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ECE/OLD ROCK CITY ORCHESTRA/TEHO TEARDO/FEM/ANTIFESTIVAL/UMBRIA WORLD FEST


DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

Andrea Lanzilotto, Luca Farinella, Michele Bellucci, Riccardo Ruspi, Matteo Schifanoia, Giacomo Caldarelli, VALERIA PIERINI, ANGIE BACKTOMONO, AMEDEO FERRANTE

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Riccardo Corradini cell. 345.7589349 pubblicita@umbrianoise.it

Progetto Grafico e impaginazione LOSTUDIO8 - 328.3318865 luca@lostudio8.com

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Arti Grafiche Paciotti Strada delle Fratte 2/A - Perugia Testata giornalistica registrata c/o il Tribunale di Perugia n. 3/2012 del 3 Febbraio 2012 Umbrianoise è un marchio registrato. Marchi - Altri prodotti e nomi usati possono essere registrati ed appartenere ai rispettivi proprietari Umbrianoise è l'organo di stampa dell'Associazione "Club Noise" in collaborazione con "l'Accademia perugina della musica e della cultura Luca Marenzio". Testi e fotografie non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l'autorizzazione dei rispettivi titolari dei diritti. L'editore e la redazione sono esonerati da ogni e qualsiasi responsabilità, diretta o indiretta, verso gli organizzatori, i lettori e ogni altro soggetto a qualsiasi titolo interessato, per l'esattezza, la completezza e l'aggiornamento di dati, notizie e informazioni relativi ad eventi, manifestazioni, iniziative. Si consiglia di ottenere direttamente dagli organizzatori preventiva conferma di date, orari luoghi e programmi.

INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

www.umbrianoise.it info@umbrianoise.it

DI DANILO NARDONI

N

ell’editoriale del mese scorso parlavamo di aria che si stava scaldando, di locali al chiuso con programmazioni agli sgoccioli e di tanta voglia di musica all’aperto. Un maggio piovoso e molto freddo però ha scombussolato tutti i piani musicali primaverili. Ma la “temperatura” delle note è stata sempre molto calda ed elevata. Qualche nostro report, tra musica e immagini, compreso anche il concerto di Rocky Votolato, è lì a dimostrarlo e da leggere tutto di un fiato anche stavolta. E da questo numero di giugno inauguriamo pure una nuova rubrica: “I’m with the band” a cura di Angie, che così raddoppia la sua collaborazione con la fanzine. Ma il cuore di Umbria Noise stavolta sono i suoni, prima ancora della musica. E chi meglio della formazione Electroacoustic Collettive Ensemble (Ece), eccezionale gruppo nato all’interno del Conservatorio di Musica di Perugia a metà tra una classica laptop orchestra e un ensemble musicale vero e proprio, poteva aprirci a questo mondo fatto di libertà nel tempo e nello spazio sonoro. Una formazione che, inevitabilmente, ha ispirato pure la nostra copertina molto “elettroacustica”. E a proposito di suoni si segnala il ritorno, dal 20 al 23 giugno, di Music for Sunset all’Isola Maggiore, una festival che ci piace molto perché fra installazioni sonore e ambientazioni audio-letterarie cerca di creare l’armonia perfetta fra natura e musica. Tra gli eccezionali ospiti di quest’anno anche Teho Teardo, un musicista e compositore che abbiamo intervistato perché da oltre 30 anni indaga, con risultati fuori dal comune, lo stretto rapporto tra suoni ed emozioni. Giugno però sarà ricco di altri eventi musicali: da Dancity (di cui abbiamo già parlato lo scorso mese) a Umbria World Fest (già Canti e Discanti), che per la sua 12esima edizione dal 20 al 23 giugno a Foligno ospiterà artisti di fama nazionale ed internazionale (musicisti, fotografi, registi, scrittori, buskers, artisti di strada) i quali apriranno numerose e suggestive finestre sul mondo, fino all’Antifestival di Trevi, entrato ormai di diritto tra i festival estivi gratuiti più interessanti della regione. In queste nuove pagine parliamo, inoltre, della Festa Europea della Musica, che i tipi del Rework organizzano ai Giardini del Frontone di Perugia, e dell’Ephebia, storica manifestazione musicale ternana che per mantenersi in vita ha iniziato una raccolta fondi attraverso il crowdfunding, un sistema sempre più in uso pure tra manifestazioni e musicisti umbri. Oltre agli Ece, siamo andati poi a conoscere e ad intervistare altri gruppi musicali umbri più “tradizionali”: ampio spazio abbiamo dato agli orvietani Old Rock City Orchestra formazione che nel suo genere possiamo definire molto interessante. Immancabili, infine, le nostre rubriche: le “Parole dall’Underground”, le “Cinevisioni”, la “Cortina di ferro” e il “Punk in Fundo”, per una lettura che si spera anche questa volta sia di vostro gradimento.

support your local noise ECE..........................................#4 Old Rock City Orchestra.......#6 I'm with the band..................#8 Rocky Votolato.....................#10 A hawk and a hacksaw.......#11 Teho Teardo..........................#12 Agenda..................................#14

Festa Europea Della Musica.. #16 Antifestival............................... #17 Umbria World Festival............ #18 Ephebia..................................... #19 Cinevisioni................................#20 Short Noise............................... #21 Parole dall'Underground.........#22 Cortina di ferro........................#24 Punk in fundo...........................#25 Photo.........................................#26

L'illustrazione in copertina è di Riccardo Corradini

UMBRIANOISE Direttore responsabile

EDITORIALE


DI DANILO NARDONI & RICCARDO CORRADINI

Electroacoustic Collective Ensemble liberi nel tempo e nello spazio sonoro

Si può amare o “odiare”, senza mezze misure, l’improvvisazione elettroacustica di questo eccezionale gruppo a metà tra una classica laptop orchestra e un ensemble musicale vero e proprio Prima della musica c’è il suono. Da creare, da trasformare, da rendere sia forma che sostanza, prima che diventi altro. Lo sanno bene i componenti di questo eccezionale gruppo di improvvisazione elettroacustica, a metà tra una classica laptop orchestra e un ensemble musicale vero e proprio. Computer e strumenti che stanno lì, al servizio del suono e all’origine della musica. Electroacoustic Collective Ensemble, per brevità “Ece”, nasce nel 2012 da un’idea del maestro Luigi Ceccarelli già titolare della cattedra di Musica Elettronica e Nuove Tecnologie presso il Conservatorio di Perugia “F. Morlacchi”. Nell’Ece coesistono e convivono giovani musicisti ma già molto esperti e di diverse estrazioni, comunque tutti provenienti dall’istituto musicale perugino. L’idea quindi è stata raccolta, implementata e sviluppata da David Giacchè (sintetizzatori - laptop) e Federico Ortica (batteria - laptop) insieme a Nicola Casetta (flauto - laptop), Antonio Diotallevi (fagotto - laptop), Giorgio Bertinelli (percussioni - laptop) e Francesco Bruni (chitarra - laptop). Di recente si è aggiunto un altro musicista di pregio, Manuele Morbidini al saxofono. All’attivo hanno già un Festival dei 2Mondi di Spoleto, un concerto all’anfiteatro della villa/museo di Brajo Fuso “Fuseum” e due edizioni di “Segnali”, festival delle arti contemporanee di Perugia, oltre che svariati concerti all’auditorium del Conservatorio. Descrivere come funziona, anche tecnicamente, il vostro progetto non è certo facile. Provate allora a farlo voi per i lettori di Umbria Noise…

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“Il nostro lavoro è di improvvisazione non idiomatica, ovvero libera da ogni schema o forma, libera nel tempo e nello spazio sonoro. Solitamente non ci diamo vincoli di genere e la tessitura sonora che ne scaturisce è il frutto delle diverse sensibilità che cercano di espri-

mersi. Il risultato è una musica che in primis è basata sull'ascolto degli altri. Ci affidiamo ad un direttore d’orchestra randomico e virtuale creato da Nicola, Federico e Francesco che ci indica dinamiche, flussi sonori, timbriche e quant’altro. Spesso nasce da un’idea, che qualcuno di noi porta, magari su una ricerca che si sta approfondendo in quel momento; per ricerca s’intende sia una ricerca artistica/concettuale sia una ricerca tecnica (dal momento che la tecnologia è molto presente nei nostri live). Tecnicamente parlando il progetto è complesso, siamo cablati tutti in fibra ottica, mentre per il direttore virtuale in Max/MSP ci colleghiamo via Ethernet. I microfoni degli strumenti al momento sono collegati tutti in una scheda audio “master” che butta fuori i segnali per l’elaborazione a tutti i componenti via fibra ottica e in analogico. Il laptop e la scheda “master” si occupano anche di spazializzare i suoni! Una caratteristica importante del nostro live è che è in surround 5.1, con cinque diffusori a due vie ed un diffusore per le frequenze basse, tutto spazializzato in tempo reale per arrivare con maggior efficacia al climax di una sessione”.

Detto questo è evidente come il vostro sia un “live” che si ama o si odia, senza mezze misure. È giusto se diciamo che la cosa più importante nei vostri concerti non è "sedurre" il pubblico?

“La cosa bella della nostra musica è che chi odia questo tipo di live non ha mai occasione di dircelo perché va via prima!" (sorridono, ndr).

A volte ripensiamo al grande Alberto Sordi nel film del 1978 “Dove vai in vacanza” quando assiste con Anna Longhi all’esecuzione di 4’33 di Cage e ci sorridiamo su autoironicamente. Non ci prendiamo troppo sul serio ma allo stesso tempo ci rispettiamo, sappiamo bene chi siamo, cosa facciamo e cosa possiamo


E allora cosa deve aspettarsi un ascoltatore digiuno di musica sperimentale ad un vostro concerto?

