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cambiaMENTI Poste Italiane. Spedizione in A.p. - Art.2 Comma 20/C - Legge 662/96 - D.R.T./D.C.B. Torino - n. 3/anno 2013


Sommario Comitato di redazione: UICI/011 Direttore responsabile: Enzo Tomatis Autorizzazione del tribunale di Torino n. 4803 del 07/06/1995 Redazione: Francesco Fratta, Federica Miraglia, Flavia Navacchia Hanno collaborato: O. Franco, Francesco Fratta, Lorenzo Montanaro, Flavia Navacchia, Nunziata Panzarea, Ambrogio Riili, Giuseppe Salatino, Daniela Trunfio, Chiara Vogliolo Caporedattore: Simona Savoldi Progetto e realizzazione grafica: SGI Srl Via Pomaro, 3 - 10136 Torino Tel. 011.359908 Fax 011.3290679 www.sgi.to.it info@sgi.to.it Stampa: La Terra Promessa Onlus NOVARA Per contattare la redazione: uic011@uictorino.it

La copertina di questo numero

Editoriale pag. 3 Pensione, lavoro, disoccupazione: le novità pag. 4-5 Il diritto prioritario alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari pag. 6 Reddito e indennità pag. 7 Sensi e parole nella fruizione dell’opera d’arte pag. 8 Torino + Cultura Accessibile pag. 9 L’arte è plurale pag. 10-11 Tieni d’occhio la tua vista pag. 11 Speaky: l’assistente digitale intelligente pag. 12 Dalla pelle al cuore: il diritto al sesso, sereno e consapevole pag. 13 Il racconto di un viaggio, senza barriere, nella cultura e nella natura pag. 14 L’esperienza, sott’acqua, di un sub non vedente pag. 15

IN QUESTO NUMERO

CambiaMENTI

Cambiamento, oggi, è una parola fin troppo abusata. Si parla di cambiamento in politica. Nella società. E, come potrete notare sfogliando questo numero, anche nella nostra Unione. In verità più che di cambiamento noi parliamo di rinnovamento e di cambia-menti, intendendo con l’aggiunta di quel trattino la nostra volontà di cambiare noi stessi, il nostro modo di pensare. Non solo, quindi, un cambiamento di facciata, ma più profondo. L’Uici, cari lettori, si rinnova e lo fa a partire dall’alto: il presidente Enzo Tomatis, a breve, rimetterà il mandato nelle mani del Consiglio. Una decisione imposta dalla società e dai tempi che stiamo vivendo, oltre che dalla propria coscienza. La nostra volontà di cambiamento è legata al rinnovamento, ma anche alla rivendicazione di diritti, spesso negati: al lavoro, in primis, alla fruizione dell’arte o, ancora, al sesso. Senza dimenticare il diritto prioritario alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari sancito dai Lea, la cui petizione, che vi invitiamo a compilare, è allegata a questo numero. la Redazione

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editoriale

Dall’Unione parte il rinnovamento Cari soci, lettori, amici, da tempo meditavo di scrivere queste poche righe e credo che sia giunto il momento di farlo. Non c’è un modo semplice e indolore per condividere con voi quello che è il mio pensiero e la decisione che ho maturato, quindi come da mia abitudine verrò subito al punto: a breve rimetterò il mio mandato di presidente nelle mani del Consiglio, lo stesso Consiglio che me lo ha conferito qualche anno fa. Per un anno e mezzo resterò in qualità di semplice consigliere e, se mi verrà richiesto, non negherò la mia esperienza e il mio apporto, per il bene del sodalizio e perché lo devo a chi ha sempre creduto in me. Potrei motivare questa scelta con le classiche frasi di circostanza: sono vecchio, mi sento stanco, vorrei dedicare ai miei nipoti il tempo che non ho dedicato ai miei figli, e via discorrendo. La verità è un’altra: dobbiamo dare corso a un rinnovamento che non può e non deve essere più rimandato. Ce lo impone la società, ce lo impongono i tempi che stiamo vivendo. A me, personalmente, lo impone la coscienza. La mia storia con l’Unione è iniziata quasi mezzo secolo fa, una lunga storia d’amore fatta di gioie e dolori, di battaglie combattute – e spesso vinte – sempre e solo in nome della dignità dei ciechi e degli ipovedenti. Dopo aver cominciato quasi per caso, mi sono trovato catapultato a Roma in seno alla Direzione Nazionale e alla guida di uno degli istituti più gloriosi e importanti legati al nostro sodalizio, ovvero il “Centro Regionale Sant’Alessio-Regina Margherita di Savoia per i Ciechi” a Roma. Dobbiamo dare corso a un Ho potuto riversare questo bagaglio di rinnovamento che non può e non esperienze nella nostra Sezione, che nel tempo è cresciuta notevolmente: deve essere più rimandato

in totale contiamo circa trenta tra dipendenti e collaboratori. Oltre alle attività storiche, l’UICI annovera anche uno sportello di patronato; l’IRIFOR non solo ha confermato – a costo di grandi sacrifici – servizi, soggiorni e corsi vari, ma ha anche ampliato le attività e gli orari del nostro centro diurno per ragazzi pluriminorati. Certo che da quando ho cominciato sono cambiate tante cose! Ai vecchi problemi però se ne sono aggiunti di nuovi, e l’onore di guidare la sezione sta diventando un onere. Mi sono speso per la nostra cara associazione e ora, senza avere nessun rimpianto, ritengo che sia giunto il momento di passare la mano. Il senso di responsabilità che mi ha sempre guidato in questi anni mi impone di responsabilizzare tutti i dirigenti, in particolar modo quelli più giovani, affinché nell’ambiente si possa respirare un’aria nuova. Ritengo di aver fatto la scelta giusta, ancorché sofferta, che spero tutti Voi comprenderete. Io, da parte mia, vorrei ringraziarVi per avermi dato la possibilità di rendermi utile e dedicare la mia vita alla causa che più di tutte mi sta a cuore. Enzo Tomatis

