediterraneo - tra gli scuri vicoli del centro, carichi di odori speziati, Jim Jarmush ci accompagna all’interno di un viaggio, una composizione quasi pittorica di atmosfere oniriche, ricreando quella magia del cinema dove, stavolta, nulla importa, se non amare e restare vivi. ONLY LOVERS LEFT ALIVE

Se volete, commentate o sbeffeggiate i miei pensieri su laszlokovacsblog.blogspot.it

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PAGINE LETTERARIE A CURA DI MATTEO SCHIFANOIA

PAROLE DALL'UNDERGROUND

Carlo correva a testa bassa sfiorando con le tempie il fresco selciato che separava la sua condizione di parassita da inferi possibili e mai apprezzati; i capelli sfoltivano contro un vento maligno che si incuneava nella gestualità pedestre avvilendo portamento e intenti. Molti prima di lui avevano corso contro l’atmosfera e tutti erano stati puniti dalla presunzione di esistere, dalla disperata voglia di dare un segnale, di non passare inosservati lungo una via, la via della vita, che brucia uomini e pensieri lasciando dietro di sé solamente ricordi troppo sbiaditi e codificati per emozionare ancora. Io raccoglievo i pezzi di pelle che Carlo pagava all’asfalto nell’esigenza martire di purificare un animo lungamente corruttibile. Carlo, e mai nome fu più azzeccato e consono, stravedeva per la figlia del posta celere, tal Mistichella, ragazza sgraziata, cattiva nelle idee, perversa, distante da un piacevole e tranquillizzante senso estetico canonicamente femmineo. Incipit del romanzo breve “non cogito ergo digito” (bompiani, 2012) di Antonio Rezza

Di speciale mille e non più mille. Ma mille che se millanta sempre? Ecco, lascia perdere il monologo e il dialogo, mettiti seduto e ascolta una storia. Quest’è la storia del signor mille, che in poco tempo doveva far capire quacosa a qualcuno vago. Quacosa gioiva librato nell’atrio a catturare le note scolorite di un fibrillatore d’intenti pieno di orrori ortografici. Bene, e allora, che vogliamo fare? Apriamo un locale, o meglio, riapriamo i finestroni dell’oscurità. No, non va bene, non va bene per nulla, annulla tutto, non puoi certo spedire un candelabro in testa al rettile. Continuo a non capire. Ma come puoi pretendere sempre e continuare a farlo nonostante questo diadema che crocofigge il crodilillo tra le fiammate di un armadietto crollato in sette merende pazze e contente? Non andrai a rispondere per certo, perché la biada scende sempre a mezz’asta, allora cammina dentro le mura del varco sognante ubriaco di quacosa senza lume di candela e continuità frattale, ecco, difficile condire un pratico benvenuto, manca un pezzo d’interesse da trovare tra le rime abbracciate, fenomeno non curioso di matrice codificata e insurrezio(mamma, babbo e fratello)nale. Nicola Castellini, Perugia, 2014

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Mirko Nasini, Perugia, aprile 2014.

Costanza Bondi, Perugia, da “Passione Latina” (2010, women@work)

Ore Accenti incomprensibili di camerieri sbronzi alla ricerca di coordinate su vecchie cartoline. Il mio piatto è freddo e la penna non scrive.

ISTANTE

Fascinazione di un istinto. Esternazione di un istante. Ne riscrivo i gesti. Adesso. Ora. Qui. Incantata come Luna. Sospesa come stelle.