“Essendo un improvvisazione libera, il risultato è una musica molto instabile, che ha pochi o quasi nessuno punti fermi dove un ascoltare può sentirsi a suo agio. Non ha importanza il cosa si fa ma il quando si fa. Talvolta può risultare un tipo di ascolto difficile ed ostico, una volta assimilato il linguaggio ci sorprendiamo e proviamo a sorprendere con dei risultati inaspettati. È una musica che per molti versi rispecchia il clima di instabilità in cui viviamo, è ciò che di più contemporaneo possiamo suonare! L’unica cosa che chiediamo al pubblico è ascoltare e lasciarsi cullare dalle nostre sonorità, dai nostri mondi, dai nostri spazi sonori”. Durante le vostre esibizioni la sensazione che si percepisce è che siete sempre alla ricerca di un qualcosa. Il brano è un continuo evolversi perchè cercate di renderlo “perfetto”?

“È proprio così. Fondamentalmente partiamo da una cellula sonora che è sviluppata dagli strumenti acustici e da lì parte la costruzione del brano elaborando e rielaborando in tempo reale quella cellula, aggiungendone altre a seguire. Può succedere che queste cellule diventino dei ‘granuli sonori’ veri e propri. Va detto anche che la ricerca, a volte, sta a priori e nel live si approfondisce improvvisando anche su un

granulo di suono proveniente dalla ricerca personale. Il brano è in continuo evolversi perché parliamo di musica e succede all’incirca quello che succede in altri generi musicali, nel pop, nel jazz, ma anche nella musica classica. Cerchiamo ossessivamente una perfezione sonora che porti il pezzo al climax più alto e sfibrante, siamo anche dei provocatori!”.

Spesso vi scambiate delle occhiate (molto simili a quelle dei jazzisti). È importante anche per voi l'interplay?

“Molto simili, ma comunque differenti. E’ differente il momento in cui ci guardiamo e quello nel quale cerchiamo “l’interplay”! Va anche detto che a volte ci cerchiamo più con le orecchie che con gli occhi! Comunque è importantissimo, spesso si pensa che una persona con davanti solo un computer non possa interagire ‘umanamente’ con un musicista ‘tradizionale’ ma è assolutamente falso. Ci influenziamo musicalmente, ed ogni musicista sul palco si scambia suoni con gli altri nello stesso identico modo in cui i jazzisti comunicano: questo scambio nel nostro caso avviene anche dentro cavi di fibra ottica!”. Progetti per il futuro?

“Precisamente non sappiamo cosa ci aspetta domani, è una situazione che viviamo con serenità cercando continuamente nuovi stimoli musicali, facendo nuove ricerche sonore, tentando nuove potenti soluzioni tecniche sperando in nuovi ed originali sviluppi. Il sogno comune è quello di realizzare una grande orchestra fatta di strumenti acustici ed elettronici che coinvolga possibilmente più musicisti sensibili alla musica contemporanea, alla sua interazione con altre forme d’arte che esulano da quella musicale, ad esempio l’arte visiva che oggi si esprime quasi esclusivamente nei video creati ad hoc o addirittura improvvisati! Ci attrae molto quest’ultima idea! Ece è un progetto che dà delle ambizioni sane a chi ne fa parte, ci impegnamo, al massimo, cercando di ottenere riscontri positivi su quanto proposto, vogliamo provare a diffondere e diffonderci negli spazi che ci sono e ci saranno (speriamo) consentiti”.

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facebook.com/pages/Electroacoustic-Collective-Ensemble

fare. E’ importante! Comunque non abbiamo ‘tacet’ in partitura! (ridono, ndr). Pensiamo che la cosa più importante sia il suono che è materia costituente della musica, sempre e comunque. Allo stesso tempo è chiaro che la musica ha un pubblico più o meno ampio che sia. Non ci preoccupiamo di tenere per forza una linea rigidamente accademica né, allo stesso tempo, di piacere per forza, anche se ci ispiriamo molto agli stilemi contemporanei, ai compositori che hanno reso grande questa musica nel tempo. Solitamente cerchiamo di accordarci prima sulla linea da tenere, soprattutto a livello sonoro. Non vogliamo conquistare nessuno ma allo stesso modo non vogliamo suonare solo per noi stessi”.


DI DANILO NARDONI

“C’era una volta”... l’Old Rock City Orchestra Arriva dalla vecchia città rupestre la musica, tra rock e fiaba, del giovane quartetto orvietano

Leggendo bene tra le righe del loro nome si possono già trovare tutti gli elementi che li contraddistinguono: la parola “old” (si muovono infatti tra echi classicheggianti), e poi “rock” (il genere di riferimento), “city” (perché provengono dalla stessa città), “orchestra” (le loro atmosfere sono sicuramente orchestrali). Un'interpretazione che, a sentire anche i diretti interessanti, ovvero i quattro giovani componenti dell'Old Rock City Orchestra, “ci sta tutta”. “Il nome Old Rock City Orchestra – spiegano – nasce dall’esigenza di trovare un qualcosa che accomunasse tutti i membri della band e la ‘vecchia città rupestre’, Orvieto, sembrava essere proprio l’elemento unificante. Le parole ‘old’ e ‘rock’ sono sia gli aggettivi che descrivono la ‘city’, la città di Orvieto appunto, sia il genere musicale da cui traiamo ispirazione, l’old rock, ovvero il rock delle origini. E noi quattro, proprio per le atmosfere orchestrali e classicheggianti che emergono dalla nostra musica, ci consideriamo una sorta di orchestra, l’orchestra della vecchia città rupestre”. La loro intenzione – il gruppo nasce nel

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2009 da un’idea di Cinzia Catalucci (voce e tastiere) e Raffaele Spanetta (chitarra) con la line up che è stata poi completata da Giacomo Cocchiara (basso) e Michele “Mike” Capriolo (batteria) – è quindi quella di fondere le sonorità tipiche del rock delle origini, psichedelia, musica progressiva, blues-rock, il tutto arricchito da atmosfere classicheggianti e orchestrali. Ad influenzare la loro musica e i testi delle loro canzoni sono “le sensazioni, gli stati d’animo, la volontà di cambiamento, i trascorsi personali, gli accadimenti della vita in generale”. Ma non solo questo, ed aggiungono: “Percezioni, visioni oniriche e immaginazione giocano un ruolo importante nella composizione dei nostri brani”. Ascoltandoli arrivano in primo piano le armonie vocali “angeliche” della cantante, sicuramente questo un tratto distintivo del loro sound, quasi ad opporsi alla parola O.r.c.o. e cioè alle iniziali del loro nome che utilizzano per farsi chiamare in modo più semplice. “Anche l’acronimo – dicono – non è un caso infatti. Old Rock City Orchestra viene molto spesso abbreviato con il nome ‘Orco’, che


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facebook.com/oldrockcityorchestra

secondo noi offre un’ulteriore suggestione. Il richiamo al mondo fiabesco è infatti una caratteristica del nostro sound, contraddistinto appunto da armonie vocali evocative. L’Orco è un personaggio di fantasia e ben si sposa con la nostra concezione della musica. Questa espressione artistica è perfino in grado di creare connessioni al di là del reale, di proiettare l’ascoltatore in qualsiasi dimensione, in qualsiasi luogo metaforico. Ed è proprio questa, a nostro avviso, la più grande capacità della musica, quella di far evadere dal quotidiano, di dare a tutti la possibilità di immaginare. E anche grazie alla voce di Cinzia diamo vita a un’atmosfera immaginifica, o almeno è quello che tentiamo di fare”. Nati solo nel 2009 hanno trovato subito una line up stabile e soprattutto molta attenzione da parte degli addetti ai lavori. Ecco quali sono le loro riflessioni in merito: “Finora abbiamo ottenuto grandi soddisfazioni grazie

a un contratto discografico con l’etichetta indipendente M. P. & Records, che vanta un’esperienza ventennale nel settore e collaborazioni con artisti del calibro di Rick Wakeman, Sonja Kristina, Bernardo Lanzetti, Le Orme e molti altri, e un disco (‘Once upon a time’ vanta la collaborazione di alcuni musicisti, tra i quali Laurence Cocchiara) distribuito praticamente in tutto il mondo. Gli apprezzamenti degli addetti ai lavori e del pubblico stanno confermando la buona riuscita del nostro lavoro. Questo ci porta a pensare che siamo sulla buona strada. Alla base di tutto ciò, oltre al fondamentale supporto da parte della nostra etichetta, vi è sicuramente una solidità all’interno della band che permette di lavorare con continuità e sempre in maniera produttiva”. Molti definiscono il loro genere una sorta di “rock-protoprog”. “In realtà il nostro sound – spiegano – è inevitabilmente debitore nei confronti di un passato che ancora vive nelle sonorità odierne. Ognuno dà il proprio contributo, a seconda delle personali esperienze e propensioni musicali. Ma su una cosa siamo tutti d’accordo: ‘rock’ è la parola chiave”. Questa estate inizieranno anche un tour europeo e saranno in giro per l’Europa a far conoscere la loro musica in piazze e locali di città come Brighton, Londra, Amsterdam e altre ancora nei paesi del Nord Europa e non solo. “Sarà un tassello importante per il nostro progetto e per il nostro futuro – concludono – un’esperienza unica per una band che ha voglia di suonare e di mettersi in gioco anche all’estero”.


I'M WITH THE BAND DI ANGIE BACKTOMONO

UOCHI TOKI – Pe

rugia, Parco d

ella Cuparella

18/05/2013

Ovvero com e te a mostr l’imprevedibilità beff are la van ità delle as arda dell’esistenza s personale i diverpettative. pantheon Preg da q gli agenti atmosferic uattro soldi le divin are nel proprio ità id l’attesa pr ima nottat ei live all’aperto, affi che governano a nc ignoranza p ed esporm rimaverile. Sfidare hé risparmino la ic al canto d isturbante ome un Ulisse in ro mia invincibile s d se ell per poi am mettere ch e sirene suburbane tto e ballerine de e ingenui so no in grad l’unica familiarità c gli Uochi Toki, h o e e la denun di ricostru i miei timp cia ire a infine inco dadaista di Mark S è con il dub disgr ni ega ntr te zia incarn are l’inesorabile effi wart con i The Maffi to ata nell’ar a. E c ie nza dell’i tig piomba co n tempism lio ineludibile del dir talica burocraop itto d’auto sua conclu re, che sione, diffo erfetto per mutilare ndendo tra l’esibizion to della pro e i dell pr pr grande me ia impotenza e, in fo esenti sbigottiti il so a n s ccanismo dell’indust do, stupidità al cosp petetto del ria musica le.

