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Numero 87 - dal 29 Gennaio al 3 Febbraio 2013. Per ricevere via e-mail la rivista UIL PUGLIA INFORMA inviate una mail con la posta elettronica di riferimento all’indirizzo: comunicazione@uilpuglia.it

U I L PUGLIA NFORMA

La rivista d’informazione della Uil di Puglia e di Bari Buoni servizio di conciliazione per l’accesso ai servizi dell’infanzia e dell’adolescenza a pag. 5

Carta Acquisti: la rivalutazione, tutti i requisiti richiesti e la nuova modulistica a pag. 7

Al via le iscrizioni ai corsi gratuiti del Caf di Bari sulla compilazione del modello 730 a pag. 5

Giornale on-line a cura dell'Ufficio stampa della UIL di Puglia e di Bari, ad uso esclusivamente interno e gratuito. Redazione: Ufficio Stampa UIL di Puglia e di Bari. Corso Alcide De Gasperi, 270 -70125 Bari, tel. 080.5648991 - Fax 080.5018967. Sito web http://www.uilpuglia.it. E-mail: comunicazione@uilpuglia.it


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UIL INFORMA “La favola del servizio cargo per lo scalo ionico ormai è vecchia e non più credbile”

“Foggia e Grottaglie dimenticate da Regione e Aeroporti di Puglia” “A distanza di anni, senza curarsi dei fatti che puntualmente ne smentiscono le palesi bugie, l’Assessore ai Trasporti regionale Minervini continua a sfoderare una poco invidiabile faccia di bronzo sulla sorte degli aeroporti di Foggia e di Taranto”. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, ricorda come per “scelta espressa della Regione Puglia, dell’assessorato competente e di Aeroporti di Puglia si è deciso deliberatamente di paralizzare l’attività dello scalo dauno e di quello ionico, dirottando altrove risorse ad essi destinate”. Pugliese, rispetto alla questione “Arlotta” ritiene assurdo come “Minervini continui imperterrito a raccontare la favola del servizio cargo, magari con la speranza che qualche sprovveduto possa ancora credergli. Favola vecchia di qualche decennio, scritta su più di un piano regionale dei trasporti, ma che, appunto, sempre favola resta, visto che nella realtà nulla di tutto ciò è stato mai praticamente realizzato. Prova ne è che le tante richieste pervenute per l’utilizzo dello scalo tarantino per il cargo siano state rispedite al mittente con la motivazione che tale struttura è stata destinata, sin dalla costruzione, al servizio passeggeri e, pertanto, non possiede i requisiti per la trasformazione in sito per lo svolgimento delle attività di cargo”. “Del resto – chiosa Pugliese – quella aeroportuale, per Foggia e Grottaglie in particolare, è un’attività che rappresenta l’emblema del fallimento della politica dei trasporti messa a punto dalla Regione, che ha portato non solo all’inutilizzo di uno scalo dalle potenzialità enormi come Grottaglie, l’unico con una pista in grado di garantire atterraggio e decollo di aerei di grandi dimensioni come i Jumbo, non solo all’inattività di un aeroporto vitale per settori come il turismo ed il commercio per la provincia più estesa della Regione qual è Foggia, ma più in generale a una totale e inammissibile quarantena del territorio regionale nei confronti del resto d’Italia e d’Europa, resa tale da una rete stradale indegna e da un servizio su binario praticamente inesistente.

Senza considerare la piattaforma portuale regionale, che dovrebbe ergersi a ruolo di assoluta protagonista nel contesto mediterraneo, proponendosi come ponte ideale verso i mercati dell’Europa settentrionale. E che invece si ritrova puntualmente a dover gestire situazioni a volte paradossali che altro non comportano se non perdite di terreno sempre più ampie nei confronti dei porti nordeuropei e nordafricani. Distanza che diventa sempre più complicato colmare, costringendo le esportazioni locali a dover affrontare con un pesante handicap la concorrenza europea e non”. Il Segretario Generale della UIL regionale invita dunque il prossimo Governo “a rilanciare, di concerto con le parti sociali, un piano dei trasporti credibile, che coniughi gli interessi dei cittadini con quelli dei settori trainanti del tessuto economico regionale, garantendo un diritto costituzionalmente riconosciuto attraverso una rete infrastrutturale che funga da volano ai trasporti locali”.


