UMBRIANOISE N.1

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EDITORIALE S

DI DANILO NARDONI

ono lontani i tempi in cui si andava nei negozi di dischi per scegliere un lp o un cd, magari dopo essersi innamorati di una copertina o dopo aver sfogliato qualche fanzine trovata lì per caso. Sono lontani i tempi in cui bastava una macchina da scrivere o addirittura solo una penna per realizzare con carta ciclostilata alcune centinaia di copie di quei “giornalini” che si muovevano dietro la stampa ufficiale. Sì, forse è vero, siamo un po’ nostalgici. Ecco allora spiegata la nascita di Umbrianoise. Più che rivista, periodico, free-press, preferiamo chiamarci infatti “fanzine”, contrazione del termine Fan Magazine (riviste di/per appassionati)… per tornare un po’ anche al concetto del do-it-yourself. Ed almeno in questo primo numero l’omaggio alla fanzine umbra per antonomasia è palese, forse un po’ sfacciato, con la nostra prima copertina dedicata proprio a Mazquerade, la “rivista” nata dalle menti anarchiche ed anti-conformiste di chi viveva la musica tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 a Perugia, una generazione in fermento che tanto ha lasciato a chi è venuto dopo. Inconfondibile nel suo formato e nei suoi “colori”, tenta di allontanarsi dalla concezione ormai radicata del bello = di successo. Saremo caotici e irregolari nella forma, ma precisi e ordinati nel fornire tutte le informazioni necessarie per dare spazio ai musicisti e alla “musica che gira intorno” dalle nostre parti. I contenuti documenteranno gli eventi regionali più conosciuti oltre a scoprire gli appuntamenti e le realtà più nascoste, ma testimoni di un’Umbria alternativa e non convenzionale. Ci troverete a cadenza mensile nei luoghi della musica naturalmente, ma non solo, visto che Umbrianoise sarà in punti di distribuzione accuratamente selezionati in linea con lo stile della fanzine. Questa sarà poi interamente sfogliabile anche online sul portale www.umbrianoise.it, uno strumento complementare al magazine cartaceo, un mensile che quindi diventa un’ulteriore importante tappa dell’articolato progetto Umbrianoise. Nato nel 2008, nel corso degli anni questo è diventato un punto di riferimento per tutti gli

www.umbrianoise.it rivista // mostre // portale


DANILO NARDONI

Redazione

DANILO NARDONI, RIccARDO cORRADINI, cLARA VINceNtI, SARA PetRuzzI redazione@umbrianoise.it

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umbria Noise è stampato su carta riciclata

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L'immagine copertina è presa dal n. 6 di Masquerade (1981)

UMBRIANOISE Direttore responsabile

amanti della musica nella regione. Promuovere e informare sono quindi alcuni tra gli obiettivi del progetto Umbrianoise, che non sottovaluta l'importanza della ricerca storica. Dal 2011, infatti, organizza e allestisce una mostra itinerante denominata “Umbrianoise: la musica umbra in mostra”, una collezione unica nel suo genere ed importante testimonianza della storia musicale umbra raccontata attraverso cd, vinili, musicassette, foto, manifesti, articoli dagli anni ’60 ad oggi. E sull’onda di questo percorso il ritorno ad una fanzine cartacea è stato quasi dovuto. Perché è forte l’esigenza di comunicare e condividere le proprie passioni, allentando un po’ la presa da quel grande e a volte confusionario contenitore che è internet. Sembra che oggi non ci sia più il tempo di dare il giusto tempo alle passioni, presi come siamo da mille input e condizionamenti. Tutto va detto, fatto, e consumato subito a velocità folli. Produci, consuma e crepa, insomma. Ma la passione invece va “degustata” con la dovuta calma. Vogliamo quindi rallentare, a volte fermarci proprio, per riflettere meglio. Queste pagine quindi non saranno solo figlie di questi tempi, come inevitabilmente comunque risulteremo. Presente sì, futuro anche, ma pure tanto passato, proprio in linea con il progetto di ricerca che Umbrianoise porta avanti da tempo. Ci teniamo quindi a parlare di quello che c’è, di quello che potrebbe esserci, ma anche di quello che c’è stato. E lo vogliamo fare con tutti quelli che avranno la voglia di prender con noi questa strada, coinvolgendo tutte le altre realtà che si occupano di musica. Siamo aperti a proposte, idee, contributi, perché chi ama la musica ha sempre qualcosa da dire. Vogliamo dare voce alla musica umbra e alla musica in Umbria e per questo vogliamo far rumore (noise), alzare il volume e lo sguardo su questa smisurata passione che ci accomuna.

INDICE

Short Noise .......................................................................... #5 Concorsi ............................................................................... #6 Lucy Van Pelt......................................................... #7 Cavalli e altri animali | FASK....................... #10 Il “racconto americano” dei Majakovich .......#12 Perturbazione ........................................................ #14 Agenda ............................................................................... #16 Rassegne ...................................................................... #18 Live Club ............................................................................#20 Norman ........................................................................#22 Memorabilia ...............................................................#24 Punk in Fundo...................................................................#25 To lose la track ..................................................#26 CD........................................................................................#28 Photo ..................................................................................#29 Giochi..................................................................................#30

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rasterweb.it

“VERITÀ PER ALDO”, iL nuovo siNgolo dei RASTER

SHORT NOISE

È un reggae-dub di impatto che introduce l’ascoltatore a temi molto forti quali l’antiproibizionismo, le disastrose condizioni delle carceri italiane ed il muro di omertà e di “torbidità” relativamente alle morti degli stessi carcerati. Parla di tutto questo “Verità per Aldo”, il nuovo singolo dei Raster, band proveniente dalla provincia di Spoleto. I Raster arrivano da un’esperienza che ormai supera il decennio di vita con cinque album all’attivo, un’intensa attività live in Italia (e non solo) e collaborazioni con Madaski (Africa Unite) e Paolo Baldini (BR Stylers, Africa Unite). Ed in attesa del nuovo album, i Raster propongono quindi in collaborazione con One Step Records, il singolo “Verità per Aldo” (corredato di video-clip), dedicato ad Aldo Bianzino, scomparso prematuramente il 14 ottobre 2007 nella sua cella di isolamento all’interno del carcere di Capanne (Perugia), in cui era stato condotto due giorni prima in seguito all’arresto per coltivazione e detenzione di canapa indiana. “Verità per Aldo”, prodotto da Madaski e dai Raster e registrato presso il Frost Studio di Perugia, è attualmente disponibile in free-download sugli spazi web dei Raster e di One Step Records e, successivamente, sarà scaricabile da ITunes ed altri store digitali. All’uscita del singolo, inoltre, la band ha accompagnato una serie di concerti promozionali in giro per l’Italia.

myspace.com/thedaggerspage

The DaggERs, pRimo Tour IN teRRa iNglESe

I perugini The Daggers sono pronti a fare grandi cose. Sono freschi, divertenti e pieni di entusiasmo. Sono decisi a calcare palchi importanti con il loro stile elettro-indie-rock e il loro aspetto da bravi ragazzi. Per arrivare alla maturità musicale piena, ancora la strada è lunga, ne sono consapevoli, ma da quando hanno iniziato la loro avventura i sei membri della band sentono che qualcosa sta cambiando, si sta evolvendo. Grossa novità per loro è il nuovo tour che si apprestano a fare. E non un tour qualsiasi. Destinazione Regno Unito, insomma, proprio a casa dei gruppi da cui prendono ispirazione. Per loro, un sogno che si realizza. D’altronde non poteva che essere così per un progetto musicale che ha scelto un nome proprio per tributare il brano “Chelsea Dagger” dei The Fratellis. Il tour dei The Daggers inizierà giovedì 8 marzo all’Hydrant di Brighton (cittadina a sud di Londra, lungo la costa), per proseguire venerdì 9 marzo al Glinderedge di Eastbourne (più ad ovest) e infine sabato 10 marzo al Barfly di Londra come

grande conclusione della tre giorni inglese. Il Barfly, infatti, è un famosissimo live club londinese dove suonano sempre le band più interessanti della scena (in passato qui si sono esibiti anche gruppi come Muse, The Killers e Coldplay, solo per citarne alcuni). “Lo riteniamo un grandissimo traguardo per noi – affermano i The Daggers – e non solo come musicisti, ma anche come band italiana che canta in inglese e che riesce ad approdare e a farsi ascoltare anche in terra anglosassone”. Tutto questo è stato possibile grazie alla loro agenzia (Sanday Agency) che li supporta sempre e li promuove in lungo e in largo, ma anche grazie alla stretta collaborazione con la realtà musicale inglese, visto che “i social network aiutano molto in questo senso”. “Il tour inglese – concludono – speriamo sia solo l’inizio di altre iniziative analoghe e probabilmente sarà così. Siamo già in contatto con dei locali a Praga e ad ottobre saremo di nuovo on the road, questa volta direzione est Europa”.

