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shinebox, relazioni pericolose, nobraino, doremilla, grand fagiuol


UMBRIA NOISE IN MOSTRA

4 // 5 // 6 ottobre 2o13 Rocca Paolina (sottosuolo festival)

Tutto sulla musica in Umbria cd, foto, articoli di giornale

www.umbrianoise.it


EDITORIALE DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi, Riccardo Ruspi, Matteo Schifanoia redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

Andrea Lanzilotto, Michele Bellucci, VALERIA PIERINI, ANGIE BACKTOMONO, giacomo caldarelli, barbara bracci, andrea luccioli, ludovica galeazzi, roberta d’orazio, Amedeo Ferrante, Frankje dj

Pubblicità

Riccardo Corradini cell. 345.7589349 pubblicita@umbrianoise.it

Progetto Grafico e impaginazione LOSTUDIO8 - 328.3318865 luca@lostudio8.com

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Arti Grafiche Paciotti Strada delle Fratte 2/A - Perugia Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbrianoise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Umbrianoise è l'organo di stampa dell'Associazione "Club Noise" in collaborazione con "l'Accademia perugina della musica e della cultura Luca Marenzio". Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

www.umbrianoise.it info@umbrianoise.it

UmbriaNoise, la musica umbra in mostra

Promuovere la musica che si fa in Umbria e informare sul suo stato di salute sono alcuni tra gli obiettivi del progetto UmbriaNoise, che in questo suo percorso non sottovaluta l'importanza della memoria e della ricerca storica. Dando a nostro modo dignità e rilevanza ad un qualcosa che in Umbria riteniamo sia di grande qualità, quello che facciamo dal 2011 è organizzare ed allestire una mostra itinerante denominata “Umbrianoise, la musica umbra in mostra”, una collezione unica nel suo genere ed importante testimonianza della storia musicale umbra raccontata attraverso cd, vinili, musicassette, foto, manifesti, articoli e molto altro, dagli anni ’60 ad oggi. E sull’onda di questo percorso, dopo l’apertura iniziale di un portale che è anche archivio storico (www.umbrianoise.it), il ritorno ad una fanzine cartacea è stato quasi dovuto, anche per “accompagnare” quindi una mostra che possiamo definire unica nel suo genere. Questo viaggio tra i protagonisti della scena musicale umbra torna stavolta, dopo le precedenti esperienze in collaborazione con la Scuola di Musica Luca Marenzio a Perugia e con Rockin'Umbria ad Umbertide, in un luogo importante, la Rocca Paolina, e per un’iniziativa di alto livello, il Sottosuolo Festival 2013. Per tre giorni, dal 4 al 6 ottobre, la mostra sarà visitabile dalle 16 alle 24, con solo una parte della vasta collezione che sarà esposta al pubblico. Venerdì 4 ottobre, alle 15, ci sarà il taglio del nastro in contemporanea alla presentazione ufficiale del Sottosuolo Festival. La musica della nostra regione in questo modo sarà raccontata attraverso le band, i locali, i concerti, i musicisti, le produzioni. Saranno esposti gli album prodotti da gruppi e musicisti umbri (circa 500 cd, dai primissimi degli anni ‘90 fino ai giorni nostri, provenienti dalla collezione di Riccardo Corradini), articoli di giornale (soprattutto con interviste a band umbre curate da Danilo Nardoni) e foto dei concerti in Umbria (scatti fotografici a cura di MariAlessia Manti, Uliana Piro, Valeria Pierini, Amedeo Ferrante, Riccardo Ruspi). Con l’obiettivo di condividere con più persone possibili questo percorso, ottenendo così una ricostruzione più reale possibile di tutti gli aspetti che riguardano la musica umbra, anche durante i giorni della mostra UmbriaNoise promuove e propone una vera e propria “campagna” di raccolta materiali e documenti a fine espositivo, divulgativo e di studio. L’invito, rivolto soprattutto ai musicisti (ma anche agli operatori del settore o a chiunque voglia dare il proprio contributo alla raccolta), è dunque quello di tirare fuori dai propri cassetti tutto quello che può aiutare ad arricchire la collezione di UmbriaNoise e soprattutto a ricostruire l’affascinante e considerevole storia musicale della nostra regione.

support your local noise Shinebox.................................#4 Relazioni pericolose..............#6 Grand Fagiuol.........................#8 Mola Mola...............................#9 I'm with the band................#10 Nobraino...............................#12 Agenda..................................#14

Doremilla.................................. #16 Serendipity............................... #18 Vaga_mente.............................. #19 ShortNoise................................#20 Cortina di ferro........................#22 Cinevisioni................................#23 Parole dall'Underground.........#24 Photo.........................................#26

L'illustrazione in copertina è di Alessandro Catanzaro

UMBRIANOISE Direttore responsabile

DI DANILO NARDONI


La furia hardcore degli Shinebox

DI DANILO NARDONI E RICCARDO CORRADINI

In attesa di un nuovo Ep e di un nuovo tour in tutta Italia (e anche in Europa) la band di Foligno inaugurerà la nuova stagione live il 25 ottobre a Terni

Obiettivo: rendere melodico un genere di per sé aggressivo e potente. Così ci appare il sound degli Shinebox, dallo straordinario impatto, e che ci fa partire per un viaggio sonoro tra rabbia, melodia e passione. Un crossover, tra post hardcore e post rock, che conquista e travolge. Nascono nel settembre del 2007 da un'idea di Filippo Marsili (batteria), Igor Lorenzetti (voce), Emanuel Di Pietro (chitarra e seconda voce) e Pierpaolo Battaglia (basso). Provenienti da diverse formazioni della scena crossover-hc folignate, hanno come generi di riferimento post hardcore e metalcore. La band inizia fin da subito a comporre pezzi originali e dopo circa un anno dà alla luce il primo disco (omonimo) autoprodotto: 10 brani che pur mantenendo un approccio aggressivo "aprono" a ritornelli melodici e a momenti strumentali. Nel 2011 la band firma per l'etichetta inglese Casket Music / Copro Records che pubblicherà l'Ep "The day after" e parte, nell’autunno dello

stesso anno, per un tour promozionale in UK di 7 date. Tornati dal minitour, iniziano un'intensa attività live in giro per la penisola (Venezia, Roma, Alessandria, Taranto solo per citare alcune tappe) dividendo il palco con gruppi come Meat For Dogs, Duff, Fuck Vegas, Forty Winks e De Crew. Cominciano inoltre a progettare il nuovo disco, stavolta un full lenght, intitolato "Into the Great Void" che arriva a settembre. Registrato all'Hell Smell Studio (Roma), noto fra gli amanti del genere per aver dato alla luce i migliori lavori della scena romana e non solo (To Kill, Chasing Planets, Locked In, Bedtime For Charlie), esce per l' etichetta This is Core. Durante l'estate del 2012 la famiglia si allarga e David Rinaldini che entra a far parte della band come chitarrista. Con lui gli ShineBox girano il video del primo singolo "Reason to Care" (diretto da Beppe Platania e in rotazione su Blank.tv). "Dopo la fortunata esperienza di ‘Into the Great Void’ - ci dicono i ragazzi siamo rientrati all’Hell Smell Studio di Roma lo scorso agosto per registrare "Atlantic", un brano che segna un punto di svolta nel nostro songwriting e che anticipa quello che sarà il nostro prossimo lavoro. Grazie allo straordinario supporto di Alex Gavazzi (Bedtime for Charlie ed ex Jet Market) siamo riusciti a catturare l’esatto mood che volevamo esprimere. Un brano decisamente più cupo e diretto ma che lascia intravedere nella composizione alcuni elementi mutuati dal post rock. I nuovi pezzi che stiamo scrivendo sembrano proseguire in questa direzione, un mix di furia hardcore e malinconia". Ma come nasce un vostro brano?

#4

"In genere nasce da un riff o un arpeggio di chitarra sul quale poi ognuno apporta il suo contributo e, al di là dell’aspetto puramente musicale, cerchiamo di lasciarci guidare dal mood che quel potenziale brano lascia intravedere. La nostra scrittura è comunque molto ‘democratica’ e paziente, ognuno esprime il proprio Foto di Alessio Vissani


I lavori in studio sono estremamente curati, possiamo dire la stessa cosa dei vostri concerti?

"Ci siamo sempre considerati una live band, suonare davanti ad un pubblico e macinare km sono i motivi principali per i quali siamo in un gruppo. Prepariamo i live con una metodicità al limite dell’ossessione, cerchiamo di portare sul palco non solo una scaletta accattivante e ben eseguita tecnicamente ma anche un vero e proprio spettacolo in termini di presenza scenica".

prossimi progetti?

"Stiamo scrivendo nuovi brani che probabilmente confluiranno in un Ep che uscirà il prossimo anno e stiamo pianificando un nuovo tour in Europa e numerose date in tutta Italia. Inaugureremo la nuova stagione live il 25 ottobre a Terni". Foto di Alessio Vissani

E il pubblico umbro come vi accoglie? Ci sono differenze con quello di altre regioni o con quello inglese?