il racconto del mese

PAGINE LETTERARIE scritto da GIULIA COLETTI

ILCosmonauti

a serata al Cosmo s’era conclusa come previsto a luci accese sulla pista ancora preda dei balli sconsiderati dei superstiti, e manco a dirlo, tra di loro l’immancabile Tea, ispirata al pari di un’étoile dell’Opèra de Paris, che roteava su se stessa sulle note di Get ready dei Temptations. Intorno a lei si dimenava la vivace brigata danzante sopra al ritmo degli ultimi pezzi: il fonico Franzone, impossessato dal fantasma di Kurt Cobain che gli faceva assumere, oltre a droghe non ben identificate, la tipica posizione grunge, braccia lunghe-testa bassa a fanta-schitarrare su basi totalmente inadeguate; Dok, uno dei pr, in pieno flirtaggio con Mina la guardarobiera, un barman sfuggito alla pulizia del bancone, un paio di pusher e il manipolo dei fedelissimi ballerini, chi più chi meno provato. Tutti a sgambettar, ad agitare gli arti travolti da un’euforia portentosa, come se non ci fosse un domani. Ad illuminare quel variopinto scampolo di umanità beatamente stravolta, l’imperitura luce emanata da DerviLove, guru dell’amore nonché ex vocalist indimenticato del Cosmo, capace di trasformare un tempo tal branco di saltimbanchi anaffettivi in una sezione aurea di devoti al sentimento supremo, dando esempi concreti a colpi di lingua nelle bocche delle sue adepte. Pietro Dervi, laureato in Scienze delle merendine, sapeva che il suo futuro era grande e altrove, così un giorno fece un biglietto sola andata per il Costa Rica, dove strinse amicizia con alcuni personaggi di spicco nell’ambiente ricreativo di San Josè, i quali, nasando il carisma del soggetto, lo coinvolsero in un giro importante di organizzazione di eventi. Dervi realizzava così il suo sogno: vivere in una festa continua, apprezzando il folklore e i prelibati prodotti tipici offerti per l’occasione. Il suo ultimo venerdì al locale fu strepitoso: la sorpresa era stata organizzata nei minimi dettagli e a metà serata dalla postazione luci arrivò il segnale: 3, 2, 1… all’improvviso fu buio e silenzio. Erano stati coinvolti tutti i presenti, gli amici avevano distribuito maschere col volto di Dervi stampato sopra e istruito gli intervenuti sul da farsi a tempo debito. Quando le luci si riaccesero il dj attaccò con un pezzo struggente di Lou Reed: il locale intero indossava la maschera. In consolle, dietro le spalle di un DerviLove sbalordito, venne giù srotolandosi una gigantografia di lui in posa da star e un faro sopra la sua postazione sparò un fascio di luce che lo illuminò come un santo. Scrosciarono applausi mentre manciate di coriandoli a forma di “D” e di cuore venivano lanciate dal terrazzo interno e una trentina di fan in pista eseguivano una coreografia in suo onore. Fu un tripudio. Sopraffatto da quell’incontenibile emozione, per una volta Dervi non trovò le parole; in compenso baciò sette ragazze e andò gloriosamente a pipparsi mezzo grammo in bagno. Perugia, marzo 2014

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PAGINE LETTERARIE

CONSIGLI PER LA LETTURA

AI MARGINI DELLA FERITA – SEPP MALL (Keller editore, 2014, p.192)

Tutti i crinali lungo cui corrono guardandosi in cagnesco due popoli costretti dalla Storia a condividere la stessa terra si somigliano almeno un po’. Paradossalmente noi siamo meno abituati a sentir parlare di quello che percorre una parte d’Italia, lassù, dove le Alpi ci dividono dall’Europa profonda, dove le lingue si sovrappongono e a volte si scontrano ancora, e vicende vecchie secoli faticano a guadagnare esiti definitivi. Il tedesco e l’italiano, lingua e spirito, libertà e oppressione. Senza la violenza e l'epica delle foibe, che pure ribollono a poche centinaia di chilometri da lì, cicatrici di un altro tempo e di un’altra guerra, i nervi scoperti dell’Alto Adige hanno molto da raccontare. Keller ha appena tradotto in italiano un romanzo cardine della rivisitazione della memoria recente altoatesina, scritto da un italiano ma in tedesco, un romanzo molto bello che piomba nel cuore degli anni Sessanta rimestando nella dolorosa percezione di sé della gente chiamata ad abitare quei luoghi. È Ai margini della ferita (traduzione di Sonia Sulzer) di Sepp Mall, uscito dieci anni fa nella sua versione originale. Giovanni Dozzini