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CONCORSI

CoNAd Jazz CoNtesT

al via LA prIma eDizioNE reaLizzata iN colLAborazionE Con UmbrIA Jazz E YoUNg Jazz

Conad, Umbria Jazz e Young Jazz insieme, inevitabilmente in nome del jazz, per cercare nuovi talenti tra i giovani musicisti italiani. Prende il via così, per volontà di Conad, la 1° edizione di Conad Jazz Contest, concorso musicale nazionale promosso in collaborazione con Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz e Young Jazz Festival. La competizione è aperta a solisti e gruppi emergenti, autori di progetti originali nell’ambito di un repertorio jazzistico che potrà spaziare dal classic jazz al contemporary jazz, fino all’acid, al fusion e al jazz/blues, e si pone l’obiettivo di valorizzare il talento di alcuni giovani artisti italiani, offrendo loro un inedito spazio di visibilità. L’iscrizione al concorso è riservata a singoli artisti o gruppi (strumentali o con vocalist) italiani o residenti in Italia, di età media non superiore ai 30 anni e formati da un massimo di 6 musicisti. I concorrenti - che dovranno essere liberi da contratti discografici o editoriali in corso - potranno iscriversi gratuitamente, entro e non oltre il 15 marzo 2012, caricando tre brani sul sito web Plingle.com nel canale dedicato al concorso (www.plingle.com/conad). I 9 vincitori - scelti da una Giuria di musicisti ed esperti che valuterà non solo l’originalità del progetto, ma anche la qualità tecnica e artistica dell’esecuzione - si aggiudicheranno l’opportunità di esibirsi nel corso delle sessioni pomeridiane di Umbria Jazz 2012 (Perugia, 6-15 luglio), presso lo storico Teatro Pavone di piazza della Repubblica, oltre a ricevere un pass per accedere al main stage del festival presso l'Arena Santa Giuliana. Tutti partecipanti saranno inoltre valutati anche dalla community online di Plingle.com, che potrà sia esprimere pubblicamente il proprio gradimento sui brani tramite un sistema di giudizio da 1 a 5 (espresso sotto forma di “note musicali”), sia commentare i brani in gara. La classifica di gradimento espressa dalla community non avrà però alcun peso ai fini dell’individuazione dei vincitori. Informazioni, regolamento e iscrizione al sito

www.conadjazzcontest.it

MUSICa DALLE SCUOLE 2012

Scade il 15 Marzo la presentazione delle domande per partecipare al bando “Musica dalle Scuole 2012”, concorso riservato ai gruppi musicali che si formano nell'ambito delle scuole superiori perugine. Il concorso è organizzato dal Comune di Perugia - Assessorato alla cultura - Informagiovani e Cooperativa Nuova Dimensione, in collaborazione con Delta'87, Euphoné ProMusic, Centrodentro, Laboratorio Musicale Fuoritempo. La finale si terrà entro Maggio al Norman Club di Boneggio. I finalisti avranno la possibilità di incidere un brano in studio che sarà incluso in un cd prodotto dal Comune di Perugia. Tutte le informazioni su

www.musicadallescuole.org

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SAREMO AL C'ENtRO 12

Le iscrizioni al concorso rimarrano aperte fino al 31 Marzo. I partecipanti saranno divisi in 4 categorie: Cover Base, Cover Live, Cantautori e Cover Live Teen (rivolta alle band composte da giovanissimi dai 13 ai 19 anni). Il tema della manifestazione quest'anno sarà: "Largo alla musica. In un contesto di crisi personali, sociali, morali ed economiche, la musica è l'espressione del coraggio che hanno i giovani di non arrendersi, di riaffermare i propri valori, sogni ed ideali e di guardare con speranza al futuro". Per info sulla manifestazione visita il sito www.saremoalcentro.it

ROCkAGE 2012

Aperte le iscrizioni a RockAge 2012 (fino al 15 Marzo 2012). Il concorso è aperto ad artisti e gruppi emergenti con pezzi inediti, con nessuna limitazione di età e genere musicale. L'iscrizione al concorso è completamente gratuita. I gruppi selezionati si esibiranno nei migliori locali di musica dal vivo di Perugia tra Aprile e Maggio 2012. Info e regolamento su

www.plugin-store.it


LuCy van PelT“il grupPo peRfettO”

DI DANILO

NARDONI

Il quartetto perugino dei Lucy Van Pelt è nato a metà del 2010 da un’idea di Matteo Tiecco (chitarra), il quale è stato poi affiancato da Federico Minciarelli alla batteria, da Matteo Rufini al basso, conosciuto quando Matteo cercava un liutaio per accordare la sua chitarra in maniera strana e particolare proprio per il progetto che aveva in mente (“accordature aperte degli strumenti al limite di generi ben più duri in canzoni che sfiorano il pop nel vero senso del termine, non nel senso limitativo di un genere musicale”), ed infine la ciliegina sulla torta: Francesco Tartacca, bravissimo cantautore con cui Matteo collabora anche nel progetto acustico Francesco del Lago, che con la sua voce e verve ha arricchito e completato definitivamente la formazione. Un passo importante che ha contribuito a definire lo stato attuale dei Lucy Van Pelt come giovane gruppo emergente dalle grandi potenzialità, è stato quello della recente uscita del loro primo album

"L'Instabile"

, un lavoro che ha permesso al progetto di iniziare ad avere un senso compiuto. Il disco, inciso presso l’Urban Recording Studio di Perugia e completamente autoprodotto, è nato nel giro di pochi mesi in sala prove ed è cresciuto e si è sviluppato come un “concept album” a tutti gli effetti. “Ci siamo resi conto – affermano i componenti della band – che tutte le dieci canzoni

che lo componevano erano legate tra loro dal filo conduttore della precarietà, del disequilibrio, della mancanza di certezze che ci troviamo ad affrontare noi della nostra generazione, non solo in termini lavorativi, ma anche di affetti, di sentimenti e di salute. Ed allora quando abbiamo scelto il titolo del disco, L’Instabile è stata una scelta naturale”. “Ci siamo poi accorti – aggiungono – che la durata totale del cd era di

qualcosa di importante per noi, ma al contempo un qualcosa di vivo e pulsante al di fuori di noi, una sorta di parto”. E sempre all’Urban il disco è stato presentato ufficialmente alla fine del novembre scorso quando i Lucy Van Pelt hanno aperto il concerto degli Zen Circus. La più bella esperienza vissuta finora dalla band: “Saremo per sempre grati all’Urban – dicono – per quella grandissima serata con il locale che era gremito: pochi posti in Italia ti permettono di suonare in apertura a gruppi di questo spessore”. In questo periodo la band perugina si sta muovendo per promuovere il disco, anche con l'iscrizione a concorsi per band emergenti come Italia Wave e Marte live. “Sono delle rassegne molto importanti che, nel caso in cui verremo selezionati, speriamo ci diano della visibilità in più, ma per ora la promozione del cd la stiamo facendo basandoci sul passaparola tra amici tramite i social network e spedendo i cd a riviste di musica interessate a nuove band. Qualcuno ha anche risposto dandoci dei buoni feedback, il che ci spinge a continuare su questa via”. Insomma, non hanno assolutamente voglia di fermarsi, perché in loro è ancora tanta la voglia di creare nuove canzoni e di suonare il più possibile live.

facebook.com/lucyvanpeltband

trentatré minuti e trentatré secondi esatti , a quel punto abbiamo realizzato che l’opera (vuoi per motivi di cabala o che dir si voglia) rappresentava non solo

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La band perugina è artefice di un suon o duro e dolce allo stesso tempo, marchio di fab brica per scuotere le coscienze

Sul palco dell'Urban - opening @ Zen Circus La durata totale del loro cd d’esordio è di trentatré minuti e trentatré secondi esatti, ed alla serata ufficiale di presentazione che si è svolta recentemente all'Urban di Perugia hanno venduto in totale le trentatré copie del disco che avevano preparato “per motivi di cabala”. Le casualità, insomma, sembrano accompagnare da sempre i perugini e superstiziosi Lucy Van Pelt. Ma con loro le “strane” coincidenze non finiscono mai. Per quanto possa ovviamente richiamare il “delizioso” personaggio dei Peanuts, Lucy Van Pelt è però in realtà il nome di una ragazza americana che Matteo Tiecco, che ricopre il ruolo di chitarrista nonché di autore sia dei testi che delle musiche, ha conosciuto all’età di 12 anni ai campus estivi. “Voce che cambia e si fa più scura, ombra di baffetti sotto il naso e primo innamoramento per quella dolce Lucy”, ricorda Matteo. Sincera in quello che fa e in quello che suona, la formazione perugina manifesta chiaramente un doppio dna, con pezzi aggressivi, alternative rock e con particolare attenzione alle melodie del cantato, alternati a brani più morbidi che sfiorano il genere cantautorale. Duri e dolci sono questi Lucy Van Pelt, che portano nel loro repertorio il “forte” e il “piano” della musica.

