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MAURINO&LASUA BAND / IL CAPRO / 2 VERITà / IMANY / INDIEPOLITANA


UMBRIA NOISE IN MOSTRA

4 // 5 // 6 ottobre 2o13 Rocca Paolina (sottosuolo festival)

Tutto sulla musica in Umbria cd, foto, articoli di giornale

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DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi, Riccardo Ruspi, Matteo Schifanoia redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

Andrea Lanzilotto, Michele Bellucci, VALERIA PIERINI, ANGIE BACKTOMONO, Maria Alessia Manti, Andrea Polverini, Nicola Castellini, Giorgio Andrea Mele, Stefano Grelli

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Arti Grafiche Paciotti Strada delle Fratte 2/A - Perugia Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbrianoise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Umbrianoise è l'organo di stampa dell'Associazione "Club Noise" in collaborazione con "l'Accademia perugina della musica e della cultura Luca Marenzio". Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

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DI DANILO NARDONI

Il mese di settembre si apre in Umbria con alcuni festival interessanti. E non poteva iniziare meglio quindi questo grande lunedì dell’anno, che arriva inesorabilmente subito dopo quella grande domenica che è agosto. Nelle nostre “shortnoise” trovate qualche indicazione per passare al meglio queste “impressioni di settembre”. In questa prime righe però vi diamo appuntamento al “Grand Fagiuol”, un piccolo festival organizzato da tutte le etichette e realtà umbre indipendenti, che unisce così tutta la regione, nord e sud, provincia di Perugia e Terni. Perché anche Umbria Noise è per la musica “preponderante” e soprattutto incita chi vuole mettere insieme esperienze e non chi vuole dividere e coltivare solo il proprio orticello. Anche in questo numero della rivista sono tante le interviste, a cominciare da quella a Imany, la nuova regina del soul che il buon Bellucci ha incontrato, subito dopo il suo primo live italiano, ad Orvieto per l’Umbria Folk Festival. Poi la solita carrellata di band umbre in primo piano, con Maurino e la sua Band, 2Verità (reduci da un mini tour in Tunisia) e quei “maligni” de Il Capro, autori di un’opera prima da paura… in tutti i sensi! Bei report anche per la nostra coppia di “inviate speciali”, Valeria e Angie. Altri concerti li ha visti Andrea Polverini, bravissimo fotografo musicale che questa volta ci racconta anche quello che ha fotografato per noi. Sempre in tema di report fotografici non poteva mancare il Gubbstock Rock Festival, visto anche che sarà premiato a metà settembre al Mei di Faenza perché inserito all’interno del progetto “Indiepolitana”, la rete dei festival del centro Italia. Dopo la pausa di luglio-agosto torna anche Lázló Kovács con le sue interessantissime “cinevisioni”, mentre sempre al suo posto troviamo il “Lanzi” con due nuove belle recensioni per la rubrica “Cortina di Ferro”. Ed infine il racconto del mese “Bello e impossibile” scritto da Nicola Castellini e le “parole dall’underground” con la presenza, tra gli altri, anche della poetessa Antonella Giacon, nata a Padova ma che vive e lavora a Perugia come insegnante e formatrice in scrittura creativa e didattica della poesia, oltre ad essere tra i soci fondatori dell’associazione poetica “Il Merendacolo”. La copertina è di Emanuele Copernico e per questa oltre a lui un grazie quindi va ancora al collettivo Sad (Sempre Allegri Dentro) per la preziosa collaborazione. Per concludere ci facciamo pure un po’ di pubblicità annunciando che la mostra di Umbria Noise al completo sarà presente all’interno della Rocca Paolina, dal 4 al 6 ottobre prossimi, ospite del Sottosuolo Festival. Intanto già segnate in agenda, prossimamente ulteriori news al riguardo.

support your local noise Maurino e la sua band..........#4 Il Capro...................................#6 2 Verità...................................#8 I'm with the band..................#9 Photoreportage....................#10 Imany....................................#12 Agenda..................................#14

Gubbstock................................. #16 Shortnoise................................#20 Cortina di ferro........................#22 Cinevisioni................................#23 Parole dall'Underground.........#24 Photo.........................................#26

L'illustrazione in copertina è di Emanuele Copernico

UMBRIANOISE Direttore responsabile

EDITORIALE


La musica solare e senza età di Maurino… e la sua Band

DI DANILO NARDONI E RICCARDO CORRADINI

Dopo tanti anni di note in levare, la formazione continua ancora a proporre dischi e spettacoli coinvolgenti

Dodici anni di live e non sentirli. Un segreto lo devono pur avere. “Il puro e semplice divertimento di stare sul palco, cercando di fare sempre uno spettacolo coinvolgente per il pubblico. Per noi suonare non è stato mai né un lavoro né una fonte di guadagno”. Questi sono Maurino e la sua Band, un gruppo di amici che fanno in sostanza una “musica solare” che mette tanta allegria, e questo credono sia il loro segreto. Il genere musicale ricorda i ritmi caraibici (reggae e ska) e sicuramente è in levare, ma al tempo stesso è contaminato da influenze che vanno dal rock al punk e tra i componenti della band nascono i nomi più strani per definirlo, da “Ska muffin’ Catalunya” a “Funny ska”. Il pubblico che sta sotto il loro palco avverte

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sempre una bella atmosfera e inevitabilmente ne diventa parte integrante. Quando suonano i “Maurino” è come partecipare ad una riunione di famiglia. Prima che musicisti sono grandi compagni e questo viene percepito dalle persone che assistono ai loro live. “Come di dice in gergo – spiegano – il pubblico è il nostro componente aggiunto ed è solo grazie a loro se le serate riescono sempre! Ci sono gli aficionados che non mancano mai e ci seguono in capo al mondo, ma anche i novellini non mancano mai. In questi anni di concerti, particolari soddisfazioni sono venute anche da spettatori più ‘attempatelli’ che hanno dimostrato che la nostra musica non ha età, e va bene per grandi e piccini”. L’esordio ufficiale del gruppo risale alla prima


solo per il piacere di far partecipe il pubblico del nostro nuovo progetto”. E a proposito di nuovi progetti, dopo tre anni dall'ultimo cd sono usciti con il loro terzo album ufficiale, il “Momentone” che è possibile avere sia con il classico cd, sia in chiavetta USB flash drive. Il lavoro è stato registrato e mixato al Newsic Studio di Santa Maria degli Angeli da PierLuigi Borsellini. Contiene 10 canzoni inedite in italiano, dai ritmi caraibici a volte più tendenti al reggae, a volte più allo ska ma sicuramente in levare e in stile M&b, il loro. In questo progetto hanno suonato tutti i componenti della band: Maurino (Mauro Pierucci) voce, Ciufo (Luca Andreani) basso e voce, Pipino (Leonardo Pisello) chitarra, Ivano (Ivan Napolitano) chitarra e voce, Genti (Simone Gentili) tastiere, Steppi (Stefano Felicioni) batteria, Billi (Fabio Villan) tromba, Patino (Fabio Vivoli) sax, ma hanno anche collaborato Daniele Maggi al trombone (P. Funking band) e Little Cora (Soulful gang) nei cori di “Vento d'Africa” forse la canzone più reggae del progetto. Altre canzoni come “Reality Show” o “Baciami” sono più tendenti al “saltellamento”, poi c'è “La danza del Pellicano”, la canzone più rock dell'album, che racconta il lancio al Red Bull Flugtag di Milano, ed infine non poteva mancare il cavallo di battaglia dei “Maurini”, ovvero “Se l'amore non lo fai” in chiaro stile raggamuffin. Questo lavoro è completamente autoprodotto visto che la band non è legata ad alcuna etichetta o produttore, quindi è possibile ricevere il prodotto solo contattandoli direttamente sulla loro pagina facebook oppure andando ai loro concerti. In questo periodo è particolarmente intensa la loro attività live e non mancheranno le occasioni per andare a sentirli. Venerdì 6 settembre saranno in Corso Cavour a Perugia con il XIII Janni's Fest in occasione della Mezzanotte Bianca, sabato 14 alla Darsena di Castiglione del Lago (“che finalmente abbiamo conquistato!” dicono) e sabato 21 al Pantarei di San Mariano di Corciano.

