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Thee Flyin Tables - Shock/Wave - Sergio Briziarelli - dj Tano Ths Little Blue Slim -Sergio Caputo - PAGINE LETTERARIE


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DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi, Riccardo Ruspi, Matteo Schifanoia redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

ANDREA LANZILOTTO, MICHELE BELLUCCI, ANGIE BACKTOMONO, AMEDEO FERRANTE, GIACOMO CALDARELLI, FRANCESCO FIORONI, BARBARA BRACCI, GIULIA COLETTI, LUCIA MARIANI, GIOVANNI DOZZINI, Andrea Mincigrucci e Carlo Sperduti

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Riccardo Corradini cell. 345.7589349 pubblicita@umbrianoise.it

Progetto Grafico e impaginazione LOSTUDIO8 - 328.3318865 luca@lostudio8.com

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Arti Grafiche Paciotti Strada delle Fratte 2/A - Perugia

Editore

Umbria Noise di Riccardo Corradini Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbria Noise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

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Abbiamo appena superato i due anni insieme, ma per noi è come se fosse il primo giorno. Anche in questo numero, potrete trovare ciò che la nostra regione ha da proporci nel campo della musica. Per la copertina stavolta ci siamo affidati al bravissimo Tommaso Dozzini, che entra quindi a far parte della lunga lista di artisti appassionati di Umbria Noise. Iniziamo con la nostra solita carrellata di band locali, questa volta con una grandissima novità: come Umbria Jazz che "apre al rap", noi apriamo alla musica classica incontrando ed intervistando per voi Sergio Briziarelli (Direttore di Coro e Orchestra). Ma anche Mauro Magrini con il suo progetto "Little Blue Slim - One Man Band", i giovanissimi Shock Wave, Simone Tintillini con i suoi Thee Flyin Tables e il Dj Tano THS di Tuoro. Ovviamente non manca qualche anticipazione sui festival estivi e sugli ultimi concerti che propongono i locali: il Rework con la prima edizione di "Aldo dice 26 x 1" Festival, il Ricomincio da tre con la sua solita e brillantissima programmazione jazz, ed il nuovissimo locale di Foligno Supersonic. Noi di Umbria Noise ormai ci siamo abituati ad entrare in modalita "primavera" nel momento in cui la Darsena di Castiglion del Lago ci manda il suo comunicato di riapertura, e per questa estate in cui compie 20 anni di attività è riuscita a fissare i concerti delle migliori band dell'underground italico. Tra le nostre pagine ovviamente, l'immancabile rubrica di Angie Backtomono che per questo numero ha intervistato Enrico Gabrielli dei Calibro 35, e "Vintage Noise - Vagamente Vintage" di Frankie Dj che ci racconta di Allen Ginsberg e di quella volta a Spoleto...ma non vogliamo anticiparvi di più. Michele Bellucci invece ha incontrato per noi Sergio Caputo che proprio martedi 8 Aprile sarà al Teatro Morlacchi di Perugia. Tre pagine di short ci aggiornano sulle nuove uscite discografiche in Umbria (Shine Box e Majakovich), Conad Jazz Contest, Suoni Inchiostro, Martelive, Arezzo Wave, Umbria Jazz, Segnali 2014 e molto altro... Dulcis in fundo, oltre al fantasmagorico gioco che ci viene sempre peggio, le foto dei concerti di Marzo e le preziosissime quattro pagine dedicate alla letteratura umbra in collaborazione con Matteo Schifanoia. Quindi non ci rimane che augurarvi buona lettura!

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Thee Flyin Tables..................#4 Shock/Wave............................#6 Musica Classica.....................#8 Mauro Magrini.....................#10 DJ Tano THS........................#11 Sergio Caputo.......................#12 Agenda..................................#18

I'm with the band.................... #14 Vagamente Vintage noise....... #16 Rework...................................... #21 ShortNoise................................#22 Photo.........................................#26 Cortina di ferro........................#30 Cinevisioni................................ #31 Pagine letterarie......................#32

L'illustrazione in copertina è di Tommipsilon

UMBRIA NOISE Direttore responsabile

EDITORIALE DI DANILO NARDONI


Schitarrate e ritmi incalzanti, sono i Thee Flyin' Tables

DI RICCARDO CORRADINI

Questa interessante formazione, tra garage e power pop, mette insieme musicisti da anni protagonisti della scena umbra A Todi quando si parla di musica rock uno dei primi nomi che viene in mente è di sicuro Simone Tintillini. Chi lo vede suonare almeno una volta di sicuro non se lo può dimenticare. Lo avevamo conosciuto ed intervistato come frontman dei Mauseres qualche numero fa, ora lo abbiamo rincontrato per farci presentare i Thee Flyin' Tables. Il gruppo nasce negli anni ‘90 a Todi e crea un repertorio di covers sul genere pop rock (la formazione iniziale aveva anche dei cori femminili). Purtroppo dopo qualche live in zona il gruppo per varie vicissitudini è costretto a sciogliersi. Negli anni successivi Simone fonda i The Mighties e i Dorothydolls con cui suona per alcuni anni, band fortemente plasmate dagli ascolti garage punk e rock&roll. Generi che appassionano Simone e di cui ne è un vecchio (tra i primissimi) e fine conoscitore. “Ad un certo punto mi viene in mente di riformare una band - ci dice Simone - mi sono subito messo alla ricerca di un nome. All'inizio ero tentato di rimettergli Thee Dorothydolls però le band a cui ho messo questo nome sono andate tutte o quasi in malora quindi l'ho scartato per una questione scaramantica. Thee Flyin'

Tables è arrivato in un secondo momento, dopo aver contattato Lorenzo Abbondanza (conosciuto ad un provino), chitarrista e cantante perugino che milita nella scena blues e garage con vari gruppi storici quali Unwanted Sons e il più recente Psycho Beat. Insieme decidemmo di formare una cover band sul genere garage rock. La scelta degli altri musicisti è stata difficile, il genere a cui ci ispiravamo infatti è veramente poco conosciuto in Umbria, ma siamo comunque riusciti a trovare Angelo Raffaele Di Dio, batterista pugliese sposatosi e stabilitosi nella nostra regione”. La formazione iniziale è quindi formata da tre elementi ma durante le prove si accorgono subito di aver bisogno di altro: "Mancava all'orecchio e alla vista una seconda chitarra o un organo combo - prosegue Simone - Lorenzo contatta allora un bassista, un suo vecchio amico, Paolo Cutini che si presenta alle prime prove con un Eko Violin Bass, il che è positivo, perchè di solito i bassisti ti si presentano tutti o quasi con un Ibanez... a quel punto io passo dal basso alla chitarra e quando serve all'organo o a qualsiasi altra cosa serva per i brani (cori compresi). Da quando abbiamo ampliato la formazione abbiamo fatto pochi live ma ci troviamo bene in questo genere che abbiamo allargato ultimamente anche al power pop". Quale è il punto di forza del gruppo?

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"Il punto di forza del gruppo sono sicuramente i gusti in comune, è


facebook.com/thee.flyintables

importante venire dallo stesso background e suonare con lo stesso linguaggio. Il punto debole sono appunto quei gusti e quegli ascolti che purtroppo non abbiamo in comune". Quali sono i generi o gli artisti a cui vi ispirate?

band proponeva solo un repertorio di cover ora abbiamo arricchito la nostra scaletta con due brani originali composti dal nostro chitarrista Lorenzo. Un giorno in sala prove ci ha fatto sentire un paio di idee e noi le abbiamo arrangiati per il meglio".

"I generi di riferimento sono garage e power Come è un vostro concerto? Cosa ci si deve pop, e gli artisti ai quali ci ispiriamo sono band aspettare ad una vostra esibizione? come i Sonics, Music Machine, Seeds, Records, "Beh, un ascoltatore ad un nostro concerto si Bram Tchaikosky, Raspberries, Badfinger, Big dovrebbe sopratutto divertire ma anche ascolStar e Standells. Se in un primo momento la tare brani che la maggior parte della gente non conosce. La nostra speranza è quella di incuriosire il pubblico proponendogli un genere poco ascoltato e poco conosciuto… se poi riusciamo anche a farli interessare a questo particolare sound e a farli sciogliere a forza di schitarrate e ritmi incalzanti, che ben venga". Dove vi sentiremo suonare prossimamente e quali sono i vostri progetti per il futuro?

"Il nostro prossimo concerto sarà alla Siesta dell' Alcalde (Ellera) l'11 aprile. Per il futuro stiamo decidendo su come sviluppare il nostro progetto, ne stiamo proprio discutendo in questi giorni, e poi c' è un grande sogno nel cassetto: una stampa su vinile dei nostri pezzi originali".

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DI DANILO NARDONI

L'onda d'urto degli Shock/Wave Power-punk diretto, fatto di pezzi brevi, che presto sfocerà in un primo disco

Ogni suo singolo componente porta, oltre a quello musicale, anche altri evidenti contributi: chi l’umorismo, Alessandro “Ciccio” Graziani (basso, cori), chi il fomento, Giulio “Caste” Castellini (chitarra), chi il raptus, Alessandro “Porcy” Porciello (“Porcy”). Il pessimismo è invece a carico del “Kata”, soprannome di Alessandro Catanzaro, vera anima di questi irriverenti Shock/Wave. La band infatti è un suo progetto, in cui Alessandro canta, scrive testi, musiche e organizza i concerti, risultando insomma una sorta di “dittatore artistico” alla Billy Corgan. Gli Shock/Wave sono una band indie-punk di Perugia. Esistono da quando Alessandro ha scritto la sua prima canzone, nel 2010. In questi anni di attività hanno fatto decine e decine di concerti sul territorio, accompagnati ogni tanto da episodi “clamorosi”, come quando, racconta il “Kata”, “per ben due volte siamo stati cacciati dai locali in cui suonavamo per intemperanze”. “È il

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bello del rock”, afferma il cantante. “Se i proprietari dei locali, gli organizzatori o chiunque sia riescono a capire che noi siamo dei giovani con la passione per la musica con l'unico obiettivo di mettere in scena un bel concerto e che soprattutto non facciamo del male a nessuno – aggiunge –, allora non creiamo alcun tipo di problema, ma se invece ci trattano male e cominciano a riempirci di ogni tipo di richiesta assurda, allora mi metto d'impegno per rovinargli la serata. Inoltre, gli altri membri degli Shock/Wave sono con me in questo”. Il nome Shock/Wave va poi scritto rigorosamente con una barra in mezzo. Come AC/ DC. Una citazione? Solo apparentemente. Il nome, letteralmente “onda d’urto”, è subito piaciuto al fondatore della band perché rappresenta bene la sua idea di musica e il suo genere di riferimento, che caratterizza il gruppo per un ‘power punk’ capace di entrare dritto prima nelle orecchie, poi in testa. Canzoni brevi, 3-4 minuti al massimo, prevalentemente in inglese (“la lingua italiana non è secondo me – spiega Alessandro – particolarmente adatta alla musica rock, nonostante oggi la maggioranza sembra pensarla diversamente”), alternanza tra strofe calme e ritornelli potenti, il tutto con i riff di chitarra sempre protagonisti. Per definire poi il genere che fanno, Alessandro la mette in questo modo: “Io sono un appassionato di definizioni e classificazioni ma sono anche conscio del fatto che queste spesso si rivelano limitanti, o troppo vaghe. Ad esempio oggi si utilizza il termine 'indie' per indicare un'area vastissima della musica rock e in Italia è tutto un pullulare di gruppi indie. Seguendo