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UIL INFORMA La chiusura di Ginosa e Matera potrebbe causare conseguenze nell’accordo coi sindacati

“Natuzzi, no a scorciatoie che penalizzano solo i lavoratori”

“Il piano industriale della Natuzzi, che prevede la chiusura, tra gli altri, degli stabilimenti di Ginosa e Matera, rappresenta una chiara violazione delle prerogative alla base dell’accordo di programma per il mobile imbottito. Pertanto, stando alle intenzioni manifestate dall’azienda, saremmo costretti a non sottoscrivere tale accordo”. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, ammette che “la contingenza economica del settore, peraltro da sempre strategico per il tessuto socio-economico barese e regionale, costringe gli operatori a navigare in un mare di difficoltà. Tuttavia – prosegue - sia le istituzioni che le parti sociali hanno contribuito con impegno e costante dedizione alla messa in campo risorse in-

genti per garantire la continuità dell’attività di imprese leader come la Natuzzi. Questo improvviso dietrofront, che mette addirittura a rischio (almeno) ulteriori 1300 posti di lavoro, invece del reintegro dei 1500 lavoratori attualmente in cassa integrazione, potrebbe rappresentare un duro colpo di grazia per una zona che non ha ancora assorbito il colpo dell’ex Miroglio e che all’orizzonte intravede la tragedia occupazionale legata al caso-Ilva”. Pugliese invita dunque la Natuzzi “a rivedere la propria presa di posizione con maggiore raziocinio, senza facili scorciatoie che, come al solito, finiscono per penalizzare i lavoratori, presentando piuttosto un piano industriale meno drastico e maggiormente condiviso con i sindacati e con le istituzioni locali”.

Assegni familiari e quote di maggiorazione limiti di reddito Dal 1° gennaio 2013 sono stati rivalutati i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari nei confronti dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (ai quali continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e delle quote di maggiorazione di pensione per i pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi, nonché i limiti di reddito mensili per l'accertamento del carico ai fini dei diritto agli assegni stessi. Lo comunica l’Inps con circolare n. 150 del 28 dicembre 2012, precisando che sono state aggiornate le relative le tabelle da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2013.


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UIL INFORMA Davide De Gregorio: “I cittadini sono esasperati, ma non possono pagare gli addetti”

“Il personale del Comune merita una maggiore tutela” La UIL Fpl al Comune di Bari torna alla carica per la questione relativa alle condizioni lavorative degli assistenti sociali. Già tempo addietro la categoria dei “poteri locali” aveva denunciato le difficoltà incontrate, con ormai preoccupante frequenza, da tali lavoratori e lavoratrici dell’ente locale del capoluogo. Tuttavia, nelle ultime ore, la problematica si è riproposta prepotentemente, a causa di un’aggressione, per fortuna senza conseguenze gravi per l’assistente sociale di turno, verificatasi nella sede della circoscrizione di Palese. Davide De Gregorio, Segretario cittadino della UIL, si è fatto ovviamente portabandiera delle rimostranze del sindacato (la UIL Fpl è peraltro la sigla con maggiore rappresentanza al Comune di Bari). Qual è la reale situazione con cui devono convivere gli assistenti sociali del Comune di Bari? La criticità risiede nel fatto che gli assistenti sociali sono diventati il front office ufficioso di una certa fascia di cittadini che si rivolge a loro per un ventaglio incredibilmente ampio di motivi, spesso e volentieri non di competenza degli assistenti stessi. Addirittura, ultimamente, c’è chi chiede lumi sulla cartella della Tarsu, pensando che tali lavoratori possano sostituirsi agli sportelli preposti al servizio... Però a quanto pare non si tratta solo di difficoltà legate alle competenze lavorative. Infatti. Purtroppo i luoghi di lavoro in cui gli assistenti sociali si ritrovano a svolgere le proprie mansioni si rivelano privi dei necessari standard di sicurezza e vigilanza, prestando il fianco a reazioni spropositate di qualche cittadino dall’animo particolarmente surriscaldato. E’ anche un problema strutturale. Le sedi delle circoscrizioni non sono sempre all’altezza di garantire l’incolumità degli assistenti sociali. Prendete Palese, scanrio dell’ultima aggressione: lo stesso presidente della circoscrizione, Michele De Giulio ha denunciato sulla stampa che la stanza dedicata agli assistenti so-