Un dualismo tra durezza e dolcezza che si riscontra

anche nei testi, rigorosamente in italiano. Sonorità aggressive di stampo prettamente rock, cantautorato, melodia pop: tutto questo sembra convogliare nei loro brani. Ma c’è dell’altro? “Sicuramente – dicono – tutto ciò che riguarda la cultura come fonte di arricchimento personale, ma anche la ‘non cultura’, come mezzo di paragone e di confronto. Per quanto ci riguarda poi, con un solo album all'attivo possiamo sicuramente parlare nel

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nostro caso di sonorità piuttosto che di ‘genere’, una caratteristica che invece si delinea solamente analizzando le produzioni successive. Per il momento la nostra musica ha delle sonorità rock con delle ‘deviazioni’ cantautorali, questo ci basta per definirci”. Anche grazie ai testi la band parla alla sua generazione, che sta vivendo una difficile attualità. “Già dal titolo del disco e poi nei nostri testi emergono i disagi e le instabilità nella nostra attuale società. Raccontare un disagio a volte significa anche denunciarlo, ed è nella denuncia che si "scuote" la coscienza delle persone”. E per quanto riguarda la scelta della lingua hanno subito e senza il minimo dubbio puntato sulla lingua italiana, e spiegano perché: “Arriva di più il messaggio che vuoi mandare, che nel caso dell’inglese sgrammaticato che cantano gli italiani spesso non arriva affatto. È più facile cantare in inglese se non hai niente da dire, ed oltretutto è più semplice da ‘incastrare’ nel rock. Con questo non vogliamo dire che siamo bravi a farlo, ma che abbiamo fatto questa scelta per comunicare il nostro messaggio alle persone che ci ascoltano, che poi possono decidere in modo autonomo se siano concetti validi, condivisibili o meno”. È dietro al valore dell’amicizia che si “rifugiano” per continuare a fare quello che fanno: “La nascita di una bella amicizia è sicuramente il fattore positivo a nostro avviso più importante, che è stata tra l’altro anche un punto di forza in qualche momento brutto che abbiamo attraversato nei mesi passati. Senza di essa il progetto non avrebbe avuto la freschezza che ha, ci siamo trovati bene sia come musicisti che come persone, nonostante le nostre differenti peculiarità. Questo ha permesso ad ognuno di noi di condividere in armonia le proprie idee, sia musicali che progettuali. Ovviamente le discussioni non mancano, ma abbiamo la determinazione e la consapevolezza di poter estrarre da queste sempre qualcosa di buono e utile per il gruppo”.

il palco ci piace

“Siamo dei musicisti, , lo adoriamo – proseguono i Lucy Van Pelt – e dopo ogni concerto a dire il vero diventiamo insopportabili per gli altri nostri amici perché parliamo per settimane delle sensazioni provate lassù. Per quanto riguarda il feeling col pubblico la cosa che più ci ha impressionato è stato quando abbiamo suonato in apertura agli Zen Circus: c’era gente che cantava i nostri pezzi e un paio di persone hanno sbirciato la scaletta prima dell’inizio alla ricerca de ‘Il numero perfetto’. Questo ci ha veramente scosso, la potenza dei social network come mezzo di comunicazione e diffusione della musica è incredibile”. E sul finale i Lucy Van Pelt vogliono dire la loro anche sulla situazione musicale umbra: “Bisogna ammettere che dei volenterosi si danno da fare per animare la scena musicale con rassegne come Rockin'Umbria, Ephebia, il Mekamuta Music Festival, qualcosa di importante c’è. L'altra grande occasione sono i concorsi a livello nazionale: Italia Wave o Rock Targato Italia che hanno permesso a musicisti emergenti di avere il giusto rilievo a livello nazionale. Per quanto riguarda i locali, possiamo dire che negli ultimi anni Darsena, Norman e Urban (in ordine alfabetico) hanno permesso a tantissimi gruppi umbri di esibirsi anche a fianco di artisti di caratura nazionale ed internazionale. In Umbria c’è una gran bella scena musicale underground, bella perché varia in diversi iversi generi e stili musicali, è una scena molto solida che sta proponendo dei gruppi molto molto validi”.

o Ruspi Foto: Riccard iele Pampanelli an D : D Artwork C

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“CavaLLi” e AltrI aniMAli…

DI DANILO

NARDONI

Sono i Fask, con il nuovo album e live potenti, a tenere alta la bandiera del più interessante fermento musicale umbro

“La mUSica Non è cOSa pER geNte dEbolE, la musiCA è fUoco E conCEntrazionE”

Dovevamo per forza anche noi di Umbrianoise scegliere dei dischi dell’anno. Lo hanno fatto tutti negli ultimi mesi del 2011 e in questi primi giorni del 2012. Tra i pochi scelti (non staremo però qui ad elencarli!) ci mettiamo senza dubbio anche “Cavalli”, l’album dei perugini Fast Animals & Slow Kids, o Fask se si preferisce. E non certo perché sono umbri e perché li conosciamo bene, ma perché il loro è un gran bel disco. Il gruppo così sta tenendo alta la bandiera del più interessante fermento musicale umbro. Ma i confini regionali stanno stretti a questi ragazzi, ventenni illuminati sulla via del rock che sono ormai nella bocca di tutti quelli che sanno bene cosa può offrire di meglio una scena indipendente italiana non molto ricca negli ultimi anni di cose interessanti. È passato del tempo dalla loro vittoria ad Italia Wave Band 2010, e nel frattempo i quattro giovani musicisti hanno fatto molta strada, suonando in tutto il Paese - con un live potente e schietto e con un’attitudine che si fatica a trovare oggi in giro - e creando intorno a loro grande entusiasmo e molte aspettative. Per questo era molto atteso “Cavalli”, l'album che ha segnato l'esordio del quartetto formato nel 2008 da Aimone Romizi (voce e chitarra), Jacopo Gigliotti (basso), Alessandro Guercini (chitarra solista) e Alessio Mignoli (batteria). La band ha presentato alcuni mesi fa al Norman Club di Perugia questo primo lavoro in studio, descritto da loro stessi come “un disco da colorare, come gli album dei bambini”. Ora dopo aver toccato tantissime altre città tornano a giocare in casa,

Urban Club

30 marzo

previsto per venerdì , un’altra tappa con un concerto all’ per chiudere questo loro felice cerchio musicale. Come in occasione del concerto al Norman, anche stavolta ce ne saranno delle belle per la serata. Ma i Fask odiano le pressioni e per questo non vogliono creare nessuna aspettativa: “Tutte le persone che ci hanno supportato in questi due anni saranno ben ringraziate e saranno allietate

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myspace.com/fastanimalsandslowkids

da quei quattro accordi che siamo riusciti a mettere insieme. Niente più, ma niente meno!”. “Siamo un gruppo carino che fa musica piacevolina”, ironizzano solitamente sempre così quando si devono descrivere. Ma ora fanno sul serio. Dopo gli ultimi due anni da incorniciare, vista la visibilità ottenuta, si può dire che ora è iniziata una nuova fase per il loro percorso musicale. “Quella che intravediamo – sottolineano – è la fase più importante del nostro percorso ed è fatta di concerti ed impegno. Ne siamo consapevoli e per questo stiamo studiando tantissimo e provando moltissimo. C’è qualcosa di profondamente importante nella musica, cerchiamo di ricordarlo sempre”. Questo primo progetto discografico della formazione perugina è uscito per l'etichetta Ice For Everyone con distribuzione Audioglobe, è prodotto da Andrea Appino (Zen Circus) e registrato da Giulio Ragno Favero - già al lavoro con Teatro degli Orrori, Dente e One Dimensional Man - al Sam World Studio di Lari dove appunto Zen Circus, Teatro degli Orrori e anche Dente hanno registrato gli ultimi lavori. Roba grossa, insomma. E i Fask ne sono consapevoli: “Lavorare e andare in tour con gente come Appino e Favero è stata un’opportunità enorme, ci ha permesso di capire cosa significa la parola professionalità. La musica non è cosa per gente debole, la musica è fuoco e concentrazione. Sono due persone che dedicano la loro vita al mestiere e se non impari tutto quello che puoi da loro non imparerai mai nulla da nessuno. Cogliamo l’occasione per dirgli grazie”. Con pezzi come “Cioccolatino”, “Copernico”, “Lei” e “Nervi”, i Fask sono quindi pronti, dopo averlo fatto con quello di altre regioni, ad incendiare nuovamente il pubblico umbro. Ma per il prossimo futuro, oltre alla promozione disco e al tour, per i Fask ci sono in ballo altre cose: “Abbiamo il secondo disco già pronto, quindi quest’anno suoniamo come disperati e l’anno prossimo investiamo tutto il nostro impegno, con giovinezza e 'violenza', in un nuovo long play”. Brancaccio Foto: Attilio

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IL “RACCONtO AMERICANO” DEI MAJaKOViCH Da Terni alla mitica “Route 66” con dei compagni d’eccezione come gli Afterhours Bisognava raccontarla questa storia, quest’avventura, questo viaggio, questo sogno che si è avverato, almeno per una volta. ma per non perdere ogni minimo particolare e le vere sensazioni di chi l’ha veramente vissuta, andava raccontata in prima persona. ecco allora che la band ternana dei majakovich lo ha fatto per noi di umbrianoise. Sono stati loro, infatti, i vincitori del prestigioso contest “Jack On tour” organizzato dalla Jack Daniel’s, quello che li ha portati alla fine del 2011 in America come spalla degli Afterhours, durante il loro ottavo tour negli States. Non però in un’America qualsiasi, ma in quella della mitica Route 66, viaggiando quindi con dei compagni d’eccezione senza la frenesia delle classiche tournée, cogliendo il respiro di contesti unici, di storie fantastiche e di vitali energie provenienti da luoghi suggestivi, riscoprendo così quel rock primordiale che si spinge però verso strade sonore non ancora affrontate. Proprio da questa esperienza è uscito con il numero di marzo di XL un cd degli Afterhours contente i pezzi registrati in America, dove sono presenti anche i nostri majakovich. Lungo la Route 66, da chicago a Los Angeles attraverso il deserto dell’Arizona, hanno suonato nel club amato da Al capone, si sono

imbattuti in band di cowboy e nelle leggende dei nativi americani. un viaggio denso e viscerale, proprio come loro, come quel “terzet” nato poco oltre la metà del 2006 in un paesino del “South umbria” grazie alle menti di Francesco Sciamannini (voce e chitarra), Francesco Pinzaglia (basso) e Leonardo Antonelli, da alcuni mesi sostituito alla batteria da giovanni Natalini. Sono un power trio che fa rock, un po’ eclettico, ma nemmeno troppo. Nel 2009 hanno fatto uscire il loro primo ep autoprodotto dal titolo “Songs for pigs”, che li ha portati a suonare in lungo e largo nella penisola italiana, non tralasciando qualche lieve ma intensa apparizione fuori nazione. Nel dicembre 2010 invece è arrivato il loro secondo lavoro in studio, “man Is A Political Animal, By Nature”, questa volta registrato e curato da giulio Ragno Bavero (teatro degli Orrori, One Dimensional man). Oltre alla presenza di Favero in cabina di regia, il disco vanta numerose collaborazioni di tutto riguardo come quelle di Xabier Iriondo gemmi (Afterhours, Six minute War madness, A Short Apnea), Vanni Bartolini, giovanni Ferliga (Aucan), Luca Bottigliero e Richard tiso. A breve ci saranno news molto importanti, assicurano gli stessi majakovich. ma intanto, quello che segue, è il loro “racconto americano”.