questa logica anche noi dovremmo essere un gruppo indie, anche se devo dire che la musica che mi appassiona e mi ispira di più è quella che va dalla fine degli anni '70 in poi, quindi punk, new wave e tutto ciò che ne è derivato (come grunge, britpop e tutto quel variegato genere che si definisce alternative rock)”. “Sono io che porto avanti le canzoni – spiega Alessandro – dal momento che scrivo i testi e le musiche di base, per poi svilupparle tutti insieme in un secondo momento. Ho sempre cercato di scegliere i membri tra i miei amici, in maniera che il feeling tra noi fosse il migliore possibile. Non mi è mai piaciuto cacciare gente dal gruppo, ma a volte (troppo spesso in realtà) ciò si è rivelato necessario perché qualcuno non riusciva a seguire il nostro 'ritmo', avendo altri impegni e perciò non potevo fare altrimenti. Con l'attuale formazione ho ottime impressioni: siamo tutti amici e tre di noi frequentano la stessa università, durante le prove ci divertiamo e spesso usciamo tutti insieme. Il fatto di essere buoni amici è sicuramente un punto di forza del gruppo, c'è da dire però che siamo tutti tipi abbastanza introversi per cui ci manca un po' quella malizia che serve a creare

occasioni importanti, specialmente in una città tendenzialmente chiusa come Perugia. Partendo dal presupposto che Perugia non è (purtroppo) San Diego, in questa città per dei musicisti è difficile trovare spazi e farsi notare, ma noi crediamo in quello che facciamo e siamo guidati da una grande passione per la musica, per cui, come si dice in inglese, 'we keep pushin!'”. Sul fronte del lavoro fatto in fase compositiva, gli Shock/Wave hanno già registrato qualcosa in passato, finora in maniera per così dire artigianale. “Per la fine dell'estate, il tempo necessario a mettere da parte le risorse, abbiamo intenzione – ci anticipa Alessandro – di registrare in un vero studio, in maniera tale da rendere disponibili le nostre canzoni per chi volesse ascoltarle nella versione migliore possibile. Dovremo fare un'accurata selezione, dato che ormai abbiamo completato (con ciò intendo che sono pronte per essere suonate di fronte ad un pubblico) una trentina di canzoni”. I loro testi sono prevalentemente in inglese, ma qualche tentativo in italiano lo hanno fatto. La formazione, inoltre, orbita nella galassia del 'SAD', collettivo di artisti “Sempre Allegri Dento”, sin da quando l’associazione è nata, alla fine del 2012. “Sono stato – racconta ancora Alessandro – uno dei primi a credere in questa esperienza, ho incoraggiato Richi Spennato, col quale ho un lungo rapporto di amicizia, a fondare il collettivo e ci siamo confrontati riguardo alcune scelte da intraprendere, come organizzare eventi e manifestazioni, e continuerò a farlo anche in futuro. In tutto questo ho anche cofondato con lui ‘Le Caramelle degli Sconosciuti’, da cui poi sono uscito per divergenze artistiche; diciamo che io sono un tipo tendenzialmente razionale e la follia, che è la parola d'ordine dichiarata di questa band, alla lunga mi manda fuori di testa!”.

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DI RICCARDO CORRADINI Un voce fuori dal coro… un talento umbro della classica in giro per il mondo La bella storia del giovane direttore d’orchestra e coro Sergio Briziarelli, partito dalla piccolissima Castiglione della Valle

A due anni dal primo numero di Umbria Noise ci siamo accorti di non aver mai dedicato un articolo al mondo della musica classica umbra o ad un suo musicista. Presentiamo quindi in queste pagine un giovane direttore di orchestra e coro che da Castiglione della Valle (Marsciano) è riuscito a portare il suo talento in giro per il mondo: Sergio Briziarelli. Sergio inizia la sua formazione musicale accademica presso il Conservatorio di Musica "Francesco Morlacchi" di Perugia, in Canto Lirico, Composizione, Musica Corale e Direzione di Coro e consegue nel 2011 il diploma in Direzione d'Orchestra al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano. Ha poi frequentato i Corsi di Alto Perfezionamento Musicale in Direzione d'Orchestra presso l'Accademia Musicale Chigiana di Siena, ed ha inoltre studiato Direzione d'Orchestra nella prestigiosa Universität für Musik und Darstellende Kunst di Vienna. Nel 2013 ha conseguito un Master di Specializzazione in Direzione di Coro presso la Fondazione "Guido d'Arezzo" con i maestri Gary Graden, Lorenzo Donati, Ragnar Rasmussen, Peter Broadbent, Javier Busto. Da dove nasce la passione per la musica e in particolare per la classica?

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“Studiavo pianoforte da bambino e all'inizio non ero proprio interessato alla musica - dice Sergio - ero annoiato dal solfeggio, da una im-

postazione rigida dello studio. Verso i 12 anni qualcosa è cambiato. Avevo una compagna di classe alle scuole medie che come me studiava pianoforte, una ragazza di Fontignano. Mi ricordo che era così brava a suonare che ascoltarla mi stimolò al punto di dare un bello slancio alle mie motivazioni. Le lezioni di pianoforte mi sembravano noiosissime e anche gli ascolti dei dischi storici di brani per orchestra che seguivo insieme la partitura non erano proprio il massimo... era un linguaggio difficile, che non capivo. Ma con quegli ascolti ho progressivamente aperto delle piccole crepe in un muro che all'improvviso è caduto. Di conseguenza a 14 anni ascoltavo Bach, Vivaldi, Monteverdi e tanti altri, sentendo dentro di me i processi emotivi di quella musica. Da lì inizia tutto, il mio interesse per il suono acustico, per la musica vocale e per il dialogo che si crea tra le diverse voci (contrappunto). Su come la tensione di una dissonanza e la distensione di una consonanza creano un dialogo, una grammatica musicale, un colore e un gioco che abbraccia la musica di tutti i tempi (o quasi) dai Pink Floyd a Guillame de Machaut”. Visto che hai studiato all'estero, trovi delle differenze per intraprendere la carriera musicale?

"Sicuramente la politica ed i governi che investono o non investono sulla cultura o anche l'attenzione dei privati che finanziano, come negli Stati Uniti per esempio, dove i teatri e le orchestre hanno delle cospicue donazioni da parte di privati. Dipende dal paese che si sceglie come meta. Nella mia esperienza è capitata l'Austria. Trovo che sia una delle punte di diamante d'Europa e probabilmente del mondo, sia per la formazione che per la professione. Sono arrivato a Vienna nel 2010 come studente


presso la Universität für Musik und Darstellende Kunst, per 14 mesi ho girato in lungo e in largo questa favolosa città. È' un paese con degli stimoli incredibili e per tutti i gusti! Jazz, Rock, Sinfonico, Opera, Musica Contemporanea, Musica da Camera, tutto... e naturalmente al top della gamma! Insomma una situazione un po' diversa dalla nostra". Qual è secondo te la cosa più "divertente" nel cantare in un coro?

"Intanto cantare in un coro è spettacolare. Fatta questa semplice e modesta premessa, trovo che sia uno dei modi più fantastici di fare musica. La voce che esce dal tuo corpo (quindi il tuo primo strumento) che si unisce alle frequenze di altre voci, ed attraverso il dialogo tra vari gruppi (sezioni), si organizza e sviluppa la musica. Solo con la voce, niente corde, ance, tasti, pedali, ecc… solo l'uomo! È il mio campo di azione, scusa l'enfasi ma sono proprio di parte. Oggi ascoltando la musica solo attraverso delle casse o cuffie, siamo abituati ad avere un idea del suono e della vibrazione un po' compressa o comunque condizionata da questo aspetto. Le vibrazioni acustiche naturali degli strumenti e della voce producono nell'aria tutt'altro effetto: il vero 3D! Senti le vere vibrazioni del legno, delle corde del fiato degli esecutori.. beh, non voglio annoiare ma credo che un conto è guardare una fotografia meravigliosa in un computer tutta “mixata” di ritocchi, e un conto è essere dentro un paesaggio ed essere parte di esso".

"L'esperienza più bella che ho avuto è stata una produzione lirica. Nel 2010 vinsi un concorso interno al Conservatorio di Milano e fui invitato a dirigere la Traviata di Giuseppe Verdi presso il Teatro Giapponese di Kurashiki-Okayama. È stata per me una responsabilità enorme e un'esperienza incredibile. Orchestra in buca, cambio scene, solisti e coro in palcoscenico, tachicardia. Da quella volta non mi è più successo di avere un esperienza così prestigiosa: sono stato in Germania, in Romania e in Austria sempre per dei progetti di studio con orchestre o con insegnanti di direzione. Questo bagaglio prezioso me lo porto dentro e lo sfrutto nella vita di oggi!". Progetti per il futuro?

"Mi piacerebbe tornare all'estero onestamente. In ottobre ho tentato un’audizione ambiziosissima che però non ha avuto i risultati che speravo. Per adesso sono qui a Perugia almeno fino all'autunno 2015. Ho sempre 1000 idee ed ora i miei progetti per il futuro riguardano proprio il passato: Francesco Morlacchi questo sconosciuto! Il compositore perugino ottocentesco al quale è dedicata una piazza, il teatro principale della città ed il conservatorio. Ho avuto l'approvazione del consiglio accademico dell'istituzione musicale perugina di poter riportare in vita alcuni lavori musicali dell'“augusto” maestro, i cui manoscritti si trovano appunto nella biblioteca. Vorrei poterli trascrivere e pubblicare in edizione moderna e ovviamente presentarli con una esecuzione in concerto. Sono già al lavoro da mesi, non è semplice ma è veramente spettacolare e interessantissimo".

Tra le tue esperienze musicali quale è quella che ricordi con più piacere?

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facebook.com/littleblueslim

Mauro Magrini - Little Blue Slim One Man Band La prima volta che ci siamo conosciuti è stato qualche anno fa all' Urban, Trasimeno Blues aveva portato uno dei suoi concerti nel locale: Eric Sardinas con il suo trio. La serata era di fuoco, il cantante e la band menavano forte, e nel pubblico potevo riconoscere tutta la famiglia del Blues umbro. Poi tra un pezzo ed un altro si sentì un armonica risuonare dalla platea..la scena era quasi surreale. Per qualche secondo si fermò tutto, si stava in silenzio a capire cosa stava succedendo. Sardinas, a puntare come un cacciatore la sua preda, individuato il punto da cui proveniva il suono non ha fatto altro che invitare sul palco il musicista, due note per la tonalita e poi solo Blues. Il ragazzo con l'armonica si chiama Mauro Magrini e noi di Umbria Noise lo abbiamo incontrato per qualche domanda ora che ha un nuovissimo progetto da presentarci. Inizia a suonare Blues da quando aveva 19 anni, prima chitarra poi armonica. Ha suonato negli anni con diverse formazioni tra cui i piu recenti "Framestop Blues Band" (7 elementi) e "Blues Crime" con cui ha avuto l' onore di suonare insieme ai leggendari Moreland & Arbuckle sul palco del Torrita Blues on the Garden. Da ottobre 2013 è diventato One Man Band sia per scelta che per necessità come ci spiega: Come nasce il progetto?

"Spesso mi ritrovavo in sala prave da solo, e iniziando a giocherellare con gli strumenti che trovavo ho capito che poteva nascere un nuovo progetto, Little Blue Slim per l'appunto. Suonare con una Band è un' esperienza magnifica per mille motivi, suonare da soli invece ti permette di crescere in maniera differente sia da un punto di vista artistico che umano, in quanto sei da solo davanti an un pubblico, e devi essere in grado di interpretare nel modo migliore la serata". Che tipo di Blues suoni?

"Il mio repertorio è un viaggio musicale che va dai canti Gospel alle contaminazioni del Blues,

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del Country e del Folk. Ora mi sono cimentato nella composizione di qualche brano originale e allo stesso tempo sto registrando il mio primo EP "Tana del Topo" che mi sarà utile per partecipare ai vari contest e festival Blues. Per riuscire a catturare l'attenzione del mio pubblico ho creato il mio personaggio sulla falsa riga di mio nonno Bando, che faceva il contadino, considero infatti importantissimo riuscire a catturare oltre che l' attenzione dell' orecchio anche quella dell' occhio. E allora tuta da lavoro e cappello di paglia e come per magia il mio sound ha preso forma a colpi di ukulele, weissenborn, cigar box, armonica e chitarra " Come vieni accolto dal pubblico umbro?

