UMBRIANOISE N.10

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DIRAQ / DESOURCE / THE NOOBS / Radio BOMBAY / CENTRODENTRO


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EDITORIALE

DANILO NARDONI

Redazione

Danilo Nardoni, Riccardo Corradini, Clara Vincenti, Sara Petruzzi redazione@umbrianoise.it

Hanno collaborato

Andrea Lanzilotto, Luca Farinella, Maria Alessia Manti, Uliana piro Matteo Schifanoia, Giacomo Caldarelli

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Riccardo Corradini cell. 345.7589349 pubblicita@umbrianoise.it

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INDICE Umbria Noise è stampato su carta riciclata

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DI DANILO NARDONI

I

l volume della musica in Umbria sembra crescere sempre di più. Gli indicatori sono molti: dai gruppi che si iscrivono in massa ad Arezzo Wave Band (l’Umbria ha chiuso con 77 band, un numero in controtendenza con altre regioni invece in calo di iscritti) fino agli spazi per la musica che continuano ad aumentare. Pare esserci un bel movimento in questo senso. Accanto ai locali tradizionali e ben rodati c’è fermento. È il caso del piccolo Chupito che nella sua accogliente sala per concerti ha iniziato a fare sul serio con una programmazione molto interessante. Oppure del nuovo Rock’n’Roll Perugia, del Collage Club, del 110 Cafè (dove finalmente hanno trovato casa i tipi del Mercoledì Rock), o del Norman versione 2.0, che dopo avere scongiurato la chiusura ha cambiato gestione e sfida gli anni a venire. Anche se, è inutile nasconderlo, c’è sempre qualche eccezione, con il rovescio della medaglia. Ha chiuso infatti lo Skylab di Terni e c’è qualche realtà associativa che si occupa anche di live che trova qualche difficoltà (stavolta abbiamo parlato del caso Centrodentro). Quindi non è tutto oro quel che luccica. Luccicano invece, nella nostra regione ma non solo, alcune band umbre che abbiamo incontrato per i lettori di Umbria Noise: grazie all’intervista ai Diraq, Desource e The Noobs e al report fotografico che Uliana Piro ci ha fatto seguendo una tappa del tour dei perugini The Rust and The Fury, sempre più lanciati su palcoscenici importanti. Prosegue inoltre anche il nostro viaggio all’interno delle web radio umbre. Dopo Radio Trasimeno stavolta tutto lo spazio è per Radio Bombay. Questo e tanto altro ancora troverete qui dentro. Ah, dimenticavamo. La copertina stavolta è merito di Andrea Reali. Altro giovane artista, classe 1990, che ha accolto il nostro invito. E che tra l’altro, oltre ad aver fatto l’Istituto d’Arte Bernardino Di Betto di Perugia, è il bassista dei Desource. Un altro caso in cui musica e arte possono andare tranquillamente a braccetto.

support your local noise Diraq........................................#4 Desource.................................#6 The Noobs...............................#8 Radio Bombay......................#10 Centrodentro........................#12 Agenda..................................#14 Vinyl Show............................#16 Arezzo wave.........................#17

Shortnoise...........................#18 Mercoledì rock....................#20 Report fotografico...............#21 Parole dall'underground....#22 Cinevisioni...........................#23 Cortina di ferro...................#24 Photo....................................#25 CD.........................................#26

L'illustrazione in copertina è di Andrea Reali

UMBRIANOISE Direttore responsabile


Diraq, tra fragore e silenzio

DI DANILO NARDONI e RICCARDO CORRADINI

La formula dei più “texani” tra i gruppi umbri prevede uno stoner rock granitico, intriso di blues e pieno di groove

#4

Un indie stoner “granitico” e coinvolgente. “Texas stoner” se preferite. Perché il loro sound è “ruvido” come quello che hanno i texani. Ma in mezzo a questi suoni tosti e di stampo più classico sono gli arrangiamenti moderni, con l’incursione anche dell’elettronica, a contraddistinguere i Diraq, formazione proveniente da Gualdo Tadino e composta da quattro elementi: Matteo Bruni, voce e chitarra ritmica, Alessandro Di Loreto, basso e seconda voce, Edoardo Commodi, chitarra solista, e Federico Sereni, batteria e Pad elettronici. “Ad aprile – ricordano – festeggeremo il nostro quarto anniversario, ed è una tappa importante, perché nonostante i tanti impegni personali di ognuno di noi, siamo riusciti a restare uniti nel portare avanti questo gruppo per molto tempo. Ci vuole volontà, determinazione e tanta passione, fino ad ora ci siamo tolti molte soddisfazioni e nel nostro piccolo ci sentiamo appagati e soddisfatti del nostro percorso”. Un percorso che ha portato questi quattro giovani musicisti sulla strada di un rock “grezzo”, acido e pieno di groove e di “chiaro-scuri”, sublimato in passato da importanti interpreti, ai quali si ispirano. “Ci ritroviamo nel genere dello stoner e del noise rock – affermano – ma la categorizzazione non ci piace, non ci precludiamo strade interessanti foto di: Betty Groove solo perché lontane da questo nostro riferimento stilistico. Oltre allo stoner rock di band come Kyuss e Queens of the stone age, potremmo citare anche Tom Waits o Trent Reznor come possibili artisti di riferimento stilistico. Per quanto riguarda le band italiane, ci accomuna l’apprez-

zamento per gli One Dimensional Man, tuttavia il nostro intento è quello creare un sound riconoscibile e personale, preferiamo lasciar parlare la nostra musica senza influenzare l’ascolto con paragoni o similitudini con altri musicisti”. I Diraq prendono il nome dal matematico britannico Paul Diràc, uno dei fondatori della moderna fisica quantistica: “Con un po’ di fantasia e molto ‘romanticismo’ – spiegano – abbiamo scomodato una sua teoria per dare una specie di volto al nostro sound, che è caratterizzato da ‘muri di suono’ intervallati da pause di assoluto silenzio. Questo, in qualche modo, ricordava gli impulsi di Diràc. Abbiamo sostituito la “c” finale con una “q”, per mero bisogno fisiologico di ambiguità, beneficiando del fatto che la fonetica della parola rimaneva invariata. Fragore e silenzio, quindi, è il modo di concepire la nostra musica e “diraq” è un curioso modo di presentarla, ed in più suonava bene”. Azzerare l'energia per poi ripartire alla massima potenza. È dunque questa la formula di Diràc, ma anche la “formula” fatta propria dai Diraq e che sta quindi alla base del loro sound. Come nasce un pezzo dei Diraq?

“I nostri pezzi nascono con il lavoro in sala prove, prima strutturiamo il pezzo, definendone l’ossatura, terminata questa prima fase è il momento di creare una linea vocale sulla quale sarà cantato il testo della canzone. Ma il lavoro non finisce qui, perché il pezzo viene suonato molte volte, sperimentando suoni, soluzioni ritmiche e melodiche fino ad ottenere l’idea che abbiamo in testa. La musica è una cosa mistica, difficile da spiegare, spesso le canzoni nascono in poco tempo, in maniera del tutto naturale, altre volte occorre tanto lavoro e non sempre si riesce ad ottenere un risultato soddisfacente”. Come viene accolta la vostra musica durante i live che proponete?

“In questi anni abbiamo fatto concerti sia in Umbria che fuori regione, per ora siamo stati accolti positivamente, questo ci dà una grande spinta per continuare il nostro percorso, è davvero gratificante ricevere complimenti disinteressati da


Come trovate la scena musicale italiana e quella umbra in particolare?

“C’è molto movimento interessante, particolarmente in Umbria, dove si è creato un bel circuito di gruppi e locali che propongono buona musica live: questa è una cosa importante, tutto questo movimento musicale ha bisogno di spazi per poter avere il giusto sfogo”. In questo inizio del 2013 siete usciti con il vostro primo album dal titolo “Fake machine”. Ce ne potete parlare?

“Fake Machine è un disco di dieci canzoni che racchiudono la nostra essenza. Si tratta di musica rock, impreziosita con incursioni elettroniche La cover di Fake Machine - Isabella Sannipoli ma anche suoni prettamente vintage, è un connubio stilistico che ci piace utilizzare. I nostri ascolti spaziano tra generi e epoche musicali anche distanti tra loro, per questo in ‘Fake Machine’ si possono trovare canzoni rock di forte impatto, momenti più ‘lisergici’, ma anche parti burlesche e divertenti. Sicuramente nel 2013 è dura proporre qualcosa di assolutamente innovativo o rivoluzionario e noi non abbiamo tale pretesa, tuttavia speriamo che chi ascolterà questo disco, non lo trovi poi così banale”.

I testi del disco trattano argomenti particolari? Date importanza al significato delle vostre canzoni?