di Majakovich n un giorno di sole Majakovich incontra Jack Daniel’s per caso. Un banner in giro per la rete che diceva se avevi voglia di vincere il sogno americano a fianco degli Afterhours. Sai com’è, ci faceva ridere la domanda. Ci siamo così iscritti all’ennesimo benedetto concorso. Due serate le nostre. Bologna e Roma. Locomotiv e Circolo degli Artisti. Due seratone, c’erano i Calibro 35 a Bologna e i BSBE a Roma. L’America è nostra. Così il 21 ottobre a.d. 2011 Majakovich parte per un tour in America di spalla agli Afterhours, quindici giorni lungo la Route 66. Da Chicago a Los Angeles attraverso otto stati. Potremmo definirlo un viaggio mistico, a tratti onirico. Uno di quei viaggi che molto probabilmente hai sognato da piccolo, ma anche da grande: sì perchè farlo accanto agli Afterhours ha un non so che di attuale. Quell’attualità che ci portiamo dentro dai tempi di “lasciami leccare l’adrenalina” e dei cartoni delle uova. Ma a tutto questo è meglio non pensarci, ormai siamo a Chicago, ci siamo dentro. Siamo in mezzo ad una miriade di vette mistiche manco fossimo in Nepal. Grattacieli in ogni dove e... noi si viene dalla campagna e se anche siamo dei giramondo e ci si rimane, perchè sono veramente troppi. Ma, come in ogni grande città, c’è di tutto e tutto a noi piace... non che non ci piacciano i grattacieli, sia chiaro. C’è un locale, “IL” locale, chiamato Green Mill. Un posto in cui se ci vai, becchi ancora Al Capone seduto su una poltrona di pelle molto probabilmente umana e luci proiettate attraverso plafoniere che fanno paura per quanto son grosse. Un posto strano dove fanno Slam Poetry, una gara di poesie

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myspace.com/majakovichterzet

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per intenderci. Ecco, lì c’abbiamo incontrato anche gli Afterhours. In una veste piuttosto insolita questi ti salgono su di un palco di molto a modo, uno di quei palchi in mezzo alla gente dove quasi ci si tocca, mettendo in scena un qualcosa di micidiale. Manuel legge un pezzo del suo “il Meraviglioso Tubetto”, Xabier fa suoni che solo lui sa fare e Rodrigo al violino, accompagnati da un losco figuro poi rivelatosi un gran batterista. Noi di stucco, capiamo all’istante che la strada da fare per arrivare a Los Angeles non è poi così tanta... se si inizia così. Siamo di fianco a gente che, per dirla in modo profondo, oltrepassa le barriere della musica. Nel senso che questa gente ha la magia dentro a prescindere da quel che fa, più vera ed umana di quello che avresti mai immaginato. La serata al Green Mill ha aperto le porte della nostra mente a tutto quello che poi è stato il viaggio, per questo era giusto soffermarsi, ci ha avvicinato agli After sia come musicisti che come persone. Qualche giorno dopo arriviamo a Tulsa in Oklahoma, al Church Studio, uno studio di registrazione fighissimo pieno di roba seria costruito sulle ceneri di una chiesa. Qui finalmente prendiamo gli strumenti in mano. È stato l’inizio delle performance con gli Afterhours lungo la Route 66. Tante che non potresti raccontarle, almeno non qui, non adesso. Forse la più significativa ed entusiasmante la mettiamo in scena a Mesa, in Arizona, al Saltmine Studios. Uno studio un pochino più brutto del Church, ma sicuramente pieno di roba spaziale, un posto in cui vivresti volentieri anche solo per le palme. È proprio qui che insieme agli After registriamo “Dolphins” di Fred Neil nella versione di Tim Buckley. Vuoi per una serie di fattori sconosciuti, vuoi perchè ti piace farlo, ne esce una cosa che stenti a credere vera, perchè il feeling è sempre difficile da trovare. Invece tutto è talmente naturale che è come se l’avessi sempre fatto. Il viaggio si conclude, dopo aver amato il deserto dell’Arizona e le altre mille cose viste, in quel di Los Angeles con il live all’Echoplex. Locale magnifico, in apertura agli After e poi di nuovo sul palco con loro a suonare “Dolphins”. Potremmo piangere se solo ne avessimo voglia. Siamo sensibili noi. Un viaggio straordinario a fianco di persone eccezionali. Lo staff tutto. Gli After nostri mentori. Tutto quello che vi abbiamo raccontato è poco e non è di certo il meglio. Quello, ce lo teniamo per noi.

Tour 2011" Majakovich con gli Afterhours - “Jack On

#13


INTERVISTA

TuTti “In CircOLo”

DI DANILO NARDONI

arRivanO i PertURbazIonE La band torinese chiuderà il tour per festeggiare i dieci anni dello storico album proprio all’Urban di Perugia, lunedì 30 aprile, recuperando così il concerto annullato per neve il febbraio scorso Quella dei Perturbazione è una musica intimista che segna l’ispirato patto tra la tradizione cantautorale italiana e gli impeti del rock indipendente. La band è impegnata da anni a tracciare una “terza via”, che esprima al meglio ciò che sta in mezzo tra la vivacità del mondo musicale indipendente e la canzone d’autore italiana. Forse di più e meglio di altri. È questo il terreno su cui ha sviluppato il proprio messaggio musicale il gruppo torinese, che va inserito tra le band italiane che negli ultimi anni stanno attirando di più l’attenzione perché fra le più personali del panorama alternativo e non solo. Attualmente sono in giro con un tour che, insieme con la ristampa del loro celebre “In circolo”, celebra i dieci anni dell'uscita dell'album - datato 2002 - il quale ha lanciato nel mondo discografico i Perturbazione. E la tournée dei “festeggiamenti” sarà chiusa proprio all’ di Perugia,

Urban Club

lunedì 30 aprile, recuperando

così il concerto annullato per neve che si doveva svolgere il febbraio scorso. “Baratteremmo volentieri – affermano subito quelli della band – dieci nostri concerti con uno nella vostra regione. Avete posti fantastici per suonare e qui torniamo volentieri. Ricordiamo con piacere anche uno dei nostri primissimi concerti a Perugia; eravamo sconosciuti e c’era più gente sul palco che sotto ad ascoltarci”. Sul palco perugino arriverà quindi un gruppo che rappresenta nel migliore dei modi un raffinato pop-rock di stampo cantautorale,

#14

portatori sani di un tocco di freschezza e di poesia nel panorama italiano. Qualcuno sostiene, a ragione, che “In circolo”, con quelle composizioni in bilico tra la tipica melodia sanremese e le asprezze dissonanti del mondo indie, è stato il primo grande disco

italiano del nuovo millennio, in anticipo sugli “anni zero” della nuova canzone d'autore italiana. Era il 2002, all’epoca i Perturbazione si avvicinavano alla soglia dei trent'anni, un'età che porta inevitabilmente a fare bilanci sulla propria esistenza. Le preoccupazioni dei Perturbazione erano quelle di provare a fare un disco intero in italiano. Era la prima volta che ci provavano, e non per una forma di nazionalismo. E quello non fu un passo indietro, anzi i Perturbazione fecero un passo avanti: senza accorgersene, riuscirono a riassumere i sentimenti del loro tempo e infilare tutto il clima di quel periodo in un disco, “In Circolo”. Per questo motivo, a dieci anni di distanza, la band ha ristampato “In circolo” in una


urbanclub.it

cerca di esprimersi in qualsiasi modo possibile. A spingerci c’è una certa urgenza espressiva, un misto di esibizionismo e di voglia di trasformare delle pulsioni in qualcosa in cui altri possano riconoscersi. Però, in tutto questo, non abbiamo mai pensato di mirare al cantautorato per diventare qualcuno: raccontiamo a modo nostro le storie che ci piacciono e vediamo fino a dove e fino a chi possono arrivare”. Voi vi confrontate ancora, anche se principalmente lo facevate agli inizi della vostra carriera, con modelli musicali internazionali. Ma se vi dico “canzone italiana”, questa a cosa vi fa pensare? “Le canzoni sono un qualcosa che si incontra nel corso della propria vita, proprio come si può incontrare una persona. Ci sono dei momenti in cui una canzone e la sua lingua ti toccano di più ed altri in cui ti colpiscono di meno. Quando siamo passati a scrivere canzoni dall’inglese all’italiano abbiamo ricominciato a sentire tanta musica italiana. Quello della nostra canzone è un terreno con molte sfaccettature perché ci possono essere degli artisti o delle singole canzoni che in un certo momento ci possono affascinare anche se, oggettivamente, non possono essere considerate il massimo del bello. È questa la ‘magia’ della cultura musicale popolare italiana”.