"Per ora il pubblico che mi vede si è sempre divertito, spesso tento di coinvolgerli nei brani facendoli simulare il suono del vento, del mare o dei gabbiani. Insomma faccio tutto quello che serve per divertirci insieme. Capisco che il concerto funziona quando le stesse facce ritornano con nuovi amici. Per me è una grande soddisfazione vedere aumentare il pubblico di concerto in concerto" Prima di salutarci si lascia sfuggire anche qualche anticipazione su un nuovo video e un bel cd in fase di realizzazione...e magari anche una "Little Blue Slim Band". Noi di Umbria Noise di sicuro lo ricontatteremo nei prossimi numeri per essere sempre aggiornati! Per tutte le info, foto, video e per rimanere aggiornati sulle novità e le serate di Mauro cliccate su facebook.com/littleblueslim


DI RICCARDO CORRADINI

La house firmata Dj Tano THS

Stefano Strappaghetti ci parla del suo progetto e del Trasimeno House Staff, collettivo nato per “accendere” la cultura della musica elettronica Nella zona di Tuoro e del Trasimeno quanto è radicata la cultura della musica elettronica, siete in molti ad ascoltarla o ci sono più rockettari?

"Di certo a Tuoro non mancano gli amanti del rock (i ragazzi del Bacio della Medusa sono di qua) ma è comunque un centro importante anche per la musica elettronica ed house. Anche se credo che le generazioni passate siano state più ‘attaccate’ a questo fenomeno musicale, dalla mia zona si muovevano e si muovono moltissimi ragazzi per andare insieme alle serate. L'esigenza del THS in una qualche maniera conferma questo movimento". A proposito, cosa significa THS?

"THS sta per ‘Trasimeno House Staff’ e nasce dall'idea di mio fratello Carlo. Dopo aver iniziato al Blue Kaos partecipai ad una gara per dj alla discoteca Insomnia di Pisa. Arrivai terzo ma continuai poi a suonare in questo locale per due anni, così che occorreva assolutamente una sigla che rappresentasse le nostre liste nei vari locali... e fu THS. Da qualche anno non ho fatto altro che aggiungere questa sigla al mio nome: Tano THS, mi piaceva e poi c'era una storia dietro che non potevo abbandonare!". Parlaci del tuo ultimo album…

"Ho stampato da poco il mio secondo album dal titolo ‘Senza Cuffia’ e di tempo ne è passato dal primo, più duro ed aggressivo. Questo lavoro invece racchiude idee, sensazioni e ricordi di un momento più underground. Le prime quattro tracce ti fanno fare un salto nel passato mentre la parte centrale ha delle sonorità acid ma se vuoi anche attuali fino ad arrivare alla parte finale che esplode in un mix di tech e progressive". Programmi per il futuro?

"Stiamo lavorando all'organizzazione una tre giorni di musica (24 - 26 aprile): due serate le dedicheremo probabilmente alla disco e la terza ad un concerto rock. Ovviamente appena possibile vi daremo ulteriori dettagli. Per quanto riguarda la mia attività di dj invece ci sono dei lavori in cantiere che pubblicherò a breve".

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djtanoths.com

Come i collezionisti di monete che tentano di decifrare i marchi e simboli più impercettibili nei loro ritrovamenti, alle volte capita anche a noi di Umbria Noise di voler approfondire alcuni aspetti della musica umbra partendo dal materiale audio che ci arriva e che non conosciamo. Qualche mese fa quasi per caso ci hanno consegnato un vinile ed un cd di musica elettronica con su scritto solo THS. Non gli abbiamo dato molta importanza fino a qualche giorno fa, quando abbiamo conosciuto Dj Tano THS di Tuoro sul Trasimeno (Stefano Strappaghetti che ci ha portato il suo ultimo album). Ovviamente gli abbiamo fatto qualche domanda per i nostri lettori. Resident nei primi anni di attività (meta ‘90) al Crocodile Blue Kaos, al Noise Park e poi al Penelope caratterizzava i sui set con musica spesso ignorata dalle classifiche, proponendo qualche brano dell'ancora poco ascoltato tech-house. Negli anni si fa le ossa suonando in molti locali tra cui il Morumby (Elba), Jouice (FI), River Piper (FI), Jona Club (LT), Central Park (FI), Tre Soldi House Club (AR), Cocorico ma anche dalle nostre parti al Moma, Red Zone, Cyborg Disco, Gradisca, Cantiere 21 e la Villa. Collabora con artisti internazionali del panorama House come Kid Batchelor, Danny Budda Morales, Alex Neri, Luca Masini, Lello Mascolo e Stefano Noferini. Dal 2008 partecipa all' organizzazione dell' evento "Collective" e del Vintage Vibes (serata meomorabile nel 2009 con PFM e Bacio della Medusa). "Faccio il dj da quando avevo 14/15 anni - ci dice Stefano - ma ho iniziato a lavorare nei club nel 1995 precisamente al Blue Kaos di Monte San Savino".


ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci "E adesso navighiamo dentro un sogno planetario, il whisky mi ritorna su, divento letterario. Ma perché non vai dal medico e che ci vado a fare non voglio mica smettere di bere e di fumare". Incontrare Sergio Caputo è trovarsi vis-à-vis con un artista che rappresenta un mondo, un modo di concepire la vita, un inimitabile approccio alla musica. Per il viaggio indietro nel tempo di questo primo scorcio di primavera abbiamo quindi deciso di farci un regalo e di farlo a voi lettori, lasciandoci accompagnare in un "sabato italiano" di 30 anni fa da uno dei cantautori più significativi della musica italiana.

Non è un sabato qualunque... quel Sabato Italiano Sergio Caputo sarà al Teatro Morlacchi di Perugia martedì 8 aprile

Sta riscuotendo un grande successo il tour che accompagna l'uscita di “Un sabato italiano 30”, rivisitazione dell'album datato 1984 che lanciò l'artista romano e che, oggi, si tinge di jazz allontanandosi dalle sonorità patinate anni '80. Un'operazione che non odora di nostalgia ma che anzi conferma la vitalità artistica di Caputo, da sempre innovatore e fuori dagli schemi: «Quelle canzoni sono nate negli anni '80 e sono state realizzate con la cultura sonora di quel periodo. L'album però è uscito dagli '80, l'ha superati scavalcando almeno una

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generazione intera. Quindi quei suoni erano diventati un limite». Ciò di cui parla Sergio Caputo è soprattutto l'utilizzo della tecnologia, allora davvero pionieristica nel campo della musica, capace di segnare nettamente un'intera epoca: «Il suono dei '70 non è mai andato fuori moda basta pensare a David Bowie o agli Eagles. Nel decennio successivo invece si oscillava tra il pop e il folk-jazz, con i sintetizzatori a farla da padrone. Nasceva allora il famoso "thriller" dell'U-50, quello usato da Michael Jackson per capirci. Era un'ondata di tecnologia che si metteva al servizio della musica. Poi sono tornati suoni più classici e per questo ho sentito l'esigenza di rifare Un sabato italiano (nel quale sono anche contenuti due inediti scritti di recente, ndr) e proporlo sia a chi già conosceva il disco che a nuovi ascoltatori». In effetti è evidente, assistendo ad un concerto dell'artista, quanto sia trasversale il suo pubblico, dai fan della prima ora, ancora fedeli e desiderosi di rivivere quelle atmosfere tra l'onirico e il quotidiano del quale Sergio Caputo è ma-


sergiocaputo.com

estro, ai giovani appassionati attratti dalle irresistibili sonorità swing e dallo stile "beat" dei testi. Qui spunta una delle differenze più evidenti tra l'epoca in cui ci troviamo e quella nella quale siamo volati viaggiando indietro nel tempo: «Allora non c'erano i computer ma era presente la cultura che portava a scoprire cose nuove. Una ricerca che era soprattutto letteraria. Paradossalmente adesso che ci sono più mezzi è più complicato procurarsi cultura! Sento che c'è un desiderio di scrivere in modo più poetico, di elevare la musica italiana ma mancano gli agganci, non si sa dove cercare. Prima si frequentavano le librerie, non tutti certo, ma gli interessati sapevano dove andare e da un libro si passava a un altro. Era una cultura che si diffondeva a macchia d'olio e che ora è scomparsa. C'è internet e ci sono i link, ma non ci si sofferma più. Per fortuna i miei fan ancora ascoltano il disco per intero, dall'inizio alla fine, loro sono un'eccezione!». Caputo ricorda il passato ed è bello lasciarsi affascinare da qualche racconto: «Carlo Massarini ricorda nella prefazione del mio libro "Un sabato italiano memories" (pubbli-

cato recentemente da Mondadori, ndr) che quando andai al programma Mr. Fantasy lui stava presentando al pubblico un oggetto misterioso… il cd! Non era ancora uscito sul mercato e tutti eravamo un po' scettici. Quando prese piede anche da noi provocò una grossa crisi discografica perché le persone ci avevano messo anni a farsi gli impianti a casa, con valvole e tutto il resto!». Sergio Caputo si conferma estremamente moderno anche nella sua abitudine di sfruttare canali innovativi come YouTube per diffondere la sua musica, «sto montando un video nuovo e sto per lanciarlo» anticipa, eppure resta fedele al format dell'album e ammette di averne uno in preparazione: «Ho la fortuna e l'audacia di essere un indipendente quindi sono io a decidere come far uscire le cose. Le radio non passano più la musica nuova, per questioni assurde che secondo me sfoceranno in una sorta di "radiopoli", e in molti casi i dj non possono scegliere i brani da mettere. La musica si sta avviando verso un territorio inesplorato, con il crollo delle case discografiche, il cd che scomparirà lasciando il posto ad applicazioni o plugin; questo territorio va assolutamente pilotato, bisogna mettersi in prima linea anche per evitare che nel live succeda quel che è accaduto nella discografia, ovvero eliminare il livello medio facendo suonare nei teatri chi fa gli stadi, chi fa i teatri nei club e così via». Uno stare in prima linea che per Sergio Caputo è anche significato allontanarsi dal suo Paese e dal suo universo artistico, lo stesso che oggi, con 30 anni di storia alle spalle, è tornato più attuale che mai. NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, segue e vive la musica come giornalista, direttore artistico, esperto di comunicazione. Collabora con Il Messaggero dal 2001, molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

