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Si volta pagina! Questo ed altro ancora nel futuro degli Umbertidesi

Programma politico UMBERTIDE 2014 – 2019

Elezioni amministrative comunali 2014


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SOMMARIO

TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE ......................... 2 ECONOMIA ......................................................................... 4 TURISMO ............................................................................. 8 URBANISTICA.................................................................. 10 AMBIENTE......................................................................... 13 AGRICOLTURA................................................................ 19 SICUREZZA ....................................................................... 21 SOCIALE............................................................................. 22 CULTURA........................................................................... 24 SPORT ................................................................................. 27

Web: www.umbertide5stelle.it Meetup: www.meetup.com/umbertide5stelle E-mail: umbertide5stelle@gmail.com Facebook: www.facebook.com/Movimento5StelleAltaValleDelTevere

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TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE È ora di curare le nostre società dal malcostume della menzogna che le rende opache e vulnerabili. Oggi basta un clic per smascherare chi bara: blog, quotidiani online, motori di ricerca sono le nuove piazze aperte alla denuncia e alla testimonianza di consumatori e cittadini a cui conviene esercitare quanto più possibile il diritto alla chiarezza. (D. Goleman, W. Bennis, J. O’Toole, Trasparenza. Verso una nuova economia dell’onestà, 2009)

Politica intesa come servizio alla cittadinanza, libera da interessi personali. Vogliamo iniziare un nuovo modo di fare politica, fatto di partecipazione dei cittadini, riducendo la distanza tra politica e società civile che sta diventando sempre più crescente. Le decisioni devono essere pubbliche, prese insieme alla cittadinanza, non tra pochi; i cittadini e le loro richieste non devono essere più ignorati. Il popolo è sovrano e noi crediamo veramente in questo. Adotteremo un regolamento per la trasparenza e la partecipazione approvato dal Consiglio comunale; vogliamo amministrare la città insieme ai cittadini, riteniamo quindi necessario avviare processi deliberativi popolari per aiutare gli amministratori a prendere decisioni più equilibrate. La partecipazione permette di concorrere concretamente alla gestione della cosa pubblica, accrescendo il senso di consapevolezza dei cittadini. Tutto ciò non implica un impoverimento delle funzioni del Consiglio comunale, anzi vogliamo ridare vigore e lustro a questo organo, quale massimo luogo di confronto democratico, e che ora è relegato a semplice ratificatore delle scelte della Giunta e/o del Sindaco. PROGRAMMA •

La spesa dei soldi pubblici sarà in linea con i bisogni reali della città; lo faremo in maniera trasparente e partecipata, a partire dalla stesura del bilancio.

Sarà rivista l'organizzazione della macchina comunale per renderla più efficiente, più vicina alla città e direttamente responsabile della soddisfazione dei cittadini.

Verrà attivato un attento e frequente controllo sugli enti che gestiscono i servizi pubblici essenziali e, ove possibile, l’Amministrazione assumerà direttamente la responsabilità di gestione.

Scelta degli assessori in base alle competenze attraverso una selezione tra i cittadini in funzione dell’incarico che andranno a ricoprire, dando priorità alle

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3 capacità e alle esperienze professionali del singolo candidato come avviene in un qualunque colloquio di lavoro. •

Revisione del Regolamento comunale di igiene; quello attualmente in vigore è stato approvato il 19 dicembre 1973 integrato successivamente, il 22 maggio 2008, con alcune norme in attesa di futura revisione.

Garanzia dell’informazione, soprattutto preventiva, e del diritto di accesso agli atti e ai documenti amministrativi attraverso anche l’utilizzo del sito web e l’istituzione di un ufficio per la trasparenza.

Riformulazione degli strumenti partecipativi come le istanze, le petizioni e le proposte di iniziativa popolare.

Regolamentazione degli strumenti di iniziativa popolare: referendum deliberativo senza quorum; un referendum dunque propositivo con abolizione del quorum in quanto lo stesso scoraggia la democrazia e contraddice il principio democratico per il quale “chi partecipa decide”.

Realizzazione di una piattaforma informatica sulla quale pubblicare i provvedimenti in itinere e per raccogliere i pareri dei cittadini per un confronto aperto sul merito delle iniziative.

I soldi pubblici elargiti a qualsiasi titolo ad associazioni, imprese, o soggetti privati dovranno essere resi pubblici in tempo reale sul sito del Comune. Coloro i quali accettano di essere beneficiari di finanziamenti pubblici comunali dovranno rendicontare come vengono utilizzati su apposito prospetto riepilogativo analitico. Anche questi ultimi dati dovranno essere resi pubblici e consultabili dai cittadini.

ATTUAZIONE diretta streaming Consigli comunali. I Consigli comunali devono essere visibili in diretta a tutti i cittadini e disponibili sul sito del Comune per future consultazioni. L’operazione è realizzabile con pochissime risorse economiche, praticamente a costo zero.

Formazione informatica gratuita base: tutta la cittadinanza potrà usufruire di una formazione base gratuita sull’utilizzo di strumenti informatici che renderebbero fruibile gratuitamente on -line i servizi comunali.

Ogni cittadino deve avere diritto di accedere liberamente ad internet, per questo motivo vogliamo migliorare e potenziare un servizio wi-fi gratuito accessibile a tutti. Il wi-fi, cioè internet senza fili, è già presente in molti comuni italiani che hanno attuato questa iniziativa con spese relativamente basse. Inizialmente il wi-fi verrà realizzato per zone di maggiore interesse, espandendolo poi in maniera graduale a tutta la città.

Introduzione del software Open Source nell’amministrazione ed in ogni organo del Comune in modo da alleggerire la spesa dai costi delle licenze e favorire le competenze locali.

Ogni sei mesi incontro pubblico della Giunta con i cittadini dove verrà esposto il lavoro svolto e ci sarà un confronto aperto con la cittadinanza.

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ECONOMIA La proposta di legge presentata in Parlamento da parte dei parlamentari portavoce del Movimento 5 Stelle va contro le liberalizzazioni del governo Monti, grazie alle quali in Italia hanno chiuso 101.000 piccole attività commerciali, sono stati persi 300.000 posti di lavoro e hanno aumentato il potere della grande distribuzione, dei grandi centri commerciali, delle multinazionali. Il fine della proposta di legge è quello di cercare di ridurre gli introiti della grande distribuzione a favore dei piccoli esercizi commerciali. La stessa è inoltre contro l’apertura domenicale indiscriminata, contro turni di lavoro stressanti, contro le lobby dei centri commerciali, e chiede che venga ridata autonomia di decisione sul commercio agli Enti locali che conoscono la realtà del luogo e che pertanto sanno meglio affrontare le problematiche locali. Le politiche economiche legate al mondo del lavoro sono di competenza dello Stato, ma il Comune può e deve intervenire facendosi promotore di iniziative che tutelino e accrescano le risorse del territorio. Questo è possibile attraverso una politica che riduca gli sprechi, ciò significa pagare il giusto prezzo: rivedere i contratti, i costi di consulenze e delle società di servizi incaricate, scegliere le proposte più convenienti alla città, ma al contempo anche più “sane”. L’Amministrazione ha l’obbligo di ridare speranze alle persone, ai suoi cittadini, attraverso una politica trasparente in grado di coinvolgere tutta la città e permetterle così di guardare al futuro, certi che il cambiamento e il conseguente miglioramento ci saranno. PROGRAMMA •

Incentivazione dell’offerta di prodotti a km zero con potenziamento del mercato del sabato mattina e con incentivi a nuove attività commerciali che volessero aprire la propria attività nel centro storico.