perturbazione.com

versione doppia e memorialistica: accanto al disco originale c'è infatti un cd nuovo contenente tutti i tentativi, le ipotesi, i progetti altri o gli inediti e i lati b dell’epoca. Ma è soprattutto grazie al bellissimo singolo “Agosto”, contenuto in quel disco, che i Perturbazione hanno raggiunto la notorietà. Però lo straordinario successo della canzone è arrivato a distanza di un anno dall’uscita dell’album. “All’inizio – ricordano – non se la filava nessuno; poi all’improvviso, non si sa per quale tipo di strano processo, la canzone è arrivata all’attenzione del pubblico che l’ha legittimata”. Per i Perturbazione questo è un forte spunto di riflessione: “Quanto le cose sono belle di per sé o quanto invece sono belle perché lo diventano in virtù di un consenso sociale che le fa diventare tali?”. Mischiare la malinconia con l’ironia. È questa la formula vincente dei vostri testi? “Quello che vogliamo fare è sfidare il modello di canzone che c’è in Italia, che è molto diverso dal modello angloamericano. In Italia abbiamo sempre avuto bellissime e meravigliose canzoni pop, ma che hanno spaccato il mondo musicale in due: o fai le canzoni tristi e quindi sei considerato artista impegnato o fai le canzoni da ‘cretino’ e quindi sei considerato ridanciano. Per noi è difficile accettare questa cosa. Cerchiamo dunque, allo stesso tempo, malinconicamente ed ironicamente di mescolare un po’ le carte”. Alcuni critici musicali dicono che siete troppo “difficili” per la tradizione musicale italiana e troppo “leggeri” per quanto riguarda la musica indipendente. Altri invece vi considerano come quelli che possono far convivere perfettamente le due anime, quella della tradizione con quella del mondo alternativo. Come la mettiamo? “Nella nostra musica abbiamo vari momenti diversi che non sono tutti tesi a ricercare lo sperimentalismo da un lato o la perfezione del cantautorato dall’altro. Non ci sentiamo di avere una patente di cantautori, perché secondo noi il significato più nobile di cantautore è quello per il quale una persona

#15


agenda marzo2012 █

giovedì 1

Headbangers hall

fleshgod apocalypse blood truth

+ strider +

Urban Club - PERUGIA

Cesare Basile

Contrappunto - PERUGIA

Gabuby Royal

Calibro 35

QuintaEssenza Havanera (Quinteto)

Liga +

Il Pellicano Pub - CASTIGLIONE DEL LAGO Jam Lounge Cafè - PERUGIA

Kandischi

Millenovecento Pub - PIEGARO

venerdì 2

Urban Club - PERUGIA Millenovecento Pub - PIEGARO

A Step to Delirium Queen Pub - BASTIA

Raster

CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

UTO

Centro di Palmetta - TERNI

domenica 4

Bad Uok Caparezza - Eretico Tour

Palasport Evangelisti - PERUGIA

FIRE&WATER DUO

909 Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO

Circolo Island - PERUGIA

Jumping Shoes

Tabard Inn - NARNI

martedì 6

NOT OFFICIAL SAN VALENTINO

Buster Keaton's Steamboat Bill Jr

zero estensioni neuronali

sonorizzazione live

caffè Rendez Vous - TERNI

Cinema Zenith - PERUGIA

QUEEN MANIA official tribute

Free Revolution - CITTÀ DI CASTELLO

MICKEY MOONLIGHT (Ed Banger) Urban Club - PERUGIA

Alberto Rocchetti & Stupendo Vasco + Alfa 33 Pepper Bar - TERNI

Never Paid

Queen Pub - BASTIA

Destinazione Grigna

Certe Notti - CITTÀ DELLA PIEVE

mercoledì 7

Drink To Me

Contrappunto - PERUGIA

Riciclato Circolo Musicale Bad King - PERUGIA

MERCOLEDĺ ROCK

Contrappunto - PERUGIA

giovedì 8

OGM

Al Canneto Bar Pizzeria - CORCIANO

Tweed + Nooses + The Stickers Snake Bar - NARNI

sabato 3

Selezioni ITALIA WAVE 2012 regione UMBRIA diraq / ogm / lamigdala / la madonna di mezzastrada

Cristina Donà + Valentina Gravili

HEBELKRAFT + LOW FREQUENCY CLUB

Pellicano Pub - CASTIGLIONE DEL LAGO

Contrappunto - PERUGIA Afterlife Club - PERUGIA

Urban Club - PERUGIA

Moving Brains


venerdì 9

Selezioni ITALIA WAVE 2012 regione UMBRIA

/ olden / music pushers / the blue veins

the ziegers outback

Circolo Arci Varanasi - UMBERTIDE

tutti gli eventi aggiorna ti su www.umbrianoise.it Nobraino + Matteo Schifanoia Urban Club - PERUGIA

Di Maggio Connection

Fine Before You Came + Cayman the Animal

Afterlife Club - PERUGIA

Norman Club - PERUGIA

Not Official San Valentino

i polli di allevamento

Caffè Rendez Vous - TERNI

Nidi di Ragno

Jam Lounge Cafè - PERUGIA

Please Diana

Queen Pub - BASTIA

sabato 10

The Dub Sync

Afterlife Club - PERUGIA

mercoledì 21

Laura Pausini

Palasport Evangelisti - PERUGIA

giovedì 22

White Skull

Urban Club - PERUGIA

Amycanbe

Contrappunto - PERUGIA

Il Teatro degli Orrori + 2Pigeons

venerdì 23

Urban Club - PERUGIA

White Rose

Queen Pub - BASTIA

domenica 11

Selezioni ITALIA WAVE 2012 regione UMBRIA

il capro / diavolerio / the rust and the fury / your future ex husband / iononso+chisono

Serendipity - FOLIGNO

giovedì 15

Colapesce

Contrappunto - PERUGIA

venerdì 16

Daniele Silvestri S.C.O.T.C.H. Tour 2012 Formula 1 - CITTÀ DI CASTELLO

The Excitements Urban Club - PERUGIA

sabato 24

Boom Boom Vibration + Raster Urban Club - PERUGIA

Magicaboola Brass Band

martedì 27

Afterlife Club - PERUGIA

sabato 17

Samuele Bersani

Teatro Lyrick - ASSISI

Danilo Rea Trio “Beatles in jazz”

giovedì 29

Dino Fumaretto + Lucy van Pelt Contrappunto - PERUGIA

TEATRO PAVONE - PERUGIA

"The Four Horsemen" Metallica Tribute Free Revolution - CITTÀ DI CASTELLO

True heavy maniacs steel crow

/ legacy

CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

La stacchi █ La pieghi █ La porti in tasca


ItalIA Wave torna a caSa! arEzzo, 12-15 lUglio 2012

le SeleZioni RegiONali UmbRe

italiawave.com

Delle 18 band semifinaliste, selezionate tra le 80 iscritte, attraverso quattro serate live verranno scelti i gruppi che si sfideranno nella finale, per decretare chi rappresenterà l’Umbria al festival di luglio

#18

Non c'è miglior concorso nazionale che quello di Italia Wave Band per testare il fermento musicale. E quello umbro è più vivo che mai. Così come gode di ottima salute anche il più importante contest italiano per band emergenti, che Fondazione Arezzo Wave Italia e Italia Wave Network organizzano dal 1987, e che ha lanciato in passato band come Negrita, Afterhours, Quintorigo, Marlene Kuntz, I Ministri, solo per citarne alcune. Anche quest'anno c'è stato record di iscrizioni: per la nostra regione sono state infatti 80 le band che si sono proposte da tutta l'Umbria, 25 in più dello scorso anno, a riprova del grande interesse verso uno dei festival più famosi d'Italia. Visto anche quello che hanno combinato in passato band umbre uscite da qui come Auslander, Da Hand in the Middle, Perect Trick e soprattutto Frost e Fast Animals & Slow Kids, c’è ancora tanta speranza tra le giovani formazioni della regione. Quindi, anche da noi, è appena iniziata la seconda fase, dopo una prima sessione di ascolti e selezione fatta dalla giuria umbra. Ed hanno avuto accesso alle selezioni live di Italia Wave Band in totale 18 gruppi, selezionati in base ai criteri di valutazione richiesti dal festival. Arduo compito, visto l’eccellente qualità di gran parte dei progetti presentati, provenienti da tutto il territorio regionale. Considerando invece tutte le regioni italiane sono stati oltre 2.300 gli iscritti. E tra tutte le band ne sono state scelte circa 500, tra cui le 18 dell'Umbria, che si stanno dando battaglia nel corso di una lunga serie di selezioni regionali dal vivo. Ogni gruppo/artista ha a disposizione 15/20 minuti e a valutare ogni esibizione sono giurie composte da addetti ai lavori e critici musicali. Le semifinali si articolano attraverso ben 130 serate live che coinvolgono ogni regione italiana. Le quattro selezioni live umbre sono iniziate il 24 febbraio scorso al Pellicano Pub/Jackal di Ca-

stiglione del Lago, meta conosciuta e frequentata dagli amanti della musica dal vivo. Sono saliti sul palco Lucy van Pelt (Perugia), Kay Alis (Terni), The Mighties (Todi) e Fake Plastic Sundays (Terni). Si proseguirà poi sabato 3 marzo al Contrappunto Music Club, locale completamente rinnovato nel cuore di Perugia dove la musica dal vivo è tornata ad essere protagonista. Qui si esibiranno i Diraq (Gualdo Tadino), Ogm (Perugia), Lamigdala (Perugia) e La Madonna di MezzaStrada (Perugia). Venerdì 9 marzo toccherà al circolo arci Varanasi di Montecastelli di Umbertide, un nuovo interessantissimo spazio di socialità e cultura, ospitare le selezioni del contest dopo averlo già fatto l'anno scorso per la prima volta. Protagoniste saranno le seguenti band: The Ziegers (Città di Castello), The Blue Veins (Perugia), Outback (Terni), Music Pushers (Perugia), Olden (Perugia). Infine la quarta serata è prevista domenica 11 marzo al Serendipity di Foligno, club di fresca apertura, che da questa stagione propone una serie di iniziative live di notevole livello anche internazionale. Ecco i gruppi che suoneranno: Il Capro (Foligno), Diavolerio (Norcia), IoNonSo+ChiSono (Perugia), The Rust and the fury (Perugia), Your Future Ex Husband (Terni). Dalle quattro serate verranno così scelti i quattro finalisti da cui uscirà, durante la finale che si terrà tra la fine di marzo e i primi di aprile, la band che rappresenterà l’Umbria alla 26esima edizione di Italia Wave. I vincitori regionali, compresi anche quelli dell'Umbria, accederanno quindi alla fase finale del concorso: avranno cioè la possibilità di esibirsi sui palchi di Italia Wave Festival a luglio e di altri eventi organizzati dalla Fondazione Arezzo Wave Italia. Tra tutti i vincitori regionali sarà infine decretato il migliore a livello nazionale a cui spetterà il Premio fAWI 2012.