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I'M WITH THE BAND

di ANGIE BACKTOMONO Foto di Valeria Pierini

LA MILLEUNDECIMA NOTTE

La sua notorietà decennale, la multiforme competenza, l’infaticabile dedizione alla musica mi sovrastano già nelle ore che precedono il mio incontro con Enrico Gabrielli, insieme alla superficiale equivalenza di cui spesso sono vittima ma che, stavolta, brandisco io stessa come inconsapevole carnefice: chi sa il fatto suo, è uno stronzo. Quando un’inondazione di informazioni mi travolge, nel tentativo di dragare la sua biografia in cerca di resti tangibili con cui ricomporre la tentacolare esperienza artistica, mi figuro dunque un saccente e un po’ bastardo milanese adottivo, e già mi pento di aver richiesto – primo e finora unico caso – l’intervista di mia iniziativa, maledicendo la curiosità prometeica e quella che al liceo ci insegnarono essere hybris. Ma anche stavolta la mia pelliccia sintetica e lo smalto cremisi innescano l’illusione: ogni volta che mi siedo di fronte a un artista nel locale deserto, oltre il bancone sorvegliato dalle bottiglie di gin e rum ancora assopite nel loro riposo diurno, mi astraggo dal tempo e dallo spazio e dimentico di non essere a Londra nel 1976 e che quest’intervista non finirà sulle pagine dell’NME. Parlare di musica non è masturbazione virtuale: è l’unico argomento per cui vale la pena incrinare la perfetta e benefica magia del silenzio e uscire allo scoperto confondendosi con un’altra individualità, per di più estranea; e se lo sconosciuto di questa one night stand verbale ha la passione inesauribile, il lucido delirio e la sterminata collezione di stimoli di Enrico, allora la sintonia si compie in una confidenza singolare di battute all’unisono, sottintesi e riferimenti condivisi e confessioni semiserie. Il gioco della popolarità viene sospeso e, mentre tu ti sveli come un musicista che scrive e suona e ascolta, io torno a essere la ragazza ossessionata dalla musica e da chi la vive, che si passa la mano tra i capelli in gesti di emozionato riserbo; dimentico l’immagine che consapevolmente impongo al mondo quando mi chiedi nome e cognome e noti la ridondanza di una consonante e comprendo che, nei diciotto mesi in cui questo bestiario musicale si è squadernato di fronte ai miei occhi e intorno alle mie orecchie, l’opera alchemica di tramutare l’ideale in esistenza reale si è quasi compiuta. Quando tu indugi a parlare con i miei amici sconvenienti e percorri le strade silenti del centro, quando non ti prendi sul serio scherzando sulla tua giacca da Enrico Gabrielli periodo Afterhours e sul cappello da Enrico Gabrielli periodo Mariposa, io sono dentro i miei dischi i miei libri i miei film, finalmente non più solo Angie, ma Angela. (Le bottiglie di gin e rum sorvegliano il bancone del Supersonic Music Club di Foligno, a cui io e Gabrielli eravamo appollaiati durante un’intervista torrenziale, prima del concerto dei Calibro 35; la fidata Valeria Pierini è riuscita a tirarne fuori delle riprese, disponibili nel sito di Mola Mola Webzine sotto la rubrica “Supersonic”)

#14


VAGA VintageNoise

MENTE

#16

THE BEAT GOES ON

DI Frankje dj

ALLEN GINSBERG, “LA BESTIA NERA” DEI BENPENSANTI… e quella volta che fu arrestato nel ’67 a Spoleto

Nell'estate del ‘57 un poeta non ancora quarantenne e quasi sconosciuto veniva portato nel carcere di San Francisco. Un uomo, il suo editore veniva arrestato per aver pubblicato un libro accusato di oscenità. Il volume conteneva i versi di un tale Allen Ginsberg, un lungo poema intitolato "Howl", Urlo. La pornografia non poteva, infatti, secondo la legge americana, essere considerata tale in presenza di un'ispirazione sociale. Esattamente quello che il giudice Horn riscontrò nello scritto del giovane poeta, considerandolo una denuncia contro il conformismo e il materialismo consumistico. A suggello della sentenza di assoluzione il magistrato arrivò, perfino, a puntare il dito contro chi aveva messo sotto accusa la poesia, citando il celebre motto dell'ordine della giarrettiera: Honny soit qui mal y pense, (Sia maledetto chi pensa male). Era nata la Beat Generation e presto il mondo intero se ne sarebbe accorto. «Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche…». Questo è l'incipit di Urlo, leggendario, recitato a memoria dai ragazzi di mezzo mondo. Allen era figlio di un poeta professore di liceo e di un'attivista comunista russa, nasce nel 1926 a Newark, nel (New Jersey). Si dedica alla poesia mentre era iscritto a giurisprudenza alla Columbia University di New York. Alla Columbia conosce Jack Kerouac e William Burroughs, ovvero il nucleo del futuro gruppo dei Beat. In una notte del '48 il segnale che aspettava: all'improvviso udì, come in una sorta di allucinazione, la voce di William Blake, il grande poeta visionario. Dopo la pubblicazione, il grido di Howl attraversò l'America come una scarica elettrica. I versi lunghi, la cadenza ritmica, le straordinarie immagini piene di visioni divennero il manifesto di un'intera generazione che nessuno, fino ad allora, sapeva neppure esistesse. Da quel momento, Ginsberg fu molto più di un semplice poeta, diventò una vera e propria Allen Ginsberg a destra. Al centro Fernanda Pivano che offre fiori al Maresciallo maggiore Tilena della Pubblica Sicurezza all'uscita del Tribunale di Spoleto (foto di repertorio di Sandro Morichelli).

icona. E, con gli anni, la sua fama e la venerazione che gli veniva tributata non vennero mai meno. I ragazzi accorrevano a centinaia e centinaia per sentirlo declamare i suoi versi. I teatri, le sale, le librerie, ogni locale destinato ai suoi reading diventò, d'un tratto, troppo piccolo per contenere il pubblico. Una cosa del genere accadeva alle rock star, non certo ai poeti. Da precursore quale fu sempre, con Burroughs e Kerouac inventò la beat generation ma fu anche uno dei grandi ispiratori del ben più vasto movimento hippy. Bob Dylan e i Beatles lo consideravano una guida, i figli dei fiori un guru. Se ne andò a vivere in India agli inizi degli anni Sessanta, quando i viaggi nell'excolonia britannica non erano ancora di moda. Girovagò da Benares all'Himalaya con Peter Orlowsky che sarebbe stato il suo compagno per la vita e, quando fece ritorno in America, era pronto per lanciare una nuova rivoluzione. Più spirituale che politica, più anarchica che inquadrata nella cornice della sinistra


Festival dei due Mondi di Spoleto, 1967. La foto evoca un episodio recentemente ricordato da Fernanda Pivano nel libro «The beat goes on»: la liberazione del poeta Allen Ginsberg arrestato dalla polizia per atti osceni.

classica, sicuramente non violenta, colorata, gioiosa. La sua immagine con la lunga barba, i candidi vestiti indiani, intento a suonare l'armonium e i cimbali oppure quella con il cilindro a stelle e strisce sono impresse nella memoria collettiva, veri e propri simboli dei Sixties americani. Ma Ginsberg non fu solo questo. Intrappolarlo in un cliché nostalgico è, forse, uno dei più grossi errori che si possano fare nel tratteggiarne, oggi, la figura. Studioso serio delle filosofie orientali, è conosciuto e stimato in tutte le comunità buddhiste. In fondo, fu uno dei primi a diffondere tra le masse gli insegnamenti del "Risvegliato" oltre che un intero universo di immagini, simboli, preghiere, canti del mondo induista. La sua non fu, insomma, una spiritualità da cartolina, destinata a rimanere incastonata nella cornice degli anni Sessanta. Da noi, in Italia, venne varie volte e fu perfino arrestato a Spoleto, nel '67, sempre a causa delle solite "parole oscene". La vicenda si risolse in perfetto stile Ginsberg ed esiste una foto che mostra il barbuto beat mentre insieme a Fernanda Pivano regala un fiore (un garofano rosa per la precisione) all'imbarazzato maresciallo che lo aveva fermato. Alfonso Gatto, invitato al Festival per un reading con Ginsberg, bloccò il Festival fino al momento della liberazione del poeta statunitense. Alla manifestazione partecipavano, tra gli altri, anche Giuseppe Ungaretti. Fernanda, bellissima e in splendida forma, commenta con queste parole il coraggioso intervento del poeta salernitano: «Alfonso Gatto - l'unico poeta che abbiamo avuto in Italia - faceva interventi appassionati, davvero da poeta, anche per cose insignificanti, la passione era il suo mezzo espressivo. Era stato l'unico a Spoleto al teatro Caio Melisso ad intervenire in difesa di Allen Ginsberg, quando l'avevano arrestato per oscenità». Quell’anno Gatto arrivò a Spoleto da Salerno accompagnato dagli amici della galleria il Catalogo Lelio Schiavone, Bruno Fontana e Antonio Castaldi. Il suo coraggioso intervento viene confermato, oggi, da Bruno Fontana,che in quell’occasione, in attesa della liberazione di Ginsberg trascorse quelle ore conversando amabilmente con Giuseppe Ungaretti. E sarebbe davvero troppo lungo narrare le tappe di una vita intensa, costellata di viag-

gi, incontri, avventure, esibizioni. Per questo ci sono i bellissimi libri di Fernanda Pivano che descrivono meglio di qualsiasi altro testo lo spirito di questo straordinario personaggio. E poi, naturalmente, ci sono le sue opere. Parole di speranza e di pace, messaggi che denunciano la meccanizzazione delle anime, la "solitudine pubblica", la violenza della nostra società. Versi che soprattutto offrono una diversa visione del mondo, idee che sopravvivono all'autore stesso. Ginsberg è scomparso da 13 anni, ormai, dal 5 aprile del '97. Ma la voce del "Re di Maggio" risuona ancora per chi vuole ascoltarla. Kral Majales, come gli piaceva firmare, ogni tanto, le poesie. Una storia che risale al 1965 quando migliaia di ragazzi, a Praga, lo avevano incoronato in una primavera non ancora tragica come quella del ‘68. Poco dopo, naturalmente, era stato arrestato e cacciato in tutta fretta dalla Cecoslovacchia dove questa specie di hippy, libertario , omosessuale, con capelli e barba lunga che parlava d'amore e che tanto piaceva ai giovani, non poteva essere ben visto. Negli anni, ricordò sempre quel titolo come il suo preferito, quello che lo riempiva d'orgoglio più di tutte le onorificenze che il mondo accademico gli stava tributando in vecchiaia, con 40 anni di ritardo. Fama e riconoscimenti non lo avevano addomesticato, se è vero che la sua poesia "Saluti Cosmopoliti", scritta nella metà degli anni ottanta, inizia così: «Ribellati contro i governi, contro Dio. Resta irresponsabile». L’Urlo di Ginsberg era una ribellione non violenta, una rivolta dell'anima, non una lotta da portare avanti con le armi. L'intuizione di un poeta che credeva profondamente nell'amore, nella gioia, nella ricerca estatica della verità e dell'illuminazione. Un anarchico pacifista, anticonformista. Quelli che Kerouac, con felice intuizione, aveva chiamato Beat: battuti e beati.

#17


agenda aprile 2014 Giovedì 3

Sabato 5

Giovedì 10

██

██

██

Jam Session

Le Cerveaux Malefiques

Segnali 2014

Mauseres / Opera Prima

Segnali 2014

Crazy Night Combo

Ricomincio da Tre - CORCIANO Supersonic Music Club - FOLIGNO

Maybe Swing Trio

Little Prince - PERUGIA

Venerdì 4

██

Segnali 2014

Perugia - PERUGIA (PG)

Chambers / Horst Fantazzini Kandinsky Pub - PERUGIA

Arezzo Wave band 2014 FINALE Umbria

/ la madonna di mezzastrada / quiver with joy / my dirty face / volvedo gattuzan

Afterlife Club - PERUGIA

Massimo Manzi Quartet feat Giacomo Uncini Ricomincio da Tre - CORCIANO

Enrico Capuano e la Tammurriata Rock Porcelli Tavern - AMELIA

Burlando Cafè / Burlesque Free Revolution CITTà DI CASTELLO

BeatSound Live set / Jay Factor Cafè dj set Bad King - PERUGIA

Kaleidoscopic / Stand Back From The Yellow Line / Scapo Djset

Febo - Officina del Gusto - ORVIETO Perugia - PERUGIA

The Soul Sailor and the Fuckers / Pipers / AngieBacktoMono Djset Supersonic Music Club - FOLIGNO

Tutti I Colori Del Buio / Gunja CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

Supersonic Music Club - FOLIGNO

Brunori SAS

Afterlife Club - PERUGIA

Frankenstein Junior

Cinema Teatro Cesare Caporali - CASTIGLIONE DEL LAGO

Venerdì 11

Modena City Ramblers

██

Drum & Bass Night

"G3 tribute" (tribute Joe Satriani / Steve Vai / John Petrucci)

Afterlife Club - PERUGIA Rework - PERUGIA

Bud Spencer Blues Explosion / Dola J. Chaplin Urban Club - PERUGIA

Laurence and the Machine La Meglio Gioventù - MAGIONE

Martins Gumbo Blues Band feat. Mino"Harp"Lionetti

Millenovecento Pub - PIEGARO

Simple Stranger

Clover - SAN GIUSTINO

ROCK IN COLLE

Circolo Arci Collestrada - PERUGIA

Enrico Zanisi Trio

Ricomincio da Tre - CORCIANO (PG)