“Oltre alla musica, diamo molta importanza ai testi, ci piace trattare argomenti che raccontano di come spesso la menzogna si camuffa in verità, a tutti i livelli, sia individuali che sociali, di questo parla ‘Fake Machine’: il razzismo è un fake machine, il politico che vende una finta verità è un fake machine, così come la paura del diverso, la frustrazione che genera violenza, chi sta male con se stesso e non si accetta, i clichè, i preconcetti, i pregiudizi, il medievalismo odierno, tutto questo è fake machine. Antiteticamente dal nome del nostro disco, i nostri testi vogliono parlare di cose reali, concrete, vere, che interessano il singolo e la società: la macchina del falso, come una pianta, si alimenta da sola con le proprie menzogne, e chi è intrappolato in questo meccanismo, se ne sta come appeso per i piedi ad una corda, guardando il mondo dal verso sbagliato”. Quali live e progetti si prospettano per voi nell’immediato futuro?

“Dopo aver suonato lo scorso 12 gennaio all’Afterlife club, suoneremo il 2 febbraio all’Urban club di Perugia, dopo di che porteremo il nostro live fuori dalla regione, Roma è la prima tappa. Tra i progetti sicuramente c’è quindi quello di valorizzare la dimensione live per promuovere questo nostro lavoro. Vogliamo che la nostra musica arrivi a più orecchie possibili, e per fare questo, oltre a promuovere il disco tramite i vari mezzi di distribuzione (ai concerti ed in rete), confidiamo molto sull’impatto live, che è la cosa più importante per una band emergente come noi. Il nostro valore lo vogliamo dimostrare sul palco”. foto di: Betty Groove

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myspace.com/diraqband

persone estranee una volta scesi dal palco”.


DI DANILO NARDONI E RICCARDO CORRADINI

Desource metalcore senza compromessi

Non importa come o quanto tempo occorra, ma per la giovane band umbra la cosa fondamentale è scrivere canzoni di qualità Mettere insieme hardcore, metal e progressive non è certo una novità. Ma farlo alla maniera dei Desource, sta tutto qui il segreto. Sta tutto qui quello che significa suonare musica pesante al giorno d’oggi, una chimera sonora dalle mille sfaccettature dove tecnica e intensità emotiva si mescolano in un cocktail micidiale. La band ha subito trasformazioni importanti, ma la formazione si conferma oggi sempre più come solida realtà nella scena musicale underground umbra. Questi cinque giovani musicisti arrivano da Castiglione del Lago: Edoardo Casini, chitarra, Iuri Lodovichi, voce, Giacomo Bracci, chitarra, Andrea Reali, basso, Gabriele Panariello, batteria. I Desource nascono dalle ceneri del gruppo metalcore My Sweet Nightmare, progetto nato nell'ormai lontano 2007 e una sorta di versione “adolescenziale” dell'attuale combo, in quanto inizialmente basato su cover di gruppi come Killswitch Engage, As I Lay Dying, Darkest Hour, Poison The Well. Col tempo la line up è cambiata drasticamente assecondando i bisogni artistici del progetto, assieme al repertorio, da anni ormai composto solo di pezzi originali. Pregi e difetti sono i diretti interessati a svelarceli: “Sicuramente la nostra forza maggiore risiede nella grande attenzione ai particolari e generalmente nella pazienza e sopratutto resilienza di tutti i componenti del gruppo, la capa-

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cità di dare il massimo, sempre. Nella storia dei Desource non è mai esistito un compromesso, sopratutto a livello di songwriting”. “Per quanto riguarda le debolezze – aggiungono -, sicuramente un fattore importante è la difficoltà di trovare una stabilità, una “routine” all'interno della band. Tutti i membri del gruppo per esempio hanno progetti musicali paralleli di vario tipo; altri a questo aggiungono anche percorsi di studio o generalmente di vita che hanno influenzato l'andamento delle nostre attività”. I Desource in sala prove. Come nasce un vostro brano?

“I brani dei Desource nascono in vario modo e non esiste per così dire una “formula magica” per la creazione di una nostra canzone. Pezzi come “This Plague Called Love” sono stati completati in mesi e mesi di lavoro non solo in saletta, ma soprattutto individualmente. Generalizzando, moltissimo input viene dai chitarristi, anche in sede di testi, ma allo stesso tempo è capitato più di una volta di seguire idee partite da tutti gli altri membri, sopratutto dopo che il canovaccio di un pezzo era già stato steso. Un paio di pezzi per esempio sono stati scritti letteralmente a quattro mani tra il frontman e i chitarristi. Ciò che ci importa è scrivere canzoni di qualità eccelsa, non importa come o quanto tempo occorra. Un po’ lo stesso approccio di grandi gruppi come i Tool”.


“Si chiama “Dirty Happiness” e prima di rappresentare un grandissimo passo per tutto il nostro progetto in sé, rappresenta una grande conquista individuale per ogni singolo membro della band, una sorta di epitaffio, di testamento, di rivincita. È la rappresentazione fisica di anni e anni di sacrifici e fatica in un ambiente ostile a qualsiasi impulso individuale, creativo o artistico, un riscatto rispetto alla mediocrità dell'esistenza di provincia. Non è un caso che l'album parli sopratutto di tematiche esistenziali: la perdita di una persona amata, conflitti interiori, le relazioni umane, l'influenza dei media e delle religioni, la spiritualità, tutte cose che si sentono davvero sulla pelle quando si è giovanissimi. Questo disco dunque rappresenta, oltre ad un sigillo della nostra adolescenza prima e giovinezza poi, sopratutto un forte messaggio: che esiste un modello di vita diverso, che i giovani non sono tutti uguali e stereotipati come ci fanno credere ed hanno davvero grandi potenzialità e che le aspirazioni, i sogni, possono diventare realtà attraverso lavoro e dedizione, anche in posti “dimenticati da Dio” come il nostro, dove siamo nati e cresciuti”. Da dove nasce la passione per un genere non certo facile come il vostro, se si pensa a tanti altri generi più comuni?

“Tutti i membri del gruppo sono da sempre esperti e appassionati di ogni genere per così dire, “estremo”, grazie anche ad internet e alle possibilità infinite della rete, che ci ha messo a contatto con sonorità sempre diversificate. Sintomatico è il fatto che persino agli inizi, quando ancora non avevamo gli strumenti per proporre pezzi originali, suonavamo canzoni di gruppi decisamente fuori della norma e assai ostici provenienti sopratutto dal panorama metalcore. Successivamente, gruppi come Misery Signals per esempio ci hanno fatto capire che le possibilità espressive nel nostro genere sono davvero infinite, dunque è stato piuttosto naturale dirigerci verso queste sonorità”.

compara al desolante panorama italiano: in realtà chiunque oggi proponga qualcosa di simile al nostro, che sia metal, hardcore, progressive o quant'altro, si espone davvero ad un grande pubblico. Noi possiamo dire senza esagerazioni di avere una solida fan base dalle nostre parti, nonostante ancora ci possiamo definire un gruppo emergente. Con questo, durante la nostra storia abbiamo avuto grandi responsi anche dall'esterno, avendo aperto (con successo) per gruppi decisamente importanti come The Secret, Locked In o Helia. E nell'estate 2010 abbiamo anche ricevuto una proposta di collaborazione con uno dei produttori più grossi del mondo in ambito Rock/Metal, Joe Barresi (QOTSA, Tool, Kyuss), non andata a buon fine solo per motivi economici”. Dove vi sentiremo suonare questo periodo?

“Per adesso ci siamo presi una pausa per dedicarci al massimo alla futura uscita e conseguente promozione del disco. Stiamo dilatando i tempi per poter offrire un prodotto di qualità massima”. Progetti per il futuro?

“Tutto sarà certamente più chiaro dopo l'uscita di “Dirty Happiness”, prevista per metà 2013, con cui speriamo di cominciare a farci notare sul serio e di cominciare a suonare in giro per Italia e l’Europa. Nel frattempo vi possiamo dire che è in lavorazione un videoclip, la cui uscita, se tutto va bene, corrisponderà a quella del disco. Abbiamo cominciato anche a lavorare su un nuovo Ep, ma ancora c’è troppo poco di definito”.

Il vostro può essere considerato un genere di nicchia. Come venite accolti dal pubblico umbro? E fuori dalla regione la situazione è diversa?

“Il nostro è un genere “di nicchia” solo se lo si

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facebook.com/Desource

Parlateci del vostro album di debutto...


DI RICCARDO CORRADINI

The Noobs MAKE IT FUNK!