RASSEGN

E

Un cartellone che sperimenta e che dà, alle più interessanti e suggestive realtà della giovane canzone d’autore italiana, lo spazio che meritano. L’operazione musicale e culturale, insomma, è di alto livello. Tra marzo e aprile a Perugia arriverà una folta e qualificata rappresentanza di questo universo musicale. Una rassegna che affianca la più nota Stagione della Canzone e della Musica d'Autore organizzata dalla Musical Box Eventi. Un evento nell'evento, insomma. Con la manifestazione, dopo il successo dei primi due anni di vita, verrà scattata una fotografia della musica italiana più interessante al momento in circolazione. Ancora una volta ogni “Incantevole” vedrà molto spesso aprire il proprio concerto da un'artista o da un gruppo musicale espressione del territorio umbro. A dimostrazione di come queste operazioni culturali servano anche per dare spazio a musicisti locali. La maggior parte degli appuntamenti - insieme alle già sperimentate location dell’Urban Club e del Teatro Pavone, oltre alla novità del Serendipity di Foligno - si svolgeranno nel rinnovato Contrappunto, storico Music Club perugino che da alcuni mesi ha ricominciato la sua programmazione musicale. Si parte dal Sud Italia con due artisti rappresentativi della scena musicale siciliana: il 1 marzo toccherà a Cesare Basile (prima di lui sul palco Paolo Brancaleoni) e il 15 marzo a Colapesce (bellissimo e nuovo progetto musicale con il quale si presenta il siracusano Lorenzo Urciullo), entrambi presso il Contrappunto. L’8 marzo all'Urban Club è prevista invece una serata tutta al femminile con Cristina Donà e altre due giovani “cantantesse” come Valentina Gravili e Giulia Anania. Sempre presso il locale alle porte di Perugia, il 17 marzo ci sarà un gradito ritorno con i romagnoli Nobraino, guidati dal carismatico ed eccentrico leader Lorenzo Kruger, ed anticipati sul palco dall’esibizione di Matteo Schifanoia. “Gli Incantevoli” daranno uno sguardo anche agli italiani che sono stati segnalati per originalità nella produzione del suono: ecco allora gli Amycanbe (22 marzo, Contrappunto) e i Be Forest (27 aprile, in collaborazione con il Serendipity, insieme ai Welcome Back Sailors). Il 29 marzo ancora un concerto al Contrappunto con Dino Fumaretto, progetto dietro il quale si nasconde lo stravagante Elia Billoni, vero nome dell’artista “one man band”. Prima di lui suoneranno i perugini Lucy Van Pelt. Serata particolare (5 aprile, Teatro Pavone) sarà inoltre quella con Dario Brunori, in arte Brunori Sas, uno dei migliori cantautori degli ultimi anni che porterà un concerto inedito: l’artista infatti sta collaborando ad un progetto cinematografico e la serata si preannuncia speciale non solo per la dimensione teatrale degli arrangiamenti.

Not OffiCial San valeNtiNo Non è ufficiale. E per questo ci piace molto. “Not Official San Valentino” non è però una manifestazione politica e non è contro qualcuno o qualcosa. Tira fuori solo molta voglia di fare e di rimboccarsi le maniche. Circa 100 soggetti, tra privati e associazioni legati al territorio ternano coordinati dalla Tommy Moroni Eventi & Management, hanno visto la decadenza delle manifestazioni valentiniane dedicate al Santo patrono della città di Terni ed hanno così fatto forza comune per “sostenere” le istituzioni, strette dalle morse dei tagli e costrette a dimezzare i fondi per le festività. “Not Official San Valentino” è un cartellone di eventi, organizzato quindi per ridare brio alla propria città, che vanno dalla musica all’arte, dal buon mangiare allo sport. Il tutto, che ha preso il via l’11 febbraio scorso, andrà avanti

ancora fino all’11 di marzo. All’interno del programma e tra gli eventi indipendenti non poteva mancare la musica. Archiviate le esibizioni dei Forget The Sun, dei Bermuda Acoustic Trio e di Irene Jalenti “WiP project” feat. Alessandro Bravo, ecco gli altri prossimi appuntamenti: il 27 febbraio dall’Olanda ci saranno gli I Am Oak, un progetto che ruota intorno alla figura del giovane e talentuoso cantautore olandese Thijs Kuijken; il 28 febbraio al Caffè del Corso toccherà alla formazione londinese Ryan O'Reilly Band; il 2 marzo al Rendez Vous ci sarà il concerto acustico Zero Estensioni Neuronali (Simone Patrizi e Piero Ducros D'Andria); per finire, il 9 marzo, sempre al Rendez Vous, I Polli di Allevamento proporranno il loro personale tributo a Giorgio Gaber.

tommymoroni.it

musicalboxeventi.com

GLI INCaNTEvOLI RassEgna aLl'inCAnto di gIovanI canZoni

#19


LIVE CLUB

DI DANILO NARDONI

EpPUr (quaLcosa) sI mUove… Due nuovi locali hanno fatto la comparsa in Umbria ad inizio anno, per arricchire così la proposta musicale live della regione

Il nuovo anno ha portato in Umbria due importanti novità per quanto riguarda i locali dedicati alla musica dal vivo. Di colpo si è alzata la temperatura, con l’aumento rapido dei gradi che misurano il livello di “musicalità” della regione.

Serendipity

Afterlife

Nel 2012 hanno visto infatti la luce il a Foligno e l’ a Perugia, che si sono così andati ad aggiungere allo storico Norman, con i suoi 24 anni, e ai più giovani Urban e Skylab, tanto per citare i luoghi più interessanti e soprattutto concepiti per spettacoli live. Ma andiamo per ordine di aperture. La prima inaugurazione è stata quella del Serendipity la notte di Capodanno, uno spazio modulare realizzato per ospitare diverse forme artistiche attraverso la creatività e la sperimentazione, con una zona food permanente e un ambiente dal retaggio industriale. Situato nella zona industriale di Sant’Eraclio di Foligno, il posto è nato dalle ceneri di un ex deposito farmaceutico. Sì, proprio Foligno, che da tempo ha persone preparate in fatto di musica e idee coraggiose e che sentiva la mancanza di un locale come il Feedback. Ma questo è addirittura molto di più. Un posto in cui non sai mai cosa trovare ed aspettarti, proprio come la “serendipità”. L’idea di realizzarlo è nata dalla collaborazione fortuita tra il proprietario del locale, Edoardo Mondi, e i ragazzi di Dancity, con i quali lui stesso ha avuto modo di interagire per diverso tempo al Mash Up di Montefalco, sempre di sua proprietà. Ciò che lo ha colpito dei giovani di Dancity sono stati “l’entusiasmo, la preparazione, l’onestà mentale e lo spessore culturale delle loro proposte”, principi che si è quindi cercato di trasporre al progetto Serendipity. Ecco allora che la direzione artistica del locale non poteva non essere affidata a Giampiero Stramaccia, il quale già dalle prime battute ha già confermato una linea elettronica “dancytiana”, senza però rinunciare ad altre interessantissime proposte musicali che spaziano

#20


I Planet Funk all'Afterlife - foto

serendpt.it afterlifeclub.it

in vari generi, dal jazz al rock. La struttura del club, con il concept architettonico che è stato affidato agli architetti Melissa Giacchi e Federico Adriani, è composta di due sale performative, una che comprende la zona bar e ristorante, con quest’ultima zona food che vede come responsabile Mattia Rimatori, ed un’altra dedicata agli eventi live, con la direzione tecnica dell’impianto curata da Fabio Guglielmi. Una struttura, vero e proprio playground club, studiata per essere sezionata e dare spazio sia alle piccole attività sia a quelle che ospitano un pubblico più numeroso, per permettere così una programmazione varia, aperta anche alla collaborazione con le altre associazioni culturali della regione. Anche l’altro neonato locale umbro, l’Afterlife Live Club, nasce da un sogno e da un forte desiderio. Quello dei fratelli Damiano e Daniele Giraldi e di Mattia Faleri, di realizzare un locale per dare a Perugia e all’Umbria una possibilità in più per quanto riguarda la musica live. Il posto, infatti, è un po’ una via di mezzo tra il palasport e il teatro, il quale dà così al rock e non solo quello spazio da 1500 posti che al capoluogo regionale mancava. “Abbiamo intenzione di proporre sempre artisti di grande qualità che possano far rendere al massimo le potenzialità del locale” affermano i tre soci fondatori del locale Mattia, Daniele e Damiano, amici di lungo corso ma soprattutto musicisti, appassionati di musica e da anni interessati anche come pr agli eventi live perugini. Ed è proprio da alcuni anni che stavano cercando il posto giusto per realizzare il loro sogno. E dopo lungo cercare lo hanno trovato proprio in questo grande capannone situato nella zona industriale di Balanzano, nei pressi di Ponte San Giovanni alle porte di Perugia. All’interno sono state allestite due sale, la sala “Paradiso”, dove assaporare birre e cocktail, e la sala “Inferno”, dedicata alla musica live e ai dj set, concepita con criteri innovativi e con un palco di circa sessanta metri quadrati. Il battesimo di fuoco del nuovo spazio live perugino è stato con il concerto dei Planet Funk del 19 gennaio scorso. Da allora la sua programmazione si è quindi andata ad aggiungere a quella delle altre realtà ormai consolidate della regione. YoungJazzCountdown al Serendipity di Chiara Borgarelli

