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Domande al Sindaco RISPOSTE

Perché chi governa Magreglio non ama confrontarsi con chi la pensa diversamente?

Perché non vengono date, come previsto dalla legge, risposte chiare alle interrogazioni consiliari?

Perché non viene rispettata la principale regola della democrazia, ovvero il confronto (e la collaborazione) fra le diverse opinioni?

Perché non vengono organizzati incontri pubblici in cui prevalga una linea d’azione comune a difesa dello sviluppo del paese?

Perché sui grandi temi dell’ambiente, del degrado, della speculazione edilizia non si avvia un tavolo comune di discussione che raccolga anche le istanze delle minoranze?

Perché non si pensa a rilanciare e valorizzare concretamente il paese partendo dalle istanze espresse da chi lo frequenta (villeggianti, turisti ecc.)?

ZERO

Perché si tappa la voce (e l’azione) della Pro loco?

Perché la difesa aprioristica di comportamenti discutibili prevale sulla necessità di condivisione di scelte importanti e delicate?

Perché non si ragiona seriamente sul futuro turistico di Magreglio, ascoltando anche i suggerimenti e le opinioni di chi ha competenza in materia di ospitalità e marketing turistico??

Perché si danno ormai per perse occasioni di rivitalizzazione del paese e della sua offerta?


I miei maestri di giornalismo, a cominciare da mio padre per arrivare a personaggi come Arnaldo Giuliani, capocronista del Corriere della sera nei primi anni Ottanta (a cui devo tantissimo) mi hanno sempre insegnato a non “sfruttare” le situazioni a proprio favore, ovvero a non utilizzare le sventure (o le scemenze) altrui per sostenere le proprie tesi. Sarebbe troppo facile fare giornalismo in questo modo. Chi fa “giornali di pancia”, come Vittorio Feltri, per esempio, invece fa proprio così: costruisce i titoli degli articoli (e dunque la propria audience) sulla base dei misfatti altrui. Per noi, cresciuti alla scuola di Lamberto Sechi (“I fatti separati dalle opinioni”) risulta difficile essere così cinici. Per noi è impossibile scrivere articoli che impietosamente tendano ad approfittare dei limiti o degli errori altrui. Perché capita a tutti di sbagliare… Eppure, eppure… Di fronte alla sicura e presuntuosa affermazione della massima autorità di Magreglio sulla potabilità dell’acqua, espressa con certezza sulle pagine della Provincia in una sorta di “spot” promozionale sulle capacità amministrative della attuale maggioranza, beh, di fronte a tale atteggiamento verrebbe davvero spontaneo di fare un uso giornalistico (peraltro veritiero) di certe affermazioni, successivamente smentite all’indomani delle dichiarazioni stesse!! Ma noi, come al solito, preferiamo attenerci ai fatti (che parlano da soli). Avendo letto frasi del tipo : “ l’acqua è piena di terra, sporca e marrone, ma è pur sempre potabile, quindi bevete tranquillamente”, eravamo letteralmente trasecolati. Ma, a meno di 24 ore di distanza, ecco arrivare la smentita: contrordine, cittadini! “L’acqua va fatta bollire, in quanto piena di microrganismi batterici… Scordatevi di berla, ma anche di usarla per lavarvi i denti…” Memori dei nostri maestri, lasciamo perdere e preferiamo non infierire, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa! Cosi’, fra una bufala e l’altra, il paese va avanti, si fa per dire. E, un po’ come l’Italia intera, si arrangia, si arrabatta, fa finta di non vedere per evitare di deprimersi. Forse è proprio questa la forza dei Magregliesi: seppure ormai senza speranza, fingono che tutto vada bene. In questo modo rinforzano la propria capacità di sopportazione e, dotati di pesanti paraocchi, guardano solo il proprio orticello. Sì, anche questo sono riusciti ad ottenere lor signori in vent’anni e passa di “comando” sul territorio: hanno fatto sì che non gliene importasse più nulla a nessuno (o quasi) del destino, delle scelte, delle strategie di crescita e di sviluppo di Magreglio. Consigli comunali asettici, all’insegna dell’unanimismo totale, del consenso generalizzato sancito dalle sale comunali quasi sempre deserte. E le minoranze? Non possono esprimersi, non possono fare il loro mestiere di oppositori, non devono “rompere le scatole….”, come ha detto un membro molto maleducato della maggioranza durante uno degli ultimi consigli comunali!! L’avvertimento è chiaro: o con noi o contro di noi! Ma, mi chiedo io, quale deve essere allora il ruolo delle minoranze? Di essere sempre d’accordo con la maggioranza? Di fare le belle (o brutte) statuine ed accettare quello che passa “il convento”? E no, troppo facile!! La corretta amministrazione di un ente pubblico deve vivere su un sano contraddittorio e non su un tacito consenso, che rischierebbe di essere deleterio per le sorti del paese. Se la minoranza non rivendicasse alcunché, non ci si lamenti poi –come molti Magregliesi fanno- delle scelte adottate dalla maggioranza. A proposito di Magregliesi, consentitemi un appello: interessatevi di più alle sorti della cosa pubblica, intervenite ai consigli, esprimete il vostro punto di vista che, anche se magari non lo sapete, è prezioso! Il menefreghismo e il qualunquismo sono i migliori alleati delle pessime amministrazioni… Sisifo

