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LAMIGDALA / SKAOUTS / FASK /AFRICA UNITE / RECORD STORE DAY


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DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

Andrea Lanzilotto, Luca Farinella, Michele Bellucci, Giovanna Camposeo, Riccardo Ruspi, Uliana piro, Matteo Schifanoia, Giacomo Caldarelli, Giovanni Dozzini, francesco Malerba, VALERIA PIERINI, ANGIE BACKTOMONO

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DI DANILO NARDONI

C’è qualcosa che non torna. Solitamente si chiedono le teste quando le cose vanno male e non quando vanno bene. Ma ormai sembra diventato lo sport preferito, degli italiani dalla memoria cortissima, quello di criticare anche quando non è necessario. Il tema è la sezione umbra del concorso musicale Arezzo Wave. Argomento sentito perché per i gruppi emergenti il contest è forse ancora una delle poche possibilità per farsi notare veramente. In questo nuovo numero di Umbrianoise apriamo, chiudiamo e parliamo anche dentro di Arezzo Wave: visto che ancora una volta è al centro del dibattito della scena musicale umbra e come sempre al centro di polemiche (per la verità sempre pochissime e circoscritte) sulle scelte fatte dalla giuria. Tanto che la discussione ha coinvolto anche la nostra redazione (leggete pure il “punkinfundo” di Bernh!), ed è stata pure l’occasione per tornare su un argomento che naturalmente interessa molto (anche al sottoscritto). Il Bernh è uno che non ha paura di dire quello che pensa, ed anche per questo scrive per noi, stimolando spesso un dibattito che fugge quindi dal concetto del “volemose tutti bene”. Ed anche in questo caso ha detto la sua facendo una riflessione a tutto campo. Non si può invece accettare, in generale, quando le persone si fanno prendere troppo la mano, rischiando a volte di farla fuori dal vaso. Mi prendo la briga di difendere la giuria umbra di Arezzo Wave anche perché a vario titolo da alcuni anni ho collaborato con i responsabili regionali, che si sono sempre comportati bene e con professionalità, persone che conoscono meglio di chiunque altro la scena umbra. Quando c’è da dare un giudizio, naturalmente, questo non può che essere soggettivo e le critiche costruttive ci stanno. Ma quando si parla di complotti, di non parzialità e di non professionalità sembra questo essere solo un modo di dire cose senza collegare il cervello. Insomma, a tutto c’è un limite. Certo, se non ci fossero stati i giurati di questi anni forse non sarebbero stati scelti i Fast Animals & Slow Kids, i Da hand in the middle, i The Rust and the fury, ma magari altre band che avrebbero, perché no, forse fatto meglio di queste. Ma è un dato di fatto incontestabile che l'Umbria negli ultimi anni - anche per merito delle sue giurie e di chi le ha scelte - è tra le regioni che ha dato più gruppi interessanti alla scena nazionale rispetto ad altre regioni: perché l’obiettivo dei giurati, posso garantire per quanto riguarda le persone che ne hanno fatto parte in questi anni, è stato sempre quello di fare il meglio per l’Umbria musicale, e non ci sono certo amicizie o conoscenze che reggano. Sul finale indicato dal Bernh però siamo d’accordo: “Parliamo di rinnovamento, di musica e non perdiamo tempo con i complotti”. Sicuramente gli unici problemi da tagliare con la ghigliottina sono le lamentele di qualche gruppo eliminato, magari anche per loro demerito, o di qualche amico della band. Ma queste ci saranno sempre. Qui non ci sono posizioni di interesse da difendere. Chi si dimostra all’altezza di gestire la cosa si faccia avanti, l’aspettiamo come l’asse di briscola. Dal prossimo anno si potranno fare le primarie per la composizione della giuria e ci potremo così riempire la bocca con la parola “rottamazione”: siamo curiosi di vedere quanti si faranno avanti visto l’impegno e la volontarietà che ci vuole nel mandare avanti tutta la baracca. Potrà partecipare solo chi non conosce nessuno, neanche di vista. Bisognerà essere intransigenti. Musicisti, critici, addetti ai lavori, raccogliete quindi l’invito. Ma attenzione, ricordatevi che alla fine dei giochi è molto difficile scegliere, più facile è lasciarsi scegliere. Astenersi dunque perditempo, ovvero quelli che senza avere idee vogliono solo sfasciare e non costruire… c’è voglia di tutto quel nuovo già vecchio, che invecchierà ancora di più domani e che farà gridare inevitabilmente al complotto!

L'illustrazione in copertina è di Luca Farinella - Lostudio8

UMBRIANOISE Direttore responsabile

EDITORIALE


Non c'è duo senza Lamigdala

DI DANILO NARDONI

Federico e Francesco con il loro pop-punk-rock Vanno dritti al centro delle emozioni del cervello

Definire quello dei Lamigdala un “progetto” non è corretto. “È una parola orrenda, a molti fa venire l'adrenalina. Noi la schifiamo e basta!”. Il duo perugino composto da Federico “Feder” Lana (voce, chitarra, keytar) e Francesco “Franch Junior” Tortoioli (batteria) non si pone limiti ed etichette in termini di sonorità e genere. La cover di “Rafagony” Propongono una musica senza confini, piena di colori e molto espressiva. Le uniche definizioni che si possono riuscire ad accostare per parlare della loro musica sono “pop” per la melodia dei brani e “rock” per il carattere del suono. Ma allora i Lamigdala sono un pop-rock duo oppure se si preferisce una punk-rock band? Macché, a loro non piacciono nemmeno le etichette e non si preoccupano di classificare o racchiudere la loro musica in definizioni: “Riusciamo solo a dire 'punk', per il nostro modo di porci nella vita: facciamo quello che ci piace fare e con le risorse che disponiamo al momento, senza preoccuparci di trovare approvazioni seguendo ciecamente delle tendenze. E 'rock', perché il nostro sound è un cazzotto in faccia. 'Pop' è invece un termine così abusato e mistificato oggi giorno. Personalmente - sottolinea Feder, il cantante - credo significhi solamente arrivare ad orecchie diverse nello stesso tempo. Credo sia molto bello”. Ed il nome che hanno scelto (“in Italia è un nome troppo articolato da pronunciare e questa cosa ci diverte, nessuno riesce a ripeterlo dopo averlo sentito una sola volta” dicono i due musicisti) è sicuramente efficace: “Lamigdala è

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il centro delle emozioni del cervello. E' davvero affascinante. Il cervello può far impazzire. Ma ogni tanto qualcuno ci aggiorna sui vari usi e altri significati del termine”. Nelle loro canzoni i Lamigdala fanno rispecchiare la vita quotidiana “a partire dalle relazioni e tutto quello che ci circonda e fa parte di noi”. “In particolare – prosegue Feder – le difficoltà della vita di tutti i giorni e quello che si prova in tutto questo, come noia, pigrizia, apatia e fottere tutti. Niente d'aulico anche perché ritengo stupido intellettualizzare il divertimento. Non c'è cosa peggiore nel vedere un concerto ed annoiarsi. Preferisco rimanere a casa”. La musica continuerà in futuro a riempire le loro giornate, pure adesso che dopo un bellissimo concerto nella loro Perugia (al Loop) sono partiti per un tour a Londra senza particolari progetti. Soltanto in totale balia di loro stessi: “Possiamo tranquillamente perdere tutto quello che abbiamo, perché la musica è l'aria che respiriamo”. Siete sicuramente una formazione inconsueta, parlando naturalmente solo per standard consueti di classiche formazioni. Per questo come venite accolti dal pubblico durante le vostre esibizioni dal vivo?

“Il pubblico è senz'altro molto incuriosito quanto stupito. Gli stessi colleghi ci dicono che trovarsi in un palco in due è tosto. In realtà dicono: 'Certo avete le palle per stare in due sul palco!'. Dal momento che non siamo dj o una band strafatta di tecnologia è sicuramente inconsueto soprattutto per il mainstream, ma a noi non interessa nulla. Facciamo quello che ci pare perché è la cosa più autentica. La gente si diverte insieme a noi e ci ringrazia sempre perciò il messaggio è semplice chiaro e diretto”. Avete già raggiunto secondo voi la quadratura del cerchio per quanto riguarda la vostra proposta musicale? Insomma, la direzione sonora definitiva è questa? Ed anche per la formazione quindi come la mettiamo, vi è balenata mai l’idea di allargarla?

“Non pensiamo troppo al futuro riguardo alla nostra musica in generale. Ora come ora siamo immersi nel presente e non facciamo progetti o cose del genere. Di sicuro crediamo in una con-


Nonostante di giovane formazione siete già riusciti ad esportare la vostra musica in America e suscitare interesse anche in Inghilterra. Vi sta sempre più stretta l’Umbria e soprattutto l’Italia?

“Per noi viaggiare in altri paesi per suonare la propria musica è davvero un'esperienza unica che ti forma in modo incredibile. Soprattutto ci ha confermato quanto non desideriamo farci trattare come oggetti da questo subdolo mercato e rifiutare proposte che possono alimentarlo. L'Italia è un bel posto così come l'Umbria, ma non per la libertà d'espressione nell'ambito musicale in particolare. Siamo nel 2012 e nel nostro Paese ancora ti vogliono forzare a cantare in italiano e farti giocare a produttore mangia soldi e band riempita di false promesse. Non ce ne frega niente di queste cazzate! Già ce l'hanno proposto, già abbiamo rifiutato. L'Umbria per noi rimane una base dove poter provare e registrare nuovi lavori. In Umbria ci sono poche situazioni e fortemente monopolizzate. Noi che abbiamo la possibilità di vedere anche con occhi esterni ci sembra che la 'scena' sia una specie di setta noiosa e priva di autenticità dove regna la vanagloria. La maggior parte di quelli che si definiscono indie pensano solo a come raggiungere la visibilità a prescindere accettando compromessi e mettendosi una maschera. E poi tante leccate di culo. Non ci risulta una realtà spensierata dove potersi liberamente sfogare come tipico del mondo dell'underground. Per quello che osserviamo non so neanche se si può parlare di vere band, solide o di formazioni in continuo: "io ti presto lui,

tu dammi lui." e poi; "ora io suono con lui, tu torna con lui". Secondo me la vera scena è nelle corsie dei garage e in qualche scantinato. Li dove le band suonano a prescindere e se ne fregano. Se non le vedete esibirsi nei locali non significa che non esistono".