#21


NORMAN, ALtRI 25 Di QUESTI ANNI… In queste pagine non si poteva non parlare dei nuovi spazi dedicati alla musica live, che ultimamente si sono affacciati sulla scena regionale. Ma c’è qualcosa che andava detto anche per chi da anni, e precisamente fin dal 1987, porta avanti il sabato musicale “alternativo” di Perugia. E per chi meritava, decisamente, più rispetto e ben altre attenzioni. Stiamo parlando del Norman, che circa due mesi fa si apprestava a festeggiare il suo ventiquattresimo compleanno. E queste sono le parole che Marco Cocci, protagonista con i suoi Brain of Jam della serata di festa, dava al suo intervistatore tra le colonne del Messaggero: “Il Norman? Sono affezionato a questo posto e credo che rispecchi molto anche i perugini: anche a loro continua a piacere questo locale, nonostante i tanti cambi generazionali. È come se tramandasse una storia”. Naturalmente, in quei giorni, la notizia era che questo storico luogo continuava così, magari per un altro quarto di secolo, la sua “rivoluzione” culturale a suon di musica. Poi ecco che, suo malgrado, il locale si è ritrovato sulle pagine dei giornali con ben altri titoli. L’attività del Norman si è infatti fermata per dieci giorni, a metà febbraio, in seguito ad alcuni brutti fatti che si sono svolti all'esterno del locale e per i quali i gestori stessi

di FabRiziO “FOFO” CROCE

avevano sollecitato l'intervento del 113 e del 118. Uno schiaffo soprattutto per Fabrizio “Fofo” Croce, che da sempre si impegna per portare avanti con coerenza un’idea di locale informale, culturalmente propositivo e lontano dagli standard della discoteca commerciale, puntando sempre sulla forza della proposta musicale e dell’essere un riferimento per gli appassionati. Impossibile ricordare quanti, tra dj e gruppi di livello locale, nazionale ed internazionale, sono passati in questo spazio immerso tra le colline perugine. Siamo allora contenti che il Norman, dopo questa difficile parentesi, ha annunciato, e messa già in pratica, la sua intenzione di ricominciare a fare quello che ha sempre fatto. vE ci uniamo all’appello di Fofo, ovvero quello di invitare una volta di più a starsene a casa chi non sa trascorrere una serata in un locale con il giusto spirito e chi pensa di poter “vivere” la notte senza rispettare gli altri ed il luogo dove si trova. Il fatto è archiviato, il Norman è ripartito, ma i tanti disagi sociali che stanno a fondo della questione, e di cui un luogo di cultura come questo non è certo responsabile, rimangono ancora da risolvere. Ospitiamo quindi un intervento in merito da parte di chi ha fatto fare un salto di qualità alle notti perugine prima al Suburbia e poi al Norman all’insegna del grande amore per la musica. Umbrianoise è quindi vicina a Fofo e al Norman augurando al locale, perché no, altri venticinque di questi anni.

Avendo contribuito a fondare e dirigere il Norman da 25 anni a questa parte, mi sento in dovere di puntualizzare alcune cose in merito al provvedimento che ha determinato la chiusura forzata del nostro locale per dieci giorni e, soprattutto, al modo come la notizia è stata riportata dai media locali, senza con ciò voler polemizzare né con le forze dell’ordine né con gli organi di informazione. Tale esigenza nasce dal disagio sincero con cui noi gestori stiamo vivendo la situazione e da quello, comprensibile, in cui possono trovarsi genitori, cittadini, persone comuni di fronte a titoli come “Discoteca chiusa dopo risse e coltellate”, “Volante accerchiata all’esterno del locale”, ecc… Per chi non lo sapesse il Norman dal 1987 è stato ed è indiscutibilmente una colonna, forse piccola e raramente al centro dei riflettori mediatici, a favore della crescita culturale del nostro territorio: un locale, un Club, non una discoteca in senso stretto (non lo è mai stata), che ha saputo far emergere ed alimentare tante realtà musicali e culturali “altre”, fenomeni, tendenze, stili che non avevano fino ad allora diritto di cittadinanza, dignità, spazio vitale e che poi hanno anche saputo caratterizzare con forza l’evoluzione dell’arte, del costume, della cultura in genere a Perugia e altrove. Lo ha fatto sempre con coerenza e perseveranza, spesso rinunciando a facili “allori” e, inevitabilmente, lasciando che fossero altri, meglio organizzati e meglio strutturati (discoteche, promoters, agenzie di spettacolo) a trarne frutti e benefici nel momento in cui gli stessi fenomeni si trasformavano anche in moda e “prodotto commerciale”. Il Norman, da piccolo locale di periferia quale è e resta, ha cercato, stimolato, allevato gruppi musicali, deejays, artisti in erba, finanche nelle scuole e nelle cantine della città, cercando continuamente linfa vitale per la propria vocazione e la sua stessa essenza di locale “laboratorio”: tanto che per molte sue iniziative il suo nome ed il suo marchio si sono avvalsi del patrocinio di assessorati, enti ed istituzioni legati alla cultura ed al sociale. A proposito di quanto accaduto posso garantire che il locale, nel suo lungo percorso, è stato gestito sempre nel rispetto delle regole e con senso civico: lo dimostra il fatto che in quasi tutte le circostanze (quattro in due

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Marco Cocci con i Brain of Jam

myspace.com/normanclub

anni, si badi bene) che hanno fatto scattare l’ordinanza di chiusura siamo stati noi stessi e non altri a chiedere l’intervento del 113 o del 118 e che la totalità dei fatti citati si sono svolti all’esterno del locale e, spesso, ben oltre l’orario di chiusura; lo dimostrano, altresì, le nostre scelte di bandire in nome dell’etica e del buon senso la vendita del cosiddetto “shottino” (mono-dose di bevanda super-alcoolica venduta a prezzo ridicolmente basso in molti luoghi della città) e la somministrazione di bevande nel bicchiere di vetro o direttamente nelle bottiglie (che puntualmente, invece, si trovano abbandonate nei parcheggi di tutti i locali notturni, acquistate magari per pochi euro ed a prezzo di “discutibile” promozione nel supermercato sotto casa). Consapevoli di tutto questo, da gestori responsabili, possiamo garantire che il Norman continuerà la sua programmazione con l’impegno di aumentare, perfezionare, correggere, se necessario, le misure di tutela e salvaguardia del pubblico e dei pochi residenti dei dintorni, con cui abbiamo sempre cercato di instaurare un rapporto costruttivo di convivenza e reciproco rispetto. Altresì, però, rivendichiamo il nostro diritto a portare avanti linee artistiche e proposte musicali rifuggendo ogni tentazione discriminatoria verso generi musicali e tipologie di pubblico in base a valutazioni sommarie e superficiali, e rifiutiamo con decisione il ruolo di facile capro espiatorio agli occhi dell’opinione pubblica in un periodo di disgregazione sociale e di forte disagio giovanile di cui le cause sono altre, ben più remote e complesse, che non l’esistenza e l’attività di locali come il nostro. In conclusione, rispettiamo l’ordinanza del questore auspicando che ciò sia di esempio e stimolo per una discussione vera e, oramai, necessaria sulle problematiche di questa città e sul ruolo che possono avere gli spazi aggregativi come il Norman. La ripartenza, simbolica, forte, l’abbiamo quindi programmata in occasione dello scorso Martedì grasso, con una serata a base di musica e teatro, sintesi di quanto abbiamo cercato di costruire in 25 anni.

sul palco del Norman

#23


MEmORABiLIa

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1) logo “Masquerade” - Fanzine perugina dal 1979 al 1981 2) 45’ Miro Banis & Transistors (1969) 3) locandina concerto “Swell Maps” (1980) 4) logo “Radio Perugia Uno” (1978 - metà anni 80) 5) Roco - Compilation (1992) 6) logo Suburbia - Primo locale perugino a proporre musica alternativa

#24


PUNK IN FUNDO...

Doveroso è il saluto alla nostra anima più “punk”. Per spiegare che qui molto spesso saremo come quel Franti lì… il cattivo del libro Cuore, quello che rompe i vetri a fiondate e non ascolta il maestro, quello che ride quando il Re d’Italia muore. Dietro la cattiveria, a volte, si nascondono la bellezza e la salvezza.

No FuTUre!