"Ad essere totalmente onesti non abbiamo avuto molte possibilità di suonare in Umbria fatta eccezione per i pochi locali in grado di sostenere un genere non proprio mainstream come

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facebook.com/SHINEBOX.IT

parere e cerchiamo di non scartare a priori il nostro (Afterlife, Norman, Urban, Rock and Roll, CSOA Ex Mattatoio e il CSA Germinal Cinessuna ipotesi". Dai primi brani originali del 2008 si sente marelli di Terni). Vorremmo spendere alcune un certo cambiamento. È dovuto dal "cambio parole per il Serendipity, un locale della nostra di formazione", dal minitour in UK o da città (Foligno) con una programmazione decicos’altro? "Inevitabilmente negli ultimi sei anni siamo samente alternativa al nostro genere (dance, cresciuti molto. Se nei primi lavori eravamo elettronica) ma che ha avuto comunque il coinfluenzati dalla scena nu-metal, ben presto raggio di ospitare il nostro release party per abbiamo allargato i nostri orizzonti musicali "Into the Great Void". E’ stata un’esperienza al post hardcore e al post rock. Abbiamo inol- incredibile, abbiamo suonato in casa dopo tanti tre avvertito l’esigenza di una seconda chitar- anni in un locale meraviglioso e con uno staff ra, sia in fase compositiva che nell’ambito live, di assoluta professionalità. In genere il pubbliper rendere il suono più corposo. Certamen- co italiano ci accoglie molto bene anche se abte le numerose date in Italia e il tour in UK biamo molto da imparare dall’estero. La nostra hanno notevolmente contribuito alla nostra esperienza in UK ci ha regalato concerti decimaturazione artistica. L’esperienza all’estero samente più partecipati, un pubblico che si lain particolar modo ci ha regalato autostima e scia coinvolgere e si diverte senza pregiudizi". Potete svelarci qualche cosa sui vostri nuovi stimoli".


DI DANILO NARDONI & RICCARDO CORRADINI

Relazioni Pericolose

alla ricerca di nuovi orizzonti musicali

Il quintetto alternative rock guarda avanti, senza dimenticare il groove che fungeva da spina dorsale nella precedente Vecchia Funkeria del Corso

Prima di essere “Relazioni Pericolose” erano "Vecchia Funkeria del Corso". Di tempo non ne è passato molto, ma le cose all’interno di questo gruppo di amici musicisti, a parte la formazione, sono cambiate rapidamente. Il progetto Relazioni Pericolose è nato ufficialmente quest’anno. Invece il primo incontro tra i componenti avviene nel 2009, quando il quintetto orvietano formato da Valerio Bellocchio (chitarre), Enrico Bellocchio (basso), Iacopo Bianchini (batteria), Enrico Sabatini (tastiere, organo e synth) e Bernardo Mattioni (voce) mescolava jazz, funk, fusion e r’n’r. I cinque provengono da esperienze musicali che abbracciano realtà musicali eterogenee: dal jazz al rap-core, dalla musica classica, al blues, dal folk allo swing, e come Vecchia Funkeria del Corso si sono esibiti in molte location tra Umbria, Lazio e Toscana, condividendo il palco con Rancore & Dj Myke, Nobraino, Max Zanotti e Rodolfo Maltese, oltre alle fruttuose collaborazioni, tra gli altri, con Ami Rothenberg e Nina Ricci. Durante le varie edizioni del prestigioso festival Umbria Jazz Winter organizzano eventi di musica

live durante i quali hanno l’onore di affiancare artisti di livello mondiale come Monty Alexander, Wendel Ferrero, Roberto Gatto e moltissimi altri. Nel 2012 prende il via la fase embrionale di Relazioni Pericolose. Il gruppo ora ha il preciso obiettivo di creare un linguaggio musicale proprio, alternative rock con testi in italiano e frequenti digressioni nella musica elettronica, senza dimenticare il groove che fungeva da spina dorsale nella precedente incarnazione della band. Il gruppo nasce quindi dalle ceneri della Vecchia Funkeria del Corso, come mai questo cambiamento?

"Dal punto di vista del moniker avete ragione, anche se non è morto nessuno. I membri dei due progetti in questione sono gli stessi. Diciamo che la prima incarnazione ci è servita da palestra per imparare tutto quello che vuol dire suonare, stare su un palco, difendersi da orde di groupies arrapate e così via. Stare insieme, tuttavia, ti porta a due possibilità: la ricerca di nuovi orizzonti o la separazione. Questo vale nella vita come nella musica. Nel nostro caso, fortunatamente, ha prevalso la Foto di Riccardo Bianchi seconda possibilità ed abbiamo sentito la forte necessità di creare qualcosa di nostro". Iniziano così la stesura dei primi brani, arrivano le prime interviste e seguono la vittoria del contest Villalba Sunrise con conseguente registrazione di un Ep (presso il Bonsai Studio di Andrea Mescolini), l’accesso alle selezioni regionali di Ita-

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già funziona con chitarra e voce e svilupparla, o comporre un intero brano e poi lasciarsi ispirare dallo stesso per la linea vocale". Avete già qualche data nei prossimi mesi?

"Come dicevamo, siamo totalmente indie, soprattutto il nostro portafogli. La stagione estiva si è appena conclusa e stiamo tirando le somme. Abbiamo avviato da pochi giorni una collaborazione con Groove Nation Agency di Stefano Talone per il booking, e stiamo già programmando la stagione invernale. Al momento tuttavia siamo anche occupati con l'ultimazione dei video live che abbiamo girato questa estate, stiamo lavorando per i contatti con la stampa, per il merchandising e molte altre rogne, oltre a continuare tutti gli impegni di studio e lavoro con i quali ognuno di noi deve barcamenarsi. Seguiteci su tutti i principali social network per rimanere aggiornati sui nostri spostamenti". Progetti per il futuro?

"Sbattersi per questa cazzo di musica emergente. Scusate la franchezza, ma l'iter lo conoscono tutti e bisogna veramente dannarsi l'anima per suonare in Italia. Noi ci crediamo e credendoci si continua. Stiamo continuando a scrivere pezzi nuovi, che sembrano già un'evoluzione di quanto successo finora. È bello vedere quello che facevi prima e tentare di superarlo: finisce che tratti il te stesso di prima come un pischello. Ma con quel pischello ci fai comunque discorsi sempre interessanti".

E come componete i vostri brani?

"Siamo arrivati al punto in cui ci siamo detti… ‘tutto molto bello, creare, scrivere…’. Il problema è che non sta scritto da nessuna parte come si fa. Perciò l'aspetto filologicamente interessante di questo Ep è che si tratta veramente di un lavoro corale, dove da una semplice idea, un riff per esempio, siamo andati a sviluppare un intero brano. Sicuramente è il modo più faticoso, forse dispersivo, ma ogni brano ha una particolare genesi. Adesso stiamo affinando (se ce lo diciamo da soli vale lo stesso, credo) le nostre capacità compositive e stiamo provando diversi approcci: partire da una canzone che

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facebook.com/PericoloseRelazioni

lia Wave, l’accesso alle fasi nazionali del Tour Music Fest, il secondo posto al concorso Unimusic di Perugia e la partecipazione al Music Village a Lecce. Nell’ottobre del 2012 si affidano alla produzione di Gabriele Tardiolo (The Reverse, Men In Skratch, Rancore & Dj Myke, Bartender) per la registrazione del primo Ep ufficiale a nome Relazioni Pericolose, composto di cinque tracce. L’anima caratterizzante del disco è una sintesi tra stoner, blues, elettronica e post-rock con testi in italiano. Al lavoro di registrazione, la band continua ad affiancare la scrittura di nuovi brani per il primo full length album previsto entro il 2014. “È un Ep di cinque tracce - spiegano i ragazzi della band - anche se saremmo quasi tentati di definirlo mini cd, visto che somiglia più a un disco breve ma completo. La produzione è avvenuta in maniera totalmente indipendente. Siamo stati affiancati da Gabriele che ci ha aiutato in molte fasi cruciali, mostrandoci un possibile sentiero quando la strada sembrava sbarrata ed il disco è stato registrato completamente nel suo studio, eccezion fatta per le batterie, registrate al Mami Studio di Marco Cocchieri. Un termine che ci piace per definire il disco è ‘pittorico’. Ogni brano ha una autonomia propria, ma tutti insieme costituiscono un nucleo, quasi un ciclo. Ma anche da questa lunga gestazione abbiamo capito quali sono le cose che ti fanno ritardare l'uscita di un disco: i cantanti".