Sette musicisti che dall’Umbria fanno partire il grido:

DON't play it funk,

Agli inizi il termine “funk” stava solo ad indicare qualche caratteristica ritmica o sonora presente nei brani jazz o blues. Solo dagli anni ‘60 si cominciò a considerarlo come un vero e proprio genere musicale. Il significato del vocabolo funk (ed il suo aggettivo funky) nello slang degli afroamericani significava "sexy", "sporco", "attraente" ma anche "autentico", cioè originale e libero da inibizioni. Personalmente quando sento la parola funk penso subito a "Sex Machine" (1970) di James Brown che è come dire musica ruvida, rude, libera da sofisticazioni, in una qualche maniera legata al blues, poche note scelte bene e un tiro da far ballare pure i sassi. Negli anni settanta infatti il funk sviluppò i tratti caratteristici che lo distinguono tuttora: linee di basso incalzanti e ripetitive (esemplari quelle del bassista di Sly Stone, Larry Graham, "inventore" dello slap), riff di chitarra elettrica taglienti e sincopati, nutrite sezioni di coristi e fiati e di facile ballabilità (anzi di difficile o quasi impossibile non ballabilità) dei brani, con ampio spazio per gli assoli. E allora andiamo a conoscere come questo genere ha sedotto musicisti anche qua in

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Umbria. Signori e signore i The Noobs. Nati dall'esigenza irrefrenabile di ripercorrere le orme dei grandissimi della musica afroamericana, si sono lasciati influenzare dai volti, dai suoni, dai ritmi e personaggi indimenticabili del genere come Aretha Frankiln, James Brown, Marvin Gaye, Nina Simone, la Motown Records. La band nasce alla fine del 2010, cambia poco dopo il nome (prima si chiamavano The Good The Bad and The Funky). A Pietro Paris al basso, Luca Cipiciani alla tastiera, Francesco Maragoni alla chitarra, Andrea di Cintio alla batteria, Manuela Pucciarini alla voce, si uniscono Lucia Brozzetti ai cori e Leonardo Radicchi al sassofono. Le varie esperienze in generi molto diversi dei musicisti della band si uniscono al grido di "don't play it funk, MAKE IT FUNK!" Come nasce il gruppo?

“Il gruppo – afferma Pietro – nasce da un intreccio di amicizie e incontri musicali. Io e Luca siamo amici da sempre e in progetti musicali diversi abbiamo spesso collaborato con Andrea (Napo). Per questo trio di partenza è stato fondamentale l’incontro con Francesco e Manuela, senza i quali sarebbe stato impossibile raggiungere il livello delle nostre aspettative. La giovincella (Lucia) si è aggiunta per ultima ed è


stata per noi come la ciliegina sulla torta”.

Secondo voi, quale è il punto di forza del gruppo? E il più grande “difetto”?

I the Noobs in sala prove. Come nasce un vostro brano?

“Spesso nasce da un groove di batteria o di basso – spiegano Andrea e Pietro -, di rado qualcuno porta un pezzo bello e pronto. Quello che ci piace fare è partire da idee individuali e lavorarci durante le prove, una sorta di composizione live, in tempo reale”. A chi vi ispirate nelle vostre composizioni?

“Veniamo tutti da esperienze molto diverse fra loro – sottolinea Manuela –, il che rende difficile rispondere con esattezza. Spesso è un delirio quando ci mettiamo a discutere di musica: si inizia parlando di Sly Stone e si finisce ai Radiohead, viaggiamo mentalmente verso il jazz e il blues più verace per poi guardare un video di Anthony & the Johnsons. La band per fortuna è ricca di contaminazioni sonore (necessarie per avere una identità originale riconoscibile) che ci hanno aiutato a scrivere i nostri primi brani inediti”. Parlateci del vostro primo lavoro in studio…

“Il nostro Ep si intitola “Introducing the Noobs”, comprende tre cover di artisti a cui ci ispiriamo come Al Green (“Love and Happiness”) oppure The Roots (“Compared to what”). Presente pure il nostro primo brano inedito “Good Morning”. A b b i a m o registrato tutto in analogico con strumentazione vintage. I ragazzi del Raw Studio sono stati eccezionali ed hanno fatto un lavoro pazzesco.

Poi il registrare in studio ha tutto un suo fascino... è una aspetto della vita di un gruppo che ci piace moltissimo”.

Da dove nasce la passione per il funk (conosciamo la storia musicale di alcuni vostri componenti che si dividono tra il jazz e il blues)?

“Beh, è un genere che abbiamo sempre avuto nelle orecchie, che abbiamo ascoltato da quando ci siamo avvicinati alla musica. Diciamo che per alcuni di noi è stato liberatorio tornare a suonare la musica che ‘ci ha fatto innamorare della Musica’". Il vostro può essere considerato un genere di nicchia. Come venite accolti dal pubblico umbro?

“Durante i nostri concerti davvero non ci aspettavamo un'accoglienza così calda. La sensazione che abbiamo avuto è che sembra appartenere molto di più ad una nicchia l' "appassionato" di funk e r'n'b piuttosto che la musica funk stessa... che sembra arrivare più facilmente alla gente che ascolta abitualmente altri generi”.

Dove vi sentiremo suonare questo periodo?

“Abbiamo inaugurato il 2013 con un concerto il 20 gennaio al Bad King Sunday Unplugged, ci rivedremo sicuramente al Loop Cafè di Perugia il 16 febbraio e al Gingillo di San Marco il 21 Marzo. Per qualsiasi aggiornamento e info potete seguirci su Twitter (@The_Noobs) oppure sulla pagina Facebook The Noobs”. Progetti per il futuro?

“Cercare di suonare il più possibile dal vivo... e ovviamente continuare a scrivere musica originale!”

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facebook.com/thenoobs.funk

“Nella band c'è una grande alchimia sia a livello umano che musicale, che diventa anche una lama a doppio taglio: è davvero molto semplice interagire e capire reciprocamente quali sono le nostre idee ma allo stesso tempo è altrettanto facile finire in chiacchiere e baldoria! Alla base comunque c'è una grande amicizia, finite le prove si continua a stare insieme, ed è forse questa la nostra forza più grande”.


RADIO BOMBAY

LA GRANDE SOGNATRICE

I

DI DANILO NARDON

Una web radio molto seguita, con sede ufficiale a Perugia Sta mettendo radici in tutta Italia… ed anche il blog non scherza! Proprio questo mese, il 28 febbraio, festeggerà quattro anni di vita. “Radio Bombay” nasce infatti nel febbraio del 2009 da un’idea di Luca Rovito. Lui pensa sia stata una cosa “genetica”. Come dargli torto. Suo padre, infatti, negli anni ’70/80 montava le antenne delle radio libere. Il nome Bombay, inoltre, è un chiaro omaggio alla canzone degli Afterhours “Bye bye Bombay”. Ecco svelati intanto i primi “segreti” del progetto radiofonico. Ma facciamo anche due chiacchiere con Luca per capire meglio chi è, e soprattutto cosa vuole diventare, questa web radio fresca fresca anche di nomination ai MarteAwards come miglior web radio del 2012. Così intanto i tipi di Radio Bombay si presentano nel proprio sito: “Radio Bombay è un’adolescente, e per questo fresca, irrequieta e grande sognatrice, per fortuna. Cresce a vista d’occhio e lo fa secondo i saldi principi della buona musica e della passione. Radio Bombay sa cosa vuole fare da grande e, anche se non se ne accorge, sta già iniziando a farlo. Però, si conserverà sempre come una ragazza, una bella ragazza. Di signore di mezz’età imbolsite e con sotto il trucco niente ce ne sono già troppe”. “L’idea – racconta Luca – era quella di dare risalto alla musica emergente in primis, considerando che i grandi canoni musicali non prevedono nulla per le persone e gli artisti che si sbattono per avere un minimo di visibilità. La prima diretta è stata come il primo amore, impossibile da dimenticare: abbiamo avuto subito la sensazione che attraverso queste nuove tecnologie e il fenomeno del web, con pazienza e impegno potevamo costruire un qualcosa di grande ed importante ai fini dei nostri obiettivi”.

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Perugia è attualmente la sede ufficiale, ma Radio Bombay è nata in Calabria, anche se poi però dopo qualche mese dalla nascita della web radio Luca si è trasferito nel capoluogo umbro per motivi di studio. La principale forza della web radio è che hanno speaker in tutta Italia e anche all’estero e non è quindi un caso se hanno accessi sul loro sito (www.radiobombay.it) da tutto il mondo. Le altre città dove è presente il fenomeno Radio Bombay sono Roma, Vibo Valentia, Cosenza, Pisa e Milano. “Oltre alla web radio – spiega Luca – abbiamo anche un blog e abbiamo creato una redazione di circa 20 persone che recensiscono gli ultimi arrivi, fanno videointerviste e live report in tutta Italia. Per quanto riguarda la redazione ci tengo a ringraziare Vincenzo Infantino che ha preso in mano la situazione e, a mio parere, è riuscito a creare uno dei blog più interessanti italiani di musica indipendente ed emergente”. Pensi che ai giorni nostri le web radio possano avere lo stesso ruolo che avevano le radio libere negli anni ‘70?

“Assolutamente si, il nostro primo slogan è stato quello di “Dare voce a chi non a voce”, un chiaro omaggio a Radio Alice, una delle radio libere più importanti italiane degli anni ’70. Sicuramente sono cambiati i mezzi, oggi abbiamo a disposizione strumenti che in passato in pochi potevano immaginare, attraverso il web sei raggiungibile da ogni angolo del mondo. Penso però che lo spirito di chi faceva le radio libere sia da prendere come esempio per avere una web radio autentica e coerente con i propri scopi”. Per continuare ad esistere è necessario lo stretto rapporto che c’è con i social network?