ciali non ha vie di fuga, definendola una ‘trappola’ per chi ci lavora. Ad aggravare la situazione ci si mettono poi gli organici estremamente ridotti rispetto al servizio richiesto dal territorio. Il Comune ha in carico 72 addetti tra assistenti sociali ed educatori professionali, più un dirigente di Ripartizione e 5 di Circorscrizione. Eppure la legge prescrive l’obbligo di un assistente ogni 5mila abitanti, ma di fatto sul territorio ne sono dislocati solo 50. In sostanza servirebbe una riorganizzazione completa dei servizi sociali, che oggi si fondano solo sulla buona volontà del personale addetto. Una parte dei servizi è erogata dagli uffici della Ripartizione del centro città, parte dalle Circoscrizioni, per cui gli utenti sono costretti a dividersi. Se a ciò si aggiunge la cronica assenza di personale ed il taglio alle risorse, il risultato è una logica condizione diffusa di malessere che finisce per scaricarsi sugli addetti ai lavori. Diffuso malessere che non si scarica solo sugli assistenti sociali. Qualche giorno fa, nel corso di un’assemblea sindacale ad hoc, si è affrontato il tema dei dipendenti della ripartizione Tributi del Comune di Bari, chiamati anche loro a far fronte a una mole di lavoro sempre più importante e a cittadini che arrivano agli sportelli spesso esasperati. Come detto, la gente arriva in Comune con gli animi surriscaldati: un collega è stato aggredito, tanto che da un paio di mesi è tornata in pianta stabile all'ingresso dell'Economato la polizia municipale. In certi uffici si fa un lavoro particolarmente delicato che richiede tempo e cura nell'analisi dei singoli casi e nella soluzione dei diversi problemi. Negli ultimi anni, poi, si è aggiunto il capitolo lotta all'evasione fiscale: una battaglia assolutamente da condividere, che porta e porterà solo benefici, economici e non, al Comune di Bari. Epperò va da sé che vada condotta con un personale numericamente adeguato.


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UIL INFORMA Aperto a tutti i cittadini, che riceveranno un attestato di partecipazione

Corso di formazione Caf Bari per la compilazione 730 Mod. N. delli 730/2012. Ai Il CAF-UIL di Bari MODELLO 730/2013 redditi 2012 dichiarazione semplificata dei contribuenti che si avvalgono dellassistenza fiscale corsisti sarà conseorganizza, presso la genzia ntrate gnato il materiale propria sede di C.so CONTRIBUENTE didattico e al terA. De Gasperi 270, DATI DEL mine del corso un Corsi di Formazione CONTRIBUENTE attestato di parteciper la compilazione RESIDENZA ANAGRAFICA pazione. delle dichiarazioni Gli interessati dei redditi, in partipossono prenotarsi, colare del Modello entro il 15 febbraio, 730. preferibilmente con Durante i corsi saun e-mail ai seranno illustrate le FAMILIARI A CARICO guenti indirizzi di novità fiscali previposta elettronica: ste per il modello mariellacarellaca730/2012. Saranno fuilbari@gmail.com trattate inoltre con – servizionline@uilparticolare attenDATI DEL SOSTITUTO DIMPOSTA CHE EFFETTUERA IL CONGUAGLIO puglia.it , oppure zione le modalità per telefonando al nule detrazioni degli mero tel. oneri al 19%: da QUADRO A REDDITI DEI TERRENI 080/5010034 dalle quelle relative al ri9,30 alle 13 e dalle sparmio energetico 15,30 alle 17,30. (installazione panIl modello 730 per nelli solari, infissi, l’anno 2013 è inolsostituzione caldaia) tre scaricabile sul alle ristrutturazioni sito istituzionale edilizie. I corsi sadella UIL di Puglia ranno tenuti dal rewww.uilpuglia.it, sponsabile fiscale del nell’area SERVIZI centro servizi UIL S.R.L. dott.ssa Maria Carella. La partecipazione ED ENTI COLLATERALI. Per ulteriori informaè completamente gratuita ed è aperta a tutti i zioni in merito allo stesso, è possibile consulcittadini interessati, lavoratori e pensionati, ai tare direttamente le sedi Caf e UIL Servizi sul quali verrà data la possibilità di elaborare mo- territorio regionale. Gli importi devono essere indicati in unità di Euro

COGNOME (per le donne indicare il cognome da nubile)

DATA DI NASCITA

MODELLO GRATUITO

GIORNO

STATO CIVILE

MESE

(barrare la relativa casella)

1

Rappresentante o tutore CODICE FISCALE DEL RAPPRESENTANTE O TUTORE

NOME

SESSO (M o F)

COMUNE (o Stato estero) DI NASCITA

ANNO

CELIBE/NUBILE

Dichiarazione congiunta Situazioni particolari

Coniuge dichiarante Soggetto fiscalmente 730 integrativo (vedere istruzioni) a carico di altri

Dichiarante

CODICE FISCALE DEL CONTRIBUENTE (obbligatorio)

CONIUGATO/A

2

VEDOVO/A

PROVINCIA (sigla)

3

SEPARATO/A

4

DIVORZIATO/A

5

TUTELATO/A

COMUNE

TIPOLOGIA (Via, piazza, ecc.)