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Pensione, lavoro, disoccupazione:

le novità

Una guida nei meandri di un sistema previdenziale in continua evoluzione Con questo articolo vorremmo fare il punto della situazione in materia previdenziale e lavorativa, con l’intento di farlo diventare un appuntamento fisso all’interno del nostro periodico. Iniziamo col dire che la prossima legge di stabilità e gli altri regolamenti in fase di approvazione diranno molto su quello che ci aspetta nel prossimo futuro. Di sicuro, nel calcolo di ISE e ISEE verranno conteggiate anche le provvidenze percepite dai disabili, ovvero pensioni e indennità varie. E a poco serviranno le franchigie e le detrazioni varie per i nuclei con disabili, perché rimane il paradosso del conteggio di provvidenze e sussidi: prima erogati a titolo assistenziale, poi pesati alla stregua di redditi da lavoro dipendente, con la conseguenza di vedere precluso l’accesso ad altri servizi e prestazioni per la cui erogazione vengono utilizzati questi indicatori economici e reddituali. Altra grana: i quattro mesi di abbuono per ogni anno di lavoro effettivamente svolto dai lavoratori ciechi e ipovedenti. A breve, questi abbuoni potrebbero avere un peso meramente figurativo, che nei sistemi previdenziale misto, o peggio ancora in quello esclusivamente contributivo, comporta importanti conseguenze, ovviamente in negativo, sull’importo della pensione. La nostra sezione ha continuamente sollecitato gli enti previdenziali e la Sede Centrale UICI affinché ci venisse prospettato uno scenario attendibile sul futuro dei lavoratori ciechi. Purtroppo non si può trovare una risposta sul piano amministrativo, ovvero nell’interpretazione analitica della normativa. Resta il problema del riconoscimento contributivo dei benefici in parola, ma anche della permanenza del valore assicurativo di questi abbuoni, aspetto per il quale ci stiamo battendo a livello associativo. è superfluo ribadire che il problema risiede nella copertura di eventuali provvedimenti che dovranno comunque essere necessariamente intrapresi dal Governo per sanare una situazione fortemente penalizzante per noi, ponendo rimedio a una riforma, quella Fornero, piena di falle. Ma i problemi dei lavoratori ciechi e ipovedenti non si presentano solo al momento di andare in pensione. è molto attuale, più di quanto lo sia per i cosiddetti normodotati, il problema occupazionale. I massofisioterapisti hanno un titolo che non è più spendibile nel settore pubblico, che adesso assorbe esclusivamente personale con diploma di laurea in fisioterapia. Questo svantaggia i disabili visivi, che hanno maggiori difficoltà nel portare a termine un percorso di studi universitario a causa della mancanza dei sussidi, dei limiti di accessibilità degli atenei e del materiale didattico. La conferenza Stato-Regioni ha riconosciuto la necessità di dare attuazione al Decreto Salvi che inse-

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...i problemi dei lavoratori ciechi e

ipovedenti non si presentano solo al momento di andare in pensione. è molto attuale, più di quanto lo sia per i cosiddetti normodotati, il problema occupazionale risce nuove figure equipollenti a quella del centralinista telefonico. Nello specifico: operatore telefonico addetto alle informazioni alla clientela e agli uffici relazioni con il pubblico, operatore telefonico addetto alla gestione e all’utilizzazione di banche dati, e operatore telefonico addetto ai servizi di telemarketing e telesoccorso. Il Ministero del Lavoro è stato sollecitato affinché riconoscesse queste figure, un passo che effettivamente è stato compiuto. Purtroppo gli Assessorati Regionali competenti, ai quali è demandata la formazione dei lavoratori minorati della vista, non hanno provveduto all’organizzazione e allo svolgimento sul proprio territorio degli specifici corsi di formazione destinati alle figure professionali in esame. Per questo motivo, ci impegneremo in una pressante attività di sensibilizzazione presso Regione e Provincia. Contestualmente dovrà essere modificata la legge 113/85 per renderla più attuale e possibilmente non aggirabile da datori di lavoro privati, ma anche pubblici, e dalle nuove tecnologie. Si tratta di un problema sempre e colpevolmente procrastinato, ma che adesso è approdato in Parlamento con l’Atto Camera 1779. La nuova 113, chiamiamola così, dovrà essere maggiormente aderente alle esigenze del mercato del lavoro, alle nuove tecnologie, al nuovo sistema previdenziale, ma anche agli obblighi di assunzione: vorremmo, infatti, evitare di dover ricorrere ancora una volta agli avvocati per tutelare i diritti dei nostri assistiti, cosa che abbiamo dovuto fare spesso negli ultimi due anni. Altri due tentativi di attutire la crisi occupazionale sono stati fatti con la definizione della figura di “operatore amministrativo segretariale”, e con quella del perito fonico da utilizzare in ambito forense. Per quest’ultima si aspetta il riconoscimento dal Ministero del Lavoro, che dovrebbe poi sollecitare il Ministero di Grazia e Giustizia per l’utilizzazione di questa nuova figura. Concludiamo il nostro breve excursus ricordando che l’INPS, con circolare n. 32 del 06/03/2012, ha stabilito che anche i parenti e gli affini di terzo grado sono legittimati ad assistere una persona disabile e a usufruire del congedo straordinario di cui all’articolo 42 del decreto legislativo n. 151 del 2001. Ovviamente ciò è possibile solo in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei parenti più prossimi: in questo caso, i parenti di terzo grado non solo sono legittimati ad assistere un disabile in stato di gravità e a usufruire del congedo straordinario, ma hanno anche diritto a godere dei permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104 del 1992. Rivolgiamo, infine, un appello a tutti i nostri lettori disabili visivi, chiedendo di rivolgersi ai nostri uffici per le consulenze e le pratiche che riguardano dichiarazioni dei redditi, pensioni e lavoro. Senza nulla togliere agli altri patronati – che pure svolgeranno egregiamente il proprio lavoro – possiamo affermare che nessuno conosce a fondo i diritti dei ciechi e degli ipovedenti come li conosciamo noi. E’ difficile muoversi nei meandri di un sistema previdenziale in continua evoluzione; nel periodo in cui presso la nostra sezione è stato istituito lo sportello di patronato abbiamo dovuto porre rimedio a più di una “svista” di altri patronati o caf. Inutile dire che le conseguenze di un errore nel momento di uscita dal mondo del lavoro per andare in pensione potrebbe avere conseguenze drammatiche. Cogliamo l’occasione per ricordarvi che, in previsione del “collocamento a riposo”, è auspicabile chiedere all’INPS un estratto conto certificativo, e non un estratto conto assicurativo, con modello ECOCERT. Ma soprattutto, evitate di dare le dimissioni prima di essere assolutamente certi di aver diritto alla pensione! Vi aspettiamo in sede per tutte le informazioni e consulenze del caso. Giuseppe Salatino