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Strada delle Fratte, 2/a │ 06132 Perugia tel. +39 075.5279902 │ fax +39 075.5289143 www.artigrafichepaciotti.it │ info@artigrafichepaciotti.it


Ecco qui due estratti dei più ampi sketchbook curati da Valeria Pierini e Angie Backtomono e pubblicati su Mola Mola webzine nella sezione live e interviste

mercoledì 1 maggio, Cinema Metropolis, Umbertide

ROCKY VOTOLATO Rocky. Rocky stasera è ad Umbertide. Bello e bravo Rocky. E’ preso molto bene dal suonare e se la ride quando il pubblico si gasa ai primi accordi delle canzoni, o in mezzo ad esse, entusiasta, urla applaude, fischia. (…) E’ piacevole assistere ad un concerto di Rocky perché, come accennavo prima, lui se la gode, alterna armonica e voce suonando quella chitarra acustica come se fosse elettrica. Mi piace perché è dinamico nell’uso del piano – forte e dei volumi. Insomma usa la forza e il volume alternandoli. Bravo Rocky. Valeria Pierini Il timido e vibrante srotolare le liriche come righe di un diario nascosto sotto il cuscino è una fune gettata oltre il palco, che afferro al volo e stringo per un’ora intera senza abbandonare la presa. Appesa davanti a questo minuto american guy, la chitarra acustica appare gigante, ed enorme e perenne la sua emissione di accordi aperti e arpeggi, distinti e presenti in fila uno dietro l’altro, ciascuno come un microcosmo eppure insieme. È l’andare e venire ondivago delle variazioni dinamiche che attira, capace di possedere la levità della brezza e irrobustirsi in un crescente vigore abbattuto e infine prostrato. La percezione costante è che l’autentica potenza espressiva esposta di fronte a noi annulli il divario abituale che separa l’artista dal pubblico: anche gli adepti più fedeli possono subire distanza e alienazione, eppure i presenti che cantano e applaudono, fischiano sorridono e acclamano sembrano unirsi in una performance corale all’apparente solitudine dell’uomo. Angie BacktoMono

#10


sabato 4 maggio, Officina 34 Retròscena, Foligno

A HAWK AND A HACKSAW Le distese immense dell’Europa dell’est, le cupole dal sapore ortodosso, l’estetica un po’ kitsch e indoeuropea dal gusto vagamente mediterraneo, gli altarini nelle case e i campi. Le balle di rovi del deserto del New Mexico, i colori dei costumi tradizionali - non fa distinzione se dell’occidente o dell’oriente, c’è solo un oceano di mezzo ma non è bastato perché i colori venissero usati indistintamente ad ovest e ad est. Questa sera assisteremo a tutto questo, ascoltando e guardando solo due esseri umani sul palco di una ex officina. Valeria Pierini

Non assisto a un’operazione di intellettualistico studio etnografico, ma a un’autentica appropriazione dell’immaginario ancestrale di un popolo imperscrutabile e lontanissimo; il violino dolente si intrattiene in amoroso convivio con il folle turbinare della fisarmonica, sostituita altrove dal tintinnare fiabesco e inquietante del cembalo ungherese. Questa cetra bizzarra incastrata in un tavolino potrebbe far parte di una mobilia sonora, arredamento ideale per utopiche wunderkammern di una dimora d’artista. Quando si insinua la voce cedevole di Heather Trost si intravede nuovamente la fisionomia costiera della terra promessa oltreoceano, in un’avventura migratoria a ritroso: dalle lande riarse dal sole del New Mexico al limitare della taiga e di nuovo indietro, solcando l’Atlantico con le pendici dei Carpazi ancora negli occhi. Angie BacktoMono

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ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci

Il viaggio nel tempo di questa settimana è un vero e proprio “ritorno al futuro”, visto che a volte andare a ritroso significa capire meglio non solo il presente ma anche quel che ci attende. A traghettarci verso orizzonti sonori che sembrano provenire da un altro pianeta è Teho Teardo, musicista e compositore che da oltre 30 anni indaga lo stretto rapporto tra suoni ed emozioni. Le sue colonne sonore gli sono valse premi importanti come il David di Donatello (per il film Il Divo) e il Nastro d'Argento (Lavorare con lentezza e L'amico di famiglia), mentre la sua costante ricerca di nuove sonorità ha attratto molti grandi nomi della scena alternativa mondiale. L'ultimo album, pubblicato lo scorso aprile, è stato scritto e registrato con Blixa Bargeld, leader degli Einsturzende Neubauten nonché storico braccio destro di Nick Cave.

Teho Teardo

quella musica che suona diversamente... tra suoni ed emozioni

Intervista a questo straordinario musicista e compositore che si esibirà, venerdì giugno,rivolto al “Music For Sunset” dell’Isola Maggiore Un nuovo21 sguardo al passato, ma anche al futuro, in compagnia del batterista di Elio e le Storie Tese, Christian Meyer pianeta inesplorato, dove le regole condivise vengono messe in discussione e ogni equilibrio riscritto: “La musica consente moltissime possibilità di applicazione e mi piace pensare di poter aprire canali di comunicazione tra un contesto e l'altro, ad esempio legandola alle immagini di un film o alla letteratura. Già 30 anni fa mi sono sentito attratto da artisti come Sonic Youth o Brian Eno, i quali mi hanno fatto venir voglia di mettermi in gioco in questo senso. Avevo 16 anni quando ho registrato il primo album, in Inghilterra. A quell'epoca era normale doversi spostare all'estero, in Italia non esisteva quel tipo di fermento. La scena musicale italiana è una mera invenzione: roba clonata e ricantata foto di Andrea Boccalini in un'altra lingua. All'interno di questi confini “Ero un ragazzino quando ho iniziato con la non è mai stato possibile far certe cose, ma somusica. Suonavo il clarinetto, lo studiavo per prattutto mi sentivo già in sintonia con quanto molte ore al giorno ma non mi piaceva affatto. accadeva altrove”. Poi un giorno però cambiò tutto. Avevo una Composizioni eteree e industriali allo stesso nonna alla quale avevano amputato una gam- tempo, fatte di suoni sintetici che creano però ba e se ne stava sempre seduta ad ascoltare immagini reali. Teho già negli anni '80 aveva la radio, utilizzando un mangiacassette per iniziato un percorso di ricerca molto particoregistrare le canzoni. Un giorno mi è caduto, lare: “Io non credo nella sperimentazione muho rimesso a posto il nastro che era uscito e sicale, ‘sperimentale’ è un termine obsoleto se quando ho spinto play ho sentito che andava associato alla musica. Come quando anni fa su più lento del normale: mi sono reso conto che MySpace trovavi canzoni di Guccini suonate la stessa musica suonava molto diversamente male che venivano descritte come ‘folk sperie… lì mi si è aperto un universo!”. mentale’! Io ho abbracciato con interesse le noAscoltare le composizioni di Teho Teardo è in vità offerte dalla tecnologia, eppure da sempre effetti come guardare per la prima volta un utilizzo la registrazione a bobine e i miei dischi

#12


foto di Simona Caleo

escono in vinile; non ho mai abbandonato queste cose. Come disse Brian Eno ‘ogni nuova tecnologia produce nuovi tipi di musica’. Non bisogna però mai dimenticare quel che è avvenuto prima. Negli anni '70 ad esempio la musica ha toccato il picco massimo per la qualità dell'ascolto, mentre ora si ascolta in qualità scarsissima, addirittura con mp3 sul telefonino. Si è tornati indietro anziché andare avanti, solo per un pretesto economico”. Il rapporto tra passato e futuro è fondamentale nell'approccio musicale di Teardo, anche perché il ruolo del computer è spesso centrale: “Ci sono tante cose che non è possibile suonare con semplici strumenti. Sono suoni che si producono e

riproducono, poi si costruisce un rapporto con essi e ‘si suonano’; per farlo non è possibile prescindere dal computer. Sul palco si crea una situazione quasi diabolica, con i loop e un software che mette in battuta quel che facciamo live. Dal suono di un violoncello ne escono sei, che si accendono e si spengono con le varie armonizzazioni. Anche quando scrivo penso immediatamente a come verrebbe dal vivo. In studio uso un registratore a nastri però, non un computer. E' un approccio che ricorda la musica degli anni '50, dove una viola grazie alla tecnica poteva diventare un esercito di viole. L'importante è stabilire un rapporto con quel tipo di suoni”. Un artista intollerante alle mode e alla nostalgia, capace di distinguersi e spaziare in contesti molto distanti tra loro. Teho Teardo va scoperto e la sua musica fatta scorrere attraverso le nostre sensazioni più intime. Un viaggio senza meta, ma che non vi lascerà indifferenti.

NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, giornalista e scrittore, collabora con Il Messaggero dal 2001. È direttore artistico del The Place di Roma. Molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

La cover di Music for Wilder Mann

#13


agenda giugno Giovedì 6

██

Psychocandy / Radiolari Circolo Island - PERUGIA

Honey Attitude

Festa San Mariano - CORCIANO

The Noobs

Bad King - PERUGIA

Venerdì 7

██

Omaggio a De Andrè

simone mi odia / rossella costa duo

Libreria "Parole Ribelli" - ORVIETO

Metal Academy presenta s.r.l.