Diversificazione offerta commerciale: si ritiene indispensabile diversificare l’offerta commerciale, puntando sulla qualità e sulla diversità del prodotto rispetto a quanto offerto dalla grande distribuzione, la cui potenza e prepotenza , voluta dalla politica economica, non è sopportabile dalla piccola attività commerciale. Offrire prodotti locali, di qualità, genuini, artigianali, potrebbe essere una soluzione ed un’attrattiva che porterebbe alla rinascita commerciale del paese

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5 portando gente attratta dalla diversità rispetto alla standardizzazione offerta dalla grande distribuzione. •

Dalla competizione verso la solidarietà: favoriremo i progetti capaci di associare gli operatori economici.

Priorità agli investimenti che creano lavoro e producono beni e servizi utili alla comunità.

Sviluppare percorsi di sensibilizzazione per chi vuole aprire delle attività e attivare dei laboratori di imprenditorialità.

Creare in collaborazione con aziende operanti nel territorio percorsi di stage e tirocinio per portare così la cultura del lavoro verso i giovani (intraprendere azioni con gli imprenditori per capire di quali figure professionali c’è bisogno).

Difesa del patrimonio pubblico per metterlo a frutto alle migliori condizioni possibili.

B.A.C.U. ( Buoni Acquisto Comune Umbertide):

La difficile situazione economica va a colpire in primis i consumi con conseguente difficoltà dei settori del commercio e dell’artigianato che pagano, inoltre, anche le scellerate politiche commerciali dettate dalla politica degli ultimi anni. Le norme di liberalizzazione degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali introdotte dapprima dall’ultimo Governo Berlusconi in via sperimentale e successivamente confermate in via definitiva dal Governo “trasversale” Monti, nell’ambito della manovra Salva Italia ( mai nome fu meno azzeccato) si sono rilevate fallimentari. Il prolungamento degli orari dei negozi non basta ad aumentare il fatturato ed anzi si è assistito alla chiusura di 101.000 negozi con una conseguente perdita di circa 300.000 posti di lavoro, le ore di lavoro sono aumentate, i costi sono aumentati, i piccoli esercizi commerciali non reggono a questo aggravio di costi e chiudono, mentre i centri commerciali e la grande distribuzione sopravvivono sfruttando i lavoratori con turni stressanti , che tolgono tempo da dedicare a loro stessi ed alle loro famiglie. Il Movimento 5 Stelle ritiene che una simile situazione vada in contrasto con l’articolo 41 della Costituzione che “L’iniziativa economica privata è libera . Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà , alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.” Il decreto Monti esce dal dettato costituzionale non operando alcuna distinzione tra piccoli e grandi esercenti ponendoli in concorrenza diretta e spietata senza alcuna mediazione, concorrenza che porta alla chiusura dei piccoli esercizi con una conseguente desertificazione dei centri storici . Anche la Confesercenti ha confermato la propria contrarietà al provvedimento soprattutto in riferimento alla aperture domenicali e dei giorni festivi. La proposta di legge presentata in Parlamento propone che la competenza regolamentare nel settore del commercio venga demandata alle Regioni ed agli Enti locali.

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6 Essendo le possibilità di intervento da parte delle amministrazioni comunali ridotte praticamente a zero da un decreto governativo, noi del Movimento 5 Stelle di Umbertide riteniamo che sia comunque possibile dare nuovo impulso al settore attraverso un’iniziativa diretta del nostro Comune. Lo scenario sopra descritto porta alla necessità di creare una forma che può essere definita “protezionista”. Noi riteniamo che la poca ricchezza di Umbertide deve essere mantenuta all’interno del paese, cercando di incentivare ed indirizzare i consumi ad Umbertide, con un evidente vantaggio da parte dei commercianti locali ma anche con un notevole vantaggio da parte dei consumatori umbertidesi, dietro un piccolo, ma significativo sforzo economico del Comune. Il progetto consiste nel creare una sorta di moneta parallela rispetto all’euro che in realtà altro non è che un buono di acquisto. Il loro funzionamento si avvicina molto, da un punto di vista commerciale, a quello dei buoni pasto che impropriamente vengono spesso utilizzati come moneta. I nostri buoni di acquisto li chiameremo B.A.C.U. (Buoni Acquisto Comune di Umbertide). Elenchiamo per facilità di comprensione di seguito le fasi per punti del procedimento. 1. EMISSIONE: Il B.A.C.U. viene emesso dal Comune di Umbertide in tagli da decidere, pensiamo tagli da 5 e 10 euro. Il valore del B.A.C.U. commercialmente, quindi quando verrà utilizzato, speso, presso i negozi di Umbertide sarà identico a quello della moneta corrente 1 B.A.C.U. = 1 EURO. Poniamo per semplificare un emissione di 100.000,00 Euro di B.A.C.U. da parte del Comune. L’operazione richiede la necessità di rendere conveniente l’utilizzo del B.A.C.U. da parte del consumatore e quindi all’atto dell’acquisto dei B.A.C.U. da parte del consumatore il Comune li venderà con un prezzo inferiore del 10% rispetto al loro valore nominale ( 100 B.A.C.U. li pagherò 90 Euro). Il B.A.C.U. dovrà essere stampato in un formato non falsificabile, con apposita numerazione, potendo avere sempre sotto controllo la quantità di B.A.C.U. in circolazione. 2. UTILIZZO: Acquistati i 100 B.A.C.U. con 90 Euro il consumatore andrà presso qualsiasi esercizio aderente all’iniziativa nel Comune di Umbertide e avrà una disponibilità economica pari a 100 Euro, acquistando quindi merce con uno “sconto” del 10 %. Il commerciante, che dovrà riconoscere il B.A.C.U. come moneta, li accetta e periodicamente si recherà presso il comune per cambiare il B.A.C.U. con l’Euro, porta 100 B.A.C.U. e riceverà in cambio 100 Euro. Il commerciante non ci rimette un euro, anzi ha venduto la propria merce mentre il consumatore avrà acquistato merce per 100 euro spendendone in realtà 90. 3. COSTI: Il Comune quindi, a seguito dell’emissione dei 100.000 B.A.C.U. assumerà un impegno economico di 10.000 Euro. Tale somma è da ritenersi un contributo