Da compilare solo se variata dal 1/1/2012 alla data di presentazione della dichiarazione

TELEFONO E POSTA ELETTRONICA

DOMICILIO FISCALE AL 01/01/2012 DOMICILIO FISCALE AL 31/12/2012 DOMICILIO FISCALE AL 01/01/2013

7

MINORE

PROVINCIA (sigla)

NUM. CIVICO

INDIRIZZO

FRAZIONE

DATA DELLA VARIAZIONE

GIORNO

TELEFONO

MESE

ANNO

Dichiarazione presentata per la prima volta

INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA

CELLULARE

NUMERO

PREFISSO

8

C.A.P.

COMUNE

PROVINCIA (sigla)

COMUNE

PROVINCIA (sigla)

COMUNE

PROVINCIA (sigla)

Numero figli residenti allestero a carico del contribuente

CODICE FISCALE

BARRARE LA CASELLA

MESI A CARICO

(Il codice del coniuge va indicato anche se non fiscalmente a carico)

C = Coniuge F1 = Primo figlio F = Figlio A = Altro D = Figlio disabile

1

C

1

3

2

3

F

A

D

4

F

A

D

5

F

A

D

MINORE DI 3 ANNI

DETRAZIONE 100% AFFIDAMENTO FIGLI

%

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F1 PRIMO D FIGLIO

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PERCENTUALE ULTERIORE DETRAZIONE PER FAMIGLIE CON ALMENO 4 FIGLI

4

CONIUGE

7

8

In caso di dichiarazione congiunta indicare i dati solo nel modello del dichiarante

CODICE FISCALE

COGNOME e NOME o DENOMINAZIONE

PROV.

TIPOLOGIA (Via, piazza, ecc.)

1

A1 A2 A3 A4

A5 A6 A7

A8

NUM. CIVICO

NUMERODI TELEFONO / FAX

FRAZIONE

N. ORD.

COMUNE

INDIRIZZO

2

REDDITO DOMINICALE

3

TITOLO

6

POSSESSO

REDDITO AGRARIO

4

GIORNI

5

C.A.P.

INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA

%

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CANONE DI AFFITTO IN REGIME VINCOLISTICO

CODICE SEDE

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CASI CONTINUAZIONE PARTICOLARI (*)

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ESENZIONE COLTIVATORE DIRETTO IMU O IAP

(*) Barrare la casella se si tratta dello stesso terreno del rigo precedente

“Buoni servizio di conciliazione” per l’accesso ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza E’ stato pubblicato dalla Regione Puglia l’avviso pubblico rivolto ai nuclei familiari per la domanda di “Buoni servizio di conciliazione” per l’accesso ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza. Le famiglie interessate possono rivolgersi alle sedi CAF UIL sul territorio regionale per informazioni in merito e per l’eleaborazione del modello ISEE propedeutico alla presentazione della domanda.


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UIL INFORMA Il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, scrive al Presidente Introna

“Un degno ricordo anche alle vittime delle Foibe” “Le tragedie della seconda guerra mondiale sono uguali ad ogni latitudine e sotto ogni bandiera”: è quanto sostiene il segretario generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, che ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna. Il riferimento è alla scelta di commemorare il 7 febbraio con la Giornata della Memoria, la tragedia consumatasi nei campi di concentramento nazisti, ma di non fare nulla per commemorare tre giorni dopo (il 10 febbraio) la Giornata del Ricordo, che onora la memoria delle circa diecimila persone che tra il 1943 ed il 1945 vennero torturate ed uccise nelle foibe carsiche dai comunisti jugoslavi di Tito. Pugliese ricorda che “è una legge dello Stato, la 92 del 30 marzo ’94 ad istituirla” e che “la Puglia fu meta di quella migrazione: Bari, Altamura, Brindisi, Taranto ed altre località furono punti di riferimento talmente importanti che gran parte di quegli esuli decisero di stabilirsi definitivamente nella nostra terra. Sono famiglie che hanno trovato accoglienza e che hanno avuto la possibilità di voltare pagina, diventano pugliesi a tutti gli effetti, ma senza mai dimenticare le proprie radici”. Nell’invitare il Consiglio regionale a restituire “pari dignità” alle vittime di ogni tragedia, il segretario della Uil chiede al presidente Introna se non ritenga “doveroso custodire, valorizzare e tramandare alle future generazioni la storia, l’identità e la cultura, di Fiumani, Istriani e Dalmati di carattere italiano”. Definendo la tragedia delle foibe “una delle pagine più nere della storia del XX secolo”, Pugliese conclude ricordando che “la Puglia, terra di accoglienza per consolidata tradizione, non può trattare da “vittime di serie B” coloro che sono stati trucidati nelle foibe carsiche dai comunisti jugoslavi di Tito. Ed ecco perché ci aspettiamo che il Consiglio regionale faccia la sua parte per spiegare ai nostri giovani cosa accadde in quegli anni terribili in cui il male e la crudeltà non hanno avuto bandiera”. Pubblichiamo di seguito la lettera integrale inviata dal Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, al Presidente del Consiglio Generale Onofrio Introna. La lettera è disponibile anche sul sito www.uilpuglia.it Egregio Presidente, abbiamo appreso, e ovviamente apprezzato e condiviso, dell’iniziativa del Consiglio regionale della Puglia, in collaborazione con l’IPSAIC (Istituto Pugliese Storia Antifascismo e Italia Contemporanea) e il Parlamento regionale dei Giovani, che ha organizzato per giovedì 7 febbraio, alle 10, il Giorno della Memoria. Il fatto che siano stati invitate soprattutto le scolaresche per parlare dei pugliesi militari e civili deportati nei campi di concentramento nazisti è sicuramente