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facebook.com/pages/MaurinoLaSuaBand

edizione del “Janny’s Fest” tenutasi nel 2001 nel quartiere di Perugia da dove proviene la formazione, San Sisto, o meglio “Sound Sisto”, così come hanno chiamato il loro primo disco ufficiale ormai datato 2005. Dopo tanti concerti hanno però una loro graduatoria personale dei migliori: “Sicuramente i due concerti all'Urban Club di Perugia in occasione della presentazione dei nostri ultimi progetti musicali, ma anche quello del Primo Maggio in piazza IV Novembre che ci ha regalato emozioni indimenticabili”. Tanta allegria in corpo mettono, dicevamo, ma i loro testi parlano spesso anche di temi sociali, di razzismo, di amori finiti, di sogni. “I nostri testi – affermano – nascono dalla realtà che ci circonda e che viviamo ogni giorno. I testi raccontano i sogni, la vita e le esperienze quotidiane espressi in maniera schietta e spensierata e con un tocco di ironia. Di solito è una amalgama di pensieri che si mescolano in sala prove e prendono forma dietro a un ritmo incalzante e condiviso dalla band. A volte invece sono frutto di un pensiero del bassista (Ciufo) che porta un ritornello o un ritmo già più o meno definito che successivamente sviluppiamo comunque insieme. Diamo la stessa importanza sia al testo che alla musica l'importante è che ci coinvolgano. Spesso infatti suoniamo ai nostri concerti dei pezzi ancora in fase embrionale, provati pochissime volte,


DI DANILO NARDONI & RICCARDO CORRADINI

La musica “maligna” de Il Capro

È solo al primo capitolo la saga horror della quartetto folignate, in attesa del disco di inediti

Una terrificante opera prima. Un disco breve, ma intenso. Una decina di minuti in tutto. Dentro, una rivisitazione dei capolavori tratti dalle colonne sonore degli horror preferiti della band con una chiave di lettura che sarebbe riduttivo definire sludge-doom, grazie ad un approccio moderno e incisivo quanto il morso di un vampiro. Erano attesi da tempo per pubblicazioni ufficiali, ed ora i quattro componenti de Il Capro hanno fatto uscire “Le notti del maligno, vol 1 - Il riflesso della morte” per la sghignazzante (come la vecchia strega nella casa dei mostri al luna park) Black Vagina Records. Di Foligno la band e di Foligno l’etichetta. Il progetto, avviato nel 2011 in occasione di un noto festival cinematografico che si è svolta nella città umbra, è corredato dall'omonimo videoclip del giovane regista Federico Sfascia, che racconta il proprio lavoro come il punto di partenza di una trilogiacortometraggio in cui si raccontano tre avventure di quattro ragazzi uniti da una sorte infausta che li costringe a fronteggiare (con la speranza di sopravvivere) minacce sovrannaturali quotidiane: mostri, demoni, spiriti, imprese disumane al di sopra delle loro umanissime possibilità, secondo le profezie di misteriose pergamene. L'ep, presentato nel giorno stesso dell'uscita, il 28 luglio scorso durante l’Italian Party ad

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Umbertide con il live della band e la distribuzione di un Qrcode per scaricarlo gratuitamente (o immetterlo su chiavette usb su richiesta), è disponibile esclusivamente in formato digitale sul Bandcamp dell'etichetta, in free download e streaming, “allo scopo – raccontano loro stessi – di una condivisione sincera e capillare degli incubi che hanno agitato la genesi tutta del lavoro”. “Il gruppo – spiegano i ragazzi della band – nasce dalla passione per un certo tipo di musica, quella dei Melvins e degli Zu ad esempio, ma col tempo però ci siamo sempre più interessati alle colonne sonore e al concetto di audio-visivo: abbiamo quindi cercato di muoverci in questa direzione, pensando a delle immagini da legare alla nostra musica che, essendo strumentale, in questo modo acquista un senso in più”. “Le notti del Maligno” è quindi la concretizzazione di questo concetto e “Il riflesso della morte” è solo il primo di una serie di ep che


sempre stati accolti bene dal pubblico umbro: “Ci sentiamo molto sostenuti, soprattutto perché la nostra è una regione dove è possibile far comprendere un genere di musica come il nostro. Questo perché il pubblico umbro è colto! Da un nostro concerto potete aspettarvi di tutto, ma una cosa non manca mai: i dB!”. Di recente, dopo la presentazione de “Il riflesso della morte” all'Italian Party, hanno avuto l'occasione di partecipare al Siena Strasse Festival assieme ai Mombu e ad altri gruppi. Per il futuro, presto ci sarà la presentazione del Vol. 2 de “Le notti del Maligno” (circa metà settembre). “Dopo l'ultima uscita della saga speriamo di riuscire a promuovere la pubblicazione con dei concerti, dopodiché ci dedicheremo al nostro album (stavolta di inediti) che vedrà la luce il prossimo anno”. Brani inediti che, ci spiegano, seguono in sala prove un approccio e quindi un percorso diverso: “Quando ci concentriamo sull'arrangiamento di un brano horror abbiamo già un'idea di partenza, perciò il processo è abbastanza rapido. Quando componiamo pezzi inediti, invece, si può partire da un'idea o da un'improvvisazione: in entrambi i casi il processo è molto lento e un brano può rimanere in standby per mesi”. Link al disco (Bandcamp):

http://tiny.cc/p3iu2w Per vedere il video usa il QR code qui a fianco

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facebook.com/ilcaproband

usciranno nel corso dell'anno per Black Vagina Records. “Per la precisione – sottolineano – gli ep saranno tre, ognuno contenente dai tre ai quattro pezzi, che verranno poi raccolti in un cofanetto in formato fisico la cui uscita è prevista per la fine di ottobre. Anche le altre uscite saranno in free download ed inoltre, proprio come la prima, saranno accompagnate da un cortometraggio girato da Federico Sfascia con un lavoro che si completerà in un unico mediometraggio”. Il Capro nasce nel 2008 da un’idea di Flavio Spuntarelli (chitarra) e Valerio Luca Cascone (batteria), quest’ultimo proveniente dagli Scatramundus, proponendo sonorità principalmente stoner. Dopo una serie di concerti e cambi di line-up, nel 2010 Il Capro giunge alla formazione definitiva con l’ingresso di Alessandro Sforna alla batteria (L’Industria del Freddo) e Giulio Catarinelli al basso (Spasmodicamente, Redento, Fake Revival), mentre Valerio Luca Cascone si sposta alle tastiere e synth. Anche lo stile del gruppo muta velocemente verso una direzione parallela al genere di partenza, maturando un concetto di musica più esteso. Partendo da un’idea visiva, si cerca di sviluppare una musica che narra le immagini. Riguardo all’attività live, Il Capro ha già avuto la possibilità di divide il palco con prestigiose band internazionali, quali Colour Haze, Celeste, Morkobot, Lento e Inferno. E sono


Bel successo in Tunisia per le 2Verità

facebook.com/pages/2Verità

La band umbra, unica italiana, ha partecipato a due festival dalla lunga tradizione alle spalle

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Non è da tutti andare per alcuni giorni in Tunisia e poter presentare lì, all’interno di festival dalla lunga tradizione alle spalle, la propria musica. Qualcuno dalle nostre parti può però raccontare questa bella esperienza. Ha ottenuto infatti un grande successo di pubblico e critica il gruppo umbro 2Verità che, in una formazione diversa rispetto a quella di battesimo del 2007, tra il 28 luglio e il 2 agosto scorsi è volato in Tunisia ospite di due importanti rassegne. Con il patrocino dell'Istituto italiano di cultura a Tunisi, Andrea Vitali alla voce, Luca Tommasi alla chitarra, Federico Loffredo al basso, Silvio Lucaroni alla batteria e Fulvio Mazzoleni come autore dei brani, si sono esibiti alla 31esima edizione del Festival de la Medina e alla 49esima edizione del Festival Internationale di Hammamet, manifestazione promossa dal Centro Culturale Internazionale, durante la quale hanno condiviso il palco con la Dee Ray Orchestra. Con il loro mini-tour, le 2Verità hanno segnato la ripresa di tutte le manifesta-

zioni che, per i tre giorni di lutto nazionale, erano stati cancellate. La band, unica italiana invitata, ha ottenuto apprezzamenti da parte dell'opinione pubblica, delle istituzioni e dei media, anche per aver deciso di non annullare i concerti nonostante gli scontri dei giorni precedenti. “Sono stati di grande aiuto in un momento di difficoltà del popolo tunisino - ha scritto un quotidiano nazionale del luogo -, scegliendo di non rinunciare ai loro concerti e dimostrando come la cultura possa essere di supporto nei momenti difficili”. Forte del successo ottenuto grazie alle visualizzazioni on line e all'apertura del concerto di Alessandro Mannarino nell'estate 2011 e de La Fame di Camilla a novembre 2012, dopo diverse sostituzioni tra i membri della formazione, la band si è rimessa in gioco decidendo anche di lanciare anche un nuovo singolo. Si tratta di “Io e Bice”, pezzo già portato sul palco, appunto con la vecchia formazione, ma oggi rivisitato dai nuovi componenti del gruppo e presentato proprio in Tunisia. Dopo questa esperienza, la band è attesa in casa per il concerto del 12 settembre a Perugia presso il parco del Santa Giuliana per il PG City Festival, prima del concerto di Elio e le Storie Tese.