GRAND FAGIUOL

DI ANGIE BACKTOMONO

CIRCOLO DEL TEMPO BONO (Perugia) 06/09/2013 L’avvicendarsi sui due palchi è un continuo riversarsi di suoni, in cui i momenti di soundcheck si incastrano quasi intenzionalmente. Gli strumentali dei Guerrra avanzano privi di inizio ed epilogo, con un’attitudine pointless che non è necessariamente un limite ma piuttosto una qualità; cantare sembra passato di moda all’ascolto del solipsismo stratificato degli HysM?Duo, che a breve smentiscono e spiazzano con uno sferzante contraccolpo di dissonanze vocali. Affiancata da schiere di Varnelli e Biancosarti in bottiglie obsolete, straniante mi suona anche l’emo postadolescenziale dei Minnie’s. Il composito ensemble di Sgt. Bumba dissemina con evasività cigolii, cantilenanti rumori artificiali e nenie frugali; l’effetto disorientante è garantito dal passaggio di testimone con l’hardcore feroce e genuino dei La Crisi, che si smorza a sua volta nel ludico garbo rurale delle Top Hat Sisters. Nei timpani ancora rimbomba il nuovo lavoro dei Cayman The Animal, ma la prova di stasera supera il disco per vitalismo e disinvoltura: vale la pena scrivere ancora di una band la cui performance è indiscutibilmente più convincente dell’ultima, già efficace. Vale la pena scrivere ancora quando un live sempre intensissimo come quello dei Da Hand In The Middle si rimodula e si articola seguendo l’attitudine immessa da Blue Dean Carcione, la cui voce schietta e cangiante si diffonde con una naturalezza quasi imbarazzante nell’emissione, affiancandosi a quella di Jackie Komodo Dragon, carica di desiderosi rimpianti e affranta come un plenilunio nel deserto. L’attacco di panico è in agguato con le maree di suono degli Zeus!: dietro la cortina di oscurità operano con furia e precisione, accrescendo il senso di entropia che si addice all’epilogo della serata.

ZEUS! (photo di Ludovica Galeazzi)

#8


Cayman The Animal

(photo di Ludovica Galeazzi)

DA Hand in the middle + Blue Dean Carcione

(photo di Ludovica Galeazzi)

DA Hand in the middle + Blue Dean Carcione + Top hat sisters

LA CRISI

(photo di Ludovica Galeazzi)

#9


Mola Mola

una compilation come regalo di compleanno

Gli amici della webzine ci parlano di un progetto molto interessante, tra canzoni, foto e racconti Non tutte le compilation sono uguali. Qualcuna è più interessante delle altre. “Waypoints and lighthouses” è una raccolta redatta dalla webzine Mola Mola per celebrare il suo compleanno. Anche Umbria Noise vuole parlarne, sia perché è davvero apprezzabile un lavoro come questo, sia perché c’è un po’ di Umbria dentro, con la partecipazione come autori di Da hand in the middle, Luca Benni, Valeria Pierini e Angie BacktoMono. Ogni canzone al suo interno è associata ad un racconto a sua volta illustrato da una fotografia. Questa la peculiarità quindi: oltre i brani (italiani e stranieri, tutti usciti nel 2013 e scelti con cura) la compilation ha un ebook di foto e testi. Alcuni racconti sono stati scritti dai collaboratori della webzine, altri da alcuni ospiti speciali. Il tutto è reperibile in maniera gratuita qui: http://molamola-webzine.bandcamp.com/album/waypoints-and-lighthouses. Ma per la presentazione ufficiale lasciamo la parola alla responsabile, Roberta D’Orazio, che molto meglio di noi saprà farvi entrare dentro questo adorabile mondo fatto di musica, parole e immagini.

di Roberta D’Orazio

#10

“Waypoints and lighthouses” è una raccolta di canzoni, racconti e fotografie, distinta in due anime complementari: “Waypoints”, compilation di quindici brani, nove dei quali scelti e proposti dai nostri redattori. Tra questi, “Lacrime e rasoi”, esclusivo inedito degli Aut Aut, formazione eigthies di un sorprendente Umberto Palazzo, rimasterizzato per l'occasione; la splendida “I saw you face” dei The Men, la cui etichetta (Sacred Bones Records) ha aderito con entusiasmo. Lo stesso di può dire di Jamie Stewart, che ha contribuito con i rumorosi incubi degli Xiu Xiu sintetizzati in una rarissima “Quagga”. Jester At Work ha registrato, con l'ausilio del nostro Molecola e di altri amici fidati un'insolita versione primaverile di “Remember to remember”. La raccolta comprende inoltre le recenti pubblicazioni di meravigliosi artisti quali: i Blankform, architetture elettroniche, gli Starslugs, protopunk industriale, i Mai Personal Mood, sonorità da poeti intimisti, i Carmilla e il Segreto dei ciliegi, eleganti voli notturni, Simona Gretchen, inquietudine e tumulti wave, gli Albedo, una delle più interessanti proposte contemporanee. La compilation ospita anche sei ospiti speciali (Gazebo Penguins, Da hand in the middle, Tiresia, LorElle, Small Giant) perché il loro apporto confluisce anche nella seconda parte del progetto. “Lighthouses” è infatti un'antologia illustrata in forma di ebook di racconti e poesie scritte dai nostri collaboratori e dagli special guest, accompagnati da scatti fotografici realizzati in alcuni casi da artisti scelti dagli autori, in altri casi da forze interne alla redazione, ovvero: Valeria Pierini, vivisezionatrice di anime e corpi, Lucio Carbonelli, il cui sguardo sincero sa perforare con dolcezza la realtà, Danilo Di Feliciantonio, diamante rudimentale, Anna G Gala, dolcezza naif, una coloratissima e delizio-

sa Penny Lane e il nostro spiritoso tecnico Luca Benni. Ognuno di loro ha contribuito con la propria sensibilità, innestando un tassello prezioso nel composito mosaico di sguardi. Lo stesso accade con i fotografi esterni che hanno amorosamente abbracciato la causa, regalandoci immagini emozionanti: la spontanea vitalità complementare catturata dagli occhi Tiresia e LorElle, le ambiguità notturne incastonate nello sguardo di una divina Agnese Casolani, le riflessioni sull'orlo del mondo di Giuseppe Palmisano, un ritratto in black and white di Antonio Vitale, l'artwork immaginifico dalla spiazzante ispirazione grottesco-mitologica di Alessandro Pagni, i viaggi devastati di Annibale Sepe, la collaborazione prolifica tra la capacità di Walter Trabucco di ghermire i sogni e quella di Millo di trasfigurare la concretezza. Ogni racconto è associato per via di ispirazione diretta o per una fortuita casualità ad una delle canzoni di “Waypoints”. I nostri ospiti speciali oltre a concederci l'uso di uno dei loro strepitosi brani si sono per l'appunto occupati anche della parte letteraria del progetto, in alcuni casi anche degli scatti fotografici. Singolare il caso di Tiresia e LorElle, le cui canzoni sono state riprese con slancio in occasione del compleanno di Mola Mola: i due hanno intrecciato i loro progetti illustrando con immagini e parole poetiche il pezzo dell'altro. Simone Stefanini (Small Giant) ci regala il contrasto di un'emotività malinconica e strabordante che risuona tra le luci colorate della sua “The night Apollo died”, Capra dei Gazebo Penguins ricorda le sue nostalgie punk e irridenti, i Da hand in the middle sciorinano con la delicatezza aristocratica che li contraddistingue curiose storie calcistiche.


I'M WITH THE BAND RAGAZZO SEMPLICE Giardino Rosso Vino (PG) 21/09/2013

di ANGIE BACKTOMONO

Le rockstar non sono più quelle di una volta. Cosa spinge un giovane che ostenta riserbo e si impegna a mantenere un profilo volutamente basso a esporsi alle aspettative incontrollate di avventori più o meno casuali ed estranei? Il meccanismo dell’intrattenimento popular è perverso e intrinsecamente morboso: il pubblico è egoista, fronteggia il palco avido di vita e sentimenti e speranze e frustrazioni sperimentate per interposta persona; pretende che un completo sconosciuto attraversi l’esistenza in sua vece, mostri le proprie ferite ma, al tempo stesso, abbia la leggerezza e il coraggio di far trascorrere una serata piacevole. Ma è di questo che l’ego del performer si nutre: trasforma la propria inconsistenza individuale in un costante proiettarsi e offrirsi, alimentandosi di quello stesso sfruttamento che lo consuma. Chiunque scelga di prestarsi a questa dialettica sfibrante deve avere qualcosa di malato e al tempo stesso grandioso, un odore di fallimento e pericolo celato da un’attitudine alla magnificenza. Negli anni zero invece accade che un giovane, sufficientemente attraente per le conventicole dell’indie-folk cantautorale nostrano e dotato di talento garbato, prenda esplicitamente le distanze dallo stereotipo dell’artista come individuo d’eccezione: lo pseudonimo è già una dichiarazione d’intenti, con la voluta anonimità e quell’aggettivo che tradisce un ironico understatement; egli stesso insinua che la propria musica possa essere definita “alternativa” solo nella misura in cui, sul palco, “alterna” canzoni a cazzate; i brani sono acquerelli semiseri del quotidiano costruiti su accordi essenziali e liriche in bilico fra l’intimità e la dissimulazione. Al Ragazzo non manca la propensione a compiacere e coinvolgere gli astanti con efficaci espedienti infantili e ludici, o lo slancio di sorprendere piacevolmente con una cover italianizzata di Lithium dei Nirvana. C’è tuttavia un costante istinto a sottrarsi, a schivare i picchi di attenzione, come se fosse presente sul palco suo malgrado e senza la naturalezza di chi porta a compimento qualcosa di intimamente connesso alla propria natura. Giocando svagato con un vodka lemon non esita a rivolgersi a me per un feedback dell’esibizione, a me che sorrido avvezza a ben altri esemplari di sfacciataggine e presunzione: pronta a blandire il personaggio come da manuale, rimango spiazzata dalla sua ritrosia a parlare di sé e a farsi immortalare. Che sia un segno del declino inesorabile di un’immagine legata all’idea fuori moda di un’irraggiungibile aristocrazia musicale? O è forse, piuttosto, una riformulazione dell’eccentricità del musicista, all’insegna di una normalità eletta a singolarità peculiare?