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger

(Mondadori, 2006, pag. 50) Una storia d'amore persa tra le pieghe dello spazio-tempo. Due anime che si rincorrono attraverso i decenni incrociandosi, conoscendosi, dimenticandosi. Un bibliotecario con una malattia genetica particolare: viaggia nel tempo. Incontrerà la donna della sua vita ancora bambina, la incontrerà mille volte ancora negli anni, nel tempo, nei tempi e negli spazi dei suoi viaggi. Il passato dell'uno si mescola con il futuro dell'altro, il tempo diventa quanto mai relativo e la narrazione si dipana per salti in cui l'autore segnala a che punto della linea della propria vita è ognuno dei personaggi principali. Un libro per chi pensa che l'amore possa superare ogni barriera, perché quando lo riconosci non puoi fare altro che seguirlo. Ad ogni costo. Lucia Mariani

‘Nothing but the night’ (Nulla, solo la noTte) - John Williams (Fazi, 2014, p. 144)

Dopo il formidabile e inapparente “Stoner”, è appena uscito, sempre per Fazi Editore, un altro romanzo del riscoperto Williams. A leggerlo potrebbe sembrare l’ultima opera del non troppo prolifico autore, invece è la prima, scritta fra il 1942 e il ’45, mentre era soldato in Birmania. Il linguaggio è geniale e secco, incredibilmente maturo, perfetto da stordire. Un plot carico di suspense accompagna Arthur, giovane dandy che attraversa stereotipi newyorkesi in stile Hopper, su frequenze non lontane da John Fante. Il nòcciolo è universale e sta tutto nell’impossibilità d’entrare in contatto con l’Altro, di dialogare nelle profonde regioni dell’anima. Qualcosa che il protagonista persegue, ma uno shock infantile, un oscuro e lacerante passato, glielo impediscono. John Williams, il caso letterario del momento, un tesoro sommerso che qualche abile sub degli Stati Uniti d’Europa ha recuperato per esportarlo anche negli USA, sua distratta terra natia. Marco Rufini

IL CRISTO RICARICABILE – Guglielmo Pispisa (Meridiano zero, 2012, p. 464)

Cosa succederebbe se oggi, a Roma, arrivasse un messia? Attenzione: non Gesù cristo con la sacra compagnia di angeli e santi, ma un messia ordinario, un messia adatto ai tempi, a buon mercato, un messia giovane, insicuro, crocifisso dalle personalità dominanti della sua famiglia, per nulla interessato a influenzare le masse, un messia surfista che non vuole pensieri per la testa, che non ha niente da dire né da insegnare a nessuno. Così la casa editrice Meridiano Zero, tra le più interessanti realtà della piccola e media editoria italiana, presenta l’ultimo romanzo di Guglielmo Pispisa. Nella quarta di copertina sono segnalati gli ingredienti utilizzati e le istruzioni per l’uso: 3/10 di Tom Robbins, 6/10 di Mordecai Richler, 1/10 di Christopher Moore, 1 goccia di sacre scritture, 1 pizzico di postmoderno. Matteo Schifanoia