positivo perché si contribuisce a spiegare e far comprendere ai giovani la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Allo stesso modo siamo dispiaciuti che non sia stata organizzata una simile iniziativa anche il 10 di febbraio: data altrettanto importante e consegnata agli annali come una delle pagine più nere della storia del XX secolo. Ci riferiamo alla Giornata del Ricordo, che onora la memoria delle circa diecimila persone che tra il 1943 ed il 1945 vennero torturate ed uccise nelle foibe carsiche dai comunisti jugoslavi di Tito. Ogni anno, la Uil di Puglia celebra il dramma e la tragedia di quattrocentomila Istriani, Fiumani e Dalmati a cui furono strappati in modo violento le terre, i beni, in qualche caso addirittura i loro cari; lo facciamo con un simbolico minuto di silenzio a cui spesso hanno spontaneamente partecipato semplici cittadini, che nulla hanno avuto in comune con questa vicenda. Come certamente Lei sa, una legge dello Stato, la nr. 92 del 30 marzo 2004, riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo. Saprà anche che il trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio ’47 segnò definitivamente la sorte dei territori orientali adriatici e fino al 1955 gli esuli abbandonarono ogni bene per raggiungere l’Italia. La Puglia fu meta di quella migrazione: Bari, Altamura, Brindisi, Taranto ed altre località furono punti di riferimento talmente importanti che gran parte di quegli esuli decisero di stabilirsi definitivamente nella nostra terra. Sono famiglie che hanno trovato accoglienza e che hanno avuto la possibilità di voltare pagina, diventano pugliesi a tutti gli effetti, ma senza mai dimenticare le proprie radici. Non a caso ogni anno, il 10 di febbraio, queste comunità si riuniscono per celebrare quella immane tragedia. Riteniamo perciò che sia doveroso custodire, valorizzare e tramandare alle future generazioni la storia, l’identità e la cultura, di Istriani, Fiumani e Dalmati di carattere italiano. Ecco perché riteniamo oggi più che mai opportuno commemorare, oltre al Giorno della Memoria, anche il Giorno del Ricordo, per il semplice fatto che chi soffre e viene perseguitato deve avere pari dignità a ogni latitudine. La Puglia, terra di accoglienza per consolidata tradizione, non può trattare da “vittime di serie B” coloro che sono stati trucidati nelle foibe carsiche dai comunisti jugoslavi di Tito. Ed ecco perché ci aspettiamo che il Consiglio regionale faccia la sua parte per spiegare ai giovani pugliesi cosa accadde in quegli anni terribili in cui il male e la crudeltà non hanno avuto bandiera. Il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari Aldo Pugliese


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UIL INFORMA

Carta Acquisti, rivalutazione requisiti e nuova modulistica A seguito dell’indice di perequazione automatica dei trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria, ogni anno le soglie reddituali ed ISEE per beneficiare della carta acquisti subiscono una rivalutazione. I nuovi requisiti reddituali ed ISEE in vigore dal 1° gennaio 2013 sono i seguenti : • soggetti con età superiore a 65 anni, ma inferiore a 70 anni: trattamenti pensionistici o assistenziali di importo inferiore a 6.701,34 euro all’anno, anziché

6.499,82 euro; • soggetti con età pari o superiore a 70 anni: trattamenti pensionistici o assistenziali di importo inferiore a 8.935,12 euro all’anno, anziché 8.666,43 euro; • attestazione ISEE, in corso di validità, inferiore a 6.701,34 euro, anziché 6.499,82 euro. Per stampare la nuova modulistica da utilizzare per richiedere il beneficio in argomento basta collegarsi al sito www.uilpuglia.it e registrarsi al sito di supporto.