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“ SI “ , due stili di comportamento sono quelli che si verificano durante le sedute dei Consigli Comunali di Magreglio. Da una parte l’opposizione, che educatamente ascolta in modo composto ciò che viene detto dal Sindaco o dal Segretario , dall’altra parte i componenti della maggioranza, compreso il Sindaco, che durante gli interventi delle minoranze, non prestano alcuna attenzione a ciò che viene proposto. Ridono e scherzano fra loro ed intervengono solo per votare a comando quando viene richiesto dal Sindaco. Un altro esempio di scorrettezza si è verificato nella seduta di un Consiglio Comunale, quando alla nostra richiesta di verbalizzare quanto dichiarato dal Sindaco su nostra dettatura come previsto dal regolamento del Consiglio Comunale, il Sindaco beffardamente proibiva che ciò avvenisse, affermando che a verbale si mette quello CHE LEI DICE, SOLO SE LO VUOLE LEI. Nello stesso consiglio anche l’Assessore Vertova inveiva contro di noi dicendo: “…….voi due siete abbastanza grandi per venire in Consiglio SOLO A ROMPERE LE SCATOLE….”, ed anche in questo caso l’assessore seguiva l’esempio del Sindaco impedendo di verbalizzare la frase pronunciata. Facciamo notare che invece da parte nostra tutto quello che dichiariamo nei nostri interventi, lo scriviamo, firmiamo e lo alleghiamo ai verbali dei relativi Consigli Comunali, come è facilmente verificabile. Due stili e due modi di comportamento, che mettono in evidenza il diverso grado di educazione . Sarebbe auspicale che i componenti della maggioranza ne fossero dotati per partecipare ai Consigli Comunali. Firmato: I “ Due rompiscatole “ Alberto Ceruti Giovanni Catelli

Desideriamo con queste brevi note chiarire alcuni punti in merito all’informatore comunale “ el gusàl “. Alla nostra richiesta durante l’ultimo consiglio comunale di conoscere le spese sostenute dall’amministrazione comunale per la stampa dell’informatore, in quanto non figuravano in nessuna voce nel rendiconto della gestione-esercizio 2009, il Sindaco ha risposto che “non costava nulla” e di fronte al nostro stupore, ha aggiunto inviperita che era realizzato da volontari con i mezzi comunali e che si poteva quantificare comunque in una spesa non superiore ai 200 euro. Chiaramente non è una cifra credibile per una stampa in parte a colori e con una pubblicità, sempre a colori, nell’ultima pagina di cui non appare nemmeno la relativa entrata nel rendiconto di gestione. Passando poi ad esaminare gli articoli pubblicati di volta in volta, notiamo che, invece di limitarsi a polemizzare con le opposizioni solo nelle due colonne riservate nella pagina ai Gruppi Consiliari, ciò avviene invece nella maggior parte dell’informatore, dimenticando che la funzione del “el gusàl ” dovrebbe essere esclusivamente quella di dare ai cittadini notizie utili sull’andamento della gestione comunale, al fine di tenerli informati su quanto accade. Preferiamo non intervenire in questa sede su altre “notizie” pubblicate ultimamente (lasciamo ai lettori questo facile compito), ma desideriamo puntualizzare che sull’informatore viene sempre segnalato il sito del Comune di Magreglio: www.comune.magreglio.co.it , che rimanda al sito www.magreglio.eu che non è dominio del Comune di Magreglio ma di un privato. Come mai ? Giovanni Catelli