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7 economico per tutti i cittadini. Ma risulta evidente che sia i consumatori che i commercianti ne trarranno utili vantaggi. Infatti, l’emissione del B.A.C.U. è stata pensata proprio per rilanciare i consumi ed il commercio all’interno del proprio territorio comunale. Dal punto di vista socio-economico gli effetti ottenuti sono: a) Un notevole risparmio per i consumatori, quindi un sostanziale aumento del loro potere d’acquisto. b) Si genera per i commercianti un potenziale aumento del loro volume di affari. Tutto questo nell'immediato, perché i commercianti che avranno dall’operazione avuto un maggiore introito, generano di riflesso un ulteriore impulso ai consumi. c) Si evita inoltre il pendolarismo dello shopping diminuendo i costi di spostamento e diminuendo inquinamento ambientale. 4. LIMITAZIONI: L’iniziativa tende ad andare a tutelare le piccole e medie attività nei confronti dello strapotere della grande distribuzione che , per scelte politiche ben note e definite, tende ad avere una posizione di vantaggio rispetto al piccolo. Onde evitare che dell’iniziativa del B.A.C.U. possano usufruire le catene della grande distribuzioni bisognerà individuare dei limiti di utilizzo della moneta alternativa. Si è pensato di porre limitazioni per i dipendenti in carico all’attività, per esempio l’attività che ha oltre due dipendenti non può accettare e commercializzare i propri prodotti dietro pagamento attraverso il B.A.C.U. Un’altra limitazione sarà quella territoriale, limitata al solo Comune di Umbertide. Un’ulteriore limitazione, onde evitare speculazioni, consisterà nel limite di approvvigionamento: ogni nucleo familiare non potrà richiedere e cambiare un quantitativo di B.A.C.U. superiore al valore nominale di 500 questo per evitare speculazioni fine a se stesse che porterebbero solo danno alle casse del Comune andando a disattendere le motivazioni per cui l’operazione viene posta in essere.

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TURISMO Il settore turistico deve essere il cardine di una progettazione articolata per incentivare l’arrivo di risorse esterne rispetto a quelle del territorio. La difficile situazione economica ed occupazionale può e deve essere risolta anche attraverso nuove strategie di valorizzazione del territorio, operazione debolmente intrapresa fino ad ora. Ad oggi si sente fortemente la mancanza di un coordinamento istituzionalizzato da parte del Comune per coordinare e mettere in correlazione le varie risorse e potenzialità della città. Vogliamo creare un sistema turistico che valorizzi le risorse locali coordinandole al fine di indirizzarle verso un obiettivo comune. Più si investe nella città e nel benessere dei suoi abitanti maggiore sarà il ritorno turistico creando una sintonia tra l’ospite ed il residente. Una forte operazione di promozione e marketing del territorio è un fattore indispensabile su cui incentrare le risorse. PROGRAMMA •

Creare un marchio Umbertide spendibile come segno identificativo e soprattutto come garanzia di qualità ed eccellenza, da promuovere nelle sedi opportune, al fine di pubblicizzare e vendere il “prodotto Umbertide”.

Potenziare l’ufficio di informazioni turistiche che dovrà essere più visibile ed efficiente, e soprattutto aperto nei giorni festivi nei periodi di maggiore affluenza di turisti.

Creare un portale aggiornato in tempo reale dove i singoli esercenti del settore fanno proposte dei loro prodotti, delle loro promozioni: gli alberghi le loro offerte, i ristoranti i loro menù e le loro specialità stagionali, le cantine i loro vini, i negozi i loro prodotti di qualità e d’occasione, gli artigiani le loro creazioni. Attraverso questo portale il turista deve sapere in anticipo l’offerta e la qualità dei prodotti che potrà trovare nel nostro territorio.

Istituire un servizio di guide turistiche sempre prenotabile dal portale, che non dovranno solo essere quelle classiche legate alla storia e all’arte, ma anche guide sportive (organizzazione di escursioni di trekking, mountain bike, bici su strada, podismo, enduro, escursioni in vespa, stage di danza, corsi teatrali, corsi di cucina, percorsi enogastronomici, etc.). Sarà quindi fondamentale collaborare sia con professionisti del settore che con associazioni presenti sul territorio.

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Promuovere pacchetti di soggiorni preconfezionati puntando su diversi tipo di turismo (sportivo, matrimoniale, culturale, religioso, gastronomico, naturalistico, etc.) dove il Comune dovrà essere il referente per l’interazione tra le diverse attività; queste dovranno offrire i servizi necessari, creando delle vere e proprie guide con differenti offerte tra cui il turista può scegliere.

Incentivazione del turismo sportivo attraverso l’appoggio logistico del Comune ad associazioni e società sportive promotrici degli eventi (motociclistici, ciclistici, calcio , nuoto, arti marziali, etc.).

Calendarizzazione offerte, suddivise nei vari periodi per temi ed eventi, evitando sovrapposizioni e dando continuità di offerta.

Ricerca di contatti internazionali dove far conoscere e promuovere il pacchetto Umbertide. Partecipazione a fiere dove promuovere il prodotto Umbertide. Importante e corposa promozione attraverso la rete inserendo i vari pacchetti su siti web specializzati , investendo nell’indicizzazione.

Creare una sinergia con Amministrazioni limitrofe per partecipare alla realizzazione di progetti comuni sviluppando iniziative a tema che coinvolgano l’intero territorio.

Il Comune dovrà essere propositivo nei confronti degli esercizi commerciali organizzando iniziative tematiche con itinerari cittadini e non circoscritti, prevedendo programmazioni a lungo termine. La collaborazione dei singoli esercizi, a fronte di eventuali investimenti, documentata con nota spese a piè di lista, verrà in parte finanziata con una riduzione delle imposte comunali gravanti sull’attività stessa.

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URBANISTICA Costruire significa collaborare con la terra, imprimere il segno dell’uomo su un paesaggio che ne resterà modificato per sempre; contribuire inoltre a quella lenta trasformazione che è la vita stessa della città. (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)

La città rispecchia l’anima di chi la abita, la sua crescita e la sua organizzazione deve tenere conto di quelle che sono le esigenze della collettività, e ogni sua modificazione comporta delle ripercussioni sulle sue diverse componenti sociali e produttive. Il territorio va potenziato e al contempo difeso, garantendo interventi mirati in base alle sue necessità, lontano da logiche puramente speculative. I comuni a cemento zero (o crescita zero) sono una delle realtà più interessanti che animano il dibattito sulla città sostenibile, proponendo coraggiose alternative alle prassi attuali di gestione del territorio. La battaglia dei comuni a cemento zero si sposa perfettamente con la filosofia della sostenibilità poiché implica concetti fondamentali quali la consapevolezza che vivere in un pianeta limitato con risorse limitate deve comportare un uso intelligente delle sue risorse. In una Italia in cui la vera pianificazione territoriale è pressoché assente, dove non vi sono regole a garanzia dell’interesse collettivo, ma prevalgono gli interessi dei pochi che dominano il mercato edilizio, il territorio viene letteralmente preso d’assalto dal cemento, rendendo il Paese il fanalino di coda in Europa per la conservazione del suo patrimonio urbano, paesaggistico e rurale. Uno dei motivi va cercato nel meccanismo deleterio e autodistruttivo che permette ai comuni di finanziare i servizi ai cittadini con l’edilizia tramite gli oneri di urbanizzazione e la (s)vendita di aree ai privati. Si tratta però di entrate una tantum e, siccome il territorio non è infinito, prima o poi non vi sarà più suolo libero con il risultato che le entrate nelle casse comunali crolleranno, e, nel contempo, avremo affogato il territorio comunale nel cemento. Dire stop al consumo del territorio non significa bloccare l’edilizia, ma vuol dire che la priorità può e deve essere data alle operazioni di recupero e manutenzione delle volumetrie esistenti e, laddove fosse troppo oneroso o impossibile, valutare l’ipotesi della demolizione e ricostruzione. In questa logica, senza tralasciare le problematiche della periferia, riteniamo necessario porre particolare attenzione al centro storico. Cuore di ogni città è il centro storico, quasi sempre ricco di memorie artistiche e culturali. Il centro storico diviene unico testimone di un passato e di un vissuto storico che appartiene di diritto a tutta una comunità.