“Questo rapporto è fondamentale ed il tutto ha i suoi pro e i suoi contro. Noi ci siamo sempre autofinanziati


Vuoi parlarci anche del palinsesto e dello staff?

“Il palinsesto è forse la vera perla di tutto il progetto. Avendo speaker in tutta Italia, la linea passa da una città all’altra in un secondo. Abbiamo programmi di musica indie, musica indipendente elettronica, ska, metal, rock classico, trip hop, reggae, progressive rock, trasmissioni puramente goliardiche e infine un programma sulla classifica settimanale scelta direttamente dai nostri ascoltatori. Tra speaker, editori e collaboratori occasionali attualmente siamo circa 40 persone, non solo in Italia: infatti il nostro webmaster sta in Spagna, cosi come il nostro grafico ufficiale”. Seguite molto spesso in diretta anche alcuni concerti. Come riuscite a portare avanti questa interessante attività?

“Io penso che la musica indipendente debba ormai puntare tutto sui live. La crisi delle case discografiche è nota ormai, i cd se ne vendono sempre di meno e le band sono consapevoli che la notorietà la possono avere soltanto facendo concerti e suonando dal vivo. Noi trasmettiamo ogni venerdì i live del “Friday I’m in rock” dall’Urban (che ci tengo a ringraziare anche tramite queste righe, consapevole che se stiamo crescendo tanto sul territorio umbro è anche grazie alla visibilità che ci sta dando il locale). Abbiamo iniziato anche a trasmettere i live del “Mercoledi Rock”, che finalmente ha ricominciato a dare vita al centro storico di Perugia, dal 110 cafè. A Roma seguiamo con costanza anche la rassegna musicale “Heroes”, che si svolge a San Lorenzo nel locale “Le Mura”. In passato abbiamo seguito tantissimi festival nazionali (Aspettando il primo maggio, La Tempesta Gemella, il Concerto del Primo Maggio a Roma, il Mediterranea Sound Festival e

tantissimi altri)”.

Di recente avete ottenuto la nomination al MarteAwards (importante premio italiano per l'innovazione artistica assegnato da MArteLive) come miglior web radio del 2012. Anche se non avete vinto che ci dici dell’esperienza?

“A tal proposito ci tengo a dire una cosa: quando sei totalmente immerso in un progetto non ti rendi conto di ciò che stai realmente facendo ma soprattutto come lo stai facendo. La nomination al MarteAwards come miglior web radio del 2012 ci ha dato la consapevolezza che stiamo seguendo la strada giusta. Nessuno poteva immaginare che in soli quattro anni avremmo ambito a tale premio. Per noi è motivo d’orgoglio e ci servirà come stimolo per continuare a migliorarci sempre. Il premio alla fine è stato vinto per la seconda volta consecutiva da Radio Kaos (Roma), la speranza è di essere nuovamente in nomination il prossimo anno. Anche se non abbiamo vinto, e coscienti che i nostri mezzi economici sono sicuramente inferiori rispetto alle altre web radio che erano in nomination, per noi è stata come una vittoria essere arrivati così in fondo”. Progetti per il futuro?

“Quattro anni di vita sono un grande traguardo per noi. La nostra forza è stata quella di non mollare tutto nei periodi più bui. Tanti in questi anni mi hanno chiesto informazioni su come fare un progetto simile al nostro, ma mi sono reso conto che dopo qualche mese gettavano la spugna. Ci vuole tanta pazienza e tanto impegno, siamo consapevoli che tutto ciò che stiamo seminando un giorno sarà raccolto. A febbraio inizieranno un paio di nuovi programmi, sempre coerenti con il nostro progetto che diffida dalla musica commerciale (non ci consideriamo alternativi, ma sappiamo già che questa musica ha ampi canali su come diffondersi). Inoltre siamo in dirittura d’arrivo per costituire l’associazione “Bombay”. A breve sarà anche disponibile l’app per Android per ascoltare direttamente dal proprio dispositivo mobile la web radio. Vogliamo ampliare anche i temi sul nostro blog, quindi non scrivere solo di musica e a tal proposito abbiamo stretto una collaborazione con “Blue planet heart”, un’associazione culturale che ha un blog che tratta tematiche importanti della società in cui noi attualmente viviamo. Infine, abbiamo l’esigenza di trovare una sede a Perugia, in modo tale da creare un punto d’incontro per artisti e musicisti umbri, ma anche per quelli che saranno di passaggio qui a Perugia per fare concerti”.

#11

radiobombay.it

per portare avanti il nostro progetto e non disponiamo attualmente di un budget che ci consenta di pubblicizzarlo in modo differente da quelli che sono i social network. Il 70% degli accessi sul nostro sito arriva da Facebook. I pro sono molti: pubblicità gratuita, veloce ed istantanea. C’è un solo contro, che rappresenta una mia fissazione: il nostro blog è seguitissimo e vi è anche la possibilità di commentare gli articoli, le recensioni e le interviste. Però la gente preferisce commentare i link direttamente sui nostri account facebook e twitter, piuttosto che creare il dibattito sul nostro sito”.


A quando la “riapertura” del

Centrodentro? Quello degli spazi dove poter esprimere e manifestare le proprie sensibilità, siano queste artistiche o di stampo più sociale, è da sempre un argomento molto sentito. Umbria Noise vuole allora andare alla ricerca dei luoghi dove si fa musica, e non solo, in maniera diversa. E andare alla ricerca di quelle persone che per raggiungere questi obiettivi portano avanti, attraverso il volontariato e l’associazionismo, situazioni di questo tipo. Insomma, con l’unico “ritorno” che non è quello economico ma solo quello di fornire servizi e spazi giusti per poter condividere la creatività di singoli o gruppi. Uno di questi luoghi è sicuramente il Centrodentro di Perugia. Anche Umbria Noise, sempre attenta a quello che succede per quanto riguarda gli spazi aggregativi, sta assistendo con preoccupazione ad una lunga chiusura della struttura che ospita l’omonima associazione culturale, il cui direttivo è stato sempre presente nel territorio, collaborando e partecipando anche a rassegne ed eventi di altre realtà associative. Con lo scopo, grazie alla creazione di interessanti progetti comuni, di favorire scambi di idee e interazioni. Abbiamo quindi voluto approfondire la situazione Centrodentro, sentendo i ragazzi dell’associazione e soprattutto scambiando due parole con il presidente Lorenzo Capolsini. Il Centrodentro è una associazione autogestita dai soci che attraverso l’impegno volontario promuove e sostiene attività ed iniziative di carattere culturale, informativo e sociale. L’associazione dal 1997 svolge principalmente le sue attività all’interno dell’ex scuola elementare di S.Andrea D'Agliano, alla periferia di Perugia, struttura trasformata da luogo abbandonato a luogo di promozione culturale, di socializzazione e di incontro, per il concreto sviluppo di esperienze alternative a quelle dei principali

#12

L’associazione è in attesa di poter continuare a realizzare le proprie attività all’interno della sede

luoghi di consumo (qui negli anni si sono svolte conferenze, convegni, cineforum, cene sociali, concerti, workshop, laboratori teatrali). Il Centrodentro da circa tre anni ha però dovuto interrompere le proprie attività causa scadenza del contratto con il quale l’Amministrazione comunale assegnava la struttura all’associazione, contratto che al momento non è stato ancora rinnovato a causa di problemi strutturali legati alla sede. “Diciamo che più di un assessorato – racconta Lorenzo – si è interessato alla messa in sicurezza della struttura anche con un’ispezione degli spazi, ma fino ad oggi la questione sembra archiviata e quindi i locali stanno vivendo un degrado sempre maggiore”. Il presidente ci spiega meglio: “Dopo un lungo percorso che ha coinvolto prima l’Assessorato all’urbanistica, ora proseguito con l’ufficio dell’Informagiovani ed in dialogo con l’Assessorato alla cultura, siamo in attesa di una possibile ufficiale riapertura, avendo pronti i progetti da realizzare e i possibili interventi da effettuare per rendere la struttura agibile e poter continuare così il percorso per il momento interrotto, che univa un consistente numero di soci, amici, persone che da tutta Italia e anche dall’estero varcavano di continuo la porta della sede”. “Certamente noi, come Associazione – afferma Lorenzo –, vorremmo continuare la nostra attività e potenziare quelle in collegamento con le realtà nascenti e con i ragazzi che hanno bisogno di spazi per riunirsi e dar sfogo alle varie possibilità artistico-creative giovanili che, indiscutibilmente, passano attraverso questi luoghi, questi spazi, questi canali”. “Il Centrodentro – prosegue il presidente – oltre a vivere di vita propria (dato che ci sono bollette che paghiamo regolarmente nonostante non possiamo usufruire della sede), continua a cibarsi al momento solo delle


tante richieste da parte di vecchi e giovani amici e di gruppi musicali per organizzare eventi, incontri culturali e prove”. Il Centrodentro è quindi per il momento “chiuso”, ma ancora “aperto” a tutti quei soci che vogliono far sentire con forza la propria voce. Ed in questa direzione negli anni è cresciuto molto il progetto musicale, nato con l’associazione stessa e reso possibile grazie alla realizzazione di una sala prove, il quale nel corso del tempo è diventato trainante portando il circolo culturale ad una notevole crescita qualitativa e numerica. Una crescita vitale che si spera quindi possa proseguire, come fatto in passato, anche in futuro con l’apertura verso l’esterno della struttura, attraverso la realizzazione di nuovi concerti di gruppi musicali emergenti umbri e di artisti di livello nazionale e internazionale. A conclusione noi possiamo solo ricordare alcuni eventi di rilievo che sono passati per queste mura, come i concerti di Jon Gomm, Musica x Bambini, Uncode Duello, Fuzz Orchestra, Militia, Get the People, Taliban, Zun Zun Egui. Solo per citare alcuni protagonisti.