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Il diritto prioritario alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari Una firma per le persone non autosufficienti, perché possano avere condizioni di vita migliori e più eque. Ecco il senso della mobilitazione che, dal 1 febbraio scorso, coinvolge enti pubblici e associazioni, ma anche migliaia di singoli cittadini. L’obiettivo è presentare alla Camera, al Senato e ai Ministri competenti (Sanità e Politiche Sociali), una petizione popolare, per chiedere una legge che riconosca il prioritario diritto delle persone non autosufficienti alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari. Questo porterebbe notevoli benefici per i malati e rilevanti risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale. Chi sono le persone direttamente coinvolte? I soggetti con handicap gravemente invalidante, gli anziani malati cronici, le persone affette dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, i pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitatissima autonomia. In tutto sono oltre un milione di cittadini. Base fondamentale della Petizione è il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001 “Definizione dei Livelli essenziali di assistenza” (Lea) emanato a seguito degli accordi intervenuti fra il Governo, le Regioni a statuto ordinario e speciale e le Province autonome di Bolzano e di Trento. I Lea stabiliscono che il Servizio sanitario nazionale garantisca anche l’assistenza domiciliare integrata, comprendente non solo le attività sanitarie (medicina generale e specialistica, interventi infermieristici e riabilitativi) ma anche le «prestazioni di aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona». Tali prestazioni devono essere fornite gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale, tranne quelle riguardanti l’aiuto infermieristico e l’assistenza tutelare che sono a carico della sanità per il 50%. Alla luce di questi punti fermi, la Petizione popolare nazionale chiede che: 1. venga riconosciuto il prioritario diritto pienamente esigibile alle prestazioni domiciliari in tutti i casi in cui possano essere fornite a domicilio le necessarie prestazioni; 2. i congiunti o i soggetti terzi (denominati “accu-

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ditori”) siano disponibili ad assicurare il necessario sostegno domiciliare; 3. gli accuditori ricevano un rimborso forfettario delle spese sostenute il cui importo sia calcolato nella misura di almeno il 50% della retta a carico delle Asl e dei Comuni per i ricoveri presso strutture residenziali; 4. venga riconosciuto ai soggetti terzi e ai congiunti che assicurano le prestazioni domiciliari il ruolo di volontari intrafamiliari che, pur non avendo alcun obbligo giuridico di svolgere attività di competenza delle Asl e dei Comuni, assumono le frustranti incombenze riguardanti le persone non autosufficienti.

Questa petizione segue quella rivolta ad ottenere adeguati finanziamenti per le attività semiresidenziali e residenziali previste anch’esse dai Lea Il passato recente dimostra che l’impegno di tutti è prezioso. Questa Petizione segue quella rivolta ad ottenere adeguati finanziamenti per le attività semiresidenziali e residenziali previste anch’esse dai Lea. Grazie alle firme raccolte (oltre 25mila) e alle 86 adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche, sono stati fatti enormi passi avanti nel rispetto dei diritti delle persone non autosufficienti. Per saperne di più è possibile consultare il sito www.fondazionepromozionesociale.it. Si tratta di un’iniziativa davvero importante. Vi invitiamo quindi a compilare il foglio per la raccolta firme che trovate in allegato a questo numero. Potete riconsegnarlo presso la sezione UICI Torino direttamente a mano, oppure via posta prioritaria. Potete anche fotocopiare il foglio e distribuirlo a parenti e amici. L’obiettivo è raccogliere più adesioni possibile!

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Reddito e indennità Mai avrei creduto di riuscire a portare casualmente alla luce un tentativo parlamentare mirato a cambiare la natura stessa dell’indennità d’accompagnamento. Tutto è nato dalla lettura di un articolo de Il Sole 24 Ore che, riportando in sintesi la bozza del ddl di stabilità, annunciava l’introduzione della soglia di reddito per l’indennità a partire dal prossimo anno: “Gli over 65enni che ne faranno domanda o che già beneficiano dell’aiuto, non dovranno avere un reddito Irpef superiore ai 60mila euro se non coniugati, che sale a 80mila euro cumulati se coniugati. Per chi si trova sotto queste soglie, l’indennità è corrisposta in misura tale che, considerando l’importo della stessa, non comporti un reddito complessivo superiore ai predetti limiti”. Nonostante la smentita governativa, temevo che nelle fasi successive di approvazione del ddl da parte del Parlamento, venisse inserito un emendamento che riesumasse tale assurda proposta. Pur consapevole di comportarmi come un naufrago che affida il proprio messaggio ad una bottiglia lanciata in mare, decisi di inviare a parecchi deputati e senatori una lettera via e-mail nella quale, riferendomi all’articolo, raccontavo la mia condizione di presunto pensionato “d’oro” che si sarebbe visto togliere un diritto legato alla propria grave minorazione. Fra i destinatari avevo incluso tutti i membri della XII Commissione Politiche Sociali di Camera e Senato. Due senatrici (Simeoni, M5S, e Rizzotti, PdL) e la deputata Donata Lenzi, del Pd, mi hanno risposto manifestando la loro solidarietà. La proposta di legare il reddito all’indennità di accompagnamento, in effetti, stava circolando grazie, si fa per dire, agli emendamenti presentati dal senatore Lepri. Dopo aver informato la sezione di Torino dell’UICI e sollecitato i presidenti nazionali di UICI, FISH e FAND l’emendamento è stato ritirato. Ma, mi chiedo, perché tanto accanimento contro i disabili gravi ultra 65enni? A mio parere, il motivo sta nel fatto che i vecchi aumentano di numero, e con loro aumentano le probabilità che sviluppino malattie invalidanti, che potrebbero dar diritto ad assegni di accompagnamento. Da ciò si deduce che lo scampato pericolo si ripresenterà presto, e che sarà necessario attivare, facendo rete, più efficaci canali di comunicazione, per trasmettere il concetto che il cosiddetto “accompagnamento” va alla minorazione, indipendentemente dal reddito, altrimenti si lederebbe il principio costituzionale di eguaglianza fra i cittadini. Riporto, infine, quanto mi ha scritto la senatrice Simeoni: «Approvare norme incostituzionali, destinate ad essere cassate dal Giudice delle Leggi, è un imperdonabile spreco di tempo che il Paese non si può più permettere». Spero che anche gli altri parlamentari siano dello stesso avviso. O. Franco