/ signs preyer

Musical Academy - TERNI

Lo Show - Tributo Vasco Rossi Cafè degli Artisti - CITTÀ DELLA PIEVE

Give me Five

Free Revolution - CITTÀ DI CASTELLO

I Picari

Saxopedia

Festa Monte Castello di Vibio

Burnout

Sabato 8

██

SHAKE! rock & dance Festival porto flamingo

/ radiofreccia /

/ anfiteatro dj set

Parco "Alexander Langer" - CITTÀ DI CASTELLO

Telesplash

Parco della Cuparella - PERUGIA

Underpop

Libreria "Parole Ribelli" - ORVIETO

Appino

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Coro Città di Bastia

Chiesa parrocchiale di S. Giuseppe BASTIA

Psychocandy

Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

Domenica 9

Mercoledì 12

Emili - Maestrucci Duo

Festa Monte Castello di Vibio

#14

Festa Capodacqua D'Assisi - ASSISI

Giovedì 20

██

Music For Sunset 2013

Giovedì 13

1º Festa di Medicina

/ the crabs / punkoscopia / saghe mentali soul food

Facoltà di Medicina & Chirurgia PG

3Mendi

Festa Monte Castello di Vibio

Venerdì 14

██

Grindlove

/ la horde / / abide

watcher

CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

On The Night - Dire Straits tribute band Festa Monte Castello di Vibio

Petramante

Caffè degli Artisti - CITTÀ DELLA PIEVE

Takatatùm - Musiche dal Sud Italia Festa Sambucetole - AMELIA

Isola Maggiore - TUORO SUL TRASIMENO

Umbria World Fest 2013

erri de luca e giammaria testa

Auditorium S. Domenico - FOLIGNO

L'Umbria che Spacca 2013

/ da hand in the / the rust and the fury / funny games / blue dean carcione / francine & the boomers / the mighties / outback wonder vincent middle

S. Francesco al Prato - PERUGIA

Venerdì 21

██

Music For Sunset 2013

Isola Maggiore - TUORO SUL TRASIMENO

L'Altra Razza del Rock 2013 vence and device please diana

/

/ synthomatica /

the rust and the fury

Santa Maria degli Angeli - ASSISI

Festa Europea della Musica 2013

Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

espana circo est / funky pushertz / nidi d'arac / appaloosa

██

Umbria World Fest 2013

Laika Senza Ritorno

Sabato 15

Neverland Art&Music Festival Rocca Albornoziana - ORVIETO

The Crazy Crazy World of Mr. Rubik

Liga +

La Fanfarona

Mercoledì 19

██

In Bocca Al Luppolo - PERUGIA

Lunedì 10

Festa Sismano - AVIGLIANO UMBRO

Festa Monte Castello di Vibio

The Rust and the Fury

██

Takatatùm - Musiche dal Sud Italia

██

Map on Stage

Festa San Mariano - CORCIANO

Teatro della Concordia - MARSCIANO

Liga +

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Liga +

DEC Disclav Epic Catto

██

██

acustic session piano e voce

Parco della Cuparella - PERUGIA

Festa San Mariano - CORCIANO

ogre

Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

fiamme libere

Martedì 11

██

Pagliaccio

Parco Roccolo - SAN GIUSTINO Vagabundos Disco Dinner - BASTIA

Domenica 16

██

Incontri Musicali Narnesi 2013 bassi...ma non troppo

Palazzo Eroli - Sala del Camino NARNI

Giardini del Frontone - PERUGIA buskers

& music in centro

Foligno - FOLIGNO

Antifestival 2013 - UmbraRock Night fake revival! sars

/ diraq

/ the hit / volvedo /

Cannaiola - TREVI (PG)

Extempor3

Cafè degli Artisti - CITTÀ DELLA PIEVE

Manovalanza

Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

Allucinazione

TabardInn pub - NARNI

AmoreMatica - Tributo Subsonica Festa Case Nuove - PERUGIA


tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it

Sabato 22

██

Martedì 25

Festa Europea della Musica 2013

██

/ belli come il soul / giopa e riky / double dash e lorenzo latorraca / tommy all e mortus / socci e minidischi / giacomo benda e

Antifestival 2013 - Heavy Tuesday

sono da cane dj set a cura di

nmk crew

ghianda

Giardini del Frontone - PERUGIA

v.

/ diabolus in musica /

zombie scars

cannaiola - TREVI

The Daggers

Festa Case Nuove - PERUGIA

L'Altra Razza del Rock 2013

Antifestival 2013 - Nel nome di Rino

/ ground wave / aucan feat. otto von schirach kkos

Santa Maria degli Angeli - ASSISI

Umbria World Fest 2013 solstizio d'estate

Foligno

Antifestival 2013 - Reggae Explosion mellow mood raster

/ marcello coleman +

/ vlastur dub dj set

Cannaiola - TREVI

The Skelters

Parco della Cuparella - PERUGIA

Blue Willa

Petramante

Parco Roccolo - SAN GIUSTINO

Domenica 23

██

Music For Sunset 2013

Isola Maggiore - TUORO SUL TRASIMENO

L'Altra Razza del Rock 2013 the veils

6/8 + capobanda / saverio & rb

mariani

cannaiola - TREVI

Liga +

Festa Corciano - CORCIANO

Uduchà

Festa Case Nuove - PERUGIA

Giovedì 27

██

Antifestival 2013 - Indie insight lo stato sociale

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

pinup coleen

Mercoledì 26

██

i

/ siderea / oniric boy /

Santa Maria degli Angeli - ASSISI

Umbria World Fest 2013

alex majoli e fabio barovero feat roy paci

auditorium S. Domenico - FOLIGNO

Antifestival 2013 - Ricordando Faber amico fragile

cannaiola - TREVI

/ le storie di amelie

Tributo Nirvana

progetto panico

/ ivenus /

Dancity Festival 2013 Foligno - FOLIGNO

Lumache Rock 2013 gto

Festa Casteltodino - MONTECASTRILLI

Raster

Festa Case Nuove - PERUGIA

Paletti

La Darsena - CASTIGLIONE DEL LAGO

Domenica 30

██ Antifestival 2013 - Closing Time

/ mike & cdm always

Cannaiola - TREVI

the rust and the fury

Parco della Cuparella - PERUGIA

Dancity Festival 2013 Foligno - FOLIGNO

Liga +

Festa Passaggio di Bettona

Lumache Rock 2013

warren

Lumache Rock 2013 rebus

festa Casteltodino - MONTECASTRILLI

88 Folli

Festa Case Nuove - PERUGIA

lizard

Festa Casteltodino - MONTECASTRILLI

Venerdì 28

██

Antifestival 2013 - Rockin’ Friday

/ wonder vincent /

Cannaiola - TREVI

friday i’m in rock dj set

Dancity Festival 2013

cannaiola - TREVI

Lumache Rock 2013

Festa Case Nuove - PERUGIA

Cannaiola - TREVI

/ michele Liga + maraglino / peppe marazzita / Festa Monte Castello di Vibio corrado meraviglia

Antifestival 2013 - Rock Prog Monday Liga +

vapore

Due anni di La Fame Dischi

██

/ schizoid men

the skaouts, distilleria a

michele ceccarini

nobraino

the generation

Sabato 29

██

cannaiola - TREVI

Festa Case Nuove - PERUGIA

Lunedì 24

Festa Case Nuove - PERUGIA

Antifestival 2013 - Folk & Ska

Music For Sunset 2013

Isola Maggiore - TUORO SUL TRASIMENO

Dookie - Tributo Green Day

Foligno - FOLIGNO

avviso di sfratto

Festa Casteltodino - MONTECASTRILLI

#15


FESTA EUROPEA DELLA MUSICA

festaeuropeadellamusica-pg.it

un’occasione Foligno – dalper 22 al condividere 26 maggio 2013 il linguaggio musicale

#16

Lanciata in Francia nel 1982, la “Fête de la Musique” è diventata un fenomeno di dimensioni europee che coinvolge ormai numerose città in tutto il mondo. Dal 1995 ad oggi hanno aderito, confederandosi in una Associazione europea, città come Atene, Barcellona, Berlino, Budapest, Bruxelles, Lisbona, Liverpool, Madrid, Parigi e Praga. Anche in Italia, in questi ultimi anni, numerose città hanno aderito all' evento: Arco e Val di Ledro (Tn), Napoli, Roma, Senigallia, Rivoli (To), Lucca, Siena, Modena, e molte altre si stanno aggiungendo. Per la prima volta a Perugia, l'Associazione di promozione sociale ARCI Rework, insieme all'ARCI territoriale e con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Perugia e la partecipazione della Fondazione Perugiassisi 2019, organizzano la “Festa Europea della Musica”, che ti terrà ai Giardini del Frontone il 21 e 22 giugno. La “Fête de la Musique” non è un festival, ma una grande manifestazione popolare gratuita che si tiene il 21 giugno di ogni anno, per celebrare il solstizio d'estate, un’occasione per condividere il linguaggio musicale. Tutti i generi musicali sono coinvolti, così come tutti i tipi di pubblico, con l'obiettivo di rendere popolare la pratica musicale e di unire le persone di tutte le condizioni sociali, giovani e non, alle più diverse espressioni musicali. “Dedicheremo questa prima edizione perugina al concetto di ritmo - spiega il presidente dell'associazione Rework Andrea Mortolini - inteso nel senso più ampio del termine. Il ritmo è il susseguirsi di una serie di accenti (cellula ritmica) con una periodica regolarità. L'aspetto ritmico della musica, che è strettamente collegato alla danza, è molto antico, forse il più antico in assoluto. Non a caso gli strumenti a percussione sono i

il 21 e 22 giugno presso i Giardini del Frontone il Rework che dedica questa prima edizione perugina al concetto di ritmo

primi strumenti musicali conosciuti. Il ritmo ha la grande capacità di trasmettere e comunicare (sensazioni, sentimenti e stati d'animo) a prescindere dalle conoscenze tecniche, dalla formazione culturale o dalla lingua dell'interlocutore, abbattendo così i limiti della lingua e delle differenze etniche”. La manifestazione, inoltre, è considerata dall'associazione perugina anche come momento conclusivo di tre progetti creati e sviluppati nella prima fase dell'anno: "Sottosuolo Spring Festival", "Contaminazioni" e "Suono da Cane". Leggendo il programma scopriamo che la prima giornata della manifestazione è completamente dedicata alla musica live. Si inizia il 21 giungo alle 18 facendo suonare due gruppi emergenti selezionati dal “Sottosuolo Spring Festival”, continuando poi con alcune delle giovani realtà più promettenti del territorio italiano che hanno partecipato a “Contaminazioni” (Espana Circo Est, Funky Pushertz) per poi chiudere la serata, intorno alle 24, con gruppi musicali affermati come Nidi D'arac e Appaloosa. La seconda giornata (inizio previsto alle 10 fino a tarda notte) sarà dedicata invece alla musica “dance”, non intesa nel più semplice e superficiale dei modi, ma come momento di socialità capace di unire persone differenti e farle sentire un tutt’uno sia nel divertimento che nel raggiungimento di scopi sociali: Baby disco dj set; music ambient da gustarsi sotto il sole; dj emergenti da Sottosuolo Spring Festival; dj set a cura di NMK crew; Belli come il soul (Radiophonica); Kala Production con Giopa e Riky; Double dash e Lorenzo Latorraca (Tenax Rec.); Tommy All e Mortus (Rework); Socci e Minidischi (Dancity); Giacomo Benda e Ghianda (Bellaciao). A far da cornice all'intera manifestazione stand gastronomici per tutti i gusti e bancarelle di ogni tipo.