Oggi in Italia sembra molto più facile emergere se un giovane gruppo italiano canta in italiano. Anche la scena indie sembra sempre più indirizzata verso questa direzione. Voi che utilizzate l’inglese cosa ne pensate?

“Più facile non significa migliore. Sinceramente abbiamo poca stima per la scena musicale italiana in generale ed ancora di meno per quella indie che sta diventando peggio delle major. Da ambo i lati vengono imposti espressamente o celatamente modi di porsi. Noi vogliamo essere liberi da tutto questo. Vedi, nel nostro caso l'inglese non è una scelta. Essendo vissuto a Londra appena uscito dal liceo e non avendo mai scritto testi in Italiano – dice Feder – non mi sentirei me stesso a fare diversamente. Se mai canterò in italiano lo farò quando sarò io a volerlo. Qui in Umbria molte persone sono scese al compromesso d'essere plasmate sia per la lingua utilizzata sia per lo stile pur di avere una produzione o di entrare nel 'giro'. Non riesco perciò a vedere la differenza tra una boy band studiata a tavolino ed un gruppo indie! Noi siamo per fare quello che ci viene naturale, che alla gente piaccia o no”.  Dopo il primo primo Ep del 2011 “Music Therapy”, autoprodotto a 360 gradi e che gli ha dato subito visibilità all'estero,   con “Rafagony” hanno raddoppiato (Ep  sempre autoprodotto): “Sei tracce - lo definiscono - di puro punk-rock che esprimono chiaramente il nostro presente e le radici. L'ep è un gigante 'fuck off' all'agonia ed un inno all'evasione dai tormenti”.

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myspace.com/lamigdala

tinua evoluzione della band purché nulla venga forzato. Come per la formazione. Abbiamo pensato ad un ipotetico componente in più, ma nella realtà dei fatti nessuno in città ci ha così scioccati in positivo. D'altronde non sentiamo nessuna necessità di aggiungere se questo significa costringersi. Sai, non ci piace guardare i piedi mentre suoniamo o avere dei turnisti che ti pompano l'ego. Per noi essere in una band significa amicizia, devozione e divertimento in prima linea. Sinceramente troviamo molto triste pensare di suonare con gente che ci rimane indifferente o che non ci va giù solo per poter dire: 'Sì, suono in una band con formazione consueta'”.


DI DANILO NARDONI

The Skaouts… qui è tutto un “Baracca party” Sarà presentato ufficialmente il 21 maggio prossimo il primo album della formazione eugubina, tra rabbia rock-blues e speranza reggae

GUBBIO – I lettori di Umbria Noise sono tutti invitati al “Baracca party”. Parole e musica degli Skaouts. Il primo album della formazione eugubina è composto da 11 brani di cui 5 già contenuti nel precedente ed omonimo Ep. Un disco che - registrato a Rubiera (RE) presso la Barchessa Bolivar Recording Studio da Claudio Morselli e Marco Montanari (le foto di Riccardo Ruspi si riferiscono alle sessioni in studio) sarà poi presentato il 21 maggio prossimo alle Officine Creative Ansaldo a Milano - può vantare delle belle collaborazioni. Nel brano “Plastica” c'è stata la collaborazione di Roberto Freak Antoni degli Skiantos, nel brano “Stella D'Argento” di Oskar, voce degli Statuto, nel brano “Voglio Tutto” di Massimo Marcer, tromba degli Aretuska di Roy Paci e nel brano “Mogano” della Cantiano Bastard Sound (crew Hip Hop). Si stanno facendo, insomma, anche delle belle

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amicizie nel mondo musicale e nel corso dei 350 live tenuti finora su tutto il territorio nazionale hanno avuto l’onore di dividere il palco con artisti del calibro di Cisco, Enrico Capuano, Andrea Rivera, Giuliano Palma, Daniele Silvestri, Linea 77, Planet Funk Sonorità giamaicane e ritmi in levare, in particolare ska, e poi tanto rhythm n’ blues. Sono questi i principali “binari” musicali lungo i quali hanno iniziato a correre da tempo. Ma per i The Skaouts le influenze sono tante, dal rock alternativo italiano al rock and roll anni ‘60 e ’70. Lo affermano chiaramente i componenti della band eugubina: “Il nome ci accompagna da sempre ed ha preso significato strada facendo, cioè quello di essere “ska-outs”, fuori dallo ska, il nostro genere di riferimento e motivo d’unione iniziale, al quale abbiamo poi aggiunto tutte le altre nostre influenze”.


di forza sicuramente mettiamo l’originalità e l’atipicità, dovuta alla formazione e alla reinterpretazione del genere. Il nostro modo di comporre è influenzato dalla nostra vita e dai periodi dei nostri ascolti, come tutti. Inserendo queste influenze musicali esterne cerchiamo appunto di rendere diverso ed un po’ più ricco un genere che altrimenti, nelle ultime interpretazioni, ha troppo sfruttato la ripetizioni dei medesimi clichè”. Loro sono il classico esempio di come si inizi per divertimento, con qualche cover del repertorio ska, e poi si arrivi a fare della bella musica propria, inedita e di qualità. Spiegano così come è nata la voglia di fare un passo in avanti: “Quando fare musica nasce da un’esigenza artistica, da un bisogno di comunicare devi per forza dedicarti alla composizione di brani tuoi. Inizialmente credi di poterlo fare con le cover, poi è come se passassi al livello successivo. Purtroppo per come funziona il mercato musicale in Italia, fermarsi solo alle cover diventa utile rispetto alla mole di serate potenziali che si possono fare. In questo Paese c’è poco spazio per la musica autorale”.

Foto di Riccardo Ruspi

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facebook.com/TheSkaouts

Il nucleo base storico della band, nato durante il periodo liceale (suonavano già in due band distinte come Casbah e Greenapples ma la voglia di suonare insieme li ha spinti a crearne una ex-novo), è tutto di Gubbio mentre gli altri musicisti provengono da varie zone del perugino. Oggi la band è composta da: Alessandro Scalamonti (voce), Gabriele Bei Clementi e Amedeo Ambrosini (chitarra), Andrea Sebastiani (basso), Andrea Benedetti (batteria), Lorenzo Cannelli (tastiere, piano, tromba), Matteo Ciancaleoni e Fausto Paffi (tromba), Giorgio Rossi e Flavio Pannacci (trombone), Davide Vagnarelli e Leonardo Radicchi (sax). Un loro aspetto caratterizzante è senza dubbio la cospicua sezione fiati e la travolgente presenza scenica che rende i loro show sempre vivi, intensi e divertenti. “Il fatto che ci conosciamo da sempre e che suonare sia il nostro più grande sogno/desiderio – dichiarano – fa sì che in ogni concerto che facciamo avvenga una sorta di esplosione emotiva. Il pubblico riesce a capire questa verità negli “atteggiamenti” scenici e diventa una grande festa per tutti”. “Successivamente alla nostra forte unione – aggiungono – se dobbiamo trovare altri punti


DI RICCARDO CORRADINI

Note e beneficenza con i Bluesindrome

myspace.com/bluesindrome

“Live for Vimala Dermatological Center” per presentare il nuovo disco “Keep up your head”

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Quando la musica e il blues in particolare incontra la solidarietà: potremmo definire così la serata del quintetto rock blues Bluesindrome nel live che si terrà alla Siesta dell’Alcalde venerdi 5 aprile. Il gruppo, attivo da diversi anni nel circuito blues umbro, ha deciso di organizzare una serata di beneficenza in cui verrà presentato il nuovo disco “Keep up your head” (6 brani con 5 inediti). Il ricavato della vendita dei cd (5 euro) sarà devoluto a favore della Associazione Culturale Trebisonda che da anni collabora con il Vimala Dermatological Center (centro per la cura della lebbra delle missionarie dell’Immacolata). Il Vimala Centre, è situato a Versova (periferia di Mumbai - India) è gestito da 2 suore italiane, ed ospita una settantina di pazienti e una cinquantina di bambine, alcune orfane, altre figlie di lebbrosi. Da ricordare che oltre all’ospedale per i malati di lebbra fanno parte del centro il laboratorio di analisi, il polo per la riabilitazione, le équipe di lavoro negli slum, la scuola di computer, la sartoria, e molte altre piccole attività i cui protagonisti sono quasi tutti ex malati di lebbra, guariti e riabilitati. Già in passato la band è riuscita a raccogliere fondi per lo stesso progetto, a cui hanno donato tutto il ricavato delle vendite del precedente album “Live” (10 pezzi inediti registrati al Jap Peru a Perugia nel 2010). I Bluesindrome si formano alla fine degli anni 90 da Stefano Scortecci (batteria) e Marco Baldelli (voce e chitarra ritmica). Solo nel 2008 la band raggiunge un suo equilibrio stabile con l'entrata in organico di Daniele Peoli (basso e spoon), Francesco Maragoni (voce e chitarra) e Roberto Giuli (voce, armonica e chitarra). Roberto, veterano del genere, oltre a scrivere per la celebre rivista “il Blues” ha militato come tastierista nella Wolves Blues Band, tra i primissimi gruppi blues della regione. Negli anni si sono esibiti in molti locali ed hanno partecipato a numerosi festival blues dividendo,