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Management del Dolore PostOperatorio / Scimmiasaki / Too Much Ado

██

Cinquantini

Siesta del Alcalde - CORCIANO

LGM jazz Quintet

Domenica 6

Warias

Bar Chupito - PERUGIA

Segnali 2014

Perugia - PERUGIA

Lombroso

Novecentonove Cafè CASTIGLIONE DEL LAGO

Lunedì 7

Supersonic Music Club - FOLIGNO

██

Officina 34 - FOLIGNO

Perugia - PERUGIA

The Great Nothern X

Segnali 2014

Swing Pics

██

Rework - PERUGIA

Perugia - PERUGIA

Martedì 8

Segnali 2014 Mike Joyce Djset (The Smiths Perugia - PERUGIA Drummer) / Megaphon Urban Club - PERUGIA ██

Mercoledì 9

Segnali 2014

Perugia - PERUGIA

Triad Vibration

Bad King - PERUGIA

Saxopedia Quartet

La Bottega del Vino - PERUGIA

Queency Lounge Club - TERNI

Supersonic Music Club - FOLIGNO

Slim (Aka Simone Scifoni)

Novecentonove Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO

Thee Flyin' Tables

Siesta del Alcalde - CORCIANO

Narayan & The Reptilians Rework - PERUGIA

Sabato 12

██

Suoni (in) Chiostro 2014

/ sj esau / kawamu/ three lakes / thumbsu-

teho teardo ra gun cker

Chiesa di San Giovanni Battista - SAN GEMINI

Festa Folk di Primavera 2014

/ athana/ takatatum / dj set

danza africana perugia sius duo

Aper 90 - PERUGIA

Andrea Gioia & Filippo Sciucchini

Febo - Officina del Gusto - ORVIETO

Ligabue

Palasport Paternesi - FOLIGNO

#18


tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it

Simone Scifoni aka Slim Kandinsky Pub - PERUGIA

Maurino e la sua band - Apertura stagionale

Tutto alla Brasiliana

L'Orso / Giovanni Amirante

Bluesy Mood Band

Freaktech

██

99 Posse

BettiBarsantini (Marco Parente e Alessandro Fiori)

Electric Devils

Roberto Tarenzi Trio

Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO Supersonic Music Club - FOLIGNO Rework - PERUGIA Urban Club - PERUGIA Teatro Spazio Arte (Sanfatucchio) CASTIGLIONE DEL LAGO

Mary Flowers & Sons

La Caciara - COSTACCIARO

Domenica 13

██

Steel Crow / Queens of Noise Supersonic Music Club - FOLIGNO

Martedì 15

██

Caffè degli Artisti - CITTA' DELLA PIEVE Bad King - PERUGIA

Sabato 19

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO Ricomincio da Tre - CORCIANO

Shinebox / Bang Blues / Noisy Deflagration Supersonic Music Club - FOLIGNO

Domenica 20

██

Big Ones (Aerosmith Tribute) Urban Club - PERUGIA

Mercoledì 23

██

Sabato 26

██

Rev Rev Rev / Tom Moto

Supersonic Music Club - FOLIGNO

"Aldo dice 26 X 1" Festival battle rap freestyle

Rework - PERUGIA

Nobraino

Urban Club - PERUGIA

Petramante

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Domenica 27

██

ITALIAN PARTY delta sleep res in lo-fi

/ new adventu/ autunno

Supersonic Music Club - FOLIGNO

MUSICA DAL MONDO 2014

Color Swing Trio

"Aldo dice 26 X 1" Festival

orchestra

Malosa Trio

██

the greater buffalo youth

Cattedrale Di San Lorenzo - PERUGIA

Pylon vs. Starevich

Museo Palazzo della Penna - PERUGIA

Mercoledì 16

Bad King - PERUGIA

La Bottega del Vino - PERUGIA

Giovedì 24

██

██

"Disegni di Sabbia in Musica"

Peter Bernstein Italian Quartet

Ex-Otago

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Joe Pisto Trio

Bad King - PERUGIA

Cam Trio

La Bottega del Vino - PERUGIA

Giovedì 17

██

Jam Session

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Di Venere alle 21

Supersonic Music Club - FOLIGNO

Venerdì 18

██

Acoustic War Le Caramelle degli Sconosciuti / Agostini Acoustic Duo Amadeus Gubbio - GUBBIO

Zeno De Rossi Trio

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Rework - PERUGIA

Mercoledì 30

Green Like July / Wonder Vincent

Supersonic Music Club - FOLIGNO

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Hardtimes Quartet

Supersonic Music Club - FOLIGNO

Ex C.S.I.

"Aldo dice 26 X 1" Festival flor

Bad King - PERUGIA

Urban Club - PERUGIA

/ i picari / little blue slim

Rework - PERUGIA

Venerdì 25

██

Jazz Club Perugia 2013/2014 Ches Smith and these Arches Oratorio Santa Cecilia - PERUGIA

Acoustic War Daniele Ghiandoni / Out Of Order Amadeus Gubbio - GUBBIO

Gianni Giudici Hot Quartet Ricomincio da Tre - CORCIANO

"Aldo dice 26 X 1" Festival

/ la furia / horst fan/ vizi vari foundation

gli ultimi tazzini

Rework - PERUGIA

2Pigeons

Novecentonove Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO

Electro Monkeys Crew Rework - PERUGIA

#19


Arezzo Wave Band Umbria, ecco le cinque band che si scontreranno in finale il 4 aprile all’Afterlife Sono cinque le band finaliste da cui uscirà il nome della formazione che rappresenterà l’Umbria nell’edizione 2014 del festival Arezzo Wave. Dopo le prime accurate selezioni delle band iscritte (47 in tutto le band ascoltate dalla giuria) e, a seguire, al termine di tre suggestive semifinali live, sono stati quindi scelti ora i gruppi umbri che si sfideranno nella finale regionale di Arezzo Wave Band, il più grande contest italiano che individua ogni anno le migliori promesse musicali del Paese. All’Afterlife di Perugia, venerdì 4 aprile con inizio alle ore 22 (e non più come precedentemente programmato al Serendipity di Foligno), sul palco saliranno i Gattuzan (Foligno), La Madonna di MezzaStrada (Perugia), My Dirty Face (Perugia), Quiver With Joy (Foligno), Volvedo (Valnerina). Le cinque band sono state scelte

tra le 12 semifinaliste che il 14, 15 e 16 marzo scorsi si sono scontrate con dei live molto agguerriti presso il Chupito Bar e il Loop Cafè, a Perugia, e il Supersonic a Foligno. Tutte e tre le semifinali dal vivo sono state di alto livello e pertanto è stato molto difficile per la giuria scegliere i cinque finalisti, in quanto il palco della finale se lo sarebbero meritato anche tutti gli altri gruppi. Anche quest’anno, infatti, l’Umbria ha confermato un’alta qualità di proposte musicali.


La primavera con il suo sole ha portato nuove energie vitali all'interno del REWORK. Iniziamo Aprile con una serata in collaborazione con Rockabilly Therapy: venerdì 4 saliranno sul palco i Swing Pics con il loro sound 40'S. Sabato 5 tornerà la Drum & Bass Night (il duo Offbeat ed O.z.m, sarà affiancato da Promenade). Venerdì 11 gli amici "Narayan & The Reptilians" con il loro Rock Funk ci faranno tornare a casa con le magliette sudate e il sorriso sul volto. Prima della Santa Pasqua, tanto per cercare di affrontare la festività a cuore aperto, due serate di musica elettronica che vi faranno cominciare a credere anche alle resurrezioni!!! Sabato 12 "Freaktech" con la Psy-Trance degli Overtrax Tribe e venerdì 18 con gli Electro Monkeys Crew. Ma la vera novità del mese arriverà dopo la rottura delle uova pasquali per celebrare "la Liberazione". Per questa occasione il REWORK ha deciso di regalarvi una 4 giorni di musica, mostre, performance e pillole di saggezza. Organizzata con l'appoggio dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) dal 24 al 27 Aprile prederà vita la prima edizione di "Aldo dice 26 X 1" Festival. Non vogliamo svelarvi cosa significhi il nome, ma di certo speriamo che la vostra curiosità vi porti a riscrivere questa frase in un qualsiasi motore di ricerca e per farvi scoprire da soli il suo significato. Tutti i giorni dalle 18:00 sarà possibile interagire sia con le istallazioni sia con le persone, che raccontan-

notizie dal locale doci le loro esperienze ci trasporteranno nella storia della loro vita. All'interno del Rework nessuna festa è però concepita come tale senza la dovuta dose di musica ed in questa manifestazione abbiamo voluto proprio esagerare!!! Giovedì 24 "Little Blue Slim" ed "I Picari" apriranno la serata ad un grande ritorno: i "FLOR". I Flor del Male (ora Flor) hanno condiviso il palco con band come i Nirvana, i Rem e Radiohead, oggi dopo oltre 15 anni di silenzio tornano con un nuovo disco. Il 25 si susseguiranno "Gli Ultimi", "La Furia", "Horst Fantazzini" e "Vizi Vari Foundation". Il 26 con l'ormai avvenuta liberazione dell'Italia dal dominio Nazi-Fascista, i writers potranno esprimersi liberamente lasciando le loro opere sul muro esterno del Rework mentre i Rappers si sfideranno in una Battle Rap Freestyle presentata dalla talentuosa Mc NILL. La manifestazione terminerà domenica 27 con lo spettacolo teatrale "VOLISMA?" (racconti di donne rom) e con la performance di musica elettronica e video mapping prodotta dai vj e dj del Rework "Italia-Germania 3-1". Non ci resta che augurarvi massima libertà, ricordandovi che la possibilità che avete ora di scegliere è il frutto di sacrifici e lotte passate, per questo fate la scelta giusta e veniteci a trovare.

Rework Via Manna, 33 (S.Andrea delle Fratte - Perugia)

culturerework.org

Rework - Programma Aprile


SHORT NOISE

SEGNALI 2014. ARTI AUDIOVISIVE E PERFORMANCE

Dal 4 al 10 di Aprile presso il Conservatorio di Musica di Perugia "F. Morlacchi" e Palazzo della Penna (Centro di Cultura Contemporanea) si svolgerà la IV del festival. Il programma di Segnali 2014, come viene definito dagli organizzatori è caleidoscopico. La rassegna internazionale guarda attraverso il prisma delle arti all' improvvisazione musicale, alle installazioni sonore, allo spettacolo multimedial, all' audiovisione e alla performance vocale contemporanea. Nelle intenzioni del curatore e docente di musica elettronica Luigi Ceccarelli, il festival intende porsi al pubblico come "un percorso dove ogni volta saranno cambiate le regole e la sensibilità dell’ascolto e della visione". A tal fine è stato allestito un programma generale dalle variegate sfaccettature. Venerdì 4 aprile al Conservatorio Morlacchi prevede un concerto/improvvisazione del pianista Patrizio Fariselli - tra i fondatori di “Area” - con il gruppo di improvvisazione elettronica del Conservatorio ECE. Lunedì 7 aprile in programma la compositrice francese Françoise Barrière. La Barrière a Perugia propone in prima assoluta uno spettacolo multimediale (con regia delle immagini video e interventi vocali di Clarisse Clozier) dal titolo HERA ACEDIA, facente parte di un composito lavoro sui sette peccati capitali. Nel programma anche “Comici ed Extraterrestri”, un recital del cantante Nicholas Isherwood, seminari gratuiti (come l’intera rassegna), i lavori del Laboratorio congiunto degli studenti della scuola di Pittura (prof. L. Ragni) dell’Accademia di Belle Arti P. Vannucci e degli allievi della scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Morlacchi di Perugia e molto altro. www.conservatorioperugia.com Il 27 marzo è uscito il nuovo Ep "A Quiet End" degli Shinebox, prodotto da THIS IS CORE! La Band folignate nata nel 2007 e composta da Igor, Emanuel, Filippo e Pierpaolo è al terzo lavoro in studio. "La nostra ultima fatica discografica - ci dicono i ragazzi della band - sarà disponibile sia in free download (caricheremo il link sulla pagina facebook.com/shinebox01) che in tutti gli store digitali. Un grazie come sempre alla nostra etichetta TIC e a Beppe Platania, all' Hell Smell studio di Roma e ad Alex Gavazzi, a Jackie'O Shop e allo straordinario talento di Cristiano Corbucci autore dell'intero artwork" shinebox.bandcamp.com/album/a-quiet-end