Alcune locandine del Centrodentro

#13


agenda febbraio Giovedì 7

██

Gem Boy / La banda della Majela Urban Club - PERUGIA

Deed

Porcelli Tavern - AMELIA

Vivienne The Witch 110 caffè - PERUGIA

Domenico Caglioti

Shamrock Pub - PERUGIA

Electric Devils

Notorius Pub - PERUGIA

Venerdì 8

██

TheBigSoundOfCountryMusic T-Trane - PERUGIA

Alessandro Fiori

Novecentonove Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO

Nuvole di Rock (Modà tribute band) Mathreex Center - GUALDO TADINO

Vanessa Peters

Cafè degli Artisti - CITTA' DELLA PIEVE

Etnia Super Santos

La Caciara - COSTACCIARO

Sly & The Spy Pepper - TERNI

R.Esistance in dub Rework - PERUGIA

Carnival DNB Dancehall Party CSOA Ex Mattatoio - PERUGIA

A 70s Carnival Party Urban Club - PERUGIA

Macarìa Ensemble

Carnevale al Borgobello - PERUGIA

Acustico SPA

Circolo Arci Varanasi - UMBERTIDE

TRUS'ME Treat Me Right lp launch Serendipity - FOLIGNO

Acquaraggia

Buskers - PERUGIA

Modena City Ramblers Afterlife Club - PERUGIA

Minimo Sindacale

CSA Germinal Cimarelli - TERNI

Drum'n'Bass Night Rework - PERUGIA

Little Louie Vega

Red Zone Club - PERUGIA

Goldmembers Trio Il Birraio - PERUGIA

In Rainbows

St. Mary Live - CITTA' DI CASTELLO

De Overkant 10th birthday Urban Club - PERUGIA

Domenica 10

██

Quartetto Auryn

Sala dei Notari - PERUGIA

Berimbau Trio

Pachamama - PERUGIA

88 Folli

Bad King - PERUGIA

Martedì 12

██

Amaury Cambuzat T-Trane - PERUGIA

AbbaShow / Supernova Urban Club - PERUGIA

Mercoledì 13

DàDàndo - PERUGIA

██

The Crabs

Not Official San Valentino Eventi Indipendenti

ShineBox / Brave

Auditorium Palazzo Gazzoli - TERNI

Bar Chupito - PERUGIA Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

Fuoriskema

Al Canneto Bar Pizzeria - CORCIANO

Sorryeasy

filippo graziani

Giovedì 14

██

Melampus

T-Trane - PERUGIA

St. Mary Live - CITTA' DI CASTELLO

Not Official San Valentino Eventi Indipendenti

██

Queency - TERNI

Sabato 9

No "Reggae no Party" Fat - TERNI (TR)

Hands of Time

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

#14

The Paul Gascoigne / Briganti / El Terrific

nobraino

Non

/ outback

Kandinsky Pub - PERUGIA


tutti gli eventi aggiornati su www.umbrianoise.it

Venerdì 15

██

Slim

Novecentonove Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO

Venerdì 22

██

M'illumino di meno 2013

Ed

osprey dream

Jazz Club Perugia 2012/2013

saluti da saturno

/ wonder vincent /

T-Trane - PERUGIA

Refettorio della Biblioteca Sperelliana - GUBBIO

Thee Flyin Tables

dado moroni

& max ionata

Teatro Pavone - PERUGIA

Frei

Cactus Cafè - PERUGIA

Takatatùm

Novecentonove Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO

Gold Panda

Shamrock Pub - PERUGIA

Suspense Quartet

Serendipity - FOLIGNO

Ilenia Volpe

Caffè degli Artisti - CITTA' DELLA PIEVE

Stand Back from the Yellow Line

La Caciara - COSTACCIARO

Dirty Wings

Rock'n'Roll Perugia - PERUGIA

Sabato 16

Rework - PERUGIA

██

Sabato 23

██

KiNK live

Not Official San Valentino Eventi Indipendenti

Serendipity - FOLIGNO

Appaloosa

carlo ruggiero

Auditorium Palazzo Gazzoli - TERNI

Rework - PERUGIA

Pornoriviste

L' Officina della Camomilla

Linea 77 / Locked In

Il Pan del Diavolo

The Noobs

Rodigan

Mommi Jazz Quartet

Nidi di Ragno

Loop Cafè - PERUGIA

Afterlife Club - PERUGIA

Afterlife Club - PERUGIA

Urban Club - PERUGIA

Urban Club - PERUGIA

Loop Cafè - PERUGIA

La Monalda - ORVIETO

Il Birraio - PERUGIA

Domenica 17

Moving Brains

██

Festa Fontignano - PERUGIA

Viktoria Mullova - Paolo Giacometti

The Blues Collective

Sala dei Notari - PERUGIA

Il Birraio - PERUGIA

G-Fast

Domenica 24

██

Magazzino delle Idee - ORVIETO

Jester at Work

British Night

Snakebite

██

Novecentonove Cafè - CASTIGLIONE DEL LAGO Bad King - PERUGIA

Martedì 19

Bad King - PERUGIA

Lunedì 25

Negrita

██

Teatro Lyrick - ASSISI

Giovedì 28

Not Official San Valentino Eventi Indipendenti

██

Auditorium Palazzo Gazzoli - TERNI

Nobraino

petramante

/ saluti da saturno

Stupendo - Vasco Tribute

110Cafè - PERUGIA

Vagabundos Disco Dinner - ASSISI

██La stacchi ██La pieghi

██La porti in tasca

#15


VINYL SHOW Il T-Trane di Borgo XX Giugno è sempre fucina di eventi interessanti che riguardano la musica, ma non solo. Infatti, nei mesi di dicembre e gennaio, ha dato vita ad un’iniziativa di assoluto rispetto. Una mostra internazionale di opere d'arte realizzate su "vinile", ovvero il materiale con cui vengono da sempre realizzati i dischi, ideata dall'artista americano, ma perugino di recente adozione, Jason Johnson. L'iniziativa, la prima del genere nella nostra regione ed una delle poche mai realizzate in Italia e peraltro fortemente connotata di significati anche sociali, ha avuto l’adesione convinta ed artisticamente preziosa di alcuni dei più noti artisti a livello regionale, ma soprattutto si è fregiata della partecipazione di innumerevoli artisti a livello nazionale ed internazionale. Non solo vinili dipinti, come verrebbe logico pensare, ma anche serigrafie, sculture ed opere di sorprendente creatività in cui l'oggetto disco si è trasformato in qualcosa di difficilmente paragonabile o descrivibile: tra gli artisti presenti c’erano nomi come Passalacqua, Giuman, Fiorucci, Raponi, Baroni, Phrasavat, Ivcevich,

#16

di DANILO NARDONI

quando il vinile diventa opera d’arte

Frank, Murphy e la newyorchese Lola Schnabel (figlia del Julian amico personale di Warhol e Basquiat, nonchè nome nuovo della scena artistica nella grande mela). Un’originale mostra quindi di circa 50 artisti dagli Stati Uniti e dall’Italia che hanno creato appositamente delle opere su vinile, i cui proventi, attraverso una vendita all’asta, sono andati a beneficio dei rifugiati dalla guerra in Libia (supportati ed assistiti dall’Arci di Perugia e da ArciSolidarietà, che attualmente si prendono cura di 130 persone alloggiate tra Perugia e le zone limitrofe, in particolare Foligno, Marsciano e Tavernelle). Gli ideatori dell’evento hanno tratto lo spunto di questa mostra da qualcosa avvenuto nella città di Atlanta in Georgia, dall’altra parte dell’Atlantico, con un notevole riscontro di pubblico e di critica, tra il 2005 ed il 2008: l’idea è stata quella di mettere assieme artisti visuali e musicisti a confronto con gli appassionati di entrambi i linguaggi artistici, sia per ampliare la propria notorietà, sia per rafforzare i propri risultati creativi.