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...Ho inviato una lettera nella quale raccontavo la mia condizione di presunto pensionato “d’oro” che si sarebbe visto togliere un diritto legato alla propria grave minorazione

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Sensi e parole nella fruizione dell’opera d’arte In occasione della Giornata Internazionale delle hanno lavorato per arricchire il panorama dell’acPersone con Disabilità, il gruppo di lavoro compo- cessibilità museale attraverso workshop, seminari, sto da Dipartimento Educativo della Fondazione attività dedicate, sviluppo di strumenti tecnologici Sandretto Re Rebaudengo, Tactile Vision Onlus, e di divulgazione. Tale sforzo è testimoniato non Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Torino, solo dal lungo percorso di lavoro di ciascuno dei Attività Educative e Formative del PAV Parco Arte partner in questo campo, ma anche dall’adesioVivente, Servizio Disabili della Città di Torino/La ne di tutte le realtà coinvolte al Manifesto per la Galleria/Circoscrizione 8, ha presentato il pro- Cultura Accessibile, sottoscritto nel giugno del gramma di una ricerca comune sul rapporto tra 2012, e che al punto 10 prevede proprio la prol’esperienza dell’opera d’arte e la percezione sen- mozione della ricerca sui temi della cultura accessoriale. sibile. Si tratta di un percorso di studio e attività labora- I risultati della ricerca saranno resi noti al termine toriali in cui è coindelle attività, prevolto, oltre alle istivisto per la fine del tuzioni promotrici, ...attraverso lo studio teorico 2014. un gruppo misto di Numerose le inie le esperienze pratiche, un gruppo di ziative in calenvedenti e non vericerca rifletterà su come comunicare dario. Fra queste denti in collaborazione con esperti segnaliamo: l’aun’opera d’arte nei campi del linpertura del nuovo guaggio e della percorso tattile comunicazione. a Palazzo Reale Questo percorso per la Giornata nasce dall’esigenInternazionale za di assicurare al delle Persone pubblico con dicon Disabilità; la sabilità un’espepresentazione rienza soddisfadel nuovo allesticente di fruizione mento al Museo del patrimonio del Cinema di musei e istid e l l ’A r c h e o l o tuzioni culturali, gia del Cinema e provando a eladelle innovazioni borare strumenti il più possibile universali di let- tecnologiche al servizio del progetto per un museo tura, comunicazione e comprensione di un’opera aperto e accessibile; l’inaugurazione, nel giorno di d’arte. Attraverso lo studio teorico e le esperienze Santa Lucia, dei tre pontili di pesca accessibili in riva pratiche, il gruppo di ricerca rifletterà su come co- al Po, nel tratto tra il ponte Balbis e piazza Polonia municare un’opera d’arte, su quale parte di questa e, infine, l’intervento sul suggestivo allestimento comunicazione può essere sostituita con la descri- finanziato dalla Consulta per la Valorizzazione dei zione, e su quanto invece viene perso o modificato Beni Artistici e Culturali di Torino – realizzato con in caso di limitazioni nella percezione sensoriale. materiali didascalici, grafici, audio e video (per i In aggiunta alle competenze teoriche, si valuterà la non vedenti: didascalie in braille, rilievo 3D e mopossibilità della tecnologia di fornire un supporto dello matematico) della collezione di argenti del all’esperienza di visita ai musei. villaggio di Marengo, oggi restaurati ed esposti al Durante il periodo di lavoro si sperimenteranno Museo di Antichità. pratiche diverse, secondo le varie competenze sviFrancesco Fratta luppate dalle singole istituzioni, che in questi anni

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Torino + Cultura Accessibile

La cultura è uno strumento reale di miglioramento della vita, un bene comune cui tutti devono poter accedere

L’iniziativa, ideata e realizzata dalla Fondazione Carlo Molo onlus per festeggiare i 15 anni di attività, è rivolta al pubblico con disabilità sensoriali e, più in generale, con deficit uditivi e visivi. Torino + Cultura Accessibile è finalizzata alla resa accessibile della programmazione culturale e, nello specifico, agli spettacoli cinematografici e teatrali e in questo senso farà di Torino una città pilota. Torino + Cultura Accessibile vuole, in questo senso, segnare un “cambio di passo” e incentivare un cambiamento culturale che generi profondi mutamenti dei modelli organizzativi e gestionali, ancor prima che strutturali, in un’ottica volta a garantire la piena inclusione e partecipazione alle attività culturali di tutti e di ciascuno, indipendentemente dalle specifiche esigenze e abilità. Torino + Cultura Accessibile sposta l’attenzione da forme di spettacolo per i disabili sensoriali – in questo senso ci sono state in passato alcune esperienze - alla resa accessibile, quanto più allargata possibile, della programmazione culturale in essere. Il progetto, in particolare, metterà in evidenza come inclusione e resa accessibile siano possibili poiché l’intervento economico non è sostanziale, e le modifiche alle strutture tecniche delle sale non così ostative. Un ruolo di punta nella realizzazione dell’iniziativa hanno avuto le associazioni Uici – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Apri, Apic, Cpd, Ens - Consiglio Regionale del Piemonte, Tedacà, Fondazione Istituto dei Sordi di Torino, Fiadda Piemonte, Fish, Tactile Vision onlus, Isitt, Asphi, che potranno essere in futuro imprescindibile riferimento per ottimizzare le diverse problematiche tecniche e non solo. Daniela Trunfio