Foligno – dal 27 al 29 giugno

A Cannaiola di Trevi, dal 21 al 30 giugno, torna la sesta edizione della rassegna, ancora tutta ad ingresso libero

“Un porto franco o zona franca è un territorio delimitato di un paese dove si gode di alcuni benefici tributari, come il non pagare dazi o l’assenza di imposte. Nella definizione non rientra solo il fattore economico ma anche la politica della libertà”: sono le prime parole che si leggono sul sito ufficiale del festival, a sottolineare che, nonostante i grossi nomi presenti nel cartellone, l'ingresso rimane libero. Una programmazione di tutto rispetto e piena di musicisti umbri (come piace a noi di Umbria Noise!): “Non è stato per niente facile, non lo è mai svela il direttore artistico dell’Antifestival, Michele Ceccarini – perché la definizione del programma è sempre una sfida e mai come quest’anno abbiamo deciso di puntare alla qualità e alla cura dei dettagli, volgendo sempre lo sguardo alla musica umbra e ai grandi artisti emergenti di rilevanza nazionale. Dieci serate che spaziano i più disparati generi. Dieci notti in un evento unico nella nostra regione. Uno staff affiatato che cerca nel migliore dei modi di realizzare il tutto. Una zona franca dove nessun biglietto d’ingresso è richiesto e dove la musica può godere davvero a pieno della libertà che già in essere gli è propria”. L’Antifestival - tengono a spiegare gli organizzatori - non va inteso come qualcosa che si oppone a specifiche manifestazioni (il prefisso “anti” potrebbe trarre in inganno), esso racchiude l’identità di un nuovo ed originale evento nato all’incontrario. Un evento con grandi concerti in programma organizzato senza nessun contributo pubblico. L’Antifestival, infatti, è completamente autofinanziato visto che è sostenuto dai servizi di Osteria e Birreria. “Abbiamo mosso il primo passo nel secondo lustro - continua Michele - più di cinque anni insieme con musica, arte, cultura, buon mangiare e buon

bere. Non è certo tempo di bilanci ma ci piace guardare al futuro mantenendo sempre un piede nel passato, come ad esempio ricordare quella notte d’estate del 2007 quando tutto nacque, una chitarra ,una batteria, due casse mezze sfondate, un frigo di birre gelate in mezzo ad un campo sportivo abbandonato da quasi dieci anni a se stesso e soprattutto un po’ di amici che si divertivano insieme. Finimmo la serata pensando di ritornare l’anno venturo con un progetto, ancora ignari di cosa si sarebbe concretizzato sei anni dopo”. A far da cornice ai concerti la Birreria e panineria aperta dalle 22 e la ormai famosa "Osteria delle sette spighe" aperta tutti i giorni durante l’Antifestival dalle 20 alle 23. La selezione delle pietanze, interamente a base di prodotti di prima scelta, si basa sulla valorizzazione di alcuni piatti tipici del territorio umbro (per prenotazioni: 3286178308). In un’ottica di salvaguardia ambientale piatti e bicchieri utilizzati all’Antifestival sono in materiale biodegradabile e compostabile (l’evento anche per questo ha una certificazione “Ecofesta”, di rilevante importanza ambientale). Ricco, come dicevamo il programma musicale. Venerdi 21 giugno, UmbraRock Night (Fake revival, The Hit, Volvedo, Sars, Diraq); sabato 22 giugno, Reggae Explosion (Mellow Mood, Marcello Coleman + Raster, Vlastur Dub Dj set); domenica 23 giugno, Ricordando Faber (Amico Fragile, Le storie di Amelie); lunedi 24 giugno, Rock Prog Monday (The Generation, Schizoid men); martedi 25 giugno, Heavy Tuesday (V., Diabolus in Musica, Zombie scars); mercoledi 26 giugno, Nel nome di Rino (I 6/8 + Capobanda, Saverio Mariani & RB); giovedi 27 giugno, Indie insight (Lo Stato Sociale, iVenus, Progetto Panico); venerdi 28 giugno, Rockin’ Friday (Nobraino, Wonder Vincent, Friday I’m in Rock Dj set); sabato 29 giugno, Folk & Ska (The Skaouts, Distilleria a vapore); domenica 30 giugno, Closing time (Michele Ceccarini, Mike Warren & CdM Always).

antifestival.it

ANTIFESTIVAL

la “zona franca” della musica

#17


UMBRIA WORLD FEST umbriaworldfesti.it

il solstizio d’estate attraverso concerti, mostre fotografiche e proiezioni

Quest’anno il “solstizio d’estate”, secondo Umbria World Fest, si svilupperà attraverso un concentrato di forti emozioni e di arti, tra musica, foto, letture e immagini. A Foligno, dal 20 al 23 giugno, è di scena il festival umbro, giunto alla sua XII edizione, e che nasce come diretta evoluzione dello storico “Canti e Discanti”. La scelta per far partire l’edizione 2013 targata Umbria World Fest è ricaduta sul “solstizio d’estate”, un momento magico di cambiamento che sembra essere lo spazio temporale adatto per questa festa delle arti e delle culture. Foligno, definita da sempre “crocevia di genti, di popoli e di culture”, aprirà così le sue diverse e suggestive location alle culture, alle arti e alle genti del mondo attraverso concerti, mostre e concorsi fotografici, reading, letture, proiezioni multimediali e documentari, workshop e incontri. Per quattro giorni di appuntamenti, attraverso le diverse forme di rappresentazione artistica, protagonisti saranno musicisti, scrittori, fotografi, giornalisti, registi, viaggiatori, buskers e artisti di strada, di fama nazionale e internazionale, che verranno ad aprire tante finestre sul mondo, per mostrarci i cambiamenti e le nuove tendenze intorno a noi. Aprire nuove strade, nuove forme di sensibilità artistica e unirle insieme, diventare un festival che crea non solo multiculturalità, ma anche fusione ed incontro tra le diverse forme artistiche di espressione pure con produzioni proprie, inedite ed in anteprima nazionale, sono le caratteristiche principali di Umbria World Fest. Infatti, il manifesto artistico di questo nuovo percorso sarà rappresentato dallo spettacolo di musica e fotografia (una produzione Umbria World Fest che sarà presentato domenica 23 giugno in anteprima nazionale) “A questo mondo perfetto”, un evento di primo piano ed unico in Italia: artisti del calibro di Alex Majoli (fotografo Magnum Photos, la più importante e prestigiosa agenzia di fotografia nel mondo), Fabio Barovero (Mau Mau), Cesare Malfatti (La Crus), Federico Marchesano, Simone Rossetti, e con un grandissimo special guest come il trombettista siciliano Roy Paci, hanno deciso di dar vita a questa nuova produzione insieme a Umbria World Fest e per questo “nuovo Festival” (dopo la prima di Foligno lo spettacolo andrà anche con il “marchio” Umbria World Fest anche in altre città e festival d’Italia).Inizieranno ed inaugureranno Umbria World Fest, giovedì 20 giugno, lo scrittore, romanziere e poeta Erri De Luca e il cantautore Gianmaria

#18

Per la sua 12esima edizione, a Foligno dal 20 al 23 giugno, sono attesi artisti di fama nazionale ed internazionale (musicisti, fotografi, registi, scrittori, buskers, artisti di strada) che apriranno numerose e suggestive finestre sul mondo

Testa con lo spettacolo "Che storia è questa": attraverso parole e musica sarà raccontato il ‘900, secolo “tragico e visionario”. A far incontrare i due sono stati i libri (dell’uno) e le canzoni (dell’altro). Venerdì 21 giugno e sabato 22 giugno sarà sperimentata inoltre una nuova sezione, in cui gruppi di musica popolare ed etnica, buskers e artisti di strada animeranno le vie e le piazze del Centro Storico della città, in concomitanza con le altre iniziative del Festival. Tra gli altri, saranno presenti: Maxmaber Orkestar, Mbar Ndiaye, Orchestra giovanile dell’Umbria, Academy circus, Duo “Gli Schizofonici”, TMO, Radiolari. Sabato 22 giugno, dalle ore 21.30 fino a tarda notte, Umbria World Fest e la Confcommercio territoriale di Foligno presentano una “Notte di musica e arte in centro” attraverso l’evento dal titolo “Solstizio d’Estate”, grazie a concerti, artisti di strada, mostre fotografiche, proiezioni e mercatini. Dopo la musica, quasi sempre contaminata anche con la fotografia o la parola, spazio anche alla fotografia. Una parte consistente del festival sarà infatti dedicata come al solito a mostre fotografiche (oltre ad un premio portfolio “Umbria Photo Fest”) con i più importanti fotografi nazionali ed internazionali, da Anastasia Taylor Lind a Stefano De Luigi (quattro volte vincitore del Wolrd Press Photo) da Valerio Bispuri (fresco vincitore del Sony Awards) ad Alessandro Gandolfi, da Alessandro Cosmelli e Gaia Light a Gigi Riva, capo redattore de L'Espresso. Palazzo Candiotti, splendido spazio nel centro storico di Foligno, ancora una volta si trasformerà nel “Palazzo della Fotografia”, con le sei mostre fotografiche che, dopo l’inaugurazione prevista per venerdì 21 giugno, andranno poi avanti fino al 7 luglio: “The National Womb”, “The Screamers”, “Paco. La droga dei poveri”, “Brooklin Buzz”, “Sarajevo Mon Amour”, “Etiopia. Back to the future”. Infine, per la sezione film e documentari verrà presentato venerdì 21 giugno il docufilm “Fedele alla linea” sulla vita di Giovanni Lindo Ferretti (cantante dei Cccp, Csi e Pgr, formazioni che hanno segnato la storia della musica italiana), alla presenza del regista Germano Maccioni, oltre che, in anteprima nazionale, la presentazione di “In no great hurry" su Saul Leiter, di Tomas Leach, un documentario che sta ricevendo parecchi premi e apprezzato dalla critica (New York Times e Guardian).