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11 In questa ottica non fa eccezione la nostra città, Umbertide: Dicta fui Pitulum dicorque nomine Fracta me quoniam fregere impia gens gothica (fui detta Pitulum e sono chiamata col nome di Fratta poiché mi distrusse la malvagia stirpe dei Goti); questo sta scritto su un’antica lastra di pietra posta sulle scale della Casa Comunale, ma la storia di Umbertide è scritta su ogni pietra del centro storico. Persino il tempo sembra fermo ed immobile, quasi per rispetto di una storia da salvaguardare, e, attraverso il mosaico dei diversi stili architettonici degli edifici, sembra voler raccontare la storia e i volti di chi vi ha vissuto. Pertanto diventa prioritario e indispensabile rivalutare, rivitalizzare e dinamizzare un luogo che, pur rappresentando l’identità storica della nostra comunità, si vede relegato ad una staticità che può condurre ad un abbandono immeritato. Riqualificazione intesa dunque come conservazione e valorizzazione. La legge regionale n. 12 del 2008 disciplina “la rivitalizzazione, riqualificazione e valorizzazione dei centri storici attraverso la individuazione di nuovi strumenti e modalità di intervento e la implementazione delle modalità di piani e programmi urbanistici già previsti dalle normative vigenti.” PROGRAMMA •

Una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio del suolo e alla cosiddetta “crescita zero” che porta ad indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione anche spingendo gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

Nuovo piano regolatore che possa tutelare maggiormente il paese.

Valutazione strategica di impatto ambientale per qualsiasi intervento sul territorio.

Tutela dei beni pubblici, NO alla vendita e privatizzazione dei beni demaniali.

Contrarietà al progetto di trasformazione in autostrada della strada di grande comunicazione E45.

Controlli e interventi periodici sulla manutenzione delle strade cittadine e periferiche.

Ferrea volontà di rivitalizzare il centro storico attraverso l’attuazione dei seguenti punti: -

Modifica di Piazza Matteotti e del restante centro storico attraverso l’abbellimento con decori urbani per permettere una gradevole permanenza al fruitore, tali modiche non avranno costi imputabili al Comune dal momento che sono presenti sul mercato ditte disposte a creare vetrine permanenti dei propri arredi dietro una promozione dei loro prodotti.

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Facilitazioni di tariffe e tasse per commercianti e artigiani già operanti e per quanti intendono aprire nuovi locali e nuove attività nel centro storico.

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Rivisitazione del mercato settimanale, distribuito su tutto il centro storico, a partire da Piazza XXV Aprile, Piazza del Trocascio, Piazza del Mercato, liberando Piazza

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12 Caduti del Lavoro che diverrà luogo di parcheggio. Potenziare anche il parcheggio sottostante Piazza San Francesco. -

Piazza San Francesco, il centro artistico e culturale di Umbertide, dovrà rimanere sgombra da macchine ed utilizzata anche essa per eventuali ulteriori banchi di ambulanti durante il mercato settimanale. Lo scopo è quello di creare un mercato che spazi per tutto il centro storico, indirizzando i passanti verso un percorso obbligato con conseguente vantaggio anche per i commercianti stanziali.

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Progettazione e realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile, da estendere a Piazza Mazzini e a Piazza San Francesco, che porti ad una maggiore fruibilità dell’area.

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AMBIENTE I RIFIUTI da costoso problema a preziosa risorsa 1)

UN MONDO SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA ECOLOGICA

L’Earth Overshoot Day è il giorno in cui, calcolando le risorse disponibili sulla terra in un anno, il consumo umano termina il capitale disponibile. Il giorno in cui si terminano le risorse è apparso per la prima volta nel 1985 quando al 31 Dicembre si è arrivati a ZERO risorse. Nel 1995 la soglia è stata raggiunta il 21 Novembre mentre nel 2013 il 22 agosto abbiamo raggiunto risorse zero. Questo significa che tutte le risorse che abbiamo usato dal 23 agosto 2013 al 31 dicembre le abbiamo “RUBATE” alle nuove generazioni. Secondo le recenti proiezioni, si calcola che al 2050 la popolazione mondiale potrebbe superare la cifra dei 9 miliardi di persone. L’estrazione di materie prime è passata da 42 miliardi di tonnellate del 2002 a 60 miliardi di tonnellate del 2011. Considerando i cosiddetti ‘flussi di materia nascosti ’ (consumo di suolo, materiali inerti, ecc.) diventano 100 miliardi di tonnellate, per un consumo procapite in media di 14 tonnellate nel mondo. Un prelievo insostenibile delle risorse naturali se si pensa che il tetto massimo dovrebbe essere, secondo molti studiosi, di 6 tonnellate a persona annue. I rifiuti rappresentano lo specchio dell’insostenibilità ambientale dei nostri comportamenti. Il 46% di quelli prodotti in Italia finisce in discarica, il 16% inceneriti e solo il 38% viene riciclato. Come si può pensare di consumare così tanta materia ed energia continuando ad estrarre materie prime per poi sprecarle inutilmente sotterrandole in discariche o bruciandole con costi sociali, economici ed ambientali elevatissimi? I rifiuti sono troppo preziosi per essere semplicemente buttati via: con una gestione oculata è possibile “re-iniettarne” il valore nell’economia. Bisognerebbe parlare di “economia circolare”, ovvero di un sistema produttivo in cui le stesse risorse vengono utilizzate più volte, facendole girare attraverso il riuso ed il riciclo.

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14 2)

LA NORMATIVA EUROPEA

Il sesto programma di azione per l’ambiente della CE prevedeva la riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000. La Direttiva quadro 2008/98/CE, indica la scale della gestione dei rifiuti indicando come prioritaria “la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia. La risoluzione del parlamento europeo del 24 maggio 2012 “un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” anticipa i contenuti di una nuova direttiva sui rifiuti che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 2014. L’art. 33 della predetta risoluzione invita la Commissione a razionalizzare l'acquis in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre i rifiuti residui fino a raggiungere livelli prossimi allo zero; chiede pertanto alla Commissione di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili; ritiene che queste iniziative debbano essere accompagnate da idonee misure transitorie, tra cui l'ulteriore sviluppo di norme comuni basate sul concetto di ciclo di vita; invita la Commissione a rivedere gli obiettivi per il riciclaggio per il 2020 della direttiva quadro sui rifiuti. Il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali nonché della sentenza della Corte Costituzionale n. 199 del 2012, esclude l’obbligo dell’assegnazione del servizio tramite gara, ma permette l’affidamento diretto a proprie società interamente pubbliche, così come previsto dalla legislazione europea. 3) LA SITUAZIONE Il comune di Umbertide ha giustamente deciso di dichiarare la strategia Rifiuti Zero che prevede l’azzeramento dei rifiuti al 2020. La raccolta differenziata ha superato il 70% con relativa diminuzione dei rifiuti smaltiti in discarica. A fronte di queste giuste decisioni l’Amministrazione non ha fatto niente per il riuso e troppo poco per la riduzione. Ha inoltre deciso di affidare la gestione dei rifiuti a chi, in un appalto, aveva fatto l’offerta economica più alta andando così ad aumentare il costo della tassa sui rifiuti per i cittadini. 4)

COSA FARE

Adozione di politiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti prodotti.