AREZZO WAVE BAND 2013

ANCHE QUEST'ANNO L'UMBRIA FA SENTIRE LA SUA VOCE

Stesso numero di band della scorsa edizione. Sono infatti 77 le formazioni umbre che si sono iscritte alla nuova edizione del prestigioso concorso per band emergenti di Arezzo Wave. Sicuramente un grandissimo traguardo per l’Umbria, visti anche i numeri delle altre regioni, tutte in forte calo. Ma l’Umbria del rock tiene duro e si presenta con una pattuglia ben nutrita. Ora dopo la prima selezione verranno scelti i 16 semifinalisti umbri che si sfideranno nelle quattro serate live su altrettanti palchi della regione. Si comincia il 23 febbraio, per arrivare poi alla finalissima a quattro prevista per il 31 marzo all’Afterlife di Perugia. Basta ricordare i gruppi umbri usciti da questo concorso negli ultimi anni per far ben sperare anche il vincente di quest’anno: Frost, Fast Animals and slow kids, Da Hand in the middle, The rust and the fury. Ecco invece la lista di band e musicisti, provenienti da tutto il territorio regionale, dai quali usciranno i semifinalisti di quest’anno:

A step to delirium / Alessandro Voccia / Alla fine vince eddie / Anthropos / Assenza / Blaulaune / Craving 4 caffeine / Cremisi / Cricca Nolada / Dead Lavinia / Desert Rider / Diraq / Dub Fighters / El Terrific / Essenza / Fake Revival / Falcui & Guttalacs / Gattuzan / Ground wave / Hot / I Picari / Il pinguino imperatore / Il testimone / Japan suicide / Jolebalalla / Julian mente / Julianderoom / Keidù / Kpanic / La madonna di mezzastrada / La scuola di Francoforte / Lamigdala / Laura Aschieri / Le antenne / Le caramelle degli sconosciuti / Le chiavi del faro / Le ragioni di giuda / Le scimmie eclettiche / Lotus sindrome / Mass crysis / Mauseres / Meet me at the zoo / Megaphon/ Michele Maraglino / Nate and the dagos / Nelson / Niagara / Ninfa / No one nothing / Officina briganti / Old rock city orchestra / Please diana / Progetto panico / Progetto x / Psychocandy / Raster / Reggae ragga roots band / Relazioni pericolose / Rubber toys / Safe crash 5.1 / Santapupa r-evolution / Settembre / Signs prever / Sars / Soundstrike / Stand back from the yellow line / Teresa la notte / The crabs/ The shooters / The skaouts / The soul sailor / The carriage / The generation / Tweed / Urban trio / Volvedo / Wonder vincent.

PAPPA DI MUSICA

Spesso a noi di Umbrianoise arrivano segnalazioni e comunicati dalle scuole di musica: nuovi corsi di strumento, seminari, workshop. Ma questa che vi stiamo per raccontare ha attirato subito la nostra attenzione per la sua atipicità. Lezioni musicali per bambini da 0 a 3 anni. Il progetto è proposto da Maria Letizia Massetti e Francesca Staibano, operatrici musicali di Musica in Culla, formate presso la Scuola di Donna Olimpia a Roma. "Sicuramente il nostro percorso formativo – raccontano – serve per sviluppare l’apprendimento del linguaggio musicale, per utilizzare la musica come canale comunicativo ed espressivo ma anche per contribuire allo sviluppo cognitivo, motorio ed emotivo del bambino. Sappiamo che l'apprendimento della musica, fin dai primi momenti di vita del bambino, va di pari passo con la naturalezza e la spontaneità dell’apprendimento della lingua parlata. Per il bambino l'universo sonoro rappre-

senta un modo per conoscere l'ambiente che lo circonda ed egli stesso utilizza messaggi sonori per esprimere e comunicare i propri bisogni. L’attività proposta utilizza la musica come uno strumento di formazione e di crescita”. La metodologia utilizzata (nata dalla “Music Learning Theory” di E. E. Gordon, musicista e ricercatore americano dedito da 50 anni a studi sull’apprendimento musicale dei bambini della primissima infanzia) prevede proposte di melodie cantate associate a movimenti del corpo, all’uso di oggetti sonori e non. La voce è lo strumento prediletto, in quanto mezzo espressivo primario in questa prima fase di crescita. I neonati hanno la capacità di elaborare, eseguire e comprendere la musica in una modalità simile alla loro precoce capacità di elaborare il linguaggio. Durante le lezioni è necessaria la presenza degli adulti (educatrici, genitori, nonni o persone che hanno un forte rapporto affettivo con il bambino) che partecipano attivamente agli incontri. Ai bambini non viene chiesto di fare, ma di sentire e di essere: avranno i loro tempi per assorbire, interagire e imitare. Tutto questo, sempre attraverso il gioco, mezzo di comunicazione privilegiato e naturale. Per info: www.facebook.com/PappaDiMusica Francesca Staibano 347 3819332 pappadimusica@gmail.com

La musica non è un privilegio e non è irragiungibile. La musica si impara vivendola, attraverso il gioco, il movimento, il corpo, il canto, il silenzio.

#17


SHORT Chiude lo Skylab NOISE

Chiude uno dei locali ormai storici di Terni. Nato nel 2006 dall' idea di Giorgio e Fabio Speranza ha ospitato nel corso degli anni concerti underground di altissimo livello (Steve Shelley, Scott Anderson, A Toys Orchestra, Lombroso, Il Pan Del Diavolo, Folkabbestia, solo per citarne qualcuno). Nel loro ultimo comunicato i tipi dello Skylab lasciano comunque intendere che la loro passione per la musica non è cambiata e che continueranno, in un modo ancora da definire, ad onorare la città di Terni con proposte ed iniziative alternative rivolte ai giovani amanti della musica e della notte.

Saremo al C'entro 2013 - Iscrizioni aperte fino al 31 Marzo Fino a domenica 31 marzo 2013 saranno aperte le iscrizioni a Saremo al C'entro 13. Il tema della manifestazione quest'anno sarà: "Giù la maschera!. In un mondo in cui conta più l'apparire che l'essere, e nel quale troviamo difficoltà ad esprimere la nostra vera personalità, la musica è la voce per svelare i nostri veri sentimenti, sogni e speranze senza... maschere!". I partecipanti saranno divisi in 3 categorie: Interpreti, Cover Live e Cantautori. Per accedere alle tre serate finali del 14-15-16 giugno 2013 tutti i partecipanti dovranno superare anche quest'anno le selezioni, che avranno luogo al B-Dumpa Pub di Ponte San Giovanni (Perugia), tra aprile e maggio. Per info sulla manifestazione visita il sito www.saremoalcentro.it

Nuovi locali

Inaugurano a Perugia due locali nuovi di zecca: Il Rock'n'Roll Perugia in Via Alessandro Arienti, 3 (dove una volta c'era l' American Pub) che celebra con una tre giorni di musica la sua apertura (1 feb. Rocknrollradio Band, 2 feb. Badbones e 3 feb. DJset di DAN dei Pollution) e il Collage Club in Via Ciro Menotti (vicino l' Etoile54) che il 26 gennaio ha iniziato con i Gomma Gommas.

This Harmony, concerto di beneficenza per l'Etiopia

È partita sul sito "produzioni dal basso" una raccolta fondi per poter realizzare il concerto d'addio del gruppo perugino in un teatro di Perugia. Si tratterà di un concerto di beneficenza, organizzato assieme all'associazione umanitaria IPO e il cui ricavato andrà totalmente a sostegno di un progetto per l'Etiopia. In cambio di ogni quota (10 euro) si potrà ricevere in anteprima la versione digitale del loro ultimo lavoro, "1789". La scadenza ultima per poter mandare in porto quest'operazione è il 4 marzo, il concerto è previsto per la fine dello stesso mese. Sul sito di produzioni dal basso si possono trovare molte informazioni in più sia su IPO che sul progetto specifico. (www.produzionidalbasso.com/pdb_1901.html)

Le “Contaminazioni” sono di scena al Rework

È una manifestazione culturale che ha lo scopo di promuovere le nuove realtà artistiche emergenti italiane. Stili e generi si sono da sempre fusi per dare vita a nuove forme "contaminate" che hanno poi trovato una propria identità e connotazione per le generazioni successive, consolidando quel fenomeno di trasformazione che è fondamentale per la crescita di qualsiasi società. "Contaminazioni" si prefigge appunto di realizzare una serie di spettacoli musicali dedicati a questo segmento artistico. Tutti concerti e spettacoli non prevedono un biglietto di ingresso, ma soltanto una sottoscrizione libera e volontaria. La manifestazione si svolgerà al Rework di Perugia tra febbraio e maggio realizzando 4 concerti a mese per un totale di 16 performance che si svolgeranno tutte il venerdì o il sabato sera. Per poter assistere agli spettacoli sarà necessario essere in possesso della tessera ARCI 2013 (si puo fare anche la sera stessa al costo di 10,00 euro). Programma febbraio: sabato 2 febbraio NIO (Civitanova Marche); venerdì 8 febbraio R.Esistance in dub (Friuli); sabato 16 febbraio Appaloosa (Livorno); venerdì 22 Febbraio Dirty Wings (Alessandria).