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Ogni tanto amo riordinare il mio archivio personale relativo a molte documentazioni che ho raccolto nella mia vita. La scorsa settimana ho ritrovato fra i vecchi opuscoli un pieghevole della “Pro-Magreglio”, con la seguente intestazione: La perla della Valassina ( m. 783 s/m ). Immediatamente i miei ricordi sono andati a quei tempi in cui si poteva effettivamente dare questa definizione, ma oggi onestamente possiamo riaffermarla ? Eppure leggendo l’articolo del Sindaco Giovanna Arrigoni apparso sul numero 5 del “ el gusàl “, sembrerebbe che lo stesso Sindaco dopo avere scambiato alcune opinioni con ospiti prestigiosi ( ? ), scrive di avere ricevuto i complimenti per come il nostro paese ha saputo difendere l’ambiente. Discordando con il Sindaco che polemizza ” in merito agli occhi e soprattutto quello che dovrebbe stare dietro gli occhi, che sono differenti ”, porgo una domanda ai lettori: MAGREGLIO E’ ANCORA LA PERLA DELLA VALASSINA ? A.C.

Leggo su La Provincia i commenti degli amministratori magregliesi (segnatamente del Sindaco) relativamente al comportamento di molti ciclisti che transitano sulle nostre strade. Certamente spesso il loro modo di condurre le bici irrita e, altrettanto spesso, rende pericolosa la situazione del traffico e la sicurezza dei pedoni. Se penso ai tanti ciclisti che, nelle strade cittadine (soprattutto a Milano) circolano contromano, mettendo in pericolo la loro e altrui vita, mi verrebbe quasi da dare ragione al Sindaco. Ma, riflettendoci sopra, mi viene da dire che la situazione deve essere analizzata nel suo insieme, senza fare di ogni erba un fascio. Il problema e' soprattutto di educazione dei cittadini, che siano ciclisti, automobilisti o pedoni poco importa. Infatti, se analizziamo le cronache, poi, troviamo che spesso accadono incidenti, anche gravi, legati all'eccesso di velocitä' delle auto, piu' che dei ciclisti. Certo, e' vero che frequentemente viaggiano appaiati e non in fila indiana, ma e' altrettanto vero che non e' corretto superarli in blocco, come molti automobilisti fanno, senza neppure guardare se arriva qualcuno in senso opposto. E, cosa ancor piu' grave, superando la linea continua!! Allora, prima di scagliare la pietra contro i ciclisti, dovremmo tutti fare un bell'esame di coscienza. E, quando necessario, costringerli a rispettare le leggi, attraverso controlli anche rigidi e pretendendo da loro, come da chiunque altro, il RISPETTO DELLE LEGGI: d'altra parte, che cosa ci stanno a fare le amministrazioni locali, con le loro polizie municipali? Credo proprio che spetti a loro, insieme alle forze dell'ordine, far rispettare leggi e regolamenti.... O, forse, chiediamo troppo? Per concludere, diciamo che sarebbe meglio capire le esigenze di tutti, armonizzandole in un contesto di rispetto della legalita': per i ciclisti, certo, ma anche per gli automobilisti. E, perche' no, anche per gli amministratori locali, dai quali i cittadini si aspettano molto di piu' che strali polemici, lanciati a casaccio e, soprattutto, al di fuori di ogni strategia a medio periodo! E’ troppo facile elogiare i ciclisti quando fa comodo e considerarli invece un pericolo quando non tornano utili per fini promozionali o politici! Insomma, un po' di correttezza in piu' -da parte di tutti- proprio non guasterebbe. Sisifo