in alcuni casi, il palco con artisti di fama internazionale (solo per citarne alcuni, Trasimeno Blues 2008 in apertura a Eddy “The Chief" Clearwater, Trasimeno Blues 2009 in apertura a Ronnie Backer Brooks). Nel 2009 il gruppo decide di dare una svolta al progetto proponendo un repertorio di soli brani originali, una scelta artistica che li porterà a registrare in breve tempo il primo album “Live” (2010) e a vincere le selezioni del concorso “Effetto blues contest 2011” (organizzato dal Torrita Blues Festival) suonando nel palco centrale con Martin's Gumbo Blues Band, Tecarblue, Slow Drugs, Blue Cat Blues e Big B. & the Funky Tingles. Per chi ha voglia di un po’ di blues e vuole fare un gesto di solidarietà l'appuntamento è quindi per il 5 aprile alle ore 22.30 presso il circolo La Siesta Dell’Alcalde (Via della Cooperazione 2, Ellera di Corciano, PG) dove troverà il cd dei Bluesindrome per il Vimala Dermatological Center. Per avere informazioni di qualsiasi genere sul gruppo basta andare sul profilo facebook.com/ bluesindrome.bluesband dove è possibile trovare pure le foto dell'ultimo bonifico con relativi ringraziamenti da parte delle suore italiane residenti (bellissimo esempio di trasparenza!). Durante il concerto verranno inoltre trasmesse le foto fatte dall'associazione Trebisonda del viaggio al Vimala Center, diventato una sorta di documentario.


DI RICCARDO CORRADINI

Mauseres, con i Ramones nel cuore Partita come cover band ora la formazione intraprende un percorso del tutto originale

I Mauseres in sala prove. Come nasce un vostro brano?

“Di solito un nostro brano nasce dall'idea di uno dei musicisti che porta in sala prove un riff, una linea melodica, o un testo. Poi ci si lavora insieme e si tenta

di svilupparlo attraverso le idee di tutti”.

E per quanto riguarda i testi? Devo dire che apprezzo molto chi sceglie l'italiano, quindi voi che importanza date alle parole rispetto “alle note”?

“Diamo la stessa importanza sia ai testi che alla musica. Abbiamo in repertorio brani originali in italiano e in inglese. Sicuramente continueremo a fare brani in italiano, ma non per una questione di comprensibilità e di sicuro non come scelta necessaria. Decideremo la lingua volta per volta come abbiamo sempre fatto, l'importante è che i testi ci piacciano e che suonino al meglio per la canzone”. A chi vi ispirate nelle vostre composizione? Quali sono gli artisti che amate di più?

“Personalmente mi ispiro ai Ramones, gli altri credo la stessa cosa, visto che proprio i Ramones ci hanno unito. Oltre loro le nostre influenze sono varie, a me piace più o meno tutto il punk, al batterista piacciono sonorità più rock tipo i Muse, e al chitarrista l'Oi! in generale e gruppi come gli Sham 69”. Come venite accolti dal pubblico umbro? E fuori dalla regione la situazione è diversa?

“Il pubblico umbro accoglie tutti o quasi alla stessa maniera e per il momento non abbiamo ancora avuto esperienze fuori regione. Ci siamo esibiti da pochissimo al Kickapoo di Tuoro sul Trasimeno e al Circolo Varanasi di Montecastelli (Umbertide). Il 6 aprile apriremo il concerto all'Afterlife dei Pornoriviste, vietato mancare”. Prima di salutarci, Simone ci dice che il prossimo passo del gruppo sarà quello di registrare 12 brani originali, e noi che siamo curiosi e attenti alle nuove proposte musicali della regione gli abbiamo già dato appuntamento alla presentazione dell'album. Quindi... a presto Mauseres.

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facebook.com/groups/themausers

Ho assistito qualche tempo fa ad un concerto dei Mauseres (eravamo a Todi al Caffe della Consolazione). Il repertorio che proponevano era composto da brani dei Ramones (infatti nella presentazione si definivano “Tribute Umbra dei Ramones”). Sarà stata la compagnia, la birra, o la bellissima location, fatto sta che quando hanno intonato “Blitzkrieg Bop” ho iniziato a canticchiare e ballettare (non lo faccio mai dato che sono stonato) tipo adolescente al primo concerto. Il gruppo nasce nel 2011 ed è attualmente composto da Simone Tintillini (voce e basso), Alessio Brizi (chitarra e cori) e Paride Zeno Cardinali (batteria e cori). Solo da poco sono riuscito ad avere il loro primo cd (4 brani registrati al Doremilla di Magione) ed ho scoperto con estremo piacere che i tre musicisti hanno iniziato a comporre brani originali. Passare dalle cover agli inediti è sempre un passo difficile e soprattutto non scontato, mettersi in gioco e dare corpo a quelle melodie che si hanno in testa è complicato se alla base non c’è un gruppo in sintonia. Ma ai Mauseres questo feeling non manca, e la stessa energia che riescono a esprimere sul palco la si ritrova nelle tracce del disco. Abbiamo deciso quindi di fare due domande ad uno dei componenti della band, quel Simone Tintillini che noi di Umbrianoise consideriamo un veterano della scena punk'n' roll della regione (molti di voi lo avranno visto suonare anche con i Flyin' Tables o con I Burnout). Iniziamo da punti di forza e “difetti” del gruppo: “Il punto di forza più grande del nostro gruppo è l'impatto sonoro, il più grande difetto non esiste” afferma subito Simone.


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DI DANILO NARDON

The Soul Sailor vincono la finale umbra di Arezzo Wave Band

Ora la band rappresenterà la nostra regione al festival che si svolgerà dal 21 al 23 giugno prossimi: Perugia invece è tra le possibili nuove sedi, a partire dal 2014, della kermesse musicale Al termine di una serata di grande musica ad aggiudicarsi per l’Umbria l’accesso ad Arezzo Wave Love Festival sono stati i perugini The Soul Sailor and The Fukers. Durante la finale di Arezzo Wave Band Umbria, che si è svolta presso l’Afterlife di Perugia, hanno avuto la meglio sulle altre, tutte altrettanto brave, formazioni finaliste (The Dagos, Wonder Vincent, Fake Revival, Volvedo). Quello della giuria è stato pertanto un compito molto difficile. Espressione di una sintesi ben riuscita di blues e psych ‘n soul, il gruppo vincitore si caratterizza per un suono molto “british”, tra blues e soprattutto soul, e con uno sguardo rivolto al passato ma che sa molto di anni duemila. Dopo l'esperienza nei The Mallard, nel 2007 The Soul Sailor (Simon Francesco Di Rupo, ex chitarrista della band) decide di intraprendere la via “solista” affiancandosi all'inseparabile “Franz Mara” (Francesco Maragoni), compagno d'arte sempre presente al suo fianco. Nel 2011 il progetto si ingrandisce con la formazione della band elettrica The Fuckers. Oltre a Di Rupo (voce e chitarra) e Maragoni (chitarra), la band è oggi composta anche da “Il Toad” (Tommaso Montagnoli) alla batteria, “Edward Roger” (Edoardo Genzolini) al basso e il prezioso contributo di “Manu” (Manuela Pucciarini) alla seconda voce. “Il riconoscimento ottenuto – afferma Di Rupo – ci fa un grande piacere, soprattutto perché, fuor di paraculismi, in mezzo a gruppi di ottimo livello. L'Umbria è in ottima salute musicale e lo na Piro The Soul Sailor - foto di: Ulia

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noto anche al di fuori del concorso. Nel 2006 ero il chitarrista solista dei Mallard che rappresentarono l'Umbria ad Arezzo Wave e mi sento onorato di avere di nuovo la stessa occasione con il progetto solista, 7 anni dopo. Sono felice per la mia gran band che merita questo e altro, soprattutto perché il primo pensiero di tutti è stato che c'è tanto da lavorare e migliorare, e mi piace questo spirito. Siamo dei poveracci ma abbiamo voglia di fare”. Una finale regionale davvero suggestiva è stata quella dell’Afterlife, una delle più belle degli ultimi anni per l’Umbria, a coronamento di un contest che anche quest’anno ha confermato la vivacità e la qualità della scena musicale rock della regione (in totale 77 le band umbre iscritte al bando, 17 quelle semifinaliste che si sono sfidate prima della finale), che da sempre riesce ad indicare band che poi si confermano di grande presa anche su un palco di livello nazionale come quello di Arezzo Wave Love Festival. Dunque i The Soul Sailor rappresenteranno l’Umbria durante la 27esima edizione della celebre kermesse musicale che, è ora ufficiale, quest’anno cambia data (tradizionalmente si svolgeva sempre a luglio) visto che si terrà dal 21 al 23 giugno prossimi. Si cambia in parte anche location e format (non sarà più Arezzo la sede), ma per informazioni in questo senso ed annunci ufficiali sul luogo bisogna aspettare ancora poco. Si parla con insistenza anche della nostra Perugia, forse dal 2014. Staremo a vedere allora. Wonder Vincent - foto di: Uliana Piro

facebook.com/pages/The-Soul-Sailor


Una tromba da incanto

DI riccardo corradini

Abbiamo incontrato Fabrizio Bosso prima del suo concerto al Ricomincio da Tre: “E’ una gioia suonare in questo posto, ormai ne ho proprio bisogno”

Fabrizio, stasera suonerai con il pianista Julian Oliver Mazzariello, parlaci del duo...