#18


la Jolebalalla colonna sonora di M'illumino di meno

SHORT NOISE

La sigla dell'edizione 2013 di “M’illumino di meno”, la celebre iniziativa dello storico programma di Radio2 Caterpillar, è dei tifernati Jolebalalla. La formazione reggae di Città di Castello ha vinto il concorso indetto dal programma e sarà quindi l’artefice della colonna sonora della nona giornata del risparmio energetico in programma il 15 febbraio. La Jolebalalla ha “sbancato” il contest con 1708 preferenze. - Uscirà questo mese il nuovo disco dei Petramante “Ciò che a voi sembra osceno a me pare cielo” con MarteLabel e prodotto artisticamente da Paolo Benvegnù. Un momento importante per la band umbra (l’esordio è del 2009 con l’album “E’ per mangiarti meglio”) che ha fatto nascere undici nuove tracce grondanti sangue, lacrime e risate di cuore. www.petramante.it - Uscito il mese scorso “L'éducation sentimentale”, il nuovo album dei Da Hand in the Middle. Degna anteprima del cd, il videoclip di “Hong Kong stories”, ad opera del regista Federico Sfascia con la partecipazione straordinaria di Luca Benni (To lose la track) e di Matteo Schifanoia. Poema musicale composto di 14 canti in endecasillabi ad opera dei Da Hand in the Middle “L'éducation sentimentale” è l'opera seconda della band folignate, “un mistico collettivo Jungle-Blues di Jonesboro, Arkansas, e attualmente operativo nella Valle Umbra Sud”, secondo la definizione del loro agente e biografo. www.myspace.com/dahandinthemiddle - Uscito qualche settimana fa l'ultimo lavoro degli Psychocandy (darkwave, post punk, new wave dal 1999). L'album si intitola “Under the Earth the Stars” ed è stato registrato da Daniele Rotella presso lo studio “La Cura Domestica”. www.psychocandy.biz - E' uscito il 21 gennaio scorso il nuovo album dei Subliminal Crusher “Newmanity”. La band Death/ Thrash Metal di Terni nasce nel 2002 da una costola degli S.R.L. e registra negli anni un Ep e 2 fulllength (Antithesis, Endvolution). “Newmanity” è stato masterizzato negli studi, Room AB, da Goran Finnberg (Meshuggah, Haunted, In Flames, Opeth). www.subliminalcrusher.com - “Dance inna Babylon” (featuring Marcello Coleman, cantante degli Almamegretta) è il terzo singolo di “The Tribe”, il sesto disco dei RasteR. Il video, girato da Alessandro Tinelli tra Rodi, Spoleto e New York, colleziona immagini evocative ed insegna come si può ballare sopra babilonia. www.rasterweb.it - “Riot” nasce dall’esigenza di esplorare e fissare in musica il sentimento di ribellione dell’uomo contemporaneo. Il jazz è il linguaggio che meglio si presta, per Leonardo Radicchi e compagni, a descrivere la complessità della realtà contemporanea: l’armonia e l’atonalità, ritmi dispari, ma anche swing e groove, suoni ruvidi ed elettrici accanto a suoni acustici, la tensione in bilico con la liricità. La band è formata da giovani e talentuosi musicisti provenienti da formazioni musicali disparate e da esperienze musicali che vanno dal jazz alla musica classica contemporanea, dalla black music al rock. Il progetto discografico Riot è prodotto da Roberto Ramberti ed è uscito proprio in questo mese per l’etichetta Groove Master Edition (Roma). - Prodotto da Giorgio Speranza, “Rumore” è l’album d’esordio dei ternani Allucinazione ed uscito a gennaio. È un disco di orgogliosa ispirazione del genuino rock anni ’80 già definito dalla critica ‘Hybrid Rock’, incentrato sulla costante ricerca della positività nell’affrontare ogni singolo evento della vita.

NUOVE USCITE

Al Loop e al Ricomincio da Tre è tempo di Jam Session "Una jam session è una riunione di musicisti che si ritrovano per una performance musicale senza aver nulla di preordinato, di solito improvvisando su griglie di accordi e temi conosciuti chiamati standard" (Wikipedia). E allora poteva mancare nella città di Umbriajazz? Ovviamente no, quindi da fine gennaio il mercoledì sera tutti i musicisti e gli amanti del jazz hanno appuntamento al Loop Cafè di Via Cartolari mentre il giovedì la serata da non perdere è al Ricomincio da Tre di San Mariano.

#19


Una giornata con la Ruggine & la Furia

di ULIANA PIRO

Al casello dell’uscita di Prato segna 7 euro e 20 cent. Tutto sommato non male, considerando che ho acceso la macchina fotografica già prima di partire e che in questo tratto sono riuscita a scattare un paio di foto anche in furgone, malgrado le buche. Questa sera la band si esibirà al Capanno Black Out. È difficile poter raccontare questa band con soli 8 scatti, ma vedrò cosa posso fare… per il resto, a voi i The Rust & The Fury. Per il reportage completo: www.facebook.com/ulianapiro

#20


Mercoledì rock… a volte ritornano! Nuova location al 110 Cafè e nuova vita con “L’Umbria che spacca”

La cosa bella è che è ricominciato il Mercoledì Rock. Tutto dopo la (s)fortunata, ma brevissima, avventura al Loop (a qualcuno, dalle parte di via Cartolari, i giovani amanti della musica non piacevano, perché a questi si preferiscono degrado e sogni più “tranquilli” con balordi che girano per la città). La cosa bella, inoltre, è che il “nuovo” Mercoledì Rock che ha trovato presso il 110 Cafè di via Pascoli una nuova casa, propone anche un appuntamento che già dal nome è tutto un programma: “L’Umbria che spacca”, la rubrica mensile del mercoledì rock che ci CREDE FORTE. Dopo le quasi duemila persone che sono transitate per le due prime serate (con i concerti dei Da hand in the Middle e Fake Revival) la cosa sta diventando molto grossa… Questa la presentazione dei tipi del Mercoledì Rock, che come invito a partecipare ci sembra molto buona. E per questo ai lettori di Umbria Noise la riproponiamo integralmente.

Quando qualcuno inizia a suonare pensa a fare gli assoli. Quando qualcuno inizia a suonare in una band capisce che gli assoli possono avere senso ma c'è soprattutto la canzone. Quando qualcuno inizia a fare canzoni proprie capisce che non è scontato e fa tendenzialmente canzoni di merda. Quando qualcuno riesce a uscire dalla dimensione Ligabue e fa canzoni belle proverà a suonare in giro. Da questo momento in poi una band non può più fare da sola ed avrà bisogno di locali, sagredelpanemarcio, garagecapienti, Csa, Cva o qualunque altro luogo per poter capire se la loro musica ha senso di esistere al di fuori delle loro sale prova. Qui entriamo quindi noi, il Roghers Staff. Erano anni che pensavamo che l'Umbria, nonostante piccola e chiusa come un dito nella portiera della macchina, potesse produrre musica di spessore, di ottima qualità e fattura, come uno di quei giubbottini di Cucinelli che paghi più di un trapianto di cuore in America… ed erano anni che volevamo aiutare quest'Umbria. L'Umbria che SPACCA. Ora possiamo farlo grazie al Mercoledì rock. Abbiamo musicisti con le palle qua in Umbria! Band che sanno suonare davvero e che non sfigurerebbero di fronte a nessun artista internazionale. Tiriamo fuori un po' di orgoglio. Crediamoci di nuovo, come una volta. Ascoltiamoci. Ecco le parole di saluto del Fofo: Diffondiamoci.

IL NORMAN 2.0

Si vociferava di una sua chiusura definitiva. Il caro vecchio Norman però resiste, anche se con un passaggio di consegne che non può passare inosservato. Lo storico locale underground, al compimento del 25esimo anno di età, è stato infatti lasciato dal suo fondatore, Fabrizio “Fofo” Croce, il quale ha deciso di passare la mano dopo anni di onorata carriera ad Emanuele Ballarani. Sarà lui quindi a condurre il Norman nella versione 2.0.

“O' topo s'è fummato o' turco”, firmato The President. Lessi questa frase su un muro di Napoli, era il 1977. Dopo qualche giorno sullo stesso muro apparve una risposta altrettanto criptica, firmata Norman. Quella di Norman e The President fu una "leggenda metropolitana" che durò qualche stagione, in quegli anni alquanto ribelli. Quando, circa 10 anni dopo, bisognava dare un nome a questa "creatura" nata nei sobborghi, sfuggente già per la struttura e le coordinate artistiche a qualunque classificazione (chiuso il Suburbia, a Perugia gli unici locali notturni erano quelli più commerciali, tipo Quasar, Etoile, Billo...), mi venne in mente di intitolarlo e dedicarlo a quei due "campioni" dell'umanità di Serie B, a quei "beautiful losers”, a due simpatiche canaglie che diversamente sarebbero rimaste anonime e dimenticate e così, invece, hanno avuto un "monumento" ed una storia da raccontare. Buon 2013, vecchio Norman!