#11


ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci Capita a volte che ancora ci si stupisca nel vedere una band in azione. Di solito sono i cliché a funzionare, così lo spazio riservato alla vera arte si assottiglia. Ma a volte è possibile percepire che chi si sta esibendo sul palco in quel momento ha davvero cucito addosso qualcosa di mai visto. Così i Nobraino, realtà sospesa tra la nicchia indie-folk e il successo nazional-popolare, rappresentano ad oggi un progetto di successo che vale la pena ascoltare e, ancor meglio, gustarsi dal vivo. Con il front-man Lorenzo Kruger siamo tornati indietro di oltre 30 anni per la nostra intervista nel passato, senza dimenticare che le radici del rock c'erano già allora.

Fenomeno indie-rock? No, candidati al trionfo nazional-popolare

Lorenzo Kruger dei Nobraino racconta il suo rapporto col tempo, dopo la tappa perugina che ha chiuso il loro lungo tour

“Prima che arrivasse la tv forse in giro c'erano cose più interessanti - spiega la voce dei Nobraino calandosi subito nel personaggio - anche se ovviamente la musica rock deve molto ad essa per la sua diffusione popolare. Ad esempio godrei dell'assenza di internet, sebbene i Nobraino debbano molto a questo mezzo. Sicuramente a livello di performance live sarebbe molto diverso: si vivrebbe l'effetto ‘unico e irripetibile’. Invece con migliaia di foto e filmati tutto si consuma in fretta e la novità dura un secondo. Le performance di soggetti come me che puntano al qui e ora vengono svilite”. Difficile tenere testa a Kruger, che si diletta a scriver canzoni infilandoci dentro la giusta dose d'ironia e passione, dimostrandosi poi sul

#12

palco un vero protagonista, uno che le qualità ce l'ha davvero. “Come cantante avverto una sorta di frustrazione nei confronti di espressioni artistiche come scultura e pittura. Quello che vorrei - precisa Lorenzo - è ridurre la riproducibilità dell'atto artistico al momento in cui succede. Come per un quadro, che è unico, fatto quel giorno a quell'ora. Nel modo di stare sul palco ricerco quell'unicità. Ovviamente ciò va di pari passo con l'altro lato, dove la musica viene messa su un disco che poi si trasforma in migliaia di copie”. Cercando di capire meglio come sarebbe stato Lorenzo Kruger se fosse vissuto una quarantina d'anni fa, il suo sguardo va ad un passato ancor più remoto: “Mi attrae il mondo anni '50.


Personalmente penso che il ‘nazional-popolare’ abbia origini in quell'epoca… il giovane ribelle degli anni '70 non è altro che una replica di Kerouac. Viaggiando nel tempo andrei lì a cercare il rock, nel momento in cui i giovani hanno pensato di voler essere davvero liberi. Più vai indietro e più trovi la purezza di questo concetto. Comunque in realtà io sono un grande appassionato di futuro, sempre e comunque”. E allora perché no, facciamoci predire il futuro da questo artista appena uscito allo scoperto, capace di svegliare migliaia di giovani in Piazza San Giovanni il Primo Maggio rasandosi i capelli in diretta tv. “Non vedo scenari molto rassicuranti rispetto all'idea classica di mondo dell'arte. Nel nostro passato c'era una certa ricchezza, mentre nel futuro dell'arte vedo una partecipazione di massa che la renderà meno idealizzata, più pratica e forse svilita. Non ho buoni presagi. Del resto in questo momento si sta diffondendo la cultura del principiante: puoi ‘fare l'artista’ con strumenti che sono alla portata di tutti. La scultura per esempio, rischia di diventare vittima di ragazzini che disegneranno in 3D con un programma. Speriamo almeno che le stampanti 3D siano ecologiche, così tutte le ‘cose’ che faremo (il termine usato da Kruger era decisamente più denso di significato, ndr) saranno biodegradabili”.

Ma siamo sicuri di parlare con un ragazzo classe '77? “Beh, a volte sono un po' conservatore! Però non porto avanti battaglie per fermare gli eventi. Semplicemente mi scopro a pensare che molta gente potrebbe imparare a fare un lavoro invece che pretendere di diventare artista. Io stesso faccio musica perché farla costava molto meno quando ho iniziato rispetto a 20 anni prima. Magari in tempi passati già nel dire a mio padre ‘voglio fare il cantante’ ci avrei rimediato solo uno schiaffo. Questa cultura ci ha accolto, siamo figli dei nostri tempi e delle occasioni che essi ci hanno dato. Ma c'è spesso una mancanza di autenticità da parte di molti che vogliono approcciare il mondo dell'arte. In attori come Sordi, Gassman, De Sica, Totò... vedevi quella luce speciale negli occhi, cosa che sta diventando sempre più rara. Semplicemente manca una selezione naturale più dura, quindi viene fuori qualcosa di buono ma anche tanta immondizia. Il sistema s'intoppa un po' però non sarò certo io a fermarlo! Anzi, sarei più favorevole a organizzare molti più concerti. Del resto non puoi essere un vero musicista se non hai fatto qualche migliaio di concerti”.

nobraino.eu

Foto di Amedeo Ferrante @ Afterlife

NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, giornalista e scrittore, collabora con Il Messaggero dal 2001. È direttore artistico del The Place di Roma. Molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

#13


agenda ottobre Venerdì 4

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Coniugi Orsini

Kandinsky Pub - PERUGIA

Sadside Project

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Antonio Onorato Trio

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Sala Prove

La Meglio Gioventu Cafe' - MAGIONE

One Man 100% Bluez Trio

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Sottosuolo Festival 2013 Rocca Paolina - PERUGIA

Distilleria a Vapore Loop Cafè - PERUGIA

Michele Maraglino

Porcelli Tavern - AMELIA

Sabato 5

██

Bianco Rosso & Blues 2013

reverend and the lady feat. marco pandolfi

Giovedì 10

██

Electric Devils

Notorius Pub - PERUGIA

La Madonna di Mezzastrada Alphaville Café - PERUGIA

88 Folli

Little Prince - PERUGIA

Venerdì 11

██

Filippo Gatti

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Claudio Romano - Francesco Nastro Quartet Ricomincio da Tre - CORCIANO

The Dancers

La Locanda - SPELLO

Sin/Cos

Porcelli Tavern - AMELIA

NevroShockigiochi / Vivienne The Witch / Gattuzan Rework - PERUGIA

Sabato 12

██

Passignano - PASSIGNANO SUL TRASIMENO

Bianco Rosso & Blues 2013

Sottosuolo Festival 2013

Teatro Mengoni - MAGIONE

Rocca Paolina - PERUGIA

Sadside Project / Please Diana Urban Club - PERUGIA

Le Chiavi del Faro

La Tana dei Lupi (ex Carlos) - TREVI

High Voltage

8Ball (ex Rock'n'Roll) - PERUGIA

Domenica 6

██

Sottosuolo Festival 2013 Rocca Paolina - PERUGIA

Roco / Nuova Brigata Pretolana Festa Pretola - PERUGIA (PG)

Blue Dean Carcione

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Sunset Waves

lakeetra knowles

& chemako

Muscle Museum (Muse Tribute) Murder (The Killers Tribute) Urban Club - PERUGIA

Cosmin TRG

Serendipity - FOLIGNO

Michele Maraglino

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Officina Briganti One Man Band La Meglio Gioventù - MAGIONE

Domenica 13

██ Trio Modigliani

Teatro Secci - TERNI

Venezia

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Lunedì 14

Bad King - PERUGIA

██

██

Palasport Evangelisti - PERUGIA

Mercoledì 9

Contamination Live (con Ellade Bandini) Bad King - PERUGIA

Modà

Mercoledì 16

██

Sid Sing

La Locanda - SPELLO

Sara Jane Ceccarelli Trio

#14

Bad King - PERUGIA


tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it

Giovedì 17

██

Matteo Schifanoia

Alphaville Café - PERUGIA

Macarìa Ensemble

Trottamundo Kafe Libreria - PERUGIA

Blasco Band

Little Prince - PERUGIA

Venerdì 18

██

La Distanza della Luna

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Giovedì 24

██

Michele Maraglino

Alphaville Café - PERUGIA

iCorona

Little Prince - PERUGIA

Venerdì 25

██

Giovanni Truppi

Io non sono Bogte

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Stefano Maurizi Paris Quartet

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Lucertulas

Porcelli Tavern - AMELIA

The Climbers (Johnny Cash Tribute)

Urban Club - PERUGIA

La Caciara - COSTACCIARO Ricomincio da Tre - CORCIANO Porcelli Tavern - AMELIA Rework - PERUGIA