I'M WITH THE BAND DI ANGIE BACKTOMONO

MESSER CHUPS – 909 Cafè (Castiglione del Lago) – 23/08/2013

Quando la potenza de ll’immaginario supera l’efficacia della music lo conferma silenziosam a. Me ente Mr. Renfield, il pip istrello sotto formalde mio unico animale da ide compagnia, mentre infi lo décolleté di vernice che mi convincano di rossa essere all’altezza, no n solo fisica, dell’este sensuale e mortifera ric tica hiesta dalla serata. Mi inerpico verso la sommi di questo borgo che ha tà l’ospedale all’estremità del corso, esattamente antipodi del 909 Cafè, agli antro confortevole che presto rigurgiterà la fol eccesso disseminando la in bevitori in strada com e cents smarriti da un bucata; il vigoroso e sfr a tasca enato one man show di Pat Pend propaga nell’a una tesa eccitazione, ria preparando i corpi ad ancheggiare sui lasciv tetri strumentali dei Me i e sser Chups. Scenari di cripte spalancate e fos disertate, di invasion se i di alieni posticci da i crani enormi, aristo del vecchio continente cratici con anomale abitudini alimentari, piante rotola di desolati deserti vig nti ilati da avvoltoi serafi ci, go-go dancers mann uomini squamati che len are e tamente risalgono dal lago appostato alle pen della collina. dici L’incedere spettrale de lla chitarra evoca con perizia quasi antiqua un mood ben noto ai ria fanatici del garage-sur f, a cui la ritmica ess del basso e l’accurat enziale o marciare della ba tteria conferiscono qualità tormentosa e una ipnotica. Il costante mantra voodoo indur irresistibilmente a un rebbe a sguaiata danza macab ra, ma la folla compre all’interno continua a ssa straripare, sciamando frastornata e presenzia indomita ben oltre la fin ndo e del rituale; consumo le ore che precedono l’a fondendo inglese e italia lba no e sparute parole in spagnolo: tomorrow pin discos, spiego a Dr. Bo cho ris from Chile, il batte rista dagli occhi grigi offre l’ultima birra, qu che mi ella che mi garantirà un solitario sonno pa vegliato dagli occhi spe cifico, nti del mio chirottero sotto spirito.

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Trasimeno blues: 100% one man blues + the cyborgs due estratti dei più ampi sketchbooks curati da Valeria Pierini e Angie Backtomono pubblicati su Mola Mola webzine nella sezione live e interviste.

100% one man blues - sabato 27 luglio, Darsena, Castiglione del Lago I colori del palco sono caldi, estivi, gli oggetti e i drappeggi sembrano usciti da una fatiscente casa di New Orleans e Davide, celato dietro lo pseudonimo One man 100% blues, ci sgrana uno per uno i salmi voodoo del suo repertorio. Gospel, qualche cover, nel finale è accompagnato dal suo socio che brandisce un’armonica. Accogliamo l’imbrunire e la notte così, sospesi tra echi secolari di riti polverosi e memorie afose, con visioni del sud, le paludi i campi e qualche prateria o vicolo sconcio della Parigi dell’Ovest del mondo.

The cyborgs – sabato 27 luglio, Darsena, Castiglione del Lago Cyborg 0 è fighissimo, batte i tacchi rigorosamente stringati e neri, è tutto rigorosamente nero con tanto di gilet, ma è inutile dirlo, sappiamo tutti ormai il cyborgs’s style. Insomma 0 balla ancheggia, intrattiene il pubblico da vero bluesman, uno di quelli che ne sa parecchio di palchi di sudore di mani battute a tempo, la cadenza è quella di uno abituato al parlare inglese, seppure la favella è italica. Cyborg 1 con due mani e due piedi suona due strumenti - quasi impossibile stargli dietro, vi raccomando poi il suo assolo alla tastiera. Lì compaiono pizzi merletti, bottiglie di burbon e odore di sigari. Valeria Pierini Stanotte vedo una luna maligna sorgere, il monito inquietante che nel blues annuncia l’avvicinarsi di una situazione pericolosa, foriera di guai eppure seduttiva. Quando il blues è scarnificato e asciugato della sua sostanza densa, del vischioso rotolare di palude che gli è connaturato, sopravvive l’automatismo della reiterazione metallica e aggressiva, priva della sensualità dannata della carne livida che nella notte trasuda l’alcol putrefatto nei giorni. La negritudine scivola dai volti e dall’anima e si immobilizza nel nero spersonalizzante delle divise, manifestazione esteriore di una severità sonora corroborante e insieme ostica nella sua crudeltà quasi marziale. L’ingranaggio della chitarra ringhia assertivo come il serrarsi convinto delle fauci dell’alligatore, sovrastando la batteria nel suo lavorare a caldo il metallico materiale percussivo. Angie BacktoMono


Italian Party #13 Italian party #13 – domenica 28 luglio, Parco Ranieri, Umbertide I Cayman the animal con il loro ‘punk da divano’ (Diego canta spesso sdraiato e presentando un pezzo dice che è un pezzo punk da divano) ci scaldano un pochino – come se non bastasse il caldo – poi gli Havah e i loro rimandi new wave ci cullano, incupendo un po’ l’umore, giusto per non farci crogiolare nello scanzonato punk dei Cayman. Si perché il cambiamento incombe. Arriva Il capro, il terzetto con il suo noisedoompreapocalisse a rintronarci tutti ben bene. Lasciano il palco al requiem della Fuzz Orchestra. Tre iene guarnite di fiori con un noise impastato e tagliente come sciabole celebrano il rito funebre di un paese reso persona e al tempo stesso estrapolato dal suo corpo. Valeria Pierini

I Cayman The Animal scaraventano sul palco la loro scarica di sradicamento e ingenuo rancore; non teme di cantare bocconi sul palco il mio amico Diego con i suoi scuri baffi da chicano, anzi la posa distesa intensifica l’istinto risoluto della sua voce slabbrata ma infettata da una nitidezza postadolescenziale. Nell’amaro post-punk degli Havah è la lieve familiarità dell’isolamento a fremere dall’essenziale reiterazione ritmica della chitarra e dalle luttuose linee melodiche del basso, mentre la voce emerge come un richiamo funesto dalla porta spalancata di un’altra stanza. Il Capro insidia le prime ore della sera con il suo ribollire inesorabile: la complessità stratificata in lunghe e violente rincorse strumentali partorisce immagini di fantasia selvaggia, sospese solo da incursioni chitarristiche di surf maligno. Mentre la luna ancora calante ascende alle spalle del palco, la Fuzz Orchestra si appresta a frastornare ed esaltare; lirici e spietati nelle loro suites dolorosamente articolate, saccheggiano l’immaginario altrui nel campionamento di distaccati e disillusi resoconti delle miserie del paese. Angie BacktoMono

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ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci Conoscere meglio un artista affermato leggendo tra le righe di un'intervista è senz'altro interessante, ma lo è probabilmente ancora di più addentrarsi in una storia ancora tutta da scrivere attraverso le parole di chi, dopo anni di appassionato lavoro, si è appena conquistato un posto di tutto rispetto sull'orizzonte dei Big della musica. Vogliamo farvi assaporare dunque l'ammaliante profumo di un fiore che si è appena aperto, convinti che la nuova stella del soul arrivata dall'Africa meriti l'attenzione di tutti coloro che amano la bella musica.