“Con Julian ci conosciamo da molto tempo, abbiamo suonato insieme con gli High Five Quintet tanti anni fa. Ci siamo ritrovati a fare qualcosa in studio e abbiamo deciso poi di formare questo duo. Tra noi c'è un grande feeling, lui ovviamente è un musicista straordinario, con una apertura mentale incredibile, perchè puoi suonare dal funk al jazz alla musica classica, sempre con un linguaggio perfetto. Stasera faremo qualche standard, qualche brano originale ma anche alcuni brani di estrazione brasiliana. Il duo è improntato molto sull’interplay, sul fatto di giocare sui brani. Rischiamo molto perchè suoniamo anche pezzi velocissimi senza avere una ritmica sotto. Gli arrangiamenti sono estemporanei, magari si decide insieme dove cambiare un accordo o come farlo ritmicamente, il resto viene durante il concerto”. Come consideri il pubblico umbro, in particolare questo del Ricomincio da Tre?

“Sono due o tre anni che vengo a presentare i miei nuovi progetti da Fabio, e qua trovo sempre una grande energia. La considero una gioia suonare in questo posto, ormai ne ho proprio bisogno ogni tot. È uno di quei posti che ce ne sono veramente pochi al mondo, dove

riesci a sentirti a casa insomma. Il concerto? Sì, va bene. Ma hai voglia di venire per stare, per vedere certe persone, per passare una bella serata”. Conosci qualche musicista umbro?

“Luciano Biondini con cui ho registrato il mio ultimo disco (ndr. "Face to Face") presentato qua al Ricomincio l'11 dicembre scorso. Poi nel gruppo di Sergio Cammariere ho suonato con Daniele Mencarelli, ci vediamo poco purtroppo ma lo considero un altro grandissimo musicista. Ho suonato pure con Gabriele Mirabassi”. Alle volte sento dire che l'Umbria è in una posizione geografica che non aiuta a far uscire i musicisti, lontana dalle grandi città della musica. Che consiglio dai allora ai nostri musicisti?

“Beh, Perugia alla fine è ad un’ora da Roma e si arriva a Bologna in fretta. Ci sono posti molto più sfigati direi. È solo volontà e voglia, voglia di muoversi e farsi sentire in giro. Quello che abbiamo fatto un po’ tutti. Anche io prendevo il mio treno e andavo a suonare per due lire, attraversavo l'Italia solo per farmi sentire e per farmi conoscere”. L'ultima domanda durante la nostra serata al Ricomincio da Tre è, inevitabilmente, rivolta al padrone di casa. Chiediamo quindi a Fabio come riesce a fare la programmazione che fa, che non ha nulla da invidiare a jazz club di livello nazionale. “Questione di scelte – risponde Giacchetta - . Credo che la maggior parte di quelli che organizzano concerti lo fanno chiaramente per uno scopo economico. La nostra è una filosofia diversa. Organizzo queste serate non per il guadagno ma per una grande passione. La molla che scatta è la voglia di far sì che quanta più gente possibile possa aver la facoltà e la possibilità di ascoltare certa musica. Questi musicisti, tra i migliori che abbiamo in Italia, spesso non trovano grandi spazi dove suonare. Qui per nostra fortuna, e per fortuna di tutti quelli che vengono ad ascoltare, ne trovano uno a disposizione”.

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ricominciodatre.org

Abbiamo dedicato a questo artista la copertina del numero 9 di Umbria Noise, con un dipinto di foto di: Andrea Polverini Serena Colombo. Jazzista affermato a livello internazionale ci ha rilasciato un’intervista prima del suo concerto al Ricomincio da Tre. Di chi stiamo parlando? Fabrizio Bosso naturalmente, celebre trombettista di casa ormai nel piccolo jazz club perugino gestito dall'amico Fabio Giacchetta. Dalla serata, questo già ve lo diciamo ora, forse verrà fuori un disco registrato live.


ALLE SPALLE

GUARDIAMOCI

DI Michele Bellucci La rubrica Guardiamoci alle spalle, assolutamente inedita appena un mese fa, giunge al secondo appuntamento… quello che conta davvero (del resto "non c'è due senza tre", eccetera). La voglia di fare un passo indietro, un rapido viaggio nel tempo per osservare il mondo della musica come se fossimo negli anni '70, nasce dalla consapevolezza che c'è molto da rimpiangere di quegli anni "ribelli". Altrettanto chiaro è però che guardare al passato deve servire per capire meglio il presente e rendere migliore il futuro. Presupposti che trovano d'accordo anche il protagonista di questa intervista realizzata in totale relax e senza badare troppo alle convenzioni.

Africa Unite

quando la passione ha il sopravvento sulla perfezione

La celebre band fa un vero passo indietro e ripropone, con gli stessi musicisti di allora, il tour che vent’anni fa li ha lanciati. Bunna, prima della data di Perugia, ci racconta come e ci svela il perchè…

Approderà a Perugia l'11 aprile il "Babilonia e Poesia tour 2013", con un concerto che riporterà sul palco la stessa formazione che 20 anni fa percorse l'Italia rendendo gli Africa Unite una delle realtà più accreditate nel panorama reggae internazionale. Stessa formazione, con Bunna, Madaski, Max Casacci, Papa Nico, Paolo “De Angelo” Parpaglione, Gianluca “Cato” Senatore e Drummy Sir Gio. Ma non solo, verranno suonati gli stessi strumenti e anche i tecnici di quel tour sono stati richiamati all'appello. "Quello che vogliamo

#12

- spiega Bunna, fondatore della band nonché cantante e chitarrista - è salire sul palco con lo stesso approccio di allora. Un po' più punk, con ampi spazi lasciati all'improvvisazione, in pieno spirito dub. Le nostre strade artistiche si sono separate, ma umanamente siamo sempre rimasti in contatto, vicini nello spirito. Perciò condividere questo tour sarà un'esperienza unica, per noi ma anche per il pubblico che ci segue". Abbandoniamo subito il presente per ritrovarci nel passato, dove in effetti la musica era vissuta in maniera differente: "Allora l'approccio era più sanguigno mentre con il passare degli anni si è cercata la massima espressione tecnica, l'arrangiamento giusto, il finale ad effetto e magari si è perso un po' il gusto dell'imprevedibile. I gruppi allora non si erano ancora lasciati condizionare dalla ricerca della perfezione, ma a volte viene da pensare che la gente la preferisca alla passione. Trent'anni fa era molto difficile avere la sicurezza che tutti i concerti potessero venire bene, c'era sempre la possibilità di salire sul palco un po' troppo alticci!".


Ma al di là degli aspetti legati al live, che senz'altro nel mondo del reggae e del dub hanno importanza fondamentale, quel che traspare dalle parole di Bunna è la nostalgia verso un approccio mentale che oggi è difficile ritrovare: "La cosa che preferivo di allora è che c'era davvero attenzione per le cose nuove e diverse. Ora questa cosa è venuta a mancare del tutto e ci sono tante realtà che non troveranno mai lo spazio per farsi ascoltare. Il progetto Africa Unite si è sviluppato sull'ondata del fenomeno delle posse, in un periodo storico in cui la musica ha riconquistato un valore profondo, un'attitudine rivoluzionaria. In parole povere c'era attenzione verso tutto quello che usciva, anche le case discografiche non cestinavano senza aver prima ascoltato: potenzialmente da qualsiasi demo poteva venire fuori una proposta interessante. Le cause di questo processo si trovano nella crisi del mercato discografico, nella riduzione drastica dei canali di diffusione, nell'atteggiamento dei locali che preferiscono proporre cover band piuttosto che progetti originali: questo segna la morte della musica". Proviamo allora a "colpire la memoria, riscrivere la storia" immaginando che gli Africa Unite dovessero iniziare oggi il loro viaggio: "Secondo noi

non ce l'avremmo fatta! - ammette lapidario Bunna - Di certo non avremmo raggiunto i risultati ottenuti. Per fortuna il nostro progetto è nato nel momento giusto. Se fossimo nati oggi avremmo sicuramente avuto molte più difficoltà; guardandomi in giro vedo gente molto brava, anche a livello di idee, ma che non ce la fa ad emergere". Nemmeno attraverso un talent-show? (la domanda è irriverente) "E' una roba che non ci appartiene, il nostro approccio è sempre stato quello di suonare per diffondere il progetto facendo di necessità virtù. Si tratta di un lavoro molto lungo e faticoso, ma i risultati sono più solidi. Con i talent-show magari diventi famoso e vendi un disco... ma dura al massimo due anni". Difficile dargli torto, visto che la storia degli Africa Unite inizia oltre 30 anni fa e ancora oggi è attuale più che mai.

NOTA SULL'AUTORE Michele Bellucci, giornalista e scrittore, collabora con Il Messaggero dal 2001. È direttore artistico del The Place di Roma. Molte sue interviste sono raccolte sul sito www.michelebellucci.com

#13


agenda aprile Domenica 7

██

Elio e le Storie Tese Teatro Lyrick - ASSISI

Lunedì 8

██

Gabriele Mirabassi e Roberto Taufic Hasbun

Teatro Concordia - MARSCIANO

Martedì 9

██

Ramberto Ciammarughi e Fabio Zeppetella Duo

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Mercoledì 10

██

MERCOLEDì ROCK Gianni Drudi 110Cafè - PERUGIA

POST-PUNK BOMB monozid

/ bootblacks /

psychocandy

Rework - PERUGIA

Capobianco - Brufani

La Bottega del Vino - PERUGIA

Giovedì 11

██

Davide Di Rosolini Ya Basta! - PERUGIA

Africa Unite

Afterlife Club - PERUGIA

██

Cafè degli Artisti CITTA' DELLA PIEVE

Call Me Cat

Arturocontromano

Loop Cafè - PERUGIA

FRIDAY I'M IN ROCK

MERCOLEDì ROCK

La Caciara - COSTACCIARO movie star junkies

/

the rust and the fury

Urban Club - PERUGIA

Breathe Duo

El Barrio Social Club FOLIGNO

High Voltage

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

Sabato 13

██

Bidiel

El Barrio Social Club FOLIGNO

Massimo Zamboni Spleen ArticoEmiliano Bar Chupito - PERUGIA

Achtung Babies - Tributo U2 Jeff Mills

Pellicano Pub CASTIGLIONE DEL LAGO

Ministri

██

GRAN GALA' DEL TRASH

Le Capre a Sonagli

Novecentonove Cafè CASTIGLIONE DEL LAGO

Afterlife Club - PERUGIA CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

Max Gazzè

Urban Club - PERUGIA

American Folk Project Cactus Cafè - PERUGIA

Filippo Tricanti Trio

Takatatùm

Leo Pari

Old Gray Jacket

Ricomincio da Tre - CORCIANO Magazzino delle Idee ORVIETO

Adriano Viterbini

Loop Cafè - PERUGIA

110Cafè - PERUGIA

D'Antonio - Manzi

La Bottega del Vino - PERUGIA

Giovedì 18

██

HEADBANGERS HALL s.r.l.