DFF Memories

Al Casellino - GUBBIO

Sabato 19

██

Bianco Rosso & Blues 2013 ty le blanc trio

Palazzo della Corgna CASTIGLIONE DEL LAGO

Greta's Bakery Quartet Viva Lion

Barrence Whitfield & The Savages Dubass Sound System / Kunta Kinte Sound Rework - PERUGIA

Radiolari

La Meglio Gioventù - MAGIONE

Sabato 26

██

Bianco Rosso & Blues 2013 old

& new loversoul

Nidi D'Arac

Teatro degli Avvaloranti - CITTA' DELLA PIEVE

The Cyborgs / Wonder Vincent

sator duo

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO Urban Club - PERUGIA

Tom Trago

Serendipity - FOLIGNO

ZeroCall

La Meglio Gioventù - MAGIONE

Domenica 20

██

Three Lakes

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Martedì 22

██

Daniel "Mudcat" Dudeck Loop Cafè - PERUGIA

Fabrizio Bosso Rosario Giuliani Quartet

Umbria Guitar Festival 2013 Chiesa S. Maria Ausiliatrice - PERUGIA

Kim Gordon (Sonic Youth) & Bill Nace: Body/Head Serendipity - FOLIGNO

His Clancyness

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Domenica 27

██

Blue Jade & Giacomo Castellano Village Pub - GUBBIO

Giovedì 31

██

Maurino e la sua Band Little Prince - PERUGIA

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Mercoledì 23

██

Les Triplettes

Bad King - PERUGIA

#15


Doremilla

un modo vero di investire sulla forza vitale della musica

Sono circa duecento i soci che partecipano alle tante attività ed iniziative proposte dall’associazione di Magione

DI DANILO NARDONI Il viaggio di Umbria Noise all’interno delle associazioni che si “nutrono” di musica non poteva non fare tappa a Magione. Qui infatti, dal 2007 svolge la sua attività l’associazione Doremilla. Il progetto, appoggiato in pieno anche dall'Amministrazione comunale, è ambizioso, come spiega il presidente Giovanni Tarquini: “dare vita ad un centro di attività che sia contemporaneamente dedicato alla promozione e allo studio della musica, oltre che ad un luogo di incontro, aggregazione, crescita per tutti i suoi associati”. Doremilla è nata quindi per essere motore di iniziative e casa aperta per i musicisti di ogni età e livello, senza privilegiare alcun genere musicale in particolare, incoraggiando anzi alla curiosità, alla contaminazione, e ponendosi come terra di confronto fra musicisti di estrazione anche completamente diversa. “Questa visione della nostra funzione – sottolinea ancora il presidente – ci ha fin da subito portato ad ospitare dei corsi di musica aggiornati, aperti all'interazione con gli altri e alla tecnologia, tenuti dai nostri associati che hanno fatto della musica la loro professione; a realizzare una sala prove, perfettamente attrezzata e a disposizione di tutti gli associati; a creare uno

studio di registrazione, passaggio fondamentale per i musicisti di ogni livello, strumento insostituibile di verifica e miglioramento, nonché ovviamente unico mezzo per fissare e valutare la composizione e la realizzazione della musica originale”. L'idea dei tipi di Doremilla era dunque quella di creare una catena, o meglio un ecosistema in cui il musicista potesse imparare, migliorarsi, poi confrontarsi con gli altri, affrontare in sala prove la realtà di una band, e infine in studio di registrazione collaudare se stesso, il proprio gruppo, fino a realizzare ed incidere anche la propria musica. E tutto questo progetto sembra aver raggiunto oggi alti livelli di qualità. In questa prospettiva, “una attività di grande successo che ha nel corso degli anni tradotto in pratica queste idee” afferma Giovanni, è quella dei laboratori di musica d'insieme: due musicisti professionisti si dedicano alla formazione di diverse band, costituite da musicisti di livello tecnico simile (dai principianti ai semi-professionisti), e di estrazione musicale anche molto varia. Nello svolgimento di questa attività, e a seconda del livello dei musicisti, le band percorrono tutti i passi che ogni formazioFoto di Silvano Cerza ne deve affrontare. Il risultato di questo lavoro viene portato sistematicamente sul palco, suonato live, e poi finalmente tradotto in studio, dove le band sperimentano la registrazione, salvano le loro idee e ripartono con nuovi obiettivi. All'attivo, per l’associazione magionese, ci sono

#16


Foto di Silvano Cerza

già tre cd, oltre ad un quarto (costituito esclusivamente da brani originali) registrato di recente nello studio d'incisione dai ragazzi dei laboratori, molti dei quali provengono dalle aule dei corsi di musica. E proprio dallo scorso mese di settembre sono ripartiti i corsi di musica proposti dall'associazione. Corsi di musica pensati per rivolgersi ai fruitori di tutte le età: si parte infatti dal corso di pianoforte con metodo Suzuki, destinato ai bambini dai tre anni in su, per passare ai corsi di batteria, chitarra, canto, basso, pianoforte e tastiere. Oltre a ciò, Doremilla ha organizzato in questi anni numerosi seminari “che si sono rivelati preziose occasioni per dare uno sguardo alla musica da prospettive nuove e stimolanti”: dalla lunga lista, il presidente ricorda l'incontro con il leggendario Peter Erskine, con uno dei padri del synth, Enrico Cosimi, e il recentissimo seminario del chitarrista Moreno Viglione sul jazz manouche. Doremilla ha, fin dall'inizio, organizzato per i suoi associati anche concerti ed esibizioni dal vivo, nella convinzione che l'esperienza “on stage” sia “importantissima”, e che il confronto con il pubblico sia “parte integrante della crescita di un musicista”:

di norma i concerti ufficiali dell'associazione sono due all'anno, ai quali si affiancano moltissime occasioni alternative, in cui le band e i musicisti di Doremilla trovano l'opportunità di suonare in pubblico. Di particolare rilievo, e a riprova della vitalità di Doremilla, è stato l’ultimo evento, la due giorni denominata Doredays, che il 24 e il 25 maggio scorso ha proposto a Magione eventi musicali e concerti dei giovani musicisti. “Doredays 2013 – ricorda Giovanni – ha nel suo complesso registrato ampia partecipazione e consenso, ed è stato senza dubbio un contributo significativo agli eventi culturali della zona in cui opera, realizzando con ciò uno dei principali obiettivi di Doremilla, che da anni, grazie anche al sostegno della locale amministrazione comunale, si impegna per essere sempre di più punto d'incontro per i giovani, centro di idee e iniziative, parte integrante della vita della sua comunità”. Doremilla è così attiva sul territorio che al momento i soci che partecipano alla vita associativa sono circa duecento, “e questo dato, meglio di qualsiasi altro, mostra probabilmente come le proposte, l'ambiente, l'organizzazione di questa associazione di musicisti rispondano alle esigenze di chi vi entra”, ovvero trovare stimoli, confronto, occasioni di crescita e attività interessanti. Il modo più veloce per conoscere meglio il mondo di Doremilla e i suoi corsi di musica è quello di visitare il sito www.doremilla.org.

#17


Grande attesa, tra gli altri appuntamenti di ottobre, per il nuovo progetto di Kim Gordon, storica figura dei seminali Sonic Youth

Serendipity

ed è subito evento per la stagione delle Dancity Nights

“La danza rivela tutto il mistero che la musica nasconde”. Ballare, come cita Charles Baudelaire, è un rito attraverso il quale si svelano i misteri della musica, perché amplifica in modo diverso quello che nella musica è recondito e diventa così un’esperienza di catarsi. Il Serendipity, anche quest’anno, vuole continuare quindi ad offrire al proprio pubblico un valore aggiunto attraverso un messaggio potente: la danza come trasmissione reciproca di sensazioni, una comunione di emozioni verso cui canalizzare le proprie energie mediante quella più sana di tutti, il ballare appunto. A fine settembre ha aperto le danze la terza stagione del locale di Foligno, club tornato con tante novità e nuove energie: installazioni interattive, uno spazio street food, un ledwall al soffitto e tantissima musica con gli ospiti più freschi e innovativi del panorama internazionale e con un occhio attento a ciò che l’Italia ha da offrire. Senza dimenticare la nuova atmosfera che avvolge la Rec Room, la sala più piccola all'interno del club. Insomma, sono tante le proposte del club folignate: live e dj set, una stagione dedicata al jazz, concerti indie, cene a tema, performance artistiche, workshop, laboratori teatrali. Sarà in questo mese di ottobre che la programmazione del Serendipity entrerà subito nel vivo, con una bella varietà di serate. Una su tutte è quella prevista sabato 26 ottobre con la nuova stagione delle Dancity Nights che si aprirà con un concerto di eccezione. Kim Gordon, storica figura dei seminali Sonic Youth, si esibirà insieme al chitarrista Bill Nace (X.O.4, Vampire Belt, Ceylon Mange) per il progetto Body/Head. Il duo presenterà l’album d’esordio “Coming Apart”, uscito il 10 settembre scorso per la Matador Records, un reticolo di chitarre elettriche spezzato da incursioni drone e improvvisazioni, che lasciano spazio alla voce mixata di Kim, quasi a diventare un nuovo strumento. Sperimentazione e viaggi sonori per un concerto intenso e incredibilmente narrativo, come fosse la colonna sonora di un film. Ad aprire il loro live nella Play Room ci sarà Zar, progetto solista di atmosfere ambient e drone, mente a seguire si esibiranno i DJ resident Giesse, Franco B e G-amp. La Rec Room ospiterà invece il concerto della band indie-punk Tiger! Shit! Tiger! Tiger!, power-trio folignate che si è fatto conoscere con successo anche negli USA. Ma anche le altre serate del mese in calendario non sono niente male: sabato 5 ottobre, l'ormai tradizionale "Reverse Goes To Serendipity” con il solito schieramento di dj (G-amp vs Franco B / D-isorder / Frankie Watch / Fabi8bit / Matteo Vinti); sabato 12 ottobre, il set di Cosmin TRG, produttore e dj eclettico ed unico, che si può trovare spesso al Fabric di Londra oppure al Sonar di Barcellona; sabato 19 ottobre, una serata targata Gate123 con il dj set di Tom Trago e il suo contagioso miscuglio di groove; infine, giovedì 31 ottobre toccherà, con un mix di electro e techno, al dj set della giovane Raving George.