TornIAmo a suoNAre Come SE noN ci Fosse più uN domaNi di bERNH Sì sì sì! Una nuova fanzine vede la luce in questi giorni in cui la luce è stata velata dalle ampie nevicate che hanno fatto assopire le dolci colline umbre dando a tutti l’occasione per riflettere un po’. E riflettiamo un po’ allora, perchè se si parla di musica è importante capire in quale ambiente questa musica vive, si muove e cresce ogni giorno. Perugia 2012: città di 169 mila abitanti, solo pochi anni fa popolata da circa 40 mila studenti ora in rapida scomparsa grazie agli effetti della sonnecchiante amministrazione universitaria, dei recenti eventi di cronaca e del degrado che parte da fin sotto le scale del Duomo e arriva fino ai palazzi di chi gestisce la cosa pubblica, i quali sembrano solo alla continua ricerca di nuovi modi di isolare il centro cittadino da qualsiasi forma di condivisione sociale. Da una parte questo mortorio popolato da spacciatori, che pur vendendo droga rischiano molto meno dei proprietari dei locali che si permettono di alzare il volume, dall’altra una Perugia periferica che conta vari locali per la musica live da 700 e più persone di capienza i quali si dedicano, giustamente, a trovare musica che riempia prima di tutto i loro grandi spazi piuttosto che le orecchie vogliose. Incredibile pensare a come fuori dall’Italia la musica nasca in locali che al massimo contengono un centinaio di anime mentre noi qua a fare la gara a chi ce l’ha più grosso, più trendy, più attrezzato, più costoso e più trasversale possibile così da attirare tutti i "ggiovani" d’oggi senza distinzioni tra “alternativi” o “modaioli”. Lo so, lo so, la colpa è dei soliti “potenti” che ti impediscono di fare di un triste bilocale in centro un piccolo club dove poter ascoltare e fare musica dal vivo senza perennemente cercare nell’evento in sé la principale fonte di guadagno. Ma intanto ad Italia Wave si iscrivono sempre più band, perchè? Perchè questi gruppi davvero sperano di vincere e di svoltare la loro vita o semplicemente perchè i concorsi sono un’occasione per fare qualche straccio di concerto in più senza dover sputare il sangue in raccomandazioni e preghiere umilianti ai gestori dei locali? La colpa è di tutti: della politica locale suicida che preferisce lo spaccio alle grida dei giovani, dei locali incastrati in logiche a troppi o troppo pochi zeri, dei gruppi che sognano etichette ma che non hanno voglia di organizzare da soli la loro vita musicale, della gente che non investe neanche un euro nei concerti e dischi e bla bla bla... basta protestare! questa emozione grazie al cielo non morirà mai e state certi che peggio di così si può solo migliorare. Auguri Umbria, spaliamo via questa neve e torniamo a farci scivolare il mondo addosso come solo noi sappiamo fare... ma sempre con stile! Rog n roll Umbria Noise!! Cento di questi numeri!

Non ci resta che imbracciare le chitarre e suonare come se non ci fosse più un domani,

#25


Le eTicheTte iNdipeNdentI che Non MollaNo il CaSo “To LoSe La TrAck” Quello che si è chiuso è stato un 2011 molto importante per To Lose La Track. Sempre più nutrita ormai e soprattutto di qualità è la lista dei gruppi che fanno parte della scuderia dell’attivissima etichetta umbra, che ha archiviato notevoli successi e positivi riscontri su e giù per la Penisola ma anche fuori dei confini italici. , il responsabile di tutto questo, ha fatto per noi un resoconto delle cose fatte e di quelle ancora da fare. E ce ne sono davvero delle belle. Anche il 2012 sarà quindi abbastanza pieno per l’etichetta, che si potrà trovare a bordo palco con i banchetti dei dischi in tutti i principali concerti delle sue band.

Luca Benni

Cose fatte

Possiamo iniziare dal mese di marzo. Con i Tiger! Shit! Tiger! Tiger! siamo tornati al SXSW in Texas per la seconda volta consecutiva per la promozione del cd e del 7" di “Whispers”. A maggio abbiamo conosciuto i Gazebo Penguins, che sono proprio delle belle persone, e “Legna” (prima uscito in cd e poi in vinile) è una delle cose di cui andiamo più fieri, nonché un album che è finito su diverse playlist di fine anno di ascoltatori e addetti ai lavori. Con l’Italian Party di luglio, giunto alla 11esima edizione, abbiamo preso contatti poi con tanta bella gente, con i Fast Animals & Slow Kids e con i ragazzi de Il Polimorfo che da allora in poi ci hanno seguito in varie apparizioni live, filmando le imprese dei nostri gruppi. Ma questo è stato anche l'anno dei Verme, supergruppo formato da membri di Fine Before You Came, Hot Gossip, Dummo e Agatha, che hanno raccolto le mie preghiere (e anche quelle di altri) e che hanno fatto uscire, insieme a un gruppo di etichette fra cui noi, la loro discografia tutta

#26

Il tour dei

Verme in U K

in un unico cd, “Vermica”. Con Jacopo, Tommaso, Viole e Giacomo e con i Do Nascimiento abbiamo passato una splendida due giorni ad agosto tra Trevi e Sarzana. Abbiamo poi collaborato con la Fallo Dischi da Napoli, per l'uscita de L’Amo e per distribuirlo un po' in giro. A dicembre anche i Distanti, da Forlì (Targa Giovani MEI 2010 - Premio della Giuria) sono entrati nella nostra grande famiglia con la pubblicazione di un nuovo lavoro molto maturo, “Mamba nero”.

Cose da fare

Il 2012 di To Lose La Track parte con nuove uscite, molti progetti e collaborazioni. La prima uscita dell'anno è, proprio in queste settimane, l'inaugurazione di una nuova “Serie Elettronica” che vedrà protagonisti alcuni act internazionali. Si parte con il primo 7" 45 giri in vinile grigio dei Survive, da Austin, Texas, che propongono elettronica fatta di synth vintage, rigorosamente senza computer, a metà fra le colonne sonore di Carpenter e i Kraftwerk. Questa è la prima uscita che inaugura la serie di 7" colorati che verranno pubblicati via via nel corso dei prossimi mesi e alla quale sarà possibile iscriversi con una forma di abbonamento per ricevere direttamente a casa tutti i 7".

www.toloselatrack.org


A marzo esce lo split 7" 45 giri in vinile trasparente tra L'Amo (Napoli) e Trans Vz (Terni) in collaborazione con Fallo Dischi, giovanissima etichetta napoletana molto interessante. Il 7 aprile verrà presentato al circolo ARCI Varanasi di Montecastelli, Umbertide con le due Gaz ebo Penguin s all'Anti Mtv band che si esibiranDay n. 10 a Bologna no dal vivo. Il 21 aprile uscirà, per il Record Store Day, in collaborazione con 42 records lo split vinile 10" tra I Cani e i Gazebo Penguins, dove ogni band proporrà un brano inedito e una cover dell'altro gruppo, e si preannuncia già come qualcosa di assolutamente imperdibile. Il vinile non sarà disponibile online, ma solo nei negozi di dischi e ai concerti delle due band. Non c'è ancora una data di uscita ma comunque entro l’estate 2012, è previsto anche il primo full lenght dopo 7 anni per i fiorentini Disquited By che hanno finito di mixare i brani proprio in questi giorni. Attivi da più di 10 anni sono assolutamente una delle migliori live band d'Italia. Abbiamo unito gli sforzi con Sons of Vesta di Arezzo per coprodurre questa uscita in due formati, vinile 12" e cd folderpack con design e grafica curati da Legno (lo stesso studio grafico di “Legna” dei Gazebo Penguins). Per dopo l'estate invece si parla anche del nuovo lavoro dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger! che attualmente sono chiusi in studio per la stesura dei nuovi pezzi. Non ultimo, finalmente, tra qualche mese vedrà la luce lo split in vinile 12" fra Verme, Gazebo Penguins e Do Nascimiento. Anche qui pezzi inediti e una manciata di etichette insieme, fra cui To Lose La Track, per coprodurre il tutto. Diego sui tavoli di un locale ad Austin, Texas

#27


Cd Alcuni Brani Per Bellissime Menti Perfect Trick (2010)

DuriEnergeticiGrintosi FisiciFumosiSpigolosi

RumorosiCircolari

Love is like a Heatwave Lil'Cora & The Soulful Gang (2010)

BelliBraviAccurati precisiVintage martellantiNostalgici

Particolari

#28

Ludotech Frost (2009)

ElettroniciPrecisi DivertentiIronici TrascinatoriGeniali DigitaliPenetranti

X Temptation Psychocandy (2009)

RuvidiCervelloticiIpnotici PsicoticidifficiliCerebRaLi AngosciantiOmbrosi

Ăˆ per mangiarti meglio Petramante (2008)

Morbidi e Senza Filtro Maurino e la sua Band (2010)

AllegriSolariDivertenti BelliSimpaticiBallabili OttimistiPazzerelli

Love Hurts...Snake Bites Snakebite (2010)

EsplosiviEsclusivi RidondantiIspirati SpecificiCaratteristici SceniciPericolosi Inferno MattaClast (2011)

Raffinatievocativi

PiacevoliSinuosi

LeggeriSentimentali

SempliciAcustici

TaglientiViolenti TesiRabbiosiinquieti NervosiCoscienti intensi


PHoTO In senso orario partendo da qui: - meNtIVO al 909 cafè - eugeNIO BeNNAtO al contrappunto - SeLezIONI ItALIA WAVe Pellicano (3) . mIghtIeS . KAY ALIS . FAKe PLAStIc - SecRet ShOW PAOLO BeNVegNÙ (2) - IVANO FOSSAtI teatro morlacchi (2)

Ph:Maria Alessia Manti

#29


CRUCIPUzZLE

LAbIRINTO

#30

GIoCHI