Imany, una diva dall'anima combattiva

Alla scoperta dell'autrice di “You Will Never Know”, brano rivelazione dell'estate 2013, recentemente acclamata anche all’Umbria Folk Festival di Orvieto

Dopo aver scalato le classifiche in Francia e in Grecia, Imany (all'anagrafe Nadia Mladjao, ndr) ha conquistato anche l'Italia con l’album “The Shape of A Broken Heart”. L'ex atleta e modella nata da una famiglia originaria delle isole Comore ha convinto pubblico e critica grazie ad una voce sinceramente appassionata, con un timbro particolare che rimanda a quello di Tracy Chapman, e uno stile dolcemente graffiante. L'abbiamo convinta a tornare idealmente indietro di 30 anni per la nostra intervista nel passato, partendo da una diva d'altri tempi che

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Imany ammira in modo particolare: “Mi sarebbe davvero piaciuto leggere nei pensieri di Nina Simone! Il suo genio mi intriga da sempre. Stimo molte artiste del passato, come Tracy Chapman, Janis Joplin, Tina Turner, Billie Holiday... ma spero che nel presente io sia considerata per quel che sono senza troppi paragoni”. Certamente il suo spirito combattivo, che contrasta splendidamente con la sua statuaria bellezza, è tra le peculiarità che maggiormente emergono nei brani di Imany: “Credo che la lotta sia parte della storia di ogni artista. Ad esempio se fossi vissuta ai tempi di Malcolm X e Martin Luther King (decisamente più di 30 anni fa dunque) avrei senz'altro preso parte alla loro ‘guerra’. In effetti penso che non sarebbe stato possibile essere un artista di colore senza entrare in quello scontro”. Del resto dalla sua musica trapela anche un forte legame con il passato e le sue radici: “Io sono assolutamente una della ‘vecchia scuola’! Per emergere ho lavorato come ha fatto ad esempio Billie Holiday, partendo dal palco e facendo tutti i tipi di concerto possibili. In questo modo sono stata capace di farmi notare e si è creata attorno a me una base di fan piuttosto fedeli. Quando è uscito il mio album di debutto è subito salito in classifica, perché il pubblico mi conosceva da prima che si accorgessero di me i media. Questa secondo me è la ‘vecchia scuola’ ed è a essa che sento di appartenere”. In effetti sono molti gli elementi quasi anacronistici che si trovano ripercorrendo la storia di


tra i nomi più interessanti emersi negli ultimi mesi (nonostante il suo album sia uscito ben due anni fa!). L'Italia, dove ha vissuto per un periodo mentre sfilava sulle passerelle, ha comunque un posto d'onore nel suo cuore: “Io amo l'Italia! Il cibo, la moda, l'inconfondibile stile della gente, la storia, i panorami mozzafiato della Sicilia… potrei andare avanti per ore elencando le cose che mi piacciono di questo Paese! Tra i ricordi più emozionanti c'è il momento in cui in concerto ad Orvieto ho cantato “You Will Never Know” e mi sono accorta che il pubblico italiano conosceva benissimo il testo della canzone. Ero davvero lusingata! L'ho ammesso al microfono e così ci siamo fatti tutti una gran bella risata!”. Se non l'avete ancora fatto, lasciatevi rapire dalle suggestioni della sua musica e scoprite le sue date live su www.soundaymusic.com

Imany, già modella di successo per oltre sette anni a New York. Quando si è sentita "stanca di essere considerata solo un appendiabiti" ha inciso sei delle sue canzoni per poi sbarcare a Parigi, città dove ha deciso di intraprendere la carriera come cantautrice: “Non ho ricevuto una formazione musicale. Penso che se fossi nata oggi, con internet e la musica sempre a disposizione, sarebbe stato più facile diventare una cantante. Probabilmente avrei pensato che il mondo della musica fosse accessibile per chiunque. I miei genitori sostenevano che essere un'artista non era esattamente una buona cosa; se io fossi stata dall'altra parte avrei invece detto a mia figlia di decidere autonomamente. Certamente le avrei consigliato di lavorare, lavorare e lavorare ancora! Imparare uno strumento, leggere un sacco di poesia e letteratura, ascoltare tanta musica… letteralmente “W.O.R.K.”! La formazione musicale è senz'altro un buon modo per risparmiare tempo se si vuole far carriera nel mondo della musica, ma io credo che ognuno di noi sia diverso. Ognuno deve trovare la propria strada”. Tornando ai giorni nostri, Imany è senz'altro

imanymusic.com

Foto di Massimo Achilli @Umbria folk festival

NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, giornalista e scrittore, collabora con Il Messaggero dal 2001. È direttore artistico del The Place di Roma. Molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

#13


agenda settembre Frankenstein Junior

Giovedì 5

██

Castiglione del Lago

JAZZIT FEST 2013

Enema

Collescipoli - TERNI

Festa Mantignana - CORCIANO

Cenando al Chiostro

Relazioni Pericolose

"vibravoce"

Festa Santa Perduta - ORVIETO

Chiostro di San Fiorenzo - PERUGIA

Festival Federico Cesi 2013

oratorio e cantate di antonio vivaldi

Teatro Torti - BEVAGNA

QuintaEssenza Havanera Lago Verde - PERUGIA

Bowling - SPOLETO

Liga+

Da Faliero - MAGIONE

Sabato 7

██

Bacco Quintet

JAZZIT FEST 2013

Outside

88 Folli

Collescipoli - TERNI

Festa Ellera - CORCIANO Festa Mantignana - CORCIANO

Venerdì 6

██

Bar 5 Sensi - BASTIA UMBRA

Tuderock 2013

JAZZIT FEST 2013

/ blue willa / dino fumaretto / / thumbsucker / result of broken condoms / meet me at the zoo / the snails / shadow breaker / the

Tuderock 2013

Todi - TODI

paus

Swingle Kings

wonder vincent

Festa Cannara - CANNARA Collescipoli - TERNI

hit

/ king of the opera / der maurer / erica / d.vision / the mauseres / dlf / the night train / entropia / colapesce

poison break

Todi - TODI

GRAND FAGIUOL zeus!

/ la crisi / cayman the animal / sgt. bumba / guerrra / da hand in the middle / top hat sister / blue dean carcione / hysm?duo / Circolo del Tempo Bono - PERUGIA

Otricoli Music Festival 2013

Otricoolmix

BSB /

/ ira / morganha / zombie / (a)tool

punition babek

Parco Ranghiasci-Brancaleoni - GUBBIO

JANNI'S FEST XIII

maurino e la sua band

Corso Cavour - PERUGIA

Concerto e Milonga Valtopina - VALTOPINA

Michele Ascolese & The Italian All Star Lizori - CAMPELLO SUL CLITUNNO

ALTERFIERA 2013 wrong on you! combo

/ progetto panico / spaf

Spoleto - SPOLETO

Festival Federico Cesi 2013 S. Maria Laurentia - BEVAGNA

Verily So

/ pink fraid

Monsters Of Roccolo 2013

quartetto polifonico romano

OTRICOLI

band

Giardini del Frontone - PERUGIA

Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

Giardini del Frontone - PERUGIA

funky&soul band

City Vintage 2013

scars

City Vintage 2013

#14

Threeo Coverband

/ p-funking

Otricoli Music Festival 2013 prime note dell'otricolive cantairo

OTRICOLI

Distilleria a Vapore

Giardino Rosso Vino - PERUGIA

/ finali del


tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it The Noobs

Sabato 14

Festa Mantignana - CORCIANO

██

The Skaouts

PG CITY FESTIVAL 2013

Festa Ellera - CORCIANO

Lotus Syndrome

irene grandi

Festa Terni - TERNI

Arena Santa Giuliana - PERUGIA

██

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Maurino e la sua Band

Domenica 8

JAZZIT FEST 2013

OPENING PARTY

Collescipoli - TERNI

il teatro degli orrori

Festival Federico Cesi 2013

Urban Club - PERUGIA

"planctus mariae"

Sabato 21

██

Chiesa di S. Andrea - SPELLO

The Rust and the Fury

City Vintage 2013

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Giardini del Frontone - PERUGIA