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Tra le iniziative CINEMA AMICO Accessibilità per non udenti/ciechi e ipovedenti alle prime visioni. Partners: Museo Nazionale del Cinema, Cinema Massimo, Circuito Cinema Torino di Lorenzo Ventavoli, MovieReading, Milano. TEATRO La Fondazione del Teatro Stabile di Torino partecipa alla manifestazione inserendo nella stagione teatrale 2013/2014 la resa accessibile dello spettacolo “GL’INNAMORATI” di Carlo Goldoni in programma al Teatro Gobetti dall’11 al 16 febbraio 2014. Orari: martedì e giovedì ore 19,30; mercoledì, venerdì, sabato ore 20,45; domenica ore 15,30. ABBONAMENTO MUSEI TORINO PIEMONTE A partire dal 2014 l’Abbonamento Musei proporrà una tariffa scontata per le persone con disabilità, su presentazione del tesserino di riconoscimento. L’associazione Torino Città Capitale Europea organizzerà all’interno degli appuntamenti della primavera/estate 2014 (da metà marzo a fine giugno) alcune visite con itinerari accessibili e adatti a un pubblico con disabilità. GIORNATA DI STUDIO A fine febbraio 2014 al Centro Incontri, in corso Stati Uniti, è in programma una giornata di studio sul tema “Un futuro sempre più accessibile? Italia, Europa e oltre”, con la tavola rotonda “Fare accessibilità: l’organizzazione, la realizzazione tecnica, la voce” e la partecipazione dei fruitori di servizi accessibili: esperienze, opportunità, promozione di una maggiore consapevolezza. Contributi video: Omero Lis, audio descrizione delle opere liriche, un libro per bambini ciechi, sopratitoli dinamici per tutti, le esperienze Nuance per il riconoscimento vocale.

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L’arte è plurale Arte plurale è la kermesse internazionale che si è svolta dal 27 novembre al 7 dicembre alla Promotrice delle Belle Arti e che ha avuto, tra i propri partner, anche l’Uici di Torino. Cosa significa “arte plurale”? Con “arte plurale” si intende l’arte non in quanto frutto della creatività soggettiva del singolo artista, ma come prodotto che scaturisce dalla relazione tra soggetti plurimi, tra i quali non solo artisti professionisti, ma anche persone con varie disabilità, in condizione di disagio, educatori, ecc. Arte plurale, di cui quest’anno è ricorso il ventennale, è la kermesse internazionale che si è svolta dal 27 novembre al 7 dicembre alla Promotrice delle Belle Arti che ha avuto, tra i propri partner, anche l’Uici di Torino. Sfidando i limiti di molteplici barriere, Arte Plurale, nel tempo, ha indubbiamente aperto possibilità in frontiere consapevoli, condotto a esplorare territori oltre i confini stabiliti, aprendo soglie in cornici date, in perimetri chiusi, in logiche prestabilite. Alla luce delle esperienze maturate in questo singolare viaggio, interrogarsi sul concetto di limite non è certo operazione intellettuale fine a se stessa, perché del limite - qui - si è fatta concreta esperienza: come ostacolo, impossibilità, impasse, fatica… ma anche come passione e curiosità, invito e sfida verso nuove esplorazioni e ulteriori ricerche. Un’identità corale in cui vengono compresi tutti gli attori che hanno partecipato a costruire tale evento creativo e i diversi linguaggi che sono andati a comporre la complessità di questo importante percorso. Tra gli attori, oltre agli artisti (professionisti e cosiddetti irregolari), gli stessi educatori o insegnanti, i quali, spesso in veste di facilitatori o di osservatori curiosi e partecipanti, hanno accompagnato e garantito il farsi di un’opera, restando presi anch’essi in relazioni altre, altrimenti costruttive. Una scelta di sconfinamento - per indicare la permeabilità che è andata via via crescendo tra creatività in atto e quotidianità della vita - che allude all’azione trasgressiva e un po’ folle che caratterizza il procedere di ogni avanguardia e suggerisce domande sul senso del limite e sul rapporto che questo concetto intrattiene con il senso della possibilità. “Viaggio intorno al limite” è stato anche il titolo del convegno internazionale che si è svolto il 28 e 29 novembre al

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palazzo della Promotrice, e che ha visto tra i relatori anche il nostro consigliere Francesco Fratta, nella sezione “Spostamenti progressivi: esperienze e ricerche artistiche condivise” e il nostro valente collaboratore, nonché membro della Tactile Vision, Rocco Rolli, nella sezione “Oltre la visione soggettiva”. Dal 1993, prima edizione di Arte Plurale, ad oggi, molta strada è stata fatta. è aumentato enormemente il numero degli autori e dei partecipanti: dalle 15 coppie artista/pittore del ‘93 alle ultime

edizioni con centinaia fra coppie e formazioni (classi, équipe, gruppi misti) con artisti dei più diversi linguaggi utilizzati nella contemporaneità, e un pubblico di anno in anno sempre crescente. Si è andata costruendo una rete permanente fra servizi: a partire dai Centri Diurni per disabili della Provincia e del Comune di Torino il circui-

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... Sfidando i limiti di molteplici barriere, Arte Plurale ha condotto a esplorare territori oltre i confini stabiliti

to si è allargato progressivamente ai centri diurni e comunità delle Cooperative sociali e delle associazioni includendo anche persone con problematiche psichiche e fragilità varie. Da Torino al Piemonte, dal Piemonte all’Italia del Centro Nord, i servizi sono stati sollecitati a lavorare insieme e a scambiarsi competenze e progettualità, risorse umane e materiali, come a Torino avviene ormai costantemente fra Arte plurale, InGenio, Motore di Ricerca, oltre il lavoro quotidiano di tutti gli operatori implicati e la collaborazione di Passepartout, del Servizio Arti Contemporanee (dal 2004), del Servizio Sistema Educativo Integrato 0-6 anni (dal 2005), Servizio Assistenza Scolastica Scuola dell’Obbligo (dal 2006), e progetto Crescere insieme. Sono state, poi, coinvolte scuole di ogni ordine e grado, aumentando con costanza il numero dei contatti, in particolare con i Licei e l’Università, permettendo di sviluppare progetti interessanti e interdisciplinari che hanno contribuito a: • aiutare in classe le persone con difficoltà contribuendo a sensibilizzare gli studenti ai temi della diversità; • permettere a insegnanti e famiglie di conoscere un pò di più i servizi, future destinazioni per alcuni fra gli studenti disabili; • aiutare gli insegnanti a trovare qualche strumento in più per lavorare con gli studenti in difficoltà. • far scoprire agli studenti universitari e dell’Accademia realtà, possibilità di ricerca e operative di applicazione dei loro studi. Si è sviluppata, inoltre, una collaborazione reciproca tra i dipartimenti Educazione dei musei cittadini che negli ultimi anni è anche sfociata in ricerca congiunta sui temi della multisensorialità, dell’accessibilità e sulle difficoltà di comunicazione e il crescente interesse fra studiosi di varie discipline per i temi dell’accessibilità alla cultura da parte di tutti i pubblici, comprese le persone con disabilità. In quale altra città italiana, europea o extra europea esiste un processo del genere?