/ firbholg

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

Ironic

Little Prince - PERUGIA

Venerdì 19

al foster quartet

Magazzino delle Idee ORVIETO

Serendipity - FOLIGNO

T-Trane - PERUGIA

mr.rubik

Deian e Lorsoglabro

Bacco Quintet

Bernard Fleischmann

the crazy crazy world of

██

Loop Cafè - PERUGIA

Wonder Vincent

Venerdì 12

Mercoledì 17

██

The Niro

Free Revolution - CITTA' DI CASTELLO

Little Prince - PERUGIA

#14

Martedì 16

Ilaria Graziano

Shamrock Pub - PERUGIA

Jazz Club Perugia 2012/2013 Teatro Pavone - PERUGIA

Susie Asado

Novecentonove Cafè CASTIGLIONE DEL LAGO

Spacca il silenzio

El Barrio Social Club - FOLIGNO

Nico Gori Quartet

Ricomincio da Tre - CORCIANO

PERUGIA DEATHFEST 2013 over dead in over

/

in case of carnage suicidal causticity bloodtruth

/ /

/ mass crysis

CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

Cherries on a Swing Set

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Dirty Santos

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

Paletti

Loop Cafè - PERUGIA

Extempor3

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

Cafè degli Artisti - CITTA' DELLA PIEVE

██

Marta sui Tubi

Domenica 14

Honeybird & the Birdies Novecentonove Cafè CASTIGLIONE DEL LAGO

Afterlife Club - PERUGIA

The Skaouts

La Caciara - COSTACCIARO


Sabato 20

tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it

██

Len Faki

Batida de Coco

Chambers / The Death of Anna Karina

Serendipity - FOLIGNO

Aucan / Pink Holy Days Urban Club - PERUGIA

Abulico

T-Trane - PERUGIA

Dirk Hamilton

██

Now Here / Foolish Pride

Cannibal Movie

Marlene Kuntz

Cactus Cafè - PERUGIA

10 Mathew Street

El Barrio Social Club - FOLIGNO

Paolo Mei e il Circo d'ombre Magazzino delle Idee - ORVIETO

Susie Asado

Loop Cafè - PERUGIA

Guillaume & the Coutu Dumonts Serendipity - FOLIGNO

Corleone

Urban Club - PERUGIA

Quintacolonna

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

STAZIONI LUNARI ginevra di marco brunori sas

/ dente

/ cristina donà

Teatro Morlacchi - PERUGIA

Domenica 21

██

Veeblefetzer & the Manigolds

Novecentonove Cafè CASTIGLIONE DEL LAGO

Lunedì 22

██

El Barrio Social Club - FOLIGNO

Giovedì 25

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

T-Trane - PERUGIA

Afterlife Club - PERUGIA

Psychocandy

Little Prince - PERUGIA

Easy Cure

██

Echovertime

Urban Club - PERUGIA

Venerdì 26

The Villa Festival 2013 bohémien

/ naevus /

strydwolf

villa Aganoor Pompilj - MAGIONE

Underdog

Novecentonove Cafè CASTIGLIONE DEL LAGO

Two Late

El Barrio Social Club - FOLIGNO

Opez

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Xavier Girotto e Luciano Biondini Duet

Ricomincio da Tre - CORCIANO

ROCK OF AGES glory hunter

/

prisoners of dreams killer machine

/

pepper - TERNI

Chiazzetta

Palasport Evangelisti - PERUGIA

La Caciara - COSTACCIARO

Fabio Boltro e Marcio Rangel Duet

Takatatùm

Shamrock Pub - PERUGIA

Sus Dungo

Caffè degli Artisti - CITTA' DELLA PIEVE

Loop Cafè - PERUGIA

Martedì 23

██

Le Caramelle degli Sconosciuti Loop Cafè - PERUGIA

Mercoledì 24

██

The Soul Sailor

Villa Aganoor Pompilj - MAGIONE

Opez

Novecentonove Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO

Lunedì 29

██

Electroacoustic Collective Ensamble

Ricomincio da Tre - CORCIANO (PG)

Martedì 30

██

T-Trane - PERUGIA

Afterhours

Urban Club - PERUGIA

Mercoledì 1 Maggio

██

Roky Votolato

Cinema Metropolis UMBERTIDE

Sabato 27

██

Opez

T-Trane - PERUGIA

110Cafè - PERUGIA

die weisse rose

Mei & il Circo D' Ombre

The Villa Festival 2013

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

The Villa Festival 2013

/ le fatine / maestosi

Domenica 28

██

No One Nothing / Vivienne the Witch

MERCOLEDì ROCK mattoni

Caffè Viola - SIGILLO

Trouble vs. Glue

Gianna Nannini

Ricomincio da Tre - CORCIANO

Magazzino delle Idee - ORVIETO

hexperos

/ arcana / / osewoudt

Villa Aganoor Pompilj - MAGIONE

Loop Cafè - PERUGIA

#15


I “tracotanti” Fast Animals and Slow Kids

fastanimalsandslowkids.it

La band perugina ha presentato all’Urban, davanti ad un pubblico in delirio, il secondo bellissimo album

#16

L’immagine che torna in mente è quella di qualche annetto fa. Ora che sono lì sopra il palco, con il pubblico perugino in delirio sotto i loro piedi, ce li ricordiamo quando facevano ancora pezzi in inglese. Già granitici e sfrontati, ma giovanissimi e non ancora pronti. Quella volta erano a Foligno sul palco delle semifinali di un noto concorso musicale, che poi successivamente vinceranno sbaragliando la concorrenza anche a livello nazionale. Ma già allora sembravano dire, “aspettateci che torneremo più carichi, ci stiamo facendo le ossa”. Ora se le sono fatte e stanno raccogliendo i primi importanti risultati. Sono la rock band umbra che si sta attirando addosso le maggiori attenzioni di pubblico e critica. Sono i perugini Fast Animals And Slow Kids, che a meno di due anni di distanza dal loro primo album sono tornati con un nuovo disco. “Hybris” (si pronuncia Iubris), questo il titolo scelto, è stato presentato il 16 marzo scorso in prima assoluta nella cornice che preferiscono, quella della loro città e soprattutto a “casa” Urban Club. Poi è iniziato il lungo tour che li sta portando in giro in questo periodo nei migliori locali italiani e con qualche data di supporto a quello dei Ministri, come il concerto di Milano e davanti ad un’importante platea che anche la formazione umbra ha saputo conquistare. Un album «diverso dal precedente perché più tracotante, più epico, più cupo» afferma Aimone Romizi, voce del gruppo, che aggiunge: «Parla di morte, di violenza, di solitudine, di ricordi, di fratellanza, di sogni incompiuti». «È un disco fatto principalmente per noi stessi, per non nascondere più nulla, soprattutto le nostre origini musicali». Ad anticipare “Hybris”, che i Fast Animal And The Slow Kids hanno reso disponibile online

I

DI DANILO NARDON

anche in free download, è stato il videoclip del singolo “A cosa ci serve”, pubblicato in esclusiva nel sito della rivista XL. È invece uscito il 18 marzo per Woodworm, distribuito da Audioglobe, questo secondo disco della giovane band umbra che, dopo l’Ep “Questo è un cioccolatino” (stampato grazie all'aiuto di Luca Benni dell'etichetta umbra To Lose La Track) e dopo aver vinto Italia Wave Band nel 2010, ha già all’attivo “Cavalli”,

album di debutto prodotto da Andrea Appino (The Zen Circus), missato e registrato da Giulio Ragno Favero (Il Teatro Degli Orrori) e pubblicato dalla Ice For Everyone. Infatti, anche grandi protagonisti della scena musicale indipendente italiana hanno visto in questa band di provincia del talento e li hanno inizialmente supportati. Ma ora sono già in grado di camminare con le proprie gambe. I quattro giovani musicisti (Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli e Jacopo Gigliotti) si sono quindi rinchiusi negli ultimi mesi del 2012 nella casa vacanze della famiglia di Aimone (di fronte al lago di Montepulciano e a pochi chilometri da quello di Chiusi, al confine tra Umbria e Toscana) per registrare i provini del nuovo album. Soddisfatti del risultato hanno poi deciso che anche il loro nuovo disco sarebbe stato registrato lì. Ed è così che nell’ottobre 2012, con Andrea Marmorini e Jacopo Gigliotti alla produzione, tanti macchinari prestati da amici e conoscenti e tante nuove idee, hanno registrato mattina e sera i dieci pezzi che compongono “Hybris”, un album che non lascia indifferenti. foto di: Uliana Piro