EPHEBIA

per l’edizione 2013 il festival chiama a raccolta i suoi fan

Dopo l’ennesimo taglio ai finanziamenti e pur di non far pagare il pubblico ai concerti, i ragazzi di Terni lanciano una campagna attraverso il sito di crowfunding “indiegogo”

In periodi di tagli alla cultura e di assenza di finanziamenti, sia pubblici che privati, sembra diventato ormai, anche per i festival musicali, uno degli espedienti per cercare di portare avanti i propri progetti. Dopo Arezzo Wave, e in Umbria dopo il folignate Dancity, anche l’Ephebia Festival di Terni ricorre ad una campagna di raccolta fondi attraverso il sistema di crowdfunding. Per far questo i ragazzi dell’Ephebia, visto l'ennesimo taglio ai finanziamenti e pur di non far

sono rivolti a questa campagna di raccolta fondi. Non chiedono molto, quello che basta per sostenere alcune spese e magari avere quel piccolo bonus per poter chiamare qualche artista importante. Quest'anno, pertanto, è l’aiuto del pubblico a fare la differenza. Non si vuole lasciare che tutta questa esperienza si perda per colpa delle spietate dinamiche dell'austerità. Ovviamente, non sarebbe nel loro spirito chiedere senza dare qualcosa in cambio. Ecco quindi che,

pagare il pubblico per seguire i concerti, si sono rivolti al sito internazionale “indiegogo”. “Abbiamo bisogno di te!” recita lo slogan lanciato per la campagna. Ephebia Festival, per i pochi che magari non lo sapessero, è l'evento musicale che da quindici anni porta il meglio della musica emergente italiana e internazionale nel centro della città di Terni, per tutti e gratuitamente. L’edizione passata ha visto partecipare migliaia di persone che hanno riempito l’Anfiteatro di Terni (dove si svolgerà anche l’edizione di quest’anno) e che hanno ricreato la solita atmosfera magica che caratterizza da sempre il festival. L'Associazione Ephebia è gestita da volontari e ha sempre posto in primo piano la città, Terni, e i suoi musicisti, permettendo a tutti di suonare durante i giorni del Festival, il cui palco è stato anche affidato a band come Afterhours, Linea 77, The Ark, LNRipley, Zen Circus, Bud Spencer Blues Explosion, Il Teatro Degli Orrori e molti altri. I volontari, però, poco possono fare senza il sostegno delle istituzioni e del pubblico, ed ecco perché si

a seconda di quanto si desidera donare, si avrà in cambio un piccolo regalo a simbolo della loro gratitudine. “Noi di Ephebia – spiegano i ragazzi dell’associazione – abbiamo sempre organizzato il festival grazie ai fondi pubblici. Negli ultimi anni, tuttavia, i recenti tagli alla cultura hanno portato di conseguenza ad ingenti tagli nei fondi destinati anche per l’organizzazione dell’evento. L’aiuto che chiediamo diventa quindi fondamentale. Solo 1500 euro che ci permetteranno di organizzare un festival memorabile, nella suggestiva cornice dell'Anfiteatro romano a Terni. Ciò che possiamo dare in cambio, oltre al nostro impegno nell'organizzare il miglior festival possibile, sono piccoli premi che significano molto: gadgets, spillette, memorabilia di edizioni passate, maglie. Inoltre la lista degli omaggi sarà continuamente aggiornata man mano che le band daranno la loro disponibilità nel mettere a disposizione il loro merchandising e... perchè no, il loro tempo!”.

indiegogo.com/projects/ephebia-festival-2013 #19


di László Kovács

MILLE E PIù non replico!!!

Ci risiamo. Capita talmente poco spesso, che ogni volta che accade, assume il fascino e il timore della prima volta. C’è in sala un film importante, da vedere, e da odiare/amare. C’è in sala un film del quale discutere. Dopo The master (il miglior film della stagione), tocca a La grande bellezza (forse il peggiore). Le scene di meravigliosa e straordinaria follia, che hanno portato le sale cittadine a dichiarare il “sold out” per le proiezioni del film di Sorrentino dello scorso fine settimana, mi hanno obbligato ad una riflessione più attenta. Perché le 2 ore e ½ trascorse in sala al cospetto di Toni Servillo mi sono sembrate un’impagabile perdita di tempo? Mi è corso in aiuto ancora una volta Simone Rossi, a conferma che i nostri gusti vanno in direzione opposta, e si è offerto di spiegarmi dove e perché sbaglio nell’analizzare il film di Sorrentino. Ovviamente non mi ha convinto... ed ecco a voi quanto ne segue: Simone è il suo perché si, io e il mio perché no a La grande bellezza.

PERCHé SI

Sorrentino e la ricerca della grande bellezza. Un lavorìo mentale che vive di contraddizioni, le stesse che innervano dall’inizio alla fine questa strana e straordinaria pellicola. C’è Jep, in primis, uomo di cultura, citazionista, che ha scritto un romanzo ‘alto’ quarant’anni prima, ma che oggi è il re del vuoto delle feste patinate; c’è la spogliarellista dalla meravigliosa esteriorità, ma malata; c’è il cardinale dello spirito che impartisce ricette culinarie per il corpo. E c’è Roma, magnifica e distante, immersa in una luce costante che pare filtrata dalle borgate polverose di Pasolini. La scrittura del regista si fa poesia e scomoda, senza scandalizzare, Flaubert, Celine, Proust. Il sublime che si innesta nel volgare: la grande bellezza è pure enorme bruttezza. E Fellini? I riferimenti sono chiarissimi: e se La Dolce Vita emerge quasi solo per quella struttura/non struttura della pellicola, le suggestioni più immediate sono quelle di 8 e ½ e Amarcord; fino alla Ardant/Magnani di Roma. Gli uomini di carne come le statue di pietra sono qui, appesi o immobili. Mentre la vita e l’arte che si vorrebbe imprigionare, fuggono via.

PERCHé NO

Estetica/anestetica. E mentre l'uomo in più gioca a fare l'amico di famiglia nei salotti romani, sotto le luci della ribalta c’è un’altra vittima de le conseguenze dell'amore. Ancora un divo si è perso nell'inutile ricerca de la grande bellezza. Jep Gambardella (Toni Servillo) è la rockstar incompiuta che ossessiona Paolo Sorrentino fin dal suo esordio. Una conferma e un primato. L’autore del momento è un feticista glamour che, dietro al botulinico maquillage stilistico, nasconde una monologante assenza di idee. Le battute più belle sembrano rubate alla premiata ditta Torre/Ciarrapico/Vendruscolo autori, loro si, di una “grande bellezza” sulla decadenza del nostro tempo. è molto meno di un Boris privo d'ironia, il suo atto di odio nei confronti di Buñuel e Fellini, capace però d’imbonire le masse staccando biglietti. Spot, videoclip e trailer con il difetto di essere noiosamente lunghi. Che Gambardella, l’errabondo gentiluomo vittima di un folgorante esordio, sia Sorrentino? CHE BELLA GENTE E CHE BUON VINO!

Se volete, commentate o sbeffeggiate i miei pensieri su laszlokovacsblog.blogspot.it

#20


Music For Sunset, dal 20 al 23 giugno tornaNo i tramonti artistici all’Isola Maggiore

SHORT NOISE

Anche quest’anno Music For Sunset, in programma dal 20 al 23 giugno all’Isola Maggiore del Lago Trasimeno, investe molto sull’idea che l’arte possa essere uno strumento per amplificare le caratteristiche naturali di un luogo; un’isola, un lago e i parchi naturali come attori principali di una performance in cui il respiro dell’artista cerca l’armonia con i ritmi della natura. In questa direzione ammireremo le installazioni di alcuni talentuosi esperti dell’elettroacustica come Attila Faravelli / Nicola Ratti / Enrico Malatesta, con speakers, sintetizzatori analogici, percussioni e oggetti sonori che intercetteranno i movimenti del Trasimeno attraverso la registrazione di suoni. Altra installazione molto interessante è quella di F.Ortica e Nicola Casetta che con “Ear to boat” realizzano una barca sonora che genera musica a seconda dell'oscillazione del lago. Di assoluto livello internazionale i musicisti che omaggeranno i riflessi al tramonto del lago “laminare”. C'è il compositore Teho Teardo, autore di numerose colonne sonore di film importanti. Ascolteremo la musica di Cecil Schott, in arte Colleen, importantissima polistrumentista francese famosa per alcune sonorizzazioni di luoghi importanti. La domenica sarà dedicata alle chitarre al tramonto con i concerti di tre grandi chitarristi, uno mantovano (Gionata Mirai), uno bresciano (Alessandro “Asso” Stefana) e l'ultimo sardo (Paolo Angeli). Uno dei gruppi più attesi è l'ensemble YIK CCN, provenienti dalla Mongolia: questa band oltre a due concerti con strumenti tradizionali curerà, con dei cori polifonici, l'accompagnamento all'osservazione stellare ad occhio nudo e con i telescopi. A portare il sole dall'oriente ci sarà anche un progetto che vede la fusione della musica turca con quella kurda ad opera dei musicisti Mübin Dünen & Ozgur Yalçin.