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Tieni d’occhio la tua vista Grande successo per l’iniziativa “Tieni d’occhio la tua vista” che la nostra sezione Uici Torino ha organizzato lo scorso 13 ottobre in piazza Castello. Duecentocinquanta persone sono state visitate gratuitamente (con controllo dalla pressione endoculare): un numero davvero ragguardevole, soprattutto se consideriamo la posizione un po’ defilata del nostro gazebo e il clima non certo mite. Ma, al di là del dato numerico, l’iniziativa ha confermato quanto il contatto diretto con la gente e la presenza “sul campo” siano importanti nell’azione di prevenzione. In tutto questo l’Uici Torino crede da tempo e da tempo investe risorse ed energie. E ora, un doveroso ringraziamento alle tante persone che hanno reso possibile l’iniziativa. Innanzitutto grazie ai medici oculisti, dott. Carlo Lavia e dott.ssa Giulia Consolandi: avrebbero dovuto “darsi il cambio” durante la giornata, invece si sono entrambi offerti di visitare per l’intera durata dell’iniziativa. Un ringraziamento va al dottor Bono di Ottica Vista 2000, punto di riferimento nella vendita di ausili tiflotecnici e tiflologici a Torino, che ha messo gratuitamente a disposizione la propria esperienza e la propria professionalità. Grazie al consigliere Sergio Prelato e ai soci Angelo Panzarea e Paolo Rivalta, preziose guide nel percorso al buio che ha portato tanti cittadini alla scoperta della disabilità visiva. Grazie agli impiegati e, per concludere, grazie ai volontari del servizio civile, come sempre stupendi nell’aiutarci a realizzare iniziative di questa portata. Lo. Montanaro

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Speaky: l’assistente digitale intelligente «Ciao Speaky». «Ciao, in cosa posso esserti utile?». «Prenotami un treno per Milano». «Quando vuoi partire?» «Domani mattina alle 7». «Va bene». «Speaky, che cosa danno stasera su Rai1? «Un film». «Speaky, chiudi le finestre del salotto». «Va bene, fatto». Dialogare con una macchina, quasi nello stesso modo in cui si parla con una persona: per i nati prima degli anni ‘90 tutto questo ha ancora un sapor di fantascienza. Fa pensare alla saga di Star Trek o al film Navigator, in cui il protagonista si lancia in divertenti e un pò assurde conversazioni con un supertecnologico disco volante. Ma spesso il presente brucia i confini e chiama realtà ciò che in passato era pura finzione. Può farne esperienza chiunque abbia uno smartphone di ultima generazione: nei prodotti Apple, tipo iPhone e iPad, c’è Siri, un assistente personale cui è possibile chiedere informazioni e affidare compiti. Va proprio in questa direzione il progetto Speaky, nato alcuni anni fa (ben prima di Siri) e sviluppato dalla Fondazione Ugo Bordoni, specializzata nel settore Ict. In sostanza Speaky è un software con interfaccia vocale (ma si sta lavorando anche sull’acutattile, cioè sull’interazione attraverso il tocco delle dita) che presto potrebbe rivelarsi molto utile per i disabili visivi. Tantissimi gli ambiti d’interesse, dalla domotica (cioè il controllo tecnologico della casa) alla ricerca di informazioni in rete, dalla gestione di un’agenda alla prenotazione di appuntamenti. Non solo: il sistema potrebbe anche essere un valido strumento di monitoring. Potrebbe, ad esempio, porre domande a una persona malata e, in caso di prolungata assenza di risposte, dare l’allarme ai parenti.

... Dialogare con una macchina, quasi nello stesso modo in cui si parla con una persona

«Nei decenni passati quasi tutti i dispositivi tecnologici funzionavano con il sistema command and control, basato su una rigida e univoca corrispondenza tra quello che si voleva ottenere e il comando per ottenerlo – spiega Andrea Paoloni, ingegnere, responsabile VUI (Voice User Interface) all’interno del progetto Speaky –. Noi invece vorremmo un’interfaccia basata sul dialogo, cui ci si possa rivolgere con il linguaggio della vita quotidiana. Il sistema, infatti, non registra solo le singole parole, ma l’intera frase. I vantaggi sono evidenti, soprattutto per chi non abbia grande familiarità con la tecnologia: ad esempio le persone anziane». Nei mesi scorsi, grazie anche a una collaborazione con l’Uici, è stato realizzato un primo giro di test sul sistema. Sono state coinvolte diverse città italiane: Torino (molti di noi vi hanno preso parte), ma anche Padova, Roma e Palermo. «Trattandosi di interfaccia vocale, quindi basata sul parlato, abbiamo bisogno di capire se ci sono differenze da regione a regione – spiega ancora Paoloni – Soprattutto ci serve un’ampia base di dati, presupposto fondamentale per gli sviluppi successivi». Nella prima fase i test erano pilotati, nel senso che il sistema “sapeva” in anticipo quali informazioni gli sarebbero state richieste. Ma presto si proseguirà con esperimenti sempre più articolati, fino alla definitiva messa a punto. Già tra un anno sarà disponibile un prototipo, successivamente si passerà alla fase di commercializzazione. Ci vorrà del tempo perché idee come questa possano entrare a regime e incidere realmente sulla vita pratica: oggi, ad esempio, gli strumenti per la domotica sono ancora poco usati e molto costosi. Ma le potenzialità sono sterminate. Il 21 e 22 gennaio il progetto sarà presentato a Torino, nell’aula magna del Rettorato dell’Università. Per saperne di più www.fub.it - http://tal2014.fub.it.