#21


di MATTEO SCHIFANOIA

PAROLE DALL'UNDERGROUND 26. bis. Batte il mio cuore, e irrora il mio sesso. Il treno era lungo, non rumoroso, penetrava l’aria di Novembre e Dicembre tout à l’heure. Lo studio divino apriva una porta piccola, lasciando passare il vento. Infiltrandosi nei capelli, rinfrescava il cuoio e la sua pelle, liscia. Il corpo felice apriva sorriso giocondo sollevando le spalle in un abbraccio a distanza tra compagni. Gitte stava tornando da un passato presente. Lentamente si rivelava, sopracciglia. Piedi in piedi, le mani, due. Delizia d’angelo d’Africa le cui ali immagine da condividere per volare in terra.

ati i al t t a se Ver ccati onic m o r sc un’a o SODALIZIO da pion m e e ll ri o nti a l cie e sci idere com infa s tare di l mpes a te ruma o ; visi la b temp prov del pi im o e n lam lgora celest sfo oltre aglio te b la c n ab olora u in ote c si . di n nder verso i o a f l’un con

#22

eg Di

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,“ na ore P ia

Arcate stupende avvolgono la mia storia piccola e sofferente che ora abbraccio osservando tali magnificenze. Da ogni dove con lentezza scorrono pagine di gloria a scena aperta, così poesia faccio raccogliendo minute essenze mentre dolcemente piove.

MAESTÀ DELLE VOLTE

Pro

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Nicola Castellini, “Il bunker” (Morlacchivaria - 2009)

Massimo Pauselli (2012)


MILLE E PIù non replico!!!

di László Kovács feat. Simone Rossi

Fiasco, successo, pretenzioso, immortale, pretestuoso, capolavoro, storia del cinema, rottura immane... ne ho sentite di ogni. Social network, blog più o meno rispettabili, riviste online, riviste cartacee, ristoranti, bar e capannelli di discussione fuori dalle sale cinematografiche. In ogni luogo virtuale o meno si è celebrata l’apoteosi delle parole: discussioni e litigi interminabili sull’ultimo film di Paul Thomas Anderson, divertenti ed estenuanti come raramente mi è capitato di vivere per un opera cinematografica. Dapprima sorpreso, poi incuriosito dall’acredine con la quale ci si è scagliati contro un film che considero un capolavoro, ho chiesto un po’ in giro cercando un volontario o una volontaria che volesse divertirsi nel distruggere, dissacrare o più semplicemente sconsigliare la visione di The Master. Ne è nato un interessante featuring con Simone Rossi. A lui il ritornello del perché no, a me la strofa del perché sì!!!

PERCHè si

PERCHè no

Inizia The Master e pensi a Il Petroliere, con l'incontro/scontro tra due uomini solo in apparenza agli antipodi. Il cinema di Anderson è sempre una goduria per la vista, con i suoi spazi aperti allestiti come un salotto buono. Ma se l'avvio è folgorante – l'isola, il centro commerciale – con la cinepresa che bracca il reduce Freddie (Phoenix); l'entrata in scena del corpulento Dodd (Hoffman), crea l'ingorgo. Non certo perché si navighi a vista. Il problema è in un discorso filosofico sul mondo troppo autoreferenziale, infarcito di momenti e situazioni inopinatamente lasciati in sospeso. Certo il messaggio implicito è chiarissimo: nessun Maestro può esistere senza un Allievo che lo idolatri. Ma poi? Il gioco di ambiguità che dovrebbe restituire lo smarrimento da dopoguerra di un Paese, non può bastare: e lo spettatore finisce per sentire puzza di fregatura. The Master è per questo un film poco riuscito. Ma da rivedere. Per capire se, e quanto volontariamente, il regista si sia divertito a confonderci.

The master. Perché non vederlo? Perché privarsi di tanta rara bellezza? Non è lento lui, lo siete voi nel capire. Non è autoreferenziale, lo siete voi: incapaci di cogliere dentro lo schermo l’esposizione di un teorema che terrorizza le coscienze. Il racconto della natura capitalistica e dell’uomo postmoderno. Anderson riempie carne e spirito, con una lezione di regia che nel suo manifestarsi diventa storia del cinema. Una fotografia controluce che irrita gli occhi come l’unico specchio, funzionante, che riflette la nostra immagine distorta. L’imponente Dodd (Seymour Hoffman) vende ciò di cui l’uomo ha bisogno. Parole come elettrodomestici, cure come automobili, sogni come libri a domicilio. Mentre Dodd e la luciferina Peggy (Amy Adams) costruiscono il monte di pietà, il mostruoso Freddy (Joaquin Phoenix) offre loro una prateria di cambiali, prestiti al consumo, rate ed interessi. Un film nella crisi. Ma con una speranza: si può smettere di pagare. CHE A FALLIRE SIANO LE BANCHE!!!

#23


CORTINA di Andrea Lanzilotto Django Unchained - Original Sound Track DI FERFINRAMOENTI DI UMBRIA NOISE SCON

Tutti i film di Quentin Tarantino sono un evento, dividono il pubblico. Chi ama il regista americano in maniera incondizionata e chi invece non riesce a comprendere alcuni suoi passaggi stilistici. Evento nell’evento sono, da sempre, le colonne sonore che accompagnano le immagini delle sue pellicole, una scelta meticolosa, attenta e che denota un gusto spiccato per la musica e il messaggio che è racchiuso in essa. Non fa eccezione l’ultimo suo lavoro che omaggia gli spaghetti-western e che richiama, anche nel titolo, il celebre “Django” di Corbucci. Ispirazione quindi tutta italiana che si riflette anche nella scelta delle melodie. Sono presenti celebri motivi come “Lo chiamavano Trinità” (Micalizzi) e “I giorni dell’ira” (Riz Ortolani); per l’occasione Ennio Morricone ha composto “Ancora qui” cantata da Elisa. Tanti gli artisti presenti nelle 23 tracce della colonna sonora, tra gli altri: James Brown, John Legend e Luis Bacalov. Da avere, come tutte le altre, un viaggio musicale con gli occhi del regista più osannato/odiato dei giorni nostri.

José James - No Beginning No End Appena uscito il quarto album del cantante di Minneapolis, per descriverlo e farvi venire voglia di comprarlo basterebbe menzionare l’etichetta sulla quale è uscito, Blue Note Records e il coproduttore, Robert Glasper. Ma visto che probabilmente non basta, si può aggiungere che i suoi primi due album furono realizzati grazie al dj inglese Gilles Peterson, produttore e formidabile scopritore di talenti. Primo lavoro per la storica etichetta jazz newyorkese, dodici tracce dove J.J. esprime il suo modo di fare musica, di miscelare generi e di divertirsi nel proporli in maniera unica. Soul, hip hop, elettronica, si fondono con le basi dall’inconfondibile stile jazz. Sono presenti tutte le radici della black music, sono sviscerate e interpretate da un artista che fa della voce il suo strumento naturale. Altre presenze eccellenti, oltre al piano di Glasper, nell’album: il basso di Pino Palladino e la batteria di Chris Dave. Spegnete la luce e fatelo girare.

FESTIVAL IN GIRO PER IL MONDO

DANCEHALL RIDERS SNOWBOARD CAMP

Corno alle Scale (Bo): dal 7 al 10 febbraio, decima edizione per gli amanti del reggae e della neve, paesaggio stupendo e calde vibrazioni a due passi da casa. (www.dancehallriders.com)

NOISE POP

San Francisco (USA): dal 26 febbraio al 3 marzo, non solo musica, cinema, arti, un incontro fra creativi. Dall’altra parte del mondo, ma qua non poteva mancare (www.noisepop.com)

#24


In senso orario • Vinicio Capossela (2) @Città della Domenica partendo da qui: di Maria Alessia Manti

PHOTO

• The Mighties @ Loop • Lithium Quartet @ Ricomincio da Tre • Leonardo Radicchi Quintet @ Loop • Dino Fumaretto @ Bad King

#25


CD

Any Good Reason Any Good Reason (2004)

Istigazione a delinquere Delinquente (2003)

ringhioso-quadrato stravolgente-furioso sofisticato-secco agitato-deciso

provocatore-spiritoso sfrenato-carismatico infocato-magnetico vertiginoso-pungente

Iterlacu Parte del Tutto (2001)

Progetto Panico Maciste in Paranoia (2012)

Neaph Clouds under the table (2011)

sereno-leggero controllato-distinto spensierato-pacato intimo-educato

sgraziato-divertente casinareccio-ballabile contagioso-brillante fresco-vorticoso

articolato-melodico rilassante-meditativo celebrale-viscerale vibrante-delicato

Nunun Seven Mirrors (2012)

Il Pianto di Rachel Cattiva Sottobosco (2000)

Vibrham Vibrham (2006)

emotivo-struggente penetrante-contaminato elettronico-abbagliante straordinario-travolgente

stridente-acuto avvolgente-graffiante piacevolo-dissonante accorto-ossessivo

raffinato-ambizioso elegante-ritmico originale-atipico sinuoso-ordinato

8 AGGETtIVI x 8 CD

#26



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