Azioni volte al riuso con uno sguardo al sociale.

Incentivazione della raccolta differenziata.

Campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai più giovani.

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COME FARE

Riduzione degli imballaggi mediante incentivazione della diffusione dei distributori automatici “alla spina” e dei negozi leggeri, con azioni di promozione anche presso la grande distribuzione.

Campagne di raccolta di indumenti usati con passaggi porta a porta.

Apertura di un centro del riuso dove poter portare gli ingombranti ancora utilizzabili.

Macchine di reverse vending nelle scuole primarie per insegnare il vero valore dei rifiuti.

Campagne di comunicazione con la popolazione.

Sperimentazione dell’utilizzo di stoviglie lavabili non solo nelle scuole comunali.

Obbligo di mettere cestini differenziati per materiale in vari punti della città.

Adozione degli strumenti tecnici necessari al passaggio da tassa a tariffa puntuale (sia per le utenze private che per quelle commerciali) per poter pagare lo smaltimento dei rifiuti in proporzione alla quantità di rifiuto indifferenziato conferito, premiando chi genera meno rifiuti.

Incentivazione, anche con l’ausilio della Regione, alla sostituzione dell’eternit ancora esistente sul territorio.

ENERGIA Il nuovo Piano Regionale per la Qualità dell’aria, approvato con D.C.R. 17 dicembre 2013, n. 296, ha la sua principale motivazione nell’adeguamento al Dlgs 155/2010. Tale decreto, attuando la Direttiva 2008/50/CE, riordina completamente la normativa in materia di gestione e tutela della qualità dell’aria. Istituendo un quadro normativo unitario in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente, il decreto 155/2010 è finalizzato a: •

individuare obiettivi di qualità dell’aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso;

valutare la qualità dell’aria ambiente sulla base di metodi e criteri comuni su tutto il territorio nazionale;

ottenere informazioni sulla qualità dell’aria ambiente come base per individuare le misure da adottare per contrastare l’inquinamento e gli effetti nocivi dell’inquinamento sulla salute umana e sull’ambiente e per monitorare le tendenze a lungo termine, nonché i miglioramenti dovuti alle misure adottate;

mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi.

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16 Il Piano Regionale per la Qualità dell’aria si pone, espressamente, l’obiettivo di realizzare queste finalità. Una delle prime azioni individuata dal Dlgs 155/2010 è la zonizzazione del territorio; tale decreto prevede inoltre il riesame della classificazione delle zone almeno ogni cinque anni. Lo stesso stabilisce che una volta definite le zone, esse siano classificate confrontando i valori di concentrazione degli inquinanti con le rispettive soglie di valutazione definite dalla normativa stessa. Nella nuova zonizzazione per la qualità dell’aria il Comune di Umbertide è stato inserito nella Zona di valle (IT1007). La tabella del documento regionale, che riporta i dati relativi alla Zona di valle, individua gli inquinanti a rischio di superamento; questi sono le polveri sottili, il biossido di azoto, il benzene, il benzo(a)pirene, inquinanti tipicamente associati a tutte le combustioni, comprese quelle di biomasse legnose e gas di pirolisi. In base a questa classificazione il Comune di Umbertide risulta ufficialmente a rischio di superamento dei limiti di legge per questi inquinanti. Il Piano Regionale si pone come obiettivo secondario di garantire il mantenimento dei livelli di qualità già tendenzialmente positivi e di ridurre le concentrazioni degli inquinanti atmosferici ovunque. Compito dell’amministrazione è di impegnarsi nel raggiungimento e mantenimento di questi obiettivi. L’uso dell’energia può essere inteso come una vera e propria fonte energetica rinnovabile. L’intento è di realizzare prodotti o servizi di quantità e qualità invariati, ma con un minor consumo di energia primaria ed, eventualmente, con un maggior impegno di risorse quali capitale, lavoro, materiali, ottenendo anche il benefico effetto di creare nuovi posti di lavoro. PROGRAMMA •

Riduzione drastica, tramite un preciso piano di investimento, dei consumi energetici dell' Amministrazione Comunale che si ripercuotono sul singolo cittadino tramite le tasse comunali.

Riqualificazione energetica degli edifici comunali tramite l'applicazione delle tecniche di intervento adeguate alle varie casistiche (per esempio eventuali vincoli storici, artistici e normativa edilizio urbanistica), riducendo al minimo con i dovuti accorgimenti la dispersione termica ed il consumo di gas combustibile per il riscaldamento con sistemi a maggiore efficienza energetica.

Illuminazione pubblica a led: con la trasformazione degli impianti - otto lampade tradizionali da 250 Watt con sei impianti a LED da 180 Watt - si ottiene un risparmio energetico che si attesta ben sul 50%, pur mantenendo un livello di illuminazione estremamente coerente con le esigenze dell'illuminazione pubblica. I consumi drasticamente inferiori, sia rispetto ai tradizionali lampioni con lampade ai vapori di mercurio sia con le più recenti ai vapori di sodio ad alta pressione, e la durata di gran lunga maggiore (superiore alle 50.000 ore, quindi, almeno 12 anni di utilizzo), unitamente ai ridotti costi di manutenzione, consentono di rendere gli

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17 impianti con tecnologia a LED decisamente più vantaggiosi rispetto a quelli tradizionali. Per sua natura, quindi, la luce generata dai LED può essere direzionata con estrema precisione, consentendo di illuminare le aree desiderate senza dispersioni, in linea anche con le recenti normative in materia di riduzione dei consumi energetici e dell'inquinamento luminoso. •

Sfruttamento delle aree inutilizzate di copertura degli edifici pubblici per l'installazione di impianti fotovoltaici possibile grazie a mutui a tasso agevolato stipulati con le banche locali.

Il Sole a costo zero. Attraverso questo progetto si offre ai cittadini residenti un percorso assistito per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica tramite pannelli solari fotovoltaici. Il Comune, o eventualmente una società di servizi, acquista i pannelli fotovoltaici grazie al finanziamento di una Banca locale; si occupa poi dell'installazione e rimane ovviamente il beneficiario dell'elettricità prodotta. Grazie a tale elettricità prodotta, nonché venduta al Gestore del Servizio, il comune fa fronte al finanziamento bancario, dimezza la bolletta delle famiglie coinvolte e paga il lavoro d'ufficio e di montaggio. Dopo vent'anni, comunque, la proprietà degli impianti e dell'intera produzione passa alle famiglie stesse.

Apertura di uno sportello EcoUmbertidese dove i cittadini potranno avere informazioni e documentazione su acquisti verdi, risparmio energetico, bioarchitettura, mobilità sostenibile, etc. Per i costi del servizio si potranno coinvolgere ditte private locali.

Associazione a Comuni Virtuosi per condividerne intenti e idee già sperimentate con successo.

Disincentivare la realizzazione di impianti che comportano un peggioramento dell’ambiente anche se vengono utilizzati combustibili da fonti rinnovabili.

Valutare la possibilità di avvio della procedura di autotutela al fine di ridiscutere l’autorizzazione emessa per la costruzione dell’impianto a biomasse nella zona di Pian d’Assino; la cittadinanza verrà coinvolta in tutto l’iter decisionale.