Colf e badanti, contributo di licenziamento Con l’entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali, introdotti dalla riforma del mercato del lavoro (Legge 28 giugno 2012, n. 92) e confermati dalla Legge di stabilità 2013 (Legge 24 dicembre 2012, n. 228), da gennaio 2013 cambiano le tutele per tutti i lavoratori dipendenti. La riforma si fonda su due pilastri, l’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego) ed i fondi di solidarietà bilaterali, per i quali il Governo si è impegnato con la legge di stabilità a garantire risorse. L’Aspi e la mini-Aspi (Assicurazione sociale per trattamenti brevi) dal 1° gennaio 2013 hanno sostituito l’indennità di disoccupazione e saranno più generose della vecchia disoccupazione e mobilità; tali assicurazioni verranno finanziate, tra l’altro, dal nuovo “contributo di licenziamento” introdotto dalla suddetta riforma. Dal provvedimento si rileva che nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, successivo al 1° gennaio 2013, per causa diversa dalle dimissioni o risoluzione consensuale, quindi, nei casi in cui il lavoratore abbia perduto involontariamente la propria occupazione, il datore di lavoro dovrà versare un “contributo di licenziamento” che si aggiungerà alle altre competenze da liquidare al lavoratore in fase di risoluzione del rapporto di lavoro, quali trattamento di fine rapporto, ratei tredicesima, ecc.. La legge di stabilità prevede che l’importo dell’indennità sia pari al 41 per cento del massimale mensile previsto da Aspi per ogni anno di anzianità lavorativa negli ultimi tre anni e fino ad un massimo di tre anni, ossia per un importo complessivo non superiore a circa euro 1.450, indipendentemente dalle ore lavorative previste contrattualmente, sia che il lavoratore lavori 24 ore al giorno sia che lavori un paio di ore a settimana. Nel caso in cui l’anzianità di servizio fosse inferiore all’anno, andranno conteggiati solo i mesi effettivamente lavorati, ad esempio sei mesi di anzianità comporterebbero una indennità di circa euro 242,00. La riforma riguarda tutti i lavoratori dipendenti, pertanto, coinvolge anche i lavoratori del settore domestico (colf e badanti), aggravando ulteriormente le spese sostenute dalle famiglie che si avvalgono dell’aiuto di un collaboratore domestico e/o familiare. Il contributo di licenziamento previsto dalla riforma è dovuto anche nei casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, ad esempio se il lavoratore si assenta ingiustificatamente dal posto di lavoro o ruba in casa, e dovrà essere versato all’INPS. A sollevare il caso è l’Associazione sindacale fra datori di lavoro dei collaboratori familiari (Assindatacolf) che ha chiesto, in diversi incontri intercorsi con l’INPS, l’eliminazione e/o correzione del contributo in argomento relativamente al settore domestico; tuttavia, al momento non è stata data contezza di una soluzione alla questione. In attesa di chiarimenti e precisazioni sull’argomento da parte dell’Ente, nonché delle eventuali modalità operative per effettuare il versamento in oggetto, Vi invitiamo, al fine di fornire un servizio sempre rivolto alla qualità ed all’attenzione del contribuente, ad informare correttamente ogni singolo contribuente sulla normativa in essere.


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UIL INFORMA

ANCI a Ministero del Lavoro: chiarire su assegni familiari a cittadini stranieri ‘’L’emanazione di una specifica direttiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che possa dare espressamente agli Enti locali l’indicazione sulla concessione dell’assegno familiare anche ai cittadini non comunitari ‘soggiornanti di lungo periodo’’’. E’ questa la richiesta contenuta nella lettera che il Presidente dell’Anci, Graziano Delrio ha inviato al Sottosegretario Maria Cecilia Guerra. Dopo aver richiamato le normative che stabiliscono la concessione dell’assegno a favore dei nuclei familiari composti da cittadini italiani, estese poi anche ai nuclei ‘’nei quali il richiedente sia cittadino di un Paese facente parte dell’Unione Europea’’ Delrio evidenzia i contenuti di una Direttiva europea che prevede ‘’che il ‘soggiornante di lungo periodo’ goda dello stesso trattamento del cittadino nazionale per quanto riguarda le prestazioni sociali, l’assistenza sociale e la protezione sociale’’. ‘’Tutto ciò premesso – aggiunge – i Comuni si