ALTERFIERA 2013

officina briganti one man band wonder vincent

/

Mercoledì 25

██

Bianco / Levante

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

SPOLETO

Otricoli Music Festival 2013

Serena Cecchi / Mauro Ermanno Giovanardi / Niccolò Fabi OTRICOLI

Le Donne in concerto

Anfiteatro della Rocca Medievale CASTIGLIONE DEL LAGO

Gabuby Royale

Giovedì 26

██

Umbria Guitar Festival 2013 duo cardozo

Chiesa S. Maria Ausiliatrice - PERUGIA

Sabato 28

██

Dumbo Gets Mad

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Festa Mantignana - CORCIANO

Relazioni Pericolose Festival a Km. Zero La Svolta - ORVIETO

Giovedi 12

██

PG CITY FESTIVAL 2013 elio e le storie tese

/ 2verità

Arena Santa Giuliana - PERUGIA

Venerdì 13

██

Roberto Cacciapaglia

Teatro Morlacchi - PERUGIA

PG CITY FESTIVAL 2013 giuliano palma

/ après la classe

Arena Santa Giuliana - PERUGIA

Laurence And The Machine

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

UADG Ultimi Abitanti Di Giove Erba Luna - MONTONE

The Noobs

Parco Ranghiasci-Brancaleoni - GUBBIO

#15


IL MEI PREMIA “INDIEPOLITANA”

LA RETE DEI FESTIVAL DEL CENTRO ITALIA, CON IL GUBBSTOCK ROCK FESTIVAL IN PRIMA FILA Bilancio positivo per la ventesima edizione della rassegna eugubina andata in scena lo scorso mese di luglio ed inserita all’interno del progetto della “metropolitana” immaginaria di musica indie Foto di Riccardo Ruspi

Lo spunto di partenza è il bel riconoscimento che il Gubbstock ha ottenuto grazie al suo apporto alla rete “Indiepolitana”: il Mei 2.0 - Meeting delle Etichetti Indipendenti - premierà infatti il progetto Indiepolitana, il 28 settembre prossimo, nella sala del Consiglio Comunale di Faenza, durante la tre giorni di raduno nazionale di operatori del settore musicale (etichette, musicisti, appassionati) che il MEI rappresenta da anni. La motivazione del riconoscimento è la seguente: “per la sua capacità di tenere alto, in un momento difficile come quello presente per la cultura e la musica, la bandiera della cultura musicale giovanile mettendo in rete tre festival indie di rilievo in Centro Italia, rafforzando così la proposta”. Indiepolitana è nata dalla volontà di tre associazioni, “Periferica – Associazione Culturale” di Pesaro organizzatrice del festival “Villa’N’Roll”, il “LIMA” (Laboratorio Indipendente di Musica e Arte) di Sassocorvaro ideatore dell’”IndieTiAmo festival” e l’Associazione Culturale “Mentindipendenti” di Gubbio co-organizzatrice, con il Comune di Gubbio del “Gubbstock Rock Festival”. Una sorta di

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“metropolitana” immaginaria di musica indie che unisce i tre festival, realizzando graficamente e fisicamente un itinerario musicale che ha coperto nello specifico e in ordine cronologico i Comuni di Sassocorvaro, Pesaro e Gubbio, nonché le rispettive province: Pesaro-Urbino e Perugia. Il tutto si è realizzato a partire dalla metà del mese di giugno fino alla metà del mese di luglio del 2013. La volontà e il desiderio che hanno guidato l’intera idea sono stati quelli di creare una rete di rapporti e di progettazione collettiva tra le tre esperienze associative che agiscono in territori diversi, ma che hanno la stessa unione di intenti: la crescita culturale (e perché no turistica) del territorio, nonché un maggiore interesse da parte dell’Ente Pubblico e della cittadinanza stessa nei confronti delle realtà e delle dimensioni giovanili che i tre eventi rappresentano. Indiepolitana è stato quindi un contenitore, spinto dagli stessi intenti che sono motore del Gubbstock Rock Festival ormai da 20 anni. Anche quest’anno, infatti, il festival organizzato dall’Informagiovani del Comune di Gubbio insieme all’associazione Mentindipendenti, in collaborazione Coop Centro Italia Sezione Soci di Gub-


bio e con altre associazioni, come AVIS e Libera, l’Associazione B612 e moltissimi giovani appassionati, ha dimostrato tutto il suo valore. Innanzi tutto nell’offerta musicale: ancora palcoscenico ambito dai gruppi della zona, negli ultimi anni è diventato una vera e propria rampa di lancio per questi ultimi, che al Gubbstock hanno avuto la possibilità di presentare ed esaltare i propri progetti davanti ai molti operatori del settore presenti (oltre ai Kafka on the shore e i Sadside project, gruppi ormai affermati a livello nazionale, sono stati presenti rappresentanti di Moby dick-Radio2, Radiophonica.com, Rocklab.it, Umbrianoise, delle etichette La fame dischi, Cura domestica, Laleggeèugualepertutti produzioni, oltre a tutti i rappresentanti e tecnici dell’ambito musicale eugubino-gualdese (a partire da Al Fondino, i gestori dei locali live del territorio e molti altri). Gubbstock vuol essere sempre di più non solo spazio per l’esibizione del singolo gruppo, ma anche luogo di scambio di esperienze e contatti, tra chi vorrebbe emergere nel panorama musicale e chi potrebbe offrire i mezzi per farlo. Gubbstock non è solo musica: è vetrina per l’espressione artistica in generale, anche grazie alla partecipazione alle serate di artisti affermati o emergenti come Alessandro Baronciani, Riccardo Ruspi, Emanuele Copernico, Claudia Calzuola e Luca Frati; è sostegno alle associazioni (Avis, con 15 nuovi giovani donatori in tre sere, e Libera su tutte), è rispetto per l’ambiente (unica manifestazione di Gubbio che ha ottenuto il marchio dell’Ecofesta), ed è soprattutto il frutto di condivisione delle stesse passioni tra tanti giovani (circa 20 solo gli organizzatori diretti), che

mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze (spesso anche professionali ed in modo gratuito), contribuiscono a creare una tre giorni di aggregazione e crescita intorno ad un festival aperto a quasi 80 musicisti, 18 gruppi e circa 1500 spettatori in tre sere. Lo sforzo che il Comune di Gubbio anche quest’anno ha messo in campo, insieme all’impegno di Associazioni e sponsor privati intende contribuire ad offrire a chi ama e si esprime attraverso il linguaggio musicale e non solo, uno spazio di ascolto e confronto, aperto al contributo di tutti. Il riconoscimento del MEI rappresenta un ulteriore attestato e conferma che la strada intrapresa dai tipi del Gubbstock è quella giusta.

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la storica formazione, che ha scritto pagine importanti della musica italiana, si è esibita al festival trasimeno blues

Gioia e rivoluzione insieme agli Area è stata la cornice della rocca medievale di Castiglione del Lago a fare da sfondo a una delle serate più attese di questo Trasimeno Blues 2013. A quarant’anni dall’esordio dell’album “Arbeit Macht Frei” (1973), gli Area international POPular Group hanno riproposto alcuni dei loro brani più importanti e che hanno contribuito al loro successo mondiale. Questa volta è toccato al palco di Trasimeno Blues ospitare Patrizio Fariselli (tastiere e pianoforte), Paolo Tofani (chitarra, live electronics e voce), Ares Tavolazzi (basso elettrico e contrabbasso). Questi sono tre dei componenti che hanno “scritto” una importantissima pagina della musica italiana negli anni 70. Inutile cercare di definire il loro genere o di etichettarlo in modo preciso, gli Area sanno catturare il pubblico e trasportarlo attraverso sonorità che hanno a che fare sia con il jazz, l’avanguardia, la fusion e naturalmente musica che si fonda sulla struttura del blues come spiega Ares Tavolazzi, bassista del gruppo. “Luglio, Agosto, Settembre(nero)”, “Gioia e Rivoluzione”, “La mela di Odessa”, “Cometa Rossa” questi alcuni dei brani più famosi del gruppo che ci hanno riproposto in una versione tutt’altro che nostalgica. Lo spirito è quello di sempre, sperimentazione, coinvolgimento, apertura a molti generi e stili musicali che abbracciano un panorama vasto, come il pubblico che è ad ascoltarli, ed il doppio album Live 2012, che raccoglie il lavoro di quasi due anni di Tour sold out, è stato particolarmente ben accolto sia da vecchi e consolidati estimatori che da nuovi. L’augurio è quello di sempre, poterli riascoltare presto con nuove idee e progetti da sviluppare nel migliore dei modi come sicuramente sanno fare.