Installare sistemi fissi di monitoraggio delle attività produttive a rischio di alto impatto ambientale.

Verificare l’esistenza di possibili fonti inquinanti di fiumi, torrenti e falde acquifere e attivarne la relativa bonifica, prendendo severi provvedimenti nei confronti di chi genera inquinamento.

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ACQUA Se le guerre di questo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del secolo prossimo avranno come oggetto del contendere l’acqua. Le guerre dell’acqua non sono una prospettiva lontana nel futuro. Il conflitto è già in corso, anche se non è sempre visibile. Molti conflitti politici di questo tipo sono infatti celati o repressi: chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre dell’acqua travestendole da conflitti etnici e religiosi. (Vandana Shiva, Le guerre dell’acqua, 2004)

L’esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011 sancisce la volontà dei cittadini di mantenere l’acqua un bene pubblico, lontana pertanto dalle logiche di profitto dei privati. Nel febbraio 2012 inizia la campagna di “obbedienza civile” che consiste nel pagare le bollette dell’acqua applicando la riduzione pari alla componente di costo della remunerazione del capitale investito. La remunerazione del capitale investito altro non è che il profitto sulla gestione del servizio idrico, questo significa pagare la bolletta senza tale quota, come abrogato nel secondo quesito referendario. Nel 2012 solo alcune amministrazioni tornano ad una gestione pubblica del servizio idrico. L’acqua è un bene comune e un diritto umano, un bene essenziale che appartiene a tutti. Un referendum è stato indetto e vinto: - fermare la privatizzazione dell’acqua (primo quesito); - eliminare i profitti dal bene comune acqua (secondo quesito). Scopo del referendum è stato quello di ottenere la restituzione del bene acqua alla gestione collettiva, garantirne l’accesso a tutti e tutelarla come bene comune, conservarla per le future generazioni. I cittadini devono tornare ad essere i veri amministratori dei servizi pubblici insieme ai sindaci e ai consigli comunali. Si scrive acqua, si legge democrazia. PROGRAMMA •

Applicare i risultati del referendum: gestione pubblica dell’acqua ed eliminazione del profitto dal suo esercizio.

Ripubblicizzare la gestione del servizio idrico abbandonando il modello delle società per azioni.

Promuovere l’uso dell’acqua potabile comunale.

Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite con gare di appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote di ammortamento degli investimenti.

Promozione ed incentivazione dell’introduzione del doppio circuito: acqua potabile per uso alimentare, acqua non potabile per altri usi (uso dell’acqua piovana, recuperata in vasche di accumulo, per gli sciacquoni).

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AGRICOLTURA Per noi la salvaguardia dell’agricoltura e del territorio sono correlate ovviamente alla difesa dell’ambiente e dell’uomo che lavora e consuma i prodotti agricoli. Su questi temi non c’è ragione di cassa che possa limitarne la difesa e lo sviluppo. E’ prioritario favorire l’aggregazione sociale intorno al mondo rurale e locale. Nello specifico si cercherà di dare la precedenza alla qualità degli alimenti prodotti dando maggior spazio alle specie autoctone e alle produzioni locali che devono essere viste sempre più in forma di aggregato di valori etici e sociali. A nostro avviso queste politiche devono essere necessariamente attivate in maniera autonoma dai singoli comuni ribaltando la logica di imposizione dall’alto attraverso il Ministero dell’Agricoltura. Non stiamo inventando nulla di nuovo in quanto non solo il ‘buon senso’, ma anche le iniziative già intraprese da altri comuni virtuosi, ci indicano come questa sia l’unica strada percorribile e sostenibile. PROGRAMMA •

Incoraggiare le aziende locali ad imboccare la strada della produzione biologica dando priorità alle aziende condotte da giovani e da donne, il cui reddito totale derivi principalmente dall’agricoltura; incentivare la conversione dal tabacco alla canapa.

Promuovere una mozione che vieti la coltivazione di colture geneticamente modificate (Ogm) all’interno del territorio comunale. Attualmente in Italia è vietata tale pratica, ma nei prossimi anni è probabile che le lobby del settore spingano per introdurla. Incentivare i metodi di produzione biologica. Promuovere un nuovo tipo di economia basata su buoni sconto negli scambi commerciali tra azienda -azienda (quindi aziende agricole ma non solo) e aziende-cittadini in modo da favorire la filiera locale e trattenere la ricchezza sul territorio. Il progetto è già esistente e applicato in molte realtà italiane.

Investire fortemente in una strategia di comunicazione per informare i cittadini e aiutarli a cambiare le loro abitudini di acquisto e di consumo portandoli verso un modello più salutare ed economicamente valido.

Promuovere un sistema di produzione e distribuzione a filiera corta (Km 0), stagionale e biologica e con forme di garanzia partecipativa, cioè autocertificazione

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20 regolamentata da GAS, privati e associazioni di consumatori che ne garantiscano la tracciabilità e la qualità, ma che non gravino economicamente sul produttore. Un sistema agro-alimentare a filiera corta può fare veramente la differenza e creare un nuovo tipo di società, meno soggetta a speculazioni o a mercati virtuali e molto più autosufficiente di quella alla quale siamo abituati (una società che sia preparata ad un evento meteorologico di qualche giorno a seguito del quale, nel sistema attuale, si rischia di paralizzare pericolosamente l’approvvigionamento dei beni primari). •

Promuovere corsi di agricoltura e orticoltura sostenibile sia per agricoltori che per semplici cittadini, che vogliono coltivare anche piccoli spazi domestici come i balconi.

Favorire la formazione di cooperative per la coltivazione di terre abbandonate o comunque non attualmente in produzione, in continuo aumento nel nostro territorio, favorendo così la creazione di nuovi posti di lavoro.

Disincentivare l’uso di derrate alimentari per scopi energetici, come la combustione di biomasse. Questo risultato può essere raggiunto solo col una retribuzione equa e giusta delle medesime. La produzione agricola di biomasse a fini energetici può essere una soluzione orientata esclusivamente all’autoconsumo.

La formazione e l’incentivazione dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) che vanno a completare il quadro del nostro programma in ambito Cibo e Agricoltura.

Attivare i fondi di garanzia per i prestiti concessi dalle banche agli agricoltori, abbassando notevolmente l’interesse sul prestito. Nello specifico, si metterà a disposizione delle aziende agricole situate nel territorio comunale un fondo per abbattere i tassi di interesse per investimenti mirati al settore agricolo.

Individuazione di terreni vocati all’orticoltura per poterli destinare a orti sociali col vincolo di coltivare con metodi sostenibili, ed avviare un progetto di collaborazione con le frazioni del Comune affinché le scuole primarie e secondarie si dotino di un orto urbano in campo o in serra, utilizzando preferibilmente lavoro volontario di pensionati o associazioni.

Promuovere le cosiddette “feste del raccolto” dei prodotti tipici che coinvolga in prima persona il cittadino, dalla coltivazione (o allevamento) fino al consumo del prodotto finito, con esempi di lavorazione del prodotto come avviene già in alcune feste di paese.

Proporre anche alla grande distribuzione di collaborare con i produttori virtuosi (quelli che lavorano con i GAS) per poter vendere nei centri commerciali con prezzi proposti dai produttori stessi e regolamentati dai consumatori della rete GAS, per non entrare in concorrenza, ma per fornire al cittadino la possibilità di approvvigionarsi di tali prodotti anche se fuori degli stessi GAS.