This Harmony, il concerto di addio

È arrivata al capolinea la bella esperienza dei This Harmony, un progetto di musica strumentale formato da quattro giovani musicisti perugini. Massimo Cervini, Nicola Tarpani, David Aberrà e Laurence Cocchiara, con l’uscita del loro terzo ed ultimo disco, “1789”, hanno deciso di porre fine alla propria esperienza artistica e di salutare il pubblico di casa con un concerto di commiato a scopo benefico (il ricavato dell’iniziativa è stato devoluto ad un’organizzazione no profit impegnata in Africa nella realizzazione di progetti di solidarietà) che hanno tenuto di recente nella loro amata città e presso il Teatro Morlacchi. L'album era stato presentato in anteprima nel novembre 2012 in occasione dell’annuncio del loro scioglimento. “1789” - disco autoprodotto, registrato da Franco Fucili nel Teatro Vittoria di Pennabilli e masterizzato allo Sterling Sound di New York da Greg Calbi - è un inno al cambiamento, ma una volta tracciata la parabola di questo lavoro i quattro musicisti si sono però resi conto di come questa coincidesse con la loro storia: la loro rivoluzione è stata la loro fine. La line-up del gruppo – batteria, basso, chitarra, violino solista – ha sempre lasciato intendere l’intreccio di elementi classici e contemporanei, amalgamati dalla forte ricerca di purezza e di suggestioni naturalistiche. In dieci anni di vita hanno registrato tre dischi da studio e un ep live e hanno portato la loro musica in giro per l'Italia, affacciandosi con curiosità anche all’estero. Hanno aperto concerti di molti artisti importanti e le loro musiche sono state usate in più occasioni sia dalla Rai che come colonna sonora di cortometraggi e documentari. “Niente canzoni d’amore”: così si intitola il nuovo album dei D.E.C. che verrà presentato al Teatro Concordia di Marsciano il 16 giugno alle ore 21,30. Undici nuove canzoni, nuove sonorità e nuove collaborazioni per una band, i D.E.C. (Disclav Epic Catto), nata nell’aprile 1995 e ormai prossima al traguardo dei venti anni di attività. “Niente canzoni d’amore”, registrato allo studio Rokkaforte di Castiglione del Lago, è la sintesi di tre anni di lavoro, e contiene le esperienze musicali, le passioni letterarie, i ricordi, i sogni, degli amici musicisti che si sono avvicendati nel gruppo e che hanno collaborato all’ultimo lavoro. La serata del 16 giugno sarà accompagnata dalla performance artistica di Skizzo, nome d’arte di Francesco Marchetti, artista perugino che ha esposto le sue opere in Canada, Inghilterra, Germania e Italia, e dalla proiezione del videoclip di “Augusta” realizzato dai D.E.C. con la collaborazione del regista Diego Trovarelli e di Maurizio Salomoni, canzone che il gruppo ha voluto dedicare alla città di Perugia. www.decmusic.it

“Niente canzoni d’amore” per i D.e.c.

- Nuovo video per Alessandro Voccia che accompagna l' uscita dell' Album "Pop Art" disponibile su tutte le piattaforme digitali. www.alessandrovoccia.com - Disponibile sui principali store di musica on line “Volvedo”, il primo disco dall’omonima band. www.myspace.com/volvedo - Gubbstock Rock Festival 2013, ventesima edizione del festival di rock giovanile organizzato dall'Informagiovani di Gubbio e dall'Associazione Mentindipendenti. Anche quest'anno molti gruppi emergenti (The skaouts, Diraq, Stand Back From The Yellow Line, Thegeneration, Le Chiavi Del Faro, Antefatti) e qualche nome di spicco della scena indie italiana (Kafka on the shore, Sadside Project). Dal 2 al 4 luglio a Gubbio. www.aboutgubbstock.net - Online “Scimmmia”, il nuovo videoclip dei GueRRRa, trio da Terni. Strutture tendenti al jazz stravolte e strapazzate con furia hardcore. onesheet.com/guerrra/splash

very short noise

#21


di MATTEO SCHIFANOIA

PAROLE DALL'UNDERGROUND “I Signori della Guerra si combatterono per due secoli. Re contro Re. L’uno contro l’altro, ferocemente armati. Dalle loro città, munite di poderose e altissime mura di pietra, si lanciavano in terribili scorrerie, saccheggi e guerre. La violenza chiamava la violenza, in una spirale senza fondo. I Signori della Guerra si contesero senza sosta il trono della Terra di Mezzo. Chi aveva sposato le figlie dell’ultimo Re di Midgard reclamava il trono per consanguineità con quella gloriosa e nobile dinastia. Chi non lo poteva fare reclamava il trono semplicemente con menzogne o con la pura forza delle armi. La Legge era violata continuamente e i sacerdoti del Dio Altissimo non riuscivano a riportare la pace nel cuore degli uomini. In quei secoli bui la Terra di Mezzo patì le loro continue guerre, le città distrutte, i castelli espugnati, i Re uccisi, le Regine prese prigioniere. Ogni tanto dalle steppe orientali comparivano feroci tribù barbariche e pagane, guidate dai loro Re, che invadevano la Terra di Mezzo, aumentando l’orrore delle guerre e dei saccheggi. In quei periodi i Signori della Guerra smettevano di combattersi e si univano contro gli invasori. Le mura possenti delle loro città resistettero e i Re barbarici furono respinti ogni volta. Da quel caos, infine, emersero due Re e due stirpi, potentissime, che si contesero il trono della Terra di Mezzo. Da una parte i Nashua. Guerrieri splendidi e terribili della Terra di Mezzo. Il loro Re si chiamava Grifone Nashua. Grifone, come il simbolo della loro antica casata. Dall’altra parte la stirpe dei Lupi. Guerrieri potenti e feroci della Terra di Mezzo. Il loro Re era Harold dei Lupi, soprannominato il Re Rosso. Per la folta capigliatura del color del fuoco”. Da “Il Canto di Midgard” di Fabrizio Bandini, Perugia, (Midgard, 2006)

La soluzione che ho intravisto al rompicapo che mi tormenta è vaga e inafferrabile una previsione forse sul futuro dei coatti traffici che avvengono di mattina alla presenza di me e del tuo corpo martoriato tu mordi il mio braccio io mi difendo leggendoti l’influsso di stelle che ti infestano tenebrose la schiena la soluzione è il punto ove si chiude il cerchio dei desideri che ci intrattengono scaltri caro amore tutto graffiato sono una strega e tu cosa sei un cherubino un saltimbanco impenitente che rimbalza scanzonato sui miei fianchi, intemperante di un santo ti adoperi alla causa sacra dei tuoi umori spericolato pallido sfinito ti si piega vigliacco un ginocchio la colonna vertebrale cede e il sangue illanguidito ti tradisce come tu hai tradito lui privandolo del sostegno globulare rosso così rovini su di me e precipitiamo nel tragico primo timido illuminare del giorno le mura di una stanza antica mille anni a ospitare i fantasmi di noi caduti nel mezzo di una sconclusionata lotta.

L’ERETICO

LA SOLUZIONE

Non ci fu verso di ricondurlo al dogma: pur nell'immobilità marmorea della morte serbava ancora intatto quel suo solito ghigno dispettoso!

da Poesie rosse (1964-1994) di Giorgio Straccivarius, Perugia, Edizioni Fra.Ra

Giulia Coletti, Perugia, 2012

#22


il racconto del mese

di Giammarco De Vincenzo

UN NUOVO LAVORO Q

uel giorno a casa Fani c’era un certo movimento, come al solito avevo lasciato la vespa sul retro ed ero entrato di soppiatto quasi come fossi un ladro. Voci provenivano in lontananza dalla sala, mi avvicinai cercando di non far troppo rumore e scorsi il signor Fani che discuteva con un tizio, lui li chiamava i romani, erano uomini della politica - “ascolti onorevole la vera crisi di questa fine ed inizio millennio è quella dei partiti o comunque di tutte le istituzioni a partecipazione politica e sociale, già anche i sindacati, un valido argine per quegli idioti che vedono il vero sindacato come zero concessioni, stanno crollando perché nessuno gli crede più. Avrete fatto troppe o poche concertazioni anche con loro onorevole?” - “ Fani lei deve aiutarci a trovare una via in questo sfacelo, lei può con i suoi amici….”. Mi allontanai, la questione puzzava, abbastanza. Guadagnai di sotterfugio l’uscita e mi trovai dall’altra parte dello stabile . È da un po’ di tempo che lavoro come giardiniere per i signori Fani, niente da dire mi pagano bene e non si vedono mai. Da quel giorno le visite dei romani si fecero più frequenti, intravidi anche qualche militare, di quelli però con patacche dappertutto, suppongo generali o giù di lì. Il signor Fani un giorno mi chiamò, mi disse di non fare entrare nessuno, all’occorrenza se le richieste divenivano insistenze mi disse che dovevo riferire che il signore non era in casa, ma in viaggio d’affari, annuii e non gli chiesi niente. C’erano due grandi macchine scure sull’ampio lastrico dietro la casa, gente importante pensai. Stavo finendo la mia giornata, quando prima di cena Fani mi chiese, visto che il personale di servizio era stato mandato a casa, di andare in cantina a prendere due bottiglie di buon vino e di prenderne anche una per me, per il disturbo. Iniziò a parlare con i suoi ospiti - “ vedete signori, i partiti non rappresentano più per il popolo quel punto di riferimento quotidiano che caratterizzò la nascita della democrazia, dei movimenti e dei partiti politici, non rappresentano più niente ed allora prima di un possibile sommovimento penso sia ora il tempo di agire, da tempo abbiamo creato le premesse per un co… scusate signori. Ancora qui tu, su va’ a prendere il vino!”. Bussai, lasciai le due bottiglie sul tavolo, salutai gli ospiti e Fani e mi congedai da loro. Dopo un’ora ero a casa, accesi il televisore e c’era un’edizione straordinaria, erano esplose diverse bombe in altrettante città. Uscii di casa, avevo voglia di bere, trovai il primo bar e passai lì la notte brindando fino allo sfinimento al lavoro che avevo perso.