DI Andrea Polverini

Foto di Andrea Polverini

FEDEZ A STROZZACAPPONI

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Giorgio Andrea "Master App" Mele

Grande successo a Strozzacapponi per Fedez, in occasione dello "Strozza Music Fest". Il 30 Luglio, il giovane rapper milanese si è esibito per più di un'ora davanti ad un grande pubblico. La serata è stata aperta da Dj Harsh, che con la sua musica ha riscaldato la folla prima dell'attesissima esibizione di Fedez. Durante il concerto, ha interpretato brani de 'Il mio primo disco da venduto' e di 'Penisola che non c'è'. Inutile sottolineare l'originalità e la spontaneità di quest'artista, che ha coinvolto tutta la folla intera. Infatti, a metà concerto, Fedez ha camminato sui fan sotto il palco all'interno di una palla di plastica. Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l'impegno e la guida di organizzatori come Andrea Alunni e Nicola Cacioppolini, i quali hanno sottolineato l'importanza che lo "Strozza Music Fest" ormai ha raggiunto. A favorire quest'evento, creato dai giovani per i giovani, sono proprio le novità e le scelte musicali. Oltre al genere Hip Hop, per il quale si è esibito Fedez e nei giorni successivi Nesli, questo festival ospita anche artisti e musicisti di fama internazionale come Jennifer Batten, la chitarrista ufficiale di Michael Jackson.


Il festival eugubino ha ospitato uno straordinario duo capace anche di improvvisare sul suono di un telefono che squilla dalla platea

Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello

miscela esplosiva al Gubbio No Borders

DI Andrea Polverini

Una miscela esplosiva... ecco cosa esce fuori se si uniscono due musicisti come Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello. Li abbiamo incontrati nella splendida cornice del Chiostro di S.Pietro a Gubbio, ospitati dal Gubbio No Borders Festival. Il sodalizio tra i due jazzisti risale a circa quindici anni fa quando entrambi appartenevano al quintetto degli "High Five", la formazione che poi avrebbe lavorato al fianco di una voce come quella di Mario Biondi. Ma torniamo al concerto che si è svolto martedì 20 agosto. Il repertorio che il duo ha saputo proporre al pubblico eugubino, peraltro noncurante della "fresca" serata, varia da famosi standard jazz a colonne sonore, toccando la musica brasiliana. È proprio questo lo spirito che i due artisti vogliono trasmettere, il non voler racchiudere la musica dentro degli stili preconfezionati, etichettati, ma al contrario spaziare appunto da un genere all'altro e magari perché no... lasciarsi trasportare dalla suoneria inattesa di un telefono che si è sollevata dalla platea e che Julian ha saputo immediatamente catturare ed improvvisarci sopra. La cosa che più ci ha colpito è stata la maturità, la gran dose di interplay che i due hanno regalato al loro pubblico. Un gran feeling, questo emerge ascoltando il trombettista torinese, anche se romano ormai di adozione, e il pianista italo-inglese, ed oltre al feeling la gioia ed il divertimento da parte di entrambi di suonare insieme. D'altra parte non potrebbe essere altrimenti, Fabrizio ci ha "ormai" abituato alle sue prodezze da funambolo ma di certo Julian non si è dato meno da fare catturando letteralmente le orecchie e lo sguardo dei partecipanti, che hanno richiesto ben due bis. Questa è la magia a cui si assiste durante i concerti di questo tipo. In un festival che da anni porta avanti il suo programma, grazie anche alla partecipazione di sponsor privati e di enti pubblici, e in un contesto di "intimità" che si crea tra pubblico ed artisti, che sembra di essere sul palcoscenico insieme a loro. Bosso e Mazzariello ci hanno salutato, con una splendida versione di "In a sentimental mood" intercalata da una "ninna nanna" proprio come ad augurare la buona notte a Gubbio.

Foto di Andrea Polverini

#19


SHORT NOISE

Jazzit Fest 2013 - dal 5 all' 8 settembre (Collescipoli)

Un festival rivoluzionario. Quattro giorni di musica, 106 concerti, 450 musicisti coinvolti, 5 palchi, 100 volontari, ma anche conferenze, workshop, expo del jazz italiano ed esposizioni d’arte e fotografiche. Al via dal 5 all’8 settembre 2013 il Jazzit Fest. Il festival, ideato e prodotto dalla rivista specializzata jazzit, avrà luogo per le vie di Collescipoli, borgo medievale in provincia di Terni, ed è stato organizzato tutto senza alcun tipo di contributo pubblico e a ingresso ad offerta per gli appassionati. A rendere ancora più prezioso e innovativo l’evento, all’interno del Festival si terrà il Meeting del Jazz italiano: expo degli operatori del settore - etichette discografiche, festival, jazz club, scuole di musica, associazioni, promoter, agenzie di booking e management. Il piccolo borgo umbro sarà un paese interamente coinvolto: l’intera comunità offrirà un servizio di accoglienza, sicurezza, ospitalità e ordine pubblico, e grazie alla Pro Loco di Collescipoli sarà aperta la taverna del paese e più punti ristoro così da offrire i servizi di ristorazione per le intere giornate. www.jazzitfest.it

Grand Fagiuol - 6 Settembre - Sagra del Fagiuolo e della musica preponderante Il 6 settembre dalle 18 al Circolo del Tempo Bono di Perugia ("da Corso Cavour prendi la prima traversa sulla sinistra dopo il semaforo, cammina cammina e ci arrivi in tre minuti" ci spiegano gli organizzatori), in occasione della Mezzanotte Bianca del Distretto del sale, cinque delle più attive etichette indipendenti umbre si incontrano dando vita "alla prima festa paesana con la musica bravissima al posto del liscio". Si tratta quindi di un festival organizzato da tutte le etichette e realtà umbre indipendenti, che unisce così tutta la regione, nord e sud, provincia di Perugia e Terni: Hysm? (Perugia), La Mi Nonna Promotion (Perugia), To Lose La Track (Umbertide), Black Vagina Records (Foligno), Ephebia (Terni), Astio Collettivo (Perugia), MotherShip Records (Perugia). Sui due palchi (Borlotto e Cannellino) si alterneranno gruppi come gli Zeus! (duo basso batteria), La Crisi e Minnie's (tutti e tre casualmente da Milano) ma anche i nostrani Da Hand in The Middle (Foligno), Cayman The Animal (Roma/Perugia), Top Hat Sisters, Blue Dean Carcione, Sergent Bumba, Hysm? Duo, Guerrra. "Si inizia alle sei in punto - continuano gli organizzatori - e oltre alla musica ci sarà tanto da mangiare (è pur sempre la sagra del fagiolo), senza contare che ci si potrà cimentare in giochi estremi e sconvolgenti come la Pesca Della Fortuna, il Tiro A Segno Con I Barattoli e chiaramente le intramontabili Bocce". facebook.com/events/1398493367032548 Il Tuderock 2013, manifestazione musicale giunta alla ventesima edizione, per due giorni (6 e 7 settembre) ospiterà nel centro di Todi decine di appuntamenti tra concerti, incontri ed esposizioni. Headliner delle due serate saranno il cantautore italiano Colapesce, in esclusiva per l’Umbria, e il gruppo rivelazione del Primavera Sound 2013, i portoghesi Paus, per la prima volta in Italia e in esclusiva nazionale. La manifestazione, organizzata dall’Associazione FoxyLady con il patrocinio del Comune di Todi e in collaborazione con la cooperativa sociale Onda, potrà contare anche su altri numerosi e apprezzati artisti di fama nazionale: King of The Opera, Blue Willa, Dino Fumaretto, Der Maurer. A questi si aggiungono gli umbri Wonder Vincent e Thumbsucker. Centrale come per ogni edizione resta il contributo delle band tuderti. Si esibiranno sul palco del Tuderock: The Result of Broken Condoms, Meet Me at the Zoo, Erica, The Night Train, DLF, The Mauseres, Entropia, D.Vision, The Hit, Shadow Breaker, Poison Break, The Snails. Quest’anno, oltre alla musica, il festival propone degli incontri con esponenti della letteratura, della satira e della società civile. Il 6 settembre Simone Lenzi, cantante dei Virginiana Miller e scrittore, presenterà il suo ultimo libro “Sul Lungomai di Livorno”, mentre Stefano Andreoli, co-fondatore di Spinoza.it, leggerà le migliori battute satiriche del sito. Il 7 è il turno del giornalista e attivista Piero Ricca che parlerà di Costituzione e attualità. Durante tutta la durata del festival ci sarà un percorso espositivo fotografico tra musica e racconto di Maria Alessia Manti, fotoreporter musicale e giornalista per Umbria24. Open24hGarageStudio realizzerà invece t-shirt ispirate al festival: saranno disegnate e stampate in diretta. Battitore libero del Tuderock sarà Daniele Pampanelli, autore del poster del festival e apprezzato illustratore, che armato di taccuino racconterà in disegno le due giornate.