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AGENDA LETTERARIA

PAGINE LETTERARIE

Biblioteca San Matteo degli Armeni, Perugia, 18.00. Per il ciclo di incontri “Sotto il segno di mercurio”, "HAYASTAN. Il paese delle pietre urlanti". Pagine, immagini e racconto di un viaggio in Armenia. A cura di Francesco Brunelli e Andrea Maiarelli 8 maggio CT, Biblioteca Comunale di Terni, 16.00. Etnovocalità e letture dal mondo, a cura di Anna Maria Civico; partecipazione gratuita, info e prenotazioni Sala Leggerissimo 0744/549074, (appuntamenti analoghi 15/05, 22/05, 29/05) 9 maggio Museo di Palazzo Eroli, Narni, 17.00. ISUC presenta il libro “Storia regionale della vite e del vino in Italia. Umbria” (Volumnia editrice) di e con Manuel Vaquero Piñeiro. Coordina Gianni di Mattia Palazzo della Penna, Perugia, 18.00. Terzo incontro sulla Letteratura Internazionale a cura del Circolo dei Lettori di Perugia, “I pilastri della terra” di Ken Follett; coordina Gioia Zaganelli, letture a cura di Alberto Mori Sede Ass. Porta S. Susanna, Perugia, 21.00. Incontro “Piazza D’Armi e il mito del Parco della Vittoria”, con Mario Bellucci, Claudia Minciotti Tsoukas, Giuseppe Severini, Luciano Zeetti 10 maggio Spazio Onnivora, Ponte Felcino, Perugia, 21.00. Gara due del reading contest “Godzilla vs Amleto”, 4 squadre, 20 lettori, 5 musicisti, 3 cantanti (gara tre 24/05) 13 maggio Complesso di San Bevignate, Perugia, 18.00. Per il ciclo di incontri “La storia dei templari raccontata a San Bevignate”, “Diabolus in nubecula. Il diavolo si nasconde nei dettagli” con Chiara Frugoni, introduce M. Grazia Nico Ottaviani 15 maggio Biblioteca comunale, San Mariano di Corciano, 17.00. “Principi e principesse dispettosi”, letture per bambini con Domenico Madera e Alessia Rosi 16 maggio Palazzo Sorbello, Perugia, 17.00. Presentazione del libro "Argo. Una storia italiana" (Murena Editrice) di e con Antonio Carlo Ponti, coordina Serena Innamorati, letture di Francesco “Bolo” Rossini Foyer del Teatro Morlacchi, Perugia, 17.30. Presentazione del libro “Sotto il cielo stellato” di Girolama Sansone, (edizioni Marcianum Press), coordina Salvatore Maria Micchichè Palazzo della Penna, Perugia, 21.00. Conversazione con Silvia Avallone, da "Acciaio" al suo ultimo romanzo, "Marina Bellezza", incontro a cura del Circolo dei Lettori di Perugia 20 maggio Biblioteca Umanistica, piazza Morlacchi, Perugia, 18.00. “Letture ad Alta Voce alla BUM” a cura del Circolo LaAV, tema “La perdita di senso”, introduce Chiara Pazzagli, con uno spunto dalla novella “Io” di Arthur Schnitzler 22 maggio Chiesa di S.Antonio, corso Bersaglieri, Perugia, 18.00. “La fine di un mondo”, testimonianze da documenti, diari, lettere, ricordi, opere letterarie, musiche legate alle vicende della Grande Guerra, a cura del Club Canguasto di Perugia 25 maggio Biblioteca comunale, Tuoro sul Trasimeno, 16.30. Presentazione del libro per ragazzi “Il mistero dei pesci mutanti” di Silvia Vecchini 27 maggio Palazzo della Penna, Perugia, 21.00. Per il ciclo “Conversazione con pasticcini”, discussione sulla raccolta di racconti più votata tra quelle selezionate dal Circolo dei Lettori di Perugia. Le proposte al sito: http://www.perugiacircolodeilettori.it 28 maggio Biblioteca San Matteo degli Armeni, Perugia, 18.00. Per il ciclo “Donne nella Storia Storie di Donne”, presentazione dei saggi “Christine de Pizan. Una città delle donne di ieri e di oggi” e “Margherita Porete. Un libro che conduce al rogo”(Edizioni Era Nuova), di e con Tommasina Soraci dal 13 al 15 giugno Perugia, Umbria Libri, sessione speciale / maggio

A CURA DI GIULIA COLETTI

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