#18


DI Frankje dj

THE FREEWHEELIN'

VAGA

MENTE

con tradizionali progressioni armoniche della musica folk. Bob in quel periodo venne a Perugia per seguire la sua ragazza dell'epoca che frequentava i corsi d'italiano all'Università per Stranieri di Perugia. Lui a quel tempo già famoso, era lì all'uscita ad aspettarla e lei non ne volle sapere. Si narra che Bob deluso prima di tornare negli States, scrisse per lei “Girl from the North Country”. Era il dicembre del 1962 ed ancora oggi tutti si domandano chi era la ragazza della copertina dell'album freewheelin'. La ragazza si chiamava Suze Rotolo, newyorkese figlia di italiani, intellettuale, attivista dei diritti civili, artista, in quegli stessi anni arrivò a Perugia per studiare italiano e cosi anche Dylan partì da New York per raggiungerla a Perugia. La sig.ra Rotolo, che è deceduta recentemente, ha sposato un perugino e con lui è tornata spesso nella loro casa di Via Appia. Nell'agosto del 1962 Dylan era andato alla corte suprema di New York cambiando il suo nome in Robert Dylan. Intorno al 1964 ebbe una liason sentimentale con l'allora superstar di Andy Warhol, Edie Sedgwick. Spesso ha poi adottato in carriera diversi pseudonimi: Elston Gunnn, Blind Boy Grunt, Lucky Wilbury/Boo Wilbury, Elmer Johnson, Sergei Petrov, Jack Frost, Jack Fate, Willow Scarlet, Robert Milkwood Thomas, Tedham Porterhouse. Subito dopo la pubblicazione di Freewheelin', Dylan emerse come la figura dominante del nuovo movimento folk incentrato sul Greenwich Village. La voce di Dylan non era allenata e aveva un'inusuale incisività, ma era adatta all'interpretazione delle canzoni tradizionali. Robert Shelton descrive lo stile canoro di Dylan come «una voce arrugginita che ricorda le vecchie interpretazioni di Guthrie, incise con la voce stridula di Dave Van Ronk». Molte delle sue prime canzoni famose catturarono il pubblico attraverso versioni di altri musicisti già famosi. Joan Baez divenne una sostenitrice di Dylan, oltre che la sua amante, e, invitandolo sul palco per duettare con lei e registrando alcune delle sue prime canzoni, fu determinante nel portare Dylan al successo nazionale e internazionale.

VintageNoise

Robert Allen Zimmerman (nome in ebraico, Zushe ben Avraham) è nato in una sperduta cittadina del Minnesota a Duluth il 24 maggio del 1941. Il piccolo menestrello ebreo aveva già inciso nel 1962 “Blowin' in the wind” ed era uno dei massimi esponenti del movimento americano per i diritti civili. All'epoca della guerra nel Vietnam (1960-1975) la sua musica e il suo carisma era in grado di influenzare milioni di giovani e diede una gran spallata al militarismo americano pur rispettando il loro proverbiale patriottismo e determinando un cambiamento epocale per ben due generazioni. Da Masters of war: “...hai gettato la peggiore paura Che può mai essere bandita Paura nel portare i bambini Nel mondo Per minacciare il mio bambino Non ancora nato e senza nome Non vale il sangue Che scorre nelle vene”. George Harrison disse di Freewheelin': «L'abbiamo subito ascoltato, e subito lo consumammo. Il contenuto dei testi e il suo atteggiamento è stato incredibilmente originale e meraviglioso». La canzone “A Hard Rain's a-Gonna Fall”, costruita sulla melodia della ballata folk “Lord Randall”, con i suoi velati riferimenti all'apocalisse nucleare, ebbe una grande risonanza dopo la crisi dei missili di Cuba, avvenuta qualche mese prima dell'uscita della canzone. Come “Blowin' in the Wind”, “A Hard Rain's a-Gonna Fall” aprì una nuova strada nella canzone moderna, unendo la tecnica del flusso di coscienza e liriche imagiste

Bob Dylan… e di quella volta nel 1962 che il menestrello del rock venne a Perugia

#19


SHORT NOISE

Sabato 5 ottobre il Rework (locale di Perugia) riapre i battenti per dare inizio ad una nuova stagione ricca di iniziative sia in campo musicale che sociale. "Contaminazioni Live" è appunto uno dei tanti progetti già iniziati nella scorsa stagione, arricchito quest' anno da numerose nuove collaborazioni con realtà locali e nazionali. Il calendario della precedente edizione comprendeva alcune giovani realtà musicali molto promettenti come gli Appaloosa, Honeybird & the Birdies, Boxeur the Coeur, Natural Dub Cluster, The Crazy Crazy World of Mr Rubyk, Monozid, e molti altri. "Prerogativa di questo nuovo anno sarà quella di affiancare ad ogni artista una band locale che aprirà la performance - spiega il presidente del circolo Arci Andrea Mortolini - e siamo convinti che sia fondamentale per i nostri gruppi creare rapporti e allacciare contatti con realtà musicali che già si muovono a livello nazionale. Speriamo fortemente che le mura e l'ambiente familiare del Rework possano far nascere nuove collaborazioni e far crescere e contaminare nuove forme artistiche. Il nostro principale obiettivo è quello di dare, alle persone che hanno fatto della musica il proprio stile di vita, un'opportunità di esprimersi in modo libero, ma anche per gli avventori delle serate, di godersi degli spettacoli meno ‘commerciali’ ma di grande spessore artistico". Programma di ottobre 11 ottobre - NevroShockiGiochi (Art-Core Shock da Ancona) / Vivienne The Witch / Gattuzan 18 ottobre - The Climbers (Johnny Cash Tribute) 25 ottobre - Dubass Sound System (Roma) / Kunta Kinte Sound (Macerata)

Contaminazioni Rework-iane

Riverock, quasi seimila presenze per un festival sempre più interessante

Domenica 1 settembre si è conclusa la quarta edizione del Riverock Festival. Le quasi seimila presenze che la rassegna ha totalizzato nei quattro giorni è la prova concreta che l’associazione sta diventando una solida realtà nel panorama umbro. In un periodo palesemente incerto come questo, organizzare manifestazioni di tale caratura è estremamente complesso, specialmente dal punto di vista economico, considerando poi che l’associazione che si cela dietro le luci del festival è composta da studenti e giovani lavoratori precari e che, naturalmente, l’evento è completamente gratuito. Un'altra solida certezza che i ragazzi hanno dimostrato è che le ristrettezze economiche non debbono per forza far fermare i giochi. Ci sono delle risorse che alla lunga riescono a rimediare alla mancanza di denaro, contrastando l’immobilismo sociale e culturale, grave malattia dei nostri giorni. Tali risorse non vanno ricercate nelle casse o nei portafogli, ma nella volontà, nell’impegno e nella passione che i ragazzi hanno messo per dar modo al festival di esistere. Obiettivo che sembra essere stato raggiunto in pieno. Le quattro giornate, durante le quali si sono susseguiti artisti di grande calibro come Gazebo Penguins, Nobraino, Management del dolore post-operatorio, Honeybird and the birdies e tanti artisti emergenti del territorio, come Wonder Vincent, Diraq, ZeroCall, Petramante, Top Hat Sister, hanno avuto un grande successo e una straordinaria partecipazione. Per questo l’Associazione Riverock, anche dalle pagine di UmbriaNoise, non può fare a meno di ringraziare tutti coloro che hanno dato il proprio contribuito alla causa: a partire dagli sponsor, le istituzioni, e tutte le associazioni del territorio, EuforiSMA in testa.