Tuderock

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Requiem of the “Cactus Cafè” (di Stefano Grelli)

SHORT NOISE

Il Cactus Cafè, locale che si trovava in via Baldeschi, zona peraltro delicata della nostra Perugia, purtroppo non ce l’ha fatta, causa pochissima affluenza di clienti nonostante l‘ottima impostazione artistica che gli era stata data e che soprattutto sembra essere un po’ assente dalla nostra zona, seppur ricca di eventi musicali. La proposta era di far conoscere e diffondere il genere “americana”, cioè quel fantastico incrocio di country, folk, blues, rockabilly e old style che richiama la musica roots americana ma non solo. Nonostante ci abbiano suonato gente del calibro di James Maddok, Buford Pope, Dirk Hamilton, nomi che richiamano prepotentemente l’indirizzo musicale di cui stiamo parlando, e che, se avesse avuto riscontro economico, grazie a conoscenze di promoter importanti a livello nazionale, aveva in cantiere Cheap Wine e addirittura Mary Gauthier, simbolo contemporaneo del country/folk made in USA, ospite del Grand Ole Opry (e scusate se è poco) che ha suonato, tra gli altri, con Lucinda Williams e Marty Stuart, due simboli del suono “americana”, l’una più folk, l’altro meravigliosamente country. Peccato, perchè, oltre ad aver perso un tipo di offerta che avrebbe ampliato gli orizzonti musicali della nostra regione (che comunque rimane attivissima grazie a tanta gente in gamba), ha oltremodo depauperato e reso ancor più triste una delle vie più caratteristiche di Perugia. Parafrasando (in modo tra l’altro totalmente arbitrario) il Requiem che Neil Young scrisse per i Rockets, da cui però nacquero i Crazy Horse, da qui purtroppo, almeno al momento, non nasce proprio nulla e rimane un po’ di tristezza per gli amanti del genere.

Dubfighters - I combattenti del Dub Tre veterani della scena dub italiana (Pablo - dubmaster; Carlo Natalucci - chitarra; Fausto Tugni - percussioni) si incontrano in studio e pubblicano il risultato nel disco omonimo: 9 tracce di pura sperimentazione dub, con influenze che passano dal reggae al dubstep. La formula è alquanto inusuale, visitando www.dubfighters.com i primi 500 utenti potranno scaricare gratuitamente e legalmente l'album in formato digitale, successivamente la fruizione dell'album passerà tramite i canali tradizionali online (iTunes, Spotify, Deezer, ecc.). Contemporaneamente all'uscita del disco viene pubblicato anche il videpclip “Nasdrovie”, primo singolo dell'album.

“La musica negli occhi” - 6 passeggiate tra immagine e narrazione Dall’8 ottobre al 5 novembre presso l'Accademia Musicale Luca Marenzio si terrà il corso di fotografia musicale in 6 incontri, a cura di Valeria Pierini. Il corso intende fornire un approccio di base alle tematiche inerenti al lavoro di fotografo musicale. A partire da quelli che sono i canoni estetici più famosi e che hanno fatto la storia iconografica della musica si vuole arrivare alla riflessione sulla fotografia come mezzo identificativo e narrativo. Durante il corso (che non tratta quindi né le tecniche fotografiche, né i programmi della postproduzione) verrà anche effettuato un reportage di un concerto. Le iscrizioni sono aperte fino al 4 ottobre. Per info sui costi e sul programma: suonavisioni@gmail.com

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CORTINA di Andrea Lanzilotto DI FERFINRAMOENTI DI UMBRIA NOISE

David Lynch – The Big Dream

Non solo cinema per esprimere un talento fuori dal comune, il regista David Lynch riesce a sorprenderci anche con la sua musica. Uscito in estate, The Big Dream è il “sequel” di Crazy Clown Time del 2011, un album dalle sonorità blues moderne che ci fanno sognare le lunghe strade americane, non a caso nel video del singolo I’m Waiting Here si è protagonisti di un viaggio nel deserto, accompagnati dalla sensuale voce di Lykke Li. Tredici brani dal sapore intenso, mai banale, anche la scelta dell’unica cover realizzata è azzeccata, The Ballad of Hollis Brown di Bob Dylan. Non sempre il complicato mondo della musica accetta intromissioni, ma questa di Lynch è un’eccezione che non può passare inosservata, non è solo un altro modo di esprimersi di un artista geniale, ma è un vero e proprio messaggio attraverso le note, che viene fuori con intensità e forza, degne solo di un vero musicista e di un progetto con delle solide basi.

SCON

King Krule - 6 Feet Beneath The Moon Fresco di stampa il lavoro del precoce artista inglese King Krule, all’anagrafe Archy Marhsall, nato nel sud-est londinese diciannove anni fa. Sarete sorpresi se vi avvicinerete all’ascolto di 6 Feet Beneth The Moon, difficilmente potrete associare una voce così profonda e struggente ad un ragazzino esile e con le lentiggini. Da sempre vicino al mondo della musica, grazie alla famiglia, suona e sperimenta sin dalla adolescenza ed ora approda, dopo precedenti esperienze, a questo album solista: sua anche la produzione realizzata insieme a Rodaidh McDonald (The XX e Savages). Nelle quattordici tracce canta la frustrazione di una nuova generazione, il disagio sociale in un’epoca complicata, riprendendo dal passato le sonorità punk e riadattandole in chiave moderna, aggiungendo elettronica, dub e poesia. Tutto il panorama musicale britannico è pronto a scommettere su questo artista, facile dire che molto probabilmente siamo di fronte ad una nuova star.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO (Germania): 6/7 settembre, due giorni con grandi ospiti Berlin Festival Berlino internazionali (Bjork, Blur...) info: www.berlinfestival.de de Janeiro (Brasile): dal 13 al 22 settembre, svariati artisti e generi Rock in Rio Rio musicali proposti (Springsteen, Muse, Ben Harper, dj Harvey…) info: www.rockinrio.com

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MILLE E PIù non replico!!!

di Lázló Kovács

Venezia 70. La Mostra Internazionale di Arte Cinematografica, il festival più vecchio al mondo che come ogni anno apre la stagione cinematografica invernale. Un programma fitto di premiere che determinerà la programmazione delle sale fino al prossimo mese di maggio, quando, con il Festival di Cannes, la più nobile agenda francese manderà in panchina il programma veneziano. Ma se questo è vero per gran parte del pianeta, lo è un po' meno per il nostro paese. Di anno in anno, infatti, cadono a decine le vittime della censura commerciale italiana. Film premiati a Venezia o negli altri festival internazionali, piccoli e grandi capolavori, che il “sistema” giudica irricevibili per il pubblico e pertanto invisibili ai più. Di chi la colpa di questo stillicidio che annovera tra le vittime giovani autori all'esordio e maestri premiati con tanto di Oscar? La responsabilità principale è sicuramente delle distribuzioni italiane, che abituate ad incassare senza rischi, evitano come la peste film drammatici, opere prime e cast di scarso rilievo mediatico. Altra “complice” di pari importanza è la politica culturale italiana, la grande assente nelle arti visive, che prima finanzia a suon di milioni il red carpet festivaliero e poi abbandona al proprio destino film, produzioni e registi. Un'anomalia tutta italiana che non trova eguali in nessun paese europeo. Ultime, e non certo per importanza, sono le nostre responsabilità di spettatori che, assuefatti dal torpore della paytv, sistematicamente disertiamo le poche e decisive occasioni forniteci da piccole e sconosciute case di distribuzione sull'orlo del fallimento. Si evita così il film, la sala che lo proietta e ci si rivolge altrove: dove il facile ed accogliente già visto, non turba, né stimola od ossessiona come, invece a mio avviso, il cinema dovrebbe rigorosamente fare. Nel pensare alle tante sale vuote, frequentate quasi in maniera clandestina, ho davanti agli occhi l'interminabile sequenza di chilometri e chilometri di pellicolla riciclati in cambio di pettini e cottillon. Se passando da Roma, Bologna o Milano vi capitasse di perdervi nella zona industriale che ospita il magazzino destinato ad archiviare e distribuire i film per le sale limitrofe, inevitabilmente vi accorgereste dei tanti container posteggiati difronte al magazzino stracolmi di pellicole di film a voi misteriosi. Opere d'autore, destinate non alle sale, ma a quella fabbrica tedesca che trasforma le immagini stampate su celluloide in materia plastica buona solo a dare vita ad inutili oggetti di uso quotidiano. Vedo questo e penso all'ultimo western di Gore Verbinski e alla battuta tormentone di Tonto, alias Johnny Deep, «...baratto sbagliato!». Purtroppo però non siamo in un cinematografico antico e selvaggio west, ma inevitabilmente va preso atto che il “bel paese morente”, inventore della primo festival cinematografico al mondo, è incapace di sostenere e rendere visibili migliaia di titoli che nel resto d'Europa riempiono le sale. Qui da noi appaiono e scompaiono, nel tempo di un “ciak”, La quinta stagione di Peter Brosens, Spring Breakers di Harmony Corine, Muffa di Ali Aydin e L'intervallo di Leonardo Di Costanzo, tanto per citare quattro titoli passati al festival l'anno scorso e subito diventati oggetti invisibili e puriginosi, dei quali si narrano fantomatiche apparizioni in misteriose sale di provincia. Ignoti marinai, anonimi Caboto e illustri nostromi scampati al naufragio in laguna ma che, a discapito del vento in poppa di stampa e pubblico straniero, entrano in secca a poche miglia dal porto di Venezia. A voi dunque un rapido vademecum opinabile ed estremamente partigiano di film e registi caduti in laguna negli ultimi tre anni di festival.