Shinebox - "A Quiet End"

È prevista per il 20 Aprile 2014 l' uscita del nuovo album "Il primo disco (era meglio)" prodotto, mixato e registrato da Tommaso Colliva (Muse, Afterhours, Calibro 35) per la neo etichetta Metrodora con distribuzione Audioglobe e ufficio stampa Safe & Sound. l release party sarà al Queency di terni il 20 Aprile mentre a Perugia il 24 al Rework. A fine Marzo, a fare da apripista, è uscito il primo singolo e conseguente video del brano "La verità è che non la vuoi". facebook.com/majakovich

I ternani Majakovich fanno uscire l’atteso nuovo disco, primo in italiano

Giunto quest’anno alla terza edizione, il concorso promosso da Conad e Umbria Jazz offrirà a 9 giovani musicisti under 35 la possibilità di esibirsi durante la prossima edizione del Festival (Perugia, 11-20 luglio 2014). A selezionare i vincitori, una giuria popolare composta dalla community online e una giuria artistica presieduta da Renzo Arbore. Iscrizioni aperte da lunedì 10 marzo 2014 a domenica 11 maggio 2014. Chiusura delle votazioni online domenica 25 maggio 2014. Informazioni e regolamento al sito www.conadjazzcontest.it

CONAD JAZZ CONTEST, RIAPRE LA CACCIA AI GIOVANI TALENTI DEL JAZZ

Per la seconda edizione di Suoni in chiostro, San Gemini (TR) in festa con il compositore Teho Teardo Il 12 aprile 2014 si terrà a San Gemini (TR) la seconda edizione di Suoni in chiostro. Ospite principale della serata sarà il compositore Teho Teardo, vincitore del "David di Donatello" per la colonna sonora de "Il divo" di Paolo Sorrentino. Ospiti internazionali: SJ Esau (UK) e Kawamura Gun (Giappone). Ma non ci sarà solo la musica ad animare la giornata: dal pomeriggio mostre, esposizioni di prodotti artigianali e spettacoli per bambini. facebook.com/SuoniInChiostro

#22


Note di Gusto all’Officina con De Andrè

SHORT NOISE

Il prossimo appuntamento con “Note di Gusto” è per martedì 29 aprile, ore 20.30, presso l'Officina di Borgo XX Giugno. Serata dedicata a Fabrizio de André, in tavola menù ligure ideato dagli chef Ada e Nobu dell'Officina. Con questo appuntamento si chiude la prima edizione della rassegna, progetto polisensoriale tra gastronomia, parole e musica, promosso dall'associazione perugina MenteGlocale nel cartellone di Live Exhibition. Le prime due serata sono state dedicate a Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci (menù milanese) e Rino Gaetano (menù calabrese)

È di qualche giorno fa la notizia che Umbria jazz quest' anno accoglie uno dei gruppi più caldi e travolgenti della scena hip hop: The Roots, formazione attiva dagli anni 80 e che è un punto di riferimento del mondo rap ma con un saldo legame con la tradizione r'n'b. La band sarà in scena in esclusiva italiana all'Arena Santa Giuliana il 19 luglio, preceduta dalla nuova grande voce dall’Africa Dobet Gnahoré. Nel cartellone della quarantunesima edizione del festival non mancano una serie di nomi classici del jazz, a cominciare da Herbie Hancock e Wayne Shorter, colleghi ai tempi del favoloso quintetto di Miles Davis (a Perugia il 16), in una serata divisa con il pianista jamaicano Monty Alexander e il suo Harlem Kingston express. Il pianoforte, in effetti, è uno dei protagonisti assoluti del cartellone dell'Arena Santa Giuliana, ancora in via di completamento. Ecco così la serata del 14 dalle forti tinte brasiliane, vede un primo tempo la pianista paulista Eliane Elias e il suo quartetto e un secondo con l'esuberante e sperimentato duo tra Stefano Bollani e Hamilton de Holanda. E sempre pianistico, con forti tinte latine, è il menù del 17 con il maestro cubano del pianoforte Gonzalo Rubalcaba alla testa della band all star Volcan e la sfida ad alto tasso virtuosistico fra il dominicano Michel Camilo e la piccola furia giapponese Hiromi. Di grande impatto sarà la notte al femminile del 18 luglio: da una parte c'è Natalie Cole, figlia d'arte, tornata sul cammino paterno con un album che riprende una leggendaria incisione del grande Nat, Cole espanol. Dall'altra c'è la presenza di Fiorella Mannoia con un programma speciale, costruito appositamente per Umbria jazz, sul filo della sua passione per la musica brasiliana e il suo sentito e recente omaggio a Lucio Dalla e che conta su due ospiti altrettanto speciali: Fabrizio Bosso e Danilo Rea. Infine (per ora) ecco due altre serate che affondano le mani nella tradizione della black music: l'omaggio di Dr John al suo concittadino Louis Armstrong e la super band Galactic (il 15) e la serata di apertura con la Daptone Super Soul Revue scatenata celebrazione ad alto contenuto funk della storica etichetta indipendente di Brooklyn, centro di riferimento della black music, che conta sui musicististi che hanno accompagnato Amy Winehouse nei suoi due più grandi successi Rehab e You Know I'm no good, fra loro Sharon Jones e Dap Kings e Charles Bradley. umbriajazz.it

UMBRIA JAZZ 14, A PERUGIA DALL’11 AL 20 LUGLIO: I PRIMI NOMI IN CARTELLONE

Ultime settimane per iscriversi e partecipare alle selezioni regionali umbre di MArteLive nelle 16 sezioni artistiche che compongono l’evento multidisciplinare che dal 2001 coinvolge e dà spazio a migliaia di artisti. I posti disponibili per le preselezioni sono sempre di meno ed è per questo che occorre iscriversi prima possibile per partecipare all’edizione 2014 (scade il 10 aprile). In palio oltre 100 premi distribuiti nelle 16 sezioni artistiche di MArteLive e pubblicati sul sito www.marteawards.it/premi. Le iscrizioni per la sezione musica sono chiuse e in occasione della finale di macroarea si esibiranno i Wonder Vincent e il Pinguino Imperatore per l’Umbria, i Soundsick per le Marche, e i due vincitori delle selezioni regionali in Toscana. Accedono direttamente alla finale nazionale i Sonic Flowers per il Molise e i Tre Tigri Contro per l’Abruzzo.La BiennaleMArteLive 2014 coinvolgerà tutta la città di Roma e alcuni paesi del Lazio per sei giorni e sei notti in 43 location differenti e vedrà la partecipazione di oltre 900 artisti tra “guest” ed emergenti delle varie discipline, selezionati attraverso il concorso in ogni regione d’Italia. Sono previsti circa 300 spettacoli tra concerti, performance, rappresentazioni teatrali e di danza, proiezioni, installazioni, reading, street art e dj set nelle periferie, videomapping di monumenti e altro in perfetto stile MArteLive. marteawards.it

MArteLive: Perugia ospiterà la finale di macro-area del centro-nord

#23


SHORT NOISE

A Palazzo della Penna si va a lezione dai dj

Il corso “The ultimate music guide”, vuole essere un’occasione per riuscire a districarsi nella giungla della musica moderna. Infatti, come spiega Francesco Fiorucci, alias Dj Chiskee, “saranno degli incontri tematici che offriranno ai ragazzi un vademecum di cultura musicale e una guida approfondita sui vari generi”. Gli appuntamenti si terranno a Palazzo della Penna. “L’intento è di formare una ‘classe’ di reali interessati - ha spiegato Fiorucci - gli incontri, che cominceranno i primi di aprile e proseguiranno fino a metà maggio, si terranno nel Centro di Cultura Contemporanea di Palazzo della Penna e vedranno una esibizione durante la Festa dell'Europa 2014 all'interno della Rocca Paolina". Nel dettaglio il corso è rivolto ai ragazzi (fino ad un massimo di vent’anni) e vuole sostenere il progetto “Perugia 2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria”. A tenerlo due dj amatissimi in città: Ricky L e Chiskee con il supporto video di Leonardo Pellegrino. Attraverso una serie di lezioni, verranno esplorati immaginari musicali e visivi riconducibili alla scena europea e transeuropea, creando connessioni tra generi. Gli incontri/appuntamenti prevedono l'ascolto di brani musicali, per poi esplorarne le radici, le influenze, contestualizzandole in periodi storici e tentando di creare connessione con l'immaginario visivo di riferimento e non. Si metterà a confronto l'utilizzo del file sharing e le nuove piattaforme per la condivisione di musica con supporti più classici quali il vinile, il cd, la musicassetta etc.. cercando di recuperare il piacere emozionale e lento della ricerca e della scoperta musicale. Se i generi trattati lo richiederanno saranno invitati a partecipare ospiti. Alla fine del corso sarà prodotto e fornita ai partecipanti una piccola raccolta audiovisiva in formato digitale o stampa. perugia2019.eu

DARSENA LIVE MUSIC

Sabato 12 aprile 2014 riparte la stagione della Darsena Live Music Club di Castiglione del Lago con il concerto dei perugini Maurino & la sua Band. Un party al ritmo del reggae e dello ska per celebrare in allegria e spensieratezza l'inizio di una nuova stagione che vede un lago Trasimeno traboccante e pieno di energia e ottimismo. Il programma dei concerti proseguirà ogni sabato per tutto il mese di aprile con altre onorevoli band del panorama indipendente italiano, tutte le serate ad ingresso rigorosamente gratuito per anticipare e presentare il ricco programma della stagione estiva. Sabato 19 aprile BettiBarsantini, il progetto di Marco Parente e Alessandro Fiori e sabato 26 i Petramante, che porteranno alla Darsena i brani del loro ultimo album "Ciò che a voi sembra osceno a me pare cielo", con la produzione artistica e la partecipazione di Paolo Benvegnù. Tre eventi ad ingresso gratuito che precederanno la stagione dei concerti estivi, un folto cartellone con grandi artisti: Gazebo Penguins, Soviet Soviet, Maria Antonietta, Ettore Giuradei, The Zen Circus, Nidi D'Arac, Nobraino e molte altre sorprese… Non mancheranno anche spettacoli al tramonto ed in prima serata nella nuova terrazza ristorante affacciata sul lago e come consuetudine, anche quest'anno, la Darsena ospiterà molti spettacoli della mezzanotte del noto Trasimeno Blues Festival oramai giunto alla diciannovesima edizione. Arricchiranno il cartellone anche molte mostre di pittura, incisione e fotografia. Già in programma le installazioni dell'artista australiana Megan Hunter e dell'organizzazione internazionale Exchange Partners in Print Media. Una stagione ricca di eventi quindi nella splendida cornice del lago Trasimeno e degli spazi della Darsena che, con oltre quaranta anni di attività, celebra quest'anno il ventesimo anniversario di musica dal vivo con le migliori band del panorama indipendente italiano ed internazionale. darsena.org