Lorenzo Montanaro

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Dalla pelle al cuore: il diritto al sesso, sereno e consapevole Con il suggestivo titolo “Dalla pelle al cuore” si è tenuto lo scorso mese di novembre, a Brescia, un seminario promosso dalle pari opportunità e finanziato dall’Uici di Roma, dal Consiglio regionale e provinciale della Lombardia e dall’IRIFoR di Brescia. L’argomento trattato è stato il rapporto uomo-donna nella società attuale, in particolare per ciò che riguarda il tema della sessualità, affrontato nei suoi aspetti di genere e nelle sue implicazioni sociali, con un’ottica sulle barriere e sui pregiudizi che spesso impediscono una piena e consapevole fruizione del sesso da parte dei disabili, a partire proprio da non vedenti e ipovedenti. Per la prima volta si è affrontato in tutte le sue sfaccettature un argomento che fino a poco tempo fa era considerato tabù: le informazioni erano scarse, generiche, talvolta errate e tutto questo impediva ai giovani di vedere il sesso come qualcosa di essenziale nello sviluppo armonico della personalità. Il desiderio e il piacere sono naturali in noi come il dolore, dobbiamo però imparare a gestirli e a controllarli per non incorrere in sensi di colpa e frustrazioni che possono sfociare in patologie psicosomatiche. Tutte queste informazioni ci sono state offerte con chiarezza e competenza dai singoli esperti. Ad esempio, lo psichiatra e sessuologo prof. Marco Rossi ha trattato l’argomento riguardante l’amore, la sessualità e la disabilità visiva: una relazione molto coinvolgente, ricca di spunti sociologici e letterari che ci hanno mostrato, semmai ce ne fosse stato bisogno, come sia di fondamentale importanza superare i tabù e gli stereotipi; aver maggior complicità di coppia rivelandoci reciprocamente piacere e desideri, ma anche le paure e le inibizioni o i rifiuti subiti per discuterli e superarli insieme, poiché, per una piena realizzazione di sé, ognuno di noi ha bisogno di conoscersi intimamente, di capire i propri bisogni e al tempo stesso quelli dell’altro. Solo in questo modo si potrà realizzare una società in cui il sesso non sia separato dall’affettività e la coppia riesca a superare attraverso un dialogo aperto e sincero le eventuali difficoltà che possono presentarsi durante un percorso di vita in comune, i momenti di stanchezza o di calo del desiderio che possono essere ravvivati raccontandosi senza farsi pudori le reciproche fantasie, non dimenticando mai che il desiderio e il piacere sono sempre sottoposti al controllo del nostro cervello: un sesso sereno e soddisfacente dipende ... Il deside- quindi non tanto da fattori strettamente anatomici o funzionali, ma in rio e il piacere sono gran parte da una reale intesa di coppia nella quotidianità del rapporto e nelle possibili implicazioni sociali o psicologiche che via via possono naturali in noi come presentarsi. il dolore, dobbiamo La psicoterapeuta e sessuologa Maria Teresa Coglitore ha poi esposto però imparare a con semplicità e chiarezza la sua relazione su “piacere e dolore nell’egestirli e a controllarli sperienza femminile”, sottolineando quanto questi elementi siano strettamente legati fra loro nelle varie fasi sessuali della vita di ogni donna e come sia necessario che questi momenti (quali ad esempio le prime mestruazioni, il primo rapporto sessuale, il parto o la menopausa) vengano affrontati con un’adeguata preparazione e con il giusto sostegno, in età giovanile da parte della famiglia e della scuola, e successivamente con l’aiuto del proprio partner e coi consigli del sessuologo, del ginecologo e del medico. Si è parlato, quindi, anche della figura dell’assistente sessuologo che nel caso di disabilità e di scarso dialogo e sostegno da parte della famiglia e della scuola, potrebbe aiutare il disabile sensoriale o psichico ad identificare e chiarire a se stesso i propri impulsi sessuali, a gestirli serenamente e a controllarli. Questa figura è già presente in alcuni stati europei, ma non Italia; auspichiamo però, che anche nel nostro Paese vengano formati assistenti sessuologi da affiancare, in caso di necessità, ai soggetti disabili più fragili e bisognosi. A questo proposito ci auguriamo che la nostra associazione favorisca degli incontri tra le famiglie che hanno figli non vedenti o ipovedenti in età adolescenziale, per discutere e affrontare con loro i problemi legati all’affacciarsi delle prime pulsioni sessuali, offrendo un giusto sostegno e consulenti altamente qualificati in questo settore. Nunziata Panzarea e Flavia Navacchia

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Il racconto di un viaggio, senza barriere, nella cultura e nella natura Dopo aver partecipato alla gita ad Ancona, organizzata dall’Univoc lo scorso mese di ottobre, ricordo questa esperienza con profonda gratitudine e piena soddisfazione. Siamo partiti animati dall’entusiasmo e dalla curiosità, che in genere producono quello stato di positiva eccitazione con cui si intraprende un viaggio verso nuove mete. Seppure poco numerosi, abbiamo saputo creare fin dal principio un clima di allegria, di affiatamento e di scambio costruttivo delle idee, delle riflessioni e delle sensazioni che ognuno provava e che sentiva il desiderio di condividere. La piccola Repubblica di San Marino, prima, e le Marche, con Ancona e dintorni, poi, ci hanno regalato emozioni forti, profonde e significative. Il Museo Omero, in particolare, ci ha fatto sentire più liberi da certi limiti abbastanza consistenti che talora la nostra minorazione sensoriale ci impone. Lì abbiamo davvero avuto la percezione straordinaria e commovente che queste barriere potessero essere varcate e private del potere di precluderci inesorabilmente l’opporIl Museo Omero, ad Ancora, ci ha fatto sen- tunità di contemplare un’opera scultorea, in tutta la sua tire più liberi da certi limiti abbastanza consistenti che d’arte grandezza ed in tutto il valore talora la nostra minorazione sensoriale ci impone espressivo che racchiude e trasmette all’interiorità umana in ogni tempo. Non a caso, il Museo Omero è stato ideato ed allestito da una coppia di persone non vedenti che, frustrate ed amareggiate dai continui divieti ingiunti fino a non molti anni orsono ai ciechi desiderosi di toccare le sculture originali presenti nei più insigni musei d’Italia e d’Europa, hanno creato ed istituito una raccolta che ne riproduce fedelmente e dettagliatamente i contenuti figurativi e che si è progressivamente ampliata fino ad annoverare al suo interno oltre 200 rappresentazioni. Queste sculture sono state riprodotte e realizzate con una tale cura e precisione da suscitare in coloro che le ammirano, anche attraverso il tatto, l’illusoria impressione che i corpi dei personaggi raffigurati sembrino viventi. A toccare la mia anima con particolare e forte intensità, è stata soprattutto la riproduzione de La Pietà di Michelangelo. Mi sono commossa fino alle viscere quando ho toccato la figura di Cristo appena deposto dalla croce ed abbandonato completamente in braccio a sua madre Maria. In quel momento ho pensato che solo pochissimo tempo prima della visita al Museo Omero, durante un mio recente pellegrinaggio a Roma, non ho potuto vivere un’emozione per me così unica e struggente, perché davanti all’opera suddetta mi sono imbattuta in un’imponente recinzione che me la rendeva inaccessibile. Dalla cultura alla natura: dopo la visita al Museo Omero ci siamo recati a Portonovo, sotto il monte Conero per un’immersione, seppur breve, nella natura, gustando e contemplando le meraviglie che il Creato ci riserva. Abbiamo avvertito la quiete e il silenzio caratteristici dei luoghi non troppo frequentati e quindi preservati dal traffico convulso delle grandi città; un silenzio che infonde pace interiore e consente di entrare in contatto con la parte più intima e più profonda di noi stessi. Abbiamo apprezzato il fascino e la bellezza del paesaggio boschivo, toccando i frutti e le piante che lo compongono e sentendo i diversi aromi da esse derivanti e, al tempo stesso, a pochi passi di distanza, percependo e ammirando la grandezza del mare, ascoltando il fragore delle sue onde, prendendo tra le mani un’alga e abbandonandosi alla piacevolissima sensazione suscitata dal forte odore salmastro dell’aria. Ogni volta in cui, attraverso occasioni come questa, posso apprezzare e sperimentare direttamente il dono e il valore della natura, riesco anche a rinnovare e ad accrescere in me la mia consueta gioia di esistere. Chiara Vogliolo