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SICUREZZA Il tema della sicurezza è un punto centrale della convivenza civile, il vivere in un contesto urbano sicuro è da ritenersi diritto fondamentale di ogni cittadino e impegno primario di ogni amministrazione. Bisogna creare una sinergia tra i Corpi locali e sviluppare una lotta al crimine intesa come prevenzione: adottare misure che riducano i fenomeni criminosi e al contempo restituire alla comunità una percezione di sicurezza. PROGRAMMA •

Incrementare gli organici della Polizia Municipale e potenziarne le risorse: fornire servizi notturni con agenti armati.

Monitoraggio del territorio sviluppando un’azione sinergica tra Polizia Municipale e carabinieri: controlli presso cantieri edili, verifiche relative a locazioni immobiliari, etc.

Monitorare le vie di accesso alla città attraverso telecamere e potenziare l’illuminazione nelle zone più buie.

Nello svolgimento delle mansioni d’ufficio della Polizia Municipale affiancare un impiegato comunale ad un agente così che il maggior numero possibile di agenti sia presente sul territorio.

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SOCIALE Le politiche sociali sono volte a garantire il benessere di ciascun singolo cittadino senza distinzione alcuna, ponendosi come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone. Il benessere degli individui dipende dalle risorse e dalle opportunità che essi hanno a disposizione durante le diverse fasi dell’esistenza. I diritti sociali, dunque, insieme a quelli civili e politici determinano e definiscono il concetto di cittadinanza. Vista la ristrettezza economica nella quale si trovano le Pubbliche Amministrazioni, la politica sociale va indirizzata verso il principio di sussidiaretà: valorizzare e sostenere quella parte della cittadinanza attiva (volontariato, organizzazioni senza scopo di lucro) che operano per il bene e per la crescita della collettività; una politica sociale comunale che ha come principi ispiratori la trasparenza, l’equità, l’efficienza e la centralità della persona. Il nostro territorio presenta una molteplicità di interventi quali l’assistenza domiciliare e scolatica, le comunità terapeutiche, e i centri di aggregazione per bambini, solo per citarne alcuni; è comunque sentita da chi opera in questi settori una maggiore integrazione tra il sociale e il sanitario per quanto riguarda le distribuzione delle risorse economiche, così da poter perseguire quei progetti sanitari che hanno bisogno del sociale per andare avanti. PROGRAMMA •

Incentivazione delle comunità di alloggio, mettere a disposizione di persone con disturbi psichiatrici, ad esempio, piccoli appartamenti; chi vi risiede provvede autonomamente alla gestione dell’ambiente e alle relative spese, attivando nell’arco della giornata gli interventi degli operatori (residenzialità leggera).

Coinvolgere le aziende del territorio perché affidino una parte della loro produzione agli utenti delle comunità terapeutiche o centri diurni attraverso il collegamento a cooperative di tipo B (aziende no profit e che si propongono come finalità statutarie l’inserimento di persone svantaggiate).

Creare insieme a cooperative di tipo B un’attività gestita da persone che vivono un disagio sociale e/o economico.

Realizzare dei servizi di supporto per le famiglie di pazienti affetti da vari disagi (disturbi dovuti al consumo di droghe, disagi psichici, etc.), coinvolgendo anche la collaborazione con il volontariato.

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Creare un centro di ascolto con specialisti che si occupino delle problematiche dei giovani che sempre più difficili i confronti con i propri genitori.

Nascita sul sito del Comune di un forum per raccogliere idee, opinioni e suggerimenti su i quali siano le esigenze dei giovani.

Istituire in collaborazione con altri comuni, locali della zona e non, una rete di trasporti notturni a basso costo per ridurre il più possibile le “stragi del sabato sera”.

Creare degli spazi per i ragazzi dove possano incontrarsi e far crescere i propri interessi (luoghi dove praticare lo skateboard, dove fare graffiti, etc.) e destinare strutture comunali già esistenti, come la piattaforma Club Cremona e l’edificio ex Tabacchi, a realtà giovanili attive in ambito associazionistico per incentivare attività culturali e musicali con la possibilità di farli gestire dagli stessi.

Promuovere iniziative contro l’alcol e stupefacenti durante il weekend, ovvero serate con DJ, concerti o altro in assenza di alcol.

Sostegno a politiche di sviluppo dell’identità dei giovani sul piano socio-culturale e della partecipazione attiva a programmi comunitari di mobilità.

Completamento e potenziamento delle strutture per i servizi dell’infanzia.

Aumentare i contributi del comune alle scuole per educatori di sostegno nelle scuole elementari, medie superiori-trasporti scolastici- ausili didattici.

Incoraggiamento da parte del comune alle famiglie con componenti diversamente abili a creare comitati con lo scopo di effettuare progetti supportati da aiuti concreti.

Incentivare il volontariato da parte dei giovani con la collaborazione delle istituzioni scolastiche.

Creazione della banca alimentare con degli eventi durante l’anno con lo scopo di raccogliere alimenti e altro materiale per il centro anziani, scuole, altre associazioni.

Coinvolgere gli artigiani in pensione in corsi “arte e mestieri” per i giovani oramai lontano dalle tradizioni e manualità dei vecchi mestieri.

Creazioni di piccoli orti urbani usufruendo dei terreni di proprietà del comune.

Iniziative per promuovere la salute in tutte le fasce di età come passeggiate con itinerari per le vie della nostra cittadina.

Valutare la possibilità di intervenire sul sistema di imposizione locale, al fine di disincentivare gli esercizi in cui vi sia offerta di apparecchi per il gioco lecito e di incentivare gli esercizi che ne siano privi.

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CULTURA Tutelare la cultura di una città significa garantire il diritto fondamentale allo sviluppo: senza cultura non è possibile crescere socialmente e non è possibile garantire un futuro né a sé né alle generazioni future. 1. Principio generale: Una moderna gestione delle politiche culturali si fonda sull’idea di cultura concepita come investimento e non come spesa. Concepire la cultura come risorsa, selezionare i progetti da sviluppare, valorizzare Umbertide nel circuito regionale e nazionale; promuovere il diritto alla cultura e l’accesso ad ogni forma di manifestazione artistica. Vigilare e sanzionare il deperimento del bene pubblico affidato, nell’ottica della corretta conservazione del bene e dell’ottimizzazione dell’uso dello stesso. 2. Gli strumenti a) razionalizzare e ottimizzare le risorse a disposizione b) immaginare nuove modalità di finanziamento e nuove strategie organizzative; c) occuparsi dei progetti su: ARTE, SPETTACOLO, BENI ARCHITETTONICI, STORIA DEL TERRITORIO E DELLE NOSTRE TRADIZIONI L’Amministrazione deve essere selettiva nella scelta dei progetti da sostenere: pochi e ben curati, definendo ed applicando precisi criteri di valutazione che siano pubblici condivisi e divulgati. Considerando il particolare momento storico, per gestire al meglio le risorse a disposizione - poche o tante che siano - è necessario costituire un fondo unico, che utilizzi sia fondi pubblici sia finanziamenti di sponsor privati. L’Amministrazione Comunale ha il compito di stimolare gli operatori culturali, in modo da non legare la propria attività soltanto al contributo pubblico. Per una migliore gestione delle attività culturali, l’Amministrazione Comunale dovrà strutturare quindi un “Polo Unico per le Attività Culturali”, a carattere pubblico ed al quale potranno aderire tutte le realtà culturali che operano sul territorio comunale al fine di garantire il massimo della partecipazione delle scelte e la più alta trasparenza della gestione delle risorse.