#24


Continua la programmazione del locale di San Mariano. Questo mese Fabio Giacchetta (proprietario e direttore artistico) propone per gli amanti del jazz degli eventi imperdibili, unici nella nostra regione. Tra gli artisti che si esibiranno riconosciamo alcune vecchie conoscenze di Umbria Noise: I Réseau di Fabrizio Fratepietro e Sara Pittavini, gli LGM Quintet con Ruvidotti, Lombardo e Alberto Mommi (quest' ultimo nella Perugia Big Band e nei Saxopedia Quartet), ed Enrico Zanisi che riporterà la batteria di Alessandro Paternesi in terra umbra. Ovviamente non manca "l'ospite" internazionale: il chitarrista Peter Bernstein. E poi ancora alcune eccellenze a rappresentare il jazz nazionale: per i batteristi Massimo Manzi e Zeno De Rossi ma anche Roberto Tarenzi, Enrico Zanisi, Gianni Giudici Flavio Boltro e molti altri. Quindi assolutamente vietato trovare scuse, ci si vede al Ricomincio da Tre.

www.ricominciodatre.org

Ricomincio da Tre / APRILE 2014

MER 2 APRILE

GIO 3 APRILE

VEN 4 APRILE

SAB 5 APRILE

Boltro - Tucci - Rangel "On the road Brasil"

JAM SESSION

Massimo Manzi Quartet feat. Giacomo Uncini

LGM Jazz Quintet

GIO 10 APRILE

VEN 11 APRILE

Réseau Live

Enrico Zanisi TRIO

MER 16 APRILE GIO 17 APRILE Peter Bernstein Italian Quartet

JAM SESSION

VEN 18 APRILE SAB 19 APRILE GIO 24 APRILE VEN 25 APRILE "Disegni di Sabbia in Musica" Zeno De Rossi Trio

Roberto Tarenzi Trio

Gianni Giudici Hot Quartet

RICOMICIO DA TRE - Via Aldo Moro, 106 (San Mariano - Perugia)


PHOTOS In senso orario partendo da qui:

• FASK (2) @ Urban Club di Riccardo Ruspi • My Dirty Face di Marta Galli • Mz Dee @ Ricomincio da Tre di Riccardo Ruspi • Le Luci della centrale elettrica (2) @ Afterlife di Amedeo Ferrante

#26


In senso orario partendo da qui:

• Zen Circus (3) @ Urban di Riccardo Ruspi • Progetto panico @ Urban Club di Riccardo Ruspi • Matt Elliott @ Chiesa Betlem Foligno

#27


GIOCHI

WHAT A DIFFERENCE... Trova LE 10 Differenze

Johnny Red Has Four Fingers

#28

Foto di Dave Tavanti


LOSTUDIO8


CORTINA di Andrea Lanzilotto Ambrose AkinmusirE The Imagined Savior Is Far Easier To Paint DI FERRO NOISE FINAMENTI DI UMBRIA

Ascolto non facile per questa nuova produzione del trombettista SCON americano, che dal 2011 è protagonista dell’etichetta Blue Note, quella che fu dei più grandi. Musica difficile quindi, jazz d’autore come spesso si definisce e in realtà è così; ottanta minuti di virtuosismi di Akinmusire e del suo quintetto, accompagnati solo per pochi pezzi da voci, che rendono il lavoro ancora più prezioso. Ci si perde fra le note delle tredici tracce, tutte fedeli alle linee classiche della musica “improvvisata”, vissute e interpretate da un musicista del 1982, quindi con toni moderni e avanguardistici. Partito dalla Berkley School è arrivato a New York, dove ha messo alla prova il suo talento con i migliori jazzisti viventi ed è riuscito ad imporsi, tanto da essere considerato uno dei giovani più promettenti della scena contemporanea. Presto in Italia, il 14 maggio all’Auditorium di Roma.

Tycho - Awake Scott Hansen, in arte Tycho, esprime quella forma creativa e poliedrica caratteristica della città dove è nato e vive, San Francisco. Dalla zona più dinamica ed effervescente della California, produce musica, design e illustrazione, questi ultimi con lo pseudonimo di ISO50; nell’ultimo decennio si è affermato, oltre che in ambito artistico, anche nell’ambiente post rock mondiale. Musica che all’apparenza può risultare fredda e ripetitiva, figlia di quegli anni ’80 che vengono fuori con insistenza ad ogni affondo di synth. In realtà dagli album precedenti ci sono state delle evoluzioni, è passato da un approccio solista ad uno più armonico, ha iniziato a collaborare con altri musicisti e i risultati sono evidenti. Più batteria, maggiori contaminazioni e fluidità che caratterizzano le otto tracce dell’album. Passato a fine marzo in Italia per un’unica data, da tenere d’occhio nei vari festival estivi sparsi per l’Europa.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO (Austria): 7/12 aprile, ancora neve e montagna, una delle ultime SNOWBOMBING Mayrhofen occasioni per sciare e ascoltare musica (The Prodigy, The Chemical Brothers, Carl Cox, Groove Armada, Rodigan…) Info: www.snowbombing.com

Utrecht (Olanda): 12 e 13 aprile, il paradiso per tutti i fanatici di musica,

RECORD PLANET in particolare dj e collezionisti. La più grande fiera europea del disco.

Info: www.recordplanet.nl

#30


MILLE E PIù non replico!!!

DI Andrea Mincigrucci FEAT. Lázló Kovács

LARS VON TRIER

Con la primavera arrivano finalmente in sala due film tra i più attesi della stagione. Il discusso e pruriginoso Nynphomaniac di Lars Von Trier, che uscirà suddiviso in due volumi, data la lunghezza dell’opera: la prima sarà in sala dal 3/04 e la seconda parte dal 24/04. E tra le due, il 10 aprile, farà il suo debutto anche l’atteso e brillante The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Non avendoli visti mi sono affidato alle grazie turbolenti di Andrea Mincigrucci che, vivendo in Francia, spesso ha la fortuna di vedere i film con qualche mese di anticipo su di noi. In uscita il 10 aprile anche un piccolo ma importante lungometraggio che spero trovi la visibilità che merita, visto e considerato che, secondo il sottoscritto (László), è il film italiano più bello visto a Venezia 70: Piccola Patria di Alessandro Rossetto. Ne abbiamo già parlato, ne parleremo ancora. BUONA PRIMAVERA. Nimph()maniac. Caliamo subito gli assi: la

pornografia, che tanto interessa la stampa italiana, c’è! Ma, e qui la delusione del critico da rotocalco, si riduce al solo linguaggio, perché il film è tutt’altro. La trascendenza, la costruzione di significati esistenziali, che al film porno come genere manca, prende forma nel lavoro di Lars Von Trier. Tra immagini di rara potenza ed un certo verbosismo intellettualoide, Lars, togliendosi non pochi sassolini dalle scarpe, sempre nascosto dietro al Virgiliano personaggio di Stellan Skarsgård, declina una tipologia umana ed una sua possibile lettura. Descrive la concretizzazione esistenziale di un psiche, quella del ninfomane, muovendo in questo una critica al sistema valoriale che crea la pornografia: nominando e catalogandolo, relegandolo ai margini perversi del tessuto psichico e sociale il ruolo della donna. C’è una condanna al linguaggio edulcorato, smielato del politically correct, c’è l’affermazione libera del proprio essere, della propria personalità e della ribellione ad un sistema che vuole che ci impone di essere diversamente da come siamo o vogliamo essere. Il film può non piacere affatto, può essere disturbante ma allo stesso tempo, per chi avrà l’onestà di guardarselo tutto, e senza azionare facili filtri moralizzatori, sarà un’esperienza cinematografica e psicologica di rara potenza. Aspettate di vedere entrambe le parti prima di abbatterlo, condannarlo, vituperarlo o magari amarlo. MIO FRATELLO È

WES ANDERSON

FIGLIO UNICO PERCHÉ (...) NON HA MAI CRITICATO UN FILM SENZA MAI PRIMA VEDERLO.

The Grand Budapest Hotel è il film che

ha tutte le carte in regola per portare il pubblico in sale e divertirlo. Ha un regista, Wes Anderson, che è una garanzia nel genere (Fantastic Mr. Fox, Il treno per Darjeeling). Ha un cast d’eccezione che nel turbinio degli eventi appare e scompare per poi, forse, riapparire (Tilda Swindon, Bill Murray, Adrien Brody, Léa Seydoux e chi più ne ha più ne metta). Ha soprattutto una prova di regia geniale che gli è valsa un premio al Festival di Berlino. Gustav H. (Ralph Finnes) concierge del Grand Budapest Hotel e amante di tutte le sue vecchie e ricche clienti si tuffa in un’avventura rocambolesca insieme al suo lobby boy Zero Mustafa (Tony Revolori) e alla sua giovane fidanzata Agatha (Saoirse Ronan). L’omicidio di una ricchissima e anziana donna, un’enorme eredità, un preziosissimo quadro da nascondere e un testamento da recuperare, tutto questo all’ombra di una guerra imminente e di una feroce dittatura straniera. Storia banale e scontata? Immergetevi nell’avventura di The Grand Budapest Hotel, un divertimento veloce, coloratissimo, scanzonato e dissacrante, e poi ne riparleremo. TAKE YOURS HANDS OFF MY LOBBY BOY.

Se volete, commentate o sbeffeggiate i miei pensieri su laszlokovacsblog.blogspot.it

#31


PAGINE LETTERARIE A CURA DI MATTEO SCHIFANOIA

PAROLE DALL'UNDERGROUND

[…] Chitarra e basso, per esempio, sono due modi diversi di stare al mondo. La chitarra è una prima donna piena di insicurezze, che per quanto si sforzi di restare in penombra tirerà sempre fuori quel suo suono vivo capace di far socchiudere gli occhi agli ascoltatori, gaudenti e straziati dopo un qualche assolo, o rapiti dalla dolcezza di un arpeggio. […] Il basso è invece uno strumento timido: si fa i cazzi suoi. È uno strumento spalla. Ha meno corde, tutte dure, non lacera l’aria con urla di grazia, ma sta gobbo di fronte all’amplificatore a tessere la sua trama sorda. Ma è lui che regge il gioco, e che cuce la melodia, la struttura, la tenuta, la resistenza, la velocità e la compiutezza di una canzone. Il chitarrista, trasformato dallo strumento, è egocentrico, una starlet molto applaudita. Il bassista è uno sfigato. Il suo è un lavoro senza promozioni e senza glorie. In fondo: perché non ci sto io a suonare il basso? Perché mi è toccata una chitarra, e un posto da prim’attore? Dal romanzo “io volevo Ringo Starr” (Intermezzi, 2010) di Daniele Pasquini

C’era questo videogioco, Lemmings, dove i roditori entravano da una parte dello schermo e affinché raggiungessero l’uscita dovevi rimuovere gli ostacoli; i lemming camminavano e basta, se c’era un ostacolo letale ci schiattavano contro, e ti dannavi per salvare quella sarabanda errante priva del benché minimo istinto di autoconservazione. Si sa, i lemming sono quegli animali che si buttano in massa dalle scogliere e annegano nell’oceano, e il gioco si ispirava alla questione. E invece no, la storia dei lemming suicidi è una bufala diffusa da un documentario Disney degli anni Cinquanta, dove i lemming vennero spinti a gettarsi in un fiume, simulando tra montaggio e voce narrante il suicidio di massa nell’oceano. Un cazzo di snuff movie, in pratica. Che fosse una bufala l’ho scoperto all’esame di Letteratura Italiana, quando per fare il fico dissi al professore che Leopardi si sbagliava, che non era l’uomo l’unico animale a suicidarsi, perché lo facevano anche i lemming, e il prof mi bocciò dicendo che ero un supponente che credeva alle bufale. Il tempo perso dietro al videogioco non lo rivoglio indietro, alla fine era un gioco divertente, e infatti mi son preso pure il seguito. Però la Disney mi dovrebbe delle scuse per la figura di merda all’esame. Io son qui. Aspetto, eh. Matteo Pascoletti, Pietrafitta (PG), 2014