trovano a tutt’oggi di fronte al dilemma se riconoscere la provvidenza anche ai cittadini non comunitari ‘soggiornanti di lungo periodo’, in assenza di una formale direttiva del Ministero competente e rischiando eventuali responsabilità erariali, o negare la concessione basandosi sul mero dato testuale, pagando con ogni probabilità le spese legali di soccombenza per comportamento razzista e discriminatorio assunto in violazione della Direttiva UE sopra citata’’. Da qui la richiesta dell’emanazione di specifiche direttive da parte del Ministero ‘’per evitare che i Comuni incorrano nelle spese legali legate ad eventuali contenziosi in relazione ad azioni giudiziarie anti-discriminazioni promosse da cittadini stranieri oppure, in caso di concessione del contributo, in possibili procedimenti dinnanzi alla Corte dei Conti per asseriti danni erariali’’. E' quanto rende noto un comunicato dell'Anci.

UIL Scuola Puglia: “Piano di dimensionamento null’affatto convincente: pronti alla mobilitazione” “La prospettiva, inspiegabile e per certi versi assurda, sarebbe quella di registrare un numero di dirigenti scolastici superiore a quello delle scuole deliberate dalla Giunta regionale. Il che, tradotto, significherebbe un grave danno per i vincitori del concorso per dirigenti scolastici e la permanenza in stato di esubero di tanti Dsga. Sarebbe opportuno che la Regione corresse quanto prima ai ripari, onde evitare la perdita di altri posti di lavoro, una vera e propria piaga in un momento delicato, dal punto di vista occupazionale, come l’attuale”. Gianni Verga, Segretario Generale della UIL Scuola Puglia, chiarisce come la delibera regionale sul dimensionamento scolastico “non soddisfi affatto il sindacato”. “Qualche giorno fa – ricorda Verga – avevamo inviato una nota all’assessore Sasso invitandola a intervenire tempestivamente sulle scuole sovradimensionate, così come si era impegnata a fare nel luglio scorso, opportunamente sollecitata dalla Uil Scuola, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale, al fine di rispondere al parametro della media di 900 alunni contenuto nelle linee di indirizzo. L'impegno del Governo è quello di superare il comma 5 dell'art. 19 della Legge Finanziaria del 2011, norma che prevede l'impossibilita di assegnare il DS e DSGA alle scuole sottodimensionate al parametro 600. Alla Regione Puglia spetterebbero, in base alla popolazione scolastica, 702 D.S. e DSGA olte 6 CPIA. Le decisioni assunte dalla Giunta regionale prevederebbero, invece, soltanto 701 scuole a fronte delle possibili 712. Si prospettano, quindi, 686 istituti del primo e secondo ciclo e 15 CPIA, questi ultimi di attivazione ancora incerta”. Verga annuncia infine “una mobilitazione dei lavoratori della scuola qualora il piano di dimensionamento non sarà rivisto attraverso un intervento unilaterale e decisivo della Regione, cui è demandata la responsabilità in materia, anche in assenza di proposte da parte dell’ente locale. Attualmente, infatti, esistono istituti con oltre 1400 alunni, quando invece le linee di indirizzo regionali dettano un tetto massimo di 1200. In queste condizioni diventa impossibile garantire la tutela dei posti di lavoro, nonché un’offerta formativa competitiva e di qualità”.


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UIL INFORMA La sede di Brindisi si rivolge direttamente all’Acquedotto Pugliese per chiarimenti

Integrazione tariffaria per servizio depurazione: l’Adoc chiede lumi Centinaia di cittadini, per lo più residenti nei quartieri La Rosa e Paradiso di Brindisi, stanno segnalando all’Adoc l’arrivo degli avvisi di pagamento inviati loro dall’Acquedotto Pugliese e tesi a recuperare quote pregresse relative al servizio di fognatura e depurazione. Le richieste avanzate fanno riferimento al D.Lgs. 152/2006 art.155 che modifica le modalità di calcolo ed applicazione della quota di tariffa riferita al servizio di allontanamento liquami e di depurazione reflui stabilendo che è dovuta dagli utenti allacciati alla rete fognante sulla scorta dei volumi di acqua forniti, prelevati o comunque accumulati. Nelle missive,

inoltre, non è dato sapere se nelle fatturazioni saranno applicati oneri ed interessi o comunque se si è tenuto conto di possibili situazioni che possono aver influito sulla fruizione del servizio. Dalla sede dell’Adoc brindisina immaginano, ad esempio, se fra i destinatari risultano coloro i quali hanno subito perdite in linea. In ogni caso l’Adoc provinciale è intervenuta presso l’AQP chiedendo lumi ma, soprattutto, un incontro urgente al fine di affrontare l’argomento con lo scopo di verificare la legittimità di quanto richiesto e per evitare ulteriori esborsi per l’utenza già di per sé in seria difficoltà economica.