Il disco in vinile, negli ultimi periodi “relegato” solo ad estremo feticcio degli appassionati di musica, sembra oggi aver trovato una seconda vita. In questi ultimi anni, infatti, le vendite di vinili sono aumentate notevolmente, e non solo tra collezionisti, tanto che da un po' di anni a questa parte è stato introdotto, anche in Italia, il “Record Store Day” (www.recordstoreday.com), evento annuale che nel 2013 si celebra sabato 20 aprile: molte saranno le pubblicazioni particolari e le edizioni speciali che le etichette si apprestano a distribuire in occasione dell’evento. Per l’occasione la To Lose La Track, etichetta indipendente umbra sempre molto sensibile a questo supporto, rilascerà lo split 12 pollici tra i toscani Chambers e gli emiliani The Death Of Anna Karina: un vinile colorato, in edizione limitata a 500 copie numerate a mano, packaging gatefold cartonato con l'artwork a cura del pittore pisano Francesco Barbieri, che sarà disponibile in tutti i negozi di dischi dello stivale che aderiranno al Record Store Day. Un pezzo di vinile che porta con sé tanti anni di sudore, di rumore e di chilometri consumati. Un disco nato come idea poco meno di un anno fa, e messo su in poco tempo grazie a quella convinzione che si trova soltanto quando di mezzo ci sono amicizia, condivisioni di intenti, stessa attitudine e visione di come certi meccanismi debbano girare e di come ancora possano funzionare. Le storie delle due band si sono spesso intrecciate: i TDOAK, attivi ormai da parecchi anni, hanno adesso un nuovo cantante, Andrea, che canta proprio qua i suoi primi pezzi, in italiano. Quattro brani dal tono scuro, violento, che spingono i ricordi verso le origini del gruppo che, dopo un paio di album molto diversi tra loro, tornano di gran carriera sulla collaudatissi-

ma formula del disco condiviso. I Chambers, di formazione ben più recente, ma attivi in altre band anch’essi da un bel po’ di tempo, propongono tre brani nuovissimi dopo l’LP dello scorso anno ed il disco d’esordio di un paio di anni fa; qua ci si spinge ancora un passo oltre a “La Mano Sinistra”, si lascia spazio a melodie sempre più avvolgenti e si lascia spazio al talentuosissimo Johnny Mox all’interno del terzo ed ultimo brano che chiude il lato di competenza. Ma le iniziative targate To Lose La Track non si fermano qui. Ci saranno anche due appuntamenti, sempre il 20 aprile, a Perugia e Terni: dalle ore 18, presso il negozio di dischi T-Trane di Perugia, in Corso Cavour, la presentazione fisica del disco, il set acustico rivisitato di Chambers e Death of Anna Karina e il djset del patron dell'etichetta To Lose La Track, Luca Benni; dalle ore 22.30 presso il Centro di Palmetta, Strada di Santa Maria la Rocca, a Terni con il live elettrico delle due band e il live painting su tela del pittore pisano Francesco Barbieri, che ha realizzato la copertina. Chambers

The Death Of Anna Karina - foto © di AlessioB

#17

toloselatrack.org

Un 20 aprile da festeggiare c’è il “Record Store Day”

Per l’occasione To Lose La Track tira fuori lo split 12 pollici tra i Chambers e i The Death Of Anna Karina e celebra la giornata del vinile con due concerti, a Perugia (T-Trane) e Terni (Centro di Palmetta)


COME BLACK! BACK SHEEP!

un estratto del più ampio sketchbook, relativo alla rassegna organizzata a Foligno dall’Associazione Black Sheep, curato da Valeria Pierini e Angie BacktoMono pubblicato su Mola Mola webzine nella sezione live e interviste.

Arboretum – venerdì 8 marzo, auditorium Santa Caterina, Foligno. Il palco non esiste. La backline e gli strumenti si stagliano a terra - non c’è spazio tra loro e il pavimento. Sono la base orizzontale della più ampia visione che si estende verso l’alto, lo sguardo è portato alla verticalità, aiutato dall’enorme e arcuato portone dietro la zona palco. La seconda cosa che mi colpisce è la batteria nera e oro. È settata come piace a me. Sarà anche suonata come piace a me. Valeria Pierini

La predicazione del messaggio, divulgata sotto l’incombere dell’altero portale, si svolge secondo gli stilemi di uno psych-folk umile ma caparbio quale tramandato, secondo trasmissione ereditaria e tradizionale, dal precedente sodale Will Oldham. È l’incedere affaticato delle ritmiche slowcore a vivificare la perentoria affermazione di una psichedelia polverosa quale cifra estetica, cadenzando la progressione liturgica del salmodiare lisergico in jam hard-blues. Dave Heumann dispiega la propria profezia dell’ultimo giorno con tinte vocali inconfondibilmente americane, perorando gli intenti di proselitismo con un labirinto di assoli robusti. Angie BacktoMono

#18


Balmorhea – domenica 24 marzo, auditorium San Domenico, Foligno.

C’è da stare in guardia perché gli attanti si scambiano strumenti tra un pezzo e l’altro e anche durante gli stessi brani. Nulla rimane uguale per più di qualche minuto. Seppure un po’ lontani dal mio gusto (bada bene non ho detto che non mi sono piaciuti) l’esecuzione a dir poco orchestrale è impeccabile, sembra di stampo accademico, compostezza infinita. Non posso non guardare e ascoltare. Valeria Pierini

A dominare la luminosa suite ininterrotta è sin dall’inizio l’elemento melodico, intessuto in livelli sovrapposti e adagiati su una batteria dalla filigrana cinematografica; fluide partiture di basso puntellano gli archi, dischiudendo l’accesso ad armonie vocali stratificate e trionfali. Rari gli episodi in cui violoncello e chitarra si allontanano dall’uniformità complessiva di questa soundtrack per conversioni settarie. L’uniformità è costruita quale fine paradossale ma esplicito della complessità compositiva e della ricchezza tecnica, il minimalismo come reiterazione e amplificazione quantitativa di un unico elemento strutturale, che si riproduce rigoglioso come una sinfonia. Angie BacktoMono

ablacksheep.it

#19


DI Francesco Malerba

IL VOLO A PIEDI SCALZI DEL PIANISTA AL CONTRARIO

mauriziomastrini.com

Presentato a Perugia il nuovo disco dell’anticonformista Maurizio Mastrini, per una nuova sfida ai canoni classici della musica concertistica

Un ritorno in famiglia, il desiderio di riabbracciare molti degli amici che l'hanno seguito nei tre anni di percorso che lo ha portato da Panicale a far conoscere la sua musica e il suo estro in tutto il mondo. Maurizio Mastrini torna a Perugia, a Palazzo Gallenga dell'Università per Stranieri dove, mercoledì 20 marzo, ha presentato il suo album “Fly”, nuovo lavoro per il mercato internazionale. A poco più di un anno dall'uscita di “Terra”, Mastrini torna a sfidare i canoni classici della musica concertistica, sfida che caratterizza da sempre anche le sue esibizioni anticonformiste. “Fly” è un album per sognatori, un ritorno alla semplicità, un inno alle piccole cose, come, per esempio, nel brano “Carezze”. Nella title track, invece, il volo è quello di un impiegato stakanovista che riesce per una sera a slegarsi dai vincoli e le costrizioni del quotidiano assumendo le sembianze di un falco per iniziare un viaggio virtuale. Registrato tra Londra, New York e gli Entropya Studios di Perugia, in “Fly” è contenuta anche una doppia versione della cover di “Children”, hit anni '90 di Robert Miles ripensata sia in versione “ma-

#20

foto di: Giovanna Camposeo

striniana” con solo il pianoforte, sia, nella bonus track, con l'inserimento di vari strumenti e la sovrapposizione del brano “Love”. Il concerto di presentazione a Palazzo Gallenga si è aperto con “Tango Clandestino”, omaggio del Maestro Mastrini a Papa Francesco, il cui nome rimanda ad una delle figure più amate dal pianista, San Francesco d'Assisi, simbolo di semplicità e umiltà, linee guida nella carriera oltre che nella vita di Maurizio Mastrini. Non poteva mancare, naturalmente, l'esecuzione di alcuni brani tratti dal precedente album “Terra” e una parentesi dedicata alla musica al contrario. Ispirata da un sogno in cui Bach suggeriva a Mastrini di rovesciare le partiture di pezzi storici della Classica, la musica al contrario ha indubbiamente avvicinato molte persone all'ascolto del pianista umbro che però ribadisce di considerarla solo come una delle sue diverse forme di espressione e alla quale non vuole essere ridotto. L'applauditissima esibizione al Gallenga del Maestro Mastrini si è chiusa con “Tiè”, divertissement scaramantico eseguito con il gesto delle corna sul piano, un altro estratto da “Fly”, il volo del pianista umbro, pronto per un nuovo tour internazionale a piedi scalzi che si chiuderà il 5 dicembre a Vienna.


Gubbstock Spring Contest (9 aprile-10 maggio)

SHORT NOISE

In vista del Gubbstock Rock Festival 2013 parte intanto il 9 aprile il Gubbstock Spring Contest, serate live di selezione per i gruppi giovanili che si esibiranno il luglio prossimo. Saranno 19 i partecipanti e solo in 15 però approderanno alla manifestazione estiva. Le serate si svolgeranno in 7 locali della zona (tra Gubbio, Gualdo Tadino, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo) fino al 10 maggio. Di Gubbio sono The Skaouts, Xenia, WireLess, Thegeneration, Stonecutters, Il circo ebbro, The dumbs, Le chiavi del faro, Velvet Boulevard. Arrivano invece da Gualdo Tadino: Stand back from the yellow line, Diraq, Lights going down, A wonderful Picture. Ecco infine la provenienza degli altri: Miss Scarlett (Sansepolcro - Citerna), Blues crime (Assisi - Cannara - Foligno), World funk (Fabriano - Sassoferrato), Mentivo (Perugia - Castiglione del Lago), Scouts night (Bevagna), Edena (Roma).