Dirty Drop remix contest Per celebrare l'uscita della raccolta DIRTY DROP ESSENTIALS VOL.2, una compilation che include le migliori tracce uscite finora per l'etichetta, Dirty Drop offre l'opportunità di remixare l'ultimo singolo di dj Scapo "Unchained Beats", seconda traccia del prossimo singolo "Djangol", e di essere incluso nel CD della compilation. La traccia originale può essere ascoltata al seguente link: www. soundcloud.com/scapo/scapo-unchained-beats-clip. I campioni, per creare il remix della durata max di 5 minuti, possono essere scaricati dal lettore soundcloud apposito: www.soundcloud.com/ scapo/scapo-unchained-beats-stems. Il remix va poi caricato in questo gruppo (entro il 30 novembre): www.soundcloud.com/groups/unchained-beats-remix-contest

#20


Anteprima di “Twins”, primo brano estratto dal nuovo disco dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger!

SHORT NOISE

L'atteso nuovo album dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger!, “Forever Young”, uscirà il 28 ottobre prossimo, edito, in Italia, dall'etichetta To Lose La Track in forma di LP e CD e sarà distribuito da Audioglobe e Rough Trade per l’Europa, mentre successivamente vedrà poi la luce in Usa e Giappone. “Forever Young” contiene 10 tracce per un totale di 42 minuti di musica. Registrato e masterizzato in analogico presso il VDSS Recording Studio di Frosinone da Filippo Strang, durante l'inverno 2013, il disco apre una nuova fase nella crescita musicale della band, che dopo aver sperimentato diverse sonorità, ha trovato un equilibrio che guarda alla migliore tradizione dell'indierock americano, prediligendo un approccio purista al genere. L'album è stato suonato in presa diretta per trasmettere l'urgenza del live, tra muri di chitarre, riverberi e suoni in bassa fedeltà. L'artwork di “Forever Young” è di Tommaso Renzini. La band ha all’attivo due Cmj (New York) e due Sxsw (Austin) oltre ad un tour con i Male Bonding (Sub Pop). Soundcloud: https://soundcloud.com/wearetstt/twins

La Fame Dischi, proroga iscrizioni concorso “Le canzoni migliori le aiuta La Fame”

Date le tante richieste arrivate a La Fame Dischi, viene prorogato il termine ultimo per iscriversi al concorso per band emergenti indetto dall’etichetta indipendente, “LE CANZONI MIGLIORI LE AIUTA LA FAME”. Sarà possibile iscriversi infatti ancora entro il 31 ottobre 2013. La comunicazione sul sito www.lafamedischi.tk con i risultati del concorso slitterà quindi al 18 e al 19 novembre. Per regolamento dettagliato e iscrizioni visitare www.lafamedischi.tumblr.com/help

Michele Maraglino, nuovo singolo e video e nuove date del MEDIOCRI Tour

Terzo singolo per l'album d'esordio di Michele Maraglino, “I MEDIOCRI”, uscito il 14 settembre del 2012 per l'etichetta indipendente La Fame Dischi. Dopo “Taranto” e “L'Aperitivo”, arriva il turno di “Lavorare Gratis”, brano attuale e diretto che affronta, fra i tanti, il tema del lavoro non retribuito. Il video, realizzato da Chiara Incarbone, consiste in una sequenza di “scleri” di impiegati frustrati e ipotetici stagisti. Presentato in anteprima sul sito di XL di Repubblica è ora disponibile per tutti sul canale yuotube dell'etichetta. Prosegue intanto il tour di Maraglino iniziato un anno fa e che ha visto il cantautore, spesso accompagnato dalla sua band, girare lo stivale in lungo e in largo. Le tappe in Umbria per ottobre sono le seguenti: 4 ottobre AMELIA (TR) @Porcelli Tavern (w/band); 12 ottobre CASTIGLIONE DEL LAGO @Darsena (w/band); 24 ottobre PERUGIA @ Sofa Acoustic (Alphaville).

Tra i corsi dell’Accademia Musicale Luca Marenzio anche quelli di fotografia Sono ripartiti i corsi dell'Accademia musicale Luca Marenzio. Con essi, anche il corso autunnale di fotografia musicale “la musica negli occhi, sei passeggiate tra immagine e narrazione”. Il corso è a numero chiuso, si svolgerà dall’8 ottobre al 5 novembre e prevede un'uscita e dei laboratori di analisi dell'immagine. Il corso è aperto a tutti quelli che possiedono una conoscenza base del mezzo fotografico. La responsabile del corso è Valeria Pierini, giovane e affermata fotografa umbra con la quale l'Accademia collabora già da diversi anni e non solo in veste di docente. E' di Valeria infatti l'ultima mostra tenutasi all'interno dell'Accademia l'ottobre dello scorso anno dal titolo “io tra di voi”, mostra-censimento sui musicisti umbri. La mostra, che ha debuttato esposta al pubblico per questa occasione, ha visto numerosissimi partecipanti ed ha ricevuto molti articoli e recensioni su web e carta stampata. Per info e iscrizioni i partecipanti possono scrivere a: suonavisioni@gmail.com o visitare il sito: www.valeriapierini.it

#21


CORTINA di Andrea Lanzilotto DI FERRO TI DI UMBRIA NOISE

Gregory Porter - Liquid Spirit

Il debutto del talentuoso cantautore per la storica etichetta Blue Note. Voce che rapisce, che trascina, lo sa bene il pubblico di Umbria Jazz che ha potuto assistere ai suoi concerti nelle ultime edizioni, estiva ed invernale, del festival. Terzo album in soli tre anni, quattordici tracce con le quali Gregory Porter regala emozioni. Lui stesso dice di non poter essere definito unicamente un artista jazz, troppo chiare le influenze del soul, dell’R&B e del gospel. Cresciuto in California, con la madre sacerdotessa, ha attinto dai cori in chiesa i primi insegnamenti per la sua futura carriera, iniziata recentemente e già ricca di consacrazioni a livello mondiale. Partito dai club di San Diego ha portato ovunque la sua voce, raccogliendo velocemente i favori positivi della critica e del pubblico. Brooklyn ora è la sua casa, da là continua a scrivere di amore e società. Da ascoltare. E riascoltare.

SCONFINAMEN

Elvis Costello & The Roots - Wise Up Ghost Ci sono collaborazioni e collaborazioni. Questa che vi stiamo per raccontare è un incontro fra geni, quindi non rientra nel classico lavoro fra artisti che provengono da mondi distanti, ognuno dei quali porta la propria esperienza al progetto. Un gruppo icona della musica hip hop, The Roots, che suona per e con il pioniere britannico della new wave, Elvis Costello. Registrato di notte, avvolto dal mistero, l’album può essere considerato ad oggi uno dei più interessanti del 2013. Le sonorità tipiche del gruppo afroamericano accompagnano la voce struggente e irridente del cantante inglese. Un modo “semplice” per levare le barriere che, soprattutto in Italia, si vengono a costruire fra un genere musicale ed un altro, fra artisti che sembrano non potersi mai incontrare. Quando il talento supera ostacoli simili, si possono produrre lavori come questo. Da avere.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO dal 16 al 18 ottobre, conferenze, workshop, showcase e oltre 100 concerti MaMA Parigi: nei quartieri di Montmartre e Pigalle. Info: www.mama-event.com dal 16 al 20 ottobre, 2000 artisti, Amsterdam Dance Event Amsterdam: 450 eventi e 100 locations per la rassegna europea di musica dance. Info: www.amsterdam-dance-event.nl

#22


MILLE E PIù non replico!!!

di Lázló Kovács

PICCOLA PATRIA

Ci siamo lasciati a settembre, con Venezia 70 ancora alle porte, chiedendoci quali e quanti film sarebbero emersi dalle torbide acque della Laguna. A distanza di un mese dobbiamo ammettere che dal concorso ufficiale davvero pochi segnali. Qualche sussulto è giunto invece dalle sezioni collaterali. Da Giornate degli autori, Settimana della Critica e Orizzonti cito in ordine sparso: Köksüz opera prima di una giovane regista turca, Deniz Ackay, che spero di trovare presto nelle sale italiane assieme a Class Enemy di Rok Bicek e Bauyr di Serik Aprymov. Tre film sulle giovani generazioni al confine con l'Europa. Un capitolo a parte meritano invece Redemption di Manuel Gomes, autore portoghese di Tabù, film del quale consiglio un download immediato; Die andere heimat di Edgar Reitz, nuovo capitolo della tetralogia di Heimat e Piccola Patria di Alessandro Rossetto, opera prima italiana, naturalmente ancora senza distribuzione. Tre opere legate a doppio filo ad un Europa che sembra aver smarrito la bussola. Tre film, sui padri e sulla patria, che covano in seno il futuro del cinema. L'opera di Alessandro Rossetto è il miglior film italiano visto a Venezia 70. Fuori concorso e un po' sgangherato ma vivo e potente alla stregua della sua giovane interprete Maria Roveran. Come accaduto con L'intervallo e Corpo celeste, la nuova cinematografia italiana si fa forte di un racconto piccolo e straniante, nascosto nel microcosmo della provincia, ma diretto al centro nevralgico di una patria/paese che sulla schiavitù fonda la sua rinnovata legittimità governativa. Violenta e senza speranza, l'urbanistica degradante del far-est padano che fa da contesto all'ossessiva ricerca dei suoi abitanti. Piccola Patria è il racconto, non di un paese, ma di chi ne calpesta il suolo. Donne è uomini alla ricerca di una fuga personale, politica, sociale, culturale. Induzione è la parola che meglio racconta questo film. Bisogni indotti, come frustrazioni, in una patria che non è né piccola, né povera, ma semplicemente quello che é. L'ACQUA ZE' MORTA.