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25 Questa soluzione consente una gestione consociativa e condivisa delle attività culturali, affidata ad una associazione di associazioni, che dovranno operare insieme, all’interno della strategia indicata dall’Amministrazione Comunale. Il “Polo Unico per le Attività Culturali” dovrà essere in grado di gestire, in accordo con l’Amministrazione Comunale, le strutture esistenti ed il fondo disponibile. Il dirigente dell’ufficio comunale preposto sarà chiamato a garantire il rispetto delle regole da parte di tutti i componenti del Polo. •

Dovrà definire il calendario di attività, che sarà di massima per la durata della legislatura, nel dettaglio di anno in anno, evitando accavallamenti di eventi, coordinando l’utilizzo delle risorse tecnico-organizzative disponibili (ufficio stampa, service luci, amplificazione, spazi, personale).

Uno dei compiti fondamentali della Amministrazione Comunale sarà quello di correggere questo pensiero, dando nuova vitalità ed attenzione agli spazi alternativi, o comunque farli vivere TUTTI a beneficio di TUTTI.

OBIETTIVI: Concepire la cultura come risorsa; selezionare i progetti da sviluppare, valutare la gestione delle singole strutture al fine di ottimizzare salvo ridistribuire, solo se necessario, la gestione delle strutture INTERVENTI: 1. Costituire un polo unico per la programmazione e la gestione delle attività culturali, al fine di definire una gestione collaborativa e condivisa delle attività culturali. 2. Definire una programmazione di legislatura, ed un conseguente impegno di spesa. 3. Progettare e sostenere interventi che possono attrarre finanziamenti della Comunità Europea Promuovere corsi di formazione , scambi culturali, stage ad esempio attraverso la ricerca di fondi da attingere dal principale programma dell’U.E. “Europa Creativa” che nell’arco di sette anni 2014 – 2020 mette a disposizione nei paesi dell’intera Comunità 1,46 miliardi di euro con l’intento di rafforzare i settori culturali e creativi in Europa. 4. Ridare una gestione democratica e trasparente al Teatro dei Riuniti, affinché ridiventi patrimonio di tutta la città (i luoghi pubblici – come il teatro – non sono proprietà privata, e mai dovranno esserlo), l’affidamento di tale struttura deve essere fatto con procedura ad evidenza pubblica, privilegiando, sempre nei limiti della legittimità e della legalità tutte le realtà culturali locali. 5. Individuare e valorizzare gli spazi teatrali alternativi (al teatro dei Riuniti) al fine di meglio coordinare le attività artistico-culturali. 6. Relazionare la città con i grandi eventi umbri: Umbria libri, Spoleto scienza, Festival delle Nazioni, Rock in Umbria ecc.

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26 7. Stabilire prezzi di ingresso “ridotti” per le famiglie e definire un utilizzo specifico e coerente degli spazi disponibili: •

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Fabbrica Moderna destinata ad attività museali e ricreative comuni come punto di incontro di più associazioni, ma anche sempre a titolo esemplificativo l’allestimento di una sala di greenbox per ragazzi che si cimentano nella tecnica di video e audio. SAN FRANCESCO. sarà oggetto di accurata valutazione l'orario serale per ottimizzare la distribuzione alle varie associazioni e sarà inoltre riattivato lo spazio “sala di registrazione” LA ROCCA: questo spazio sarà utilizzato maggiormente rispetto a quanto lo si utilizza ora. Stabilendo anche un utilizzo degli spazi da dedicare agli artisti locali . IL TEATRO è di proprietà comunale, deve essere rivisto l’affidamento dello stesso ricorrendo all’affidamento con procedure ad evidenza pubblica. Parimenti sarà rivisto il regolamento per la gestione degli spazi dando l'opportunità a tutte le realtà di Umbertide di utilizzare il teatro almeno una volta all'anno a valere sul fondo unico. PIATTAFORMA: saranno accuratamente valutati i rapporti correnti. MATTATOIO: le attuali disponibilità di spazi devono essere oggetto di attenta valutazione. EX TABACCHI: trattandosi di struttura in via di completamento, l’affidamento della stessa, quando disponibile, in ragione dei principi generali sopra esposti, sarà demandata alle procedure ad evidenza pubblica necessarie. ANFITEATRO PARCO RANIERI: visto il degrado della struttura e l’antieconomicità dell’attuale gestione pubblica sarà necessario un affidamento ad un soggetto nei termini e nei modi esposti .

Come accennato nei principi generali, le opere e le strutture realizzate con investimento pubblico ed affidate in trasparenza, saranno gestite con meccanismo contrattuale che prevedrà l’ordinaria manutenzione a carico dell’affidatario e la straordinaria manutenzione a carico dell’Amministrazione Comunale, il dirigente dell’ufficio comunale vigilerà con meccanismi di valutazione sullo stato di conservazione del bene pubblico e, nel rispetto delle clausole contrattuali, potrà procedere alla risoluzione dell’affidamento. Questo meccanismo instaura un circolo virtuoso che persegue l’obiettivo della riduzione della spesa pubblica (assenza di spese per l’ordinaria manutenzione) e il mantenimento in buono stato delle opere pubbliche finanziate dall’amministrazione comunale, inducendo il gestore all’adozione, delle pratiche del buon padre di famiglia. Il meccanismo adottato, lungi dal voler essere uno strumento di “controllo di polizia”, è mero strumento a garanzia degli obblighi assunti da ogni gestore di impianti nei confronti della comunità.

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SPORT Lo sport è una parte fondamentale della vita di una città, è educazione; attraverso la sua pratica si trasmettono ai nostri giovani valori come la responsabilità, la lealtà, l’amicizia, la tolleranza che sono fondamentali in una società democratica. I vari progetti e proposte presentati devono essere presi in grande considerazione dall’Amministrazione proprio perché provenienti da un gruppo di esperti del settore che ha come unico obiettivo il bene dei ragazzi e dello sport. PROGRAMMA •

Realizzare un programma condiviso di attività ricreative e sportive (manifestazioni, eventi, camp, progetto scuola, etc.) in collaborazione con le varie associazioni locali.

Allestire un programma di attività motoria per i bambini delle scuole elementari.

Introdurre un nuovo sistema di valutazione dell’uso degli impianti sportivi.

Ripensare ad una nuova modalità di gestione degli impianti sportivi vista la presenza di diverse associazioni nel nostro territorio così da non creare situazioni discriminanti tra le piccole e le grandi realtà sportive locali.

Rivedere l’organizzazione del Tavolo dello Sport: ogni figura che opera in ambito sportivo dovrà avere i giusti requisiti e competenze, nonché massima trasparenza per quanto riguarda i vari incarichi.

Promuovere iniziative sportive del tipo “Notte dello Sport “coinvolgendo tutte le società sportive locali al fine di avvicinare giovani e meno giovani allo sport.

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Programma politico MoVimento 5 Stelle UMBERTIDE 2014-2019 Si volta pagina! Questo ed altro ancora nel futuro degli Umbertidesi.

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