Villa Festival (26, 27 e 28 aprile)

Utilizziamo questo spazio per segnalare un evento che si terrà a fine aprile estremamente interessante anche se poco conosciuto nella regione: il “Villa Festival”. L’evento promuove generi musicali come Post-Industrial, Neofolk, Dark Ambient, Neoclassical, facendo al contempo conoscere le vicende storiche ed artistiche di Monte del Lago, Villa Aganoor Pompilj (suggestiva location del festival) ed il lago Trasimeno in generale. Il programma di quest' anno vedrà band come Bohémien, Naevus, Strydwolf (26 aprile dalle 20.30 - palco esterno) mentre sul palco interno dalla mezzanotte in poi Tho-so-aa, Gianluca Becuzzi e i Dj set di Schweinchen Nick (Post-Industrial/ Neofolk/Psychedelic), Viceversa e Whip. Si prosegue sabato 27 aprile sempre dalle 20.30 con Hexperos, Arcana, Die Weisse Rose e Osewoudt (palco esterno) mentre sul palco interno dalle 24.30 in poi Dry Greed, Tony Wakeford (with Renee Rosen Wakeford ) e Desiderii Marginis (20th anniversary set). Il festival si conclude domenica 28 aprile (dalle 15 nel giardino della Villa Aganoor Pompilj) con il Victorian/Steampunk Picnic (Dj sets e degustazione gratuita di vini locali) e alle 16 con i Phantom Ship alla Torre dei Lambardi di Magione. Info su programma e costi: www.thevillafestival.com

Map Contest 2013 L'Associazione Musical Academy Perugia organizza il MAP Contest 2013. Le selezioni sono rivolte alle formazioni musicali del territorio, di ogni genere musicale (rock, jazz, metal, ecc…). Le semifinali si svolgeranno venerdì 12 aprile 2013 e venerdì 19 aprile 2013, mentre la finale sarà sabato 20 aprile presso l’Auditorium Musical Academy Perugia (Ponte San Giovanni). Questa edizione del concorso vede come partner d'eccezione lo Star Music Festival (www.starmusicfestival.it), ideato da Paolo Albertini, che ha concesso ai vincitori del Map Contest 2013 l'accesso gratuito alle proprie semifinali (Roma - Novembre 2013). Per i vincitori una giornata di registrazione presso lo studio della Musical Academy, l'utilizzo gratuito dei box insonorizzati per le prove e la possibilità di seguire una masterclass con il chitarrista Alessandro Magnalasche (docente MAP).

Very Short Noise • è uscito il nuovo video dei Progetto Panico, band “paraculpunk” di Spoleto (facebook.com/pages/Progetto-Panico) • A maggio sarà disponibile il primo CD (11 tracce) dei Kpanic, progetto musicale nato nel 2012 e composto da Marco Riccio (voce), Michele Tassino (chitarra), Dave Tavanti (basso) e Simone Migliorati (batteria). La band propone un rock/groove metal minimalista, caratterizzato da arrangiamenti più propri dell' heavy rock e del crossover. Il duro sound della band fa da contrasto a un cantato melodico, pulito ed incisivo (facebook.com/kpanicpage) • FUZZZ! è la nuovissima serata rock organizzata due volte al mese al Serendipity in collaborazione con la "Black Vagina Records". Le serate che hanno già organizzato sono state memorabili. Provare per credere. Info e aggiornamenti su facebook.com/pages/FUZZZ • è possibile iscriversi al concorso "Unimusic 2013" fino al 10 aprile 2013. Il contest è organizzato dall'A.Di.S.U., ed è rivolto a band emergenti formate da studenti universitari. Info e regolamento su www.radiophonica.com • Sarà il brano “Keep On” della band perugina The Rust And The Fury a fare da colonna sonora al nuovo spot web che verrà lanciato online in aprile dalla BMW Motorrad. Lo spot da 30 secondi è stato girato dalla casa di produzione Beemotion per la regia di Danilo Carlani e Alessio Dogana, per l’agenzia BCUBE Italy e verrà diffuso nel sito BMW, nella pagina facebook ufficiale BMW e su YouTube (gli spot che compaiono prima dei video per intenderci). www.therustandthefury.bandcamp.com

#21


di MATTEO SCHIFANOIA

Un fuoco che non brucia e non illumina nel nero della vita, un fuoco freddo accompagnato dall’odore sgraziato di fiori appassiti, un fuoco che ustiona, dogmatico e presente, in piroette di equazioni e funzioni, di limiti e logaritmi, nei frattali dell’abuso quotidiano. L’idea che diventa pietra e la pietra che diventa idea, in una dialettica da simposio. Anche il pantano di terre arrossate è sangue che nutre, che alimenta il fuoco, che diventa pietra. Il rumore dell’idea che s’invera strappa ogni veste, acceca ogni mente, l’uomo scopre se stesso nella bestia e si immilla, si immola, si riproduce in un sistema che moltiplica e somma, che ripropone l’errore e lo espone, non più errore, non più dolore, demone o dio d’una divinità di terra e sangue. La matematica del due più due uguale a cinque darà sempre un cinque per due uguale a dieci e un dieci più dieci uguale a venti (e l’errore è svanito inglobato finito nelle viscere dove cova custodito dalla logica nenia che lo culla, nel quasi nulla). La bontà del buon padre di famiglia, dell’ignava donna dalle attraenti sinuosità, la retorica dei buoni sentimenti di pessimo gusto, l’edonismo cretino, l’omologante dispensatore di grazie, sorrisi e salute, il saggio sacerdote del buon senso, dell’egoismo che ripara dal pensare e separa la realtà dalla coscienza seminano, in fertili terreni, quel cinque derivato dall’amplesso di due due. Enrico Cerquiglini, Gualdo Cattaneo, 2013

Se tu avessi un ruolo In questo motel Dell’amore Saresti il portiere Che mi apre la porta A tutte le ore Che mi porge la chiave E sorride gentilmente Senza domandare Senza chiedere documenti Saresti il volto Che mi aspetta Ad ogni notte Che scrive il mio nome Sul margine sinistro Di fogli bianchi Che scrive Con uno strano inchiostro Nero come le stanze Del cuore Mentre i tuoi occhi Mi guardano In questo gioco Che fa all’amore Che fa al dolore

Un fuoco che non brucia…

PAROLE DALL'UNDERGROUND

Alessandra Baldoni, Magione, “Albergo” (2005)

Cuore grandangolare Pioveva, e tu non ti accorgevi che ero terra da seminare. Pioveva, ed io non mi accorgevo che l'attesa lascia segni sulle mani. Pioveva, e alla fine ti sei voltata. Ma io ero già altrove. Andrea Luccioli, Foligno, 2009

#22


il racconto del mese

Scritto da Giovanni Dozzini

Pesce di lago per il pranzo della domenica Una domenica mattina d’inverno di quarant’anni fa arrivò con la sua Seicento e si prese subito a male parole con mio cognato, che a quel tempo era uno dei tre camerieri del ristorante e ormai da un pezzo fa compagnia alle anime dei nostri vecchi al camposanto. Scese tronfio e appena meno grasso di com’è adesso, si tolse gli occhiali da sole e chiese urlando se qualcuno gli potesse preparare un tavolo per pranzare in fretta, anche se era solo mezzogiorno. Lo fece senza prima salutare ed entrò senza pulirsi le scarpe infangate sullo zerbino, ed è per questo che mio cognato, uno che in un quarto di secolo passato a sopportare gente d’ogni genere avrà espresso tutto il suo disappunto alzando sì e no un paio di volte il sopracciglio, ebbe da ridire e si sentì apostrofare bruscamente. Parlo solo col padrone, gli disse, e passò oltre e camminò fino al bancone del bar, su cui fece risuonare il colpo sordo del suo grosso palmo di mano. Io ero in cucina e capii poco o niente di ciò che stava succedendo, e quando venni fuori quello cominciò a gridare e ad alzare le braccia al cielo e a dire che gli avevano raccontato che in nessun altro posto si mangiava un pesce di lago cucinato bene come da noi, e che si felicitava, e che voleva un trattamento speciale, perché era il primo cliente della giornata ed era partito dalla città senza aver nemmeno finito di prendere messa. Con quel fango sulle scarpe in chiesa non metteva piede da cent’anni, altroché, però non mi diede neanche il tempo di aprir bocca e mi prese sottobraccio e mi trascinò fino al primo tavolo, chiedendomi insomma com’era andata, la storia di questo mio ristorante, col babbo che appena finita la Grande Guerra andava a caccia di rinoceronti nell’Africa nera e intanto la mamma, questa mamma popolarissima dalle mani incantate, sfamava passanti e gente del luogo e li mandava in visibilio con le sue zuppe e le sue pastasciutte di tinca. E mi fece sedere con lui, m’avrebbe offerto un pranzo coi fiocchi, si legò il tovagliolo al collo e chiamò a gran voce mio cognato per dirgli di non essere troppo permaloso, perché chi lavora al pubblico deve essere pronto a tutto e a intendersela con tutti, e ordinò una delle bottiglie più care di bianco e tra una portata e l’altra brindammo tutti e tre, e pareva ci conoscessimo da sempre. Io ero nel pieno del mio vigore, nel mezzo della vita, e non sapevo se proseguire per sempre col ristorante o lasciarlo a mia sorella e prendermi la licenza di fare qualche altro genere d’impresa, e quando lui tornò, la domenica successiva, glielo confidai, incoscientemente, come si fa con certi sconosciuti presi subito in simpatia, e mi lasciai convincere in un’ora a tenermi stretto ciò che avevo. E di sicuro sarebbe andata lo stesso nel modo in cui poi è andata, però oggi che lo vedo mangiare la tinca seduto al suo tavolo tra l’acquario e la stufa, che festeggia il primo pranzo dei suoi novant’anni, non posso non dirmi che in fondo la fortuna del ristorante un po’ deve dipendere anche da lui. Oggi è domenica, e i preti han finito di dir messa, ed è l’ora di mettermi a sedergli di fronte e far aprire il vino migliore al figlio del figlio di mio cognato. Si brinda, ancora una volta, al tempo e a noialtri, e a questo pesce benedetto che ci riempie stomaco e nervi. Perugia, marzo 2013