La presunta “potabilità” dell’acqua pubblica dell’acquedotto magregliese, quella che scende dal rubinetto, per intenderci, ha avuto vita breve visto che il 15 luglio u.s. un’ordinanza comunale ne vietava il consumo. La sindaco di Magreglio, Giovanna Arrigoni, ha avuto davvero un bel coraggio a dichiarare, nello spazio messole a disposizione (sotto forma di articolo giornalistico firmato Giovanni Cristiani, su La Provincia del 14 luglio) che “l’acqua è potabile, anche se è marrone!”. Se non fosse una cosa seria, ci verrebbe da ridere. Molti milanesi, abituati a bere normalmente acqua del rubinetto nella loro città, mai avrebbero pensato che un paese di mezza montagna come Magreglio, circondato da boschi di conifere e faggeti, sull’altopiano che vede nascere il fiume Lambro (le sorgenti sono a Piano Rancio, a un paio di chilometri dal centro del paese, e il fiume qui è ancora pulito), potesse offrire a residenti e villeggianti un’acqua malsana, sporca e igienicamente rischiosa per la salute. Eppure, “anche se è sporca, si può bere!”, dicono lor signori. Che non vogliano dare spiegazioni, lo si può capire; ma che prendano in giro la gente, questo è intollerabile. Stendiamo un velo pietoso e prendiamo atto dell’ordinanza, tardiva, che impone di far bollire l’acqua prima del consumo. E, al tempo stesso, sorridiamo davanti alle parole del Sindaco, che ritiene che una causa dell’inquinamento sia dovuta alle piscine (!) che sono presenti sul territorio magregliese. Sì, avete letto bene: le piscine! Sta scritto sulla Provincia del 16 luglio scorso, nella quale compare un articolo in cui si cerca di individuare delle responsabilità (ovviamente) altrui. Non abbiamo più parole, ma nemmeno occhi per piangere. Sisifo


Caro lettore, comprendiamo il suo amaro sfogo e le diciamo, per consolarla, che Magreglio è un paese “speciale”, non si sa bene perché! Tenga presente che quanto da lei denunciato è stato per anni oggetto di grandi battaglie, ambientaliste e …. fotografiche, nel senso che per anni abbiamo documentato le condizioni indecenti in cui il paese era tenuto. Passi avanti, comunque, ne sono stati fatti: le denunce pubbliche, l’operato della stampa (Obiettivo Magreglio in testa), l’impegno volontario di tanti (magregliesi e non) hanno sicuramente sensibilizzato gli amministratori, anche se il processo è molto lento. E l’inciviltà di tanti è la peggior complice del cattivo o mediocre operato di pochi. Per quanto riguarda la discarica, riteniamo che lo spostamento a Barni nonostante evidenti problemi logistici sia stato frutto di una decisione sensata, che oltretutto ha alleggerito i Castagneti di quell’orribile peso… Sisifo


Obiettivo Magreglio, Via Battista Bertoli,3 – 22030 MAGREGLIO (CO) Indirizzo E-Mail: serviremagreglio@gmail.com - Nuova serie –Anno 2 – Numero 4 Registrazione del Tribunale di Milano n° 273 del 02/05/1992 - Obiettivo Magreglio, trimestrale, è un periodico a distribuzione gratuita Hanno contribuito alla realizzazione di questo numero: Francesca M.T. Andreoletti, Annalisa Begni, Giovanni Catelli, Piero Cermenati , Alberto Ceruti, Ugo Ceruti, Roberta Giuliani, Jessica Paleari, Romolo Perini, Maria Angela Perotti, Andrea Sangalli, Matilde Subert, Rossana Trecca.

Obiettivo Magreglio  

Agosto 2010