NAUFRAGATI IN LAGUNA

Venezia 67. Attenberg di Athina Rachel Tsangari. Romanzo di formazione che porta sullo schermo una vita. Distante dai film sull'adolescenza “made in USA” pregni d'estetica e privi di sostanza. Cinema d'Europa a poche ore dalla crisi. Coppa Volpi all'interpretazione femminile. Essential Killing di Jerzy Skolimowski. L'America e/è il terrorismo in una sola parola. Vincent Gallo è l'archetipo della sopravvivenza. Skolimowski l'infernale «...somma sapienza e 'l primo amore». Premio speciale della Giuria e Coppa Volpi all'interpretazione maschile. Venezia 68. Wuthering heights di Andrea Arnold. Nessuna teatralità borghese. Non uno degli infiniti addattamenti del romanzo di Emily Brontë ha saputo narrare la violenta grazia della natura come la semplicità narrativa della Arnold. Opera verista. Premio Osella per la miglior fotografia. ¡Vivan las Antipodas! di Victor Kossakovsky. Ode alll'universo. Dal Cile alla Cina contrasti e conformità degli opposti. Prosa e poesia per un documentario terapeutico. Venezia 69. Paradies: Glaube di Ulrich Seidl. Secondo capitolo della trilogia Liebe / Glaube / Hoffnung. Vivisezione di un cattolicesimo che odia. Freak e personaggi alla Diane Arbus destinati a mondare ed odiare il prossimo come se stessi. Fotografia di un' Europa progenitrice e figlia di fedaici totalitarismi. Premio speciale della Giuria. Venezia 70. «A l'alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e le velle, sì come rota ch'iugualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle». IN DANTE VERITAS.

Se volete, commentate o sbeffeggiate i miei pensieri su laszlokovacsblog.blogspot.it

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A CURA di MATTEO SCHIFANOIA

PAROLE DALL'UNDERGROUND Gravità del sole che mi assale divorando l'inchiostro delle ombre e impietoso mi stana fino a render me stessa orma secca e luce.

Non riesco a percepire bene la distanza di un abbraccio nel conflitto del tuo amore avvelenato evitando il contatto del tuo sguardo che mi indaga non riesco a percepire bene la dislessia alcolica di un cameriere che da false indicazioni a Marsiglia in strade che odorano di cucina osservando il colore rame del vento Non riesco a percepire bene ed ignorare ciò che ignoro di sapere squallido come la sconfitta ingoiando cenere di navi in fiamme Mirko Nasini, Perugia, 2013

Antonella Giacon, Perugia, 2006

IL POETA Decorazioni nascoste Da mani fuori controllo. Fogli bianchi Per vite sbagliate. Il poeta mente Eleganza colpevole, Violentato dal suo sangue Nero d’inchiostro Versato a macchie. Sarcasmo a metà, Suicidio ripetuto Di un perverso Che ama il buio. Pericolo tra i denti Di ogni carta bianca. Costanza Lindi, Perugia, da “500 poeti dispersi, vol. 1 (ed. la lettera scarlatta 2013)”

#24

I fondali del Trasimeno

I fondali del Trasimeno Parlano d’amore vero Di morte nera Li conosco bene Son fatte di melma scura Di alghe vive Che sfidano le correnti Turgide d’ombre antiche Attraggono l’ampliamento del lago Indugiano afferrano Tra i pesci voraginosi Son cosa inquieta I fondali del Trasimeno IO! Vi ho sentito stridere le stelle Strillare le sirene Lungo le stagioni acchiappate  Prese e soggiogate Non appena arrivava la sera. Claudio Barbieri, Magione, 2011


il racconto del mese

di Nicola Castellini

BELLO E IMPOSSIBILE

I

mpossibile la usava spesso. Non c’è che dire, impossibile davvero. Rork si aggirava notturno per la città in cerca di avventura. Non è che prediligesse i bar e i caffè, no, lui andava per mura, le attraversava alla ricerca del minerale magico. Poi, ogni tanto, qualche miliardo di canzoni ascoltate durante la sua vita, come compagnia. Un tempo era attore, ora no. Il paesino da dove veniva, lo avevano rivestito di fiori

recisi. Poi chi ci mettiamo, ci mettiamo una ragazza, per Rork? Magari di quelle serie, che si truccano prima di uscire. Che t’ispirano futuro. No, nessuna ragazza per Rork, lo scuro. Potrebbe pure concludersi così, tra le mura, sarebbe perfetto, e facile. Oppure fare un passo in più, a disvelare, per esempio, qualche segreto. Non so, il minerale magico da portare, per esempio, in Egitto. A portare lì un po’ di calore e di umanità. Oppure no. Se lo tiene per sè in attesa degli eventi e si mette la pausa. Ma la canzone ricomincia di nuovo, fatta di passi lenti e sapienziali. Urta la porta nel vento di morte. Urtan le orecchie nell’ascolto della sorte. Urta la via e urta la mia, urta chiunque tu sia. Eccolo, compare, mi dice: riposa. Ma come posso concedermi questo? C’è un tempo per tutto, mi suggerisce. Allora, lo ritrovo. Un tempo battuto e un ritmo innocuo, poi tanto silenzio … come è quella parola, solidale, come è quella espressione, affettività del consumismo, consumismo affettivo. Ecco, la porta batte a ritmo accorato, e rispondo e mi do da fare. Allora, Rork può essere chiunque. Chiunque chi è? Chiunque esista. Mi pare pure che assista. Si assiste chi può, il resto no. E’ come una mancia sporgente, soprattutto quando la siepe trama qualche fandonia. E perché monta sconcerto, deserto, ingiustizia. E perché ci si mette pure la zia. Questi son maroni grossi, mica son quadri. Cerchi mica lavoro, per caso? Dimmi, cosa cerchi, ti dirò chi sei. Con un sussurro che poi diventa risata da spalmare aggiro. Ah, dimenticavo, l’aereo aspetta te. Fico, no? Ci può stare tutto, sospetto… tanto, non mi vergogno mica. Io di Rork ne ho piene le palle, e pure del vento, e pure del mare, e pure del mondo dove voglio andare. Dai, facciamo sul serio, diamo sfumature di colore che mi fa male il collo. E’ possibile un massaggio? Lascio il nome e il cognome, contattatemi, ci divertiremo. In modo buffo, piuccheperfetto, ma che dico, dovrei stare da un’altra parte e sto qui a crogiolarmi di battiti. No, non ci siamo mica, non può concludersi in modo inconcluso, ci deve essere una soluzione, ci deve essere perdio, c’è sempre. M’arrovello a trovarla, ma esci no? Che stai a fare tra le mura, il criceto? Sei in punizione? Pensi ai soldi? Dimmi. Oh, ascolta, io oggi ‘n c’ho voglia, me gira così, lasceme perde, io nn’esisto oggi. Chi suona al citofono? Ok, scendo.

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• Max Gazzè @ Farenight di Maria Alessia Manti • John Legend @ UJ

di Riccardo Ruspi

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UMBRIA NOISE N.16  
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