#23


CORTINA di Andrea Lanzilotto Devendra Banhart – “Mala” DI FERFINRAMOENTI DI UMBRIA NOISE SCON

Addentrarsi nel mondo dell’artista californiano, significa compiere un viaggio spogliandosi delle certezze che uno ha della musica new folk. Originale, eclettico e in continuo divenire, Banhart giunge al suo ottavo lavoro in studio ricalcando le sonorità dell’album precedente, “What will we be”, ma spaziando fra virtuosismi, lingue (utilizza anche il tedesco) e tematiche disparate. Riesce, nel medesimo progetto, a dedicare canzoni a una santa tedesca del 1100 - ldegarda di Bingen - e a uno skater - Ballad for Keenan Milton - prematuramente scomparso nel 2001. L’album, uscito per la prestigiosa Nonesuch (David Byrne, Caetano Veloso, ecc…), coinvolge e rende l’ascolto facile anche a chi non fa di questo genere il suo pane quotidiano. Quattordici tracce tutte da ascoltare e analizzare, ponendosi come presupposto la trasversalità artistica e umana del musicista. Presto in Italia: il 25 luglio al Lucca Summer Festival e il 26 a Roma.

Brandt Brauer Frick – “Miami” Dare una definizione precisa del tipo di musica prodotta dal trio tedesco non è facile. Intanto per la provenienza artistica di ognuno di loro, alle loro spalle percorsi jazz, blues e classici. Fondendosi insieme hanno dato vita ad un qualcosa di indefinito, che al primo ascolto si potrebbe far rientrare sotto la categoria di musica elettronica, ciò però non è del tutto veritiero, dal momento che vengono utilizzati esclusivamente strumenti “canonici” e macchine o campionatori vengono limitati al massimo nel loro utilizzo. Altra possibile definizione potrebbe essere quella di musica colta, ma anche questa risulta non pienamente appropriata, in quanto i tre musicisti si divertono a collaborare anche con esponenti della scena dance e pop. Altro fattore che potrebbe confondere l’ascoltatore è il titolo del loro terzo album – “Miami” – scordatevi situazioni da spiaggia e paesaggio spensierato, sonorità cupe e dark si mescolano con ritmi frenetici, con un sottofondo “oscuro” che pervade tutti e dieci i pezzi.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO

Motel Mozaique

Rotterdam (Nederland): 5/6 aprile, nato nel 2001 per Rotterdam Capitale Europea della Cultura (può interessarci…), è giunto alla tredicesima edizione; musica, danza, teatro, arte… (www.motelmozaique.nl)

Crossing Brooklyn Ferry

New York (USA): 25/27 aprile, musica e cinema presso la Brooklyn Academy of Music, sede storica per le arti newyorkesi (www.crossingbrooklynferry.com)

#24


MILLE E PIù non replico!!!

di László Kovács

«Libertà, son più di vent’anni, che nei panni di straccione me ne vo’. E coi ragazzi, come me, solo questioni, mentre i capoccia dividevano i milioni... ». Con questo refrain nella testa e Stefano Rosso nel cuore, guardo le dirette streaming e m’incazzo. Penso alla Lombardi e al povero Bersani. Ah, se ci fosse stata Katia Bellillo... Guardiamo avanti. «April she will come». è Festa di Liberazione. Ipotizzando che al peggio non c’è mai fine, meglio scongiurare guardando ai Partigiani. Al miglior cinema Italiano e alla meglio gioventù. Il pensiero e le immagini di un paese ai margini di un ventennio.

TUTTI A CASA

Nomen, omen. Rubrica e film. Che al contrario di quanto si possa pensare, a casa non porta nessuno. Film sulla responsabilità dell’azione. Luigi Comencini cuce su Alberto Sordi e Serge Reggiani i panni di un Italia in fuga dalle barbarie. La vigliaccheria fatta persona in abiti militari, diventa coraggio in quelli civili. Un viaggio da nord a sud, attraverso lo stivale, dal Veneto 8 settembre al Napoletano 27 settembre 1943. 20 giorni che trasformano 20 anni di tenebre in una nuova luce. Un passaggio di epoche che nella liberazione del 1960 (anno di produzione del film) faceva guardare con giusto distacco dittatura e liberazione, mettendo, con abile gioco straniante, lo spettatore al centro di una democrazia incompiuta. Partecipazione è liberazione. Il giudizio è netto. Quando il cinema Italiano conquistava il mondo:il fascismo era il male assoluto e Tutti a casa era speranza, non anatema. L’alba di una nuova epoca è nelle parole del Tenente Innocenzi: «No... non si può stare sempre a guardare». LECTIO MAGISTRALIS.

#25


PHOTO

In senso orario partendo da qui:

• Giuradei @ loop di Riccardo Ruspi

• Di Martino @ loop di Riccardo Ruspi • HermetoPascoal Septet @ JazzClub di Giancarlo Belfiore • Latte e i Suoi Derivati @ Afterlife di Amedeo Ferrante • Motel Connection @ Afterlife di Amedeo Ferrante • Kpanic @ Rock in Colle di Laura Aschieri

#26


PUNK IN FUNDO...

di BERNH

Un altro concorso arezzowaveviano si è concluso allegramente. Anche per questa stagione abbiamo un gruppo umbro che andrà a tentar fortuna sul palco di quello che ad oggi è l’unico vero concorso musicale che scopre nuovi talenti e che tenta di premiare le migliori band senza peraltro chiedere soldi anche solo per sperare di essere selezionati (cosa che da noi succede spesso, che tristezza). Sinceramente non ho mai avuto da ridire sulle scelte della giuria, credo fermamente che i gruppi che negli anni meritassero di vincere poi ce l'abbiano fatta e non ricordo nessun vincitore che abbia fatto gridare allo scandalo anche se ne ho sentite parecchie della serie: “E’ una farsa!” “C’era in giuria uno che l’anno scorso partecipava!” oppure “eh ma ai PincoPallinoJohn gli avete dato la serata peggio mentre i FuckDaBamba hanno suonato con 3000 watt!”...quando c’è di mezzo un po’ di sana competizione le polemiche si accendono ed è giusto così tutto sommato. Però è altrettanto giusto esigere il rinnovamento anche in questo caro e vecchio concorso e per farlo bene allora mi calo nella parte del rivoluzionario che tanto va di moda ultimamente: A casa! A casa!! La giuria del concorso si deve rinnovare! Con tutto il bene che voglio ai giurati, alcuni amici da anni, altri comunque conoscenti che apprezzo, non è possibile che siano sempre loro a giudicare la nuova musica umbra no? Cioè sono umani e dopo tanti anni nella stessa posizione è normale che non sia più soltanto la musica a trasportarli ma anche le simpatie che nel tempo si sono instaurate con chi suona. Per esempio il direttore di Umbria Noise è uno dei giurati ed è chiaro che abbia selezionato il mio gruppo solo perché scrivo in questa fanzine, ammettilo Danilo! Ammettilo anche tu Riccardo! Vogliamo trasparenza estrema, a casa! A casa! Siete circondati! Bando al vecchiume! Che si rinnovi la giuria intera e che arrivi carne fresca! Giovini provenienti dalle più disparate cantine musicali umbre, sedicenti esperti che ci delizieranno con le loro scelte illuminate oppure altri giurati da fuori regione così da essere imparziali al massimo. Come dite? Anche questo non garantirebbe la giusta scelta dei vincitori? Anche una rivoluzione totale non assicurerebbe la cura di tutti i mali? In effetti pensate un po’ a cosa potrebbe succedere se dei nuovi giurati, poveri loro, con tutta la buona fede possibile incappassero comunque nel decretare un vincitore veramente indegno...apriti cielo! Insomma, per come la vedo io inneggiare alla rivoluzione totale è spesso una cazzata fine a sè stessa. Di sicuro c'è bisogno di un rinnovamento graduale perchè non fa mai male cambiare facce, ed in effetti ciò sta già avvenendo e già da qualche anno, ma i problemi non si risolvono certo con un colpo di ghigliottina né con email minatorie o puttanate varie. Fa sempre più rumore un albero che cade che una foresta che cresce ma in questo caso invece di inveire verso l’albero cerchiamo di essere felici per questa foresta musicale che ora è l’Umbria, gonfia di gruppi validi che si sbattono, che stanno creando belle vibrazioni e che hanno portato in questa regione un'offerta di musica live come non si era mai vista. Poche chiacchiere ragazzi, tutti a sudare in sala prove per cercare come ogni anno di mettere più in difficoltà possibile la giuria di Arezzo Wave con la musica, con lo spettacolo sul palco, con la voglia di migliorarsi sempre...i poveri giurati non aspettano altro, parliamo di musica, non perdiamo tempo con i complotti.

PS= Nel prossimo Punk in Fundo: “Come le scie chimiche abbiano influenzato la scelta dei giurati di AW” ed a grande richiesta “Microchip sotto la pelle dei giurati…chi è stato? Perché?”

Canzone del mese: “Sucker” – California X

#27


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UMBRIANOISE N.12  

Rivista di Musica Umbra

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