#23


CORTINA di Andrea Lanzilotto G&D – Lighthouse DI FERFINRAMOENTI DI UMBRIA NOISE

Il duo artistico composto dai coniugi Georgia Anne Muldrow e Dudley Perkins (Declaime) si ricompone professionalmente per l’uscita del loro nuovo album. Lighthouse rispecchia le SCON caratteristiche dei due singer e produttori afroamericani, hip hop contaminato da tanto soul, funk, jazz e psichedelia. Separatamente hanno regalato agli amanti del genere delle vere e proprie perle, la Stones Trow Records, un’eccellenza dell’hip hop statunitense, li ha visti protagonisti insieme a Madlib e Flying Lotus. Diciassette tracce che mescolano ruvidità ed eleganza, cambi di ritmi improvvisi e tagli decisi. I due di Las Vegas non lasciano nulla al caso e la produzione è accurata e stilisticamente perfetta. Ascolto gradevole, consigliato anche a chi del genere black sopporta poco o nulla; la Muldrow si conferma come una delle voci più interessanti del panorama soul/hip hop. A impreziosire e completare il tutto una grafica dell’album divertente, colorata e vivace.

Mount Kimbie - Cold Spring Fault Less Youth Kai Campos e Dom Maker si sono conosciuti all’università a Londra e il loro primo studio di registrazione era fatto in casa. Partiti nel 2008 con il progetto Mount Kimbie, in breve tempo si sono affermati nella scena electro, prima londinese e poi internazionale. Il loro primo album Crooks and Lovers fu una vera rivelazione ed ora si confermano con questa recentissima uscita. Lavoro che è frutto della loro sana voglia di replicare i pezzi dal vivo, aspetto che prediligono, quindi spiccato utilizzo di veri e propri strumenti, in quasi tutte le tracce è evidente l’uso di batterie tradizionali, piatti e rullanti si confondono con effetti campionati e si amalgamano in un suono freddo e armonioso allo stesso tempo. Tante le sonorità che possono essere sviscerate, il singolo di esordio - Made To Stray - può ingannare, l’album non è solo un concentrato veloce di ritmiche, si sconfina spesso verso il post rock. Questo anche grazie alla collaborazione con il cantante King Krule, che “smorza” e addolcisce alcuni passaggi.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO

Love Box

London (UK): 19/21 luglio, il Victoria Park ospita tre giorni di “amore”, musica e una serie infinita di artisti, uno più importante dell’altro (www.mamacolive.com/lovebox/)

GaranCe Reggae Festival

Bagnols-sur-Cèze (France): 24/27 luglio, una piccola cittadina, sulle rive di un fiume, accoglie il meglio del reggae giamaicano. Ricorda qualcosa del recente passato italiano tutto ciò… (www.garancereggaefestival.com)

#24


PUNK IN FUNDO...

di BERNH

Aveva qualcosa di speciale quel ragazzo seduto sulla sabbia mentre suonava le canzoni di Battisti con quella chitarra classica mezza scordata. Sì, sembrava quasi avulso dal turbinio di ormoni che girava attorno a quel falò adolescenziale ma ai tuoi occhi era lui il centro della festa, l'unico motivo per cui tu ed altre manciate di ragazzi ve ne stavate lì seduti a bere, ridere, scherzare e celebrare il periodo più turbolento della vita. Sei tornato a casa, hai preso in mano la chitarra di tuo padre ed hai iniziato a pensare a come si potesse fare per farla suonare come quella notte in spiaggia. Ti si sono iniziate a screpolare le punte delle dita mentre cercavi di imparare quelle scale pentatoniche e gli accordi in barrè, più vedevi i calli crescere e più pensavi che il senso della vita fosse racchiuso in quello strumento e in quegli esercizi. Al liceo inizi a parlare con il tipo simpatico dell'altra sezione a cui hanno regalato un basso e che conosce un altro che dice di avere una batteria tutta sua. Ti sei riunito in un sottoscala adibito a sala prove a casa di quel compagno di liceo ed entrando vedi suo padre che vi chiede se va tutto bene e se la saletta è a posto. Non capisci perchè quel signore di mezza età abbia quella luce negli occhi mentre vi guarda entrare ma non ci fai caso più di tanto e ti butti insieme ai tuoi compari dentro la saletta dove ti aspettano amplificatori a transistor che suonano sempre piano, il batterista che non va a tempo ma che assorda tutti, la voce che non si sente e quella dannata “Smells like teen spirit” che non vuole saperne di suonare come l'originale. Finalmente il momento che aspettavi, il concerto al liceo occupato sopra i banchi accatastati di una classe adibita a “comitato musica”. Perdi mezza giornata pensando a quale camicia mettere e a quale cravatta colorata abbinarci prendendo spunto da Billy Joe...ah giusto, uno spray per colorare i capelli è perfetto! Suonate. Non si capisce un cazzo, non sentite niente da sopra al palco rimediato all’ultimo momento ma lì inizi a provare qualcosa di diverso, a vedere qualcosa di diverso. Gli altri compagni di liceo vi guardano, vi guardano e vi osservano attentamente. Chi schifato, chi pensa che siate degli sfigati, chi non ha idea di cosa significhi quel rumore e c’è però chi non vi stacca gli occhi di dosso, sorride e sembra quasi pensare che state facendo qualcosa di particolare, di, addirittura, importante. Non riesci più a liberarti di quella sensazione, dalla voglia di rivedere quelle facce ed hai finalmente capito come si sentiva quel ragazzo che suonava seduto accanto al falò. Compri finalmente il tuo Marshall Valvestate e i tuoi amici si accattano un basso Squier e nuovi piatti Spiz. Il vostro repertorio si ingrandisce di varie canzoni dei vostri idoli rock. Poi un giorno il bassista arriva con tre note sconnesse suonate veloci e vi mettete a improvvisare. Ancora non l’hai capito ma stai per creare la tua prima canzone e da lì in poi non ti bastano più le cover dei Green Day e NOFX, vuoi qualcosa di tuo, di solo tuo. Dopo un po’ qualcuno decide di chiamarvi a suonare, sì proprio al tuo gruppo, nel locale dove vedevi i gruppi famosi che facevano solo canzoni originali e che ti hanno venduto cd e maglietta. Sali su quel palco e vedi le luci contro i tuoi occhi che ti accecano. Accendi l’amplificatore e senti la chitarra che vibra sotto le tue mani, senti il suono che ti riempie le orecchie e ti assorda. Ti agiti, ti emozioni, ti sbatti sul palco e il sudore ti copre gli occhi mentre la gente davanti ti guarda e resta lì per tutto il concerto. Qualcosa ti dice che il vero te è sopra a quel palco che suda e che canta le sue canzoni sulla vita. Qualcosa ti dice che non sei mai stato sincero come in quel momento e che vorrai per sempre rincorrere quell’emozione. Suoni ancora e ancora, registri il tuo disco e lo diffondi ai tuoi amici mentre ogni tuo sforzo è diretto a trovare sempre più concerti in giro per la tua città. Le emozioni e le nuove amicizie ti riempiono come mai prima di allora. Poi arriva il cambiamento. Senti di volere di più e a cercare qualcosa fuori dai confini cittadini. Le email non si contano più, le telefonate sono innumerevoli così come le scuse dei locali che purtroppo non hanno spazio per farti suonare. Ti arrabbi, soffri per questo perchè pensi di essere pronto a spaccare il mondo, i concerti che prima ti riempivano la vita adesso iniziano a ripetersi e la gente non ti guarda più con quella voglia di scoprire chi sei. Tu però continui perchè l’odore della sala prove ti piace, ti piace vedere i tuoi amici che suonano con te e ti piace incazzarti quando le canzoni non girano come vorresti nei tuoi pensieri. Inizi a sentire di altri gruppi che hanno smesso, che non suonano più perchè dicono sia finito un corso, che ormai il batterista lavora a Roma e il bassista pensa di andare a vivere a Londra. L’acredine sale e ti chiedi cosa hai sbagliato, dovevi provarci di più, dovevi metterci tutto te stesso e non mollare mai la presa? Ti accorgi di odiare la musica, la scena musicale, te stesso e i locali che non ricercano i gruppi che meritano...perchè sei arrivato a questo punto? Non te lo saresti mai immaginato quella volta al liceo, mai. Poi però ti ritrovi per caso alle prove del nuovo gruppo del tuo fratello minore e ti chiedono di ascoltare una canzone che hanno scritto. Mentre la suonano succede qualcosa che non ti aspettavi. La rabbia si mette da parte, le note ti entrano in testa e il rumore ti intontisce. Ripensi al ragazzo sulla spiaggia e al padre del tuo amico della sala prove. Rivedi i loro occhi e la loro luce e ti torna alla mente il tuo sguardo su quella foto al Norman di qualche anno fa. Poi ti accorgi che i tuoi di occhi sono diventati lucidi e cerchi di non farti vedere mentre la musica per quanto tu possa odiarla riesce ancora a colpirti dentro e a decidere il corso delle tue giornate. Torni nella tua sala prove umida e piena di poster e guardi la tua chitarra datata che ha i segni delle tue plettrate violente. Pensi alle emozioni che ti ha dato, alla voglia di farla suonare, agli amici che ti hanno accompagnato lungo il viaggio e a quella pelle d’oca che ti viene quando i riflettori dei palchi ti accecano. Quella sensazione non se ne andrà anche se lo vorrai ma niente ti darà di più. Non saprai mai se il tuo vero io stava sopra o sotto al palco ma il desiderio di volerci salire resterà vivo in te anche dopo decenni da quando avrai appeso la chitarra al chiodo...è come un matrimonio senza possibilità di divorzio: vivilo sempre, godine fino all’ultima nota, fino a che lo sentirai dentro. Non ti risparmiare mai piccolo grande rocker, non ti risparmiare mai.

Canzone del mese: “Wheels” – Foo Fighters

#25


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In senso orario partendo da qui:

• Giuradei @ Darsena di Riccardo Ruspi

• Marlene Kuntz @ Afterlife di Amedeo Ferrante • Matteo Toni @ La Caciara di Riccardo Ruspi • The Rust and the Fury @ La Caciara di Riccardo Ruspi • Skaouts@primo maggio Perugia di Riccardo Ruspi • Maybe I'm @ La Caciara di Riccardo Ruspi

#26



UMBRIANOISE N.14