“Frutto di un confronto e di un’apertura positiva da parte dell’amministrazione comunale”

Chiusa la vertenza Tarsu Soddisfazione dell’Adoc Brindisi

L’Associazione dei consumatori provinciale, l’Adoc, esprime soddisfazione per l’esito della vertenza relativa alle migliaia di avvisi di accertamento Tarsu per i quali l’amministrazione comunale di Brindisi ha adottato gli opportuni i provvedimenti. A giusta ragione, l’Adoc ritiene di aver svolto un ruolo centrale nell’aver rappresentato i legittimi interessi di oltre duemiladuecento contribuenti brindisini alle prese con le richieste di pagamento per omessa dichiarazione o rettifica dei riferimenti catastali. Altri cinquemilaottocento avvisi sono in arrivo per un totale di oltre ottomila. Se da una parte è giusta l’azione di recupero, anche per un principio di equità fiscale e che permetta una qualità dei servizi più accettabili, dall’altra non si poteva trascurare le gravi sofferenze economiche subite dalle famiglie ed una serie di concause che hanno comunque originato situazioni anomale radicate nel tempo ed oggetto di accertamento. Venendo alle richieste avanzate dall’Adoc e fatte proprie dall’amministrazione, è stato garantito il potenziamento del front–office ed un’assistenza tecnica rivolta ai cittadini, non solo per le informazioni, ma anche per dare quel giusto supporto per la soluzione di specifiche problematiche come nel caso della revisione delle superfici catastali. Nello specifico in caso di discordanza tra quanto contestato e situazioni reali i contribuenti possono compilare apposita istanza disponibile presso gli sportelli del concessionario ABACO il quale si farà carico della trasmissione della rettifica dei dati all’agenzia del territorio. La procedura sospende i termini di decorrenza per i pagamenti e prevede un impegno dell’agenzia del territorio per l’effettuazione delle eventuali correzioni entro sessanta giorni. In riferimento ai pagamenti originariamente previsti in un’unica soluzione, entro ed esclusivamente nei sessanta giorni pena l’applicazione di ulteriori sanzioni ed interessi, è stata ottenuta la rateizzazione del dovuto o accertato secondo una tabella (vedi allegato) con l’applicazione degli aggravi al minimo. Ai contribuenti, fermo restando quanto messo a disposizione, l’associazione consiglia, comunque, di verificare la correttezza dei dati riportati negli avvisi e tutto quanto necessario ai fini della validità della richiesta di pagamento, al fine di evitare nuovi errori. “Quanto ottenuto – afferma il presidente dell’Adoc provinciale, Giuseppe Zippo -, è il frutto di un confronto e di un’apertura positiva da parte dell’amministrazione comunale, rappresentata dal Sindaco Consales. In questo caso, si è dimostrato di voler uscire dai consueti ed ormai superati schemi burocratici che hanno creato in passato solo disaffezione e disagi, e non solo economici per i contribuenti. Un buon auspicio per il futuro”.


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UIL INFORMA

COMUNICATO DEL SEGRETARIO GENERALE UIL PUGLIA INFORMA RAPPRESENTA, PER LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE, UNO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE DI FONDAMENTALE IMPORTANZA. PERTANTO VI INVITIAMO A DIFFONDERE VIA E-MAIL LA RIVISTA ALL’INTERNO DELLE SINGOLE CATEGORIE, TRA GLI RSU E TRA GLI ISCRITTI. IN ALTERNATIVA, E’ POSSIBILE COMUNICARE LE E-MAIL A comunicazione@uilpuglia.it, CHE SI INCARICHERA’ DI EFFETTUARE LA SPEDIZIONE ON-LINE. VI RICORDIAMO DI STAMPARE ALCUNE COPIE IN CARTACEO DA POTER DISTRIBUIRE NELLE SEDI PERTINENTI. SICURI DELLA VOSTRA COLLABORAZIONE IL SEGRETARIO GENERALE ALDO PUGLIESE


Uil 29 Gen 3 Feb