Le pietre di Sachsenhausen UNA LINEA Il pensare è inevitabile. Nasce dal percepire Per arrivare all’amare. Ma una sottile linea Divide il vedere dall’immaginare. E realtà e finzione Provocano un incidente mortale. Costanza Lindi, Perugia, 2014

erano prigioniere della terra, (patate da sgranare gelide), ustionavano le mani, troppo deboli per ribellarsi tentando una carezza nell’arrotolare una cicca. Deve esserci, in qualche riposto respiro, un figlio non nato che riposa nella cenere del padre. Mi allunghi una Coca Cola. Dico “no” con la testa, insisto nella mia sete. Enrico Cerquiglini, Gualdo Cattaneo (PG), 2014

#32


Danneggia gravemente te e chi ti sta intorno

PAGINE LETTERARIE

il racconto del mese

scritto da Carlo Sperduti

È

noto il caso di un uomo a cui capitò di mettere in bocca una sigaretta per poi accorgersi di non avere un accendino. Al momento dell’accaduto, quell’uomo non sospettava di aver contratto un’atroce timidezza. Volendo chiedere a un passante di fargli accendere, avvampò all’atto di aprire bocca. Il battito cardiaco accelerò a tal punto da indurlo a rinunciare per sedersi sui gradini di una chiesa e calmarsi un po’. A un secondo e a un terzo approccio accadde lo stesso, e le cose non migliorarono a un tentativo di acquisto in tabaccheria. Sbigottito dal suo stesso contegno, decise di tornare sui suoi passi per recuperare l’accendino che aveva lasciato in soggiorno. Percorrendo le vie meno affollate del quartiere, allungò il tragitto di un quarto d’ora procedendo a testa bassa e subendo gli sguardi di donne e uomini di ogni età. Ad atterrirlo più degli altri erano però i bambini, le cui teste s’insinuavano dal basso nel suo campo visivo. Prima di raggiungere il portone di casa non mancò di scusarsi con tre pali per averli urtati con la spalla. Quando estrasse il mazzo di chiavi dal cappotto, si rese conto che un inserimento nella toppa sarebbe stato forse inopportuno, per il portone o per la chiave; ancora peggio, per entrambi. La soluzione di chiedere il permesso all’uno o all’altra, ancora meglio a entrambi, gli sembrò in prima battuta ottima, ma risultò più facile a pensarsi che ad attuarsi, tant’è vero che non ebbe l’ardire di una richiesta così intima. Dal momento che il portone sembrava ignorarlo e la chiave restava impassibile, fredda, decise di temporeggiare facendo altri quattro passi. Voleva riflettere sul da farsi, ma la timidezza gli impediva di seguire il corso di ragionamenti costruttivi: il suo piano per rincasare continuava a scontrarsi con i pensieri del portone e della chiave, dei passanti e dei giudizi, del sudore delle mani e della sigaretta ancora spenta che tanto voleva fumare. Il terzo giorno, il volto smunto e le gambe a pezzi, gli si avvicinò una ragazza dall’aria smarrita. Fino all’ultimo, l’uomo finse di non vederla. Poi alzò lo sguardo stralunato, ma quello di lei fuggì altrove insieme alla persona, che fino a un istante prima sembrava voler chiedere indicazioni, mappa alla mano. Il quinto giorno un ragazzo scorse il cadavere dell’uomo in un vicolo, ma nel timore di disturbarlo tirò avanti e s’inoltrò in una piazza e in un sabato sera apparentemente deserti. Se quell’uomo avesse saputo che la sua sorte si sarebbe ripetuta migliaia, milioni, miliardi di volte, forse negli ultimi giorni di esistenza si sarebbe sentito meno solo. Forse avrebbe avuto il coraggio di chiedere da accendere, di parlare a un portone come a un amico.

Carlo Sperduti è nato nel 1984. Ha pubblicato Caterina fu gettata e Valentina controvento con Intermezzi Editore. Per Gorilla Sapiens Edizioni è uscito Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi. In rete si trova qui: carlosperduti.wordpress.com.

#33


PAGINE LETTERARIE

CONSIGLI PER LA LETTURA

Calciatori di sinistra – Quique Peinado (isbn, 2014, p. 256)

Questa breve recensione, è bene chiarirlo subito, incarna un clamoroso conflitto di interessi. Perché chi la scrive è la stessa persona che ha tradotto il libro oggetto della recensione stessa, uno che insomma se la suona e se la canta, e approfitta di uno spazio piccolo ma prezioso come quello che gli hanno chiesto e allo stesso tempo concesso i ragazzi di Umbria Noise per farsi pubblicità. Ma il fatto, ragazzi, è che il libro in questione è davvero un gran libro. Si intitola Calciatori di sinistra, l’ha scritto il giornalista spagnolo Quique Peinado e l’ha pubblicato un editore di culto come Isbn, e racconta le storie di decine di giocatori di pallone che in un modo o nell’altro si sono esposti politicamente a sinistra. Comunisti, socialisti, anarchici, progressisti: da Socrates a Del Bosque, passando per molti semi-sconosciuti dalle vicende incredibili e per molti italiani. Tra cui, beh, un ternano purosangue come Riccardo Zampagna, un’icona biancorossa come Paolo Sollier e un’altra vecchia conoscenza del Perugia come Cristiano Lucarelli. Potete chiudere un occhio, per stavolta, non è vero? Giovanni Dozzini (Rizzoli Lizard 2010, p. 592) Chiamatelo fumetto. Chiamatelo graphic novel. Chiamatelo piccolo capolavoro. Blankets è tutto questo e anche di più. Una storia toccante che vive di parole e immagini. Un racconto di una vita, di un amore, di una crescita. Delle innumerevoli contraddizioni dell'essere bambini e del diventare adulti, della famiglia come origine di tutti i problemi, ma anche come forza. Disegni onirici ed espressionisti pur nel rigore del bianco e nero. Disegni che spesso rompono la normale griglia fumettistica per espandersi come piccole opere a sé stanti. Disegni che spesso parlano oltre le parole, che fanno vivere la storia di silenzi e di respiri, così densi che si possono quasi toccare. Il racconto per immagini di una storia d'amore forte e intensa come solo l'adolescenza può regalare e come tutti, almeno una volta nella vita, hanno sognato di vivere. Lucia Mariani (Oscar Mondadori, 2009, p. 336) Una casa popolare di periferia, le storie dei suoi abitanti: Siti entra nel cuore della borgata romana e ne descrive la quotidianità, con un linguaggio penetrante che è un italiano alternato al dialetto. Il metodo narrativo ha la frontalità diretta di un reportage e il risultato è un pugno allo stomaco, testimonianza non giudicante le miserie di personaggi su cui pesa la condanna degli errori, esistenze senza scampo, perse nel rumore di voci sguaiate e perenni lavori in corso. L’utopia della salvezza e il degrado che pervade ogni cosa, i traffici di droga, i viaggi in Colombia,i matrimoni pacchiani, le rapine fallite, il carcere come dimensione familiare. E a tratti immagini poetiche, a svelare il debole dell’autore per le periferie urbane: la grazia di un tramonto oltre il pulviscolo delle borgate estreme e l’ostinazione di un ulivo, attecchito nella crepa di una massicciata, con le radici ben piantate in un terreno di liquami. Giulia Coletti (Montecovello, 2014, pp. 88) E’ la seconda raccolta dell’autrice perugina Costanza Lindi. Facendo propria l’ambientazione del palcoscenico la poetessa mette in scena il dramma e la commedia dell’umanità, in un percorso che parte dall’esperienza individuale per toccare l’universalità del sentimento. Ma senza alcun riverbero moraleggiante e senza alcun partito preso: la stessa autrice affronta, sulla propria pelle, un percorso di interiore ricerca, muovendosi con attenzione sul filo dell’emozione, poi trasportata su carta con precisione, senza perdere quella tensione emotiva che rende viva e partecipata la sua poesia. In questa costante ricerca di equilibrio non c’è un vero e proprio punto d’arrivo, ma ogni attimo è funzionale alla scoperta del sé: “[…]Il coraggio è un’arte,/ l’arte di un terremoto/ che fa tabula rasa/ buttando giù tutto,/ rendendolo una reliquia,/ un tesoro del passato/ da inserire nell’antologia di storie/ scritte nelle pagine del nostro sangue”. Barbara Bracci

Blankets - Craig Thompson

Il contagio - Walter Siti

SILENZIOSI ACROBATI - COSTANZA LINDI

#34


AGENDA LETTERARIA 3 aprile

PAGINE LETTERARIE

16.30 - Sala “Gisa Giani”, Archivio di Stato di Terni, presentazione del libro “ENFIDA, memorie della Tunisia di un tempo” di e con Irene Cusmano 17.00 - Biblioteca San Matteo degli Armeni, Perugia, terzo incontro del corso di poesia “Poesia come percorso d’identità”. A cura di Nicoletta Nuzzo 17.30 - Sala dei Notari, Palazzo dei Priori, Perugia, “Scrittori e Moravia” intervengono: Dacia Maraini e Renè De Ceccatty, modera: Mario Andreose

Luis Sépulveda 4-6 aprile Sala dei Notari, Università per Stranieri di Perugia, Palazzo della Penna, Perugia, “Encuentro. Festa delle letterature in lingua spagnola”. Con Luis Sépulveda, Daniel Mordzinski, Paco Ignacio Taibo II, Leonardo PaduraFuentes, Bruno Arpaia, Santiago Gamboa, Fernando Iwasaki, Marcos Giralt Torrente, Guadalupe Nettel, Antonio Soler. Programma nel sito www.perugiacircolodeilettori.it

5 aprile

10.00 - Biblioteca San Matteo degli Armeni, Perugia, “Passi di pace”, camminate silenziose con lettura e scrittura su pace, ascolto, dialogo. A cura di Marina Biasi, con Paolo Piazza

10 aprile

18.00 - Palazzo della Penna, Centro di Cultura Contemporanea, Perugia, “Presentazione sapori di versi” (Mursia Editore) di Livia Aymonino interviene Vittorio Sermonti

11 aprile

20.00 - TrottamundoKafe Libreria, Perugia, per il ciclo di incontri “Alla Goccia-Incidenti letterari”, presentazione e reading di "Valecky" e "Selezione naturale" (Editrice Effequ) con Gabriele Merlini, Francesco D'Isa e Francesco Quatraro.

12 aprile

17.00 - Sala Binni, Perugia, “Letture in Augusta 2014, Uomini che raccontano le donne”. Letture di Claudio Carini di Fontemaggiore Teatro stabile di Innovazione, accompagnate da video realizzati da Francesco Panico

23 aprile

17.00 - Foyer del Teatro Morlacchi, Perugia, per il ciclo di incontri “Invito alle conversazioni”, l’Associazione culturale Il Corimbo presenta “Ritrovare sentieri smarriti e potersi orientare tra vero e falso, giusto e ingiusto, degno e indegno”, con il prof. Sandro Elisei 21.00 - Palazzo della Penna, Centro di Cultura Contemporanea, Perugia, “l'Umbria attraverso la cronaca: dal mostro di Firenze all'omicidio di Meredith Kercher” di e con Alvaro Fiorucci.

25 aprile

20.30 - Palazzo della Penna, Centro di Cultura Contemporanea, Perugia, “Il libro è servito, cena tematica”. Autori, romanzi, personaggi letterari a tavola, a cura di Alberto Sorbini. “Pavese e la cucina delle langhe”. Costo di partecipazione: € 35 vini inclusi. Prenotazione obbligatoria: tel 075.5716233 / palazzopenna@sistemamuseo.it

30 aprile

18.00 - Biblioteca San Matteo degli Armeni, Perugia, Per il ciclo “Donne nella Storia Storie di Donne”, presentazione del libro “Le madri della Patria: Donne e Risorgimento”, di e con Silvana Sonno

A CURA DI GIULIA COLETTI

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Strada delle Fratte, 2/a │ 06132 Perugia tel. +39 075.5279902 │ fax +39 075.5289143 www.artigrafichepaciotti.it │ info@artigrafichepaciotti.it


UMBRIA NOISE N.22