L'ALTRA PATRIA

L'utopia di una narrazione infinita. Il cinema come strumento di rappresentazione del tempo e dello spirito che anima il concetto di patria. Die andere heimat, quarto capitolo del racconto di vita di una nazione, è quanto di più vicino alla perfezione cinematografica. Se esiste un luogo dove l'utopia del capolavoro assoluto diviene realtà questo è la cinematografia di Edgar Reitz. è l'origine dei Simon, la famiglia protagonista di tutti i capitoli di Heimat, che dà vita alla saga cinematografica della storia di Germania. È l'origine di un tempo drammatico e meraviglioso che con i ritmi e le emozioni della scoperta si muove tra la formazione degli uomini e la rivelazione del futuro. Macchina a vapore e un'altra patria da conquistare. È il cammeo finale di Werner Herzog a riportarci alla realtà, ricordandoci che ancora una volta siamo all'origine del cinema. Un cinema moderno e antico. Un cinema nuovo. Una neu welle che ancora oggi è il futuro del cinema. A soli 80 anni Edgar Reitz ci confessa di essere all'inizio. BIS ZUR NÄCHSTEN HEIMAT.

REDEMPTION

Un film di montaggio dove ad essere smontate e scombinate non sono solo le immagini di archivio tratte delle storie più o meno ufficiali di Portogallo, Italia, Francia e Germania, ma soprattutto la rappresentazione della realtà che si confonde con l'immaginazione della realtà. Dove la storia di Europa si materializza, sgretolandosi attraverso le parole dei quattro apocrifi padri della patria, è la storia dei suoli natii che si confonde, si somma, si moltiplica, cedendo allo spettatore la chiave di lettura e la libertà di tessere la trama della ricomposizione attraverso i titoli di coda. Sarebbe potuto accadere, è accaduto veramente? Certo è che il cinema di Manuel Gomes riesce dove gli altri inciampano. Prende per mano lo spettatore e lo conduce in un meraviglioso gioco inebriante degno del miglior cinema espressionista. Non è cosa da poco per un mockumentary sulla storia d'Europa. Redemption come riscatto o come marketing insegna: risultato di una promozione di vendita? QUANDO LA POLITICA SI FA MERCATO.

Se volete, commentate o sbeffeggiate i miei pensieri su laszlokovacsblog.blogspot.it

#23


A CURA di MATTEO SCHIFANOIA

Ha collaborato: Barbara Bracci

PAROLE DALL'UNDERGROUND

Manuel Vásquez Montalbán, dieci anni dopo Partii per Barcellona nel settembre del 2002, alla fine di febbraio ero già a casa. Erasmus, certo, e tutti eravamo convinti che ce l'avremmo fatta, in qualche modo. A Barcellona, che non era il posto che avevo scelto ma quello che per qualche motivo, avrei pensato poi, m'era stato regalato, allora come più o meno sempre fino ad allora viveva un grand'uomo che scriveva come un piccolo dio, e non esagero, perché il tizio in questione, Manuel Vásquez Montalbán, sapeva davvero come fare a raccontare gli uomini e i luoghi e il tempo che scorre. Lui era là, io ero là, e camminavo nelle strade che lui m'aveva già fatto vedere, entravo nei bar in cui m'aveva già fatto entrare, guardavo il suo stesso mare, il cielo blu, mi sedevo sui gradini di una chiesa e sussurravo a Pepe Carvalho che gran fregatura ci fosse dietro tanta bellezza. Preso dai miei vent'anni mi dicevo che l'avrei cercato, un giorno, Manolo, che in qualche modo l'avrei trovato, per spiegargli un po' di me, presuntuoso come lo sono i vent'anni, e chiedergli di lui, e berci un cubata alla salute di Barcellona. Non lo feci. Troppo altro stava accadendo in quella mia giovane vita, troppe possibilità stavano mulinando. Così, quando il 18 ottobre del 2003, pochi mesi dopo il mio ritorno a casa, Manuel Vásquez Montalbán morì, sentii di aver perso quella che ora si manifestava come l'ultima, se non l'unica, possibilità. E dieci anni dopo sono ancora qui, a ricordare e rimpiangere e immaginare: è un'altra maniera di fingere, Manolo, lo sappiamo tutti e due e in fondo va bene così.

Il peso delle nuvole

La nebbia ha perso il suo peso. Lo ha ceduto alle nuvole, di là dal melo. E’ questo, nascere. Questo passaggio di peso. Dal nulla al nulla, traversando l’illusione che il nulla abbia una sua misura. Ma vivere è altro. E’ la carità, per il nulla, che fa di ogni materia di vita un unico volo, un unico possibile esserci, prima che il ramo si contorca, che le foglie entrino nel labirinto. E’ la giustezza del cerchio, che perciò non si quadra, perché non la mente ma l’occhio che si volge, a cercare altro occhio, è il senso che invano si cerca – quello dei fiori gialli della lava e della prima foglia.

Vorrei portarti a braccio oggi all’amore, regalarti le sue banalità – i “sempre”, i “mai”, la tua bellezza da me sempre detta ineguagliatama dartele per mano senza parlare, con i segreti a fior di pelle che tu leggi come il braille, la tua mano su di me come il piede di un Cristo sopra l’acqua a imbere l’aria di mistero.

Giovanni Dozzini, Perugia, 2013

Federica Volpe, Carate Brianza, 2012

Francesca Tuscano, Perugia, da “gli stagni di Mosca” (ed. la vita felice, 2012)

#24


il racconto del mese

scritto da Matteo Schifanoia

TOMASSONI A

desso c’è Tomassoni a fare i giri del palazzo, prima c’era Geremia, ora c’è Tomassoni. Ad un certo punto della sua vita a Geremia è servita la badante per fare i giri del palazzo che da solo non ce la faceva più, tanto era vecchio. Ora invece tocca a Tomassoni fare i giri del palazzo che Geremia non c’è più. Tomassoni è meno anziano di quanto era Geremia quando gli hanno messo la badante ma ha bisogno pure lui di una badante perché, a differenza di Geremia, Tomassoni è cieco. Non lo è sempre stato, c’è diventato con la vecchiaia. L’altro giorno ho visto per la prima volta la badante di Tomassoni che gli faceva fare i giri del palazzo. Viene dall’est, è una bella donna, si veste elegante, si trucca, quando cammina ancheggia, a volte mi chiedo perché, come mai, che cosa vuole raggiungere, tenendo conto che poi Tomassoni è cieco, ma forse anche lei, un pò di vita, qualche soddisfazione, che sennò si campa solo per sopravvivere. Quindi Tomassoni che prima faceva i giri del palazzo da solo ora li fa con questa badante, che se pur dell’est ha i capelli molto neri, come fosse del sud, del nostro sud. Ora Tomassoni una volta era un...non ricordo bene ma aveva a che fare con la magistratura o il tribunale, ricordo che aveva la scorta, una volta aveva la scorta Tomassoni, che lo riaccompagnava a casa, e quindi ecco, che dire, dalla scorta alla badante. Ha iniziato da poco Tomassoni a fare i giri del palazzo, gliene fa fare abbastanza la badante e considerando che è quasi inverno, quest’estate, con il bel tempo, se c’arriva, di sicuro Tomassoni ne farà molti di più di giri del palazzo. A volte vedo la figlia, di Tomassoni, che arriva con la Classe A, la Mercedes. E’ simpatica la figlia, educata, saluta, rimane un pò sulle sue però saluta sempre. Arriva quando la badante ha il giorno libero. In questo caso è lei che fa fare i giri del palazzo a Tomassoni. Però non gliene fa fare quanti gliene fa fare la badante, più che altro lei ci sta seduta con suo padre, sul muretto vicino al palazzo, ci parla, ci passa un pò di tempo, forse gli è troppa fatica fare i giri del palazzo, che anche lei non è più una giovincella, la badante invece è più forte, sia perché più giovane sia perché la gente dell’est si sa, di fisico è più tosta, il freddo delle loro parti li tempra. Poi è morto anche Tomassoni, subito dopo l’estate, forse la badante gli ha fatto fare troppi giri del palazzo, forse io gli ho gufato. Adesso non c’è più nessuno che fa i giri del palazzo, solo qualche gatto e qualche marmocchio, ogni tanto. Io quando vado a trovare i miei ripenso a quando li facevo io i giri del palazzo, da bambino, in bicicletta, che immaginavo di andare in vacanza in Calabria.

#25


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In senso orario partendo da qui:

• Teatro degli orrori (2) @ Urban di Andrea Luccioli • Matteo Schifanoia @ fuseum

• The Rust and The Fury @ La Darsena • Gazebo penguins@ riverock • Dellera e Una @ Afterlife di Amedeo Ferrante

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LOSTUDIO8


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UMBRIA NOISE N. 17