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L’esperienza, sott’acqua, di un sub non vedente Mi chiamo Ambrogio Riili, sono un ragazzo non vedente di Torino di 27 anni. Sono una persona curiosa e interessata a provare diverse attività. Sono uno sportivo (uno dei miei sport preferiti è il nuoto) e, per questo motivo, ho partecipato, lo scorso mese di settembre, al corso di sub per non vedenti organizzato dal Gruppo Subacqueo Paolano a Paola, in Calabria. L’ambiente si è rivelato ottimo: persone gentilissime, istruttori preparati, ma al tempo stesso sensibili. Una volta cominciate le lezioni mi sono reso conto che per ognuno era stato preparato un percorso individualizzato, in base alla propria acquaticità. Ognuno di noi, poi, era seguito da almeno 2 istruttori, di cui uno non vedente che, durante le immersioni, viene però sempre accompagnato da un istruttore vedente. Dopo una fase teorica - in cui sono stati spiegati i primi rudimenti, come lo svuotamento della maschera, è stata presa confidenza con l’attrezzatura e sono stati analizzati tutti gli aspetti inerenti la sicurezza (dal consumo di aria che incrementa con l’aumentare della profondità alla compensazione, dalla tecnica per una corretta risalita ai segnali tattili indispensabili per comunicare sott’acqua) - siamo passati alla pratica con le immersioni in mare. All’isola di Dino, a Praia a Mare, a una profondità di circa 7 metri, abbiamo affrontato un’immersione piuttosto impegnativa per i neofiti. Ero un po’ intimorito, teso e curioso, ma l’esperienza si preannunciava entusiasmante. Avremmo, infatti, esplorato la caldaia di una nave naufragata nel 1917. Il mio timore, soprattutto, era legato al problema della compensazione, quello che è considerato il tallone d’Achille di ogni sub. Una volta arrivato il gommone a destinazione, ci siamo tutti catapultati in acqua. A turno siamo scesi in profondità seguendo una corda. Con Letizia, l’istruttrice vedente che mi ha affiancato nell’immersione, sono sceso piano perché volevo essere certo di compensare bene e di potermi gustare una bellissima

... sott’acqua la forza fisica e la gravità vengono annullate e viene esaltata la tridimensionalità esperienza. Una volta in profondità abbiamo preso per mano la nostra guida ed esplorato l’ambiente, toccando con le mani ciò che poteva essere interessante. Sulla caldaia, che al tatto sembrava un pezzo grande di ferro ricoperto da uno strato simile al muschio, ho toccato varie spugne di diverse dimensioni e le poseidonie, dei fili d’erba semplicemente più larghi. L’aspetto importante dell’immersione è, però, nelle emozioni provate: un grande senso di tranquillità e di calma, supportato dal fatto che non si sentiva quasi nessun rumore. Sono rimasto sotto circa 16 minuti, e tramite i segnali tattili ho chiesto a Letizia tutte le informazioni sulla profondità, il tempo di immersione e la quantità di aria rimasta. Contrariamente ai minuti di orologio, il tempo è volato molto in fretta e, senza neanche accorgermene, era già arrivato il momento di risalire. Dopo questa esperienza, bella anche se breve e in un ambiente familiare ed amichevole, ho capito quanto l’attività subacquea possa essere appassionante, naturalmente dopo un primo periodo di introduzione a questa nuova disciplina. Il contatto con l’acqua, che a me piace, viene molto attenuato, a causa dell’attrezzatura, ma dal punto di vista mentale ed emotivo è una bellissima pratica, che sovverte radicalmente le leggi del mondo fisico in cui ci troviamo. Sott’acqua, infatti, la forza fisica e la gravità vengono annullate, e viene esaltata la tridimensionalità, con la possibilità di muoversi per lunghi tratti in obliquo.

Ambrogio Riili

nuovi orari uffici Nuovi orari di apertura al pubblico della sezione provinciale di Torino dell’Uici (corso Vittorio Emanuele II, 63): gli uffici saranno aperti dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, dal lunedì al venerdì. Visitando il sito all’indirizzo www.uictorino.it è possibile conoscere i servizi, le attività e le iniziative per i disabili visivi di Torino e provincia. Per contattare, invece, la redazione di UICI/011 si può scrivere una mail all’indirizzo: uic011@uictorino.it. La redazione augura a tutti Buon Anno!

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UICI Sezione provinciale di Torino, corso Vittorio Emanuele II 63 10128 Torino Tel: 011/535567 011/5628028 Web: www.uictorino.it E-mail: uicto@uiciechi.it


UICI/011 - anno 2013 - numero 3